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CTP

DOTT. LUCIANO GAROFANO D.SSA CINZIA GIMELLI D.SSA MELANIA LUGLI DOTT. ROBERTO TESTI
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GLI ASPETTI MEDICO-LEGALI Lo studio della documentazione relativa alle lesioni patite dal piccolo Luca MONGELLI, armonizzata con gli elementi circostanziali desunti dalle varie testimonianze in atti ritengo permettano alcune considerazioni medico legali utili alla ricostruzione degli eventi. Da quanto a disposizione possibile ricostruire i tempi della vicenda in oggetto con ragionevole verosimiglianza. In estrema sintesi risulta che alle ore 17:00 circa del 7.2.2002 che la signora MONGELLI usciva dal suo domicilio lasciandovi i figli Luca e Marco, i quali erano segnalati pochi minuti dopo, da alcuni testimoni, mentre si dirigevano con il cane verso il luogo ove poi venne ritrovato Luca. Dopo le ore 18.00 la signora MONGELLI, che nel frattempo era rientrata a casa non trovandovi i bambini, si recava verso il prato dove solitamente i figli giocavano e qui ritrova il piccolo Marco, piangente, con una ferita superficiale del labbro inferiore leggermente sanguinante. Giova segnalare come il cane Rocky, in questo frangente, labbia presa per la manica, portandola fino ai vestiti di Luca, 1ammucchiati sulla neve, e al fondo di un pendio innevato, fino al bambino, che giaceva steso sulla neve, con il torace nudo, rannicchiato su se stesso. I pantaloni e i sopra-pantaloni erano abbassati sotto alle ginocchia, gli slip abbassati a mezza coscia ed un solo stivale calzato. La Signora MONGELLI chiedeva aiuto ad uno chalet vicino, dove venivano prestati i primi soccorsi al bambino (erano le 18.30 circa). Alle ore 19.11 il medico (dottoressa Leen Fournier-Denys) rileva un arresto cardio-circolatorio per il quale iniziava RCP. Alle 19.30 giungeva unambulanza medicalizzata e il bambino veniva intubato. Veniva descritto come incosciente, freddo, in arresto cardiorespiratorio con midriasi fissa bilaterale e con multiple escoriazioni superficiali su tronco ed arti, non
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sanguinanti. Alle 20.19 Luca Mongelli veniva ricoverato allospedale di Sion e da qui trasferito allospedale di Ginevra (La temperatura rettale, di 23.3 a Sion, risultava di 19.4 a Ginevra). Prima di tentare una ricostruzione dei fatti certamente opportuno affrontare i punti di maggiore rilievo sui quali si sono incentrate le consulenze svolte nel caso in oggetto. LE LESIONI TRAUMATICHE PATITE DA LUCA MONGELLI Le lesioni elementari riscontrate su Luca MONGELLI venivano precisamente descritte presso lIstituto Universitario di Medicina Legale di Ginevra, dai dottori G. Perret e S. Burkhardt in data18.2.2002 e qui di seguito riportate (tradotte dal certificato in lingua francese): A livello del viso : sulla fronte due dermoabrasioni, di colore rossastro, parallelea llasse del corpo, luna sulla linea mediana, che misura 2 x 0,02 cm, mentre laltra di 3 cm a destra della linea mediana, che misura 5 x 0,1 cm; a destra dellangolo esterno dellocchio destro, una dermoabrasione, di colore rossastro, leggermente obliqua verso il basso e lesterno, che misura 3 x 0,1 cm; sulla parte interna del sopracciglio sinistro, una dermoabrasione, di colore rossastro, che misura 1 x 0,2 cm. A livello degli arti superiori : A sinistra : Sul lato interno del braccio sinistro, una lunga dermoabrasione, di colore rossastro, parallela allasse del corpo, che misura 10 x 0, 1 cm; Predominano sul lato esterno e anteriore del braccio sinistro, numerose dermoabrasioni, di colore rossastro, longilinee, che vanno in tutti i sensi, che misurano fra 1 x 0,1 e 7 x 0,1 cm; Sul terzo medio del lato laterale del braccio sinistro, un ematoma, di colore
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violaceo mal delimitato, che misura 3 x 0,1 cm. Sulla piega del gomito sinistro, un ematoma, di colore violaceo, che misura 6 cm di diametro. Nella stessa zona, vi sangue di colore rossastro, asciutto; La parte inferiore dellavambraccio e la mano sinistra non sono visibili a causa della presenza di un tutore. A destra: Sul lato posteriore-esterno dellavambraccio destro, vi sono alcune abrasioni del derma, di colore rossastro, perpendicolari allasse del corpo, perpendicolare allasse del corpo, parallele fra esse, che misurano fra 1 x 0,1 e 3,01 cm; Sul dorso della mano destra, dermoabrasioni, di colore rossastro, puntiformi; Sul terzo medio del lato interno dellavambraccio destro, da 3 a 4 ematomi, di colorazione bluastra, mal delimitato, che misura da 1 a 1,5 cm di diametro; Nella stessa zona, presente qualche abrasione del derma di colorazione rossastra a puntini; Sul terzo inferiore dellavambraccio destro, vi un ematoma di colore violaceo, circolare, che misura 5 cm di larghezza. A livello degli arti inferiori : A destra : Sul lato posteriore della coscia destra, una dermoabrasione, di colorazione rossastro, longitudinale, che misura 10 x 0,1 cm, Sul terzo inferiore del lato anteriore della coscia destra, due dermoabrasioni, parallele fra loro, che misurano ognuna 6 x 0,2ognuna; Sul terzo prossimale del lato laterale della coscia destra, tre dermoabrasioni, di colore rossastro, che formano un triangolo, che misura ognuna 6 x 0,1 ognuna. A sinistra; Sul terzo inferiore del lato laterale della coscia sinistra, una lesione con la
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crosta, di colore rossastro, probabilmente vecchia, che misura 1 x 1,5 cm; Sul terzo prossimale del lato laterale della gamba sinistra, una striscia nera, (probabilmente cacca) su 20 cm, che si estende sul lato posteriore del ginocchio fino al terzo inferiore della coscia sinistra, Sul lato anteriore della coscia sinistra cinque dermoabrasioni, di colore rossastro, perpendicolari allasse del corpo, parallele fra di loro, che misurano dai 3 x 0,1 agli 8 x 0,1 cm; Sul lato laterale della coscia sinistra, due dermoabrasioni, di colore rossastro, una obliqua che misura 5 x 0,1 cm, laltra parallela allasse del corpo, che misura 11 x 0,1 cm; Nella stessa zona, due dermoabrasioni, di colore rossastro, circondato da ematomi, di colore blu, mal delineati; Sul terzo medio del lato anteriore-laterale della coscia sinistra, un ematoma, di colore bluastro, che misura 1 x 1,5 cm. A livello del torace : Sul lato anteriore del torace, allaltezza dei capezzoli, una dermoabrasione di colore rossastro, obliqua, che misura 2 x 0,1cm; Nella area sotto-clavicolare interna sinistra, due dermoabrasioni, di colore rossastro, che misurano 1 x 0,1 cm ognuna, Sullemitorace (met torace) anteriore sinistro, numerose dermoabrasioni, di colore rossastro, parallele fra loro, di direzione obliqua, verso il basso e linterno, che misurano 7 x 0,1e 12 x 0,1 cm; A livello del dorso/schiena : Nella zona destra, sono presenti dermoabrasioni multiple, perpendicolari allasse del corpo, di direzione obliqua, di dimensioni variabili; Nella stessa zona, un ematoma, di colore violaceo, che misura 10 x 0,1 cm; Sul gluteo destro, tre ematomi violacei, mal delimitati, di misure variabili. Alla base del gluteo destro, una dermoabrasione di colore rossastro, perpendicolare allasse del corpo, a forma di semicerchio, che misura 8 x
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0,2 cm; LEsame della zona anale non rivela alcuna lesione traumatica. Giova ricordare che la visita, peraltro accuratissima, stata compiuta sul bambino ricoverato in rianimazione e intubato, quindi con loggettiva impossibilit ad esaminare il cavo orale. In estrema sintesi, quindi, il piccolo Luca MONGELLI che, ricordiamo, stato rinvenuto privo di parte degli indumenti e, quindi, con ampie aree di epidermide scoperte, presentava lesioni elementari (ecchimosi ed escoriazioni) che indicavano con certezza ripetuti traumi da corpo contundente, il quale ha agito a volte con modulo di applicazione della forza diretto in modo ortogonale al corpo (ecchimosi), a volte con una marcata componente di strisciamento (escoriazioni). In particolare, le escoriazioni sono prevalentemente lineari e con orientamento non omogeneo, tuttaltro che esclusive come modalit di produzione ma certamente indicative dellazione di strisciamento con una superficie piccola e relativamente irregolare. Un quadro, ad esempio, compatibile con un corpo nudo che rotola tra rovi o anche solo tra piccoli arbusti. Per quanto riguarda le ecchimosi, invece, si tratta di lesioni indicative, come detto, dellazione diretta di un (o pi) corpi contundenti a margini smussi. Come sempre quando si tratti di ecchimosi sono lesione estremamente generiche e non riferibili ad un preciso meccanismo di produzione, tuttavia, tra queste, ritengo abbiano rilievo le piccole ecchimosi, di forma irregolare ma grossolanamente tondeggianti, osservate sugli arti superiori, certamente suggestive per quelle che comunemente sono definite come lesioni da afferramento. Si tratta comunque, lo si sottolinea e lo si riprender in seguito, di lesioni di modestissima entit, certamente non tali da comportare una diminuzione
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della capacit del bambino di muoversi, di difendersi o di compiere atti finalizzati. In realt queste non sono le sole lesioni che presentava il piccolo Luca al momento del ricovero in ospedale: in data 28.2.02, infatti, il bambino veniva sottoposto ad un intervento chirurgico odontoiatrico per estrazione di elementi dentari dovuti a frattura alveolare in sede 3.1 e 4.1 (i primi incisivi inferiori) ed altro elemento di cui non possibile una corretta individuazione anatomica. Sulla lettera di dimissione viene annotato 73, ma ritengo trattarsi di errore materiale poich si tratta di codifica inesistente: potrebbe, perci, trattarsi dellelemento 3.7, ossia il secondo molare inferiore di sinistra, come di un canino, necessariamente dellarcata inferiore (3.3 o 3.4). Si tratta di una avulsione traumatica di due denti centrali che, sebbene in termini solamente di ipotesi, viene correlata, nella lettera di dimissione dellospedale di Ginevra, a un eccessivo serraggio dei denti del piccolo Luca sul tubo di Guedel1. Una simile ipotesi causativa delle lesioni odontoiatriche mi pare assai poco verosimile per alcune semplici considerazioni. Innanzitutto si deve tenere conto del fatto che il tubo di Guedel fabbricato in plastica morbida e, addirittura, quando ci si trovi con pazienti intubati che tendono ad avere crisi convulsive con trisma, il suo uso viene accompagnato a quello del tubo endotracheale proprio per proteggere i denti e il tubo stesso. In secondo luogo, se il tubo di Guedel pu essere serrato dai denti incisivi, non certamente da un altro diverso elemento dentario posto pi posteriormente nellarcata e, in tal senso, non spiegabile come mordendo un tubo di Guedel il paziente avrebbe potuto danneggiare un dente canino o molare. A supporto di ci si deve peraltro anche rilevare come, tra i moltissimi
1 Con tubo di Guedel si intende la cannula oro-faringea che si utilizza per garantire la perviet delle vie
aeree ed impedire la caduta della base della lingua ogni volta che ci si trovi di fronte a soggetti in stato di incoscienza, sia in respiro spontaneo, si in corso di ventilazione artificiale. 2

Wright JC. Canine aggression toward people. Bite scenarios and prevention. Vet Clin North Am Small Anim Pract 1991;21(2):299314. 7
3 Wiseman,

N. E., Chochinov, H., Fraser, V. Major dog attack injuries in children. J. Pediatr. Surg. 18:533

problemi neurologici che il bambino ha manifestato durante il ricovero ospedaliero, non siano mai state segnalate crisi convulsive. Lelemento, tuttavia, a mio avviso pi rilevante nello studio del complesso lesivo deriva dalla revisione delle pellicole relative alla TC eseguita presso lospedale di Ginevra in data 10.12.2003, dove possibile osservare (nellambito di un esame di scarsa qualit per la mancanza di un corretto asse di sezione), gli esiti ormai consolidati di Il quadro radiologico, la cui dimostrativit, come detto, limitata dalla scarsa qualit tecnica dellindagine, dal tempo trascorso dal trauma e dal fatto che lesame era rivolto ad altro scopo e non incentrato al riconoscimento di lesioni ossee, indica un trauma contusivo facciale da corpo contundente dotato di margini smussi, in assenza di alcuna lesione lacero-contusiva. Trauma contusivo, tra laltro, che comprensibilmente pu essere stato misconosciuto nella prima fase delle cure, stanti le gravissime condizioni generali caratterizzate da ipotermia profonda e danno cerebrale ischemico. Una lesione, per, che deve essere attentamente valutata ed armonizzata con i dati circostanziali al fine di comprendere la dinamica degli eventi ed anche la fisiopatologia delle lesioni encefaliche. Un trauma faciale dellentit di quello osservato sul piccolo Luca, soprattutto se derivato da un trauma contusivo che colpisca il soggetto in piedi, trasmettendo quindi una sollecitazione di tipo acceleratorio al capo, specie in un bambino nel quale la resistenza offerta dai muscoli del collo modesta, certamente tale da poter determinare una temporanea perdita di coscienza. In altri termini, il corpo contundente che ha raggiunto il bambino in sede faciale pi che ragionevole abbia determinato una commozione cerebrale, pur in assenza di emorragie meningee.

IL CANE ROCKY Forse il punto fondamentale della vicenda in oggetto stabilire se le lesioni osservate sul piccolo Luca MONGELLI siano riferibili allaggressione di un cane. La letteratura e lesperienza personale permettono di definire agevolmente le caratteristiche delle lesioni che i cani determinano quando aggrediscono luomo, trattandosi di eventi certamente rari ma non eccezionali (circa 10 decessi allanno negli Stati Uniti).. I bambini sono maggiormente interessati dagli attacchi dei cani rispetto agli adulti. Le zona pi colpite sono la testa, il collo e la faccia mentre il tronco generalmente poco interessato2. I cani domestici quando attaccano i bambini tendono a mordere la testa, la faccia e il collo, e queste sono le lesioni pi frequentemente mortali3. Le aggressioni dei cani sui bambini, quando vi sia una sproporzione tra le dimensioni dellanimale e della vittima, determinano lesioni assai gravi, con ampie lacerazioni dei tessuti e, a volte, anche esposizione di visceri e aree di scuoiamento. I morsi di cane presentano un caratteristico pattern detto hole and tear ossia buco e lacerazione, con buchi che si osservano in corrispondenza della penetrazione dei denti canini nella pelle, cui seguono lacerazioni ed escoriazioni prodotte dal caratteristico scuotimento del capo che il cane esercita durante laggressione4. I morsi dei cani si presentano quindi come lesioni da punta o lacere appaiate,
2 Wright JC. Canine aggression toward people. Bite scenarios and prevention. Vet Clin North Am Small
Anim Pract 1991;21(2):299314.

3 Wiseman, N. E., Chochinov, H., Fraser, V. Major dog attack injuries in children. J. Pediatr. Surg. 18:533 536, 1983. 4 Shields LB, Bernstein ML, Hunsaker JC III, Stewart DM. Dog biterelated fatalities: a 15year review of Kentucky medical examiner cases. Am J Forensic Med Pathol 2009;30(3):22330.

che possono, a prima vista, essere scambiate con altri tipi di lesioni da arma bianca, del tipo di quelle che possono essere determinate da lame appaiate (ad esempio delle forbici), tuttavia il pattern delle lesioni e la presenza di margini escoriati permettono di distinguerle da esse e definirle, quindi, lesioni assai caratteristiche e difficilmente confondibili5. In genere lattacco di un cane avviene secondo delle definite fasi: inizialmente la vittima viene afferrata per I pantaloni e le gambe fino a che cade, quindi viene morso ripetutamente nellaria del capo e del collo. La morte avviene solitamente per anemizzazione e/o per embolia gassosa e, soprattutto, se vi sono lesioni craniche, queste si verificano solo nei lattanti e si tratta di ferite penetranti, dovute allazione dei denti canini6. Si deve anche notare come in letteratura non vengano mai descritte pattern traumatici di tipo esclusivamente contusivo e, in particolare, con la presenza di fratture (se non in lattanti), come conseguenza della aggressione da parte di un cane. Come detto le lesioni osservate su Luca MONGELLI, oltre ad un trauma faciale da corpo contundente a margini smussi, consistono esclusivamente in escoriazioni ed ecchimosi superficiali, quindi ritengo si possa concludere che: - le lesioni elementari (ecchimosi ed escoriazioni) patite da Luca sono del tutto incompatibili con ci che si pu verificare a seguito dellaggressione di un cane; - non certamente riferibile allaggressione il quadro di trauma maxillo facciale (frattura alveolo-dentaria, frattura delle ossa proprie del naso e possibile frattura mascellare) rilevato dalla TC cranio eseguita il 10.12.2003
5 Byard RW, Tsokos M. Forensic issues in cases of Diogenes syndrome. Am J Forensic Med Pathol
2007;28(2):17781. Goudge ST. Inquiry into pediatric forensic pathology in Ontario: report, 2008, http://www.goudgeinquiry.ca. 6 Tsokos M, Byard RW, Puschel K. Extensive and mutilating craniofacial trauma involving defleshing and decapitation: unusual features of fatal dog attacks in the young. Am J Forensic Med Pathol 2007;28(2):131 6.

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presso lospedale di Ginevra; - Il complesso lesivo osservato comunque di modestissima entit e certamente non grado di determinare una diminuzione delle capacit di muoversi e reagire del bambino e, meno che meno, la morte o il danno encefalico osservato. LE LESIONI ENCEFALICHE E LIPOTERMIA Indipendentemente dalle modeste lesioni traumatiche, il quadro di grave danno neurologico oggi presentato da Luca MONGELLI deriva da una diffusa anossia cerebrale, evidenziata precocemente dopo il ricovero presso lospedale Universitario di Ginevra, in un paziente in cui il principale problema allammissione era una condizione di ipotermia profonda. La causa della profonda ipotermia e la causa del danno anossico cerebrale (problemi tra loro strettamente correlati ma non coincidenti), sono certamente i punti di maggiore rilievo per la comprensione della vicenda in oggetto. Nella relazione in atti, redatta dalla dott.sa M. D. SCHALLER, trattata in modo pi che esauriente la fisiopatologia della ipotermia sulla quale, pertanto, non necessario ritornare, tuttavia il problema fondamentale per la comprensione della vicenda in oggetto quello di stabilire se, in condizioni normali, lesposizione di un bambino privo di indumenti ad una temperatura di circa 0 per un paio dore, ossia il periodo di tempo nel quale la madre non ha visto il piccolo Luca, pu determinare una ipotermia profonda, con temperatura rettale di 23. E la risposta a questo quesito certamente negativa. Quando venga esposto al freddo, il corpo risponde fisiologicamente incrementando la produzione di calore, utilizzando le riserve energetiche dellorganismo. Attraverso la vasocostrizione periferica il calore del sangue arterioso viene trasferito direttamente a quello venoso e ci contribuisce a
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riportare calore al cuore. Vi un relativo incremento del volume centrale del sangue, che incrementa la diuresi, e c passaggio di liquidi dal comparto intravascolare a quello extravascolare. La rapidit con la quale evolve lipotermia legata alla relazione tra lincremento della perdita di calore, la diminuzione della produzione di calore da parte dellorganismo e la diminuzione di attivit fisica che, anchessa, sviluppa calore. Un bambino, in relazione alla scarsa quantit di grasso rispetto ad un adulto, tende ad andare in ipotermia pi rapidamente, ma brividi ed attivit fisica incrementano la produzione di calore e ci pu arrestare o attenuare la comparsa di un apprezzabile raffreddamento anche per 4-6 ore, in condizioni assai pi estreme di quelle nelle quali si trovato il piccolo Luca. Al contrario lipotermia pu instaurarsi pi rapidamente in soggetti che siano immobili, privi di indumenti protettivi, o quando la vittima sia in una condizione di shock (per perdita di sangue, per trauma o qualsiasi altra condizione che determini lo shock) In estrema sintesi, per giustificare una perdita di 14 di temperatura corporea in solo due ore, necessario che il piccolo Luca fosse non solo immobile, ma anche in una condizione particolare, tale da diminuire grandemente le possibilit di difesa e termoregolazione, come pu avvenire in una condizione di shock traumatico o, a maggior ragione, di arresto cardio-circolatorio. A ci ritengo vi sia una dimostrazione indiretta ma assai convincente: se si utilizza il cosiddetto nomogramma di Henssge7, ossia lalgoritmo matematico pi utilizzato al mondo per calcolare il decremento termico del cadavere dopo la morte, se ipotizzassimo di rinvenire un cadavere del peso di 25 chilogrammi, con una temperatura corporea di 23.3 e una temperatura
7 Il nomogramma di Henssge si basa su un algoritmo costruito su un modello cosiddetto a doppio
esponenziale: Q= p/p-Z exp (-Zt) - Z/p-Z exp (-pt), dove Q la temperatura standardizzata, che indica il grado di avanzamento del processo di raffreddamento. I parametri Z e p, da cui dipende in modo essenziale la stima dell'ora della morte, sono rispettivamente il peso del cadavere, corretto empiricamente per le differenti condizioni di raffreddamento, e la temperatura ambiente.

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esterna di 0, risulterebbe un intervallo dal decesso di 3.8 ore (con, ovviamente, una amplissima variabilit in pi o in meno). Se consideriamo che il piccolo MONGELLI venne visto da testimoni camminare con il fratello ed il cane alle ore 17 e la temperatura di 23.3 venne rilevata presso lospedale di Sion alle ore 20.19, possiamo tranquillamente affermare che il decremento termico che il bambino ha subito sostanzialmente sovrapponibile a quello che avrebbe avuto un cadavere nelle medesime condizioni e ci significa che tutte le funzioni di difesa dal freddo dellorganismo erano inibite, pressoch annullate, come pu ragionevolmente accadere solo in caso di arresto cardio-respiratorio o shock gravissimo. Che un bambino sano possa andare incontro ad un arresto cardiorespiratorio spontaneo , ovviamente, pressoch impossibile, mentre un traumatismo cranico commotivo pu certamente essere in grado di determinarlo. Da questo punto di vista si deve ricordare come esistano traumatismi cranici, specie se caratterizzati da una notevole componente di accelerazione rotazionale del capo, che possono determinare grave danno nervoso da stiramento degli assoni (il cosiddetto danno assonale diffuso) anche in assenza di emorragie craniche. In relazione ai dati circostanziali, che indicano come il bambino sia stato trovato privo di conoscenza su un prato ricoperto di neve, ritengo che emerga come assai verosimile una ipotesi di causazione di tutte le lesioni osservate che, diversamente, appaiono assai difficili da armonizzare tra loro. Se immaginiamo che il piccolo Luca abbia subito un politrauma da corpo contundente (abbiamo escoriazioni multiple, ecchimosi, alcune delle quali, agli arti superiori, hanno caratteri tipici delle cosiddette ecchimosi da afferramento ed i segni di un significativo trauma facciale) e successivamente a questo, in condizioni in incoscienza o diminuita coscienza, sia rotolato per il pendio innevato al fondo del quale stato rinvenuto, verosimile sia finito
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con la faccia sulla neve, in modo tale che naso e bocca siano stati intasati dalla neve, determinando cos unasfissia meccanica con conseguente arresto cardio-circolatorio. Una simile sequela di eventi giustificherebbe in modo convincente la drammatica ipotermia che, invece, sarebbe impossibile si sia instaurata in tempi cos brevi ammettendo un soggetto cosciente e in grado di muoversi.

