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Winnicott: Psicoanalisi dello sviluppo Capitolo I: Il processo di maturazione infantile Gli esordi Secondo la concezione Winnicottiana il bambino appena

nato un insieme confuso senza funzioni psico somatiche specializzate e organizzate; all'inizio non pu essere considerato se non in base all'ambiente che lo circonda e da cui dipende nel modo pi assoluto, tra il bambino e l'ambiente c' poi la madre che ha un ruolo fondamentale per lo sviluppo del piccolo. Alla nascita del bambino c' un quasi perfetto adattamento della madre ai suoi bisogni, essa si identifica completamente con il figlio anche in base all'esperienza di figlia vissuta da lei stessa. Il fatto che la madre, con le sue cure rende reale e rende possibile tutto quello che il bambino desidera, spinge il piccolo ad illudersi di una propria onnipotenza, inoltre non esiste alcuna consapevolezza di ci che Me e non Me quindi nulla viene percepito come indipendente dal proprio s. Grazie alla relazione con la madre e a tutte le esperienze che vive grazie a lei, il bambino potr crearsi una immagine di s, quindi dallo stabilire un rapporto con l'oggetto da parte dell'elemento femminile puro nasce l'esperienza di essere. Quindi il bambino nasce in un ambiente particolarmente facilitante che si adatta completamente alle sue necessit, poi in maniera graduale nel tempo, il bambino passa da una totale dipendenza, ad una dipendenza relativa, fino alla vera e propria indipendenza. In un primo momento di non integrazione, in cui non esiste consapevolezza di niente, si verificano tre processi naturali che si susseguono nel tempo: integrazione: integrarsi in una unit del s personalizzazione: inteso come l'insediarsi della psiche nel corpo l'acquisizione del senso di realt: come valutazione di tutte le componenti della realt oggettiva Durante il susseguirsi dei suddetti processi si verificano particolari attivit da parte della madre ovvero, l'holding inteso come sostegno e contenimento inteso sia in senso fisico che psichico, l'handling cio le tecniche di manipolazione fisica che istituiscono nel bambino l'esperienza dei proprio confini corporei e infine l'object presenting che giustifica l'acquisizione di riconoscimento con la realt esterna (?). in questa fase c' un inconsapevole dipendenza assoluta dalla madre poi successivamente, quando la madre inizia a staccarsi da questo rapporto simbiotico con il bambino, che li rende una cosa sola, inevitabile una progressione verso l'indipendenza accompagnata da una disillusione della propria onnipotenza. L'aggressivit: mondo interno e mondo esterno La realt esterna, frena le fantasie infantili, ci rappresenta quello che Freud chiamava passaggio dal principio di piacere al principio di realt. Riconoscere il principio di realt vuol dire per il bambino riconoscere e accettare una esistenza separata dalla madre, la totale dipendenza dall'ambiente e inoltre la propria impotenza; tutto questo processo avviene gradualmente e soprattutto attraverso delle frustrazioni ad esempio una su tutte rappresentata dall'assenza momentanea della madre quindi di conseguenza una non immediata soddisfazione dei bisogni e dei desideri, tutto ci inevitabile necessario per lo sviluppo del bambino, ma deve avvenire nei tempi giusti altrimenti il bambino non sar in grado di fronteggiare la situazione, infatti delle mancanze a cui non possibile porre rimedio possono conseguire minacce per lo sviluppo. Insieme al graduale allontanamento della madre deve esserci anche un incremento delle capacit del bambino in modo tale che possa iniziare a conoscere la realt che lo circonda, questa conoscenza e sperimentazione dell'ambiente possibile grazie all'aggressivit primaria. All'inizio il bambino non si rende conto che quello che distrugge nei momenti di eccitazione la stessa cosa che ama profondamente nei momenti di quiete, infatti nei momenti di eccitazione l'amore per la madre lo spinge ad attaccare il suo corpo, ma questa aggressione non nasce dall'odio, ma da un amore spietato che accompagnato dall'incapacit di riconoscere le conseguenze delle proprie azioni, secondo Winnicott non si pu parlare di odio fino a quando la personalit non sar integrata.

Scoprendo l'ambiente il bambino inizia a fare esperienze di s e inizia a distinguere il Me dal non Me, inoltre scopre di avere dei bisogni da cui pu trarre piacere o dispiacere; unisce in una sola figura la madre oggetto dalla madre ambiente ossia le due figure che rappresentano il suo rapporto con la madre, con madre oggetto si intende l'aspetto del soddisfacimento del bisogno, invece con madre ambiente si intende l'aspetto che riguarda il contenimento materno. Raggiungere una consapevolezza senza subire traumi quindi possibile, attraverso le esperienze di esplorazione e di gioco, inoltre iniziando a conoscere la realt, e distinguendola dal proprio s il bambino inizia a conoscere anche questo aspetto, quindi l'aggressivit come intesa da Winnicott aiuta il bambino in entrambi i processi. Secondo una sequenza evolutiva il bambino dopo essere stato totalmente fuso con l'ambiente passa attraverso dei momenti di integrazione in cui crea degli oggetti che non sente come totalmente separati da s, solo successivamente avviene questa consapevolezza. Solo con la distruzione dell'oggetto il bambino pu percepirlo distinto da s e a questo punto l'oggetto che viene distrutto nella fantasia, ma che viene ritrovato intero nella realt assume un valore molto importante per il bambino, l'oggetto che per primo subisce questo trattamento la madre che una volta che viene distinta dal s il bambino capisce di non poterla in realt controllare , solo gradualmente poi tutto questo processo si allargher agli altri oggetti, fino ad allora necessario che ma madre sopravviva per far si che il bambino possa conseguire uno sviluppo sano. A questo punto diventa importante la distinzione tra realt esterna ed interna; le relazioni buone e gratificanti permettono al bambino di avere sensazioni piacevoli, mentre la propria aggressivit alimenta tutte le sensazioni spiacevoli. A questo punto il bambino si riempie di tutto ci che percepisce come buono e quindi ha fiducia in se stesso, ma allo stesso tempo intervengono anche gli attacchi di rabbia che lo fanno sentire pieno di cose maligne e persecutorie quindi a questo punto il bambino deve imparare a gestire il suo mondo interno, cosa che sar possibile solo quando sar in grado di differenziare ci che reale da ci che non lo . Lo sviluppo della capacit di preoccuparsi La perdita della madre come oggetto soggettivo, l'acquisizione di consapevolezza della propria impotenza, l'ambivalenza che il bambino vive dopo aver unificato i due aspetti della madre e quindi gli attacchi che seguono la paura di ritorsione da parte dell'oggetto distrutto creano nel bambino forti angosce. L'angoscia pu essere modulata se si alterna alla capacit di riparare, cio se dopo averlo distrutto nella fantasia il bambino sente di poter riparare l'oggetto attraverso un atto creativo. Grazie a questo il bambino poi imparer a dosare le sue pulsioni aggressive di conseguenza il senso di colpa sar minore, anzi in questo circolo di distruzione e riparazione, il senso di colpa diventa preoccupazione. Quando il bambino crescer ancora e la madre inevitabilmente si allontaner da lui ulteriormente, il bambino dovr raccogliere e interiorizzare tutti i ricordi delle cure materne facendole diventare oggetti buoni del proprio mondo interno. Se la madre non sopravvive agli attacchi del bambino e se il bambino non riesce nella riparazione, il bambino non otterr la capacit di preoccuparsi, ma al contrario istituir difese primitive come la scissione e la disintegrazione. Il bambino per diventare un adulto fiducioso verso la vita e per riuscire ad affrontare le difficolt che trova sul suo cammino, deve avere alle spalle un buon rapporto con la madre e deve aver vissuto esperienze positive e gratificanti che possono arricchire i suoi ricordi, ottenuto questo si pu dire che il bambino da quando viveva con una concreta presenza materna, passa ad una vita con una buona madre interiorizzata che l'accompagner per tutta la vita anche se non personalmente. La creativit e l'area transizionale Durante la fase del ripudio dell'oggetto come non Me si crea una area ipotetica, che non esiste nello spazio, che Winnicott definisce Spazio Potenziale. In questo spazio il bambino crea degli oggetti transizionali che rappresentano parte di una realt intermedia che rappresenta il passaggio dalla dipendenza assoluta alla differenziazione tra il Me e il non Me. Gli oggetti transizionali hanno le propriet del mondo esterno e del mondo interno, esso infatti sia il prodotto della creativit infantile sia un oggetto della realt esterna e rappresenta la madre che cos potr allontanarsi senza

che lui ne soffra la mancanza. Si tratta in realt di un paradosso, perch dall'esterno l'oggetto transizionale viene percepito da subito come un simbolo invece per il bambino quello veramente la madre. In questa fase il ruolo della madre quello di assecondare la scelta del bambino senza cercare di allontanarlo da lui o di screditarlo. All'interno dello spazio potenziale il bambino riesce a mostrare tutta la sua spontaneit. Il bambino piccolo vive la creativit come un dato di fatto, poi successivamente pu diventare un modo per vivere la vita creativamente. Per creativit si intende mantenere nel corso della vita qualcosa che appartiene all'esperienza infantile ovvero la capacit di creare il mondo, tutto questo per possibile solo se nell'infanzia si fatta esperienza della propria creativit sia nell'illusione che nel gioco; infatti chi non ha potuto vivere queste esperienze non ha la capacit di usare la proprie illusioni. Capitolo II: Carenze ambientali e distorsioni dell'Io Il falso s Alla nascita il bambino agisce sull'ambiente per bisogno o impulso e la madre risponde con sensibilit dando vita ai suoi primi contatti con il mondo esterno, poi sar anche l'ambiente ad agire sul bambino, ma sempre in modo tale che egli non subisca traumi grazie alla madre che attutisce, in questo caso la situazione si presenta proficua per lo sviluppo; in ogni caso no mancano delle stimolazioni che sfuggono al controllo della madre, ma che riescono ad essere comprese dal bambino nei termini della propria onnipotenza. L'esperienza di una madre sufficientemente buona d la possibilit al bambino di sviluppare il suo vero s (espressione della vitalit e del potenziale ereditario del bambino). Quando la madre non ricopre il suo ruolo in maniera adeguata, l'ambiente crea sul neonato delle pressioni che egli non in grado di sopportare (in quanto non possiede ancora un apparato psichico adeguato che gli permette di rendere l'imprevedibile, prevedibile) e quindi insorgono delle reazioni alle pressioni, la conseguenza una realt esistenziale interrotta e la formazione di un falso s che aiuta il bambino nella sua difesa, per questo l'ambiente deve agire per proteggere il bambino soprattutto nei primi mesi di vita. Allo stesso tempo per anche una intrusione elevata della madre pu essere dannosa, infatti se la madre precede ogni risposta del figlio chiedendo al figlio una condiscendenza, il primo passo per la formazione del falso s. Quindi le psicosi rappresentano una difesa contro l'angoscia derivata dal trauma, e inoltre il falso s serve per proteggere il vero s e cio per proteggerlo dal rischio di imbattersi in stimoli ambientali che non in grado di affrontare. La tendenza antisociale Man mano che procede lo sviluppo da uno stato iniziare le frammentazione del s si passa al raggiungimento dell'integrazione e quindi la madre pu conseguire un graduale allontanamento; inoltre il bambino impara a integrare alcune parti delle sue esperienza sensoriali quindi al momento della poppata sar pi paziente se vede che la madre sta mettendo in atto il rituale che di solito la precede. A questo punto anche gli urti dell'ambiente sono pi facile da affrontare grazie alla fiducia il bambino conquista in s e nell'ambiente. Laddove il bambino vive in un contesto di deprivazione, si crea una tendenza antisociale, per deprivazione si intende un ambiente che non ha dato al bambino la possibilit di esercitare la propria istintualit e di ricorrere poi ad una riparazione. Ci che distingue la tendenza antisociale dalla psicosi la capacit di percepire che l'origine del disastro sta in un fallimento ambientale, quindi il bambino pu anche ricorrere ad una nuova richiesta di partecipazione da parte dell'ambiente. Come suddetto necessario per un normale sviluppo, che l'oggetto prescelto dal bambino per i suoi attacchi sopravviva ad essi, e di solito la prescelta la madre; infatti quanto il bambino attacca il seno materno egli sente nella sua fantasia che ha completamente distrutto il seno della madre quindi il bambino sente una angoscia per l'oggetto d'amore e per il proprio mondo interno (infatti tutte le sue azioni seguono una reazione internalizzata), se per la madre dimostra di sopravvivere a questi

