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Fallimenti del mercato e intervento pubblico


Che cosa vedremo in questo capitolo? I principali obiettivi dellintervento pubblico: efficienza sociale ed equit. I casi in cui il mercato non conduce allefficienza sociale: i cosiddetti fallimenti del mercato (esternalit, beni pubblici, monopolio). Le modalit di intervento pubblico: limposizione di tasse o lemanazione di provvedimenti normativi. Se lintervento dello stato pu sempre aggiustare le cose. In tempi recenti, in molti paesi ci si affidati sempre pi al mercato come meccanismo di allocazione delle risorse. Privatizzazioni, deregolamentazioni di industrie, riduzione della spesa pubblica e del gettito fiscale e, in generale, una significativa limitazione dellintervento pubblico in materia economica sono misure adottate diffusamente, non soltanto da governi conservatori, ma anche da governi di centro e di centro-sinistra. In Europa, ad esempio, i primi anni novanta sono stati caratterizzati da una diffusa opera di riequilibrio dei conti pubblici pressoch in tutti i paesi, al fine di avvicinarsi ai requisiti fissati a Maastricht per lammissione al progetto di moneta comune, e tuttora lesigenza di mantenere il disavanzo pubblico entro determinati limiti condiziona la dimensione della spesa pubblica. Nonostante la crescente fiducia nel mercato, non sempre questo funziona come meccanismo di allocazione efficiente delle risorse. Sebbene le nostre societ siano sempre pi ricche e prospere, i fiumi, i laghi e i mari sono inquinati, le strade congestionate e spesso invase dai rifiuti, le nostre vite sono dominate dagli interessi delle grandi imprese e la qualit di molti dei prodotti che acquistiamo scadente. Lo stato, quindi, svolge tuttora un molo fondamentale nelleconomia: dalla costruzione e manutenzione delle strade, alla fornitura di servizi importanti come listruzione, lassistenza sanitaria, lordine pubblico e il sistema giudiziario; dalla protezione sociale sotto forma di pensioni e altre forme di assicurazione sociale, alla tutela della concorrenza e alla regolamentazione delle imprese. In questo capitolo studiamo i principali casi di fallimenti del mercato (parr. 1-3). Vedremo quindi come lintervento dello stato possa porre rimedio a tali fallimenti (parr. 4-6). Infine, ci chiedermo se sia meglio un maggiore o un minore intervento pubblico. Per decidere il livello ottimo di intervento pubblico, innanzitutto necessario identificare i vari obiettivi sociali che tale intervento si prefigge di raggiungere. I due obiettivi principali identificati dagli economisti sono la massimizzazione del benessere sociale o efficienza sociale e lequit. Il benessere sociale va qui inteso la Marshall come la somma dei surplus netti di tutti gli individui (consumatori e produttori) appartenenti alla societ considerata (che sono quindi valutati su un piano di parit). Equit. Molti sostengono che il libero mercato non in grado di realizzare una distribuzione equa delle risorse, visto che permette ad alcune persone di vivere nel lusso sfrenato mentre costringe altre alla miseria pi nera. 11 significato di equit , come ovvio, una questione ampiamente dibattuta 135

anche in politica. Sebbene in genere la destra, la sinistra e il centro abbiano visioni anche molto diverse in materia, largamente condivisa lidea che lo stato abbia il dovere di ridistribuire il reddito dai ricchi ai poveri attraverso il sistema fiscale e i trasferimenti pubblici, e forse anche di garantire ai poveri forme di protezione sociale, quali ad esempio un salario minimo e un sussidio di disoccupazione. Pur non volendo trascurare limportanza del dibattito sullequit, che tuttavia riguarda pi la sfera politica, ci concentriamo in questo capitolo sullobiettivo dellefficienza sociale, vale a dire sulla massimizzazione del benessere sociale. Efficienza sociale. Se i benefici marginali sociali (BMGS,) di produrre (o consumare) un bene eccedono i corrispondenti costi marginali sociali (CMGS), allora diciamo che socialmente efficiente produrre (o consumare) quel bene in misura maggiore. Ad esempio, se i benefici che si ottengono da un maggior numero di autostrade eccedono lincremento di costo ad esso collegato, allora socialmente efficiente costruire pi autostrade. In altri termini tale operazione aumenta il benessere sociale. Se al contrario i costi marginali sociali di produrre (o consumare) un bene eccedono i benefici marginali sociali, allora socialmente efficiente produrne (o consumare) di meno. Se i benefici marginali sociali di un attivit sono uguali ai costi marginali sociali, allora il livello attuale di produzione (consumo) socialmente ottimale e non va modificato. Quindi, per massimizzare il benessere sociale, bisogna: produrre (consumare) di pi se BMGS> CMGS, produrre (consumare) di meno se BMGS, < CMGS, mantenere la produzione (il consumo) al suo livello se BMGS, = CMGS, Lefficienza sociale costituisce un esempio di efficienza allocativa: la migliore allocazione delle risorse tra usi alternativi. Nella realt economica, il mercato conduce raramente allefficienza sociale in modo spontaneo: i benefici marginali sociali di molti beni non uguagliano i corrispondenti costi marginali sociali. In parte ci dovuto allesistenza di esternalit, in parte al basso grado di concorrenza dei mercati, in parte alla mancanza di informazioni sia da parte degli acquirenti che dei venditori e in parte al fatto che laggiustamento dei mercati verso lequilibrio richiede tempo, data la frequente rigidit dei fattori di produzione nel breve periodo. In questo capitolo analizzeremo questi fallimenti del mercato e vedremo che cosa pu fare lo stato per correggere la situazione. Illustreremo anche perch lo stesso stato pu non riuscire a raggiungere lefficienza sociale.

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1. ESTERNALIT E BENI PUBBLICI Che cosa succede se ci sono mercati incompleti? 1.1. Esternalit Il mercato non conduce allefficienza sociale se le azioni di produttori e consumatori hanno effetti diretti sul benessere di altri individui, oltre che sul loro, senza che il mercato ne possa tenere conto. Tali effetti sono noti come esternalit: si tratta di effetti collaterali su terzi dovuti allattivit di produzione o di consumo. Le esternalit possono essere positive o negative. Quando altre persone ottengono effetti benefici da una certa attivit, si parla di esternalit positive; quando invece ne subiscono gli effetti indesiderati, si parla di esternalit negative. Quindi i costi complessivi per la societ (i cosiddetti costi sociali) della produzione di un bene sono dati non solo dai costi privati sostenuti dai produttori tua anche dalle esternalit negative della produzione. Allo stesso modo, i benefici totali per la societ (i benefici sociali) dovuti alla produzione di quello stesso bene sono dati non solo dai benefici privati netti dei consumatori ma anche dalle esternalit positive generate nel consumo. Esistono quattro principali tipi di esternalit: esternalit di produzione, positive e negative, esternalit di consumo, positive e negative.
Uneconomia di mercato in genere non riesce a raggiungere lefficienza sociale. Vi sono diversi tipi di fallimento del mercato;questi ultimi forniscono una delle principali motivazioni per lintervento pubblico in economia. Le esternalit sono costi o benefici esterni di cui il mercato non tiene conto. Quando si presentano, uneconomia di mercato non riesce a raggiungere spontaneamente lefficienza sociale.

