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IL DEBITO ETERNO E

LA DIGNIT UMANA

Il valore e la
moneta

REALIZZATO DA DOMENICO
BEVILACQUA
Basato su contributi di:
Giacinto Auriti
Nicoletta Forcheri
Nino Galloni
Nando Ioppolo
Franco Iotti
Alberto Medici
Gianluca Monaco
Daniele Pace
Marco Saba
Et al.

INDICE
PARTE I: Valore, Moneta e Propriet della Moneta
1. Una necessaria chiarezza
2. Studiare la moneta: il diritto
3. Cosa il valore?
4. Cosa la moneta?
5. Cosa da valore alla moneta?
6. Il valore e la convenzione monetaria
7. Di chi la moneta? Un po di storia: la moneta propriet
8. Di chi la moneta? Un po di storia: la moneta debito
9. Di chi la moneta? Un po di storia: la nascita dei banchieri
10.Di chi la moneta? Un po di storia: la banca centrale
11.Di chi deve essere la moneta? La moneta di propriet popolare
12.In sintesi: cosa la moneta e di chi dovrebbe esserne la propriet
PARTE II: Il debito pubblico e la disciplina bancaria
13.Un debito non ripagabile
14.Il sistema bancario crea il circolante
15.Cosa dice la Banca dInghilterra
16.La situazione in Italia: la legislazione bancaria
17.Lesplosione del debito pubblico
18.
Privatizzazioni inutili, oggi come negli anni90
19.La dittatura della Banca Centrale Europea
20.Il debito globale: chi il creditore?

INDICE
PARTE III: Le Banconote ed i Biglietti di Stato a Corso Legale
1. Biglietti di Stato e Banco-note
2. Le banco-note in Italia
3. Le banco-note in Regno Unito
4. Le banco-note negli Stati Uniti
5. I biglietti di Stato in Italia
6. I biglietti di Stato in Regno Unito
7. I biglietti di Stato negli Stati Uniti
PARTE IV: I tributi: imposte, tasse, accise e via dicendo
8. A cosa servono i tributi?
9. Siamo sempre vissuti al di sopra delle nostre possibilit?
PARTE V: Cosa possiamo fare?
10.Adesso che sappiamo: cosa possiamo fare?
11.Che fare? Individualmente
12.Che fare? Politicamente
13.Le soluzioni per la crisi indotta dai banchieri
14.Alcune parole famose
PARTE VI: Rispondere allemergenza con la moneta locale
15.La Moneta Locale (del Popolo)
16.LAssessorato per il Reddito di Cittadinanza
17.Per i Sindaci: derogare dalla legge ordinaria
18.La situazione attuale di emergenza?
19.Rispondere allemergenza con la moneta locale
20.Utilizzare le Ordinanze contingibili ed urgenti
PARTE VII: Canto XLV Con usura
21.Ezra Pound: Canto XLV Con usura

PARTE I

Valore,
Moneta e
Propriet della
Moneta

UNA NECESSARIA
CHIAREZZA
Senza una chiara terminologia, senza una giusta definizione
della Moneta non si pu esprimere neppure la pi rudimentale
idea economica. Senza definire il problema centrale
delleconomia, non si pu costruire una scienza. Questo
problema non altro che quello di fare mangiare e vivere
bene un popolo intiero, come una buona massaia fa
mangiare e vivere bene la sua famiglia, cio di adoperare i
mezzi esistenti e di supplire alle deficienze.
Ezra Pound, 1937.
Citato da Marco Saba, Bankenstein, 2006.

STUDIARE LA MONETA: IL
DIRITTO
La moneta una fattispecie giuridica.
Due sono state infatti le definizioni date della moneta: valore
creditizio e valore convenzionale. Poich convenzione e credito
sono fattispecie giuridiche, non vi dubbio che la moneta
costituisca oggetto della scienza del diritto.
Da tale premessa discende che non si pu dare la definizione di
moneta se non si d la definizione del diritto.
Il diritto uno strumento, perch il risultato di una attivit creatrice
dello spirito. Poich lo strumento un oggetto che ha valore, non si
pu definire il diritto (e quindi la moneta) se non si definisce il
valore.

COSA IL VALORE?
Il valore un rapporto tra fasi di tempo.
Cos ad esempio una penna ha valore perch prevediamo di scrivere
Quindi il valore un rapporto fra il momento della previsione ed il
momento previsto:
la prima fase di tempo il momento strumentale, che attiene
alloggetto
la seconda fase di tempo del valore il momento edonistico (di
godimento del bene), che attiene al soggetto.
Questo fa comprendere come il valore in astratto non esista.
Esiste solamente quando c almeno un essere umano che prevede
di poter usare qualcosa in futuro.

COSA LA MONETA?
Tra le tante definizioni, quella che ci interessa ora che la
moneta uno strumento di misura del valore.
Invece del baratto, che scomodo, diciamo che una mela
vale due conchiglie, due pezzetti di legno, un pezzetto di
metallo, due pezzetti di carta (tutti materiali usati in passato
ed anche oggi).

COSA D VALORE ALLA


MONETA?
In s, la moneta non ha valore.
La moneta ha valore solamente perch una convenzione
sociale.
Io accetto il tuo foglietto di carta, il tuo legnetto, la tua
conchiglia, il tuo pezzetto di metallo perch so che potr
usarlo da unaltra parte.
Se non vi fosse questa convenzione sociale, con esseri umani
che accettano, il foglietto, il legnetto, la conchiglia, il
pezzetto di metallo non avrebbero alcun valore.

IL VALORE E LA
CONVENZIONE MONETARIA
La convenzione monetaria consiste nel rapporto tra il
momento previsto del comportamento altrui ed il momento
della previsione che realizza e causa il comportamento
proprio.
Ognuno disposto, infatti, ad accettare moneta contro merce
se prevede di poter dare a sua volta moneta contro merce.
Lo strumento della convenzione consiste dunque in un fascio di
rapporti tra fasi di tempo intersoggettivo, capace di determinare
per induzione giuridica il valore indotto ed oggettivarlo come res
nova nella moneta, causando la nascita di un bene reale oggetto di
diritto di propriet.

DI CHI LA MONETA?
UN PO DI STORIA: LA MONETA PROPRIET
Quando la moneta, che un semplice metro, era un metallo
(tipo loro), il portatore della moneta ne era anche
proprietario. La pepita mia e la posso scambiare con le patate
del contadino; il contadino, a sua volta, user la pepita divenuta
sua, visto che altri esseri umani glielaccettano, per comprarsi le
scarpe e via dicendo.
Con le monete doro, per assicurare che il contenuto fosse
veramente quello dichiarato, il signore poneva la sua effige,
dandole un valore legale. Per far questo, il signore voleva una
parte del peso della moneta... questo laggio del signore (la
percentuale).

DI CHI LA MONETA?
UN PO DI STORIA: LA MONETA DEBITO
Ad un certo punto, i mercanti cominciarono a temere che la
loro moneta metallica venisse rubata durante i loro
spostamenti. Pertanto, la depositavano presso dei
banchi, i quali emettevano note di banco (carta) che i
mercanti potevano usare come se fossero monete preziose
e che potevano ricambiare in oro o argento.
Dopo un po, i cambiavalute si accorsero che solo una
parte dei metalli preziosi veniva effettivamente ritirata
e cominciarono ad emettere pi note di quanto metallo
avessero, erano nati:
il sistema della riserva frazionaria;

DI CHI LA MONETA?
UN PO DI STORIA: LA NASCITA DEI BANCHIERI
Da quel momento, i cambiavalute divennero banchieri e
capirono che il pi grande potere che esista su questo
pianeta quello derivante dal controllo dellemissione
monetaria.
Datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi
importa di chi far le sue leggi
Mayer Amschel Rothschild (1744 1812)
The Jewish Encyclopedia Volume X, 1905 (P. 494)

DI CHI LA MONETA?
UN PO DI STORIA: LA BANCA CENTRALE
Il sistema evolvette sino ad arrivare al 1694, anno di
fondazione della Banca dInghilterra.
Da quel momento, tutta la moneta esistente non pi di
propriet n dello Stato (che un fantasma giuridico
creato da umani) n degli esseri umani.
Il proprietario allatto dellemissione il sistema
bancario che emette moneta solamente prestandola
ad interesse.

DI CHI DEVE ESSERE LA MONETA?


LA MONETA DI PROPRIET POPOLARE
Propriet popolare della moneta significa che la moneta
deve tornare ad essere di propriet di chi d ad essa
valore, cio di ogni essere umano.
Lente di emissione deve funzionare da tipografia o da
premitore di tasto:
creando moneta di propriet del portatore
accreditata come Reddito di Cittadinanza (o di Vita) a
tutti gli esseri umani dalla nascita alla morte

DI CHI DEVE ESSERE LA MONETA?


LA MONETA DI PROPRIET POPOLARE
La moneta deve essere creata in modo che:
1. lo Stato possa raggiungere le proprie finalit (sanit e
scuola universali, trasporto pubblico, difesa e via dicendo)
2. sia presente nelleconomia la quantit di moneta
necessaria a misurare gli scambi
Lo Stato non deve pi emettere titoli di debito, per di pi ad
interesse, da consegnare al sistema bancario per avere la
moneta necessaria a funzionare.
Deve, invece, emettere la propria moneta, di propriet del
portatore e libera da debito.

IN SINTESI: COSA LA MONETA E DI


CHI DEVE ESSERNE LA PROPRIET
La moneta assume valore per il semplice fatto che
unit di misura del valore dei beni.
Come il metro ha la qualit della lunghezza perch
misura la lunghezza; come il chilogrammo ha la qualit
del peso perch misura il peso, cos la moneta ha la
qualit del valore perch misura il valore.
Dobbiamo acquistare consapevolezza di questa verit e
scoprire limmensa potenzialit di valore della nostra
attivit mentale di gruppo.

