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Non devi preoccuparti di quello, ce ne sono gi in giro abbastanza...

noi come azienda cercheremo di formarti il pi possibile, revisioner io stesso i tuoi articoli e apporteremo delle modifiche per spazio se necessario. Ok, perfetto affermai annuendo. Leggo anche dal tuo curriculum che stai facendo un master in giornalismo presso lUniversit Cattolica, giusto?. Esatto, ho iniziato a frequentare le lezioni ieri. Chi il suo coordinatore?. Il soporifero. Il professor Orlando Ricadi. Orlando Ricadi? Lo conosco da molti anni mi ha aiutato molto allinizio quando nessuno mi voleva a causa delle mie idee innovative. Lui un vero professionista della scrittura giornalistica chiar. Sono felice che ora insegni in universit.

Dovevo rendergliene atto, Orlando Ricadi potr essere soporifero, severo a volte irritante ma era uno dei professori pi preparati che io abbia mai conosciuto. Lei sarebbe disponibile iniziare fin da subito?. Stai scherzando?. S, assolutamente. E davvero entusiasmante soprattutto per me in prima persona, incontrare persone come lei, mi ricorda me quando ho iniziato... ed giusto che questatteggiamento soprattutto nei giovani va premiato. Finalmente una persona che pensa in grande, forse non tutto perduto. Mi piaci molto Sofia, in questi giorni ho incontrato moltissimi candidati ma nessuno mi ha convito fino in fondo, voglio che sia tu ad avere il posto. Oddio, gli piaccio! Stai calma Sofia... niente panico. Quando potr iniziare?.

A breve inizier la settimana della moda femminile qui a Milano, e ho bisogno di una persona che stia sempre e perennemente sul pezzo, prima di ogni lavoro ti contatter io, ti fornir informazioni, pass stampa e contatti con cui parlare. Ottimo continuai entusiasta. So benissimo che questo un ruolo ridotto al momento, per contatter personalmente Orlando, voglio che tu faccia qui lo stage di tirocinio. Ditemi che non sto sognando!. Il signor Ferrari estrasse dalla sua agenda un bigliettino da visita consegnandomelo. Questi sono i miei contatti, se in futuro avr bisogno di me, fallo pure tramite la mia casella e-mail personale... la retribuzione degli articoli sar di 20,00 lordi a pezzo e saranno pagati a ritenuta dacconto. Ecco che si torna alla realt. Va bene terminai un po delusa.

Da gentiluomo il signor Ferrari mi accompagn fuori dal suo ufficio, insieme uscimmo dallinfinito atrio arrivando davanti allascensore. Arrivederci signorina Botticelli, stato davvero un piacere conoscerti. Per me lo stesso signor Ferrari. Ti prego chiamami Mario, ho quarantotto anni... la parola signore mi fa sentire vecchio. Ridacchiai alla battuta e anche lui sembr divertito dalla mia reazione. Allora aspetto tue notizie... Mario dissi cercando di adempiere al primo compito. Uscii dalla redazione saltellando come un grillo, ero cos felice di come fosse andato il colloquio, non mi sarei mai aspettata questo successo. Da via Torino mincamminai verso Piazza del Duomo fino a ritrovarmi davanti a lui; il

monumento simbolo che per secoli ha fatto sognare il mondo e ancora oggi riusciva a incantare milioni di turisti e non solo: Il Duomo. Perch mi fai sognare sempre quando ti guardo?. Il Duomo di Milano la quarta chiesa dEuropa, dopo San Pietro in Vaticano, San Paolo a Londra e la cattedrale di Siviglia. Interamente costruito in marmo, la struttura pu contare su ben 3400 statue che lo adornano rendendolo un vero e proprio simbolo dell'arte "Gotica Fiorita". Oggi composto da cinque navate, lungo 158 metri, largo 93 e raggiunge un'altezza massima di 108 metri. Nel punto pi alto posta a protezione della cittadinanza la famosa Madonnina, una statua in rame dorato alta quattro metri, divenuta uno dei simboli della tradizione meneghina. Mentre passeggiavo piroettando nella grandissima piazza inferiore alla facciata del Duomo il telefono inizi a vibrare attirando la mia

attenzione: era Sun. Mi aveva appena mandato un messaggio sul social interattivo WriteIt.

Hey donzella! Com andato il colloquio? Attendo notizie, spero buone. Non lho avvisata!. Lei doveva essere la prima a sapere del mio nuovo impiego come collaboratrice free lance per uno dei pi importanti inserti del mondo. Mentre le rispondevo, accidentalmente mi scontrai con un passante che a discapito mio sembr piuttosto robusto, facendomi anche un po male. Ahi! pensai mentre mi toccavo il braccio indolenzito. Quando imperer a guardare dove metto i piedi?. Alzai lo sguardo imbarazzata e intenzionata a chiedere scusa. Sofia sei tu? domand una voce che mi paralizzo allistante.

Sorpresa, alzai lo sguardo e riconobbi subito quel suo bellissimo sguardo accerchiato dai suoi profondissimi occhi blu Alessandro? chiesi impaurita. Che figuraccia. Ci rivediamo di nuovo afferm sorridendomi. Rimasi leggermente scossa per qualche secondo. La presenza di Alessandro mi metteva soggezione. Tra tutte le persone con cui potevo andare a sbattere, dovevi essere proprio tu?. Oddio Scusa... stavo mandando un messaggio e.... Non mi hai visto arrivare concluse divertito. Esattamente. Non preoccuparti, sono piuttosto robusto da resistere al tuo esile peso. Oh Alessandro non sai cosa ti farei io. Quel pomeriggio indossava un giubbotto di pelle nera in stile biker laddove sbucava una finissima

camicia blu in cotone; pantaloni in twill grigio scuro risaltavano la sua altissima statura da modello. Era ancora pi bello e impossibile di quanto ricordassi ed erano passati solo tre giorni dal mio incontro sfortunato con lui al Millennium. Oh no... sto facendo la figura da pesce lesso riflettei mentre arrossivo. Che cosa ci fai da queste parti? chiesi curiosa. Affari, dovevo passare dal Millennium prima dellapertura. O forse unamica bionda dalla coda di cavallo?. Sospirai al pensiero di loro due insieme. Questioni burocratiche... suppongo. Gi, purtroppo. Mentre scrutavo i suoi occhi, Mr. Tenebroso alias Alessandro inizi a sorridermi facendomi sciogliere come caramello fuso sistemato su una gustosissima torta al cioccolato fondente. E tu, come mai da queste parti? domand interessato.

Ehm... ecco... io ho fatto un colloquio di lavoro e stavo per tornare a casa in metro. Spero che sia andato bene. S... beh, mi hanno preso affermai mimando un piccolo gesto di vittoria. Davvero? Sono molto felice per te, di questi tempi molto difficile trovare un impiego. Magari lo fosse. Non proprio un lavoro stabile, ma va comunque bene cos. Rimanemmo in silenzio per qualche istante. Quando ti vedo mi metti KO. Sentivo i suoi occhi vigili e insistenti su di me continuando a cercare una piccola attenzione da me, ma io non cedetti e spostai leggermente lo sguardo verso un gruppo di teenager cinesi impegnati a fotografare il Duomo. Ti va di bere un caff? chiese in modo deciso. Quasi mi sentii svenire udendo quella proposta

cos allettante. Mi dispiace Alessandro ma devo andare ordin la mia testa. Certo! Perch no! dichiarai senzascoltare i miei pensieri decisamente fuori luogo. Insieme, cincamminammo verso i portici davanti alla Rinascente dirigendoci vero Corso Vittorio Emanuele II. Era cos strano averlo vicino. Domenica scorsa al Millennium era riuscito a soggiogare i miei pensieri asservendoli a lui, come riusciva a esercitare questo potere su di me? Infondo lo conoscevo da pochissimo. Da galantuomo mi aprii la porta del bar - Le Tre Gazzelle. Ok Sofia... pensaci non un caso se lui ti ha portato qui, un caff qui potrebbe costare venti euro!. Lesercizio nei giorni nostri valutato come un vero e proprio pezzo di storia del dopoguerra milanese; sin dal giorno della sua apertura grazie anche alla sua posizione centrale considerato un vero e proprio punto dosservazione. E sufficiente stare seduti davanti

a uno dei maestosi e costosi tavoli per scoprire la veridicit del detto Correre e lavorare. U Aless! url un barista riconoscendolo. Ciao Fabrizio. Il barista con un marcato accento napoletano accorse gi dal bancone e salut Alessandro stringendogli la mano. Che bello vederti! Non passi pi spesso da queste parti. Hai ragione, dovrei passare pi spesso. Lo sai come si dice al paese mio? domand divertito. Alessandro scosse la testa ridacchiando. Meglio pane e cepolle a casa soja, ca galline e cunfiette a casa e llate. Traduzione? chiese ridendo. Meglio essere padrone povero piuttosto che servitore ricco. Iniziammo a ridere; divertiti dal proverbio

simpatico detto da Fabrizio. Non so perch ma in quel momento mi sentivo come Claudio Bisio in Benvenuti al Sud; e in effetti, luomo dalla sua parlata spassosa somigliava molto al comico Alessandro Siani. Ai ragazzi al Millennium gli mancano i tuoi proverbi, sei proprio sicuro di non voler tornare?. Oh Aless, vacci piano... mia moglie ha occhi e orecchi dappertutto, e se ti sente me fa nu culu tanto! disse simulandone il gesto. Fabrizio lei Sofia... Sofia lui Fabrizio ci present, felice. Oh signorina piacere! Mi scusi eh, per da mesi che non lo vedo. Ah... ecco perch voluto venire qua. Aless finalmente ti sei trovato una donna eh? Vecchio lupo di mare. Imbarazzata, arrossii. Magari lo fossi pensai.

E unamica Fabrizio chiar freddo. Raggelai allinstante sentendo uscire dalla sua bocca quella parola gelida. Sei solo unamica Sofia, nientaltro. Fabrizio not subito la piccola nota di sconforto marchiata sul mio viso e inizi a sorridermi. Oh Aless... fatti una risata, dove vi volete accomodare?. Fuori termin a monosillabo leggermente adirato. Perfetto, vi porto le liste. Una volta seduti ordinammo i nostri caff. La temperatura inizi ad alzarsi nel preciso istate in cui lui si tolse il giubbotto di pelle. Era cos dannatamente sexy mentre lo faceva e la sua visione in camicia lo era ancora di pi. Venerd sera ci sarai al Millennium? chiese mentre sorseggiava il suo caff macchiato. Ehm... non lo so. Cosa darei per essere quella tazzina!.

Alessandro inizi a guardarmi in modo piuttosto strano, quasi offeso. Come credi?. Presa dallagitazione, incominciai a giocare con i miei capelli. Sono reperibile al lavoro. Oddio Sofia, non potevi trovare una scusa migliore?. Questa si che una bella scusa... afferm ridacchiando. Beccata!. Annientata dallimbarazzo, non risposi e continuai a fingere. In fin dei conti per te sono solo unamica. Daniele mi ha detto che fai ancora luniversit. Hai chiesto informazioni su di me a Daniele?. S... sto frequentando un master in giornalismo, mi sono laureata a luglio in comunicazione. Oh, interessante disse passandosi un dito sulle labbra intento ad asciugarsi una piccola goccia di caff.

Questo un colpo basso pensai alzando gli occhi al cielo. A proposito dellaltra sera... sussurrai a bassa voce. Sofia... non devi preoccuparti, tutto risolto continu bloccando la mia frase. Mi dispiace di averti messo in quella situazione. Se lho fatto, perch me lo sentivo. Lo so ma... saresti potuto finire nei guai e mi sarebbe dispiaciuto. Alessandro pieg le labbra in un armonio sorriso allungandosi verso la mia chioma arruffata. Sei cos innocente Sofia sussurr. Io sono tutto quello da cui dovresti stare lontano. Dove vuole arrivare?. Che cosa significa tutto questo?. Significa quello che ho detto afferm tornando gelido.

Dopo aver finito i caff, ci alzammo contemporaneamente dal tavolo e senza accettare obiezioni, Alessandro pag il conto. Sono tutto quello da cui dovresti stare lontano ripensai cercando di sentire ancora la sua mano ferma sui miei capelli. In quel momento potevo nascondermi ovunque, anche in capo al mondo mala verit era una sola. Io lo volevo. Con passo elegante torn nella mia direzione. Posso accompagnarti a casa? domand mentre riponeva il portafoglio nella tasta interiore del suo giubbotto biker. No, credo che ci metterei di meno andando in metro. Sicura? Non vorrei che qualcuno ti facesse nuovamente del male. Perch cos fissato sulla mia sicurezza?. Grazie, di tutto dissi guardandolo negli occhi. Lo rifarei ancora.

Che cosa? domandai confusa. Salvarti. Sospirai sorpresa. Perch mi stava dicendo quelle cose? E tutto quel discorso di stare lontani? Perch continui a confondermi?. Capisco, beh allora buon lavoro... dichiarai ansimante mentre mi giravo attenta a scappare da lui e dal suo magnetismo. Di riflesso Alessandro mi afferr per il braccio trascinandomi a pochissimi centimetri dal suo viso. Spero di vederti venerd al Millennium disse accarezzandomi la guancia. In quel momento linterruttore dellautocontrollo si spense del tutto portando i miei parametri vitali fuori uso. Deglutii a fatica la saliva. Non so se verr... te lho detto, sono reperibile. Certo... lo so. In quel momento la calda bocca di Alessandro sinsinu sulla mia guancia molto vicino allangolo della mia bocca. Come posso

stare lontano da te?. Reagii dinsito e ricambiai il gesto dandogli un bacio sulla sua perfetta bocca. Il contatto contro la sua bocca, provoc un leggero formicolio estendendosi in tutto il corpo. Che cosa mi stai facendo?. Mi staccai allistante e diventai rossa come un pomodoro. Oddio che cosho fatto?. Portai le mani alla bocca Scusa... devo andare... dissi raccogliendo quella poca umilt che mi era rimasta correndo via senza guardarmi indietro. Sofia aspetta! sbrait Alessandro. Non lo ascoltai e scappai via il pi veloce possibile lontano da lui. Iniziai a correre come una pazza spaventata inseguita da un killer seriale. Oddio che cosho combinato?. Arrivai a casa ancora con il fiatone e senza salutare Sun, corsi in camera. Appoggiai la borsa sul letto e presa dallansia andai in bagno a

guardarmi allo specchio. Le mie guance erano completamente arrossate e al tatto erano persino bollenti come se avessero la febbre. Disperata, affondai il mio viso tra le mani. Mi sciacquai la faccia cercando di lavare via la vergogna del mio bacio rubato ad Alessandro. Accidenti a te e alla tua impulsivit! affermai sbraitandomi addosso. Sofia... tuto bene? url Sun da dietro la porta del mio bagno. No, accidenti!. S... va tutto bene, arrivo tra un attimo. Per Sun non bast la mia frase piena di rassicurazioni fasulle e senza dire nulla fece irruzione in bagno. Il suo sguard valeva pi di mille parole. Che ti successo? chiese preoccupata. In momento le mie guance tornarono a essere fuoco allo stato puro. Nulla perch? la mia voce tramava.

Hai corso per caso?. Iniziai a mordicchiarmi il labbro superiore. Non potevo nasconderle laccaduto; Sun un cane segugio addestrato a

farmi dichiarare la verit su ogni cosa. Oddio Sofia, qualcuno ti ha fatto del male? il suo tono si fece sempre pi angosciato. No Sun, davvero... niente di tutto questo continuai cercando di essere convincente. Sun accigli la fronte e socchiuse i suoi piccoli occhi a mandorla in due fessure strette. Non hai risposto al messaggio. S... scusami... che... ho incontrato una persona mentre tornavo a casa. Davvero? Chi? domand sempre pi curiosa.

Alessandro tartagliai ancora sconvolta. Sun cominci a guardarmi incredula. Che cosa?. E lho anche baciato aggiunsi sotto shock. Sun, pi sconvolta di me atterr sul puffo vicino alla porta. E lui che ha fatto?. Non gli ho dato modo di reagire, veramente non lho nemmeno guardato in faccia terminai asciugandomi il viso. Sofia Botticelli, questo da te non me lo aspettavo!. Venerd non verr alla festa! affermai decisa. Non ci pensare nemmeno per scherzo, o giuro che ti ci porter con la forza!. Ho ancora un giorno per pensarci... forse meglio che io stia a casa a nascondermi sotto uninfinit di pane e nutella!. Innanzitutto fai un respiro profondo... non

successo nulla di male, insomma stato un bacio di pochissimi secondi, lui ti piace ed normale reagire cos... ricorda in amore vince chi fugge. In amore che? ripetei sogghignando. Vince. Chi. Fugge!. E un proverbio coreano per caso?. No, la tattica che sto adoperando con Daniele. E sta funzionando?. S... pi o meno, diciamo che la situazione leggermente migliorata... se prima non mi chiedeva di uscire insieme a lui, ora vuole sapere com la situazione con Kim. Beh... questo gi un bel passo avanti. S, non mi lamento afferm paonazza.Credo che istigare la gelosia sia la tecnica giusta da usare. Entrambe iniziammo a ridere come due liceali

che si scambiano tecniche di seduzione. Ora che cosa far con Alessandro?. Niente... alla festa saprai che cosa fare. Tu dici?. Certo, ne sono convinta. Posso non venire?. Sun inizi a guardarmi storto. Sofia... non si scappa dai problemi si affrontano. Perch non importa se riesci a sfuggire loro, alla fine tornano sempre a trovarti. Questo era un proverbio coreano! assicurai sapiente. No, non lo era nemmeno questo. Doh! pensai alla Homer Simpson. Cambiando discorso il colloquio andato bene, hanno scelto me. Oh Sofia, sono cos felice! Il tuo sogno sta prendendo forma.

S... a piccoli passi. Venerd arrivo in fretta; le ventiquattrore di gioved passarono come se tutto il mondo facesse parte di un time lapse pi veloce del normale, e la festa al Millennium si avvicinava sempre di pi. In aggiunta, dopo le lezioni avrei dovuto accompagnare mia madre a fare shopping. I miei piedi iniziavano gi a sentire la fatica e il dolore di una giornata di spese pazze con Sara Vitti, la regina della casa e del fare acquisti. Perch ho accettato di partecipare a questo supplizio?. La scorsa estate quando ero a casa, spesso e volentieri mia madre ed io guardavamo un programma su Real Time condotto da due fashion stylist professionisti, e pi di una volta osservando come anche lei partecipava attivamente nello scegliere lo stile. E poi cera lui, Alessandro, il bello e dannato Mr. Tenebroso e il nostro bacio rubato da me forse

contro la sua volont. Signori e signori ufficiale, ho violentato lunica persona che nella mia vita mi sia mai filata. Signorina Botticelli? Mi sente?. Riconobbi subito laccento inglese della professoressa Carla Thompson intenta a spiegare la sua tesi sulla sociologia giornalistica - in altre parole: Che cos la notizia. S... ehm, mi scusi balbettai tornando alla realt ovvero Universit Cattolica ore 16.00. Stai bene? sussurr Matilde. Annu leggermente. S, non preoccuparti. Sembravi assorta in un altro mondo comment la mia amica preoccupata. Come potevo dargli torto? I miei pensieri erano totalmente unanimi, e la mia vocina interiore sapeva perfettamente quello che il mio corpo voleva: Alessandro. Che bacio a parte mi considerava solo unamica, almeno questo

quello che ha detto al suo ex dipendente, Fabrizio. Inizialmente Mr. Tenebroso era stato avvistato al suo locale con una ragazza bionda dalla lunga coda di cavallo, quindi, chi lei? La sua fidanzata? Oddio mi scoppia la testa. Mi raccomando ragazzi, luned voglio che mi portiate tutte le informazioni inerenti agli argomenti trattati oggi, e soprattutto non voglio sentire scuse a riguardo, intesi? prosegu la professoressa prima di uscire dallaula. Tutta laula rispose con un s leggermente forzato. Per fortuna venerd affermai esasperata pensando al lavoro che tutti noi avremmo dovuto fare a casa questo weekend. Non me lo dire! Anche se stata la nostra prima settimana, direi che ci hanno massacrato per bene. Dopo aver riordinato la nostra postazione, tutti noi uscimmo dallaula dirigendoci verso i vari

punti ristoro posti al di fuori dellUniversit, o invece chi preferiva rimanere allinterno dello stabile si appollaiava nel giardino godendosi lennesima giornata di caldo sole che settembre ci stava ancora offrendo. Questo weekend hai impegni? le chiesi. Stasera sono a cena con le mie coinquiline, andiamo a mangiare il sushi in Corso Magenta, vuoi venire?. Accidenti, verrei molto volentieri ma... mi hanno invitato a una festa e la mia migliore amica mi uccide se non la accompagno. Interessante... dove?. Allinferno. E un locale... si chiama Millennium. Ah si... lho gi sentito nominare, una delle mie coinquiline ha festeggiato il suo compleanno li, si trova in zona galleria se non ricordo male. Esatto, ti va di raggiungermi dopo cena?.

Perch no? E unottima idea... ti mando un messaggio su WriteIt appena finiamo. Andata affermai appagata. Mentre insieme cincamminavamo verso lingresso delluniversit, sentii il mio nome rimbombare nel corridoio. Sofia!. Di scatto mi girai e vidi Omar correre come un dannato verso di me. Oh no!. Dovevamo vederci per un caff ieri ma gli ho dato buca e come una perfetta maleducata, non gli nemmeno risposto ai suoi innumerevoli messaggi sul cellulare. Ciao Omar!. Stai bene? domand preoccupato. Non hai risposto hai miei messaggi e ieri non ti ho visto al Gipsy In. Oddio e ora come glielo spiego?. No... sto bene, ho avuto un compito da terminare e non sono riuscita a liberarmi, scusa se non ti ho avvisato.

Non preoccuparti... in fondo lo possiamo bere oggi quel caff. Sofia... io devo andare, ci sentiamo stasera ok? termin Matilde dandosela a gambe. Annu e la salutai. Per risposta lei mi guard in segno di collaborazione e dal suo labiale percepii la frase: E carino!. In quel momento tra me e Omar sistaur un silenzio piuttosto imbarazzante, e guardandolo negli occhi capii che stava attendendo impazientemente una mia risposta. Possiamo fare un'altra volta? Oggi devo incontrare mia madre in centro e sono gi in ritardo. Oh. Il suo viso divent triste. Certo... posso immaginare quanto siano estenuanti i pomeriggi con le proprie madri. Rimandiamo a settimana prossima? proposi sorridendo. Certo, ma prima dimmi... com andato il

colloquio?. Oh... quello bene, mi hanno preso alla fine... inizier tra qualche giorno. E fantastico Sofia, lo sapevo che sarebbe andato bene. Grazie, ci speravo... sono stata molto fortunata. Stai andando verso la metropolitana?. S. Anchio, ci andiamo insieme?. Sospirai. In questo modo mi sarei fatta perdonare per le mancate risposte e appuntamenti. Annuii e insieme ci incamminammo verso la stazione. Come va la tesi? chiesi curiosa mentre aspettavamo la metro. Omar sospir sollevato. Bene... il peggio passato. Come vorrei aver gi finito anchio.

Hai appena iniziato! afferm sogghignando. Lo so, non fraintendermi... che ho cos tanta voglia di lavorare da voler spaccare il mondo. Lentusiasmo non ti manca, secondo me potresti farcela ridacchi divertito. Se abitavamo in un altro paese... forse s, ma qui non credo che sar possibile. Posso darti solo che ragione, molti miei amici dopo la laurea si sono trasferiti in Australia e hanno trovato subito lavoro, altri invece sono andati a Londra. Ammiro molto le persone che fanno questo tipo di scelta, unesperienza allestero serve a crescere e piuttosto di stare qui senza lavoro va bene tutto, anche fare il lavapiatti. Aspettammo per pochi minuti la metro; fortunatamente a quellora non era strapiena, e riuscimmo a sederci senza problemi. Quante fermate? domand Omar.

Una, mi fermo a Cadorna e cambio con la rossa. Dove devi incontrare tua madre?. In centro, in via Montenapoleone. Omar sgran gli occhi. Wow... andate a fare shopping!. Lei s... io mi limito ad accompagnarla farfugliai cercando di non apparire come la tipica borghese di Milano. Ti va di pranzare insieme luned?. Ora il caff si ingrandito a un pranzo?. Si... risposi. Perch no?. Dopotutto solo un pranzo. In quellistante il treno si ferm annunciando il suo arrivo alla stazione di Cadorna. Buon weekend Sofia. Sorrisi e lo salutai. Anche a te.

Dopo aver cambiato metro, arrivai Piazza San Babila e mincamminai verso Corso Giacomo Matteotti e in pochi minuti arrivai a destinazione. Via Monte Napoleone, considerata una delle zone pi lussuose e uno dei maggiori centri degli acquisti del prt-porter. cosparsa da negozi e saloni delle pi importanti griffe della moda come: Prada, Herms, Dolce&Gabbana, Prada, Louis Vuitton, Dior ecc... . Insieme alle sue traverse e parallele via della Spiga, via Sant'Andrea e via Pietro Verri, costituisce il cosiddetto Quadrilatero della moda. Riconobbi subito mia madre davanti alla vetrina di Bottega Veneta. Non perde tempo.... Mamma la chiamami avvicinandomi. Tesoro!. Mi abbracci fortissimo. Sei pronta? Ho gi visto una borsa di pelle nera che mi piace tantissimo. E una minaccia? ridacchiai isterica.

Sofia... non fare cos, mi mancano le nostre chiacchierate a casa, ora cos vuota... ci siamo solo io e Tessa. Oh la mia gattina. Come sta Tessa?. Bene... mangia, va a spasso e torna per dormire. Sogghignai divertita. Come al solito quindi. Esatto. E tu stai bene? chiesi cercando di capire il suo stato fisico e mentale. Sofia... sto bene, lo sai che non ho pi crisi da molti anni.... Lo so... solo che il suo compleanno si avvicina ogni giorno di pi e.... Mia madre inizi a guardarmi con aria sospetta. Che cosa? Ho avuto un incubo. No, niente ... volevo sapere solo come stavi risposi cercando di non

essere sospetta. E ora vedo che lo sei. Oh piccola, mi hai fatto preoccupare sospir sollevata. Ti piace il vestito? Me lha portato tuo padre da Singapore disse facendo una piroetta mostrandomi lennesimo mezzo da novanta della sua cabina armadio.

Labito in questione era un bellissimo tailleur color prugna, la gonna le arrivava fino al ginocchio donandole lo slancio necessario per sembrare pi alta del solito; il tocco di classe invece erano i suoi decolt color crema firmati Jimmy Choo, che risaltava il suo colorito roseo. S, molto bello affermai ammirando il suo corpo longilineo. Da dove vogliamo iniziare? chiesi impaurita. Mmm Sofia... sembra che non mi conosci. Gucci?.

No, riprova.... Armani?. Nemmeno. Mamma.... dichiarai ammonendola. Che c?. ...non sar mica, Hogan. S... tuo padre ha bisogno di un paio di scarpe nuove afferm mettendosi gli occhiali da sole. Non ti ricordi quello che ti dicevo quando eri piccola?. Ehm... No. Poich i soldi in maggior parte sono i suoi, dobbiamo pensare anche a lui comprandogli un regalino, solo cos ammorbideremo la pillola che dovr ingerire quando vedr la cifra marchiata in rosso il prossimo mese. Mi ero completamente dimenticata delle tue frasi fatte... commentai un po avida.

Non fare cos sciocchina, forza cominciamo!. Entrammo in ogni singolo negozio della via. Mi ero completamente dimenticata di quando mia madre spendesse per i suoi vizi, ovviamente conosceva tutte le commesse dei negozi, lei era la loro cliente pi fidelizzata. Quando mio padre partiva per un viaggio di lavoro mia madre non riusciva a sopportare il pensiero della sua lontananza; in quei giorni, che potevano essere settimane o persino mesi, gli stavo sempre vicino cercando di non fargli mai pensare a niente e a nessuno. Il Dottor Rossi stava facendo un ottimo lavoro con lei e negli anni era migliorata molto, a volte il trauma che la nostra famiglia aveva subito sembrava superato come se non fosse mai successo. Dopo solo unora di shopping ero gi stravolta, per non dire sconvolta. Chi me lha fatto fare pensai mentre reggevo i mille sacchetti degli acquisti di mia madre fuori dal negozio Louis

Vuitton. Giuro che per Natale le regaler una Smart Box con incluso un personal shopper. Mentre la aspettavo, mi appoggiai al muro adiacente della gioielleria Bulgari. Le mie gambe iniziavano a chiedere compassione e piet per loro cos giovani e in apparenza forti. In ventitr anni non avevano mai fatto sport, come potevano competere con le Olimpiadi dello Shopping organizzate da mia madre? Fortunatamente usc dal negozio circa venti minuti dopo. Che diavolo successo? pensai dubbiosa. E passato troppo poco tempo. Focalizzai la sua figura e notai solo un sacchetto tra le sue mani, quando di solito, ne usciva sempre con tre o quattro. Ti supplico, non dirmi che non ha trovato nulla e dobbiamo andare al negozio in Rinascente! riflettei pregando. Questo per te dichiar passandomi un sacchetto marrone confezionato accuratamente.

La guardai spalancando gli occhi. Per me?. S, un regalo da parte mia e di tuo padre, diciamo un piccolo incentivo di inizio master. Afferrai il sacchetto come se stessi impugnando un cristallo da trilioni di euro. Mamma non dovevate. Tesoro... non possiamo mica farti andare in giro con quella sacca della preistoria. La mia sacca non cos vecchia, un ricordo di nonna Eugenia e ci tengo molto! dichiarai difendendo lonore della mia borsa in stile vintage. Non si dice mai di no a una Vuitton, ricordatelo! termin risaputa. Mentre aspettavo mia madre che senza perdere tempo era entrata nellennesimo negozio di scarpe, mi soffermai a guardare la vetrina de latelier Valentino. Sembrava un quadro depoca: pizzo,

merletti e stampe antiche avevano incantato la mia vista trasmettendomi passione come il rosso dei vestiti esibiti sui manichini. Uno in particolare attir la mia attenzione: era un abito rosso in faille senza spalline con corpino a bustier. Un simpatico fiocco tridimensionale era posto sul punto seno donando affinit ed eleganza a un bellissimo decolt non troppo esuberante. La gonna leggermente arricciata arrivava a pochi centimetri sopra il ginocchio e anche a una persona non troppo alta come me non avrebbe tagliato la gamba anzi, lavrebbe accentuata slanciando la figura della persona che lo indossava. Non un caso che Valentino sia denominato Maestro in tutto il mondo. Per me era una prima volta che non avrei mai pensato di provare; io che non ho mai condiviso le spese folli di mia madre e incurante della moda adattandomi perfettamente a catene come Zara, H&M o Bershka mi ero innamorata di un vestito di Valentino che come minimo avrei dovuto

donare un rene per potermelo permettere. Senza pensarci troppo entrai, una commessa vestita da un elegante tailleur nero con pantalone lungo e grandissime labbra rosse marcate dal rossetto si avvicin a me e una folata di profumo mintossic le narici facendomi tossire. Oddio ma quanto profumo avr messo?. Buonasera signorina, come posso aiutarla? domand prostrando il suo sorriso smagliante. Timida arrossii. Ehm... posso provare il vestito esposto in vetrina? Quello sul secondo manichino. Certo. La commessa and a prenderlo da uno degli espositori interni. Quando torn da me afferrandolo dalla gruccia e me lo mostr come se fosse un quadro raro e prezioso. E lui ragionai toccando il materiale con cui era fatto. Questo uno dei nostri pezzi migliori della nuova collezione, desidera provarlo?.

S affermai decisa. Sofia lo provi ma se ti sta male, non lo compri ok?. Prego continu la commessa accompagnandomi ai camerini. Appena lo provai capii subito che sembrava un abito disegnato apposta per me. Peccato che non assomigliassi a Jackie Kennedy o Michelle Hunziker, senn avrei veramente potuto pensare che Valentino si fosse inspirato a me. Il rosso riusciva a far risaltare la mia carnagione rosea rendendo colorito il mio viso pallido, mentre il corpino a bustier leggermente stretto risaltava il mio petto senza renderlo volgare, lunica pecca era la gonna pi lunga di quello che pensavo. Impensierita, alzai leggermente le punte immaginandomi su dei tacchi vertiginosi. Oh caspiterina commentai guardando leffetto da finti trampoli. Questo cambia totalmente le cose. Le mie gambe mediamente alte erano slanciate,

e la gonna che prima pensavo troppo lunga era giusta e mi arrivava leggermente sopra il ginocchio, slanciando la mia figura. Tutto bene? chiese la commessa bussando alla porta del camerino. Come le sta?. Saltellando, feci una piroetta su me stessa. E bellissimo confermai guardando il mio riflesso nello specchio. Uscii dal camerino mostrandomi alla ragazza, che sbarr gli occhi nel vedermi uscire sulle punte come una ballerina; peccato che al posto delle scarpette color carne avevo dei calzini bianchi. Signorina... le sta benissimo! afferm emozionata. So perfettamente che ti pagano per dirti cos. Mi piace davvero tanto dissi mentre mi ricontrollavo allo specchio fuori dal camerino. Che tessuto ?. Faglia signorina, un tessuto con propriet di

taffet che al tatto pu sembrare rigido e abbastanza sostenuto. Pu essere realizzato in seta o in materiale sintetico ed utilizzato esclusivamente per gli abiti femminili in particolare per i vestiti da sera. Quanto costa? chiesi. La commessa guard il cartellino. Questo modello della nuova collezione in variante rossa costa 750,00 . Che mi venga un colpo!. Nel sentire quel prezzo composto di tre cifre a due zeri, troppo costoso per lo shopping che normalmente faccio, cominciai a pensare se valeva la pena spendere cos tanti soldi per un vestito che da un'altra parte avrei potuto trovare a meno. No, mi dispiace... sei stupendo ma troppo costoso. Lo prendo approvai determinata contro la mia mente.

Dopo aver pagato, uscii dal negozio. Mia madre mi stava aspettando fuori con i suoi sacchetti firmati. Appena vide il sacchetto bianco confezionato con la scritta in grande - VALENTINO le iniziarono a brillare gli occhi. Sono nei guai... ora chi glielo spiega?. Tesoro, vedo che stiamo crescendo! disse facendo cenno al negozio. Un vestito di Valentino si compra solo per unoccasione speciale, mi devi dire qualcosa Sofia? il suo tono era fin troppo sospettoso. Ora parte il suo terzo grado. Mamma, non iniziare! mormorai proseguendo per la via. Hai conosciuto qualcuno? continu seguendomi. No! risposi categorica. Lo sai che non voglio distrazioni al momento, tantomeno un uomo. Bugiarda!.

Mia madre, con gesto improvviso mi blocc il braccio; fermandoci di colpo davanti alla boutique - Missoni . Sorpresa da quellimprovviso gesto, osservai il suo volto. Mamma... pensai rivedendo nel suo viso la donna di dieci anni fa, sconvolta e brutalmente angosciata da un lutto che aveva sconvolto la nostra intera famiglia. Il suo volto non era pi raggiante come pochi minuti fa. Quellespressione di malinconia... rammentai infelice. Ti vorrebbe felice ora sussurr con un filo di voce. Non puoi incolparti allinfinito. Dolcemente afferrai la sua mano posta sul mio braccio rassicurandola. Nemmeno tu dovresti. A che ora devi tornare a casa? domand cercando di cambiare discorso ritornando ad essere la personal shopper che io non vorrei mai voluto avere. Non lo so... che ore sono adesso?. Sofia... quando ti comprerai un orologio? dichiar rimproverandomi.

C lIphone per questo. E dov ora quellaggeggio infernale?. Ha il 6% di batteria. In borsa ultimai tutto di un fiato. Ed scarico, giusto?. No! Perch dici questo? mentii blandamente. Ti conosco forse?. Sbuffai. Forse.... Mia madre scosse la testa e guard il suo orologio. Sono le sei. E tardi. Tra poco vado a casa, sono un po stanca. Ti accompagno io... dobbiamo scambiare le macchine ricordi?. E vero me ne ero dimenticata! confermai ricordando la raccomandazione di mio padre. Se partiamo adesso, arriveremo a casa di Sun

tra circa dieci minuti. Traffico permettendo le ricordai. Esatto. Allora meglio se iniziamo ad avviarci alla macchina. Insieme ci allontanammo dirigendoci al parcheggio. Una volta arrivate, le costosissime confezioni griffate di mia madre, riempirono totalmente il bagagliaio della Smart testa rossa e per un pelo riuscirono a starci i miei. Giuro che questa lultima volta pensai mentre sistemavo il mio acquisto altrettanto costoso. Una volta arrivate davanti allappartamento, come daccordo ci scambiammo le macchine con i vari acquisti a seguito. Uscite stasera? chiese mia madre curiosa. Credo di si mi limitai a dire. Dove andrete?.

A una festa. In giro.... In giro? ripet mia madre preoccupata. S beh... siamo state invitate ad una piccola festa. Oh... ma fantastico e dove?. Terzo grado in atto. In centro. E chi vi ha invitato?. Mamma! la sgridai. Che c? Sei cos riservata su queste cose, non ti si pu fare nemmeno una domanda. Davvero mamma sar un venerd sera tranquillissimo. Non hai ancora risposo alla mia domanda.... Ci ha invitato un amico di Sun. Frottola!. Lo sapevo... il vestito, il tuo essere cos riservata... Sofia Botticelli non ci sono dubbi... c qualcuno.

Alessandro. No... sei del tutto fuori strada. Non credo proprio sogghignai paonazza. Ah no? E il Valentino per chi ? Per te?. No, voglio fare colpo. E per le occasioni speciali. Tesoro ho quasi cinquantanni e queste cose le ho passate anchio con tuo padre. Non come pensi ribad mentendo. Mia madre sospir profondamente. Eh va bene... fai quello che vuoi, ma sii prudente. Dopo averla salutata, raggiunsi Sun nellappartamento. Appena entrai, capii subito dalla grandissima pila di vestiti che occupava gran parte del soggiorno e del corridoio che stava scegliendo quale abito indossare questa sera per far colpo su Daniele. Sun? la chiamai. Sono in camera! url. Sbrigati! Devi

assolutamente aiutarmi!. Cercando di rimettere ordine, raccolsi i vestiti sparsi per il locale e accorsi in camera sua. Appena varcai la soglia, capii subito che la situazione era realmente catastrofica: larmadio di Sun era vuoto e tutti i suoi abiti migliori o come diceva lei conquistatori, erano sparsi in gran parte sul letto e il resto tra i vari locali della casa. La mia amica Sun era in tuta e portava un grandissimo turbante in testa e la musica di Avicii con la sua Wake Me Up rimbombava tra i muri. E scoppiata una bomba per caso? domandai abbassando la musica. No... sono solo in confusione!. Questo lo vedo affermai depositando i vestiti sul letto. Non farmi la predica ok?. Non lo sto facendo... si pu sapere che

coshai?. Niente... sono solo agitata, Daniele non si fa sentire da ieri e non so cosaspettarmi. Ma la situazione non era migliorata?> chiesi rammentando la sua tattica. Beh sospir. Diciamo che forse... ho esagerato un pochino ed effettivamente Daniele potrebbe aver involontariamente interpretato che sono ancora interessata a Kim . COSA? scandii sconvolta accasciandomi sul letto. Sun mi raggiunse e con un gesto alla Raffaella Carr sciolse i suoi lunghi capelli corvini dal turbante portandoseli accuratamente dietro le orecchie. Lo so forse ho sproporzionatamente gonfiato la situazione e al posto di attirarlo a me, lho allontanato. Che casino! Ma non lho fatto apposta davvero. In amore vince chi fugge, giusto? le

rammentai. Mmm... forse sono fuggita troppo dichiar afflitta. Ho rovinato tutto!. Non vero, stasera sar alla festa. Gi... e lui non vorr nemmeno parlarmi. Non eri tu quella che mi diceva di non aver paura e buttarmi?. S... ma non pensavo di ritrovarmi in questa situazione a poche ore dalla festa. Le afferrai le mani. Respira! Nulla perduto... stasera indosserai il vestito pi bello del tuo armadio, farai una fantastica entrata scenica e lui non potr toglierti gli occhi di dosso. Dici?. Annuii. Con te non c da scommettere... se vuoi una cosa, la ottieni. Con Kim non mi sono mai sentita cos, tutto nuovo anche per me, e spero anche per lui.

Sono sicura che anche per lui sia la stessa cosa conclusi. Tu coshai deciso di fare? chiese curiosa. Riguardo a che cosa?. Sun sbarr gli occhi in due piccole fessure accusatorie. Lo sai di cosa sto parlando. Verr alla festa, e poi si vedr. Questa tua decisione mi rallegra conferm sicura. Speriamo. Oltretutto lho baciato.... Che figura! pensai affondando il viso tra le mani. Oh Sofia... non farti paranoie mi blocc Sun. Se non gli piacevi, sicuramente ti avrebbe respinto. A Fabrizio ha detto che sono solo unamica e si quasi offeso quando lui lha scanzonato. Che cosa poteva fare? Per quello che ho visto Mr. Tenebroso un tipo piuttosto riservato, e tra

di voi non c stato ancora nulla, giusto non sbilanciarsi troppo allinizio, si deve far desiderare. Sospirai. Se lo dici tu. Cambiando discorso com andata con tua madre?. Bene, era tranquilla ... ha speso un sacco di soldi da Armani e sai benissimo cosa dice a proposito.... Toccatemi tutto ma non il mio Armani prosegu ridacchiando. Esatto! confermai. Ti rendi conto che tutte le commesse la conoscono? E che quando lei entra in un negozio, i loro occhi si trasformano nel simbolo delleuro?. Lo so... per mia madre la stessa cosa, quando sono in Corea e andiamo in centro a Seul spende tutti i soldi mensili in qualche tailleur Coco Chanel.

Dovremmo farle incontrare e mandarle in giro insieme cos non dobbiamo subirci i loro supplizi proposi gi sognatrice di una vita senza lo shopping di lusso. Gi... ma speriamo che i miei genitori non vengano mai qui in Italia altrimenti sarebbe davvero una tortura... e sono sicura che la signora Li; controllerebbe il mio letto con il Wood di CSI per rilevare tracce maschili. Ridacchiai al pensiero della signora Li in tailleur color pesca con la mascherina e il Luminol. Sarebbe terrificante!. Gi. Sun scese dal letto e dal mucchio afferr un paio di vestiti, iniziando a provarli. Secondo te... questo troppo Ti voglio portare a letto?. Il vestito in questione era un abito verde in tessuto jersey morbido a scollo squadrato, il corpino era aderente e valorizzava la sua figura snella. La gonna era svasata e a vita alta e le donava un perfetto look classico alla Jessica

Rabbit. Perch dici questo? E molto bello e ti sta benissimo risposi cercando dinterpretare in modo perfetto il ruolo di Carla Gozzi. Non convinta della scelta, si guard allo specchio. E un po scollato, non trovi?. Forse ma... sicuramente Daniele non riuscir a toglierti gli occhi di dosso! proferii arricciando le labbra maliziose. Divertente! Davvero Sofia ironizz. Tu che coshai deciso cosa indossare stasera?. Ora parte il circo. Io avrei comprato una cosina.... dissi senza sbilanciarmi troppo. Sun interruppe il suo rituale e si gir di colpo guardandomi confusa dalla notizia del mio shopping di lusso. Tu cosa?. Ho anche speso una fortuna sostenni pensando al mio conto in rosso.

Fammelo vedere subito!. Ci spostammo in camera mia, mostrandogli il mio Valentino fresco dacquisto. Hai comprato un Valentino? comment ancora sotto shock. Per essere pi precisi un RED VALENTINO. Fa parte della nuova collezione? chiese ammirandolo. S... ed anche per questo che lho pagato molto di pi. Nelludire quella notizia il volto di Sun divent rossoviolaceo. Non so che cosa ti abbia fatto Alessandro ma di sicuro se hai comprato unopera darte cos costosa, perch ti piace davvero. Invece ti sbagli, mi piaceva il vestito!. Bugiarda! Bugiarda! Bugiarda!. Sofia Botticelli non so perch ma non riesco a crederti! concluse con aria diffidente.

Sun mi consegn il vestito tra le mai e in preda allesaltazione di fronte a cos tanta bellezza tornai ad osservarlo attentamente; ammirando i suoi ricami eleganti e il suo colore rosso. Per la prima volta da quando avevo iniziato a capire che cosa fosse un vestito ero felice di aver speso tutti quei soldi per me, ma soprattutto per fare colpo su un uomo, che per me, era un perfetto sconosciuto. Con quel colore Alessandro non avrebbe potuto resistermi e anche se la mia testa continuava a dirmi di stargli alla larga il mio cuore non poteva. I suoi occhi blu avevano perforato i miei bulbi oculari contornati dal ghiaccio polare rendendoli assorti al suo potere. E proprio vero, un Valentino si compra per unoccasione speciale. Accidenti guarda che coda! afferm Sun indicandomi la lunga fila di gente fuori dal Millennium. Perbacco! imprecai. Ci metteremo pi di unora per entrare.

Se non di pi termin rattristata. Afflitte, ci spostammo verso la massa di gente sperando con tutte le nostre forze di non metterci troppo. Ti prego fai che sia scorrevole pensai con i piedi gi doloranti. Per caso stasera c qualche VIP o una ricorrenza particolare?. Sun scosse la testa. No, Daniele non mi ha detto nulla... anzi, una delle feste pi sobrie diciamo un piccolo assaggio prima di aprire la settimana della moda. Il signor Ferrari me ne ha parlato al colloquio, dovrebbe iniziare tra qualche settimana giusto?. Sun annu. Esatto, Milano sar invivibile in quei giorni e totalmente intasata dal traffico, la gente di tutto il mondo accorrer per avere le notizie in anteprima sulle tendenze della prossima stagione. Io dovrei essere una di quelle affermai

dubbiosa. Speriamo di esserne in grado.

Sofia non iniziare, diventare giornalista tutto quello a cui hai sempre aspirato. S ma... io speravo di lavorare per qualche giornale di cronaca non di dover scrivere sulle attitudini dei pizzi o robe del genere. Lo so, effettivamente sei un po sprecata in quel campo... ma se ti serve per fare curriculum ben venga no?. S... e poi c la storia dellesame allalbo quindi non posso assolutamente sbagliare. Adoro come ti sta il RED VALENTINO disse scandendo la frase con un simpatico accento inglese. Arrossii. Dici? Non troppo?. No, ti sta dincanto... Alessandro ne rimarr estasiato. Sun alla fine aveva scelto il vestito

verde con abbinato i suoi sandali neri preferiti firmati Zara; mentre io in coordinato allelegante abito preferii delle scarpe nere con plateau di pelle sintetica con un tenace tacco 12 a spillo. In tutta la mia vita credo di non aver mai indossato delle scarpe cos alte! affermai maledicendo il plantare leggermente stretto. Sun inizi a sghignazzare divertita dalla scenetta. Oh Sofia... mi farai morire un giorno di questi. Non c niente da ridere, ho sempre affermato che queste scarpe sono opera del demonio. Ora non esagerare... i maschi adorano le ragazze che indossano High Heels, e sono sicura che Alessandro non da meno. Magari ama le ragazze tappe come me Sofia Botticelli?. Intimorita dallimponente sagoma maschile di

fronte a me, sussultai leggermente oscillando sui miei tacchi a spillo. E tu chi sei?. La persona in questione era un alto uomo dalla postura imponente e completamente rasato cinto da dei profondissimi occhi neri, non so perch ma ricordava moltissimo lattore che interpretava La Cosa ne il film I Fantastici 4; vestiva con un completo nero contornato da giacca e t-shirt eleganti e portava un auricolare sullorecchio. Spaesata rimasi in silenzio. Oddio... che cosho combinato?. S-S risposi intimorita. Affermativo, lei signore... ok, perfetto. Sun ed io cominciammo a guardarci confuse e leggermente spaventate dalla situazione. Lui chi ?. Prego, mi segua continu con voce ferrea. Ancora tramortite, eseguimmo gli ordini e luomo ci fece superare tutta la fila che ora arrivava fino allinizi dei negozi. Oh no, ci

odieranno! pensai a tutti quei ragazzi fuori dal locale, intenti ad aspettare il loro turno. Terribilmente mortificate, Sun ed io con un piccolo accenno di scuse provammo giustificare laccaduto. Ora ci odieranno sussurrai mentre avanzavamo nella fila. Come da programma una nota di disapprovazione da dei ragazzi davanti a noi arriv alle nostre orecchie, ma fortunatamente il nostro Bodyguard - La Cosa smorz la cosa sul nascere. Una volta entrati rimasi estasiata, il Millennium era stato completamente rimesso a nuovo e plasmato per diventare la location di un videoclip musicale stile Will.i.am.; infatti una delle sue canzoni - I Got That Power ci accolse rendendo latmosfera del video reale. Forse questa la particolarit del locale. Sai perch questo locale cos famoso? chiesi, cercando di farmi sentire da Sun. S, Daniele me ne parla sempre. Ogni

settimana, ma soprattutto durante le feste pi importanti, il locale viene riorganizzato completamente. Come pu cambiare in poco tempo? Cio... possibile? chiesi dubbiosa. Anchio pensavo che non potesse essere possibile, invece si pu e non nemmeno cos difficile. Un gruppo di architetti provenienti dallAmerica, hanno studiato tutto nei minimi particolari, ed questo che rende il Millennium cos unico, il suo essere innovativo lo rende un passo davanti agli altri. Alessandro allora una persona del genere? Sempre allavanguardia con i tempi?. A mano a mano che ci addentravamo nel locale, latmosfera si scaldava sempre di pi, molta gente era gi scatenata in tutta la pista e cantava a squarciagola il ritornello della canzone cercando in tutti i modi dimmedesimarsi nella parte,

interpretando nel migliore dei modi la coreografia. Arrivate davanti allo stesso bancone, dove avevo conosciuto Alessandro, La Cosa ci fece segno daccomodarci; tornando subito a parlare in codice alla sua auricolare. Chiss chi c dallaltra parte di quellaggeggio. Se volete darmi le vostre giacche, le metter nellufficio del signor Alessandro. Perplesse, Sun ed io ci guardammo e senza esitare gli porgemmo i nostri indumenti. Quindi ci sei tu dietro tutto questo pensai analizzando laffermazione ufficio di Mr. Tenebroso e gentiluomo. Grazie mille! dichiarai ringraziando La Cosa. Luomo rilass le labbra delineando un lieve sorriso. Se avete bisogno di qualcosa sar allingresso concluse poco prima di allontanarsi. Voluto o no il tuo bacio ha funzionato afferm Sun.

Tu dici? chiesi ancora un po sotto shock. Pi sconvolta di me, Sun inizi ad annuire veemente. Ora ne sono pi che certa!. Eyeliner? domand Sun concentrata a spuntare la lista dei nostri Must-Have nelle nostre pochette. C affermai dopo aver controllato. Blush?. Anche. Lucidalabbra per le emergenze?. Affermativo. Mascara waterproof?. Confermato anche lui generale. Sun sospir sollevata. Perfetto, la serata non poteva che iniziare nel migliore dei modi dichiar guardandosi in giro alla ricerca del suo Daniele.

Riesci a vedere Daniele? domandai curiosa. No! Probabilmente sar nellaltra sala, tu hai trovato Alessandro?. Scossi la testa inquietata. Magari stato gentile facendoci entrare davanti a tutti perch si sente in colpa. Smettila di dire cavolate! Il suo farci scortare un segno concreto dinteresse nei tuoi confronti. Dici? domandai alla ricerca dellennesima rassicurazione. Sono sicura che arriver quando meno te lo aspetti. Mentre la dolce voce di Jennifer Lopez allietava il Millennium con la sua Dance Again, Sun ed io ordinammo i nostri cocktail. Data la mia ignoranza sui superalcolici, la mia amica coreana ordin per me un Sex On The Beach alla fragola. Offro io schiamazzai facendogli mettere via i

soldi. Non se ne parla nemmeno Sofia Sveva - pago io Botticelli. Sun la richiamai. Hai sempre offerto tu... quindi per una volta pago io!. Sicura di me appoggiai la mia banconota da venti euro sul bancone ma il barista me la rifil indietro. Offre la casa afferm il ragazzo cercando di farsi sentire. Scusi? domandai pensando di non aver capito bene. Offre la casa signorina... ordini dallaltro concluse indicando le telecamere sopra il bancone. Ma che diavolo! esclamai arruffata. Mi stai spiando. Iniziai a guardarmi attorno e notai che su tutte le pareti della sala cera installata una telecamera a circuito chiuso. Allora cos che giochi? pensai osservandole muoversi. Appena vidi uno di quegli aggeggi puntarmi addosso mi

girai di scatto coprendomi il viso. E un pervertito per caso? intervenne Sun. Mi sta guardando dichiarai arrossendo. Sei ovunque ma da nessuna parte, a che gioco stai giocando?. Eccolo! enunci Sun. Alessandro! pensai girandomi verso la direzione che stava indicando. Ho trovato Daniele!. Come non detto!. Presa dallo sconforto lo salutai. Vai a salutarlo se vuoi!. Sei sicura?. Annuii rassicurandola. Non preoccuparti per me!. Sicura? Sicura? Sicura?. Solo una cosa lanciai attirando lattenzione del suo viso completamente assorto in quello di Daniele. Non parlare pi di Kim e cerca di non usare le tue tattiche di seduzione In amore vince

chi fugge ok?. Affermativo capo! ghign divertita. Ora vai... ti sta aspettando. Il viso di Sun sillumin di colpo, con un veloce gesto ricontroll i suoi lunghi e lisci capelli corvini e labito che la rendeva una vera e propria fame fatale asiatica. Vado! dichiar e poco dopo spar nella folla. Soddisfatta per Sun, sorseggiai il mio cocktail improvvisando un finto brindisi. Buona fortuna amica coreana. Eccoti, finalmente! sussurr una suadente voce al mio orecchio. So chi sei, sarei riuscita a identificare quella voce in capo al mondo. Sorpresa, girai lo sgabello e me lo ritrovai davanti; Mr. Tenebroso con i suoi profondi occhi blu era di fronte a me in tutta la sua bellezza prepotente e completamente disarmante. Alessandro sussurrai sorpresa. Oltre ad essere

terribilmente sensuale quella sera indossava un completo grigio antracite elegante in stile classico, la giacca era slacciata laddove si poteva intravedere una camicia con scollo a V nera. Sei venuta alla fine... comment sorridendomi La mia maratoneta preferita. Arrossii nellapprendere il significato di quellaggettivo. Maratoneta stava a me come alla mia fuga stava ad Alessandro e il bacio che gli avevo rubato ovvero una vera e propria tragedia. E pensare che nella mia vita non ho mai praticato sport spiegai prendendomi in giro. Davvero? Latletica uno dei miei sport preferiti ridacchi divertito dalla situazione. S? domandai fingendomi interessata. Uno dei tanti Sofia. Dopo quellaffermazione diventai paonazza e sorseggiai un lungo sorso di Sex On The Beach. Che cosavr voluto intendere con

quellaffermazione?. Laltro giorno sei scappata. Ora o mai pi. Mi girai di scatto intenzionata a spiegare le mie motivazioni. S vorrei scu.... Non riuscii a proferire altro, il tatto del suo dito smorz le mie parole posandosi delicatamente sulla mia bocca profumata dalla fragola del cocktail, azzittendomi dolcemente e ritrovandomi ancora una volta il suo viso troppo vicino al mio. Non preoccuparti, spero che perderai il controllo pi volte da stasera in poi. Che cosa voleva dire?. Dopo quellaffermazione a doppio senso, Alessandro si allontan da me e and a parlare con uno dei baristi dietro al bancone. Mentre parlava con il ragazzo mi sorrise ed io in quellattimo, mi sciolsi completamente in un fiume di latte fuso con del buonissimo cioccolato fondente. Oh Alessandro... mi togli il fiato.

Mr. Tenebroso ritorn da me pochi secondi dopo tenendo in mano due piccoli bicchierini da shot. Vuoi farmi ubriacare? domandai ridacchiando. Alessandro mi pass il bicchierino rosso scarlatto. Se questo lunico modo per non farti scappare via da me... allora si... credo proprio che lo far. Arrossii per lennesima frase maliziosa. A che cosa brindiamo?. Al nostro incontro dichiar con voce profonda. Brindammo insieme facendo tintinnare armoniosamente i nostri due bicchierini. O la va o la spacca Sofia. Bevvi tutto di un sorso totalmente incurante di quello che poteva averci messo al suo interno. Questa la chiave per distruggere

completamente il mio autocontrollo pensai mentre sentivo quel liquido trasparente dal sapore forte attaccarmi il palato e la trachea incendiandoli. Dopo aver bevuto alla goccia lo shot, mettemmo gi di colpo contemporaneamente i bicchierini e il mio istinto non riusc a trattenersi dal fare una faccia schifata da quel sapore dolciastro. Che diavolo era?. Iniziai a tossire, sentivo tutta la bocca informicolata e la mia gola era completamente anestetizzata; avrei potuto ingerire unanguria intera e non avrei sentito alcun dolore. Forte vero? chiese divertito dalla mia reazione. Abbastanza, che cosera? replicai tossicchiando. Tequila... sintetizz. E la prima volta che la bevevi?.

Non si notato? risposi ancora tossendo. Mi pass uno spicchio di limone Tieni prendi... devi succhiarlo, stemprer il sapore. Titubante, presi lo spicchio e lo collocai tra i denti aspirando la sua brusca gustosit; dopo qualche istante il formicolio spar e a poco a poco riusc a percepire di nuovo il mio palato con annesse le sue funzioni. Grazie dissi riponendo la buccia del limone in un tovagliolino. Mi ringrazi sempre.... Non dovrei?. Alessandro ridacchi passandosi una mano tra i suoi folti capelli scuri lasciandosi scivolare la sua perfetta chioma ribelle sulla fronte. Vorrei che lo facessi sempre invece. Non devi fare tutto questo per me. Alessandro inizi a guardarmi confuso. In che

senso?. Farmi saltare la fila per esempio? I cocktail, lo shot di tequila.... Sofia... se lho fatto perch lo voglio. Perch lo vuole?. Poi sei mia ospite e voglio che tu ti senta a tuo agio qui. Sua ospite?. Assorti dai nostri pensieri iniziammo a guardarci senza dire nulla, le luci e la musica di Phil Collins In The Air Tonight facevano da contorno a una bellissima atmosfera istauratasi tra di noi. La canzone era una ballata lenta e sensuale, il pubblic apprezz la scelta e sentii le loro voci cantarla; le sue parole non rispecchiavano quello che stavamo provando. Il nostro non era un amore tormentato, e nessuno dei due bramava un sentimento di vendetta nei confronti di qualcuno. Se lui mi avesse visto annegare nei suoi occhi profondi come quelli descritti nella canzone, mi avrebbe salvato?

Ascolta, a proposito di quel bacio..... Alessandro blocc la mia ennesima frase e si passo la lingua tra le labbra, affond le mani tra le punte dei miei capelli ondulati e si avvicin lentamente a me, come se volesse sussurrarmi qualcosa. Oh no mi sta per baciare! ponderai terrorizzata. Alessandro! Finalmente ti ho trovato! strill una ragazza interrompendo il nostro momento. Riconobbi subito il suo viso, era la famosa ragazza dalla coda di cavallo bionda. Rimasi a bocca aperta. No... pensai mentre guardavo il suo braccio cingere il suo corpo perfetto. Lui non fece una piega anzi impallid allistante senza muovere un muscolo; appena lei si avvicin per dargli un casto bacio sulla guancia lui si scans quasi schifato dal quel gesto. Non ci posso credere. Quella sera la ragazza indossava un tubino bianco a scollo rotondo molto corto e con una

fascia annodata sul davanti; portava delle scarpe a stivaletto nere con plateau aperte in punta ridefinita da un finissimo tacco a spillo che risaltava la sua figura longilinea. La sua coda di cavallo era sciolta, e i suoi capelli biondi che ricordavano quelli di una svedese gli arrivavano poco dopo il punto seno. Che cosa ci fai qui? domando Alessandro in tono ostile. La ragazza sgran i suoi grandissimi occhi azzurri. Beh... scusa organizzi una festa e non inviti la tua scopa amica del cuore?. Che cosa? Allora lei questo per te?. Rimasi allibita nel sentire quelle parole uscire dalla sua bocca. Alessandro divent scuro in volto e non rispose a quella provocazione. In quel momento mi venne in mente il detto Chi tace acconsente Sofia. Soddisfatta dalla sua reazione, la ragazza gir il suo sguardo puntando i suoi occhi gelidi sui miei, osservandomi con superficialit. E tu chi saresti?.

Atterrita, non risposi alla domanda e presa dallimpulso me ne andai via allontanandomi il pi possibile da loro. Sentii la voce di Alessandro chiamare il mio nome ma non risposi e scappai il pi veloce che potevo perdendomi tra la folla del locale. Alla fine... sono una buona maratoneta. Mentre la piacevole voce di Phil continuava a inondare il locale con la sua triste canzone che ora rispecchiava totalmente il mio stato danimo, mi ritrovai davanti alla porta del bagno e decisi di rifugiarmi l. Appoggiai la pochette sul lavandino e guardai la figura del mio viso sconfortato riflesso nello specchio. Allora cos? Io sono una delle tante. Scossi la testa e cercai con tutte le mie forze di scacciare il pensiero di Alessandro avvinghiato nel corpo della finta svedese. Devo andarmene da qui.... In quel momento la porta del bagno si apr di colpo. Il mio corpo sussult leggermente da quellintromissione piuttosto

brusca. Spaventata, mi girai e riconobbi la sua figura; Alessandro aveva appena fatto irruzione nel bagno delle signore. Luomo chiuse a chiave la porta dietro di se e nello stesso tempo io, completamente spaventata, iniziai a camminare allindietro fino ad arrivare al muro che indicava la fine delle mie vie duscita. Perch scappi, da me? domand digrignando i denti. Il suo volto era sempre pi pericolosamente vicino al mio e dal suo sguardo scorrevano pi di mille parole. Sempre pi impaurita, non risposi; in quel momento le mie mani iniziarono a sudare, brividi gelidi e sensazioni mai provate percorsero il mio corpo senza alcun autocontrollo. Che cosa mi sta succedendo?. In meno di un millesimo di secondo suo viso arriv di fronte a me; appoggi i palmi delle sue energiche mani al muro poco pi sopra delle mie spalle imprigionandomi come un ragno fa con la sua preda, confondendomi spodestando ogni regola imposta dalla mia mente.

I suoi occhi blu erano riflessi nei miei e imprigionavano ogni mia emozione facendomi perdere il senso dell'orientamento e del tempo, accedendo a una realt dove esistevamo solo noi due e nessun altro. E ora che faccio? pensai rendendomi conto che non potevo muovermi. Non devi scappare da me, mai pi! esclam rabbioso. A quel punto, senza esitate, afferr la mia bocca e inizi a baciarmi con trasporto e non potei fare a meno di sciogliermi a quel contatto cos carnale; tanto da far cedere il mio corpo contro il suo, che mi accolse restringendomi addosso al suo impetuoso petto dove sentivo battere il suo cuore alla stessa velocit del mio. Il sapore delle sue labbra contro le mie era una sensazione cos lussuriosa che persi completamente il senno lasciandomi andare alla loro mistica guida. Insieme ansimavamo perdendoci completamente luno nella materia fisica dellaltro. Sai di buono... boccheggi mentre con la forza mi alz di peso mettendomi a

cavalcioni sul suo corpo. Potrei rimanere qui per sempre. Anchio pensai premendo il suo corpo contro il mio. Mi lasci andare deponendo il mio dolce peso al suolo terrestre ripiombando di nuovo nella realt. Ancora scossa dagli ultimi dieci minuti non dissi nulla, il mio corpo era sottosopra e il mio cuore era completamente sotto sforzo sommerso da un ciclone di emotivit. E ora?. Attenta! pronunci mentre riappoggiavo i tacchi a spillo sulla superficie. Grazie pronunciai arrossendo cercando di non oscillare su quelle diaboliche scarpe. Un altro ringraziamento da te... mi sento davvero onorato. Sorrisi imbarazzata. Mi salvi sempre... il minimo che possa fare. Senza rispondere Alessandro mi baci la fronte,

afferr la mia mano e insieme uscimmo dal bagno tornando alla realt del Millennium che in quellattimo risuonava in tutta la sua popolarit e brillava nelle sue bellissime luci fantastiche. Mi soffermai un attimo ad ammirare dei ballerini che stavano eseguendo una coreografia di danza acrobatica aerea. Wow! pensai apprezzando lesibizione. Erano letteralmente sospesi per aria e reggevano la loro forza da delle bellissime stoffe rosse, i loro corpi si muovevano sinuosi sfidando a spada tratta la gravit dellatmosfera, seguendo il ritmo di Robert Miles in Children, sembrava di assistere a uno spettacolo di qualche gruppo circense. Non sapevo che avessi a disposizione degli acrobati urlai cercando di farmi sovrastare la musica. Li abbiamo assoldati allultimo... fanno parte de il Cirque Du Soleil, ogni anno vengono in Italia per i loro spettacoli. Sono bravissimi commentai con voce

sognante. Proseguii ad ammirarli, completamente rapita da quellintreccio affusolato di stoffe. Non avevo mai visto uno spettacolo cos avvincente. I corpi dei ballerini erano vestiti da delle tute color arcobaleno e i loro capelli erano in tinta con labbigliamento. Seguimi sussurr Alessandro interrompendo il mio spettacolo. Risposi al suo richiamo e obbed al suo ordine. Insieme attraversammo una parte del locale, la sua presa era stretta e sicura, come se avesse paura che io scappassi da un momento allaltro. Perch pensi che io possa scappare?. Raggiungemmo una porta dallaltra parte del locale ed entrammo, riconobbi subito le due giacche appese sull'appendiabiti sistemato alla sinistra dellentrata. Questo il suo ufficio pensai orientandomi. Accomodati pure, vuoi dellacqua? domand chiudendo la chiave la porta.

Lo guardai leggermente turbata. S, grazie reagii farfugliante. Alessandro annu e spar dietro ad un bancone sistemato adiacente allentrata. Che coshai intenzione di fare?. La stanza era molto spaziosa e ben illuminata, le parenti erano dipinte di un ombreggiato grigio perla e il suo pavimento di egual colore in parquet stile weng. In fondo ad essa era sistemata una scrivania con allungo di legno scuro, un computer portatile, grigio con una mela al centro che ricordava molto un MacBook Pro di ultimissima generazione, era posto sopra il mobile accompagnato da unaltissima lampada grigia da lettura sistemata a terra. Sui muri dellufficio erano appese delle foto di avvenimenti sportivi; tra tutte le figure riconobbi subito Kobe Bryant che indossava la maglia dei Lakers durante una partita contro la squadra di Miami, una seconda invece, di un match di Rugby; mi abbassai leggermente cercando di

leggere la scritta: Australia vs Nuova Zelanda 1996. In un'altra posta qualche centimetro pi in l, individuai un palazzetto di ghiaccio. Hockey suppongo. Lo stemma della squadra ricordava una croce rossa come quelle delle crociate inglesi mentre una M blu la spezzava al centro, e sopra il simbolo cera iscritto Hockey Milano 2009. Sospirai sollevata. Per lo meno non ama il calcio. In attesa del suo ritorno, andai a sedermi su un divanetto di pelle nera a tre posti addossato a una delle pareti principali; tolsi subito i tacchi e mi rannicchiai a sirena sopra i suoi morbidi cuscini. Via! Maledette scarpe infernali. Mentre sistemavo le scarpe notai sei televisori da ventidue pollici collocati dietro la scrivania. Mi alzai sgattaiolando a piedi nudi e li raggiunsi. Le telecamere di sorveglianza!. Il primo sulla sinistra aveva la vista dellentrata del locale, mentre il terzo dava sul bancone dove

Sun ed io siamo state fatte accomodare da La Cosa. Ecco come ha fatto a vedermi...

il tempismo dellentrata e dei cocktail... il suo arrivo... mi stava SPIANDO. Dopo essere arrivata alla conclusione fase spionaggio di Alessandro, iniziai a cercare Sun. Lavevo completamente abbandonata a se stessa, mi avrebbe odiato sicuramente ed io lindomani per fare pace gli avrei dovuto comprare un kilo di marmellata ai lamponi per farmi perdonare. Dopo qualche istante riuscii a trovarla nel quarto televisore che trasmetteva le immagini della zona 06. Non sapevo che cosa volesse dire per Daniele era con lei e stavano parlando. Sospirai di nuovo sollevata. Speriamo che non stiano litigando. Tornai alla poltrona, recuperai il telefono e le mandai un messaggio su WriteIt:

Amica coreana! Come procede allassediamento? Guardai lo schermo. Sun sobbalz leggermente nel sentire la vibrazione del suo telefono, fece cenno di scuse a Daniele e cominci a digitare la sua risposta: Hey! Dove sei finita? Alessandro? Lhai visto? S... sono con lui, non preoccuparti per me Ok... ma dove sei? Nel suo ufficio Che cosa???????? SOFIA! Osservai di nuovo il monitor, leggendogli in faccia la sua espressione di piena di

disapprovazione:

Stai tranquilla... non ho intenzione di perdere la verginit stasera. Ti fidi di lui? S... Anche se... SUN! Davvero, non preoccuparti... Ok... ma se c qualcosa chiamami subito ok? Lo so, confido nelle tue mosse di Karate! Tienimi aggiornata. E tu divertiti con Daniele. Non litigate! Eccomi! Scusa se sono sparito... ma non avevo

pi acqua in ufficio intervenne Alessandro, porgendomi una bottiglietta. Spaurita da quellimprovvisa intromissione, misi subito via il telefono nella pochette. Bevvi un lungo sorso di acqua minerale dalla bottiglia, la mia gola era completamente secca e aveva bisogno didratazione. Tra lalcol e baci appassionati in bagno non ero riuscita a riattivare la saliva. Nel frattempo Alessandro si sedette vicino a me e iniziai a sentire il suo sguardo su tutto il mio corpo. Sei bellissima stasera... il rosso ti dona molto. Con quello che ho speso.... Richiusi la bottiglia e la poggiai a terra. Anche tu non sei male.

Scoppi a ridere. Perch stai ridendo? domandai incuriosita.

Scusami... il primo complimento che ricevo da te. E un complimento? chiesi ironica. Alessandro cess di ridere. So che vuoi farmi diverse domande riguardo.... Alla ragazza bionda continuai. Esatto, non devi preoccuparti per lei, non lo rifar pi. Per lei.... Mi azzittii ritrovandomi di nuovo il suo viso vicino al mio. Sofia... ti desidero dal primo momento che ti ho visto, non mimporta di nessunaltra. Provai a rispondere cercando di protestare ma non ci riuscii. Soffoc la mia parola con la sua bocca. Chi lei per te? domandai in preda alla passione. Nessuno... dichiar gemendo nella mia

bocca. Ma ha detto... perseverai. Alessandro si stacc da me. Piccola... sussurr. Lei il mio passato, una piccola briciola di un mio grande errore.... Con lei c stato qualcosa. Lei stata importante per te? domandai. In passato si... forse... ma ora non la riconosco pi rispose affranto. Mi dispiace... dissi. Alessandro inizi a giocare con i miei capelli spostandoli tutti su una spalla. Non devi... gli errori si pagano. Con le sue soffici labbra inizi a sfiorare il mio collo spoglio facendomi scappare un gemito di piacere. Che figura! pensai vergognandomi. La sua mano che prima stava accarezzando il mio braccio scese piano sulla mia coscia intenta a

spostarsi verso il suo interno. Aspetta... sussurrai fermandolo. Alessandro si ferm di scatto e inizi a guardarmi con aria vaga. Mi hai portato qui per fare sesso sul tuo divano? domandai offesa. Che cosa? No! esclam cercando di rassicurarmi. Non convinta, mi alzai. Io non sono una da scopare alla prima occasione! ribattei dirigendomi verso la porta. Maledizione chiusa a chiave! pensai cercando di forzare la serratura. Oh no... sono persino scalza!. Sentii i passi di Alessandro raggiungermi. Lasciami andare ordinai senza girarmi, cercando di evitare il suo sguardo. Voltati disse ansimando sul mio collo. Chiusi gli occhi feci un respiro profondo. Mi girai. Dio ha un profumo cos buono. Non era mia intenzione offenderti si scus,

dispiaciuto. Lui era l di fronte a me, in tutta la sua bellezza e anche se aspiravo ad andarmene da quella stanza, lo volevo disperatamente come mai nessuno prima. Non ho intenzione di fare lamore con te stasera, ma io ti desidero, che sia un problema o no. Mi toccai la gola con una mano. Tu mi vuoi Sofia? continu. Lo guardai. S... mormorai con un filo di voce. Mi prese una ciocca di capelli e laccarezz con le dita. Lo faremo solamente quando tu me lo chiederai. Mi baci la fronte. Andiamo... ti riporto dalla tua amica concluse porgendomi le scarpe. Uscimmo dallufficio addentrandoci nuovamente nel locale. La musica era alta e la presa di Alessandro sempre pi stretta sulla mia mano. Dopo pochi minuti intravidi Sun in

lontananza, stava ballando con qualcuno, ma la gente e la distanza mimpedivano di capire chi potesse essere. Daniele? pensai dopo aver focalizzato la sua figura piazzata da rugbista. Ma non era di turno?. Non lavora stasera Daniele? chiesi incuriosita. No... gli ho dato la serata libera. Davvero? dissi vedendo quando quei due si stessero divertendo. Mi ha fatto un favore, ed io lho premiato afferm sfuggente. Cio?. Rimase in silenzio per qualche istante. Tu. Frastornata, mi fermai di colpo. Io sarei il tuo favore?. Ti volevo qui a tutti i costi... e sei venuta> afferm soddisfatto. Allora oltre che essere uno spione sei anche

uno che chiede favori?. Alessandro ridacchi divertito. Oh Sofia Sofia... quando la smetterai di essere diffidente?. Ti conosco da poco... credo che sia normale esserlo. Forse... ma con te non lo sono dichiar gelido. Alzai le spalle. Forse dovresti esserlo. Non dubiterei mai di te espresse avvicinandosi a me. Sono gi cos scontata?. Sofia.... So come mi chiamo ribattei bloccandolo. Alessandro mi accarezz il viso. Scusami... tu non sei un favore, e hai ragione a essere diffidente. Annuii soddisfatta. E che... sospir. Lascia

stare disse afferrandomi di nuovo la mano. Lo fermai. Che cosa?. Non da me dire cose... hai capito... farfugli imbarazzato. Veramente no.... Voglio conoscerti Sofia... quello che bramo da quando ti ho visto. Arrossii. Davvero?. S. Gli afferrai la mano. Ti va di ballare?. Dovrei chiedertelo io. Questa la mia festa. Invertiamo i ruoli sghignazzai sorridente aizzando la possibilit. Alessandro mi bacio appassionatamente soffocando ogni mia preoccupazione superflua. La ragazza bionda e il favore di Daniele erano svaniti nel nulla, ora esitavamo soltanto io e lui.

Mi voleva conoscere ed era tutto quello che mimportava, sospettosa o meno. Che cosa mi stai facendo? domandai appoggiando la mia fronte contro la sua bocca. Nulla che non voglia. Dopo pochi minuti raggiungemmo Sun e Daniele ancora presi a ballare sulle note di Carolina Marquez - Sing La La La. Rivedendomi tornare con Alessandro la mia amica mi fece locchiolino mentre Daniele mi salut facendomi un cenno con il viso. Tutto ok? sussurr Sun con il labiale. Annuii sorridendo. S risposi attorniando il suo collo con le mie braccia iniziando a ballare. Mentre canticchiavo lasciandomi andare al solo suono della musica, iniziai a guardarmi attorno. Il Millennium si era trasformato, era come se ci fossimo spostati in qualche discoteca dellHavana

di Cuba: tutti ballavano molto vicini e in modo sensuale, le persone sembravano amoreggiare con il proprio compagno emanando unatmosfera erotica per tutto il locale. La temperatura si alzava sempre di pi diventando dolcemente irrespirabile, notai con piacere che Alessandro era davvero un ottimo ballerino per essere un uomo, il suo corpo si muoveva a tempo e come me, si lasciava andare completamente alla musica. Desidero baciarti. Ora mi bisbigli allorecchio. Perch non lo fai? riflettei osservandolo mentre con la sua dolce e appetitosa lingua si bagnava le labbra. Con un gesto ferreo afferr i miei fianchi avvicinandoli a s, in risposta, spinta dal desiderio appoggiai le mie mani sul suo petto, per poi farle salire sulle spalle accarezzargli il collo con i pollici. Al solo contatto con la sua bocca le mie gambe

diventarono molli togliendomi tutto il fiato che avevo in corpo. La sua lingua inizi a giocare lentamente con la mia. Un fremito nel bassoventre inizi a farsi sempre pi pulsante e insistente nel mio esile fisico sopraffatto dalla fantasia del suo corpo. Ogni minuto che passava le nostre bocche diventavano sempre pi affamate luna dellaltra. Non mi era mai successo nulla del genere, tutto il tempo che avevo passato con lui mi sentivo sensuale, erotica e sicura di me stessa; senza le mie solite paranoie mentali. Alessandro aveva un effetto mistico su di me, mi piaceva ed io piacevo a lui, niente di pi semplice. Vuole conoscermi ed io sono pronta ad aprirmi completamente a questuomo che mi desidera cos fortemente da non volere altro. Stanca da tutte le emozioni, afflosciai il mio viso sulla sua spalla, e l davanti a me e non troppo distante, cera lei: la finta svedese con la coda di cavallo bionda. Ci stava osservando e non riusciva a toglierci

gli occhi di dosso, il suo sguardo era triste e furente allo stesso tempo come se gli fosse fatto un torto o in altre parole come se gli fosse stato portato via luomo. Nervosa!. La ragazza afferr il suo cocktail finendolo in un sorso, mi diede unultima occhiata rabbiosa e spar tra la folla, spero verso luscita. Chiss che cosa vuole da te... da noi. In quel momento sentii una mano calda, quanto il mio corpo, toccarmi la spalla distogliendomi dai miei pensieri su quella ragazza. Era Sun. Ehm... Scusa Sofy, Daniele ed io andiamo a casa, tu rimani?. Guardai lorologio: erano gi le due e mezza passate. La riporto io, non vi preoccupate intervenne Alessandro. Va bene. Sun mi abbracci. Domani dovremo raccontarci molte cose bisbigli esaltata. Oh Sun! Non sai quanto.

Dopo la loro uscita, Alessandro ed io continuammo a ballare avidi luno dellaltro, continuando a baciarci spingendo sempre pi oltre i nostri istinti. Sofia... cos mi farai impazzire... disse mentre eravamo di nuovo attaccati al muro della discoteca luno contro il corpo dellaltro. Come posso staccarmi da te?. Non devi ansimai. Mi trascin di nuovo a se. Infatti, non lo far. Che ore sono? domandai. Alessandro si ferm e controll dal suo orologio. Le quattro. LE QUATTRO? ripetei urlando. E tardissimo. Lo so... mi sorrise passando le sue dita eleganti tra i miei capelli.

Mi riaccompagni a casa?. Sun si preoccuper da morire non vedendomi tornare. Se stai pensando alla tua amica Sun e a Daniele, stai tranquilla... credo che ne avranno per un bel po. Sgranai gli occhi. Che cosintendi dire?. Alessandro inizi a fissarmi con unaria da: Secondo te?. Arrossi al pensiero di Sun a letto con il rugbista timido. No... Sun farebbe mai queste cose, non alla prima uscita almeno. Certo... ti credo sghignazz. Oh smettila! ghignai. A parte gli scherzi... sono davvero stanca oggi luniversit mi ha distrutto... potresti riaccompagnarmi?. Amareggiato, sospir. Va bene... afferm avvinto. Aspettami qui, vado a prenderti la giacca nel mio ufficio minform baciandomi la fronte. Dove vuoi che vada?.

Alessandro torn da me dopo qualche minuto con la mia giacca. Hai fatto presto dichiarai sorridendo come una gattina. Mi sorrise. Te lho detto non riesco a starti lontano. Dopo quellaffermazione sentii di nuovo il sangue ribollire nelle vene. Sapessi cosa ti farei io!. Dove hai la macchina? domandai rivestendomi cercando di dimenticare quei pensieri impuri. Non molto lontano da qui rispose distratto. Ti aspetto qui? O vengo con te?. Mr. Tenebroso ormai divenuto solo Alessandro fece segno di aspettare. Digit un numero sul telefono. Matteo puoi uscire un attimo?. Chi Matteo?. Perfetto... ti aspetto disse concludendo la chiamata. Chi Matteo? chiesi curiosa.

Lo hai gi conosciuto, una delle persone a cui affiderei la mia vita mettendoci la mano sul fuoco. Dopo qualche secondo La Cosa si materializz davanti a me. Eccomi signor Alessandro.

Grazie Matteo, potresti accompagnare Sofia fuori dal locale mentre vado a prendere la macchina? Non voglio che gli accada niente dati i precedenti. Si riferisce allubriacone ha cercato di trascinarmi nella sua macchina, ha paura che mi succeda qualcosa?. Certo, sar fatto signore afferm deciso. Alessandro mi diede un casto bacio sulla bocca. Aspetta qui... torno subito. Annuii rispondendo al suo bacio e insieme a La cosa uscimmo dal locale ormai mezzo vuoto

dirigendoci verso lesterno della Galleria. E da tanto che lavori per Alessandro? domandai mentre uscivamo. Matteo alias La Cosa mi guard con aria sospettosa. Che c? Sono o non sono una giornalista?. Lavoro per il signor Alessandro da circa cinque anni ormai... prima lavoravo per il padre. Il padre di Alessandro? Chiss che tipo . Oh... capisco, e ti trovi bene con lui?. Lespressione de La Cosa si fece sempre pi strana. S afferm gelido. Non sei un tipo di molte parole eh!. Scusa... non volevo essere opprimente. Luomo si ferm di scatto. Non deve fare domande... sa su.... Ti prego dammi del tu lo bloccai. Ok... sospir. Lui un bravo ragazzo... ha i

suoi difetti come tutti e a volte pu sembrare testardo e anche un po burbero ma ha una cosa che molti non hanno di questi tempi. Lo guardai incuriosita. Che cosa?. Lumilt. Appena arrivammo allesterno della Galleria, Alessandro si materializz allistante con unelegantissima Aston Martin grigio metallizzato. Wow pensai mentre accost davanti a me. Scese dalla macchina in tutta la sua sensualit mixata a eleganza e da vero gentiluomo mi apr la portiera. Che servizio. Signorina disse indicandomi il posto del passeggero. Dopo aver ringraziato Matteo, mi avvicinai alla macchina. Alessandro dissi stando al suo gioco di ruoli. A domani Matteo! esclam salutando La

Cosa. Non ci posso credere... pensavo che queste macchine esistessero solo nei film di James Bond o Mission Impossible pensai toccando gli interni di pelle color beige chiaro. Giusto il tempo di raggiungere il posto del guidatore che Alessandro salii in macchina, allacci la cintura e accese la macchina. Avrei potuto osservare quei suoi gesti cos perfetti per sempre, come poteva essere cos bello e dannatamente misterioso allo stesso tempo? Dove abiti? domand riportandomi alloggettivit di me incantata dal suo estremo fascino. Porta Venezia. Hai allacciato la cintura? domand mentre immetteva la retro. Mi guardai il petto e notai che non lo avevo fatto. Scusa sussurrai dispiaciuta. Conosci la

zona? chiesi mentre da brava bambina obbedivo al padrone. S... non abito molto lontano da te. Davvero?. Capisco... bisbigliai senza avere il coraggio di dove potesse abitare luomo dei miei sogni. Mentre percorrevamo Via Manzoni, Alessandro accese lo stereo e le note di una ballata, cui non riuscivo a ricordare il nome, invasero la nostra atmosfera che per me era ancora piuttosto bollente. E di Mozart questa canzone?. Alessandro tir il viso disapprovando la mia risposta. Ho sbagliato vero? riformulai sorridendo goffamente. Tutti pensano che sia di Mozart... ma non lo ... pensaci bene. Mi stai obbligando a usare Shazam?. Che cosa? No... se lhai gi sentita, vuol dire che hai visto il film.

Film? ripetei come un pappagallo. Alessandro annu. E la colonna sonora di un film... indovina. Giochiamo a Sarabanda? domandai saltellando sul sedile. No Sofia, non un gioco. La mano destra di Alessandro che prima era messa sul cambio tocc la mia gamba facendomi sussultare. Distenditi sul sedile, chiudi gli occhi e cerca di sentire la musica provando a immaginare dove lhai sentita la prima volta concluse con voce sensuale. Ascoltai il suo consiglio, e sempre pi curiosa di dare la giusta risposta al quesito, mi sistemai sul sedile facendo penetrare nella mia mente quella tagliente musica. Dopo averla ascoltata per qualche secondo, non so come ma fui catapultata in una classe che a me sembrava conosciuta. Oh no... ma quella sono io pensai riconoscendomi durante lora di

religione al liceo. Assorta dalle mie paranoie adolescenziali stavo ascoltando la medesima canzone. Collegai le due cose Film, ora di religione, e adolescenza . Ma certo! Che stupida urlai tornando alla realt. Ha funzionato?. Requiem for a Dream... un film che ho visto al liceo. A scuola vi facevano vedere questi film? chiese stupito. Certo... abbiamo visto anche Lesorcismo di Emily Rose se per questo. Alessandro scosse la testa. Ecco come traumatizzare i ragazzini in et adolescenziale ridacchi svoltando nella mia via. Perch? Non ti piaciuto?. No al contrario... Requiem for a Dream uno dei miei libri preferiti, solo che il film un po

forte, non credo che degli adolescenti siano interessati a vedere questo genere di cose. E chi sarebbe lautore della canzone? domandai sorridendo. Clint Mansel, e tra le tante cose lui anche un compositore molto affermato. Sai molto sulla musica? chiesi curiosa. No, ne so pi di sport concluse accostando davanti casa mia. Fortunatamente il calcio non tra questi. Come facevi a sapere dove abito? chiesi un po spaventata. Ho i miei informatori rispose sfoderando il suo sorriso migliore. Lo guardai con aria curiosa. Daniele mi ha detto dove abitava Sun, e ho fatto due pi due... sei pi tranquilla ora?. Annuii. Abbastanza.

Non sar definito... come mi avevi chiamato?. Spione e strozzino. Strozzino? ripete ridendo. S... credo che sia la descrizione pi esauriente per rappresentare il tuo modo di essere. Bello come il sole Alessandro ridacchi passandosi la mano nella sua chioma ribelle. Quindi lo strozzino domani sera potr avere lonore di portarti fuori a cena? chiese tornando a essere Mr. Tenebroso dagli occhi blu. E me lo chiedi?. Devo controllare la mia agenda signor Alessandro... sono una persona piuttosto indaffarata. Signorina Sofia, non accetto un no come risposta. E se dovessi rifiutare... che cosa potrebbe farmi? domandai stuzzicandolo.

Di scatto la sua bocca famelica torn a reclamare la mia facendomi rimanere senza fiato. Meglio che tu non lo sappia o potrei diventare pericoloso sussurr baciandomi il collo. Non mancher affermai ancora presa dal desiderio. Ne sono felice... dichiar accarezzando la mia bocca rosea con il dito. Una volta scesa prima di salire allappartamento bussai di nuovo al suo finestrino. Grazie... di tutto dissi abbassando gli occhi imbarazzata. Quando vuoi.... Ti scriver domani su WriteIt ok?. Tornai alla realt. Come fai a sapere il mio numero?. Stalker. Ho i miei informatori. Arrossii. Spia! sghignazzai allontanandomi

dal finestrino. Come un fulmine Alessandro scese dalla macchina accorrendo nella mia direzione. Che cosa vuole fare?. Mi afferr i fianchi e con forza mi sollev di nuovo da terra. E il bacio della buonanotte? domand a pochi centimetri dalle mie labbra. Credevo ne avessi abbastanza. Non potrei mai averne abbastanza di te Sofia. Mi baci nuovamente, questa volta per in modo casto e puro quasi come se stesse disegnando dei piccoli puntini sullesterno delle mie sottili labbra ed io in quel breve e intenso istante assaporai tutto il suo profumo. Buonanotte Sofia. Buonanotte Alessandro. Rientrata allovile, cercai di non fare troppo rumore. Non sia mai che svegli Sun o domattina

me ne dir di tutti i colori. Furtivamente controllai in giro e non trovai la minima traccia di presenze maschili nellappartamento. Uomo di poca fede! pensai soddisfatta dalla mia amica Sun e al suo non cedere alle avances maschili ma soprattutto dai rugbisti timidi e impacciati. Dopo aver improvvisato perfettamente il ruolo di Grissom, scappai in camera; mi struccai velocemente, sistemai il vestito nellarmadio e scivolai nel letto. In quei pochi secondi prima di addormentarmi ripercorsi tutti gli istanti della serata, quante emozioni avevo provato quella sera, tutto era come doveva essere. Dopo ventitr anni di paranoie e riflessioni finalmente mi sentivo libera di amare ed essere amata. Sofia... cerca di stare il pi possibile con i piedi ben saldi a terra, le delusioni potrebbero essere dietro langolo. Quel pensiero mi fece ricordare le sue parole al bar Le Tre Gazzelle. Sono tutto quello da cui dovresti stare lontano. Forse il suo errore da pagare era proprio quello che gli faceva pi

paura? La mattina dopo mi svegliai di buon umore con il profumo di Alessandro che marchiava la mia pelle richiamando instancabilmente la sua presenza materiale e fisica. Alessandro... rimuginai mentre esaltata pensavo a tutto quello che era successo la sera precedente: i nostri baci infiniti, innumerevoli le carezze e le sue dolci attenzioni mi facevano impazzire, anche il suo lato da stalker aveva un certo fascino. Sghignazzai con la testa sotto il cuscino al pensiero di lui mentre chiede informazioni su di me a Daniele o perfino il mio numero a chiss chi. Altro che favore signor Alessandro sono la tua ossessione. Prima di alzarmi mi raggomitolai pi volte nel letto fino a raggiungere il mio cellullare in fondo al comodino. Con gli occhi ancora chiusi dal sonno controllai lora. Accidenti sono gi le dieci?.

In tutta la mia vita non avevo mai dormito cos tanto e allo stesso tempo, ero sotto leffetto dellincantesimo ammaliatore di Mr. Tenebroso. In preda a una crisi ormonale udii suonare lIphone. Sar lui?. Incuriosita, lo afferrai come un lupo acciuffa la sua preda; ma in quel frangente io ero la preda mentre Alessandro un bellissimo lupo dagli occhi blu. Appena vidi il suo nome sullo schermo, il mio cuore scoppio dimmensa gioia a stento riuscivo a leggere lucidamente le sue parole:

Buongiorno signorina Sofia, Spero che tu abbia dormito bene questa notte. Ti ricordo che stasera occupata con me. La verr a prendere alle otto in punto. Mi raccomando puntualit! Cordiali saluti,

Alessandro Mi rigirai di nuovo nel letto finendo a pancia in gi lasciando penzolare le gambe allaria improvvisando un ritmo inesistente dettato solamente dal mio inconscio rapito:

Caro signor Alessandro, Accetto volentieri linvito, ahim non so se riuscir a essere puntuale. Le consiglio di armarsi di pazienza. A risentirla, Sofia Dopo aver scritto la mia risposta, ancora eccitata, poggiai il cellulare sul mio petto. Rispondi... rispondi.... Sobbalzai nel

sentire la suoneria del mio telefono annunciare la sua risposta:

Se dovesse fare ritardo dovr punirla e se ne pentir amaramente. Il mistero si fa intrigante. Quale sarebbe la punizione? E un segreto. Adoro i segreti, a stasera Dopo aver scritto lultimo messaggio, presi coraggio e mi alzai dal letto; guardai fuori dalla finestra e una pioggia rumorosa stava sovrastando Milano, rendendola grigia e cupa come linverno. Il cielo era plumbeo e completamente ricoperto da nuvole, il Duomo che vedevo in lontananza era coperto da una piccola foschia simile alla nebbia. Oh no... lautunno sta arrivando. Sarebbe stata la giornata ideale per stare a letto tutto il giorno,

crogiolandosi nel corpo caldo della tua persona, in questo caso Alessandro. Alt Sofia... prima di tutto devi dirgli che sei casta come quando sei nata. Sospirai al pensiero della conversazione che avremmo dovuto avere in futuro. Alessandro io... dissi parlando alla finestra cercando improvvisare il discorso. Sbuffai. Di certo non lo devo affrontare ora! pensai mentre aprivo le tende cercando dirradiare la stanza con luce inesistente. Non so perch non ero mai arrivata alla fase successiva con un ragazzo, facile dire non hai trovato la persona giusta o meglio aspettare se non sei convinta. Ma io avevo trovato dei ragazzi validi, buoni e gentili per una potenziale prima volta; ma la scintilla non era mai scattata almeno non quanto la volevo io. Ricordo come se fosse ieri la sera in cui Filippo, il figlio di un amico dei miei genitori mi aveva portato a casa sua; uscivamo insieme da circa tre mesi e aveva preparato tutto in modo perfetto per la nostra fase successiva, almeno per

me lo sarebbe stato. Avevo diciassette anni, lui ventuno e il denominatore comune pi importante cera: casa libera. I suoi genitori erano andati in vacanza in Marocco e nei giorni antecedenti avevamo organizzato la cosa, io sarei dovuta andare da lui dicendo che avrei passato la serata al cinema con unamica. Rimasi cos estasiata nel vedere la sua camera immersa nelle candele e nel romanticismo estremo, ma non so perch io non me la sono sentita, ho fermato tutto sul pi bello e forse il mio sesto senso da donna era gi riuscito a captare e interpretare i vari segni di tradimenti nei miei confronti, e ora ne sono felice data la scoperta degli innumerevoli messaggi con la mia compagna di banco Rita che ora la sua attuale fidanzata. Non era persona giusta Sofia. Dopo aver distolto la mente dai ricordi, legai i capelli in uno chignon spettinato minfilai una felpa nera gigante con annessi pantaloni della tuta grigi; optai anche per delle bellissime ciabatte rosa

pelose ma soprattutto calde. Andai verso la cucina per la colazione. Arrivata in salotto, avvertii dei rumori sospetti provenire dal locale. Sun gi sveglia?. Guardai di sfuggita la camera della mia amica; la porta era socchiusa e da lontano intravidi il suo viso ancora dormiente. Chi c in cucina?. Allarmata, avanzai di soppiatto, e piano piano che mi avvicinavo al locale i rumori si fecero sempre pi insistenti Oh no... i ladri!. Afferrai il primo portavasi che trovai in giro e mi soffermai sullo stipite della porta. 3,2, 1. Mi addentrai. FERMO! urlai attenta a lanciare il vaso. La persona inquisita era di spalle e NUDO. SOFIA! SONO IO sbrait una maschile, decisamente familiare. Focalizzai la sagoma. Daniele?. ODDIO! urlai coprendomi il viso con le mani. Sei....

Nudo... si scusa... pensavo dormissi disse mortificato. Copriti... ti prego chiesi imbarazzata dalla scena. Si... ehm... ecco. Sentii che ravanava tra la cucina alla ricerca di qualcosa per rivestire la sua parte intima. Fatto? reclamai. S. Impaurita, liberai gli occhi, prima il destro e poi il sinistro e mentre li socchiudevo notai che aveva coperto il suo membro con una pattina blu trovata vicino al fornello. Giuro che non luser pi. Imbarazzata pi di prima, girai il viso e chiusi di nuovo gli occhi. Sun dorme? domandai schiarendomi la voce. Si... stavo per portargli la colazione a letto, ho lasciato dei toast caldi anche per te.