1.1.1. Esternalit negative di produzione (CMGS > CMG) Quando unazienda chimica scarica rifiuti in un fiume o inquina laria, la comunit sopporta dei costi aggiuntivi rispetto a quelli privati sostenuti dallimpresa stessa per svolgere la sua attivit. Il costo marginale sociale (CMGS,) della produzione eccede quindi il costo marginale privato (CMG). Graficamente, la curva CMGS sta al di sopra della curva CMG. Ci viene mostrato nella figura 6.la, in cui si assume che limpresa operi in un mercato perfettamente concorrenziale e sia quindi pricetaker (con una curva di domanda orizzontale). Limpresa massimizza il proprio profitto in corrispondenza di q1, il livello di output per cui il prezzo uguale al costo marginale (cap. 5, par. 2). Il prezzo rappresenta la cifra che i compratori del bene sono disposti a pagare per averne ununit in pi (se non lo fosse non lo comprerebbero) e riflette quindi il loro beneficio marginale. Ipoti2ziamo che non siano presenti esternalit derivanti dal consumo e che quindi il beneficio marginale per i consumatori coincida con il beneficio marginale sociale (BMGS,). Loutput socialmente ottimo, quello che massimizza il benessere sociale, q2, in corrispondenza di p (cio BMGS) = CMGS. Limpresa, tuttavia, produce q1 che superiore allottimo sociale, in quanto, nel decidere quanto produrre per massimizzare il suo profitto, prende in considerazione solo i suoi costi privati e non anche le esternalit generate. Vi un eccesso di produzione dal punto di vista dellefficienza sociale. Il problema delle esternalit negative di produzione si verifica nelle economie di mercato perch, ad esempio, alcune particolari risorse naturali non possono essere oggetto di propriet privata; non si possono prevedere diritti di propriet sullaria o sullacqua dei fiumi e proprio per questo non si pu impedire che vengano utilizzati illegalmente come discarica. Lincompletezza dei mercati genera le esternalit; spetta allautorit pubblica neutralizzarle. Altri esempi di esternalit negative di produzione sono: la distruzione di flora e fauna causata da unagricoltura estensiva, le piogge acide causate dai fumi del carbone e i rifiuti radioattivi delle centrali nucleari.

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1.1.2. Esternalit positive di produzione (CMGS, <CMG) Si consideri unimpresa di trasporti che investe nella formazione dei propri autisti. Ogni anno alcuni autisti gi formati si dimettono per andare a lavorare per le imprese concorrenti. E chiaro che queste ultime, non avendo sostenuto il costo di formazione del nuovo personale, avranno costi inferiori a quelli dellimpresa considerata. La societ nel suo complesso trae beneficio dellavvenuta formazione (inclusi gli stessi autisti che hanno in tal modo acquisito abilit vendibili sul mercato del lavoro) anche se limpresa che ha investito non ne trae vantaggio. Il Costo marginale sociale della formazione quindi inferiore al costo marginale privato dellazienda. Nella figura 6. lb, la curva CMGS pi bassa della curva CMG. Il livello di output (il numero di autisti gi formati) q1, determinato dalla condizione p = CMG, ed inferiore allottimo sociale, q2, che si ha quando p = CMGS. Un altro esempio di esternalit positiva di produzione dato dalle spese in ricerca e sviluppo. Se altre imprese hanno accesso ai risultati della ricerca, allora chiaramente i benefici si estendono oltre limpresa che la finanzia. Poich limpresa prende in considerazione soltanto i benefici privati, sceglier un livello di ricerca inferiore a quello socialmente ottimo. Un ulteriore esempio di questo tipo dato dagli effetti positivi sulla qualit dellaria di unimpresa che svolge unopera di riforestazione. 1.1.3. Esternalit negative di consumo (BMGS < BMG) La figura 6.2a mostra la funzione del beneficio marginale delluso di unautomobile (BMG) e il suo prezzo (il costo della benzina e il logoramento per chilometro) per un individuo. Il beneficio marginale diminuisce allaumentare della distanza percorsa. La distanza ottima percorsa pari a q1 chilometri, che corrisponde al punto in cui il beneficio marginale (BMG) del nostro ipotetico automobilista uguale al prezzo (p). Se infatti il beneficio marginale relativo al consumo di un bene o di un servizio misurato in termini di ammontare massimo che si disposti a pagare per ogni sua unit eccede il prezzo, il consumatore vorr consumarne di pi. Se invece il beneficio marginale inferiore al prezzo, il consumatore vorr consumarne di meno. Il livello ottimo di consumo nellesempio dellautomobilista stabilito dalla condizione BMG = p in q1 chilometri. Ma lutilizzo dellautomobile d luogo a esternalit negative quali gli scarichi, il traffico, il rumore, ecc., che riducono il beneficio marginale dellintera societ legato alluso delle automobili rispetto al 138

beneficio marginale privato dellautomobilista. Quindi la curva BMG sempre inferiore alla curva BMG. Assumendo che non ci siano esternalit nella produzione, e che pertanto il costo marginale sociale coincida con il prezzo, il benessere sociale sar massimo nel punto in cui BMGS, = p, cio per una distanza percorsa pari a q2, inferiore rispetto alla distanza percorsa dallautomobilista q1. Quindi, quando ci sono esternalit negative nel consumo, il livello effettivo di consumo sar troppo elevato dal punto di vista sociale. Altri esempi di esternalit negative nel consumo includono gli effetti sulle altre persone dellascolto di musica ad alto volume in luoghi pubblici, del consumo, fumo e dei rifiuti solidi urbani.

1.1.4. Esternalit positive di consumo (BMGS > BMG) Quando alcuni viaggiano in treno e non in automobile, altri beneficiano della riduzione del traffico, degli scarichi e del numero di incidenti sulle strade. Quindi il beneficio marginale sociale del trasporto su rotaia maggiore del beneficio marginale privato per il singolo viaggiatore. In altre parole, il trasporto ferroviario presenta esternalit positive. In tal caso la curva BMGS, della figura 6.2b superiore alla curva BMG e il livello di consumo socialmente ottimo (q2) superiore al livello effettivo (q1). Quindi, in presenza di esternalit positive nel consumo, il livello effettivo di consumo troppo basso rispetto allottimo sociale. Altri esempi di esternalit positive nel consumo sono dati dagli effetti positivi sugli altri delluso di deodoranti o del ricorso alle vaccinazioni. Nel caso di esternalit positive, dunque, la quantit prodotta e consumata sar troppo bassa rispetto allottimo sociale. Nel caso di esternalit negative, la quantit prodotta e consumata sar troppo alta. In entrambi i casi le soluzioni di mercato non portano alluguaglianza tra BMGS e CMGS. Si noti che queste argomentazioni sono state sviluppate in un contesto di concorrenza perfetta, con prezzi stabiliti dal mercato e dati sia per i consumatori che per i produttori. Le esternalit, tuttavia, possono essere presenti anche in mercati di concorrenza imperfetta o di monopolio. 1.2. Beni pubblici Esiste una categoria di beni per i quali le esternalit positive sono talmente elevate rispetto ai benefici privati che il libero mercato, sia esso perfetto o imperfetto, non li produce. Essi sono noti come beni pubblici. Ne sono esempi i fari, i marciapiedi, le dighe, le fognature pubbliche, i pubblici 139

