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Magia bianca e nera

La definizione lessicale della parola magia "uso dei mezzi soprannaturali per produrre risultati preternaturali". In Teosofia non possiamo essere daccordo con questa definizione, perch riteniamo che nulla sia soprannaturale e che, per quanto inusuale e strano possa essere qualche fenomeno, esso avviene sempre in obbedienza alle leggi della natura. Riconosciamo perfettamente che l'uomo conosce sinora ben poco di queste leggi e che conseguentemente molte cose possono accadere che non pu spiegarsi; ma ragionando per analogia o per diretta osservazione, comprendiamo che le leggi sono in se stesse immutabili e per quanto molte cose siano per noi inspiegabili l'inesplicabilit dovuta alla nostra ignoranza delle leggi e non a qualche deroga delle stesse. La nostra conoscenza molto limitata in molti ruguardi e non c minimamente da stupirsi se di tanto in tanto veniamo in contatto con avvenimenti che non comprendiamo. Noi conosciamo soltanto una piccola frazione del nostro mondo e cio questa parte inferiore di esso ed anche di questa la nostra conoscenza in realt soltanto superficiale e molto parziale. L'uomo comune profondamente inconsapevole della sua ignoranza e perci sorpreso da qualsiasi manifestazione che trascenda i limiti della sua limitatissima esperienza. Riguardo a questo problema della magia molte persone esprimono lo stesso dubbio, come riguardo alla telepatia, alle cure mentali, al mesmerismo, alle apparizioni e allo spiritismo; essi diranno "esistono tali cose come la magia?". Vi sono sempre stati coloro che negano la possibilit di ogni cosa che sia all'infuori della loro piccola esperienza. "non abbiamo mai veduto queste cose - essi dicono - di conseguenza coloro che hanno veduto ci sono, o pazzi, o canaglie, o illusi". E' inutile sprecare argomenti con persone le cui menti sono ancora sottosviluppate in una materia come questa, meglio lasciarle indisturbate nella soddisfazione della loro invincibile ignoranza. Essi sono nella posizione di quel re africano che si indign alle sfacciate falsit dei viaggiatori i quali asserivano che in altri paesi l'acqua talvolta diviene solida. Il ghiaccio era all'infuori della sua esperienza e perci egli negava la possibilit della sua esistenza; proprio allo stesso livello mentale sono le persone a cui sembra ignorantemente ridicolo ci che essi non comprendono. Se desideriamo tentare di migliorare la definizione data dal vocabolario, dobbiamo definire la magia come impiego di forze, che ancora non sono riconosciute, per produrre risultati visibili. In moltissima casi la magia consiste nel controllo di tali forze con la volont umana. Vi sono persone che negherebbero che qualche forza possa essere controllata dalla volont e anche in questo caso semplicemente evidente quanto poco tali persone conoscano di ci. L'uomo inesperto e presuntuoso negher qualsiasi cosa e tutto; l'uomo invece che ha studiato, ha imparato ad essere pi cauto e cos alle asserzioni oziose egli contrappone l'indagine e l'investigazione. L'adozione di quest'ultimo atteggiamento riguardo alla produzione di risultati fisici delle forze ancora sconosciute dimostrerebbe subito che vi sono molti casi, che possono essere connessi, con facili rapporti, con fenomeni che sono del tutto comuni e accettati da tutti. Se noi accettiamo per la magia una definizione come quella suggerita sopra, sorge l'ulteriore domanda: qual il significato degli aggettivi "bianca e nera"? Questi aggettivi sono semplicemente sinonimi di bene e di male. Le forze sconosciute della natura, non sono n buone n cattive in s stesse, esattamente come le forze conosciute dell'elettricit, del vapore o della polvere da sparo. Tutte queste forze possono essere impegate per il bene e per il male, secondo l'atteggiamento mentale dell'uomo che le adopera.

La magia del comando


Possiamo suddividere il soggetto della magia in due grandi parti a seconda dei metodi che impiega; possiamo caratterizzare questi come rispettivamente i metodi di "evocazione" e di "invocazione" cio di comando e di preghiera. Esauriamo la prima. Bench possa agire attraverso molti e diversi canali, la forza unica impiegata nella magia di questo primo tipo, la volont umana. Per mezzo di questa volont, la vitalit e letere nervoso possono essere diretti. Con la magia evocativa tutte le variet di essenze elementali possono venire guidate, selezionate e composte in forme semplici o complesse, conforme l'opera che hanno da svolgere. Con ci un controllo magnetico perfetto pu essere raggiunto su qualunque classe di spiriti di natura ed anche la volont degli altri, sia viventi che defunti, pu essere dominata in modo che essi divengono praticamente strumenti nelle mani del mago. Infatti a mala pena possibile di fissare i limiti del potere della volont umana e quando diretta appropriamente essa ha una portata assai pi lontana di quanto luomo comune suppone, ed i risultati raggiunti gli appaiono sbalorditivi e soprannaturali. Lo studio di questo soggetto ci permette di comprendere quello che sintendeva con la massima evangelica che se la fede fosse sufficiente potrebbe rimuovere le montagne e lanciarle in mare. Questa espressione orientale non sembrer esagerata quando si esaminano i casi indubbi eda utentici di quello che stato raggiunto da questo meraviglioso potere. Allo scopo per che questo potente strumento della volont possa operare effettivamente, il mago deve possedere la pi perfetta certezza. Questa viene ottenuta in vari modi a seconda del tipo di mente al quale il mago appartiene. Generalmente parlando possiamo dire o classificare i maghi in quattro grandi classi, bench per una descrizione dettagliata si dovrebbero prendere in considerazione varie suddivisioni e variet di questi.

Quattro tipi di maghi


Alla prima classe appartiene un tipo di uomo che possiede una cos ferrea determinazione e tale completa fiducia in se stesso e nel suo potere, da dominare la natura con la semplice forza del suo spirito ed ottenere il suo fine unicamente con determinata insistenza. Egli comprende che la sua volont la vera forza motrice e non conosce e non si cura di sapere attraverso quali agenti intermediari. Egli trascura e pu persino ignorare del tutto come questa forza agisca, ma semplicemente sormonta tutti gli ostacoli, quali essi siano, con la forza bruta e fa s che quanto egli desidera, per mezzo della sua forza tremenda e della sua inalterabile convinzione, avvenga. Tali maghi sono pochi, ma essi indubbiamente esistono e se non sono benevolmente inclinati possono essere estremamente temibili. Essi non necessitano di un metodo per mezzo del quale ottenera la fede; la possiedono nella loro vera natura. Alla seconda classe appartiene il tipo duomo che raggiunge con la conoscenza la necessaria sicurezza del soggetto con il quale ha da trattare e della forza che impiega. Un tale pu essere chiamato mago scientifico, poich ha fatto uno studio preciso del piano fisico, dellastrale e del mentale e conosce tutto sui diversi tipi di essenza elementale e sulle varie specie di spiriti di natura, sicch in ogni caso egli in grado di usare esattamente i mezzi pi appropriati per ottenere il risultato che desidera con il minimo sforzo e poca difficolt. La sua perfetta familiarit con il soggetto lo rende perfettamente in grado di usare detti mezzi in ogni possibile emergenza che possa sorgere. Molti di tali uomini fanno pure uno studio approfondito dei tempi e delle stagioni appropriate, come pure delle forze appropriate; essi sanno esattamente quale momento sar il pi adatto per produrre un certo risultato e cos raggiungono quanto vogliono con il minor sforzo possibile. Tutto questo problema degli influssi periodici dei tempi e delle stagioni che vanno e vengono di estremo interesse, ma questo ci porterebbe troppo lontano dal tema principale del nostro soggetto, poich significherebbe riaprire e riesumare l'intero campo dell'astrologia. Per noi sufficiente per il momento comprendere che vi sono tempi e condizioni in cui certi sforzi possono pi facilmente essere effettuati, sicch quello che pu essere fatto con estrema difficolt (o forse non pu essere fatto in una sola volta) pu essere realizzato con relativa facilit in un altro momento. Questo ovviamente implica lesistenza di influenze planetarie o di altra specie che agiscono sopra ed entro il nostro mondo; la conoscenza esauriente di tutte queste cose e delle loro combinazioni naturalmente si rende necessaria per loperatore che esercita la magia. Un altro tipo di mago ottiene lindispensabile fiducia per assicurarsi lobbedienza ai suoi comandi per mezzo della fede e della devozione. Egli ha una fede ferrea e ferma nella guida o deit ed assolutamente certo che allorquando pronuncia qualche comando in quel nome, devessere istantaneamente obbedito. Non sto parlando semplicemente di risultati che possono essere prodotti sul piano mentale ed astrale, ma anche di effetti fisici visibili con risultati perfettamente definiti. Non abbiamo che da leggere la storia ecclesiastica per imbatterci in molti casi di guarigioni veramente meravigliose di malattie fisiche, che sono state realizzate proprio per mezzo di sforzi determinati dalla fede come quelli ai quali mi riferisco. Le autentiche guarigioni di Lourdes in Francia ed a Knock in Irlanda indubbiamente dimostrano che una grande parte delle malattie, anche di tipo puramente fisico, cedono dinanzi alla fede. Chiunque ha in questo modo ottenuto sufficiente sicurezza trover la sua volont fortificata e sar in grado di produrre i risultati pi inaspettati. Si dovrebbe ricordare che la volont che apporta tale soddisfacente risultato, non lintervento di un Grande Essere nel cui nome si parla. E' l'intensa fede che conferisce il potere, ma in chi od in che cosa si ha fede conta poco. La grande personalit il cui nome viene invocato pu anche non essere conscia della circostanza; per se egli la conoscesse ed interferisse in qualche modo certo che ci sarebbe dovuto pi allo sforzo della fede e della volont del suo seguace, che ad uno sforzo speciale del suo potere. Infine unaltra classe di maghi formata da coloro che credono nellefficacia di certe cerimonie oppure di certe formule. Per essi queste formule in loro possesso o cerimonie sono indubbiamente efficaci ma il pi delle volte non perch abbiamo qualche virt inerente al cerimoniale, bens per la completa fiducia e certezza del mago nel risultato che deve inevitabilmente seguire quando impiega. Se leggiamo qualche racconto degli alchimisti medioevali,

vediamo che essi erano a conoscenza di molte di tali cerimonie e che la maggioranza di essisi sarebbero considerati incapaci di ottenere i risultati senza essere nelle circostanze alle quali erano abituati. Indossavano certi tipi di abiti, usavano certe figure cabalistiche, agitavano intorno alle loro teste spade magnetizzate per certi scopi, bruciavano certe droghe ed espergevano certe essenze. E vero che alcune di queste cose ha una certa potenza sua propria, ma nella maggior parte dei casi il risultato dovuto alla fiducia dellesecutore che cos rafforza la sua volont per il raggiungimento dello scopo richiesto. Era stato detto a costoro dai loro Maestri e dalle scritture, che tutti questi accessori sono efficaci e che usandoli sarebbero riusciti nel loro intento. L'uomo lasciato a s pu vacillare, sentirsi spaventato, ma con le vestimento appropriate, i segni e le formule e le armi, si sente cos sicuro del successo che prosegue direttamente senza esitazione verso il suo scopo.

Talismani
Quanto premesso ci porta ad esaminare la potenza dei talismani. Costituisce una credenza universale che una gemma o quasi ogni oggetto possa essere mesmericamente caricato con buone o cattive influenze e bench questidea venga considerata ai giorni nostri come una semplice superstizione, tutta via un fatto indubbio che una certa forza pu rimanervi per un lungo periodo di tempo. Un uomo pu certamente riversare il suo magnetismo in un oggetto, in modo che questo irradier una vibrazione, precisamente come la luce irradia dal sole. Naturalmente linfluenza riversata su un tale oggetto pu essere sia buona che cattiva, di aiuto o di danno. In molti casi tale azione magnetica assomiglia ad un cordiale, cio ad uno stimolante, in altri casi disposta in modo da calmare e tranquillizzare sicch chi lo usa possa vincere timori ed agitazioni. Un simile talismano pu essere magnetizzato per esempio con lo speciale proposito di rinvigorire una persona affinch possa resistere a certe tentazioni, quella per esempio della sensualit; e non vi dubbio alcuno che quando appropriamente caricato ha uninfluenza molto potente nella direzione voluta. Il valore delle reliquie consiste nell'irridazione di un'influenza benefica e appunto questa constatazione diede origine alla loro venerazione tanto diffusa e alla credenza della loro efficiacia. Ognuno di noi ha la sua speciale frequenza di vibrazione mentale ed astrale; ogni oggetto che stato a lungo in contatto con noi resta permeato di quella speciale vibrazione che diffonde a sua volta o comunica, con concentrata energia, ad ogni corpo. Ogni cosa pertanto che stata in contatto diretto con qualche grande Santo o qualche persona devota in modo particolare, reca con s il proprio magnetismo individuale e naturalmente tender a riprodurre nelluomo e nella donna ch ela porter un po del sentimento di colui da cui proviene. Non dobbiamo per dimenticare che in molti casi la fede di colui che porta il talismano entra pure in gioco e contribuisce a realizzare leffetto. Se una persona viene convinta da qualcuno nel quale essa ha completa fiducia, che un talismano produrra indubbiamente un certo risultato, avverr che a causa del suo fermo convincimento di quel risultato, tender a realizzarlo. Tuttavia un talismano pu produrre un effetto anche a coloro che ne ignorano la presenza. Quando sono caricati da un mesmerista veramente potente certi oggetti conservano il magnetismo per un lunghissimo periodo di tempo.

Incantesimi o mantram
Un altro aspetto del soggetto quello connesso con gli incantesi o "mantram". Ci sono certe parole o frasi per mezzo delle quali si suppone vengono raggiunti determinati risultati. Anche qui, come nel caso dei talismani, certi effetti vengono indubbiamente talvolta raggiunti e come per i talismani questo risultato pu essere prodotto in due modi ed entrambi contribuiscono al successo. Nella maggior parte dei casi la formula non fa altro che rafforzare la volont della persona che la usa ed impressionare la mente del soggetto con il risultato che si desidera ottenere. La forte fede dell'operatore che la sua formula pu produrre leffetto e la credenza del soggetto che tale effetto si produrr, sono frequentemente sufficienti allo scopo. Si potrebbe tuttavia concludere che vi sia un tipo pi raro di "mantram" nel quale il suono stesso produce un effetto ben definito. In questi mantram ogni suono mette in moto una certa vibrazione ed unordinata successione di tali vibrazioni, in accordo con uno schema preordinato, permette di evocare precisi sentimenti, emozioni o pensieri dell'uomo. Molti dei "mantram" sanscriti, usati in India, sono di questo genere. E ovvio che in questo caso l'incantesimo intraducibile, perch devessere usato nel linguaggio originale e devessere correttamente pronunciato da chi sa come devessere pronunciato. Daltro canto non necessario al successo di tale "mantram" che la persona che lo usa comprenda il significato intelleggibile. Casi, nei quali esistono successioni di parole non intelleggibili, si trovano in qualche scritto Gnostico. Non si deve mai dimenticare che in qualunque modo si compiano le opere magiche, con qualsiasi mezzo si ottenga la fiducia, le forze al comando del mago possono essere impiegate tanto per il bene quanto per il male secondo la sottintesa intenzione. Abbiamo trattato principalmente della parte piacevole del soggetto, trattando in prevalenza casi nei quali la volont delloperatore era impiegata allo scopo di aiutare, ma vi sono stati e vi sono ancora casi di malvagit ed importante per noi comprendere ci, per il fatto che tale volont pu essere spesso involontariamente esercitata. Questo problema appartiene all'applicazione pratica della magia.

Invocazioni magiche
Consideriamo ora il secondo tipo di magia quella che opera per mezzo dellinvocazione, che non comanda, ma persuade. Si noter subito che questo tipo ha a sua disposizione monori risorse degli altri descritti sopra. In questa magia il supplicante non fa nulla; egli semplicemente prega o incarica qualcun altro di fare qualcosa per lui. La forma pensiero non pertanto al suo comando e neppure lo sono le varie forme e forze come la pressione eterica o luso della essenza elementale. Egli si limita ad ottenere i servizi di determinate entit viventi siano umane o subumane. Sforzi in questa direzione sono fatti molto pi comunemente che non si possa a prima vista supporre; quando un uomo tenta di produrre un risultato per ottenere qualcosa per s stesso, oppure per modificare fatti o condizioni per mezzo di qualche agente esterno del piano fisico, egli in realt usa la magia invocatoria, bench questo non venga neppur supposto. Gran parte delle comuni preghiere per scopi egoistici in realt un esempio di ci. La parola "preghiera" derivata dal sanscrito "prahna", nel latino "precor" ed connessa con il germanico "fragen"; sicch il suo significato originale soltanto quello della richiesta. Molto spesso le persone applicano il nome di preghiera a quello che in realt invece meditazione o culto. La preghiera pi comune per per scopo il raggiungimento di fatti materiali e certamente un tentativo di attrarre uninfluenza dai piani elevati per produrre risultati tangibili e quindi evidentemente rientra nella nostra definizione di magia. Quest'idea di appellarsi alle forze ed influenze estranee pu essere usata sia per scopi buoni che malvagi e troviamo che molti sforzi sono fatti in questo modo per invocare dallalto qualche aiuto per lanima. Un pi efficace esempio forse si pu trovare nella vita di Brahma. L'intera sua vita una preghiera perch ad ognuno dei suoi atti, anche il pi piccolo, viene attribuita una speciale forma di cerimonia. Simile bench pi eleborato e dettagliato, talvolta il cerimoniale in uso in certi conventi cattolici, dove il novizio viene istruito a pregare in ogni momento della giornata: quando mangia, che la sua anima possa essere nutrita con il pane della vita; ogni qualvolta si lava le mani esprime laspirazione che la sua anima possa divenire pura; quando entra in una chiesa prega che lintera sua vita possa essere un lungo servizio; ogni qualvolta egli semina un seme pensa che questo seme sia la parola di Dio, che devessere seminata in primo luogo nel suo cuore allo scopo che a sua volta egli possa seminarlo nel cuore degli altri e cos via, La Vita di Brahma precisamente simile eccetto che la sua devozione su pi larga scala ed ha dettagli molto pi complessi. Nessuno pu debitare che colui, il quale onestamente obbedisce a tutte queste direttive, ne deve venir costantemente e profondamente influenzato. Osserveremo che, quantunque l'invocazione magica sia molto pi limitata nel suo campo dazione di quella del comando, non pertanto essa ha parecchie classi di entit a cui il suo appello pu essere rivolto. Tale mago pu chiedere aiuto per esempio agli spiriti di natura, agli angeli od ai defunti. Noi sappiamo come frequentemente e prontamente i nostri amici Cattolici Romani invocano laiuto degli angeli custodi perch credono che essi siano sempre accanto a loro. Questo indubbiamente uno sforzo di invocazione magica ed in molti casi si pu ottenere una risposta precisa e ad ogni modo qualche risultato viene prodotto dalla fiducia che l'uomo ha nellefficacia della sua supplica.

Invocazioni maligne
Vi il lato buono di tale magia, ma vi anche un lato veramente malvagio, come si riscontra nelle cerimonie dei Voodoo o dei negri Obeah. In queste cerimonie i maghi tentano di invocare aiuto dallesterno allo scopo di operare il male sul piano fisico; ed fuor di dubbio che essi talvolta ottengono un considerevole successo nei loro nefasti sforzi. La stessa cosa pu occasionalmente essere veduta in India, pi specialmente fra le trib delle montagne, dove degli dei tribali vengono adorati e molto frequentemente ladorazione assume la forma di sacrifici propiziatori e, di rimando, la deit tribalica produce dei risultati sul piano fisico. Leggiamo per esempio di villaggi nei quali tutto andava bene sino a quando la deit del villaggio riceveva le sue offerte usuali, ma dal momento che questi pasti regolari divenivano irregolari si manifestavano perturbazioni in un modo o in un altro. Fuochi spontanei scoppiavano nelle varie capanne del villaggio non appena cessavano di curare la loro deit tribalica nel modo usuale. In tali casi indubbio che unentit che godeva del culto tributatogli provava piacere e profitto dei sacrifici che le erano offerti. E noto che tali sacrifici sono di solito di due specie: sacrificio di qualche creatura vivente della quale viene versato il sangue, oppure cibo di qualche specie, prferibilmente carne fresca bruciata, i fumi della quale possono spandersi. Ci implica che la tribalica deit di un grado molto basso perch possiede un veicolo nella parte eterica del piano fisico, attraverso il quale pu assorbire questi fumi fisici o trarne particolare nutrimento od unesperienza piacevole prendendone parte. Si pu prendere come una regola assolutamente certa che ogni deit, sotto qualsiasi nome possa mascherarsi che pretenda sacrifici di sangue o sacrifici di cose bruciate soltanto uno spirito di natura molto basso; soltanto tali entit possono provare piacere in queste abominazioni. Si ricorder che nei primi tempi della religione ebraica orribili olocausti di tale natura venivano frequentemente offerti, ma avvicinandosi al livello presente, la razza ebraica ha preso il suo posto nella civilt, e tali sacrifici sono naturalmente cessati. Non certamente necessario insistere sul fatto ovvio che nessun essere evoluto, deva o angelo, possa solo per un momento richiedere o consentire di ricevere qualche forma di offerta che comprenda la morte o la sofferenza di qualche creatura. Nessuna deit benefica si giammai dilettata e contaminata con lodore dei fumi del sangue; le religioni del tipo pi elevato hanno costantemente impeito tali orrori.

Magia nera
Tale aspetto negativo della magia di solito viene chiamato "magia nera" ed il suo scopo interamente egoistico. Vi sono molti casi nei quali non cos, vale a dire che il suo scopo non di fare il male per amore del male, ma semplicemente per ottenere il possesso dei poteri e tutto quello che il mago possa desiderare sul momento. Molte delle stregonerie primitive delle trib sono di tale natura e non vi dubbio alcuno che una certa misura di successo frequentemente risponde agli sforzi del mago. Ho veduto esempi di ci: una volta mi presi il disturbo di apprendere un elaborato rituale di questa specie, che se posto in pratica, apporta i servizi di un'entit e procura allo scongiuratore tutto quello che richiede. Non soltanto pu fornire ricchezze illimitate, ma anche esaudire tutti i desideri relativamente ai proprio amici e nemici. Da quanto mi consta confrontando con gli altri sistemi degli scongiuratori, queste forme possono certamente fare anche del bene entro vasti limiti, ma le condizioni richieste sono tali da esser del tutto inaccettabili da ogni persona di retto pensare. Il rituale facile da eseguire, ma laccordo con l'entit deve essere cementato con il sangue umano all'inizio e in seguito con la fornitura regolare di carne, con il sacrificio di forme inferiori di vita. Tali magie esistono in molte parti del mondo pi di quanto non sia usualmente sospettato. D'altro canto anche senza gli orrori del tipo citato vi sono molte altre forme di magia.

Magia spicciola
Non insolito trovare in Oriente uomini, che hanno ereditato dai loro antenati i servigi di qualche entit non umana, la quale in corrispettivo di uninsignificante quantit di cibo produce occasionalmente piccoli fenomeni di varia specie per la persona alla quale in special modo attaccata; quasi invariabimente lassociato umano in questo legame obbligato a non dire ad alcuno il nome e a non fare la descrizione del suo invisibile collaboratore; ed abbastanza strano che in un gran numero di casi prevista la condizione che nessun importo di denaro pu essere ottenuto con laiuto del collaboratore od accettato per qualche esibizione dei suoi poteri peculiari. Ricordo, per esempio, quando ero in Oriente, di un uomo che possedeva un tale associato. In questo caso lentit dimostrava i suoi poteri portando al suo associato umano qualche oggetto che gli veniva indicato, allo stesso modo come avviene frequentemente nelle sedute spiritiche. Fortunatamente una delle condizioni che faceva parte del loro accordo era che lassociato invisibile giammai sarebbe stato richiesto di portare qualche cosa che non fosse di propriet del suo amico sul piano fisico, altrimenti ne sarebbe risultato un sistema di ruberia e sarebbe stato assolutamente impossibile rintracciare o punire i ladri. Ogni abile giocoliere europeo pu produrre risultati della specie pi meravigliosa con i metodi che sono interamente inesplicabili ai non addestrati; tuttavia vi sono certi limiti ben definiti in cui ci pu essere fatto e per la produzione di questi fenomeni i giocolieri occidentali necessitano di una considerevole quantit di accorgimenti e spesso anche una particolare disposizione da parte degli spettatori. Il giocoliere orientale opera in condizioni diverse e le sue rappresentazioni avvengono di solito all'aria aperta, sul lastrico di un cortile, in mezzo ad una folla eccitata che lo pressa da ogni parte. Si comprende che in tali circostanze molte delle risorse dei suoi competitori europei non gli sono accessibili. Non vi dubbio che molti hanno udito del celebre gioco del mago; in questo caso la pianta cresce, o sembra crescere, da un seme davanti agli occhi degli spettatori e persino produce frutti... Ora, alcuni di questi fatti sono manifestamente impossibili ed indagando profondamente sul problema troviamo che i fenomeni descritti vengono prodotti per mezzo di quella che comunemente viene chiamata "fascinazione" una specie di potere del nesmerismo senza gli usuali preliminari, cio i passi magnetici o "trance". In questo modo vengono effettuati codesti fenomeni, sicch non dobbiamo considerarli sotto il titolo di "magia invocatoria", bench sia possibile, in alcuni di questi casi, che il potere della fascinazione venga esercitato non dallo scongiuratore stesso, ma dallassociato invisibile, che ha al suo comando le varie risorse del piano astrale. Molti fenomeni su scala inferiore, ma minori di quelli sopra descritti sembrano tuttavia essere eseguiti direttamente dal collaboratore astrale. Un altri strano caso dell'impiego di questa magia tradizionale da parte di un uomo completamente ineducato e del tutto ignorante dei metodi con i quali operava, venne a mia conoscenza alcuni anni pi tardi. Ci accadde quando ebbi una grave ferita alla quale sangue sgorgava a fiotti. Un conducente di passaggio affrettatamente prese una foglia di un arbusto a lato della strada, la applic per un momento sulla ferita bisbigliando una mezza dozzina di parole; istantaneamente il flusso di sangue cess. Naturalmente chiesi all'uomo come aveva potuto fare ci ma egli non fu in grado di dare una spiegazione soddisfacente. Tutto quanto pot dire fu questo incantesimo (che gli era stato proibito di rivelare) era stato trasmesso nella sua famiglia per diverse generazioni ed egli credeva che vi fosse uno spirito di qualche specie, che richiamato dalle sue parole aveva prodotto il risultato richiesto. In nessuno dei casi che vi ho descritto vi era qualcosa di particolarmente malvagio ed egoistico nella magia impiegata, ma temo che vi siano molti casi nei quali lopera fatta in tal modo assai meno innocente. Molte delle storie di streghe del medioevo e gli strani racconti di supposti patti con il Diavolo furono praticamente esempi dellarte nera su scala pi bassa. Tutto ci pu essere riscontrato in certi parte del mondo ancora ai giorni nostri ed i sapientoni che ripudiano tutti i racconti di tali fatti come fantasi e superstizioni, parlano di cose che in definitiva non hanno compreso minimamente. Non c bisogno di essere allarmati riguardo a tali manifestazioni, oppure di temere che si possa essere danneggiati in questo modo da coloro nella cui inamicizia si sia

incorsi. Non dubito che i risultati vengano prodotto, per esempio, con gli incantesimi Voodoo o degli Obeah fra i negri, ma molto.

Magia e cultura
La magia ha svolto un ruolo importante nella cultura, proponendosi come un complesso di pratiche rituali "altre", strutturate secondo un linguaggio sincrestico fatto di esperienze e simboli provenienti da ambiti anche molto diversi. L'emperismo che scaturiva dallosservazione e dallesperienza, forte del suo illimitato universo simbolico, di fatto era la struttura portante di un meccanismo arcaico, in continua lotta con gli influssi negativi e con i condizionamenti mitici. I primi antropologi si domandavano se "l'ideologia magica fosse una tappa dell'evoluzione del pensiero o piuttosto una dimensione universale di esso, se prefigurasse la scienza o non fosse piuttosto un procedere alternativo rispetto alla razionalit o addirittura una patologia mentale" (C.Gatto Trocchi, 1994). In ogni caso, non si ancora giunti a una definizione completa e chiara della magia. Si potrebbe affermare che la magia la capacit di dominare e stumentalizzare, secondo un progetto spesso anomaloe vincolato a tutta una serie di rituali e di formule in gran parte sconosciute ai non adepti. In sostanza, allorigine della magia vi sarebbe il concetto di potere, "di cui la forza del mago, quella del rito, quella dello spirito, sono soltanto espressioni diverse" (M.Mauss, 1965). Inoltre, il pensiero magico si contrappone al pensiero pragmatico, in quanto basa la conoscenza sullintuizione e si serve del ragionamento analogico. L'indagine etnografica, in particolare quella britannica guidata dal Malinowski, ha individuato nella magia "un sistema che offre la soluzione dei conflitti che scaturiscono dall'impotenza umana di affrontare tutti i rischi con il solo ausilio della conoscenza e dell'abilit tecnica" (B.Malinowski, 1973). Davanti ai grandi misteri irrisolti dell'esistenza, alle angosce che tormentano il nostro cammino di uomini incapaci di risolvere ogni cosa con lausilio della ragione, la magia si pone come la strada "altra", come un modo per intervenire nella realt naturale cercando di orientarla secondo il proprio interesse. Infatti la magia, come la stregoneria e il maleficio, "si riscontra solo dove possibile rilevare, nell'esistenza dei singoli, stress e frustrazioni; e cio dove, in altri termini, vi una qualche tensione, attuale o potenziale che sia, fra la gente" (J.D.Krige, 1971). Per una prima riflessione sul tema possiamo rivolgerci alle tesi di Frazer che, se pur datate, costituiscono una piattaforma di base per avvicinarsi allo studio razionale della magia. Appoggiandosi a una visione empirica dei fatti della natura, Frazer individua nella magia due assunti fondamentali: - il simile produce il simile; - l'effetto ha strette somiglianze con le cause. Il primo principio si avvale della consapevolezza che imitando una certa azione si ottenga effettivamente quanto simulato. Il secondo, invece, parte dal presupposto che operando unazione magica su un'effigie o un oggetto si ottenga lidentico effetto sulla vittima del rito. "L'applicazione pi familiare del principio che il simile produce il simile forse il tentativo che stato fatto in molte epoche da molti popoli di danneggiare o distruggere un nemico, danneggiando o distruggendo una sua immagine, nella credenza che luomo debba soffire come soffre l'immagine e che, quando questa sia distrutta, egli debba morire" (J.Frazer, 1950). A una pi attenta valutazione, le forme magiche basate sul principio frazeriano possono essere suddivise in magia aggressiva e magia difensiva. In entrambi i casi, le forme simboliche hanno il ruolo di variare uno status: la prima altera un equilibrio, la seconda cerca di ripristinarlo. Generalmente si tende a differenziare la magia, raggruppandola in tre tipi di applicazione: - Magia nera (pratiche dirette a produrre malefici); - Magia bianca (pratiche per combattere la magia nera, o per ristabilire un equilibrio iniziale, per esempio la salute); - Magia "economica", destinata a garantire il dominio sulla natura, non necessariamente orientata verso il maleficio.

