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Anonimi e falsi anonimi

Della nebulosa Anonymous, alcuni sostengono che non si possa dire nulla. Troppo sfuggente, troppo composita per essere definita. Troppo mutevole perch le parole non risultino presto gi vecchie. Anonymous imporrebbe dunque il silenzio, come una divinit neo-platonica? Invitiamo coloro che lo pensano a ritirarsi in preghiera, in buon ordine assieme ai novelli teologi dellevo cibernetico. Da parte nostra, crediamo di avere alcune domande utili da porre e alcune risposte interessanti da dare. Crediamo che Anonymous abbia una storia, che non soltanto quella dei suoi membri ma soprattutto quella dei suoi simboli, idee, narrazioni, miti. E pi precisamente la storia di come queste idee e questi simboli siano stati mescolati, trasformati, rovesciati. Ma nel titolo annunciamo una truffa. Potrebbe essere quella di chi questi miti li smercia: potenti multinazionali dellindustria culturale, santoni del pensiero antagonista prt--porter Oppure la truffa potrebbe essere quella di chi questi miti li stravolge e rivolge contro il sistema: un esercito di hacker che vuole rovesciare il mondo per scoprire cosa c dietro. Una cosa non

esclude laltra, ed possibile che la pi grande truffa sia quella dove tutti sono contemporaneamente truffatori e truffati. Nel futuro, tutti avremo quindici minuti di anonimato. Banksy Prima che siniziasse a parlare di un movimento chiamato Anonymous, chi si firmava Anonymous era considerato semplicemente anonimo, privo di nome, come tutti coloro che commentano o pubblicano su Internet senza identificarsi. Anche questo libro firmato da un Anonimo, e speriamo davvero di non avere infranto nessun diritto dautore. In questo caso ci scusiamo con i diretti interessati. Su Amazon si trovano decine di migliaia di libri il cui autore Anonymous: sono dei libri prodotti automaticamente da un software a partire da contenuti anonimi liberamente disponibili online, come le pagine di Wikipedia. Sono le opere complete di Anonymous? Sono la sua segreta fonte di finanziamento? In verit, si tratta solo di una specie di truffa editoriale, e con i celebri hacker ha ben poco a che vedere. Di tuttaltra truffa parleremo in queste pagine. E di tuttaltro anonimato. Da qualche anno la firma Anonymous indica lappartenenza a un movimento chiamato Anonymous. Un movimento al quale tuttavia si pu appartenere o non appartenere secondo la propria volont, e senza alcuna selezione allingresso. Un motto accompagna talvolta la firma: We are Anonymous. We are Legion. We do not forgive. We do not forget. Expect us. Possiamo tradurla come segue: Noi siamo Anonymous. Noi siamo Legione. Noi non perdoniamo. Noi non dimentichiamo. Tremate!. La versione pi diffusa per leggermente diversa: Noi siamo gli Anonymous. Noi siamo una legione. Noi non perdoniamo. Noi non dimentichiamo. Aspettateci!. Come sempre in materia di traduzione si pu dibattere. Le sfumature di significato evocano visioni differenti di ci di cui parliamo: Legione biblico o legione romana? Tremate o ci aspettate? Se il tremate da noi scelto risulta un po fumettistico, va detto che aspettateci suona fantozziano: come se un gruppo di anonimi ragionieri in ritardo stesse correndo tenendosi un paio di pantaloni troppo larghi, sudando e ansimando per raggiungere la comitiva. Aspettateci! Esistono varie teorie su cosa sia Anonymous e su come vi si possa aderire, almeno tante quanti sono gli anonimi che pretendono di parlare a nome di unorganizzazione che forse nemmeno esiste. E sono tantissimi: decine di conti twitter semi-ufficiali, centinaia di blog, centinaia di migliaia di video su Youtube. Sul sito AnonNews, piattaforma indipendente di notizie su Anonymous, nella sezione FAQ (Frequently Asked Questions), si risponde alla domanda Come posso unirmi ad Anonymous?: Questa domanda piuttosto frequente. Anonymous non ha una lista discritti, e non ci si pu propriamente iscrivere. Se vi identificate con Anonymous, o se dite di esserlo, voi siete Anonymous. Nessuno ha lautorit per dirvi se siete Anonymous o oppure no, tranne voi stessi.

Questa risposta non ufficiale, visto che ci dice che nessun Anonymous in grado di produrre atti ufficiali. Alcuni Anonymous non esitano a denunciare dei falsi Anonymous, in ci contraddicendo la definizione secondo la quale nessuno avrebbe lautorit per farlo. Daltra parte chi ha prodotto questa definizione, per definizione, non ha alcuna autorit per produrre definizioni Insomma lappartenenza ad Anonymous retta da un paradosso, una proposizione autonegante come quella del cretese Epimenide di Creta (VI secolo a.C.), il quale afferm che i cretesi sono tutti bugiardi. Mano a mano che Anonymous guadagna visibilit, questo genere di paradossi emerge in maniera vieppi evidente e drammatica. E paradossalmente proprio questi paradossi attirano lattenzione e rendono avvincente lavventura di Anonymous. Nel luglio 2011, un sedicente rappresentante di Anonymous appariva in un video su Youtube per annunciare lOperazione Facebook, che avrebbe portato alla distruzione del social network. Indossava la proverbiale maschera di V for Vendetta, raffigurante il cospiratore Guy Fawkes. Il comunicato venne presto confutato da un altro Guy Fawkes, che definiva questo tipo di minaccia contraria ai principi del gruppo. Ma tra i principi del gruppo non cera proprio il fatto che chiunque possa aderirvi, e perci emettere comunicati? In febbraio, un tweet firmato AnonOps (Anonymous operations) denunciava unaltra fake operation, e qualche giorno dopo apparso un video For All Fake Members nel quale il solito Guy Fawkes, serissimo e grave, se la prende con gli usurpatori e lancia unaccusa che potrebbe suonare surreale: You are not Anonymous. Non siete anonimi. Insomma esisterebbero degli anonimi e dei falsi anonimi, che passano sempre pi tempo a regolare i conti tra loro a colpi di comunicati e video-comunicati. Secondo il sito Linkiesta, che ha intervistato presunte fonti interne, lhacker che in febbraio ha defacciato il sito della deputata Paola Binetti rivendicando lazione a nome di Anonymous non sarebbe in alcun modo legato al gruppo. Si tratterebbe di un millantatore, di un falsario, anzi pi precisamente di un usurpatore. Il suo comunicato, un apocrifo nel corpus dellanonymismo ortodosso. Il caso chiuso? Al contrario, si appena aperto. In effetti se esistono degli atti apocrifi necessario che esistano anche degli atti ufficiali, e dunque unentit in grado di produrli e convalidarli, o invalidarli se necessario. E per Anonymous si presenta come un aggregato spontaneo, unintelligenza collettiva dai contorni sfumati, un vero grande partito liquido come poteva sognarlo Walter Veltroni, nel quale la distinzione tra dentro e fuori, e perci tra ufficiale e apocrifo, tenuta a sciogliersi completamente. Come scriveva il sito Punto Informatico a proposito del caso Binetti, nessuno pu smentire o confutare che unazione come quella di oggi sia davvero o meno unazione di Anonymous. Cosa sarebbero poi le fonti interne di un movimento che non ha n interno n esterno? Insomma la Binetti stessa potrebbe firmarsi Anonymous e scrivere in un forum come ha gi detto in passato che tendenze gay fortemente radicate possono portare alla pedofilia, magari ricorrendo al Fake Anonymous Meme Generator che si trova in rete. Oppure un