servizi come la polizia e persino lattivit dello stato. I beni pubblici hanno due importanti caratteristiche: la non-rivalit nel consumo e la non-escludibiit. Se consumiamo una tavoletta di cioccolato, questa non potr essere consumata da nessun altro. Se, invece, camminiamo lungo un marciapiede o godiamo dei benefici dellilluminazione pubblica, non impediamo ad altri di fare altrettanto. Questa caratteristica nota come non-dualit nel consumo. I beni pubblici hanno benefici marginali sociali di gran lunga superiori ai corrispondenti benefici privati. Questa loro caratteristica li rende socialmente desiderabili, ma non profittevoli dal punto di vista privato. Ad esempio, nessuno in citt sarebbe disposto a pagare da solo per rifare il fondo stradale nella via in cui abita, poich il beneficio privato sarebbe troppo basso rispetto al costo. Eppure il beneficio sociale di tutti quelli che ci passano sarebbe di gran lunga superiore. Se contribuisco a costruire una diga che protegga la mia casa da uninondazione, arrecher un beneficio anche ai vicini che non vi hanno contribuito, poich non posso impedire che traggano anchessi vantaggio dalla diga. Questa caratteristica di non-escludibilit fa s che gli individui conseguano comunque dei vantaggi e quindi abbiano lincentivo a non contribuire al pagamento. Le persone che ottengono vantaggi dallutilizzo di beni pubblici senza aver contribuito sono definite free-rider. A livello sociale si pone il problema di evitare, o almeno limitare, tale comportamento. Quando i beni hanno queste due caratteristiche, il libero mercato non li produce. Solo lo stato, dunque, o imprese private finanziate dal governo possono essere disposti a produrre beni pubblici. Si noti che non tutti i beni e servizi prodotti dal settore pubblico rientrano comunque nella categoria di beni pubblici: ad esempio, listruzione e la sanit sono forniti dal governo, ma possono anche essere, e in alcuni casi lo sono, forniti dal settore privato.

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2. IL POTERE MONOPOLISTICO COME CAUSA DI FALLIMENTO DEL MERCATO Quali problemi generano le grandi imprese? Ogni qualvolta i mercati sono imperfetti, sia che si tratti di monopolio, di monopsnio1, o di qualche altra forma di concorrenza imperfetta, BMG, non sar uguale a CMGS, anche in assenza di esternalit. Prendiamo il caso del monopolio. Un monopolista produce una quantit inferiore alloutput socialmente efficiente (fig. 6.3). Come gi noto (cap. 5, par. 3), la sua curva di domanda decrescente, per cui il ricavo marginale inferiore al ricavo medio, a sua volta uguale al prezzo. Il profitto del monopolista massimo quando il ricavo marginale uguaglia il costo marginale, quindi in corrispondenza delloutput q1 e del prezzo P1 nella figura 6.3. Ma poich il prezzo superiore al ricavo marginale, in equilibrio il prezzo deve essere anche superiore al costo marginale. Se non ci sono esternalit, il prezzo coincide con il beneficio marginale sociale e il costo marginale privato con quello sociale e quindi loutput socialmente efficiente sar q2, dove BMGS = p = CMG,. Poich q2 > q1, il monopolista produce meno dellottimo sociale.

2.1. Perdita di benessere sociale dovuta al monopolio 2.1.1. Surplus del consumatore e del produttore Per analizzare la perdita di benessere associata al monopolio usiamo i concetti di surplus del consumatore e del produttore. Il surplus netto del consumatore (definito nel cap. 2, par. 7.3) il beneficio complessivo (o utilit) derivante dal consumo di un dato bene al netto della spesa totale. Il surplus del produttore dato dal profitto. I due concetti vengono illustrati nella figura 6.4 nella quale illustrata unindustria che pu operare alternativamente in concorrenza perfetta o in monopolio alle stesse condizioni di costo. Surplus del consumatore. In concorrenza perfetta lindustria produrr un output Qc al prezzo pc, dove CMG = p = RME, cio si posizioner nel punto a. Come sappiamo, il surplus lordo del consumatore dato dallarea sotto la curva di domanda la somma di tutte le aree da 1 a 7. Questo perch ogni punto sulla curva di domanda indica lammontare massimo che il consumatore disposto a pagare per ottenere quella data unit del
Per monopsonio si intende la situazione di mercato in cui c un unico soggetto che domanda un bene. Monopolio dal lato della domanda, quindi.
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bene, vale a dire il beneficio marginale del consumo del bene. Larea sotto la curva di domanda quindi rappresenta il totale di tutti questi benefici marginali, da un livello di consumo nullo fino a Qc, cio il beneficio totale di tutti i consumatori. La spesa totale dei consumatori pcQc (area 4+5+6+7). Il surplus netto del consumatore si ottiene come differenza tra il surplus lordo e la spesa totale: in altre parole, il triangolo formato dallarea 1+2+3. Surplus del produttore. Il surplus del produttore, o profitto, la differenza tra il suo ricavo totale e il suo costo totale. Il costo totale larea sotto la curva CMG, supponendo che non vi siano costi fissi (area 6+7). Infatti ogni punto sulla curva del costo marginale indica quanto costa produrre lultima unit. Larea sotto la curva CMG quindi mostra tutti i costi marginali dal punto in cui loutput nullo fino a Qc, cio il costo totale. Il ricavo totale uguale alla spesa dei consumatori e quindi uguale a PC QC (area 4+5+6+7). Il surplus del produttore quindi larea tra il prezzo e la curva CMG (area 4+5). Benessere sociale. Il benessere sociale, che comprende sia il surplus del consumatore che quello del produttore, larea tra la curva di domanda e la curva CMG, come indicato dallarea ombreggiata 1+2+3+4+5.

2.1.2. Effetti del monopolio sul benessere sociale Cosa accade quando lindustria opera in regime di monopolio? Limpresa produce in corrispondenza del livello di output per cui CMG = RMG, quindi Qm al prezzo pm; essa si posiziona nel punto b sulla curva di domanda. Il ricavo totale pmQm (area 2+4+6). Il costo totale larea sotto la curva CMG (area 6). Il surplus del produttore, quindi, dato dallarea 2+4. chiaramente maggiore del surplus in concorrenza perfetta, dal momento che larea 2 maggiore dellarea 5: i profitti di monopolio sono maggiori dei profitti di concorrenza perfetta. Il surplus netto del consumatore, tuttavia, molto minore. Con un consumo pari a Qm, il surplus lordo dei consumatori dato dallarea 1+2+4+6, mentre la spesa data dallarea 2+4+6. Il surplus netto semplicemente la differenza tra le due aree, vale a dire larea 1. Mentre in concorrenza perfetta larea 2 era parte del surplus netto del consumatore, in monopolio essa parte del profitto del monopolista. Il benessere sociale in monopolio quindi costituito dalle aree 1+2+4 ed inferiore rispetto al caso di concorrenza perfetta. La monopolizzazione dellindustria ha generato 142

una perdita di benessere pari alle aree 3+5. Il guadagno del produttore inferiore alla perdita del consumatore. Tale riduzione di benessere detta perdita secca. 2.2. Conclusioni Come abbiamo visto, lesistenza di imprese con potere di mercato pu anche generare vantaggi sociali, quali il migliore sfruttamento delle economie di scala e maggiori investimenti in ricerca e sviluppo, che possono compensare la perdita netta di benessere appena descritto (cap. 5, par. 3.4). Sarebbe ideale per la societ che le imprese fossero abbastanza grandi da poter beneficiare di economie di scala, ma allo stesso tempo venissero persuase o indotte a non aumentare il prezzo rispetto al costo marginale in assenza di esternalit, in modo da produrre nel punto in cui p = CMG.

