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Anno XLIV N. 012 Iscritto nel registro Stampa del Tribunale di Milano (n.

n. 656 del 21 dicembre 2010) Proprietario: Giunta Regionale della Lombardia Sede Direzione e redazione: p.zza Citt di Lombardia, 1 20124 Milano Direttore resp.: Marco Pilloni Redazione: tel. 02/6765 int. 4041 4107 5644; e-mail: burl@regione.lombardia.it

Serie Ordinaria - Mercoled 15 gennaio 2014

REPUBBLICA ITALIANA

BOLLETTINO UFFICIALE
SOMMARIO
C) GIUNTA REGIONALE E ASSESSORI
Seduta di Giunta regionale n.43 del 10gennaio2014 Ordine del giorno - Deliberazioni approvate (dal n.1210 al n.1223). . . . . . . . . . . . . . . . . Ordine del giorno integrativo - Deliberazioni approvate (dal n.1224 al n.1228). . . . . . . . . . . . . . Comunicazioni - Deliberazioni approvate (dal n.1229 al n.1236) . . . . . . . . . . . . . . . . .. Deliberazione Giunta regionale 10 gennaio 2014 - n. X/1210 Approvazione dello schema di convenzione per lavvalimento dei consorzi di bonica mantovani Garda-Chiese e Territori del Mincio per la gestione dei corsi dacqua del reticolo principale che insistono sul comprensorio dei consorzi . . . . Deliberazione Giunta regionale 10 gennaio 2014 - n. X/1214 Adozione del piano regionale della mobilit ciclistica (articoli 1 e 2 della l.r. 7/2009 Interventi per favorire lo sviluppo della mobilit ciclistica) e presa datto dei relativi documenti previsti dalla procedura di valutazione ambientale strategica/ valutazione di incidenza. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Deliberazione Giunta regionale 10 gennaio 2014 - n. X/1216 Aggiornamento della disciplina regionale per lefcienza e la certicazione energetica degli edici e criteri per il riconoscimento della funzione bioclimatica delle serre e delle logge, al ne di equipararle a volumi tecnici . . . . . . . . Deliberazione Giunta regionale 10 gennaio 2014 - n. X/1217 Semplicazione dei criteri tecnici per la redazione della documentazione di previsione dimpatto acustico dei circoli privati e pubblici esercizi. Modica ed integrazione dellallegato alla deliberazione di Giunta regionale 8 marzo 2002, n. VII/8313. . Deliberazione Giunta regionale 10 gennaio 2014 - n. X/1218 Progetto di riqualicazione e messa in sicurezza della valle del torrente Guisa, nei comuni di Arese, Bollate e Garbagnate Milanese(MI). Proponente: Expo 2015 s.p.a. - Milano. Pronuncia di compatibilit ambientale ai sensi del d.lgs. 152/2006 e della l.r. 5/2010 e manifestazione di favorevole volont dintesa ai sensi del d.p.r. 383/1994 . . . . . . . . . . Deliberazione Giunta regionale 10 gennaio 2014 - n. X/1219 Schema di protocollo di intesa per lattuazione di interventi integrati di bonica e di riqualicazione ambientale dellarea ex Ghiraf nel comune di Annicco. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Deliberazione Giunta regionale 10 gennaio 2014 - n. X/1224 Nomina dei componenti della commissione di controllo delle aziende di servizi alla persona . . . . . . . . .. . . . . 2 . 2 . 3

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. 9

. 11

. 14

. 23

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. 37 . 42

D) ATTI DIRIGENZIALI Giunta regionale D.G. Agricoltura


Decreto dirigente struttura 10 gennaio 2014 - n. 76 Regime quote latte - Modica per errore materiale del decreto 12653 del 23dicembre2013 . . . . . . . . . . . . 43

D.G. Infrastrutture e mobilit


Decreto dirigente struttura 19 dicembre 2013 - n. 12444 Approvazione in linea tecnica ed economica del progetto denitivo degli interventi per laccessibilit e la messa a standard della stazione di Grandate Breccia sulla linea ferroviaria regionale Saronno Como . . . . . . . . . . . . 44

D.G. Ambiente, energia e sviluppo sostenibile


Decreto dirigente struttura 30 dicembre 2013 - n. 12792 Concessione di proroga alla societ Moto Italia s.r.l., con sede in via Nino Bixio, 8, nel comune di Biandronno(VA), per la presentazione del progetto di bonica delle acque di falda al 31 settembre 2014. . . . . . . . . . . . . Decreto dirigente struttura 9 gennaio 2014 - n. 54 Ripristino dellimpianto idroelettrico dellex cartiera Villa sul ume Lambro, in comune di Briosco(MB). Proponente: societ Casiraghi s.r.l.. Pronuncia di compatibilit ambientale ai sensi del d.lgs. 152/2006 e della l.r. 5/2010. . . . . . . . . . 46

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Bollettino Ufciale

C) GIUNTA REGIONALE E ASSESSORI


Seduta di Giunta regionale n.43 del 10gennaio2014 Ordine del giorno - Deliberazioni approvate (dal n. 1210 al n.1223) B) PROPOSTE DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE PRESIDENZA A A1 - PRESIDENZA A (Relatore il Presidente Maroni) 1210 - APPROVAZIONE DELLO SCHEMA DI CONVENZIONE PER LAVVALIMENTO DEI CONSORZI DI BONIFICA MANTOVANI GARDA-CHIESE E TERRITORI DEL MINCIO PER LA GESTIONE DEI CORSI DACQUA DEL RETICOLO PRINCIPALE CHE INSISTONO SUL COMPRENSORIO DEI CONSORZI DIREZIONE CENTRALE AA LEGALE, LEGISLATIVO, ISTITUZIONALE E CONTROLLI AA01 - AVVOCATURA (Relatore il Presidente Maroni) 1211 - COSTITUZIONE NEL GIUDIZIO PROMOSSO AVANTI IL CONSIGLIO DI STATO PER LOTTEMPERANZA DELLA SENTENZA N.4574/13 RESA DAL C.D.S. NEL GIUDIZIO PROMOSSO PER LA RIFORMA DELLA SENTENZA TAR LOMBARDIA N.1083/12 CONCERNENTE IL DINIEGO DEL DIRITTO ALLA SOTTOSCRIZIONE DEL CONTRATTO PER PRESTAZIONI DI MEDICINA SPECIALISTICA IN REGIME DI ACCREDITAMENTO. NOMINA DEI DIFENSORI REGIONALI AVV.TI RAFFAELA SCHIENA E PIO DARIO VIVONE DELLAVVOCATURA REGIONALE(RIF. 845/13) DIREZIONE GENERALE H SALUTE (Relatore il Vice Presidente Mantovani) H131 - RAPPORTI ISTITUZIONALI, GIURIDICO-LEGISLATIVO, PERSONALE E MEDICINA CONVENZIONATA TERRITORIALE 1212 - APPROVAZIONE PREINTESA SULLACCORDO INTEGRATIVO REGIONALE PER LA MEDICINA GENERALE ANNO2014 DIREZIONE GENERALE M AGRICOLTURA (Relatore lassessore Fava) M133 - SVILUPPO DI INNOVAZIONE, COOPERAZIONE E VALORE DELLE PRODUZIONI 1213 - APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA REGIONALE DI RICERCA IN CAMPO AGRICOLO E FORESTALE 2013-2015 DIREZIONE GENERALE S INFRASTRUTTURE E MOBILIT (Relatore lassessore Del Tenno) S130 - INFRASTRUTTURE VIARIE E AEROPORTUALI 1214 - ADOZIONE DEL PIANO REGIONALE DELLA MOBILIT CICLISTICA (ARTICOLI1 E 2 DELLA L.R.7/2009 INTERVENTI PER FAVORIRE LO SVILUPPO DELLA MOBILIT CICLISTICA) E PRESA DATTO DEI RELATIVI DOCUMENTI PREVISTI DALLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA/VALUTAZIONE DI INCIDENZA S132 - INFRASTRUTTURE FERROVIARIE E PER LA NAVIGAZIONE E LO SVILUPPO TERRITORIALE 1215 - FINANZIAMENTO DEGLI INTERVENTI DI RESTAURO CONSERVATIVO E CONSOLIDAMENTO DELLE SPONDE DEI NAVIGLI MARTESANA E BEREGUARDO DI CUI ALLADP PIA NAVIGLI (ID.V15 E V17). APPROVAZIONE SCHEMA DI CONVENZIONE TRA REGIONE LOMBARDIA E CONSORZIO DI BONIFICA EST TICINO VILLORESI DIREZIONE GENERALE T AMBIENTE, ENERGIA E SVILUPPO SOSTENIBILE (Relatore lassessore Terzi) T131 - ENERGIA E RETI TECNOLOGICHE 1216 - AGGIORNAMENTO DELLA DISCIPLINA REGIONALE PER LEFFICIENZA E LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI E CRITERI PER IL RICONOSCIMENTO DELLA FUNZIONE BIOCLIMATICA DELLE SERRE E DELLE LOGGE, AL FINE DI EQUIPARARLE A VOLUMI TECNICI T132 - QUALIT DELLARIA, EMISSIONI INDUSTRIALI E RUMORE 1217 - SEMPLIFICAZIONE DEI CRITERI TECNICI PER LA REDAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE DI PREVISIONE DIMPATTO ACUSTICO DEI CIRCOLI PRIVATI E PUBBLICI ESERCIZI. MODIFICA ED INTEGRAZIONE DELLALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE DI GIUNTA REGIONALE 8MARZO2002, N. VII/8313

T133 - VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE E SVILUPPO SOSTENIBILE 1218 - PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE E MESSA IN SICUREZZA DELLA VALLE DEL TORRENTE GUISA, NEI COMUNI DI ARESE, BOLLATE E GARBAGNATE MILANESE(MI). PROPONENTE: EXPO2015 S.P.A. MILANO. PRONUNCIA DI COMPATIBILIT AMBIENTALE AI SENSI DEL D.LGS.152/2006 E DELLA L.R.5/2010 E MANIFESTAZIONE DI FAVOREVOLE VOLONT DINTESA AI SENSI DEL D.P.R.383/1994 T135 - ATTIVIT ESTRATTIVE, RIFIUTI E BONIFICHE 1219 - SCHEMA DI PROTOCOLLO DI INTESA PER LATTUAZIONE DI INTERVENTI INTEGRATI DI BONIFICA E DI RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE DELLAREA EX GHIRAF NEL COMUNE DI ANNICCO DIREZIONE GENERALE U CASA, HOUSING SOCIALE E PARI OPPORTUNIT (Relatore lassessore Bulbarelli) U130 - PROGRAMMAZIONE POLITICHE ABITATIVE 1220 - AUTORIZZAZIONE ALLESCLUSIONE DALLA DISCIPLINA DELLERP DI UN ALLOGGIO DEL COMUNE DI OPERA (ART.26, C.1 R.R.1/2004 MODIFICATO DAL R.R.3/2011) 1221 - DETERMINAZIONI IN MERITO AL SECONDO PROGRAMMA DI VALORIZZAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO ERP DI PROPRIET DEL COMUNE DI CERNUSCO SUL NAVIGLIO(MI) ED AL RELATIVO PIANO DI REINVESTIMENTO DEI PROVENTI - (TITOLOIV CAPOI L.R.27/2009) DIREZIONE GENERALE Z TERRITORIO, URBANISTICA E DIFESA DEL SUOLO (Relatore lassessore Beccalossi) Z131 - PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE E URBANISTICA 1222 - COMUNE DI INVERIGO(CO) - DETERMINAZIONI IN ORDINE AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO (ART.13, COMMA8, L.R. N.12/2005) Z1 PROVVEDIMENTI DI CONTROLLO (Relatore il Vice Presidente Mantovani) 1223 - AUTORIZZAZIONE ALLA STIPULA DI UNA CONVENZIONE TRA LAZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALE FATEBENEFRATELLI E OFTALMICO E LUNIVERSIT DEGLI STUDI DI MILANO PER LA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN GENETICA MEDICA (ART.18, C.6, L.R. N.33/2009) Ordine del giorno integrativo - Deliberazioni approvate (dal n.1224 al n.1228) A) PROPOSTE DI ALTA AMMINISTRAZIONE DIREZIONE CENTRALE AA LEGALE, LEGISLATIVO, ISTITUZIONALE E CONTROLLI (Relatore il Presidente Maroni) 1224 - NOMINA DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE DI CONTROLLO DELLE AZIENDE DI SERVIZI ALLA PERSONA B) PROPOSTE DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE PRESIDENZA A A1 - PRESIDENZA A (Relatore il Presidente Maroni) 1225 - PRESA DATTO RIMODULAZIONE ECONOMIE DELLACCORDO QUADRO DI SVILUPPO TERRITORIALE DELLA PROVINCIA DI SONDRIO DIREZIONE CENTRALE AA LEGALE, LEGISLATIVO, ISTITUZIONALE E CONTROLLI AA01 - AVVOCATURA (Relatore il Presidente Maroni) 1226 - INTEGRAZIONE DELLINCARICO CONFERITO CON D.G.R.X/739 DEL 27SETTEMBRE2013 - COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE NEL PROC. PEN.61342/13 R.G.N.R. MOD.21 PROMOSSO DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO DIREZIONE GENERALE Z TERRITORIO, URBANISTICA E DIFESA DEL SUOLO (Relatore lassessore Beccalossi) Z131 - PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE E URBANISTICA

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1227 - COMUNE DI PASPARDO(BS) - DETERMINAZIONI IN ORDINE AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO (ART.13, COMMA8, L.R. N.12/2005) 1228 - COMUNE DI OLGIATE COMASCO(CO) - DETERMINAZIONI IN ORDINE AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO (ART.13, COMMA8, L.R. N.12/2005) Comunicazioni - Deliberazioni approvate (dal n. 1229 al n.1236) 1229 - PRESA DATTO DELLA COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE MARONI AVENTE OGGETTO: COMITATO REGIONALE PER LA TRASPARENZA DEGLI APPALTI E SULLA SICUREZZA DEI CANTIERI PIANO DI LAVORO PER LANNO 2014 1230 - PRESA DATTO DELLA COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE MARONI AVENTE OGGETTO: WORLD EXPO TOUR 1231 - PRESA DATTO DELLA COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE MARONI AVENTE OGGETTO: WORLD EXPO TOUR - TAPPA DI BARCELLONA 1232 - PRESA DATTO DELLA COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE MARONI AVENTE OGGETTO: LET EXPO2015 - LOMBARDIA EXPO TOUR - FEBBRAIO 2014 - MARZO 2015 1233 - PRESA DATTO DELLA COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE MARONI AVENTE OGGETTO: CENTRO INTERNAZIONALE DI DOCUMENTAZIONE E STUDIO SULLE NORME E LE POLITICHE PUBBLICHE IN MATERIA DI ALIMENTAZIONE 1234 - PRESA DATTO DELLA COMUNICAZIONE DELLASSESSORE APREA AVENTE OGGETTO: AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA: PROROGA DELLACCORDO QUADRO REGIONALE 1235 - PRESA DATTO DELLA COMUNICAZIONE DEGLI ASSESSORI FAVA, GARAVAGLIA E VICE PRESIDENTE MANTOVANI AVENTE OGGETTO: STATO DI AVANZAMENTO DELLE INIZIATIVE DIRETTE ALLA SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE E TAGLIO DEI COSTI BUROCRATICI A CARICO DELLE IMPRESE AGRICOLE 1236 - PRESA DATTO DELLA COMUNICAZIONE DELLASSESSORE BECCALOSSI AVENTE OGGETTO: ANDAMENTO DELLA PREDISPOSIZIONE DEI PGT IN RELAZIONE ALLE DISPOSIZIONI TRANSITORIE PER LA PIANIFICAZIONE COMUNALE INTRODOTTE DALLA L.R. 1 DEL 4GIUGNO2013

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D.g.r. 10 gennaio 2014 - n. X/1210 Approvazione dello schema di convenzione per lavvalimento dei consorzi di bonica mantovani Garda-Chiese e Territori del Mincio per la gestione dei corsi dacqua del reticolo principale che insistono sul comprensorio dei consorzi LA GIUNTA REGIONALE Premesso che: lart. 3, comma 108, lettera i), della l.r. 1/2000 stabilisce che di competenza regionale lindividuazione delle acque che costituiscono il reticolo idrico principale sul quale la Regione stessa esercita le funzioni di polizia idraulica; la d.g.r. n. X/883 del 31ottobre2013, Reticoli idrici regionali e revisione canoni di occupazione delle aree del demanio idrico, allAllegato A Individuazione del reticolo idrico principale ha denito lelenco dei corsi dacqua che costituiscono il Reticolo Idrico Principale; con lart. 1 della l.r. 30/2006 stato istituito il Sistema Regionale e, negli allegati A1 e A2 della medesima legge, sono stati deniti i soggetti che lo costituiscono, tra i quali sono compresi i Consorzi di Bonica; ai sensi dellart. 1, comma 1 ter, della l.r. 30/2006, i compiti operativi e le attivit gestionali riconducibili alle funzioni amministrative riservate alla Regione sono svolti, di norma, tramite gli enti del Sistema Regionale; ai sensi dellart. 1, comma 1 quater, della l.r. 30/2006, le modalit di raccordo tra la Regione e gli enti di cui agli allegati A1 e A2 della medesima legge, la puntuale individuazione dei compiti e delle attivit afdate, la disciplina delleffettivo esercizio e la relativa data di decorrenza sono stabilite con apposite convenzioni, predisposte secondo schemi approvati dalla Giunta regionale; Visto che: nel mese di giugno 2013 si concluso il biennio di sperimentazione con cui ERSAF ha svolto, in regime di Convenzione con Regione Lombardia, attivit di gestione nellambito di servizi al territorio comprendenti la difesa suolo, la polizia idraulica, i servizi di pronto intervento sul reticolo principale regionale; al termine della sperimentazione, con deliberazione n.X/383 del 12luglio2013, la Giunta regionale ha denito la riallocazione in capo ai Dirigenti delle Sedi territoriali regionali delle attivit gestionali oggetto della sperimentazione con ERSAF, disponendo anche una verica dei risultati per individuare i criteri e le modalit pi adeguate allesercizio delle funzioni; la sperimentazione ha confermato ed evidenziato carenze nella dotazione di personale e di professionalit tecniche di alcune Sedi territoriali regionali; in particolare la Sede territoriale di Mantova dispone di professionalit che possono garantire il processo di accompagnamento ai consorzi e la conclusione del procedimento tecnico/amministrativo, ma non sono in numero adeguato per il presidio e la gestione sul territorio delle attivit di polizia idraulica; in corso la denizione di una legge regionale in materia di difesa del territorio che ha lobiettivo di una revisione del sistema di governance della difesa del suolo e dei corsi dacqua del reticolo regionale, precisando le funzioni di tutti i soggetti competenti sui corsi dacqua del territorio della Lombardia; nel territorio mantovano il reticolo idrico principale e il reticolo idrico per la bonica e lirrigazione sono strettamente interconnessi e i Consorzi di bonica svolgono storicamente una funzione unitaria di gestione al ne di mantenere in efcienza il delicato equilibrio fra corsi naturali e canali irrigui; la d.g.r. n. X/883 del 31ottobre2013 Reticoli idrici regionali e revisione canoni di occupazione delle aree del demanio idrico citata, al punto 6 del dispositivo, prevede di rinviare a successivo provvedimento della Giunta regionale lapprovazione dello schema di convenzione con i Consorzi di bonica dei quali si renda opportuno avvalersi, ai ni di una migliore organizzazione e funzionalit, per la manutenzione di corsi dacqua del reticolo idrico principale che insistono sul loro comprensorio; i corsi dacqua del Reticolo Idrico Principale riportati negli elenchi A e B allegati alla Convenzione insistono sui

Bollettino Ufciale

comprensori del Consorzio di Bonica Garda Chiese e del Consorzio di Bonica Territori del Mincio; Richiamata la Legge regionale 24 dicembre 2013, n.19, Disposizioni per lattuazione della programmazione economiconanziaria regionale, ai sensi dellart. 9-ter della l.r. 31 marzo 1978, n.34 (Norme sulle procedure della programmazione, sul bilancio e sulla contabilit della Regione) Collegato 2014, che allart. 9 modica lart. 80 della legge regionale n.31/2008, Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale e s.m. e prevede: 6 bis. I consorzi di bonica possono stipulare apposita convenzione con la Regione per la gestione del reticolo idrico principale; 6 ter. Alle spese derivanti dallattuazione delle convenzioni di cui al comma 6bis la Regione fa fronte con le disponibilit presenti sul bilancio regionale alla missione 16 programma 01 no ad un importo massimo di 250.000,00 per le opere di manutenzione ordinaria. Qualora il reticolo idrico principale di cui alla convenzione del comma 6 bis sia strettamente connesso con la rete di bonica, trova applicazione il regime delle opere pubbliche di bonica, fermi rimanendo a carico della regione anche gli oneri per la somma urgenza e quelli per la manutenzione straordinaria. 6 quater. Entro dodici mesi dallentrata in vigore della legge recante (Disposizioni per lattuazione della programmazione economico-nanziaria regionale, ai sensi dellart. 9-ter della l.r. 31 marzo 1978, n.34 Norme sulle procedure della programmazione, sul bilancio e sulla contabilit della Regione Collegato 2014), la Giunta regionale denisce i criteri e gli indirizzi per la determinazione dei contributi di cui al comma 6 ter, tenuto conto anche dei limiti delle disponibilit presenti sul bilancio regionale per le medesime nalit; Ritenuto di avvalersi, ai ni di una migliore organizzazione e funzionalit e tenuto conto della specicit del territorio e del reticolo idrico mantovano, della collaborazione e delle competenze del Consorzio di Bonica Garda Chiese e del Consorzio di Bonica Territori del Mincio per la gestione delle attivit di polizia Idraulica e la manutenzione ordinaria dei corsi dacqua riportati negli elenchi A e B allegati alla convenzione; A maggioranza dei voti espressi nelle forme di legge; DELIBERA 1. di approvare lo schema di Convenzione per lavvalimento dei Consorzi di bonica mantovani Garda Chiese e Territori del Mincio nella gestione dei corsi dacqua del reticolo principale che insistono sul comprensorio dei consorzi, riportati negli elenchi A e B allegati (omissis) e parte integrante della Convenzione; 2. di stabilire che la Direzione Generale Territorio e Urbanistica provveder a versare ai Consorzi di bonica mantovani Garda Chiese e Territori del Mincio, per le spese di manutenzione ordinaria, una somma da stabilire annualmente sulla base dei criteri e degli indirizzi stabiliti dalla giunta regionale e dei fabbisogni, no ad un importo massimo di 250.000,00, a valere sul cap. 4762 del bilancio 2014; 3. di dare mandato al Dirigente della Sede territoriale regionale di Mantova di sottoscrivere la Convenzione con i Consorzi di bonica mantovani Garda Chiese e Territori del Mincio; 5. di disporre la pubblicazione del presente Atto sul Bollettino Ufciale della Regione Lombardia. Il segretario: Marco Pilloni

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ALLEGATO SCHEMA DI CONVENZIONE tra LA GIUNTA REGIONALE DELLA LOMBARDIA E I CONSORZI DI BONIFICA _________________

Lanno

_________ , il giorno ___________ del mese di _______________, negli Ufci della Regione ___________, siti in ______, via _________ Tra

la Giunta regionale della Lombardia, di seguito semplicemente Regione Lombardia, codice scale n. 80050050154, nella persona del Dirigente della Sede Territoriale di Mantova, Sig. ______, autorizzato ad intervenire nel presente atto in virt del ______ e il Consorzio di Bonica ______, codice scale ______, con sede in ______, via ______, di seguito semplicemente il Consorzio di Bonica, nella persona del Presidente pro tempore, Sig. ______, a ci incaricato con deliberazione del C.d.A. n. ______ del ______ VISTI: - - - - il regio decreto 25 luglio 1904, n. 523 Testo Unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie e ss.mm.ii; la legge 5 gennaio 1994, n. 37 Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei umi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche; il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59; la direttiva Criteri per la valutazione della compatibilit idraulica delle infrastrutture pubbliche e di interesse pubblico allinterno delle fasce A e B, approvata con delibera n. 2 del 11 maggio 1999 del Comitato istituzionale dellAutorit di Bacino del Fiume Po, modicata con delibera n. 10 del 5 aprile 2006; la legge regionale 5 gennaio 2000, n. 1 Riordino del sistema delle autonomie in Lombardia. Attuazione del D.lgs. 31 marzo 1998, n. 112; la legge regionale 14 luglio 2003, n. 10 Riordino delle disposizioni legislative regionali in materia tributaria Testo unico della disciplina dei tributi regionali ed in particolare gli artt. da 26 a 29, che disciplinano limposta sulle concessioni per loccupazione e luso dei beni del demanio e del patrimonio indisponibile dello Stato; lart. 1 della legge regionale 27 dicembre 2006, n. 30, Disposizioni legislative per lattuazione del documento di programmazione economico-nanziaria regionale, ai sensi dellarticolo 9-ter della legge regionale 31 marzo 1978, n. 34 (Norme sulle procedure della programmazione, sul bilancio e sulla contabilit della Regione) - Collegato 2007; la legge regionale 5 dicembre 2008, n. 31 Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale; lart. 6 della legge regionale 29 giugno 2009, n. 10 Disposizioni in materia di ambiente e servizi di interesse economico generale - Collegato ordinamentale; la D.G.R. n. X/883 del 31.10.2013 Reticoli idrici regionali e revisione canoni di occupazione delle aree del demanio idrico;

- -

- - -

PREMESSO CHE: - - lart. 3, comma 108, lettera i), della l.r. 1/2000 stabilisce che di competenza regionale lindividuazione delle acque che costituiscono il reticolo idrico principale sul quale la Regione stessa esercita le funzioni di polizia idraulica; con la D.G.R. n. X/883 del 31.10.2013,Reticoli idrici regionali e revisione canoni di occupazione delle aree del demanio idrico, allAllegato A - Individuazione del reticolo idrico principale stato denito lelenco dei corsi dacqua che costituiscono il Reticolo Idrico Principale; con lart. 1 della l.r. 30/2006 stato istituito il Sistema Regionale e, negli allegati A1 e A2 della medesima legge, sono stati deniti i soggetti che lo costituiscono, tra i quali sono compresi i Consorzi di Bonica; ai sensi dellart. 1, comma 1 ter, della l.r. 30/2006, i compiti operativi e le attivit gestionali riconducibili alle funzioni amministrative riservate alla Regione sono svolti, di norma, tramite gli enti del Sistema Regionale; ai sensi dellart. 1, comma 1 quater, della l.r. 30/2006, le modalit di raccordo tra la Regione e gli enti di cui agli allegati A1 e A2 della medesima legge, la puntuale individuazione dei compiti e delle attivit afdate, la disciplina delleffettivo esercizio e la relativa data di decorrenza sono stabilite con apposite convenzioni, predisposte secondo schemi approvati dalla Giunta regionale;

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DATO ATTO CHE: - nel mese di giugno 2013 si concluso il biennio di sperimentazione con cui ERSAF ha svolto, in regime di Convenzione con Regione Lombardia, attivit di gestione nellambito di servizi al territorio comprendenti la difesa suolo, la polizia idraulica, i servizi di pronto intervento sul reticolo principale regionale; al termine della sperimentazione, con Deliberazione n. X/383 del 12.7.2013, la Giunta regionale ha denito la riallocazione in capo ai Dirigenti delle Sedi territoriali regionali delle attivit gestionali oggetto della sperimentazione con ERSAF, disponendo anche una verica dei risultati per individuare i criteri e le modalit pi adeguate allesercizio delle funzioni;

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Bollettino Ufciale

la sperimentazione ha confermato ed evidenziato carenze nella dotazione di personale e di professionalit tecniche di alcune Sedi territoriali regionali; in particolare la sede territoriale di Mantova dispone di professionalit che possono garantire il processo di accompagnamento ai consorzi e la conclusione del procedimento tecnico/amministrativo, ma non sono in numero adeguato per il presidio e la gestione sul territorio delle attivit di polizia idraulica; nel territorio mantovano il reticolo idrico principale e il reticolo idrico per la bonica e lirrigazione sono strettamente interconnessi e i Consorzi di bonica svolgono storicamente una funzione unitaria di gestione al ne di mantenere in efcienza il delicato equilibrio fra corsi naturali e canali irrigui;

CONSIDERATO CHE: - - i corsi dacqua del Reticolo Idrico Principale riportati nellelenco allegato, parte integrante della presente convenzione, insistono sul comprensorio del Consorzio di Bonica __________; Regione Lombardia ritiene opportuno, tenuto conto della specicit del territorio e del reticolo idrico mantovano e ai ni di una migliore organizzazione e funzionalit, avvalersi del Consorzio di Bonica ______________ per la gestione delle attivit di polizia Idraulica e la manutenzione ordinaria dei corsi dacqua riportati nellelenco allegato, parte integrante della presente convenzione;

RICHIAMATA la legge regionale n. 31/2008 Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale che, allart. 80 prevede: 6 bis. I consorzi di bonica possono stipulare apposita convenzione con la Regione per la gestione del reticolo idrico principale. 6 ter. Alle spese derivanti dallattuazione delle convenzioni di cui al comma 6 bis la Regione fa fronte con le disponibilit presenti sul bilancio regionale missione 16 programma 01 no ad un importo massimo di 250.000,00 per le opere di manutenzione ordinaria. Qualora il reticolo idrico principale di cui alla convenzione del precedente comma sia strettamente connesso con la rete di bonica, trova applicazione il regime delle opere pubbliche di bonica, fermi rimanendo a carico della regione anche gli oneri per la somma urgenza e quelli per la manutenzione straordinaria. 6 quater. Entro dodici mesi dallentrata in vigore della legge Disposizioni per lattuazione della programmazione economiconanziaria regionale, ai sensi dellart. 9-ter della L.R. 31 marzo 1978, n. 34 (Norme sulle procedure della programmazione, sul bilancio e sulla contabilit della Regione) Collegato 2014, la giunta regionale denisce i criteri e gli indirizzi per la determinazione dei contributi di cui al comma 6 ter, tenuto conto anche dei limiti delle disponibilit presenti sul bilancio regionale per le medesime nalit.

