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LAssociazione MI.F.A.

onlus, in collaborazione con il Comune di Buccinasco (MI) presentano

ATLANTE E CHECKLIST DELLA BIODIVERSITA DI BUCCINASCO (MI)


2 EDIZIONE 2012

A cura di

VENTURINI S. & SANFILIPPO D.

Venturini Samuele: biologo, castorologo e presidente dellAssociazione MI.F.A. onlus. mifaonlus@gmail.com Sanfilippo Daniela: naturalista e membro del Comitato Scientifico dellAssociazione MI.F.A. onlus. naturalia_d@libero.it

Ringraziamenti Si desidera ringraziare per il compimento di questa opera lAmministrazione del Comune di Buccinasco (MI), lUfficio Ecologia del Comune di Buccinasco (MI). Tutti coloro che ci hanno sostenuto e le fonti digitali e cartacee da cui abbiamo prelevato le informazioni ed alcuni disegni. Tutte le fotografie sono di Samuele Venturini. Foto e disegni: non in tutte le schede sono presenti le fotografie degli esemplari scattate sul territorio a causa della non semplicit della fotografia naturalistica. Ove mancassero le foto ma sono presenti le schede ed i relativi disegni significa che la specie la specie stata osservata e classificata per cui risulta a tutti gli effetti essere presente sul nostro territorio.

AVVERTENZA In caso si osservassero errori, refusi o si volessero dare consigli, potete contattarci e scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: mifaonlus@gmail.com

INDICE Prefazione Introduzione Biodiversita: ricchezza di Buccinasco Il territorio Flora e fauna I fontanili di Buccinasco FAUNA RETTILI ANFIBI MAMMIFERI UCCELLI PESCI INVERTEBRATI Insetti ODONATI LEPIDOTTERI FLORA CHECKLIST SCHEDA DI AVVISTAMENTO FAUNISTICO Elenco alfabetico delle specie Bibliografia pag. 4 pag. 5 pag. 6 pag. 8 pag. 10 pag. 12 pag. 15 pag. 17 pag. 31 pag. 40 pag. 57 pag. 200 pag. 218 pag. 220 pag. 230 pag. 243 pag. 251 pag. 277 pag. 284 pag. 285 pag. 290

PREFAZIONE Fin da quando ero bambino, mio pap mi portava in bicicletta lungo le strade di campagna e cos , con gli anni, ho avuto modo di imparare a conoscere il territorio. Dapprima come semplice turista e successivamente come studioso. Buccinasco offre un tesoro davvero ricco per gli appassionati di natura, di biowatching, di birdwatching o per coloro che desiderano solo rilassarsi dopo una settimana lavorativa nella grande metropoli a pochissimi chilometri da qui. Diversi sono i paesaggi che contraddistinguono il nostro Comune: dai fontanili alle cave, dai parchi urbani al parco agricolo sud Milano, dalle fasce boscate alle marcite e ai campi coltivati. Regolarmente, armato di bicicletta, fotocamera, binocolo e cosa pi importante un profondo amore e rispetto per la natura, mi dedico allo studio e allosservazione dellinestimabile valore naturalistico che Buccinasco ci offre. Grazie allassociazione MI.F.A. onlus, e insieme al Comune di Buccinasco, nato questo timido ma ambizioso progetto. Perch quindi un atlante? Perch molto importante conoscere la fauna e la flora dei nostri ambienti e il loro monitoraggio fondamentale per conservare lo stato di salute del nostro territorio. Avere un atlante in mano con questi dati consente di operare delle scelte gestionali a livello di territorio e faunistico atte a tutelare la biodiversit. Grazie alla conoscenza che viene divulgata con questopera, ciascuno di noi pu sentire suo il territorio in cui vive. Noi abbiamo una forte responsabilit verso le generazioni future sia nostre ma soprattutto dellambiente che ci ospita.

Samuele Venturini Presidente MI.F.A. onlus

INTRODUZIONE Il primo atlante e checklist della biodiversit di Buccinasco, nasce con lo scopo di elencare e registrare in questo particolare progetto lo status naturalistico del nostro territorio. Limportanza di questa opera si rivela nella sua funzione di indicatore della salute ambientale e quindi della qualit del nostro stile di vita. Nel nostro Comune vivono moltissime altre forme di vita e tutte fondamentali per il corretto funzionamento degli ecosistemi in cui viviamo. Conoscere la fauna e la flora e monitorarle nel tempo molto utile per tutelare e valorizzare il nostro ambiente, perch ci ha una valenza oltre che naturalistica / ecologica anche culturale, storica, politica, economica e spirituale. La conoscenza della biologia dei nostri luoghi permette una pi corretta gestione ecologica con metodi biocompatibili i quali si rivelano essere quelli migliori sia da un punto di vista etico che strategico. Questo volume rappresenta la prima edizione di un progetto pi ampio e sempre in costante aggiornamento. Losservazione il confronto dei dati raccolti negli anni ci permetter di verificare landamento della qualit ambientale e di intraprendere di conseguenza le azioni migliori per una pi efficiente gestione del territorio. Il dott. Samuele Venturini (biologo e presidente dellassociazione MI.F.A. onlus) e la dott.ssa Daniela Sanfilippo (naturalista e componente del comitato scientifico dellassociazione MI.F.A. onlus) hanno iniziato una prima assidua opera di censimento della fauna e della flora del nostro territorio. Muniti di strumentazione adeguata e tramite tecniche di fotografia naturalistica, biowatching e birdwatching, sono riusciti in questa loro prima missione nello stilare lopera, certamente non completa, che state leggendo. Buccinasco permette queste attivit naturalistiche, sia come passione che come professione, e conserva un tesoro naturalistico importante grazie proprio alla sua particolare conformazione e alla fortuna (unita allattenzione) di aver preservato alcuni luoghi e averne valorizzati altri. PROGETTI FUTURI: questa la prima edizione dellatlante e checklist della biodiversit di Buccinasco e ne seguiranno altre, aggiornate. Oltre a queste verranno approfonditi dei temi trattati in particolari monografie come per esempio gli Uccelli di Buccinasco e i Mammiferi di Buccinasco. Lidea quindi quella di ampliare in dettaglio le varie classi di fauna, ma anche di flora, presenti sul nostro territorio, corredate da informazioni generali utili alla classificazione ma anche nozioni specifiche sia biologiche che di curiosit.

BIODIVERSITA: RICCHEZZA DI BUCCINASCO Buccinasco un Comune dellhinterland milanese in cui una buona parte del suo territorio costituito dal PASM (Parco Agricolo Sud Milano). E un vero polmone verde, unico nel suo genere ed ha un valore inestimabile per tutti noi. Allinterno del PASM sono presenti vari paesaggi che vanno dai campi agricoli coltivati ai parchi urbani, dalle rogge ai fontanili, dai laghetti ai piccoli boschi etc. In ognuno di questi areali trovano il loro habitat un elevato numero di specie animali e vegetali. Dalle mie osservazioni personali ho potuto constatare la presenza di un elevato numero di specie diverse e vorrei in questa sede esporne alcune che si possono avvistare e riconoscere. La Biodiversit la variet di tutti gli esseri viventi che popolano il pianeta Terra, legati lun laltro da diverse interazioni e tutti indispensabili. Tale biodiversit viene misurata in termini di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi. Grazie alla biodiversit la natura in grado di offrirci risorse importantissime come cibo, acqua ed energia ma anche valori estetici, ricreativi e spirituali. E grazie ad essa che la vita pu continuare ad esistere sul nostro pianeta. Buccinasco presenta molte zone ricche di biodiversit e quindi in grado di ospitare moltissime variet di fauna e flora. Una delle caratteristiche che permette al nostro Comune di possedere questo valore inestimabile la presenza di molti corpi idrici come cave, rogge e soprattutto fontanili, ma anche di fasce boscate. Queste aree risultano essere di grande importanza per la sosta e lo stanziamento di molti animali e piante. In particolare, le fasce boscate ricoprono diverse e importanti funzioni tra cui quelle di tipo produttivo atte alla produzione di materiale come legname, piante officinali, frutti e funghi. Funzioni ecologiche che consentono un miglioramento qualitativo dellacqua e di conseguenza permettono larricchimento della zoocenosi che svolge un ruolo anche nella difesa biologica delle colture agricole. Altri vantaggi di tipo ecologico di queste fasce boscate riguardano la funzione che lapparato radicale della vegetazione riparia svolge nei confronti degli argini proteggendoli dalle erosioni e di conseguenza i costi di manutenzione dei corsi dacqua diminuiscono. Proprio nel nostro Comune vi la presenza di corridoi ecologici utilizzati da una vasta gamma di specie animali e vegetali. Alcuni esempi di fauna che possibile incontrare passeggiando per il PASM di Buccinasco sono: UCCELLI cicogne, aironi bianchi, aironi cenerini, nitticore, germani reali, merli, usignoli, cornacchie, poiane, pettirossi, cinciallegre, ballerine bianche, martin pescatore, cardellini, rondini, oche cignoidi, gallinelle dacqua, folaghe, svassi, gabbiani, passeri europei, piccioni, tortore, fagiani, averle piccole e molti altri. Presso i corpi idrici pi facile avvistare ciconiformi intenti a pescare, mentre tra i rami degli alberi si nascondono moltissimi esemplari di passeriformi. Lavifauna molto presente presso il nostro territorio e svolge diversi ruoli nella conservazione e nellequilibrio degli ecosistemi planiziali. RETTILI lucertole muraiole, che ci osservano dai muri e dai tronchi degli alberi, ramarri, bisce, testuggini. ANFIBI rane, raganelle, rospi, tritoni. Questi ultimi sono molto importanti anche come indicatori biologici. MAMMIFERI: gatti, bovini, conigli selvatici, mustelidi, castorini, talpe, arvicole e altri roditori. INSETTI: diverse specie di farfalle, lumache, chiocciole, libellule, ragni e tantissimi altri ordini che costituiscono il cos detto microcosmo. Tra i VEGETALI oltre alle specie ad uso agricolo si annoverano diversi esemplari di conifere e latifoglie come cipressi, pini, farnie, querce, aceri, betulle, biancospini, pioppi e tanti altri. Tutti gli esemplari di fauna e flora sono fondamentali per la vita sulla Terra in quanto ognuno di loro interdipendente dagli altri e ciascuno riveste un preciso ruolo nella sopravvivenza di ogni ecosistema. Esistono molte ragioni per salvaguardare la biodiversit in quanto la perdita di specie o variet causa di danni ecologici, culturali ed economici. Nel 1992 a Nairobi, in Kenya, stata adottata la Convenzione sulla Diversit Biologica atta proprio alla tutela della Biodiversit. 6

Buccinasco, come accennato precedentemente, un Comune che ha la fortuna e la responsabilit di essere il custode di un piccolo ma grande tesoro naturalistico. Questa ricchezza composta per buona parte dal Parco Agricolo Sud Milano ma ad esso si aggiungono i numerosi parchi e soprattutto fontanili. Proprio queste zone sono quelle pi sensibili ai cambiamenti ambientali ma soprattutto alle interazioni antropiche (attivit umane). Questa sensibilit un indicatore assai importante per valutare lo stato di salute del territorio e di conseguenza anche della nostra salute. Se le aree verdi di un paese sono in buono stato, tutti ne beneficiano, sia la natura stessa che le persone ivi presenti. Non va dimenticato infatti che noi ci nutriamo dei frutti che la Terra ci dona, ma qualunque frutto nasce, cresce e si sviluppa sulla base delle condizioni ambientali che trova per cui di fondamentale importanza che le risorse quali il suolo e soprattutto le acque siano pulite e salubri. Nelle zone verdi del nostro Comune, ma soprattutto nel contesto agricolo, ho avuto la possibilit di osservare e registrare le spettacolari manifestazioni della natura in molte delle sue infinite forme. In questo modo ho potuto cos constatare che il nostro ecosistema lecosistema Buccinasco appunto vivo e in buona salute. Alcune caratteristiche che lo rendono tale sono da ricercare attentamente e comportano un certo tempo di osservazioni, tanta costanza, pazienza, volont, conoscenza delle scienze biologiche e naturali ma soprattutto passione e amore per la natura. La presenza di predatori un fattore molto importante che indica un ambiente sano. Lesistenza di questi animali pu essere sostenuta solo dalla presenza di prede. Le prede a loro volta indicano che lambiente in cui vivono abbastanza salubre. Ogni anno vi sono moltissimi insetti e da loro dipende la sopravvivenza di molti anfibi e pesci. Gli anfibi a loro volta sono buoni indicatori biologici cos come determinate specie di insetti. Lo stesso dicasi per i rettili, che si cibano di anfibi mantenendone il numero costante. Grazie alla forte presenza di questi animali (invertebrati, pesci, anfibi, rettili), anche i mammiferi e gli uccelli ne traggono giovamento. A Buccinasco ad esempio vivono chi in modo stanziale, chi solo per una parte dellanno almeno quaranta specie diverse di uccelli. Si tratta per di una sottostima. Animali che si cibano di vegetali e animali che predano altri animali, il tutto in un perfetto equilibrio in grado di autoregolarsi e che ci delizia con questo suo arcobaleno di forme, comportamenti, suoni e colori. La visione macroscopica di questi indicatori biologici ci conferisce quindi il risultato di un ambiente solido ma soprattutto vivo. E possibile anche valutare a livelli microscopici la salute dei nostri ambienti grazie allo studio di altri indicatori biologici, pi piccoli che vivono nelle acque e nei terreni del nostro Comune. La presenza di questi piccoli organismi per indirettamente valutabile proprio dal fatto che le zone umide di Buccinasco sono vive e ricche di fauna e flora. Tali organismi infatti costituiscono la base alimentare, e non solo, di una grande variet di uccelli, pesci e anfibi e svolgono ruoli fondamentali deputati soprattutto al mantenimento delle giuste condizioni ambientali. Si tratta infatti per lo pi di organismi cos detti spazzini e che degradano le sostanze organiche rendendole pi facilmente assimilabili sia dalle piante che dagli animali. Nellecosistema Buccinasco infine hanno trovato casa non pochi animali predatori e soprattutto uccelli, per lo pi acquatici, che fino a pochi anni fa era rarissimo osservare. E importante, proprio nellanno internazionale della biodiversit, tutelare e valorizzare questo autentico patrimonio naturalistico. Noi ne siamo i custodi e abbiamo il compito di portare avanti e proteggere anche il lato naturalistico del nostro Comune.

IL TERRITORIO Il territorio del Comune di Buccinasco fa parte dellambito territoriale definito dal PTCP media pianura irrigua e dei fontanili. Caratterizzano questa unit paesistico territoriale la presenza di numerose teste ed aste di fontanile ed il fitto reticolo di canali che costituisce la rete irrigua. Il caratteristico ed eccezionale sistema irriguo, realizzato artificialmente a partire dal sistema naturale delle risorgive, si via via enormemente ridimensionato a causa dellurbanizzazione e le tracce che di esso sono rimaste sono presso che esistenti solo negli ambiti tutelati dal Parco Sud. I fontanili sono emergenze di acqua che affiora dove la falda trova strati argillosi impermeabili che le permettono una risalita in superficie. L'acqua sbocca formando una polla, ovvero una fonte dalla quale si origina la cosiddetta testa del fontanile. Ai margini della testa del fontanile si sviluppa una vegetazione ricca e rigogliosa che va a creare una piccola oasi di natura in mezzo alla campagna. La media pianura irrigua era fino a qualche decennio fa il paesaggio storico della marcita , ormai quasi del tutto scomparsa ma che nel territorio di Buccinasco sopravvive ancora in qualche esempio. Il territorio posto a sud della tangenziale ovest, quasi interamente ricadente nel perimetro del Parco Sud Milano, rappresenta ancora oggi una testimonianza storica di inestimabile valore dellantico paesaggio agricolo milanese: la presenza degli antichi nuclei agricoli, il sistema delle marcite, i fontanili e il reticolo idrico, il sistema di filari a delimitazione dei campi coltivati si uniscono al risultato di antropizzazione che in molti casi ha lasciato anche segni positivi sul territorio, come ad esempio gli specchi dacqua derivati dallattivit di cava, la cui presenza notevole anche nel territorio urbanizzato. Il Parco Agricolo Sud individua alcune zone di salvaguardia specifica delle risorse naturali pi pregiate. Vi sono poi zone di tutela e valorizzazione paesistica nella quale agricoltura e natura s'integrano per formare il caratteristico paesaggio di pianura. Un paesaggio nel quale centrale il ruolo di siepi ed alberature, delle colture tradizionali (il riso, le marcite, i prati) del set-aside (pratica di non lavorazione dei campi istituita e sovvenzionata dall'Unione Europea per limitare l'eccesso di produzione agricola e favorire, tra l'altro, la formazione di aree di rifugio della fauna selvatica). Nelle altre zone di interesse naturalistico sono incentivati interventi di naturalizzazione del territorio per la presenza di boschi e zone umide. Inoltre sostenuto l'utilizzo di tecniche agricole pi compatibili con la ricchezza e la biodiversit dell'ecosistema, quali quelle dell'agricoltura biologica, e di interventi di naturalizzazione delle fasce parallele di vegetazione che accompagnano i corsi dei fiumi (anche attraverso interventi di ingegneria naturalistica). Le colture non hanno pi la variet di un tempo pur tuttavia non dominante la monocoltura. Il mais da foraggio (trinciato o granella) ha una presenza rilevante. E la coltura pi conveniente costituendo lalimentazione dei bovini da latte. Si semina a primavera, si miete a settembre. Il loietto unerba da foraggio, viene seminato in autunno e falciato in primavera. Al suo posto si pu subito seminare il mais. Il riso, che non veniva pi coltivato da un ventennio, riapparso e copre una limitata superficie sulla parte ovest al confine con Zibido e Gudo Gambaredo. Le ex marcite sono quelle che, pur mantenendo limpianto, non vengono pi allagate e vengono tenute come prato stabile a falciatura trimestrale. Tuttavia qualche caso di marcita esiste ancora. Un buon esempio in territorio Buccinasco Castello fra il cavo Lisone e la Speziana e sulla strada per Gudo davanti al laghetto S. Maria. La ragione per cui la marcita andata scomparendo che richiede molto lavoro manuale per mantenere in perfetta pendenza i piani onde si distribuisca in modo uniforme il velo dacqua. Viene dato un contributo per il mantenimento delle marcite ma sulla congruit i pareri sono discordi con il risultato che un esempio storico di alta ingegneria idraulica e ottimizzazione agricola sta per diventare un ricordo. Il grano non si coltiva pi tranne su appezzamenti marginali. Si produce una piccola quantit di orzo alla Cascinazza. Anche nel territorio urbanizzato infatti, sono presenti notevoli elementi di qualit del paesaggio, appartenenti ad una cultura urbana di recente espressione che non possono per essere sottovalutati. Va 8

infatti evidenziato come dal punto di vista paesaggistico ci troviamo di fronte comunque ad un territorio fortemente antropizzato e lo stesso territorio agricolo frutto innegabilmente di un continuo e secolare lavoro delluomo. Questo infatti pur costituendo un habitat di elevata compatibilit naturalistica il prodotto artificiale di modificazioni secolari volte allo sfruttamento agricolo. Allo stesso modo, nellambito urbanizzato, la presenza di un sistema del verde articolato, privato e pubblico, la sopravvivenza di elementi ambientali e la stessa edificazione in gran parte caratterizzata da basse densit, hanno dato a Buccinasco un volto caratteristico e di valore

FLORA E FAUNA Il Parco Agricolo Sud nel territorio di Buccinasco presenta diverse tipologie di ambienti che sviluppano una flora e una fauna caratteristica. Le rogge e fontanili Lungo i canali si sviluppata una fascia di vegetazione dominata principalmente da specie arboree: lontano nero (Alnus glutinosa), il pioppo nero (Populus nigra) e il salice bianco (Salix Alba) che trovano in questi ambienti ripariali umidi condizioni ottimali per la loro crescita. Lungo i corsi dacqua principali come il Cavo Belgioioso vi sono anche significativi esemplari di Farnia (Quercus robur), di Pioppo bianco (Populus alba)e di Tiglio (Tilia x vulgaris). Tra le piante erbacee legate alle ripe umide sul bordo dei canali segnaliamo Symphytum officinale o Consolida maggiore, dallinfiorescenza bianca e vistosa che possibile vedere fino a tarda estate, Lamium purpureum o Falsa ortica purpurea e Lamium album, Falsa ortica bianca. Gli ontaneti, cio i boschi con dominanza di ontano nero (Alnus glutinosa), sono relativamente frequenti lungo i corsi dacqua di pianura. E un tipo di bosco piuttosto semplice in cui si riconoscono due strati principali: quello arboreo costituito da ontano nero, olmo, pioppo nero e quello erbaceo che forma il sottobosco. Le chiome dellontano nero sono molto dense per cui il sottobosco piuttosto ombreggiato e ci impedisce lo sviluppo di uno strato arbustivo se non nelle zone di margine o nelle zone pi chiare. Tra i rari arbusti vi sono quelli nemorali come Prunus serotina e Frangula anlus e quelli che amano i terreni molto umidi e ricchi di acqua, ma che non sopportano le posizioni in ombra per cui si trovano pi facilmente verso il margine del bosco. Tra questi ultimi: alcuni salici (Salix alba, Salix fragilis e Salix eleagnos), il sanguinello (Cornus sanguinea) e il sambuco (Sambucus nigra). Lo strato erbaceo invece complesso e molto ricco di specie. Se ne riconoscono due tipi fondamentali: uno formato da alte erbe palustri, dove il terreno pi paludoso e il suolo pi profondo, e uno meno rigoglioso, pi rado, costituito da specie meno idrofile e con sviluppo verticale ridotto I laghetti Nel territorio di Buccinasco sono presenti diversi laghetti, non naturali ma cave dismesse scavate negli scorsi decenni. Il pi grande ed importante in territorio Parco Sud quello denominato S. Maria, scavato nel 1966 per procurare ghiaia e sabbia per la costruzione della tangenziale ovest. Oggi sta diventando punto di sosta per uccelli migratori. Questi specchi dacqua stagnante sono ricchi di vegetazione acquatica, questo tipo di piante presentano diverse strategie di sopravvivenza: possono essere galleggianti senza alcun tipo di ancoraggio con il terreno oppure possono utilizzare come substrato il sedimento presente sul fondo dello stagno Il prato asciutto Nel Parco Agricolo vi sono anche piccole aree di prato asciutto, questa definizione indica che si tratta di una zona ben drenata, dove cio non si verificano ristagni d'acqua, ma anzi l'acqua che vi affluisce viene rapidamente assorbita dal terreno. Le piante in grado di crescere su un terreno di questo tipo sono dunque piante adattate a condizioni asciutte, con moderata disponibilit idrica. Questa condizione pu essere verificata direttamente dall'osservazione del terreno cio dalla valutazione della granulometria del suolo: terreni sabbiosi lasciano fluire l'acqua fino a grandi profondit, terreni argillosi risultano invece impermeabile e causano ristagni d'acqua nel suolo; ma utili indicazioni ci vengono fornite anche dalla vegetazione insediatasi, costituita da piante con poche esigenze idriche.

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IL CANNETO o FRAGMITETO I canneti in senso lato sono formazioni erbacee palustri composte da monocotiledoni di dimensioni elevate (fino a 1,5-2 m di altezza) che crescono molto compatte anche per estensioni assai ampie, formando popolamenti puri, cio costituiti da una sola specie, il fragmiteto, o canneto a Phragmites australis, un esempio di questa vegetazione piuttosto frequente in pianura. Nel territorio di Buccinasco esiste un area vicino a Buccinasco Castello, vicino allincrocio tra il Cavo Lisone e la Roggia di Buccinasco, che pu essere definita zona umida in cui riscontrabile la presenza di un piccolo canneto composto esclusivamente dalla cannuccia di palude (Phragmites australis) specie diffusissima negli ambienti umidi di pianura. Generalmente esse si instaurano su terreni costantemente allagati o almeno durante le stagioni di maggiore piovosit. Nei nostro caso il fragmiteto cresciuto in una zona precedentemente adita a prato marcitorio.

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I FONTANILI DI BUCCINASCO Buccinasco uno dei Comuni della Provincia di Milano con la pi alta presenza di fontanili attivi. E opportuno in questa sede fornire una panoramica storica e naturalistica sulle origini dei fontanili e sulle loro peculiarit. La Pianura Padana si divide in due fasce principali: lAlta pianura e la Bassa pianura. Queste differiscono luna dallaltra per le caratteristiche geologiche dei propri suoli. Difatti, il terreno che costituisce lAlta pianura molto permeabile risultando di difficile irrigazione; quello della Bassa pianura invece assume una composizione prevalentemente argillosa, pi fine, compatta e quindi pi impermeabile. Lirrigazione risulta essere cos pi abbondante. Il confine tra lAlta e la Bassa pianura caratterizzato dalla fascia delle risorgive. Lacqua piovana che cade sulle colline dellAlta pianura penetra in profondit fino ad incontrare uno strato di argille (impermeabile) tipico della Bassa pianura. Qui lacqua affiora dolcemente ad una temperatura che si mantiene costante nellarco di tutto lanno. Mentre la risorgiva un fenomeno naturale, il fontanile rappresenta, in alcuni luoghi, il prodotto dellintervento umano che ha modificato una risorgiva o ne ha creata una tramite opere di scavo per scopi irrigui, sfruttando le acque di prima falda. I primi interventi di questo genere risalgono ai secoli XI XII. Un fontanile tipicamente formato da una testa, ovvero il laghetto dove si trovano le sorgenti, e da unasta che consiste nellalveo in cui viene incanalata lacqua estratta. I fontanili costituiscono un habitat molto particolare caratterizzato dalla contemporanea presenza di un ambiente acquatico e agroforestale. Essendo una zona umida risulta essere ricca di cospicue variet vegetazionali e animali. La flora presente nei fontanili e nei loro paraggi dipende dalle dimensioni e profondit degli stessi, dai sedimenti del fondo e dalla motilit dellacqua. Ultimamente, in molti casi, possiamo assistere ad una colonizzazione di questi ambienti da parte di specie (sia animali che vegetali) alloctone giunte qui per lo pi per cause antropiche. Un esempio su tutti la presenza in molti fontanili nostrani della Robinia e dellAilanto a scapito delle nostre specie autoctone come Querce e Pioppi. La fauna tipica di questi luoghi composta da numerosissime specie di gasteropodi, artropodi, crostacei, organismi bentonici (meiofauna e macroinvertebrati), pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi. Purtroppo la modifica chimica e fisica delle acque e della struttura di questi corpi idrici causa dellalterazione e dellimpoverimento delle comunit acquatiche, le quali diventano pi monotone comportando un calo drastico della biodiversit. Questo un forte indicatore dello stato di salute dei fontanili. Sul territorio di Buccinasco sono distribuiti diversi fontanili che, fortunatamente, sono per buona parte ancora attivi. Ne cito solo alcuni, a mio avviso, tra i pi conosciuti e importanti. Il fontanile Battiloca: assomiglia ad un piccolo bosco ove, camminandoci allinterno durante la bella stagione, possibile respirare unatmosfera quasi magica in grado di farci dimenticare che a pochi chilometri da noi vi la grande metropoli Milano. Qui si trovano diverse specie di avifauna e micromammiferi. Il fontanile Mortisia: caratterizzato dalla presenza di un piccolo ma importante isolotto nel bel mezzo della testa del fontanile. Durante la primavera e lestate questo si trasforma in una riserva di nidi per diverse specie di uccelli. Oltre allavifauna qui vivono castorini, ricci, tartarughe, pesci, etc. Il fontanile Brianzona: protetto da una fascia boscata caratterizzata da non poche specie arboree autoctone, un vero e proprio rifugio naturale di molti passeriformi e piciformi (picchi). Il fontanile Bazzanella: sito in Buccinasco Castello, stato ristrutturato e recuperato recentemente e si trova in pieno contesto agricolo. In questo fontanile sono stati osservati esemplari di tritone e risulta essere un buon punto di riferimento per alcuni ardeidi (ciconiformi). Allinterno del Parco Agricolo Sud Milano, tra Buccinasco Castello e Gudo Gambaredo, sono presenti molti altri fontanili ognuno con la propria origine e le proprie caratteristiche idriche e bio-ecologiche. 12

I fontanili rappresentano quindi un luogo di incontro tra storia, cultura e natura, allinterno di un contesto sempre pi urbanizzato e le loro peculiarit fanno di questi habitat umidi delle vere e proprie oasi con flora e fauna spesso uniche. E molto importante recuperare e conservare questi ambienti perch rappresentano una risorsa inestimabile sia da un punto di vista culturale che naturalistico.

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CARTINA IDROGRAFIA BUCCINASCO

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FAUNA

FAUNA
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All'interno del Parco Agricolo Sud Milano la fauna presente in numero considerevole nelle aree di maggior pregio naturalistico (boschi, zone umide, fontanili) e in misura minore nelle zone coltivate. Sono state rilevate alcune specie fra cui il ghiro, il tasso, la faina, la volpe, il coniglio selvatico, la donnola, la lepre ed altri. Molteplici gli uccelli presenti nella campagna: l'airone cinerino, il picchio, la garzetta, il cuculo, la cinciallegra, il migliarino di palude e tantissimi altri. Lambiente agricolo un mosaico di microambienti che ospitano varie specie animali e vegetali. Spesso la nostra attenzione attratta da specie visibili come gli uccelli, ma la presenza di questi garantita dallesistenza di molte specie come insetti, anfibi, micromammiferi e rettili, che sono indispensabili per il funzionamento e lequilibrio della rete alimentare e dellecosistema agricolo. Inoltre molte di queste specie sono anche utili alluomo, regolando in maniera naturale altri animali che possono entrare in conflitto con lagricoltura come insetti nocivi e roditori.

