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CAP. X.
Soggiorno in Germania.

"L'ultima menzione
scrive
la
al

del
la

Bruno nel

Diario francese",

l'Auvray,

"

ha

data del 28 e 29
si

maggio

ed

pi importante di tutte, perch


dibattito
filosofico

riferisce

precisamente

che

sembra

sia

stato

1*

avvenimento
che fuor di
il

principale

del

secondo

soggiorno

parigino,

dubbio,
indusse
del

pi

delle

turbolenze che travagliavano

Regno,
seduta
di chi

Giordano ad andarsene. Della curiosissima


il

Collegio di Cambrai era soltanto noto


criticare

nome
il

doveva
e
il

Aristotile

l
:

cosi

s'

ignorava che

Bruno

suo discepolo avevano trovato un temibile e impreve;

duto avversario
confusione
del

che

il

duello oratorio era tornato a piena


;

novatore

che

questi

aveva dovuto rinun-

ziare alla lotta e a stento era uscito di

mano

degli scolari

che
in

si

sforzavano di ritenerlo e obbligarlo a replicare; che,


fatto

breve, egli aveva


faccia

una

figura

abbastanza meschina
"
2
.

in

del

suo

vittorioso

contradittore

L*

Auvray

Non

si

era neppure sicuri del luogo della disputa; ma, osserva


n. alla

l'AUVRAY
Cambrai
;

(Docc. parigini,
la

pag.

299),
ait

"

c'est

tori

que Berti met en doute que


le

fameuse dispute philosophique


il

eu
les

lieu

dans

Collge
et

de

son erreur vient de ce qu'

considre

termes Universit

Sorbonne comme
1

synonymes
"

"

il

TOCCO

(Di un nuovo documento

su G. Bruno, pag.

4):
il

La

nota del Colin risolve in


il

modo

definitivo la

questione
n
.

dibattuta tra

Berti e
-

Fiorentino,

dandola vinta a quest' ultimo

Docc. parigini, pagg.


Spampanato.

292

e 293.
26.

402

Soggiorno

in

Germania

suppone che

il

bibliotecario Vittorino sia stato informato, se


il

non dall'amico Filesac, da un suo ammiratore,


o
dal
e

Duchesne,

da un

genero di costui,

Federico

Morel, lettore regio


"

1586; e non dubitando punto della verit de'


particolari
sotto
"

minuti

pungenti

svelati,

giunge a sostenere nuovo,


"

che

il

Nolano appare
toso,

un aspetto
:

un uomo vani-

fanfarone, sdegnoso
"
'.

indizio d'

un ingegno non vera-

mente superiore

Ma
tori

1'

Auvray, bisogna opporre, non


le

si

chiede se sieno
let-

state spassionate

informazioni che

il

Cotin ebbe da

che non avevano creduto opportuno e degno confutare


critica
2
,

l'audace
cordino
3

e se le note del

28 e 29 maggio congiorni del

con
.

le

altre

aggiunte
rileva
le

ne' primi

mese

seguente
dizioni
tare
;

Il

Tocco
Cotin

due o
n

tre

non

lievi

contra-

e
il

giustamente pensa che


attinge a

si

potr

ben argomene

che

due

fonti

diverse,

bench
non
si

talvolta a'

racconti altrui aggiunga del suo,


fra

tuttavia

cura di metterle
"

loro d'

accordo
",

"

4
.

Solo raffrontando e

combinando
andate
n

diversi

dati

si

riesce a mostrare

come

sieno

le

cose,

o
di
.

per

lo

meno
che
si

a dare quell' unica disposti ad ac"

possibile

ricostruzione
3

fatti "

cettare senza difficolt

In ogni

modo,

malfide e discordi

testimonianze
conclusione,
Parigi

"

non sono
racconto

sufficienti

per giustificare una grave

il

che

"

il

Bruno sarebbe fuggito da


,

come un cane
meraviglioso

battuto

senza dire che


cosi

"

sarebbe
il

veramente

che
a'

un uomo

battagliero,

quale seppe tener testa

dottori di

Oxford, non valesse ora

Docc. parigini, pagg. 293 e 294.


lbid.,
lbid.,

2
;{

doc.

X,

pag.

300.

pagg. 299-301.
su

*
r>

Di un nuovo documento

G. Bruno, pag.
le

15.

Ibidem. Vedi, nel cap. IX,

pagg.

398

399.

Capitolo

X
si

403

a rispondere a
la

un giovane avvocato che


n

per

1'

et

si

per

professione

sua non poteva essere bene addentro nella

filosofia

aristotelica,

tampoco
le

nella
n
'.

scienza

nuova che

alla peripatetica

volgeva

spalle

La voce
orecchio
lignit
il

della fuga che misero in giro,

dopo
e
a

la

disputa

cameracense,

alcuni

Aristotelici

idolatri,

cui

diede

dotto padre di Saint- Victor, una sciocca


dalle

macon

smentita

ampie
non

e
ci

uniformi
si

dichiarazioni del

Nolano
quelle
stare
l'

che
d*

collimano,

e'

ancora

badato,

uno

straniero a cui

non

ragione di non pre-

fede.
gli

Mandando appunto
scrive

1'

Acrotismo

al

Filesac,
in
lui

autore

che
n

gi

da un pezzo aveva
"
;

animo
stesso

di

recarsi in altre

universit

perch, spiega

agi' Inquisitori

veneti,

direttamente non ho insegnato cosa

contra

la

religione catolica cristiana,


:

bench indirettamente,

come
"

stato giudicato in Parisi

"

Dove
certe
i

egli

pu, vero,

trattare

secondo

la

via

de' principii

naturali e stampa-

re,
il

con
titolo

permissione de superiori,
di

disputazioni sotto

Centovinii
n
;

articuli contra

Peripatetici ed altri

volgari

filosofi

parimenti

convinto
contrarie,

che
anci

le

idee di
pi

Platone e
contrarie

di
alla

Aristotile

sono
li

"

molto

fede
" 4

che
;

articuli

da
si

[lui]

filosoficamente

proposti
della

diffesi

tuttavia

non
di

fa

alcuna

illusione
fin

propria

sorte.

Egli
nella

sa

essere in pericolo
:

da

quando
nel

ritornato

metropoli francese

Arnold van
conosciuto

Buchel che ha

sentito
1

parlare di lui o lo

ha

dicembre del

585,

appunta ne' suoi ricordi parigini

Di un nuovo documento
Pag. 57
:

su

G. Bruno, pag.
universitates

15.

"

Iam ubi per

alias

mihi

peragrare
arripere

animo
".

sedet,

nec possim neque debeam velut insalutato hospite


3
4

iter

Docc.
Ibid.,

veneti,
e.

doc. XI,
.
.

e.

14 Iev

14

404

Soggiorno

in

Germania

che
di

il

Nolano

"

professa dottrine
alla
"

troppo

sottili,

certo pi
" '.

quanto non convenga

sicurezza della sua vita

Sarebbe

stata

una grave
l'

imprudenza
"

",

se l'Esule avesse
n
:

ancora ritardato
nel
1

effettuazione del

saggio proponimento
trafitto

586

dal barone

Altoviti veniva

Enrico d'And'intollerante

goulme, che per


nell'

altro

aveva avuto
;

la

nomea
anni

eccidio

di

S.

Bartolomeo
il

e tre

appresso

fini
i

d'

una morte simile


della

fratello.

Il

quale, accorgendosi che


s'

capi

parte

nelle cui braccia


regia,
al

era gettato,

diminui-

vano

l'autorit

legittimo
propri,

opponevano un governo
stringevano con l'aiuto

nuovo con tendenze e


dell'

uffici

ambasciatore
II,

spagnolo

legami

sempre

pi

intimi

con

Filippo

e imbaldanziti dell'autorit e potenza acquistata


la

provocavano
a
loro

ribellione a Parigi,

si

ripromise di sostituirsi
Stati

con

la
1

violenza; e riuniti

gli

generali nel diil

cembre del
Guisa e
nava
;

588

Blois,

vi

fece

trucidare

Duca
lo

di

il

Cardinale
i

di

Lorena.

Ma

Enrico

III

s'ingansco-

perch
il

Cattolici che ormai

vedevano

in lui

municato,

carnefice de' martiri della loro santa causa, ne


la

spezzarono
pirlo.
Il

corona,

poi

cercarono

il

suo cuore per col-

Mendoza

che, a malgrado delle energiche proteste

diplomatiche, non era stato


scrivere al suo

richiamato
Sire,

",

poteva finalmente

sovrano:

"

con

le

mie del 30
pericolo

luglio

ho descritto a V.
Parigi e
i

M.

quale

estremo

corressero

Cattolici.

Ma
si

piaciuto al Signore di liberarci


felice,

con un avvenimento
buirlo
alla
il

che

non

si

pu non

attri-

sua

potentissima mano, e che fa sperare prosin cui


la
si

simo
di S.

tempo

finir

con

gli eretici.

Un monaco
il

Domenico

parti

con

la

risoluzione di uccidere

Re

Docc. parigini,

n. alla

pag. 290.
cit.,

2
:i

BARTHOLMSS,
CAPEF1GUE, Op.

Op.

tom.

1,

pag. 98.

cit.,

tom.

IV, pagg. 352-355.

Capitolo

X
:

405

per
1

la

maggiore
alle

gloria

di

Dio

ci

eh'

accaduto

il

agosto,

otto

del
al

mattino.

Lo ha
e
il

colpito con

due

pugnalate alle spalle e


alle

basso ventre, di cui egli morto

due
che

della notte seguente


"

";
don

Principe

si

affrett
tutti
gli

da S.
aiuti

Lorenzo a
gli

felicitare

Bernardino di
" '. n

ha porti
di

in tutte le occasioni

Ne' Ragguagli
Bodino,
eh' egli

Parnaso

s'

immagina che
fino
i

Giovanni
giorno

famoso

letterato

francese,

dal
sei

primo
libri

ardi di presentare
sia

ad Apollo

della sua
in

Republica,
oscurissima

stato
;

posto,

come ben

meritava,

una

prigione

percioch in

modo

alcuno non volle

Sua Maest che senza esemplar

castigo passasse la scele-

CAPEF1GUE, Op.
vinculis
in

cit.,

tom. V, pag. 290.


Ialine

11

BRUNO
art.

ricorda nel

De
il

genere (Opp.

conscripia,
il
1

voi.
I

Ili,

VI, pag. 657)

regicidio

commesso a Saint-Cloud
fino
a'

agosto

589, quando giudica coloro


in

che

furono

suoi

tempi

"

pr
al

religionis specie

principes et reges
L'

sicarii ".

Quelli che erano pi vicini

Re, racconta

il

DE

ESTOiLE

nelle

note marginali del Regislre journal (pagg. 33,

32

e 34), finirono a colpi di

spada

fra

Iacopo Clment,
il

"

lequel s'alia trainant jusques la ruelle


la

du

lit

du Roy, o
choisi
cest

espandit

l'me et

plus part de son sang.

...

Fut

fori

bien

animai de l'Ordre des Jacobins,


propres et coustumiers
fort
tels

car
...

il

y a long temps

que ce

sont gens

actes.

Et avinst audit Compigne


tous les ordres

un
et
les
le

incident

notable

qui

fust

que,

comme
autres,
et

des

glises

des moines allassent au devant du corps du


Jacobins, y voulans marcher avec
les

Roy

pour

lui

faire

honneur,
,

en furent empeschs...
n
.

tant

nom de

cest

Ordre

estoit

en horreur

dtestation
;

Anzi,

Domeni-

cani corsero pericolo di venire espulsi dalla Francia


priore di S.
prigionia
fu

il

padre Bourgoing,

Giacomo, creduto

istigatore

del Clment,

dopo lunga e crudele


Histoire des matres
il

squartato da quattro cavalli

(MORTIER,

gnraux

des

Prcheurs,

tom. VI, pagg.


Parisiis,

19 e 22). Tuttavia

CAMPA1636, cap.

NELLA

(Atheismus
n

triumphatus,

Apud
a

T. du Bray,

XVIII, pag. 231):

Henricus
suscepit,

III,

dum

politice

Hugonotis favet

et hereticae

Genevae protectionem
2

nonne

periit

fraterculo occisus ?
".

Et oppo-

situm faciens Ludovicus XIII mirifice prosperatur

CAPEF1GUE, Op.

cit.,

tom.

V,

pag. 317.

406

Soggiorno

in

Germania

rata

opinione
al

che

si

scopri che nella sua Republica

avea

pubblicato
Stati

mondo,
ai

esser ottimo consiglio per quiete degli

concedere
la
1

popoli

la

libert

della

coscienza

"

!.

Veramente,
perch nel
cardinale
"

prigionia

non un'invenzione del Boccalini;


rifer

583,

come Guido Lolgi


il

all'eminentissimo

Eduardo Farnese,
di
",

Bodin, stando nelle Fiandre,

in

ufficio

maestro

di

richieste

appresso
in

monsignor

d'
"

Alencon

dagli
n
,

Spagnoli

viene

arrestato
"

Anversa;
stato,

ed ughenotto
l'

aggiunse l'agente,
n'

o almeno

secondo

opinione che se

ha

ed tenuto uomo dotto,

ma
suo

pieno di concetti stravaganti,


libro
in

come par

faccia fede un

francese,
scritto
"

intitolato

La

republica,

contro

al

quale stato

\ Nonostante
popoli,

fosse da' pi biasimato


dell'
"

come

"

seduttore

de'

ministro

ambizione
,

di

uomini sediziosi, pubblico e notorio ateista


familiare de'

era tuttavia
nel

Mauvissire e sinceramente
I

pianse

di'.

cembre del
Il

586, come

si sa,
il

la

morte di Maria Bochetel

Bruno, conobbe o no
dall'unirsi
"

Bodin
gli

in casa de' suoi ospiti,

si

guard bene
pe'
la

con

ortodossi,
politici
",

con quelli che


perch
"

passavano

migliori

letterati

questi

scambiavano

difesa

della
falsa
"

tolleranza
'.

con
"

un' opinione

non meno
dell'

empia

che

Anzi,

e per sentimento
n
,

animo e per ragion


lui
"

di gente e di consuetudine patria

profess anche

la

religione

che era aliena dalle conn h


.

troversie e al di sopra

delle dispute

"Se
ragg.

potessimo e

Per cura di G. Rua, Bari, Gius. Laterza, 1910,


Carle farnesiane,
Napoli.
di.,
la

LXIV,

pag. 221.

fase.

186, fascic. del

16

aprile

1583, dell'Archivio

di

Stato di
:t

Boccalini. Op.
Vedi, nel cap. IX,

ragg.
n.
I

LXIV, P ag.
della pag.

221.

344.
pag.

J
8

Ragguagli
Articuli

di Parnaso,

ragg.

LXIV,
pag.
4.

221.
II
I.

adversus
voi.

mathematicos,
I,

Divo

Rodolpho

Brunus,

Opp.

latine conscripla,

pars

III,

Capitolo

X
la
"

407

sapessimo distinguere, come in molte cose naturali,


dalle
si

luce

tenebre

",

dichiarava

nel

588

a Rodolfo

II,

non

sarebbe

protratto fino a noi,


l'antico conflitto

n sarebbe venuto sempre


spinge
le

crescendo,
zioni

che

umane genera-

ad

avversarsi
delle

cosi

tra

loro,

che

ciascuna, secondo

l'avviso

rimanenti, tanto pi vaneggia, quanto pi


superiore.
il

convinta

d' essere

Alcuni

di questi

spiriti

otte-

nebrati cui pare che

prossimo rimanga nella cecit, vada


si

tentone,

non sappia quel che


gli
si

faccia,
al

dall' intimo

del

cuore,

levando

occhi

le

mani

cielo,

ringraziano

l'Altissimo e
largo

che

degnato d' essere loro benigno

padre

retributore,

mentre crudele giudice, implacabile


di

vendicatore

che minaccia

sterminio

gli

altri.

Perci di
e sono

tante varie sette che pensano in mille

modi
state

diversi,
le

e furono
nel

pi

numerose che non sieno

generazioni
stia

mondo,

come non ve
le

n'

e fu alcuna che

senza

particolari

tendenze e disciplina; cosi ognuna stima e stim


proprie,

prime e migliori
gine
l'

e delitto e massima

scellerag-

avere qualsiasi comunione


di

con

le
i

restanti.

Dal qual
pi
sacro-

genere
santi,
il

religione

vengono spezzati

vincoli

contro

ogni

ragione, stato e natura, non che contro

diritto

delle
alle

genti,

e quindi contro

il

vero ordine dato

da Dio
di

cose.

Per suggestione
che,

diabolica e per opera


il

quelle

furie

infernali

introducendo
il

fuoco della

discordia nell' animo de' popoli e


nel

coltello della divisione

seno

delle

famiglie,

si

spacciano

per

Mercuri caduti
si

dal cielo con miracoli e infinite

imposture,

arrivati al
si

punto

che un uomo

dissenta dal suo simile e

opponga
da tempo
genio
tutti,

a lui pi che a qualsivoglia essere vivente. Resta, pertanto,


inosservata la legge d'

amore

diffusa largamente e

immemorabile

la

legge

ispirata

non dal
da

perverso
di

d'una sola gente,

ma

per certo
alla

Dio padre

come

quella

che,

consona

natura

universale,

emana

408

Soggiorno

in

Germania

una generale
i

filantropia,

merc

la

quale amiamo
stato

fin

anche

nemici,

per

non

rimanere

nello

di

selvaggi e di

bruti,
il

ma

per elevarci a immagine di Colui che fa sorgere


i

sole

sopra

buoni e
i

cattivi,

che
"
'.

versa la pioggia

delle grazie sopra


Il

giusti

e gl'ingiusti

Bruno che
di

gi ne'

colloqui in Saint- Victor aveva


"

moben

strato

confidare

che,

tendendo

la

cristianit a

vivere, sarebbero levate di


religiose,
stici

mezzo con

assai facilit le lotte

se

si

spazzassero

via le sottigliezze
a'

degli

Scola-

e le quistioni intorno
"
i
,

sacramenti ignoti a S. Pietro

e a S. Paolo
lettera all'

ritorn alle nobilissime idee espresse nella


iscritti

Imperatore anche in

posteriori.

"

Ci ch'

difforme

dall'
"

ingegno e dal
la

senso

nostro e la

",

cant nel

De

immenso,
smorza
la

turba

pace

umana

quiete

del secolo^

luce della mente, nuoce a' costumi.

Qual duns'
il

que
l'

la

conclusione de'

dommi

de' sicofanti

Non

incontra

ira

di

Dio per

le

cattive

azioni,

n
1'

si

ottiene

premio

delle

buone.

Ma

allora,

dominando
che

opinione che allonil

tana

un

popolo

dall' altro,

separa

figlio

dal padre,
di-

che

spezza

qualsiasi

relazione tra coloro che pensano


se

versamente,
Dio, senza
quanti
e
n

ogni

mortale,

pure

difenda

I'

onnipotente
n
3
.

forza,

"

un
con
l'

fanatico,

un

dissennato

A
",

se

ne stessero
il

man

gionte e

n ginocchion

rinnegassero
dell'

senso e

intelletto

egli

dava

la

colpa

imbarbarimento e delle scelleratezze de' suoi tempi,


il

in

cui era un' insania


crudeli,

sapere, piet

il

compire

atti

empi

religione

il

conservare

il

mondo

nello

scisma,

Articuli adversus
ritratti,

mathcmaticos,

pagg. 3 e 4.

Vedi

il

FIORENTINO,

Sludi e
2

pagg.

363

e 364.
II,

Docc.

parigini,

doc.

pagg.
voi.
I,

295
pars

e 296.
II,

3
4

Opp.

latine conscripta,
;

lib.

VII,

cap. XI, pag.


1,

270.

Cabala, pag. 223

De

immenso,

lib.

Vili, cap.

pag.

289,

Capitolo

X
"
l
.

409

sottomettendo

pi

alti

diritti

alla forza

Cosi,

s'

accore
la

dava

col

Montaigne
de'

che,

considerando

1'

ignoranza
il

superstizione
degli
antichi

contemporanei, rammentava
contro ogni

fanatismo

Cristiani

specie d' arte pagana,

con

danno
il

di gran lunga

maggiore

che non arrecassero


2
.

il

ferro e

fuoco delle invasioni barbariche

Da

Anversa, un anno prima della sua morte,


"

il

Languet

scriveva al Sidney:

Tu
;

a stento
dall' Italia

potresti

vivere qui,

ma
ti

meno ancora
nia
tua
in

in

Francia

e dalla Spagna poi


la

tiene lontano la religione.


:

Rimane, quindi,
se dovessi

sola

Germala

essa
"
*.

potresti rifugiarti,

abbandonare
il

patria

Per

certo,

la

pace

d'Augusta,

primo

imperfetto
tolleranza,

monumento
assicur
a'

inalzato

dalle
s'

nazioni cristiane alla

paesi in cui
la
;

erano
la
il

combattute

le

prime

guerre

religiose,

pace per

tutta

seconda met
1

del secolo decimosesto

ma, soltanto dopo


la libert

648,

partiti
il

ottennero

1*

eguaglianza e
4
.

che promuovono

vero

progresso degli studi

"La

Riforma, separando principi e

popoli, aveva distinto le scuole in

due

classi

perch

alle

divergenze
paese,
le
si

che

derivavano
le

dal

grande spezzettamento del


In
fatti,

aggiungevano

spirituali.

in ogni signoria

scuole erano rette da un capo

indipendente cattolico o

riformato, e la loro direzione e indirizzo variavano


gli

secondo

umori,

il

carattere,

le

opinioni e

consiglieri di esso

capo,

che

per

giunta

era
I

diverso

da Stato a Stato, e a non


di rado

volte di regno in regno.

principi protestanti,

signori spirituali e temporali, incaricati di difendere la fede

De

immenso,
tom.

lib.
II,

VI, cap.
II,

II,

pag.

172.
pag. 40.

Essais,

liv.

chap.

XIX,

Epistolae politicae

et

histoncac,

epist.

LXXX11I, 30
143 e 144.

gennaio

1580,

pagg.
4

414

415.

BaRTHOLMSS,

Op.

cit.,

tom.

I,

pagg.

Soggiorno

in

Germania

la

famiglia,

avevano

sull'

istruzione un' efficacia maggiore

che non quelli

cattolici obbligati

sopra a tutto e in tutto a


alle

consultare la Corte

romana.

<

Quanto

faccende di
d'

reli-

gione, essi applicavano le deliberazioni


in

pigliate

accordo

un consiglio federale, detto


spesso

Corpo evangelico, nome


;

spesso

profanato nelle sanguinose rivalit politiche


l'

ma
ch

in ci

che concerneva
in

insegnamento
Consiglio,
della

scientifico,

giacdiffe-

non ne trattavano

quel

operavano
propria

rentemente,
sapere
del
all'
:

ognuno

in

conformit
gli

natura

savi

sostenevano

studi e favorivano la libert

pensiero,
intolleranza.

ma
alle

grossolani

ubbidivano

all'

ignoranza

Nel

resto le scuole tedesche somigliavano


1'

alle italiane,

francesi e alle inglesi, per


i

obbligo della
per
la

lingua latina, per gli usi,

metodi e

privilegi,

su-

periorit della teologia sulle altre discipline, per la

tendenza
si

non permettere che

le
"

scienze estranee alla religione


l .

sviluppassero pienamente

Dal canto
causa,

suo

il

Bruno
che
n

giudicava
le

con

cognizione

di

quando

asser

Muse, non immeritamente


diritto
si

libere per ordine di natura,


civilt,
bili

per

di genti e leggi di

se nell' Italia e nella


se nella

Spagna
provano

calpestano da ignogli
effetti

preti,

Francia

tutti

delle

terribili

guerre
dalle

intestine,

se nel Belgio sono violentemente

agitate

sanguinose

sommosse,

nel

modo
"

pi

misero
in

intorpidiscono in alcuni paesi della


sul

Germania
',

\ Perch

principio del giugno del

586
",

"

partito
"

da Paris per
in

causa di tumulti,

me

ne andai

egli

narr,

Germania;

BARTHOLMSS, Op.

cit.,

tom.

I.

pagg.

144-146.

Oratio consolatoria, pag. 33.

:!

Docc. parigini, doc. X, pag. 300.

Capitolo

X
alias
"

411

e feci prima ricapito a


citt

Menz
il

l
,

Magonza, che una

il

archiepiscopale
dell' Imperio.

",

cui arcivescovo
stetti

primo
;

eletn

tor

Dove
n
in

fino
,

2 giorni

ma
"
3
.

non

trovando
li,

qui,

Vispure

luoco poco lontano de

trattenimento a mio modo, andai a Vittiberg

Dal ducato
Sassonia

di
;

Nassau non
ma,
egli
lo

si

rec direttamente
lo

nella

prussiana

tacque o
dell'

dimentic, a
elettorale

Marburg.

Questa

piccola
il

citt

Assia

era

nota in Europa
glio
;

per

colloquio del Lutero con lo


il

Zwin-

vantava un fiorente ateneo e ne venerava


la

fondatore,

un francescano francese che aveva rinnegato


e abbracciato
il

propria fede
;

protestantesimo, fra

Lamberto d'Avignone

1
"

Nel

1875

VITTORIO IMBRIANI (Nalanar


si

II,
si

pag.

130,

n.

1):

lo bramerei
;

che

riscontrasse

l'

originale,

forse

troverebbe
il

scritto

Mainz

ma

in ogni

modo

in

Mainz va

corretto,

eh'

appunto

nome

te-

desco di Magonza"; e nel


gi

1880, nella
il

Storia

della
:

letteratura

italiana,
di
alla

rammentata
in

(pag.

101, n. 2),
il

CANELLO
perch
leggere
il

"Noi non dubitiamo


pronunciato

scorgere

quel

Mez

Mainz

de'

Tedeschi,

Meinz
,

basso-tedesca".
n.
1

queste

osservazioni
si

BERTI

{Vita 1

pag. 347,

"

Noi

crediamo

che
fare
si

debba

Mar, cio

Marburgo, e non
francesi.
:

Mez...

Mez

non ha che

con Magonza o Mayence de'

Invece

della parola alias, crediamo

debba leggere semplicemente


"
;

cio,

il

Bruno,
allorch

abbandonata Marburgo, venne a Magonza


scrisse
il

n poi mut

parere,

Vita

-,
il

pag. 214,

n.

1):

"Non
sia

sappiamo

leggere la parola...

che
a
si

Sigwart e
torto
1'
:

Carriere opinano che

Mainz
si

".

Ora, non c' da

esitare

dargli

nelle carte

venete
:

chiaramente

legge

Mez, o meglio,
bene
spiegata

se

scioglie

abbreviatura,

Menz

forma che
(Venetiis,

si

pu

trovar

nel

Dizionario di A.
pag.

CALEPINO
,

Apud Antonium
Gallis,

Bortoli,

1700,

486)

"

Magontia...

urbs Germaniae superioris ad

Rhenum,

metropolis

vulgo Mainiz seu


2
II

Mentz Germanis, Mayenze


-,

Magonza

Italis ".