Che dolce!. Grazie, sei gentile. Caro il mio ingenier Visigalli, sei proprio innamorato. Per caso sai dove sono i vassoi?. S... ehm... nellarmadietto sopra il lavandino. Sentii Daniele aprire le antine ed estrarre il vassoio. Grazie... ora vado concluse impicciato. Non preoccuparti... me la caver sdrammatizzai. Daniele ancora imbarazzato dopo lesilarante scena, raggiunse Sun in camera. Alessandro aveva ragione, lui ha dormito qui!. Sun avrebbe dovuto darmi molteplici spiegazioni sulla serata appena trascorsa e soprattutto per aver trasgredito alla regola numero uno del codice penale delle donne e gli appuntamenti: Mai farlo alla prima uscita. Posso capire che i rugbisti hanno il loro fascino

bruto, le cicatrici con annessi i denti rotti e il fango delle partite possano essere affascinanti ma avr fatto bene? Limportante che lei sia felice della sua scelta pensai guardando indietro ovvero alla sua unica relazione che lha resa infelice per anni. Presi il succo dal frigo e lo versai nel bicchiere. Mangiai i toast che Daniele aveva lasciato per me. Sono deliziosi! considerai assaporando la marmellata di more, per un breve istante mi vennero in mente le colazioni in vacanza dai nonni in Toscana con i loro grandissimi tavoli colmi di cibo che avrebbero nutrito almeno due eserciti. Dopo aver terminato la succulenta colazione, accesi il pc in camera mia, e cominciai a leggere varie notizie della giornata sul sito dellAnsa. Sentii bussare alla porta. Era Sun. Buongiorno sussurr prima di entrare. Notai subito dal suo viso i lineamenti della felicit di chi ha passato una notte di fuoco con il proprio ragazzo o come

si vuole chiamare. Divertita, la guardai accartocciando le labbra in modo buffo. Buongiorno a te raggio di sole. Sofia! mi ammon chiudendo la porta dietro di s. Non giudicarmi. Perch dovrei?. Forse perch lhai trovato nudo in cucina ridacchi rallegrata. A proposito dobbiamo buttare la pattina blu le rammentai. Perch? domand sedendosi sul mio letto. Fa parte del corredo di mia madre. Non lo vorresti sapere. La guardai socchiudendo gli occhi. Sono sicura che la signora Li capir. Sun inizi a ridere. E il vaso?. Lho rimesso a posto.... Pensavi che ci fossero i ladri? domand

divertita. Annuii. Ti ho visto che dormivi in camera... e non sapevo che Daniele avesse passato qui la notte. Scusami se non ti ho avvertito... non abbiamo avuto modo di parlare ieri sera. Non preoccuparti... limportante che tu sia felice affermai sdraiandomi a pancia in gi sul letto. Sun sospir. Lo sono... ma non succeder pi. Perch? sbraitai sorpresa. Lo volevi cos tanto!. tutto un gran casino Sofia... te la immagini mia madre appena sar che ho lasciato Kim e ora sto con un ragazzo italiano?. Provai a fantasticare nella mia mente il viso della signora Li con il suo vestito firmato Coco

Chanel in preda allisteria. No, non sarebbe un bello spettacolo. Lo sapevo! Sun Li sei un completo disastro! esclam accasciandosi sul letto. Tu piuttosto... doveri finita?. Le raccontai della serata, dallapparizione della ragazza bionda: Il suo errore pi grande al nostro bacio appassionato in bagno e del suo ufficio pieno zeppo di telecamere. Nel suo ufficio... avete.... aizz Sun facendo dei gesti. Cosa? NO! le lanciai un cuscino. Me lo rilanci. Ma vorresti?. Non lo so... sai benissimo che cosa penso riguardo.... Agli uomini?. No. Alle prime volte?.

Annuii. Mi vergogno... non ho mai visto un uomo nudo. A parte Daniele. Iniziai a ridere. Certo... a parte lui. Devi stare tranquilla... la mia prima volta stata un completo disastro e le volte dopo ancora peggio, Kim non mi ha mai fatto venire, una volta che aveva terminato lui io non contavo. Davvero? domandai dispiaciuta. S... era come essere in prigione... disse malinconica. Invece con Daniele... stato fantastico, ed successo tutto stanotte. Sar il fascino del rugbista affermai maliziosa. Forse... anche perch da quanto ho capito... ci sono due tipologie di rugbisti. Cio? chiesi curiosa. Belli e veloci, stupidi e lenti.

Sogghignai. E lui farebbe parte?. Belli e veloci ovviamente! rispose in modo bizzarro. E stato tutto cos strano Sun... davvero, eravamo cos magnetici come due calamite non riuscivamo a stare lontani continuando ad attirarsi a vicenda. Le telecamere sono un po inquietanti, non sar mica uno stalker vero?. Le sorrisi. No, non lo ... mi ha fatto scortare fuori mentre lui andava a prendere la macchina. Un vero gentiluomo afferm soddisfatta. Oh Sun tutto troppo bello per essere vero dichiarai stiracchiandomi. Smettila di essere negativa, forse la ruota sta iniziando a girare. Quando vi vedrete?. Stasera mi ha invitato a cena fuori. Davvero? Allora proprio innamorato

concluse eccitata. Daniele ancora qui? domandai cambiando discorso. S, sotto la doccia. Torner a casa sua tra poco, dovrei vederlo stasera. Forse sarebbe meglio che prima parliate della vostra situazione. Gi... ma vorrei godermi gli ultimi istanti di unillusione che finir a breve. Afferrai la sua mano. Se solo lo volessi... potrebbe finire in un altro modo le suggerii spronandola. Lo so e non voglio che finisca mormor malinconica. Ero cos contenta per lei, dopo aver passato anni a fingere di vivere una vita che non le apparteneva, ora era arrivato il momento del suo cambiamento; non era pi una marionetta

predisposta a recitare le solite battute impostate, da oggi lei sarebbe stata padrona della sua vita. Dopo pranzo andai in bagno e mi coccolai facendo un bellissimo ma soprattutto lunghissimo bagno caldo allaroma di Violetta. Mentre insaponavo il mio corpo, la mia mente inizi a fantasticare, immaginando me e Alessandro insieme nella vasca. Le sue mani lavavano le mie sottili gambe tirandole su leggermente mentre sciacquava via la schiuma. La sua bocca era sul mio collo e il suo respiro affannoso eccitava il mio corpo rendendolo un unico fremito lussurioso di lui. Fomentata dal suo calore, alzai le braccia e affondai le dita nei suoi capelli scuri dannatamente ribelli come il suo sguardo. Oh... Alessandro... pensai facendomi scappare un gemito. Nelludire quel tartaglio caotico tornai in me e diventai paonazza. Stop allimmaginazione Sofia. Per scaldare i miei bollenti spiriti andai in

apnea risciacquando i miei lunghi capelli dal balsamo, cercando di tornare in me dopo unestrema fantasia erotica con luomo con cui dovrei uscire a cena. Alle otto, puntuale come un orologio svizzero citofon Alessandro. Udii il suono dalla cameretta e dato lodio che prova per i ritardi mi accorsi a rispondere. Non sia mai che mi metta in punizione. Si? ridacchiai aspettando la sua risposta. Buonasera... pronta signorina Sofia?. Forse.... Mmm lo sai che cosa ti aspetta se non fai quello che ti dico. Veramente non lo so sghignazzai come una ragazzina in piena crisi ormonale. Allora scendi... ho una voglia di baciarti che ti verrei a prendere su in questo momento e di sicuro

non usciremo per cena. Un fremito dal bassoventre si accese facendomi arrossire le guance. A-Arrivo balbettai ancora bollente. Appena lo vidi in lontananza poggiato sulla sua intramontabile Aston Martin, il mio cuore si apr esplodendo di felicit. Come puoi essere sempre pi bello ogni minuto che passa? mi chiesi cercando di capire quale molecola degli dei potesse avere nel suo DNA. Quella sera indossava un abito slim fit blu, con gilet e giacca in tinta abbinati a una camicia bianca e cravatta rossa, mentre ai piedi portava delle scarpe derby di pelle modello stringato blu scuro. Per un attimo la mia impulsivit voleva corrergli incontro e tramortirlo da mille baci famelici senza nemmeno prendere in considerazione la possibilit di uscire dallappartamento. Trattenni listinto e lo raggiunsi sui miei sandali neri aperti tacco 12 senza troppe obiezioni, cercando di assomigliare il

pi possibile a Kate Middleton. Per loccasione, sotto consiglio di Sun, scelsi un abito lungo color carne ricamato con dei motivi contrastanti a fantasia neri, accompagnato da un elegante scialle, che si abbinava perfettamente a un bellissimo outfit elegante. Il tintinnio delle mie scarpe attir la sua attenzione e nel guardarmi rimase folgorato dalla mia figura in versione principesca. Imbarazzata, abbassai gli occhi distogliendoli dal suo sguardo avido quanto il mio. Ti prego... non guardarmi cos. Senza esitare si avvicin a me donandomi un casto bacio sulle labbra. Buonasera Sofia disse in tono cortese. Buonasera Alessandro. Con le sue dita accarezz dolcemente i miei capelli, sciolti da una chioma fluente di boccoli, portandomeli accuratamente dietro lorecchio. Sei bellissima stasera. Merito dellarricciacapelli sghignazzai

pensando alla pazienza di Sun nellarricciarli. Alessandro mi stamp un bacio sulla bocca. Questa volta rispetto a quello precedente era pi carnale e bramoso di fisicit. Appoggi la fronte sulla mia, ancora ansimanti rimanemmo in piedi senza dire nulla. Ora meglio se andiamo... altrimenti potrei portarti via senza tornare mai indietro afferm in tono smanioso di lussuria. Arrivammo al ristorante, quella sera Alessandro aveva scelto di andare al Bel Maison, un raffinatissimo ristorante di lusso in zona Brera. Il quartiere, grazie agli artisti che ci abitavano e alla sua Accademia delle Belle Arti, famoso per essere divenuto uno dei rioni pi caratteristici di Milano; posto nella zona 1, comprende gran parte del centro storico anticamente suddiviso in sei sestieri. Buonasera signor Castelli, il suo priv

pronto annunci il cameriere non appena entrammo nel ristorante. Priv?. Grazie Giuliano rispose cordialmente. Presa dal panico iniziai a sudare. Oh no... ha prenotato un intera stanza solo per noi due.... Stai bene? mi chiese preoccupato. NO!. S, non preoccuparti... ho solo un po caldo. Sicura? Sei diventata pallida afferm toccandomi le guance. Annuii. Pensavo che avremmo potuto mangiare in mezzo ad altra gente la voce inizi a tremarmi. Preferisco non mangiare in mezzo a persone, voglio mangiare te se possibile. In quellistante la mia temperatura si alz a dismisura facendomi avvampare. Mangiare

me?. Signor Castelli, signorina... prego seguitemi aggiunse il cameriere facendoci strada. Il ristorante era un vero e proprio scrigno storico, non ero mai stata in un posto cos particolare, arredato da mobilio antico, quadri depoca, tovaglie di fiandra, piatti di porcellana e bicchieri di cristallo. Sembrava di essere tornati indietro nel tempo, nellera delle crociate di Re Art ma nello stesso tempo eravamo a Parigi alla corte di Maria Antonietta circondati da lusso e privilegi. Ti piace qui? mi chiese mentre entravamo. Ancora incanta, annuii veemente. Altro che! esclamai concentrandomi su una copia del quadro La nascita di Venere dipinto dal mio omonimo Sandro Botticelli. Giuliano, ci aprii la porta e con fare gentile quasi come se stesse interpretando una coreografia

classica, fece segno di accodarci. Il cameriere, che da come parlava con Alessandro sembrava conoscerlo piuttosto bene era un uomo sulla cinquantina di media statura parzialmente rasato e contornato da pochissimi capelli grigi e da occhiali neri piuttosto spessi. La sua divisa, un grazioso completo nero con papillon e guanti bianchi, gli donava unaria regale quasi come se fosse il maggiordomo di corte in questo caso di Alessandro Castelli. Con un gesto fluido luomo sistem i bicchieri e vers del vino rosso, dalletichetta riuscii a leggere la marca. Barbaresco Gaja. Come fanno a sapere che vino vuoi? domandai a bassa voce cercando di non farmi sentire da Giuliano. Alessandro alz un occhio guardandomi divertito dalla mia ridicola voce. Vengo spesso qui... e non cambio mai lordine del vino. E un vino piuttosto costoso.

Me lo posso permettere concluse passandomi il bicchiere. Vuole ordire il solito per la cena signor Castelli?. Imitai Alessandro e afferrai il men. Credo che ordiner solamente delle linguine allo scoglio per il momento. Il cameriere annu scrivendosi lordine. Mentre lei signorina?. Prima di decidere, diedi un ultimo sguardo alla lista dei primi. Che cosa posso ordinare? C limbarazzo della scelta in quanto golosit. Prendo anchio le linguine allo scoglio dichiarai decisa. Ottima scelta afferm, iniziando a fissarmi di nuovo con quel suo sguardo da sesso irresistibile. Smettila di guardarmi cos! imprecai cercando di farmi sentire da lui, ma ahim lui non

un telepate, almeno credo. Giuliano uscii dalla stanza con i nostri ordini e Alessandro inizi a giocherellare con lanello simile a una fede doro posto sulla mia mano destra. Sei fidanzata per caso? domand curioso. Agitata, ritirai la mano. No!. Accidenti pensavo di averlo tolto. Preoccupato, dalla mia reazione Alessandro aggrott leggermente la fronte. Hai segreti Sofia?. S, ed un incubo e non vorrei condividerlo con nessuno. No, solo una fedina. Invece penso che appartenesse a qualcuno di speciale, a un fidanzato per caso? persever. Scossi la testa negando. No, invece ti sbagli... lho comprata molto tempo fa farfugliai mentendo.

Sofia.... Oh no... non mi chiamare cos, non con quella voce. Desidero spogliare ogni tuo segreto rendendolo mio. Sono diffidente lo sai. Anche impulsiva da quello che ho visto. Sono io la giornalista qui... e non mi piace che mi sia fatto il terzo grado. Ok, di un ex fidanzato afferm divertito. Forse, che timporta? risposi seccata. Forse ho esagerato. Alessandro si protese verso di me afferrando il mio viso. Mimporta perch come ti ho detto prima, desidero spogliarti e lo vorrei fare ora. Deglutii la saliva. Non tinteressano i miei segreti?. Minteressi pi tu... e vorrei vederti senza niente addosso, sapendo che tu sei mia e di nessun altro.

Non ho niente addosso Alessandro, ho solo un nascosto che tormenta la mia vita da ventitr anni. La sua presa si fece sempre pi forte sul mio viso, percependo il suo respiro sulle mie labbra. Desidero baciarti. ORA dichiar quasi posseduto. Il mio cuore inizi a battere allimpazzata, sent le mie percezioni espandersi in tutto il corpo contrapponendosi luno allaltra mandando il mio corpo alla ricerca del suo. Fallo... ti prego. La mano libera inizi a sfiorare le mie dita portandosele al principio della sua bocca baciandole una a una. Era una sensazione cos celestiale ma al solo tatto scostai la mano dalla sua presa riportandola al suo posto. Sbigottito dalla mia improvvisa reazione, Alessandro lasci andare ogni presa che aveva su di me. Scusa ma... non posso affermai con voce tremante. Perdonami... ma pi forte di me.

Di scatto luomo dallo sguardo famelico balz in piedi venendo dalla mia parte del tavolo, gir con forza la mia sedia

verso la sua sagoma e cominci a guardarmi con i suoi intensi occhi blu alla ricerca della verit facendomi perdere completamente in lui. Perch non puoi?>. Ti prego... sussurrai distogliendo lo sguardo. Non posso essere spogliata completamente Alessandro... il tormento posto nel mio cuore visibile agli occhi di tutti. Le nocche di Alessandro toccarono leggermente la mia guancia tornata gelida. Lasciati andare a me Sofia continu attirandomi a se. In quel momento il mio respiro divent pi affannoso e bramoso delle sue labbra sparse su tutto il mio corpo. Non potrei mai tornare indietro se iniziassi a lasciarmi andare. Senza rispondere Alessandro si avvicin sempre di pi alla mia bocca. Non voglio... e non posso Sofia. Afferr le mie labbra con possessivit e

passione prendendomi in braccio, e non so come finimmo sul divanetto adiacente allingresso della stanza completamente avvinghiati luno allaltra. Ogni volta che ci toccavamo, la nostra passione esplodeva in un turbine di emozioni e non potevamo resistere a quella tentazione cos grande. Ecco a voi signori! esclam il cameriere portando il nostro primo piatto. Alessandro ed io ancora stretti nei nostri corpi, rimanemmo sgomentati dalla presenza di Giuliano che indugi immobile nel trovarsi noi due pieni di passione. Oh... mi scusi signor Castelli... disse diventando paonazzo. Torno pi tardi. Che vergogna pensai mentre guardavo il volto andato ormai a fuoco del povero Giuliano. Mortificati dallinconveniente, ci alzammo di scatto. No, non ti preoccupare Giuliano lo rasseren mentre cercavamo di ricomporci tornando al tavolo. Completamente sbiancata dalla vergogna, andai

a sedermi e Alessandro mi seguii qualche secondo dopo. Lo guardai: il suo viso non dava alcun segno dimbarazzo o pentimento. Bevvi un lungo sorso di Barbaresco cercando di rimettermi in ordine. Che diavolo mi stai facendo?. Sei a stomaco vuoto... il vino potrebbe farti male comment malizioso. Lo esaminai. So badare a me stessa. In quel momento il tintinnio del mio cellulare attir la mia attenzione. Lo recuperai dalla pochette; notai con piacere che segnava il 7%

di batteria in rosso. Non mi abbandonare, resisti mio piccolo Iphone. In fretta controllai il messaggio su WriteIt!; era di Sun:

Hey Sofy! Questa sera rimango a dormire da Daniele. Domani ti spiegher ogni cosa, mi raccomando fai la brava con Mr. Tenebroso e non farti sedurre dal suo sguardo magnetico! Divertita, rilessi lultima frase. Gi fatto. Chi ? chiese Alessandro interessato. Una mia amica. Sun?. Annuii e riposi il telefono nella pochette. Sai proprio tutto a quanto vedo, caro il mio signor stalker. Conosco molte cose Sofia disse mentre iniziammo a mangiare. Sarebbero? domandai incuriosita. So che stai studiando e che aspiri a diventare una giornalista di cronaca nera. Una linguina mi and quasi di traverso. Come

diavolo fa a sapere tutte queste cose?. Daniele ti ha proprio detto tutto! affermai cercando di non far trapelare la mia preoccupazione. Come ben sai, non svelo le mie fonti ridacchi. Poi come mai cronaca nera? Ci sono un sacco di altri modi per fare del giornalismo. Amo i misteri, del resto non minteressa affermai fredda cercando di terminare il discorso il pi in fretta possibile. Alessandro inizi a osservarmi. Ecco che torni a essere distaccata, devo ammettere che il tuo segreto sta iniziando a incuriosirmi. Dopo quellaffermazione mi pass lappetito. Lei invece signor Castelli che cosa fa nella vita? domandai tesa. Ti stai chiedendo se studio? riformul rigirando la frittata. No... mi piacerebbe sapere che cosa fai oltre a gestire il Millennium.

Mi prendo cura del mio cane Charlie. Lo esaminai. Hai un cane?. Ne ho pi di uno ma lui il mio preferito comment sereno. Che razza ?. Un bovaro svizzero. Mi piacerebbe conoscerlo. Succeder vedrai dichiar mentre sorseggiava il suo vino da pi di 200 . Ora dov lui?. Non con me purtroppo, lui vive con... la sua voce si smorz senza emettere nessun suono. Con? ripetei cercando di fargli finire la frase. Alessandro mi guard con occhi tormentati. Non con me concluse irritato versandosi un altro bicchiere di Barbaresco. Quindi non fai altro? perseverai.

Innervosito, bevve il bicchiere tutto di un fiato. Perch? Secondo te che cosa dovrei fare?. Ho toccato un tasto dolente?. Stavo solo chiedendo. Se pensi che sia coinvolto in qualcosa di losco perch posso permettermi tutto questo lusso non cos. Sono nato povero, mia madre e mio padre servivano una famiglia ricca come loro domestici, ed solo grazie a loro se oggi sono luomo che sono spieg furente. Perch mi sta parlando in questo modo?. Non era quello che intendevo espressi rattristita nel sentire la tua storia. Ho rinunciato a tutto per arrivare fino a qui e tu dubiti di me soltanto perch ti ho chiesto chi ti avesse regalato quellanello?. Non me lha regalato nessuno!. Scusa... non volevo offenderti.

Non mi stai offendendo disse versandosi un altro bicchiere di vino. Tu invece? Hai una famiglia felice che ti paga ogni cosa? afferm spavaldo. Che cosa? chiesi irritata. Frequenti uno dei master pi facoltosi in ununiversit costosa, vivi con una coinquilina coreana che accende i sigari con le banconote da cinquecento euro, e insieme abitate vicino a Porta Venezia... zona poco costosa se non ricordo male il suo torno era sarcastico. No ti prego, non ditemi che sta succedendo davvero. Mi alzai barcollando dalla sedia abbandonando a met il piatto di linguine. Non sono affari tuoi conclusi seccata senza fargli proseguire la sua insinuazione. Raccolsi lo scialle dirigendomi verso la porta. Devo andarmene fino a quando sono in tempo. Lui scatt si alz dalla sedia e mi raggiunse

bloccandomi stringendomi da dietro. Scusa... non volevo mancarti di rispetto, non mi piace parlare del mio passato. Nemmeno a me piace... sussurrai con un filo di voce. La sua bocca inizi a baciarmi il collo e il suo respiro affannoso solletic il mio corpo pronto per essere divorato nella sua tela. Non ti chieder mai pi niente sul tuo passato Sofia, ma tu devi fare lo stesso con me. Oh... no, i segreti. Con un dolce gesto spost parte dei miei capelli su una spalla iniziando a odorare il mio collo. Amo il tuo profumo, sai di vaniglia e cioccolato, sai di estate e dautunno, sai di me e di te. Con le sue labbra sfior la mia gola sensibile al suo tocco. Sei al sicuro.... Presa coscienza della sua ipnosi, riuscii a staccarmi dalla sua possente presa. Che cosa mi

stai facendo? chiesi guardandolo dritto negli occhi. Me lo hai gi chiesto ieri ... nulla che tu non vuoi. Chiusi gli occhi esasperata dal potere dominante che esercitava su di me. Ho paura diamine! Ho davvero paura. Stiamo correndo troppo Alessandro mormorai insicura. Perch dici questo?. Guardai per unultima volta il suo bellissimo viso divenuto tormentato e pieno di strazio per le mie parole. Mi dispiace sussurrai dandogli un ultimo bacio. Aprii la porta della stanza e corsi via senza guardarmi indietro. Mentre percorrevo la navata che mi riportava allingresso, inciampai nellorlo del vestito. Rimasi a terra per un breve istante singhiozzando; pensando a quello che avevo perso negli ultimi

due secondi della mia vita. Lui voleva sapere di pi su di me sul mio passato ma non potevo dirgli a chi apparteneva quellanello o al perch lo avevo io. Il mio dolore era ancora troppo grande e non potevo condividerlo con lui o con nessun altro. Come potevamo iniziare una storia quando nessuno dei due voleva parlare dei propri segreti? Sentii i suoi passi raggiungermi correndomi in contro. Oh no, devo andarmene. Non scappare Sofia grid cercando di afferrarmi. Mi rialzai in piedi. Ti prego, non odiarmi vocalizzai correndo, il pi veloce che potevo. Mentre mi allontanavo, sentivo la sua voce richiamare il mio nome disperatamente pi e pi volte ma non mi fermai. Mi dispiace Alessandro. Affaticata dalla corsa, riuscii ad arrivare alluscita del ristorante. Prima di uscire udii anche

la voce di Giuliano dirmi: Signorina, sta piovendo fuori... si ammaler se uscir cos. Non lo ascoltai e fui investita da una possente pioggia bagnando ogni parte del mio corpo. I miei capelli tornarono lisci e il trucco che portavo, col in un unico istante. Per fortuna in lontananza vidi un taxi e andai quasi in mezzo alla strada per farmi vedere. Preoccupato per la mia salute, il taxista si ferm subito e mi fece salire. Signorina, sta bene? chiese mentre sgocciolavo sul suo sedile. No. S... sussurrai senza fiato. Non so come, ma in quel momento riuscii a captare la presenza di Alessandro attirare il mio corpo. Non guardare indietro Sofia. Come al mio solito non ascoltai la testa e impulsivamente mi girai a guardare lingresso del ristorante. Alessandro era l, fradicio dallacquazzone come me; il suo corpo era

immobile, senza vita e il suo viso non aveva pi luce. Perdonami... sussurrai guardandolo afflitta. Arrivata a casa, corsi completamente lavata in camera mia cercando di non sgocciolare dappertutto. Buttai il vestito nella vasca tamponai i capelli con un asciugamano e mi sciacquai la faccia cercando di togliere i residui neri che mi facevano assomigliare a Kung Fu Panda. Desolata, andai in camera, indossai la mia tshirt grigio scuro felpata larga, con joggers arricciati sulla caviglia dello stesso colore. Speriamo che non mi venga la febbre domani. Mentre pettinavo i miei capelli, ormai diventati tiepidi, sentii il cellulare squillare in continuazione. So che sei tu... non posso e non devo rispondere o non torner mai pi indietro. Sbirciai lo schermo e riconobbi il numero di Alessandro che non avevo ancora salvato nella

rubrica. In quellattimo, leggendo i numeri che componevano un bivio cui dovevo dare esito, il rimpianto di non avergli spiegato la mia situazione si annid nella mia mente. Qual la cosa giusta da fare? sbraitai appoggiandomi al muro della camera. Dopo qualche secondo suon il citofono. Oh no!. Ora che faccio? mi domandai andando verso il salone. Presa dall'inquietudine, mi affacciai alla finestra. Alessandro percep la mia presenza e alz lievemente lo sguardo mirando i miei occhi pieni di angoscia per la sua mancanza; completamente bagnato dalla forte pioggia con lo sguardo ferito dalla ragazza che pensava fosse quella giusta da conoscere. Spaventata, chiusi di scatto la tenda; in quellattimo capii che se non lavessi fatto salire me ne sarei pentita per tutta la vita. Le emozioni che avevo provato con lui in sole ventiquattro ore

erano troppo profonde perch si possano dimenticare del tutto e ricominciare da zero. Di corsa andai davanti al citofono e aprii il portone. Spero che non sia troppo tardi. Scalza, mi sporsi alla scala e avvertii i suoi passi avvicinarsi sempre di pi; lo raggiunsi al primo piano e me lo ritrovai davanti. Il silenzio piomb tra di noi e i nostri sguardi, parlarono pi delle nostre voci. Alessandro... bisbigliai con le lacrime agli occhi. Sospirando chiuse gli occhi. Te ne sei andata... di nuovo! esclam furioso. Distinto afferr le mie mani avvicinandomi di nuovo a lui. Perch scappi da me?. Atterrita, sobbalzai. Mi dispiace.... Lo osservai rammaricata. Ti prenderai un accidenti se non ti asciughi. Luomo annu, e senza dire nulla lo guidai verso il mio appartamento.

Dopo averlo fatto cambiare con degli abiti puliti, in altre parole, quelli che Daniele aveva lasciato come cambio preventivo, ci spostammo in salone; lo feci accomodare sul divano e delicatamente iniziai ad asciugare i suoi folti capelli ribelli con un asciugamano pulito. Cos va meglio.... In quegli istanti, Alessandro non pronunci nemmeno una parola; quasi contemporaneamente emanavamo lunghi sospiri senza tempo e senza tregua, non cerano pi scuse da dire non cerano pi bugie da inventare, tutto quello che dovevamo volere, era stare insieme senza scappare dai nostri segreti. Parlami, ti prego! supplicai implorante spezzando il nostro tormentato silenzio. Non ottenni risposta. Il suo corpo era completamente immobile, quasi privo di vita; distinto minginocchiai davanti a lui, afferrai il suo viso tra le mie mani e le lacrime tornarono a

farmi visita. Alessandro... ti prego... implorai sfiorando le sue labbra. Luomo appena vide la mia reazione afferr le mie mani strette sul suo volto, appoggi la fronte sulla mia bocca e sospir. Non ti preoccupare mon ange. I nostri occhi pieni di supplizio, tornarono a guardarsi e incuranti delle conseguenze le nostre bocche affamate si toccarono di nuovo esplodendo in mille emozioni. Piccola... sussurr mentre annegavo nel suo piacere. Presa dal momento, iniziai a spogliarlo togliendoli la t-shirt bianca rimanendo compiaciuta dalla vista dei suoi pettorali scolpiti come quelli del David di Michelangelo. Una scossa nel basso ventre, aprii la mia profondit emozionandola apprezzando il bellaspetto di Alessandro. Sofia... sussurr accarezzandomi le guance. Sei cos bella quando arrossisci.

Di risposta mi rialzai in piedi toccandomi le guance. Sto andando a fuoco. A disagio, gli girai le spalle. Non fare cos disse accarezzandomi le spalle. Una sua mano fece scivolare lenorme girocollo della mia maglietta da una parte lasciando una spalla scoperta. Ops sussurr mentre inizi a baciarla. Inconsciamente, gemetti nel sentire quella sensazione cos intima attivando il mio corpo; lo lasciai fare, e a mano a mano che la passione saliva, le sue mani sfilarono la mia maglietta lasciandomi in reggiseno. Per fortuna che indosso lintimo abbinato. Di scatto mi coprii e sentii di nuovo le mie guance andare a fuoco. Posso guardarti? domand amabilmente. Annuii e a scatti iniziai a girarmi. Ritrovai il suo sguardo vorace: le sue mani spostarono le mie

braccia e il suo viso inizi a contemplare il mio corpo parzialmente esposto. Nessun ragazzo era mai riuscito ad arrivare a quel punto. Perch ti nascondi da me? mi chiese. Scostai lo sguardo senza rispondere, cercando di evitare quelle due parole che di l a poco avrebbero cambiato landamento della serata. La sua figura si avvicin a me e le sue mani sfiorarono i miei seni infiammandoli al solo tocco. Afferr il bordo ricamato del mio reggiseno scostandolo leggermente allingi, facendo intravedere i miei piccoli seni. Non hai niente di cui vergognarti ansim guardandomi. Sei bellissima.... Schiava della sua passione, non obbiettai e le sue avide labbra iniziarono a giocare con i miei capezzoli stuzzicandoli impetuosamente con la lingua. Oh... gemetti ammirandolo la sua robusta

figura inginocchiata dallalto. Presa dallimpulso slacciai lindumento e lo accasciai a terra rimanendo completamente esibita davanti a lui. Alessandro contempl i miei seni dal basso e dopo aver avuto il mio assenso continu il suo gioco afferrandoli con le sue grandi mani; piano piano scese continuando a baciare il mio corpo. Amandolo in ogni suo millimetro ricoperto di pelle fino ad arrivare alla zona X. Aspetta... sussurrai ritraendomi indietro, coprendo la mia parte messa a nudo di fronte a lui. Cosa? chiese dolcemente incuriosito. Inspirai ed espirai cercando di prendere coraggio. Per me.... Alessandro cominci a guardarmi confuso. E la prima volta, non sono mai andata a letto con nessuno.... Sorpreso, Alessandro spalanc gli occhi.

Ah.... Mi dispiace non avertelo detto prima mi giustificai rivestendomi, divenuta isterica. Solo che non abbiamo avuto tempo e mi vergognavo cos tanto insomma... un uomo come te chiss quante ne avr viste ed io sono solo una ragazza che non ha mai avuto il coraggio di andare oltre e ti giuro.... Shh sussurr poggiando il suo dito sulla mia bocca, azzittendomi. I suoi occhi iniziarono a guardarmi e la sua bocca si pieg in dolce sorriso ammaliatore. Parlami ti prego... dimmi che non un problema per te. Sofia... disse afferrando dolcemente il mio viso. E la cosa pi bella che una persona mi abbia mai detto. Davvero? dichiarai confusa. Esaltato, ritorn a baciarmi senza darmi respiro.

Oh mon ange! esclam felice. Non sei adirato?. Adirato? ripet confuso, scandendo la parola. Corrugai la fronte. Non capita tutti i giorni dincontrare una... sai, e noi stavamo per.... Piccola... mi blocc smorzando il discorso. Non minteressa se lo hai gi fatto o no, penso se le stesse cose che ho detto ieri. Mi aspetterai?. Alessandro annu. Lo faremo solamente quando tu me lo chiederai concluse ridandomi la maglietta. Oh... affermai quasi delusa. Sar un onore per me se tu lo vorrai fare con me, in questo modo sarai mia... ho solo una richiesta da farti afferm rivestendo il suo corpo perfetto con la t-shirt. Sarebbe?.

Possiamo dormire insieme, stanotte?. Intimidita, sgranai gli occhi. Dormire insieme?. Aadesso? O-ora?. Sofia... non ho intenzione di violentarti comment divertito. Annuii. Va bene... sar un'altra prima volta per me da sperimentare. Alessandro sogghign divertito. Che c da ridere? schiamazzai lanciandogli un cuscino. Non ti sto prendendo in giro rispose rilanciandomi il cuscino. E che mi sembra di vivere in un sogno irrealizzato. Bello spero sussurrai insicura. Molto di pi mon ange, molto di pi concluse baciandomi dolcemente. E come mai vuoi solo... dormire? domandai dubbiosa. La sua mano accarezz delicatamente i miei

capelli come se stesse suonando unarpa. Con te riesco a essere me stesso e ora so il perch. E quale sarebbe il motivo?. Tu. Io?. Alessandro annu. La tua presenza cambia il mio mondo ribaltando ogni situazione possibile e immaginabile e mi fa vedere che cosa voglio davvero. E che cosa vuoi Alessandro?. Tutto... tutto quello che inerente a te Sofia Botticelli. Le nostre bocche tornarono a toccarsi ardentemente bisognose di contatto, emarginando il mondo e le sue incredibili sofferenze; Come posso volerti cos tanto conoscendoti cos poco?. Oh Sofia! gemette nelle mie labbra. Tutto questo non faceva parte della mia scala temporale.

Lo studio e la realizzazione erano le basi primarie per una vita felice senza coinvolti amorosi, e la mancanza della persona che mi stava pi a cuore di tutti, mi faceva impazzire dal dolore, anche se erano passati ormai dieci anni. Alessandro che diavolo mi hai fatto?. Per caso hai usato qualche filtro come cupido adopera le sue frecce? mi chiese sopraffatto dalla passione. No, e tu? ansimai stringendo con le braccia il suo collo. Nemmeno io... lo giuro. Dopo essere riusciti a calmare i nostri bollenti spiriti, accompagnati solamente dalle nostre mani, ci spostammo in camera mia, dove seguirono una serie di dolci coccole che avrei voluto non finissero mai, dopodich Alessandro and in bagno preparandosi per la notte. Destra o sinistra? domandai mentre

sistemavo il letto. E uguale rispose lavandosi i denti. Mi lanciai nel letto a pancia in gi. Ok... allora io sinistra!. Alessandro spense la luce del bagno; si sdrai accanto a me e insieme ci abbracciammo di nuovo restando avvinghiati nei nostri corpi pronti a ricevere morfeo e il giorno che verr; impazienti di sapere che cosa ci avrebbe portato il nostro domani. Il futuro aveva aperto le porte alle nostre vite; per la prima volta non vedevo lora di viverla e questa volta non sarei stata sola. Credo di essere in paradiso bisbigli estasiato prima di addormentarci. Quella notte una visione strana ricomparve nella mia mente, annebbiandomi completamente, senza farmi ricordare nulla di quellindimenticabile pomeriggio di dieci anni fa,

dove la mia vita cambi radicalmente: Smettila di prendermi in giro! lammutol. Il mio angelo ridacchi divertito. Quellape era piccolissima, e tu hai urlato come una bambina..... Lo sanzionai facendogli un pizzicotto. Ahi! Mi hai fatto male sbrait ancora senza fiato dalla grassa risata. Te lo meriti! I fratelli maggiori non dovrebbero essere cos... mi fermai. Cos come? domand alzando il suo sopracciglio biondo. Ottusi! lo insultai intrecciando le braccia offesa dalla sua reazione esilarante. Sofia! mi ammon. E quello che sei.... Io?.

Annuii. Ogni tanto. Il ragazzo, da poco diventato maggiorenne attorcigli il suo braccio sulle mie spalle stringendomi a s. Prometto di non prenderti pi in giro quando una minuscola ape ti attaccher di nuovo i tuoi lunghissimi capelli castani. Cogliendoci alla sprovvista una sgommata attir la nostra attenzione facendoci girare. Ma che diavolo? sbraitai vedendo che una macchina era parcheggiata dietro di noi. Il volto del mio angelo si sgran terrorizzato. SOFIA! url proteggendomi con la sua stretta. STAI GIU!. In quellattimo la mia immagine cominci a essere nitida e il rosso divenne il colore primario rubandomi ogni cosa. Andrea.... Domenica mattina mi svegliai di buon umore e alla ricerca di Alessandro. Avevamo dormito tutta

la notte insieme ed era stato pi che meraviglioso. Sono in paradiso pensai ricordando le sue parole prima di addormentarci. Ancora assonnata, cominciai a sbadigliare strofinandomi gli occhi. Credo di non aver mai dormito cos bene in tutta la mia vita meditai, stiracchiando tutti i miei muscoli ancora contratti dal sonno. Buongiorno istigai girandomi, intenta ad abbracciare quel suo fisico perfetto. Con la mano cercai la sua sagoma dalla sua parte del letto ma non cera. Dov finito?. Alessandro? lo richiamai pensando che fosse in bagno ma non ci fu alcuna risposta. Spaventata, mi alzai di scatto richiamandolo ripetutamente, ma tutte le volte che forzavo le mie corde vocali, la sua voce non rispondeva al mio richiamo. Perch non rispondi?. Accorsi in cucina alla ricerca di qualche

messaggio o post-it; qualsiasi cosa che mi potesse rassicurare della sua presenza, ma non cera nulla. Forse sar uscito ponderai ricordando la sua passione sportiva. Sar andato a correre? A prendere il giornale? O forse a comprare qualcosa per la colazione?. Sospirai pensando al peggio, No Sofia... non pu In attesa del suo ritorno apparecchiai il tavolo e cominciai a preparare il caff. Disposi qualche brioches alla marmellata di frutta sul tavolo. Cos perfetto! affermai saltellante di gioia. Questa sar la nostra prima colazione romantica insieme. Impaziente, mi sedetti sulla sedia ad aspettare il lieto evento. Guardai lorologio. Sono le dieci, sicuramente torner tra poco. Mentre lo aspettavo, passarono secondi, minuti, mezzore e infine ore: di Alessandro non cera

traccia. Turbata, riguardai lorologio che segnava le undici e mezza. Gli successo qualcosa ne sono sicura pensai preoccupata mentre buttavo via il caff ormai diventato freddo. In preda allansia andai di corsa in camera intenzionata a chiamarlo ma non rispose a nessuna delle mie chiamate. Dannazione! imprecai. Che cosa sta succedendo? pensai in preda al panico. Infine decisi di scrivergli un messaggio su WriteIt!:

Aspettai qualche minuto e finalmente lo vidi on line. Eccoti! sospirai sollevata. Dopo qualche secondo il programma notific che stava digitando un messaggio. Non ti successo niente per fortuna. La risposta che mi fu data fu la peggior pena di

una lama nel cuore:

Mi dispiace Sofia... non colpa tua, dimenticati di me. Pi e pi volte rilessi quella frase tormentando la mia mente. Non pu essere vero bisbigliai accasciandomi al muro. Mi dispiace Sofia... non colpa tua, dimenticati di me?. Che diavolo di scusa ?. Completamente disperata, lasciai cadere a terra il telefono. Se n andato... mi ha abbandonato... . Nel rendermi conto dellaccaduto mi si lacer il cuore, non potevo credere a quello che stava succedendo, solo qualche ora prima avevamo

passato la notte insieme rannicchiati dolcemente e innocentemente. Che cosa era cambiato? Insoddisfatta da quellinsulsa frase provai a richiamarlo ma per lennesima volta non rispose, cos gli lasciai un messaggio in segreteria. Alessandro... sono Sofia, ehm.... Scoppiai in lacrime. Ti sto aspettando e ti ho anche preparato la colazione, ma il caff lho dovuto buttare perch era diventato freddo.... Cal il silenzio. Disperata, cominciai a singhiozzare affondando il mio increspato viso tra le mani. Ti prego... non dirmi che gi finito tutto, rispondimi e dimmi che c molto di pi di tutto questo non parlare... per favore... ripetimi ancora unultima volta quando io sia importante per te.... Non sapendo pi cosa dire, agganciai e incerta delle mie forze mi rialzai in piedi incamminandomi verso il letto. Mi sentivo sconvolta, sconcertata, agitata e confusa; il mondo mi era appena crollato addosso senza esserne

nemmeno cosciente. Ancora piangente, mi rannicchiai nel letto intromettendomi dalla sua parte annusando il suo profumo fresco ancora sul cuscino; abbracciai quel guanciale morbido come se fosse lui, accarezzandolo con la mia guancia, ancora in attesa del mio dolce risveglio. Perch mi hai fatto questo? ponderai ricordando tutte le sue parole sullaspettare o sul chiedere prima di fare. Possibile che erano tutte menzogne?. Sono a casa! annunci Sun richiudendo la porta dietro di se. Sofia?. Non risposi, non avevo assolutamente intenzione di farmi vedere cos da lei. Sofia? mi richiam con tono preoccupato venendo verso lanticamera notte. Sei in casa?. Sono in camera dissi con un filo di voce bisognosa del suo conforto. La mia amica apr la porta ritrovandomi distesa

nella parte di Alessandro accartocciata al suo cuscino ma lui non era accanto a me. Sun spalanc gli occhi turbata. Hey! disse accorrendomi in soccorso. E successo qualcosa?. Alessandro... profer non riuscendo a finire la frase. Mi ha lasciato.... Sofia mi stai facendo preoccupare afferm angosciata sedendosi vicino a me. Lui... se n andato... dichiari ricominciando a piangere. Che cosa? url. Quando? chiese pi sconvolta di me. Scossi la testa e ricominciai a piangere disperatamente. Non lo so.... La mia amica mi strinse fortemente a se confortandomi cercando di lenire il mio dolore. Oh piccola....

Le raccontai tutto della sera precedente: dal ristorante e della nostra piccola discussione voglio sapere che c dietro lanello - con annessa la mia fuga, fino alla notte trascorsa insieme. Quindi, non siete andati a letto insieme il suo tono era sospettoso. No singhiozzai. Avete SOLO dormito?. La guardai mortificata. Beh... prima c stato qualcosina. Sofia! esclam rimproverandomi. Oh Sun... gi tanto se mi sono controllata. Non successo altro vero?. Scossi la testa. No. Sicura? mi domand per lennesima volta. Annuii veemente soffiandomi il naso nel millesimo Kleenex. E ora sparito.

S. Fammi capire, lui andato via senza dirti nulla, anzi ti ha scritto un messaggio idiota?. Annuii di nuovo. Gli ho anche lasciato un messaggio vocale in segreteria. Sun rimase a bocca aperta confusa quanto me. Bastardo... giuro che se lo vedo gliene dico quattro!. Mi sembra tutto cos assurdo, fino a qualche ora fa ero in paradiso ora sono allinferno affermai affogando disperata tra le lenzuola. Non dire cos... secondo me c dellaltro. Davvero? Allora perch non ha risposto al mio messaggio in segreteria?. Non lo so, tutto cos strano... come pu un uomo dirti certe cose e poi comportarsi cos?. Un bugiardo per esempio dichiarai acida. Forse tornato dalla ragazza bionda.

Chi? La strega? Non credo proprio. Tutto di un tratto mi si accese la lampadina e feci sobbalzare leggermente il letto. E se lui avesse saputo di.... Sun mi guard attonita. E anche se fosse che cosa poteva fare se non starti vicino?. Scossi la testa esasperata. Non lo so, forse la pensa diversamente rispetto a tutto il mondo. Smettila di dire assurdit sentenzi. E lanello? Gli hai detto di chi era?. Scossi la testa negando. Sono riuscita a trattenermi. Non cera niente di male se avesse saputo che.... SUN! l'avvert cercando di evitare quel discorso. Scusa, non il momento pi adatto per parlare di lui disse mortificata.

Toccai la sua mano. Non preoccuparti, lo indosso da cos tanti anni che mi sono dimenticata della sua esistenza. Incubi? Ne hai pi avuti?. No, niente di grave. Per ora ho lincubo Alessandro sentenziai spossata. Sai, non avrei mai pensato che fosse quel tipo di persona, soprattutto nei tuoi confronti. Sospirai inquieta. Devessere successo qualcosa, me lo sento. Lo spero, altrimenti lennesimo uomo bastardo che alloggia su questo pianeta. Ridacchiai. Gi... lennesimo. Posso fare qualcosa? domand abbracciandomi. No.... Respirai profondamente mandando indietro le lacrime. Dai raccontami com andata con Daniele! esclamai intenta a cambiare

discorso. Beh ecco, stiamo insieme... in un certo senso aggiunse alzando gli occhi al cielo. Che cosa vuol dire? chiesi incuriosita. Lui sa della mia situazione ma non gli importa, vuole me e gli basta questo. Oh Sun! esclamai felice. E fantastico!. Sun annu. Finalmente Sofia, ora sono davvero felice. La guardai cercando di sorridere. Vorrei esserlo anchio. Stasera che vuoi fare? domandai provata. Non lo so, Daniele lavora al.... La sua voce si smorz poco prima di pronunciare quel posto maledetto. Millennium terminai sospirando. Forse ci sar anche

S... far il secondo turno: otto e mezza, due. Andiamoci aggiunsi sicura. Stai scherzando vero?. Scrollai la testa. Non sono mai stata cos seria. Sei cosciente che ti faresti solo del male vero?. Non mimporta voglio affrontarlo. Ne sei proprio sicura?. Acconsentii decisa. E lunica cosa che mi serve ora. Limpulso non larma migliore. E vero. A volte non lo nemmeno sperare. Avvinta Sun aspir. Va bene, stasera andremo al Millennium, ok?. Sfiorai la mano di Sun. Grazie. Mi serve per

andare avanti.... Lo so dichiar alzandosi dal letto. Ora vado a farmi una doccia, poich dovr affrontare una lunga ed esasperante conversazione con i miei genitori su Skype, cercando di fingere nel modo pi assoluto.... Buona fortuna dichiarai. Se hai bisogno, chiamami.... Non ti preoccupare star bene conclusi rassicurandola. Per un bel po rimasi sciolta ancora sul quel cuscino che non avrei mai pi lavato, era lunica cosa che mi rimaneva di lui. In che modo posso essermi sbagliata cos tanto?. Avevamo passato attimi indimenticabili insieme: musica, atmosfere incandescenti e parole cos tanto importanti ma allo stesso tempo ingannevoli come il suo aspettarmi e far parte del suo universo sconosciuto.

La tua presenza cambia il mio mondo ribaltando ogni situazione possibile e inimmaginabile e mi fa vedere che cosa voglio davvero rammentai quasi come stessi ascoltando la sua amabile voce. No... sussurrai alzandomi lentamente da quella funesta prigione. Basta piangersi addosso, stasera quando laffronter dovr essere informa. Afferrai tutte le lenzuola, anche la federa con il suo profumo e le depositai nella lavanderia concentrata a lavar via ogni piccola cosa che mi avrebbe ricordato la sua immagine. La voglia di lui, era ancora presente interamente infusa nella mia testa, avrei potuto lavare quelle lenzuola e quella federa allinfinito ma Alessandro ci sarebbe sempre stato e non se ne sarebbe andavo via se non fossi stata io a decidere il contrario. Come posso dimenticarti? Come posso andare avanti e far finta che nulla sia mai successo? Non posso pensare che non ti ho mai

incontrato al Millennium, e che non abbiamo passato ventiquattrore indimenticabili. Devo parlarti un ultima volta, solo una e poi sar felice di dimenticarti decretai eleggendo delle nuove regole. Non posso permettermi di stare male... non ora, non adesso. Quella sera Sun ed io, uscimmo da casa verso le sei e mezza per lorario aperitivo. Preferimmo usare la mia Smart testa rossa data la sua praticit nel trovare parcheggio ma anche perch entrambe volevamo tornare a casa presto dato luniversit imminente del giorno seguente. Sei agitata? mi chiese Sun mentre cercavo disperatamente un parcheggio in qualche via nascosta nelle vicinanze del Duomo. S. Un pochino... voglio solo parlargli. Hai gi in mente quello che vuoi dirgli?. Torna da me. S, in parte....

Sofia... siamo sempre in tempo a tornare indietro. Oh un parcheggio! dichiarai trovando un piccolo buco dove poter immettere la mia testa rossa. Come non detto sussurr Sun contraria. Arrivammo allingresso del locale. Mi tornarono in mente le telecamere di sorveglianza poste nella sua stanza dordinanza. Iniziai a guardarmi in giro cercando di capire dove potesse essere sistemata. Se in ufficio, sa che sono qui. Solo una settimana fa, a distanza di qualche ora lo avevo conosciuto e dal quel momento le nostre vite erano cambiate per sempre, almeno al momento solo la mia, data la sua fuga notturna. Una volta entrate, Daniele ci corse incontro accogliendoci con un enorme sorriso. Ciao Sofia! afferm leggermente spossato dalla sua

andatura rapida. Hey piccola disse salutando Sun con uno sfuggente bacio molto vicino alla bocca. Scusate ma sono un po di fretta, oggi latmosfera qui non delle migliori. In che senso? domand Sun turbata per lincolumit del suo rugbista. Non lo sapete?. Sun ed io ci guardammo sorprese completamente allo scuro della notizia che stavo per apprendere. Alessandro ha preso le sue cose e se n andato. Che cosa? sbraitai attirando lattenzione di tutto il locale. Sun afferr la mia mano ormai divenuta gelida. Allora successo qualcosa, avevo ragione!. Purtroppo non so molto... questa mattina ha chiamato i suoi soci di minoranza e ha ceduto a un buon prezzo la sua quota. Mio Dio... mormor Sun guardandomi.

Come pu aver abbandonato tutto cos? rimuginai timorosa da cosa potesse essergli accaduto. Sofia per caso tu hai notato qualcosa di strano nel suo comportamento nei giorni scorsi? mi domand alla ricerca di risposte. Che diavolo gli dico ora?. No... non lho pi sentito farfugliai rattristata. E tutto cos strano... continu Daniele. Sai almeno la motivazione del suo imminente abbandono? chiesi concentrata a interrogarlo da brava reporter. Daniele scosse la testa in segno di negazione. Non lo so, sembrerebbe che abbia avuto problemi in famiglia. Famiglia?. Oh... questa allora una valida motivazione dichiar Sun collegando un movente al suo imminente abbandono.

Se era davvero successo qualcosa, perch non me ne aveva parlato? Per quale ragione se n andato senza dare spiegazioni? Io potevo aiutarlo, avrei fatto qualunque cosa pur di non farlo andare via da me. Allimprovviso Daniele guard il bancone; un uomo, lo richiam a se urgentemente. Scusate ragazze, ora devo scappare... due camerieri si sono dati malati e devo coprire il loro turno. Farai tardi stasera? chiese Sun. Spero di no... ti raggiungo appena mi possibile termin donandogli un dolce bacio sulla guancia. Ancora sotto shock, Sun ed io ci spostammo al bancone e ordinammo due cocktail analcolici uno allananas e uno alla fragola. Ecco a voi ragazze! esclam il barista donandoci due bellissime sculture a forma di frutta.

Grazie risposi sotto tono. Accidenti! Sono proprio degli artisti qui! esclam Sun ammirando la presentazione del suo bibitone analcoolico. I due bicchieri erano confezionati da una bellissima cornice di frutta e golosit. Nel mio, la buccia dellananas era tagliata fine e completamente attorcigliata al bicchiere con delle piccole fettine seminate de frutto sullorlo. Quello di Sun invece era sistemato in un calice a forma di goccia e dei piccoli cubetti di fragole erano allinterno del cocktail donandogli un effetto di profondit, mentre alla sua superficie una caramella a forma di bastoncino bianco a strisce rosse aveva occupato il posto della cannuccia. S, sono molto bravi... nessuno fa cocktail cos a Milano. Pensare che tutto questo una sua idea. Contemporaneamente iniziammo a sorseggiare dalla nostra cannuccia. Sai a cosa stavo

pensando? domandai pensierosa. A cosa?. Che forse non era destino.... Ti prego Sofia non iniziare esclam leggendomi lincredulit in volto. E incredibile! Prima se va nel bel mezzo della notte e poi abbandona tutto quello per cui ha lavorato ardentemente. Forse un bene che non sia successo niente affermai giocherellando con la buccia esposta del cocktail. Secondo me torner da te strisciando come un verme. Lo spero Sun, le ore con lui sono state cos intense... come pu una persona fingere cos tanto?. Non stava fingendo. Desolata e alla ricerca di conferme controllai nuovamente il telefono; ma il

display dava sempre la solita risposta che continuavo a leggere da tutto il pomeriggio. Nessuna nuova notifica. Accidenti! inveii amareggiata. Smettila di guardare quellarnese, peggio se la prendi in questo modo. Sistemai il telefono nella pochette, e demoralizzata squadrai la telecamera di sorveglianza che dava sul bancone. Se tu fossi l e mi stessi guardando correresti da me, ne sono sicura. Tutto di un tratto unidea malefica balen nella mia mente. E se andassi dallaltra parte del locale, tu mi copriresti le spalle?. Al solo sentire di quella domanda assurda, Sun tese la sua palpebra spalancando i suoi teneri occhi a mandorla. Stai scherzando vero? Che diavolo vuoi fare?. Lufficio di Alessandro non molto lontano da

qui, se voglio sapere cosa successo, solamente l potr avere le mie risposte. Sun scosse la testa disapprovando il mio piano. Non credo che lo stalking debba essere necessariamente ripagato con dellaltro stalking. Devo farlo Sun... e poi giuro che lascer stare tutto. Lo prometti?. Annuii. Lo giuro Sun... ho solo bisogno di risposte. E normale che tu le voglia, sei una giornalista o sbaglio?. Ridacchiai divertita alla sua battuta veritiera. Muoviti prima che cambi idea o che qualcuno ti scopra pensando chiss che!. Come Sheila del celebre cartone Occhi di Gatto, mi avviai verso il suo covo. In tutti i modi cercai di evitare gli sguardi della gente aspirando di convincere me stessa che stavo facendo la cosa giusta e che limpulso del volere non stava

giocando un brutto scherzo alla mia mente. Io bramavo sapere. Perch te ne sei andato?. Anche se avevamo solo dormito qualche ora insieme; tra le sue braccia il mio corpo si sentiva al sicuro e per la prima volta da ventitr anni sapevo di poter condividere qualcosa con una persona speciale. Eccoti bisbigliai riconoscendo la porta. La aprii senza sforzi. Disgraziatamente non ho dovuto scassinarti meditai sarcastica. Prima di entrare mi guardai in giro e furtivamente entrai senza troppi ripensamenti. Accesi la luce e quello che mi ritrovai davanti non era la risposta cui ambivo. No sussurrai mentre osservavo il suo ufficio completamente vuoto. Lintera stanza era stata svuotata; le telecamere, il divanetto, la sua scrivania e le sue foto erano svaniti nel nulla, come se lui non fosse mai esistito. Angosciata, toccai il muro di quel bellissimo color grigio perlato, dove affissi

quarantotto ore fa cerano le sue immagini sportive preferite. La tristezza inizi a padroneggiare il mio corpo. Non sono nemmeno riuscita a chiederti che cosa rappresentassero per te.... Tutto di un tratto qualcuno entr nella stanza. Mi hanno sorpreso!. Spaventata, mi girai e riconobbi la figura muscolosa e possente de La Cosa. Sofia... che cosa ci fai qui? domand irrequieto. Ancora tramortita nel vedere la persona che Alessandro teneva di pi, la mia respirazione inizi quasi a mancare.

Ciao... io... stavo solo... borbottai desiderosa di finire la frase. Alessandro? termin. Annuii. E sparito... dissi con voce tremante.

La Cosa inizi a guardarmi dispiaciuto. Devo chiederti di uscire. Perch? domandai indietreggiando. Ti prego Sofia, non rendere le cose pi difficili. Lui dov? sbraitai furiosa. La Cosa inspir addolorato. Lontano.... Come lontano? ripetei. Forse meglio che inizi a pensare che lui non sia mai esistito. Le lacrime iniziarono a scendere sulle mie guance ormai fredde e prive di calore come la frase che avevo appena sentito. E quello che lui vuole?. La Cosa annu. E meglio per entrambi, credimi. Come puoi dirmi una cosa del genere?.

Luomo avanz verso di me e pos delicatamente una sua mano robusta sulla mia spalla. Il suo volto era contratto, e i suoi occhi scuri sostenevano la verit dei fatti: dovevo andarmene o per me sarebbe stata la fine. Lui mi aveva detto che mi avrebbe aspettato, che mi sarebbe stato vicino, voleva condividere tutto con me, e ora mi ritrovo come una cieca che cammina su una trave messa su un burrone completamente incosciente di ogni senso della realt. Posso dirti solamente che molto dispiaciuto per come sono andate le cose. Dispiaciuto?. Scusami ma... del suo dispiacere me ne faccio ben poco constatai offesa, attenta a uscire da quella stanza ormai divenuta il mio limbo. Con passo veloce mi avviai verso la porta. Addio Mr. Tenebroso.

Alessandro andato via. Prima inizierai a fartene una ragione, meglio sar per te. Piena di amarezza, annuii senza girarmi. Perch non ha scritto o chiamato... avrei capito se solo mi avesse spiegato. Un giorno... ammise sospirando. Un giorno, sono certo che vi troverete, ma quella data ancora molto lontano da dove siamo oggi. Sun ed io tornammo a casa verso mezzanotte, e senza fiatare o parlare della scenetta de La Cosa nellufficio di Alessandro, me ne andai subito in camera; infilandomi nel mio dolce letto e nel mio pigiama di flanella rosa tenuto accuratamente da parte per le occasioni speciali, e direi che questa una di quelle. Se solo potessi tornare indietro, farei le cose in modo diverso. Volevo che fosse vero. Volevo che fosse reale, e che lamore potesse lenire le ferite immerse sotto la mia pelle da ben pi di dieci anni; medicate da

qualcuno che avrei potuto amare davvero. Qualcuno come te, che oggi se n andato lasciandomi sola e con un cuore spezzato; che fino a ieri mi aveva promesso di spogliare completamente i miei segreti facendoli suoi. Che stupida sono stata!. Ancora prima di conoscerti, sei svanito nel nulla come se non fossi mai esistito ed io andr avanti come ho sempre fatto, senza di te. Lindomani mattina mi svegliai molto presto. Erano anni che non mi alzavo alle sei e mezzo. Laria che entrava dalla finestra, anticipava un luned piuttosto grigio, quasi autunnale come il mio umore. Dopo una lunga doccia meditativa ottimizzai tutta la mia autostima rimasta provando a sistemare larmadio ovvero la sezione borse; dividendo le cose nuove da quelle vecchie. Benvenuta affermai mentre riponevo tutto

larsenale scolastico nella mia nuova Louis Vuitton, modello monogram shopper, regalatami dai miei genitori. Ma purtroppo con grande rammarico dovetti mettere da parte un pezzo di storia della mia vita. Addio sacca! sussurrai sistemandola nellarmadio. Mi mancherai. Richiusi larmadio dietro di me. Nuova vita... nuovi oggetti. Quella mattina, optai per una maglietta a tre quarti color carne con fondo a scollo arrotondato e dei denim jeans blu scuro con accompagnate le mie all star modello classico preferite. Legai i miei lunghi capelli in una treccia laterale lasciando i miei ciuffi semi ricci ribelli liberi sulla mia fronte. Oggi non ho voglia di sistemarvi ponderai pigra. Dopo essermi autoconvinta di uscire da quella stanza, ormai diventata fin troppo silenziosa, andai in cucina.

Mentre camminavo per il salotto, riuscii a percepire il cinguettio di due piccioncini innamorati concentrati a degustare una dolce colazione. Forza, fatti coraggio... pensai respirando profondamente prima di entrare a profanare il loro paradiso terrestre. Buongiorno salutai glacialmente, senza guardare nessuno. Ciao rispose Sun guardandomi confusa. Senza aggiungere altro, aprii il frigo; presi velocemente del succo alla pesca riposto nel primo ripiano vicino agli yogurt e lo versai nel bicchiere. Tutto bene? aggiunse la mia amica, preoccupata. Senza girarmi annuii e continuai a fare una brevissima e spiacevole colazione. Sapevo benissimo che sarei dovuta essere felice per Sun e Daniele, ma durante la notte il mio stato catatonico di depressione - Post Alessandro,

giorno 1 - si era elevato allennesima potenza e non sarei mai riuscita a guardare quella pubblicit tipo Mulino Bianco, annunciando lamore appena sbocciato tra un rugbista italiano e un architetto coreano. Mi dispiace amica mia, ma pi forte di me. In fretta e furia afferrai la prima brioches dalla dispensa; dopo aver salutato i due piccioncini con un piccolo cenno di capo, mi diressi verso luscita. Sofia Sveva Botticelli fermati subito! mi richiam Sun, raggiungendomi mentre aprivo la porta, decisa ad uscire. Nelludire il tono arrabbiato della mia amica mi fermai di scatto. No ti prego, non oggi. Arresa, mi girai provando a evitare in tutti i modi il suo sguardo glacialmente rammaricato. Che diavolo ti prende? aggiunse. Alzai lo sguardo dispiaciuta per linconveniente. Nulla, sono solo in ritardo.

Sofia non raccontarmi bugie, non ti svegli mai per fare colazione ed fin troppo presto per andare in universit. Non devi preoccuparti per me la rassicurai. Arrabbiata, Sun sistem il suo corpo come se fosse pronta a infliggere lattacco finale in uno dei suoi match. Quando la smetterai di negare levidenza? So benissimo che stai male per Alessandro e Dio solo sa quanto possa capire il tuo stato danimo, ma non puoi abbatterti cos. E cos dannatamente difficile riflettei abbattuta. Un giorno mi sveglier e tutto sar passato. S, ma devi reagire. Afferrai il blazer nero sistemato sullattaccapanni, pronta a uscire da quellatmosfera glaciale e irrespirabile. Ci prover. Sun sospir esasperata. So che cosa ti ha detto

La Cosa>. Mi girai di scatto nellapprendere la notizia che le avevo nascosto. Chi te lha detto? farfugliai. Secondo te? rispose irritata. Daniele. Perch non me ne hai parlato? domandai. Te ne avrei parlato oggi pomeriggio. Non volevo nascondertelo mi giustificai. Lo so, ma non puoi chiuderti di nuovo in te stessa. Hai chiamato il Dottor Rossi?. No, domani lo far. Sofia... fallo oggi stesso mi ordin. Oppure dir a tua madre dei tuoi incubi, di Alessandro e di come ti stai nuovamente autodistruggendo. E una minaccia? ridacchiai isterica. In parte disse incrociando le braccia. Lo faccio per te Sofia, e questo lo sai.

Annuii. Lo so, scusami per prima, non avrei dovuto comportarmi cos. Sun ritrasse il viso rasserenata. Stai tranquilla. Alla fine tutto passa, anche i momenti che sembrano smisuratamente infiniti. Dopo essere uscita da casa, mi accorsi alla stazione di Porta Venezia cercando di prendere la prima metropolitana disponibile, pregando di trovare un posto a sedere libero. Lillusione dur poco e come arrivai al passate sotterraneo riconobbi subito il tipico luned mattina milanese, fatto principalmente di caos, urla e spintoni. Direi proprio che siamo alle solite sbuffai intenta ad aspettare la metropolitana diretta a Bisceglie. Appena salii sul treno non riuscii a trovare un posto libero nemmeno a pagarlo cos senza speranze mi accostai vicino alla porta aspettando impazientemente la mia fermata di cambio,

Cadorna. Cadorna fermata Cadorna, doors open on the right esclam la solita voce metallica femminile annunciando larrivo alla stazione. Mentre uscivo dal caos metropolitano, ascoltando - Wide Awake di Katy Perry, udii vibrare il mio telefono. Alessandro pensai, mentre un infarto assaliva il mio fragile cuore. Presa dallassalto, cercai il telefono nella borsa ma la delusione si appropri di me appena lessi il nome di Omar sul display. Buongiorno splendore. Ti ricordi? Oggi abbiamo un impegno per pranzo. Dannazione, il pranzo!. Attesi qualche secondo prima di rispondere; mentre ascoltavo la dolce voce della cantante americana, meditavo a quanto rispecchiasse il mio stato danimo: io sono

del tutto sveglia, avevo donato il mio cuore a una persona troppo velocemente. Come ho potuto interpretare male le stelle?. Se solo avessi saputo come sto adesso, non ci avrei provato; ma ora che successo, necessariamente obbligatorio andare avanti, lasciando il passato alle spalle, anche se non avevo voglia di parlare o uscire con un ragazzo che non fosse Alessandro: Ciao Omar, finir le lezioni alla solita ora. Ci vediamo alluscita? Perfetto, va bene se andiamo al Gipsy In? Va benissimo, cos non cammineremo troppo Sempre la solita pigrona, ci vediamo a mezzogiorno. Non mancare.

Giunsi in perfetto orario in classe, laula era completamente deserta; ceravamo solo io e il rumore dei miei passi, tant mi domandai se oggi ci fosse qualche sciopero cui io non ero a conoscenza. Mentre aspettavo Matilde e gli altri compagni, accesi il mio Toshiba Notebook nero e cominciai a leggere le notizie del giorno portandomi avanti sugli argomenti da trattare durante le varie lezioni di etica giornalistica e sociologia. A distanza di pochi minuti, le prime file iniziarono a riempirsi e poco prima dellinizio della lezione Matilde arriv correndo. Maledetti tram! imprec sbattendo la sua borsa sul banco. Brutto inizio di giornata eh? domandai mentre leggevo un articolo sulla morte di un famoso stilista italiano un certo Giuseppe Marconi. Sicuramente mia madre ne sar gi a conoscenza. Lasciamo stare, la mattina iniziata

concretamente male e non credo che migliorer. Come mai cos negativa? domandai pensando: Da che pulpito veniva la predica. La mia... scusa un mio ex si fatto sentire e mi ha rovinato tutto il weekend afferm arrossendo. Stai dicendo il tuo ex di Roma?. La ragazza con gli occhi gonfi pieni di sonno ritraendo una parte del mio aspetto, annu comprovando ogni mio sospetto. Gi, e dovrei uscire con lei... scusa, con lui a pranzo. Lei?. Matilde... bisbigliai tranquillizzandola. Che ti sta succedendo?. La ragazza rimase in silenzio per qualche secondo e contemporaneamente inizi a mangiucchiarsi le unghie come se fosse a disagio dalla situazione. Niente afferm ridacchiando istericamente. Devo affrontare la situazione di petto... tu invece? Stai bene?.

Possiamo cambiare discorso? ponderai arricciando le labbra. S mi delimitai a pronunciare. Matilde mi squadr come se avesse capito perfettamente la situazione del mio weekend molto simile a suo: un paradiso ormai divenuto inferno. Scusami se venerd sera non ti ho avvisato, ma sai la cena finita tardi e.... In quel momento entr in professo Ricadi bloccando il discorso della ragazza con un irritante colpo violento alla porta portando il terrore nellaula, angosciando ulteriormente lo stato comatoso da luned mattina ore 8.30. Anche per lui, non giornata. Buongiorno a tutti disse mentre si accomodava sulla sua sedia di legno. Tutta laula rispose facendo riecheggiare in un saluto formale. Luomo con un gesto semi elegante indoss i suoi occhiali da vista e quasi in sincrona apr la sua

cartella da lavoro estraendo una fila di fogli bianchi. Spero che abbiate passato un buon fine settimana attest rigido. Parla per te rimuginai fissandolo male. Come promesso gioved, oggi vi ho riportato i vostri articoli corretti con tanto di annotazioni conferm allargando irritato il colletto della sua camicia. Finalmente qualcosa che pu rallegrare la mia giornata. Tu! dichiar indicando un ragazzo in seconda fila. Il ragazzo spaventato sobbalz leggermente e si guard intorno. Io p-professore? chiese balbettando. Luomo annu. Sbrigati, distribuisci i fogli... non farmi perdere altro tempo! ringhi furioso. Acidino oggi il professore sussurr Matilde senza farsi sentire. Sorrisi alla battuta, ma il mio sghignazzare rimbomb leggermente nellaula facendomi

sentire dal professore; che di riflesso scrut laula, ritrovandomi i suoi occhi puntati addosso. Intimorita da quella sua occhiata infelice, mi ritrassi riparandomi dietro lo schermo del portatile sperando di non destare sospetti. Lucchini? domand impaurito il ragazzo preso di mira dal professore. Io! afferm Matilde sorpresa alzando la mano. Sono la prima? domand quasi spaventata. Grazie profer mentre il ragazzo gli consegnava il compito. Di primo impatto la ragazza rimase silenziosa mettendomi in agitazione. <Allora? Com andata? domandai. Ok mormor sarcastica. Ok?. S, lunica nota che ha segnato dichiar mostrandomi la stampa dei fogli.

Lo esaminai attentamente. Simpatico.... Per lo meno si sprecato ad aggiungere due lettere: la O e la K. Botticelli? riformul il ragazzo vagando per la classe. Alzai la mano facilitandoli il compito. Che Dio che la mandi buona!. Imbarazzato, il ragazzo mi consegn il compito. Appena lessi le correzioni in rosso sparse per tutto il foglio con una nota in grassetto dal titolo SEMPLICEMENTE BANALE, mi fece tremare le carni. Che cosa? sbraitai facendomi sentire da tutti. Matilde spiazzata, agguant il mio compito tra le mani, e la sua mimica facciale si foment quanto la mia. Ci deve essere un errore dichiar tremando. Lo credo bene! esclamai ancora sconvolta.

Il tema assolutamente pertinente e leggendo solo le prime righe non c niente di sbagliato in quello che scrivi, anzi direi che sei stata fin troppo sincera sulla nostra situazione. Forse troppo? chiesi pentita. Troppo? La verit non mai troppa nel giornalismo, anzi pi c pi fa paura a volte. Sopraffatta dal malefico Karma, accasciai la testa sul banco. Quando finir questa giornata?. Ora anche la cosa che amo di pi mi esce male, si pu sapere che diavolo sta succedendo al mondo? Se dovreste avere dei dubbi, a fine lezione sono disponibile a rispondere alle vostre domande dichiar sarcastico quasi con aria da sfida. Ci puoi scommettere. Subito dopo la lezione, lasciai svuotare laula

andando diretta dal lui; lennesima causa persa della mia giornata storta, che ormai si stava infossando nel declino pi assoluto. Professor Ricadi? Luomo alz il viso mentre spegneva il proiettore. S? borbott scocciato. Irritata, lanciai il compito sulla sua cattedra in attesa di spiegazioni. Che cosa intende per banale?. Il professore totalmente infastidito dal mio comportamento autoritario acciuff i fogli, sinfil gli occhiali e dopo avermi squadrato da capo a piedi ricominci a leggere il compito. Signorina Botticelli giusto? attest effimero. Annuii attendendo una sua risposta pi che esauriente. Vede, la risposta molto semplice sostenne riconsegnandomelo. Come ho gi scritto nelle note, il tema banale e per niente pertinente al presente. Per non aggiungere che guardando la sua media dammissione signorina, mi aspettavo

qualcosa in pi. Nel sentire quelle parole cos taglienti come un pugnale nel petto non riuscii a ragionare lucidamente. Calma Sofia, conta fino a dieci. Ma arrivai solo fino a cinque. Questo cosa vuole dire? chiesi risoluta e a piena voce. Luomo annoiato dalla mia testardaggine sbuff. La sua scrittura scontata, e le parole annesse alle frasi sembrano ricopiate da qualche giornale di ovviet odierno, se dovessi acquistare un giornale e questarticolo fosse in prima pagina non lo comprerei nemmeno se costasse un centesimo di euro. Ho sentito bene?. Lei sta insinuando che il mio articolo non pertinente ai giorni nostri? Che la crisi giovanile non esiste? Che le aule universitarie non sono vuote e la maggior parte degli studenti non pu permettersi la retta universitaria? O un affitto?.

Dico solamente signorina, che non mi ha convinto... e che di tanto in tanto bisognerebbe rimboccarsi le maniche accettando qualsiasi lavoro accontentandosi di fare quello che c. La crisi giovanile c sempre stata, ed questo quello che la gente come lei deve capire. Certo, vero... alcuni ragazzi o ragazze come me, sono definiti schizzinosi. Lei sa quanta gente laureata, con medie altissime, non riescono a trovare lavoro e si accontentando di uno stage che come retribuzione da solamente un rimborso spese? E vita questa secondo lei?. Lo so perfettamente signorina Botticelli, anchio ho iniziato cos, come tutti gli altri, ma non il punto della situazione. E un gioco di parole ponderai esausta dalla discussione. Non accetto la sua valutazione professore, la trovo totalmente ingiusta. Invece io penso che nella vita distinguersi dagli altri non facile ma non nemmeno

impossibile comment mentre usciva dalla classe lasciandomi completamente a bocca asciutta. Ah, unultima cosa, Mario Ferrari mi ha chiamato qualche giorno fa dicendomi che lei la sua nuova giornalista free lance, giusto?. Dovrei iniziare a collaborare con loro in questi giorni. Il professore ridacchi divertito. Mi ha anche detto che la vuole con s per lo stage di fine master. Dove vuole arrivare?. S. Me lha menzionato al colloquio. E una responsabilit piuttosto importante quello che andr a fare, spero se ne renda conto. Mi prendi per una bambina?. Certo che lo so sbraitai irritata da quella sua insinuazione ignorante. Lo dimostri signorina, ed io forse potr raccomandarla per quel posto.

Ditemi che questo un incubo e non sono ancora sveglia. Profess... cercai di dire fermandolo; ma luomo mi blocc senza esitare. Mi dispiace signorina. Mia moglie mi sta aspettando per il pranzo, spero che passi una bella serata e non pensi troppo allarticolo, abbiamo sei mesi molto intensi davanti, non si abbatta cos schern prima di uscire. Sollevai leggermente il sopracciglio nelludire quel suo tono cos irritante da maestrino So tutto io. Il suo viso accenn un sorrisino forzato e senzaggiungere altro se ne and lasciandomi sola, impotente e senza speranze in un aula da 150 persone. Secondo il professore dovevo dimostrare il mio talento, sempre se ne avevo; il suo pensiero era che le mie parole erano ovvie e che la teoria del potere del lettore con me non avesse funzionato. Completamente tramortita come se un autobus mi avesse investito facendomi crollare il mondo

addosso, afferrai le mie cose e uscii dallaula. Non bastava essere deluse in amore, ora alla mia lunga lista di cose da rimettere a posto cerano anche luniversit e il lavoro. Prima o poi il mio malefico Karma far girare la ruota portandomi un po di serenit?. Sofia! mi chiam Matilde fuori dallaula. Appena la vidi il mio viso si rassicur leggermente e con passo deciso le andai in contro. Che ti ha detto limbecille?. Che non ho talento e che sono il festival della sagra della salsiccia. Matilde sgran gli occhi scossa dalle mie parole. Non ci posso credere!. Credici invece, perch qui la situazione si mette male. Non abbatterti, la nostra seconda settimana e in aggiunta solo luned, sono sicura che ti saprai

riscattare. Lo spero, se no chi lo sopporta quello! commentai cercando di formulare una battuta semi sarcastica. Cosa fai a pranzo? Esci con...?. Matilde divent rossa. Credo che uscir con... lei disse, indicando una ragazza non troppo lontana da noi. Lei? ripetei come un ebete. S, lei Eva... la ragazza che ha cambiato la mia vita, ma lha anche rovinata. In che senso scusa?. Lei lunica donna cui sono riuscita a donare completamente il mio cuore, sai come si dice no? Lamore si presenta nei modi pi inaspettati. Gi sussurrai. A chi lo dici. Scusa ma, ora la raggiungo. Ti spiegher tutto pi tardi! aggiunse agitata. Come sto? domand dopo aver fatto solo un passo verso la

ragazza. Stai benissimo, ora vai da lei che ti sta aspettando. La ragazza inspir ed espir profondamente prendendo possesso e coraggio nelle sue azioni. Vado aggiunse decisa. In bocca al lupo! le dissi incrociando le dita. Mi allontanai da lei dirigendomi verso luscita delluniversit e presa dai sensi di colpa dalla mia completa mancanza di rispetto nei confronti di Omar, guardai il display dellorologio: ero gi in ritardo di dieci minuti. Fortunatamente il ragazzo era ancora l ad aspettarmi. Mortificata, alzai il braccio facendomi vedere. Omar! lo chiamai correndo. Sofia! Eccoti, ti stavo per scrivere su WriteIt, tutto bene?. Annuii con un po di fiatone. S, tutto bene. Ho

avuto un contrattempo, scusami se non ti ho avvistato. Sicura di stare bene? Sei molto pallida. Oddio mi si legge in faccia, vero?. Di scatto mi guardai riflessa nel parabrezza di unauto, notando il mio pallore innaturale facendomi assomigliare al fantasma del cartone animato Casper. Sono solo un po stanca... niente di pi. Insieme ci avviammo verso il Gipsy In. Dopo essere arrivati, ci accomodammo allinterno del bar visto il brutto tempo e il grigio tempore che sembrava annunciasse larrivo della pioggia. In contemporanea ordinammo due cheeseburger con una porzione gigante di pattatine fritte che arrivarono circa dieci minuti dopo. Che tempismo! Allora vuoi dirmi che cosa ti successo? domand Omar piuttosto curioso. Lo guardai bizzarra. Da dove inizio?. Beh...

oggi il professor Ricadi stato un po duro con me, ha definito il mio articoloBANAL-E. Davvero? ghign divertito. Lo ha definito una completa ovviet odierna. Oh... mi dispiace sussurr mortificato. Non prendertela, il soporifero fatto cos, un po duro con tutti allinizio ma se timpegnerai, ti aiuter molto nel corso del master. Che cosa vuoi dire? chiesi dubbiosa. Vedi, una mia amica frequentava il suo seminario di lettere moderne. Un giorno laveva definita come una ragazza priva di dedizione allo studio. Durante lanno laveva tormentata, la riempiva di lavoro e di umiliazioni fino a quando arriv il giorno della sua laurea, dove espose la sua tesi davanti a tutta la commissione e alla fine lui di tutto, lui vot per dargli la lode. Spero di convincerlo, c molto altro in ballo

oltre che al master. Omar mi guard dubbioso. Cio?. Mario Ferrari ha intenzione di farmi lavorare da lui appena inizier il periodo di raccolta punti per entrare allesame dellalbo. Ma fantastico Sofia!esclam entusiasmato. Gi, per il professore non molto per la quale, ha espressamente detto che dovr dimostrare molto prima di poter accedere alla sua benedizione. Fai bene a prepararti, conoscendo i suoi metodi non puoi sapere quello che ti aspetta il suo tono era piuttosto determinato. Rammaricata dal mio tristissimo destino in qualche giornaletto rosa, affondai il viso tra le mani. Vuol dire che mi dovr accontentare di qualche posto in seconda fila al momento. Omar ridacchi. Come hai passato il

weekend?. Bene se pensiamo che in meno di una media di ventiquattrore, io sia stata sedotta e scaricata dalluomo che pensavo fosse il ragazzo adatto a me. Niente di che mentii. Sono uscita con le amiche e ho studiato. Non avevo assolutamente voglia di incappare in un discorso uomini e donne con Omar. Beh se non hai niente da fare, questo weekend ti porto fuori a divertirti, se ti va.... Il solo pensiero mi fece venire una sensazione di repulsione e nausea. Omar era molto carino, gentile e disponibile; aveva tutte le qualit del bravo ragazzo e sono sicura che mia madre, se avessi portato a casa un ragazzo come lui, mi avrebbe incoronato regina di cuori. Ma purtroppo lui non era e non sarebbe mai stato Alessandro, colui che sta facendo bruciare la mia anima portandomi al tormento.

Sofia? Sei tra noi? chiese, riportandomi alla realt. Distinto sbattei le palpebre, cercando di essere il pi vigile possibile, addolcendogli la pillola. E molto gentile da parte tua, ma sto appena uscendo da una situazione piuttosto complicata e non me la sento di uscire con qualcuno. Il ragazzo rimase impassibile di fronte alla mia risposta cos fredda e distaccata. Anche lui, come me qualche secondo prima, sembrava totalmente avvolto da una cerchia di pensieri oscuri e impenetrabili, avrei dato non so cosa per sapere che reazione mentale avesse avuto. Perfetto, ora ho ferito i sentimenti di una persona che voleva starmi solo vicino. ragionai sentendomi in colpa. Omar? Ti ho offeso in qualche modo? domandai preoccupata toccandogli leggermente la mano con le dita. Nelludire la mia voce unito a un leggero tatto nei suoi confronti, le sue pupille tornarono vigili e

reattive; anche il suo volto torn rasserenato e la preoccupazione svan. Oh... no, assolutamente no Sofia. Non devi preoccuparti per me. Sospirai rincuorata. Scusami.... Riguarda un tuo ex ragazzo? domand smorzando il mio discorso. Annuii alla sua domanda. Riguarda un ragazzo, ma non un mio ex. Amore non corrisposto?. Non saprei nemmeno io come descriverlo sogghignai sorseggiando il th freddo. Sei lunica persona al mondo che conosco che quando pranza beve lEstath. Sghignazzai nell udire quella maldicenza totalmente infondata. Veramente non sono lunica aggiunsi. Davvero e chi sarebbe laltra persona? sorrise mentre sorseggiava la sua Coca Cola Zero.

Mio... mormorai rendendomi conto di chi stavo per parlare. Mio fratello. Nessuno, scusami... hai ragione, nessuno beve lEstath per pranzo terminai gelidamente. Vuoi stare tranquilla? mintim Omar piuttosto inquieto. Hai ragione, che non ne va dritta una in questo periodo. La ruota gira alla fine dichiar cercando di risollevare il mio umore. Lo spero, perch peggio di cos non so come possa andare. Hai progetti per la prossima estate?. Io? Assolutamente no. Sono una persona che prova a vivere la giornata, tu invece? Hai progetti per il tuo post laurea?. Omar assent eccitato. Ne ho milioni spieg. Mi piacerebbe andare in India. Ti ci porterei

volentieri cos forse potrai ritrovare la pace in te stessa signorina Botticelli. LIndia non sarebbe abbastanza lontana, per scappare da tutta loscurit che racchiudo nel mio petto. Mi piacerebbe visitare lIndia, si dice che sia un posto incantevole. Lo , mia madre c stata due anni fa e mi ha raccontato che un posto assolutamente assurdo, quasi come se fossi catapultato su un altro pianeta. E affascinante... commentai assorta dal racconto. Mi piacerebbe organizzare un tour fai da te, soldi contati e tanta e ripeto tanta meditazione. Vorrei davvero immedesimarmi in loro e vivere con pochi, se non meno, di un euro al giorno. In pratica una vacanza On The Road.

Vorrei andare anche in Tailandia e aggiungere un pezzo di Birmania se possibile. Lo guardai interamente attratta dal racconto. Portami con te ti prego! affermai assorta da quelle storie, fatte di viaggi e conoscenze spirituali. Con piacere Sofia, lo farei molto volentieri. Arrossii completamente imbarazzata. No perch ho detto quella frase? Ora chiss cosa penser. Come mai non hai organizzato prima questo viaggio? domandai intrigata. Il suo sguardo si curv leggermente. Tasto dolente?. Ho delle cose da sistemare qui, una volta che avr terminato il mio lavoro sar libero di andare. Ragazza? chiesi cercando dindagare sul suo

passato. S, per una ragazza ma com capitato per te, la situazione piuttosto difficile. Siamo i capi degli amori impossibili sentenziai cercando di sdrammatizzare. Il nostro non poi cos impossibile, diciamo che pi che altro... complicato. Beh... il velo che divide limpossibile dal complicato molto sottile. Ho cos tanti progetti per lei. Vorrei scappare via e portarla lontano dai nostri problemi e non voltare mai pi le spalle al nostro passato. Questo un bel progetto dichiarai rapita dalla sua cavalleria medievale. Tutte le donne vorrebbero trovare il cavaliere con larmatura argentea in sella a un bellissimo cavallo bianco. Dite tutte cos, poi alla fine scegliete il bello e dannato, e sar la persona vi far soffrire ogni

pena ma non si sa perch vi attrae. Un po come il triangolo amoroso tra Lancillotto, Art e Ginevra. Sbigottita dallaffermazione cos veritiera, sgranai gli occhi. Questo paragrafo ritrae perfettamente la mia situazione. Basta sognare ora! dichiarai. Accidenti gi luna e un quarto! sbraitai guardando lo schermo del mio telefono. Veramente? domand guardando anche lui il suo display di un Iphone decisamente pi moderno del mio. Il tempo nettamente volato! esclamai ancora paonazza. Quando ti diverti, sempre cos... il tempo passa in un attimo. Da galantuomo, Omar mi riaccompagn davanti allaula di laboratorio. Prima di uscire dal

Gipsy In, avevo pi volte perseverato nel farmi tornare da sola, poich non avrebbe avuto impegni universitari nel pomeriggio; ma lui aveva insistito molto ed era stato cos cortese con me duramente il pranzo che mi scocciava ripetere lennesimo no nei suoi confronti. Mi sembrava il minimo che potessi fare. Grazie davvero! Non dovevi essere cos.... Cos come? ridacchi sorridendo, con i suoi intensi occhi marrone. Gentile. Omar si blocc allistante e dissentendo dalla mia affermazione alz il sopracciglio. Il tuo lui non cos gentile?. Lo , ma non lo . Scossi la testa negando. Non lo sar mai... se n andato, e da quanto ne sappia io, lui lontano ora. Tu non meriti solo gentilezza Sofia, dovresti ambire a qualcosa di pi.

Curiosa, lo guardai. Questo da che cosa lo deduci?. Il ragazzo inizi a sorridermi. Tu sei brava. Tu sei intelligente. Tu sei importante. Scusa? chiesi confusa. Non hai mai visto il film The Help?. No. Allora guardalo, e ripetiti quella frase ogni giorno, a volte aiuta. In quellattimo, Omar ed io iniziammo a guardarci in modo diverso, come se con quella frase mi avesse stregato. E se fossi tu il mio cavaliere dallarmatura argentata in sella a un bellissimo cavallo bianco?. A mano a mano che i secondi passavano, il suo volto approssimava leggermente come se volesse darmi un bacio. Oh no! pensai vergognandomi. Di scatto, chiusi gli occhi strizzandoli fortemente.

Non voglio Omar. Grazie per il pranzo sussurr baciandomi la fronte. Spiazzata da quel suo leggero bacio, rimasi confusa. Avevo cos paura che mi baciasse l, dove solamente Alessandro era riuscito a incendiare il mio animo. Invece, la sua indole da gentiluomo non aveva nemmeno pensato di farlo. Ci vediamo in giro aggiunse mentre si allontanava da me. Perch non mi piacciono mai le persone giuste? imprecai a me stessa pensando che quel contatto intimo non aveva provocato le stesse scosse che Alessandro era riuscito a darmi. Da lontano vidi Matilde, anche lei stava rientrando ed era accompagnata da lei, Eva. Contemporaneamente incrociammo gli sguardi e con la mano mi fece segno di raggiungerla. Piano piano, avanzai verso le due ragazze. Distinto guardai il viso di Matilde cercando una

qualche espressione daiuto ma a primo impatto sembrava sereno. Speriamo che tu sia stata pi fortunata di me. La ragazza che gli stava accanto era notevolmente alta, il suo corpo era longilineo e piuttosto scheletrico. Portava una tshirt oversize in stile baseball accompagnati da dei jeans blu scuri. I suoi capelli corvini erano legati accuratamente da una coda che penzolava lungo le spalle e da lontano potei ammirare che i suoi occhi neri e profondi guardavano Matilde come se fosse lunica donna su questa a terra. Sofia! mi chiam, sorridendomi. Ciao! risposi salutando le due ragazze. Sofia lei Eva, Eva lei Sofia la mia compagna di corso. Molto piacere! esclamai porgendole la mano. Eva senza rispondere, cominci a guardarmi da capo a piedi, il suo volto sembrava privo

despressione. Intontita, guardai Matilde; il suo sguardo inizialmente sereno sincup di colpo aggravando la sua mimica. Eva smettila subito! lammon furiosa. Incurante del rimprovero, la ragazza si appoggi al muretto con il volto pronto ad affrontare un discorso molto serio con Matilde ed io sarei stata il fulcro del loro litigio. Sono sempre nei premi ponderai guardando le torve espressioni sul volto delle due ragazze. Matilde, ti aspetto in classe affermai tutto di un fiato, imbarazzata dalla situazione. Non mi guardai indietro e senza perdere tempo accorsi dentro allaula pronta ad affrontate un nuovo pomeriggio a raccogliere informazioni. Trovai subito un banco libero e occupai il posto accanto a me per Matilde. Appena seduta ottimizzai i tempi e accesi subito il pc collegandolo con la stampante pi vicina. Guardai lo schermo del pc e controllai lora. Mancano ancora dieci minuti alla lezione.

Mentre aspettavo la connessione tra i due dispositivi, udii il mio cellulare squillare; appena lo afferrai riconobbi il numero del signor Ferrari. Finalmente un incarico! pensai entusiasta. Pronto? dissi schiarendomi la voce. Ciao Sofia, sono Mario Ferrari. Posso disturbarti cinque minuti?. Scattai subito sullattenti. Certo, dimmi pure. Ti chiamo perch avrei un lavoro da farti svolgere. E proprio quello che mi ci vuole riflettei felice dalla notizia positiva. Come ti avevo gi anticipato la settimana della moda sempre pi vicina e purtroppo due notti fa uno dei guru pi importanti del settore scomparto. Giuseppe Marconi, giusto?. Esatto, vedo che sei sempre sul pezzo Sofia. Ne sono felice.

Arrossii leggermente deliziata dal complimento lavorativo. Grazie Ansa, sei sempre utile!. Domani dovr partire per Parigi e la vedova del maestro Marconi, Micaela Sforza, vuole rilasciare unintervista esclusiva a noi. Sono molto legato a questazienda. Giuseppe era un caro amico. Mi dispiace per la sua perdita dichiarai malinconica. Ti ringrazio Sofia. I funerali si svolgeranno domani in forma privata, la vedova non ha ancora rilasciato interviste e ha scelto noi come mediatore data la nostra amicizia ma soprattutto per il tatto che usiamo con questo tipo di notizie. E vuoi che io vada a parlare io con lei? domandai perplessa. S. Tutti i miei collaboratori sono impegnati a preparare a Womens Fashion Week, e tu sei lunica persona disponibile.

A volte utile essere lultima ruota del carro. Oh... certo. Quando dovr intervistarla? chiesi mentre rovistavo tra i quaderni alla ricerca di un foglio volante. Questo mercoled verso le cinque, dovrai recarti in Via SantAndrea, 20, in sostanza il negozio aziendale dellAtelier Marconi che fa angolo con Via Della Spiga. Scrissi tutto con attenzione cercando di non tralasciare nessun dettaglio. Il pezzo sar una delle notizie principali e apparir nel prossimo numero tra una settimana esatta. Quante battute?. Non preoccuparti n per le battute n per le scadenze, voglio che larticolo sia curato nei minimi particolari, nessun dettaglio va tralasciato. La vedova dar a noi lesclusiva sul futuro dellazienda e sul suo prossimo CEO. Quante responsabilit. Documentati bene sulla societ, sia per quanto

riguarda la loro storia personale sia per limprenditoriale aziendale. La Marconi S.p.A. uno dei pi grossi colossi del nostro paese e nessuna distrazione ammessa se no si fuori dai giochi. Nessuna distrazione. Sar fatto. A breve tinvier une-mail con tutti dettagli. E la tua occasione Sofia, non deludermi. Non lo far. Grazie Mario. Fammi sapere poi come andr lintervista, e mi raccomando salutami Micaela, riferiscigli che la contatter io stesso appena ritorner da Parigi. Certo, lo far terminai in preda alla soddisfazione personale. 10 Intervisterai Micaela Sforza? sbrait Matilde uscendo dalluniversit.

Annuii cercando di contenere il suo entusiasmo. Mercoled pomeriggio dopo le lezioni dovr recarmi alla loro boutique aziendale. Quella in Via SantAndrea?. Esatto. Che io sappia fa angolo con Via della Spiga. Oh Sofia! Ti rendi conto che occasione questa?. Lo so, ma sono spaventata a morte. Mario Ferrari conta su di me e dopo la giornata di oggi, ho paura di deluderlo. Smettila di pensare a quellidiota di Ricadi, se Ferrari ha scelto te perch vali. In verit, nessuno era disponibile. Lavrebbe fatta lui stesso ma deve partire per Parigi, torner tra un paio di giorni. Oh profer illusa. Fregatene, tu farai lintervista e nessuno potr ostacolarti.

Cambiando discorso, con Eva? Com andata?. Matilde smorz il suo enorme sorriso a trentadue denti. Bene, credo. Insomma con lei tutto un credo. Siete tornate insieme? chiesi spalleggiandola. No, non me la sento. La nostra storia finita con molto rammarico, preferirei andarci piano. Anche se ti confesso che mi manca da morire. E sempre meglio andarci cauti. Lo so dannazione! Non riesco a smettere di pensare a lei. Insomma, Eva lunica donna che mi fa perdere la testa e non riesco a immaginare un futuro lontano da lei. Sai che devi ascoltare il tuo istinto, vero?. Matilde sospir indecisa sul suo futuro. S, ma a volte quel senso beffardo e sbaglio sempre, credo di non aver ancora imparato a usarlo.

Nessuno lo sa usare, tantomeno io dichiarai beffarda. Tu invece? Com andata con Omar?. Diventai paonazza. Bene, sai lui molto carino, simpatico, ama viaggiare e anche lui come me ha il cuore infranto a causa di qualcuno. Siamo tutti nella stessa situazione eh? afferm amareggiata. Gi, ma questa volta ho sbagliato io. Mi sono legata a questa persona troppo in fretta ed scappato a gambe levate alla prima occasione. Di chi stai parlando? Non ti seguo. Di Alessandro, lho conosciuto poco tempo fa e appena lho incontrato scattato qualcosa tra noi due, una specie di scossa elettrica che ha letteralmente mandato il mio cervello in cortocircuito. Mi dispiace Sofia, non lo sapevo dichiar

Matilde rattristata. Anche a me, ma evidentemente non era destino. Omar non proprio tuo tipo. Lo fin troppo, cio i miei genitori lo adorerebbero ma Alessandro riesce a farmi bruciare, non ragiono lucidamente quando sono con lui. Omar perfetto per me, ha progetti ed io amo i progetti, ma non riesco a respirare senza.... Alessandro... schiar la ragazza S, proprio lui. Ti capisco sai? Anchio quando mi sono lasciata con Eva stato uno strazio, ogni volta che uscivo con una ragazza interessante, mi chiudevo a riccio. Anche se lei ora qui, non vuol dire che tutto pu tornare comera prima. La fiducia difficile da riconquistare precisai la parola fiducia.

Gi, e lei dovr fare un gran lavoro per riconquistare la mia. Che cosa poteva essere successo con Eva per farle allontanare cos tanto? Scusa se mi faccio gli affari tuoi ma... che cosa accaduto con Eva?. Matilde rimane in silenzio abbassando lo sguardo. Mi ha tradito. Che cosa? schiamazzai sbalordita. Angosciata, la ragazza annu. E successo prima che mi trasferissi a Milano, lei era una specializzanda in medicina generale allospedale Fatebenefratelli di Roma e uninfermiera gli ha fatto qualche sorrisino in pi del dovuto. Oh Matilde! esclamai abbracciandola. Mi dispiace cos tanto!. Prima mi ha fatto una scenetta di gelosia quando ti ha visto.

Davvero? E incredibile! esclamai sconcertata. Le ho spiegato che tu sei etero, e tutto si risolto. Per lo meno avete chiarito. S, ma non giustifica i fatti. E quello che mi ha fatto molto grave aggiunse indispettita. Questestate le avevo appena confessato la mia ammissione al master. Non lha presa molto bene, ed anche vero che saremo dovute stare lontane per parecchi mesi ma poteva chiedere il trasferimento se solo avesse voluto. E ora perch qui? le chiesi. Ha chiesto di passare allospedale universitario San Raffaele per stare vicino a me. Si sveglia adesso la ragazza?. Non lo so, mi fa piacere averla vicino. Ma a che prezzo? Quanto in la pu spingersi una

persona per capire che la persona vicina a noi ci sta facendo del male?. Poco dopo aver superato luscita dello stabile universitario, insieme, arrivammo allimbocco della metropolitana. Di solito Matilde tornava a casa a piedi o in tram ma oggi lei aveva delle questioni da sbrigare in centro ed io speravo con tutto il cuore che quelle cosiddette questioni, non riguardassero Eva. Dove ti fermi? domandai mentre aspettavamo il treno. Cadorna, poi cambio con la rossa e mi fermo a San Babila devo incontrare Eva per un aperitivo in amicizia, tu?. Ecco che ci ricasca. Porta Venezia, devo scappare a casa a studiare lazienda Marconi. Questo mercoled non posso sfigurare. Sono sicura che andrai alla grande, la maggior parte delle storie delle case di moda sono sempre

le stesse: partono dal niente e poi diventano famose in tutto il mondo. Sei proprio sicura di incontrare Eva anche questa sera?. La ragazza annu. Non preoccuparti per me, star bene e non ho intenzione di fare nulla con lei. Riconobbi subito quello spirito che le brillava negli occhi, la speranza di poter essere amati nel modo giusto ricercando lunica e vera forma di felicit esistente senza sofferenze o prove di coraggio. Lasciai Matilde a San Babila ed io proseguii per una fermata verso Porta Venezia. Appena arrivai a casa, misi a scaldare lacqua nel bollitore, caparbia nel gustarmi uno sfiziosissimo th caldo ai frutti di bosco. Il tempo si era nettamente raffreddato rispetto ai giorni precedenti ed era arrivato il momento di

sorseggiare il mio primo infuso caldo della stagione autunnale. Aprii la credenza alla scoperta di qualche succulenta schifezza da abbinare sia alla bevanda sia al lavoro di ricerca, sia mi stava aspettando. Gocciole? sbraitai ammirando il sacchetto riposto sulla credenza ancora intatto. MIE! ululai sogghignando. In meno di un millesimo di secondo schiusi il sacchetto e cominciai a mangiarle uno dopo laltra. Mentre versavo lacqua bollente nella mia tazza di porcellana blu, notai un post-it rosa a forma di cuore affisso sul frigorifero. Sun... in love!. Ciao amica giornalista! Rimango a dormire da Daniele. Se hai bisogno non esitare a chiamarmi! PS: Ho comprato le Gocciole, non

finirle tutte!.

