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Sicche e ancora una volta possibile porre che la soppressione degh atti cui si e accennato (fatture e documenti concernenti

lavori di ristrutturazione realizzati a Trieste sugli appartamenti di Domenico RAGNO) siano espressione del maldestro tentativo posto in essere dal funzionario infedele di occultare prove concernenti l' illecita interversione del possesso di denaro pubblico, destinato a opere di edilizia scolastica.

Tanto risulta essere provato al di 13 di ogni dubbio ragionevole: gia si e detto che il funzionario infedele RAGNO compromette definitivamente la posizione sua III relazione a fatti di peculato e di corruzione dove perentoriamente intima ad Alessandro GAMBARO: lise ti chiamano tu non sai niente! ricordati che I 'unica cosa sulla quale mi possono attaccare e Trieste perche ... l 'unica e Trieste ... " (conversazione tra presenti intercettata il 22 marzo 2010, cfr. pag. 8 punto E in informativa di sintesi n.205589 di data 13/5/2010 e documentazione richiamata).

***

In altri casi, I' esame di fatture emesse nei confronti della Provincia di Venezia dagli imprenditori appartenenti al catalogo dei "favoriti", soppresse da Domenico RAGNO e per buona sorte reperite dagli inquirenti nel cassonetto di immondizie, rivela il dato di una sorprendente genericita delle opere in relazione allc quali intervengono a saldo i relativi pagamenti.

Siadatoconsiderare,esernplificativamehte,il dato della fattura distinta da n. 12/08 del 7 aprile 2008 (cfr. punto I del verbale di acquisizione 1 marzo 2010, in allegato 8

, all' informativa di sintesi n.205589 di data ]3/5/2010). Tale fattura viene emessa da "GAMBARO Impianti" per la realizzazione di "opere edili ed affini" (sic!) realizzate a Villa Martinelli (RAGNO e CARLON provvedono a liquidarla due giorni dopo, il 9 aprile 2008).

so

Analoghe considerazioni valgono per quel che concerne la liquidazione della fattura distinta da n.13/08 relativa a "opere edili ed affini" (COS] nel testa del documento reperito nel cassonetto) per lavori intervenuti suI corpo della palestra "Ex-Serio" (cfr. punta 8 del verba!e di acquisizione 1/3/2010, in allegata 8 ad informativa di sintesi n.205589 di data 13/05/2010), 13 dove all' esito di sopralluogo operato pres so gli edifici e gli impianti di detta palestra, sita in via Valle a Portogruaro, gli inquirenti accertano che 10 state di cose presente non gi ustifica "nemmeno lontanamenie" il milione e mezzo di euro corrisposto ad imprenditori facenti parte del cartello dei favoriti descritto in imputazione sub A) (si rinvia, ancora una volta, sul tema, alla considerazione degli esiti documentati a pagina 7 e 8 della relazione di sintesi redatta a cur a della Guardia di Finanza, atto di data 8.2.2010 e agli atti ad essa allegati e da essa richiamati) .

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Conc1udendo

allo state degli atti, l' evidenza probatoria disponibile,

evinta dalla documentazione illecitamente soppressa da Domenico RAGNO

e

per

buona

sorte

reperite

dagli

inquirenti

nell'immondizia

(atti di "determinazione provinciale", corrispondenti fatture emesse nei confronti del plesso amministrativo di appartenenza dell'indagato da imprenditori illecitamente favoriti, oggetto di intervenuti pagamenti a saldo) predica in modo piu che concludente dell'illecita interversione del possesso di denaro pubblico gestito da! funzionario, destinato per 10 pili ad opere di edilizia scolastica.

Nei casi in cui gli inquirenti hanno ritenuto opportuno approfondire di cosa rea/mente constino i lavori pubblici cui gli atti amministrativi soppressi si riferiscono, e emerso che, a fronte di un notevolissimo impegno di spesa da parte della Provincia di Venezia detti lavori non sono stati realizzati 0 ]0 sono stati in

,

minima parte.

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Come fondatamente sostenuto in tesi daccusa, tali conclusioni trovano ulteriore e preciso riscontro nella "privatissima" documentazione concemente 1a ristrutturazione delle due unita immobiliari possedute a Trieste da Domenico RAGNO, del pari soppressa e reperita illS febbraio 20] 0 nel cassonetto di immondizie, la dove, nel pili diligente dei modi tale indagato mette in ordinato e preciso confronto le SOlTIme che avrebbe dovuto agli imprenditori (quale privato committente) a fronte di quelle che ha corrisposto loro quale funzionario infedele. In tali prospetti (cfr. allegato 8 all'informativa di sintesi n.205589 di data 13/5/2010), Domenico RAGNO annota di avere realizzato sulle due unita immobiliari possedute a Trieste opere di ristrutturazione per 165.000 euro (cfr. punto 10, ultima pagina del verbale di acquisizione di data 1/3/20] 0, in allegato 8 ad informativa n.205589 di data 13/5/2010). A tale indicazione segue l'inventario di somme pagate di volta in volta, agli imprenditori appartenenti al catalogo dei favoriti norninati in imputazione sub A). Le due grandezze sono poste a confronto dallo stesso funzionario infedele che registra una differenza tra il primo e il secondo ammontare dell'ordine di 14.448 euro.

Pure vale richiamare che tra la documentazione soppressa da Domenico RAGNO, reperita iI 15 febbraio 2010 neI cassonetto di immondizie, gli operatori di p.g. reperiscono un ultcriore promemoria. Si tratta del catalogo relativo a forniture di mobili ed elettrodomestici procurata al funzionario infedele dal corruttore Dario GUERRIERI: stando a tale nota, alla data del 12 gennaio 2008, il val ore dei beni ricevuti dalfunzionanoinfedele-per suopersonale profitto ammonta a oltre 63:000 euro; seguendo 1a logica di raffronto sopra descritta, a fronte di tale dato,

. Domenico RAGNO registra con cura il catalogo delle erogazioni illecitamente pro curate al medesimo GUERRIERI, di fatto assommanti ad un importo analogo, pure specificando a quali fatture concernenti fomiture di beni apparentemente rese da tale imprenditore alla Provincia di Venezia ciascuna di quelle erogazioni S1 riferisca.

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§.6

Ulteriori elementi di prova pertinenti all'Ipotesi di "corruzione' definita sub A). Malgoverno di funzioni in fase di esecuzione dei lavori, in fase di controllo di congruita e in fase di lorn "Iiq uidazione".

Come sia possibile che i rapporti di corruzione descritti abbiano potuto prendere forma, strutturarsi in programma e permanere, senza che a turbare il loro andamento abbia potuto concorrere I' esperimento di controlli, e difficile dire. II funzionario Rodolfo ANDREOTTI, uomo di fiducia di CARLON, subaltemo al dirigente anche nel reato, accenna a questa tema: significativa, in tal senso e la conversazione del 3 luglio 2009, intervenuta tra la sua persona e Rino SPOLADOR, capofila del cartello di imprese illecitamente favorite, riguardante l' esecuzione di lavori che I' imprenditore sta realizzando a Venezia, a San Servolo, per conto della Provincia, senza formale aggiudicazione dell'appalto, senza contratto, senza puntazione alcuna: all'apprensione ragionevolmente manifestata da Rino SPOLADOR, che chiede all'interlocutore di volere dare una qualche forma all' impegno suo, l' ex funzionario della Provincia di Venezia, oggi consulente della manomessa stazione appaltante, rammenta causticamentc che, come sa, non ha bisogno di alcuna "determina" forrnale per lavorare per conto della Provincia di Venezia (come da conversazione distinta da n.23 del 16.9.2009 in RIT 1074/09, in allegate 8 ad inforrnativa 8.2.2010, pagina690).