giovane squilibrato potrebbe indossare la maschera di Guy Fawkes per andare a massacrare i suoi compagni di scuola. Tutte azioni che gran parte degli Anonymous non approverebbe di certo. Ma daltronde nessuno ha il diritto di dirti se appartieni o non appartieni ad Anonymous Il movimento eredita le sue contraddizioni dalle esperienze che lhanno preceduto e ispirato. Tra le pi simili c sicuramente il progetto Luther Blissett, nato e morto in Italia negli anni Novanta, pseudonimo collettivo per una galassia di artisti e attivisti neo-situazionisti, condividuo tenuto a incarnare un intero movimento. Nel loro manuale di guerriglia e sabotaggio del 1996, i Luther gi scrivevano: Nel film Spartacus di Stanley Kubrick (USA 1960), tutti gli schiavi sconfitti e catturati da Crasso dichiarano di essere Spartaco, come gli zapatisti sono tutti Marcos e io siamo tutti Luther Blissett Il nome collettivo ha una valenza fondativa, in quanto mira a costruire un mito aperto, elastico e ridefinibile. Interessante coincidenza, cinque membri del collettivo, autori del romanzo Q, fonderanno nel 2000 il collettivo Wu Ming, che in cinese mandarino significa Anonimo. Tra le varie avventure legate al Luther Blissett Project si ricorda almeno un episodio imbarazzante: la pubblicazione nel 1996 per Mondadori del demenziale regesto net.gener@tion, ad opera di un giovane Giuseppe Genna, oggi affermato scrittore. La quarta di copertina annunciava il manifesto con cui si proclama linizio di una nuova Rivoluzione destinata a cambiare il sentimento del mondo grazie alluso di Internet, la Madre di tutte le Reti. Presentato come una burla ai danni dellindustria culturale, una patacca rifilata dai veri Luther a un ignaro editor, il libro poneva tuttavia un problema serio: se chiunque pu firmare con il nome Luther Blissett, perch il povero Genna no? Che cosa distingue il Blissett vero dal Luther artificiale? La risposta semplice: una cascata di comunicati. Il condividuo situazionauta aveva prodotto la sua bella burocrazia, in grado di stabilire di volta in volta la legittimit degli enunciati e degli atti. Non si pu tuttavia escludere che, per molti aspiranti ribelli digitali, quel libro-scherzo sia stato una prima introduzione alla materia. Cos vanno le cose anche per gli Anonymous, che passano sempre pi tempo a prendere le distanze gli uni dagli altri. Questo perch contrariamente ad altre associazioni segrete del passato (che usavano lanonimato o la pseudonimia per la sua funzione pratica ma erano comunque in grado di distinguere linterno dallesterno del gruppo) gli Anonymous considerano lanonimato un fine e una ragion dessere. Conoscendo la propensione alla paranoia dei gruppi clandestini, questa situazione capace di minare rapidamente lequilibrio delle cellule, soprattutto da quando il mitico hacker Sabu si rivelato essere un infiltrato. Diffondendo il sospetto che alcuni anonimi possano fare il doppio gioco, lFBI sembra avere conseguito la sua prima vera vittoria contro il movimento.

In effetti Anonymous, oltre che un mito aperto, anche il nome di una costellazione di persone che pi tradizionalmente tramano assieme, si scambiano informazioni, codici, obiettivi, e localmente provano a darsi coerenza e disciplina, denominando singole sezioni sotto-insiemi di Anonymous per provenienza geografica. Nella pratica, possibile che alcuni attivisti si stanchino di questa rischiosa confusione. Stufi di dovere rispondere di ogni atto di teppismo in rete, stufi di sentirsi rinfacciare che la maschera di Guy Fawkes gliela vende la Warner, alcuni sceglieranno altri nomi e prenderanno a indossare altre maschere, o passamontagna, calze, mutande. Ogni volta che un ragazzino sigilla una bravata con il marchio di V for Vendetta, gli Anonymous devono sentirsi come Walter Veltroni quel giorno in cui Massimo Calearo pass al gruppo misto. Il problema che nomi come democratici, indignati o anonimi non aiutano a circoscrivere unidentit. E se una certa misura di vaghezza fondamentale per costruire enunciati e simboli nei quali possano riconoscersi sensibilit differenti, c comunque un limite alla cardinalit di un insieme politico (ovvero al numero di elementi che lo compongono). La questione allora non nemmeno di giudicare se la filosofia di Anonymous sia coerente ma di stabilire come, di fatto, Anonymous possa logicamente esistere. evidente che nel movimento stanno combattendo due forze opposte, una centripeta e una centrifuga, una che lavora alla costituzione di un gruppo vero e proprio, laltra che procede verso il disordine. Ognuna di queste forze inoltre composta da gruppi e persone con diverse priorit e linguaggi, che emanano messaggi contraddittori in un regime dapocrifia incontrollata. Per ora la linea sembra essere: tutti siamo anonimi, ma alcuni sono un po pi anonimi degli altri.

La maschera e il canovaccio
Vedete? Non potete uccidermi. Non ci sono carne e sangue sotto questo mantello: c solo unidea. V for Vendetta (2006) Cera una volta V, un misterioso personaggio mascherato che combatte Il crimine! diranno subito i miei piccoli lettori. Non esattamente: nella celebre serie a fumetti di Alan Moore e David Lloyd, V combatte un potere totalitario e corrotto, ben pi minaccioso di qualsiasi Joker, Pinguino o Enigmista. Prendendo in prestito molti aspetti della mitologia del supereroe la maschera e il mantello, lidentit segreta, il covo, il modus operandi non senza una certa ironia, V si presenta come perfetta e seducente icona rivoluzionaria postmoderna. Un terrorista buono. Un Batman politicizzato. Un Robin Hood radicale.

La sua maschera richiama il volto di Guy Fawkes, cospiratore cattolico che nel 1605 tent di far saltare il Parlamento inglese cos guadagnandosi, se non laureola di santo, almeno un posto donore nel pantheon dellanarchismo tardo-novecentesco. Questo recupero non del tutto astruso, se pensiamo a ci che rappresentavano i papisti nella societ inglese dellepoca, pochi decenni dopo lo scisma anglicano: una forza oscura, addirittura satanica, che minava le fondamenta della pace civile e del potere politico. Ma anche una categoria di esclusi, capri espiatori, mostri sui quali proiettare ogni fantasia cospirazionista. Insomma, nella propaganda dellepoca, i cattolici erano i terroristi ideali, come lo sono oggi altre minoranze religiose. Nel Leviatano (1651), il filosofo Thomas Hobbes costruisce la sua teoria dellautorit unica e indivisibile proprio contro i cattolici insomma contro Guy Fawkes. quindi logico che un anarchico contemporaneo, come Moore nel 1982 o un giovane Anonymous trentanni dopo, si possa riconoscere in Guy Fawkes contro il moderno Leviatano. Cupa caricatura dellInghilterra conservatrice di Margaret Tatcher e rivisitazione post-punk di 1984 di George Orwell, V for Vendetta venne iniziato in Inghilterra nel 1982 per un editore indipendente e concluso in America nel 1988 per i tipi della DC Comics, branca del colosso mediatico Warner Bros. Nel corso degli anni la serie si guadagnata la fama di classico nel canone del fumetto contemporaneo, assieme ad altre opere di Moore come Watchmen (19861987) e From Hell (1991-1996). I fumetti di Alan Moore sono considerati tra gli apici del medium per profondit e intelligenza, fantasia, sensibilit. Veri e propri romanzi grafici, come dice la neolingua del marketing editoriale per dare un po di legittimit culturale a quelli che sono comunemente considerati prodotti per eterni adolescenti. Quando nel 2006 usc il film V for Vendetta, pochi avrebbero scommesso sul suo successo. Certo era prodotto e sceneggiato dai fratelli Wachowski, gli autori di Matrix (1999), ma si trattava soprattutto dellennesimo blockbuster hollywoodiano tratto da un fumetto di culto. I fan delloriginale erano gi pronti con i fucili puntati. Lo avrebbero demolito come gi avevano fatto con i precedenti La vera storia di Jack lo squartatore (2001) o La leggenda degli uomini straordinari (2003), adattamenti ben distanti dallo spirito delle opere originali di Moore. Lindustria cinematografica americana non era riuscita ad appropriarsi compiutamente di quei mondi complessi fatti di carta e inchiostro, li aveva appiattiti e svuotati. Ma il film tratto da V for Vendetta, contro ogni aspettativa, convince. Da principio si fa un po fatica ad ammetterlo: i fan precisano che ladattamento fedele, ma il fumetto resta una spanna sopra. Daltronde come paragonare un film di due ore a una saga di trecento pagine? Appunto. Inoltre pesa lanatema di Alan Moore, che anche a causa delle delusioni sui film precedenti, aveva chiesto di non essere accreditato tra gli autori. Ci malgrado le resistenze cedono poco a poco e la critica costretta a riconoscere che il semi-sconosciuto regista James McTeigue ha fatto un ottimo lavoro. Le sale si riempiono e il film, costato 54 milioni di dollari, ne incassa 132.