IN SINTESI: COSA LA MONETA E DI


CHI DEVE ESSERNE LA PROPRIET
Ci dimostrato dal fatto che il valore monetario sussiste
anche quando il simbolo monetario di costo nullo ed
carente di qualsiasi forma di riserva, come ad esempio il
dollaro, dichiarato non convertibile, non garantito e non
coperto dalloro, dal Presidente Nixon il 15 agosto 1971, a
Camp David; cos come pure abbiamo visto in Italia, addirittura
fin dal 1935.
Riassumendo, possiamo quindi dire che la moneta ha la
duplice caratteristica di essere lunit di misura del
valore dei beni, ma anche il Potere di Acquistare tali beni.

IN SINTESI: COSA LA MONETA E DI


CHI DEVE ESSERNE LA PROPRIET
tempo che lopinione pubblica si renda conto che Chi crea
il valore della Moneta non Chi la Emette e la stampa,
ma chi laccetta come mezzo di pagamento, cio la
Collettivit dei Cittadini!!!
La mancanza di questa consapevolezza fa s che, ad
appropriarsi del valore monetario, non siano i popoli
ma il Sistema Internazionale Bancario, in virt del
monopolio
culturale
della
categoria
dei
valori
convenzionali.

IN SINTESI: COSA LA MONETA E DI


CHI DEVE ESSERNE LA PROPRIET
stato altres dimostrato come il debito pubblico sia
inestinguibile a causa di un subdolo e truffaldino
meccanismo matematico inserito allatto della sua concezione,
in quanto, essendo il prestatore colui che emette la moneta
(nel nostro caso la BCE) nel farlo, omette di stampare anche il
quantitativo di denaro necessario per pagarne gli interessi,
concedendo a qualche singolo la possibilit di farlo, ma mai
assolutamente al sistema nel suo complesso, rendendo cos
inevitabili fallimenti a catena e susseguenti suicidi.
Prof. Giacinto Auriti

ALCUNE PAROLE FAMOSE


un bene cheil nostro popolo non capisca il nostro
sistema bancario e monetario, perch, se lo capisse,
credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di
domani mattina.
Henry Ford, imprenditore
Dire che uno Stato non pu perseguire i suoi scopi per
mancanza di denaro come dire che un ingegnere non
pu costruire strade per mancanza di chilometri.
Ezra Pound, poeta

PARTE II

Il debito
pubblico e la
disciplina
bancaria

UN DEBITO NON
RIPAGABILE
Il debito pubblico viene proprio dal fatto che tutta la
moneta in circolazione emessa - prestata dietro vendita di titoli del debito pubblico ad
interesse:
per avere moneta, lo Stato deve emettere titoli del
debito pubblico
il Sistema Bancario crea la moneta dal nulla,
acquista i titoli e chiede pure il pagamento di un
interesse
il Sistema Bancario non crea la moneta necessaria
a pagare gli interessi
alla scadenza dei titoli di Stato, non essendoci altra
moneta in circolazione, lo Stato deve emettere altri

IL SISTEMA BANCARIO CREA IL


CIRCOLANTE

Essenzialmente, lattuale creazione di denaro dal nulla, operata dal


Essenzialmente, lattuale creazione di denaro dal nulla, operata dal
sistema bancario identica alla creazione di moneta da parte di falsari.
sistema bancario identica alla creazione di moneta da parte di falsari.
In concreto, i risultati sono gli stessi.
In concreto, i risultati sono gli stessi.
La sola differenza che sono diversi coloro che ne traggono profitto.
La sola differenza che sono diversi coloro che ne traggono profitto.
Maurice Allais, Nobel Economia, La crise mondiale aujourdhui, Parigi, 1991
Maurice Allais, Nobel Economia, La crise mondiale aujourdhui, Parigi, 1991

Il Fed crea denaro dal nulla


Il Fed crea denaro dal nulla
Paul Krugman, Nobel Economia, End this depression now, 2012
Paul Krugman, Nobel Economia, End this depression now, 2012

COSA DICE LA BANCA


DINGHILTERRA

Cambiale

When banks extend loansto their customers,they create moneyby crediting their
customers accounts.
Sir Mervyn King,Speechto the South Wales Chamber of Commerce at The Millennium Centre, Cardiff on 23rd October 2012

Theessence of the contemporary monetary system is creation of money, out of


nothing, by private banks often foolish lending.
Martin Wolf, Financial Times, 9th November 2010

Banks extend credit by simply increasing the borrowing customers current account
That is, banks extend credit [i.e. make loans] by creating money
Paul Tucker, Deputy Governor for Financial Stability

The financial crisis of 2007/08 occurred because we failed to constrain the private
financial systems creation of private credit and money.
Lord Adair Turner, former chairman of the Financial Services Authority,Speech to the South African Reserve Bank, 2nd
November 2012

By far the largest role in creating broad money is played by the banking sector.
When banks make loans they create additional deposits for those that have
borrowed the money.
Bank of England,Interpreting movements in broad money, p.377

LA SITUAZIONE IN ITALIA:
LA LEGISLAZIONE BANCARIA
Nello sviluppo storico della legislazione bancaria italiana si
possono distinguere approssimativamente quattro periodi:
1. il periodo che va dal 1861 (unit dItalia) al 1926 (emanazione
della prima legge bancaria);
2. il periodo compreso tra la prima e la seconda legge bancaria,
dal 1926 al 1936;
3. il periodo che va dalla seconda legge bancaria del 1936 ai
primi anni 80;
4. il periodo che va dai primi anni 80 ai nostri giorni
(emanazione del Testo Unico delle leggi in materia bancaria e
creditizia T.U.B.).

DAL 1861 AL 1926: ASSENZA


DI UNA DISCIPLINA SPECIALE
Il primo periodo caratterizzato dallassenza di una disciplina speciale
dellattivit bancaria: le imprese bancarie, infatti, erano assoggettate, come
le altre imprese commerciali, al diritto comune:
Lunica nota caratteristica era costituita dallobbligo, imposto dallart. 177 del
Codice di Commercio del 1882, di depositare presso il Tribunale di Commercio
una situazione mensile esposta secondo un modello predisposto con decreto
governativo.
Lattivit bancaria in quanto tale non era sottoposta a particolari controlli da
parte dellautorit governativa.
Negli ultimi anni dellottocento si era venuta a creare una diversificazione tra
le imprese bancarie, a seconda che finanziassero principalmente attivit
industriali, commerciali o di altro tipo.
Questi anni fecero registrare una crisi del sistema bancario italiano sia per
lassenza di controlli pubblici sia per la crisi economica che in quegli anni
interessava il Paese ripercuotendosi con effetti disastrosi sulle banche, che si

DAL 1926 AL 1936: LA


PRIMA LEGGE BANCARIA
Il Regio Decreto Legge 6 maggio 1926IV, n. 812 attribu il potere di
emettere biglietti di banca esclusivamente alla Banca dItalia (istituita
nel 1893), che in tal modo divenne lunico istituto di emissione.
La ristrutturazione del sistema bancario fu attuata con il Regio
Decreto Legge 7 settembre 1926IV, n. 1511 (convertito con
Legge 23 giugno 1927V, n. 1108) (cosiddetta prima legge
bancaria) che introdusse un sistema di controlli sullattivit e sulle
imprese bancarie.
La crisi economica internazionale degli anni 30 si ripercosse
anche sul sistema economico italiano determinando lesigenza di una
riforma integrale dellattivit bancaria.

DAL 1936 AI PRIMI ANNI 80:


LA SECONDA LEGGE BANCARIA
Fu questo clima politicoeconomico che condusse allemanazione
del Regio Decreto Legge 12 marzo 1936XIV, n. 375
(convertito con Legge 7 marzo 1938XVI, n. 141), meglio noto
come seconda legge bancaria, le cui principali novit erano:
distinzione tra enti raccoglitori di risparmio a breve termine (detti anche
aziende di credito) ed enti raccoglitori di risparmio a medio e lungo termine
(o istituti di credito), cui corrispondeva una diversa disciplina;
attribuzione del controllo sullattivit bancaria ad un Comitato di ministri,
alle cui dipendenze venne posto un organo burocratico denominato Ispettorato
per la difesa del risparmio e per lesercizio del credito, a capo del quale era il
Governatore della Banca dItalia, con poteri ampiamente discrezionali;
riconoscimento alla Banca dItalia della natura di ente pubblico.

In tal modo si realizzava un sistema che consentiva al Governo


interventi di politica economica attraverso la manovra del

DAL 1936 AI PRIMI ANNI 80: LO


STATUTO DELLA BANCA DITALIA
Regio Decreto 11 giugno 1936XIV, n. 1067
Art. 1. La Banca dItalia un istituto di diritto pubblico, ai
sensi del R. decretolegge 12 marzo 1936XIV, n. 375. Essa esercita
funzioni bancarie, pu emettere titoli al portatore e, quale unico
istituto di emissione, emette biglietti nei limiti e con le norme
stabilite dalla legge.
Nel suo nuovo ordinamento la Banca dItalia riassume tutte
indistintamente le attivit, i diritti, i privilegi e le passivit, gli
obblighi e gli impegni dellIstituto creato con la legge 10 agosto
1893, n. 443.

DAL 1936 AI PRIMI ANNI 80: LO


STATUTO DELLA BANCA DITALIA
Art. 3. Il capitale della Banca dItalia di 300 milioni di lire rappresentato da
quote di partecipazione di lire mille ciascuna.
Le dette quote sono nominative e non possono essere possedute se non
da:
Casse di risparmio;
Istituti di credito e Banche di diritto pubblico;
Istituti di previdenza;
Istituti di assicurazione.
Le quote di partecipazione possono essere cedute, previo consenso del Consiglio
superiore, solamente da uno ad altro ente compreso nelle categorie indicate nel
comma precedente.