Le teorie del Frazer, se pur riviste dagli studi recenti, offrono alcune interessanti indicazioni per la nostra indagine. Secondo lo studioso inglese, la magia si suddivide in due grandi classi, quella omeopatica e quella contagiosa. - Omeopatica (il simile produce il simile) - Contagiosa (gli oggetti venuti in contatto mantengono un legame soprannaturale) Come si evince da questa schematica descrizione, entrambe le forme di magia possono rientrare all'interno del vasto e articolato complesso costruito dalla terapia magica. Il primo caso, per esempio, relativo a quelle pratiche magiche-terapeutiche in cui prevista l'assimilazione di un prodotto accostabile a un oggetto che riconduce direttamente alla malattia da curare. La medicina omeopatica si basa sul concetto che le forme morbose vadano curate con la somministrazione a dosi infinitesimali di sostanze che, somministrate a persone sane, provocherebbero una sintomatologia analoga a quella considerata. Nel caso della magia contagiosa, si parte dal presupposto che, operando su alcuni elementi appartenuti a un corpo, si possa intervenire, positivamente o negativamente, su quel corpo. Per Frazer, quindi, da un punto di vista teorico la magia rappresenta l'espressione del pensiero umano primitivo, che tenta con i propri mezzi di fornire una spiegazione "scientifica", o comunque coerente, dei fenomeni naturali.

La pratica magica
Nella pratica magica sempre necessario un celebrante, genericamente definito mago, che determina un cambiamento di status operando con metodi i quali, pur avendo una base a livello naturale, sono diretti ad attivare forze soprannaturali. Il termine "mago" per assai generico e presenta uno spazio semantico molto ampio: con tale nome, infatti, si identificano persone diverse, con specializzazioni molto variabili. Di fatto vi una notevole differenza tra uno sciamano tunguso e un mago che opera nella cultura occidentale, magari davanti alle telecamere. Va da s, quindi, che ogni fenomeno debba essere analizzato nel contesto specifico in cui il mago organizza la sua pratica. In genere, cercando di valutare la struttura dellazione magica, isolare elementi caratteristici, generalizzati e ricorrenti: - strumento catalizzatore; - rituale; - formula; - contesto culturale favorevole all'affermazione delle credenze; - forte condizionabilit dei soggetti coinvolti; - relativa estraneit alla religione; - limitate conoscenze scientifiche. Il rito magico, agendo direttamente e senza bisogno di un riferimento a un'entit soprannaturale, si pone in un ambito privo di parametri fissi, necessari alla razionalit quando essa tenta di stabilire le regole dellesperienza quotidiana. Nel mito si opera attraverso immagini e ricostruzioni mentali, nel rito con oggetti, parole e manipolazioni. "Il rito pu includere enunciati verbali (formule, invocazioni, canti), cos come pu non includerli; tuttavia anche quando muto utilizza, applicandolo agli oggetti, il medesimo meccanismo combinatorio del linguaggio. Se nella comunicazione verbale il senso non risiede nei singoli fonemi ma nella loro combinazione, cos nel rito il messaggio non trasmesso dagli oggetti che vengono manipolati, ma dallorganizzazione interna della configurazione simbolica di cui fanno parte. In sostanza il rito costituirebbe un processo di categorizzazione non verbale della realt, destinato a immagazzinare e trasmettere informazioni complesse" (E.Scarduelli, 1994). Secondo Evans-Pritchard la magia scaturirebbe da uno stato di tensione: "quando l'uomo travolto dall'odio o dall'amore o da altri sentimenti, quando non pu trovare alcun altro rimedio", ricorre alla magia, che di fatto sarebbe unattivit simbolica di "carattere sostitutivo di una funzione catartica e strimolante" (Evans-Pritchard, 1971). La precariet del sistema esistenziale quindi il motivo dominante posto alla base della scelta magica, una scelta che a livello popolare sempre stata caratterizzata da un'amalgama tra empirismo, mito e religione. Questo alimenta la volont, insita nell'uomo, di infrangere le regole prestabilite da un ordine superiore e invalicabile. Infatti, il senso della magia non deve il suo consolidamento solo agli archetipi e alle memorie rituali pi antiche, ma anche alle incertezze dei contesti storici che favoriscono l'affermazione della ritualit. La magia finisce cos per essere una sorta di reazione allumano terrore della storia. Essa, con le sue forme simboliche che evocano situazioni arcaiche, mette in scena la ripetizione dellatto cosmogonico e la rigenerazione periodica del tempo primigenio. Inoltre il sapere magico, fatto di un proprio specifico corpus di credenze e di miti, ha sempre dimostrato una certa impermeabilit alle trasformazioni sociali. Anzi, questo patrimonio di sapienza naturale diventato punto di forza allinterno delle culture emarginate, nella loro lotta contro i poteri dominanti.

La forza dei poteri soprannaturali


Da un lato abbiamo l'uomo religioso, che con la sua adorazione si sottopone alla divinit; dall'altro il mago, che forza i poteri soprannaturali, cercando di raggiungere quanto desidera e abbattere quanto teme. La magia, scontrandosi con i grandi monoteismi, subisce unulteriore evoluzione. Infatti, "la religione non nata dallevolversi della magia primitiva; al contrario, la magia deriva dalla religione che, guastandosi a contatto con la fragilit umana, scade nella cosidetta magia bianca, a poco a poco perde la sua purezza e, attraverso varie sfumature, si trasforma nella magia nera, che in greco era detta goetheia, dal sinistro suono della recitazione delle formule magiche" (A.A.Barb, 1975). Secondo Mauss, la magia avrebbe unorigine molto simile a quella della religione, ma, a differenza di questa, il suo orientamento prevalentemente pratico e basato su principi tecnici. In questa prospettiva, in un certo senso la magia si pu anche considerare unantenata del sapere scientifico, se pur condizionata da un profondo rapporto con il mito. "La magia non ha alcuna affinit con la scienza perch non guidata dall'esperienza (...) il mago ossessionato dal desiderio di ottenere un certo risultato, perci l'elemento determinante, nella magia, il fattore emotivo: paura, angoscia, ira, possessione" (B.Malinowski, 1973). Generalizzando, appare evidente che i procedimenti magici riescono ad affermarsi maggiormente in realt in cui lesistenza quotidiana trafitta da incertezze e calamit non risolvibili con le ragioni della scienza, o con la fede. La magia rapprensenta il tentativo di contrastare l'imprevisto, gli ostacoli che frustrano l'impegno dell'uomo diretto al raggiungimento di uno specifico risultato. Le nostre capacit e le nostre conoscenze "hanno dei limiti oltre i quali gli sforzi pratici fondati razionalmente non valgono nulla; tuttavia gli uomini si ribellano all'inazione, pur rendendosi conto della propria impotenza". Per questa ragione quindi "la magia non presente solo tra i primitivi, bens fiorisce anche nelle societ moderne, ovunque vi sia pericolo ed incertezza, ovunque la sorte o il caso abbiano una parte predominante" (B.Malinowski, 1970).

Il pensiero magico
L'attivit magica, forzando la realt, propone una reazione all'angoscia determinata dal "rischio di non esserci", che corrisponde, in certe situazioni di crisi, all'annullamento della personalit. Il tracciato simbolico del rituale magico assume i toni del dramma che si svolge nelle fasi critiche dell'esistenza, quando l'ordine abituale si incrina, o in casi di emergenza fisica e psichica; in questi casi che lIo ingaggia la lotta contro la minaccia di perdersi e ottiene il proprio riscatto. "Infatti il semplice crollo della presenza, lo scatenarsi di impulsi incontrollati, rapprensentano solo uno dei due poli del dramma magico; l'altro polo costituito dal momento del riscatto della presenza che vuole esserci nel mondo" (E.De Martino, 1973). Il crollo della presenza alimenterebbe allora la ricerca di strumenti in grado di permettere la riacquisizione di uno status perduto, determinando unopportunit per riscattarsi dal "rischio di non esserci". Questa tensione non si presenta solo nei gruppi arcaici, ma va considerata un segno caratteristico di tutte le societ in crisi. In effetti, "tutto il materiale etnologico portato da De Martino, materiale che conferma la generalit della crisi della presenza, proviene da societ che si trovano in una certa fase storica generale, o non proprio di societ a un tempo arcaiche e in crisi?" (F. Alberoni, 1968). Studiando la magia applicata ai pi diversi aspetti della cultura, ci si rende conto che una valutazione approfondita non ha per oggetto solo i poteri della magia in s, ma pone in discussione il nostro stesso concetto di realt. In sostanza lindagine coinvolge non solo laspetto del giudizio (i poteri magici), ma anche la stessa categoria giudicante (il concetto di realt). La magia pu esistere quindi solo in quelle societ che hanno bisogno di creare una materia in qualche modo coagulante, che connette e soddisfa esigenze collettive altrimenti insoddisfatte. Mentre nelle culture tradizionali latteggiamento magico pi evidente, poich il rapporto con la sfera della sacralit molto affermato, nella societ moderna, investita da una progressiva desacralizzazione, si impone unemarginazione non solo del sapere magico, ma anche della tradizione spirituale pi atavica. Queste forme culturali, che fanno parte della tradizione pi antica, sono quindi destinate a sopravvivere in forma degradata, nella cultura "altra" e folklorica, in certi casi del tutto prive della loro originaria valenza rituale. Abbiamo visto che in genere la magia parte dal presupposto che operando su simboli sia possibile agire su quanto quei simboli rappresentano, secondo il principio che "ogni essere ha tanto un'esistenza invisibile quanto una visibile". Secondo Lvy-Brhul, la magia opera simbolicamente secondo il principio del "come se", tipico della tendenza a considerare la realt come uno schema prefigurato, attraverso io quale il presente parteciperebbe in qualche modo alla formazione dell'avvenire. Per l'operatore di magia "il suo bene altrettanto buono quanto il nostro, il suo male cattivo quanto il nostro. Solo le forme sono diverse, ma la funzione etica la stessa" (C.G.Jung, 1942). Cambiano le premesse, ma la funzione psichica contrassegnante l'approccio al soprannaturale sostanzialmente identica: in ogni contesto la manifestazione magica tende a dimostrare la fragilit del sistema esistenziale umano. Quella fragilit che Eliade ha posto bene in evidenza, chiarendo che certe azioni magiche sono spesso la dimostrazione dell'umano terrore della storia, che viene in parte abbattuto ricorrendo alla ripetizione dellatto cosmogonico e alla rigenerazione periodica del tempo (M. Eliade, 1968). Nella magia l'uomo si basa su stati emozionali, senza osservare la natura ma chiudendosi su s stesso: in questo modo la verit risulta rivelata dalle emozioni e non dalla ragione. Mentre nella conoscenza le teorie prendono forma basandosi sulla logica, nella magia il sapere si fonda su unassociazione di idee basate sul desiderio di raggiungere un certo risultato. In pratica, per dirla con Malinowski, "la funzione magica la ritualizzazione dell'ottimismo umano, di rafforzare la sua fede nella vittoria della speranza sulla paura. La magia esprime quanto per l'uomo la fiducia prevalga sul dubbio, la stabilit sullincertezza, lottimismo sullottimismo" (B.Malinowski, 1970). Secondo De Martino, il diverso approccio alla realt che caratterizza la cultura occidentale ad aver messo la magia in disparte, facendole prendere la sua posizione predominante riguardo all'approccio col soprannaturale. Infatti, "nessuna magia vana immaginazione quando si riesca a giudicarla nel plesso vivente di una civilt in cui organicamente inserita: d'altra parte la civilt occidentale, il rapporto dellorientamento del suo scegliere, ha disarticolato il condizionamento

culturale da cui le efficace magiche traevano alimento, e con ci ha reso sempre pi immaginarie tali efficace" (E.De Martino, 1962). Nel processo di mutamento sociale, la magia risulta un fatto para o anti istituzionale, che si pone sempre in alternativa o in contrasto con le regole ufficiali, suggerendo la possibilit di passare indenne attraverso regole e limiti. Pertanto si evidenzia il legame tra magia e potere, che di fatto uno dei nodi fondamentali della tradizione magica. Infatti, le azioni che genericamente definiamo magiche sono da sempre alimentate dalla volont di far s che luomo possa continuare a seguire quanto sfugge al suo controllo. Davanti alle proprie limitate possibilit, l'uomo crede che con la magia sia possibile recuperare una sorta di onnipotenza primitiva del pensiero, ristabilendo il contatto tra soggetto e oggetto, considerato la base del rapporto tra uomo e natura.

Il linguaggio della magia


Prima di entrare nel merito degli aspetti linguistici della magia, crediamo possa essere interessante una breve riflessione sul valore semantico del termine mago. Il termine magos e i suoi derivati sono attestati in greco gi dallepoca classica. Si ritiene che la loro origine sia persiana: il magos era un sacerdote, comunque un personaggio connesso alle pratiche religiose. Secondo Erodoto, i magoi erano una sorta di societ segreta persiana, in cui la pratica religiosa si amlgamava a quella divinatoria. Per Senofonte erano "esperti in tutto ci che concerne gli dei", ma, per i Greci del V secolo, "il mago gi una figura molto diversa da quella di un saggio perfetto" (F.Graf, 1995). Il termine greco mageia e il latino magia indicavano le pratiche rituali caldee, spesso in opposizione al culto imperiale e dogmatico. In genere, come noto, la mageia era collegata alla scienza dei magi persiani, propagatori della dottrina di Zoroastro, a cui il concetto di magia rimasto indissolubilmente legato per tutta l'antichit e il Medioevo. In realt, il nome deriva da quello dei magoi, che erano una delle sei trib del popolo dei Medi, i cui membri, forse appartenenti alla classe sacerdotale, dovettero osteggiare Zoroastro nella sua opera di riforma dell'antica religione del paese. In genere, come primo significato della radice mag viene proposto "grandezza".

I segni del mago


Attraverso un apparato specifico di segni e di simboli, la magia tende a teatralizzare il proprio sapere. Ogni magia "ha necessariamente redatto, per se stessa, un catalogo di piante, di minerali, di animali, di parti del corpo, etc., allo scopo di registrarne le propriet speciali o no, sperimentali o no; dallaltro, che ogni magia si preoccupata di codificare certe propriet delle cose astratte: figure geometriche, numeri, qualit morali, morte, vita, fortuna, etc.; e che, infine, ciascuna di esse ha fatto concordare questi diversi cataloghi" (M.Mauss, 1965). Ma i segni e i linguaggi della magia sono magici fino a quando non risultano decifrabili: a qual punto perdono il loro valore e si trasformano in ideogramma, pittogramma, geroglifico... (R.Bover, 1992). Fino a che non viene catalogato nel contesto della conoscenza decifrabile, riconoscibile e storicizzabile, il linguaggio della magia risulta avvolto da unaura che lo connota con toni straordinari, ponendolo in relazione con un altro mondo, dilatando senza limiti le sue possibilit dialettiche. Nella magia si incontrano spesso suoni e termini non riconducibili a nessun ceppo linguistico. L'uso in magia di parole "barbare e inintelleggibili risale ai maghi egiziani, che inventarono singolari e quasi impronunciabili nomi veri per i loro di, probabilmente per evitare che altri maghi rivali se ne appropriassero. L'usanza pass in seguito nellEuropa occidentale attraverso i testi magici grecoegiziani dei primi secoli dopo Cristo, che erano pieni di nomi complicati e contorti, privi di senso riconosciuto, nonch di nomi divini e angelici egiziani, greci ed ebraici. In certi casi, i nomi magici sono stati alterati deliberatamente, per tenere nascosto il nome vero o scoprirne uno migliore; altre volte le traduzioni errate o i passaggi da un mago allaltro ne hanno modificato radicalmente la struttura" (R. Cavendish, 1972). La struttura della magia, che si basa sulla tradizione ed staticamente piegata su se stessa, impermeabile allevoluzione, possiede alcuni elementi specifici: la parola; - la scrittura; - il gesto; - la rappresentazione del soggetto a cui diretta lazione magica; un apparato grafico (pentacolo, cerchio magico, etc.) che sintetizza il sapere del mago attraverso il simbolo.

Parola e rito
La pratica magica pu determinare un'alterazione, "una modificazione spirituale, la quale si esprime attraverso la solennit dei gesti, il cambiamento della voce, e presino con l'adozione di un nuovo linguaggio, quello degli spiriti e degli di. I riti negativi della magia formano, dunque, una specie di soglia su cui lindividuo abdica s stesso" (M.Mauss, 1965). Di certo la parola rituale, che acquista la sua maggiore espressione nel testo scritto, svolge un ruolo fondamentale nella pratica magica. Un ruolo che dimostra la propria solidit e forza in quanto si avvale di un linguaggio statico, inalterabile. Le parole costituiscono il mezzo pi efficace per influenzare. Secondo Freud, esse rappresentano "un valido strumento per indurre modificazioni psichiche in colui al quale si dirigono e, perci, laffermazione per cui la magia della parola in grado di sopprimere fenomeni patologici, anzitutto quelli basati su condizioni psichiche, non ha pi un significato enigmatico" (S.Freud,1992). La "voce" magica, la parola, celebrata nell'iter simbolizzante della gestualit o nella configurazione geometrica del testo scritto, ha radici lontane, che si perdono nella notte dei tempi. Radici che ogni cultura ha anche posto in relazione con il sacro e con l'intervento divino. Come nella poesia, anche in magia la parola acquista una forte valenza creativa in relazione alla combinazione del suono con il suo significato: i due linguaggi sono in stretto rapporto tra loro, poich in entrambi i vocaboli si trasformano in "parole di potenza", a cui viene riconosciuto un particolare potere, anche senza il contributo di alcun rituale. La parola trattiene in s la forza creatrice e quella magica: sorta di energie simboliche "presenti in tutte le cosmogonie mitiche; limpressione provata di fronte a tutto ci che inconsueto, stupefacente, atto a suscitare timore o ammirazione, trova forma nella parola e, attraverso la parola, si obiettiva in unessenza divina" (E.Cassirer, 1961). In un'ottica eminentemente "pratica" si scorge come l'utilizzazione magica della scrittura indichi "come sia sempre ritenuto possibile agire sul reale a partire dalla manipolazione dei simboli, e come anzi luomo sua giunto a nutrire un terrore sacro di quei simboli e del loro potere, quasi che, ormai tracciati, essi potessero da s soli, e senza intervento di altri, scatenare la loro azione" (G.R. Cardona, 1981). Va anche osservata la frequenza con cui, in numerose culture, la scrittura viene posta in relazione con l'intervento divino. Inoltre la dimensione criptica e misteriosa della parole "strane", aventi origini straniere e sconosciute, le caricavano con ulteriori valenze simboliche. E' sicuramente indicativo che "gi i testi magici greci facessero un largo uso di parole straniere, barbare, senza un apparente significato, alle quali tuttavia conferivano significati misteriosi, capaci di evocare potenze nascoste. Spesso sono tra loro legati a filo doppio le sette vocali e i sette pianeti, ed anche possibile forse citare una delle forme del nome del dio dei Giudei, appellativo che, oltre al suo valore mistico, contiene curiosamente la prima e lultima lettera dellalfabeto ebraico" (J.G. Fvrier, 1992). In sostanza, sembrerebbe che, secondo la tradizione simbolizzante posta alla base della magia, la parola sia tanto pi magica quanto pi diventa difficile comprenderne il senso e risalire al suo primitivo significato. Un caso emblematico quello dell"abracadabra", divenuto sinonimo di "formula magica" anche nel linguaggio comune.

Magia bianca
Esistono in natura fenomeni che non conosciamo perfettamente e che non sappiamo spiegarci razionalmente. Negare decisamente la loro esistenza significherebbe far trionfare il materialismo in modo assoluto. Per l'uomo oggi, condizionato dalla scienza e dalla tecnica, la natura non ha quasi pi misteri. Nonostante si viva in unera cos tecnologicamente avanzata, uno degli argomenti che continua ad attirare luomo per il suo fascino sottile e misterioso la magia. Come possiamo definirla: arte, pseudo-scienza, scienza? Magia tutto quello che non pu essere spiegato razionalmente. E l'espressione di una cultura che con le sue tradizioni sembrava destinata a scomparire e invece continua ad avere diritto di cittadinanza nella societ della tecnologia e del razionalismo imperanti. Alle soglie del 2000, l'uomo ancora il tenace custode di un patrimonio culturale magico assimilato nel corso dei millenni e maghi, indovini e occultisti, continuano a proliferare in questa nostra epoca, testimoniando la necessit esistente nelluomo di liberare ancora la mente nel magico. Gli studiosi della materia riconoscono diversi tipi di magia. - La magia NATURALE, che l'arte di prevedere il futuro o di produrre fenomeni avvalendosi di mezzi naturali ma al disopra della portata comune mortale. - La magia ARTIFICIALE, consistente nell'arte di incartare e affascinare sfruttando un dono di prestidigitazione o utilizzando particolari apparecchiature, le quali, mediante appositi accorgimenti tecnici, danno effetti suggestivi o magici. - La magia BIANCA, che consente di ottenere fenomeni sorprendenti invocando a volte l'aiuto di angeli del bene; questa branca, nel tempo, ha inglobato le altre due precedenti arti. - La magia NERA esacrabile arte di invocare spiriti maligni o demoni, con i quali viene sancito un patto formale o tacito. La tradizione vuole che Cam, secondo figlio di No, la insegnasse e tramandasse ai posteri. Le cinque regole d'oro per l'aspirante mago da "La Magia Bianca" di Valerio Ramponi 1. Lo sviluppo della magia si ottiene mediante l'esecuzione dei riti che vanno eseguiti con ferrea volont e con fede cieca e profonda. 2. L'angelo della volont si chiama Ariel e invocare il suo aiuto vuol dire ricevere una maggiore forza di volont. Egli pu essere invocato solo per le cause giuste, perch il suo aiuto valido soltanto per esse. 3. La parola l'esecuzione della volont. La parola una potenza senza limiti, una volta che si appreso come e in quale maniera dirigerla; essa infatti pu guarire una persona, renderla felice, ma anche ucciderla. 4. Il desiderio, la paura, il pentimento sono sentimenti che non devono esistere nel mago perch affievoliscono la volont. 5. La buona magia all'insegna dell'intelletto e della giustizia; la magia nera governata dal disordine e dell'iniquit.

Magia delle erbe, dei fiori e dei profumi


Rientra nella normalit che per molte pratiche di magia vengano usate pozioni e filtri vari, per la composizione dei quali si fa uso di erbe. Erbe e fiori hanno sempre affascinato luomo e con le loro essenze opportunatamente mischiate si possono ottenere risultati portentosi. Unico problema quello di sapere come ottenere una preparazione d'effetto, conoscere la pratica, le formule esatte e le giuste dosi di erbe e fiori, che, potranno aiutare nelle pi disparate situazioni. Anche questo tipo di magia ha un'origine molto remota che si perde nel tempo. Vi sono profumi che hanno la propriet di attirare le persone e profumi che invece le allontanano. Vi sono profumi che eccitano e altri che invece provocano repulsione. Certe essenze rendono benevola una persona e la invogliano a fare del bene, mentre altre sono capaci di provocare l'ira. La scia di profumo che rimane nellaria pu, se gradevole, essere un fattore di conquista e di fascino. Anticamente si cerc di classificare i diversi tipi di odori, non in base al tipo di sostanza impiegata, bens in base al tipo di effetto ottenuto. Vi sono abbinamenti tra piante, essenze, domini planetari ect. quindi per non complicare il discorso ho inserito una tabella esplicativa. In questa tabella abbiamo: a) la rappresentazione della scala evolutiva a cui si deve fare riferimento; b) la specificazione del tipo di pianta a cui si deve fare riferimento; c) la corrispondenza con le diverse sezioni che compongono un ciclo vitale completo nel regno vegetale; d) il nome della pianta corrispondente; e) lessenza a cui si attribuiscono virt magiche; f) la corrispondenza planetaria. Ecco un esempio: in astrologia l'albero trova analogie col pianeta Sole e si immedesima con la pianta della quercia. Il profumo corrispondente l'etliotropio, che viene messo in relazione con la Sanguinaria, pianta consacrata al Sole. E' da tenere presente che nella scala evolutiva, gli alberi occupano il primo posto, in quanto sono la forma pi completa: essa si realizzata attraverso il mutare delle ere, contrariamente ai funghi che sono, praticamente, tra le prime forme di vita comparse sulla terra, pi semplici e meno evolute.

Piante magiche
Sin dai tempi pi antichi le piante venivano utilizzate per i loro misteriosi poteri allo scopo magico e terapeutico... Le ultime ricerche scientifiche hanno dimostrato che anche le piante, al pari degli uomini e degli animali, hanno un'aura vitale che aumenta di intensit in particolari momenti. Pare anche che le loro vibrazioni esercitino un influsso positivo sulluomo; legate, infatti, a sottili forze esoteriche, esse sembrano possedere una benefica influenza grazie alle loro emanazioni magnetiche. A piante ed erbe venivano attribuite virt magiche ed esse rientravano nella composizione e preparazione di talismani, filtri ed essenze astrali. Gli antichi maghi ritenevano sacre 22 piante, ma il loro numero scese a 16 durante il Medioevo; ricordiamo 'leliotropio o l'erba della sincerit, la caledonia o erba del trifoglio, la rosa che era la pianta iniziatica etc. Ci sono piante che, per la loro carica elettro-magnetica, possono donare energia o anche pernderla e rubarla, per cui possiamo parlare di piante positive e di piante negative. Alcune di esse esercitano un potere esoterico benefico in stretta dipendenza con vari fattori come il segno zodiacale, il momento in cui vengono raccolte etc. Per talune piante indispensabile la scrupolosa osservanza di tutte le regole tramandate dalla tradizione perch esse conservino le loro caratteristiche ed estrinsechino meglio le loro propriet. - Raccogliete la pianta durante la fase di luna crescente, in una giornata in cui il sole splenda alto (mai quando tira vento o nuvolo): le ore pi propizie sono quelle comprese tra le undici e mezzod, o fra le diciassette e le diciotto. - Lasciatele essiccare completamente per qualche giorno, poi riponetele in un sacchetto di tela o di carte oppure in un vaso di vetro, mai in contenitore di materiale plastico che ne neutralizzerebbe le radiazioni. All'occorrenza, potreste servirvene per la preparazione di infusi o talismani, tenendo per prensente che le piante non vanno conservate a lungo, perch perdono man mano le loro vibrazioni. Come si detto anche il contatto diretto con la pianta ha il potere di tonificare il nostro organismo e di allontanare da noi eventuali forze negative.

Le piante e i loro poteri


Le seguenti piante, pur legate a un astro, non risentono degli influssi planetari, per cui possono essere utilizzate senza servirsi di riti particolari, legati al giorno o allora del pianeta governatore. AMARANTO Posto sotto il dominio del Sole, si ritiene che il fiore, conservato in un sacchettino o portato al collo, in tasca o comunque a diretto contatto del corpo, favorisca l'equilibrio fisico; preserva il soggetto delle malattie e tiene lontana la principale nemica dell'uomo: la vecchiaia. Questa pianta possiede la capacit di non appassire, infatti anche secche, le sue foglie conservano il colore originale senza sbiadire e, se vengono poste nellacqua, tornano fresche d'aspetto. Anticamente di pensava che questo fiore donasse l'immortalit per cui pare rientrasse nei componenti base dell'elisir di lunga vita, in cui era racchiuso il segreto dell'eterna giovinezza. empre nell'antichit l'amaranto veniva usato nell'allestimento delle tombe dei personaggi potenti, o nei funerali di personalit influenti. E una pianta erbacea annuale, con le inflorescenze raggruppate in spighe o pannocchie ascellari o terminali, erette o pendenti. Coltivata per ornamento facilmente reperibile in Italia. La sua fioritura avviene da Agosto alla fine dell'autunno. ARANCIO Governato da Venere, il suo fiore simbolo di innocenza e di purezza danimo. Per questo motivo il fiore utilizzato per il bouquet delle spose, usanza questa che trova le sue origini in Francia. Si dice che possa essere usato una sola volta nellarco della vita e che possa trasformare l'innocenza della persona in conoscenza, profondit e saggezza. BASILICO Retto da Marte, se viene usato in dosi esagerate porta facilmente l'individuo a diventare collerico e ad adirarsi per motivi di poco conto. Pu anche provocare dei danni pi o meno gravi a carico del sistema nervoso. In Abissinia se ne trova in enorme quantit, tanto vero che le donne abissine lo usano come cosmetico per rendere la loro pelle pi lucida. E una pianta piccola e cespugliosa dai fiori bianchi e il suo tempo di fioritura va generalmente da Maggio a Settembre. CEDRO E una pianta erborea sacra a Giove. In alcuni testi antichi, il cedro considerato una vigile sentinella della casa presso cui piantato, per il suo potere di tenere lontani ladri, curiosi e persone indesiderate. ELLEBORO Pianta malefica, ha un potere esoterico negativo, fa perdere infatti di prestigio e attira la maldicenza. E una pianta velenosa, va usata in dosi minime e con la massima prudenza. GIGLIO Da sempre considerato il simbolo della purezza per eccellenza. Tenere il giglio sempre a portata di mano, o nella propria casa, serve a tenere lontane le forze del male. Nel formulario di Alberto il Grande detto che il giglio colto sotto il segno del Leone, mescolato al succo di lauro e posto sotto letame, genera dei vermi che, ridotti in polvere e messi negli abiti di una persona, impediscono a questa di dormire. IRIS Era considerato dagli antichi il simbolo della pace. LICHENE Organismo vegetale costituito dallassociazione di un'alga e di un fungo, sotto l'influsso di Saturno e inclina alla solitudine e alla meditazione. Non favorisce i rapporti di societ e le attivit di gruppo. LOTO Il suo fiore ha il potere di cacciare i demoni e di allontanare il malocchio. MIRTO Consacrata a Venere, questa pianta ha il potere di rendere caritatevoli e ben disposti verso chi soffre. Tale pianta molto diffusa in Italia e nell'America settentrionale.