A fronte di altri adattamenti di fumetti, non si tratta di un successo eccezionale: Batman, Spider-man, Iron man, X-Men e molti altri hanno funzionato meglio. Nella classifica degli incassi di film tratti da fumetti, V for Vendetta quarantottesimo, sopra Kick-Ass ma sotto Cowboys contro Alieni. E persinoWatchmen (2009), successivo e molto meno riuscito adattamento da unopera di Moore, fa meglio. Eppure nessuno di questi altri film ha prodotto un fenomeno intenso come quello legato a V for Vendetta, n un simile successo sulla durata. Questa intensit si pu misurare tenendo conto degli incassi dei vari prodotti derivati. Innanzitutto il libro, che grazie al film passato dallo status di culto a vero e proprio long seller, venduto a pi di un milione di copie nel mondo. E poi le famosissime maschere di Guy Fawkes vendute a ogni angolo della rete, a cominciare da Ebay e Amazon, e indossate in tutto il mondo: nelle piazze del Cairo, a Berlino, a New York, a Madrid, a Londra, a Roma. Se ne venderebbero circa centomila ogni anno, e vanno a rimpinguare le casse della Time Warner che ne detiene i diritti. Ma c anche tutto un merchandisingclandestino, fatto di magliette, felpe, adesivi, poster. Frasi del film si ritrovano sui muri, sui manifesti, sugli striscioni in piazza. Di tutta evidenza, il film V for Vendetta ha scatenato qualche cosa. Alan Moore, che molto ha scritto sul potere magico dei simboli, sul loro modo di provocare delle conseguenze nel mondo reale, avrebbe dovuto prevederlo. Oggi per i media la maschera di Guy Fawkes la maschera di Anonymous, ma la storia pi complessa (e interessante) di quanto si potrebbe credere. La prima associazione tra la sigla Anonymous e liconografia di V for Vendetta ha luogo nel 2008, quando viene lanciato il cosiddetto Project Chanology, contro la Chiesa di Scientology, da parte di un gruppo di utenti del sito 4chan. Come vedremo pi avanti, gli Anonymous del 2008 dei semplici troll, spensierati disturbatori della quiete pubblica, molto distanti dagli hacker antisistema che conosciamo oggi, ad un passo di essere aggiunti dal governo degli Stati Uniti nella lista dei gruppi terroristici. Inoltre, i troll di 4chan non sono i primi a manifestare con la maschera di Guy Fawkes. Nel novembre 2007 i sostenitori del controverso repubblicano Ron Paul si travestono da Guy Fawkes per celebrare il 5 novembre, data della Cospirazione delle Polveri del 1605 e simbolo del loro radicale anti-statalismo. Ma il primo in assoluto a capire la portata politica di V for Vendetta stato, che ci crediate o no, Beppe Grillo: il quale nella primavera del 2007 annunciava il suo Vaffanculo Day postando unimmagine del vendicatore mascherato, per poi utilizzare come simbolo una lettera V ricalcata dal logo del film. Il sogno del comico genovese era di far saltare (metaforicamente sintende) il Parlamento italiano proprio come fa il personaggio nel film e nel fumetto. Cinque anni dopo, nel febbraio del 2012, Grillo tenta un avvicinamento con Anonymous, esaltando i suoi vaffanculo al Potere; e pochi giorni dopo una rivendicazione dal tono tipicamente grillino appare sul sito, defacciato, della deputata cattolica Paola Binetti. Ci sono voluti invece almeno un paio di anni alla sigla Anonymous per avvicinarsi a una lettura politica del simbolo cui avevano ricorso, un po per caso, nel 2008. Sono anche gli anni in cui Anonymous si trasforma in movimento di hacktivisti impegnati, avvicinandosi a Wikileaks e

agli ambienti della cultura alter-globalization. La sua missione principale diventa la difesa della libert di parola, intesa anche come libera circolazione dellinformazione. Le operazioni di disturbo surrealiste lasciano spazio ai sempre pi frequenti attacchi DDoS (Distributed Denial of Service attack) per bloccare laccesso a siti governativi o aziendali, e ai defacciamenti, che consistono nel sostituire le pagine di un sito con altre create ad hoc, contenenti una rivendicazione. Nel giugno 2010 Julian Assange, iniziando la conferenza stampa per il lancio del video Collateral murders, primo grande colpo mediatico di Wikileaks, mormor una frase di V for Vendetta, riferita alla data del Complotto delle Polveri del 1605: Ricorda, ricorda il 5 di novembre. E quando nel novembre del 2010 Assange pubblica 251.287 cablogrammi riservati delle ambasciate americane e inizia a subire pesanti pressioni governative, Anonymous lancia loperazione Avenge Assange, forse il vero atto di nascita del movimento come lo conosciamo oggi. Anonymous diventa cos lesercito digitale di un popolo dindignati che sogna di rovesciare governi, banche, multinazionali, rivelandone i segreti inconfessabili. Mentre su Youtube appaiono sempre pi spesso dei video-comunicati in cui un personaggio mascherato da V rivendica qualche azione o pronuncia qualche minaccia, le piazze di tutto il mondo si riempiono di manifestanti con la maschera di Guy Fawkes. Maschera che lo stesso Julian Assange ha indossato in alcune occasioni pubbliche. Onore al lavoro di adattamento dei fratelli Wachowski e del regista McTeigue. Ancora pi del fumetto, il film V for Vendetta riesce a inquadrare una fetta importante di Zeitgeist, ovvero dinconoscio collettivo della nostra epoca. Come scrive Lewis Call su Anarchist Studies, Nelle mani di McTeigue e dei fratelli Wachowski, la faccia di Fawkes aveva realizzato il suo pieno potenziale. Era diventato un simbolo post-moderno veramente nomade, in perpetuo mutamento. Sono proprio due innovazioni cinematografiche, due grandi idee che non figuravano nel fumetto, a determinare una nuova ricezione del personaggio e la diffusione della maschera di Guy Fawkes. La prima grande idea quella di presentare la maschera di Guy Fawkes come oggetto infinitamente replicabile, da indossare per rendersi anonimi e compiere atti di disobbedienza pi o meno civile. Prima che, per effetto del film, questa pratica diventasse una moda presso i manifestanti di tutto il mondo, solo alcuni gruppi antagonisti usavano manifestare con il volto coperto (ad esempio nei famigerati Black Bloc). Ma la vera fonte dispirazione dei Wachowski e di McTeigue (come lo fu per Luther Blissett) potrebbe essere il Subcomandante Marcos, portavoce dellEsercito Zapatista messicano, che afferm di coprire il volto e celare la propria identit cosicch chiunque possa interpretarne il ruolo. Se nel fumetto V il solo personaggio anonimo, nel film viene sviluppata lidea che la maschera sia il supporto di unidentit collettiva. Insomma lidea della maschera come dispositivo anonimizzante e sineddoche della volont popolare, che il cuore del recupero iconografico di