attacchi, il bambino sentir di non essere stato efficacemente distruttivo, quindi pu ricorrere alla riparazione senza soccombere troppo al senso di colpa. La situazione diventa difficile quando il bambino non pu conseguire alla riparazione perch l'oggetto assente e quindi ricorrer ad una difesa, ovvero la negazione della realt rifiutando quindi la separazione dall'oggetto, si tratta di una difesa maniacale. Sezione antologica Brano I: Oggetti transizionali e fenomeni transizionali Ipotesi originale I bambini sin dalla nascita utilizzano il pollice, la mano o il pugno per stimolare la zona erogena orale e poi in seguito, durante la crescita vengono indirizzati verso dei giocattoli in particolare e ci si aspetta che ne restino assuefatti. Sono possibili diverse varianti nel passaggio dell'attivit della mano e della bocca all'attaccamento ad un giocattolo in particolare, questo fenomeno ha qualcosa di importante oltre alla soddisfazione orale, questi altri fenomeni riguardano: La natura dell'oggetto La capacit del bambino di riconoscere l'oggetto come non me La sede dell'oggetto La capacit creativa del bambino L'inizio di un rapporto oggettuale L'area intermedia tra l'autoerotismo orale e il vero rapporto oggettuale viene definita da Winnicott come spazio transizionale e gli oggetti che vi sono inclusi sono oggetti transizionale, questi oggetti hanno la caratteristica di non essere parti del proprio corpo, ma dal bambino non sono percepiti nemmeno come appartenenti al mondo esterno. Nel periodo dell'autoerotismo orale come suddetto il bambino tende a portare il pollice alla bocca per succhiarlo e le altre dita tendono ad accarezzare la faccia, successivamente la cosa si amplia, perch il bambino oltre a questa esperienza auto erotica aggiunge altre componenti dando vita a dei fenomeni transizionali, quindi il bambino prende in bocca altri oggetti, di solito tende a succhiare questi oggetti e inoltre aggiunge dei suoni. Tutto questo assume per il bambino una importanza vitale per difendersi dall'angoscia e l'oggetto che di solito viene scelto una coperta e viene definito oggetto transizionale, inoltre i genitori assecondano questa predilezione portando sempre questo oggetto nei viaggi magari anche senza mai lavarlo, perch sono consapevoli che spezzerebbero questo legame. Il fenomeno transizionale compare di soliti dai quattro mesi fino ad ad una variabilit di dodici quindi ci sono ampie variazioni. Questo oggetto pu persistere anche nella seconda infanzia e viene utilizzato soprattutto quando il bambino si sente solo in ogni caso con la crescita e con uno sviluppo normale, gli interessi del bambino dovrebbero ampliarsi, infatti gradualmente i maschi tendono a preferire oggetti duri e le femminucce proseguono all'acquisizione di una famiglia importante per sottolineare che queste differenze si presentano solo a questo punto infatti il rapporto con gli oggetti interazionali non si differenzia molto tra maschi e femmine. possibile anche che il bambino non scelga nessuno oggetto al di fuori della madre oppure pu non essere in grado di farlo per colpa di uno sviluppo disturbato,. Il rapporto tra il bambino e l'oggetto transizionale ha delle caratteristiche specifiche: il bambino assume diritti sull'oggetto, lo tratta con affetto cos come subisce mutilazioni nei momenti di eccitamento, esso non deve mai cambiare, deve sopravvivere agli attacchi di odio e deve possedere qualche caratteristica che indicano al bambino la sua vitalit, viene percepito da noi come esterno, ma non viene percepito cos dal bambino, destinato ad essere disinvestito nel tempo, ma non sar mai rimpianto perch i fenomeni transizionali si sono diffusi. Descrizione clinica di un oggetto transizionale. Pag 64 Nell'esempio viene fatta una distinzione tra due fratelli, il primo aveva un attaccamento molto forte nei confronti della madre (aveva allattato fino a nove mesi, periodo in cui non aveva mani nemmeno succhiato il pollice, quindi quando gli era stato imposto lo svezzamento la madre incontr non poche difficolt) e non aveva creato alcun oggetto transizionale infatti il suo attaccamento ad

un coniglio non poteva essere categorizzato come tale in quanto non divenne mai pi importante della madre, era pi che altro un oggetto consolatore. Da adulto il ragazzo da definire sano anche se l'attaccamento alla madre non ha mai avuto una limitazione e il ragazzo non si mai sposato; il secondo fratello stato allattato per un periodo pi breve e inoltre durante le prime settimana di vita si dilettava nel succhiarsi il pollice, inoltre intorno ai cinque mesi aveva creato come oggetto transizionale l'angolo di una coperta che amava succhiare, poi circa ad un anno sostitu il bordo della coperta con un maglioncino verde che rappresentava per lui un calmante e inoltre fino ai tre o quattro anni si dedic sempre al succhiare il pollice; in conclusione, in maniera opposta al fratello, da adulto si sposato e ha avuto dei bambini. Pu essere interessante paragonare il concetto di oggetto transizionale con il concetto di oggetto interno come spiegata dalla Klein. Prima di tutto le due cose non sono sovrapponibili, l'oggetto transizionale non un oggetto interno che un concetto mentale; il bambino inoltre sceglier un oggetto transizionale, ma solo se l'oggetto interno e vivo, reale e viene percepito come buono, ma a sua volta l'oggetto interno dipende dall'oggetto esterno infatti se questo viene a mancare in qualche sua funzione, automaticamente l'oggetto interno assume carattere persecutorio di conseguenza anche l'oggetto transizionale perde di significato. Illusione disillusione Per permettere al bambino di passare dal principio di piacere al principio di realt necessario che la madre sia sufficientemente buona e si adatti sufficientemente al bambino in modo tale che il bambino viva l'illusione che il seno materno (oggetto d'amore per eccellenza) appartiene a lui che possiede quindi un controllo magico, quraesto adattamento totale deve poi man mano diminuire per permettere al bambino di incontrarsi/scontrarsi con la realt per imparare a tollerare le frustrazioni, il bambino mette in pratica poi delle difese per fronteggiare questa sottrazione della madre e cio: Si rende conto che la frustrazione limitata nel tempo Inizia una sua attivit mentale La capacit di ricordare, rivivere e fantasticare su quello che ha vissuto, quindi sui ricordi che si creato prima che la madre si allontanasse da lui. Se tutto va bene il bambino riesce a conseguire un passaggio al principio di realt senza traumi. Nell'allontanamento della madre di verifica una disillusione che possibile solo laddove ci sia stata una sana illusione. Quando il bambino sente dei bisogni, che inoltre non ancora in grado di spiegarsi, la madre offre il suo seno per nutrirlo e quindi da al bambino l'illusione che che la realt esterna corrisponda completamente a ci che lui desidera e quindi crea; chi osserva dall'esterno crede che il bambino capisca ci che la madre realmente rappresenta, ma in realt la madre e il bambino non si stanno scambiando qualcosa perch in realt il bambino sente quel seno parte di s e la madre d il proprio latte ad un bambino che parte di se stesso. Poi, successivamente, i fenomeni transizionali e gli oggetti transizionale rappresentano qualcosa di molto importante in quanto si tratta di un'area neutra che non viene mai messa in dubbio se non con il tempo e lo sviluppo del bambino. Se poi tutto il processo di illusione disillusione consegue nei tempi e nei modi giusti si pu arrivare senza traumi allo svezzamento. Sviluppo della teoria dell'illusione disillusione L'accettazione totale della realt non si raggiunge mai, per sollevarsi dalla tensione tra la realt esterna e quella interna, si crea un'area intermedia di esperienza creata dall'arte, la religione ecc., questa area intermedia legata a quella che crea il bambino, cosiddetta transizionale, che lo aiuta ad approcciare al mondo, ma mentre nel bambino questo viene accettato apertamente, se un adulto provasse a proporre l'accettazione della oggettivit dei suoi fenomeni soggettivi sarebbe ritenuto folle. Una applicazione alla teoria Non l'oggetto di per s ad essere transizionale, ma l'oggetto rappresenta la transizione di un

bambino dallo stato di fusione con la madre al momento di rapporto con l'esterno. Tutto questo avviene nella norma, ma esiste un confine che oltrepassato dimostra l'esistenza di una patologia infatti quando la madre, o comunque la persona da cui il bambino dipende, si assenta egli vive con il ricordo della figura materna che dentro di lui, questo per persiste solo per un limite di tempo che se viene oltrepassato i fenomeni transizionali perdono di significato e quindi il bambino non in grado di viverli e si pu osservare dall'esterno l'oggetto che viene disinvestito. Per illustrare questo aspetto c' il caso clinico di un bambino e del suo uso di un laccio (pag. 73). Brano II: Lo sviluppo emozionale primario I processi primari dello sviluppo Secondo Winnicott esistono tre processi che iniziano molto precocemente: L'integrazione La personalizzazione La comprensione del tempo, dello spazio e di tutta la realt Molto spesso si danno per scontato alcune di queste capacit, ma in realt hanno seguito uno sviluppo con un inizio specifico da collocare nel tempo; ad esempio la questione del tempo da mettere in discussione con alcuni pazienti psicotici non riescono a collocare nel tempo i giorni della settimana, oppure un'altra paziente riconobbe durante l'analisi, che da piccola credeva che sua sorella gemella posta all'altra parte del carrozzino fosse lei stessa, quindi non si spiegava perch quando qualcuno prendeva in braccio la sorella, non prendesse anche lei quindi un esempio evidente del fatto che era stato sviluppato un senso del S, ma non un senso dell'altro S. Si presume che alla nascita la personalit sia non integrata, e quindi quando si verifica una disintegrazione regressiva, si torna ad uno stato primitivo; la disintegrazione possibile nel primo periodo della vita, quando il bambino non ancora integrato, oppure pu essere predisposta dopo il fallimento di una integrazione primaria, infatti l'integrazione dovrebbe iniziare subito dopo la nascita, ma non la si pu dare per scontato e dovrebbe essere incentivata dalla madre, infatti un bambino a cui mancata una persona che gli consentisse di riunire tutti i pezzi potrebbe non riuscire pi ad integrare il proprio S. Oltre alle cure materne sono anche necessarie le esperienze istintuali che tendono a riunire la personalit nel suo interno. Oltre all'integrazione necessario anche lo sviluppo della personalizzazione che viene agevolata con gli stessi comportamenti che la madre dovrebbe mettere in atto per aiutare all'integrazione. Cos come c' una personalizzazione, possibile, se ci sono ritardi nel processo, che si verifichi una depersonalizzazione che ci che si nasconde dietro a ci che chiamiamo sonno profondo o a ci che giudichiamo dicendo sta sulla luna. Un problema che si lega alla personalizzazione quello del compagno immaginario, che non nasce per pura fantasia, ma l'analisi spesso dimostra che si tratta di altri S con caratteristiche molto primitive e inoltre possibile che vengano usati come difesa. La dissociazione Dalla non integrazione deriva il problema della dissociazione che si verifica quando l'integrazione avvenuta in modo incompleto. Per dissociazione si intende l'incapacit del bambino di riconoscere che colui che gode delle stimolazioni derivanti dal bagnetto e lo stesso che urla per essere soddisfatto. Il sentore di una dissociazione che inizia a dissolversi la capacit del bambino di ricordare i sogni e comunicarli ad una terza persona. Nonostante si tratti di un qualcosa di molto complesso, la dissociazione di verifica nel bambino come nell'adulto nell'altalenarsi dello stato di veglia e di sonno, si pu dire che la vita da sveglio di un infante rappresentata da un continuo dissolversi delle dissociazioni, fino allo stato di sonno. L'adattamento alla realt Dopo aver superato l'integrazione si passa alla modalit di reazione con la realt esterna, che una acquisizione molto complessa e rappresenta un grande passo per lo sviluppo emozionale. Facendo riferimento al neonato e al suo rapporto con il seno materno, vediamo che lui ha bisogni istintuali e la madre ha il seno la capacit di produrre latte oltre alla voglia di soddisfare il bambino e questi