Tutto ci premesso, SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE

Articolo 1 Premesse 1. Le premesse formano parte integrante e sostanziale della presente Convenzione e delineano i presupposti per individuare nel Consorzio di Bonica __________ , nel seguito Consorzio di Bonica, la struttura di cui Regione Lombardia si avvale per lo svolgimento delle attivit di cui al successivo art. 4.

Articolo 2 Oggetto 1. La presente Convenzione individua e disciplina le attivit per le quali la Regione Lombardia si avvale del Consorzio di Bonica _____________ sui corsi dacqua dellelenco allegato, regolando condizioni e modalit di esecuzione.

Articolo 3 Durata e rinnovo 1. La presente Convenzione ha durata di un anno e, in mancanza di disdetta da inviarsi almeno 60 giorni prima della scadenza, si riterr rinnovata per ugual periodo di un anno alle medesime condizioni. 2. In caso di gravi inadempimenti degli obblighi derivanti dalla presente convenzione da parte del Consorzio di Bonica, Regione Lombardia si riserva la facolt di recedere dalla stessa, previa comunicazione scritta.

Articolo 4 Attivit del Consorzio di Bonica 1. Il Consorzio di Bonica si impegna a: - gestire, sui corsi dacqua dellelenco allegato, lesecuzione della necessaria manutenzione ordinaria, nellambito dei ni istituzionali propri e di quelli di Regione Lombardia, al ne di assicurare il buon regime delle acque che vi transitano e per garantire la difesa idraulica dei territori attraversati dai predetti corsi dacqua; - supportare il Dirigente della Sede Territoriale per lattivit di istruttoria relativa alle istanze di concessione per occupazione di

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beni del demanio idrico relative ai corsi dacqua dellallegato elenco, provvedendo anche a calcolare limporto dei canoni dovuti e trasmettere quindi a Regione Lombardia Sede di Mantova, le risultanze di tale attivit attraverso relazione istruttoria afnch questultima possa concludere il procedimento; - supportare il Dirigente della Sede Territoriale per lattivit di istruttoria relativa alle istanze di nulla osta idraulico inerenti opere o usi che possono interferire con il regime dei corsi dacqua ed il regolare deusso delle acque, trasmettendo le risultanze di tale attivit a Regione Lombardia Sede di Mantova mediante adeguata relazione istruttoria, afnch questultima possa concludere il procedimento; - supportare il Dirigente della Sede Territoriale per lattivit di ricognizione e vigilanza sui corsi dacqua dellallegato elenco per reprimere e sanzionare labusivismo e servit passive di ogni sorta, nellinteresse dellintegrit della propriet demaniale e del buon regime del corso dacqua; - supportare il servizio di pronta reperibilit con personale specializzato, per lattivit di ricognizione dei corsi dacqua di cui alla presente convenzione, in occasione dello stato di emergenza per eventi alluvionali; - comunicare tempestivamente ogni notizia relativa a vertenze in atto o potenziali, nonch lapertura di procedimenti arbitrali o erariali, dai quali possano derivare pregiudizi diretti o indiretti a carico di Regione Lombardia; - trasmettere a Regione Lombardia, entro il mese di febbraio di ciascun anno, una relazione consuntiva sulle attivit svolte, con evidenza dei risultati conseguiti e delle risorse impiegate; - fornire a Regione Lombardia, se richiesto, dati e informazioni sullavanzamento delle attivit. 2. Nellespletamento delle attivit sopra menzionate il Consorzio di Bonica dovr rispettare quanto stabilito dalla disciplina vigente in materia anche con specico riferimento al D.Lgs. 152/2006 e, in particolare, applicare quanto disposto con la DGR n. X/883 del 31.10.2013 e successive modicazioni.

Articolo 5 Funzioni Regione Lombardia 1. Regione Lombardia rimane titolare della funzione di Autorit idraulica sui corsi dacqua dellallegato elenco ed , quindi, lunico soggetto legittimato a formalizzare provvedimenti concessori o autorizzatori inerenti il bene demaniale di cui trattasi e le relative pertinenze; 2. Regione Lombardia rimane altres titolare delle funzioni relative alla riscossione ordinaria, alla emissione delle ordinanze-ingiunzioni riferite alle violazioni di polizia idraulica per mancati o insufcienti pagamenti, nonch alla ricezione degli scritti difensivi inviati dai contravventori e allaudizione dei contravventori stessi; 3. I canoni relativi alle concessioni per occupazione di beni del demanio idrico attinenti i corsi dacqua dellelenco allegato saranno riscossi ed introitati da Regione Lombardia; 4. La Direzione Generale Territorio Urbanistica e Difesa del suolo provveder a versare al Consorzio di Bonica una somma, da stabilire annualmente sulla base dei criteri ed indirizzi stabiliti dalla Giunta regionale e dei fabbisogni, per le spese di manutenzione ordinaria; 5. In qualit di Autorit idraulica, Regione Lombardia, che si avvale del Consorzio di Bonica, vigila sulla piena, tempestiva e corretta attuazione della presente Convenzione e ha la facolt di fornire indirizzi per lesercizio delle attivit ad esso afdate; 6. Regione Lombardia provvede allesecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria, di urgenza e di somma urgenza.

Articolo 6 Collegamenti telematici 1. Regione Lombardia mette a disposizione del Consorzio di Bonica le funzionalit del sistema informativo regionale. Tali funzionalit consentono di: - inserire/modicare le informazioni anagrache relative ai soggetti concessionari; - inserire/modicare le informazioni tecniche relative alle opere o usi oggetto di concessione; - visualizzare le informazioni sullo stato dei pagamenti relativi ai soggetti contribuenti. 2. Le funzionalit descritte saranno attive limitatamente alle sole pratiche relative ai corsi dacqua dellallegato elenco. 3. Dal punto di vista tecnologico laccesso al sistema avviene in modalit web tramite il canale sicuro della RRL (Rete Regionale Lombarda).

Articolo 7 Patto di riservatezza e trattamento dati personali 1. Ai sensi dellart. 29 del D.Lgs. n. 196/2003 il Consorzio di Bonica, nella persona del legale rappresentante, assume la qualica di responsabile del trattamento per i dati utilizzati nellesercizio delle attivit ad esso afdate. Titolare del trattamento resta la Giunta regionale, nella persona del suo Presidente pro tempore. 2. ll Consorzio di Bonica: - dichiara di essere consapevole che i dati trattati nellespletamento del servizio sono personali e, come tali, sono soggetti allapplicazione del Codice per la protezione dei dati personali; - si impegna ad ottemperare agli obblighi previsti dal D.Lgs. n. 196/2003, anche con riferimento alla disciplina ivi contenuta rispetto ai dati personali sensibili e giudiziari; - si impegna ad adottare le disposizioni contenute nellallegato al d.s.g. n. 5709 del 23 maggio 2006, modicato dal d.s.g. n. 6805 del 7 luglio 2010, nonch a rispettare le eventuali istruzioni speciche ricevute relativamente a peculiari aspetti delle attivit ad esso afdate; - si impegna a nominare, ai sensi dellart. 30 del D.Lgs. n. 196/2003, i soggetti incaricati del trattamento stesso e ad impartire loro

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speciche istruzioni relative al trattamento dei dati loro afdato;

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- si impegna a comunicare a Regione Lombardia ogni eventuale afdamento a soggetti terzi di operazioni di trattamento di dati personali di cui titolare Regione Lombardia, afnch questultima ai ni della legittimit del trattamento afdato, possa nominare tali soggetti terzi responsabili del trattamento; - si impegna a nominare ed indicare a Regione Lombardia una persona sica referente per la protezione dei dati personali; - si impegna a relazionare annualmente sullo stato del trattamento dei dati personali e sulle misure di sicurezza adottate e si obbliga ad allertare immediatamente Regione Lombardia in caso di situazioni anomale o di emergenze; - si impegna a consentire laccesso di Regione Lombardia o di suo duciario al ne di effettuare veriche periodiche in ordine alla modalit dei trattamenti ed allapplicazione delle norme di sicurezza adottate.

Articolo 8 Modalit di coordinamento e controllo 1. In attuazione della presente convenzione la Sede Territoriale di Mantova assicura al Consorzio un costante rapporto funzionale e di collaborazione; 2. Il Consorzio di Bonica responsabile dellesatto adempimento delle prestazioni commissionategli ai sensi della presente Convenzione. Non potr essere ritenuto responsabile di ritardi o inesattezze nei propri adempimenti solo ove dimostri che questi siano stati determinati da eventi imprevedibili o operanti oltre il controllo che lo stesso pu esercitare; 3. Il Consorzio opera in stretto raccordo con la Sede Territoriale per il corretto svolgimento delle attivit oggetto della convenzione assicurando anche il raccordo con le Direzione Generali competenti, con gli Enti Locali e con gli altri Soggetti del territorio; 4. Il Consorzio se richiesto fornisce con tempestivit dati e informazioni sullavanzamento dellattivit.

Articolo 9 Rinuncia, modiche. 1. Nel corso di validit della Convenzione leventuale rinuncia di una delle parti dovr essere comunicata allaltra almeno con 60 giorni di anticipo dalla sua decorrenza. 2. Qualsiasi modica si intenda apportare al testo della presente Convenzione deve essere approvata per iscritto da entrambe le parti, costituendone atto aggiuntivo.

Articolo 10 Denizione delle controversie 1. Le eventuali controversie relative allinterpretazione o allesecuzione della presente Convenzione verranno risolte in via amministrativa.

Letto, confermato e sottoscritto.

__________________, il __________________

Per il Consorzio di Bonica Il Presidente __________________________

Per Regione Lombardia Il dirigente della STER di Mantova ________________________________

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D.g.r. 10 gennaio 2014 - n. X/1214 Adozione del piano regionale della mobilit ciclistica (articoli 1 e 2 della l.r. 7/2009 Interventi per favorire lo sviluppo della mobilit ciclistica) e presa datto dei relativi documenti previsti dalla procedura di valutazione ambientale strategica/ valutazione di incidenza LA GIUNTA REGIONALE Vista la legge regionale 30 aprile 2009, n. 7 Interventi per favorire lo sviluppo della mobilit ciclistica ed in particolare lart. 2, concernente il Piano Regionale della Mobilit Ciclistica, in base al quale il predetto Piano: individua il sistema ciclabile di scala regionale; elaborato attraverso forme di concertazione con Province, Comuni, Enti gestori dei Parchi regionali e locali, Comunit montane, sentite le associazioni che promuovono in modo specico lutilizzo della bicicletta; approvato dalla Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, ed aggiornato di norma ogni tre anni; Richiamate: la d.g.r.l. 8 agosto 2003, n.7/14106 Elenco dei proposti siti di importanza comunitaria ai sensi della direttiva 92/43/ CEE per la Lombardia, individuazione dei soggetti gestori e modalit procedurali per l'applicazione della valutazione d'incidenza e s.m.i.; la d.g.r.l. 26 novembre 2008, n.8/8515 - Modalit per lattuazione della Rete Ecologica Regionale in raccordo con la programmazione territoriale e s.m.i.; la d.g.r.l. 10 novembre 2010, n.761 Determinazione della procedura di Valutazione Ambientale di Piani e Programmi- VAS (art.4, l.r.12/2005; d.c.r. n.351/2007) Recepimento delle disposizioni di cui al d.lgs. 29 giugno 2010, n.128, con modica ed integrazione delle dd.g.r.l. 27 dicembre 2008, n.8/6420 e 30 dicembre 2009, n.8/10971; Dato atto che, in coerenza con la normativa e i provvedimenti sopra citati, la Giunta Regionale ha avviato lattivit di redazione del Piano Regionale della Mobilit Ciclistica (PRMC) espletando i passaggi sotto indicati: lInformativa in Giunta, del 27 luglio 2011, del Presidente di concerto con lAssessore alle Infrastrutture e Mobilit Attuazione della legge regionale 7/2009 Interventi per favorire lo sviluppo della mobilit ciclistica: Piano Regionale della Mobilit Ciclistica; la Comunicazione di Giunta - d.g.r.l. IX/2196 del 4 agosto 2011 - del Presidente di concerto con lAssessore alle Infrastrutture e Mobilit Attuazione della Legge Regionale 7/2009 Interventi per favorire la mobilit ciclistica: Piano Regionale della Mobilit Ciclistica; la d.g.r. IX/3549 del 30 maggio 2012 Approvazione dello schema di convenzione relativo alla collaborazione per progetti di monitoraggio della ciclabilit e per il supporto nella redazione e diffusione del Piano Regionale della Mobilit Ciclistica. La convenzione stata sottoscritta in data 14 giugno 2012 con la Federazione Italiana Amici della Bicicletta (F.I.A.B. Onlus); il Workshop (20 luglio 2012) Piano regionale della mobilit ciclistica: a che punto siamo i cui atti sono stati pubblicati sul sito web della D.G. Infrastrutture e Mobilit; la d.g.r. IX/4752 del 23 gennaio 2013 - Presa datto della comunicazione del Presidente di concerto con lAssessore alle Infrastrutture e Mobilit Stato di attuazione delle politiche regionali a chiusura della IX Legislatura - Mobilit dolce; la d.g.r. IX/4849 del 13 febbraio 2013 Avvio del procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Piano regionale della Mobilit, con la quale sono state individuate: lAutorit Procedente, D.G. Infrastrutture e Mobilit, U.O. Infrastrutture viarie e aeroportuali, di Regione Lombardia; lAutorit Competente, D.G. Territorio e Urbanistica, Struttura Strumenti per la pianicazione, di Regione Lombardia (oggi D.G. Territorio e Urbanistica U.O. Strumenti per il governo del territorio Struttura Fondamenti, Strategie per il governo del territorio e VAS); Dato atto altres che: la Regione Lombardia ha provveduto, a seguito

della deliberazione IX/4849, sopra richiamata, alla pubblicazione dellavviso di avvio del procedimento sul Bollettino Ufciale della Regione Lombardia, Serie Avvisi e Concorsi n. 9 del 27 febbraio 2013, sul sito web S.I.V.A.S. allindirizzo http://www.cartograa.regione.lombardia.it/ sivas/ e sul sito web di Direzione, www.trasporti.regione. lombardia.it , nella sezione dedicata alla mobilit ciclistica; con il decreto dirigenziale n.2366 del 15 marzo 2013, sono stati individuati, per il Piano Regionale della Mobilit Ciclistica: i soggetti competenti in materia ambientale e gli Enti territorialmente interessati; i soggetti e i settori del pubblico interessati alliter decisionale,e sono state denite le modalit di informazione e comunicazione; Considerato che: la Proposta del Piano Regionale della Mobilit Ciclistica, redatta dalla Direzione Generale Infrastrutture e Mobilit, comprendente: documento di Piano; rete ciclabile regionale; schede descrittive dei percorsi con relativa cartograa in scala 1:50.000, ha costituito - congiuntamente alla documentazione relativa alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) ed alla Valutazione di Incidenza (VIC), pubblicati sui siti sopra richiamati - la base documentale a supporto della partecipazione e del confronto durante la messa a punto degli elaborati di Piano; la fase di partecipazione e di confronto, nellambito della procedura di VAS, ha avuto avvio in data 30 maggio 2013 (1a Conferenza di Valutazione e il 1 Forum pubblico) e si conclusa in data 15 ottobre 2013 (2 a Conferenza di Valutazione e il 2 Forum pubblico); a seguito delle osservazioni pervenute dai soggetti coinvolti, si provveduto a valutare tali contributi e ad integrare/modicare la proposta di Piano Regionale della Mobilit Ciclistica; ai sensi dellart. 2 della l.r. 7/2009 e sulla base dei passaggi sopra indicati stato elaborato il Piano Regionale della Mobilit Ciclistica costituito dai seguenti elaborati: documento di Piano; allegato 1 - Rete ciclabile regionale; allegato 2 - Schede descrittive dei percorsi; allegato 3 - Itinerari di riferimento per la denizione dei percorsi ciclabili di interesse regionale in scala 1:50.000; a seguito della procedura VAS e VIC sono stati prodotti, contestualmente alla revisione dei documenti costituenti il Piano Regionale della Mobilit Ciclisti, i seguenti elaborati: rapporto Ambientale; sintesi non tecnica; studio di Incidenza con i relativi allegati: o analisi dei siti di Rete Natura 2000; o stralci Cartograci; o abaco delle buone pratiche; Dato atto del decreto della Struttura Valorizzazione Aree Protette e Biodiversit del 27 novembre 2013 n. 11012 con cui si esprime, ai sensi dellart. 5 del d.p.r. 357/97, valutazione di incidenza positiva sullintegrit dei Siti nel rispetto degli obiettivi di conservazione della Rete Natura 2000 e sullintegrit della Rete Ecologica Regionale del PRMC, ferme restando le prescrizioni in esso contenute; Visto il parere motivato formulato dallAutorit Competente per la Valutazione Ambientale Strategica di concerto con lAutorit Procedente formulato con decreto n.12338 del 17 dicembre 2013; Dato atto della Dichiarazione di Sintesi formulata dallAutorit Procedente D.G. Infrastrutture e Mobilit, in cui viene dato conto del percorso di VAS, di come sono state analizzati gli aspetti che producono riessi sulle componenti ambientali, di come sono state recepite le prescrizioni indicate nel parere VIC e nel Parere Motivato; Visto la d.c.r. X/78 del 9 luglio 2013 avente ad oggetto Programma Regionale di Sviluppo della X Legislatura e, in partico-

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lare, il Risultato atteso Area Territoriale, Missione 10 e Programma 5 Sviluppo della mobilit ciclistica; A voti unanimi, espressi nelle forme di legge; DELIBERA 1. di adottare, ai sensi dellart. 2 della l.r. 7/2009, il Piano Regionale della Mobilit Ciclistica, costituito dai seguenti elaborati, che si allegano e formano parte integrante e sostanziale del presente provvedimento: documento di Piano (Allegato A)(omissis); allegato 1 - Rete ciclabile regionale(omissis); allegato 2 - Schede descrittive dei percorsi(omissis); allegato 3 - Itinerari di riferimento per la denizione dei percorsi ciclabili di interesse regionale in scala 1:50.000(omissis); 2. di dare atto degli elaborati sviluppati nellambito della procedura di Valutazione Ambientale Strategica e Valutazione di Incidenza del PRMC, che costituiscono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento: rapporto Ambientale (Allegato B)(omissis); sintesi non tecnica (Allegato B1)(omissis); studio di Incidenza (Allegato C) con i relativi allegati (omissis): analisi dei siti di Rete Natura 2000 (Allegato C1) (omissis); stralci Cartograci (Allegato C2) (omissis); abaco delle buone pratiche (Allegato C3) (omissis); 3. di dare atto della Dichiarazione di Sintesi (Allegato D)(omissis), redatta a cura dellAutorit Procedente, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; 4. di trasmettere gli elaborati del Piano (punto 1) e la documentazione indicata ai punti 2 e 3, alla Commissione Consiliare competente per la formulazione del parere di cui allart. 2, comma 4 della l.r. 7/2009; 5. di disporre la pubblicazione del testo della presente delibera sul Bollettino Ufciale della Regione Lombardia; 6.di disporre il deposito di tutti gli elaborati indicati ai punti 1, 2 e 3 della presente delibera, presso gli ufci della Giunta Regionale Direzione Infrastrutture e Mobilit e di disporre la loro pubblicazione sul sito web SIVAS e su quello della Direzione Generale Infrastrutture e Mobilit. II segretario: Marco Pilloni

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D.g.r. 10 gennaio 2014 - n. X/1216 Aggiornamento della disciplina regionale per lefcienza e la certicazione energetica degli edici e criteri per il riconoscimento della funzione bioclimatica delle serre e delle logge, al ne di equipararle a volumi tecnici LA GIUNTA REGIONALE Premesso che: gli articoli 9 e 25 della l.r. 24/2006 (Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dellambiente) attribuiscono alla Giunta regionale, in conformit alle Direttive 2002/91/CE e 2010/31/UE e ai principi indicati nella normativa statale di riferimento, la competenza a denire le modalit applicative concernenti la certicazione energetica degli edici, le caratteristiche termosiche dellinvolucro edilizio ed i valori di energia primaria per il soddisfacimento del fabbisogno energetico degli edici; con d.g.r. n.5018 del 26giugno2007, modicata ed integrata con d.g.r. 5773 del 31ottobre2007 e con d.g.r. 8745 del 22dicembre2008, sono state approvate le Disposizioni inerenti allefcienza energetica in edilizia, comprensive della disciplina per la certicazione energetica ed i relativi ambiti di applicazione; con lart. 17 delle suddette disposizioni le funzioni di Organismo regionale di accreditamento, che includono la gestione del Catasto energetico degli edici ed il monitoraggio dellimpatto delle disposizioni regionali, sono state attribuite a Cestec spa, societ interamente partecipata da Regione Lombardia; con lart. 10 della l.r. 12/2012 stata autorizzata la fusione per incorporazione di Cestec in Finlombarda, attribuendo ad ARPA le funzioni relative al controllo sul rispetto delle disposizioni regionali in materia di redazione dellattestato di certicazione energetica; i soggetti giuridici subentrati a Cestec nelle diverse funzioni sono tenuti a recepire le modiche introdotte nella disciplina per lesercizio dellattivit di certicazione energetica degli edici, gi disciplinata con d.g.r. 5018/2008 e successive modiche ed integrazioni; con d.g.r. 4416 del 21 novembre 2012 stata disposta linclusione, fra i titoli di studio che costituiscono il prerequisito per chiedere laccreditamento come certicatori energetici, dei diplomi di laurea (ex d.m.16.3.2007) in Scienze e Tecniche dellEdilizia, Scienze e Tecnologie Fisiche, Scienze Geologiche, nonch della laurea magistrale in Fisica, Pianicazione Territoriale ed Urbanistica, Scienze della Natura, Scienze e Tecnologie Geologiche; Rilevato che il d.p.r. 75/2013 ha regolamentato i criteri di accreditamento per assicurare la qualicazione e lindipendenza degli esperti e degli organismi a cui afdare la certicazione energetica degli edici, prevedendo: a) un elenco di titoli di studio idonei per laccreditamento pi ampio di quello previsto dalle attuali disposizioni regionali; b) la distinzione tra i titoli di studio che possono permettere laccreditamento immediato, se integrati dallabilitazione professionale alla progettazione degli edici e dei relativi impianti, nonch dalliscrizione allOrdine o Collegio professionale, e i titoli di studio che debbono essere integrati da uno specico corso di formazione, con superamento dellesame nale; c) la necessit che le Regioni gi dotate di una propria normativa di recepimento della Direttiva 2002/91/CE adottino misure atte a favorire un graduale ravvicinamento dei propri provvedimenti, assicurando la loro coerenza con i contenuti dello stesso d.p.r.; Rilevato altres: che tra i titoli di studio indicati nel d.p.r. 75/2013 non contemplata la classe di laurea magistrale LM 71 Scienze e tecnologie della chimica industriale (disciplinata dal d.m. 16marzo2007) nonostante la gran parte dei relativi insegnamenti comprenda discipline attinenti alla progettazione degli edici e dei relativi impianti, analogamente a quanto previsto per altri titoli ammessi dallo stesso d.p.r. 75/2013; che il d.l. 63/2013, come convertito con l. 90/2013, ha modicato il d.lgs. 192/2005 (relativo allefcienza e alla certicazione energetica degli edici) introducendo, tra le varie disposizioni, la nuova denizione di impianto termi-

che lo stesso d.l. 63/2013 ha confermato, pur con modi-

co e la denominazione di Attestato di prestazione energetica, al posto di Attestato di certicazione energetica; che, lart. 17 (cosiddetta clausola di cedevolezza) del d.lgs. 192/2005, prevedendo che le norme contenute nel decreto medesimo si applichino alle regioni e alle province autonome no alla data di entrata in vigore delle norme di attuazione della direttiva 2010/31 UE da parte di ciascuna regione e provincia autonoma, ferma restando la necessit che le norme attuative regionali rispettino i vincoli derivanti dall'ordinamento europeo ed i principi fondamentali desumibili dal decreto stesso;

Considerato:

che lart. 4 della l.r. 39/2004 prevede la possibilit di consi-

che le condizioni di cui sopra necessitano di essere me-

derare le serre bioclimatiche e le logge addossate o integrate alledicio come volumi tecnici, non computabili ai ni volumetrici, a condizione che siano progettate in modo da integrarsi nellorganismo edilizio nuovo o esistente e che dimostrino, attraverso i necessari calcoli energetici, la loro funzione di riduzione dei consumi di combustibile fossile per riscaldamento invernale, attraverso lo sfruttamento passivo e attivo dellenergia solare o la funzione di spazio intermedio; glio denite, al ne di chiarire i limiti entro cui le serre e le logge possano essere considerate volumi tecnici, con la conseguente possibilit di essere realizzate a prescindere da ogni diversa previsione contenuta negli strumenti urbanistici; nale per limitare il consumo energetico e stabilire i requisiti dell'involucro edilizio, di cui all'art. 9 della l.r. 24/2006, rientrano anche le condizioni in base alle quali le serre e le logge possano essere denite volumi tecnici, facendo comunque salvi gli interventi autorizzati sulla base di disposizioni comunali eventualmente difformi, ovvero non soggetti ad autorizzazione, entro la data di pubblicazione del presente provvedimento;

che nelle disposizioni di competenza della Giunta regio-

Visto lallegato documento, che fornisce puntuali indicazioni sulle caratteristiche che debbono avere le serre e le logge per riconoscere la loro funzione bioclimatica e la conseguente equiparazione ai volumi tecnici; Ritenuta lopportunit di denire con un unico provvedimento le modiche e le integrazioni da apportare alla disciplina regionale per lefcienza energetica in edilizia e, pertanto, di: a) riconoscere come idonei per laccreditamento tutti i titoli di studio previsti . dal d.p.r. 75/2013 e quelli che appartengono alla classe di laurea LM 71, ex d.m. 16marzo2007, al ne di non creare preclusioni immotivate negli sbocchi occupazionali; b) mantenere il requisito del superamento di uno specico corso di formazione, con esame nale, per tutti coloro che chiedono di essere accreditati per lattivit di certicazione energetica, indipendentemente dal titolo di studio conseguito e dalliscrizione allOrdine o Collegio professionale, qualora esistente, al ne di favorire il conseguimento di una competenza specica sulla certicazione energetica in Lombardia, nellinteresse degli utenti; c) recepire la denizione di impianto termico introdotta con il d.l. 63/2013; d) modicare, a decorrere dal 15 gennaio 2014 (prima data utile secondo lindicazione fornita da Finlombarda s.p.a. in qualit di Organismo regionale di Accreditamento) la denominazione dellAttesto di Certicazione energetica in Attestato di Prestazione energetica, in modo da uniformare il pi possibile la terminologia di riferimento utilizzata in ambito nazionale; e) approvare lallegato documento, contenente i criteri per il riconoscimento della funzione bioclimatica delle serre e delle logge, ai ni della loro equiparazione a volumi tecnici; Dato atto che le restanti disposizioni regionali in materia di certicazione energetica degli edici riguardano modalit applicative delle Direttive 2002/91/CE e 2010/31/UE ormai consolidate nellambito regionale e che rispettano i principi fondamentali desumibili dal d.lgs. 192/2005 e dalle successive modiche ed integrazioni; A voti unanimi, palesemente espressi nelle forme di legge;

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DELIBERA 1.di disporre, in relazione alla disciplina per la certicazione energetica approvata con d.g.r. 8745/2008 e con d.g.r. 4416/2012, quanto segue: a)i titoli di studio che costituiscono il prerequisito per chiedere laccreditamento come certicatori energetici sono tutti quelli indicati allart. 2, commi 3 e 4, del d.p.r. 16aprile2013 n.75 e quelli che appartengono alla classe di laurea LM 71, ex d.m. 16marzo2007; b) la partecipazione allo specico corso di formazione, con superamento dellesame nale, rimane un requisito imprescindibile per coloro che chiedono di essere accreditati per svolgere lattivit di certicazione energetica in Lombardia, indipendentemente dal titolo di studio conseguito e dalliscrizione allOrdine o Collegio professionale, qualora esistente; c)lAttestato energetico di cui allallegato C) della d.g.r. 8745/2008, come modicato con d.g.r. 1811 del 31maggio2011, viene denominato Attestato di Prestazione Energetica a far data dal 15 gennaio 2014; 2.di sostituire la denizione di impianto termico contenuta allart.2, lett. ee) della d.g.r. 8745/2008 con la denizione di cui allart. 2, comma 1, lettera I-tricies) del d.lgs. 192/2005, come modicato con d.l. 63/2013, nel testo integrato dalla legge di conversione 3 agosto 2013, n.90; 3. di confermare, per tutto quanto non espressamente modicato con il presente provvedimento, le precedenti disposizioni regionali approvate con d.g.r. 8745/2008 e successive modiche ed integrazioni; 4.di approvare il documento Criteri per il riconoscimento della funzione bioclimatica delle serre e delle logge, ai ni dellequiparazione a volumi tecnici, allegato al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale, dando atto che lo stesso si applica allintero territorio regionale a far data dalla sua pubblicazione sul BURL, facendo comunque salvi gli interventi autorizzati sulla base di disposizioni comunali eventualmente difformi, ovvero non soggetti ad autorizzazione, entro la data di pubblicazione del presente provvedimento; 5.di disporre la pubblicazione del presente provvedimento sul BURL II segretario: Marco Pilloni

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ALLEGATO

Criteri per il riconoscimento della funzione bioclimatica delle serre e delle logge, ai ni dellequiparazione a volumi tecnici

Ai soli ni di cui alla Legge Regionale 39/2004, art.4 comma 4, le serre bioclimatiche e le logge addossate o integrate alledicio, opportunamente chiuse e trasformate per essere utilizzate come serre rientrano nella casistica dei volumi tecnici, non computabili ai ni volumetrici, se sono congiuntamente rispettati i seguenti criteri: a) La supercie netta in pianta della serra bioclimatica o della porzione di serra sia inferiore o uguale al 15% della supercie utile di ciascun subalterno a cui collegata; la possibilit di realizzare una serra bioclimatica o una loggia addossata o integrata alledicio, di supercie maggiore a quella sopra indicata, ammessa solo qualora lampliamento relativo alla supercie che eccede il suddetto limite sia consentito dallo strumento urbanistico locale, fatto salvo il versamento, per la sola parte eccedente, degli oneri di urbanizzazione e dei contributi previsti dalle norme edilizie vigenti; b) La serra consenta una riduzione, documentata nella relazione tecnica di cui allAllegato B della DGR VIII/5018 e s.m.i., pari ad almeno il 10% del fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione invernale o il riscaldamento di ciascun subalterno a cui collegata; tale riduzione non richiesta qualora la realizzazione della serra bioclimatica avvenga nellambito di un intervento di ristrutturazione edilizia che coinvolga pi del 25% della supercie disperdente dellintero edicio a cui addossata o integrata e siano, di conseguenza, rispettati i requisiti di cui al punto 7 della dgr 8745/2008. c) La serra sia provvista di opportune schermature e/o dispositivi mobili e rimovibili ed apposite aperture per evitarne il surriscaldamento estivo; d) La serra non deve essere dotata di impianto di riscaldamento n di raffrescamento; e) La supercie disperdente della serra sia costituita per almeno il 50 % da elementi trasparenti.