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RETTILI

REPTILIA
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LUCERTOLA CAMPESTRE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Reptilia ORDINE Squamata FAMIGLIA Lacertidae GENERE Podarcis SPECIE P. sicula D

Lucertola campestre
NOME SCIENTIFICO

Podarcis sicula MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Le dimensioni variano dai 15 ai 25 cm, compresa la coda. Ha una colorazione molto variabile a seconda della sottospecie e delle popolazioni locali: il dorso verde, verde-oliva o verde-brunastro, variamente macchiettato e/o striato. Il ventre biancastro o verdastro. Le popolazioni che vivono nelle isole piccole sono molto variabili e presentano grandi diversit nel disegno caratteristico del dorso. Quasi sempre sono presenti 2 macchie cerulee alla base delle zampe anteriori. Il bordo delle squame ventrali pu essere azzurro. Il corpo agile e snello e le zampe muscolose, la coda pu raggiungere il doppio della lunghezza del corpo. Le dita, 5 per zampa, sono sottili e terminano con un artiglio che permette all'animale di arrampicarsi agilmente su ogni superficie ruvida. I maschi adulti generalmente sono pi grossi e possenti e hanno collo e testa pi grandi e robusti delle femmine. un sauro spiccatamente diurno e si pu osservare, nel suo habitat, quasi sempre in presenza del sole. Nella parte meridionale dell' areale si pu vedere anche in pieno inverno, durante le giornate tiepide e soleggiate. Alla vista di un pericolo scappano velocemente tra la vegetazione fitta o nelle crepe dei muri. Nelle zone frequentate dagli uomini diventano confidenti e si lasciano avvicinare anche a pochi metri. DOVE Zone agricole, urbane, suburbane, parchi e giardini. ALIMENTAZIONE Si nutrono principalmente di artropodi e occasionalmente anche di frutta matura ed esemplari piccoli della stessa specie. I maschi adulti sono territoriali e si scontrane tra di loro. RIPRODUZIONE La maturit sessuale viene raggiunta dai maschi ad un anno di vita e dalle femmine a due anni. Gli accoppiamenti iniziano in primavera dopo il letargo invernale. I maschi inseguono le femmine e le bloccano con un morso sul tronco prima delle zampe posteriori. Poi piegandosi su se stessi uniscono la loro cloaca a quella della femmina. A volte le femmine mature presentano i segni dei morsi dei maschi sul ventre, riconoscibili per la forma a "V". Le femmine depongono dalle 2 alle 12 uova nella vegetazione fitta, in buche nel terreno o sotto i massi. Tra luglio ed agosto nascono i piccoli. STATUS E CONSERVAZIONE nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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LUCERTOLA MURAIOLA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Reptilia ORDINE Squamata FAMIGLIA Lacertidae GENERE Podarcis SPECIE P. muralis M G N D

Lucertola muraiola
NOME SCIENTIFICO

Podarcis muralis MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE la pi comune delle lucertole italiane, lunga circa 15 cm (compresa la coda) ma pu arrivare a 20-25 cm. Trova la tana in buchi nei muri o sotto terra e appena uscita, si riposa al sole per scaldarsi. DOVE Zone agricole, urbane, suburbane, parchi e giardini. ALIMENTAZIONE La dieta comprende essenzialmente insetti e aracnidi. RIPRODUZIONE una specie ovipara: la femmina depone, solitamente due volte all'anno, da 2 a 10 uova che si schiudono tra luglio e settembre STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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NATRICE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Reptilia ORDINE Squamata FAMIGLIA Colubridae GENERE Natrix SPECIE N. natrix M G N D

natrice
NOME SCIENTIFICO

Natrix natrix MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE La natrice dal collare un colubride europeo sprovvisto di zanne e del tutto inoffensivo. Misura circa un metro di lunghezza; le femmine sono molto pi grosse dei maschi. La biscia dal collare tipicamente verde scura o marrone con un collare giallo caratteristico dietro alla testa a cui deve il nome caratteristico di biscia dal collare. Poich non sono velenose, le loro uniche difese sono la produzione di un fluido dall'odore aspro dalle ghiandole anali o la finzione della morte. DOVE Fontanili, cave rogge ALIMENTAZIONE E' un serpente particolarmente vorace e, per la sua bocca estensibile, pu inghiottire prede relativamente grosse. Agli anfibi, che rappresentano la parte essenziale della sua dieta, talvolta aggiunge lucertole, giovani uccelli, piccoli mammiferi e pesciolini. RIPRODUZIONE L'accoppiamento avviene ad aprile o maggio. Le uova vengono deposte in gruppi di 8 - 40 in giugno e luglio e si schiudono dopo circa 10 settimane. Poich le uova richiedono una temperatura di almeno 21 gradi per schiudersi, sono postazioni preferite la vegetazione in putrefazione, incluso i cumuli di compost. Con un apposito dente sviluppato, il piccolo pratica 2 o 3 incisioni lungo il guscio e fa uscire la testa; pu rimanere in questa posizione, ossia con il resto del corpo ancora immerso nell'uovo, per alcune ore prima di uscire completamente.

STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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RAMARRO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Reptilia ORDINE Squamata FAMIGLIA Lacertidae GENERE Lacerta SPECIE L. viridis M G N D

Ramarro
NOME SCIENTIFICO

L. viridis MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Il ramarro un sauro della famiglia dei Lacertidi, di colore verde brillante, rapidissimo nei movimenti, la lunghezza pu raggiungere i 45 cm (coda compresa). Nei maschi, il dorso verde brillante; nelle femmine pi scuro. I maschi si distinguono inoltre dalle femmine per le dimensioni della testa (pi grossa) e per una maggiore larghezza della base della coda. Il ramarro passa inattivo il periodo invernale in anfratti del terreno. DOVE Zone agricole, urbane, suburbane, parchi e giardini. ALIMENTAZIONE I ramarri si nutrono di insetti e altri piccoli artropodi, ma anche di piccoli vertebrati (serpenti, altri rettili ecc.) e di uova di uccelli. La loro alimentazione integrata da bacche e altri prodotti vegetali RIPRODUZIONE I ramarri depongono da 5 a circa 20 uova dal guscio non rigido. Le uova vengono collocate in buche scavate nel terreno, al riparo della vegetazione, e si schiudono dopo 2-3 mesi circa. Nella stagione riproduttiva, i maschi lottano tra loro sollevando la parte anteriore del corpo. Una volta conquistata la femmina, durante l'accoppiamento, queste vengono trattenute dai maschi tramite un morso sul fianco: in primavera quindi possibile riscontrare sul loro corpo evidenti cicatrici a forma di "V". STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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TARTARUGA DALLE ORECCHIE GIALLE


NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Reptilia ORDINE Testudines FAMIGLIA Emydidae GENERE Trachemys SPECIE T. scripta scripta

Tartaruga orecchie gialle


NOME SCIENTIFICO

Trachemys scripta scripta

MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE I maschi sono pi piccoli e si aggirano sui 13 cm, mentre le femmine possono raggiungere anche i 28 cm. Presenta delle macchie gialle sulle orecchie e in fondo ad esse presenta macchie molto chiare sul rossastro. Il carapace cambia colore a seconda dell'et: quando l'individuo pi giovane il colore verde chiaro, poi con il passare del tempo si scurisce fino ad arrivare perfino al nero. I maschi hanno unghie molto lunghe (possono arrivare fino a 3 cm), che servono per facilitare la danza di accoppiamento, e una coda molto lunga con estremit molto larga e apertura della cloaca posta alla sua estremit, in prossimit della punta; le femmine invece hanno una coda sottile con la cloaca posta alla base della coda per aiutarle durante la deposizione delle uova. Il letargo di questo animale varia a seconda del luogo, solitamente dura il periodo invernale, ovvero da fine novembre a inizio marzo. una tartaruga pacifica che vive in gruppi che difficilmente superano la decina di esemplari. DOVE Zone umide (fontanili, cave rogge) ALIMENTAZIONE Onnivora. La tartaruga dalle orecchie gialle preferisce cibarsi al mattino, dato che la temperatura pi bassa, poi rimane al sole per favorire la digestione. RIPRODUZIONE Le uova vengono tenute in grembo per un periodo che varia dai 30 ai 60 giorni, e dopo esser state deposte in un terriccio umido e caldo bisogna aspettare dai 2 ai 4 mesi prima di vederle schiudersi. Una tartaruga pu deporre dalle 5 alle 20 uova in ogni covata e ogni anno fa circa tre covate. Come in altre specie di rettili, il sesso dipende dalla temperatura, ovvero se le uova vengono deposte in un luogo con meno di 27 gradi nascer una tartaruga di sesso maschile, mentre se vengono deposte in un luogo con temperatura di 30 gradi o superiore, nascer una tartaruga di sesso femminile. Le covate che nascono a una temperatura compresa tra i 27 e i 30 gradi generano esemplari di diverso sesso, a seconda di quali uova restano pi al caldo. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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TARTARUGA ORECCHIE ROSSE


NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE
Reptilia

Tartaruga orecchie rosse


NOME SCIENTIFICO

T. Scripta elegans

ORDINE
Testudines

MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N D

FAMIGLIA
Emydidae

GENERE
Trachemys

SPECIE
T. Scripta elegans

DESCRIZIONE Le dimensioni degli adulti variano da 12,5 a 28 cm (le femmine raggiungono le taglie maggiori). Il colore del carapace verde nei giovani, e diventa progressivamente pi scuro mano a mano lanimale invecchia, fino a diventare in certi soggetti marrone scuro o quasi nero. Il piastrone giallo con macchie o disegni neri. La cute per lo pi verde con strisce gialle, ma dietro il timpano presente una caratteristica macchia rossa, che rende questa sottospecie inconfondibile, ma che pu ridursi o scomparire negli adulti. Sebbene sia unabilissima nuotatrice Trachemys s. elegans trascorre molto tempo ad esporsi al sole che ha la funzione principale di permettere la termoregolazione, ossia il raggiungimento di una temperatura corporea ottimale. Inoltre ha lo scopo di premettere la sintesi di vitamina D3 e di far asciugare la cute, il che ostacola la crescita di alghe dannose e allontana i parassiti. Raramente si avventura sulla terraferma, se non per deporre le uova o per cercare un nuovo corso dacqua, in caso di necessit. Le Trachemys s. elegans sono attive ad una temperatura compresa tra 10 e 37C; 41C rappresentano la temperatura critica superiore. Quando la temperatura scende sotto i 10C non possono pi alimentarsi e vanno in letargo. In genere passano il letargo sottacqua. DOVE Zone umide (fontanili, cave rogge). ALIMENTAZIONE Le Trachemys sono onnivore e in natura si alimentano di pesci, rane, girini, vermi, lumache, insetti, larve, animali morti e piante acquatiche. Un altro tipo di strategia alimentare delle tartarughe dalle orecchie rosse consiste nella neustofagia, un processo di filtrazione simile a quello impiegato dalle balene. Le tartarughe nuotano sul pelo dellacqua con la bocca aperta, in modo da ingerire con lacqua delle particelle alimentari. In seguito chiudono la bocca ed espellono lacqua attraverso le narici, e ingoiano il cibo rimasto nella bocca. RIPRODUZIONE Allo stato naturale i maschi raggiungono la maturit sessuale a 2-5 anni di et, a una lunghezza del piastrone di 9-10 cm. Le femmine diventano sessualmente mature quando raggiungono una lunghezza di 15-19,5 cm (spesso nei rettili linsorgenza della maturit sessuale dipende dalla taglia raggiunta, pi che dallet). La stagione riproduttiva generalmente va da marzo a luglio. Il maschio corteggia 29

la femmina mettendosi davanti a lei e carezzandone la testa e il collo con le lunghe unghie degli arti anteriori; la copula vera e propria dura circa 15 minuti. Quando pronta a deporre le uova, dopo circa 4-6 settimane, la femmina cerca una zona adatta per scavare un nido, in genere unarea di terreno umido vicino allacqua. Le uova vengono emesse a intervalli di 40 secondi. Al termine la femmina ricopre il nido con terriccio e detriti. In un anno vengono deposte fino a tre covate. Il numero di uova deposto per covata va da 4 a 23, a seconda delle dimensioni della femmina. Le uova impiegano 2-3 mesi per schiudere, e a volte la schiusa avviene dopo linverno. Nei soggetti adulti il riconoscimento del sesso non presenta difficolt. Le femmine raggiungono una taglia maggiore dei maschi, i quali presentano una coda pi lunga e le unghie degli arti anteriori molto lunghe Nei soggetti giovani il riconoscimento del sesso molto difficile. La determinazione del sesso legata alla temperatura di incubazione. Se le uova vengono incubate al di sotto dei 27C nascono solo maschi (tempo di incubazione 100-120 giorni), invece sopra i 30C nascono femmine (tempo di incubazione 60-70 giorni). A temperature intermedie nascono maschi e femmine in proporzione variabile. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. T. s. elegans attualmente in Allegato B del Regolamento CE n 338/97 del 09.12.1996. In pratica significa che vietata la sua importazione nei paesi dell'Unione Europea, ma i soggetti importati prima dellentrata in vigore della legge sono di libera detenzione. Ci non perch sia in pericolo di estinzione, ma perch gli innumerevoli soggetti che da anni vengono in modo incosciente "liberati" nei fiumi e nei laghi costituiscono una vera minaccia per la flora e la fauna locale, in particolare per gli anfibi e per la tartaruga palustre europea, Emys orbicularis. RISCHIO MINIMO

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ANFIBI

AMPHIBIA
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RAGANELLA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Anfibi ORDINE Anura FAMIGLIA Hylidae GENERE Hyla SPECIE H. arborea M G N D

Raganella
NOME SCIENTIFICO

Hyla arborea MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Appartenente all'ordine degli Anuri e alla famiglia degli Ilidi, la raganella pu essere facilmente riconosciuta per il corpo globoso di circa 5 cm di lunghezza massima, per la colorazione solitamente verde brillante e per la presenza di due fasce brune che, partendo dalle narici e attraversando l'occhio, scendono lungo i fianchi delimitando cosi un'area ventrale di colore grigio fumo o bruno-giallastro che nel maschio si presenta sempre pi scuro che nella femmina. Un altro carattere molto utile per la distinzione di quest'animale la presenza dei dischi adesivi alle estremit delle dita che le permettono di arrampicarsi agevolmente su alberi e cespugli; questo comunque un comportamento riscontrabile solo negli esemplari adulti, infatti i giovani preferiscono trascorrere il tempo in prossimit del terreno. Una interessante particolarit delle raganelle la capacit di mutare colore al mutare delle variazioni climatiche e del proprio stato di eccitazione, passando cos dal verde al grigio, al bruno o addirittura ad una colorazione chiazzata. DOVE Rogge, fontanili, cave ALIMENTAZIONE Le raganelle sono insettivore, si nutrono di artropodi e altri invertebrati acquatici e terricoli. Sono prevalentemente arboricole, ma si trovano anche in mezzo alle erbe palustri, nei campi in prossimit di fossi e risaie. RIPRODUZIONE Sono legate all'acqua per la riproduzione. Dall'uovo esce il girino che compie il proprio ciclo vitale in tempi variabili tra 1,5 e 3 mesi. Alla fine della metamorfosi il girino avr sviluppato zampe atte a saltare, polmoni per respirare fuori dall'acqua, avr perso la coda e avr cambiato regime alimentare passando da detritivoro a carnivoro. Gli adulti inoltre al di fuori del periodo riproduttivo, che va da aprile a maggio e durante il quale le femmine depongono sino a mille uova riunite in degli ammassi regolari delle dimensioni di una noce, possono allontanarsi sensibilmente dall'acqua; nel periodo che invece va dall'autunno alla primavera sono solite svernare in nascondigli sotterranei sia da sole che in piccoli gruppetti. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare RISCHIO MINIMO 33

RANA VERDE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Amphibia ORDINE Anura FAMIGLIA Ranidae GENERE Pelophylax SPECIE P. esculentus

Rana verde
NOME SCIENTIFICO

Pelophylax esculentus
MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE Pelophylax esculentus una rana acquatica di 12 cm di lunghezza, dal muso appuntito. Gli occhi sono composti da una pupilla rotonda leggermente orizzontale con iride giallastra; la lingua corta ma estroflettibile, anche se, quando mangiano, si lanciano con tutto il corpo sulla preda. Le zampe posteriori sono potentissime e palmate ; la vista acutissima, riuscendo a vedere prede a una notevole distanza o addirittura che si muovono sottacqua, per non parlare dei salti che vengono fatti con estrema precisione e con un margine di errore pressoch nullo. Il dorso, di colore verde smagliante o bruno oliva, talvolta cosparso di macchie nere, ornato, ad ogni lato. L'ibernazione ha luogo nella melma dello stagno in cui vive. DOVE Fontanili, cave rogge ALIMENTAZIONE Si nutrono di lombrichi, lumache, insetti acquatici (che mangiano anche sottacqua), cavallette, farfalline, falene, bruchi, ragni, pesciolini. RIPRODUZIONE il dimorfismo sessuale accentuato: i maschi, infatti, presentano due sacchi vocali laterali, che possono essere estroflessi tramite un'apertura orizzontale posta subito dietro l'apertura boccale. Le femmine sono anche in grado di emettere suoni, ma sono molto meno lunghi e forti di quelli dei maschi, e provengono dalla gola, data la mancanza di sacchi vocali in questo sesso. Gli accoppiamenti si svolgono fra Aprile e Giugno; le deposizioni possono contare da poche centinaia ad alcune migliaia di uova; di solito le uova vengono deposte a gruppi (2-3); l amplesso ascellare; i girini schiudono in 7-8 giorni (dipende da temperatura e condizioni dell acqua), e metamorfosano in circa 2-3 mesi. Quando metamorfosano sono piuttosto grandi, potendo raggiungere i 2,5 cm; infine la maturit sessuale viene raggiunta molto presto: intorno ai 12 mesi di vita STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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ROSPO COMUNE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Anfibi ORDINE Anura FAMIGLIA Bufonidae GENERE Bufo SPECIE B. bufo M G N D

Rospo comune
NOME SCIENTIFICO

Bufo Bufo MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE l'anfibio pi grande d'Europa, e raggiunge addirittura i 20 cm (zampe escluse). La sua colorazione marrone, che pu tendere al rossiccio, il ventre tende ad essere biancastro. La pelle presenta numerose verruche, che secernono sostanze allucinogene. Le pupille del rospo comune sono orizzontali; l'occhio di color oro scuro o rame, e nel suo collo vi sono due ghiandole parotidi ovali. Prevalentemente notturno, di giorno tende a nascondersi in buche o anfratti, sotto le pietre o comunque in luoghi riparati dalla luce, se minacciato assume una caratteristica posa intimidatoria con la testa abbassata e le parti posteriori sollevate. DOVE Rogge, fontanili, cave. ALIMENTAZIONE Si nutre praticamente di qualsiasi cosa riesca ad entrare nella sua bocca: insetti in primis, lumache, lombrichi, piccoli vertebrati come ad esempio piccoli topi. RIPRODUZIONE Dopo il letargo invernale, in concomitanza con la primavera inizia la stagione degli accoppiamenti: i rospi si recano vicino ai luoghi di riproduzione (solitamente vicino a corsi d'acqua, pozze o stagni) verso l'inizio di marzo e l i maschi si aggrappano alle ascelle delle femmine, che sono visibilmente pi grandi. La femmina depone in acqua circa 10.000 uova in un cordone gelatinoso, contemporaneamente le uova vengono fecondate dal maschio. Queste uova poi si schiuderanno, facendo uscire dei minuscoli esserini neri acquatici: i girini. Questi, nutrendosi soprattutto di alghe e altri minuscoli materiali organici, crescono. La temperatura dell'acqua nella zona dove si trovano decider la velocit della loro metamorfosi: pi calda l'acqua, pi veloce sar la metamorfosi. Questo perch l'alta temperatura dell'acqua sintomo che la loro pozza si sta prosciugando. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare RISCHIO MINIMO

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TRITONE CRESTATO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Anfibi ORDINE Caudata FAMIGLIA Salamandridae GENERE Triturus SPECIE T. cristatus M G N D

Tritone
NOME SCIENTIFICO

Triturus cristatus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Lunghezza: 14-16 cm, le femmine arrivano a misurare fino a 18 cm. Il maschio ha una forma piuttosto slanciata e il muso pi sottile rispetto alla femmina, che appare pi tozza e grande, con una testa pi larga e massiccia; in ambo i sessi, la pelle si presenta lievemente ruvida al tatto. La regione dorsale sempre di colore scuro, e varia dal verde al bruno quasi nero; spesso sono visibili delle macchie pi o meno circolari di colore nero o verde scuro che sono pi appariscenti nel maschio. I fianchi, le zampe e la gola sono generalmente punteggiati di bianco, soprattutto nel periodo riproduttivo. Il colore del ventre piuttosto variabile, ma sempre molto acceso, con toni caldi che vanno dal giallo all'arancione rossastro e che contrastano molto con il dorso; sono presenti anche nella regione ventrale delle macchie scure, di solito di colore nero brillante. Nel periodo degli amori, ben visibile sulla schiena del maschio la cresta frastagliata, alta fino a 1,2 cm, che conferisce il nome alla specie e che, intaccata dalla base della coda, si sviluppa sino all'altezza degli occhi; inoltre i lati della coda dei maschi in questo periodo si tingono di una fascia madreperlacea con riflessi blu che talora interessa parzialmente anche la cresta bordandone l'orlo superiore. Nella femmina non si sviluppa alcuna cresta, ma compare una striscia dorsale di color giallo chiaro, che talvolta permane anche al di fuori del periodo riproduttivo, e, come nel maschio, compaiono le carene caudali. In entrambi i sessi, la cloaca appare ingrossata. Esistono, seppur rari, esemplari totalmente neri. Il tritone crestato, come molti anfibi, trascorre in acqua solo il periodo dell'accoppiamento, DOVE Rogge, fontanili, cave. ALIMENTAZIONE Nella sua vita terricola, il tritone si ciba essenzialmente di vermi, insetti e lumache, ma, nell'ambiente acquatico, acquista rapidit e cattura anche girini, piccoli pesci e anche altri tritoni. RIPRODUZIONE All'inizio di Marzo, quando ha fine il letargo invernale, che trascorrono immersi nel fango o sotto terra, i primi esemplari della specie si riversano nei fossati o negli stagni, i luoghi della riproduzione e i maschi una volta nutritisi a sufficienza, iniziano la ricerca di una compagna. Una volta raggiunto lo scopo si assiste ad una bizzarra danza da parte del maschio, che, piegata la coda a forma di "U", ne fa vibrare l'estremit davanti al muso della compagna. Dopo laccoppiamento, la femmina depone una ad una trecento uova, avvolgendole con cura nelle foglie delle piante sommerse. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO 37

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TRITONE PUNTINATO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Anfibi ORDINE Caudata FAMIGLIA Salamandridae GENERE Lissotriton SPECIE L. vulgaris M G N D

tritone puntinato
NOME SCIENTIFICO

Lissotriton vulgaris

MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE La caratteristica punteggiatura, molto evidente nel maschio, gli ha valso il nome. Il maschio si distingue dalla femmina per una colorazione generalmente pi accesa, per una striatura molto marcata ai lati della testa, per la cresta caudale e per la cloaca ingrossata nel periodo riproduttivo. Le sue esigenze ecologiche lo rendono strettamente legato alle pozze d'acqua, fossi e stagni in cui vengono deposte le uova (ogni femmina depone circa 300 uova fissandole una per una con le zampe posteriori su cortecce e foglie a cui d la caratteristica forma ad U) e dove si svolge la fase acquatica larvale. Le larve hanno caratteristiche branchie esterne piumate che si mantengono negli individui neotenici. Questi ultimi sono pressoch assenti nelle piscine temporanee dove la scomparsa dell'acqua in estate determina una metamorfosi forzata. Dopo la metamorfosi i giovani trascorrono due anni a terra nel sottobosco per poi ritornare in acqua una volta raggiunta la maturit sessuale. DOVE Fontanili, rogge, cave ALIMENTAZIONE Si nutrono di larve di zanzare e altri piccoli insetti che cadono nell'acqua. RIPRODUZIONE Il periodo riproduttivo comincia all'inizio della primavera, anche se le popolazioni del litorale tirrenico anticipano la deposizione anche all'autunno e alla fine dell'inverno in stagioni particolarmente calde. I tritoni svolgono una complicata danza nuziale ritualizzata senza il compimento della quale il maschio non emette la spermatofora, un sacchetto contenente gli spermatozoi, che la femmina raccoglie dal fondo della pozza. Terminato il periodo riproduttivo (di solito alla fine di giugno) i tritoni migrano dagli stagni e si dirigono nelle zone circostanti dove condurranno vita terrestre fino alla successiva stagione riproduttiva. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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MAMMIFERI

MAMMALIA
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ARVICOLA
NOME COMUNE Arvicola NOME SCIENTIFICO

CLASSIFICAZIONE CLASSE Mammalia ORDINE Rodentia FAMIGLIA Cricetidae GENERE Arvicola SPECIE A. amphibius D

Arvicola amphibius MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Larvicola originaria dellEuropa ed diffusa in quasi tutta Italia. Attualmente la classificazione controversa e si possono distinguere diverse specie di questo roditore. Testa robusta e appuntita con occhi piccoli ma di buona vista, nonostante siano adatti anche alla vita ipogea. La lunghezza di circa 20 cm e il loro peso di circa 200 grammi. Il colore del mantello brunastro. DOVE frequenta zone umide, campagne, coltivi. ALIMENTAZIONE La dieta dellArvicola costituita da radici, erbe, semi, cereali, insetti e pesci. RIPRODUZIONE Animale prolifico, lArvicola pu partorire 4 volte allanno da 2 a 7 cuccioli. La gestazione dura 3 settimane e lo svezzamento avviene gi dopo 15 giorni di vita. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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CONIGLIO SELVATICO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Mammiferi ORDINE Lagomorfi FAMIGLIA Leporidi GENERE Oryctolagus SPECIE

Coniglio selvatico
NOME SCIENTIFICO

Oryctolagus scuniculus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N D

O. scuniculus

DESCRIZIONE Misura fino a 45 cm di lunghezza, per un peso che raggiunge i 2,5 kg: i maschi sono generalmente pi grossi e robusti delle femmine. Ha lunghe orecchie e grandi occhi neri situati sui lati della testa. Le zampe posteriori sono robuste e pi lunghe di quelle anteriori e mettono il coniglio in condizione di correre rapidamente. Invece di avere dei cuscinetti a protezione della pianta dei piedi, il coniglio ha una fitta copertura di peli che gli permette di non scivolare sia sulla roccia che sulla neve. Le zampe sono inoltre palmate per impedire alle dita di separarsi mentre l'animale salta. La coda molto corta e rivolta all'ins: DOVE Zone umide agricole, urbane, suburbane, parchi e giardini. ALIMENTAZIONE Si tratta di animali erbivori, che si nutrono di una vasta gamma di materiali di origine vegetale, dall'erba alle foglie alle radici. Per ricavare il massimo quantitativo di nutrimento disponibile dal cibo, i conigli sono soliti reingerire parte delle proprie feci per rielaborarne il contenuto (nel frattempo degradato dalla flora batterica) ed ottenere alcuni nutrienti essenziali. RIPRODUZIONE La gestazione dura un mese, al termine del quale vengono dati alla luce dai 3 ai 14 cuccioli: prima di partorire la femmina tende a scavarsi un cunicolo a fondo cieco nella tana, che ricopre col proprio pelo e con erbe secche, oppure se il suo primo parto scava un cunicolo nel terreno ex novo, che poi verr ampliato negli anni successivi. I cuccioli nascono nudi e ciechi, e la femmina li visita per una manciata di minuti al giorno per la poppata: sono tuttavia estremamente precoci e gi a tre settimane possono essere svezzati. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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LEPRE
NOME COMUNE Lepre NOME SCIENTIFICO Lepus europaeus

CLASSIFICAZIONE CLASSE Mammalia ORDINE Lagomorpha FAMIGLIA Leporidae GENERE Lepus SPECIE L. europaeus D

MIGRATORIA STANZIALE PRESENZA IN ITALIA G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Simile ai conigli ma presenta, rispetto a questi, orecchie pi lunghe, occhi pi grandi, maggiori dimensioni, punta delle orecchie pi scura. Misura circa 50 70 cm e pesa tra i 3 e 6 Kg. I cuccioli di lepre nascono gi con pelliccia ed occhi aperti a differenza dei conigli. Le lepri sono solitarie, non costruiscono tane ma si ricavano un giaciglio tra la bassa vegetazione e sono soggette alla frammentazione degli habitat. E molto veloce nella corsa e pu raggiungere i 70 Km/h. DOVE Campagne, prati, coltivi. ALIMENTAZIONE Il cibo costituito da erbe, radici e vegetali vari. RIPRODUZIONE Ogni femmina partorisce 3 4 volte allanno mediamente 3 4 piccoli per parto. La gestazione dura circa 1 mese. Dopo solo 1 settimana i leprotti diventano indipendenti e la maturazione sessuale raggiunta ad 1 anno di et. STATUS GIURIDICO Nulla da segnalare. La degradazione degli habitat, linquinamento e luso di pesticidi ha ridotto notevolmente il numero di individui delle varie popolazioni. I ripopolamenti per attivit venatoria hanno contribuito alla diminuzione delle lepri a causa di inquinamenti genetici e trasmissioni di patologie.