Gli e che i rapporti di corruzione osservati sono tanto strutturati da portare 1 funzionari infedeli a farsi essi stessi ispiratori di espedienti volti ad abbattere

costi delle opere appaltate aIle imprese illecitamente favorite prova ne e

che il 16 luglio 2009, Domenico RAGNO ingiunge a Silvano BENET AZZO di realizzare gli interventi di copertura dell' edificio della palestra di Portogruaro

senza stare a perdere tempo, provvedendo alIa po sa delle tegole nllove

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senza rimuovere Ie vecchie (come da conversazione distinta da n.4 70 del 16 luglio 2009, in RIT 754/09, cui e farro cenno in nota 160 ad infonnativa di sintesi n 5384 di data 8 febbraio 2010, provvisoriamente trascritta in allegato 7, pagina 470).

Allo stesso modo e per l'identico scopo, il 30 giugno 2009 Domenico RAGNO raccomanda ad Alessandro GAMBARO, intento nell'esecuzione dei lavori che per conto della Provincia sta realizzando presso la sede del Commissariato di Portogruaro, di andare per Ie spicce e di gettare il solaio direttamente in terra: espediente comodo ai fini di riduzione dei costi di impresa, rna talmente grossolano da suscitare 10 sdegno della stesso favorito (come da conversazione distinta da n .612 in RIT 799109, cfr. nota 161 ad informativa di sintesi 8.2.2010 n.54384).

Sennonche, pure e provato che il 19 ottobre 2009, in relazione a1 medesimo cantiere del Commissariato di Portogruaro, Domenico RAGNO ordini a funzionari del proprio ufficio di liquidare 300.000 euro ad Alessandro GAMBARO

per uno stato di avanzamento CUI lavori devono ancora unziare

cosi fonte-GAMBARO, in sede di interrogatorio di data 21 luglio 2010, 13. dove evidenzia che, bene al di hi del momento critico della "scelta del contraente", I' accordo corruttivo investe l' esecuzione dei lavori e jinanche la loro "liquidazione" e 1a valutazione di congruita delle opere realizzate, essendo appunto emblematica di tale degenerazione il caso dei lavori realizzati dalla sua persona, presso detto cantiere, pagati e approvati prima del loro incipit (a costituire riscontro inequivoco di tale affermazione e la telefonata distinta da n. 1250 in RIT n.l 072/09, in nota] 65 nel testa dell'informativa n 54384 di data 8/02/2010, Ia dove Domenico RAGNO ordina ad una sua collaboratrice di procedere speditamente con la liquidazione dei 300.000 euro relativi allo "state davanzamento" dei lavori cui accenna GAMBARO).

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Gia 51 e accennato nel paragrafo che precede aJ fatto che il 17 ottobre 2009 il funzionario della Provincia Mirco Giovanni BENETELLO confessa di avere reiteratamente contra((atto - su incalzanti richieste di Domenico RAGNO - Ia firma apparentemente riferibile a "CARLON" su ordini, man dati di pagamento e determinazioni dirigenziali necessarie alla liquidazione di somme di denaro da parte dell 'Ente. Gia si e detto che 10 stesso BENETELLO evidenzia che tali atti di Jiquidazione, ideologicarnente e materialmente falsi, significano illecita interversione di somrne di denaro, e percio "peculate" (posto in essere da RAGNO all' insaputa della stesso CARLON).

Occorre a questa punto bene evidenziare che, resipiscente, a distanza di alcuni giomi da tale denuncia, 10 stesso funzionario BENETELLO presentava copia degli atti di liquidazione da lui formati su sollecitazione di Domenico RAGNO (come da informativa di sintesi distinta da n. 54384 di data 8/2/2010, pag. 34 e documentazione richiamata). Tra questi, l'atio di liquidazione distinto da n.6292 di data 13 ottobre 2008, apparentemente riferito a lavori di restauro della palestra "'ex Serio", emesso per il non modico importo di 24.657 euro, somma liquidata aU'impresa gestita da Dario GUERRIERI (la stessa, si noti, incaricata al funzionario infedele a consegnare la fornitura elettrodornestici a casa del figlio) ha sus citato 1a curiosita degli operatori di p.g., anche considerato il notevole numero di "determine" emesse in relazione a tale intervento. Veniva percio svolto un sopralluogo presso la palestra "ex Serio" sono stati oggetto di attenzione da parte degli inquirenti (cfr. nota 64 alla relazionen. 54384di data &/2/2010) con tanto di escussione di un insegnante di educazione fisica da anni in servizio presso l'Istituto, dal quale si apprende che gli unici lavori svolti presso 13 palestra consistono nella consegna di due canestri usati che gli insegnanti di educazione fisica hanno provveduto a montare da se (come da verbale in allegato 6 alIa relazione distinta da nJI0807 de122/07/2010). Di fatto, all'esito di sopralluogo operato presso gli edifici e gli impianti della palestra "ex Serio", sita in via Valle a Portogruaro, gli inquirenti accertano che 10 stato di cose presente

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c c non pare giustificare, nemmeno lontanamente, Ie esorbitanti somme di denaro cui e fatto cenno"; ed analiticamente : 8160 euro stanziati in via di urgenza per ]'adeguamento dell'impianto di basket; 100.000 euro per rifacimento del tetto dell' edificio; ed ancora, 600.000 euro per rifacimento del tetto, del parquet e della finestratura, degli impianti termici e degli spogliatoi; ed ancora, 750.000 euro per ristrutturazione, recupero, riqualificazione funzionale e adeguamento normativo (si rinvia, sul tema, alla considerazione degli esiti documentati a pagina 7 e 8 della relazione di sintesi redatta a cura della Guardia, atto di data 8.2.2010 e agli atti ad essa allegati e da essa nchiamati) .

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Ed aneora, occorre evidenziare che con den uncia di data 16 novembre 2010 1 'Uffieio Legale della Provincia di Venezia comunicava alla Procura della Repubblica che i lavori di ristrutturazione di Palazzo Fasolo a Portogruaro, oggetto di assegnazione ad Alessandro GAMBARO con atto di determinazione provinciale distinto da n. 207/2009, il cui prirno "state di avanzamento lavori" risulta essere stato Iiquidato per 143.010 euro con atto 16 settembre 2009 da Domenico RAGNO e da Claudio CARLON, non risultano essere stati realizzati (neppure risultando essere stato proposto il relativo progetto esecutivo), come contestato nel testa dell'imputazione di riferimento provvisorio, sub D).