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D.g.r. 10 gennaio 2014 - n. X/1217 Semplicazione dei criteri tecnici per la redazione della documentazione di previsione dimpatto acustico dei circoli privati e pubblici esercizi. Modica ed integrazione dellallegato alla deliberazione di Giunta regionale 8 marzo 2002, n. VII/8313 LA GIUNTA REGIONALE Richiamati: la legge 26 ottobre 1995, n.447 Legge quadro sullinquinamento acustico ed in particolare larticolo 4, comma 1, lettera l) che stabilisce che le Regioni deniscano i criteri da seguire per la redazione della documentazione di impatto acustico di cui allarticolo 8 della legge medesima; il d.p.r. 19 ottobre 2011, n.227 Regolamento per la semplicazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle imprese, a norma dellarticolo 49, comma 4-quater, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito con modicazioni dalla legge 30 luglio 2010, n.122; Visti: larticolo 5 della legge regionale 10 agosto 2001, n.13 ed in particolare il c omma 1 che stabilisce che la Giunta regionale denisca le modalit ed i criteri tecnici da seguire per la redazione della documentazione di previsione di impatto acustico di cui allarticolo 8 della legge 447/95; quanto previsto dal comma 4 dellarticolo 5 della legge regionale 10 agosto 2013, che stabilisce che la documentazione di previsione di impatto acustico debba essere redatta da tecnico competente in acustica ambientale o proposta nelle forme di autocerticazione previste dalla legislazione vigente; la deliberazione di Giunta regionale 8 marzo 2002, n. VII/8313 ed in particolare larticolo 5 dellallegato alla medesima che denisce, tra laltro, i criteri per la redazione della documentazione di previsione di impatto acustico per i circoli privati e pubblici esercizi; Visto il PRS della X legislatura ed in particolare lazione Ter 09.08.276.1 Semplicazione amministrativa ed adeguamento dei criteri di redazione per la documentazione di previsione di impatto acustico; Visto il documento predisposto da ARPA nellambito del tavolo tecnico tra Direzione Generale Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile, Direzione Generale Commercio Turismo e Terziario, Comune di Milano ed ARPA, allegato alla comunicazione dirigenziale prot. T1.2013.0046701 del 26novembre2013 con la quale stata resocontata lattivit del tavolo tecnico; Considerato lesito dellincontro del 28 novembre 2013 con i soggetti interessati con laccoglimento di due delle tre proposte da essi formulate e la modica conseguente del documento; Ritenuto di condividere e fare propria limpostazione ed i contenuti di detto documento ed in particolare lindividuazione di casi tipo per i quali la documentazione di previsione di impatto acustico pu essere resa dal titolare/gestore del circolo privato o pubblico esercizio nelle forme di dichiarazione sostitutiva, nonch le indicazioni contenute per la redazione da parte di tecnico competente della documentazione di previsione di impatto acustico; Allunanimit dei voti espressi nelle forme di legge; DELIBERA 1. di approvare lAllegato 1 contenente Appendice relativa a criteri e modalit per la redazione della documentazione di previsione di impatto acustico dei circoli privati e pubblici esercizi parte integrante della presente deliberazione; 2.di sostituire nel documento allegato alla deliberazione di Giunta regionale VII/8313 del 8 marzo 2002 recante Modalit e criteri tecnici di redazione della documentazione di previsione di impatto acustico e di valutazione previsionale del clima acustico il comma 4 dellarticolo 5 con il seguente: 4. Fatte salve le disposizioni della legge 26 ottobre 1995 n.447 e del d.p.r. 19 ottobre 2011 n.227, criteri e modalit per la redazione della documentazione di previsione di impatto acustico per i circoli privati ed i pubblici esercizi, quando dovuta ai sensi della vigente normativa, sono deniti nella allegata Appendice relativa a criteri e modalit per la redazione della documentazione di previsione di impatto acustico dei circoli privati e pubblici esercizi parte integrante del presente documento;

Bollettino Ufciale

3.di integrare il documento allegato alla deliberazione di Giunta regionale VII/8313 del 8 marzo 2002 recante Modalit e criteri tecnici di redazione della documentazione di previsione di impatto acustico e di valutazione previsionale del clima acustico con lAllegato 1 contenente Appendice relativa a criteri e modalit per la redazione della documentazione di previsione di impatto acustico dei circoli privati e pubblici esercizi parte integrante della presente deliberazione; 4. di disporre la pubblicazione sul Bollettino Ufciale di Regione Lombardia della presente deliberazione e del testo dellallegato alla d.g.r. 8 marzo 2002 n. VII/8313 coordinato con le modiche ed integrazioni disposte dalla presente deliberazione. Il segretario: Marco Pilloni

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ALLEGATO 1

APPENDICE RELATIVA A CRITERI E MODALIT PER LA REDAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE DI PREVISIONE DI IMPATTO ACUSTICO DEI CIRCOLI PRIVATI E PUBBLICI ESERCIZI A) Documentazione predisposta in forma semplicata di dichiarazione sostitutiva resa dal titolare /gestore del circolo privato o pubblico esercizio

La documentazione di previsione di impatto acustico resa in forma di dichiarazione sostitutiva da parte del titolare/gestore se il pubblico esercizio o il circolo privato rientra in uno dei seguenti casi (le condizioni elencate in ciascun caso devono essere tutte rispettate). La documentazione consister nella dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del dPR 445/2000, contenente tutti gli elementi che caratterizzano il caso. Caso 1 a. b. c. d. e. f. Caso 2 a. b. c. d. e. f. Caso 3 a. b. c. d. e. f. Assenza di impianti di diffusione sonora con potenza complessiva superiore a 50 watt e assenza di subwoofer. Assenza di impianti di diffusione sonora in esterno. Non viene effettuato DJ Set. Non viene effettuata musica Live. Non vengono svolti intrattenimenti danzanti. Assenza di impianti di trattamento dellaria installati in ambiente esterno oppure presenza di un unico impianto di trattamento dellaria installato in ambiente esterno, dotato di certicazione di emissione massima ad 1 metro di distanza non superiore a 50 dB(A). Assenza di plateatico esterno o presenza di plateatico esterno con capienza massima di 12 persone e fruibile non oltre le ore 24:00. B) Documentazione redatta da tecnico competente in acustica ambientale Qualora il circolo privato o il pubblico esercizio non ricada nei casi di cui alla lettera A), la documentazione di previsione di impatto acustico viene redatta da tecnico competente in acustica ambientale e deve contenere almeno le informazioni riportate di seguito. Per facilitare la redazione della documentazione, sono anche indicate alcune ipotesi cautelative che il tecnico competente non comunque vincolato a seguire. Ladozione di ipotesi diverse rispetto a tali ipotesi cautelative deve essere per motivata, documentata e richiede valutazioni di dettaglio da parte del tecnico estensore della documentazione. a. Orari di apertura al pubblico e numero massimo di avventori allinterno del pubblico esercizio o utenti del circolo privato, come previsto o autorizzato. Sulla base di questo numero dovr essere valutato per linterno il livello massimo di emissione relativo al contributo antropico. Ipotesi cautelativa: Ai ni della valutazione, si ritiene cautelativa lipotesi di almeno il 50% degli avventori parlanti, ad un livello sonoro, per ciascun avventore, di 65 dB(A) ad 1 metro di distanza. Eventuale concessione di aree di utilizzo esterne (plateatico o aree in uso allaperto), orari di fruizione al pubblico o agli utenti e indicazione del numero massimo di avventori/utilizzatori per le suddette aree, come indicato nellautorizzazione. Ipotesi cautelativa: Ai ni della valutazione, si ritengono cautelative le ipotesi di almeno il 50% degli avventori parlanti, ad un livello sonoro, per ciascun avventore, di 65 dB(A) ad 1 metro di distanza e attenuazioni, ad esempio dovute a tendoni, tensostrutture, materiali fonoassorbenti, non superiori a 3 dB(A). Eventuale concessione di aree di parcheggio di pertinenza e valutazione del loro impatto. Individuazione degli impianti di diffusione sonora, sia in ambiente interno che in esterno, e descrizione della loro collocazione, dei tempi di funzionamento e delle caratteristiche di emissione sonora; in particolare dovr essere indicata la presenza di subwoofer. Dovranno essere indicate le impostazioni e le caratteristiche di settaggio degli impianti di diffusione sonora utiStrutturalmente NON connesso con edici con destinazione duso residenziale Situato a pi di 50 m da edici ad uso residenziale Non viene effettuato DJ Set. Non viene effettuata musica Live. Non vengono svolti intrattenimenti danzanti. Assenza di impianti di diffusione sonora in esterno. Apertura dopo le 6:00. Chiusura non oltre le 22:00. Non viene effettuato DJ Set. Non viene effettuata musica Live. Non vengono svolti intrattenimenti danzanti. Assenza di impianti di diffusione sonora in esterno.

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lizzate nelle valutazioni. Tali impostazioni e settaggi dovranno essere resi noti al gestore per un corretto utilizzo degli impianti al ne di mantenere le caratteristiche di emissione entro i valori previsti nelle valutazioni. Dovr essere indicata la presenza di eventuali limitatori acustici sia per musica diffusa che per esibizioni di musica live. Nel caso di installazione di limitatore acustico ne dovr essere indicato la tipologia, i dati di settaggio e i sistemi atti a prevenirne la manomissione. Nel caso di esibizione di musica live, dovr essere fatta una previsione degli strumenti di cui si ipotizza lutilizzo, una stima complessiva dellemissione che comprenda i singoli elementi acustici e limpianto di diffusione sonora comprensivo delle casse spia dei musicisti. e. Individuazione degli impianti tecnologici e delle apparecchiature rumorose (es. cappe di aspirazione, motori di condizionatori e frigoriferi) e descrizione della loro collocazione, dei tempi di funzionamento e delle caratteristiche di emissione sonora. In particolare dovranno essere individuati e descritti gli impianti ubicati in ambiente esterno. Descrizione delle propriet di fonoisolamento degli elementi strutturali delledicio attraverso i quali pu avvenire la propagazione del suono verso gli ambienti abitativi. Nella descrizione delle propriet di fonoisolamento dovranno essere valutate ed indicate le caratteristiche (dimensionali, costruttive, ecc.) di facciate, inssi (nestre, porte, vetrine), pareti, softti ed eventuali controsoftti. Le valutazioni dovranno prendere in considerazione eventuali condizioni di utilizzo dei serramenti che possono inuire sulle loro propriet di fonoisolamento (ad es. la situazione di nestre e/o porte aperte). Per la descrizione delle propriet di fonoisolamento degli elementi strutturali delledicio ci si potr avvalere anche di misure, che dovranno essere adeguatamente rappresentative delle caratteristiche del pubblio esercizio o circolo privato e delledicio. In caso di pubblico esercizio o circolo privato strutturalmente connesso con edici a destinazione duso residenziale dovr essere valutata la trasmissione attraverso la struttura. In caso di utilizzo di sistemi di supporto e/o appoggio fonoisolanti o di dispositivi antivibranti per le casse acustiche e gli impianti tecnologici dovranno essere riportati i dati tecnici forniti dal produttore degli stessi e il programma di manutenzione/sostituzione e dovranno esserne valutate le propriet di abbattimento. Ipotesi cautelativa: La valutazione della trasmissione per via strutturale pu essere omessa nel caso in cui le propriet dei suddetti dispositivi garantiscano un abbattimento tale da renderla trascurabile. La documentazione dovr contenere le valutazioni relative al rispetto dei limiti di rumore previsti dalla normativa. In queste valutazioni sar considerato il contributo complessivo di tutte le sorgenti del pubblico esercizio o circolo privato (impianti di diffusione sonora e tecnologici, rumore antropico, plateatico, ecc.) che si prevedono attive contemporaneamente e ogni cammino di propagazione, ivi compreso quello per via strutturale qualora questo non risulti trascurabile. Tutte le valutazioni o i risultati di eventuali misure dovranno essere riferiti ai ricettori pi esposti e alle condizioni di massimo disturbo ipotizzabili. Al ne di produrre stime cautelative, eventuali misure di rumore residuo, nalizzate alla valutazione del rispetto dei valori limite differenziali di immissione, dovranno essere effettuate in una situazione in cui tale rumore, allinterno dellorario di apertura o attivit, risulti minimo e con tempi di misura adeguati per la caratterizzazione della situazione acustica del sito. Tutte le eventuali misure eseguite nellambito della valutazione previsionale dovranno essere corredate da tutte le informazioni richieste dal DM 16/03/1998, e comprensive delle time history. Misure tecniche ed organizzative previste per contenere linquinamento acustico derivante dalle diverse tipologie di sorgenti sonore connesse allattivit, comprese quelle antropiche.

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TESTO COORDINATO DEGLI ALLEGATI ALLA D.G.R. 8 MARZO 2002, N. VII/8313

MODALIT E CRITERI TECNICI DI REDAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE DI PREVISIONE DI IMPATTO ACUSTICO E DI VALUTAZIONE PREVISIONALE DEL CLIMA ACUSTICO Modalit e criteri di carattere generale 1. La documentazione di previsione di impatto acustico e la documentazione di valutazione previsionale del clima acustico, da redigere in attuazione della legge n. 447/1995, artt. 4 e 8, e relativi decreti attuativi e della l.r. n. 13/2001, deve consentire: a) per la previsione di impatto acustico, la valutazione comparativa tra lo scenario con presenza e quello con assenza delle opere ed attivit; b) per la valutazione previsionale del clima acustico, la valutazione dellesposizione dei recettori nelle aree interessate alla realizzazione di scuole e asili nido, ospedali, case di cura e di riposo, parchi pubblici urbani ed extraurbani, nuovi insediamenti residenziali prossimi alle opere indicate dalla legge 447/95, art. 8, comma 2. 2. Per i nuovi impianti ed infrastrutture adibite ad attivit artigianali, le strade di tipo E ed F, i nuovi circoli privati e pubblici esercizi di cui al successivo art. 5, comma 4, possono essere fornite, per la descrizione della situazione acustica preesistente alla realizzazione dellopera o attivit, solo informazioni di carattere qualitativo e descrittivo. 3. Per quanto concerne gli aspetti di carattere tecnico, riguardanti in particolare: la programmazione, lesecuzione, le valutazioni connesse alle rilevazioni fonometriche; la caratterizzazione o la descrizione acustica delle sorgenti sonore, i calcoli relativi alla propagazione del suono, la caratterizzazione acustica di ambienti esterni o abitativi, le caratteristiche acustiche degli edici e dei materiali impiegati; le valutazioni di conformit alla normativa dei livelli di pressione sonora dedotti da misure o calcoli previsionali; devono essere oggetto di una specica relazione redatta da un tecnico competente in acustica ambientale, riconosciuto dalla Regione ai sensi della legge 447/95 art. 2, commi 6 e 7. 4. Sono fatti salvi modalit e criteri di redazione degli Studi di Impatto Ambientale stabiliti dalla normativa statale e regionale vigente. I contenuti di dettaglio e le modalit di predisposizione della documentazione, in relazione alla specica tipologia di opera, impianto, attivit sono riportati nei successivi articoli. ARTICOLO 1 (Aeroporti, Aviosuperci) 1. La documentazione di previsione di impatto acustico per le aree destinate agli atterraggi e ai decolli degli apparecchi utilizzati per il volo da diporto o sportivo e per le nuove aviosuperci di cui alla legge 447/95, art. 8, comma 2, lettera a), al d.m. 31 ottobre 1997, allart. 5 della l.r. 13/2001, deve contenere almeno i dati e le informazioni di seguito elencate: a) Lindicazione della Circoscrizione e della Direzione aeroportuale, della classicazione ICAO dellinfrastruttura, dei dati identicativi della propriet dei suoli e del gestore; b) La descrizione particolareggiata del progetto con particolare riferimento alle caratteristiche della pista o elisuperce, alle mappe territoriali (comprese le cartograe digitalizzate), agli ausili per la navigazione, alle modalit per il controllo del trafco aereo (ATC), agli strumenti di assistenza ed indirizzamento del volo previsti per linfrastruttura. Le cartograe devono riportare gli usi del suolo per le aree dei territori comunali che potrebbero essere interessati allimpatto acustico; c) Le diverse alternative nelle procedure di salita iniziale (initial climb procedures) prese in considerazione e quelle proposte al ne di minimizzare limpatto acustico. d) Lindicazione delle infrastrutture stradali o ferroviarie che, in seguito alla costruzione della nuova opera, avranno signicative variazioni nei ussi di trafco e conseguentemente nei livelli equivalenti di pressione sonora di lungo termine per il periodo diurno e/o notturno, con la descrizione di tali variazioni. 2. Per la redazione della documentazione di cui al comma 1, ai ni della descrizione del previsto impatto da rumore, occorre descrivere in dettaglio per laeroporto o aviosupercie in progetto: a) almeno due scenari di previsione del trafco aereo relativi ad 1 e 5 anni dopo lentrata in esercizio; b) i dati di trafco usati per le stime previsionali: nelle simulazioni occorre considerare anche il giorno pi trafcato (busy day) e le condizioni peggiori di trafco. Deve essere riportata la distribuzione dei voli e del mix di aeromobili e di trafco (tipologia, stage, carico al decollo, destinazione) nei due periodi della giornata e durante la settimana; c) la descrizione del modello di calcolo utilizzato nelle stime di rumore aeroportuale e relativi dati di input. La descrizione deve riportare il dettaglio dei dati di input, le procedure di decollo ed atterraggio, le rotte utilizzate nel modello previsionale di calcolo per la stima del rumore misurabile al suolo; d) ove calcolabili, vanno individuate le curve di isolivello di 60, 65, 75 LVA sulla base dello scenario a maggiore impatto scelto per la previsione, oppure in alternativa, ove vi fossero pochi movimenti nel busy day, lindicazione dei livelli di rumore, prodotto dalle attivit aeroportuali, previsti in un numero signicativo di punti (almeno uno per ogni centro abitato o frazione) interessati dai sorvoli; e) le stime della popolazione esposta e dei livelli di rumore durante singoli sorvoli e per gli intervalli di tempo individuati dalla normativa, utilizzando i descrittori acustici in essa previsti ed in particolare quelli in grado di descrivere il rumore derivante dalle attivit aeroportuali, il rumore residuo, il rumore ambientale; f) le eventuali ipotesi valutate dal Comune/Comuni interessato/i relativamente alle modiche nelle regolamentazioni urbanistiche ed edilizie e, comunque, le eventuali misure di mitigazione dellimpatto acustico previste e i tempi della loro realizzazione; g) lelencazione delle norme legislative, regolamentari, tecniche utilizzate o assunte come riferimento per la redazione della documentazione. ARTICOLO 2 (Infrastrutture stradali) 1. La documentazione di previsione di impatto acustico per nuove infrastrutture stradali di cui alla legge 447/95, art. 8, comma 2, lettera b), e allart. 5 della l.r. 13/2001 deve contenere almeno i dati e le informazioni di seguito elencate. Per le strade di tipo E (strade

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urbane di quartiere) ed F (strade locali) non sono richiesti i dati di cui al comma 1, lettere e), f), g), e comma 2 del presente articolo. a) Indicazione della tipologia di strada secondo le categorie individuate dal d.lgs. 285/92 e successe modiche ed integrazioni e dei dati identicativi del soggetto proponente, del soggetto gestore, dei territori comunali che saranno attraversati o interessati dal rumore causato dallinfrastruttura; b) Indicazione, per le aree del territorio attraversate e adiacenti allinfrastruttura, delle zone urbanistiche e delle zone acustiche di appartenenza (queste ultime stabilite ai sensi della tabella A del d.p.c.m. 14 novembre 1997 o dedotte dal piano regolatore generale ai sensi dellart. 6, comma 1, del d.p.c.m. 1 marzo 1991). Devono essere fornite una o pi planimetrie orientate ed in scala opportuna e relative ad un raggio sufciente a caratterizzare la zona o le zone interessate, a partire dal conne di propriet dellarteria stradale, con indicazione della destinazione urbanistica e duso dei luoghi e degli edici (abitazione, ospedale, industria, ferrovia, etc.); c) Indicazione dei valori limite relativi al rumore dovuto allinfrastruttura e dei valori limite di immissione stabiliti dalla normativa vigente per le aree interessate dal rumore derivante dallinfrastruttura: occorre specicare i valori limite, per le singole aree, desumibili dalla classicazione acustica comunale o dal P .R.G. Occorre evidenziare su apposite mappe in scala la collocazione degli ambienti abitativi pi vicini al previsto tracciato stradale e quelli posti allinterno delle eventuali fasce di pertinenza; d) Descrizione, con informazioni dettagliate utilizzabili nei modelli di calcolo pi comuni, del tracciato stradale in pianta, delle quote della sede stradale, delle caratteristiche dei ussi di trafco previsti. Occorrono i dati relativi al trafco nelle ore di punta, al trafco medio giornaliero previsto per il periodo diurno e per il periodo notturno, alla composizione percentuale per le diverse categorie di mezzi pesanti, autocarri, autoveicoli, motocicli, riferita alle fasce orarie pi signicative; e) Indicazione delle eventuali modiche sui ussi di trafco e indicazione, tramite stime previsionali, delle eventuali variazioni nei valori dei livelli equivalenti di lungo termine, per intervalli orari signicativi e per i due periodi della giornata, causate dalla nuova infrastruttura in corrispondenza ad arterie stradali gi in esercizio; f) Indicazione su apposite mappe e mediante coordinate georeferenziate, fotograe o altro materiale ritenuto idoneo, di un numero di punti, adeguati allo scopo di descrivere limpatto acustico dellopera, posti nellambiente esterno e da individuarsi prima dellapprovazione denitiva del progetto. Tali punti sono individuati in accordo con il/i Comuni e la struttura dellA.R.P.A. territorialmente competenti. Per tali punti devono essere forniti i dati previsionali dei livelli di pressione sonora derivanti da calcoli. Per gli stessi punti verranno valutati, dopo lentrata in esercizio del tratto di infrastruttura stradale interessato, i dati ottenuti da misurazioni dei livelli sonori; g) Dati fonometrici derivanti da misurazioni effettuate prima della costruzione per le posizioni signicative di cui alla lettera f) che precede. Le fonometrie effettuate prima dellentrata in esercizio riguarderanno larea prevedibilmente interessata dal rumore derivante dallinfrastruttura, la caratterizzazione del rumore ambientale e la determinazione, nei punti oggetto di indagine, del contributo delle sorgenti sse gi esistenti prima della costruzione dellinfrastruttura. I dati fonometrici stimati per le singole posizioni devono comunque specicare sia i livelli sonori generati dallinfrastruttura in progetto che i livelli dovuti al rumore derivante da altre sorgenti sonore. I rilevamenti fonometrici effettuati dopo lentrata in esercizio dellinfrastruttura, nelle posizioni precedentemente individuate ed in altre che fossero ritenute signicative e necessarie dallA.R.P.A., serviranno a vericare la conformit della rumorosit immessa con i limiti stabiliti dalla normativa vigente; h) Se sono previsti sistemi di contenimento del rumore, descrizione degli stessi, fornendo altres ogni informazione utile a specicarne le caratteristiche e ad individuarne le propriet di riduzione dei livelli sonori nonch lentit prevedibile delle riduzioni stesse. Tali dati devono in particolare riguardare i punti signicativi individuati come descritto ai punti f) e g) precedenti. 2. Per la stima previsionale dellimpatto acustico possono essere utilizzati appositi metodi di calcolo reperibili sul mercato. Nella relazione tecnica deve essere riportata la descrizione, anche al ne di poter valutare laccuratezza della stima dei valori dei livelli di pressione sonora, del modello di calcolo e dei dati di input utilizzati oltre che riportare lanalisi dei risultati ottenuti dal calcolo previsionale. Occorre riportare dati relativi a scenari previsionali riferiti ad uno e a cinque anni dopo lentrata in esercizio del tratto di infrastruttura stradale interessata. Devono essere inoltre forniti i valori previsti in singoli punti o anche da isolinee, ove queste ultime sono corredate da dati e notizie adeguate a valutare lafdabilit del metodo di calcolo seguito, relative a valori signicativi dei descrittori acustici. ARTICOLO 3 (Infrastrutture ferroviarie) 1. La documentazione di previsione di impatto acustico per nuove infrastrutture ferroviarie di cui alla legge 447/95, art. 8, comma 2, lettera f), e allart. 5 della l.r. 13/2001, deve contenere almeno i dati e le informazioni di seguito elencate. a) Indicazione della tipologia di linea ferroviaria ai sensi del d.P.R. 18 novembre 1998 n. 459, e dei dati identicativi del soggetto proponente, del soggetto gestore, dei territori comunali che saranno attraversati o interessati dallinfrastruttura; b) Lo stesso tipo di informazioni dati e notizie, da riferire ad una infrastruttura ferroviaria anzich stradale, specicate allart. 2 comma 1, lettere b), c), e), f), g), h); e comma 2 del medesimo art. 2 che precede; c) Descrizione, con informazioni dettagliate utilizzabili nei modelli di calcolo pi comuni, del tracciato della linea ferroviaria, delle quote relative al piano del ferro, delle caratteristiche geometriche dellinfrastruttura, del numero e della tipologia dei treni o materiale rotabile previsti (trafco nelle ore di punta diurne e notturne, trafco massimo previsto per il periodo diurno e per il periodo notturno, composizione per categorie di convogli e tipologie di treni riferita alle fasce orarie pi signicative). I dati forniti devono riguardare il trafco giornaliero previsto al momento dellentrata in esercizio del tratto ferroviario interessato e quello stimato dopo 1 e 5 anni; d) I dati e le informazioni, in particolare per le aree comprese nelle fasce di pertinenza, necessarie allapplicazione del d.P.R. n. 459 del 18 novembre 1998. ARTICOLO 4 (Nuovi impianti ed infrastrutture adibite ad attivit produttive) 1. La documentazione di previsione di impatto acustico per nuovi impianti ed infrastrutture adibite ad attivit produttive di cui alla legge 447/95, art. 8, comma 4, e art. 5 della l.r. 13/2001 deve contenere almeno i dati e le informazioni di seguito elencate. a) Indicazione della tipologia di attivit (settore chimico, tessile, ecc.), codice ISTAT, categoria di appartenenza (artigianato, industria, commercio, ecc.), dei dati identicativi del titolare o legale rappresentante; b) Indicazione, per larea nella quale previsto il nuovo impianto e le aree ad essa vicine, delle zone di appartenenza del piano regolatore generale; c) Una o pi planimetrie orientate ed in scala dei luoghi interessati dal rumore emesso dallimpianto o infrastruttura adibita ad