ORTICA Considerata una pianta sacra a Venere, sembra che predisponga alla lussuria. Un'antica ricetta di Petronio suggerisce, per favorire i rapporti sessuali languenti, di porre sotto il materasso, per un mese, un sacchettino contenente foglie secche di ortica. Secondo Alberto il Grande, l'ortica tenuta in mano con del millefoglie allontana la paura dei fantasmi. Anticamente veniva usata per combattere le paralisi, i reumatismi articolari e l'impotenza, anche se con risultati di modesta entit. PAPAVERO Governata da Saturno, predispone alla pigrizia. E diffusissima nei prati, il fiore ha i petali color rosso vivo e il frutto contiene semi piccoli e reniformi. PERVINCA Nei ricettari di Alberto il Grande si legge che questa pianta, ridotta in polvere con dei vermi e mangiata nella carne era da considerarsi afrodisiaca. PRIMULA Con i suoi gialli fiorellini, in epoca medioevale veniva considerata pianta della felicit e rientrava nella composizione dei sacchetti talismatici. QUERCIA Con la sua imponente bellezza testimonianza di forza e di potenza. Consacrata al Sole, veniva considerata la guardiana della casa presso cui veniva piantata. Per il suo potere di attirare le forze benefiche e di allontanare le entit del male, sembra che i pionieri americani avessero lusanza di piantare una quercia vicino alla loro casa. TRIFOGLIO Erba dalle magiche virt veniva usato nei secoli addietro da maghi e streghe. Predispone all'amore e alla sapienza. Altre piante magiche Piante da considerarsi magiche, perche facenti parte del settenario cabalistico, sono le seguenti. ACANTO Pianta che in astrologia si collega al pianeta Marte, rende arditi e coraggiosi, rapidi nelle decisioni e reattivi alle situazoni stagnanti e difficili. Se utilizzata nelle ore notturne di Marte accentua le caratteristiche negative del pianeta, predisponendo alla temerariet, all'aggressivit, alal collera e alla violenza. CINQUEFOGLIE Questa pianta magica, atrologicamente legata al pianeta Mercurio, elargisce il dono della sapienza e il buon uso dellintelletto. E possibile preparare anche dei talismani che assicurano la ricchezza, gli onori e la felice riuscita nel campo degli affari e delle finanze. La sua azione benefica si estrinseca maggiormente nel giorno di mercoled, nelle ore rette da Mercurio. GIUSQUIAMO Questa pianta, che in astrologia viene rappresentata dalla betulla e il cui corrispondente planetario il pianeta Giove, appartiene al mondo della felce. Nel settenario delle piante magiche situata al terzo posto, a un grado piuttosto elevato di emanazione energetica. Per propiziarsi la buona sorte si deve operare di gioved, nelle ore diurne corrispondenti a Giove. NINFEA L'essenza di questa pianta di buon auspicio per le imprese ardite, le situazioni che necessitano di audacia, i viaggi avventurosi e spericolati. La ninfea ha inoltre il potere di stimolare limmaginazione, suscitando visioni e sogni profetici. SALICE Quest'ultimo tipo di pianta che si ritiene abbia delle magiche possibilit, ha la sua corrispondenza astrologica con il pianeta Saturno. Il salice ha analogie con i funghi, occupa l'ultimo posto della gerarchia fitologica, ma da considerarsi ugualmente a un livello di alta spiritualit. In occultismo infatti ogni schema settenario ha una disposizione circolare, per cui primo e ultimo grado, essendo contigui, hanno la medesima vibrazione. Tale pianta opportunamente preparata, ha il potere di conferire agli uomini grande dignit e soprattutto dirittura e forza morale in alto grado.

SANGUINARIA Pianta benefica e propizia viene utilizzata in modo particolare per il buon esito di relazioni amorose. Usata costantemente la sua essenza agisce in modo da favorire lunione tra due persone, consentendo la realizzazione di un legame amoroso duraturo nel tempo. E necessario intervenire sulla pianta nell'ora governata da Venere dea dellamore. In un'ora diurna si deve agire su un uomo, in quella notturna si deve esercitare la sua influenza su una donna. VERBENA Pianta considerata sacra a Venere ha il potere di risvegliare le forze dellamore in modo intenso. Un formulario del XIII sec. consigliava di strofinare il petto della persona amata con un fiore di verbena, se si voleva suscitare una sconvolgente e travolgente passione. Per le sue propriet occulte, essa era apprezzata molto dalla fraternit di Rosacroce: Van Helmont la defin pianta attrattiva. La sua azione potenziata se si agisce di luned, durante la luna nuova, nelle ore notturne di Venere. VISCHIO E MANDRAGORA La raccolta della piante pu essere fatta in qualunque modo, unica eccezione il vischio e la mandragora, che richiedono invece una differente prassi. Si crede infatti che se non si rispetta il rituale particolare, esse non avranno pi quelle doti per le quali vengono raccolte. Il taglio del vischio, secondo i Druidi, che si dedicavano alla magia e allo studio dei fenomeni naturali, doveva essere eseguito con una falcetta doro, o perlomeno dalla lama consacrata. Questo perch i testi antichi sostengono la tesi secondo cui il vischio a contatto dell'oro, durante il taglio aumenta la proprie doti magiche. La mandragora la pianta magica per eccellenza, la pianta che ha le maggiori caratteristiche e le pi grandi possibilit di impiego in campo magico. I suoi effetti sono di gran lunga superiori ad ogni altra pianta. Si deve badare bene di non toccare la mandragora con i metalli specialmente con il ferro, che considerato nemico della pianta stessa. Inoltre la sua raccolta deve essere fatta sotto vento perch restino intatte le sue caratteristiche.

Profumi Magici
Vi sono profumi che, opportunamente confezionati, sono dei potenti talismani. Il profumo, lo sprigionarsi nell'aria dell'essenza, agisce proprio come se si trattasse di un talismano solido, una pietra o un monile magico; il profumo pu anche servire a magnetizzare le pietre per aumentare il loro potere esoterico. Affinch il profumo sia idoneo e possa raggiungere lo scopo, necessario che venga scelto anche tenendo conto dei segni zodiacali in armonia con l'aroma. Unica cosa da tenere presente che si dovr essere accorti nello scegliere il giorno, lora e il profumo adatto allevenienza e a ci si vuole ottenere. Al momento giusto si sparge sulloggetto il profumo adatto e, tenendolo in mano, si penser intensamente alla propriet che si vuole attribuire all'oggetto magnetizzato. Volendo agire su una persona che non si pu avvicinare, basta scriverle una lettera su cui si sia versata anche solo qualche goccia di profumo. Vediamo ora, segno per segno, quali sono i profumi pi adatti. ARIETE La lavanda e tutti quei profumi freschi che attenuano lo spirito combattivo di questo segno. TORO La rosa serve ad arginare gli slanci un po troppo affettuosi di questo segno GEMELLI Per ovviare alla volubilit e alla dispersione nei sentimenti, adoperare essenze a base di origano. CANCRO Il profumo a base di lill serve ad infondere sicurezza a questo segno iper-emotivo. LEONE Un'essenza a base di ambra rende pi "ruggenti". VERGINE Il fresco giacinto apporta fantasia a questo segno troppo analitico. BILANCIA Per dare pi grinta ci vuole il muschio. SCORPIONE L'essenza di tuberosa rende affascinante questo segno. SAGITTARIO Violetta per irradiare maggior simpatia. CAPRICORNO L'essenza di caprifoglio serve ad infondere fiducia. ACQUARIO Mughetto per propiziarsi l'amore. PESCI Il gelsomino dona ai nati in questo segno fermezza e attenua l'insoddisfazione.

Sacchetti profumati
I sacchetti che contengono essenze profumate sono cosa nota gi dai tempi pi remoti. Per confezionare il sacchetto profumato, basta prendere del cotone o un panno ad alto potere assorbente e impregnarlo della sostanza adatta allo scopo. Il tutto viene poi chiuso in una garza, che a sua volta deve essere contenuta in una stoffa resistente. Queste operazioni vanno eseguite tenendo conto delle ore e dei giorni, a seconda dell'essenza che si deve preparare. Questo un esempio: talismano amoroso - giorni e ore di Venere (diurne per agire sugli uomini, notturne per agire sulle donne) - evocazione dello spirito - scelta del profumo in base al proprio segno zodiacale di nascita.

Pietre magiche
Nei tempi pi antichi le pietre, e in modo particolare le gemme, hanno sempre affascinato l'uomo, che ha attribuito ai diversi minerali, virt e significati occulti. Nell'antico Egitto, oltre che ornamentali, le gemme venivano ritenute necessarie. Gli Egiziani apprezzarono le pietre per le loro propriet mistiche o mana e i gioielli erano considerati mezzi per ottenere successo, la fama, la fortuna etc. Gli Egiziani per dipingersi le palpebre usavano la malachite, col duplice scopo di difendersi dal sole grazie alla protezione offerta dal colore verde e per disinfettare gli occhi, grazie alla presenza del carbonato di rame nella pietra. Consideriamo ora i poteri attribuiti alle pietre dalla tradizione. Poteri delle pietre magiche ACQUA MARINA Considerata la pietra dei marinai e dei viaggiatori, simboleggia la speranza e ha una funzione protettiva nelle gengiviti, nel mal di gola e di denti. Protegge dai tradimenti. Papa Giulio II era solito portarla sempre addosso per il suo benefico potere. AGATA Allontana l'invidia e la malignit, rende simpatici e aiuta nella carriera. Preserva dalle punture dei ragni e degli scorpioni e tenuta in casa protegge dai fulmini. Se messa in bocca calma la sete. I timidi acquistano forza e coraggio, se stringono nella mano destra un pezzo di agata. AMBRA Anticamente veniva usata in magia per difendersi dagli incantesimi delle streghe. Per le sue propriet elettriche (in greco chiamata elektron) protegge dalle malvagit e dalle influenze nefaste altrui. Una collana dambra protegge i bambini dalle pericolose convulsioni. AMETISTA Protegge dal veleno e dalle tentazioni dellalcool, soprattutto se sulla pietra vengono incise le immagini del sole e della luna. Nei tempi antichi, per prevenire l'ubriachezza, si era soliti bere in coppe di ametista. Considerata negativa per il suo colore viola, lo per chi preda dell'egoismo, delle passioni violente, delle meschinit; protegge e aiuta, invece, nel processo di elevazione spirituale, chi gi possiede maturit e saggezza. AZZURRITE E un potente talismano, propizia la fortuna e allontana la malinconia. BERILLO Favorisce il successo nel campo delle lettere. I marinai, per essere coraggiosi durante le tempeste, erano soliti portarla con loro durante la navigazione. Dona serenit e obiettivit di giudizio. CALAMITA Ha il potere di "attirare" l'amore e di favorire le nascite. CALCIDONIO Allontana i dispiaceri, distende i nervi e ristabilisce l'equilibrio soprattutto in campo affettivo. E di protezione negli incidenti o nelle disgrazie improvvise; aiuta, quindi, tutti coloro che per la loro professione debbono affrontare rischi ridicoli. Rende costanti e infonde fiducia e forza. CAMMEO Porta fortuna, si dice, solo per sette anni, poi il suo potere nullo e la pietra va cambiata. CARBONCHIO Protegge i bambini dal pericolo di annegamento. Se portata nelle ore notturne efficace contro l'insonnia. CRISOLITO Preserva dalla follia. Facilita la carriera e assicura la ricchezza.

CORALLO Possiede tutte le propriet magiche. In Oriente, viene sfruttato moltissimo perch dona sicurezza, fiducia e allegria. Nei tempi passati preservava dalle epidemie; la tradizione vuole che il corallo impallidisca quando muore una persona amata. CORNIOLA Preserva dai tradimenti. CRISTALLO Infonde calma ed equilibrio interiore. Favorisce la pioggia ed simbolo di vittoria. DIAMANTE Difende dai demoni e dagli spiriti del male. Dona la pace e la serenit e infonde coraggio e invincibilit. Ai timidi d forza. Simbolo di fedelt, favorisce l'amore e il matrimonio. Trasforma le sue propriet benefiche in arme malefiche soltanto quando in possesso di persone indegne. DIASPRO Simboleggia la gioia. Nei tempi antichi veniva usata contro la febbre. La polvere di diaspro veniva sfruttata da Galeno, il famoso greco, come cicatrizzante delle ferite. GIADA E efficace nella cura delle malattie renali, nelle coliche e nelle affezioni oculari. Dona integrit e rettitudine. GRANATA Predispone alla fedelt in amore e favorisce i legami duraturi. LAPISLAZZUOLO Veniva ritenuta dagli Egiziani portatrice damore. Dona acutezza e pensiero e promette successo e felicit. ONICE Allontana gli incubi e le malinconie. OPALE E da sempre ritenuta pietra infausta, ma propizia ai nati in Ottobre: d loro aiuto e chiarezza di vedute. Gli Indiani affermano che, posta sugli occhi per qualche istante, rende acuta la memoria. OSSIDO DI FERRO Protegge dal malocchio e dalle decisioni affrettate. PERLA Simboleggia l'amore, ma anche le lacrime. Non andrebbe mai regalato un anello di fidanzamento con la perla, perch porterebbe dolore derivante da una rottura. La collana, invece, infonde energia, purch le perle, ovviamente naturali, siano di numero dispari. PIRITE Nei tempi andati, era credenza che evitasse le cadute da cavallo. QUARZO Concilia sonni tranquilli, tenendo lontani gli incubi notturni. RUBINO Simbolo di forza e di passione, rende audace e temerario chi lo indossa. Allontana la tristezza e i dispiaceri amorosi. Pare che cambi leggermente colore, quando il suo proprietario minacciato da qualche male. SELENITE Ridotta in polvere, pare che sia un potente afrodisiaco. SMERALDO Procura benessere, ricchezza e amore. Guarisce i disturbi visivi e arresta le emorragie. Favorisce lo sviluppo della memoria e dellintuizione, stimola lintelligenza. Simbolo della castit, si rompe se colui che lo porta diventa adultero. TOPAZIO Simboleggia lardore ed efficace contro l'odio e la vendetta. Concede il favore altrui e aiuta in campo economico e finanziario.

TURCHESE Protegge dal malocchio e difende dai pericoli di vaggio e dagli avvelenamenti. Dona fortuna e felicit al suo possessore. ZAFFIRO Simboleggia la fermezza d'animo e infonde allegria, fiducia e lealt. Allontana le preoccupazioni e protegge le persone innamorate.

Colori
Ogni colore ha una sua particolare propriet capace di influenzare, in positivo o in negativo, la natura umana. Che i colori fossero in grado di riattivare i centri vitali era risaputo da millenni e ci trova la sua applicazione somatica persino nelle medicine indiana, cinese, tibetana ed egiziana. Oggi la cromoterapia, anche se ancora poco conosciuta, trova la sua applicazione in campo biopsichico. Noi sappiamo che la vita energia e vibrazioni; i colori costituiscono una scala sensibile ed elevata di queste vibrazioni e sono in grado di influenzare e modificare profondamente le nostre energie e le nostre emozioni. Esiste un ramo della magia bianca basato sul significato dei colori e sul loro potere di favorire la buona o la cattiva sorte. Simbolismo dei colori BIANCO Simboleggia la purezza e la virt. E associato alla luna e al segno del Cancro. E sempre stato il colore preferito dalle spose e il pi sfruttato nella confezione di camicie da notte, allo scopo di allontanare dai dormienti eventuali entit maligne che aborrono il bianco. ROSA Per gli alchimisti rappresenta la catarsi, la rinascita. Simboleggia la timidezza, l'amabilit. Emana radiazioni positive per tutti i segni. Predispone allamore. AZZURRO E il colore del cielo, simboleggia lamore ed propizio agli Acquari. Porta fortuna e protegge nell'avversit. VERDE Infonde speranza, fiducia, pace. Legato alla natura il colore di Venere e protegge le persone innamorate. ARANCIONE Per gli orientali stimola la concentrazione mentale, tanto vero che i monaci buddisti indossano una tunica di questo colore. Per noi simbolo della salute, ma anche della lussuria. GIALLO Esistono riserve nei confronti di questo colore. Per taluni il simbolo del Sole, il colore dell'oro che simboleggia la conoscenza e quindi infonde energia e vigore. E positivo per i Leoni. Secondo altri, invece, il colore dello zolfo e pertanto del diavolo. Sembra che Giuda fosse vestito di giallo durante lultima cena, per tale motivo la credenza popolare lo ritiene il colore della falsit e del tradimento. ROSSO E il colore di Marte e dellAriete; infonde ardore, calore, forza e combattivit. Non portatelo se siete nervosi o depressi, il rosso accentuerebbe il vostro malessere. BLU E il colore di Giove, pertanto favorisce i Sagittari e i Pesci. Dona equilibrio, saggezza e oculatezza negli affari. VIOLA Colore che favorisce l'elevazione spirituale, la meditazione e il sapere. Viene evitato dalla gente dello spettacolo perch, legato alla quaresima, implica l'idea del sacrificio, della privazione e dell'insuccesso. E propizio per gli Scorpioni. NERO E ritenuto apportatore di tristezza, lutti e disperazione. Astrologicamente appartiene a Saturno che governa il Capricorno.

Ricette Magiche
Per farsi amare Pestate in un mortaio alcune margherite, soltanto il fiore non il gambo, sino a che non saranno ridotte in polvere. Aggiungete alla polvere ottenuta il succo di mezzo limone e amalgamate tutto. Frizionate le mani con questo preparato, in modo da lasciarle un po unte, poi toccate i capelli della persona che desiderate far innamorare. Un'altra formula per farsi amare la seguente: preparate un unguento con bucce di arachidi, mezzo bicchiere di acqua presa da un torrente in piena, qualche goccia del vostro sudore, essenza di garofano. Il composto emaner, tutto sommato, un effluvio sufficientemente gradevole. Profumatevi ed andate in visita dalla persona tanto amata. Sempre per ricevere amore, potrete regalare una pietra di acquamarina, che sia per stata a contatto diretto della vostra pelle per sette notti consecutive. Questo dono va fatto alla persona amata. Tenete presente che la dovete donare in un cofanetto bagnato in precedenza con tre gocce di sangue di una colomba. Prendete una bacinella e ponetevi al centro un osso di cane nero e aggiungete i seguenti elementi: calce viva, pelati di bagonia, sale da cucina. Lasciate che losso si impregni per due giorni del miscuglio in cui stato posto, dopodich estraetelo dal recipiente e riducetelo in finissima polvere. Mettete la polvere in una scatolina e prelevatene un pizzico, che dovr essere lasciato cadere a terra, a poco a poco, mentre girerete intorno alla persona amata. Per sposarsi entro breve tempo Eseguite un impasto con alcuni vostri peli dascella tagliati finemente, peli di cane bianco sempre tagliati fini, pelle di oliva seccata al sole, chiodi di garofano ridotti in polvere. Aggiungete al tutto olio puro ricavato da olive verdi. Mescolate bene il composto e cospargetevi il petto ogni mattina, appena alzati, finch all'improvviso non vi capiter di realizzare quanto era in oggetto dei vostri desideri. Per essere stimati e benvoluti Indossate un profumo ottenuto tritando petali di rosa e di ninfea a cui siano state aggiunte due dita di alcool puro e acqua di lavanda nella misura di cinque dita. Sempre per essere benvoluti portate al collo un frammento di zanna di elefante, bagnata ogni mattina con dellacqua benedetta. Per non lasciarsi prendere dal panico Tenete sempre con voi una zampetta di leone cucciolo, che sia morto in modo violento. Abbiate cura di lavare in precedenza la zampa con essenza di lavanda mista ad acqua di ruscello. Per riuscire ad apprendere pi facilmente Pelo di volpe legato ad uno spago di colore rosso, portato come fosse un braccialetto nella zona compresa tra il gomito e la spalla. Quando avete la necessit di memorizzare o siete sottoposti a sforzi per riuscire a comrpendere nozioni difficili e complicate, toccate loggetto. Per essere protetti dalle avversit Raccogliete del muschio, avendo cura di tagliarlo con un falcetto doro, prendete una manciata di origano in polvere e mischiate il tutto con il succo di cento petali di rose e bagnate con acqua santa. Tutte le mattine, per il periodo in cui pensate di essere funestati dalle avversit, toccate con un dito il miscuglio e appoggiatene un pizzico alla lingua. Tutto ci dovrebbe allontanare i momenti negativi. Per imporre la propria personalit Per riuscire ad imporre la propria personalit, dovete prendere i seguenti oggetti: penne di gallina nera, polpa di grappolo duva, tre gocce di sangue estratto dalla propria mano. Mettete il tutto in una pentola e aggiungete tanta acqua sino a coprire completamente il contenuto. Fate bollire per tre ore, senza aggiungere altra acqua,dopodich versate il composto in un telo e filtrate. Riducete in

poltiglia quanto rimasto nel telo, mettetelo in un piccolo cofanetto, che porterete con voi durante il periodo in cui desiderate emergere. A distanza di un mese, ripetete con la stessa prassi quanto fatto in precedenza e sostituite la polvere rimasta nel cofanetto con quella nuova. Per essere all'altezza di una situazione Prendete della noce moscata e pestatela in un mortaio sino ad averla ridotta in polvere. Bagnatela con acqua santa e aggiungete al miscuglio i seguenti ingredienti: polvere presa dal campanile di una chiesa, nocciolo di ciliegia, anche questo ridotto in frantumi, tenendo presente che la ciliegia dovr essere raccolta durante una notte di luna piena, senza salire sullalbero e senza toccarlo con le mani. Aggiungete al composto del vino comune, ad alta gradazione alcoolica, mettete il tutto in una bacinella che verr lasciata sul davanzale di una finestra per sette giorni e sette notti. Trascorso questo periodo, mettete il preparato in un sacchetto che verr sigillato in maniera da non poter pi essere aperto, se non rompendo il sacchetto stesso. Sistemate l'oggetto dentro il guanciale del letto in cui siete soliti dormire. Per vincere la timidezza A una mezza bottiglia di vino rosso aggiungete: noce moscata, tre gocce di acquavite, cento chicchi di melograno, una pianta di basilico. Mescolate bene e bevenetene un bicchierino a giorni alterni. Per propiziarsi la fortuna Prendete un fazzolettino e sistemate al centro un topazio. Bagnate il fazzoletto contenente la pietra con acqua di lavanda, che sia vecchia di tre anni. Ogni mattina, quando ne sentirete la voglia, sciogliete il fazzoletto e accarezzate la pietra, avendo cura di compiere il gesto senza essere scorti da altri, rimettete la pietra al suo posto subito dopo averla sfregata, la fortuna non tarder a farsi vedere. Scavate nel terreno una buca profonda almeno quaranta centimetri e lasciatela cos per tre giorni. All'alba del quarto entratevi con i piedi e ricomprite completamente le vostre estremit con la terra. In piedi, in questa posizione, farete tre volte il segno della croce con gli occhi chiusi, dopodich prenderete, aiutandovi con il fazzoletto bianco, una pietra opportunatamente levigata in precedenza (non dovr essere toccata con le mani) e la gettate dietro di voi, racchiusa nel fazzoletto. A questo punto farete ancora il segno della croce e andrete a vedere il luogo dove caduto il sasso. In quel punto dovrete sotterrare fazzoletto e sasso con la terra che avete usato per coprirvi i piedi. La fortuna durer finch il fazzoletto o il sasso non torneranno alla luce. Uscite all'alba, per una settimana di seguito, con unametista che dovr essere portata sotto un cappello e recatevi in un luogo deserto, dove sarete sicuri di essere soli e di non essere disturbati da nessuno. Nella tasca destra dei pantaloni mettere: - il primo giorno sei chiodi di garofano che siano stati ridotti in poltiglia - il secondo giorno una manciata di origano (che aggiungerete ai chiodi di garofano) - il terzo giorno due margherite, private del gambo - il quarto giorno un pezzettino di candela benedetta - il quinto giorno un ciocca dei vostri capelli, tenuta insieme da un filo di cotone bianco - il sesto giorno un bottone della vostra camicia - il settimo giorno non aggiungete niente Quando sarete nel luogo deserto, da soli, dovrete avere cura di bagnarvi la fronte con vino benedetto. Restate un minuto in silenzio, pensando alla fortuna ch etra poco si mostrer a voi, poi tornando a casa vostra, toglierete subito quel paio di pantaloni, che rimetterete la mattina successiva, per sette giorni ancora. Il settimo giorno, brucerete i pantaloni con quanto contenuto nella tasca. A partire dal giorno successivo, dovreste accorgervi che qualche cosa cambiato e che la fortuna comincia a sorridervi. Per la riuscita di un progetto Prendete un'ametista e tagliatela in due, mettetela in un sacchettino e bagnatela con la grappa una volta alla settimana per almeno un mese. Asciugherete, poi una met della gemma con un panno di lino, laltra met con un panno di lana. Terminate questo rituale un giorno prima della realizzazione del vostro progetto. Per essere protetti durante il corso della vita e per vivere in maniera armoniosa Un ciuffo dei vostri capelli preso da tre punti diversi della testa, in tre giorni diversi ma successivi, va bagnato con dellolio santo in quantit minima. Aggiungete del grasso di balena, uno spicchio di

aglio triturato, dieci gocce di vino benedetto. Lasciate il tutto per una settimana sul davanzale della finestra, avendo cura di mettere gli ingredienti in un piattino coperto da un telo rosso. Successivamente triturerete della polvere di radice di liquirizia che aggiungerete al resto. Unite tre gocce di limone per tre giorni di seguito, avendo cura di fare questa operazione, dopo che le campane abbiano annunciato il mezzogiorno. Prendete un piccolissimo diamante e spalmatelo con questo composto. Pare che questo sia un talismano potentissimo che vi aiuter nelle difficolt della vita, come nessuno altro mai.

Rituali di magia bianca


Invocazioni, gesti e formule magiche L'INIZIAZIONE Presso tutte le popolazioni, in ogni cultura, nessuno pu diventare mago da un giorno all'altro: previsto un iter di apprendimento lungo e faticoso, durante il quale l'aspirante deve essere seguito da un maestro preparato, che lo avvii, controllando i suoi progressi e i suoi errori. Questo processo provoca un cambiamento cos radicale nella personalit, che le civilt primitive vi vedevano la morte dellaspirante, lo smembramento del suo corpo e la sua ricostituzione a opera degli spiriti. Senza arrivare a tanto, anchio vi consiglio di intraprendere questo processo di rinnovamento attraverso una serie di esercizi preliminari, che dovrebbero essere svolti prima di cominciare il cammino vero e proprio. La prima serie di esercizi ha proprio lo scopo di rafforzare la volont. Molti tra voi forse sorrideranno, pensando erroneamente che il volere sia un'azione ovvia e facile. Certo facile dirsi: "voglio un'automobile, possiedo il denaro quindi vado e l'acquisto". Avete il denaro, possedete i mezzi per realizzarlo: nulla vi sembra pi facile. Ma provate ad immaginare cosa dovreste fare, per esempio, se non possedeste tutta la somma necessaria. Avreste due possibilit: o rinunciare al vostro sogno o cercare di risparmiare e lavorare di pi per raggiungere lo scopo. In ogni caso, dunque, dovreste fare dei sacrifici. E ci riuscireste solo se il vostro desiderio fosse veramente fermo, se cio la vostra volont fosse tale da farvi superare ogni fatica. Ma come possibile imparare a volere? Pigrizia e oblio sono nemici giurati della volont e sono quindi i primi ostacoli che devono essere abbattuti. Ricordatevi che quanto pi vi preoccuperete del vostro scopo, tanto pi accumulerete in voi stessi forze per raggiungerlo. Le pratiche in apparenza pi insignificanti, che vi potranno sembrare estranee e lontane da quanto vi siete prefissati, sono al contrario importantissime: l'essenziale portarle avanti con perseveranza e fede. Solo in questo modo esse diventano strumenti potentissimi, in quanto educano, esercitano ed indirizzano la volont. Voglio ribadire questo concetto sottolineando il fatto che per potere indispensabile credere che si possa e tramutare subito questa certezza in azione. Per avventurarvi nel mondo magico dovete subito imporvi una regola di vita semplice e ordinata, ovviamente rispettando sempre i vostri bioritmi naturali e le vostre esigenze quotidiane. Ecco delle piccole ma efficaci regole da seguire: *Dovete imporvi di alzarvi ogni giorno alla stessa ora e di iniziare la giornata con questo piccolo esercizio di respirazione: - rilassati in posizione supina, tenendo gli occhi chiusi, inspirate lentamente con il naso, trattenete il respiro per qualche secondo ed espirate poi con la bocca, sforzandovi di abbassare il diaframma il pi possibile; - rimanete in apnea per qualche istante e ripetete loperazione per cinque volte; - alzatevi e, qualsiasi sia la condizione atmosferica, aprite la finestra; - rimanete in posizione eretta e portate il piede destro a toccare il vostro polpaccio sinistro (viceversa per i mancini), sollevate ora le braccia sopra il capo, facendo in modo che i palmi si tocchino: in questo modo avrete formato una sorta di antenna catalizzatrice che vi metter in contatto diretto con le forze della natura; dopo qualche istante abbassate le braccia e date il via alla vostra giornata. *Dovete avere cura di mantenervi sempre puliti, di vestirvi in modo ordinato e di tenere in ogni frangente un comportamento educato.

*Ogni giorno dovete dedicare almeno un quarto dora a voi stessi, isoladovi in un luogo adatto per poter compiere gli esercizi di concentrazione e meditazione. *Vi consiglio di tenere una specie di diario in cui annotare con estrema cura i vostri pensieri, i vostri sogni, i piccoli o grandi cambiamenti che potrete notare in voi stessi, gli errori che avete commesso o le vostre vittorie. *La sera prima di andare a dormire, dovete eseguire di nuovo esercizio di respirazione descritto; sforzatevi di ripercorrere mentalmente la vostra giornata in modo distaccato: cercate di giudicare le azioni compiute con imparzialit. *Dovete - e questa una regola importantissima - essere molto discreti: imponetevi di non parlare con nessuno di ci che state facendo. *Con il tempo, dovrete anche mutare il vostro atteggiamento nei confronti di quanti incontrate, sforzandovi di essere cordiali e composti con tutti, senza per lasciarvi assorbire troppo dalle passioni altrui. Il grande mago colui che sa comprendere ogni situazione senza lasciarsi fuorviare da sentimentalismi pericolosi, che non gli permetterebbero di mantenere il distacco necessario e la lucidit mentale indispensabile per operare bene. *Dovete infine cercare una "pratica" personale, tutta vostra: la ripetizione di unazione qualsiasi che non siete abituati a compiere e che magari vi infastidisce un po costruir un ottimo allenamento della volont. Potreste, per esempio, bere un bicchiere d'acqua ogni mattina prima di alzarvi, fare della ginnastica se siete pigri e cos via. Lessenziale che siate perseveranti e che ricordiate in ogni momento che con questo sistema state costruendo la vostra "volont magica".