BERI

Vita
del
:

pag. 2 4)
1

non
la

tiene

conto di questo

luogo,

il

cui
:

nome, a parere

Brunnhofer,

forma

corrotta delle voci popolari


'',

Wisbore e Wisbare

SlGWART,
e.

Kleine Schriften

pag.

18, n. 6;

INTYRE,
399.

Op.
;i

cit.,

pag.

51.
doc. IX,
1
1

Docc.

veneti,

Vedi, nel cap. IX,

la

pag.

4 2
1

Soggiorno

in

Germania

apparteneva
e

al

langraviato di Guglielmo
di

IV'.
Kepler

Il

quale,

amico
d'

compagno
e stimato

studi

di di

Ticone Brahe, e parente


Giovanni
2
,

un protettore

mecenate

venne
"
;

dal

Bruno
non

come
n

grande,
istaur
la

famosissimo
e

uomo
"

perch
nuove,

pure
"

favori,

promosse

scienze

ma

rintracci

altres

verit

che, coltivata nei

tempi pi remoti da' Caldei e da' Pitagorici, era da secoli


spenta e seppellita
propri
n
'.

Egli che giudicava

"

con

gli

occhi
altrui,

pi

che

con quelli del senso e della mente

era
trine

pratico

della

retrograda astronomia fondata sulle dotdi

predominanti

Aristotile

Tolomeo,

senza

per

ammetterla ciecamente, perch non era contrario


e
pivi

a' migliori

arditi

principii

della fisica
altri,
n 4
.

e lo

prov con osservae,

zioni che, ripetute

da

si

diffondevano

spesso

con-

fermate, erano accolte

L'unica
a

menzione del brevissimo soggiorno del Nolano


ne'

Marburg

Registri universitari.
iscritto
"

Dove

il

25
di

luglio

del

1586 venne

Giordano

napolitano

Nola,
in

dottore in teologia
diritto,
l'

romana, da Pietro Nigidio,


morale,

dottore

ordinario di filosofa
il

nominato rettore del"


D
.

Accademia a unanimit

primo di quel mese

Per-

ch poi da
ragioni
il
il

me

e dalla
di

facolt filosofica

non ebbe per gravi


filosofia
",

permesso
Nigidio,
si
"

leggere

pubblicamente

annot
in

egli

diede cosi nelle

furie, che,

venuto

casa mia,
nella

mise a insolentirmi audacemente, quasi che


avessi
agito

io

sua

faccenda

contro

il

diritto

delle

BARTHOLMSS, Op. De immenso, lib. VI,


cit.,

cit.,

tom.

I,

pagg.

140 e 141.
e

cap.
n.

XIX,
I.

pagg.

227

228

BARTHOLMSS,

Op.
3
4

tom.

I,

pag.

141,

Oratio valedictoria, pagg.


Ibid.,

18 e

19.

pagg.

19 e

2(1.
I.

Docc. tedeschi, doc.

Capitolo

X
le

413

genti,

le

consuetudini

di

tutte

universit

tedesche e

pi

alti

interessi della scienza.

Non

avendo

egli

voluto pi

membro dell'Accademia, di mio pugno ho levato via il nome suo dal ruolo " \ Il Rettore tir, in fatti, un grosso frego sul nome e sul grado del Bruno, ma non tale per
essere

che non
nali,

vi

lasciasse

agevolmente
un' altra

leggere le parole
ripete sul frego, attestava
il

origi-

che

in appresso

mano
che

can-

cellando,

invece,
2
.

1'

espressione

consenso
si

della Facolt

La seconda
del

cassatura venne suggerita,


Egli,

con

ragione
in

supposto,
principio

da Raffaele
secolo

che
e

insegn

Marburg
vano

seguente,

non

dove

stentare a vincere le opposizioni de' colleghi che gi avevisto crescere di giorno in giorno la
il

fama di chi aveva

non poco lodato

Copernico,

Guglielmo

IV

il

Brahe,

ed era

stato alla sua volta


sia

non meno lodato dal Kepler /.

Qualunque
che

stata

la

causa e qualunque* il tempo della


si

resipiscenza, dal Bartholmss


il

sostiene che

non era

facile

Nolano

fosse

sopportato senza impazienze nell'


il

Ac-

cademia dove

all'aristotelismo era stato sostituito

ramismo,

che aveva fervidi seguaci ne' professori di pi riputazione,

Girolamo Treutler e Rodolfo Snell


osserva
il

4
.

Ma, opportunamente
voci

Berti,

n
i

gravi motivi

del rifiuto di Pietro Ninelle lezioni, nelle


al

gidio non vanno ricercati ne'


sinistre

libri,

sparse sul conto del Bruno, se questi


;

suo arrivo

non era punto conosciuto


in

ma

si

bene
egli

"

nel titolo di dottore

teologia

romana, col quale


nella

volle qualificarsi facen-

dosi

iscrivere

matricola,

...

e che non poteva

certa-

1 2

Docc. tedeschi, doc.


Ibidem.

I.

3
*

Bartholmss,
Ibid.,

Op.

cu.,

tom.

I,

P ag.

142,

n.

I.

pag.

142.

414

Soggiorno

in

Germania

mente
era
il

tornargli

favorevole in uno
"

Studio

protestante qual

Marburghese
gli

Ci che
tenne
nell'
"

era stato negato a Marburg,


di
"

Giordano

ot-

Universit

Wittenberg,
nel

dove,
1

immatricolato

come
tore

dottore italiano

20 agosto del
per
la

586 dal
volta

ret-

Pietro
in

Albino

2
,

prov,
benefici

prima

dacch

stava

Germania,

effetti

delle convenzioni di

Passau e di Augsburg, e gode della libert richiesta dall'

insegnamento e dalla scienza.


e
a'

Non badando
in

"

alle

usanze

familiari

precetti de' maestri, n al senso

comune che
filoII,

non
sofa
"

di

rado

riesce a ingannarci,

ogni

parte della

non

proferisco

giammai

",

egli

scrisse a

Rodolfo

parola temeraria e infondata

e ho per dubbie non solo e assurde,

le

cose

che
si

sembrano

difficilissime
le

ma anche
state

quelle che

tengono per
il

pi certe ed evidenti. Perch

pregiudieievole
;

definire le cose
il

prima che sieno


altri
;

ponderate
cenario,
riportarsi

ingiusto

giudicare in ossequio ad
la

meril

servile

contro

dignit

dell'

umana
per

libert
il

e sottomettersi a chiunque; stupidissimo


;

credere
la

per

consuetudine

irragionevole

l'

approvare

gran
se

quantit di coloro che pensano nello stesso


i

modo, come

sapienti
stolti,

sieno superiori, uguali o poco inferiori di


e la
folla

numero

agli

che inciampa nelle tenebre e spinge


1'

pi o

come

uno,

veda e valga quanto

uomo

eh' essa

si

ha

scelto a guida.

Dalla grazia celeste fornito di senso e


fatto

d' intelletto,

chiamato e

giudice in causa, io sarei n-

Vita', pag.

206; Vita 2
si

pagg.

215

e 216.

quasi superfluo
il

rilevare,

per quel che ora

sa
:

(cap.
"

V,

pagg.
titolo

160 e 161, 175-180), che


di

BERTI
giuridi-

sbaglia nell'aggiungere

Questo

dottore in teologia
il

romana

camente

gli

competeva, avendo
Tolosa
n
.

egli

conseguito

grado accademico nell'Uni-

versit di
2

Docc. tedeschi, doc.

11.

'

Capitolo

X
della

415

sensato e sconoscente,

sarei

indegno

partecipazione
sole dot-

del lume divino, se mi


trine altrui,

costituissi

campione delle

se tralasciassi di mirare, sentire e giudicare da


gli

me.

...

Gridi, chi voglia, di chiudere e abbassare


ci

occhi

che Dio
e forze.
di

ha dati aperti e
nasconder
a

rivolti

in

alto

sprecher tempo

Non

lo

stesso di vedere,
g' insulti

non temer

continuare

incontrare

le

minacce delle

turbe...

eccitate dall'invidia, dalla malizia e dall'ignoranza

degli Aristarchi e degli

archimandriti delle accademie

"

Egli che dalla prima giovinezza aveva avuto una naturale

propensione per
vaghito
e
le
si

la

filosofa,

e di essa

si

era poi
2

tanto in-

era mostrato cosi fedele

da

"

tenere in
beni,
desi-

dispregio,

da abbandonare, da perdere
si

patria,

casa,
si
i

onori e tutte le cose che d' ordinario

chiedono,

derano,

si

vogliono

"

3
,

pot

in
"

fine

manifestare
la

propri

sentimenti a Wittenberg. Perch,


rapito

secondando

sua indole,

da un amore forse troppo grande di quel che pennelle sue lezioni


le

sava,

divulg a volte dottrine che sradisi

cavano

idee che non solo

approvavano

in

Germania,

ma

erano da tempo immemorabile accettate in ogni angolo

della terra.

Ci

tra

uditori

che non ponevano come primo,


perfezione

medio o ultimo
che,

fine

della

umana

il

filosofare,
si

amando

negli studi

una certa sobriet, non


discipline
;

lascia-

vano

vincere da estranee e nuove

ma

che acdi
fisica

cettavano

solamente quel genere di matematica e


la

che suole essere congiunto con

teologia cattolica, e che


le

sembra trovato a bella posta per

comuni credenze,
nondimeno,

sic-

come

pi adatto alla cristiana semplicit, che presso di loro


si

massimamente

onorava.

Non

senti,

lo

schia-

Articuli advtrsus mathemalicos,

pagg. 4-7.

2
3

Oratio Oaledictoria,

pag.

12.

Oratio consolatoria, pag. 35.

416

Soggiorno in Germania

mazzo del diavolo


di

fatto
;

nelle aule universitarie di Tolosa,

Parigi,

di

Oxford
i

non

vide

alcuno che, torcendo


agitandosi,

il

naso,

arrotando

denti,

gonfiando,
il

pestando
;

piedi, gli eccitasse


tutti

contro

furore degli scolari

ma

vide

per cortesia e dottrina contenersi in


e a loro stessi de' sapienti
" n
'..

modo da

apparire

lui

Giordano venne
Alberigo
Gentili,

favorito

"

da un
"

"

professor di legge

",

da

cui
".

fu

introdotto

legger

nel
Berti

principale Studio sassone

inesplicabile

come
del

il

abbia

confuso

uno de'
col

pi

insigni

precursori
"

diritto

internazionale
tore
n

nolano Albertino, un

nuovo interlocude' dialoghi

non

della

Cena,
e

ma
"

del
;
fi

quinto

De
4
,

infinito,

universo
Saffi
,

mondi
Levi
e

e
,

come Antonio
Ludovico
',

Fiorini

Aurelio

David
8

Kuhlenbeck

',

Guglielmo

Boulting

Giuseppe Cimbali

per nominare

Lampas
Docc.
Vital

combinatoria, Praefatio, pagg.


doc. IX,
e.
I 1

231

232.

2
3

veneti,
,

pag.

212; Vita-,

pag. 222.

Un
che

po'

meno

inesatto era stato

in

un capitolo

anteriore
in

{Vita*, pag.
e

180; Vita-, pag.


la

186).

Vedi

le

pagg. pagg.
n.
4
I ,

23 e 24

Bruno
e

Nola,

non

nota

nel

De
IX,
la

l'infinito,

382
e
la

383;

vedi anche in questa


n.
I.

Vita, nel cap.

pag.

351,

pag.
diritto

365,

Del

di guerra di

A.

Gentili,

Traduzione e discorso,

Livorno,

Tipografia di F. Vigo,
a

1877, pag.

XXXIX.
Letture
nell'

Di A.

Gentili e del diritto

delle genti,
Ili,

Ateneo bolognese,

Bologna, N. Zanichelli,
6
7

1878,

leit.

n.

della pag.

154.

G. Bruno, pag. 29. In proposito, vedi Bruno e Nola, pag. 23.

G.
Ili,

BRUNO, Gesamm.
pagg.
cit.,

Werke,

Leipzig,

Eugen

Diederichs,

1904,

voi.
8

233

e 234.

Op.

pagg.

138,

139 e

197.

Vedi

Introduzione,

n.

delle

pagg.
9

XXX1II-XXXV.
lettura,
a.

La

XVII, num.

11,

novembre

del

1917, pag. 826.

Capitolo

X
dello
strano

417

solo

alcuni,

non

si

sieno

accorti

abbaglio

abbiano

cercato nel Canto Circeo una congettura

meno
a

infondata \
S. Ginesio
tili

Alberigo,

nato

il

14

gennaio

del

1552

da Lucrezia

Petrelli e dal

medico Matteo Genil


1

Rossi

3
,

e laureatosi in ragione civile a Perugia


1*

572,
4
.

sette

anni dopo abbandon


,

Italia

col

padre e col
di

fratello
Il

Scipione

per

sottrarsi

un

processo

religione

Veramente,
Gentili,
;

in qualche

modo,
[

se n'accorse l'avv.

GIUSEPPE SPERANZA
1876, pag. 153,
la

(A.
n.

Studi,

Roma,

ipografia de' Fratelli Pallotta,

6)

ma non
in

seppe

risolversi

(pagg.

39

260)

a scartare

seducente

ipotesi.
2

Perch

questo dialogo sono interlocutori


il

Borista e Alberigo,
al pili

il

lico-

noscere nel secondo di loro

professore marchigiano sarebbe


il

parsa una
udito par-

congettura ardita, dovendo supporsi che


lare

Bruno avesse
il

Parigi

di

lui,

e lo avesse per giunta indicato, contro


stato osservato

solito suo, col

nome

non

col

cognome, come
n.

dal Gentile

(De

l'infinito,

pagg.
a.

382

383,

1) e

da me {Rassegna

critica

della letteratura italiana,

XIII,

1908, pag.
3
II

165).

Cantu,

come

avverti
di

lo

SPERANZA

(Op. i., pagg. 81 e 82),


gli

erroneamente cred nativo


lentino, dimenticandosi di
4
1

Cosenza

Matteo, e

diede per

figlio

Vache
certe

Scipione e di Alberigo.
la

Gentili
il

rammentano

cagione

dell' esilio

quasi
nel

con
:

le
"

parole

adoper

Nolano. Matteo scriveva

da

Londra
quod non
Scipione

1581

Haec
"
:

glutea illud est eritque semper inter nos,

divellere
in

daemon
dedica

poterli

umquam, nec papa


meus
patria

daemone
n
;

nequior

una

Pater
ca-

ob religionem exul maximisque ob eam causam


vexatus

periculis et

lamitatibus...

anche

in

una dedica, Alberigo

"

Oxonia me meaque

omnia
hoc

ita

est
si

cunctis officiorum generibus


est

complexa

tenetque, ut in crudeli

exilio,

exilium potius
nihil

quam

beatitudo
praestet

persecutionem pati

propter

iustitiam Christi,

non amantissime

quod
al

possit
:

ullum mihi so-

latium afferre
in

"
;

suo

figlio

Roberto, rivolgendosi

nonno
varia

"

Caeterum quod
discrimina,

ore habes tu, iactatum te per varios casus,

per

rerum

per tot mala, pulsum patria, spoliatum bonis,


situdinibus,

divulsum a dulcissimis

neces-

diutissime odiis
cit.,

inexsaturabilibus

vexatum

potentissimi

tyranni

(SPERANZA, Op.

pagg.

60

e 59, e n.

4 della pag. 70).


poi
al

Giova

rammentare che Alberigo prima


Spampanato.

inclin al calvinismo,

luteranismo.
27.

418

Soggiorno

in

Germanio

giovine

profugo, lasciato

il

padre a Lubiana e Scipione a


offertigli
;

Tubinga, rifiutando cattedre e onori


atenei
sulla

da

principi e

tedeschi,

prosegui per

l'

Inghilterra

e sbarcatovi in

met del
di

1580,

si

rec
nel

a Oxford.

Aggregato
1581,

alla

facolt

giurisprudenza

gennaio

del

l'anno

appresso professore nel Collegio di S. Giovanni e dal giugno


del
1

587 ordinario
Oxford
'

di diritto
;

romano

nella

medesima Uni-

versit di

del Sidney, dell'


sultato ne'

Matthew, del Leicester, Essex, del Pawlet e del Singleton confamiliare del
;

momenti pi

diffcili

da Elisabetta, da Giacomo
III;

di

Scozia e dal re di Spagna Filippo

Alberigo viene

oggi

nominato

non tanto
tanto

per

la

sua

erudizione biblica e
dell'Alciato

classica,

non
,

per
l'

la

critica

che fece

del

Cuiaccio

o per
libri

esame
diritto

di gravi quistioni giuridiche, di guerra.


esuli
si

quanto pe'

tre

Del
i

Neil' isola ospitale


e
si

due celebri

"

conobbero

n 2

stimarono, nonostante
differenti;
in

avessero natura, ingegno e dotparli

trine

perch,
lettera

come pare che Alberigo


dell'

del

Bruno

una

novembre
3

583 da Oxford,
udito
"

quando ricorda a Giovanni Hotmann

di avere

dai

Nel 1582. dice


la

il

KUHLENBECK
cit.,

(G. Bruno, pagg. 233 e 234), perch


;

non distingue
sostiene
il

cattedra di S. Giovanni da quella dell'Universit


pag. 85), rinnovando
1'

nel

584,

BOULTING (Op.
veneti,

opinione del Benigni

che gi era
2
3

stata confutata dallo

SPERANZA
1
I

(A.

Gentili, pagg.

149 e 150).

Docc.

doc. IX,

e.

rev

Figlio d' un famoso


d' Assia,

giureconsulto, Francesco, che era


di

assai

stimato da

Guglielmo
rico,

da Casimiro

Baviera e
di

dall' elettore

palatino

Fede-

da Giusto Lipsio, da Uberto

Giffanio e da Gioacchino Camerario,


;

dallo Zwinglio, dal Calvino e dal


lui

Beza

non meno famoso giureconsulto


(epist.

stesso,

come

si

rileva

da un' opera loro


I

gi citata, le Epistolae

44,

85. 52, 80, 174, 179,

185, 6,
e

1,

50

e 4, pagg.

57, 180, 68, 109, 222,


principio del

229, 235,
1581
;

8,

14,

65

261).

Giovanni stava a Oxford dal

e allontanatosene,

dall'autunno del
di

1582

all'estate

del
vi

1583, per
tra
il

seguire la Corte ne'

castelli

^ indsor

e di

Richmond,

ritorn

Capitolo

419

pi grandi uomini asserzioni ben pi strane, assurde e


se,

fal-

che cio...
la

la

Luna
{
;

un orbe con molte citt e monti,

che

Terra

si

muove,
"

che

altri

elementi stanno fermi e

mille cose simili

cosi probabile che


"

Giordano
"

comnuovo

prenda
di
in

il

Gentili tra quegli


"

amici italiani

che nelle ore


di

svago

visitava

"
il

Londra \ S'incontrarono

Germania, dove

dottore marchigiano venne addetto a

Giorgio Pallavicino, ambasciatore di Elisabetta alla Corte di


Sassonia
alla fine
al
;

e dove stette

al

pi un anno, dall' estate del


1

586

della primavera del

587

".

Anzi,

Alberigo sugallo
libri

ger

Bruno

di

prendere per argomento, nelle letture


1'

Studio di Wittenberg,
intorno
alle

Organo
all'

di

Aristotile,

cio

Categorie,
agli

Interpetrazione,
4

agli

Analitici

priori e posteriori e

Elenchi

sofistici

settembre e

ottobre del

1583: Op.

cit.,

epist.

3,

38, 65, 67, 81, 82 e

83, pagg. 261, 262, 295, 316, 317, 330-332.


1

Epistolae, epist. 85, pag.


et

333

n
:

Nam,

ut ita sit, et falsas


...

magis

et

absur-

das

fatuas assertiones

maximorum virorum audivimus,

urbium atque montium orbem, Terram moveri, cetera


sexcentis
2
"

Lunam multarum elementa stare... cum


(Op.
pag. 137):

similibus

".

Cena, pag. 37.

Giustamente nota
quando a Londra,
alla

lo

SPERANZA
tempo

cit.,

Le pubbliche
di

e private lezioni di
in

Oxford non impedivano ad Alberigo di


nel delle

recarsi
tarvi
lascia

quando

vacanze, per
sue

visi-

suo padre, per assistere

pubblicazione

delle

opere

come
si

intravvedere uno de' suoi editori, Giovanni Wolfio. Matteo Gentili

era stabilito a
tra
il

Londra
il

dal

1581
iuris

e suo

figlio

Londra stamp o ristamp,

1583 e

1585,
ius

De
tres.

inlerpretibus

dialogi sex, Lectionum et epi-

stolarum quae
e

ad

civile

pertinent libri duo,

Legalium oxoniensium

actio

De
3

legationibus
fatti,

libri

In

a Wittenberg Alberigo terminava di pubblicare


il
1

il

De temporum
dell'

appellationibus

9 settembre del

586

e
1'

prima

del

giugno

anno

appresso ritorn nella sua seconda patria, se

di

quel mese venne nomi-

nato regio professore dell' Universit di Oxford.


4

Docc.

veneti,

doc.

IX,

e.

ll re

420

Soggiorno

in

Germania

Il

consiglio

non

poteva

non

tornare gradito
su

perch
allora

il

Nolano ebbe modo


tempo erano
n
n

d'insistere
:

quanto
i

fin

era

venuto scrivendo e insegnando

che, cio,
Stagirita,

filosofi

del suo
fu

compagni
"

"

dello

dove questi
fu
n

ignorante
", n

"
;

ma,

dove quel galantuomo


"

dotto e giu-

dicioso

essi

n'erano
"

troppo discosti
il

'.

Egli

credeva
",

",

anzi era

certissimo
n

che
il

Ramo
n

fu
"

"

poco

savio

al-

lorch

volle
n
,

donar
"

crollo

alla

ragione

inventiva e
n

iudicativa

quel tanto di buono e singulare

appor-

tato dall' antico filosofo, e


"

ne rispett tutto

il

resto

\ L' avere
"

letto

e riletto, cucito, scucito e conferito


greci autori,

"

Aristotile

con

mill' altri
n

amici e nemici di quello", rimaneva


alcuno,
"

non

solo

senza
n
,

profitto

ma

etiam

con un gran"

dissimo
Patrizzi

sprofitto

facendo

imbrattar tanti quinterni

al

con

le

Discussioni

peripatetiche e al
le

Ramo

con

le

Scole sopra
stotele
3
.

le arti

liberali e

Animadoersioni contro Arin


,

Occorreva,
"

invece,

mostrare in che realmente lo


in

Stagirita

fu

si

senti a fatto ignorantissimo

che

"

fu

carnefice
la

delle
la

altrui

divine filosofie

"

4
;

e per rinnovare

sua

fisica,

sua

astronomia,
dalla
teoria
5
:

la

sua intuizione dell' uni-

verso,

derivandola

copernicana che sembrava


il

empia a Filippo

Melantone
"

che Giordano aveva con


,

minciato in Inghilterra, e continu a fare in Germania.

Vedendo che
Slesia e
il

giovani

pi
d'

culti

tra

cui probabil-

mente Gianni da Warnsdorf


barone
ungherese

una famiglia equestre della

Michele Forgacz \ accorre-

Cena, pag. 99.

2
3
4

De De

la

causa, pagg.
causa,
pagg.
;

195 e 196; Eroici furori, pagg. 436 e 437.

la

196 e 195.
Eroici furori,
cit.,

Cabala, pag. 261

pag. 437.
I,

BARTHOLMSS, Op.
11

tom.

pagg.

163 e 164.
1'

Forgacz

s'

immatricol nello Studio di Wittenberg


il

agosto del

587;

l'anno avanti,

14 maggio,

il

giovine slesiano,

nel

cui

album

il

Nolano

Capitolo

X
"

421

vano

alle

sue

private

letture

in

compagnia de'

pi
n
,

gravi accademici, pi dotti professori e pi celebri dottori

e le ascoltavano con tale

tolleranza e longanime urbanit


n

",

che a volte
rare,

era

costretto lui stesso a

modificare, tempe-

correggere
n

giudizi esagerati o ingiusti che


'
;

non

gli

si

rimproveravano
su'

verificando
nutriva
n
,

che

"

non

lo

s'

interrogava

sentimenti

che

intorno

alle
"

credenze religiose
mostrava un animo
delle
2
;

approvate nella
pacifico,

citt

soltanto perch

professava
che,

filosofia,
n

era

alunno

Muse
dall'

"

ricordando
fortuna,

sebbene

straniero,

fuggiasco, ludibrio di

privo di beni e protezioni,

perseguitato

odio

degli
si

avversari,

schernito dalla feroce e ignobile folla che


ricchi,

prostra

solo a' piedi de' forti e de'

egli

nondi-

meno

era stato accolto a braccia aperte,

ammesso
;

nell'

Uni-

versit e onorato

come amico

e collega

n "

il

Bruno sentiva

scrisse

poi una delle sentenze su cui fonda la propria filosofia


-,

SlGWART,
,

Kleine Schriften
1

pagg.
,

292

295
23

Docc. tedeschi, doc.

III.

Oratio

valedicloria
e

pag.

Lampas

combinatoria
delle
il

Praefatio

pagg.
(pag.

232

233. Neil' Introduzione


gli

all'

ultimo volume

Opere

latine
in

XLVII),
si

Editori

non sono

alieni

dal credere che

Bruno

Wite

tenberg

sia

occupato quasi esclusivamente di logica e di studi


in

tulliani;

non

tengono cosi

conto ci che
I,

osserv

opportunamente

il

BARTHOLMSS
que

(Op.

cit.,

tom.

pag.

163):

"Ce

fut

Wittemberg

aussi

Bruno

fit

imprimer

les

Articles soutenus Paris contre la physique


effort
isole
;

d' Aristote et
tait

de

Ptolme. Cette publication ne fut pas un

elle

accompa".

gne
cosi

d'attaques

journalires
il

contre

les

adversaires de Copernic
lodarsi

Che

se

non

fosse stato,

Nolano non avrebbe avuto tanto a


del
lo

della citt

sassone.

Dove,

in

fine

secolo, la
stesso

moderazione e

1'

umanit

certamente
la
il

diminuirono, e l'avverti
reazione
Martini,
2
3

BARTHOLMSS

(pag.

164, n. 2), per

promossa
il

da'
il

Peripatetici,

da' matematici e da' teologi,

come

Sennert e

Calovius.
Praefatio,

Lampas
230
e

combinatoria,

pag. 231.
;

Oratio valedictoria, pagg. 22 e 23

Lampas

combinatoria,

Praefatio,

pagg.

231.