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GLI ASPETTI PSICOLOGICI E PSICO-DIAGNOSTICI IN TEMA DI ATTENDIBILITA E CREDIBILITA NARRATIVA In qualit di Consulenti Tecnici nominati dallAvvocato Marazzita, siamo a formulare una serie di considerazioni tecnico-metodologiche in merito alla vicenda che ha coinvolto il minore Luca Mongelli il 07/02/2002. Avendo a disposizione lintero fascicolo e la documentazione in esso contenuta, abbiamo dapprima visionato gli Atti ed in seguito effettuato alcuni colloqui con la sig.ra Tina Mongelli, madre del minore Luca Mongelli, e due colloqui individuali con ciascuno dei minori, rispettivamente Luca e Marco Mongelli. Luca attualmente ha diciassette anni, mentre Marco ne ha tredici. Luca, in seguito al grave evento di natura traumatica patito, ha sviluppato un quadro clinico post-coma con gravissima tetraparesi distonica, ambliopia, disturbo di localizzazione spaziale refertato dal Dr. Antonio Gisondi, medico dellOspedale Pediatrico Bambino Ges Dipartimento di Riabilitazione Pediatrica Roma. Nonostante i processi cognitivi di Luca siano stati in gran parte recuperati, cos come riferisce la madre, il minore caratterizzato da evidenti compromissioni nella fluidit delleloquio. A seguito di questa valutazione le scriventi hanno ritenuto di somministare a Luca, cos come al fratello Marco, la Gudjonsson Suggestionability Scale forma 2, per valutare il grado di suggestionabilit interrogativa dei minori e il Questionario di Personalit MMPI-A nella forma per adolescenti. Sia la lettura degli atti che lacquisizione delle informazioni di tutti i soggetti coinvolti, sono state accompagnate da un approccio metodologico-scientifico di tipo falsificazionista, che consiste nella formulazione e nel tentativo di esclusione di eventuali ipotesi alternative che possano condurre il pi possibile alla comprensione degli eventi accaduti.
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BREVE SINTESI DEI COLLOQUI CON LA SIG.RA TINA MONGELLI La Sig.ra Tina Mongelli, madre di Luca e Marco, riferisce, cos come agli atti di causa, che il minore Luca, in seguito al grave trauma subito rimasto in una condizione di coma per tre mesi. Nello stesso periodo il fratello Marco si chiuso in una condizione di mutismo elettivo che si interrotta solo al risveglio del fratello Luca. La sig.ra Tina aggiunge che Marco, in questi tre mesi ha trascorso la totalit del tempo insieme al cane Rocky. Tale informazione permette di effettuare una significativa considerazione psicologica sul comportamento verbale e non verbale del minore Marco. Se lunica ipotesi attualmente accreditata dallAutorit Giudiziaria, relativa alla responsabilit del cane Rocky, fosse vera, il comportamento di Marco sarebbe fortemente incompatibile con laver vissuto un attacco del cane al fratello Luca della portata descritta negli atti e con laver mantenuto una relazione positiva con lanimale per tutto il periodo successivo allevento ed aver riposto, nello stesso, fiducia e richiesta di conforto psicologico. Aver vissuto un evento traumatico di tale portata ad una cos tenera et (Marco al tempo aveva 3 anni) rende ancora pi improbabile la spontaneit e la naturalezza del minore di mettersi in relazione con Rocky. La sig.ra Mongelli riferisce che il figlio Marco nel 2003 ha effettuato 4/5 sedute con un a Psicologa dellOspedale Bambino Ges di Roma ma che non risulta nessuna diagnosi specifica nei confronti del minore. A parere delle scriventi, sulla base di quanto acquisito dagli atti e dai colloqui psicologici, data la natura traumatica dellevento, e le caratteristiche dello stesso, si poteva configurare un Disturbo Acuto da Stress (308.3 del DSM IV-TR). I criteri diagnostici sono i seguenti: A. La persona stata esposta ad un evento traumatico in cui erano presenti entrambi i seguenti elementi:
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1) la persona ha vissuto, ha assistito o si confrontata con un evento o con eventi che hanno comportato la morte, o una minaccia per la vita, o una grave lesione, o una minaccia allintegrit fisica propria o di altri 2) la risposta della persona comprende paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore. B. Durante o dopo lesperienza dellevento stressante, lindividuo presenta tre o pi dei seguenti sintomi dissociativi: 1) sensazione soggettiva di insensibilit, distacco o assenza di reattivit emozionale 2) riduzione della consapevolezza dell'ambiente circostante (per es., rimanere storditi) 3) derealizzazione 4) depersonalizzazione 5) amnesia dissociativa (cio incapacit di ricordare qualche aspetto importante del trauma). C. L'evento traumatico viene persistentemente rivissuto in almeno uno dei seguenti modi: immagini, pensieri, sogni, illusioni, flashbackpersistenti o sensazioni di rivivere l'esperienza; oppure disagio all'esposizione a ci che ricorda l'evento traumatico. D. Marcato evitamento degli stimoli che evocano ricordi del trauma (per es., pensieri, sensazioni, conversazioni, attivit, luoghi, persone). E. Sintomi marcati di ansia o di aumentato arousal (per es., difficolt a dormire, irritabilit, scarsa capacit di concentrazione, ipervigilanza, risposte di allarme esagerate, irrequietezza motoria). F. Il disturbo causa disagio clinicamente significativo o menomazione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti, oppure compromette la capacit dell'individuo di eseguire compiti fondamentali, come ottenere l'assistenza necessaria o mobilitare le risorse personali riferendo ai familiari l'esperienza traumatica.
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G. Il disturbo dura al minimo 2 giorni e al massimo 4 settimane e si manifesta entro 4 settimane dall'evento traumatico. H. Il disturbo non dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco) o di una condizione medica generale, non meglio giustificato da un Disturbo Psicotico Breve e non rappresenta semplicemente l'esacerbazione di un disturbo preesistente di Asse I o Asse II. Nello specifico, quanto riferito dalla madre, rispetto ad alcuni dettagli dellevento traumatico, emersi solamente a distanza di mesi dallo stesso (per alcuni 6/7 mesi), confermerebbe la presenza iniziale di unamnesia dissociativa post-traumatica in seguito alla quale appunto, dettagli realmente vissuti dal minore, non vengono inizialmente ricordati (vuoti mnestici) ed emergono e possono essere rievocati e riferiti, solo in un secondo momento grazie a processi di recupero della traccia mnestica citati anche dalla letteratura scientifica pi accreditata (Mazzoni, 2003). Alla luce di questo, si ipotizza, che Marco nel colloquio avuto con la Psicologa Sophie Pfefferl l8.02.2002, in strettissima concomitanza con levento traumatico, abbia omesso, per i processi cognitivi e mnestici descritti, dettagli centrali e significativi dellevento stesso, proprio perch fortemente traumatici e quindi non ancora elaborati consapevolmente dalle sue strutture cognitive. Nel suddetto colloquio infatti, Marco riferisce una serie di elementi relativi al comportamento tenuto dal cane Rocky, che ad una lettura superficiale possono apparire di natura aggressiva ma che, alla luce dei referti medici agli atti e della perizia medico-legale di parte redatta dal Dr. Roberto Testi, possono essere interpretati come tentativi compulsivi e ripetitivi dellanimale di salvare, rianimare il corpo a terra del piccolo Luca. Ci viene ulteriormente corroborato da quanto scrive la Dott.ssa Anne-Marie Villars: ()Laspetto generale non fa pensare ad un attacco (aggressione), ma non si possono escludere leventualit di graffi compulsivi, del tipo
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riscontrato in un cane che vuole interagire con una persona sdraiata ed incosciente(). E fortemente presumibile che il comportamento manifestato dallanimale, a cui Marco ha assistito in una condizione di totale senso di impotenza e paura, non sia per lappunto stato elaborato da Marco come un comportamento aggressivo proprio perch non lo stato; al contrario, gli elementi di natura aggressiva, violenta, traumatica, emersi successivamente e che di seguito andremo ad approfondire paiono essere quelli pi realistici e compatibili con la condizione psico-emotiva del minore, ma non inizialmente elaborati dallo stesso proprio a causa dei sintomi post-traumatici da stress quali ad esempio la derealizzazione, depersonalizzazione, che possono giustificare molto chiaramente liniziale rimozione dellesperienza vissuta dal minore. Il meccanismo della rimozione, infatti, prevede proprio che ad essere omessi dai ricordi non siano dettagli irrealistici, fantasie, distorsioni o fabbricazioni mnestiche, ma al contrario dettagli realmente vissuti e caratterizzati da contenuti cos fortemente traumatici ed invasivi per il minore da non poter essere elaborati correttamente dalle strutture cognitive dello stesso. La sig.ra Mongelli riferisce infatti che Marco avrebbe dapprima realizzato un disegno a scuola e successivamente avrebbe fornito dettagli relativi ad un presunto gruppetto di ragazzi che avrebbe aggredito il fratello maggiore Luca. Marco ha descritto il disegno in questo modo: s stesso nascosto dietro un albero, in un boschetto, poco distante dalla loro abitazione, e il fratello Luca sdraiato a terra circondato da tre ragazzi con in mano delle mazze e dei bastoni che lo stavano picchiando e il cane Rocky che tentava di allontanare uno dei ragazzi a morsi. Sul disegno Marco ha scritto la seguente frase: Io mi sono spaventato quando mio fratello stato picchiato. Questi ultimi, racconta la madre dei minori, sarebbero stati ragazzi di 14/15 anni di et, che gi Luca conosceva e che in precedenza avevano giocato
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con lui in alcune occasioni. In precedenza Luca aveva raccontato ai genitori di essere stato vittima, da parte di questi stessi ragazzi, di episodi di bullismo, di stampo razzista (per la provenienza della famiglia e per la loro condizione economico/professionale), che avevano creato in Luca un disagio psico-emotivo molto elevato. La sig.ra Mongelli riferisce su un episodio di questi atti di bullismo che a sua volta le stato raccontato direttamente da Luca e risalente allestate del 2001: Luca le avrebbe detto piangendo che alcuni di quegli adolescenti gli avevano fatto bere un bicchiere contenente una poltiglia di formiche e terra. Luca le disse che quei ragazzi sembravano gentili e a lui pareva volessero giocare con lui. La madre, dopo questo episodio di bullismo avrebbe tentato di parlare con i ragazzini per accertarsi della veridicit dellaccaduto. Questi sarebbero scappati ridendole dietro e facendole presumere che sapessero esattamente di cosa la signora stava parlando. Luca avrebbe rivisto questi giovani in seguito e sarebbe uscito molto volentieri con loro perch desiderava imparare ad andare in bicicletta. La madre al contrario, preoccupata che potessero ripresentarsi altri episodi di bullismo, si sarebbe raccomandata di non vedere pi questi ragazzi anche a causa della differenza di et. Per questa ragione i genitori avevano deciso di ritornare in Puglia nel loro paese di origine una volta terminata la stagione lavorativa del Ristorante che gestivano in Svizzera. Uno di questi, le avrebbe raccontato il figlio Luca, sarebbe un certo Lucas. La signora aggiunge che questi ragazzi avrebbero picchiato con mazze e tronchi di legno il figlio e lo avrebbero preso a pugni. Sia Luca che Marco da quanto asserisce la madre, e ci trova effettivo riscontro nel corso dei colloqui individuali con i due minori, sono evidentemente arrabbiati e amareggiati in quanto percepiscono molto
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chiaramente di non essere stati ad oggi creduti e che le loro testimonianze ed i loro racconti non sono stati ritenuti credibili dallAutorit Giudiziaria. La sig.ra Mongelli descrive poi Luca come un ragazzo molto solare, socievole ed integrato tra i suoi amici e compagni di classe, che frequenta il Liceo Classico con il prezioso supporto di uninsegnante di sostegno che gli stata affidata a seguito della sua certificazione. Aggiunge che al contrario Marco molto chiuso, riservato, irascibile e nervoso e che, a suo parere, la condizione emotivo-psicologica del figlio peggiorata perch a seguito dei noti fatti il minore ha sviluppato un eccessivo senso di responsabilizzazione e di colpa. Senso di responsabilizzazione per essere rimasto lunico uomo di casa visto che il padre spesso assente per motivi di lavoro, mentre senso di impotenza e colpa da una parte per aver vissuto da spettatore paralizzato dalla paura lo stesso episodio del fratello senza avere delle conseguenze cos devastanti, dallaltra per non essere stato in grado di proteggere il fratello. La sig.ra Mongelli ha riferito che Luca gli avrebbe anche detto, riferendosi allepisodio del 7 febbraio 2002, di aver finto di essere morto nella speranza che quei ragazzi smettessero di infierire su di lui. PREMESSA TEORICO-METODOLOGICA IN RELAZIONE ALLA

COMPETENZA TESTIMONIALE DEI MINORI LUCA E MARCO MONGELLI Si ritiene doveroso, posto che il contesto allinterno del quale richiesta la valutazione psicologica sui minori, quello forense, sottolineare in primo luogo il ruolo della psicologia giuridica: La valutazione del contenuto della dichiarazione del minore parte offesa, in considerazione delle complesse implicazioni che la materia stessa comporta, deve contenere un esame dellattitudine psicofisica del teste ad esporre le vicende in modo utile ed esatto; della sua posizione psicologica rispetto al contesto delle situazioni
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interne ed esterne. Proficuo luso dellindagine psicologica che concerne due aspetti fondamentali: lattitudine del bambino a testimoniare, sotto il profilo intellettivo ed affettivo, e la sua credibilit. Il primo consiste nellaccertamento della sua capacit a recepire le informazioni, di raccordarle con altre, di ricordarle ed esprimerle in una visione complessa, da considerare in relazione allet, alle condizioni emozionali che regolano le sue relazioni con il mondo esterno, alla qualit e natura dei rapporti familiari. Il secondo - da tenere distinto dallattendibilit della prova che rientra nei compiti esclusivi del giudice - diretto ad esaminare il modo in cui la giovane vittima ha vissuto e rielaborato la vicenda in maniera da selezionare sincerit, travisamento dei fatti e menzogna. (Cass. Pen. sez. III 3 ottobre 1997, n. 8962 Ruggeri). Come ben si comprende, dunque, dalla Sentenza citata, non solo gli aspetti prettamente di natura cognitiva devono essere considerati nella valutazione sulla competenza testimoniale di un minore, ma anche tutti quei fattori extralogici, che riguardano la dimensione pi strettamente psicologica (emotiva, affettiva e relazionale) che circondano il processo testimoniale e su di esso provocano profonde trasformazioni. La valutazione della competenza testimoniale di un minore, dunque, non pu esulare dall'analisi delle principali funzioni psichiche (percezione, memoria, coerenza e contiguit del pensiero, comprensione e competenze linguistiche ecc.), dalla capacit di distinguere fantasia da immaginazione, dalla capacit di comprendere il valore del "dire la verit" e di un giuramento, dalla capacit di riconoscere l'origine degli eventi ("Source monitoring"), che permette di capire se un dato fatto, stato esperito, visto, immaginato, appreso da altre persone ecc. N trascurabile l'analisi del contesto ambientale e familiare del minore, i valori di riferimento, le conoscenze pregresse ecc.: la resistenza alla suggestione, la capacit di osservare, ricordare, recuperare e riferire
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accuratamente un evento, infatti, sono abilit contesto-dipendenti, e non sono esclusivamente determinate dalla maturit evolutiva. La competenza testimoniale, dunque, non pu essere valutata solo su un piano assoluto, ma si tratta di una dimensione e variabile contestodipendente. VALUTAZIONE DELLA COMPETENZA TESTIMONIALE DEL MINORE LUCA MONGELLI Luca si presenta ai colloqui molto disponibile e collaborante, desideroso di riferire la propria versione dei fatti. Si riscontra buona capacit di comprensione ed elaborazione dellinformazione anche se la fluidit linguistica risulta deficitaria. Si evidenzia un esame di realt adeguato e capacit di distinguere la realt dalla fantasia. Per quanto riguarda i processi cognitivi non sono emersi disturbi nella percezione, immagazzinamento, elaborazione, recupero e rievocazione delle informazioni. Si escludono, allesame obiettivo, psicopatologie e disturbi psicotici. Ci viene ulteriormente confermato dai punteggi ottenuti dal minore al Protocollo MMPI-A che evidenziano un quadro psico-personologico non connotato psicopatologicamente. Lindice di dissimulazione F-K = -17 impone tuttavia di interpretare con cautela le Scale del test in quanto emerge una significativa tendenza a negare nuclei patologici di s. Quanto emerge tuttavia coerente con i processi cognitivi di Luca che tende a mantenere una condizione di normalit psico-fisica. Per quanto riguarda i racconti resi in sede di colloquio (di cui si forniscono le trascrizioni in allegato) Luca inserisce negli stessi dei dettagli poco compatibili con una ricostruzione logica degli eventi, dettagli tuttavia realmente vissuti ma caratterizzati da una collocazione spazio-temporale differente. Questi fenomeni sono definiti in letteratura come Insight Bias o
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pregiudizi nel ricordo ovvero ci che noi sappiamo ora o ci che noi riteniamo ora sia accaduto in passato, influenza ci che ricordiamo di un determinato evento. Nel caso specifico di Luca si ritiene che, a seguito dellamnesia post-traumatica sopra descritta e del naturale decadimento del ricordo nelloblio, il minore abbia inconsapevolmente colmato alcune lacune mnestiche inserendo elementi e dettagli diversi. Per meglio specificare quanto sopra descritto Luca colloca lepisodio delle formiche e della terra che i ragazzi lo avrebbero costretto a bere, nel racconto dellaggressione del 7 febbraio 2002; questo non perch sia logicamente ad esso correlata, ma piuttosto per la presenza degli stessi soggetti e della medesima natura aggressiva e traumatica dei comportamenti vissuti. dei suoi racconti. Quanto esposto fino ad ora viene supportato anche dai risultati ottenuti dal minore alla GSS2 allinterno della quale compaiono alcune distorsioni e fabbricazioni che diminuiscono il punteggio ottenuto al test e quindi aumentano il grado di suggestionabilit interrogativa dello stesso. VALUTAZIONE DELLA COMPETENZA TESTIMONIALE DEL MINORE MARCO MONGELLI Marco si presenta ai colloqui molto disponibile, collaborante e felice di essere stato per la prima volta coinvolto nella vicenda e desideroso di esporre il proprio punto di vista dato che in casa i genitori non avevano pi voluto parlarne e lui stesso, causa il coinvolgimento emotivo, aveva sempre evitato largomento. Anche per Marco si riscontra buona capacit di comprensione, elaborazione dellinformazione e produzione linguistica. Si evidenzia un esame di realt adeguato allet e capacit di distinguere la realt dalla fantasia. Per quanto
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Questi meccanismi

tuttavia non inficiano n lattendibilit del minore n la credibilit complessiva

riguarda i processi cognitivi, non sono emersi disturbi nella percezione, immagazzinamento, elaborazione, recupero e rievocazione delle informazioni. Non si sono riscontrate tendenze alla confabulazione e pensieri bizzarri. Si escludono, allesame obiettivo, psicopatologie e disturbi psicotici. Ci viene ulteriormente confermato dai punteggi ottenuti dal minore al Protocollo MMPI-A che evidenziano un quadro psico-personologico non connotato psicopatologicamente. I Punteggi ottenuti dal minore alle Scale del Test risultano coerenti e compatibili con le informazioni fornite dalla sig.ra Tina Mongelli e con quanto emerso ed osservato nel corso dei colloqui psicologici. Rispetto al fenomeno della suggestionabilit il minore Marco non apparso aderire o compiacere le richieste degli interlocutori nellambito dei colloqui svolti. Ci trova riscontro nel punteggio ottenuto dal minore al GSS2, il cui grado di suggestionabilit interrogativa risultato praticamente nullo. Anche questo depone a favore dellattendibilit del minore e della credibilit complessiva dei racconti resi. Le informazioni rese da Marco nel corso dei colloqui risultano coerenti con le dichiarazioni sia del fratello Luca che della madre e considerata lassenza di suggestionabilit precedentemente descritta lipotesi pi verosimile per giustificare tale coerenza che si tratti di dettagli realmente vissuti dai minori e riferiti alla madre cos come anche la letteratura sostiene.

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OSSERVAZIONI CONCLUSIVE Sulla base della totalit delle osservazioni contenute nella presente relazione, si giunge a formulare le seguenti considerazioni conclusive. La valutazione dellattendibilit di un/una minore, a differenza della credibilit, cos come tutta la letteratura concorde nellaffermare, ha come oggetto di indagine il soggetto minore stesso, e non un prodotto di carattere narrativo. approfondimento di una serie di variabili. Allinterno di questa variabile, il Consulente Tecnico, chiamato ad approfondire una serie di elementi e sottovariabili, che, solo se valutate nella loro globalit, consentono di giungere a conclusioni valide rispetto allattendibilit del/la minore. Questi elementi sono: lesame di realt, i processi cognitivi e di pensiero, gli aspetti percettivi e linguistici, la tendenza alla suggestionabilit, la tendenza alla confabulazione e alla distorsione delle informazioni, i processi mnemonici, la capacit di distinguere la realt dalla fantasia, la capacit di distinguere la verit dalla menzogna, la capacit intenzionale di mentire, come variabili principali. Doverosa una premessa. Valutare ad oggi il grado di attendibilit dei minori Luca e Marco Mongelli, che sono stati coinvolti, anche se con ruoli diversi, nella vicenda oggetto di indagine ben dieci anni fa, non appare unoperazione semplice. Tuttavia, sintetizzando, la valutazione dellattendibilit di un minore coinvolto in episodi di natura traumatica riguarda i seguenti aspetti: 1. area cognitiva e grado di sviluppo cognitivo; 2. esame di realt, percezione del reale e capacit di memoria, con particolare riferimento ad eventi autobiografici; 3. capacit di distinguere il vero dal falso; 4. grado di suggestionabilit; 5. capacit intenzionale di menzogna;
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6. possibilit che il minore abbia riversato esperienze traumatiche vissute in passato in racconti di fantasia che vedano come protagonisti soggetti estranei alle vicende riferite.

Per quanto sopra descritto e in base alle valutazioni effettuate su Luca e Marco Mongelli attraverso i colloqui psicologici e la somministrazione di reattivi psicodiagnostici, parere delle scriventi che i minori siano attendibili ed i racconti resi caratterizzati da una significativa ed adeguata credibilit narrativa.

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ULTERIORI CONSIDERAZIONI La dettagliata ed approfondita valutazione delle lesioni patite da Luca Mongelli, il pomeriggio del 7 febbraio 2002, costituisce una base solida e sicura ai fini di una pi corretta ricostruzione degli eventi in cui rimase coinvolto il minore Luca. La disamina medico-legale, effettuata dal Dott. Testi, chiarisce categoricamente che laggressione da parte del cane non una ipotesi sostenibile, n da un punto di vista circostanziale, n da un punto di vista scientifico. Lipotesi della aggressione posta in essere da terzi, oltre ad essere sostanziata dalle convincenti ed oggettive argomentazioni scientifiche descritte dal Testi, dalle quali francamente non appare possibile prescindere, risulta vieppi suffragata e confermata da una serie di elementi, sui quali vale la pena di soffermarsi, almeno su quelli di maggiore rilevanza probatoria. a. Il comportamento del cane Tutte le testimonianze raccolte nel corso dellindagine sono assolutamente concordi nel dimostrare che il cane Rocky, ad esclusione di una comprensibile reattivit legata al momento in cui tenta di richiamare lattenzione della Sig.ra Tina, per condurla da Luca, ha mantenuto un comportamento docile ed arrendevole. Tra le altre, risultano decisive al riguardo, le dichiarazioni di Lara Zemolin e quelle dei responsabili del rifugio Ardon, parte delle quali vengono qui riproposte (in forma sintetica) in grassetto e con caratteri in corsivo. Lara Zemolin viene sentita dalla Polizia in data 14.02.2002, in qualit di collaboratrice del canile ove Rocky viene lasciato dopo laggressione a Luca. In quelloccasione, lei e la sua collega, hanno voluto verificare la
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condotta del cane ed affermano che Rocky ha giocato con loro, non ha mai ringhiato, n morso n graffiato: si vedeva bene che voleva giocare. Al canile si vede subito se un cane aggressivo e questo non era assolutamente il caso di Rocky; inoltre abbiamo messo Rocky in compagnia di un altro cane con il quale non ci sono stati problemi in quanto hanno giocato. Le dichiarazioni del personale della Lega protezione animali e rifugio Ardon datano invece 20.02.2002. Il seguito al comunicato stampa emesso dalla polizia, i responsabili del rifugio che si occupano di Rocky decidono di scrivere allAutorit Giudiziaria poich si rendono conto che alcune parti del loro rapporto, sono state mal interpretate. Il cane presso il nostro rifugio dal 08.02.2002 e in nessun momento ed in nessun modo ha dimostrato aggressivit n verso le persone n verso altri cani Anche allesterno del rifugio il cane si sempre dimostrato docile e calmo. Ho chiesto alla signora Bernasconi, impiegata presso di noi ed abilitata alladdestramento dei cani, di preparare un rapporto sul cane Rocky e ci che lei dichiara, conferma le mie osservazioni (il rapporto stato allegato). E probabile che quando la polizia ha deciso di prendere il cane Rocky presso la residenza dei Mongelli, dove era custodito dopo levento, deve averlo incidentalmente ferito perch lanimale non aveva subito lesioni precedentemente. E necessario inoltre tener presente che gli agenti, per bloccare il cane Rocky, gli hanno buttato una coperta addosso e gli hanno iniettato un calmante visto che lanimale (forse per difendersi istintivamente dagli sconosciuti, era pur sempre un cane pastore tedesco) ha morso un poliziotto alla mano.
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A partire dal momento del risveglio dal calmante proseguono i responsabili del rifugio Ardon il cane Rocky si lasciato accarezzare e avvicinare, senza alcun problema, muovendo la coda e leccandomi le mani. Un cane di tipo alpha dominante avrebbe cercato di mordermi per tentare di fuggire In seguito ho avuto modo di curargli la ferita allorecchio e malgrado il fatto che fosse molto dolorosa si lasciato curare. Il terzo giorno Rocky si fidava di tutti, sia del personale del rifugio, sia di tutti i visitatori. Di fronte ai bambini mostrava particolare gioia senza esibire atteggiamenti di eccitamento o di aggressivit, anzi giocando con loro, in particolar modo con due bambini piccoli, verso i quali si comportato con molta pazienza e tolleranza. Che il cane Rocky non sia responsabile dellaggressione a Luca, ulteriormente confermato dal comportamento di Marco, che non ha mai segnalato nellimmediatezza dei fatti atteggiamenti aggressivi da parte del loro cane. Con Rocky, Marco ha invece continuato a tenere una condotta spontanea ed affettuosa che, successivamente, stata persino estesa ad un cane Bernese di grossa taglia , presente in casa dei signori Morgado dove Marco stato ospitato quella stessa sera e col quale ha giocato e scambiato affettuosit: se Marco avesse assistito allaggressione del fratello da parte di Rocky, o si fosse trovato di fronte d una improvvisa aggressivit dellanimale, non solo lo avrebbe immediatamente raccontato, cosa che non mai avvenuta n con i genitori n con nessun altro, ma avrebbe sicuramente sviluppato una istintiva reazione di paura e di rifiuto nei confronti del suo cane e dei cani in genere! E che Marco sia credibile, lo hanno ampiamente dimostrato, come abbiamo visto precedentemente, gli studi effettuati dalle dottoresse Cinzia Gimelli e Melania Lugli.

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b. Le perizie espletate dagli esperti veterinari Lassoluta estraneit del cane Rocky in riferimento allaggressione subita da Luca, risulta ulteriormente sostenuta dallattenta lettura delle consulenze ordinate dallAutorit Giudiziaria Elvetica. Tali accertamenti, sebbene si ispirino alla pi ampia cautela ed evidenzino dubbi e perplessit che non consentono la formulazione di ipotesi definitive, appaiono comunque orientate a conclusioni che sembrano escludere la responsabilit di Rocky. Ecco alcuni passaggi estrapolati dalle due consulenze. Dalla consulenza della dottoressa Colette Pillonel La localizzazione e la ripartizione dei segni sul corpo del bambino non corrispondono, secondo me, a unaggressione canina tipica (vale a dire aggressione per predazione, competizione territoriale, per irritazione, o autodifesa). Tuttavia, altri comportamenti oltre a quelli dellaggressione sono da prendere in considerazione; delle sequenze di giochi mi sembrano tuttavia poco probabili. Cos, come stanno le cose, non possibile n escludere, n affermare che lautore di tutto o di parte di questi segni sia il cane Rocky. I vestiti comportano delle lacerazioni, e queste ultime possono esser messe in relazione a certi segni osservati sul corpo della vittima; le lacerazioni potrebbero perci essere legate alla presa dei denti di Rocky, corrispondenti ai morsi. La vittima stata ritrovata nuda. Ora, praticamente impossibile per un cane spogliare un essere umano senza lacerare i vestiti. Inoltre, non ho mai sentito parlare di una tale sequenza
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comportamentale in un cane e neanche sarei in grado di trovarne il senso etologico. Vista let del cane e il tipo di dentizione, lapprendimento di un atto simile (per addestramento) sembra molto improbabile. Dalla consulenza della dottoressa Anne Marie Villars Laspetto generale (numero di graffi superiori a eventuali morsi) non fa pensare ad un attacco (aggressione), ma non si possono escludere leventualit di graffi compulsivi, del tipo riscontrato in un cane che vuole interagire con una persona sdraiata e incosciente. Questo tuttavia spiegherebbe solo i graffi su un solo lato del bambino sdraiato, ma non entrambi i lati. Mi aspetterei di trovare dei graffi localizzati in una zona e non su tutto il corpo. Il fatto che il bambino sia stato anche spogliato si addice poco al comportamento di un cane, nel qual caso avremmo potuto osservare dei vestiti ancora pi strappati e a strisce; ma anche questo elemento pu corrispondere alle interazioni di un cane su un bambino esanime. Conclusione Non mi possibile escludere che delle lesioni di questa ampiezza e di questo tipo siano state causate da un cane privo di autocontrollo, ci non sembra essere il caso di Rocky, o di un cane eccitato dalle grida di bambini o da un litigio tra i bambini e una terza persona, ma non mi neanche possibile provarlo. c. Le condizioni degli abiti che indossava Luca Come gi richiamato dal dott. Testi ed argomentato dalle due esperte
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veterinarie, lo stato

dei vestiti indossati da Luca, assume una ulteriore

valenza ai fini della ipotesi che non fu Rocky ad aggredire il piccolo Luca. Egli, al momento del ritrovamento, risulta privo di tutti gli indumenti che indossava nella parte superiore del corpo, con i pantaloni abbassati e privo di un moon boot.. La mamma, ricorda di aver ritrovato la giacca da neve per terra all'inizio della discesa ed a circa 50 mt dal posto ove fu ritrovato Luca. Gli altri vestiti, anchessi sistemati tutti a distanza da Luca, risultavano ammucchiati uno sopra laltro, con la canottiera al vertice e quasi tutti risultavano a rovescio. Ora, cassando in quanto inammissibile la teoria che sia stato il cane Rocky a spogliare Luca, da considerarsi altrettanto improponibile, anzi impossibile, ipotizzare che sia stato lo stesso Luca a svestirsi dei propri abiti per liberarsi dallaggressione del suo cane. In tale situazione, infatti, quegli abiti, sarebbero risultati interessati da lacerazioni e strappi ben pi marcati e numerosi rispetto a quelli presenti, invero assai limitati e non tutti corrispondenti alla eventuale presa da parte di Rocky. Ma non solo! Poich se Luca fosse stato aggredito dal suo cane, non si sarebbe mai svestito dei propri abiti, e per due ordini di motivi: per non esporsi al freddo cos intenso in quel periodo - e spogliarsi in quelle condizioni da considerarsi francamente una reazione davvero innaturale - ma, soprattutto, per continuare a proteggersi dagli eventuali attacchi di Rocky poich gli abiti, avrebbero costituito comunque uno strato protettivo che limitava i danni prodotti dallaggressione del cane: Luca, difronte alla minaccia reiterata del cane, non avrebbe certo deciso di esporre le sue membra a ben pi gravi conseguenze! E le lesioni osservate su Luca, come ha dimostrato il dott. Testi, non corrispondono certo ad un attacco ripetuto posto in essere da un cane! Rimane da discutere circa le cause che hanno prodotto le limitate soluzioni di continuo a carico degli indumenti di Luca ed il ritrovamento su quegli abiti del
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DNA del cane. Ebbene, per alcune di queste evidenze, possibile trovare una logica ed accettabilissima spiegazione nel fatto che a seguito dellaggressione portata da terzi nei confronti di Luca, sia stato proprio il fedele cane Rocky, che in un fisiologico e spontaneo atteggiamento protettivo, teso a cercare di proteggere e di soccorrere il proprio padroncino magari anche solo per richiamare lattenzione dei passanti - abbia afferrato e sia venuto quindi in contatto con quegli abiti anche per pochi attimi, determinando piccole lesioni ed il trasferimento della sua saliva. Per contro, non possibile escludere che la maggior parte di quelle soluzioni di continuo se non tutte - ipotesi che sembrerebbe da privilegiare, alla luce di tutti gli elementi circostanziali disponibili - si siano prodotte proprio nel corso dellaggressione a Luca da parte di altre persone, a seguito di spinte, strattonamenti e limpiego di mezzi contundenti e/o parzialmente taglienti o comunque puntuti. d. Lattendibilit delle dichiarazioni fornite da Luca e Marco Sentito nellimmediatezza dei fatti dalla d.ssa Fournier, dopo aver inizialmente affermato che insieme a lui ed a Luca, cera soltanto Rocky, alla domanda posta dallo zio, Marco dichiara che cera un signore che parlava tedesco e che ha fatto male a Luca, togliendogli i vestiti. Marco aggiunge che questo signore stava giocando con Luca alla lotta mostrando un pugno e che picchiava Rocky per cacciarlo. Marco confermer in seguito in ospedale che un signore ha fatto male a Luca. Lo descrive come un signore alto e corpulento, di altezza maggiore dello zio Mario (1.62), capelli scuri, con calvizie frontale e con occhiali. Secondo Marco questo signore era arrabbiato con loro perch facevano casino. Egli dichiarer inoltre che cera stato un precedente in cui la stessa persona aveva cercato di picchiare Luca. Marco

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aggiunge che ha paura che mi riprenda e che Luca era discriminato a scuola e dai suoi coetanei. Tali affermazioni vengono successivamente confermate nel corso dei colloqui che Marco intrattiene con le dottoresse Quayoom e Magnin, psichiatre infantili, presso lospedale di Ginevra l11, 12, 13, 14, 15, 18, 20, 22 e 27 febbraio 2002, alle quali, insieme ad altre affermazioni, riferisce che: Ho giocato con un signore, insieme a Luca e litigavamo: questo signore che ha fatto male a Luca. Il signore si chiama Philippe, gentile? No, non gentile E ancora: Luca e Marco giocano, c un signore si litigato con me. Ho vinto, io, Luca no, anche Luca ha litigato con questo signore e Luca ha vinto e ha perso. Il signore ha dato dei baci a me e a Luca. Le conclusioni delle due esperte sono categoriche: Marco un bambino di 3 anni e 11 mesi al momento dei fatti. Presenta attualmente dei sintomi compatibili con uno stato di stress post-traumatico. I suoi racconti e i suoi giochi evocano degli atti violenti e a sfondo sessuale. La nostra valutazione non permette in nessun caso descludere la presenza di una terza persona al momento degli avvenimenti del 07 febbraio 2002. La sig.ra Tina, mamma di Marco, riferisce successivamente a Sebastien Fanti avvocato della famiglia Mongelli a Sion, circa il comportamento di Marco, affermando che: In questo periodo Marco molto nervoso ed eccitato, il suo comportamento ha iniziato ad essere pi sensibile da quando Luca ha iniziato ad esprimersi, nella registrazione fatta sulla videocassetta. Ha cominciato a fare dei giochi molto strani, si vede che turbato; la settimana scorsa, si nascosto nella sua camera e si infilato dei peluches e altri giocattoli nei pantaloni. Quando gli ho chiesto cosa stesse facendo mi ha risposto che stava giocando: voglio far diventare il mio pisello pi grande. Poi ha abbassato la testa e non ha voluto pi` parlare. Marco si nasconde nella sua camera. ansioso,
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per quello che successo a suo fratello e non vuole subire lo stesso trattamento. Uno o due giorni fa ha ricominciato con questo gioco. Ha detto delle frasi disgustose. Parlando con suo padre ha detto che ho visto uno di questi ragazzi con il pisellino duro. Sul punto, anche la descrizione di Luca, appare coerente, quando riferisce alla sig.ra Tina: Mamma stai attenta al signore cattivo. Rocky ha morso questo signore. Aveva anche fatto finta dessere morto nella speranza che i giovani abbandonassero il luogo. Pi recentemente, come amplamente argomentato negli approfondimenti psico-diagnostici proposti dalle dottoresse Gimelli e Lugli, la sig.ra Mongelli riferisce circa la realizzazione da parte di Marco di un disegno fatto a scuola e di alcuni dettagli relativi ad un presunto gruppetto di ragazzi che avrebbe aggredito Luca. La signora Tina, racconta che essi corrisponderebbero a ragazzi di 14/15 anni di et, che Luca gi conosceva e che avevano gi giocato con lui. Luca aveva anche raccontato ai genitori di essere stato vittima, da parte di questi stessi ragazzi di episodi di bullismo, di matrice razzista, che avevano creato in lui un forte disagio psico-emotivo. Sia Luca che Marco da quanto asserisce la madre, e ci trova effettivo riscontro nel corso dei colloqui individuali che le prefate dottoresse hanno intrattenuto con i due minori, sono evidentemente arrabbiati e amareggiati in quanto percepiscono molto chiaramente di non essere stati creduti e che i loro contributi dichiarativi non sono stati ritenuti credibili dallAutorit Giudiziaria. Le stesse esperte concludono che in base ai colloqui psicologici ed alla somministrazione di specifici reattivi psicodiagnostici, Luca e Marco risultano attendibili: i loro racconti sono caratterizzati da una significativa ed adeguata credibilit narrativa.

