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Stando al racconto di Marco, Ges, dopo il

suo battesimo, sta muovendosi in Galilea


da circa una settimana. In pochi giorni ha
gi perforato la quotidianit di quella gente
e, con parole efficaci e gesti semplici, ha
restituito una nuova visone della vita e della relazione con Dio. Il tutto non indolore. Gruppi di dotti stanno esaminando il
suo operato e lo mettono al vaglio: il bisogno di purificazione del lebbroso stato
esaudito prontamente; la paralisi dell'uomo
portato in barella dagli amici stata curata
rimettendone i peccati... ora perch infrangere la legge rendendosi impuro mangiando con dei pubblicani e peccatori? Chi
misura l'agire di Ges con il parametro del

rispetto della legge lo trover contraddittorio e sovvertitore. Chi lo interpreter con la


cifra consegnata da Dio stesso ai patriarchi
e ai profeti ( Misericordia io voglio e non
sacrifici) vedr in lui il Messia promesso.
Il problema non poi solo come interpretare, ma anche come porsi nei confronti di
Ges. Meglio fare gli spettatori o i protagonisti dei sui incontri? Meglio essere neutri
osservatori dei fatti o riconoscersi tra i non
sani, i malati, i peccatori per cui egli
venuto?
E ancora... pensando in termini di
evangelizzazione: oggi, noi che riteniamo

di essere credenti, siamo a disposizione di


chi gi bravo e buono o ci sentiamo
chiamati a rivolgere attenzioni e passione
missionaria a chi non conosce Ges, la sua
salvezza, a chi ancora, per mille motivi,
non apprezza la proposta del Vangelo?
Signore, rendici consapevoli del nostro
bisogno di salvezza e della tua salvezza.
Rendici disponibili all'incontro con te,
liberi da pregiudizi e da vanit, solo capaci
di accogliere il tuo amore senza limiti. Fa'
che nessuno di noi sia di ostacolo ad altri
nell'incontrare e accogliere Te.