due elementi possono entra in rapporto solo se la mamma e il bambino hanno un vissuto comune; la madre dovr essere colei che crea la situazione per dar vita al primo legame del bambino con un oggetto esterno; quindi quando il bambino eccitato inizia ad allucinare qualcosa e in qual momento gli appare il capezzolo della madre, quindi successivamente impara a rievocare alla mente le esperienze precedenti e quindi sapr immaginare il capezzolo materno come l'elemento che gli serve per sopperire a quel bisogno; tutto questo processo facilitato se si occupa del bambino una sola persona. Il ruolo della madre fondamentale perch protegge il bambino da tutte le cose che non sarebbe in grado di capire e gli fa vivere e vedere solo ci che lui pu riuscire a conoscere, ma sempre attraverso lei, con ci il bambino raggiunger la conoscenza della razionalit e dell'oggettivit, laddove ci sia un difetto d'oggettivit, fallisce lo sviluppo di questo stadio emozionale. Accettazione la realt vuol dire trarre molti vantaggi infatti si sottolinea sempre l'esistenza delle frustrazione non tenendo conto del sollievo e delle soddisfazioni che possono derivare dalla realt. Inoltre Winnicott specifica il rapporto tra realt esterna e fantasia, nella fantasia le cose funzionano per magia, la realt invece la frena e soprattutto pu essere studiata e conosciuta, mentre la fantasia pu essere tollerata solo se c' un buon apprezzamento della realt oggettiva. Inoltre la fantasia non qualcosa che l'individuo crea per difendersi dalle frustrazione della realt, ma questo vale solo per l'attivit del fantasticare; infatti la fantasia precedente nasce con l'esperienza dell'illusione, e la sua entit si basa sulla quantit di illusione di cui si fatto esperienza e su quanto questo mondo in grado di utilizzare gli oggetti appartenenti alla realt esterna; nello stadio pi primitivo l'oggetto si comporta secondo leggi magiche, quindi appare quando lo si desidera e scompare quando non pi desiderato, quest'ultimo caso vissuto con pi terrore perch non desiderare l'oggetto significa distruggerlo. La spietatezza primitiva Il tipo di rapporto pi primitivo tra il neonato e la madre. Anche dopo aver raggiunto una consapevolezza della realt esterna c' ancora n lungo percorso da seguire prima di poter raggiungere una relazione con una madre intera da persona intera. SI pu presupporre una fase di relazione spietata con l'oggetto, ma non detto che si verifichi, soprattutto non pu sorgere dopo aver raggiunto la capacit di preoccuparsi se non nei momenti di dissociazione, infatti nell'infanzia ci sono stata di dissociazione spietata e poi pu essere caratteristica di alcuni tipi di delinquenza o follia. Un bambino normale ha un comportamento spietato solo con la madre e si aspetta da lei che sappia tollerare la sua crudelt, se non ci fosse questo gioco con la madre dovrebbe nascondere questa sua spietatezza e potrebbe dargli vita solo in una situazione di dissociazione. La vendetta primitiva. Fin dalla nascita, il bambino pu acquisire l'abitudine di succhiare il pollice ed considerazione comune che questo un comportamento di natura auto erotica; pu succedere poi che il bambino danneggi le dita e quindi esprime l'odio; ma c' anche un altro elemento, cio se l'infante prova piacere, c' bisogno che qualcosa ne soffra quindi l'oggetto primitivo soffre per il fatto che amato al di l del fatto che anche odiato. (???????????????) Brano III: L'intelletto e il suo rapporto con la psiche soma. Per studiare il concetto di intelletto bisogna tener presente l'individuo nella sua totalit includendo il suo sviluppo dalla nascita. L'intelletto non esiste come entit a se, ma un caso particolare del funzionamento dello psiche soma, studiando un soggetto nel suo sviluppo succede spesso di imbattersi in una falsa entit ed una falsa localizzazione dell'intelletto. Inoltre si da per scontato una contrapposizione tra ci che mentale e ci che fisico e a livello del conversare nessuno mette in dubbio questa opposizione, ma quando si parla in termini scientifici le cose iniziano a complicarsi. Supponendo che la parola psiche indica l'elaborazione immaginativa di parti somatiche, sentimenti e funzioni, risaputo che tale elaborazione immaginativa dipende dall0esistenza e dal sano funzionamento del cervello, ma in ogni caso l'individuo non colloca fisicamente la psiche in una parte del cervello. La fase primitiva dello sviluppo individuale prevede una interazione tra la psiche

e il corpo, poi in una fase successiva il corpo viene percepito come il nucleo del S immaginativo. La teoria dell'intelletto Lo sviluppo dello psiche soma prosegue secondo una linea, all'inizio, c' bisogno di un ambiente perfetto ovvero quello che si adatta completamente ai bisogni dello psiche soma; un ambiente si dice svantaggioso quando crea delle pressioni a cui lo psiche soma costretto a reagire disturbando cos la continuit dello sviluppo. All'inizio l'ambiente vissuto solo come fisico, poi in una successiva fase dello sviluppo acquisisce una caratteristica emozionale e sociale. Nella suddetta prima fase inoltre fondamentale la presenza della madre buona che si adatta ai bisogni del bambino. In un secondo momento la perfezione dell'ambiente assume un valore relativo e la madre buona diviene sufficientemente buona cosicch l'individuo, con le sue capacit intellettive inizia ad affrontare le mancanze della madre sia per quanto riguarda le pulsioni istintuali che per quanto riguarda i bisogni dell'Io, sar poi l'attivit mentale stessa del bambino a far diventare l'ambiente perfetto; per uno sviluppo sano necessario che il bambino affronti solo le complicazioni che in grado di tollerare. Quindi man mano che il bambino cresce, la madre deve procedere ad un fallimento dell'adattamento cosicch il bambino impari a tollerare la frustrazione dei suoi bisogni non subito soddisfatti. Esiste una teoria secondo cui le madri che conseguono un allontanamento molto lento hanno dei bambini con uno basso QI, mentre le madri che si allontanano pi precocemente hanno dei figli con un QI pi elevato, quindi ci vuol dire che l'intelletto ha le sue radici nel bisogno dell'individuo, al centro del suo S e nel suo ambiente perfetto. Una madre che fallisce nel suo ruolo avendo un comportamento instabile sar colpevole di una iperattivit del sistema mentale del bambino e inoltre ci sar una opposizione tra la mente e lo psiche soma dal momento che la funzione intellettuale si assume il compito di proteggere lo psiche soma quando sarebbe l'ambiente che dovrebbe assumere questo ruolo. Se lo sforzo del funzionamento mentale diventa sempre maggiore si creano degli stati confusionali e all'estremo si verificheranno dei veri e propri disturbi mentali. Pressioni dell'ambiente laddove non dovrebbero essersi comportano oltre alla confusione anche una classificazione; ci avviene nel processo di nascita, Winnicott testimonia che durante il suo lavoro clinico ha incontrato casi che dimostrano che il neonato durante il processo della nascita ricorda ogni singola azione disturbante la continuit dell'esistenza; quindi il bambino ha gia capacit di memorizzazione alla nascita e tutto questo dovr essere elaborato durante gli stadi dello sviluppo. (esempio caso clinico pag 105). L'intelletto localizzato nella testa Secondo Winnicott l'elaborazione immaginativa delle parti e delle funzioni del corpo non localizzata, ci non toglie che alcune localizzazioni vengono fatte secondo scelte logiche che riguardano le conoscenze appurate riguardo il corpo. Non possibile e non corretto soprattutto collocare l'intelletto nella testa e anche i chirurghi hanno sempre avallato questa idea infatti operavano i crani per agevolare lo sviluppo del cervello laddove c'erano debolezze mentali. Facendo le loro operazioni al cervello i chirurghi accontentano i pazienti che sentono in loro intelletto, localizzato secondo loro nella testa, malato e nemico, ma poi ci si rende conto che quello che vorrebbero questi soggetti malati liberarsi dall'attivit mentale, ma gli serve i funzionamento del tessuto cerebrale perch possa sentirsi provvisto di uno psiche soma quindi l'intervento stato inutile. (si possono distinguere due presupposti di un funzionamento della psiche normale: I) trasformazione di un ambiente che rende al minimo la pressione e al massimo lo sviluppo naturale continuo; II) classificazione delle pressioni (la nascita ecc) per una elaborazione nelle successive fasi dello sviluppo. Inoltre lo sviluppo dello psiche soma universale, mentre lo sviluppo mentale pu dipendere da fattori variabili. Si pu contrapporre la psiche al soma, quindi sviluppo emozionale e sviluppo fisico, ma non logico contrapporre i concetti di mentale e fisico.)