DAL 1936 AI PRIMI ANNI 80: LO


STATUTO DELLA BANCA DITALIA
TITOLO II.
AMMINISTRAZIONE DELLA BANCA.
Art. 5. I poteri dellIstituto risiedono:
nellassemblea generale dei partecipanti;
nel Consiglio
superiore;

superiore

nel

Comitato

del

Consiglio

nel governatore, nel direttore generale e nel vice direttore


generale.

DAL 1936 AI PRIMI ANNI 80: LO


STATUTO DELLA BANCA DITALIA
2. Consiglio superiore.
Art. 17. Il Consiglio superiore si compone:
del governatore;
di 12 consiglieri nominati nelle assemblee generali dei
partecipanti presso le sedi della Banca in ragione di uno per
ciascuna sede. Le assemblee generali per le sedi di Firenze e di
Livorno si riuniscono presso la sede di Firenze per la nomina di
un unico rappresentante;
di 3 consiglieri designati dalla Corporazione della previdenza e
del credito.

DAL 1936 AI PRIMI ANNI 80: LO


STATUTO DELLA BANCA DITALIA
Art. 20. Al Consiglio superiore spetta lamministrazione generale
della Banca.
In conformit alle disposizioni legislative e regolamentali, il Consiglio:
1.delibera sulla forma e sui distintivi dei biglietti al portatore per la
parte che riguarda la Banca, del vaglia cambiari e degli assegni
bancari;
2.delibera la creazione e lemissione
distruzione di quelli ritirati ed annullati;

dei

biglietti

3.determina le norme e le condizioni per le operazioni della Banca;


4.[]

la

DAL 1936 AI PRIMI ANNI 80: LO


STATUTO DELLA BANCA DITALIA
TITOLO III
OPERAZIONI DELLA BANCA.
Art. 41. Le operazioni che la Banca pu compiere sono le seguenti:
1.risconto di cambiali e assegni bancari secondo le disposizioni delle leggi vigenti a favore delle aziende di credito sia di
diritto pubblico che di diritto privato, sottoposte al controllo dellIspettorato per la difesa del risparmio e per lesercizio del
credito;
2.sconto di buoni del Tesoro, di note di pegno, emesse da magazzini generali e da depositi franchi legalmente costituiti,
e di cedole dei titoli sui quali lIstituto pu fare anticipazioni;
3.sconto di cambiali e assegni bancari, ai sensi e nel limiti di che allart. 99 del R. decretolegge 12 marzo 1936XIV, n. 375;
4.anticipazioni contro pegno del titoli, dei valori e delle merci indicati dalla legge;
5.impiego di somme in titoli emessi o garantiti dallo Stato;
6.emissione di vaglia cambiari e di assegni bancari;
7.acquisto e vendita di oro o valute auree, di cambiali e di assegni sullestero, e impiego di somme, sia in conto corrente sia
in valute di primo ordine, in quei Paesi nel quali vige il cambio dei biglietti in oro.
Loro o valute auree, le divise e i crediti della Banca su lestero, attribuiti alla riserva di garanzia dei biglietti e di altri debiti
a vista, devono essere considerati a parte, e non possono essere oggetto di operazioni, le quali non rispondano ai fini della
garanzia.

DAL 1936 AI PRIMI ANNI 80:


LA SECONDA LEGGE BANCARIA
La caduta del Fascismo non condusse
modificazione del sistema bancario italiano.

ad

una

radicale

Gli interventi legislativi si limitarono ad una redistribuzione dei


poteri di controllo sullattivit bancaria tra gli organi di governo.
Lentrata in vigore della Costituzione repubblicana, che enunciava
agli artt. 41 e 47 principi in materia economica e bancaria coerenti
con le precedenti linee guida, non determin un mutamento
dindirizzo nella politica legislativa in materia bancaria.
Lordinamento bancario continu a svilupparsi secondo le linee
tracciate dalla legislazione dellimmediato dopoguerra:
estrema specializzazione,
assenza dintermediari finanziari diversi dalle banche e

LA COSTITUZIONE DELLA
REPUBBLICA ITALIANA
Articolo 41

Articolo 47

Liniziativa economica privata libera.


Non pu svolgersi in contrasto con lutilit sociale o in modo da recare
danno alla sicurezza, alla libert, alla dignit umana.

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme;


disciplina, coordina e controlla lesercizio del credito.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perch lattivit


economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a
fini sociali.

Favorisce laccesso del risparmio popolare alla propriet dellabitazione,


alla propriet diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento
azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.

DAI PRIMI ANNI 80 AI NOSTRI


GIORNI: LA RIVINCITA DELLA BANCA
La legge bancaria del 1936 continu a regolare il sistema
bancario italiano fino allentrata in vigore del Testo Unico del
1993, emanato con la falsa giustificazione che la vecchia
normativa non permetteva alle banche di mantenere un
sufficiente grado di competitivit sul piano europeo, anche a
causa della liberalizzazione dei mercati creditizi prevista dai
Trattai europei.
Dalla legge del 1936, infatti, derivavano troppi limiti
allattivit delle banche, costrette dalla specializzazione
temporale e operativa a restringere notevolmente il loro campo
dazione.

DAI PRIMI ANNI 80 AI NOSTRI


GIORNI: IL DIVORZIO TRA TESORO E
BANCA DITALIA
Con lo sciagurato divorzio del 1981 tra la Banca Centrale ed
il Tesoro lo Stato veniva di fatto a trovarsi in bala delle
banche commerciali e dei mercati finanziari per
collocare il proprio debito.
Gli artefici di questa nefandezza furono essenzialmente
Beniamino Andreatta (Ministro del Tesoro) e Carlo Azeglio
Ciampi (Governatore della Banca dItalia), che rivendicavano
per la Banca dItalia la massima indipendenza dal
sistema politico.

DAI PRIMI ANNI 80 AI NOSTRI


GIORNI: IL DIVORZIO TRA TESORO E
BANCA DITALIA
La lite della Comari
Lite delle comari, o affare delle comari, il nome di uno
scontro politico che, nel 1982, oppose il ministro del
Tesoro Beniamino Andreatta al ministro delle Finanze
Rino Formica.
Levento, che aveva portato a un duro scambio di battute a
distanza tra i due, e le cui ragioni riguardavano la
contestuale separazione in atto tra Tesoro e Banca
dItalia (avviata nel luglio del 1981), ebbe conseguenze tali
da culminare nella caduta del secondo governo Spadolini e
nella formazione del quinto governo Fanfani.

DAI PRIMI ANNI 80 AI NOSTRI


GIORNI: IL DIVORZIO TRA TESORO E
BANCA DITALIA
La polemica tra Andreatta e Formica giungeva alla fine di una dura
contrapposizione politica tra i due ministri in merito alla recente
questione della separazione dei beni tra Tesoro e Banca dItalia,
consistente nel sollevamento di Bankitalia dallobbligo della
garanzia del collocamento integrale in asta dei titoli pubblici
offerti dal Ministero del Tesoro.
La
separazione
consensuale
avvenne
senza
il
minimo
coinvolgimento, quantomeno formale, del Parlamento, e aveva
provocato non pochi problemi al governo Spadolini I e II, soprattutto
per il repentino aumento del fabbisogno finanziario dello Stato
(e del conseguente indebitamento dello Stato) che essa aveva
determinato.

DAI PRIMI ANNI 80 AI NOSTRI


GIORNI: IL DIVORZIO TRA TESORO E
BANCA DITALIA
Formica, per far fronte allemergenza dei conti pubblici, propose (nelle
parole di Andreatta) di rimborsare una quota soltanto del debito del
Tesoro con una specie di concordato extragiudiziale.
Alla proposta di Formica, Andreatta rispose a rime baciate,
paventando il panico che da tale decisione sarebbe derivato sullo stato
di salute delle finanze statali.
Si parl anche della possibilit, sostenuta da Formica, di giungere in
tempi brevi a una tassazione delle rendite finanziarie e, in particolare,
di BOT e CCT.
La contrapposizione fu allorigine del duro scambio di battute
successivo.

DAI PRIMI ANNI 80 AI NOSTRI


GIORNI: IL DIVORZIO TRA TESORO E
BANCA DITALIA
La sciagurata decisione del 1981 senza ombra di dubbio
la responsabile della crescita esponenziale del debito
pubblico in Italia.
Da quel momento in poi - nella impossibilit di emettere
moneta priva di debito - ad una politica di repressione
finanziaria (con tassi sul debito inferiori al tasso dinflazione in
grado quindi di ridurre il debito complessivo) si sostitu una
condizione permanente di tassi dinteresse sul debito sempre
crescenti e ben superiori al tasso dinflazione del periodo.
E fu linizio della fine!!!

LESPLOSIONE DEL DEBITO


PUBBLICO
Graficamente sufficiente
osservare il grafico per
capire meglio cosa cambi
dal 1981 in poi:

LESPLOSIONE DEL DEBITO


PUBBLICO
Il debito raddoppi in meno di ventanni!!!
Significa che se anche il Governo riuscisse a realizzare
Avanzi di bilancio del 4%, il debito continuerebbe
inesorabilmente a salire!! la matematica!
Altro che vendere Enel, Eni, Finmeccanica, lIsola dElba, i
Faraglioni di Capri ed il Colosseo: se non si capisce
lerrore non c rimedio alla distruzione provocata
dallinteresse e dal debito.