L'approccio alla magia


Prospettive ideologiche Lo studio dei fenomeni magici pu essere affrontato da svariati punti di vista: sono convinta che sia proficuo cercare di conoscerne almeno alcuni. Le prospettive di studio pi importanti, a mio avviso, sono quattro: - la prospettiva del mago, ossia dell'addetto ai lavori, che studia le tecniche tradizionali e le approfondisce con la sua esperienza professionale; - la prospettiva del parapsicolo, che affronta i fenomeni magici dal punto di vista scientifico, come farebbe per qualunque altro aspetto della natura, e cerca di riprodurli "in laboratorio"; - la prospettiva dello storico, che si imbatte -qualsiasi sia il periodo cui si interessa- in una quantit impressionante di fenomeni magici o quantomeno straordinari; egli deve riportarli come fatti di cronaca e possibilmente formulare un giudizio in merito a essi; - la prospettiva dell'etnologo, che studia le popolazioni primitive; anchegli si trova di fronte a unenorme quantit di tradizioni e di riti magici che deve descrivere e comprendere. Normalmente accade che i quattro punti di vista elencati vengano adottati da persone molto diverse per formulazione e cultura, che difficilmente collaborano tra loro. Putroppo, quindi, difficile trovare una sintesi dei vari punti di vista che permetta un approfondamento della conoscenza. Difficile ma non impossibile: vero infatti che alcuni scienziati hanno adottato tale metodo sintetico. Cito, a titolo desempio, lo psicologo e parapsicologo americano Charles T. Tart (nato nel 1937) che afferma: "...dovremmo sviluppare una psicologia della medianit che abbia significato per un medium, una fenomenologia della magia che faccia dire ad uno stregone: inquadrando questi fatti nei vostri schemi, avete risolto molti paradossi inerenti al nostro campo. Certo che per sviluppare questa fenomenologia non ci possiamo accontentare della parapsicologia sterilizzata che abbiamo coltivato fino ad oggi!". Purtroppo queste idee sono ancora molto rare, mentre troppo numerose sono le schiere di razionalisti che bollano acriticamente come "superstizione" tutto ci che per la scienza inspiegabile e come "arretrato" tutto ci che si discosta dal modo di pensare delloccidente civile. Perci oggi la cultura civilizzata occidentale considera coloro che praticano magia come dei ciarlatani. Nella cultura orientale, invece, queste persone sono stimate e rispettate, cos come accade nelle civilt primitive. Di conseguenza la fenomenologia magica trova un terreno molto pi fertile presso gli orientali e le civilt che mantengono vive le tradizioni pi antiche. Dall'esame di tutte queste tradizioni emergono alcuni elementi, pi o meno rilevanti, comuni a tutte: - il rapporto tra magia, religione ufficiale e comune senso religioso molto sentito; - l'ispirazione del mago viene percepita come proveniente dalla divinit: egli opera in nome di Dio o degli di; - esiste una relazione tra magia e credenza negli spiriti, in quanto gli spiriti sono considerati i servitori del mago; - nelle pratiche magiche vengono contemplati e utilizzati stati alterati di coscienza e tecniche connesse; - si attribuisce grande valore al simbolismo; - la magia ha un proprio cerimoniale; - si attendono prodigi come risultato delle operazioni magiche.

Il rapporto tra magia e divinita'


Un aspetto importante il rapporto tra l'uomo e le entit sovrannaturali. Questo aspetto ha una duplice connotazione: da una parte il rapporto con la divinit, dallaltra quello con altre entit genericamente chiamate spiriti. Da questo punto di vista la magia legata alla religione, almeno nei limiti in cui si intenda per religione la fede nellesistenza di uno o pi essere spirituali potenti che interagiscono con le vicende umane (Dio o dei) e un insieme di pratiche volte a ingraziarsi tali dei (culto). Nei tempi pi remoti le stesse persone erano incaricate sia del culto religioso sia delle pratiche magiche; questuso permane ancora oggi presso le popolazioni pi primitive, che non hanno ancora sviluppato una certa distinzione tra sacerdoti, stregoni, sciamani, profeti, guaritori ecc. In generale, con levoluzione della mentalit, la religione si distinse nettamente dalla magia; in alcuni casi ne divent addirittura nemica. In effetti, tale antagonismo spiegabile in parte con il fatto che sia la religione che la magia si occupano del mondo "invisibile"; accumunate da tale contenuto, non possono ignorarsi e devono necessariamente divenire o alleate o nemiche irriducibili.

Magia e spiriti
Come gli dei, anche gli spiriti sono entit immateriali, dotate di intelligenza, di volont e potere. Non bisogna per incorrere nellequivoco di chi considera spiriti le entit dei trapassati evocate dai medium. La differenza fra dei e spiriti consiste nel fatto che, mentre gli dei non sono mai al servizio degli uomini, gli spiriti possono, in maggior o minor grado, venire asserviti alloperatore. Gli dei possono perci essere esclusivamente "pregati": ci si pu rivolgere loro per ottenere il soccorso e la benedizione, ma essi risponderanno solo per degnazione o per la loro misericordia. Gli spiriti, invece, possono essere, in certe condizioni, addirittura comandati. La credenza degli spiriti si trova, pi o meno sviluppata, in tutte le tradizioni magiche. Anche se sono soprattutto i popoli pi primitivi e antichi a ricorrere frequentemente ad essi, tutti gli operatori, anche oggi, dispongono di invocazioni per richiedere il loro aiuto. Supponiamo che un operatore voglia ottenere i servigi di Barbatos (uno dei settantadue spiriti citati da Salomone nell'opera Clavicula Salomonis), che preposto alla riconcialiazione tra le persone e al ristabilimento della serenit e del clima amichevole. Espletate le necessarie formalit, si rivolger allo spirito, in modo deciso e con tono di comando, chiamandolo: "O Barbatos, io ti mando a chiamare affich tu esca dalle tenebre e venga a me per aiutarmi a riportare la serenit e larmonia tra (nome della persona) e (nome della seconda persona), che hanno bisogno del tuo aiuto. Accorri ai miei ordini e servi me come servisti un giorno Salomone e come rettamente servi tutti i padroni che ti chiamano. Esegui alla perfezione quanto io ti chiedo perch giusto e corretto e perch te lo chiedo nel nome sacro di Dio, di Adonai, nostro Creatore e Padrone". Al termine del rito, loperatore dovr congedare lo spirito chiamato dicendo: "ora che hai obbedito al mio comando, torna nel luogo della tua provenienza e rimani sempre a mia disposizione ogni volta che ne avr bisogno. Chiedo, comando e ti impongo che tutto ci sia fatto al meglio e al pi presto". I termini dell'invocazione possono anche non coincidere completamente con questi: quello riportato semplicemente un esempio per fornirvi una traccia da seguire. Ogni serio operatore dovr di eseguire i suoi riti seguendo precise regole, ma dovr integrare queste ultime con la propria esperienza e sensibilit. Nulla in magia rigidamente stabilito, se non il rispetto di s stessi e di ci che si compie. Una delle prime cose che si devono acquisire, una volta che si sia deciso di intraprendere seriamente lo studio di questa materia, la capacit di percepire le proprie sensazioni intime e di assecondare la propria fantasia, fatta naturalmente salva una rigorosa logica.

L'alchimia
Anche gli alchimisti prestano fede a uno "spirito della materia", analogo al Mana dei primitivi, che si ritiene viva allinterno della pietra e del metallo. Dunque la ricerca della pietra filosofale, condotta attraverso complesse operazioni chimiche sulle sostanze materiali, in realt non altro che una ricerca spirituale. Per chiarire meglio il concetto: riporto il brano iniziale di una ricetta per la preparazione della pietra: "la materia dellopera minerale, animale e vegetale; preci che essa , una volta purificata, la medicina dei tre regni. Essa tanto segreta quanto comune; tutti la conoscono, giovani e vecchi, ricchi e poveri. Essa non costa altra fatica che raccoglierla e la preparazione pu essere fatta da un fanciullo, se benedetto da Dio. La materia lontana una certa umidit assai ricca di fluido universale (...) soltanto segnata (...) da uno spirito metallico, che essa riceve dalla madre terrestre. Questo spirito universale che discende sulla terra vi si riveste di sale e zolfo volatili e di mercurio (...); si pu dunque chiamare questa materia caos o terra caotica".

Gli spiriti del clavicula salomonis


Come si accennava nel paragrafo "magia e spiriti", Salomone, nell'opera Clavicula Salomonis, fece un elenco di settantadue spiriti, a ciascuno dei quali furono attribuiti un nome, caratteristiche e poteri ben precisi. Elencher solo i nomi e le caratteristiche di alcuni di questi spiriti, sia per brevit sia per desiderio di rispettare quella regola che ho gi definito essenzialmente per il mago: la descrizione. Fra i settantadue nomi, infatti, ve ne sono alcuni pericolosi, che non il caso di citare a vuoto. Aini o Aym: si presenta in veste di uomo con tre teste: una di serpente, una umana e una di gatto. Aiuta a sviluppare memoria e intelligenza (quindi a superare esami e concorsi). I suoi colori sono il blu e il rosa. Gradisce che gli vengano bruciate foglie agrifoglio. Allocer o Alloien: si presenta in forma di cavaliere in groppa a un cavallo, con il volto di leone. Aiuta a ritrovare armonia e serenit in famiglia. I suoi colori sono il rosa, il nero e il celeste. Gradisce le offerte di ortica secca. Buer: si presenta in forma di stella a cinque punte. Ha potere di migliorare la salute e favorire guarigioni. Il suo colore il bianco. Gradisce che venga bruciato in suo onore dell'origano. Foras o Forcas: ha sembianze umane e possiede il potere di far ritrovare le ricchezze perdute e di proteggere dalla povert in generale. Non ha colori n gradisce erbe particolari, ma preferisce essere invocato di sabato. Gusion o Gusayn: non ha una forma definita. Ha il potere di favorire lavanzamento sociale, la realizzazione professionale e gli incontri con personaggi influenti. Il suo colore il verde. Gradisce inoltre lofferta di basilico e paglia. Orobas: pu presentarsi in forma umana o di cavallo. Aiuta a sventare inganni e menzogne e a fare chiarezza in situazioni delicate (nei rapporti umani e professionali). I suoi colori sono il marrone e il giallo. Gradisce che gli venga bruciato il sambuco. Raum o Raymi: si manifesta nella forma di uccello nero. Il suo potere quello di aiutare e facilitare lamore. I suoi colori sono il rosa e il celeste. Lerba da bruciare l'acetosa. Saleos: non ha una forma precisa. Favorisce la nascita degli amori, quindi molto indicato per la fabbricazione di talismani e pentacoli, oltre che per la celebrazione di riti volti a facilitare la vita affettiva. Il colore il rosso. L'erba da bruciare la genziana.

La magia cerimoniale
Luogo, oggetti, abbigliamento Disponendosi alla celebrazione di un rito magico, anzitutto bene prepararsi nel modo pi adeguato, munendosi degli oggetti necessari. L'elenco che segue conforme alle indicazioni fornite dal famoso Aleistair Crowley, che tra l'altro, ebbe il merito di aver sintetizzato tradizioni secolari. Ecco dunque che cosa dovr preparare un mago che si accinga al rito. *Il Tempio: il luogo scelto dal mago per compiere il rito; esso addirittura rapprensenta l'universo. Pu essere ricavato da una stanza o addirittura costruito alluopo; in ogni caso, comunque, si devono rispettare scrupolosamente alcune regole: - il luogo deve essere utilizzato solo per cerimoniali magici ( per evitare, per esempio, il salotto di casa) - l'accesso al Tempio deve essere proibito agli estranei: potranno entrare solo l'operatore, i suoi adepti e aiutanti ed, eventualmente, le persone autorizzate direttamente dal mago; in particolare, gli animali devono essere tassativamente esclusi qualora ci fossero delle finestre, queste devono essere chiuse e coperte da un tendaggio che non permetta a occhi estranei di curiosare - la luce deve essere tale da favorire il raccogliemento: non deve perci essere n troppo intensa n troppo fioca; in ogni caso dal soffitto del Tempio dovr pendere una lampada, che ha un valore simbolico pi che funzionale: rapprensenta infatti la luce dellanima pura *Il Cerchio Magico: chiamato anche "anello di protezione" e consiste in un cerchio tracciato sul pavimento del Tempio; esso delimita il confine allinterno del quale il mago pu operare. Questa forma geometrica stata scelta fin dai tempi pi antichi, perch rappresenta da una parte l'infinito e dall'altra lequilibrio: tutti i suoi punti sono infatti alla stessa distanza dal centro. Il Cerchio Magico ha lo scopo di proteggere il mago dalle influenze negative. Quindi, prima di iniziare ad operare, il mago avr cura di tracciarlo o comunque porlo nell'area intorno a lui. Quando sar al suo interno, loperatore provveder per prima cosa a invocare spiriti divini superiori, recitando delle preghiere o delle invocazioni, a seconda delle proprie abitudini o scelte. Per disegnare il cerchio si pu usare un materiale qualsiasi (gesso, metallo, stoffa etc.etc.); l'importante avere la giusta concentrazione ed il pensiero rivolto al bene. Comunque si realizzi il Cerchio, occorrer lasciare un'apertura, che costituisca una via d'accesso per il mago. In effetti, quindi, inizialmente, avr la forma di una grossa C; la circonferenza verr poi completata dalloperatore dallinterno. Ma tutto ci non basta; infatti indispensabile ricoprire il Cerchio con un qualsiasi materiale naturale, mai usato prima, che poi andr rimosso e gettato insieme ai residui. Tra questi materiali naturali, il pi indicato per questo scopo e il pi comunemente usato il normale sale grosso da cucina. Ricordate che, una volta chiuso il Cerchio, non dovrete pi uscire fino al completamento dell'operazione magica, pena il fallimento della stessa. Sar quindi vostra cura portare all'interno del Cerchio, prima di chiuderlo, tutto ci che vi pu servire. Altra regola importante: passate solo attraverso il segmento che avete lasciato libero tracciando la C. Per nessuna ragione dovrete scavalcare la circonferenza. Al momento dell'uscita, quindi, dovrete nuovamente rimuovere il segmento di chiusura e passare da l. Dall'esterno, potrete raccogliere il sale ed altri residui. Apro qui un inciso circa il Cerchio Magico, che non riguarda propriamente la magia rituale, ma pu essere utile a molti di voi. Ogni qualvolta dovete frequentare ambienti o personaggi da cui potreste ricevere influenze nefaste, potete proteggervi costruendo mentalmente il vostro Cerchio Magico. Ecco come fare. Cercate di visualizzare una manciata di sale grosso che stringete nella vostra mano destra. Immaginate di lasciarlo cadere tracciando con esso un cerchio, in senso antiorario, di fronte a voi. Il cerchio deve essere abbastanza grande da poter contenere la vostra persona. Nel tracciarlo, abbiate cura di lasciare libero un tratto della circonferenza per permettere l'accesso. Una volta dentro, chiudete il cerchio con lultimo sale residuo. Avrete cos costruito una barriera mentale molto potente che non permetter ad alcuna forza negativa di contaminarvi.

*L'Altare: deve essere posto all'interno del Tempio, esattamente al centro del Cerchio Magico. Pu essere costituito da un tavolo di legno, di pietra o di qualsiasi materiale naturale. Esso costituisce la "base operativa" indispensabile su cui il mago dovr procedere. Dal punto di vista simbolico, rapprensenta la "base solida" dell'opera magica, la volont delloperatore e la legge. Su di esso devono trovare posto questi oggetti: - la bacchetta - la coppa - la spada - il talismano - l'ampolla dolio - il sale - la sferza - il pugnale - la catena - il libro degli incantesimi - la campana - il candeliere - l'incensiere Tutto questo materiale deve assolutamente essere nuovo, acquistato espressamente per questo scopo e benedetto da voi con lausilio di preghiere particolari. La sferza, il pugnale e la catena devono essere posti intorno allampolla dolio. Tale disposizione ha un preciso significato simbolico: la sferza deve mantenere viva lispirazione (simboleggiata dall'ampolla d'olio), il pugnale esprime la decisione di sacrificare tutto per realizzarla e la catena deve impedire le distrazioni da essa. Una volta terminato il rito magico, ciascun oggetto deve essere avvolto in un pezzo di seta o di panno neri e riposto in un apposito armadio. Esaminiamo ora dettagliatamente le prerogative ed il significato simbolico di ciascun oggetto: - la bacchetta deve essere costruita con materiale naturale (legno o metallo); essa simboleggia la volont, la saggezza e la parola del mago, in altre parole le sue "forze superiori". - la coppa, che verr riempita d'acqua (elemento indispensabile per ogni rito, come vedremo pi avanti), simboleggia la comprensione; essa pu essere di vetro, di cristallo o di metallo; meglio, per, che sia semplice e priva di decorazioni. - la spada rapprensenta invece la ragione, la forza analitica, le forze umane; non assolutamente necessario munirsi di una spada vera e propria: pi opportuno, anzi, che l'operatore la costruisca da s, utilizzando sempre materiale naturale; la fabbricazione gi di per s un rituale importante, che serve ad accrescere la volont e la forza del mago. - il talismano quello personale del mago, che sta a simboleggiare la sua stessa persona (come presenza fisica e corporea), i suoi legami con la realt, le sue energie terrestri; una volta realizzato, il talismano va cucito sulla veste del mago o posto sull'altare. l'ampolla d'olio rappresenta l'aspirazione del mago, il simbolo di ci che vi di pi in alto in lui; andr benissimo qualsiasi normale oliera di vetro; l'olio va consacrato utilizzando, per esempio, una

preghiera. - il sale l'elemento naturale indispensabile che serve ad allontanare ogni forza negativa e a proteggere da ogni male: oltre che sullaltare, come si gi detto, deve essere posto anche lungo la circonferenza del Cerchio Magico. - la sferza costituita da una piccola frusta con varie code e simboleggia lenergia delle cose, quella che gli alchimisti chiamavano "zolfo"; il suo uso scuote le nature torbide e corregge le volont ribelli. - il pugnale rapprensenta la capacit di trasformazione, la fluidit, la mobilit delle cose, ci che gli alchimisti chiamano il "mercurio"; come nel caso della spada, va benissimo un'immagine simbolica. - la catena rapprensenta la fissit delle cose, che gli alchimisti chiamano il "sale"; serve a legare simbolicamente i pensieri; sferza, pugnale e catena possono essere consacrati insieme con una preghiera. - il libro degli incantesimi, strumento preziosissimo per ogni operatore di magia, non altro che un vero e proprio diario in cui il mago deve annotare riti, esorcismi, formule, preghiere e invocazioni da utilizzare per le proprie operazioni; ovviamente, esso dovr essere riservatissimo (la tradizione vuole che venga riposto in un luogo segreto e che non sopravviva al mago stesso) e personalizzato con l'impressione del proprio pentacolo; una volta ultimato, deve essere purificato in questo modo: prima di scrivere alcunch, dovete avvolgerlo in un panno nero ed esporlo per tre notti consecutive ai raggi della Luna crescente, possibilmente quando questa transita in uno dei segni zodiacali connessi con il vostro (facenti cio riferimento allo stesso elemento): appartengono all'elemento Fuoco l'ariete, il leone e il sagittario; appartengono all'elemento Aria i gemelli, la bilancia e l'acquario; appartengono all'elemento Terra il toro, la vergine e il capricorno; appartengono all'elemento Acqua il cancro, lo scorpione e i pesci. - la campana pu essere sostituita da un semplice campanellino; il suo significato simbolico stato magistralmente spiegato da Crowley: "al suono di questa campana l'universo si arresta per un momento indivisibile di tempo e obbedisce alla volont del mago". - il candeliere deve contenere le candele pi appropriate al rito che si intende celebrare ed il fuoco va benedetto con una preghiera. - l'incensiere, facilmente reperibile nei negozi specializzati, serve, naturalmente, a bruciare l'incenso; quest'ultimo ha lo scopo di purificare, di aiutare la concentrazione e di attirare gli influssi astrali benefici, respingendo quelli negativi; la profumazione andr scelta caso per caso in baso al rito da eseguire. L'abbigliamento tradizionale: composto dalla veste, che rapprensenta ci che nasconde il mago e lo protegge, il silenzio e la segretezza in cui opera; si tratta di una sorta di tunica, lunga fino ai piedi e piuttosto ampia, che si deve indossare sulla sola biancheria intima; pu essere di vari colori, eventualmente ornata di ricami simbolici, a seconda dell'opera da compiere. La corona simbolica: deve essere indossata dalloperatore e rappresenta il compimento dell'opera magica; il materiale per la sua realizzazione a totale discrezione del mago.

Il nome magico
Il Tempio Magico, con tutto il suo corredo, rappresenta una realt, uno spazio completamente autonomo, totalmente separato dalla dimensione quotidiana. In questo mondo magico, che completamente vostro, vi immergerete per operare; dovrete poi imparare ad uscirne con naturalezza, per riprendere la vostra vita abituale. Per facilitare la distinzione fra le due dimensioni (vita magica e vita pratica) bene che adottiate un nome "magico", che vi designi in quanto operatore: la scelta di tale nome costituisce l'ultimo stadio della vostra iniziazione. Attraverso il nuovo nome, infatti, voi "rinascerete" in un'altra dimensione. Anche questa fase costituisce un'importantissima "azione magica": per nessun motivo, quindi, da prendere alla leggera. Ricordate che il nome scelto vi contraddistinguer e vi seguir per tutta la vita: una volta assunto, infatti, non potr essere cambiato. Anche per questo motivo occorre grande seriet nell'operare la scelta. L'ispirazione per tale scelta pu nascere dalla consultazione di molti testi: i libri mitologici e storici, romanzi fantastici, antichi poemi etc. Potete ricorrere alle fonti che sentite pi vicine al vostro profondo essere; limportante che il nome possieda una certa musicalit e sia in perfetta armonia con la vostra personalit. La scelta non deve essere affrettata: prendetevi tutto il tempo necessario a trovare il nome pi appropriato. Se non volete ricorrere alla consultazione di testi, potete adottare un ottimo metodo alternativo, che consente di scegliere con serenit: la meditazione.

Il cerchio sacro
Il simbolo del cerchio ha sempre avuto un grande significato per i maghi e per i mistici, per i filosofi e i sacerdoti, per gli alchimisti e gli astrologi. Il puro e semplice atto di tracciare un cerchio intorno a qualcosa o a qualcuno era spesso considerato un modo per proteggerlo dalle forze del male. Nell'antica Babilonia vi era lusanza di disegnare un cerchio intorno al capezzale degli ammalati, per difenderli dai demoni che presumibilmente li avevano attaccati; gli ebrei tedeschi nel Medioevo facevano lo stesso quando una donna dava alla luce un bambino, per accertarsi che nessuno spirito maligno giungesse a turbare levento. Gli ambasciatori romani, quando erano inviati a recapitare messaggi (o ultimatum) ai governanti stranieri, tracciavano un cerchio intorno a s con la punta del bastone per indicare che dovevano essere considerati immuni da ogni castigo. Persino le societ preistoriche veneravano il cerchio, come dimostrano i megalitici circolari di Stonehenge e di Avebury. Perch? Che cosa conferisce al cerchio una tale reputazione? In parte, la ragione sta proprio nell'estrema semplicit della figura: un cerchio in grado di circoscrivere qualsiasi cosa e tutte le cose, e al tempo stesso non contiene nulla. Al suo interno vi il vuoto. Col passare del tempo, nelle culture pi diverse, il cerchio divenuto l'emblema delle totalit e dell'unit di tutte le cose: un'unica linea che apparentemente non ha n principio n fine, una figura che pu alludere a tutto, dall'idea di eternit a quella di perfezione. Gli alchimisti usavano un simbolo che chiamavano uroboros. Si tratta dell'immagine circolare di un drago, o di un serpente, che si morde la coda, accompagnata talvolta dal motto greco En to Pan, "tutto uno". Poich erano assai versati nei calcoli della numerologia, gli alchimisti sommarono il numero di parole da cui tale massima greca era composta (tre) e quello delle lettere che la formavano (sette), ottenendo cos dieci, il numero che si credeva simboleggiasse la totalit delle cose. Il dieci non solo chiude la serie dei numeri principali, ma anche composto da uno zero: e aggiungendo uno a zero si ottiene di nuovo uno. Su questi argomenti venne scritto pi di un trattato erudito. Il mago usava il cerchio per due ragioni diverse. Da un lato pensava che, tracciando una circonferenza e restandone allinterno, avrebbe potuto controllare e concentrare pi agevolmente i suoi poteri. Il cerchio avrebbe impedito alle energie invisibili di disgregarsi e disperdersi in ogni direzione. Inoltre, il che era ancora pi importante, erigeva una barriera di protezione contro le forze infernali che i suoi incantesimi

avrebbero potuto ridestare. Che i demoni inveissero e scagliassero pure i loro sinistri moniti l fuori: fintantoch il mago - ed eventualmente i suoi aiutanti - restavano entro il perimetro magico, ogni minaccia era sotto controllo. Tutto questo purch il cerchio dosse stato tracciato a regola darte. Le istruzioni al riguardo differivano in modi particolari, ma sulle linee generali della procedura vi era una certa umanit. Il cerchio andava tracciato sulla terra o nella polvere (una vallata boschiva poteva essere uno scenario ideale) con la punta di una spada, di un coltello o di un bastone. A volte venivano usati gesso o carboncino. Un gimoire francese del Settecento raccomandava di preparare il cerchio con la pelle di una capra giovane, tagliata a strisce, e di fissarlo al suolo con quattro chiodi presi dalla bara di un bambino morto. Nel tracciare il cerchio era inoltre essenziale rispettare la giusta direzione. Per gli incantesimi di magia bianca occorreva seguire il senso orario, mentre per ottenere un effetto maligno era necessario procedere nel verso opposto. Il sole avanzava da est a ovest, da destra a sinistra, e si credeva che qualsiasi cosa seguisse la direzione opposta andasse contro natura e, di conseguenza, contro le potenze del bene. Quanto alle dimensioni, di solito il diametro appropriato al cerchio pi esterno doveva misurare poco pi di due metri e settanta, mentre all'interno andava tracciato un cerchio pi piccolo, di due metri e quaranta circa. Nell'angusto spazio tra i bordi delle due circonferenze, il mago collocava vari oggetti sacri e talismani per tenere lontani gli spiriti malvagi: crocifissi, urne piene d'acqua santa, rami di verbena (una pianta odiata, a quanto si credeva, dalle forze del male). La cosa pi essenziale era comunque accertarsi che il cerchio fosse completamente chiuso. Bastava la minima fessura perch qualche demone intraprendente si insinuasse nel rifugio, si impadronisse dell'anima del mago e la trascinasse con s nelle regioni infernali. Il mago aveva tali e tante cose da fare che era prodigioso riuscisse a ricordarle tutte. Tra l'altro doveva vestirsi in modo adeguato: labbigliamento consueto, detto pontificalibus, consisteva in una lunga tunica di bambagina nera a cui venivano attaccati due disegni su pergamena vergine raffiguranti i due sigilli della terra. Sotto la tunica, indossava un paramento cerimoniale di luino bianco, simile ad un grembiule sorretto da due bretelle, noto con il nome di edof; intorno ai fianchi portava una grande cintura sacra, tempestata di iscrizioni magiche; ai piedi calzari decorati con croci; in testa, un alto copricapo di seta nera; in mano stringeva la bacchetta magica e una Bibbia in ebraico, manoscritta o a stampa. Cos vestito ed equipaggiato, era finalmente pronto per iniziare i suoi sortilegi. Tenendosi al riparo entro i due cerchi magici, e allinterno del triangolo che spesso veniva tracciato al centro, il mago godeva della massima protezione possibile contro le forze diaboliche che si preparava a scatenare. E ne aveva davvero bisogno: l'avvento degli spiriti e dei demoni era annunciato dai suoni pi spaventosi e strazianti: urla, grugniti, grida angosciose, furenti latrati. Molto prima di rendersi visibili, gli spiriti imperversavano e rumoreggiavano ai bordi del cerchio, cercando di atterrire il mago per indurlo ad abbandonare il suo nefasto progetto. Se le intimidazioni non avevano effetto, gli spiriti prendevano forme visibili: si tramutavano in tigri e leone, spuntavano fiamme, ringhiavano, tentavano di azzannare e artigliare il malcapitato. Se questi vacillava nei suoi propositi, se - guai a lui! - cercava di darsela a gambe, veniva fatto a brandelli appena varcava i confini del cerchio magico. Se invece rimaneva imperterrito al suo posto, se confidava nella Bibbia e nella propria sapienza e continuava a sciorinare la litania delle formule magiche, alla fine i demoni si placavano, fermandosi ai margini del cerchio pi grande e del triangolo interno, e, abbandonando le spoglie ferine, si mostravano in forma di uomini nudi dal contegno pacifico. A questo punto il mago poteva riprendere fiato, ma doveva restare allerta. Gli spiriti avevano assunto un aspetto gentile e si comportavano educatamente, ma rimanevano sempre una forza ostile, in attesa della prima occasione propizia per seminare il germe del dubbio o della paura nella mente del mago, inducendolo a commettere qualche stupido errore. Il nostro incantatore doveva presentare le proprie richieste o ottenere le informazioni che desiderava il pi velocemente possibile, mentre le sue forze e le sue facolt erano ancora intatte. Appena raggiunto lo scopo, il mago poteva dare inizio ai rituali prescritti pre congedare gli spiriti. I demoni allora si sarebbero allontanati, ripercorrendo a ritroso la sequenza di metamorfosi che ne aveva annunciato la venuta, per svanire infine in una nube sulfurea. Allora, e solo allora, il mago poteva avventurarsi cautamente oltre i confini del sacro cerchio. Stando a un

noto aneddoto inglese del Settecento, un indovino egiziano di nome Chiancungi commise uno sbaglio fatale. Per scommessa, accett di evocare un spirito chiamato Bokim. Tracci il cerchio magico e si dispose al suo interno insieme alla sorella Napula, poi inizi la sequenza dei riti e delle invocazioni, apparentemente senza alcun esito. Non compariva nulla. Cerc pi volte di ridestare lo spirito maligno, fino a che, indispettito e deluso, rinunci all'impresa, valicando le barriere del cerchio magico. In quel momento Chiancungi e la sorella furono assaliti e schiacciati a morte dallo spirito invisibile, che era stato silenziosamente in agguato tutto il tempo.