Brano IV: L'aggressivit in rapporto allo sviluppo emozionale I) contributo ad un simposio L'idea principale alla base di questo lavoro che se la societ in pericolo, non per l'aggressivit dell'uomo, ma a causa della rimozione dell'aggressivit. L'aggressivit si presenta nel bambino ancora prima che si formi la personalit, all'inizio tutti i movimenti bruschi che fa non sono giudicati come aggressivi, ma piuttosto di una attivit, ma secondo Winnicott da qui parte tutto. Man mano che il bambino cresce tutti quei movimenti definiti solo azioni diventano la rappresentazione di una aggressivit; in condizioni di salute, l'aggressivit viene utilizzata secondo degli scopi e la sua intensit dipende dall'intenzionalit del comportamento, la fonte principale a cui attinge l'esperienza istintuale; inoltre l'espressione primitiva dell'amore. Nessuna azione aggressiva rappresenta un fenomeno isolato, infatti necessario che venga studiato tenendo conto di altri fattori quali: l'ambiente in cui vive il bambino e gli adulti che lo circondano, la maturit del bambino che dovrebbe proseguire con la sua et, le possibili regressioni, le possibili fissazioni di un bambino malato e uno stadio emozionale a volte disorganizzato. L'aggressivit segue il suo corso in base ai diversi stadi dello sviluppo: 1. Primo stadio: pre integrazione e intenzione priva di preoccupazione 2. stadio intermendio: integrazione, intenzione con preoccupazione e senso di colpa 3. persona completa o intera: relazioni interpersonali, conflitti consci ed inconsci Stadio che precede la capacit di preoccuparsi (intermedio) Il periodo intermedio caratterizzato da una spietatezza caratterizzata da una intenzionalit del bambino, ma senza che si preoccupi dei risultati, in altre parole non si rende conto che ci che distrugge quando eccitato la stessa cosa che ama fortemente quando in uno stato di quiete. Inoltre durante l'eccitazione l'amore per la madre diventa anche un attacco al suo corpo, questo secondo Winnicott l'aggressivit che fa parte dell'amore; se si perde l'aggressivit si perde una parte della capacit di amare e quindi di stabilire relazioni oggettuali. Stadio della preoccupazione Si giunge poi a quella che la Klein chiamava posizione depressiva e che invece Winnicott indica come stadio della preoccupazione. A questo punto l'Io del bambino sufficientemente integrato da riconoscere la madre come persona intera e inoltre a questo punto il bambino inizia anche a preoccuparsi delle conseguenze delle sue azioni e quindi a provare senso di colpa. Nel caso di un bambino sano, egli sopporta il senso di colpa e grazie ad una madre reale che resta viva assume la capacit di riparare e lo fa continuamente, poi quando nessuno gli riconosce lo sforzo della riparazione reagisce diventando aggressivo: quindi Winnicott deduce che l'attivit sociale non soddisfacente se non si fonda sull'attivit riparativa suscitata dal senso di colpa in rapporto alla propria aggressivit La rabbia La rabbia e la frustrazione sono inevitabili in tutte le esperienze e favoriscono una dicotomia: da un lato ci sono le pulsioni aggressive rivolte verso oggetti frustranti e dall'altro, tali pulsioni aggressive sono rivolte verso oggetti buoni, quindi emerge la colpa. Allo stesso tempo la frustrazione favorisce lo sviluppo di un meccanismo di difesa tale che l'amore e l'odio seguono due strade differenti. Quando si raggiunge la scissione tra oggetti buono e oggetti cattivi, l'odio diventa pi distruttivo e l'amore perde alcuni elementi aggressivi. La crescita del mondo interno Il bambino a questo punto della crescita, oltre a preoccuparsi delle conseguenze della sua aggressivit sulla madre, si preoccupa anche sulle conseguenze sul proprio S. Egli rende suo tutto quello che pu farlo sentire bene aumentando la fiducia in se stesso e nella vita, ma allo stesso tempo i suoi attacchi di rabbia lo mettono di fronte al fatto di essere pieno di cose cattive che da dentro, attaccano ci su cui fonda tutta la fiducia nella vita. Prima per di imparare a gestire il

mondo interno con quello esterno deve essere ben saldo nel suo corpo e deve saper distinguere bene ci che dentro e ci che fuori; inoltre molto importante per la relazione con il mondo esterno, quella che la relazione con il suo mondo interno. Si sviluppano inoltre dei meccanismi difensivi tra cui quello dell'introversione: quando il bambino in uno stato di malattia e deve riorganizzare tutto il suo mondo interiore tende a chiudersi in se stesso facendo s che tutto ci che buono dentro di lui, mentre quello che cattivo resta fuori a questo punto di parla di un bambino patologicamente introvertito. Emergere da tale stato patologico vuol dire rivolgersi di nuovo verso l'esterno che gli appare pieno di persecutori e quindi il bambino diventa regolarmente aggressivo; inoltre se dopo questo passo l'aggressivit del bambino viene male interpretata in bimbo reagisce tornando a chiudersi nel suo mondo. A volte la capacit di restare nel mondo esterno, quindi di vivere con tutta l'oggettivit resta difficile anche agli adulti, oppure ci sono gli adulti che non riescono a liberarsi da quella oggettivit e quindi perde il contatto con il proprio mondo interno. Prendendo ad esempio un bambino che ha raggiunto un grado normale di sviluppo e quindi di organizzazione della personalit, e che vive un episodio in cui i genitori litigano fortemente, in sua presenza, il bambino interiorizza tutta l'esperienza e poi clinicamente pu diventare depresso e ci possono essere momenti il cui il bambino manifesta una forte aggressivit e pu essere particolarmente dispettoso; oppure potrebbe creare litigi con altre persone manifestando una cattiveria esterna come interna. Possono esserci alcuni momenti in cui il bambino pensa che senza la sua parte cattiva tutto potrebbe andare bene e quindi potrebbe avere fantasie di autolesionismo. Affrontare tutto il proprio mondo interno pu comportare nel bambino uno stato di morte interna a cui segue la mania e a questo punto il mondo interno prende il sopravvento e il bambino si presenta molto aggressivo nei confronti anche di stimoli senza rilievo; si tratta di quella che Klein chiamava difesa maniacale e la conseguenza clinica uno stato di continua irrequietezza, irritabilit e una leggera aggressivit che si manifesta nel disordine. In una condizione di salute il bambino invece sarebbe in grado di assumere dentro di se la cattiveria per poi manifestarla per attaccare all'esterno ci che percepito come cattivo difendendo ci che per lui buono. II)Le radici primarie dell'aggressivit L'aggressivit nasce dalla rabbia conseguente la frustrazione o ha una origine in s? La risposta complessa. Nella pulsione d'amore primitiva si trovano le traccie dell'aggressivit reattiva in risposta ad un incompleto soddisfacimento dell'Es. Tale pulsione d'amore sorge quando non esiste ancora una integrazione dell'Io, quindi nasce l'amore ancora prima che il bambino acquisisca la capacit di preoccuparsi; solo in un secondo momento si sviluppa la capacit di distruzione. L'odio poi qualcosa di di pi elaborato che non pu esistere negli stadi precoci dello sviluppo. Comunque esiste una qualit distruttiva nella pulsione d'amore primitiva, ma non c' la consapevolezza dell'infante. Dopo una nascita normale, senza traumi, L'Es mette in gioco delle crisi istintuali che hanno un periodo preparatorio, un momento culminante ed un momento susseguente che corrisponde hai diversi gradi di soddisfacimento. Ma gi durante la vita intrauterina si pu rilevare una motilit (propriet degli organismi viventi di modificare attivamente e in modo reversibile la propria posizione rispetto all'ambiente) e gli schemi che si sviluppano intorno a questa motilit sono tre: Secondo un primo schema, l'ambiente viene conosciuto grazie alla motilit e grazie all'ambiente il bambino vive le sue esperienze. Questo schema indica uno stato di salute e dipende dalle cure materne, infatti la madre si adatta completamente al bambino e sar possibile una fusione di una parte della motilit con il potenziale erotico e una parte di motilit che resta esclusa dalla fusione. La parte che si fonde con il potenziale erotico soddisfatta dalla pulsione mentre l'altra parte di motilit ha bisogno di una opposizione. Secondo un secondo schema, l'ambiente preme sul feto e quindi il bambino deve reagire ad una serie di pressioni e quindi la motilit serve solo come reazione all'ambiente. Secondo un terzo schema c' una tale pressione da parte dell'ambiente che il bambino non ha la possibilit di sviluppare la sua individualit quindi il bambino si sviluppa solo come estensione dell'ambiente quindi il vero S nascosto quello che l'analista incontra solo il

falso S che nasce come una protezione del primo. Nel caso di questi ultimi due schemi solo grazie alle pressioni ambientali il potenziale di motilit pu trovare soddisfazione. Quindi la situazione rimane soddisfacente, ma solo se le pressioni ambientali hanno una continuit, inoltre e necessario che le pressioni ambientali abbiano una struttura propria altrimenti, non sarebbe in grado il bambino di sviluppare una organizzazione personale e infine si creer uno stato di dipendenza tale che il bambino non sar in grado di emanciparsi. Tutto questo non indica uno stato di salute e inoltre non prevista una fusione se non per altre vie quale pu essere l'erotizzazione degli elementi aggressivi e quindi possibile trovare in questi soggetti delle tendenze aggressive. Tutto questo dimostra che succedono tante cose in un neonato ancora prima che l'organizzazione dell'Io diventi maturo. III)Natura estrema degli oggetti Si d per scontato una fusione tra componenti aggressive ed erotiche nei casi di salute, ma non ci si rende conto del momento precedente alla fusione. In effetti raggiungere la fusione non un procedimento semplice e che spesso resta incompleta, quindi possibile che componenti erotiche e componenti aggressive restino separate. In pratica, durante gli stadi precoci quando si formano il Me e in Non Me, la componente aggressive spinge verso il Non Me in quanto le pulsioni aggressive non sono soddisfatte se non trovano un oggetto esterno che crei opposizione, invece l'esperienza erotica viene soddisfatta da qualsiasi cosa che d sollievo alla pulsione istintuale; spesso stato rilevato che le persone vivono l'esperienza aggressiva come qualcosa di pi reale rispetto alle esperienze erotiche e questo avviene perch l'esperienza aggressiva ha un maggiore sentimento di realt. Inoltre p necessario distinguere che ogni bambino ha un potenziale istintuale erotico che legato ad una parte del corpo ed potenzialmente uguale per ogni bambino, invece l'elemento aggressivo pu variare, infatti ci sono tanti elementi che incidono su una reazione aggressiva del bambino. Se si vuole discutere delle due cose congiuntamente bisogna risalire alle pulsioni del feto e alla sua forza vitale; quest'ultima pi o meno uguale per tutti, mentre il potenziale aggressivo dipende da quanta opposizione incontra quindi l'opposizione che agisce per la trasformazione della forza vitale in potenziale aggressivo. In una situazione di malattia l'ambiente che preme fortemente e quindi la forza vitale viene tutta impiegata per difendersi dalla pressione quindi non ci sar la costituzione del Me quindi l'individuo non riuscir a creare una personalit e gli elementi aggressivi ed erotici non si fondono visto che non c' il Me a vivere l'esperienza eccitante. Tutto questo vale quando una fusione manca totalmente. Inoltre possibile una falsa fusione dell'aggressivit in erotismo, trasformano l'aggressivit de fusa in masochismo. Winnicott conclude che molti bambini hanno una grossa quantit di materiale aggressivo prodotto come reazione alla pressione ambientale, ma questa rappresenta un modo errato di svilupparsi perch sente continuamente la necessit della persecuzione. Brano V: La tendenza antisociale (Esempi di due casi clinici). Natura della tendenza antisociale La tendenza antisociale non una malattia come la nevrosi o la psicopatologia, di solito se ne parla in riferimento ai bambini, ma in realt si manifesta ad ogni et. Il comportamento antisociale si manifesta in casa e/o altrove quando il bambino deprivato di alcuni aspetti essenziali della vita familiare, Winnicott parla di complesso di deprivazione. Dal punto di vista sociale il bambino potrebbe essere considerato un disadattato e quindi si rende necessario che venga seguito da un istituto specializzato o potrebbe essere condannato per il suo comportamento riprovevole, il bambino viene quindi etichettato come un delinquente e potrebbe essere richiesta la reclusione in un istituto di rieducazione, se tutti i provvedimenti necessari da parte della famiglia e delle istituzioni mancano il bambino pu diventare un adulto psicopatico e condannato al carcere o al riformatorio.