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Per altro verso.Ta prova dena perseveranza deliriquente dei gestori delle imprese il1ecitamente favorite nel fatturare falsamente nei confronti dell' offesa Provincia Qi Venezia forniture di beni in realta erogate per il personale profitto dei funzionari indagati deriva immediatamente e inequivocamente da esiti di intercettazione telefonica legittimamente disposta e correttamente operata. Sia dato considerarli. Tali esiti dimostrano quale sia la reale destinazione dei beni pagati con denaro pubblico, per 10 pili attingendo a fondi destinati all' edilizia scolastica.

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II 10 settembre 2009 viene intercettata 1a telefonata distinta da n.226 (in RIT 1072/09, efr. nota ] 34 e Allegato 26 ad informativa 54384 di data 8/2/20]0, pagma 813). La conversazione interviene tra Domenico RAGNO ed il coindagato Dario GUERRIERl. Nel contesto della medesima il funzionario corrotto chiede all'interlocutore di fargli recapitare a1 pili presto elettrodomestici (un frigorifero, una lavatrice e una asciugatrice) presso I'abitazione del figlio Fabrizio, a Meolo di Venezia, via Marconi 1. Sei giorni dopo, il 16 settembre 2009 10 stesso RAGNO rende al nominato GUERRIERI disposizioni sulla formazione della falsa fattura da emettere : riguardi, cosi dispone il p.u., la "fornitura materiali d'arredo per istituti scolastici di competenza" (come da conversazione distinta da n.374, in RIT 1072/09). Detta fomitura viene erogata il 25 settembre 2009; e gli elettrodomestici (frigorifero, lavatrice e asciugatrice), meno che a istituti scolastici, sono consegnati a1 destinatario Domenico RAGNO, pres so I'abitazione dell'ignaro figlio Fabrizio (gli esiti del servizio di osservazione e pedinamento discretamente operato si trovano documentati in atti, insieme aIle trascrizioni provvisorie delle conversazioni telefoniche di riferimento come da annotazione in allegato 27 alIa relazione n. 54384 di data 8/2/2010, pagina 849 della documentazione d'indagine). Nel contesto di tale ultima conversazione telefonica, Domenico RAGNO ha riguardo all'importo della spesa, pari a 996 euro che trova esatto riscontro nella fattura distinta da n. 33/09 di data 11 settembre 2009, pedissequamente emessa da GUERRIERI Dario nei confronti della Provincia di Venezia per':rOrnztura materiali d 'arredo per istituti scolast ici di competenza" (efr allegato 4 aIla relazione n. 392084 di data 22/9/2010, pagina 2222 della documentazione d'indagine).

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§. 7

Ulteriori elementi di prova pertinenti all'ipotesi di "corruzione' definita sub A).

Analisi delle "determinazioni dirigenziali" (c.d. "determine") acquisite presso l'Amministrazione di appartenenza dei funzionari indagati.

Accertamento della prassi fraudolenta

del 'jrazionamento"delI'opera da appaltare, in pill gare.

Gli esiti d'indagine permettono di porre che nella prassi cnmmosa osservata, al malgoverno della norma concernente la "forma" della gara da indire, sempre si associa l'iniziativa fraudolenta III fase di "scelta del contraente". Gia si e detto che l'apporto dei due funzionari indagati, CARLON e RAGNO risulta essere di massima efficienza in fase di presentazione e di definizione dei contenuti tecnici ed economici delle offerte proposte dalle imprese favorite, lit dove risultano essere ordinariamente praticati ad arte ribassi assat elevati, nella prospettiva di un "recupero" della differenza, a seguire; e, cioe, in fase di esecuzione dell'appalto, con l'espediente del pari fraudolento di ingannevoli varianti in corso d' opera 0 dell'ingenerata apparenza di maggiori spese (vedi supra §.2).

L' apporto dei -due funzionari indagati CARLON e RAGNO nell' attuazione del descritto programma di frode e non meno efficace quando si tratta di '~[razionare" ad arte l'opera da appaltare, allo scopo di potere procedere senza vincoli, senza previa pubblicazione del bando di gara e/o in forma di assegnazioni "negoziate e dirette" (la cui arnmissibilita e circoscritta per legge al rispetto di precis! "valori-Iimite" dei lavori da realizzare).

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Da intercettazioni telefoniche correttamente operate emerge che, a1 fine di e1 udere i lirniti propri dellaggiudicazione di contratti pubblici "senza previa pubblicazione di bando di gara" (cfr.: art. 57 D .Lgs. n.163/2006), gl: indagati funzionari della Provincia di Venezia siano usi "frazionare" I' opera da appaltare in pill gare. Esemplificativamente, nel contesto della conversazione che interviene

~ il 29 ottobre 20] 0 tra il funzionario Filippo BARBIERI e limprenditore Giampaolo

......._---,~----- ""----~~------------,,-- --_ - _-

BORTOLOZZO, gestore della favo~t~~'!§_<;:)'JOcotJSUvr~NGINEERING s.r.l.",

il pnmo rende edotto il secondo del prossuno esperimento di una "gara su forniture" che, a ngore, non dovrebbe superare certo valore-limite (duecentomila euro). E' a questa punto BORTOLOZZO a suggerire a1 funzionario I'espediente da utilizzare: quello di "togliere alcune voci" e di effettuare una "gara grossa" entro il valore-Iimite; e di procedere subito poi per il res-iduo, con assegnazioru immediate e dirette (pure suscitando immediata approvazione deIl'interlocutore, come da conversazione distinta da n. 2414 in RIT 1073/09, cfr. nota 166 ad inforrnativa di sintesi n. 54384 delI'8/2/2010 e trascrizioni provvisorie richiamate).

***

Sennonche, l'analisi della "detenninazioni dirigenziali" acquisite presso la Provincia di Venezia (c.d. "determine") relative alle gare gestite nel corso del tempo dai funzionari indagati, RAGNO e CARLON, dimostra che gli interventi da realizzare in epoca coincidente sul corpo della stesso edificio sono ordinariamente "frazionati" ad arte, al fine di procedere in forma di assegnazioni "negoziate" e dirette 9, con costante aggiudicazione dei lavori aIle imprese assistite da

9 Si osserva, a margine, che analogamente a quanto previsto dalla previgente legge Merloni in materia di opere pubbliche, il D.L.vo 12 aprile n.163 (cfr. artt. 54, 55, 56, e 57 in materia di procedure di scelta del contraente) ammette la procedura c.d. "negoziata" in caso di esperimento di una preventiva proccdura e.d. "aperta", ristretta 0 di dialogo competitive senza presentazione di offerte 0 con offcrte irregolari 0 inamrnissibili sempre entro il limite di val ore contrattualc di un milionc di euro e a condizionc che non siano

modificate le iniziali condizioni del contratto Pure occorre precisare che per valutare la sussistcnza di questultimo requisito, si deve avere riguardo al val ore del contratto aggiudicato, non esscndo ammissibile, sia pure allesito di procedura negoziata 10 stralcio in sede di aggjurlicazir"lf' di una ;:,art{~

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illecito favore, appartenenti al cartello descritto In imputazione sub A), di plurimi lavon, il cui importo, unitariamente considerato avrebbe imposto il ricorso ad una gara d'appalto con procedura "aperta" e con pubblicazione del bando di gara. Con quale vulnus dei principi di trasparenza e imparzialita, di buon andamento e necessaria concorsualita, e facile intendere.