I grandi "grimoires"
Ogni mago degno di questo nome possedeva un grimoire, un libro di magia nera in cui poteva trovare le istruzioni e i consigli necessari. Evocare gli spiriti era un'occupazione diabolicamente difficile e pericolosa: occorreva ridestarli, tenerli sotto controllo fino a che non si fosse raggiunto l'obiettivo desiderato e poi sbarazzarsi di loro in modo sicuro, stando bene attenti a non farsi rapire duranti le varie fasi del processo. Un'impresa tuttaltro che semplice. I grandi Grimoires erano volumi ponderosi e apparentemente indecifrabili, spesso scritti in qualche idioma antico, densi di dottrine ardue e misteriose. La loro oscurit era destinata a scoraggiare i dilettanti e gli improvvisatori e a premiare i maghi disposti a profondervi il tempo e l'energia necessari. Chi riusciva a leggerli e a comprenderne il senso era gi a met del cammino necessario per incontrare i Demoni. Due tra i grandi Grimoires pi venerabili erano la Clavicola di Salomone, o Grande Chiave, e il Lemegeton, o Piccola Chiave. Alcuni ritenevano le due chiavi opera dello stesso Salomone; altri ne consideravano autori i Diavoli, che le avrebbero poi affidate al sovrano di Israele. Nella Grande Chiave Salomone elencava tutti i passi necessari per evocare uno spirito e tenerne poi saldamente in pugno le redini, se cos si pu dire. Il libro specificava anche i riti di purificazione e digiuno a cui il mago doveva sottoporsi prima di tenere unevocazione, oltre a consigli pratici sui vestiti da indossare, gli strumenti da usare, le procedure per tracciare il cerchio magico e cos via. Nel Lemegeton, ritenuto spesso ancora pi utile, Salomone ignorava le raccomandazioni di carattere generale e andava subito al nocciolo della questione. La prima sezione, intitolata Goetia (Arti Magiche), insegnava come evocare settantadue Demoni di prima grandezza e i loro rispettivi accoliti. La seconda, Teurgia Goetia, parlava degli spiriti e delle loro caratteristiche. La terza, Arte Paolina, si soffermava sugli Angeli delle ore e dei giorni e sui segni zodiacali. La quarta, infine, Almadel, descriveva gli angeli che presiedevano alle "altitudini",comerano allora chiamati i punti cardinali. Oltre alle due chiavi di Salomone, esistevano altri Grimoires non meno stimati dagli occultisti e molto simili tra loro per quanto riguardava i metodi di evocazione delle potenze infernali e i consigli da seguire per sconfiggere le malvagie mire dei Demoni. Il Grimoire spiega poi che vi sono due tipi di patti, quelli "taciti" e quelli "manifesti". Solo leggendo il libro si sarebbero potuti distinguere gli uni dagli altri. "Quando si stringe un patto con uno spirito e si cos costretti a dargli qualcosa che ci appartiene, occorre stare bene in guardia." Esistevano molti spiriti che era possibile evocare, ma solo tra di essi meritavano il nome di "superiori": Lucifero, regnante dell'Europa e sullAsia, Belzeb, la cui dimora era in Africa e Astaroth, che viveva nel Nuovo Mondo d'America. Quanto all'aspetto di trattava di spiriti molto malleabili. Poich, argomenta il Grimoire, non disponevano di una forma corporea propria, dovevano trovarsi un corpo da abitare, "e uno adatto al modo di manifestarsi e all'aspetto prescelto". Lucifero, il grande ingannatore, sceglieva spesso le sembianze di un giovane attraente "privo di connotati mostruosi". Ma se andava in collera, il che non accadeva di rado, diventava di un rosso fiammante. Belzeb, al contrario, preferiva mostrarsi in forme pi convenzionalmente terrificanti: come una mucca gigantesca o un caprone dalla lunga coda. Quando si infuriava, era incline a vomitare fuoco. Astaroth appariva come un uomo dal mantello nero. Era stato un serafino, ed era precipitato insieme a Lucifero, che ne aveva fatto un dignitario delle regioni infernali. Ciascuno dei tre aveva ai suoi ordini un paio di luogotenenti che venivano invitati a sbrigari i lavori pi sbrigativi; inoltre, cerano decine di Demoni "liberi professionisti" che i maghi pi consumati potevano chiamare in aiuto per raggiungere obiettivi specifici. I loro nomi e le loro prerogative differivano da un manuale all'altro; il Grimorium Verum ne cita diciotto, elencandone alcune specialit: Clauneck: in grado di offrire ricchezze e scoprire tesori nascosti. Muisin: influenza le opinioni dei potenti e fornisce consigli in ambito politico e militare.

Bechaud: esercita il suo potere su molte forze naturali, tra cui la pioggia, la grandine, i tuoni e i fulmini. Frimost: controlla la mente e il corpo delle donne e delle ragazze. Klepoth: pu provocare visioni e sogni illuminanti. Khil: a richiesta, scatena terremoti. Mersilde: sa trasportare istantaneamente chiunque in qualunque luogo. Clisterth: ha il potere di far calare dun tratto le ombre della notte e far risorgere improvvisamente il sole. Sirchade: procura un vasto assortimento di bestie, sia reali che soprannaturali. Hicpacth: pu portare al vostro cospetto qualunque individuo, da qualsiasi distanza, in un batter d'occhio. Humots: sa fare la stessa cosa con i libri. Segal: fa apparire prodigi di ogni genere. Frucissiere: resuscita i morti. Guland: scatena flagelli e malattie. Surgat: apre ogni sorta di serratura. Morail: ha il potere di rendere invisibile qualsiasi persona o oggetto. Frutimiere: pu allestire banchetti e feste di ogni tipo. Huictiigaras: concede e toglie il sonno.

Il patto sacrilego
Senza alcun dubbio, il mestiere del mago era estremamente rischioso: trattare con i Demoni era come fare giochi di destrezza con bombe a mano che possono esplodere in qualsiasi momento. Ma il sommo pericolo era rappresentato dal patto sacrilego che molti Demoni pretendevano di stringere prima di piegarsi ai voleri dellincantatore. I termini precisi dell'accordo variavano a seconda dei casi, ma la sostanza era pi o meno la stessa: il Diavolo prometteva di erogare i beni desiderati per un certo lasso di tempo, di solito ventanni, ma alla fine del periodo stabilito avrebbe preso possesso dellanima del mago per l'eternit. Un'alleanza a caro prezzo, non c che dire: eppure pi di un mago si mostrava pronto a dare il suo assenso. In un Grimoire intitolato "il libro infernale", che attingeva a piene mani alle due Chiavi di Salomone, il contratto veniva offerto nella seguente forma: "Imperatore Lucifero, padrone e signore di tutti gli spiriti ribelli, siimi favorevole, aiutami nel patto che voglio segnare col tuo grande ministro Lucifogo Rofocal. Te pure invoco principe Belzeb, proteggimi nella mia impresa. Oh Conte Astaroth! Siimi propizio, fa che in questa notte il gran Lucifogo si presenti a me in forma umana, senza emanare il pestifero odore, e accogliendo il patto che gli presenter mi elargisca le ricchezze e i doni di cui necessito. Oh Grande Lucifogo abbandona la tua dimora, accorri al mio invito, se resisti ti obbligher con la forza del potentissimo. Alfa e Omega e degli angeli della luce, Adonai, Eloim, Jehovam che mi obbediscono. Rispondimi prontamente se non vuoi essere eternamente tormentato dalla forza delle parole della clavicola di Salomone, di cui egli si servir per obbligare gli spiriti ribelli a servirlo. Appariscimi o ti tormenter con il potere delle magiche parole della clavicola." Quest'invocazione, se recitata con i debiti crismi, conduceva allapparizione del Demone, il quale, per, assentiva alle richieste dello stregone solo "alla condizione che ti impegni a lasciarmi in capo allo spazio di venti anni padrone del tuo corpo e della tua anima". Dal momento in cui l'allenza col Diavolo veniva siglata, entrambi i contraenti non si perdevano d'occhio un istante. Il Demonio sapeva che il mago avrebbe in qualche modo tentato di rinnegare l'accordo, mentre il mago sapeva che il Demonio avrebbe vigilato attentamente per impedire alla preda di sfuggirgli. A quanto si racconta, i due cani neri che accompagnavano ovunque Agrippa di Nettesheim erano in realt demoni che controllavano i suoi spostamenti. Si narra che lo storico francese Palma-Cayet avesse firmato un patto per garantirsi il trionfo in tutte le sue dispute coni protestanti e che il contratto venne rinvenuto dopo la sua morte. Vi fu un funerale pubblico, ma la bara, a quanto si diceva, era stata riempita di sassi: i Demoni avevano gi rapito il suo corpo. Nel "libro infernale" si trova anche una preghiera, una sorta di polizza di assicurazione. Subito dopo aver stretto il patto scellerato, si consigliava al mago di dichiarare (senza farsi sentire dal Demone, naturalmente): "Ispirami o magnanimo Dio, i sentimenti necessari per liberarmi dagli artigli del Demonio e di tutti gli spiriti infernali". Se e quanto tale supplica funzionasse, non ci stato di saperlo.

La filosofia occulta
Tra i numerosi testi che, nel corso dei secoli, si sono proposti di illustrare il funzionamento del mondo invisibile, l'opera in tre volumi De Occulta Philosophia (La Filosofia Occulta) senz'altro uno dei pi importanti e, a suo modo, dei pi autorevoli. Scritto nel 1510 dal mago Agrippa di Nettesheim, il libro rimase inedito fino al 1531; ma anche allora procur al suo autore pi noie che gioia. Sebbene Agrippa avesse poco pi di ventanni al momento della sua stesura, 'lopera presenta come un trattato completo sulla teoria e la prassi delle arti occulte. Nonostante la reputazione sempre peggiore di cui godeva la magia, Agrippa sosteneva che non aveva nulla da spartire con i diavoli e gli spiriti maligni; non era un mezzo per fare del male o per sovverire l'ordine naturale delle cose, ma piuttosto un metodo per capire meglio il cosmo e colui che lo aveva creato. L'uomo, sosteneva Agrippa, " l'immagine pi manifesta di Dio. Luomo contiene in s tutte le cose che sono in Dio...Perci chiunque conoscer se stesso conoscer tutte le cose che sono in lui; soprattutto conoscer Dio, e l'immagine del quale egli fatto". L'occultismo, a suo giudizio, era una scienza a s stante, che sviluppava in modo nuovo ed originale le aree pi tradizionali del sapere: impegnava la fisica, o quanto meno quello che allora si considerava tale, per studiare la natura delle cose; la matematica per delineare il moto dei pianeti e delle stelle; la teologia per far luce sull'anima umana e sul mondo spirituale popolato dagli angeli e dai demoni. Agrippa credeva inoltre che tutte le cose, animate o no, avessero unessenza spirituale, unanima, e che tutte queste anime facessero parte di un pi vasto spirito universale, una "superanima". Il che, a suo parere, spiegava le propriet miracolose che egli attribuiva alle sostanze pi disparate, dalle erbe medicinali alle pietre preziose: racchiudevano poteri che, per quanto sopiti, potevano essere ridestati e usati da un mago sufficientemente abile. Esistevano corrispondenze e armonie fra tutte le cose che, se adeguatamente comprese, potevano condurre alla soluzione di molti problemi e curare ogni sorta di malattia. Nel grandioso schema cosmico di Agrippa tutto era parte di unimmensa rete di correlazioni, dalle stelle del firmamento al pi piccolo pezzo di carbone: "Le stelle contengono gli elementi dei corpi terrestri, perci le idee (i poteri e la natura) si attraggono reciprocamente. Queste influenze si esercitano solo con l'aiuto dello spirito, ma lo spirito diffuso per l'intero universo ed in pieno accordo con lo spirito umano. Tutta la creazione forma un'unit attraverso la simpatia delle cose simili e l'antipatia di quelle dissimili; le cose di un determinato mondo al suo interno, come pure le cose congeniali di un altro mondo". Stava al mago comprendere, interpretare e manipolare questa trama fantasticamente complessa.

Maledizioni e incantesimi
Ogni abile mago disponeva di un ampio repertorio di incantesimi, in parte appresi sui manuali e in parte creati di persona, che gli permettevano di raggiungere gli scopi desiderati. Qualche volta questi erano in effetti di natura diabolica (risvegliare i morti, evocare i demoni), ma in altri casi si trattava di faccende ben pi ordinarie. Nella loro attivit professionale, i maghi potevano essere ingaggiati per infliggere una maledizione o per spezzarne unaltra, per cagionare un malanno o per scongiurarlo. In genere i maghi tendevano a specializzarsi, in base anche allambiente in cui vivevano. Chi abitava in riva al mare, per esempio, era chiamato di frequente a confrontarsi con i venti e le correnti marine. Gli si chiedeva di favorire il viaggio di una nave, di affondarne un'altra, di scatenare tempeste o di placare i flutti. I maghi dell'entroterra venivano invece assoldati per svolgere mansioni pi disparate: gli si chiedeva per esempio di rendere pi abbondanti i raccolti o di addolcire il latte delle mucche. Se scoppiava una pestilenza potevano essere accusati di aver provocato lepidemia, o supplicati di farla cessare. In tempo di guerra i loro malefici venivano sfruttati per gettare scompiglio tra le file nemiche, e le loro abilit di guaritori erano messe a profitto per sanare le ferite dei compatrioti. Erano infatti ritenuti in grado di arrestare il flusso di sangue ad una piaga e di estrarre miracolosamente un proiettile o la punta di una freccia. Oppure di appiccare incendi ed estinguerli. Potevano rivelarsi, al medesimo tempo, il nemico pi temibile o l'alleato pi prezioso. Per non correre rischi, era prudente starne alla larga ma salutarli rispettosamente. Tanto pi che spesso avevano amici orribili al cui aiuto ricorrere in caso di bisogno. Ebenezer Sibly, autore della "illustrazione nuova e completa delle scienze occulte " (1787), avvertiva i lettori che i maghi e le streghe potevano evocare spiriti e apparizioni di ogni sorta, e soprattutto tra tipi particolarmente docili al loro ordini. In primo luogo, Sibly indicava gli spiriti astrali, che infestavano le cime delle montagne, le selve folte e buie, i castelli diroccati e ogni luogo dove era stato commesso un omicidio. Per gli spiriti ignei, "di natura mediamente vegetativa", ma "asserviti al regno delle tenebre". Queste creature mostruose, di indole malvagia, erano assai ricettive alle chiamate di abili incantatori. Infine ecco gli spiriti terreni, che parevano nutrire un odio congenito per il genere umano, forse a causa del luogo in cui vivevano. Ma tali spiriti, a detta di Sibly, vivevano loro stessi "in uno stato di terrore e disperazione continua...Dire che vengono bruciati senza requie tra le fiamme soltanto un'immagine allogorica, adattata alla concretezza dei nostri sensi. In realt la loro sostanza spirituale e la loro essenza troppo sottile per qualsiasi tormento esteriore. La sorgente inestinguibile delle loro sofferenze in loro stessi e li accompagna senza concedere un solo attimo di sosta e riposo. Essere separati dalla presenza di Dio per loro un tormento pi grande di tutte le torture del mondo messe insieme". I maghi che li evocavano, per qualunque motivo lo facessero, correvano il rischio di condividere il loro destino.

Le messe nere
La messa un rituale di tale importanza e tale valore, ogni suo particolare cos ricco di significati, che sarebbe stato sorprendente se nessuno avesse tentato di profanarla con finalit empie e occulte. E, naturalmente, cos avvenuto. La messa nera, vale a dire la parodia sacrilega del rito cristiano, stata praticata nel corso dei secoli da streghe e maghi per invocare non Dio, ma Satana; per conseguire non il bene, ma il male; per raggiungere non finalit sacre, ma scopi empi. Tra questi, il peggiore era indubbiamente l'uccisione di un'altra persona. La cerimonia in cui i riti della messa nera venivano pi clamorosamente capovolti ed indirizzati a finalit malvagie era il "sabba delle streghe". I sabba avevano luogo nei boschi e sulle vette dei monti, nelle forre impervie e ai crocevia deserti. Le streghe si radunavano in quelle localit appartate per festeggiare i propri trionfi, per confidarsi segreti, per iniziare nuovi membri e per ribadire una volta di pi la propria fedelt al loro capo e signore, Satana. Lo stesso Satana, o un emissario da lui inviato, presedieva a tale empia liturgia. Com logico aspettarsi, con un demonio che officiava allaltare, tutti i cerimoniali venivano sovvertiti. Nel calice, al posto del vino, cera acqua, urina o il sangue di un bambino immolato; l'ostia era sostituita da una rapa annerita. Le parole delle preghiere venivano deliberatamente stravolte. Le invocazioni pronunciate erano immancabilmente volgari o blasfeme. Anche all'altare era volutamente un abominio. A volte si distendeva sopra una donna nuda; altre volte una donna nuda carponi, fungeva essa stessa da altare. Il demone o mago che officiava la liturgia indossava una pianeta simile a quella dei sacerdoti, ma di colore rosso vivo, con una pezza verde che raffigurava una donnola e un orso mentre consumavano lostia, oppure con un'immagine di un caprone nera dalle scintillanti corna dargento. In conclusione, nei sabba si sostituivano le invocazioni e i simboli cristiani con bestemmie e atti profani, allo scopo di dissacrare la messa e imbragliare al contempo l'innegabile forza per la glorificazione del male.

La negromanzia
Di tutte le pratiche occulte, la pi rischiosa era indubbiamente la negromanzia, l'arte di invocare i morti. In un certo senso rappresentava l'apice del talento magico, l'impresa pi sconvolgente e sbalorditiva che uno stregone potesse esibire nel proprio curriculum personale. In parte a causa della sua straordinaria intrinseca difficolt e in parte per i tremendi pericoli a cui il mago si esponeva nel momento in cui evocava fantasmi e demoni delloltretomba. Tali spiriti, infatti, non erano particolarmente entusiasti all'idea di doversi sobbarcare il viaggio. Occorreva scegliere lo scenario propizio per celebrare i rituali magici. Tra i luoghi prediletti dalla negromanzia spiccavano le cripte, addobbate con drappi neri e illuminate da torce, e i boschi pi impervi e inaccessibili a eventuali intrusi. Anche i crocicchi godevano di una certa popolarit, forse nella convinzione che molte anime, sia vive sia morte, erano abituate a passare da quelle parti. I ruderi dei castelli, abbazie, monasteri e chiese si prestavano altrettanto bene, cos come, naturalmente, i cimiteri. L'ora migliore per l'invocazione di un defunto era quella che andava dalla mezzanotte all'una. Se la luna piena splendeva in un cielo sereno, benissimo. Meglio ancora se infuriavano il vento e la tempesta, i tuoni e i fulmini. E non solo grazie all'indubbio effetto scenografico. Per gli spiriti, os si credeva, non era facile mostrarsi e rimanere visibili nel mondo reale, ma il tempo inclemente, in virt di qualche misteriosa ragione, li aiutava. Il negromante si sottoponeva a numerosi preliminari. Nei nove giorni che precedevano il tentativo, lui ed i suoi assistenti dovevano immergersi in una totale atmosfera di morte. Spogliatisi delle loro normali vesti quotidiane, mettevano abiti logori e sbiaditi che avevano sottratto a dei cadaveri e, nellatto di indossarli, recitavano litanie funebri in onore di se stessi. Fino a che il rito di evocazione non si fosse concluso, non gli era concesso togliersi i vestiti. Esistevano poi altri divieti da rispettare. Non era consentito neppure guardare una donna. Dovevano mangiare cibi insipidi, perch il sale era un conservante, e i cadaveri erano destinati a putrefarsi nella tomba, non a rimanere intatti. Si nutrivano di carne di cane, perch i cani erano creature di Ecate, dea dei fantasmi e della morte, dallaspetto cos terribile che chiunque la ridestasse doveva avere cura di evitarne lo sguardo: una sola occhiata e la mente veniva distrutta per sempre. In una sorta di versione necromantica della Comunione, mangiavano pane nero non lievitato e bevevano succo duva non fermentato. Tali sostanze erano lemblema della desolazione e dello sconforto caratteristici del regno che si accingevano ad esplorare. Lo scopo dei preparativi era quello di creare una sorta di legame empatico fra i negromanti e le anime che speravano di evocare. Compiuti i riti preliminari, lo stregone e i suoi complici si recavano al cimitero e, rischiarati dalla luce delle fiaccole, tracciavano un cerchio magico intorno alla tomba che intendevano profanare; poi bruciavano un miscuglio di legno comune, giusquiamo, cicuta, zafferano, aleo, mandragora e oppio. Dopo aver dissigillato la bara, esaminavano il corpo e ne rivolgevano il capo verso est (la direzione del sole nascente); le braccia e le gambe venivano disposte come quelle di Cristo crocifisso. Vicino alla mano destra del cadavere, il negromante metteva una ciotola con una miscela infuocata di vino, resina e olio profumato. Toccando tre volte il corpo con la bacchetta magica, declamava allora alcune formule del suo Grimoire; le parole precise di tali invocazioni variavano da libro a libro. Con una lieve variante, se l'anima che si voleva evocare era quella di un suicida, il mago doveva toccare la salma nove volte, ricorrendo a ulteriori poteri occulti, quali i misteri degli abissi e i riti di Ecate; poteva inoltre chiedere allo spirito perch si era tolto la vita, dove si trovava in quell'istante e dove probabilmente sarebbe andato in seguito. Gli doveva poi intimare di rispondere alle sue domande se voleva "serbare la speranza di godere del riposo dei giusti e vedere alleviati i suoi dolori". Se tutto andava come previsto, l'anima rientrava nel suo corpo vecchio e malmesso, che lentamente si alzava in piedi. Con voce spenta e sepolcrale, il defunto rispondeva a ogni domanda del negromante: che cosa vi fosse oltre quella valle di lacrime, quali demoni stessero causando sventure all'umanit, dove si trovasse un certo tesoro sepolto. Quando linterrogatorio aveva termine, il mago ricompensava la disponibilit mostrata dallo spirito promettendogli per lavvenire un riposo indisturbato, poi bruciava il cadavere o lo sotterrava nella calce viva per

dissolverlo. In entrambi i casi, lo spettro sapeva che il suo corpo veniva distrutto e che non sarebbe pi stato costretto a rientrarvi.

La cabala
Anche se nel Medioevo e nel Rinascimento vi si dedicarono con passione molti mistici cristiani, la Cabala ha antiche origini ebraiche, Si trattava di un corpo di dottrine mistiche e teosofiche tramandato ai patriarchi e ai profeti sin dalla creazione di Adamo; si pensava che nella cabala fossero racchiusi, in formule ermetiche, i segreti delluniverso. La parola, in s, significava "dottrine ricevute dalla tradizione". Mistici, alchimisti, maghi ed altri occultisti erano attratti dalla Cabala per evidenti ragioni: se fossero riusciti a prenetrare gli oscuri codici, avrebbero potuto scoprire il segreto della pietra filosofale, o dellelisir di lunga vita. Agrippa, Paracelso, Robert Fludd e molti altri passarono al seticcio quesgli oscuri scritti ebraici, in cerca di lumi e di ispirazione. La Cabala, pur essendo straordinariamente difficile da comprendere e da spiegare, era essenzialmente una grandiosa cosmogonia che spaziava dalla natura di Dio alla creazione dell'uomo, degli angeli e dei demoni. In una sezione, chiamata Le magioni e le dimore, era illustrata la struttura del paradiso e dellinferno; in un'altra, intitolata Il libro dei segreti, veniva indagata la demonologia. La Cabala, per dirla molto breve, sosteneva che Dio - chiamato col nome di En Soph - era uno spazio illimitato e incomprensibile nell'universo, un essere infinito al di sopra di ogni pensiero da noi concepibile. Per quanto ci si sforzasse di immaginare e raffigurare En Soph, per quanto ostinatamente si battesse il capo contro il muro, non si sarebbe mai riusciti nemmeno ad avvicinarsi alla realt. Ma anche En Soph aveva un problema: per rendersi manifesto in qualche modo, doveva agire, creare qualcosa. E per fare questo erano necessarie intenzioni e desideri; biosgnava inoltre rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro. Un'entit illimitata e imperscrutabile come En Soph non poteva certo sporcarsi le mani. Cos deleg l'i'ncarico a dieci intelligenze, o Sefirot (numeri) che emanavano da lui come raggi dal sole ed emanavano ognuno da quella che la precedeva. In ordine decrescente, la gerarchia dei Sefirot era: Corona, Sapienza, Intelligenza, Amore, Giustizia, Bellezza, Trionfo, Gloria, Fondamento e Regno. Le dieci entit fecero un buon lavoro, ma l'universo creato non era n perfetto n incircoscrivibile, proprio perch non era stato En Soph a occuparsene personalmente. Come avrebbero potuto la perfezione senza limiti creare un'imperfezione limitata? Se tutto questo vi suona un po strano, vuol dire che state cominciando a farvi un'idea della Cabala. Tuttavia, l'universo appena creato non poteva dirsi completo senza il suo coronamento, l'essere umano. La stessa struttura corporea dell'uomo era ritenuta una rappresentazione fisica delle quattro lettere del Tetragramma divino, e ogni parte del corpo umano veniva fatta corrispondere a qualche regione delluniverso noto e visibile. Quanto all'anima umana, si pensava preesistesse alla nascita che, prima di trasferirsi in un corpo, abitasse nel Mondo delle Emanazioni. In tale stato originario riuniva in s il maschile e il femminile; solo dopo essere discesa in questo mondo si divideva in due parti e animava due corpi separati. Il matrimonio non era che la ricomposizione dei due frammenti dell'anima originaria, ma solo se le cose andavano per il giusto verso. E se non era stato un modello di purezza e di virt? Doveva sottoporsi a una specie di programma di riabilitazione spirituale: all'anima venivano concesse altre tre possibilit di recuperare la sua perfezione innata, reincarnandosi ogni volta in un corpo diverso. Se anche questo non funzionava, se cio lanima era ancora troppo debole per resistere al peccato e alla corruzione mondana, allora venivano prese misure pi drastiche: la si univa ad unaltra anima, nella convinzione che, lavorando nsieme, sarebbero finalmente state in grado di purificarsi e di tornare al Mondo delle Emanazioni. Ma perch tante complicazioni? Perch, secondo la Cabala, l'anima del Messia sarebbe giunta soltanto quando tutte le altre anime fossero discese sulla terra e poi tornate in seno all'Infinito. Allora soltanto l'anima del Messia sarebbe discesa e il grande Giubileo sarebbe inziato. Allora tutti i peccati, le tentazioni e le sofferenze sarebbero stati sradicati e a vita sarebbe divenuta un interminabile Sabato, una grandiosa festa che avrebbe visto tutte le anime finalmente riunite con l'Anima Suprema. Persino Satana avrebbe riacquistato la perduta natura angelica. Con la prospettiva di un simile risultato finale, tutte le tribolazioni e le peregrinazioni delle anime dovevano sembrare pi che degne di essere affrontate.

L'ARTE DEGLI ALCHIMISTI


Se l'alchimista mirasse principalmente a un tornaconto materiale o spirituale un punto su cui ancora oggi si continua a discutere; sia come sia, il suo obiettivo era quello di ottenere una trasformazione. Gli alchimisti di proponevano di sondare i misteri della natura: qual l'origine della materia? Perch ha assunto forme nelle quali ci si presenta? In che modo possibile manipolarla? Questio gli interrogativi che assillavano la mente degli alchimisti, questi gli enigmi da cui scatur la cosiddetta Dottrina Segreta, o Grande Opera. Da un punto di vista prettamente concreto, lo scopo primario degli alchimisti era quello di tramutare i metalli vili - piombo, stagno, ferro - nei metalli in assoluto pi nobili, l'argento o soprattutto l'oro, avvalendosi di una misteriosa sostanza nota come pietra filosofale. Oltre al suo ovvio valore commerciale, all'oro venivano ascritte miracolose propriet ricostituenti. In un senso pi filosofico, l'alchimia era un sistema di pensiero volto a purificare la natura umana dell'alchimista stesso, sino a condurlo alla perfezione. Quali che fossero i precisi intenti e metodi dell'arte alchemica, certo che erano sempre ammantati di un denso alone di mistero ed espressi in un linguaggio quasi impossibile da comprendere. I testi di alchimia erano volutamente criptici per vari motivi. Per prima cosa, le arti magiche erano perennemente in odore di eresia e i loro cultori rischiavano di finire legati a un palo con una fascina di legna sotto i piedi. Perci, quanto meno appigli si fornivano agli inquisitori ecclesiastici, tanto meglio era. In secondo luogo, per la conventicola degli alchimisti era essenziale mantenere segreti e scoperte in mani fidate. Se le formule per la fabbricazione delloro o altri ritrovati alchemici secondari fossero caduti in possesso di persone sbagliate, avrebbero potuto essere sfruttati in vista di fini empi e perversi. Ecco il parere al riguardo di Thomas Norton di Bristol, autore di un manuale quattrocentesco intitolato Ordinale di alchimia: Rimanga sempre questarte segreta a la ragione ben la puoi comprendere; che, se un uomo malvagio mai venisse a usarne, la pace dei cristiani ei potrebbe distruggere e con lorgoglio e la superba sua rovesciare sovrani e principi di rango. In terzo luogo, i testi di alchimia erano cos oscuri per la semplice ragione che sotto tali arcane espressioni non si nascondeva in realt nulla. Gli alchimisti si destreggiavano con grande perizia in un elaborato gioco di prestigio, e rendere incomprensibili i propri scritti era il modo migliore di accertarsi che nessuno potesse mettere in dubbio la profondit della loro "scienza". A conti fatti, in tutte queste spiegazioni c probabilmente una parte di verit. La congrega degli alchimisti era assai lacerata al proprio interno: vi erano i sedicenti "adepti" che si eregevano a custodi della vera scienza e guardavano dall'alto in basso i dilettanti allo sbaraglio, gli amatori di infimo rango che a loto giudizio svilivano la professione passando il tempo a manovrare il mantice senza grande costrutto in laboratori caotici e improvvisati. Probabilmente non sar mai possibile risalire con certezza alle orgini pi remote dell'alchimia, tuttavia, senza ombra di dubbio una delle arti occulte pi antiche e intensamente coltivate.