LESPLOSIONE DEL DEBITO


PUBBLICO
Purtroppo per, nonostante questi dati, grafici e tabelle, agli
integralisti della lotta alla corruzione, dellinvidia per la
casta ed i suoi privilegi, ai novelli inquisitori dellevasione
fiscale causa di tutti i mali, nulla servir a scalfire le loro
convinzioni!
A parziale scusante di costoro, dobbiamo tener conto che
basano le loro granitiche convinzioni su quello che leggono
sui giornali e seguono in televisione, prigionieri di
uninformazione superficiale ed asservita al potentato di
turno.
Siamo

condannati

ad

un

lento,

inesorabile,

DAI PRIMI ANNI 80 AI NOSTRI


GIORNI: LA RIVINCITA DELLA BANCA
Con la legge del 30 luglio 1990, n. 218 (legge Amato) e
il successivo decreto legislativo di attuazione, si avuto un
primo superamento del principio di specializzazione
bancaria.
La legge ha previsto e disciplinato la trasformazione delle
banche pubbliche in societ per azioni, ha consentito la
fusione tra banche e, soprattutto, ha introdotto il gruppo
bancario polifunzionale.
La riforma del 1993 ha sostituito alla tripartizione prima
esistente (Banca Centrale, Banche di credito ordinario e
Banche di credito speciale) una bipartizione: Banca Centrale

DAI PRIMI ANNI 80 AI NOSTRI


GIORNI: LA RIVINCITA DELLA BANCA
Fino allintroduzione dellEuro, la Banca Centrale, in Italia la
Banca dItalia svolse innumerevoli funzioni riguardanti
soprattutto lemissione di banconote e la relativa quantit di
moneta da immettere sul mercato, anche qui con la falsa
scusante che uneccessiva quantit di moneta in circolazione
provoca la perdita di valore della moneta stessa e genera
inflazione.
Con lintroduzione dellEuro, la Banca Centrale non ha
pi il compito di emettere cartamoneta perch questa
funzione spetta alla BCE.

PRIVATIZZAZIONI INUTILI, OGGI


COME NEGLI ANNI90

PRIVATIZZAZIONI INUTILI,
OGGI COME NEGLI ANNI90
Si tratta, come ovvio, di tamponare con un tappo di sughero
una falla che ha dimensioni tali da far crollare tutta la
diga.
Le privatizzazioni, del resto, non sono affatto una scelta del
governo. Sono una necessit per due motivi:
1. perch le vogliono i grandi elettori dei governi, desiderosi
di spolpare losso.
2. perch, finch non si ha il coraggio di uscire dalla
economia del debito, la ricerca dei fondi sar unimpresa
sempre pi disperata, folle e destinata a rincorrere
eternamente se stessa.

PRIVATIZZAZIONI INUTILI,
OGGI COME NEGLI ANNI90
Le privatizzazioni degli anni 90 hanno solo attenuato la crescita
del debito, tant che nel ventennio 1982-2001 il debito
pubblico in valore assoluto non si ridotto ma anzi si
triplicato in termini reali (passando da 580 miliardi del
1982 a 1.620 miliardi del 2001) nonostante:
a) il PIL reale sia cresciuto mediamente del 2,5% anno su
anno;
b) durante gli anni 90 il massiccio processo di privatizzazione
abbia generato ricavi straordinari allo Stato per un
valore pari a circa 90 miliardi (pari a circa l8% del PIL
reale del 1992).

PRIVATIZZAZIONI INUTILI,
OGGI COME NEGLI ANNI90
Ovviamente il piano di svendita arriva sempre dopo anni
di propaganda contro le aziende partecipate, definite
carrozzoni corrotti e parassitari anzich essere interpretate
come fondamentali strumenti di politica economica, tra
i pochi che si sarebbero dovuti mantenere saldamente
in mano statale proprio mentre si abbandonavano le leve
monetarie e finanziarie a causa del sopraggiungere
dellEuro

PRIVATIZZAZIONI INUTILI,
OGGI COME NEGLI ANNI90
Il processo di liberalizzazioni-privatizzazioni prese avvio in Italia
nel 1992. La motivazione ufficiale che port a questa fase di
stravolgimento degli assetti proprietari dellimpresa pubblica
nazionale fu quella dellelevato debito pubblico che andava
ridotto. A ci si aggiungeva e si legava, la questione di una
maggiore libert del mercato, con cui la preminente
presenza pubblica in settori strategici e non confliggeva.
Questa stagione prese avvio in concomitanza ad alcuni fatti che
resero caldissima la situazione politica e sociale italiana:
1) loperazione
giudiziaria
Mani
pulite,
che
stravolse
completamente il quadro politico italiano portando alla sostanziale
sparizione dei partiti che costituivano il cosiddetto Pentapartito;
2) gli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino;

PRIVATIZZAZIONI INUTILI,
OGGI COME NEGLI ANNI90
II 2 giugno 1992 si svolgeva una riunione semisegreta (Cossiga la defin
semi-cospirativa) tra i principali esponenti della City, il mondo finanziario
londinese, ed i manager pubblici italiani, rappresentanti del Governo di allora
e personaggi che poi sarebbero diventati ministri o direttori generali nei
Governi Amato, Dini, Ciampi, Prodi, DAlema (ma anche Berlusconi, per
quanto riguarda la centrale figura di Mario Draghi). Oggetto di discussione:
le privatizzazioni. Questa riunione si tenne a bordo del panfilo della Corona
inglese, il Britannia.
curioso notare che i parlamentari che fecero interrogazioni su
quellinchiesta e chiesero notizie, non furono pi ricandidati. Me lo diceva una
di loro, Michele Rallo di AN, allepoca deputato e componente della
commissione parlamentare finanziaria. Si vede che occuparsene portava
sfiga. M. Veneziani, Libero, 30 gennaio 2006

PRIVATIZZAZIONI INUTILI,
OGGI COME NEGLI ANNI90
Alla luce di quanto il complesso finanziario-mediatico-politico
va oggi chiedendo le liberalizzazioni-privatizzazioni appunto
possiamo individuare almeno due fasi di questo progetto
che possiamo chiamare Operazione Britannia:
1.la prima fase si occup della svendita dellIRI, di
Telecom Italia, ENI, ENEL, Comit, IMI, Ina, Credito
italiano, Autostrade, lindustria siderurgica ed
alimentare pubblica;
2.la seconda fase in corso di attuazione punta invece al
settore della previdenza, della sanit, dei trasporti
(ferrovie, trasporto pubblico di linea, trasporto navale,
taxi), a quello delle utilities (aziende municipalizzate nei

PRIVATIZZAZIONI INUTILI,
OGGI COME NEGLI ANNI90
Se al livello delleconomia nazionale lOperazione Britannia
mette nelle mani di poche ricchissime famiglie ci che
prima era pubblico, con la dannosa conseguenza di diminuire le
entrate dello Stato, i posti di lavoro e dunque il monte salari,
creando cos le condizioni per riformare in senso
peggiorativo e non costituzionale il welfare (sanit, pensioni,
giustizia, istruzione, ecc.), sul superiore livello strategico
internazionale che troviamo il grilletto che ha portato
allaccelerazione di questa distruttrice fase della storia dello Stato
sociale moderno.
Attraverso la finanziarizzazione delleconomia mondiale,
interi settori delleconomia reale vengono cooptati dal
grande banco da gioco della finanza globale che per non

LA DITTATURA DELLA BANCA


CENTRALE EUROPEA
La separazione dei poteri una prerogativa delle democrazie.
Tutte le democrazie moderne
autonoma... sar vero?

hanno una Banca

Centrale

Risposta:
La separazione dei poteri proposta da Montesquieu quella tra il
legislativo, lesecutivo e il giudiziario.
diventata unusanza molto diffusa, ma non un dogma.
In ogni caso Montesquieu non ha mai parlato di separare il potere
monetario, solo negli ultimi anni che si teorizzata una
separazione dellautorit monetaria dal governo (mai stato cos in
secoli di governi anche democratici).
Il motivo consiste nel fatto che in realt la banca (cio i banchieri)
non si contenta di una separazione, ma pretende una

VERSIONE CONSOLIDATA DEL TRATTATO


SULLUNIONE EUROPEA E DEL TRATTATO SUL
FUNZIONAMENTO DELLUNIONE EUROPEA
2012/C 326/01
Articolo 127 (ex articolo 105 del TCE)
1. Lobiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali, in appresso
denominato SEBC, il mantenimento della stabilit dei prezzi. Fatto salvo
lobiettivo della stabilit dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche
generali nellUnione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi
dellUnionedefiniti nellarticolo 3 del trattato sullUnione europea. Il SEBC agisce in
conformit del principio di uneconomia di mercato aperta e in libera
concorrenza, favorendo una efficace allocazione delle risorse e rispettando i principi
di cui allarticolo 119.
2. I compiti fondamentali da assolvere tramite il SEBC sono i seguenti:

definire e attuare la politica monetaria dellUnione,


svolgere le operazioni sui cambi in linea con le disposizioni dellarticolo 219,
detenere e gestire le riserve ufficiali in valuta estera degli Stati membri,
promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento.

VERSIONE CONSOLIDATA DEL TRATTATO


SULLUNIONE EUROPEA E DEL TRATTATO SUL
FUNZIONAMENTO DELLUNIONE EUROPEA
2012/C 326/01
Articolo 130 (ex articolo 108 del TCE)
Nellesercizio dei poteri e nellassolvimento dei compiti e dei
doveri loro attribuiti dai trattati e dallo statuto del SEBC e della
BCE, n la Banca centrale europea n una banca centrale
nazionale n un membro dei rispettivi organi decisionali possono
sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni, dagli organi o
dagli organismi dellUnione, dai governi degli Stati membri n da
qualsiasi altro organismo. Le istituzioni, gli organi e gli organismi
dellUnione nonch i governi degli Stati membri si impegnano a
rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri
degli organi decisionali della Banca centrale europea o delle banche
centrali nazionali nellassolvimento dei loro compiti.