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3. ALTRI FALLIMENTI DEL MERCATO In quali altri modi pu fallire il mercato? 3.1. Ignoranza e incertezza In concorrenza perfetta, per ipotesi, i consumatori, le imprese e i fornitori dei fattori produttivi conoscono esattamente costi e benefici di ogni attivit e sanno fare calcoli di ottimizzazione. Invece nel mondo reale c sempre un elevato grado di ignoranza e incertezza, per cui gli individui non sono in grado di uguagliare benefici e costi marginali. Alcuni beni di consumo durevole vengono acquistati poche volte nella vita. Le automobili, le lavatrici, i televisori rientrano in questa categoria. Quando i consumatori non sono a conoscenza della qualit dei beni prima dellacquisto, si trovano in una posizione contrattuale di debolezza. In tal caso la pubblicit pu anche essere ingannevole, convincendo i consumatori del fatto che un dato bene abbia certi benefici che in realt non ha. Le imprese spesso non conoscono le opportunit di mercato, i prezzi e i costi dei rivali, oppure non possono osservare la produttivit dei lavoratori. Molte decisioni economiche sono basate su aspettative di condizioni future. Poich il futuro non pu mai essere noto con certezza, saranno prese molte decisioni che a posteriori risulteranno sbagliate. In alcune situazioni possibile ottenere informazioni attraverso il mercato. Esistono agenzie che raccolgono e vendono informazioni. In tal caso bisogna decidere se conviene sostenere il costo per ottenere linformazione per assicurarsi i benefici legati allinformazione stessa. Purtroppo non sempre si pu giudicare laffidabilit o la rilevanza dellinformazione che si acquista. 3.2. Immobilit dei fattori e inerzia Anche in mercati di concorrenza perfetta i fattori produttivi potrebbero reagire con ritardo a variazioni della domanda e dellofferta. Il lavoro, ad esempio, potrebbe essere poco mobile, sia in termini geografici che tra settori, dando luogo a situazioni di eccesso di domanda con salari elevati o di eccesso di offerta con la creazione di extraprofitti. Potrebbe trascorrere molto tempo prima di arrivare allequilibrio di lungo periodo. E quindi possibile che leconomia si trovi in costante stato di disequilibrio: via via che gli individui rispondono ai segnali di mercato e si muovono verso lequilibrio, questultimo si sposta per altri motivi e lottimo sociale non mai raggiunto. In situazioni di monopolio o monopsonio, il problema reso pi grave: le imprese o, ad esempio, i sindacati possono erigere barriere per impedire lentrata di nuove imprese o fattori di produzione e proteggere quindi le proprie posizioni di potere.
Il problema dellinerzia. Pu volerci molto tempo perch gli individui reagiscano a variazioni del contesto economico in cui operano. In tal caso leconomia pu avere difficolt a raggiungere lefficienza sociale.

3.3. Protezione degli interessi individuali 3.3.1. Soggetti dipendenti da volont altrui Non sempre gli individui prendono personalmente le proprie decisioni economiche. Essi dipendono spesso da decisioni altrui. I genitori decidono per i figli, ciascun partner per laltro, gli adulti per gli anziani, i manager per gli azionisti, ecc. Il libero mercato risponder a queste decisioni, siano esse buone o cattive, siano esse prese nellinteresse dei soggetti dipendenti oppure no. Tuttavia, lo stato potrebbe considerare necessario offrire tutela a coloro che, volenti o nolenti, dipendono dalle decisioni prese da altri in loro vece.

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3.3.2. Il problema principale-agente Il problema appena descritto non altro che un esempio di una situazione pi generale definita dagli economisti come problema principale-agente. Nelle moderne economie complesse un individuo (il principale) pu realizzare un certo obiettivo, o pu realizzarlo pi facilmente, solo attraverso lazione di un altro (lagente). Ad esempio, se vogliamo andare in vacanza, pi facile rivolgersi a unagenzia di viaggi che non organizzarsi personalmente. Allo stesso modo, se vogliamo acquistare una casa, conviene rivolgersi a unagenzia immobiliare. Si tratta di agenzie che, grazie alle loro conoscenze specifiche, possono far risparmiare tempo ed energie (e che esemplificano i benefici della specializzazione e della divisione del lavoro). Anche le imprese assumono individui con conoscenze e abilit specifiche per svolgere determinati compiti. Esse si rivolgono spesso a societ di consulenza o comprano i servizi di imprese specializzate, come le agenzie pubblicitarie. Lo stesso vale per i dipendenti delle imprese, che possono essere considerati agenti dei loro datori di lavoro, ma anche dei loro dirigenti. I giovani manager sono agenti dei manager pi anziani, i quali sono agenti dei dirigenti, che a loro volta lo sono degli azionisti. Spesso nelle grandi imprese si trova una catena complessa di relazioni principale-agente. Lesempio classico dato dalle grandi societ per azioni in cui, si sostiene, tende a esservi un conflitto di interessi tra i proprietari dellimpresa (gli azionisti), che sono i principali, e coloro che la controllano (i manager), che sono agenti degli azionisti. Dal momento che lagente ha i propri obiettivi egoistici, non necessariamente in linea con quelli del principale, anchessi egoistici, queste relazioni presentano un pericolo intrinseco per il principale: c informazione asimmetrica tra le due parti. Lagente conosce particolari rilevanti dal punto di vista economico che il principale non conosce e infatti, proprio la competenza specifica dellagente che motiva il suo impiego. Il pericolo dunque che lagente approfitti ditale vantaggio informativo per fare i propri interessi e non quelli del principale. Ad esempio, lagenzia immobiliare che cerca di venderci una casa potrebbe non informarci che i vicini sono rumorosi o che il proprietario disposto ad accettare un prezzo molto pi basso; un commerciante di automobili usate potrebbe non dirci della ruggine presente sul fondo dellauto o della sua storia di inaffidabilit. Cosa pu fare il principale per ovviare al problema? Per risolverlo necessaria la presenza di due elementi: il principale deve avere qualche strumento per controllare la performance dellagente (ad esempio, unimpresa potrebbe chiedere ad alcuni esperti esterni allimpresa di controllare loperato del suo management); lagente deve avere lincentivo ad agire nellinteresse del principale (ad esempio, lo stipendio di un manager potrebbe essere strettamente correlato alla redditivit dellimpresa). In un mercato concorrenziale, gli interessi dei manager e degli azionisti di solito coincidono. I manager devono garantire lefficienza dellimpresa per affrontare la concorrenza, altrimenti potrebbero perdere il posto di lavoro. Tuttavia, in condizioni di monopolio o di oligopolio, dove sono spesso presenti extraprofitti, gli interessi degli azionisti e dei manager possono essere contrapposti. Sar dunque interesse degli azionisti istituire meccanismi di incentivo che assicurino che i loro agenti, i manager, perseguano lobiettivo della massimizzazione del profitto. 3.3.3. Decisioni economiche inappropriate Lo stato potrebbe intervenire qualora ritenesse che gli individui debbano essere protetti dagli esiti indesiderati delle proprie decisioni economiche (ad esempio quando in un libero mercato gli individui consumano troppe cose dannose per la loro salute). E possibile scoraggiare il fumo e il consumo di bevande alcoliche, imponendo tasse sul tabacco e sullalcol. In casi pi estremi, si possono combattere alcune attivit, come la prostituzione, alcuni tipi di gioco dazzardo, la vendita e il consumo di droghe, dichiarandole illegali. Daltra parte, lo stato pu intervenire quando ritiene che gli individui consumino una quantit troppo bassa di beni da cui trarrebbero benefici, come 145