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attivit produttiva per una fascia di territorio sufciente a caratterizzare la zona o le zone interessate a partire dal conne di propriet. Nella/e cartograa/e fornita/e deve essere indicata la classicazione acustica del territorio interessato con i valori limite previsti dalla normativa vigente; d) Nella cartograa e nella relazione tecnica si devono specicare i valori limite di emissione per le sorgenti sse e assoluti di immissione di zona stabiliti dalla normativa vigente per le aree e zone suddette. Occorre indicare anche gli ambienti abitativi pi vicini al previsto impianto o attivit; e) Descrizione dei cicli tecnologici, degli impianti, delle apparecchiature con riferimento alle sorgenti di rumore presenti. Per le parti di impianto o per le sorgenti sonore che possono dare origine ad immissioni sonore nellambiente esterno o abitativo occorre dare la descrizione delle modalit di funzionamento e lindicazione della loro posizione in pianta e in quota, specicando se le medesime sono poste allaperto o in locali chiusi, la parte di perimetro o conne di propriet e/o attivit che sar interessata da emissioni sonore, i livelli sonori previsti in punti posti al di fuori del conne di propriet . La descrizione pu essere fornita tramite dati relativi alla potenza sonora e alle caratteristiche emissive delle sorgenti o tramite la descrizione di livelli di pressione sonora stimati o eventualmente rilevati per impianti e apparecchiature dello stesso tipo. 2. La documentazione di previsione di impatto acustico relativa a nuovi impianti industriali deve inoltre: a) indicare se trattasi di impianti a ciclo produttivo continuo in base al d.m. 11 dicembre 1996; b) descrivere ed individuare in appositi disegni in scala la collocazione delle sorgenti; c) descrivere le caratteristiche temporali di funzionamento diurno e/o notturno specicando la durata, se continuo o discontinuo, la frequenza di esercizio, la eventuale contemporaneit di esercizio delle diverse sorgenti che hanno emissioni nellambiente esterno; d) specicare, per rumori a tempo parziale durante il periodo diurno, la durata totale di attivit o funzionamento; e) specicare per quale caratteristica di esercizio dellimpianto e con quali sorgenti sonore attive previsto il livello massimo di emissione sonora (riferito ad un tempo breve dellordine dei 15 minuti); f) riportare i risultati di rilevamenti fonometrici, effettuati in posizioni signicative da concordare con il/i Comune/i e la struttura dellA.R.P.A. territorialmente competenti. Le fonometrie effettuate prima dellentrata in esercizio riguarderanno posizioni signicative nellarea che prevedibilmente sar interessata dalle emissioni sonore e dovranno permettere, oltre alla caratterizzazione del rumore ambientale, la valutazione nei punti oggetto di indagine del contributo delle sorgenti sse gi esistenti. I rilevamenti fonometrici effettuati dopo lentrata in esercizio dellimpianto, nelle posizioni precedentemente individuate ed in altre che fossero ritenute signicative in accordo con lente di controllo, serviranno a vericare la conformit, delle nuove immissioni sonore e del livello di rumore ambientale, ai limiti stabiliti dalla normativa vigente; g) descrivere i metodi di calcolo previsionali e i dati di input utilizzati in tali metodi, con le specicazioni atte ad individuare laccuratezza dei valori stimati per i livelli sonori. 3. Se sono previsti sistemi di mitigazione e riduzione dellimpatto acustico, descrizione degli stessi, fornendo altres ogni informazione utile a specicarne le caratteristiche e ad individuarne le propriet di riduzione dei livelli sonori nonch lentit prevedibile delle riduzioni stesse, con lindicazione delle posizioni per le quali si avranno tali riduzioni nei livelli sonori. 4. La documentazione deve riportare lindicazione delle misure previste per ridurre o eliminare le emissioni sonore causate dallattivit o dagli impianti e del termine temporale entro il quale il titolare o legale rappresentante dellattivit si impegna, comunque, a far rientrare i livelli sonori causati nellambiente esterno o abitativo entro i limiti stabiliti dalla normativa qualora gli stessi, al momento dellavvio dellimpianto, dovessero essere non conformi ai suddetti limiti e alle stime contenute nella documentazione di previsione di impatto acustico. ARTICOLO 5 (Centri commerciali polifunzionali, discoteche, circoli privati e pubblici esercizi, impianti sportivi) 1. La documentazione di previsione di impatto acustico relativa a nuovi centri commerciali polifunzionali di cui alla legge 447/95, art. 8 comma 4, e art. 5 della l.r. 13/2001 deve contenere almeno i dati e le informazioni di seguito elencate. a) Dati identicativi del soggetto titolare o legale rappresentante. Si deve anche indicare la tipologia e le caratteristiche dei locali o delle strutture che formeranno il centro commerciale e che possono avere emissioni sonore con effetti nellambiente esterno o abitativo; b) Lo stesso tipo di informazioni dati e notizie richieste nellart. 2 che precede per quanto riguarda le eventuali nuove infrastrutture stradali se ne prevista la costruzione. Se si tratta di infrastrutture stradali gi in esercizio devono essere specicate le modiche nei volumi di trafco e le stime di variazione nei livelli di immissione sonora per tali infrastrutture. Per le stime o i calcoli previsionali vale quanto gi indicato nellart. 2 che precede; c) Lo stesso tipo di informazioni dati e notizie richieste al precedente art. 4, commi 1, 3, 4, per quanto riguarda gli impianti e le attrezzature con emissioni di rumore nellambiente esterno o abitativo. Tali dati devono in particolare riguardare gli impianti di ventilazione, condizionamento, refrigerazione, diffusione sonora. Dati e notizie speciche devono inoltre essere fornite per le aree attrezzate per il carico e lo scarico merci e le aree destinate a parcheggio se le stesse sono vicine ad aree esterne con presenza di ambienti abitativi. 2. La documentazione di previsione di impatto acustico per nuove discoteche di cui alla legge 447/95, art. 8, comma 2, lettera c) e art. 5 della l.r. 13/2001 deve contenere almeno i dati e le informazioni di seguito elencate. a) I dati identicativi del titolare o legale rappresentante; b) Lo stesso tipo di informazioni dati e notizie richieste nellart. 2 che precede per quanto riguarda le eventuali nuove infrastrutture stradali se ne prevista la costruzione. Se si tratta di infrastrutture stradali gi in esercizio devono essere specicate le modiche nei volumi di trafco e le stime di variazione nei livelli di Immissione sonora per tali infrastrutture. Per le stime o i calcoli previsionali vale quanto gi indicato nellart. 2 che precede; c) Dati particolareggiati relativamente allimpatto acustico dovuto ai parcheggi e agli spazi utilizzati per laccesso ed il deusso dei mezzi di trasporto e delle persone; d) Per gli impianti di diffusione sonora, siano essi in ambienti connati o allaperto, e per quelli di condizionamento e ventilazione devono essere fornite lo stesso tipo di informazioni dati e notizie, con i dettagli tecnici riferibili alle sorgenti della discoteca, indicate nel precedente art. 4, nel comma 1, lettere b), c), d), e), nel comma 2 lettera f), nei commi 3 e 4, del medesimo art. 4; e) Per le nuove discoteche la cui collocazione prevista allinterno di edici o in edici strutturalmente connessi a locali destinati ad ambiente abitativo occorre fornire inoltre la descrizione delle caratteristiche di fonoisolamento degli elementi strutturali

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delledicio attraverso i quali pu avvenire la propagazione del suono verso gli ambienti abitativi. 3. La documentazione di previsione di impatto acustico per nuovi impianti sportivi e ricreativi i cui alla legge

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447/95, art. 8 comma 2 lettera e) e art. 5 della l.r. 13/2001, deve contenere almeno i dati e le informazioni di seguito elencate. a) I dati identicativi del titolare o legale rappresentante; b) Lo stesso tipo di informazioni dati e notizie richieste nellart. 2 che precede per quanto riguarda le eventuali nuove infrastrutture stradali se ne prevista la costruzione. Se si tratta di infrastrutture stradali gi in esercizio devono essere specicate le modiche previste nei volumi di trafco e le stime delle variazione nei livelli di immissione sonora per tali infrastrutture. Per le stime o i calcoli previsionali dei livelli di rumore vale quanto gi indicato nellart. 2 che precede. Devono essere forniti dati e notizie in merito allimpatto acustico dovuto ai parcheggi e agli spazi utilizzati per laccesso ed il deusso dei mezzi di trasporto e delle persone; c) Per quanto concerne gli impianti di ventilazione, condizionamento, refrigerazione, diffusione sonora, lo stesso tipo di informazioni dati e notizie, da riferire in particolare alle sorgenti sonore previste per limpianto sportivo, specicate al precedente art. 4, commi 1, 3 e 4; d) Per gli impianti sportivi occorre anche specicare la frequenza, la durata, le modalit e il tipo di utilizzo dellimpianto. I dati che bisogna fornire ed il loro dettaglio sono dipendenti dallentit, dalla frequenza, dagli orari di afusso e deusso degli spettatori. Si devono descrivere le variazioni che si prevede di causare sui livelli di rumore preesistenti e rilevabili nellambiente esterno e negli ambienti abitativi. 4. Fatte salve le disposizioni della legge 26 ottobre 1995 n.447 e del DPR 19 ottobre 2011 n.227, criteri e modalit per la redazione della documentazione di previsione di impatto acustico per i circoli privati ed i pubblici esercizi, quando dovuta ai sensi della vigente normativa, sono deniti nella allegata Appendice relativa a criteri e modalit per la redazione della documentazione di previsione di impatto acustico dei circoli privati e pubblici esercizi parte integrante del presente documento. ARTICOLO 6 (Valutazione previsionale di clima acustico) 1. La valutazione previsionale del clima acustico di cui allart. 8, comma 3, della legge 447/95 e art. 5, comma 2, della l.r. 13/2001 effettuata sulla base della documentazione predisposta a cura del proponente o del titolare/legale rappresentante/costruttore degli edici o degli insediamenti di cui al sopracitato art. 8, comma 3, della legge 447/95. La documentazione deve comprendere apposita relazione tecnica contenente almeno: a) la descrizione, tramite misure e/o calcoli, dei livelli di rumore ambientale (valori assoluti di immissione) e del loro andamento nel tempo. I livelli sonori suddetti devono essere valutati in posizioni signicative del perimetro esterno che delimita ledicio o larea interessata al nuovo insediamento o, preferibilmente, in corrispondenza alle posizioni spaziali dove sono previsti i recettori sensibili indicati allart. 8, comma 3, della legge 447/95. Per tale descrizione possono essere utilizzate oltre alle norme di legge anche speciche norme tecniche quali ad esempio la UNI 9884 e le ISO 1996; b) le caratteristiche temporali nella variabilit dei livelli sonori rilevabili in punti posti in prossimit del perimetro dellarea interessata dalle diverse sorgenti presenti nelle aree circostanti. Occorrono dettagli descrittivi delle sorgenti sonore e del loro effetto sui livelli di pressione sonora misurabili in tali punti. Sono necessari dati di carattere quantitativo da riferire a posizioni signicative da concordare con il Comune e la struttura dellA.R.P .A. territorialmente competenti. Le fonometrie effettuate prima della realizzazione dellinsediamento devono permettere la valutazione nei punti oggetto di indagine del contributo delle sorgenti sonore gi esistenti. I rilevamenti fonometrici effettuati dopo la realizzazione dellinsediamento, nelle posizioni precedentemente individuate ed in altre che fossero ritenute signicative in accordo con lente di controllo, serviranno a vericare la conformit dei livelli di rumore ai limiti stabiliti dalla normativa vigente; c) informazioni e dati che diano la descrizione della disposizione spaziale del singolo edicio con le caratteristiche di utilizzo del medesimo edicio e dei suoi locali, il tipo di utilizzo degli eventuali spazi aperti, la collocazione degli impianti tecnologici e dei parcheggi, la descrizione dei requisiti acustici degli edici e di loro componenti previsti nel progetto; d) le valutazioni relative alla compatibilit del nuovo insediamento in progetto con il clima acustico preesistente nellarea. Se la compatibilit dal punto di vista acustico ottenuta tramite la messa in opera di sistemi di protezione dal rumore occorre fornire i dettagli tecnici descrittivi delle misure adottate nella progettazione e dei sistemi di protezione acustica preventivati; e) la descrizione di eventuali signicative variazioni di carattere acustico indotte dalla presenza del nuovo insediamento in aree residenziali o particolarmente protette gi esistenti che sono vicine al nuovo insediamento e che saranno interessate dalle modiche indotte dallo stesso.

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APPENDICE RELATIVA A CRITERI E MODALIT PER LA REDAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE DI PREVISIONE DI IMPATTO ACUSTICO DEI CIRCOLI PRIVATI E PUBBLICI ESERCIZI A) Documentazione predisposta in forma semplicata di dichiarazione sostitutiva resa dal titolare /gestore del circolo privato o pubblico esercizio

La documentazione di previsione di impatto acustico resa in forma di dichiarazione sostitutiva da parte del titolare/gestore se il pubblico esercizio o il circolo privato rientra in uno dei seguenti casi (le condizioni elencate in ciascun caso devono essere tutte rispettate). La documentazione consister nella dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del dPR 445/2000, contenente tutti gli elementi che caratterizzano il caso. Caso 1 a. b. c. d. e. f. Caso 2 a. b. c. d. e. f. Caso 3 a. b. c. d. e. f. Assenza di impianti di diffusione sonora con potenza complessiva superiore a 50 watt e assenza di subwoofer. Assenza di impianti di diffusione sonora in esterno. Non viene effettuato DJ Set. Non viene effettuata musica Live. Non vengono svolti intrattenimenti danzanti. Assenza di impianti di trattamento dellaria installati in ambiente esterno oppure presenza di un unico impianto di trattamento dellaria installato in ambiente esterno, dotato di certicazione di emissione massima ad 1 metro di distanza non superiore a 50 dB(A). Assenza di plateatico esterno o presenza di plateatico esterno con capienza massima di 12 persone e fruibile non oltre le ore 24:00. B) Documentazione redatta da tecnico competente in acustica ambientale Qualora il circolo privato o il pubblico esercizio non ricada nei casi di cui alla lettera A), la documentazione di previsione di impatto acustico viene redatta da tecnico competente in acustica ambientale e deve contenere almeno le informazioni riportate di seguito. Per facilitare la redazione della documentazione, sono anche indicate alcune ipotesi cautelative che il tecnico competente non comunque vincolato a seguire. Ladozione di ipotesi diverse rispetto a tali ipotesi cautelative deve essere per motivata, documentata e richiede valutazioni di dettaglio da parte del tecnico estensore della documentazione. a. Orari di apertura al pubblico e numero massimo di avventori allinterno del pubblico esercizio o utenti del circolo privato, come previsto o autorizzato. Sulla base di questo numero dovr essere valutato per linterno il livello massimo di emissione relativo al contributo antropico. Ipotesi cautelativa: Ai ni della valutazione, si ritiene cautelativa lipotesi di almeno il 50% degli avventori parlanti, ad un livello sonoro, per ciascun avventore, di 65 dB(A) ad 1 metro di distanza. Eventuale concessione di aree di utilizzo esterne (plateatico o aree in uso allaperto), orari di fruizione al pubblico o agli utenti e indicazione del numero massimo di avventori/utilizzatori per le suddette aree, come indicato nellautorizzazione. Ipotesi cautelativa: Ai ni della valutazione, si ritengono cautelative le ipotesi di almeno il 50% degli avventori parlanti, ad un livello sonoro, per ciascun avventore, di 65 dB(A) ad 1 metro di distanza e attenuazioni, ad esempio dovute a tendoni, tensostrutture, materiali fonoassorbenti, non superiori a 3 dB(A). Eventuale concessione di aree di parcheggio di pertinenza e valutazione del loro impatto. Individuazione degli impianti di diffusione sonora, sia in ambiente interno che in esterno, e descrizione della loro collocazione, dei tempi di funzionamento e delle caratteristiche di emissione sonora; in particolare dovr essere indicata la presenza di subwoofer. Dovranno essere indicate le impostazioni e le caratteristiche di settaggio degli impianti di diffusione sonora utilizzate nelle valutazioni. Tali impostazioni e settaggi dovranno essere resi noti al gestore per un corretto utilizzo degli impianti Strutturalmente NON connesso con edici con destinazione duso residenziale Situato a pi di 50 m da edici ad uso residenziale Non viene effettuato DJ Set. Non viene effettuata musica Live. Non vengono svolti intrattenimenti danzanti. Assenza di impianti di diffusione sonora in esterno. Apertura dopo le 6:00. Chiusura non oltre le 22:00. Non viene effettuato DJ Set. Non viene effettuata musica Live. Non vengono svolti intrattenimenti danzanti. Assenza di impianti di diffusione sonora in esterno.

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al ne di mantenere le caratteristiche di emissione entro i valori previsti nelle valutazioni. Dovr essere indicata la presenza di eventuali limitatori acustici sia per musica diffusa che per esibizioni di musica live. Nel caso di installazione di limitatore acustico ne dovr essere indicato la tipologia, i dati di settaggio e i sistemi atti a prevenirne la manomissione. Nel caso di esibizione di musica live, dovr essere fatta una previsione degli strumenti di cui si ipotizza lutilizzo, una stima complessiva dellemissione che comprenda i singoli elementi acustici e limpianto di diffusione sonora comprensivo delle casse spia dei musicisti. e. Individuazione degli impianti tecnologici e delle apparecchiature rumorose (es. cappe di aspirazione, motori di condizionatori e frigoriferi) e descrizione della loro collocazione, dei tempi di funzionamento e delle caratteristiche di emissione sonora. In particolare dovranno essere individuati e descritti gli impianti ubicati in ambiente esterno. Descrizione delle propriet di fonoisolamento degli elementi strutturali delledicio attraverso i quali pu avvenire la propagazione del suono verso gli ambienti abitativi. Nella descrizione delle propriet di fonoisolamento dovranno essere valutate ed indicate le caratteristiche (dimensionali, costruttive, ecc.) di facciate, inssi (nestre, porte, vetrine), pareti, softti ed eventuali controsoftti. Le valutazioni dovranno prendere in considerazione eventuali condizioni di utilizzo dei serramenti che possono inuire sulle loro propriet di fonoisolamento (ad es. la situazione di nestre e/o porte aperte). Per la descrizione delle propriet di fonoisolamento degli elementi strutturali delledicio ci si potr avvalere anche di misure, che dovranno essere adeguatamente rappresentative delle caratteristiche del pubblico esercizio o circolo privato e delledicio. In caso di pubblico esercizio o circolo privato strutturalmente connesso con edici a destinazione duso residenziale dovr essere valutata la trasmissione attraverso la struttura. In caso di utilizzo di sistemi di supporto e/o appoggio fonoisolanti o di dispositivi antivibranti per le casse acustiche e gli impianti tecnologici dovranno essere riportati i dati tecnici forniti dal produttore degli stessi e il programma di manutenzione/sostituzione e dovranno esserne valutate le propriet di abbattimento. Ipotesi cautelativa: La valutazione della trasmissione per via strutturale pu essere omessa nel caso in cui le propriet dei suddetti dispositivi garantiscano un abbattimento tale da renderla trascurabile. La documentazione dovr contenere le valutazioni relative al rispetto dei limiti di rumore previsti dalla normativa. In queste valutazioni sar considerato il contributo complessivo di tutte le sorgenti del pubblico esercizio o circolo privato (impianti di diffusione sonora e tecnologici, rumore antropico, plateatico, ecc.) che si prevedono attive contemporaneamente e ogni cammino di propagazione, ivi compreso quello per via strutturale qualora questo non risulti trascurabile. Tutte le valutazioni o i risultati di eventuali misure dovranno essere riferiti ai ricettori pi esposti e alle condizioni di massimo disturbo ipotizzabili. Al ne di produrre stime cautelative, eventuali misure di rumore residuo, nalizzate alla valutazione del rispetto dei valori limite differenziali di immissione, dovranno essere effettuate in una situazione in cui tale rumore, allinterno dellorario di apertura o attivit, risulti minimo e con tempi di misura adeguati per la caratterizzazione della situazione acustica del sito. Tutte le eventuali misure eseguite nellambito della valutazione previsionale dovranno essere corredate da tutte le informazioni richieste dal DM 16/03/1998, e comprensive delle time history. Misure tecniche ed organizzative previste per contenere linquinamento acustico derivante dalle diverse tipologie di sorgenti sonore connesse allattivit, comprese quelle antropiche.

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D.g.r. 10 gennaio 2014 - n. X/1218 Progetto di riqualicazione e messa in sicurezza della valle del torrente Guisa, nei comuni di Arese, Bollate e Garbagnate Milanese (MI). Proponente: Expo 2015 s.p.a. - Milano. Pronuncia di compatibilit ambientale ai sensi del d.lgs. 152/2006 e della l.r. 5/2010 e manifestazione di favorevole volont dintesa ai sensi del d.p.r. 383/1994 LA GIUNTA REGIONALE Visti: il d.lgs. 3 aprile 2006, n.152: Norme in materia ambientale, con specico riferimento alla Parte Seconda, Titolo III; la l.r. 2 febbraio 2010, n.5 Norme in materia di Valutazione dImpatto ambientale; il r.r. 21 novembre 2011, n.5 di attuazione della l.r. 5/2010; la l.r. 7 luglio 2008, n.20 Testo unico delle Leggi Regionali in materia di organizzazione e personale e successive modiche ed integrazioni, nonch i provvedimenti organizzativi della X Legislatura; la d.g.r. n.140 del 17 maggio 2013 III Provvedimento Organizzativo 2013; il decreto del segretario generale n. 7110 del 25 luglio 2013 Individuazione delle Strutture Organizzative e delle relative competenze ed aree di attivit delle Direzioni della Giunta Regionale X Legislatura; lOrdinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3900 del 05ottobre2010; Considerato che, ai sensi dellarticolo 15 della l.r. 5/2010, quando le opere essenziali per la realizzazione del grande evento EXPO Milano 2015, di cui allallegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre 2008 Interventi necessari per la realizzazione dellEXPO Milano 2015, devono essere assoggettate a procedura di VIA o di verica di assoggettabilit a VIA non di competenza dello Stato, la decisione nale sulla VIA o la determinazione circa la verica di assoggettabilit a VIA, al ne di assicurare tempestivit e coordinamento nelle procedure, formalizzata con deliberazione della Giunta regionale nellambito della conferenza di servizi di cui allarticolo 2, comma 3, lettera h), del d.p.c.m. 22 ottobre 2008, a seguito degli ordinari procedimenti disciplinati dalla presente legge; Preso atto che il Dirigente della Struttura Valutazione di impatto ambientale della D.G. Ambiente, energia e sviluppo sostenibile riferisce che: in data 6 novembre 2013 sono stati depositati presso la Struttura stessa [in atti regionali prot. T1.2013.43221] - da parte di Expo 2015 s.p.a. (nel seguito il proponente) - lo studio di impatto ambientale e la richiesta di pronuncia di compatibilit ambientale relativi al progetto di riqualicazione e messa in sicurezza della valle del torrente Guisa, nei comuni di Arese, Bollate e Garbagnate Milanese(MI); copia della documentazione stata contestualmente depositata presso gli Enti territoriali interessati dallintervento; la tipologia del progetto quella prevista alla voce 7.o [opere di regolazione del corso dei umi e dei torrenti, canalizzazione e interventi di bonica ed altri destinati ad incidere sul regime delle acque, ecc.], dellallegato B alla l.r. n.5/2010, e lintervento proposto localizzato parzialmente in area naturale protetta come denita ai sensi della l. 394/1991; il progetto pertanto sottoposto alla procedura di valutazione dimpatto ambientale (VIA) ai sensi dellart. 6.6 del d.lgs. 152/2006; Il deposito dellistanza di v.i.a. stato preceduto, come previsto dallart. 5.2 della l.r. 5/2010, dalla fase preliminare di consultazione con lautorit competente, avviata dal proponente il 8luglio2013 e conclusa il 27settembre2013 con la comunicazione regionale [prot. T1.2013.36091 nella quale sono state formulate le indicazioni - approvate in pari data dalla Commissione regionale istruttoria per la VIA (CVIA) - per la redazione dello studio dimpatto ambientale (s.i.a.); lopera in progetto inserita nellelenco di quelle denite essenziali per la realizzazione del grande evento Expo Milano 2015; pertanto come disposto dallordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3900/2010 (art. 1.4) i termini istruttori previsti dalla parte seconda, titolo III del d.lgs. 152/2006 sono ridotti della met; il 12novembre2013 avvenuta la pubblicazione, ai sensi dellart. 24 del d.lgs. 152/2006, dellannuncio del deposito del progetto e dello studio dimpatto ambientale sul quo-

tidiano Milano Finanza , ripetuta il 16novembre2013 sul quotidiano la Repubblica; il proponente ha provveduto al versamento degli oneri istruttori in data 12novembre2013, secondo le disposizioni di cui allart. 3 comma 5 della l.r. 5/2010, dopo aver effettuato la valutazione economica degli interventi in parola; la procedura di v.i.a. stata caratterizzata dai seguenti passaggi amministrativi: seduta della Conferenza di Servizi istruttoria [C.d.S.i. - l.r. 5/2010, art. 4.3], con la presentazione del progetto e dello studio dimpatto ambientale, il 25novembre2013; in tale sede, come riportato a verbale, si concordato da parte degli istruttori e dei rappresentanti degli Enti territoriali, circa la possibilit e opportunit - dati le caratteristiche delle opere proposte e i tempi istruttori sopra richiamati di non procedere con una seconda seduta della Conferenza, convenendo di inviare i pareri di competenza con speciche comunicazioni da parte degli Enti stessi all'Autorit competente per la v.i.a.; durante liter istruttorio relativo alla pronuncia di compatibilit ambientale pervenuta [in atti reg. prot. T1.2013.48580 del 09.12.2013] la nota del sig. Giancarlo Fecchio, il quale espone contrariet al progetto; Vista la relazione istruttoria - approvata dalla Commissione istruttoria regionale per la v.i.a., di cui allart. 5 del r.r. 5/2011, nella seduta del 18dicembre2013 - allegato A parte integrante e sostanziale e qui richiamata ai sensi e per leffetto dellart. 3 della legge 241/1990 ai ni della motivazione del presente atto; Visti i contenuti della relazione istruttoria e in particolare: la descrizione delle progetto e la sintesi dei contenuti dello studio d'impatto ambientale; le considerazioni istruttorie relative ai quadri programmatico, progettuale ed ambientale; le prescrizioni e condizioni cui subordinata la compatibilit ambientale del progetto; Ritenuto di condividere i contenuti della citata relazione istruttoria e in particolare la proposta di espressione di un giudizio di compatibilit ambientale positivo con prescrizioni, come riportate al capitolo 5 della relazione; Dato atto che il presente provvedimento: conclude il relativo procedimento di VIA nei termini previsti ai sensi di legge; concorre allobiettivo ter.9.02.249.4 Azioni di raccordo con la CVIA nazionale e regionale del vigente PRS; Preso atto inoltre che: il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche per la Lombarda e la Liguria, con decreto n. 10852 del 20 novembre 2013, ha indetto la Conferenza dei Servizi volta al conseguimento dellIntesa di cui allart. 3 del d.p.r. 383/1994, relativamente al Progetto n. 4/2013. Comuni di Arese, Bollate e Garbagnate Milanese - Vie dacqua: progetto denitivo dei lavori di riqualicazione e messa in sicurezza della valle del torrente Guisa. Conferenza dei Servizi permanente per lapprovazione dei progetti del sito di impianto dellEsposizione Universale del 2015, nonch dei relativi manufatti; la documentazione attinente il progetto in argomento stata pubblicata sul portale della Conferenza dei Servizi (piattaforma telematica); Preso atto del parere pervenuto dalla Struttura Pianicazione Territoriale della D.G. Territorio, urbanistica e difesa del suolo che, con nota n. Z1.2013.18425 del 28 novembre 2013, rileva che il progetto in linea con lobiettivo del PTR che tende alla riqualicazione delle condizioni di assetto idrogeologico del territorio; in accordo con le azioni previste dal Dossier di candidatura Expo 2015, esso tende a recuperare e rivitalizzare il sistema dei Navigli storici lombardi e le loro interrelazioni con il territorio, nelle diverse dimensioni urbanistiche, ambientali, paesistiche, ricreative, di recupero di aree degradate; Dato atto che le conclusioni che emergono dai sopra citati allegato A e parere, sono congruenti ai ni del raggiungimento dellintesa Stato Regione ai sensi del d.p.r. 383/1994; Preso atto inoltre che: il decreto del Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche n. 10852 del 20 novembre 2013 evidenzia che la localizzazione delle opere si pone in difformit degli strumenti urbanistici di Comuni di riferimento; la procedura in oggetto si inserisce in quella autorizzatoria

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svolta nellambito della Conferenza di Servizi permanente per lapprovazione dei progetti del sito di impianto dellEsposizione Universale del 2015, e dei manufatti inclusi nel dossier di registrazione del grande evento, istituita con Decreto del Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche per la Lombardia e la Liguria n.12161 del 21 ottobre 2011, in accoglimento della proposta formulata dal Commissario Straordinario del Governo per Expo 2015; lintervento risulta coerente con la programmazione regionale, in quanto il Piano Territoriale Regionale (PTR) partecipa al progetto Expo 2015 con lobiettivo di promuovere azioni di sistema, di riqualicazione ed innovazione territoriale ed urbana; Visti: il Programma Regionale di Sviluppo della X legislatura approvato con d.c.r. n.78 del 9 luglio 2013; il P.T.R., approvato dal Consiglio Regionale con deliberazione n.951 nella seduta del 19 gennaio 2010 e successivi aggiornamenti; lart. 29 della legge 17 agosto 1942, n.1150 Legge Urbanistica; il d.p.r. 18 aprile 1994, n.383, avente per oggetto Regolamento recante la disciplina dei procedimenti di localizzazione delle opere di interesse statale; le ulteriori disposizioni in materia di localizzazione delle opere dello Stato e di quelle di interesse statale contenute nel Capo II del Titolo III del d.lgs. 31 marzo 1998, n.112; la d.g.r. VII/2464 del 1dicembre2000, avente per oggetto Denizione delle modalit tecnico-operative per lesplicazione delle procedure di localizzazione delle opere dello Stato e di Interesse Statale; la legge 7 agosto 1990, n.241 Nuove norme sul procedimento amministrativo; la l.r. 1 febbraio 2012, n. 1 Riordino normativo in materia di procedimento amministrativo, diritto di accesso ai documenti amministrativi, semplicazione amministrativa, potere sostitutivo e potest sanzionatoria; il Protocollo dIntesa avente per oggetto Criteri di razionalizzazione e di semplicazione dei procedimenti di intesa Stato-Regione per gli interventi di competenza dello Stato, di cui al d.p.r. 18 aprile 1994, n. 383, sottoscritto da Regione Lombardia e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Provveditorato Regionale alle Opere Pubbliche per la Lombardia in data 6dicembre2001; la d.g.r. VIII/7561 del 27 giugno 2008 Determinazioni sul programma annuale delle opere di interesse statale proposte da enti pubblici, nellambito della procedura di localizzazione delle stesse di cui alla d.g.r. 2464/2000; Ritenuto che sussistono i presupposti per il raggiungimento dellIntesa con le prescrizioni contenute nel sopracitato allegato A; Ad unanimit di voti, resi nei modi e termini di legge; DELIBERA 1.di esprimere - ai sensi dellart. 26 del d.lgs. 152/2006 e dellart. 15 della l.r. 5/2010 giudizio positivo in ordine alla compatibilit ambientale del progetto di riqualicazione e messa in sicurezza della valle del torrente Guisa, nei Comuni di Arese, Bollate e Garbagnate Milanese(MI), secondo la soluzione progettuale prospettata negli elaborati depositati dal proponente Expo 21015 s.p.a., a condizione che siano ottemperate le prescrizioni - che dovranno essere espressamente recepite nei successivi iter e provvedimenti di autorizzazione e approvazione dei progetti stessi - contenute nel capitolo 5 dellallegato A, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; 2. di manifestare favorevole volont di Intesa, ai sensi dellart. 3 del d.p.r. 18aprile1994, n.383, in ordine al Progetto n.4/2013. Comuni di Arese, Bollate e Garbagnate Milanese. Vie dacqua: progetto denitivo dei lavori di riqualicazione e messa in sicurezza della valle del torrente Guisa. Conferenza dei Servizi Permanente per lapprovazione dei progetti del sito di impianto dellEsposizione Universale del 2015, nonch dei relativi manufatti; 3. di considerare quale parte integrante e sostanziale del presente atto deliberativo lallegato B Elenco elaborati; 4. di dare atto che lintervento non risulta inserito nellelenco di cui alla d.g.r. VIII/7561 del 27giugno2008, citata in premessa; 5.di integrare pertanto lelenco di cui alla d.g.r. n. VIII/7561 del 27giugno2008, avente per oggetto Determinazioni sul pro-