***

Chiari esempi del modo di procedere descritto, e, percio, di adozione "contra ius" di procedure di aggiudicazione meno garantite, al preordinato scopo di favorire Ie imprese del "cartello" privilegiato, risultano essere costituiti:

(1) dai lavori di riqualificazione dell 'Isola di San Servolo ; (2)dagli interventi realizzati suI Palazzo della Provincia, a Ca' Corner;

e

(3 )dagli interventi realizzati suI corpo di Villa Martinelli a Portogruaro .

Nel caso particolare di questi tre importanti cantieri, "(razionata" ad arte l' opera da appaltare in pill gare, strurnentalizzata la forma procedimentale negoziata e diretta, tutti gli incarichi risultano essere stati affidati alle imprese appartenenti al "carteIlo" illecitamente privilegiato (come da prospetti cornunicati in Allegato I alla relazione distinta da n. 419301 di data 11 ottobre 2010, in atti).

delJ'appaJto ovvero la modifica di condizioni contrattuali rispetto a quanta originariamente indicato nel bando di gara.

La procedura c.d. "negoziata" e amrnessa, altresi, in caso di fallimento delloriginario aggiudicatario ( art. 140).

La procedura c.d. "negoziata" e ammessa, ancora, senza limiti di valore, in una serie Iimitata di casi. estranei a quelli oggetto di considerazione in questa sede, in cui, per ragioni di peculiarita della prcstazionc, non siano eccczionalmente determinabili in via preliminare i prezzi, 0 per ragioni di estrema urgenza, o per prestazioni cornplementari del contraente originario ovvero per prestazioni di particolarissimo contcnuto (ricerca, spcrimer.tazicnc, prcstazicni di contenuto tecnicc artistico 0 in materia u~ J.irilli esclusivi)

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Ed analiticamente :

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uanto concerne i Iavori di ri ualificazione d 11'Isola di San Servolo

a "RG IMPIANTI": 19 "determine", per 770.312 euro

a "FLLI BENET AZZO": 14 "determine" per 695.777 euro a "BENET AZZO GROUP": 1 "determina" per 32.058 euro a "IL SERRAMENTO": 1 "determina" per 19.900 euro

a VITA MAURO: 8 "determine" per complessivi 244.962 euro

a GUERRIERI DARlO: 6 "determine" per complessivi 141.851 euro

a TECNOCONSULT SER VICE: 12 "determine" per complessivi 431.335 euro a BORDIN FIORENZO : 13 "determine" per complessivi 461.178 euro

... __ .J)el-compleSST\7t£.T9t~·47~.euro

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in ragione di lavori assegnati senza gara 'appalto

(2)

quanta agli interventi operat] suI Palazzo della Provincia, a Ca' Corner

a "RG IMPlANTI" : 10 "determine" per complessivi 372.635 euro

a "F.LLl BENET AZZO": 12 "determine" per complessivi 659.23geuro a "SARPI SAS" : 3 "determine" per complessivi 36.465 euro

a "BENET AZZO GROUP": 1 "determina" per 6.880 euro

a VITA MAURO: 8 "determine" per complessivi 135.489 euro

a GUERRIERI DARIO: 2 "determine" per complessivi 23.937 euro a BORDIN FIORENZO : 4 "determine" per complessivi 96.818 euro

per complessivi 1.331.466 euro

in ragione di lavori assegnati senza gara d' appalto

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quanta agli interventi realizzati s~ Villa Martinelli a Portogruaro ~ //

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(3)

a "RG IMPIANTI" : 2 "determine" per eomplessivi 26.790 euro

a "Gambaro Impianti" di Alessandro Gambaro: 3 "determine" per 2]2.774 euro a "FLLI BENET AZZO" : 3 "determine" per 402.358 euro

a "SARPI SAS": ] "determina" per 74.]93 euro

a "GUERRIERI DARIO" : 2 "determine" per 6.678 euro

per complessivi 722.793 euro

in ragi one dl1avlJrt-~lflraIrsen;;-"i~;~d~ appal to.

§.8

Illecita interversione del possesso di opere d'arte

realizzata dal dirigente della Provincia di Venezia, Claudio CARLON, nel sopraintendere ai i lavori di ristrutturazione di Palazzo Fasolo,

a Portogruaro .

Prova deJ "peculato" (314 c.p.) ascrittogli sub B).

A eompromettere la POSIZlone del dirigente infedele Claudio CARLON in relazione all'imputazione di riferimento sub B) eoneemente interversione punibile del possesso di opere d' arte, realizzata nel sopraintendere ai 1a vori di ristrutturazi on e di Palazzo Fasolo, a Portogruaro, e aneora una volta Alessandro GAMBARO, gestore di una delle imprese appartenenti a] catalogo di quelle che operano, nel tempo, nelle condizioni di illecito favore.

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Ammesso il fatto suo proprio, 111 sede di intenogatorio di data 21 luglio 20 10, fonte-GAMBARO ratifica Ie dichiarazioni confessorie e accusatorie rese

in precedenti occasioni di spontanea interIocuzione con gli inquirenti; proponendo indicazioni non controvertibili suIIa investigata iniziativa delinquente. Sia dato considerarle :

\t: "Nel periodo di Natale 2006 stavo facendo lavori di restauro a Palazzo Fasolo.

\

,

Dovevo aprire due fori per porte allinterno sui vano scale. 11 muro che dovevo

aprire, proprio dove cadevano i fori delle porte, conteneva due bassorilievi, non ricordo se in marmo 0 pietra d'Istria, di (orma ellittica di circa em . 50 x 60. Non ricordo cosa raffigurassero ma saprei riconoscerli. In ogni easo i bassorilievi erano li, credo da molti anni e quindi il personale della scuola preeedentemente ivi impiegato sapra riconoscerli. Chies! all'ingegnere CARLON dove avref dovuto collocare i bassorilievi talli dal muro. Lui disse ehe i bassorilievi sarebbero statf

~~:; ... },,~,-~~-;:..,~ ... ,,~,",.;r.;:),"'f';_!:t:"1~

bene a c[lSlrsua~ e disse che ci avrebbe pensato lui. 11 giorno dopo non c 'erano piu

e ho il sospetto che li abbia portati a casa sua a Budoia" (come da verbale dichiarazioni di data 2/11/2009, cfr. in nota 186 ad informativa di sintesi n. 54384 di data 8/2/2010).

In sede di interrogatorio di data 2] luglio 2010 fonte-GAMBARO precisa: "('ARLON in un 'occasione mi disse, come ho riferito nei precedent! verbali, di essere interessato a del busti che erano collocati nel Palazzo Faso!o di Portogruaro. Voglio oggi aggiungere che if giorno successivo, su mia specifica richiesta, Claudio CARLON mi disse, dopo aver un po ' tcmporeggiato dl restaurarglieli e di (Jorlarglieli presso fa sua a!;pazione di Budoia O)ordenone).