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CONCLUSIONI Lelaborazione valutativa di quanto dettagliatamente esposto nelle pagine precedenti ci permette di accedere ad una sola ipotesi che vede escludere il coinvolgimento del cane nellaggressione al piccolo Luca. I contributi specialistici che abbiamo inteso fornire consentono di ottenere un quadro chiaro e convergente che, a nostro sommesso avviso, dovr consigliare lAutorit Giudiziaria Elvetica alla rivalutazione dellimpianto probatorio finora raccolto affinch sia possibile prospettare nuove ipotesi di responsabilit a carico di soggetti terzi, che non si identificano assolutamente con Rocky. Sintetizzando i passi pi importanti dei contributi forniti: 1. Dalla consulenza del dott. Roberto Testi: Forse il punto fondamentale della vicenda in oggetto stabilire se le lesioni osservate sul piccolo Luca MONGELLI siano riferibili allaggressione di un cane. La letteratura e lesperienza personale permettono di definire agevolmente le caratteristiche delle lesioni che i cani determinano quando aggrediscono luomo, trattandosi di eventi certamente rari ma non eccezionali (circa 10 decessi allanno negli Stati Uniti). I bambini sono maggiormente interessati dagli attacchi dei cani rispetto agli adulti. Le zona pi colpite sono la testa, il collo e la faccia mentre il tronco generalmente poco interessato. I cani domestici quando attaccano i bambini tendono a mordere la testa, la faccia e il collo, e queste sono le lesioni pi frequentemente mortali.
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Le aggressioni dei cani sui bambini, quando vi sia una sproporzione tra le dimensioni dellanimale e della vittima, determinano lesioni assai gravi, con ampie lacerazioni dei tessuti e, a volte, anche esposizione di visceri e aree di scuoiamento. Come detto le lesioni osservate su Luca MONGELLI, oltre ad un trauma facciale da corpo contundente a margini smussi, consistono esclusivamente in escoriazioni ed ecchimosi superficiali, quindi ritengo si possa concludere che : - le lesioni elementari (ecchimosi ed escoriazioni) patite da Luca sono del tutto incompatibili con ci che si pu verificare a seguito dellaggressione di un cane; - non certamente riferibile allaggressione di un cane il quadro di trauma maxillo facciale (frattura alveolo-dentaria, frattura delle ossa proprie del naso e possibile frattura mascellare) rilevato dalla TC cranio eseguita il 10.12.2003 presso lospedale di Ginevra; - il complesso lesivo osservato comunque di modestissima entit e certamente non grado di determinare una diminuzione delle capacit di muoversi e reagire del bambino e, meno che meno, la morte o il danno encefalico osservato. In relazione ai dati circostanziali, che indicano come il bambino sia stato trovato privo di conoscenza su un prato ricoperto di neve, ritengo che emerga come assai verosimile una ipotesi di causazione di tutte le lesioni osservate che, diversamente, appaiono assai difficili da armonizzare tra loro. Se immaginiamo che il piccolo Luca abbia subito un politrauma da corpo contundente (abbiamo escoriazioni multiple, ecchimosi, alcune delle quali, agli arti superiori, hanno caratteri tipici delle cosiddette ecchimosi da afferramento ed i segni di un significativo trauma facciale) e successivamente a questo, in condizioni in incoscienza o diminuita
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coscienza, sia rotolato per il pendio innevato al fondo del quale stato rinvenuto, verosimile sia finito con la faccia sulla neve, in modo tale che naso e bocca siano stati intasati dalla neve, determinando cos unasfissia meccanica con conseguente arresto cardio-circolatorio. Una simile sequela di eventi giustificherebbe in modo convincente la drammatica ipotermia che, invece, sarebbe impossibile si sia instaurata in tempi cos brevi ammettendo un soggetto cosciente e in grado di muoversi. 2. Dalla consulenza delle dott.sse Gimelli e Lugli Luca si presenta ai colloqui molto disponibile e collaborante, desideroso di riferire la propria versione dei fatti. Si riscontra buona capacit di comprensione ed elaborazione dellinformazione anche se la fluidit linguistica risulta deficitaria. Si evidenzia un esame di realt adeguato e capacit di distinguere la realt dalla fantasia. Per quanto riguarda i processi cognitivi non sono emersi disturbi nella percezione, immagazzinamento, elaborazione, recupero e rievocazione delle informazioni. Si escludono, allesame obiettivo, psicopatologie e disturbi psicotici. Per quanto riguarda i racconti resi in sede di colloquio (di cui si forniscono le trascrizioni in allegato) Luca inserisce negli stessi dei dettagli poco compatibili con una ricostruzione logica degli eventi, dettagli tuttavia realmente vissuti ma caratterizzati da una collocazione spazio-temporale differente. Nel caso specifico di Luca si ritiene che, a seguito dellamnesia post-traumatica sopra descritta e del naturale decadimento del ricordo nelloblio, il minore abbia inconsapevolmente colmato alcune lacune mnestiche inserendo
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elementi e dettagli diversi. Questi meccanismi tuttavia non inficiano n lattendibilit del minore n la credibilit complessiva dei suoi racconti. Marco si presenta ai colloqui molto disponibile, collaborante e felice di essere stato per la prima volta coinvolto nella vicenda e desideroso di esporre il proprio punto di vista dato che in casa i genitori non avevano pi voluto parlarne e lui stesso, causa il coinvolgimento emotivo, aveva sempre evitato largomento. Anche per Marco si riscontra buona capacit di comprensione, elaborazione dellinformazione e produzione linguistica. Si evidenzia un esame di realt adeguato allet e capacit di distinguere la realt dalla fantasia. Per quanto riguarda i processi cognitivi, non sono emersi disturbi nella percezione, immagazzinamento, elaborazione, recupero e rievocazione delle informazioni. Non si sono riscontrate tendenze alla confabulazione e pensieri bizzarri. Si escludono, allesame obiettivo, psicopatologie e disturbi psicotici. Ci viene ulteriormente confermato dai punteggi ottenuti dal minore al Protocollo MMPI-A che evidenziano un quadro psicopersonologico non connotato psicopatologicamente. Rispetto al fenomeno della suggestionabilit il minore Marco non apparso aderire o compiacere le richieste degli interlocutori nellambito dei colloqui svolti. Ci trova riscontro nel punteggio ottenuto dal minore al GSS2, il cui grado di suggestionabilit interrogativa risultato praticamente nullo. Anche questo depone a favore dellattendibilit del minore e della credibilit complessiva dei racconti resi. Le informazioni rese da Marco nel corso dei colloqui risultano coerenti con le dichiarazioni sia del fratello Luca che della madre e considerata lassenza di suggestionabilit precedentemente
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descritta lipotesi pi verosimile per giustificare tale coerenza che si tratti di dettagli realmente vissuti dai minori e riferiti alla madre cos come anche la letteratura sostiene. Per quanto sopra descritto e in base alle valutazioni effettuate su Luca e Marco Mongelli attraverso i colloqui psicologici e la somministrazione di reattivi psicodiagnostici, parere delle scriventi che i minori siano attendibili ed i racconti resi caratterizzati da una significativa ed adeguata credibilit narrativa. Tutto ci, unitamente a quanto argomentato circa i contributi testimoniali relativi al comportamento del cane Rocky successivamente al ritrovamento di Luca, agli accertamenti di natura veterinaria ed alle condizioni degli abiti originariamente indossati da Luca al momento dei fatti, depone a favore di una unica ipotesi ricostruttiva, vale a dire che Luca, il 7 febbraio 2002 stato oggetto di una vera e propria aggressione da parte di un soggetto/soggetti al momento ancora ignoti , che escludono categoricamente il coinvolgimento del cane Rocky. Tale ipotesi potr trovare ulteriori elementi di conferma e di sostegno laddove lAutorit Giudiziaria Elvetica vorr procedere a: una pi approfondita, completa e critica valutazione medico-legale delle lesioni patite da Luca allepoca dei fatti; una pi esaustiva disamina di tutti i contributi testimoniali gi in atti, prevedendo nuovi apporti dichiarativi da parte di tutti coloro che sono in grado di fornire ulteriori elementi valutativi ai fini dellaccertamento della verit e non furono sentiti in allora; una nuova escussione da parte di Luca e Marco, alla luce delle pi aggiornate competenze psico diagnostiche in tema di affidabilit e credibilit del loro vissuto;

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nuovi esami di DNA sui campioni di unghie di Luca (che non hanno fornito alcun esito) e sui vestiti indossati dal minore, considerate le attuali possibilit di selettivit, affidabilit e di sensibilit dei test genetici, al fine di ricercare profili genetici umani, compatibili con lipotesi di aggressione da parte di terzi; nuove analisi degli indumenti indossati da Luca mediante la tecnica della Microscopia Elettronica a Scansione, abbinata alla analisi a Dispersione di Raggi X, allo scopo di determinare gli strumenti che generarono le lesioni e gli strappi su quei reperti, anche attraverso la caratterizzazione analitica di microtracce estranee, ancora rinvenibili. Parma, Torino e Reggio Emilia, 15.2.2012

D.ssa Melania Lugli D.ssa Cinzia Gimelli


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Gen. Dott. Luciano Garofano

Dott. Roberto Testi


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ALLEGATI
1. Protocollo GSS2 Luca Mongelli 2. Protocollo MMPI-A Luca Mongelli 3. Protocollo GSS2 Marco Mongelli 4. Protocollo MMPI-A Marco Mongelli 5. Trascrizione colloqui Luca e Marco Mongelli

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Allegato 1

Psicodiagnosi Gudjonsson Suggestibility Scale- GSS2 Minore Luca Mongelli

Nel 1986 Gudjonsson asserisce che la suggestionabilit interrogativa un particolare tipo di suggestionabilit. Viene definita da Gudjonsson e Clark come: il limite entro il quale, allinterno di uninterazione sociale chiusa, le persone arrivano

ad accettare informazioni fornite, nel corso di una formale intervista, come risultato dellinfluenzamento delle loro risposte comportamentali successive ad esse.
Lapplicazione del suddetto strumento segue una serie di passaggi:

n Lettura di un breve racconto (composto da 40 segmenti di contenuto) n Ricordo immediato. Al soggetto viene chiesto di effettuare una prima rievocazione libera del racconto (il soggetto pu ottenere un punteggio compreso tra 0 e 40: 1 punto per ogni segmento ricordato) n Ricordo differito. Al soggetto viene chiesto dopo un lasso di tempo di 50 min) (0-40:1 punto per ogni segmento ricordato) n 20 Domande (di cui 15 suggestive) n Feed-back negativo n 20 Domande (di cui 15 suggestive)

Punteggi ottenuti dal minore Luca Mongelli: Punteggio Cedimento 1 (in condizione pre-feed-back)= 10/15 (domande

4,6,7,11,14,15,16,18,19,20) Punteggio Cedimento 2 (in condizione post-feed-back)= 13/15(domande 2,4,6,7,8, 11,12,14,15,16,18,19,20) Punteggio Cambio= 5/20 44

Punteggio Totale= Cedimento 1 + Cambio= 15/35 Si sottolinea nella presente relazione come non esista attualmente una taratura italiana dello strumento dal momento che la standardizzazione in Italia dello stesso attualmente in corso dopera (da un gruppo di ricerca che coinvolge anche la sottoscritta, il quale sta svolgendo un lavoro di ricerca appunto a tale fine) tuttavia, il punteggio ottenuto dal minore Luca al test, 15/35, di carattere squisitamente descrittivo e qualitativo, seppur fornisca anche indicazioni di natura quantitativa, evidenzia, da parte dellesaminando, una tendenza alla suggestione corrispondente al cut-off, appunto di 15, perci possibile affermare che i suoi pensieri e le sue opinioni, le dichiarazioni verbalizzate ed i dettagli forniti nel corso dei colloqui effettuati, possano essere influenzati da fonti esterne significative, ad un livello non superiore alla norma per et di riferimento.

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Allegato 3 Psicodiagnosi Gudjonsson Suggestibility Scale- GSS2 Minore Marco Mongelli

Punteggio Cedimento 1 (in condizione pre-feed-back)= 1/15 (domanda 11)

Punteggio Cedimento 2 (in condizione post-feed-back)= 1/15(domanda 11)

Punteggio Cambio= 0/20

Punteggio Totale= Cedimento 1 + Cambio= 1/35

Si sottolinea nella presente relazione come non esista attualmente una taratura italiana dello strumento dal momento che la standardizzazione in Italia dello stesso attualmente in corso dopera (da un gruppo di ricerca che coinvolge anche la sottoscritta, il quale sta svolgendo un lavoro di ricerca appunto a tale fine) tuttavia, il punteggio ottenuto dal minore Marco al test, 1/35, di carattere squisitamente descrittivo e qualitativo, seppur fornisca anche indicazioni di natura quantitativa, evidenzia, da parte dellesaminando, una scarsa e pressoch nulla tendenza alla suggestione; perci possibile escludere che i suoi pensieri e le sue opinioni, le dichiarazioni verbalizzate ed i dettagli forniti nel corso dei colloqui effettuati rappresentino il frutto dellinfluenzamento di adulti o altri significativi, perci, non attendibili. 57

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Allegato 5 COLLOQUIO LUCA MONGELLI 23/12/2011

DOTT.SSA LUGLI: eccoci! DOTT.SSA LUGLI: Marco il cellulare se ti serve prendilo adesso! (sovrapposizione di voci) Spostiamo questa seggiola.. LUCA MONGELLI: ah che bello studio! DOTT.SSA LUGLI: ..e ci mettiamo quella di luca eh? SIG.RA MONGELLI: ok? Vedi che c un tavolo di fronte a te per metterci le mani.. LUCA MONGELLI: wow che bel tavolo un po pi.. DOTT.SSA LUGLI: (ride) SIG.RA MONGELLI: lui piglia in giro eh? DOTT.SSA LUGLI: ci fai le battute eh? (inc.) che mark non vuole mica uscire di qua perch vuole giocare con le freccette. DOTT.SSA LUGLI: guardiamo eh.. Che vince SIG.RA MONGELLI: spetta luca che marco sta giocando con le freccette.. DOTT.SSA LUGLI: sei quello pi allenato o sei quello meno allenato? MARCO: oh! DOTT.SSA LUGLI: ehila! DOTT.SSA LUGLI: Lui vuole sempre sfidare! Adesso lo sfido a ping pong! GEN.GAROFANO: Eccoci qua.. (inc.) SIG.RA MONGELLI: dobbiamo uscire fuori! MARCO MONGELLI: (inc.) 67

SIG.RA MONGELLI: Bene. Buona chiacchiarata.. GEN. GAROFANO: si, ci vedimo tra poco.. DOTT.SSA LUGLI: a tra poco eh? GEN. GAROFANO: ecco qua. Sto meglio adesso.. DOTT.SSA LUGLI: mh GEN. GAROFANO: Luca tu stai bene chai freddo? LUCA M: no no.. DOTT.SSA LUGLI: mi raccomando eh, ce lo dici se per caso hai freddo.. LUCA M: no no sto benissimo DOTT.SSA LUGLI: meno male. LUCA M: ho bevuto la cioccolata calda.. DOTT.SSA LUGLI: (ride) secondo me solo per quello! LUCA M: Eh stavo (inc.) DOTT.SSA LUGLI: (ride) ascolta luca eh niente noi come abbiamo spiegato anche a marco intanto ci presentiamo.. perch ci siamo detti solo i nomi! LUCA M: io sono luca mongelli DOTT.SSA LUGLI: noi ci presentiamo.. noi ti conosciamo! Mh? Ti conosciamo o no? Poi ti chiediamo nello specifico.. Io mi chiamo Melania, sono una psicologa. LUCA M: che nome strano.. DOTT.SSA LUGLI: un no me strano vero? LUCA M: si.. DOTT.SSA LUGLI: hai mai conosciuto delle Melanie? 68

LUCA M: no. DOTT.SSA LUGLI: no. La prima! Ho il primato! (ride) LUCA M: la prima.. DOTT.SSA LUGLI: ecco..eh.. e quindi, visto che sono psicologa, quello che il mio lavoro quello di ascoltare i ragazzi LUCA M: eh si non solo quello.. DOTT.SSA LUGLI: allora dimmelo tu! LUCA M: ci sono passate tante psicologhe da me! DOTT.SSA LUGLI: cosa fa la psicologa? LUCA M: Lo so bene.. DOTT.SSA LUGLI: dai! LUCA M: (inc.) cerca di capire.. DOTT.SSA LUGLI: cos che vuole capire? LUCA M: vabb.. dipende dallargomento.. DOTT.SSA LUGLI: bravissimo.. in questo caso io cosa voglio capire secondo te? LUCA M: vabb largomento.. eh questo lo so gi eh.. raccontare un po la storia con i.. pi dettagli possibili. GEN. GAROFANO: quello che ti ricordi.. DOTT.SSA LUGLI: quello che tu ti ricordi di quel.. GEN. GAROFANO: tranquillamente.. DOTT.SSA LUGLI: ..di quel brutto fatto che successo..

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LUCA M: si.. DOTT.SSA LUGLI: ..tanto.. tanto tempo fa. LUCA M: si.. no.. (inc.) possiamo iniziare anche adesso eh.. GEN. GAROFANO: si, se te la senti siamo pronti! DOTT.SSA LUGLI: guarda noi vogliam parlare il meno possibile e ascoltare te. LUCA M: si.. allora.. niente quel giorno.. vabb il 7 febbraio perch ricordo anche la data.. DOTT.SSA LUGLI: mh mh.. LUCA M: allora niente io.. stavo in casa. GEN. GAROFANO: mh. LUCA M: allora io stavo in casa e non so se sapete che.. che mio padre e mia madre avevano un ristorante. DOTT.SSA LUGLI: mh mh. LUCA M: non molto lontano. GEN. GAROFANO: mh. LUCA M: ..da casa mia. GEN. GAROFANO: mh. Ristorante italiano? LUCA M: Si si.. GEN. GAROFANO: con specialit italiane. LUCA M: si si facevano cucina italiana..

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GEN. GAROFANO: ma chi cucina.. adesso per fare una battuta.. chi cucina meglio, mamma o pap? LUCA M: eeh dipende ci sono alcune cose ch fa meglio io pap e alcune cose che fa meglio mia mamma.. GEN. GAROFANO: Eh, eccerto. (ride) bene. ok. DOTT.SSA LUGLI: cucina pugliese? LUCA M: eh no no.. cuicina.. DOTT.SSA LUGLI: ..italiana. LUCA M: si. Allora stavo rientrando niente (inc.) dentro al ristorante. Stiamo al (termine francese inc.) GEN. GAROFANO: che significa (ripetendo il termine)? LUCA M: eh non lo so. DOTT.SSA LUGLI: (ride) (sovrapposizione di voci) GEN. GAROFANO: un nome francese per.. LUCA M: eh? GEN. GAROFANO: un nome francese? LUCA M: non lo so, presumo di si ma.. GEN. GAROFANO: (sovrapposizione di voci) eh vabb.. daccordo.. LUCA M: (inc.) eh quel pomeriggio che.. era primo pomeriggio, diciamo subito dopo pranzo piu o meno no?

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DOTT.SSA LUGLI: mh mh LUCA M: Emh.. Mamma praticamente.. siccome lei faceva la cameriera nel ristorante.. DOTT.SSA LUGLI: mh mh LUCA M: mentre.. luca aspettami che.. devo andare un attimo al ristorante.. DOTT.SSA LUGLI: mh mh LUCA M: quindi tu.. insomma stai qua.. io ero seduto su una sedia in quel momento.. dice: stai qua e controlla marco quando si sveglia, perch stava riposando quel pomeriggio.. GEN. GAROFANO: si. LUCA M: mentre il mio cane.. sapete che avevo un cane no? GEN. GAROFANO: si. LUCA M: mentre il mio cane.. stava vabbe in casa, o girava.. GEN. GAROFANO: cio come tutti i cani.. LUCA M: si. DOTT.SSA LUGLI: tu luca quanti anni avevi? LUCA M: sette.. DOTT.SSA LUGLI: sette anni. LUCA M: Sei. Quando facevo la prima elementare. DOTT.SSA LUGLI: marco? LUCA M: Marco quattro. DOTT.SSA LUGLI: Marco quattro.

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LUCA M: mh mh. Allora mamma io le risposi: si vabb. Per poi prima di uscire di casa mi dice: se il cane.. se ti dovessi preoccupare di uscire il cane, per fargli fare sai i bisogni.. GEN.GAROFANO: certo. LUCA M: ..non ti preoccupare perch lo.. perch prima lho portato io. DOTT.SSA LUGLI: mh. Quindi il cane non aveva bisogno adesso.. LUCA M: no. Io prendo.. riflettendo poi sulle parole che mi aveva appena detto, io ho pensato a una cosa: quando lei aveva comprato questo cane.. GEN.GAROFANO: si. LUCA M: era stato allevato in modo tale che luca.. cio.. che ascoltava soltanto i miei comandi.. (inc.) DOTT.SSA LUGLI: pensa. Sai che loro scelgono una persona sola eh? E aveva scelto te! LUCA M: si. Perch infatti eravamo andati insieme a comprarlo e lavevo io.. (inc.) DOTT.SSA LUGLI: mh mh LUCA M: e quindi sapevo che ascoltava soltanto me. DOTT.SSA LUGLI: tu ti ricordi se era grande o se era piccolo.. che et eveva.. LUCA M: no era piccolo.. aveva.. DOTT.SSA LUGLI: era piccolo. LUCA M: aveva 4 mesi.. GEN. GAROFANO: era cucciolo ancora..

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LUCA M: si si.. GEN. GAROFANO: era cucciolo.. LUCA M: si aveva ancora i denti da latte GEN. GAROFANO: scusa, scusa luca, scusa.. DOTT.SSA LUGLI: denti da latte.. LUCA M: aveva ancora i denti da latte, quindi.. DOTT.SSA LUGLI: mh, eh.. era ancora giocherellone come cane. LUCA M: si si no era molto giocherellone infatti.. allora.. mamma mi dice questo: siccome han detto che il padrone ero io no? DOTT.SSA LUGLI: mh mh LUCA M: io ho pensato..se sono il suo padrone.. sicuramente la passeggiata con mamma.. cio.. non gli sar bastato DOTT.SSA LUGLI: (ride) GEN. GAROFANO: deve fare una passeggiata con me. DOTT.SSA LUGLI: (ride) LUCA M: (inc.) una passeggiata solo con me. GEN. GAROFANO: certo. LUCA M: per cera mio fratello a riposare. GEN GAROFANO: certo. LUCA M: solo che avevo la (inc) perch sapevo di si per era un no. DOTT.SSA LUGLI: che bravo.

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LUCA M: eh? DOTT.SSA LUGLI: eri bravo! LUCA M: cosa? DOTT.SSA LUGLI: eri bravo! LUCA M: si si avevo (inc.) subito.. DOTT.SSA LUGLI: mh mh LUCA M: allora che faccio: lo lavo, lo vesto.. cio prima lo sveglio. Lo vesto.. DOTT.SSA LUGLI: quindi hai pensato di uscire! Scusa. LUCA M: Si. Lo vesto.. GEN. GAROFANO: che ora era, pi o meno? Pomeriggio.. LUCA M: forse il primo pomeriggio, primo pomeriggio comunque... GEN. GAROFANO: si si.. LUCA M: primo pomeriggio intendo.. le quattordici (inc.) quindici.. GEN. GAROFANO: certo. LUCA M: e quindi prendo il cane.. Priva sveglio lui, lo vesto.. GEN. GAROFANO: (inc.) LUCA M: lo preparo tutto.. vabb ci metto il cappellino, tutto.. e poi niente vado a prendere il cane.. DOTT.SSA LUGLI: che stagione era? LUCA M: cosa? DOTT.SSA LUGLI: che stagione era? Te lo ricordi? Che mese era?

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LUCA M: era inverno, carnevale. DOTT.SSA LUGLI: ah, era inverno, carnevale. LUCA M: era inizio carnevale, infatti era il 7 febbraio.. GEN. GAROFANO: ma era molto freddo? LUCA M: si.. vabb poi li in montagna.. GEN. GAROFANO: quanti metri era casa vostra? LUCA M: cosa? GEN.GAROFANO: Scusami, eravate in alto? Era in montagna? Era in collina, montagna? LUCA M: no no montagna.. GEN. GAROFANO: ah proprio montagna! LUCA M: si proprio montagna, infatti mi ricordo che avevamo un freddo cane. GEN. GAROFANO: (ride) LUCA M: allora..niente praticamente vado (inc.) lo vesto, e poi..lui viene con me.. GEN.GAROFANO: e siete usciti. LUCA M: eh si andiamo dal cane, gli metto il guinzaglio..eh.. e usciamo praticamente.. GEN. GAROFANO: mh mh LUCA M: eh usciamo.. e dove andiamo? DOTT.SSA LUGLI: mh LUCA M: ..a giocare in un..in un.. in un parco vicino. DOTT.SSA LUGLI: mh

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GEN. GAROFANO: era.. era vicino quanto da casa? LUCA M: distava.. diciamo.. dieci minuti da casa. GEN. GAROFANO: mh. LUCA M: una mezzoretta volendo proprio esagerare. DOTT.SSA LUGLI: umh.. quindi abbastanza lontano! LUCA M: cio, no vabb era..si, abbastanza lontano comunque. DOTT.SSA LUGLI: da quel punto.. da quel punto dove voi stavate andando, la vostra casa si vedeva? LUCA M: no. DOTT.SSA LUGLI: no. LUCA M: no non si vedeva pi.. DOTT.SSA LUGLI: posso chiederti una cosa luca? LUCA M: mh DOTT.SSA LUGLI: ma.. il risorante, dei tuoi genitori, quanto era lontano da casa vostra? LUCA M: eh una trentina di metri. DOTT.SSA LUGLI: trentina? LUCA M: si DOTT.SSA LUGLI: poco. GEN. GAROFANO: era vicino.. DOTT.SSA LUGLI: era vicino!