PROTOCOLLO (N. 4) SULLO STATUTO DEL


SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E
DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
CAPO II OBIETTIVI E COMPITI DEL SEBC
Articolo 2 Obiettivi
Conformemente agli articoli 127, paragrafo 1 e 282, paragrafo 2, del
trattato sul funzionamento dellUnione europea,lobiettivo principale del
SEBC il mantenimento della stabilit dei prezzi. Fatto salvo
lobiettivo della stabilit dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche
generali dellUnione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi
dellUnione definiti nellarticolo 3 del trattato sullUnione europea. Il SEBC
agisce in conformit del principio di uneconomia di mercato aperta e in
libera concorrenza, favorendo unefficace allocazione delle risorse, e
rispettando i principi di cui allarticolo 119 del trattato sul funzionamento
dellUnione europea.

PROTOCOLLO (N. 4) SULLO STATUTO DEL


SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E
DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
CAPO IIIORGANIZZAZIONE DEL SEBC
Articolo 7Indipendenza
Conformemente allarticolo 130 del trattato sul funzionamento dellUnione
europea, nellesercizio dei poteri e nellassolvimento dei compiti e dei
doveri loro attribuiti dai trattati e dal presente statuto, n la BCE, n
una banca centrale nazionale, n un membro dei rispettivi organi
decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni,
dagli organi o dagli organismi dellUnione, dai governi degli Stati
membri n da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni, gli organi e gli
organismi dellUnione nonch i governi degli Stati membri si
impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di
influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle banche
centrali nazionali nellassolvimento dei loro compiti.
Articolo 8Principio generale

PROTOCOLLO (N. 4) SULLO STATUTO DEL


SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E
DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
Articolo 3 Compiti
3.1. Conformemente allarticolo 127, paragrafo 2, del trattato sul
funzionamento dellUnione europea, i compiti fondamentali assolti
tramite il SEBC sono:
definire e attuare la politica monetaria dellUnione;
svolgere le operazioni sui cambi in linea con le disposizioni
dellarticolo 219 di detto trattato;
detenere e gestire le riserve ufficiali in valuta estera degli
Stati membri;
promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento.

PROTOCOLLO (N. 4) SULLO STATUTO DEL


SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E
DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
Articolo 10Il consiglio direttivo
10.1. Conformemente allarticolo 283, paragrafo 1, del trattato sul
funzionamento dellUnione europea, il consiglio direttivo
comprende i membri del comitato esecutivo della BCE
nonch i governatori delle banche centrali nazionali degli
Stati membri la cui moneta leuro.
[]
10.4. Le riunioni hanno carattere di riservatezza. Il consiglio
direttivo pu decidere di rendere pubblico il risultato delle
proprie deliberazioni.

PROTOCOLLO (N. 4) SULLO STATUTO DEL


SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E
DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
Articolo 14Banche centrali nazionali
14.1. Conformemente allarticolo 131 del trattato sul funzionamento dellUnione europea,
ciascuno Stato membro assicura che la propria legislazione nazionale, incluso lo
statuto della banca centrale nazionale, sar compatibile con i trattati e con il
presente statuto.
14.2.Gli statuti delle banche centrali nazionali devono prevedere in particolare che la durata
del mandato del governatore della banca centrale nazionale non sia inferiore a cinque anni.
Un governatore pu essere sollevato dallincarico solo se non soddisfa pi alle
condizioni richieste per lespletamento delle sue funzioni o si reso colpevole di
gravi mancanze. Una decisione in questo senso pu essere portata dinanzi alla Corte
di giustizia dal governatore interessato o dal consiglio direttivo, per violazione dei
trattati o di qualsiasi regola di diritto relativa allapplicazione dei medesimi. Tali
ricorsi devono essere proposti nel termine di due mesi, secondo i casi, dalla pubblicazione della
decisione, dalla sua notificazione al ricorrente ovvero, in mancanza, dal giorno in cui il
ricorrente ne ha avuto conoscenza.

PROTOCOLLO (N. 4) SULLO STATUTO DEL


SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E
DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
CAPO VIDISPOSIZIONI FINANZIARIE DEL SEBC
[...]
Articolo 27 Revisione dei conti
27.1. La contabilit della BCE e delle banche centrali nazionali
viene verificata da revisori esterni indipendenti proposti dal
consiglio direttivo ed accettati dal Consiglio. I revisori hanno pieni
poteri per esaminare tutti i libri e documenti contabili della BCE e delle
banche centrali nazionali e per essere pienamente informati sulle loro
operazioni.
27.2. Le disposizioni dellarticolo 287 del trattato sul funzionamento
dellUnione europea si applicano soltanto ad un esame dellefficienza
operativa della gestione della BCE.

PROTOCOLLO (N. 4) SULLO STATUTO DEL


SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E
DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
Articolo 33 Ripartizione dei profitti e delle perdite netti della BCE
33.1. Il profitto netto della BCE deve essere trasferito
nellordine seguente:
a) un importo stabilito dal consiglio direttivo, che non
pu superare il 20% del profitto netto, viene
trasferito al fondo di riserva generale entro un limite
pari al 100% del capitale;
b) il rimanente profitto netto viene distribuito ai
detentori di quote della BCE in proporzione alle
quote sottoscritte.

Banca centrale nazionale

Nationale Bank van Belgi


Banque Nationale de Belgique (Belgio)
Deutsche Bundesbank (Germania)

Quota di
partecipazione al
capitale della BCE (in
%)
2,4778
17,9973

Eesti Pank (Estonia)

0,1928

Bank Ceannais na hireann


Central Bank of Ireland (Irlanda)

1,1607

Bank of Greece (Grecia)

2,0332

Banco de Espaa (Spagna)

8,8409

Banque de France (Francia)

14,1792

Banca dItalia (Italia)

12,3108

Central Bank of Cyprus (Cipro)

0,1513

Latvijas Banka (Lettonia)

0,2821

Lietuvos bankas (Lituania)

0,4132

Banque centrale du Luxembourg


(Lussemburgo)

0,2030

Bank entrali ta Malta


Central Bank of Malta (Malta)

0,0648

De Nederlandsche Bank (Paesi Bassi)

4,0035

Oesterreichische Nationalbank
(Austria)

1,9631

Banco de Portugal (Portogallo)

1,7434

Banka Slovenije (Slovenia)

0,3455

Nrodn banka Slovenska (Slovacchia)

0,7725

Suomen Pankki - Finlands Bank


(Finlandia)

1,2564

Totale

Banca centrale
nazionale

70,3915

Quota di
partecipazione al
capitale della BCE (in
%)


(Banca nazionale
di Bulgaria) (Bulgaria)

0,8590

esk nrodn banka


(Repubblica Ceca)

1,6075

Danmarks Nationalbank
(Danimarca)

1,4873

Hrvatska narodna banka


(Croazia)

0,6023

Magyar Nemzeti Bank


(Ungheria)

1,3798

Narodowy Bank Polski


(Polonia)

5,1230

Banca Naional a
Romniei (Romania)

2,6024

Sveriges riksbank
(Svezia)

2,2729

Bank of England (Regno


Unito)
Totale

13,6743
29,6085

PROTOCOLLO (N. 4) SULLO STATUTO DEL


SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E
DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
CAPO VII DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 34 Atti giuridici
[]
34.2. La BCE pu decidere di pubblicare le sue decisioni,
le sue raccomandazioni ed i suoi pareri.
34.3. Entro i limiti e alle condizioni stabiliti dal Consiglio in
conformit della procedura di cui allarticolo 41, la BCE ha il
potere di infliggere alle imprese ammende o penalit di
mora in caso di inosservanza degli obblighi imposti dai
regolamenti e dalle decisioni da essa adottati.

IN SINTESI
Il Consiglio direttivo composto solo da banchieri
Il Governatore della BCE:
non tenuto a prendere ordini o ascoltare pareri da nessuno,
mentre lui pu esprimere pareri e anche ordini, dato che pu
infliggere punizioni
non dato sapere come maturano le sue scelte, visto che le sue
riunioni sono secretate.
non risponde davanti agli elettori (non eletto, ma nominato)
gli unici casi in cui pu essere rimosso sono limpossibilit fisica
(malattiamorte) di svolgere le sue mansioni, o gravi colpe che
riguardano solo i termini del trattato e non i risultati del suo
governo
Persino la revisione dei conti del tutto autoreferenziale

IL DEBITO GLOBALE: CHI IL


CREDITORE?

http://www.economist.com/content/global_deb
t_clock

Mito

Realt

Le varie Banche Centrali e la BCE sono


pubbliche

Le Banche Centrali e la BCE sono di


propriet privata e servono interessi
privati

Esiste un corrispettivo doro


(sottostante) alla moneta circolante

La moneta emessa non ha alcun


corrispettivo n in oro n in qualunque
altro sottostante fisico

Le banche e il sistema finanziario


guadagnano dalla differenza (spread) fra
interessi attivi e passivi dei depositi che
hanno

Le banche creano denaro nel momento in


cui emettono mutui e prestiti e questi
sono solo lontanamente legati alla
disponibilit effettiva di moneta (riserva
frazionaria)

Il debito pubblico pu e deve essere


ripagato, basta un po di austerity e far
crescere il PIL
Il ripudio del debito, luscita dallUnione
Europea sono impossibili

Ripagare il debito
matematicamente

pubblico
impossibile

Nulla impossibile ad un Popolo coeso e


informato

Il debito eterno
Schiavi di un debito che aumenta sempre e con esso il tempo dedicato a
ripagarlo

La moneta va a servire fini privati


La moneta non va dove serve il bene comune

Chi comanda non eletto


Fra debitore e creditore, il potere sta nelle mani del creditore, che pu imporre al debitore tutto
quello che vuole...