listruzione, lassistenza sanitaria e le attivit sportive. Tali beni sono noti come beni di merito. Il governo li pu fornire gratuitamente oppure ne pu finanziare la produzione. 3.4. Fino a che punto gli economisti possono consigliare il governo? Non obiettivo delleconomia formulare giudizi sullimportanza relativa dei diversi obiettivi sociali. Essa pu solo permettere di confrontare, dal punto di vista dellefficienza individuale e sociale, diversi strumenti per raggiungere dati obiettivi. In primo luogo, quindi, occorre che tali obiettivi siano identificati in modo chiaro dalle autorit di politica economica. In secondo luogo, essi devono essere quantificabili in modo da poter confrontare limpatto delle diverse politiche su un dato obiettivo e quindi la loro efficacia nel raggiungerlo. Alcuni obiettivi, come la crescita del reddito nazionale e le variazioni nella distribuzione del reddito, sono relativamente facili da quantificare. Altri, come il benessere della comunit, sono invece praticamente impossibili da misurare. E anche per questo motivo che leconomia tende a concentrarsi sugli strumenti che permettono di raggiungere un ristretto gruppo di obiettivi facilmente misurabili. Il pericolo implicito in questo modo di procedere che gli economisti diano troppo peso al raggiungimento di alcuni obiettivi, trascurandone altri importanti. Alcuni obiettivi sociali possono entrare in conflitto tra loro. Ad esempio, lefficienza economica pu essere incompatibile con una maggiore uguaglianza tra i cittadini. Nel caso di simili trade-off leconomista pu solo chiarire tutti gli effetti, sia desiderati che indesiderati, di una data politica e lasciare che le autorit decidano se i benefici in termini di un obiettivo compensino i costi da sostenere in termini di un altro obiettivo. Quando ci sono pi politiche alternative, gli economisti possono confrontare lefficacia relativa ditali diverse politiche e pronunciarsi sullalternativa migliore. In tal caso possibile affermare che la politica A preferibile alla politica .6 perch i suoi benefici sono superiori ai costi che genera in termini di tutti gli obiettivi dichiarati. Daltra parte, se le stesse due politiche alternative risultano rispettivamente le migliori alternative possibili per due obiettivi diversi, tutto ci che leconomista pu fare illustrare la situazione e lasciare la decisione allautorit.
Nella societ si manifestano trade-off tra obiettivi economici. Ad esempio lobiettivo dellefficienza pu entrare in conflitto con quello dellequit sociale. un esempio di costo-opportunit: il costo di raggiungere un obiettivo pu implicare il sacrificio di un altro. Lesistenza di tali trade-off implica che le autorit di politica economica non possano raggiungere tutti gli obiettivi ma debbano scegliere quali perseguire e a quali rinunciare.

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4. INTERVENTO PUBBLICO: TASSE E SUSSIDI Tasse e sussidi risolvono il problema delle esternalit? In che modo lo stato pu far fronte ai fallimenti del mercato? A un estremo, pu sostituirsi completamente al mercato, fornendo direttamente beni e servizi. Una filosofia compatibile con leconomia di mercato, invece, quella di indurre i soggetti privati, quali i produttori, i consumatori o i lavoratori, a comportarsi in un certo modo, ricorrendo a tasse, sussidi, leggi e autorit di regolamentazione. Esaminiamo ora queste forme di intervento pubblico. 4.1. Luso di tasse e sussidi Lo strumento preferito da molti economisti costituito da tasse e sussidi. Tali strumenti hanno due effetti principali: a) promuovono un pi elevato benessere sociale modificando il livello e/o la composizione di produzione e consumo; b) permettono una redistribuzione del reddito. Concentriamoci qui sul primo obiettivo, lasciando invece a corsi pi specialistici lo studio del secondo. La presenza di imperfezioni nei mercati impedisce la massimizzazione del benessere sociale: il beneficio marginale sociale (BMGS,) non uguaglia il costo marginale sociale (CMGS). Ne risulta che, dal punto di vista sociale, occorre modificare il livello di output. E possibile utilizzare tasse e sussidi per correggere queste imperfezioni, seguendo essenzialmente il seguente approccio: prevedere limposizione di tasse sui beni prodotti in quantit eccessiva e quella di sussidi sui beni prodotti in quantit insufficiente. 4.1.1. Tasse e sussidi per correggere le esternalit La regola in questo caso semplice: per correggere lesternalit lo stato deve imporre una tassa uguale alla differenza tra costo marginale sociale e costo marginale privato, ovvero accordare un sussidio uguale alla differenza tra beneficio marginale sociale e beneficio marginale privato. Se, ad esempio, unazienda chimica emette fumi nocivi, inquinando in tal modo latmosfera, essa genera unesternalit negativa per chi respira quei fumi. Il costo marginale sociale della produzione chimica eccede quindi il costo marginale privato per limpresa: CMGS>CMG. Questo caso illustrato nella figura 6.5. Il costo marginale dellinquinamento (lesternalit) dato dalla distanza verticale tra le curve CMG e CMGS. Per semplicit, si assume che limpresa sia price-taker e che dunque produca q1 dove p = CMG (loutput che massimizza il suo profitto); in tal modo essa per non tiene conto del costo dellinquinamento che impone alla societ. Imponendo una tassa t per ogni unit prodotta pari al costo marginale dellinquinamento imposto sulla societ, lo stato riesce a internalizzare efficacemente lesternalit. Limpresa dovr pagare una somma pari al danno sociale dovuto allesternalit negativa che genera. Essa ora sceglier di produrre la quantit q2, vale a dire loutput socialmente ottimo in corrispondenza del quale BMGS=CMGS,. Questo tipo di tassa nota come tassa di Pigou, dal nome delleconomista inglese che per primo propose questa manovra correttiva nel corso degli anni venti. 4.1.2. Tasse e sussidi per correggere il monopolio Se laspetto del monopolio che il governo intende affrontare dato dagli extraprofitti dellimpresa, allora pu imporre una tassa in somma fissa (lumpsum) sul monopolista, vale a dire una tassa indipendente dalla quantit prodotta o dal prezzo praticato. Una tassa in somma fissa, a differenza di una tassa proporzionale alla quantit prodotta (tassa specifica) o al ricavo dellimpresa (tassa ad valorem), provoca un aumento dei costi fissi dellimpresa e, di conseguenza, non influisce sul suo costo marginale e sulla quantit prodotta dal monopolista. Dato che il monopolista produce una 147

quantit inferiore alloutput socialmente efficiente, lo stato dovrebbe concedergli un sussidio specifico, in modo da incoraggiare una maggiore produzione. Tuttavia, per evitare un ulteriore aumento dei profitti del monopolista, si potrebbe accompagnare il sussidio specifico con una tassa in somma fissa. In tal modo viene corretta la distorsione sulla quantit prodotta dovuta al monopolio, senza per provocare un contestuale aumento dei profitti del monopolista.