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GEN. GAROFANO: (inc.) DOTT.SSA LUGLI: Quindi la mamma si fidava a lasciarvi anche da soli.. LUCA M: si.. DOTT.SSA LUGLI: perch era vicino! LUCA M: ma no anche perch il paesino era piccolo. Eravamo pochissimi abitanti. DOTT.SSA LUGLI: mh mh LUCA M: ..mi ricordo (inc.) mi pare trentasette.. DOTT.SSA LUGLI: ah! Proprio pochi pochi! LUCA M: si, ci conoscevamo tutti.. DOTT.SSA LUGLI: tutti! LUCA M: quindi mamma ovviamente con tutti si fidava a lasciarmi no? GEN. GAROFANO: certo, certo. LUCA M: anche mio fratello marco GEN. GAROFANO: chiaro, certo, vi conoscevate tutti. E quindi siete andati (inc.) LUCA M: e siamo andati in questo parco, dicevo.. GEN. GAROFANO: si.. LUCA M: a giocare con.. proprio con (inc.) di neve.. sai facevamo le palle, ce le lanciavamo addosso.. DOTT.SSA LUGLI: mh.. LUCA M: poverino le lanciavamo anche addosso al cane.. DOTT.SSA LUGLI: (ide)

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GEN. GAROFANO: e lui che faceva? LUCA M: no vabb e lui.. chi il cane? GEN. GAROFANO: si si.. LUCA M: no vabb quando gli tiravamo le palle lui.. GEN. GAROFANO: cercava di prenderle. LUCA M: si lui le cercava di prendere con la zampa.. e quando le prendeva ce le lanciava a noi poi! GEN. GAROFANO: mh DOTT.SSA LUGLI: mh LUCA M: quindi era anche molto giocherellone.. DOTT.SSA LUGLI: mh LUCA M: solo che.. dopo.. (inc.) mezzoretta che giochiamo.. GEN. GAROFANO: eravate solamente tu e.. LUCA M: cosa? GEN. GAROFANO: in quella fase eravate soltanto tu e marco? LUCA M: si.. GEN. GAROFANO: si dopo mezzoretta? LUCA M: dopo una mezzoretta..io comincio a sentire che si alza il vento. Infatti comincio a sentire pi freddo.. DOTT.SSA LUGLI: mh GEN. GAROFANO: si

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LUCA M: (inc.) e dopo qualche minuto.. c questo fruscio di fogli.. perch poi si sono alzate tutte le fogli in quel momento col vento. GEN. GAROFANO: si LUCA M: no? Allorainizio quindi a.. cio.. prima inizio a sentire camminare.. GEN. GAROFANO: si. LUCA M: e poi compaiono davanti a me ancora abbastanza distanti quattro ragazzi. GEN. GAROFANO: quattro ragazzi. DOTT.SSA LUGLI: davanti a te, ti si sono presentati. LUCA M: si.. no non si sono presentati.. DOTT.SSA LUGLI: posso chiederti una cosa? LUCA M: si DOTT.SSA LUGLI: cerco di essere il pi chiara possibile no? Da dove eri tu, in quel momento li, (inc.) ti sono arrivati questi ragazzi? Li hai visti arrivare? LUCA M: si. DOTT.SSA LUGLI: ti sono arrivati di fronte? Da destra? Da sinistra? Da dietro? Ricordi? LUCA M: eh no di fronte. DOTT.SSA LUGLI: di fronte. mh GEN. GAROFANO: li vedevi arrivare insomma? LUCA M: cosa? GEN. GAROFANO: li vedevi arrivare?

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LUCA M: si GEN. GARFANO: li vedevi arrivare. Ok LUCA M: li vedevo.. siccome marco.. cio ha sempre tenuto con tutti questa regola: cio il fatto di non fidarsi delle persone estranee. DOTT.SSA LUGLI: mh LUCA M: (inc.) li stavano tanti alberi.. e giustamente lui dice: luca vedi che arrivano questi qua nasconditi! DOTT.SSA LUGLI: mh! LUCA M: cos.. (inc.) GEN. GAROFANO: ma tu li conoscevi questi ragazzi? LUCA M: si. GEN. GAROFANO: abitavano li, insomma.. LUCA M: non mi ricordo se abitavano li o.. GEN. GAROFANO: per li avevi gia visti. LUCA M: si li avevo gia visti e ci avevo anche giocato insieme. GEN. GAROFANO: eh. Ci avevi anche giocato insieme. Vabb.. DOTT.SSA LUGLI: ti ricordi anche cosa, che giochi avevate fatto? LUCA M: eh? DOTT.SSA LUGLI: che giochi avevate fatto, te lo ricordi? LUCA M: si. DOTT.SSA LUGLI: eh, tipo?

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LUCA M: vabb il gioco era uno solo. DOTT.SSA LUGLI: mh LUCA M: era che loro correvano con la bicicletta e io dovevo cercare di seguirli GEN. GAROFANO: a piedi. LUCA M: si. GEN. GAROFANO: e li dovevi prendere. LUCA M: eh.. si il gioco era questo. DOTT.SSA LUGLI: era un po facil.. difficile! Faticoso! LUCA M: si perch era abbastanza (inc.) DOTT.SSA LUGLI: mh. Tu ti trovavi bene a giocare con loro? LUCA M: eh si si.. tranne in alcuni momenti. GEN. GAROFANO: perch? LUCA M: perch.. perch cerano alcune cose che.. se (inc.) mi cominciavano a sfottere. GEN. GAROFANO: mh DOTT.SSA LUGLI: mh LUCA M: cerano determinati argomenti che con loro sapevo che non potevo GEN. GAROFANO: trattare. DOTT.SSA LUGLI: per esempio? LUCA M: (pausa) per esempio.. aspetta...

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DOTT.SSA LUGLI: se ti da fastidio qualcosa diccelo eh dei piedi, cos, perch.. prima ti dava fastidio la fibia se ti da fastidio qualcosa ce lo dici eh? LUCA M: si.. si no.. se mi potete abbassare la pedana magari.. DOTT.SSA LUGLI: aspetta eh.. GEN. GAROFANO: che possiamo fare? DOTT.SSA LUGLI: abbassare questa qui? LUCA M: si DOTT.SSA LUGLI: questa qua eh.. allora aspetta che chiamo la mamma perch lei lo sa fare e noi no. Perch vedevo che ti dava fastidio il piede GEN. GAROFANO: (inc.) LUCA M: si DOTT.SSA LUGLI: no adesso arriva qua GEN. GAROFANO: rientrata mamma? LUCA M: cosa? GEN: GAROFANO: no stavo sentendo se mamma era rientrata. DOTT.SSA LUGLI: perch ho visto.. ho visto che forse gli dava fastidio qualcosa.. SIG.RA MONGELLI: eccomi! breve intermezzo in cui la madre di luca mette a posto la sua carrozzina

GEN. GAROFANO: stavi dicendo.. gli argomenti..gli argomenti che LUCA M: stavo dicendo che erano arrivati tutti i ragazzi..

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GEN. GAROFANO: si. LUCA M: allora stavo dicendo che (inc.) GEN. GAROFANO: Eh, ti ricordi quali? LUCA M: si.. la famiglia per esempio.. avevo, puntualmente, ogni volta che parlavo della famiglia.. GEN. GAROFANO: Della tua famiglia? LUCA M: si si della mia famiglia.. GEN. GAROFANO: si. LUCA M: ogni volta ( inc.) eeh.. cio quindi.. come si dice.. mi.. descriminav descriv.. com che.. GEN. GAROFANO: descrivevi, descrivevi.. LUCA M: no.. descri.. DOTT.SSA LUGLI: ti discriminavano? LUCA M: discriminavano i genitori, si.. GEN. GAROFANO: screditati. Ne parlavano male. LUCA M: si si ne parlavano male.. GEN. GAROFANO: dei tuoi? DOTT.SSA LUGLI: cosa dicevano? LUCA M: eh dicevano per esempio.. eh i tuoi (inc.) ignorante GEN. GAROFANO: mh LUCA M: quindi non hanno molti soldi.. sono dei poveracci..

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GEN. GAROFANO: eh certo certo.. e loro invece erano ricchi.? LUCA M: eh si si.. ovviamente io.. GEN. GAROFANO: reagivi. LUCA M: si, ovviamente avendo sette anni.. GEN. GAROFANO: certo. DOTT.SSA LUGLI: cu rimanevi male LUCA M: si.. mi arrabbiavo.. DOTT.SSA LUGLI: ti arrabbiavi.. GEN. GAROFANO: certo. LUCA M: e quindi (inc.) litigare.. GEN. GAROFANO: chiaro.. ma loro.. scusa luca, ma loro erano pi grandi di te? LUCA M: si GEN. GAROFANO: pi o meno? LUCA M: sedici, diciassette anni. DOTT.SSA LUGLI: la tua et, pi o meno di adesso.. LUCA M: si.. DOTT.SSA LUGLI: diciassette no? LUCA M: si..si io ne avevo sei.. cio..loro (inc.) e io ne avevo solo sette. DOTT.SSA LUGLI: mh. Tu adesso ne hai diciassette? GEN. GAROFANO: eh, si LUCA M: si

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GEN. GAROFANO: scusa, non cera nessuno della tua et? LUCA M: no. GEN. GAROFANO: no, ok. LUCA M: ce nerano.. cio..allora in tutto erano quattro no? Cio volevo dire questo..che tutti e tr.. che tutti tre hanno la (inc.) diciassette.. e il quarto.. era leggermente piu grande di questi tre. GEN. GAROFANO: mh LUCA M: anche se di poco. GEN. GAROFANO: di poco, si..diciotto, diciannove anni, quello che .. vabb.. DOTT.SSA LUGLI: ma tu ti ricordi i nomi di qualcuno di loro? LUCA M: eh si.. solo uno. DOTT.SSA LUGLI: uno. LUCA M: Eh si.. Lucas. DOTT.SSA LUGLI: mh mh.. qualera dei quattro? Era uno dei tre di diciassette anni o era pi grande? LUCA M: no era il pi grande. DOTT.SSA LUGLI: il pi grande. LUCA M: si ogni tanto io lo chiamavo capo, proprio. DOTT.SSA LUGLI: mh mh LUCA M: di questa.. diciamo di questa.. GEN. GAROFANO: gruppetto dai.

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LUCA M: si di questo gruppo, dicioamo cos.. DOTT.SSA LUGLI: e gli altri facevano quello che voleva lui? LUCA M: si perch alla fine era lui che comandava questi.. DOTT.SSA LUGLI: mh mh LUCA M: cio quindi alla fine loro.. cio infatti io ho litigato molto spesso con questi qua.. che loro dicevano delle cose.. (inc.) ordini da questo qua. DOTT.SSA LUGLI: ah proprio come una specie di.. di banda! LUCA M: si, ecco.. chiamiamola cosi. DOTT.SSA LUGLI: (ride) LUCA M: si alla fine il capo era lui. DOTT.SSA LUGLI: mh mh LUCA M: e quindi non che.. DOTT.SSA LUGLI: quindi tu quando ti arrabbiavi che si toccavano questi argomenti..poi cosa facevi? GEN. GAROFANO: andavi via, se ne andavano loro, che succedeva? LUCA M: (inc.) DOTT.SSA LUGLI: provavi a reagire come? LUCA M: provavo a reagire cercando di scriminare anche loro! DOTT.SSA LUGLI: mh LUCA M: solo che.. GEN. GAROFANO: eri coraggioso!

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LUCA M: eh si GEN. GAROFANO: eri coraggioso! LUCA M: si, anche perch in tasca (inc.) un segreto.. GEN. GAROFANO: e qualera, qualera il tuo segreto? LUCA M: praticamente.. non so se voi.. allora.. voi conoscete pi o meno le cose di un ristorante, no? GEN. GAROFANO: si. DOTT.SSA LUGLI: si.. LUCA M: avete presente quei.. com che si chiamano? Quello.. GEN. GAROFANO: a che serve? LUCA M: allora era un.. eeh.. un coso con un manico di legno.. GEN. GAROFANO: mh DOTT.SSA LUGLI: mh LUCA M: si apriva e usciva un cosellino.. DOTT.SSA LUGLI: cosa usciva? LUCA M: un cortellino. DOTT.SSA LUGLI: un cortellino, ah! LUCA M: eh.. eh.. un cacciavite, ecco! GEN. GAROFANO: mh DOTT.SSA LUGLI: mh mh LUCA M: che usciva questa specie di coltellino..

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GEN. GAROFANO: ma che quasi quasi il cacciavite svizzero, quello li..quello..quello.. LUCA M: e io con questo coltellino.. DOTT.SSA LUGLI: tipo serramanico. Quelli piccolini.. GEN. GAROFANO: no.. DOTT.SSA LUGLI: era piccolo? LUCA M: si si (inc.) enorme. DOTT.SSA LUGLI: che ti stava in tasca? LUCA M: si si mi stava in tasca. DOTT.SSA LUGLI: mh LUCA M: me lo portavo sempre cosi di (inc.) in caso di necessita.. sai com.. se no non posso.. difendermi. GEN. GAROFANO: per non lhai mai usato.. LUCA M: no, perch non cio.. perch (inc.) GEN. GAROFANO: anche quando cera la discussione? LUCA M: anche quando? GEN. GAROFANO: anche quando cera la discussione perch a un certo punto loro cominciavano a prendere in giro mamma e pap, no? LUCA M: si GEN. GAROFANO: E poi che.. che.. finiva questa discussione? I giorni prima dico, non il giorno..

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LUCA M: ..la discussione finiva.. aspetta..la discussione finiva quando.. ehm.. o quando io gridavo: oh basta adesso me ne vado! GEN. GAROFANO: mh DOTT.SSA LUGLI: mh mh LUCA M: oppure quando direttamente.. semplicemente perch allepoca ero (inc.) DOTT.SSA LUGLI: mh mh LUCA M: mi giravo e me ne andavo.. GEN. GAROFANO: e certo.. DOTT.SSA LUGLI: e scappavi via. LUCA M: e loro, dico, e loro si trovavano da soli. GEN. GAROFANO: certo certo.. DOTT.SSA LUGLI: ascolta.. LUCA M: e finiva la discussione.. DOTT.SSA LUGLI: mai capitato che in quelle discussioni, loro, oltre a offenderti a parole, fatto anche.. dei gesti magari violenti o pittosto che abbiano tentato di spingerti, di colpirti.. era mai successo prima? LUCA M: emh.. ci avevano provato qualche volta. DOTT.SSA LUGLI: a fare cosa? LUCA M: a (inc.) a colpirmi proprio no, per.. pi che colpirmi a spaventarmi. DOTT.SSA LUGLI: a spaventarti.. GEN. GAROFANO: come? Con le minacce?

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LUCA M: si. GEN. GAROFANO: e che ti dicevano? LUCA M: eh no minacce con oggetti.. DOTT.SSA LUGLI: eh tipo? LUCA M: e tipo.. se adesso non ci ascolti, ti lanciamo questo addosso! GEN. GAROFANO: certo.. DOTT.SSA LUGLI: ah, quindi minacce di lanciare qualcosa per farti male, per! GEN. GAROFANO: si.. LUCA M: si DOTT.SSA LUGLI: si.. LUCA M: e quindi.. anche avevo sette anni.. (sovrapposizione di voci) DOTT.SSA LUGLI: avevi paura di loro? LUCA M: si.. GEN. GAROFANO: quante volte erano successe queste.. LUCA M: eh parecchie.. GEN. GAROFANO: parecchie.. e perch continuavi a vederti con loro? Se, poi alla fine si comportavano male, no? LUCA M: eh si.. GEN. GAROFANO: perch ti (inc.)

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LUCA M: perch.. vabb perch (inc.) comunque poi.. ho detto poi (inc.) comunque nei momenti in cui ci giocavo.. DOTT.SSA LUGLI: mh LUCA M: quindi per giocare non ho mai voluto interrompere.. DOTT.SSA LUGLI: mh LUCA M: ..questa specie di amicizia, no? GEN. GAROFANO: tu altri amici non ne avevi? LUCA M: avevo gli amici di scuola.. GEN. GAROFANO: gli amici di scuola.. e come ti trovavi con gli amici di scuola? LUCA M: Eh no vabb mi trovavo bene.. no cera, cera un bel legame.. GEN. GAROFANO: e a scuola non avevi problema tu? LUCA M: no GEN. GAROFANO: nessuno. LUCA M: no nessuno.. GEN. GAROFANO: stavi bene.. DOTT.SSA LUGLI: A te nessuno a scuola ti prendeva in giro, a parte questi ragazzi pi grandi? LUCA M: eh.. un momento fatemi ricordare.. DOTT.SSA LUGLI: cera qualcuno che ti prendeva in giro in modo uguale o in modo diverso.. a scuola? LUCA M: emh.. no. No..

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DOTT.SSA LUGLI: solo questi LUCA M: si.. DOTT.SSA LUGLI: ma tu continuavi a giocarci perch speravi che poi avrebbero smesso? LUCA M: si.. eh.. uno speravo che cambiassero, perch comunque, ho detto prima, cos, cerano anche momenti di gioco, con loro.. quindi speravo.. fra me dicevo: speriamo che la smettino! (inc.) giochiamo insieme.. diventiamo proprio amici, no? DOTT.SSA LUGLI: certo. Tu ti trovavi meglio con loro che con i tuoi compagni di classe? LUCA M: (inc.) i miei compagni di classe (inc.) mi trovavo comunque meglio. Con loro cera sempre questa.. come ho detto prima, come si toccava, per esempio, tipo largomento della famiglia (inc.) DOTT.SSA LUGLI: mh. LUCA M: Come vi ho detto prima no? DOTT.SSA LUGLI: si, ma loro oltre che a offendere i tuoi genitori, offendevano anche te? LUCA M: eh qualche volta.. DOTT.SSA LUGLI: cosa ti dicevano? LUCA M: sullabbigliamento.. DOTT.SSA LUGLI: ah, sullabbigliamento. LUCA M: si..

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GEN. GAROFANO: perch? LUCA M: perch loro venivano da , vabb, venivano sempre vestiti in un certo modo.. DOTT.SSA LUGLI: mh.. tipo quale? LUCA M: Sai loro erano sempre giacca, cravatta.. DOTT.SSA LUGLI: adirittura. LUCA M: tutta roba elegante.. mentre io.. sapendo di giocare, mi mettevo sempre pantaloni stracciati anche.. cio mi capitato a volte che mi mettevo anche dei pantaloni rotti.. DOTT.SSA LUGLI: scusa ma.. loro venivano in giacca e cravatta in bicicletta? LUCA M: no in bicicletta no.. cio si qualche volta anche con la bicicletta.. DOTT.SSA LUGLI: mh mh LUCA M: per piu spesso quando non cera la bicicletta.. DOTT.SSA LUGLI: mh.. e quindi cosa ti dicevano di questi vestiti? LUCA M: eh discriminavano, mi dicevano per esempio: eh ma questi vestiti.. per esmpio allora mi capitata una cosa, ricordo.. ero vestito.. diciamo.. non bellissimo per cosi cosi. DOTT.SSA LUGLI: mh. Loro o tuo? LUCA M: mh? DOTT.SSA LUGLI: il tuo vestito? LUCA M: si si il mio.. DOTT.SSA LUGLI: mh..

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LUCA M: e cera un punto che era leggermente stracciato. Allora loro venivano e mi dicevano: ma chai la maglia stracciata! Eh no, questo non va bene! (inc.) era qui che iniziava il litigio.. DOTT.SSA LUGLI: mh. E tu dopo li come reagivi? Hai detto.. per come reagivi.. per i tuoi genitori.. quando ti dicevano queste cose come reagivi? LUCA M: eh, come reagivo.. reagivo uscendo.. cio reagivo.. dicendo qualcosa del tipo: me non mi fa niente, sono.. sempre vestiti, comunque non una cosa grave.. soltanto un leggero strappo.. DOTT.SSA LUGLI: certo. LUCA M: Capito, quindi, dicendogli queste cose qua.. cosa che (inc.) quello strappo.. era.. DOTT.SSA LUGLI: era.. LUCA M: era una cosa grave DOTT.SSA LUGLI: una cosa enorme. GEN. GAROFANO: certo.. LUCA M: poi.. DOTT.SSA LUGLI: tornando scusami scusami.. ti ho interrotto. Scusami, stavi dicendo? LUCA M: e quindi poi.. (inc.) successo.. fino un giorno.. un giorno in cui mi sono veramente scocciato, e ho detto mamma cho questo problema. E allora lei mi ha consolato quel giorno perch sono venuto piangendo.

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GEN. GAROFANO: certo. LUCA M: (inc.) quel giorno. Allora mia mamma mi ha detto: quando finiamo la stagione.. perch al ristorante c la stagione no? DOTT.SSA LUGLI: si.. GEN. GAROFANO: certo, certo LUCA M: quando finiamo la stagione cio noi andiamo in Italia. E stato da quel giorno che io contavo i giorni.. DOTT.SSA LUGLI: aah LUCA M: per andarmene in Italia e non vederli pi questi.. DOTT.SSA LUGLI: quindi avevate deciso proprio di trasferirvi.. LUCA M: si si.. DOTT.SSA LUGLI: per questo motivo! LUCA M: si era.. DOTT.SSA LUGLI: per questi.. LUCA M: era stato gi deciso. DOTT.SSA LUGLI: mh mh LUCA M: per poi qualche giorno prima, stato (inc.).. successo.. questo fatto. Che io stavo giocando con marco quindi.. GEN. GAROFANO: si si, certo LUCA M: col cane ci lanciavo le palle di neve.. GEN. GAROFANO: si

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LUCA M: non stavo pensando proprio a quel momento.. DOTT.SSA LUGLI: mi stavi pensando? GEN. GAROFANO: no (inc.) Non ci stavo pensando! DOTT.SSA LUGLI: ah non avevo capito scusa GEN. GAROFANO: e che successo? LUCA M: (inc.) questi qua.. non so che, non che gli preso quel giorno.. sono venuti, con delle facce orribili sinceramente.. GEN. GAROFANO: te le ricordi tu? LUCA M: si, che io non capivo che cosera successo.. si avvicinano.. cominciano a trascinarmi in mezzo alla neve, mi buttano, mi prendono dalla.. il cacciavite, che non so come facessero a sapere che ce lavevo.. DOTT.SSA LUGLI: te lhanno preso dalla tasca? LUCA M: si si me lhanno preso.. e mi hanno completamente spogliato. GEN. GAROFANO: subito? LUCA M: si DOTT.SSA LUGLI: ti hanno detto qualcosa? LUCA M: no, niente, non ci (inc.) paura. GEN. GAROFANO: Quindi, senti, quando sono arrivati, non hanno giocato con te, come facevano prima, cio precedentemente.. LUCA M: no.. GEN. GAROFANO: erano subito.. strani..

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LUCA M: (inc.) direttamente sta cosa. GEN. GAROFANO: quindi non.. non hanno giocato.. LUCA M: infatti quel giorno (inc.).. come mi hanno spogliato, praticamente.. vabb avevo.. la maglia alzata, cio tolta proprio. I pantaloni abbassati.. le mutande.. vabb scusate il termine, le mutande abbassate.. GEN. GAROFANO: figurati.. DOTT.SSA LUGLI: per bacco.. noi non ci preoccupiamo. LUCA M: (inc.) GEN. GAROFANO: no no stai tranquillo DOTT.SSA LUGLI: no no.. LUCA M: ..le mutandine abbassate. GEN. GAROFANO: certo. LUCA M: tutte abbassate a livello delle ginocchia.. DOTT.SSA LUGLI: mh LUCA M: quindi si vedeva tutto da fuori.. GEN. GAROFANO: eh vabb.. LUCA M: Eeh..mmh.. poi praticamente, non ho visto bene da dove.. ah si ora mi ricordo! DOTT.SSA LUGLI: mh! LUCA M: quel giorno avevano portato apposta, che non me lo scorder mai, dei bastoni.. DOTT.SSA LUGLI: ah.

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LUCA M: di legno..legno..(inc.) una sigaretta. Cio tipo.. un pi.. un sigaro. Era legno, proprio legno.. GEN. GAROFANO: pesante. LUCA M: pesante. DOTT.SSA LUGLI: duro. GEN. GAROFANO: ma, ascolta.. LUCA M: (inc.) questi bastoni erano molto lunghi. GEN. GAROFANO: mh DOTT.SSA LUGLI: mh! Ma sono gia arrivati con questi bastoni o li hanno presi li? Te lo ricordi? LUCA M: emh.. aspetta che.. no eh.. erano gia arrivati. GEN.GAROFANO: perch tu prima ci hai detto che li hai visti arrivare, davanti a te..no? LUCA M: si GEN. GAROFANO: eh! LUCA M: allinizio, o forse li avevano nascolti aallinizio, perch non gli hi visti allinizio.. GEN. GAROFANO: ecco. Quando vedi la (inc.) non ce lavevano perci.. LUCA M: no sicuramente li avevano nascosti allinizio.. GEN. GAROFANO: eh, e pu darsi. DOTT.SSA LUGLI: se tu li avessi visti arrivare con i bastoni gia in mano, forse, saresti stato..

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LUCA M: sicuramente sarei scappato.. DOTT.SSA LUGLI: sicuramente saresti scappato. LUCA M: ma loro.. loro non sono venuti con dei bastoni in mano. Quindi per quello penso che li avevano nascosti. GEN. GAROFANO: ma la discussione iniziata subito? LUCA M: noooo (inc.) DOTT.SSA LUGLI: non c stata prorpio.. GEN. GAROFANO: eh mi descrivi.. con.. pi particolari questa cosa? LUCA M: allora quel giorno.. GEN. GAROFANO: si.. LUCA M: questi qua sono arrivati.. GEN. GAROFANO: si.. vi siete salutati? LUCA M: no.. GEN. GAROFANO: nemmeno.. un ciao luca!.. niente.. no ciao, vabb.. LUCA M: no perch quel giorno.. sono arrivati con ste facce orribili quindi marco scappato infatti mi ricordo.. GEN. GAROFANO: e dove andato marco? LUCA M: scappato col cane dietro un albero.. GEN. GAROFANO: eh. DOTT.SSA LUGLI: mh GEN. GAROFANO: si nascosto, per paura.

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LUCA M: si si rifugiato.. GEN. GAROFANO: si.. LUCA M: infatti mi ricordo che mi gridava a me: Scappa! Scappa! e stavo gia nelle mani di loro e non potevo fare pi niente.. GEN. GAROFANO: e il cane che faceva? LUCA M: stava con marco nascosto.. GEN. GAROFANO: eh.. LUCA M: eeh praticamente poi, mi hanno buttato sul luogo dove cera la neve.. e mi han buttato sulla neve.. e come ho detto prima spogliato con questo cacciavite.. GEN. GAROFANO: ma che ti hanno spogliato.. (inc.).. tolto i pantaloni..? DOTT.SSA LUGLI: quale cacciavite? Hanno usato il cacciavite per spogliarti hai detto? LUCA M: si. DOTT.SSA LUGLI: ma come hanno fatto? LUCA M: non ho idea.. sinceramente, ormai, come hanno fatto.. DOTT.SSA LUGLI: e questo cacciavite ti f ti ti faceva dei graffi nel frattempo che loro ti spogliavano? LUCA M: eh no per mi faceva una paura tremenda.. (inc.) non mi graffiava che avevo ancora i vestiti.. Per mi faceva una paura tremenda dopo che io mi sono spogliato.. non per volont mia. DOTT.SSA LUGLI: certo.

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LUCA M: Eeeh hanno iniziato a togliermi la maglia, ad abbassare i pantaloni, ad abbassare le mutande.. GEN. GAROFANO: certo.. LUCA M: allaltezza del ginocchio.. anzi delle ginocchia... poi la maglia come se fosse un.. una (inc.) me lhanno buttata.. proprio sopra la neve molto lontana.. cio me lhanno gettata proprio come se fosse una palla.. DOTT.SSA LUGLI: mh.. mh.. LUCA M: eeeh.. GEN. GAROFANO: sei rimasto con la cannottiera tu addosso.. con.. con cosa sei rimasto? LUCA M: no niente.. GEN. GAROFANO: ah niente prorpio.. LUCA M: fino alla fine mi hanno.. GEN. GAROFANO: tutto.. LUCA M: si. DOTT.SSA LUGLI: ma secondo te perch ti hanno abbassato le mutande e i pantaloni? LUCA M: non ne ho idea.. io.. allora io lunica cosa con cui ero leggermente coperto.. diciamo un pezzettino di una coscia era un po dei pantaloni che mi era rimasto..ma (inc.) una fettina di coscia tipo di qua o fino a qua.. quindi pochissimo, comunque ero completamente nudo. DOTT.SSA LUGLI: ma tu in quel momento pensavi qualcosa?

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LUCA M: pensavo che questi mi volessero farmi del male perch dopo (inc.) ormai avevo capito qualera lintenzione. E io volevo scappare no? Cio lintenzione era andare al ristorante da mio pap.. GEN. GAROFANO: eh certo, chiaro.. LUCA M: avvisarli, fare chiamare la polizia e (inc.) tutto. Per questi mi hanno praticamente intrappolato. Cio mi hanno proprio accerchiato e mi hanno bloccato.. GEN. GAROFANO: mh mh mh mh.. LUCA M: .. in tutti i modi. DOTT.SSA LUGLI: ti posso chiedere unaltra cosa luca? LUCA M: si.. DOTT.SSA LUGLI: tu prima hai detto che c stato un certo punto in cui ti sei (inc.) e hai parlato alla mamma di questi ragazzi.. LUCA M: eh si.. DOTT.SSA LUGLI: da quel momento in poi, tra te e queste persone, cera stato, diciamo, una sorta di distacco? O giocavate ancora, dopo? LUCA M: eeh no io gi iniziavo (inc.) che non li volevo vedere pi. DOTT.SSA LUGLI: ah, quindi loro, secondo te, ce lavevano con te perch non li volevi vedere pi? LUCA M: sai che, io credo che ce lavevano con me sempre per.. sempre per il fatto.. sempre per il fatto.. o sai dalla roba che mamma comprava sporca.. sempre per quelle cose li..