RISCHIO MINIMO

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NUTRIA
NOME COMUNE Nutria, Coypu, Castorino NOME SCIENTIFICO Myocastor coypus

CLASSIFICAZIONE CLASSE Mammalia ORDINE Rodentia FAMIGLIA Myocastoridae GENERE Myocastor SPECIE M. coypus D

MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE La Nutria un mammifero roditore dalle dimensioni modeste. Gli esemplari adulti possono raggiungere mediamente i 60 cm di lunghezza, coda esclusa, e un peso di circa 10 chili. Il colore del mantello generalmente bruno scuro ma non raro osservare esemplari grigi o con varie tonalit di marrone. Possiede orecchie piccole, lunghi e numerosi baffi bianchi o argentei. La dentatura consiste di 8 molari e 2 incisivi per arcata. Questi ultimi in particolare sono molto forti e rivestiti da uno smalto dal tipico colore arancione. Le zampe sono pentadattili e quelle posteriori sono palmate, con il quinto dito libero, in quanto la Nutria un animale fortemente semiacquatico. A riprova di ci infatti le femmine presentano le mammelle in posizione latero-dorsale e questo dato dal fatto che la prole viene allevata in acqua. DOVE Frequenta zone umide. ALIMENTAZIONE La dieta della Nutria prettamente vegetariana e si basa su piante acquatiche, varie erbe, radici, tuberi e frutti. Generalmente tendono a nutrirsi della vegetazione presente in prossimit degli argini dei corsi dacqua. RIPRODUZIONE Le femmine sono fertili durante tutto lanno e possono avere 2.7 gravidanze lanno in quanto la gestazione ha una durata di circa 130 giorni e i cuccioli vengono svezzati a 3-4 settimane dalla nascita. Il numero di cuccioli per gravidanza varia mediamente da 2 a 6. Le Nutrie sono in grado di autoregolarsi infatti se le risorse territoriali o alimentari sono scarse, le cucciolate diminuiscono drasticamente di numero. STATUS E CONSERVAZIONE La Nutria fauna selvatica italiana in quanto specie naturalizzata. E pertanto tutela dalla legge nazionale 157/92 la quale disciplina anche il suo controllo numerico in caso di situazioni particolari, delegando alle Province la scelta del metodo da adottare, prediligendo prima di tutto i metodi di tipo ecologico. RISCHIO MINIMO

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PIPISTRELLO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Mammalia ORDINE Chirotteri FAMIGLIA Spp. GENERE Spp. SPECIE Spp. (specie diverse) M G N D

Pipistrello
NOME SCIENTIFICO

MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Sono mammiferi antichissimi: allattano i loro piccoli e la loro cute ricoperta di pelo; volano, grazie a una speciale modificazione di mano e braccio trasformati in ala. Hanno occhi piccoli e vista limitata, il loro udito invece molto sviluppato. Mentre volano emettono degli ultrasuoni che, rimbalzando contro gli oggetti che incontrano, provocano un'eco permettendo loro cos di individuare gli ostacoli. L'ala del pipistrello costituita da una sottile membrana, il patagio, che composto da un sottile strato di tessuto connettivo lasso vascolarizzato e compreso tra due strati di cute. Esso sotteso sulle ossa della mano e delle dita. In inverno i pipistrelli vanno in letargo in gruppo, rallentano tutte le attivit corporee, incluse la frequenza respiratoria e il battito cardiaco, consumando cos poca energia e sopravvivendo grazie alle riserve di grasso corporeo DOVE - Zone umide (fontanili, cave rogge), agricole, urbane, suburbane, parchi e giardini. ALIMENTAZIONE Predano insetti, eliminando, cos, tanti insetti nocivi all'uomo. Un singolo pipistrello, ad esempio, pu in una sola notte mangiare fino a 3000 zanzare. RIPRODUZIONE Con l'arrivo della primavera, cessa la fase di letargo: le femmine, dopo un certo tempo, si radunano in rifugi ove, tra giugno e luglio, danno alla luce i piccoli (in genere uno solo), dopo poche settimane, i piccoli sanno gi volare e vanno subito a caccia d'insetti. STATUS E CONSERVAZIONE Minacciato da inquinamento e frammentazione degli habitat. MINACCIATO

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RATTO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Mammalia ORDINE Rodentia FAMIGLIA Muridae GENERE Rattus SPECIE Rattus spp. M G N D

Ratto
NOME SCIENTIFICO

Rattus spp. MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Lunghezza testa-corpo: 16-24 cm ; Lunghezza coda: 18-26 cm; Peso: 150-250 grammi. Corpo cilindrico-allungato, con pelo liscio, pi lungo sul dorso. Mantello superiore quasi nero. Testa con muso appuntito, orecchi medio-grandi, occhi scuri, grandi e sporgenti. Zampe rosa o biancastre; coda pi lunga del corpo, nuda. Il maschio pi grosso della femmina. Presenta udito e olfatto eccellenti. Ha abitudini soprattutto crepuscolari-notturne. LAttivit rallentata nei periodi freddi, anche se non va in letargo. DOVE Zone umide agricole, urbane, suburbane. ALIMENTAZIONE Alimentazione: onnivora (soprattutto vegetali). RIPRODUZIONE Raggiunge la maturit sessuale a 3-4 mesi. Gli Accoppiamenti sono possibili tutto l'anno. Durata della gestazione circa 3 settimane. Normalmente 2-3 e pi parti all'anno con 4-10 piccoli inetti. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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RICCIO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Mammalia ORDINE Erinaceomorpha FAMIGLIA Erinaceidae GENERE Erinaceus SPECIE E. europaeus D

Riccio
NOME SCIENTIFICO

Erinaceus europaeus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Lunghezza testa-corpo: 26-35 cm ; Lunghezza coda: 2-4 cm; Peso: 450-1200 grammi. Tutto il riccio eccetto il muso, le zampe e le parti inferiori, ricoperto da aculei lunghi circa 2 cm, grigi con la punta bianca. Il tronco tozzo, le zampe sono munite di forti unghie, il muso appuntito e la coda corta e spessa. Il riccio va in letargo tra ottobre e aprile. DOVE Boschi, giardini, orti, parchi urbani e suburbani, siepi. ALIMENTAZIONE onnivoro, si ciba di invertebrati, uccelli, rettili, anfibi e piccoli mammiferi. In caso di necessit si ciba di bacche, ghiande, frutta e altro materiale vegetale. Non in grado di digerire il latte che risulta essere un veleno per il riccio. RIPRODUZIONE Raggiunge la maturit sessuale a circa 12 mesi. Gli accoppiamenti avvengono tra aprile e agosto. Durata della gestazione circa 6 settimane. Partorisce, tra aprile e settembre, 4-5 cuccioli e a seconda delle disponibilit alimentari pu partorire anche 2 volte in un anno. I piccoli vengono svezzati a circa 6 settimane di vita. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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SILVILAGO O MINILEPRE
NOME COMUNE
Silvilago o Minilepre

CLASSIFICAZIONE CLASSE Mammalia ORDINE Lagomorpha FAMIGLIA Leporidae GENERE Sylvilagus SPECIE S. floridanus D

NOME SCIENTIFICO
Sylvilagus floridanus

MIGRATORIA STANZIALE PRESENZA IN ITALIA G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Questo leporide ha una lunghezza di 35-45 cm circa ed un peso di 1-1,2 Kg. Ha un aspetto simile al coniglio selvatico ma presenta orecchie e coda pi brevi, zampe anteriori pi sottili e zampe posteriori pi allungate. Il colore del mantello in entrambi i sessi grigio con tonalit ocra e rossa e peli neri. attivo di notte e non va in ibernazione dinverno. I silvilaghi mostrano una maggior resistenza alla mixomatosi. DOVE Prati, aree arbustive e agricole. ALIMENTAZIONE Il cibo costituito vegetali verdi, cortecce, germogli, ramoscelli. RIPRODUZIONE Laccoppiamento avviene tra febbraio e settembre, Le femmine partoriscono mediamente 2-4 nidiate allanno ed ogni nidiata composta da 3-5 cuccioli. La gravidanza dura circa 1 mese. I piccoli rimangono nel nido per circa 2 settimane e vengono allattati per 3 settimane. La maturit sessuale viene raggiunta a 4-5 mesi di et. STATUS GIURIDICO Nulla da segnalare. Specie originaria del Nord America introdotta per scopi venatori. Conosciuto anche con il nome di minilepre.

RISCHIO MINIMO

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TALPA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Mammalia ORDINE Soricomorpha FAMIGLIA Talpidae GENERE Talpa SPECIE T. europaea M G N D

Talpa
NOME SCIENTIFICO

Talpa europaea MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Lunghezza testa-corpo: 120-165 cm ; Lunghezza coda: 23-34 cm; Peso: 65-120 grammi. Presenta una forma tozza di dimensione medio piccole, il corpo cilindrico con il capo poco distinto dal tronco. Gli arti sono brevi, sporgono dal corpo e sono provvisti di unghie lunghe. Gli occhi sono piccoli e nascosti nella pelliccia, la coda breve e carnosa e le vibrisse risultano ben sviluppate. Il corpo ricoperto da una folta e vellutata pelliccia nera con riflessi bruni o grigi. DOVE Dalla pianura fino a circa 2000 metri. Frequenta zone coltivate, prati, terreni freschi e porosi dove pu scavare le proprie gallerie. ALIMENTAZIONE Si nutre di invertebrati del sottosuolo. RIPRODUZIONE Il periodo degli accoppiamenti compreso tra marzo e maggio. Partorisce una volta allanno in maggio giugno 3-5 piccoli nudi e ciechi. La gestazione dura 1 mese e lo svezzamento avviene a 4 settimane. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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TOPOLINO DELLE RISAIE


NOME COMUNE

topolino delle risaie


NOME SCIENTIFICO

CLASSIFICAZIONE CLASSE Mammalia ORDINE Roditori FAMIGLIA Muridi GENERE Micromys SPECIE M. minutus D

Micromys minutus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE E uno dei pi piccoli mammiferi eurasiatici con lunghezza testa-corpo: 50-78 mm , lunghezza della coda di: 45-75 mm, peso: 4-13 grammi. Possiede una colorazione bruno-aranciata sul dorso e biancastra su ventre e gola: il muso ricoperto di vibrisse, le zampine, le piccole orecchie arrotondate e la lunga coda prensile sono glabri e di colore rosato. La femmina normalmente pi grande dl maschio. Questi animali sono assai timidi e schivi e tendono ad avere abitudini crepuscolari e notturne: si muovono velocemente nel folto dei canneti e fra i sottili gambi dei cereali, aiutati dalla coda prensile, che viene utilizzata egregiamente come arto aggiuntivo. Il topolino delle risaie attivo durante tutto l'arco dell'anno. DOVE Zone agricole, suburbane ALIMENTAZIONE Si nutre principalmente di semi, non disdegnando per occasionalmente frutta e, pi raramente, piccoli insetti. RIPRODUZIONE Questo roditore forma delle coppie monogame che durano per tutto il periodo della riproduzione, che pu avvenire anche pi volte nel corso dell'anno, nel caso di annate favorevoli; la gestazione dura tre settimane, al termine delle quali la femmina d alla luce da 4 a 7 piccoli. I cuccioli vengono svezzati nel giro di 18 giorni e raggiungono la maturit sessuale in circa un mese. Proprio fra i canneti, i topolini delle risaie costruiscono dei caratteristici nidi sferici intrecciando paglia e sterpaglie, ad un'altezza di circa 50 centimetri dal terreno. Spesso i nidi vengono occupati da diverse generazioni di questi animali, che provvedono man mano ad effettuare eventuali lavori di ristrutturazione e rinforzo. STATUS CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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VOLPE
NOME COMUNE Volpe NOME SCIENTIFICO Vulpes vulpes

CLASSIFICAZIONE CLASSE Mammalia ORDINE Carnivora FAMIGLIA Canidae GENERE Vulpes SPECIE V. vulpes M G N D

MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE La Volpe specie originaria dellemisfero settentrionale ed diffusa in tutta Italia. Presenta un corpo snello e slanciato che poggia su arti brevi ma robusti. Il muso lungo e appuntito con orecchie piuttosto sviluppate. La coda ricoperta da un pelo folto con una colorazione che varia dal rosso allarancione. Pu raggiungere la lunghezza di 1.30 metri di cui 35-40 cm di coda e il suo peso oscilla dai 4 ai 15 kg. DOVE Boschi, campagne. ALIMENTAZIONE La dieta della Volpe varia, onnivora, ma composta prevalentemente da piccoli roditori, uccelli, conigli, lepri, rettili, pesci, invertebrati ma anche sostanze vegetali di vario tipo (bacche, frutti, ecc.). RIPRODUZIONE La Volpe rossa si accoppia nel mese di gennaio. La gravidanza dura circa 2 mesi e pu partorire dai 3 ai 5 cuccioli per volta. Lo svezzamento avviene dopo 1 mese di vita. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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UCCELLI

AVES
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AIRONE BIANCO MAGGIORE


NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Ciconiiformes FAMIGLIA Ardeidae GENERE Casmerodius SPECIE C. albus D

Airone bianco maggiore


NOME SCIENTIFICO

Casmerodius albus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello (airone) di grandi dimensioni ed il pi grande tra gli Ardeideae in Europa. Ha una lunghezza pari a 85-115 cm ed unapertura alare di 140-180 cm. Maschi e femmine identici con piumaggio bianco e becco giallo. Le zampe sono nerastre ma nel periodo riproduttivo presentano una colorazione sfumata giallo-arancione. DOVE Frequenta zone umide, rive di laghi e fiumi e risaie. ALIMENTAZIONE Si nutre di pesci, anfibi, rettili, insetti, piccoli mammiferi e occasionalmente nidiacei. RIPRODUZIONE Depone circa 2-5 uova che vengono covate per 25 giorni e dopo circa 1 mese i giovani sono in grado di allontanarsi dal nido. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. E specie protetta dalla legge nazionale 157/92.

RISCHIO MINIMO

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AIRONE CENERINO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Ciconiiformes FAMIGLIA Ardeidae GENERE Ardea SPECIE A. cinerea M G N D

Airone cenerino
NOME SCIENTIFICO

Ardea cinerea MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello (airone) di grandi dimensioni, con una statura di 90-98 cm, un peso di 1-2Kg ed unapertura alare di circa 1,70 m. Maschio e femmina hanno una colorazione uguale, prevalentemente grigia con ampie zone bianche e nere. DOVE Frequenta zone umide, aperte e ambienti sub-urbani. ALIMENTAZIONE Si nutrie di invertebrati e piccoli vertebrati come pesci, anfibi, rettili e piccoli mammiferi. RIPRODUZIONE Nidifica in colonie su alberi oppure nei canneti. Depone circa 4-5 uova a met marzo che vengono covate per circa 25 giorni. I pulcini vengono nutriti nel nido per circa 2 mesi. STATUS E CONSERVAZIONE Minacciato dallinquinamento delle acque, una specie protetta dalla legge nazionale 157/92. MINACCIATO

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AIRONE GUARDABUOI
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Ciconiiformes FAMIGLIA Ardeidae GENERE Bubulcus SPECIE B. ibis M G N D

Airone guardabuoi
NOME SCIENTIFICO

Bubulcus ibis MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di medie dimensioni con lunghezza di 45-55 cm ed unapertura alare di 90-95 cm. Il piumaggio generalmente bianco mentre in abito nuziale diviene sfumato di giallo e anche le zampe assumono una colorazione gialla. In inverno le zampe sono nere e il becco giallo. DOVE Frequenta zone umidi e coltivi con pochi alberi. ALIMENTAZIONE Si nutre di pesci, anfibi, invertebrati e parassiti presenti sul dorso di animali domestici o selvatici. RIPRODUZIONE La femmina depone a fine aprile 3-4 uova che cova per circa 3 settimane. I piccoli sono in grado di volare dopo poco pi di un mese. STATUS E CONSERVAZIONE Specie minacciata dal bracconaggio e dalla diminuzione degli habitat. E protetta dalla legge nazionale 157/92. MINACCIATO

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AIRONE ROSSO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Ciconiiformes FAMIGLIA Ardeidae GENERE Ardea SPECIE A. purpurea M G N D

Airone rosso
NOME SCIENTIFICO

Ardea purpurea MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di grandi dimensioni con una lunghezza di 85-110 cm, unapertura alare di 120-150 cm ed un peso di circa 1,4 kg. La colorazione marrone-rossiccia con alcune zone grige, bianche e nere. Durante il periodo riproduttivo presenta un ciuffo nero sul capo. Le zampe sono gialle-arancioni e il becco arancione con la parte superiore grigio scuro DOVE Frequenta zone umide e corsi dacqua. ALIMENTAZIONE Si nutrie di pesci, anfibi, rettili, invertebrati, crostacei, molluschi e occasionalmente di piccoli mammiferi. RIPRODUZIONE Nidifica tra aprile e maggio. Depone 4-5 uova che cova per 1 mese circa. Entro 2 mesi i piccoli iniziano a volare. STATUS E CONSERVAZIONE Minacciato dal bracconaggio e dalla distruzione degli habitat, specie protetta dalla legge nazionale 157/92. MINACCIATO

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ALLODOLA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Alaudidae GENERE Alauda SPECIE A. arvensis M G N D

Allodola
NOME SCIENTIFICO

Alauda arvensis MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE L'allodola lunga circa 16-19,5 cm, ha un'apertura alare che pu raggiungere i 32-37 cm e pesa circa 33-48 g, coda 6,5-7,5 cm. caratterizzata da un piumaggio di colore marrone leggermente striato di nero nella parte superiore, pi chiaro in quella inferiore, nonch da un piccolo ciuffo erettile che mostra solo se allarmata.. I sessi sono simili. caratteristico il suo canto di tono acuto e musicale, sostenuto a lungo nel volo volteggiante. E' una specie solitaria durante il periodo riproduttivo e gregaria d'inverno. Terragnola, cammina e saltella agilmente tenendo il corpo in posizione orizzontale. Si posa su sassi, muretti e sulla bassa vegetazione, mai sugli alberi. DOVE Zone boschive, campagna

ALIMENTAZIONE Si nutre prevalentemente di semi, vegetali (semi, germogli, foglie), arricchendo la dieta con insetti durante il periodo riproduttivo. Occasionalmente si nutre anche di piccoli animali. RIPRODUZIONE Nidifica sul terreno costruendo un nido in una depressione naturale con steli, erbe e materiali vari. Tra marzo e agosto la femmina depone 3-6 uova grigio-biancastre picchiettate di marroneverdino e macchiettate di bruno che cova per 11-12 giorni. I piccoli, nutriti anche dal maschio, sono capaci di volare dopo circa 3 settimane dalla nascita. Effettua 2-3 covate all'anno

STATUS E CONSERVAZIONE nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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ALZAVOLA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Anseriformes FAMIGLIA Anatidae GENERE Anas SPECIE A. crecca M G N D

Alzavola
NOME SCIENTIFICO

Anas crecca MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Anatra piccola. Raggiunge una lunghezza di 33 36 cm circa, presenta unapertura alare di 70 cm circa e pesa circa 270 390 g. Il maschio nella stagione degli amori presenta il capo castano con una macchia verde scuro che attraversa locchio e una macchia gialla sotto la coda. Il corpo colorato di grigio e presenta sulla ali una banda (specchio) verde nera. La femmina presenta un piumaggio omogeneo brunastro. DOVE Zone umide, acque interne e aperte con presenza di canneti. ALIMENTAZIONE Si nutre di piccoli insetti, molluschi, semi. RIPRODUZIONE La femmina tra aprile e maggio depone 7 12 uova che cova per circa 3 settimane. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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ANATRA CAROLINA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Anseriformes FAMIGLIA Anatidae GENERE Aix SPECIE A. sponsa M G N D

Anatra carolina
NOME SCIENTIFICO

Aix sponsa MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Originaria del Nord America. Raggiunge una lunghezza di 43 51 cm circa ed unapertura alare di 70 cm circa. Il maschio ha il capo verde blu con strisce bianche. Il becco rosso arancione. Il sottogola bianco e il petto bruno. Il ventre e i fianchi sono gialli mentre il dorso e le ali sono verde blu. Le zampe sono gialle. La femmina presenta un piumaggio omogeneo bruno scuro. Gli occhi hanno una cerchiatura bianca. Il becco e le zampe sono grigio giallo. DOVE Zone umide (fontanili, cave rogge), agricole, urbane, suburbane, parchi e giardini. ALIMENTAZIONE Generalmente onnivora. Si nutre di vegetali, piccoli pesci, invertebrati e rettili. RIPRODUZIONE La femmina depone 9 14 uova che cova per circa 1 mese. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare

RISCHIO MINIMO

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70

AVERLA PICCOLA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Laniidae GENERE Lanius SPECIE L. collurio M G N D

Averla piccola
NOME SCIENTIFICO

Lanius collurio MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni, lunghezza 16-20 cm, apertura alare 28-30 cm e un peso di 2245 g. il maschio presenta vertice e nuca grigi, il dorso e la parte superiore delle ali marrone. Becco, zampe e mascherina sono neri. La femmina simile al maschio ma i colori sono pi tenui e la mascherina marrone. DOVE Frequenta incolti, zone umide e siepi. ALIMENTAZIONE Carnivoro, si nutre di piccoli insetti, invertebrati ma anche piccoli vertebrati come nidiacei, piccoli mammiferi, rettili e anfibi. Infilza le prede sulle spine dei rovi. RIPRODUZIONE La femmina depone 4-5 uova che vengono covate per circa 2 settimane. I piccoli sono in grado di volare dopo 2 settimane e divengono completamente indipendenti dopo 1 mese. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Protetto in Italia. RISCHIO MINIMO

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BALESTRUCCIO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Hirundinidae FAMIGLIA Passeriformes GENERE Delichon SPECIE D. urbica M G N D

Balestruccio
NOME SCIENTIFICO

Delichon urbica MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni, con una lunghezza di 13-14 cm, unapertura alare di 28-30 cm ed un peso di 15-25 grammi. La livrea bianca e nera e le parti superiori possono presentare riflessi blu. Non vi dimorfismo sessuale. I giovani hanno colorazioni pi tenue e possono essere confusi con il topino. DOVE Frequenta aree urbane, suburbane e rurali. ALIMENTAZIONE Si nutrie di insetti che cattura in volo. RIPRODUZIONE Nidifica in primavera, depone 3-5 uova che cova per 2 settimane. La deposizione delle uova pu avvenire 2 o 3 volte durante la bella stagione. I piccoli sono allevati per circa 1 mese. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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BALIA NERA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Muscicapidae GENERE Ficedula SPECIE F. hypoleuca D

Balia nera
NOME SCIENTIFICO

Ficedula hypoleuca MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni della lunghezza di 15 cm, apertura alare di 22-24 cm. Il maschio ha una colorazione nera con una banda bianca mentre la femmina ha una colorazione marrone con la medesima barra bianca. Le parti inferiori sono bianche mentre becco e zampe sono neri. DOVE Frequenta zone suburbane e coltivi alberati. ALIMENTAZIONE Insettivoro ma integra la dieta, soprattutto in autunno, con le bacche. RIPRODUZIONE La femmina depone 5-6 uova che cova per 2 settimane. I piccoli si involano dopo 15-16 giorni di vita. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Protetto in Italia.

RISCHIO MINIMO

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BALLERINA BIANCA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Motacillidae GENERE Motacilla SPECIE M. alba M G N D

Ballerina bianca
NOME SCIENTIFICO

Motacilla alba MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di forma slanciata ed elegante, raggiunge una lunghezza di 20 cm, un peso di 18-27 grammi ed unapertura alare di circa 30 cm. Il dorso grigio mentre la nuca e il petto sono neri. Ali nere con doppia banda chiara, ventre, fronte, lati del capo bianchi. La coda lunga con penne bianche e nere. DOVE Frequenta zone umide, coltivi, campi arati, campagne, ambienti urbani e suburbani. ALIMENTAZIONE Si ciba di piccoli insetti che preda in vari luoghi. RIPRODUZIONE La femmina depone 5-6 uova in primavera che cova per 2 settimane. I piccoli vengono accuditi per circa 14 giorni. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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BALLERINA GIALLA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Motacillidae GENERE Motacilla SPECIE M. cinerea M G N D

Ballerina gialla
NOME SCIENTIFICO

Motacilla cinerea MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di forma slanciata ed elegante, raggiunge una lunghezza di 18 cm, un peso di 20 grammi ed unapertura alare di circa 27 cm. Capo e dorso grigio, ventre e sottocoda giallo. Ali nere con barra bianca. Il maschio presenta una chiazza nera sotto la gola che diviene chiara in inverno. DOVE Frequenta zone umide, coltivi, campi arati, campagne, ambienti urbani e suburbani. ALIMENTAZIONE Si ciba di piccoli insetti e invertebrati. RIPRODUZIONE Si riproduce da marzo a maggio, la femmina depone 4-5 uova che cova per 2 settimane. I piccoli vengono accuditi per circa 14 giorni. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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CAPINERA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Sylvidae GENERE Sylvia SPECIE S. atricapilla M G N D

Capinera
NOME SCIENTIFICO

Sylvia atricapilla MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni della lunghezza di circa 15 cm e apertura alare di 20-25 cm ed un peso di 20 g. Il maschio a differenza della femmina presenta la colorazione del capo nera. Quella della femmina invece fulva. Il restante piumaggio grigio. DOVE Frequenta zone suburbane, campagne, coltivi con presenza di alberi e siepi. ALIMENTAZIONE Si nutre di insetti e piccoli invertebrati ma integra la sua dieta con bacche e frutti. RIPRODUZIONE La femmina depone 1 o 2 volte allanno 5 uova che cova per 2 settimane. I piccoli abbandonano il nido dopo 10-14 giorni. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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CARDELLINO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Ciconiiformes FAMIGLIA Ardeidae GENERE Ardea7 SPECIE C. carduelis D

Cardellino
NOME SCIENTIFICO

Carduelis carduelis MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni, lunghezza di 12-15 cm, apertura alare di 23-25 cm. Maschio e femmina sono simili ma il maschio presenta una maggior colorazione rossa della faccia e la barra alare gialla. Il restante piumaggio colorato di bianco, nero e marrone. DOVE Frequenta incolti, zone suburbane e coltivi con presenza di alberi. ALIMENTAZIONE Granivoro, si nutrie prevalentemente di semi. RIPRODUZIONE 3 covate allanno. La femmina depone a fine aprile 3-6 uova che cova per circa 2 settimane. Dopo 2 settimane dalla nascita i piccoli sono in grado di lasciare il nido. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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CICOGNA BIANCA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Ciconiiformes FAMIGLIA Cinoniidae GENERE Ciconia SPECIE C. ciconia D

Cicogna biaca
NOME SCIENTIFICO

Ciconia ciconia MIGRATORIA STANZIALE PRESENZA IN ITALIA G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE In Europa ed in Italia sono presenti due sole specie di questa famiglia: la cicogna bianca appunto e la cicogna nera. La cicogna bianca presenta un piumaggio generalmente bianco eccetto la punta delle ali e la coda che sono nere. Becco e zampe rosse. Ha unapertura alare di circa 155 180 cm, un peso di 3,5 4,5 Kg. La migrazione verso lEuropa per la nidificazione avviene tra marzo e maggio mentre la migrazione verso lAfrica per lo svernamento avviene tra agosto e settembre. Esistono tuttavia colonie di cicogne bianche stanziali. DOVE Frequenta aree rurali, zone umide. ALIMENTAZIONE Lalimentazione della cicogna bianca pressoch carnivora e si basa su anfibi, rettili, piccoli mammiferi, crostacei, invertebrati e preda anche qualche uccello. Il suo habitat ideale costituito da ambienti di pianura con presenza dacqua e siepi alberate. Si adatta bene anche in contesti relativamente antropizzati. RIPRODUZIONE La maturit sessuale raggiunta a circa 3 4 anni. Tra marzo e aprile gli adulti preparano il nido. Depone in media 3 4 uova che cova per circa un mese. I pulcini imparano a volare dopo circa 2 mesi dalla nascita. STATUS GIURIDICO La Cicogna bianca (Ciconia ciconia) una specie inclusa nell'Allegato II della Convenzione relativa alla conservazione delle specie migratrici appartenenti alla fauna selvatica, adottata a Bonn il 23 giugno 1979, e nell'Allegato II del relativo African-Eurasian Waterbird Agreement (AEWA), siglato in Olanda il 16 giugno 1995, entrato in vigore nel novembre 1999. MINACCIATO

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CINCIALLEGRA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Paridae GENERE Parus SPECIE P. major M G N D

Cinciallegra
NOME SCIENTIFICO

Parus major MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni con lunghezza di 13-15 cm, apertura alare di 20-25 cm ed un peso di 16-21 g. Il maschio presenta parti superiori verdastre con una barra alare bianca. La testa nera con guance bianche e dalla gola, nera, si diparte una striscia che giunge fino all addome. La femmina ha un piumaggio simile al maschio ma la stria nera che parte dalla gola si assottiglia verso laddome. DOVE Frequenta zone suburbane e campagna con presenza di alberi. La si trova facilmente anche sugli alberi dei viali urbani. ALIMENTAZIONE Si nutre di insetti ma integra la sua dieta anche con semi, frutta, bacche. RIPRODUZIONE La femmina depone 8-15 uova tra aprile e maggio che cova per 2 settimane. I piccoli lasciano il nido dopo circa 1 mese di vita. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Protetto in Italia.

RISCHIO MINIMO

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CINCIARELLA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Paridae GENERE Parus SPECIE P. caeruleus M G N D

Cinciarella
NOME SCIENTIFICO

Parus caeruleus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni, lunghezza di 11-13 cm, apertura alare di 19-22 cm ed un peso di 12 g. Maschi e femmine sono simili ma queste ultime presentano colorazioni pi tenui. Il dorso verdastro con le parti superiori di ali e coda azzurro-grigio. Il capo bianco con vertice azzurro ed un bavaglino nero che dalla gola si unisce ad una banda sottile sulla nuca. DOVE Frequenta zone suburbane e coltici con presenza di alberi. ALIMENTAZIONE Insettivoro ma integra nella stagione fredda la sua dieta con bacche, semi, frutta. RIPRODUZIONE La femmina tra aprile e maggio depone 7-10 uova che cova per 2 settimane. I piccoli possono lasciare il nido dopo circa 15-20 giorni. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Protetto in Italia.

RISCHIO MINIMO

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CODIBUGNOLO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Aegithalidae GENERE Aegithalos SPECIE A. caudatus D

Codibugnolo
NOME SCIENTIFICO

Aegithalos caudatus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni. Lunghezza 13-16 cm, apertura alare di 17-20 cm ed un peso di 6-9 g. Maschio e femmina sono simili. Il piumaggio bianco, nero e fulvo. La coda molto lunga con colorazione bianca e nera. DOVE Frequenta zone suburbane, parchi e coltivi alberati. ALIMENTAZIONE Si nutre di insetti ma integra la sua dieta con semi e frutta. RIPRODUZIONE La femmina depone tra marzo e maggio 9-12 uova che cova per circa 2 settimane. I piccoli lasciano il nido dopo circa 3 settimane. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Protetto in Italia.

RISCHIO MINIMO

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CODIROSSO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Turdidae GENERE Phoenicurus SPECIE P. phoenicurus D

Codirosso
NOME SCIENTIFICO

Phoenicurus phoenicurus

MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensione, lunghezza pari a 14 cm circa, apertura alare 20-24 cm. Il maschio in primavera presenta il dorso color grigio ardesia e le parti inferiori arancioni. La testa nera con la fronte bianca. Le zampe sono nere. Le femmine presentano una colorazione pi tenue, con dorso marrone, petto fulvo e groppone rossiccio. DOVE Frequenta zone suburbane e urbane con presenza di alberi. ALIMENTAZIONE Si nutre di invertebrati, bacche e piccoli frutti. RIPRODUZIONE Intorno a maggio la femmina depone 5-6 uova che cova per 2 settimane. Nelle successive 2 settimane sia il maschio che la femmina nutrono i piccoli. STATUS E CONSERVAZIONE - Nulla da segnalare. Protetto in Italia.