422

Soggiorno

in

Germania

di rivivere
"

giorni migliori di
fatica

Parigi e di Londra,

quando
in

in

una breve
dolore
patria
i

aveva trovato una lunga quiete,


letizia,
i

un

lieve

una
"
.

gran

in

un angusto

esilio
"

un' imfilantro-

mensa
pia

Perch
candore

Sassoni,
illibata
la

tendenti alla

universale,
il

serbarono

libert filosofica e ospitalit


"
2
,

non
che
era
egli

macchiarono
de' supremi
stato
il

della

loro

egli

diritti della

scienza e del

genere

umano

primo e pi strenuo banditore nel suo secolo,


"

scorse in Wittenberg
tente
allora

l'Atene dell'ampia, augusta e po-

Germania
"

",

della nobile nazione che nell'

Europa
n
,

era

la

sola

madre e custode
"

di ogni disciplina
la

meri-

tando d'essere magnificata

per

sede, pi

che

dell'

Im-

pero, del sapere che ne' tempi

andati era

fiorito

successi-

vamente
nella
di'

nell' Egitto,

nella Persia,
3
;

nell' India,
" i

nella Tracia,

Grecia e

nell' Italia "

e stim che
la

Tedeschi,

il

che valutassero pienamente


adoperassero in studi pi
"

forza del loro ingegno e

lo

alti,

sarebbero non pi uomini

ma Dei

\
il

Un
tile;

saggio di quel che potevano, l'avevano, secondo

Bruno,

gi dato:
il

Alberto

Magno

per molti rispetti avanz Aristo-

Cusano starebbe a paro con Pitagora, qualora non


la

avesse avuto
fu
toli

mente turbata dalla sua veste;


;

il

Paracelso

secondo soltanto a Ippocrate

il

Copernico

in

due capimonte
di

apri la via all'universa contemplazione della natura meglio


tutt'
i

che

Peripatetici e

il

loro

Maestro

in

un

Oratio valedictoria

pag.

22.

Lampas
libro
il

combinatoria,

Praefatio, pag.

23

Oratio valedictoria, pag. 23.


milizia,
la
"

Nel

Della monarchia di Spagna (Della

cap.

XV,

pag.
alla

137)
libert

anche
e alla
3

CAMPANELLA
".

loda

questo popolo per

tendenza

fedelt

Lampas
pag.
16.

combinatoria,

Praefatio,

pagg. 231

230;

Oratio valedicto-

ria,
1

Oratio valedictoria,

pag.

20.

Capitolo

X
di

423

libri

'.

Se

buon

diritto

1'

Universit
',

Parigi
di

inalzava

alle

stelle

Lefvre

il

Bouill

quella

Wittenberg
in

appariva

senza

dubbio

egregiamente rappresentata
cancelliere
il

ogni

ramo dello
lerte

scibile,

essendone

prudente, so-

e facondo Giorgio Mylius, rettore V erudito Giovanni


filosofico
il

Zanger e decano del Collegio


berg,
versato,
oltre

maestro Grone-

che

nella

logica e nella fisica, nelle


3
.

scienze
tra'

politiche,

economiche e morali
il

Contava, in

fatti,

suoi

membri
due

reverendissimo
il
i

don Policarpo
interpetre

Leyser
sacre
*

che onor

cattedre;

sottile

delle

carte Valentino Schindlere;

dotti teologi

Andrea Iodoche
l'acume

e Giovarmi Matthee;

il

filosofo

Otto e

il

suo collega Giodi

vanni

Griin,
i

dal

volto

del

quale

traspariva

Aristippo;

dottori

Strubio e Scato

che

felicemente uni-

vano

alla
;

perizia della medicina buoni studi astronomici e


altri

filosofici

medici di grido, Valentino Espich, Francesco

Faber, Alberto Salomon, Pietro Hegi, Giovanni Limmere,

Andrea Reuchbart,
senbek,
culti

Eberardo da

Weyhe

e Pietro
i

Wee
di

parente

dell' insigne

giurista

omonimo;

tersi

poeti Albino e Major; Nicola Theodene, autore

versi

orazioni

di

sapore

classico

in

fine,

il

Francken1

berger

il

Reichard

che

professavano con onore

elo-

quenza
Il

Bruno non dimentic, n poteva dimenticare,

il

mocitt

naco di Eisleben, dacch non pochi monumenti della

Oratio Valedictoria, pagg.

16 e 17.
pag.

2
3 4

Lampas
Ibid.,

combinatoria,

Praefatio,

235.

pagg. 240, 241


il

e 238.

Scrive male

BERTI
1 ,

{Vita

1
,

pagg.

218

217;

Vita

-,

pag.

228):

Todoche
5
11

e Rechbart.

BERTI

(Vita

pag.

217;

Vita'2

pag.

228) erroneamente crede

sieno
fi

due cognomi.

Lampas

combinatoria,

Praefatio,

pagg.

236-240.

424

Soggiorno

in

Germania

parlavano
ogni
liani,

di

lui

al

cuore

di

quanti,

di

ogni

gente, di
Ita-

nazione, di ogni
Francesi,
a

popolo

della

studiosa
Inglesi

Europa,
e

Spagnoli,

Portoghesi,
"
'

Scozzesi,

accorressero
niani

Wittenberg
egli

il

monastero degli Agosti-

nel

quale

era
la

vissuto

prima
1'
;

come
la

frate,

poi
lo

come
aveva

proprietario

con
di

famiglia

Universit

che

avuto
sulle

lettore

filosofia

dal
il

508

chiesa

del
le

Castello

cui
tesi
"

porte
di

affisse

ottobre del

1517

novantacinque
pellito col
il

sfida

a
"
2

Roma,
e con
;

e in cui venne sepgli

suo
e

fido

Acate
il

Elettori Federico

Savio

Giovanni

Costante

la

trecentesca

chiesa

parrocchiale dove spesso spesso predic.

Se Giovanni Caldella Francia, lu-

vino

vien

chiamato dal
cristianit
"

Ramus
3
,

"

gloria

minare della
si

il

riformatore sassone contro cui


i

scagliarono
al

principalmente
*,

padri

predicatori dal

tano

Fabri
la

rappresentato dal Nolano


assai

Gaecome un eroe
n
;

che ha

penna
altro

pi formidabile di qualsiasi clava


illustre

come un
rive dell'

Alcide, pi
n

del

mitico,

sorto

sulle

Elba

a trascinare fuori, dall'Orco tenebroso alla

luce del sole, un nuovo Cerbero insigne per la sua triplice


tiara,

e costringerlo

vomitare

1'

aconito, trionfando delle

adamantine

porte

dell' Inferno,

di

quella

citt

chiusa

da

Oratio valedicloria, pag. 21.

Cosi

fu

chiamato

il

Melantone dal GRU>J


progressus ecc.:

fin

dal

1587

in

un

libro
ci'/.,

intitolato: Philosophiae origo,

BARTHOLMSS, Op.
Op.
cit.,

tom.
3

I,

pag.

147,

n.

2.

Ad

Senatum

populi

Basileae

BARTHOLMSS,
I

tom.

I,

pag.
*

158.

Roma
ricorda

e a ne'

Venezia

il

Fabri stamp
in

Apologia adversus Lulherum,

come
quanto

Domenicani
n.

Lucca

(Lucca, Libreria editrice Baroni,

1914, pag.
al

127,

3)

il

padre

INNOCENZO TAURISANO
:

che

si

vale,

Fabri, da'

nunascritti lucchesi e fiorentini rimasti ignoti al

Morder.
fl

Oratio valedicloria,

pag.

20

"De

clava noli quaerere, penna

fuit

Capitolo

X
dallo

425

tre

mura e per nove


"
'.

giri

stretta

Stige

che

vi

scorre

per entro

Pi
Sigwart

solenne
2
,

degli

altri
"

parve

1'

elogio

del

Lutero

al

nonostante sia
al

puramente

rettorico e

privo di
"

ogni allusione
;

contenuto particolare della Riforma


bisogna

tede-

sca
tutto

elogio
ispirato
la

che,
dalla

convenire

col

Gentile,

venne

gratitudine a quella

religione che, preco'


frutti

dicando
n

tolleranza,

permise
e di
"

al

Bruno,

della
",

lezione dell'
"

Organo

"

altre

lezioni di filosofa
n
,

di

respingere
po'
di

le

ingiurie della povert


la

e di godere per un
4
.

tempo
poteva
d'

quiete

da
di

lui
forti

tanto agognata
colori

esso

elogio

mancare

rettorici,

facendo
conclu-

parte

uno

scritto

encomiastico

che
le

nell' enfatica

sione
gegni,

augura

alla

Germania che
d' oro

sue terre, ricche d' indella

superino per feracit

quelle
si

Campania
la

e del-

l'Arabia,
fiumi,

che

in polvere

muti
il

sabbia de' suoi

che nelle sue alterne vicende


vie

sole le doni anni e liberino


sel-

secoli

pi

felici,

che benigne

costellazioni la

da'

nottivaghi
'.

lupi e dalle

rimanenti

dannose

bestie

vatiche
I

libri

composti, e alcuni di essi


1

editi, dall'estate

del

586
alle

alla

primavera del

588

in

Wittenberg, sono

attinenti

letture universitarie,

e,

salvo V Acrotismo cameracense, ven-

nero dal Bruno


in quella citt.

intitolati agli estimatori e agli

amici che aveva


al
il

In

fatti,

nel

587

egli

dedicava

Myhus

il

De

progressi! et

lampade Venatoria logicorum,

quale, con

Oralio valedictoria, pagg.

20
i

e 21.

2 3
1

Kleine Schriften

pag.

GENTILE,
Docc.

G. Bruno nella storia della cultura, IX,


e.
I I

pagg.

43

e 44.

veneti, doc.

Lampas
.

combinatoria, Praefatio, pagg.

233

e 232-,
'

Gentile, Op.

/.,

pag

44.

Oratio Valedictoria, pagg. 24 e 25.

426

Soggiorno

in

Germania

tutta la

critica agli Aristotelici

che smarriscono

il

cammino, e
vie, esso

agi' innovatori

che non sanno mettersi per buone


d'

stesso
la
il

un compendio mediocre
l
;

una parte
al

dell'

Organon,

Tonica

e in una volta

dedic

Senato

accademico

De lampade
commentario
2
.

combinatoria, c\z, se ha ben poco di nuovo


architectura,

in

confronto del Ds. compendiosa


dell'

per

altro

un

Arie

magna meglio
il
1

ordinato

e pi

diffuso

Sempre
egli

durante
si

587,
allo

della

Rhetorica

ad
era

Alexandrum, che
quasi
ignota,

attribuiva
"

Stagirita e allora
"

dett una

spiegazione
il

che Giovanni

Enrico Alstedio
anni appresso \
scritti

pot

procurarsi

1610 e stampare due


al
1

Non

sono neppure posteriori


alla

587 due
perch
il

venuti

recentemente

luce

le

Animadoersiones

circa

lampadem lullianam, un opuscolo


l'

interessante,

dimostra che

autore intese ci che


costruire
4
;

si

proponesse

fran-

cescano
moria

spagnolo,
di

cio non un congegno di

melo

ma
di

logica

la

Lampas

triginta

statuarum, che

un'amplificazione dell'Arte magna, e

come questa ha
termini

scopo
per
le le

spianare

la

strada per inventare

generi e specie

definizioni,
''.

predicati pe' giudizi,

medi per
duca
lute-

dimostrazioni

Morto durante

il

febbraio

del

586

il

vecchio

Augusto
rana, gi
si

6
,

e con
a

lui

spentasi la seconda generazione

poco

poco nella Sassonia vennero meno, come


i

accennato,

benefici

effetti

prodotti

dalla

For-

TOCCO, Le
pagg.
,

opere latine

di G.

Bruno

esposte e confrontate

con

le

italiane,
2
3
4

13-15.
Il

Ibid.

pagg.
pagg.

12.

Ibid.,

15-18.
opere inedite di G.

TOCCO, Le
Ibid.
,

Bruno, pag.

5 6

pagg.

8 e

17.
il

L" 11

febbraio,

informa

SlGWART,

Kleine Schriften

2
,

pag.

71.

Capitolo

X
l'alta

427

mula
fari

di

concordia

1
.

Perch

direzione degli af-

protestanti pass a

uno

zelante Calvinista,

Gian Casi-

miro, che aveva la tutela dell' elettore palatino Federico

IV
*.

e dominava interamente Cristiano

I,

lo

sciagurato erede di

Augusto, che ebbe abbreviata


Parteggiando

la

vita

da abominevoli
correligionari,

vizi

apertamente
1

pe'
la

propri

Gian

Casimiro

nel

588,

con

complicit del cancelliere Ni-

cola Krell, diede un fiero colpo alla confessione d'Augusta e mise sossopra pastori e fedeli, chiese e accademie, proi-

bendo ogni polemica contro


veneto
tato
il

Calvinisti

3
.

Nel

processo

Bruno non tacque del


religione a
si

mutamento che aveva noin

nella

Wittenberg

un brevissimo spazio

di

tempo; e se

confuse alquanto ne' particolari, se per

esempio mal
Vecchio...

ricord

che
"

"

successe
stette

duca
col
4
,

il

figliuolo

del

[ne']

dui anni

che

senza dubbio
senti di

fu esatto in ci

che pi preme:
si
il

ch'egli

non

stare

pi sicuro, appena
fidi

accorse che Cristiano, in balia di per-

parenti,

come
n

cognato Gian Casimiro, e di non


la

meno

perfidi

ministri,

cominci a favorir
"
5

parte

contraria a

quelli

che favorivano
tolse

lui

Giordano
discorso

perci commiato da' suoi

ospiti

con un
del
6
;

che

nel

marzo del

588

recit alla presenza

Corpo accademico

e stamp pe'

tipi di

Zaccaria Cratone

BARTHOLMSS, Op.
la

cit.,

tom.

I,

pag.

146, n. 2. Vedi,

in

questo

capitolo,
2
'

pag.

241

n.

I.

BARTHOLMSS, Op.
Ibidem.

cit.,

tom.

I,

pag.

146, n. 2.

Docc.
,

veneti,

doc.
e
gli

IX,
altri

e.

11 v

Il

BERTI

Vita

l
,

pagg.
il

213

214;

Vita'1
5
6

pag.

223 ;
veneti,

biografi
e.
I . 1 1

ripetono quel che


.

Bruno raccont.

Docc.

doc. IX,
pag.

Oratio vahdictoria,

Zaccaria

Cratone

che

pubblic
nel

le
1

opere
e,

bruniane, V Acrotismus
forse,
1'

Camoeracensis,

Y Oratio
stato

valedictoria
lo

588

anno

aranti, le

due Lampade, era

stampatore di due

libri

428

Soggiorno

in

Germania

e risalita
1'

1'

Elba, per

la

Moldava giunse a Praga

1
.

Dove

Universit cattolica,

istituita

con una ricchissima dotazione

da Carlo IV nella seconda met del Trecento, avendo per


la

sua

tolleranza

acquistato non piccolo


allora,

nome

e gran nu-

mero
di

di scolari,
2
.

eguagliava

se

non superava, quella


accerta
si
il

Vienna
i

Perch andarono perduti,


ruoli

dottor

Stumpf,
fosse

vecchi
l'

accademici

3
,

non

sa

se in essi

compreso
fu
la

esule italiano

come

scolaro o lettore.
di

Praga
creato
re
il

residenza
il

prediletta

Rodolfo
del

li,

che,
re

d'Ungheria

25

settembre

1572,
il

di

Boemia
tobre

22

settembre del
nelle
feste

1575, e imperatore
pasquali
gli

12 ot-

del

1576,
4
.

dell'anno

appresso

riceveva dal legato Filippo Sidney


Elisabetta

auguni della regina


5
,

difficile

di accordare gli atti della vita d'un


il

principe

il

quale,

osserva

Bartholmss
III,

ben

si

pot

compiacere di paragonarsi a Enrico


questi,

essendo
al

stato,

come

ora

energico

ora

debole,
della

pronto
di

sapere e alla

superstizione,

sostenitore

libert

coscienza e del
1'

dispotismo
savia

sacerdotale.

Egli

che

aveva

esempio
nel

d'

una

tolleranza
II,

d'

una

encomiabile
gli
atti
l'

mitezza

padre

Massimiliano
e
a'

commise

pi strani

d' irrisolutezza

contradizione,

concedeva
la la

esercizio del protestantesimo


ri-

Boemi e
dava
in

abol

confessione d' Augusta a Vienna,


"

cus d'accettare
si

bolla

In
.

coena

Domini
"

"

e volentieri

balia a'

Gesuiti

Sebbene

stesse ritirato, e

di

Alberigo Gentili,

il

De temporum
il

appellationibus e

il

De

nascerteli

tem-

pore,
1

venuti fuori rispettivamente

19 settembre e
v

il

5 ottobre del 1586.

Docc. Veneti, doc. IX,

e.

2
3
4 5

Bartholmss, Op. di., tom. I, SlGWART, Klene Schriften-, pag. LANGUET, Arcana saeculi decimi
Op.
cit.,

pagg.

164 e 165.

119, n. 8.
sexti,

tom.

Il,

pag. 290.

tom.

1,

pag.

165.

Ibid.,

pag.

166.

Capitolo

X
naturali e di
"

429

quasi chiuso,
tuttavia,

essendo alieno dal trattare e dal conversare


dilettandosi
di

n
,

assai

studi

arti,

di

scienze occulte e di pittura, egli tenne

sempre l'orecchie
*;

pronte a chi trovasse occasione


il

di discorrere di ci

mut

castello

di

Hradschin
di

in

un'accademia

in

un

museo,

in

un osservatorio
spesso
di
;

astrologo e in un laboratorio d'alchinel


far

mista;

"

ristretto

mercede
con
dotti

"

fu

liberale di

danaro,

favori e di

servigi

d' ogni

genere e

paese
lettere
n

mand
Gian
4
,

per

il

suo
della
3
,

cappellano Cristiano
Porta
per

Harmio

Battista
"

avere notizie del

lapis

philosophorum

elesse matematico cesareo Fabri-

zio

Mordente

ed ebbe per

medico

personale un altro
venisse

napolitano,

Gian
il

Maria della
marzo
del
1

Lama, quantunque
587, da Sisto
e dalla

ammonito,
pericoloso

27

V,
1'

che era
in

alieno

dalla

piet

fede

avere

casa, e adoperare

alla

cura e salute del corpo

suo e dei

suoi fratelli, un

uomo

sospetto di eresia e profugo per ci


a

dalla

patria,

mentre

un

cattolico
"
D
.

imperatore

conveniva

servirsi

unicamente di Cattolici
molta probabilit
si

Con
poi
la
il

supposto che Giordano,


i

come

Brahe e

il

Kepler, abbia diretto


attirato
"

suoi passi verso

metropoli

boema,
"

dalla

fama non dell'Accade".

mia,
dell'

ma

del

buon ingegno
prima
cio
d'

del Principe

Certo, prima

8 marzo,

che abbandonasse Wittenberg,


tra' cultori

egli

aveva dichiarato

avere udito magnificare,

TOMASO
I,

CONTARINl, Relazione

di

Germania,

in

Relazioni venete,

serie
2

tom. VI, pag. 245.

Ibidem.

3
4

FIORENTINO, Stadi
Berti, Vita*, pa gg
.

e ritratti,

pag.

280,
n.
1.

n.

I.

203

e 204,
in

r'

AMABILE,

//

Santo Officio
c/7.,

Napoli,

voi.

I,

pag.

304,

n.

1.

"

CONTARINl, Op.

pag.

246; BERTI,

Vita-, pag.

231.

430

Soggiorno

in

Germania

dell'

astronomia,
e

il

langravio

Guglielmo
Cristiano

d* Assia,
III
II,

re

di
II,

Danimarca
g'
n

di

Norvegia

Federico
l
.

imperatori
era

Carlo

e Massimiliano
il

de' quali ultimi


"

non

punto degenere

vivente Rodolfo
"

Appena

arriv a Praga,

premesso che era

da ingegno
l'

felicissimo

ed eroico
loro

il

disprezzare, a

buona ragione,
gente

autorit di co-

che

la

moltitudine,
",

rozza e vile

come un be1'

stiame,

ammira e segue
sortito

egli

sosteneva che
"

Imperatore

aveva
poteva
scutere

uno

spirito

incomparabile,
per

in

grazia del quale


altra

quotidianamente,
co'

omettere ogni
di

cosa,

di-

pi

eloquenti

conoscitori
co'

studi,

opere

istrumenti

matematici,

giudicare

pi

sennati

giudici,

inventare co' pi fecondi

inventori;
a'

e per lo pi, in guisa

che quanti partecipavano


imparare
in

colloqui imperiali, avevano


2

da

pi

che

da insegnare

n
.

Egli era stato condotto

Corte, se non dal

Lama, da don Guglielmo de Haro,


ambasciatore di Filippo
"

marchese di S. Clemente,
strapoteva a Praga
cavaliere,
avi,
i

II,

che

3
;

e a questo

generoso e magnanimo

cui meriti offuscavano le fulgide glorie de' suoi


si

e nel cui animo


il

era

come
"
4
,

rifugiato quello

d'un divino

suo connazionale,

Lullo
gi

egli
al

present, oltre alla

Lamdi

pada combinatoria,

offerta

Senato

accademico

Oralio valedictoria,

pagg.

18 e

19.

Articuli ad versus malhematicos,

pag. 8.
il

Mandato

alla

Corte
il
1

dell'

imperatore per trattare


del
1

matrimonio
fino

dell' ar-

ciduchessa Margherita
morte, avvenuta
pag.
e
vi
il

3 luglio

58

vi

fu
il

lasciato

alla

sua
cit.,

3 settembre del
S. Clemente

1608. Afferma

BOULTING
n poi

(Op.

211) che

il

era stato a Parigi prima di andare a Praga,


;

aveva conosciuto

Giordano

ma non

lo

dimostra,

lo

avrebbe

potuto dimostrare.
5

De

specierum scrutinio, pag. 332.


di

Ma, bisogna
incontra
ne'

qui osservare,

il

nome
biblio-

del

diplomatico
spagnoli,

Filippo

11

non

s'

grandi

repertori

grafici

come

quello di

Antonio Nicolas.

Capitolo

X
dell'

431

Wittenberg

l
,

un

piccolo
2
.

compendio

Arte magna,

il

De

specierum scrutinio

Gli Articuli adoersus huius temlui

pestatis

mathematicos, poi, furono da


il

dedicati a Rodolfo,

a chi avrebbe potuto dare

giudizio migliore e pi autoi

revole sull'opuscolo che enumerava


della

principii

fondamentali
la

geometria
il

teoremi circa
;

il

minimo,
a'

linea,

l'

an-

golo e

triangolo
4
.

assiomi

intorno

poligoni, al circolo

e alla sfera

Da
con

Rodolfo

il

Bruno riceve
n
,

"

in

dono trecento
n

talari

questi dinari

verisimilmente
stabile,
",

perch non ebbe


parti

modo
dopo

di trovare

un'occupazione
di
n

da Praga
dell'

",

un
del

soggiorno
1

sei

mesi

al

principio
1'

autunno

588
al

D
.

Imbarcatosi, pass attraverso


lungi dal paese che
e
si

intera

Sassonia

approd non

stende dalla bassa


signoria de'

Elba

Weser,

che

costituiva

la

Brauncase

schweig-Wolfenbuttel, una delle pi antiche e


d'

illustri

Europa,
II,

discendente
d'

da
6
.

Guelfo
I

I,

figlio

di

Alberto
ligi

Azzo
alla

marchese

Este

Braunschweig rimasero

Chiesa romana
il

fino

a che

non

si

converti al protestanposteri,
sia

tesimo

duca Giulio, che viene ricordato da'


Enrico
l'

perch era pieno di virt, sia perch

ebbe un degno
1601

figlio
si

ed erede,
ritir

Giulio.

Il

quale nel

abdic, e
la

presso
al

Imperatore,
e
sei

tredici anni
alla
la

dopo

sua assun-

zione

trono
delle

avanti

sua morte, stanco delle


di

guerre

lotte

contro

citt

Brunswick eh' era

De lampade TOCCO, Le
pagg.
1

combinatoria,

pag. 226.

opere latine di

G.

Bruno

esposte e confrontate

con

le

italiane,
'

8 e

9.

Articuli adversus mathematicos,

pagg.

7 e 8.

TOCCO, Op.
Docc.
veneti,

ci/.,

pag.

123.
e.
1 1

doc. IX,

BARTHOLMSS, Op.

cit.,

tom.

I,

pag.

168,

n.

1.

432

Soggiorno

in

Germania

sostenuta dalla

Lega
con

anseatica, contro la nobilt che oppritasse

meva
che

vassalli

angherie, e contro
l
.

Gesuiti

egli

aveva cacciati da' suoi dominii


Giulio
fu

Da
1'

Enrico

colmata

di

privilegi

proventi
i

Universit che suo padre,

dopo

d* avere

soppresso

mo-

nasteri,

aveva nel 1575

fondata in Helmstdt, con

statuti

che,

tratti

da' migliori che vigessero in Germania, e corretti

da' pi dotti contemporanei, prescrivevano a ciascun lettore


"

di

conservare

la

pace

la

concordia
e dannose,

co'
.d'

colleghi, di

schivare le controversie
la

inutili

insegnare con

maggiore
n

sincerit,

senz'

amore
quella

di ostentazione e di

no-

vit,

senz' alcuno orpello e fallacia l'antica e vera

filosofia

aristotelica

\ Condotto
n
!

in

citt

"

non dal caso

ma

dalla Provvidenza

il

Bruno che vide non meno


intorno a
"

di cin-

quemila
dal

scolari

affollarsi

ben cinquanta
Italiano

maestri,
",

13

gennaio del
4
,

1589, come

di

Nola
alla

ap-

partenne, scopri l'archivista Paolo

Zimmermann,

nuova
la

Accademia

e
i

manifest

la

propria

ammirazione per

grandiosit e

progressi di essa.
in
il

Rivolgendosi

fatti

Giulio

chiamandolo
il

"

il

pi

degno degli
de' duchi
in
",

eroi,

pi saggio de' principi,


:

pi celebre

esclamava

"

Il

tuo cuore,

il

tuo animo tutto

questo

grande

Studio.

Non

hai imitato gli antichi che

inalzarono tempii agl'idoli, edificarono altari agli spiriti diabolici

e misantropi, fabbricarono conventi

non hai profuso

ingenti
i

somme
come

nel costruire
nell'

rocche per contenere e punire

sudditi

ribelli,

apparecchiare ci che pu essere di


ci che bisogna temere

vantaggio

di danno,

non meno

BARTHOLMSS. Op.
Ibid.,

cit.,
;

tom.

1.

pagg.

168

169.
,

pagg.

170

171

SlGWART,

Kleine Schriften^

pag.

72.

3
4

Oratio consolatoria, pag. 30.

Docc.

tedeschi,

doc.

V.

Capitolo

X
mantiene

433

di quanto induca

altri

a temere. Perch hai ben compreso


si

che un popolo

si

governa e
la

in eterno sotto
la

il

medesimo reggimento con


e
l'

pace,
i

la

prudenza,
la
il

beni-

gnit e la giustizia, tu hai frenato


il

nemici con

saggezza
sapere

vigore

del

tuo

animo.