V for Vendetta, un aspetto precipuo delladattamento hollywoodiano, a sua volta una rimasticatura delle dottrine di guerriglia urbana contemporanee. La seconda innovazione presente nel film quella di ristrutturare lintreccio attorno al progressivo svelamento della verit totalitaria, invece di rendere subito evidente lambientazione distopica. Se Moore metteva a distanza la sua critica dellInghilterra tatcheriana, i Wachowski e McTeigue sovrappongono luniverso di V for Vendetta al nostro. In maniera chiarissima, ad esempio, quando utilizzano immagini darchivio degli scontri di Genova nel 2001 per mostrare un esempio di repressione violenta. Insomma il nemico non uno stato esplicitamente totalitario, come nel fumetto, bens una democrazia in tutto e per tutto simile alla nostra, che cela tuttavia un potere occulto. Qui ritroviamo la buona vecchia distinzione tra democrazia formale e democrazia sostanziale. Ma ritroviamo soprattutto la struttura diMatrix e la sua cosmologia gnostica, ispirata in egual misura dalle antiche eresie dualiste e dalla lettura di Guy Debord: viviamo in un mondo realmente rovesciato, che si presenta come uno Spettacolo governato da moderni Arconti. La concezione politica degli Anonymous deve molto a questo immaginario. La loro vicinanza a Julian Assange e Wikileaks, cacciatori di scabrosissimi X-Files, rappresentativa di un rifiuto de facto di riconoscere legittimit al potere politico, anche formalmente democratico. Se non facile identificare un pensatore politico cui gli Anonymous sispirano, chiarissimo quello che rigettano in toto: Thomas Hobbes, con il suo Leviatano e la sua teoria della pace civile. Sorge una questione: se il film tanto radicale, com possibile che un colosso multinazionale dellindustria culturale abbia lasciato che venisse prodotto e distribuito? Nel film troviamo una possibile risposta anche a questa domanda, ed proprio sotto la maschera di V. Il suo nome Hugo Weaving, ovvero lagente Smith di Matrix. Proprio cos: lattore che intepreta il ruolo del rivoluzionario V e di cui non vediamo mai il volto non altri che lantagonista mutaforma che combatte contro i ribelli nella trilogia Matrix. I fratelli Wachowski si divertono a confonderci le idee: insomma lo stesso rivoluzionario che arringa le folle contro il Sistema potrebbe essere un rappresentante del Sistema stesso. In un certo senso proprio quello che accaduto ad Anonymous il 6 marzo 2012, quando trapelato che uno dei suoi membri storici e leader simbolici, Sabu, sarebbe stato per vari mesi un informatore dellFBI. Paradossi degni de Luomo che fu Gioved di Gilbert K. Chesterton. E cos V potrebbe essere un falso profeta, il cui vero volto resta nascosto perch esso stesso, al vertice del movimento, un infiltrato. Nello stesso modo il film V for Vendetta, sovversivo e radicale, non sarebbe altro che un prodotto di consumo, in unepoca in cui anche le rivoluzioni si consumano. Il filosofo Jean Baudrillard gi scriveva che Matrix un film sulla matrice come avrebbe potuto essere prodotto dalla matrice stessa. V for Vendetta ha portato il paradosso in tutte le piazze del mondo. Questa storia ne ricorda e ricapitola unaltra, che sta allorigine del movimento che ha influenzato il V for Vendetta di Alan Moore: il punk. Alla fine degli anni Settanta un gruppo di

giovani sottoproletari inglesi giunse in vetta alle classifiche musicali di tutto lOccidente, con un pugno di pezzi rock sgraziati e trascinanti che inneggiavano allanarchia. Il loro nome era Sex Pistols e il loro stile, fatto di provocazioni estreme, prese il nome di punk rock. La loro etichetta discografica, fino al 1976, un colosso multinazionale di nome EMI. Il loro impresario, Malcolm McLaren, un aspirante musicista influenzato dai situazionisti francesi. Il loro bassista, Sid detto il vizioso, un bulletto fanatico che si consegna alla mitologia rock morendo doverdose a soli ventidue anni. Dopo il successo del singolo Anarchy in the UK, che vendette 50.000 copie nel Regno Unito, gli scandali ripetuti convinsero il management vecchio stampo della EMI a rompere il contratto con i Sex Pistols. I Pistols firmarono quindi con la Virgin Records di Richard Branson un capitalista della nuova generazione e pubblicarono una raccolta dei loro successi nellottobre del 1977, Never Mind The Bollocks. Al suo interno, una canzone che prende in giro la EMI denunciando il paradosso di unofferta senza limiti: Its an unlimited supply/ And there is no reason why/ I tell you it was all a frame/ They only did it cause of fame (EMI). Il gruppo si sciolse poco dopo, e Malcolm McLaren rivel che i Sex Pistols non erano altro che una truffa. La grande truffa del rocknroll: quattro incompetenti provocatori osannati dagli adolescenti di tutto il mondo, un giocattolo infantile per sedurre il mercato della ribellione. McLaren descrive la truffa nellintro del disco The Great Rockn Roll Swindle: Ho fatto tante cose nella mia vita ma il mio pi grande successo linvenzione del punk rock. Lasciatemi raccontare dallinizio. Ho cominciato prendendo quattro ragazzini, assicurandomi che si odiassero tra loro e che non sapessero suonare. Li ho chiamati Sex Pistols. () A questo punto, il piano era pronto per truffare il sistema del rocknroll. Un piano che mi avrebbe fatto guadagnare qualcosa come un milione di sterline in due anni. Secondo McLaren, che ci tiene a passare per un diabolico manipolatore, la truffa consiste nellavere creato a tavolino degli idoli musicali incompetenti, e sottratto un tesoro allindustria musicale: nel 1977 il Daily Express aveva titolato, non a sproposito, Punk? Call it Filthy Lucre (Punk? Chiamatelo sporco lucro). In effetti Nevermind The Bollocks fu un successo e lo ancora oggi che, dopo la vendita della Virgin Records, figura finalmente nel catalogo della EMI. In verit, non per nulla chiaro stabilire chi fu il truffatore e chi fu truffato. Quello che appare chiaro che lanarchia pu essere un ottimo affare. La distruzione fa girare leconomia, come Bernard de Mandeville gi teorizzava nella sua Favola delle api (1705). E No Future, il motto dei punk, potrebbe altrettanto essere lo slogan del capitalismo avanzato, assieme a un altro ereditato dal situazionismo: Godete senza limiti. Nel caso di V for Vendetta e di Anonymous, chi il truffato e chi il truffatore? Questa in fondo la sola domanda che conta, la sola cui cerchiamo di dare una risposta in queste pagine. Proprio come allepoca di McLaren, pare che ognuna delle parti in causa sia convinta di avere fregato le altre. I persuasori occulti della Warner sono convinti di avere venduto una patacca ai ragazzini, e gli hacktivisti sono convinti di avere sovvertito la patacca per trasformarla in unarma contro il sistema. Hanno costruito il loro arco di Costantino, smontando e rimontando frammenti di monumenti precedenti, rilievi di epoca adrianea e fregi traianei. Hanno fatto