Chi produce la moneta guadagna dal debito


... e, siccome loccasione fa luomo ladro, esiste il rischio che chi guadagna dal debito abbia tutto
linteresse ad aumentarlo, questo debito...

PARTE III

Le Banconote
ed i Biglietti di
Stato a Corso
Legale

BIGLIETTI DI STATO E
BANCO-NOTE
Il biglietto di Stato, o nota di Stato, una cartamoneta emessa
direttamente dallo Stato tramite la propria zecca e non fatta stampare da
una banca centrale come oggi avviene per le banconote: per gli euro la Banca
centrale europea, per i dollari la Federal Reserve.
Esempi di biglietto di Stato sono:
le 500 lire del 1966 e del 1974, stampate direttamente dallIstituto
Poligrafico e Zecca dello Stato su direttiva del presidente del Consiglio Moro.
i biglietti da 1 e 10 scellini emessi - dal 5 agosto 1914 (il giorno dopo la
dichiarazione di guerra) al 31 luglio 1933 - dal Tesoro e non dalla Banca
dInghilterra!. Questi biglietti hanno avuto pieno corso legale e sono stati
convertibili in oro attraverso la Banca dInghilterra.
i dollari fatti stampare dal presidente Lincoln durante la guerra di secessione
(il cosiddetto greenback, o pi propriamente Demand Note) e, un secolo pi
tardi, dal presidente Kennedy tramite lordine esecutivo 11110, stampati
senza lausilio del Federal Reserve

LE BANCO-NOTE IN ITALIA

LE BANCO-NOTE IN REGNO
UNITO

LE BANCO-NOTE IN REGNO
UNITO

LE BANCO-NOTE IN REGNO
UNITO

LE BANCO-NOTE IN REGNO
UNITO

LE BANCO-NOTE NEGLI
STATI UNITI

I BIGLIETTI DI STATO IN
ITALIA - 1883

I BIGLIETTI DI STATO IN
ITALIA - 1893

I BIGLIETTI DI STATO IN
ITALIA - 1935

I BIGLIETTI DI STATO IN
ITALIA - 1944

I BIGLIETTI DI STATO IN
ITALIA - 1951

I BIGLIETTI DI STATO IN
ITALIA - 1951

I BIGLIETTI DI STATO IN
ITALIA - 1966

I BIGLIETTI DI STATO IN
ITALIA - 1974

I BIGLIETTI DI STATO NEL


REGNO UNITO AGOSTO 1914

I BIGLIETTI DI STATO NEL REGNO


UNITO OTTOBRE 1914

I BIGLIETTI DI STATO NEL REGNO


UNITO GENNAIO 1917

I BIGLIETTI DI STATO NEL REGNO


UNITO OTTOBRE 1918

I BIGLIETTI DI STATO NEGLI STATI


UNITI
I GREENBACKS DI ABRAHAM LINCOLN

I BIGLIETTI DI STATO NEGLI STATI


UNITI
1901

I BIGLIETTI DI STATO NEGLI STATI


UNITI
1928

I BIGLIETTI DI STATO NEGLI STATI


UNITI
LA MONETA DI JOHN KENNEDY

SORPRESA! LE MONETE IN
EURO!

Questa Moneta di Stato della


Repubblica Italiana, come le
famose 500 lire.
Si chiama Euro ma non della
BCE.
Quindi dovremmo chiamarla Lira
perch. se la chiami Euro. la BCE
ti frega con la propriet del nome
(come avviene oggi).
Ha parit 1:1 con lEuro ed
moneta legale a corso forzoso a
tutti gli effetti. Basta cambiarle il
nome e usarla anche per il
pagamento dei tributi.
La scomodit nelluso pu essere
risolta con lemissione di biglietti
di Stato dello stesso valore
nominale o con laccredito
elettronico su C/C o carte. Purch
tali conti e circuiti di pagamento
siano nominati in LIRE.

PARTE IV

I tributi:
imposte,
tasse, accise

A COSA SERVONO I
TRIBUTI?
Con il prelievo fiscale il sistema bancario si riappropria
dei soldi prestati allo Stato.
Lo Stato deve recuperare fiscalmente questi soldi per
pagare il debito Pubblico alle banche, appare ovvio che
lo Stato ed i cittadini non avranno pi soldi da far
circolare nelleconomia.
I cittadini saranno costretti a chiedere prestiti per pagare
imposte e non per fare investimenti.
Come si pu crescere e competere se si fanno debiti per
pagare altri debiti?

SIAMO SEMPRE VISSUTI AL DI SOPRA


DELLE NOSTRE POSSIBILIT?
C uninsulsa litania che, a forza di sentircela ripetere dai
media, diventata verit per molti di noi:
la colpa della crisi in cui ci troviamo tutta nostra perch
abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi;
siamo sempre stati degli spendaccioni, il Paese degli sprechi,
della casta e degli sperperi;
Insomma siamo stati cattivi e quindi adesso giusto che
espiamo le nostre colpe.
Di qui, anche, lutilizzo mirato di termini desunti dal gergo
cristiano come redenzione, sinistramente applicati a
strumenti di sterminio di massa come il Redemption Fund.

SIAMO SEMPRE VISSUTI AL DI SOPRA


DELLE NOSTRE POSSIBILIT?
Quando qualcuno vi dice questo, interrompetelo subito e
ditegli che STA MENTENDO: lItalia non mai stata un
Paese troppo spendaccione, come la propaganda
filoeuropea vuole farci credere.
Bisogna veramente piantarla di diffondere menzogne
autorazziste, che avallano implicitamente la rovina ed
il suicidio di tante persone devastate da una crisi
studiata a tavolino.

Dati su:
PIL,
Debito Pubblico,
Deficit Pubblico,
Saldo Primario
(differenza tra entrate
ed uscite della Pubblica
Amministrazione al
netto degli interessi) e
Spesa per interessi
dal 1980 al 2012

Il debito pubblico ebbe


una forte crescita dopo il
1981, data del divorzio tra
Banca dItalia e Tesoro,
passando dal 60% al
120% nel 1993

La spesa per
interessi esplode
subito dopo il
divorzio tra Tesoro
e Banca dItalia
passa dal 4%
all8% del PIL in
meno di 4 anni
(1981-84)

Il deficit
esplode
conseguenteme
nte negli anni
80 grazie
allincremento
incontrollato
della spesa
per interessi.
Dal 1993 al
2012 il saldo
cumulato
positivo del
saldo
primario di

Attualizzando i dati a valuta corrente (equivalente ad


Euro del 2012) si ha:

LITALIA HA PAGATO TRA


IL 1980 ED IL 2012 LA
BELLEZZA DI 3.101
MILIARDI DI EURO
EQUIVALENTI (al 2012) DI
INTERESSI, PARI AL
198% DEL PIL, UNA
CIFRA DI PROPORZIONI

IN SINTESI
Dal 1992 al 2012 IL DEBITO PASSATO DA CIRCA 1.500 A
2.000 MILIARDI DI EURO (valori 2012) RESTANDO SOPRA AL
120% DEL PIL nonostante il fatto che:
ABBIAMO PAGATO QUASI 2.000 MILIARDI DI INTERESSI
(valori attualizzati al 2012)
ABBIAMO REALIZZATO SALDI PRIMARI ATTIVI PER 740
MILIARDI (valori attualizzati al 2012), CIFRA CHE NON HA
EGUALI IN EUROPA
LItalia ha comunque fatto enormi sacrifici, con risultati sul
fronte del risanamento nulli e straordinariamente
negativi sul fronte della crescita.

PARTE V

Cosa possiamo
fare?

SENZA CAMBIARE SISTEMA, LE ALTERNATIVE


SONO UGUALMENTE DISASTROSE
Alleconomia serve pi
denaro!

No, bisogna ridurre il


debito!

(anche se questo significa pi


debito)

(anche se questo significa

Stimolare
leconomia

meno denaro)

Austerity

ADESSO CHE SAPPIAMO:


COSA POSSIAMO FARE?

CHE FARE?
INDIVIDUALMENTE
Non esistono delitti, inganni, trucchi, imbrogli e vizi che
non vivano della loro segretezza.
Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli,
rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la
pubblica opinione li getter via
Joseph Pulitzer (1847-1911)

CHE FARE?
POLITICAMENTE
Ritorno al
Sistema
Aureo

Monete alternative e/o


complementari

La moneta deve essere di


PROPRIET popolare
Il deficit dello Stato la
ricchezza dei cittadini

(allatto dellemissione)

UNA SINTESI: LE SOLUZIONI PER


LA CRISI INDOTTA DAI BANCHIERI
1. abolizionedelle leggi di ratifica deitrattati internazionaliche ci
costringono nellorganizzazione Unione Europea, nella moneta Euro e
nellEurosistema. In altre parole,uscita dalla Unione Europea,dalla
moneta Euroe dallEurosistema;
2. abolizionedi tutti gli altritrattati, tipo Basilea 3,Target 2, meno
conosciuti ma che hanno forti ripercussioniin ambito finanziario ed
economico;
3. interruzione dei negoziati o abolizione del TTIP(Transatlantic Trade
and Investment Partnership),partenariato trans-atlantico per il commercio e
gli investimenti, e delTISA (Trade In Services Agreement), accordo sul
commercio dei servizi, attualmente in fase di negoziazione, che ci
consegnano in mano alle multinazionali;
4. uscitadal trattatoWTO23(Organizzazione Mondiale del Commercio);