Conoscendo che

e
la

esperienza finiscono sempre col vincere, hai scorto che


de' popoli,

salute
cipi,

che

la

grandezza e
tutti

la

potenza de' prinriposta unica-

che

la

prosperit di

e di

tutto

mente nel
crato
Il

culto delle

Muse,

e perci a questo hai consa-

l'Accademia
3 maggio del
fu

col tuo
1

nome

e col tuo affetto


;

n '.

589 Giulio mori


nel

1'

8 giugno

il

suo

cadavere

portato

castello di Wolfenbuttel, e prima


all'
I

di venire tumulato, rest nella cappella fino


si

mentre

celebravano

solenni

pompe

funebri con prediche, elogi

o epicedi in esametri, recitati nel primo giorno dal prorettore


altro
dell'

Universit e teologo
in

Daniele Hoffmann e da un
dal

dottore

teologia,

l'

Heidenreich, nel secondo

giurista

Horst e dal medico Bockel, nel terzo dal reverendo

Zaccaria Nonnenberg, nell'ultimo dal poeta Enrico

Meibom \

A
chi

tanta manifestazione di pubblico cordoglio per la fine di

aveva onorato

il

motto della sua divisa:


il

Aliis inser4
.

viendo consumor',
richiesto

Bruno volle
",

"

spontaneamente, non
Egli
era
gi

n invitato

vero,

da alcuno
nessun
posto
;

partecipare
ufficiale,

non
in

occupava,

ma

considerazione de' suoi ospiti


ricorrendo
leggere
l'

il

luglio,

di mercoled,

ottavo

settenario della morte

del Duca,
consolatoria

pot
5
.

nell'

Accademia

Giulia

YOratio

In

Oralio consolatoria, pagg. 45 e 46.

2
3 4
r>

SlGWART, Kleine Schriften? pagg. 72 BaRTHOLMSS, Op. cit., toni. I, pag.


,

73

pag.

119,

n.

IO.

168, n. 3.

Oratio consolatoria, pag. 29.

SlGWART, Op.
Spampanato.

cit.,

pag.

73

Oratio consolatoria, pag. 27.


28.

434

Soggiorno

in

Germania

questa,

che

stamp poi
suo
"
1

Iacopo

Lucio,
e a

le

medesime
",

lodi

del

defunto

patrono,

tutore

difensore
parlare

quelle
;

del

nuovo principe
i

V indussero

dello Studio
sentire
lui,
"

perch
ogni

Braunschweig vollero

aprirlo,

a
al

buona

disciplina o scienza che tornasse


alla
;

giovevole

genere

umano, e guidasse
allontanasse

cognizione

divina o per lo

meno non ne
bane, a una

e chiuderlo

soltanto a ci che
fiera

avesse spinto a una vergognosa ignoranza, a una


ciclopica inospitalit
"
2
.

barn

Onde

egli

che

pei
la

sentimenti e studi pi nobili aveva dovuto


patria
in

abbandonare

cui

era

esposto

alla

vorace gola della lupa rosuperstizioso,

mana,
dalla

forzato a

un culto insano e
della
tirannide,
ritornato
;

oppresso
era

violenza

egli
alla

ora in Helmstdt

come per miracolo


cittadino,
tesie
libero,
n
3
.

vita,

perch

si

sentiva

sicuro

perch era oggetto di mille corn


4
,

e onori

L'orazione, non essendo


a

finta, falsa,
"

teatrale

"

piacque

Enrico Giulio,
"

che

non solo
D
,

don

ottanta

scudi

de

quelle parti
e
lo

al

Nolano

ma
in

lo

prese anche a ben


ispecie
nello

volere
le

protesse

apertamente,
degli

sventare

macchinazioni

avversari

del

filosofo

che

largamente
gli

aveva approfittato della libert di cui godevano


n

studi

Scomunicato

da Gilberto
della
di

Vot,
d' in

primario
il

pastore
si

e
era

soprintendente
arrogato
l'

Chiesa
giudice

Helmstdt,

quale

ufficio

una

contesa

personale

causa

inaudita,

non che

di esecutore nelle pubbliche

pre-

Oratio consolatoria, pagg. 35 e 39.


Ibid..
Ibid.,

2
3
4

pag.

32.

pagg.
pag.

32
36.

e 33.

Ibid.,

Docc.

Veneti,

doc. IX,

e.

BRUNI Opp.

latine conscripta,

voi.

Ili,

Introduzione, pag.

XLVII.

Capitolo

X
il

435

diche

n
,

nel

6 ottobre del
nell' originale

589

Bruno con una

lettera,

conservata
si

dalla
il

Biblioteca di Wolfenbiittel,

diresse all'Hoflmann,
n

sullodato prorettore dell'Univer-

sit,

appellandosi a

lui

e al Senato accademico contro la

pubblica esecuzione, in pubblico Concistoro, d* una privata


e iniquissima sentenza
se mai
si
;

implorando

d' essere udito,


il

perch,

fosse giustamente provveduto contro

suo grado
sa-

la

specchiata sua riputazione, avesse

almeno potuto

perlo,

com'era

diritto

giusta

l'

insegnamento di Seneca: che


le parti,
J
.

chi d una

sentenza, non ascoltando


in virt

non
Chie-

un giudice equo, anche se ben provveda


della sua
autorit,
il il

deva quindi che,


citasse

Prorettore
se
il

Vot,

per

verificare,

Dio piacendo,
scagliato per
il

ful-

mine

della

scomunica fosse

stato

brama

di

privata vendetta o per l'ufficio che ha

pastore, di essere

buon

custode

del

proprio

gregge

"

Il

Vot che
si

in

ap-

presso non risparmiava Renato Descartes e sempre


d' essere
n
il

appag

campione

d'

uno de' suoi colleghi o


il

di qualche
",

dotto

",

rappresentava, osserva acutamente

Bartholmss

una variet del volgare ed eterno

tipo conosciuto pur troppo

anche dal Ramo, dal Malebranche, dal Wolff e dal Kant,


essendosi questi imbattuti, nel corso della loro vita, rispet-

tivamente con
col

lo

Charpentier, col Garasse o col

Letellier,

Lang
per

e col Woellner.

Nel

589

la lite

era sorta per


rivolse,

istigazione di quel

medesimo Hoffmann
che
per
voglia
della

cui

si

certo
il

pi

ingenuit

di accattare

brighe,

Bruno che,

tener

conto

condanna,

dove aderire

Medea,
ripetuti

act.

II,

vv.

199 e 200.
d'
II,

due
se

versi

di

Seneca doverono
'Artificium

es-

sere

dal

Bruno pi
voi.

una
pars

volta,
III,

anche

perorandi

{Opp.
-

latine conscripta,

pag.

351)

li

riferisce.

Docc. tedeschi, doc. VI.

Op.

cit.,

tom.

I,

pag.

176.

436

Soggiorno

in

Germania

come
gli

Ginevra,

o,

quanto

meno,

essere
'.

considerato

tra

aderenti alla comunione evangelica

Nella

invocazione
:

del

libro

Dell' esistenza del minimo,


quel

Giordano canta

"

Mira, o nume,

che
;

la

terra posil

siede di meglio e contrappone

a' fulgidi astri

mira

figlio

di Giulio, che dell' illustre stirpe di re le cui aquile sog-

giogarono
dell' arsa

popoli

invitti

d'

Europa,

sconvolsero
a'

confini
i

Libia e

dell'

Asia,
virt

donando
latina
;

Germani

trofei

strappati

un tempo dalla

Enrico Giulio che

tu

conosci meglio eh' io


quelli

non sappia descrivertelo. Conosci che

che dicono essere tuoi doni, l'animo pacifico e conl'aspetto bello e maestoso, tutto hai riunito in lui
;

ciliativo,

ma
alto,

se tu, o

nume,

volgi lo sguardo agli altri


la

che stanno
del
chi

in

conoscerai

anche

sua

sposa,

sorella

monarca
regge
lo

de'

Danesi e della
di

ninfa

eh' e

consorte

di

scettro

Scozia, di chi

con

la

sua presenza accresce lo


" ~.

splendore di queste nozze ducali


il

Egli dunque, inferisce


il

Sigwart, stava ancora in Helmstdt


giorno in cui
si

19 aprile del 1590

3
,

il

celebr

il

matrimonio del giovine


figlia

Duca
spo-

con Elisabetta Oldemburgo,


Cristiano

di Federico

II,

sorella di

IV

e d'

Anna,
Berti
4
,

eh' era entrata negli

Stuart,

sando Giacomo VI.


accolta
tutta

L' illazione del Sigwart, sebbene non


senza dubbio giusta,

dal

essendo
scoperti

oggi
nel
1

riconfermata

da'
si

documenti che
toccher appresso

sono
;

stati

890 e

di cui

ma non

intera

'.

BARTHOLMSS,
,

Op.

cit.,
il

tom.

I,

pag.

175;

SlGWART.
vv.

Kleine

Schriflen 2
2
3
4

pag.

73.

Vedi
et

cap. VII!, pagg.

285-300.
I,

De

triplici

minimo

mensura, pag. 133, cap.

5-22.

Kleine Schriflen
Vita 2
,

pag. 74.
e

pagg.
gli

238

239

"

Potrebbesi dubitare se
1

la

sua partenza avdel


1

venisse verso
:'

ultimi
,

mesi del
pag.

589 o

verso la Pasqua

590

".

Kleine Schriflen

74.

Capitolo

X
il

437

Glorificando

ora

con
n

gli

esametri

suo

ospite,

come
"

il

Tasso
il

e l'Ariosto quegli eroi che per l'appunto

furono

ceppo vecchio

de' Braunschweig

~,

il

Bruno crede non


funebre
"

basti
ralit,

l'avere gi ricordato
la

nell'orazione
la

la

libe-

prudenza,

la

fortezza,
3
;

dottrina e la

magnani-

mit
fa

di

Enrico

Giulio
1'

egli

a questo vuole, e non ne

un mistero con

editore del
i

De

triplici
i

minimo

et

men-

sura, pagare in parte


vuti,

nuovi

debiti,

nuovi benefizi ricecontesa nella quale

l'autorevole intervento di lui nella

c'era da temere l'arbitro pi che l'accusatore, l'avversario


occulto pi che
l'

aperto
si

4
.

L'Hoffmann che
avere

era accattivato l'animo di Giulio per


l'

impugnato

con

Heshusen

la

Formula

di

con-

cordia,
stioni

cominci, quando
a
criticare

non ebbe pi a dibattere quila

teologiche,

scolastica, a sostenere che

'

Gerusalemme
Nella caverna
Ili,
st.

liberata,
la

e.

X,

st.

75-77.
rivela

2
e.

maga Melissa

Bradamante

{Orlando furioso,

17):
L' antiquo sangue che venne da Troia,

Per

li

duo
1'

miglior rivi in te commisto,

Produrr

ornamento,

il

fior,
1

la

gioia
visto.

D'

ogni lignaggio eh" abbi

Sol mai

Nella progenie tua con sommi onori

Saran marchesi, duci e imperatori

aggiunge

(st.

28) che un suo discendente andr


a possedere indi lontano
In

mezzo

agli

Alamanni un gran ducato.

3
4

Oratio consolatoria, pag.

39.
(pag.
1

L* editore,
sit,

in

fatti,

al

Duca

23)
.

"

Ingratitudinis crimen
et
I.

quam

foedum
se

agnovit etiam ethnica vetustas...


liberaliter
et

Quamobrem

Brunus,

cum

a R.

C. tua
sibi

honorifice riabituili considerare^

non

commit-

tendum

putavit
in

quin aliquod suae erga R. C. T. gratitudinis documenoculis proponeret


".

tum propalam

omnium hominum

438

Soggiorno

in

Germania

la

morale aristotelica favoriva


cose,
in

1*

eresia di Pelagio, a rilevare

che molte
religione
tutta
la
:

se

vere

scientificamente,
il

erano false

in

somma, dice

Leibnitz,

"

impervers contro
gli

filosofa,
n
'.
I

laddove occorreva solo biasimare


partiti

abusi

de'

filosofi

che erano cosi


nell'
il

invisi a'

Braunschweig,
nel
lo

furono

da

lui

introdotti
il

Accademia

Ducato
contro

avendo dalla sua


il

Satler,

Werdenhagen,

Schilling e
il

Vot,

egli

non

esit a diffondere insinuazioni

predicatore Basilio Stater e un dotto e prediletto


del Melantone, Giovanni Caselius,
nella
egli
tutti

discepolo

due accettissimi
fondo,
il

Corte

2
.

Per volere

andare sino

al

fini

male

che nel

586 aveva argomentato contro


;

Beza, cadde

in

sospetto di calvinismo
filosofia
al

egli

che aveva preteso d' inse3


.

gnare
il

Goclen,

fu

convinto d* ignoranza, ed ebbe


materie

divieto

di

occuparsi di simili
il

Pur troppo,

il

Bruno non ebbe


venne
l'

piacere d'assistere alla disgrazia in cui


;

Hoffmann

si

trov,

invece,

a
se

stargli

di

fronte,

quando quegli
cedere
a'

nella

sua

strapotenza,

pure fingeva

di di

consigli e alle
i

minacce
se

ducali,

non smetteva

perseguitare

propri

avversari,

prima questi non prenla


4
,

devano

la

determinazione d'abbandonare
ci,

citt.

La

prese,

probabilmente per
n
i

anche Giordano
all'

che nel
al

De

im-

menso pare alluda proprio


a

Hoffmann e

Vot, bollando

fuoco

segretari

celesti.

ebrei e caldei

che,

come
di

altrettanti
le

Son grammatici latini, greci, teotochi, figliuoli di


controversie
filosofiche
:

Dio

si

degnano

definire

BARTHOLMSS, Op.
Ibidem. Ibidem.

cit.,

tom.

I,

pagg.

175 e 176,

n.

1.

2 3
*

Ibidem. Del parere del biografo francese


,

il

SlGWART

(Kleine Schri-

ften 2

pag.

74), non

il

BERTI

Vita 2

pag. 238), che per altro non ad-

duce

le

ragioni del suo dienso.

Capitolo

X
in pulpito,

439

entrano

nelle

accademie,
la

montano

giudicano e

condannano, senza
perch
tutt*
i

legittima presenza e difesa delle parti,


i

diritti

lumi sono riposti nella loro santisn


l
.

sima mente di arcimaestri

Con
l'ultimo
lettere,

abbastanza precisione

si

conoscono

particolari

del-

mese del soggiorno


l'

d'

Helmstdt, in grazia di due

una del

2,

l'

altra del

22

aprile del

590, mannipote,
n
2
,

date

al

medico
dal 19

Wolfgang
lo
n

Zeileisen

da un

suo

Girolamo Besler,
che
nell'
fin

scolaro

alemano de Norimberga

novembre dell'anno avanti era immatricolato


3
,

Accademia Giulia
D
.

e che,
4
,

non digiuno
"

di studi letn

terari,

teologici e filosofici
Il

presto

servi per scrittor

al

Nolano
sione,

quale, ne' primi


col

giorni della settimana di pas-

and

Besler a Wolfenbiittel per riscuotere cin-

quanta
dal
Il

fiorini,

" il

dono munifico e inaspettato


che questi era stato
intervenne
alla

promessogli

Duca
venerd,

l'ultima volta

in

Helmstdt
del
;

6
.

10

aprile,

disputa

dottor

Heidenreich, mostrandosi grato


santo,
1

dell' invito

avuto

il

lunedi

aprile,
lettori,

si

rec

all'

Universit per prendere comil

miato da'

volendo
a

partire

gioved appresso
la

'.

Se

non

che,

fu

forzato
i

rimandare

partenza di parecchi

giorni; perch
i

vetturali,

mancando

le carrozze,

chiedevano
s
.

noli

pi

esagerati che mai fossero stati uditi

Sebbene

Lib. IV, ca P

X,

pagg.

55
e.

56.
.

Docc.

Veneti,

doc. XI,

13 v

Si
Ili,

badi che

questa e

le

seguenti

date sono del calendario di vecchio


3 *
5

stile.

SlGWART, Kleine Schriften^ BRUNI Opp. latine conscripta,


,

pag. 300.
voi.
;

Introduzione, pag.
latine

L1X.
voi.
III,

Docc.

veneti,

doc. XI,
n.

e.
1

13

Opp.

conscripta,

In-

troduzione, pag.
6 7 8

XXIX,

Docc. tedeschi, doc. VII, pag. 574.


Ibidem.
Ibid.,

doc. Vili, pag. 574.

440

Soggiorno

in

Germania

dubitasse

che

nel
"
1'

gioved in

albis,

il

23

aprile,

sarebbe

stato di ritorno

Austriaco

",

colui

eh' era solito di por-

tare
a'

il

giurista

Horst a Magdeburg,

egli
"

non volle sottostare

prezzi imposti

da quei bricconi, a
n
l
.

ci ch'era, per

Dio

!,

ingiustissimo e bruttissimo

Neil' anno e

mezzo che
3
,

stette

in

Helmstdt

2
,

il

Bruno,

lavorando
parte

indefessamente

condusse a termine
il

la

maggior
4
,

degli

opuscoli che formano


tra
il

codice di
5
.

Mosca
1

e
la

de' quali
fine

cinque,
1

principio del dicembre

589 e

dell' aprile

590,

dett
a'

al

Besler
veneti
che,

Sono

questi gli
inediti
i

scritti

tenuti

nascosti

giudici
:

e rimasti

fino a

pochi

anni

addietro

scritti

riguardando

di-

versi lati

d'un medesimo soggetto, formano un

tutto insieme.

Cerca
nelle

l'autore,

esponendo nel

De magia
la

compendiando
fisica

Theses

de

magia, di dare
si

spiegazione
teorie
:

dei

fenomeni, e

all'

uopo

vale

delle

sostenute

nelle

sue opere anteriori, italiane e latine


balistica scala degli esseri

la

neoplatonica e cagli

che influiscono

uni sugli

altri,

e l'animismo universale riduce a un' arida


giustificato
b
,

'.

Se

il

De magia
senza

mathematica
vi
et

si

nomenclatura

che nulla
elementis

venga
causis

il

De

rerum
la

principiis,

contiene,

all'

incontro,

teoria

degli

elementi delle cose

Docc. tedeschi, doc. Vili, pag. 575.

2
cit.,

Checch dica
tom.
il

il

BERTI (Vita*
in

pag. 237),

il

BARTHOLMSS
circa

(Op.

I,

pagg.
si

175 e 179) ebbe ragione a sostenere che


Helmstdt, bene inteso
tra

diciotlo
1

mesi
la

Bruno

ferm
1

l'autunno del

588

primavera del
3
4

590.
doc. VII, pag. 574.
Ili,

Docc.

tedeschi,

BRUNI Opp.
Ibid.,

latine conscripta, voi.

Introduzione, pagg.

XVII-XXI.

pagg.

X1X-XXI,
opere

XXIX

XLIX.
100. e 101,

6 7
8

Ibid.,

pagg.

XXXIV-XXXVII.
inedite di

TOCCO, Le
Ibid.,

G. Bruno, pagg.

137 e 138

pag.

154.

Capitolo

X
con
indirizzo

441

svolta

con

ordine
e

precisione,

metodo
l
.

scientifico;

l'investigazione
il

delle

diverse cause di esse,


celesti
la

cio

luoghi,

tempo,

g' influssi
si

simili

Alla
lui-

magia naturale e matematica


liana,

riferisce
o,

Medicina
dire,
si

anzi ne

il

complemento,

per meglio
il

l'ap-

plicazione

pratica

\ Ne'
si

quali

trattati

Bruno

giova

de'

libri

che mal

attribuirono

ad Alberto Magno, o di

quelli del Lullo,

dellA'grippa, di Pietro
suo,

d'Abano
n "
.

ma

vi

aggiunge

dal

canto

nota
voli

il

Tocco,

analogie

felici,

raccostamenti

inaspettati,

speculativi

che non fanno

badare a credenze puerili e superstiziose


dimeno, di ben
coforte e a
altra

degno, nona Fran-

considerazione,
nel

allorquando

Padova,
l'

De

vinculis in genere,
vita,

egli

ebbe

a discorrere, con
tesi

esperienza della

la

sobriet d' ipo-

e la

non comune finezza

d' osservazioni,
4
.

degli

affetti

umani, delle loro leggi e del loro corso


Gli studi di magia non distrassero
terminare
il

Nolano dal meditare,

limare

nuove opere
trattato

la

Summa

ierminorum

metaphysicorum, un
sofica,

scolastico di nomenclatura filo-

non dissimile per metodo


e
all'

intenti

alla

Lampada
per con
ispecie

Venatoria

Artificio del perorare,

condotto sulle orme

del quinto libro della Metafisica d'Aristotile,


la

ma

maggiore

libert

indipendenza possibile,
1'

in

nella parte

che concerne

applicazione,
;
il

il

processo discen-

sivo
et

dall'astratto al

concreto

De

imaginum, signorum

idearum compositione,

V ultimo lavoro

mnemonico

in cui

1 2 3 4

TOCCO, Le
Ibid.,

opere inedite di G.

Bruno, pag.

183.

pag.

212.

Ibid.,
Ibid.,

pagg.
pag.

152 e 153, 205,


257.
opere
latine

146

214.

TOCCO, Le
pagg.

di

G. Bruno

esposte e confrontate con

le

italiane,

126,

127,

129 e 131.

442

Soggiorno

in

Germania

si

riassumono

tutt*

precedenti, e che da Giordano era con-

siderato per
si

un
le

libro

non volgare, descrivendo


per

in esso

come
poemi

formino

idee,

rendere pi pronta l'invenzione e

la

disposizione, pi tenace la

memoria

'
;

in fine, quei

analitici

che, contenendo la forma definitiva del suo sapere,


il

parvero, e sono,

testamento filosofico del Bruno \ Sono,


usciti

dunque,

tra'

volumi pi poderosi
valore
per,

dalla sua
1'

penna

non

tutti

di egual
il

riconobbe

autore

mede-

simo; perch
i

De
figure

monade, numero
della

et figura,

che scopre

numeri e

le

composizione delle cose, pure


della
trilogia
altrui,

essendo

una parte

integrante

poematica,

una raccolta di
concessione
sapienza
alla

tradizioni e di opinioni

quasi una

rivelazione,

alla

fede e alla
3
.

magia,

alla

volgare, cio, degl' indovini, de' medici e di co-

loro eh' erano chiamati matematici

Al De monade,

in

un

unico libro, vanno innanzi


et

cinque del

De
la

minimo, magno

mensura, ne' quali


degli
i

il

Filosofo studia

quistione dell'esiil

stenza

atomi,

la

propriet

del

minimo,
si

modo
da

di

trovarlo,

principii

della
;

misura che
e

ricavano

esso,
si

le

loro

conseguenze

dov' egli,

sebbene appresso

perda

in un' inutile
critica

esposizione delle dottrine euclidee e in


della scienza

un' ingiusta

contemporanea, tuttavia in

principio non tralascia interamente di svolgere un' importante


teoria
filosofica,

trasformando
'.

l'

antico

atomismo nella mo-

derna monadologia

TOCCO, Le
pagg.

opere latine di G.

Bruno

esposte e confrontate con

le

ita-

liane,
2 3

84
pag.

e 85.

Ibid.,

136.

De
I,

immenso.
1,

Dedica,

pagg.

196
al

197;

Opp.

latine

conscripla,

voi.

pars

Lettera del Fiorentino


c/7.,

De

Sanctis, pagg.

XXVI

XXVII

TOCCO, Op.

pagg. 203-207, e 211.


cit.,

TOCCO, Op.

pagg.

139,

169 e 360.

Capitolo

443

Del pensiero bruniano, che


mento
metafisico e nel
fisica

dimostrazione
infigurabili

il

nel De minimo ha il fondaDe monade la parte simbolica, la nel De immenso, innumerabilibus et

universo,

poema
al

di cui

Giordano

forse pi

si

teneva, e che fu giudicato l'opera sua capitale dallo

Zimal

mermann Tocco l
.

dal

Clemens

Carriere,

al

Fiorentino e

In esso egli elabora la materia della

Cena e
e
i

delgravi

l'

Infinito,

ma

correggendo

le

molte

inesattezze

errori

commessi, procedendo pi per via


concetti

d' analisi,

aggiun-

gendo a dovizia
severit
salutate

nuovi e dimostrazioni di grande

scientifica,

traendo profitto delle opere, che aveva


di Cornelio
2
.

con

gioia,

di

Ticone

Brahe
l'

Gli vien

Gemma, del medico meno certamente


forma dialogica
parlata,
;

Eliseo
azione
vien
egli

l'

drammatica, che

anima

della

gli

meno

la

naturale vivezza

della lingua

quando
in

ne ha pi bisogno, quando deve a lungo confutare,


sette libri,
alle
la

ben

fisica aristotelica;

ma non

l'ispirazione attinta
susci-

fonti

inesauribili

della natura,
filosofia:

non l'entusiasmo
Egli

tato

dall'amore della
invettive

ci che appare segnatamente

nelle

e nelle

digressioni.

che a un' ipotesi


la

meno semplice
cerca
divina
lo

meno
la

probabile sostituisce

copernicana,
;

onde deduce una nuova intuizione


splendore,

dell' universo

egli

che
della

fusione e la

comunicazione
egizio,
siro,

natura

non
in

in

un individuo
in

greco o

romano,
ignobile
nell'

non

un cibo,

una

bevanda o

in

una

pi

materia,

ma

nell'

augusta

reggia dell' Onnipotente,

immenso spazio

dell' etere,

nell' infinita

potenza

della

De
I,

immenso,
pars
I,

Dedica,
cit.,

pagg.
pagg.

96

197
e

Opp.
;

Ialine

conscripta,

voi.

Lettera

XXV

XXVI
le

TOCCO, Le
pag.

opere

latine di
?

G. Bruno esposte
cit.,

confrontale con

italiane,

211.

TOCCO, Op.

pagg.

311-325.

444

Soggiorno

in

Germania

gemina natura,

causa e origine
il

di

tutte

le

cose

egli,

ra-

pito dall'entusiasmo, invoca

genio \
porgo,

Quindi, egli canta,

...

1'

ali

sicure a

1'

aria

temo intoppo
fendo
i

di cristallo o vetro

Ma
E E

cieli,

e a

l'

infinito

m' ergo.
altri

mentre dal mio globo


1*

agli

sorgo,

per

eterio

campo

oltre

penetro,
tergo 2
.

Quel

eh' altri lungi vede,

lascio al

Il

Besler

aveva
il

scritto

allo

zio,

la

prima volta per avdi


"

vertirlo

che

Bruno aveva
se avesse
l'

in

mente

fermarsi un po'

Magdeburg,
cosa
;

occasione di mettervi a stampa


al

qualche
dine
essi
n " 3

da mandare
potuto

Duca
n
,

per

segno di gratitun

la

seconda, per chiedergli anche


vederlo

dove e quando
a

avrebbero
il

sempre

Magdeburg,
alla

volendo
"

suo
.

maestro consultarlo intorno


fece
1'

medesima
certa-

faccenda
5
;

Se pure
il

itinerario
s'

prestabilito,

mente non molto


leisen

dottore italiano

indugi

con

lo

Zei-

e lasciato lo scolaro, subito dopo,


veneti,

come

risulta dai

costituti

non che dalle dediche e dalla data delle

De
Il

immenso,
Fiorentino

lib.