4.2. Vantaggi di tasse e sussidi La ragione per cui molti economisti prediligono le tasse e i sussidi come strumenti per correggere le imperfezioni del mercato (specialmente le esternalit) che essi sono compatibili con uneconomia di mercato. Tale soluzione, infatti, costringe le imprese a internalizzare i costi sociali delle proprie attivit. Inoltre presenta anche il vantaggio di essere flessibile e rapidamente aggiustabile secondo la dimensione del problema: quanto maggiore la differenza tra costo marginale sociale e costo marginale privato, tanto maggiore sar lammontare della tassa. Tale sistema ha anche il pregio di indurre comportamenti desiderabili nel lungo periodo. Ad esempio, le imprese costrette a pagare una tassa per le loro pratiche inquinanti sono incoraggiate a individuare tecnologie pi accettabili dal punto di vista sociale. La tassa agisce quindi anche come incentivo a ridurre linquinamento nel lungo periodo: quanto pi limpresa riesce a ridurre linquinamento che genera, tanto minore sar lammontare di tasse che dovr pagare. Allo stesso modo, quando lo stato sussidia attivit che danno luogo a esternalit positive, le imprese hanno incentivo ad aumentarne il livello. 4.3. Svantaggi di tasse e sussidi Impossibilit di imporre tasse o sussidi diversi. Ogni impresa produce diversi tipi e livelli di esternalit e opera in presenza di diversi gradi di concorrenza imperfetta. Dal punto di vista amministrativo sarebbe molto difficile e costoso, se non addirittura impossibile, imporre a ciascuna impresa la sua aliquota specifica particolare (o concedere un particolare sussidio specifico). Anche nel caso dellinquinamento, sarebbe necessario utilizzare diverse aliquote per ciascuna impresa che inquina, quando possibile misurarne le emissioni, differenziate anche in base alla capacit dellimpresa di assorbire linquinamento senza scaricarlo allesterno e al numero di persone danneggiate. Luso congiunto di tasse in somma fissa e di sussidi specifici al fine di correggere le distorsioni del monopolio su quantit prodotta e profitti il pi delle volte risulta impraticabile. Dato che le curve dei costi e dei ricavi sono sostanzialmente diverse da unimpresa allaltra, bisognerebbe ancora 148

utilizzare diversi livelli di tassazione e di sussidio per impresa. Per amministrare un sistema fiscale cos complesso, il governo dovrebbe assumere un esercito di ispettori. Difficolt nel determinare tasse e sussidi. Anche se lo stato decidesse di imporre una tassa diversa da impresa a impresa uguale al suo costo marginale esterno, sarebbe comunque difficile misurare tali costi e accertare la responsabilit della singola impresa. Il danno causato dalle piogge acide a laghi e foreste ha destato preoccupazione sin dallinizio degli anni ottanta. Ma quanto grave tale danno e quanto durano i suoi effetti? Qual il suo costo monetario effettivo? Chi sono i responsabili? A queste domande necessario rispondere con precisione. E perci impossibile fissare in modo equo la tassa sullinquinamento, ad esempio, di una centrale elettrica a carbone. Nonostante questi problemi, pur sempre possibile far pagare alle imprese per le emissioni che producono. Ad esempio, esse potrebbero pagare il fumo prodotto dalle loro ciminiere in proporzione allinquinamento da esse realizzato. Sebbene la misura ditale proporzione sia imprecisa, legare la tassazione al danno sociale prodotto rappresenta pur sempre un modo per internalizzare lesternalit.

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5. INTERVENTO PUBBLICO: LEGGI E REGOLAMENTAZIONI Lo stato dovrebbe impedire il comportamento scorretto delle grandi imprese? 5.1. Leggi che vietano o che regolamentano situazioni o comportamenti non desiderabili. Spesso le leggi sono utilizzate per correggere le imperfezioni del mercato. Tali leggi sono principalmente di tre tipi: leggi che proibiscono o regolamentano comportamenti che generano esternalit negative, leggi che scoraggiano le imprese dal fornire informazioni false o fuorvianti e leggi che regolamentano monopoli e oligopoli o che ne impediscono la costituzione. 5.1.1. Vantaggi delle restrizioni legali Sono solitamente semplici, di facile comprensione e spesso relativamente facili da amministrare. In questo modo, ad esempio, possibile vietare o limitare numerose attivit inquinanti. Quando si ritiene che il pericolo legato a una serie di comportamenti (ad esempio, luso di diversi composti chimici inquinanti) sia molto serio, o quando la sua entit non ancora nota, potrebbe essere molto pi sicuro vietarli per legge invece di ricorrere alla tassazione. Quando necessario decidere in fretta si pu realizzare un piano di emergenza. Ad esempio, in una citt come Atene stato ritenuto pi semplice vietate o limitare luso di automobili private durante i periodi di emergenza da inquinamento da smog che tassarne luso. Dal momento che i consumatori, che hanno uninformazione incompleta, sono contrattualmente deboli, le leggi che li proteggono possono rendere illegale la vendita di prodotti non sicuri o di scarsa qualit, o la pubblicit ingannevole. 5.1.2. Svantaggi delle restrizioni legali Il problema principale che le restrizioni legali tendono ad essere armi piuttosto deboli senza un meccanismo che assicuri losservanza delle norme. Se, ad esempio, unimpresa fosse costretta a ridurre gli scarichi di un composto chimico inquinante in misura pari a 20 tonnellate la settimana, essa non avrebbe alcun incentivo a farlo, a meno che non vi sia unautorit di controllo che applichi forti penalit in caso di inosservanza. Al contrario, se viene imposta una tassa sugli scarichi, quanto pi limpresa riduce le emissioni, tanto meno tasse dovr pagare. La tassazione specifica genera quindi un incentivo continuo a ridurre linquinamento e a migliorare la sicurezza della tecnologia. 5.2. Istituzioni preposte alla regolamentazione Invece di ricorrere al debole strumento delle restrizioni legali per vietare o limitare diverse attivit, si pu seguire un approccio pi sottile che prevede listituzione di agenzie di regolamentazione. Una volta identificati i possibili casi di intervento (ad esempio, potenziali casi di inquinamento, di informazioni ingannevoli odi abuso di potere monopolistico), lautorit di regolamentazione dovrebbe condurre uninchiesta e preparare una relazione con i risultati ottenuti dallindagine e le sue proposte di intervento. Potrebbe anche essere investita del potere di rendere esecutive le sue decisioni. In quasi tutti i paesi industrializzati esistono istituti di regolamentazione nei principali settori dei servizi di pubblica utilit (come ad esempio in Italia lAutorit per lenergia elettrica e il gas e lAutorit per le garanzie nelle comunicazioni). Un altro esempio dato dalle autorit antitrust che operano a tutela della concorrenza sui mercati. LAutorit garante della concorrenza e del mercato stata istituita in Italia nel 1990 e si occupa di indagare i casi di violazione della concorrenza, nella forma di intese, abusi di posizione dominante, concentrazioni e pubblicit ingannevole. Il vantaggio delle autorit di regolamentazione rispetto alle restrizioni legali che le prime sono in grado di applicare la filosofia del caso per caso, tenendo conto di tutte le circostanze specifiche, con 150

il risultato che pu essere individuata pi facilmente la soluzione appropriata. I problemi di questo approccio, tuttavia, sono che: a) le indagini possono essere costose e richiedere molto tempo; b) solo pochi casi possono essere esaminati con il necessario approfondimento; c) le imprese incriminate possono promettere di tenere un comportamento corretto senza che listituto di regolamentazione possa effettivamente controllare limplementazione delle restrizioni comminate.