RISCHIO MINIMO

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CODIROSSO SPAZZACAMINO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Turdidae GENERE Phoenicurus SPECIE P. ochruros D

Codirosso spazzacamino
NOME SCIENTIFICO

Phoenicurus ochruros MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensione, lunghezza pari a 15 cm circa, apertura alare 25-27 cm. I maschi hanno una colorazione delle parti superiori grigio scuro ed una banda alare bianca. La parte superiore della coda rossa e le penne remiganti centrali nere. Guance, gola, petto, becco e zampe neri. Le femmine sono simili ai maschi senza le parti nere e la banda alare bianca. DOVE Frequenta zone suburbane e urbane. ALIMENTAZIONE Si nutre di invertebrati, bacche e piccoli frutti. RIPRODUZIONE La femmina depone 4-6 uova che cova per 2 settimane. Dopo 1 mese dalla nascita i piccoli abbandonano il nido. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Protetto in Italia. RISCHIO MINIMO

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COLOMBACCIO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Columbiformes FAMIGLIA Columbidae GENERE Columba SPECIE C. palumbus D

Colombaccio
NOME SCIENTIFICO

Columba palumbus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di medie dimensioni, lunghezza di 40-45 cm e apertura alare di 70-80 cm e un peso di 460-570 g. Il piumaggio simile in entrambi i sessi ed costituito da una livrea grigia, con sfumature rosa nella parte inferiore e presenza di macchie bianche ai lati del collo. DOVE Frequenta zone umide, alberate e lo si ritrova anche in ambito urbano. ALIMENTAZIONE Si nutre di vegetali (frutti, bacche, radici, semi) e di piccoli invertebrati. RIPRODUZIONE La femmina depone 1 o 2 uova tra marzo e novembre che cova per circa 3 settimane. Dopo un mese i pulcini sono in grado di abbandonare il nido. Il colombaccio pu deporre 1 o 2 volte allanno. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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COLOMBO DI CITTA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Columbiformes FAMIGLIA Columbidae GENERE Columba SPECIE C. livia M G N D

Colombo di citt
NOME SCIENTIFICO

Columba livia MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di medie dimensioni, con una lunghezza di 32-34 cm, ed unapertura alare di 60-65 cm. Il piumaggio simile tra maschi e femmine. Presenta due bande nere sulle ali mentre gola, collo e petto presentano riflessi metallici. Il piccione (o colombo di citt), a differenza del colombaccio, presenta una grande variet di colorazioni. DOVE Frequenta zone urbane, suburbane e coltivi. ALIMENTAZIONE Dieta prevalentemente vegetariana (semi, germogli, ecc.). RIPRODUZIONE La femmina depone 2 uova tra marzo e ottobre che vengono covate da entrambi i genitori per circa 3 settimane. Durante i primi giorni dopo la nascita, i pulcini vengono alimentati con un particolare tipo di latte prodotto dal gozzo dei genitori. I piccoli abbandonano il nido dopo 1 mese. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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CORMORANO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Pelecaniformes FAMIGLIA Phalacrocoracidae GENERE Phalacrocorax SPECIE P. carbo D

Cormorano
NOME SCIENTIFICO

Phalacrocorax carbo MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di grandi dimensioni con una lunghezza di 80-100 cm ed unapertura alare di 120150 cm. Il peso si aggira mediamente tra i 2 e 3 kg. Il piumaggio nero con un becco robusto, ad uncino con una sacca gulare giallastra. Il mento ed i lati del muso sono bianca. Le ali non sono impermeabili e ci consente al cormorano una buona capacit di nuoto in immersione. E costretto per ad asciugare spesso le ali al sole nella tipica posa. DOVE Frequenta zone umide, cave, laghi e ambienti sub-urbani. ALIMENTAZIONE Si nutre di pesce sia di acqua dolce che salta e di crostacei. RIPRODUZIONE Si riproduce vicino alle zone costiere dove nidifica. Depone circa 3-4 uova tra marzo e aprile. La cova dura circa 1 mese. Dopo circa 2 mesi i pulcini divengono indipendenti. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

100

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CORNACCHIA GRIGIA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Corvidae GENERE Corvus SPECIE C. corone cornix D

Cornacchia grigia
NOME SCIENTIFICO

Corvus corone cornix MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di medie dimensioni, lunghezza di 45-50 cm e apertura alare di 90-100 cm. Maschi e femmine hanno colorazione uguale con dorso e ventre grigi e le altre parti nere. DOVE Frequenta zone urbane, suburbane e coltivi con presenza di alberi. ALIMENTAZIONE Onnivora, si cibano di frutti, nidiacei, carcasse, uova, semi. RIPRODUZIONE La femmina depone da marzo a maggio 4-6 uova che cova per circa 3 settimane. I piccoli si involano dopo circa 1 mese di vita. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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CORRIERE PICCOLO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Charadriiformes FAMIGLIA Charadriidae GENERE Charadrius SPECIE C. dubius M G N D

Corriere piccolo
NOME SCIENTIFICO

Charadrius dubius MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni. Ha una lunghezza di 15 17 cm ed unapertura alare di 34 37 cm. Il maschio durante il piumaggio nuziale presenta le parti superiori marroni ed un caratteristico disegno bianco e nero sul capo. Gli occhi sono circondati da un anello perioculare giallo e le zampe sono rosa. Il becco nero e una piccola parte alla base della mandibola inferiore arancione. Il piumaggio della femmina simile al maschio ma pi sfumato. In inverno giovani e adulti si somigliano in quanto presentano una livrea bianca e marrone con qualche sfumatura nera sul capo. DOVE Frequenta stagni, cave dargilla, risaie, prati umidi e incolti con scarsa vegetazione. ALIMENTAZIONE Si nutre prevalentemente di piccoli invertebrati (piccoli insetti, crostacei, molluschi) ma anche di semi e piante acquatiche. RIPRODUZIONE La femmina depone in media 4 uova due volte allanno tra aprile e luglio. Le uova vengono incubate da entrambi i genitori per 25 giorni circa. STATUS E CONSERVAZIONE Specie protetta dalla Convenzione di Bonn (All. II), Convenzione di Berna (All. II) e dalla legge nazionale 157/92. RISCHIO MINIMO

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CUCULO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Cuculiformes FAMIGLIA Cuculidae GENERE Cuculus SPECIE C. canorus M G N D

Cuculo
NOME SCIENTIFICO

Cuculus canorus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Ha Lunghezza di 32-36,5 cm e apertura alare 55-70 cm. Il maschio adulto ha le parti superiori, il petto e il capo grigi. L'addome bianco barrato di nero e sfuma con una barratura meno fitta verso ventre e sottocoda. Il becco nerastro, l'occhio e le zampe gialli E' una specie solitaria facile soprattutto da sentire quando emette il suo tipico canto "cu-cu... cu-cu...". Quando invece silenziosa difficile da scorgere soprattutto quando sta posata tra il fogliame degli alberi. In volo pi facile da vedere e ad una prima impressione assomiglia abbastanza come siluette ad un gheppio con la colorazione da sparviere. La specie sfrutta infatti indirettamente il fatto di assomigliare a quest'ultimo rapace per spaventare i passeriformi facendoli allontanare dal nido e approfittandone per deporre l'uovo nel nido da parassitare. DOVE Frequenta zone rurali con presenza di boschi. ALIMENTAZIONE Il cuculo mangia insetti vari, bruchi (come la processionaria), molluschi e ragni. RIPRODUZIONE Non costruisce il nido ma depone un uovo in un nido di un'altra specie, generalmente passeriforme. La femmina depone un solo uovo in ogni nido da aprile in poi per un totale di circa 15-20. Le uova somigliano molto a quelle della specie "ospite". Alla schiusa (che di norma avviene dopo circa 12 giorni), il piccolo del cuculo, con l'aiuto del dorso, si sbarazza delle altre uova presenti nel nido e non ancora schiuse, presentandosi quindi nel nido come l'unico ospite. I genitori adottivi vengono ingannati da questo comportamento e nutrono il cuculo come se fosse un proprio nidiaceo per 2-3 settimane. Recentemente si scoperto che i cuculi, dato che non devono occuparsi dei piccoli, migrano nei quartieri di svernamento subito dopo aver deposto le uova. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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FAGIANO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Galliformes FAMIGLIA Phasianidae GENERE Phasianus SPECIE P. colchicus D

Fagiano
NOME SCIENTIFICO

Phasianus colchicus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di dimensioni medio-grandi. Lunghezza 55-90 cm, apertura alare 70-90 cm. Il maschio presenta capo e collo verde, collare bianco e le parti superiori color bruno-rossiccio. La coda lunga e appiattita. Presenta inoltre barbigli e mascherina rossa detta caruncola e degli speroni nella parte posteriore delle zampe. La femmina ha la coda pi corta ed una colorazione pi omogenea brunastra. DOVE Frequenta incolti e coltivi con pochi alberi. ALIMENTAZIONE Si nutre di vari vegetali ma anche di invertebrati, anfibi, rettili. RIPRODUZIONE La femmina in primavera depone da 6 a 12 uova che cova per 1 mese circa. I piccoli dopo poche ore possono abbandonare il nido e dopo circa 2 settimane possono fare i primi voli. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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FOLAGA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Gruiformes FAMIGLIA Rallidae GENERE Fulica SPECIE F. atra M G N D

Folaga
NOME SCIENTIFICO

Fulica atra MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello acquatico di medie dimensioni. Raggiunge una lunghezza di 36-45 cm ed unapertura alare di 68-80 cm. Il piumaggio del corpo nero, il becco bianco con una placca frontale del medesimo colore. Le zampe sono verdastre e lobate. DOVE Frequenta zone umide, stagni, cave, corsi dacqua. ALIMENTAZIONE Generalmente onnivora. Si nutre di sostanze vegetali, piccoli pesci, anfibi, larve, molluschi, insetti. RIPRODUZIONE Depone circa 5-10 uova da marzo a maggio che vengono covate per 3 settimane circa. Entrambi i genitori si occupano delle cure parentali. Dopo pochi giorni i pulcini possono lasciare il nido e sono in grado di volare a circa 2 mesi di vita. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare

RISCHIO MINMO

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FRINGUELLO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Fringillidae GENERE Fringilla SPECIE F. coelebs M G N D

Fringuello
NOME SCIENTIFICO

Fringilla coelebs MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensione della lunghezza di 15-18 cm, apertura alare di 25-30 cm ed un peso di 19-23 g. Il maschio in abito nuziale presenta le parti superiori marroni-verdastre, ali scure con strisce bianche, parte superiore del capo e collo grigi, guancia, petto e addome rossi. Becco bluastro e zampe marroni. La femmina ha la colorazione del dorso simile al maschio, marrone, e il resto del piumaggio pi omogeneo. DOVE Frequenta zone suburbane e coltivi alberati. ALIMENTAZIONE Granivoro (semi) ma si ciba anche di piccoli invertebrati. RIPRODUZIONE La femmina depone in primavera 4-5 uova che cova per 2 settimane circa. I piccoli lasciano il nido dopo circa 20 giorni di vita. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Protetto in Italia.

RISCHIO MINIMO

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112

FRULLINO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Charadriiformes FAMIGLIA Scolopacidae GENERE Lymnocryptes SPECIE L. minimus

Frullino
NOME SCIENTIFICO

Lymnocryptes minimus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE Lunghezza circa 20 cm, peso ca. 50-90 gr. Dimensioni inferiori a quelle del beccaccino, becco pi breve e carnicino con apice scuro, diverso disegno del vertice, coda non a ventaglio. Sessi simili. Piumaggio brunastro con riflessi verdastri nelle parti superiori, striato nelle inferiori e con ventre biancastro. Non emette nessun verso quando si alza in volo e si mostra riluttante ad alzarsi DOVE L'habitat naturale del frullino rappresentato da acquitrini, praterie allagate, risaie, laghi, stagni e fiumi. ALIMENTAZIONE Si nutre principalmente di insetti e delle loro larve. Abitudini terragnole, si allontana dalla fitta vegetazione soltanto al crepuscolo per cercare cibo. RIPRODUZIONE Conduce vita solitaria ed monogamo. La femmina depone 3-4 uova che vengono incubate per 17-24 gg. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare

RISCHIO MINIMO

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GABBIANO COMUNE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Charadriiformes FAMIGLIA Laridae GENERE Chroicocephalus SPECIE L. ridibundus M G N D

Gabbiano comune
NOME SCIENTIFICO

Larus ridibundus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di medie dimensioni con una lunghezza di 35-40 cm ed unapertura alare di 85-100 cm. Il piumaggio bianco, grigio e nero. Il becco e le zampe sono rosse. Durante la stagione riproduttiva il capo colorato di marrone scuro. DOVE Frequenta zone umide e coltivi come risaie e zone suburbane. ALIMENTAZIONE Generalmente onnivoro. Si nutrie di piccoli invertebrati. RIPRODUZIONE Le femmina depone circa 3 uova in primavera che sono covate per 3 settimane. I pulcini diventano indipendenti dopo circa 5-6 settimane. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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GALLINELLA DACQUA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Gruiformes FAMIGLIA Rallidae GENERE Gallinula SPECIE G. chloropus D

Gallinella dacqua
NOME SCIENTIFICO

Gallinula chloropus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello lungo 31-35 cm con una apertura alare di 50-60 cm. La colorazione della livrea marrone, grigio, nera e molto simile tra i due sessi. Risalta allocchio il bianco della coda e la striscia spezzata bianca sui fianchi. Il becco giallo con una placca rossa. Le zampe sono giallo-verdi con la base alta rossa. I piedi presentano lunghe dita che permettono alla gallinella dacqua di camminare nei luoghi che frequenta. I giovani hanno una colorazione pi chiara rispetto agli adulti, e il becco color marrone. DOVE Frequenta zone umide, stagni, rogge, fontanili ed in grado di camminare anche sulla vegetazione acquatica. ALIMENTAZIONE Si ciba di sostanze vegetali ma anche di insetti, molluschi, girini. RIPRODUZIONE La stagione riproduttiva inizia a fine febbraio, sia il maschio che la femmina collaborano insieme alla cova e allaccudimento dei pulcini. Vengono deposte 5-10 uova da 2 a 3 volte allanno. La cova dura circa 3 settimane e i pulcini divengono indipendenti dopo 2-3 settimane. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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117

GARZETTA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Ciconiiformes FAMIGLIA Ardeidae GENERE Egretta SPECIE E. garzetta M G N D

Garzetta
NOME SCIENTIFICO

Egretta garzetta MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di medie dimensioni con una lunghezza di 55-65 cm, un peso che varia da 300 a 600 g circa ed unapertura alare di circa 90-100 cm. Maschio e femmina presentano colorazione identica con piumaggio del tutto bianco, becco e zampe neri mentre i piedi sono gialli. Nel periodo riproduttivo il maschio presenta due penne bianche molto lunghe. DOVE Frequenta le zone umide, laghi stagli, rive di fiumi ed facile trovarlo in ambiente agricolo soprattutto nelle risaie. ALIMENTAZIONE Si nutre di piccoli invertebrati (crostacei, molluschi, insetti) e piccoli vertebrati (pesci, anfibi, rettili). RIPRODUZIONE Nidifica in colonie, in ambienti umidi. Il nido viene costruito su pioppi, salici ed alberi ad alto fusto ma anche tra gli arguti. Ad aprile vengono deposte 3-5 uova covate per circa 3 settimane. Dopo circa 1 mese dalla schiusa, i piccoli sono in grado di volare fuori dal nido. STATUS E CONSERVAZIONE La Garzetta protetta a livello internazionale dalla Direttiva 79/409/CEE (All I ) e dalla Convenzione di Berna (All. II ); a livello nazionale dalla Legge 11 febbraio 1992, n. 157.

RISCHIO MINIMO

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119

GAZZA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Corvidae GENERE Pica SPECIE P. pica M G N D

Gazza
NOME SCIENTIFICO

Pica pica MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di medie dimensioni, lunghezza 40-45 cm, apertura alare 48-55 cm e un peso di 200-250 g. Maschio e femmina sono uguali con piumaggio nero, fianchi bianchi, ali e coda scuri con riflessi blu e verdi metallici. La coda molto allungata. DOVE Frequenta zone urbane, suburbane, zone umide e coltivi. ALIMENTAZIONE Onnivora, si nutrono di invertebrati, uova, frutti, nidiacei e carcasse. RIPRODUZIONE Tra marzo e giugno la femmina depone 4-8 uova covate per circa 20 giorni. I piccoli vengono allevati per circa 3 settimane e poi divengono autonomi. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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121

GERMANO REALE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Anseriformes FAMIGLIA Anatidae GENERE Anas SPECIE A. platyrhynchos D

Germano reale
NOME SCIENTIFICO

Anas platyrhynchos MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Il Germano reale lanatra pi diffusa e comune delle nostre zone. Raggiunge una lunghezza di 50 60 cm circa ed unapertura alare di 81 98 cm circa. La femmina presenta una colorazione marrone adatta a mimetizzarsi tra la vegetazione durante la cova. Il maschio spicca per la sua livrea color verde e le piume della coda sono ripiegate a ricciolo. DOVE Zone umide (fontanili, cave rogge), agricole, urbane, suburbane, parchi e giardini. ALIMENTAZIONE Generalmente onnivora. Si nutre di vegetali che setaccia sui fondali delle zone umide come cave, fontanili, rogge, laghi. RIPRODUZIONE Nidifica tra la bassa vegetazione, molto vicino allacqua. Le coppie si formano nel tardo autunno e si riproducono nella primavera successiva. La femmina depone da 9 a 15 uova circa e la cova dura in media 26 28 giorni. I pulcini sono in grado di volare a circa 2 mesi dalla nascita e mediamente la maturit sessuale viene raggiunta ad 1 anno di vita. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare

RISCHIO MINIMO

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GHEPPIO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Accipitriformi FAMIGLIA falconidae GENERE Falco SPECIE Falco tinnunculus M G N D

Gheppio
NOME SCIENTIFICO

Falco tinnunculus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Il gheppio un uccello di medie dimensioni appartenente all'ordine dei Falconiformi. Raggiunge una lunghezza di 31-37 cm e un apertura alare 70-80 cm. I gheppi mostrano un acceso dimorfismo sessuale: i maschi hanno la testa di colore grigio chiaro, le femmine invece sono uniformemente di colore rosso mattone. Il gheppio caratterizzato da un volo particolare, il cosiddetto il "Spirito Santo", durante il quale si mantiene totalmente fermo in aria, con piccoli battiti delle ali e tenendo la coda aperta a ventaglio, sfruttando il vento per mantenersi stabile e osservare il suolo in cerca di prede DOVE Zone boschive, campagna citt e tetti di edifici. ALIMENTAZIONE I gheppi si cibano di topi e altri roditori, di piccoli uccelli, insetti (coleotteri, falene, cavallette) e lombrichi. RIPRODUZIONE Il corteggiamento, avviene a fine marzo o ai primi d'aprile. I gheppi depongono le uova in nidi abbandonati di da corvidi, in particolare cornacchia grigia e gazza mentre in ambiente urbano possono utilizzare anfratti e cavit di edifici e manufatti. Depongono dalle 4-6 uova di colore bianco macchiato di rosso-bruno I giovani sono in grado di volare dopo circa quattro settimane STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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125

GUFO COMUNE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Strigiformes FAMIGLIA Strigidae GENERE Asio SPECIE A. Otosu M G N D

Gufo Comune
NOME SCIENTIFICO

Asio otus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Il Gufo Comune una specie localmente sedentaria. Presenta corpo slanciato, con piumaggio superiormente fulvo, marrone e grigiastro, striato di scuro, inferiormente bruno-giallastro con striature brune; Ha una taglia di 33-40,5 cm e un apertura alare di circa 88-100 cm. La testa relativamente grande, con due ciuffi di piume che non hanno nulla a che vedere col vero e proprio apparato uditivo, peraltro finissimo. Gli occhi sono grandi, posti anteriormente, con iride gialloarancio. Il gufo non pu muovere gli occhi, in compenso per riesce a ruotare la testa di ben 360. DOVE Aree boscose ed alberate. ALIMENTAZIONE Prevalentemente carnivora, caccia una grande variet di piccoli animali, topi, toporagni, talpe ,scoiattoli, pipistrelli, ratti, uccelli e insetti RIPRODUZIONE Nidifica tra marzo e maggio,. La femmina depone 3-10 uova, Se non trova nidi di questo genere depone le uova sul suolo, sotto un albero o un arbusto. Cova le uova per 26-28 giorni, I piccoli lasciano il nido dopo 3-4 settimane. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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LODOLAIO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Ave ORDINE Falconiformes FAMIGLIA Falconidae GENERE Falco SPECIE F. subbuteo M G N D

Lodolaio
NOME SCIENTIFICO

Falco subbuteo MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Lungo circa trenta centimetri, ha la coda di quindici, le singole ali di ventitr e l'apertura alare che supera i settanta. La femmina alquanto pi grande. Quanto al colorito, le parti superiori sono nere azzurrognole, con la testa grigiastra, la nuca segnata da macchie bianche e le ali orlate di giallo ruggine; le parti inferiori sono striate di nero sul fondo bianco o gialliccio; nella coda le timoniere sono azzurre superiormente e volgono al grigio nella parte inferiore, sempre marcate da macchie trasversali rosso-ruggine. Compie regolari migrazioni che lo portano a trascorrere l'inverno in Africa sub-sahariana. Il suo volo basso e veloce richiama quello del rondone, poich, come questo, tiene le ali disposte a falce, le muove di frequente e compie con grande sveltezza le pi difficili evoluzioni. Si posa di solito sugli alberi e molto di rado sul terreno. DOVE Boschi e aree aperte. ALIMENTAZIONE Predano soprattutto uccelli di piccole dimensioni; in particolare, la dieta comprende rondini, rondoni e passeri. Oltre che di questi e di altri uccelli, al di fuori del periodo di nidificazione, il lodolaio eurasiatico si nutre di insetti volanti, specialmente locuste, libellule e formiche alate. RIPRODUZIONE Maschi e femmine giungono assieme nei luoghi di nidificazione e si dividono le cure parentali, sebbene sia la femmina a svolgere la parte preponderante della cova delle uova, alimentata in parte dal maschio. Per nidificare utilizza nidi abbandonati da altri uccelli posti sugli alberi elevati. Frequentemente si serve dei nidi delle cornacchie, dopo che i proprietari hanno terminato la nidificazione; nidificazione che nel lodolaio avviene con un certo ritardo rispetto alla maggior parte delle altre specie di uccelli europei. Infatti, la deposizione inizia di solito intorno alla met di giugno e l'involo dei giovani si verifica verso la met di agosto. La covata costituita di 3-5 uova di forma allungata, STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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128

LUCHERINO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Fringillidae GENERE Carduelis SPECIE C.Spinus M G N D

Lucherino
NOME SCIENTIFICO

Carduelis Spinus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Il Lucherino eurasiatico un colorato fringillide che si trova nelle regioni europee ed asiatiche. Generalmente lungo circa 10-12 cm e pesa 14 grammi. Il maschio presenta la fronte, la calotta ed il pizzetto di colore nero, assenti nella femmina. Altro segno distintivo il colore giallo maggiormente diffuso nella livrea degli individui di sesso maschile. DOVE Boschi di conifere (larici e abeti rossi), ontano betulla, composite, zone suburbane, parchi e giardini. ALIMENTAZIONE Granivora. Si nutre di semi con particolare preferenza per i semi oleosi, mentre i piccoli sono alimentati da entrambi i genitori a base di cibi vegetali e piccoli insetti RIPRODUZIONE La riproduzione inizia in Aprile ed il lucherino generalmente nidifica in boschi di conifera. La cova fatta dalla sola femmina che generalmente depone da un minimo di tre ad un massimo di cinque uova,.I piccoli vengono alimentati da entrambe i genitori e raggiungono lo svezzamento intorno al venticinquesimo giorno di vita. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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LUI PICCOLO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Sylviidae GENERE Phylloscopus SPECIE P. collybita D

Lu verde
NOME SCIENTIFICO

Phylloscopus collybita MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di dimensioni piccole. Lunghezza di 12 cm, apertura alare di 16-18 cm ed un peso di 10 g. Maschi e femmine sono simili con un piumaggio marrone - verde sulle parti dorsali e bianco sul ventre. Il sopracciglio piuttosto evidente ma pi tenue rispetto al Lu verde. I giovani sono simili agli adulti. DOVE Frequenta cave e zone umide, piccoli boschi e canneti, parchi, giardini e aree suburbane. ALIMENTAZIONE Si nutre di insetti, crisalidi, ragni e larve. RIPRODUZIONE Da aprile a giugno, 2 covate in un anno. Nidifica al suolo. La femmina depone 5-6 uova che cova per circa 2 settimane. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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LUI VERDE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Sylviidae GENERE Phylloscopus SPECIE P. sibilatrix D

Lu verde
NOME SCIENTIFICO

Phylloscopus sibilatrix MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di dimensioni piccole. Lunghezza di 12 cm, ed un peso di 10 g. Maschi e femmine sono simili con un piumaggio verde oliva su ali, gola e dorso. Presenta alcune penne nere, il petto chiaro e il sottogola giallo. Ha una striscia gialla che parte dal becco e attraversa locchio terminando poco oltre questultimo. DOVE Frequenta boschi e foreste ma anche aree suburbane e zone alberate con latifoglie ad alto fusto. ALIMENTAZIONE Si nutre di insetti ma pu integrare la sua dieta con sostanze vegetali. RIPRODUZIONE 1-2 covate in un anno. Nidifica al suolo. La femmina depone 5-7 uova che cova per circa 2 settimane. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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134

MARTIN PESCATORE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Coraciiformes FAMIGLIA Alcedinidae GENERE Alcedo SPECIE A. atthis M G N D

Martin pescatore
NOME SCIENTIFICO

Alcedo atthis MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni della lunghezza di 16-20 cm e apertura alare di 25-30 cm. Il peso di 40-44 g. Maschio e femmina sono simili e il piumaggio molto colorato. Il maschio presenta un becco scuro, la femmina presenta la parte inferiore del becco arancione. La livrea azzurra e il ventre arancione. DOVE Frequenta zone umide, cave, fontanili, lagune. ALIMENTAZIONE Prevalentemente pesce ma anche piccoli invertebrati acquatici. RIPRODUZIONE La femmina depone 5-8 uova tra marzo e agosto che cova per circa 3 settimane. Entrambi i genitori partecipano alla cova. I piccoli si involano dopo circa 1 mese. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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136

MERLO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Turdidae GENERE Turdus SPECIE T. merula M G N D

Merlo
NOME SCIENTIFICO

Turdus merula MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di dimensioni medio-piccole, lunghezza di 25-30 cm, apertura alare di 35-40 cm. Il maschio presenta un piumaggio nero con becco e anello oculare giallo. La femmina presenta un piumaggio marrone. DOVE Frequenta aree urbane, suburbane e coltivi. ALIMENTAZIONE Onnivoro, Si ciba di frutti, bacche, piccoli invertebrati. RIPRODUZIONE La femmina depone da 4 a 6 uova 3 volte allanno tra marzo e maggio che cova per circa 2 settimane. I piccoli possono uscire dal nido dopo circa 2 settimane e anche se non sono ancora in grado di volare, la mamma costruisce loro un nido tra i cespugli come riparo. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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NIBBIO BRUNO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Accipitriformi FAMIGLIA Accipitridae GENERE Milvus SPECIE M. migrans M G N D

nibbio bruno
NOME SCIENTIFICO

Milvus migrans

MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Il nibbio bruno grande 55 - 65 cm e ha una larghezza alare di 140 - 150 cm. Il suo peso corporeo ammonta a circa 600 - 1.000 grammi. Il nibbio bruno pu arrivare all'et di 20 anni. Ha una coda biforcuta che viene usata come timone. Il piumaggio molto scuro e le punte delle ali sono di colore nero. Dimorfismo sessuale non evidente: le femmine sono normalmente pi grosse del maschio. DOVE Zone boschive, campagna citt. ALIMENTAZIONE Si nutre di pesci morti, piccoli uccelli, piccoli mammiferi, anfibi, rettili, insetti, carogne e rifiuti. RIPRODUZIONE Il tempo di covata da aprile a giugno. Il nido viene costruito su vecchi alberi in un ambiente alto con rami secchi. Ha un diametro di 50 - 100 cm. Il mucchio per la covata viene ovattato con erba, fogliame, pelliccia e pelo. La femmina depone dalle due alle tre uova. Le uova vengono tenute in caldo soprattutto dalle femmine per 30 - 35 giorni. I giovani uccelli volano dopo 40 - 45 giorni STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

139

NITTICORA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Ciconiiformes FAMIGLIA Ardeidae GENERE Nycticorax SPECIE N. nycticorax D

Nitticora
NOME SCIENTIFICO

Nycticorax nycticorax MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di medie dimensioni. La sua lunghezza di 50-65 cm, pesa 700-1000 g ed ha unapertura alare di 90-110 cm. Il piumaggio grigio con le ali pi chiare rispetto al dorso. Gli occhi sono rossi, il becco nero, le zampe, corte, sono gialle. Gli individui adulti presentano delle piume bianche lunghe sul capo. Il suo nome significa corvo della notte perch un uccello prevalentemente notturno e il suo verso ricorda quello di un corvo. DOVE Frequenta zone umide, corsi dacqua, cave. ALIMENTAZIONE Si nutre di pesci, anfibi, rettili, invertebrati e piccoli mammiferi. RIPRODUZIONE Da maggio a luglio la femmina depone 3-5 uova che vengono covate per circa 1 mese. I piccoli vengono accuditi da entrambi i genitori per circa 2 settimane. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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OCA CIGNOIDE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Anseriformes FAMIGLIA Anatidae GENERE Cygnopsis SPECIE C. cygnoides D

Oca cignoide
NOME SCIENTIFICO

Cygnopsis cygnoides MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Specie selvatica, spesso allevata a scopo prevalentemente ornamentale. Deve il nome al suo portamento regale e fiero che la fa assomigliare ad un cigno. Il maschio pesa mediamente 5-6 kg, la femmina 4-5 kg. Assenza di dimorfismo sessuale. Il piumaggio grigio-selvatico con delle barrature di bianco, spesso, compatto, con il ventre bianco macchiato di nero. Il collo di color nocciola, sfumando al crema risalendo verso il becco, lungo e piatto interamente nero cinto alla sua base da un anello di piume bianche. Si differenzia dall'oca domestica per la sua forma slanciata ed elegante ma soprattutto per la presenza di una grossa protuberanza di colore quasi nero nella parte superiore del becco. DOVE Zone umide (fontanili, cave rogge) ALIMENTAZIONE In cattivit varia a seconda della stagione: nei periodi di abbondante verdura questa svolge una parte importante della dieta. In carenza di erbe verdi, l'alimentazione prevalentemente costituita da mangimi e cereali sfarinati. RIPRODUZIONE In cattivit (allevamento). STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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PASSERA DITALIA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Passeridae GENERE Passer SPECIE P. domesticus italiae