I,

cap.

I,

pagg.

201 e 202.
voi.
I,

(Opp.

latine

conscripta,
i

pars del
e

I,

Lettera

cit.,

pagg.

XL1I

XLIII),
infinito
"
"

raffrontando

primi
"

esametri

De immenso
278), fu
il

col

sonetto

De V

chi m'

impenna

(pagg.

277
".

primo

ad

accorgersi che

una poesia tradotta


versi
tansilliani

dall' altra

Ed

poesia imitata

da

quei

bellissimi

che

vennero

inseriti negli

Eroici furori

(pagg.

342

343)

ed

erano

non

meno

piaciuti

a Bernardino
n.
I
.

Telesio

Postille storico-letterarie alle


3
*
'

Opere di G. Bruno, pag. 309,

Docc. tedeschi, doc. VII, pag. 574.


Ibid.,

doc. Vili, pag. 575.


il

Non si pu, in ogni modo, ripetere con sicurezza quel che afferm BERTI (Vita-, pag. 238): "Dopo Helmstadt... si ridusse a Francoforte...
senza fermarsi
in

altra

citt

intermedia

Capitolo

X
libri,

445

sue

opere,
"

appunto
sul

per
1
.

stampar

parti

ed and a

Francoforte
fici,

Meno

Citt di passaggio, ricca di trafvi

piena di forestieri che

accorrevano pe' piaceri, essa


importanza
tardi

ebbe, nella storia della cultura, una particolare


per
le

tipografie e le librerie:

fu allora ci

che pi

Lipsia, un
libri
;

immenso deposito del sapere umano


li,

rispetto ai

perch di

a guisa
si

di

giornali

letterari

e di
i

bui-

lettini

bibliografici,

diffondevano per ogni dove

catalo-

ghi delle opere che erano state impresse nell' Italia e nella

Francia, nella Spagna, nelle Fiandre e nella


I

Germania
in

2
.

quali cataloghi

si

apprestavano ogni anno,


settembre,
n

allo scorcio

della

quaresima e

del

nelle

fiere

cui

si

spacciavano drappi di seta di manifattura italiana,


filuselli

fioretti

di Zurigo,

stoffe

e galanterie di Francia, oggetti di

metallo fabbricati a Norimberga, zucchero e spezie portate

da

navigatori

olandesi
s'

si

giravano

partite di
tutt'

cambio di
i

qualsiasi

valore,

incontravano mercanti di

generi e

appartenenti a
tit

tutt'i

popoli. Indescrivibile era poi la quan-

di

libri

antichi e

moderni che

vi

si

trovavano
dirsi delle

sem-

brava una
Gli
stessi

fiera

nelle fiere,

che ben poteva

Muse.

Italiani

dovevano rimanere
opporre

stupiti;

dovevano dumirare che

bitare

della

propria superiorit nel chiedersi che cosa mai


di
simile,

avrebbero

saputo

nel

Tedeschi non avevano soltanto l'ingegno nelle mani e che


in ogni

cosa valevano quanto nelle

arti

meccaniche
i

"

! .

Ave-

vano assai mano nel commercio


sia

librario

Wechel, rinomati
capolavori di

perch

davano

fuori

stampe

che erano

Docc.

veneti,

doc. IX,

e.

BARTHOLMSS, Op.
Si legge in un opuscolo

cil.,

tom.

I,

pagg.

179

180.

del
in

1574
un

di

ENRICO ETIENNE, Encomium


riferito

nundinarum francofordiensium,
page.

luogo

dal

BERTI,

Vita%

243

e 244.

446

Soggiorno

in

Germania

nitidezza e

d'eleganza,

sia

perch

alloggiavano

onorevol-

mente
loro

dotti

che capitavano a Francoforte, e concedevano


di

una protezione non meno benefica


papi
.

quella de' re e

de'

Andrea Wechel,
al

la

cui ospitalit e domestial

chezza furono care

Languet e

Sidney,

emul

suoi

amici Enrico e Roberto Etienne, e da' posteri ben merit


di

venire

ricordato insieme
.

co'

maggiori tipografi del Ri-

nascimento

Quali
carrozza,

che
il

fossero

stati

gli

ostacoli

per

noleggiare una
il

cammino
rivolse

scelto e le
il

fermate fatte durante

viaggio, nel giugno, al pi tardi,


forte,

Bruno

arriv a Franco-

dove

si

proprio

agli

eredi di Andrea, Gio-

vanni
delle

Wechel

e Pietro

Fischer, editori
Il

anche, nel

592,

V illae

del Della Porta.

2 luglio egli avanz


si

al

Se-

nato della

citt

una supplica,

di cui

legge

il

titolo

in

un
3
;

protocollo di esso Senato e la minuta, in


cifrabile,
tra
gli

buona parte inde-

appunti biografici del Codice di


in di

Mosca

impetr
la

di

stare

casa

del

Wechel,

bramando
settimane"

di

avere
l'

comodit
delle

attendere con tutta

la

diligenza al4
.

impressione
la

sue

opere per alquante


s'

Mancando
n

risposta,

ignora

se
egli

per deliberazione dei

magistrati o dell'ospite
nel convento
il

medesimo

andasse ad alloggiare
assignatogli dal stam"
J
.

de Carmelitani, luogo

pator,

qual era obligato dargli stanzia


"

Cosi pot cole

minciare a pubblicare,

rivedendone accuratissimamente

pag. 180. BARTHOLMSS, Op. ci/., tom. LANGUITI Epistolae ad Ioachimum Camerarium, pag. 180. BARTHOLMSS. Op. cil., tom.
1
1,

epist.

XV,

pag. 35;

I,

SlGWART,
IX.

Kleine

Schriften^

pag.

120,

n.

14;

Docc.

tedeschi,

doc.
4

Docc.
Docc.

tedeschi,
veneti,

doc.

IX.
e.
I

doc.

IX,

Capitolo

X
mano
il
1

447

prove, disegnandone e intagliandone di sua


il

le figure

De

minimo, che

in

virt

della relazione stesa

7 marzo
dalla
2
;

del

1591

dal consigliere Nicola

Grifio fu approvato

censura e una o due settimane appresso posto in vendita


il

De
anno

monade,
che
3
.

il

De immenso

il

De imaginum compoquel-

silione,
1'

vennero

esposti nella fiera autunnale di

Pot cominciare a pubblicare,


perch, in una
rico Giulio,
stato
"
il

si

detto, e non a torto

lettera del

13

febbraio
l'

1591

al

duca En-

Wechel

scriveva che

ospite italiano gli era

portato via da un caso repentino,

quando

egli
"
4
.

si

acin-

cingeva a correggere l'ultimo foglio del


terruzione del soggiorno

De minimo
:

L'

francofortese resta inesplicabile,

malgrado
avrebbe
sarebbe
del

delle
resistito

congetture
all'

del

Berti

che

Giordano

non
vi
si

invito

venutogli
;

da Venezia e
ricevute
le

immediatamente recato
avrebbe
si

che,

lettere

Mocenigo,
;

visitato

Zurigo, dove aveva amici


n

e scolari

o che

sarebbe visto

necessitato a mettersi con

tutta fretta
tivo,

in salvo, per
la
il

non cadere vittima di qualche tentasua libert, de' magistrati di Fran-

che minacciasse
n
".

coforte

Delle

tre

benemerito biografo non inclina a


si

credere probabile se non quella che


del
"

accosta all'opinione

Carriere, secondo

il

quale
atto

il

Filosofo

sarebbe
"
r
'.

stato

colpito

da bando o da

di espulsione

In conse-

De

minimo, pag.

23. Vedi, in questa Vita, nel cap.

II,

la n.

della

pag. 66.
2

SlGWART,
Ibid.,

Kleine Schriften-, pag.

122, n.

15.

pagg.

122 e 123,
123.

n.

15.

4
5

De

minimo, pag.

Vilal, pagg. 253 e 254;

BRUNI Opp.
4
il

latine

conscripla,

voi.

Ili,

Introduzione, pag.
6

XXXII,

n.

nelle pagg.

XXXII

XXXIII.
"

Vita*,
il

pag. 254.

Conclude

BERTI
n
.

(pag.

256):

...pare

che

Francoforte

Bruno pi non tornasse

448

Soggiorno

in

Germania

guenza,

il

Berti tiene in

poco o nessun conto

la correttezza la

tipografica

delle

opere bruniane di quegli anni,

dedica
ve-

del
neti,

De
da'

immenso e del
quali

De

monade,

in

fine

costituti

non

si

stenta molto a dedurre che l'Esule


rientr in Francoforte e
'.

dopo una breve assenza


un bel dire
cettato

che sa-

rebbe col volentieri ritornato anche da Venezia


;

Ha

poi

ma

egli

cosi

nega quanto
che a buon
la

tacitamente ha acdiritto

dal

Bartholmss,
citt

lode alla

vecchia e libera
porte
a'

assiana,

quale, se aveva aperto le

perseguitati politici e religiosi del regno di

Maria

Tudor, continu nel corso del secolo a segnalarsi per una


grande tolleranza, accogliendo
seguaci di tutte
tolici
le

tra

le

sue mura e rispettando

confessioni,

Luterani e Calvinisti,
2
.

Cat-

ed Ebrei, Sociniani e Antitrinitari


la
n
n

Perch

durata di questo soggiorno ne' costituti veneti


sei

viene circoscritta a
osserva
il

mesi in circa
tre

",

sono
il

possibili

n
,

Tocco,
il

almeno

ipotesi

Bruno nel suo


in

calcolo trascura
forte,

tempo

della seconda

dimora

Francodal
inal-

perJi
al
il

brevissima,
1

e
;

allora
li

sei

mesi vanno

giugno

dicembre

590

o egli

calcola,

sommando

sieme
lora
i

tempo della prima e della seconda dimora, e


andrebbero
del
1

sei

distribuiti

fra

mesi di estate e di

autunno

590, e quelli

di

primavera e di estate del


solo della seconda dimora, e
partisse
1

1591; o finalmente

tien conto

allora bisogna supporre

che

egli

da Francoforte nel
vi

dicembre o anche nel novembre del

590, e
1

facesse ritorno

non troppo
all'

pi

tardi del

febbraio
"
'.

59

per restarvi fino


le
altre,

agosto dello stesso anno

Scartate

a ragion

'

Si vedr

pili

chiaramente appresso.
/., tom.
e.
I I

2 3

Bartholmss, Op.
Docc.
veneti,

I,

pag.

179

Berti, Vita-, pag.241.

doc.

IX,

BRUNI Opp.

latine conscripla,

voi.

Ili,

Introduzione,

pag.

XXXI.

Capitolo

X
terza
la

449

veduta

il

Tocco

si

appiglia

alla

ipotesi,

la

sola,

si

pu e
n

si

deve consentire con


difficolt
n

lui,
si

quale effettivamente

non presenta
accertati

alcuna, e

accorda benissimo coi


costruttivi
'.

fatti
Il

dalle date de'

poemi

solo

inverno,

dunque,
2
,

il

Bruno pass
"

in

Zurigo; ci
lui
n
...

nondimeno, ebbe occasione di leggere,


disse,

per quanto
3
.

certi

dottori

"

tra

cui

non va dimenticato
Raffaele

un

pedagogo e
questi

prefetto
la

di

alunni,

Egli

"

Aveva
fonda-

cominciato

carriera

ne'

Grigioni
;

con

la

zione di scuole evangeliche a Veltlin


in

e cacciato da Sondrio
trovato
fu,

una
a

sollevazione

di

Cattolici,

aveva
4
.

un posto
l'andar

prima

Winterthur,

poi a Zurigo
;

Vi

con

del tempo, nominato arcidiacono

ma, avendo contratto un

monte

di debiti per la passione dell'alchimia,

ebbe a
la
.

fug-

gire e riparare a di

Marburg, dove nel 1607 ebbe


d'

cattedra
il

teologia dal favore del Langravio


si

Assia

Avanti

1591

era
le

versato
lezioni
egli

nelle

discipline
titolo

matematiche; e dal

Nolano ud

che col
pubblic

di

Summa

terminorum
il

metaphysicorum

in

parte

a Zurigo

1595

pe' tipi di Giovanni Wolff, e per intero a


tordici

Marburg, quatRodolfo

anni

appresso,

nella
al

stamperia

di

Huto-

welcker, dedicandole
d'

giovine suo amico Federico Salis,

un nobilissimo casato de' Grigioni

Anche
glio

a Zurigo

il

Bruno conobbe Giovanni Enrico,

fi-

del dotto e munifico patrizio protestante

Gian

Battista

BRUNI Opp.
Docc.
veneti,

Ialine conscripta,

voi.
.

Ili,

Introduzione, pag.

XXXII.

doc. VII,

e.

4
2

3
*

SlGWART,
Ibidem.

Kleine Schriften

pag.

78.

Ibidem. Vedi,

in

questo capitolo,
latine
di

la

pag. 413.
esposte e confrontate

TOCCO, Le
pagg.

opere

G. Bruno

con

le

italiane,

125 e 126.
29.

Spampanato.

450

Soggiorno

in

Germania

Hainzel, di famiglia

originaria

svizzera,

che, trasferitasi

in

Augsburg,
resi
'.

si

era imparentata con le pi chiare case bava-

Giovanni
;

Enrico

aveva
il

amministrato

la

Chiesa di

Augsburg
della
ritti,

ma, inimicatosi
ripugnanza
e privilegi
al

Consiglio della citt a cagione


calendario,
rinunzi
in
a'

sua
uffici

nuovo

di;

che godeva \ Visse alquanto

Ulm
i

ed evaso dalle prigioni austriache


scontava
la

di Giinzburg, nelle quali

pena delle

pasquinate

composte contro

suoi
3
.

avversari augustani Rehlinger e Tradel, ripar in Isvizzera

Col

fratello

Ludovico acquist

la
;

signoria di Ellgau, presso

Winterthur, nel cantone di Zurigo


la

e venne tenuto, ne fa fede

sua

corrispondenza,

in

molta

considerazione dal Beza,

non che da' maggiori

dotti

della citt,
in lui

Guglielmo Stucki e

Gaspare Waser

4
.

Il

Nolano che
n
,

ammir

"

una delle

pi nobili indoli, un ingegno vivacissimo e sublime, una generosa e cavalleresca cortesia


il

ebbe

in

animo

di

perpetuarne
.

nome

con la dedica del


il

De imaginum

compositione

Seguendo
opposta,
in
la

corso del Reno, battendo cio, in direzione

strada

che

aveva percorsa alcuni mesi prima,


1591
il

principio della primavera del

Giordano giunse
vivere

di

nuovo a
"

Francoforte.

Quivi

ripigli
;

che

gli

era

stato abituale nell'

anno innanzi
eretici...

perch, a sua confessione,


n
,

leggeva a dottori

parlando universalmente
il

come

a Iacopo

Cunone

",

e,

aggiunse

Priore de' Carmelitani che

SlGWART,
Ibidem.

Kleine Schriflen-, pag.

123, n.

16.

2
:!

Ibidem.
Ibid.,

4
5

pagg.

123 e 124,

n.

16.

De imaginum
Docc.
veneti,

compositione,

pag.

89.
11

doc.
"

VII,

e. al

Bruno
un

"

per segno della sua benedel


"

volenza e per ricordo

don

Cunone

esemplare

De lampade
generoso
iscritto

combinatoria tulliana (Docc.


e studiosissimo giovine

tedeschi,

doc. X). Questo


quello

nobile,

\ che probabilmente

stesso

eh' era

nell'Universit di Francoforte durante l'inverno del

1569

e del

1570, era

Capitolo

X
il

451

lo

alberg,

se

occupava
strolegando

per

pi in scriver

ed andar

chimerizando
g'

cose

nove

"

'.

Tutto ci non

imped
il

di curare

con ogni impegno


il

le

opere che erano


e,

gi sotto

torchio,
il

trattato

promesso all'Hainzel
il

prin-

cipalmente,

De monade
fortuna
n

De

immenso,

poemi che

avevano
l'

la

"

eh' era venuta

meno

al

De

minimo,
e
il

esser

dedicati

dall'
2
.

autore

medesimo
il

eh' era sul posto,


intitol

non

dall' editore

De monade

il

E come De immenso

De

minimo, cosi

al

duca Enrico Giulio, detche neppure

tando per uno di essi un' introduzione memorabile, atta da


sola a smentire quelle ingiuste accuse
nostri
a' giorni
3
.

sono del tutto abbandonate


dell'

una prova inconfudel

tabile

indipendenza

e
i

della

nerezza

suo

animo.

Egli che crede infelici e


se

poveri che non possono pensare

non a campare
la

la

vita,

ricchi

che sentono

la saziet

vuotezza de' giorni passati


la forza

nell' ozio
;

e ne' piaceri, e

non hanno

di

emendarsi

egli

che disprezza coloro


si

che, spronati dal bisogno al lavoro intellettuale,


volentieri alle cognizioni pratiche,
gli

arrestano
il

e preferiscono

lucro e

onori agli ambiti premi e alle pure sodisfazioni del sa;

pere

egli

non teme n

le avversit della sorte

n
la

lo

sdegno

de' potenti, imperturbato continua a percorrere


irta

sua strada

di triboli e spine,

pronto a immolare la propria vita

pur di raggiungere

la

mta,

la

scoperta della verit

4
.

figlio

d'

un valentuomo che viene ricordato come autore di


il

libri

scientifici

pubblicati tra

1552

il

1584, e come astronomo dell'Elettore del Bran,

deburgo
1 2 3

SlGWART,
veneti,

Kleine Schriften^
e.

pag. 295.

Docc.

doc. VII,
pag.

De minimo, TOCCO, Le
pag.
1

123.
latine

opere

di

G. Bruno

esposte e confrontate

con

le

italiane,
4

69.
cap.
1,

De monade,

pagg.

323-325.

CAP.

XI.

Soggiorno e processo veneto.

Il

16

agosto
al

del

1589, dal Santo Uffizio


apostolico
di

si

ordina di

scrivere

Nunzio

Venezia, perch questi


si

con ogni cura cerchi di sapere


civi
;

dove

stampino

libri

no-

e anche

agli

Ordinari agi' Inquisitori della Dalmazia

dell' Istria,

perch esaminino, correggano e non permet-

tano vengano fuori opere proibite, osservando le costituzioni

emanate
licenza
'.

in proposito,

che

nulla, cio,

s'

imprima senza loro

Quattro anni appresso, sempre dal Santo Uffizio,


n

intorno
l'

al

commercio

di
"

lettere

con

altre nazioni,

al-

Inquisitore di
si

Milano

si

dice che, se
editti

...sono balle
fatti

de

libri,

hanno da servar
segnate

gli
;

sopra ci

e publi-

cati in

cotesta inquisizione

ma, se sono balle d' che


sieno
stato,

altre

mer-

canzie

sigillate

di passaggio e

non

s'abbino
aprire,

da
di
la

fermare

in

cotesto
passare,

non

si

hanno da
si

ma

lasciarle

come
dove

solito, perch
le

dovr fare
si

diligenza nel luogo


;

dette mercanzie
le

dovranno scaricare o fermare


in

ma

sopra

balle,

che

si

dovranno fermare

cotesta citt,

potr la R.

V.

usare la

diligenza di vedere se vi sono


lit

libri

scritti

e di che qua-

sono, avertendo particolarmente circa le balle


si

de

libri
si

che

sogliono

trasportare
la

da

luogo a luogo,
libri

perch

suole sempre

mandare

lista

de'

e vedersi dagl' in-

PASTOR,

Allgemeine Dekjete der Rmischen Inquisition, pag. 46.

454

Soggiorno e processo veneto

quisitori

dei luoghi dove

si

passa, e di essi poi dar avviso


si

a quegl' inquisitori de' luoghi dove

drizzano.

Per questa
li

medesima diligenza potr usare V. R., e non portando


condottieri, o
tario

non mostrandovisi
potr

la

lista

da

altri

o invensinch
e non

de

libri,

V. R.
si

far trattenere

le balle,
libri,

se le mostri la lista o

vedano
"

g* istessi
'.

prima dargli licenza di trasportarli


Il

commercio

librario si era

venuto cosi sviluppando


in ogni

tra

popoli
dello

d' oltremonte,
scibile,

che

non tard a dare,

ramo

nelle lingue

antiche e moderne,

paesane e

straniere,

anche

meglio e pi di quanto
si

fosse edito nella


1'

penisola.

Pur troppo,
il

dove presto deplorare che


nell' arte
il

Italia

non tenesse pi
n

primato

della stampa

in prin-

cipio del secolo decimosettimo,

Marino, bench convinto


ornandola di figure d'inforte,
...

che per
taglio

istoriare

"

-un'opera,
all'
i

"

dolce o almeno
i

acqua
i

non
n
i

si

ritrovano
",

per tutto

Tempesti,
collera
fin

Reni,

Valesi,

Morazzoni

mont
una
1'

in

col

senese Gian Battista del fu


su,
all'
z
,

Anera

tonio Ciotti, che delle

aveva messo

insegna di Minerva,

pi

accreditate

librerie

di

Venezia

ed

editore eh' egli sempre prefer agli

altri .
:

Anzi, l'obblig
Io avea pensato

a rendere pubblica questa sua protesta

"

PASrOR, Allgemeine De^rete der Rmischen Inquisition, G. B. MARINO, Epistolario seguito da altre lettere del
Laterza,
veneti,

pagg.

70

e 71.

Seicento, Bari,
e

G.
3
"

1911,

voi.

I,

lett.
1
;

CLII
doc.
I,

Docc.

doc. VI,

e.

CXLV1I, pagg. 265, 266 XVI, e. 36 v


.

242;

Nel 1619 (Op.


tutte

clt.,

voi.

lett.

CXXXIV,
ma
il

pag.

219)

gli

scriveva:

Avrei mandate
.

queste opere insieme,


subito di
nel
1

plico sarebbe stato troppo


in

grosso...

Le mander adunque
altri

mano
a

mano, e

vi

assicuro che

non

le

aver
i

che voi

";

62

quando seppe che da Parigi manVenezia


il

davano

fogli
:

de\V Adone, appena

si

tiravano,

(lett.

CLXXIV,

pag. 298)
fuste stato

"

Me

ne rincresce per cagion


in
Italia
".

vostra,

quale avrei voluto che

il

primo a ristamparlo

Capitolo

XI
dell' altre
si

455

di

mandar

cost a Vinegia

molte

opere mie a

stampare,
e
la

mentre che qui

in

Francia

stampano l'Adone

Strage de' fanciulli innocenti.


d' inviarne

Ma

quando
la

io era in

procinto
gi

alcuna,
si

mi sopraggiunta

Galeria

da voi stampata

sconciamente, che in leggendola mi


stesso.

venuta piet di

me

Lascio
curo

la

carta,

la

qual po-

trebbe
quello

pur
della

passare,

mi

del

carattere,

ancorch

prosa sia alquanto frusto. Parlo solo di quel


eh' la

che
vato

pi

importa,
l'

pessima correzione....
l'

Ho
;

ritro-

confuso

ordine,

scambiata
storpiati

ortografia,

alterate le

parole, guaste le sentenze,

sentimenti

n parte
di

alcuna

vi

ha,

insomma,
li

in

cui

si
il

vegga pur vestigio

buona forma. Benedetti


il

Giunti,

Manuzio,

il

Giolito e
le

Valgrisio, la cui
italiane
!

memoria
la

vivr

sempre
si

onorata tra

stampe

Oggid

stampa
1'

ridotta a semplice

mercatura, e ne' librai tanta

avidit del

guadagno che
e
quella

pospongono
dell' autore.

all'

interesse

la

propria

riputazione
fatto

Questo disordine mi ha
partito

mutar deliberala
s'

zione, e

ho preso
in

di

far

imprimere

mia

Sani-

pogna qui
bene
l'

Parigi,

dove, quantunque non


la
n l
.

intenda cosi

la

nostra

lingua,

mia

assistenza ha supplito al-

emenda
Cosi

di molti errori

Venezia,

che

si

poteva

vantare, tra tutte le citt

italiane,

di avere avuto le tipografie pi antiche e


i

famose

2
,

vide

che

suoi

librai

rifornivano le loro botteghe, prati-

Epistolario,

voi.

I,

lett.

CLII, pag. 265. Gli antecedenti della protesta

nel e

medesimo volume:

lett.

CXL1I1,
Dal
tra

CXL1V,
volume
che

CXLV
risulta

CXLV1I,
anche
pe'

pagg.
le

233

234, 236, 239 e 242.

qual
quelle

che

stampe
Ciotti e
:

spropositate
lett.

non erano

rare

uscivano

tipi

del

CIX, CXV111, CXXVI11,

CXXX1V,
storia

pagg. 174, 183, 206,

219

220.

POMPEO MoLMENTI. La
Istituto
.

di

Venezia nella vita privata, BerII,

gamo,
e segg.

italiano

di

arti

grafiche,

1906, parte

cap.

IX,

pag.

290

456

Soggiorno e processo Veneto

cando assiduamente
forte.
Il

le

fiere

straniere, in

ispecie di Franco-

libraio

Giacomo

Britano da Anversa, abitante


1

Venezia
cato
loro

in contrada

Santa Marina, nel


1

592, che era


era mai

in et

di trentasette anni, disse che dal


alle
fiere

576 non

man-

di

Francoforte

1
.

per citare soltanto covi si

che sono nominati nel processo del Bruno,


puntualmente
"
il

recava
questi,

non meno
prima
la

Ciotti,

anche
"

quando
n

di

impiegare
"

suoi danari
giudicio...
'
;

in
il

una stampa, ebbe


consiglio

comodit di avere

il

de* pi
1'

celebri letterati del secolo


tore,

anche quando divenne


del

edi-

oltre

che

del

Marino,

padre gesuita Cristoforo

Clavio e del marchese Guidobaldo del Monte, di Giovan

Antonio Magini,
Porta e di
tare,
altri

di

Girolamo Mei,
'

di

Gian

Battista della

valentuomini
la

anche quando pot accet-

e poi

rifiutare,

pubblicazione del

Mondo nuovo

di

Tomaso
nella,
la

Stigliani,

non che
gli
*

di parecchie opere del


la

Campa-

Filosofia,
l'

Aforismi,
.

Citt del Sole, gli Anti-

veneti e

Antimachiavelli
gli

Girando, per
coforte,
le

affari

della sua arte, le librerie di Franvi


si

quali,

perch

udiva discorrere di

filosofi

di filosofia, ricordavano a

Enrico Etienne l'antico Liceo di


"

Atene
1

il

Britano intese che

lordano era

l,

...

nel con-

Docc.

veneti,

doc. VII, ce. 3


voi.
I,

-5 v

2
3

MARINO,
Presso
;
il

Epistolario,
il

leti.