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DOTT.SSA LUGLI: dei motivi che ci avevi detto anche prima. LUCA M: secondo me erano quelli i motivi perch non vedo altri motivi.. DOTT.SSA LUGLI: Mh. Ho capito.. LUCA M: perch a quei ragazzi non ci siamo pi parlati perch.. mmh.. non glielho fatta questa domanda. GEN. GAROFANO: eh certo.. LUCA M: allora dicevo: ma non potete sparire? Quindi (inc.) sono nudo, possiamo dire.. GEN. GAROFANO: Mh mh.. certo. LUCA M: E una volta buttato.. hanno preso questi bastoni lunghissimi.. eh niente hanno cominciato a picchiarmi su tutto il corpo sino allaltezza del collo. Quindi cio dai piedi al collo. GEN. GAROFANO: E tu gridavi? Ti.. ti.. ti difen.. cercavi di.. di.. di scappare, di difenderti? E che dicevi? LUCA M: io sinceramente non ho gridato.. GEN. GAROFANO: perch? LUCA M: perch pi.. perch ho pensato se non grido.. GEN. GAROFANO: si fermano. LUCA M: capace.. no.. LUCA M: io avevo pensato: (inc.) ho pensato: siccome sono elementi cos, non sono come (inc.) se io grido..

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DOTT.SSA LUGLI: si arrabbiano ancora di pi? LUCA M: si arrabbiano ancora di pi! capace che cominciano a legarmi (inc.) e succede (inc.) GEN. GAROFANO: si. Certo. LUCA M: allora io (inc.) stavo in silenzio. GEN. GAROFANO: certo. LUCA M: e invece cercavo di dargli calci, pugni, e cercavo di mandarli via e (inc.) scappare al ristorante. GEN. GAROFANO: certo. DOTT.SSA LUGLI: solo che non ci riuscivi perch ti avevano bloccato.. LUCA M: no, stavo troppo bloccato, non ci riuscivo.. GEN. GAROFANO: e quindi? Cosa successo? LUCA M: e quindi praticamente, hanno iniziato a picchiarmi, dicevo, e mi hanno picchiato finch siamo arrivati al punto che la pelle stava diventando tutta rossa si vedevano anche delle macchie di sangue e.. poi hanno continuato un altro quarto dora nonostante queste macchie.. finch.. hanno provato un attimo a lasciarmi a terra.. e hanno visto che io allora non riuscivo piu ad alzarmi da tutto il dolore che avevo.. no? GEN. GAROFANO: certo.. LUCA M: ero esausto.. quindi ho detto dal dolore non riuscivo pi ad alzarmi.. una volta fatto questo, che cosa hanno fatto? Mi hanno alzato con la forza, praticamente.. GEN. GAROFANO: da terra, da terra ti hanno alzato..

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LUCA M: si si si.. GEN GAROFANO: si.. LUCA M: quindi in pratica mi hanno dato le mani no? Io sperando di potermela svignare, mi sono alzato per anzich svignarmela, praticamente questi mi hanno rivestito tutto.. no? E in quel momento pensavo che era finita, ma mi sbagliavo.. praticamente dopo che mi hanno rivestito, mi hanno portato in un bar.. questo bar si chiamava.. spetta un momento che devo ricordarmi il nome.. GEN. GAROFANO: prego, prego, prego figurati.. LUCA M: eh allora.. ah si.. le.. le.. (inc.) DOTT.SSA LUGLI: le? Scusa.. LUCA M: le (nome francese) DOTT.SSA LUGLI: le? LUCA M: le mounterrouge DOTT.SSA LUGLI: mh mh GEN. GAROFANO: LUCA M: si.. comunque, sono (inc.) in questo locale che io conoscevo benissimo ci andavo tutti i giorni a prendere un aperitivo, a bere.. quindi.. GEN. GAROFANO: si.. LUCA M: e conoscevo della gente di quel locale GEN. GAROFANO: si.. LUCA M: e. e quando mi hanno visto cosi.. (inc.) dai tavoli

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GEN. GAROFANO: ti facevano? LUCA M: passare tra.. da i tavoli no? (inc.) e cercavano di aiutarmi DOTT.SSA LUGLI: ma tu camminavi da solo o loro ti tiravano su? LUCA M: trascinato praticamente.. DOTT.SSA LUGLI: trascinato. LUCA M: perch i ho detto avevo cosi dolore alle gambe che non mi reggevo pi.. capito? Quindi.. DOTT.SSA LUGLI: ma loro hanno iniziato poi a dire qualcosa o ancora non parlavano? LUCA M: no non dicevano niente.. cio io non capivo piu quello che succedeva.. GEN. GAROFANO: praticamente nel locale tu.. ti portavano al braccio e tu passavi in mezzo alla gente.. LUCA M: si.. la gente cercava di.. di.. di bloccarli e mi ricordo soltanto sta cosa.. che la gente cercava di dire oh ma che state facendo?.. mi ricordo che questi qua mettevano la bocca.. cio mettevano le mani alla bocca della gente e dicevano statevi zitti. Cio mi ricordo che.. GEN. GAROFANO: mh, mh.. quindi erano.. impedirono.. impedivano.. LUCA M: (inc.) parlare.. GEN. GAROFANO: ma cera molta gente, in questo bar? LUCA M: si, si.. GEN. GAROFANO: dieci, venti, trenta? LUCA M: mmh.. diciamo eravamo...

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GEN. GAROFANO: voi eravate cinque: quattro pi uno. (voci che si sovrappongono) LUCA M: no no.. diciamo era andata, diciamo, una trentina.. GEN. GAROFANO: ..di persone.. e nessuno.. e nessuno li ha fermati! LUCA M: ci provavano tutte per non ci sono riusciti. GEN. GAROFANO: mh.. e poi? LUCA M: e poi fino alla fine, la gente ha smeso perch ha visto che non era cosa, e cosi mi hanno portato in bagno. GEN. GAROFANO: luca, scusa, ma perch.. non era cosa.. li minacciavano? Perch..la gente normalmente.. ferma no? Sono adulti.. quindi.. DOTT.SSA LUGLI: poi avevano visto probabilmente che non eri messo bene, che stavi male.. GEN. GAROFANO: eh! Che stavi male, che eri ferito! LUCA M: si no vabbe, no ma.. allora praticamente, (inc.) allora una persona diceva: (inc.) prima ancora che lui dice la frase, mi ricordo che questi qua mettevano la mano davanti alla bocca e dicevano: lascia perdere se no ti facciamo la stessa cosa. DOTT.SSA LUGLI: quindi minacce! LUCA M: quindi minacce, la gente aveva paura.. GEN. GAROFANO: per scusa luca, scusami ma.. erano trenta persone contro quattro.. cio perch non li hanno fermati questi ragazzi.. e poi magari erano adulti per cui erano anche pi.. fort, perch non li hanno fermati?

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LUCA M: ..non lo so perch, non ci hanno neanche voluto provare..si infatti io volevo gridare provateci! Provateci! per ho detto.. mi hanno messo la mano davanti alla bocca.. DOTT.SSA LUGLI: anche a te.. LUCA M: e allora quindi non riuscivo a (inc.) DOTT.SSA LUGLI: ma secondo te, cio, li ti ricordi se cerano degli uomini, delle donne..giovani.. anziani.. LUCA M: no vabb..erano.. sia uomini che donne. DOTT.SSA LUGLI: un po un misto. LUCA M: si anziani.. anziane..quindi un misto comunque.. GEN. GAROFANO: e quindi? Che successo? LUCA M: quindi fino alla fine quelli mi hanno portato in bagno.. GEN. GAROFANO: del bar.. di questo bar.. LUCA M: si..di questo bar.. GEN. GAROFANO: si.. certo.. LUCA M: e io non capivo.. perch mi portavano giusto in bagno? E io dicevo: no no..(inc.) bagno. Che vogliono fare? Vabb, allora entriamo in questo bagno.. GEN. GAROFANO: certo. LUCA M: e non era un bagno enorme.. GEN. GAROFANO: un bagno. LUCA M: era un po piu piccolo.

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GEN. GAROFANO: si certo, certo.. LUCA M: e praticamente.. uno.. praticamente.. il capo di questa banda.. GEN. GAROFANO: Lucas? LUCA M: Si, Lucasquesto qua.. praticamente mi tiene fermo.. e intanto escono fuori..escono fuori dei.. escono fuori non mi ricordo non ho visto da dove..delle formiche. L escono fuori, e niente fra me e me dico: che vogliono fare con ste formiche?. Allora dopo un po vedo che aprono lacqua, cio aprono il lavandino.. aprono lacqua.. ste formiche praticamente le buttano dentro, tenendole per (inc.), (inc.) praticamente mischiate con lacqua e (inc.) con le mani per le pestavano per come per ammazzarle. E infatti poi le hanno ammazzate. DOTT.SSA LUGLI: ma dentro al lavandino? LUCA M: si perch le schiacciavano con le mani. Una (inc.) le hanno continuate a mischiare con lacqua, finch non si formata, non so come hanno fatto, una specie di melma. Una specie di GEN. GAROFANO: si si si.. DOTT.SSA LUGLI: una poltiglia.. GEN. GAROFANO: poltiglia.. poltiglia.. poltiglia con le formiche.. e che ne hanno fatto? LUCA M: hanno chiuso lacqua e mi hanno detto: vedi Luca questa? Questa Luca la devi bere! e io fondamentalmente mi sono arrabbiato e ho fatto: no io questa cosa non la bevo!. Alch il capo di questa banda si avvicinato e mi ha fatto.. si

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avvicinato alla gola.. e mi ha fatto: o bevi questa, oppure la bocca (inc.) te la rompiamo. Allora (inc.) mi sono spaventato e.. e io ho aperto la bocca, che dovevo fare? GEN. GAROFANO: eh certo. DOTT.SSA LUGLI: eh certo non avevi alternative.. LUCA M: (inc) fino allultima goccia sono (inc.) DOTT.SSA LUGLI: ma te lhanno fatto bere dal lavandino, o tramite un bicchiere.. LUCA M: no no tramite un bicchiere.. me lhanno persino messo nel bicchiere. Era un bicchiere di plastica, mi ricordo.. (inc) dopodich mi hanno fatto riuscire dal.. GEN. GAROFANO: dal bar. LUCA M: dal bar.. e riportato sul luogo dove avevano cominciato a picchiarmi.. mi hanno ribu mi hanno rigettato sulla neve.. rispogliato da capo sempre con.. con.. con.. con quel coltellino.. GEN. GAROFANO: ma scusa.. il coltellino.. per...perch usavano il coltellino per spogliarti? LUCA M: cosa? GEN. GAROFANO: perch usavano il coltellino per spogliarti? A che serviva il coltellino, a minacciarti o..o.. a che serviva? Per spogliarsi insomma, no? Uno si spoglia con le mani.. LUCA M: emh.. GEN. GAROFANO: ..o con le mani spoglia un altro.

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LUCA M: non ne ho idea perch usavano quello.. poi io ho pensato che lo usavano perch.. questa una mia ipotesi eh.. GEN. GAROFANO: certo, certo.. LUCA M: per (inc.).. che probabilmente.. emh.. volevano (inc.) apposta appunto.. GEN. GAROFANO: volevano, scusa? LUCA M: secondo me.. probabilmente volevano sbagliare punta apposta, e tagliarmi qualche pezzo di carne per non ci sono riusciti.. DOTT.SSA LUGLI: ma loro mentre ti spogliavano, te li hanno tagliati i vestiti? LUCA M: no. DOTT.SSA LUGLI: no. LUCA M: mi hanno spogliato.. li hanno rigettati appolla(?) praticamente.. lontani.. e quindi stavo di nuovo tutto nudo.. e hanno ricominciato sempre con i bastoni di prima a picchiarmi. DOTT.SSA LUGLI: mh. Ascolta ma i bastoni no? Mentre loro ti hanno portato in questo bar, dove li avevano messi? LUCA M: eeh no.. no li avevano lasciati li.. DOTT.SSA LUGLI: li avevano lasciati li? LUCA M: si si.. DOTT.SSA LUGLI: e marco e rocky nel frattempo, doverano? LUCA M: marco e rocky stavano insieme dietro questalbero, solo che.. solo che marco poi me lha raccontato.. non venuto da noi ad aiutarmi perch.. mi ha detto che una

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volta,in un momento in cui non cera (inc.) per, mi ha de queste sono le parole sue, e ha detto che stato minacciato e hanno detto che o se ne andava che non faceva niente, oppure se si metteva in mezzo avrebbero picchiato anche lui.. anche a lui. DOTT.SSA LUGLI: ma quando siete tornati marco era ancora li? Tu lhai visto se cera ancora? LUCA M: sinceramente io non.. non ho visto niente DOTT.SSA LUGLI: non hai visto niente LUCA M: no. GEN. GAROFANO: senti.. LUCA M: (inc.) perch stato spaventato.. GEN. GAROFANO: il tempo che.. il tempo che questi ragazzi ti hanno portato al bar.. non pensi che marco faceva in tempo a scappare a casa col cane a dare lallarme? LUCA M: si.. GEN. GAROFANO: e perch secondo te non andato a casa? Era libero? LUCA M: si in quel momento era libero.. ma... seco.. allora.. eh.. forse prima mi sono scordato.. mi ha detto che lui andato un attimo a casa, perch comunque abbastanza vicino. C andato un attimo aaveva p per cercare pi che altro di (inc.). Solo che solo che come arrivato, siccome.. ho detto il luogo, e non era quel luogo dove mi avevano (inc.) no? Dove ero andato inizialmente io col cane. Era un altro luogo. Allora secondo me finch non andava ad avvertire mamma, poi non sarebbe tornata in tempo e i ragazzi avrebbero beccato che lui gli era sfuggito, e quindi secondo me

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probabilmente si sarebbero arrabbiati contro di lui e avrebbero cominciato a picchiare anche lui. GEN. GAROFANO: certo DOTT.SSA LUGLI: mh mh LUCA M: quindi secondo me il motivo questo. DOTT.SSA LUGLI: scusa ma, questa cosa delle formiche.. che hanno tentato di farti bere, che poi ti hanno fatto bere.. LUCA M: (sovrapposizione di voci) costrizione.. DOTT.SSA LUGLI: questa costrizione di questa.. poltiglia di formiche.. era gi capitato prima, o era la prima volta? LUCA M: e.. no era la prima volta. DOTT.SSA LUGLI: e tu sei sicuro, cio per quello che ti ricordi ovviamente, che era quello stesso giorno? LUCA M: ssi.. DOTT.SSA LUGLI: dopo averti spogliato la prima volta. LUCA M: si, si mi ricordo.. DOTT.SSA LUGLI: mh mh GEN. GAROFANO: quindi, in effetti ti hanno spogliato due volte? LUCA M: si, praticamente si. Emh.. dov che.. ah si, che poi mi hanno ricominciato a picchiare e praticamente.. dopo.. cio mi hanno ricominciato a (inc.) alberto.. GEN. GAROFANO: si si..

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LUCA M: (inc) in maniera ancora pi crudele, infattia avevo un dolore che non ce la facevo pi ormai. Dopo finalmente due o.. dopo finalmente unora hanno finalmente smesso GEN. GAROFANO: e tu.. tu.. DOTT.SSA LUGLI: unora, circa. GEN. GAROFANO: dopo unora. E tu.. LUCA M: per.. eh? GEN. GAROFANO: dico, e tu ti sei accorto quando sono andati via? LUCA M: si. Cio.. perch sentivo i passi allontanarsi. E quindi pi che altro speravo che loro andavano, infatti stato cos. GEN. GAROFANO: e che hai fatto a quel punto? LUCA M: solo che.. ah scusa, c unaltra cosa che ho dimenticato.. GEN. GAROFANO: prego figurati.. LUCA M: e poi le cose sono tante in questa s.. GEN. GAROFANO: e certo.. LUCA M: allora, per prima di lasciarmi, una cosa che hanno fatto. GEN. GAROFANO: che hanno fatto? LUCA M: praticamente, mi hanno messo a terra. Eh.. mi hanno (inc.) le mani, e mi hanno praticamente tirato giu, perch era una vallata, li, no? Cio hai capito i (inc.) come sono? GEN. GAROFANO: certo, certo, sono..

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LUCA M: eh, praticamente mi hanno tirato giu.. per un paio di metri.. GEN. GAROFANO: ma in che senso ti hanno tirato giu? LUCA M: cio.. come se tu mi dai le mani (inc.) a terra e praticamente io ti prendo e comincio a tirarti cosi. Quindi (inc.) ti faccio scivolare. DOTT.SSA LUGLI: ti hanno preso per le mani e ti hanno fatto scivolare giu. LUCA M: si. DOTT.SSA LUGLI: da questo.. da questa discesa. LUCA M: si solo che cera tutta la neve, quindi io stavo praticamente sempre di pi congelando. DOTT.SSA LUGLI: anche perch, eri senza vestiti. LUCA M: si, la cosa piu importante quindi.. DOTT.SSA LUGLI: eh. GEN. GAROFANO: e quindi, che successo? Sei scivolato? LUCA M: sono scivolato per un paio di metri, finch non siamo arrivati al punto in cui, cera sia tanta neve che tanto ghiaccio. GEN. GAROFANO: si. LUCA M: e io (inc.) che faranno con sto ghiaccio.. GEN. GAROFANO: perch loro ti hanno seguito? LUCA M: eh? GEN. GAROFANO: ti hanno seguito? Nella discesa? LUCA M: si.

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GEN. GAROFANO: mh, ok. LUCA M: (inc) Ero spaventato a morte. GEN. GAROFANO: Eh certo, con tutto quello che era successo.. LUCA M: allora praticamente, uno dei quattro mi ha bloccato, e gli altri hanno

cominciato a scavare nella neve e nel ghiaccio finche non hanno formato un buco talmente grande in cui mi hanno potuto mettere dentro. GEN. GAROFANO: (inc.) ti hanno messo. LUCA M: si. GEN. GAROFANO: tutto? Tu entravi dentro proprio tutto o un po? LUCA M. no no proprio tutto, cio, ero sommerso praticamente. DOTT.SSA LUGLI: era.. GEN. GAROFANO: una buca. Una buca nella neve. DOTT.SSA LUGLI: era Lucas o uno degli altri che ti teneva fermo? LUCA M: no, era sempre questo maledetto Lucas DOTT.SSA LUGLI: questo maledetto Lucas.. LUCA M: si.. GEN. GAROFANO: e quindi ti hanno messo nella buca. LUCA M: mi hanno messo qui dentro, hanno ricoperto tutto bene.. cio prima mi hanno piazzato bene in modo che io (inc.) no? GEN. GAROFANO: si. LUCA M: come quando si seppellisce un morto nella tomba

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GEN. GAROFANO: si si si (inc.) LUCA M: mi hanno coperto tutto bene con il ghiaccio e con la neve GEN. GAROFANO: si LUCA M. e mi hanno lasciato praticamente la. GEN. GAROFANO: e tu eri cosciente ancora? Vedevi tutto? Capivi tutto? LUCA M: capivo ma.. ormai pochissimi secondi (inc.) infatti dopo che se ne sono andati dopo due secondi mi sono.. sono.. GEN. GAROFANO: non ti ricordi pi. LUCA M: eh.. no.. dopo due secondi infatti, si puo dire che mi sono addormentato, sono andato in coma. DOTT.SSA LUGLI: e se ti chiediamo la prima immagine che hai prima di esserti addormentato, qual ? LUCA M: speravo che mamma rivenisse..il pi presto possibile. DOTT.SSA LUGLI: mh ma cosa vedevi? Vedevi qualcosa? LUCA M: no. DOTT.SSA LUGLI: non vedevi niente. LUCA M: lunica cosa che io posso ancora dire GEN. GAROFANO: certo, devi dire tutto. LUCA M: che non so (inc.) forza.. ma, a io non ci credevo ma dopo.. dopo non so quante ore sepolto cosi sotto la neve, ho sentito la voce di mia madre. La voce di mia

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madre che gridava perch era notte praticamente.. era notte.. molto.. era molto tardi. Che gridava Luca, dove sei? DOTT.SSA LUGLI: ma come, come potuto passare tutto quel tempo.. dalle quindici, pi o meno che hai detto.. GEN. GAROFANO: ..alle due fino? LUCA M: dalle quindici, si.. DOTT.SSA LUGLI: eh. GEN. GAROFANO: come te lo spieghi tu? DOTT.SSA LUGLI: com possibile che sia passato GEN GAROFANO: cio noi non ceravamo quindi.. eh.. come te lo spieghi, erano passate otto ore eh? LUCA M: eh si perch ho detto ( inc.) mi hanno portato nel bar, mi hanno picchiato e (inc.) quando il tempo era passato. DOTT.SSA LUGLI: eh ma com possibile che tua madre sia stata via cosi tanto tempo e non ti abbia cercato? Secondo te.. perch.. LUCA M: no no mi ha detto dopo.. quando mi sono svegliato poi dal coma, ha detto che ha iniziato subito a cercarmi solo che non mi avevano ancora trovato. DOTT.SSA LUGLI: ah quindi lei ti stava gia cercando? LUCA M: si..e non mi hanno ancora trovato, poi quando finalmente mi hanno trovato, eh quando finalmente mi hanno trovato mi ricordo che mi ricordo che.. mmh. Mi ricordo che il cane.. cio rocky praticamente no?

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GEN. GAROFANO: eh si. LUCA M: dietro un albero praticamente uscito e venuto (inc.) dove stavo io, non so bene come faceva a ricordarselo, e praticamente mi ha.. mi ha salvato. E io pensando che fosse mia madre ho detto: mamma e poi non ho detto pi niente perch poi sono andato in coma. DOTT.SSA LUGLI: quindi tu hai visto prima.. prima rocky di tua madre? LUCA M: (tossisce) scusa.. DOTT.SSA LUGLI: niente! Per bacco.. LUCA M: si DOTT.SSA LUGLI: mh LUCA M: si GEN. GAROFANO: hai visto rocky, poi hai sentito la voce di mamma e poi sei andato in coma. LUCA M: si sono stati gli ultimi.. GEN. GAROFANO: momenti.. mh..per il cane te lo ricordi che venuto verso.. lhai sentito insomma. LUCA M: si.. DOTT.SSA LUGLI: e secondo te come sei uscito da.. da quella neve no? Da quel mucchio di ghiaccio.. LUCA M: per quello che.. allora (inc) mamma DOTT.SSA LUGLI: mh.. tu non te lo ricordi..

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LUCA M: mmh no, cio..eeh.. no non mi ricordo (inc) cio io poi mi sono sentito leggermente prendere.. pero poi non sapevo da chi.. (sovrapposizione di voci) non mi interessava.. DOTT.SSA LUGLI: certo.. LUCA M: in quel momento.. non lo (inc.) praticamente perch il cane che aveva visto tutto era uscito dallalbero e mamma questo successo quando mi venuta a cercare.. e mamma praticamente, cio mamma praticamente (inc.) al cane per (inc.) ha capito perfettamente dovero. DOTT.SSA LUGLI: cio che rocky ha guidato la mamma nel punto in cui eri tu. LUCA M: si.. (inc) dove sono io.. cio mamma mi ha raccontato che io (inc) di casa addirittura a piedi nudi.. GEN. GAROFANO: (inc) LUCA M: emh.. e poi praticamente il cane alla fine passato da lei me lhanno messo in braccio mi ricordo soltanto per.. e praticamente mi han portato via. GEN. GAROFANO: certo, certo.. senti ma.. ecco sul tempo.. perch in effetti insomma sono passate tante ore.. tante ore perch dalle due e mezza alle otto.. eh no eh.. LUCA M: si.. allora.. GEN. GAROFANO. Tu forse hai iniziato piu tardi lincontro.. il primo incontro.. non erano le due e mezzo magari.. non lo so.. tu ricordi proprio che era cosi presto, poi e poi ricordi la notte.

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LUCA M: si.. cio allora calcola che li in montagna.. sto fatto lo so perch.. allora calcola che di notte fonda gi alle sedici.. DOTT.SSA LUGLI: infatti stavo dicendo: a febbraio, forse, venuto freddo presto perch. TRASCRIZIONE MINORE LUCA MONGELLI 2 PARTE La Dott.ssa Lugli conversa con il Generale Garofano. La Dott.ssa Lugli, rientrando, conversa informalmente con Luca, delucidandolo del fatto di aver aperto il cancello esterno automatico agli zii dei ragazzi. Inizio colloquio min 00: 58 DOTT.SSA LUGLI: Mi diceva Luciano che sei un pochino stanco..? LUCA: Eh s ma andiamo avanti qualche altro minuto DOTT.SSA LUGLI: Eh..Andiamo avanti qualche altro minuto poi dopo ti

interrompiamo.. LUCA: ..Anche perch finita DOTT.SSA LUGLI: Perch non c pi niente da raccontare LUCA: Anche perch una volta.. cio una volta che una volta che hai arriva mia

mamma, la storia poi quasi finita.. DOTT.SSA LUGLI: Cos: c qualcosa che non hai detto? Che ti viene in mente, che non ci hai detto di questo episodio? LUCA: Ehm una sola. DOTT.SSA LUGLI: Mmm.

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LUCA: Per non lo mai saputa io, me lha raccontato mamma.. DOTT.SSA LUGLI: Ah.. e qual ? Questa cosa LUCA: Eh.. lorologio. DOTT.SSA LUGLI: Lorologio. Cio? LUCA: Allora (inc.) lorologio mio.. DOTT.SSA LUGLI: Mhm. LUCA: Per mamma mi dava sempre lorologio.. DOTT.SSA LUGLI: Mhm. LUCA: Che ormai avevo imparato a mettere lorario (rientra nella stanza il Generale Garofano) DOTT.SSA LUGLI: Mhm. LUCA: E vedere quando mi dovevo ritirare DOTT.SSA LUGLI: E ce lavevi anche quel giorno? LUCA: S. Solo che solo che praticamente quel giorno, oltre a non averlo.. DOTT.SSA LUGLI: Mhm. LUCA: .. Che me lavevano tolto, no?! DOTT.SSA LUGLI: Questi ragazzi? LUCA: S. Ehm.. mhanno poi raccontato, cio (inc.) non cera pi perch (inc.) arrivato sul luogo che lha visto.. DOTT.SSA LUGLI: Mhm. LUCA: Era distrutto.

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DOTT.SSA LUGLI: Quindi.. LUCA: Quindi io credo che sicuramente, dopo che avevano finito con me.. DOTT.SSA LUGLI: S. LUCA: Si sono divertiti poi a rompere questo orologio. DOTT.SSA LUGLI: Quindi, se ho capito bene: tu ti mettevi sempre questo orologio che ti aveva dato la mamma.. LUCA: S s (sovrapposizione) DOTT.SSA LUGLI: .. Tutti i giorni.. LUCA: S normalmente lo mettevo come abitudine. DOTT.SSA LUGLI: Quindi ce lavevi anche quel giorno?!? LUCA: Si che come uscivo (inc.) dicevo: Mamma, mi dai lorologio! DOTT.SSA LUGLI: E lei quando ti ha trovato, ha trovato questo orologio distrutto. LUCA: S: ormai distrutto. DOTT.SSA LUGLI: Tu dici: hai ipotizzato che ti abbiano rotto anche lorologio. LUCA: S perch la mamma mi aveva raccontato che, lorologio lha trovato proprio distrutto. Proprio a pezzi. (inc.) lorologio.. DOTT.SSA LUGLI: Mhm. Che orologio era? Te lo ricordi? LUCA: era un bellorologio grosso da polso. DOTT.SSA LUGLI: Mhm. Ascolta: in tutti questi dettagli che ci hai raccontato, no..?! ..Fino adesso, ci sono delle cose che ti sono sfuggite e che adesso ti tornano in mente.. LUCA: No.

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DOTT.SSA LUGLI: Che ti sei dimenticato LUCA: No. Lunica cosa che (inc.) non che.. non che.. non funzionava pi quello che voglio chiarire. E che mamma aveva detto che proprio non ha trovato lorologio, ha trovato proprio i pezzi.. GEN. GAROFANO: I pezzi DOTT.SSA LUGLI: Distrutto. LUCA: S era tutto diviso. DOTT.SSA LUGLI: Mhm. Ho capito. LUCA: Che tra laltro si sono divertiti pure a rompere questo povero orologio che non so che.. non so che male gli ha fatto.. GEN. GAROFANO: Mmm. DOTT.SSA LUGLI: Certo. Che stato peggio per quello che hanno fatto a te. LUCA: S vabbeh, sicuramente. GEN. GAROFANO: Senti, ma quando stavi al bar, in quel bar l, non hai cercato di scappare o gridare per per suscitare.. LUCA: Per scappare, s.. GEN. GAROFANO: ..Per suscitare laiuto, no? Perch vero che stavi in mezzo a questi quattro, per cerano tante persone no?!? LUCA: S. GEN. GAROFANO: Eh.. e che successo invece?