un remix, anzi un bootleg remix. Un collage. Hanno preso un prodotto e lo hanno dtournato, cio recuperato e distorto, come si diceva ai tempi dellInternazionale Situazionista; lo hanno hackerato, come si dice oggi. E lindustria culturale invece come dice? Dice Mass Customization, ovvero personalizzazione di massa: e consiste nel produrre beni e servizi adattabili, in grado di soddisfare bisogni specifici. Da questo punto di vista, i prodotti (e in particolare quelli culturali) sono venduti appunto per essere hackerati. People should not be afraid of their government. Governments should be afraid of their people, chi lha detto? No, non Thomas Jefferson e nemmeno Alan Moore. Questa citatissima frase, che ormai vediamo persino sugli striscioni in piazza, esiste solo nel film e appare come baseline in tutto il suo materiale promozionale. Ragazzi, attenti: questo il primo motto rivoluzionario che viene da uno slogan pubblicitario. Dun tratto sorge il sospetto: e se ci trovassimo imprigionati nel sogno bagnato di un machiavellico uomo del marketing? Vendere la rivoluzione ai ragazzini, altro che deodoranti e jeans strappati. Questo marketing esperienziale, interattivo, virale. Dal punto di vista delluomo del marketing, il ragazzo si maschera per impersonare un romantico guerrigliero in un teatrino a misura duomo. Sindigna e protesta ma non in grado di dare forma pi compiuta alla propria rabbia, perch il film non fornisce maggiori indicazioni. Ritorna in mente una canzone, The vicious cabaret, che V canta nel fumetto di Alan Moore, Ci danno maschere, travestimenti e un canovaccio, poi ci tocca improvvisare. Magari non c stato nessun dtournement dellicona cinematografica, nessun rovesciamento, nessunhacking, perch luso che viene fatto della maschera nelle piazze esattamente quello prescritto nel film: indossatela e fate casino, trasformate la vostra vita in un gioco di ruolo ambientato in uno stato totalitario, trollate il Leviatano e qualcosa accadr. Cos V for Vendetta non sarebbe per la Warner n un incidente di percorso n un virus scappato dal laboratorio, bens un riuscitissimo esperimento di marketing neo-populista. Certo nessuno poteva prevedere nei dettagli quello che sarebbe accaduto, e sarebbe ingenuo credere che una cosa simile si possa pianificare a tavolino. Il marketing resta una scienza molto imperfetta, in mano a grigi burocrati che giocano a fare gli apprendisti stregoni. Quello si pu fare, in compenso, investire enormi budget promozionali per spingere la diffusione di certe idee, lasciando che il mercato se ne appropri. Insomma il banco vince sempre. O forse qualcosa andato storto?

La potenza della moltitudine


I nomi erano cambiati, cos come lo erano i volti, ma gli avversari rimanevano una costante permanente. Limpero degli schiavi contro coloro che lottavano per la giustizia e la verit. Philip K. Dick, Radio Libera Albemuth (1976)

Secondo una delle definizioni pi diffuse e convincenti, Anonymous non un gruppo, non un partito, non unideologia, bens un meme. Meme il termine che il biologo Richard Dawkins coni per definire lequivalente culturale dei geni: delle unit dinformazione che si diffondono e si moltiplicano, e di cui si occupa una strana disciplina chiamata memetica. Un meme come una stringa di codice, che replicandosi si trasforma ed evolve, si adatta al contesto. In questo senso, una moda un meme. Ma un meme anche ogni idea politica, come il comunismo o il fascismo o lanarchismo pop in cui crede V. Quando nel fumetto e nel film il personaggio pronuncia la frase Non si pu uccidere unidea, proprio a questa persistenza dei memi che sembra fare riferimento. Nel linguaggio di Internet, tuttavia, il termine meme indica qualcosa di ancora pi preciso: una specie di tormentone, unimmagine o unespressione che circola e ne ispira altre, come i gattini e le trollface, I Can Has Cheezburger? o Haters gonna hate. E chi smentirebbe un gattino? Se Anonymous un meme o una moda, come i jeans strappati e le pettinature emo, le cose si complicano. Ovviamente non pu esistere nessun comitato centrale dei jeans strappati e delle pettinature emo, nessun sigillo di ceralacca che ufficializza i jeans strappati correttamente, nessun concilio ecumenico che legifera in materia denimologica. Ogni persona con i jeans strappati risponde solo dei suoi jeans strappati. Questo vale anche per lideologia. Una cosa il Partito Comunista, altra il meme comunismo, che si articola in varie forme e movimenti. Ma ecco la novit: gli Anonymous affermano che non c bisogno di alcun partito per guidare lazione politica, che essa si guida da s. La teoria del movimento liquido suggestiva e pu sedurre gli esteti del casotto, i neo-soreliani digitali e altri rebels without a cause sedotti dalla visione di Fight Club o dalla lettura di Invisibles di Grant Morrison. Ma in che modo un insieme dindividui che condividono un attributo iconografico la maschera di Guy Fawkes e una vaga ideologia tra il libertario, lanarchico e il socialdemocratico pu spontaneamente comporre un gruppo strutturato o addirittura una Legione? Per capire questa idea possiamo tornare a una delle fonti dispirazione del fumetto di Alan Moore, ovvero 1984 di George Orwell, che descrive con una metafora lo sforzo necessario dagli oppressi per liberarsi dalle loro catene: Se soltanto i prolet fossero riusciti a rendersi conto di quale fosse effettivamente la loro potenza, allora non avrebbero avuto bisogno di cospirare. Avevano soltanto bisogno di levarsi e di scuotersi, proprio come un cavallo che si scuote di dosso le mosche.

Orwell parla di una cospirazione spontanea, naturale, istintiva. Un gesto collettivo, ma non pianificato. I sostenitori di Anonymous vanno oltre. Sostengono che il movimento sarebbe una super-coscienza, ovvero unentit collettiva senziente. Questa teoria potrebbe sembrare fantascientifica ma ha basi scientifiche e filosofiche del tutto serie nella biologia, nella robotica e nella teoria dellinformazione. La cosiddettacybercultura sorge appunto in questo humus, e prende nome da una dottrina la cibernetica che a partire dagli anni 1950 inizi a studiare i fenomeni di autoregolazione dei sistemi. Un sistema autoregolato , per farla semplice, una macchina in grado di produrre dei comportamenti finalizzati verso un certo obiettivo. Essendo possibile costruire simili macchine ad esempio, una semplice fontana nella quale il livello dellacqua resta sempre il medesimo malgrado un afflusso disomogeneo , anche possibile decostruire e modellizzare lintero edificio dellintenzionalit umana e animale in termini di dispositivi di controllo, segnali e feedback. Coscienza sarebbe in fondo soltanto il nome che diamo a un meccanismo particolarmente raffinato, prodotto per selezione naturale. Questa stessa selezione naturale pu agire sugli aggregati dindividui, ridotti a puro hardware, portandoli ad agire collettivamente in maniera ordinata. Per definire questi comportamenti collettivi spontaneamente organizzati come gli sciami dinsetti si parla dalla fine degli anni Ottanta, appunto, dintelligenza-sciame (Swarm Intelligence). Sebbene nessun individuo conosca lo stato globale del sistema n sia in grado di prevederlo, o peggio prescriverlo, linsieme degli individui in grado di produrre comportamenti finalizzati. La coscienza di questo sciame dunque una propriet emergente, una forma elementare di anima. Corroborata dalla scienza contemporanea, la dottrina della super-coscienza non altro che la buona vecchia eterogenesi dei fini di cui parlano la filosofia e la teoria economica classica. Ma se la mano invisibile del mercato disfunzionale, perch la super-coscienza di Anonymous dovrebbe essere funzionale? In fin dei conti, lo sviluppo di propriet emergenti non per forza garanzia di effetti salutari o di unintelligenza particolarmente elaborata: anche i tumori, in un certo senso, sono sistemi autoregolati. Nellinterpretazione di Anonymous leterogenesi dei fini assume invece un carattere praticamente teologico e ricorda lazione dello Spirito Santo nella Chiesa cattolica. Ma ricorda anche dei processi ben conosciuti nella tradizione marxista: in questo senso, Anonymous sarebbe la versione cibernetica della vecchia dottrina della coscienza di classe, una via informatica alla formazione di una soggettivit politica anticapitalista. Gli Anonymous sono convinti insomma di essere parte di un soggetto politico spontaneo, antagonista e autoregolante, in grado di svolgere il ruolo di avanguardia rivoluzionaria. Nella costituzione dellapparato teorico dellanonimismo post-2010 ha sicuramente avuto una grande influenza la lettura di Impero di Michael Hardt e Toni Negri (2000), vera e propria Bibbia del movimento Alter-globalization, con i suoi due concetti principali e antagonisti: Impero e moltitudine. Impero indica un regime che si estende allintero pianeta: si tratta