Per quanto riguarda la diagnosi psichiatrica, la tendenza antisociale viene analizzata come reazione ad una mancanza; c' infatti una relazione tra la tendenza antisociale e la deprivazione, in particolare si tratta di una mancanza avvenuta durante della tarda infanzia, nel periodo in cui si comincia a camminare, in particolare si viene privati di qualcosa di buono che era stato positivo secondo l'esperienza del bambino. Ci sono due aspetti della tendenza antisociale, uno il rubare e l'altro la distruttivit, con il primo il bambino cerca quel qualcosa che gli stato tolto, con il secondo cerca una stabilit ambientale che pu sopportare la tensione di un comportamento impulsivo. Il furto Il furto e quindi il mentire sono alla base della tendenza antisociale, il bambino che ruba, non cerca l'oggetto che fondamentalmente ruba, ma cerca la madre sulla quale pretende dei diritti in quanto stato lui a crearla. Nel momento della deprivazione originaria, c' una certa fusione tra aggressivit e libido quindi il bambino reclama facendo piccoli furti, dei danni e creando disordini, quando tale fusione minore, il bambino separer la manifestazione aggressiva e la ricerca dell'oggetto; quindi l'entit del danno anche segnale del livello di fusione. I primi segni di tendenza antisociale I primi segni della tendenza antisociale possono essere tanto comuni da passare per normali, un sintomo molto comune l'ingordigia, quindi un infante vorace consegue una ricerca di una terapia attraverso l'ambiente per recuperare quello che ha perduto. Quella della deprivazione una sorte che tocca a tutti gli infanti perch inevitabile che la madre possa mancare in alcuni momenti, ma possibile anche per la madre riparare alla mancanza rispondendo alla sua ingordigia e alle sue reazioni, in altre parole l'ingordigia come sintomi antisociale pu essere curata dalla madre con un adattamento terapeutico che spesso viene confuso con il viziare. La terapia per non ha successo se la deprivazione iniziale stata troppo grave. Cos come l'ingordigia, un'altra manifestazione l'enuresi notturna. La perdita originaria Come suddetto alla base di una tendenza antisociale c' un esperienza primaria di cui si stati provati, ed importante che il bambino capisca che la causa del problema non interna bens esterna infatti questo provoca una distorsioni della personalit e la necessit di cercare un nuovo intervento dell'ambiente, in questo modo si pu evitare la malattia psicotica. Secondo Winnicott la privazione primaria si verifica in un momento di fusione tra le pulsioni libidiche e aggressive, quindi nel momento in cui il bambino inizia ad avere fiducia nell'ambiente, sperimenta la pulsione di ricerca dell'oggetto, inizia a riconoscere i danni della sua aggressivit e infine inizia ad avere capacit riparative. Il trattamento Il trattamento richiesto dalle tendenze antisociali non la psicoanalisi, ma la riscoperta del bambino delle cure che gli sono mancate, inoltre fondamentale la stabilit dell'ambiente per avere un significato terapeutico; inoltre necessario che le pulsioni dell'Es vengano sperimentate all'interno del sistema di relazioni dell'Io. Secondo tale teoria l'ambiente che deve offrire una occasione per il sistema di relazione dell'Io perch l'ambiente che ha fallito nel sostegno dell'Io. (????) Brano VI: La psicoanalisi e il senso di colpa Studiare il senso di colpa, implica per uno psicoanalista porre l'attenzione su tutto lo sviluppo affettivo individuale, che secondo Winnicott pu essere studiato come conseguenza di un indottrinamento o come aspetto dello sviluppo dell'individuo umano. Le influenze culturali sono fondamentali infatti coloro che educano i figli inculcando ogni aspetto della morale toglie loro la possibilit di sviluppare una moralit secondo uno sviluppo naturale. Bisogna per tenere conto anche di persone in cui la morale non si sviluppa e questo nasce da un deficit di senso di colpa.

L'acquisizione della capacit di provare senso di colpa Secondo Freud il senso di colpa sta nell'intenzione inconscia, infatti qualcosa che si riferisce al mondo interiore. Il senso di colpa nasce principalmente per l'ambivalenza dei sentimenti che pervadono il bambino, il complesso edipico l'esempio per eccellenza: un ragazzo sano stabilisce un rapporto con la madre e entra in gioco l'istinto che implica i sogno di avere un rapporto di amore con lei di conseguenza c' anche il desiderio della morte del padre che a sua volta determina la paura del padre scatenando cos il complesso di castrazione, il tutto si contrappone all'affetto che il bambino prova per il padre stesso. Il senso di colpa di manifesta anche, quando l'Io cerca di equilibrarsi in base al Super Io (che secondo Freud rappresenta il padre internalizzato), inoltre il motivo pi profondo del senso di colpa sta nella masturbazione e in qualsiasi pratica autoerotica. Esistono persone che sono sommerse dal senso di colpa, esse hanno le capacit di compiere un lavoro costruttivo, e quando gli viene data l'occasione di farlo danno grandi risultati e superano il senso di colpa, ma laddove il lavoro viene a mancare sono di nuovo sopraffatte. Le due patologie che danno questo sintomo, sono la melanconia e la nevrosi ossessiva. Nella nevrosi ossessiva l'individuo tenta continuamente di mettere qualcosa al posto giusto senza per riuscirci e inoltre ci pu essere un tentativo portato all'estremo di sostituire una idea con un'altra, anche questo con esiti negativi quindi l'individuo vive sempre uno stato di confusione che nulla riesce a risolvere perch in realt il paziente cerca di nascondere inconsciamente un momento in cui l'odio a prevalso sull'amore. Il melanconico, invece, raccoglie dentro di s tutte le colpe del mondo restando paralizzato dal senso di colpa. Il senso di colpa al suo punto di origine Il senso di colpa nasce secondo la Klein ancor prima del complesso edipico, quindi presente gi nel rapporto diadico della madre con il bambino, infatti l'autrice prevede che la pulsione primitiva di amore abbia un fine aggressivo,ma senza che ci sia consapevolezza delle conseguenze, poi successivamente si sviluppa lo stadio della preoccupazione (come lo chiama Winnicott) e quindi il bambino ha apprensione sia per la madre che per le conseguenze sul proprio s. Quindi il senso di colpa emerge quando il bambino arriva a questo stato dello sviluppo dando per scontato che abbia seguito uno sviluppo normale. A questo punto dello sviluppo il bambino iniza a differenziare la realt dalla fantasia e riconosce anche che la madre dopo il suo atto istintuale c' ancora ed pronta ad accettare il suo gesto riparativo. In ogni caso pu accadere che il senso di colpa non si presenti e venga sostituito con l'inibizione dell'istinto o con la scissione degli oggetti in buoni e cattivi. L'et a cui si pu far risalire la nascita del senso di colpa coincide con quella che Klein chiama posizione depressiva, quindi introno ai sei mesi di vita, quando la psicologia del bambino di presenta molto pi complessa, infatti precedentemente l'Io non ancora sufficientemente organizzato, inoltre raggiungere lo stadio della preoccupazione e quindi la capacit di sentirsi in colpa anche il segnale che l'individuo nella situazione di poter sperimentare il complesso edipico. Quando l'importanza del senso di colpa evidenziata dalla sua assenza Come accennato sopra, esistono delle persone che non provano senso di colpa, e secondo la psicoanalisi quando succede quando manca nel primo stadio dello sviluppo la situazione affettiva e fisica che necessitava. Quando manca alla persona un codice morale e quindi non prova senso di colpa e necessario che gli venga inculcato, ma rester comunque una socializzazione instabile, infatti le persone tormentate dal senso di colpa considerano sconcertante questo fatto,ma allo stesso tempo nutrono una grossa stima per queste persone. L'artista creativo un esempio di persone che non prova senso di colpa, anzi a volte disprezza addirittura i sentimenti di preoccupazione. Nel caso dei soggetti antisociali invece ci sono dei momenti di perdita e di riconquista della capacit di provare senso di colpa. Secondo il lavoro analitico si possono dividere i comportamenti antisociali in due categorie, secondo la prima il comportamento antisociale legato alla cattiveria del bambino, invece secondo la seconda in bambini compiono questi atti per giustificare il senso di

colpa. Il soggetto antisociale raggiunge il sollievo attuando un crimine che solo lontanamente rappresenta quello che lui ha nella fantasia repressa che risale al complesso edipico, inoltre ci sono casi in cui i crimini singoli non soddisfano il soggetto che quindi tende a ripetere l'atto che acquista cos le caratteristiche di un vantaggio secondario diventando accettabile per il s. Allo stesso tempo gli atti sociali pi gravi vengono fatti pi di rado sono quelli che indicano che il soggetto tenta in tutti i modi di provare il senso di colpa che nulla riesce a dargli. Ad un soggetto di questo tipo servirebbe ricreare l'ambiente che gli mancato e cio quello che serve ad un neonato immaturo, per diventa difficile dovendo fronteggiare l'astuzia e la forza di un bambino pi grande o peggio di un adulto. Winnicott conclude che sapere queste cose non permette di risolvere il problema della delinquenza, ma permette di capire il modo per prevenire lo sviluppo di queste tendenze; inoltre queste scoperte suggeriscono la necessit di essere pi severi con bambini che hanno un senso di colpa ancora troppo primitivo. Brano VII: La capacit di essere solo Uno dei segni pi evidenti di maturit dello sviluppo affettivo la capacit di stare solo. Ci sono molte persone che raggiungono la capacit di stare da sole prima dell'infanzia e addirittura possono arrivare ad apprezzare particolarmente la solitudine. Secondo Winnicott l'esperienza fondamentale senza la quale non si instaura tale capacit fondamentalmente un paradosso: l'esperienza di essere solo, da infante e da bambino piccolo, in presenza della madre; quindi il bambino pu essere solo anche in uno stadio molto precoce in quanto l'immaturit dell'Io viene compensata con il sostegno della madre, quando poi l'Io raggiunge la giusta maturit ci sar sempre meno bisogno del sostegno materno. In questo modo si evince il particolare rapporto tra il bambino che solo e la madre che sentita come presente anche quando viene impersonificata da un oggetto, questo tipo di rapporto chiamato da Winnicott relazionalit dell'Io e si riferisce precisamente al rapporto fra due persone una delle quali in ogni caso sola, ma la presenza di ciascuna importante per l'altra. La capacit dell'individuo di essere solo dipende dal modo in cui affronta la scena primaria (ovvero quando viene percepito o immaginato un rapporto tra i genitori) cio se viene accettata e se c' la capacit di dominare l'odio e convogliarlo al servizio della masturbazione; essere capace di essere solo in questa circostanza indica la maturit dello sviluppo libidico, una fusione raggiunta delle idee aggressive e libidiche e infine la tolleranza dell'ambivalenza e naturalmente una identificazione con i genitori. Inoltre la capacit di essere solo implica l'esistenza di un oggetto buono interno, infatti il buon rapporto con questo oggetto permette al bambino di avere fiducia nelle relazioni interne tale che sufficientemente pieno di vita da stare tranquillo anche senza avere stimoli esterni. Tutto questo comporta che ci siano state cure materne adatte e inoltre questa capacit indica una integrazione dell'Io del bambino altrimenti non esisterebbe un dentro ed un fuori. Winnicott concentra a sua attenzione sulla frase Io sono solo: Io implica che ci sia un buono sviluppo emotivo quindi l'individua ha raggiunto l'integrazione, Io sono prevede che il bambino esiste e c' un ambiente che lo protegge. Io sono solo implica che il bambino percepisce la continuit dell'esistenza della madre e quindi pu godere la solitudine che resta comunque tale solo per un tempo limitato. Relazionalit dell'Io Quando le relazioni si basano sulla relazionalit dell'Io rafforzano l'Io stesso e questo sottolinea l'importanza della capacit di essere solo, perch solo quando il bambino solo pu scoprire la propria vita personale e potr essere libero di vivere una esperienza pulsionale vera e propria; l'importanza di una persona che deve essere presente, ma senza fare richieste sta nel fatto che l'impulso pu essere rivolto verso la madre e quindi il bambino sentir questa esperienza come reale. Quindi l'individuo che capace di stare solo pu riscoprire l'impulso personale senza che questo venga sprecato, perch, paradossalmente, c' sempre qualcuno. Questo qualcuno ad un certo punto della crescita non pi necessario di persona, perch il bambino utilizza la madre introiettata.