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gramma annuale delle opere di interesse statale proposte da enti pubblici, nellambito della procedura di localizzazione delle stesse di cui alla d.g.r. 2464/2000,con linserimento del progetto di cui trattasi; 6.di trasmettere copia della presente deliberazione alla societ proponente Expo 2015 s.p.a. Milano; 7. di informare contestualmente, in merito allavvenuta decisione di valutazione di impatto ambientale e alle modalit di reperimento della stessa, i Comuni di Arese, Bollate e Garbagnate Milanese, la Provincia di Milano, lEnte gestore del Parco regionale della Groane, ARPA Lombardia, nonch la D.C. Programmazione Integrata; 8.di disporre la pubblicazione della presente deliberazione sul Bollettino Ufciale della Regione Lombardia; 9. di provvedere altres alla pubblicazione del testo integrale della deliberazione e della relazione istruttoria allegato A, parte integrante e sostanziale, sul sito web www.cartograa.regione. lombardia.it/silvia/; 10.di dare atto che contro la presente deliberazione proponibile ricorso giurisdizionale presso il T.A.R della Lombardia, secondo le modalit di cui al d.lgs. 2 luglio 2010, n.104, ovvero ammesso ricorso straordinario al Capo dello Stato, rispettivamente entro 60 o 120 giorni dalla data di avvenuta noticazione del presente atto. Il segretario: Marco Pilloni

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ALLEGATO A

Procedura di valutazione dimpatto ambientale REG.1023 Progetto di riqualicazione e messa in sicurezza della valle del torrente Guisa. Comuni di Garbagnate Milanese, Bollate, Arese (MI). Proponente: Expo 2015 S.p.A. - Milano

Relazione istruttoria, approvata dalla Commissione regionale per la v.i.a. nella seduta del 18.12.2013 [art. 5 del r.r. 5/2011],

Milano, dicembre 2013

Indice 1. PREMESSA 2. LOCALIZZAZIONE, QUADRI PROGRAMMATICO E PROGETTUALE 2.1 Ambito territoriale e motivazioni dellintervento 2.2 Quadro programmatico e vincoli 2.3 Il progetto 2.4 Cantierizzazione 3. QUADRO AMBIENTALE 3.1 Atmosfera 3.2 Rumore 3.3 Ambiente idrico, suolo e sottosuolo 3.4 Gestione delle terre 3.5 Paesaggio 4. OSSERVAZIONI, CONTRIBUTI E CRITICHE ALLO S.I.A. 4.1 Osservazioni del pubblico 4.2 Pareri degli Enti territoriali 5. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE E PRONUNCIA DI COMPATIBILIT AMBIENTALE 5.1 Considerazioni conclusive 5.2 Pronuncia di compatibilit ambientale 5.3 Quadro delle prescrizioni _________________________ 1. PREMESSA In data 06.11.2013 sono stati depositati presso lUnit Organizzativa Sviluppo sostenibile e valutazioni ambientali della Direzione Generale Ambiente energia e sviluppo sostenibile [in atti regionali prot. T1.2013.43221] - da parte di Expo 2015 S.p.A. (nel seguito il proponente) - lo studio di impatto ambientale e la richiesta di pronuncia di compatibilit ambientale relativi al progetto di riqualicazione e messa in sicurezza della valle del torrente Guisa, nei comuni di Garbagnate Milanese (MI) e Bollate (MI); copia della documentazione stata contestualmente depositata presso gli Enti territoriali interessati dallintervento, in Comune di Garbagnate Milanese (MI) e Bollate (MI); La tipologia del progetto quella prevista alla voce 7.o) [opere di regolazione del corso dei umi e dei torrenti, canalizzazione e interventi di bonica ed altri destinati ad incidere sul regime delle acque, compresi quelli di estrazione di materiali litoidi dal demanio uviale e lacuale ad eccezione di quelli previsti in piani e programmi di competenza regionale], dellallegato B alla l.r. n. 5/2010, e lintervento proposto localizzato parzialmente in area naturale protetta come denita ai sensi della l. 394/1991; il progetto pertanto sottoposto alla procedura di valutazione dimpatto ambientale (v.i.a.) ai sensi dellart. 6.6 del d.lgs. 152/2006. Il deposito dellistanza di v.i.a. stato preceduto, come previsto dallart. 5.2 della l.r. 5/2010, dalla fase preliminare di consultazione con lautorit competente, avviata dal proponente il 08.07.2013 e conclusa il 27.09.2013 con la comunicazione regionale [prot. T1.2013.36091 nella quale sono state formulate le indicazioni - approvate in pari data dalla Commissione regionale istruttoria per la v.i.a. (CVIA) - per la redazione dello studio dimpatto ambientale (s.i.a.). Lopera in progetto inserita nellelenco di quelle denite essenziali per la realizzazione del grande evento Expo Milano 2015. Pertanto come dichiarato dallordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3900/2010 (art. 1.4) i termini istruttori previsti dalla parte seconda, titolo III del d.lgs. 15272006 sono ridotti della met.

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Il 12.11.2013 avvenuta la pubblicazione, ai sensi dellart. 24 del d.lgs. 152/2006, dellannuncio del deposito del progetto e dello studio dimpatto ambientale sul quotidiano Milano Finanza ; Il proponente ha provveduto al versamento degli oneri istruttori in data 12.11.2013, secondo le disposizioni di cui allart. 3 comma 5 della l.r. 5/2010, dopo aver effettuato la valutazione economica degli interventi in parola. La procedura di v.i.a. stata caratterizzata dai seguenti passaggi amministrativi: prima seduta della Conferenza di Servizi istruttoria [C.d.S.i. - l.r. 5/2010, art. 4.3], con la presentazione del progetto e dello studio dimpatto ambientale, il 25.11.2013; Nella stessa seduta, come riportato a verbale, si concordato da parte degli istruttori e dei rappresentanti degli Enti territoriali, sulla possibilit e opportunit - dati le caratteristiche delle opere proposte e i tempi istruttori sopra richiamati di non procedere con una seconda seduta della C.d.S.i.. Gli Enti hanno trasmesso i pareri di competenza. Con Decreto n. 10852 del 20.11.2013, il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche ha indetto la Conferenza dei Servizi volta al conseguimento dellIntesa di cui allart. 3 del d.p.r. 383/94 relativamente al medesimo progetto n. 4/2013 Comuni di Arese, Bollate e Garbagnate Milanese. Vie dacqua: progetto denitivo dei lavori di riqualicazione e messa in sicurezza della valle del torrente Guisa. Conferenza dei Servizi Permanente per lapprovazione dei progetti del sito di impianto dellEsposizione Universale del 2015, nonch dei relativi manufatti. La documentazione attinente il progetto stata pubblicata sul portale della Conferenza dei Servizi (piattaforma telematica); La procedura in oggetto si inserisce in quella autorizzatoria svolta nellambito della Conferenza di servizi permanente per lapprovazione dei progetti del sito di impianto dellEsposizione Universale del 2015, e dei manufatti inclusi nel dossier di registrazione del grande evento istituita con Decreto del Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche per la Lombardia n. 12161 del 21 ottobre 2011, in accoglimento della proposta formulata dal Commissario Straordinario del Governo per lExpo 2015. 2. LOCALIZZAZIONE, QUADRI PROGRAMMATICO E PROGETTUALE 2.1 Ambito territoriale e motivazioni dellintervento Il torrente Guisa nasce a sud di Cermenate e si sviluppa per 15,97 km, da nord verso sud, con un bacino stretto e lungo. Conuisce con il Nirone a Baranzate; successivamente entra in fognatura a nord del Cimitero Maggiore di Milano per conuire nel ume Olona dopo un lungo tratto in sotterraneo. Il progetto in argomento che ha per oggetto la riqualicazione e messa in sicurezza della valle del Guisa in un tratto compreso nei Comuni di Garbagnate Milanese, Bollate e Arese - prevede i seguenti interventi ed opere:

area golenale principale, nei Comuni di Bollate e Garbagnate Milanese, suddivisa in due comparti con diversa frequenza di allagamento; area golenale secondaria a nord del ponte ferroviario di Garbagnate Milanese; riqualicazione e stabilizzazione delle sponde e dellalveo del torrente nel tratto a valle dellarea golenale principale.

Le opere sono state suddivise nei tre lotti funzionali indipendenti elencati di seguito, cos da poterne prevedere leventuale realizzazione in fasi successive, garantendo comunque lefcacia delle opere realizzate:

lotto I.a: realizzazione dellarea golenale principale di frequente allagamento e sistemazione del torrente; lotto I.b: realizzazione dellarea golenale principale di raro allagamento; lotto II: realizzazione dellarea golenale secondaria.

Tali interventi sono previsti nellambito delle opere da realizzare per lesposizione universale Expo 2015, in particolare nella voce A6 - Vie dacqua, sottovoce Reticolo idrico regionale [interventi di riqualicazione ambientale e valorizzazione paesaggistica sinergici con i programmi regionali] dellallegato 1 al d.p.c.m. 22 ottobre 2008. Tuttavia il progetto assume, anche a prescindere da Expo stesso, la valenza pi ampia di difesa dalle piene del corso dacqua nel territorio a valle e nella stessa citt di Milano. 2.2 Quadro programmatico e vincoli Nessuna opera prevista dal progetto ricade in aree sottoposte a vincolo idrogeologico identicate dalla tavola 7 Difesa del suolo del PTCP (adottato) della Provincia di Milano. Nessuna opera prevista dal progetto interessa direttamente beni culturali storico-architettonici, vincolati con specico provvedimento. Il complesso architettonico della Villa e dei fabbricati rurali del Castellazzo si trovano ad una distanza di circa 600-700 m dalla pi vicina Area golenale principale che comunque non ricade allinterno dellarea vincolata. I beni paesaggistici vincolati, nel territorio interessato dai diversi interventi di progetto, sono riconducibili ad alcune categorie di cui articolo 142 del Codice, sottoposte a tutela per legge; in dettaglio si tratta dei parchi regionali, dei territori boschivi e del torrente e fascia contermine alle sponde dello stesso Torrente Guisa, per una profondit di 150 metri sui due lati. Le Aree golenali principale e secondaria e il tratto del Torrente Guisa oggetto di sistemazione, ricadono nel territorio del Parco regionale delle Groane e in subordine si riscontra che, una porzione dellArea principale, inclusa entro il perimetro del Parco naturale delle Groane. LArea golenale secondaria si sovrappone a una zona distinta come bosco, interamente, secondo la delimitazione derivante dai dati del Geoportale della Regione Lombardia, parzialmente, se si considera la restituzione di cui alla Tavola 5 del PTC della Provincia di Milano, nella versione adottata. Lintera Area golenale secondaria, una parte dellArea golenale principale ed ovviamente il tratto del Torrente Guisa oggetto di sistemazione, ricadono nella fascia laterale alle sponde del corso dacqua. Per quanto attiene allArea golenale secondaria, ricadente nel Comune di Garbagnate Milanese, si evidenzia che la stessa si colloca a ridosso di una zona sottoposta a vincolo paesaggistico con specico provvedimento di riconoscimento del notevole interesse pubblico, ai sensi dellarticolo 136 del Codice; si tratta della Zona delle Groane caratterizzata da boschi di conifere, vincolata con D.M. 7.7.1965, pubblicato sulla G.U. n. 210 del 23.8.1965, che comprende unarea in Comune di Solaro ed unarea nei Comuni di Cesate, Limbiate, Garbagnate Milanese e Senago. In ultimo si segnala che lintera porzione di nord-ovest del territorio del Comune di Bollate distinta, nella Tavola DA03 del Documento

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di Piano del PGT, come Area di rispetto archeologico; in tale zona ricade una parte dellArea golenale principale ed anche il tratto del Torrente Guisa interessato dalla sistemazione. Le Aree di rispetto archeologico sono denite dal PTC della Provincia di Milano, sia quello vigente, sia quello adottato, rispettivamente allarticolo 41 ed allarticolo 30 delle NTA, come fascia di 150 metri lungo i corsi dacqua di cui allapposito Elenco, parte integrante della (..) normativa di Piano, nonch aree espressamente indicate dalla Soprintendenza ai beni Archeologici. Tali Aree non sono individuate negli elaborati del PTCP e per quanto attiene ai corsi dacqua, che per storicit sono considerati luoghi di potenziale rischio, come riportato nel citato articolo 41, si fa riferimento ad un Elenco in cui incluso anche il Torrente Guisa. Per quanto attiene alla disciplina, in base a quanto disposto dallarticolo 30, delladottato PTCP , riguardante i Siti e ambiti di valore archeologico, si applica lindirizzo che richiede, fatte salve eventuali successive intese con la competente Soprintendenza, lutilizzo, negli interventi di scavi e movimenti di terra in aree archeologiche, di mezzi idonei a salvaguardare lintegrit di eventuali reperti. Si demanda ai Comuni, in sede di pianicazione urbanistica, lindividuazione, a una scala di maggiore dettaglio, delle aree archeologiche e la denizione delle modalit di tutela e trasformazione di tali ambiti, con lobbligo di segnalare preventivamente gli scavi da eseguire ad una profondit maggiore ai 50 centimetri. Le Norme del PTCP non escludono, quindi, la possibilit di effettuare gli interventi di progetto, ma dettano condizioni, cautelative, da osservare nella fase di cantiere quando si effettuano gli scavi e movimenti di terra. 2.3 Il progetto 2.3.1 Area golenale principale Larea golenale principale, nella congurazione proposta nel progetto denitivo, si estende su una supercie complessiva di circa 110.000 m posta in sinistra idraulica dellattuale corso del torrente Guisa, nel tratto compreso tra lattraversamento della S.P. 119 e lattraversamento della S.P. 133. Larea suddivisa in due comparti a differente frequenza di allagamento, area a elevata frequenza di allagamento (lotto Ia) e area a bassa frequenza di allagamento (lotto Ib), messi in comunicazione. Il volume massimo di invaso, di 155.000 m per il comparto a frequente allagamento e 135.000 m per quello di raro allagamento (nellassetto transitorio, quota di invaso 167,20 m s.l.m.), interamente realizzato al di sotto del piano campagna e viene ottenuto mediante abbassamento dellattuale piano campagna di unaltezza variabile da 4,0 a 6,0 m e nuova inalveazione di un tratto di circa 100 m di Guisa. Lalveo a valle delluscita della tombinatura dalla S.P . 119 viene deviato verso sinistra allinterno dellarea golenale. A valle del salto il nuovo alveo del torrente Guisa procede con un percorso naturalizzato mediante meandri, allinterno dellarea ad elevata frequenza di allagamento rispetto allattuale tracciato retticato, con una sezione di larghezza media prossima ai 10 m, altezza delle sponde pari a 55 cm. Gli interventi proposti in questo tratto di nuova inalveazione hanno nalit dimostrativa volta ad evidenziare come lutilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica e comunque materiali naturali quali legno, terra, pietra e piante possano consentire di operare in ambienti uviali o comunque in ambienti fortemente antropizzati cercando di ricreare una naturalit sia pur parziale. In questo senso si prevede una suddivisione in tratti differenti in ognuno dei quali si pu apprezzare lutilizzo di materiali e tecniche diverse. Gli interventi da realizzarsi, vengono di seguito sinteticamente riassunti e descritti nella loro modalit realizzativa e nei materiali utilizzati:

le palizzate vive orizzontali sono realizzate con paleria morta di castagno sbucciato, o viva in paleria di salice, posta in orizzontale ssata con lo di ferro cotto a picchetti verticali in castagno (o salice) profondamente inssi nel suolo; i deettori spondali sono una struttura in legname tondo di castagno costituita da unincastellatura di tronchi; realizzazioni di guadi con scogli parzialmente affondati nellalveo e nella sponda di magra; isolotti vegetati realizzati con scogliera intasati con materiale terroso inerte e pietrame nella parte sotto il livello medio dellacqua e piantumati con talee arbustive; mantellata, costituita da blocchi di peso e di dimensioni tali da stabilizzare il fondo dellalveo, sostituendosi al materiale di fondo originale di piccola pezzatura;

Il piano campagna nellarea ad elevata frequenza di allagamento degrada in direzione del corso dacqua e verso il manufatto di regolazione, posto circa 100 m a monte dellattraversamento della S.P. 133. Per garantire la continuit del percorso ciclopedonale esistente e consentire le operazioni di manutenzione delle aree golenali, sar realizzata una pista in calcestre che corre in direzione Nord-Sud tra gli invasi delle due subaree. Il collegamento tra le piste in sommit e il fondo delle aree sar garantito dalla presenza di rampe in terra battuta. Allo stesso modo sono previsti/mantenuti i tracciati agricoli esistenti o di collegamento necessari integrati con cura allinterno delle nuove sistemazioni. Allinterno dellarea golenale principale a frequente allagamento si prevede la trasformazione in unarea zona con formazioni arboree ed arbustive di oltre 7 ha. Il progetto prevede la creazione di una tta alberatura estesa alle sponde dellarea golenale e a larghi tratti del fondo in modo da stemperare e mitigare la geometria delle sponde perimetrali. Al centro prevista una zona prativa col corso dacqua. Allinterno dellalveo il Guisa pu avere una possibilit di divagazione limitatamente alle portate pi frequenti e assumere lassetto di un corso dacqua pi naturale. Ai lati dellalveo sar realizzata anche una fascia di morbida per rispondere alla esondazioni pi frequenti. Le aree circostanti avranno un assetto prevalentemente naturalistico aperto e una sistemazione a verde con bosco e ampie radure. Le aree aperte prative saranno sistemate con prato stabile tradizionale. Le sponde in terra perimetrali saranno in massima parte rinverditi con essenze arbustive. A piano campagna lungo le sponde, ove possibile (lato Nord, lato Est tratto Nord, lato Sud), viene completato da alberatura perimetrale con la realizzazione di lari in essenze dalto fusto. Lunico argine privo dalberatura dalto fusto perimetrale quello posto tra i due invasi. Larea golenale a raro allagamento, manterr il fondo ad uso agricolo. Le arginature, anche qui con pendenze contenute, saranno forestate con arbustive come le arginature dellarea principale. La fascia alberata esistente lungo il lato Nord, presso il cavo dello scolmatore del Villoresi, sar conservata e oggetto di accurata manutenzione. Tutte le sistemazioni sono anche nalizzate ad una fruibilit da parte del pubblico. Lungo la pista ciclopedonale sono previsti tre punti di sosta a maggiore fruizione pubblica e sosta. Allestremit Nord lungo largine una sorta di piccolo parterre sotto gli alberi, dotato di alcune panchine, punto di osservazione ombreggiato sullargine. Da qui una

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rampa in terra conduce allarea golenale sottostante a maggiore accessibilit pubblica. A met circa della pista ciclopedonale e dellinvaso un piccolo slargo quadrato alberato. Allestremit Sud, presso il manufatto di soro, una piazzola, sempre in calcestre, costituisce un punto di sosta e osservazione dellinvaso e dei principali manufatti idraulici. A anco previsto un ampio prato tra due lari di platani per il gioco e la sosta, dotato anchesso di panchine. Il progetto completato dalla passerella carrabile in carpenteria metallica sopra il manufatto di soro verso la vasca secondaria. Il percorso interno ciclopedonale nalizzato anche allaccesso per la manutenzione degli argini e delle opere. Ove non previsto lutilizzo ciclabile i percorsi di manutenzione sono realizzati in terra battuta. Allo stesso modo sono previsti/mantenuti i tracciati agricoli esistenti o di collegamento necessari integrati con cura allinterno delle nuove sistemazioni. 2.3.2 Area golenale secondaria Con lobiettivo di limitare i rischi di esondazione connessi con il malfunzionamento del manufatto di attraversamento di via Monza prevista la realizzazione di unarea golenale in sponda destra dellattuale alveo del Guisa nellarea boscata posta a monte dellattraversamento della ferrovia Milano Saronno (FNM), con volume massimo di invaso pari a 19.000 m. Questarea attualmente boscata, risulta, dalle informazioni raccolte dal comune, essere stata soggetta ad allagamenti causati dal rigurgito del manufatto ferroviario, successivamente adeguato. Lintervento proposto nel presente progetto prevede il disboscamento di unarea di circa 17.000 m2 e labbassamento del piano campagna golenale dallattuale quota media di 181,00 m s.l.m a quota media 178,50 m s.l.m., con successivo inerbimento e ripiantumazione. Lungo il perimetro sud e ovest dellarea prevista la realizzazione di una pista di servizio, necessaria per la manutenzione dellarea golenale e per laccesso alla sezione di controllo, e di una rampa che permette di scendere sul fondo dellarea golenale. Laccesso allarea da nord e da est risulta invece impossibile in quanto non vi sono attraversamenti del corso dacqua che consentano di passare dalla sponda sinistra allarea golenale. La necessit di un comodo accesso allo scarico di fondo e alla relativa paratoia ha richiesto di deviare per un tratto di circa 120 m il corso del Guisa, portandolo allinterno dellarea golenale no a lambire la sponda sud dellarea stessa. In corrispondenza del punto di deviazione dellattuale alveo del corso dacqua si prevede di realizzare una protezione della sponda sinistra in massi ciclopici. Come per larea golenale principale lobiettivo paesaggistico complessivo la formazione di un invaso circondato in sommit da una tta alberatura estesa agli argini e a larghi tratti del fondo, con al centro una zona prativa. 2.3.3 Sistemazione del torrente Guisa a valle dellarea golenale principale A valle dellarea golenale principale si prevede di riprolare e riqualicare il torrente Guisa per un tratto di circa 560 metri dallattraversamento della S.P . 133 al nuovo attraversamento della strada provinciale. Per proteggere dallerosione la sponda che costeggia la S.P . 133 il progetto denitivo propone ladozione di difese che impiegano materiali naturali (legno, bra vegetale, ecc) e sfruttano la funzione stabilizzante della vegetazione. Le palicate a doppia parete sono strutture che ben si inseriscono anche paesaggisticamente in ambito uviale, perch vengono realizzate utilizzando materiali naturali e vegetazione autoctona, avente funzione di armatura e sostegno. Lalternanza di correnti e traversi in legname permette di ricavare spazi vuoti di varia dimensione impiegando, per il riempimento, inerti di grosse dimensioni. Per ritardare la naturale degradazione del legname, che si verica nel corso di alcuni decenni, il progetto ha preferito poggiare la palicata su di una scogliera, evitando cos la sommersione del tondame al livello di piena ordinaria. La struttura in legno realizzata mediante incastellatura di pali in legno disposti alternativamente in senso longitudinale e trasversale e collegati tra loro per mezzo di chiodature effettuate con tondini di ferro. La palicata a parete doppia viene realizzata con due pali longitudinali; uno esterno visibile e uno interno posto entro lo scavo a dare maggior forza e presa agli elementi trasversali di connessione. Tra le intercapedini originate dai pali sono state inserite piante radicate, talee di specie arbustive o arboree, piante erbacee con apparato radicale profondo. Le radici delle piante che vengono messe a dimora nel tempo andranno a rafforzare e a coadiuvare no a sostituire la funzione stabilizzante dei pali. Nella parte sovrastante la palicata doppia, il terreno verr raccordato con il piano campagna esistente e si provveder al rinverdimento della sponda mediante idrosemina e piantumazione di arbusti autoctoni. La sponda opposta, per la quale possibile prevedere un allargamento, sar rinverdita mediante idrosemina con piantumazione arbustiva della parte superiore alla quota di piena centennale. Nella parte pi bassa si prevede di piantumare con macchie monospecie di talee di salice, mentre nella parte superiore prevista la messa a dimora di macchie monospecie di arbusti autoctoni. In sponda destra prevista la realizzazione di una pista di servizio in terra battuta di larghezza pari a 2,50 m. Lopera nalizzatala ad una ricomposizione ambientale e paesaggistica complessiva del tracciato del corso dacqua nel tentativo di conferirgli un assetto dinsieme che lo qualichi dal punto di vista ambientale oltre che idraulico, riconnettendolo al territorio circostante da cui risulta attualmente sconnesso anche a causa del suo alveo molto inciso. Al ne di avere alcuni coni ottici che aprano la vista sul paesaggio e di consentire la visibilit delle opere che si realizzeranno le piantumazioni di arbustive in sponda sinistra avranno delle interruzioni. 2.3.4 Studio idraulico A corredo della proposta progettuale stato presentato uno studio idraulico di approfondimento degli Studi di fattibilit dellAutorit di Bacino del ume Po che si basa sulla verica di compatibilit idraulica del corso dacqua in argomento nonch del franco idraulico sul tirante idrico della piena centenaria; il suddetto studio rappresenta in modo inequivocabile che la portata di piena con tempo di ritorno di 100 anni in ingresso alla prevista nuova vasca di laminazione: - - nellassetto simulato al modello bidimensionale pari a 24,00 mc/sec; nellassetto di progetto la portata in uscita dalla vasca dopo la laminazione si riduce a circa 9,00 mc/sec.

2.4 Cantierizzazione I cantieri sono previsti in due campi base: uno esterno allarea di laminazione, con baracche prefabbricate per ufci e servizi igienici; laltro, dedicato allo stoccaggio dei materiali, allinterno dellarea di laminazione.

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Relativamente alle terre e rocce da scavo, stato prodotto il relativo piano di gestione, del quale si tratta nel capitolo relativo al quadro ambientale.

3. QUADRO AMBIENTALE Lo s.i.a. ha affrontato tutte le componenti ambientali signicativamente interessate dalle opere in progetto. Il contesto territoriale ed ambientale di riferimento stato indagato con sufciente approfondimento. Su alcuni elementi occorre tuttavia formulare speciche considerazioni. Esse vengono formulate a seguito dellesame della documentazione prodotta, visti i risultati della conferenza di servizi istruttoria [v. par. 4.2]. Lesposizione che segue risulta necessariamente sintetica, dandosi per impliciti i dettagli per i quali si rimanda al progetto e allo s.i.a.. Tali valutazioni generano la proposta di giudizio di compatibilit ambientale e le relative prescrizioni riportate nei paragra conclusivi della presente relazione [cap. 5]. 3.1 Atmosfera E stata effettuata una stima degli impatti sulla qualit dellaria derivante dalle fase di cantiere, valutando le emissioni di polveri (con fattori e metodologia tratti da EPA ARPA Toscana), con lapproccio cautelativo di non tenere conto degli effetti delle misure di mitigazione gi proposte nel SIA, per le varie attivit previste sulle diverse aree di intervento (golenale principale, golenale secondaria, alveo Guisa a valle della principale). Fra i diversi contributi valutati, quello prevalente deriva dal transito di mezzi su superci non asfaltate nellarea golenale principale e secondaria, mentre nella sistemazione dellalveo esso quasi equivalente al contributo delle operazioni di scavo e sbancamento; si sottolinea che il sollevamento di polveri per transito dei mezzi uno dei contributi sui quali le operazione di mitigazione, consistenti in unadeguata umidicazione, risultano pi incisive. In base alla collocazione dei recettori individuati, ipotizzato un aumento delle concentrazioni di PM10, pertanto sono proposte misure di contenimento e mitigazione delle emissioni, relative in particolare a: - - - - - - bagnatura a spruzzo dei fronti di scavo; umidicazione periodica dei depositi temporanei di terre di scavo stoccate internamente allarea golenale principale; realizzazione di un sottofondo stradale delle piste di accesso ed interne alle aree di intervento adeguatamente nito e sottoposto a bagnatura periodica; lavaggio delle ruote dei mezzi in uscita dalle aree di cantiere; limite della velocit dei mezzi allinterno delle aree di cantiere (non superiore a 30 km/h); utilizzo di mezzi per il trasporto di materiali dotati di cassoni coperti/telonati.