;i~';~~.~ \

Nei qumdici glomi successivi ho restaurat<:::us~/>}O. preparato delle stofji,

in metallo e Ii ho portati a casa sua a·ma, assisuto dal 17110 operate Vassili GRINIK, che, sui punto, potra testimoniare" .

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Le informazioni assunte da Vasyl GR YNIK sulla vicenda della circolazione delle opere d 'arte che trovavano collocazione a Palazzo Fasolo, ai cui lavori di ristrutturazione sopraintendeva Claudio CARLON, eliminano ogni incertezza sul tema: I' operaio conferma di avere trasportato Ie sculture dall' edificio pubblico allabitazione di Budoia dell'indagato, dopo i1 restauro curato da GAMBARO (come da allegato 2 ad informativa distinta da n.398670 di data 27/9/2010).

Per sopramrnercato, Vasyl GR YNIK riconosce nella fotografia della villa di Budoia dove risiede Claudio CARLON, l'abitazione presso 1a quale ha consegnato le sculture (vedi reperti fotografici acclusi alla re1azione di data 29/09/2010 comunicata in Allegato 2 ad infonnativa n. 409293 di data 411 0/20] 0)

Per Ie ragioni sopra esposte 1a posizione processua1e di Claudio CARLON risulta essere comprornessa altresi in relazione all'imputazione riferitagli sub B)

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§.9 Conclusionisulladomanda di applicazione di misure cautelari personali .

Gia si e detto che l' evidenza disponibile permette di stabilire che agendo in attuazione di uno strutturato programma di frode, gli indagati funzionari della Provincia di Venezia, Claudio CARLON, dirigente del Settore Edilizia dellEnte, e Domenico RAGNO, responsabile di zona e istruttore dei procedimenti oggetto di interesse in questa sede, hanno illecitamente favorito Ie imprese appartenenti a1 catalogo delle corruttrici, descritto in imputazione sub A), 10fO pennettendo di fare incetta, negli anni, di lavori in appalto.

Gia si e detto che, per perseguire tale risultato,

funzi onari corrotti

hanno deliberatamente disatteso ogni garanzia nota 111 tema di economic ita, efficacia e buon andamento dell' azione amministrativa.

Gia S1 e detto che gli esiti dindagine permettono di porre che,
"~",
nella 'prassl delinquente \. osservata, a1 ma1governo della norma concernente
. ......•. .. \
la "forma" della gara da indire, sempre Sl aSSOC1a l'iniziativa fraudolenta in fase di "scelta del contraente", l'apporto dei due funzionari indagati nelI'attuazione del descritto programma di frode risultando essere efficace, innanzitutto, quando

si tratta di "frazionare" ad arte l' opera da appaltare, a110 scopo di procedere senza vincoli, senza pubblicazione del banda di gara e/o in forma di assegnazioni "negoziate e dirette" (la cui ammissibilita e circoscritta per legge a1 rispetto di precisi "valori-limite" dei Iavori da realizzare).

Gia si e detto che dove l'apporto dei due indagati, CARLON e RAGNO risulta essere di massima efficienza criminosa e, comunque, in fase di presentazione e di definizione dei contenuti tecnici ed economici delle offerte proposte dalle imprese favorite, perche corruttrici, Is dove vengono ordinariamente praticati 2id ~rt~ flb~~~j Msai elevati, nella convenuta progpettiva di un "reCLlpero"

della differenza, a seguire; e, cioe, in fase di esecuzione dell' appalto,

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mediante ingannevoli varianti in corso d'opera e/o mediante I'ingenerata apparenza di maggiori spese.

Gia si e detto che, oltre che la fase di indizione della gara e di aggiudicazione dell' appalto, l' accordo corruttivo investe, la fase di esecuzione dci lavori, quella di loro "liquidazione", ed ancora, quella del control1o sulla congruita delle opere realizzate (essendo emblematica di tale degenerazione il caso particolare di lavori pagati prima delloro incipit, descritto sub D).

Gia si e detto che in una non trascurabile frequenza di cast, emerge che, a fronte di un notevole impegno di spesa da parte della manomessa stazione appaltante, detti lavori 0 non sono stati realizzati affatto 0 sono stati realizzati male e in minima parte.

Gia si e detto che, ininterrotto e il flusso delle utilita economiche erogate ai funzionari corrotti a titolo di corrispettivo per il descritto malgovemo di funzioni; e che cogenti risultano essere le regole convenute da corruttori e corrotti in relazione a tali conferimenti.

Gia si e detto che, suI versante dell' iniziativa cnmmosa propna dei gestori delle imprese illecitamente favorite, un ruolo di riferimento per gli altri concorrenti nel reato e, certo, di sicura primazia nella gestione dei rapporti di corruzione osservati, risulta essere esercitato da Rino SPOLADOR e da Silvano BENET AZZO, garanti del pagamento in mani dei funzionari corrotti di tangenti in denaro dell' ordine di grandezzaidel --3% degli iJliE-realiizafi - dal - cartello descritto sub A),

grazie alla continua incetta di appalti. E gia si e detto che, bene al di la di una percentuale sugli utili realizzati dalle imprese appartenenti a1 cartello delle corruttrici, I' evidenza costituita da esiti di intercettazione telefonica e tra presenti, cui si associa l' osservazione diretta di operatori di p .g. procedenti "sul campo", in concomitanza alle operazioni di ascolto, dimostrano come 1a richiesta di erogazioni da parte dei funzionari corrotti agli imprenditori beneficiari delle assegnazioni di lavori in appalto fosse costante : dalla realizzazione di lavori

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edilizi, alla consegna di fornirure di mobili ed elettrodomesrici, dal donativo di automobili alIa provvista per costose cure-o-dontoiatriche.RAGNO Domenico, in particolare, giunge a presentare Iiste di "desiderata" ai destinatari delle proprie richieste (come da conversazione distinta da n. 1883 di data 8 novembre 2009, in RIT 1072/09 provvisoriamente trascritta in nota ] 47 a relazione 11. 54384 dell' 8 febbraio 20] 0).

Occorre precisare, a margine, che mentre il tema delle erogazioni di opere di giardinaggio da parte di Fiorenzo BORDIN a favore di CARLON, quello della consegna di fioriere da parte di Denis e Gabriele SAR TORE, quello della realizzazione di lavori di ristrutturazione dell' appartamento di Lido di Venezia di proprieta della moglie di CARLON da parte di PACELLA padre e di PACELLA figIio, quello della assunzione su richiesta di CARLON da parte di Paolo BORDIN della giovane Ludmila PRODANOV, necessitando di migliore approfondimento investigativo, non attingono qui ed ora a soglia di necessaria gravita indiziaria, diversamente, in relazione a tutte Ie altre erogazioni nominate sub A) ed erogate dai corruttori ai corrotti, risultano essere stati acquisiti non controvertibili elementi di prova.

Sussistono, del pan, non confutabili elementi di prova concernenti l'illecita interversione del posses so di opere d'arte realizzata dal dirigente della Provincia di Venezia, Claudio CARLON nel sopraintendere ai lavori di ristrutturazione di Palazzo Fasolo, a Portogruaro, come contestato nel testa

dell'imputazione di "peculate", di riferimento sub B).