LII, pag.

71.
libri di

il

Ciotti
i

padre Clavio stamp quindici

Elementi
il

euclila

dei

Del Monte

Problematum astronomicorum
il

libri

VII;

Magini

Tabula telragonica
il

Mei un Discorso sopra


Pneumaticorum
libri

la

musica antica e moderna;


libris

Della Porta, oltre

a'

III

cum duobus

curvilineo-

rum elementorum, alcune commedie.


*

pag.
in

MARINO, Epistolario, Bari, G. Laterza, 1912, 328; AMABILE, Fra Tommaso Campanella ne' Roma e in Parigi, Napoli, A. Morano, 1887,

voi.

II,

le.

LXV,
CX,

castelli di
voi.
Il,

Napoli,

docc.

CXVIII-e
'>

CXXXV,

pagg. 28,

33

e
I.

39;

voi.

I,

pag.

114.

Berti, Vita*,

pag. 245, n.

Capitolo

XI
"

457

vento de

...

Carmelitani

\
",

e avendo gi visto

alcune sue
n

opere stampate e curiose


appag,
n
il

ebbe, e
vederlo
solito

"

un giorno per strada


parlarli
"
;

desiderio

di

mentre

il

Ciotti nel
lui
1
.

monastero, dov' era


il

alloggiare,
il

si

trov con
1

Circa

tempo

dell' incontro,
n
:

26 maggio del
volta
eh' io

592
[il

uno de'
Bruno],

librai
fu...

attest
fiera

la

prima
n
;

viddi

alla

del

mese

di settembre, che questo


l'altro:
"

settembre prossimo saran doi anni

stata...

l'occasione

alla

fiera

tre
"

anni

sono,

non

so se fosse...
il

de

pasqua o de settembre
putava regolarmente
per
il

\ Se non che,
il

Ciotti

che com-

tempo, e
gli

Britano che considerava


corso,
il

compiuti

anche

anni

in

concordavano
a

in

fondo nel dire d' avere incontrato


nel
1

Nolano

Francoforte

590

3
;

e senza dubbio lo incontrarono


s'

nell'

autunno,

perch,

come
si

visto,
il

la

partenza da Helmstdt non avaprile


4
.

venne se non dopo

22

Non
tani
il

sa se

il

Ciotti

abbia ritrovato
aver

presso

Carmeli-

Bruno,
giunto

che
di

poteva

lasciato Zurigo,

ma non
3
;

esser

nuovo a Francoforte, nella

seconda met
1591

del marzo, allo scorcio della quaresima del


sa eh' egli

ma
6
,

si

dalla

Germania port
il

allora importanti
et

novit

letterarie,
attir
l'

come

De
di

minimo,

magno

mensura
l'

che
figlio

attenzione

Giovanni

Mocenigo,

ultimo

che da Isabella di Benedetto Vitturi aveva avuto nel 1558

1 2 3 * 5

Docc. veneti, doc. VII,


Ibid.,

e.

3 v

doc. VI,e.

e.

doc. VI,
,

e.

doc. VII,

Berti, Vita*

pag.
le

239.
pagg. 440,

Vedi, nel cap. X,

444
4

446.
stile
;

Sempre secondo

il

calendario di vecchio
il
1

perch,

col

nuovo,

la

pasqua cadde dieci giorni appresso,


15

aprile.

Docc,
triplici

veneti,

doc.
et

VI,

e.

Cosi

anche

dall' autore
et

chiamato

il

De

minimo
1

mensura nell'Epistola dedicatoria

clavis del

De

immenso, pag.

96.

458

Soggiorno e processo veneto

il

chiarissimo
nel
1

signor

Marco Antonio
2
.

'.

Il

quale cess di

vivere

585,

di

sessantotto anni, di cui

buona parte

spesi in servizio della patria


gior Consiglio, egli

Ammesso
Carlo
della

il

538
e

nel
il

Magpadre

aveva poco dopo accompagnato


presso

Piero
patria,
stiti,
il

in

una

legazione
il

ritornato in

era

stato

1550 membro
al

Camera d'impreil

1553

uffiziale
il
1

cottimo d'Alessandria,
senatore,
il
1

1561 uno

de' dieci savi,


canzia, durante
di
essi

564

580

savio della mer-

tre

anni successivi decemviro, e nel primo


dell' eccelso

anche

capo

Consiglio,

sempre bene

meritando della
Cipro,
in

Repubblica, segnatamente nella guerra di


assold a sue
3
.

cui
fanti

spese e capitan con valore


dallo zio

squadre di
1

Dal

padre,

Leonardo che
4
,

il

586

fu

nominato

vescovo di Ceneda, dagli avi che

pi

volte avevano reso

degna

la

propria casa del dogato


le

non

degenerarono Piero e Leonardo per


personali e
il

molte belle qualit

gli

onori

pubblici

conseguiti

non Zaccaria

cui

poco comune ingegno e dottrina ne fecero rimpianla

gere

fine
"
;

prematura dal Patrizzi e da

altri

illustri

conil

temporanei
quarto loro

ma

pur troppo degener, e in che modo,

fratello.

Giovanni Mocenigo, avendo nel 1582 sposato Cecilia di


Sebastiano Nani,
tra
il
1

585 e

il

597 ebbe cinque

figli,
;

Marco Antonio,

Filippo,

Leonardo, Piero e Sebastiano

e,

FEDERICO STEFANI,
Ibidem.

Monografia su' Mocenigo,

in

G. LlTTA, Fa-

miglie celebri a" Italia, voi.


2 3

XIV,

tav.

XI.

Ibidem.

*
ti,

Ibidem; GlO.

BATTISTA LEONI,
145.
cu.,
tav.

Lettere familiari, Venezia,

G.B.

Ciot-

1592,
5

lib.

1,

pag.

Stefani, Op.
45.

XI.
lib.
I,

Ibidem; LEONI, Op.

cit.,
il

lett.

del

24

settembre

del

1580,

pag.

Zaccaria era nato

1553.

Capitolo

XI
il

459

prima, tre

figlie,

alla

nascita d' una delle quali


felicit

Leoni

gli
:

mandava
n

auguri

di

complimenti

come
;

questo

Presto presto

V.

S. aver per casa le grazie...

e chi sa

che non ascendiamo

anco
il

alle

nove

muse
?

o benedetto

Parnaso, e chi vide mai


per tanti rispetti
altri
; ;

pi grazioso coro

V.

S.

Apollo

la

clarissima
figlie,

consorte Minerva per tanti


si

oh, benedette
"
l
.

allora

eh' io voglio
i

impoetarmi
nobili casati
",

da dovero!
avessero
"

Se non
si

che, quantunque
di

due

dependenza

sangue

ed amicizia con molti


g'

assai di rado egli

vide chiamato a difendere

interessi
agli

pubblici; perch, se nel


ordini,

1583, per l'elezione a savio


contento
n

venne

esortato a rimanere

di cominciar

a facilioribus, e pi tosto... d'imparar a servire che di


ostentar prattica,
di
diretto

esperienza,
all'

maneggio o
n
,

perizia,

cose che
tardi,

repugnano
1605,

et

solamente molto

nel

1601

e nel

riusc a

essere magistrato sopra

offizi

de' dieci savi, e invano aspir a cariche pi alte, in ispecie


a

sedere
n

nel

Senato
la

2
.

Non
n
,

avanz, dunque, con tutto

il

suo

smidollar

politica

ne' pubblici onori

ma

nep-

pure in nessuna delle

altre

cose a cui

si
n

applic.

Nel 1581,
al-

con
l'

1'

amico Girolamo Zeno, andava


"
l
;

vagando intorno
egli
" 5
;

architettura
n

ma,

fin

dall'

anno innanzi,

aveva dee

liberato di

trasferirsi

tutto allo studio

delle lettere

STEFANI, Monografia
lib.
I,

su' Mocer.igo,

tav.

XI; LEONI,

Lettere fami-

liari,

lett.

del

13 luglio del
lib.
I,

1584, pag. 65.


del

LEONI, Op.

di.,

lett.

24 settembre

del

1583, pagg. 58

59; Stefani, Op.


3

cu.,
lib.

tav.
cit.,

XI.
lett.

LEONI, Op.

dt.,

a Girolamo

Zeno

del 5

ottobre

del

1584, pag. 81.


4
5

Ibid., Ibid.,

lett.
lett.

al
al

medesimo del 15 agosto del 1581, pag. 75.

Mocenigo

del

24 settembre

del

1580,

pag. 45.

460

Soggiorno e processo veneto

da

questo

non

si

fece

mai interamente
l
.

distrarre

n dalle

cure della famiglia n dalle politiche

Nessuno
quelle

pi di

lui

teneva

per

parole sincere e libere

che erano cortigianerie belle e


"
n

buone
n
il

non dubi-

tando punto delle


ingegno
fitto
",

tante doti e grazie del suo vivacissimo

egli

stimava
.

una

santa
al

opera

trarne pro-

al

possibile

Passando,

pi presto nel principio


la

dell'aprile

del

1591, ossia

immediatamente dopo
la libreria della

fiera

pasquale di Francofolte, per

Minerva, diede

uno sguardo
allusioni

alle

novit,

e ammirato del contenuto e delle


subito lo acquist
si
'.

del

poema

bruniano,

Anzi,

del

De

minimo e del suo autore


confidenza
italiani
4
,

ferm a discorrere,
egli,

avendo
studiosi
sioni in

col

libraio
si

di cui

come parecchi
commis-

e stranieri,

serviva per notizie,

e simili

eh' era per

stampare un epistolario che


3

non piccola parte riguardava proprio


"

lui

"

Me
si,

domand

se io conoscevo

Giordano, narr
era allora.

in fatti

il

Ciotti,

"e

se

sapevo dove
l'

egli in
il

Io gli dissi

che

e che io
tut-

avevo
li.

visto

Francforte, e che

credevo che fosse


:

tavia

Ed
li

detto

S' Mocenigo soggionse


li

vede

Io vorrei

eh' egli

venisse a Venezia per insegnarmi


altri

secreti
in

della

memoria e

che

egli

professa,

come

si

que-

LEONI,

Lettere

familiari,

lib.

I,

lett.

al

medesimo del

5 aprile del

1581, del
2 3
4

16 agosto del
lett.

1584, pagg. 48 e 68.


del
e.
I

Ibid.,

al

medesimo
doc. VI,

24 settembre
v
.

del

1580, pag. 45.

Docc.

veneti,

MARINO,

Epistolario, voi.

CLV111, CLXX1I,
275, 295, 298,
Firenze,
5

lett. XX, CXV, CXLIII, CXL1V, CL1II, CLXX1V-CLXXVI, pagg. 34, 179, 235, 237, 267, 301, ecc.; PAOLO SARP1. Lettere raccolte dal Polidori,
I,

G. Barbra, 1863,
lettere
1'

voi.

I,

lett.

LXXXVII,

pag. 285.

Trentanove
eccetto

sono dirette
che
si

al

Mocenigo,
nel

tutte

contenute nel

libro
il

primo,

ultima
il

legge

secondo, dal Ciotti

stampato

1593 e ristampato

1600.

Capitolo

XI
:

461

sto

suo

libro.

Ed

io a
"
'.

questo risposi

Creder
n

che

se sar ricercato, venir


"

Doppo

alcuni giorni

",

continu

il

Ciotti,
al

esso

Mo-

cenigo mi port una


farmi istanzia che io

littera
gli

direttiva

detto lordano, con


feci,

la

mandasse, come

dicendomi
"

che

gli

scriveva per veder se voleva


lettera
al

venir a

Venezia

Una seconda
si

d'invito egli non tard a spedire, non


3
;

sa

per chi,

Nolano
volte

ma,

in questa
1

non meno che

in

quella,

adoper

verisimilmente
col

termini pi enfatici e

obbliganti,

rispondeva
in

come n Le

Leoni, quando, cio, costui


S.

laudi che

V.

dice di voler predicar


io
le

ogni

luogo della persona mia,

accettar

sempre

volentieri,

perch

pale

1'

sono un dono di persona... tanto principer...

Quello poi che V. S. mi scrive


salir

offerta,

se

per un capo mi fa

in certa arrogante

essaltazione che

pu condurmi a stravaganti
per
sua
ogni
altro

presunzioni di
fssa

me medesimo,
posponere

mi

leva in una cosi

considerazione della
" 4.

gentilezza,
altra...

che

necessariamente convengo

a quella servit che le


la

devo

Certamente, avuta

promessa che sarebbe


5
.

stato trattato

bene e

"

contentato

"

dal giovine patrizio, l'Esule,


senz'altro
l'invito

ebbe a confessare, accett


travers
la

come poi Se non atAugusta e


la

Baviera
la

non

prese la strada
la

di

d' Innsbruck,

quale,

essendo

principale tra

Ger6
,

mania e
rali,

l'

Italia,

era molto

frequentata da mercanti, vettualberghi di ogni

carrettieri,

e ricca

di

specie

egli

Docc.

Veneti,

doc. VI,

e.

2
3

Ibidem.
lbid.,

doc. Vili,

e.

LEONI,
1580
Docc.

Lettere familiari,

lib.

I,

lett.

al

Mocenigo

del

24

settembre

del
5 6

e del

6 gennaio

del

1581, pag. 46.


e.

veneti,

doc. Vili,

MONTAIGNE,

Journal du voyage, pag. 96.

462

Soggiorno e processo veneto

risali

il

Reno

fino

Costanza

quindi

s'

avvi lo stesso

verso la valle dell'Adige, perch quello di Bolzano, Trento,

Rovereto,
a

Verona

Vicenza
"
'.

era

il

"

dritto

cammino che
strade

Vinezia
in

conduceva

In

ispecie

per

le

che,

anche
tutte

principio del secolo, al Vettori sembravano quasi


"

belle e
si
;

molto

bene

assettate

",

il

Bruno

in

men
in

che
Italia

creda e felicemente
e
n

compi
1'

il

viaggio di ritorno
1

prima che terminasse

agosto del

59

n
1 ,

com-

parve

a
n

Venezia
stette

".

Egli
giorni,

qui

n
,

ragguagliava

il

Ciotti,

non so quanti

camera
"
.

locanda,

come
citt,

io

credo
s'

doppo and

Padoa

Nella qual
Besler,

perch

incontr di nuovo

con

Girolamo

che

aveva

accomiatato nel viaggio

da Helmstdt a Francofolte, senza indugio riprese con costui


il

lavoro interrotto, per


n

mancanza
libro

di tempo,
sigillis

1*

anno avanti.
et

Gli fece trascrivere

un
il

De
la

Hermetis

Pto-

lomaei ed

altri

n
,

cio

De

vinculis in genere e,

insieme

con questi due o poco prima,


che,

Lampas
il

triginta
finale,

statuarum,

come

s'

apprende dalla sottoscrizione


1
.

venne co-

piata tra la
quell' anno,
Il

domenica
secondo
se

settembre e

marted 22 ottobre di
.

il

calendario gregoriano
al

Bruno,

non aveva celato

libraio
r

senese che a
,

per inPadova "scriveva per servizio del... S Gioanni aggiunse col Brialtre scienzie ", segnarli la memoria ed tano, che col, per quel tempo che vi fu, " leggeva a certi

PARUTA,
I,

Della

perfezione

della

vita

politica,

in

Opere

politiche,

voi.
2

Kb.

I,

pag. 38.
in

Viaggio

Alemagna,
doc. VI,

Parigi,
e.
1

Molini,
.

1837, pag. 71.

3 4
5

Docc.
Ibidem.
Ibid.,

veneti,

doc.

XIV,

e.

35

Lampas
299

triginta
;

statuarum,

pag.

258;

SlGWART,
scripta,
voi.

Kleine Schriften'1 ,
Ili,

pag.

e seg. e

BRUNI Opp.

latine con-

Introduzione,

pagg.

XXVII

XXVIII.

Capitolo

XI
le

463

scolari tedeschi

"

1
.

quali,
1'

per

lodi

che

gli

erano state
lui

date ne' loro paesi o per


strava
lo

attaccamento che verso

mo-

studente

di

Niirnberg,
cui

volentieri accorrevano a

udirlo

in

una

citt

nel

Studio, pi che in quelli di

Siena, di Pisa, di Perugia e di Bologna istessa, preferirono


d' immatricolarsi,
oltre
"

seimila dal

550

al

599 \

Distinti

nelle

due

"

universit

del diritto e delle


stranieri,

arti, essi

primeg-

giavano

tra'

compagni

perch, uniti e concordi in

ogni loro atto, e


ritrovi,

avevano fondato biblioteche, casse, sodalizi


le

vivevano secondo

usanze e tradizioni nazionali,

partecipavano

vivamente a quanto

accadesse

in

Germania,

conservavano con grande scrupolo, anche usando della pru-

denza e chiamandosi Protestanti e non Luterani,


credenze religiose
tando,
.

le

proprie

Il

loro

numero venne sempre aumenultimi

specialmente
eh' era
i

negli

anni

del

secolo, per la

protezione

loro accordata dal

governo veneto, che,

nonostante
l'ortodossia

moniti del cardinale


della

Cornalo che temeva per


"

sua

diocesi,

rammentava

a'

rettori

di

Padova
doversi

niente

poter fare, a loro insaputa,

Inquisitore,
i

trattenere

da

ulteriori
"

molestie,

onde

Tedeschi
4
.

non risolvano

di partire

dalle terre della Serenissima

1 2

Docc.

veneti,

doc. VI,

e.

doc.

VII,

e.

BIAGIO BRUCI,

Gli studenti
sec.

tedeschi e la S.
in Atti del

Inquisizione a

Padova

nella seconda
lettere

met del
a.

XVI,
serie

R.

Istituto

veneto di scienze,

arti,

1893-1894,
1017,

VII, tom. V, disp. V, pagg. 1016 e 1017.

3 4

Ibid.,
Ibid.,
il

pagg.

1018
e

1025.
Si

pagg.
quale,

1022

1029.

pu. qui

ricordare

Pomponio
la

Algeri.
;

Contro

cominciatosi un processo, non fu


il

pronunziata

sentenza
lui

perch, dichiara

16 febbraio del 1556


parere
del

il

Podest di Padova, cosi a


far

era

"parso, con
zione
nello

1*

istesso
".

Rev. mo Patriarca..., per non

perturba-

Studio

il

DE

BLASI1S

(Pomponio

de
:

Algeria
"

nolano,
pi

pagg.

20

e 21), che arreca questo

documento,

aggiunge

Forse

che

un sentimento di commiserazione,

... il

timore di muovere a tumulto lo Studio,

464

Soggiorno e processo veneto

II

soggiorno padovano non

fu,

come sembr

al

Ciotti, di

tre

mesi

l
,

ma un

po' pi lungo, sempre che non sia stato


infelice

male informato un giovine e


gennaio del 1592
:

umanista tedesco,
di

Va-

lente Acidalius, che, ospite a


il

Bologna
al

Ascanio Persio,

21

scrive\a
il

Forgacz,. dimorante a

Padova

"

Si dice che

Nolano, che avete conosciuto a


tra

Wittenberg, ora viva e insegni


il

voi

"

probabile che
il

Bruno abbia
lezioni
il

lasciato quella citt,

quando termin

corso
del

di

private,

e non

ebbe pi bisogno

dell' aiuto

Besler;

quale, recatosi in principio dell'anno seguente a


arti

Basilea e addottoratosi nell' agosto in

e medicina,

non

molto dopo ebbe a


datata

rimpatriare,
1'

risultando

da

una

lettera

da

Nurnberg

febbraio

del

593 e

diretta al
3
.

magnifico rettore dell'Universit svizzera Gaspare Bauhin


In ogni

modo

certo che Giordano, che nell' autunno del


n

1591

"

venne spesso

da Padova a Venezia

4
,

da Vene-

e di sospingere quanti erano scolari forastieri a partirsene,


giudici di
riche,
1

aveva rattenuti

Padova

dalla

condanna

".

Vedi anche

il

CROCE,
sicuro
".

Curiosit slo-

Napoli, R. Ricciardi editore, 1919, pag. 61.

Docc.

veneti,
:

doc.

VI,

e.

libraio

non

neppure

lui,

perch dice
2

"

And

a Padoa, dove stette forsi tre mesi

Epistolarum centuria, edita cura Christiani

Addali
facile
i

fratris,

Hanoviae,
soggiorno

Typis Wechelianis,
si

1606,
si

epist.

II,

pag.

10.

che questo
tre

sia

protratto,

come
fra

vedr meglio appresso, oltre


il

mesi,

ma non
franteso

al

punto che crede

Domenico da Nocera,
il

quale deve

avere

ricordare male, dichiarando

31

maggio del 1592 (Docc.


giorni...

veneti, doc.
n
.

X)

che
3

il

suo discepolo

"

da pochissimi
il

era gionto in Venezia


e
il

Lo hanno
voi.

potuto determinare
Ili,

Tocco

Vitelli
n.
1

(BRUNI Opp.
merc
i

latine

conscripta,
fatti

Introduzione, pag.

XXXVI,

),

documenti

conoscere dal Brunnhofer, e quello che fu loro comunicato dal Sigwart.

Docc. veneti, doc. VI,

e.

Il

BOULTING
a

(Op.

cit.,

pagg.
mesi,

247

249) non pure afferma che Giordano soggiorn

Padova

tre

ma

che ritorn a Venezia nel marzo, non pensando che l'Esule rimpatri nello
agosto e non nel dicembre.

Capitolo

XI

465

zia,

allorch

vi

prese

stabile

dimora, non appare sia mai

andato a Padova.
In
tutt'

due

le

citt,

comunque, lavor con molto imperch, avendo


"

pegno per condurre a termine un'opera, cui dava gran peso,


sopra
le

sette arti liberali,

fornito questa

n
,

potesse

dare

mano
"

a una

seconda, non

meno
n

importante,

intorno alle sette arti inventive \


poi, per discorrere

A
"

Venezia
e

egli era solito


"

con molti gentilomini


e
teologia,

certi

preti
"

di
"

cose

di
"

filosofia
2
,

frequentare
ridotti
"

"

librarie

speziane

non che un
"

di quei

decantato da

Aurelio Palazzoli come


lettere,

modello di eleganza, domicilio di

museo

di umanit,
tutte
le

emporio d'erudizione, augustisle

simo tempio di
I

Grazie e

Muse

"

3
.

patrizi
il

veneti,

sebbene

da un saggio
neli

provvedimento

avessero
vano,

divieto di aspirare a letture


agli

Ateneo pado4
.

amavano nondimeno dedicarsi


ancora
tra'

studi e favorirli

Le

conversazioni
pi

erudite in casa di Giovanni


note, nelle

Lascaris, e

quelle

stanze di monsignor

Della

Casa,

tre

fratelli

prelati

Marco, Francesco e Andrea


tra

Corner, tra Lorenzino

de'

Medici e Antonio Michiel,


oscurate

Gandolfo Porrino,
Girolamo
radunarono

Trifone Gabriele, Orazio Toscanella e


D
,

Parabosco

vennero
quasi

da'

circoli
i

che

intorno a loro,

successivamente,

nobili

Domenico Veniero, Gian Paolo da Ponte, Niccol Contarmi, Iacopo Marcello, Paolo Paruta e
il

vescovo di Belluno

Docc.
lbid..

veneti,

doc.
e.

XVII,
18
r
;

e.

39

doc.
ce.

XVI,
38 v
e
in

e.

37 Fev
r
.

2 3

doc. XI,

doc.

XVII,

39

ANTONIO FAVARO, Un
Galilei,
in

ridotto

scientifico

Venezia al tempo di
Visentini,

G.

Nuovo
1,

archivio veneto,

Venezia,

Fratelli

1893,

tom. V, parte
4 6

pag. 201.

lbid.,

pag.

199.
storia di

MOLMENT1, La
303.
Spampanato.

Venezia nella

\>ita

privala, parte

II,

cap. IX,

pag.

30.

466

Soggiorno

e processo

veneto

Luigi

Lollini

l
.

Fra

Fulgenzio

Micanzio,

1'

amico inseparicco negozio


vir-

rabile del Sarpi, se a titolo

d'onore ricorda
d'

il

de' Secchini, nel quale


tuosi

"

una mano
"

uomini galanti,
n
,

da bene

costumavano

raccontare d'avvisi
"

come
non
",
il

de' loro viaggi molti mercanti stranieri


solo

eh' erano stati

per

1'

Europa,

ma

nell'

Indie orientali e occidentali


il

rende ragione delle


Crasso e
altri

lodi

onde

Palazzoli,
il

il

Lollini,

contemporanei celebrarono
storico e politico veneziano,

ritrovo letterario

d'un
n
II

illustre
2
.

Andrea

di

Iacopo

Morosini

mezzato del signor Andrea Morosini era diventato


n

",

al

dire del Micanzio,

molto numeroso, perch

vi

concor-

revano
lettere,
riusciti

gran

parte di quelli

che

facevano
i

professione di

non
gran

solo della nobilt, della quale


senatori,

soggetti tutti sono

come
v'

stelle

in

questo

firmamento

della

Serenissima
civile,

Repubblica per bont,

religione e pruvir-

denza
tuosi,

ma anco

erano ammessi ogni sorta di


religiosi,

cosi

secolari

come

anzi

tutti

pi letterati

personaggi, che capitassero in Venezia o d' Italia o d'altre


regioni,

non averiano

mancato

di

trovarsi in quel
alle
:

luogo,
io in

come
mia
Dio,

in

uno de' pi celebri non ho veduto

consecrati

Muse,

vita

esercizi pi
delli

virtuosi

e piacesse a
zii

che

come

le

virt

due Andrea e Niccol


cosi fosse in
alle

sono

passate per eredit

ne'

nipoti,

Venezia

un

altro mezzato,

ove

si

numeravano

volte venticinque

pag.
lilei,
il

MOLMENTl, La storia di Venezia nella vita privata, parte II, cap IX, 303 FA VARO, Un ridotto scientifico in Venezia al tempo di G. Ga;

pagg.

200-202.
delle

Vincenzo
Lettere
del

Ludovici

il

25 giugno del
clariss.

596
del

dedic

terzo

libro

LEONI

" alli

signori

Mezzato
".

Contarino
2
e

trasferitosi

nelle
cit.,

stanze del clariss. signor

Giacopo Marcello

FaVARO,
13 e
14.

Op.

pagg.

200

e 201
Istituto

Fulgenzio
veneto di

Micanzio, Amici
grafiche,

corrispondenti di Galileo, Venezia,

arti

1907,

pagg.

Capitolo

XI

467

o trenta uomini di virt insigni. In questo congresso d'uo-

mini in virt
a'

eccellenti

non aveva ingresso

la

cerimonia,
il

nostri

tempi cosa

affettata

e superflua, che stanca


tanto

cer-

vello de' pi perspicaci e


in

consuma vanamente

tempo
lecito

un mentir

artifizioso

e non significante per troppo signicreanza.

ficare,

ma

s'

usava una civile e libera

Era

a ciascuno introdurre
pi
gli

ragionamento di qualunque cosa che


restrizioni

aggradisse,
nell* altro,

senza

di

non passare

d'

un
le
"
'

proposito

sempre per di cosa pellegrina, e

disputazioni avevano per fine la cognizione della verit


Il

"

mezza
il

"

della contrada di S.