Speciche prescrizioni sono inoltre elencate nel successivo par. 5.3. 3.2 Rumore Il progetto accompagnato da documentazione di previsione di impatto acustico che riporta, oltre a misure nalizzate a caratterizzazione acusticamente la situazione ante operam, stime previsionali del rumore in corso dopera non solo prodotto dalle sorgenti sse delle attivit di cantiere ma anche dal trafco indotto in fase di cantiere per la movimentazione dei materiali. Per le specica natura dellopera, la fase post operam non presenta effetti apprezzabili in termini di impatto acustico. Speciche prescrizioni sono elencate nel par. 5.3. 3.3 Ambiente idrico, suolo e sottosuolo Lo s.i.a. espone una adeguata caratterizzazione dello stato della componente: geologia e geomorfologia dellarea vasta; qualit e uso dei suoli. Nellarea di studio sono state eseguite nel settembre 2013 campagne geologiche e geotecniche che hanno delineato un quadro positivo del territorio oggetto di intervento. Sono stati individuati due settori territoriali altimetricamente separati da un terrazzo morfologico con andamento nord sud: il settore orientale, corrispondente al Pianalto delle Groane altimetricamente pi rilevato e caratterizzato da copertura boscata, mentre il settore occidentale, su cui insiste la maggior parte dei centri abitati, risulta ribassato rispetto al precedente con un dislivello di 20 m. Entrambi i settori sono caratterizzati da morfologia pianeggiante o sub pianeggiante, tuttavia, nella porzione occidentale del parco delle Groane sono osservabili blandi terrazzamenti. Lintervento pi a monte lungo lasta del torrente Guisa, in Comune di Garbagnate, (area nord) interessa le unit pi antiche del Pianalto, mentre gli interventi pi a valle (area sud) al limite tra i comuni di Garbagnate e Bollate interessano le unit pi recenti. Per le due aree di laminazione previste la permeabilit dei terreni molto differenziata. In corrispondenza dellarea di laminazione principale infatti la copertura di suolo poco permeabile naturalmente poco spessa (1-2 m), mentre gli strati di sottosuolo pi profondi sono costituiti da sedimenti grossolani, piuttosto permeabili. In corrispondenza dellarea pi piccola, a monte della ferrovia in comune di Garbagnate, le caratteristiche del sottosuolo risultano molto differenti dalle precedenti, infatti i terreni che costituiscono il sottosuolo nellarea hanno caratteristiche molto simili ai suoli aforanti e, quindi, permeabilit bassa. In generale, durante la fase di cantiere ragionevole prevedere un incremento dei sedimenti sospesi nelle acque del torrente Guisa. Non si prevedono variazioni negli altri parametri sico chimici e si escludono forme di inquinamento batteriologico durante tali fasi. Area golenale principale e sistemazione dellalveo del torrente Guisa Ad opera in esercizio non sono ipotizzabili variazioni signicative della qualit delle acque del torrente. Per quanto riguarda le potenziali interferenze con gli acquiferi, sia in fase di cantiere che durante lesercizio delle opere, la soggiacenza della falda nellarea di intervento (mediamente compresa fra 15-20 m dal p.c. nellarea golenale principale, con un minimo pari a 10-15 m individuabile in sinistra idrograca) consente di escludere il vericarsi di effetti signicativi e negativi, tenuto conto della

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entit degli scavi previsti per la creazione dellarea golenale e la ricalibratura dellalveo (con abbassamento dellattuale piano di campagna di unaltezza variabile tra 4 e 6 m; non sono previste modiche altimetriche sostanziali del prolo dellalveo oggetto di riprolatura. I risultati delle indagini sulla qualit chimica dei terreni nellarea di intervento, realizzati nellambito della progettazione denitiva, non hanno rilevati problemi di contaminazione relativamente ai parametri ricercati (Arsenico, Cadmio, Cobalto, Nichel Piombo, Rame, Mercurio, Cromo totale, Cromo IV, Zinco, Amianto, Idrocarburi C>12, su 23 punti di campionamento per un totale di 71 campioni). Il progetto denitivo prevede che il terreno di coltivo degli strati pi superciali asportato nellarea golenale principale e lungo il tratto dellalveo oggetto di sistemazione, verr riutilizzato per creare uno spessore minimo di 1,0 m sul fondo dellarea a frequente allagamento ove verr ricreato lalveo del torrente Guisa. Tale accorgimento consentir di ottenere una bassa permeabilit del fondo cos da evitare interferenze fra le acque del torrente Guisa e la falda sottostante. Area golenale secondaria Le indagini sulla qualit chimica dei terreni nellarea di intervento, realizzate nellambito della progettazione denitiva, hanno rilevato in due campioni (prelevati entro 2,0 m di profondit) la presenza di arsenico e/o cobalto in concentrazioni tali da farli rientrare in colonna B al d.lgs. 152/2006 in allegato 5 (alla parte V) tabella 1 (S2 e T19, su 9 punti di campionamento per un totale di 27 campioni). I punti di prelievo S21 e S22 a pochi metri di distanza dati punti S2 e T19, risultano invece rispettare le soglie di cui alla colonna A della medesima tabella di riferimento. Anche in questo caso si pu ritenere non signicativa la potenziale interferenza fra opere in progetto e acquifero, in considerazione sia della soggiacenza della falda (compresa tra 20-30 m da p.c. in corrispondenza della posizione della deviazione del corso dacqua, e tra 30-40 m nella restante area golenale), sia delle limitata profondit degli scavi previsti per la creazione dellarea golenale (abbassamento dellattuale piano di circa 2,0/2,5 m), sia ancora del carattere puntuale e superciale della presunta contaminazione (riscontrata solamente in due punti di prelievo); si consideri inne che come da progetto - le terre di scavo intorno al campioni risultati in colonna B verranno conferite, allesterno. Misure di mitigazione in fase di cantiere Presso le aree di cantiere sso saranno installati servizi igienici autonomi che non necessitano di allacciamento elettrico, idrico e fognario (tipo bagni chimici). I reui verranno stoccati in un serbatoio stagno di accumulo interno alla struttura stessa, dove verr predisposta una soluzione concentrata di disgregante chimico antifermentativo per bloccare le reazioni biologiche e combattere gli odori. I reui verranno quindi smaltiti tramite impresa specializzata e conferiti ad impianto di trattamento autorizzato. prevista la realizzazione di controlli periodici dei parametri sico chimici delle acque sotterranee ovvero del torrente Guisa, che consentano tempestivamente di vericare eventuali forme di contaminazione durante le attivit di cantiere. A tale scopo verranno utilizzati i due piezometri gi installati nelle due aree (uno in ciascuna). 3.4 Gestione delle terre Relativamente alla gestione delle terre e rocce da scavo, stato redatto un documento preliminare basato, oltre che sulla generale conoscenza dello stato dei luoghi, sui risultati di sondaggi geognostici preliminari del giugno 2013 e di un sondaggio geognostico profondo [25 m dal p.c.] del settembre 2013, che ha intercettato la falda freatica alla profondit di circa 14 m. Il materiale scavato sar in parte [123.413 m] riutilizzato direttamente in cantiere per impermeabilizzare il fondo scavo. Per la maggior parte [346.535 m] si prevede il conferimento a siti esterni al cantiere di produzione, rimandando la denizione del sito di destinazione, delleventuale sito di deposito intermedio, delle possibili normali pratiche industriali atte a migliorare le caratteristiche merceologiche del materiale l ad un piano nale di utilizzo da redigere da parte dellappaltatore dei lavori [v. documento ERF.2.04]. Allo stato attuale, pertanto, il documento depositato non presenta minimi di cui al d.m. 161/2012 e di conseguenza materiali derivanti dagli scavi dovranno essere gestiti conformemente ai disposti della parte quarta del d.lgs. 152/2006. 3.5 Paesaggio Larea dal punto di vista di unit territoriale pu essere denita come contesto periurbano caratterizzato da sistemi insediativi diffusi di grande rilevanza, posta tra i Comuni della prima e della seconda cintura milanese. Un edicato diffuso e caotico di tipo residenziale e terziario, oltre che importanti complessi industriali contribuiscono in maniera evidente alla frammentazione del paesaggio costituendone dunque la vera e propria matrice. A margine del territorio propriamente urbanizzato sono per anche presenti lembi di aree caratterizzate da attivit agricole ed alcuni complessi forestali. Le aree di intervento sono tre: Larea golenale principale posta a cavallo del conne di Garbagnate e Bollate in zona periferica ad entrambi i comuni. Larea si trova in una sorta di cuneo formato dalla SP 133, la SP 119 e la Ferrovia Milano Saronno, a sud e est dellabitato di Garbagnate, a nord ovest di quello di Bollate e a nord est del centro di Arese. E unarea agricola tipica del parco che trae la sua connotazione principale dallessere parte ancora in qualche misura ampia fascia agricola che circonda la villa Arconati. Larea sostanzialmente omogenea e piana con quote che variano tra i 163 e i 168 m s.l.m.. Larea golenale secondaria, in comune di Garbagnate e pi settentrionale, posta in vicinanza del centro Storico ad est della ferrovia e della stazione, in una zona originariamente industriale (fornaci) oggi riguadagnata in buona parte a bosco spontaneo. E inserita a cavallo tra labitato di Garbagnate e il Parco delle Groane tra i quali potrebbe avere un importante ruolo di cerniera e collegamento. Dal punto di vista morfologico larea si presenta omogenea e piana, con lievi alterazioni orograche. Le quote variano tra i 179 e i 181 m s.m.l.. Nello stesso contesto si inserisce il tratto dellalveo del torrente Guisa di cui prevista la ricalibratura. Come gi evidenziato, le aree oggetto dintervento sono vincolate sotto il prolo paesaggistico [d.lgs 42/2004], in quanto in parte allinterne al Parco delle Groane. La proposta in esame stata preceduta da una fase di consultazione per la denizione dei contenuti dello s.i.a. (cosiddetta procedura

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assistita) che si conclusa con lapprovazione della relazione da parte della Commissione regionale V.I.A.. La relazione, che non formulava particolari rilievi paesaggistici nel merito della documentazione presentata, suggeriva tuttavia al proponente la necessit di un maggiore approfondimento delle analisi e delle valutazioni paesaggistiche al ne di meglio argomentare le scelte progettuali proposte. Tali suggerimenti sono stati recepiti: la relazione paesaggistica allegata al progetto, nonch la relazione dello s.i.a. in esame illustrano adeguatamente la soluzione scelta in relazione allo stato dei luoghi.

4. OSSERVAZIONI, CONTRIBUTI E CRITICHE ALLO S.I.A. 4.1 Osservazioni del pubblico Durante liter istruttorio relativo alla pronuncia di compatibilit ambientale pervenuta [in atti reg. prot. T1.2013.48580 del 09.12.2013] la nota del sig. Giancarlo Fecchio, il quale espone contrariet al progetto, articolando le proprie osservazioni in tre punti fondamentali a conclusione dei quali chiede:

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che il progetto sia rivisto o accantonato in attesa di riprogrammare con calma e cautela una progettazione e revisione di tutto il corso del torrente Guisa con il recupero progressivo dellalveo naturale e delle aree di esondazione storiche; inoltre inammissibile modicare un territorio sottoposto a tutela allinterno del Parco regionale delle Groane; per coerenza con il tema di Expo 2015 si dovrebbe preservare il territorio agricolo di Castellazzo nella sua integrit; che le norme de Piano paesaggistico regionale abbiano efcacia anche per tale paesaggio storico.

4.2 Pareri degli Enti territoriali In sede di prima seduta della Conferenza di Servizi - il cui verbale agli atti dellistruttoria di v.i.a. - si concordato circa la possibilit e lopportunit, dati le caratteristiche delle opere proposte e i tempi istruttori, di non procedere con una seconda seduta, impegnandosi gli Enti territoriali interessati ad esprimere i propri pareri mediante specici atti da inviare allautorit competente. Gli Enti si sono cos espressi:

Comune di Arese: con nota del 03.12.2013 [in atti regionali prot. T1.2013.47673], esprime le seguenti osservazioni: - il progetto non affronta in modo complessivo la sistemazione del torrente Guisa; infatti, proprio nel tratto pi prossimo al sito di Expo, dallattraversamento della SP ex SS 233 Varesina a proseguire a sud (in particolare lungo il tracciato fra i Comuni di Arese e Bollate), in condizioni tali da rendere indispensabile, come segnalato in pi occasioni, un intervento di manutenzione ordinaria e di pulizia, nonch di riqualicazione e, ove possibile, volto a rinaturalizzare un torrente oggi trasformato in collettore. Tale sistemazione, anche se realizzata in modo disgiunto da quella progettata, ma coordinate con la stessa, si integrerebbe a pieno con gli altri interventi in fase di realizzazione nellarea Expo (in primis le Vie dAcqua Villoresi) e darebbe senso compiuto ai signicativi sforzi in fase di realizzazione da parte de vari Enti. Inne, si chiede di valutare se non sia possibile attivare ulteriori e disgiunte azioni per portare a soluzione le problematiche che, eventualmente, non potranno trovare risposta nella progettazione in argomento. nel progetto denitivo mancano le considerazioni attualizzate in relazione alla qualit delle acque del torrente Guisa, soprattutto per la presenza di scarichi allinterno del torrente nella porzione di bacino a monte dellarea in oggetto. Lunico accenno sulle acque riferisce di qualit scadente ai sensi del d.lgs. 152/1006 (pag. 141 della relazione studio di impatto ambientale). Le analisi condotte da ARPA Lombardia negli anni 2010 2012 su campioni prelevati nel torrente Guisa evidenziano infatti un inquinamento tipico da recettore di scarichi fognari non trattati, con alte concentrazioni, tra laltro, di colibatteri e azoto ammoniacale; stante la scarsa qualit delle acque del torrente Guisa, la scelta progettuale di non impermeabilizzare gli ambiti di accumulo per la continuit di utilizzo a scopo agricolo, implica necessariamente un adeguato sistema di monitoraggio della qualit delle acque di falda; si evince dalla ricostruzione geolitologica delle tavole allegate al progetto, ancorch la probabilit di esondazione nellarea golenale lotto 1b sia bassa e limitata a un periodo di ritorno centennale, manca un effettivo livello impermeabile si separazione delle acque della porzione superciale di falda da quelle pi profonde, usate pi a valle per lapprovvigionamento idropotabile della citt di Bollate ed ancora pi a sud di Baranzate e della citt di Milano; stato vericato in loco la possibilit di accedere al sito dellarea golenale secondaria, per il periodo di realizzazione dellintervento, attraverso il percorso a sud, ritenuto di minore impatto sulle zone abitate e sullambiente circostante, in particolare per la zona della stazione FNM di Garbagnate centro che risulta molto utilizzata e gi fonte di trafco e rumore. Lesito del sopralluogo stato positivo in quanto esiste una viabilit, in parte pubblica e in parte privata, che permette lavvicinamento al torrente; a seguito del riscontro positivo, si sono gi presi contatti con la propriet dei mappali interessati (fg. 18 mapp. 5, 14 e 42 ), che si resa disponibile a permettere luso temporaneo delle aree di propriet; trasmetteremo ad EXPO ed ERSAF i riferimenti; considerato inoltre che in corso il piano di caratterizzazione delle aree di propriet comunale, si attivato lincarico per il frazionamento dei mappali n. 296 e n. 5 del foglio 17 del catasto terreni al ne di poter poi separare il procedimento di bonica del sito, dando la disponibilit delle aree necessarie alla realizzazione dellintervento; si ribadisce che gli interventi necessari per le interferenze con la fognatura nel Comune di Garbagnate Milanese, devono essere vericati e concordati con la societ Capholding, attuale gestore della rete comunale.

Comune di Bollate: con delibera n. 158 del 03.12.2013 esprime osservazioni e prescrizioni circa: -

Comune di Garbagnate Milanese, con nota n. 25641 del 12.12.2013 esprime osservazioni e prescrizioni circa: -

Provincia di Milano: con deliberazione di Giunta n. 496 del 10.12.2013 esprime parere favorevole con indicazioni e prescrizioni relative:

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al piano di manutenzione e di gestione/esercizio delle aree golenali di progetto e alla forestazione dellarea golenale principale (subarea di frequente allagamento); allarea golenale secondaria che ricade allinterno di unarea boscata di rilievo per la sua estensione, che il PTC del Parco delle Groane denisce tra le zone di riqualicazione ambientale di indirizzo naturalistico; alla gestione delle acque sotterranee, prevedendo periodici monitoraggi dei terreni nelle aree di espansione delle acque, e delle falde a valle e a monte delle aree di progetto; alla gestione delle terre da scavo, per il quale non stato presentato il piano di utilizzo conforme al d.m. 161/2012; al tema delle boniche, evidenziando che larea golenale secondaria ricade quasi completamente allinterno del perimetro di un sito interessato da un procedimento di bonica, per il quale attualmente in corso la caratterizzazione ambientale; allutilizzazione di percorsi di cantiere alternativi alla via Forlanini nel Comune di Garbagnate Milanese; alluso della paleria derivata dallabbattimento di piante attualmente esistenti, per la realizzazione delle palicate e di tutte le opere di ingegneria naturalistica.

Parco delle Groane: con nota prot. 3154 del 13 dicembre 2013 esprime parere favorevole con prescrizioni relative: - -

5. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE E PRONUNCIA DI COMPATIBILIT AMBIENTALE 5.1 Considerazioni conclusive Richiamata la sostanziale coerenza con le previsioni degli strumenti di pianicazione a livello sovracomunale e locale, va tuttavia sottolineato che le opere si inseriscono in un contesto territoriale che - pur nellambito metropolitano - conserva un buon valore paesaggistico e naturalistico costituito dagli ambienti del Parco regionale delle Groane e, in particolare, dallambito di Parco naturale. Il torrente Guisa ricade nel bacino idrograco Lambro Seveso Olona, individuato da Regione Lombardia come area prioritaria per gli interventi di tutela e riqualicazione del sistema delle acque superciali e per il quale sono stati sottoscritti specici Accordi quadro di sviluppo territoriale (AQST) denominati Contratti di Fiume. Il progetto stato sviluppato in relazione agli scenari di sviluppo e ai programmi di intervento deniti dai suddetti AQST, con un approccio nalizzato a contrastare le criticit e le urgenze di natura idraulica, senza inciare - anzi ponendone le premesse - ulteriori interventi di soluzione delle criticit ambientali legate alla qualit delle acque e degli ecosistemi correlati. Complessivamente nel progetto e nello s.i.a. appare sufcientemente perseguito lobiettivo di salvaguardare in massima misura possibile le aree boscate, la struttura del paesaggio agrario e il rispetto della funzionalit ecosistemica del corso dacqua, compatibilmente con la funzione primaria delle opere in progetto che quella di riqualicare la valle del Guisa - almeno nel tratto in parola - e di dare soluzione ai problemi di sicurezza idraulica tagliando le portate massime di piena verso valle. Lo s.i.a. stato condotto secondo quanto indicato dallart. 20 del d.lgs. 152/2006; risultano analizzati in modo complessivamente adeguato le componenti ed i fattori ambientali coinvolti dal progetto e individuati gli impatti e le azioni fondamentali per la loro mitigazione. Le problematiche residue evidenziate nel corso dellistruttoria possono essere superate con speciche prescrizioni, vincolanti ai ni dei successivi provvedimenti necessari alla realizzazione dellintervento. In denitiva, non si riscontrano elementi legati alla realizzazione del progetto in esame che possano causare ripercussioni sullambiente, a condizione che lesecuzione degli interventi previsti avvenga nel rispetto della specica normativa di settore e delle misure ed accorgimenti individuati e proposti nello studio, nonch nellottemperanza delle prescrizioni che seguono. 5.2 Pronuncia di compatibilit ambientale Per quanto sopra esposto, possibile esprimere una pronuncia di compatibilit ambientale positiva in merito al progetto di riqualicazione e messa in sicurezza della valle del torrente Guisa da realizzarsi nei Comuni di Garbagnate Milanese, Bollate e Arese, nella congurazione progettuale che emerge dagli elaborati depositati dal proponente Expo 2015 S.p.A., a condizione che siano ottemperate le prescrizioni di seguito elencate, da recepirsi espressamente nei successivi atti approvativi ed abilitativi. 5.3 Quadro delle prescrizioni quadro progettuale a) in sede di progetto esecutivo il proponente dettagli, a partire dallo sviluppo di quanto gi contenuto nello studio dimpatto ambientale e secondo le indicazioni istruttorie [cap. 3 della presente relazione]:

la sistemazione del torrente Guisa, che dovr essere realizzata con tecniche costruttive compatibili con il mantenimento e/o

ripristino della naturalit del corso dacqua e caratterizzate da pendenze tali da permettere laccesso da parte dei mezzi dopera, facendo riferimento anche agli indirizzi del PTCP della Provincia di Milano [v. art 24 della n.d.a.); in particolare, ad eccezione delle opere di soro o degli scaricatori di fondo, le opere in pietrame non dovranno essere intasate di calcestruzzo ma, eventualmente, di terreno vegetale; piano della cantierizzazione, dettagliando lapprontamento e la gestione dei cantieri [rumore, polveri, governo delle acque, stoccaggio dei materiali e dei riuti, collocazione di eventuali distributori di carburante per i mezzi dopera, impatti sugli ecosistemi allintorno], la sistemazione nale delle aree provvisoriamente utilizzate, la viabilit di accesso, leventuale limitazione del passaggio a determinate fasce orarie, nonch il cronoprogramma dei lavori; rilevata presenza di arsenico e/o cobalto nei terreni interessati, in coerenza con la normativa vigente in tema di bonica di terreni contaminati;

il

le procedure e le modalit di intervento nellarea golenale secondaria in rapporto alla

la denizione di dettaglio dei materiali e dei colori delle opere di presa e restituzione in alveo, tenendo conto del contesto

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locale ai ni di un corretto inserimento paesaggistico; b) nella stessa sede siano dettagliate - in accordo con i competenti Ufci della Provincia di Milano - le soluzioni progettuali relative alle interferenze con la rete viaria:

allestimento denitivo della pista ciclopedonale nella zona di innesto sulla SP133, con particolare attenzione alle opere
aggiuntive potenzialmente richieste, ai sensi del Codice della strada, dalla eventuale realizzazione di un attraversamento pedonale;

sistemazione della sponda del torrente in fregio alla stessa SP133, gi soggetta a fenomeni di erosione;
gestione delle aree golenali c) prima dellentrata in esercizio delle opere di laminazione siano deniti in dettaglio:

le modalit di manutenzione delle aree di laminazione (in particolare degli argini), di controllo dei fenomeni di sedimentazione
e di rimozione e smaltimento dei sedimenti, compresa la denizione dei soggetti responsabili di tali attivit;

criteri e le condizioni di utilizzo delle aree golenali, da specicare nei contratti di concessione duso e riguardanti, in particolare, il tipo di colture che potranno essere messe a dimora compatibilmente con i tempi di ritorno delle piene;

la denizione di tali elementi dovr essere concordata con la D.G. Territorio e difesa del suolo e la D.G. Agricoltura della Giunta regionale; si ricorda che gli imprenditori agricoli, ai sensi del d.lgs. 228/2001, art. 15, possono prestare specici servizi alle pubbliche amministrazioni attraverso convenzioni; quadro ambientale d) entro sessanta giorni dallapprovazione del progetto il proponente dettagli - sviluppando quanto proposto nello s.i.a. e in accordo con i Comuni e lEnte gestore del Parco regionale delle Groane - il piano esecutivo degli interventi di mitigazione e compensazione ambientale e il relativo cronoprogramma, tenendo conto inoltre che:

la lista delle specie vegetali da impiantare dovr essere preventivamente sottoposta alla valutazione del
Regionale in merito ad eventuali limitazioni vigenti nellarea di progetto ;

Servizio Fitosanitario

nella piantumazione delle aree da rinaturalizzare siano evitate essenze i cui pollini abbiano riconosciute capacit allergizzanti
e siano programmati ed eseguiti i necessari interventi nalizzati ad evitare il proliferare di Ambrosia artemisifolia; diffusione verso i centri abitati;

ad avvenuta messa a regime delle opere siano puntualmente adottati interventi atti ad evitare il proliferare di insetti e la loro per la realizzazione delle opere di ingegneria naturalistica che prevedono luso di legname, sia utilizzata la paleria derivante
dai tagli funzionali alla realizzazione del progetto; e) nella stessa sede siano dettagliati e implementati gli interventi di compensazione ad uso ricreativo o di fruizione pubblica, mediante

lintensicazione delle attrezzature dellarea di fruizione presso larea golenale principale, con
numero di attrezzature quali panchine e aree di sosta;

linstallazione di un maggior

la dotazione di segnaletica dei percorsi in progetto, in sinergia con i progetti analoghi di fruizione turistica del territorio
circostante Expo 2015 [es. progetto LEt 1, che passa dallarea golenale, e lo stesso progetto Vie dAcqua Nord];

la

realizzazione di un percorso fruitivo di collegamento dellarea con il Santuario della Fametta, perseguendo soluzioni alternative e pi centrali rispetto al percorso prospettato a nord, anche al ne di aumentare la dotazione di percorsi ciclabili nellarea del Parco delle Groane; lungo gli argini dei corsi dacqua o le vasche;

dotazione di regolamentari protezioni contro le cadute accidentali lungo i percorsi ciclopedonali e le aree di sosta previsti
fase di cantiere f) in fase di esecuzione dei lavori, oltre alla rigorosa applicazione delle misure e degli accorgimenti proposti nello s.i.a.:

ai ni del contenimento delle emissioni diffuse di polveri si dovranno utilizzare cassoni chiusi [coperti con appositi teli resistenti
e impermeabili o comunque dotati di dispositivi di contenimento delle polveri] per i mezzi che movimentano materiale polverulento;

i depositi di materiale sciolto in cumuli caratterizzati da frequente movimentazione, in caso di vento, dovranno essere protetti

da barriere e umidicati; si prevedano inoltre adeguate protezioni per i depositi con scarsa movimentazione, ad esempio mediante coperture quali teli e stuoie; ed i ricettori sensibili e siano programmate operazioni di bagnatura dei fronti di scavo, innafamento dei piazzali e delle piste, nonch la limitazione della velocit dei mezzi allinterno del cantiere e il lavaggio delle ruote e della carrozzeria dei mezzi in uscita; barriere antipolvere dovranno essere collocate qualora nel corso dei lavori si evidenzi elevata polverosit presso recettori sensibili; e la movimentazione realizzata, ove tecnicamente possibile, mediante sistemi chiusi quali trasporti pneumatici, coclee, sistemi elevatori a tazze, presidiati da opportuni sistemi di abbattimento in grado di garantire valori di emissione inferiori a 10 mg/ Nm, dotati di sistemi di controllo dellefcienza; zone abitate e sullambiente circostante, in particolare per la zona della stazione FNM di Garbagnate Centro che risulta molto utilizzata e gi fonte di trafco e rumore;

in particolare, nella denizione del layout delle aree di cantiere [v. lett. a)] sia massimizzata la distanza fra le sorgenti di polveri

lo stoccaggio di cemento, calce e di altri materiali da costruzione allo stato solido polverulento dovr essere effettuato in sili

laccesso al sito dellarea golenale secondaria dovr avvenire attraverso il percorso a sud, ritenuto di minore impatto sulle

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mezzi di cantiere con motori a combustione siano mantenuti in perfetta efcienza, adeguatamente identicabili e periodicamente controllati, muniti di documento di manutenzione del sistema antiinquinamento conforme alle normative vigenti; le macchine diesel dovranno essere munite di sistemi di ltri antiparticolato (FAP), evitando lutilizzo di autocarri pre Euro 3; esempio riducendo i transiti nelle fasce orarie di picco del trafco ordinario ed evitando il pi possibile il transito attraverso i centri abitati; di prevedere, per quanto possibile, una minimizzazione dei viaggi di rientro/uscita a vuoto; di organizzare adeguatamente le operazioni di carico e scarico dei mezzi allinterno del cantiere, in modo da minimizzare i perditempo;

si raccomanda di adottare una pianicazione adeguata delle fasi, degli orari di lavoro e di movimentazione dei materiali, ad
g) riguardo alla tutela dellambiente nellarea di cantiere e nellintorno si dovr:

attivare misure nalizzate a ridurre la dispersione delle specie esotiche invasive potenzialmente pericolose per la conservazione garantire la tutela del suolo, del sottosuolo e della qualit delle acque superciali e sotterranee, anche mediante accorgimenti
quali la formazione di piattaforme impermeabili per lo stoccaggio temporaneo dei riuti prodotti e di tutti i materiali che possono dar luogo a percolazioni;

della biodiversit, e salvaguardare la struttura dei suoli e la vegetazione nelle aree connanti con quelle di cantiere, limitando allo stretto indispensabile la larghezza delle piste di accesso e di servizio;

conservare il suolo prelevato durante gli scavi per il successivo riutilizzo negli interventi di ripristino, con modalit di deposito

tali da evitare sia eccessive compattazioni sia il sovvertimento della successione degli strati di suolo da riportare a ripristino, mantenendo la fertilit del materiale stesso mediante irrigazione e protezione, anche prevedendo la posa di una geostuoia al di sotto dei cumuli per contrastare il dilavamento dei nutrienti; in ogni caso non dovr essere importato terreno di provenienza esterna allarea di progetto, anche al ne di ridurre la possibilit di introduzione di propaguli di piante esotiche; accidentali di oli o idrocarburi sul suolo, nonch di panne contenitive per intervenire nel caso di sversamento nelle acque superciali;

si suggerisce di dotare il cantiere di scorte di sepiolite [llosilicato idrato di magnesio] o altri mezzi atti a contrastare sversamenti
h) durante la fase di costruzione si dovr inoltre:

attuare un monitoraggio acustico in corrispondenza dei recettori potenzialmente impattati in relazione della loro localizzazione

e/o specica sensibilit; le modalit di esecuzione e localizzazione delle misure saranno sottoposte ad ARPA Lombardia ed ai Comuni interessati per le valutazioni di adeguatezza; cantiere e possibili disagi da trafco indotto;

dare adeguata informazione alla popolazione interessata relativamente a collocazione temporale e durata delle attivit di provvedere alla pulizia dei tratti di viabilit ordinaria contigui allingresso/uscita dai cantieri; recapitare i riuti, in base alla loro tipologia, ad impianti di recupero o smaltimento autorizzati; sospendere la movimentazione di terre le giornate fortemente ventose;
gestione delle terre e rocce di scavo i) in assenza del piano di utilizzo redatto ai sensi del d.m. 161/2012, i materiali derivanti dagli scavi e non riutilizzati in sito dovranno essere gestiti conformemente ai disposti della parte quarta del d.lgs. 152/2006; monitoraggio ambientale j) prima dellapprovazione del progetto esecutivo il proponente dovr dettagliare - a partire da quanto gi indicato nello s.i.a. - il monitoraggio di sorveglianza [v. allegato 1 alla parte terza del d.lgs.152/06, punto B2], per la verica dei possibili effetti dellintervento sulla falda; a tal ne:

la misura dei livelli delle acque nelle vasche di laminazione dovr essere integrata con la

misura delle portate nelle sezioni a monte e a valle, da realizzarsi con modalit tali da consentire il collegamento al Sistema di supporto alle decisioni rischio idraulico sullarea metropolitana milanese; monitorare la qualit delle acque della falda;

siano messi in opera piezometri a monte e a valle dellarea golenale principale (lotto 1a e lotto 1b), che consentano di il
piano di monitoraggio sia corredato da una valutazione idrogeologica atta ad individuare il numero ed il posizionamento di pozzi barriera da realizzare in caso di apporto di contaminati segnalato dai piezometri; presenza di inquinanti e denire le eventuali misure di bonica;

siano inoltre effettuate periodiche analisi dei terreni e dei sedimenti depositati nelle aree di laminazione, per vericare la
k) i contenuti del piano di monitoraggio e le modalit di svolgimento delle attivit collegate [denizione in dettaglio dei parametri da analizzare, stazioni di misura, modalit e frequenze di prelievo o misurazione, frequenza e modalit di redazione e trasmissione dei report periodici, ecc.] siano denite dal proponente in accordo con ARPA Lombardia, gli Enti locali e il Parco delle Groane, tenendo conto anche delle indicazioni di merito espresse in fase istruttoria di v.i.a.; l) gli allegati cartograci a corredo del PMA, ai ni della corretta valutazione della fase esecutiva, dovranno essere forniti anche in formato digitale shape le, georeferenziati WGS84 - UTM32.