UNA SINTESI: LE SOLUZIONI PER


LA CRISI INDOTTA DAI BANCHIERI
6. ripudio del debitopoich odioso, tranne quello posseduto da individui
italiani;
7. rinazionalizzazionedi tutte leex industrie di Statosvendute con le
privatizzazioni;
8. emissionedi nuovamoneta di propriet del portatoreda parte del
Ministero del Tesorodella Repubblica Italiana;
9. utilizzo dellamoneta di propriet popolareper gliscopipropri
delloStato(scuola, sanit, assistenza ecc...) e perfornirela quantit
dimoneta necessaria alleconomia;
10.accreditamento delReddito Universale di Cittadinanzaderivante dal
reddito monetario da signoraggioad ogni cittadino italiano;
11.abolizionecontestuale di tutti itributi(impostedirette ed indirette, tasse,
accise, ecc.);

UNA SINTESI: LE SOLUZIONI PER


LA CRISI INDOTTA DAI BANCHIERI
12.nellattesa
dellistituzione
della
Banca
Unica
di
Stato,rinazionalizzazionedella attualeBanca dItalia, con esproprio
delle quote private;
13.restituzionedellorodellaBanca
presso la BCE;

dItaliadepositato

come

garanzia

14.nellattesa
dellistituzione
della
Banca
Unica
di
Stato,abolizionedellariserva frazionariaed elevazione della riserva al
100%. In altre parole, le banche commerciali devono prestare i soldi che
hanno in cassa;
15.nellattesa dellistituzione della Banca Unica di Stato, ritorno alla legge
bancaria del 1936 con la vigilanza sul credito;
16.nellattesa
dellistituzione
della
Banca
Unica
di
Stato,rinazionalizzazionedi tutte lebanche pubbliche privatizzatee

UNA SINTESI: LE SOLUZIONI PER


LA CRISI INDOTTA DAI BANCHIERI
18.istituzione divincoli borsistici, in altre parole,vietare la
speculazione di borsa;
19.istituzione divincoli valutari, in altre parole,vietare
lesportazione di capitali, che deve essere sottoposta
allinteresse della Nazione;
20.istituzione divincoli doganalicon contingentamenti e dazi,
sottoponendo le importazioni allinteresse della Nazione;
21.regolazione
delcambio
allinteresse della Nazione;

della

monetasottoponendolo

UNA SINTESI: LE SOLUZIONI PER


LA CRISI INDOTTA DAI BANCHIERI
22.socializzazionedi tutte le aziende italiane sopra i 100
dipendenti,
in
altre
parole,
idipendentidevono
essereproprietari dellazienda in cui lavorano;
23.confiscadi tutte leaziende private italiane vendute a
stranierie loro socializzazione;
24.messa fuorilegge di ogni associazione segreta;
25.redazione
Sociale.

di

unanuova

Costituzione

Repubblicana

LUNIONE FA LA FORZA

ALCUNE PAROLE FAMOSE


Io credo chele istituzioni bancarie siano pi pericolose
per le nostre libert di quanto non lo siano gli eserciti
permanenti(...) Se il popolo americano permetter mai alle
banche private di controllare lemissione del denaro, dapprima
attraverso linflazione e poi con la deflazione, le banche e le
aziende che nasceranno intorno... [alle banche] ...priveranno il
popolo dei suoi beni finch i loro figli si ritroveranno senza
neanche una casa sul continente che i loro padri hanno
conquistato.
Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti dAmerica

ALCUNE PAROLE FAMOSE


Fin dalla nascitale grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono
state che societ di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai
privilegi ottenuti, erano in grado di anticipare loro denaro. Quindilaccumularsi
del debito pubblico non ha misura pi infallibile del progressivo salire delle azioni
di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca dInghilterra
(1694). La Banca dInghilterra cominci col prestare il suo denaro al governo allotto per
cento; contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a battere moneta con lo stesso
capitale, tornando a prestarlo unaltra volta al pubblico in forma di banconote. Non ci volle
molto tempo perch questa moneta di credito fabbricata dalla Banca dInghilterra stessa
diventasse la moneta nella quale la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto
dello Stato gli interessi del debito pubblico. Non bastava per che la Banca desse con una
mano per aver restituito di pi con laltra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice
perpetua della nazione fino allultimo centesimo che aveva dato.
Karl Marx ne Il Capitale, 1885, Libro I, capitolo 24, paragrafo 6, Editori Riuniti, Roma 1974,
pp. 817-818

ALCUNE PAROLE FAMOSE


Nel nostro tempo ormai evidente che la ricchezza e un
immenso potere sono stati concentrati nelle mani di pochi
uomini. Questo potere diventa particolarmente irresistibile se
esercitato da coloro i quali, poich controllano e comandano
la moneta, sono anche in grado di gestire il credito e di
decidere a chi deve essere assegnato. In questo modo
forniscono il sangue vitale allintero corpo delleconomia.
Loro hanno potere sullintimo del sistema produttivo, cos che
nessuno pu azzardare un respiro contro la loro volont
Papa Pio XI, Quadragesimus Annus 106-9, 1931

ALCUNE PAROLE FAMOSE


Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo
comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo,il pubblico
forse non capir mai che il sistema contrario ai suoi
interessi.
Sherman Rothschild, banchiere, alla Ditta Kleimer,Morton e
Vandergould di New York, 26 giugno 1863
assurdo dire che il nostro Paese pu emettere $30.000.000 in
titoli ma non $30.000.000 in moneta. Entrambe sono promesse
di pagamento; ma una promessa ingrassa lusuraio, laltra
invece aiuta la collettivit.
Thomas Edison - New York Times, 1921

ALCUNE PAROLE FAMOSE


I politici non sono altro che i
camerieri dei banchieri.
Ezra Pound, poeta

PARTE VI

Rispondere
allemergenza
con la moneta
locale

LA MONETA LOCALE (DEL


POPOLO)
Della MONETA del POPOLO si tenne uno scientifico esperimento in
una cittadina abruzzese, Guardiagrele, per opera dellinfaticabile
professor Giacinto Auriti, il quale, verso la fine del luglio 2000,
nella sua qualit di fondatore e segretario del SAUS (Sindacato
Anti-USura) mise in circolazione i SIMEC (SIMboli EConometrici di
VALORE INDOTTO)
Come, ad esempio, il metro serve per misurare la lunghezza, cos
il SIMEC serve per misurare il Valore dei beni Economici (che
sono tali perch rari) ed di esclusiva PROPRIET del
PORTATORE (come esplicitamente stampato sui biglietti).

LA MONETA LOCALE (DEL


POPOLO)
Scopo di questo esperimento fu:
dimostrare la validit della scoperta, per merito di Auriti,
del VALORE INDOTTO della MONETA che egli stesso
propugn per trentotto anni
verificare in corpore vili che i cittadini possono per
convenzione creare il valore della moneta, anche
locale, senza alcun intervento n dello Stato n del sistema
bancario

LA MONETA LOCALE (DEL


POPOLO)
Rappresent un successo enorme e mise un punto fermo in materia
monetaria, laccertamento sul piano pratico e fattuale del principio
che il valore dato alla moneta solo da chi laccetta sulla
base di una convenzione, non importa se solo implicita
Sotto questo profilo, la dimostrazione provata da Auriti ebbe un
ampio successo, se vero che, come riportava la stampa locale,
loperazione economica ha rivitalizzato il commercio, prima
sopito, del paese (Il Messaggero del 12 agosto 2000)
come se avessimo messo del sangue in un corpo
dissanguato, ha affermato Auriti, cui di certo non ignoto il
messaggio cristiano

LASSESSORATO PER IL
REDDITO DI CITTADINANZA
Per quanto riguarda le modalit con le quali si dovranno
articolare esperimenti come quello di Guardiagrele, lo stesso
Auriti ha posto in evidenza come il progetto debba essere
realizzato in due fasi:
1. la prima, che si pu denominare dellavviamento, servito
a far conseguire al SIMEC quel VALORE INDOTTO che lo
oggettivizza come un bene reale, oggetto di PROPRIET DEL
PORTATORE, e che lo distinguer dalla moneta corrente non
pi soltanto formalmente, ma anche sostanzialmente;
2. la seconda fase dovrebbe consentire ai Comuni di
beneficiare del servizio econometrico, mediante un
Assessorato per il REDDITO DI CITTADINANZA, che

PER I SINDACI: DEROGARE


DALLA LEGGE ORDINARIA
La legge sullordinamento penitenziario n. 354 del 1975, allarticolo
41-bis aggiunto nel 1986 dalla cosiddetta legge Gozzini, gestiva
una situazione demergenza: al fine di evitare i contatti dentro e
fuori dal carcere con altri detenuti appartenenti alla medesima rete
criminale, ai reclusi condannati per reati di mafia, terrorismo e altri
reati estremamente gravi venivano in via eccezionale interdetti i
colloqui, la permanenza allaria aperta, la corrispondenza. Il regime
carcerario era per costoro talmente severo al punto da spingere le
istituzioni europee a contestare alle autorit italiane il ricorso alla
tortura e a trattamenti inumani e degradanti.
La legge Reale (n. 152/1975) introduceva, invece, disposizioni
speciali a tutela dellordine pubblico prevedendo la possibilit di
custodia preventiva anche in assenza di flagranza di reato e

PER I SINDACI: DEROGARE


DALLA LEGGE ORDINARIA
Larticolo 32 della Carta costituzionale sancisce il sacrosanto
principio secondo cui nessuno possa essere obbligato a un
determinato trattamento sanitario. Prevede per che a questa
regola si possa per legge derogare. Anche qui si tratta di
casi di emergenza: epidemie o casi di patologie mentali che
possono mettere a repentaglio la salute pubblica.
La stessa Organizzazione delle Nazioni Unite, che nel 1966
volle regolamentare attraverso una Convenzione i diritti civili e
politici, stabil che ai principi contenuti in quel solenne Atto si
potesse derogare in virt di uno stato di emergenza.