Secondo Winnicott esiste un orgasmo dell'Io che si verifica quando si vive una esperienza molto soddisfacente. Sostiene in particolare che possa essere raggiunto all'apice di una soddisfacente relazionalit dell'Io. Brano VIII: Il contributo dell'osservazione diretta del bambino in psicoanalisi Winnicott si occupa in questo saggio della differenza che importante sottolineare tra il concetto di profondit e precocit; in particolare alla distinzione tra profondo dal punto di vista analitico e precoce dal punto di vista dello sviluppo. Profondo, non sinonimo di precoce, perch il bambino ha bisogno di avere una certa maturit prima di diventare profondo e questo viene spiegato bene da Strachey quando dice che l'ambiguit del termine profondo non deve preoccupare in quanto si riferisce all'interpretazione di materiale geneticamente precoce e storicamente lontano dall'esperienza attuale. Inoltre la differenza sta nel fatto che profondo fa riferimento a qualcosa di variabile, mentre precoce si riferisce ad un dato di fatto, per di pi secondo Winnicott profondo si riferisce sempre alla fantasia inconscia o comunque alla realt psichica del soggetto quindi coinvolge sempre l'intelletto o l'immaginazione del paziente. In ogni caso evidente che lo psicoanalista in grado di penetrare sempre di pi nel profondo dellas mente del paziente, raggiunge anche quelli che sono elementi pi tardivi o pi precoci, ad esempio prendendo il concetto Kleiniano della posizione depressiva esse fa riferimento a qualcosa di profondo e in un certo senso anche di pi precoce, ma essa particolarmente complessa e non esistere in un bambino con meno di sei mesi, mentre la posizione paranoide molto pi grezza e quindi ritenuta pi precoce, piuttosto che pi profonda; inoltre ci che profondo si riferisce all'infante, mentre la precocit deve fare riferimento anche il contesto, all'ambiente che circonda il bambino in quanto fattore importante per la crescita del bambino. molto importante, anche, la controversia che esiste tra l'osservazione e l'interpretazione, infatti pu accadere che uno psicoanalista formuli dei concetti riguardo la prima infanzia, che per non possono essere dimostrate, nonostante esse siano psichicamente vere; ci non toglie che l'osservazione diretta, non pu invalidare ci che stato interpretato, ma pu solo dimostrare che ci sono dei soggetti che non rispettano quelle et prestabilite. Se queste due figure lavorassero insieme sarebbe possibile unire ci che profondo nell'analisi con ci che precoce nello sviluppo infantile cosicch non esisti pi alcuna controversia. Brano IX: La distorsione dell'Io in rapporto al vero ed al falso s Molto spesso in psicoanalisi s i fa uso dei concetti di vero e falso s; questo concetto nasceva gi in alcune forme della psichiatria e anche in alcune religioni. Il vero s pu nascere quando l'Io sar sufficientemente forte da vivere le soddisfazioni dell'Id,, ma allo stesso tempo esse possono essere traumatiche se l'Io non ancora maturo e forte per affrontarle e quindi non neanche in grado di sopportare eventuali esperienze di frustrazione. Il falso s ha natura difensiva, infatti il suo ruolo quello di proteggere il vero s; Winnicott distingue diverse organizzazioni del falso s in base al livello di malattia: Ad un polo estremo: il falso s si presenta come il s reale e quindi la persona appare reale tuttavia si riscontrano delle anomalie nelle relazioni interpersonali pi profonde. Livello meno grave: il falso s persiste nel suo ruolo di difesa, ma allo stesso tempo cerca anche delle vie per far emergere il vero s ed questo l'esempio di malattia, ma con fine positivo e cio conservare l'individuo nonostante la situazione ambientale poco favorevole. Il falso s ha come unico scopo quello di far emergere il vero S e laddove non riesce in questo scopo d origine una nuova organizzazione del vero s che se fallisce spinge il soggetto al suicidio. Livello pi vicino alla salute: il falso s si forma sulla base di identificazioni Nello stato di salute: il falso s rappresenta tutta l'organizzazione dell'atteggiamento sociale educato. Un pericolo grave quello di una unione tra il falso s e l'intelletto che consegue una scissione tra

l'attivit intellettuale e l'esistenza psico somatica, quando si crea questo tipo di patologia possibile che ci si faccia ingannare: la gente che vede una persona che riesce ad ottenere molto successo non immagina che questo non se stesso e non si sente se stesso. Quello che attira particolarmente l'attenzione degli psicoanalisti l'ambito in cui si sviluppa i falso s quindi si pone l'attenzione sul comportamento della madre in quando c' all'inizio una totale dipendenza, tale da non poter considerare il soggetto come singolo. Quindi vediamo che l'infante in una prima fase completamente legato alla madre e quando l'infante dimostra un gesto spontaneo, questo sentore dell'esistenza di un vero s potenziale ed importante come la madre gestisce questo rapporto. Una madre sufficientemente buona va incontro al gesto del figlio avallando la sua onnipotenza quindi l'Io debole del bambino acquista forza grazie all'aiuto della madre ed cos che la madre aiuta l'emergere del vero s del figlio e quest'ultimo inizia poi a credere nella realt esterna vivendola come se fosse magica, crescendo poi, il bambino sar in grado di rinunciare man mano alla propria onnipotenza e riconoscere quindi l'illusione mettendo cos le basi per la creazione del simbolo; invece una madre non sufficientemente buona non sostiene l'onnipotenza del figlio o lo fa in maniera discontinua e al contrario vuole che sia il figlio a compiacersi dei gesti suoi ed qui che si fondano le basi del falso s e non ha inizio il processo per l'utilizzo del simbolo; in questo caso il bambino vive seppure in modo falso ed esprime la sua ribellione dimostrandosi irrequieto e con disturbi alimentari che comunque spariranno con il tempo per poi riapparire quando sar pi grande, la conseguenza di tutto questo la creazione di un falso s che spinge il bambino a presentarsi sempre condiscendente nei confronti della madre o di chi si occupa di lui cosicch crescer e diventer proprio come la persona che lo ha cresciuto o comunque ha avuto pi influenza su di lui. Inoltre quando il falso s particolarmente radicato nel soggetto questo difender il vero s, ma non lo mostrer mai facendo dell'imitazione un modo di vivere, ma ci sono anche altri casi in cui il falso s cerca di far emergere per vie segrete il vero s. Secondo Winnicott, la madre gi al concepimento e poi durante tutta la gravidanza sviluppava una identificazione con il proprio bambino tale da permettere il giusto adattamento di questa alle esigenze del bambino, ma perch questo avvenga anche importante il ruolo dell'ambiente ad esempio importante che sia l'uomo a sostenere il contatto con la realt quando la madre completamente assorbita dalle necessit del bambino appena nato; bisogna per sottolineare che tutto questo non appartiene solo alla nostra civilt bens qualcosa che sempre esistito. Dopo aver spiegato che cosa il falso s importante sottolineare che cosa il vero s: esso si manifesta attraverso il gesto spontaneo e l'idea, in altre parole esso manifestato nella creativit del soggetto. Esso fa la sua apparizione appena ci sia una organizzazione mentale e poi diventa sempre pi complesso relazionandosi con la realt esterna cosicch sar in grado di reagire allo stimolo esterno senza traumi. Ogni volta che nello sviluppo il vero s non viene interrotto nel suo sviluppo il senso di realt sempre pi rafforzato e quindi sar in grado di sopportare delle interruzioni nella continuit della vita del vero s e sar in grado di sopportare esperienze reattive o del falso s messe in rapporto con l'ambiente su una base di compiacenza. In una vita sana, esiste comunque un aspetto del falso s e cio quello della compiacenza che poi rappresenta la capacit del compromesso sempre per secondo alcuni limiti che se vengono oltrepassati, sar compito del vero s limitare il s compiacente. Con gli anni il falso s pu raggiungere un certo grado di sublimazione, ad esempio un bambino che crescendo acquisisce questa capacit di fingere per compiacere pu diventare un grande attore, a proposito degli attori, ci sono alcuni che possono essere se stessi cos come possono recitare, ma ce ne sono altri che non sono capaci di fare altro se non recitare e si sentono completamente persi quando non c' qualcuno che apprezza la loro recita. Winnicott conclude sottolineando l'importanza della diagnosi clinica di personalit con un falso s e sostiene che questa comporti delle conseguenze del tipo: si deve tener conto che nel diagnosticare una falsa personalit si sta parlando con il falso s del paziente quando lo psicoanalista riesce ad entrare in contatto con il vero s del paziente inevitabile che ci sia un periodo di forte dipendenza di questo allo psicoanalista