Ridacchiai nel pensare a quante litigate avremo fatto su quel misterioso e delizioso pacco di biscotti terminato in pochissimi millesimi di secondo, abbinato a uno stuzzicante th. Decisa a stuzzicarla le inviai un messaggio su WriteIt. Cos impari a lasciare i tuoi biscotti in giro!. So che mi perdonerai La sua imminente sentenza arrivo qualche secondo dopo:

Sofia - Ladra Tenace - Botticelli, metti gi subito

quel pacco di gocciole.

Perdonami! Devo lavorare. Il mio stato di depressione piuttosto avanzato per porter fermare la mia voglia di cibo.

E va bene, per questa volta sei perdonata. A cosa devi lavorare?

SOFIA REPORTER BOTTICELLI! Come puoi

comunicarmi una notizia del genere tramite unapplicazione telefonica?

Scusami... di nuovo. Lho saputo dopo pranzo, pensavo di trovarti a casa al mio ritorno.

Sono cos felice! Se riesci a rubare un paio di scarpe, io porto il trentotto! Telespalla Bob!

E il mio primo incarico da vera giornalista! Ho paura di fallire. Mario Ferrari stato molto chiaro, NESSUNA DISTRAZIONE.

Andrai alla grande. Ora devi concentrarti sul lavoro nientaltro (Alessandro). Per pi tardi chiama il Dottor Rossi.

E ora al lavoro! pensai dopo aver riposto il mio cellulare in carica. Senza perder tempo, accesi il computer cominciando subito le mie ricerche collegandomi a Google. Scrissi sulla barra spaziatrice la parola Marconi storia e attesi solamente 0,25 secondi prima di avere i 45.700.000 risultati pronti per essere analizzati. Alla faccia dellinformazione!. Cliccai subito sul primo risultato: Wikipedia.it/Marconi.

In quel sito, avrei trovato tutte le informazioni necessarie:

_______________________________________ MARCONI S.p.A. una casa di moda fondata nel 1969 da Giovanni Marconi e dalla sorella Sandra. Inizialmente nata come azienda sartoriale a conduzione familiare, i due fratelli nel corso degli anni 70 sono riusciti a far elevare il grado dellazienda a livelli internazionali. Ancora tuttoggi il marchio MARCONI, distribuito in bel oltre 60 paesi di tutto il mondo attraverso una stretta rete di negozi che conta allincirca pi di 1000 punti vendita, di cui 50 a gestione diretta.

Emilio e Sandra Marconi, gemelli di nascita nacquero a Milano il 9 febbraio 1933 a Milano. I genitori: Carlo Marconi e Silvia Cerutti possedevano una piccola bottega di generi alimentari in zona Cairoli. I due fratelli, cresciuti tra Via Cusano e Via Rovello, durante gli anni del dopoguerra abbandonarono la scuola a causa dei debiti dei genitori e iniziarono a lavorare presso la facoltosa sartoria milanese Famiglia Borelli. Dopo qualche anno Giovanni cominci a prendere mano e occhio nellambito sartoriale, dando dei consigli su come migliorare la vestibilit signorile dellepoca. La proprietaria una certa Lilly, la cui biografia anagrafica rimane ancora oggi ignota, inizi a investire nelle idee del giovane Giovanni allepoca appena maggiorenne. Insieme apportarono una gran quantit di modifiche sulla maggior parte delle linee.

La prima linea prt - a - porter realizzata da Giovanni Borelli Bleu (famosa ancora oggi con il nome di Marconi Bleu) fu un vero e proprio successo. I vestiti furono realizzati con tessuti impalpabili con rifiniture in blu, predominando la particolarit della linea, reiventando il colore con una caratteristica tonalit il Ciano. La maggior parte della Milano bene, indossava sempre uno dei capi della linea durate tutti gli eventi mondani dalla citt, portando maggiore fama alla sartoria ma soprattutto al nome di Giovanni Marconi che iniziava a spianare il suo terreno per creare un marchio totalmente suo. Negli anni successivi la sorella Sandra inizi a collaborare con il fratello, specializzandosi nella realizzazione di accessori di moda (piccola pelletteria, borse, calzature e cinture).

Nel 1955, Giovanni ide la sua prima linea prt a - porter uomo Borelli Bleu Homme. Una linea che racconta la storia cinematografica italiana. Progettata interamente da completi leggerissimi e tagliati a regola darte. Ogni uomo sogna dindossare un completo simile a quello che indossava Mastroianni ne Divorzio allitaliana cit. Giovanni Marconi 1978. Nel 1965, quando la proprietaria primaria della sartoria venne a mancare, in mancanza di eredi lasci in eredit latelier ai due fratelli, che negli anni successivi divennero sempre pi famosi nellambito della moda italiana. Nel 1969 durante la settimana della moda a Milano, fu presentata la prima linea Haute Couture dal nome Marconi en Gris. Ispirata interamente a tutte le tonalit del grigio, principalmente dallantracite (trattasi di

gradazione molto accesa dai toni cromatici). Giovanni durante una vacanza in Svezia fu completamente affascinato da questa nuance, cos decise di portarla nelle sue linee riscuotendo un grandissimo successo, e il nome Marconi divent famoso in tutto il mondo. Nel 1973, lazienda torn ai suoi passi iniziali realizzando due nuove prime linee (femminili e maschili) pienamente e totalmente ispirate ai suoi due colori primari, il blu e il grigio. La classicit e il portamento regale dei capi designati dai due stilisti erano dispirazione a tutto il mondo. Attrici come, Gina Lollobrigida e Sofia Loren vestirono le loro nuance, portando lite e novit nel cinema. Il grigio e il blu, sono due colori molto diversi ma intensamente simili. Ogni loro tonalit ha un compito ben definito. Adoro mia moglie quando indossa il blu, mentre mio figlio Giuseppe quando mette il suo abito grigio, lo rende perfetto, qualunque cosa sia cit. Giovanni Marconi 1975.

Nel 1993, allet di sessantanni, Giovanni Marconi lascia le redini dellazienda al figlio Giuseppe Marconi che gi ricopriva il ruolo di direttore creativo, diventando a tutti gli effetti amministratore delegato della casa di moda. Mentre la sorella Sandra Marconi continuer ancora per qualche anno a realizzare gli accessori di moda lanciando sempre nuove idee nel mercanto internazionale. Negli anni 90, Giuseppe Marconi espande maggiormente il mercato internazionale dellazienda attivando due nuove innovazioni legate alla cosmetica, i profumi: Blue Hypnotic (per lui) e Clarisse (per lei). Tra la notte del 13 e il 14 novembre del 2000, Giovanni Marconi mor di cancro allet di sessanta sette anni, gettando un grandissimo sconforto nella famiglia Marconi e nel mondo della moda made in Italy.

La sorella Sandra, dopo la morte del fratello si ritir definitivamente dal mondo della moda, lasciando spazio alla moglie di Giuseppe, Micaela Sforza. Oggi, la donna risiede a Lione in Francia e da allora non si hanno pi sue notizie. Tredici anni dalla morte del padre, nel settembre 2013, Giuseppe Marconi scompare allet di cinquantotto anni dopo un improvviso arresto cardiaco mentre tornava da un viaggio di lavoro, lasciando lazienda in mano alla moglie Micaela Sforza. Con attenzione lessi tutto linserto e stampai la biografia cominciando a sottolineare le parti pi importanti. Che cosa si pu chiedere a una vedova che perso il marito cos prematuramente? riflettei mentre registravo alcune domande sul mio Iphone, cercando di non incappare in qualche

figuraccia di cattivo gusto. Concentrata, sorseggiai il th dalla mia tazza bianca cinta dalla bandiera canadese. Signora Sforza... mi schiarii la voce. Sar lei il nuovo amministratore delegato della Marconi S.p.A.?. Pausa. Quali sono i suoi progetti futuri riguardo lazienda?. Pausa. Che cosa ha in serbo lazienda per la stagione primavera/estate 2014?. Pausa. Il grigio e il blu saranno ancora i due colori predominanti della vostra azienda?. Sbuffai delusa dalle domande banali che avevo appena registrato. Non posso avere il blocco dello scrittore proprio ora!. Dovevo sapere di pi sullazienda. I due coniugi avevano figli? Lui aveva un testamento? La vedova avrebbe accettato le redini della casa di moda o avrebbe venduto le azioni a qualche ricco arabo del Qatar? Imperterrita continuai le mie ricerche su Google

News e su vari blog di moda intercettando qualche articolo interessante:

_______________________________________ Milano Giuseppe Marconi, uno dei simboli della moda femminile e maschile del made in Italy, morto allospedale S. Antonio Abate di Gallarate. Lha comunicato la moglie Micaela Sforza, precisando che il medico, il primario del reparto di cardiologia, ha accertato il decesso a causa di un infarto fulmineo alle ore 4.00 di domenica mattina. Luomo appena cinquantottenne, era stato ricoverato in seguito a un improvviso malessere avuto poco dopo il suo arrivo al Terminal 1 di Milano Malpensa, da dove il guru della moda stava tornando da un viaggio di lavoro oltreoceano.

I funerali si svolgeranno in forma privata e la tumulazione avverr poi nel cimitero Monumentale di Milano, dove sono gi sepolti i suoi genitori.

_______________________________________ Milano Lo stilista italiano Giuseppe Marconi, 58 anni, conosciuto in tutto il mondo come linnovatore dei colori stato ricoverato in seguito ad un infarto improvviso allospedale di Gallarate la sera dello scorso sabato sera verso le ore 21. Morto nelle successive ore della notte, la notizia della sua scomparsa, viene risaputa solamente il mattino successivo grazie ad una conferenza stampa organizzata dalla moglie allinterno della sala stampa dellazienda. Le condizioni di mio marito, Giuseppe Marconi, sono apparse subito gravi, e peggiorate ulteriormente nelle ore successive, fino ad arrivare alla sua morte nelle prime ore del mattino.

Lazienda, al momento, priva di un amministratore delegato; nei prossimi giorni in attesa dellinizio della Womens Fashion Week saremo alla ricerca di una persona che guider il nostro marchio nel mondo.

_______________________________________ Ottimo! sussurrai nello registrare le ultime domande. Per oggi pu bastare. Spensi il computer e cominciai a sistemare la cucina dai mille fogli volanti sparsi per tutto il locale. Mi raccomando Sofia, sempre pi disordinata!. Mentre riadagiavo le stampe degli articoli sul tavolo i pensieri negativi o meglio conosciute come paranoie femminili mi fecero visita, portando con s nuove domande cui non potevo dare risposta. Chiss che cosa stai facendo rimuginai pensando alla persona che aveva sconvolto la mia esistenza. Basta piangersi

addosso!. Presa dallimpulso ascoltai la raccomandazione di Sun e decisi di chiamare il Dottor Rossi. Avevo bisogno di parlare con qualcuno, dovevo sfogarmi ed esprimere quello che portavo dentro e lui era lunica persona che avrebbe capito i miei veri problemi. Pronto?. Buonasera Dottore, sono Sofia Botticelli. Luomo rimase in silenzio per qualche secondo. Oh ma che piacere sentirti, come stai? Tua madre la scorsa settimana mi ha parlato del tuo trasferimento a Milano. S, ecco... avrei bisogno di fissare un appuntamento con lei. E successo qualcosa? domand con una preoccupazione lievemente marcata nella sua cadenza autoritaria. No ecco... vede... io.

Gli incubi si sono ripresentati? mi blocc finendo la frase. Ne ho avuto qualcuno settimana scorsa, per non deve dire nulla a mia madre, sa com fatta quando si tratta del discorso incubi, molto apprensiva. Non ti preoccupare, rimarr fra noi. Grazie dottore! affermai sollevata. Comunque non agitarti, stai passando un periodo dinnovazione. Questo tipo di sogno si manifesta soprattutto quando si sotto stress e principalmente vorresti parlare con lui dei tuoi cambiamenti. S ma fondamentalmente vorrei parlare con lei anche di altre cose. Non preoccuparti. Quando preferisci venire? chiese mentre sentivo il fruscio dei fogli della sua agenda.

Sabato mattina va bene?. Certo, facciamo alle undici?. Segnai lora dellappuntamento sul post-it di Sun. Perfetto Dottore. Allora a sabato! Segnatelo e non dimenticartene! termin. Attaccai il telefono, e dopo aver parlato con il dottore, per poco pi di due minuti mi sentivo gi un po pi rasserenata. Conoscevo il Dottor Rossi da quando avevo tredici anni, ha aiutato molto sia me, sia la mia famiglia ed grazie a lui che oggi sono questa persona. Senza di lui non so che cosa ne sarebbe stato di me. Aveva sorretto la mia famiglia nel lutto pi grande che dei genitori potessero mai avere: la morte prematura di un figlio. A cena non riuscii a mangiare nulla, la mancanza di Alessandro si faceva sempre pi

forte ogni secondo che passava, anche se provavo a distrarmi i suoi occhi blu e il calore delle sue labbra continuavano a tornarmi in mente. Il suo nome era la tortura peggiore, e senza tregua risiedeva nella mia mente. Sono una stupida pensai mentre sotto consiglio di Omar guardavo il film The Help su Sky. Dubbiosa, mi mangiucchiai tutte le unghie che potevo e mentre guardavo le ultime scene commoventi del film, continuavo a ripetermi quella bellissima frase che lattrice ricordava alla bambina prima di andarsene definitivamente, la stessa che Omar mi aveva detto dopo il nostro pranzo. Tu sei brava. Tu sei intelligente. Tu sei importante. Dannazione! imprecai ripensando alle parole di Alessandro sul non devi scappare da me fidati di me e ora la situazione si era completamente capovolta e Alessandro si era rivelato il fuggitivo. Prima di andare addormentarmi, mi rannicchiai nel letto, rigirandomi pi volte nelle lenzuola

fresche di lavaggio post Alessandro. Andai sulla federa di quel maledetto cuscino e per fortuna quel suo profumo inebriante non cera pi, si era smaterializzato nel nulla diventando solamente un dolce ricordo di una notte passata nella felicit assoluta ormai irritrovabile. Proprio come aveva detto La Cosa, dovevo far finta che nulla fosse mai successo. E la cosa migliore per entrambi. Insonne iniziai a guardare il soffitto continuando a giocherellare con la piccola fedina che avevo allanulare destro. Se solo tu fossi qui... tutto sarebbe diverso. Mercoled, per fortuna, arriv in un batti baleno. Signorina Botticelli potrebbe mostrare un po pi dinteresse sullargomento trattato?. Le sembra il modo di scrivere? Siamo alluniversit non allasilo, domani se lei vuole le porter i pastelli a cera che ho regalato a mia figlia per Natale. Vuole che glielo scriva io? Magari la volta buona che impara qualcosa.

NON. NE. POSSO. PIU! scandii a bassa voce qualche minuti prima di uscire da quellaula dopo aver finito la sua lezione pomeridiana. Come si permetteva di rispondermi cos? Io sono pur sempre una ragazza coscienziosa, dedita completamente alla scrittura, chi era lui per umiliarmi in questo modo davanti a tutti? Quei due giorni di torture, da parte del professor Ricadi erano passati velocemente e anche se avevo dovuto sopportare migliaia di umiliazioni, oggi non mimportava. Tra poche ore avrei intervistato una delle donne pi influenti al mondo e lui di certo non poteva aspettarselo. Solo in queste occasioni puoi dimostrare quello che vali, ed io questo pomeriggio avrei fatto la storia. Alle quattro in punto uscii dallaula e indossai le cuffie, accendendo lIphone sulla mia playlist preferita o come la chiamavo io La colonna sonora della mia vita con la voce di Marco Mengoni in Lessenziale. Senza guardarmi

indietro mincamminai verso la metropolitana e una presa frontale sulla mia spalla mi fece girare il volto di scatto facendomi spaventare a morte. OMAR! gridai sussultando. Dove te ne vai cos arrabbiata? domand ammiccando con il suo sorriso migliore. Si scusa... sto andando al lavoro. Oh... aggiunse impallidito. E dove?. E unintervista a una vedova. Interessante sghignazz. Gi, oltretutto il professor Ricadi in questi due giorni ha dato il peggio di s. Omar inizi a ridacchiare sempre pi divertito dalla mia situazione di sottomissione a un professore di scrittura. Non c niente da ridere sai? Quelluomo non ha rispetto per nessuno!. Scusa... hai ragione dichiar calmando la sua ilarit. Ti va un caff prima di andare al

lavoro?. Mi agiterebbe di pi o mi farebbe stare meglio?. Il ragazzo accarezz la mia spalla accuratamente. Spero vivamente la seconda. Mi piacerebbe, ma farei tardi e oggi non posso sbagliare. Omar rimase in silenzio quasi indispettito dalla mia risposta. Capisco afferm leggermente disturbato. Allora posso accompagnarti fino al passante?. Annuii. Volentieri, stai andando a casa?. S dichiar freddo. Dopo quella sua affermazione notai uno strano particolare. Come poteva andare gi a casa quando stava arrivando dalluscita della metropolitana? Che cosa ci facevi in universit? Pensavo che

ci venissi raramente domandai scaltra mentre salivamo sul treno. Lo so, ma il mio revisionatore di tesi piuttosto sfuggente e non risponde alle mie email. Dispettoso! ridacchiai scandendo la parola. Altro che! Ti fermi a Cadorna?. Annuii. Cambio con la rossa e mi fermo a Palestro, ma prima vorrei fermarmi un attimo a casa a cambiarmi. Allora in bocca al lupo!. Sospirai inquieta. Non sai quanto sono agitata!. Che ne dici se in questi pochi minuti mi racconti qualcosa su dite? Cos non pensi alla tua imminente agitazione. Che cosa vuoi sapere?. I tuoi genitori? Abitano a Milano?.

No, a Monza mi sono trasferita a Milano per studiare, tu invece?. Abito da solo. I miei genitori sono separati da quasi dieci anni. Ah... mi dispiace dissi rattristata. Non preoccuparti, che cosa fanno? domand incuriosito. Mio padre architetto, mia madre invece non lavora pi, prima era un avvocato. Accidenti, lavori piuttosto importanti!. Feci finta di non aver sentito. I tuoi genitori invece? chiesi cercando di cambiare discorso. Mia madre una strizzacervelli, invece mio padre un chirurgo plastico. Ora vive a Londra con la sua nuova e giovanissima moglie. Sgranai gli occhi. Sembra la trama di una soap opera! esclamai sconsolata. In parte lo disse divertito. Come va con il

tuo ragazzo?. Diventai paonazza. Potresti farmi un'altra domanda?. Come sempre... complicato. Ovvero?. Ne dobbiamo davvero parlare?. Oh questa la mia fermata! esclamai alzandomi. Scusami Omar... se ti va nei prossimi giorni, potremmo vederci per quel famoso caff. Il viso di Omar sillumin. S, certo! Quando vuoi!. Le zone del quadrilatero della moda erano addobbate a dovere per accogliere uno degli eventi pi importanti della citt: la Womens Fashion Week. Tutti i Visual Merchandiser accompagnati dai commessi dei negozi erano in movimento concentrati a cambiare lallestimento delle vetrine cercando in tutti i modi di accontentare i voleri della propria azienda di moda. Milano era in

fermento e le luci della ribalta erano in attesa della Fashions Night Out, che avrebbe aperto le danze accogliendo, modelli, attori, attrici, cantanti, scrittori, agenti di moda, addetti stampa e acquirenti provenienti da tutto il mondo. Respira Sofia! consigliai a me stessa una volta arrivata a destinazione. In quel momento mi trovavo davanti alla boutique MARCONI in Via SantAndrea, 20 allangolo con Via della Spiga. Il negozio occupava ben quattro vetrine. Lesposizione esterna del negozio era letteralmente fiabesca, sembrava la perfetta ricreazione di una foto di Tim Walker. I colori dei capi erano di tutte le sfumature del blu e del grigio e formavano una combinazione perfetta mista tra realt e finzione. Ora capisco che cosa intendevano per linnovatore dei colori. La vetrina organizzata in maniera molto

raffinata, era illuminata da dei faretti a pioggia imposti sul soffitto soprastanti i manichini, alterando leggermente i volumi degli abiti pregiati. La vetrata di sinistra offriva unambientazione da sogno; con due manichini femminili agghindati alla perfezione, pronti per essere messi sulla copertina di qualche rivista di moda. Il primo manichino era posto sopra a una piccola scala a chiocciola dallaspetto molto antico e vintage, labito che indossava era di un bellissimo color blu elettrico a modello lungo in stile greco, il bustino stringeva perfettamente il petto decorato accuratamente da dei bellissimi diamanti, sicuramente Swarovski. Lo strascico arrivava fino alla fine della scala regalando un senso di profondit e lunghezza. Quello era labito che ogni donna avrebbe voluto indossare per conquistare ogni uomo sulla terra. Il secondo manichino sistemato metodicamente allangolo della vetrina era rivestito da un abito lungo color grigio antracite, designato nei minimi particolari

da dei drappeggi, con pieghe definite; delimitate da un profondissimo spacco naturale che partiva dalla prima met della gamba donando una sublime vestibilit classica. La vetrina di destra invece era dedicata alla moda maschile. Come nellaltra le tonalit sul grigio e blu, predominavano la scena. Quattro manichini sistemati lateralmente uno in fila allaltro, attiravano la scena mostrando i loro abiti tagliati alla perfezione, anche da lontano si poteva scrutare la leggerezza impalpabile delle stoffe. I modelli erano tra i pi classici a doppio petto, a gilet alla sartoria pi moderna, le camicie richiamavano le tonalit dominanti con un piccolo accenno di moda anni 20. Speriamo che il mio outfit semi elegante vada bene ponderai pensando ad Anne Hathaway ne il film Il diavolo veste Prada; non avrei mai voluto essere nei suoi panni quando Meryl Streep la prima volta che la vide lanalizz da capo a piedi. E in quel frangente Micaela Sforza era il diavolo mentre io

ero la giornalista vestita male. Fortunatamente per me, prima di arrivare a Palestro ero riuscita a passare da casa a cambiarmi truccandomi con il mascara Waterproof di Sun. Non potevo presentarmi davanti alla vedova vestita di jeans strappati, all star e maglietta in jersey rossa tagliata a tre quarti. Cos rovistando tra i meandri nel mio armadio, scelsi un vestito a pieghe con stampe a fiori, formato da un corpino aderente e una gonna svasata corta fin poco prima del ginocchio. Decisa a sembrare semi elegante, slegai i capelli lasciandoli cadere nelle sue morbide onde e indossando delle ballerine nere classiche. Agitata, guardai lorologio. Erano arrivate le cinque in punto ed ero in perfetto orario con la tabella di marcia, dovevo solo decidermi a entrare e affrontare il mio destino senza pensare a nulla, una volta per tutte.

Buonasera annunciai salutando la giovane

commessa vestita da un raffinato tubino grigio dalle spalline squadrate firmato Marconi. Buonasera a lei signorina, come posso aiutarla? rispose con le sue labbra sottili dipinte da una tinta marrone scuro. Sono Sofia Botticelli, stavo cercando la signora Micaela Sforza. Lei qui per lintervista giusto? chiese avvicinandosi alla cassa con i suoi high heels neri tacco 12. Annuii. Sono in orario giusto? domandai ironica. La ragazza blocc la mia voce isterica con un raffinato gesto di silenzio e afferr un vecchio telefono con tastiera a toni e finiture in metallo perlato anticato, e digit un numero formato da due cifre. Signora Sforza la giornalista di Fashion&co arrivata... perfetto la faccio salire subito.

Con fare accurato la ragazza ripose larnese e si avvicin a me ancheggiando mostrando la sua scioltezza nel camminare. E questa da dove uscita?. La signora Sforza la sta aspettando al piano superiore, ha detto che pu prendersi tutto il tempo che vuole mi comunic indicandomi una lunghissima scalinata di marmo bianco. Grazie affermai sorridendo. Prima di salire la lunghissima scalinata, diedi unocchiata alla maestosa boutique. Come annunciato allestero della vetrata, lala sinistra dellesercizio era dedicata alla donna mentre quella destra alluomo. Larredamento, prettamente in stile settecentesco, regalava un aspetto incantato in perfetto stile Cenerentola; abiti e manichini erano confezionati su misura pronti per essere esibiti o indossati in qualche mostra di collezioni moda depoca. Tutti i capi, dalle semplici camicie in seta ai completi pi formali, erano sistemati accuratamente lungo dei

grandissimi mobili con vetrate di marmo perlato poste quasi in tutto lambiente. E un castello o una boutique?. Un vistosissimo portavasi in ceramica grigio, occupava il centro del negozio, il suo interno era allestito da uninfinit di rose blu, adornate da dei brillantini grigi. Il signor Marconi era proprio fissato con queste due colorazioni. Le rose sono state confezionate sotto lordine del signor Marconi dai dei fiorai francesi di fama mondiale spieg la giovane commessa avvicinandosi a me, di soppiatto. Atterrita da quell'intervento improvviso, sussultai leggermente. Sono bellissime approvai affascinata da tutta quelleleganza che mi circondava. Il signor Giuseppe era un vero genio comment la ragazza afflitta dal lutto. Predisponeva tutto nei minimi dettagli, e la particolarit di ogni suo abito venerava una

sfumatura diversa. Talenti come lui, nascono solamente una volta ogni secolo. I pazzi creano sempre meraviglie commentai toccando la rosa. Ma sono vere! pensai tastando il petalo.

Dopo aver curiosato per tutto lo spazio, salii le infinite scale ritrovandomi sul piano degli accessori: borse, cinture, piccola pelletteria, gioielli e occhiali da sole, erano esposti in grandissimi allestitori di roccia calcarea e regalavano una ordinatamente irreale, studiata per essere assurda ma affascinante allo stesso tempo . Mia madre ci passerebbe le ore qui pensai passeggiando nel corner BORSE. Difatti, riconobbi subito la pochette in paiette blu elettrico che lei aveva indossato in occasione di una festa per un ente benefico. Come ho potuto pensare che lei non venisse a comprare qui? pensai scuotendo la testa. In fondo alla stanza dopo aver passato tutto lallestimento, mi ritrovai di fronte ad una porta bianca scorrevole. Una targhetta color ciano tortora con iscritto il nome MARCONI tinteggiato di bianco. Ci siamo Sofia. Mi sistemai i capelli, ricontrollai un ultima

volta il trucco e dopo qualche secondo di presa di coraggio, bussai alla porta. Provai anche a impostare la vibrazione del suono in maniera autorevole cercando essere convincente, almeno per me stessa. Attesi impazientemente per qualche secondo. Oddio magari ci ho messo troppo. Prego, entri pure comunic una voce gradevole, mettendo fine alle mie paranoie. Aprii leggermente la porta, ma tentennai a entrare cos inspirai profondamente, provando a mandare via tutta la tensione. 3,2,1 SONO UNA GIORNALISTA. Senza pensarci troppo, penetrai nella stanza ritrovandomi la figura di una donna bellissima davanti a me. Buonasera dichiar accogliendomi. B - buonasera risposi farfugliante, completamente rapita dal suo splendore. Micaela Sforza si present stringendomi la mano

Sofia B-Botticelli balbettai ancora stordita. Molto piacere Sofia. Sorrisi leggermente frastornata. Buonasera signora Sforza.... La donna mi blocc diventando paonazza. Ti prego! Chiamami Micaela, signora Sforza fin troppo formale e mi fa apparire pi vecchia di quello che sono. Sorrisi rasserenandomi. Come preferisce. Per lo meno non una vipera che squadra la gente dallalto in basso. Vieni... accomodati pure mi comunic, indicando una poltrona avorio, sistemata davanti ad unimmensa scrivania di marmo perlato. Grazie risposi arrossendo. Micaela Sforza era davvero splendida: i suoi capelli castani erano accuratamente legati da uno chignon di media altezza, i suoi occhi erano di una bellissima sfumatura blu intensa fin troppo familiare. Il suo

portamento regale ed elegante slanciava le sue interminabili gambe mentre il suo vestito, in stile longuette grigio con scollo asimmetrico in raso, le donava laspetto di una vera Lady. Congiunto al completo formale, indossava dei sandali neri in camoscio, aperti leggermente in punta completando cos un vero e proprio outfit da Haute Couture by Marconi. Vorrei essere anchio come lei tra ventanni valutai cercando di togliermi dalla testa la figura di me stessa marchiata dai segni del tempo. In contemporanea, ci accomodammo sulle poltrone messe una di fronte allaltra. Mario ha detto che una delle migliori collaboratrici che ha mai avuto. Rimasi un attimo sorpresa. Davvero? domandai insicura. S, me lha confermato lui stesso. La donna si accarezz accuratamente i capelli riflettendo la sua

figura allo specchio posto dietro di lei. Posso darti del tu?. Certo, con p - piacere tartagliai. Sofia cerca di essere pi convincente speculai con la voce di Mario Ferrari allinterno della mia testa. Sei ancora una studentessa, vero?. Beccata. Ancora per qualche mese dichiarai provando a essere pi persuasiva. Posso offrirti qualcosa? Un caff, una coca cola o magari un th?. Estath!. Un bicchiere dacqua se non le dispiace. Certo, te lo faccio portare subito dichiar alzando la cornetta del telefono, ordinando il mio umile bicchiere. Provando a mantenere la calma collocai lIphone sul pezzo darte antica in marmo posto in mezzo a noi, dopodich accesi il microfono ed

estrassi il blocchetto degli appunti dalla borsa con le domande definitive scritte il giorno precedente: Innanzitutto vorrei farle le mie pi sentite condoglianze per la sua perdita iniziai. La ringrazio, molto dura. Nessuno, tanto meno io, si aspettava una perdita cos prematura. Posso immaginarlo, ora che lei a capo dellazienda.... La signora Sforza alz la mano bloccando la mia frase. E ora che c?. Scusa se tinterrompo Sofia, ma.... In quel momento la vibrazione della porta ferm la frase della vedova, e qualcuno entr nella stanza. Mi voltai, riconobbi subito quegli occhi blu penetranti decisamente colpevoli. Alessandro... pensai tramortita. Nel riconoscermi luomo sgran gli occhi e strinse con forza il boccale di vetro contenetene la mia acqua facendo incombere un gelido silenzio in

tutta la stanza. Nessuno dei due reag, rimanemmo immobili, completamente sconvolti dalla sfortunata scoperta. Che diavolo ci fa lui qui?. Il mio cuore esplose in un ciclone di emotivit, terrore e agitazione predominavano la voglia di riabbracciarlo. Spaventata da tutta la situazione, tornai a guardare la signora Sforza e nei suoi occhi riconobbi la sfumatura blu intensa delle sue pupille identiche a quelle delluomo che mi aveva fatto soffrire. Sofia, lui mio figlio Alessandro Marconi. Che cosa? SUO FIGLIO? istig la mia vocina interna completamente infuriata. BUGIARDO, BUGIARDO, BUGIARDO!. Nellascoltare le parole mio figlio, il mio corpo si afflosci sulla poltrona. Non ci potevo credere, Alessandro; la persona che avevo incontrato al Millennium, luomo che aveva fomentato i miei istinti pi nascosti era figlio del defunto Giuseppe Marconi ed erede primario

dellazienda MARCONI S.p.A. . Questo troppo! pensai cercando di ponderare una frase. Micaela a sua volta apr gli occhi sbigottita dalla nostra reazione un po troppo tardiva. Vi conoscete per caso?. Entrambi iniziammo a fissare la donna, colorando il nostro viso con la tonalit pi vicina al viola della vergogna. NO! urlammo contemporaneamente con un velo dimbarazzo nella nostra voce. Decisa a prendere in mano la situazione, feci finta di nulla e mi alzai dalla sedia. Ora ti faccio vedere io!. Piacere Sofia mi presentai, porgendogli la mano. Alessandro esit per qualche istante a rispondere, scansando nuovamente i suoi occhi dal mio viso che urlava odio. Ti senti in colpa ?. Esasperato dalla situazione, sospir

profondamente tornando a osservarmi con il suo sguardo migliore. Alessandro, piacere mio dichiar rispondendo alla mia stretta. Dopo quella patetica scenetta, il bugiardo avanz con la sua andatura duomo daffari e appoggi delicatamente il bicchiere sopra la scrivania. Inquietata, afferrai il boccale e bevvi tutta lacqua in un solo fiato. Ora possiamo iniziare annunci Micaela mentre osservava il figlio accomodarsi accanto a lei. Ancora reticente dagli eventi appena accaduti ripresi il controllo di me stessa e finalmente iniziai lintervista. Signora Sforza, quali i suoi progetti futuri riguardo lazienda?. Questo il vero obiettivo dellintervista Sofia, voglio annunciare al mondo interno il nuovo amministratore delegato dellazienda.

Quindi, non sar lei il nuovo CEO? dichiarai innervosita. La donna scosse la testa e osserv il figlio che a sua volta ricambi il suo sguardo. Mio figlio Alessandro Marconi, prender il posto di Giuseppe allinterno dellazienda. La vedova inspir profondamente addolorata dalle parole appena espresse, e il figlio di riflesso afferr la sua mano dandole pieno conforto. Mio marito come suo ultimo desiderio ha stabilito cos. Io stessa nei giorni scorsi, non ho voluto far trapelare nessuna notizia. Proteggendo la notizia dai media, ma ora arrivato il momento che il mondo sappia. Come intende procedere?. Tutto gi pronto, domani stesso Alessandro sar presentato come nuovo amministratore delegato dellazienda, diventando unico responsabile del prodotto artistico e tecnico. Lei invece occuper qualche mansione allinterno dellazienda?.

Inizialmente mi occupavo del settore accessori, ma al momento la carica verr ricoperta da un'altra persona. Io mi ritirer di scena, occupandomi della parte amministrativa e commerciale. Cambiai obiettivo e mi concentrai sul bugiardo. Alessandro, posso darti del tu?. Certo afferm determinato. Lei lavorava gi nel campo della moda?. Non ho nessuna esperienza in merito, nella mia vita ho cercato di non intraprendere mai la strada dello stilista. Mio nonno Giovanni stato il mio mentore e mio padre la mia ispirazione, credo di non aver bisogno di altro. Rinnover lazienda con le mie sole forze. E al momento hai dei progetti? Un piano immediato per lazienda?. Alessandro pieg la testa di lato arricciando le sue labbra in un semi sorriso arrogante.

Vigliacco!. Il marchio Marconi vende solo ed esclusivamente abiti molto classici e raffinati, diciamo che mia Zia Sandra li indosserebbe volentieri. Dietro ogni linea della nostra azienda c una storia da raccontare ed io voglio rivelare la mia. Alessandro si alz in piedi completamente disinvolto e con il pieno controllo della situazione. Idiota. Negli ultimi cinque anni lazienda ha subito un calo del 30% sulle vendite. Siamo in un mondo pieno di crisi e le maggiori case di moda italiane vendono la maggior parte delle loro azioni a cinesi, arabi o imprenditori russi. Io sono molto legato alla mia famiglia, ma soprattutto a questazienda e non voglio pensare minimamente di venderla a persone che di moda ne sanno ben poco, quindi voglio portare la MARCONI S.p.A. al rinnovo. E quale sarebbe il passo successivo? chiesi

interessata. Alessandro inizi a fissarmi con quel suo sguardo pieno di possessivit e preso dalla causa si avvicin a me. Il suo volto torn pericolosamente a breve distanza dal mio facendomi arrossire allistante. Voglio creare nuove linee per i giovani, loro sono il nostro futuro, quando ero un giovane studente allAccademia di moda Marangoni, avevo proposto a mio padre una collezione low cost giovanile, aggiungendo due linee eau de parfum sportive, sia per luomo sia per la donna. E lui che cosa le ha risposto? domandai impicciata. Lui non ha mai avuto la minima intenzione di ascoltare le mie proposte, cos decise di andare avanti per la sua strada ma senza il mio aiuto, chiamandomi fuori da ogni futuro progetto aziendale.

Ora intende lanciare questa nuova linea per la stagione primavera/ estate 2014?. Luomo annu. E gi in produzione, e sar annunciata domani durante la conferenza stampa. Come fai a essere cos dannatamente bello anche quando non voglio guardarti?. Che nome avr? interpellai stizzita dai miei pensieri impuri. E una sorpresa, lannuncer solamente durante la Fashions Night Out, esattamente circa tre settimane, la chiami pure scaramanzia. Lo guardai basita dalle sue precedenti dichiarazioni fin troppo generalizzate. Questo sarebbe il suo piano per risanare i problemi dellazienda?. In parte. Ho anche deciso di realizzare unapplicazione scaricabile per ogni singolo sistema operativo esistente, Android, Ios, Windows chi pi ne ha pi ne metta.

Mi schiarii la voce riappropriandomi del mio ego perduto. E cosa servirebbe questapplicazione?. Una volta scaricata, si potr accedere a diverse funzioni: scegliere le tipologie di linee, conoscerne il nome, filtrarne i contenuti e creare una wishlist personalizzata. La tecnologia ha occupato il nostro mondo dallinizio del 2000, ed ora che la Marconi S.p.A. ne faccia parte. Quel suo tono presuntuoso e borioso m'infastidiva, come poteva portare tutti questi cambiamenti e pensare che sarebbero andati a buon fine? Era tutto troppo avventato. Non pensa di correre troppo? chiesi sfacciatamente. Sofia, noi viviamo in un mondo, dove il cambiamento e linnovazione sono in continua evoluzione e come disse un grande Steve Jobs durante il discorso ai neolaureati di Stanford Stay Hungry Stay Foolish. Il suo sguard inizi a farsi pi insistente, e con

tutte le mie forze cercai di non rispondere a quel suo dolce e irritante richiamo. Anche se odiavo quello che mia aveva fatto passare, riuscivo a percepire una fortissima attrazione magnetica sulla mia pelle e da come mi stava guardando sapevo perfettamente che anche lui provava lo stesso. Dovr investire molto su questo progetto, in questo periodo non facile che la gente apprezzi il cambiamento radicale. Ha ragione, lo ammetto... comment sogghignando. Infatti, sia le linee prt a- porter sia lHaute Couture classico come: Marconi Bleu, Bleu Homme e Marconi en Gris si rinnoveranno ogni stagione mantenendo sempre leleganza e la classicit che le hanno accompagnate negli anni. Se ho ben capito. Limmagine primaria dellazienda rimarr intatta e realizzerete una seconda linea a basso costo per i giovani portando la tecnologia allinterno dellazienda.

Esatto rispose facendomi segno dintesa. In quel momento Alessandro accavall le sue gambe, portandosi un dito allentrata della sua bocca paradisiaca. La mia mente inconsciamente torn a sentire il suo tatto sul mio innocente corpo. Smettila di guardarmi! ponderai eccitata. Presa dallagitazione, bloccai la registrazione. In quel momento capii di avere materiale a sufficienza per ottenere un ottimo articolo e il giusto motivo per scappare da quella situazione sgradevole. Direi che pu bastare dichiarai riponendo tutto il mio materiale nella borsa. Tutti e tre balzammo in piedi quasi simultaneamente, e pronta a scappare via strinsi la mano a Micaela, dopodich con sguardo basso mi avvicinai ad Alessandro e nel scrutare il suo viso perfetto, un tremolio vacillante si annid nel mio basso ventre. A-A-Arrivederci. Imperterrita ad andarmene mi fiondai verso luscita.

Aspetta Sofia, ti accompagno! esclam con voce insistente. Aprii la porta senza guardarmi indietro. No, grazie. So perfettamente dov luscita!. Ed sicuramente lontano da te. Luomo oppose un piede tra lo stipite e la porta bloccando la mia uscita di scena. Insisto! esclam restio. Arresa, lasciai la presa sulla maniglia e anche lui fece lo stesso. Insieme uscimmo dallufficio ma io cominciai a camminare piuttosto velocemente cercando di seminare la sua maestosa figura. Sofia... fermati ti prego supplic richiamandomi. Che cosa? urlai furibonda. Come osi?. Non era mia intenzione ferirti. Ah no? Mi dispiace, dimenticami, non odiarmi, stato il tuo meglio?.

Con presa possente ferm il braccio, avvicinandomi con forza al suo corpo. Lo so, ho sbagliato. Ma devi lasciarmi spiegare. Con un gesto velocissimo mi liberai dalla sua presa. Non so se ho voglia di sentire. Alessandro alz gli occhi al cielo. Sofia... io.... Fermai la sua voce. Alessandro, mi dispiace per tuo padre, ma devo salvaguardare me stessa al momento. Ripresi la mia falcata scendendo le scale il pi veloce possibile. Salvaguardarti da che cosa? domand con il tormento stampato sul volto. Addolorata da quel tono cos triste, respinsi ogni mio impulso nel tornare da lui. Mi dispiace bisbigliai senza farmi sentire. SALVAGUARDARTI DA CHE COSA? url facendo riecheggiare la sua voce in tutto lesercizio lasciando a bocca aperta la commessa

che guardava la nostra scena da soap opera. Una volta uscita dalla boutique, proseguii a camminare in modo spedito. Devo andarmene perseverai a pensare. Mentre a piedi continuavo a percorrere Via San Primo, i passi di Alessandro riecheggiavano in tutta la strada facendomi percepire la sua presenza. Perch non mi lasci in pace?. Senza farmi vedere, lo guardai con la coda nellocchio e la sua sagoma mi stava seguendo. Dannazione!. Intenta ad attraversare la strada scesi dal marciapiede ma inciampai su qualcosa di appiccicoso e di conseguenza caddi a terra percependo un fortissimo dolore alla caviglia, interrompendo cos la mia maratona - Vade retro Alessandro. Aia! bisbigliai sforzandomi ad alzarmi da terra. Aspetta, ti aiuto disse Alessandro

raggiungendomi. Luomo in meno di un millesimo di secondo, afferr il mio braccio, sollevandomi da terra avvolgendo le sue forti mani sul mio corpo. Mettimi gi dissi guardandolo negli occhi. No sentenzi deciso. Per favore? supplicai. Era una domanda o unaffermazione?. Secondo te?. No Sofia, non lo far. Ti prego, ti prego, ti prego ripetei esasperandolo. Alessandro sospir. Lasciami almeno che ti accompagni a casa, ok?. Diffidente dalla proposta, guardai la mia caviglia che si stava gi gonfiando. Non ho altre possibilit giusto?.

Durante il breve tragitto in macchina, non proferii nulla. Alessandro prov a farmi qualche domanda sulla mia salute ma io liquidai tutti i suoi discorsi in modo veloce e indolore con dei semplici SI o NO. Arrivati davanti al mio palazzo, luomo parcheggi la sua infiammabile Aston Martin da parte allo stabile e accuratamente mi fece scendere dalla macchina sorreggendo il mio dolce peso, accompagnandomi fino alle porte dellingresso. Se vuoi, puoi andare, prender lascensore affermai gelida. Non ti lascio andare su da sola. Sono maggiorenne e vaccinata, Alessandro Castelli, o dovrei dire Marconi? sentenziai sarcastica. Smettila ti fare la bambina. Bambina? Io? enfatizzai allibita. Ti accompagner fino al tuo appartamento,

non mimporta che cosa tu voglia fare. Ah gi, dimenticavo la tua indole da stalker. Irritato dalla mia risposta, Alessandro afferr il mio corpo sollevandolo prepotentemente da terra poggiandolo sulla sua spalla. METTIMI GIU urlai scalciando. CHE DIAVOLO MI VUOI FARE?. Cos la smetterai di parlare asser, con tono provocatorio. Luomo non rispose alle mie provocazioni e imperterrito mi accompagn fino allentrata della mia abitazione. Dolcemente, mi accasci a terra e io con un gesto furtivo, senza farmi vedere, aprii la porta di casa cercando di chiuderlo fuori dalla mia vita per sempre. Alessandro precedette i miei movimenti e blocc nuovamente la porta che ci divideva con la forza del suo braccio. Pensi che io possa andare via cos?. Beh si sussurrai indecisa. Non andartene,

rimani con me! aizz una vocina proveniente dal mio emisfero ormonale. Sfinita e dolorante, mi arresi e lo feci entrare. Il suo sguardo si fece pi insistente. Come posso dirti di no?. Solo cinque minuti dichiarai sarcastica. Alessandro mi guard alla ricerca di comprensione ma non ne trov. Sdraiati, vado a prenderti del ghiaccio afferm togliendosi la giacca del suo completo grigio scuro, mostrando il suo fisico possente e muscoloso nei punti giusti. Infastidita, arrossii, e zoppicante arrivai in salone afflosciandomi completamente senza forze sul divano. Arrabbiata, tolsi le ballerine dai piedi e incurante le lanciai da qualche parte del salone. Ci mancava solo questa bisbigliai furiosa. Il bugiardo ricomparve dopo qualche secondo reggendo nella mano un sacchetto di ghiaccio istantaneo. Si accomod vicino a me

sovrapponendo leggermente la mia caviglia ancora pulsante su un cuscino. E freddo! esclamai distinto ritraendo il piede. Senza rispondere scans il cuscino, prese il mio piede e ladagi dolcemente sulle sue gambe. E una lieve distorsione, tra qualche giorno ti rimetterai in piedi. Grazie sussurrai a bassa voce senza guardarlo. Lho sempre detto che quel tipo di scarpe, fanno male ai piedi, soprattutto alle caviglie. Se avessi indossato dei tacchi, me la sarei rotta! esclamai preoccupata. Ne sarebbe valsa la pena dichiar divertito. Ricorda che gli uomini preferiscono le donne con i tacchi alti. E tu che cosa vuoi da me? domandai senza

trasparenze. Alessandro cominci a guardarmi in modo profondo immergendosi nel tepore dei miei occhi grigi. Tutto. Isterica, iniziai a sogghignare. Questa bella affermai ancora labile. Sei un dannato bugiardo e anche un vile!. Lo so, ho sbagliato. Ferita, ruotai lo sguardo, e iniziai a fissare i quadri firmati Ikea sulle pareti del soggiorno. Non hai risposto nemmeno a un messaggio. Alessandro colpevole sospir straziato dal dolore proveniente dalla mia voce. Ho ascoltato la tua voce ogni singolo giorno da quando me ne sono andato. Avevi una scelta Alessandro, e tu hai scelto quella pi facile. Non vero, se solo sapessi cosa mi costato

tutto questo, non parleresti cos. Avanti allora, spiegami perch mi hai lasciato sola nel bel mezzo della notte. Luomo rimase in silenzio continuando a picchiettare il ghiaccio sulla mia malandata caviglia. Te lavevo detto tempo fa, io sono tutto quello a cui dovresti stare lontano Sofia. Ora lo so e lho imparato a mie spese! affermai acchiappando il sacchetto del ghiaccio. Non ripeter pi lo stesso errore sentenziai, ritirando il piede. Mon ange... sussurr in un sibilo colpevole. NO! schiamazzai interrompendo la sua frase. Non si pu riparare tutto con una semplice affermazione sdolcinata. Sbigottito dalla mia reazione, Alessandro chiuse gli occhi, riaprendoli pochi secondi dopo con gli occhi completamente persi nel vuoto. Dimmi che cosa vuoi che faccia ed io lo far.

Vattene! affermai decisa, mentre le lacrime iniziarono a rigare il mio viso. Alessandro aizz la sua mano intento ad asciugarle, ma intercettai il suo movimento e lo frenai. Ho detto vattene! ripetei ferma. Agitato, Alessandro si pass una mano tra la sua folta chioma scura dandomi unultima occhiata che io evitai deliberatamente. Esci dalla mia vita. Si alz dal divano allontanandosi da me, afferr la sua giacca e scavicchi la porta assorto ad ascoltare la mia decisione. Con un forte pugno colp stipite facendomi sobbalzare dallo sgomento. Ti prego... non dirmi che gi finito tutto, rispondimi e dimmi che c molto di pi di tutto questo non parlare... per favore... ripetimi ancora unultima volta quando io sia importante per te. Disorienta dalle sue parole, lo guardai. Quelle sono le parole del messaggio che gli avevo

lasciato in segreteria la mattina che lui sparito. Ti stai chiedendo come faccio a sapere a memoria questo messaggio vero?. Paralizzata ritrassi lo sguardo. Credimi quando ti dico che ho ascoltato la tua voce ogni sera da quando me ne sono andato. Io non racconto bugie Sofia, per me non cambiato niente, solo il destino che a volte gioca brutti scherzi. Logorata, chiusi gli occhi. Vattene ti prego! ordinai nuovamente. Come potevo perdonarlo? Come potevo omettere la situazione? Lui mi aveva abbandonato non mi aveva parlato della sua vera identit, aveva omesso tutto lasciandomi senza spiegazioni. Desolato, usc dalla stanza, ed io annegai in un pianto disperato, pienamente sconfortante. Non posso permettermi distrazioni, devo salvaguardare il mio animo e la mia mente, devo rimanere lucida. I giorni a seguire furono tremendi, la caviglia

dolorava e la mancanza di Alessandro vacillava tra alti e bassi con il suo pensiero infisso nella mia mente, bruciando la mia anima fino al tormento. Erano passati otto giorni da quando era uscito dallappartamento di Sun, ripetendomi a menadito il messaggio che gli avevo lasciato in segreteria, e da quellistante il silenzio si era abbattuto su di noi, allontanandoci per sempre. Che cosa potevo pretendere da lui? Era quello che io volevo. Io gli avevo chiesto di andarsene, di uscire dalla mia vita per sempre e lui lo aveva fatto, rispettando la mia decisione. STUPIDA, STUPIDA, STUPIDA! continuavo a ripetermi durante un noiosissimo venerd pomeriggio in biblioteca universitaria mentre scrivevo tra le note di Let Her Go dei Passenger - il mio quinto articolo per la rivista di moda Fashion&co, intitolato MILANO FASHION WEEK, che cosa dobbiamo aspettarci?

Mario Ferrari, una volta ricevuto il feedback positivo da parte di Micaela Sforza mi aveva fatto i suoi pi sentiti complimenti per come avevo disposto lintervista esclusiva sul nuovo amministratore delegato. Sapevo che potevo contare su dite Sofia, Micaela rimasta entusiasta dallarticolo!. Da quellistante gli articoli da adempiere per la testata giornalistica erano aumentati a vista docchio, ed io ogni volta che leggevo quel numero con prefisso 02 sul display del telefono, il mio cuore esplodeva di gioia. Lavorare molto, per fortuna unottima arma di distrazione. Il gioved seguente allincontro con Alessandro nella sua boutique aziendale, mentre elaboravo, il trafilo che lo ritraeva protagonista, dal nome MARCONI: un incontro tra moda, arte e cambiamento iniziai a seguire la conferenza stampa che annunciava il suo inserimento ufficiale nel mondo della moda internazionale come

amministratore delegato dellazienda italiana, MARCONI S.p.A.. Lui era bellissimo, i suoi capelli scuri pettinati allindietro e i suoi occhi blu assimilati dai suoi lineamenti simmetricamente perfetti, attiravano i visi delle giornaliste presenti nella sala facendomi ribollire di ogni gelosia esistente. Quel giorno indossava un completo stretch gessato grigio dalla sfumatura antracite che gi in pi di unoccasione mondana glielo avevo visto indosso. Devessere uno dei suoi preferiti pensai ammirandolo preso a sistemarsi il colletto della sua cravatta bordeaux accostata a una camicia bianca in cotone. Fotografi, addetti stampa e reporter tv non gli davano tregua, continuando a fargli domande su questa misteriosa nuova linea low cost, dal nome ancora sconosciuto, che sar presentata durante la serata dapertura de la settimana della moda, la Vogue Fashions Night Out. Lui, tenace come sempre, non rilasciava nessuna dichiarazione a

riguardo, generando suspense, e questo suo gioco del dire e non dire, aveva stuzzicato lappetito della stampa, e tutti volevano sapere qual era il suo asso nella manica. Come si chiamer la nuova linea? domand una giornalista alzandosi in piedi. Volete sapere troppo ora istig Alessandro facendo sogghignare lintera sala stampa. Al momento, posso solamente dirvi che mi sono ispirato a una persona molto importante per me in questo momento della mia vita. Anche se inizialmente, come ho gi in precedenza affermato, avevo ideato questa collezione quando ero ancora un giovane studente appena laureato in economia, e in procinto diniziare il mio primo anno intensivo in Fashion Business & Brand Management de listituto di moda Marangoni. Questa persona riuscita a ridefinire i miei canoni di

bellezza soggettiva, mettendo tutto in contrasto, cambiando ogni mio tipo dideologia di moda. Questa persona speciale, la sua fidanzata? chiese la medesima giornalista con un suono leggermente infastidito. Chi dice che una donna? ribatt sghignazzando, rigirando il coltello dalla sua parte. Sei sempre il solito ricordai tornando alla mia realt oggettiva. In altre parole, venerd pomeriggio ore 17.30 Biblioteca universitaria Universit Cattolica - ottavo giorno dopo la scoperta. Dopo un weekend e una settimana passata tra studio e lavoro finalmente era arrivato venerd. Il giorno della settimana che annuncia linizio del weekend. Non avevo fatto nulla di eccezionale nei giorni passati. A parte pensare ad Alessandro, la mia vita sociale era ridotta a meno di zero poich

il professor Ricadi continuava a riempirci di lavoro e ricerche, mentre i docenti di laboratorio I sospetti coniugi Manfr e Galbani continuavano a rinfilzarci di progetti statistici su vari argomenti di digitalizzazione web giornalismo. Lunica ad averci dato un po di respiro era stata la professoressa Thompson, che con la sua sociologia giornalistica riusciva a non coprirci di tesine o progetti da approfondire. Purtroppo, data la mia risaputa sbadataggine nel ricordarmi gli appuntamenti, sabato scorso sarei dovuta andare dal Dott. Rossi, ma me ne dimenticai completamente. Lo rammentai solamente una volta riconosciuto il suo numero del suo studio sullo schermo del mio cellulare; dopo le molteplici raccomandazioni subite dal Dottore, riguardo alla mia memoria corta, lappuntamento era stato slittato di una settimana: questo sabato mattina, sempre alle ore 11.

Da: Sofia Botticelli A: Mario Ferrari Oggetto: Articolo 1700 parole MILANO FASHION WEEK, che cosa dobbiamo aspettarci? Ciao Mario, Come daccorto tinvio in allegato larticolo per pagina 35. Ho preso contatto con lassociazione de La camera della Moda Italiana ma ancora non hanno un calendario specifico per le sfilate. Prover di nuovo nei prossimi giorni.

Ciao Sofia, Non preoccuparti per il calendario delle sfilate, me ne occuper io personalmente.

Domani in giornata dovrei passare allassociazione per una riunione informativa, lo richieder la. Ti contatter via e-mail settimana prossima per i prossimi articoli. Grazie mille per la tua professionalit.

E anche per questa settimana, ho finito pensai stiracchiandomi sulla scomodissima sedia di legno scuro della biblioteca. Stanca morta e zoppicante, iniziai a sistemare la semplice scrivania, che in realt, era diventata un vero e proprio campo minato; con sparsi tutti i resti del mio lavoro misto a carte di merendine. Devo smettere di essere cos disordinata riflettei riponendo nellagenda lennesimo foglio volante con iscritto qualche contatto importante.

Signorina Botticelli? domand unincerta voce femminile, interrompendo la mia pulizia ritardataria. Adesso mi faccio riprendere anche dalla bibliotecaria. Intimorita, mi girai cercando dinventare una scusa ragionevole per il mio completo disordine. S? domandai sfuggente. Spalancai gli occhi spiazzata, nel rendermi conto che la figura femminile posta davanti a me non era la bibliotecaria, bens limpiegata della segreteria che dal suo badge dedussi che si chiamasse Elisa. Che diavolo ci faceva li?. I signori dicono che sono per lei dichiar indicando due uomini vestiti da una divisa verde simile a quella dei vivai, impegnati a sorreggere una grandissima composizione di rose blu. Per me? chiesi confusa. S, e insieme cera anche questo afferm porgendomi un bigliettino grigio perlato.

Prima di afferrare il biglietto mi guardai attorno. Tutti gli studenti presenti, compresi di professori mi stavano guardando, e tra di loro, riconobbi anche i grandissimi occhi verdi della professoressa Thompson che mi fissavano sconcertati tanto quanto me, dalla scenetta presentata. Imbarazzata, roteai lo sguardo tornando verso limpiegata. Che diavolo hanno tutti da guardare?. Afferrai il bigliettino e firmai la ricevuta di avvenuta consegna. Grazie dichiarai ai due uomini in uniforme. Pas de quoi miss Sofia ringrazi uno dei due uomini mentre appoggiavano la composizione sulla scrivania. Francesi? pensai sorridendogli. Agitata da quelle riconoscenze, controllai da vicino le rose. In quellattimo, ricordai subito le parole della commessa della boutique Marconi rammentandomi dove le avevo viste per la prima

volta: Le rose sono state confezionate sotto lordine del signor Marconi dai dei fiorai francesi di fama mondiale. Presa dall'ansia, aprii il biglietto e i miei sospetti ebbero subito risposta: Cara Sofia... So perfettamente di aver sbagliato e vorrei avere lopportunit di spiegarti. Stasera ho prenotato di nuovo il priv al Bel Maison, ti aspetter. In caso tu non venissi, non te ne far una colpa. PS: Spero che le rose ti siano piaciute, ho visto dai video di sorveglianza come le guardavi, proprio come io ammirerei te ogni giorno. Tuo Alessandro. Dopo aver riletto due volte quellultima frase, ispirai profondamente e chiusi il bigliettino riponendolo nella borsa. E proprio fissato dalle telecamere di sorveglianza. Qual era la cosa giusta da fare? Cercando di mantenere la calma, chiusi gli

occhi e provai a ottenere la risposta pi ovvia per me stessa. Per lennesima volta il mio corpo e la mia mente erano completamente divisi. Lui aveva mentito su tutto, le sue origini, la sua vita; ogni cosa che mi aveva raccontato era una menzogna. Ora capisco perch quella sera al Bel Maison era stato cos restio nel rispondere alle domande personali che gli avevo chiesto. Perch mi rendi le cose complicante?. Ancora sconvolta, ammirai nuovamente la composizione delle rose infisse a opera darte in un bellissimo porta vaso in ceramica perlata in assoluto stile Marconi. Mi avvicinai al vaso e inalai profondamente il loro profumo. La fragranza di Alessandro si espanse nelle mie narici, era come se fosse l, posto davanti a me in tutte le sue sfaccettature pi sublimi, e in quei momenti riuscivo a darmi solo una risposta. Quando sono con lui, lo voglio da morire. Wow! Sono bellissime esclam una voce

maschile interrompendo il mio idillio. Chi te le ha mandate?. Omar! imprecai riconoscendo la sua voce, maledicendo me stessa nel non aver mai risposto a un suo messaggio in pi di otto giorni. Stordita da tutte quelle improvvise apparizioni, mi girai guardandolo a scatti, scrutando a pezzi la sua smagrita figura e i suoi occhi marroni fissi su di me. Un amico, niente di pi farfugliai paonazza. Lo sguardo del ragazzo divenne serioso, irrigidendosi del tutto, quasi come se fosse arrabbiato, e in effetti, non aveva tutti i torti. Sono rose molto particolari, non ne ho mai viste cos in giro. E ora che cosa minvento?. Gi sibilai. Per come ti dicevo, sono da parte di un amico. Il ragazzo scosse la testa. Un amico non manda rose Sofia, quel tipo di colore indica solamente una cosa.

Cio? chiesi nevrotica. E un pegno damore. Arrossii, nel sentire quella parola profonda mista a sofferenza. A-Amore? ripetei balbettante. Omar annu. Le rose hanno un significato diverso in base al loro colore. E quali sarebbero?. Omar avanz verso di me, avvicinandosi sempre di pi alla mia figura ormai KO dagli eventi. E ora che vuole farmi? pensai sbigottita. Il rosso indica passione; il bianco purezza; rosa e gialla dimostrano amicizia, larancio rappresenta il fascino... mentre il blu.... Il blu? mormorai spaventata dal suo volere, e dalla sua figura a pochi centimetri da me. Il ragazzo inizialmente non rispose e in un batter dali cambi direzione, giocherellando con

il vaso e dai petali delle rose blu. Rappresenta la saggezza, e mistero, un po come sei fatta tu, Sofia. Semi sollevata, sospirai. Per un pelo.... una rosa blu?. Ilblu simboleggia verit, intelletto, costanza e purezza. E tu pensi che io sia cos?. S, lo credo vivamente. Intimidita da tutta quellatmosfera inquietante, riposi il computer portatile nella mia borsa e buttai le ultima carte rimaste nella spazzatura. Stai andando via? domand Omar. S. Vuoi una mano?. Io sono come No. Sofia?.

Di scatto e con il fiatone mi girai a guardarlo. Che c?. Quelle rose sono da parte del tuo pseudo ex ragazzo?. Lo osservai confusa. Pseudo non credo sia la definizione giusta affermai cercando di afferrare il vaso. Impotente causa fattori fisici, non riuscii ad alzarlo, e senza volerlo, nel sollevare il peso, la mia caviglia cedette di nuovo facendomi traballare. Fortunatamente Omar accost una mano sulla mia schiena, afferrandomi in tempo prima di evitare il disastro di una nuova caduta in un luogo pubblico. Grazie pronunciai con un filo di voce. Il ragazzo mi aiut a ristabilire il mio equilibrio e ancora zoppicante mi sedetti nuovamente sulla sedia. Che ti successo alla caviglia?. Dolorante, guardai il piede ancora pulsante. Mentre scappavo dalluomo che voglio, sono inciampata. Niente, non preoccuparti... solo

una piccola distorsione, una settimana fa sono scivolata dalle scale mentii a fin di bene. Capisco, hai bisogno di una mano?. Effettivamente ne avevo davvero bisogno. Tra la borsa pesante e il peso morto della caviglia come potevo pretendere di tornare a casa indenne? S, in effetti, avrei proprio bisogno di una mano affermai indicando il mio arto difettoso. Da galantuomo Omar, mi aiut a rialzarmi, dopodich afferr il pesante vaso soppesandolo al suo braccio destro. Andiamo, mi occupo io dite ora. Per fortuna, le metropolitane erano tutte in orario e nemmeno del tutto piene; le fermate sotterranee sia a SantAmbrogio sia a Cadorna erano quasi semideserte il che strano valutando lorario del quasi aperitivo dinizio weekend, soprattutto per una citt lavorativa e senza tregua come Milano.

Siediti afferm Omar indicandomi un posto libero vicino a una graziosa vecchietta con indosso una spessissima montatura color oro. No! esclamai. Non se ne parla... quelle rose peseranno almeno due kg. Tu per hai la caviglia mezza rotta predic da bravo fratello maggiore. Posso sempre appoggiarmi. Sofia, per favore, voglio che tu ti sieda insist sorridendo. No!. Il ragazzo alz gli occhi al cielo. Fai la brava. Omar! lo ripresi. La caviglia a posto, davvero. Certo come no, prima in biblioteca stavi cadendo come un salame fritto. Arrossii. Non vero, ho solo perso lequilibrio.

Ascolta una persona con qualche anno pi di te... siediti e smettila di obiettare, abbiamo sei fermate e anche se sono solo dieci minuti, preferirei che ti sedessi tu. Sbuffai, e senza volerlo guardai verso la signora anziana che sembrava piuttosto divertita dalla nostra scenetta di cabaret. Ascolti il suo fidanzato comment seria la signora annuendo veemente. Diverti, Omar ed io ci guardammo ridacchiando. E anche un bel ragazzo sa? continu. Grazie signora, ma purtroppo questa bellissima ragazza non la mia fidanzata. La donna sgran gli occhi. E cieca per caso signorina?. Sgomentata da quella domanda, aprii la bocca ma non riuscii a emettere nessun suono. Omar mi guard confortandomi. No signora,

lei gi fidanzata. Nel sentire quella parola mi sentii svenire. FIDANZATA?. Non vero, io... non sono fidanzata ribattei. Come no? mistig. E queste rose, da chi arrivano?. Dalluomo che mi sta facendo impazzire. E solo un regalo Omar, niente di pi. Con annesso invito a cena. La donna scosse la testa. Dovrebbe farsi un paio di occhiali signorina. Imbarazzata da quella situazione, mi sedetti accanto a lei. Che cosa potevo dirle? Ha ragione signora, ho sicuramente sbagliato persona. Omar un ragazzo doro, merita qualcosa di meglio di me; una ragazza presa da un uomo con cui non c mai stato nulla di fisico, se non un milione di baci unici e magici che logorano la mia mente ogni volta cui penso alle sue labbra sulle mie, sul mio

collo o in qualunque parte del mio corpo. Quindi, s, sono legata a qualcuno, e lui la persona pi sbagliata delluniverso, per lo voglio ancora, e non so se smetter mai di sognarlo. Arrivati verso lentrata principale del mio appartamento, Omar ed io ridacchiavamo ancora ricordando le faccine della signora della metropolitana. Era davvero buffa! afferm ridendo a crepapelle. Ci ha scambiato per fidanzati. Annuii. Lo so, ma poi hai visto come ci guardava dopo?. Gi, e la frase che ha detto poco prima che scendesse alla fermata Cordusio?. Mi raccomando signorina, scelga bene! dichiarammo contemporaneamente. Senza volerlo inciampai sul bordo del marciapiede e atterrai sul muro dellentrata.

Sofia! esclam Omar preoccupato afferrandomi il braccio. Oddio! Scusa, che sbadata dichiarai sghignazzando per lennesima caduta della mia vita. Sono proprio un disastro. Menomale che la tua caviglia stava meglio comment satirico. In procinto di recuperare lequilibrio, alzai lo sguardo verso laltra parte della strada. Notai subito a pochi metri da me una familiare Aston Martin grigio metallizzato, e appoggiato alla porta del guidatore della macchina, cera un uomo, bello e dannato come lamore stesso, e i suoi occhi blu, iniettati della gelosia pi pura, mi stavano fissando. Alessandro pensai guardandolo. Per qualche secondo continuammo a fissarci, e nessuno dei due riusciva a fare o a dire niente. Perch riesci a rendermi vulnerabile a tutto?. Sofia? Sei tra di noi?.

Intontita, sbattei pi volte le palpebre e la voce confortante di Omar mi fece tornare alla realt. S, scusa... sto bene. Irragionevolmente distolsi lo guardo dalla sua presa magnetica; aprii il portone e intimorita, mincamminai verso l'abitazione Li - Botticelli. Ti ringrazio davvero... dissi mentre aiutavo Omar ad appoggiare la composizione allingresso dellappartamento. Non dovevo disturbarti. Scherzi? E il minimo che possa fare per aiutarti, poi questo coso pesava veramente tanto dichiar stirandosi la schiena leggermente affaticata. Posso fare qualcosaltro per te? chiese gentilmente. No grazie, credo che questo weekend mi dedicher allo studio pi assoluto. Bugiarda!. Sicura di non voler mai uscire?. Stasera dovrei incontrare luomo magnetico.

S, ecco... ho del lavoro da fare e preferisco iniziare subito. I professori vi stanno davvero rendendo la vita impossibile. S. Non intendo smettere di impegnarmi, il professor Ricadi non pu averla vinta. Ti da ancora il tormento?. Altro che, non smette mai un secondo di parlare, se prima era soporifero, ora fin troppo logorroico. Mi piace il tuo spirito! afferm deciso. Assolutamente no, otterr lo stage alla Fashion&co, costi quel che costi. Omar annu deciso. Sei proprio una principessa guerriera Sofia. In quellattimo la sua mano si pos delicatamente sulla mia guancia cominciando ad accarezzarla. Sei cos bella quando fai la determinata.

No... ci risiamo pensai in preda al panico. Il ragazzo deciso a seguire il suo istinto si avvicin a pochi centimetri dalla mia bocca, desideroso delle mie labbra, sulle sue. Scusa, ma non posso... bisbigliai retrocedendo dalla sua azione. Perch non puoi? la sua voce era languida. Voglio Alessandro!. Omar... non sarei sincera nei tuoi confronti se ti baciassi adesso, e tu sei davvero una persona doro, non ti meriti bugie. Turbato, appoggi le mani ai fianchi. Quindi... per lui giusto?. Lui chi? domandai allertata. Quello che ci stava fissando prima. Accidenti lha visto. Provai a giustificarmi ma il ragazzo mi blocc senza farmi aprire bocca sullargomento. Ho visto come vi guardavate, ho

capito subito che lui la persona che ti ha fatto soffrire. Omar ti prego... affermai cercando di calmarlo. Sofia, come puoi stare con una persona cos?. Sbarrai gli occhi. Cos come? chiesi in cerca di spiegazioni. Il ragazzo irrigid il viso quasi pronto a inveirmi addosso. Lascia stare... ho sbagliato, scusami... sono stato troppo istintivo, dovevo andarci piano si corresse tornando sereno. Sei davvero un buon amico per me Omar, hai fatto molto per me, e te ne sar sempre riconoscente. La riconoscenza poco, certe volte, si aspira a qualcosa di pi. Mi dispiace... non volevo ferirti, ma la verit brutta o cattiva che sia.

Il ragazzo inve su di me abbracciandomi. Che diavolo ha in mente di fare?. Impaurita da quella reazione volutamente troppo forte, rimasi immobile; sentivo i miei arti completamente paralizzati, e la sua stretta si faceva sempre pi forte facendomi quasi male riuscendo a immobilizzandomi completamente. Omar.... bisbigliai sofferente da tutta quella vigorosit. La porta si apr. Sofia! Sono a casa sbrait Sun, sorprendendo Omar cinto al mio corpo, mentre io ero spaventosamente bianca e impaurita da lui. Giusto in tempo ponderai rincuorata. Sun, imbarazzata, divent viola e si port una mando davanti alla bocca. Scusate... non pensavo... mormor mortificata. Spaventato da quellimprovvisa intromissione, Omar lasci la sua tenuta, abbandonandomi con energia facendomi quasi cascare.

Sofia! esclam Sun accorrendo in mio soccorso. N-Non preoccuparti dichiarai ancora sotto shock. Omar se ne stava giusto andando affermai guardandolo colpevole. Sun cap la situazione e simmobilizz di scatto, preparando il suo corpo a sferrare uno dei colpi mortali a mo di Bruce Lee ne Dalla Cina con furore. Spiazzato, Omar alz le mani arreso e indietreggi verso la porta. Sofia... io... disse provando a scusarsi. Esci. Subito. Da. Qui! inve Sun facendolo tacere. Con il tormento negli occhi Omar abbass lo sguardo. Ci sar sempre per te dichiar prima di scappare con le gambe levate. E lui... chi diavolo era? domand la mia amica con voce tremante.

Un amico... sussurrai. Un amico piuttosto esuberante afferm guardandomi, rilassando il corpo con una specie di roteazione delle braccia. Non pensavo reagisse cos. A che cosa?. Ho rifiutato le sue avances.... Che cosa?. Annuii. Sono scioccata quanto te, lui ha sempre mostrato un certo interesse, ma questa sua risposta ha sconcertato anche me. Del tipo?. Beh... dici che cinquantotto messaggi in otto giorni sono troppi?. Straziata Sun sospir. Un altro stalker.... Omar non uno stalker. Non lo nemmeno Alessandro vero?. Sun

gir il suo armonioso viso ovale ricadendo sullassemblaggio di rose blu. Quelle te le ha regalate lui?. Scossi la testa. No, me le ha mandate Alessandro. Sun sgran gli occhi. Alessandro?. S. Ecco perch era gi. Sussultai nel ricordare i suoi occhi pieni di gelosia nel fissarmi con Omar. Accidenti chiss cosavr pensato!. Non dirmi che ti ha visto con il pazzo psicopatico. Rimasi in silenzio. Sofia! mi rimprover Sun. Sai se lui ancora gi? domandai dirigendomi verso la finestra del salotto. No afferm seguendomi. Appena mi ha visto ha indossato i suoi Ray-Ban blu e se n

andato. Scossa, aprii la tenta, dirigendo il mio sguardo verso il piccolo spiazzo dovera parcheggiata la macchina, ma di lui non cera traccia. Dannazione! imprecai passandomi la mano tra i capelli. Sun si avvicin a me aprendo leggermente di pi la tenda ammirando la mia stessa vista. Ricorda, regola numero uno della gelosia mai fare ingelosire uno stalker con un altro stalker potrebbe trasformarsi in conflitto dinteressi. E linteresse quale sarebbe? domandai ironica. Tu, ovviamente. Desolata mi afflosciai sul divano. Sono una causa persa, vero? chiesi aspettando conferma. Sun mi raggiuse sedendosi accanto a me. No Sofia, non lo sei, diciamo che sei solo... persa.

Persa di Alessandro. Stasera mi ha invitato fuori a cena. E tu ci andrai?. Non lo so. Sun scosse la testa. Tu lo vuoi, altrimenti non avresti reagito cos. Mi ha visto con Omar dichiarai ferma. Il pazzoide?. S affermai ironica. E allora? schiamazz. Mi ha mentito.... Tutti mentono a questo mondo Sofia, prima ce ne rendiamo conto, meglio . Che cosa dovrei fare?. Se ti piace davvero come dici, in quel modo cos profondo e stranamente ossessivo... s, credo che dovresti andarci.

Rimasi in silenzio a pensare. Essere o non essere, questo il problema. Fortunatamente non ci sei andata a letto! dichiar ironica. SUN SCONCIA - LI! urlai stupita. Che c? Affermo la verit, avete solo dormito. Sotto sua richiesta. Appunto, quindi lo vuoi afferm. Poi guarda il lato positivo, avrai sempre larmadio pieno di vestiti e scarpe firmate. Iniziai a ridere, rallegrata. Mi spieghi come fai a trovare il lato positivo in tutto questo?. C sempre la luce dopo un tunnel! E forse la tua Alessandro. Che cosa faccio con Omar?. Sun sbuff. Smettila di pensare, e preparati per andare a cena con lui. Domani andrai dal Dottor Rossi giusto?.

Annuii. Ecco, allora... stasera esci con Alessandro, vedi come va e poi domani ne parlerai con il Dottor Rossi, sicuramente lui riuscir a leggere in quella tua piccola mente criminale di cuori infranti!. Va bene... sussurrai. Ci andr!. Sun sospir sollevata. Ottimo, finalmente iniziamo a ragionare. Tu questa sera che cosa fai?. Sun si alz dal divano ammiccando, facendomi intendere perfettamente il suo programmino serale. Secondo te?. Daniele!. Esatto sorella! Tra unora torner dagli allenamenti, e la sua infermierina sexy sar qui, pronta ad aspettarlo!. Sei incredibile! enfatizzai affondando tra i cuscini.

LO SO! schiamazz felice. E la cosa giusta Sofia, basta solo volerlo. Decisa ad andare al Bel Maison, uscii da casa alle otto in punto con indosso il mio outfit migliore, un vestito lungo a maniche corte velato in pizzo bordeaux, accompagnata dalla mia Smart testa rossa. Sapevo che il grigio o il blu firmato Marconi, sarebbero stati una variante di colore migliore, ma nessuna delle due nuance facevano parte del mio armadio. Passai ben venti minuti davanti alla mia cassettiera porta scarpe, e risentendo ancora un lieve fastidio alla caviglia maledetta, capii che le ballerine sarebbero state un alternativa migliore ai tacchi alti. Sapevo benissimo che Alessandro era un amante degli High Heels, e sapevo anche che avrebbe apprezzato le mie Prada nere semplici modello tacco 12; ma dato il mio infortunio, non avrei potuto ricambiarlo rischiando lennesimo incidente.

Dopo la doccia, legai i capelli in una lunga treccia bagnata, che sciolsi dolcemente prima di scendere dalla mia fiammante, Smart parcheggiata due via pi in la rispetto al ristorante, facendo si che i miei capelli castani, rispetto al solito liscio spettinato a onde, risultassero omogenei e leggermente mossi in maniera pi ordinata. Prima di scendere estrassi dalla pochette due arnesi che secondo Sun truccatrice coreana L, sarebbero sempre dovuti rimanere nella borsa, soprattutto nei casi di emergenza: piegaciglia abbinato a mascara waterproof. Dopo averli utilizzati cercando di rispettare tutte le regole della mia guru di trucco preferita made in You Tube, mi riguardai nello specchietto retrovisore sistemandomi i capelli ormai asciutti. Infine bagnai le labbra con il blistex alla menta riposto nel cassettino della macchina. Terminando, come tocco finale, dopo aver cercato tra i meandri del bagno di Sun, optai per Clarisse; il profumo femminile della casa

Marconi, sperando che sia uno dei preferiti di Alessandro. Laroma di quel profumo era molto fiorito, delicato e allo stesso tempo fresco. La fragranza sapeva di mistero ed enigma, descrivendo perfettamente la mia situazione attuale. La sua confezione a forma di rosa blu mi fece capire quanto quella famiglia fosse fissata con i fiori e il blu. Forza Sofia! mi aizzai determinata. Hai affrontato cose peggiori, che cosa vuoi che sia un appuntamento?. Decisa, uscii dalla macchina; dopo qualche minuto di camminata, inciampando tra la gonna del vestito in vari punti di Via Pontaccio, entrai al ristorante. Giuliano il cameriere, nel vedermi, mi accolse con un grande sorriso. Buonasera signorina Sofia. Luomo, sempre vestito di tutto punto, sincammin verso di me. E un piacere vederla.

Buonasera Giuliano affermai arrossendo. Alessan... mi schiarii la voce rettificando. Castelli o Marconi?. Il signor Marconi gi qui?. Che domande, sono gi quasi le nove meno venti, gi tanto che non se ne sia andato. Luomo annu. S, la sta gi aspettando al priv conferm indicandomi la strada. Vuole che la accompagni?. Scossi la testa. No grazie, credo che quattro passi mi faranno bene. Sciolta, mincamminai verso linfinto corridoio. Il signor Marconi sar contento di vederla, non aspettava altro. Sorrisi. Lo spero tanto. Arrivai davanti alla copia de La Nascita di Venere di Botticelli, annunciando il mio arrivo davanti alla porta dove posteriormente mi stava aspettando Alessandro.

Anche il mio sconosciuto e lontanissimo parente, Sandro Botticelli, con la sua venere mi stava fissando dandomi coraggio e dedizione sulle mie azioni. 3,2.... Mossa dallimpulso, entrai nella stanza, senza finire nessun conteggio. Inveii quasi troppo forte, facendo sobbalzare quella sagoma angelica, con il viso affogato nelle mani tormentato dalla mia non presenza. Sofia! dichiar Alessandro sorpreso fissandomi con quei suoi occhi cos euritmici pi del quadro del Botticelli stesso. Ciao... bisbigliai. Luomo sinnalz dalla sedia mostrando tutta la sua bellezza in un ordinatissimo completo grigio tagliato su misura. Pensavo non venissi dichiar sistemandosi la giacca. Invece... sono qui assicurai chiudendo la porta dietro di me.

Il suo volto si rasseren. Ed io ne sono felice.... Piegai la bocca in un lieve sorriso. Mi dispiace per oggi, al parcheggio. Alessandro sospir. Sei venuta a parlare di questo? domand con un velo di amarezza. Se insinui che tra me e Omar c qualcosa ti sbagli di grosso. Davvero?. S. Perch?. Alessandro... ti prego. Ti sono piaciute le rose? chiese mortificato cambiando discorso. Si annunciai avvicinandomi a lui. Erano bellissime. Mai quanto te in questo momento. Gli sorrisi

imbarazzata, mentre la sua mano si pos delicatamente sui miei capelli ancora umidi, accarezzandoli accuratamente con le sue dita affusolate. Rappresentano te, e tutto quello cui credo. Presa dal momento, chiusi gli occhi lasciandomi andare al suo amorevole tocco. BACIAMI!. Come sta la caviglia? domand staccandosi da me interrompendo il nostro idillio, lasciandomi pienamente insoddisfatta. In un primo momento, rimasi in silenzio, elaborando la perdita del suo contatto accattivante. B-bene... borbottai. Star bene terminai in tono pi risoluto. Sofia devi rimanere lucida! riflettei cercando di attivare il mio self control. Ho saputo che tua madre ha apprezzato il mio articolo. Apprezzato, riduttivo... lha adorato, dice che hai espresso in maniera sublime il nostro

messaggio di rinnovo e cambiamento, remando contro questa crisi nel mondo della moda. Beh non solo nella moda lo stuzzicai. Certo, in tutto il mondo termin. Vuoi un po di vino? chiese facendomi segno daccomodarmi. Annuii. Grazie. Sono rovinata. In genere non bevo mai, non sopporto leffetto che ha lalcool sui miei neuroni facilmente infiammabili dopo solo un goccio, ma per questa sera potevo fare uneccezione pi che meritata. Luomo con destrezza stapp il vino riversandolo in due calici di cristallo dallaria raffinata e molto costosa, dopodich con accuratezza mi pass il bicchiere con allinterno un gustosissimo Barbaresco Gaja, il suo preferito. Insieme, seduti su una tavola piena di ogni ben di dio, scoccammo simultaneamente i nostri bicchieri, uno contro laltro, facendoli vibrare al loro delicato tocco, esprimendo un silenzioso brindisi fatto solamente

di sguardi accattivanti. Cosa ti farei in questo momento signor Marconi. Degustammo quel prezioso aroma di rara precisione, dal suo colore rosso granato scuro con un impatto olfattivo impeccabile, definito da unaltera delimitazione di frutta mista a spezie. A primo impatto, il suo gusto, di liquirizia e mora liber il sapore del mirtillo, definito dalla ciliegia dalla confettura e dai toni floreali; distendendosi in modo sicuro e prepotente su tutta la struttura del mio palato. Noto con piacere che sei sempre accurato sulle tradizioni dichiarai accennando lo sguardo verso la bottiglia del rosso. Alessandro guard la bottiglia cominciando a sorridermi maliziosamente. Lo sono, e per intenderci anche il mio favorito. Ha qualche significato particolare?. Era anche il favorito di mio nonno.

Giovanni Marconi? domandai terminando il vino tutto di un sol getto. Luomo annu seguendo il mio gesto. Vedo che hai fatto i compiti. Sono pur sempre una giornalista affermai decisa. In maniera seducente Alessandro si pass un dito sulle labbra, asciugandosi due gocce di vino rimaste, facendomi fondere di desiderio nel mordere quella bocca cos assoluta. Ti prego baciami pensai mordicchiandomi il labbro superiore. Vedi... quando ero piccolo, di nascosto da mia madre e mio padre, se portavo a termine i miei disegni, mi prometteva sempre un piccolo sorso di Barbaresco. Disegnavi gi fin da quando eri piccolo?. S, da quando sono nato credo. Mio nonno mi ha fatto impugnare la mia prima Faber Castell HB quando avevo solo quattro anni.

Sogghignai divertita, immaginandolo infagottato con il pannolone e biberon concentrato disegnare dei bozzetti precisi pronti per essere prodotti e indossati. E che cosa hai disegnato?. Un ghirigoro, credo afferm rallegrato dal ricordo. Da allora bevo solo e sempre dellottimo Barbaresco Gaja. E davvero squisito esclamai poggiando il bicchiere sul tavolo colmo di qualsiasi prelibatezza culinaria italiana. Avevi intenzione di invitare qualcun altro? domandai indicando la tavola apparecchiata. In quel momento, per la prima volta, Alessandro Marconi era in difficolt nel trovare una risposta e il suo incarnato arross leggermente. Non sapevo cosavresti preferito dichiar impicciato. E alla fine ho ordinato un po di tutto. Non dovevi disturbarti.

Perch? domandai paralizzata. Il silenzio cominci a regnare. Oh Sofia sospir alzandosi. Io.... Lo interruppi. No... dichiarai. Abbiamo unintera sera per parlare di.... Noi? circoscrisse statico. S. Ho bisogno di spiegarti Sofia, e devo farlo ora. Luomo si sedette nuovamente a tavola e come sentenza celestiale, la sua mano calda tocc la mia percependo il battito del calore sotto la mia pelle. Avresti dovuto farlo tempo fa, quando ti ho lasciato quel messaggio. Sconsolato, Alessandro chiuse gli occhi. Sono in tormento da quel giorno, stato straziante per me ascoltare la tua voce e non poterti avere vicino nel momento pi brutto della mia vita.

Non una buona motivazione sproloquiai. Alessandro sospir. Ascoltami, sono a tua completa disposizione Sofia, risponder a ogni tua domanda. Agitata dallatmosfera e dalla voce di Tiziano Ferro Lamore una cosa semplice, mi decisi a intraprendere largomento. Poich il vino costava cos tanto, prima d'iniziare a parlare della sua fuga; ne versai un altro abbondante sorso. Perch te ne sei andato?. Avevo paura che tu non capissi la situazione, ti avevo raccontato delle bugie sul mio passato, e mio padre era appena morto.... Interruppi la prima parte del suo discorso sorseggiando dal bicchiere, cercando di farmi forza da quelle insulse affermazioni. E secondo te andartene stata la soluzione giusta?. No, non lo stata... ma saresti stata meglio senza di me.

Come puoi minimamente pensarlo? domandai rabbiosa. Abbiamo dormito insieme ed stato bellissimo. Lo so, stato un sogno risvegliato da un incubo. Scossi la testa e girai lo sguardo. Non basta. Lo so, e ora ti sto perdendo. S, sta succedendo sentenziai senza piet. Quella notte, tu stavi ancora dormendo, eri cos bella immersa nei tuoi sogni, emettevi pace e amore ed io accarezzavo la tua pelle cos delicata e innocente.... mi sarei potuto soffermare a guardarti per tutta la vita. Allora che cosa ti ha spinto ad andartene?. Mentre ti ammiravo, percepii la luce del mio telefono provenire dal comodino. Riconobbi subito il numero di mia Madre, e per non disturbare il tuo dolce sonno andai in salotto a rispondere. In

quellattimo, lo sguardo di Alessandro si temper in mille venature di sofferenza. Appena risposi...lei era cos... distrutta dalla sua... scand chiudendo gli occhi, senza terminare la frase. Cos precipitosamente mi rivestii e corsi da lei.... Comprendendo il suo dolore, una piccola lacrima rig il mio viso. Oh... Alessandro attestai sostenendolo. Ti prego... lasciami finire. Senza obiettare, chiusi gli occhi e continuai ad ascoltarlo. Mi dispiace.... Una volta arrivato allospedale, mia madre annunci la mia presa in carica come CEO dellazienda. Mio padre aveva deciso cos un mese fa, senza dirmi nulla. Quindi nel momento che lui emise il suo ultimo respiro, divenni responsabile del mio destino. Te lo aspettavi?.

Alessandro scosse la testa. Mio padre ed io non siamo mai andati daccordo, non mai stata una mia intenzione intraprendere la strada dello stilista o dellamministratore delegato. Ma io sono figlio unico, e sono anche lunico erede, secondo lui era un mio dovere compiere il bene dellazienda, acquisendone ogni responsabilit. Un giorno, tutto questo sar tuo. Interruppe il suo discorso degustando un altro bicchiere di vino. Me ne sono andato di casa quattro anni fa, lasciandomi alle spalle quella vita piena di persone false che opprimevano la mia esistenza, per crearne una nuova. Il Millennium affermai. Alessandro annu e fece un respiro profondo cercando di proseguire il discorso. Da quel giorno lo sentivo raramente, fin da piccolo aveva sempre avuto problemi di cuore, ma morire cos... la sua voce si smorz nello strazio pi assoluto.

Decisa a sostenerlo, mi alzai dalla sedia andandolo ad abbracciare. Luomo immerso nel suo supplizio, afferr le mie braccia con forza trascinandomi in ginocchio di fronte a lui. Avresti dovuto parlarmene mormorai. Alessandro affond la testa tra i miei capelli. Ho sbagliato... lo so, ma ora sei qui. Non cambia quello che successo. Lo so, ma il tuo conforto allenisce il mio senso di colpa. Non hai nessuna colpa Alessandro dichiarai accarezzandogli la nuca, dolcemente. Ne ho cos tante Sofia, ho innumerevoli croci sulle spalle. Sono sicura che tuo padre ti amasse incondizionatamente. La sua presa si fece pi forte. Oggi quando ti ho visto... con... stavo impazzendo.

Non devi preoccuparti di lui aggiunsi tranquillizzandolo, evitando il discorso della scenata di Omar. Addolorato, Alessandro torn a fissarmi negli occhi. Un amico non guarda cos; un uomo osserva in questo modo solamente la propria preda. Ed io che cosa sono?. Un angelo. Luomo disperato affond il suo viso tra le mani. ODDIO SOFIA! sbrait facendomi sussultare. Quando sono con te, non ragiono!. Intimorita, mi rialzai in piedi lasciando la sua presa. Mi dispiace per la morte di tuo padre. Lo so, ma con te sono stato uno stronzo. Abbastanza predicai. Con sguardo deciso, luomo balz in piedi, afferr la mia mano e la pos senza esitare sul suo

cuore. Sono disposto a fare qualunque cosa per riaverti indietro. Con le dita tocc le mie labbra. Farei qualunque cosa per poterti baciare di nuovo, per poterti accarezzare e amare, bramo a essere il tuo primo. Voglio che tu sia mia Sofia, lho pensato dal primo momento che ti ho visto. La mia bocca rimase atrofizzata da quel suo educato tocco, non riuscii a emettere nessun gesto o parola di obiezione superflua. Come posso fidarmi?. Non ti ferir mai pi, te lo assicuro promise con tono disperato. Lasciati guidare da me. Disorientata, lo guardai. Tu mi confondi. La mano libera di Alessandro si pos sulla mia guancia assorbendo il mio sguardo tra i suoi occhi rivestiti da un velo di tristezza. So di averti deluso, ma in quei giorni non ho mai smesso di pensare a te, anche tu mi confondi Sofia, nessuno lha mai fatto prima dora. Il quel momento il suo viso si avvicin a pochi millimetri dalla mia

bocca ed io chiusi gli occhi lasciandomi andare. Non riuscivo a riflettere, le tue labbra, il tuo corpo Sofia... erano sempre l con me, nella mia mente... ed io li desideravo disperatamente. La sua mano sfior il mio braccio emettendomi un brivido proveniente dal basso ventre. Amami... bisbigli supplicante. Incapace di non rispondere a quel suo dolce richiamo cedetti nella sua tentazione, e le nostre bocche si riunirono al loro richiamo carnale; afferrandoci come se fossimo stati lontani per millenni, le nostre lingue attorcigliate tra di loro non riuscivano a smettere di staccarsi e imperterrite continuavano a cercarsi lun latra. Amami, amami, amami ripeteva la mia mente sotto il suo incantesimo. Dopo innumerevoli carezze e attenzioni labiali, Alessandro pos la sua fronte sulla mia ansimando. Ho bisogno di te... disse con un filo di voce.

Anchio credimi affermai poggiando la testa sul suo cuore. Ho anche bisogno di conoscerti. Devo essere sicura che non mi ferirai mai pi. Senza rispondere, afferr il mio corpo alzandomi da terra, trasportandomi fino alla parete. Il suo respiro si fece sempre pi forte e lautocontrollo di entrambi svan nel nulla. Senza sosta le nostre bocche continuarono a ricercarsi, ansimanti e vogliose di ogni parte libera e sconosciuta. Sofia... gemette lasciandomi a terra. Come vorrei toglierti questo vestito. Arrossii nel ripensare alla nostra scenetta del salotto con lui bagnato dalla pioggia ed io mezza nuda davanti a lui. Piccola... sussurr baciandomi la fronte. Non devi vergognarti, la mia idea sullaspettare non cambiata. Lo ammirai dal basso. Grazie definii. Per me significa molto terminai toccandomi lanello. Alessandro ammir lo sguardo e aggrott la fronte diventando serio. Se mi vuoi come dici,

dovrai riconquistare la mia fiducia perseverai determinata. Alessandro delicatamente, afferr la mano che portava lanello e cominci a baciarla castamente. Farei qualsiasi cosa per te...

Dopo aver ultimato la cena, Alessandro ed io uscimmo dalla stanza, ritrovandoci nel lunghissimo corridoio che ci avrebbe ricondotto allentrata del ristorante. Mentre richiudeva la porta del priv, il mio sguardo ricadde nuovamente sulla Venere del Botticelli; la sua immagine celestiale e limpida mi aveva dato coraggio ad affrontare quella situazione un po difficile. Grazie bisbigliai, cercando di non farmi sentire. Hai parlato Sofia? domand mentre si sistemava la sua cravatta scura. N-no tartagliai. Non ho detto niente. Ora

penser che sia una pazza che parla da sola. Mi sorrise dandomi un veloce bacio sulla nuca, e insieme iniziammo a percorrere landrone. Mentre camminavamo, percepii il mio stomaco notevolmente pieno e implorante di misericordia. Il Bel Maison era molto famoso a Milano e in tutto il mondo, sia per i suoi cuochi da due stelle Michelin, sia per le porzioni abbondanti fatte solamente di vere e proprie tipicit italiane. Hai mangiato bene? chiese Alessandro. Non si vede? ribad indicando il mio ventre gonfio coperto dalla stoffa del mio abito bordeaux. Sei bellissima anche cos. Marconi cosa stai insinuando?. Mi piaceresti anche con qualche chilo in pi. S certo, tutte scuse. In effetti, a cena mi ero davvero ingozzata, tutto quello che il mio palato aveva assaggiato, era dannatamente buonissimo;

tra le infinite cose apparecchiate, avevo scelto un paio di stuzzichini salati come aperitivo iniziale. Come primo ordinai dei sedanini al pesto mentre come secondo piatto, assaporai un gustosissimo carr di agnello al forno. Dopo aver testato lultimo pezzettino di quellottima carne cotta a puntino, capii che non cera spazio per un succulento dessert. Che peccato, la crema catalana doveva essere buonissima considerai dispiaciuta dalla mancata degustazione. Tra le note del leggendario compositore italiano Nino Rota in Time For Us, la mano educata di Alessandro, si pos sulla mia schiena, e con un gesto formalmente delicato cominci ad accarezzarla dalla sua fine al suo principio. Oh... pensai iniziando a vacillare. Quella carezza maliziosa aizz in me una vibrazione silenziosa facendo sussultare tutto il mio corpo fino al suo punto pi remoto, per me ancora sconosciuto. Speriamo non labbia

sentito ponderai evitando il suo sguardo magnetico. Cedetti alla tentazione, cos roteai il mio viso e cominciai a guardarlo. La sua bocca tremendamente perfetta e accattivante, era arcuata in un dolce sorriso mentre i suoi occhi blu descrivevano a menadito la sensazione che avevo appena provato. Oh no, lha capito... sono nei guai. Imbarazzata, arrossii e girai lo sguardo. Accidenti, smettila di guardarlo o ti manger con gli occhi!. Tutto di un tratto si ferm a met percorso. Che c? domandai spaventata. Ora che mi vuole fare?. Luomo, cortesemente, si tolse la giacca passandomela. Tieni. Prenderai freddo fuori. Sbigottita, lo guardai. Alessandro ci sono 15 gradi fuori. Il freddo in questo momento non

assolutamente un problema riflettei accaldata dalla vista del suo corpo scolpito nella roccia. Alessandro piego la testa di lato e inizi a ispezionare il mio viso delineato da lineamenti fini. E tu hai ancora i capelli bagnati mi rimprover. In tutta risposta li toccai, ed effettivamente la mia chioma castana era ancora umida. Lo so, ma... non ne ho bisogno ribad. Insisto Sofia... domani ti vorr tutta per me e non intendo curarti qualche malanno. Spiazzata, sgranai gli occhi. Domani staremo insieme? domandai indossando la giacca. Hai detto che vuoi conoscermi, e lunico modo per farlo iniziare a frequentarci. Oh affermai sorpresa. Allora lha presa davvero sul serio. Ma... domani dovr studiare... molto anzi moltissimo.