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LUCA:

Allora (inc.) allora Allora, come dire.. allora: praticamente, io dicevo, io

gridavo, dicevo: Mamma e loro facevano cos. (Si tappa la bocca con la mano) DOTT.SSA LUGLI: Ti tappavano la bocca. LUCA: S per molto pi forte. GEN. GAROFANO e DOTT.SSA LUGLI: Mhm. LUCA: Cio proprio che (inc.).. mi facevano proprio male. DOTT.SSA LUGLI: Mhm. Ma secondo te, le persone che erano dentro il bar, vedendoti, potevano capire che tu eri ferito? LUCA: (silenzio) Secondo me.. Secondo me s. S. Vabbeh non vedevano il sangue perche ero coperto coi vestiti comunque cavevo troppo dei lividi comunque cavevi tanti di lividi quando mi hanno visto loro. DOTT.SSA LUGLI: Tu ti sentivi che in viso sanguinavi? LUCA: Eh? DOTT.SSA LUGLI: In faccia o in testa, ti sentivi che sanguinavi? LUCA: Ehm.. no. Per mi sentivo dei cio sanguinare no. Per mi sentivo comunque un.. cio.. non era proprio sangue per era tipo.. comunque sentivo una specie di liquido che gi mi scendeva. GEN. GAROFANO e DOTT.SSA LUGLI: Mhm. LUCA: Cio non era moltissimo ma era proprio poco. DOTT.SSA LUGLI: Mmm.

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LUCA: Leggermente parliamo, e per.. e quindi non ho capito perch pure vedendo questa cosa, ma anche solo vedendo le ferite, non ho capito perch non hanno fatto niente quel giorno. Cio, perch si vedeva proprio a occhio nudo, non cera bisogno del telescopio. DOTT.SSA LUGLI: Mmm. GEN. GAROFANO: Certo. LUCA: E non ho capito perch non hanno fatto niente. DOTT.SSA LUGLI: E tu pensi che siano stati tutti spaventati da questi ragazzi? LUCA: Io credo di s. Perch ogni volta che provavo a gridare, cio loro mi mettevano la mano, no?! Sulla bocca. E sentivo che ogni tanto, sentivo che dicevano a questa gente: Non fate nulla, se no vi facciamo la stessa cosa!. Quindi anche queste persone venivano spaventate. GEN. GAROFANO: Per non cerano pi le mazz.., cerano le mazze? Cavevano le mazze i tuoi amici? I tuoi amici avevano ancora i bastoni? LUCA: Quando siamo entrati nel bar no. I bastoni li avevano lasc.. GEN. GAROFANO: Li avevano lasciati l. E allora che minacce erano? Erano minacce di parole contro 30 persone No? LUCA: S. Per, cio: tu immagina uno che ti mette tutte le mani, tutte queste mani, perch erano quattro, anche con un po di unghia, ora mi sto ricordando. GEN. GAROFANO: S certo. LUCA: (inc.) Hai il dolore che.. non il dolore del bastone, per.. comunque.

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GEN. GAROFANO: No, non tu. Non tu. I signori. Le persone presenti. (sovrapposizione + inc.) DOTT.SSA LUGLI: Anche a loro. LUCA: Non come me, per leggermente. Quindi io sentivo che si stavano spaventando anche loro. GEN. GAROFANO: Ho capito. LUCA: Secondo me poi per questo motivo non hanno fatto pi niente. GEN. GAROFANO: Certo. DOTT.SSA LUGLI: E il bicchiere dove lo avevano preso? LUCA: No il bicchiere lhanno preso.. cio: stava l in bagno. Cio tanto hanno fatto: hanno scavato.. tanto (inc.) che lhanno trovato. GEN. GAROFANO: Perch hanno scavato? LUCA: Ah no ah no. Aspetta! Adesso mi sto ricordando. GEN. GAROFANO e DOTT.SSA LUGLI: Mhm. LUCA: Allora: il bicchiere, loro se lo sono fatti dare con la scusa che dovevano bere lacqua. Per quando poi lacqua glielhanno versata.. quando hanno provato a versargliela pi che altro, loro hanno detto: No no no. Ci pensiamo dopo, noi. DOTT.SSA LUGLI: Mhm. LUCA: Perch gli doveva stare libero per fare questa cosa. DOTT.SSA LUGLI: Mhm. LUCA: Quindi per quello non si sono fatti mettere lacqua.

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DOTT.SSA LUGLI: E quando hanno visto tutti loro quattro che ti portavano nel bagno, no?! Trascinavano nel bagno. Nessuno ha detto niente? LUCA: Eh, no. No. Nessuno ha detto niente. Non so perch. (inc.) molto se dicevano qualcosa. Per non so perch non hanno fatto.. GEN. GAROFANO: Senti ti faccio una domanda, pensaci bene: il fatto che non siano intervenuti, queste persone, sinceramente, quello che tu ricordi, perch si sentivano minacciati veramente da questi quattro, o pensi che magari.. visto che tu eri italiano, in fondo non gli dispiaceva che ti stessero trattando in quel modo?!? Hai capito bene la domanda? LUCA: S s. Ho capito. GEN. GAROFANO: Ok. LUCA: Secondo me centrano tutte e due le risposte, per la seconda molto di pi. GEN. GAROFANO: Mmm. Mmm. LUCA: Perch.. GEN. GAROFANO: Sapevano che tu eri italiano? LUCA: Loro lo sapevano tutti. GEN. GAROFANO: Lo sapevano. Ti conoscevano. LUCA: S. DOTT.SSA LUGLI: Scusa, ma tu prima hai detto: Io quel bar lo conoscevo molto bene. Perch candavo spesso a bermi laperitivo.. LUCA: S. Ma questo quando stavo bene. Quando..

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GEN. GAROFANO: Ma certo. Certo.. DOTT.SSA LUGLI: Ma che aperitivo bevevi? Avevi 7 anni, no, tu? LUCA: Si andavo a bere un aperitivo analcolico. GEN. GAROFANO: S, voglio dire.. DOTT.SSA LUGLI: Cio ma da solo o.. no perch, voglio dire volevo capire cosa bevevi. LUCA: S s. DOTT.SSA LUGLI: Andavi da solo, con gli amici, con la mamma e il pap..? LUCA: No da solo. Da solo. Ah perch praticamente.. non so se voi avete capito bene dove sto ristorante.. DOTT.SSA LUGLI: Mulino. LUCA: Allora sto ristorante, se mi ricordo bene girando e salendo un po di pi, trovavi questo bar. DOTT.SSA LUGLI: Mhm. LUCA: .. E io candavo quando cio proprio allinizio quando li stavo ancora conoscendo questi ragazzi, candavo da solo, con la bicicletta addirittura.. DOTT.SSA LUGLI: Mmm. LUCA: .. Che mi divertivo molto mi ricordo.. Che (inc.) DOTT.SSA LUGLI: Mmm. LUCA: Quandero (inc.) ci giocavo pure.. (inc.) quindi era un paese.. anche da gioco.. di libert, no?!

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DOTT.SSA LUGLI: Quindi il bar era vicino al ristorante dei tuoi genitori.. LUCA: S s. DOTT.SSA LUGLI: Ma per andare a questo bar, da dove venivate voi, bisognava passare davanti al ristorante, oppure.. LUCA: No. DOTT.SSA LUGLI: No. LUCA: Cio se volevi potevi passare, ma cera anche una scorciatoia, e potevi non passare. DOTT.SSA LUGLI: Mmm. E quella volta siete passati o non siete passati? LUCA: E no. Non siamo passati. DOTT.SSA LUGLI: Non siete passati davanti al ristorante. GEN. GAROFANO: E che ti bevevi a questo bar? Che bevevi normalmente? Aranciata, che hai detto? LUCA: S laranciata oppure va beh: solitamente a me piaceva un aperitivo.. GEN. GAROFANO: Qual ? LUCA: Eh qui in Italia non c.. GEN. GAROFANO: E come si chiama? Dai, cos impariamo. LUCA: Si chiama Sirop. GEN. GAROFANO e DOTT.SSA LUGLI: Sirop. GEN. GAROFANO: Sciroppo. LUCA: Praticamente s. E uno sciroppo, dolce per.

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DOTT.SSA LUGLI: Mmm. LUCA: E a me piaceva molto. Perch si chiamava Sirop, per il gusto dello sciroppo non si sentiva per niente. Il gusto era una specie di the freddo. DOTT.SSA LUGLI: Mmm. GEN. GAROFANO: Analcolico era? Era alcolico era? LUCA: No analcolico. GEN. GAROFANO: Ah analcolico. Certo certo. Mmm. DOTT.SSA LUGLI: Mmm. Quindi le persone di quel bar ti conoscevano bene? LUCA: S s. Mi conoscevano bene anche perch, anche perch poi avevo appena fatto amicizia con la proprietaria del locale. GEN. GAROFANO e DOTT.SSA LUGLI: Mmm. LUCA: E poi anche quando finivo di bere, mi diceva: I soldi.. che come tutti giustamente voleva essere pagata. DOTT.SSA LUGLI: Certo. LUCA: E io puntualmente me li scordavo. E lei.. GEN. GAROFANO: E lei te lo ricordava. LUCA: Me lo ricordava ma poi daltra parte mi capiva. Diceva: Va beh fa niente se non li hai portati DOTT.SSA LUGLI: Ma quel giorno l, questa proprietaria che ti conosceva, quel giorno in cui quei ragazzi ti hanno portato dentro in quel modo, ti ha visto? LUCA: Eh no. Quel giorno no.

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DOTT.SSA LUGLI: Perch? LUCA: E quel giorno che (inc.) stava tutta.. stava presa, stava facendo la lavastoviglie.. e poi caveva una marea di bicchieri e di tazze. DOTT.SSA LUGLI: Mmm. LUCA: Tazzine. Quindi stava tutta indaffarata. DOTT.SSA LUGLI: E non ti ha visto entrare? LUCA: No, non ha visto niente. Se poi riuscita ugualmente a vedere questo non lo so. GEN. GAROFANO: Senti, un altra cosa: visto che andavi spesso in questo bar, no..? LUCA: S. GEN. GAROFANO: E secondo te, ti volevano bene? Gli eri simpatico? LUCA: Eh s, me lo dimostravano pure. Perch infatti mi dicevano sempre: Ritorna domani eppure non pagavo (inc.) GEN. GAROFANO: Eh certo. LUCA: Mi dicevano comunque: Ritorna domani che beviamo un altro bicchiere.. ritorna domani, dai, che sei simpatico. Quindi comunque mi volevano vedere. Cera anche una specie di feeling. GEN. GAROFANO: Mmm. DOTT.SSA LUGLI: Ma ci andavi da sempre da solo in questo bar, o era capitato che a volte tu ci andassi con questi ragazzi? LUCA: No. Sempre da solo. GEN. GAROFANO: Sempre da solo.

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LUCA: S. GEN. GAROFANO: Ma io mi fermerei qui, che se no si stanca. DOTT.SSA LUGLI: Sei stanco un pochino? LUCA: Eh s. (sovrapposizione di voci) DOTT.SSA LUGLI: E da stamattina che sei qua.. LUCA: S. DOTT.SSA LUGLI: Dai per oggi ci fermiamo qua. Magari adesso chiamiamo anche Marco che vi spiego a tutti e due insieme, anche la mamma anzi.. (FRASI DI CONGEDO)

MINORE MARCO MONGELLI (23-12-2011)

MARCO: con l'aereo GENERALE GAROFANO: ah sei venuto in aereo? MARCO:si si GENERALE GAROFANO: ah sei venuto in aereo fino a Bologna? MARCO: fino a Bologna , poi ieri abbiamo trovato lo zio che ci ha accompagnato al paesino, che non mi ricordo il nome ee DOTT.SSA LUGLI: Casalgrande? MARCO: (ride) si , poi mi sono fatto una passeggiata per sgranchirmi un poco che ero fermo e poi sono andato a prendere mia cugina che era a scuola e poi sono tornato, siamo tornati a casa. DOTT.SSA LUGLI: quanti anni ha tua cugina? MARCO: Eh... DOTT.SSA LUGLI: pi grande? MARCO: no pi piccola , dodici DOTT.SSA LUGLI: Ah pi piccolina mm ho capito...era tanto che non vi vedevate? MARCO: si si era dall'estate scorsa.. 134

DOTT.SSA LUGLI: eh si perch siete un po' lontani... MARCO: eh un po' si si DOTT.SSA LUGLI: eh non cosi facile arrivare qui... Niente noi volevamo fare una chiaccherata molto tranquilla .. Intanto ti chiedo se sai il motivo perch siamo qua... MARCO: si.. DOTT.SSA LUGLI: Eh perch ce lo puoi spiegare? MARCO:Eh si volevate fare, avere una testimonianza su di me su quanto successo di...per il fatto di Luca... DOTT.SSA LUGLI: mmm.. si sono successe delle cose tanti anni fa..forse troppo MARCO: quasi dieci.. DOTT.SSA LUGLI: no?... GENERALE GAROFANO: quasi dieci si... DOTT.SSA LUGLI:Eh sono anni fa... (salta) sono successe queste cose brutte e quindi ci interessava capire... Tu lui lo conosci bene no, nel senso che l'avevi visto altre volte. MARCO: si si GENERALE GAROFANO: si. DOTT.SSA LUGLI: io mi presento e ti dico perch parlo oggi qui con te cos lo sai, e io come lavoro faccio la psicologa MARCO: Si si.. DOTT.SSA LUGLI: mi interessa capire, ascoltare sia bambini che ragazzi, ragazzini..che comunque siete grandi tutti e due, per capire effettivamente meglio come sono andate certe cose, per capire come state, per capire anche se avete anche qualcosa da raccontare, che avete voglia di raccontare che magari in altre situazioni non avete pensato di dire o che volete sottolineare maggiormente...perch tu quando sei arrivato mi hai detto una cosa importante..no? MARCO: Si si.. DOTT.SSA LUGLI: che hai voglia di parlare, e quindi per questo motivo... MARCO: eh si.. GENERALE GAROFANO: anche perch lo vogliamo aiutare...no? DOTT.SSA LUGLI: certo... GENERALE GAROFANO: quello che successo molto brutto, si sono comportati male e quindi adesso noi dobbiamo fare di tutto perch voi possiate avere giustizia DOTT.SSA LUGLI: Si... GENERALE GAROFANO: non corretto quello che successo allora, voi siete le persone pi importanti tu e Luca. MARCO: Si... GENERALE GAROFANO: ..tu soprattutto.. DOTT.SSA LUGLI: e quindi.. GENERALE GAROFANO: sei molto importante... DOTT.SSA LUGLI : molto importante....a noi interessa infatti parlare sia con te che con Luca e ci interessa capire, proprio dalle vostre parole, no...noi vogliamo essere i pi

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spettatori possibili no? Veramente per farci capire che cosa successo, che cosa vi ricordate di quei brutti fatti l. MARCO: si DOTT.SSA LUGLI: una cosa che ci tengo a dirti che comunque mmm...qui non sei obbligato a ricordare tutto, non ci sono risposte giuste o risposte sbagliate , ma le risposte giuste sono le tue, saranno(sovrapposizione di voci) quelle che pensi tu e basta..E basta che siamo qui per ascoltarti mm?.. Allora la prima cosa che ci viene cos spontanea da chiederti visto che noi non sappiamo niente.. GENERALE GAROFANO: certo. DOTT.SSA LUGLI: proprio di farti raccontare quello che tu ti ricordi di quella brutta esperienza l, nel modo pi spontaneo possibile.. MARCO: ok solo una cosa , vorrei partire non dal momento tipo... DOTT.SSA LUGLI E GENERALE GAROFANO: parti dove vuoi...parti dove vuoi.. MARCO: ok allora ...io ricordo che noi eravamo...allora la mamma e mio pap erano al ristorante...loro... DOTT.SSA LUGLI: voi avete un ristorante? MARCO: Avevamo.. DOTT.SSA LUGLI: avevate un ristorante... MARCO: che si chiamava... (INC) DOTT.SSA LUGLI:la? MARCO:(INC) DOTT.SSA LUGLI: mmm..di cucina Italiana? MARCO: Si di cucina Italiana e Svizzera. DOTT.SSA LUGLI: ho capito. MARCO: Noi stavamo in casa da soli , avevamo una tavolata con tanti tipi di piatti, perch avendo un ristorante... DOTT.SSA LUGLI: certo.. MARCO: (ride)patate... DOTT.SSA LUGLI: tante cose buone.. MARCO: poi siamo stati l per un po', mi ricordo che il cane praticamente stava tipo giocherellando in casa .. DOTT.SSA LUGLI: voi avevate un cane? MARCO: Si... DOTT.SSA LUGLI: mm..Avevate un cane che si chiamava? MARCO: Rocky DOTT.SSA LUGLI: Rocky...e aveva quanti anni? MARCO:Non me lo ricordo... DOTT.SSA LUGLI: Non te lo ricordi? Non ti ricordi se era piccolo o grande... MARCO: no questo no , perch quando avevo tre anni non sapevo l'et dei cani.. DOTT.SSA LUGLI: Certo...Giustamente.. GENERALE GAROFANO: era un cane grande di taglia, un cane lungo era un cane barboncino.. 136

MARCO: no si era un pastore tedesco.. DOTT.SSA LUGLI: un pastore tedesco... GENERALE GAROFANO: bello bello... DOTT.SSA LUGLI: perch noi non l'abbiamo visto...sai ne hanno anche i miei genitori di pastore tedesco.. GENERALE GAROFANO: bello... MARCO: e poi ne abbiamo avuto uno anche un anno fa e poi morto.. DOTT.SSA LUGLI: ah? MARCO: tre quattro anni fa.. DOTT.SSA LUGLI: sempre un pastore tedesco? MARCO: Si si sempre un pastore tedesco...(inc) DOTT.SSA LUGLI: quindi stavi dicendo che tu avevi tre anni... MARCO : che io avevo tre anni e mio fratello sette..quindi diciamo che io seguivo lui.. DOTT.SSA LUGLI: certo.. GENERALE GAROFANO: certo.. MARCO: che faceva...ehm...dopo un po' il cane giocava , voleva uscire e quindi noi siamo usciti di casa.... perch Luca ha detto tanto non vengono mamma e pap perch stanno al ristorante... DOTT.SSA LUGLI: Ascolta Marco ti ricordi se era..che stagione dell'anno era? MARCO: Io mi ricordo che c'era la neve... DOTT.SSA LUGLI: la neve. MARCO: quindi sar stato .. DOTT.SSA LUGLI: sar stato d'inverno...? MARCO:non mi ricordo.... c'era la neve, per non grandinava ...era posata diciamo.. GENERALE GAROFANO: Mmm.. DOTT.SSA LUGLI: per terra mm?paesaggio innevato... MARCO: esatto e allora usciamo, praticamente noi vicino casa avevamo tipo un chalet, c'era tutto un prato coperto di neve che facevamo girare il cane ci divertivamo a lanciare le palle di neve DOTT.SSA LUGLI: mm... MARCO: cos da una parte all'altra... GENERALE GAROFANO: e lui , il cane vi seguiva...? MARCO: il cane mangiava... GENERALE GAROFANO: addirittura? DOTT.SSA LUGLI: (ride) MARCO: Eh cio...(imitava) DOTT.SSA LUGLI: mangiava la neve... MARCO: cercava di prenderle e poi si sgretolavano...faceva la faccia triste ogni volta DOTT.SSA LUGLI: (ride) perch poi si scioglieva e non c'era niente...(ride) GENERALE GAROFANO: eh si.. MARCO: come con l'acqua uguale.. DOTT.SSA LUGLI: si esatto... 137

MARCO: Allora... DOTT.SSA LUGLI: ed era un gioco che facevate spesso quello? MARCO: si facevamo spesso...usci... perch poi l essendo uno chalet piccolo avevamo l'abitudine di ritirarci...anche perch poi l c' un paesino piccolo si conoscono tutti non c' ...deliquenti..(inc) mio padre pensava cos... DOTT.SSA LUGLI: mmm eravate solo voi due o c'era qualcun'altro? MARCO: eravamo noi due , per dopo poco che giocavamo sono arrivati questi tre...pi erano tre o quattro non ricordo bene per l'esatezza... DOTT.SSA LUGLI: mmm... MARCO: all'inizio hanno giocato con noi.. GENERALE GAROFANO: quei quattro ragazzi..? MARCO: si che potevano avere tipo la mia et.. GENERALE GAROFANO: la tua et... DOTT.SSA LUGLI: la tua et di adesso? MARCO: si un anno in pi di me... DOTT.SSA LUGLI: adesso tu quanti anni hai? MARCO: tredici .. DOTT.SSA LUGLI:ok MARCO:loro ne potevano avere quattordici massimo quindici... DOTT.SSA LUGLI: mm MARCO: per per noi erano comunque... GENERALE GAROFANO: erano grandi, erano grandi.. DOTT.SSA LUGLI :certo GENERALE GAROFANO: Ma voi li conoscevate?, li avevate gi visti ? MARCO: Si si si erano.. GENERALE GAROFANO: di vista? MARCO: no di vista ..E .ma anche ci avevamo giocato anche altre volte ..questi qui spesso sfottevano Luca, a me no perch ero piccolo e cio non gli interessavo.. invece Luca che aveva sette anni era gi pi diciamo divertente da prendere in giro.. GENERALE GAROFANO: e perch lo sfottevano secondo te ? MARCO: perch eravamo Italiani. GENERALE GAROFANO: eh certo ho capito DOTT.SSA LUGLI: e ti ricordi cosa gli dicevano? GENERALE GAROFANO: ecco... MARCO: no perch ...(inc) lui..noi ci ricordavamo che tipo lui andava a scuola quasi ogni giorno alle tipo le dieci, Luca chiamava a casa perch si era fatto la cacca addosso, questo non perch lui non si sapesse controllare ma perch lo sfottevano di continuo e lui non reggeva pi... DOTT.SSA LUGLI: mmm...quindi...secondo te lui reagiva cosi perch era preso in giro? MARCO: si..era un segnale d'allarme si DOTT.SSA LUGLI: tu per ti ricordi queste cose? quando avevi quattro anni tu ti ricordi queste cose? 138

MARCO: si mi ricordo che Luca tornava a casa sempre triste mi ricordo che noi lo andavamo a prendere Luca tornava a casa e noi ce ne andavamo a casa sempre prima degli altri DOTT.SSA LUGLI: noi tu intendi? MARCO: io mamma... DOTT.SSA LUGLI: e la mamma.. MARCO: io mamma e Luca. DOTT.SSA LUGLI: ok. MARCO: noi tornavamo a casa e e diciamo Luca mi raccontava che lo prendevano in giro e la mamma diceva eh va b cio ti ci abituerai...non che ... GENERALE GAROFANO: certo.. MARCO : chi che va a pensare.... DOTT.SSA LUGLI: certo... ma ti chiedo una cosa questi ragazzi frequentavano la stessa scuola.? MARCO: questo non lo ricordo...cio.. DOTT.SSA LUGLI: dove li incontravate? MARCO:noi li incontravamo per strada e giocavamo insieme. DOTT.SSA LUGLI: quindi erano del paese? MARCO: Si si DOTT.SSA LUGLI: erano del paese... MARCO: si si erano del paese. GENERALE GAROFANO:di questo piccolo quartiere..dove c'erano tutti questi chalet... DOTT.SSA LUGLI: mmm... MARCO: e questi ragazzi ...io adesso mmm..io ricordo che uno dei ragazzi...adesso(sorride) allora l'unica cosa che so...eh DOTT.SSA LUGLI: mmm.. MARCO: che uno dei si chiamava Lucas , questa l'unica cosa che so DOTT.SSA LUGLI: eh questo ti ricordi GENERALE GAROFANO:pu essere che lo associavi a Luca no? GENERALE GAROFANO: Luca -Lucas..no? MARCO: No non credo perch praticamente Luca cio me l ha detto mami che praticamente Luca a volte parlava di questo Lucas che praticamente scusate se uso spesso praticamente... DOTT.SSA LUGLI: non ti preoccupare... MARCO: una cosa mia proprio... GENERALE GAROFANO: senti guarda io volevo farti i complimenti DOTT.SSA LUGLI: infatti per come parli bene. GENERALE GAROFANO: Perch parli benissimo DOTT.SSA LUGLI:benissimo.. GENERALE GAROFANO:guarda non ti preoccupare... DOTT.SSA LUGLI: anzi.... 139

GENERALE GAROFANO:forse parliamo peggio noi... DOTT.SSA LUGLI: infatti...(ride) MARCO: lo dovresti dire al mio professore di Italiano GENERALE GAROFANO: va b chiamiamo il professore di Italiano.... DOTT.SSA LUGLI: facciamo una letterina. GENERALE GAROFANO: dov' che vai a scuola? MARCO: A Giubinazzo vicino Molfetta Bari GENERALE GAROFANO: Si si ...e quindi tu fai la terza ? MARCO:la terza media GENERALE GAROFANO:terza media capito... MARCO: devo dare l'esame.. GENERALE GAROFANO: e che prenderai poi? MARCO: lo scientifico... GENERALE GAROFANO: Ah come me... MARCO: sono il primo della classe in matematica GENERALE GAROFANO:evvai come me..Io pure ho fatto lo scientifico.. DOTT.SSA LUGLI: Anch'io... GENERALE GAROFANO: ah si? DOTT.SSA LUGLI: si (ride)... GENERALE GAROFANO:ottima scelta.. DOTT.SSA LUGLI: tutti.... GENERALE GAROFANO: ottima scelta Marco... MARCO: sono contento che non ci sia francese ... DOTT.SSA LUGLI:Eh non ti piace francese ? GENERALE GAROFANO: eh va b... MARCO: no francese io... GENERALE GAROFANO: Lo conosci benissimo lo parli madrelingua DOTT.SSA LUGLi: per.. MARCO: per la professoressa insopportabile mi ha fatto odiare il francese... DOTT.SSA LUGLI: ecco succede... MARCO: cio io che ero l che ero subito convinto in francese sar il primo invece lei me l ha fatto odiare.. DOTT.SSA LUGLI: tant'... MARCO: Che non lo studiavo.. DOTT.SSA LUGLI: non lo studiavi pi dalla rabbia MARCO: (ride) cio ad esempio ho fatto un compito e ho preso, danno tre voti nove, sette, poi il terzo voto mi mancava un esercizio quindi lei ha messo zero. GENERALE GAROFANO: ma dai... DOTT.SSA LUGLI: addirittura.,. (sovrapposizione) MARCO: e gli dico non puoi mettere zero... GENERALE GAROFANO: certo mica incompleto.. 140

MARCO: E infatti puoi mettere quattro , cinque DOTT.SSA LUGLI: Zero come se uno avesse presentato in bianco MARCO: si si DOTT.SSA LUGLI:eh MARCO: se uno presenta in bianco prende quattro... DOTT.SSA LUGLI: Eh eh zero pazzesco.... MARCO: io dico di conseguenza se facevo.. DOTT.SSA LUGLI: proprio antipatica... MARCO: se facevo tutto in bianco lei mi metteva zero sulla pagina..? DOTT.SSA LUGLI: meno dieci(ride).. MARCO: si DOTT.SSA LUGLI: meno, addirittura andava sotto allo zero.. GENERALE GAROFANO: E l'inglese lo sai? MARCO: Si 'inglese lo parlo abbastanza bene... GENERALE GAROFANO: ahhh.. MARCO: e all'ultimo compito ho preso sei e mezzo perch ero convinto che fosse facile e insomma non ho studiato niente e ho preso sei e mezzo.. GENERALE GAROFANO: mmm.. MARCO: invece l'altro mi sono impegnato un pochino di pi e ho preso otto e mezzo , otto e mezzo , otto e mezzo... primo della classe.. DOTT.SSA LUGLI: complimenti... GENERALE GAROFANO:bene bene le lingue sono importanti. DOTT.SSA LUGLI:Sei proprio bravo. GENERALE GAROFANO: eh ok, torniamo un po' MARCO: a noi.. GENERALE GAROFANO: a noi.. MARCO: allora.. DOTT.SSA LUGLI: ci stavi dicendo di questo ragazzo Lucas per ti volevo chiedere tu di questo ragazzo Lucas ne hai sentito parlare da Luca ? MARCO: da mia madre... DOTT.SSA LUGLI: o ti da tua madre per non ti ricordi ovviamente che si chiami cos... MARCO: no no non mi ricordo . DOTT.SSA LUGLI: ti ricordi qualche dettaglio di questi ragazzi? MARCO: Mm no... DOTT.SSA LUGLI: fisico piuttosto che .. MARCO: no DOTT.SSA LUGLI:cio se li dovessimo vedere noi come sarebbero , come sono ? MARCO: pi o meno io ricordo che uno di questi era...Allora era un po'...aveva la mia et per era un pochettino pi alto di me , un po' pi alto di me ehm... DOTT.SSA LUGLI: tu quanto sei alto? MARCO: .(silenzio) 141

DOTT.SSA LUGLI: pi o meno.. MARCO: uno e cinquantaquattro.. DOTT.SSA LUGLI: mm... MARCO: non lo so... DOTT.SSA LUGLI: un pochino pi alto di te. MARCO:Si tipo cosi(indica)... DOTT.SSA LUGLI: mmm... MARCO:boh non lo so... e praticamente quel pomeriggio che poi va b era sera che noi uscimmo questi qui vennero e .come dire inizialmente giocavamo .insieme con loro GENERALE GAROFANO: insieme con il cane... si si con il cane poi non mi ricordo cosa successe e hanno iniziato a spingere Luca poi dalla spinta si andato avanti con i pugni, poi hanno preso delle mazze... GENERALE GAROFANO: addirittura?e le mazze dove le hanno trovate.. DOTT.SSA LUGLI: eh infatti MARCO: e va b li era uno chalet era tutto prato non era difficile trovarne una... GENERALE GAROFANO: mmm DOTT.SSA LUGLI: mazze intendi dire rami di alberi o intendi.... MARCO: mazze di legno anche perch li essendoci chalet c'erano molti tronchi di legno quindi GENERALE GAROFANO: erano in costruzione alcuni... MARCO: no erano per il camino per bruciarlo GENERALE GAROFANO: ah ho capito per bruciare la legna... MARCO: si si ora non mi ricordo pi di tanto.. GENERALE GAROFANO: e comunque sono pezzi di legno..e cosa facevano..? MARCO: e hanno cos iniziato a picchiarlo....e io poi mi sono nascosto...perch naturalmente cio... a parte che non avrei potuto fare niente o all'inizio..inizialmente ho urlato ...poi per preso dalla paura avete presente quando... GENERALE GAROFANO: ti manca il fiato... DOTT.SSA LUGLI:ti blocca proprio il respiro... MARCO: esatto non riusc proprio a far niente..mi nascosi.. DOTT.SSA LUGLI: Ti hanno detto qualcosa o ti ricordi che hanno detto qualcosa a Luca? MARCO: A luca no... mi ricordo che per Luca nella tasca pur di cercare di difendersi..Luca nella tasca visto che lui amava i San Bittr aveva sempre il....come si chiama quello per aprirli no.? GENERALE GAROFANO: mm MARCO: ..tanto che lui a scuola se ne portava tre o quattro ...e tornava a casa con la lingua rossa. DOTT.SSA LUGLI: (ride)...Tipo un apri bottiglia aveva... GENERALE GAROFANO: Si.... MARCO:E cercava di prenderlo per non era cosa...poi mi ricordo che rotol gi e and a sbattere contro un sasso e poi... 142

DOTT.SSA LUGLI: lui ha detto qualcosa Luca? MARCO: svenne DOTT.SSA LUGLI: prima di svenire dico ti ricordi abbia detto qualcosa.? MARCO: no urlava... DOTT.SSA LUGLI:urlava? MARCO: Si GENERALE GAROFANO: E questi ragazzi che facevano mentre lui urlava...continuavano, non si sono messi paura? MARCO: No come .secondo noi probabilmente pensavano va b si gli abbiamo fatto male ma non GENERALE GAROFANO: poco.. MARCO: Probabilmente presi dalla rabbia che avevano non si sa perch hanno e cominciato a far cos' poi Luca rotolato gi ha sbattutto contro un sasso...quando hanno visto che Luca non si... GENERALE GAROFANO: muoveva MARCO:non si muoveva pi se ne sono andati DOTT.SSA LUGLI: quindi c'era ...cosa c'era ? C'era una discesa? MARCO: tipo una discesa si. DOTT.SSA LUGLI: mm.. MARCO: poi mi ricordo che sento le urla di mia madre che era andata allo chalet .. DOTT.SSA LUGLI: tu scusami un secondo se ti interrompo MARCO: si si DOTT.SSA LUGLI: perch cos capiamo , capiamo bene prima dell'arrivo della mamma , tu dov'eri? MARCO: io... DOTT.SSA LUGLI: cio se noi fossimo stati l dove ti avremmo visto? MARCO: posso fare un disegno..? DOTT.SSA LUGLI: Certo..anzi fallo qui guarda.. MARCO:se la casa era pi o meno qui... GENERALE GAROFANO: la vostra casa? MARCO: Si , si andava dritto e poi si girava pi o meno cosi..e qui c'era.. GENERALE GAROFANO: scrive? DOTT.SSA LUGLI: no no scrive sta tenendo.. GENERALE GAROFANO: ah... MARCO: Sono io che... DOTT.SSA LUGLI: sta facendo come matita.. GENERALE GAROFANO: si si.. MARCO: poi qui c'era tutto il ...diciamo...il GENERALE GAROFANO: uno spiazzo.. MARCO: si lo spiazzo...con altri chalet intorno..no? DOTT.SSA LUGLI: mm mm...