gli analisti che non sono in grado di affrontare i bisogni del paziente una volta che la diagnosi stata fatta devono stare attenti ad evitare questi casi se non vogliono arrecare ulteriori danni. Inoltre ci sono molte analisi che durano a lungo proprio perch lo psicoanalista no si rene conto che sta interagendo con il falso s del paziente quindi non ottiene alcun risultato, che dovrebbe per essere riconosciuto in quanto manca totalmente di originalit e creativit. Brano X: L'integrazione dell'Io nello sviluppo del bambino Il termine Io indica quella parte della personalit umana che si integra in una unit. Questo pu essere preso in considerazione prima che si possa parlare di s, infatti il s una struttura complessa che si forma quando il bambino ha iniziato ad usare l'intelletto e ad interagire con gli altri. Per quanto riguarda la domanda, su quando ha inizio l'Io, Winnicott (risponde un maniera abbastanza contorta) afferma che si pu parlare di inizio solo quando l'Io ha inizio e si pu parlare di un Io debole o forte in base alle capacit della madre di rispondere ai bisogni del bambino. La madre sufficientemente buona permette al bambino di sperimentare una esperienza di onnipotenza grazie al fatto che si dedica completamente ad esso, questo inizio molto importante e si ripercuoter sullo sviluppo del bambino. La funzione materna molto importante per aiutare il bambino a non lasciarsi sopraffare dall'angoscia impensabile che pu essere di diversi tipi: andare in pezzi cadere per sempre perdere ogni relazione con il corpo non avere orientamento queste sono le stesse che vive un soggetto psicotico. Possono essere diverse le conseguenze di un'assistenza non sufficientemente buona durante il primo stadio di vita, i primi danno che Winn. Prende in esame riguardano: 1. schizofrenia e autismo infantile in cui vanno inclusi anche dei disturbi secondari e delle lezioni cerebrali 2. schizofrenia latente che include bambini considerati normali o addirittura di una intelligenza superiore 3. difesa del falso s che permette ai bambini di apparire promettenti, ma interviene poi il il crollo e la crisi 4. personalit schizoide si nasconde dietro ad una personalit sotto molti aspetti sana. Ognuno di questi diversi disturbi pu essere messo in relazione con diversi tipi di fallimento, nel sostegno, nella manipolazione o della presentazione dell'oggetto nel primo stadio. Lo sviluppo dell'Io caratterizzato da varie tendenze quali l'integrazione, la personalizzazione (cio il legame con le funzioni corporee) e l'inizio di relazioni oggettuali; ognuna di queste tendenze pu corrispondere rispettivamente al tenere in braccio, al manipolare e alla relazione oggettuale. Quando si parla di integrazione si intende l'acquisizione del senso di esistere ovvero il bambino ha iniziato a creare una esperienza che pu dirsi personale, e tutto questo tende ad una unit del s. Tutto questo, come gi detto, possibile grazie alle cure materne adeguate, infatti tutti gli insuccessi creano una discontinuit nello sviluppo tale che pu verificarsi una frammentazione dell'essere. L'opposto dell'integrazione l'inintegrazione e cio l'infante permane in uno stato di rilassamento perch c' la madre a sostenere il suo Io, invece la disintegrazione che pu verificarsi successivamente all'integrazione una difesa che consiste nella creazione del caos che serve appunto per fronteggiare una situazione di inintegrazione per in assenza del sostegno materno. Per manipolazione invece si intende la provvidenza ambientale che coincide con l'istituirsi di una relazione psicosomatica; infine, per quanto riguarda la relazione oggettuale, nasce solo se c' la presentazione di un oggetto da parte dell'ambiente quindi, il bambino sviluppa una attesa che nasce a un bisogno per lui inspiegabile, poi la madre presenta un oggetto o attua una manipolazione che si riscontra proprio adatta a quella sua esigenza cosicch il bambino inizia ad avere fiducia nel mondo reale e crede di essere lui a creare oggetti e la madre avaller questa sua idea di onnipotenza.

Brano XI: Lo sviluppo della capacit di preoccuparsi Winnicott intende per capacit di preoccuparsi ci che in senso negativo viene indicato con il concetto di senso di colpa. Il senso di colpa l'angoscia che nasce dall'ambivalenza e prevede una tale integrazione dell'Io che il bambino dovrebbe essere capace di conservare l'immagine buona dell'oggetto insieme all'idea di distruggerlo. Preoccuparsi in relazione con il senso di responsabilit che il sente nei confronti dei rapporti in cui sono implicate e pulsioni istintuali, tutto questo implica che il bambino di prende cura dell'oggetto d'amore, e accetta ogni responsabilit. Si suppone che questa capacit sorga nelle prime fasi dello sviluppo affettivo precedentemente all'instaurarsi del complesso edipico quindi si suppone che coincida con la capacit del bambino di percepire le persone come intere. Tutto ha inizio con il processo di fusione in cui l'infante raggiunge la sperimentazione contemporanea delle pulsioni erotiche (che spingono il bambino a cercare l'oggetto) e delle pulsioni aggressive (che spingono il bambino ad odiare l'oggetto) verso lo stesso oggetto, raggiunto questo, allora il bambino diventato capace di relazionare con gli oggetti riconoscendoli come non Me quindi sta costruendo il proprio s quindi si pu dire che il bambino ha una vita psicosomatica. A questo punto quindi il bambino sar capace di riconoscere l'ambivalenza e preoccuparsi per le conseguenze delle sue pulsioni. Winnicott in particolare distingue due madre, prima che il bambino la percepisca come intera, una madre ambiente, come persona che allontana l'imprevedibile e che fornisce l'assistenza, e una madre oggetto, proprietaria dell'oggetto parziale che soddisfa i bisogni urgenti del bambino; la madre ambiente diventa colei su cui il bambino investe tutto il suo amore, mentre la madre oggetto colei a cui sono rivolti tutti gli impulsi aggressivi e la preoccupazione nasce nel momento in cui il bambino percepisce questi due aspetti come uniti. Il ruolo della madre a questo punto iniziare un distacco dal bambino e inoltre quest'ultimo scopre la madre oggetto sopravvive nonostante i suoi attacchi mentre la madre ambiente continua nel suo rapporto empatico compiacendosi con lui di ogni suo gesto. Allo stesso tempo la protezione della madre ambiente pu essere troppo eccessiva e quindi inibisce il bambino; in circostanze favorevoli il bambino prova angoscia perch teme la perdita della madre, ma questa angoscia si modifica quando si rende conto che lui pu dare qualcosa alla madre quindi l'angoscia si modifica in senso di colpa, e il fatto che ha fiducia nelle sue possibilit riparative lo spinge a sperimentare sempre di pi le sue pulsioni e il senso di colpa appare solo quando il bambino teme di non poter pi riparare, una volta che si istituisce questo circolo benigno il senso di colpa diventa preoccupazione perch l'infante diventa capace di assumersi la responsabilit dei propri impulsi. Laddove la madre oggetto non sopravvive agli attacchi o la madre ambiente non risponde agli atti di riparazione del bambino egli perde la capacit di preoccuparsi o non la acquisisce per niente e scattano in sostituzione angosce e difese primitive come la scissione e la disintegrazione. (esempi casi clinici da pag 196 a 199). Brano XII: La teoria del rapporto infante genitori Per infante Winnicott intende un bambino molto piccolo, in particolare un bambino che non parla, infatti questo termine fa riferimento ad una et che corrisponde alla dipendenza del bambino alle cure materne, tutto basato sull'empatia piuttosto che sulla comunicazione. Si tratta del periodo che precede lo sviluppo dell'Io e del raggiungimento dell'integrazione. A) L'infante I piccoli di uomo possono esistere solo se si verificano determinate condizioni che appunto si ripercuoteranno sul futuro sviluppo del bimbo. Queste condizioni che possono essere favorevoli o sfavorevoli, non determinano il potenziale ereditario dell'infante. Dando per scontato che le cure materne siano sufficientemente buone, queste si possono dividere in tre stadi: 1. Il sostenere (holding) (inteso non solo come sostegno fisico, ma sostegno sotto tutti i punti di vista). 2. Madre e infante vivono insieme e la funzione del padre, di legame con l'esterno, non chiare al neonato.

3. Madre, padre e infante vivono tutti insieme. Durante la fase del sostenere, si possono riconoscere alcune caratteristiche dello sviluppo dell'infante e cio: il processo primario, l'identificazione primaria, l'auto erotismo e il narcisismo primario. In questa fase, inoltre, l'Io passa dalla non integrazione all'integrazione e cos l'infante sperimenta l'angoscia per la paura della disintegrazione. Inoltre, in questa fase, il bambino riesce a mantenere la capacit di vivere momenti di non integrazione, ma solo se perdurano le cure materne o almeno il ricordo di esse. Un sano sviluppo prevede a questo punto l'acquisizione di uno stato unitario che corrisponde anche all'insediamento della psiche nel soma e c' il riconoscimento del Me e del non Me. Durante la fase del sostenere hanno inizio altri processi tra cui la separazione dell'intelletto dalla psiche e il comportamento istintuale raggiunge la fusione delle pulsioni sessuali e aggressive. Tutto questo avviene solo se l'attivit del sostenere e soddisfacente e l'ambiente sufficientemente buono. Un ulteriore sviluppo rappresentato dalla capacit di avere relazioni oggettuale, in pratica il bambino passato da un rapporto di tipo soggettivo con l'oggetto ad un rapporto oggettivo, questo tipo di sviluppo legato all'allontanamento dalla madre. Nella fase del sostenere il bambino ha una forte dipendenza dalla madre, che poi va via via diminuendo secondo le seguenti fasi: DIPENDENZA ASSOLUTA: L'infante non ha nessuna nozione delle cure materne e inoltre non ha il controllo su ci che ben fatto o su ci che fatto male. DIPENDENZA RELATIVA: L'infante pu diventare consapevole di avere bisogno di alcune cure materne e impara a rapportarle alle pulsioni personali per poi riviverli nel transfert. VERSO L'INDIPENDENZA: L'infante impara a fare a meno della madre, sopportando la frustrazione grazie al ricordo delle cure e alla loro introiezioni aggiunta alla fiducia nell'ambiente. Un altro fenomeno di questo periodo dello sviluppo la creazione di un vero o falso o falso s come gi ampiamente spiegato nel brano precedente. L'angoscia che nasce nei primi stadi del rapporto genitore infante si riferisce alla minaccia di annientamento; infatti in questa fase fondamentale il supporto dell'ambiente che che partecipa alla formazione dell'essere, una alternativa dell'essere e il reagire e reagire annienta l'essere, quindi questo ambiente supportivo ha il ruolo di proteggere il bambino dagli urti cosicch non dovr reagire e potr proseguire nello sviluppo del suo essere, se l'annientamento viene evitato, allora il bambino prosegue sperimentando la propria onnipotenza; inoltre in questo momento la parola morte non ha alcun significato in quanto subentra solo quando il bambino percepir l'odio che a sua volta sorge solo una volta che il bambino sente la persona come completa. B)Il ruolo delle cure materne. In questo stadio il bambino ha bisogno del sostegno dell'ambiente che serve per sostenere tutti i suoi bisogni fisiologici. Sostenere, vuol dire tener conto della sensibilit cutanea dell'infante e della sua mancanza di un s formato. Comprende tutte le cure notturne e diurne che ogni bambino pretende a suo modo; in senso fisico si intende tenere in braccio il bambino per trasmettere il proprio amore. Tutto questo coincide poi con la formazione delle prime relazioni oggettuali e le prime gratificazioni istintuali. Dallo svolgimento di questa fase dipende la psicosi o la tendenza alla psicosi che si presenta poi in un periodo successivo, con ci Winnicott vuole mettere l'accento sul fatto che nei casi di schizofrenia o psicosi i fattori ambientali che hanno caratterizzato l'infanzia del bambino, influiscono fortemente. Ad un tratto poi la madre inizia a distaccarsi dal bambino, si nota che essa aspetta dei suoi segnali per agire e soddisfare il bambino, quindi si aspetta che il bambino abbia questa capacit. Questo passaggio molto importante anche nel transfert con lo psicoanalista, infatti se questo anticipa ci che il paziente sente e lo interpreta precocemente non sortisce alcun effetto, necessario che vengano rispettati i tempi del paziente per far si che egli si riconosca in quell'interpretazione. La stessa cosa vale nel rapporto madre figlio, quando le prime precedono sempre il bisogno del figlio

