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Venuta la sera, di discepoli di Ges, decidono di tornare alla normalit di Cafarnao: pu darsi che si sentivano un po'

confusi, delusi: la folla voleva proclamare Ges re, ed egli fugge e si nasconde da
essa!
L'evangelista con il suo linguaggio simbolico esprime questa confusione con il
buio, il mare agitato, il vento forte; la natura riflette lo stato d'animo dei discepoli,
soli, senza la presenza di Ges. Ges arriva camminando sulle acque agitate e subito c' calma e si giunge alla sponda. I
discepoli hanno paura e Ges li rassicura:
"Sono io, non abbiate paura!". Cos egli
si rivela loro come Colui che opera prodigi: sfama la folla miracolosamente, cam-

mina sulle acque, comanda ai venti...


Questa una scoperta fondamentale anche per noi oggi: Ges opera ancora nell'esperienza umana di ogni giorno; tocca
ad ognuno, illuminato dalla parola e dell'Eucaristia. imparare a riconoscere la sua
presenza dinamica.
Ges, Pane di Vita, fammi pi consapevole della tua presenza nascosta nella mia
quotidianit; che io possa udire come i
discepoli nella tempesta: "Sono io, non
temere!"