Allo stesso modo sussistono condizioni che legittimano l'accoglimento della domanda cautelare in relazione all'interversione, da parte di Domenico RAGNO, del possesso di somme erogate dal plesso di appartenenza sulla base di atti di

" determinazione provinciale" distinti da numero 2006/01796, 2007/02191,
2007/026071 2007/03415, 2007/01403, 2007/01988, 2007/0]803, 2007/0] 840,
2007/03724, 2007/03694, 2007/03780, 2007/0] 795, 2007/03057, 2007/03522,
67 2007/01 gOb, 2007/02723, 2008/01163, concernenti la liquidazione di lavori pubblici mai realizzati 0 di forniture di beni mai erogate e pero saldate per oltre 570.000 euro dalla Provincia di Venezia, come contestato nel teste dell' imputazione di "peculate", di riferimento sub C).

Conclusivamente : e necessario accogliere la domanda cautelare in relazione alle imputazioni provvisoriamente definite

sub A), sub B), sub C) e sub D) .

Quanto aIle necessita cautelari rilevanti nel concreto, occorre nconoscere che nel caso particolare di Claudio CARLON, di Domenico RAGNO, di Silvano BENET AZZO, di Rino SPOLADOR, di Dario GUERRIERI, di Giuseppe BARISON, di Remo PA VAN, sussistono esigenze di prevenzrone speciale (274 lett. C c.p.p.) tanto elevate in grado da fare ritenere inderogabile la necessita di applicazione di una misura coercitiva di tipo "custodiale".

Nella sua materialita, levidenza disponibile dimostra che l'iniziativa cnmmosa com line a corruttori e a corrotti e stabilmente e costantemente proiettata nel tempo alla realizzazione di una serie "indetenninata". (non circoscritta, non conclusa, "seriale") di iniziative fraudolente.

L'accordo criminoso osservato non ha affatto carattere limitato e proiezione teleologica circoscritta all a realizzazione della singola iniziativa delittuosa. Non risulta essere qualificato da "finitezza" del proposito criminoso comune,

. .realizzato -ilquale-siesaunsce eva-perentd~Diversamerite~-risuIia-essere diretto allatruazione di pili vasto programma.

lnsuscettibile d' essere condizionalmente sospesa la sanzione che verra (tenuto debito conto della obiettiva gravita dei fatti costituenti titolo di coercizione e della insistita e protratta reiterazione degli interessati nei delitti di riferimento), occorre recuperare il beneficio della distinzione sul piano della scelta della misura da imporre.

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Nel caso particolare di Claudio CARLON, Domenico RAGNO, Rino SPOLADOR e Silvano BENET AZZO, e cioe, dei "promotori" dell'iniziativa delinquente, vengono obiettivarnente in rilievo esigenze di prevenzione speciale tanto elevate in grado, da fare ritencre inderogabile la necessita di applicazione della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere : i funzionari corrotti Claudio CARLON e Domenico RAGNO e i corruttori Rino SPOLADOR e Silvano BENET AZZO, capofila del cartello delle imprese illecitamente favorite, assumono ruolo di primazia e di intelligenti organizzatori dell' altrui gioco fraudolento, capaci come sono di coordinare l'apporto di altri concorrenti, di preordinare e programmare I'altrui iniziativa criminosa, in forza di un prmcrpio di cooperazione qualificato da abuso di potere, da visione progettuale, da stabilita e da persistenza di relazioni criminose. Donde l'espressione di un giudizio di pili elevata pericolosita per quanto concerne tali indagati.

Diversamente, per quanta I'jnsistita perseveranza di Dario GUERRIERI, Giuseppe BARISON e Remo P A V AN nelle condotte delittuose osservate ponga III termini di improcastinabilita Ia necessita di applicazione di una misura cautelare di tipo "custodiale", e dato ritenere che il ruolo meno influente gestito da tali indagati nel gioco fraudolento possa orientare 1a discrezionalita nel senso degli arresti domiciliari soluzione, questa, ritenuta idonea all' amministrazione del bisogno cautelare, nel grade concretamente accertato, qual ora associata al divieto accessorio di comunicazione degli interessati con persone diverse =. ql~~!le che con _!?!C}_ __ coabitino .. ~. che le assistano, e a] contempo adeguata a garantire I'esigenza, pure generale, di minore sacrificio

necessano.

69

§.10

Conclusioni sulla domanda di sequestro preventivo funzionale alIa confisca del "prezzo" della corruzione e alia confisca di beni di valore ad esso "equivalente".

Dopa avere reso conto degli elementi di prova che legittimano I' adozione di una misura di coercizione personale nei confronti dei funzionari Domenico RAGNO e Claudio CARLON III relazione all'ipotesi di corruzrone continuata per atti contrari a doveri d'ufficio (81 cpv, 110, 319 e 319 bis c.p.), il p.m. chiede volersi disporre sequestro preventivo finalizzato a garantire effetti di confisca obbligatoria ex art.322 ter comma 10 C.p., dellunita immobiliare sita a Trieste, via della Madonnina n.ll intestata al primo indagato; e dellimmobile sito a B udoia (Pordenone), Via Cardazzo n. 521 A, intestato al secondo indagato.

La domanda di cautela reale e fondata e deve essere accolta, sulla base dei presupposti e sino alla concorrenza dellimporto di settecentocinquantarnila euro, per ciascun funzionario corrotto, per un distinto ordine di ragioni.

E', innanzitutto, sui beni immobili suddetti che risultano essere stati gratuitamente posti in essere dai corruttori, gestori di imprese edili, notevoli interventi .di ristrutturazione, costituenti a tutti gli effetti "prezzo" della corruzione descritta sub

.A).

Gli immobili di CUI si e detto, intestati ai funzionari corrotti, costituiscono entita confiscabili, ad un ulteriore e diverso titolo: in quanto beni di val ore "equivalente" al "prezzo" della corruzione descritta sub A) .

Come noto, il primo comma dell' art. 322 ter c.p. disciplina la confisca in caso Ii corruzione "passiva". II suo oggetto puo essere individuato nel "profitto" 0 el "prezzo" del reato. II richiamo al "prezzo" del reato, grandezza rilevante in uesta sede, ha specifico riguardo aIle somme di denaro 0 alle altre utilita

.erccpite dal pubblico ufficiale a titolo di corrispettivo per il realizzato malgoverno

l

-\ funzioni. Individuato il "prezzo" della corruzione, i1 p.m. puo chiedere I' emissione

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~misura cautelare reale volto a garantire gli effetti di confisca, spettando al giudice

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70

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~ si e detto) e del periculum in mora, come sussistenza dei requisiti di confiscabilita

la valutazione del fumus delicti come configurabilita della fattispecie (sulla quale

del bene.

