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Il Gioco di Briscola XXL

Il Gioco di Briscola XXL

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Il Gioco di Briscola XXL

Longueur:
70 pages
1 heure
Éditeur:
Sortie:
1 janv. 2020
ISBN:
9788835351894
Format:
Livre

Description

“…. e se vi dicessi che questo libro, che alcuni di voi hanno avuto la fortuna di avere già letto, acquistasse le dimensioni di un formato extralarge? Vi piace l’idea? Se la risposta è “sì” allora direi che è arrivato il momento di mettervi comodi sul divano, allungare le gambe e farvi guidare dalle orme del gatto bicolore protagonista di una storia davvero particolare che si avvicina molto ai racconti dei più grandi maestri del brivido e che, spero, vi sorprenderà ancora una volta.”
Éditeur:
Sortie:
1 janv. 2020
ISBN:
9788835351894
Format:
Livre

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Salvo Nicolosi

Il gioco di Briscola

(XXL)

Prologo

Questo racconto nasce quasi per caso da un periodo di aspettativa che mi sono concesso con l’intento di prendermi una pausa bella lunga. " Chi se ne freg a - direte voi - ma io un prologo dovevo pur scriverlo, in verità non sapevo da dove cominciare, di inizi ne avevo letti tanti, più o meno inventati, curiosi, realistici o strampalati, per cui comincio dal fatto che effettivamente ho deciso di regalarmi un anno sabbatico dal lavoro con l’intento di cercare di fare ordine tra le mie priorità e dare ascolto al mio io " interiore. Così, quasi per scherzo insieme alla mia fedele amica felina, ho voluto dare un senso anche alla tastiera del computer che ho a casa e che rischiava di prendere solo polvere e spericolatamente mi sono lanciato nella scrittura del mio primo racconto, quasi a mettermi alla prova.

Vi avverto, non aspettatevi il solito libro strappalacrime che descrive gattini indifesi, abbandonati, pulciosi, sarebbe stato tutto troppo facile e scontato. Quello che andrete a leggere lo considero un racconto breve che si avvicina alle trame poliziesche conosciute con tinte di un giallo appena sfumato, nulla di inquietante s’intende, ma una storia che galleggia su uno sfondo semiserio e semicomico allo stesso tempo. Insomma, un collage di piccole emozioni imbastite su una trama che mi auguro di cuore possa davvero catturare la vostra curiosità.

I lettori mi comprenderanno, spero, se di tanto in tanto mi sono dovuto concedere qualche piccola licenza poetica come per esempio un congiuntivo buttato lì a casaccio o se ho dovuto ripiegare per una forma molto personalizzata di lingua italiana; perdonatemi, ma è il mio primo scritto, una sorta di esperimento e, credetemi, si fa davvero fatica ad essere corretti e precisi grammaticalmente parlando sopra tutto, pardon soprattuto… uffa soprattutto, quando fa un caldo torrido e, come se non bastasse, con il gatto che non la smette più di miagolare e strofinare il muso sulle mie gambe.

Quindi, come si scrive in questi casi, i fatti, le persone, gli animali descritti di seguito sono decisamente frutto della mia mente contorta perché non credo proprio che nella realtà siano mai accaduti degli episodi come quelli narrati in questo manoscritto.

Un momento! E se vi dicessi che da ora in poi il libro che state per leggere, e che alcuni di voi hanno avuto la fortuna di averlo avuto tra le mani, acquistasse le dimensioni di un formato extralarge? Vi piace l’idea? Se la risposta è allora direi che è arrivato il momento di mettervi comodi sul divano, allungare le gambe e farvi guidare dalle orme del gatto bicolore protagonista di una storia davvero particolare che si avvicina molto ai racconti dei più grandi maestri del brivido, e che spero, vi sorprenderà ancora una volta.

Buona lettura amici.

Capitolo Uno

... Adesso mi era tutto chiaro, ogni momento, ogni istante, ogni particolare si fondevano in una verità assurda ma l’unica plausibile. La strada che stavo percorrendo a quell’ora di notte era immersa nel buio totale tranne che per la luce gialla del lampione a pochi passi, non mi restava che agire di sorpresa e se avessi avuto il coraggio, ucciderlo con le mie mani sperando che a sua volta egli non uccidesse me. Sapevo che era fondamentale agire in fretta e nel modo più silenzioso e furtivo possibile. Avanzai rasente il muro scrostato appoggiandomi cautamente con il palmo delle mani coperto dai guanti neri di pelle consumata sui polpastrelli. La sua casa dava proprio sulla strada dove era stato commesso il primo omicidio di cui avevano parlato tutti i giornali nei giorni scorsi, e l’entrata era ancora transennata dal nastro giallo della polizia scientifica. Come un gatto nero sollevai senza indugio la striscia di plastica, mi curvai il più possibile per passare al di sotto e raggiunsi la porta di legno scuro. Aiutandomi con il grimaldello che mi ero portato dietro insieme alla torcia che stringevo tra i denti per non impicciare le mani, riuscii con la destrezza del ladro consumato, ad entrare. La porta si aprì silenziosa sull’ingresso buio e soffocante, solo una sottile lama di luce proveniente dalla strada illuminava debolmente poco spazio davanti a me. Il silenzio era assoluto. Feci pochi passi e sobbalzai quando lo sentii russare; accesi la piccola torcia, sulle pareti rischiarate appena dal cono di luce erano ancora visibili le tracce di sangue color ruggine delle numerose vittime del serial killer che avevo avuto per anni come vicino. La polizia lo aveva avuto sotto il naso, l’errore era stato quello di non sospettare fin dall’inizio di una persona costretta su una sedia a rotelle escludendola a priori dalle indagini, invece era un omicida sanguinario e senza scrupoli che sapeva recitare alla perfezione il ruolo dell’invalido ingannando tutti. Me compreso.

Ormai avevo deciso, dovevo vendicare quegli esseri innocenti e con determinazione avanzai ancora un po’ cercando di calibrare i miei passi sul pavimento coperto dalla moquette. Ad un tratto, sentii un rumore che mi gelò il sangue nelle vene: passi pesanti che si avvicinavano, la bestia si era

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