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ALLEGATO B ELENCO ELABORATI

Intesa Stato-Regione ai sensi del DPR 18 aprile 1994, n. 383, per interventi di competenza dello Stato. Progetto n. 4/2013. Comuni di Arese, Bollate e Garbagnate Milanese Vie dacqua: progetto denitivo dei lavori di riqualicazione e messa in sicurezza della valle del torrente Guisa. Conferenza dei Servizi Permanente per lapprovazione dei progetti del sito di impianto dellEsposizione Universale del 2015, nonch dei relativi manufatti; ELABORATI DESCRITTIVI 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. Relazione Generale Relazione Idrologico-Idraulica Relazione Geologica Area golenale principale: indagini eseguite ed esiti Area golenale secondaria: indagini eseguite ed esiti Piano di utilizzo delle terre Relazione agronomica-forestale Relazione Paesaggistica Calcoli preliminare delle strutture e degli impianti Relazione sulle interferenze ERG ERG ERG ERG ERG ERG ERG ERG ERG ERG ERG ERG ERG ERG 2.01 2.02 2.03/1 2.03/2 2.03/3 2.04 2.05 2.06 2.07 2.08 2.09 2.10 2.11 2.12

11. Disciplinare descrittivo e prestazionale degli elementi tecnici 12. Elaborati economici: computo metrico estimativo, elenco prezzi unitari, analisi nuovi prezzi e quadro economico 13. Piano particellare di esproprio 14. Prime indicazioni per la stesura del PSC ELABORATI GRAFICI 1. Corograa 2. Planimetria con individuazione dei lotti funzionali 3. Rilievi topograci 3.1. Area golenale principale: planimetria (1 di 3) 3.2. Area golenale principale: planimetria (2 di 3) 3.3. Area golenale principale: planimetria (3 di 3) 3.4. Area golenale principale: sezioni trasversali 3.5. Area golenale secondaria: planimetria 3.6. Area golenale secondaria: sezioni trasversali 4. Prolo idraulico: Stato di fatto e progetto 5. Inserimento ambientale degli interventi 5.1. Carte storiche e schemi di lettura del territorio 5.2. Confronto stato di fatto e assetto di progetto 5.3. Area golenale principale: confronto stato di fatto e assetto di progetto 6. Area golenale principale 6.1. Planimetria generale 6.2. Sezioni trasversali 6.3. Manufatto di ingresso allarea (Lotto Ia) 6.4. Manufatto di regolazione (Lotto Ia) 6.5. Immissione canale di scarico villoresi (Lotto Ia) e piste 6.6. Manufatto di alimentazione e scarico zona di raro allagamento (Lotto Ib) 6.7. Sistemazioni paesaggistiche- Planimetria 6.8. Nuovo alveo: planimetria e sezioni 6.9. Sistemazioni paesaggistiche- Sezioni generali 6.10. Sistemazioni paesaggistiche- Estratti tipologici planimetrici e di sezione 7. Deviazione collettore fognario (Lotto Ia) 7.1. Planimetria e prolo longitudinale 7.2. Sezioni tipologiche di intervento 8. Sistemazione del Torrente Guisa a valle dellarea golenale principale (Lotto Ia) 8.1. Planimetria 8.2. Sezioni tipologiche di intervento 1:1000 1:50 INDICATA 1:50 1:500 1:500/1:500 INDICATA INDICATA INDICATA INDICATA 1:500 1:500 1:500 1:200 1:10000 1:5000 1:2000 1:500 1:500 1:500 1:100/1:100 1:500 1:100/1:100 1:100/1:2000 Scala: 1:10000 1:5000

Tavola ERG 2000 ERG 2001 ERG 2002/1 ERG 2002/2 ERG 2002/3 ERG 2003 ERG 2004 ERG 2005 ERG 2006 ERG 2007/1 ERG 2007/2 ERG 2007/3 ERG 2008 ERG 2009 ERG 2010 ERG 2011 ERG 2012 ERG 2013 ERG 2014 ERG 2015 ERG 2016 ERG 2017 ERG 2018 ERG 2019 ERG 2020 ERG 2021

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8.3. Sezioni trasversali 8.4. Prolo longitudinale 9. Area golenale secondaria (Lotto II) 9.1. Planimetria 9.2. Sezioni trasversali 9.3. Manufatto di regolazione 9.4. Sistemazioni paesaggistiche - Planimetria 9.5. Sistemazioni paesaggistiche - Sezioni generali ed estratti tipologici di sezione STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE Studio di Impatto Ambientale - Relazione Studio di Impatto Ambientale Sintesi non tecnica Studio di Impatto Ambientale Allegato Cartograco Studio di Impatto Ambientale Elenco elaborati 1:500/1:200 1:500 1:500/1:500 INDICATA 1:500 1:100/1:100 1:100/1:1000

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ERG 2022 ERG 2023 ERG 2024 ERG 2025 ERG 2026 ERG 2027 ERG 2028

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D.g.r. 10 gennaio 2014 - n. X/1219 Schema di protocollo di intesa per lattuazione di interventi integrati di bonica e di riqualicazione ambientale dellarea ex Ghiraf nel comune di Annicco LA GIUNTA REGIONALE Visti: il decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 Norme in materia ambientale e s.m.i., in particolare lart. 250, che dispone la realizzazione dufcio da parte dellamministrazione competente degli interventi di bonica, qualora i soggetti responsabili della contaminazione siano inadempienti o non individuabili, e laddove non provvedano n il proprietario del sito n altri soggetti interessati; la legge 7 agosto 1990, n.241 Nuove norme sul procedimento amministrativo e s.m.i, che introduce una disciplina organica del procedimento amministrativo, in particolare lart. 15 che prevede la possibilit di stipulare accordi tra pubbliche amministrazioni per disciplinare lo svolgimento, in collaborazione, di attivit di interesse comune; la legge regionale 12 dicembre 2003, n.26 Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei riuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche e s.m.i; il regolamento regionale 15 giugno 2012, n. 2, che denisce le modalit di attuazione dellart. 21 della legge regionale 26/2003, relativamente alle procedure di esproprio delle aree da bonicare, alle procedure ad evidenza pubblica e alla concessione di contributi a favore dei Comuni per la bonica dei siti inquinati; il decreto regionale della Struttura Governo locale del territorio e Sviluppo Unitario della DG Territorio e Urbanistica del 20 dicembre 2007, n.16188, che approva il documento contenente le linee orientative per lincentivazione al riutilizzo delle aree urbane compromesse attraverso la promozione sostenibile; il programma regionale di sviluppo della X legislatura, che prevede il riutilizzo e la riqualicazione delle aree dismesse e contaminate presenti sul territorio lombardo in relazione allobiettivo 245b.Ter 9,1 Recupero, bonica e messa in sicurezza di siti inquinati; la deliberazione della Giunta regionale 2 agosto 2013, n.576, che ha preso atto della proposta del Programma Regionale di Gestione dei Riuti (P .R.G.R.), comprensivo del Programma Regionale di Bonica delle Aree Inquinate (P.R.B.), prevedendo tra gli obiettivi la riqualicazione ambientale e urbanistica delle aree inquinate, da promuovere anche attraverso strumenti di marketing territoriale; Preso atto che: in comune di Annicco (CR), Via Cesare Battisti n. 20, in unarea di circa 23.530 mq di supercie di propriet della Societ Ghiraf Eredi di Ghidini Battista s.r.l. (di seguito ex hiraf), sulla quale era ubicata una discarica abusiva di scorie saline di alluminio,provenienti dallattivit produttiva della societ stessa; gli interventi di rimozione e smaltimento delle scorie dallarea, condotti dal Comune, sono stati avviati e ultimati con un costo complessivo di Euro 8.703.776,87 nanziati con i contributi assegnati dalla Regione al Comune di Annicco, nell'ambito della programmazione economico- nanziaria prevista per l'esercizio nanziario 2003-2005 approvata con d.g.r. 7/12641 del 7aprile2003; il comune di Annicco ha avviato lazione di rivalsa nei confronti del responsabile della contaminazione dellarea ex Ghiraf; Rilevato che: lo stato di contaminazione dellarea ex Ghiraf ha costituito grave pregiudizio ambientale e territoriale, oltre che sociale ed economico - occupazionale; la riqualicazione ambientale dellarea ex Ghiraf si congura come attivit di pubblica utilit e di interesse generale, in grado di ridenire funzioni e destinazioni duso compatibili con il contesto territoriale di riferimento; lattuazione dellintervento di bonica dellarea ex Ghiraf, oltre a contenere e ridurre il rischio sanitario e ambientale, ha costituito condizione necessaria ai ni della sua riqualicazione ambientale; il recupero e la riqualicazione dellarea ex Ghiraf costitui-

sce elemento imprescindibile per la sostenibilit economiconanziaria dellazione di risanamento; Constatato che la Regione e il Comune di Annicco (CR) intendono giungere, nel rispetto dellart. 250 del d.lgs. 152/2006, allindividuazione consensuale e condivisa degli interventi di riqualicazione ambientale della predetta area, in coerenza con gli obiettivi della bonica e con lassetto insediativo e infrastrutturale del territorio attraverso la sottoscrizione di un Protocollo dintesa; Dato atto che la Giunta del Comune di Annicco con deliberazione n.62/2013 (pervenuta in data 6 dicembre 2013 n. prot. T1.2013.0048247) ha approvato lo schema di Protocollo; Ritenuto pertanto di approvare il Protocollo dIntesa, allegato A alla presente deliberazione, quale parte integrante e sostanziale, che sar sottoscritto per Regione Lombardia dallAssessore allAmbiente, Energia e Sviluppo Sostenibile; Vista la legge regionale 7 luglio 2008, n.20 Testo Unico delle leggi regionali in materia di organizzazione e personale, nonch i provvedimenti organizzativi della IX legislatura; A voti unanimi espressi nelle forme di legge; DELIBERA 1. di approvare lo schema di Protocollo dIntesa per lattuazione di interventi integrati di bonica e di riqualicazione ambientale dellarea ex Ghiraf di Annico(CR), Allegato A quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; 2. di dare atto che, alla sottoscrizione del Protocollo dIntesa di cui al punto precedente, proceder per Regione Lombardia lAssessore allAmbiente, Energia e Sviluppo Sostenibile dott.ssa Claudia Maria Terzi; 3.di trasmettere la presente deliberazione al Comune di Annicco(CR); 4.di pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufciale della Regione Lombardia, dando atto che tutta la relativa documentazione disponibile presso i competenti ufci regionali. Il segretario: Marco Pilloni

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ALLEGATO A SCHEMA DI PROTOCOLLO DINTESA TRA LA REGIONE LOMBARDIA E IL COMUNE DI ANNICCO (CR) PER LATTUAZIONE DI INTERVENTI INTEGRATI DI RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE DELLAREA EX GHIRAF TRA LA REGIONE LOMBARDIA, CON SEDE IN MILANO, PIAZZA CITT DI LOMBARDIA, 1, RAPPRESENTATA DAIN FORZA DELLA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N.DEL E IL COMUNE DI ANNICCO, CON SEDE IN ANNICCO, CONSIGLIO COMUNALE N..DEL. .. RAPPRESENTATO DA.IN FORZA DELLA DELIBERAZIONE DEL

DI SEGUITO INDICATI ANCHE COME REGIONE E COMUNE O, INSIEME, LE PARTI Richiamati - - - - il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale e successive modicazioni disciplina al Titolo V la bonica dei siti contaminati; lart. 250 del predetto decreto disciplina la bonica da parte dellAmministrazione; la legge 7 agosto 1990, n. 241 Nuove norme sul procedimento amministrativo e successive modicazioni introduce una disciplina organica del procedimento amministrativo; la legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei riuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche e successive modicazioni prevede la promozione della bonica o della messa in sicurezza permanente, del ripristino e della riqualicazione ambientale dei siti a qualsiasi titolo dichiarati contaminati, di propriet sia pubblica sia privata, nonch il recupero socioeconomico e territoriale delle relative aree; la legge regionale 27 dicembre 2006, n. 30 Disposizioni legislative per lattuazione del documento di programmazione economico-nanziaria regionale, ai sensi dellart. 9-ter della legge regionale 31 marzo 1978, n. 34 (Norme sulle procedure della programmazione, sul bilancio e sulla contabilit della Regione) Collegato 2007) allart. 5 trasferisce ai Comuni le funzioni relative alle procedure operative e amministrative inerenti agli interventi di bonica, di messa in sicurezza e le misure di riparazione e di ripristino ambientale dei siti inquinati che ricadono interamente nellambito del territorio di un solo comune; il decreto 20 dicembre 2007, n. 16188 approva le linee orientative per lincentivazione al riutilizzo delle aree urbane compromesse attraverso la promozione delledilizia sostenibile; il regolamento regionale 15 giugno 2012, n. 2 Attuazione dellart. 21 della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei riuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche relativamente alle procedure di bonica e ripristino ambientale dei siti inquinati, che denisce le procedure di esproprio delle aree da bonicare, le procedure ad evidenza pubblica e la concessione di contributi a favore dei comuni per la bonica di siti inquinati; il decreto regionale 20 dicembre 2007, n. 16188 Approvazione del documento linee orientative per lincentivazione al riutilizzo delle aree urbane compromesse attraverso la promozione dell edilizia sostenibile che approva le linee orientative per lincentivazione al riutilizzo delle aree urbane compromesse attraverso la promozione delledilizia sostenibile; il Programma Regionale di Sviluppo della X legislatura contempla obiettivi di bonica delle aree contaminate presenti sul territorio lombardo, in particolare lobiettivo 245b.Ter 9,1 Recupero, bonica e messa in sicurezza di siti inquinati. PREMESSE Riconosciuto che - - - lo stato di dismissione e di contaminazione di una area costituisce grave pregiudizio ambientale e territoriale oltre che sociale e economico - occupazionale; la riqualicazione ambientale dellarea contaminata si congura come attivit di pubblica utilit e interesse generale, in grado di ridenirne funzioni e destinazioni duso compatibilmente al contesto territoriale di riferimento; lattuazione dellintervento di bonica dellarea, oltre a contenere e a ridurre il rischio sanitario e ambientale, costituisce condizione necessaria ai ni della sua riqualicazione. Considerato che - in Comune di ANNICCO, Via Cesare Battisti n. 20, in unarea di circa 23.530 mq di supercie di propriet della Societ Ghiraf Eredi di Ghidini Battista S.r.l. (dora in avanti anche Ghiraf) era ubicata una discarica abusiva di scorie saline di alluminio CER 100308 per alcune tonnellate e di relative polveri CER 100312 per circa 30/40 mila tonnellate provenienti dallattivit produttiva della societ stessa; il Comune di Annicco, con dichiarazioni nn. 844 e 845 del 27/03/2002, comunicava alla Regione la propria incapacit di sostenere con proprio bilancio le spese relative alla rimozione e allo smaltimento di riuti pericolosi depositati nellarea contaminata dalla Societ Ghiraf, e limpegno a promuovere azioni di rivalsa per il recupero del credito nei confronti della stessa Ghiraf per le somme anticipate dalla Regione per le operazioni di rimozione o smaltimento dei riuti pericolosi; a seguito della sentenza n. 336/2004 del Tribunale Penale di Cremona e della condanna dei legali rappresentanti della Ghiraf per la realizzazione in concorso tra loro della citata discarica abusiva di scorie saline di alluminio nello stabilimento di Annicco, lAmministrazione Comunale ha condotto e ultimato i lavori di bonica con un costo complessivo di Euro 8.703.776, 87 IVA inclusa attuati con nanziamento regionale;

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il Comune di Annicco ha citato la Ghiraf presso il Tribunale di Cremona chiedendo allA.G. di condannare la Ditta al pagamento in suo favore della somma sostenuta per la bonica e il ripristino dello stato dei luoghi; tuttavia, a seguito di numerosi incontri e valutazioni ampiamente illustrate ai competenti ufci regionali, il Comune di Annicco e la Regione Lombardia hanno concordato di abbandonare il contenzioso civile e di recuperare larea, gravata da privilegio speciale immobiliare; il Comune di Annicco ha onorato nora tutte le spese legali, che ammontano ad Euro 32.184,96 e ha rappresentato alla Regione Lombardia la difcolt di affrontare il pagamento a saldo del contenzioso civile pari ad Euro 10.121; per far fronte a tali spese il Comune ha gi presentato (ai sensi dellart. 9 comma 4 del r.r. 2/2012) richiesta di essere ammesso a nanziamento delle spese relative al patrocinio legale, nella misura del 50 per cento in riferimento alle azioni legali e processuali intraprese, ovvero la met dellimporto illustrato al paragrafo precedente pari ad Euro 16092,48. Tale somma consentirebbe al Comune di onorare le spese legali citate. Tutto ci premesso e considerato Tra le Parti si conviene e si stipula quanto segue PARTE PRIMA ELEMENTI GENERALI Art. 1 Premesse

Le premesse e gli allegati costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Protocollo dIntesa. Art. 2 Obiettivi generali Il presente Protocollo ha lobiettivo di sviluppare le azioni integrate e coordinate da parte dei soggetti sottoscrittori al ne di realizzare gli interventi di riqualicazione ambientale dellarea di circa 23.530 mq di supercie ubicata in Comune di Annicco, Via Cesare Battisti n.20. Art. 3 Azioni prioritarie Ai ni di cui allart. 2, costituiscono azioni prioritarie lacquisizione della propriet dellarea da parte del Comune di Annicco, lindividuazione da parte del Comune, in accordo con la Regione, delle destinazioni duso ammissibili per larea stessa e la conseguente riqualicazione ambientale ai ni della sua alienazione. Art. 4 Ambito di intervento Lambito di intervento riguarda le aree e gli immobili di cui allallegata planimetria (Allegato 1), aventi una supercie complessiva di 23.530 mq e identicati al Foglio 20, mappale 68 e al catasto fabbricati al foglio 20 mappali 14, 53, 55, 57. PARTE SECONDA IMPEGNI DEI SOGGETTI SOTTOSCRITTORI DEL PROTOCOLLO Art. 5 Impegni del Comune Il Comune di Annicco si impegna a porre in essere tutte le azioni tese a conseguire la propriet dellarea per procedere alla riqualicazione ambientale della stessa e alla sua alienazione. A tal ne, il Comune si impegna ad attivare tutte le azioni necessarie per giungere allacquisizione dellarea, qualora opportuno anche procedendo allesecuzione forzata. Il Comune si impegna inoltre, ai ni dellalienazione dellarea, ad attivare le procedure previste dallordinamento per lapprovazione delle opportune variazioni agli strumenti urbanistici, individuando, in accordo con la Regione, la destinazione idonea alla riqualicazione urbanistica e ambientale dellarea e denendo le opportune agevolazioni sui parametri urbanistici compatibili con la riqualicazione ai sensi dellart.21 della l. r. 7/2012. La riqualicazione dellarea stessa deve avvenire nel rispetto di elevati requisiti di sostenibilit ambientale. Il Comune di Annicco si impegna a trasferire alla Regione le somme derivanti dallalienazione dellarea no allimporto massimo di Euro 8.703.776,87 IVA inclusa, somme sostenute dalla Regione per i costi degli interventi di bonica effettuati, previa deduzione degli oneri sostenuti e da sostenere per i contenziosi in corso o futuri intrapresi nei confronti dei conferitori, fatto salvo le richieste che risultassero gi soddisfatte ai sensi dellart. 6, ultimo periodo, oppure per eventuali spese tecniche aggiuntive connesse alle procedure e alla valorizzazione dellarea ovvero per gli eventuali oneri legali e tecnici connessi a contenziosi generati dalla procedura di appalto e/o allesecuzione delle opere di bonica comunque ai sensi di quanto previsto dal r.r. 2/2012. Art. 6 Impegni della Regione La Regione si impegna a supportare il Comune nellattuazione della riqualicazione ambientale dellarea, anche mediante azioni di marketing territoriale. La Regione, per ottimizzare le scelte sulla riqualicazione dellarea, conduce insieme al Comune approfondimenti sulle caratteristiche attrattive dellarea e sui vincoli derivanti dal contesto territoriale in cui la stessa inserita e sulle conseguenti potenzialit di riuso, anche in relazione alle previsioni della pianicazione regionale e provinciale. La Regione si impegna a far fronte alle richieste del Comune per le spese legali sostenute, nei termini previsti dal r.r.2/2012, in presenza di adeguata disponibilit di bilancio e comunque a fornire il supporto necessario a concludere liter di acquisizione dellarea.

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PARTE TERZA ATTUAZIONE DEL PROTOCOLLO Art. 7 Modalit di attuazione del Protocollo

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Gli impegni assunti sono vincolanti per il Comune e per la Regione che si assumono, ciascuno per quanto di propria competenza e responsabilit e nel rispetto dei principi di collaborazione e di non aggravio del procedimento di cui alla L.241/90, limpegno a porre in essere nel minor tempo possibile tutte le azioni e le attivit necessarie e a rendere celeri le procedure amministrative occorrenti per lavvio e il compimento di quanto previsto nel Protocollo. Art. 8 Modicazioni e integrazioni Le modicazioni e le integrazioni al Protocollo devono garantire un quadro di coerenza con gli obiettivi e le priorit perseguiti e sono approvate con la medesima procedura di approvazione del Protocollo stesso. Art. 9 Sottoscrizione, effetti e durata Il Protocollo approvato dal Comune e dalla Regione e sottoscritto dai rispettivi rappresentanti. La durata del Protocollo di 3 anni dalla sottoscrizione, salvo il raggiungimento degli obiettivi pressati prima di tale termine. Il protocollo pu essere prorogato su richiesta delle Parti, da proporre almeno 60 giorni prima della scadenza. Il presente protocollo redatto in n. 3 originali. ALLEGATI Allegato 1: Planimetria dellarea;

.l.. Per la Regione Lombardia .. Per il Comune di Annicco ..

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ALLEGATO 1 PLANIMETRIA DELLAREA

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D.g.r. 10 gennaio 2014 - n. X/1224 Nomina dei componenti della commissione di controllo delle aziende di servizi alla persona LA GIUNTA REGIONALE Vista la legge regionale 13 febbraio 2003, n.1 Riordino della disciplina delle istituzioni Pubbliche di Assistenza e Benecenza operanti in Lombardia e successive modicazioni ed integrazioni; Datto atto in particolare che lart. 15 di suddetta legge attribuisce alla Giunta regionale il compito di stabilire la composizione, la durata, lentit del gettone di presenza ai componenti esterni, nonch le modalit di funzionamento della Commissione di controllo delle Aziende di Servizi alla Persona; Preso atto che la Commissione di controllo delle ASP costituita con d.p.g.r. 18 dicembre 2009 n. 14179 scaduta in data 8febbraio2013; Vista la d.g.r. X/1044 del 5dicembre2013 avente ad oggetto: Determinazioni relative alla Commissione di controllo delle Aziende di Servizi alla Persona in attuazione degli artt. 12 e 15 della l.r. 1/2003 con la quale stata, altres,approvata la nuova composizione della Commissione di controllo delle ASP; Dato atto che con il medesimo provvedimento viene stabilito, in particolare, che la Commissione di controllo delle ASP sia composta da cinque componenti nominati dalla Giunta regionale come segue: tre componenti scelti tra i dirigenti della Giunta regionale o degli enti del sistema regionale allargato di cui alla legge 30 agosto 2008, n.1 Legge regionale statutaria un componente scelto in una terna di nomi indicati dallA.N.C.I LOMBARDIA un componente scelto in una terna di nomi indicati dallUPL; Vista le note pervenute il 31gennaio2013 prot. n. G12013.1539 e il 27 giugno 2013 prot. n. G1.2013.8988 con le quali A.N.C.I. Lombardia designa la seguente terna di nomi: Dott. Giuseppe Giuliano Olante Dott. Roberto Colangelo Dott. Giacomo Bazzoni; Vista, altres, la nota 5 giugno 2013 prot. n. 95/2013 con la quale LUnione Province Lombarde designa la seguente terna di nomi: Dott. Paolo Moretti Dott. Alfonso De Stefano Dott. Alberto Di Cataldo; Ritenuto di procedere alla nomina dei cinque componenti della Commissione di controllo delle Aziende di Servizi alla Persona in ragione dei requisiti e degli elementi curriculari dichiarati dagli interessati ; Ritenuto di stabilire che lincarico dei componenti della Commissione di controllo delle Aziende di Servizi alla Persona di cui alla presente nomina termina il 31dicembre2015; Dato atto che ai componenti esterni alla Giunta regionale e agli enti del sistema regionale di cui alla legge regionale statutaria n.1/2008 che non rivestano la qualica dirigenziale in un ente pubblico, verr corrisposto un gettone di presenza pari a 166,50, onnicomprensivo di ogni imposta e ritenuta di legge, per la partecipazione allintera seduta della Commissione; Dato atto, altres, che a tutti i componenti della Commissione di controllo, viene riconosciuto un rimborso spese per le trasferte pari al trattamento economico di missione del personale dirigenziale regionale, in conformit alle disposizioni vigenti e alle situazioni soggettive dei singoli componenti; Richiamata la l. r. n.1/2003, che per la Commissione di controllo delle ASP prevede lonere di rassegnare alla Direzione Generale Famiglia, solidariet sociale e volontariato una relazione puntuale sullattivit svolta annualmente, redatta nelle modalit previste dalla dgr X/1044 del 5dicembre2013; Vista la l. r. n. 20/2008 nonch i provvedimenti organizzativi della X legislatura; A voti unanimi espressi nei modi e nelle forme di legge; DELIBERA 1. di nominare quali componenti della Commissione di controllo delle Aziende di servizi alla persona, in ragione degli elementi curriculari rilevati, i signori:

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Paolo Diana Dirigente Giunta Regione Lombardia Fabrizio De Vecchi Dirigente Giunta Regione Lombardia Gianpaola Danelli Dirigente Giunta Regione Lombardia Roberto Colangelo ANCI Lombardia Alberto Di Cataldo UPL 2. di stabilire che lincarico dei componenti della Commissione di controllo delle Aziende di Servizi alla Persona di cui al punto 1 termina il 31dicembre2015; 3. di stabilire che la Commissione di controllo delle ASP deve rassegnare alla Direzione Generale Famiglia, solidariet sociale e volontariato una relazione puntuale sullattivit svolta annualmente, redatta nelle modalit previste dalla d.g.r. X/1044 del 5dicembre2013; 4.di imputare la spesa derivante dallattivit della Commissione di controllo delle ASP al Cap. 1.01.103.322 nei bilanci regionali degli esercizi di riferimento 5. di noticare il presente atto agli enti ed ai soggetti interessati; 6. di disporre la pubblicazione del dispositivo del presente atto sul Bollettino Ufciale della Regione Lombardia. Il segretario: Marco Pilloni

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D) ATTI DIRIGENZIALI
Giunta regionale

D.G. Agricoltura
D.d.s. 10 gennaio 2014 - n. 76 Regime quote latte - Modica per errore materiale del decreto 12653 del 23dicembre2013 IL DIRIGENTE DELLA STRUTTURA OCM E DISTRETTI AGRICOLI OMISSIS DECRETA 1. di retticare il punto 2) del decretato sostituendo il numero di iscrizione allAlbo dei primi acquirenti latte di Regione Lombardia 485 con il numero 487; 2. di noticare il presente provvedimento alla ditta Cadignano latte SCARL CF 03568130987 nella persona del legale rappresentante pro tempore; 3. di provvedere alla pubblicazione sul Bollettino Ufciale della Regione Lombardia per estratto del solito dispositivo del presente provvedimento. Il dirigente della struttura ocm e distretti agricoli Andrea Massari

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D.G. Infrastrutture e mobilit