Cerimonie e patti diabolici


Da un punto di vista prettamente magico per patto con il diavolo dobbiamo intendere un mezzo, o pi mezzi, trascendente per svegliare, o meglio: risvegliare, quei poteri latenti che sono racchiusi in ciascuno di noi. Questi mezzi, ovviamente, non sono i soliti , il diavolo rappresentato dal "potere serpentino" ridestato dalla liberazione delle energie subconsce. Nelle stesse cerimonie di evocazione c' la possibilit di entrare in una sorta di relazione contrattuale con gli stessi spiriti, vale a dire stipulare degli accordi mediante i quali si possono ottenere favori dalle entit differenti. Generalmente gli spiriti richiedono, in cambio, sacrifici di animali o suffimigi rituali mentre, nelle evocazioni diaboliche, il mago nero deve promettere, in cambio dei favori, la propria anima. Ma vediamo quali sono questi mezzi magici per propiziare questo risveglio serpentino. a) droghe e alcool b) attivit sessuale controllata con la volont c) violenza portata al massimo grado d) evocazione di spiriti diabolici Vediamo l'ultimo punto che riguarda le evocazioni di entit diaboliche. Queste chiavi sfruttano le intense cariche emotive che tutto il cerimoniale riesce ad attivare proprio come nelle altre evocazioni. Nel caso anora una volta ci viene in aiuto la Chiesa di Satana di Anton Le Vey che prevede questa particolare cerimonia. Dividiamola in fasi. 1) vestizione dell'operatore. Questi indosser una tunica nera con disegnato un pentacolo con la punta rivolta verso il basso per evidenziare che loperazione in corso destinata alle potenze infere che stanno in basso 2) sistemazione del Tempio Magico. Larredo prevede, una candela nera, la Coppa, la Spada, un simbolo fallico, una campanella. L'Altare costituito da una donna nuda, la testa rivolta a sud e i piedi a nord. Il Cerchio Magico va tracciato con i nomi diabolici e non alcuni sigilli. Parimenti il Triangolo dell'evocazione deve contenere il Nome Diabolico dello spirito da chiamare 3) purificare lambiente con volute di fumo di incenso e assafetida 4) procedere come per una normale evocazione sostituendo ai Nomi Divini quelli diabolici e leggendo la seguente invocazione: "nel nome del Signore della Terra, il Re del Mondo, ordino alle forze delle tenebre daccordarmi il loro potere infernale. Spalancate le porte dellinferno e venite su dallabisso per salutarmi come vostro fratello, o sorella, ed amico. Concedetemi le indulgenze di ci che vi chiedo! Ho preso il tuo nome come una parte di me stesso! Vivo come le bestie nei boschi, esultando nella vita carnale! Favorisco il giusto e maledico il marcio! Per tutti gli Dei dell'Abisso, ordino che quelle cose cui aspiro divengano reali, vieni avanti e rispondi ai tuoi nomi per manifestare i miei desideri!" 5) ruotare in senso antiorario su se stessi dirigendo la punta della Spada verso i Quattro Punti Cardinali, pronunciando il nome di Satana a sud, di Lucifero a est, di Belial a nord e di Leviathan a ovest 6) benedire con il simbolo fallico 7) invocazioni di circostanza a seconda dello scopo della cerimonia 8) rituale di successo: bisogna sforzarsi di visualizzare mentalmente colui che desidera il successo, se si tratta di se stessi: autocommiserarsi; Rituale di distruzione: conficcare spilli nella bambolina che simboleggia il nemico, disegnare o dipingere la sua rovina; Rituale di desiderio: possedere carnalmente la donna visualizzando, al momento dellorgasmo, loggetto del desiderio 9) evocazione dello spirito diabolico e richieste

10) congedo dello spirito Nel "grand grimoire" attribuito ad un certo Antonio del Rabbino, un veneziano, viene spiegato in dettaglio il patto con il diavolo. Nel testo sono elencati altrs molti spiriti infernali con le loro attribuzioni e caratteristiche. Mi sembra ripetitivo elencare tutta la cerimonia che prevede levocazione di Lucifero (chiamato nel testo in questione Lucifuge). Dir solo che levocazione prevede un sacrificio animale immediatamente prima dellevocazione. Il mago dovr aver tracciato il Cerchio dellArte secondo luso e dovr disporre di tutta la strumentazione necessaria. Come base per il rituale si potr seguire tutti i punti che ho elencato relativi alla cerimonia del La Vey, fino al punto sette. Ed ecco l'evocazione di Lucifuge. "imperatore Lucifero, Principe e Signore degli Spiriti ribelli, io (nome mistico del mago) ti chiedo di lasciare la tua sede, in qualunque parte del mondo essa sia, e di accorrere akka mia chiamata. Ti comando e ti ordino, nel Nome del Grande Dio Vivente Padre, Figlio e Spirito Santo di venire senza alcun cattivo odore e di rispodnere con voce chiara e udibile, parola per parola, alle domande che io ti porr. E se non farai tutto questo verrai costretto per Adonai, Elohim, Jehova, Sabaoth, Metatron, On, Agla, Mathon, Gad, Almusin, Gibor, Jehosua, Evam, Zariatnamik e per tutti gli altri Santi Altissimi, che ti obbligheranno contro la mia volont. Vieni! Vieni! Vieni! Submitte mihi illum Lucifuge, o sarai torturato in eterno dal potere di questa Bacchetta Fulminatrice!". Dopo di ci lo spirito dovrebbe apparire. All'apparire dello Spirito Infernale il mago esporr le sue richieste sempre minacciando l'entit se questa si rifiuter di sottostargli poi dar il via alla contrattazione vera e propria scrivendo con il proprio sangue su un foglio di pergamena i termini del contratto una volta stabilite le modalit. Terminata l'operazione si proceder al congedo. "Sono soddisfatto e contento di te, Principe Lucifuge, per il momento. Vai ora in pace e ritirati senza fragore e senza arrecare molestie ad alcuno. Non dimenticare il nostro patto o ti tormenter con la mia Bacchetta Fulminatrice!"

Spiriti infernali
A ben vedere, tutte le entit e gli Spiriti della magia, proprio per le considerazioni precedenti, sono considerati - dalla tradizione cristiana - enti che provengono dal piano inferiore, vale a dire diavoli. Infatti questi spiriti sono tratti da quell'inferno che il subconscio personale dello stesso mago e sono quindi oggettivazioni che scaturiscono dagli stati profondi e sotterranei della mente e che, una volta rimossi, vengono alla superficie conscia sottoforma di incubi. Tra le varie entit esiste una gerarchia ben strutturata, per cui un Elementale , ad esempio, ben diverso da una Intelligenza o da un Angelo. Le entit diaboliche sono tali e tante che mi praticamente impossibile riportarle per intero per cui mi limiter a citare qulche "esemplare" tra i pi curiosi ed interessanti, ma che sempre bene lasciare dove si trovano. Asmodeo Nel libro di Tobia, un testo del II secolo a.C. citato Eshmadai, che in seguito diventer Asmodeo. E' il demone che ha ucciso i setti mariti di Sara e che, nella letteratura rabbinica, diverr in seguito il re dei Demoni. Secondo Salomone, Asmodeo ha tre teste: una di toro, una di ariete e una umana; piedi di cavallo, coda di rospo e bocca che vomita fiamme. Cavalca un dragone ed armato di una lancia. E dotato di molti poteri: procura tesori nascosti, insegna le arti matematiche, conferisce l'invisibilit, induce alla lussuria. Salomone lo descrive "furioso e urlante". Belzebub Il capo dei Demoni, chiamato anche Belzeb, forse derivato dallantico dio Baal, o Bel, e significa "signore delle mosche". Secondo il saggio Salomone egli prova particolare piacere a sopprimere i regnanti, a perseguitare la gente inerme, inoltre incita alle guerre e ai crimini contro natura. La tradizione riferisce che Belzebub altissimo, seduto su un trono gigantesco, la faccia di fuoco gonfia e orribile, le sopracciglia folte e spesse, sul capo due corna lunghe e appuntite. Questo demone vinto dal Nome Divino Emmanuel, dalle cifre 644 e dal Nome Eleeth. Lo si pu evocare ma molto difficile liberarsi di lui. Lilith Chiamata anche la Civetta o la Notte, Lilith un demone femminile che appare sotto forma umana con capelli sciolti fluttuanti e arruffati. Secondo il Talmud sarebbe stata la prima moglie di Adamo e gli avrebbe dato una discendenza di demonismo, ma, piuttosto che riconoscere Adamo come suo padrone lo lasci e fu scacciata dal paradiso. Lilith chiamata anche "quella che grida" e, nello Zohar, "serpente, donna di prostituzione, fine di tutta la carne, fine dei giorni". Secondo unaltra tradizione Lilith che provoca le polluzioni notturne e che, dalle gocce di seme che vanno perdute, genera demoni e spiriti maligni. Sammael Secondo gli Ebrei uno dei principi del male, creatura delle tempeste. Il suo nome pu essere tradotto come "veleno di dio" e pare riferirsi al nome di carnefice che gi proprio. Si dice che voli come un uccello e sia molto pi astuto. Fu questo demonio che, sottoforma di serpente, tent Eva in paradiso e che, in qualit di compagno non circonciso di Lilith, gener una numerosa prole di demoni. Azazel Nell'apocalisse di Abraham citato questo demone che figura anche nellAntico Testamento. E un uccello impuro che vuole insudiciare il sacrificio di Abramo, e forse il suo nome deriva da un'antica deit delle greggi dei Sumeri. Nel libro di Enoch Azazel accompagnato da Semiazas, che incita gli angeli ad unirsi alle donne e insegna l'arte della magia. Azazel molto abile nell'arte della guerra e nella fabbricazione delle armi e inoltre rivela i segreti degli incantesimi e della seduzione femminile. Belfagor Il suo nome esatto Belphegor e deriva con ogni probabilit da un'antica divinit moabita chiamata Baal-Peor, letteralmente "il signore del monte Phegor".

Rituali di sortilegio e di incantamento


Mi occuper ora di tutte quelle tecniche occulte che venivano genericamente raggruppate come sortilegi o, se preferite, sotto il termine di malefici. Si tratta di rituali piuttosto oscuri e poco conosciuti, in special modo per il fatto che raramente chi li pratica ama raccontarlo in pubblico e non desidera la bench minima pubblicit. Tutto ci naturalmente pi comprensibile in quanto le operazioni al nero comportano - sempre e comunque - un danno fisico e spirituale che pu arrivare addirittura alla morte dell'individuo scelto come "bersaglio" del sortilegio. Fortunatamente per mettere in pratica certe cose necessario avere unottima padronanza della materia magica ed un certo potere ottenibile solo dopo un lungo studio e molta pratica. Il Maleficio Il maleficio unazione diretta a danno di qualcuno o a detrimento di qualcosa, o che comunque risulta dannosa e vantaggiosa. Colui che compie questa operazione uno stregone - o una strega, o fattucchiera, se di sesso femminile - pi propriamente un mago che sta operando al nero, e questi si determina tale proprio in virt dellatto che si accinge a compiere a danno altrui. Da ci ne consegue, ovviamente, che il maleficio considerato un intervento magico illecito in quanto lesivo della altrui libert e salute quindi va condannato nel modo pi assoluto. Il termine deriva dal latino "malia", incantamento, e "facere", azione. Il "fare" implicito nella parola comporta lidea di una manipolazione pi o meno complessa di sostanze e ingredienti che realizza lo stato voluto, da qui anche il termine di "fattura". Il sortilegio, invece, ha finalit pi sottili pur agendo con il medesimo principio ed solitamente sinonimo di "fattura a morte". Ci che fa gioco in questo senso la precisa e spiccata volont delloperatore stesso orientata verso il male, atta a coercire una volont pi debole e indifesa onde piegarla ai propri voleri. Tutto questo implica una sorta di "circuito chiuso" che viene ad instaurarsi tra due, o pi , persone: il maleficiatore - vale a dire chi trasmette lazione nefasta - e il maleficiato - cio chi la subisce - che quasi sempre inconsapevole dellincombenza del rituale stesso in azione contro di lui. Il maleficio pu essere di due tipi: 1) diretto: quando agisce, senza alcuna meditazione, sul bersaglio da colpire. Possiamo paragonare l'operatore mago ad unemittente sonora e il bersaglio a una ricevente sintonizzata sul quel programma specifico. Perch il maleficio abbia luogo occorre che il soggetto ricevente non abbia alcuna possibilit di spegnere il ricevitore e che, la trasmissione, sia istantanea e imprevedibile. Tale , ad esempio, il cosidetto "malocchio", la visualizzazione astrale. 2) indiretto: quando lo stregone non agisce direttamente sulla vittima, ma attraverso mezzo che le sono caratteristici o che le appartengono o, in via subordinata, esercitando la coercizione sulla rappresentazione caratteriale del soggetto stesso (oggetti che gli appartengono, frammenti di unghie, capelli, sangue etc.) denominati, in genere, "oggetto di transfert". Il maleficio indiretto pu essere esercitato in quattro modo differenti. a) infissione o defixio b) putrefazione c) annodamento e legatura d) distruzione

Il Malocchio Lo stesso termine indica chiaramente qual il mezzo diretto per "gettare il sortilegio". Molti ritengono che il malocchio sia un fenomeno tipicamente italiano mentre in realt conosciuto anche nel resto del mondo: "mauvais oeil" il termine francese, "evil-eye" in inglese, "boser-blick" in tedesco. L'origine di questo sortilegio si perde nella notte del tempo e il fenomeno ha avuto grande popolarit lungo tutto il corso del medioevo e, in parte, anche nel Rinascimento quando si riteneva che le persone possedute dal demonio potevano, con i loro sguardi, gettare ogni sorta di disgrazia sui cristiani timorati da Dio. Indubbiamente il fenomeno diventato, col tempo, una curiosit flokloristica che affonda le sue radici nella superstizione popolare anche se - alla base - evidente una componente magica. Non posso negare che vi siano persone, dotate di un enorme potere magico, in grado di provocare veri e proprio sortilegi con effetti paranormali (telepatia, ipnosi, etc.) in grado di coercire le volont pi deboli, ma ben difficile raggiungere simili vette. Le fatture Con il termine di "fattura" che deriva dal latino "facturus", futuro, azione rapportabile al futuro, si rende in pieno il significato dell'evento malefico in quando indicativo di una azione mediata effettuata da una persona specializzata verso un bersaglio prestabilito. In senso pratico la fattura consiste nel provocare magicamente su individui lontani nello spazio effetti negativi o comunque indipendenti dalla volont del soggetto - bersaglio per mezzo di capelli, frammenti di unghie, liquidi organici dellindividuo ricevente e, indirettamente, su feticci - bambole di cera o di stoffa, pupazzetti, fotografie etc. Rituali o incantamenti d'amore A parte le fatture d'amore, esiste tutta una serie di rituali magici atti a procurare l'amore di unapersona. Personalmente considero piuttosto banali questi mezzi per coercire volont pi deboli e che non hanno alcuna intenzione di seguire i nostri desideri. Dopotutto se certe persone non provano amore per noi significa che il destino ha disposto altrimenti e non certo usando l'arte magica che raggiungeremo la soddisfazione. Certo, in molti casi con la magia possibile ottenere un tale risultato ma l'unione che ne deriverebbe, credetemi, appagherebbe soltanto fisicamente lasciandoci una profonda insoddisfazione spirituale.

I signori delle tenebre


I Grimori e i demonologi classificano gli spiriti dei quali il mago pu tentare l'evocazione in varie maniere differenti. Vi sono gli spiriti dei sette pianeti e dei giorni della settimana, delle ore della notte e del giorno, dei segni dello zodiaco e dei punti cardinali, alcuni buoni ed altri cattivi. Vi sono anche gli "elementali". Nel quinto secolo dopo Cristo, Proclo divise gli spiriti in cinque gruppi, quattro legati agli elementi - terra, aria, fuoco, acqua - ed un quinto che vive sottoterra. Michele Psello, nell'undicesimo secolo, aggiunse un sesto gruppo, detto lucifugum, "che evita la luce". Gli autori del sedicesimo e diciassettesimo secolo descrivevano in genere gli spiriti del fuoco (chiamati anche Salamandre) come creature che abitano i cieli superiori, e non avevano contatti con l'uomo. Gli spiriti dell'aria (silfidi) sono feroci e violenti. Odiano gli essere umani, provocano tempeste, e possono formarsi con l'aria dei corpi invisibili. Gli spiriti dell'acqua (ondine), che sono crudeli, passionali e sleali, assumone generalmente forme femminili. Fanno affondare le navi e annegari i nuotatori. Gli spiriti della terra (driadi) vivono nei boschi. Alcuni sono amichevoli, ma altri tendono trappole agli uomini e conducono fuori strada i viaggiatori. Gli spiriti che vivono nel sottosulo (gnomi) sono eccezionalmente malevoli. Attaccano i minatori e cercatori di tesori, provocano terremoti ed eruzioni, e attirano gli incauti sotto terra, verso la morte. I Lucifugi, che naturalmente, come vuole il loro nome, non si mostrano mai durante il giorno, sono completamente al di l di ogni possibilit di comprensione o controllo da parte degli uomini: misteriosi, inquieti, freddamente maligni. Inseguono e uccidono chi cos imprudente da viaggiare di notte. Tutti questi spiriti rappresentano ci che sopravvissuto, in tempi medievali e moderni, della diffusa credenza primitiva che la Natura nel suo complesso fosse una cosa viva, come lo luomo, e che spiriti abitassero in ogni fiume o in ogni montagna, nelle nubi e nelle brezze, negli alberi, nei campi e nelle siepi, nei sassi, nei burroni e nelle grotte. Essi sono imprevedibili e ingannatori, coma la Natura, che a volte generosa, ma pi spesso crudele. I Grimori si preoccupano soprattutto, per, dei personaggi pi importanti: i principi regnanti del male, gli angeli caduti, i grandi Signori delle Tenebre. Un antico catalogo di demoni appare nel Testamento di Salomone, scritto tra il 100 e il 400 dopo Cristo. In esso si narra di come un angelo di Dio avesse consegnato a Re Salomone un anello magico, che gli diede potere su tutti i diavoli, forzandoli a rivelargli i loro veri nomi. Beelzeboul, principe dei demoni, e Asmodeus, diavolo della lussuria, che in parte spirito e in parte uomo, figurano tra le entit menzionate. I nomi dei diavoli derivano da fonti ebraiche, greche, egiziane, assire, babilonesi e forse persiane. Come nei Grimori successivi, vengono elencate le loro funzioni. Uno fa incendiare le messi, uno strangola i bambini, un altro cola a picco le navi. Molti provocano malattie. Una versione pi tarda del Testamento fornisce un diverso elenco di diavoli, che comprende tra gli altri Asmodeus, Astaroth e Maometto. Molti dei loro nomi sono contorti e di origine sconosciuta. Questa versione tuttavia stabilisce un precedente, ripreso poi da molti altri Grimori, nel fornire il "carattere" di ciascun demone, cio il sigillo magico che lo controlla, perch il "sigillo" dello spirito, equivalente al suo vero nome. Nel Grimorium Verum e nel Grand Grimoire i tre supremi poteri del male sono Lucifero, Beelzebuth e Astaroth. Quando il mago li evoca, Lucifero appare come un ragazzo di bellaspetto, Beelzebuth come una mosca enorme, Astaroth come una figura umana, met bianca e met nera. Altre liste sono fornite dal Lemegeton, e dalla Pseudomonarchia Darmonum, del demonologo cinquecentesco Johann Wier, o Weyer, discepolo e amico di Agrippa. Wier traccia una completa gerarchia dellInferno, che include Beelzebuth, capo supremo delle regioni infernali, Satana in secondo luogo, Euronymus, che il principe della morte, Moloch, Principe della Terra delle Lacrime, Plutone, principe del fuoco, nonch Baalberith, larcidiavolessa Proserpina, Astaroth, Adramelek, Nergal, Baal, che comanda gli eserciti infernali, Lucifero, che dispensa la giustizia nel regno sotterraneo, Chamos, Melchom, Behemoth, Dagon, Asmodeus, che governa le case del gioco, e lAnticristo, che malinconicamente caduto nel rango, dato che ora solo il mimo e buffone dellinferno. Alcuni demoni sono ambasciatori in paesi stranieri, come Mammon (Inghilterra), Belial (Turchia), Rimmon (Russia) e Thamuz (Spagna). Beelzebub, il signore delle mosche, era il capo dei demoni nelle credenze

popolari ebraiche al tempo di Cristo, il quale venne accusato di scacciare i diavoli in suo nome. In origine era Baalzebub, dio della citt filistina di Ekron, al quale il re ebraico Ahaziah richiese un oracolo sulla propria salute, con grande scandalo del profeta Elia di Thesbe. Il suo nome pu significare "signore delle mosche", o "signore che scaccia le mosche"; potrebbe derivare dal fatto che i suoi sacerdoti praticavano la divinazione osservando il volo delle mosche. Baal significa "signore" ed era un titolo conferito a molte divinit locali in Siria e Palestina. Il supremo Baal era il dio della fertilit dei Cananiti, il cui culto richiedeva il sacrificio dei fanciulli col fuoco. Sono stati fatti tentativi per collegarlo con le divinit solari celtiche Belenus e Belinus, e con Beltane, la "festa del fuoco", celtica che si celebra il primo Maggio, ma la connessione sembra si basi solo su unerrata etimologia. Il Lemegeon afferma che Baal appare con la testa di rospo o di gatto e parla con voce rauca. Concede saggezza e insegna come rendersi invisibili. Fanciulli erano sacrificati anche a Maloch, divinit fenicia o cananita, e ad Adrammelech, il cui culto venne probabilmente introdotto in Samaria da coloni siriani. Chemosh era adorato dai Moabiti e Milcom dagli Ammoniti. Dagon era il dio principale dei Filistei, che posero l'arca di Jehovah nel suo tempio quando la catturarono gli Israeliti; il potere dellarca distrusse Dagon e fece crollare in pezzi la sua statua. Rimon era una divinit della Siria; Naaman il lebbroso si inchin in un tempio di Rimmon a Damasco. Un altro diavolo che in origine era un dio cananita Baalberith, il "signore dei patti": una divinit che presedieva alla stipulazione degli accordi. Fu uno dei molti demoni che presero possesso di sorella Madeleine di Demandolx, del convento delle Orsoline di Aix-en-Provence, allinizio del diciasettesimo secolo. Sotto il loro influsso la suora ebbe visioni, danz cantando canzoni oscene, si mostr in pose indecenti e raccont storie terribili di sadomie e orge cannibalistiche nelle quali veniva consumata carne di bambini, cui avrebbe preso parte. Si scopr che il suo confessore, Padre Gaufridi, laveva sedotta e stregata. Sopo tortura, questi venne strangolato e bruciato ad Aix nel 1611. Astaroth era una potente dea dei Cananiti e dei Fenici, lequivalente dellIshtar babilonese. Era adorata con riti lascivi constantemente condannati dai profeti del Vecchio Testamento. In seguito, la Dea divenne un demone maschio che si mostra come un angelo molto bello, ma ha l'alito cattivo. Insegna le scienze e rivela gli eventi del passato, presente e futuro. Nergal, lo spietato, viene da pi lontano. Era il dio babilonese del mondo sotterraneo, per certi versi equivalente a Marte, signore della guerra, la pestilenza, le inondazioni e le distruzioni. Tammuz era in origine un dio-pastore dei Sumeri, il cui culto divenne popolare in Siria e Fenicia. Asmodeus, il diavolo della lascivia, la sensualit e la lussuria, appare di frequente nella letteratura ebraica, e sembra sia sempre stato un demone. Tradizionalmente ha piedi di gallo, uccello noto per il vigore sessuale. Belial, lo sleale, demone della menzogna, sembra sia anchegli sin dagli inizi uno spirito maligno. Il suo nome forse una contrazione dei termini ebraici beli yaal, "senza fede". Gli Israeliti, secondo certe tradizioni, lo considerano il capo dei diavoli, ed lui il comandante delle forze del male nella guerra dei figli della luce contro i figli delle tenebre, uno dei rotoli del Mar Morto. Quando evocato appare in forma di angelo assai bello a vedersi, e parla con voce ingannevolmente dolce e piacevole. Mammon, demone dellavidit di denaro, non era un dio, ma una parola. Il suo nome deriva dall'aramaico, e significa ricchezza e lucro. Venne considerato diavolo pech Ges disse: "nessuno pu servire due padroni...Non potrete servire Dio e il mammona". Plutone e Proserpina vengono dalla mitologia romana, Euronomo dalla greca. Plutone ra il signore del mondo sotterraneo e Proserpina (o Persefone) la sua sposa. Euronimo appariva nel famoso affresco della discesa di Ulisse negli inferi, dipinto nella sala degli Cnidi e Delfi era mostrato seduto su una pelle d'avvoltoio, met nero e met azzurro, come una mosca della carne, con i denti scoperti in un ghigno velenoso, mentre masticava la carne dei cadaveri. Fra i nomerosi altri demoni inclusi nel Lemegeton, la Pseudomonarchia e trattati consimili, figurano Phoenix, definito un eccellente poeta, e Amon, in origini dio egizio il cui nome significa "il nascosto", e che venne unito a R come dio solare, Amon-r. Si mostra come lupo con la testa di serpente, che vomita fiamme. Procura l'amore delle donne e predice il futuro. Cimeries, che cavalca un destriero nero e governa tutti gli spirti dell'Africa, trae probabilmente il nome dei Cimmeri, un popolo menzionato da Omero che vive nell'estremo occidente, fr l'oscurit e la nebbia in un paese in cui

non sorge mai il sole. Predice il futuro e va probabilmente identificato con Balaam, l'avido stregone simbolo nella Bibbia dell'avarizia, delladorazione degli idoli e dell'immortalit. Che i demoni appaiano in forme grottesche e orripilanti unantica tradizione. I Babilonesi pensavano che gli spiriti del male fossero cos orrendi che, vedendo e loro stesse immagini ritratte in uno specchio, sarebbero fuggiti. Avevano corpi di cane, zampe daquila, artigli di leone, code di scorpione, crani spolpati, corna di capro e ali di uccello. I Grimori riportano gli aspetti che pu assumere ciascun diavolo, in modo che il mago possa esser certo che lo spirito che gli appare sia proprio quello da lui evocato; tuttavia le descrizioni ricordano anche i talismani planetari di Marsilio Ficino e Giordano Bruno, nonch gli spiriti planetari del Quarto Libro del De Occulta Philosophia. Possono anche servire ad aiutare il mago nellevocazione fornandogli la forma caratteristica dello spirito su cui concentrarsi. Secondo la Cabala le forze malefiche nascono dalla parte sinistra dellAlbero della Vita, specialmente da Geburah, il sephira che rappresenta l severit e lira di Dio. Il male discende da questa sfera, come se in qualche modo lira divina ne traboccasse. Nello Zohar e nei testi cabalistici successivi, gli spiriti del male sono chiamati spesso Kelipothm cio "gusci" o "conchiglie". Sono i rifiuti e i detriti, il materiale di scarto che lascia dietro di s il vasto organismo universale. Nel tredicesimo secolo si era ormai sviluppata lidea della esistenza di dieci sephirot malvagi, controparti dei dieci sephirot divini. Questi sono dominati da arci-demoni, sotto il comando supremo di Samael, il caduto angelo dei veleni. MacGregor Mathers li elenca come segue: 1. Satana 2. Beelzebub 3. Lucifuge 4. Astaroth 5. Asmodeus 6. Belphegor 7. Baal 8. Adrammelech 9. Lilith 10. Naamah Lilith e Naamah, nella tradizione ebraica, sono demoni femminili che soffocano i neonati e seducono gli uomini nel sonno, succhiando loro il sangue. Le origini di Naamah non sono conosciute. Lilith era probabilmente in origine Lilitu, un'entit malvagia degli Assiri che aveva ali e lunghi capelli scomposti. Il suo nome venne confuso in seguito con la parola ebraica che significa "notte", Layil, e cos Lilith fu descritta come uno scarmigliato demone notturno. Esiste una storia secondo cui re Salomone inizialmente sospett che la regina di Saba fosse Lilith perch aveva le gambe pelose. Una leggenda dice che fu la prima moglie di Adamo, creata da Dio con liquame e fango. Dalla sua unione con il padre dell'umanit nacque Asmodeus e una legione di altri demoni. Questa storia non appare nella Bibbia, ma se ne trov una giustificazione indiretta nel versetto 3 del quinto capitolo della Genesi, in cui si dice: "E Adamo visse centotrenta anni; e genr a sua immagine e somiglianza un figlio cui pose nome Seth", da Eva. Ci implicava, si pens, che Adamo in precedenza avesse avuto altri figli, i demoni,

che non erano a "sua immagine e somiglianza": altrimenti, la precisazione non sarebbe stata necessaria.

L'adorazione del diavolo


Il Diavolo un'eredit della difusa tendenza umana ad attribuire l'origine del male ed influenze non umane. Nelle societ primitive il male e la sventura si pensava venissero dagli di. Le forze che hanno creato l'universo e lo governano sono all'origine di tutte le cose, e a loro risale quindi anche la responsabilit della presenza del male, come il merito dellesistenza del bene. Nelle questioni troppo banali o volgari perch possano essere preoccupazione degli dei, i popoli primitivi rigettavano la colpa delle loro sofferenze e delle loro sventure sulla malizia di spiriti nemici, che sono meno potenti degli di ma pi numerosi. Gli ebrei inizialmente credevano in diverse entit soprannaturali, alle quali poteva risalire l'origine del male. Jehovah era considerato in principio dai suoi seguaci solo uno fra molti di. Le altre divinit appartenevano alle confinanti popolazioni con gli Ebrei, ed erano considerate dai profeti di Jehovah forze malefiche, ostili a Jehovah e al suo popolo. Allo stesso modo i primi Cristiani non rigettarono le divinit pagane come finzioni, ma le pensarono enti reali e malefici: cio, Demoni. La primitiva immagine di Jehovah come solo uno fra molti di venne poi rimpiazzata dal credo che egli fosse l'unico dio, solo creatore dell'universo e di tutto ci che contiene, com descritto nella Genesi. Ne discese logicamente che lo stesso Jehovah doveva essere la fonte del male come del bene. Questa convinzione che l'origine del male fosse in Dio, sopravvive nella Cabala, nella quale le forze malefiche derivano e si affondono dai sephirot, che sono manazione di Dio. Questo spiega la limitata importanza del Diavolo nella tradizione ebraica, specie a paragone del credo cristiano, dato che un potere maligno soprannaturale non necessario, a meno che Dio non venga considerato interamente buono. Nel Vecchio Testamento Jehovah spesso fa cadere il male sugli uomini per azione diretta. Irato con gli Ebrei in una certa occasione, istill nella mente di Davide l'idea di indire un censimento, in modo da poter poi punire questo crimine scatenando una pestilenza che uccise settantacinquemila uomini. In certe occasioni tuttavia Jehovah oper mediante spiriti subalterni. Invi entit malefiche a tormentare Samuele, Abimelech, gli Egiziani. Oltre che agli spiriti che servivano Jehovah e formavano la sua corte - gli angeli delle successive credenze ebraiche e cristiane - gli Ebrei credevano anche in demoni maligni e in spiriti dai lunghi capelli che infestavano i luoghi oscuri e deserti. Ma in queste primitive tradizioni non v alcun segno della convinzione nellesistenza del Diavolo, il grande principe del male, arci-nemico di Dio. La figura del Diavolo si form pi tardi, a diversi passaggi del Vecchio Testamento, che con lui non avevano nulla a che vedere, vennero poi interpretati dagli esegeti come prove della sua esistenza nelle Sacre Scritture.