Luca
gli

"

alla

fondamenla

tina

sopra
del

Canal grande

2
,

dove, secondo
"

testimo-

nianza

Morosini
di

medesimo,

animi

si

nutrivano

sopra a tutto

discorsi
divini

intorno alla natura delle cose, a


",

costumi, a soggetti
renti,

fu frequentato,

in

tempi

diffe-

da Leonardo

Donato e Niccol Contarini, che

di-

ventarono dogi, da' segretari del Senato Agostino Dolce e

Gian

Battista Padavin, dall'ambasciatore Sebastiano Venier,

dal vescovo di
sit

Ceneda Mocenigo, da' lettori dell' UniverPadova Alessandro Massaria e Santorre Santorio, da Marco Trevisan, Ottaviano Bon, Gian Antonio Venier, Domenico Molin, Antonio Querini, Iacopo Marcello, Madi

rino

Zane, Iacopo Morosini, Antonio Malipiero, Leonardo


altri

Giustinian, fra Fulgenzio Micanzio e molti


cui basti nominare
il

ancora, tra
di questo
Ciotti,
il

Sarpi e
vi

il

Galilei

3
.

Prima

dopo
Un
La
di

di

quello,

fu

il

Bruno insieme col

ridotto

scientifico

in

Venezia al tempo di G.
il

Galilei,

pag. 202.
la

2 storia

casa de' Morosini presso


essa,

palazzo

Farsetti,

ora Municipio; e

dal

582
nel

al

876,

chiarita da'

quindici

documenti

pubpagg

blicati

dal

FAVARO

Nuovo

archivio

veneto,

tom.

V,

parte

I,

206-208.
3
in

Li rammenta

tutti

Marco

Foscarini

FAVARO, Un
;

ridotto

scientifico

Venezia al tempo di G. Galilei, pag. 205

F. Micanzio, pagg. 14 e 15.

468

Soggiorno e processo veneto

quale, avendo

parlato del Filosofo


"

"

diversi

gentiluomini
il

ed

in

particulare

al

Morosini, aveva facilmente avuto


'.

permesso di accompagnar velo

E
tare,

vi fu

diverse volte
ossia

n
,

vi

"

pratic

"

forse dal principio

dell' inverno,
n

dacch

si

trasfer

Venezia per coabi",

in

una casa
'.
"

in contr

de

S.

Samuele
il

con Giovanni

Mocenigo
denunzi
doi
:

l'

vero

che
in

questi,

25

maggio del 1592,

ho tenuto

casa, che possono essere circa

mesi
3

perch
in

doppo' che
questa
citt,

venne

qui,
la

stato parte a

camera locanda

ma

per

maggior parte a
1'

Padoa

"

ma

egli

aveva

senza

dubbio

intento di ab-

breviare
l'

il

tempo

d'

una pericolosa
il

ospitalit agli occhi del-

Inquisitore.

Perch

Ciotti

nel

26 maggio, anche
le

se in

un primo momento
dall'

rifer

con poca esattezza


n
:

parole udite
",

accusatore

nel

febbraio

ho

costui in casa qui


n
,

se fu lui a correggerle cosi:

"

ho costui qui
egli

innegabile
circa

che
sette

gi

aveva

detto

"

comparve

qui, saranno

mesi o

otto,

e stette qui non so quanti

giorni a

ca-

mera locanda...; e doppo and a Padoa...; ed ultimamente


venne a
qual
legge:
al
n

star

in

casa del detto

Gioanne
nel

"

*.

Con

la
si

deposizione

concorda

il

costituto,

luogo dove

venni, saranno sette o otto mesi, [dal

Mocenigo],
ulti-

quale

ho

insegnato...

prima fuori di casa sua, ed


"

mamente

nella sua propria casa

5
.

Docc.
Ibid., Ibid.,
Ibid.,

Veneti,

doc.
e. e.

XV,
cit.;
r
.

e.

36 v
I,

doc. doc.

cit.,
II,

doc.

e.

doc.

V,

e.

13

3 *

doc. VI, ce. 2 ver e


* in

"

Ultimamente", dice
,
.

il

Ciotti,

e in-

tende, o io m' inganno,


risulta

ultimo, in
"

fine

Comunque,
locanda
;

dalle

sue
di

parole

chiaro che

il

Nolano

stette

a camera

",

prima

andare a
solo per

Padova, appena cio ritorn dalla Germania


alcuni
6
"

e non per molto,

ma

giorni

".

Docc.

veneti,

doc. Vili,

e.

5 V

Capitolo

XI

469

L' avere

il

Bruno

convissuto col suo

discepolo un po'

pi di quanto non apparisca dalla seconda denunzia di costui,


ci

spiega meglio quel che accadde, e non poteva non acse


si

cadere,

consideri la figura

che
n
il

il

gentiluomo
"

vene-

ziano fa nelle
raccolte
tito "'.
n

medesime
lui,

lettere

che vennero

avidamente

da

e pubblicate per
1

suo rissoluto appe-

Il

9 maggio del

586,

il

Leoni scriveva al
n
:

Mocenigo

in proposito delle proprie fatiche letterarie

Sarebbe ben

tempo che mi
nelle

si

avesse un poco di compassione, andando

pi ritenuto nelle laudi, negli encomii, nell' essagerazioni e

iperboliche commentazioni delle cosarelle del povero

Leoni. Perch finalmente, signor mio, io son


complessioncella
tenue,...

uomo
al
fatto,

di

una
il

accommodatissimo
;

ricevere
se

vento

de'

vostri

mantici

ed

in

modo che

non

vessica,

almeno pallone, potrei divenir giuoco e favola del


Io

secolo
zioni,
e,

con

gli

anni mi avveggo delle mie imperfe-

con

vostra

pace, di quelle di
.

V.

S.

ancora, le

quali

sono
la

singolari...

Per, per essercitare in

me medemie povere

simo

propria carit, supplico, prego e scongiuro la vostra

cortesia

ad esser pi
;

parca nell'interpetrar
vi

le

impiastrate

e se

non

muove

il

servizio mio,

commovavi
si

almeno

l'

onor di cotesta vostra toga, alla quale non


soffiar

con-

viene cosi di leggiero

dietro una piuma, o figurar un


pellegrina.

corbaccio
a

selvatico per un'aquila

Questa serva
n

V.

S. per ora per una sollennissima protesta


tra
il

\ La quale
il

non giungeva interamente nuova:


zioso,
n
il

bonario e
il

mali-

Leoni

volte
n

aveva
lui

esortato
n

Mocenigo ad

accettar allegramente
tutti

e a

convertir nella sua propria


titoli

sostanza
cosi

quegli onori,

tutti
"
;

quei
poi,

de* quali lo aveva


n

rovinosamente

ingrossato

stanco di

star

su

'1

LEONI,
Ibid.,

Lettere familiari,

Dedica del

lib.

al signor

Pietro Priuli

pagg.

72 e 73.

470
n
,

Soggiorno

e processo veneto

panigarolismo
n

non

aveva
n

taciuto

che

il

"

patrono
n

"
l

lo
.

stuzzicava

"

per sentirlo
v'

proromper nelle sue laudi

Ricordandogli che
ginazione
al

"un
alla

certo abito della nostra imaperplessit,

dubbio

ed

onde...
d'

nasce...

quell' opinione sinistra


ci

e quell' incertezza
il

animo che poi


n

travaglia

",

il

Leoni voleva che

Mocenigo ne cavasse
si

le

conseguenze, e confessasse eh' egli non di rado


presupposito
scandalizzare
n

la-

sciava da illecito
n

e trascinare

in

un indegnissimo sospetto
difficile
1

" 2.

Doveva
se
1*

essere cosa estre-

mamente
Parigi
n
:

discutere con

lui,

anno
gli

appresso,

il

22 giugno del
prima

587,

il

medesimo

Leoni

scriveva da

Bisogna che

la

riverenza e la modestia

mia sop-

la giustizia delle
?...
Il

mie querele nel cospetto della vostra


mie
vostro ardore a novo
1'
:

escandescenza
ragioni

replicar con nova forza di verit le


il

un concitar

scandalo ed
1

a nova incontinenza di risposta

umiliarsi

anco e

trap.

passar le vostre percosse senza risentimento un farsi reo...

Dubito da un canto,
m'
insultiate

che

rispondendovi
di

in

contradittorio
;

con un novo impeto


alla vostra

apparenze
dell'

rimettene dello

domi anco

censura, mi privo
.

uso

arbitrio della

mia

giustizia...

Cosi se risponder, che quando


imprudenti
nel
dire

dite che gli uomini siano

altrettanto

quanto sono

nell'

operare, dite
eh' io

con

poco
di

riguarda

di voi

medesimo quello

non

ardirei

considerare gi mai,
,

non che di pronunziare nelle azioni vostre verso di me...


son certo che vorrete appiccar

nova

zuffa...

Di maniera
:

che veramente non so a qual partito appigliarmi


tender mi spaventa e
'1

il

con-

cedere mi minaccia

1'
;

eccitar
il

mag-

giormente

il

fervore della vostra natura comporta

pericolo

Lettere familiari,
Ibid.,
lett.

lib.

I.

lett.

del

30 giugno
pagg.

del

1581, pag. 49.


72.

del

22 marzo

del

1586,

71

Capitolo

XI
i

471

della vostra disgrazia,


vostre opinioni v' apre

il

concedere anco
la

presuppositi delle

strada
di

all'

insolenza

ed

all'

indiil

screzione.
sig'

Mi

rissolvo
il

per

ricorrere

a un

giudice,

Angelo Badoaro,

quale per sempre abbia da detern '.


"

minar queste nostre contese

Egli non aveva dimenticato

che nel

583, per essersi


alla

doluto

che

non

si

fosse

seco

proceduto

libera...,

e ci per disacerbare l'animo suo


tanti

oppresso dalla passione dello svanimento di


stretti

suoi

ri-

ed onestissimi pensieri

",
n

fu

preso talmente a sdegno

dal

Mocenigo, che, parendogli

gran condizione quella della


gli
si

sua disgrazia, che in tanto colmo di travagli


detto anco
il

fosse inter-

dolersi

",

pregava

"

Dio,

che

chiudessero

da dovero

tutti

gl'infortuni suoi

",

per potersi "almeno glo'1

riare di rallentar la rabbia di

una ferocissima disgrazia co


orecchi degli uomini
n 2

levarsi affatto dagli occhi e dagli

Tuttoch sostenga di avere


della virt
in
tolerar...
",

"

caminato sempre per


n

la via

di avere mostrato

pur grandissima
n 3
,

costanza

onoratamente una

mirabilissima

congiuntura di
il

stelle,

di

tempo, di patroni e di
cagione
"

amici

Leoni non
le
gli

ricusa,
"

delle

" 4

asprezze
.

passate

n
,

ulteriori

tenerezze
gli

del

Mocenigo
"

Riputando che
n

"

ornamenti

che

vengono

dal

favore di costui,

avanzino di gran
i

lunga

le

punture degli sproni e del morso,


dorati
n 5
,

quali
"

nondi"

meno son sempre


di venire
"

come
n 6

nel
n

580

egli

supplica
"
"

reintegrato

nella

grazia
,

di

lui

e sente
1

una

estrema contentezza nel servirlo

come

nel

583

lo

tiene

Lettere familiari,
Ibid.,
lett.

lib.

I,

pagg.
del

73 e 74.
1584, pagg. 60 e 61.

2 3 *
5

dell'

8 gennaio 23
e

Ibid.,
Ibid., Ibid.,

lett.
lett.
lett. lett.

del
al al al

marzo del 1584, pagg. 69 e 62.


luglio del

signor

Girolamo Zeno del 18


del

1588, pag. 87.

Mocenigo

22 marzo

del

1586, pag. 72.

Ibid.,

medesimo del 16 e 24 settembre, pagg. 44 e 45.

472

Soggiorno

e processo

Veneto

per padrone non solo cognito

ma

benefico
1

"

'
;

cosi,
gli

sette

od

otto

anni prima della sua morte, nel


lui
"

586, non

pro-

mette invano che per


cosa pi
difficile
"

sopporter

sempre

qualsivoglia

di questo

mondo

2
.

Ma

egli

che ha

tra-

scorso buona parte della sua vita nella segreteria

dell' ar-

civescovo
prelati,

Vemer,
n

del

cardinale
"

De

Lenoncourt e

di altri

non

si

maraviglia

dell' instabilit, de' traviamenti,


;

delle malnate passioni de' suoi signori


si

in fondo,

come
5
,

ritrae

lui

stesso,

un

"

servitore

devoto,

paziente

quel

che certamente non


Il

il

Bruno.

quale, se fosse rimasto a

Padova
sodisfare

e solo
a'

di

tanto in
obblighi,
il

tanto venuto a
forse
vile

Venezia

per

propri

avrebbe allontanato da s o addirittura schivato


de' tradimenti.

pi

Perch

egli

era

appena

da

qualche

mese
n

ospite del suo discepolo, che questi


la

prese a diffidarne.

Ultimamente, dovendo andare


fiera di...

Pasqua prossima passata


fatti
,

alla

Francofolte
il

",

attest in

il

Ciotti,

mi

trov un

giorno

detto S-

Gioanni...

me domand,
che
si,
,

se io volevo andare alla detta fiera.

Rispondendo
il

mi disse

Ho

costui qui a

mie

spese...

qual

me ha
posso
bene.
farete

promesso de insegnarmi molte cose, ed ha avuto


danari in quantit da
tirar

robbe e
lo

me

a questo conto

io

non

a conclusione

dubito eh' egli non sia

omo da

Per andando voi a Francoforte, aver a caro, e mi


piacere, di far qualche diligenzia

per

saper

se persona

da
ha

potersi fidar di

lui,

e se attender a quel

che

lui

mi

promesso. Onde

quando

fui a

Francoforte, parlai con

diversi scolari,

che erano andati

alla

sua

lezione in quella

Lettere familiari,
Ibid.,
lett.
lett.

lib.

I,

lett.

al

medesimo

del

5 ottobre, pag. 59.

2
3

al

medesimo del 22 marzo, pag. 72. medesimo del 16


luglio

Ibid.,

al

del

1588,

del

22

giugno del

1587, del 3 marzo del 1584, pagg. 87, 74 e 62.

Capitolo

XI
avuto
in

473

citt

mentre

stato
;

li,

e che avevano
fu

sua

prattica
che...
altri

e conversazione

da quali mi
che non

detto

summa,

lordano faceva ben


secreti simili,
fatto

professione de memoria e d' aver


si

ma

era mai visto eh' egli


tutti

avesse

opera con alcuno, anci, che

coloro che avevano


stati

avuto a far seco per simili cose, erano

mal
in

satisfatti

dicendomi

di pi

Non

so

come

egli

stia

Venezia,

perch qui tenuto per

ligione...

11

omo che non abbi alcuna reche avendo refferto al detto S Gioanni,
r

quando

fui

ritornato

dalla
;

fiera,

mi

rispose

Anch'

io

vo dubitando di questo

ma

voglio veder

che

cosa posso

cavar delle cose eh' egli mi ha promesso,


in tutto
alla

per non
voglio

perder
remetter

quello che

gli

ho
offzio

dato, e poi lo
n

censura del Sant'


deposizione del
tutt'

\
la

La

Ciotti,

quale,
al

se

mai,
e

sarebbe
bisogner

dovuta essere

una

difesa,

contrario,

pure ripeterlo appresso, una condanna patente


nigo.

del del

Moce1

Perch negli

ultimi

giorni

del

febbraio
di

592,
era

questi,

come

gi

alcuni

degli

scolari

Francoforte,

rimasto deluso,
astrusi
ciale,

avendo
i

verificato

quanto

per

lui

fossero
artifi-

e complicati
di cui

nuovi congegni della memoria

aveva udito mirabilia dal


sognato
scibile
d' abbracciare
;

maestro, e in virt

de' quali

aveva
lo

agevolmente e

in

breve tempo

umano

e in principio

dell' aprile,

col suo libraio


tutto

non faceva un mistero che, per non perdere


avrebbe
il

quel che aveva speso,

denunziato
frutto

1'

ospite,

dopo d'avere cercato


dusse a dissimulare
collerica,

di trarne

maggior

che avesse

potuto, senza nessun riguardo.


la

La brama

di riuscirvi lo in-

scontentezza, a frenare la sua natura


dagli
atti
il

a guardarsi
infinse cosi

d' impazienza

e in

sulle

prime
1

s'

bene, che

Bruno non smise

d' atten-

Docc.

veneti,

doc. VI, ce. 2 v

e 3

474

Soggiorno

e processo

veneto

dere tranquillamente

alle

sue

consuete

occupazioni,

anzi

raddoppi

lo

studio intorno alle opere che fermamente crealle fatiche

deva dovessero procacciargli un premio condegno


e avversit passate,

com'

egli

accenn a padri, napolitani

non molto dopo, nelle


Il
1

feste della Pentecoste.

maggio
il

si

riun
"

nel

convento de' SS. Giovanni


1 ,

e Paolo

"

solennissimo

Capitolo generale domenicano


fra

celebrato dal

reverendissimo
2
,

Ippolito

Maria Beccaria
Milano,
di

da

Mondovi
a

1'

insigne
a

teologo e predicatore che, dopo

d' essere

stato

lettore

Bologna, a Brescia e a
ne'

priore

Roma

Napoli

monasteri

lombardi

Santa Sabina e di Santa Caterina


di

a Formello, provinciale
dell' Inquisizione,
il

Lombardia,

commissario
di
soli

generale

21

maggio del 1589,

quarantacinque anni, a voti


generale
illibata
si
n 3
,

unanimi era stato eletto maestro


n
1'

dell'

Ordine per
apertura di
contro
as-

esimia

dottrina
i

la

vita

AH'

altri
all'

Capitoli,
n
1'

suoi

predecessori

erano

scagliati

eresia,
le

infernale

mostro

che

aveva interamente
di

sorbito

province

d' Inghilterra,

Scozia e d' Irlanda,

devastato tante inclite case della Francia e del Belgio, abbattuto le chiese, derubato
della voce di delle famiglie
la
i

sacri arredi,
"
1'

ucciso

ministri
stato
n

Dio

"

4
;

egli
'.

deplor
Il

infelicissimo

domenicane

Beccaria

chiam

il

cielo e

terra a testimoniare

come

la

loro religione,

rispecchian-

Secondo

il

Castrucci,

che

vi

prese

parte

MORTIER,
3,
n.
1

Histoire des

matres gnraux des Prcheurs,


2
II

tom. VI, pag.


dodici

Beccaria,
al

arrivato a
1

Venezia

giorni prima,
cit.,
II,

alloggi

in

quel

monastero fino
3

luglio:

MORTIER, Op.
cit.,

tom.

cit.,

pag.

12.
orcit.,

QUET1F ET ECHARD, Op.


Praedicatorum
cit.,

tom.
pag.

pag.

292; Monumenta

dini*

hislorica,

tom.

X,

278;
e.

MORTIER, Op.
73
v
.

tom.
4
5

pagg.

1-3; Monasteri soppressi, voi. 581,


ordinis

Monumenta
Ibid.,

Praedicatorum

hislorica,

tom.

cit.,

pag.

157.

pag.

310.

Capitolo

XI

475

dosi ne' preclari esempi di piet di santi padri e in ispecie

del beatissimo fondatore, avesse, fino a non

molto addietro,

continuato a rifulgere per ogni genere di virt e di sapere,

per modestia, gravit di costumi, ardore di spirito


di

e lume

santit

Ecco

n
,

egli

esclamava,

quali furono le nostre


il

armi e insegne gentilizie


oggi
si

che

conobbe

mondo
di

mentre
buoni,
tutto

mira,

non senza vivissimo dolore

alcuni

T alma e diletta

madre

torpida

languire
resta

col

corpo

piaghe e lividure.

Che dunque

se

non mettere subito

mano
rurgo

a'

rimedi

rimedi sieno quelli dell' esperto chiferite

corso a guarire
:

gravissime, a
da'

campare
al

dalla

morte un moribondo
fuoco
"

egli

passa

lenitivi

ferro

al

8
.

Come
Regno
litani

definitore partecip al Capitolo

del

592

un

te-

muto nemico
fra

del

Santaseverina,

il

padre
3
,

provinciale

del

Girolamo

Zancaglione

che a

Venezia era

venuto accompagnato forse da parecchi de' sacerdoti napo-

che

in esso

Capitolo

conseguirono

promozioni e

li-

cenze, fra Arcangelo da Napoli, fra


fra

Tomaso da

Miglionico,

Stefano da Ottati,
fra

fra

Serafino da Napoli, fra

Tomaso
Pietro
fra

da Pontecorvo,

Dionisio
fra

da

Castellamare,

fra

Martire da Montefredane,

Egidio da Napoli,

VinGiorII

cenzo da Airola,

fra

Benedetto da Marigliano,
fra

fra

dano Coppola,
da Napoli
4
;

fra

Marco da Marcianise,

Ambrogio

e indubitatamente da fra Felice da Atripalda,

da

fra

Serafino da Nocera, da fra Giovanni da Montecar-

li

Monumenta
Ibidem.

ordinis

Pracdicatorum

historica,

tom.

X,

pag.

3 0.
1

2
3
"*

Ibidem, pag. 309. Vedi cap.

VI, pagg. 205, 207 e 208.


historica,

Monumenta
V, pag.

ordinis

Praedicatorum

pagg.

340

343. Vedi

cap.

174; VI, pagg. 198, 204 e 209; VII, pag. 249.

476

Soggiorno e processo veneto

vino e da

fra

Domenico da
ferito

Nocera. A'

tre

suoi

correli-

gionari era molto dissimile di costumi e di sapere fra Felice

da Atripalda, che,

il

28 giugno del 1570 da


577
31
i

fra

Toil

maso
per

da

Somma
del

e nel

convinto di fornicazione,
ottobre
del

3 dicembre
" la

1582 e

il

1584

fu

citato
",

sua incorreggibilit e

non pochi
1

furti

commessi
1

e con le sentenze del 2 gennaio e


fu

dicembre del
dall'

585

condannato

in

contumacia
'.

all'

espulsione

Ordine e
venne

a cinque anni di galera

Veramente,
compreso
ra
~
;

nel

58

non

si
"

sa per quale colpa,


fra

in

una

"

serie

di rei

Domenico da Nocelungo
processo e carla

e appresso fu sottoposto a un

cerato anche fra Serafino Rinaldi,

colui

che mitig con

pi affettuosa assistenza

le

ineffabili

torture della

prigionia

del Campanella, e a cui questi


fin

diceva di andare debitore

della vita

3
;

ma

fra Serafino a torto

ebbe
1

1'

imputazione,

come

poi

si

riconobbe,

di

avere

nel

595

"

procurato

li

Monasteri soppressi,

voi.

582,

ce.

132

147

148

50

"3

dee.

1582

fuit

citatus frater Felix

de Atripalda sub poena triremium ad comoct.


1

parendum

infra

decem

dies

"

"31

584
infra

fuit

citatus

frater

Felix
"
;

de
"

Atripalda sub poena


ian.
I

privationis

habitus...

spatium octo dierum

585

fuit

privatus habitu nostrae religionis ven. frater Felix de Atripalda


et

ob
p

multa furia commissa...

tanquam
religionis

incorrigibilis,

fuit

expulsus

ecc.
et

"
;

IO dee.

1585 privatus habitu

nostrae
".

ob
il

contumaciam

non-

nulla mala... frater Felix de Atripalda ecc.


il

Per

ferimento di costui vedi


i

cap. IV, pag. 142, n. 3


Notizia,
in
n.,
e.

e
r

per
.

il

processo di fornicazione,

Docc. na-

politani,
-

58

Docc. napolitani, doc.

XV,
I,

e.

30 39

AMABILE, Fra Tommaso Campanella,


la sua

la

sua

congiura,

suoi

pro-

cessi e

pazzia,

voi.

pag.

//

codice delle lettere del


delle poesie

Campanella

nella nella Biblioteca nazionale e

il

libro

dello

Squilla

Biblioteca de'

PP. Gerolamini
1881,
pagg.

in

Napoli,
n.
a.

Napoli,

Tipografia di

Gennaro
filosofi

de

Angelis,

19 e 20,

Vedi

anche
n.

Quattro

napolitani nel carteggio di Galileo,

pagg.

94

95,

3.

Capitolo

XI
n
,

477

rumori di S.

Domenico
con

di

Napoli

essendo contrario

alla

Riforma
cerina
fra

'.

Appartenente a una ragguardevole famiglia nomolte


in

congiunta

delle

pi

nobili

di

Napoli,

Serafino,

ammesso
a S.

S.

Pietro Martire e dal

Capitolo
pi
3 ,

del

1583

affiliato

Domenico

Maggiore

2
,

eletto

volte priore, vicario della Provincia, provinciale e defimtore


era,

attesta

il

nunzio Paolo Filonardi, assai

" n
,

stimato,

ri-

verito e temuto da' suoi,

amato dal Generale


adoper
in

quanto dal

Conte

di

Lemos, che
la
n

lo

una nuova giunta giudell' inquisitori ",

risdizionale,

Consulta de' vicer e

nel

1626

gli

scovato di
licenza
di
,

Urbano Vili Mottola \ Gi lettore nel


ottenne da
baccelliere
le

e Filippo
1

III

il

vela

584,
al

conseguita

la

promozione
lettere

magistero

nel

1592
sendo

per

sue "molte
",

buone
la

qualit", esdello
al

"

dottissimo

egli

non solo ebbe

reggenza

Studio di S. Domenico, ma, negli undici anni anteriori

AMABILE, Fra Tommaso Campanella,


la

la

sua

congiura,
//

suoi

pro-

cessi e

sua pazzia, voi.


n.

Ili,

doc. 361, pag.


1

354;

codice delle lettere

del Campanella,
2

a delle pagg.

9 e 20.
generale
del

Trasferito a S.
la

Domenico

dal Capitolo
il

28

maggio

del

1583,

sua affiliazione venne approvata

29 novembre
;

dell'anno appresso,

con ventinove voti su cinquantuno, a Napoli


nelli,

dal cardinale Michele


ordinis

Bo-

protettore

dell'

Ordine,

il

592

(Monumenta

Praedicatorum

hislorica,

tom.

X,

pag.

77

).

Erra, quindi,
i

250; Monasteri soppressi, vo!. 581, ce. 67 v e l'AMABlLE (Fra Tommaso Campanella, la sua convoi.
I,

giura,

suoi processi e la sua pazzia,


il
1

pag.

39),

asserendo

che

il

Rinaldi entr in religione


3

586.
illustri,

Compendio

delle vile

dell'uomini

figli

del

R. Convento

di S.

Pietro Martire,
4

9, in

Monasteri soppressi,

voi.