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6. ALTRE FORME DI INTERVENTO PUBBLICO Quali altri strumenti sono a disposizione dello stato? 6.1. Estendere 11 contenuto del diritto di propriet Una causa dei fallimenti del mercato data dalla natura del diritto di propriet. Se qualcuno scarica dei detriti nel vostro giardino, la legge sicuramente vi protegge. il vostro giardino, la vostra propriet, pertanto potete pretendere che i detriti siano rimossi. Se tuttavia qualcuno scarica un ammasso di detriti nel proprio giardino, ma confinante con il vostro, cosa potete fare? La vista dalla vostra finestra potrebbe esserne compromessa, ma non avete alcun diritto di propriet sul giardino confinante. Il diritto di propriet definisce chi ha la propriet, gli usi che si possono fare di un particolare bene, i diritti altrui e le modalit di trasferimento. Estendendo il contenuto ditale diritto, possibile impedire che altri impongano costi aggiuntivi al proprietario, o obbligarli a indennizzarlo se lo fanno. Tuttavia, in molti casi questo tipo di soluzione del tutto impraticabile. Lo quando gli individui colpiti sono molti e subiscono un leggero svantaggio, specialmente se i costi indesiderati vengono imposti da un gruppo numeroso di persone. Ad esempio, se fossi disturbato da camion rumorosi che passano vicino casa, non sarebbe possibile negoziare con ciascuna compagnia di trasporti coinvolta. Cosa potrei fare se volessi impedire che i camion passino lungo la strada dove abito, ma il mio vicino preferisse far pagare loro un pedaggio? Lestensione del diritto di propriet diventa una soluzione praticabile quando le persone che impongono costi sono poche, facilmente identificabili e responsabili di costi sociali ben definiti. In questo modo potrebbe essere approvata una legge in materia di riduzione dellinquinamento acustico che mi permetta di impedire ai vicini di ascoltare radio ad alto volume, di organizzare feste rumorose o di turbare in altri modi la quiete della mia casa. Dovrei essere io, parte lesa, a denunciare questi reati allautorit competente; potrei rinunciare a sporgere denuncia qualora mi venga offerta unadeguata compensazione. Ma anche in casi in cui sono coinvolte poche persone potrebbe presentarsi il problema dellazione legale. La parte lesa che ha lonere della prova deve sostenere costi e dedicare tempo per intraprendere lazione legale, e poich questultima non gratuita, chi ricco si trova in posizione avvantaggiata, anche perch pu ingaggiare i migliori avvocati. Quindi, anche se ho il diritto di citare in giudizio unimpresa di grandi dimensioni che scarica rifiuti tossici vicino a casa mia, potrei non avere i mezzi per vincere la causa. Si pone infine la questione dellequit. Lestensione del diritto di propriet privata pu favorire le persone pi ricche (che tendono ad avere pi propriet) a spese di quelle povere, Il proprietario di una tenuta di campagna potrebbe non gradire che vi passino degli estranei; tuttavia, uneventuale estensione dei diritti di propriet in modo da escludere il loro passaggio determina effettivamente un incremento del benessere sociale? certamente possibile risolvere le questioni di equit modificando il contenuto del diritto di propriet, ma in modo diverso rispetto a quanto finora indicato. Si potrebbero estendere propriet pubbliche come parchi, spazi aperti, biblioteche ed edifici storici. La propriet dei ricchi potrebbe essere redistribuita ai poveri, nel qual caso la questione non riguarderebbe tanto i diritti che la propriet conferisce, quanto piuttosto la variazione della propriet stessa. 6.2. Maggiore informazione Quando il fallimento del mercato dovuto a unasimmetria informativa, la fornitura diretta di informazioni da parte del governo odi un agenzia pubblica pu correggere tale distorsione. Un esempio rappresentato dagli uffici di collocamento che forniscono informazioni sui posti di lavoro disponibili, contribuendo a un miglior funzionamento del mercato del lavoro e aumentando lelasticit dellofferta di lavoro. Altri esempi sono costituiti dalle informazioni fornite ai consumatori ad esempio, sugli effetti del fumo o sullassunzione di alcuni alimenti o anche le 152

statistiche ufficiali su prezzi, costi, occupazione, andamenti delle vendite, ecc., che consentono alle imprese di pianificare lattivit con maggior certezza. 6.3. Fornitura diretta di beni e servizi Per quanto riguarda beni e servizi pubblici, come strade, marciapiedi, illuminazione pubblica e difesa nazionale, il mercato pu fallire completamente e non garantirne affatto la fornitura. In questo caso lo stato, gli enti locali o le agenzie pubbliche dovrebbero assumersi lincarico di fornire direttamente tali beni ai cittadini, oppure pagare imprese private per farlo al posto loro. I cittadini pagherebbero lutilizzo di tali beni o servizi attraverso limposizione fiscale, a livello sia centrale che locale. Ma in che quantit dovrebbero essere forniti i beni pubblici? Come si pu identificare il livello di domanda pubblica o di pubblico bisogno? I consumatori dovrebbero pagare interamente quanto consumato? Analizziamo il caso di un bene pubblico puro: una volta che questo viene fornito, il costo marginale di ogni unit aggiuntiva nullo. Prendiamo lesempio di un faro: una volta costruito e funzionante, non bisogna sostenere alcun costo per permettere a una nave in pi di beneficiarne. Anche se fosse possibile far pagare alle navi ciascun passaggio, non sarebbe comunque socialmente desiderabile. Se non vi sono esternalit negative collegate al passaggio di una nave, infatti, il costo marginale sociale zero. Quindi BMGS = CMGS in corrispondenza di un prezzo uguale a zero. Zero quindi il prezzo socialmente efficiente. Come ci si dovrebbe regolare nel caso della costruzione di un nuovo bene pubblico, come una nuova strada o un nuovo faro? Come fa lo stato a prendere una decisione razionale? In questo caso il costo marginale non zero: nuove strade e nuovi fari richiedono denaro per essere costruiti. La soluzione identificare tutti i costi e benefici del progetto per la societ ed effettuarne una valutazione complessiva. Questo metodo noto come analisi costi-benefici. Esso viene impiegato per valutare la desiderabilit di molti progetti pubblici. Se i benefici sociali del progetto eccedono i costi sociali, allora la sua realizzazione aumenta il benessere sociale. Lo stato, per, potrebbe decidere di fornire direttamente anche beni e servizi che non sono beni pubblici puri (ad esempio, la sanit e listruzione). Ci sono quattro motivi per cui tali beni sono forniti gratuitamente o sotto costo. Giustizia sociale. La societ potrebbe ritenere che tali beni non debbano essere forniti in base alla capacit di acquisto, ma di diritto, in base alla necessit individuale. Forti esternalit positive. Persone diverse dal consumatore potrebbero beneficiare del bene o del servizio; ad esempio, se una persona con una malattia infettiva viene curata, altri avranno il vantaggio di non essere contagiati. Un servizio sanitario gratuito, quindi, contribuisce a combattere la diffusione delle malattie. Individui dipendenti da decisioni altrui. Se listruzione non fosse gratuita e quindi la sua qualit dipendesse dal denaro speso, e se i genitori potessero decidere quanta acquistarne, allora la qualit dellistruzione dei figli dipenderebbe non soltanto dal reddito dei genitori, ma anche da quanto essi sono interessati alleducazione dei figli. Il governo potrebbe quindi scegliere di fornire istruzione gratuita per proteggere i ragazzi dal comportamento di cattivi genitori. Simili argomentazioni valgono nel caso della fornitura gratuita di medicinali e cure dentistiche a tutti i bambini. Ignoranza. I consumatori potrebbero non rendersi conto del beneficio effettivo che trarrebbero da un dato bene. Se dovessero pagare, potrebbero decidere erroneamente di non utilizzare quel bene. La fornitura gratuita di cure mediche pu persuadere le persone a consultare i medici prima che un sintomo diventi serio.