Alessandro alz gli occhi al cielo. Non inventare scuse Sofia, studierai da me. Strinsi le labbra cercando di inventare qualche scusa, ma ragionandoci aveva ragione; per poter iniziare una storia insieme, dovevamo fondere le basi tra noi, iniziando a conoscerci piano piano e senza paure, solo cos avrei potuto acquisire fiducia in lui e nel mondo in cui viveva al momento. Rilassai le labbra e chiusi gli occhi. Va bene bisbigliai con un filo di voce. Verr a casa tua. Alessandro accenn un sorriso notevolmente soddisfatto dalla mia risposta, e in men che non si dica sbucammo davanti allingresso principale ritornando alla realt comune. Dopo qualche passo allinterno dellenorme salone, Giuliano ci accolse con grande allegria rivedendoci insieme e cominci a camminare verso di noi. Signor Marconi, signorina disse galantemente. E stato tutto di vostro gradimento?.

Assolutamente Giuliano, stato tutto perfetto... come sempre. Giuliano annu appagato. E a lei signorina? Si trovata bene?. In quel momento, Alessandro afferr la mia mano stringendola forte. Sussultai leggermente nel percepire quella stretta famelica e un'altra vibrazione sistig nel mio basso ventre aizzandomi. S-s balbettai. Devo ammettere che le vostre porzioni sono piuttosto abbondanti e ottime. Grazie signorina afferm chinandosi leggermente. Sono felice che si sia trovata bene, spero di riavervi qui al pi presto. Certamente Giuliano dichiar Alessandro. Signorina dichiar luomo salutandomi. Arrivederci signor Marconi. Mano nella mano, uscimmo insieme dal ristorante e in quellattimo un filo di vento

scaravent nelle mie radici un afrodisiaco profumo proveniente dalla sua giacca. Riconobbi subito il suo aroma fresco che settimane fa era riposto sul mio cuscino dopo una magica notte di sogni e incubi. Mi sei mancato pensai assorta dal suo potere piacevole. Che profumo usi? domandai fermandomi poco pi in la dellentrata del Bel Maison. Alessandro si avvicin a me sistemandosi a pochi centimetri dal mio viso. Secondo te?. Annusai nuovamente il suo profumo. Non lo so, per questo te lo sto chiedendo. Indovina... mistig. Mah vediamo dissi cominciando a pensare le varie possibilit. E unessenza?. Alessandro scosse la testa. Riprova. E famoso?.

Non ancora.... Lo sai che non sei daiuto?. Luomo annu. Mi piacciono i giochi sotto forma dindovinello. Irritata, lo guardai storto. Dai dimmelo! dissi stuzzicandolo con una voce da bambina capricciosa. No sentenzi divertito. Sbuffai. Indovina il mio allora dichiarai porgendogli il polso. Alessandro rifiut linvito immobilizzando il mio corpo con il suo sguardo seducente. So benissimo che profumo porti. Sarebbe?. Vediamo se riconosci le profumazioni di casa Marconi. E Clarisse, lho capito subito appena sei entrata. Delusa piegai le spalle. Non ti sfugge niente

vero?. Se fanno parte della mia azienda no, il mio lavoro Sofia. Conosco quel profumo da quando sono nato. La mia azienda, io mi chiamo Marconi e sono un famoso stilista! lo stuzzicai prendendolo in giro. Divertito, Alessandro inizi a ridacchiare dalla mia buffa interpretazione. Lo hai comprato?. Scossi la testa. Lo aveva Sun tra miliari di altri profumi. Capisco afferm avvicinandomi a lui. Ora basta parlare. Le sue braccia si tinsero sulla mia vita adagiandomi sul suo corpo infliggendomi la dolce pena della sua prigionia. Voglio soffocarti. E una minaccia? domandai sgomenta. No, un desiderio e voglio esaudirlo subito.

Alessandro senza esitare, si pass la lingua sulle labbra e cominci a baciarmi con trasporto togliendomi ogni forza. Oh Alessandro gemetti mentre soffocavo tra i suoi baci passionali. Sicura di non volermi accanto questa notte? ansim baciandomi. Lo guardai assorta dalla lussuria. Diamine se lo voglio. Alessandro... lo ammonii ricomponendomi. Voglio amarti Sofia... e lo farei ora. Davanti a mezza Milano? domandai indicando la gente. Non mimporta, che guardino pure. So benissimo che per un uomo sia... importante... imbarazzata spostai lo sguardo senza finire la frase. Il sesso? termin. Annuii sospirando profondamente.

E una dolce pena ma ne vale la pena afferm portandomi una ciocca di capelli dietro lorecchio. E sono lieto di aspettare disse avvicinandosi al mio orecchio. La nostra prima notte, quando faremo lamore, e i nostri corpi si fonderanno in uno solo... non smetterai mai di volermi, ed io accontenter ogni tuo desiderio pi remoto Sofia, non ti dar tregua, io sar tuo e tu sarai mia senza parole e senza rimorsi sussurr con voce sensuale. Completamente tramortita da quelle parole cos dantesche, lo guardai sorridendo con gli occhi. Io sono gi tua. Risposi al suo bacio come mai prima, prendendo le redini della situazione, e questa volta fui io a soffocarlo in ogni punto del suo feroce corpo. Mon ange soffr mentre baciavo il suo lungo collo. Forse meglio se ti accompagno a casa dichiar gemendo.

Sono in macchina affermai assorta nella sua bocca. Ti accompagno al parcheggio sostenne imperterrito nella passione. NO! urlai allontanandolo. Alessandro sgran gli occhi, sbigottito da quella mia reazione un po troppo precipitosa. Forse meglio che faccio due passi. Devo assolutamente recuperare un po di autocontrollo pensai sistemandomi i capelli. Ordinatamente, luomo si guard attorno sistemandosi scrupolosamente i suoi indumenti griffati ricomponendo con una passata della sua perfetta mano tra i suoi folti capelli scuri. E distante da qui?. Scossi la testa. E in Via Pontaccio. Dalle sue labbra sintravide un leggero sorriso. Domani verrai a casa mia?. Non lo so, ho paura di disturbarti dichiarai intimorita.

Sofia, non mi crei disturbo, anzi, mi farebbe piacere un po di compagnia, domani sar impegnato a organizzare la nuova linea e nel tardo pomeriggio ci saranno i casting per selezionare il volto ufficiale. Dovete scegliere il testimonial?. Alessandro annu. Mi piacerebbe che tu venissi, voglio farti conoscere una parte del mio mondo. Io? domandai sorpresa. Che cosa centro con loro?. Scrivi per una rivista di moda giusto?. S. Allora ho bisogno dite sentenzi. Lo guardai incerta. Ma non devo scrivere domani. Lo so, e non lo farai... voglio che tu osservi, nientaltro... la tua opinione importante per me.

Ripensandoci la parola casting, significava solamente una cosa: modelle bellissime, altissime con annesse tutte le qualit issime esistenti. Da quellimmaginazione di lui circondato da tutta quella grande bellezza il mio stomaco si contorse dalla gelosia. Ti far sapere... blaterai infastidita ridandogli la sua giacca. Tienila dichiar bloccando il mio gesto. Voglio che stia vicino a te. Mi devi dire ancora qual il tuo profumo segreto. Pensaci, e domani dimmelo defin. Non sono finiti i misteri, vero?. E solo linizio Sofia, ed io ti guider alla sua risposta. Prima di andare via, gli donai un casto bacio sulla guancia. Amo gli enigmi sussurrai. Non feci in tempo a girarmi che il suo braccio

afferr il mio attirandomi con forza alla sua figura. Buonanotte Sofia ansim a pochi millimetri dalle mie labbra. Alessandro mi don un baci casto e puro simile al tocco di un angelo. Ammutolita, poggiai la mia fronte sulla sua. Buonanotte a te. Sabato mattina mi svegliai piuttosto presto. Per tutta la notte avevo pensato ad Alessandro e al nostro riavvicinamento un po troppo prematuro. Avr fatto la cosa giusta? pensai mentre riponevo del th caldo nel mio bibitone termico. Mannaggia a me al mio carattere impulsivo mi ammonii. Fino a dove possiamo spingerci? Io sarei riuscita a legarmi fino in fondo? Avrei mai potuto raccontargli di Andrea? Intimorita, toccai la sua fedina. Era il nostro regalo... bisbigliai. Abbigliata, solamente da jeans scuri, felpa con il cappuccio grigio, all star e capelli raccolti in uno

chignon spettinato; uscii da casa, pronta per una sessione di terapia, e in questo caso INTESIVA. Alle undici in punto sarei dovuta essere allo studio del Dottor Rossi, e non so perch ma gi sentivo la sua voce con un tono di rimprovero sulla mia sbadataggine riguardo agli appuntamenti mancati. Sofia quando imparerai a comprarti unagenda?. Il suo studio milanese, posto lungo Viale Zara, non era lontano dal centro ma per mia sfortuna, avrei dovuto tagliare una buona parte di Milano, e solo Dio sa quanto io odi guidare a Milano durante il weekend. Con la Womens Fashion Week alle porte, il traffico unito alla gente si sarebbero quadruplicati in un sol soffio. Poco prima di entrare nella mia formidabile testa rossa, udii il mio cellulare suonare. E ora chi ? imprecai cercando di trovare quellaffare tecnologico infernale nella borsa. Appena lo trovai diventai paonazza nel vedere il

nome di Alessandro iscritto sul display:

Buongiorno dolcezza. Ben svegliata Imbarazzata, cercai di ritardare la risposta. Che diavolo posso scrivergli? pensai inquieta, picchiettando le dita sul volante. Buongiorno a te, e per la cronaca sono gi sveglia da un po Come mai cos mattiniera? Devo andarmi a fare psicanalizzare.

La sua risposta tard ad arrivare. Forse sono stata troppo fredda riflettei vedendolo esitare. Questo pomeriggio vieni da me?

Se non disturbo. No, non lo sei. Sofia pensa alle modelle!. Arriver per le tre. Ti vengo a prendere. Non c bisogno sono automunita. Sicura? S, potresti darmi il tuo indirizzo? Corso Plebisciti, 21, non abito molto lontano da te. STALKER. Una volta non ero stato definito spia o strozzino? Credo che la parola Stalker, ti descriva meglio. Non tardare! E se hai qualche problema, chiamami. Se avessi memorizzato il tuo numero, lo farei. La sentenza tard ad arrivare. Sicuramente si sar arrabbiato.

Che cosa devo fare con te? Sono fatta cos, prendere o lasciare. Direi che prendo. Sollevata dalla sua risposta non evasiva, sospirai. Questa volta lho scampata!.

Desolata, poggiai la testa sul volante e senza volerlo feci strombazzare il clacson facendomi sussultare sul sedile. Agitata dallo spavento autoinflitto, scossi la testa. Devo andarci piano. SIGNORINA! url una voce proveniente dal mio finestrino. Spaventata, sobbalzai un'altra volta. Oggi non giornata ponderai riconoscendo Pietro, il custode del condominio. Ancora tremante, lo salutai. Luomo mi fece segno di abbassare il finestrino.

Dopo essermi ricomposta a dovere, obbedii. E ora che vuole? Speriamo che non abbia sentito la mia strombettata. Buongiorno signorina Sofia disse salutandomi.

La prego gli sorrisi mortificata. Mi chiami solo Sofia. Angelo, che avr avuto allincirca una sessantina danni, ricordava molto un divertentissimo nonnino del sud. Infatti, luomo proveniva dalla Calabria, precisamente da un piccolo paese vicino a Spilinga, la casa dellAnduja. Anche se da anni viveva in Lombardia, il suo accento non lo aveva di certo perso, e la cosa gli faceva davvero onore. Hanno lasciato una busta per lei afferm passandomi un fodero cartaceo giallo. Per me? chiesi afferrandolo.

Pietro annu. Lho ritirato ora. Ha visto chi era? domandai dubbiosa. Signor... scusi disse schiarendosi la voce. Sofia, e chi deve averlo lasciato secondo lei?. Irresoluta lo guardai senza rispondere. Il fattorino, no? termin ridendo. Esitante alzai un sopracciglio. Un fattorino? Di sabato?. Luomo assent. Se una busta urgente, quelli vengono anche la domenica. Grazie Pietro attestai gentilmente. Non c di che Sofia a rivederla disse poco prima di andarsene. Titubante la aprii. Chi pu avermi inviato dei documenti di sabato mattina?. Con un sol gesto estrassi il materiale posto allinterno. Dal tatto percepii che non erano fogli cartacei, ma assomigliava a qualcosa di

leggermente pi rigido e liscio, simile al materiale di una fotografia. Curiosa, estrassi il materiale. CHE DIAVOLO! imprecai vedendone il contenuto. Allinterno della busta erano state messe delle mie foto: ritraevano me stessa mentre andavo in universit e fuori dal Millennium, accompagnata da La cosa il venerd della festa e in altre occasioni private. Che diavolo di scherzo questo?. Cerano anche molteplici foto mie e di Alessandro mentre ci baciavamo fuori dal Bel Maison la sera precedente. Cercai il mittente nel retro della busta, ma ovviamente il pacco era anonimo; guardai nuovamente allinterno, mettendomi alla ricerca di un foglio o di altro materiale che potesse essermi di aiuto per risalire al pazzo manico che le aveva scattate. Linvolucro era completamente vuoto. Accidenti! pensai turbata.

Incurante dellorario solare di questa mattina, guardai lorologio dellIphone: i numeri bianchi fissi sullo schermo segnavano le 10.45. Preoccupata, trasalii una terza volta in soli dieci minuti. Se arrivo tardi, questa volta potrebbe finire male! inveii mentre allacciavo la cintura di sicurezza. In ritardo come il solito, lasciai la busta sul sedile del passeggero e decisi che ne avrei parlato con Sun una volta rientrata dallappuntamento con il Dottor Rossi. Arrivai allo studio, leggermente in ritardo causa traffico in Via Luigi Settembrini e anche per colpa di un imbecille che intendeva parcheggiare vicino alla fermata della metro verde Caiazzo. Perch non ho preso la metro? mi domandai inarcando il cranio sul poggiatesta del sedile. Fortunatamente mia madre non era in macchina con me poich nei brevi istanti di traffico libero, avrei potuto dare del

filo da torcere persino a Niki Lauda. La mia testa rossa da sempre delle bellissime soddisfazioni pensai soddisfatta. Una volta entrata, salutai la giovane segretaria seduta dietro il separ della scrivania, e senza esitare, mi accomodai nella sala daspetto. Speriamo che non sia arrabbiato ponderai guardando lorologio che questa volta segnava le 11.08. Che vuoi che saranno otto minuti per uno psichiatra? mi rimproverai. Dopo qualche secondo di attesa, la porta del suo studio si apr leggermente facendone uscire una figura divenuta piuttosto anziana rispetto a quando lavevo visto lultima volta. Erano passati pi di sei anni. Riconobbi subito i suoi occhiali neri, rotondi e piuttosto spessi. I suoi capelli, una volta neri quasi vicino al corvino erano diventati brizzolati, il suo viso contornato da qualche ruga; ma il suo modo stravagante nel vestire, quello no, non era mai

cambiato. Pensavo non venissi afferm il Dottor Rossi indicando lorologio della sala daspetto. Mortificata, sbiancai. Mi scusi... cera traffico. Luomo mi fece segno di entrare. Smettila di mangiarti le unghie, non sei la prima paziente che si dimentica gli appuntamenti o fa ritardo mi riprese mentre richiudeva la porta del suo studio dietro di s. Pensavo che avessi perso quel vizio. Ecco... solo quando sono nervosa affermai sedendomi sulla poltrona davanti alla sua scrivania. Luomo afferr la sua agenda e inizi a scrivere qualcosa. Curiosa alzai il collo cercando dintravedere qualche lettera, ma il Dottore se ne accorse allistante coprendo con la mano i suoi appunti. Scusi dissi mortificata.

Il Dottore si tranquillizz. Non per te afferm chiedendo il suo taccuino. E per intenderci, sono molto felice di rivederti dopo tutti questi anni. Rasserenata, sospirai. Grazie, anchio lo so no. Il Dottor Rossi uno psichiatra molto famoso in Italia, nella sua carriera aveva collaborato con centinaia di associazioni che studiano accuratamente la depressione in ogni suo piccolo particolare, guidandoli passo passo verso la guarigione. Lui, come i suoi colleghi, in passato hanno aiutato moltissime persone grazie ai loro metodi terapeutici e innovativi. Appena i miei genitori vennero a sapere del suo trasferimento a Milano, dalla sede di Torino; mio padre non esit a chiamarlo; la lista di attesa era veramente lunga ma mia madre era un caso di emergenza, la sua depressione era in fase avanzata, pi di una volta aveva tentato il suicidio, continuando a sentirsi in

colpa per la morte di suo figlio. Aveva bisogno di cure immediate, il prima possibile. E lui, ancora oggi, fortunatamente, la stava aiutando. Allora, come procede la tua nuova vita universitaria? domand facendo oscillare la sua poltrona di pelle in stampa cocco dal valore di almeno 2.000. B-Bene... farfugliai grattandomi la testa. E un ambiente totalmente nuovo, mi sto adattando. C qualcuno in particolare che ti opprime?. Assentii veemente con la testa. Da dove comincio?. Uno in particolare mi ha preso di mira. Luomo venne avanti con la sua sedia facendone oscillare le rotelle, costruendo un rumore piuttosto irritante. Spiegati Sofia. Sospirai, cercando di dare un significato al mio discorso. Il professor Ricadi, inizialmente ha definito un mio articolo banale e ovvio, riducendo

la mia ispirazione a zero. Da quel giorno continua a tormentarmi, ho anche trovato lavoro come collaboratrice per una rivista di moda. Questo impiego mi aiuterebbe molto per lesame discrizione allalbo ma ... LUI sottolineai. Si ostina a essere burbero nei miei confronti, e non intende darmi una mano. Il Dottore perplesso dalla mia risposta, aggrott la fronte. Questo professor Ricadi, che cosa insegna?. Scrittura giornalistica, ed anche il coordinatore del Master. Ah... capisco afferm grattandosi la fronte. Lhai gi affrontato?. S, varie volte ma purtroppo non ho risolto niente risposi rassegnata. Lunica soluzione per te che vedo ora impegnarti e sbugiardalo al momento opportuno. Mostragli di che pasta sei fatta, non lasciarti

abbattere da lui dichiar pungente. Ha mai letto gli articoli che hai scritto per questa rivista?. Non lo so sospirai esausta. Il mio capo, Mario Ferrari, oltre ad essere un suo amico, entusiasta del lavoro che sto svolgendo in redazione, nellultima settimana ho scritto ben cinque articoli per loro, e con la settimana della moda alle porte, la redazione ha bisogno di ogni risorsa disponibile. Il Dottore calm il suo viso piuttosto serioso, facendo rilassare alcune piccole rughe. Non devi aver paura Sofia, non abbatterti, se ti comporti cos, alla fine vincer lui. Lui mi sovrasta sempre e in ogni occasione, come se gli avessi fatto qualcosa di male. Con tutte le mie forze cerco di capire il perch si comporti in questo modo, ma tutte le volte che provo a rispondermi, non ottengo nulla. Sofia, non devi porti dei limiti, ricordi che cosa abbiamo detto riguardo questargomento?.

S, me lo ricordo bene risposi abbassando lo sguardo. Qual la prima cosa che devi fare? domand. Sospirai. Trovare il mio equilibrio. E questo tuo equilibro al momento turbato da qualcosa?. Ce ne fosse solo una. Annuii silenziosamente. Ho avuto un paio dincubi. Se quattro in una settimana si possono descrivere cos, allora va bene. Uguali a quelli che avevi da adolescente?. Annuii rattristata. Stessa modalit? continu. Identici Dottore dichiari preoccupata. Sofia, come ti dicevo per telefono giorni fa, in questo momento, stai attraversando un periodo difficile, fin troppo stressato: il tuo trasferimento, luniversit, il nuovo lavoro.... Un uomo... aggiunsi interrompendolo.

Spiazzato, il Dottore si ferm. Sconcertata dalla mia precedente affermazione, sgranai gli occhi. Ditemi che non lho detto per davvero!. Hai conosciuto qualcuno? domand scrupoloso. S, ma lui... possiamo parlare di qualcosaltro? chiesi sciogliendomi lo chignon, provando a cambiare discorso. Luomo sinsospett. Questa persona, non ti fa trovare il tuo equilibrio?. Ni... sospirai alzando le spalle. So soltanto che sto avendo questi sogni angoscianti; rivedo Andrea da parte a me, la sua forza che mi protegge, i colpi... distrutta dai ricordi, mi ammutol quasi in lacrime. Tu lo vorresti avere accanto. Non sa quanto Dottore affermai passandomi una mano tra i capelli.

Entrambi, avevate una discreta differenza di et, e data anche la non presenza dei vostri genitori per il loro lavoro, Andrea era quasi una figura paterna per te. Come vorrei tornare indietro... dichiarai persa in vuoto incolmabile. Sono pi di dieci anni che ti senti in colpa Sofia. Andrea ti ha protetto, e le persone che vi hanno fatto del male ora sono in galera. In situazioni avverse avresti fatto lo stesso per salvarlo. Pensierosa lo guardai. S, lavrei fatto. E se tornassi indietro, non esiterei a fargli da scudo per salvargli la vita. In questo momento cos particolare per te, vorresti raccontargli ogni cosa, normale che tu lo voglia accanto. Mi manca... solo questo risposi infelice. Ti mancher per sempre Sofia... devi solo

andare avanti. Ricordi quando ti avevo fatto scrivere una lettera dopo qualche mese che venivi qui?. S, era una lettera di addio. Fallo di nuovo... raccontagli la tua vita, i tuoi cambiamenti, le tue preoccupazioni. Ma cos lo lascerei di nuovo andare affermai mangiandomi nervosamente le unghie. Ed io non voglio!. Il Dottore afferr la mia mano facendomi smettere. Devi Sofia... Andrea in pace ora, devi esserlo anche lui. Rimasi in silenzio e a scatti riposi gi il braccio. Ora parlami di questa persona che hai incontrato dichiar accomodandosi sullo schienale. Ancora peggio. Devo per forza?. Sofia... che ti sta succedendo? Sembri desolata

da ogni cambiamento che aspiravi. Non facile. Non lo mai quando si tratta di amore. Non si tratta di amore dichiarai ferma. Ah no?. Insicura, scossi la testa. Che cosa vuol dire poi? Amore? sbraitai nervosa. Amore vuol dire imprevedibilit: un attimo prima sei felice, e un attimo dopo vorresti urlare dal dolore che porti dentro... la vita non semplice o scontata, dura e difficile; a volte invivibile, ma bisogna crescere e andare avanti per affrontarla a testa alta. Nervosa iniziai a battere le dita sul manico della poltrona. Lui mi ha mentito.... Luomo mi blocc senza farmi parlare. Alt! Da quanto lo conosci?. Alzai le spalle. Da circa due settimane e

mezzo affermai dubbiosa. Che cosa successo in queste poche settimane?. Diventai paonazza. Niente!. Grazie a Dio non ci sono andata a letto. Lho conosciuto in un locale, la sera del mio trasferimento a Milano. Dopo che siamo usciti insieme, sparito nel nulla... ed riapparso di nuovo con mille promesse e un bellissimo mantello azzurro da principe. Perch si era allontanato?. Suo padre morto, e lui ha ereditato lazienda di famiglia.... Mi accasciai alla poltrona. E tutto cos dannatamente complicato!. Non lo se tu non vuoi che lo sia. Lui mi ha mentito e mi ha lasciato appena ne ha avuta loccasione. Come posso perdonarlo?. Avete sicuramente corso troppo....

Lo bloccai. NO! Non abbiamo.... Fatto sesso!. Luomo annu. Oh capisco... si schiar la voce. Quello che posso consigliarti di non pensare al resto, devi essere felice di quello che hai e che vuoi vivere. Ricorda che la decisione finale spetta solamente a te: vivi il tuo rapporto, conosci questa persona e non mettere dei paletti. Non scappare per aver paura delle conseguenze. Devi vivere Sofia... non c altra soluzione. Il Dottor Rossi aveva ragione, dovevo vivere. Durante i giorni dove Alessandro ed io siamo rimasti lontani, lui era diventato il responsabile di un impero internazionale, acquisendo tutti i suoi pro e contro. Doveva mettere insieme i cocci cercando di non danneggiare la sua azienda, dimostrando al mondo che nonostante i suoi trentadue anni, poteva gestire ogni tipologia di problema. Dopo la seduta andai a casa. Quando entrai

nellappartamento, le mie papille gustative percepirono un buonissimo profumino provenire dalla cucina. Che buon profumino! esclamai entrando in cucina. Hey straniera! mi salut Sun mentre cucinava un delizioso pranzetto a base di pennette al rag. Doveri finita?. Stanca, mi sedetti sulla sedia vicino al tavolo da pranzo. Alla fine, mi sono decisa ad andare dal Dottor Rossi. Finalmente, ti ha rimproverato scommetto. Sospirai. Leggermente, diciamo che devo annotare le cose, altrimenti mi dimentico>. Immagino afferm mescolando la carne del rag. Ti fermi per pranzo? Daniele dovrebbe arrivare a minuti. Vivete in simbiosi o sbaglio? domandai

maliziosa. Non ti ho mai visto cucinare... italiano. Spiritosa! Ricordati che i consigli di Masterchef o di Gambero Rosso aiutano ogni tanto!. Si certo... vuoi prendere Daniele per la gola giusto? sogghignai accasciando la testa sul tavolo. Forse... a proposito, sai che sei in televisione?. In preda allisteria balzai in piedi. COSA?. Non fare quella faccia ORA SONO FAMOSA MA NON LO SAPEVO. Al momento frequenti un figo da paura, senza togliere che la sua famiglia piuttosto famosa e ora lui CEO... cosa pensavi, che i media non vi scovassero?. In quel momento il mio respiro si ferm per qualche secondo. Mi prendi in giro? affermai facendole vedere le foto ricevute la mattina.

Sun le esamin attentamente interrompendo la sua performance culinaria. S, sono proprio queste. COSA. SONO. QUESTE? ringhiai, cercando di capire. Le foto che girano su internet. Paparazzi? domandai. Credo di si... ogni canale, blog o giornale ha in mano queste foto. Dannazione!. Corsi in camera e accesi il mio computer portatile. Sun mi segu a ruota e insieme digitammo: Alessandro Marconi fidanzata su Google.it. In meno di 31 secondi uscirono ben 162 risultati. Oh. Mio. Dio scandii scorrendo tra i ridicoli titoli di coda: Alessandro Marconi fidanzato con una brunetta

tutto pepe. Sar quella giusta?.

_______________________________________ Nuova fiamma in arrivo per il sexy milionario? FOTO ESCLUSIVE. Ecco le foto della nuova fidanzata di Alessandro Marconi, Che cosa ne pensate? Avvistato il nuovo CEO Marconi in compagnia di una ragazza sconosciuta, che abbia messo la testa a posto il nostro stilista part time?

A quanto sembra, sei la nuova fiamma di un sex symbol miliardario... sghignazz Sun. Non possibile conclusi sconvolta immergendo il viso tra le mani.

Ah... guarda in questa foto al Millennium ci sono anchio continu Sun euforica. No... no... bisbigliai in preda al panico. Tua madre sar felice no? Sei la fidanzata di un bel figaccione italiano!. Spaventata chiusi di scatto lo schermo del portatile. E tutto un grosso sbaglio!. Sun mi ammon con lo sguardo. La smetti di fare la difficile? termin riaprendo il pc. La ragazza clicc su un link di un articolo posto su un blog di pettegolezzi. Questarticolo sembra interessante. Alessandro Marconi; La sua scalata verso il successo: Da scapolo internazionale a presunto fidanzato... durer? MILANO - Le voci del presunto Flirt tra il bel Alessandro Marconi e una ragazza misteriosa hanno infiammato il web e la televisione in tempi

record: secondo una fonte anonima, la coppia stata avvistata insieme ieri sera fuori dal lussuoso ristorante milanese Bel Maison in atteggiamenti molto intimi. Lui diventato da poco il nuovo amministratore delegato dellazienda di famiglia, MARCONI S.p.A., anche noto per essere uno degli scapoli pi ambiti stilati dalla rivista americana Forbes. Analizziamo i fatti: le foto rivelano ben pi di qualche incontro fugace. La ragazza castana del reportage, infatti, sembrerebbe una normale studentessa universitaria. Come pu aver rubato in cos poco tempo di cuore del nostro bellAlessandro? Potrebbe essere quella giusta per il giovane stilista? Solo il tempo potr dirlo. Nel frattempo vi aggiorneremo sulle prossime dichiarazioni dellimprenditore italiano.

Devo parlare con Alessandro... dissi preoccupata leggendo quellultima frase come se fosse una minaccia. Vuoi stare calma? comment Sun rassicurarmi. Non posso stare calma, i giornalisti non ci mettono molto a scoprire notizie, so come funziona il mio lavoro... tra qualche ora tutta lItalia sapr chi sono!. Sun sospir. Di che cosa hai paura?. Secondo te? affermai isterica. Incidente = mio fratello morto, io viva a stento con sei anni di terapia familiare alle spalle. Oh...accidenti! sentenzi rammaricata. Questo si che un bel pasticcio. Non posso crederci... i media, di nuovo... la mia voce si smorz in un batter dali. Alessandro ti protegger, ne sono sicura!.

Se fosse tutto cos semplice.... Ogni reporter degno di fiducia ha un informatore personale. Giornali, blog o siti internet dicono un sacco di falsit... critic. La maggior parte delle volte sono solo pettegolezzi. S vero, ma nella maggior parte delle volte, fidati, nessuno sbaglia. Lui sotto i riflettori di tutto il mondo in questo momento, quei dannati paparazzi lo avranno seguito a ogni ora del giorno maledisse. OH NO! urlai in prenda al terrore. Se mi hanno spedito le foto a casa, significa che sanno gi chi sono!. Sofia ora respira mi ordin. Lunica cosa da fare al momento parlare con Alessandro, lui sapr cosa fare!. E se non bastasse? chiesi piluccando le mie unghie.

Se c una cosa che ho capito dalla vita, che i soldi possono comprare tutto, anche i silenzi. Oggi pomeriggio vado da lui a studiare... bisbigliai spegnendo il monitor. Gliene parler appena arriver a casa sua. Ottimo, una cosa alla volta afferm. Cambiando discorso, quel pazzo di ieri si pi fatto vedere o sentire?. Accidenti Omar!. No, perch?. Mi ero completamente dimenticata di lui. Non lo so, ma lui non mi piace per niente... sei circondata da pazzi Sofia, devi stare attenta. Era una battuta per caso? domandai sarcasticamente. Non scherzo Sofia, questa una cosa seria... anche Alessandro per quanto lui dice di volerti, non mi piace, pu essere ricco quanto vuole ma solamente io ho visto quanto hai sofferto settimana scorsa e i giorni dopo la sua presunta

fuga. Star attenta, telo prometto. Lo spero, altrimenti ti farai del male di nuovo, e non voglio che accada. Arrivai a casa di Alessandro alle tre e mezza. Ero un pochino in ritardo. In quel momento la voce di mia madre riecheggi nella mia testa. Una donna deve farsi attendere. Di fretta, parcheggiai la macchina non molto distante dalla sua abitazione. Dopo essere uscita dal veicolo, attraversai la strada e iniziai a correre fino ad arrivare di fronte al suo ingresso. Curiosa, mi guardai attorno, Alessandro abitava in un grandissimo complesso di appartamenti di lusso; cerano scritti cos tanti nomi sul citofono che ci misi qualche minuto a trovare il suo, riuscendo a riconoscerne qualcuno famoso. Eccolo! enunciai trovandolo. Alessandro Castelli? mi domandai sospettosa. Sorpresa nel trovare il suo vecchio

cognome, suonai due volte. Speriamo non si arrabbi pensai controllandomi nel mio completo casalingo fatto di: gonna corta a vita alta nera, maglia a scollo rotondo blu con dettagli floreali e ballerine nere. S? disse una voce maschile, cogliendomi alla sprovvista. Alessandro! riflettei riconoscendolo. S-sono Sofia balbettai incerta. Sei in ritardo mi ammon Alessandro con voce accusatoria. Lo so scusa... dissi mortificata. Nono piano, muoviti! concluse facendomi entrare. Che freddezza pensai aprendo il cancelletto. Titubante, mi accorsi dentro il complesso; salutai il custode e presi subito lascensore schiacciando il tastino bianco con iscritto nove al centro. Inquieta, mi appoggiai al muro dellascensore

cominciando a giocare con il mio anello. Ti prego, portami fortuna!. Nono Piano riecheggi una voce femminile spaventandomi. Sono gi arrivata?. Impaurita dalla voce metallica, sobbalzai. Oddio... per caso sono la protagonista di un film sul futuro, dove esistono le voci negli ascensori?. Appena le porte si aprirono, mi ritrovai la sagoma di Alessandro con i suoi addominali scolpiti di fronte a me. Luomo, anzi il Dio dellarena che presenziava davanti a me, indossava solamente dei pantaloni neri sportivi mostrando spavaldamente il suo fisico perfetto degno di un premio per la sua perfezione geometrica e anatomica. La sua chioma ribelle, ancora umida da una recente doccia, contornava i suoi occhi intensi facendomi quasi paura. Pensavo non venissi... comment infastidito.

Invece eccomi qui constatai, cercando di mascherare il mio turbamento della sua mise super eccitante. Potevi avvisare... io odio i ritardi ringhi furente. Scusa, la mia camera era un disastro e ci ho messo pi del dovuto!. Bugiarda sei stata pi di mezzora sdraiata nel letto a pensare se presentarti o no. Sorrisi maleficamente, mascherando i miei pensieri. Mi fai entrare ora?. Sospettoso dalla mia mimica facciale alz un sopracciglio. Che cosa darei per sapere che cosa sta pensando in questo momento!. S afferm infine. Ma niente pi ritardi! esclam fermo. Che caratterino. Una volta entrata mi ritrovai in un ampio

ingresso, il pavimento combinava nei pi armoniosi tre diversi elementi: legno, pietra e acciaio; insieme, riuscivamo a ricreare una specie di mosaico sorprendentemente moderno e allo stesso tempo strano. Le parati erano bianche, molto classiche rispetto alla modernit dellarredamento e degli ambienti che circondavano i locali. Accidenti, se lappartamento di Sun costoso, non immagino quanto lo sia questo!. Esterrefatta dal lusso pi sfrenato, mi addentrai nellingresso arrivando nel grande salone. Al centro della stanza, erano messi due divanetti di pelle bianca con al centro un vistosissimo tavolino di vetro, decorato da svariati disegni astratti. Questo chiss quanto potrebbe costare ponderai ammirandolo. Lintero arredamento che circondava la stanza era leggendario, totalmente alla moda e di classe, proprio come il cognome darte di Alessandro.

Foto di grandissimi fotografi contemporanei come Steve McCurry, Masao Yamamoto e Giorgio Lotti impregnavano la stanza donandogli un tocco di classicit odierna. Tra tutto quel ben di dio di mobilio, non poteva di certo mancare un grandissimo televisore al plasma che ricopriva la maggior parte della parete. Sicuramente la vista di una meta di rugby con quellaggeggio sicuramente notevole meditai decifrando le dimensioni di quellaggeggio infernale. Ti piace? chiese con aria curiosa. Altro che se mi piace risposi quasi in esaltazione. Non sapevo che oltre ad essere uno stilista, fossi anche un arredatore dinterni. Alessandro mi sorrise soddisfatto appieno dalla mia espressione. Come mio nonno amo i dettagli Sofia, e per me ogni cosa importante e non va assolutamente trascurata.

Mi stai dicendo che oltre ad essere uno stalker sei anche un perfettino?. Luomo ridacchi divertito. Siamo a tre: stalker, strozzino e perfettino. Credo che possiamo anche aggiungere permaloso dichiarai ridendo. Permaloso? interpell sospettoso. S, per il mio ritardo. Alessandro sintrufol gli occhiali da vista poggiati sul tavolino di vetro. Quel tocco di nero della sua montatura gli donava laria del professore sexy e la cosa mi allettava da morire. Alessandro Marconi, un uomo a quattrocchi sensazionalmente sensuale. Come ti dicevo pochi secondi fa, sono una persona puntigliosa. Non sono mai in ritardo e vorrei che le persone accanto a me non lo fossero. Curiosa, annusai una candela sistemata su un piccolo ripiano. Con me ti dovrai armare di

pazienza. Cambierai... io ti cambier. Si certo, come no pensai cercando di capire il profumo. Una volta ho fatto aspettare un mio ex spasimante universitario per quasi mezzora, mi ha mollato dopo due giorni affermai ironica. Scosso dalla mia affermazione fuori luogo, Alessandro sgran gli occhi. C-che c-cosa? balbett sconcertato. Oh no... che guaio!. Sei sconvolto dalla mia dichiarazione o dal mio ritardo?. Entrambi... credo disse accendendo lo stereo micro Hi-Fi allultimo grido. Una forte voce echeggi nellappartamento grazie agli amplificatori sparsi nei vari locali. Che canzone ?. Non li conosci? chiese canticchiando il ritornello in un perfetto accento inglese.

No affermai poggiandomi sul divano attenta a non spiegazzare la decorazione artistica. Sono gli Eightball. Chi?. Non sai chi sono? domand in tono dubbioso. Scossi la testa cercando di intercettare qualche nota familiare. Oh Sofia! Devo proprio spiegarti tutto. Imbarazzata da quella frase leggermente provocatoria, arrossii. Credo proprio che dovrai farlo. E un gruppo rock. Si sta affermando in questo periodo, conosco molto bene il cantante, ho anche assistito a qualche loro concerto. Hanno suonato al Millennium durate varie feste o serate dal tema rock, sono davvero bravi, mi piace il loro sound. E che canzone sarebbe questa? chiesi. Gimme Gimme Rockn Roll vocalizz

facendomi capire il titolo. Non credevo fossi un tipo rockettaro dichiarai sorpresa. Sono molte cose mon ange... e sono sicura che saprai trattare con tutto quello che mi riguarda enfatizz muovendosi a ritmo. Oddio, ecco che ricomincia con la sua arte della seduzione - Made Marconi. Attonita, mi schiarii la voce. Il cantante un tuo amico?. S, ogni sabato/gioved, andiamo a vedere la Saima insieme disse muovendosi come se stesse interpretando la canzone. Saima?. Oggi il giorno dellapprendimento per caso?. Hockey Milano Rosso Blu scand. Milano ha una squadra di Hockey?. Alessandro annu facendo finta di suonare una chitarra elettrica. Milano ha molte cose, credo

che tu conosca solo la parte. Capisco sussurrai arricciando le labbra. Alessandro spense lo stereo facendo tornare la pace. Ti porter a vederla. Cos potrai constare con i tuoi occhi da giornalista una vera e propria partita di Hockey. Preferisco il concerto... risposi. Non credo che lHockey sia il mio genere. Non sai che cosa ti perdi comment con un velo di sarcasmo. Purtroppo non partecipo attivamente alle partite. Ma quando vado, bello vedere la passione che una persona prova per lo sport che pi lo rappresenta termin serio, sedendosi accanto a me. Mi allontanai da lui, allarmata. Ah no? farfugliai. Amo il rugby, il football americano, il baseball, il basket e lhockey... spieg con voce roca, e molto allettante. Come vedi il calcio non

tra queste continu avvicinandosi sempre di pi a me. Ecco perch aveva quelle immagini sportive nel suo ufficio al Millennium. Come mai?. E lo sport per tutti; facili da capire e da interpretare. Quello che io prediligo diverso da tutto. Cio?. Alessandro cominci a giocherellare con le dita tra i miei capelli facendomi accelerare il battito cardiaco. Io non sono come gli altri, secondo me il calcio solamente una questione di soldi, non di dedizione per un qualcosa che si ama. Voglio passione Sofia, amore per lo sport, non servono soldi. Davvero?. Annu deciso e il viso dalla carnagione olivastra, dai lineamenti perfetti si avvicin di nuovo a me. Sai una cosa? disse odorando il

mio profumo allo zucchero a velo intino sul mio fragile corpo. C-cosa? ribad impaurita. Baciami ti prego. La sua bocca era a pochi millimetri di distanza dalla mia e puntava dritto alla sua calamita fatta di carne rosea. Credo che sarai una brava giornalista stuzzic allontanandosi balzando in piedi. NO! NO! NO! pensai delusa, con le pupille dilatate dal suo magnetismo. P-Perch? chiesi frustrata dal mancato bacio. Alessandro cordialmente mi porse la sua mano facendomi alzare. Fai troppe domande annunci serio, guardandomi negli occhi. Fa parte di me. Lo so, ma... non sono un progetto su cui fare una tesi. Permaloso. Voglio conoscerti mon ange.

Sono qui, che cosa vuoi ancora? chiesi staccandomi dalla sua mano evitando il suo sguardo. Lasciami entrare. Che cosa?. Imbarazzata dallennesima frase a doppio senso, arrossii nuovamente. Intendi? Fare.... No piccola sentenzi accarezzandomi il viso. Voglio che tu mi lasci entrare nel tuo cuore, non voglio barriere tra di noi. E troppo presto dissi. Al momento ho una muraglia cinese che mi protegge da te. Aspetter per tutto il tempo che vorrai Sofia. Credo che la fretta non sia lantidoto migliore. Affronter ogni tua singola domanda o richiesta. Grazie mormorai sorridendo. Hai pranzato? chiese cambiando discorso. Annu assentendo alla sua risposta. Tu?.

Non ancora ho dovuto lavorare. Hai lavorato vestito cos? chiesi ironica. S, quando sono a casa, preferisco la comodit. Da quando la parola comodit sinonimo di nudit parziale? riflettei ammirando il suo fondoschiena mentre cincamminavamo verso la cucina adiacente al salone.

Spaziati dove vuoi disse aprendo il portone scorrevole che dava sul locale. WOW! enfatizzai nuovamente ammirando lennesimo capolavoro di arredamento modero uguagliato dal semi futurismo. Se vuoi... afferm indicando lenorme isola attrezzata posta al centro. Puoi sederti sugli sgabelli della cucina o se preferisci poggiare il tuo computer sul tavolo non ci sono problemi. Anche se lisola non la uso mai, le mie doti culinarie non sono come Carlo Cracco. Rasserenata, lo fissai negli occhi. Non preoccuparti... lisola andr benissimo. Senza togliere il collegamento visivo posai la mia Louis Vuitton, sullenorme cubo culinario tirandone fuori il mio banco da lavoro: computer portatile e dispense universitarie sulla sociologia. P-perfetto! assent. Se hai bisogno di qualcosa, cerca pure in giro.

Ma non dovevi mangiare? chiesi. Pranzer pi tardi, al momento le scadenze per linizio della Womens Fashion Week, sono pi importanti del cibo. Mentre si allontan, una lampadina si accese nella mia mente. Gli articoli!. Aspetta! dissi facendolo roteare nuovamente verso di me. Devo parlarti... conclusi seria. Dimmi pure disse poggiando il suo muscoloso braccio nudo sulla parete della porta. Oggi... questa mattina quando sono rientrata, ho visto... anzi ho letto delle cos.... Alessandro blocc la mia frase sul nascere. So gi cosa vuoi dirmi. Ah si? chiesi rimanendo sorpresa. S concluse autorevole. Dubbiosa aggrottai la fronte. Quindi a te va bene che tutti sappiano di noi?.

Perch a te no?. S... cio NO! . Dopo quellaffermazione tuttaltro che scaltra, rimasi in silenzio per qualche secondo cercando di trovare le parole giusto per descrivere la mia posizione complicata in fatto di personaggi pubblici. E ora come glielo spiego? riflettei grattandomi la testa. Quindi... qual il problema?. Sospirai preparandomi a scagliare la bomba. Non voglio figurare nei media dissi. I giornali non devono scavare sul mio passato. Hai ucciso qualcuno in passato? enunci superficiale. Certo che no! affermai intrecciando le braccia, offesa. Allora di cosa ti devi preoccupare?. Quando avevo tredici anni io e mio fratello siamo rimasti coinvolti in un incidente piuttosto...

grave dichiarai cercando di andare avanti. Mio fratello morto nel tentativo di salvarmi. Ecco ora lho detto!. Alessandro nelludire la notizia sconvolgente spalanc gli occhi senza dire nulla. Ti prego... supplicai smorzando un sorriso. Di qualcosa. Il silenzio mi uccide. Oh piccola disse correndo verso di me. Mi dispiace cos tanto! Sono stato uno stupido a fare quella dannata battuta! concluse stringendomi forte al suo corpo, percependo la sua nudit. Una volta preso coraggio, andai avanti tornando a respirare nel vuoto. Mia madre ai tempi dellincidente, era un avvocato della procura; lei era uno dei migliori a quei tempi enfatizzai fiera della sua vecchia professione. Non so come ma un giorno da una fonte anonima ha ricevuto del materiale: documenti incriminatori Procura di Milano fascicolo 7643557 AE fonte= anonima dissi ricordando la targhetta fissa sulletichetta nel

dossier. Alessandro mi guard spaurito. Di che cosa trattava quella cartella?. Colleghi corrotti, mazzette ricevute per appalti, o per Dio sa che cosa... imprecai rattristata. Un mese dopo la fuga della notizia, mio fratello venuto a prendermi a scuola... ai tempi andavo ancora in terza media e... lui aveva appena compiuto diciotto anni. Eravamo a due vie da casa nostra e... una berlina nera con due uomini a bordo fren alle nostre spalle... cominciarono a sparare allimpazzata e appena Andrea ud quel rumore assordate si precipit da me, facendomi da scudo. Sofia... io disse terribilmente spiaciuto. Non sapevo.... Lo azzittii. Lasciami finire lo scongiurai. Quando i sicari vennero a verificare se la loro missione fosse compiuta, mi finsi morta,

sporcandomi i vestiti con il sangue di mio fratello Andrea.... Atterrito Alessandro sospir profondamente. Sono senza parole Sofia... ora quei bastardi sono in carcere?. La procura li ha arrestati dopo quarantotto ore, ma si tolsero la vita dopo solo una settimana di prigionia. Capisco... mi dispiace molto per tuo fratello, i tuoi genitori... la perdita di un figlio devessere inimmaginabile. Annuii straziata dai ricordi. Ancora oggi mia madre si sente in colpa per quello che gli successo. E anche io.... Anche se non la conosco, tua madre una donna donore, ha affrontato questa situazione con coraggio, fortunatamente esistono onesti a questo mondo. Oggi lei dice che avrebbe dovuto bruciare quel

fascicolo appena lo aveva ricevuto. Avete scoperto il mandante?. Scossi la testa. S ma... non tutti. La maggior parte sono andati via dallItalia. Spariti come per magia, giusto? enfatizz ironico. Esatto... per questo mia madre si ritirata, non crede pi in nulla se non al dolore della perdita di un figlio. Penai sconfortata e in silenzio. Questo il mio segreto Alessandro, non ho nientaltro... questa fedina affermai mostrandogli la mia mano destra. E tutto quello che mi rimane di Andrea. Perch mi stai dicendo queste cose? chiese cortese. I giornali scandalistici ci hanno fatto soffrire in passato, la notizia dellattento era ovunque, come il mio nome e quello della mia famiglia. A breve i media sapranno chi sono, indagheranno sul mio passato e ritireranno fuori tutto... i miei genitori ne

morirebbero e anchio . Non devi preoccuparti piccola. Il suo tono era rassicurante e pienamente deciso. Non permetter mai che nessuno sappia del vostro dolore, te lo prometto defin guardandomi negli occhi. Di riflesso lo abbracciai nuovamente, dandogli un lieve bacio sulla guancia. Te ne sono grata... tutta la mia famiglia, ti sar per sempre riconoscente. Alessandro afferr la mia testa baciandomi castamente le labbra. Senza parole, lo guardai negli occhi senza dire nulla. Ti protegger sempre Sofia. Grazie... sei il mio salvatore. Di nuovo. Luomo mi sorrise e senzaggiungere altro si allontan da me lasciandomi da sola, nella sua sontuosa cucina ultramoderna. Dopo essermi ripresa, mi sistemai sullenorme

isola adagiandomi sullo sgabello. Prima di cominciare a studiare sociologia del giornalismo digitalizzato, tornai sulla pagina di Google News registrandomi alla sua newsletter dinformazioni con la voce Alessandro Marconi fidanzata. In questo modo, avrei ricevuto notizie in tempo reale sui media pi importanti. Speriamo davvero che tutto si risolva ponderai ammirando una nostra foto postata da un blog di gossip di un nostro bacio la sera precedente fuori dal Bel Maison. Dopo circa unora di studio, sulle note di Prendo Te di Laura Pausini indossai le cuffie dellIphone spostandomi tra le mura di quel maestoso appartamento. Curiosa di scovare qualche segreto sul misterioso Alessandro Marconi, la mia indole da giornalista intromise unidea curiosa nella mia mente. Lui come aveva detto inizialmente aveva esplorato ogni mio segreto, ora ero decisa a scovare il suo. La voce della Pausini mi accompagn per tutto il corridoio facendomi imboccare, per via desclusione alla

zona notte. Elettrizzata dalla sua voce soave e delicata nella canzone dedicata a sua sorella per il suo matrimonio, chiusi gli occhi ripetendomi quella parola importante che replicava continuamente nel suo brano Amami. Quella canzone mi rammentava Alessandro, o per meglio dire, tutto quello che io volevo rappresentasse: un presente, un futuro prossimo e la cosa pi vicina alleternit. Camminando roteando tra larmonia melodica, finii davanti a una porta leggermente socchiusa. Attirata dal mistero, afferrai la maniglia. Prima di entrare chiusi gli occhi, leggermente impaurita. E se fosse un assassino?. Senza pensarci troppo aprii la porta ed entrai. Impaurita schiusi gli occhi ritrovandomi in una stanza da letto matrimoniale. Chiusi la porta dietro di me, cominciando a osservare ogni dettaglio: come tutti i locali della casa, anchessa era molto grande, ma diversamente dalle altre il

suo arredamento era classico ed elegante. In quel momento mi sentivo come Belle nel cartone La Bella e la Bestia, curiosa di sapere che cosa nascondeva il bel principe nellala est del castello. Curiosai in giro, ma sia la cabina armadio sia il bagno allinterno erano completamente vuoti. Da quel semplice indizio capii che quella non era la sua camera, ma forse una stanza degli ospiti. Desolata dalla mia ricerca, mi sdraiai quasi tuffandomi su quel grandissimo letto a baldacchino notevolmente morbido al suo tocco. E se fosse la camera dove porta le sue donne? pensai dubbiosa rannicchiandomi. Rilassata dalla musica, chiusi gli occhi lasciandomi andare dalle parole. Amami... bisbigliai dolcemente. In quellattimo un profumo inebriante e ancora sconosciuto fluttu nella mia camera. Deliziata da quella sensazione, continuai a sognare fino a quando un magico tocco non mi fece tornare alla realt. Se volevi fare un tour

della casa, bastava chiedere. Nel riconoscere la voce di Alessandro e la sua mano con la mia auricolare tra le sue dita, mi spaventai. S-scusa.... farfugliai balzando in piedi. Pausa studio sospirai tutto di un fiato. Beccata Sofia Botticelli, non potrai mai far parte dellFBI. Luomo chin su di me rimanendo impassibile, continuando a fissarmi con quei suoi occhi blu famelici come la parola stessa imprigionandomi nella sua tela demozioni. Che vuoi farmi? ponderai terrorizzata. Accuratamente, Alessandro si pass la lingua sulle labbra sistemandosi elegantemente sopra il mio esile corpo tremante. Sei cos bella Sofia. La tua pelle sembra fatta della pi vera porcellana esistente bisbigli in un sibilo strozzato. Lo guardai diligentemente; come prima, era ancora a petto nudo e la sua perfezione ostentava di fronte a me. Il mio sguardo non riusciva a distogliersi

dalla sua bocca perfetta pronta per essere toccata e plasmata dalla mia. Ho sentito che cantavi... dichiar adagiando il suo fiato sul mio collo. S... affermai deglutendo a fatica la saliva. Che cosa cantavi? chiese afferrandomi entrambe le mani. Chiusi gli occhi completamente eccitata. Prendo te.... La sua bocca sinsinu vicino alla mia vena carotidea pronta a mordermi. Di chi ? domand quasi in silenzio. Laura Pausini.... Non pensavo fossi romantica. Infatti non lo sono sentenziai allistante. Di che cosa parla la canzone? continu deciso a infiammarmi sempre di pi.

Di un uomo e una donna... decisi ad amarsi per sempre. Dimmi quella parola mi chiese quasi pregando. Quale?. Quella che cantavi... disse sposando i miei capelli iniziando a baciarmi il collo. A-amami... mormorai strozzata dalla sua dolcezza. La sua sensazione continu imperterrita nella sua profondit. Ripetila ti prego... mi supplic tornando a fissarmi. Nellosservarlo, mi persi totalmente in lui. Amami continuai pi decisa. Alessandro tolse del tutto le mie cuffie, accompagnate dal mio Iphone, appoggiandole sul comodino adiacente al letto. Queste cose non ti servono. Bramoso, torn a guardarmi

avvinghiandosi alla mia bocca, donandomi la sua passione irrefrenabile. Oh mon ange... vocalizz nella mia bocca. Ti voglio!. Anchio espressi avvolta in lui. La nostra passione continu imperterrita, aumentando sempre di pi. Vorrei fare lamore con te adesso.... enfatizz tornando a baciarmi il collo. Le sue mani vellutate erano ovunque, e ogni suo tocco delicato accendeva il mio corpo staccandomi da ogni realt oggettiva. Non smettere ponderai stringendolo a me, lasciandomi andare alla sua scarica lussuriosa. In quel momento lo desideravo cos tanto, da quando lo avevo visto per la prima volta al Millennium che desideravo lui a petto nudo su di me. Ma limpulsivit gioca brutti scherzi, e non potevo sbagliare di nuovo. Il bivio era di nuovo aperto: se mi fossi lasciata andare a lui, avrei bruciato le tappe, subendo le

conseguenze pi negative. Se lo avessi bloccato, avrei avuto ancora qualche chance di salvezza. FERMO! sbraitai decisa allontanandolo. Dopo quel mio folle gesto, Alessandro si ferm di scatto cominciando a fissarmi con aria sbigottita. Che cosa mi vuoi fare? domandai spaventata. Sensuale, poggi un suo dito sulla mia bocca. Non intendo violentarti mon ange, aspetter... te lho promesso ed io mantengo ogni impegno. Quindi... ora... non faremo nulla giusto? chiesi risollevandomi. Lattesa vale laspettativa, credimi. Ma s-se... farfugliai. Ti avessi lasciato fare, tu... saresti andato avanti?. Deciso, scosse la testa. Mi sarei bloccato, ma hai preceduto il mio gesto. Perch? chiesi. Tu hai gi... fatto? mimami

arrossita. Sesso? concluse aiutandomi. Annuii timidamente. Qualunque cosa voglia dire. S, Sofia... svariate volte, ma solamente con donne che mi piacevano o a cui ero attratto. Ed io ti attraggo?. Molto... dichiar sistemando i miei capelli arruffati. Oddio ora sembrer Moira Orfei. F-faccio io dissi spaventata, controllandomi nello specchio attaccato alla parete. La mia profezia circense aveva ragione, ero davvero un completo disastro. Disperata, con le dita, iniziai a pettinarmi i capelli. Stai gi ti prego supplicai guardandolo con la coda dellocchio. Alessandro cominci a sghignazzare divertito dalla scena di me concentrata a sistemare quella

chioma fin troppo lunga. Chiss che cosa pensa di me in questo momento. Oh mon ange! esclam venendomi in soccorso. Sei cos... disse sorridendomi felice. Roteai il viso guardandolo nel occhi. Che cosa?. Scoraggiato Alessandro, scosse la testa. Non so nemmeno come definirti Sofia, sei la cosa pi vicina a un angelo ma credo che il suo significato sia riduttivo. Angelo? Io?. Perch dici questo?. Io sono il male... mormor accarezzando il mio viso. Ho rovinato un sacco di cose nella mia vita, persone vitali per me, e ora.... La ragazza bionda?. E ora? chiesi cercando di capire. Alessandro mi guard adirato dalle mie innumerevoli richieste che non avrebbero mai

ricevuto risposta. Troppe domande mi ammon mettendomi a tacere. Devi fidarti di me termin tornando serio. Impaurita da quel suo cambio dumore improvviso, non aggiunsi altro. Ok... scusa.... Perch non mi diceva niente del suo passato? Io, in fin dei conti, gli avevo raccontato di Andrea, della mia sofferenza infinita concepita dai miei sensi di colpa. Mi ero aperta a lui e in cambio avevo ricevuto solamente altri quesiti troppo complicati per la mia mente gi fin troppo enigmatica. Gentilmente, dopo quellepisodio scottante, mi aiut a rialzarmi dallenorme letto riportandomi nella sua sala del trono: il salone. Aspettami qui, vado a cambiarmi disse dandomi un lieve bacio sulla guancia. Ci sono dei libri/riviste nello scaffale, sono pezzi da collezione, se ti va di leggerle qualcosa mentre mi

aspetti ne sarei pi che felice. Roteai il viso verso lenorme libreria ammirando il repertorio di moda presente. S, perch no affermai sorridendo. Alessandro si allontan verso la sua stanza, ed io avanzai verso il mobile; nella libreria erano presenti innumerevoli copertine targate: Vogue, Harpes Bazaar, I-D, Dazed & Confused, Elle, Vanity Fair e Mens Health, con in copertina donne famose e dive degli anni 70/80/ 90 fino ad arrivare ai giorni nostri. Tra i vari numeri editoriali, riconobbi tra le copertine di Vogue Italia febbraio 1981, una giovanissima e sempre perfetta Micaela Sforza, la madre di Alessandro. La donna era cinta da capelli lunghi e scuri sorprendentemente ricci abbinati a dei magnetici occhi blu uguali a quelli del figlio. Wow! sussurrai ammirandola nel suo abito lungo blu elettrico firmato Marconi. Micaela era

in posa e dolcemente, accarezzava un bellissimo pancione rotondo. Era incinta di Alessandro ponderai rileggendo la data. Il suo grembo era notevolmente ampio e in fretta facendo un breve calcolo arrivai alla conclusione che in quel momento, dato che lui era nato ad aprile, la donna era al sesto mese di gravidanza. Curiosa, afferrai la rivista stendendomi sul divano cominciando a leggere lintervista. Forse se leggo questo, potrei iniziare a conoscerti. Micaela Sforza: un maschio. La ex modella milanese si confessa: Non vedo lora di abbracciare mio figlio. Milano, fine gennaio di un freddo 1981. Micaela Sforza arrivata da circa unora ed semplicemente bellissima. La sua mise elegante blu elettrico, firmata dalla casa di moda Marconi, le dona eleganza e raffinatezza trasformandola in

una vera e propria diva. Come sempre, accompagnata dal suo inseparabile marito, il rinomato stilista italiano dalla fama internazionale, Durate il servizio fotografico, li osservo: i loro sguardi sono complici e non si separano mai. Gli occhi verdi di lui la scrutano mentre dolcemente lei accarezza la sua pancia ormai arrivata al sesto mese di gravidanza. Giuseppe Marconi, unico figlio ed erede di Giovanni Marconi. Giuseppe Marconi, bello dannato; moro dallo sguardo impalpabile segnato da una concreta bellezza mediterranea, ma allo stesso tempo fredda e nordica da soprannominarlo: il cuore irraggiungibile, si scioglie emozionato nel vedere la celestialit di ogni gesto della donna, o per meglio dire, della ragazzina, data la loro notevole differenza di et. Giuseppe ha disegnato questo bellissimo abito

per me e per mio figlio, almeno saremo comodi in due! ridacchia Micaela mentre cambiava posa. Tra gli innumerevoli scatti, il suo sguardo glaciale asservito a lei. Micaela, una ragazza semplice che ha cambiato la sua vita rendendolo padre. La coppia ormai sposata da circa due anni ed ora in attesa del loro primo figlio, dal nome ancora ignoto. I due si sono conosciuti durante la festa di fidanzamento di lui, ai tempi impegnato con la famosa attrice italiana, Ada Lucci. Appena i loro sguardi sincrociarono quella sera di un lontanissimo 1977, entrambi capirono subito di essere fatti luno per laltra, realizzando cos un amore senza tempo e senza vergogna. Micaela, sei una mamma giovanissima. Lo so, ho soltanto ventanni. Quando hai scoperto di essere incinta?

Giuseppe ed io eravamo nel nostro appartamento di New York. Lui, ovviamente, era l per lavoro. Avete cercato questo figlio? Assolutamente, da quando sono piccola che non vedo lora di diventare madre di una piccola creatura. Il signor Giuseppe Marconi come lha presa? Era un po sotto shock. Posso immaginarlo, che cosa successo quado lha saputo? Nulla, dopo qualche secondo lui mi ha guardato negli occhi e mi ha detto MICAELA, ASPETTIAMO UN BAMBINO! E una favola.

Lo realmente. Al momento, mi sto godendo questa gravidanza attimo dopo attimo, non voglio perdermi nulla, aspiro a trasmettergli ogni piccola particella di creativit e bont. Dice che questa piccola creatura disegner il suo primo modello appena riuscir ad afferrare una matita? Mio marito lo vorrebbe ma io no. Nostro figlio dovr scegliere la strada che vorr. Lui sar libero di scegliere se favorir un'altra professione, sono e sar pronta ad assecondarlo in ogni sua scelta. Ha gi un nome? No, ma ci stiamo lavorando sopra. Mi piacerebbe molto che avesse il nome di mio padre Alessandro, invece Giuseppe preferirebbe il nome del suo, Giovanni. Io sono una testa dura raramente mi faccio influenzare. Quindi mi sta dicendo che questo figlio,

potrebbe chiamarsi Alessandro Marconi? E una delle probabilit. Che cosa si aspetta da lui quando sar grande? Voglio solo che sia felice, che viva una vita piena di amore, sentimenti e successo. Non gli far mancare nulla, ma lui non dovr farlo mancare a nessunaltro. Quale sar la prima cosa che gli insegner? Amare. Credo che sia la cosa primaria della vita, quasi vitale. Ti sconvolge, ti distrugge, ti rapisce e ti fa rialzare. Lamore tutto, possiede mille aspetti: pu rappresentare quella della persona amata o quella di un figlio. Non si pu sopravvive senza di esso. Dove le hai imparate tutte queste cose? Mia nonna stata il mio mentore. Mi ha

incoraggiato fin dal principio spingendomi a credere nellamore incondizionato, cambiando il mio modo di pensare. Anche se ai tempi, Giuseppe era gi impegnato? Signor giornalista, lamore non ha freni non ha pregi, si pensa, si sbaglia ma alla fine delle avversit si vive con orgoglio. Parole sante. Se ami realmente qualcuno, diglielo. Anche se temi che non sia la cosa giusta da fare. I rimpianti sono per i vigliacchi, e rovinano ogni esistenza che non sia stata vissuta pienamente. E una citazione? Sono le parole di mia nonna poco prima di dire il mio s.

Il signor Marconi davvero fortunato ad avere una donna come te accanto. Dietro a un grande uomo, c sempre una grande donna. Ora posso dire che vero. Soddisfatto delle mie risposte, saluto Micaela e il signor Marconi. Torno a casa, e davanti a un bicchierino di brandy, realizzo il mio articolo. Pi trascrivo quelle risposte pi capisco che ho imparato qualcosa. Oggi Micaela, poco pi che ventenne, riuscita a trasmettermi una cosa che nessun intervistato nella mia ventennale carriera mai riuscito a fare. Ha cambiato il mio modo pensare. Ma la domanda che ancora mi pongo Come pu una ragazzina dare una definizione cos esaustiva alla parola amore. Come pu avermi intenzionalmente messo questidea nella

mia mente? Non credo che potr mai darvi risposta, ma sono sicuro che il loro pargoletto crescer in mani amorevoli, pronte a essere stravolti da una miriade di emozioni ancora tutte da scoprire.

Che cosa stai leggendo? domand Alessandro spaventandomi. Ma che diavolo! sobbalzai spaventata, cercando di nascondere il giornale. Niente annunciai innocente. Spaventata, posai gli occhi su di lui. Luomo mi stava osservando e allo stesso tempo concentrato a sistemarsi i gemelli della camicia grigia, accuratamente abbinata a un completo elegante dello stesso colore accompagnato da dei mocassini in pelle. Possibile che indossa sempre lo stesso abito elegante?.

Come mai usi sempre lo stesso completo? domandai nascondendo furtivamente, la mia arma del delitto Vogue Italia 1981. Non lo stesso abito Sofia... ne ho diversi. E il mio preferito, anzi, la mia firma. Io mi vesto sempre e solo di grigio antracite: elegante e sportivo per ogni occasione. Il blu invece pi classico, e lo preferisco per le serate di gala o per le occasioni speciali. Stranita dal suo discorso fin troppo accurato, lo guardai. Sei un uomo metodico sai?. Annu sorridendomi. Lo so, e mi piace. Stalker, strozzino e pure psicopatico. Scrupoloso dei miei pensieri, cominci a guardarmi. Tu invece, come mai stai sfogliando Vogue? Ma soprattutto... perch leggi la copia con mia madre in copertina?. Imbarazzata, allontanai il mio sguardo da lui e andai a riporre la copia nello scaffale. Oddio e

ora?. Ero... curiosa dissi letteralmente in difficolt. Ah gi, ora ricordo... sei una giornalista dichiar sarcastico. Nervoso il ragazzo. Non per quello continuai offesa. Volevo solamente cercare di conoscerti. Alessandro poggio le sue dolci mani sui fianchi in attesa di una mia risposta esaustiva alle sue richieste. Vuoi rispondere alla mia domanda?. Innervosita, mi mangiucchiai le unghie. Perch dovrei?. Smettila! url fermo. Stranita, lo guardai con aria di sfida. Di fare che cosa?. Mangiarti le unghie sentenzi. Turbata, guardai le mie pellicine leggermente sporche di sangue. Lo fai quando tinnervosisci,

e questo tuo atteggiamento agita anche me. Con un gesto elegante sinfil nuovamente gli occhiali da vista. Il suo sguardo misto ai suoi occhi parlavano chiaro: bramavano una risposta. Lho fatto soltanto per conoscerti. Volevo approfondire la mia conoscenza sul tuo carattere. Non voglio essere ferita di nuovo. Mi spieghi perch usi questi termini?. Termini?. S, usi sempre questi termini cos... tecnici. Tecnici?. La smetti di ripetere quello che dico?. Silenziosa scostai lo sguardo. Non lo faccio apposta. La sua mano gelida si pos sulla mia guancia letteralmente andata a fuoco. Non devi fare ricerche per conoscermi, io sono qui. Sono reale e altamente interessato a te. Voglio conoscerti,

capirti e in un futuro amarti come nessuno ha mai fatto prima. Capisco il tuo diffidare dalle persone, ma tu Sofia, nel profondo del tuo cuore sai che io sono la persona giusta per te, e questo ti spaventa a morte. Tramortita da quella miriade di parole, tornai a osservare la profondit dei suoi occhi blu, stregandomi completamente. Come posso dirti di no?. O-ok tartagliai con un filo di voce. Cosa? chiese dubbioso. Sospirai. Ho detto... ok. Non lo ripeter unaltra volta. Le sue braccia forti mi sollevarono leggermente da terra facendomi roteare. Ti prego... cos mi farai venire il mal di mare! sghignazzai divertita. Rimani a dormire da me? chiese sopraffatto dalla gioia. Un po scioccata dai giri, e dalla proposta, traballai sulle ballerine finendo nuovamente sul

divano. La fretta gioca brutti scherzi. Prima di accasciarmi Alessandro mi afferr deciso a soccorrermi. E troppo presto.... Non voglio correre, ne abbiamo gi parlato conclusi scostandomi dalla sua feroce presa. Perch? Dobbiamo recuperare la nostra notte. Gi. Poi mi risveglier senza di te... di nuovo. Non succeder, non lo permetter. Tu al momento hai dei segreti con me. Chi non li ha?. Voglio conoscerli, come tu hai compreso i miei. Me lo devi. Arreso, si pass una mano tra i capelli. Quando mi hai conosciuto al Millennium, io per te ero solamente Alessandro... nientaltro. Prima che la mia seconda vita da ereditiere milionario venisse a galla... tutto andava a gonfie vele tra di noi. La notte che abbiamo trascorso insieme, il

sabato dopo la festa, stata la pi bella della mia vita. Sospettosa, lo guardai. Abbiamo solo dormito. Lo so... ed stato bellissimo. La prima notte di normalit e pace assoluta dopo tantissimo tempo. La desideravo cos tanto... solo con te sono riuscito a ottenerla. Questo che cosa vuol dire?. E un segno Sofia... tu ed io siamo destinati a stare insieme. Intimidita, sgranai gli occhi. Tu ed io cosa...?. Siamo destinati a stare insieme ripete. Questa tua frase da che cosa lhai dedotta?. I Baci Perugina a volte aiutano. Ogni cosa di te mi fa capire che sei e sarai mia dichiar deciso.

Lo guardai irritata. Non puoi saperlo. Queste sono solo sensazioni. No, non lo sono sbrait furioso. Sento e provo per te delle emozioni, se cos si pu definire, troppo profonde... anche per me sono nuove, ma di certo non mi spaventano. A me si invece... mormorai con le lacrime agli occhi. Irritato dalle mie affermazioni, poggi le dita sulle tempie. Sei proprio una giornalista... incurante di tutto e fin troppo ossessionata dal vedere e provare la materialit delle cose. E il mio lavoro. Io sono fatta cos sentenziai sdrammatizzando. Alessandro afferr le mie mani baciandole a palmo a palmo. Ti ho dimostrato che non devi avere paura, tutto il mondo sa che siamo insieme e voglio che sia cos. Voglio, ti voglio ma ho paura ponderai

guardandolo avvicinare la sua bocca alla mia. Il suono del suo cellulare frantum il nostro momento riportandoci alla realt. Infastidito dalla suoneria standard, del suo nuovissimo Iphone 5, guard il display. Scusa devo rispondere termin freddo, staccandosi da me. Che c? ... Lo so che ci sono i casting non me ne sono dimenticato... va bene, sar l il prima possibile concluse agganciando la chiamata. Dopo la chiamata mi guard ma non disse nulla. Ora o mai pi. Rimango a dormire... affermai tutto di un fiato. Il suo viso sillumin, rimanendo leggermente intontito. Solo che... non ho il mio pigiama continuai imbarazzata. Non devi preoccuparti di questo, il mio guardaroba a tua completa disposizione.

Basta che nella sezione Basic del tuo armadio non esistano varie t-shirt grigie o blu, per me pu anche andare. Divertito, ridacchi. Ti dar una mia maglietta afferm. Sono sicuro che ti piacer... comment scrupoloso. Che cosa stai tramando. Forza, prendi le tue cose. Ora andiamo ordin. Puoi ripetere?. Che cosa?. Tra mezzora iniziano i casting per scegliere il testimonial della nuova linea, mi farebbe piacere se tu venissi. Sei sicuro?. Assolutamente... oltretutto potrai ammirare la nuova collezione in esclusiva. Sono sicuro che Mario Ferrari apprezzer molto avere dettagli succulenti. Tutto il mondo li sta bramando. In quel momento sentii i miei occhi splendere

immaginandomi un giorno sulla sedia di caporedattore della rivista Fashion& co. Sicuro che non ti dar fastidio? domandai educata. No anzi, credo che mi sarai daiuto sostenne infilandosi la giacca e afferrando le chiavi della sua Aston Martin. Aiuto... io?. Non preoccuparti disse bloccando la mia bocca con un bacio appassionato. Lo scoprirai. La sede legale e amministrativa Marconi, posizionata in Via Ambrogio da Fossano Bergognone, 62 - non era molto lontana dalla fermata della metropolitana verde di Porta Genova ed era anche adiacente a Via Tortona. La sua posizione ottimale non distava molto dalla zona Navigli, in altre parole la terra degli aperitivi e degli showroom milanesi pi importanti.

Dopo aver parcheggiato, senza farci vedere dagli innumerevoli paparazzi appostati davanti allingresso delledificio, sgattaiolammo su indicazione di Matteo alias La Cosa, il buttafuori del Millennium, dietro alledificio facendoci entrare dalluscita di sicurezza, rinvenendo in un corridoio lungo e scuro. Signor Marconi! Signorina Sofia! Vi stanno aspettando tutti! dichiar luomo fermo. Lo so. Sono arrivato... asser rude, afferrando la mia mano facendomi quasi male. Le modelle sono gi arrivate? domand. S, tutto pronto comment passandogli dei documenti. Che cosa sono? chiese Alessandro afferrandoli. La Cosa si schiar la voce guardandomi. La sua richiesta di annullamento... il Nerd ha completato tutto come richiesto.

Nerd? Richiesta di annullamento?. Perfetto! afferm. Puoi depositarli nel mio ufficio, controller tutto da casa questa sera, e resta a disposizioni per nuovi ordini. Certo signor Marconi. Un'altra cosa Matteo. Ti prego, occupati dei fotografi. Non voglio pi essere assediato quando vengo al lavoro dispose infastidito. La Cosa sgran gli occhi, sbigottito. E impossibile signor Marconi, quei matti non si schiodano da giorni, abbiamo chiamato pi volte la polizia ma nessuno di loro sente spiegazioni. Sono determinati a scovare informazioni e foto su... luomo smorz la frase. Su cosa Matteo? listig a finire. Ieri era la sua nuova linea senza nome, oggi invece, la signorina Sofia ammise dispiaciuto. Alessandro sbuff amareggiato. Inventati qualcosa, non ce la faccio pi. Sono

Amministratore delegato da meno di dieci giorni e la vita da VIP mi sta gi stufando. Sar fatto signor Marconi. Parler con il capo della sicurezza. Insieme ci inventeremo qualcosa continu determinato. Me lo auguro. Con tutto quello che vi pago, mi sembra il minimo. Ho sentito bene?. Insieme, ci incamminammo attraverso il corridoio, spuntando in una grandissima stanza simile al paese delle meraviglie. Lintero ambiente era contornato da innumerevoli vestiti tutti posti su manichini, o appositi spazi deliberatamente sistemati, pronti per essere indossati. Il paradiso delle donne.... Accessori, scarpe di ogni tipo e borse erano distribuiti negli appositi scompartimenti vetrati e chiusi con un lucchetto argento. Al centro della sala erano disposti due grandi manichini oro;

ognuno di esso portava un abito diverso: il primo sulla sinistra, indossava un abito blu lungo e molto semplice mentre quello a destra cingeva lo stesso abito nella variante grigio. Lintero monumento era attorniato da moltissime rose blu, uguali sia a quelle del negozio aziendale, sia quelle del giorno precedente. Questo il tuo mondo? domandai ancora sconvolta da tutta quellirrefrenabile alta moda. S, una piccola parte.... Mentre ammiravo la stanza dalle pareti e pavimenti perlati, vidi con la coda nellocchio una figura camminare a passo spedito verso di noi. A mano a mano che si avvicinava, i suoi volumi si fecero sempre pi chiari: bionda, alta, coda di cavallo, bellezza nordica e terribilmente irritante. Non pu essere mormorai attirando lattenzione di Alessandro. La sua scopa amica

del cuore, mixato al suo errore pi grande. Finalmente sbrait la donna in preda allisteria. Dove diavolo eri finito? Ti stanno aspettando tutti!. Scusa... ho avuto da fare. Scrupolosamente la donna abbass lo sguardo notando la sua mano stretta sulla mia. Capisco comment gelida. Tua madre continua a chiedere di te. Ora ci vado a parlare. Lei guard nella mia direzione. Sono Chiara Castelli si present distaccata senza porgermi la mano. Castelli?. P-piacere Sofia. Perch Alessandro quando era in incognita portava il suo cognome?. La ammirai da vicino. Dovevo ammetterlo, era davvero molto bella. I suoi capelli erano biondi

come loro vero, e i suoi occhi verdi come gli smeraldi pi pregiati. Il suo fisico era slanciato pari a quello di una ballerina classica: magro e asciutto accerchiato da un elegante tubino grigio con abbinato dei tacchi neri. I suoi lineamenti europei la rendevano ancora pi bella. Come si poteva biasimare Alessandro? Era bella da togliere il fiato. Sofia? chiese Chiara dubbiosa. S-sofia? tartagli guardando Alessandro, ripetendo il mio nome. Non posso crederci... Sofia! afferm irrequieta. Come hai potuto?. Alessandro non rispose ed evit a pieno lo sguardo dei suoi occhi verdi, ormai gelidi di rabbia furente. Rimasi stranita. S... il mio nome bisbigliai ironica cercando ti attrarre la sua considerazione. Che cosa c che non va nel mio nome?.

Alessandro in pieno controllo si schiar la voce. Sofia... Chiara il mio braccio destro dellazienda. Ha occupato il posto di mia zia Sandra quando andata in pensione. Al momento, ricopre la carica di responsabile della sede Marconi a Parigi e direttore artistico per gli accessori specific in difficolt. E lei il tuo segreto? riflettei captando il suo sguardo dispotico nei confronti della ragazza. ALESSANDRO! url una voce maschile fuori campo. Tutti e tre guardammo in direzione della voce. Da lontano intravidi avvicinarsi a noi una figura maschile a me completamente sconosciuta. MASSIMO! rispose sorridendo. Una volta raggiunto, i due uomini presi dalla felicit si abbracciarono. Capii che dovevano conoscersi da molto tempo. Quando sei tornato? chiese Alessandro

euforico. Due ore fa. Sarei potuto arrivare prima, ma laereo era in ritardo causa maltempo. Il suo sguardo dagli occhi azzurri si pos su di me. Scusa, che sbadato... piacere Massimo. Sofia, piacere mio risposi sorridendo. Sofia? chiese guardando Alessandro. Lei .... Alessandro annu soddisfatto, facendo segno dintesa al suo amico ritrovato. Confusa, li osservai tutti e tre. Perch tutti avevano da ridire sul mio nome?. Massimo, era un ragazzo alto e biondo dai capelli con celestiali occhi azzurri. La sua figura assomigliava pi che altro a un surfista australiano; pronto ad afferrare la sua tavola da surf sfidando le onde di ogni oceani. Indossava un raffinatissimo completo blu scuro tagliato alla

perfezione, sicuramente griffato Marconi, donandogli una figura slanciata e giovanile. Amore concretizz Chiara dando la mano a Massimo. Amore?. Sorpresa, notai le loro mani intrecciate, ornate da due fedi nuziali. Oddio! Loro due sono sposati. Ancora pi confusa, guardai Alessandro, notevolmente sereno nel scrutare la coppia di amici. Noi siamo pronti, non appena vorrai iniziare, predisporremo tutto aizz Chiara. Il surfista mi porse la sua mano. Piacere di averti conosciuto sorrise felice. Piacere mio, Massimo risposi. Chiara.... La ragazza irritata, roteo il viso senza rispondere. Ma... sussurrai. Lasciamo stare ponderai vedendoli allontanarsi a mo di coppietta felice.

Cosa ci fa lei qui? chiesi sconvolta in attesa di spiegazioni. E s-sposata?. Non preoccuparti mon ange afferm baciandomi la fronte. Ti spiegher pi tardi, te lo prometto. Attraversammo la stanza fino allascensore. Piano 3 afferm schiacciando un bottone bianco. Cosa c al piano 3?. Lo studio fotografico. L ci saranno i casting?. Alessandro annu. Esatto. Lo guardai analizzandolo, provando a captare qualche sua emozione. La calma del suo viso era fin troppo piatta, e la cosa mi spaventava. Perch lei qui? domandai irritata. Lei il mio braccio destro, qui per lavoro. E Massimo? E suo....

Marito. Abitano a Parigi termin sorridendomi. Perch lei il tuo errore pi grande?. O il tuo rimpianto pi grande?. Sicuro, afferr la mia mano. Non devi preoccuparti di lei. Ah no?. No... sentenzi adirato. Bugiardo. Tu mi chiedi di fidarmi di te, ma lei non mi piace. Sei gelosa per caso? ridacchi divertito mentre le porte dellascensore si aprirono atterrando sullemisfero fotografico di casa Marconi. S, e molto. No, odio solo le sorprese. Non succeder pi. Che cosa sono quei documenti? domandai.

Sofia... ti prego mi supplic. Non ti sto nascondendo niente. Ci sono troppe cose che non tornano. Oddio e se era lannullamento di un matrimonio ipotetico?. Alessandro sospir. Ti spiegher tutto a casa, ok?. Delusa scossi la testa. Non so se voglio sentire sentenziai uscendo dallascensore. Sofia... mi richiam, ma io non guardai indietro. Mi addentrai nella stanza cercando un angolino dove potermi nascondere dalla tremenda vergogna che stavo provando in quel momento. Girovagando come un ninja, trovai un piccolo sgabello adiacente a una lunghissima pila di abiti appesi. Bugie, bugie e solo bugie pensai sedendomi; ammirando la vista della vipera svedese bionda in tutto il suo metro e settantotto,

concentrata a parlare con un gruppo di modelle altissime e ovviamente bellissime. Ecco le possibili testimonial. Al centro della stanza era stata montata una piccola passerella bianca con delle luci in stile teatrale, installate alla fine della bordatura. Attenzione! inve Chiara verso un operaio. Valgono pi di un tuo stipendio!. Non posso crederci!. Vipera! mormorai. Come osa trattare cos la gente?. Infine, tra la folla, trovai Massimo concentrato a parlare con la signora Sforza. Micaela non era cambiata molto rispetto al 1981. Questultimo periodo, a causa della morte del marito, il suo corpo aveva perso peso rendendola quasi trasparente. Mentre la osservavo i suoi occhi blu, si fissarono sui miei. Mi ha trovato... accidenti! pensai provando a nascondermi.

Signorina Botticelli mi chiam. In silenzio, mi avvicinai alla donna e in quel momento si materializz anche Alessandro. Di bene in meglio!. Che piacere rivederti... afferm sorridendomi. Salve... sussurrai con un filo di voce. Anche per me sempre un piacere dissi accennando un lieve sorriso. Ho adorato il tuo articolo, hai davvero molto talento sai? Sono sicuro che farai molta strada nellambito della moda mia cara. Imbarazzata, guardai Alessandro. Grazie... Micaela. Sono felice che lo abbia trovato interessante. Ora sei qui per scriverne un secondo? Oh Alessandro, sono sicura che trover le parole giuste afferm felice. Lei Sofia mamma... dichiar grattandosi la fronte.

S-sofia? tartagli. Sofia?. S Micaela... lei Sofia continu Massimo, felice. Ecco... di nuovo il mio nome. Sono io... mormorai ancora pi impicciata. Gli occhi della signora Sforza silluminarono ancora di pi. Alessandro! Massimo! sbrait Chiara richiamandoli al suo capezzale. E ora diniziare. Combattuta, lo guardai dal basso. Aspettami qui, non scappare da me bisbigli baciandomi la fronte. Va bene risposi sentendo il suo calore allontanarsi da me. Oh cara! Vieni... siediti vicino a me disse indicando la sedia posta dietro ad una lunga scrivania bianca. Che cos? domandai.

E la postazione dei principali responsabili dellazienda. Stupita, la guardai. Ed io che cosa centro in tutto questo?. La donna mi sorrise, facendomi segno di girarmi. Lo vedrai. Scettica obbedii, e in quellattimo, capii perch tutti erano cos sorpresi nel sentire il mio nome. Due operai di fronte noi, trascinarono gi un lenzuolo bianco dalla parete; riconobbi subito il mio nome scritto sulla parete bianca con affisso un pannello grigio tortora in fantasia roccia SOPHIA. Alessandro ha assegnato il mio nome alla sua nuova linea? Come pu essere successo?. Fino a poco fa non capivo il perch avesse scelto questo nome per la sua prima collezione da stilista. Che stupida! Non avevo collegato le due cose dichiar la vedova ritrovando il sorriso.

Roteai di nuovo verso di lei. Io? Sarei... io.... Che diavolo significa?. Sofia... tu sei la sua musa. Musa?. Io cosa?. La sua musa inspiratrice Sofia. Lo sono stata con mio marito, e ora tu lo sarai per lui. Com possibile?. La luce nella stanza si attenu rendendo lo studio leggermente pi scuro; da lontano intravidi: Alessandro, Chiara e Massimo seduti al centro della scrivania. Sembrano i giudici di X - Factor ridacchiai pensando a Chiara in versione Maionchi. 2! Vieni subito qui url la vipera bionda. S? bisbigli una ragazza che avr avuto allincirca la mia et. Chiama le modelle. ORA! url imbarazzandola. S-subito signora Castelli.

Poverina... la vipera non rende la vita facile a nessuno. Entr la prima modella: Indossava un abito lungo modello girocollo nero, con spacco a contrasto bianco sul davanti. Mentre camminava sulla passerella la modella prov a evidenziare il contrasto dei due colori giocando con la gonna lunga. Questo uno dei miei preferiti afferm Micaela. Alessandro ha davvero talento. Fa parte della nuova collezione? chiesi. La donna annu. Tutti quelli che vedrai oggi ne faranno parte. Avrai una piccola anteprima. Sei davvero fortunata. Una volta sistemata al centro la modella si ferm e fece una giravolta su se stessa mettendosi in svariate pose, evidenziando il suo viso spigoloso e secco.

Tu sei? domand Chiara. Leila Kashina rispose con un accento moldavo. Ci fu qualche attimo di silenzio; sentii dei piccoli bisbigli provenire dal centro del tavolo. Perfetto, ti faremo sapere rispose la donna in tono acido. E normale che sia cos breve? chiesi sottovoce. Micaela mi guard confusa. Sta gi durando troppo... sentenzi. Questo il terzo e ultimo step della selezione, loro conoscono gi le modelle. Devono solamente prendere una decisione definitiva. Dopo qualche secondo entr la seconda modella. Quando si posizion al centro notai un particolare comune a quella precedente. Entrambe erano castane e avevano gli occhi grigi;

caratteristiche uguali alle mie. Che sia un caso? pensai aggrottando la fronte. La ragazza, che allincirca avr avuto sedici anni, indossava un vestito bianco lungo con caratteristiche dip-dye. La gonna, leggermente drappeggiata portava delle sfumature grigio perla alla sua fine. Tu sei? chiese Alessandro sistemandosi i suoi occhiali da vista. Adela Garca dichiar spagnoleggiante, stampandosi un grande sorriso sul volto. Udii di nuovo dei bisbigli. Potresti fare di nuovo la camminata per favore? ordin la vipera aspramente. La modella aggrott la fronte e obbed agli ordini ripetendo il breve percorso. Grazie... per me pu bastare termin Chiara in modo aspro, interrompendo il percorso della ragazza.

Dopo pochi istanti entr la terza modella. Anche lei aveva le mie stesse caratteristiche fisiche: castana, occhi grigi e pelle molto chiara. Questultima, in statistica fisica, era la pi anziana. Indossava un vestito nero lungo con scollo molto profondo e spacco alto; decisamente un abito molto provante e sensuale, chiunque sarebbe rimasto ammaliato dalla bellezza che emanava il suo completo. Tu sei? chiese Massimo dopo la sua passerella mozzafiato, decisamente migliore rispetto a quelle precedenti. Inna Smirnov afferm con una lieve cadenza russa. Chiara sorrise maliziosa. Vedo che hai lavorato per moltissimi marchi di alta moda comment Chiara soddisfatta. Da, signora Castelli. Io solo marchi Haute

Couture. Massimo e Chiara annuirono in contemporanea, mentre Alessandro rimase muto letteralmente impassibile. Che sia perplesso dalla decisione?. Tutte le modelle presenti erano davvero molto belle, la decisione da prendere non era per niente facile. Bene... ti faremo sapere concluse Massimo in tono vigoroso. Prima di uscire la ragazza ammicc verso Alessandro facendo un sorriso provocante della serie ti aspetto fuori e facciamo scintille. Il suo gesto malizioso, mirrit notevolmente, facendomi ribollire di gelosia. Adesso questa che cosa vuole?. Non appena la modella usc, le luci tornarono normali. Un leggero fastidio agli occhi, causa cambiamento luci, mi fecero lacrimare le pupille. Oh no, non ho il collirio!. Stai piangendo mia cara? chiese Micaela

preoccupata, vedendomi ravanare tra i meandri della mia borsa. Beh tuo figlio ha creato una linea con il mio nome, e le possibili modelle hanno i miei stessi punti forti. No, sto bene. I miei occhi sono sensibili alle luci giustificai mentendo. Mi dispiace, vuoi del collirio?. No, ti ringrazio dichiarai asciugandomi le lacrime. Sei un po pallida. Sicura di stare bene? chiese la donna angosciata. Infastidita da tutto il mondo che mi circondava, mi alzai. Ho solo bisogno di una boccata daria. Correndo, uscii dalla stanza ritrovandomi in un corridoio. Avvertii Alessandro chiamarmi, ma non risposi e andai avanti per la mia strada, senza guardarmi indietro. Questo posto un labirinto ponderai intromettendomi in vari passaggi segreti.

Non molto lontano trovai una porta che dava al di fuori delledificio. Senza pensare la aprii avanzando fuori. Finalmente un po di respiro. La calma dur poco. Appena emisi un respiro affannoso, fui letteralmente investita da unorda di paparazzi alla ricerca di scoop. Giornalisti, reporter e moltissimi altri chiamavano il mio nome, spaventandomi a morte. SOFIA! SOFIA! SOFIA!. Terrorizzata, provai a fuggire, ma le mie mosse impacciate non aiutarono, anzi, quella massa di folli era riuscita ad accerchiarmi senza lasciarmi vie duscita. Sei la nuova ragazza di Alessandro Marconi? url un paparazzo davanti a me accecandomi con la luce del suo flash. Oh no, i miei occhi! pensai coprendomi il viso. Brucia... bisbigliai impaurita atterrando sul muro. Non ci voleva.

Spaurita dal non riuscire a vedere nulla, cercai di spostarmi di nuovo verso lentrata con laiuto delle mie mani. Da quanto tempo state insieme? chiese unaltra giornalista. Quando vi sposerete? sbrait qualcun altro. Il mio mondo era diventato scuro e le urla mi stavano rendendo sorda. Mi mancava il fiato, non potevo sopportare altro. BASTA! ANDATE VIA! url Alessandro proteggendomi. Signor Marconi che cosa succeder ora che fidanzato? chiese una voce maschile. Non sono affari che la riguardano. Senza aggiungere altro, afferr la mia mano guidandomi nuovamente fino al corridoio trascinandomi addosso al muro. Le mie mani ancora sul viso proteggevano i miei occhi letteralmente andati a fuoco. Cosa diavolo ti venuto in mente? inve Alessandro

furente. Perch ti copri gli occhi?. Brucia! sbraitai spaventata. Che cosa brucia? chiese, preoccupato. Gli... occhi mormorai. Dolcemente Alessandro afferr le mie mani scostandole dal mio viso. Leggermente rassicurata, li aprii piano piano. Che ti successo? domand afferrando il suo fazzoletto di stoffa. I tuoi occhi sono.... Rossi? risposi finendo la frase. Lo sono, e lo saranno per molte ore terminai. Perch?. Le schegge dellincidente di dieci anni fa mi hanno quasi tolto la vista. Hanno quasi perforato la retina. La luce artificiale per i miei occhi, non la cosa migliore. Accuratamente mi asciug. Mi dispiace mon ange, non sapevo.

Nessuno sa Alessandro, solo io so! sentenziai furibonda interrompendo il suo gesto. Non ho bisogno della balia. Avevo solo paura che te ne stessi andando via. Il suo sguardo divent gelido. Ti piaciuta la... sorpresa? chiese cambiando discorso. Non amo le sorprese. Beh... non me lo aspettavo. Nessuno se lo aspettava ripet dubbioso. Solo io sapevo. Sai sempre tutto.... E tutto nuovo per me Alessandro, hai assegnato il mio nome a una collezione, ho paura diamine... mi manca il fiato! Tu mi togli il fiato singhiozzai sgomenta, quasi in lacrime. Perch lo hai fatto?. Alessandro sospir straziato. Mio padre era morto da solo dieci secondi quando ho ricevuto lincarico di amministratore unico Marconi. Dopo quei brevi istanti interminabili, ogni giorno

affronto responsabilit, rischi... perdite di somme che nemmeno tu immagini. Il mio compito risollevare lazienda e lo sto facendo con tutte le mie forze. Luomo afferr i miei polsi energicamente. Ogni giorno che ti sono stato lontano, la mia mente pensava a te, alla tua figura angelica; eri unossessione cos dolce ma allo stesso tempo amara perch tu non eri accanto a me. Sei riuscita a stravolgermi Sofia, ti basti sapere questo. Lo esaminai atterrita. Anche la mia... Alessandro dichiarai a bassa voce. Tu sei riuscito a mettere in discussione ogni cosa che mi circonda. La sua bocca si adagi sulla mia irrequieta, ossessionata di assaggiare ogni parte di lei. Ed io cedetti a quella dolce sensazione. Mi hai salvato dal baratro mon ange. Il tuo essere ha ispirato le mie mani ed io ho creato. Ho riprodotto me stesso in te boccheggi nella mia

bocca. Ma non lavevi gi creata la collezione? chiesi accarezzandogli il collo provocandogli un gemito. Non lho mai finita. Mio padre non me lha permesso. I tuoi occhi... disse afferrando il mio mento, allontanandosi da me. Questo tepore nelle tue pupille, mi ha raccontato tutto di te, ed io ora voglio di pi. Un intrigante brivido siniett nel mio basso ventre facendomi vibrare. C-che cosa? tartagliai. Le sue mani sfiorarono delicatamente i miei capelli, il mio viso, il mio collo fino ad arrivare ai seni diventati turgidi alla sensazione delle sue mani su di me. Per quello dobbiamo aspettare... ho in mente qualcosa di speciale per la tua prima volta. Voglio che non la dimentichi mai.

Come potrei? affermai con un filo di voce. Ci sei solo tu per me.... Sofia Botticelli, tu sei tutto quello che voglio dalla vita. Castamente mi baci la fronte, lasciandomi andare. Ora che sei salva, torno dagli altri. Se trovi qualcosa che ti piace, dillo a Chiara e prendilo pure senza problemi. Davvero? chiesi. Posso veramente prendere qualcosa?. Certo, tutto a tua disposizione. Se questo il vantaggio di essere la sua musa, beh... la cosa mi piace parecchio. Grazie.... I tuoi occhi stanno meglio?. Annuii decisa. Ormai il bruciore era sparito quasi del tutto. Non preoccuparti per me, lo sai che sono forte. Vederlo allontanarsi, un dubbio infer nella mia

mente. Che cosa succeder quando gli passer lispirazione? Mi lascer?. In pensiero, raggiunsi con lascensore la stanza delle meraviglie: tutto era cos divinamente perfetto. Che cosa avrei potuto prendere se non tutto? Carino questo! sussurrai afferrando una gruccia argentata con risposto sopra un uno degli abiti pi belli che io abbia mai visto. Il vestito: era un raffinato abito lungo di seta blu con scollo a barchetta. La fascia posta in vita era decorata con gemme preziose e un piccolo fiocco era sistemato sul retro; la sua gonna era fluida, e totalmente adornata da delle leggere pieghe morbide donandogli unesaustiva vestibilit classica. E bellissimo. La targhetta posta sul ferro della stampella rappresentava linea e modello: BLU NOTTE LINEA AUTUNNO/INVERNO 2008 Nicole Kidman.

Questabito lha indossato lei?. La mia attrice preferita per eccellenza?. Speranzosa abbracciai l'indumento nellimmensit del suo colore cos intenso da distinguersi da tutto il resto. La classicit dellazienda in fatto di modelli era famosa in tutto il mondo, e le varianti blu e grigie erano il loro pane quotidiano; lazienda Marconi non aveva eguali nel mondo. Nicole... Nicole... Nicole.... La mia quiete fu interrotta dallo squillo del mio cellulare. Irritata, guardai il display, era mia madre. Ora parte il terzo grado!. Pronto?. SOFIA SVEVA BOTTICELLI! esclam mia madre euforica. Ha saputo di Alessandro. Ciao Mamma.... Labito di Valentino era per il signor Marconi la donna inizi a ridacchiare istericamente, dandomi sui nervi. Lo sapevo che mi stavi

nascondendo qualcosa piccola furfante. Si beh... non nulla di ufficiale dichiari distaccata. Ah no?. NO!. Ti stai facendo prendere in giro? domand strana. Che cosa? NO!. Dimmi la verit! inve furiosa. E quello che ti sto dicendo!. Sofia! Sai che capisco quando mi menti, e ora lo stai facendo. Ci stiamo solamente andando piano ammisi arresa. Sono cos felice Sofia, sai stavo iniziando a pensare che ti piacessero le ragazze!. MAMMA! la ammonii.