insomma della Matrice della trilogia dei fratelli Wachowski, e prima ancora dellImpero occulto ed eterno di cui scriveva Philip K. Dick. Contro lImpero combatte la Moltitudine, un nuovo soggetto rivoluzionario differente dalla classe operaia e dal popolo, non rappresentabile, molteplicit singolare. Negri recupera questo concetto nellopera di Baruch Spinoza, che definisce moltitudine una folla che si comporta come una sola anima. Contemporaneo di Thomas Hobbes ma critico della sua visione politica, idolo dei libertari freudo-marxisti degli anni Settanta, Spinoza potrebbe ambire al pantheon di Anonymous e Wikileaks con il suo Tractatus politicus, nel quale scrive: Non sorprendente che la plebe ignori la verit e che non abbia giudizio, poich le questioni importanti che riguardano lo Stato gli sono tenute nascoste. Julian Assange dietro langolo. Parlando nel loro libro di proletariato cognitivo, Hardt e Negri chiamavano intellettuali e hacker alla lotta: Anonymous, nella forma che ha preso negli ultimi due anni, una possibile risposta a questa chiamata. Riguardo ai paradossi di questa moltitudine disordinata nel contesto attuale, il filosofo Massimo Adinolfi ha proposto una sintesi efficace: Quello che si muove non un popolo ma sono moltitudini: difficile trovare un denominatore comune per ogni causa, difficile costruire egemonie; meglio elogiare allora la ricchezza plurale del molteplice (quanto allunit, si vedr). Si vedr, ma quando? Il paradosso del movimento liquido sta tutto nelloscillazione tra meme e costellazione, spontaneismo e organizzazione, centro e periferia e alla fine, esistenza e inesistenza. Un regime di esistenza debole caratterizza la maggior parte degli oggetti sociali e degli aggregati politici. Esiste lItalia? E lEuropa? E il Tibet, la Macedonia, la Transnistria, lAbcasia? Sono soprattutto le organizzazioni clandestine, in maniera programmatica, a porsi in uno stato dindeterminatezza ontologica al fine di sfuggire al controllo e alle sanzioni. Il termine clandestino, in effetti, indica proprio il carattere non-iscritto di un oggetto sociale, in contrasto con la regola che vuole che la propriet sostanziale degli oggetti sociali sia proprio la documentalit. Questa indeterminatezza il punto di forza delle cellule clandestine nei conflitti non convenzionali: entit sfuggenti e dai confini indefinibili, autoreplicanti come un virus, e perci difficili da contrastare. Come disse a proposito di Anonymous E. J. Hilbert, ex FBI ora presidente della ditta di cybersicurezza Online Intelligence, Come fai a rompere la schiena di unorganizzazione che non ha organizzazione? Anche qui Anonymous eredita dalla tradizione del marxismo rivoluzionario novecentesco. Il primo e pi influente teorico dellinsurrezione Mao Zedong, che fondendo Sun Tzu, Hegel e Clausewitz produce unefficacissima teoria del conflitto asimmetrico, messa in pratica nella guerra partigiana antigiapponese. Nellopinione di Mao, la priorit dellesercito irregolare mobilitare le masse popolari e non conseguire vittorie miltari, annientando le forze del nemico.

La mobilitazione consiste in una deliberata strategia di estensione del conflitto al fine di alterare gli equilibri coinvolti, e portare a manifestarsi le forze latenti. In conformit con questa tradizione, Anonymous vuole essere innanzitutto un attivatore simbolico, in grado di mobilitare il massimo numero di indignati. Nel suo manuale di guerriglia, Che Guevara afferma chiaramente che la prima fase dellinsurrezione consiste nel creare le condizioni rivoluzionarie fornendo un impulso alle forze popolari. In questo senso la violenza non ha una logica militare (annientare il nemico) bens politica, la mobilitazione della societ, perch si svolge nella fase in cui difficile per i ribelli confrontarsi contro un esercito regolare. Il limite di Anonymous senza dubbio che, per suo difetto strutturale, non pu arrivare a nessuna fase successiva. Anonymous un loop: la sua attivit si esaurisce in una perpetua e spettacolarizzata mobilitazione contro un avversario del tutto disincarnato e fantomatico. In un suo articolo del 2003, il quarto membro del collettivo Wu Ming identificava in Lawrence dArabia il vero modello da seguire dagli eserciti rivoluzionari, aggiungendo due nuovi elementi alla teoria rivoluzionaria, ai quali Anonymous non resta sorda: la mitopoiesi (creazione di miti, leggende e simboli capaci di svolgere una vera funzione politica) e il nomadismo (ovvero fluidit e flessibilit). I guerriglieri devono rimanere dei fantasmi, perch i fantasmi possono fare molta pi paura degli eserciti. Tra le loro tattiche, il sabotaggio e lintralcio della produzione e della comunicazione. Il fine ultimo resta il medesimo: Il punto di forza del guerrigliero risiede prima nella capacit di contagiare con le proprie idee la popolazione civile, che nellefficacia dellazione militare diretta. Il conflitto non fisico, ma morale, politico. Ne consegue che non c alcuna soluzione di continuit tra conflitto e consenso, anzi i due elementi collassano luno nellaltro. Insomma Anonymous recupera mezzo secolo di strategie rivoluzionarie e ventanni di riflessione sul terrorismo mediatico o cognitivo. Ma anche modelli che provengono dallintelligence e dallantiterrorismo, hackerati a dovere. In termini ontologici e filologici, i paradossi di Anonymous non sono molto diversi da quelli che pone una nebulosa come Al Qaeda. Suscit un piccolo scandalo Armando Spataro, il capo dellantiterrorismo della Procura di Milano, quando nel 2011 dichiar che Al Qaeda non esiste. Secondo Spataro, Esistono dei gruppi che si formano e si uniscono, e niente pi. Daltronde noto che il termine arabo significa semplicemente base, nel senso di database: una lista di nomi, un annuario di ceffi con le barbe lunghe e le facce cattive. Ma Al Qaeda anche il nome che usiamo per riassumere una molteplicit di fatti, di flussi di capitale, di idee che si propagano. Per questo si pu dire che Al Qaeda esiste, come sistema decentrato in grado di produrre effetti sulla realt. Inoltre Al Qaeda in grado di emanare un certo numero di atti ufficiali, i comunicati di Osama Bin Laden e dei suoi colonnelli. Al di l delle fonti autenticate (i leader riconosciuti e

riconoscibili) peraltro possibile che viga una certa confusione, e per questo resta difficile attribuire certi atti ad Al Qaeda. Potremmo dire insomma che lesistenza di unentit determinata dallo sviluppo di una facolt che le permetta di produrre atti autentici, distinti dagli atti inautentici che possono esserle attribuiti. possibile distinguere concettualmente, e giuridicamente, un comunicato originale delle Brigate Rosse da un apocrifo, come il famoso comunicato del Lago della Duchessa. Il fatto che questo non valga per Anonymous sicuramente una forza, come abbiamo visto, ma anche una debolezza. Le conseguenze di ci vanno dallesaltante al catastrofico allirrimediabilmente comico. Daltronde vi siete mai chiesti, guardando la maschera di Guy Fawkes, che cosa diavolo avesse da ridere?