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7. PI O MENO INTERVENTO PUBBLICO? Lo stato pu aggiustare sempre le cose? Lintervento pubblico per rimediare ai fallimenti del mercato pu a sua volta creare dei problemi. Il non intervento (laissez faire) o un intervento molto limitato non sono giustificati dalla fiducia nel mercato, ma piuttosto dal fatto che i problemi generati dallintervento pubblico in genere sono maggiori dei problemi che esso vuole risolvere. 7.1. Effetti negativi dellintervento pubblico Eccessi di domanda ed eccessi di offerta. Intervenendo per fissare i prezzi a livelli diversi da quelli di equilibrio, lo stato crea eccessi di domanda o di offerta (si veda cap. 3, par. 6). Se il prezzo viene fissato al di sotto del livello di equilibrio, ci sar un eccesso di domanda. Ad esempio, se laffitto di case popolari fissato al di sotto del livello di equilibrio al fine di fornire case ai poveri, la domanda sar superiore allofferta. In questo caso lo stato dovr ricorrere al razionamento, alle liste di attesa, ecc., o garantire ad alcuni un trattamento preferenziale. Oppure ancora potr decidere di adottare un sistema basato sullordine di arrivo, o permettere la formazione di code. E molto probabile che in queste situazioni si formi il mercato nero. Se invece il prezzo fissato a un livello superiore allequilibrio, ci sar un eccesso di offerta. Ad esempio, se il prezzo di generi alimentari superiore al livello di equilibrio per sostenere i redditi degli agricoltori, lofferta ecceder la domanda. Il governo allora potrebbe decidere di comprare leccedenza, di venderla a prezzo inferiore su un altro mercato o di adottare una politica delle scorte; alternativamente potr razionare i produttori consentendo loro di produrre solo una data quota. Scarsa informazione. Lo stato pu non conoscere tutti i costi e i benefici delle sue politiche. Potrebbe voler genericamente perseguire gli interessi dei consumatori o della societ nel suo complesso e allo stesso tempo non essere a conoscenza dei desideri dei cittadini o interpretare male il loro comportamento. Burocrazia e inefficienza. Lintervento dello stato genera costi amministrativi. Quanto pi ampio e dettagliato lintervento, tanto maggiore il numero di persone e la quantit di risorse necessarie. Tali risorse possono essere male utilizzate. Mancanza di incentivi di mercato. Se lintervento pubblico indebolisce le forze di mercato o ne limita gli effetti (attraverso sussidi, prezzi o salari garantiti, ecc.), pu altres rimuovere utili incentivi. Ad esempio, i sussidi potrebbero consentire a imprese inefficienti di sopravvivere; lassistenza sociale potrebbe scoraggiare limpegno individuale, Il mercato sar anche imperfetto, ma tende a ricompensare limpegno e incoraggiare lefficienza fornendo allindividuo pi efficiente remunerazioni maggiori. Variazioni della politica pubblica. Variazioni troppo frequenti delle modalit dintervento pubblico nelleconomia possono danneggiare le industrie. Infatti, difficile per le imprese pianificare la propria attivit senza poter prevedere le aliquote, i sussidi, i prezzi, i salari minimi, ecc. Assenza di libert individuale. Lintervento dello stato riduce la libert degli individui nel prendere decisioni economiche. Non tanto perch il perseguimento degli interessi individuali porta al benessere collettivo, quanto per la desiderabilit in s della massima libert degli individui nel perseguire i propri interessi con la minima interferenza pubblica, essendo tale minimo confinato allimposizione di leggi che proteggano la vita, la libert e la propriet privata. 7.2. Vantaggi del libero mercato Nonostante i mercati siano in realt lungi dallessere perfetti, essi presentano comunque vantaggi rispetto alla fornitura o alla regolamentazione pubblica. 154

Aggiustamenti automatici. Lintervento dello stato richiede un apparato amministrativo. Al contrario, uneconomia di mercato d luogo ad aggiustamenti automatici, sebbene imperfetti, in seguito a variazioni della domanda e dellofferta. Vantaggi dinamici del capitalismo. La possibilit di ottenere elevati profitti di monopolio o di oligopolio incoragger i capitalisti a investire in nuovi prodotti e in nuove tecniche di produzione. Allinizio i prezzi potrebbero essere elevati, ma i consumatori trarranno beneficio dalla vasta scelta di prodotti. In pi, se i profitti sono consistenti, nel mercato prima o poi entreranno nuove imprese, dando luogo a unintensificazione della concorrenza. Un elevato grado di concorrenza anche in monopolio e oligopolio. Anche se a prima vista unindustria sembra essere altamente monopolistica, alcune pressioni concorrenziali possono operare come risultato dei seguenti fattori: il timore che profitti eccessivamente elevati possano incoraggiare nuove imprese a entrare nellindustria (ipotizzando che il mercato sia contendibile); concorrenza da parte di industrie strettamente collegate (ad esempio, trasporto su strada e trasporto su rotaia, elettricit e gas); la minaccia di concorrenza dallestero; lequilibrio dei poteri di mercato. Spesso produttori grandi e potenti vendono ad acquirenti altrettanto grandi e potenti. Ad esempio, il potere dei produttori di detersivi di aumentare il prezzo dei detersivi in polvere controbilanciato dal potere dei supermercati di ottenere il prodotto a prezzi inferiori. Dunque in parte il potere di mercato dei produttori viene neutralizzato; la concorrenza per il controllo dellimpresa sui mercati finanziari (cap. , par. 3.4). 7.3. Pi o meno intervento pubblico in uneconomia di mercato? Il dibattito tra i fautori dellintervento pubblico e i suoi detrattori non permette di giungere a una conclusione chiara per le seguenti ragioni: sono coinvolte molte questioni morali, sociali e politiche che non possono essere affrontate con gli strumenti dellanalisi economica. Ad esempio, si potrebbe sostenere che la libert di svolgere unattivit imprenditoriale in assenza di regolamentazioni pubbliche sia desiderabile di per s. Questo punto di vista pu essere dibattuto sul piano etico, ma non si pu dimostrare che sia totalmente sbagliato (o corretto); in linea di principio, la questione dellopportunit dellintervento pubblico potrebbe essere risolta valutando costi e benefici dellintervento stesso. Tuttavia, tali costi e benefici, anche nel caso in cui fossero identificati, sono di difficile se non impossibile misurazione, specialmente quando i costi sono sostenuti da persone diverse da quelle che ne ottengono i benefici e specialmente quando sono presenti esternalit; spesso leffetto di pi o meno intervento pubblico non pu essere previsto: ci sono troppi elementi incerti. Nonostante questo, gli economisti possono dare contributi rilevanti allanalisi dei problemi del mercato e degli effetti dellintervento pubblico.

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