senza dargli modo di esprimersi conducono il bambino o in un continuo stato di regressione e di simbiosi con la madre o spinge il bambino ad un rifiuto per la madre. In realt quando tutto procede come si deve, il bambino non ha alcuna consapevolezza delle cure materne cosi come laddove queste mancano, lui percepisce solo i danni. Conseguenze di uno sviluppo sano una continuit dell'essere che sta alla base di un Io forte, il contrario quando le cure materne non sono adeguate con una conseguente annientamento o in casi estremi l'infante esister solo come risposta agli urti dell'ambiente. C)Le modificazioni della madre I cambiamenti che la madre vive, all'inizio sono fisiologici, e sorgono gi nel momento in cui la madre sa che qualcosa cresce nel suo utero. Questa caratteristica della donna non legata solo ad un aspetto psicologico infatti pu essere deviata in casi di malattie organiche. Durante tutto il periodo della gestazione e anche dopo, alla nascita del bambino, la madre sposta una parte del suo senso del s sul bambino, avviene una identificazione con il figlio e quindi riescono a sentire quello di cui lui ha bisogno, si tratta nei termini Kleiniani di una identificazione proiettiva che poi svanisce gradualmente nel tempo, cio quando il bambino sar pronto a staccarsi da lei. Pu succedere, per che la madre incapace a distaccarsi e queste comporta delle conseguenze come suddetto. Winnicott conclude specificando che la cosa fondamentale che la madre ben identificata riesce a capire perfettamente di cosa il bambino ha bisogno (totale adattamento al figlio) per permettergli una continuit nello sviluppo e soprattutto la formazione di un Io forte e di una personalit. Brano XIII: Lo sviluppo dell'individuo dalla dipendenza all'indipendenza Secondo Winnicott con il termine maturit non si indica solo uno sviluppo personale, ma anche socializzazione; in altri termini con il termine maturit si indica un adulto che in grado di identificarsi con la societ solo cos si pu parlare di un individuo sano. Winnicott divide tutto il processo, fino al raggiungimento della maturit distinguendo tra fasi: dipendenza assoluta dipendenza relativa verso l'indipendenza 1)Si parla di dipendenza assoluta nei primi stadi del bambino, quando egli completamente dipendente dalla madre e dalle sue cure. In termini psicologici si pu dire che il bambino contemporaneamente dipendente e indipendente, si tratta di un paradosso che Winnicott spiega sottolineando che ci sono i processi maturativi che caratterizzano il bambino, ma la loro evoluzione dipende dalle provvidenze ambientali; quindi l'ambiente favorisce il progresso dei processi maturativi, ma questo non fa il bambino, lo aiuta solo nello sviluppare il suo potenziale. Con il concetto di processo maturativo si indica tutta l'evoluzione dell'Io e del s pi tutta la storia dell'Id, delle pulsioni e delle loro vicissitudini e delle difese dell'Io. Quindi il padre e la madre non possono modellare il bambino secondo il loro piacere, loro danno inizio al un processo maturativo, ma ci sono delle potenzialit insite nel bambino che loro possono favorire, il che non vuol dire modellarlo. Quindi alla nascita la madre che deve adattarsi a questo processo creando un ambiente favorevole e a sua volta lei sar aiutata dagli altri familiari. Winnicott definisce questa situazione iniziale che vive una madre con il termine apprensione materna primaria, situazione in cui la madre completamente identificata con il bambino e sa tutto quello di cui lui ha bisogno e appare sorprendente come queste riescono ad adattarsi e a rispondere a tutti i bisogni del neonato, anche quando si presentano situazioni pi difficili e inoltre il bambino non ha alcuna consapevolezza di quello che la madre gli offre. Questo ruolo di adattamento da parte della madre serve per garantire al bambino una continuit d'esistere, infatti qualsiasi urto dall'esterno o mancanza di adattamento provoca una interruzioni in questo importantissimo processo; tutto questo per necessario solo per alcune settimane successive al parto, poi la madre inizia a riprendere la propria vita normale e diventa pi indipendente dal bambino offrendogli piccoli momenti di collera e frustrazione che per a questo punto sar in grado di sopportare.

2)Dipendenza relativa Si tratta di uno stadio di adattamento ad un graduale venir meno dell'adattamento della madre, tutto ci deve avvenire in modo graduale e secondo gli sviluppi del bambino. La caratteristica di questo stadio che l'infante inizia a diventare consapevole della dipendenza, il primo segno di tale consapevolezza l'ansia che sorge quando la madre si assenta per un periodo pi lungo di quanto il bambino riesce a tenere vivo il ricordo della sua sopravvivenza, in questo momento il bambino si rende conto di non riuscire da sola a fronteggiare gli urti della realt poi successivamente si rende conto che quello che gli manca proprio la madre; tutto questo pu collocarsi tra i sei mesi e i due anni di vita. (esempio caso clinico pag 226) tre bambini, fratellini, che hanno perso la madre, ognuno di loro affronta il lutto in modo diverso: il primo bambino all'epoca della morte della madre ha quattro mesi e solo a quattro anni inizi a manifestare disturbi della personalit, aveva bisogno che gli fosse spiegato cosa fosse la morte e cosa fosse successo alla sua mamma pi volte. Il secondo bambino aveva sei anni all'epoca della morte della madre e la pianse come una persona amata e impieg due anni per elaborare il lutto. Il terzo bambino aveva tra anni all'epoca dell'accaduto e divenne un caso psichiatrico perch era in uno stato di confusione perch viveva un forte senso di colpa perch la morte della madre era avvenuta proprio nel momento in cui si trovata nella fase omosessuale quindi era particolarmente attaccato al padre, dopo dieci anni il problema sussisteva ancora. 3)Verso l'indipendenza. Se il bambino cresce seguendo uno sviluppo sano, inizia ad avere la capacit di affrontare il mondo e tutte le sue complessit che inizia a riconoscere come presente del proprio s. Quindi il bambino inizia a sviluppare una capacit di indipendenza e nello stesso tempo coinvolto della vita della societ. Ci possono essere numerosi momenti di regressione a questo punto, almeno fino alla pubert, infatti anche un soggetto sano pu incontrare una tensione sociale che non riesce ad affrontare. Questa fase per il bambino molto difficile, si tratta di una continua lotta, ci si aspetta che sia la scuola che sostituisce sotto alcuni aspetti la famiglia, ma ci non vale sempre. Siccome poi la maturit alcuni non la raggiungono con la pubert o l'adolescenza, ci si aspetta che gli adulti continuino a crescere; in realt si parla di vita adulta quando il soggetto si colloca nella societ per il proprio lavoro e la formazione di una famiglia quindi ha creato un compromesso tra una imitazione dei genitori e una propria personalit, a questo punto di pu parlare del raggiungimento dell'et adulta e si pu dire finito il processo di sviluppo che prevede un passaggio dalla dipendenza all'indipendenza. Brano XIV: La funzione di specchio della madre e della famiglia nello sviluppo infantile. Secondo Winnicott il bambino che osserva il volto della madre, vede se stesso, quindi la madre che guarda a sua volta il bambino appare in rapporto a ci che lei vede. Questo dato per scontato, quanto viene dato per scontato l'adattamento della madre, anche se il fatto che ci sono situazioni in cui tutto questo non si verifica fa riflettere. Cosa succede quando il bambino non si vede riflesso nella madre, ma vede il suo stato d'animo e le sue difese??? Bene, in queste circostanze il bambino va incontro al danneggiarsi della sua capacit creativa e cercano nell'ambiente che li circonda quella parte di s che non ritrovano, nel caso di bambini malati, del tipo ciechi, essi cercheranno la madre e se stessi attraverso gli altri sensi. In ogni caso il bambino si abituer a questa mancanza, ma pu anche succedere che questo la cerchi per molto tempo, studi ogni espressione per cogliere i suoi stati d'animo e fanno di tutto per ottenere qualcosa. La conseguenza di tutto questo un bambino che cresce pieno di perplessit e insicurezza. (esempi casi clinici pag 233). Brano XV: L'uso dell'oggetto e l'entrare in rapporto attraverso identificazioni. Winnicott prima di tutto distingue il concetto di entrare in rapporto con l'oggetto dal fare uso dell'oggetto: entrando in rapporto con l'oggetto il soggetto consente che ci siano delle modificazioni

nel suo s, in altre parole l'oggetto assume significato perch hanno agito meccanismi proiettivi e di identificazione e quindi il soggetto ha proiettato nell'oggetto qualcosa di s; quando si parla dell'utilizzare l'oggetto, si d per scontato che ci sia un rapporto con l'oggetto e in pi si aggiungono delle altre caratteristiche. L'oggetto che viene usato deve essere prima di tutto reale, cio deve essere condiviso anche dagli altri e quindi non pu essere frutto solo di proiezioni. Ma questo passaggio non avviene solo per un processo maturativo, ma ci vuole lo sviluppo della capacit di usare gli oggetti e tale capacit prevede un passaggio al principio di realt; non si tratta di una capacit innata e tanto meno si pu dare per scontato, ma tutto dipende sempre da un ambiente facilitante. Se si volesse rappresentare tutto in una sequenza, il mettersi in rapporto con l'oggetto il primo passaggio, l'uso dell'oggetto l'ultimo, nel mezzo c' il collocare l'oggetto fuori dall'area del controllo onnipotente del soggetto stesso in altri termini necessario che l'oggetto venga percepito come fenomeno esterno, tale passaggio implica che il soggetto distrugga (nella sua fantasia) l'oggetto in questione e che questo sopravvive a tale attacco, quindi interviene un altro elemento, il soggetto riconosce di aver distrutto nella sua fantasia tale oggetto, si rende conto che questo nella realt continua ad esistere e continua ad amarlo pur continuando ad attaccarlo nella sua fantasia. Secondo questa concezione Winnicott capovolge l'idea classica secondo cui il principio di realt fa scattare nell'individuo la rabbia e la distruzione, infatti egli afferma che la distruzione rende il soggetto consapevole della realt mettendo l'oggetto fuori di s. Tutto questo pu verificarsi anche durante l'analisi, quando il paziente attacca l'analista per collocarlo fuori dall'area di controllo onnipotente, se ci non avviene il soggetto vive l'analisi come una specie di auto analisi; inoltre necessario, cos come avviene per l'oggetto, che l'analista sopravviva a questi attacchi e soprattutto l'analista non deve interpretare altrimenti il paziente percepisce questo come una auto difesa, quindi necessario che si aspetti il superamento della fare e poi discuterne con il paziente. Winnicott, inoltre, sceglie di specificare che anche se si parla di distruzione, questa appartiene solo all'oggetto che non sopravvive agli attacchi, se questo non avviene la distruzione resta potenziale, egli usa questo termine quindi solo per indicare una eventuale morte dell'oggetto. Inoltre necessario a questo punto rivedere la teoria dell'origine dell'aggressivit, prima di tutto possono esserci molte differenze in base al modo in cui il neonato viene accudito, probabile che bambini che vengono seguiti bene possono diventare pi aggressivi dei bambini che invece non hanno avuto lo stesso trattamento. Si sempre pensato, come suddetto che l'aggressivit era scaturita dal principio di realt, ma Winnicott dimostra il contrario e inoltre specifica che nell'attacco all'oggetto non c' rabbia, ma c' la gioia per il sopravvivere dell'oggetto che permette poi al bambino di distruggerlo altre volte nella fantasia sempre con la conferma che questo vive nella realt.