PER I SINDACI: DEROGARE


DALLA LEGGE ORDINARIA
Gli esempi riportati dimostrano, quindi, non solo quanto sia
possibile derogare dalla legislazione ordinaria in caso
di necessit cogente, ma anche come tale deroga possa
addirittura andare a operare nei settori pi delicati e
comunemente intangibili dellorganizzazione della vita
civile:
la privazione della libert personale,
la violenza legittima,
il diritto alla salute,
i diritti politici.

LA SITUAZIONE ATTUALE DI
EMERGENZA?
Ora il busillis sta tutto nellindividuare in quali casi si possa parlare di
situazione demergenza.
La attuale degenerazione sociale causata da quella che viene
eufemisticamente definita crisi economica pu essere considerata in tale
fattispecie?
Ragioniamo in prima istanza in termini di pubblica sicurezza: i reati violenti
di natura patrimoniale, indotti dalla spasmodica ricerca di denaro di sempre
pi larghe fasce di popolazione che ne sono state private, stanno subendo un
incremento esponenziale. Senza volerci addentrare in dati statistici, lallarme
tangibile per chiunque viva in una qualunque citt italiana; la stampa riporta tali
eventi a tamburo battente, il senso di insicurezza sul territorio sempre pi
tangibile. Tale situazione, inoltre, in determinate zone del Paese, porta fiumi
dacqua al mulino delle organizzazioni criminali che spesso vengono definite il
pericolo numero uno per le istituzioni e per la convivenza sociale.

LA SITUAZIONE ATTUALE DI
EMERGENZA?
Parliamo poi della questione dei suicidi:
La morte auto-inflitta non comunemente considerata (per via di
una certa censura e per una diffusa ignoranza in materia) un
fenomeno emergenziale. Nulla di pi sbagliato. LOrganizzazione
Mondiale della Sanit nel 2000 ha diffuso dei dati che parlano di una
morte per suicidio ogni 40 secondi e di un tentativo di suicidio ogni 3
secondi; per rendere lidea, ci significa che muoiono suicidi pi
uomini di quelli che perdono la vita in tutti i conflitti armati della
Terra e in tutti gli incidenti stradali.
E si badi: sono dati del 2000, di molto precedenti allattuale
esasperazione della crisi economica che stata tristemente
caratterizzata da un incremento esponenziale del fenomeno. La
stessa OMS ha ravvisato nel suicidio unincidenza sociale tale da

RISPONDERE ALLEMERGENZA
CON LA MONETA LOCALE
Quale conseguenza deve derivare, in contesto istituzionale,
da questa affermazione?
Semplice:
che
in
ragione
della
situazione
emergenziale si possa e si debba derogare alla
legge ordinaria e ai trattati al fine di porvi rimedio, o
comunque di arginarla.
Un valido strumento dazione potrebbe essere ad esempio
quello dellemissione, da parte dei Comuni, di uno
strumento monetario alternativo e complementare
allEuro, pervenire incontro alle esigenze vitali di
sopravvivenza economica della popolazione.

RISPONDERE ALLEMERGENZA
CON LA MONETA LOCALE
A questa ipotesi viene comunemente contrapposta la norma
enunciata dal Trattato sullUnione Europea per cui solo alla
BCE consentita lemissione monetaria.
Ma proprio quanto inizialmente esposto che dovrebbe
indurre la autorit a ritenere di dover derogare da questa
disposizione internazionale in virt di una situazione di
necessit ed estrema urgenza, una situazione di
emergenza sociale.
I Comuni hanno teoricamente il potere di imporre
questa linea?

RISPONDERE ALLEMERGENZA
CON LA MONETA LOCALE
Spettano al comune tutte le funzioni amministrative che riguardano
la popolazione ed il territorio comunale, precipuamente nei settori
organici dei servizi alla persona e alla comunit, dell'assetto ed
utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico, salvo quanto
non sia espressamente attribuito ad altri soggetti dalla legge statale
o regionale, secondo le rispettive competenze. (articolo 13 T.U.E.L)
A conferma di quanto sopra, larticolo 112 del T.U.E.L. enuncia che:
Gli enti locali,nellambito delle rispettive competenze, provvedono
alla gestione dei servizi pubblici cheabbiano per oggetto produzione
di beni ed attivit rivolte a realizzare fini sociali e a promuoverelo
sviluppo economico e civile delle comunit locali.

RISPONDERE ALLEMERGENZA
CON LA MONETA LOCALE
Lart. 119 Costituzione, prevede per i Comuni (Province,
CittMetropolitane e Regioni) autonomia finanziaria di
entrata
e
di
spesa,
tributi
ed
entrate
propri,compartecipazione al gettito di tributi erariali riferibili
al loro territorio nonch un fondoperequativo per i territori
con minore capacit fiscale per abitante.
Prevede, altres, che le risorse di cui sopra consentano al
Comune difinanziare integralmente le funzioni pubbliche loro
attribuite.

RISPONDERE ALLEMERGENZA
CON LA MONETA LOCALE
Oltre a ci, lart. 7 del Decreto Legislativo 112/1998 prevede la
devoluzione alle regioni e aglienti locali di una quota delle
risorse erariali tale da garantire la congrua copertura []
deglioneri derivanti dallesercizio delle funzioni e dei compiti
conferiti
nel
rispetto
dellautonomia
politica
e
di
programmazione degli enti; in caso di delega regionale agli
entilocali, la legge regionale attribuisce ai medesimi risorse
finanziarie tali da garantire lacongrua copertura degli oneri
derivanti dallesercizio delle funzioni delegate, nellambitodelle
risorse a tale scopo effettivamente trasferite dallo Stato alle
Regioni.

RISPONDERE ALLEMERGENZA
CON LA MONETA LOCALE
Dal dettato dellart. 54 T.U.E.L. emerge, inoltre, che il
Sindaco, sempre nella sua funzione diufficiale di Governo:
emana atti in materia di ordine e sicurezza pubblica,
svolge funzioni in materia di polizia giudiziaria, vigila sulla
sicurezza
e
lordine
pubblico,
adotta
Ordinanzecontingibili ed urgenti in caso di pericolo
per lincolumit dei cittadini.

RISPONDERE ALLEMERGENZA
CON LA MONETA LOCALE
necessario ricordare, inoltre, che il Sindaco opera come
Ufficiale di Governo ancherelativamente ad altre funzioni
sulla base di norme di settore (ad es. in base alla Legge
833/78 inmateria di sanit).
Il Sindaco che esercita le funzioni di Ufficiale di Governoo di
autorit sanitaria non un organo del Comune, ma dello
Stato.
Tale
principio
viene
chiaramente
sostenuto
dalla
giurisprudenza, ultimamente si pronunciata in proposito la
Corte di Cassazione.

RISPONDERE ALLEMERGENZA
CON LA MONETA LOCALE
In tema di poteri e funzioni del Sindaco la giurisprudenza ha avuto modo
di pronunciarsi pivolte; punto di notevole interesse quello relativo al
potere di ordinanza del Sindaco medesimo.
Circa tale aspetto, il Consiglio di Stato ribadisce che: noto che
presupposti che si richiedonoper ladozione dei provvedimenti
contingibili ed urgenti sono ai sensi dellart. 38 comma 2, l. 142/1990
da un lato, limpossibilit di differire lintervento ad altra data in
relazione alla ragionevole previsione di danno incombente(donde
il carattere dellurgenza); dallaltro, limpossibilit di provvedere con
gli
ordinari
mezziofferti
dalla
legislazione
(donde
la
contingibilit). (Consiglio di Stato, sez. IV, 13 ottobre 2003, n. 6168)

UTILIZZARE LE ORDINANZE
CONTINGIBILI ED URGENTI
Proprio per i punti ed i passaggi messi in evidenza, i Sindaci possono
operare conprovvedimenti (ordinanze) contingibili ed urgenti in
materia di sanit e sicurezza dotandosi di strumentistraordinari
rispetto a quelli previsti dalla legislazione.
Lo strumento monetario previsto dalla legge (lEuro) pu essere
sostituito con uno strumento monetario alternativo estraordinario
rispetto a quello forzoso per prevenire problemi di salute pubblica
mentale dovuti alla crisi monetaria ed alla angoscia sociale che
sono le cause di problemi di sicurezza pubblica quali gestiestremi
violenti che potrebbero coinvolgere la comunit (drastici suicidi,
esplosioni, messe a fuoco, stragi) ed evitare lincremento del
crimine dovuto alla affannosa ricerca di soldi.

PARTE VII

Canto XLV - Con


usura
Ezra Pound

Con usura nessuno ha una solida casa


di pietra squadrata e liscia
per istoriarne la facciata,
con usura
non v chiesa con affreschi di paradiso
harpes et luz
e lAnnunciazione dellAngelo
con le aureole sbalzate,
con usura
nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine
non si dipinge per tenersi arte
in casa ma per vendere e vendere
presto e con profitto, peccato contro natura,
il tuo pane sar staccio vieto
arido come carta,
senza segala n farina di grano duro,

Pietro Lombardo non si fe con usura


Duccio non si fe con usura
n Piero della Francesca o Zuan Bellini
ne fu La Calunnia dipinta con usura.
LAngelico non si fe con usura, n Ambrogio de Praedis,
nessuna chiesa di pietra viva firmata: Adamo me fecit.
Con usura non sorsero
Saint Trophine e Saint Hilaire,
usura arrugginisce il cesello
arrugginisce arte ed artigiano
tarla la tela nel telaio,
nessuno apprende larte dintessere oro nellordito;
lazzurro sincancrena con usura;
non si ricama in cremisi,
smeraldo non trova il suo Memling

FINE

Grazie