La legge del caos


un gioco o la realt? Che differenza fa? Wargames (1983) Quando si entra in una chat sulla rete Anonymous, una stanza aperta a tutti, ci si trova in un ambiente potenzialmente infiltrato da curiosi, troll, giornalisti e agenti di polizia, nel quale in fin dei conti nessuno dice la verit. probabile che in molte di queste chat vi siano soltanto infiltrati, che passano il tempo a manipolarsi a vicenda. O che registrano in silenzio, dal fondo della sala, ogni parola. Un curioso che volesse discutere con un Anonymous dovrebbe allora armarsi di molta pazienza. Muoversi pazientemente da una stanza allaltra. Legarsi di amicizia con altri utenti. Fornire via via prove pi convincenti della propria sincerit. E alla fine, continuerebbe forse a non capire se si trova dentro o fuori. In questa prima cerchia di Anonymous bazzicano anche provocatori che potrebbero cercare di coinvolgere altri utenti in conversazioni antisemite o in altro modo imbarazzanti, per poi pubblicare la conversazione in un articolo scandalistico su Anonymous. Ci sono poi gli infiltrati mimetici, che quando vedono un filone lo sfruttano a fondo, e al provocatore antisemita risponderanno a tono con altre affermazioni antisemite. E ci sono infine gli aspiranti sinceri, gli incauti catecumeni, che quindi rischiano di essere educati allanonimismo da qualche carabiniere travestito da Guy Fawkes. In questo modo, spontaneamente il movimento tende ad assomigliare sempre di pi alle caricature che ne fanno i media. Infatti tutti i gli aspiranti Anonymous si sforzano dinterpretare Anonymous come se lo immaginano, cos influenzandone altri ancora, in una

folle spirale. Privo di ogni controllo e gerarchia, Anonymous il prodotto di questo circolo di retroazioni simboliche. Anonymous , gi ora, la caricatura di Anonymous. Un caso interessante di caricatura realizzata quello del Progetto Mayhem, una finzione che sta tentando dinvadere il mondo. Tutto nasce da una serie di video e comunicati, firmati Anonymous e pubblicati a partire di novembre 2011 sui forum di Anonymous e Wikileaks, a proposito di unoperazione chiamata Progetto Mayhem: Progetto Distruzione. I promotori delliniziativa annunciano che riveleranno tutti i segreti delle multinazionali e dei governi corrotti il 21 dicembre 2012. Una vera e propria Apocalisse nel duplice senso di rivelazione delle cose nascoste e di fine del mondo come lo conosciamo. logico pensare che questo annuncio non sia una cosa seria: perch attendere un anno per pubblicare del materiale scottante? Come tenerlo al riparo, in seno a unorganizzazione la cui permeabilit quella tipica di uno scolapasta? Insomma questo annuncio non credibile n come minaccia n come depistaggio. Consideriamolo per quello che in principio: un corpus di messaggi e video, realizzati da un ragazzo nella sua cameretta e spammati in giro per la rete. la storia di un ragazzino che vuole scatenare lApocalisse. Non una cosa seria, dunque. Ma la struttura di Anonymous tale che un semplice scherzo entra a far parte di un meccanismo di diffusione e amplificazione, diventando quindi, di fatto, rilevante. poco probabile che finisca il mondo, a dire il vero, ma se un certo numero di persone si concentra, in una certa data, su un certo obiettivo, e se i media fanno la loro parte alimentando le paure degli uni e le fantasie degli altri, possibile che il 21 dicembre qualcosina (di buffo o di terribile) accada. Gli hacker di Anonymous hanno gi dimostrato di potere realizzare le minacce pi demenziali, e questa sembra essere sulla buona strada. Se poi non dovesse succedere nulla, o nulla di particolarmente eclatante, gli Anonymous potranno comunque vantarsi di avere menato per il naso i media con la loro falsa Apocalisse. Comunque vadano le cose, il Progetto Mayhem gi entrato a far parte della rappresentazione e autorappresentazione di Anonymous. Da qualche parte in America, un agente dellFBI sta dedicando le sue giornate a contrastare il Progetto Mayhem. Forse i suoi colleghi lo prendono in giro alla macchinetta del caff. Forse lo prendono sul serio. Forse tra un anno sar promosso in grado, per aver scongiurato una minaccia che non c mai stata. Forse semplicemente impazzir. In un video del Progetto Mayhem pubblicato su Youtube, alcuni Anonymous propongono un metodo per individuare altri compagni ratti del movimento, ai fini della cospirazione apocalittica. necessario innanzitutto programmare la sveglia del proprio orologio o cellulare a una certa ora ogni giorno, e ogni giorno alla stessa ora scatenare un uragano di confusione che mandi nel panico i droni della Matrice che vi circondano, ovvero fare qualcosa di casuale/stupido/kaotico. Questa operazione viene definita Reality Hacking, ovvero trasferire nella realt le pratiche di sovversione dei codici proprie della rete, essendo la realt stessa

(come visto in Matrix) un programma, in modo pi o meno metaforico. Ma si tratta anche di una forma di Kaos Magic, pratica rituale di cui sono adepti i fumettisti Alan Moore e Grant Morrison. Un esempio di kosa kaotica, in questo kaso, mettersi a kantare a squarciagola il Trololololo, un ipnotico meme musicale. Lo scopo finale fottere la mente dei droni, ovvero i software antropomorfi che ci circondano. Questa operazione un virus mentale che si propagher poco a poco, e che permetter inoltre dincontrare altri compagni e cellule dormienti Anonymous al fine di unirsi per cospirare. A questo punto non resta che da aspettare il segnale per lo sciame che lancer dei flashmob per occupare la realt. Il messaggio termina precisando che lo scopo del gioco trovare il massimo numero di ratti. In queste poche righe sono evidenti vari riferimenti culturali, ma i principali sono contenuti nel nome e nella data del Progetto Mayhem. Il nome un riferimento a Fight Club, la data alla profezia Maya sulla fine del mondo. Due finzioni che Anonymous potrebbe avere la forza di rendere reali e concrete, mostrando di avere un potere praticamente divino. La dottrina della fine del mondo Maya circola almeno dagli anni Settanta negli ambienti della cultura psichedelica americana, e la si ritrova aggiornata nella controcultura degli anni Novanta. Grant Morrison la evocava nella serie a fumetti The Invisibles, pubblicata dalla DC Comics tra il 1994 e il 2000. Tra le principali fonti dispirazione dei fratelli Wachowski per Matrix, il fumetto di Morrison uno spettacolare minestrone punk di teorie cospirazioniste e dottrine gnostiche, che mette in scena una societ segreta di anarchici. Gli Invisibili, proprio come gli Anonymous, agiscono in cellule spontanee, senza che siano davvero chiari n i fini n le fazioni in campo. Anche il riferimento a Fight Club fa parte del pantheon della cultura popolare degli anni Duemila. Nel romanzo di Chuck Palahniuk (1996), e poi nel film di David Fincher (1999), il Progetto Mayhem unoperazione misteriosa il cui scopo distruggere il sistema, ma sempre con una buona dose di umorismo surreale. Le regole di Anonymous assomigliano alle prime regole del Fight Club: Prima regola, non parlate mai del Fight Club; seconda regola, non dovete parlare mai del Fight Club. Queste due fondamentali regole sono tuttavia sistematicamente disattese, come quelle di Anonymous, poich solo parlando del Fight Club si possono aggiungere nuovi membri di settimana in settimana. Il protagonista di Fight Club un anonimo impiegato che sogna di essere Tyler Durden ovvero nel film Brad Pitt, ribelle alla moda, disinibito e grande seduttore. Fight Club descrive bene la schizofrenia del borghese insoddisfatto, le sue segrete velleit fasciste rivoluzionarie erotiche e omoerotiche. Anche in questo caso il film fa un passo avanti rispetto al libro, accentuandone le contraddizioni. Quando Brad Pitt espone le sue teorie sulla dittatura del consumismo, truccato e vestito come un deficiente, difficile credere che il personaggio non sia una caricatura. difficile credere che qualcuno possa credere in Fight Club. E invece la filosofia di Tyler ha