D.d.s. 19 dicembre 2013 - n. 12444 Approvazione in linea tecnica ed economica del progetto denitivo degli interventi per laccessibilit e la messa a standard della stazione di Grandate Breccia sulla linea ferroviaria regionale Saronno Como IL DIRIGENTE DELLA STRUTTURA RETE FERROVIARIA E METROPOLITANA Richiamati: lart. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980 n.753 Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarit dellesercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto; il decreto legislativo 19 novembre 1997 n. 422 Conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico locale, a norma dellart. 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n.59; laccordo di Programma sottoscritto il 2 marzo 2000 da Ministero dei Trasporti e della Navigazione e da Regione Lombardia per lattuazione della delega prevista dallart. 8, comma 3, del decreto legislativo 422/1997, che assegna alla Regione, a partire dal 1 gennaio 2000, le funzioni di programmazione ed amministrazione inerenti la rete ed il trasporto ferroviario attualmente in concessione a FERROVIENORD s.p.a.; il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 novembre 2000 Individuazione e trasferimento alle Regioni delle risorse per lesercizio delle funzioni e compiti conferiti ai sensi degli artt. 8 e 12 del d.lgs. 19 novembre 1997, n.422 in materia di trasporto pubblico locale, che allart. 1 stabilisce che lAccordo di Programma di cui sopra trova applicazione a decorrere dal 1 gennaio 2001; la d.g.r. 6 agosto 2002 n. VII/10191 Prospettive e criteri per la riqualicazione e lo sviluppo della rete ferroviaria regionale. Denizione degli interventi ferroviari nalizzati allattuazione del Servizio Ferroviario Regionale; il regolamento regionale 26 novembre 2002 n.11 per la gestione tecnica e nanziaria degli interventi sulla rete ferroviaria regionale in concessione; la legge regionale 4 aprile 2012 n.6 Disciplina del settore dei trasporti; la delibera CIPE del 21 dicembre 2007, n.166 Attuazione del Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007 - 2013. Programmazione del Fondo per le Aree Sottoutilizzate; la delibera CIPE del 6 marzo 2009, n.1 Aggiornamento della dotazione del fondo aree sottoutilizzate, dellassegnazione di risorse ai programmi strategici regionali, interregionali agli obiettivi di servizio e modica della delibera 166/2007, che assegna al PAR FAS della Regione Lombardia la somma complessiva di 793,353 milioni di euro per il periodo 2007 - 2013; la delibera CIPE del 6 marzo 2009, n.11 Presa datto dei programmi attuativi FAS di interesse strategico delle Regioni Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle dAosta e della Provincia autonoma di Bolzano, con la quale, tra laltro, il CIPE ha preso atto del PAR FAS di Regione Lombardia a seguito dellistruttoria con esito positivo svolta dal MISE in ordine alla verica della coerenza e della efcacia programmatica e attuativa rispetto ai criteri e alle regole generali della politica regionale unitaria; la deliberazione della Giunta regionale n. VIII/10879 del 23 dicembre 2009 Programma Attuativo Regionale del Fondo Aree Sottoutilizzate 2007 - 2013 ai sensi del Quadro Strategico Nazionale 2007 - 2013 e della delibera CIPE del 21 dicembre 2007, n.166, con la quale stato approvato il Programma, cos come esaminato e valutato positivamente dallOrganismo di Sorveglianza nella seduta del 26 novembre 2009 ed il relativo aggiornamento approvato con deliberazione della Giunta regionale n. IX/3627 del 13 giugno 2012; la determina del MISE trasmessa il 6 ottobre 2011 con cui lo stesso Ministero mette a disposizione di Regione Lombardia le risorse FAS per il periodo 2007 - 2013 nel limite di 714,018 milioni di euro, come indicato nella delibera CIPE dell11 gennaio 2011, n.1 Obiettivi, criteri e modalit di programmazione delle risorse per le aree sottoutilizzate,

selezione e attuazione degli investimenti per i periodi 2000 - 2006 e 2007 - 2013; il Contratto di Programma per gli Investimenti sulla rete ferroviaria regionale in concessione a FERROVIENORD s.p.a., sottoscritto il 3 dicembre 2009 da Regione Lombardia e FERROVIENORD s.p.a. e riconfermato nellaggiornamento del Programma di interventi del predetto Contratto, approvato con d.g.r. n. IX/2675 del 14 dicembre 2011, che denisce il quadro programmatico e le priorit di intervento per lo sviluppo e lammodernamento della rete nonch gli impegni reciproci della parti per la sua attuazione (d.g.r. n. VIII/10625 del 25 novembre 2009); Dato atto che: fra gli interventi previsti nella tabella B del Contratto di Programma sopra richiamato compreso, alla voce Interventi per laccessibilit e la messa a standard delle stazioni, quello relativo allimpianto di Grandate Breccia sulla linea regionale Saronno Como; tale investimento rientra tra gli interventi ammissibili dal PAR FAS 2007 - 2013 (ora Fondo per lo Sviluppo e la Coesione FSC) alla Linea di azione 1.1.1 Completamenti e realizzazioni di opere, viarie e ferroviarie, necessarie allo sviluppo competitivo sostenibile di Regione Lombardia; Considerato che FERROVIENORD s.p.a.: con nota n. 4021 del 6 giugno 2008, protocollo regionale S1.2008.0022902 del 6 giugno 2008, ha presentato istanza di approvazione in linea tecnica ed economica del progetto denitivo degli interventi di adeguamento dellimpianto di Grandate Breccia sulla linea ferroviaria regionale Saronno - Como e ha provveduto contestualmente ad inviare gli elaborati di progetto ed il quadro economico di riferimento dello stesso; con nota n. 3318 del 6 maggio 2010, protocollo regionale S1.2010.0031126 del 7 maggio 2010, ha trasmesso ad integrazione della documentazione gi inviata laggiornamento di alcuni elaborati progettuali tra cui il quadro economico modicatosi a seguito dellinserimento nel progetto di un ascensore di capienza utile per il trasporto di biciclette in sostituzione di quello previsto originariamente; con nota n. 7457 del 24 ottobre 2013, protocollo regionale S1.2013.0051276 del 25 ottobre 2013, ha trasmesso ulteriore documentazione integrativa concernente, in particolare, il piano particellare desproprio con correzione del numero di mappale e dellintestatario della particella oggetto di occupazione temporanea ed il quadro economico aggiornato a seguito delladeguamento alla nuova aliquota IVA, sulle spese generali, dal 21% al 22%; con nota n.8830 del 16 dicembre 2013, protocollo regionale S1.2013.0058069 del 16 dicembre 2013, ha trasmesso il Verbale di validazione del progetto denitivo (art. 6 del Contratto di Programma); Dato atto che FERROVIENORD s.p.a. con nota n.8640 del 10 dicembre 2013, protocollo regionale S1.2013.0057296 del 10 dicembre 2013, ha garantito il nanziamento dellintervento per un importo pari a 141.578,08 nellambito degli impegni deniti con lAmministrazione Comunale di Grandate, in particolare nella Convenzione sottoscritta il 27 giugno 2002 dalla stessa societ ferroviaria con i Comuni di Grandate e di Como che prevedevano la realizzazione di un sottopasso avente funzione sia di attraversamento ciclopedonale della sede ferroviaria che di accesso agli impianti della stazione di Grandate Breccia; Preso atto che il progetto consiste nella realizzazione di: sottopasso ciclopedonale di stazione dotato di scale e rampe di adeguata pendenza poste alle estremit dello stesso e, in corrispondenza della banchina centrale, di un corpo scale e di un ascensore di capienza utile per il trasporto delle biciclette; sopraelevazione della banchina centrale e di quella adiacente al fabbricato viaggiatori e del prolungamento della pensilina della banchina centrale; Considerato che: si proceduto allesame degli elaborati progettuali depositati da FERROVIENORD s.p.a. al ne di determinare la congruit delle opere dal punto di vista tecnico ed economico - nanziario, valutando le modalit e gli strumenti di attuazione del progetto, i tempi e i vincoli di realizzazione e vericando i costi di realizzazione degli interventi

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nonch le disponibilit e le modalit di erogazione delle risorse nanziarie; il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione ed i Sistemi Informativi e Statistici - Direzione Generale Territoriale del Nord Ovest Ufcio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi della Lombardia, con nota n.1955/FB del 24 maggio 2010, protocollo regionale S1.2010.0039626 del 7 giugno 2010, ha comunicato di non avere particolari osservazioni da formulare sul progetto in esame, riservandosi di rilasciare il provvedimento di competenza a seguito dellesame con esito favorevole del progetto esecutivo; Rilevato che: i costi delle opere, cos come presentati nel quadro economico aggiornato con nota n.7457 del 24 ottobre 2013, protocollo regionale S1.2013.0051276 del 25 ottobre 2013, ammontano complessivamente a 1.912.230,16; il quadro economico al netto dellIVA sui lavori in quanto la stessa sostenuta dalla societ appaltante e, pertanto, recuperabile mediante i meccanismi di detrazione di cui allart. 19 del d.p.r. 633/1972, ovvero mediante richiesta di rimborso ai sensi dellart. 30 del medesimo d.p.r. 633/1972 e al lordo dellIVA sulle spese generali; Considerato che limporto per la realizzazione delle opere pari a 1.912.230,16 a carico dei seguenti nanziamenti: per 1.770.652,08 a valere sui fondi del PAR - FSC programmazione 2007 - 2013 disponibili sul capitolo di spesa 7394 del bilancio regionale di previsione 2014 2016 da erogare nel corso del 2015; per 141.578,08 a valere su risorse garantite da FERROVIENORD s.p.a. che verranno interamente erogate nel corso del 2015; Atteso che eventuali economie derivanti dalla realizzazione dellintervento rientreranno nelle disponibilit del PAR Lombardia per la quota parte imputabile al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Vista la Scheda Istruttoria allegata come parte integrante e sostanziale del presente decreto (Allegato 1)(omissis); Ritenuto, sulla base delle risultanze dellistruttoria svolta, di: approvare in linea tecnica ed economica il progetto denitivo degli interventi per laccessibilit e la messa a standard della stazione di Grandate Breccia sulla linea ferroviaria regionale Saronno Como in concessione a FERROVIENORD s.p.a., il cui Elenco Elaborati (Allegato 2) (omissis) e il cui Quadro Economico (Allegato 3)(omissis) costituiscono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; demandare a FERROVIENORD s.p.a. lacquisizione di intese, pareri, autorizzazioni e assensi comunque denominati eventualmente richiesti dalla normativa vigente per lapprovazione del progetto esecutivo; Visti: la legge regionale n.20 del 7 luglio 2008 Testo unico delle leggi regionali in materia di organizzazione e personale, nonch i provvedimenti della X Legislatura; la delibera di Giunta regionale n. 140 del 17 maggio 2013 III provvedimento organizzativo 2013 con la quale, a decorrere dal 1 luglio 2013 l'ing. Carmine DAngelo stato nominato Dirigente della Struttura Rete Ferroviaria e Metropolitana; Il decreto del Segretario Generale n. 7110 del 25 luglio 2013 Individuazione delle strutture organizzative e delle relative competenze ed aree di attivit delle Direzioni della Giunta regionale X Legislatura; il decreto del Direttore Generale n. 10106 del 6 novembre 2013 Nomina del Responsabile del Procedimento per gli interventi infrastrutturali individuati nel Contratto di Programma per gli investimenti sulla rete ferroviaria regionale in concessione a FERROVIENORD s.p.a. con il quale l'ing. Carmine DAngelo stato nominato Responsabile del Procedimento per l'intervento in oggetto; DECRETA 1. Di approvare in linea tecnica ed economica il progetto denitivo degli interventi per laccessibilit e la messa a standard della stazione di Grandate Breccia sulla linea ferroviaria regionale Saronno Como in concessione a FERROVIENORD s.p.a., la

cui Scheda Istruttoria (Allegato 1)(omissis), il cui Elenco Elaborati (Allegato 2)(omissis) e il cui Quadro Economico (Allegato 3)(omissis) costituiscono parte integrante e sostanziale del presente decreto, del costo totale di 1.912.230,16 di cui: per 1.770.652,08 a valere sui fondi del PAR - FSC programmazione 2007 - 2013 disponibili sul capitolo di spesa 7394 del bilancio regionale di previsione 2014 2016 da erogare nel corso del 2015; per 141.578,08 a valere su risorse garantite da FERROVIENORD s.p.a. che verranno interamente erogate nel corso del 2015. 2.Di dichiarare la pubblica utilit, lurgenza e lindifferibilit dei lavori ai sensi dellart. 39 della legge regionale 4 aprile 2012 n.6. 3. Di trasmettere il presente provvedimento alla Struttura Programmazione Comunitaria e Attuazione del PAR 2007-2013 del FAS (ora FSC, Fondo per lo Sviluppo e la Coesione) ed alla Struttura Autorit di Certicazione Fondi Comunitari della Direzione Centrale Programmazione Integrata. 4. Di pubblicare il presente atto sul BURL, ad esclusione degli allegati, che restano depositati agli atti presso gli ufci della Direzione Infrastrutture e Mobilit. 5. Di attestare che contestualmente alla data di adozione del presente atto si provvede alla pubblicazione di cui agli artt. 26 e 27 del d.lgs. 33/2013. Il dirigente della struttura rete ferroviaria e metropolitana Carmine DAngelo

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D.G. Ambiente, energia e sviluppo sostenibile


D.d.s. 30 dicembre 2013 - n. 12792 Concessione di proroga alla societ Moto Italia s.r.l., con sede in via Nino Bixio, 8, nel comune di Biandronno(VA), per la presentazione del progetto di bonica delle acque di falda al 31 settembre 2014 IL DIRIGENTE DELLA STRUTTURA PIANIFICAZIONE DEI RIFIUTI E DELLE BONIFICHE Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 e s.m.i., recante le norme in materia ambientale e, in particolare, il Titolo V, parte quarta; Vista la legge regionale 27 dicembre 2006, n. 30, recante le Disposizioni legislative per lattuazione del documento di programmazione economico-nanziaria regionale, ai sensi dellart. 9 ter della l.r. 31 marzo 1978, n.34 collegato 2007; Richiamata la deliberazione di Giunta regionale 27 giugno 2006, n. 2838, Modalit applicative del Titolo V Bonica di siti contaminati della parte quarta del d.lgs. 152/2006 Norme in materia ambientale; Vista la d.g.r. n.4033 del 24 gennaio 2007 con cui sono state indicate le prime modalit di applicazione dellart. 5 della citata l.r. n.30/2006; Vista la d.g.r. n. 11348 del 10 febbraio 2011 che denisce le linee guida in materia di bonica di siti contaminati; Vista la d.g.r. n.3509 del 23 maggio 2012 che denisce le linee guida per la disciplina del procedimento per il rilascio della certicazione di avvenuta bonica, messa in sicurezza operativa e messa in sicurezza permanente dei siti contaminati; Ricordato che nel territorio del comune di Biandronno, in provincia di Varese, ubicato il sito della societ Moto Italia s.r.l.; Richiamato il decreto del Dirigente dell Unit Organizzativa n.7820 del 21 agosto 2013, di concessione di proroga alla societ per la presentazione del progetto di bonica della falda al 31 dicembre 2013; Considerato che la societ Moto Italia s.r.l., con nota del 17 settembre 2013 , agli atti regionali con protocollo n.35632 del 25 settembre 2013, ha comunicato il cambio della ragione sociale della societ Husqvarna Motorcycles s.r.l. in Moto Italia s.r.l.; Rilevato inne che con nota del 11 novembre 2013, agli atti regionali con protocollo n.47257 del 28 novembre 2013, la societ Moto Italia s.r.l. ha chiesto una ulteriore proroga, al 30 settembre 2014, per la presentazione del progetto di bonica della falda superciale, per: imprevisti generali tecnici e organizzativi necessit di integrare le indagini di caratterizzazione del sito prevedere la copertura dei costi delle attivit di bonica dei terreni e della falda; Considerato che sul sito dello stabilimento della societ attivo un presidio idraulico a tutela delle acque di falda e per la tutela della salute pubblica; Ritenuto, per le motivazioni e considerazioni sopra riportate, di indicare al 30 settembre 2014 la data entro cui dovr essere presentato il progetto di bonica della falda superciale; Vista la legge regionale 7 luglio 2008, n.20 Testo Unico delle leggi regionali in materia di organizzazione e personale nonch i Provvedimenti Organizzativi della X Legislatura; DECRETA 1. di prorogare alla data del 30 settembre 2014, il termine entro cui la societ Moto Italia s.r.l., con sede in via N. Bixio, 8, del comune di Biandronno(VA), dovr presentare il progetto di bonica della falda come previsto dal d.d.u.o. n.11876 del 11 dicembre 2012; 2. di dare atto che sullarea dello stabilimento della societ Moto Italia s.r.l. attivo il presidio idraulico, a garanzia di tutela della falda idrica sotterranea; 3. di comunicare il presente atto alla societ Moto Italia s.r.l. con sede in via N. Bixio, 8, in comune di Biandronno, (prov. VA) e di trasmetterne copia alla Provincia di Varese, ai comuni di Biandronno e di Ternate, allARPA Lombardia Dip. di Varese e Sede Centrale di Milano, allASL della Provincia di Varese; 4. di provvedere a pubblicare sul Bollettino Ufciale della Regione Lombardia il presente provvedimento; 5. di dare atto, ai sensi dellart. 3, legge 7 agosto 1990, n.241, s.m.i., che contro il presente provvedimento, potr essere presentato ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale,

entro 60 (sessanta) giorni dalla data di comunicazione dello stesso, ovvero ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 (centoventi) giorni dalla data di pubblicazione sul BURL. Il dirigente della struttura Rocco Racciatti

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D.d.s. 9 gennaio 2014 - n. 54 Ripristino dellimpianto idroelettrico dellex cartiera Villa sul ume Lambro, in comune di Briosco(MB). Proponente: societ Casiraghi s.r.l.. Pronuncia di compatibilit ambientale ai sensi del d.lgs. 152/2006 e della l.r. 5/2010 IL DIRIGENTE DELLA STRUTTURA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE OMISSIS DECRETA 1. di esprimere - ai sensi dellart. 26 del d.lgs. 152/2006 - giudizio positivo in ordine alla compatibilit ambientale del progetto di ripristino dellimpianto idroelettrico dellex Cartiera Villa sul ume Lambro, in Comune di Briosco(MB), secondo la soluzione progettuale prospettata negli elaborati depositati dal proponente Casiraghi s.r.l., con le prescrizioni e condizioni elencate di seguito, che dovranno essere espressamente recepite nei successivi provvedimenti abilitativi: a. lintervento dovr essere sottoposto ad autorizzazione paesaggistica ai sensi dellart. 146 del d.lgs. 42/04 e secondo i contenuti del d.p.c.m. 12dicembre2005; b. relativamente al successivo iter di autorizzazione/approvazione del progetto: b1. dal punto di vista progettuale: al ne di assicurare che la portata massima di progetto non venga superata, il progetto che sar oggetto di autorizzazione unica ex d.lgs. 387/2003, oltre a dettagliare le opere in progetto, dovr denire puntualmente la proposta prevista per linstallazione del misuratore di portata derivata; si dovranno chiarire i parametri progettuali utilizzati per la denizione della potenza di concessione, con particolare riferimento ai dati di portata (vd punti successivi) e di salto utile (conformemente alle denizioni del r.r. 2/2006); siano dettagliate le progettualit relative alle opere di mitigazione previste nella documentazione agli atti istruttori, le quali dovranno essere puntualmente adottate cos come tutte le precauzioni previste; b2. dal punto di vista della compatibilit idraulica: il rilascio dellatto concessorio da parte dellAutorit competente dovr essere subordinato al nulla osta idraulico dellAgenzia Interregionale per il ume Po AIPo sul progetto denitivo, sulla base di unanalisi del rischio idraulico ai sensi artt. 38-39 delle NdA del PAI; in particolare, sulla base delle indicazioni dellAutorit idraulica competente, si dovranno adottare soluzioni progettuali tali da non incrementare il rischio idraulico degli abitati rivieraschi - a monte e a valle dellopera di derivazione, in ogni condizione di regime idrico - quali ladozione di organi mobili di ritenuta idraulica, tali da consentire la modulazione del usso idrico a seconda delle necessit; sono comunque fatte salve e riservate le norme di Polizia Idraulica di cui al r.d. n.523 del 25luglio1904; lanalisi del rischio idraulico e il nulla osta dellAutorit idraulica competente dovranno essere inviati allAutorit competente in materia di VIA ai ni della verica di ottemperanza; ogni variazione della proposta progettuale dovr essere presentata sotto forma di nuova istanza alla competente Autorit idraulica (AIPo); in considerazione delle problematiche di sicurezza idraulica connesse al deusso delle portate dalla traversa in caso di portate di piena, necessario assicurare che gli organi ritenuta e di deusso delle acque in condizioni di piena siano al massimo della propria funzionalit, garantendone, pertanto, unadeguata manutenzione; con riferimento alle problematiche di funzionalit della rete di scarichi di acque meteoriche, con sezioni di sbocco nei tubi dei canali in cui suddiviso lalveo uviale a monte della traversa di derivazione (come segnalato nelle Osservazioni pervenute da parte del pubblico), in sede di autorizzazione nale del progetto dovr essere vericata la compatibilit degli interventi in questione sulla base delle indicazioni e prescrizioni di cui al r.r. 24 marzo 2006 - n.3 disciplina e regime autorizzatorio degli scarichi di

acque reue domestiche e di reti fognarie, in attuazione dellarticolo 52, comma 1, lettera a) della legge regionale 12 dicembre 2003, n.26; b3. con riferimento alla procedura di rilascio della concessione per piccole derivazioni dacqua, demandando le puntuali veriche alla competente Provincia di Monza Brianza ai sensi del R.D. 1775/1933 e r.r. 2/2006 in merito alla denizione delle portate disponibili nellalveo, alla denizione del DMV (e sue modalit di rilascio e misurazione), alle speciche delle opere di captazione, utilizzo e restituzione delle acque derivate, ad eventuali interferenze con altre derivazioni, si segnala che: si dovr dettagliare la curva media di durata alla sezione di Briosco calcolando le portate naturali per le varie durate a Briosco a partire dalle portate naturali per le medesime durate alla stazione di riferimento in funzione non del rapporto delle aree dei rispettivi bacini, ma in rapporto alle portate medie annue naturali tra le due sezioni di Lambrugo e Peregallo (utilizzando anche dati ARPA Lombardia disponibili sul sito ARPA o contattando il Servizio idrograco ARPA per la stazione sul Lambro di Lambrugo a partire dal 2003 e per la stazione sul Lambro di Peregallo di Lesmo a partire dal 1998), in modo da considerare anche eventuali differenze nel coefciente di assorbimento e nella pluviometria tra i due diversi bacini; andranno utilizzati dati pluviometrici coerenti con quelli di portata misurati/calcolati e, quindi, riferiti agli stessi periodi di tempo; il valore del DMV sia variabile in considerazione del periodo stagionale (pari a 0,84 m3/s nel periodo ottobre-maggio e pari a 1,09 m3/s nel periodo giugno-settembre) ed in conseguenza delle nuove elaborazioni che dovranno essere prodotte in merito alle portate del Lambro di cui al precedente punto, o a seguito dellapprovazione da parte della Regione Lombardia del Regolamento per lapplicazione dei fattori correttivi del DMV (ex art. 31 comma 5 delle NTA del PTUA); in merito alle modalit di rilascio del DMV, il progetto denitivo presentato in occasione della domanda di autorizzazione unica ex d.lgs. 387/2003 dovr dettagliare le caratteristiche della luce sotto battente allinterno della traversa, e dimostrare con i calcoli idraulici necessari il corretto dimensionamento della luce in relazione ai succitati valori di DMV garantendo che, nel caso siano disponibili nel ume Lambro portate pari o inferiori a quella di DMV, non possa, sicamente, avvenire prelievo dacqua da parte della captazione; inoltre, il progetto dovr indicare in che modo verr garantito che la luce risulti sempre completamente disponibile per il transito delle portate di DMV; inne, si dovranno denire le modalit di misurazione in continuo della portata di DMV; si ottemperi ai disposti di cui allart. 141 della l.r. 31/2008 ed alla prescrizioni di cui alla d.g.r. n.16065/2004 a tutela dellittiofauna; b4. relativamente alle opere di mitigazione/compensazione: su indicazione del Parco Valle Lambro, sia valutata la realizzazione di una struttura che garantisca la continuit al transito in acqua di piccole imbarcazioni (canoe, gommoni) per nalit fruitive, di Polizia uviale e di Protezione Civile; il transito delle imbarcazioni e della fauna ittica potranno essere risolte in ununica soluzione tecnica concordata con il personale tecnico dellEnte Parco; dovranno essere approfondite le opere di mitigazione relative allintervento in oggetto, nalizzandole alla riqualicazione generale del contesto dintervento ad oggi particolarmente degradato; c. sia garantita una continua ed adeguata presenza dacqua ai ni paesaggistici in ogni periodo dellanno, non necessariamente con il solo rilascio del DMV, ma anche con una possibile modulazione delle portate transitanti dalla traversa di derivazione, per i cui dettagli si rimanda allapprofondimento sullanalisi delle portate presenti in alveo da effettuare in sede di procedura per la concessione di derivazione di cui al precedente punto b.3; d. in considerazione del riconosciuto valore documentale dellimpianto della ex Cartiera, dovr essere valutata la

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possibilit di un eventuale recupero delle opere idrauliche esistenti di valore storico e/o testimoniale; e. entro tre mesi dalla realizzazione del progetto dovr essere effettuato un monitoraggio acustico post operam nalizzato alla verica del rispetto dei limiti di rumore (in particolare il differenziale notturno) e ad individuare e dimensionare eventuali misure di mitigazione che fossero necessarie. Il programma di monitoraggio riportante modalit e localizzazione delle misure di rumore dovr essere inviato ad ARPA ed al Comune di Briosco per le veriche di adeguatezza. Al termine del monitoraggio dovr essere predisposta ed inviata ad ARPA ed al Comune di Briosco un relazione sugli esiti del monitoraggio riportante i livelli di rumore rilevati, la valutazione circa la conformit ai limiti e lindicazione delle eventuali misure di mitigazione che a seguito del monitoraggio risultassero necessarie nonch dei tempi della loro attuazione; f. qualora si persegua la progettualit auspicata dal Parco Valle Lambro di realizzare un passaggio sulla traversa di derivazione idoneo al transito delle canoe con ni fruitivi, le banchine di attracco per le canoe dovranno essere realizzate con caratteristiche tali da consentirne la fruizione in condizioni di sicurezza; g. durante lesecuzione dei lavori dovranno essere applicati gli accorgimenti e le procedure atte a mitigare limpatto degli inquinanti atmosferici prodotti dalle attivit di costruzione e di cantiere, in particolare per il trattamento e movimentazione del materiale nelle aree e piste di cantiere, per la protezione dal vento dei depositi di materiale, per lutilizzo di apparecchiature e macchinari adatti; in particolare: g1. dovr essere prevista unarea di deposito temporaneo dei riuti eventualmente originati in fase di cantiere; g2. le operazioni di deposito dei riuti dovranno avvenire nel rispetto dei limiti deniti dallart. 183 - comma 1 lett. bb) del d.lgs. 152/06 e s.m.i. ed in modo tale che siano evitati sversamenti e percolamenti delle acque meteoriche attraverso i riuti; pertanto i riuti dovranno essere stoccati al coperto e, qualora suscettibili di rilasciare efuenti liquidi, devono essere depositati su superci impermeabili oppure in contenitori dotati di idoneo bacino di contenimento; g3. dovr essere mantenuta la separazione tra riuti e terre e rocce da scavo al ne di non contaminare queste ultime, rendendone altrimenti necessario il recupero o lo smaltimento in impianti autorizzati; g4. si predisponga un piano/protocollo dintervento per la gestione di eventuali depositi di riuti interrati rinvenuti nellambito delle opere di escavazione; tale protocollo dovr prevedere modalit di comunicazione agli Enti, caratterizzazione dei riuti rinvenuti, modalit operative di gestione, afdamento a terzi autorizzati per le operazioni di rimozione e smaltimento, caratterizzazione dei suoli sottostanti ed avvolgenti; g5. dovr essere privilegiato il recupero dei riuti rispetto allo smaltimento e pertanto dovranno essere individuati idonei impianti autorizzati al recupero dei riuti provenienti dalle attivit di cantiere e dalle operazioni di manutenzione dei mezzi impiegati; g6. dovr essere minimizzata la possibilit che si verichino fatti occasionali di sversamento di inquinanti al suolo o in acqua mediante: limpiego di mezzi a norma e sottoposti ad una manutenzione periodica adeguata; la realizzazione delle operazioni di manutenzione dei mezzi esclusivamente nelle sedi autorizzate; la realizzazione delle operazioni di rifornimento dei mezzi in aree opportunamente adibite e impermeabilizzate; la predisposizione di un piano di emergenza per il contenimento di eventuali fuoriuscite; la sistemazione di sostanze inquinanti eventualmente stoccate in cantiere secondo le modalit previste dalla normativa vigente in materia di sicurezza; h. per quanto riguarda i volumi di terreni derivanti da scavi: h1. si richiama lesclusione dal campo di applicazione della disciplina in materia dei riuti ai sensi dellart. 185, comma 1, lett. c, del d.lgs. 152/2006 solo per il

Bollettino Ufciale

suolo escavato non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attivit di costruzione, a condizione che sia certo che esso verr riutilizzato a ni di costruzione allo stato naturale e nello stesso sito in cui stato escavato; h2. ai sensi del comma 4 del sopra citato articolo, i suddetti materiali inerti non riutilizzati internamente al sito, dovranno essere valutati ai sensi, nellordine, degli artt. 183, comma 1, lett. a), 184 bis e 184 ter del d.lgs. 152/2006; h3. qualora gli stessi vengano utilizzati al di fuori del sito di produzione, potranno essere gestiti come sottoprodotti ai sensi dellart. 184 bis del d.lgs. 152/2006 a condizione che sia presentato idoneo Piano di Utilizzo ai sensi del d.m. n.161/2012; i. dovranno essere determinate le distanze di prima approssimazione (ed eventualmente le fasce di rispetto) delle realizzande linee elettriche secondo i modelli di calcolo esplicitati dal d.m. 29 maggio 2008; 2. la Provincia di Monza Brianza, in qualit di Autorit competente al rilascio della concessione di derivazione dacqua tenuta a vigilare sul rispetto delle prescrizioni di cui al precedente punto 1, e a segnalare tempestivamente allAutorit Competente eventuali inadempimenti, ai sensi e per gli effetti dellart. 29 del d.lgs. 152/06; 3. ai sensi dellart. 26, comma 6, del d.lgs. 152/2006, il progetto in parola dovr essere realizzato entro il termine previsto dallautorizzazione rilasciata dallAutorit Competente; 4. di trasmettere copia del presente decreto alla proponente Casiraghi s.r.l.; 5. di informare contestualmente dellavvenuta decisione nale - e delle modalit di reperimento della stessa - la Provincia di Monza Brianza, il Comune di Briosco, il Parco Valle Lambro, AIPo, nonch ARPA Lombardia; 6. di provvedere alla pubblicazione sul BURL della sola parte dispositiva del presente decreto; 7.di provvedere altres alla pubblicazione integrale del presente provvedimento sul sito web www.cartograa.regione.lombardia.it/silvia/; 8. di rendere noto che contro il presente decreto proponibile ricorso giurisdizionale presso il T.A.R della Lombardia secondo le modalit di cui al d.lgs. 2 luglio 2010, n.104, ovvero ammesso ricorso straordinario al capo dello Stato, rispettivamente entro 60 o 120 giorni dalla data di avvenuta noticazione del decreto stesso. Il dirigente Filippo Dadone