Nella concretezza della situazione esaminata, stando alle dichiarazioni

di fonte-GA1Y1BARO e di fonte-PACELLA, intrinsecamente attendibili e adeguatamente riscontrate nei termini sopra descritti, sul corpo degli immobili

di cui S1 e detto, risultano essere stati gratuitamente posti in essere dai corruttori, favoriti gestori di imprese edili, notevoli interventi di risrrutturazione, costituenti

a tutti gli effetti "prezzo" della corruzione posta in essere. Gli immobili gratuitamente ristrutturati dai gestori di imprese edili appartenenti al cartello dei favoriti descritto in imputazione sub A), incorporano qui ed ora, a tutti gli efferti, una parte del "prezzo" della corruzione. E'. percio, innanzitutto a questo titolo I ~ che S1 imp one il sequestro preventivo degli immobili in questione. VI

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Sennonche, occorre evidenziare, il catalogo delle utilita percepite dai pubblici

ufficiali RAGNO e CARLON a titolo di corrispettivo per il realizzato malgovemo di funzioni, non si esaurisce affatto nella "gratuita ristrutturazione" delle unita immobiliari di cui si e detto (vedi supra). Occorre allora richiamare che, accanto alIa autonoma previsione della obbligatorieta della confisca del bene costituente nella sua materialita "prezzo" della corruzione, I'art. 322 ter c.p. prevede la c.d. confisca "per equivalente" (0 di valore), che prescinde dalla necessita di accertamento del nesso di pertinenzialita tra oggetto della misura ablatoria e deIitto, permettendo di ovviare sia alle difficolta che derivano dalla necessita di individuare la res in cui specificamente si incorpora il profitto iniziale, sia ai limiti che ordinariamente incontra Ia confisca dei beni che costituiscono utile rennpiego del "prezzo" 0 del "profitto" del reato lD. Si vuole significare, cioe, che nei casi di corruzione "passiva", qualora non sia possibile praticare ad altro titolo la confisca del "prezzo" del reato, questa puo investire "bent di cui if reo ha la disponibilita

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·Lex plurimis : Casso Sez. Un 25.10.2005, n Casso Pen. 2006, 1382; cfr. Casso Sez. Vi , 29.3.2006, I! Guida Dir. 2006, 32,90; ed ancora, Casso Sez V1 , 5 62007, in Guida Dir., 2007, 4 J, 78

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per un va/ore ccmsiouem»: Come noto, dal tenore leHerale del prirno comma dell' art 322 fer cit, la giurisprudenza tende a mantenere garantisticamente ferma la confisca "per equivalente" al solo "prezzo" del reato, meno che al "profitto" 1 1 , Coerentemente, il sequestro preventive "de quo", teleologicamente atto a garantire gh effetti di una confisca "per equivalente" futura, viene rapportato, giusta il tenore

,:

testuale della norma, al solo "prezzo" del reato, inteso in senso tecnico e

non estensibile ad altre utilita ("profitto") connesse al delitto 12, Si richiama in

.; proposito che il principio e stato recentemente ribadito, sia pure in tema di peculate, dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Sez.Un. n.38691, 25/6/2009, Rv. 244189). E', percio, anche a titolo di valore "equivalente" al "prezzo" del reato che S1 llnpone il sequestro preven6vo degli immobili in questione, sussistendo contingente impossibilita di reperire beni e valori (altri dalla ristrutturazione dei due appartamenti III questione) che materialmente 10 costituiscono.

Concludendo : i beni immobili oggetto di sequestro preventivo saranno oggetto di confisca III caso di condanna 0 di transazione sulla pena, nei limiti della utilita realmente percepite dai pubblici ufficiali a titolo di corrispettivo per il realizzato malgoverno di funzioni (cfr. il disposto dell' ultimo comma dell'art.322 fer c.p.). Per l'intanto la cautela reale viene prudenzialmente disposta su ciascun immobile, sino alIa concorrenza dell'importo di settecentocinquantamila euro. Occorre evidenziare, a margine, che il vincolo cautelare riguardante il val ore dei beni immobili oggetto di sequestro preventivo, non risulta essere sproporzionato pereccesso rispetto al "prezzo" del reato, come valore delle utilita percepite da ciascun pubblico ufficiale corrotto a titolo di corrispettivo per il malgoverno di iunzioni, realizzato negIi anni compresi tra il 2005 e il 2010. Si vuole rammentare .he, mentre la confisca per equivalente che sia disposta in via definitiva deve ~\nvestire beni per un valore rigorosamente corrispondente al "prezzo" della

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~Ex plurimis Casso Sez. Un 25. 10. 2005

)1 '

i Sez. 6, n. 10679 dell'11/2/2009, Rv 243240, Marzetti; Sez. 6, n. 12852

'v 233742, Ingravallo; Sez. 6, n. 17566 del 13/3/2006, Rv 234505, Tortorici

~1

del 13/3/2006

72

corruzione. divcrsamenie in sede di sequestro preventivo volto a garannre la confisca

futura, e alla finalita cautelare propria dell' istituto che occorre guardare, inevitabi li rnargirn di incertezza dovendo essere colmati nel contraddittorio, in giudizio. Se cosi e (e cosi e), e ragionevole l' orientamento di Cassazione che ammette la possibilita di sequestrare beni per un val ore equivalente alla presumibile entita del "prezzo" del reato, purche non si tratti di un ammontare sproporzionato per eccesso (Cass. Sez. II 15 ottobre 2008, n. 40425).

P.Q.M.

Visti gli artt. 291 e segg, c.p.p. 1) applica nei confronti di

CARLON Claudio, nato a Milano il 17/6/1952 residente a Venezia, Cannaregio n.31 05

difeso fiduciariamente dalI' Avv.Antonio Franchini del Foro di Venezia la misura coercitiva della custodia cautelare in carcere

in relazione ai delitti nominati sub A), sub B), sub D),

nel testodell 'imputazionedi riferimento.

Ordina a ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria di procedere alIa cattura del suddetto indagato

e di condume immediatamente la persona in istituto di custodia, a disposizione dell'autorita giudiziaria .

73

Visti gli artt. 291 e segg. c.p.p. 2) applica nei confronti di

RAGNO Domenico, nato a Vieste (Foggia) il14/6/1954 residente a Meolo (Venezia), in via Roma n.20/3

difeso fiduciariamente dall' Avv.Antonio Franchini del Foro di Venezia la misura coercitiva della custodia cautelare in carcere

in relazione ai delitti nominati sub A), sub C), sub D),

nel testa delI'imputazione di riferimento.

Ordina a ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria di procedere alIa cattura del suddetto indagato

e di condurne immediatamente la persona in istituto di custodia, a disposizione dell'autorita giudiziaria .

Visti gli artt. 291 e segg. c.p.p. 3) applica nei confronti di

SPOLADOR Rino, nato a Salzano (Venezia) il 13/10/1945 ivi residente in via Pietro Micca n.24/B

difeso d'ufficio (97c.3 cpp) dall' Avv. Umberto Mauro del Foro di Venezia la misura coercitiva della custodia cautelare in carcere

in relazione ai delitti nominati sub A),

nel testo dellirnputazione di riferimento.

Ordina a ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria di procedere alIa cattura del suddetto indagato

e di condurne immediatamente la persona in istituto di custodia, a disposizione dell'autorita giudiziaria .

74

I

***

Visti gli am. 291 e segg. c.p.p. 4) applica nei confronti di

BENET AZZO Silvano, nato a Campolongo Maggiore (Venezia) il 30/1011954, ivi residente, via Monte Berico n.2/B;

difeso dufficio (97c.3 cpp) dallAvv Roberta Carraro del Foro di Venezia la misura coercitiva della custodia cautelare in carcere

in relazione ai delitti nominati sub A),

nel testo dell' imputazione di riferirnento.