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MARCO: e qui praticamente c'erano alberi perch essendo un prato e io mi nascosi dietro e loro erano praticamente al centro della neve per essendoci freddo nessuno usciva , nessuno era fuori... DOTT.SSA LUGLI:Che ore erano che ore potevano essere...? MARCO: erano le otto e mezza DOTT.SSA LUGLI: di sera? MARCO: mm...era comunque buio...poi GENERALE GAROFANO: E come mai siete usciti cos tardi? MARCO: perch l era uno chalet e quindi conoscendosi tutti non avevamo paura tipo come qui.. GENERALE GAROFANO: mm... MARCO: tipo nel nostro paese da noi tipo (inc)dice ritirati che stanno tipo....possono esserci marocchini che ti prendono , cio con le cose che si sentono oggi... DOTT.SSA LUGLI: non avevate freddo? MARCO: No io..cio Luca aveva quattro maglie tutte in lana, io pure quindi non si sentiva tanto il freddo... DOTT.SSA LUGLI: quindi eravate molto vestiti? MARCO. Molto vestiti con guanti...cio DOTT.SSA LUGLI: mm.. GENERALE GAROFANO: ma avevate mangiato gi? MARCO: eh ? GENERALE GAROFANO: avevate mangiato? MARCO: GENERALE GAROFANO: avevate cenato gi? MARCO:si si avevamo cenato perch avevo detto che noi in casa avevamo.. GENERALE GAROFANO: avevate tutte queste cose si si..ma senti era un abitudine che voi scendevate o comunque capitava che voi scendeste? Uscivate fuori..? MARCO: si si andavamo spesso a fare piccole passeggiate...per quel giorno essendoci la neve decidemmo di restare vicino casa cosi mal che vada tornavamo se faceva pi freddo o iniziava a grandinare e potevamo divertirci col cane. E poi mi ricordo che il cane inizia ad aggredire questi qui e questi qui diciamo se ne vanno poi sento le urla di mia madre DOTT.SSA LUGli: Li ha aggrediti tutti , ha aggredito solo qualcuno di loro? Ti ricordi? MARCO: io mi ricordo che gli ringhiava contro che cercava cio di graffiarli per comunque avendo le mazze pure il cane non DOTT.SSA LUGLI: non riuscito? MARCO: No ricordo che mordeva le gambe... DOTT.SSA LUGLI: mm... MARCO: cercava di toglierli...poi quando hanno visto che Luca non si muoveva pi... DOTT.SSA LUGLI: e cosa dicevano, niente? Dicevano qualcosa? MARCO: non mi ricordo questo..e quando sento le urla di mia madre che dice dove siete..(inc)cos ...io l le andai incontro per dirle che Luca si fatto male, in questo 144

momento ma corre vede Luca e cerca di portarlo allo chalet pi vicino , poi in quel momento Rocky l' aiuta a tenere Luca per il giubbotto in modo tale da non farlo scivolare .. DOTT.SSA LUGLI: Luca era... MARCO: Era svenuto.. DOTT.SSA LUGLI: era svenuto MARCO: era svenuto e poi stando l al freddo era arrivato a diciassette gradi DOTT.SSA LUGLI: tu l'hai chiamata subito la mamma o... MARCO: io l'ho chiamata quando ho sentito la sua voce urlare DOTT.SSA LUGLI: ah quindi prima hai sentito le urla della mamma MARCO:si prima ho sentito...perch io ero convinto che lei fosse ancora al ristorante... DOTT.SSA LUGLI: e poi come ci dicevi prima eri rimasto un po'... MARCO:si... DOTT.SSA LUGLI: paralizzato...a livello di voce insomma avevi il respiro bloccato. MARCO: un po' preoccupato. GENERALE GAROFANO:quando hai visto che colpivano tu ti sei nascosto o non sei pi uscito? MARCO: si non sono pi uscito.. GENERALE GAROFANO: loro non ti hanno visto oppure.. MARCO: no mi hanno lasciato perdere GENERALE GAROFANO: ah ok ho capito. MARCO: perch essendo un bambino di tre anni... GENERALE GAROFANO: certo... MARCO: E poi siamo andati allo chalet pi vicino e l mi ricordo che un signore ci ha dato aiuto e ha chiamato un Dottore e poi non ricordo esattamente che cosa successo ma mi ricordo che poi portavano Luca in ospedale , in ospedale della citt e poi per visto che l'ospedale non era abbastanza ...non aveva tutte le apparecchiature per fare la trasfusione di sangue , perch il sangue era congelato , lo portarono al... DOTT.SSA LUGLI: perch rimasto tanto tempo... MARCO: diciassette gradi su trentasette in un corpo...con tutto (inc) DOTT.SSA LUGLI: Mamma mia tanto tempo rimasto sdraiato l per terra . GENERALE GAROFANO: quanto durata tutta questa cosa(scusa) , quanto durata.. MARCO: in che senso ? GENERALE GAROFANO: da quando siete usciti alla... MARCO: ah mm..Un oretta... GENERALE GAROFANO: oh! Quindi non sono arrivati subito questi ragazzi...non sono arrivati subito ...voi avete iniziato a giocare , eravate voi due. MARCO: ah si abbiamo iniziato a giocare ci stavamo divertendo come c'... GENERALE GAROFANO: Eh c' . DOTT.SSA LUGLI: come sempre... MARCO: si come sempre, perch dicevo mio fratello era il mio punto di riferimento , quindi ovunque andava lui io lo seguivo 145

DOTT.SSA LUGLI: certo. GENERALE GAROFANO: certo.. MARCO: Per esempio anche se a me certe cose di lui non mi piacevano tipo guarda qui che bello e a me non piaceva anch io dicevo si bello.. DOTT.SSA LUGLI: mmm ti ricordi questa cosa... MARCO: si c'era una fontana senza...non c'era mai l'acqua , quando andavamo a farci delle passeggiate... Marco ti piace...?, non mi piaceva perch non c'era l'acqua e dicevo si ... DOTT.SSA LUGLI: (Ride) Per essere d'accordo anche tu con lui. MARCO: eh si perch non mi piaceva litigare se no poi non sapevo che fare i pomeriggi e dovevo per forza... DOTT.SSA LUGLI: Marco com'era a scuola?... GENERALE GAROFANO: Luca., DOTT.SSA LUGLI: Scusami Luca.... MARCO: ehm.. DOTT.SSA LUGLI: Te lo ricordi? MARCO: Ehm Luca.. DOTT.SSA LUGLI: nel senso se si trovava bene se andava d'accordo MARCO: non si trovava bene... DOTT.SSA LUGLI: non si trovava bene! MARCO: eh no ogni pom...ogni giorno noi lo andavamo a prendere GENERALE GAROFANO: per quel motivo.. DOTT.SSA LUGLI: per quel motivo che a volte... MARCO: ogni giorno.. DOTT.SSA LUGLI: ah ogni giorno MARCO: ogni giorno , cio se lui andava a scuola dalle otto all'una, ogni giorno noi lo prendevamo alle dieci... DOTT.SSA LUGLI: mmm..E lui vi raccontava che veniva preso in giro? MARCO: e diceva io sono stato preso in giro e dopo un po' mamma si era anche stufata di questo fatto perch diceva scusami non riesci ad abituarti , non entri nella societ diciamo DOTT.SSA LUGLI: mm...non ti riesci ad integrare con gli altri.. MARCO: non ti riesci ad integrare si si.. DOTT.SSA LUGLI: e a te questa cosa non succedeva? MARCO: A me ..a me ero in asilo DOTT.SSA LUGLI: eri piccolino...eri all'asilo, non avevi bambini che ti prendevano in giro? MARCO: no perch essendo in un asilo gi gi ...diciamo i ragazzi non dicono...nessuno viene a pensare al razzismo diciamo , al fatto sei Italiano etc... GENERALE GAROFANO: Certo... DOTT.SSA LUGLI: sono ancora troppo piccoli dici tu? MARCO: si... 146

GENERALE GAROFANO: Mmm.... MARCO: quindi io non avevo di questi problemi mi integravo abbastanza bene DOTT.SSA LUGLI: Ho capito ...E Tu di queste cose a parte averne parlato con la mamma , immagino con Luca , vivete insieme....Ne hai parlato con altre persone? MARCO: no ma noi con le altre persone diciamo non ne parliamo , cio almeno che uno non viene e te lo chiede. DOTT.SSA LUGLI: mmm MARCO: ma anche fra di noi non ne parliamo quasi mai... DOTT.SSA LUGLI: mmm.. MARCO: perch c' uno brutto ritornare a quei momenti , due c' comunque un argomento che non affrontiamo ... DOTT.SSA LUGLI: volentieri... MARCO: si anche perch non ci viene da brutto da parlarne ... DOTT.SSA LUGLI: certo preferite parlare altre cose pi allegre...mmm MARCO: Si si... DOTT.SSA LUGLI: Ma con qualche persona adulta intendo un professionista, un dottore , una psicologa , ti ricordi di averne mai parlato? MARCO: no con una psicologa, si mi ricordo di avere avuto una psicologa in Svizzera , per non ne sono del tutto sicuro... DOTT.SSA LUGLI: si.. MARCO: si ne parlavo anche perch io i primi mesi ero muto, non parlavo con nessuno.. DOTT.SSA LUGLI: mm...non parlavi di queste cose MARCO: per comunque stavo col cane. DOTT.SSA LUGLI: Eri muto nel senso che non parlavi di niente? MARCO: no no DOTT.SSA LUGLI: o parlavi solo di queste cose? MARCO: no no no ero muto con tutti DOTT.SSA LUGLI: in generale non volevi parlare. MARCO: Poi dopo che , poi dopo un certo periodo, eeehm dopo che Luca diciamo , poco prima che Luca si tornasse da Como quando mi dissero Luca sta meglio.... DOTT.SSA LUGLI: mm... MARCO: io ricominciai a parlare .. GENERALE GAROFANO: mm MARCO: eh si..e comunque stavo, voi non so se avete seguito il caso... DOTT.SSA LUGLI: mmm... MARCO: Ma anche se quello l che non si pu chiamare giudice , secondo me almeno , ha detto che stato il cane e io dico scusami ma come fate nel senso che stato il cane, se io stavo quasi sempre con lui il periodo dopo.. DOTT.SSA LUGLI: certo... MARCO: stavo muto e accarezzavo solo il cane , stavo muto e stavo con lui...

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DOTT.SSA LUGLI: infatti volevo chiedere tu ti ricordi in quei periodi l che hai detto che non parlavi con nessuno che stavi da solo con il cane, che cosa pensavi , che cosa provavi? Te lo ricordi? MARCO: io vivevo la ...cio dentro di me s'era un vuoto .. DOTT.SSA LUGLI: mmm MARCO: cio perch vivere la vita ogni giorno(sospiro) DOTT.SSA LUGLI : non ti preoccupare... MARCO:(Sospiro) DOTT.SSA LUGLI: non ti preoccupare GENERALE GAROFANO: tranquillo tranquillo..,. DOTT.SSA LUGLI: anzi se vivi delle emozioni fanno bene, le emozioni vanno vissute quelle belle e quelle brutte .. GENERALE GAROFANO: si... DOTT.SSA LUGLI: quindi butta fuori, siamo qua apposta noi.. GENERALE GAROFANO: bello , mi piace vederti cos cio.. DOTT.SSA LUGLI: si si molto GENERALE GAROFANO: dai.. MARCO: allora se io ogni pomeriggio giocavo con lui, uscivo poi come fai a vivere la vita senza.. GENERALE GAROFANO: senza.. DOTT.SSA LUGLI: mm.. GENERALE GAROFANO: e invece pensa che adesso ce l'hai.. DOTT.SSA LUGLI: eh si... GENERALE GAROFANO: eh? Hai fatto commuovere pure me... DOTT.SSA LUGLI: anche me GENERALE GAROFANO: pensa che ce l'hai vicino Luca... DOTT.SSA LUGLI: contagioso... GENERALE GAROFANO: e quanto tutto quello che hai fatto stato fondamentale per aiutarlo... DOTT.SSA LUGLI: si GENERALE GAROFANO:e farlo uscire anche dal coma DOTT.SSA LUGLI:assolutamente si GENERALE GAROFANO:perch lui sapeva che tu esistevi DOTT.SSA LUGLI:eh si GENERALE GAROFANO: pensa che meraviglia... DOTT.SSA LUGLI: voleva rivederti MARCO: avevamo tutti contro, avevamo tutti i dottori che dicevano no Luca se proprio dovesse risvegliarsi , Luca sarebbe un vegetale, Luca sar una persona sempre in coma perch non parler mai. GENERALE GAROFANO: mm DOTT.SSA LUGLI: guarda miracolo eh? Sai che mi hai detto una cosa che stata molto bella ..tu hai detto io ero sempre con lui no? Era il mio punto di riferimento 148

adesso tu sei il suo eh? Perch lo aiuti in tante cose vero? Anche se sei pi piccolo l'aiuti, lui secondo me ti vuole un bene da matti .Mm? MARCO: si si DOTT.SSA LUGLI: quindi ci stavi dicendo vivevi questa cosa con questo senso si vuoto no? MARCO: si perch grazie GENERALE GAROFANO: prego MARCO: si se si inizia , se si abituati a GENERALE GAROFANO: a stare sempre insieme DOTT.SSA LUGLI: a stare sempre con lui ti venuto a mancare GENERALE GAROFANO: poi mamma e pap lavoravano? MARCO: si soffriva no?, qua non lavoravano pi .. GENERALE GAROFANO: mm.. MARCO: perch dopo che successo il fatto pap lasci tutto con un avviso scritto dietro la porta , scrivendo non fate cio non lamentatevi vi pagher .. successo questo questo questo , in questo periodo non posso lavorare perch poi cio naturalmente lo capirono e non fecero discussione DOTT.SSA LUGLI: certo con quello che era successo insomma... MARCO: era il minimo... DOTT.SSA LUGLI: e certo....E Invece dopo quando si sve......quando ti hanno detto che si era risvegliato dal coma? MARCO: Quando mi hanno detto che si era risvegliato dal coma io , fu uno dei momenti pi belli della mia vita DOTT.SSA LUGLI: si vede.. MARCO: e poi comunque tornai a combattere , perch praticamente mi ricordo che mi dimenavo contro i dottori del tipo cio che mi lanciavo contro, addosso... DOTT.SSA LUGLI : Mmmm MARCO: ogni volta che gli dovevano fare ogni tipo di siringa, ma era un tipo di siringa particolare che ora io non mi ricordo e praticamente Luca ogni volta mi diceva Marco questa siringa a me non piace... DOTT.SSA LUGLI: mm... MARCO: mi fa tanto male e ogni volta che loro gliela facevano a me c'era mio padre che mi teneva fermo DOTT.SSA LUGLI: e tu lo volevi difendere ? MARCO: si io volevo, io volevo dire non fatelo gli fa male tanto non ne trae beneficio DOTT.SSA LUGLI: mh mhmm lo volevi come potevi come riuscivi, lo volevi un po' proteggere ? MARCO: si DOTT.SSA LUGLI: ho capito e dopo invece quando hai visto che piano piano stato sempre meglio... MARCO:quando poi i dottori che comunque non hanno cio non l'hanno aiutato per niente , cio dicevano Luca ha bisogno della PEG, una macchina che 149

DOTT.SSA LUGLI:si perch io non la conosco MARCO: una macchina che si mette nello stomaco e con una siringa si da il cibo, perch non avrebbe mai potuto mangiare DOTT.SSA LUGLI: mm...mm...Normalmente diciamo MARCO: normalmente e poi la PEG l ha tenuta per una settimana perch poi mamma , solamente mamma ha lottato tanto e gli incominciava a dare i maccheroni di pasta DOTT.SSA LUGLI: avrai preso da qualcuno tu ad essere cos forte grintoso no? (ride) MARCO: incominciava a dargli la pasta.. GENERALE GAROFANO: la pasta miracolosa , la pasta miracolosa altro che... DOTT.SSA LUGLI: eh si.. MARCO: Gli dava la pasta e vedeva che lui la mangiava allora ha detto toglietela non serve .. DOTT.SSA LUGLI: certo e infatti dopo si ripreso pian piano... MARCO: dopo si... DOTT.SSA LUGLI: no da l? MARCO: Ci fu un momento in cui il pap si stava per suicidare, s perch allora Luca era in coma DOTT.SSA LUGLI: mm MARCO: e i dottori dicevano che mamma era pazza... GENERALE GAROFANO: mh? MARCO: era pazza perch DOTT.SSA LUGLI: perch? MARCO: Perch allora perch Luca , mamma che poi quell'altro Luca che da un certo lato era cornuto perch , perch raccontava le barzellette mia madre e Luca rideva cio nel coma Luca sorrideva DOTT.SSA LUGLI: mm MARCO: per solo alle barzellette divertenti.. DOTT.SSA LUGLI: mmm MARCO: quelle brutte no... DOTT.SSA LUGLI: mm MARCO: quando c'era pap DOTT.SSA LUGLI: quindi non era completamente immobile?A volte sorrideva? MARCO: cio era immobile per davanti quando c'erano altre persone DOTT.SSA LUGLI: non lo faceva.. MARCO: Luca non lo faceva, cio c'era pap . DOTT.SSA LUGLI: no scusa era un messaggio MARCO: quando arrivava pap , mamma diceva ma Luca c' pap, GENERALE GAROFANO:Luca arrivato pap MARCO: gli raccontava la barzelletta e Luca muto.. DOTT.SSA LUGLI: (sorride)Quindi rideva solo davanti alla mamma diciamo.. 150

MARCO: Si GENERALE GAROFANO: mmm.. MARCO: E quindi fu l che DOTT.SSA LUGLI: per pap le credeva alla mamma? MARCO: in un certo periodo no perch bisogna considerare anche che il pap crede nei dottori , cio all'ospedale di Ginevra E all'ospedale pi grande che c' in Svizzera .. DOTT.SSA LUGLI: sperava che i dottori avessero Ragione MARCO: Perch magari mamma diceva stata presa dallo shock non pu....poi dopo un po' si cominci a convincere anche pap, perch pap cosa fece un giorno? Si lav le mani con l'acqua fredda.. DOTT.SSA LUGLI: Mmm.. MARCO: tocc Luca e Luca fece cos con la mano di colpo . GENERALE GAROFANO: mm... MARCO: perch l'acqua allora era....perch cosa fece la seconda volta si ghiacci le mani con l'acqua fredda tipo mezz'ora cos non gli fregava niente... GENERALE GAROFANO: pensa il padre che bravo... MARCO: e Luca lo fece di nuovo, lo disse al dottore e il dottore no uno shock.. DOTT.SSA LUGLI: niente allucinante .. MARCO: una reazione perch comunque in coma ma vivo si ma una reazione DOTT.SSA LUGLI: tipo un riflesso ! MARCO: tipo un riflesso era .e pap diceva si ma pian piano si pu trasformare (Inc) DOTT.SSA LUGLI: certo MARCO: e dicevano si ma non possibile .alla fine tutti i dottori erano contro e Luca si risvegli quando gli staccarono la spina... DOTT.SSA LUGLI: pensa.. MARCO: si perch poi l in Svizzera hanno la legge che se Luca non si risveglia DOTT.SSA LUGLI: entro... MARCO: Dopo un tot di tempo , dopo tre mesi gli devono staccare la spina perch non si pu... DOTT.SSA LUGLI: pi alimentare con le macchine MARCO: Si perch costa GENERALE GAROFANO: mm MARCO: c' anche se paghi , mamma diceva pago io non vi preoccupate e loro dissero no guardi... DOTT.SSA LUGLI: loro hanno questa legge MARCO: Lo dobbiamo staccare , allora secondo loro noi perch dobbiamo provare a salvare lui che tanto non si salver mai, proviamo a salvarne un altro .. DOTT.SSA LUGLI: quindi immagino adesso, ho capito perch sei cos arrabbiato con i dottori , con quei dottori l.. MARCO: si io i dottori gli odiavo e li odio tutt'ora c' se

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DOTT.SSA LUGLI: Certo non sono tutti uguali per quelli l da come tu ci racconti sono stati... MARCO: si io diciamo che la prima cosa che faccio quando sono di fronte ad un dottore cerco di capirlo.. GENERALE GAROFANO: (sorride) DOTT.SSA LUGLI: la bibliografia MARCO: si perch tanto io li ho visti tutti da quelli gialli a quelli verdi GENERALE GAROFANO: (ride) MARCO: cio la prima cosa che cerco di capire se sono in grado DOTT.SSA LUGLI: mmm MARCO: se sono troppo attaccati ai regolamenti e no qui non si fa qui non si fa DOTT.SSA LUGLI:gi inizi a pensare male MARCO: si invece quando poi quando dopo Luca si sentito meglio e siamo andati a Roma per fare la riabilitazione , mamma da quel momento ha combattuto come cio lui Luca si alzava alle sette, dalle sette fino a che Luca proprio non crollava di sonno sul come si chiama sul.. GENERALE GAROFANO: lettino MARCO: sul carrello DOTT.SSA LUGLI: mmm MARCO: fino a quando Luca sul carrello DOTT.SSA LUGLI: tipo la carrozzina ? MARCO:no DOTT.SSA LUGLI: proprio il carrello MARCO: era un carrello GENERALE GAROFANO: si col quale puoi camminare DOTT.SSA LUGLI: si si MARCO:fino a che Luca proprio non si addormentava sul carrello lui la fisioterapia non finiva DOTT.SSA LUGLI: e certo perch sfruttava tutto il tempo possibile MARCO: si e l a Roma c'erano le DOTT.SSA LUGLI: a Roma dove ? MARCO: Al bambin Ges DOTT.SSA LUGLI: ah MARCO: l c'erano come si dice tutte le altre mamme che stavano l a chiacchierare e dicevano dai mamma vieni e mamma diceva io devo stare perdere tempo a stare... GENERALE GAROFANO:(RIDE) DOTT.SSA LUGLI: e invece la mamma era cos con Luca MARCO: si , aveva il paraocchi esatto. DOTT.SSA LUGLI: (ride)cio proprio tutta concentrata l. MARCO: eh si mi ricordo che una delle amiche di mia madre che poi diventata amica dopo ed era l al bambin Ges, diceva ma come mi rispondevi male perch loro la invitavano, mia madre le mandava a quel paese no? 152

DOTT.SSA LUGLI: non gliene fregava niente, gli interessava solo di Luca e Luca stava meglio.. MARCO: e quando DOTT.SSA LUGLI: ma tu eri l? MARCO: io si DOTT.SSA LUGLI: eri con la mamma? MARCO: c' andavo ogni tanto a trovarli insieme a mio padre DOTT.SSA LUGLI: ah ok MARCO: E io mi ricordo che ci furono due persone che hanno aiutato mio fratello in una maniera incredibile. DOTT.SSA LUGLI: mm MARCO: uno il professor Pierro GENERALE GAROFANO: Vedi.. DOTT.SSA LUGLI: qualcuno c' di buono GENERALE GAROFANO: ci sono dei medici bravi DOTT.SSA LUGLI: mmm MARCO: il professor Pierro che ha aiutato Luca in una maniera incredibile cio la cosa pi importante il dottore che deve fare col paziente credere nel paziente. DOTT.SSA LUGLI: ah certo MARCO: perch se io ti faccio un esercizio perfettamente ma non credo in quello che faccio non serve. DOTT.SSA LUGLI: certo MARCO: invece Pierro magari stava, dedicava tutto il tempo ai suoi pazienti soprattutto a Luca perch gli era... DOTT.SSA LUGLI: era uno dei pi gravi? MARCO: No perch era uno dei pi gravi ma perch gli era entrato nel cuore..diciamo DOTT.SSA LUGLI: ah ecco. MARCO: e quindi DOTT.SSA LUGLI: Aveva una preferenza , una simpatia MARCO: si e Pierro combatteva con mia madre per dirgli si lo devi far sentire (inc) , ma mia madre gli dava pure i pizzichi alla gambe DOTT.SSA LUGLI:(ride) per fargli rafforzare i muscoli MARCO: e Pierro diceva di no, poi Pierro gli fece rientrare l'anca , praticamente l'anca a lui era uscita .. DOTT.SSA LUGLI: addirittura? MARCO: si era spostata cio non proprio fuori ma neanche dentro DOTT.SSA LUGLI: mmm MARCO: il che significa che una volta che tu cammini ti fa male DOTT.SSA LUGLI: eh certo MARCO: per pi cammini , cio a noi non pu succedere mai perch tu cammini e quindi si muove sempre DOTT.SSA LUGLI: dentro 153