Passera dItalia
NOME SCIENTIFICO

Passer italiae MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni, lunghezza di circa 15 cm, apertura alare circa 25 cm. Il piumaggio presenta varie tonalit di marrone, grigio e bianco. Il maschio presenta una vistosa macchia nera sul petto, sotto il becco, e la colorazione del dorso e delle ali marrone vivace con sfumature di nero. La femmina invece presenta un piumaggio marrone pi chiaro e uniforme. DOVE Frequenta aree suburbane, urbane e di campagna. ALIMENTAZIONE Onnivoro, si ciba di semi, frutta, insetti. RIPRODUZIONE La femmina depone 3-6 uova tra aprile e settembre che cova per circa 2 settimane. Pu effettuare 3-4 covate in un anno. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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PASSERA MATTUGIA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Passeridae GENERE Passer SPECIE P. montanus M G N D

Passera mattugia
NOME SCIENTIFICO

Passer montanus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni, lunghezza 13-15 cm, apertura alare 22-24 cm. Maschi e femmine simili con piumaggio marrone, bruno, rossiccio, guance bianche e macchia nera su di esse. Mascherina e gola nere. Parti ventrali bianco grigiastre. DOVE Frequenta aree suburbane e coltivi. ALIMENTAZIONE Onnivoro, si ciba di semi, frutti, insetti. RIPRODUZIONE La femmina depone 3-7 uova tra aprile e settembre che cova alternandosi con il maschio per circa 2 settimane. I piccoli lasciano il nido dopo 2 settimane ma vengono ancora nutriti dai genitori per altri 10 giorni. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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PASSERA SCOPAIOLA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Prunellidae GENERE Prunella SPECIE P. modularis D

Passera scopaiola
NOME SCIENTIFICO

Prunella modularis MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni e di lunghezza 13-14 cm. Maschi e femmine simili con piumaggio marrone striato sul dorso, grigio sul capo, collo e petto. Il becco scuro e sottile. DOVE Frequenta aree suburbane e coltivi, siepi e cespugli. Presente in pianura durante linverno. Destate frequenta le zone montane. ALIMENTAZIONE Onnivoro, si ciba di semi e insetti. RIPRODUZIONE La femmina effettua generalmente due covate da aprile e maggio che cova 2 settimane. I piccoli lasciano il nido dopo 12-14 giorni ed entrambi i genitori provvedono alla nutrizione dei pulcini. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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149

PAVONCELLA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Ave ORDINE Charadriiformes FAMIGLIA Charadriidae GENERE Vanellus SPECIE V. vanellus M G N D

Pavoncella
NOME SCIENTIFICO

Vanellus Vanellus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE La pavoncella ha dimensioni medie (lunghezza 30-32 cm, peso 200/220g). Presenta becco nero, corto e diritto, ali molto larghe arrotondate di colore nero-verde come il resto del corpo e sono attraversate da una linea bianca che da met ala converge fino alle parti inferiori. Presenta un caratteristico e distintivo ciuffo nucale molto evidente di color nero; Nel maschio molto pi lungo rispetto alla femmina e negli immaturi pi corto. Il dimorfismo sessuali non si distingue solamente dal ciuffo ma anche dalla larghezza delle ali che nel maschio sono pi grandi; molto probabilmente questo dovuto ai voli acrobatici che questo compie durante la riproduzione. La femmina, inoltre possiede vertice meno scuro, zone chiare del capo pi estese e gola macchiata di bianco. In Italia di passo da met ottobre a novembre e da marzo a met aprile (ripasso), non nidifica sulla nostra penisola se non qualche caso eccezionale in pianura padana. E' una specie terragnola e gregaria; durante le soste in pastura molte sentinelle vigilano ai bordi per assicurare lo stormo e avvisarlo in caso di pericolo. Ha volo ondulato con lenti battiti d'ala.. DOVE Vive lungo le rive dei fiumi o estuari, acquitrini, paludi, brughiere e campagne coltivate ALIMENTAZIONE Si nutre prevalentemente di insetti e le loro larve, in minor quantit di sostanze vegetali RIPRODUZIONE Specie monogama, depone 3/5 uova una volta l'anno che vengono incubate da entrambi i sessi per 25-30 giorni. I piccoli, precoci, vengono accuditi principalmente dalla femmina, mentre il maschio sorveglia la zona. I piccoli raggiungono l'indipendenza in circa 30 giorni. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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PETTIROSSO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Muscicapidae GENERE Erithacus SPECIE E. rubecola D

Pettirosso
NOME SCIENTIFICO

Erithacus rubecula MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensione della lunghezza di 13-15 cm ed unapertura alare di 22-25 cm. Il peso varia da 11 a 22 g. Maschio e femmina sono simili con livrea marrone e faccia e petto color rosso arancione. DOVE Frequenta zone suburbane e di campagna. ALIMENTAZIONE Si nutre di invertebrati, bacche e piccoli frutti. RIPRODUZIONE Nidifica tra aprile e agosto, 1 o 2 volte lanno. La femmina depone 5 o 6 uova che cova per 2 settimane circa. I pulcini prendono il volo dopo circa 2 settimane di vita. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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PICCHIO ROSSO MAGGIORE


NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Piciformes FAMIGLIA Picidae GENERE Dendrocopos SPECIE D. major D

Picchio rosso maggiore


NOME SCIENTIFICO

Dendrocopos major MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di dimensioni medio-piccole. Lunghezza di 20-25 cm, apertura alare di 43 cm circa. Maschi e femmine sono simili con piumaggio bianco e nero e sottocoda rosso. Il maschio presenta una macchia rossa sulla nuca e i giovani hanno tutta la sommit dl capo rossa. DOVE Frequenta campagne con presenza di alberi e boschetti ma anche zone suburbane, parchi e giardini. ALIMENTAZIONE Insettivoro, si nutre di insetti xilofagi (che vivono allinterno delle piante) ma anche di semi, frutti e bacche. RIPRODUZIONE La femmina depone in primavera 4-5 uova che vengono covate per 2 settimane circa. I piccoli lasciano il nido dopo 20 giorni. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Protetto in Italia.

RISCHIO MINIMO

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PICCHIO VERDE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Piciformes FAMIGLIA Picidae GENERE Picus SPECIE P. viridis M G N D

Picchio verde
NOME SCIENTIFICO

Picus viridis MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di dimensioni medio-piccole. Lunghezza di 30-35 cm, apertura alare di 48-53 cm circa. Maschi e femmine sono simili con piumaggio verde sul dorso, con sfumature di grigio. Il vertice del capo rosso mentre i lati sono neri. DOVE Frequenta zone umide, campagne con presenza di alberi e boschetti ma anche zone suburbani, parchi e giardini. ALIMENTAZIONE Insettivoro, si nutre di insetti xilofagi (che vivono allinterno delle piante). RIPRODUZIONE La femmina depone tra marzo e giugno 5-7 uova che vengono covate per 2 settimane circa soprattutto dal maschio. I piccoli lasciano il nido dopo 25 giorni. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Protetto in Italia.

RISCHIO MINIMO

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PIGLIAMOSCHE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Muscicapidae GENERE Muscicapa SPECIE M. striata M G N D

Pigliamosche
NOME SCIENTIFICO

Muscicapa striata MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensione, della lunghezza di 14-16 cm, apertura alare di 23-27 cm e un peso di 16 g. Maschi e femmine presentano colorazioni simili con un piumaggio marrone e pi chiaro nelle parti inferiori. Becco e zampe sono nerastri. DOVE Frequenta zone suburbane e coltivi alberati. ALIMENTAZIONE Si nutre di insetti soprattutto mosche, moscerini, farfalle e libellule. Non disdegna per in caso di periodi difficili le bacche. RIPRODUZIONE La femmina depone tra maggio e luglio 4-5 uova che cova per 2 settimane. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Protetto in Italia.

RISCHIO MINIMO

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PIRO PIRO BOSCHERECCIO


NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Charadriiformes FAMIGLIA Scolopacidae GENERE Tringa SPECIE T. glareola D

Piro piro boschereccio


NOME SCIENTIFICO

Tringa glareola MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello limicolo di piccole dimensione di lunghezza pari a circa 19-23 cm ed unapertura alare di 38-40 cm. Pu raggiungere un peso di 50-90 grammi. Il piumaggio di maschi e femmine piuttosto simile e si presenta marrone scuro nelle parti superiori e sfumato sul bianco nelle parti inferiori. Il becco marrone verdastro, le sopracciglia sono tenue e le zampe sono verdastre. Non vi separazione della fascia bianca tra petto e ali. DOVE Frequenta zone umide, cave, canneti e ambienti coltivi come risaie. ALIMENTAZIONE Si nutrie di invertebrati (insetti, molluschi, anellidi, crostacei) e vegetali. RIPRODUZIONE Si riproduce tra maggio e giugno e la femmina effettua una sola covata. Vengono deposte 3-4 uova incubate sia dal maschio che dalla femmina per circa 3 settimane. I pulcini vengono accuditi da entrambi i genitori e sono pronti per il volo a 25 giorni di vita circa. STATUS E CONSERVAZIONE In Europa ritenuto in declino a causa di opere di bonifica delle zone umide e allo sfruttamento della foresta per legname nonch alle mutate condizioni delle zone umide africane. E specie protetta dalla Direttiva Uccelli, dalla Convenzione di Bonn, dalla Convenzione di Berna e dalla legge nazionale 157/92.

MINACCIATO

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PIRO PIRO PICCOLO


NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Charadriiformes FAMIGLIA Scolopacidae GENERE Actitis SPECIE A. hypoleucos M G N D

Piro piro piccolo


NOME SCIENTIFICO

Actitis hypoleucos MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello limicolo di piccole dimensione di lunghezza pari a circa 19-22 cm ed unapertura alare di 35-40 cm. Il piumaggio marrone scuro nelle parti superiori e bianco nelle parti inferiori. Il becco marrone e le zampe sono verdastre. Si pu notare la separazione della barra bianca tra petto ed ali. DOVE Frequenta zone umide, cave, canneti e ambienti coltivi come risaie. ALIMENTAZIONE Si nutrie di invertebrati (insetti, molluschi, anellidi, crostacei). RIPRODUZIONE Nidifica una volta allanno in primavera. La femmina depone circa 4 uova che cova per 3 settimane. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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163

POIANA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Accipitriformes FAMIGLIA Accipitridae GENERE Buteo SPECIE B.buteo M G N D

Poiana
NOME SCIENTIFICO

Buteo Buteo MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di dimensioni medio-grandi appartenente all'ordine dei Falconiformi Ha una lunghezza tipica tra i 51 e i 57 cm con una apertura alare dai 110 ai 130 cm. La femmina ha dimensioni maggiori. Il piumaggio invece indistinguibile nei due sessi e caratterizzato da notevole variabilit, con individui quasi completamente bruno scuro. Possiede zampe con unghie ricurve e appuntite. la coda, piuttosto corta e arrotondata, fittamente barrata e presenta una fascia scura terminale. Tipico delle poiane il volo lento e con ampi e lunghi volteggi planari. DOVE Zone urbane, suburbane. ALIMENTAZIONE Si ciba prevalentemente di piccoli mammiferi, talvolta di uccelli, anfibi, rettili, insetti e carogne. RIPRODUZIONE Sembra formare coppie unite per la vita. Il nido viene ricostruito ogni anno, raramente viene rioccupato quello dellanno precedente. Viene costruito principalmente sugli alberi, sulle pareti rocciose e sul terreno scosceso. La femmina depone solitamente 2 o 3 (pi raramente 1 o 4 ) uova nel nido tra marzo e maggio. La cova dura solitamente 34 giorni. I piccoli restano nel nido per i successivi 40-50 giorni e vengono alimentati da entrambi i genitori STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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REGOLO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Regulidae GENERE Regulus SPECIE R. regulus M G N D

Regolo
NOME SCIENTIFICO

Regulus regulus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensione, lungo 8 10 cm e con unapertura alare di 15 16 cm. Maschio e femmina presentano una livrea molto simile. La colorazione verdastra nelle parte superiori e pi chiara in quelle inferiori. Il vertice giallo nella femmina e giallo arancione nel maschio. Il becco nero e le zampe marroni. DOVE Zone urbane, suburbane, parchi, giardini, litorali e boschi di conifere. ALIMENTAZIONE Si nutre di piccoli insetti e ragni. RIPRODUZIONE La femmina depone 8 10 uova tra aprile e maggio che cova per circa 2 settimane. I nidiacei iniziano a volare dopo circa 20 giorni. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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RONDINE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Hirundinidae GENERE Hirundo SPECIE H. rustica M G N D

Rondine
NOME SCIENTIFICO

Hirundo rustica MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensione, con una lunghezza di 18-20 cm ed unapertura alare di 33-35 cm. Maschi e femmine presentano colorazioni simili con piumaggio nero di riflessi blu, fronte e gola rossi e il ventre bianco. La coda biforcuta. DOVE Frequenta zone suburbane, coltivi, zone umide. ALIMENTAZIONE Si nutre di insetti (mosche, zanzare, libellule e altri invertebrati). RIPRODUZIONE La femmina nidifica 2 volte allanno, tra maggio e agosto, depone 4-5 uova che cova per circa 2 settimane. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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RONDONE COMUNE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Apodiformes FAMIGLIA Apodidae GENERE Apus SPECIE A. apus M G N D

Rondone comune
NOME SCIENTIFICO

Apus apus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni, di lunghezza 15-20 cm, apertura alare pari a 35-45 cm ed un peso di 40-50 g. Maschio e femmina presentano colorazione simile con livrea marrone scuro e la gola biancastra. Zampe e becco corti. Ali falciformi. I rondoni dormono in volo. DOVE Frequenta zone urbane e suburbane ma anche altri siti per la ricerca di cibo. ALIMENTAZIONE Si nutre di insetti, una coppia con nidiacei ne pu consumare circa 20.000 in un giorno. RIPRODUZIONE La femmina depone 2-3 uova a fine primavera (maggio, giugno) che cova per circa 3 settimane. I piccoli possono abbandonare il nido dopo circa 40 giorni. Le coppie sono stabili fino alla morte di uno dei partner. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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SCRICCIOLO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Troglodytidae GENERE Troglodytes SPECIE T. troglodytes

Scricciolo
NOME SCIENTIFICO

Troglodytes troglodytes MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE Uccelli di piccolissime dimensioni, lunghezza di circa 10 cm, apertura alare di 14-17 cm. Maschi e femmine presentano colorazione marrone con macchie scure mentre laddome chiaro. Tiene spesso la coda rivolta verso lalto. DOVE Frequenta zone suburbane e coltivi con alberi. ALIMENTAZIONE Insettivoro ma integra la sua dieta con bacche nel periodo invernale. RIPRODUZIONE A fine aprile la femmina depone 5-10 uova che cova per 2 settimane. I piccoli restano a lungo nel nido, anche dopo aver raggiunto lautosufficienza. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Protetto in Italia. RISCHIO MINIMO

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SGARZA CIUFFETTO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Ciconiiformes FAMIGLIA Ardeidae GENERE Ardea7 SPECIE A. ralloides M G N D

Sgarza ciuffetto
NOME SCIENTIFICO

Ardeola ralloides MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di medie dimensioni della lunghezza di 45-50 cm, un peso di 180 400 g ed unapertura alare di 70-90 cm. Il piumaggio color fulvo, arancione e bianco. Il becco azzurro con la punta nerastra. Le zampe sono gialle. Gli individui giovani e immaturi hanno una colorazione pi chiara. DOVE Frequenta zone umide come laghi, cave e ambienti coltivi come le risaie. ALIMENTAZIONE Si nutre di pesci, anfibi e altri invertebrati. RIPRODUZIONE Nidifica una sola volta allanno. La femmina depone a maggio 4-6 uova covate da entrambi i genitori per circa 3 settimane. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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SPARVIERE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Falconiformes FAMIGLIA Accipitridae GENERE Accipiter SPECIE A. nisus M G N D

Sparviere
NOME SCIENTIFICO

Accipiter nisus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di medie dimensione. Raggiunge una lunghezza di 30-40 cm, unapertura alare di 55-70 cm ed un peso pari a circa 150-380 grammi. La femmina pi grande del maschio ed ha una colorazione grigiastra nella parte superiore, mentre le parti inferiori, gola inclusa, sono bianche fittamente barrate di marrone scuro. Una evidente striatura bianca screziata di scuro parte dal becco, attraversa gli occhi e si congiunge dietro sulla nuca. Il maschio presenta una livrea simile alla femmina ma la parte ventrale sfuma dal bianco allarancione. Occhi e zampe gialli. Becco grigio con parte terminare nera. DOVE Frequenta coltivi con presenza di piccoli boschi, alberi e siepi, zone umide e aree suburbane. ALIMENTAZIONE Si nutrie di uccelli e piccoli mammiferi. RIPRODUZIONE Si riproduce da maggio ad agosto e depone 2-7 uova che cova per circa 1 mese. I piccoli sono in grado di volare dopo circa 30 giorni. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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STIACCINO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Muscicapidae GENERE Saxicola SPECIE S. rubetra M G N D

Stiaccino
NOME SCIENTIFICO

Saxicola rubetra MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni della lunghezza di 12-14 cm, apertura alare di 23-26 cm e un peso di 18 grammi. Maschi e femmine presentano colorazione simile ma queste ultime con colori pi tenui. Parti superiori marrone, sopracciglio bianco, la gola e la parte alta del petto sono arancione. La coda nera con due bande laterali bianche. Zampe e becco neri. DOVE Frequenta incolti e coltivi con pochi alberi e cespugli. ALIMENTAZIONE Insettivoro. RIPRODUZIONE La femmina tra maggio e luglio depone 6 uova che cova per 2 settimane. I piccoli si involano dopo circa 2 settimane di vita. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Protetto in Italia.

RISCHIO MINIMO

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STORNO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Sturnidae GENERE Sturnus SPECIE S. vulgaris M G N D

Storno
NOME SCIENTIFICO

Sturnus vulgaris MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di dimensioni medio-piccole. Lunghezza di 20-25 cm, apertura alare di 35-40 cm ed un peso di 70-90 g. Maschi e femmine sono simili con un piumaggio variabile. In estate gli storni sono neri con riflessi violacei e verdastri mentre il becco giallognolo e l zampe rossastre. In inverno i riflessi si attenuano, il becco diventa bruno. DOVE Frequenta aree suburbane e coltivi alberati. ALIMENTAZIONE Si nutre di insetti, frutta, semi, piccoli vertebrati. RIPRODUZIONE Circa 3 covate in un anno. La femmina depone tra aprile e giungo 4-9 uova che cova insieme al compagno per circa 2 settimane. Dopo circa 3 settimane dalla schiusa, i piccoli possono abbandonare il nido. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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179

SVASSO MAGGIORE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Podicipediformes FAMIGLIA Podicipedidae GENERE Podiceps SPECIE P. cristatus M G N D

Svasso maggiore
NOME SCIENTIFICO

Podiceps cristatus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello acquatico di medie dimensioni. Lunghezza di 50-56 cm, apertura alare di 76-86 cm ed un peso pari a circa 600-1300 grammi. Assenza di dimorfismo sessuale. Il piumaggio nuziale si presenta bruno dorsalmente con petto, parte anteriore del collo e faccia bianchi. Ciuffo e collare bruni. I pulli sono bianchi con striature nere. Becco lungo, appuntito e rossastro. Coda breve, ali brune e strette, zampe verdigialle con piedi lobati. Il cerimoniale di accoppiamento articolato e molto bello da osservare. DOVE Frequenta zone umide, stagni, laghi, cave. ALIMENTAZIONE Si nutrie di anfibi, piccoli pesci, insetti e crostacei. RIPRODUZIONE Si riproduce tra aprile e agosto e depone 2-6 uova che cova per circa 1 mese. I piccoli sono in grado di volare dopo circa 30 giorni. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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181

TOPINO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Hirundinidae GENERE Riparia SPECIE R. riparia M G N D

Topino
NOME SCIENTIFICO

Riparia riparia

MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Presenta lunghezza di 12,5-13 cm e apertura alare 26-29 cm. Gli adulti (indistinguibili in natura tra di loro il maschio e la femmina) hanno le parti superiori completamente marroni. Le parti inferiori sono biancastre con un evidente collare marrone che separa petto e gola. Il becco nero e le zampe, molto corte, anch'esse sono nere. Ha una coda leggermente biforcuta E' una specie gregaria durante la permanenza nelle nostra provincia e durante le migrazioni si pu osservare talvolta in raggruppamenti anche di varie decine di individui. Si osserva facilmente soprattutto durante le migrazioni quando in volo a caccia di insetti in ambienti umidi spesso in compagnia delle rondini alle quali si associa anche quando si posa per riposarsi. DOVE Zone boschive, campagna , zone umide (fontanili, cave rogge). ALIMENTAZIONE Il topino vola a raso dell'acqua e va alla ricerca di insetti. Raggiunge in queste circostanze una velocit di 50 km/h. RIPRODUZIONE Entrambi i partner scavano i tunnel per la covata con il becco e gli artigli in profondit in pareti ripide e sabbiose. I buchi in salita nel terreno stabile vengono allargati e ovattati nella parte finale con penne e fili d'erba. Cova una o due volte all'anno una covata di 5 - 6 uova di entrambi i genitori per 14 16 giorni. I piccoli vengono nutriti allo stesso tempo da entrambi i genitori e lasciano i tunnel di covata dopo 18 - 23 giorni. I piccoli costruiscono dopo aver lasciato gli uccelli anziani grandi spazi per dormire, specialmente nei canneti o nei pascoli. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

182

TORCICOLLO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Piciformes FAMIGLIA Picidae GENERE Jynx SPECIE J. torquilla M G N D

Torcicollo
NOME SCIENTIFICO

Jynx torquilla MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni di lunghezza 17-19 cm, apertura alare di 25-30 cm e un peso di circa 35 g. Maschi e femmine sono simili e il piumaggio marrone-grigio. Locchio attraversato da una striscia marrone scuro che giunge fino alla spalla. Zampe e becco sono marroni-grigi. DOVE Frequenta coltivi alberati con siepi e zone suburbane. ALIMENTAZIONE Insettivoro, si nutre prevalentemente di formiche. RIPRODUZIONE La femmina in primavera depone 7-11 uova che cova per 2 settimane. Dopo 3 settimane i piccoli sono in grado di lasciare il nido. STATUS E CONSERVAZIONE: nulla da segnalare. Protetto in Italia.

RISCHIO MINIMO

183

184

TORDO BOTTACCIO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Turdidae GENERE Turdus SPECIE T. philomelos M G N D

Tordo bottaccio
NOME SCIENTIFICO

Turdus philomelos MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensione della lunghezza di 21 23 cm, apertura alare di 35 38 cm ed un peso di circa 70 80 grammi. Maschio e femmina sono indistinguibili in natura. La gola biancastra con striature nere. Il ventre bianco con sfumature fulve e macchie nere a forma di V. Becco giallo con punta nera e zampe rosa. DOVE Boschi, coltivi, siepi, aree suburbane, corsi dacqua, parchi e giardini. ALIMENTAZIONE Si ciba di frutta e insetti. RIPRODUZIONE La femmina depone tra aprile e agosto 4 5 uova che cova per 2 settimane. Si possono avere 2 3 covate allanno. STATUS E CONSERVAZIONE: nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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TORTORA DAL COLLARE


NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Columbiformes FAMIGLIA Columbidae GENERE Streptopelia SPECIE S. decaocto D

Tortora dal collare


NOME SCIENTIFICO

Streptopelia decaocto MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di medie dimensioni, lunghezza di 30-35 cm, apertura alare di 45-55 cm ed un peso di circa 165 g. Maschi e femmine di colorazione simile con piumaggio beige ed un caratteristico collare nero. Estremit delle ali e della coda scure. DOVE Frequenta zone urbane, suburbane e coltivi. ALIMENTAZIONE Si nutre di semi, frutta, erbe, piccoli invertebrati. RIPRODUZIONE La femmina depone 1 o 2 uova tra marzo e settembre che cova per circa 2 settimane. Pu fare pi di una nidiata allanno. I piccoli si involano dopo circa 3 settimane di vita. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

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188

TUFFETTO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Podicipediformes FAMIGLIA Podicipedidae GENERE Tachybaptus SPECIE T. ruficollis D

Tuffetto
NOME SCIENTIFICO

Tachybaptus ruficollis MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Uccello di piccole-media dimensioni. E il pi piccolo svasso italiano. Ha una lunghezza di 25-30 cm ed unapertura alare di 40-45 cm. La colorazione del piumaggio generalmente scusa, marrone, con gola e coda biancastre. Il becco scuro. La livrea nuziale caratterizzata dal collo e gola colorati di rosso. DOVE Frequenta zone umide, cave, corsi dacqua. ALIMENTAZIONE Si nutre di piccoli pesci, girini, invertebrati. RIPRODUZIONE La femmina depone in media 5 uova 2 o 3 volte allanno dalla fine di marzo alla fine di agosto. La cova dura circa 3 settimane. STATUS E CONSERVAZIONE Protetto a livello nazionale (legge 157/92).

RISCHIO MINIMO

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UPUPA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Coraciiformes FAMIGLIA Upupidae GENERE Upupa SPECIE U. epops M G N D

Upupa
NOME SCIENTIFICO

Upupa epops

MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE L'upupa lunga 2529 cm, con apertura alare di 44 48 cm. Il piumaggio inconfondibile, marrone molto chiaro nella parte superiore e a strisce orizzontali bianco-nere nella parte inferiore. Il capo provvisto di un ciuffo erettile di penne, il becco piuttosto lungo e sottile e leggermente ricurvo verso il basso. I sessi sono simili. Migra verso i tropici in inverno. DOVE Zone boschive, campagna, citt. ALIMENTAZIONE Si nutre di larve di invertebrati, grossi insetti quali grilli, grossi bruchi e larve, lombrichi, molluschi, ragni, millepiedi, chiocciole. RIPRODUZIONE Il nido viene collocato in cavit presenti nei vecchi alberi o in nicchie lungo pareti rocciose ma anche in costruzioni rurali o ruderi. Le uova vengono deposte una due volte all'anno (da 5 a 8), e vengono covate per 17 giorni. I piccoli si trattengono nel nido per pi di 3 settimane, accuditi da entrambi i genitori. Per proteggersi da eventuali predatori, i nidiacei posseggono una singolare forma di difesa: investono il visitatore indesiderato con i loro escrementi puzzolenti Il canto, un monotono "houp-oup-oup", viene ripetuto incessantemente all'inizio del periodo riproduttivo. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

190

191

USIGNOLO DI FIUME
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Sylviidae GENERE Cettia SPECIE C. cetti M G N D

Usignolo di fiume
NOME SCIENTIFICO

Cettia cetti MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni, lunghezza pari a 15 cm circa, apertura alare di 15-18 cm. Maschi e femmine sono uguali, il piumaggio marrone nella parte superiore e marrone-grigiastro in quella inferiore. Presenza di sopracciglio bianco sopra gli occhi. Zampe e becco superiore marroni mentre la parte inferiore del becco pi chiara. DOVE Frequenta cave, zone umide e siepi. ALIMENTAZIONE Si ciba di insetti, larve, piccoli invertebrati ma integra la sua dieta con bacche e frutti. RIPRODUZIONE La femmina depone 4-5 uova in primavera. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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193

VERDONE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Fringillidae GENERE Carduelis SPECIE C. chloris M G N D

Verdone
NOME SCIENTIFICO

Carduelis chloris MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni di lunghezza pari a 14 cm circa, unapertura alare di 25-30 cm ed un peso di 23-30 g. Il maschio destate ha piumaggio verde (da cui deriva il nome) con sfumature nere. Testa e collo invece hanno sfumature grigie. Zampe e becco marroni. La femmina ha colori simili al maschio ma pi tenui. DOVE Frequenta zone suburbane e coltivi alberati. ALIMENTAZIONE Granivoro, si nutre di semi ma anche di piccoli invertebrati. RIPRODUZIONE La femmina depone 4-8 uova tra aprile e giugno che cova per 2 settimane. I piccoli abbandonano il nido dopo circa 20 giorni. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Protetto in Italia.

RISCHIO MINIMO

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195

VERZELLINO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Fringillidae GENERE Serinus SPECIE S. serinus M G N D

Verzellino
NOME SCIENTIFICO

Serinus serinus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello di piccole dimensioni, lunghezza di 11-12 cm, apertura alare di 20-22 cm e peso di 12 g. Il maschio presenta un piumaggio colorato con testa e petto gialli con sfumature verdi e marroni. Laddome dal giallo passa al bianco. Becco piccolo e zampe color rosato. Le femmine presentano piumaggio simile al maschi ma con colorazione meno marcata. DOVE Frequenta zone urbane e suburbane. ALIMENTAZIONE Granivoro, si nutre di semi ma anche di piccoli invertebrati. RIPRODUZIONE Due covate allanno. La femmina depone dalla fine di aprile 4-5 uova che cova per 10-12 giorni. I piccoli lasciano il nido dopo 2 settimane di vita. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Protetto in Italia.