Che c di male scusa? Non ti ho mai visto con un ragazzo, o per lo meno, li hai fatti scappare tutti!. MAMMA! la avvertii nuovamente. Sofia mi raccomando... non fartelo sfuggire. E davvero un bel bocconcino quel Marconi. Se solo sapessi dove sono ora!. Ci prover la tranquillizzai. Da lontano avvertii dei passi, abbinati a tacchi avvicinarsi sempre di pi. Roteai lo sguardo cercando di capire chi potesse essere: Alessandro mi stava raggiungendo ed era accompagnato da Chiara e Massimo. Mamma scusa, ora devo andare. Non sparire... anzi credo che avr tue notizie dal telegiornale delle otto!. Sogghignai rallegrata. Ti chiamer domani, ok?.

Va bene piccola. Stai attenta, quello un mondo di squali. Dopo la fugace telefonata con mia madre, mi guardai allo specchio sistemandomi i capelli leggermente arruffati; senza farmi vedere, pizzicai leggermente le guance cercando di togliere quel fastidioso pallore dal mio viso. Direi che sono presentabile. Hai trovato qualcosa dinteressante? chiese Alessandro cogliendomi alla sprovvista. Timidamente, arrossii. Massimo osserv la mia gruccia. Oh vedo che hai trovato qualcosa dinteressante ridacchi allietato dalla mia scelta. S, beh... stavo solo dando un occhiata in giro. Chiara cominci a squadrarmi. Questa linea di cinque anni fa, morta e sepolta mi rimprover. Si chiamava Crystal Nuance, e da quel che rammento non and molto bene. Ecco

perch lo hai scelto tu, poich non hai alcun gusto in fatto di moda. Smettila Chiara! la rimprover Massimo. Che c? Non posso essere sincera? inve la donna guardandolo, ridacchiando in modo perfido. Forse non ricordi bene. Quella linea si chiamava Blu Notte e se la memoria non minganna, quel rinomato capo stato indossato da Nicole Kidman in occasione dei Tony Awards del 2008 intervenne Alessandro smorzando la sua ristata malefica. Forse dovrei rivedere la sua posizione signora Castelli. Dato che non sa nemmeno riconoscere un celebre indumento indossato da una delle pi grandi dive al mondo. Ora Smettetela! Entrambi imprec Massimo dividendo i due fuochi ardui. Che vi prende? chiese guardandoli, confuso. Riposi il vestito al suo posto. Davvero non c problema... non avevo intenzione di prendere

nulla dichiarai cercando di riparare al danno. Gli occhi blu contro il gelo di Chiara si scontrarono mettendomi quasi paura; la loro tensione trasmetteva un passato misterioso. Che cosa era successo tra di loro? Andiamo Sofia... afferm Alessandro afferrandomi la mano incamminandoci verso luscita. Non abbiamo tempo da perdere. Certo, scappa... lunica cosa che ti viene bene, brutto.... Massimo interruppe la frase. Chiara ti prego... smettila supplic fermandola. Non finita qui Marconi! Ricordatelo! strill isterica. Investiti da un tremendo temporale, entrammo in macchina. Che freddo! esclamai fradicia. Resisti piccola, tra poco saremo a casa disse immettendo le chiavi nel blocchetto di accensione.

La macchina si accese tra le note della mia cantante preferita, Laura Pausini nella sua rabbiosa Resta in Ascolto, occup latmosfera, tuttaltro che serena. Direi che scelta pi azzeccata non poteva esserci riflettei tremando. Arrivati in Piazza delle Milizie, Alessandro imbocc Viale Cassala e di l a seguito, in meno di venti minuti ci ritrovammo sotto casa sua, parcheggiando la macchina nel suo maestoso garage di lusso. Una volta scesi dalla macchina, preoccupato per la mia salute mi afferr tra le sue braccia strofinando le sue mani sul mio corpo bagnato. Sei gelida piccola, forza andiamo. Hai bisogno di una doccia calda. Irritata, interruppi quel suo gesto premuroso. Perch?. Che cosa? chiese confuso. Chiara... perch lei cos prevenuta nei miei

confronti? ringhiai furiosa. Che cosa mi state nascondendo?. Esasperato dai miei mille quesiti, Alessandro alz gli occhi al cielo. Te ne avrei parlato dopo una doccia calda, se non ti asciughi, ti prenderai una polmonite. Anche tu sei bagnato. S, ma la mia massa muscolare non debole come la tua. RISPONDI. TI PREGO! scandii furiosa. Non posso pi attendere oltre. Ho proposto di farti diventare la testimonial della linea afferm deciso. Io?. CHE COSA? urlai. Alessandro annu fermo. Le modelle che ho visto oggi non rappresentano il messaggio che voglio mandare. E il messaggio sarei io? dichiarai sbigottita.

Credo che la vera Sofia sarebbe il volto migliore. Sbalordita sgranai gli occhi. Non sono una modella. No non lo sei sostenne. Sei molto di pi. Non devi accettare se non te la senti, Chiara ovviamente ha gi proposto Inna come seconda scelta. Inna? La russa che una cotta per lui?. Ingelosita dal pensiero di loro due sotto stretto contatto, mi fece fremere il sangue di tormento. Quanto tempo ho per pensarci? chiesi sospettosa. Fino a domani dichiar. Ora ti prego, hai bisogno di asciugarti. Esausta da tutto, mi lasciai andare alla sua presa facendomi trascinare al suo appartamento. Io... Sofia Botticelli, volto ufficiale della casa di moda Marconi?.

Tieni disse Alessandro porgendomi un enorme accappatoio dallarmadio della sua stanza da letto. In bagno troverai tutto loccorrente per lavarti. Grazie... mormorai. La stanza da letto di Alessandro era simile a quella degli ospiti, con lunica differenza della sua cabina armadio aprendo un enorme spiazzo grande quasi lintero locale. Con estremo piacere notai la portata centrale dellarmadio; in modo ordinato, erano appesi ben dodici completi grigio antracite: i suoi completi preferiti. Mr. Perfezione tra noi pensai divertita da quella sua estrema precisione e raffinatezza nello stile. La sua mano calda, tocc amorevolmente le mie gote gelide. Forza in doccia! ordin. Ti voglio sana e in forze per la cena.

Non devi preoccuparti cos tanto per me. Sofia io voglio occuparmi di te. Smettila di stare sulla difensiva, ti prego.... Avvilita, sospirai. Ok.... Ti aspetto in cucina, ti va bene la pizza per cena?. Annuii. Va benissimo. Quale preferisci?. Margherita comunicai, legando i capelli. Senza volerlo lo sguardo di Alessandro, si pos sul mio corpo totalmente bagnato. Lasciando allimmaginazione una nudit parziale e immaginaria. Latmosfera si fece bollente e suoi occhi del tutto velati erano rivolti al mio corpo umido dal temporale che aveva colpito la citt del lavoro duro. Imbarazzata, diventai paonazza e senza farmelo

ripetere due volte sparii dietro la porta del bagno; lasciando Alessandro solo nella sua solitudine ed io nella mia. Il mio corpo avrebbe voluto averlo accanto mentre sciacquavo via il freddo e il gelo del mio corpo, lasciandomi scaldare da lui e dalla sua forza. Anche se la tentazione era forte, io dovevo esserlo di pi. Troppe cose andavano chiarite e troppi dubbi si celavano nella mia mente. Con calma Sofia... non c fretta riflettei ricomponendomi. Mi spogliai, e accuratamente riposi tutti i miei vestiti umidi in una piccola cesta adiacente al lavello. Dopo essermi tolta la biancheria, minfilai sotto il getto dellacqua calda, lasciandomi andare a quel mielato calore. Iniziai a pensare: quel pomeriggio era stato sconvolgente, avevo scoperto che Chiara, lerrore pi grande di Alessandro, era il braccio destro

dellazienda. I due, lavoravano sempre a stretto contatto mettendo in moto la mia gelosia, e per non farsi mancare nulla era sposata con Massimo. A che gioco stai giocando Chiara?. Poi perch Alessandro usava il suo cognome per non farsi riconoscere? Per non parlare di me, Sofia Sveva Botticelli di anni ventitr, ero diventata la musa ispiratrice di uno dei pi importanti marchi mondiali, e il mio aiuto avrebbe potuto risollevare lazienda dal baratro della crisi mondiale. Qual la cosa giusta da fare?. Se mi lasciassi andare del tutto, le vie di fuga non sarebbero state molte, ma se fossi scappata via, avrei potuto salvaguardare me stessa e tornare nel mio mondo innocuo per i prossimi cinquantanni. Ormai troppo tardi ponder una vocina nella mia mente. Sei gi sua, lui gi in te.

Dopo la doccia al profumo di lavanda, minfilai nellenorme accappatoio blu di Alessandro; strizzai i capelli in uno degli asciugamani sistemati sulla credenza e cominciai ad asciugare il mio corpo ora tornato caldo. In punta di piedi, rientrai nella camera e cominciai a sbirciare nella sua enorme cabina armadio alla ricerca di qualcosa da mettere. Fortunatamente, dopo varie prove, riuscii a trovare dei pantaloni della tuta neri e una delle sue magliette di Hockey Milano Rosso blu. Sono sicura che apprezzer. Prima di raggiungerlo in cucina, mandai un messaggio a Sun su, avvertendola del mio non rientro notturno, omettendo la parte di me come testimonial ufficiale Marconi:

La sua risposta arriv poco dopo con tanto di faccina sorridente:

Mi stai prendendo in giro? Rimani da Alessandro? S, mi sono convinta a restare. Hai intenzione di passare al livello successivo?

Stai attenta, lui non mi piace, tieni a freno limpulsivit. A volte fa male alla salute. Non preoccuparti star attenta. Parola di scout. Non farti stregare dalle sue parole ammaglianti. Ci sono cose che dobbiamo chiarire. BASTA DOMANDE! Parlate e chiarite,

altrimenti non ne verrete pi fuori. Vorrei solo che tutto fosse pi semplice.

Oh Oh... udite udite gente, la regina di ghiaccio si sta sciogliendo finalmente. Passa una bella serata amica milanese. Domani vorr sapere tutti i dettagli pi succulenti! Posai il telefonino sul comodino, comunicazioni con Sun. La linea internet era svanita nel nulla, e anche la corrente della casa andava e veniva. Che diavolo sta succedendo Milano? Non puoi essere messa KO da uno stupido temporale di stagione, lautunno non pu vincere. Tu sei sempre pi forte, non lasciarti abbattere.

Pettinai leggermente i capelli con le dita, e a piedi scalzi, mincamminai verso la cucina. Tutti gli ambienti erano al buio e illuminati da delle piccole candele allaroma di vaniglia, uno delle mie fragranze preferite. interrompendo le

Alessandro? lo chiamai attendendo la sua risposta. Nessuna voce richiam il mio. Alessandro? ripetei nuovamente impaurita; ma non ci fu alcun responso. Di corsa, raggiunsi la cucina e controllai il suo interno: il locale era completamente deserto, illuminato soltanto da altre candele uguali a quelle del salone. Dove diavolo finito?. Presa dallimpulso, setacciai in giro a rischio di mettere a soqquadro lintera casa.

ALESSANDRO! replicai pi volte, ma la sua voce non si present. Spaventava dalla sua mancanza, ritornai nella zona notte e in modo deciso, aprii la porta della camera degli ospiti. Lintera stanza era ricoperta da vapore e una voce maschile stava canticchiando allegramente le note di Careless Whisper di George Michael. E sotto la doccia capii percependo quellinebriante profumo, a me ancora sconosciuto, che annunciava il suo corpo splendido. Che stupida pensai. Come ho potuto pensare che se ne fosse andato via da casa sua?. Senza farmi sentire, in punta di piedi, roteai verso la porta intenta a tornare in cucina a preparare tutto per la cena. Sofia? pronunci la sua voce interrompendo la mia manovra di fuga. Sorpresa nel sentire la sua voce; girai lo

sguardo ammirandolo nella pi completa nudit. La sua figura possente era integrale ergendosi davanti a me gocciolante dalla doccia. Imbarazzata, deglutii a fatica la saliva. Oh Dio... mio.... I suoi capelli erano bagnati, tirati disordinatamente indietro rendendolo dannatamente bello; la sua protuberanza ostentava di fronte a me, offrendo il suo fisico completo e a mia disposizione: muscoloso come il suo contorno, e sensuale come la sua alchimia. Era pi bello di ogni statua di Michelangelo esistente. Arrossii imbarazzata. S-scusa! esclamai coprendomi gli occhi. Non ho mai visto un uomo nudo! pensai. Eccetto Daniele.... Perdonami. Non pensavo fossi.... Sotto la doccia?. Annuii senza guardare. S e....

Nudo? chiese, divertito. Ancora con i giochi di parole. Esatto. La sua immagine scoperta aveva fomentato il mio corpo, innescando una piccola scossa; la situazione mi fece vergognare pi del solito. Che cosa ci fai qui?. Sospirai eccitata dalla sua voce. Stavo cercando te. Puoi aspettarmi in salone? Cos, mi rivesto.... No, non puoi chiedermi questo. Silenziosa, annuii. T-ti aspetto in cucina. Ancora paonazza, andai fuori dalla stanza posando le mie mani sulle guance ormai letteralmente andate a fuoco continuando a ripetermi - Ho visto Alessandro nudo! pi e pi volte, perseverando a darmi della stupida data la mia figuraccia. Entrata in cucina legai i capelli in una lunga

treccia, e iniziai a rovistare alla ricerca di tutto il necessario per apparecchiare una tavola allitaliana. Odio larredamento moderno ponderai alla ricerca di una tovaglia tra i miliardi di cassetti presenti. Perch gli architetti dinterni non possono disegnare dei mobili normali?. Trovata bisbigliai al decimo tentativo. Felice di aver battuto la tecnologia, richiusi ogni e cassetto e senza nessun altro problema, trovai quello che mi serviva; eccetto i piatti per la pizza. Mentre accomodavo con cura bicchieri e posate sul tavolo, percepii ancora la mia pelle tremare. Calmati Sofia.... Lo avevo visto nudo senzaggiungere che la cosa mi era piaciuta e parecchio, ribollivo di passione ogni volta che mi toccava o baciava. Come avrei potuto resiste a lungo a una dolce seduzione come quella del suo corpo? Accidenti a me! imprecai aprendo il frigo. Una presa energetica agguat il mio corpo

rendendolo suo prigioniero. La mia mente simmobilizz allistante, soccombendo totalmente al suo richiamo. E bello vederti in giro per casa dichiar Alessandro. Luomo sciolse la treccia umida, fiutando il profumo di lavanda del suo shampoo. Percepii il suo inebriante aroma sconosciuto addentrarsi nel mio corpo facendolo suo. Oh no, non di nuovo. Odori di buono dichiar sensuale. E il tuo... shampoo, credo.... Non solo piccola aggiunse stringendomi ancora pi forte. Le pizze arriveranno a minuti! esclamai creando un diversivo. Lo so afferm baciandomi il collo. Nel percepire la sua bocca carnosa e dolce gemetti lievemente. Sono incastrata. Nessuno pu entrare, nessuno pu uscire. Lasciami

andare supplicai ansimante. No. Timploro, per favore. Perch?. Lo guardai con la coda nellocchio. Ho paura sussurrai tremante. Senza obiettare Alessandro ferm la sua bocca e il suo respiro si ritrasse dal mio corpo, lasciandomi andare. Come desideri principessa sentenzi pungente. Ho detto qualcosa di sbagliato?. Libera dalla sua forza, mi girai a guardarlo. I suoi capelli, erano tirati indietro e umidi dalla sua doccia bollente; trasformandolo in un sensuale James Dean, mentre il suo fisico, che avevo visto integralmente pochi minuti prima, era rivestito da una mise atletica: t-shirt bianca e dei pantaloni sportivi blu.

E quella dove lhai presa? domand indicando la t-shirt della Milano Hockey. Sgomenta lo guardai mimando un lieve sorriso. Dal tuo armadio. E una delle mie maglie preferite dichiar spaventandomi leggermente. Sono felice che tu labbia indossata. Toglimela!. Ah... non lo sapevo sussurrai arrossita. I miei seni sinturgidirono nel preciso istante che lui abbass lo sguardo ammirando il mio corpo. Mi coprii il busto, alzando gli occhi al cielo. Quando la smetter la mia mente di giocarmi brutti scherzi?. Non porti niente sotto?. Scrollai la testa in segno di negazione. No. Il suo respiro si fece affannoso. La sua mano

accarezz il mio collo scendendo piano fino a sciogliere lincrocio unito dalle mie braccia liberando il disegno dei due piccoli rilievi posti sotto la maglia. Con le dita li premette leggermente disegnando due piccoli cerchi. Questa non mi sembra paura mon ange.... Eccitata da quel suo gesto delicato, sobbalzai sbattendo contro il frigo. Togliti la maglietta! ordin. Sgomenta sgranai gli occhi. S. Togliere cosa?. La maglietta Sofia ripete deciso. No dichiarai incerta. Se non lo fai tu. Lo far io. Alessandro si avvicin di nuovo solleticandomi lorecchio con il suo piacevole affanno. Lo so che lo vuoi, altrimenti non saresti venuta a cercarmi e questi piccoli boccioli di rose non sarebbero fioriti senza motivo.

Io... sussurrai. Non so.... Shh mi azzitt mordendomi il labbro inferiore. Voglio insegnarti a lasciarti andare Sofia. Le sue mani si posarono sui bordi della maglietta sollevandomela leggermente. Il tuo corpo mi desidera, ma la tua mente ti blocca spieg avanzando nella sua mossa. Con le mani lo bloccai. Ti prego! supplicai con voce implorante. Lasciati guidare mon ange persever sfilandomela. Una volta esposta a lui, mi coprii nuovamente ma le sue mani mi bloccarono. No! afferm serio. Questo non permesso. Con forza, mi lasci andare posizionando le mie braccia sopra la testa. Non muoverle ordin bloccandole.

Appena il suo sguardo si alline sui miei piccoli seni appuntiti la vista dei suoi occhi blu, si velarono diventando affamati del nettare pi prezioso. Dovresti andare in giro nuda lo sai? Sono cos belli Sofia... e io li amer in ogni millimetro. Non sta succedendo realmente ponderai chiudendo gli occhi. Nellattimo preciso in cui la sua bocca cominci ad avvicinarsi ai miei piccoli prominenze indifese, suon il citofono. Le pizze. Sollevata, sospirai. Appena in tempo. Urtato da quel suono fastidioso, Alessandro si ferm. E il tuo giorno fortunato dichiar lasciandomi andare. Cos sembra. Continueremo pi tardi questo discorso Sofia termin passandomi la maglia. Rivestiti, torner tra pochi minuti. Senza esitare troppo, obbedii ricomponendo la

mia dignit. E una minaccia quella che ho appena sentito? riflettei atterrita. Va bene se mangiamo nel cartone? chiese tornando con le due confezioni di pizza napoletana. S, non c problema per me risposi leggermente in imbarazzo ancora per la scena del frigo. Anche perch non ho trovato i piatti della pizza aggiunsi poggiando una bottiglia di acqua minerale e due birre sul tavolo. Non li hai trovati, perch non li ho mai comprati mi sorrise. Lo guardai atterrita. Non posso crederci. Mr. Perfezione, come puoi non avere i piatti della pizza?. Alessandro sghignazz divertito. Sono contro queste usanze. Anche se non sembra, sono un uomo alla mano.

Insieme ci accomodammo a tavola cominciando a degustare la nostra cena. Quale hai scelto alla fine?. Pizza al salame piccante, palatite e ricotta nostrana. Stai scherzando? domandai incredula. No, ne vuoi un pezzo? chiese porgendomene una fetta. Scossi leggermente la testa. Dove la metti tutta quella roba?. Non lo so, sono sempre stato cos fin da piccolo. Mangio molto ma non assimilo. Anche mia madre ha avuto la tua stessa reazione quando una volta ho ordinato la seconda portata di cozze. Forse lo sport mi ha aiutato. Che sport hai praticato?. Pallavolo principalmente. Poi mi sono fratturato la caviglia al collegio quando avevo

circa diciotto anni e da quel giorno non ho pi continuato, causa studi. Un altro sportivo sfortunato ponderai pensando a Daniele. Credo che tu sia linvidia di ogni ragazza affermai ridendo. Assimilare per noi davvero un serio problema. Gi, credo di esserlo rispose scherzoso. Volevo fargli cos tante domande, se il suo obiettivo era farmi lasciare andare dovevo sapere qualcosa di pi su di lui e sulla sua vita passata. Perch sul citofono hai lo stesso cognome di Chiara? domandai cogliendolo allimprovviso. Alessandro in un primo momento non rispose, sorseggi la sua birra tedesca preferita e continu a degustare la pizza facendo finta di non aver sentito. Avanti dimmelo!. Perch non mi rispondi? chiesi alterata. E ora di cena Sofia. Questo un argomento che vorrei affrontare pi tardi.

No, prima mi hai promesso delle spiegazioni e pretendo di averle!. esclamai furibonda alzandomi. Se ci tieni veramente a me, devi spiegarmi ogni cosa! ruggii rabbiosa. Senza discussioni o quantaltro. Sorpreso dalla mia reazione, luomo sgran gli occhi. Va bene afferm esasperato. Per siediti adesso. Decisa tornai a sedere e aprii le orecchie concentrata ad ascoltare ogni cosa, senza farmi sfuggire niente. Finalmente la verit. Conosco Chiara da quando nata. I suoi genitori lavoravano per la mia famiglia: sua madre, Giulia stata la mia tata mentre suo padre, Attilio era il giardiniere di casa Marconi. Amici dinfanzia?. Oh... questo di certo non me la aspettavo ammisi sospirando. Siamo cresciuti insieme, anche se con qualche anno di differenza, abbiamo sempre giocato

insieme riso per le nostre cadute in piscina durante lestate. La consolavo sempre quando un ragazzo la prendeva in giro. Tutto quello che potevamo fare insieme, lo abbiamo fatto. E come una sorella per me. Come una sorella?. Ogni sera i miei genitori tornavano a casa tardi, e dopo aver dato a mangiare a Charlie correvo a vedere la tv con loro. I suoi genitori sono stati come la famiglia che non ho mai avuto. Quando sono andato via di casa, ho deciso di portare con orgoglio il loro cognome omettendo il mio. Tra di voi c stato qualcosa? chiesi in tono deciso. Nellascoltare quella domanda la sua bocca perfetta sirrigid allistante, senza emanare alcun suono udibile. Turbata, inspirai. Direi che questo vale pi di una risposta. Come ho potuto pensare che tra di loro non ci fosse stato niente? Lei troppo severa con lui, c

qualcosa tra di loro, me lo sento. Credo che questo tuo silenzio valga pi di mille parole dichiarai smorzando la pausa di riflessione. Non come pensi. Ah no?. No Sofia, c dellaltro... il suo tono era rammaricato. Allora spiegami denunciai con un gesto buffo ma a fine isterico. Spigami perch lei cos fissata allidea di voi due insieme! inveii minacciosa. Data la nostra amicizia profonda, quasi fraterna, non mi mai passato per la testa di avere una storia con lei.... Per qualcosa c stato affermai agitata. Desolato, Alessandro annu. S la sua voce tremava. Qualcosa c stato.

Lo sapevo!. Ottimo! esclami gelosa. Non voglio mentirti Sofia. Spiegati. Per favore scandii a scatti. Massimo il mio migliore amico. Ci siamo conosciuti al collegio maschile in Svizzera, siamo andati daccordo sin da subito. A quel tempo ero brutto e tutti mi prendevano in giro facendomi scherzi; mi chiamavano stecchino a causa del mio fisico troppo magro ed esageratamente alto. Per non parlare degli occhiali a fondo di bottiglia. Rallegrata, ridacchiai sotto i baffi. Stecchino?. Demoralizzato, annu. Capita anche ai migliori signorina Botticelli scherz con un velo di amarezza. Erano arrivate le vacanze estive. Massimo ed io avevamo allincirca diciotto anni, prima che lui tornasse dalla sua famiglia a Como, aveva deciso di stare a casa mia per qualche giorno. Solamente

Chiara era a conoscenza del nostro arrivo, volevamo fare una sorpresa a mia madre. Ricordo ancora come Massimo lha guardata per la prima volta, era cos imbambolato e impacciato di fronte a lei, non lavevo mai visto cos per una ragazza. La faccenda si fa complicata. Turbata, afferrai il colpo rimanendo in silenzio facendolo proseguire. Qualche anno dopo si sono fidanzati, e circa tre anni fa si sono sposati. Quel giorno fu il pi brutto della mia vita. Scosso dai ricordi, Alessandro sospir. Il giorno del loro matrimonio, Chiara ha confessato di amarmi, e voleva che la portassi via da quella farsa. Io ero il testimone di Massimo, come potevo fargli una cosa simile?. Quindi che cos successo esattamente?. Lei era cos... fragile in quel momento. Indossava un bellissimo vestito da sposa. Quellabito glielo aveva disegnato mio padre per lei, per il suo giorno speciale. Mentre provavo a

calmarla, lei continuava a urlare, minacciava di dire tutto a Massimo e a un certo punto... la voce di Alessandro si smorz e il suo viso si rattrist subito. Che cosa era successo tra di loro?. A un certo punto? ripetei volendo andare a fondo. Lei mi ha baciato. Baciato?. Lei ti ha... ma... era il giorno del suo matrimonio, perch dirtelo in quel momento?. E quello che mi sono chiesto anchio. Cos preso dal sopravvento la respinsi. A te... quel bacio... ? chiesi con la paura nel cuore. Piaciuto? termin sopraccigliato. Annuii attendendo una risposta. No, stato come baciare una sorella. Non ho provato nulla, e ancora adesso non sento niente per lei, se non

affetto fraterno. Ah! esclamai esaustiva. C stato solo un bacio tra di voi?. Alessandro annu. Alla fine riuscii a convincerla portando a termine la missione: quel giorno lei spos Massimo e partirono per Parigi il giorno seguente e tutti furono felici e contenti. Di che cosa si occupa Massimo a Parigi?. Lui rappresenta la parte legale, un avvocato. Piove sempre sul bagnato. Da quel giorno non lhai pi vista, giusto?. Non esattamente. Mio padre ci aveva visto il giorno del suo matrimonio. Per aveva assistito solamente alla parte del nostro bacio, niente di pi, ma come il solito, non volle ascoltarmi. Chiara era come una figlia per lui e anche per mia madre lo ancora oggi. Per lui partecipare a quella scena stato peggiore di un torto subito.

Continuava a urlarmi: Lei si impegnata cos tanto nello studio per arrivare alla sua posizione, non ha mai voluto una raccomandazione, la gavetta lha fatta e anche tanta, pi di molta gente. Non lha presa molto bene, vero?. Quello stato il motivo principale del nostro litigio, e da quel giorno i nostri rapporti si sono raffreddati, non che prima siano stati mai migliori dichiar. La sua fissazione con il dovere e il lavoro era importante pi di qualunque cosa al mondo. Capisco che cosa vuol dire ammisi, pensando a mio padre che avrebbe condiviso appieno il suo pensiero. Appena me ne andai di casa, qualche mese prima di aprire il Millennium, Chiara lo venne a sapere e cerc in tutti i modi di persuadermi ad adempire il mio compito nellazienda di famiglia. Io non la ascoltai interrompendo ogni rapporto con lei, e dopo circa

due anni me la sono ritrovata al Millennium. In quelle poche ore passate insieme, inizi a raccontarmi di aver lasciato Massimo e che voleva a tutti costi stare con me. Il fiato inizi a mancarmi. E tu?. Io non lho mai voluta al mio fianco. Lei apparteneva a Massimo, era sua moglie, come potevo solo pensare a rovinare la sua vita?. E lei? chiesi preoccupata. Mi da il tormento dallora. Appena ha saputo di te e dopo la sua bravata alla festa al Millennium, ritornata a Parigi rimettendosi con Massimo per ripicca. Lui ha mai sospettato qualcosa?. Di certo non stupido... avr sicuramente i suoi sospetti. Sospetti che riguardano te?. Questa una domanda a cui nemmeno io so

darmi risposta concluse. Capisco dissi versandomi un bicchiere di birra. Bere meglio che dimenticare. Lei il mio errore pi grande Sofia. Ho quasi rovinato la vita alla persona che mi sta pi a cuore, e ora ero in procinto per perdere te. Se questa la verit Alessandro, non succeder lo rassicurai stringendogli la mano. Grazie, per essere stato sincero, non lo dimenticher. Ho risposto a tutte le tue domande? chiese lievemente inquieto. Alzai lindice obiettando. Solo unultima cosa.... Oh Sofia... sei proprio una giornalista, farai carriera sai?. Che coserano quei documenti? Perch Matteo voleva che li vedessi subito?.

Determinato, Alessandro poggi i palmi sul tavolo. Se avessi aspettato, te ne avrei parlato pi tardi afferm con voce profonda e sensuale aspirando a distogliermi dal vero obiettivo. Ma da quel che vedo, la parola aspettare non fa parte del tuo vocabolario. Ovvero?. Uno dei miei pi fidati Hacker, ha cancellato/modificato, grazie alle sue magie tecnologiche, ogni tuo riferimento allincidente di tuo fratello. Cos se qualcuno, e sappiamo bene chi, avesse provato a fare delle ricerche su di te non avrebbe trovato nulla. E uno scherzo?. Non pu essere... . Tremante, mi alzai dalla sedia. Nessuno sapr.... S piccola, nessuno potr mai sapere. Rincuorata dalla notizia, posai le mani sul busto ascoltando il mio respiro. La mia privacy

salva affermai sorridendogli, quasi sognante. Nessuno ti potr mai torcere un capello. Grazie Alessandro! affermai in prenda alla gioia. Di corsa lo raggiunsi e lo abbracciai energicamente. Lho fatto per te e per la tua famiglia piccola, non meritate pi sofferenze. Voglio che tuo fratello riposi in pace. Commossa, cominciai a piangere. Ti sar per sempre debitrice Alessandro. La sua mano si pos sulla mia nuca accarezzandola dolcemente. Per te farei di tutto sussurr con voce lieve. Dopo cena, andammo nel grande salone e contemporaneamente stanchi dalle lunghe discussioni che finalmente avevano ricevuto risposta, ci sdraiammo sul divano. Il temporale incombeva imperterrito su Milano

perseverando a non smettere, spargendo acqua simile a grandine su tutta la citta rendendola grigia e buia prima del solito. Autunno! Ti odio, sei arrivato troppo presto. I telefoni erano letteralmente isolati, e lelettricit per non rischiare incidenti, la lasciamo spenta allietando latmosfera con delle dolci candele alla vaniglia made in Ikea. Ogni tanto qualche tuono mi faceva sussultare mettendomi paura, ma la presenza di Alessandro mi rassicurava. Ormai nessuno pu farmi del male. Mi sentivo rilassata, ora sapevo la verit; anche se avevo messo i bastoni tra le ruote nella vita di Chiara, non mimportava, io dovevo stare bene e per farlo avevo bisogno di Alessandro e non me lo sarei mai fatto scappare, o portare via da una vipera bionda dagli occhi azzurri. Alessandro in completa fase relax, post verit assoluta con annessa pancia piena dalla sua ricca pizza fantasia, accese la televisione su un canale

sportivo che in quel momento mandava in onda la famosa NFL, in altre parole il football americano. Questo si che interessante! ridacchi dandomi unocchiata fugace quasi di sfida. Tutto ma non lo sport! pensai sospirando adirata dalla sua scelta fin troppo maschilista. Infuriata dalla sua scelta, lo guardai. Stasera sul canale del cinema c - Il diavolo veste Prada affermai cercando di togliergli il telecomando dalle mani. E se io dovessi vestire Marconi? Dovrei vederlo comunque? ridacchi alzando il suo immenso braccio in stile giostra. Stecchino! lo ammonii ridendo. I Denver Broncos, non fanno parte dellazienda. Lo so, questa una replica. Sono solamente gli highlights della partita e durano circa dieci minuti. Avanti Alessandro, io non sono una ragazza

sportiva! sostenni avventandomi su di lui. Cerca di capirmi!. Sei anche una ragazza Sofia? Non me ne ero accorto! ironizz. CI SONO! vocalizzai afferrando il piccolo armese cambia canale. Sei mio adesso dissi schiacciando sui pulsanti. Meryl Streep, sto arrivando da te!. Alessandro con presa piena a mo di wreastler, afferr il mio busto buttandomi a terra sul tappeto. E mio ora! sbraitai ridendo. Lo vedremo! ringhi divertito. Luomo leggermente imbronciato dalla sua repentina sconfitta, inizi a farmi il solletico. Sofia Botticelli! Credo proprio che tu abbia bisogno di una bella lezione!. No! ululai. Ti prego... non respiro con... completamente brutalizzata da quelle sue mani, non riuscii a terminare la frase.

Ho sentito bene? Mi stai dicendo che ne vuoi di pi? aizz perseverando nella tortura. Mi arrendo! Mi arrendo! dichiarai consegnando larma del delitto. E tutto tuo! Puoi guardare tutto lo sport che vuoi. No, credo che lo sport non minteressa al momento ammicc sensualmente. Ho sentito bene?. C-che cosa? tartagliai impaurita. Cominci a guardarmi maliziosamente. Credo che riprender la nostra lezione signorina Botticelli afferm togliendosi la t-shirt scompigliando i suoi capelli selvaggiamente arruffati mostrando il suo pettorale scolpito innanzi a me. E questa volta andr fino in fondo, nessuna distrazione permessa Sofia. Proprio come dici tu. Spaventata nel dover ripetere la scena in stile 9 settimane 12, di poco fa in cucina, inghiottii la

saliva emettendo quasi un biascicamento inquietane. E una minaccia, vero? domandai impaurita. Vedila come vuoi dichiar sollevandomi il busto. Io sono il tuo insegnante. Stasera tinsegner a non vergognarti del tuo bellissimo corpo. E se io non.... No Sofia, non puoi non volere. Ora decido io per te ammise scaltro. Adesso alzati ordin fermo. Cosa? chiesi insicura. Ho detto alzati Sofia! esclam determinato. Ammutolita, obbedii e insieme ci alzammo in piedi. Che intenzioni ha?. Adesso vai in fondo vicino al televisore. Cosa mi vuoi fare?. Obbedisci piccola afferm baciandomi la lievemente la fronte. Non

ho intenzione di farti del male, il sadomaso non il mio genere. Allora se cos, sono pi tranquilla riflettei ironicamente. Atterrita, annuii e mi disposi davanti al televisore, ormai spento. Alessandro nello stesso tempo, spost il tavolino di cristallo adagiandolo vicino alla libreria. Accese la musica sintonizzandola su una delle ballate dei Massive Attack Teardrop iniettando sensualit nellatmosfera. Perfetto mon ange dichiar stendendosi sul divano. Ora mettiti i capelli davanti alle spalle. In primo momento esitai. Capelli davanti alle spalle? E questo che centra?. Fallo Sofia! Per favore... supplic. Chiusi gli occhi sospirando e obbedii portando la mia lunga e irritante chioma davanti alle mie minute spalle. Va bene cos? chiesi mettendo ordine tra le ciocche lunghe fino a quasi il sedere.

S, piccola vocalizz roco. Sei bellissima. Imbarazzata, arrossii. No, non lo sono. Alessandro scosse la testa. Regola numero uno piccola, se io ti faccio un complimento tu rispondi: grazie. Siamo davvero a scuola?. Ripetiamo. Alessandro si schiar la voce concentrando tutto il suo sguardo lussuoso su di me. Sei bellissima Sofia ripete. Non pu fare sul serio. G-grazie balbettai. Vedi? Non cos difficile comment alzandosi dal divano avanzando verso di me. Terrorizzata dalla sua falcata sicura, andai ancora pi indietro sbattendo contro qualcosa di spigoloso che mi procur un dolore lancinante alla caviglia ancora indolenzita. Che male!. Tutto bene? chiese preoccupato, raggiungendomi.

La mia goffaggine sempre premiata. S, scusa.... Non devi chiedere scusa... dichiar spostandomi una ciocca di capelli dietro lorecchio. Ok... allora non lo far pi. Bene dichiar. Possiamo procedere. Le sue mani sfiorarono leggermente il mio corpo, partendo dalla parte pi alta, alla sezione pi bassa, per poi disporsi sui due piccoli rilievi ormai diventati nuovamente turgidi. Il soffio di quel dolce gesto, annesso alla presenza ravvicinata di Alessandro, insinu un balzo nellestremit del mio corpo accendendomi in ogni angolo pi remoto. Sono gi pronti mormor quasi sotto voce, estasiato dalla vista. Pronti per cosa? chiesi interrompendo il

silenzio. Nessuna distrazione permessa Sofia. Cerca di concentrarti sulla musica, e lasciati guidare da me mi rimprover. Inquieta lo lasciai fare. Che cosa darei per uno spicchio di unghia in questo momento. Ora togliti la maglietta. Eccoci ci risiamo. N-no balbettai introversa, distogliendo lo sguardo dalla sua imponenza fisica. Mi guard esasperato. Bene, allora far io. Senza lasciarmi tempo di replicare, sfil via dal mio corpo la sua maglia sportiva preferita lasciandomi parzialmente esposta davanti a lui. Deciso, blocc subito il mio gesto programmato di coprirmi portandomele sopra la testa. Che riflessi!. Non eri cos timida la sera che ti ho toccato la

prima volta sostenne accarezzando i miei seni con il dorso della sua mano vellutata. Non mi ricordo dichiari andando a fuoco. Sicuro ad andare avanti, avvicin il suo viso al collo espandendo il suo respiro affannoso e desideroso di carne in tutto il mio corpo. Insieme, ripartiremo da li, da quella sera e se vorrai venire, lasciati andare e fidati... sar la cosa pi bella che tu abbia mai provato nella tua vita. Non so se riuscirai a smettere di volerlo. Dopo quelle parole dettate come le sacre scritture, la sua bocca si materializz sulla mia baciandomi passionalmente senza lasciarmi respiro. Preparati Sofia, stiamo per intraprendere un viaggio. E non ci sar ritorno ansim perseverando le sue intenzioni. Tra qualche secondo mi approprier del tuo corpo, ogni cosa che far ti verr spiegata nei dettagli cos che tu non avrai alcun timore su quello che ti far. Sei

pronta a volerlo?. S-s sentenziai a bassa voce. Pi forte ringhi afferrando la mia mascella. Voglio sentirti. S, lo voglio. Vedi? Questa la tua mente, finalmente la stai liberando da tutti i pensieri malvagi mon ange. Lo guardai affondare sui miei seni avvolgendoli completamente con le mani legandoli e assaporandoli con sua lingua facendomi fremere. Oh gemetti percependo una piccola scossa. Ho sempre sognato questo momento. Con forza mi sollev da terra. Sdraiati boccheggi. Ubbidii e mi sdrai sul soffice tappeto grigio perla del salone. Alessandro si alz di scatto e and a recuperare una rosa blu uguale a quella che mi aveva regalato, dal vaso vicino al camino. Che cosa vuoi farmi? chiesi preoccupata coprendomi il busto.

Niente che tu non voglia piccola. Sono sicuro che questo gioco ti piacer parecchio. Con passo deciso torn da me, riposizionandosi al mio capezzale. Ti rispetto piccola, non voglio denudarti ulteriormente. Faremo a piccoli passi e quando tu sarai pronta, mi dedicher completamente alla tua persona. La sua bocca si avvicin lentamente alla mia sfiorandola leggermente. Poi parleremo dei dettagli.... Dettagli?. S, ma sono cose futili al momento. Possiamo parlarne un'altra volta sussurr accostandosi vicino al mio lungo collo. Di che tipo? domandai interrompendolo. Innervosito dalle mie domande, Alessandro si blocc tornando a guardarmi negli occhi. Dobbiamo parlarne proprio ora?.

Beh... mi piacerebbe sapere cosa consiste per la parola dettagli. Termini tecnici Sofia critic nervoso. I dettagli sono la contraccezione mon ange. Contrac-cezione? ripetei un po sbigottita. Ne discuteremo pi avanti. Per la sua felicit annuii. Prendo la pillola da quando ho sedici anni. Turbato, Alessandro mi guard. Da quando hai sedici anni? ripete sospettoso. Non per quello che pensi tu, poich sono completamente integra come quando sono nata! Ho avuto problemi di dismenorrea, e da allora continuo a prenderla. Meglio cos. Abbiamo un problema in meno sentenzi tornando alla mia bocca, baciandola con ardore e passione impenetrabile. Mi lasciai andare al suo magico tocco; con le sue mani spost le mie

braccia indietro bloccandole fortemente. Ora iniziamo Sofia ansim ancora preso dal nostro bacio. Agitata, mi mordicchiai le labbra e chiusi gli occhi. Non farmi male. Un brivido caldo inizi a ricadere sul mio corpo contraendo i miei muscoli. Con gli occhi, alzai lo sguardo e vidi la sua rosa blu scorrere sul mio corpo; la sua bocca invece cominci a baciare dolcemente il suo percorso. Era un piacere cos proibito e dannatamente sensuale. Mi piace come stai reagendo comment con un filo di voce. Hai brividi su tutto il tuo corpo, ti stai lasciando andare. Il percorso della rosa continu senza intoppi, sfiorando e soffermandosi sui punti pi sensibili, dove il mio corpo richiamava attenzione. Alessandro bisbigliai quasi strozzata da un

brivido di paura improvvisa. Come risposta, si avvicin a me guardandomi con occhi letteralmente offuscati da ogni emozione, spaventandomi ancora di pi. Ti prego lo supplicai. Cosa Sofia? chiese con tono sicuro. Basta, non posso... per me troppo. Deciso, si avvicin alla mia bocca mordendomi il labbro. Devi rilassarti mon ange. Le sue labbra mi soffocarono in un lungo bacio, tranquillizzandomi lievemente. Non devi aver paura mon ange. Non ci riesco, pi forte di me esclamai boccheggiando percependo le mie carni tremare. Piccola stai calma disse accarezzandomi il viso. Le forze iniziarono a mancarmi. Un attacco di panico!. No... non ci riesco.

La mia vista si offusc e limmagine di Alessandro divent offuscata. No... lasciami!. Sofia! mi richiam preoccupato. Calmati!. Non riuscivo a percepire pi nulla, il mio corpo era letteralmente sovrastato dal dolore misto a passione. VOGLIO ANDARMENE! sbraitai liberandomi dalla sua presa raggomitolando il mio corpo in posizione fetale letteralmente paralizzata da tutto. Angosciato, indietreggi. Che ti succede? chiese preoccupato, coprendomi con la sua maglietta. E troppo Alessandro... affermai piangendo. Mon ange... sussurr sdraiandosi vicino a me. Io sono qui, non ti voglio fare del male. Loffuscamento spar improvvisamente; ritrovandomi la sua sagoma perfetta adiacente a me.

Oltre che al mio corpo mi coprii il viso. Non devi farlo Sofia, non vergognarti. Come posso Alessandro?. Semplice... io aspetto e aspetter. Ho forzato la mano, non ho rispettato ituoi tempi dichiar tormentato. Stranita dalle sue parole scoprii il viso letteralmente andato a fuoco. Tu meriti una donna che non si arrossisca nel mostrare il proprio corpo Alessandro, io sono tormentata; il buio sovrasta gran parte del mio essere. Mi sento marchiata, sporca mi vergogno del mio corpo. Sono io la persona sbagliata per te assicurai alzandomi intenta ad andarmene. Colpito da quelle dure parole, la sua mano afferr la mia bloccandomi attirandomi a lui. No! dichiar fermo. Ti ho gi perso una volta e quel vuoto stato incolmabile. Tu sei e sarai accanto a me, smettila di pensare che io sia irraggiungibile.

Indolenzita, minginocchiai di fronte al lui ancora semisdraiato. Lasciami... ti prego lo supplicai in lacrime. Non lo farei mai dichiar abbracciandomi fortemente, soffocando ogni mio singhiozzo. Chiara cos perfetta... affermai afflitta. Dovresti provare ad amare lei... non me. Io voglio te Sofia! il suo tono divenne rabbioso. Non voglio nessunaltra. Perch Alessandro?. Non c un perch... a questo non si pu dare risposta. La sua presa si fece pi forte. Tu mi vuoi? domand. Come posso non volerti. S, per fa male.... Un giorno non far pi male, devi solo fidarti di me. La sua stretta si ammorbid rilassandomi. Con forza afferr il mio corpo trasportandomi con

dolcezza in camera sua. Che cosa vuoi fare? domandai sorpresa. Dormire piccola. Do-ormire? balbettai. S... abbiamo bisogno di rilassarci. E il sonno pu essere una cura esaustiva. Effettivamente sentivo gli occhi pesanti. Posso dormire qui con te? chiesi mettendomi la sua tshirt. Ho paura del temporale. Non voglio restare sola questa notte. La sua bocca tocc la mia nuca baciandola dolcemente. Devi piccola. Il tuo posto qui . Rasserenata, sospirai. Grazie. Dopo qualche minuto, Alessandro torn da me sdraiandosi dalla parte opposta del letto, mi baci lievemente sfiorandomi la guancia. Il forte sapore del suo dentifricio alla menta si annid tra di noi, e la sua presa forte torn ad attingere il mio fragile

corpo. Buonanotte Sofia. Buonanotte a te... Alessandro. Il mio salvatore. Fai bei sogni che domani sar un giorno migliore.

Domenica mi svegliai di soprassalto. Ogni muscolo del mio corpo era letteralmente a pezzi; lattacco di panico che avevo avuto la sera precedente mi aveva sconvolto e imbarazzato allo stesso tempo. Assonata, guardai lorologio impostato sullIphone: erano solo le nove e mezza e Alessandro era dallaltra parte del mio letto rannicchiato come un dolce bambino ancora immerso nel sonno. Chiss che cosa avrai pensato di me ieri sera... sussurrai baciandogli leggermente la fronte. Lo guardai ancora per qualche secondo. La sua stretta mi aveva protetto per tutta la notte,

facendomi sentire al sicuro. Nessuno mi aveva mai trasmesso quella dolce calma, solo lui era riuscito. Aveva rischiato molto per me; cancellare dei documenti non devessere stato n facile n economico. Anche se questo non era un problema per lui, lo era per me. Io sono una donna indipendente e non voglio avere debiti di alcun tipo con nessuno, tanto meno con luomo che voglio amare. Sentii un piccolo mugolio provenire dalla sua bocca, come se stesse ascoltando i miei pensieri. E presto Alessandro, dormi ancora pensai baciandogli la sua fronte liscia. Decisa a coccolarlo, mi alzai di soppiatto sgattaiolando in cucina determinata a preparare una squisita colazione per il mio dolce Alessandro. Che cosa posso preparare? mi domandai alla ricerca di qualche idea. Fortunatamente, la sua cucina, era in possesso di un ogni marchingegno

culinario di ultima generazione e tra di loro cera anche lui, la macchinetta caff fai da te Nespresso con tanto di cialde a seguito. Anche se io amo la tradizione della caffettiera italiana: acqua calda, moka e caff; mi feci convincere dallarnese e cominciai a ravanare nel cassettino delle cialde. Per lui scelsi la cialda KAZAAR: un caff miscelato con un gusto molto intenso. Mentre per me, preferii un decaffeinato intenso; denso e con delicate note di cacao e cereali tostati. Speriamo di non aver sbagliato. Guidata dallistinto femminile, trovai tutto quello che mi serviva: vassoio piccolo in ceramica bianca, brioches alla marmellata e due bicchieri dacqua per stemprare il sapore del caff. Joe Bastianich non potrebbe dirmi assolutamente nulla! ridacchiai attraversando il salone dirigendomi nella stanza da letto.

In silenzio posai il vassoio sul comodino sdraiandomi al suo fianco, e dolcemente iniziai a baciarlo lievemente; partii dalla fronte, le gote, il naso e infine arrivai alla sua ineffabile bocca. Un altro lieve mugolio pass dalle sue labbra fino ad aprire i suoi bellissimi occhi blu. Buongiorno dolce Alessandro sogghignai raggiante, baciandolo nuovamente. Assonnato mi guard sorpreso. Piccola... buongiorno a te! esclam sorridendomi. Vedo che il sonno ti ha portato ristoro. Sgombra da ogni pensiero maligno, annuii. Direi che ha portato anche qualcosaltro affermai mostrandogli il vassoio della colazione. Colazione a letto? domand sorridendomi, ancora lievemente insonnolito. Esatto, ho pensato che sarebbe stato carino improvvisare una dolce colazione a letto per noi due.

Meravigliato, mi guard deliziato dal profumo del suo caff dal gusto vigoroso. Gi... dobbiamo recuperare il tempo perso. Affamati, cominciammo a mangiare. Grazie Nespresso! esclamai con un leggero accento inglese. Sei bellissima quando sorridi dichiar. Arrossii veemente nel sentire la sua voce profonda pronunciare quel complimento. Stai meglio? chiese sorseggiando il caff dalla tazzina. S. Grazie, sono un po indolenzita ma niente di grave. Oggi sono davvero felice. Giornata buona? domand ironicamente. Ottima direi. C qualche motivo in particolare?. S. E ti dar molto piacere. Alessandro incresp la fronte. Non quello

che pensi! esclamai ridendo leggermente imbarazzata. Che cosa allora?. Sono in debito con te Alessandro. Debito? domand confuso. Quale debito?. Ehm... lHacker risposi insicura. Quello non un debito. Lho fatto per te, per proteggerti. Lo so e voglio ricambiare il favore. Curioso Alessandro alz il sopracciglio. Accetto di essere la testimonial ufficiale della linea SOPHIA by Marconi. Incredulo, Alessandro sgran gli occhi. Dici sul serio?. S, non sono mai stata cos decisa in vita mia. Felice, cominci a baciarmi soffocandomi con il suo dolce sapore di caff. Non te ne pentirai, te lo

giuro. Sar unesperienza importante per entrambi. Lo credo bene. Determinato, Alessandro si alz di scatto dirigendosi verso il bagno. Dove vai adesso? domandai. In ufficio. Devo stilare il tuo contratto. Voglio che lo firmi subito. Non puoi finire la colazione prima di andare?. No, devo chiamare Massimo e parlare con lui dei dettagli. Euforico, estrasse dallarmadio uno dei suoi completi preferiti e in pochi minuti torn a essere Alessandro Marconi amministratore delegato dellazienda di moda interazionale MARCONI S.p.A.. Unultima cosa dichiarai alzando il dito indice.

Dimmi... afferm infilandosi i suoi occhiali da vista. I soldi che guadagner dovranno essere devoluti in beneficienza. Stranito dalla mia scelta, il suo sguardo sincup. Stai scherzando? Sono un mucchio di soldi. Sono serissima invece. E la mia unica condizione. Anche se tu non volessi, ritirerei i soldi e farei comunque di testa mia. Senza controbattere Alessandro mi raggiunse sul letto. Va bene piccola, faremo come dici tu continu baciandomi pudicamente la fronte. Grazie sussurrai, sospirando rassicurata. Significa molto per me. Appagato, Alessandro mi guard negli occhi. Vorrei che ogni mattina fosse come questa. Anchio affermai sognando. Lo desidero da

quando ti ho incontrato al Millennium la mia prima sera qui a Milano.

Ed io da quando ho posato gli occhi su di te. Milano una citt magica Alessandro. Lo , ma tu lo sei di pi concluse attirandomi a se baciandomi con trasporto e veemenza. Ci vediamo tra unoretta va bene?. Ancora rapita dalla sua passione, rimasi in silenzio e piegai leggermente la testa. Bene mon ange. A pi tardi. Dopo il suo salut la sua sagoma spar del tutto dalla mia vista. Contenta come non mai mi afflosciai sul letto. Io modella? Chi lavrebbe mai detto? ponderai curiosa da quello che potesse venire fuori. Mia madre ne sar felice, ha sempre sognato

che io diventassi una top model e rispetto a tante altre, il mio volto prester la sua immagine per scopo benefico non per avidit di denaro. Ridacchiando tra un estremo allaltro del letto percepii suonare il mio cellulare di ultima generazione. Chi pu essere?. Curiosa, andai a leggermente terrorizzata:

guardare. OMAR!? esclamai Sei pi bella dal vivo che in televisione Non sapevo che cosa rispondergli. La scenata fatta a casa di Sun, mi aveva anche leggermente inquietato. Che diavolo vuoi da me?. Hey Omar. Grazie per il complimento. Sei troppo buono.

Non sapevo che ti frequentassi con la Milano bene. Nemmeno io inizialmente. Come no...

Sorpresa, ricontrollai il messaggio. Che intende dire?. Inizialmente, non sapevo chi fosse.

Dicono tutte cos. Il povero non basta pi ormai. Sconcertata da quelle parole, rimasi impietrita. Che gli prende?

Non come pensi.

Mi stai dicendo che stato amore a prima vista? Che appena vi siete guardati lamore sbocciato?

Che cosa stai insinuando Omar? Niente Sofia. Pensavo che ti fidassi di me. Fidarmi di te?. Io non ti conosco Omar. Poi non avevi una fidanzata? Guarda i fatti Sofia. Perch mi stai dicendo queste cose? Aspettai qualche minuto prima di ricevere risposta:

Scusa, sono stato invadente. Ho esagerato, tengo molto alla nostra amicizia. Mi arrabbio perch non voglio vederti soffrire nuovamente a causa sua. Non succeder. Nessuno potr farmi pi del male con lui al mio fianco. Ne sono sicuro. Ti chiedo anche scusa per la scenata dellaltro giorno a casa tua.

Dimentichiamo tutto e andiamo avanti ok? Turbata da quel suo atteggiamento insolito risposi: Certo. Ci vediamo domani.

Incerta, riposi il telefono sul comodino, andai in bagno indossando i miei vestiti, ormai asciutti. Sciacquai il viso, legai i capelli in unalta coda di cavallo e tornai in cucina a sistemare. Il comportamento di Omar mi aveva fatto pensare; il suo atteggiamento troppo possessivo mi rendeva nervosa. Che gli sta succedendo?. Il tempo pass velocemente e senzaccorgermene arrivarono le undici. Impensierita dal suo non tornare, provai a chiamare Alessandro. Doveva stare via solo unora. Ovviamente non rispose. Dove sar

finito?. Lultima volta che mi feci quella domanda, se nera andato dalla vita senza lasciare traccia. Un fremito di gelosia sinnesco nella mia mente. E se fosse con quella vipera bionda?. Sgomenta dal pensiero, mi appoggiai sullisola. No... non pu essere.... Sentii la porta aprirsi. Sofia! mi chiam la sua voce. Nelludire il suo richiamo feci un respiro di sollievo. Dove sei piccola?. Sono in cucina! affermai guidandolo da me. Ci hai messo tanto continuai sospettosa. Lo so scusa. Chiara ha fatto mille polemiche sentenzi poggiando dei documenti sul tavolo. Chiara?. Irritata, iniziai ad avere un leggero tic allocchio provocato dalla gelosia. Lhai vista?. S, ho visto lei... e anche Massimo. Te lavevo detto giusto?.

Di Massimo s, ma di Chiara no. Credevo fosse ovvio, scusa comment. Sono sposati. S, ma lei.... Sofia... ti prego mi supplic. Ti ho gi spiegato che non devi aver paura. Io voglio te. Lo so ma che cosa siamo noi?. In che senso?. Noi? Ci stiamo frequentando? Siamo insieme? domandai in attesa di una definizione appropriata. Perch ti preoccupi tanto delle etichette?. Lo so, non mi mai importato ma ora s sostenni nervosa. Va bene, allora direi che siamo ufficialmente una coppia. Ti va come definizione?. Anche se non... consumiamo?.

Con posizione ferma Alessandro afferr il mio mento. S, piccola pronunci tra le mie labbra baciandomi. Quindi, ufficiale? domandai staccandomi. Stiamo insieme... ripetei cercando di convincermi. S... reputati occupata per i prossimi quarantanni, se non di pi. Raggiante lo raggiunsi abbracciandolo. Le sue forti braccia mi placcarono sollevandomi da terra. Ora sei ufficialmente mia. Lo sono?. S... assolutamente!. Ripetimelo per favore chiesi chiudendo gli occhi. Sei mia, mon ange. Ancora. Mia... per sempre.

P-per sempre?. Sempre, se tu lo vorrai.... Oh Alessandro! esclamai con le lacrime agli occhi, emozionata. Lamore lunica cura per il tuo cuore di ghiaccio Sofia. Ho provato tutte le medicine. Credo che sia lunica che mi aiuter davvero. Ne sono convinto sentenzi mettendomi a terra. Per ora... parliamo di lavoro. Dobbiamo davvero?. S, ecco il tuo contratto... il suo tono era soddisfatto e pieno di ego. Ho gi iniziato a compilarlo con i tuoi dati, devi solo firmare. Posso contrattare su dei punti che non mi aggradano? chiesi maliziosa. No... nessuna contrattazione. Ne ho gi fatte abbastanza oggi comment sfinito.

Chiara? domandai nuovamente con il tic allocchio. In difficolt mi guard. S, un osso duro. Io lo sono di pi per affermai determinata. Questo lo so bene ammicc stuzzicandomi. Signor Marconi, sto leggendo un contratto di lavoro quindi se non le dispiace, non voglio avere distrazioni ribadii umoristicamente. La sua bocca si pieg in un leggero sorriso. Spinse indietro la sedia facendomi accomodare. Iniziai a leggere:

_______________________________________ MARCONI S.P.A. Accordo di collaborazione Tra MARCONI S.P.A Sede Legale in Via Ambrogio da Fossano

Bergognone, 62 Milano Italy. (di seguito Marconi) e Nome: Sofia Cognome: Botticelli Nato/a a: Monza Il: 9/2/1990 Residente a: Milano Nazionalit: Italiana Indirizzo: Via San Gregorio - 30 A conferma degli accordi intercorsi, Le confermiamo il nostro intendimento ad instaurare con Lei un rapporto di collaborazione professionale con le seguenti caratteristiche: Testimonial: volto ufficiale - collezione giovani SOPHIA by MARCONI spring/summer 2014. Il compenso sar accreditato entro il primo giorno lavorativo alla prestazione, sul conto corrente.

Per lo svolgimento di tale incarico, viene concordato un compenso netto di 30.000. Lincarico prevede che il collaboratore simpegni a: - Non far uso di stupefacenti sia leggeri sia pesanti. - Non eccedere nel consumo di alcolici. Collaborare in armonia con lo staff/colleghi. Rendere le sue prestazioni con lincondizionata disponibilit. - Non agire in modo da recare danno allimmagine dellazienda. - Non divulgare dati e/o informazioni riservate. - Partecipare a eventi mondani stabiliti dallazienda. - Non modificare la sua immagine (Taglio/Colore capelli/ Aspetto fisico).

Lincarico dovr essere svolto personalmente. In caso dimpedimento giustificato, lassenza dovr essere comprovata e segnalata tempestivamente alla Direzione Aziendale per gli adempimenti di competenza. Lazienda MARCONI S.p.A., a proprie spese, si far carico di attivare le polizze assicurative, responsabilit civile, infortuni, morte, invalidit e assistenza alla persona nella destinazione di lavoro in caso di malattia.

E il resto delle pagine? chiesi sfogliandole a mo di ventaglio. Sono solo delle piccole clausole, diciamo dei cavilli legali. Ovvero?. Devi abbandonare temporaneamente il tuo lavoro occasionale alla Fashion& co.

COSA? sbraitai. No, non lo far... mi serve quel lavoro. Non puoi cooperare con due aziende... la legge, potrebbe sembrare un conflitto dinteressi. Dovrei scegliere?. S ma solo momentaneamente. Tra un paio di settimane potrai riprendere il tuo lavoro senza problemi. E molto importante per me questo impiego Alessandro. Lo so, per lesame dellalbo giusto?. Anche ma non centra solo quello affermai. Significa la mia indipendenza. Capisco che cosa intendi ma... Mario Ferrari che cosa potrebbe offrirti? Uno stage retribuito da un rimborso spese? Collaborazioni free lance da 1500 parole? Lo sai meglio di me che al momento leditoria e il giornalismo sono in calo.

Frastornata, rimasi in silenzio. Qual la scelta giusta da fare?. Amore o lavoro? Non dirmi che ci stai pensando!. Confusa lo guardai. Sofia per lamor di Dio, sii ragionevole! esclam. Non ti sto chiedendo di rinunciare alla tua carriera per sempre. Alessandro non una decisione facile. Non mi sono mai prefissata questa strada. Ho gi parlato con Mario. Per Mario intendi Mario Ferrari della Fashion& co? chiesi. Mi stai prendendo in giro?. No, lui daccordo sulla decisione. Ed felice per noi, mi ha anche detto che non un problema privarsi di te per qualche settimana. Non posso credere che tu lo abbia fatto dissi furente. Lo sai quanto io tenga alla mia carriera. Lui fiero di te piccola. Ti assumer per il

tirocinio prima dellesame allalbo dei giornalisti, devi stare tranquilla ok?. Ha detto davvero cos?. Te lo assicuro, ti faccio parlare con lui se preferisci. Scossi la testa. Non avevi alcun diritto di fare le mie veci. Avvilito, sospir. Scusami... non era mia intenzione prendere il controllo. Conosco Mario da quando sono piccolo, mi sembrato onesto agevolarti. Non puoi proteggermi per sempre Alessandro, per lo meno non sulla mia carriera. Garantisco di non farlo pi ok? giur. Ora potresti firmare? O vuoi che Inna occupi il tuo posto?. Dove prendo una penna?. Frena testona! esclam scompigliandomi i

capelli. Ti sono chiari i punti?. S maestro. Solo uno potrei non rispettarlo. Cio? chiese, curioso. Collaborare in armonia con lo staff/colleghi risposi ridendo. Sofia! mi ammon. Sei proprio biricchina sai?. Mai quanto te! dissi con smorfia buffa annessa. Alessandro sogghign divertito. Un giorno di questi, mi farai impazzire. Tu lo hai gi fatto.... Le sue dita si affusolarono tra i miei capelli morbidi al sapore di lavanda attirandomi a se. Unultima cosa. Mercoled, finalmente inizier la settimana della moda e durante la Fashions Night Out presenteremo la linea. Tu sei il volto ufficiale, quindi dovrai essere in prima fila.

Che cosa dovr fare?. Sii te stessa... nientaltro rispose afferrando un grappolo duva dal cestino della frutta. Quanta gente ci sar allevento?. Non si pu contare, un evento pubblico. A parte i partecipanti su invito, sar presente tutta Milano, se non di pi. In che guaio mi sono cacciata? pensai sentendomi svenire. Ci saranno milioni di persone. Domani appena finisci le lezioni verr a prenderti; in azienda gi tutto pronto per il servizio fotografico. Finiremo piuttosto tardi quindi non prendere impegni. Che cosa? chiesi leggermente stordita. Servizio fotografico?. S, Sofia. Siamo in ritardo, per queste cose ci vogliono mesi, lultimo tassello del puzzle, i

miei grafici rimarranno svegli anche la notte. Il lavoro deve essere finito. V-va be-ne balbettai. Basta che il fotografo non si arrabbi con me ok?. No, tranquilla piccola. Nessuno ti torcer un capello. Dopo pranzo, salii sulla mia testa rossa decisa a tornare allovile. Alessandro prov in tutti modi a persuadermi a restare ma non mi feci incantare, anche se la tentazione di stargli accanto per tutto il pomeriggio era tanta, avevo un milione di cose da fare. Prima cosa fra tutti era studiare, e una chiacchierata con la mia amica coreana del cuore. CHE COSA? url Sun, facendo riecheggiare la sua voce in cucina; dopo avergli raccontato della mia carriera da modella part time. Ti rendi conto? Tutto il mondo ti conoscer afferm in

preda all'entusiasmo. Lo so fa strano anche a me, io modella? Chi lo avrebbe mai detto! esclamai. Ho la sensazione di essermi cacciata in un brutto guaio. Perch? unoccasione unica Sofia... questa volta, devo dare ragione ad Alessandro comment mentre riponeva la spesa nel frigo. Tu sei la sua musa ispiratrice, tutti i grandi stilisti ne hanno avuta una. Lo so, sua madre lo stata per suo padre. Vedi? Tutto pi semplice sentenzi. Devo ammettere, che Alessandro sta iniziando a piacermi. Per non parlare di quello che ha fatto per te e la tua famiglia. Lo so. Gliene sar grata per sempre. Orami siamo una coppia Sun!. Sofia Ghiacciaio Botticelli, stai diventando grande sostenne con una nota di sarcasmo. Sono fiera di te!.

Ridacchiai divertita. Mercoled ci sar la Fashions Night Out e visto che sono il volto ufficiale della linea dovr partecipare. Ti va di accompagnarmi?. Con aria sognante Sun si port una mano alla bocca. Eh me lo chiedi cos? esclam euforica. Essere la migliore amica della testimonial ha i suoi vantaggi. Ecco lo sapevo, ora ti approfitterai di me dichiarai ironica. Smettila disse tirandomi una mela. Sei sicura di voler lasciare la collaborazione alla Fashion&co?. Abbattuta, annuii. Ho dato la mia parola. Sar solamente per qualche settimana, nulla di grave. Mario Ferrari ha comunque una buona opinione sul mio lavoro. Alessandro dice che le sue intenzioni sono di assumermi come tirocinante. Per lo meno hai il fondoschiena parato.

Gi affermai mordicchiando la mia succulenta mela rossa. Guadagner un sacco di soldi. Si a proposito, ricordati di farmi un regalino. Nessuno si godr quei soldi. Cio? Ho deciso di donarli in beneficenza. Sei sicura? chiese sgranando gli occhi. S, la cosa giusta da fare. Andrea farebbe cos. Tuo fratello sarebbe fiero di te dichiar abbracciandomi. Sai gi a chi li donerai?. Allassociazione Save Your Smile dellospedale Niguarda. Ho letto cose interessanti sui loro studi al cervello dichiarai con un velo di tristezza, ricordando alla morte di mio fratello causato da un embolo, dopo cinquanta giorni di coma vegetativo.

La medicina fa miracoli ogni giorno, i tuoi soldi aiuteranno molte persone concluse sorridendomi. Hai gi avvisato tua madre?. No... lo far pi tardi affermai alzandomi dalla sedia dirigendomi verso la mia camera. Dove vai? Non mi hai raccontato niente della tua crazy night con Alessandro!. Delusa la guardai. Non c stato niente tra di noi. Ah... rispose sorpresa. Niente... di niente? domand maliziosa. No Sun... non me la sono sentita. Nemmeno... sai?. Qualcosina. Lo sapevo! ulul felice. Lui ti ha ... istigato a?. Certo che s... ma ha deciso di rispettarmi in tutto e per tutto.

Rincuorata Sun mi guard sognante. Io a un uomo cos... la darei subito! esclam sghignazzando. Sun Li! la ripresi. Ormai Alessandro fuori dal mercato. Poi non ti lamentare. Tu hai il tuo bel rugbista!. Lo so e tu il bel pallavolista! afferm felice. Non cambierei Daniele per nessuno al mondo. Rilassata e in pace, andai in camera decisa a intraprendere un pomeriggio dintenso studio.

Attacco di panico a parte, la notte che avevamo trascorso insieme era stata unica. Se sto vivendo un sogno, vi prego... non svegliatemi!. Nel tardo pomeriggio, mentre cercavo di studiare, ricevetti un messaggio da parte di Alessandro: Che cosa stai facendo? Studio... Tu?

Penso a te... dormi da me questa notte? Signor Marconi! Non farti pregare. Voglio guardare le stelle con te, e ammirare il tuo dolce viso prima che si addormenti. Posso mandarti una foto se vuoi. Il mio Iphone le fa molto bene Non mi accontento di cos poco, lo sai. Sei un uomo esaustivo Marconi. Se lo dici tu. Allora ti credo. Passo a prenderti alle sei. Cosa? Non ho detto s. Non mimporta. Ti porter via con la forza se devo. La forza non ti servir... io sono con te.

Perfetto. Per cucini tu.

Lo sapevo. Fortunatamente Masterchef mi ha insegnato qualcosa. Attenzione al piatto Killer. Tu sei il mio killer. Ti aspetto alle sei. Non vedo lora. Per scaramanzia mi feci un pizzicotto. Ahi! bisbigliai. Sofia... sei sveglia!. Dopo vari minuti concentrata a cantare a squarciagola Ascolta il tuo cuore di Laura Pausini decisi a tornare sui libri di scuola. Un piccolo stridulo proveniente dalla posta elettronica attir la mia attenzione. Le solite pubblicit di Zalando, mannaggia a mia madre! imprecai infastidita.

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Che scherzo questo? bisbigliai aprendo lallegato. Atterrita nel vedere quelle foto: sangue, due ragazzini e dolore dei miei genitori con il mio nome impresso in prima pagina; mi fece raggelare il sangue. Intimidita, sobbalzai dalla sedia cadendo a

terra. Il mio cuore cominci a palpitare velocemente andando in tachicardia. No... sussurrai sollevandomi, riguardando il corpo di mio fratello immobile, quasi privo di vita. Il suono della mia suoneria mi fece spaventare nuovamente. Agghiacciata, lo afferrai: Numero sconosciuto. Pronto?. Non ci fu risposta. Solamente grandi affanni e respiri profondi. PRONTO! urlai terrorizzata. CHI SEI? chiesi. Mi hai mandato tu quelle foto?. TI OSSERVO SOFIA. SO CHI SEI. NON PUOI SFUGGIRMI! esclam una voce metallica, ridendo di me. In preda al panico attaccai. Le mie carni tremavano, il mio corpo ribolliva e la paura si era impossessata del mio corpo. Non pu essere pensai, mancandomi il respiro. Chi era la persona che mi aveva inviato quelle

foto? Alessandro aveva detto che il suo Hacker aveva fatto sparire tutto, non cera pi niente era come se nulla fosse successo, perch questo? Terrorizzata, iniziai ad andare avanti e indietro per la camera alla ricerca di una risposta. Respirai profondamente e andai a cercare Sun; ma la casa era vuota. Dov finita?. Mentre ero in salone, sentii dei rumori provenire dalla cucina. In quellattimo sentii il cuore uscire dal petto. Chi c?. Non ci fu risposta. Preoccupata, controllai la serratura della porta di casa. Era aperta. Sun? provai a chiamarla. Ma non ci fu alcun richiamo. Senza perdere tempo chiamai Alessandro. Pronto?. Puoi venire da me?. Che succede piccola? domand preoccupato.

Ti prego! Vieni subito da me! urlai impaurita. Sofia mi vuoi spiegare che cosa sta succedendo?. Sconvolta, guardai in giro. C qualcuno in casa sussurrai coprendomi la bocca. Non ti muovere da l, arrivo subito. Fai presto ti prego!. Dopo la chiamata, andai in cucina, afferrai il coltello e lo impugnai con due mani. I rumori si fecero sempre pi insistenti; captai da dove arrivavano. La lavanderia. Mi avvicinai di soppiatto e dopo aver respirato pi volte prendendo coraggio aprii la porta. NON TI MUOVERE! urlai, ma nello sgabuzzino non cera nessuno. Accesi la luce, puntai il coltello e mi addentrai; nessuna sagoma sconosciuta era presente. Che

scherzo questo? bisbigliai con il cuore a mille. Non posso essermelo immaginato. La porta suon. Alessandro! pensai correndo ad aprire: era Sun. Dove diavolo eri finita? dissi puntando il coltello. Sgomenta, Sun sgran gli occhi. Hey! Che ne dici di abbassare quellarma?. Doveri finita? urlai. A fare jogging disse togliendosi le cuffie dellIpod dallorecchio. Lo sai bene che la domenica mi tengo in forma con un ora di corsa no stop. Oh... mi limitai a dire. Perch hai un coltello taglia carne in mano?. Confusa la guardai. In quel momento percepii un formicolio provenire dalle gambe che in pochi istanti divamp in tutto il mio corpo. Io... so chi

sei.... Sun preoccupata, entr in casa. Sofia! Stai bene? domand preoccupata. Sei pallida. Impaurita, indietreggiai. Ti oss-ervo.... SOFIA ATTENTA! vocalizz preoccupata. Sentii un forte colpo alle ginocchia; ritrovandomi semi sdraiata. No... n... ti vedo. Limmagine di Sun davanti a me divenne sfocata fino a cadere nel nero assoluto. Mi ritrovai davanti a un cortile, la scena davanti a me si presentava in unimmagine sfocata. Riuscivo a vedere solo una berlina nera mentre due ragazzini erano a terra uno sopra laltro pieni di sangue. Due uomini stavano scendendo dalla macchina. Uno di loro aveva un bastone marrone con la punta di metallo.

I ragazzini sono morti! disse luomo. Andrea no!. Anche se ero lontano, sentivo forte e chiaro le loro voci; e stranamente, riuscivo anche a percepire i pensieri di qualcun altro. Provavo la sua stessa paura e non riuscivo muovermi. Ben fatto ora andiamocene. O Professore sar contento, finalmente quella cagna ha avuto quello che si merita la voce dellaltro aveva un accento del sud simile a quello napoletano. Gi, che gli serva di lezione. Che cosa pensava di fare? Vincere contro di noi?. Aiuto vi prego. Andiamocene adesso. Da lontano riuscivo a percepire un suono molto forte; quel rumore si avvicinava sempre di pi. La polizia.

Una piccola ombra da dentro la macchina, attir la mia attenzione. Cera qualcun altro l con loro quel giorno, cercai di avvicinarmi per capire chi fosse ma limmagine era troppo confusa e imprecisa, non riuscivo a vedere niente. Cazzo stanno arrivando! Scappiamo.

Sofia? Mi senti? mi richiam una voce familiare. Piccola ti prego svegliati. Loscurit inizi a oscillare, e aggrappandomi a quel dolce richiamo riuscii ad aprire gli occhi. La prima cosa che vidi fu il volto nitido di Alessandro davanti a me. Amore! la sua voce era straziata dalla preoccupazione. Con delicatezza mi alz il busto lentamente. Ancora stordita, mi guardai attorno. Ero sistemata sul divano, e vicino al mio capezzale cera Sun; dal

volto preoccupato e angosciato. Che successo? chiesi confusa alzandomi lentamente. Ci hai fatto prendere un colpo! esclam la ragazza singhiozzando. Guardai il tavolino. Cosa ci fa un coltello taglia carne in salotto? chiesi turbata. Stranita, Sun mi guard. Sofia lo avevi in mano tu!. IO? sbraitai. Com possibile... io... non ricordo. Alessandro ancora con la paura fissa negli occhi mi abbracci. Non preoccuparti, limportate che stai bene. Mentre osservavo gli ambienti, mi riaffiorarono i ricordi. Ho ricevuto unemail e anche una chiamata.... Indicai la cucina. Ho sentito dei rumori

provenire dalla cucina, cos sono andata a controllare e.... Agitata, iniziai a tremare. Non ricordo... non ricordo nulla!. Dolcemente Alessandro mi accarezz il viso. Hai gi fatto molto. La sua bocca si pos sulla mia fronte. Che cosa conteneva le-mail?. Atterrita, lo guardai. Quello che non avrei mai pi dovuto vedere. Che intendi dire? chiese Sun nella sua tuta da jogging viola. Articoli, foto di me con mio fratello il giorno dellincidente. Il mio nome in prima pagina. Non possibile! dichiar Alessandro. Ho ordinato al mio Hacker di far cancellare tutto. Non c pi nulla Sofia, ho controllato io stesso. Non me le sono immaginate... le ho viste con i miei occhi, sono sul mio computer. Con aspetto tormentato e senza rispondere

Alessandro attravers il salone precipitandosi in camera mia. Che gli preso? chiese Sun. Luomo torn un paio di secondi dopo con il mio portatile tra le mani. Fu sufficiente guardare il contorno del suo viso per capire la sua reazione alle immagini. Dispiaciuto, Alessandro mi guard. Ti prometto amore... trover questo bastardo, costi quel che costi. Amore?. Non permetter che vi accada nulla aggiunse agitato. Ordiner a Matteo di mettere sotto controllo lappartamento, far installare delle telecamere di sorveglianza nellappartamento. Matteo? chiese Sun turbata. S afferm Alessandro. Il mio tuttofare. La Cosa bisbigliai verso la mia amica, senza farmi sentire da Alessandro.

Disporr anche di mettere sotto controllo il cellulare e il tuo portatile. Anche i tuoi Sun. Se sono arrivati a Sofia, facile che possano arrivare a te. Va bene dichiar la ragazza. Debole, lo raggiunsi barcollando leggermente. Grazie dissi baciandolo con un leggero schiocco. Sei sempre qui per me. La sua mano si pos dolcemente sul mio viso freddo. Se la mia donna in pericolo, io la protegger e la salver sempre. Sofia ieri ha ricevuto delle foto persever Sun con voce inquietata, interrompendo il nostro idillio. Cosa? domand Alessandro adirato. Quali foto?. Ammonii Sun con lo sguardo. Si ecco... erano le stesse che trasmettevano i telegiornali e gli articoli rosa, non ci ho dato peso.

Perch non me ne hai parlato prima? la sua voce era piena di rimprovero. Scusa... non pensavo che potesse essere importante. Fammele vedere ordin. Dispiaciuta, andai a recuperarle. Una volta tornata gliele mostrai. Il suo volto divenne tormentato cambiando espressione. Non siete al sicuro qui.... Cosa? esclam la ragazza. E casa mia, certo che siamo al sicuro. No non lo siete inve contrastandola. Avete ricevuto delle minacce?. No risposi. Si invece contest Sun a braccia conserte. Sarebbero? chiesi attendendo spiegazioni. La ragazza mi guard sgomenta. Non glielhai detto?.

Detto cosa? replicai. Di Omar. Omar? ripet Alessandro. Il ragazzo che ti ha accompagnato a casa?. Non farebbe del male a una mosca ribattei cercando di difenderlo. Come no, per laltro giorno ha provato a baciarti con la forza. Lho visto con i miei occhi e dopo corso via a gambe levate. Se fosse rimasto, giuro che gliele avrei suonate di santa ragione. E la verit?. Lo guardai avvilita. S ma si scusato. Quando lo avrebbe fatto?. Oggi.... Ti avevo chiesto se con lui ci fosse stato qualcosa. Non c stato niente. E non ci sar mai.

Arrabbiato Alessandro mi guard. Ne parleremo pi tardi termin furente. Ora prepara un trolley, starai da me fino a quando la cosa non sar chiarita. Cosa? No! esclamai contrariata. Ci sar Sun qui con me. Nemmeno lei al sicuro qui, nessuna delle due lo ribad alterato. Posso stare da Daniele per qualche giorno comment a monosillabi. Ottimo, ti accompagniamo noi concretizz ammonendomi con lo sguardo ancora furente per la storia di Omar. Indispettita, andai in camera e iniziai a preparare uno dei miei piccoli trolley con poche cose: vestiti, scarpe, cosmetica per il bagno, e biancheria. Poco dopo mi raggiunse in camera, il suo volto parlava da solo. Prendo la mia macchina dissi

alterata. No, lasciala qui. Ti accompagner io ovunque tu voglia andare. Non mi sembra il caso, su questo non voglio trattare. Sei appena stata molestata verbalmente, gli stalker ci mettono poco a passare ai fatti. Davvero? domandai seccata. S, opera di uno stalker e Omar non mi piace. Potresti essere tu. Io?. S affermai, chiudendo la cerniera del trolley. Tu avevi gli articoli, tu avevi ogni cosa e per magia quando dovevo stare tranquilla, tutto compare. Poi perch devessere stato Omar? Lui non sa niente di me. Spazientito, Alessandro sospir. Non sto

dicendo che sia stato lui. Allora cosa volevi alludere?. Ti ho trovato svenuta nel salone di casa tua e una persona vuole intenzionalmente farti del male. E. Solo. Una. Macchina scandii. Ho la patente da quando avevo diciotto anni. Non mi fido degli altri. Potresti essere un bersaglio facile. Sei incredibile! sottolineai, sbraitando. INCREDIBILE! inveii pi forte. Sofia! dichiar afferrandomi il braccio, facendomi quasi male. Oggi mi hai fatto perdere dieci anni di vita. Vederti stesa su quel divano mi ha fatto morire. Lo fissai spiaciuta. Mi dispiace. Perch non mi hai detto di Omar?. Scossi la testa in difficolt. Non ci ho dato

peso. Lo vedo raramente in universit e le poche volte che ci siamo visti, lui stato gentile con me. Mi stato vicino quando tu sei sparito. Disorientato, mi lasci andare. Se lo vedo nuovamente vicino a te, giuro.... Che cosa? dissi, bloccando la sua frase. Se ti dovesse succedere qualcosa Sofia. Ne morirei. Cercando di tranquillizzarlo gli accarezzai il viso. Non mi succeder niente, io sono qui dissi afferrandogli la mano ponendola sul mio cuore. Batte forte perch ci sei tu. Nessun altro pu farlo funzionare cos. Sei il creatore della mia anima Alessandro. Colpito dalle mie parole, si ritrasse allontanandosi da me. Non prenderai la macchina fino a quando non avr la situazione sotto controllo. Non si discute!. Scontenta dalla sua strana reazione, annuii. Va

bene. Ti aspetto gi. Scendi quando sei pronta ordin freddo, sparendo dietro la porta. Che diavolo gli successo? pensai avvertendo un colpo al cuore. Perch si allontanato da me?. Il giorno seguente mi svegliai presto, nel letto della camera degli ospiti, da sola. Alessandro aveva lavorato alla campagna pubblicitaria della linea fino a tardi urlando come un matto riguardo a qualche scadenza non mantenuta. Lunico modo per non disturbarlo era stare lontano da lui, lasciandolo lavorare. In aggiunta, da quando ero arrivata a casa sua, non ci siamo rivolti la parola; si rifugiato nel suo ufficio isolandosi completamente da me. Devo parlargli! pensai alzandomi dal letto. Mi precipitai in camera sua, ma di lui non cera

traccia. Stupita, mi soffermai vicino alla porta del bagno e posai lorecchio sopra di essa. Percepii la sua presenza attraverso quel pezzo di legno. Una dolce ballata invase latmosfera e il suo profumo fresco inserendosi nella mia mente. Non so ancora che profumo usa. Senza pensarci troppo, bussai leggermente alla porta. Alessandro apr poco dopo; il suo viso era coperto da della schiuma bianca: si stava radendo; e per farlo indossava solamente i suoi pantaloni della squadra di pallavolo blu del suo collegio svizzero. Perch hai bussato? domand confuso. Dubbiosa lo guardai. Non volevo disturbarti.... Disturbarmi? ripete vago. Sofia... io. Le lacrime inondarono il mio viso. Perch mi

sei lontano? singhiozzai, abbracciandolo. Piccola... la sua voce si smorz rispondendo alla mia stretta. Ho lavorato tutta la notte. Mi sei mancata. Anche tu espressi, abbracciandolo pi forte. Vuoi fare colazione? chiese accarezzandomi la nuca. S affermai asciugandomi le lacrime. Vuoi il caff?. No, ti prego. Ne ho bevuti troppi in questi giorni. Preparami solamente un succo alla pesca va bene?. Ok... dissi ricevendo il suo dolce bacio mattutino. Posso sapere di chi questa canzone?. Thomas Bergersen in Remember Me. E molto bella. S, lo . Rilassa molto e fa pensare.

Pensare?. Spero bei pensieri. Mi sorrise baciandomi nuovamente. Aspettami in cucina, arriver tra poco dichiar allontanandosi da me. Che gli sta succedendo?. Dopo essermi preparata, andai in cucina e obbedii da brava Cenerentola. Mentre preparavo il th decisi di inviare un messaggio a Sun. Non avevo sue notizie da ieri sera dopo che labbiamo accompagnata a casa di Daniele. Spero che vada bene con lui. Fortunatamente era on line: Sun, sono preoccupata. Tutto bene?

Hey... preoccupata di cosa? Ti abbiamo cacciato da casa tua!

Sofia... non ti devi preoccupare, come dice Alessandro, non sicuro stare li. Per nessuno di noi due. Poi sar solo per qualche giorno. Presto torneremo a essere coinquiline.

S contentissimo di avermi fra i piedi per un po. Stai tranquilla. Ci sentiamo stasera se vuoi.

Ok... avevo proprio voglia di sentirti amica coreana: mi manchi.

Anche tu Sofia Pensierosa Botticelli. Appena tutto questo finir, mandiamo a quel paese gli uomini e ci mangiamo un bel barattolo di Nutella per una sera a base di film romantici ok? W ICARBOIDRATI. Il suo messaggio mi fece tornare il sorriso: Attendo quella sera con ansia. Per il film lo scelgo io, ok? Donna di poca fede! Donna con poco gusto nella scelta dei film. Volevo dirti un'altra cosa. Scusami se ieri ho detto di Omar ad Alessandro, non volevo farvi litigare ma lui doveva sapere. Non mi piace, ha qualcosa di strano negli occhi. Parola di donna coreana veggente.

Non preoccuparti. Credo che sia tutto risolto. Allora mi perdoni? Certo. Come posso non farlo? Quindi... linvito di mercoled ancora valido? Certo, non puoi mancare. Devi supportarmi durante la serata, non vorrei mai compiere un omicidio in diretta. Ogni riferimento puramente casuale. Allora porter la mia cintura nera. utile. Ogni cosa

Sar fatto. Non badare se ruber qualche vestito. So come potresti corrompere Alessandro

Far del mio meglio.

Ti voglio bene!

Anchio.

A stasera.

Finalmente sorridi disse Alessandro irrompendo in cucina. Sorpresa, lo scrutai nella sua mise da ufficio: completo blu abbinato da una camicia bianca e mocassino scuro. Stavo parlando con Sun. E come sta? chiese sorseggiando un po di succo. Bene, a casa di Daniele. Mi sempre piaciuto quel ragazzo. Anche se a volte non capivo la sua timidezza. E un rugbista per la miseria. Divertita nel ricordare le paranoie di Sun

scoppiai in una grassa risata. Che c? domand accendendo il suo Ipad. Nulla... pensavo. A cosa?. Come mai il blu oggi? chiesi cercando di cambiare discorso. Alessandro alz il sopracciglio osservandomi da dietro lo schermo. Perch qualcuno pensa che io indossi sempre lo stesso abito. Davvero? dissi rimembrando la battuta che gli avevo fatto. Chiss chi stato commentai scherzosa. Gi, chiss... annot ridendo. Ti sta davvero bene, mi piace molto. Certo che ti piace. Lho disegnato io sentenzi malizioso. Simpatico. Che coshai mangiato stanotte?

Pane e simpatia?. Silenzioso si avvicin a me baciandomi dolcemente. Smettila, tutti sanno che starebbe meglio a te. Non divertente, signor stilista ridacchiai ironica. Andiamo disse dandomi una pacca sul sedere. Altrimenti farai tardi a lezione. Arrivammo in universit. Non avevo idea di come la gente avrebbe reagito nel vedermi. Matilde, Omar e il professor Ricadi. Avevo un brutto presentimento. Alessandro posizion la sua Aston Martin in un parcheggio vicino alluniversit. No ti prego, non qui davanti a tutti pensai guardando gli sguardi della gente che passava nella nostra direzione. Ti accompagno dentro. Che cosa? chiesi sbigottita. Non se ne parla

nemmeno, non sono una bambina. Voglio che tu sia al sicuro, qualcuno potrebbe rapirti o farti del male in qualunque momento. Anche in universit? domandai scettica. La scuola il posto pi sicuro del mondo. Nessuno pu farmi del male qui. Esasperato, Alessandro scese dalla macchina aprendomi bruscamente la portiera. Scendi! ordin come voce ferma. Senza obbiettare, scesi dalla sua costosissima auto e insieme attraversammo il cancello fino ad arrivare al corridoio. Le occhiate della gente, mentre Alessandro mi accompagnava vicino allaula, fecero trasparire mille parole e pensieri. Perch non la smettono?. Non era mia intenzione nascondere la nostra storia per quelle occhiate non mi piacevano. Quanto mi manca essere la ragazza nessuno.

Alessandro captando il mio imbarazzo, afferr la mia mano. Quello Omar giusto? mi chiese indicando la sua sagoma venire da noi. Oh no!. Si... lui affermai avvilita. Ciao Sofia disse il ragazzo sorridendomi. Ciao... Omar risposi a disagio. Tra di noi cal il silenzio; gli occhi blu di Alessandro squadrarono il ragazzo da capo a piedi mettendolo a disagio. Omar... lui Alessandro, Alessandro lui Omar dissi cercando di smorzare limbarazzo, ma non bast; la situazione divent inquietante. Piacere, Alessandro si present porgendogli la mano. Sospirai rasserenata. Molto piacere signor Marconi, un onore per me incontrarla. Certo... comment sarcastico. Severa, lo ammonii guardandolo storto. Hai

bisogno che ti accompagni Sofia? La tua caviglia sta meglio? chiese Omar, preoccupato. La accompagno io se non ti dispiace sentenzi azzittendolo. Alessandro! lo rimproverai. Intimorito dalla sua voce rigida, indietreggi. Scusa... volevo solo essere gentile. Da qui proseguo da sola dissi stringendogli la mano, rassicurandolo. Contrariato, mi guard arrendendosi. Va bene, vengo a prenderti alle quattro. Non fare tardi concluse baciandomi la fronte. Grazie risposi, sfiorando la sua guancia con un piccolo soffio delle mie labbra. Infastidito dalla mia scelta, rote il busto nel suo completo migliore allottandosi tra la folla universitaria attirando lattenzione di ogni ragazza con le sue movenze da modello/divo

internazionale. Smettetela di fissarlo... lui mio. Accidenti pensavo volesse uccidermi... ammise Omar, riprendendo fiato. Diciamo che leggermente protettivo dichiarai sarcastica. Leggermente? disse in tono ironico. E un maniaco del controllo. No non lo protestai. Tutti gli uomini daffari lo sono... lui non da meno. Dispiaciuta, lo osservai. Vuole solo che la mia privacy rimanga protetta. Ormai sei un personaggio pubblico Sofia. La tua privacy non sar mai pi protetta. Su questo hai ragione. Ehm... scusa, ora devo andare. Il professor Ricadi non ama i ritardi dissi lasciandomi il ragazzo alle spalle. Stai attenta Sofia. Non scherzare con il fuoco,

potresti bruciarti critic guardandomi. Intimorita da quella frase, non mi guardai indietro e andai avanti per la mia strada. Entrai in aula appena in tempo. Appena misi piede in quella stanza, tutti gli occhi additarono me la nuova fiamma di Alessandro Marconi. Imbarazzata, distolsi lo sguardo. Basta, smettetela di guardarmi. Fortunatamente in lontananza focalizzai Matilde concentrata a leggere La Repubblica prima dellinizio delle lezioni; aveva occupato due posti vicino alle finestre che davano sul cortile. Ciao! dissi salutandola. Hey! rispose facendomi spazio. Pensavo di essere in ritardo dichiarai. No, il professor Ricadi non ancora arrivato. Accesi il computer, disponendolo sul banco. Ascolta... inizi la ragazza, sapendo benissimo

dove stava andando a parare. Alessandro davvero il tuo ragazzo?. S? la aizzai a continuare. Lascia stare... disse riprendendo a leggere. Matilde... la chiamai con viso inquisitorio. La ragazza cominci a guardarmi con aria dispiaciuta. So che non ne vuoi parlare, per... il tuo fidanzato proprio un gran bel figo. Tutto qua?. Allietata, scoppiai in una lieve risata. Dal tuo viso pensavo volessi dirmi altro. No, solo che so quando pu dar fastidio essere additata da tutti puntualizz. Se non fossi lesbica, ci avrei fatto un bel pensierino. Credo che sia lidea di ogni donna in questaula sentenziai guardandomi attorno. Ascolta... ti va mercoled di venire alla Fashions Night Out?. Davvero?.

Certo! Porta anche Eva con te se vuoi. Meravigliata, cominci a guardarmi sgranando gli occhi emozionati. Ma io... non ho niente da mettermi boccheggi pensierosa. E da quando questo un problema per noi donne? la rincuorai sorridendo. Beh... questa una scusa per fare del buon e sano shopping. La nostra attenzione fu richiamata da una porta che sbatteva, facendoci sobbalzare dallo spavento. Buongiorno! salut un professor Ricadi, decisamente di cattivo umore. Siete tutti pronti? Oggi non voglio perdere tempo! esclam buttando la sua borsa sulla scrivania. Si sveglialo male eh? constat Matilde a intensit bassa. Con lo sguardo osserv laula fino a congiungersi con il mio viso. Ma che piacere! esclam con voce alta, guardandomi. Vedo che

oggi far lezione anche alla fidanzata di un VIP italiano... oggi non aveva nulla da fare signorina Botticelli?. Coglione. No, invece lei professore? chiesi rispondendogli a tono. Indispettito, mi guard. Non usi questo tono con me o la mando diretta dal rettore. Stranita dalla sua reazione, lo guardai altezzosa. Siamo alle scuole medie per caso?. Sofia tappati quella bocca!. Nervoso, il professor Ricadi si gratt la testa sussurrando qualcosa sottovoce. Che diavolo ha adesso?. Non perdiamo tempo... forza, gli esami si avvicinano e voi avete bisogno di esercitarvi. In queste ore non ci distrarremo un attimo. Era ora... sussurrai a bassa voce. Ha qualcosa da dire signorina Botticelli?.

Perplessa, lo guardai. E ora che cosa vuole?. No, perch?. Pensavo avesse parlato. Lei pensa troppo professore, non glielha mai detto nessuno?. Il suo sguardo divenne severo. Ora sono nei guai riflettei affondando nella sedia. Signorina Botticelli, vero. Io penso troppo perch credo che lei non abbia alcun rispetto per la nostra professione, entrata con una delle medie pi alte ma il talento, per come lo intendo io, non si fabbrica si ha. Non risposi alla provocazione e senza consumare altri pensieri sul suo metodo dinsegnamento accesi il computer e iniziai a scrivere. Ora ti faccio vedere io chi la vera giornalista qui!. Fortunatamente quel giorno riuscii a uscire

qualche minuto prima dalla lezioni pomeridiane. E un messaggio minatorio di Alessandro durate lora di pranzo aveva resto la cosa pi nevrotica:

Ti aspetter alle quattro nel parcheggio universitario. Non fare tardi. Se possibile, fatti accompagnare da qualcuno che non sia Omar. Freddino no? dichiar Matilde, leggendo il messaggio. Non si arrabbier se mi vedr con te giusto?. No la tranquillizzai. Ha espressamente chiesto una persona che non sia Omar. Durante lora di pranzo, avevo informato Matilde su cosa mi fosse successo nei giorni precedenti, a seguito tutta la storia della mia vita. Sospetta di lui? Riguardo?.

No sentenziai. Credo che sia solo geloso. Gli uomini possessivi, anche mio padre era cos con mia madre... infatti, mi piacciono le donne. Dovevi vedere la sua faccia quando mi sono presentata a casa con Eva. Ha avuto un infarto?. Matilde scosse la testa. No, per ancora dura da digerire per lui. Arrivate al parcheggio; riuscii a intravedere Alessandro in tutta la sua bellezza e compostezza con i suoi Ray-Ban scuri, con la sua figura poggiata sulla sua favolosa Aston Martin. Accidenti! esclam Matilde, mentre ci avvicinavamo a lui. E... pi figo che dalla televisione. Anchio quando lho visto per la prima volta ho reagito cos, e ai tempi lui era un barista dissi comprendendo la sua reazione.

Appena mi vide arrivare, avanz verso di noi con la sua andatura hollywoodiana. Mon ange mi salut baciandomi la fronte, felice di vedermi senza Omar. Vedo che hai afferrato il messaggio di oggi. Perplessa lo ammirai nel suo maestoso sorriso compiaciuto. S, ricevuto forte e chiaro signor Marconi. Matilde mi diede un pizzicotto sul braccio ricordandomi la sua presenza. La guardai, il suo viso mimava la frase: Presentamelo ora!. Alessandro, Matilde... Matilde, lui il mio Alessandro. I due si strinsero le mani; lespressione della ragazza era divenuta paonazza. Devo essere gelosa?. Piacere di conoscerti. Sofia mi ha parlato molto di te, Matilde giusto? disse togliendosi gli occhiali da sole, sistemandoli nel taschino della giacca.

P-piacere mio... signor Marconi rispose incantata dal suo splendido viso. Com andata la giornata? chiese cortesemente a entrambe. Bene risposi. Molto lavoro da fare, come sempre del resto. Immagino comment guardando preoccupato il quadrante del suo Rolex argentato. Il servizio fotografico. Scusa Matilde per Sofia ed io, dobbiamo andare a un appuntamento di lavoro. Se ti va mercoled sera passa pure alla boutique Marconi, mi farebbe piacere che tutti i suoi amici fossero l con lei. Lo guardai sbalordita. Accidenti, Mr. Acidit non c pi. Ci sar senzaltro, sono curiosa di vedere Sofia in mise modella professionale rispose sorridendo. Oh... prometto di non dirlo a nessuno....