La magia nera
Magia nera: ai pi questa parola incute timore e paura, vuoi per errate convinzioni tradizionalistiche, vuoi perch solitamente con il termine "nero" si intende negativo, nefasto, portato al Male, in contropposizione con Bianco, come positivo, portato al Bene. Tutto ci errato. La magia nera comprende, vero , la Magia a scopi malvagi, ma essa innanzitutto la vera tecnica della Magia Pratica. Quando si parla di Mago Nero come contrapposto a Mago Bianco, si intende parlare di Stregone. Invece, nella pratica rituale in Magia, quella operata dal mago bianco, sempre usando tecniche contemplate dalla magia nera, si trovano operazioni magiche che servono a sconfiggere stregonerie quali "fatture", "sortilegi" e "legamenti". Un'altra precisazione molto importante che desidero fare, che ritengo errato porre la Demonologia nella Magia Nera, come di solito molti testi usano fare. In effetti, io ritengo la demonologia quella tecnica magica che va sotto il nome di Magia Rossa. Mi ripeter ancora tracciando uno schema per una maggiore comprensione di quanto detto: mago bianco-rituali propiziatori-evocazioe di spiriti celesti MAGIA NERA mago nero-demonologia (magia rossa)-evocazione demoniaca In effetti, le grandi forze magiche non possono essere definite come buone o cattive; hanno un lato buono e uno cattivo o, in termini occultistici, un aspetto negativo ed uno positivo. Il lato cattivo dominio di potenti esseri malefici chiamati "demoni". Analogamente il lato buono dominio degli "angeli" o Spiriti Benefici: ma i Maghi Neri (Stregoni) sono molto pi interessati ai Demoni. I Demoni sono intelligenze malefiche che hanno un grande potere, ma possono essere dominate da un mago che sia forte ed impavido. I Demoni sono sottomessi alla sua volont mediante rituali che comprendono sacrifici e sangue, profumi, simboli e maledizioni. Gli antichi Grimori (o Libri Magici) erano testi che insegnavano al neo-mago i metodi per evocare gli spiriti malvagi, uccidere i nemici, causare odio e distruzioni, forzare le donne a sottomettersi alle sue passioni. La Magia Nera (Stregoneria) il "sentiero della mano sinistra", in quanto la sinistra associata al male. La massima "conoscere il Male per arrivare al Bene", in effetti, non sbagliata. Aleister Crowley, il pi celebre e dotato tra i maghi moderni, nel suo volume "Magick in Theory and Pratice", defin Dio "entit ideale della natura profonda dell'uomo" e disse che "la Grande Opera consiste nell'elevazione dell'uomo completo sino al perfetto equilibrio con la forza dell'infinito" al qual punto diviene Dio. Un altro mago famoso, il grande occultista del Rinascimento, Cornelio Agrippa, nel suo "De Occulta Philosophia", intorno al 1510, si chiese come fosse possibile per un uomo acquisire poteri magici; e la risposta fu " Non pu avere di tali poteri se non chi ha coabitato con gli elementi, elevandosi al di sopra degli angeli sino all'archetipo, col quale diviene allora co-operatore, e nulla gli pi impossibile". Tutto questo si riassume in un pensiero di Eliphas Levi, occultista francese del XIX secolo, che nella "chiave dei grandi misteri" scrive: "affermare e volere ci che deve essere, creare; affermare e volere ci che deve non essere, distruggere"

Come si effettua un maleficio


Quando si parla di maleficio si entra nel campo della stregoneria. E qui necessario fare un preambolo, soprattutto per non confondere la stregoneria con la demonologia. Stregoneria: dove lo stregone opera con simulacri (bamboline di cera, effige magiche) per raggiungere le forme astrali demoniache. Demonologia: dove lo stregone opera a diretto contatto con i Demoni, usufruendo dei loro servigi, con evocazioni propiziatorie. In questo campo, solitamente, lo stregone offre sacrifici emulandoli, officia rituali. La demonologia, in effetti, una vera e propria dottrina che solo alcuni iniziati al male possono professare. Nel maleficio siamo in presenza di un lavoro magico volto al male. Questo, naturalmente, nel lavoro di compimento, cio nelleffettuazione dello stregone che, solitamente per commissione, devolve i suoi poteri al male. Logicamente nel procedere inverso, cio quello dello "scioglimento", il lavoro magico sar svolto dal mago e verr chiaramente volto al bene. La "fattura a morte" La fattura a morte colpisce la persona umana nel corpo fisico. Non sono rari i casi di "autocombustione" trattati in parapsicologia. Questo uno degli effetti ben visibili della fattura a morte. Solitamente questo tipo di magia si pu trovare nell'America Latina. Altri effetti, invece, di queste fatture, riguardano quelle "strane" morti non clinicamente spiegabili dalla medicina ufficiale, in cui la persona muore lentamente senza che si possa riscontrare dal lato fisiologico, una malattia ben definita. Dato essenziale in una fattura a morte questo: lo stregone o la strega usa simulacri che rapprensentano la persona da colpire. Per esempio, la bambolina un "arnese" classico usato in stregoneria. Essa solitamente fatta di cera vergine, oppure di stoffa, nel caso in cui si posseggono indumenti della vittima alla quale la fattura destinata. Il simulacro rappresenta lo "schermo protettivo" che impedisce alle "larve", di cui si richieda lintervento, di poter intaccare lentit astrale delloperatore. Esso indispensabile per ogni lavoro di stregoneria, sia essa volta al bene o al male. La fattura del morto Questo rituale, per la verit un po macabro, antichissimo e le prime testimonianze si hanno nel Medioevo, quando si racconta che le streghe andassero nei cimiteri a compiere atti da negromanti. Il procedimento semplice: si tratta di mettere un elemento della vittima sotto la testa di un morto deceduto da almeno 24 ore, prima cio che la sua anima si sia completamente staccata dal corpo fisico e quindi di recitare una frase il cui effetto sonoro riesca a "catturare" la vibrazione astrale dellanima che si sta staccando dal corpo, in modo da ottenere una vibrazione che in magia viene definita come "vibrazione concomitante". Tale vibrazione raggiunger la vittima provocando in essa un distacco tra il corpo fisico e quello etereo, interrompendo cos il "cordone vitale" dell'anima. Prove per scoprire una "fattura a morte" Per individuare una "fattura a morte", esistono innumerevoli prove, alcune di stampo tradizionalistico e popolare, altre invece appartenenti alla vera magia. Fatture tradizionali: sono svariate, qui di seguito ne accenner solo qualcuna. Una delle pi classiche quella del ritrovamento di "corone" o "chiodi" nei guanciali su cui dorme la vittima. Questo il pi delle volte accade per effetto delle forme-pensiero che si materializzano in "larve", le quali si annidano nellambiente della persona, lasciando e formando queste tracce visive. Infatti, proprio nel luogo dove la mente della persona vive di notte lo stato "liberatorio" del sonno che si possono materializzare queste forme inusuali. Altri effetti possono essere costituiti da picchi o rumori che vengono uditi dalla vittima nella stanza da letto, che sono sempre riconducibili alla presenza di

larve o di pseudoentit negative. La prova pi classica, per, sempre da annoverarsi nella tradizione popolare, quella del "limone". Si prenda un limone ancora verde della grandezza di un pugno. Si prendano inoltre sette aghi con cui si sia cucito poco prima un indumento. Reggendo il limone con la mano sinistra, lo si trafigga con un ago, pronunciando le parole seguenti: "spirito immondo che ti innidi ovunque, in mia prensenza, nella mia casa e che mi conduci alla disperazione, che la tua forma si materializzi in questo limone!". Il limone, con gli aghi infilati, lo si lasci quindi una notte intera sotto il proprio guanciale, avendo la precauzione di avvolgerlo in un panno. Se al mattino si trover il limone marcito e decomposto, allora ci troveremo in presenza di una "fattura a morte". Come si individua una "fattura a morte" Il metodo che deve usare il mago per identificare una fattura a morte costituito da un rituale ben preciso. Si formi un pentagono con cinque ceri rossi di cera vergine. 1) cero protettivo 2) cero di vibrazione 3) cero base 4) cero evocativo 5) cero magnetico La persona che sospetta di essere colpita da fattura dovr stare dentro al pentagono con il volto rivolto al cero protettivo (allapice del pentagono). Il mago, reggendo con la mano sinistra il candelabro ebraico, con sette candele nere accese, partendo dal cero protettivo, compir sette volte allesterno del pentagono, la sua circonferenza, pronunciando le seguenti parole: "io vi esorcizzo, spiriti immondi, da ovunque voi veniate!". Quindi, entrer nel pentagono e getter, sempre reggendo il candelabro con la mano sinistra, tre manciate di sale esorcizzato per ogni cero. Se la persona vittima di fattura, il sale che il mago avr gettato alla base di ogni cero, diventer di colore nero. Come si toglie la "fattura a morte" Una volta provata, con il procedimento sopra descritto, la presenza della fattura, sar necessario agire immediatamente per liberare a vittima. Questo perch il rituale precedente scatener immediatamente le ire delle larve presenti, che potrebbero nuocere in modo irreparabile alla persona. Per scongiurare questo pericolo, il mago dovr agire nel seguente modo: Mettere le sette candele accese davanti (sempre allinterno del pentagono) al cero protettivo pronunciando le seguenti parole: "forma-pensiero che ti innidi nella mente di (nome) esci da essa. Io ti esorcizzo per i grandi nomi di Tetragrammaton, Jesael libertor, Mutrathon imperversa!". A questo punto le larve interverranno all'interno del pentagono, cercando di impedire al mago di raggiungere il cero di vibrazione (posto sotto il cero protettivo a sinistra) dove la forma-pensiero esorcizzata sicuramente di proteggersi. Per superare questo ostacolo, tutto dipender dall'intensit della vibrazione che il mago sar ruiscito a raggiungere durante lesorcismo effettuato allesterno del pentagono.E infatti, proprio durante questa fase che la forma-pensiero del mago si sar potuta materializzare, occupando il cero vibratorio. Dato per scontato che questo sia avvenuto, si potr passare alla fase seguente, quella definita "liberatoria". Posta la persona davanti al cero evocativo (collocato sotto il cero di vibrazione),sempre all'interno del pentagono, il mago di inginocchier davanti al cero magnetico (posto in basso a destra), che domicilio della potenza benefica e, assieme alla vittima, pronuncer le seguenti parole per tre volte di seguito: "noi ti preghiamo, noi ti supplichiamo, grande Potenza Benefica che la mia forma-pensiero rendi operativa, liberaci dagli influssi degli esseri della notte che ostacolano il nostro cammino. Per Gabriel, nostro Salvatore!". La riuscita del rito sar riconoscibile osservando il sale che ritorner al suo originario colore. Il sortilegio volontario Il Sortilegio Volontario colpisce sia il piano fisico della persona che quello mentale. Questo per uninfinit di fattori. Il sortilegio volontario ha uno degli effetti pi devastanti operati dallo stregone. Proprio per la sua elaborazione, in pratica, esso molto vicino al "malocchio", per la sottigliezza con cui la magia viene operata. A differenza della fattura a morte, che colpisce solo il piano fisico

della persona, il sortilegio provoca vari effetti che partono dallesterno, per raggiungere linterno. Esempi possono riscontrarsi in persone che assistono alla propria "rovina finanziaria" o alla disgregazione della propria famiglia, come pure alla perdita improvvisa degli affetti pi cari. Questo perch la persona colpita da sortilegio volontario si carica di un magnetismo tale per cui, come Creso, qualunque cosa gli capitasse di toccare, essa si tramutava in oro, quin invece, ogni cosa o persona che il malcapitato avvicina o tocca si tramuta per lui in male. La persona difficilmente si accorge di questo stato, ritenendo colpevole della sua sfortuna un fato avverso e a lungo andare essa si rassegner a quello che finir per definire un "periodo negativo" della propria esistenza, provocando cos un totale crollo della propria essenza astrale. Per effettuare un sortilegio volontario, lo stregone si serve da sempre di "Simulacri Operativi" ben precisi. Il "nastro di seta viola" uno di questi. Prove per individuare un sortilegio volontario Una delle prove pi antiche per individuare un sortilegio volontario, consiste nel far bollire gli indumenti della vittima, usando acqua di sorgente e introducendovi sette pugni di sale grosso e sette petali di rosa rossa. Entro sette giorni, se la persona accuser forti dolori di testa o "punture" su tutto il corpo, ci vuol dire che certamente vittima di un sortilegio. In questi sette giorni la persona che avr operato il sortilegio sicuramente andr in visita alla sua vittima, pronunciando parole di fuoco. Tralasciando la tradizione, in magia esiste una prova ben precisa per scoprire tale sortilegio. Il mago dovr operare sul corpo della vittima dove si annida la "larva distruttrice", frutto della forma-pensiero dello stregone. Esistono, nel sortilegio, a differenza degli altri lavori magici, elementi ben precisi da identificare e annullare. Uno di questi elementi la "forza devastatrice" che agiste dall'esterno verso l'interno. L"onda vibratoria" creata volutamente dallo stregone, che solitamente si annida nella mente della vittima, agisce in modo indipendente dalla personalit dell'individuo. Questa onda, ad un esame approfondito di Radioestesia (propulsione vibratoria del pendolo usato per catturare le onde magnetiche del corpo astrale delle persone) viene avvertita o captata dal mago appena il pendolo venga posto in posizione verticale sulla foto della persona. Essa differente da ogni altra onda, proprio per il suo carattere fortemente sussultorio, tale da inibire momentaneamente i poteri extra sensoriali del mago. Come si scioglie un sortilegio volontario Nel sortilegio volontario la forza devastatrice agisce dall'esterno verso linterno per questo, quando un mago, dopo aver constatato la presenza reale di questo sortilegio, si appresta a scioglierlo, dovr innanzitutto tenere presente questo fattore primario. Uno dei metodi pi efficaci per sciogliere il sortilegio volontario consiste in questo: 1) isolare le "larve" troncando il cordone che d loro nutrimento vitale 2) distruggere la forma-pensiero che le mantiene in vita 3) ricondurre il corpo etereo al suo originale "cammino astrale" Per fare tutto ci il mago deve prendere determinare precauzioni sia per s che per la vittima. Per prima cosa disegner ad entrambi sul petto, con il corno e l'inchiostro magico un pentacolo detto di Menphis (vedi figura in fondo alla pagina). Questo pentacolo molto particolare, perch conserva nelle sue simbologie magiche, le formepensiero rivelatrici. Esse hanno il potere di raggiungere le larve devastatrici isolandole dalla formapensiero madre. Si costruisce il pentagono magico con cinque ceri neri: 1) cero protettivo 2) cero evocativo 3) cero base 4) cero magnetico 5) cero fumigazioni Il mago, dopo aver acceso tutte e cinque i ceri, si porr al centro del pentagono, mentre la vittima si collocher dinanzi al cero protettivo (in alto, in cima) inginocchiata. La prima frase del rituale consiste nellisolare le larve. Per ottenere questo il mago pronuncer le seguenti parole: "le Grandi Potenze sono mie consigliere, da esse trarr forza per scacciare la forza del male che si nasconde e si perpetua nella linfa vitale". Quindi si avviciner al cero delle fumigazioni (in basso a destra) e, aspersa alla sua base la Sacra Cenere, dir: "ADONAY, la grande notte che sovrana colpisce le nostre menti! ELOYM, che dai

raggi della luce prendi consistenza! SABAOTH, che dallacqua disperdi la malvagit! A Voi chiedo, a Voi invoco la fine dell'effetto devastante!". La forma-pensiero del mago, materializzatisi, occuper la base del cero evocativo (sotto quello protettivo a sinistra). A questo punto il mago si avviciner alla vittima e, appoggiando il proprio petto al suo,in modo che essi e i pentacoli disegnati combacino perfettamente, dir: "che la larva che si annida dentro questa creatura esca e nel mio corpo si rifugi!". E questo il momento pi difficile in cui avviene lo scontro diretto tra la forma-pensiero del mago e quella negativa. Non riuscendo quella negativa a penetrare le forti difese naturali del mago, sar costretta a ripararsi nel cero evocativo dove gi presente quella del mago che la distrugger. Nelloperazione susseguente, il mago andr dinanzi al cero magnetico (in basso a sinistra) e pronuncer la frase conclusiva del rito: "grandi forze che dimorate nel regno infinito del cosmo, riconducete questa debole creatura nel suo giusto cammino". Con questa frase guidata dalla forma-pensiero positiva del mago, la vittima ritrover l'originale "cammino eterico", perdendo totalmente quell'effetto devastante che l'aveva deviata dalla luce divina. La maledizione La maledizione rappresenta il maleficio pi completo e solitamente esso pu essere realizzato solamente da una strega. La leggenda vuole che le streghe pi potenti vivano e operino nella zona del Montenegro. Come ho gi detto, caratteristica principale della Maledizione, quella di colpire tutti e tre i piani di una persona: piano fisico, piano mentale, piano astrale. Imbattersi in una vera e propria maledizione , per fortuna del mago, un caso abbastanza raro, nonostante spesse volte si usi questo termine impropriamente. Perch vi sia maledizione, in effetti, necessario imbattersi in una "vera strega". Solitamente la maledizione lanciata da una strega, ha una "propulsione vibratoria" talmente potente che in grado di intaccare insieme tutti e tre i piani esistenziali umani, Essa somma sia gli effetti devastanti sprigionati dall'esterno verso l'interno, sia quelli dall'interno verso lesterno. La forma-pensiero della strega, in effetti, raggiunge direttamente il corpo astrale della vittima, distorcendone il cammino karmico. Questo per la propriet innata della strega che spesso preposta al male. In quanto all'effettuazione, non esistono particolari rituali, per lo pi essa si basa soprattutto sulla forte forma-pensiero innata nella strega, che pu utilizzare anche simulacri per propria protezione, ma, solitamente, la sua forte malvagit la dispensa da ogni ritorno negativo. Nella stregoneria tradizionale, non raro, nel corso della storia, imbattersi in "sabba" officiati da streghe che offrono i loro servigi direttamente a Satana. Si dice inoltre che, una delle caratteristiche principali per riconoscere una strega, la presenza del "terzo capezzolo" a cui solitamente attinge il nutrimento il Diavolo in persona. Come si individua una maledizione Individuare una maledizione una cosa molto difficile e complicata. L'operazione non richiede particolari rituali, ma necessita di un'elaborazione mentale del mago molto acuta. Solitamente necessario richiedere un intervento diretto dellentit o interpellare lo "spirito guida" della vittima. La prassi consiste in questo: 1) il mago, attraverso unevocazione vera e propria, consulta lentit di cui si serve solitamente per i suoi rituali 2) attraverso una "seduta medianica" raggiunge lo spirito guida della persona 3) iniziando la vittima attraverso una regressione karmica, e compiendo un vero e proprio esorcismo, raggiunger direttamente lentit astrale della persona Questi tre metodi sono gli unici e i pi affidabili per scoprire una maledizione. Come si toglie una maledizione Il metodo pi usato per togliere una maledizione riguarda dei procedimenti che solitamente vengono dettati dallentit stessa in questione, che possono variare di volta in volta, a seconda dei casi. Il principio base quello di obbligare l'entit a fornire dette spiegazioni e questo,

naturalmente, accade solo nel caso in cui il mago possegga il completo dominio sull'entit che egli intende governare. Per rendere pi chiaro questo esposto, riporter il seguente esempio: Tempo fa una persona si present al mio studio, convinta di essere preda di una maledizione. Io, dopo aver interpellato l'entit, riuscii a comprovare questa sua convinzione. La individuai e dopo aver avuto questa certezza, interpellai l'entit sulle modalit per togliere questa maledizione. Essa mi consigli questo procedimento: La vittima si rechi, in una notte di luna piena, con il cielo stellato, sopra un ponte dove, sottostante, scorra il fiume pi vicino in linea daria alla casa dove egli nato. Prima di partire, egli prepari i seguenti elementi: una federa di cuscino su cui egli avr riposato la notte precendente. Allinterno della federa egli metter: sette suoi capelli dalla nuca, una foto che lo ritragga nell'infanzia, e un suo indumento non lavato, anchesso strappato in sette pezzi. Quindi chiuder la federa con tre nodi, a m di sacchetto. L'involucro cos formato verr da lui gettato usando la mano sinistra nel fiume, avendo cura di pronunciare la seguente frase per tre volte: "a voi mi rivolgo, Grandi Potenze del Bene, affinch salviate la mia anima e la riconduciate sulla diritta via!".

Magia nera tradizionale


La fattura pu essere eseguita principalmente in due modi: Direttamente, operando sulla persona per mezzo di filtri, pozioni etc. Indirettamente, mediante supporto di oggetti appartenenti alla vittima, o di un suo materiale organico (capelli, unghie, etc.). Formula diretta Il principio magico che opera nella fattura diretta quello della magia per similitudine, o magia di contagio. L'attore pone a diretto contatto della persona oggetto della fattura (o degli indumenti che essa indosser) una pozione una polvere, un filtro formati da speciali soostanze magiche. Formula indiretta Il principio magico che opera nella fattura indiretta quello dell'analogia o di trasferimento. Si usa del materiale appartenente alla vittima, come unghie, capelli, vestiario o avanzi di cibo; questo perch in essi continua la vita del soggetto. La fattura classica indiretta quella effettuata tramite il feticcio, o figurina di cera, che pu essere sostituito con un pupazzo di cera o una fotografia. In mancanza di ci, si pu usare anche della frutta o una candela o un cuore di pollo. In tal caso, il feticcio rappresenta la vittima e si opera in base al principio animistico. Si realizza una statuetta di cera nella quale si incorpora il seme della persona, o altro materiale che labbia toccata intimamente. Ci che si fa subire alla figurina, si ripercuoetr a distanza sulla vittima. Il mezzo pi usato per l'infissione lo spillo o qualunque altro oggetto appuntito; non per opportuno usare l'ago al posto dello spillo. Con lo spillo si trafigge la statuina nel punto in cui si desidera colpire la vittima.

I demoni e la loro gerarchia


Trithene li divide in generi, vale a dire: 1) il primo genere quello al quale appartengono coloro che sono chiamati ignei; infatti, errano intorno ala regione suprema dellaria e non hanno alcun legame in terra con gli stregoni perch non scendono mai lass 2) quelli del secondo genere hanno la qualifica di aerei perch vagano per l'aria e la loro dimora molto vicina a noi. Possono scendere e prendere corpo; possono comparire sotto le spoglie di uomini. Agitano laria, suscitano tempeste e tuoni, e tutti insieme portano alla rovina il genere umano. Sono mossi da passioni, come gli uomini, principalmente da orgoglio e da invidia e si lasciano trasportare dagli impulsi. Non hanno tutti la stess forma, ma parecchie, e le cambiano spesso a seconda della variet dei sentimenti che li fanno comparire dietro invocazioni delle streghe, che li spingono a nuocere o danneggiare qualcuno 3) i demoni del terzo genere sono chiamati terrestri, e non ci dubbio che sono stati scaraventati dal cielo in terra per i loro demeriti. Alcuni si trovano nei boschi e nelle foreste e tendono trappole ai cacciatori; altri in piena e aperta campagna, fanno smarrire i viaggiatori; la parte restante si compiace di fermarsi in incognito tra gli uomini 4) il quarto genere di demoni porta il titolo di acquatici, perch abitano intorno ai laghi e sulle rive dei fiumi. Provocano le tempeste sul mare e fanno perdere la vita a molti tra i flutti. Tutte le volte che prendono a prestito dei corpi visibili, compaiono pi comunemente sotto sembianze femminili, e per questo le niadi, le nereidi e le ninfe delle acque sono sempre state disegnate dagli antichi al femminile piuttoste che al maschile 5) il quinto genere chiamato sotterraneo, perch abita nelle grotte, nelle caverne e nelle localit pi remote dei monti. E d'indole molto cattiva e si accanisce principalmente contro coloro che

scavano pozzi e miniere o contro i cercatori di tesori nascosti nella terra. Questi demoni sono sempre pronti a procurare la rovina del genere umano, aprendo voragini, facendo vomitare fiamme dalla terra o facendo crollare edifici. Alcuni di essi sono guardiani dei tesori che la malizia degli uomini, ha nascosto nella terra, e per paura che ritornino in loro possesso, li rubano e spesso li trasportano da un posto allaltro 6) infine il sesto ed ultimo genere composto da quelli che sono chiamati lucifughi; rifuggono dalla luce del giorno e possono prendere corpo solo la notte Di questi demoni citiamo i pi noti, o meglio, i pi importanti: Malphas, grande presidente degli inferi, che compare sotto forma di corvo. Costruisce cittadelle inespugnabili, sfonda le difese nemiche, fa trovare buoni operai, dona sentimenti familiari, sebbene talvolta in malafede; accetta sacrifici e inganna i sacrificatori. Ha il comando di quaranta legioni di demoni. Leonardo, gran maestro del Sabba, ispettore della stregoneria, della magia nera e degli stregoni. Ha tre corna, orecchie da volpe, barba di capra e due volti, uno al solito posto e laltro...altrove. E capo dei demoni subalterni. Scox o Chax, duca degli inferi. Prende laspetto di una cicogna. Mente, ruba (specialmente denaro e cavalli). Non sempre obbedisce agli esorcisti. Per impedirgli di mentire bisogna rinchiuderlo in un triangolo. Indica i tesori nascosti e comanda trenta legioni. Ganga-Gramma, demone femmina con quattro braccia: una delle mani destre tiene una forchettina; una delle mani sinistre, una scodella. Gli indiani la temono molto. Euryome, demone superiore, principe della morte. Ha un corpo pieno di piaghe ,in parte, coperto da una pelle di volpe. Era conosciuto dai pagani. Nel tempo di Delfo era una statua che lo rappresentava di colore nero, con i denti di lupo e seduto sulla pelle di un avvoltoio. Astaroth, granduca potentissimo degli inferi. Presiede a occidente, procura l'amicizia dei grandi signori. E tesoriere degli inferi, conosce il passato e l'avvenire, risponde senza farsi pregare alle domande pi segrete, insegna le arti nobili e comanda quaranta legioni. Non vuole confessare i suoi errori e sostiene di essere stato punito ingiustamente. Sembra che gli abitanti di Sidone e i Filistei lo abbiano adorato. Occorre evocarlo il mercoled e fare attenzione a tenere sotto le narici lanello magico dargento che difende dallodore fetido dei domoni, poich questo principe manda un puzzo particolarmente cattivo. E citato come uno dei sette principi dell'inferno che visitarono Faust. Asmodeo, Sovraintendente delle case da gioco. Detronizz Salomone, ma Salomone lo vinse e l'obblig ad aiutarlo a costruire il tempio. Si presenta sotto forma di serpente. Sarebbe stato lui a tentare Eva. Gli egizi gli dedicarono un tempio nel deserto di Ryanneh. Nell'inferno, invece di prendere le sembianze d'un semplice serpente, ha tra teste: una di toro, una d'uomo e una di ariete; ha le zampe doca, coda di serpente e si presenta a cavallo di un drago. Insegna agli uomini a rendersi invisibili, oltre alla geometria, allastronomia e alle arti meccaniche. Conosce dove sono nascosti i tesori. Settanta legioni lo obbediscono. Andras, gran marchese. Ha la testa di un gatto miagolante e cavalca un lupo nero. Insegna, a coloro che favorisce, a uccidere i loro nemici, i maestri di questi e i loro servitori. Comanda trenta legioni. Alocero, graduca; si presenta sempre vestito da cavaliere, montato su un enorme cavallo, insegna astronomia e arti nobili. Comanda trentasei legioni. Gli spiriti celesti Si chiamano spiriti celesti coloro che abitano il firmamento e gli astri che girano nello spazio. Il loro compito di vigilare sul destino di ogni mortale e dirigere gli eventi che li riguardano. Per questo gli spiriti celesti sono attenti a tutte le imboscate dei geni malvagi. Ogni spirito celeste opera in conformit con lastro a cui corrisponde. Ma poich sono spiriti del bene non possono intraprendere nulla che non sia a favore degli uomini e quindi solo cose che conducano al bene, come lo conferma la storia del mondo sin dalla sua creazione. Sono sette i governanti che hanno funzioni diverse: Aratron, ha il potere di tramutare istantaneamente in pietre o metalli oggetti diversi e al contrario. Per esempio: trasforma il carbone in oro e viceversa; insegna l'alchimia, la magia, la fisica, rende invisibili gli esseri e d lunga vita. Bethor, conferisce le alte cariche agli uomini, trasporta gli oggetti da un posto all'altro, da proporzione alle pietre preziose e prolunga la vita. Phalet, ha gli stessi attributi di Marte, stabilisce la pace, eleva alle alte gerarchie militari chi ha ricevuto il suo marchio. Och, presiede gli attributi del sole, da lunga vita e salute, distribuisce saggezza, insegna la medicina e d potere di cambiare qualsiasi cosa in oro puro

o in pietre preziose. Haget, sotto l'influsso di Venere conferisce tanta bellezza alle donne che onora con la sua protezione, concede loro qualsiasi grazia e traforma il rame in oro ed al contrario. Ophiel, possiede il potere di cambiare i metalli, agisce sotto Mercurio. Possiede il mezzo per traformare il platino in oro, trasformazione sulla quale si basa, secondo lalchimia, la grande pietra filosofale. Phul, governa le regioni lunari. La sua potenza si estende su tutte le malattie, cambia i metalli in platino, protegge i naviganti, d lunga vita. La corte infernale Gli storici del demonio, grandi conoscitori del mondo degli inferi, hanno scoperto che esiste una corte infernale con principi, nobili ed ufficiali. Servendosi di numerosi esorcismi stato stabilito che la possessione non soltanto opera di Satana, bens di tanti altri demoni forniti di titoli, incarichi e poteri. Ed ecco secondo lattuale governo delle tenebre con principi e grandi dignitari secondo "lenciclopedia teologica" del Migne: BELZEBU - capo supremo dell'impero infernale, fondatore dell'Ordine della mosca SATANA - principe delle tenebre EURIMONIO - principe della morte, gran croce dell'ordine della mosca LEONARDO - gran maestro dei conciliaboli delle streghe, cavaliere dell'ordine della mosca BAALBERI - signore delle alleanze PROSERPINA - arcidiavola, principessa sovrana degli spiriti maligni Ministeri ADRAMELECK - grande cancelliere, gran croce dell'ordine della mosca ASTAROTH - grande tesoriere NERGAL - capo generale delle adunate infernali, gran croce dell'ordine della mosca LEVIATAIN - grande ammiraglio, cavaliere della mosca Ambasciatori BELFAGOR - ambasciatore di Francia MAMMON - ambasciatore dInghilterra BELIAL - ambasciatore della Turchia RIMMON - ambasciatore di Russia THAMUZ - ambasciatore di Spagna HUTGIN - ambasciatore dItalia MARTINET - ambasciatore della Svizzera JUSTICIA - grande giustiziere ALASTOR - esecutore di grandi opere Lignaggio dei principi VERDELET - maestro di cerimonia

SUCCOR-BENOTH - capo degli Eunuchi CHAMOS - gran ciambellano, cavaliere della mosca MELCHOM - tesoriere NISROCH - capo della cucina BEHEMOTH - coppiere maggiore DAGON - panettiere maggiore MULLIN - primo aiuto salone Piccoli incarichi KOBAL - direttore degli spettacoli ASMODEO - sovrintendente delle case da gioco Abbiamo inoltre nomi di altri demoni che vengono riportati del "dizionario infernale" di Collin De Planoy. ADRAMELECH - il cui nome contiene contiene la parola ebraica Melek "re", dalla testa di bue e le piume di pavone, grande cancelliere dell'inferno, venuto da Sepharvaim, citt degli Assiri AMON - dalla faccia da lupo e la coda di serpente, capo di quaranta legioni, il cui nome era quello di un dio egiziano. HABORYM - il demone degli incendi, duca degli inferi a capo di ventisei legioni. Ha tre teste, una duomo, una di gatto, una di serpente, e cavalca una vipera. Tiene nella mano destra una torcia accesa BAEL - ha tre teste, una di rospo, la seconda duomo, la terza di gatto, primo re dell'inferno, ha preso il nome di baal Semitico, con soltanto un leggero cambiamento vocalico MALOCH - dalla testa di toro, antico dio di Cartagine SABAZIOS - il pi antico degli gnomi, dio dei misteri associati a Dioniso. EURYNOMOS - coperto da una pelle di volpe, divinit sotterranea presso i greci, come Adies, contaminazione di Hades Altri portano semplicemente il nome di bestie malefiche: cos LILITH, demone della notte, deriva dalla parola ebraica che significa "civetta"; SCOX, deformazione del greco Scops, ancora "civetta". ALOUGA, la "sanguisuga"

I tempi e le influenze dei riti magici


Prima di determinare giorno ed ora corretti il mago deve aver presente ci che sta per compiere e quindi stabilire quale pianeta governa quel tipo di operazione. PlANETA Saturno TIPO DI OPERAZIONE Salva dall'Abisso. Operazioni per il bene ed il male connesse con edifici; far s che gli spiriti familiari parlino a qualcuno nel sonno; fortuna e disastro negli affari, le pro-priet, i beni connessi con la terra; ottenere sapienza, conoscenza delle cose nascoste; opere d'odio, morte e disastro. Onori e ricchezze; amicizia, salute fisica; i desideri pi vivi. Guerra, successi militari; coraggio; distruzione; opere di disarmonia, strage, morte e sofferenza; fortuna in questioni militari. Denaro, speranza, sortilegi; operazioni per ottenere lappoggio di principi e potenti; contro l'ostilit e per favorite I'amicizia. Amore, socievolezza, viaggi, gentilezza e piacere. Eloquenza, affari; arti e scienze; meraviglie e scongiuri, predizioni; per evitare i furti, proteggere i beni e le mercanzie; operazioni riguardanti gli inganni. Viaggi, traversate, amore e riconciliazione, messaggi. Furti (Luna nuova), visioni, acqua.