Ordina a ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria di procedere alla cattura del suddetto indagato

e di condume immediatamente 1a persona in istituto di custodia, a disposizione dell'autorita giudiziaria .

Visti gli artt. 291 e segg. c.p.p.

5) applica nei confronti di

BARlSON Giuseppe, nato a Cartura (Padova) il 21/5/1965 residente a Zero Branco (Treviso), via Manzoni n.20/B/lI8 difeso dufficio (97c.3 cpp) dall'Avv.Eugenio Gamba de] Foro di Venezia la misura coercitiva degli arresti domiciliari

in relazione ai delitti nominati sub A),

nel testa dell'imputazione di riferimento.

Prescrive, pertanto, a tale indagato, di non allontanarsi senza autorizzazione daII' abitazione sua, sita a Zero Branco (Treviso), via Manzoni n.20/B/l/8.

A norma dell' art.284 comma 2 C.p.p. associa alla custodia il divieto accessorio di comunicazione (diretta 0 a distanza) dell'interessato con persone diverse da quelle che con lui coabitino e che 10 assistano.

Manda gli operatori della locale Stazione dei Carabinieri per il controllo lulla corretta esecuzione della misura, anche di autonoma iniziativa.

~ vverte I' interessato che l' eventuale trasgressione delle prescrizioni imposte 1eterminera immediata sostituzione degli arresti domiciliari con custodia in carcere .

...,r ! .>

visti gli am. 291 e segg. c.p.p. 6) applica nei confronti di

GUERRIERI Dario, nato a Venezia il19/10/1955 ivi residente in via Asseggiano n. 47/ A

difeso d'ufficio (97c.3 cpp) dall'Avv. Tommaso Politi del Foro di Venezia la misura coercitiva degli arresti domiciliari

in relazione ai delitti nominati sub A),

nel testa dell'imputazione di riferimento.

Prescrive, pertanto, a tale indagato, di non allontanarsi senza autorizzazione dall' abitazione sua, sita a Venezia, via Asseggiano n.4 7/ A.

A norma dell'art.284 comma 2 c.p.p. associa alla custodia il divieto accessorio di com uni cazi one ( diretta 0 a distanza) dell' interessato con perso ne diverse da quelle che con lui coabitino e che 10 assistano.

Manda gli operatori della locale Stazione dei Carabinieri per il controllo sulla corretta esecuzione della misura, anche di autonoma iniziativa.

Avverte l'interessato che l'eventuale trasgressione delle prescrizioni imposte determinera immediata sostituzione degli arresti domiciliari con custodia in carcere.

Visti gli artt. 291 e segg. c.p.p. 7) applica nei confronti di

P A V AN Remo, nato a Mirano (Venezia) il 24/10/1956 residente a Salzano (Venezia) in via Roma 226;

difeso d'ufficio (97c.3 cpp) dall'Avv. Maris Tasso del Foro di Venezia la misura coercitiva degli arresti domiciliari

in relazione ai delitti nominati sub A),

nel testo dell'imputazione di riferimento.

Prescrive, pertanto, a tale indagato, di non allontanarsi senza autorizzazione dall'abitazione sua, sita a Salzano (Venezia), via Roma 226.

L\ norma dell'art.284 comma 2 c.p.p. associa alla custodia il divieto accessorio ji comunicazione (diretta 0 a distanza) dell'interessato con persone diverse ,fa quelle che con lui coabitino e che 10 assistano.

vlanda gli operatori della locale Stazione dei Carabinieri per ij controllo ulla corretta esecuzione della misura, anche di autonoma iniziativa.

:~ vverte I' interessato che I' eventuale trasgressione delle prescrizi oni i mposte 'berminera immediata sostituzione degli arresti domiciliari con custodia in carcere.

76

Manda la Cancelleria per quanta di competenza e per la cornunicazione della presente ordinanza al Pubblico Ministero .

Invita la P.G. a comunicare immediatamente a questo Ufficio

gli atti che documentano l' avvenuta esecuzione della presente ordinanza) a mezzo fax: 041 2402222 .

In sede di esecuzione dell' ordinanza cautelare (293 c.p.p.), gf indagati che risultano essere attualmente assistiti da difensore d ufficio, C, percio, (l) SPOLADOR Rino, (2) BENET AZZO Silvano, (3) BARISON Giuseppe, (4) GUERRIERI Dario e (5) PA V AN Remo, saranno resi edotti della facolta loro spettante di nominare difensori di fiducia. Qualora taluno di essi non provvedesse in tal senso, conrinuera ad essere assistito dal difensore loro designato d 'ufficio alI'atto della pubblicazione della presente ordinanza ex art.97 co. 3 C.p.p.

***

Pronunciando a norma dellart. 321 comma 2 bis c.p.p. dispone sequestro preventivo

(1) dell'unita immobiliare sita a Trieste, via della Madonnina n.ll intestata a RAGNO Domenico, nato a Vieste (Foggia) il 14/6/1954 costituendo entita confiscabile ai sensi dell'art.322 ter co. 10 c.p

sino alIa concorrenza dell' importo di settecentocinquantamila euro

e

(2) dell'immobile sito a Budoia (Pordenone), via Cardazzo n.52/A intestata a Claudio CARLON, nato a Milano il 17/611952 costituendo entita confiscabile ai sensi dell' art. 322 ter co. 10 c. p

sino alIa concorrenza dell'importo di settecentocinquantamila euro

---- - __ ---

in quanta sui descritti beni immobili risultano essere stati gratuitamente realizzati dai corruttori interventi di ristrutturazione costituenti "prezzo" della corruzione continuata per atti contrari a doveri d'ufficio descritta sub A)

e

quali beni di valore "equivalente" al "prezzo"

della corruzione continuata per atti contrari a doveri dufficio

descritta sub A).

77

Cop{a del presente decreto di sequestro preventivo dovra essere notificato a cura del P.M. aIle persone degli indagati, RAGNO Domenico e CARLON Claudio, nonche ai difensori dei medesimi.

Manda la Cancelleria per quanta di competenza e per ]'immediata restituzione degliatti al Pubblico Ministero, che, ai sensi dell'art. 104 lettera B) disp. att. c.p.p. provvedera alI'esecuzione del sequestro preventivo presso i competenti Uffici, a mezzo di trascrizione nei pubblici registri immobiliari .

A norma dell 'art. 1 04 U.c. disp. att. C.p.p. e dell' art. 92 disp. att., si richiama che la cura dell'esecuzione della misura di cautela reale spetta a1 pubblico ministero; e, con essa, l'adozione di tutti i provvedimenti funzionali a pone in essere e rendere operativo il vincolo di indisponibilita costituito sugli immobili in questione, (tra i quali, 1a nomina del custode giudiziario ed il conferimento, ana sua persona, di funzioni di gestione, conservazione e amministrazione del bene).

Venezia, 21 gennaio 2011

il giudice per le indagini preliminari o' Liguori

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78