Porta chi vuoi con te, ci sar un grande rinfresco. Tutto ormai quasi pronto. Grazie signor Marconi. So che sembro pi vecchio della mia et. Ma puoi chiamarmi Alessandro, il Lei non mi mai piaciuto chiar contrariato. La ragazza mi guard pi rossa di prima. V-va bene... Alessandro. Salutai Matilde che a scatti si allontan verso il suo appartamento, guardandosi indietro ogni tanto con espressione buffa e sui toni viola dellimbarazzo. Simpatica la tua amica dichiar sorridente mentre mi apriva la portiera dellauto. Stupita, lo guardai. S, lo molto. Meglio lei di Omar concluse entrando in macchina. Fidati, quel ragazzo non mi piace. Il traffico a Milano in quelle ore pomeridiane

era delirante. Avevamo trovato coda ovunque e arrivammo in azienda con ben quarantacinque minuti di ritardo. Chiara ci stava aspettando fuori; dal suo corpo sintravedeva la sua irritazione. Imperterrita, continuava a battere il tacco della sua costosissima scarpa contro il pavimento dellingresso. Iniziamo bene pensai ritrovandomela davanti. Doveravate finiti! imprec furibonda. Siamo gi in ritardo di mesi sulla tabella di marcia, e il ritardo non aiuta. Esasperato dalla sua reazione Alessandro sospir. Chiara... ti prego, rilassati. Non esistono solo gli abiti nella vita, e il traffico Milanese ne fa parte il suo tono vorace era intimidatorio e minaccioso allo stesso tempo. Non so quello che fai tu durante il giorno signor Marconi. Ma di certo mi aspetto un po di

rispetto rispose arrogante. Forza Sofia, trucco e parrucco ti stanno aspettando da un pezzo, e questo il traffico milanese non ce lo rimborsa. Sai meglio di me che una modella deve farsi aspettare, e lei vale molto pi di quarantacinque minuti di ritardo sentenzi Alessandro baciandomi castamente salutandomi. Altra da quella sua azione, Chiara volt lo sguardo afferrandomi per il braccio. Ci vediamo dopo Marconi rugg furente. Arrivai nella sala trucco, tutto era pronto. Unintera equipe, formata da truccatori e parrucchieri esperti, vestiti da: pantaloni e maglia neri con la scritta Marconi al centro, stavano aspettando me. Emozionata nel vedere quel ben di dio di cosmetica femminile addobbata da luci magnifiche e specchi enormi, pensai subito a Sun. Minvidier a morte appena sapr dove sono stata oggi.

Ragazzi, lei Sofia il nuovo volto della nostra azienda. E la sua prima esperienza come modella specific. Ma vi prego, trattatela bene, e fate magie come il vostro solito sintetizz fiera. Clelia, hai ricevuto il bozzetto che ti ho fatto sul trucco giusto?. S, Chiara. Ho gi predisposto tutto sin dal giorno del Fitting rispose una donna in mezzo alla folla. Sar la mia Make-Up Artist?. Bene, non voglio improvvisate azzardate, ogni cambiamento sar redatto da me al momento degli scatti. Vi voglio vigili e pronti, nessuno sbaglio sar perdonato siamo intesi?. S, Chiara risposero tutti in coro, infastiditi da quelle sue parole arroganti. Ottimo, sono felice di vedere che siete tutti con me. Lucas, Igor, fate del vostro meglio vi prego. Non voglio vedere cose troppo pompose come lanno scorso durante Womens Fashion Week a

Parigi, siamo intesi?. I due uomini adiacenti a Clelia si guardarono perplessi annuendo senza degnare una risposta alle sue acide parole. Perfetto, allora siamo pronti conferm vincente. Che la danza abbia inizio concluse uscendo dalla stanza squadrandomi nuovamente. Quanto pagherei per sapere che cosa sta pensando quella vipera. Sofia? mi richiam una voce femminile. S? risposi roteando lo sguardo. Non badare a lei. Fa cos con tutti mi consol una ragazza, fin troppo giovane, dal viso rassicurante e dalla voce pacifica. I suoi capelli erano castani e leggermente ricci mentre gli occhi erano colorati di un marrone molto scuro. La sua statura era bassa e come tutti gli altri indossava: maglia e pantalone nero con la scritta Marconi in bianco.

Gi... mi ci dovr abituare sentenziai maligna. Vieni, ti accompagno. Finalmente una persona cordiale. La ragazza, dal nome sconosciuto, mi accompagn alla postazione di trucco. Oddio, un vero e proprio tutorial dal vivo. Mi sedetti sulla sedia e la ragazza nel frattempo inizi a sistemare, pulendo accuratamente il banco di lavoro dei truccatori. Come ti chiami? chiesi. Adele, sono lassistente di Clelia rispose indicando la donna che Chiara aveva interpellato prima. Lei la Team Look dellazienda. Ti truccher rendendoti perfetta, come ogni suo lavoro. Mentre Lucas e Igor sono capo parrucchieri. Accidenti... non pensavo ci fosse cos tanto lavoro dietro risposi confusa. Lo so afferm muovendo la sedia dovero

seduta; regolandola accuratamente per inclinazione e comodit. Sono tutti un po pazzi qui, sai gli artisti sono fatti cos concluse facendomi ridere. Vattene! sintromise una voce maschile riferendosi ad Adele. Sorpresa da quell'intervento superbo, guardai lo specchio. Un uomo alto dai capelli biondo platino, era riuscito a spaventare entrambe. Non hai sentito moretta dai brufoli a forma di bulbo? Vattene! Clelia ha bisogno di te. Intimorita, obbed. Girai il volto e la guardai andare via dispiaciuta uscendo dalla stanza. Perch tutti trattano male tutti?. Ciao Sofia mi salut luomo dietro di me. Sono Igor, e mi occuper dei tuoi capelli disse sciogliendomi i capelli dallo chignon. Igor alla vista dei miei capelli sgran gli occhi, atterrito. LUCAS! strill perforandomi un timpano.

VIENI SUBITO!. Che c? rispose un uomo dal tono scocciato. Sono occupato non vedi? persever irritato mostrando dei bozzetti. Guarda... vocalizz. Lucas, un uomo sulla quarantina, che ricordava molto Ricky Martin si avvicin e afferr le punte dei miei capelli. Tesoro, da quanto tempo non ti tagli i capelli? domand questultimo. Sei mesi? risposi insicura. Hai le triple doppie punte! constat Igor mostrandomi una ciocca. Un anno? risposi inquieta. Non importa rispose Lucas con un accento spagnolo. Tagliali, vedremo poi da asciutti che cosa si potr fare. Tagliarli?. TAGLIARLI? domandai atterrita. Ho la stessa pettinatura da quando vado

alle elementari. Igor cominci a guardarmi con aria isterica. Beh... direi che ora arrivato il momento di cambiare comment agitando uno spuzzino nero pieno dacqua. Impaurita, mi portai le mani al viso. Ora capisco che cosa provano le modelle di Americas Next Top Model durante la puntata del taglia e cuci. Ciao, io sono Clelia si present la Team Look riportandomi alla realt della mia esecuzione imminente, formato Hair-stylist. Curer personalmente il tuo trucco spieg fissando una Face Chart, con raffigurato un viso, sul bancone da lavoro. Non badare a Igor. E molto giocherellone in fatto di capelli. E la tua trasformazione non sar radicale. Rasserenata, sorrisi. Clelia avr avuto

allincirca una trentina danni: portava i capelli legati da unalta coda di cavallo scura e occhi verdi come degli zaffiri. Al contrario di tutti gli altri lei era lunica vestita in modo normale, indossando jeans scuri con un grande cinturone di lavoro che gli accerchiava la vita e una camicetta rosa. La cosa che mi sorprese che il suo viso era senza trucco: acqua e sapone. Igor tu continua con i capelli mentre preparo loccorrente per il trucco. Hai intenzione di colorarli?. Colorarli?. No. Al Fitting di ieri Chiara ha detto che devono rimanere cos. Ottimo, ci impiegheremo meno tempo del previsto sentenzi rasserenata. Ora guardami ordin fissandomi. Obbedii e la guardai. Il tuo un viso ovale, niente di pi semplice da truccare. Gli occhi sono

simmetrici, il naso non ha gobbe. Zigomi da delineare, mentre la bocca lievemente piccola, la dovremo ampliare. Ampliare?. S, con qualche piccolo accorgimento sistemer tutto, ma non preoccuparti. Il trucco che faremo sar molto easy, niente di complicato. Menomale. Decisa a rilassarmi, chiusi gli occhi e li lasciai fare. Dopo qualche minuto di assestamento, lequipe inizi a lavorare su di me. I due ragazzi iniziarono a lavarmi i capelli continuando a discutere sullacconciatura finale. Meglio fare una piega liscia persever Lucas. Chiara vuole che tutto sia naturale. No, meglio una leggera piega mossa sulle punte riafferm Igor. Il suo viso troppo magro, un liscio la farebbe sembrare una morta che

cammina. Altrimenti possiamo provare unacconciatura. No! sentenzi categorico. Hai sentito Chiara. Niente acconciature. Deluso, Igor sbuff. Quando se ne torna a Parigi quellarpia?. La volete piantare voi due? ringhi Clelia smorzando i toni. La piega mossa va bene, dar pi volume a tutto. Il mio full body make- over dur circa unora. Lansia a mano a mano che il tempo passava continuava a giocarmi un brutto scherzo. Perch ho accettato? pensai cercando di ricordare delle pose da improvvisare; ma la mia mente era annebbiata completamente. Che cosa mi sarei dovuta aspettare?. Finito! esclam Clelia.

Oh no, non ora. Anchio! continu Igor spegnendo il phon. Avete davvero finito tutti?. Ora guardati concluse Lucas. Aprii gli occhi e mi esaminai allo specchio. Sbalordita dal risultato pi che ottimale, mi toccai il viso. S-sono io? balbettai osservandomi da ogni prospettiva. La mia carnagione opaca era luminosa e tracciata da volumi e ombre al punto giusto. Come aveva detto Clelia, il mio non sarebbe stato un trucco troppo pesante anzi, linsieme era allinsegna del naturale. I miei occhi erano bordati solamente da una linea marrone che risaltava e apriva locchio grazie anche a delle lunghissime ciglia finte nere. La bocca, come promesso, era pi ampia disegnata da una leggera linea e colorata solamente da un lucidalabbra chiaro. Wow! Non posso crederci....

Bambola guarda i capelli! esclam Igor fiero, girandomi leggermente la sedia. I miei capelli, fortunatamente ancora lunghi, erano voluminosi e mossi sulle punte. Per la prima volta, dopo tanto tempo ero tornata ad avere una capigliatura sana. Non opera di Photoshop, vero? chiesi ancora incredula. No, Sofia... e fidati non ho dovuto fare molti ritocchi. La tua pelle bellissima, sei la classica bellezza naturale conferm Clelia. Che fortunata interloqu Igor a bassa voce. Grazie mille dissi togliendo la mantellina, ammirandomi ancora una volta. ADELE! url Lucas. Muovete! Porta el vestito divino porfavor!. Impacciata, arriv subito. Eccomi disse porgendo il vestito tra le mani di Clelia.

Irritata la donna, lo strappo dalle sue mani. Ottimo... vieni con me nel camerino Sofia, ora manca lultimo step ora. Cio?. Il vestito che indosserai. Sei... bellissima Sofia! esclam Clelia con le lacrime agli occhi. Sbalordita, mi girai verso lo specchio ammirandomi a figura intera. Labito era un vestito lungo in seta grigio perlato con scollo a V dalle spalline sottili. La gonna era a pieghe e leggermente trasparente; le scarpe grigie, altissime, mi rendevano altissima allungandomi la statura di qualche centimetro. Sgomenta dalla mia figura riflessa sgranai gli occhi. Specchio specchio delle mie brame, chi la pi bella del reame?. Sembri davvero una modella comment Igor

irrompendo nel camerino rifornito dagli abiti della linea SOPHIA. I capelli fanno la loro porca figura. Clelia, infastidita, lammon con lo sguardo. Anche il trucco fa la sua parte si corresse, mortificato. Forza, ora andiamo. Chiara ci sta richiamando allappello, e farla aspettare, le far venire le rughe comment Clelia, riportandomi alla sala trucco. Accessori? chiese Lucas boccheggiando preoccupato. Ci sono? O per lo meno qualcuno li ha presi?. S. Adele li ha gi portati in studio rispose Clelia tranquillizzandolo. Forza ragazzi! Ci spostiamo in studio comunic al suo staff. Portate loccorrente indicatovi nel Fitting di ieri. Non deve mancare nulla.

Con Clelia, che mi aiut a camminare tenendomi lo strascic, ci avviammo verso lo studio fotografico. Agitata? mi chiese a pochi passi dalla porta. Terrorizzata, la guardai. Un pochino. Non devi, Frank Wile uno dei nostri fotografi migliori. Io sono timida... non poso nemmeno per le foto normali. Se hai accettato, perch lo vuoi. No, perch sono gelosa. Gi.... Eccoci afferm soverchiando leggermente la porta. Aspetta! la bloccai. Non farlo. La donna spalanc gli occhi, leggermente sbigottita dalla mia reazione. C qualcosa che non va Sofia? chiese turbata. Dammi tre secondi... ti prego la supplicai,

cercando di far andare via la tensione. Va bene termin Clelia richiudendo la porta. Concentrata, chiusi gli occhi iniziando a respirare e inspirare lievemente emettendo un breve ma voluto conto alla rovescia, pre - servizio fotografico. 3, 2...1. Sei pronta Sofia? mi aizz Clelia con voce incoraggiante. Riaprii gli occhi decisa a eccellere. S... sono pronta.

Sofia? chiam Chiara vedendomi irrompere nello studio. Sia Alessandro sia Massimo, presi a parlare dei dettagli dellimminente sfilata, si girarono folgorando gli occhi alla mia vista. Il volto di Alessandro si scintill nellistante in cui not la mia presenza allinterno della stanza; rimanendo sbigottito dal mio radicale

cambiamento da ragazza normale a super modella. Lintero studio era focalizzato su di me. Spero che ne valga la pena pensai guardandomi intorno, provando a evitare gli sguardi della gente. Mincamminai verso di lui. Ogni passo che feci verso la sua figura, il suo sguardo non cambi direzione, focalizzandosi solo sulla mia figura. Wow Sofia comment Massimo, dando una pacca sulla schiena al suo amico. Sei un incanto, il vestito perfetto per te. Grazie risposi ammirandolo nel suo outfit formato da camicia di cotone bianca e pantalone blu con scarpa elegante stile mocassino abbinata al completo. Sofia... boccheggi Alessandro ancora tramortito dal colpo. In attesa di un suo commento lo guardai. Ti prego, dimmi che sono bellissima. Sofia... io... persever timido e paonazzo, non

riuscendo a emettere altri suoni vocalmente capibili. Alessandro... lo richiamai. So qual il mio nome scherzai. Massimo ammon lamico con unocchiata fugace. Non badare a lui, solamente cotto di te e non sa come dirtelo ridacchi prendendolo in giro. Smettila Massimo lo riprese tornando in se. Scusa piccola si corresse venendomi in contro. La sua bocca tocc la mia fronte per qualche secondo, e le sue mani afferrarono il mio viso. Sei un sogno angelico... bisbigli. Lo hai davvero disegnato tu?. Alessandro annu deciso. S, stato lultimo che ho creato... lho ideato pensando a te. Ne sono lusingata. Posso rapirti e portarti via? chiese

attorcigliando le sue dita tra i miei capelli mossi. Se hai con te un tappeto volante, quando vuoi ridacchiai arrossendo. Ora basta con le smancerie! infier Chiara dividendoci. Bisogna lavorare, non indento andare a casa a mezzanotte per fare i tuoi comodi signor Marconi. Con sguardo superbo, Alessandro esort la donna con lo sguardo. Chiara, io non ti pago per decidere per me sentenzi arrabbiato. Andrai a casa quando te lo dir io. Ah davvero?. S signorina Castelli, ora non mi fare perdere tempo; devo baciare la mia fidanzata prima che inizi il photoshoot. Infuriata Chiara indietreggi. FRANK! url in preda a una crisi di nervi. Dov Frank? chiese guardando Clelia.

Sono qui signorina Castelli rispose un uomo sulla cinquantina non molto distante da lei; dal codino brizzolato, vestito da una camicia bianca sbottonata, pantalone nero e infradito di paglia chiara. Oh... eccoti sospir rincuorata. La macchina fotografica sistemata, vero?. E gi tutto pronto, quando volete iniziare, fatemi un fischio disse accendendo la sua postazione da lavoro. Alessandro mi strinse forte a se. Frank, non badare a Chiara... il troppo lavoro le fa male. Mai quanto te... signor Marconi persever indicandomi. Le scelte fatte sotto stress non sono il tuo forte incalz camminando nervosamente nei suoi altissimi tacchi; muovendo i suoi fianchi nel suo tailleur grigio firmato. Perch non la smettono di battibeccare quei due?.

Con impetuosit, Alessandro mi baci innalzandomi dolcemente da terra. Lattimo dur poco ma il suo tocco riusc a tranquillizzarmi portandomi via un po di agitazione. Sei pronta? domand pulendosi le labbra dal mio lucidalabbra. Clelia, sempre sul pezzo, si avvicin subito a sistemare il misfatto. S, lucidalabbra a parte. Appena Clelia si allontan, la sua bocca provocante si avvicin al mio orecchio aizzandomi un lieve brivido. Starei ore a baciarti cos.... Mi porteresti fino alla follia risposi ironica. Lo so sussurr fiero. La cosa non mi dispiacerebbe per niente. Appena luomo si allontan da me, attir tutta lattenzione del team da vero leader. Ok ragazzi... mettiamoci al lavoro. Clelia e Adele mi accompagnarono alla

postazione, decorata da un pannello ricordante la roccia grezza velata da un grigio perlato uguale al colore del mio vestito. Igor e Lucas alla mia destra erano gi pronti a intervenire sui dettagli della mia capigliatura leggermente sconvolta dagli impetuosi baci di Alessandro. Come vorrei avere qualcuno che mi baciasse cos commento Igor emozionato. Smettila di lamentarti... critic Lucas. Io lo faccio sempre con te. Come no signor latino caliente. A giorni alterni magari.... Ragazzi, basta discutere... cos mi distraete Sofia li rimprover Clelia mentre mi sistemava il blush e piccoli dettagli. Mannaggia a queste luci... cambiano sempre il modo di vedere sentenzi Lucas leggermente innervosito. Siamo pronti con il trucco? chiese Chiara

spazientita. Un attimo! inve Clelia. E che cavolo... termin indietreggiando disponendosi dietro il fotografo. Pronti! conferm Igor raggiungendola. Regolatore di luce per favore! richiam Frank. Adele in modo goffo si avvicin con una piccola scatoletta nera ponendola non molto distante dal viso. Luce ok Frank!. Ottimo! esclam afferrando la macchina fotografica professionale. Pannelli? chiese. Tutto pronto signor Wile! termin uno dei suoi assistenti. Musica Adele per favore richiese come ultima cosa. Scaldiamo un po latmosfera, ti va Sofia? mi domand preparandosi a scattare. S... mi aiuterebbe molto risposi leggermente

turbata. Quale preferisce signor Wile? domand la ragazza in lontananza. Angel degli Judas Priest Una canzone poetica commentai, sorpresa ascoltando le prime note melodiche. Luomo scosse la testa. Idilliaca come sei tu ora rispose ammiccando. In imbarazzo arrossii. Rimani ferma cos! ordin. Impreparata a quella richiesta, obbedii e un leggero flash smorz i miei occhi. La luce accidenti!. Perfetta Sofia.... Vacci piano con le luci Wile! Mi sembrano un po troppo finte per i miei gusti ordin Alessandro preoccupato per la mia vista. Lo so, era solo una prova! esclam

rispondendo. Samuel abbassa le luci a beauty. Mentre tu Adele, predisponi bene i pannelli per favore. Grazie sibilai con il labiale, facendomi vedere da Alessandro, ora riunito con i suoi amici dinfanzia: Massimo e Chiara. Pronta Sofia? Ora iniziamo sul serio. Decisa annuii. Quando vuole signor Wile sentenziai captando lo sguardo ostile di Chiara infondo della stanza. Durante il servizio, mi sentivo sicura come mai nella vita; il mio corpo, a suon di musica, si muoveva con disinvoltura, danzando tra i suoi e le parole di Frank istigandomi a dare di pi, perfezionando ogni dettaglio. Semplicemente perfetta Sofia! Ora sposta leggermente il tuo viso a sinistra per favore! mincit il fotografo che gi da venti minuti

gironzolava intorno a me dandomi consigli. Senza farmi troppi problemi, obbedii apportando delle modifiche al secondo alle mie pose. Bellissima davvero... ora solleva le braccia abbassa le spalle, tieni dritto il busto e alza il collo. Cos va bene? chiesi guardando infondo, dove Chiara non aveva smesso di mangiarsi le unghie e Massimo continuava a esortare il suo comportamento impulsivo. S, raddrizza leggermente il busto per mi corresse imitando la posa. Tyra Banks... ora sono io la nuova Americas Next To Model. Pu bastare? chiese Chiara avvicinandosi alluomo. S, mancano gli ultimi cinque scatti. Sbrigati, Alessandro gi andato a cambiarsi.

Alessandro? Cambiarsi?. Non vacillare Sofia, altrimenti larpia ci uccide a entrambi. Tornai sul pezzo e sulla posa. Che cosa voleva dire Chiara? chiesi incuriosita. Che cosa intendi? domand esortandomi a cambiare posa per gli ultimi scatti mancanti. Alessandro... cambiarsi ripetei mimando il tono ostile di Chiara. Ah gi... quello. Dovrete posare insieme per lAd del nuovo profumo. P-profumo?. S. Eau de parfum, eau de toilette... che ne so qualcosa con Eau iniziale. Io sono tedesco, il francese non mai stato il mio forte. Perch non me ne aveva parlato prima?. Finito!. Appena Frank termin la parola, Clelia arriv in mio soccorso. Vieni, devi mettere il secondo

cambio. Tornammo nel camerino: Adele e Clelia mi denudarono allistante facendomi rimanere semi esposta agli occhi di Igor e Lucas. Imbarazzata dal mio corpo, mi coprii. Non devi coprirti tesoro! mincoraggi Igor. Io e Lucas siamo gay, la donne non ci piacciono.... E vero, e stiamo insieme da ben sei anni. Io ti sopporto carino! lo riprese. Poi hai un bellissimo corpicino snello. Sono sicura che Alessandro impazzir nel vederti nuda. Canzonata, mi terrorizzai ancora di pi. Sofia fa quello che si sente di fare! li richiam Clelia. Andate a vedere se Alessandro ha bisogno daiuto. Ha gi iniziato il photoshoot maschile. Ora manca quello con Sofia.

Lho sempre detto che luomo perfetto ridacchi Clelia. Adele rispose alla risata ma la donna, lammon con lo sguardo. Non ti ho concesso il permesso di respirare o sbaglio? la richiam sgarbata. Scusa Clelia rispose dispiaciuta. No, niente scuse Adele. Ora vai a vedere come sono messi nello studio e se sbagli ancora qualcosa, giuro che ti far licenziare! ringhi furibonda. Terrorizzata, la ragazza raddrizz le gambe e corse via dalla stanza in preda al panico. Giovani di oggi, pieni diniziativa quanto di sbagli stupidi. E di cattivo gusto nel vestire sintetizz Igor portandomi il cambio dabito. Lo indossai. Labito in questione era molto diverso dal primo: aveva una strana forma a trapezio color panna, trasparente e corto fino a

inizio coscia, con spalline a contrasto triangolari nere. Nellattimo che notai il cambiamento repentino, mi coprii nuovamente. Sono nuda!. Devo davvero posare con Alessandro? chiesi preoccupata. S, poserete su un letto che gli scenografi hanno gi sistemato sul set. C-che cosa? sbraitai incredula. Un letto?. S, Alessandro non te ne aveva parlato?. Scossi la testa terrorizzata. Ops... il nuovo signor Marconi ha fatto il primo danno, con la sua prima musa schern Igor sarcastico. Spaurita, guardai in basso. Non siamo mai stati su un letto, in atteggiamenti intimi... noi non avevamo mai fatto lamore. Imbarazza ripensai allaltra sera a casa sua, e il mio attacco di panico. E se lavr di nuovo... e se succedesse qui davanti a tutti?.

Decisa ad andarmene provai a sollevare il mio vestito/sottoveste sexy. Lucas intercett il mio movimento, fermando il mio gesto. Che cosa intendi fare?. Non posso... io, non sono pronta. Pronta per cosa dolce Sofia? domand Lucas sistemandomi i capelli. Al letto dichiarai. Beh... so che non uguale allintimit, ma vedila come un lavoro no?. Dubbiosa lo guardai. Di certo non potevo dirgli che io non ero mai andata a letto con nessuno, men che meno con Alessandro; altrimenti questo piccolo inconveniente sarebbe diventato lo zimbello dellazienda. Guardati bene! esclam luomo. Oggi sei pi bella che mai. Chiara non ha il tuo fisico, nessuno di noi lo possiede. Sciogliti e lasciati andare, gioca con il tuo fidanzato, fallo tremare

come quando siete a letto insieme. Non aver paura di eccellere Sofia. Dopo aver ascoltato quelle parole rinforzanti, guardai luomo. E se non ci riuscissi?. Allora prova a non pensare sciocchina, la mente istiga brutti pensieri, e ti fa essere il contrario di quello che vuoi esprimerne davvero. E vero, Lucas ha ragione. Prima sei stata fantastica, ora devi esserlo ancora di pi ora prosegu Clelia. Ora deve scattare la tua femminilit sintrodusse Igor. Lucas annu daccordo su ogni affermazione del compagno. S, devi sedurlo!. Sedurre? ripetei. Ma...? incalzai girandomi verso di loro. I miei tre stylist mi guardarono speranzosi in attesa di una risposta esaustiva. Alessandro... sei

mio. Va bene... ci prover. Rasserenati, sospirano. Mi aspettavo peggio signorina. Forza altrimenti larpia ci prendere per i capelli termin Igor con il suo amabile tono agrodolce. Ci spostammo nuovamente nello studio e Alessandro in tutta la sua bellezza stava posando su un enorme letto a baldacchino color panna, stile 700. Il suo sguardo tenebroso dai capelli accuratamente tirati indietro; bagnati da un olio cosparso da Adele che si stava mangiando con gli occhi il corpo semi scoperto del mio uomo. A mano a mano che mi avvicinavo a lui, notai il suo outfit: pantaloni di cotone chiari leggermente stropicciati verso il centro. Il suo petto nudo era tracciato da linee infinite e la sua figura slanciata mi sgomentava ogni volta che lo vedevo. Io sedurre lui? pensai. Impossibile.

Roteai il viso alla ricerca di Chiara, ma non cera; solamente Massimo era presente, sistemato vicino a Frank presi a parlare sicuramente di affari. Vai Sofia... sei in tutti noi! persever Igor assecondato dai suoi soci: Lucas e Clelia. Se in quei brevi istanti io fossi stata Cenerentola, loro sicuramente sarebbero stai i miei topini: Gasgas, Jaques e Perla. Mi schiarii la voce attirando lattenzione di tutti. Lintera stanza si gir a guardarmi. Pronta mostrarmi senza vergogna, sfilai il kimono lasciandomelo cadere ai piedi; e avanzai verso il mio uomo. Timidamente Adele sgattaiol via dal letto, lasciando spazio a me: lunica donna che lo avrebbe mai sedotto. I suoi occhi blu silluminarono appena sgattaiolai nel letto mostrando il mio fisico pi sicuro. Sofia... mi richiam Frank sottomesso dalle

trasparenze velate. Senza guardare la gente che attorniava la mia figura, mi avvicinai sempre di pi alla figura di Alessandro che ammirava me, fregandosene del resto che ci circondava. Il suo profumo sconosciuto continuava a fluttuare nella sala attirando la mia attenzione. Lei molto biricchino signor Marconi lo sa?. Fugace mi sorrise, mentre le note di Siren dei Theather of Tragedy colp i nostri sguardi. Lazienda cos in crisi da non potersi permettere un modello maschio? domandai aggrottando la fronte. Forse... sentenzi accattivato dalla mia intraprendenza. Se ci fosse stata Inna al mio posto, avresti posato con lei?. Alessandro scosse la testa. Non lavrei mai fatto Sofia... ho deciso solamente quando tu hai

accettato rispose. Non potevo sopportare che un altro uomo ti toccasse. Paonazza, arrossii. Perch non me lhai detto?. Alz le spalle sospirando. Perch non avresti mai accettato. Iniziamo Alessandro? chiese Frank tornando attivo sul campo. S concluse attirandomi a se sottomettendomi al suo corpo. Non perdiamo altro tempo. Le sue mani forti erano fisse sui miei polsi, decise a non lasciare andare la loro presa. Mi vuoi dire qual il tuo profumo?. Divertito dalle mie rigidit ridacchi. Non lo hai ancora capito?. No. Allora lo scoprirai presto... afferm lasciandomi ancora in sospeso.

Per tutto il servizio fotografico, Alessandro persistette su di me seducendomi in ogni suo sguardo. Lui mi sovrastava e anche se dai nostri corpi fuoriusciva sensualit e bisogno luno dellaltro per riuscire a coesistere; la sua presa avida controllava ogni mio movimento. Bellissimi! Vorrei fotografarvi per ore... afferm Frank imperterrito a scattare foto. Grazie allaiuto di Alessandro, ogni secondo, riuscivamo a trovare una posa diversa muovendoci sinuosamente. I vostri volti devono esprimere ossessivit, possesso e amore... dio Alessandro, non pensavo che avessi questo talento nascosto. Dei tacchi irritanti, smorzarono il nostro feeling. Credo che al momento abbiamo materiale sufficiente dichiar innervosita e dallo sguardo iniettato di sangue. Mi permetto signora Castelli ma

mancherebbero ancora dieci scatti alla fine. NO! sbrait sorridendo istericamente. Abbiamo. Finito abbai tra i denti. Massimo arriv in nostro soccorso. Chiara, lascia finire Frank la giustific, mortificato. La donna fiss disdegnandolo con lo sguardo. Non devi dirmi cosa devo fare. Mortificato, luomo non aggiunse altro. Chiara smettila! intervenne Alessandro. Sei ridicola. Ridicola? ripete. Io?. Ti prego Chiara la supplic il marito. Frank continua pure... lo esort Alessandro. Ma... obbiett la donna. No Frank... non farlo. Indeciso sul da farsi luomo guard Alessandro. Che cosa devo fare signor Marconi?. Vai avanti, e ultimiamo questi scatti ordin

risoluto. Il volto di Chiara, sincup e un piccolo segno di angoscia deline il suo viso portandolo alla disperazione pi totale. Di corsa usc correndo, e i suoi singhiozzi riecheggiarono nella sala, smorzando latmosfera instaurata. Massimo prov a seguirla ma in fretta si divincol dalla sua presa, lasciandolo solo e disperato quanto lei. Infastidita, rovesciai il corpo di Alessandro sovrapponendomi alla sua predominante figura. Hai esagerato con lei. Mi stai prendendo in giro?. La mia presa si fece pi forte intrappolando le sue braccia. S, lei innamorata di te... si vede lontano un chilometro. Innervosito, Alessandro corrug la bocca. La deve smettere di mettermi i bastoni tra le ruote. Allora digli di smettere, non essere diligente sulle sue azioni.

Io le voglio bene. Lo so, e lei far sempre parte di te. Ma vedi... le giustificazioni non sono la medicina per lamore. Meravigliato da quella mia seria affermazione, un velo di amarezza trapass i suoi occhi. Abbiamo finito signor Marconi conferm Frank ordinando ai suoi assistenti di smantellare il tutto. Grazie Frank... afferm balzando in piedi senza fiato. Luomo fece riecheggiare nella sala un grosso applauso. Siete stai tutti formidabili, davvero. Grazie per la disponibilit di oggi. So che tardi e c ancora molto lavoro da fare entro mercoled, ma vi prego ascoltatemi disse attirando lattenzione di ogni lavoratore presente, compresa quella di Massimo. Questa sera abbiamo creato qualcosa di nuovo e fresco, e senza di lei.... Alessandro si gir a guardarmi, facendomi segno di raggiungerlo. La nostra vera Sofia, non saremo riusciti a trasmettere il nostro

messaggio alla gente. Novit e innovazione: SOPHIA abbinato a EROS la nuova fragranza Marconi per luomo e la donna, sono il nostro futuro. Adele arriv con una bottiglia di Champagne: Perrier Jouet Belle Epoque. Grazie Adele disse afferrando il bottiglione. Con meticolosit lapr senza intoppi facendone uscire lievemente del nettare prelibato. Lassistente leggermente in ritardo con i tempi, aiut Alessandro con i bicchieri che vennero passati uno a uno alle persone presenti. Grazie... grazie a tutti voi! esclam. Questo brindisi per te SOPHIA! urlarono i miei tre topini: Igor, Lucas e Clelia. Tutta la gente apprezz il brindisi, ripetendolo pi volte. Ti venerano! decret Alessandro. Anchio come gli altri sorseggiai lo champagne, e con lo sguardo provai a cercare gli occhi di

ghiaccio di Chiara, ma con scarso successo. La ragazza non era ancora tornata. Se SOPHIA era in piedi, era anche grazie a lei; doveva assolutamente partecipare ed essere felice accanto alla sua famiglia e ai loro successi. Dopo la breve festa, andai a cercare Chiara; ancora latitante dopo lennesimo litigio furibondo con Alessandro. Quella storia doveva finire, non potevo pi sopportare i loro litigi; erano amici da una vita, come potevano mandare tutto allaria per una storia irrisolta? Con indosso la sottoveste griffata Marconi, passai davanti al bagno: udii dei singhiozzi strozzati provenire dallinterno. Soverchiai la porta ed entrai. Chiara? Sei qui? la richiamai a bassa voce, attendendo una risposta.

VATTENE VIA! url. Non voglio parlarti singhiozz. Torna dal tuo amore e lasciami in pace. Eh no mia cara. Sono io che voglio parlare con te. Questa storia con Alessandro deve finire ringhiai adirata. Ora vediamo chi vince. Risaputa, dopo qualche secondo, usc dal bagno, ricomponendosi meticolosamente il trucco sbavato dalle forti lacrime. Chiara io.... Con una sua mano minterruppe roteando il suo snello busto verso di me. Siccome hai molta voglia di parlare, e questa cosa a me personalmente mette su i nervi, ti dico io quello che devi fare per rendermi felice il suo tono era minaccioso e pieno di astio. Indietreggiai verso il lavello di marmo. Non so che diavolo hai in quella zucca da ventenne incallita piena di ormoni. Alessandro ed io ci

apparterremo per sempre hai capito? insinu minacciosa. Apparterremo per sempre?. Tu sei la sua musa, la ragazza che ha cambiato la sua indole ribelle. SOPHIA la nuova collezione che porter al cambiamento; ma posso dirti una cosa Sofia?. Annuii. Questa non una favola... Alessandro non il tuo principe azzurro. Lui si stancher di te, come si gi stancato di molte altre... defin tirando fuori dalla sua pochette un rossetto rosso accesso firmato Dior. Mi dispiace che tu la pensi in questo modo, sono sicura e convinta che voi due siate legati da una forte e intesa amicizia che vi accompagner per tutta la vita. So del vostro bacio, e so anche che Massimo ti ama profondamente, i suoi occhi brillano quando ci sei tu... non lasciare che un dubbio prenda il sopravvento sulla tua vita. Bacio? afferm confusa.

S, quello al vostro matrimonio. Irritata torn a fissarmi. Non posso crederci. Quello stronzo ha fregato anche te, con quelle sue belle parole?. Confusa la guardai. Che cosa stava insinuando?. Non capisco a cosa tu ti riferisca. Non sai di Inna giusto?. Turbata, sgranai gli occhi. No.... Che cosa dovevo sapere?. La risata malefica di Chiara inond il bagno delle signore. Non posso sopportare un'altra bugia. Mentre ricevevo lennesimo colpo basso, Alessandro sintromise nel bagno come una furia. Ciao Alessandro! lo salut ironicamente. Stavamo giusto parlando di te sai?. Roteai lo sguardo a scatti. Cosera accaduto tra lui e Inna?. Sofia esci subito da qui! tuon

Alessandro nella sua tuta blu da ex pallavolista svizzero. No Sofia, non farlo replic Chiara, bloccandomi. Lei ha tutto il diritto di sapere la verit dei fatti. Q-quale verit? chiesi attendendo risposta. Qualcuno mi vuole spiegare?. Poich lui non vuole, data la sua paura di perderti. Ti spiegher io afferm smorzando il silenzio. Allincirca un mese fa... io, Inna e ... lui specific vezzeggiandolo. Abbiamo passato una notte insieme a casa sua nel suo letto. Inorridita da quelle parole, un conato di vomito smorz nella mia gola. No... non pu essere. La droga padroneggiava e sai come funzionano queste cose no? Ci siamo divertiti, stata davvero una bella serata... ma il qui presente, Amministratore Delegato, talmente era sopraffatto

da ogni tipo di droga, si scordato di quella sera; ma Inna ed io ricordiamo bene quello che successo. C-che cosa successo? chiesi fissando lo sguardo tormentato di Alessandro. Scusa? Ci senti? Io e il tuo ragazzo abbiamo fatto sesso con unaltra donna ok? Per caso te la sei scelta vergine Marconi?. Atterrita, arrossii. Oh povera piccola Sofia. Allora ho ragione. Tu sei una verginetta senza sapore vero? mi sbeffeggi ridendomi in faccia. Guardai Alessandro. Dimmi che non vero proferii ancora incredula, e in lacrime colme di dolore. Disperato rispose al mio bisogno di lui. Sofia io posso spiegarti. Che cosa vuoi spiegarle? intervenne la donna. Oh s, lei vergine, quindi ha bisogno di un disegnino sui nostri promiscui rapporti?.

Indignata da quelle parole, uscii dal bagno e la risata vincente di Chiara padroneggi nella mia mente. Sofia aspetta! disse Alessandro bloccando la mia mano con la sua presa. Sdegnata dalla sua vista, riuscii a liberarmi di lui. Posso spiegarti... persever agitato. Esasperata corsi in camerino, decisa ad andare via da tutto quello schifo che mi circondava. Mi spogliai di quella sottoveste e mi rivestii come pi mi aggradava sentendomi a mio agio. Stupide idee di seduzione ringhiai contro gli abiti che avevo indossato. Raccolsi la mia roba. Addio... bisbigliai osservandomi unultima volta allo specchio. Aprii la porta e Alessandro si manifest davanti a me. Dove. Diavolo. Stai. Andando? abbai furibondo. Via. La mia pazienza ha superato ogni limite oggi conclusi varcando la sua soglia,

incamminandomi verso il corridoio. Ti prego... hai promesso che non saresti pi scappata concretizz impaurito. Non contenta delle sue parole mi girai a guardarlo. Tu ed io finiremo sempre cos giusto? Bugie... bugie e sempre altre bugie. Come possiamo costruire qualcosa di serio?. Ascoltami... ti prego. Fammi pensare? ironizzai girandomi nuovamente a guardarlo unultima volta. Il suo sguardo divenne pieno di speranza. NO! concretizzai sarcasticamente, togliendogli ogni filo di fiducia. Si passo le mani tra i capelli, spettinandoli. Io non ti ho mentito del tutto! esclam attirando nuovamente la mia attenzione. Non mi fermai. Mi stai prendendo in giro?. No mon ange... no! schiamazz straziato

dalla mia sofferenza. Io... non ricordo nemmeno quella notte. Sorpresa, mi fermai. C stata una festa al Millennium, vero. Chiara e Inna si sono presentate ubriache e strafatte di ogni cosa esistente sulla terra. Dopo il mio ennesimo rifiuto, ha passato intere settimane a disprezzare se stessa lasciandosi andare a vizi e facendo cose che... anchio, mi vergogno a dire. Quella mattina avevo litigato con mio padre per lennesima volta, cos mi lasciai andare anchio alla follia ma giuro che se avessi saputo come sarebbe finita con... giuro che.... La redenzione non sufficiente. Tu mi hai mentito, pensavo davvero che la cosa si fosse fermata a un bacio innocente. Sospir cercando di continuare. Non so come siamo finiti a casa mia. Il mattino seguente io non mi ricordavo nulla. Appena vidi Chiara e Inna nude dormire nel mio letto le ho cacciate via senza

spiegazioni. Straziata dalle sue parole, lo fissai con sguardo severo. Come hai potuto fare una cosa del genere a Massimo? Lui come un fratello per te. Lasciami finire... supplic pallido. Quella settimana non uscii nemmeno per prendere il giornale o a trovare mia madre. Chiara continuava a chiamarmi ma io progredii a non rispondere. Stavo male per quello che avevo fatto al mio migliore amico e a me stesso. Io non giustifico la droga Alessandro. Se lo hai fatto, perch lo volevi. No... non cos. Non ti ho mentito quando ho detto che per me lei come una sorella minore Sofia, lho sempre protetta e lo far sempre. Anche adesso che sta ostacolando noi?. No... la lascerei andare se compromettesse il nostro rapporto.

Ecco perch lei il tuo sbaglio pi grande... hai tradito tutta gente che ami per... la voce mi si smorz in un sibilo soffocato. Una settimana dopo, tu sei entrata al Millennium. Ricordo esattamente che cosa stavi facendo quando sei entrata: parlavi con Daniele e Sun provava a fare la civetta con lui cercando di estrapolargli un appuntamento. Eri cos bella Sofia, cos innocente ti sei seduta al bancone e ti ho osservato per tutta la sera. Le lacrime scivolarono fuori dai miei occhi senza controllo. Me lavevano detto che sei bravo con le parole. Non ti sto prendendo in giro. Dal primo momento che i nostri sguardi si sono incrociati, sapevo che ti avrei conosciuto e ti avrei amato. So perfettamente che quello che vuoi anche tu. E vero. Quella sera... al Millennium, cera anche Chiara. Stavate litigando....

S, abbiamo discusso, lei continuava a dire che quello che fatto fatto, che dovevamo lasciarci andare ai nostri istinti. Io perseverai a dirgli di dimenticare tutto ma lei ha minacciato di dirlo a Massimo. Una settimana dopo, tornata a Parigi. Insospettita, lo fissai. Come puoi non ricordare niente di quella notte?. Non lo so. Ho provato in tutti i modi a ricordare, ma come se non fosse mai accaduta spieg caotico. Ho un buco di sette ore. Come se non fosse mai accaduta.... Dovevi essere veramente messo male per non ricordarti nulla. Lo so, Inna aveva della merce nuova proveniente dal Sud America, e il mio stato umorale non era dei migliori, mi sono lasciato andare come un idiota. Un po lo sei effettivamente affermai.

Errare umano Sofia, e ne sto gi pagando il prezzo... ma perdere te sarebbe uno sbaglio che non riuscirei mai a perdonarmi. Ieri sera ti ho fatto una domanda specifica Alessandro, e tu hai omesso ifatti. Non tornare a essere giornalista con me. Chiara una bomba a orologeria pronta a esplodere, pu sporcare la tua reputazione e portarti via tutto: azienda, amici, parenti e.... Te, vero?. Triste annuii. Ti ho chiesto una cosa e non lhai fatta piansi appoggiandomi alla parete, sentendomi mancare le forze. Preoccupato, Alessandro mi raggiunse afferrandomi con vigore, attutendo la mia caduta libera. Lo so mon ange... ma eri appena tornata da me, come potevo rischiare di perderti nuovamente? Non potrei mai sopportare un secondo della mia vita senza di te.

Parole Alessandro, sempre e solo parole mormorai allontanandolo da me. Non mimporta con chi sei andato a letto in passato, dovevi essere solamente sincero. Adesso alla tua lista si aggiunto il nuovo asse - Chiara & Inna ma Sofia non lo sa. Che stupida che sono stata a crederti. Il suo volto era cupo. Non posso perderti amore... io sono perso senza di te. Sconvolta, scossi la testa. Questo fatto troppo grave perch sia lasciato andare al caso... recuperai le forze rialzandomi. No... supplic. Non allontanarmi di nuovo. Un giorno sono in paradiso con te, tutto tremendamente perfetto... poi tu ti allontani, io mi allontano, e Chiara fa il resto sentenziai. E sempre la solita solfa. La sua stretta mimmobilizz nuovamente. Non andartene ti prego. Non riuscii a resistere al suo dolce richiamo.

Io... Sofia io... ti... boccheggi senza fiato. Lo interruppi. Non mi perderai affermai girandomi. Io so che voglio stare con te... ma le bugie non sono annesse nel pacchetto Alessandro. Se mi mentirai ancora... sar lultima volta che mi vedrai. Devo dirti unultima cosa... dichiar severo. Giuro... su me stesso che per te sar lamore che ti sconvolger pi di tutti gli altri. Non ho mai amato Alessandro... confessai. Non so cosa sia il primo amore. Vorr dire che io sar il tuo ultimo... non importa quanto tempo dovr aspettare per averti. In piedi, e leggermente stabile continuai a camminare nel corridoio senza Alessandro. Uscii dallo stabile e perseverai nel mio tragitto fino ad arrivare alla macchina di Alessandro. Anche se la sua voce continuava a richiamarmi, non potevo e non dovevo girarmi; avevo bisogno di una doccia

per lavare via ogni sofferenza e di una lavanda gastrica per dimenticare tutto quello che mi era stato confessato. Non so come sarei riuscita ad andare avanti, ma avevo bisogno di spazio e tempo per pensare. So che fuori da quelle mura che continuavano a proteggermi cera qualcuno che voleva farmi del male, ma io Sofia Sveva Botticelli dovevo tirarmi su le maniche, di nuovo, e andare avanti con o senza Alessandro nel mio futuro. E la cosa migliore. Marted, mi svegliai nuovamente nella camera degli ospiti. Quella notte era stata piena dincubi. Erano diversi dai soliti che avevo quando ero adolescente: un letto, due donne e un uomo che assomigliava ad Alessandro erano avvinghiati tra di loro e non smettevano di assecondare i loro bisogni pi nascosti. Cose che io non potr mai fare con lui.

Appena tornati a casa dopo il servizio fotografico, Alessandro ed io abbiamo avuto lennesima discussione sul dormire separati: Io ho bisogno del tuo calore questa notte continuava a ripetermi. Io ferma e determinata a difendermi, non lo feci e ferii i suoi sentimenti: Questa notte sono qui soltanto perch la fuori c qualcuno che potrebbe farmi del male, non perch tu significhi qualcosa per me! gli urlai furente. Fu una vera e propria cattiveria, il suo viso divenne cos cupo e perso da allontanarsi dal mio, e senza aggiungere altro spar, riparandosi nel suo ufficio. Accidenti a me! imprecai furibonda con me stessa mentre uscivo dalla stanza. Attraversai lintero corridoio della zona notte fino ad arrivare allingresso della cucina. Una tazza rossa era sistemata sul lavello e profumava di caff freddo di poche ore fa, questo mi fece dedurre che Alessandro fosse gi uscito da casa molto prima di me. Decisa a chiedergli scusa lo

chiamai ma la segreteria attacc ben prima che io potessi esprimere i miei sentimenti. Dannazione! inveii. Perch non posso stare zitta una volta ogni tanto?. Dopo una breve colazione uscii dal suo appartamento, decisa a raggiungere le lezioni a tempo record. Speriamo che il professor Ricadi non distrugga la mia giornata. Lei Sofia giusto? mi chiese un signore non molto pi vecchio di mio padre dagli occhi azzurri quasi glaciali. S... risposi turbata. Sono io. In lontananza notai una Ford Focus Blu. Il signor Alessandro vuole che la accompagni in universit. Lui dov? chiesi nervosa. Potevo andare anche in metropolitana. E uscito presto questo mattina, motivi di lavoro. La settimana della moda un grande

impegno. Capisco... risposi. Lei ?. Mi chiamo Attilio Castelli, ma preferisco che mi chiami solamente Attilio. Il risuono del suo cognome mi fece sgranare gli occhi. E il padre di Chiara. Entrai in macchina sedendomi davanti. Il signor Castelli era un uomo sulla sessantina: i suoi capelli erano grigi e portava dei fini occhiali dalla montatura nera. Il volto era molto alla mano, si vedeva lontano un miglio, la bont del suo animo; lui era la persona che aveva ispirato Alessandro per molte delle sue scelte. Il signor Castelli era come un padre per lui. Lei conosce mia figlia?. Vorrei tanto non conoscerla. S... mi litai a dire accennando lieve e finto sorriso.

Ha conosciuto anche Massimo, vero?. Annuii. Ti prego, chiamami Sofia. Non vedo Chiara da qualche giorno, come sta? domand sereno. Meglio di me sicuramente. Bene, almeno... cos sembra mentii. E cos presa dal suo lavoro. Sua madre sta letteralmente impazzendo con i suoi cambi di umore. Posso capirla. E molto indaffarata, domani sera con la Fashions Night Out comincer la settimana della moda, comprensibile essere un po agitati. La sto difendendo?. Non sempre stata cos. Ora oltre ai suoi dipendenti tratta male anche noi e il povero Massimo. Quelluomo davvero un santo. Puoi dirlo forte. Non mi lasciai andare a commenti o risposte cos evitando situazioni

imbarazzanti. Avrei voluto che rimanesse a Parigi con Massimo, ma purtroppo a volte il cuore pi forte di tutto e offusca ogni realt. Accettai quelle parole come se volessi marchiarmele sulla pelle. Se solo sapesse Attilio.... Tu sei la fidanzata di Alessandro, giusto?. S... dovrei esserlo sentenziai rammaricata. Perch in teoria?. Le lacrime sinsinuarono tra i miei dotti annebbiandomi la vista. A-abbiamo litigato singhiozzai asciugando un piccola goccia di pianto. A causa della zucca di sua figlia. Alessandro un bravo ragazzo. Ha un caratteraccio a volte ma... non lho mai visto cos sereno con nessuna. Per intenderci non lho mai visto con una ragazza fissa che durasse pi di 48 ore. La sua fiamma si spegne molto velocemente se non prova un vero e proprio interesse.

Forse dopo ieri finita... commentai alla ricerca di conforto. No... non credo che sia cos. Questa mattina era molto preoccupato per te. Voleva che tu fossi al sicuro. Lo stalker. Non vorrei essere prematuro ma... credo che sia innamorato. Innamorato?. Lei crede davvero?. Lo conosco da quando nato. E per quanto mi dice Chiara, tu sei davvero la ragazza che gli ha rapito il cuore. Certo... proprio lei parla. Vedi... da quando ha diciotto anni che Alessandro arrabbiato con il mondo. Dopo il suo infortunio sportivo, il povero signor Giuseppe, che Dio lo abbia in gloria, ha forzato ogni suo passo stato cos opprimente con lui con le sue scelte scolastiche e lavorative. Il Millennium stato davvero una luce lungo il tunnel per lui.

Posso immaginarlo risposi. Solo con Charlie, il suo bovaro svizzero... disse porgendomi una foto dellanimale con Alessandro, in versione pallavolista. Riesce a trovare la pace continu. Ora che sei arrivata tu, i suoi occhi sirradiano di luce mentre la sua voce trema quando dice il tuo nome: solamente una persona innamorata prova sentimenti cos profondi. Lo sai che mi sta paragonando a un cane, vero? scherzai ironica. Luomo ridacchi in un soffocato stridulo. S, lo so... ma lui ti ama Sofia. Ne sono convinto defin. Confusa lo guardai. Ci... conosciamo da poco tempo, non posso sapere che cosa provo. Non il tempo che fa amare le persone, lanima riconosce lamore vero anche solo dopo qualche attimo....

Fosse facile. S ma a volte ci sono delle cose da chiarire e non bastano le sensazioni. Contrariato dalle mie parole, la bocca di Attilio sincresp lievemente. E vero, la testa dice cos... ma il cuore che cosa vuole alla fine?. Vivere un lieto fine con la persona amata. E quello che sto cercando di capire. Lei lo ama?. Alessandro?. S... lo ama davvero?. Non ho mai detto di amarlo affermai sorridendo, divertita dal gioco di parole di Attilio. No, vero. Non lo hai fatto, ma in te vedo lamore che provi per lui. Tu lo ami Sofia, vi amate entrambi. Dovete soltanto trovare le parole giuste per dirvelo. Lo guardai. Io... bisbigliai senza farmi sentire. Non sono pronta a....

Nessuno mai pronto ad amare. E il tempo, fidati, non basta mai. Prima di scendere dalla macchina mi soffermai a guardare Attilio. Ora capivo perch Alessandro aveva scelto il suo cognome, lui era il padre che non aveva mai avuto; almeno, era quello che ha sempre voluto. Un po come Micaela e la sua intervista: lei voleva donargli tutto lamore che una madre pu donare al proprio figlio e lha fatto. E Attilio gli ha insegnato il modo per metterlo in pratica. Forse le sue non sono solo belle parole. Alessandro ha sempre rispettato i miei tempi e ha fatto in modo che io potessi vivere la nostra storia il pi romanticamente possibile proteggendo anche la mia privacy. Ha rischiato la sua carriera per cancellare il mio nome su quegli articoli. Io sono la sua unica musa. Ha ridefinito unintera collezione internazionale immaginando la mia figura, prendendo ispirazione

da me e dal mio essere; il mio nome sar presente per sempre, e tutto il mondo grazie alla sua linea, sa che io sono sua. Che cosa pu fare un uomo pi di cos?. Grazie, mi hai aperto gli occhi affermai nuovamente sorridente. E sempre un piacere per me aiutare Alessandro, lui per me come il figlio maschio che non ho mai avuto. Lo so, me lha detto. Il sentimento reciproco. Ora vai o farai tardi! esclam un lieve cenno di rimprovero. Aprii la portiera. Grazie. E per cosa?. Per avermi fatto aprire gli occhi.

Tutto bene? chiese Matilde preoccupata. La lezione finita.... Con aria sognante, guardai lorologio. Come? Sono gi le quattro?. La ragazza, preoccupata, mi tocc la fronte con la sua mano gelida, mentre iniziavamo a riporre i nostri arnesi tecnologici nelle borse. No, non hai la febbre... ma hai laria stanca. Sar perch sono due notti che non dormo con Alessandro. Non riesco a dormire bene la notte. Alessandro non ti fa dormire eh? aizz ironica. Amareggiata, sospirai. No, magari fosse quello. E da tutto il giorno che ti vedo strana... per non parlare di quando tocco il taso Alessandro. Avete litigato per caso?.

Tah Dah!. Pi o meno... spero di chiarire presto. Ti viene a prendere?. No, credo che sia indaffarato per la Vogue Fashions Night Out e tutta la settimana che verr in seguito.... Sai che non sto pi nella pelle per domani?. Non dirlo a me pensai sarcastica. S-? chiesi con voce tremante. Hai gi trovato qualcosa da mettere?. Accidenti mi ero letteralmente dimenticata! pensai alzando gli occhi al cielo. Ricicler qualcosa. S, certo... non credo che il tuo fidanzato sar di queste idee, avr sicuramente inventato un abito fatto per il tuo figurino di pelle e ossa. Matilde, questo non Beautiful criticai ironicamente.

S, ma lui ricco. E non fa i miracoli. Per ideare un abito ci vogliono mesi. Vuoi che ti dia un passaggio? mi chiese gentilmente. Oggi sono venuta in macchina, pi tardi devo incontrare Eva. Non preoccuparti, dovrebbe esserci il suo... guidatore ad aspettarmi?. Alessandro ha per caso lauto blu?. Che pasticcio!. No, niente di tutto questo. E il giardiniere di casa di sua. E una storia lunga.... Capisco... sentenzi. Allora a domani mi salut indossando degli occhiali da sole, sorridendomi con i suoi splendenti trentadue denti. S, a domani.... E mi raccomando se trovi qualcosa nel tuo armadio, fammelo sapere, ok? minacci ironica.

Divertita dal suo portamento comico, ridacchiai. Sarai la prima a saperlo. Poco dopo arrivai al parcheggio universitario; aspettai circa venti minuti ma nessuno si present a riprendermi. Provai a chiamare Alessandro, ma la batteria del mio cellulare segnava il 5%, e mi abbandon completamente dopo il primo squillo. Dannazione!. Perseverai lattesa per altri cinque minuti ma nessuno mi richiam allappello; lunica cosa da fare era tornare a casa in metropolitana. Che mi abbia lasciato un'altra volta?.

Mentre uscivo dalla stazione, mi ritrovai nella via dellappartamento di Sun. Si arrabbier se mi rifugio li? pensai tentata ad andare. Le chiavi le avevo ancora, e sicuramente pace e tranquillit avrebbero giovato i miei pensieri. Lappartamento sotto osservazione, se Alessandro vorr sapere dove sono, mi

Come da programma lappartamento era deserto, buio e gelido. Milano stava facendo da tramite a un temporale annunciandone la sua violenza. Tutti i telegiornali ne parlavano da giorni ormai e finalmente stava arrivando. Non pu piovere per sempre giusto?. Provai a rallegrare lambiente: accesi la tv, collocai il telefono in carica, spolverai qua e la e infine aprii il frigo alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti. Ma la delusione arriv tranciando il mio languorino: E vuoto.

Lo richiusi e notai un post it giallo sistemato sopra. Frigo vuoto. Tutto da Daniele. Cos un codice morse? pensai riponendolo sullapertura del freezer. Un rumore proveniente dallingresso attir la mia attenzione. Le mie gambe ormai sensibili a ogni tipo di tensione diventarono nuovamente assenti. Cercai di camminare di soppiatto fino al salotto nascondendomi dietro a una tenda; poggiandomi leggermente sul calorifero cos da non far vedere i piedi. Chi pu essere?. La serratura della porta si apr e dei passi avanzando verso lingresso; poi la suoneria di un telefono. Marconi. E Alessandro pensai

rasserenandomi. No, non qui... lo so scusa Attilio pensavo avessi capito lorario. Stai tranquillo, lo so che non lhai fatto apposta. Va bene, ora provo a chiamarla... grazie mille per la tua disponibilit e salutami Giulia, digli che le sue lasagne mi mancano e dai un bacio anche a Charlie. Non lavevo mai sentito cos premuroso con nessuno fino ad ora. Dannazione Sofia, quando imparerai a mettere in carica il telefono?. E in carica, maledizione!. Preoccupato, Alessandro digit il mio numero e il mio telefono sistemato sul com della sala inizi a suonare. Beccata!. Sospettoso, si avvicin staccandolo dalla presa. No! sbrait furioso. Dove sei finita? vocalizz digitando un altro numero. Sono Marconi, hai controllato le linee telefoniche? Il portatile? BlackX ha mandato altri messaggi o lettere?. BlackX?.

Il custode del palazzo dice che non ha ricevuto niente. Tutto tranquillo, nessuno entrato, nessuno uscito continu ancora preoccupato. Va bene. Appena sai qualcosa o hai novit chiamami ok?. Un forte rumore mi spavent facendomi sussultare. Giuro che se ti ha tolto un capello lo uccido! inve pieno di rabbia. Pensa che questo stalker mi abbia rapito, o fatto del male. Presi coraggio e uscii allo scoperto. Se sapevo di essere cos ricercata non sarei venuta qua ironizzai addolcendo la pillola. Il suo sguardo sbianc allistante. S-sofia... balbett vedendomi sana e salva. Ti ho cercato dappertutto! mi riprese ancora arrabbiato. Scusa se ti ho fatto preoccupare... ma fortunatamente so badare ancora a me stessa commentai. Chi BlackX?. Seccato da tutto alz gli occhi al cielo. E il

tuo stalker Sofia.... Come fai a sapere che si chiama cos?. Il suo indirizzo IP ha questo nome. E quando avevi intenzione di dirmelo? domandai indispettita. Alessandro sbuff. Ho ricevuto la chiamata dal mio Hacker alle sei di questa mattina, per questo sono uscito presto. Ah... dichiarai a bassa voce. Non mi hai nemmeno mandato un messaggio per tutto il giorno. Lo meritavi?. No. Ero preoccupata, certo che lo meritavo. Irritato, si pass una mano tra i capelli arruffandoli leggermente. Che cosa ti saltato in mente? Tornare qui? E pericolo Sofia. Non sapevo dove altro andare risposi incrociando le dita.

A casa mia per esempio ringhi ancora furente. Ti avevo lasciato le chiavi alla reception. E come facevo a saperlo se non comunichi con me?. Lho detto al custode, pensavo ti avesse avvisato. No signor so tutto. Per fortuna la tua porta blindata risposi sbeffeggiandolo. Ancora arrabbiato si tolse la giacca grigia, e un fulmine colp lelettricit dellappartamento, rimanendo completamente al buio con solamente le luci soffuse del salvavita. Ci mancava solo questo. Perch continui a sfuggirmi? persever furioso. Io non sono il tuo giocattolo rotto brontolai seccata.

Per quale ragione pensi di esserlo?. Non sono perfetta. Ho miliardi di difetti e pi andr avanti nel tempo pi ne avr. Mi dispiace per quello che ti ho detto ieri sera, ero sconvolta e disorientata. Io... io farfugliai cercando di andare avanti. Questa notte ti ho sognato, e non eri solo. Saperti a letto con quelle due vipere ha installato qualcosa nel mio cervello e non so che diavolo... io.... Mi mancava il fiato. Io sono gelosa da morire perch ti voglio tutto per me, non desidero condividerti con nessuno e.... Perch cos difficile da dire?. Io ti amo!. Mi coprii la bocca. Lho detto davvero?. Lespressione dura e confusa di Alessandro si rasseren lievemente, ma il suo battito cardiaco aument a dismisura. Che cosa?. Lo guardai con aria provocatoria. Hai sentito bene quello che ho detto... risposi audace. Io ti... amo sogghignai incredula.

La sua figura composta si avanz verso di me a passo duomo, ma la sua bocca non emetteva alcun suono. Perch non risponde?. Ripetimelo disse facendo scorrere le sue dita tra i miei capelli. Afferrai la sua mano. Ti amo... Alessandro Marconi. Baciai le sue nocche guardandolo negli occhi. Non posso fingere o scappare. Questa la verit. Io sono innamorata di te, mi hai infettato lanima con qualcosa chiamato amore e mi hai intrappolato... in te. Sofia... io sussurr scioccato smorzando la sua frase. Stranita lo guardai. Di qualcosa... lo supplicai. La sua sensuale bocca si apr intenta a emettere un suono. Forse ho sbagliato... non dovevo dirglielo. Sofia... io ripete ancora sconvolto. Non mi ama pensai avvilita abbassando lo

sguardo. Passarono troppi secondi dalla mia rivelazione. Il silenzio regnava tra di noi, e nessuno dei due parlava; la cosa mi fece venire lansia. Ho corso troppo, dovevo aspettare constatai arresa. Scusa... io non... ho sbagliato dissi attenuando il silenzio. Ti amo anchio... dichiar cogliendomi alla sprovvista. Il mio cuore in quellattimo esplose di gioia, ma si affievol non appena costatai la sua faccia turbata e inquieta di fronte ai miei occhi. Non devi dirlo se non lo pensi mormorai quasi in lacrime. No... no... io so che ti amo Sofia la sua espressione si fece pi serena. Forse lho sempre saputo ma trascuravo ogni cosa. Io sono egoista, faccio sempre le scelte sbagliate su tutto. Ho deluso mio padre mettendo sempre la mia vita di fronte a quella degli altri, ma con te tutto

diverso. Non perch lho detto io? Sei sempre in tempo a ritirarlo... me ne farei una ragione ironizzai sarcastica. Le sue mani afferrarono il mio viso. Io ti amo Sofia Botticelli, e solo per essere chiari... morirei ora qui davanti a te se non dicessi la verit concretizz sorprendendomi. Ora smettila di farti inutili paranoie e baciami. Cosa?. Non riuscii a rendermi conto dellultima frase che le sue labbra calde si avventarono su di me lasciandomi senza respiro. Mi hai fatto morire di paura ansimai intinta nella sua bocca. Mi sollev di peso prendendomi in braccio. Io sono tuo. Non c niente di cui aver paura. Ci adagiammo sul tappeto del salone, le mie mani arrivarono fino ai bordi della sua camicia tirandola fuori dai pantaloni. Di colpo Alessandro

se la sfil rimanendo nuovamente a petto nudo sulla mia figura. E se ora... fosse il momento giusto per.... Il suo sguardo port a galla desiderio, bisogno e tormento liberandone ogni tipo di emozione. Finalmente dai suoi occhi, riuscivo a vederlo: lui mi ama. Tolsi la maglia rimanendo in reggiseno; scrutai nuovamente Alessandro e chiusi gli occhi sospirando. Io... sono pronta la mia voce trem leggermente. Pronta per cosa? chiese dubbioso. Voglio fare lamore con te dichiari cercando di essere persuasiva. Accarezz la guancia chinandosi a baciarmi. No sentenzi con un filo di voce. La sua respinta riecheggi nella mia mente. No?. Credo che... non lo vuoi veramente.

Non vero io... lo voglio invece. Lo vorresti davvero fare qui? chiese guardandosi intorno. Parola chiave: romanticismo zero. Non la location migliore per la mia prima volta, vero?. Gentilmente Alessandro mi pass la maglia. No... meriti pi di questo. La ripresi con me indossandola nuovamente; lui fece lo stesso con la sua camicia. Un rumore vicino alla cucina attir la nostra attenzione. Che diavolo stato? chiesi impaurita. Non lo so disse. Il rumore torn. Dobbiamo andarcene. Non sicuro qui sentenzi rivestendosi velocemente. Dobbiamo proprio? Questatmosfera mi stava stregando contestai ironicamente riferendomi alla corrente e al temporale imminente. Dopo essersi alzato, Alessandro mi offr la sua

mano come aiuto. Accettai traballando leggermente ritrovandomi di nuovo tra le sue braccia. Con lo sguardo prov a mettere a fuoco, ma era troppo buio. Che vuoi fare? chiesi sottovoce. Niente rispose. Un cigolio, questa volta sembrava lo stridore della porta del bagno. Agitata, iniziai a tremare. Prendi le tue cose e andiamo via bisbigli allarmato. Ubbidii e insieme, scappammo via da rumori. Prima di andarmene, chiusi la porta a chiave e senza guardarci indietro allontanandoci dallo stabile. Zuppi dacqua entrammo in macchina. Chi diavolo poteva esserci?. Scosso, Alessandro mi guard fissandomi con aria preoccupata. Non lo avevo mai visto cos. Non lo so... disse. Ma lo scoprir presto

sentenzi determinato. Giunto mercoled mattina, mi alzai di buon umore, con il sole della mia Milano filtrare dalla finestra scaldandomi il viso. Finalmente... il sole. Avevo passato lintera notte tra le braccia del mio amore scrogiolandomi tra i suoi baci e mille parole formate da poche e semplici lettere: Ti amo. Sto vivendo un sogno? pensai raggomitolandomi nel suo letto che odorava di calore e profumo di Alessandro. Con la mano provai a percepire la sua presenza, ma come il solito lui non cera. Preoccupata, andai in bagno. Lavai la faccia e pettinai capelli in un formoso chignon proporzionato da dei sani capelli lisci. Rinunciai anche alla sua maglia preferita: Milano Hockey Rosso Blu, ormai diventata il mio pigiama, per un

abito corto in fantasia floreale sfoderato in tessuto crpe a maniche corte con scollo ampio e leggermente sfoderato; con abbinato dei carinissimi stivaletti biker neri in ecopelle. Uscii dalla stanza, speranzosa di trovare la sua figura concentrata a preparare una gustosa colazione per la sua amata. Ho una voglia di Pancake americani. Poi un pensiero ovvio torn nella mia mente. E mercoled... la Fashions Night Out oggi!. Mi bloccai e guardai lorologio fisso nel salone. Sono le sette, speriamo che abbia dormito un po questa notte. Entrai in cucina ritrovandomelo di spalle attento a leggere sul suo Ipad le notizie del giorno sorseggiando il suo caff amaro. In lontananza riuscii a intravederne il titolo FASHIONS NIGHT OUT MILANO, TUTTI GLI EVENTI IN PROGRAMMA PER QUESTA SERA -

LEVENTO MARCONI IL PIU GETTONATO DAI MEDIA E SOCIAL INTERNAZIONALI. Felice, lo ammirai dallo stipite. Buongiorno! lo salutai ammirando le sue larghe e formose spalle da pallavolista ormai in pensione, rivestite da una felpa sportiva nera griffata Nike e da dei pantaloni intonati che gli fasciavano il suo fondoschiena perfetto. Buongiorno! ripetei saltandogli al collo. Colto alla sprovvista, afferr le mie braccia facendomi male girandosi di scatto. Capii che indossava gli auricolari alle orecchie con la sua musica preferita a palla e il suo viso era leggermente sudato e sciupato, come se avesse fatto una grande corsa. SOFIA! sbrait sgomento stringendomi il polso. Che diavolo fai? boccheggi. Mi fai male Alessandro! dissi esortandolo a lasciarmi andare. La sua presa violenta si separ dal mio corpo e

il suo viso si rig di rammarico per il leggero dolore inflittomi. Piccola... scusa, non ti ho sentito arrivare. Dove sei stato? domandai toccandomi il polso. Dispiaciuto afferr il mio arto, iniziando a massaggiarlo lievemente. Ho corso un po. Corso? Ma non sei stanco? Da oggi inizia il tuo calvario.... Stanco? mi schern con un lieve sorriso. No, assolutamente. Mi sento iperattivo questa mattina e da questa sera non inizia il mio calvario ma bens la settimana pi importante per ogni stilista che esista al mondo. A che ora ti sei alzato?. Circa unora fa. E bellissimo correre tra le vie di Milano dopo un temporale. La citt cos in

pace e magica... sembra quasi irreale. Immagino dichiarai. Avrei voluto fare cos tante foto, dovevi esserci anche tu. Non credo di essere il tipo di persona cui piace svegliarsi presto per correre. Le sue dita afferrarono il mio mento. Chi dorme non piglia pesci ridacchi stampandomi un dolce bacio mattiniero. Non amo lo sport. Credo che questo sia abbastanza ovvio, dormire meglio... decretai ironica. Sei cos bella quando dormi, avrei saltato la mia corsa mattutina solamente per guardati riposare. Programmino allettante risposi baciandolo nuovamente. Alessandro si ritrasse e guard la porta. Feci lo

stesso e notai una confezione blu sistemata sul tavolo. Che cos? chiesi. Aprilo sussurr aizzandomi. E per me?. S, tutto per te disse chinandosi sulla mia guancia. Lo guardai sorridente e procedetti verso la scatola. La scritta MARCONI era incista sulla parte frontale. Che cosa pu essere?. Curiosa, soverchiai la confezione; scartai la velina grigia; apparse un abito bellissimo, sognato per troppo tempo. Ma... ...?. Alessandro annu. S, labito che avevi visto in azienda sabato spieg. Credo che debba essere tuo. Alessandro... io ero senza parole. Si avvicin a me stringendomi da dietro. La sua bocca baci la mia guancia e un gemito di felicit

fuoriusc dalla sua voce. Vorrei che lo indossassi questa sera. Matilde aveva ragione. Lo posai sul mio corpo. Lha indossato Nicole Kidman! esclamai sotto scossa. La mia attrice preferita.... Lo so afferm. Ma a te star sicuramente meglio. Posai il vestito sulla scatola e abbracciai Alessandro con tutta la forza che possedevo. Quanto entusiasmo!. Grazie dissi avvicinando le mie labbra al suo orecchio. E un piacere renderti felice continu sogghignando soddisfatto dalla mia esaustiva reazione. Vado a fare una doccia sentenzi dandomi una piccola pizzicata sul sedere con la sua mano aggraziata. Ti aspetto! esclami guardandolo andare via.

Presa dalla gioia, iniziai a saltellare ammirando nuovamente labito. Mi sentivo cos felice; il regalo era bellissimo. Timorosa di sciupare lopera darte, andai in camera; riponendo accuratamente labito su una gruccia, appendendolo nella cabina armadio di Alessandro. Che meraviglia. Visto dal basso era ancora pi bello. Sono la donna pi fortunata del mondo. Uscimmo da casa verso le sette emmezza puntuali. Non avrai freddo con solo quel vestito addosso? mi chiese sintonizzando la radio. Ho il golfino in borsa dissi. Che stazione metti?. Radio 105 afferm immettendo la retromarcia per uscire dal parcheggio. Ti prego... lo supplicai. Posso mettere io qualcosa? chiesi con uno spavaldo sorriso.

No, voglio ascoltare le notizie di oggi. Non c molto traffico, e la gente arriver durante la giornata per levento di stasera. Alessandro mi guard dal riflesso dei suoi occhiali da vista, irrigidendo la figura del suo completo grigio e dalla sua umida chioma umida profumata di lavanda. Va bene... ringhi seccato. Sbuffai leggermente. Uomo di poca fede, la routine quotidiana fa male lo sai?. Mai quanto te ridacchi abbassando il volume della stazione del traffico. Ah-ah divertente. Cimmettemmo in strada direzione la mia universit: le prime due ore avrei dovuto avere il professor Ricadi. Chiss che cosa sinventer oggi. Avevo un brutto presentimento. Hai scelto? domand in attesa.

Scossi la testa. Non ancora mormorai facendo scorrere la playlist del mio Iphone. Ti do ancora tre secondi. Aspetta.... 3. Accidenti! imprecai al mio touch screen bloccato. 2. Ce lho! esclamai. Con aria curiosa Alessandro inizi ad ascoltare il testo. La musica di David Guetta e la voce di Usher in Without You esprimevano a menadito ogni parola che avrei voluto dirgli in quel momento. Sono perduto, sono inutile. Non sar mai pi lo stesso senza di te... senza di te... ripetei traducendo le parole, cercando di intonare le parole. Non riesco a riposare, non riesco a

combattere... tutto quello che ho bisogno, siamo tu ed io.... Alessandro inchiod la macchina. Intimorita dalla frenata, sobbalzai leggermente. Che gli prendere. Posteggi la macchina in un piccolo parcheggio a me sconosciuto. Ma dove siamo?. Lo guardai stranita, i suoi occhi erano lucidi e anche se quellocchiale alla moda gli dava laria di un modello affermato, uno scintillio sbuc fuori dal suo sguardo. HEY! STAI ATTENTO A DOVE VAI! imprec un taxista dietro di lui. Come segno di scuse, Alessandro alz lievemente la mano. Alessandro... lo chiamai. Non ci fu risposta. Mi guard fugace senza dire una parola. Stai bene? bisbigliai leggermente impaurita. La sua bocca rimase chiusa.

Di qualcosa... lo incitai intimorita. Giuro che non metter mai pi una canzone. Roteo il busto afferrandomi il viso. No... non voglio dire niente! profer soffocandomi con uno dei suoi baci pi disarmanti. Ti amo Sofia... ansim staccandosi dalle mie labbra. Indebolita, sospirai poggiando la fronte sulla sua. Anchio... non sai quanto continuai baciandolo nuovamente. Rimanemmo inchiodati in quel piccolo parcheggio per altri infiniti minuti senza smettere di confessare i nostri sentimenti. Dovremmo andare... sugger ancora trafelato. Dobbiamo proprio? chiesi aizzandolo nuovamente attirandolo a me. S... farai tardi in universit termin mettendo in moto nuovamente lauto fuoriuscendo dal

parcheggio. Cose da fare per la prossima settimana: Mettere pi canzoni romantiche alle mie playlist musicali. Poco prima di parcheggiare lauto, mi toccai le labbra ancora bollenti dopo linaspettato bacio impetuoso di Alessandro. Che cosa gli passa per la testa?. Arrivati esort togliendosi la cintura di sicurezza. Devi accompagnarmi ancora dentro? chiesi imbarazzata. Alessandro corrug la bocca. Mi fido di te Sofia, solo che... non mi fido degli altri. Mi stai dicendo che mi accompagnerai davanti allaula?. No se non vorrai. So cosa vuol dire attirare troppa attenzione, e la stampa ci sta addosso, non

vorrei mai che lateneo ti facesse problemi. Lo baciai sulla guancia con le labbra ancora febbricitanti. Ci vediamo alle quattro, ok?. In punto, mi raccomando.... Va bene affermai raccogliendo la mia borsa. Aprii la portiera, ma la presa di Alessandro mintercetto bloccandomi. Chiamami per qualunque cosa, e stai lontana da Omar. Ecco, di nuovo... . Perch dovrei? chiesi seccata da quel suo comportamento paranoico. Forse non lo vedr nemmeno. Non mi piace come ti guarda... sentenzi irritato. Imbronciata, lo guardai. E come mi guarda? Sentiamo.... Sofia... non prenderti gioco di me. Questo un discorso serio. Hai sentito anche tu che cera qualcuno nellappartamento di Sun ieri. Dopo

quelle minacce e tutte le coincidenze... sei in pericolo e voglio che tu sia protetta. Esasperata dalla sua apprensivit eccessiva, annuii. Va bene, se ti far stare tranquillo... lo far. Uscii dalla macchina ed entrai nella struttura. Matilde, come quasi ogni mattina, dati i miei ritardi, mi stava aspettando fuori dallaula. La salutai da lontano ma la sua espressione era tuttaltro che serena. Eccoti! afferm inquieta. Che successo? chiesi. Perch non sei dentro?. Il professor Ricadi... la sua voce si attenu. Ci ha... sospese dalla lezione. Incredula, sbarrai gli occhi in due fessure. CHE COSA? urlai. Questa si che buona.... Non sono nemmeno le otto e mezza. E quello che gli ho detto anchio ma non ha

voluto sentire ragioni spieg. Sembrava indemoniato.... No, questo troppo sentenziai. Non ha alcun diritto di trattarci cos.... Che cosa vuoi fare?. Disinvolta e plateale, spalancai la porta dellaula; dove interruppi la solita routine quotidiana del professor Ricadi. Una volta dentro, feci cenno a Matilde di seguirmi. Stordito dal colpo, il professore si gir di scatto e lasci cadere il gessetto della lavagna, dove stava scrivendo largomento giornaliero. Signorina Botticelli il suo tono di voce sembrava piuttosto nervoso. Che costa sta facendo?. Raggiunsi il primo banco disponibile. Seguo la lezione perseverai sedendomi. Agnostico dalla mia reazione, luomo sgran

gli occhi. Io ho sospeso.... Alzai la mano bloccandolo. A che gioco sta giocando?. Prego? vocalizz nervoso. Le lezioni cominciano alle otto e mezza, non un minuto pi non uno meno. Infatti, sono le otto e venti, ho tutto il diritto di seguire la lezione. No! esclam categorico. Mi vuole spiegare perch non posso stare qui?. Imbarazzato, si gir continuando a scrivere sulla lavagna. Questo del tutto fuori luogo. Lo raggiunsi, ritrovandomelo a pochi centimetri di distanza. Non fuori luogo professore. Listruzione pubblica, quindi come cittadina italiana, ho il sacrosanto diritto di seguire questa lezione! sbraitai furente. Come me, anche la

dottoressa Lucchini indicai Matilde. Lespressione del professore mut radicalmente; era come se fosse impaurito da qualcosa o da qualcuno. Perch non mi risponde?. Lui sempre riuscito a trovare lago nel pagliaio con me, ora non aveva nulla da ridire? Signorina Botticelli... mi richiam recuperando credito. Le ordino di uscire. ORA! ordin bruscamente con il terrore intinto negli occhi. Stranita, aggrottai gli occhi, diffidente da quello che stava succedendo. Andr a parlare direttamente con il rettore se sar necessario minacciai, tornando verso Matilde. Non la passer liscia lo provocai. Insieme, uscimmo dallaula dirigendoci verso lufficio del rettore. Che stronzo... vocalizzai furente.

Gi... che diavolo vuole da noi, eravamo in orario per le lezioni! esclam Matilde, anche lei adirata dal singolare comportamento del professore. Gli occhi del professor Ricadi avevano parlato chiaro. Cera qualcosa che stava nascondendo; la sua reazione era stata un mix di controsensi, come poteva essere cos imbarazzato e adirato dalle sue rispose? Stava nascondendo qualcosa? Se s, che cosa? Il rettore non in sede al momento cinform la sua segretaria. Che cosa? chiesi ancora intontita dalla risposta. Il. Rettore. Non. . In. Sede. scand la donna anziana dietro il bancone della segreteria. Questa si che si chiama sfortuna pensai avvilita. Quando torner? domand Matilde. E partito oggi per Roma, torner tra circa una

decina di giorni. Dieci giorni?. Noi non ci siamo capite... commentai leggermente sarcastica. La situazione... urgente, e noi abbiamo bisogno di parlargli, ora!. Alterata, la donna balz in piedi. Come le ho gi detto signorina, il rettore non qui. Signora... lessi di sfuggita il cartellino. Rosa... affermai. Lo stato delle cose davvero importante. Il professor Ricadi, ci da il tormento. La donna cominci a ridere in modo isterico. Il professor Ricadi? Vi tormenta sembrava piuttosto divertita. Matilde ed io ci guardammo in modo stralunato. S! rispondemmo contemporaneamente. Ci ha cacciato dallaula questa mattina! continuai.

Il professor Ricadi, lo conosco da quando ha cominciato a scrivere... non farebbe del male a una mosca rispose. Ragazzi di oggi... pensate di avere sempre la pappa pronta, vero?. Noi non siamo cos controbatt Matilde. Abbiamo voglia di fare ma nessuno ci ascolta!. Si certo... comment canzonatoria. Dicono tutti cos.... E cos! affermai. Mi dispiace ma non so come aiutarvi... rispose sparendo dalla scena. Non posso crederci... dichiarai avvilita dal match avuto con la segretaria. Sofia 0 Segretaria Rosa 1. Come diavolo potuto accadere?. La ragazza scosse la testa. Non ne ho idea....

Ora che cosa facciamo? chiesi demoralizzata. Credo che cosa migliore al momento sia non fare nulla... rispose cercando di dare unipotesi possibile. Sospirai. Che situazione. Al momento, possiamo solamente aspettare il rientro del rettore... poi agiremo di conseguenza. Demoralizzata, mentre bevevo un caff con Matilde nella caffetteria dellUniversit, mandai un messaggio ad Alessandro:

Sono stata sbattuta fuori dalla classe. La sua risposta arriv poco dopo: Che cosa? Dove sei?

Ancora in universit, c Matilde qui con me. Anche lei stata sbattuta fuori? S, qualche secondo prima di me. Come mai? Eri in perfetto orario. Non lo so, ma andr a fondo in questa storia. Lespressione del professore non mi piaciuta. Credo che stia nascondendo qualcosa.

Ne parleremo quando ci vediamo. Non fare niente di avventato. Non preoccuparti per me, lo sai che sono una roccia. Attesi diversi minuti prima di ricevere una sua notizia:

Mon ange devo andare, sono passato dalla boutique. Qui un completo disastro. Fammi sapere come va. Ti amo.

E Alessandro? chiese Matilde, sedendosi accanto a me. S, molto preso oggi... a quanto mi ha detto ci sono dei ritardi e sta risolvendo questi piccoli cavilli. Oh no! disse dispiaciuta stirando leggermente la bocca. Spero nulla di grave. Non so dirti cosa sia grave o meno.... Beh... la nostra giornata iniziata nel peggiore dei modi. Gi... affermai. Speriamo che finisca nel migliore dei modi sperai.

Non devi preoccuparti, questa sera sarai fantastica... mincoraggi passandomi lo zucchero di canna. A proposito. Hai trovato il vestito?. Annuii felice, ricordando il modo in cui Alessandro mi ha coccolato donandomi quel pregiato capo darte. Lo sapevo che era un uomo daltri tempi. Finalmente posso dirti che lo davvero. Com il vestito? chiese incoraggiandomi. E stupendo... elogiai. Il pi bello che io abbia mai visto. E blu o grigio?. Arrossii leggermente. Blu. Lo sapevo, adoro il grigio Marconi, ma il blu cos elegante... credo che sia la variante perfetta sghignazz eccitata.

Divertita come una sedicenne innamorata, pavoneggiai. Io invece ho trovato un abito molto carino da Zara. E molto semplice, niente di pomposo. Eva invece?. Lei ha gi tutto pronto da giorni ormai. Ha perfino chiesto un permesso in ospedale vocalizz dolcemente irritata, ma sempre divertente. In quellattimo il mio nome riecheggi nella caffetteria. Signorina Botticelli!. Di scatto mi girai: era il professor Ricadi, e il suo volto emanava tuttaltro che simpatia; era letteralmente terrorizzato. E ora che vuole?. Professore... dissi confusa, guardando Matilde. Che cosa.... Mi segua per favore... il suo tono era agitato e

completamente tormento. Il suo sguardo continuava a osservare la caffetteria, che ormai, vista lora, era piena di studenti. Seguirla?. Sofia, non fare niente di avventato. Credo che ci siamo detti abbastanza questa mattina... in aula gli ricordai con un pizzico ironia. E urgente... il suo tono era supplicante. So di non essere stato un professore modello ma... persever nel guardarsi le spalle. La prego... ho bisogno di parlarle. Sospettosa, scrutai il suo viso. Che sta succedendo?. Va bene affermai. Vengo anchio aggiunse Matilde, preoccupata. Da sola... ringhi silenziosamente. Guardai Matilde. Non preoccuparti la

tranquillizzai. Non sicuro si preoccup. Sospirai. E tutto sotto controllo. Signorina... la prego supplic il professore, sempre pi agitato. Non c tempo!. Intimorita, guardai Matilde. Vai... ti aspetto qui bisbigli tranquilla facendomi segno di tenere a portata di mano il cellulare, per qualsiasi evenienza demergenza. Seguii il professore, che mi port nel parcheggio interno delluniversit, nascondendoci nella cabina del custode. Agitato, e in pieno crollo di nervi, chiuse a chiave la porta dietro di se ed io come difesa presi il telefono, tenendo il numero di Matilde sotto dito. Mi vuole spiegare ora? chiesi preoccupata. Silenzio! ordin guardando dallo spioncino della porta blindata. Potrebbe sentirci....

Sentirci?. Nervosa, mi agitai. Professore, mi sta mettendo paura.... Rote il suo busto fissandomi negli occhi. Arretrai per difesa. C-che cosa vuole dirmi?. Luomo, notevolmente intimorito, prov a emettere un suono con la sua voce ma il suo tentativo fu vano. Che cosa sta nascondendo?. Professore... lo richiamai pronta a schiacciare il touch verde della chiamata in uscita. Signorina Botticelli... disse schiarendosi la voce, tornado la persona determinata a sbattermi fuori dallaula questa mattina. Se lui... lei... insomma... io. Si calmi professore... non ci pu sentire nessuno. Sgran gli occhi. No! esclam. E ovunque... se dovesse sapere che io le sto parlando....

E ufficiale: sono spaventata. Chi... dovrebbe sapere?. Luomo si allent il nodo della cravatta; colmo di sudore da stress, mi passo dei cartoncini bianchi. Legga... la prego. SOLO UN NOME:SOFIA BOTTICELLI. LA SUA VITA ACCADEMICA DOVRA ESSERE ROVINATA. ALTRIMENTI NON VEDRA PIU SUA

MOGLIE. BLACKX _________________________________________ ARTICOLI: LA RAGAZZA DEVE AVERE LA PEGGIOR VALUTAZIONE. BLACK NON SCHERZI CON ME SIGNOR RICADI. SUA FIGLIA HA DEI BELLISSIMI CAPELLI BIONDI. E UN PECCATO SE UN GIORNO

NON DOVESSE AVERLI/A PIU BLACKX INDOVINA INDOVINELLO: CHI SI TROVERA IN VIA NIRONE, 10 DOMANI MATTINA ALLE 7.30 CON IL SUO TESSERINO UNIVERSITARIO? PS: BERLINA NERA TARGATA MILANO, NON FACCIA TARDI. BLACKX LE CONSEGUENZE DI UN GESTO POSSONO VARIARE, BELLE O BRUTTE? SOLO LEI LO PUO DECIDERE. E CON LEI NON HO ANCORA FINITO. BLACKX

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BlackX? Berlina nera? Non possibile... pensai leggendoli nuovamente. Da quando ha cominciato a seguire il master, questo BlackX ha iniziato a ricattarmi... spieg. Non ho potuto fare altrimenti. Ecco che cosa stavi nascondendo. Perch non le ha portate alla polizia?. Inquieto si gratt la testa. Non posso, controlla anche i miei movimenti dal mio cellulare. Sa tutto di me, della mia famiglia... ha persino minacciato mia figlia! il suo tono era disperato. Capisce perch ho dovuto farlo, vero?. Inorridita, continuai a pensare alla berlina nera, e a quei dieci anni passati troppo in fretta per essere dimenticati. Non pu essere solo una coincidenza. S... dissi accasciandomi quasi a terra. Non so il perch di queste minacce ma... non posso pi vivere cos.

Infatti, non deve. Denunceremo questo maniaco alla polizia conclusi consegnando nuovamente i talloncini. Qualcuno la sta tormentando?. Mi morsicai il labbro, indecisa su cosa dire. S dichiarai. Mi dispiace professore per quello che ha dovuto passare... non lo sapevo. Non si preoccupi disse rasserenandomi. Lei meritava di sapere, non giusto quello le sta succedendo.... Ho ricevuto delle foto... insieme a... delle minacce raccontai omettendo il resto; meno sapeva meglio era per lui. Qualcuno se ne sta gi occupando?. Annuii. Il mio fidanzato si preoccupato subito della questione, e sono dovuta andare via dal mio appartamento. Vivere l, non era sicuro per me.

La sua mano mi accarezz il braccio. Ho provato a tirarmene fuori. Inizialmente ho anche pensato che si trattasse di uno scherzo fatto dagli studenti la sua voce si blocc. Poi... mia figlia. Le hanno fatto del male?. No, fortunatamente no... solo che... ho ricevuto una ciocca dei suoi capelli qualche giorno fa e ho dato di matto. La sua mano si prolung verso di me dandomi i cartoncini. Li tenga lei, al suo fidanzato serviranno pi che a me. Grazie... sussurrai. E per cosa? disse. Per avermi detto la verit... risposi stringendo quei cartoncini. Ora chiami qualcuno e si faccia venire a prendere m'incit. Parler io con la signora Manfr e il signor Galbani. Giustificher la sua

assenza per darle pi tempo. Ottimo dissi poco prima di uscire. Signorina Botticelli! mi richiam. S?. Non molto tempo fa mi ha fatto una domanda. Quale delle tante professore? ironizzai. Mi sorrise. Mi aveva chiesto cosa pensassi di lei.... E...? lo esortai. Credo che lei sia tutto fuorch ordinaria. Un giorno, non molto lontano... lei si distinguer dagli altri. Lei crede?. Ne sono sicuro afferm determinato. Emozionata da quelle parole, arrossii. La ringrazio ancora professore.

Senza farci vedere, uscimmo dalla cabina e separati a distanza di qualche secondo, rientrando in universit. Spero che mi risponda pensai cercando il numero di Alessandro nella rubrica. Di soppiatto, tornai verso la caffetteria, dove Matilde mi stava ancora aspettando. Marconi. Non sono al sicuro qui boccheggiai affaticata. Sofia! Che successo?. Vienimi a prendere... ho scoperto delle cose e... la mia voce trem. Ho paura Alessandro. La sua voce esit a rispondere. Arrivo. Non muoverti di l. Mincamminai nuovamente, cercando di non farmi vedere da nessuno. Una berlina nera continuai a pensare. Non so perch, ma dal giorno dellincidente,

limmagine di quella macchina continuava a tormentarmi. Era come se dovessi vedere qualcosa che ancora non capivo. Tutti i miei incubi a un certo punto si riconducevano sempre l su quella macchina. Che io abbia tralasciato qualcosa? Un dettaglio?. Sofia! esclam una voce facendomi raggelare. Mi girai lentamente fino a rintracciare il suo viso: Omar. Come mai cos di fretta?. Omar.... Devo stare lontana da lui. Ciao... la mia voce cominci a vacillare. Tutto bene?. Annuii. Mi hai spaventato. Come mai non sei a lezione? chiese curioso. Ora che cosa gli dico?. Il professor Ricadi... mi ha gentilmente sospeso dalla sua classe. E perch mai? mi domand sorpreso.

Mantieni la calma. Secondo lui sono arrivata tardi. Anche se ero in anticipo di ben dieci minuti sulla tabella di marcia. Esasperato, scroll le spalle. Che stronzo!. Mi finsi turbata, sperando di convincerlo. Nessuno doveva sapere. Gi... quello che dico anchio. Ora che cosa farai?. Sospirai. Lha bevuta. Non lo so parler con il rettore. Ma lui non c ora disse fermo. Lo guardai stranita. Lo so. Torner tra dieci giorni. Ottimo mi sorrise. La sua mano afferr la mia. Ti va di mangiare insieme?. La ritrassi senza pensare. No! esclami. Che modi!. Che ti prende?.

Scusa... tra poco Alessandro mi verr a prendere e.... Il suo viso divenne teso. Non frequenti le lezioni del pomeriggio?. Scossi la testa. I suoi atteggiamenti e le sue domande mi stavano mettendo in imbarazzo. Come ti ho detto... Alessandro sta arrivando. Oh certo... il perfetto giusto?. Ci risiamo. Omar basta!. Smettila tu. Lui luomo che ha cambiato la tua vita rendendoti famosa al mondo, vero? insinu sarcastico. Ora sei una modella, o dovrei dire una musa?. Come faceva a saperlo?. Il mio cellulare inizi a suonare: era Alessandro. Scusa... devo andare. Alessandro mi sta aspettando. Ti accompagno! il suo tono si fece pi insistente.

No! esclamai dirigendomi verso il parcheggi. Insisto! url rincorrendomi. Cominciai ad aumentare il passo fino ad arrivare il cancello, ma la sua falcata non mi abbandon nemmeno per un secondo. Che cosa vuole da me?. Finalmente riuscii a vedere lAston Martin di Alessandro fuori dal cancello; aumentai landatura. Ma la sua presa mi afferr prima che potessi farmi vedere. Fermati! ordin sbattendomi violentemente al muro. Terrorizzata, cercai di liberarmi ma non riuscii. Lasciami! lo pregai. Divertito, ridacchi. Non credo che lo faro. Fortunatamente, avevo ancora il telefono in mano cos schiacciai con il dito il tasto verde del

touch screen rispondendo alla sua chiamata. AIUTO! vocalizzai cercando di farmi sentire. Omar scosse la testa in segno di negazione. Nessuno ti pu sentire, sono le dieci... tutti sono a lezione. Tranne te canticchi terrorizzandomi. Provai a liberarmi, la sua stretta era troppo forte. AIUTO! urlai ancora. Non si fa cos Sofia... non puoi trattarmi male. Dopotutto io volevo solo un bacio da te. Bacio?. Omar ti prego... se mi lasci andare giuro che non dir niente. Si certo... e il tuo principe azzurro non verr a salvarti?. No, se non glielo dir. Ridacchi isterico. Sei brava a fingere... mi piace continu passando la sua mano sulla mia coscia. NO! urlai in lacrime. AIUTO VI PREGO!

sbraitai disperata e in lacrime. Tu mi hai portato via tutto, Sofia Botticelli... ed io ti poter via qualcosa che tieni molto nascosto e che ancora non hai fatto vedere a nessuno. Con le mani si slacci la cintura. No ti prego Omar.... Ti piacer vedrai, non ti far del male sghignazz sarcastico. Sar come vivere uno dei tuoi bei incubi. Chiusi gli occhi e un tonfo rumoroso urt il mio timpano. LASCIALA!. Riconobbi la voce di Alessandro. NON LA DEVI TOCCARE!. Riaprii gli occhi. Sofia! mi richiam una voce femminile. Girai lo sguardo. Matilde! dissi vedendo la sua figura avanzare verso di me.

Guardai la scena. Omar era a terra e Alessandro, continuava a inveire su di lui riempiendolo di pugni. Cos lo uccider!. Smettila! esclamai andando verso di lui, cercando di bloccarlo. Non voleva sentire ragioni, respingendomi indietro. Lo ammazzerai! urlai in lacrime. Non rispose. Matilde mi aiut a rialzami, determinata tornai da lui. Sembrava totalmente un'altra persona: il suo volto era duro e inespressivo totalmente folgorato da una rabbia mai vista prima, nemmeno il richiamo della mia voce bastava. Alessandro smettila! inveii abbracciandolo. In quellistante, la sua presa su Omar si smorz, e le sue mani, sporche di sangue toccarono le mie braccia. Sono qui... accanto a te... dissi cercando di tranquillizzarlo.

Il suo viso pieno di odio, si rasseren leggermente. Sei qui... afferm boccheggiante e spaventato. Annuii passandogli la mano tra i suoi folti capelli. S... mi hai salvato. Omar in quel momento, era a terra continuando a tossire sputando del sangue. Che bella coppia che siete... ironizz. Alessandro afferr la sua faccia. LEI. E. MIA scand. Sono stato chiaro?. Omar non rispose e continu a ridacchiare maleficamente. Si rialz abbracciandomi; baciandomi la nuca, tranquillizzandomi. Sei al sicuro piccola. Non gli ho fatto niente che non andasse fatto tempo fa Marconi istig tra le sue irragionevoli risate funeste. Pensare che ci eri quasi riuscito!. Il viso di Alessandro si corrug nuovamente, e

il suo corpo scatt come se volesse nuovamente inveire su di lui. No! dissi fermandolo. Non ne vale la pena. Ho chiamato la polizia! notific Matilde. Quello stronzo ha le ore contate. Grazie Matilde dissi abbracciandola. Amore e amicizia che bel quadretto continu ignaro dellistigazione che continuava a provocare nei confronti di Alessandro. Senza che lui si accorgesse, gli sferr lennesimo pugno smorzando i suoi ghigni. Ora non farai pi male a nessuno.

