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Octave MIRBEAU
La camera chiusa
I
Aprii gli occhi e mi guardai intorno. Un uomo era curvo sopra il mio letto; accanto all’uomo, una donna, che indossava una cuffia con grandi ali  bianche, teneva fra le mani delle bende umide. La camera era luminosa, semplice e disadorna, con i suoi muri tappezzati di carta grigio-pallido a fiorellini rosa. Sopra un tavolo coperto da un’ampia tovaglia di tela grezza, notavo oggetti sconosciuti, una serie di fiale e un recipiente di terracotta colmo di pezzi di ghiaccio. Dalla finestra socchiusa l’aria entrava, gonfiando come una vela le tende di mussolina; potevo scorgere un lembo di cielo blu e le cime verdi e fiorite di alcuni alberi mosse dalla brezza. Dove mi trovavo !i sembrava di uscire da un lungo sogno e di aver vissuto per molti anni nel vuoto e nella morte. "on ricordavo niente, avevo il cervello vuoto, le membra spezzate, il corpo straziato, il pensiero inerte. A volte sentivo come un suono di campane che rintoccassero da lontano, e  poi, di colpo, si sarebbe detto che sciami di calabroni mi riempivano le orecchie col loro frastornante ronzio. L’uomo mi sollev# la testa con delicatezza e poi mi fece bere $ualche sorso di una bevanda che ingoiai avidamente. % &bbene, signor 'earnell, mi disse, come vi sentite % (he (ome esclamai, dove mi trovo  % Siete a casa mia, caro signor 'earnell, rispose l’uomo, a casa mia... Su, aggiunse riponendo la mia testa sul cuscino, state tran$uillo, ci  prendiamo cura di voi.'issai a lungo colui che mi parlava in $uel modo e di colpo riconobbi il dottor )ertram, il celebre medico alienista di Dublino.Un brivido mi scosse il corpo. *erch+ mi trovavo a casa del dottor )ertram e non nella mia villa di *hoeni *ar, fra i miei libri, i miei erbari, i miei microscopi /i curiamo bene0 , aveva detto. Dun$ue ero malato 'eci sforzi sovrumani per ricordare, per capire, per penetrare il mistero che mi aveva gettato l1, in una casa di pazzi, perch+ il dottor )ertram, lo
 
ricordavo in $uel momento, dirigeva un ospedale per alienati. & $uesta camera, $uella religiosa, $uelle fiale, $uei pezzi di ghiaccio2... "on c’erano  pi3 dubbi... &ro pazzo, pazzo2... *azzo, io, un uomo onesto, io, uno studioso, membro di pi3 di un’accademia2... !a perch+ ma comeDomandai4 % Da $uanto tempo sono $ui % Da un mese, mio caro signor 'earnell, da un mese... !a ecco, non scopritevi, cercate di riposare, s5... cos5... & soprattutto non parlate pi3.& il dottore, dopo avermi rimboccato il letto, si freg# le mani e sorrise... il boia2 *robabilmente gioiva del mio malessere, probabilmente ero il pi3 matto di tutti i matti che aveva curato fino a $uel giorno. &d era  per $uesto motivo che si fregava le mani.Da un mese2 (om’era possibile Da un mese2 (he cosa era successo 6nutilmente cercavo di illuminare la notte che opprimeva la mia mente. 6l buio era fitto, ostinato. "on compariva nessuna luce, nessuna alba sorgeva su $uelle tenebre... *erch+ il dottore mi vietava di parlare... *erch+ discuteva a voce bassa con la religiosa...A poco a poco sentii che m’indebolivo, che mi addormentavo, e vidi, dentro un paesaggio sconvolto, una strada coperta di sangue, fiancheggiata da mostruosi microscopi a forma di alberi in cui due bambine giocavano a  palla con una testa tagliata, mentre il dottor )ertram, buffamente coperto con un cappello da religiosa, cavalcava un cadavere completamente nudo, che sobbalzava, s’impennava,tirava calci.
II
6l giorno dopo mi sentivo molto meglio. !i era rimasta soltanto una sensazione vagamente deliziosa e di grande sfinimento. /i 7 mai capitato di dormire in treno 8li scossoni della vettura e la durezza dei cuscini vi hanno spaccato le reni e le spalle; malgrado la coperta in cui vi siete caldamente avvolti, un freddo 9 un sottile e s$uisito freddo 9 vi percorre il corpo con brividi leggeri come carezze; voi dormite, cullati dal rollio orchestrale del treno che vi ricorda continuamente melodie conosciute, musiche amate, e provate la percezione fisica, e per cos5 dire la tangibilit1 corporea di $uel sonno. S5, voi lo toccate... $uel sonno... &d 7 uno dei pi3
 
completi e pi3 strani godimenti che un uomo possa gustare. :uante volte ho trascorso la notte sul treno, senza meta, solo per dormire in $uel modo2Alle fermate, nelle stazioni, tutti i rumori dell’esterno 9 la suoneria del telegrafo, il clac 9 clac ritmico dell’operaio che spalma di grasso le ruote, i passi delle s$uadre da lavoro sulla banchina, una voce che si allontana, bruscamente spezzata dalla chiusura delle porte, la campana, la macchina che sbuffa, affannata per la corsa 9 tutto vi arriva moltiplicato dal silenzio, affilato dalla notte. !a $uei rumori netti e tuttavia confusi,  prossimi eppure distanti, limpidi e assordanti, non evocano nel vostro animo n+ la forma della persona, n+ $uella dell’oggetto che li ha prodotti. (ome accadeva a me, nel mio letto, con i miei ricordi che pian piano ritornavano, ma vaghi, confusi, inafferrabili. Li sentivo distintamente ma non li vedevo; oppure, se li vedevo, erano solo fugaci apparizioni di fantasmi, forme sfocate di spettri. & tutto faceva smorfie, girava in cerchio senza scopo, incoerente, senza logica, come in un incubo./erso sera il dottore, che $uel giorno non avevo ancora visto, sedette vicino al mio letto. % Dun$ue, dun$ue, disse tastandomi il polso, va tutto bene, e ve la caverete solo con un po’ di paura. ra che siete fuori pericolo posso confessarvelo4 non ho mai visto un caso pi3 interessante di congestione cerebrale2 6n tutta franchezza, no, mai un caso simile. &’ incredibile che siate ancora vivo. & ditemi, la memoria, sta un po’ tornando %"on lo so, risposi scoraggiato... non so niente, niente... (erco, cerco... % !io Dio2 se ve ne parlo 7 perch+ durante il vostro delirio vi sono sfuggite cose davvero bizzarre. Sapete che vi hanno trovato in strada svenuto e mezzo svestito % "on so nulla, non trovo nulla... Dottore, ascoltatemi... !i 7 accaduto $ualcosa di spaventoso... (he cosa Ah2 7 $uesto che 7 terribile, non potervelo dire... !a da $ualche ricordo che affiora, ho la sensazione di essere stato morto; si, dottore, di essere stato ucciso... laggi3, dentro una stanza... dove c’era un letto, e poi... non so pi3, non vedo pi3 nulla... <o sognato Sono in balia della febbre Dopo tutto, potrebbe anche essere... &ppure non credo... Aiutatemi... cerco di ricordare da stamattina...Ahim+2 la mia testa 7 ancora debole, la memoria svuotata dalla misteriosa scossa...  "on sono folle 6n ogni caso mi sento meglio... i ronzii non ci sono pi3 ...
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