Giove Marte Sole Venere Mercurio Luna

Influenza delle Ore 1. Ore di Saturno, & Marte e della Luna. Evocare gli spiriti, opere di odio e inimicizia. 2. Ore di Mercurio: Giochi, scherzi, passatempi, scoperta dei furti con l'aiuto degli spiriti. 3. Ore di Marte: Evocare le anime dall'Inferno, in particolare quelle di soldati uccisi in battaglia. 4. Ore di Giove e del Sole: Opere di invisibilit, amore e benessere, e tutti gli esperirnenti inconsueti. Segni e pianeti da considerare per gli effetti magici Gli Effetti della Luna. Gli sforzi costruttivi devono essere fatti quando la Luna nuova. Discordia e Odio hanno successo con la Luna calante. Invisibilit e Morte solo quando la Luna e quasi del tutto oscurata. I Segni Zodiacali della Luna nelle operazioni magiche: La Luna deve essere nel Toro, nella Vergine o nel Capricorno (cio nei Segni di Terra) per gli Effetti Soprannaturali. Per le operazioni di Amore, Amicizia o Invisibilit la Luna deve essere in uno dei Segni di Fuoco: Ariete, Leone o Sagittario. Odio e Discordia si devono cercare quando la Luna in un Segno d'Acqua: Cancro, Scorpione, o Pesci. Tutte le Operazioni Insolite devono essere previste per giorni in cui la Luna occupa un Segno d'Aria: Gemelli, Bilancia o Acquario. Un'aggiunta ai dati riportati da Salomone pu essere la tabella dei giorni fausti e infausti di ogni mese che riporta il Grand Grimoire. Inutile dire che i giorni infausti devono essere evitati per ogni tipo di operazione magica, e in particolare per i Rituali delle Evocazioni.

Mese Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre

Giorni Fausti 3, 10, 27, 31, 7, 8, 18 3, 9, 12, 14, 16, 5, 17, 1, 2, 4, 6, 9, 14, 3, 5, 7, 9, 13, 23, 2, 6, 10, 23, 30, 5, 7, 10, 14, 6, 10, 13, 18, 30, 13, 16, 25, 31, 1, 13, 23, 30, 10, 20, 29,

Giorni Infausti 12, 23, 2, 10, 17, 22, 13, 19, 23, 28, 18, 20, 29, 30, 10, 17, 20, 4, 20, 5, 13, 27, 2, 13, 27, 31, 13, 16, 18, 3, 9, 27, 6, 25, 15, 26,

PlANETI CHE GOVERNANO I GIORNI DELLA SETTIMANA Luned sotto la Luna Marted sotto Marte Mercoledi sotto Mercurio Gloved sotto Glove Venerdi sotto Venere Sabato sotto Saturno Domenica sotto il Sole.

I Pentacoli magici
Dato che lobiettivo principale della Magia l'acquisizione del potere sulla natura, in una forma o nellaltra, si pu dire che i Pentacoli valgono il lavoro necessario per fabbricarli. Ed in effetti, la loro fabbricazione richiede un certo impegno da parte del mago. I pentacoli debbono essere preferibilmente di metallo, ma li si pu tracciare anche su pergamena vergine. Il metallo deve essere quello assodato con il pianeta cui il talismano si riferisce. I pentacoli di Saturno sono di piombo; quelli di Giove di stagno; Marte richiede il ferro; il Sole l'oro; Venere il rame; la Luna l'argento. Il pentacolo dedicato a Mercurio, che ha il potere di comandare tutti gli spiriti, deve essere, a seconda dei testi, di una lega di oro-argento, o di mercurio fissato con altre sostanze. Il metallo deve essere purificato dal fuoco, e i caratteri da incidere su di esso devono essere tracciati con un Ago dell'Arte: cio un ago mai usato prima, esorcizzato e consacrato. Se si usa la pergamena, occorre osservare le corrispondenze fra i pianeti e i colori. Di conseguenza, sul foglio di carta vergine si dovranno tracciare i segni nei colori seguenti: per Saturno, in nero per Giove, in blu-celeste per Marte, in rosso per il Sole, in oro o giallo per Mercurio, in tutti i colori, o in porpora per la Luna, in argento o bianco-grigio. Le dimensioni, aggiunge la Chiave, non hanno importanza se tutti gli altri requisiti vengono rispettati. II capitolo del libro dedicato a questi oggetti termina con il solito avvertimento di osservare tutte le normali precauzioni (cio scegliere il giorno e l'ora appropriati, secondo il pianeta e l'ufficio del pentacolo), ed aggiunge che i Nomi Magici da tracciare sono sacri: occorre quindi concentrarsi nell'operazione e non trattare la materia con leggerezza. In alcune versioni della Chiave, Salomone riempie il capitolo di terribili maledizioni contro coloro che profanano questi riti, come chi, ad esempio, pronuncia il Nome di Dio invano.

I pentacoli Riportiamo qui di seguito le figure e le propriet dei Pentacoli Planetari, ricavate soprattutto dal manoscritto n. 2497 della Bibliothque de l'Arsnal, che porta il titolo specifico Les Vraies Talismans. Le indicazioni relative alla scelta dei tempi per la fabbricazione, e agli strumenti necessari, si trovano nelle APPENDICI. Pentacoli del Sole 1 Il primo pentacolo del Sole (fig. 6) ha influenza su tutte le cose connesse con l'onore, la gloria e il potere regale. usato anche nei riti intesi ad infliggere perdite agli altri.

2 Questo secondo pentacolo (fig. 7) ha il potere di liberare magicamente chiunque sia prigioniero. Se qualcuno per avventura in ceppi, costretto da catene di ferro, sar libero all'istante, scoprendo questo pentacolo, inciso su oro nei giorno e nell'ora del Sole . Fra i due cerchi concentrici va tracciata la seguente incisione: Dirupsisti vincula mea; tibi sacrificabo hostiam laudis, et nomen Domini invocabo, tratta dal Salmo CXVI: Tu hai spezzate le mie ritorte: a te sacrificher ostia di lode e invocher il nome del Signore . (16, 17). 3 Tutte le cose create sono sottomesse al seguente, potentissimo talismano: il Volto di Shaddai (fig. 8). Posto di fronte ad esso, tracciato sul metallo del Sole, nella sua ora e giorno, ogni ente creato, corpdreo o incorporeo, deve obbe-dire. Sulla destra fc inciso, in caratteri ebraici, il nome di Dio, EL, a sinistra un altro Nome della divinita, SHADAI. Intorno al cerchio e scritto: Ecce faciem et figuram ejus per quern omnia facia sunt et cut omnes oboediunt creaturae.

4 II successivo pentacolo solare (fig. 9) costringe gli spiriti a trasportare istantaneamente il mago in qualunque posto desideri. Intorno al circolo si traccia un estratto dal Salmo XCI, 11: Imperocch egli ha commessa di te la cura ai suoi Angeli; ed essi in tutte le vie tue saran tuoi custodi. Quasi tutti i pentacoli contengono citazioni dai salmi di Davide, Asaf e Salomone. E opinione tradizionale dei maghi che lintero Libro dei Salmi sia una vera e propria raccolta di incantesimi, dal significato occulto oltre che palese. 5 Il pentacolo che segue, inciso su oro puro (fig. 10), conferisce invisibilit. Su oro amalgamato, fa vincere al gioco e acquistare benefici in commercio. Intorno al circolo reca lincisione: Si offuschino i loro occhi, sicch non vedano; e aggrava mai sempre il loro dorso . (Salmo LXIX, 24).

6 Non sempre gli spiriti si manifestano immediatamente in forme visibili. Questo pentacolo solare (fig. 11) ha l'ufficio di assicurare lapparizione degli spiriti, una volta scoperto in loro presenza. Intorno al circolo si deve scrivere: Illumina gli occhi miei, affinch io non dorma giammai sonno di morte; affinch non dica una volta il mio nemico: Io lo ho vinto, dal Salmo XIII, 4, 5. 7 L'ultimo pentacolo (fig. 12) da forza e autorit.

Pentacoli di Venere 1 II primo pentacolo di Venere (fig. 13) serve a controllare gli spiriti del pianeta. Favorisce grazia e onori e col suo aiuto pu essere esercitata ogni arte che cada sotto il dominio del pianeta.

Intorno al perimetro interno sono incisi i nomi degli Angeli NOGAHIEL, ACHELIAH, SOCOHIA, E NANGARIEL.

2 Le operazioni sotto Venere che riguardino questioni d'amore sono favorite dal successivo pentacolo (fig. 14). Ha la forma di una Stella a cinque punte iscritta in due cerchi concentrici. Fra di essi posta I'iscrizione, abbastanza appropriata: Ponimi come sigillo sopra il tuo cuore, come sigillo sopra il tuo braccio; perch forte come la morte l'amore , dal Cantico dei Cantici, VIII, 6. Allinterno e tutto intorno al pentagramma vi sono dei segni quasi indistinguibili nei manoscritti. Si tratta probabilmente di tentativi da parte dei copisti di riprodurre lettere ebraiche. 3 Si pu ispirare amore alla persona che si scelga mostrandosi ad essa con questo pentacolo (fig. 15), che reca una titazione in latino dalla Genesi, I, 28: Benedixitque Us Deus et ait Crescite, et multiplicamini, et replete terram . Nomi divini e angelici completano la figura. Se portato sotto le vesti, il pentacolo rende simpatici e bene accetti.

4 L'amore di una donna puo essere conquistato immediatamente con l'uso del pentacolo successivo (fig, 16), che ha anche la virt, durante le invocazioni di Venere, di proteggere contro i cattivi spiriti. Fra i due cerchi vi un'altra citazione della Genesi: Hoc est enim os de ossibus mets et caro de carne mea et erint duo in carne una.

Pentacoli di Mercurio

1 Gli spiriti di Mercurio possono essere evocati e comandati con questo potente pentacolo salomonico (fig. 17). Tutte le operazioni connesse con i grandi poteri di questa stella si attuano sotto la protezione di tale pentacolo.

2 II pentacolo successivo (fig. 18) serve a conciliarsi gli spiriti di Mercurio, ed aumenta la comprensione metafisica. 3 L'ultimo pentacolo del pianeta (fig. 19) serve ad aumentare le facolt psichiche. Fra le due circonferenze reca la iscrizione: Sapientia et virtus in domo ejus et scientia omnium rerum manet apud eum in saeculum saeculi.

Pentacoli della Luna 1 Tutte le questioni che cadono sotto le influenze della Luna sono regolate dal seguente pentacolo (fig. 20). Esso non solo chiama tutti gli spiriti del pianeta, ma apre tutte le porte, comunque siano chiuse. Su di esso (nella striscia bianca che sembra delimitare gli stipiti di una porta) scritta la seguente citazione dal Salmo CVII, 16: Perch egli ha spezzate le porte di bronzo e rotti i catenacci di ferro. Come in altri pentacoli, anche su questo sono incisi Nomi divini e angelici.

2 L'altro pentacolo della Luna (fig. 21) protegge contro tutti i pericoli derivanti dall'acqua. Concilia gli spiriti lunari.

Pentacoli di Saturno 1 Gli spiriti di Saturno sono evocati e costretti allobbedienza mediante il primo pentacolo (fig. 22). Quando esso viene mostrato loro, gli spiriti cessano di essere ostili e si inginocchiano in segno di sottomissione. Serve inoltre a scacciare le entit malefiche poste a guardia di tesori.

2 Con quest'altro pentacolo saturniano (fig. 23) possono essere favoriti tutti i processi che sono sotto linfluenza del pianeta. Reca un estratto dal Deuteronomio, X, 17: Posuerunt in Callum os suum et lingua eorum transivit in terra . 3 Coloro che, operando sotto Saturno, desiderassero far invasare dai diavoli una persona, possono far uso di questo pentacolo (fig. 24). Fra i due cerchi scritta una potente maledizione: Invia un malvagio spirito che diventi suo padrone, e fa che Satana sia al suo franco destro . 4 Desiderate provocare terremoti? II potere di questo pentacolo di Saturno (fig. 25) fa tremare le fondamenta della creazione, attraverso la forza degli angeli che comanda, a patto che come gli altri pentacoli sia ben eseguito, nel giorno e l'ora del pianeta, e col suo metallo. Liscrizione fra i due cerchi : Commota est et contremuit terra; fundamenta montium conturbata sunt et commota sunt quoniam iratus est.

5 Tutte le operazioni di distruzione, sfacelo e morte possono essere eseguite se loperatore in possesso del pentacolo successivo (fig. 26), sempre dipendente da Saturno. Nel doppio cerchio reca una citazione dal Salmo CIX, 18: Sia a lui qual veste la maledizione; gli entri come acqua in seno, olio entro le ossa . E presente anche lesagramma di Davide. Allinterno del doppio cerchio iscritto un triangolo contenente a sua volta un altro cerchio, decorate con la mistica lettera ebraica YOD. Ai lati del triangolo sono incise le seguenti parole dal Deuteronomio, VI, 4: Ascolta, o Israele; il Signore Dio nostro un Dio solo .

6 Essendo Saturno un pianeta malefico, non deve sorprendere che vi sia un pentacolo (fig. 27) specialmente dedicate a proteggere l'operatore contro la morte di sabato. 7 Quest'altro pentacolo di Saturno {fig. 28) usato per combattere larroganza degli spiriti, ma la sua efficacia si estende a qualsiasi opponente. La figura formata da un quadrato magico composto dalle parole SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS. Nel doppio cerchio, una frase dal Salmo LXXII, 8: Ed ei signoregger da un mare sino allaltro mare, e dal fiume sino alle estremit del mondo. 8 Nelle evocazioni notturne, occorre tracciare fuori dal cerchio magico questo pentacolo (fig. 29) che contiene i nomi di quattro angeli: ANAZACHIA, OMELIEI, ANACHIEL, ARAUCHIA..

Pentacoli di Giove 1 Il primo pentacolo di questo pianeta (fig. 30) presenta un certo interesse, in quanto ne stato documentato luso da parte di un personaggio storico. Reca liscrizione (come al solito fra i due cerchi): Gloria e ricchezza nella casa di lui; e la sua giustizia dura perpetuamente, dal Salmo CXII, 3. Questo pentacolo, tracciato su pergamena, venne rinvenuto sul corpo del Conte Anselmo, Vescovo di Wrzburg, la notte del 9 febbraio 1749. Si dice quindi che fu il grande potere del talismano a consentirgli di raggiungere la sua alta posizione, e a guadagnargli ricchezze e domini, nonch ad aiutarlo a sfuggire agli attentati dei suoi molti nemici. Lo stesso pentacolo serve anche a scoprire i tesori nascosti e a proteggere l'operatore contro i Cattivi Spiriti durante le cerimonie di Giove.

2 Il successivo pentacolo (fig, 31) evoca gli spiriti e protegge il possessore da tutti i demoni, forzandoli alla complaeta sottomissione ed obbedienza. Oltre ai Nomi di dio ADNI e IHVH, reca liscrizione, del Salmo CXXV, 1: Colore che confidano nel Signore sono come il Monte Sion, che non vacillante ma si alza eterno.

3 Chi teme la povert, o povero e vorrebbe essere ricco, pu affidarsi, secondo gli autori della Chiave di Salomone, al seguente pentacolo (fig. 32). Occorre tirarlo fuori e contemplarlo frequentemente. Si devono per recitare ad alta voce le seguenti parole incise su di esso: Ei dalla terra solleva il mendico e il povero alza dal fango, per metterlo a sedere tra i principi del suo popolo . (Salmo CXIII 7, 8).

4 Chi evoca gli spiriti di Giove allo scopo di trovare tesori nascosti, pu usare questo pentacolo (fig. 33). I nomi magici sono NETONIEL, DEVACHIAH, SEDEKIAH e PARASIEL. 5 Quando il pianeta Giove nel segno Zodiacale del Cancro, si possono guadagnare ricchezze insperate incidendo (nell'ora e nel giorno appropriati) la seguente figura su argento (metallo della Luna, dominatrice del Cancro - fig. 34). La citazione, del Salmo CXII, 3, da iscrivere : Gloria e ricchezza nella casa di lui; e la sua giustizia dura perpetuamente (che abbiamo gi visto in un altro pentacolo di Giove). 6 Questo pentacolo (fig. 35) aumenta la saggezza, e provoca visioni profetiche. Col suo aiuto, Giacobbe vide la scala che ascendeva ai cieli. Deve essere consacrato di Sabato nellora di Giove.

7 L'ultimo pentacolo del pianeta (fig. 36) procura vantaggi pi solidi. Chi lo porta con s, guardandolo ogni giorno, scamper ad ogni pericolo di morte. Contiene la citazione dal Salmo XXII, 17, 18: Hanno forato le mie mani e i miei piedi; hanno contate tutte le ossa mie .

Pentacoli di Marte 1 Per provocare una guerra si deve ricorrere all'uso dell'apposito pentacolo di Marte. Oltre a possedere questo notevole potere, la figura distrugge i nemici, e terrorizza gli spiriti cui viene mostrata. Serve inoltre di protezione contro lo shock di ritorno nei malefici d'odio, e a trionfare nelle imlboscate. E composta da un triangolo iscritto in un cerchio e a sua volta diviso in quattro triangoli. La citazione, dal Salmo LXXVII, 14, : Qual il Dio, die sia grande come il Dio nostro? .

2 Iniziata una guerra, sar naturalmente opportuno assicurarsi la vittoria. Questo pu essere fatto col successivo pentacolo (fig. 38), che procura anche vittoria nei duelli. E una croce iscritta nel solito doppio cerchio, circondata da lettere formanti diversi Nomi Magici. La citazione : Il Signore sta al tuo fianco; Egli nel giorno dell'ira sua i regi atterr (Salmo CX, 5). 3 Se dovete affrontare del demoni, potete costringerli ad obbedirvi in tutto, portando questo pentacolo (fig. 39) tracciato su pergamena vergine. Vi inciso il segno convenzionale dello Scorpione (segno Zodiacale dominato da Marte), con le parole: Camminerai sopra laspide e sopra il basilisco; e calpesterai il leone e il dragone , dal Salmo XCI, 13.

4 Segue un pentacolo (fig. 40) che dona linvincibilit contro ogni attacco e fa si che i nemici volgano le armi contro loro stessi. L'iscrizione, in latino, dal Salmo XXXVII, 15: Gladius eorum intret in corda ipsorum et arcus eorum confringatur .

5 Ove fosse necessario evocare gli spiriti di Marte, li si potr comandare grazie al pentacolo (fig. 41) su cui sono incisi i nomi Magici ESHIEL, ITHURIEL, NADAMIEL, BARZACHIA.

6 Si disegni una Stella a otto punte (fig. 42) con sangue di pipistrello su pergamena vergine, dice la Chiave di Salomone. Si tenga il pentacolo coperto all'interno del Circolo, sino a quando non servw. Quando verr portato alla luce, causer grandine e tempesta, per opera dei demoni che controllano tali fenomeni. Allinterno del cerchio scritto, dal Salmo CV, 32, 33: Mut in grandine le loro piogge: piovve sulla loro terra un fuoco divoratore. E percosse le loro viti e le loro piante di fico .

7 L'ultimo pentacolo di Marte (fig. 43) usato contro tutte le malattie, e le cura quando posto a contatto con la parte offesa. La citazione da Giovanni, I, 4: In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini. II pentacolo deve essere fabbricato durante una quadratura della Luna e del Sole. E lunica figura salomonica che riporti una citazione tratta da un testo cristiano (il Vangelo di San Giovanni). Viene considerata quindi un'aggiunta posteriore alla redazione originale della Cbiave di Salomone.

I PENTACOLI E I LORO POTERI (Tabella riassuntiva)


SOLE

1 - Per ottenere onori, gloria, poteri regali. 2 - Per sfuggire magicamente di prigione. 3 - Per ottenere ubbidienza da tutte le cose create. 4 - Per essere trasportati dagli spiriti ovunque si desideri. 5 - Per rendersi invisibili, o aver fortuna al gioco e in commercio. 6 - Per rendere visibili gli spiriti. 7 - Per acquistare forza.

VENERE

1 - Per ricevere grazie, onori, ed esercitare ogni arte sotto il dominio di Venere. 2 - Per favorire le operazioni d'amore. 3 - Per far innamorare un'altra persona. 4 - Per far innamorare una donna.
MERCURIO

1 - Per evocare e comandare gli spiriti. 2 - Per accrescere la comprensione metafisica. 3 - Per accrescere le facolt psichiche.
LUNA

1 - Per evocare gli spiriti lunari, ed aprire le porte chiuse. 2 - Per avere dominio sulle acque.
SATURNO

1 - Per evocare gli spiriti di Saturno. 2 - Per esercitare ogni arte sotto il dominio di Saturno. 3 - Per far invasare dai diavoli un'altra persona. 4 - Per provocare terremoti. 5 - Per operazioni di distruzione e di morte. 6 - Per proteggersi contro la morte di Sabato. 7 - Per proteggersi contro l'arroganza degli spiriti. 8 - Per evocare di notte gli spiriti di Saturno.
GIOVE

1 - Per ottenere salute, onori e ricchezze. 2 - Per avere obbedienza da tutti i demoni. 3 - Per evitare la povert. 4 - Per cercare tesori nascosti. 5 - Per avere ricchezze. 6 - Per aumentare la veggenza. 7 - Per salvaguardarsi dai pericoli mortali.
MARTE

1 - Per provocare le guerre. 2 - Per ottenere vittoria in guerra e nei duelli. 3 - Per costringere i demoni all'obbedienza. 4 - Per respingere ogni aggressione. 5 - Per evocare gli spiriti di Marte. 6 - Per provocare tempeste. 7 - Per curare tutti i mali.

Gli strumenti magici


I rituali descritti richiedono l'uso, da parte del mago, di diversi accessori. Ad essi va dedicata un'attenzione particolare. II loro primo requisito che siano nuovissimi, mai usati prima, Il mago deve fabbricarli o almeno acquistarli personalmente, in giorni ed ore dominati dal pianeta sotto i cui auspici cade la cerimonia in cui verranno impiegati. Dopo di che dovr consacrarli con un apposito rituale, di cui parleremo in seguito. Alcuni di questi strumenti non hanno bisogno di speciale descrizione; ad esempio, l'ago col quale vanno ricamati sui paramenti i segni magici, o il bulino necessario per incidere le figure sul metallo dei pentacoli: che sono identici agli strumenti normalmente usati per incombenze simili. A questa stessa categoria appartengono gli incensieri e i bracieri (che devono essere di coccio, o del metallo adatto secondo le Concordanze Planetarie), la penna (preferibilmente d'oca maschio), il coltello sacrificale, la pergamena vergine, ecc... Altri accessori vanno invece preparati direttamente dall'operatore. Sono: Gli incensi per le fumigazioni, di cui abbiamo visto le composizioni nell'Appendice I. L'inchiostro per i pentacoli, per il quale i manoscritti, pur con diverse varianti, danno una ricetta simile a questa: Prendere due parti di noci di galla, una di solfato di ferro, una di gomma arabica; schiacciare le noci e lasciarle in infusione in acqua bollente per un'intera giornata; aggiungere quindi solfato e gomma, e stemperare nella miscela gli adatti coloranti. L'olio per le unzioni, citato nel Lemegeton ed altri rituali, che composto di mirra, cinnamomo, galanga (una radice aromatica) ed olio d'oliva purissimo. Le candele dell'Arte, di pura cera vergine: il mago pu acquistarle, ma le deve perfezionare infiggendo in esse sette chiodi composti dei sette metalli planetari. Due strumenti, infine, richiedono una cura particolare. L'Arthame, o Spada dell'Arte, una lama d'acciaio infissa in un manico di legno. Va forgiata o acquistata nel giorno e l'ora di Giove (pianeta del successo e della prosperit), in un periodo di Luna crescente. Secondo Pierre Piobb (Formulaire de Haute Magie), la Spada pu essere costituita anche da una lunga punta d'acciaio montata su di un manico isolante, come legno laccato. Serve alla "dissoluzione dei coaguli elettrici e degli agglomerati di forze planetarie", Pi complessa la fabbricazione della Bacchetta dell'Arte. I Grimori forniscono in genere procedimenti diversi. Scegliamo e riportiamo quello descritto nel Grand Grimoire. La Bacchetta costituita da una verga di nocciolo lunga circa cinquanta centimetri, recisa con un sol colpo da un albero selvatico; non deve mai aver portato frutto. Per tagliarla si usa una lama d'oro macchiata di sangue, ed il taglio deve avvenire di domenica, all'alba, e in un periodo di Luna crescente. II mago deve pregare Adonai, Elohim, Ariel e Jehovah di conferire alla Bacchetta il potere delle verghe di Giacobbe, Mos e Giosu, la forza di Sansone, la giusta ira di Emmanuel, le folgori di Zariatnatmik, che far vendetta dei delitti degli uomini nel Giorno del Giudizio. Alle estremit dello strumento vanno quindi fissati due cappucci appuntiti di ferro calamitato. II mago infine comanda la Bacchetta, nei nomi di Adonai, Elohim, Ariel e Jehovah, di obbedire alla sua volont, attirare ci che lui desidera attirare, e distruggere ci che lui desidera distruggere. Secondo Piobb, la Bacchetta serve a "raccogliere i coaguli elettrici e gli agglomerati di forza planetaria: uno strumento di polarizzazione fluidica". Tutti gli accessori vanno conservati con la massima cura, avvolgendoli in seta (di qualsiasi colore, meno che nera) e maneggiandoli solo nel corso delle cerimonie magiche. Primo dell'uso vanno purificati col fuoco e consarati con un rituale particolare, che si compie con acqua e incenso, pi, naturalmente, delle orazioni adatte allo scopo.

Innanzitutto va benedetta dell'acqua, con la seguente orazione: "Signore Iddio, Padre Onnipotente, mio rifugio e mia vita, soccorrimi, Padre Sacro, perch io adoro Te, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, degli Angeli, degli Arcangeli e dei Profeti, il Creatore di Tutto. In umilt, ed invocando il Tuo Santo Nome, Ti supplico di concedermi che quest'acqua sia benedetta, perch possa santificare i nostri corpi e le nostre anime, grazie a Te, Santissimo Adonai, Eterno Signore, Amen". Con il liquido cos benedetto si aspergono gli strumenti. L'operazione si esegue con un aspersorio (fabbricato nel giorno e l'ora di Mercurio, con Luna crescente) composto di un rametto di menta, uno di maggiorana ed uno di rosmarino, legati insieme con una cordicella intrecciata da una fanciulla vergine. Durante il rito si dice: "Nel Nome del Dio Immortale, io ti aspergo (NOME DELLO STRUMENTO) e purifico da ogni inganno e inadeguatezza, e sarai bianco pi che neve. Amen". Si passa quindi alla fumigazione, per la quale necessario un braciere in cui arda carbone appena acceso con un fuoco nuovo. In esso va bruciata una miscela aromatica composta di legno d'aloe, incenso e mastice, in precedenza benedetta con la seguente orazione: "Degnati, o Signore, di santificare le creature di queste sostanze perch siano a salvaguardia della razza umana, ed a salvaguardia delle nostre anime e corpi, grazie alla invocazione del Tuo Santo Nome. Fa' che a tutte le creature che ne aspirano i vapori sia concessa la salvezza del corpo e dell'anima: grazie al Signore che ha edificato l'eternit dei tempi. Amen". Nell'esporre ai fumi i vari accessori, si dice: "Angeli di Dio, venite in nostro soccorso, e che quest'opera sia vostra! O Adonai, concedi a questo (NOME DELLO STRUMENTO) virt tale che attraverso di esso si compia la nostra opera". Di queste formule per la consacrazione esistono tuttavia moltissime varianti. Le operazioni descritte vanno compiute per ogni oggetto o sostanza adoperata dal mago, e ripetute prima di ogni cerimonia. Nel compiere i riti va sempre tenuta presente la necessit di scegliere i giorni e le ore congeniali agli spiriti dei cui uffici ci si vuole servire.