Pu ripetere per favore? persever una poliziotta, facendomi sempre la stessa domanda. Glielho gi detto... Omar... o chi diavolo ha detto di essere mi ha aggredito... lui stava per... la mia voce si smorz, e il sapore delle sue mani

sudice sulla mia pelle, mi fece rabbrividire riportandomi a quei spaventosi attimi. Capisco... mi perdoni si scus la donna. Riassumendo, qualcuno la perseguita da giorni e non ha mai chiamato la polizia per informarci?. Scossi la testa. Il mio ragazzo se ne stava occupando dissi guardando la posizione di Alessandro, non molto lontano da me concentrato a parlare con il commissario. I soliti ricchi comment sarcastica. Vi fate sempre guidare dallincoscienza predic alterata. Vi avrei chiamato non appena.... Mi blocc. Non un comportamento giustificabile signorina Botticelli. Fortuna per lei, il suo ragazzo ha ricevuto la sua chiamata. Tecnologia... tenevo il telefono stretto. Per una volta servito a qualcosa. Scosse la testa. La vita non sempre cos

facile, moltissime ragazze aggredite subiscono non riuscendo a reagire in tempo. Noi avremo potuto proteggerla. Avvilita, sospirai. Mi dispiace... io.... Eva intervenne bloccando la conversazione. Ha finito? chiese la ragazza mentre apriva un kit di pronto soccorso. Scusi? Sto interrogando la ragazza... lei... farfugli quasi offesa. Chi lei?. Eva squadr la donna. Sono la Dottoressa Eva Allieri, specializzanda allospedale San Raffaele... rispose a tono. Lei invece? Posso sapere la sua carica?. Sovrintendente Luciana Piras, molto piacere rispose con un lieve accento sardo. La dottoressa annu. Sofia ha subito un grave trauma e ha bisogno di cure non di domande, quindi se non le dispiace... mim un gesto facendole segno di andarsene. Devo visitare la

mia paziente. La poliziotta sbuff. Medici... disprezz allontanandosi. Pensano di sapere tutto loro... termin sbuffando. Grazie affermai mentre aggiust con del betadine la mia piccola escoriazione leggera sul ginocchio. Non preoccuparti... ho sentito quello che ti stava dicendo. Quelle persone non capiscono; se denunci il tuo stalker alla polizia, loro non fanno molto, anzi, hanno bisogno di fatti concreti... aizz furente. Ne vedo centinaia in ospedale e tutte hanno la stessa storia. Donne isolate da tutto per paura degli altri o di qualcuno e hanno troppa paura per farsi credere dagli altri, soprattutto dalla polizia che rimane a guardare tutte le volte. Annuii. Ahi! mi lamentai percependo un lieve bruciore. Eva, soffi leggermente sulla ferita. Scusa...

brucia un po. Non preoccuparti... credo che oggi peggio di cos, non pu andare. Mai dire mai Sofia... non gufartela ironizz facendomi ridere. Matilde sta bene? chiesi. Non ho ancora avuto tempo di.... Stai tranquilla, un osso duro. Se la caver sintetizz, guardandola vicino allennesimo poliziotto concentrato a fare domande. Fortunatamente lei era li... non so che cosa mi sarebbe successo se.... Non pensarci nemmeno, il peggio passato... ora devi solo andare avanti e pensare a te stessa afferm. Senti qualche dolore? mi chiese facendomi muovere il ginocchio. No, credo di stare bene dichiarai alzandomi in piedi dallAston Martin di Alessandro.

Sofia... mi richiam Alessandro scortato dal commissario. Lui il commissario Aldo Grimaldi, si occuper del tuo caso di stalking. Molto piacere> dissi stringendo la mano alluomo che visivamente ricordava molto mio padre circa quindici anni fa. Sta bene signorina? mi chiese. S affermai. Me la caver. So che ha gi risposto a parecchie domande, ma vorrei provare a fare chiarezza su un paio di cose. No... non di nuovo. Annuii. Certo, mi chieda pure quello che vuole. Lispettore scrut Alessandro. In privato se non le dispiace. No, preferirei stare qui. Alessandro... lo ripresi. Ti prego.... Eva, non molto distante da me, afferr le mani

di Alessandro, ancora insanguinate. Sei ferito insinu Eva, indicando le nocche. Non niente constat ritraendosi. Eva scosse la testa. Ho un altro kit sullambulanza, vieni devo medicarti giustific. NO! obiett severo. Sto bene. Potresti avere una frattura. Se non mi sbaglio questa sera ci sar uno degli eventi pi importanti della tua carriera stilistica. Giusto? istig, cercando una scusa. Vorresti presentarti con delle nocche fratturare?. Indispettito, mi guard. Va bene... si convinse, allontanandosi verso lambulanza insieme ad Eva. Lo scusi... giustificai. E solo un po protettivo. Luomo annu. Immagino, la sua stata una reazione umana.

In quel frangente, mi ritorn in mente limmagine sfocata di Omar e iniziai a vacillare. No... non adesso. Signorina sta bene? mi chiese afferrandomi il braccio. Mi appoggiai alla portiera della macchina e annuii cercando di riprendere le forze. Scusi... la prego, vada avanti. Rassicurato, lispettore vestito in borghese tir fuori un blocchetto dalla sua tasca. Dalle camere di sicurezza di casa sua.... Lo bloccai. Casa mia?. Il suo domicilio... Via San Gregorio, 30. Scrollai la testa. Quella non casa mia, di Sun Li... la mia migliore amica specificai. Il tecnico informatico del signor Marconi ha riscontrato due persone nellappartamento, verso le quattro.

S, mi sono rifugiata l per qualche ora... e Alessandro mi ha raggiunto poco dopo. Non intendevo lei e il signor Marconi decret. Stavo parlando di due persone sconosciute. Non capisco.... Mi sentivo totalmente frastornata. I soggetti in questione erano vestiti da una tuta con cappuccio nera, alle quattro lei era ancora in universit. Che stupida!. S, mi scusi... io sono arrivata circa unora e mezza dopo. Esatto... poich i miei agenti migliori si stanno occupando del caso ora, analizzando ivideo dentrata e duscita. Oh no, mi vedranno in reggiseno. Ha qualche sospetto su chi potrebbe essere la seconda persona?.

Imbarazzata, arrossii. Di che tipo?. Qualcuno oltre a Omar, lha mai tormentata? chiese. Non che io ricordi affermai. Oltretutto, lui... Omar, non ha mai giocato sporco. E sempre stato carino e gentile. La sua reazione stata totalmente inaspettata... siete sicuri che fosse lui?. Verificheremo anche quello, ora sono solo congetture sentenzi. Non ha mai dubitato del suo atteggiamento?. Confusa, scrollai le spalle. Lui sapeva cose che nessuno avrebbe mai potuto sapere, infatti, il primo intervento di BlackX stato lo scorso weekend con delle... il respir mi inizi a mancare. Non si preoccupi... sono a conoscenza dei fatti di suo fratello e andremo a fondo anche su quello mi rassicur. Ora voglio solo sapere se si ricorda qualcosa, nessun dettaglio va trascurato.

I cartoncini. Tenga affermai estraendoli dalla borsa. Me li ha dati il mio professore di scrittura, ricattava anche lui. Luomo li afferr, iniziando a leggerli uno per uno. Pare che BlackX volesse letteralmente distruggerla. Annuii. Sembrerebbe, ma... non so il motivo. Si tenga a disposizione termin. La ringrazio ancora signorina Botticelli. Dove lo porterete? chiesi riferendomi a Omar. In centrale, rimarr l in attesa del fermo. E... sicuro? Giusto? domandai intimorita. Non.... Luomo annu. Non uscir, glielo garantisco. Rasserenata, sospirai nuovamente. E tutto a posto ispettore? chiese Alessandro ritornando accompagnato da Eva e Matilde. S, la signorina stata bravissima

mincoraggi stringendogli la mano. Non avevo dubbi. Lispettore si allontan; radunando tutti gli agenti incitandoli a indagare su ogni cosa: posti, luoghi, scritte ogni indizio che potesse riportare alla seconda fonte. Non c tempo da perdere! Voglio agenti sul campo subito! Berlina nera, targata Milano. Voglio dei posti di blocco ovunque inve luomo, ora al telefono. Non me ne frega un cazzo se c levento questa sera, una ragazza stata aggredita in universit, voglio tutti sul pezzo. Non sar facile, Milano questa sera bloccata dalla Fashions Night Out constat Matilde. Lo so, ma sinventeranno qualcosa... lo fanno sempre dichiar Alessandro stringendomi a lui, proteggendomi. Con te sono al sicuro.

Arrivammo a casa; mi sentivo sfinita. I miei muscoli erano bloccati, e ogni singola parte del mio corpo sentiva di aver bisogno di riposo. Perch non ascolto mai il mio sesto senso?. Vieni mi ordin Alessandro indicando una credenza della cucina. Che cos? chiesi una volta raggiunto. E un analgesico, Eva mi ha consigliato di dartelo. Sto bene Alessandro, dovresti andare in ufficio a preparare tutto per stasera dissi. Impensierito, Alessandro scosse la testa. Non se ne parla. Non mi successo nulla. Mi guard stranito. Davvero? E quella persona che ti stava aggredendo chi era?. Ti prego... lo supplicai. Ho rischiato di perderti oggi, quel pazzo

poteva anche ucciderti la sua voce era straziata. Non successo, io sono qui... con te lo rasserenai avvicinandomi a lui, calmando i suoi gesti isterici. Calmati adesso.... Se ti avesse anche solo toccato io... giuro che.... Lo abbracciai, poggiando la mia fronte sulla sua. Non credo che ti potrei mai lasciare. Nemmeno io piccola, ti amo troppo.... Io di pi. La sua bocca si poggi sulla mia. Ti amo. Ti penso e ti vivo... bisbigli. Non dimenticarlo mai. Annuii. Lo so affermai aizzando un live bacio cortese. Ora prendi lanalgesico, e vai a letto mi ordin. Ancora? Ti ho detto che sto bene.

Se tu prendila medicina io andr al lavoro, ok?. E una specie di ricatto?. Alessandro annu. Mettila cos se preferisci. Sei malefico lo sai?. Pi di quanto pensi ridacchi, baciandomi la fronte. Gentilmente mi prepar un bicchiere dacqua naturale; mi pass la pastiglia e da bravo genitore mimpart lordine. Odio le pastiglie! dissi mentre ingerivo il tutto. Ironicamente, mi picchiett una mano sulla testa. Brava bambina scherz. Ora in branda!. Ubbidii e mi recai in stanza sempre sotto la sua supervisione. Tolsi gli stivali lasciandomi andare alla comodit del suo letto. Oh, finalmente.... La sua sagoma si sedette vicino a me, coprendomi dolcemente con il lenzuolo e il suo

dolce profumo. Torner nel pomeriggio. Matteo sar gi in caso tu avessi bisogno di qualunque cosa, ok? minform accarezzandomi. Sar il mio bodyguard per oggi pomeriggio? domandai sarcastica. Veglier su di te al mio posto. La sua dolce bocca baci la mia fronte. Riposati, mon ange... profer a voce bassa. Fai bei sogni. Grazie farfugliai gi intontita da morfeo. Mi salvi sempre.... Lo far per sempre Sofia, ogni giorno della mia vita dedito a te e alla tua persona. Mi rannicchiai sulla sua mano. Ti amo.... Ero di nuovo l: quel cortile maledetto. La berlina nera e i due uomini che ridevano sbeffeggiandoci, vicino ai nostri corpi senza anima. I ragazzini sono morti conferm luomo,

vicino al mio corpo. Speriamo che non capiscano. Le loro voci erano cos chiare, era come tutto fosse accaduto ieri. Ben fatto ora andiamocene. Andrea no.... Mi avvicinai leggermente ritrovando lombra, quella piccola semioscurit impaurita posta nel sedile posteriore. Era impossibile capire che cosa fosse. La polizia. Cazzo stanno arrivando! Scappiamo!. Forse ci sono!. SOFIA! sbrait qualcuno, svegliandomi. SOFIA!. Qualcuno stava bussando alla porta. Chi diavolo ? pensai ascoltando quel rumore fastidioso, provenire dallingresso. Infelice, mi alzai dal letto, raggiungendo il salotto. Mi sentivo cos frastornata, e il mio corpo non era ancora pronto a resuscitare dal sonno e

dallennesimo incubo che stavo avendo. C qualcuno? persever quella voce femminile. Sofia, siamo Adele, Clelia Igor e Lucas. Aless.... CHE DIAVOLO STATE FACENDO? vocalizz una seconda voce familiare. Matteo! Ciao... Alessandro ci ha detto di occuparci di Sofia. Lo so, per questo vi ho lasciato entrare. Le vostre grida infastidiranno tutti, non siamo mica al mercato li rimprover. Non risponde nessuno constat Lucas. Sofia sta riposando... non guardate itelegiornali?. Ci fu una pausa di silenzio. E Sofia, la ragazza aggredita?. Matteo si schiar la voce. Non posso dirvi nulla. Le indagini sono ancora in corso. Cercate di

non menzionare nulla di oggi, mi sono spiegato?. A piedi nudi, arrivai davanti alla porta. Aprii ritrovandomi la troppa luce offuscarmi il viso, irritandomi gli occhi. Dannazione! imprecai coprendomi. Sofia... sussurr Igor, sorpreso. Eccoti.... Recuperai la vista. Ciao... noi siamo... qui farfugli Clelia. Mi grattai gli occhi. Lo so, ho sentito. Prego entrate affermai facendogli segno. Signorina Sofia ha bisogno di qualcosa? Magari dellacqua o qualcosa da mangiare? mi domand Matteo. Scrollai la testa. No, grazie... sono a posto cos.... Perfetto. Avviser il signor Alessandro che sta bene. Grazie, lei ha bisogno? Vuole del caff?

chiesi gentilmente. La ringrazio signorina, ma sono a posto cos.... Socchiusi la porta. Unultima cosa! aggiunse Matteo bloccando il mio gesto. Il signor Marconi mi ha riferito che passer a prenderla alle sette in punto. Poteva chiamarmi. Ah... non passa a cambiarsi?. No. Far tutto in azienda.... Un brivido di gelosia mi trapass la schiena. Ok. Che ore sono adesso?. Le cinque... conferm guardando lora. Quanto ho dormito?. Grazie mille Matteo risposi chiudendo la porta. Mi avvicinai al salone: Clelia aveva gi iniziato a disporre la sua postazione, Igor e Lucas prepararono i loro utensili da maestri parrucchieri

mentre Adele sistem degli accessori sul tavolino. Quelli sono stati fatti con il signor Bulgari tesoro, devi fare attenzione a come li piazzi, sembrano dei panzerotti comunic Igor ad Adele, mostrandole lallestimento. La ragazza divent paonazza. S... scusate. Ora sistemo. Sar meglio per te ringhi Clelia, adirata. Valgono pi di ogni nostro lavoro. Se sparisce qualcosa o rompi accidentalmente il bracciale, quella che andr di mezzo sono io. Schiarii la voce facendomi irrompendo nella conversazione. Il quartetto si gir a guardarmi allistante. Ciao bellezza! mi salut Igor. Mi avvicinai a loro. Ciao... bisbigliai ancora intontita dal sonno. Lucas mi fece segno di sedermi sullo sgabello nero davanti allo specchio della postazione istallata al momento. Obbedii e mi accomodai. Le

mani di Lucas sintrodussero tra i miei capelli. Adesso si che sono unaltra cosa. Arrossii. Sono pi sani ora affermai ridendo. Lo so, te li ho tagliati io ironizz Igor, sbucando dal nulla. Lucas riemp uno spruzzino di acqua tiepida e inizi a bagnarmi i capelli dividendomi i capelli in varie sezioni. Sofia... mi richiam Adele. Hai scelto il vestito per questa sera?. Annuii indicandole il corridoio. E in camera. Vai pure, appeso alla cabina armadio. La ragazza arross timidamente e senzaggiungere altro, avanz verso la stanza. E cos timida... ridacchi Lucas. Non ho mai visto una ragazza arrossire solamente perch hai nominato la stanza da letto. Diventai paonazza. Pensare che Alessandro ed io non abbiamo ancora....

Che cosa le facciamo? domand Igor. Acconciatura... senza dubbio sentenzi fermo. Scusate... li interruppi. I due iniziarono a guardarmi. Posso rimanere con i capelli lisci? Li preferisco cos. Lucas mi guard, spiazzato. Lisci? Amore... sembrerai un po morta. Igor gli tir una pacca sulla spalla, ammonendolo. Ahi... si lament. Scusalo, non preoccuparti. Ti faremo una piega liscia, leggermente voluminosa sulle punte, va bene?. Andata. Contrattazione riuscita li tranquillizzai. I loro visi tornarono sereni. ADELE! sbrait. Quanto ci stai mettendo? Abbiamo solo due ore. La ragazza accorse dopo poco. Scusate. Mi ero

persa nel bagno si giustific sistemando labito. I due iniziarono a ridere. Certo... il bagno ironizz Igor. Direi che la piega va bene con questo tipo di vestito spieg Clelia. E davvero bellissimo. Ti star dincanto!. Grazie dissi mentre sentii i miei capelli tirare leggermente. Lha indossato Nicole Kidman si chiama Blu Notte ramment Adele. Clelia la guard curva. Non mi sembra di averti chiesto qualcosa. Perch la trattano cos male?. Allora aizz Clelia immettendosi davanti a me. Poich il tuo stile dovr richiamare la sobriet della campagna, rimarremo sul naturale: Nude Look con ciglia finte credo che sia la cosa migliore. Un nude che?. Sono nelle vostre mani...

sentenziai. Ottimo, accessori? domand Clelia verso Adele. Marconi per Bulgari. Che cosa? Ci vogliono degli Swarovski per quellabito. Alessandro ha voluto cos comunic. Me li ha consegnati lui stesso questa mattina. Uomo meticoloso. Va beh... se Bulgari vuole, Bulgari sar. Sorrisi. Clelia inizi a preparare tutto: tonico rinfrescante e idratante per una dolce pulizia. Pinzette e cotone pressato, per creare una forma alle folte sopracciglia, cinturone porta pennelli e ciglia finte allunganti extra black. Mentre i due parrucchieri iniziarono a lavorare sulla mia testa, Clelia cominci a coccolare il mio viso rinfrescandolo con tonico, riuscendo a

mandare via leggermente la mia tensione - post violenza Omar. Questa si che vita!. Dimmi se ti faccio male... disse pressando la pelle in un massaggio facciale. Ti prego non smettere ansimai ridendo. Ottimo, sono felice che ti piaccia. La tua pelle un po stressata. Lho notato anche laltra volta. E stasera devi essere perfetta. Questo vale come un lifting? ironizzai. Clelia sogghign divertita. No. In generale la pelle si rigenera ogni due/tre settimane. E tu poich non la curi abbastanza, hai bisogno di una lozione intensiva di crema idratante. Arrivarono le sei e mezza. Ogni membro del team look aveva terminato la sua opera ed io ero cos curiosa di vedere il lavoro svolto. Adele hai sistemato il vestito? domand Clelia.

S afferm. Eccolo. Lo afferrai e andai a cambiarmi mentre la squadra cominci a sistemare nelle borse/trolley i loro apparecchi infernali. Non stavo nella pelle dallemozione, oggi era il mio giorno e anche se la mattina era partita male e il pensiero di Omar che mi aggredisce continuava a opprimermi la testa, ero apparentemente serena. Lanalgesico e il riposo forzato mi avevano tranquillizzato e questa sera ci sarebbe stato il mio debutto nellalta societ internazionale della moda. Chiss se ci sar Mario Ferrari pensai. Indossai il vestito. Per la prima volta da ventitr anni riuscivo a piacermi: labito mi slanciava e con il trucco e il parrucco sembravo davvero una modella stile Emily Di Donato. Amavo come labito snelliva il mio corpo, lo sentivo, lo percepivo sentendomi sexy, finalmente. Sar perch lha indossato Nicole Kidman?. Raggiunsi nuovamente gli altri in salone.

Accidenti... le scarpe pensai mentre passeggiavo a piedi nudi, sollevando leggermente la gonna lunga. Oh mio dio! comunic Igor toccandosi la gola. Sei tu?. Lucas rimase a bocca aperta. Que Guapa!. Le altre due donne si girarono contemporaneamente, rimanendo a bocca aperta. Sofia... inton Clelia. Sei.... Bellissima termin frastornata Adele. Il mix perfetto comment Igor, quasi commosso. Sembra la protagonista di un quadro.... Alessandro ha locchio lungo constat Clelia. Arrossii davanti a tutti quei complimenti. Lucas si avvicin a me prendendomi a braccetto. Con questabito stenderai il signor Marconi... lo metterai KO.

Beh, secondo me sar la pi bella di tutte rispose Igor. Sorrisi. Grazie... davvero, avete fatto un miracolo. Non pensavo fosse possibile rendere tutto cos... mi mancavano le parole. BELLO! esclami felice. Adele i gioielli ordin Lucas. La ragazza scatt in avanti e inizi a vestirmi degli accessori. Poco dopo, Clelia si avvicin a me, e solo in quel momento intravidi tra le sue mani unaltra scatola blu con la scritta Marconi. Che cosa saranno?. Alessandro mi ha detto di darti questo a lavoro finito. Lo afferrai tra le mani. Che cos?. Aprilo mincit Lucas. Sono curioso! continu Igor. Emozionata, lo aprii. Della velina grigia

racchiudeva due suole molto somiglianti a delle scarpe altissime a mo di sandalo color oro. Avanti scarta! persever Lucas. Feci segno di aspettare. C un biglietto.... Amore, Spero che il regalo ti piaccia, ho scelto con cura il giusto abbinamento e credo che conoscendo i tuoi gusti possano piacerti. PS: Le sorprese non sono ancora finite. Tuo, Alessandro. Senza respiro, mi accomodai sul divano e scartai la scatola. OH MIO DIO! esclam Clelia. Quelle sono... la sua voce sinterruppe, sembrava stesse svenendo. Delle? chiesi. GEOMETRIC! esclam Igor, espandendo la

sua voce per tutta la casa. Mi sento male.... Le afferrai. Sono altissime! commentai ammirando il tacco che a occhio sembrava quasi diciotto centimetri. Come far a camminarci sopra? ponderai sospettosa. S-sono unedizione limitata... in Italia ci sono solamente 150 pezzi farfugli Lucas. E nel mondo.... 200... sbuff Adele terminando la frase. E della nuova collezione? chiesi. Clelia scosse la testa. Sono di circa due anni fa. Una stilista francese le ha ideate, e sono andate letteralmente a ruba, ancora oggi tutto il mondo le richiede ma lazienda non le riproduce pi... purtroppo. Ci hanno rubato Steffy... spieg rammaricato Igor. Ora lavora per BIONDA CASTANA. Ha avuto unofferta migliore giustific Clelia.

Comunque Sofia... queste scarpe sono un vero e proprio pezzo darte. No tesoro... sono sante comment Lucas. Anzi santissime!. Cos mi vizier. Mi sento come se fossi Cenerentola pronta ad andare al ballo... affermai emozionata. Igor mi guard male. Ci hai appena dato dei topi?. Ti vedrei perfetto nel ruolo di Gasgas ironizz Adele. Luomo la fulmin con lo sguardo. Gi, io invece ti vedrei nel ruolo di Genoveffa o Anastasia. Basta voi due li divise Clelia da bravo genitore. Indossai le scarpe e con il sostegno di Igor cercai di prendere padronanza dei miei piedi.

1, 2, 3...4. Accidenti il vestito. Perch stai contando?. Invento del tempo a caso, cercando di rispettarlo. Ho paura di cadere. Regola numero uno di una modella: mai pensare di cadere. Mi fermai. Ma io non sono una modella. Certo come no... tu sei la testimonial di SOPHIA. Certo che lo sei, tutto il mondo ti conoscer e ti vorr con se nel suo armadio tra poche ore. Io non sfilo.... Igor scosse la testa. Come no? Certo che lo farai. La sfilata imminente, da oggi non sei pi una persona ordinaria. Per noi, tu sei la nostra Bianca Balti. Sorrisi. Non molto tempo fa avrei reagito male alla notizia di me su una passarella in vista da

miliardi di persone; oggi invece mi sentivo serena, la gente non mi preoccupa, voglio apparire al meglio. Sono sempre stata una persona determinata ma adesso sento ancora di pi la voglia di competere; niente e nessuno potranno mai sovrastarmi. 6, 7... dannazione!. La caviglia. Ragazzi ora di andare... ordin Clelia. Dobbiamo prepararci. Ci vediamo in boutique alle otto. S risposero tutti e tre contemporaneamente. Clelia sei in macchina? domand Lucas. No, in metro dichiar. Speriamo che non sia intasata. Qualcuno viene con me?. Io... rispose Adele. Vengo con te. Ok... comment sarcastica. In pochi istanti, la casa torn a essere vuota.

Sbuffai e guardai lora, e nel captare che ero gi in ritardo mi si accappon la pelle. SONO LE SETTE!. Nel momento seguente suon il citofono, facendomi traballare sui miei Geometric tacco diciotto. Alessandro. Sollevai il vestito andando a rispondere. S?. Sofia... sono Attilio. Sei pronta?. S, scendo tra un attimo. La devo accompagnare al negozio. Ok... prendo la borsa. In preda al panico, iniziai a correre per la casa raccogliendo le mie cose. Utilizzai una pochette blu regalatomi da mia madre, semplice ma efficace. Presi lo scialle abbinato allabito, spensi tutte le luci e raggiunsi Attilio. Sembro la moglie di un milionario riflettei

guardandomi nello specchio della Hall. Arrivai allesterno delledificio; mi sistemai lo scialle che sbadatamente mi si era incastrato. Accidenti a questaffare!. Il clima, anche se nei giorni precedenti era stato un po ballerino, ora era perfetto. Non faceva freddo e lo scialle mi avrebbe aiutato con la brezza serale evitando brividi fastidiosi durante la serata. Alzai il vestito e cominciai a camminare incurante su dove mettessi i piedi. Involontariamente urtai qualcuno. Scusi! dissi alzando il viso. Queste Geometric mi stanno facendo impazzire!. Attenzione! Si potrebbe fare male comment una voce, dal tono malizioso. Sorpresa, alzai lo sguardo. Alessandro.... Che ci fai qui? chiesi abbracciandolo,

stringendolo pi forte che potevo. Pensavo di vederti in boutique... Attilio ha.... Volevo farti una sorpresa rispose. Ma soprattutto... volevo questo afferm baciandomi dolcemente. Sospirai staccandomi da lui. Grazie...ne avevo bisogno. Come stai? mi chiese accarezzandomi i capelli. Bene... la tua equipe mi ha aiutato a smaltire la tensione delle ultime ore. Quel bastardo rinchiuso e giuro sul mio nome che far buttare via la chiave!. Lazzitti toccandogli la bocca. Questa la tua serata. Non la mia. Ne parleremo domani, ora voglio solo che tutto il tuo progetto vada per il meglio. I suoi occhi blu scrutavano il mio viso e il mio

corpo. Se ci sei tu accanto a me... tutto andr per il verso giusto, ne sono sicuro. Con la mano mi fece roteare mostrandogli il mio outfit insieme a trucco e parrucco. Imbarazzata, ammirai il suo completo, uno dei migliori: completo grigio slim fit assemblato da gilet, giacca e scarpa elegante nera. I suoi capelli scuri erano tirati indietro con effetto lucido quasi umido; il risultato apriva il suo sguardo ricordando molto le varie pubblicit di Calvin Klein. Rimasi senza parole. Sei bellissima comment abbracciandomi. La sua bocca si avvicin al mio orecchio. Vorrei baciarti ancora... ma ho paura di rovinare langelo che c davanti a me. Grazie per i regali. Le GEOMETRIC hanno avuto successo ironizzai pensando alla reazione dei miei topini. Alessandro rise leggermente. Quelle scarpe sono un pezzo da novanta per la nostra azienda.

Data laffluente richiesta, credo che la prossima stagione ne riproporr delle altre. Amo gli High Heels, soprattutto quando le indossi tu. Lo abbracciai. Sar lieta di fare da modella per lei signor Marconi.... La sua bocca sfior la mia. Progettare con lei signorina Botticelli, sar un onore.... Unombra attir la mia attenzione, cos guardai oltre la sagoma di Alessandro: il signor Attilio, anche lui vestito in modo impeccabile, era vicino a una limousine nera e ci stava aspettando. Una limo? chiesi sorpresa. Luomo annu. Per te, Sofia... solo il meglio. Questo fin troppo anche per me... i gioielli, il vestito, le scarpe... te dissi. Mi stai viziando!. Ridacchi leggermente. Come ti dicevo nel biglietto... le soprese... non sono finite qui. Dubbiosa, lo guardai. Che intendi dire?.

Si allontan da me, aprendomi la vista verso la limousine. Guarda.... Le portiere si aprirono facendo uscire le uniche due persone che avrei voluto abbracciare oggi, sfogando ogni mio pensiero oscuro. Mamma... pap... vocalizzai incredula. Erano bellissimi, sembravano tornati al giorno del loro matrimonio: lei vestiva con un abito lungo verde modello fascia con scollo a cuore. I suoi capelli lunghi, quasi come i miei, le scivolavano sulle spalle donandogli un tocco di classicit, facendo risplendere i suoi gioielli color oro. Mio padre vestiva un abito a taglio classico scuro con abbinato un cravattino grigio e scarpe mocassino, i suoi occhi grigi e i suoi capelli brizzolati li facevano da contorno rispecchiando la sua indole da uomo daffari. Come hai fatto?. Alessandro mi abbracci da dietro scostandomi

leggermente i capelli di lato. Dovresti conoscermi ormai... sono un uomo pieno di risorse... dichiar lasciandomi andare. Poi... ne avevi bisogno, soprattutto questa sera. Rimasi senza parole, trattenendo le lacrime. Che cosa aspetti? Corri ad abbracciarli!. Non me lo feci ripetere due volte. Sofia... ulul mia madre abbracciandomi. Sei stupenda le feci notare ammirandola. Anche tu piccola... disse stringendomi forte percependo un lieve nodo alla gola. Stai bene vero? QuellOmar non ti ha fatto del male... mi chiese spaventata. No... scusa se non ti ho chiamato... io.... Mia madre smorz il mio discorso. Non preoccuparti. Alessandro si messo subito in contatto con noi appena successo il... e ci ha tranquillizzato sintetizz tirando un sorriso forzato. La sua mano accarezz i miei capelli.

Basta che tu ora stia bene.... Annuii. Lo sono... davvero, ora che ci siete qui voi non mimporta di niente. Abbraccia anche il tuo vecchio ironizz mio padre. Andai da lui e lo strinsi a mo di stile Botticelli: semi abbraccio durata un secondo. Per mio padre quel gesto significava amore e conoscendo i suoi modi freddi e distanti, a me andava bene cos. Stai bene?. S, ora si... risposi. Il nostro avvocato sta gi predisponendo le carte per rinchiudere quel.... Mia madre lo blocc. Edoardo! lammon. Comunque... non uscir pi dalla prigione... ora sei al sicuro. Grazie pap. Confido nella giustizia. Incuriosita, li guardai ancora vicini. Solo una cosa... chi vi ha procurato questi vestiti?

domandai. Mia madre indic la sagoma di Alessandro non molto lontano da me. Ce li ha spediti questa mattina... ha fatto tutto lui rispose. E un vero gentiluomo bisbigli senza farsi sentire. Ho un vero e proprio capolavoro nel mio armadio ora!. Lennesimo vorrai dire... ironizzai. I passi di Alessandro si avvicinarono nuovamente, e la sua mano sfior la mia spalla attirando la mia attenzione. Non saluti la tua migliore amica? sintromise indicando la 500 di Daniele, posteggiata dietro la limo. Amica italiana ora modella! esclam Sun. Corri subito ad abbracciarmi! mi ordin sostenuta da Daniele. Obbedii e corsi da lei: indossava un vestito corto, modello girocollo, in pizzo grigio metallizzato a contrasto con fodera a sottoveste. Le sue scarpe, come sempre altissime erano nere e la

facevano sembrare pi alta del solito rimanendo classica con una chioma lunga corvina. Daniele invece indossava un abito stile smoking con vestibilit slim antracite a bordatura lucida; il completo era messo insieme da delle scarpe eleganti nere. Era strano vederlo in tenuta elegante, ero sempre stata abituata a vederlo in tenuta sportiva/ casalinga e dovevo ammettere che la divisa Marconi gli stava molto bene; anche se la leccata di mucca lo metteva visivamente a disagio. Pensavo non venissi! proferii sentendomi bassissima. Stai scherzando? E un evento unico. Non me lo sarei persa per nulla al mondo decret in piena esaltazione prendendomi in disparte. Omar...? disse, ed io la bloccai. Ti spiegher tutto pi tardi... mi giustificai. Sun annu cucendosi la bocca. Avevi ragione. Il tuo istinto coreano non sbaglia mai ironizzai.

La ragazza alz le spalle. Sono sempre pi convinta che in unaltra vita fossi una strega molto potente... comment narcisista. Tipo la tigre e il dragone? Sapevi volare per caso?. Una strega completa ha tutto! ridacchi. Salutai Daniele abbracciandolo. Grazie per essere venuto. Gli ordini sono ordini. Vero boss?. Sogghignai pensando che lui una volta era il suo capo supremo al Millennium. Lo puoi ben dire ingegner Visigalli chiar Alessandro. Quasi ingegnere... manca ancora la tesi! comment scaramantico. Alessandro attir lattenzione. Meglio se iniziamo ad andare, altrimenti levento comincer in ritardo.

La ciurma, senza obiettare, cominci a salire nella grande macchina posteggiata lungo il marciapiede. Quella sera, Alessandro, tra le mille avversit e pensieri era riuscito per lennesima volta a rendere la mia vita perfetta lasciandomi andare ai beni primari della vita: la famiglia. Afferr la mia mano incitandomi a seguirlo, ma io rimasi ferma. Devo dirti una cosa. Mon ange... mi chiam. Che ti succede?. Io... farfugliai emozionata. Il suo viso si curv leggermente intento a capire che cosa mi passasse per la testa. Piccola... la sua mano tocc la mia guancia. Non ti piaciuta la sorpresa?. Scossi la testa. Mi hai reso eternamente felice Alessandro... mi sembra di vivere dentro a una favola. Prometto di riportarti a casa entro mezzanotte... .

Incurante di tutto lo attirai a me. No signor Marconi... credo che romper questa regola decretai. Questa. Sera. Tu. Sei. Mio.

Quella sera Milano era invivibile. La citt era in fermento e la Vogue Fashions Night Out lo avrebbe permesso per molte ore se non per lintera settimana ricca di eventi e gala facendo in modo di coinvolgere molteplici persone acclamando i new look della stagione. Il traffico era perenne e le metropolitane intasate da persone; pronte a buttarsi nelluniverso della moda, lasciandosi alle spalle tutti i capi della stagione passata per integrarne di nuovi. Molte categorie partecipavano allevento della Womens Fashion Week: Modelle di tutto il mondo erano arrivate nella citt del lavoro, pronte e agguerrite a sfilare per le grandi marche famose in ogni parte del mondo; mostrando i loro volti

perfetti nelle luminescenti campagne pubblicitarie affisse su palazzi, grattacieli e cartelloni mastodontici, cercando dinviare un determinato tipo di messaggio. Vip nostrani e non, partecipavano a ogni tipo di avvenimento accaparrandosi i pezzi migliori facendo esplodere ogni sala stampa con notizie in esclusiva. I giornalisti e fotografi di moda, notevolmente in delirio dalla settimana pi grande dellanno, si contendevano il rumors pi scottante della stagione appostandosi fuori da ogni showroom assediando ogni facoltoso stilista, facendo gara a chi arriva primo; portandosi a casa la notizia che in tempo reale lintero mondo avrebbe letto. Questa sei tu Milano, e non ti cambierei per niente al mondo. Appena scesi dalla limousine, unorda di fotografi inizi ad assediarci. Alessandro mi aiut

a ritrovare lequilibrio, e non appena fui scoperta al pubblic la gente dietro le transenne cominci ad urlare in delirio. Rimasi sconvolta da tutte quelle persone, lanno scorso ero io una di loro curiosa di sapere chi si celasse dietro alle apparenze di una vita perfetta fatta solo di moda. Ti amano... esclam Alessandro sorridendo alla stampa lungo il tappeto rosso che spianava la strada verso lentrata della boutique Marconi, la pi grande in tutto il mondo. La sua bocca tocc la mia fronte. Sono.... dissi cercando di formulare una frase. Tantissimi? ironizz. Beh... questo niente. Ma non devi preoccuparti, ti protegger da loro a ogni costo. Non andare in panico ok?. Annuii sorridendo, cercando di tornare alle mie certezze iniziali. Ti va se ci buttiamo nella mischia?.

Quando vuoi Signorina Botticelli.... Gli strinsi la mano, e insieme atterrammo sul tappeto rosso. Non avevo mai visto cos tante celebrit tutte riunite in un unico luogo. La cosa mi eccitava, e continuavo a farmi domande su cosa avrei potuto chiedere io se fossi dallaltra parte della medaglia. Signor Marconi! Permette una domanda? chiese una giovanissima giornalista bionda ricordante una promettente Ursula Andress vestita impeccabilmente nel suo vestito griffato e tacchi a spillo. Alessandro mi guard alla ricerca di approvazione ed io annuii assecondandolo. Innanzitutto, complimenti per la sua collezione. Tutti i media di questo mondo concordano su una cosa.... Sarebbe?. Il suo movimento dinnovazione. Da che cosa

stato ispirato?. Compiaciuto sorrise alla telecamera. La risposta semplice. I giovani, loro sono la chiave di tutto. Rappresentano una categoria in pieno e costante rinnovo. Loro saranno i nostri futuri: architetti che ideeranno nuove strutture, rappresentano medici che cureranno le nostre malattie quando saremo anziani e persino stilisti che troveranno sempre un modo per rinnovare la moda rendendola pi affascinate nel suo avvenire. La ragazza sgran i suoi fini occhi marrone scuro. La chiave siamo noi in pratica?. La moda dettata dalle aziende o dalle Atelier internazionali. Il nostro lavoro come stilisti, quello di essere dei buoni ascoltatori osservando linsieme che circonda il mondo e comprendere quello che la gente racconta esprimendolo nel modo migliore. Credo che i giovani doggi rispecchino a pieno il messaggio che voglio

mandare al mondo e ho deciso di ascoltare loro. La ragazza sorrise felice della risposta. La sua linea gi un successo annunciato. Il nome SOPHIA significa qualcosa per lei?. Ecco... arrivato il momento. S, questa collezione molto personale per me. Rappresenta il mio mondo passato, presente e futuro. Per anni ho lavorato a questo, e lho terminato grazie a lei defin indicandomi. Lei Sofia di SOPHIA by Marconi. Alla giornalista gli venne un colpo della serie: Io ho la notizia. Lei riuscita a farmi terminare quello che avevo iniziato molti anni fa, costruendo un nuovo futuro per noi, per la nostra azienda. Chiusi gli occhi in preda allemozione. E ufficiale? Voi siete fidanzati?. Alessandro annu deciso. Lo siamo... e spero di sposarla al pi presto.

Quello fu il colpo di grazia. Vuole dire qualcosa a riguardo? mi chiese la ragazza, alla ricerca della notizia. Posso solo dire... che per me un piacere aver collaborato per creare questa nuova fase e sono sicura che lavvenire porter nuove incredibili scoperte per noi. Avete sentito gente? domand la ragazza dai capelli doro. Innovazione, giovani, nuovi amori e scoperte. Oggi sul red carpet dellazienda di moda Marconi. Voi che ne pensate? chiese ammiccando alla telecamera. Da noi tutto, per Fashion&co. Stay Turned, Stay Fashion concluse. Lei lavora per Mario. La ragazza torn da noi. Spegni la telecamera ora... ordin temporaneamente al cameramen. I suoi occhi iniziarono a brillare. Grazie mille signor Marconi per avermi comunicato la notizia di Sofia....

Ridacchi divertito. Non c problema... questa sera, tu hai avuto lo scoop non lasciartelo sfuggire consigli mentre ci addentravamo nella boutique. Non lo far! Pu starne certo! vocalizz facendosi sentire. Lei ha lo scoop, lei pu brillare pensai immaginandomi al suo posto. Una volta entrati nello store, dopo innumerevoli interviste e foto, lasciai i miei genitori con Daniele e Sun al bagno dei fotografi. Pronti... via. Il negozio era totalmente rinnovato rose blu con varie decorazioni grigie erano sparse nei vari angoli del negozio. Larredamento ricordava molto la fiaba, e la fantasia stile La Bella e la Bestia; un po come la nostra storia con la sola differenza che lui era la bella ed io la bestia. Abiti chiusi in varie decorazioni artistiche rappresentavano ogni modello della linea,

confezionati come delle vere e proprie opere darte. Riconobbi anche quello che avevo indossato durante il photoshoot di luned; molteplici fantasie: lunghe, corte, sobrie e appariscenti erano sistemate come opere desposizione messe in un museo storico. Alzai gli occhi e guardai tra le pareti con affisse le mie foto in varie tipologie di pose. Non posso crederci!. Oh cielo... dissi rimanendo a bocca aperta. Ero io quella fissa alle pareti e dannazione ero notevolmente sensuale con una luce bluastra e insolita che circondava la mia sagoma vestita dal bellissimo vestito e dal corpo nettamente slanciato. Photoshop fa miracoli. S-sono io?. S, lo sei... direi che le mie lezioni di sessualit hanno avuto successo ironizz. Lo guardai arricciando leggermente le labbra.

Smettila... io sono sensuale in modo naturale ironizzai sapendo che era decisamente il contrario. Su questo non ho dubbi... per questo ho scelto te. S, certo... come no! esclami canzonandolo. Mi fiss indicandomi la scala. Guarda la.... Sospirai e obbedii. Limmagine infissa rappresentava me e Alessandro intrecciati in modo sensuale su un letto a baldacchino bianco con i nostri corpi in contrasto e la scritta EROS for Her for Him scritta in basso. La mia sottoveste era velata e le trasparenze della mia biancheria si vedevano lievemente; i soggetti della foto attiravano lattenzione, facendoti concentrare solamente su quello. Distolsi lo sguardo, imbarazzata. I miei genitori vedranno questo?. Sofia... mi richiam. Non devi vergognarti.

Ah no? Non so perch ma vedo gi la faccia di mia madre e di mio padre squadrare quelle foto... osservai innervosita. Mi accarezz le spalle. Trasmettiamo passione, erotismo il messaggio che insieme vogliamo mandare il nome che ho scelto per quella fragranza. Tornai sui suoi occhi. Che intendi dire?. Dalla tasca tir fuori una scatolina. Il mio segreto... per te. Curiosa, aprii la scatola e un piccolo campioncino di profumo si mostr a me. Il profumo che senti su di me EROS. Lho sperimentato con vari chimici in laboratorio pensando unicamente a te e a degli aromi forti e sempre fortunati. Percepii il suo profumo. Questo Eros?. S, lui....

Lo spruzzai sulla mia pelle e poco dopo ne odorai il sapore: emanava un leggero aroma alla mora e contemporaneamente rispecchiava la sua versione maschile giustamente adattata per noi donne. E buonissimo... non ha niente a che vedere con Clarisse. Ho cambiato genere. Basta la classicit, ho voluto sperimentare. Sar gi in vendita la prossima settimana in tutto il mondo. La classicit delle cose non il nostro stile vero? ridacchiai, ironizzando sulla nostra situazione. Quello che hai tu tra le tue mani, per la donna. Mentre quello che porto io la versione maschile. Mi stai iniziando a spaventare. Tu sei fresca, sai di buono e la tua pelle esprime passione. Sofia tu sei tutto quello che io voglio rappresentare nella mia vita....

Che cosa mi sta per dire?. Mon ange io... vorrei.... Interrompo qualcosa? istig una voce dalla cadenza russa. Entrambi, ruotammo verso quella presenza disturbatrice: Inna. E ora che vuole?. In occasione dellevento, indossava un vestito aderente nero longuette con profondo scollo a V e schiena scoperta, le sue scarpe, notevolmente alte la rendevano sopraelevata rispetto a me facendomi sentire bassa e inutile. Che cosa ci fa lei qui?. Alexandros... lo chiam storpiando il suo nome, afferrandogli la mano, a mo di gatta morta. Perch tu non chiamare pi me... io preoccupata.... Luomo, in preda alla collera, ritrasse la mano. Chi ti ha invitato?. La ragazza pass una mano tra i suoi capelli scuri sistemandosi il gloss osservandosi allo

specchio adiacente alla colonna. Chiara... lei vuole bene a me. Scostai lo sguardo da lei in preda a un folle atto di gelosia. La mia mente, in preda allincertezza non riusciva a togliersi quellimmagino di loro tre a letto insieme. Smettila! la sgrid. E vai dalla tua amica.... La sua scenetta continu, facendo apposta a darmi tormento. Ti aspetto in camera con lei va bene? A te... piacere tanto lalt.... Questo troppo.... Le afferrai il braccio sistemandolo da dove era venuto. Che ne dici di tornare dalla tua amichetta vipera e montare uno sketch per gli ospiti? Sono sicura che insieme farete un bello spettacolo. Da dove mi sono uscite queste parole? riflettei sorprendendo me stessa. Inna mi guard acida osservandomi da capo a piedi. Ah... Sofia! Sei qui... non me ne ero

nemmeno accorta... ridacchi istigandomi. Il trucco fa miracoli.... Sghignazzai divertita. Sai una cosa Inna. Ci sono moltissime case di moda in Italia e sono sicura che ti ospiteranno dandoti da mangiare qualche succulento panino cos da rinfilzare la tua sagoma scheletrica.... Il suo volto si corrug leggermente, evidenziando i suoi zigomi fin troppo scavati. Quindi... che ne dici di girare sui tuoi tacchi griffati prima che ti prenda a calci nel culo con i miei? conclusi stampando un ironico sorriso sul mio viso, attendendo la sua risposta. Inna, letteralmente sgomentata, indietreggi senza rispondere. Vedo che tu... comprare ottimo cane da guardia... disse impacciata. Si avvicin a me, rivolgendomi uno sguardo gelido. Non finisce qui... fin in aggiunta qualche parola in russo somigliante a un dedito insulto. La guardai ancheggiare allontanandosi da noi.

Stronza.... Accidenti! esclam Alessandro. Non pensavo fossi una piccola tigre. Difendo quello che mio... affermai determinata. Se solo prova ad avvicinarsi giuro che.... Buonasera... salut Massimo cogliendoci alla sprovvista. Massimo... formul Alessandro sorpreso. I due si strinsero in un amichevole abbraccio solidare da fratelli. Devo ammettere fratello che la linea sta avendo un enorme successo. Erano anni che lazienda non aveva un bagno di folla del genere. E il mio obiettivo Massimo, linnovazione la chiave. Lo so. Confido nelle tue idee solid sorridendomi. Scusa Sofia... ma devo rubarti il fidanzato per un paio di simpatiche chiacchierate con gente... sai, piuttosto potenti.

Lo guardai. Certo... proferii. E tutto tuo.... Come un bambino, sbuff. Deve gi iniziare? domand Alessandro. Non fare i capricci signor Marconi... lo prese in giro. Un sacco di gente venuta qui dallaltro capo del mondo per parlare con te e della tua nuova inventiva, non c tempo da perdere. Il circolo della falsit... afferm schiarendosi la voce. In che cosa consiste? chiesi curiosa. E molto semplice: bisogna far finta di ascoltare tutta questorda di gente che sta arrivando cercando di essere il pi convincente possibile per vendere di pi... spieg ironico. Massimo cominci a ridere, fomentando una grassa risata. Lo imiti bene... sarebbe quasi fiero di te, lironia non era il suo forte... scherz. Chi? domandai.

Mio padre... lui era cos carico per questi eventi, si autoconvinceva facendo ore di prove davanti allo specchio. Forse stata quella la chiave del suo successo. Conoscendolo lui ti appoggerebbe in questa scelta sentenzi Massimo. Alessandro scosse la testa. Non credo, lui era il classico stilista retr non avrebbe mai cambiato il modo di operare della sua azienda... anzi, la storicit delle nostre nuoce lavrebbero intestardito ancora di pi. Un po come mio nonno. Scusate signori... interruppe una ragazza al servizio bar. Desiderate un bicchiere di champagne?. S... ti ringrazio rispose Alessandro facendo sorridere la ragazza, provocando la mia gelosia. Che cosa hai scelto per levento? chiese Massimo. Mot Chandon... per questa volta ho rispettato

le abitudini di mio nonno. La scaramanzia non mai troppa... stuzzic divertito. Accuratamente, la ragazza ci pass i bicchieri di cristallo, decorati da della finta neve sui bordi e dei disegni a mo di ghiaccio infissi come contorno, con allinterno del dolce nettare prelibato e molto costoso. Dov Chiara? domandai sorseggiando dal mio lussuoso bicchiere. Il viso di Massimo, al solo sentire il nome Chiara, sincup di colpo mentre quello di Alessandro col acidamente il mio. Domanda sbagliata?. C-credo che stia dirigendo il servizio catering... farfugli il marito, bevendo tutto di un colpo il vino del calice, mettendo a disagio latmosfera serena di poco fa. Mi sentii in colpa. Accidenti a me, e alla mia lingua biforcuta.

Massimo si allent la cravatta. Guarda chi c... confut indicando una donna nel centro della sala. Non ci posso credere! esclam. E la vedova Giraud con il suo nuovo toy boy semi minorenne. S, lei. Erano anni che non la vedevo a Milano. Credo che dobbiamo andare a parlargli. Non perdiamo tempo! sintetizz Alessandro stringendomi la mano, facendomi quasi male. Vieni con noi Sofia? mi chiese Massimo. Scossi la testa. Credo che vi lascer ai vostri affari. I suoi brillanti parlano da soli ironizzai. Non rimanere da sola per nessuna ragione, ok? mi raccomand, baciandomi la fronte. Non preoccuparti lo rasserenai. Credo che andr a cercare Mario Ferrari. Non ci sar questa sera. Uno dei suoi figli ha il morbillo ed chiuso in ospedale... spieg

Massimo. Non cera momento peggiore per ammalarsi.... Sono sicuro che Mario ha degli ottimi sostituti, anche lui... come noi ha bisogno delle sane ferie constat Alessandro. Su quello ci sto gi lavorando. Sorpresa nel sentire quella sua affermazione, arrossii leggermente attirando lattenzione di entrambi. Che intendeva dire?. Torno subito fin baciandomi lievemente. Iniziai a curiosare in giro, alla ricerca di Sun o dei miei genitori; ma dopo vari giri, concentrata a riconoscere i diversi volti tra gli invitati, non riuscii a trovarli. Dove si sono cacciati?. Presa da un malizioso languorino, mi avvicinai al buffet, sistemato non molto lontano allabito del mio photoshoot. Il manichino, brillantato con del grigio,

risaltava il colore del vestito rendendolo ancora pi magico di quanto non lo sia mai stato. Credo che la parola bellezza sia inutile in confronto a quello che realmente. Afferrai un piatto e cominciai il giro. La tavola era imbandita da ogni tipo di prelibatezza della nota Nouvelle Cuisine: agnolotti alla fiorentina, tartare di salmone, Insalata finocchi e arance, involtini di salmone e gamberetti sistemati alla perfezione. Come dice lo chef Bruno: Per fortuna che qui non c nessun mappazzone. Curiosa, provai un po di tutto. Mi misi in coda per testare la specialit della casa fatta apposta per levento - aperitivo: il Blue Mojito. Stai creando intralcio! esclam un avvertimento fin troppo riconoscibile. Chiara. Mi girai a scatti. Il suo abito, fin troppo provocante, era un vestito cut-out bianco con scollo rotondo con vestibilit aderente giustamente incorniciato da dei sandali marrone chiaro

altissimi; tanto quanto le mie scarpe. Perch non torni a fare listerica da qualche altra parte? ironizzai. Questa sera non ho proprio voglia di sentire le tue lamentele da ragazzina viziata. Quelle parole sono davvero uscite dalla mia bocca?. La donna cominci a ridacchiare nevroticamente. Se credi che ti libererai di me ti sbagli di grosso signorina testimonial dei miei stivali... mi urt superando la fila. Io non ho rinunciato a lui... ne ho diritto pi io di tutte le persone presenti in sala e ovviamente tu sei alla fine della lista. Sto per scoppiare!. Sei sposata accidenti! esclami sbraitando leggermente. Che vuoi da noi?. Chiara, mi sbeffeggi senza fare una piega. Povera illusa... io voglio Alessandro, e tu non me lo porterai via tanto facilmente... non dopo quello che abbiamo condiviso quella notte.

La fissai esterrefatta da quelle parole. Si certo. Se per te essere andata a letto con lui mentre era ubriaco, unattenuante valida... fai pure. Ribaltai la situazione, non mi ero mai sentita cos tanto agguerrita. Non sai nemmeno di cosa stai parlando! enfatizz distogliendo lo sguardo da me. Invece s, lo so perfettamente affermai. Lui ha scelto me, stiamo insieme, lo abbiamo detto al mondo. Io non lo so, e fino a quando lui non mi verr a dire il contrario i giochi sono ancora aperti persever senza ascoltarmi. Non sei stanca...? sospirai. Lui non ti amer mai... cerca di fartene una ragione. No Sofia, tu devi fartene una ragione. Io avr Alessandro, in un modo... o nellaltro il suo tono era cos calmo e pieno di controllo.

La gente cominci a guardarci come se fossimo due tigri in uno spettacolo circense. Massimo fantastico... lui ti ama cos tanto. Quando ti guarda, si perde in te e sono sicuro che desideri cos tanto che tu lo guardassi allo stesso modo.... Mi blocc. Lascia Massimo fuori da tutto questo, lui non centra niente.... Vuoi aprire gli occhi? istigai. Gli stai spezzando il cuore... perch devi continuare questa guerra quando hai gi tutto quello che sogni?. Il suo viso truccato alla perfezione adornato dalla sua amata coda di cavallo si depresse in un attimo, diventato triste. Tu lo ami... ne sono sicura... sostenni certa. Magari lo amassi... forse... la sua voce si addolc leggermente. Perch devo parlare di queste cose proprio con te... DANNAZZIONE! imprec tornando furiosa. La donna si avvicin al mio orecchi. Non

detta ancora lultima parola Sofia Botticelli. Inna e Chiara vs Me = posso farcela. Non risposi e la lasciai andare. Ero stufa di quella battaglia che durava ormai da pi di una settimana; lei doveva lasciarci stare altrimenti non sarebbe mai finita e Alessandro lavrebbe sempre perdonata per bene suo e di quello di Massimo sperando per loro in futuro pi roseo che fatto di litigi e bugie. Che cosa dovrei fare io? mi chiesi spazientita, fuoriuscendo dalla fila, tornado verso il buffet. Per qualche istante la continuai a seguire con lo sguardo fino a quando non notai che si avvicin a Inna trascinandola via. Le seguii, fino ad arrivare a una piccola porticina che assomigliava a un bagno per le signore, le loro voci riecheggiavano nel bagno; i toni erano furenti, tuttaltro che calmi. Che sta succedendo?.

Mi avvicinai leggermente fino a sentire esattamente le loro parole fuoriuscire dalle loro stoppose bocche: Io sono stufa Chiara.... Inna era disperata, singhiozzava. Io amo te... ma tu non ti lasci amare da me... lui unossessione per te!. Ossessione? Amare?. I passi della donna si fecero pesanti. Non farmi la predica ok? Quando abbiamo iniziato tutto questo, entrambe eravamo consapevoli di quello che sarebbe successo dopo... io amo Alessandro Inna... credo di averlo sempre amato. Quelle parole colpirono il mio cuore pi forte di ogni spada dacciaio. Noi due? Non pu finire cos... le sue lacrime si fecero pi forti. Inna io... mi dispiace di averti ferito, quello che abbiamo provato in questi pochi mesi stato bellissimo ma la mia anima appartiene a un'altra persona ora....

Loro sono amanti.... Vorrei che fosse Massimo... lui .... Fantastico lo so... luomo perfetto per me, ma non quello che io voglio.... Guardai leggermente attraverso la porta. Inna afferr il braccio di Chiara decisa a uscire dalla toilette. No... non andare.... Disturbata dalle sue lamentele, Chiara sospir. Devo... sto lavorando qui.... Un ultimo bacio... poi non mi vedrai pi... la supplic. La donna alz gli occhi al cielo, esasperata dalla disperazione della modella. Prima che tu te ne vada, dobbiamo terminare quello che abbiamo iniziato... ricordi? la sua voce si fece pi dolce, quasi ammaliante. Tu... Alessandro ed io... rammenti?. S, lo far ancora se far piacere a te... concretizz abbracciandola scambiandosi un

passionale bacio con la donna. Questa notte... staremo di nuovo insieme.... Lascia stare lui... boccheggi Inna incollata alle sue braccia. Lultima volta stato divertente e sono sicura che questa notte lo sar ancora di pi... persever, seducendola nuovamente. E il bello che lui ancora non lo sa.... Sei perfida quando tu fai cos, sai?. Chiara sghignazz felice. Nessuno ha ancora visto niente. Ho dei piani cos astuti che sorprendo anche me stessa a volte.... Alessandro... e loro due.... Sgomentata da quelle parole, indietreggiai leggermente. Perch sta succedendo questo? Qual il loro piano?. Mentre io riprendevo fiato, i loro passi si avvicinavano alla porta. Mettiamoci al lavoro....

Stanno uscendo. Furtivamente mi allontanai tornando in sala, e disperatamente provai a individuare il volto di Alessandro ma non riuscii a trovarlo cos continuai a non perdere di vista le due donne. Dove sei? bisbigliai guardando in ogni angolo della boutique colma di gente. La modella, letteralmente scompigliata, si guard nello specchietto della sua pochette, si ricompose e aspett che Chiara, la sua amante, uscire dal bagno. Non riuscivo a credere alle parole che aveva detto, stava progettando di nuovo qualcosa. Era decisa nel fermare la nostra storia; e Inna? Che in tutto questo era una pedina della sua scacchiera e lei era la prossima a essere mangiata. Mi sentii mancare il fiato. Devo impedire che tutto questo accada... di nuovo. Tornai in me e andai verso la zona beverage.

Moltissima gente mi ferm cercando di estrapolare qualcosa da me: attori, attrici, imprenditori e persino atleti presenziavano nei loro abiti firmati: tutti erano presenti ma io non ero al 100%. Quando vi sposerete? mi domand una signora, che a quanto avevo capito era una contessa del Piemonte. Come scusi? chiesi, vedendo le due arpie avvicinarsi alla zona beverage. La donna, che avr avuto allincirca let di mia madre vezzeggi nel suo abito Marconi, molto elegante e dai colori sobri. Beh... quello che ha fatto per lei la campagna ecc... pensavo non esistessero pi gli uomini di una volta. Ci siamo... appena conosciuti risposi perdendo il filo del discorso. Lo so, ma io e il mio amato Raniero, ci siamo sposati giovanissimi sa?.

Il mio viso non riusciva a smettere di seguirle. Chiara e Inna erano vicino ai vassoi preparati accuratamente dai barman del Millennium; e insieme, stavano confabulando qualcosa sottovoce. La mia vista da quellaltezza della sala non era delle migliori, cera troppa gente, troppa musica e troppi abiti; ma riusc comunque a captare i loro movimenti tramite il loro linguaggio del corpo: Inna stava estraendo qualcosa dalla sua pochette ma non riuscivo a capire che cosa fosse esattamente. Signorina Botticelli? Mi sta ascoltando? mi domand la contessa. Ritornai alla realt. S... scusi... stavo cercando Alessandro. Oh... capisco. Immagino devessere stato emozionante per lei afferm. Cosa? le chiesi, perseverando nellindagine. La moda... sa un mondo tutto a se. Cos

pieno didee pazze... ma fortunatamente noi italiani abbiamo insegnato la moda al modo e le case nostrane vivono ancora di buon senso ed eleganza.... Indisturbata, Chiara afferr un bicchiere di champagne e pag il barista con una banconota verde. Inna afferr il calice e butt due piccoli puntini bianchi al suo interno. Un flashback riaffior nella mia mente. Oh no... pillole!. La contessa continuava a farfugliare parole miste a osservazioni ma decisi dinterrompere il tutto. Mi scusi contessa... io ora devo andare a.... Che scusa posso inventare?. Cercare... mia madre, lho persa e anche i miei amici sono... sa... la mia voce era insicura. Dispersi qua e la.... Il suo volto si corrug leggermente, ma le sue

rughe ormai spanate dal botox glielo impedirono. Oh... certo, vada pure... mi piacerebbe conoscere sua madre. Ho sentito che.... La interruppi non appena costatai che il bicchiere insieme a un cameriere inesperto, partirono verso una direzione ben precisa. Provai a seguire la traiettoria e finalmente trovai Alessandro, sempre con Massimo impegnati a parlare con una signora ingioiellata da capo a piedi accompagnata da un uomo che avr avuto allincirca la mia et. Devo andare... stato un piacere la salutai accorrendo, prima che diventasse troppo tardi. Arrivederci signorina.... Non so come ma con uno scatto quasi felino riusc ad arrivare molto vicino alla spalla di Alessandro; intercettando ogni passo del ragazzo con il vassoio. Che cosa posso inventarmi?. Alessandro not la mia presenza e in

quellattimo arriv contemporaneamente anche il bicchiere. Signor Marconi... la signorina Sofia le manda una lieta consumazione..... Il viso di Alessandro si volt ma bloccai il gesto, afferrai il bicchiere e sbadatamente lo rovesciai sullabito della donna ingioiellata. La signora, che a quanto ricordassi il suo nome era Giraud, la vedova di qualche noto imprenditore francese, rimase allibita dal mio gesto, fin troppo plateale e poco elegante. Una Lady Marconi non pu comportarsi cos... ponderi immaginandomi i suoi pensieri. Sofia... mi nomin Alessandro in preda a un tic isterico. Pavoneggiai cercando di rimediare allinconveniente. Scusa tesoro... non ti trovavo e avevo cos tanta sete... costatai cercando di giustificarmi. Non sono riuscita a controllarmi....

Guardai la donna. Mi scusi... sono cos sbadata! esclamai cercando di rimediare al danno. Massimo sgran gli occhi, letteralmente increduli dalla scena e persever al suo discorso affaristico legale dellazienda aiutando la donna a smacchiare labito. Chiedo scusa... intervenne Alessandro portandomi via. La sua mano si poggi dolcemente sulla mia schiena fomentando una veloce corsa verso lufficio al piano di sopra. La stessa stanza dove avevo scoperto la sua vera identit. Sono nei guai... lho fatta grossa. Che ti preso? mi domand furioso. Da dove comincio. Alessandro io... posso spiegare. Davvero? Stavo parlando con la vedova, e dannazione lei vuole comprare lintera collezione per le sue nipoti. In te ha visto la purezza e la

verit... poi ti sei presentata l, macchiando labito di una delle donne francesi pi influenti

mettendo a rischio la tua reputazione? Sei impazzita? la sua voce era alterata. Scrollai la testa. Non te lho mandato io... quel bicchiere ti era stato mandato apposta.... Alessandro chiuse la porta dietro di se. Che diavolo stai dicendo?. Chiara e Inna ti hanno messo qualcosa nello champagne... affermai. Dovevo fare qualcosa... la signora vedova con il nome strano mi perdoner.... Rimase in mobile, senza parlare. C-che... tartagli agitato. Annuii decisa. Le ho viste con i miei stessi occhi.... Divent pallido e si allarg la camicia slacciando qualche bottone. Sofia... vero quello che stai dicendo?. Andiamo... sbraitai. Quando la finirai di

proteggerla? Lei Inna sono amanti. Le ho sentite parlare in bagno, stavano confabulando qualche strategia per incastrarti.... Non possibile Sofia... Massimo e Chiara stanno per.... Stanno che cosa?. Vogliono avere una famiglia... me lha detto lui stesso... impossibile. Non posso e non voglio crederci.... Sospirai. Tu davvero... speri che quella ragazzina cui hai insegnato ad andare in bici... consolato quando tutti la prendevano in giro per lapparecchio ai denti esista ancora?. Alessandro impallid, capendo la situazione. Lo so che c ancora, si solo smarrita.... Forse... ma quello che so per certo che ha cercato di soggiogarti... di nuovo. Sofia... che.... Non riusc a terminare la frase

che Chiara piomb nella stanza in preda alla rabbia. Provando a investirmi. TU PICCOLA.... Alessandro intercett il suo gesto e la blocc. CHE DIAVOLO HAI FATTO! url impazzita. Inna e Massimo entrarono poco dopo, sgomentati dalle urla che investivano lufficio. Luomo chiuse a chiave la porta e cerc di ricomporsi provando a capire che cosa stesse succedendo. Perch non lhai fermata! disse prendendosela con la modella. Chiara smettila subito! lesort il marito, tornato in se. Che ti sta succedendo?. Tu hai rovinato tutto... mormor indicandomi. Impaurita, mi nascosi dietro Alessandro che mi sorvegli senza che lei potesse farmi del male. Oggi non proprio giornata....

Rovinato. Cosa? domand Massimo sempre pi confuso. Inna cerc di parlare ma Chiara la blocc azzittendola. Niente... quella serpe di Sof.... Che cosavete messo in quel bicchiere? le esort Alessandro in preda alla furia stringendo entrambi i pugni. Le due donne si guardarono ma non dissero nulla. Parlate! url sbattendo la mando sulla scrivania. Chiara e Inna sobbalzarono dallo spavento. Benzodiazepine... conferm Inna, guardando il viso contrariato di Chiara. No Inna, non puoi farmi questo... io... la voce della ragazza era avvilita e spenta. La droga dello stupro? inve Massimo nervoso. Da... continu Inna affermando la versione in

russo. Le pillole della festa al Millennium, di circa un mese fa... erano le stesse. Non era ecstasy del Sud America... ti abbiamo ingannato. Chiara inizi a piangere. Massimo chiuse gli occhi, e cap che ogni nodo era venuto al pettine. Io provato... e provato a convincere Chiara che drogare te con quella non era cosa giusta... ma lei ama te. Massimo si sedette sulla poltrona, in preda al tormento totale. Voi... avete drogato Alessandro scand interdetto dalla situazione assurda. Non successo niente quella notte continu il racconto. Sei svenuto dopo qualche minuto e ti abbiamo messo a letto... prima dellalba abbiamo finto di.... Oddio! pensai atterrita. Non successo niente tra di loro quella notte. Massimo era inscrutabile, il suo viso pallido era furente di rabbia con lo sguardo fisso su quello

della moglie, che lo aveva tradito facendogli il peggiore dei torti: innamorarsi del suo migliore amico. La ragazza, in preda allangoscia, si gir verso di lui. Mi... dispiace Massimo... ho provato ad amarti ma... non ci riesco! la donna scoppi in lacrime. Lui, non fece una piega e preso dallorrore usc dalla stanza sbattendo la porta. Posai il mio sguardo verso Alessandro, mostrandosi visibilmente provato da quelle parole. Non riusc a dire nulla. Mi strinse la mano in una forte presa, afferrando il colpo della perdita del suo amico pi caro. Quasi un fratello per lui. Meglio se andiamo... concluse Inna, afferrando le spalle di Chiara, curva dalla completa disperazione. Mi sono sempre vergognato per quello che avevo fatto a Massimo e alla mia famiglia la sua

voce tremava. Ora ho scoperto che non successo nulla e che voi mi avete drogato facendomi credere... e la cosa peggiore che lo stavate facendo di nuovo appoggi i gomiti sulla scrivania e si passo le mani tra i capelli. Non ti riconosco pi.... Alessandro io... disse cercando di difendersi. Lho fatto perch ti amo.... Non parlare... ti prego. Mi fai schifo la sua voce era implorante e cercava il suo silenzio. Ma poco dopo il suo sguardo torn a essere quello di Alessandro Marconi Amministratore delegato di una delle aziende pi importanti italiane nel mondo. La donna chiuse gli occhi aspettando la sua pena. Sei licenziata Chiara Castelli. Con effetto immediato sentenzi. Prov a opporsi ma la blocc. Dovrei denunciarvi per quello che avete fatto ma... voglio troppo bene a tuo padre, e non voglio farlo soffrire

ulteriormente a causa tua... le sue parole erano forti. Inna... se proverai a farti vedere nuovamente qui, roviner la tua carriera facendoti soffrire in un modo che nemmeno immagini.... Alessandro cammin verso la porta e lapr, facendole uscire. Ora andatevene... non voglio pi vedervi. Prima di uscire, il volto della donna attorcigli il mio viso, ed io lo scansai guardando in basso. Sarai contenta ora?. La guardai. No Chiara... non lo sono.... Non si meritava altro che pura indifferenza e delusione. Mi dispiace... disse diretta allunico uomo che amava, prima di uscire. Alessandro la chiuse, poggi la mano sulla porta e ci rimase l qualche secondo. Non colpa tua.... In quel momento, iniziai a sentire un lieve formicolio alle gambe.

Mi poggiai sulla scrivania e in pochi secondi quel fastidio sistaur in tutto il corpo. Che mi sta succedendo?. Aless... lo chiamai ma non riuscii a terminare il suo nome. Sentii la sua stretta afferrarmi e adagiarmi sul divano. Non sentivo niente, il mio corpo era immobile e senza forze. Amore.... Quella fu lultima cosa che gli sentii dire. 23 Sta riprendendo conoscenza. Amore.... Sofia, riesci a sentirmi?. Molte voci mi stavano richiamando; ed io le conoscevo bene. Sun? Matilde? Alessandro?. Tutto sembrava ancora caotico. La immaginane di Omar che inveiva su di me, era ancora presente e mi faceva male; le urla di Chiara e Inna mi

tormentavano ero straziata da tutto e la stanchezza mi faceva aprire a stento gli occhi. Devo svegliarmi.... Una debole voce si fece pi chiara e mi smosse dal coma. Sofia mi senti?. Aprii gli occhi e riconobbi una chioma chiara davanti a me. Eva?. I battiti sono stabili, dovete lasciarla a riposo. Mi guardai attorno, ero sdraiata sul divano dellufficio. Alessandro era chinato verso di me e il suo viso era pallido e senza luce. Amore... sussurr. Sei tornata.... Mi baci la fronte stringendomi forte a se. Mi sentivo ancora stordita. Perch sono svenuta?. La mia gola era secca e a fatica riuscivo a parlare. Dategli dellacqua... sugger Eva girandosi verso Sun, notevolmente preoccupata per la mia salute.

Non ha preso nulla vero? chiese Matilde. Alessandro scosse la testa. Solamente un analgesico. Il bicchiere con il benzodiazepine, non lha bevuto... spieg sospirando. Eva mi pass lacqua. Come ti senti?. Stanca... risposi leggermente intontita. Senti la testa pensante? Secchezza alla gola?. Annuii, senza smettere di bere. La ragazza controll i miei occhi e nuovamente i polsi. E solo stress sentenzi. Hai bisogno di riposo e sali minerali ma soprattutto di staccare la spina. Giuro che se un giorno mi trover davanti quelle due vipere... foment Sun parlando in coreano. Le sorrisi. Non preoccuparti... ora sto bene. Il peggio passato. Matilde si avvicin a Eva. Dove sono i tuoi genitori?.

Sono alla festa... non li ho ancora avvisati la voce di Alessandro era straziata dalla preoccupazione. Scossi la testa. Non dite niente a loro, mia madre molto apprensiva e si monterebbe la testa per nulla... stato solo un malanno, niente di pi. Pu capitare a tutti.... Alessandro mi afferr la mano, stringendola forte. Mi prender io cura di lei. Riesci ad alzarti? mi domand Eva. Ci posso provare affermai cercando di sollevarmi dal divano, ormai divenuto un po scomodo. Fortunatamente in quel momento non indossavo le GEOMETRIC e riuscivo a stare in piedi senza nessun aiuto. Riesco a rimanere in equilibrio. Ora bevi questo. Eva mi pass un bicchiere di plastica con allinterno dellacqua arancione. Lo provai; il suo sapore era amaro. Che

cos? domandai schifata. E solo un ricostituente ai sali minerali rispose. Ti aiuteranno a riprendere le forze. Se dovessi accusare mal di testa o dolori fisici, prendi pure un altro analgesico. Grazie la voce di Alessandro era piena di gratitudine. Per il tuo aiuto.... Non dovete ringraziarmi... il mio lavoro. Non esitate a chiamarmi se avrete ancora bisogno. Alessandro annu. Posso chiederti una cosa?. Certo.... Quali sono le conseguenze del benzo.... Alz gli occhi al cielo, ancora incredulo della situazione. Non posso credere che lo stia facendo.... Il benzodiazepine? termin Eva. S... i suoi effetti collaterali....

La ragazza sospir. Beh... reazioni allergiche. REAZIONI ALLERGICHE? url. Eva sgran gli occhi. Se il benzodiazepine viene mischiato con alcol in dosi elevate s. E una grossa conseguenza. Luomo si gratt gli occhi sempre pi sconvolto. La depressione respiratoria pu provocare la morte e anche il coma. I rischi sono alti per luso inappropriato di quel farmaco continu. Alessandro le devi denunciare... potevano ammazzarti! anche Daniele era visibilmente scosso. Alessandro inspir. Ho gi preso dei seri provvedimenti con loro, e ne prender altri. Dovresti... suggerii. Ti hanno ingannato, e hanno rischiato di rovinare tutto... di noi. Lo so piccola, ma con quali prove potrei

testimoniare laccaduto?. I test vanno fatti entro le prima 72 ore altrimenti le tracce del farmaco sono irrintracciabili. Ottimo... dichiarai sarcastica, allacciandomi i sandali. Il benzodiazepine, comporta anche gravi amnesie, per questo chiamata la droga dello stupro.... Stento ancora a crederci tartagli nevrotico. E il tuo caso?. Alessandro annu. E successo circa un mese fa. Non ho ricordi di quella notte. Capisco... ma la memoria non ti torner. Non so cosa sia successo ma smettila di sentirti in colpa predic Eva. Non sei tu la persona che deve farsi un esame di coscienza.... Annu. Ci prover....

Luomo mi afferr prendendomi a braccetto, e tutti insieme uscimmo dalla stanza con qualche preoccupazione di troppo. Alessandro chiuse a chiave la stanza e tornammo fra la folla. La sua presa mi sorreggeva ed era sempre pi forte. Lo guardai, il suo volto era ancora terribilmente scioccato per quello che era appena successo: in dieci minuti aveva perso tutto. Un fratello, e una persona che pensava veramente di conoscere ma che accecata dallamore non corrisposto gli aveva fatto del male rischiando di distruggere anche altri per arrivare al suo scopo finale. Ce la faremo... insieme possiamo superare tutto. Sofia doveri finita? domand mia madre appena mi vide arrivare nella sala. Io e tuo padre ti stavamo cercando dappertutto. Scusa... ero di sopra con.... Chiusi gli occhi cercando dinventare una scusa. Ho incontrato

Sun, Matilde ed Eva nel bagno di sopra e ci siamo fermate a chiacchierare.... Non convinta della mia versione dei fatti, mia madre alz il sopracciglio. Salve... risposero le mie amiche, in coro. Guardai lespressione ferma di Alessandro. Stai al gioco!. Le sorrisi cercando di capire il suo pensiero. Mi avr creduto?. Capisco... il suo tono era sospettoso. Mi passai una mano tra i capelli. Sofia... mi richiam Sun. Daniele ed io andiamo a riempire i bicchieri. Ci vediamo pi tardi ok?. Annuii, notando il suo imbarazzo. Anche lei conosceva benissimo il talento di madre nel capire le bugie dette, non si poteva passarla liscia con i suoi interrogatori pari allinquisizione spagnola.

Va bene... tra poco vi raggiungo anchio. Matilde ed Eva vestite da dei bellissimi abiti corti multicolori seguirono la coppia indicandomi il bar. Tesoro stai bene? mi domand mio padre. Oh no... non ti ci mettere pure tu. S affermai drizzando la voce. Alessandro mi accarezz il braccio, provocandomi un brivido gelido. Credo che Sofia sia stanca. Oggi non stata una giornata facile per nessuno di noi.... Il viso di mia madre sincup. Lo so, mi dispiace non.... Mamma... la richiamai. Non colpa di nessuno. Omar non pu pi farmi del male. Mi abbracci stringendomi forte. Non mi successo niente, non preoccuparti. Ora che cosa farai? singhiozz dispiaciuta.

La guardai cercando di rasserenarla. Appena finir la festa andr a casa e mi far una bella dormita. Domani sar un altro giorno.... Oh cazzo... imprec a bassa voce Alessandro fissando oltre il buffet. Guardai la sua direzione. La signora Sforza si stava avvicinando a noi e il suo sguardo misto al suo passo agitato parlava da solo. Sofia, Alessandro ci salut sorridente, nascondendo il suo disagio. Ora arriva la bomba. Mi potete spiegare perch...?. Chiusi gli occhi. Altre bugie.... Mamma... la richiam sfoggiando il suo incredibile sorriso. Permetti una parola...? disse portandola verso le scale. E successo qualcosa? chiese mio padre. Lo guardai. Niente dirrisolvibile. Diciamo che essere amministrare di una delle pi importanti case di moda italiane, pi difficile di quanto si

possa veramente pensare. Come tutti i lavori importanti rispose mio padre saccente. Mia madre rispose colpendolo leggermente con la sua mano sul petto. Non ascoltarlo... un burlone a volte scherz guardandolo storto. Poco dopo salutai i miei genitori, seguiti da Matilde ed Eva, decisi ad andare a casa. Mio padre tra due giorni sarebbe partito per Londra e mia madre mi aveva gi riempito la testa, organizzando ogni mio pomeriggio a base di sfilate e shopping a mo di lezione di stile: Sei la fidanzata di uno stilista... non puoi vestirti come fai di solito persever nel suo discorso malefico. Spero che vi siate divertiti dissi accompagnando fuori Sun e Daniele. La ragazza si gir a guardarmi. Certo... stata una festa magnifica. Tutti erano entusiasti della

linea. Forse anche merito della modella principale. Le sorrisi. Non ho mai visto Alessandro cos professionale. Al Millennium era sempre adirato e impostato. Ora sembra un'altra persona. E innamorato Daniele sentenzi Sun. Niente di pi semplice.... Daniele afferr la sua mano. Lamore fa brutti scherzi! ribatt scherzoso. Stupido! esclam ridendo. Che ne dici di andare a prendere la macchina? I miei piedi per colpa dei tacchi sono diventati due zampogne. Fermi tutti.... Conosco questa tattica, mi vuole fare un bellinterrogatorio; e so per certo che cosa ha intenzione di chiedermi, e per una volta non si tratta di shopping o benessere. Daniele annu baciandole la fronte. Solo perch sei troppo bella perch tu sia rovinata da due brutte caviglie gonfie... ridacchi

allontanandosi. Ti aspetto qui! esclam vedendolo andare via. Il suo volto si gir; la domanda era palese. Lavete fatto o no?. Arrossii e abbassai lo sguardo. La sua stretta mi contorn il corpo, stringendomi forte. Oh Sofia! Mi dispiace cos tano per quello che ti successo oggi!. Niente interrogatorio...?. Sun... grazie, ma davvero sto bene.... Potevi rimanere a casa questa sera.... Scossi la testa. No... sarebbe stato peggio. In pi desideravo vedere il lavoro di Alessandro... voglio stargli vicino in questo momento cos difficile anche per lui. E questa Chiara sparita ora?. S. Se n andata. Spero per sempre.... Sun sospir sollevata. Ora godetevi la vostra

storia. Anche Omar fuori dai giochi... e ricorda il mio istinto coreano ha sempre ragione!. Le sorrisi. Ci sarebbe il suo complice ignoto.... John Doe?. John Doe? ripetei. Nei miei telefilm criminali preferiti, le persone con nome sconosciuto sono chiamate cos. John Doe. Perplessa da questa sua indole nascosta, la guardai. S, chiamiamolo cos. Sono sicura che polizia far del suo meglio. Lui ti ha attaccato in un luogo sicuro, dove nessuno potrebbe mai fare del male, dovranno per forza risolvere il caso e la tua universit una delle pi facoltose qui a Milano. Forse per questo.... Il suo sguardo sincurios. Che intendi dire?.

L, tutti noi siamo vulnerabili. Nessuno si aspetta che il male si annidi nel tuo compagno di universit. Mi dispiace... sai che puoi chiamarmi a qualsiasi ora, vero?. Annuii. Lo so. E ti ringrazio per questo.... Posso chiederti un'altra cosa? mi chiese leggermente maliziosa. Da donna a donna aizz con tono serio. Certo... lo sai che mi puoi chiedere tutto.... Eccoci.... Avete gi... insomma tu hai.... Scossi la testa. Non ancora. Perch? il suo tono era sorpreso. Abbiamo deciso che la cosa migliore per il momento aspettare.... Aspettare che cosa? La venuta del Messia?.

Diventai paonazza. Non proprio... io voglio essere pronta.... Lo sei Sofia, pi di quanto pensi... devi solo lasciarti andare. Per te sar bellissimo, vi amate e non c niente di meglio che fare lamore per la prima volta con la persona che per te vale pi di qualunque cosa. Mirrigidii leggermente. Lo so... per me lui lo . La scelta spetta solo a me. La Fiat 500 di Daniele si accost sul marciapiede. Bambola! Lo vuoi un passaggio?. Sun mi guard sbigottita. Mi spieghi perch mi sono fidanzata con uno zarro del genere?. Daniele non zarro.... Si accigli. Ah gi... dimenticavo. E tonto! esclam ironica. Scoppiammo a ridere. Grazie per la chiacchierata... ne avevo bisogno per rilassarmi i

nervi. Allora stasera cerca di riposare anche in un altro modo... il suo tono era sicuramente provocatorio. SUN Voglio Quello Li... smettila di fare allusioni!. Ok... ma ricorda di farmi sapere i dettagli ok?. Va bene... quando succeder, te lo far sapere!. Mi abbracci nuovamente. Ottimo! Non dimenticarti Sofia sesso.... Sicuro, lo so.... Alessandro ancora con sua madre?. Annuii. Credo che stiano parlando di Chiara, Inna... e del loro misfatto. Vuoi che ti accompagniamo a casa? mi domand dalla macchina Daniele.

Zarro!. Scossi la testa. Non preoccupatevi. Credo che sia in ufficio. Lo raggiunger l. Ti chiamer domani, ok?. Certo! affermai. Una di queste sere sar nostra... ricordatelo!. Non lo dimentico sai? scherz. Lo so... ed io non vedo lora di scegliere un film per la nostra Girls Night!. La guardai storto. Niente Serendipity... promesso!. La ragazza alz i pollici in segno daccordo e spar dentro la macchina salutandomi da lontano. Se lei non esistesse, si dovrebbe inventare. Mi guardai attorno. Erano luna di notte. E gi gioved.... La maggior parte degli ospiti, erano gi andati a casa; lindomani sarebbe iniziata la vera e unica Womens Fashion Week e

Milano non aspettava altro. Nellaria si sentiva gi quel profumo, quel fermento che ogni volta tu, mia Milano, dai quando c qualcosa dimportante stregandoti rendendoti affascinante. Quel fervore ti accompagner per sempre ed io non lo smarrir mai. Da brava padrona di casa salutai gli ospiti; per qualche secondo riuscii anche a parlare con i miei topini del trucco preferiti; Clelia era leggermente brilla, Lucas e Igor continuavano a farfugliare cose senza senso come: Sono stufo che guardi gli altri... mi sono persino tinto i capelli di biondo per compiacere le tue fantasie!. Adele, totalmente sobria, cercava di dividere i due fuochi ma il tono spagnoleggiante di Lucas, era troppo divertente per essere fermato. Por favor mi amor... calmati!. Mi appoggiai al corrimano della lunga scalinata che portava al piano di sopra intenta a trovare

Alessandro. Questa scala pensai, tornando al giorno dellintervista. Avevo corso cos tanto per scappare da lui, che tutto ora mi sembrava irreale. Oggi, ceravamo solo io e lui, con Chiara e Omar fuori dai giochi i nostri sogni sarebbero stati tranquilli, e avremmo potuto vivere la nostra storia in prima persona con testa alta e realizzazione. Sembra davvero un sogno.... Arrivai davanti alla porta, era socchiusa e le calde voci di Micaela e Alessandro fuoriuscivano dalla stanza come melodie. Poggiai la schiena contro il muro e iniziai ad ascoltare. Stasera la notte degli appostamenti.... Che cosa?. Era la voce della signora Sforza. Non posso... la frase si ferm. Crederci... termin Alessandro. Non dirlo a me. Lei ha drogato il tuo bicchiere e per qualche

ragione lha fatto anche questa sera? il suo tono era furioso. Ora dov?. Non lo so... spero il pi lontano possibile da me e da Sofia sentenzi. Mi sento cos in colpa... avrei dovuto fermare tutto questo tempo fa e invece ho sempre cercato di vedere ancora la ragazzina a cui regalavo le margherite del nostro giardino quando ero piccolo. Povero Massimo... lui cos innamorato. Ho provato a chiamarlo ma... non ha risposto la sua voce vacillava. E normale. Ha subito un grave colpo questa sera. Non arrabbiato con te, ci vorr tempo. Avrei dovuto ascoltare Sofia quando me lha detto.... Alessandro... da quando sei nato, io ho cercato dinsegnarti che cosa vuol dire la parola amore. E sempre stato il mio obiettivo. Tuo padre diceva che ero troppo buona con te quando facevi le tue

marachelle da ribelle. Ma ora sono felice di rivederti cos. Hai protetto Chiara fino a quando hai potuto, lei no. Amore non possesso o ossessione, lamore qualcosa dinspiegabile che vivi giorno per giorno... e ha molti modi e punti di vista, tu amavi Chiara come una sorella non come ami Sofia.... Donna saggia... pensai ricordando la sua intervista. Grazie per il tuo supporto rispose Alessandro. Che provvedimenti hai preso?. Lho licenziata termin. E meglio per tutti. Chiara molto capace nel suo lavoro, sono sicuro che trover qualcosa da fare.... Ci fu una pausa. Sei sicuro di questa tua decisione? domand la signora Sforza. Pi che sicuro. Pu far del male a me e a Sofia. E con il complice di Omar in giro non posso permettermi di vederla soffrire....

Mi sciolsi come neve al sole. Alessandro io.... Lei davvero una brava ragazza... mi piaciuta subito, fin da quando ha messo piede in questa stanza. Sono stato stupido io a farmela scappare allinizio.... Non me la raccontavate giusta quel giorno allintervista. Come vedi il destino opera sempre in modi inaspettati lincoraggi sghignazzando. Sono davvero un uomo fortunato. Sentii i passi di Alessandro avvicinarsi alla porta. Spero che pap mi abbia perdonato. Perch tesoro? domand la donna. Per aver baciato Chiara, il giorno del suo matrimonio. Alessandro... devi darti pace con questa storia lo rasseren. Quando Giuseppe vi ha scoperto, stato un trauma, per sapeva che non

era tua intenzione ferire Massimo, lui era fiero di te e del percorso che stavi sviluppando, era solo troppo orgoglioso per dirtelo. Siete dei Marconi, e anche tuo nonno non era molto bravo con le parole. Io si invece... almeno, cos dicono.... La donna ridacchi. Lo so... hai preso da me. In amore sei uno Sforza, mentre per la tua cocciutaggine sei un Marconi, non c dubbio. Se ci sentisse pap... scherz. Credo che se la prenderebbe a morte. Sai bene quanto voleva bene a Massimo. Era come un figlio per lui. Il figlio che non ha mai avuto... sentenzi triste. Smettila con queste stupidate e basta con i rimpianti. Con Chiara non mai successo nulla, devi stare tranquillo....

Credo di che non riuscir mai a perdonare me stesso sent Alessandro sospirare. Ho sbagliato in un modo imperdonabile. Tutto quello che successo oggi e un mese fa, non colpa tua. Dovevo avere pi polso... si rimprover Alessandro. Lo sei stato... ne sono sicura, a volte il cuore di una donna non vuole capire certe situazioni e si autoconvince del contrario. Vivi la tua storia con Sofia... non devi fare altro. S... e la voglio sposare. Il mio cuore esplose di gioia. Dicevo sul serio a quella giornalista mamma. Non riesco a immaginare una vita senza di lei. Non sentii nessuna risposta. Sar svenuta?. Ne sei sicuro Alessandro? le domand. S... la vita troppo breve perch sia vissuta a

met. Me lo hai insegnato tu giusto?. Anchio non potrei mai stare senza dite. Sentii un lieve singhiozzo. Mamma ti prego.... Scusami... ma... non credevo che ti avrei mai sentito parlare cos di una ragazza. Perch nessuna come lei.... Sent la porta aprirsi e mi precipitai di corsa gi dalle scale cercando di raggiungere lentrata. Sto vivendo un sogno?. Eccoti... mi richiam Alessandro mentre mi rivestivo dello scialle. Alessandro! esclamai facendo finta di essere sorpresa. Doveri finito. Guard Micaela. Stavamo ultimando gli ultimi dettagli per la sfilata di domenica si giustific diventando leggermente paonazzo.

Allora domenica sar il grande giorno! incoraggiai. Non vedo lora di ammirare lintera collezione.... Cos deciso. Nessuna obiezione, solo lavoro rispose Micaela. Suo padre lo diceva sempre... per scaramanzia. Devi sapere che mio padre amava le tradizioni. Per ogni sfilata, sia donna sia uomo. Indossava sempre lo stesso abito. Gi... diceva che il nonno gli aveva dato questo disturbo compulsivo della iettatura mim il gesto con le mani. Alessandro! lammon sua madre. Non bene parlare cos davanti alla tua fidanzata. Tutti e tre iniziammo a ridere. Ora volete scusarmi ma credo che andr a letto. E tardi e domani alle 11, si inizia il giro delle sfilate e credetemi, per quanto le ami la sera torno a casa sempre stanca morta.

Le stinsi la mano. E stato un piacere per me Micaela. Per me di pi Sofia. Ti aspetto a Villa Marconi per una cena, la prossima settimana. Devi assolutamente conoscere Charlie!. Confusa, guardai Alessandro. Il mio cane... mi sugger. Oh... certo! Non vedo lora. Mi abbracci. Stammi bene cara. E controlla Alessandro, ok?. Lo far volentieri.... Sempre e ogni giorno.... I poeti, quando parlano damore come Kahlil Gibran o Herman Hesse, lo descrivono sempre nello stesso modo: tangibile, indimenticabile; vero pi di qualunque altra emozione esistente. Per la prima volta nella mia vita sono sopraffatta da questo sentimento e mi spaventava da morire.

Milano per me era uguale Parigi. Ogni ragazza ha sempre sognato dincontrare il loro Mr. Tenebroso dagli occhi blu davanti alla Tour Eiffel; ma ahim, la realt ben diversa da come si mostra. Alessandro per me stato un barman, un salvatore, un ammaliatore, un bugiardo e lamore imperfetto pi forte che io abbia mai sognato. Il mio battito aveva superato ogni ombra del mio passato e come diceva Micaela: il destino lavora sempre in modi inaspettati. Quel giorno, era stato il pi bello e il pi brutto della mia vita. Una persona che pensavo mi fosse amica mi ha aggredito, rivelandosi quello che temevo di pi, mentre Chiara, aveva distrutto il suo rapporto con Alessandro deludendolo in modo indescrivibile. Mi dispiaceva cos tanto per lui, quando una persona cara ti delude, non sai mai che cosa possa

fare dopo e Massimo era il fratello che non aveva mai avuto. Lamore significa anche questo?. Le parole di Sun continuavano a padroneggiare nella mia testa. Che cosa stai aspettando? La venuta del Messia?. Forse, il modo per chiudere questa giornata infernale potrebbe essere... Che cosa stai pensando? mi domand Alessandro mentre eravamo entrambi sdraiati sul letto di casa sua, con una sensuale atmosfera di candele alla vaniglia. Nulla... mentii. Si sollev leggermente dal letto. Conosco quello sguardo.... E? lo spronai. Stai pensando a qualcosa.... Voglio fare lamore con te. Sbuffai. Non ti si pu nascondere niente, vero?. Alessandro mi fece una smorfia buffa.

Signorina Botticelli... io so sempre tutto... defin. Forza... sputa il rospo!. Guardai il soffitto. Stavo pensando a te... a me, e a quanto tutto sia cambiato in queste poche ore che formano una giornata.... Hai ancora paura che qualcuno ti possa fare del male?. Scrollai la testa. Non pi... Omar rinchiuso e Chiara lontana... mancherebbe la fantomatica seconda persona, John Doe, ma confido nella polizia. Lui confesser ne sono sicura.... Mi baci castamente. Io ti protegger... nessunaltro ti far mai del male con me accanto. Lo so... per questo che non ho paura di niente quando ti sono accanto lo rassicurai stringendogli le mani nelle mie, baciandogli le nocche ancora segnate dai pugni inflitti a Omar questa mattina. Alessandro si alz, e si tolse la giacca

sistemandola nel giusto armadio in modo molto accurato quasi maniacale; ritorn poco dopo sfilandosi lorologio e arricciando leggermente i polsi della camicia, riponendo i gemelli in una piccola scatoletta di velluto blu. Anchio mi alzai dal letto, ma la chiusura lampo del vestito era rigida e non riuscivo a farla scivolare adeguatamente. Uffa.... Perch sincastra? imprecai allennesimo tentativo. Alessandro si avvicin a me. Permetti? disse indicando il vestito. Annuii e mi girai, dandogli le spalle. Con un sol colpo rilassato, tir gi la cerniera, lasciandomi la schiena semi scoperta. Il tocco delle dita sulla mia pelle mi fece vibrare e diventai rossa. Fatto!. Grazie... chiss come Nicole Kidman riuscita a rimediare allinconveniente... ironizzai.

Suo marito avr fatto la stessa cosa.... Cio? chiesi riponendo i Bulgari nella sua confezione. Spogliarla... mi stuzzic. La sua mano scivol dolcemente per tutta la mia schiena accarezzandola dolcemente. Adoro la tua pelle... la accarezzerei per ore, senza mai fermarmi. Mi girai di scatto, staccandomi leggermente da lui fissandolo negli occhi. Avvampai. Non voglio che tu smetta.... Luomo ritrasse subito da me e il suo volto simpallid in un attimo. Scusa... non volevo... so come la pensi su queste cose e non voglio forzarti a fare nulla. Si gratt la testa. Fai come se non fosse successo niente, ok?. No... perch?. Va bene... bisbigliai. Vado un attimo in bagno mi baci la fronte. Se non hai il cambio del pigiama... prendi pure quello che vuoi dal mio armadio. Ho un sacco di

magliette sportive extra large versione americana, ti staranno dincanto. Grazie.... Grazie? Sofia accidenti!. Si stacc da me e si avvi verso il bagno, sorridendomi maliziosamente. Fermalo!. Alessandro! lo bloccai correndogli dietro. Al mio richiamo si gir a guardarmi. S?. Non riuscivo dire quelle parole cos semplici ma cos difficili. Nervosa, mi girai e abbassai lo sguardo. Sofia? mi richiam preoccupato. Alzai gli occhi al cielo, sperando di trovare le parole giuste per quello che gli stavo per dire. Stai bene? mi domand afferrandomi per il braccio. S... sto benissimo. Ok... la sua voce era strana. Mi baci dolcemente la bocca sfiorandomi fino alla fronte. Arrivo subito promesso....

Lo fermai di nuovo. Non voglio che tu.... E semplice.... Te ne vada. E solo il bagno... ed in questa stanza disse indicandomelo. Lo so dov il bagno... risposi ferma. Ora o mai pi.... Io... voglio... farlo la mia voce tremava. Decisa, feci scivolare il vestito dal mio corpo; rimanendo solamente con il mio completo intimo in pizzo chiaro. Mi guard con aria interrogativa. Che stai facendo?. Io ti rispetto davvero... e al contrario di te non sono brava con le parole. Questo giorno, lo ricorder per sempre come il giorno che Omar mi ha aggredito, e come tu hai perso una delle persone pi importanti nella tua vita... Chiara. Ti prego... mi ferm supplicandomi. Non devi....