sedotto una generazione. La caricatura aveva reso ancora pi efficace il messaggio. Brad Pitt, leader rivoluzionario? Ormai niente pi ci stupisce. Secondo le (poco credibili) informazioni che circolano in rete, Tyler sarebbe anche il nome di una piattaforma di scambio di files P2P sviluppata da Anonymous per raccogliere e pubblicare i documenti scottanti del Progetto Mayhem. Una versione potenziata di Wikileaks, ma in stile Anonymous: senza controllo, senza editing. La sua attivazione prevista il 21 dicembre 2012. Mentre aspettiamo la catastrofe, che supponiamo congegnata a immagine della scena finale di Fight Club, ci pare di ravvisare nella storia del Progetto Mayhem un aspetto goliardico e ludico che passa spesso in secondo piano nelle ricostruzioni giornalistiche, serissime, pi concentrate sul lato politico per criticarlo o per esaltarlo. Il Progetto Mayhem ha tutto laspetto di un Alternate Reality Game (ARG), una finzione che viene giocata nella realt (e che talvolta la influenza concretamente). Il primo caso celebre di ARG fu quello di Blair Witch Project (1999), falso documentario low budget lanciato in cima alle classifiche mondiali da unoriginale campagna promozionale. Tutto partiva da un sito che raccontava la falsa storia della strega di Blair e la falsa misteriosa scomparsa di tre giovani, alimentando la leggenda attorno al film. Allepoca,Repubblica descrisse loperazione come la prima, vera tecnobufala perfettamente riuscita e il primo, vero esempio trionfante della potenza di Internet. Anche per Matrix furono messi online falsi siti tra cui quello della Metacortex Corporation, dove lavora Neo, il protagonista del film. Un caso controverso di marketing virale fu poi il lancio del film catastrofico2012 di Roland Emmerich (2009), che ha contribuito a diffondere la profezia Maya, disseminando falsi siti su Internet. Per qualche anno esistito in rete un fantomatico Institute For Human Continuity che proponeva una lotteria per salvarsi dalla fine del mondo. In teoria queste operazioni di marketing presuppongono la consapevolezza dei partecipanti. Ma quando un contenuto circola su Internet difficile accertarsi che non venga frainteso o creduto alla lettera. Insomma possibile che un ARG sfugga al controllo e che lindustria culturale si trasformi localmente in gigantesca macchina disinformatrice e ideologizzatrice, come avrebbero detto Adorno e Horkheimer. Ma non era previsto che dei fan di Fight Club fondassero realmente dei fight club in cui darsele di santa ragione, com accaduto. Non era previsto che qualcuno scegliesse il 21 dicembre 2012 per fare uno scherzo apocalittico. Non era previsto che centinaia di migliaia di persone si appropriassero delle idee e degli slogan di V for Vendetta. Contrariamente a quello che pensavano Adorno e Horkheimer, lindustria culturale non in grado di controllare e dirigere limmaginario che diffonde. In questo senso, gli Anonymous sarebbero prigionieri di un Alternate Reality Game che ha invaso la realt. Ma c unaltra possibilit: che il progetto Anonymous sia un ARG lanciato dagli utenti del sito 4chan nel lontano 2008. Il sito, fondato nel 2003 da Christophe Poole detto moot, composto da varie bacheche (imageboards) in cui gli utenti pubblicano anonimamente immagini di gusto vario e volentieri cattivo, senza censure n autocensure, ed

eventualmente lanciano flame wars o campagne di trolling, ovvero operazioni di disturbo su Internet. Il credo dietro queste prove di forza il LULZ, un umorismo surreale e fine a se stesso, che pu servire da spiegazione ultima per ogni comportamento apparentemente privo di senso. Perch lhai fatto? Per il LULZ. A 4chan e al gusto per lassurdo dei suoi utenti dobbiamo ad esempio la creazione e la diffusione di molti Lolcats, le famose immagini di gattini buffi che, in termini di produttivit, stanno spezzando la schiena alleconomia occidentale. La sorprendente trasformazione di 4chan in presunto covo di ribelli digitali risale al 2007/2008, con alcune operazioni di trolling che i media americani attribuiscono a unorganizzazione chiamata Anonymous, fraintendendo e reificando il fatto che gli autori fossero, appunto, degli anonimi e come tali si firmassero abitualmente sul sito. Il fatto di firmarsi e definirsi Anonymous, al singolare, era una specie di scherzo in uso tra gli utenti di 4chan, alcuni dei quali avevano anche prodotto una guida di un centinaio di pagine con le regole di comportamento per essere un Anonimo ben educato (The Well Cultured Anonymous). In questa guida, pubblicata nellottobre 2007, non c nessun riferimento politico. Addirittura si sconsiglia agli Anonymous di parlare di politica (da evitare come la fottuta peste) perch questo sarebbe fonte di conflitti e discussioni inutili. Lunico elemento che era gi presente nella guida era il rifiuto radicale della religione, che fa del recente attacco al sito del Vaticano unoperazione che gli anonimi del 2007/2008 avrebbero potuto condividere al 100%. Che un simile attacco sia fatto usando la maschera del papista Guy Fawkes, invece, uno di quei cortocircuiti simbolici che caratterizzano la diffusione dei memi. Si noti che nel 2008 ebbe luogo una piccola diatriba tra veri falsi e presunti Anonymous a proposito dellopportunit di attaccare il Vaticano e di considerare i cattolici alla stregua degli scientologisti. Non a caso loperazione contro Scientology latto di nascita di un movimento che si chiama Anonymous. La scelta del nome sembra essere un classico caso dinversione dello stigma, meccanismo comportamentale che consiste nellaccettare di diventare quello che la societ accusa una comunit o una persona di essere: in questo caso, un fantomatico gruppo chiamato Anonymous. Non c nessun riferimento a V for Vendetta nel video-comunicato del 21 gennaio, nel quale una voce artificiale afferma We are Anonymous e proclama che Anonymous ha deciso che la vostra organizzazione deve essere distrutta. Una decina di giorni dopo, dei manifestanti in carne, ossa e maschere di Guy Fawkes si presentano davanti alle sedi di Scientology di varie citt in America e Regno Unito (circa 9.000 persone in tutto il mondo) garantendo un sicuro effetto coreografico. A quanto pare il riferimento non era n al film n al fumetto, ma a una vignetta in cui un personaggio, simbolo di grandissima sfiga (Epic Fail Guy), la indossa; indossarla significava insomma rivolgere quello sfigato a Scientology, oltre a proteggere la propria identit in caso

di eventuali ritorsioni. Siamo nel 2008, gli Anonymous sono scesi in piazza e si sono scelti un nemico, ma la politica ancora lontana. La trasformazione degli allegri troll di 4chan in attivisti antisistema sorprendente, e ricalca un po quello che accade in Fight Club. Tyler Durden, prima di essere un terrorista, anchesso un troll che si diverte a proiettare fotogrammi pornografici in mezzo a film per bambini, oppure travestirsi da cameriere per scorreggiare sui carrelli del dessert. Il Progetto Mayhem di Tyler Durden, in questo senso, non altro che una super-zingarata degna di Amici Miei anche se difficile immaginare Ugo Tognazzi palestrato, ricoperto di lividi e cicatrici, che combatte in un parcheggio. Per concepire Fight Club, Chuck Palahniuk dice di essersi ispirato alla goliardica Cacophony Society, associazione dedita alla follia senza senso di cui chiunque potrebbe essere membro, senza saperlo. Anonymous, la piccola porta dalla quale la follia senza senso entra nella Storia? Che trama fantastica: una finta organizzazione di attivisti digitali mascherati, usciti dritti da un blockbuster hollywoodiano, diventa poco a poco qualcosa di reale e di minaccioso. Ancora una volta, siamo nel romanzesco puro e semplice. Come nel Pendolo di Foucault di Umberto Eco (1988), che racconta come una finta cospirazione possa diventare una vera cospirazione. In fondo tutte le vere cospirazioni non sono altro che finte cospirazioni nelle quali qualcuno inizia a credere sul serio. Prima di essere reale, ogni complotto sempre una fantasia. I Rosacroce non erano forse essi stessi, da principio, uno scherzo? Ma questi scherzi tendono naturalmente a sfuggire di mano. Nessuno poteva prevedere cosa sarebbe successo: n i primi Anonymous di 4chan, n i persuasori occulti dellindustria culturale, n i media, n i santoni del pensiero antagonista. Chi ha truffato chi, allora? Ognuno di loro ha contribuito, mettendo una piccola pietra alledificio, manipolando e facendosi manipolare. Quello che accaduto tra il 2007 e oggi un processo di appropriazione da parte di un movimento in cerca di simboli e modelli concettuali. Il meme Anonymous, nato per caso e affine a concetti che venivano sviluppati altrove, ha saputo catalizzare lattenzione di una vasta schiera di hacktivisti, punk, vetero-marxisti e indignati vari che hanno infiltrato il progetto in corsa, spostandone il baricentro, riempendolo poco a poco fino forse a scoppiare.