RISCHIO MINIMO

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197

ZIGOLO MUCIATTO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Aves ORDINE Passeriformes FAMIGLIA Emberizidae GENERE Emberiza SPECIE E. cia M G N D

Zigolo muciatto
NOME SCIENTIFICO

Emberiza cia MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Uccello con triplici strie nere sulla testa. Il capo color cenere e il ventre rossiccio. Il dorso bruno e macchiato. Ha una lunghezza di 16 cm, unapertura alare di 8 9 cm ed un peso di 20 grammi. DOVE Zone rocciose, cespugli, sottobosco, coltivi. ALIMENTAZIONE Si ciba di insetti, semi e bacche. RIPRODUZIONE La femmina depone in primavera 3 5 uova che cova per 2 settimane circa. I piccoli lasciano il nido dopo 12 14 giorni. STATUS E CONSERVAZIONE: nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

198

199

PESCI

PISCES
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ALBORELLA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Cyprimiformes FAMIGLIA Cyprinidae GENERE Alburnus SPECIE A. Alburnus D

Alborella
NOME SCIENTIFICO

Alburnus alburnus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Lalborella un piccolo pesce dalla forma allungata e compressa ai fianchi , testa e occhi grandi, bocca leggermente rivolta verso l'alto. La livrea grigio-azzurra con riflessi metallici e una linea gialla orizzontale che corre dalla testa alla coda. La lunghezza massima raggiunge i 15 cm, mentre il peso arriva sino a 50 gr. E presente dimorfismo sessuale: il maschio ha colori leggermente pi accentuati, mentre la femmina risulta leggermente pi gonfia. Specie gregaria. DOVE - Fontanili, cave rogge. Nel periodo invernale tende a frequentare acque pi profonde, ma se non possibile si distribuisce lungo tutte le profondit. ALIMENTAZIONE Ha dieta onnivora, si ciba di insetti e larve ma anche di zooplancton e vegetali. RIPRODUZIONE La riproduzione avviene fra giugno ed agosto; la femmina depone in pi riprese 15002000 uova in acque basse, lungo le rive; le uova, piccole, leggermente adesive si schiudono nel giro di una settimana; la maturit sessuale viene raggiunta intorno al terzo-quarto anno di et. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare RISCHIO MINIMO

201

CARASSIO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Cypriniformes FAMIGLIA Cyprinidae GENERE Carassius SPECIE C. carassius D

Carassio
NOME SCIENTIFICO

Carassius carassius
MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE In condizioni eccezionali raggiunge la lunghezza di 50 cm ed il peso di 3 Kg. I profili ventrale e dorsale sono molto arcuati. La livrea di colore bruno verdastra sul dorso e gialla con riflessi metallici sui fianchi. DOVE Zone umide fontanili, cave rogge. ALIMENTAZIONE Si nutre preferenzialmente di invertebrati, pi raramente di organismi vegetali. RIPRODUZIONE La riproduzione avviene tra maggio e giugno in acque a bassa profondit e in presenza di vegetazione abbondante e substrato di sabbia e fango. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Specie esotica. RISCHIO MINIMO

202

CARPA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Cypriniformes FAMIGLIA Cyprinidae GENERE Cyprinus SPECIE C. carpio M G N D

Carpa
NOME SCIENTIFICO

Cyprinus carpio
MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE La carpa un pesce d'acqua dolce di lunghezza variabile tra i 30 e i 60 centimetri e peso solitamente compreso tra i 3 e i 35 chili. La bocca protrattile ed munita di 4 barbigli corti e carnosi. La coda forcuta. La livrea bruno-verdastra con riflessi bronzei su dorso e fianchi. un pesce estremamente longevo e si stima possa arrivare a 100 anni di et. DOVE Fontanili, cave rogge. ALIMENTAZIONE Onnivora, si ciba sia di organismi animali come insetti e lombrichi che di sostanze vegetali che trova sul fondo,e di qualsiasi tipo di detrito organico utilizzando i barbigli che hanno funzione tattile. RIPRODUZIONE La carpa attiva a partire dalla primavera inoltrata sino ai primi freddi dell'autunno; quando la temperatura scende al di sotto dei 10C la carpa si infossa nella melma in uno stato di latenza che dura per tutta la stagione fredda. Si riproduce in tarda primavera ed inizio estate deponendo circa 2300.000 uova che schiudono nel giro di una settimana. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

203

CAVEDANO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Cypriniformes FAMIGLIA Cyprinidae GENERE Squalius SPECIE S. cephalus M G N D

Cavedano
NOME SCIENTIFICO

Squalius cephalus MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE caratterizzato dalla bocca grande e terminale, e dal corpo affusolato. La livrea uniforme, grigio-verdastra (pi chiara sul ventre), con scaglie bordate delicatamente di scuro. Le pinne sono brunogiallastre. I giovani formano piccoli gruppi, gli adulti hanno abitudini pi solitarie. DOVE Fontanili, cave rogge ALIMENTAZIONE Gli esemplari giovanili hanno una dieta onnivora, cos come gli adulti, che per si cibano anche di pesci RIPRODUZIONE La riproduzione avviene in tarda primavera (maggio-giugno) vicino a riva su fondi ghiaiosi: le uova, gialle e molto piccole (0,7 mm) sono deposte su massi e tronchi sommersi, oppure sul fondo ghiaioso, e si schiudono entro una settimana. Lo sviluppo mediamente lento: la maturit sessuale giunge a 3-4 anni nei maschi e a 4-5 anni nelle femmine. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

204

COBITE COMUNE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Cypriniformes FAMIGLIA Cobitidae GENERE Cobitis SPECIE C. taenia M G N D

Cobite comune
NOME SCIENTIFICO

Cobitis taenia
MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE E' una specie di dimensione ridotta (massimo 12 cm). Il corpo allungato e compresso sui lati soprattutto nella porzione posteriore. La livrea, molto variabile, caratterizzata dalla presenza, sullo sfondo di colore bruno-giallo, di una serie di file parallele di macchie pi scure. Sul capo, rivolto verso il basso per le abitudini bentoniche della specie, sono presenti barbigli appuntiti. DOVE Zone umide fontanili, cave rogge. ALIMENTAZIONE Si nutre di invertebrati che recupera sui fondali e sulla vegetazione. RIPRODUZIONE La riproduzione avviene in tarda primavera, tra aprile e maggio. Caratteristici sono i rigonfiamenti laterali, in prossimit della pinna dorsale, che i maschi presentano in coincidenza del periodo riproduttivo. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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COBITE MASCHERATO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Cypriniformes FAMIGLIA Cobitidae GENERE Sabanejewia SPECIE S. larvata D

Cobite mascherato
NOME SCIENTIFICO

Sabanejewia larvata
MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Questa specie, rara nel nostro territorio, raggiunge la lunghezza totale massima di 10 cm. Il corpo allungato, compresso lateralmente e avente colorazione grigia e bruna. Il capo maggiormente compresso in senso laterale. La bocca provvista di barbigli. DOVE Zone umide fontanili, cave rogge. ALIMENTAZIONE Si nutre di macroinvertebrati prevalentemente bentonici. RIPRODUZIONE La riproduzione avviene tra maggio e giugno. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

206

GAMBUSIA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Cyprinidontiformes FAMIGLIA Poeciliidae GENERE Gambusia SPECIE G. affinis M G N D

Gambusia
NOME SCIENTIFICO

Gambusia affinis
MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE La gambusia un piccolo pesce che presenta uno spiccato dimorfismo sessuale. Le femmine sono di maggiori dimensioni e possono raggiungere la lunghezza massima di 6 cm. Il corpo delle femmine piuttosto tozzo; quello dei maschi si presenta leggermente affusolato. La colorazione del corpo bruna e grigia, lievemente argentea sul ventre. La bocca rivolta verso l'alto e mostra la mandibola sporgente. Nella femmina visibile una macchia nera nei pressi della pinna anale che appare pi evidente durante la gravidanza. DOVE Zone umide fontanili, cave rogge. ALIMENTAZIONE Oltre che di larve di zanzara si nutre di altri invertebrati che cattura sulla superficie dell'acqua. RIPRODUZIONE La gambusia l'unico pesce delle acque interne italiane ad avere fecondazione interna. Nel maschio la pinna anale trasformata in organo copulatore (gonopodio). Questa specie ovovipara pu partorire fino a 100 avannotti per volta. Il periodo riproduttivo inizia in tarda primavera e termina alla fine dell'estate. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Specie esotica, originaria dellarea Sud Orientale degli Stati Uniti. RISCHIO MINIMO

207

GHIOZZO PADANO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Perciformes FAMIGLIA Gobiidae GENERE Padogobius SPECIE P.bonelli D

Ghiozzo Padano
NOME SCIENTIFICO

Padogobius bonelli
MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Il ghiozzo comune un piccolo pesce bentonico con un colore di fondo bruno o brunoverde; lunghezza massima fino a 10 cm; peso fino 12-15 gr. Caratteristica inoltre una macchia nera ben evidente posta allapice superiore delle pinne pettorali. una specie spiccatamente territoriale ed ogni individuo difende strenuamente il proprio territorio non permettendo lingresso dei propri simili; lunica eccezione a questa abitudine si nota soltanto nel periodo riproduttivo. Ha abitudini essenzialmente notturne e sedentarie, non si sposta molto, in genere, dal suo territorio. Vive in piccoli branchi che si spostano assieme alla ricerca di cibo. DOVE Zone umide fontanili, cave rogge ALIMENTAZIONE Si nutre di invertebrati bentonici, soprattutto di larve RIPRODUZIONE Avviene tra maggio e luglio, sotto le pietre dei sottoriva, nei nidi predisposti dai maschi Ogni maschio accoglie nella sua tana una o pi femmine, che depongono le uova in modo da farle aderire alla volta superiore dei nido, dove rimangono, custodite e ossigenate dal maschio, fino alla schiusa STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

208

GOBIONE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Cypriniformes FAMIGLIA Cyprinidae GENERE Gobio SPECIE G. gobio M G N D

Gobione
NOME SCIENTIFICO

Gobio gobio
MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Si tratta di un piccolo pesce che raramente supera i 15 cm di lunghezza. Il corpo, allungato e fusiforme, ha colorazione prevalentemente grigia con macchie di grandezza variabile disposte in una serie longitudinale spesso in corrispondenza della linea laterale. La bocca, piccola e in posizione infero-mediana, provvista di un paio di barbigli. DOVE Zone umide fontanili, cave rogge. ALIMENTAZIONE Si nutre di macro-invertebtrati e piccoli pesci. RIPRODUZIONE La deposizione delle uova avviene tra aprile e giugno in acque limpide, sulla ghiaia grossolana in prossimit della riva. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

209

LUCCIO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Esociformes FAMIGLIA Esocidae GENERE Esox SPECIE E. lucius M G N D

Luccio
NOME SCIENTIFICO

Esox lucius MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Il luccio un pesce dal caratteristico muso, appiattito dorso-ventralmente, che ricorda il becco di un'anatra, dotato di una bocca molto ampia, fornita di robusti denti presenti, oltre che nelle mascelle, anche sul palato, sulla lingua e sui margini delle branchie. La colorazioni del corpo molto variabile e dipende dall'ambiente in cui il luccio vive. Pu raggiungere 1,30 m di lunghezza e superare i 20 kg di peso. Gli esemplari di maggiori dimensioni sono generalmente femmine. DOVE Fontanili, cave rogge ALIMENTAZIONE un predatore di altri pesci, in assenza di prede consone non disdegna rane, piccoli mammiferi, giovani uccelli acquatici e il cannibalismo. Il luccio svolge inoltre un importante ruolo di selezione e controllo nei confronti di varie specie ittiche ed stato ingiustamente considerato per anni come un pesce dannoso per la sua presunta voracit. RIPRODUZIONE La riproduzione ha luogo, a seconda della temperatura, da Febbraio ad Aprile; i lucci si spostano dai luoghi frequentati abitualmente alla ricerca di acque poco profonde, calme con abbondante vegetazione dove la femmina depone (in pi riprese) le uova che possono venire fecondate anche da maschi diversi. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

210

PERSICO REALE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Perciformes FAMIGLIA Percidae GENERE Perca SPECIE P. fluviatilis M G N D

Persico reale
NOME SCIENTIFICO

Perca fluviatilis
MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Specie avente lunghezza di norma non superiore a 50 cm. Il corpo di forma ovale e leggermente compresso sui lati. La larghezza tende a diminuire in direzione della pinna caudale. Il capo, piuttosto grande, munito di una bocca sviluppata provvista di una robusta dentatura. Il dorso e i fianchi sono verdastri e percorsi da bande di colore pi scuro perpendicolari alla linea laterale. DOVE Zone umide fontanili, cave rogge. ALIMENTAZIONE Si alimenta di invertebrati e piccoli pesci che cattura con grande abilit. RIPRODUZIONE La stagione riproduttiva inizia a marzo e si conclude in estate inoltrata. I nastri gelatinosi che contengono le uova vengono adesi agli ostacoli naturali, rappresentati da vegetazione, pietre, ramaglie ecc., nelle acque poco profonde delle rive dolcemente degradanti. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

211

PERSICO SOLE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Perciformes FAMIGLIA Centrarchidae GENERE Lepomis SPECIE L. gibbosus D

Persico sole
NOME SCIENTIFICO

Lepomis gibbosus
MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Gli individui adulti sono lunghi al massimo 20 cm. Il corpo, schiacciato sui lati, ha forma tondeggiante. La testa e grande e la bocca provvista di una dentatura robusta ed efficiente. Il corpo di colore olivastro con macchie irregolari gialle e rosse sui fianchi e striature azzurre ai lati della testa e sugli opercoli. L'opercolo presenta una caratteristica macchia rosso scuro. DOVE Zone umide fontanili, cave rogge. ALIMENTAZIONE E' un animale molto vorace che si nutre di invertebrati, vegetazione e piccoli pesci. Costituisce una minaccia per molte specie autoctone con le quali entra in competizione alimentare. RIPRODUZIONE Le uova, deposte dalla femmina in primavera inoltrata, vengono custodite dal maschio fino al momento della schiusa. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Specie esotica, originaria del Nord America. RISCHIO MINIMO

212

PSEUDORASBORA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Cypriniformes FAMIGLIA Cyprinidae GENERE Pseudorasbora SPECIE P. parva

Pseudorasbora
NOME SCIENTIFICO

Pseudorasbora parva
MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE Piccolo pesce di dimensioni non superiori a 10 cm. Il corpo affusolato e la testa termina a punta. E' di colore grigio sul dorso, con riflessi pi metallici sui fianchi; il ventre generalmente bianco. DOVE Zone umide fontanili, cave rogge. ALIMENTAZIONE Si nutre di larve d'insetto, piccoli pesci e uova di pesce. RIPRODUZIONE Il periodo riproduttivo di questa specie sembra legato alla primavera. I maschi presentano dei tubercoli nuziali visibili nei pressi degli occhi durante il momento della riproduzione. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Specie esotica, originaria dellAsia Orientale. Questa specie stata solo recentemente introdotta nelle nostre acque come conseguenza di errate pratiche di ripopolamento con materiale non sufficientemente controllato. RISCHIO MINIMO

213

RODEO AMARO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Cypriniformes FAMIGLIA Cyprinidae GENERE Rhodeus SPECIE R. sericeus D

Rodeo amaro
NOME SCIENTIFICO

Rhodeus sericeus
MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Piccolo pesce di dimensioni non superiori a 10 cm. Il corpo largo e schiacciato in senso laterale. E' di colore grigio-verde sul dorso, pi chiaro sui fianchi; il ventre generalmente bianco. DOVE Zone umide fontanili, cave rogge. ALIMENTAZIONE Si nutre di invertebrati acquatici. RIPRODUZIONE Le uova vengono deposte in primavera. La deposizione sembra essere legata alla presenza del bivalve del genere che il rodeo amaro utilizzerebbe come nido. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Specie esotica, originaria dellAsia Orientale. Questa specie stata solo recentemente introdotta nelle nostre acque come conseguenza di errate pratiche di ripopolamento con materiale non sufficientemente controllato. RISCHIO MINIMO

214

RUTILO O GARDON
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Cypriniformes FAMIGLIA Cyprinidae GENERE Rutilus SPECIE R. rutilus M G N D

Rutilo o Gardon
NOME SCIENTIFICO

Rutilus rutilus
MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Il corpo moderatamente allungato e compresso e tende a svilupparsi in altezza con la crescita. La morfologia generale simile a quella del triotto. La colorazione grigio-argentea e bianca sul ventre. Locchio rossiccio cos come pure le pinne ventrali, pettorali e anale. Si tratta di una specie di taglia media, il cui accrescimento assai variabile in funzione delle disponibilit ambientali. Lunghezza media di circa 40 cm. DOVE Zone umide fontanili, cave rogge. ALIMENTAZIONE I giovani si cibano prevalentemente di crostacei planctonici e materiale vegetale per poi, con lavanzare dellet, integrare la dieta con invertebrati di fondo, piante acquatiche e insetti volanti. RIPRODUZIONE La specie diviene sessualmente matura intorno al terzo anno di vita. Tra aprile e giugno, lungo le rive, in acque basse a fondo sassoso, le femmine depongono sino a 500.000 uova ciascuna, che vengono prontamente fecondate da gruppi di maschi, dopo vistosi giochi nuziali. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. Specie esotica, originaria dellEuropa Centrale e Settentrionale e dellAsia. RISCHIO MINIMO

215

SCARDOLA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Cypriniformes FAMIGLIA Cyprinidae GENERE Scardinius SPECIE S. erythrophthalmus

Scardola
NOME SCIENTIFICO Scardinius erythrophthalmus

MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE Questa specie raggiunge la dimensione massima di 45 cm. Il corpo ovale e compresso in senso laterale. La livrea bruna verdastra, leggermente pi scura sul dorso; lateralmente prevalgono i riflessi argentati. Le pinne sono di colore rossastro. Il capo piuttosto piccolo ma con un grande occhio dorato; la bocca in posizione supero-mediana. DOVE Zone umide fontanili, cave rogge. ALIMENTAZIONE Si nutre di vegetazione e di invertebrati. RIPRODUZIONE Si riproduce a partire da aprile ed occasionalmente fino alla tarda estate. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

216

TRIOTTO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Actinopterygii ORDINE Cypriniformes FAMIGLIA Cyprinidae GENERE Rutilus SPECIE R. aula M G N D

Triotto
NOME SCIENTIFICO

Rutilus aula MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Normalmente questa specie raggiunge la lunghezza di 15 cm. Il corpo allungato con i profili dorso-ventrali piuttosto arcuati. La livrea di colore grigio-verdastro sul dorso e bianca sul ventre. La testa piccola e la bocca situata in posizione mediana. DOVE Zone umide fontanili, cave rogge. ALIMENTAZIONE Si nutre di vegetazione acquatica, di invertebrati e di piccoli pesci. RIPRODUZIONE La deposizione delle uova avviene tra aprile e giugno, raramente si protrae fino a luglio. Le uova vengono deposte di norma in acque basse in presenza di vegetazione. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare.

RISCHIO MINIMO

217

INVERTEBRATI

INVERTEBRATA
218

INVERTEBRATI Gli invertebrati rappresentano circa il 95% delle specie animali conosciute. Essi non possiedono una struttura interna organizzata come quella dei vertebrati (pesci, anfibi, rettili, mammiferi e uccelli) e nello specifico il termine invertebrato indica la mancanza di una colonna vertebrale. Gli invertebrati pi conosciuti sono: - Poriferi (spugne) - Cnidari (meduse, polipi, idre, coralli) - Platelminti (vermi piatti) - Nematodi (vermi cilindrici) - Anellidi (sanguisughe, lombrichi) - Molluschi (lumache, limacce, chiocciole, gasteropodi, bivalvi, cefalopodi) - Artropodi (crostacei, gamberi, insetti, ragni, miriapodi) - Echinodermi (ricci di mare, stelle marine) INVERTEBRATI A BUCCINASCO Qui a Buccinasco, nei diversi ambienti che costituiscono il territorio in esame, gli invertebrati rappresentano appunto il pi alto numero di specie animali presenti. Data la vastit dellargomento, i diversi phyla saranno trattati nelle edizioni successive. Questa prima edizione vuole essere linizio da cui partire per le ricerche naturalistiche future. I principali invertebrati che si possono osservare sul nostro Comune sono costituiti da insetti, ragni, molluschi di terra (lumache, chiocciole, limacce) e di acqua (gastreopodi), crostacei (gamberi).

219

INSETTI
Il capo Insetto significa diviso in sezioni, infatti il corpo degli insetti formato da tre regioni chiamate anche metameri: la regione del capo, quella toracica, e quella addominale. Il capo porta due occhi grossi composti, formati da migliaia di unit visive detti ommatidi. Tra i due occhi composti, in prossimit della sommit del capo generalmente sono presenti due ocelli o stimmati che non sono altro che due occhi semplici. L'apparato boccale costituito da appendici modificate a seconda della loro funzione; l'apparato boccale costituito dalle seguenti parti: labbro superiore, mandibole, mascelle provviste di palpi mascellari e il labbro inferiore dotato di palpi labiali. L'apparato boccale pu essere masticatore, lambente, succhiante, pungente-succhiante, a seconda delle abitudini alimentari dell'insetto. Un'altra importantissima funzione svolta dalle antenne che sono delle appendici cefaliche le quali assolvono funzioni sensoriali.

Torace 220

Il torace formato da pro-meso e meta-torace, ognuno di questi segmenti porta un paio di zampe. Le ali; quando presenti (due o quattro) sono situate nel secondo e terzo segmento toracico, sono delle strutture membranose sostenute da venature pi o meno rigide e fitte, attraversate per l'intera lunghezza in prossimit delle venature da vasi linfatici. Le ali a seconda della specie possono rimanere distese oppure piegarsi in riposo. Le ali possono subire svariate modifiche nei vari ordini; nei Coleotteri sono due elitre che svolgono essenzialmente funzioni protettive, mentre nei ditteri il secondo paio trasformato in piccole appendici chiamate bilancieri che offrono maggiore stabilit nel volo. Addome L'addome suddiviso generalmente in undici segmenti e le appendici che porta sono spesso connesse con l'apparato riproduttore, talvolta l'addome porta vere e proprie armi da difesa e offesa; come il pungiglione degli imenotteri aculeati. Nella parte terminale dell'addome possono essere presenti anche appendici di varia forma e funzione detti cerci, oppure particolari strutture che assolvono la funzione di deposizione delle uova all'interno di svariati substrati vivi o morti; tali strutture prendono il nome di ovopositore Apparato digerente

La grande variabilit dei regimi alimentari degli insetti ha determinato un notevole adattamento alle diverse situazioni trofiche e pertanto molte sono le differenze che si riscontrano nei vari apparati tra Ordini diversi: negli Efemerotteri (insetti la cui vita da adulto limitata a poche ore)l'intestino ha perso la funzione digerente per assumere quella di organo aereostatico per ampliare le prestazioni di volo. I Fillosseridi hanno l'ultimo tratto dell'intestino atrofizzato, nei Rincoti Diaspini l'intestino interrotto e dall'ano esce solo urina prodotta dai tubi malpighiani che serve anche per la costruzione dello scudetto protettivo. Nei Cercopidi e negli Afroforidi gli escrementi vengono gonfiati con aria per proteggere gli stadi preimmaginali. Le termiti usano i loro escrementi come materiale cementante e come cibo. Il canale alimentare costituito da tre parti morfologiche ben distinte: stomodeo, mesentero, proctodeo. Lo stomodeo a sua volta suddiviso in quattro parti: - Faringe: il primo tratto dell'apparato digerente, formata specialmente negli Insetti con apparato succhiante da una muscolatura molto sviluppata che svolge l'azione di pompa aspirante. - Esofago: un semplice canale che mette in comunicazione la faringe con l'intestino. Alcune specie di Insetti presentano delle dilatazioni a livello dell'esofago, sono chiamate ingluvie e non sono altro che delle zone di deposito temporaneo del cibo, talvolta nell'ingluvie possono avvenire delle predigestione ad opera di enzimi salivari. Nelle api chiamata borsa melaria perch al suo interno viene prodotto il miele. Nelle formiche assume invece il significato di stomaco sociale. - Ventriglio: l'ultima sezione dello stomodeo e assume la funzione di triturare il cibo, l'azione meccanica viene compiuta grazie ad una possente muscolatura ed a pliche poste nella parete interna del ventriglio che svolgono un'azione di 221

macinatura del cibo azionata d continue contrazioni muscolari. Il mesentero svolge nella prima parte un'azione digestiva, e nell'ultima un'azione assorbente, in certe specie l'azione assorbente particolarmente sviluppata grazie ad una serie di diverticoli che ampliano notevolmente la superficie di assorbimento intestinale. Il proctodeo svolge ancora delle piccole azioni digestive e ospita organismi simbionti che facilitano la digestione, costituito nelle seguenti parti: - Ileo: rappresenta la prima parte del proctodeo. - Colon: spesso si trova dilatato a formare una tasca nella quale avvengono azioni digestive. Retto: la parte terminale del tubo digerente e termina con un'apertura anale, nella quale si trovano delle papille rettali che hanno la funzione di riassorbire l'acqua e sali minerali da feci e urine. Bocca Regimi dietetici degli Insetti Gli Insetti presentano una grande variet di regimi alimentari; fondamentalmente possono essere distinti in eterofagi, fitofagi e zoofagi. Gli eterofagi si nutrono di sostanze sia di origine animale che vegetale, i fitofagi si nutrono di sostanze vegetali, pertanto molti di essi sono responsabili di danni ai raccolti. I fitofagi si dividono in; antofagi, i quali si nutrono di fiori, carpofagi: si nutrono di frutti, fillofagi: si nutrono di foglie, rizofagi: si nutrono di radici, xilofagi: si nutrono di legno, glicifagi: si nutrono di sostanze zuccherine prodotte dalle piante. Gli zoofagi si nutrono di altri animali, alcuni come i necrofagi si nutrono di cadaveri, gli ematofagi si nutrono di sangue, gli altri invece si nutrono di animali vivi. Per allotrofia viene inteso il cambio di regime dietetico durante la vita dell'individuo. Digestione La digestione avviene normalmente all'interno del tubo digerente, dove le cellule dell'epitelio producono enzimi digestivi, alcune volte per gli enzimi prodotti per la digestione non sono sufficienti per digerire cibi particolari; il caso degli xilofagi che per digerire la lignina ricorrono a simbiosi con protozoi e funghi. In altri casi invece la digestione pu avvenire all'esterno, il caso di certi Afidi, Ditteri e Culicidi, i quali generalmente dotati di apparato boccale pungente - succhiante, emettono all'esterno liquidi contenenti enzimi digestivi. specie di Insetti presentano delle dilatazioni a livello dell'esofago, sono chiamate ingluvie e non sono altro che delle zone di deposito temporaneo del cibo, talvolta nell'ingluvie possono avvenire delle predigestione ad opera di enzimi salivari. Nelle api chiamata borsa melaria perch al suo interno viene prodotto il miele. Nelle formiche assume invece il significato di stomaco sociale. - Ventriglio: l'ultima sezione dello stomodeo e assume la funzione di triturare il cibo, l'azione meccanica viene compiuta grazie ad una possente muscolatura ed a pliche poste nella parete interna del ventriglio che svolgono un'azione di macinatura del cibo azionata d continue contrazioni muscolari. Il mesentero svolge nella prima parte un'azione digestiva, e nell'ultima un'azione assorbente, in certe specie l'azione assorbente particolarmente sviluppata grazie ad una serie di diverticoli che ampliano notevolmente la superficie di assorbimento intestinale. Il proctodeo svolge ancora delle piccole azioni digestive e ospita organismi simbionti che facilitano la digestione, costituito nelle seguenti parti: - Ileo: rappresenta la prima parte del proctodeo. - Colon: spesso si trova dilatato a formare una tasca nella quale avvengono azioni digestive. Retto: la parte terminale del tubo digerente e termina con un'apertura anale, nella quale si trovano delle papille rettali che hanno la funzione di riassorbire l'acqua e sali minerali da feci e urine. Bocca Regimi dietetici degli Insetti Gli Insetti presentano una grande variet di regimi alimentari; fondamentalmente possono essere distinti in eterofagi, fitofagi e zoofagi. Gli eterofagi si nutrono di sostanze sia di origine animale che vegetale, i fitofagi si nutrono di sostanze vegetali, pertanto molti di essi sono responsabili di danni ai raccolti. I fitofagi si dividono in; antofagi, i quali si nutrono di fiori, carpofagi: si nutrono di frutti, fillofagi: si nutrono di foglie, rizofagi: si nutrono di radici, xilofagi: si nutrono di legno, glicifagi: si nutrono di sostanze zuccherine prodotte dalle piante. Gli zoofagi si nutrono di altri animali, alcuni come i necrofagi si nutrono di cadaveri, gli ematofagi si nutrono di sangue, gli altri invece si nutrono di animali vivi. Per allotrofia viene inteso il cambio di regime dietetico durante la vita dell'individuo. Apparato circolatorio

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L'apparato circolatorio degli Insetti costituito dall'insieme di vasi sanguigni e da cavit dette emocele entro le quali scorre emolinfa. L'apparato vascolare non deve trasportare ossigeno dato che la funzione respiratoria totalmente svolta dall'apparato tracheale.L'apparato vascolare costituito dal vaso dorsale e da vasi pulsanti accessori, le cui pareti sono formate da tuniche muscolari. Il vaso dorsale un tubo che percorre longitudinalmente tutto il corpo dell'Insetto, chiuso posteriormente, mentre aperto nel capo. Il vaso dorsale costituito da: - Cuore: rappresenta la parte pulsante di maggiori dimensioni, costituito da ventricoliti formati da invaginazioni della parete, ogni ventricolite possiede due ostioli che permettono la fuoriuscita del sangue - Aorta: situata nella regione toracica e nel capo, poco pulsante e spesso divisa in due rami. - Vasi pulsanti accessori: sono a forma di ampolla, posti all'interno o alla base delle appendici del corpo: ali, zampe, antenne, la loro funzione quella di coadiuvare il movimento dell'emolinfa dentro le appendici. Il sistema lacunare costituito dall'emocele in cui viene riversata l'emolinfa e nel quale sono immersi tutti gli organi. L'emolinfa possiede le seguenti funzioni: Funzione trofica; contiene sostanze nutritive per i vari organi, Funzione di veicolo per gli ormoni: le sostanze ormonali prodotte dalle varie ghiandole endocrine vengono trasportate nell'emolinfa. Funzione di difesa: contiene gli emociti in grado di fagocitare eventuali parassiti. Funzione meccanica: durante la metamorfosi l'azione meccanica dell'emolinfa viene usata per provocare il cedimento del tegumento. Apparato respiratorio

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L'apparato respiratorio costituito da un insieme di tubuli chiamati trachee e tracheole che trasportano l'ossigeno all'interno del corpo e permettono la diffusione dei gas negli interstizi cellulari. Gli scambi gassosi avvengono senza trasportatori chimici avviene semplicemente una diffusione per capillarit. L'apparato respiratorio formato da una rete( apparato tracheale) di tubuli che raggiunge ogni organo e tessuto. L'apparato tracheale composto da: stigmi, trachee, tracheole, sacchi aerei. Gli stigmi sono delle aperture nel tegumento dell'insetto, in certe specie si ha l'assenza di stigmi dato che gli scambi gassosi avvengono per via osmotica attraverso il tegumento. Al di sotto dello stigma si trova un apparato filtrante che ha la funzione di trattenere i corpi estranei, successivamente si trova un apparato di chiusura che serve in caso di necessit ad isolare completamente l'insetto dall'ambiente atmosferico, talvolta possono rimanere chiusi anche per giorni, l'ossigeno necessario viene preso dai sacchi aerei che hanno appunto la funzione di riserva gassosa. La respirazione non regolata da ritmi respiratori, quando l'insetto a riposo basta la sola diffusione, un Insetto in attivit invece sfrutta la contrazione muscolare all'interno delle cavit per creare una sorta di respirazione passiva prodotta da continue depressioni provocate dall'azione dei muscoli. Organi respiratori degli Insetti che vivono in ambienti acquatici: Gli Insetti acquatici sono forniti di organi capaci di utilizzare l'ossigeno disciolto nell'acqua, sono organi chiamate branchie formate da estroflessioni del tegumento. - Branchie tracheali: note come tracheobranchie o pseudobranchie, sono costituite da tessuti molto sottili che formano lamine dove lo scambio di ossigeno tra acqua e trachee avviene in modo diretto. - Branchie sanguigne: sono delle formazioni tubulari che non contengono trachee ma emolinfa. Branchie cuticolari: sono invaginazioni derivate dagli stigmi in diretta comunicazione con le trachee. Branchie fisiche: non sono strutture branchiali ma formazioni di peli idrofughi che mantengono un sottile velo di aria tra il corpo dell'Insetto e l'acqua, gli Insetti in questo caso devono fare scorte di ossigeno prima di immergersi. Sistema nervoso