Scossi la testa e ansimai. NO! vocalizzai. Non voglio... obbiettai slacciandomi il reggiseno, lasciandolo cadere ai miei piedi. Sgomento Alessandro aggrott la fronte e gir lo sguardo, scansandosi dalla vista del mio corpo semi nudo. Guardami... lo richiamai. Sofferente torn a fissarmi. Sofia, fermati.... il suo tono era quasi una supplica. No. Perch lo voglio... tu mi hai insegnato a lasciarmi andare, mi hai insegnato a essere sensuale ad amare il mio corpo; a vivere come non ho mai fatto in vita mia... e ora sono mezza nuda davanti a te e non me ne vergogno.... Rivestiti.... Non lo far... perseverai, scostando anche gli slip rimanendo integralmente nuda davanti a lui. Voglio ricordare questa notte come quella con

cui abbiamo passato la nostra prima notte insieme... per sempre. Il suo volto divenne impenetrabile e i suoi occhi erano pieni di emozione divisi in due fuochi. Non lo vuoi realmente.... Presi coraggio. Amami... affermai avvicinandomi a lui. Scosse la testa, negando quella mia richiesta. Te lo sto chiedendo ribadii. No!. Decisa continuai. Amami Alessandro. No! ripete fermo. I suoi occhi erano fissi su di me, pieni di tormento. Il suo corpo inizi a vacillare come se non si aspettasse quella mia reazione cos tanto impulsiva e allo stesso tempo sbagliata. Stai sbagliando... . Tramortita da quelle sue parole, lo guardai.

Perch? chiesi ormai a pochi millimetri da lui. Hai detto che... se te lo avessi chiesto... avremmo. So che cosho detto.... Questa notte ammessa solo una parola: amami.... Iniziai a sbottonargli la camicia. Amami... proseguii. Mi afferr le braccia. Rivestiti... ti prego... non so se potr resistere ancora. Confusa mi allontanai e guardai il mio corpo, liscio, rinsecchito e bianco come la porcellana. Andiamo... lo istigai amareggiata. Sono proprio messa cos male?. Alessandro chiuse gli occhi, tormentato dalla mia vista e dalle mie parole. No... sei una visione afferm. Ora sono io che ho paura.... Non devi averne, perch questa volta sono io che ti voglio io! Devessere questa sera. Io non ho paura di te.

Abbass lo sguardo. Dovresti.... Perch?. Scost lo sguardo. Alessandro! lo chiamai. Guardami.... I suoi occhi mi fissarono. Sono il male... . La sua andatura si fece pi veloce e attent sul mio corpo in pochi secondi. La sua bocca contempl la mia in ogni millimetro esplorandola dolcemente. Era arrivato il momento, e ne ero sicura. Quella notte sarebbe stata magica e insieme, avremmo condiviso tutto diventando una persona sola, come nei miei sogni. Ti amo mon ange.... I nostri respiri incitavano ogni nostro movimento. Vorrei che questa notte non finisse mai.... Lo spogliai per quanto mi fu possibile. Non ho mai spogliato un uomo... dissi arrossendo,

imbarazzata dalla mia goffaggine mista a lentezza nel sbottonargli completamente la camicia. Mi ferm le mie mani. Shh mi tranquillizz. Tu non devi fare niente se non lasciarti amare da me questa notte.... Guardai a terra, i nostri abiti sparsi per la stanza erano una visione strana ma allo stesso tempo soddisfacente. Mi cinse la vita con le sue mani e accarezz delicatamente ogni parte del mio corpo facendomi sdraiare sul suo letto. La mia vista ricadde sulla sua V che si avvicinava ai suoi boxer neri firmati Calvin Klein che gli copriva quello che gi avevo visto una volta, bagnato dopo una doccia bollente; in tutti i sensi. Sembri una Dea Sofia... non puoi nemmeno immaginare quanto ti desidero mormor sulla mia gola, iniziando a baciarla dolcemente fino ad arrivare ai miei seni; sfiorandoli leggermente facendoli aizzare di piacere. Mentre lui si abbassava, le sue mani arrivarono

molto vicino al punto X dove nessuno era mai stato. Alessandro... lo chiamai. Un suo dito arriv fino alla mia bocca, azzittendomi dolcemente. Con calma Sofia... abbiamo tutta la notte. Annuii e la sua mano arriv al mio seno stringendolo forte, massaggiandolo contemporaneamente, come se fosse della creta ancora sciolta pronta a essere plasmata dalle sue dolci mani. Mi feci lasciare andare un gemito. Mi sorrise compiaciuto e senza sosta continu a baciarmi il busto, controllando meticolosamente ogni mio spasmo e insicurezza, fino a tornare l Ground Zero. Dal principio, la tocc con delicatezza, concentrandosi a stuzzicarla con un solo dito disegnando dei piccoli cerchi, giocandoci fino a farmi impazzire. Baci la coscia stimolandomi, ed io lasciai andare qualche piccolo lamento fin troppo spinto.

Inarcai il mio corpo sul letto, piena di piacere da quel mix mortale. Unemozione estranea sinsinu, sussultai leggermente tremando e irrigidendo le gambe. Che cosa mi sta succedendo?. Il suo ritmo era sempre pi forte. Non riuscii a tacere e mi lasciai andare alla passione un grido richiamando il suo nome. Imbarazzata, arrossii di nuovo, coprendomi il viso. Che figuraccia! esclamai quasi mortificata. Ho avuto il mio primo orgasmo.... Soddisfatto, Alessandro baci nuovamente il mio interno e torn su di me, avvicinando il suo viso al mio. Mi piaciuto, sai?. Cosa ti piaciuto? chiesi facendo finta di nulla. Le sue mani mi scoprirono il viso. Darti piacere... e continuer a farlo, senza fermarmi nemmeno un secondo....

Lo guardai, e iniziai a esplorare il suo corpo, disegnando dei piccoli cerchi tracciando un percorso: viso, spalle, braccia e petto. Tutto di lui era perfetto, non riuscivo a smettere di toccarlo. Il tuo corpo cos.... Incompleto...? sugger, afferrando la mia mano baciandola. Perch? Io lo trovo bellissimo.... Non lo ... ribad. Dovresti esserci te disegnata sopra, per renderlo perfetto come dici. Gli toccai il cuore. Io ci sono, e ci sar... io sono tua. Si sfil i boxer e con calma torn verso il basso, percependo il suo respiro sulla mia pelle facendomi fomentare sempre di pi da mille mie emozioni diverse. Mi sollev leggermente il bacino e torn su di me. Respira profondamente... mi sussurr gentile. Obbedii e respirai a fondo. Lui cominci a

insinuarsi leggermente, piano e in modo dolce fermandosi subito. Chiusi gli occhi lasciandomi andare a quella sensazione. Delicatamente incalz con delle piccole spinte. Ti sto facendo male?. Scossi la testa tranquillizzandolo. Sto benissimo.... Mi sentivo sudata, grondante di un piacere unico. Lui rimase in mobile spostando il peso sulle braccia, assicurandosi che io stessi bene, adulandomi dolcemente i seni. Piano... suggerii, placando i miei spiriti, al momento senza controllo. Ti voglio... lo fomentai. Mi ha piccola... sono tuo. Ci fissammo per un breve intervallo mentre lui spingeva poco pi a fondo rispetto a prima, aprendomi in modo delicato. Chiusi gli occhi; poi

uno stimolo, nettamente pi forte mi penetr facendomi lievemente male, avvertendo una strana fitta. Presa alla sprovvista, sgranai gli occhi, e Alessandro si ferm allistante guardandomi preoccupato. Non muoverti mon ange.... Annuii. Ti ha fatto male? Sono stato troppo brusco? mi chiese straziato e impensierito dal mio non parlare. No, assolutamente... la mia voce era felice, finalmente eravamo diventati una cosa sola ed io non ero pi una vergine senza sapore. Il peggio passato mon ange.... Continu a muoversi con lentezza: dentro e fuori. Gli accarezzai la schiena, assecondando il suo ritmo. Alessandro inarc la testa allindietro. Sono dentro di te la sua voce era accecata dallemozione. La sua mano raggiunse la mia natica,

facilitandomi il compito di seguire il ritmo con il bacino. Non lasciarmi... supplic boccheggiando. Oscillavamo insieme, occhi negli occhi, con le fronti poggiate dolcemente da dolci parole piene damore: passione, adorazione, commozione ed erotismo. Percepivo il mio respiro, il mio desiderio e la mia passione. Anche il mio corpo perso in quello di Alessandro lo riconosceva, mettendo da parte ogni possibile imbarazzo. Guardami! mi ordin aumentando il ritmo. Voglio guardarti mentre vieni per me.... Detto fatto, spalancai gli occhi, inarcando la schiena con il suo ritmo ancora presente dentro di me. Ero senza respiro. Ti amo Alessandro intonai assecondandolo. Lui baci la mia fronte e concentrato continu il suo lavoro, aumentando il ritmo e poco prima di

raggiungere anche lui il piacere inarc la testa chiamandomi. Esausto, croll su me intonando dolci parole come un poeta alla sua musa. Si scost a lato e ancora ansimante accarezz i miei capelli sconvolti da ogni suo tocco. Non pensavo che potessi essere cos bella dopo aver fatto lamore con me.... Chiusi gli occhi, lasciandomi andare al suo tocco. Non sono pi vergine... pensai, rendendomi conto di che cosa fosse successo. Mon ange... mi richiam. Lo guardai. Stai bene?. S... risposi beata nel mio mondo fatto solamente di amore. Grazie... disse, emozionato. Per cosa?. Mi baci dolcemente, afferrandomi per la nuca

annegando nuovamente nella sua anima. Per avermi insegnato la parola amami.

La mattina dopo, mi svegliai intrecciata alle sue lunghe gambe, ancora nude vincolate strette a me. Alessandro era ancora nel mondo dei sogni, e il suo viso era nuovamente sereno poggiato sul mio petto. Spero che tu mi stia sognando... pensai. Soffocai un urlo. Avevamo fatto lamore ed era stato bellissimo; non credevo potesse essere cos attento a me, ai miei bisogni. Ti amo... sussurrai, fuoriuscendo dalla sua stretta. Mi adagiai sul letto, decisa a scendere; afferrai la camicia bianca di Alessandro e sgattaiolai in bagno per una dolce doccia allaroma di lavanda. Le mie gambe, in quei brevi istanti di lontananza tra il letto e la porta, oscillarono

leggermente facendomi sentire indolenzita. Mi appoggiai alla maniglia ed entrai. Deposi la camicia nella cesta e mi guardai allo specchio osservandomi come il giorno del mio trasferimento a Milano: Finalmente, ho trovato il mio posto nel mondo.... Mi sentivo a casa, come non mi sia mai successo prima. Il mio viso era pieno dei baci di Alessandro che per tutta la notte mi avevano accompagnato donandomi un bellissimo regalo. Non sono pentita, e non lo sar mai. Questa notte stata nostra, piena di amore piena di emozioni mai provate. Siamo solo allinizio.... Addentrai nella doccia lasciandomi avvolgere dal getto di acqua calda. La melodia dellacqua, mi rilass i muscoli ancora leggermente atrofizzati. Afferrai il bagnoschiuma alla lavanda e iniziai a coccolare il mio corpo con quel dolce aroma, sciacquandomi i capelli dalla leggera lacca

e il viso non struccato dal giorno precedente. Se mi vedesse Clelia, mi sgriderebbe. Dopo qualche minuto, sentii un lieve cigolio della porta; come se si stesse aprendo. Presa dal soprassalto, mi sciacquai la schiuma dagli occhi. Alessandro? lo chiamai. Non ci fu nessuna risposta. Perch non risponde?. Poco dopo il box doccia si apr, spaventandomi. Era Alessandro, ancora nudo ed entr a farmi compagnia. Avvampai in preda allimbarazzo. Pensavi di sfuggirmi? la sua voce era roca e sensuale. Le sue mani toccarono i miei capelli, levando la schiuma residua sulla nuca. No... mi sentivo timida. Non ho mai fatto una doccia con qualcuno prima dora.... Alessandro and sotto lo scroscio della sua

enorme doccia, e i suoi capelli arruffati dal sonno si bagnarono al primo getto. Con la mano li spinse indietro tirandoli leggermente. I suoi movimenti erano cos sensuali; mi facevano impazzire. Not che lo stavo guardando. Vuoi unirti a me? domand porgendomi la sua mano. Proposta indecente?. Accettai e afferrai la mano. La sua presa forte mi trascin sotto con lui. Come mai tutta questa fretta?. E perch tu non mi hai detto niente di stanotte?. Lo guardai da sotto lacqua, era pi bello di quanto non lo fosse mai stato. I suoi occhi in contrasto con i cristalli dellacqua, risaltavano mostrando la sua profondit mista a Dio greco. In che senso?. Non ti piaciuto? la sua voce era strana. Lo guardai. E stato pi bello che nei miei sogni. Sei perfetto Alessandro, ma solo per me

ricordalo. Mi sorrise facendomi girare, dandogli la schiena. Io appartengo a te. E a nessunaltra.... Prese il bagnoschiuma e inizi a massaggiarmi il dorso, prendendosi cura del mio corpo. Come facevi a saperlo?. Sapere cosa? disse arrivando a toccarmi le spalle. Quello di cui avevo bisogno.... La sua fronte si pos sulla mia nuca. E semplice mon ange... sospir. Tu sei dentro di me come se fossi una dolce malattia, sono stato contagiato dal tuo amore. Mi fai sentire amato per la prima volta nella mia vita e sar anche lultima. Chiusi gli occhi lasciandomi andare. Mi gir nuovamente spingendomi contro il muro della doccia. Il calore condensava con noi rendendoci uniti, accaldandomi. Un piccolo brivido misto a

scarica adrenalinica corrug il mio corpo, nutrendo dei piccoli spasmi rimanendo senza fiato. Ti amo sussurrai sentendo il suo calore su di me avventarsi contro il corpo. Non sentivo pi nulla: le mie gambe erano molli, sentivo solo di voler sdraiarmi. Mi guardai le dita, non riuscivo a sentirne il tatto. Piccola, tutto bene? mi domand con voce preoccupata. Lo guardai cercando di rispondergli, ma non riuscivo. La sua immagine era sfocata e lo vedevo a stento. Percepii le sue mani bagnate attaccarsi al mio viso. Amore! Rispondimi!. Mi afferr, prendendomi in braccio portandomi fuori dalla doccia. Il freddo si fece sentire accompagnati a dei brividi; mi copr con qualcosa di caldo poggiando il mio corpo su qualcosa di morbido e confortevole. Una fitta colp la mia mente; era un dolore lancinante.

AAAAAAAAAAAAH!. Quella sofferenza mi riport l: quel cortile maledetto. Poi uno sparo, ne seguirono degli altri. La sensazione dimpotenza e la stretta di Andrea su di me mi perseguitavano. Percepivo solo delle emozioni intese, paura, terrore e angoscia. Aiuto... per favore!. Quelle voci. Stanno venendo a prendermi!. Controlla sono morti, poi andiamocene. Le sue scarpe. Ti prego fai che non capiscano.... Ud una sirena da lontano. La polizia. Cazzo stanno arrivando! Scappiamo. Lombra, finalmente riesco a vederla; il suo volto terrorizzato tanto quanto il mio. Forse ci sono!.

Omar scappa! url uno dei due uomini. Un ragazzino con degli occhiali neri e rotti sul davanti scese dalla macchina, iniziando a correre lungo la via. Luomo afferr il colletto del suo compagno atterrandolo a terra. Che cazzo stai facendo?. Non voglio che mio figlio sia coinvolto. PAPA!. Il ragazzino stava piangendo. Scappa piccolo! Ti verr a prendere... te lo prometto!. Limmagine davanti a me divenne sempre pi sfocata e il corpo era sempre pi leggero e richiamava la mia presenza. Stavo scomparendo. Tutto di un tratto, la mia vista torn normale e voce di Alessandro, che chiamava il mio nome, torn limpida.

A-amore... farfugliai alzandomi, dal letto, ancora gocciolante, coprendomi con laccappatoio. Oddio Sofia! imprec. Mi hai spaventato tre volte, in meno di un giorno!. Lo abbracciai, asciugandolo. Scusa, la doccia era troppo bollente.... Rispose alla mia presa. Sei cos fragile amore mio.... Mi sento solo un po debole... niente di pi. Dovevamo aspettare. Ieri per te stata una giornata dura e aver fatto lamore per la prima volta... . Sto bene! lo rassicurai. Mai stata meglio con te tra le mie braccia. Forse ho esagerato ieri disse. Se avessimo aspettato ancora.... Ti sei pentito di aver fatto lamore con me per caso? chiesi in tono accusatorio, coprendomi.

Rimase immobile. Che cosa? NO! Dannazione... ho amato farti provare quellemozione per la prima volta. Io ti amo mon ange. Allora lascia stare e abbracciami pi forte. Non rispose, accorrendo a prendere il su Iphone. Ora chiamo Eva... devo portati in ospedale.... No... sto bene! perseverai. Stai bene? In quei brevi secondi urlavi: mi stanno venendo a prendere, Omar, fai che non capiscano... . Stordita dal nome, mi allontanai. Ho detto.... Omar... s mi blocc, terminando la frase. Non possibile... devo aver messo insieme le situazioni.... Che situazioni? inve Alessandro, sgomento dal mio strano svenimento.

Quelle frasi... le sogno spiegai, ma a lui non bast. Nei miei incubi... il giorno dellincidente.... Omar che cosa centra?. Scossi la testa. Non ricordo mai bene quello che vedo. Sento solo le mie sensazioni... e quando mi sveglio, cerco di dimenticarle. Con il Dottor Rossi abbiamo provato tramite lipnosi a farmi ricordare quel giorno... il nome di Omar non mai saltato fuori.... Non vai in universit... te lo proibisco rugg a mo di ordine. Ti prego lo supplicai. Non iniziare.... Sofia... sbaglio o stai sforzando troppo il tuo fisico?. Alessandro! lo richiamai. Sbaglio o stai prendendo decisioni che non ti spettano?. Arrabbiato, corrug la fronte. Se ti dovese

succedere qualcosa, io.... Esasperata, sospirai. Ma ti stai ascoltando?. S, e ho paura che tu possa stare male o peggio.... Non mi succeder niente. Ho bisogno di distrarmi, non posso stare rinchiusa qui tutto il giorno mentre Milano e i miei amici vivono questo evento e la mia vita... ti prego lo supplicai. Perch pensi sempre che potrebbe succedermi qualcosa di brutto?. Sospir scompigliando i suoi capelli bagnati. Ho una brutta sensazione Sofia... come un presentimento che questa sia una calma apparente prima della tempesta. Andai da lui, abbracciandolo. So che vegli, e veglierai su di me per molto tempo... ma ti prego, ho davvero bisogno di distrazioni oggi.... Il suo volto divenne malizioso. Che tipo di distrazioni?.

Lo assecondai. Non lo so... forse... su qualcosa che sono ancora molto, molto inesperta.... Vuoi che tinsegni?. Accarezz le mie mani. Forse... non sarebbe una brutta idea, vero?. Mi afferr nella sua stretta, spogliandomi dellaccappatoio. No... affatto. Ci stendemmo sul letto. Le sue mani accarezzarono il mio viso fino a spostarsi alle braccia disponendomele sopra la testa e insieme ci lasciammo andare a ogni emozione perdendoci nei nostri baci infiniti. Hai intenzione di amarmi di nuovo? chiesi. No... ansim. Sei troppo fragile.... Mi fermai e lo guardai. Ah... esclamai accigliata. Dolcemente accarezz con la sua bocca il mio collo. Non preoccuparti mon ange... lo rifaremo

molto presto. La mia voglia di te va ben oltre limmaginabile. Sicuro?. Certo... poi se non ti vesti, faremo tardi. Vuoi ancora andare in universit giusto?. Ha cambiato idea?. S... certo!. Mi alz dolcemente sistemando laccappatoio. Sono un gentiluomo Sofia... e tu sei mia, non dimenticarlo mai. Le sue labbra si avventarono nuovamente su di me, baciandomi con leggera violenza. Entrambi, desideravamo qualcosa di pi: io sussulto e lui non si ferma. Le mie mani affondano nei suoi capelli tirandoli indietro. Lui geme, e la sua mano scende meticolosamente sul mio corpo affondando le dita nella pelle. Interrompiamo il bacio; i suoi occhi blu fissano i miei. Forse... sussurr a bassa voce. E meglio che inizi a prepararti....

Imbarazzata, arrossii senza dire nulla. Altrimenti credo che non usciremo mai da questa stanza... spieg. Arrivati davanti al parcheggi delluniversit, Alessandro posteggi la macchina. Sei sicura di...? mi richiese per lennesima volta. Alessandro... lo richiamai rimproverandolo. Non devi preoccuparti sospirai. Poi da quando senti le brutte sensazioni?. Da quando ho iniziato a tenere a te pi di me stesso.... Accarezzai il suo viso. Ti amo Alessandro Marconi. Ci scambiammo un tenero bacio. Dimmi solo che sarai prudente ok?. Lo abbracciai attorcigliando il suo collo. Ti. Amo. Alessandro. Marconi ripetei, baciandolo nuovamente rispondendo lasciandomi come al solito senza fiato annegando in lui.

Anchio, in un modo inimmaginabile e... inspiegabile. Scesi dalla macchina e lo salutai, avviandomi verso lo stabile. Mentre lo salutavo da lontano mandandogli il nostro millesimo bacio, il mio telefono suon; lo afferrai dalla borsa e controllai: era Matilde.

Ti aspetto, solito banco solita aula. Il professor Ricadi non c, sembrerebbe abbia preso una pausa di riflessione. Appena arrivi ti spiegher meglio. PS: ho portato le brioches alla nutella del Gipsy In, sono una bomba! Mi fermai a rileggere il messaggio. Che cosa? Pausa di riflessione?.

Hey Mati... sto arrivando. Non mangiarti tutte le brioches, dobbiamo condividere questa sofferenza fatta di cibo. Sai qualcosa di pi sul professor Ricadi? No, purtroppo no. A quanto ho sentito, ha lasciato un bigliettino in sala professori. Vuole passare del tempo con la sua famiglia. E cosi strano.... Preoccupata, aumentai il passo e arrivai nel giardino, imboccando un piccolo corridoio totalmente disabitato; la mia camminata rimbombava nellatrio mettendomi i brividi. A un tratto, i passi di qualcun altro sintromisero in quelleco: erano passi svelti, mi stavano rincorrendo. Improvvisai una piccola marcia e aumentai il passo. Chiunque fosse stato dietro, aument la sua andatura pari alla mia. Non voglio girarmi...

pensai impaurita. La curiosit mi fece roteare leggermente la testa, fermandomi. Non cera nessuno. Sto impazzendo...?. Sospirai sollevata guardando l'androne deserto. Devo chiamare la neuro.... Tornai a camminare, e la sua sagoma terrificante si present davanti a me, piombando dal nulla spaventandomi da morire: Omar. Ciao Sofia... ci rivediamo di nuovo. Terrorizzata, indietreggiai. La tachicardia prese possesso del mio corpo. O-Omar.... balbettai. Annu. Gi... eccomi qui!. Che cosa ci faceva fuori?. La... polizia.... Cosa? Non ti sento... i suoi occhi erano sadici e il suo viso escoriato dai pugni di Alessandro. La mia voce si blocc. Oh... credo che tu mi stia chiedendo perch non sono in centrale

giusto? la sua voce era malefica. Inciampai cadendo per terra. Beh... diciamo che qualcuno mi ha fatto uscire. U-uscire?. S Sofia... la polizia italiana in questo momento mi sta cercando ovunque. Tutti i telegiornali lo dicono... sono ricercato, come nel Far West disse mimando il gesto delle pistole fumanti; in quellattimo, dai suoi pantaloni neri malmessi, ne estrasse una vera. Impaurita, strisciai il mio corpo fino ad arrivare al muro. Mi dispiace per come ci siamo lasciati ieri... avrei voluto che finisse diversamente tra di noi, sai?. Mi punt larma, avvicinandosi a me. Omar ti prego... lo supplicai in lacrime. Il suo viso si corrug, diventando furioso. NO SOFIA! esclam pazzo. Tu... non devi supplicare.... Mi afferr per le spalle sbattendomi

forte al muro. TU. HAI. ROVINATO. LA. MIA. FAMIGLIA!. Confusa, lo guardai. Non ricordi vero? Per te quei momenti sono ancora cos confusi... invece per me no, non lo sono. Ricordo ogni istante... sono incancellabili. Maledizione!. Che cosa stai dicendo?. Apri gli occhi... disse. Non capisco... che cosa mi vuoi dire?. Si gratt la testa, irritato. IO SONO IL FIGLIO DI UNO DEI TUOI SICARI!. Sgomenta, sgranai gli occhi ricordando le parole di Alessandro questa mattina. Saresti dovuta morire quel giorno... invece tuo fratello ha avuto la brillante idea di farti da scudo...e ti ha salvato. Che idiota vero? Tutti ti proteggono, tu sei sempre al centro dei pensieri di tutti! inve.So dei tuoi sensi di colpa. Sai che richiedere una cartella clinica nei giorni nostri pi facile che

andare a prendere il caff?. La sua stretta si fece pi forte. Poi credo che tu abbia ragione.... Smettila ti prego! lo supplicai. Mi schiant nuovamente al muro, facendomi male. TU SARESTI DOVUTA MORIRE... NON LUI.... Andrea.... Ti ho sempre odiato Sofia... fin da quando ti ho visto di spalle quel giorno in quel dannato cortile vicino alla tua vecchia casa. Il giorno prima andavo a scuola con i figli di politici, calciatori, imprenditori... poi niente sono diventato un poveraccio. Mia madre ha dovuto vendere tutto per potersi permettere una nuova vita... ma lei non riusciva a guardarmi in faccia... pensava che io fossi come lui, mio padre raccont inflessibile. Ho dovuto conquistarmi ogni cosa, per me non cera futuro nella mia famiglia... fino a quando non riuscii a ottenere una borsa di studio per questa dannata universit. Ho studiato

ardentemente per arrivare dove sono ora.... Provai a divincolarmi dalla sua stretta. Poi... dopo anni, ti ho visto qui... non ti avevo riconosciuto subito, ma avevi lo stesso sguardo di quando ridevi con lui poco prima di.... Scostai il viso. Non voglio ricordare!. NO. BASTA! la mia voce era unimplorazione. Non riuscivo a toglierti dalla mia testa. Ti guardavo da lontano, e alla fine, mi sono innamorato dite.... Afferr il mio collo, strozzandomi; putandomi la pistola a pochi millimetri dalla fronte. POI... ti sei fidanzata con quello spaccone di Marconi. Mi hai fatto nuovamente soffrire, per la seconda volta. E ieri sera avete annunciato il vostro amore al mondo intero, che romantico vero?. O-Omar... non riesco... gemetti cercando di parlare. Che cosa? Non ho capito bene....

Chiusi gli occhi. Dov Marconi adesso? Il tuo cavaliere oggi non ti salver sai? Nessuno ti trover pi.... Mi vuoi uccidere? chiesi. Scosse la testa. Troppo facile, non sono un dilettante sprovveduto... ho intenzione di farti soffrire in un modo che nessuno immagina.... Ti prego... lo supplicai nuovamente. Ho amici di amici, che non vedono lora di salpare per Praga. Hanno bisogno di nuove donne per i loro servizi.... Che stai dicendo?. Niente di pi semplice, ti ho venduto Sofia. Ora ti porter da loro, non vedono lora di conoscerti, le vergini valgono di pi nellEuropa dellEst. Sono sicuro che qualche importante imprenditore sar lieto di fare la tua conoscenza. FERMATI! esclam una voce vicina. Mi

girai, era Alessandro. LASCIALA ANDARE! ordin. Oh... ecco il tuo principe.... Mi lasci andare e cambi direzione, puntandogli la pistola. OH MIO DIO, NO!. OMAR! lo richiamai disperata. Due giorni fa, vi ho visto nel tuo appartamento, le parole che vi siete detti e loscenit delle vostre azioni! Avrei voluto ammazzarvi con le mie mani.... Vidi il dito pigiarsi sul grilletto. Non puoi salvarla questa volta, il suo destino gi segnato Marconi... mia o di nessun altro! esclam fuori di se. Mi alzai in piedi e iniziai a gridare alla ricerca di aiuto. SMETTILA DI URLARE! imprec Omar. Da qui non passa mai nessuno. Devo dire che il tuo orientamento, non dei migliori signorina Botticelli....

La polizia sta arrivando... credevi di essere cos furbo da scappare, ammazzare due poliziotti e che nessuno sapesse dove venirti a cercare? lo provoc Alessandro. La sua espressione si contrasse seriamente. Io non ho ucciso nessuno.... Ah no? Spiegalo alle loro mogli, e i loro figli... tu non sei diverso da tuo padre.... La presa sulla pistola si fece pi forte. SMETTILA MARCONI! IO. NON. HO. UCCISO. NESSUNO!. Alz le mani. Sono disarmato. Non uno scontro alla pari. Non mimporta! Mia o di nessun altro, e se ti ammazzo, non la rivedrai mai pi... NESSUNO LA RIVEDRA PIU!. NO! urlai. Alessandro mi guard con occhi dolci. Non

deve finire cos.... Piccola... bisbigli. Ti amo... disse comparandolo a un addio. NON DEVI DIRE QUELLE PAROLE! url Omar. Il suo dito si avvicin sempre di pi al piccolo interruttore nero, dovevo agire fare qualcosa. Impulsiva iniziai a correre verso Alessandro. SOFIA! mi chiam la sua voce spaventata. Poi uno sparo, e ne segu un altro poco dopo; una piccola fitta al braccio, e al fianco. Sentii il freddo del pavimento duro sul mio corpo. Potevo sentire ancora quellodore, che mi accompagnava ogni giorno nei miei incubi: sangue. NO!. Intravidi Alessandro precipitarsi verso di me, stringendomi forte. SOFIA! continuava a chiamarmi. Resta con me piccola.... A-mo-re... farfugliai aggrappandomi alla sua camicia bianca, tingendola di sangue.

Piccola no, non sforzarti cerca di rimanere con me disse mentre prendendomi in braccio. Che cosho fatto? url disperato Omar. Io volevo ammazzare te!. Gett la pistola a terra e corse alle spalle di Alessandro dove io potevo ancora vedere la sua ombra. OMAR!. Una voce femminile sinsinu tra il dialogo, ma non riuscivo a riconoscerla. Che diavolo hai combinato? Questi non erano i piani! lo rimprover. ...io... cerc di giustificarsi. E sbucato fuori dal nulla... dovevo farlo!. Hai rovinato tutto! Dovevi solamente andare al covo a nasconderti! esclam lei. Mi dispiace... cu.... Scappa prima che ti trovino! Vattene via! Non potr pi aiutarti... lo blocc.

Omar fugg e con lui la voce misteriosa. John Doe? Jane Doe?. I miei occhi erano pesanti e il dolore era straziante, la tenebra richiamava il mio sonno e non riuscivo a resistergli. Resta con me Sofia! mi preg Alessandro stringendomi la mano. La sua voce era disperata. Ti amo.... Mi guardai attorno; non eravamo sulla sua macchina, era unambulanza ed io ero sdraiata su una branda di plastica e sentivo il mio respiro attraverso una specie dinvolucro di morbido. STA ANDANDO IN ARRESTO!. Eva?. DEFIBRILLATORE FORZA! ordin. Vidi la sagoma sfocata di Alessandro allontanarsi da me. Non lasciarmi... la sua voce era sempre pi distante.

CARICA! LIBERA!. Una scossa. Niente dottoressa ancora in fibrillazione. DANNAZIONE SOFIA RESISTI! CARICA ANCORA! LIBERA!. Unaltra scossa. Ha perso molto sangue dottoressa, devessere portata subito in sala operatoria!. Tamponate le ferite! CARICA ANCORA FORZA! LIBERA!. Ci fu una successiva scossa. Non bast. Loscurit penetr nella mia mente e non riuscii a percepire nientaltro che la pace. La tenebra che circondava la mia mente continuava a rivivere gli ultimi istanti della mia vita: sangue, disperazione, voci confuse e spari. Dove sono?.

Nelloscurit intravidi una luce, un ragazzo si avvicin a me, aveva un viso dangelo e mi afferr per il braccio. Notai la somiglianza con me: Non era cambiato da quel giorno. Gli occhi scuri e i capelli biondi. Andrea! esclamai. Sorellina.... Le mie lacrime iniziarono a scendere e lo abbracciai con tutta la forza che avevo. Lemozione era alle stelle. Sei con me.... Mi sei mancato cos tanto!. Anche tu! rispose abbracciandomi. Quando lasciai la presa, mi ritrovai in una stanza bianca senza mobili contornata da finestre trasparenti. Che posto questo?. Sono morta? chiesi rendendomi conto della situazione non reale. Scosse la testa. Non ancora... ma devi tornare da loro Sofia! Non c molto tempo.

NO! obiettai. Ora che ti ho ritrovato come posso lasciarti qui?. Afferr le mie mani. Questo non il tuo momento. Ma.... Mi ammutol. Sono e sar sempre con te... torna dal tuo amore. Io ti aspetter qui, quando sar il tuo momento.... Cercai di afferrarlo di nuovo. No.... Si scans. Vivi... per me Sofia. Mindic una porta bianca. Vai. Adesso!. Lo abbracciai un ultima volta, e con lui, iniziai a camminare verso la porta bianca. Mi ricorder di te quando mi sveglier? chiesi prima di soverchiare la maniglia. No... non ricorderai niente. Mi accarezz la i capelli. Io s per... e ti giuro Sofia, la tua vita sar bellissima se lo vorrai. Devi solamente sopravvivere.

Non riuscii a trattenere le lacrime. Grazie!. Veglio su di te sorellina, ma questo lo sai gi disse lasciandomi andare. Aprii la porta e una luce accecante mi fulmin. Mi svegliai aprendo gli occhi di scatto, un ticchettio mi stava dando un leggero brusio nelle orecchie. Era lorologio e segnava le nove in punto. Le tende alle finestre erano chiuse, e sicuramente non era giorno. Dove mi trovo?. Mi guardai attorno. Ero sdraiata su un letto e dai macchinari attaccati al mio corpo, capii che ero in ospedale. Girai il volo e vidi Alessandro addormentato da parte a me con la testa china sul materasso e la sua mano che avvolgeva la mia. Non riuscivo a parlare, il mio corpo era fermo e la gola era troppo secca. Provai a muovere la mano cercando di svegliarlo: non si mosse. Deglutii la saliva, e provai a emettere un suono. AAlessandro....

Nelludire la mia voce, il suo corpo scatt leggermente, svegliandosi. A-Alessandro... lo richiamai sforzandomi. Assonnato, mi guard. Appena vide il mio volto si alz dalla sedia. Amore... la sua voce era strazio per me. Mi abbracci avvolgendomi nella sua dolce stretta. Credevo di averti perso.... Sono un osso duro... risposi con voce roca e affaticata. La sua bocca baci la mia fronte. Vado a chiamare linfermiera, rimani dove sei. Annuii senza forze. Infermiera! Si svegliata! la sua voce era tornata quella di un tempo, rimbombando nel corridoio. Una signora anziana vestita da una divisa bianca, entr correndo avvicinandosi a me, controllando la macchina adiacente al letto. I parametri sono stabili. Mi tocc il polso. Vado subito a chiamare la dottoressa.

Alessandro annu e torn a sedersi vicino a me; afferr la mia mano e baci ogni nocca presente. Quante volte mi farai venire un infarto? la sua voce torn a vacillare. Spero sia lultima... dissi cercando di parlare. Il suo viso si rig con una lacrima. Mon ange... non sforzarti. Per quanto... sono rimasta... cos? sussurrai ancora debole. Un giorno. Omar ti ha sparato ma... fortunatamente le pallottole ti hanno preso solo di striscio. Durante il tragitto sei andata in arresto cardiaco e... . Lo azzittii tranquillizzandolo. Va bene cos... ora sto bene e non c niente che possa volere di pi se non starti accanto. Notai il suo aspetto: aveva un accenno di barba e i suoi capelli erano completamente arruffati. Adocchiai anche un piccolo trolley appoggiato alla

parete. Ti sono rimasto accanto ogni ora da quando sei qui... non potevo abbandonarti. Omar? domandai. Alessandro sospir. Non pi un pericolo per nessuno. E? lo incitai. E morto Sofia.... Morto?. Annu. Lhanno trovato non lontano da Milano... in una piazzola di sosta verso Genova. A quanto sembra, aveva preso un grosso patto con gente della malavita dellest e ... lhanno fatto fuori. Fatto fuori?. Mi sentivo frastornata. Un colpo mortale al cuore. Non ha sentito dolore.

Se fosse stata Jane Doe?. Jane Doe? ripete dubbioso ma dallaria divertita. S... ho sentito la voce di una donna prima di perdere i sensi... stavano parlando. Tu non li hai sentiti?. Scosse la testa. Ero troppo in pena per te, il resto non contava. Lui... mi ha venduto a della gente... forse quelle stesse persone lhanno fatto fuori. CHE COSA? divent furioso. S... mi voleva rapire e portarmi non so dove... diceva che la mia verginit sarebbe piaciuta e che sarei sparita ne nulla.... Tornai dolorante e le lacrime strinsero i miei occhi. Ricordare mi faceva male. BASTARDO... FIGLIO DI..... Alessandro... lo richiamai. Non mi pu far

pi del male... lo hai detto anche tu prima. Non prosegu, ma il suo volto parlava da solo. Come facevi a sapere che ero l? E lui.... Ho ascoltato la radio... tutte le trasmissioni dicevano di questa fuga dalla centrale e aveva portato due morti.... Omar assassino?. Scosse la testa. E stato aiutato questo sicuro. La polizia sta eseguendo i rilevamenti sui bossoli... appena si avranno i risultati, sar il primo a sapere che cosa fare.... Il passato torna sempre alla fine dissi sconvolta. Mi abbracci forte. Ora sei tornata, e non ti lascer andare facilmente. Lo so... tu mi salvi sempre.... E il minimo che possa fare, mon ange.... Mia madre e mio padre?.

Mi sorrise accarezzandomi. Sono andati a casa unora fa. Far in modo che siano informati. Grazie... dissi chiudendo gli occhi, leggermente affaticati. SOFIA... mi richiam Eva. La guardai entrare in tenuta da lavoro: camice bianco e completo blu. Che bello vederti sveglia.... Alessandro le sorrise. La ragazza controll i miei paramenti facendomi una visita completa e dettagliata. Respira... disse sentendo i miei polmoni. Obbedii e dopo la visita aggiorn la cartella clinica. Ottimo... sembri rinata. I tuoi parametri dopo loperazione erano molto bassi. Sembra che tu sia stata toccata da un angelo.... Andrea.... E un bene giusto? domand Alessandro.

Rimarrai ancora in ospedale per degli accertamenti... anche se le pallottole ti hanno colpito di striscio, preferisco tenerti sotto controllo ancora per qualche ora. Per quanto dovr rimanere ricoverata?. Non lo so con certezza credo che se gli esami saranno conformi alle mie aspettative, questo weekend la manderemo a casa. Grazie a Dio disse Alessandro sospirando, rasserenato. Devi riposarti per... il tuo fisico come quello di tutti ha dei limiti, non lasciarti sopraffare dalle cose. Lo far... promesso. Bene, so per certo che Alessandro, si prender cura di te. Non sai quanto... conferm Alessandro guardandomi con gli occhi pieni di felicit.

Ottimo... vocalizz fiera. Torner a trovarti tra unoretta. Domani mattina ti far fare un check - up completo. Odio gli aghi... obiettai. Non ne vedrai tanti... voglio solo essere certa che uscirai con le tue gambe, la Womens Fashion Week aspetta soltanto te!. Resa, alzai le mani. Far tutto quello che mi ordinerai.... Bene, questo un buon inizio. Strinsi la mano di Alessandro attirando la sua attenzione. Ho fame.... Davvero?. Annuii. E un buon segno, giusto? domandai a Eva. Assolutamente. Far portare qualcosa dallinfermiera. Grazie....

Di nulla... vado a ordinare gli esami, ci vediamo dopo. La ragazza ci salut e usc poco dopo, lasciandoci soli. Che tipo!. Grazie allaiuto di Alessandro, mi alzai leggermente rimanendo con la schiena poggiata sul cuscino. Che cosa mi sono persa in questi giorni? ironizzai. Il viso di Alessandro non rispose alla mia autoironia. Sofia.... Scusa... non dovevo.... Mi baci castamente. Quanto mi sono mancati!. Non preoccuparti.... Sospir, leggermente sconvolto. Niente di particolare comunque, oltre alla morte del tuo stalker... la settimana della moda procede alla grande come ogni anno. Lorganizzazione per quanto riguarda la nostra azienda perfetta. Diego, il mio nuovo braccio destro molto preparato, occuper il posto di

Chiara e partir per Parigi il mese prossimo. Al momento, manchi solo tu.... La sfilata domenica giusto?. Annu. Esatto... ma se non te la sentirai, non devi.... Lo fermai. Lo voglio Alessandro. Ho iniziato tutto questo con te, e lo finir... con te. Parola di SOPHIA. Mi sorrise, arruffandomi i capelli gi disastrati dallospedale. Massimo non risponde alle mie chiamate... vorrei cos tanto che fosse qui ad aiutarmi ad affrontare tutto questo. Mi dispiace... ci vorr del tempo. Ti aiuter io con lui. Sono sicura che la mia buona parola ti metter nuovamente sotto una buonissima luce. Non credo che vorr mai parlarmi di nuovo.... Non sei tu quello da imputare.... Lo so... vorrei che tutto tornasse come prima.

Tempo al tempo... risposi. Alessandro si sistem sul mio letto, spostando vari tubicini. Indic il suo petto vestito da una camicia bianca. Stenditi su di me disse; io accettai poggiandomi sul suo petto, ascoltando il suo battito cardiaco. Sospir rasserenato sentendo il mio dolce peso su di lui. Sei la cosa pi preziosa che io abbia mai avuto... . Mi addormentai nuovamente, tra le sue dolci e innumerevoli carezze, svegliandomi solamente quando linfermiera mi port del brodo di pollo che sapeva dospedale per poi tornare con lui nel mondo dei sogni. Mi sentivo in pace tra le sue braccia, le sensazioni che sentivo accanto a lui erano diverse: completezza, amore, vita e a volte fin troppi pensieri.

Ti amo... gli sussurrai prima di tornare da Morfeo. Mi baci la nuca. Ti amo anchio.... Sbadigliai quasi dormiente. Dovresti andare a casa.... Io sono a casa se ci sei tu accanto a me.... Non credo che un ospedale sia il posto ideale per essere definito casa. Io, li odio dal giorno che.... Mi azzitt con un dolce bacio, sapendo dove stessi andando a parare. Dormi ora... e fai bei sogni, cercando di sognare me. Ci prover... risposi, stringendolo forte. Ti amo. Due parole, semplici, veloci ed efficaci. Quella notte mi tormentarono. Alessandro era vicino a me poco prima degli spari. Amore.... Omar con la pistola in pugno era davanti a lui,

intendo a schiacciare il grilletto. I suoi occhi, pieni di odio e rabbia non mi facevano pensare razionalmente. Devo fare qualcosa.... Iniziai a correre... poi due colpi e di nuovo quellodore incancellabile. SOFIA! la voce disperata di Alessandro un tormento per me. Poi altre due persone: Omar e chi? Non riesco a capire chi sei.... John Doe? Jane Doe? Alessandro! urlai, svegliandomi. Agitata e con i battiti accelerati guardai il monitor. Devo stare calma.... Scrutai la stanza, era deserta. Alessandro? lo chiamai, ma non cera. Stordita e sudata dallincubo, mirai lorologio rotondo sistemato sulla parete: segnava le 10.00 e la luce piena del mattino batteva sulla finestra. Sar andato a

casa?. Mi grattai gli occhi, ancora pieni di sonno. Levai i vari tubi e con calma provai ad alzarmi andando verso il bagno. Posso farlo? mi chiesi cercando di stare in equilibrio su me stessa. Un passo, un altro e 1,2,3,4 intonai nella mia mente raggiungendo la porta blu della camera. Accesi la luce e il riflesso del mio viso pallido e da mi hanno sparato due volte ma la prima lho scampata si materializz sopra di esso. Ero cos, bianca e cos magra: i miei volumi del viso erano sciupati e gli zigomi pi incavati del normale. Feci finta di nulla cos ne approfittai per sciacquarmi il viso e i denti. Dei piccoli passi sintrodussero nella stanza. Sofia?. Qualcuno mi stava chiamando. Aprii la porta, facendomi vedere. Sono in bagno! esclamai con il dentifricio ancora sui denti.

Ciao! mi salut Eva. Sei gi in piedi... disse felice di vedermi in forze. Annuii e sciacquai la bocca. Non dirmi che sei gi qui per i prelievi.... Come fai a sapere che saranno dei prelievi? ridacchi. Tornai a letto con il suo aiuto. Cerc le vene dal mio braccio destro e senza che io guardassi iniett il piccolo ago nella vena. Odio i prelievi... affermai brontolando. Sentii Eva sorridere. Ho usato lago pi piccolo.... Alessandro? Lo hai visto? le chiesi. Stavi ancora dormento, andato a casa per una doccia, dovr anche passare in ufficio a firmare delle delibere per domenica. Mi ha chiesto di non svegliarti e di non farti preoccupare... torner quanto prima.

Rasserenata, sospirai e il prelievo fin. Ecco fatto! esclam sistemando le provette in un piccolo bancale bianco. Tra poco ti porteranno la colazione. Afferr nuovamente la mia cartella e inizi a scriverci qualcosa sopra. Grazie risposi, pigiando un pezzo di cotone sul punto del prelievo. Di niente. Tra un paio dore avr i risultati, toner per pranzo. Toc Toc! incit una voce memorabile. Guardai lentrata. Sun! urlai felice. Sofia... mannaggia a te e ai tuoi casini! esclam irrompendo nella stanza. Eva e Sun si salutarono abbracciandosi. Come sta la sua paziente? ironizz. Bene, sicuramente meglio. Oggi pomeriggio avr tutti i risultati degli esami, se saranno a

posto, la dimetteremo questo weekend stesso in tempo per la sfilata. Poi per estremo riposo! mi raccomand. Sollevai le braccia in segno di resa. Mi sembra ottimo. Sono sicura che Alessandro ne sar felice. Eva ci sorrise. Vi lascio sole. A dopo Sofia!. La salutai. Come ti senti? mi domand Sun sedendosi sul materasso. Bene... in parte risposi ironicamente. Mi sento come se mi avesse investito un tram.... Ci hai fatto prendere un colpo Sofia... ma sei stata molto coraggiosa. Devo ascoltare i vostri istinti, non i miei. Lezione imparata... giuro. Sun scosse la testa. Avrei fatto lo stesso se si fosse trattato di Daniele. Insomma gli stava per sparare ribad scioccata.

Lo so... ma scusa, non ci voglio pensare. Appena finisce un incubo nella mia vita, ne ricomincia un altro... penso di essere maledetta dal karma.... Si alz dal letto. Smettila di dire assurdit e guarda che cosa ti ho portato. Il suo sorriso era malefico; lei in un modo o nellaltro riusciva sempre a sorprendermi. Che cosha in mente?. La ragazza apr il sacchetto bianco che aveva con se e ne estrasse del materiale. Oh no... il mio incubo peggiore. Smalto rosso per una fantastica pedicure dospedale, lucidalabbra per tornare a essere pi colorita di adesso, giornali scandalistici per metterti alla pari o per vedere cosa dicono su di te e il tuo ragazzo... altrimenti, due dei tuoi libri preferiti: Jane Eyre ed Emma. Li afferrai. Io ti adoro!. Lo so... azzecco sempre quello che vogliono

gli altri ironizz arricciando le labbra. Il tuo istinto non ti abbandona mai. Come dico sempre: nella mia vecchia vita io ero una strega. Grazie Sun... davvero!. La ragazza balz in piedi dalla sedia afferrando la boccetta di smalto rosso. Prima, ti metter lo smalto sui piedi poi, ti faro la manicure. Cos potrai iniziare a rilassarti con i tuoi romanzi, ok?. Va benissimo capo.... Piano di make over fase 1 iniziato! disse in tono buffo, socchiudendo le narici del naso. Capitolo 1! annunciai aprendo il libro di Emma. Mi azzitt. A bassa voce... altrimenti mi togli la concentrazione, la letteratura inglese non il mio forte. Scusa... hai ragione. Glielo dico o no?.

Comunque... la stuzzicai. Comunque? ripete, concentrata sul mio alluce. Mi schiarii la voce. Beh... sai laltra sera alla festa mi hai chiesto se.... Se? disse quasi imprecando causa smalto sbavato. Avvampai leggermente. Alessandro ed io lo abbiamo fatto!. Il suo viso simmobilizz sul mio. Davvero?. Annuii felice. E stato bellissimo Sun... un sogno. Era la sera di... non... blater confusa. Lo so la giornata non stata delle migliori. Per la conclusione ha ribaltato tutto e non ci sono brutti ricordi.... Mi sorrise. Sei incredibile, riesci a trovare il buono in ogni cosa comment. Ti ha fatto

male?. Scossi la testa. Non pi di tanto. Una leggera pressione al momento... arrossii e fermai il discorso. Sun alz le mani. Capito, amica non sono pi vergine e me ne vanto scherz. Iniziammo a ridere come due oche. A parte gli scherzi, sono felice per te. Hai fatto le cose con calma e hai vissuto la tua prima volta tra le braccia del tuo amore... sembra la trama di un film!. Forse sto sognando... mimpallai guardando lorologio fisso sul muro. Alessandro? mi chiese. Dov?. Al lavoro, deve sbrigare delle ultime faccende, pre sfilata. Capisco... sospir soffiando sui miei piedoni numero 40. Raccontami qualche dettaglio

bollente! mi esort eccitata. In che senso?. E bravo a ...?. SUN LI! la richiamai. Smettila di fare la pudica e sputa il rospo!. E bravissimo, stato cos attento e paziente con me. Lo avete rifatto?. No, diceva che dovevo riprendermi dalla prima volta per fare la seconda.... Uh... attento il ragazzo!. Un signore buss alla nostra porta. Ma io lo conoscevo gi, era lo stesso uomo che era passato un pomeriggio in universit con una confezione di rose blu giganti. Signorina Botticelli? mi domand sempre con quel suo accento francese.

Annuii stupefatta. S-s... farfugliai. Garon! esclam, chiamando tre ragazzi vestiti uguali a lui. Sun ed io rimanemmo a bocca aperta. Confezioni di rose blu rivestite da carta somigliante al ghiaccio entrarono nella mia stanza, rendendo latmosfera proprio come se fossi a casa di Alessandro. Limmagine di quelle bellissime decorazioni floreali mi rasseren. Uno dei ragazzi mi diede in mano la confezione ed io ne odorai il loro profumo. C'est une note pour vous disse precisando i fiori. Lo guardai insospettita, cercando di dare vigore al mio francese del paleolitico. Cosa?. C un biglietto per te! mi sugger Sun. Guardai allinterno dei fiori e lo trovai:

Scusami se non ero presente al tuo dolce risveglio. Passer tra qualche ora, sarei voluto rimanere li con te, ma c stata un emergenza al lavoro. Le rose servono per farti tornare a sorridere. Non vedo lora di baciarti mon ange. Ti amo. Tuo Alessandro Poggiai il cartoncino sul mio petto e socchiusi gli occhi. Ti amo anchio... mio unico e solo amore. Dopo pranzo mi sentivo rilassata e con un bellissimo smalto rosso splendente che luccicava sia sui miei piedi sia sulle mani: ero totalmente rinata. La mia pelle era tornata liscia da far invidia grazie alla maschera allargilla verde di Sun fatta

in casa. Grazie amica coreana. Poco dopo la sua uscita di scena, arrivarono i miei genitori. Ero cos felice di vederli; ma mia madre era pienamente sconvolta, e non riusciva a smettere di piangere. Mamma sto bene! esclamai cercando di rasserenarla per lennesima volta. Oh... Sofia! singhiozz. Tu e la vostra indole da salvatrice.... Le toccai la mano. Basta piangere... sto bene. Sara... mio padre appoggi la mano sulla spalla di mia madre confortandola. E sveglia qui davanti a noi. Lo so, ma... credevo che il nostro tormentato passato ce lo fossimo lasciato alle spalle. Ed cos... affermai. Nessuno pu farci del male. Sun? Dov? chiese mio padre.

E andata a casa poco prima del vostro arrivo. Daniele ha unimportante partita nel pomeriggio. Lei voleva restare, ma lho incoraggiata ad andare, avremo modo di recuperare.... Immagino... rispose mia madre, soffiandosi il naso. Mio padre guard in giro, ammirando le rose blu poste su ogni ripiano della stanza. Chi te le ha mandate? mi chiese estraendone una. Alessandro... me le ha mandate qualche ora fa. Posso tenerne una?. Certo risposi. Sono bellissime! esclam mia madre guardando quella sul mio comodino. E un vero gentiluomo.... Arrossii. In tutti i sensi. Quando ti daranno gli esiti degli esami?.

Tra poco, Eva dovrebbe passare per darmi i risultati... . Allora, aspettiamo che arrivi sentenzi mio padre. Verso le tre, senza fiato e stanca morta, Eva si present sullo stipite della mia stanza. Scusate il ritardo.... Dannazione Sara! Come puoi fregarmi ogni volta! imprec mio padre dopo lennesima sconfitta a scala 40. Sfortunato in gioco, fortunato in amore... disse indicando a Eva, la sua sedia ora libera. Mio padre divent paonazzo. Lo so. Credo di esserlo da pi di ventanni... rispose in tono romantico. Fortunato in amore o sfortunato nel gioco?. Mio padre la guard mentre sistemava le carte. Fortunato in amore... naturalmente.

Li guardai alzando gli occhi al cielo. Sempre i soliti.... Spero che tu abbia portato buone notizie! continu mia madre. Ti prego fai che possa uscire da qui. Eva mi guard con aria strana, ritardando la risposta; lansia e la pressione iniziarono a salire senza darmi alcuna speranza. Che cosho?. Ho buone notizie per tutti voi ci rasseren. Gli esami che abbiamo effettuato su di te non hanno riscontrato alcuna anomalia preoccupante o effetto collaterale. Il primario ed io abbiamo deciso di tenerti dentro ancora per questa notte, ma domani mattina sarai dimessa. Mi portai una mano sul cuore. In tempo per il tuo debutto da modella! scherz mio padre. PAPA! lo richiamai. Voglio tenerti sotto controllo. Ti prescriver delle cure a base di vitamina e molti, moltissimi carboidrati.

Dovr cucinare di pi... afferm mia madre. Sei sottopeso Sofia, e credo che lo stress non giovi molto alla tua salute. Mi raccomando, una volta uscita da qui, devi riposare il pi possibile, intesi?. Guardai i miei genitori e annuii. Lo far.... Perfetto.... La ragazza guard lorologio. Scusate ma devo scappare... ho un'altra emergenza in arrivo e devo raggiungere il pronto soccorso. Certo... non preoccuparti! risposi. Passo pi tardi a fare un altro controllo. Va bene dissi. Signori Botticelli... salut Eva, stringendo la mano dei miei genitori, poco prima di uscire. Ora andate a casa, domani verr dimessa. Non c pi nulla da preoccuparsi. Mia madre sistem la sedia. Hai tutto con te o

devo andare a prenderti qualcosa al supermercato dellospedale. Sono a posto, ho i miei libri con me... e Alessandro dovrebbe arrivare tra poco la tranquillizzai. Quando eri ancora incosciente, venuta sua madre. Micaela giusto? chiese mio padre. S, si chiama cos. Era molto in pensiero per te, e purtroppo a causa della settimana della moda, labbandono di una certa Chiara. Lei non riuscita a venirti a trovare spesso. Loro non sanno di Chiara.... Non c problema. La vedr alla sfilata commentai imbarazzata. Va bene. Chiamaci se hai bisogno. Annuii. So dove trovarvi... scherzai minacciosa.

Sofia... mi chiam mio padre, prima di uscire dalla porta. Domani presenzier alla tua sfilata. Sarei dovuto partire per lavoro ma... ho delegato il mio vice. Voglio starvi vicino, e credo che vederti sfilare sar una delle emozioni pi belle che potrei mai vivere. Emozionata, soffocai un singhiozzo. G-grazie pap.... Luomo abbracci mia madre. Siete la cosa pi importante che ho... la famiglia tutto, e ancora una volta lho imparato a mie spese. Non far pi lo stesso errore. Mia madre baci la sua fronte. Andrea qui con noi, lo sento e sarebbe fiero di te... di noi. Si sorrisero. Lui vive in noi... disse emozionato. Lui vive in noi.... Da quando mio fratello mancato, non ho mai sentito mio padre parlare pi di lui: era come se

non fosse mai esistito. Mio padre sempre stato cos: lavoratore, freddo e distaccato. Forse era dettata dalla sua protezione verso le persone; il suo scudo formato di dolore e perseveranza lha sempre fatto andare avanti. Ora con me si era del tutto frantumato, facendolo tornare come una volta; come me lo ricordavo io. Ti voglio bene pap.... Li salutai nuovamente e insieme, uscirono dalla stanza. Sistemai le lenzuola e afferrai di nuovo il mio volume di Emma, versione tascabile. Poco prima di aprire il capitolo 4, sentii risuonare una voce nel corridoio. Salve! State gi andando via?. Alessandro. Di corsa iniziai a sistemarmi, guardandomi nello specchietto del blush dentro la bustina, dopodich misi un po di colore con il suo pennellino. S... rispose mio padre. Come vanno i

preparativi per la sfilata?. Bene... qualche imprevisto qua la ma ormai tutto pronto. Ci fu una breve pausa. Il bello della diretta comment mio madre. Gi. A domani. Prima che la porta cigolasse, mi controllai nuovamente. Sembro un fantasma con le guance rosa. Alessandro buss. Avanti. Mon ange... mi salut con il suo sorriso migliore. Il mio cuore si sciolse nel guardare la sua figura rivestita nel suo miglior completo antracite. Ciao.... Entr donandomi un lieve bacio sulla nuca. Ti sono piaciute le rose?. S... sono bellissime. Non dovevi disturbarti,

con tutto quello che hai da pensare. Sei tu il mio pensiero Sofia... il resto pu aspettare. Poi, credo che le rose abbiano donato un tocco di casa a questa stanza fredda. Gli sorrisi. Lo credo anchio.... Gli esami? Hai ricevuto il responso? Non sono riuscito a rintracciare Eva. S... e sono sana come un pesce. Uscir domani mattina. Oh Sofia! esclam abbracciandomi. Credimi, non vedo lora di riaverti tra le mie braccia. Avvampai al pensiero di noi due nuovamente a letto insieme. Anchio.... Per me stato un onore essere il tuo primo disse baciandomi le nocche delle mani. Poco dopo estrasse una busta blu, dalla tasca interna della giacca.

Aprila disse schiudendo le mie mani. Non dirmi che un altro ricatto ironizzai. Leggi... disse. Ascoltai il suo avviso e aprii la busta; allinterno cera un cartoncino grigio perlato con la mia immagine stampata sopra. Iniziai a leggere:

Signor Marconi. Ho davvero bisogno di un invito al suo evento data la mia posizione di testimonial? scherzai. Con cura, accarezz la mia guancia. Tutti hanno bisogni di un invito... tu in particolare. Allora sono fortunata ridacchiai coprendolo di baci. Che entusiasmo! enfatizz. Tornai alla realt. Prima di tornare alla vita

reale. Posso chiederti una cosa?. Certo... lo sai che puoi chiedermi tutto quello che vuoi. Mi scansai leggermente, facendolo sedere vicino a me. Che cosa sa il mondo del mio incidente? Vorrei prepararmi in caso di domande scomode. Rimase in silenzio. Ecco le brutte notizie.... Alessandro... lo chiamai. Parlami ti prego.... Nessuno lo sa, ho fatto in modo di insabbiare tutto. Rimasi sconcertata. Che cosa?. La giustizia ha avuto il suo colpevole da arrestare, e al momento, stanno cercando il suo complice. Mentre tu, sei andata in ospedale per degli accertamenti. I soldi comprano tutto.... Portai la mano davanti alla bocca toccandomi le labbra.

Perch?. Lho fatto per te e per i tuoi genitori. Non voglio che la stampa vi sommerga di domande, non ve lo meritate dopo tutto quello che vi successo in passato, e ora. Mi salvi sempre....

_______________________________________ Dolcemente pos la sua bocca sulla mia fronte. Come ti dico sempre, dal primo giorno che ti ho visto: lo farei per sempre. Questa volta sono stata io.... La sua bocca si corrug leggermente. Il mio cuore non pu sopportare troppe pressioni, soprattutto quando si parla dite e della tua impulsivit nel farti ammazzare, come riuscirei a vivere senza dite?. Lo ammetto sono stata impulsiva ma cosavrei dovuto fare? Farlo ammazzare da un pazzo che mi

voleva vendere per soldi a qualche straniero? Per questo ti amo cos tanto Sofia Botticelli, mi fai letteralmente impazzire. A volte mi rendi nervoso e dio non sai cosa ti farei, per... voglio passare il resto della mia intera esistenza con te, adorandoti ogni singolo giorno dicendoti ti amo mentre ti svegli ogni mattina.... Chiusi gli occhi cullata da quelle bellissime parole. Credo che nessuno ti abbia mai amato quanto ti amo io. Afferrai il suo viso e lo baciai, fino a rimanere senza respiro. Nemmeno la morte potr mai separarci, ti amo e ti amer per sempre Alessandro Marconi.

Non ero mai stata nel retroscena di una sfilata. Era tutto cos caotico e immensamente fantastico. La location in occasione della sfilata era

bellissima: sembrava di essere entrati in un iceberg virtuale, fatto di luci bluastre e perlate; la passerella era lunga e mimetica cambiando continuamente colore mischiando le gradazioni primarie dellazienda: blu e grigio. Cameramen, truccatori, costumisti, fotografi, stilisti, assistenti, scenografi, operai erano nel backstage, pronti a brillare nelle loro opere dopo le innumerevoli ore di lavoro. Tutti erano agitati e in fermento. Le ore di sonno iniziavano a farsi sentire, e questo era solo linizio. Forza con quei vestiti, le modelle dovevano essere gi pronte dieci minuti fa! url Diego: un uomo dalla fisionomia mediterranea di circa trentanni, vestito da una camicia scura in abbinato a chinos in cotone scuro e mocassini. Sei ancora l tu? Sbrigati forza! Basta bere champagne.... Giuro che se urla un'altra volta, gli strapper

con le mie mani le corde vocali pensai stizzita. Vestita ai piedi dai miei stivali UGG beige, senza farmi vedere, sbriciai fuori dal backstage. La sala, a poco a poco che il tempo passava si stava riempiendo: compratori, fashion blogger, attori nostrani e non, giornalisti ed ex modelli/e, erano schierati in prima fila. Loro avevano ricevuto per partecipare a uno degli eventi pi in voga di Milano dove ogni stilista e casa di moda era lieto di annunciare le loro innovazioni e linee per la prossima stagione. La collezione di Alessandro, in tutto il mondo, stava ricevendo moltissima acclamazione, e il Fashion Marketing aveva le idee chiare: SOPHIA by MARCONI il futuro della moda giovanile. Mi toccai la testa, i bigodini mi stavano facendo male e le ferite poste sotto il mio kimono perlato, griffato dalla scritta SOPHIA sulla schiena, pulsavano ancora accusandomi un leggero

fastidio. Per fortuna, Clelia aveva con se un ottimo fondotinta compatto, e senza fare domane mi copr la cicatrice fresca di ospedale. SOFIA! url Igor richiamandomi alla postazione parrucco. Smettila di toccarti i capelli e torna subito qui. Arrivo subito! dissi facendo di testa mia. Prima di tornare riuscii a vedere mia madre, mio padre, Sun, Daniele, Matilde ed Eva arrivare dallaccredito. Sospirai sollevata. Tutti loro erano vestiti in abiti eleganti firmati dalla casa Marconi, donando una dolce sinuosit classica e completamente intramontabile. Provai a salutarli ma Lucas mi prese di forza per il braccio riportandomi alla sedia. Vuoi stare calma? Agiti anche me se ti comporti cos. Non stai ferma un attimo! sembrava quasi nevrotico. Alessandro ha ordinato assoluto riposo per te, puoi obbedire una

buona volta?. Sbuffai e mi calmai. Non ho mai sfilato... e se dovessi cadere? domandai in preda allisteria mangiandomi le unghie arrivate quasi alla pelle. Cara... continu Igor in tono galante. Tutte le migliori TOP MODEL sono cadute almeno una volta nella vita. Poi, di cosa ti preoccupi? Alessandro sar con te, e tu dovrai solamente uscire alla fine dello show. Lo so, ho letto la scaletta dissi perseverando nel mio cannibalismo. Lucas mi tolse le mani dalla bocca. Guarda che disastro! Ora devi toglierti i residui di smalto rosso, altrimenti domani tutte le riviste del mondo ti prenderanno in giro, canzonando le tue unghie orrende. Gi vedo scritto il mio nome, in grande sulle testate mondiali. C del solvente nella zona trucco. Clelia dovrebbe averne un po! rispose

salvandomi. Ottimo, vado a prenderlo subito! esclam, sparendo tra la ressa di modelle mezze nude. Fortunatamente Alessandro Ora inizi con le labbra? mi rimprover Igor mentre le mordicchiavo con i denti. Ora Clelia dovr rifarti il trucco labbra, speriamo che non ti sia macchiata i denti!. Va bene! proferii rassegnata alzando le braccia. Non mi muover pi da qui... giuro!. Oh Grazie Sofia... sei cos gentile canzon sorridendomi, mentre sistemava i miei bigodini con un pettine nero a coda lunga. Eccomi! si annunci Clelia. Che successo?. Ecco io... mormorai cercando di giustificarmi.

Lucas blocc la mia frase, tornando con del cotone impregnato di solvente. La modella qui presente si mangiata unghie e labbra. Sofia! mi rimprover. Non ti facevo cos ansiosa scherz, estraendo dal suo cinturone dalle mille meraviglie: matita, rossetto nude e gloss. Aprii la bocca, cercando di difendermi. Non parlare! ordin Clelia gi al lavoro, sistemandomi il disastro. Perfetto, ho mani e labbra immobili... che cosa posso sopportare ancora?. Pass qualche secondo e finalmente le mie mani tornarono libere. Grazie a Dio. Ecco fatto! Anche con le labbra abbiamo finito. Ora non mangiare niente ok? incalz Lucas. Promesso! giurai incrociando le dita.

Luomo schiocc le dita. Cos ci piaci!. E se dovessi cadere?. E se...?. NO! risposero in coro i miei topini. Non devi pensare a nulla, lasciati andare dalla musica e nientaltro!. Giusto! afferm Clelia. Sai che cosa mi ha detto mia madre, prima che iniziassi ogni saggio di danza?. No... rispose Igor. Siamo curiosi adesso.... Immagina che tutto il pubblico sia in mutande... per non ridere di loro dichiar fiera. Tutti e tre la guardammo chiudendo gli occhi in due piccole fessure. Stai scherzando? vocalizz Igor, divertito. Non puedo credere a esta storia! comment Lucas.

Siete sempre divertenti voi due, se non fosse perch voi siete la mia famiglia, vi avrei gi tirato uno dei miei pennelli nel.... I due alzarono le mani arresi, sorridendo; mostrando i loro denti perfetti. Scusa! Non lo faremo pi!. Sar meglio per voi! minacci. Alla fine sar un suggerimento utile, vero Sofia?. Sorrisi in un modo diabolico, spaventando tutti e tre. Che cosa posso dire?. Certo! Apprezzo il tuo consiglio e prover a immaginare le mutande di tutti. Questo spaventoso! comment Igor. Vietato ai minori di quattordici anni. Lucas e Clelia continuarono a guardarmi spaventati dalla mia paralisi facciale. Non ha aiutato molto il tuo consiglio.... MANCANO VENTI MINUTI! url Diego, mentre rincorreva una modella che a quando ho

capito il suo nome era Cara Delevingne. Igor e Lucas, con quattro mani cominciarono a sciogliere i bigodini rilasciando delle bellissime ciocche scure lunghe fino a met schiena. Non potr mai farcela. Hello Sofia! mi salut lennesima ragazza bionda, a me sconosciuta, alta pi di quanto potessi mai immaginare. Hi! risposi, tornando a sorridere in modo inquietante. Lei chi ? chiesi guardandola, mentre usciva dal backstage raggiungendo larea abiti. Lei Georgia May Jagger, la figlia di Mick Jagger rispose Igor. Oh... beh lui lo conosco. Lei una modella richiestissima al momento sai? Una delle migliori continu Lucas. Guarda l. Igor mindico una ragazza castana, seduta dallaltra parte della stanza

concentrata a scrivere messaggi sul suo Iphone. Lei Miranda Kerr. Abbiamo un cast stellare questanno! proclam Lucas eccitato. Terrorizzata da tutto quel mondo fatto di modelle bellissime, mi salii lansia. Cara Delevingne, Georgia May Jagger e poi Miranda Kerr. Che cosa centro io con loro?. Tutto il mondo mi descrive come sua musa ispiratrice, ma io non sono cos... bella. Igor mi afferr le spalle. Tesoro, lo avresti dovuto sapere sin dallinizio. Vivere nella moda cos: prendere, o lasciare. Poi la parola bella un aggettivo del tutto relativo sai?. In una tradizionale sfilata, tutti i modelli/e, sfilato sulla passerella indossando gli abiti creati dallo stilista in questo caso Alessandro. Lordine con il quale loro mostrano al pubblico labito

pianificato dallinizio. Ogni modella, dopo essere state truccate, trova il suo abito tramite un cartoncino con inscritto il loro nome e possono avere pi cambi in una sfilata, risaltando maggiormente un capo piuttosto che un altro oppure per realizzare nelle varie serie di uscite unatmosfera particolare esprimendo il messaggio che lo stilista vuole mandare per far si che siano indossati ogni giorno. La presentazione degli abiti sulla passerella, rappresentato da una costruzione intellettuale dello stilista e del suo tentativo di creare una particolare idea. Al pubblico, lasciato l'onere di interpretare le idee della linea, accettandone il messaggio subliminale che pi lo avvicina a loro. Chiss che cosa penseranno di me. Eccoti cara, ora puoi andare a vestirti concluse Lucas pettinando i miei capelli con una goccia di olio di Argan.

Mi alzai ammirando lennesimo miracolo fatto dal team look: come designato inizialmente dal Photoshoot, avevo un trucco naturale che enfatizzava i miei occhi grigi con delle lunghissime ciglia finte nere; il mio viso era fatto di porcellana; i miei zigomi scavati dalle ombre del trucco e guance rosate dal blush mi facevano sembrare come se non fossi mai stata aggredita da uno stalker o ricoverata in ospedale per due ferite darma da fuoco. E proprio vero, il trucco fa miracoli. Grazie ragazzi!. Lucas si sistem le punte del suo ciuffo con dei piccoli residui di prodotto. Quando vuoi.... Tanto il tuo fidanzato ci paga per far si che tu sia bellissima!. Li abbracciai e cominciai a seguire le altre modelle, dirigendomi nellarea abiti. Tu sei pronta puoi metterti in fila disse

indicandogli una delle quinte della passerella. Thanks Diego rispose una modella dandogli un bacio sulla guancia. Luomo arross. No problem baby!. Oh Sally! esclam richiamando la modella seguente. I due si scambiarono tre baci sulla guancia. Hi Diego! rispose sfoggiando il suo vestito lungo a pieghe bianco con zip nera, posta anteriormente allabito. Ok baby! Smile! esort incitandola a sorridere. La modella obbed e segu la sua collega dietro la quinta. DIECI MINUTI!.

Sofia! mi chiam Adele in preda al panico. Non sei ancora vestita?. Scossi la testa. Scusa... mi sono fatta prendere dalle modelle. Forza seguimi, altrimenti mi mozzeranno la testa alla fine della giornata. La seguii e arrivai in fondo allarmadio e cominci a leggere le etichette appese ai vestiti. Speriamo di fare in tempo. Allora... Sandy, Sally, Sara, Sabrina. Dove diavolo il tuo abito? disse continuando a cercare. Oh eccolo! Prendi.... Afferrai la gruccia e mi vestii in fretta facendomi aiutare da lei, indossando anche gli accessori: girocollo di perle corredate da orecchini. Perle? chiesi serrando la chiusura della collana. S, Alessandro ha scelto questo per te.

Sono stupende. Mi guardai allo specchio, labito era diverso da quello del servizio fotografico: modello lungo con fascia a cuore, spacco profondo sulla fino alla coscia, vita decorata con gemme e gonna semi trasparente. Presa dal panico, guardai il braccio cercando il piccolo taglio del proiettile; fortunatamente il fondotinta teatrale di Clelia aveva coperto tutto, rendendo la cicatrice invisibile. Per ultimo, indossai anche le scarpe, tacco 12 color crema. Mi sentivo una principessa, cos feci una piroetta guardandomi a figura intera. Grazie Adele!. MANCANO CINQUE MINUTI! persever Diego, schiamazzando come un pazzo per tutto latrio. Dov Alessandro? chiesi ad Adele, mentre mi accompagnava in postazione. Stava parlando con la stampa, credo che

arriver tra poco. Mi manca cos tanto!. Ceravamo visti per cos poco tempo dopo la mia dimissione dallospedale. Il suo telefono continuava a squillare e per non disturbare la mia doccia scapp di casa e Matteo La Cosa, mi venne a prendere circa mezzora dopo portandomi sotto le grinfie dei miei topini, preparandomi per levento. Sofia, sei pronta? mi domand Diego da lontano, guardandomi dal riflesso dei suoi occhiali da vista griffati. Alzai la mano attirando lattenzione di tutte le modelle multimilionarie davanti a me. Timida arrossii. S... sono qui. Ottimo, forza ragazze quasi ora! incit controllando gli ultimi dettagli. Dove sei? pensai malinconica. A un certo punto, presa dallo sconforto, delle mani calde si

posarono sui miei occhi coprendoli. Pensavi che ti avrei abbandonato a questi squali?. Rasserenata, sospirai. Alessandro.... Afferrai le sue nocche. So che sei sempre qui a vegliare su di me. Mi girai di scatto, ammirandolo in tutta la sua bellezza da stilista in carriera in procinto del decollo. Per loccasione indossava: una camicia smoking blu scuro con intonati dei pantaloni skinny. Il completo risaltava i suoi occhi e la sua chioma tirata allindietro, facendone risaltare la sua figura muscolosa e slanciata da ex pallavolista. Sgranai gli occhi davanti a cos tanta bellezza posta in un solo uomo. Sei bellissimo! farfugliai. Mi abbracci con forza, sollevandomi da terra. Tu di pi mon ange. Dopo qualche giro, mi rilasci. Come vorrei

baciarti in questo momento.... Ansimai toccando con la mia fronte la sua. Anchio... non sai quanto. Ho una sorpresa per te mi sussurr allorecchio, stuzzicandomi. Lo guardai curiosa. Adoro le tue sorprese. Mi strinse di nuovo a se, fomentandomi. Lo so, e so anche che apprezzerai la mia idea, ma purtroppo dovrai aspettare ancora qualche ora. Sbuffai disapprovando. Non dirmi cos... lo sai che essendo giornalista dovr torturati fino a quando non sapr coshai in mente?. Ridacchi accarezzandomi i capelli, disegnando un riccio con una ciocca. Lo so.... Si avvicin al mio orecchi spostandoli su una spalla. Vedi... io conosco ogni tuo segreto Sofia. Anche quelli pi nascosti... e perversi. La sua voce, signor Marconi, molto

allettante dichiarai sistemando il colletto della sua camicia. Lo guardai. Mi sorreggerai vero? Se dovessi cadere?. Accarezz il mio viso, sollevandomi il mento. Non succeder. Sarai bravissima.... Lo credi davvero?. Annu. Ne sono convinto. Sei SOPHIA, la mia Sofia conferm avvicinandosi alla mia bocca. Chiusi gli occhi pronta a ricevere il suo regalo pi grande. Baciami ti prego.... Un flash, ci accec la vista. Maledizione ai fotografi. Infastiditi dallinterruzione, roteammo a scatti. LA LUCE! pensai seccata. Premuroso Alessandro mi copr. Cazzo! imprec furioso. Scusate... esort il fotografo. Non volevo

disturbare... ma, eravate cos belli e... non ho saputo resistere. Mi staccai da Alessandro rimanendo sempre poco distante da lui. Stai bene piccola? la sua voce era inquieta. Annu emettendo un leggero s. Non preoccuparti Trevor, ma ricorda... avvisa prima di scattare, le signorine non apprezzano questo tipo di corteggiamento. Mi scusi ancora signor Marconi. Sofia... concluse salutandomi per poi allontanarsi tra la folla. La sua stretta mi afferr ancora, tornando al nostro pathos. Dove eravamo rimasti? domand coccolandomi. Alessandro... interruppe Diego. No... ti prego!. Mi lasci andare. Dimmi... pronunci cercando di non sembrare scocciato.

La sfilata sta per iniziare, mancano tre minuti. Arrivo. Diego scomparve di fretta dalla nostra vista. Appena finir questa sfilata credo che non ti rialzerai dal letto per almeno una settimana. Questa la tua idea di riposo? chiesi sarcasticamente eccitata dalla proposta indecente. Una specie..... E una minaccia signor Marconi?. Assolutamente signorina Botticelli. Lei deve prendere seriamente in questione la faccenda, altrimenti, potrebbe farsi male concluse palpandomi leggermente il sedere. Molto male!. Con immenso dispiacere, mi lasci andare e accorrendo da Diego, letteralmente in panico per il suo debutto. Correr il rischio.

3, 2, 1... VAI! comunic Alessandro verso la postazione audio. Il pannello posto davanti alla passerella compresa dalle due quinte laterali, silluminarono di blu, riflettendo le ombre del mare mosso. La musica di Erol Alkan & Boys Noize in Waves versione piano attacc emozionando le nostre orecchie, e lombra di una ballerina classica mentre ballava su delle scarpette grigie si mostr attirando lattenzione di tutto il pubblico. Mi emozionai guardando lintensit di quelle immagini. Appena la musica si fece pi ritmata, le modelle iniziarono a uscire una a una, indossando i bellissimi abiti disegnati da Alessandro, mostrando tutta linnovazione promessa: abiti giovanili, classici, sportivi rappresentavano la sua idea di progresso nei giovani, sottolineando il nostro rilievo decisionale sul futuro. In ordine di uscita, le ragazze rientravano

accorrendo a cambiarsi, tornando in postazione pochi secondi dopo per il loro secondo turno. Forza ragazze! incoraggi Alessandro sistemando vari dettagli sfuggiti dalla fretta delle modelle. VAI! esort, aprendo il telo. Diego, per quello che poteva, aiutava Alessandro. Sembrate tutte arrabbiate! Sorridere un po una linea giovanile! consigli battendo le mani. Lagitazione iniziava a salire e mi mancava il fiato. Scappa via! mi sugger la mia mente pacata. Scossi la testa allentando quel pensiero. E il tuo momento Sofia... goditelo. Quante cose possono succedere in dieci minuti? La risposta apparentemente sembra semplice: pensieri, pensieri e ancora pensieri; ponendoti centinaia di domande a cui non avrai mai risposta. Ammiro Alessandro da lontano china su una

parete pronta a sorgere, in attesa del mio debutto nellalta moda. Lui cos a suo agio e pieno di se ed entusiasta dei suoi sacrifici dei dettagli, delle stoffe pregiate che contornano un capolavoro. Lui nato per questo, ed destinato a grandi cose e oggi il suo cammino internazionale inizia. Siamo davvero destinati a stare insieme? Siamo fatti davvero luno per laltra; insomma... delle vere e proprie anime gemelle? Si stancher di me una volta finito tutto? Trover un'altra musa a cui ispirarsi? Sar in grado di badare a tutto questo? Sar in grado di gestire le situazioni difficili? La soluzione a questi interrogativi purtroppo non esiste. Sospiro annegando nel mio dispiacere. Io credo.... Di scatto mi sollevai tornando vigile. Io credo in questo: non esiste nessuna risposta, a nessun quesito se non lamore stesso. Lamore la risposta, non un timore o una freddezza. Io lo sto

vivendo, ed io ci credo, davvero. Dieci minuti possono bastare per cambiare una vita intera? A me successo e sono certa che a un certo punto ti rendi conto che lunico modo per sopravvivere tirarsi su, smettere di piagnucolare e iniziare a vivere. Mentre ogni singola ipotesi di fuga cessava di esistere nella mia mente, Alessandro arriv alle mie spalle odorando il sapore del mio collo. Tra poco tocca a noi mi sussurr. Splenderai lass. E tutti ti adoreranno proprio come gi faccio io.... ULTIMO CAMBIO! chiar Omar. Sei in perfetto orario... scherzai. Lo so, lo sono sempre. Stalker.... Sentii un suo gemito provenire da lui. Non vedo lora di toglierti questo vestito....

E bello e non ci tengo a toglierlo... lo stuzzicai. Davvero? Cambierai idea non appena vedrai la mia sorpresa. USCITA FINALE! Alessandro tocca a voi! sbrait Diego isterico. Ci avvicinammo alluscita. Sofia, stai dritta con la schiena... mi sembri Quasimodo specific, mentre poneva la mia schiena in modo eretto. Iniziai a respirare profondamente. Ok Sofia... 3,2,1. Alessandro mi afferr la mano ed insieme, entrammo in passerella. Per fortuna le luci nascondevano i visi della gente cos da non dovermeli immaginare in mutande. Trattenni il respiro e camminai vicino ad Alessandro, passo dopo passo. Ce lho fatta!. Il mio corpo sottile e timido, si trasform

diventando lunica e vera SOPHIA. Con la coda nellocchio guardai landatura di Alessandro: sembrava davvero un modello professionista, mentre sfoggiava il suo completo perfetto enfatizzando il taglio e la bellezza dellindumento. Appena ci avvicinammo verso la fine della passerella, il pubblico si alz applaudendo, e Alessandro contraccambio il gesto inchinandosi a loro ricevendone ogni singola acclamazione, aggiungendo me al coro, fiera di lui e del suo lavoro. Si rialz pochi secondi dopo, cominciando ad applaudire verso di me. Gli sorrisi emozionata simulando un inchino semi elegante. E il tuo momento, loro ti amano. Lapplauso si smorz, e tutti tornarono a sedere nei propri posti. Ringrazio tutti voi che siete stati presenti, qui, oggi... in questo momento cos importante della mia vita. La vostra gratitudine e

ammirazione che donate alla nostra azienda da bel pi di trentanni, ci da forza cercando sempre di offrirvi la nostra qualit migliore. Ringrazio anche tutte le persone che hanno sudato con me fino a incoraggiandomi nelle mie idee rendendo questo sogno possibile. Pochi di voi allinizio mi sostenevano, definendomi uno stilista part time. La gente ridacchi divertita alla battuta. Oggi, so che vi siete ricreduti. Perch la persona che vorrei ringraziare pi di tutti SOPHIA, la mia Sofia. Sentii le mie lacrime accumularsi nei dotti lacrimali. Oddio... ora mi cadranno le ciglia finte. Lei si presentata come rosa blu, tinta di grigio, posata su un campo di neve ghiacciato, dandomi forza e lispirazione giusta per vivere un sogno. I suoi occhi e i suoi capelli mi hanno trafitto il cuore e le sue braccia sono la mia dolce prigione rendendomi suo.

Chiusi gli occhi in preda allemozione pi dolce mai provata fino a ora. Ti amo.... Grazie per essere venuti. Signori, e signore per voi oggi, SOPHIA. Un applauso pieno di potere invase la sala; la gente si alz di nuovo in piedi in preda alleuforia notando la commozione di tutte le donne presenti per le parole di Alessandro. Riuscii anche a intravedere il viso, notevolmente toccato dallemozione, di sua madre Micaela, mentre si scambiavano dei dolci sorrisi. Sent la sua mano sulla mia e la sua bocca tocc le mie labbra adorandole leggermente con un dolcissimo tocco damore emettendo un lieve schiocco. Dopo quel gesto, le urla nella sala si fecero sempre pi insistenti. Insieme guardammo la sala in delirio. Alessandro appoggi la sua fronte sulla mia. Ti amo. Ora. E. Per. Sempre..

Il party del dopo sfilata, era stato organizzato sempre nello stesso stabile, fornendo la hall di ogni ben di Dio gastronomico e vinicolo compiacendo i gusti di ogni ospite con la nostra tipicit italiana. I camerieri vestiti in stile Marconi, presenziavano elegantemente per loccasione, destreggiandosi tra le persone entusiaste dalla nuova collezione proposta. La sfilata era stata un vero e proprio successo, tutti ne parleranno per giorni e le immagini delle nostre tenerezze erano gi sugli schermi di tutto il mondo assegnandoci gi il nome dei nuovi William e Kate italiani. E stato bellissimo! ulularono gli ospiti fermandomi a ogni metro, bloccandomi. La collezione migliore degli ultimi anni... suo padre sarebbe stato cos fiero. Mi allontanai dalla ressa e finalmente trovai i miei genitori. Grazie a Dio siete qui! esclamai

afferrando un bicchiere di champagne da un vassoio. Tutto bene? chiese mio padre. S, tutto perfetto, la sfilata stata un vero e proprio successo. Robe da matti! comment mia madre al secondo bicchiere di Mot and Chandon. Mamma? la chiamai, preoccupata dai suoi discorsi inanimati. Non avevo mai visto unintensit del genere prima dora. La sfilata.... Parli delle parole a nostra figlia, o dei vestiti? sollecit mio padre. Entrambi, insomma... Alessandro davvero un maestro degno di nome. Sun e Daniele tornarono con degli stuzzichini invitanti. Sun mi abbracci passandomi un piattino di porcellana.

Devi assaggiarli Sofia, sono buonissimi! farfugli, a bocca piena. Mia madre mi fece da vice, mangiandoli al posto mio. Uh che buoni! Edoardo mi accompagni a prendere le bruschette per favore? Hanno un aspetto delizioso!. Va bene, scusate torniamo subito annunci allontanandosi con mia madre. Sun mi guard con aria cupa, quasi preoccupata. Scusa... non ho molto appetito sentenziai continuando a cercare Alessandro. Che c? mi domand Matilde. Non trovo Alessandro... risposi, gi in astinenza da lui. Mi feci convincere e mangiai un salatino a base di gamberetti. Hai visto dov andato dopo la sfilata? mi chiese Matilde. Scossi la testa. Ha detto ti aspettarmi qui, ma

sono passate ben due ore da allora. Avr avuto da fare... comment Daniele, mentre testava le tartine. Ma quella Miranda Kerr? chiese indicando una donna uscire dalledificio. Sun lammon con un colpo leggero al petto. Ahi! esclam. La ragazza alz gli occhi al cielo. Sono sicuro che arriver Sofia... sicuramente la stampa non gli avr dato tregua! sostenne Eva. S, sar sicuramente cos... terminai, cercando di sorridere. Per un attimo, mi esortai un attimo dal mondo reale cercando di guardarlo al di fuori di me: mio padre e mia madre, erano felici e ora erano al buffet vestiti nei loro abiti Marconi, parlando allegramente e in sintonia con Micaela Sforza la madre di Alessandro. Sun e Daniele, felici come una coppia novella,

giocavano a imboccarsi a mo di coppietta retr, mentre Matilde ed Eva erano tornate insieme, irradiando gratificazione da tutti i pori sorridendosi senza mai smettere. Fermi tutti... il mio mondo davvero felice ora. Il mio cuore scoppiava di gioia, ero felice per tutto. Da anni non mi sentivo cos, ed era una sensazione paradisiaca. Sospirai pregando affinch questi momenti di pura felicit non finiscano mai. Signorina Botticelli.... Una voce chiam il mio nome facendomi riemergere nel mondo reale: era La Cosa, posta davanti a me con tutti i suoi muscoli nel suo smoking antracite. Posso parlare un attimo?. I momenti di felicit non possono essere finiti.... Annuii titubante. Salutai i miei amici e mi allontanai andando vicino alla porta dingresso.

Tenga, da parte del signor Marconi disse dandomi un cartoncino blu. Lo aprii, e cominciai a leggerlo: Non cambiarti e raggiungimifuori. Alessandro Rimasi un attimo spiazzata dal messaggio. Che sta succedendo?. Preoccupata, tornai da mia madre, occupata a parlare con la Signora Sforza. Esco un attimo, Alessandro vuole parlarmi. E successo qualcosa? mi chiese mia madre, preoccupata. Hai bisogno di...?. Non credo... risposi piegando il cartoncino. Torner tra poco. Le due donne si guardarono senza dire nulla. Pap?.

Sta parlando con Sun: robe da architetti. Immagino. Guardai il buffet, Daniele, Eva e Matilde non smettevano di riempire i loro piatti, incitandomi a raggiungerli. Ingordi... pensai scherzando. Raggiungo Alessandro. Buon divertimento! esclam mia madre abbracciandomi, poco prima di uscire. La guardai dubbiosa. Mamma? Che stai dicendo?. Arross completamente. No, niente... si giustific Micaela, sembrava mortificata. Vai pure da Alessandro, ti aspettiamo qui. Emisi unespressione sospettosa. Mi state nascondendo qualcosa?. Ambedue scossero la testa, colpevoli. Non badare a noi... persever mia madre. Pensate solo a voi due per adesso. Basta

badare a noi anziani. Entrambe piegarono la testa di lato improvvisando un sorriso malefico. Voi due non me la raccontate giusta. Uscii dalledificio. Essendo fine settembre, la leggera brezza mi fece rabbrividire, accapponandomi la pelle. Lautunno sta arrivando.... Un luccichio attir la mia attenzione; seguii il percorso fino a notare lAston Martin di Alessandro parcheggiata dallaltro lato della strada. Mentre lui, bello come sempre, era posto sulla portiera della macchina: stava aspettando me, la sua SOPHIA. Attraversai la carreggiata arrivando davanti a lui, correndogli incontro. Mon ange... disse, salutandomi. Gli sorrisi timida mentre le sue mani

afferrarono i miei fianchi, tornando tra le sue braccia. Quante volte ti ho gi detto che sei bellissima?. Parecchie... affermai, stirando le braccia attorno al suo lungo collo da modello. Non sono mai abbastanza.... Il mio sguardo, senza volerlo cadde sul sedile posteriore dove appoggiati cerano due trolley di media misura. Accidenti... ma quello il mio! pensai sgomenta. Alessandro segu il mio sguardo allontanandosi da me, e da perfetto gentiluomo, mi apr la portiera facendomi segno di entrare. In quel frangente, non riuscii a pensare. Prego signorina, pu salire in macchina... mi ordin in modo buffo. Mi guardai dietro. E la festa? chiesi, cercando di capire che cosa stessimo andando a fare.

Scosse la testa. Non ci andremo... annunci. Abbiamo un volo da prendere... controll lorologio. Partir esattamente tra circa due ore, e trenta minuti precis. Aereo? Niente festa? Trolley da viaggio?. Non capisco... farfugliai titubante. Mi avvicinai alla macchina, fermandomi davanti a lui. Niente di pi semplice amore mio... prosegu, toccandomi il mento. Deglutii a fatica la saliva. Puoi ripetere?. Come vedi tutto gi pronto in macchina, manchiamo solo noi due. Ho paura a chiederlo. Destinazione? domandai curiosa. MEXICO! afferm aprendo le braccia. Dieci giorni dimmenso relax in un bellissimo ed elegante resort quasi disabitato non molto lontano da Cancn, ho prenotato una delle suite migliori,

nessuno ci potr disturbare. Rimasi a bocca aperta. Messico?. E un sogno vero? chiesi ancora incredula. Non mi stai prendendo in giro!. Credimi, reale.... Alessandro si avvicin a me, con la sua falcata elegante, solleticandomi nella sua presa. Non vedo lora di essere li con te piccola... tu ed io nudi nel mare godendoci ogni istante della nostra esistenza, senza mai smettere di fare lamore mi sussurr allorecchio. E il mio riposo estremo? chiesi ripensando alle parole di Eva, riguardo la mia salute. Quale riposo migliore esiste se non quello di una calda meta tropicale. Dove io, Alessandro Marconi sar completamente a tua disposizione alleviando le tue ferite e prendendomi cura di te. Il mio medico, daccordo?.

Alessandro annu. Pi che daccordo. Dice che ci far bene prenderci un po di spazio da tutto e da tutti... Diego si occuper dellazienda. Dovr portare lIpad del lavoro, in caso dimprevisti. Speriamo non succeda. Da quando hai in mente questa vacanza?. Mi sorrise. Ho prenotato la settimana scorsa. Avrei voluto farti una sorpresa il giorno della Fashions Night Out ma.... Lo bloccai, toccandogli le labbra. Non preoccuparti. E il regalo pi bello che una persona potesse mai farmi. Io amo viaggiare Sofia... devi iniziare ad abituartici. Socchiusi gli occhi. E una minaccia?. No, affatto. E solo un piccolo assaggio di tutto quello che vedremo, sentiremo e vivremo. Insieme possiamo fare molte cose....

Mi baci con trasporto, ed io mi lasciai andare alla sua stretta. Ecco perch le nostri madri confabulavano, loro sapevano tutto!. Mi staccai. Signor Marconi! Non possiamo perdere tempo... abbiamo un volo da prendere ripetei sarcastica, prendendolo in giro. Ricordi?. Mi afferr di nuovo, questa volta con pi violenza. Anche fare lamore ad alta quota, unesperienza imperdibile mon ange fin palpandomi leggermente il sedere. Diventai rossa come un pomodoro e sal in macchina, senza obiettare ulteriormente. Oh mio Dio! MESSICO. MESSICO. MESSICO!. Ma non ci cambiamo? domandai allacciando la cintura di sicurezza. No. Ho prenotato la superior first class di una compagnia dei Mirati Arabi, sar come essere in albergo. Non un viaggio low cost. Hai organizzato

tutto conclusi eccitata, senza pensare alla cifra che avr speso. Il mio lavoro sorprenderti mon ange.... Distesi la testa sul poggiatesta e iniziai a immaginare me, sdraiata su un lettino di paglia concentrata a prendere il sole caldo del Messico; scordando lItalia e il suo freddo che di qui a poco avrebbe inondato la nostra meravigliosa terra. Lo baciai di nuovo. Come hai fatto con i bagagli?. Le nostri madri si sono unite, e sai come funziona, lunione fa la forza. Dovremmo portargli dei souvenir, ne sei consapevole? affermai preoccupata. Conoscendole pi di uno. Questo si che un incubo! scherzai. Alessandro pieg la sua bocca in un bellissimo sorriso radioso, baciandomi la fronte. Ti amo pi

del mio respiro dissi stingendolo. Sospir rasserenato, lasciandosi andare. Amami angelo mio... mi rispose poco prima di incendiare le vie di Milano, lasciandoci tutto alle spalle. Messico... stiamo arrivando!. ...Amami, pi di ora, pi che mai.

Ti osservo da lontano, ormai sono anni che lo faccio. Me la pagherete. Come ha potuto fare una cosa del genere? Leinonmeritadistareaccantoalui. Omar, non preoccuparti; so che capirai il mio gesto nei tuoi confronti. Lei pagher con la vita se sar necessario, ma la verit verr fuori. Voidue,poteteandareancheincapoalmondomaiovitr sempre; Roviner ogni cosa che voi avete costruito. Mantengo le promesse, ricordatelo.

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Prima di tutti, ringrazio i miei genitori: Grazie per avermi dato la possibilit di far avverare il mio sogno, ma soprattutto, grazie per aver creduto in me in ogni momento della mia vita assecondandomi in ogni mia scelta. Un altro ringraziamento speciale va al mio splendido fidanzato: Matteo. Lui in primis mi ha aiutato dandomi lispirazione e la motivazione necessaria per scrivere lamore tormentato tra Sofia e Alessandro; aiutandomi a non tralasciare dettagli rendendola vera e possibile. A unamica speciale: Ursula. Sei la mia roccia!. Grazie agli Eightball, e alle loro canzoni meravigliose. Alle mie compagne daccademia: Annamaria,

Alexia, Jenny e Serena che fin da subito hanno supportato il mio progetto, rendendolo vero e unico. Grazie ragazze! Alla mia prima fan: Ilenia. Grazie per i tuoi consigli, mi sono stati daiuto. Grazie anche ad altre due amiche: Valentina e Silvia. A tutte i/le giovani scrittrici/scrittori che ancora oggi come me, hanno il sogno di diventare grandi ed espandere le loro storie facendole conoscere al mondo: Alla fine, ce la faremo! Infine, i miei ringraziamenti vanno a tutta la redazione di Youcanprint: siete fantastici, grazie per avermi dato lopportunit di pubblicare la

mia opera. Grazie per essere sempre stati disponibili ad ascoltarmi e ad aiutarmi! Le persone che devo ringraziare per aver condiviso Amami con altri e aver detto cose meravigliose su questa storia! Se ho scordato di citare qualcuno, credetemi, non vi ho dimenticato. Vi sono davvero grata! Amami non sarebbe stato quello che senza di voi!

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