MARCO: esatto per se lo fai per lungo tempo si inizia a DOTT.SSA LUGLI: a staccare MARCO: si ad uscire DOTT.SSA LUGLI : tutte le volte che la muovi ti fa male . Mm MARCO:ti fa male una volta la fecero rientrare e Luca si sentiva benissimo riusciva ...perch poi Luca quando caricava la gamba gli faceva male (inc) GENERALE GAROFANO: mmm MARCO: quando gli rientr riusciva(inc) DOTT.SSA LUGLI: era contento ha recuperato da l MARCO: si quando ce ne tornammo a Giovinazzo dopo un po' di tempo non mi ricordo quanto Pierro mor. DOTT.SSA LUGLI: ah quindi ti dispiaciuto ? MARCO: sii noi tornammo.. DOTT.SSA LUGLI: era anziano lui? MARCO: no DOTT.SSA LUGLI: no MARCO: mor nel sonno DOTT.SSA LUGLI: ah GENERALE GAROFANO: mm MARCO: per non mi ricordo cosa GENERALE GAROFANO: forse un infarto MARCO: invece la seconda persona che ha aiutato Luca era una fisi...non so come si chiama una terapeuta . DOTT.SSA LUGLI: terapista? MARCO: Si una terapista GENERALE GAROFANO: una fisioterapista via... MARCO: aiutava Luca a riconoscere gli oggetti DOTT.SSA LUGLI: ah MARCO: a mettergli il freno alle sedie , a muoversi ,agli occhi,cio l'aiutava dove vedi la luce segui il (inc) tutte quelle cose sembrano DOTT.SSA LUGLI: certo MARCO: anche lei se non sbaglio si chiamava Maddalena DOTT.SSA LUGLI : mm MARCO: ma non mi ricordo e seguiva Luca nello stesso modo di Pierro DOTT.SSA LUGLI: mm MARCO: e poi anche lei morta DOTT.SSA LUGLI: ma pensa te MARCO: cio tutte le persone che hanno aiutato Luca sono morte e tutte in febbraio DOTT.SSA LUGLI:sfortuna.. stata una coincidenza MARCO: si ah beh si cos per la cosa strana che i dispiaceri della nostra vita succedono tutti a Febbraio, cio a Febbraio (inc) cio non puoi dire che non successo

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niente, cio a Febbraio c' morto il coniglio , a Febbraio morto Pierro, morta Maddalena.. DOTT.SSA LUGLI: dici per tante coincidenze MARCO: poi successo a Luca cio DOTT.SSA LUGLI:speriamo invece che quest'anno Febbraio sia bellissimo perch non che tutti gli anni sono uguali eh? MARCO: si DOTT.SSA LUGLI:(sorride)ascolta ti volevo chiedere una cosa MARCO: dimmi DOTT.SSA LUGLI: tu ci hai descritto un pochino pi o meno quello che ti ricordavi dei ragazzi di averli gi vesti che giocavate con loro etc...Dopo quell'episodio l successo che gli abbiate rivisti , o che abbiate giocato , giocato magari no per li avete rivisti magari nel paese ? MARCO: no perch DOTT.SSA LUGLI: qualcuno di loro? MARCO: no ma anche perch poi noi vivevamo nell'ospedale DOTT.SSA LUGLI: mmm GENERALE GAROFANO: siete andati via da l? MARCO: Si e quando mio padre gli coso per farlo testimoniare per dire , allora cercarono prima di fare il controllo della voce... DOTT.SSA LUGLI: tu sai cosa vuol dire testimoniare? MARCO: si DOTT.SSA LUGLI: e cosa vuol dire? MARCO: cio sentire la sentire la testimonianza di qualcuno DOTT.SSA LUGLI: mm MARCO: quando cercarono di fare il controllo della voce da Luca , cio dire li riconosci con la voce, perch Luca non li vede pi DOTT.SSA LUGLI : certo gliel'hanno fatto ascoltare MARCO: il giudice cio secondo me non posso dirlo con certezza , per secondo me era parente con uno di questi DOTT.SSA LUGLI: mm MARCO: li copr al massimo e voi pensate che il giudice fece dodici perizie per dichiarare che era stato il cane.. DOTT.SSA LUGLI: mmm . eh abbiamo letto anche i giornali questa qui una cosa molto brutta MARCO: si e pensate che quando si chiamarono gli specialisti per dire se era stato il cane o no, la specialista disse non stato il cane. DOTT.SSA LUGLI: non compatibile MARCO: tranne una frase in tutta la perizia che disse il cane il cane non stato educato a dovere quindi ...e poi continuava... DOTT.SSA LUGLI: tutte MARCO: lei prese questa frase e la inser e disse vedete che cosa ha detto? 155

DOTT.SSA LUGLI: certo MARCO : e quella l nonostante tutto and in televisione e lei venne minacciata , venne e gli dissero non andarci e per lei and denunci il giudice DOTT.SSA LUGLI: mmm MARCO: e disse io non ho detto questo DOTT.SSA LUGLI: certo GENERALE GAROFANO: certo MARCO: per comunque sulla carta DOTT.SSA LUGLI: avevano usato male le sue parole perch aveva detto altre cose MARCO: e si per sulla carta rimane comunque quello perch secondo la Svizzera..no cio secondo GENERALE GAROFANO: quel giudice MARCO: stato il cane DOTT.SSA LUGLI:mmm GENERALE GAROFANO: invece Rocky com'era , com'era come cane? MARCO: Rocky cio non faceva male ad una mosca. GENERALE GAROFANO: era una cane molto buono MARCO: si si cio tu gli saltavi addosso, lui si faceva male , ti teneva il muso per un po' GENERALE GAROFANO: non si rivoltava mai contro ? MARCO: no no era molto difensivo , protettivo scusami GENERALE GAROFANO: si si MARCO : era molto... DOTT.SSA LUGLI: vi difendeva? MARCO: si mi ricordo una volta venne il nonno e il nonno prese, fece con la mano bang bang..argh argh DOTT.SSA LUGLI: (sorride)Il nonno era il pap della mamma o il pap del pap? MARCO:il pap della mamma DOTT.SSA LUGLI:mm MARCO: E disse in dialetto(inc) DOTT.SSA LUGLI: no MARCO: come dire DOTT.SSA LUGLI: si fatto brutto MARCO: Si come bang bang DOTT.SSA LUGLI: capivo.. MARCO: cio era molto protettivo DOTT.SSA LUGLI: si si sono cos anche un po' i pastori tedeschi come i padroni no? MARCO: mm DOTT.SSA LUGLI: e quindi ci avevi raccontato prima che tu quando Marco era in coma... MARCO: Luca DOTT.SSA LUGLI: scusami faccio sempre confusione 156

MARCO: no no succede spesso DOTT.SSA LUGLI: (ride) Marco Luca Luca Marco e stavi molto con Rocky... MARCO: si io stavo molto con Rocky DOTT.SSA LUGLI: e lui com'era era come sempre? MARCO:il cane non puoi saperlo DOTT.SSA LUGLI:tu come lo vedevi? MARCO:Come sempre DOTT.SSA LUGLI:quindi sempre buono, sempre tranquillo MARCO: si si si sempre tranquillo sempre....mi ricordo una volta il vicino di casa lo spruzz tutto di spray DOTT.SSA LUGLI:mm MARCO: Avete presente ad Halloween quando c' quella schiuma GENERALE GAROFANO: SI si DOTT.SSA LUGLI: si si MARCO: Il cane si grattava ma non gli fece assolutamente niente DOTT.SSA LUGLI: poverino MARCO:cio era un angelo da questo punto di vista.. DOTT.SSA LUGLI: quindi si insomma, ma per quello che comunque noi anche adesso vogliamo cercare di capire bene perch quello soltanto un'ipotesi .. MARCO: e poi stato ucciso DOTT.SSA LUGLI: ce l'aveva detto infatti la mamma.... soltanto un'ipotesi tra l'altro di pochi elementi reali , volgiamo capire se invece sono percorribili altri percorsi no ? Visto che .Ascolta ma tu ti ricordi se quando mamma ha trovato il corpo comunque Luca cosa ha visto com'era ? MARCO: Luca era sdraiato a terra DOTT.SSA LUGLI: mm MARCO:nudo DOTT.SSA LUGLI: completamente o aveva qualche abito? MARCO: aveva allora aveva mi ricordo il giubbotto giallo.. DOTT.SSA LUGLI: mm MARCO:Tipo un un ...i come si dice come si chiama , quelli per la pioggia che sono che tipo la mano usciva... DOTT.SSA LUGLI: tipo un keeway? MARCO:no DOTT.SSA LUGLI: per la pioggia? MARCO: no il keeway pi.... DOTT.SSA LUGLI: impermeabile? MARCO: impermeabile si DOTT.SSA LUGLI: ah ok MARCO:e me lo ricordo a terra erano tutti i vestiti a terra , comunque i vestiti erano intatti DOTT.SSA LUGLI:mmm 157

MARCO:quindi non pu essere stato un cane e mi ricordo che Luca era tutto pieno di graffi da tutte le parti , sul braccio qui qui GENERALE GAROFANO:Secondo te come sono finiti per terra gli abiti , i vestiti cio aveva il giubbotto e cosa aveva? MARCO: il giubbotto giallo GENERALE GAROFANO: giallo poi che c'aveva?I pantaloni probabilmente MARCO:i pantaloni e le mutande alle ginocchia GENERALE GAROFANO: mmm MARCO:e poi mi ricordo che aveva DOTT.SSA LUGLI: ti ricordi com'erano i pantaloni ? MARCO:No per mi ricordo che le mutandine erano bianche con tipo dei disegnini, delle macchinine GENERALE GAROFANO:mmm MARCO:non mi ricordo...E c'era un maglione di lana che era celeste o (inc) ora non ricordo per, noi allora lo abbiamo trovato nudo , per ora io in questa fase cio non vorrei mentire , cio non ricordo GENERALE GAROFANO: no no tu devi DOTT.SSA LUGLI: infatti GENERALE GAROFANO: cio in ognuno di noi ci sono dei flash, la nostra mente come una macchina fotografica MARCO: se solo si potesse riavvolgere GENERALE GAROFANO: no(sovrapposizione di voci) no tu quello che voglio che ricordi , tu quando poi venuta la mamma che eccetera eccetera quindi Luca lo trovi, lo trovate in questo modo quindi era a torso nudo praticamente... MARCO: era... GENERALE GAROFANO: cio la parte superiore... MARCO: si era tutto nudo con tutti i graffi... GENERALE GAROFANO: certo MARCO:tutti i graffi......lividi GENERALE GAROFANO: lividi MARCO: sangue DOTT.SSA LUGLI: anche sangue c'era ?Era anche ferito? MARCO: si era anche ferito GENERALE GAROFANO: mmm e i vestiti erano mi hai detto? A parte i pantaloni e le mutandine che erano gi , invece i vestiti il giubbotto... MARCO: i vestiti erano tutti sulla neve (inc) tutti uno sopra l'altro , quindi un cane non che prende i vestiti e li appoggia tutti nello stesso punto tutti... GENERALE GAROFANO: mmm che ne pensi...vai vai DOTT.SSA LUGLI: no dicevo tu hai visto questi ragazzi che hanno svestito Luca? GENERALE GAROFANO: eh infatti era questo che MARCO: questo non me lo ricordo DOTT.SSA LUGLI: non ti ricordi hai queste immagini dei vestiti appoggiati sulla neve 158

MARCO: io ho l'immagine che praticamente , io ho l'immagine DOTT.SSA LUGLI: un intercalare (ride) uno dice cio... GENERALE GAROFANO: Cio..praticamente anche utile cio dici in pratica dai... DOTT.SSA LUGLI: (ride) MARCO: mmm DOTT.SSA LUGLI: praticamente MARCO: (ride) mi ricordo l'immagine di tutti i vestiti a terra e lui nudo e poi mi ricordo l'immagine di ...prima di metterlo (inc) succedeva il tutto DOTT.SSA LUGLI: di quello che ci dicevi prima delle botte MARCO: Si DOTT.SSA LUGLI:con questi bastoni no? MARCO: Eh si DOTT.SSA LUGLI: con questi legni ...ho capito, quindi se noi dovessimo riassumere le reazioni di queste persone... MARCO: si DOTT.SSA LUGLI: tu hai parlato di pugni prima hai detto.. MARCO: spinte cio prima hanno cominciato a spinte , lui era in mezzo loro lo spingevano tieni tu cio tipo bullismo... DOTT.SSA LUGLI: Si MARCO: poi hanno incominciato a dare i calci , i pugni e poi hanno via via DOTT.SSA LUGLI:posso chiederti cosa vuol dire bullismo per te cio? MARCO: eh allora bullismo per me significa una persona che sfrutta l'altro senza il suo consenso.. DOTT.SSA LUGLI: ah ho capito GENERALE GAROFANO: Senti ma Luca aveva sette anni si ma non aveva tentato di scappare , avevate casa vicino no? MARCO: si erano ottocento metri si per comunque ho detto erano tutti intorno GENERALE GAROFANO: quanti erano? MARCO: erano tre o quattro GENERALE GAROFANO: Tre o quattro ho capito MARCO: anche perch se provava a scappare comunque l'avrebbero ripreso.. GENERALE GAROFANO: ma tu ti ricordi se lui ha provato a scappare oppure no? MARCO:mmm GENERALE GAROFANO: perch ancora non eri o eri gi nascosto? MARCO: no GENERALE GAROFANO: no perch tu hai assistito a questo MARCO: Eee no lui non aveva provato a scappare , perch lui comunque non avendo amici , almeno secondo me , lui non avendo amici quelli l erano gli unici che gli davano un po' di fila quindi anche se lo trattavano male lui sopportava ...era un sogno.. DOTT.SSA LUGLI: voleva essere accettato. MARCO: Si e quindi all'inizio e alle spinte non fece niente quando poi incominciava sempre pi ad aumentare il tutto and a terra quindi non poteva comunque far niente.. 159

DOTT.SSA LUGLI: tu ti ricordi se c' stato un momento esatto in cui ti sei nascosto , mi sono nascosto quando loro hanno fatto una certa cosa.? GENERALE GAROFANO: eh MARCO: quindi io mi sono nascosto quando Luca finito a terra che io ho provato ad andare ad avvisare qualcuno per poi dopo un certo punto mi sono paralizzato nascosto.. DOTT.SSA LUGLI: mmm GENERALE GAROFANO: tu volevi andare a casa? DOTT.SSA LUGLI:Tu volevi sparire, stato come sparire . GENERALE GAROFANO: tu volevi andare a casa ma non ci sei riuscito MARCO: non ci sono riuscito era pi forte di me GENERALE GAROFANO: mm certo ...senti ma non c'avevate freddo , ma c'era la luce ancora o era buio? MARCO: era buio GENERALE GAROFANO:era completamente buio? MARCO:Si era buio DOTT.SSA LUGLI:ma c'erano dei lampioni delle luci o ti ricordi ? MARCO: no questo no DOTT.SSA LUGLI: come facevate a vedere se era buio? GENERALE GAROFANO: eee c' uno come fa. MARCO: ma si ci saranno stati dei lampioni ma non mi ricordo DOTT.SSA LUGLI: non ti ricordi GENERALE GAROFANO: e c' non avevate freddo c'era la neve era notte ..c' avevate una casa con tutte le patate le cose buone cio faceva caldo c'era il fuoco.. DOTT.SSA LUGLI:si stava cos bene GENERALE GAROFANO:e cosa ci faceva uno fuori DOTT.SSA LUGLI:voleva giocare con le palle di neve GENERALE GAROFANO:eh eh che motivo c'era di stare fuori MARCO: comunque anche se in Svizzera non nevicava , non nevicava spesso ..nevicava GENERALE GAROFANO: ogni tanto MARCO:ogni tanto , quindi delle volte uscivamo per giocare ...poi visto che cos Luca che era pi grande disse dai usciamo, io all'inizio dissi no no mamma potrebbe tornare ci becca GENERALE GAROFANO: quindi stata un'idea di Luca.. DOTT.SSA LUGLI:voi perch hai detto la mamma dovrebbe tornare , voi prima di uscire eravate in casa da soli? MARCO: si DOTT.SSA LUGLI: e siete usciti dopo? MARCO: si e poi siamo usciti abbiamo cominciato a giocare , si sono messi in mezzo loro hanno giocato con noi all'inizio poi.. DOTT.SSA LUGLI:poi tu hai detto spinte GENERALE GAROFANO: raccontaci un po' 160

DOTT.SSA LUGLI:la dinamica MARCO:allora si siamo usciti GENERALE GAROFANO:scusami DOTT.SSA LUGLI: vogliamo capire bene solo per quello, non per farti dire le cose cento volte MARCO: no no.., allora siamo usciti e abbiamo trovato... GENERALE GAROFANO: e non c'era nessuno? MARCO: no non c'era nessuno GENERALE GAROFANO: a quell'ora , che ore erano le otto e mezza? MARCO: le otto e mezza si , a quell'ora siamo usciti.. GENERALE GAROFANO: si MARCO: quando abbiamo visto il punto in cui era bello correre... GENERALE GAROFANO: c'era spazio.. MARCO: c'era molta neve GENERALE GAROFANO: c'era neve eh certo MARCO: e quindi diciamo eravamo io da una parte Luca dall'altra e diciamo se qui c'era casa io ero qui e Luca era dall'altra parte e il cane era in mezzo che ci girava intorno correndo.. DOTT.SSA LUGLI: mmm MARCO: E noi cercavamo di colpirlo DOTT.SSA LUGLI: con queste palle di neve MARCO:con queste palle di neve si e il cane saltava e le mordeva diciamo... GENERALE GAROFANO:eh certo MARCO:poi si sono messi in mezzo loro quando dopo non mi ricordo cos' successo che li ha fatti scattare ... DOTT.SSA LUGLI:scusami se ti interrompo cosi capiamo ancora MARCO: si DOTT.SSA LUGLI:se tu no adesso immagini di essere l in quel contesto l e se sei l fermo che stai giocando con il cane e con tuo fratello Luca , da dove sono arrivati questi ragazzi qui?Da dove li vedi arrivare? Te lo ricordi ? MARCO: s allora io li vedo arrivare da dietro Luca DOTT.SSA LUGLI:da dietro Luca quindi di fronte a te ? MARCO: si esatto DOTT.SSA LUGLI: e la tua casa rispetto... MARCO: era dietro DOTT.SSA LUGLI:la tua casa era dietro di te , tu eri qui.. MARCO: allora la casa era dietro DOTT.SSA LUGLI: si MARCO: io ero qui , il cane girava DOTT.SSA LUGLI: si MARCO: e Luca era di fronte a me DOTT.SSA LUGLI: si 161

MARCO: tipo dieci metri... GENERALE GAROFANO: quindi si riusciva DOTT.SSA LUGLI: e dietro Luca tu vedevi arrivare i ragazzi dietro Luca io vedevo vedere arrivare i ragazzi ma non mi preoccupo perch comunque erano chi che va a pensare DOTT.SSA LUGLI:e in quel momento cosa avevano in mano? MARCO: in quel momento io non mi ricordo se avessero in mano qualcosa per vanno vicino Luca iniziano a giocare per dieci minuti poi c' qualcosa che li fa scattare iniziano a spingerlo , Luca non fa niente , continuano per vedere se Luca reagiva che poi questi comunque lo trattavano sempre male Luca... DOTT.SSA LUGLI: e tu non ti ricordi se sono arrivati con in mano i bastoni o li hanno presi dopo? MARCO: questo non me lo ricordo DOTT.SSA LUGLI: ok GENERALE GAROFANO: stavi dicendo che lo trattavano sempre male MARCO: sempre male , a volte gli hanno fatto perfino bere delle formiche, cio questo me l'ha raccontato Luca che stato malissimo DOTT.SSA LUGLI:te l ha raccontato prima di quell'episodio l? MARCO:Si si successo prima cio gli hanno messo in un cocktail DOTT.SSA LUGLI: mm MARCO: tante formiche poi gliel'hanno fatto bere.. DOTT.SSA LUGLI: Lui ovviamente se ne accorto perch immagino che bere delle formiche no MARCO:si DOTT.SSA LUGLI:te le trovi in bocca, ma erano con gli stessi ragazzi ? MARCO: si GENERALE GAROFANO: che per lui non aveva visto questo episodio, questo episodio tu l'avevi visto..? MARCO:no io non l avevo visto GENERALE GAROFANO: senti ma quando uscivate qualche volta era normale che loro venissero , li avevi visti gi anche tu questi ragazzi? MARCO: io diciamo.. GENERALE GAROFAO: O era la prima volta che li vedevi ? MARCO: io non so questo non lo ricordo , per c' diciamo non mi sono preoccupato. GENERALE GAROFANO: no no della preoccupazione ho capito certo per visto che hai detto comunque che eravate usciti anche altre sere altre volte per giocare, ecco c'erano state altre occasioni in cui questi ragazzi si erano presentati e avevano gi giocato MARCO: non mi ricordo. GENERALE GAROFANO: con voi? MARCO:Io mi ricordo che ogni tanto uscivamo con qualcuno GENERALE GAROFANO:di questi? 162

MARCO: non proprio di questi.. GENERALE GAROFANO:altri MARCO:incontravamo qualcuno non so se dire se erano gli stessi o altri GENERALE GAROFANO:mmm MARCO:giocavamo con alcuni ragazzi di questo... DOTT.SSA LUGLI:quindi MARCO:di questo paesino GENERALE GAROFANO:di questo villaggio, di questo quartiere insomma MARCO:no no non era un quartiere era proprio un paesino DOTT.SSA LUGLI:paesino GENERALE GAROFANO:si paesino DOTT.SSA LUGLI:quindi tu non ti ricordi prima che cosa avete fatto con questi ragazzi GENERALE GAROFANO:prima di quell'episodio DOTT.SSA LUGLI:si prima di quell'episodio...Se avete giocato a pallone.. MARCO: si abbiamo giocato, ma probabilmente visto che che era qualcosa di non importante non me lo ricordo... DOTT.SSA LUGLI:certo certo GENERALE GAROFANO: e l'episodio che tu ci hai raccontato di violenza no ad un certo punto questi ragazzi li hai visti (inc)..anche senza arrivare a quello che successo quel giorno , ma quelle altre volte che tu hai giocato con Luca e con questi ragazzi che tu dici non mi ricordo perch andato tutto bene, ma c'era stato qualche tentativo , lo prendevano in giro , lo spingevano non te lo ricordi ? MARCO: allora lo sfottevano, ma cio sempre parole qualche GENERALE GAROFANO:che parole erano ? DOTT.SSA LUGLI:eh infatti MARCO: che parole erano GENERALE GAROFANO:Italiano (Inc) MARCO: non lo so GENERALE GAROFANO:parlavano in francese? MARCO:Si eravamo in Svizzera.. GENERALE GAROFANO:Svizzera francese magari potevano pure dire parolacce in italiano per essere pi offensivi no? Per tu non ti ricordi , lo prendevano in giro, tu ti ricordi in questi episodi di essere stato presente mentre lo prendevano in giro... MARCO:si pero Luca cio non diceva niente poi dopo un po' giocavano e anche nel gioco lo sfottevano per dico cio era lo sfotto tipo come io litigo con mio fratello GENERALE GAROFANO:era accettabile ? MARCO:si DOTT.SSA LUGLI:degli scherzi , un po' pesanti ma scherzi MARCO:no non erano pesanti DOTT.SSA LUGLI:neanche MARCO: come a scuola 163

GENERALE GAROFANO:mm MARCO:come si litiga tra di noi cio non niente di GENERALE GAROFANO:uno sfotto MARCO: uno sfotto che per fatto da pi persone a una DOTT.SSA LUGLI:certo MARCO:uno non pu difendersi DOTT.SSA LUGLI:certo soprattutto se sono pi grandi anche MARCO: e quando li ho visti arrivare dopo un po' hanno cominciato a spingerlo e Luca ha diciamo , diceva adesso tornate ...perch fate cos tornate al gioco GENERALE GAROFANO: quindi Luca ha tentato di convincerli MARCO:Luca ha tentato di , ha cercato di dirgli perch fate cos cio tornate al gioco che stai a fare ? GENERALE GAROFANO:E certo e loro? MARCO: eh loro io l'hanno ignorato completamente e hanno continuato e poi dopo che hanno fatto i propri comodi se ne sono andati convinti hanno detto questo star male una ingessatura a posto GENERALE GAROFANO:e invece ..? DOTT.SSA LUGLI: scusa non ti ricordi dove i bastoni che hanno usato per picchiarlo , non ti ricordi se li hanno tenuti, se li hanno buttati non ti ricordi non so ripensandoci, ? Cio l'immagine di loro che se ne vanno ce l'hai ? MARCO: Si l'immagine di loro che se ne vanno si cio loro se se ne vengono cos se ne vanno..... DOTT.SSA LUGLI:se ne sono ritornati da dove sono venuti... GENERALE GAROFANO: Correndo scappando o a piedi normale? MARCO:no normalmente ...mamma per viene dopo tipo un quarto d'ora GENERALE GAROFANO:mm MARCO:dopo che successo tutto e quindi io la sento urlare e le dico vieni Luca GENERALE GAROFANO:(sovrapposizione ) MARCO:io le dico vieni Luca si fatto male, questo quello che gli dico che Luca era accanto ad un sasso , perch era rotolato gi GENERALE GAROFANO: certo MARCO:ed era nudo GENERALE GAROFANO:ma tu hai visto e come si sono tolti questi vestiti? MARCO: eh questo non me lo ricordo GENERALE GAROFANO:non te lo ricordi , in una spinta rimane , cio non che strappato il vestito proprio tolto... MARCO:proprio tolto ecco ora non lo so GENERALE GAROFANO:ma non che gliel'hanno tolto MARCO:cio secondo me gliel'hanno tolto per cercare di rianimarlo GENERALE GAROFANO:mmm MARCO:questo non lo so

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GENERALE GAROFANO:cio tu pensi che i vestiti glieli hanno tolti quando caduto quando scivolato gi MARCO:si quando scivolato gi GENERALE GAROFANO: ma scusa tu l'hai visto mentre scivolava MARCO:si rotolato completamente GENERALE GAROFANO: rotolato MARCO:fino a quando non ha trovato questo sasso GENERALE GAROFANO:questo sasso che ha fatto urto e a quel punto tu... DOTT.SSA LUGLI: ma dove ha battuto? MARCO:Ha battuto in un sasso praticamente GENERALE GAROFANO:cio noi diciamo quale parte DOTT.SSA LUGLI:quale parte del corpo ha battuto? MARCO: da qui fino a qui DOTT.SSA LUGLI: dalla schiena al collo MARCO:al collo si DOTT.SSA LUGLI:fino alla testa MARCO:si esatto fino alla testa rimasto l cos fermo ed era svenuto GENERALE GAROFANO:ascolta ma tu in quel momento non hai sentito il desiderio di andare a vedere... MARCO:e cio no ero completamente paralizzato GENERALE GAROFANO:c'avevi sempre paura , e mentre eri MARCO:no GENERALE GAROFANO:per eri nascosto, quindi se hai visto la discesa poi hai visto che magari questi ragazzi si sono avvicinati per capire cosa fosse successo no? MARCO:Si sono avvicinati e quando hanno visto il tutto hanno , se ne sono andati ma non correndo, se ne sono andati tranquillamente come se non fosse successo niente, si si sono agitati , ma non si sono preoccupati perch GENERALE GAROFANO:ecco.. MARCO:hanno detto abbiamo fatto bene DOTT.SSA LUGLI:quindi secondo te erano contenti di quello che avevano fatto MARCO:si contenti di quello che avevano fatto GENERALE GAROFANO:tu hai sentito queste parole abbiamo fatto benesono passati dei minuti , gli abiti non ti ricordi che successo? MARCO:Gli abiti l'unica cio come se un vuoto non riesco ad unire GENERALE GAROFANO:mm MARCO:cio non riesco a capire perch glieli hanno tolti GENERALE GAROFANO:non sei sicuro DOTT.SSA LUGLI:prima o dopo?Manca quel pezzo del puzzle ti manca GENERALE GAROFANO:non sei sicuro DOTT.SSA LUGLI:per secondo te come mai , cos se dovessimo fare una interpretazione adesso di quello che successo MARCO: secondo me 165

DOTT.SSA LUGLI: no dico scusami secondo te come mai le mutandine e pantaloni abbassati ? MARCO:Per divertirsi che ne so per perch visto che era svenuto mo qui ci divertiamo e... DOTT.SSA LUGLI:mm divertirsi come MARCO:divertirsi come e non lo so cio magari cos prendeva freddo non lo so come DOTT.SSA LUGLI:mmm e era rivolto ti ricordi l'immagine del suo corpo rivolto verso l'alto rivolto verso il basso rivolto verso , nel senso il corpo era sdraiato GENERALE GAROFANO: cos o cos DOTT.SSA LUGLI:per terra era rivolto verso l'alto , con la pancia. MARCO:A pancia in gi GENERALE GAROFANO:supino... MARCO: cio era a pancia in su DOTT.SSA LUGLI:a pancia in su ? MARCO:si DOTT.SSA LUGLI: mmm ho capito GENERALE GAROFANO:mm DOTT.SSA LUGLI:mm, lo facciamo tornare dalla mamma poi magari vediamo se ci viene in mente qualche cosa , per dire che qualche cosa ci hai spiegato tutto nel dettaglio quindi.. GENERALE GAROFANO:si si DOTT.SSA LUGLIpossiamo GENERALE GAROFANO:poi si stanca DOTT.SSA LUGLI:eh infatti DOTT.SSA LUGLI:intanto noi ti ringraziamo Marco GENERALE GAROFANO:io ho il sospetto che tu fai il medico da grande DOTT.SSA LUGLI:(ride)pu essere GENERALE GAROFANO:io credo che tu farai il medico DOTT.SSA LUGLI:per aumentare (sovrapposizione ) GENERALE GAROFANO: si secondo me tu farai il medico,.mm va bene DOTT.SSA LUGLI:intanto Marco grazie mille sei stato utilissimo MARCO:grazie a te DOTT.SSA LUGLI:anzi forse ti sei guadagnato un'altra cioccolata chiss GENERALE GAROFANO:posso averla pure io questa DOTT.SSA LUGLI:(ride)adesso il generale vuole anche lui la cioccolata (ride)ahahah peggio dei bambini,... GENERALE GAROFANO:veramente io non ho mangiato oggi

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