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Il sistema nervoso centrale ha il compito di coordinare e produrre una risposta a tutti gli stimoli che provengono all'insetto dall'esterno, formato da gangli costituiti da ammassi di cellule nervose, da ogni ganglio prendono origine i nervi che vanno ad innervare gli organi interni e le appendici. Il sistema nervoso centrale costituito da: il cervello, il gnatocerebro e la catena ganglionare ventrale. Cerebro Gnatoencefalo Catena gangliolare ventrale Il cervello formato dalla fusione dei primi tre coppie di gangli, posto in zona craniale i suoi nervi vanno ad innervare le antenne, gli occhi e ed il labbro superiore. il cervello si divide in tre parti: protocerebro che la parte pi voluminosa ed innerva gli organi visivi e talvolta produce ormoni. Il deutocerebro la sede dei centri olfattivi e innerva le antenne. Il tritocerebro che possiede il controllo degli apparati boccali. Il gnatocerebro: la sede dell'innervamento boccale, costituito da tre gangli e si trova ventralmente al cervello. La catena gangliolare ventrale: formata dalla fusione di tre coppie di gangli toracici e dalla fusione delle coppie di gangli addominali, posta ventralmente al canale alimentare controlla il movimento delle zampe, delle ali e dell'apparato genitale. l sistema nervoso sensoriale formato da tutte quelle strutture che sono in grado di ricevere stimoli dall'ambiente e di trasmettere comandi ai muscoli. Il centro di ricezione dello stimolo chiamato sensillo e si differenzia a secondo del segnale che percepisce: meccanorecettori, chemiorecettori, fotorecettori, igrorecettori, termorecettori. I meccanorecettori sono in grado di percepire stimoli come tatto, onde sonore, pressione atmosferica e movimento dell'aria. I chemiorecettori sono in grado di ricevere stimoli gustativi e olfattivi, sono particolarmente abbondanti nelle antenne, nei palpi labiali e mascellari. (la mosca domestica possiede dei chemiorecettori nel pretarso delle zampe, in questo modo assaggia di continuo i materiali sulla quale si posata.) I sensilli igrorecettori sono in grado di valutare la concentrazione dell'umidit atmosferica, generalmente si trovano nelle antenne. I termorecettori sono ij grado di percepire le variazioni di temperatura. Sensilli fotorecettori sono posti negli occelli e negli occhi, reagiscono a radiazioni luminose. Apparato riproduttivo La riproduzione avviene attraverso la coniugazione dei due sessi, ma esistono anche casi di partenogenesi, in cui la femmina procrea senza bisogno della fecondazione maschile, ma ci avviene in particolari casi in cui si ha una spiccata mancanza maschile. gli insetti salvo rare eccezioni sono ovipari. L'apparato sessuale femminile consta di due ovari comunicanti con la vagina attraverso gli ovidotti: il canale che costituisce la vagina sbocca all'esterno nella vulva. la vagina spesso munita di una tasca copulatrice dove si raccoglie lo sperma e di una spermateca dove si possono conservare anche per molto tempo gli spermatozoi. Questa propriet permette a molte femmine di molte specie di insetti di fecondare le proprie 225

uova anche a grande distanza di tempo dall'ultimo accoppiamento. L'apparato maschile consta di un organo chitinoso estroflessibile detto pene, nel quale sbocca il canale deferente. Le uova possono essere deposte separatamente, in gruppi o cementate assieme e ricoperte da sostanze protettive, o racchiuse in appositi involucri detti ooteche. l'insetto che nasce dalla schiusa dell'uovo sprovvisto di organi sessuali, ma possiede un efficiente apparato digerente. Esteriormente pu assomigliare pi o meno all'adulto o essere completamente diverso. Nel primo caso si dice che c' una metamorfosi incompleta si chiamano quindi insetti eterometaboli, la metamorfosi incompleta pu essere di svariate caratteristiche: esistono infatti forme giovanili, che pur essendo somiglianti all'adulto conducono vita diversa in altri ambienti e sono dotati di organi speciali. Abbiamo cos l'emimetabolia, le cui larve si dicono neanidi. Se le forme giovanili somigliano in tutto alla forma adulta, ricalcandone anche i costumi, si dice che sono paurometabili.La metamorfosi invece completa quando la larva assolutamente diversa dall'adulto, e una volta raggiunto il suo massimo sviluppo perde la facolt di nutrirsi e di muoversi trasformandosi in ninfa. L'adulto chiamato anche insetto perfetto sfarfaller dalla ninfa dopo un certo tempo di quiescenza detto ninfosi, mentre in una metamorfosi incompleta esso sguscer direttamente dalla larva senza passare attraverso la forma ninfale immobile. Esiste anche l'ipermetabolia, in cui si assiste al susseguirsi di forme larvali diverse tra loro sia per aspetto che per biologia. In tutti i casi la larva uscita dall'uovo subisce delle mute che le permettono di accrescere le proprie dimensioni liberandosi dal dermascheletro inestensibile. Le mute possono variare da 2 sino a 10.

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GAMBERO DI FIUME
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Malacostraca ORDINE Decapoda FAMIGLIA Astacidae GENERE Austropotamobius SPECIE A. pallipes M G N D

Gambero di fiume
NOME SCIENTIFICO

A. pallipes pallipes MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O

DESCRIZIONE Particolarmente tozzo e dal carapace robusto, pu raggiungere gli 11-12 cm di lunghezza e i 90 g di peso. La colorazione del corpo bruno-verdastra sul dorso e sui fianchi. Ventre e arti sono invece biancastri, caratteristica, questa, che valsa a questa specie il nome di "gambero dai piedi bianchi" I maschi si distinguono dalle femmine per il fatto di avere le prime due appendici dell'addome (dette pleopodi) modificate in organi sessuali che, all'atto dell'accoppiamento, si uniscono a formare un unico organo copulatore. Nella femmina le appendici dell'addome sono invece tutte uguali. Generalmente inoltre i maschi sono pi grandi delle femmine e, a parit di dimensioni corporee, hanno le chele pi sviluppate e l'addome pi stretto. Vive nei torrenti e nei rii particolarmente ossigenati. Preferisce i letti ghiaiosi o sabbiosi ma dotati di rive in cui siano presenti anfratti e luoghi sicuri, per potersi nascondere e riposare. Essendo un organismo stenotermo freddo, predilige le acque fresche con un optimum vicino ai 15 C e un range che si discosti di pochi gradi, sopportando al massimo la temperatura di 23 C. un animale tipicamente notturno. DOVE Zone umide (fontanili, cave rogge) ALIMENTAZIONE La sua dieta onnivora, comprendendo insetti, lombrichi, molluschi, larve, piccoli pesci, animali morti, radici di piante acquatiche e anche detriti vegetali e animali di vario genere. Esso particolarmente attivo di notte, quando va a caccia delle sue prede camminando sul fondo dei letti dei torrenti con le chele protese in avanti, RIPRODUZIONE L'accoppiamento avviene soprattutto in autunno. La femmina porta sull'addome per 5-6 mesi le uova fecondate (circa un centinaio), prendendosene cura, ventilandole e pulendole continuamente. In Primavera esse schiudono ma le piccole larve rimangono ancora per qualche tempo aggrappate al corpo materno. Si dimostra particolarmente aggressivo nella difesa del suo territorio e nelle lotte sessuali, come dimostrano le catture di esemplari con arti o chele parzialmente o totalmente mutilate. STATUS E CONSERVAZIONE In diminuzione a causa di inquinamento, frammentazione degli habitat e invasioni biologiche. MINACCIATO 227

GAMBERO ROSSO DELLA LUISIANA


NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE malacostraca ORDINE Decapoda FAMIGLIA Cambaridae GENERE Procambarus SPECIE P. clarkii D

Gambero rosso dellaluisiana


NOME SCIENTIFICO

Procambarus clarkii
MIGRATORIA STANZIALE QUANDO G L F A M A S O M G N

DESCRIZIONE Si tratta di una specie originaria delle paludi della Louisiana, tra le pi allevate al mondo ai fini alimentari. Il gambero rosso dotato di robuste e sviluppate chele dal bordo interno tagliente e seghettato, con le quali attacca e produce vistose ferite nei pesci. Le chele vengono anche utilizzate per scavare profonde tane nel substrato. La livrea variabile, ma tende comunque al rosso scuro, da cui il nome di gambero rosso. Il dimorfismo sessuale evidenziato per il fatto che i maschi hanno i primi due paia di arti addominali modificati in organi copulatori. Anche le chele sono pi robuste e sviluppate nei maschi. Si tratta di una specie infestante, caratterizzata da una intensa attivit fossoria. Scava infatti profonde gallerie negli argini, nei quali causa cedimenti, e sul fondo dei canali asciutti, allinterno delle quali sverna resistendo a temperature inferiori anche a 0 C. Per contro tollera temperature assai elevate e bassissime concentrazioni di ossigeno disciolto ( 2 mg/l). Inoltre sopravvive al prosciugamento dei canali, interrandosi o trasferendosi altrove, essendo in grado di sopravvivere fuor dacqua per diverse ore. Infine attacca la fauna ittica, pinzando i pesci con le sue robuste chele soprattutto durante il periodo riproduttivo, ed portatore sano dellAfanomicosi o peste del gambero, malattia alla quale sono recettivi tutti gli Astacidi autoctoni, compreso il gambero di fiume (Austopotamobius pallipes). DOVE Fontanili, cave rogge ALIMENTAZIONE Lalimentazione di Procambarus clarkii onnivora, con prevalenza vegetariana negli adulti. RIPRODUZIONE La riproduzione avviene almeno un paio di volte alle nostre latitudini, con la produzione di un basso numero di uova (500 circa), ma con un notevole successo demografico. STATUS E CONSERVAZIONE Nulla da segnalare. RISCHIO MINIMO

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ODONATI
Gli odonati sono insetti la cui lunghezza varia da 20 a 80 mm e con unapertura alare che pu raggiungere anche i 110 mm. Sono caratterizzati da un addome lungo e sottile e da due occhi grandi e composti. Lordine degli Odonati si divide in tre sottordini: - Anisotteri, le cui ali anteriori e posteriori hanno forme diverse - Zigotteri, con ali anteriori e posteriori simili nella forma - Anisozigotteri, che presentano ali anteriori e posteriori uguali nella forma (come gli Zigotteri) ma il cui aspetto ricorda quello degli Anisotteri Agli Odonati appartengono le libellule e le damigelle. Questi insetti vivono lungo le zone umide come laghi, stagni, corsi dacqua, cave, ecc. Generalmente si spostano molto velocemente e allestremit delladdome sono presenti un paio di cerci. Sono insetti predatori e presentano un forte apparato masticatore. Pag. 208 in alto: Pag. 209 in alto: Pag. 210 in alto: Pag. 211 in alto: Pag. 212 in alto: Pag. 213 in alto: Pag. 214 in alto: Pag. 215 in alto: Pag. 216 in alto: Pag. 217 in alto: Pag. 218 in alto: Pag. 219 in alto: Orthetrum cancellatum; in basso: Sympetrum pedemontanum Sympetrum pedemontanum; in basso: Sympetrum pedemontanum Anax imperator; in basso: Sympetrum striolatum Crocothemis erythraea; in basso: Orthetrum albistylum Crocothemis erythraea; in basso: Onychogomphus forcipatus Orthetrum albistylum; in basso: Onychogomphus forcipatus Sympetrum striolatum; in basso: Sympetrum striolatum Onychogomphus forcipatus; in basso: Orthetrum albistylum Calopteryx splendens caprai; in basso: Calopteryx splendens caprai Platycnemis pennipes; in basso: Platycnemis pennipes Ischnura elegans; in basso: Calopteryx virgo padana Calopteryx virgo padana; in basso: Calopteryx splendens caprai

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LEPIDOTTERI
I lepidotteri costituiscono un vastissimo ordine di insetti conosciuti col nome di farfalle e falene. Il termine lepidotteri significa ali con scaglie. Il loro ciclo vitale costituito da 4 fasi, a cui fa parte anche il processo della metamorfosi, distinte in uovo, larva (bruco), pupa (crisalide), adulto (immagine). Le larve sono fitofaghe e si nutrono prevalentemente di foglie e altre parti di pianta. Gli adulti, alcuni grazie al loro apparato boccale a spiritromba, si nutrono soprattutto di nettare e liquidi zuccherini, ma anche di polline, frutta, urine, escrementi e carcasse in decomposizione. I lepidotteri si trovano in qualunque habitat sia presente della vegetazione. Pag. 223 in alto: Pag. 224 in alto: Pag. 225 in alto: Pag. 226 in alto: Pag. 227 in alto: Pag. 228 in alto: Pag. 229 in alto: Inachis io; in basso: Inachis io Iphiclides podalirius; in basso: Iphiclides podalirius Iphiclides podalirius; in basso: Lycaena dispar Lycaena dispar; in basso: Polygonia egea Pieris brassicae; in basso: Celastrina argiolus Satyrium spini; in basso: Lycaena alciphron Vanessa atalanta; in basso: Vanessa atalanta

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FLORA

FLORA
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ACERO CAMPESTRE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Sapindales FAMIGLIA Aceraceae GENERE Acer SPECIE Acer campestre

Acero campestre
NOME SCIENTIFICO

Acer campestre

AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: albero o alberello con fogliame deciduo alto fino a 20 m, con chioma globosa, densa, di colore verde carico. TRONCO: eretto, sinuoso, presto ramificato con corteccia brunastra, suberosa, fessurata in placche. FOGLIE: con lamina spessa, palmata, lobata, con 3 5 lobi profondi, ottusi non dentati o con un dente per lobo. Pagina superiore lucida verde scuro, pagina inferiore pi chiara. FIORI: giallo verdastri in infiorescenze corimbose erette. FRUTTI: disamare dapprima rossastre, poi giallo-brunastre con ali opposte. NOTE: impiegata come pianta ornamentale e un tempo il suo legno era utilizzato per la costruzione di attrezzi.

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AILANTO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Sapindales FAMIGLIA Simaroubaceae GENERE Ailanthus SPECIE Ailanthus altissima

Ailanto
NOME SCIENTIFICO

Ailanthus altissima AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: albero con fogliame deciduo alto fino a 20 25 m, con chioma globosa, irregolare, di colore verde chiaro. TRONCO: eretto, ramificato, pollonifero, con corteccia grigio brunastra intera ma ruvida. FOGLIE: imparipennate, formate da foglie secondarie lanceolate con base asimmetrica e margine grossolanamente seghettato. FIORI: giallo verdastri, in pannocchie erette e apicali. FRUTTI: samare lanceolate, brunastre, in densi grappoli penduli, con seme centrale e ala ritorta, presenti anche in inverno. NOTE: nel XIX secolo, a causa di una epidemia che colp il baco da seta, lailanto fu introdotto e diffuso per ricavare la seta da unaltra specie di baco (Philosamia cynthia) che si nutre delle sue foglie. I risultati per furono deludenti perch linsetto non riusc ad adattarsi al clima europeo.

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BETULLA BIANCA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Fagales FAMIGLIA Betulaceae GENERE Betula SPECIE Betula pendula

Betulla
NOME SCIENTIFICO

Betula pendula AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: albero con fogliame deciduo, alto fino a 30 m, con chioma allungata verde, gialla in autunno. TRONCO: eretto, slanciato con rami molto lunghi, sottili e ramuli penduli, glabri. Corteccia bianca che si sfoglia in liste orizzontali e con fenditure nerastre verso la base. FOGLIE: da triangolari a romboidali con apice acuminato, verdi su entrambe le facce con margine grossolanamente dentato, a sua volta seghettato. FIORI: infiorescenze unisessuali, le maschili in amenti penduli, di colore giallo, quelle femminili verdi, sulla stessa pianta. FRUTTI: infruttescenze cilindriche, prima erette, poi pendule che a maturazione liberano semi alati. NOTE: pianta ornamentale, utilizzata per il legname e impiegata anche per consolidare versanti instabili.

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BIANCOSPINO COMUNE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Rosales FAMIGLIA Rosaceae GENERE Crataegus SPECIE
Crataegus monogyna

Biancospino comune
NOME SCIENTIFICO

Crataegus monogyna

AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: albero o arbusto a fogliame deciduo alto fino a 10 m, con chioma globosa o allungata, irregolare di colore verde intenso. TRONCO: sinuoso, spesso ramoso dalla base, corteccia compatta di colore arancio brunastro e rami scuri con spine acute. FOGLIE: con base pi o meno tronca e lamina a contorno ovale, lobi con bordi paralleli e 2 4 denti dallapice con nervature divergenti. Pagina superiore di colore verde intenso, pagina inferiore pi chiara. FIORI: in densi corimbi eretti formati da 15 20 fiori bianchi con 5 petali e un solo stilo. FRUTTI: pomi di colore rosso intenso, con un solo seme, in densi grappoli. NOTE: coltivato come pianta ornamentale e conosciuto da lungo tempo per le sue propriet medicinali.

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CANNUCCIA DI PALUDE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Liliopsida ORDINE Poales FAMIGLIA Poaceae GENERE Phragmites SPECIE
Phragmites australis

Cannuccia di palude
NOME SCIENTIFICO

Phragmites australis

AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: pianta erbacea perenne, rizomatosa, pu raggiungere unaltezza di 4 m. FUSTO: epigeo, culmo, eretto e robusto. FOGLIE: opposte, ampie e laminari, glabre, di colore verde, lineari con presenza di peli. FIORI: infiorescenze (pannocchie) con diverse spighette, violacee con peli. FRUTTI: cariosside dotata di gluemette e setole. NOTE: i culmi sono da sempre stati utilizzati per coprire i tetti.

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CARPINO BIANCO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Fagales FAMIGLIA Betulaceae GENERE Carpinus SPECIE Carpinus betulus

Carpino bianco
NOME SCIENTIFICO

Carpinus betulus AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: albero, qualche volta arbusto, a fogliame deciduo, alto fino a 20 m, con chioma globosa espansa di colore verde lucente. TRONCO: dritto con rami ascendenti e corteccia grigio brunastra, liscia, con strisce pi chiare che formano un disegno a rete. FOGLIE: lamina ellittica con base simmetrica ed apice acuto, allargata verso lapice con nervature pronunciate ma senza nervature secondarie, margine con doppia dentellatura. FIORI: infiorescenze maschili in amenti penduli gialli, le femminili pi piccole e verdastre; sono portate separate sulla stessa pianta. FRUTTI: infruttescenze giallo verdastre, poi brunastre, pendule, formate da brattee membranose, trilobate, portanti ognuna una piccola noce. NOTE: il Carpino bianco utilizzato come specie di interesse forestale ma anche come pianta ornamentale. Le foglie venivano utilizzate in passato come foraggio.

257

CARPINO NERO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Fagales FAMIGLIA Corylaceae GENERE Ostrya SPECIE
Ostrya carpinifolia

Carpino nero
NOME SCIENTIFICO

Ostrya carpinifolia

AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: albero, ma spesso arbusto, con foglie decidue alto fino a 10 m, chioma conica, ovale e spesso irregolare di colore verde vivo. TRONCO: dritto con corteccia grigio scura, liscia, tardivamente screpolata FOGLIE: ovali di colore verde chiaro con apice acuminato e margine con doppia dentatura, nervature evidenti. FIORI: infiorescenze maschili in amenti gialli penduli in gruppi di 2 3, quelle femminili in amenti portati divisi sulla stessa pianta. FRUTTI: infruttescenze ovoidali pendule formate da acheni chiusi in brattee biancastre. NOTE: pianta resistente anche allinquinamento, viene utilizzata come ornamentale.

258

CILIEGIO SELVATICO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Rosales FAMIGLIA Rosaceae GENERE Prunus SPECIE M G N D
Prunus avium

Ciliegio selvatico
NOME SCIENTIFICO

Prunus avium

AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O

DESCRIZIONE: albero con fogliame deciduo alto fino a 20 m, con chioma ovata, piramidale di colore verde vivo. TRONCO: eretto, sinuoso, ramificato con corteccia grigio brunastra. FOGLIE: generalmente pendule con lamina oblanceolata con margine dentellato. Pagina superiore di colore verde scuro, pagina inferiore pi chiara. FIORI: in ombrelle formate da 6 10 fiori bianchi. FRUTTI: drupe (ciliegie) con lungo picciolo di colore variabile dal rosa al rosso al rosso nerastro. NOTE: il legno viene impiegato nella costruzione di mobili mentre i frutti sono utilizzati in ambito alimentare.

259

EVONIMO
NOME COMUNE

Evonimo o Fusaggine
NOME SCIENTIFICO Euonymus europaeus

CLASSIFICAZIONE CLASSE
Magnoliopsida

ORDINE
Celastrales

AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

FAMIGLIA
Celastraceae

GENERE
Euonymus

SPECIE
E. europaeus

DESCRIZIONE: arbusto o piccolo albero caducifoglio, raggiunge unaltezza di circa 6 metri. TRONCO: legno con odore di mela, rami opposti, cilindrici FOGLIE: foglie opposte, con picciolo di 4-8 mm, lamina lanceolata acuta a margine finemente seghettato FIORI: in cime ascellari, piccoli, con 4 petali giallo-verdi. FRUTTI: capsula quadrilobata, di colore rosso, con 4 semi ovoidi circondati da un involucro arancione, maturi da agosto a ottobre. NOTE: la pianta tossica, con azione purgativa ed emetica. I frutti essiccati e polverizzati venivano usati come insetticidi e antiparassitari. Il decotto di semi, frutti e corteccia era utilizzato per uso esterno contro la scabbia degli animali domestici.

260

FARNIA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Fagales FAMIGLIA Fagaceae GENERE Quercus SPECIE Quercus robur

Farnia
NOME SCIENTIFICO

Quercus robur AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: albero con fogliame deciduo alto fino a 30 m con chioma da ovale a globosa spesso irregolare, molto ampia, di colore verde scuro. TRONCO: dritto, robusto, presto ramoso con ramuli glabri, corteccia grigio brunastra pallida, fessurata in piccole placche. FOGLIE: sub sessili con piccolo picciolo, lamina obovata con apice arrotondato con due orecchiette alla base e divisa in 4 6 lobi arrotondati su ciascun lato; pagina superiore di colore verde scuro, quella inferiore con riflesso bluastro. FIORI: i fiori maschili sono degli amenti giallastri, penduli, i femminili insignificanti, allascella delle foglie, portati sulla stessa pianta. FRUTTI: ghiande sessili, ovali con cupole che le ricoprono per circa . NOTE: tra le essenze forestali pi pregiate. Il legno duro e resistente.

261

FRASSINO MAGGIORE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Scrophulariales FAMIGLIA Oleaceae GENERE Fraxinus SPECIE
Fraxinus excelsior

Frassino maggiore
NOME SCIENTIFICO

Fraxinus excelsior

AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: albero con fogliame deciduo alto fino a 20 40 m, chioma globosa allungata di colore verde pallido. TRONCO: eretto, lungo, ramificato in alto, corteccia grigia, liscia e fessurata, spesso ricoperta di licheni. FOGLIE: imparipennate composte da 9 13 foglioline lanceolate. Pagina superiore verde scuro, pagina inferiore grigiastra. FIORI: unisessuali poco evidenti, senza corolla, con lunghe antere purpuree, presenti sia sulla stessa pianta che su piante differenti. FRUTTI: samare lanceolate in densi grappoli penduli. NOTE: trova impiego come pianta ornamentale mentre il legno viene utilizzato in falegnameria.

262

MELO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE
Magnoliopsida

Melo
NOME SCIENTIFICO

Malus domestica

ORDINE
Rosales

AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

FAMIGLIA
Rosaceae

GENERE Malus SPECIE M. domestica

DESCRIZIONE: albero deciduo di 5-12 metri di altezza. Chioma densa ed espansa e apparato radicale superficiale. TRONCO: pianta di dimensioni medio-elevate che pu raggiungere un'altezza anche di 8-10 metri. Il melo presenta gemme a legno e miste portate da diversi rami fruttiferi, cio da dardi, lamburde, brindilli e rami misti. FOGLIE: le foglie sono alterne e semplici, a lamina ovale, con apice acuto e base arrotondata, di 5-12 centimetri di lunghezza e 3-6 cm di larghezza, glabre superiormente e con una certa tomentosit sulla pagina inferiore. Il picciolo lungo 2-5 cm. FIORI: i fiori sono ermafroditi di colore bianco-rosato esternamente e bianco internamente, a simmetria pentamera. Hanno corolla composta da 5 petali e sono larghi 2,5-3,5 cm e ovario infero. Sono riuniti in infiorescenze a corimbo, in numero di 3-7. La fioritura si svolge in primavera, simultaneamente al germogliamento. L'impollinazione entomofila. FRUTTI: il frutto, detto pomo, si forma per accrescimento del ricettacolo fiorale insieme all'ovario ed perci un falso frutto; ha forma globosa, generalmente di 5-9 cm di diametro, prima verde e a maturazione, estivo-autunnale, con colore variabile dal giallo-verde al rosso. Il frutto vero, derivato dall'accrescimento dell'ovario in realt costituito dal torsolo, di consistenza pi coriacea rispetto alla polpa. Il pericarpo contiene cinque carpelli disposti come una stella a cinque punte; ogni carpello contiene da uno a tre semi. NOTE: resistente al freddo (fino a -25C, con qualche eccezione), per la sensibilit alle gelate tardive dipende dallepoca di fioritura, e sopporta bene il calcare se il terreno ben drenato, si adatta a vari terreni.

263

NOCCIOLO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Fagales FAMIGLIA Betulaceae GENERE Corylus SPECIE Corylus avellana

Nocciolo
NOME SCIENTIFICO

Corylus avellana AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: alberello spesso arbustivo con fogliame deciduo, alto fino a 6 7 m, chioma globosa espansa di colore verde vivo. TRONCO: eretto, ramificato fin dalla base con corteccia grigio brunastra lucida, solo tardivamente con solchi longitudinali. FOGLIE: con lamina da ellittica a rotondeggiante, di colore verde chiaro opaco, con base cuoriforme e apice appuntito; margine con dentellatura doppia. FIORI: infiorescenze maschili in amenti penduli lunghi di colore dapprima rosato, poi giallo che si formano in autunno; i fiori femminili sono simili a piccole gemme. FRUTTI: piccole noci, generalmente riunite in ciuffi, avvolte quasi completamente da due brattee fogliari sfrangiate. NOTE: coltivato per i frutti. Micorizzazione con tartufo bianco e nero.

264

OLMO CAMPESTRE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Rosales FAMIGLIA Ulmaceae GENERE Ulmus SPECIE
Ulmus campestris

Omo campestre
NOME SCIENTIFICO

Ulmus campestris

AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: albero con fogliame deciduo, alto fino a 30 m, con chioma allungata di colore verde vivo. TRONCO: eretto, ramificato, corteccia grigio brunastra, screpolata. FOGLIE: lamina con forma da ellittica a obovata, apice acuminato e margine doppiamente dentato, base asimmetrica con lobo che ricopre il picciolo. Pagina superiore glabra, lucente, pagina inferiore con qualche ciuffo di peli. FIORI: in piccole ombrelle ascellari sessili, rosse. FRUTTI: samare ellittiche con margine glabro e seme posto nella met apicale. NOTE: piante utilizzate spesso come ornamento e sopportano bene linquinamento e la potatura. Il legno viene utilizzato per la costruzione di mobili e compensato.

265

ONTANO BIANCO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Fagales FAMIGLIA Betulaceae GENERE Alnus SPECIE Alnus incana

ontano bianco
NOME SCIENTIFICO

Alnus incana AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: albero, ma spesso arbusto, con fogliame deciduo, alto fino a 20 m, con chioma ovale o piramidale di colore verde grigio. TRONCO: eretto, presto ramificato e spesso spollonante, con corteccia liscia, grigio chiara grigio scura. FOGLIE: ovate, con apice appuntito, di colore verde chiaro sulla pagina superiore e grigio argento su quella inferiore; margine con doppia dentellatura. FIORI: infiorescenze maschili in amenti penduli, di colore giallo brunastro, quelle femminili in piccoli coni rossastri, sulla stessa pianta. FRUTTI: strobili con squame legnose che a maturit liberano semi alati. NOTE: legno resistente allacqua. Pianta miglioratrice del terreno in quanto le radici sono ricche di tubercoli che ospitano batteri azotofissatori. Le radici consolidano le sponde.

266

ONTANO NERO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Fagales FAMIGLIA Betulaceae GENERE Alnus SPECIE Alnus glutinosa

Ontano nero
NOME SCIENTIFICO

Alnus glutinosa AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: albero con fogliame deciduo alto fino a 20 m, con chioma ovata, piramidale di colore prima verde vivo ma presto verde cupo, con riflesso brunastro. TRONCO: eretto, spesso ramificato dalla base e corteccia grigio brunastra, fessurata; rami giovani vischiosi. FOGLIE: obovate o rotondeggianti con base cuneata, apice spesso inciso e margine con grossolana dentatura, verde scuro sulla pagina superiore, dello stesso colore su quella inferiore, vischiose da giovani. FIORI: infiorescenze maschili in amenti lunghi, giallo brunastri, le femminili ovali sullo stesso peduncolo portati sulla stessa pianta. FRUTTI: strobili ovali legnosi marroni che a maturazione liberano semi alati. NOTE: legno resistente allacqua. Pianta miglioratrice del terreno in quanto le radici sono ricche di tubercoli che ospitano batteri azotofissatori. Le radici consolidano le sponde.

267

OPALO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE
Magnoliopsida

Opalo
NOME SCIENTIFICO

Acer opalus

ORDINE
Sapindales

AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

FAMIGLIA
Aceraceae

GENERE Acer SPECIE


A. opalus

DESCRIZIONE: arbusto o albero di altezza 20-25 metri. La chioma rotondeggiante e ampia. Lapparato radicale espanso lateralmente con radici secondarie che penetrano in profondit. TRONCO: la corteccia, liscia e grigio chiara, diviene poi bruno-giallastra, fessurata e si desquama in placche. i giovani rami sono cilindrici, brunastri o bruno-giallastri, lucenti e glabri. le gemme sono pluriperulate; quelle laterali sono opposte ed appressate, ovato-oblunghe, con perule (scaglie che formano una gemma) rossastre e pubescenti, specialmente sul dorso. FOGLIE: le foglie sono semplici, piuttosto coriacee, a lamina espansa, larga da 5 a 15cm, con 3/5 lobi leggermente acuti, e con denti ottusi abbastanza evidenti; la pagina inferiore glabra ad eccezione delle nervature. FIORI: i fiori sono monoici con piccola corolla giallo verdastra e lunghi peduncoli glabri. la comparsa ad aprile, prima della fogliazione. FRUTTI: i semi hanno ali lunghe 2,5-4cm, divergenti a V; hanno pareti assai spesse e dure. NOTE: il legno molto pregiato.

268

PADO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE
Magnoliopsida

Pado
NOME SCIENTIFICO

Prunus padus

ORDINE
Rosales

AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

FAMIGLIA
Rosaceae

GENERE Prunus SPECIE


P. padus

DESCRIZIONE: albero alto circa 15 metri. Apparato radicale espanso e profondo, pollonifero. TRONCO: fusto slanciato e diritto, chioma non molto densa, corteccia grigia scura, con numerose lenticelle chiare; rametti sottili, pendenti, quelli dell'anno dapprima verdi e finemente pelosi, poi rosso-bruni; gemme inserite a spirale, con molte perule, brune e appuntite. Legno tenero, bianco-verdastro e con odore non gradevole di mandorle amare. FOGLIE: foglie alterne, portate su brachiblasti, con picciolo di 2-3 cm, provvisto di stipole filiformi caduche; lamina ovale o (meno frequentemente) lanceolata, a margine minutamente seghettato ed acuminata all'apice, morbida e glabra; pagina superiore verde intenso opaco, pagina inferiore glaucescente, con nervature secondarie pennate evidenti, FIORI: fiori leggermente profumati, in grappoli semplici lunghi 10-15 cm, reflessi o penduli, fogliosi alla base; singoli fiori su peduncoli di circa 2 cm, a calice verde, semisferico, dentellato, con 5 petali bianchi FRUTTI: frutti in drupe sferiche (6-7 mm), prive del residuo calicino, di colore virante dal verde al rosso al nero-violaceo, lucide, maturanti a met estate. Ncciolo piccolo e rugoso. NOTE: si usano la corteccia dei rami giovani e le drupe. Polvere, infuso e tintura di corteccia, contenente amigdalina (velenosa!), hanno propriet antispasmodiche ed astringenti, inoltre febbrifughe, diuretiche e diaforetiche. Anche i frutti hanno azione antispasmodica ed astringente

269

PIOPPO BIANCO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Salicales FAMIGLIA Salicaceae GENERE Populus SPECIE Populus alba

Pioppo bianco
NOME SCIENTIFICO

Populus alba AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: albero con fogliame deciduo alto fino a 30 m, chioma globosa espansa di colore grigio chiaro grigio brillante. TRONCO: eretto, diviso in grosse branche fin dal basso, con corteccia grigio chiaro, biancastra poi nerastra verso la base; ramuli ricoperti da lanugine biancastra. FOGLIE: con lamina da lobata a quasi rotonda; pagina superiore di colore verde scuro e pagina inferiore ricoperta da una fitta peluria bianca. FIORI: pianta dioica con amenti maschili pelosi di colore grigio rosato, e amenti femminili pi piccoli, verdi, portati su piante separate. FRUTTI: infruttescenze in amenti lunghi, formati da numerose capsule verdastre che a maturazione liberano semi cotonosi. NOTE: impiegato nella cartiera e anche come pianta ornamentale e per alberature stradali.

270

PIOPPO NERO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Salicales FAMIGLIA Salicaceae GENERE Populus SPECIE Populus nigra

Pioppo nero
NOME SCIENTIFICO

Populus nigra AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: albero con fogliame deciduo alto fino a 30 m, con rami ascendenti che formano una chioma ovale espansa, spesso irregolare, di colore verde vivo. TRONCO: eretto, frequentemente con numerose protuberanze, molto ramificato e diviso fin dalla base, con corteccia grigio brunastra spessa e solcata. FOGLIE: da triangolari a romboidali, con apice affusolato e margine seghettato, con lungo picciolo, spesso ricurvo, di colore verde intenso, lucido sulla pagine superiore e pi chiaro su quella inferiore. FIORI: infiorescenze in amenti penduli lunghi di colore rosso cupo vivo i maschili, giallo verdastri i femminili, portati su piante differenti. FRUTTI: infruttescenze in lunghi amenti formati da una collana di capsule ovali verdastre che a maturit liberano semi piumosi. NOTE: impiegato nella cartiera e anche come pianta ornamentale e per alberature stradali.

271

ROBINIA PSEUDOACACIA
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Fabales FAMIGLIA Fabaceae GENERE Robinia SPECIE Robinia pseudoacacia

Robinia pseudoacacia
NOME SCIENTIFICO

Robinia pseudoacacia AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: albero con fogliame deciduo alto fino a 25 m con chioma globosa di colore verde pallido. TRONCO: eretto, largamente ramificato con rami sinuosi e ramuli fortemente spinosi; corteccia grigio brunastra, grossolanamente solcata. FOGLIE: imparipennate composte da foglioline ovate; stipole trasformate in spine robuste; pagina superiore lucida di colore verde bluastro, pagina inferiore verde grigiastra. FIORI: papilionacei bianchi, in densi racemi penduli con odore e sapore dolciastri. FRUTTI: bacelli lisci, brunastri che rimangono sulla pianta fino allinverno. NOTE: impiegato nel consolidamento dei versanti e fornisce ottimo legno.

272

ROVO COMUNE
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Rosales FAMIGLIA Rosaceae GENERE Rubus SPECIE
Rubus ulmifolius

Rovo comune
NOME SCIENTIFICO

Rubus ulmifolius

AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

DESCRIZIONE: pianta arbustiva perenne, semicaducifoglia. Pu raggiungere unaltezza di 3 m. FUSTO: legnoso, di colore rossastro e dotato di aculei. FOGLIE: imparipennate, costituite da 3 5 foglie con margine seghettato di colore verde scuro, acuminate. La pagina superiore glabra mentre quella inferiore presenta peli bianchi. FIORI: bianchi o rosa, composti da 5 petali e 5 sepali. Sono raggruppati in racemi a formare infiorescenze di forma oblunga o piramidale. FRUTTI: composti da piccole drupe, allinizio verdi, poi rosse e nere a maturit (more). Il frutto maturo tra luglio e settembre. NOTE: utilizzato per delimitare propriet e terreni, per ricavarne miele, come corridoi ecologici per la fauna, i frutti sono impiegati in ambito alimentare.

273

SALICE BIANCO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Malpighiales FAMIGLIA Salicaceae GENERE Salix SPECIE M G N D
Salix alba

Salice bianco
NOME SCIENTIFICO

Salix alba

AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O

DESCRIZIONE: albero con fogliame deciduo, alto fino a 20 m con chioma globosa. TRONCO: dritto, ramificato con rami diretti verso lalto. La corteccia grigio brunastra, solcata. FOGLIE: strettamente lanceolate, affusolate alla base e acuminate allapice con margine seghettato. Pagina superiore di colore verde con peli argentati e pagina inferiore con fitta peluria bianca. FIORI: pianta dioica con infiorescenze in amenti. Quelli maschili sono gialli, quelli femminili verdi, portati su piante diverse. NOTE: diffusamente coltivato lungo le zone umide. Pianta molto resistente e il legno viene utilizzato per ricavarne vimini.

274

SALICE GRIGIO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE
Magnoliopsida

Salice grigio
NOME SCIENTIFICO

Salix cinerea

ORDINE
Salicales

AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O M G N D

FAMIGLIA
Salicaceae

GENERE Salix SPECIE


S. cinerea

DESCRIZIONE: rigoglioso arbusto alto da 1 a 6 metri. Vive in zone pianeggianti, su suoli a falda freatica superficiale (spesso presso stagni ed acquitrini), TRONCO: corteccia liscia grigia-opaca o grigia-brunastra; rami robusti, leggermente divaricati, un po' angolosi, grigio-tomentosi da giovani, con tomento fitto e persistente; legno di 2-4 anni provvisto sotto scorza di numerose prominenti ed affilate creste (salienze), piuttosto lunghe. FOGLIE: foglie caduche polimorfe brevemente picciolate, cuneate alla base e dotate di stipole quasi reniformi, di norma persistenti sui rami dell'anno; lamina ovale-lanceolata o ellittica, con massima larghezza nella met apicale, lunga da 5 a 10 cm e larga 2-4 cm, a margine revoluto, da subintero a ondulato o irregolarmente dentato, ad apice acuto od arrotondato, verde opaca e pubescente di sopra, grigio-verdastra e finemente tomentosa di sotto, con nervature prominenti. FIORI: fiori, precedenti la fogliazione, in amenti densi, normalmente eretti, subsessili, a squame pelose e nerastre all'apice, su piante a sessi separati (dioiche); i maschili lunghi fino a 4 cm, con stami villosi alla base lunghi 2-3 volte la brattea; i femminili fino a 5 cm (9 a maturit), con ovario coniforme, stipitato, fittamente grigio-tomentoso. FRUTTI: frutti a capsula di circa 1 cm, con stimma a lobi lunghi quanto lo stilo. NOTE: come per le altre specie del genere Salix , la corteccia fornisce, oltre a tannino, anche la salicina, da cui si ricava acido salicilico, ad azione tonica, antireumatica, febbrifuga, antifermentativa ed astringente. Le foglie dei salici agiscono come cicatrizzanti, astringenti e sedative.

275

TIGLIO
NOME COMUNE

CLASSIFICAZIONE CLASSE Magnoliophyta ORDINE Malvales FAMIGLIA Tiliaceae GENERE Tilia SPECIE M G N D
Tilia cordata

Tiglio
NOME SCIENTIFICO

Tilia cordata

AUTOCTONA ALLOCTONA FIORITURA G L F A M A S O

DESCRIZIONE: albero con fogliame deciduo. Raggiunge unaltezza di 20 30 m. TRONCO: robusto, ramificato con rami ascendenti, corteccia grigio scuro. FOGLIE: picciolo glabro, base cordata, asimmetrica, apice acuminato e margine seghettato. Pagina superiore verde, lucida, quella inferiore glauca. FIORI: infiorescenze in corimbi non penduli formati da fiori bianchi. FRUTTI: ovali con pericarpo leggero e fragile. NOTE: il legno viene utilizzato per le sculture mentre i fiori, ricchi di oli essenziali, sono impiegati per preparare infusi.

276

CHECKLIST
Qui di seguito viene riportata una lista in cui sono elencate le specie (per alcuni organismi invece solo gli ordini) censite, almeno una volta, fino ad oggi.
CLASSE UCCELLI ANFIBI RETTILI MAMMIFERI PESCI ARTROPODI MOLLUSCHI MALACOSTRACA PIANTE

Numero di specie

70

14

17

49

86

Totale di specie osservate e identificate negli anni 2010/2011: 254


CLASSE UCCELLI ANFIBI RETTILI MAMMIFERI PESCI ARTROPODI MOLLUSCHI MALACOSTRACA PIANTE

Numero di specie

74

14

17

49

86

Totale di specie osservate e identificate negli anni 2011/2012: 258


CLASSE UCCELLI ANFIBI RETTILI MAMMIFERI PESCI ARTROPODI MOLLUSCHI MALACOSTRACA PIANTE

Numero di specie

76

14

17

49

203

Totale di specie osservate e identificate negli anni 2012/2013: 377

277

NOME COMUNE ANIMALI (FAUNA) ANFIBI raganella rana verde comune rospo comune tritone crestato tritone puntinato INVERTEBRATI tisanuri efemerotteri odonati odonati odonati odonati odonati odonati odonati odonati odonati odonati odonati odonati blattoidei mantoidei isotteri zoratteri plecotteri embiotteri grilloblattoidei dermatteri fasmidi ortotteri psocotteri mallofagi anopluri tisanotteri rincoti neurotteri mecotteri tricotteri lepidotteri lepidotteri lepidotteri lepidotteri lepidotteri lepidotteri

NOME SCIENTIFICO

Classe

Hyla arborea Rana esculenta Bufo bufo Triturus cristatus Lissotriton vulgaris

Amphibia Amphibia Amphibia Amphibia Amphibia

Insecta Insecta Crocothemis erythraea Insecta Orthetrum albistylum Insecta Orthetrum coerulescens Insecta Calopteryx splendens caprai Insecta Calopteryx virgo padana Insecta Platycnemis pennipes Insecta Onychogomphus forcipatus Insecta Sympetrum pedemontanum Insecta Sympetrum striolatum Insecta Orthetrum cancellatum Insecta Ischnura elegans Insecta Anax imperator Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Celastrina argiolus Insecta Lycaena alciphron Insecta Satyrium spini Insecta Lycaena dispar Insecta Polygonia egea Insecta Inachis io Insecta

278

lepidotteri lepidotteri Bombice del salice Cavolaia Sfinge del galio Vanessa del cardo ditteri sifonatteri coleotteri strepsitteri imenotteri Molluschi Molluschi gambero di fiume gambero rosso della Louisiana MAMMIFERI nutria arvicola terrestre coniglio selvatico faina lepre moscardino pipistrello ratto riccio silvilago talpa tasso topolino delle risaie volpe PESCI alborella carassio carpa cavedano cobite comune cobite mascherato gambusia ghiozzo padano gobione luccio persico reale persico sole pseudorasbora rodeo amaro rutilo o gardon scardola

Iphiclides podalirius Vanessa atalanta Leucoma salicis Pieris brassicae Macroglossum stellatarum Vanessa cardui

Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Insecta Gasteropoda Bivalvia Malacostraca Malacostraca

Mollusca Mollusca Austropotamobius pallipes Procambarus clarkii

Myocastor coypus Arvicola terrestris Oryctolagus cuniculus Martes foina Lepus europaeus Muscardinus avellanarius Chiroptera Rattus norvegicus Erinaceus europaeus Sylvilagus floridanus Talpa europaea Meles meles Micromys minutus Vulpes vulpes

Mammalia Mammalia Mammalia Mammalia Mammalia Mammalia Mammalia Mammalia Mammalia Mammalia Mammalia Mammalia Mammalia Mammalia

Alburnus alburnus Carassius carassius Cyprinus carpio Leuciscus cephalus Cobitis taenia Sabanejewia larvata Gambusia affinis Padogobius bonelli Gobio gobio Esox lucius Perca fluviatilis Lepomis gibbosus Pseudorasbora parva Rhodeus sericeus Rutilus rutilus Scardinius

Actinopterygii Actinopterygii Actinopterygii Actinopterygii Actinopterygii Actinopterygii Actinopterygii Actinopterygii Actinopterygii Actinopterygii Actinopterygii Actinopterygii Actinopterygii Actinopterygii Actinopterygii Actinopterygii

279

triotto RETTILI biacco colubro europeo lucertola di campagna lucertola muraiola natrice orbettino ramarro Tartaruga dalle orecchie gialle Tartaruga dalle orecchie rosse UCCELLI airone bianco maggiore airone cenerino airone guardabuoi airone rosso allodola alzavola anatra carolina averla piccola balestruccio balia nera ballerina bianca ballerina gialla capinera cardellino cicogna biancha cinciallegra cinciarella codibugnolo codirosso codirosso spazzacamino colombaccio cormorano cornacchia grigia corriere piccolo cuculo fagiano comune folaga fringuello frullino gabbiano comune gallinella d'acqua garzetta gazza germano reale gheppio gufo comune

erythrophthalmus Rutilus aula

Actinopterygii

Hierophis viridiflavus Coronella austriaca Podarcis sicula Podarcis muralis Natrix natrix Anguis fragilis Lacerta viridis Trachemys scripta elegans Trachemys scripta scripta

Reptilia Reptilia Reptilia Reptilia Reptilia Reptilia Reptilia Reptilia Reptilia

Casmerodius albus Ardea cinerea Bubulcus ibis Ardea purpurea Alauda arvensis Anas crecca Aix sponsa Lanius collurio Delichon urbica Ficedula hypoleuca Motacilla alba Motacilla cinerea Sylvia atricapilla Carduelis carduelis Ciconia ciconia Parus maior Parus caeruleus Aegithalos caudatus Phoenicurus phoenicurus Phoenicurus ochruros Columba palumbus Phalacrocorax carbo Corvus corone cornix Charadrius dubius Cuculus canorus Phasianus colchicus Fulica atra Fringilla coelebs Lymnocryptes minimus Larus ridibundus Gallinula chloropus Egretta garzetta Pica pica Anas platyrhynchos Falco tinnunculus Asio otus

Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves

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lodolaio lucherino lu piccolo lu verde martin pescatore merlo nibbio bruno nitticora oca cignoide passera d'Italia passera mattugia passera scopaiola pavoncella pettirosso picchio rosso maggiore picchio verde piccione selvatico pigliamosche piro piro boschereccio piro piro piccolo poiana regolo rondine rondone scricciolo sgarza ciuffetto sparviere stiaccino storno svasso maggiore topino torcicollo tordo bottaccio tortora dal collare tuffetto upupa usignolo di fiume verdone verzellino zigolo muciatto VEGETAZIONE (FLORA) abete acero campestre acetosa acetosa minore agrimonia comune ailanto alliaria aristolochia clematide aspraggine comune

Falco subbuteo Carduelis spinus Phylloscopus collybita Phylloscopus sibilatrix Alcedo atthis Turdus merula Milvus migrans Nycticorax nycticorax Anser cygnoides Passer italiae Passer montanus Prunella modularis Vanellus vanellus Erithacus rubecula Dendrocopos major Picus viridis Columba livia Muscicapa striata Tringa glareola Actitis hypoleucos Buteo buteo Regulus regulus Hirundo rustica Apus apus Troglodytes troglodytes Ardeola ralloides Accipiter nisus Saxicola rubetra Sturnus vulgaris Podiceps cristatus Riparia riparia Jynx torquilla Turdus philomelos Streptopelia decaocto Tachybaptus ruficollis Upupa epops Cettia cetti Carduelis chloris Serinus serinus Emberiza cia

Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves Aves

Abies alba Acer campestre Rumex acetosa Rumex acetosella Agrimonia eupatoria Ailanthus altissima Alliaria petiolata Aristolochia clematitis Picris hieradoides

Pinopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida

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assenzio selvatico bardana maggiore biancospino comune brugo camomilla bastarda cannuccia di palude cardo lanoso cardo rosso carice spondicola carota selvatica carpino bianco carpino nero centochio dei campi cerretta comune ciliegio selvatico cipollaccio col fiocco consolida maggiore cremesina crescione crespino dente di leone comune enula baccherina erba cimicina evonimo falsa ortica bianca falsa ortica purpurea farnia forasacco rosso frangola frassino maggiore issopo lenticchia d'acqua linaiola malva selvatica melo mercorella millefoglio d'acqua ascellare muschini nocciolo nontiscordardim delle paludi olmo campestre ontano nero opalo orniello ortica comune pado papavero pepe d'acqua pervinca minore pioppo bianco pioppo nero

Artemisia vulgaris Arctium lappa Crataegus monogyna Calluna vulgaris Anthemis arvensis Phragmites australis Cirsium eriophorum Carduus nutans Carex elata Daucus carota Carpinus betulus Ostrya carpinifolia Anagallis arvensis Serratula tinctoria Prunus avium Leopoldia comosa Symphytum officinale Phytolacca americana Veronica beccabunga Berberis vulgaris Leontodon hispidus Inula conyzae Geranium robertianum Euonymus europaeus Lamium album Lamium purpureum Quercus robur Bromus sterilis Frangula alnus Fraxinus excelsior Hyssopus officinalis Lemna minor Thesium linophyllon Malva sylvestris Malus domestica Mercurialis annua Myriophyllum verticillatum Muscari botryoides Corylus avellana Myosotis scorpioides Ulmus campestris Alnus glutinosa Acer opalus Fraxinus ornus Urtica dioica Prunus padus Papaver rhoeas Polygonum hydropiper Vinca minor Populus alba Populus nigra

Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Liliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Liliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Liliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Liliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Liliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Liliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida

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poligono minore poligono mite poligono persicaria primula prugnolo prugnolo tardivo quercia ranuncolo comune robinia rosa selvatica o canina rovo bluastro rovo comune salcerella salice bianco salice fragile salice grigio salice ripariolo sambuco sanguinello saponaria silene bianca tarassaco tiglio trifoglio rosso veccia montanina verbasco nero verga d'oro maggiore veronica comune viola del pensiero viola mammola viperina azzurra

Polygonum minus Polygonum mite Polygonum lapathifolium Primula vulgaris Prunus spinosa Prunus serotina Quercus spp. Ranunculus acris Robinia pseudoacacia Rosa canina Rubus caesius Rubus ulmifolius Lythrum salicaria Salix alba Salix fragilis Salix cinerea Salix eleagnos Sambucus nigra Cornus sanguinea Saponaria officinalis Silene alba Taraxacum officinale Tilia cordata Trifolium incarnatum Vicia cracca Verbascum nigrum Solidago gigantea Veronica chamaedrys Viola tricolor Viola odorata Echium vulgare

Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida

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SCHEDA DI AVVISTAMENTO FAUNISTICO

GENERALITA Nome e Cognome: CONTATTI Tel./cell.: E-mail: Altro:

DOVE E QUANDO Luogo dellavvistamento (Comune e Provincia): Tipologia della zona (rurale, bosco, parco, giardino, siepi, coltivato, incolto, zona umida, ecc.):

Data (gg/mm/aaaa): Fase della giornata: mattino pomeriggio

Ora: sera notte

OSSERVAZIONE Tipo di animale: invertebrato Classificazione: molluschi Descrizione/caratteristiche: vertebrato insetti pesci anfibi rettili mammiferi uccelli

NOTE:

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Elenco alfabetico delle specie abete acero campestre acetosa acetosa minore agrimonia comune ailanto airone bianco maggiore airone cenerino airone guardabuoi airone rosso alborella alliaria allodola alzavola anatra carolina anopluri aristolochia clematide arvicola terrestre aspraggine comune assenzio selvatico averla piccola balestruccio balia nera ballerina bianca ballerina gialla bardana maggiore biacco biancospino comune blattoidei Bombice del salice brugo camomilla bastarda cannuccia di palude capinera carassio cardellino cardo lanoso cardo rosso carice spondicola carota selvatica carpa carpino bianco carpino nero cavedano Cavolaia centochio dei campi cerretta comune cicogna biancha Pinopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Aves Aves Aves Aves Actinopterygii Magnoliopsida Aves Aves Aves Insecta Magnoliopsida Mammalia Magnoliopsida Magnoliopsida Aves Aves Aves Aves Aves Magnoliopsida Reptilia Magnoliopsida Insecta Insecta Magnoliopsida Magnoliopsida Liliopsida Aves Actinopterygii Aves Magnoliopsida Magnoliopsida Liliopsida Magnoliopsida Actinopterygii Magnoliopsida Magnoliopsida Actinopterygii Insecta Magnoliopsida Magnoliopsida Aves 285

ciliegio selvatico cinciallegra cinciarella cipollaccio col fiocco cobite comune cobite mascherato codibugnolo codirosso codirosso spazzacamino coleotteri colombaccio colubro europeo coniglio selvatico consolida maggiore cormorano cornacchia grigia corriere piccolo cremesina crescione crespino cuculo dente di leone comune dermatteri ditteri efemerotteri embiotteri enula baccherina erba cimicina fagiano comune faina falsa ortica bianca falsa ortica purpurea farnia fasmidi folaga forasacco rosso frangola frassino maggiore fringuello frullino gabbiano comune gallinella d'acqua gambero di fiume gambero rosso della Louisiana gambusia garzetta gazza germano reale gheppio ghiozzo padano

Magnoliopsida Aves Aves Liliopsida Actinopterygii Actinopterygii Aves Aves Aves Insecta Aves Reptilia Mammalia Magnoliopsida Aves Aves Aves Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Aves Magnoliopsida Insecta Insecta Insecta Insecta Magnoliopsida Magnoliopsida Aves Mammalia Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Insecta Aves Liliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Aves Aves Aves Aves Malacostraca Malacostraca Actinopterygii Aves Aves Aves Aves Actinopterygii 286

gobione grillo gufo comune imenotteri isotteri issopo lenticchia d'acqua lepidotteri lepre linaiola lodolaio luccio lucertola di campagna lucertola muraiola lucherino lu piccolo lu verde mallofagi malva selvatica mantoidei martin pescatore mecotteri mercorella merlo millefoglio d'acqua ascellare Molluschi Molluschi moscardino muschini natrice neurotteri nibbio bruno nitticora nocciolo nontiscordardim delle paludi nutria oca cignoide odonati olmo campestre ontano nero orbettino orniello ortica comune ortotteri papavero passera d'Italia passera mattugia pavoncella pepe d'acqua persico reale

Actinopterygii Insecta Aves Insecta Insecta Magnoliopsida Liliopsida Insecta Mammalia Magnoliopsida Aves Actinopterygii Reptilia Reptilia Aves Aves Aves Insecta Magnoliopsida Insecta Aves Insecta Magnoliopsida Aves Magnoliopsida Gasteropoda Bivalvia Mammalia Liliopsida Reptilia Insecta Aves Aves Magnoliopsida Magnoliopsida Mammalia Aves Insecta Magnoliopsida Magnoliopsida Reptilia Magnoliopsida Magnoliopsida Insecta Magnoliopsida Aves Aves Aves Magnoliopsida Actinopterygii 287

persico sole pervinca minore pettirosso picchio rosso maggiore picchio verde piccione selvatico pigliamosche pioppo bianco pioppo nero pipistrello piro piro boschereccio piro piro piccolo plecotteri poiana poligono minore poligono mite poligono persicaria primula prugnolo prugnolo tardivo pseudorasbora psocotteri quercia raganella ramarro rana verde comune ranuncolo comune ratto riccio rincoti robinia rodeo amaro rondine rondone rosa canina rospo comune rovo bluastro rovo comune rutilo o gardon salcerella salice bianco salice fragile salice ripariolo sambuco sanguinello saponaria scardola scricciolo Sfinge del galio sgarza ciuffetto

Actinopterygii Magnoliopsida Aves Aves Aves Aves Aves Magnoliopsida Magnoliopsida Mammalia Aves Aves Insecta Aves Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Actinopterygii Insecta Magnoliopsida Amphibia Reptilia Amphibia Magnoliopsida Mammalia Mammalia Insecta Magnoliopsida Actinopterygii Aves Aves Magnoliopsida Amphibia Magnoliopsida Magnoliopsida Actinopterygii Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Actinopterygii Aves Insecta Aves 288

sifonatteri silene bianca silvilago sparviere stiaccino storno strepsitteri svasso maggiore talpa tarassaco Tartaruga dalle orecchie gialle Tartaruga dalle orecchie rosse tasso tiglio tisanotteri tisanuri topino topolino delle risaie torcicollo tortora dal collare tricotteri trifoglio rosso triotto tritone crestato tritone puntinato tuffetto upupa usignolo di fiume Vanessa del cardo veccia montanina verbasco nero verdone verga d'oro maggiore veronica comune verzellino viola del pensiero viola mammola viperina azzurra volpe zoratteri

Insecta Magnoliopsida Mammalia Aves Aves Aves Insecta Aves Mammalia Magnoliopsida Reptilia Reptilia Mammalia Magnoliopsida Insecta Insecta Aves Mammalia Aves Aves Insecta Magnoliopsida Actinopterygii Amphibia Amphibia Aves Aves Aves Insecta Magnoliopsida Magnoliopsida Aves Magnoliopsida Magnoliopsida Aves Magnoliopsida Magnoliopsida Magnoliopsida Mammalia Insecta

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Bibliografia http://www.ornitologiaveneziana.eu http://www.emanuelestival.eu/ http://www.isprambiente.gov.it http://www.minambiente.it http://www.agraria.org http://www.insetti.org http://www.odonata.it http://www.leps.it http://www.biolib.de http://www.biologie.uni-hamburg.de/b-online/birds/reglat.htm http://www.provincia.mi.it/parcosud/ http://www.ermesambiente.it http://www.actaplantarum.org ERSAF La pozza del sottopasso di Buccinasco Castello breve indagine ambientale sulla pozza del sottopasso in localit Buccinasco Castello e relative indicazioni gestionali ERSAF Monitoraggio e conservazione della qualit faunistica in fontanili oggetto di riqualificazione ambientale Fornasari L., Vigorita V. (a cura di), 2004 Scopri la fauna della Lombardia. Regione Lombardia, Agricoltura. Peter Hayman & Rob Hume La nuova guida del Birdwatcher. Muzzio Pocket Guide Spagnesi M., A. M. De Marinis (a cuda di), 2002 Mammiferi dItalia. Quad. Cons. Natura, 14 Min. Ambiente Ist. Naz. Fauna Selvatica Spagensi M., L. Serra (a cura di), 2003 Uccelli dItalia. Quad. Cons. Natura, 16, Min. Ambiente Ist. Naz. Fauna Slevatica Spina F. & Volponi S., 2008 - Atlante della Migrazione degli Uccelli in Italia. 1. non-Passeriformi. Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) Spina F. & Volponi S., 2008 - Atlante della Migrazione degli Uccelli in Italia. 2. Passeriformi. Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA)

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Il primo atlante e checklist della biodiversit di Buccinasco, nasce con lo scopo di elencare e registrare in questo particolare progetto lo status naturalistico del nostro territorio. Limportanza di questa opera si rivela nella sua funzione di indicatore della salute ambientale e quindi della qualit del nostro stile di vita. Nel nostro Comune vivono moltissime altre forme di vita e tutte fondamentali per il corretto funzionamento degli ecosistemi in cui viviamo. Conoscere la fauna e la flora e monitorarle nel tempo molto utile per tutelare e valorizzare il nostro ambiente, perch ci ha una valenza oltre che naturalistica / ecologica anche culturale, storica, politica, economica e spirituale. La conoscenza della biologia dei nostri luoghi permette una pi corretta gestione ecologica con metodi biocompatibili i quali si rivelano essere quelli migliori sia da un punto di vista etico che strategico.

291 http://mifaonlus.com

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