690.
ne' castelli di Napoli,
il

Ibidem
e

AMABILE, Fra Tommaso Campanella


Parigi,
voi.
I,

in

Roma

in

pag. 47.

Il

Rinaldi mori

29 settembre

del

1627.

Monasteri soppressi,
torum
hislorica,

voi.

581,

e.

67

Monumenta

ordinis

Praedica-

tom.

cit.,

pagg.

340

e 343.

478

Soggiorno e processo veneto

suo episcopato, insegn straordinariamente, nelle domeniche


e ne' giorni festivi, teologia nell' Universit di Napoli
l
.

Sulla
fin

medesima cattedra
visse,
fra
1'

sali

dal

1607

al

1615,
2
,

cio
ri-

quando
11

Giovanni da Montecorvino
alla

che,
S.

cevuto

maggio del 1572


3
,

professione
il
1

in

Do-

menico Maggiore
di questo

si
4
,

trova mentovato e
il il

574

ne'

registri

monastero
5
.

1573 e
Conte

il

577

negl' istrumenti di

S. Pietro Martire

Fu
la

di
"

Benavente, che confidi


lui,

dava nelle
distinzione
tre
1

"
f
',

lettere

ed esperienze
lettura

a dargli

quella

vacando
1576,

eh* era

stata

onorata

per
dal

lustri,

nel
poi,

nel
"

1578 e senza

interruzione

593
",

in

da una

persona docta, diligente e de inte',

grit

fra

Domenico da Nocera

di cui gli storici


si

degli

Scrittori dell' ordine de' Predicatori giustamente

rincreb-

Cappellania maggiore, Diversi,


voi.

voi.
cit.,

33,

lett.
;

127,

49

e 199;

Mona70.
del
fa-

steri soppressi,

690,

Compendio

THO. CaMPANELLAE, De
Bray,

praedestinatione,
2

Parishs,

Apud Tussanum Du
voi.
cit., lett.
"

1636,
127.
Il

art.

I,

pag.

Cappellania
si

maggiore,

107 e

26 maggio
cattedra,

1607

ordinava che venisse ammesso


tutti
1'

all'exercizio di quella
"
;

cendoli corrispondere de
si

onori, dignit ecc.


col

nel

30

aprile del

1615

provvide, per
3
*

la

sua morte,
voi.

Rinaldi.
e.

Monasteri soppressi,
Ibid.,
Ibid.,
voi. voi.

581,
v
.

45

458, 711,

e.

330

ce.

243

289

6
7

Cappellania maggiore,

voi.

cit.,

lett.

107.
delli
lectori
ce.
1

Rotulo

del

1576,

in

Libro e nolamenlo

ed

altri
v

offi!

ziali

salariati dalla

R. Corte dal
cit.,

1564
73 e

al

1582,
;

26

27

CANNAVALE,
voi.
cit.,

Op.

pagg.
quali

CCXIV

Cappellania

maggiore,

lett.

43

e 50.

Le

due

lettere

sono del Conte de Miranda e


;

contengono

le

medesime

lodi del

teologo domenicano
sus
letras
1

perch

in

quella del

16 gennaio del
leer
"
;

1593

si

tocca
3
1

"de

y virtud y experiencia...

en

e nell' altra del

agosto,

anche del
".

593, di

"

tutte

le

predette e

maggiori qualit che concorrono in esso

Capitolo

XI
'.

479

bero di non poter dare nessuna notizia

Aveva
tempo
1

fra

Doalti

menico, come

si

visto,

raggiunto

per
2
;

pi
la

gradi nello Studio


"

teologico di Napoli
sia

sia

per

sua

virt

e sapere

",

per

"

1'

esperienza

che acquist nei


3
,

diversi priorati di

Santa Maria della Porta di Salerno, di

S.

Pietro Martire e di S.
della Provincia del

Domenico Maggiore
1582 e del 1590
4
,

e ne' vi-

cariati

ancora prima
fu ripu-

di diventare provinciale, dal Capitolo di


tato

Venezia

degno

di riesaminare
5
.

l'

idoneit de* predicatori generali

che stavano nel Regno

Perch
passati,
...

al

Capitolo, fatto ultimamente

qui questi giorni

erano molti Padri

napolitani dell'

Ordine
ho

",

rac-

cont
"

il

Bruno nei

costituto del
;

30

maggio,
col

discorso
fra

con alcuni de

loro

ed

in

particulare

padre...

Tom.

II,

pag.

333
et

"

Frater Dominicus de Nocera de' Pagani Siculus


recensetur in omnibus uis
eius alia mihi aliunde

a
at

Toppio laudatur
in

inter scnptores

indicibus

ipsa bibliotheca omittitur,


et

neque

memoria. Qui

fuent

quae scripsent, suorum gentilium

diligentiae
Il

est
cita

inquirere,
in

nosque

docere, vel

quod optamui,

hic addere

".

TOPPI
;

lo

verit nel olo

Indice per patrie della Biblioteca napoletana

n aggiunge nulla

LlONARDO
Lo ricorda ma inciagli

NlCODEMO AMABILE
l'

nelle

Addizioni copiose alla Biblioteca napoletana.


lettere

(Codice delle

del Campanella,

pag. 19, n. a),

dentalmente. Quanto all'ammissione nella religione de' Predicatori,


formali e al trasferimento di lui in e

studi

S.Domenico, vedi
pag.

il

cap.

IV, pagg.

121

122,
2

n.

4; non che

il

cap.

V,

179; e

il

VI, pagg. 207 e 242.


1571
e nel

Cap. V, pag.

179.

Fu promosso

e licenziato maestro nel

1574: Monumenta
180.
3

ordinis

Praedicatorum hislorica, tom. X, pagg.

145 e

Priore a Salerno
e
il

il

563

il

564
il

a Napoli, in S. Pietro Martire,


il

il

1578

1579, e

in

S.

Domenico,
582,
ce.
;

1581.
e
1

1582,
;

il

1590
e.

e
r

il

1591:

Monasteri soppressi,
* 5

voi.
e.

38

09 v
74

voi.
,

581,

74

Ibid.,

voi.

582,

137

voi.

581,

e.

Monumenta
ci
si

ordinis

Praedicatorum
eh' egli
si

hislorica,
giustific

tom.

cit.,

pag. 337.

Da

tutto

deve

arguire
si

di ogni imputazione che gli

venne

fatta,

come

accennato (pag. 476),

nel

1581.

480

Soggiorno e processo veneto

Serafino baccillier da Nocera, e


so

con

fra

Gioanni, che non


Napoli,
e

de
ha

che loco
lui

sia,

ma

del

Regno de

un

altro,

che

ancora era uscito dalla Religione,


1'

ma pocco
io
"
;

fa
il

pigliato

abito,

che da Atripalda,
dixit
si

che

non so

nome,

in religione

chiama
n

fra

Felice

ma

cer-

tamente prima che


alla santa

con
la

costoro,

un

giorno...
il
1

proximo...

festa

de

pentecosta

",

cio

maggio, in

un luogo appartato della chiesa de' SS. Giovanni e Paolo,


con
fra

Domenico,

il

reggente avuto

al

principio degli studi


di servirsi di
2

formali, nel

1572 \ La minaccia del Generale


le

rimedi estremi per sanare

piaghe della sua regola


la
3
.

rese

Giordano pi fermo nel proposito


rigi

cui effettuazione a Patutto

aveva rimandata, non abbandonata del


antichi
la

Ci torna
che

sopra co' suoi

correligionari e

maestri

ora

per

riprendere
n

via

della
",

Germania, delle cui


in

tipografie

ha bisogno:
di
qui,

Ho

detto
n

continu

quell' interrogatorio,

volere andare

a Francoforte

di novo,

partendomi

de

per far stampare altre mie opere,

ed una

in particular

delle Sette arte liberali,

con

intenzione de pigliar
io

queste

ed alcune mie

altre

opere stampate e che

approbo, che
alli

alcune non approbo, ed andarmi a presentar

piedi de

Sua Beatitudine,
tener
1'

...

ed

esporli

il

caso mio, e veder de otpoter


viver
in

absoluzione di excessi e grazia di


"
.

abito clericale fuori della Religione

Docc.

veneti,

doc. IX,

e.

doc.
;

X. Vedi
perch
il

cap.

V,

pag.
"

79.

Minaccia che non dove parere vana

Beccaria,
11

quo;que de
pas exciter
la
il

sante assez debile, possdait une volont nergique...

ne

fallait

son indignation
nella
lotta

elle

tait

prompte, vive
il

"
;

ed

egli

ne aveva dato

prova

che sostenne

contro

cardinale Bonelli,

come

ricorda

MOR4.

T1ER, Histoire des matres gnraux des Prcheurs, tom. VI, pag.
3 4

Vedi cap. IX, pagg. 391-393.


Docc.
veneti,

doc. IX,

e.

Capitolo

XI
ne parl
"

481

"

Ed

oltra questi
il

Padri

",

egli

col S-

Zuane

Mocenigo,
"

qual anco... prometteva de aiutarlo] in tutto


ni
.

quel che fosse stato buono


a
rafrenar
la...

11

Mocenigo, che mal riusciva


1'

impazienzia de
del continuo
n
il

esser

insegnato, con
',

la

quale... glielo

afligeva

maestro

senza
di

dubbio
vincere
desideri,

promise,

non solo perch sperava

cosi

qualsiasi opposizione neh'

appagamento de' propri


d'essere sempre in
i

ma

perch rideva

in

cuor suo de' progetti del

frate

apodi

stata e in ogni

modo credeva
questi
fossero
nella

tempo
lo

perderlo.

Che
il

suoi

sentimenti,

prova

quel

che
n

accadde

settimana
"

seguente,

il

gioved,

allorch

Bruno, convinto

d' aver fatto,

e d' averli inse"

gnato

dell'arte

mnemonica

e dell'inventiva,
lui
[lo]
3
.

quanto bastava,

e dovev[a], rispetto alle cose che


si

aveva ricercato",

accomiat per ritornare a Francoforte


Il

e tutto

il

giorno appresso,
",

il

Mocenigo

gli
4
.

"fu a

tomo con molta


dimeno,
eh' egli
il

instanzia

per indurlo a rimanere


;

Non-

Bruno tenne duro

ed ecco
g'

allora le doglianze,

non aveva mantenuto

impegni, che lasciava una

casa ospitale non per recarsi in

Germania,
le

ma

per

inse-

gnare liberamente a nuovi discepoli e


al

cose gi insegnate
minaccia,
che,
se

proprio benefattore, e altre

poi,

la

non avesse

mutato

parere

spontaneamente,
D
.

non

sarebbe
sua

mancato

il

modo
1'

per costringerlo

Persistendo* nella

deliberazione, anche perch aveva dato ordine alle proprie

cose e disposto

invio

delle

sue

robe a Francoforte,
pati

la

notte del venerd, mentre stava a letto, egli

ci

che

Docc.
Ibid.,
Ibid.,

veneti,

doc.
e.

IX,
5
r
.

e.

12

2
3 4

doc.

II,

doc. Vili,

e.

t .

Ibidem.
Ibidem.
Spampanato.
3|.

482

Soggiorno e processo veneto

non aveva neppure immaginato


parlare,
trato in

'.

Sotto pretesto di dovergli


;

venne da

lui

il

Mocenigo

e non era

questi

en-

camera, che sopraggiunse


sei

il

servo suo

Bartolo con

cinque o

gondolieri,

quali tolsero di letto e trascina1'

rono sopra, in un solaio,


Il

infelice filosofo

quale ricord

n
:

Me

serrorno nel detto solaro, dicendo

esso

Gioanni, che se volevo fermarmi

ed

insegnarli

li

termini della

memoria

delle parole e

li

termini della

geofatto

metria che

me
" 3
.

aveva ricercato prima,


;

...

me averebbe

metter in libert
spiacevole

altrimenti
ci

me

sarebbe successa cosa derevochi in dubbio la


il

Non

pu esser chi

realt di queste o simili proposte,

avendo

Mocenigo
:

dal

canto
" io

suo

riferito

per

iscritto

all'

Inquisitore

il

sabato,
io,

tenni

serrato

lordano

Bruno,

dimandandogli
di

se

quello che non avea voluto insegnarmi... a forza


cortesie e di tanti doni eh' io gli avevo
farlo
fatti,
"

tante

gli

pareva di
allora per-

almeno, perch'
lo

io

non

lo
lui

accusassi

4
.

Ma

ch non

rilasci,

se fu
:

medesimo
che se
lo

a dichiarare che lo

sventurato Nolano rispose

"

mettevo

in libert,

mi averebbe
sariano
fatto,
stati

insegnato
scoperti
i

quanto

sapeva, e che a

me

solo

secreti di quante opere avesse


di farne

mai

che pur intendeva


5
.

di belle e rare, e

che mi

sarebbe stato schiavo senz'

altra ricognizione eh' io gli avessi

dato?"
Il

denunziatole qui non sa quel che scrive,


:

si

confonde,

si

contradice
parte,

evidentemente,
alla

il

Bruno
del

fu irremovibile.

Da
:

una

questi

minaccia

Mocenigo

ribatt

Docc.
Ibid.,

veneti,
e.

doc. Vili,

e.

2
3 4

Ibidem.
Ibid., Ibid.;

doc.
e.

II,

e.

5,.

Capitolo

XI
non
si

483

"

che non temeva de

l'

inquisizione, perch
;

offendeva
riccordava

alcuno a viver a suo


d' aver...

modo
[lui]

e poi che non


;

detto cosa alcuna cattiva


detta a
solo,

e che se

pur

1'

avea

detta,

V avea

e che

per

non

poteva

temere

che... gli

nocesse per questa via; e che anco quando

fosse andato in

mano

della
1'

inquisizione,

al
n
l

pi
;

1'

averia

potuto astringere a rivestir


"

abito dismesso

dall' altra,

rispose sempre che

[gli]

pareva de averli insegnato a badoveva, e che non


"

stanza e pi

de quello

che...

meritava
lo

di esser trattato a quella maniera


tato,
gli
3
:

\ E, nessuno

ha no-

rispose peggio che al rettore


l'

dello Studio di

Mar-

burg

incredibile coartazione,

1'

iniquo ricatto lo accese


Il

di sdegno, lo rese furente di rabbia.

suo carceriere, anche


dall' Inquisitore
:

se
lo

non avesse apertamente impetrato


tengo per indemoniato,
4
,

"

Io

la

prego
lo

far rissoluzione

presta
il

di lui"

non sarebbe

riuscito

stesso a

nascondere
abbia

suo profondo turbamento.


le

Confronti, chi ne

voglia,

denunzie autografe, e commosso accerter quanto divario


del 25 e del

corra tra la prima del 23 e le altre


in

29 maggio
poche

queste

la
;

scrittura misurata,
in

rotonda,

con

absvo-

breviature
lazzi,

quella frettolosa, irregolare, ricca di


illeggibili.

con molte parole accorciate e quasi

Dal timore delle escandescenze della


pericolo di vedere la propria
tra
lo

sua

vittima,

dal

abitazione messa

sottosopra,
il

spavento della moglie e de' teneri


dal

figliuoli,

Mo-

cenigo fu probabilmente dissuaso

ricorrere la

seconda

volta a Bartolo e a' gondolieri delle


tina del

vicinanze

e la mat-

sabato,

mand

a chiamare un capitano di giustizia,

Docc.
lbid.,

oeneti,

doc.
e.

II,

e.
.

4 rev

*
3 4

doc. Vili,
il

6V

Vedi
Docc.

cap.
veneti,

X,

pagg.
I,

412
e.

e 413.
.

doc.

484

Soggiorno e processo veneto

che,

"

accompagnato con
n
li

certi

omini
in

",

men
il

e chiuse
n

il
l
,

catturato

da basso nella casa,

un magazen terreno
capitano
d'

della contrada di S.

Samuele
"

2
.

Dove

dello
es-

eccellentissimo Consiglio de' Dieci

Matteo
n

Avanzo,
"

sendosi recato
ministri
",

di ordine
"
;

del Santo Uffizio

con

li

suoi

lo

"

ritrov

e avendolo
n

su le tre ore di notte...


di

retenuto

",

lo
" 3.

condusse

nelle carcere...

questo

santo

Tribunale

Nella promozione a doge, Francesco

Donato,
principe

stimando
cristiano

che nessuna cosa fosse pi degna che


la

d'

un

cura della religione e


ci
il

la

difesa della Chiesa, e instato


istituito
1

tendendo mantenere

eh' era

Venezia
tre

dal secolo decimoterzo,


nobili
n "

22

aprile del

547
quelli

elesse

dilettissimi

"

a'

concittadini,

come
"
4
.

eh' erano

probi, discreti e cattolici uomini, sopra a tutto


trattarsi

dove cono-

scevano

dell'
i

onore di Dio

A'

quali nobili or-

din d' inquisire


le

rei

d' eresia della citt,


;

ricevendo anche
Legato,

accuse

fatte

a loro stessi

di stare insieme col

col Patriarca e con l'Inquisitore, sollecitandoli, in ogni

tempo

e caso,
cessi,

all'

istruzione de' processi

di assistere a questi prole

procurando che fossero date

sentenze contro coloro

Docc.

Veneti,

doc. Vili, e. 6
sul

Molto

verisimilmente,

Canal
il

grande,

nell"
i

ultimo de' quattro pasi

lazzi de'

Mocenigo a man
si

sinistra,

pi antico,

cui padroni
della

dissero per
famiglia,

ci di

Casa vecchia e

distinsero

dall' altro

ramo

medesima

quello di

Casa nuova.

In questo
:

palazzo era stato ospitato, nel

1574,

EmaVe-

nuele

Filiberto di Savoia

GIUSEPPE TASS1N1,
e.

Curiosit veneziane,

nezia, Giusto
3 4
"

Fuga, 1915, pagg. 423 e 424.


doc.
*

Docc.

veneti,

V,

13

doc. Vili,

e.
1

6V
2

La
n

"

commissione

ducale, del

22

aprile del
il

547, fu seguita da una


1

parte

conforme, presa dal Consiglio de' Dieci


Gli eretici a" Italia, voi.
Ili,

ottobre

del

548

CANTO,

disc.

XLV,

pagg.

134-136.

Capitolo

XI
l
.

485

che fossero riconosciuti


fin

colpevoli

Questo

tribunale
i

che

dal principio non

ebbe

facolt di
i

agire contro
gli

Turchi,

gli

Ebrei e

Greci, contro

bigami,

usurai e gli stre-

goni, col tempo, a differenza di quelli degli altri paesi della

penisola,

non crebbe di

autorit,
il

non tanto per

1'

affievolii

mento dello zelo


tiplici

religioso e

bisogno di conciliare
la

mol-

interessi della

Repubblica, quanto per


I

diretta in-

gerenza del potere laico.


cessaria per la validit d'

nobili, la cui

assistenza era ne-

una causa
n

di

fede,

eletti

ogni

anno col

titolo

di

savi dell' eresia

e dipendenti dal goil

verno, avevano stretto obbligo di ragguagliare

Doge
alle

il

Senato di ogni
zioni

atto,

non
2
.

che

di

sospendere
all'

le

deliberaleggi

che loro sembrassero contrarie


missione
III
'

ordine,

o alla

ricevuta
;

Nel

1551

fremeva
era

contro

di

loro Giulio
t*

1'

avversione non
il

minore
n
,

quaranin

anni

appresso,

allorch
lo
n

Santaseverina,

confidando
gli

Gregorio
l'

XIV

che
n
,

teneva per padre

parl

del-

assistenza de' secolari per le cause dell' Inquisizione nello

Stato di Venezia

e con molto suo dolore


n

trov

in

lui

gran debolezza ed irresoluzione

\
a

Dal

289

l'

inquisitore

ecclesiastico
;

Venezia

si

era era

sempre scelto

tra'

Conventuali

1'

ultimo di questi
.

stato fra Felice

Peretti
1

da Montalto
in poi,
si

Durante

il

papato
i

di

Pio IV, e dal


;

560

preferirono a loro
il

padri

predicatori

e dal monastero de' Frari

Santo Uffizio venne

CANT,
Ibidem.
Ibid.,

Gli eretici d' Italia,

voi.

Ili,

disc.

XLV,

pagg.

134-136.

pag.

138.

4
5

Autobiografia, pag. 96.

BARTOLOMEO CECCHETTI, La
ne' rapporti della
religione,

republica di

Venezia

la

corte
voi.

d
I,

Roma
pag.

Venezia, P. Naratovich,

1874,

19.

486

Soggiorno e processo Veneto

trasportato in quello di S.

Domenico

di Castello

',

di

cui

non
i

resta

alcuna traccia e che sorgeva


~.

dove
fu

ora
il

stanno

Giardini pubblici

Il

processo del
simili

Bruno

pi
3

im;

portante de'

sessantacinque

istruiti

nel

secolo

rest assegnato al Tribunale che

venne

tre volte

preseduto
del

da uno
il

zio del giudice del processo galileiano

1616,
famiglia

vescovo di Lodi Ludovico

Taverna, di nobile
settimana
d'

milanese, succeduto da qualche


di

nella nunziatura
'

Venezia

all'

arcivescovo Marcello

Acquaviva
l'

due

volte dal patriarca primate

Lorenzo

Priuli,

esperto diplo-

matico che aveva retto

le

ambasciate di Parigi e di
il

Roma

prima di Giovanni Moro, e

5 giugno del

596

fu insi-

detto espressamente ne' Docc. veneti (doc. IV,


si

e.

v )

con non

minor chiarezza

rileva

da un'opera

di

EMANUELE ANTONIO CICOGNA,


I,

Delle iscrizioni Veneziane, Venezia, Giuseppe Orlandelli, voi.

pag. pag.

IO.

Le

quali
egli

testimonianze

sfuggirono
i

al

BOULTING (Op.
Nolano
si

cit.,

264),

perch
cato,
alla

accetta l'opinione che

giudici del

riunissero al Patriar-

di

fronte a

Rio

di

Palazzo.

S.
:

Domenico

di Castello apparteneva

provincia

delle

Due Lombardie
tom.
II,

QUETIF ET ECHARD,
n.

Scriptores

ordinis Praedicatorum,
2
3

pag.

Ili,

IV.

TASS1N1, Curiosit Veneziane, pag. 208.

CECCHETTI, La
I,

republica di

Venezia e

la

corte

di

Roma,

voi.

II,

doc.
4

pag. 5.

"

Monsignor Taberna cess

d' intervenire
"
:

dopo
il

la

prima tornata, perch


,

vi

fu la rottura tra
1),

Roma
il

Venezia
il

asserisce

BERTI (Vita 2
non

pag. 273,
solo
il

n.

senza

accorgersi che

legato

pontificio

intervenne

26
1

maggio,
3
V

ma anche
;

2 e
e.

il

4 giugno (Docc.
r
;

veneti,
e.

docc. VI-VIII, ce.


t
).

e 5 V

doc.

XI,

13

doc.

XIV,

35

ancora inedito
del
1

il

carteggio
I

che
del

il

Vescovo
1

di

Lodi

tenne, dal 25

novembre
;

592

al
si

maggio

593,

con

monsignor Cinzio Aldobrandini


Notizia
de'

e che ora

conserva,
vaticana.

come

dir

nella
il

Documenti
alla

veneti,

nella Biblioteca

A Roma

Taverna avvi

carriera ecclesiastica suo nipote di Sant' Eusebio,

Ferdinando, che, divenuto cardinale dal


alla

titolo

prese parte

Congregazione del Santo Uffizio


Galileo e

il

3 marzo del

1616

ANTONIO FA16.

VARO,

Inquisizione,

Firenze,

G. Barbra,

1907, pag.

Capitolo

XI

487

gnito della sacra porpora

l
;

e nelle tre volte che

l'uditore
il

don Livio Passero e


Patriarca
2
,

il

Vicario

supplirono

il

Nunzio e

per diritto di precedenza \ dal domenicano


al

fra

Giovan Gabriele da Saluzzo, promosso


maggio del
1

magistero

il

21
il

580

ed

eletto

inquisitore generale in tutto


D
.

dominio della Serenissima dal 17 agosto del 1591

Nel
e

maggio

assiste

Luigi

Foscari
'

"
;

nella

prima met di giu-

gno, Sebastiano Barbadico

appresso,

Tomaso Morosini

Giovanni Soranzo
verna,
il
i

s
.

In

somma

sono, fuorch monsignor Ta-

giudici che accettarono dall' Inquisizione

romana e
filosofo nalibri, sotto

aprile di quell'
il

anno intimarono a un
il

altro

politano,

Della Porta,

divieto di pubblicare
di

pena della scomunica e della multa


d' oro
.

cinquecento ducati

Le denunzie

del 23 e del 25 maggio che

il

Mocenigo,

Lesse nel patrio Senato


il

le

relazioni
il

di

Francia e di

Roma,

rispettiva-

mente

5 giugno del
set.
I,

1582
voi.
e.

luglio del
ser. 11, voi.

1586 (Relazioni

degli

amba-

sciatori veneti,
e.

IV, e
v
.

IV). Docc. veneti, doc.

XV,
28
,
.

36
2
3

doc.

XVII.

37

Docc.

veneti,

doc. IX,

e.

doc. XII,

e.

18

,;

doc. XIII,
Inquisition,

e.

PASTOR,
26

Allgemeine
1579.

Del^rete
Illustrissimi

der
et

Rmischen

pag.

36

"Die

februarii

reverendissimi

domini

cardinales

generales

inquisttores

mandaverunt,

quod reverendus

inquisitor
et

Venetiarum
".

praecedat reverendum vicarium patriarchae Venetiarum


* 5

auditorem nuntii

Monumenta
Fu deputato

ordinis

Praedicatorum

historica,

tom. X, pag. 213.


Uffizio e

dalla Sacra Congregazione del Santo


gli

accompaerano

gnato con lettera del Santasevenna, laddove


stati

otto suoi predecessori

nominati con brevi


;

pontifici.
fra

Rimase a Venezia poco pni


:

di quaranta

mesi

ed ebbe per successore


di

Vincenzo Arrigoni da Brescia


corte

CECCHETT,
IH, pag.
e.

La Repubblica
6 7 8

Venezia

e la

di
1

Roma,
r
,

voi.

II,

doc.

10.
.

Docc.
Ibid.,
Ibid.,

veneti,

docc. VI-V1II, ce.


e.
e.

e 5 V
r
;

doc. "IX,

8
,

V
.

doc. XI,

13

doc. XIII.
doc.

e.

28
e.

doc.
v
.

XIV.

e.

35

doc.

XV,

36,;
e

XVII,
pag
.

37
n.

Fiorentino, studi

ritratti,

265,

1.

848

Soggiorno

e processo veneto

giurando sugli Evangeli, conferm, e intorno a cui promise,


col

medesimo
Uffizio,

giuramento,

di

serbare

il

silenzio,

da
Ora,
capi

fra
al

Giovan Gabriele
Santo

da

Saluzzo
1'

furono

il

26

presentate
l
.

durante

assistenza
tutta
il

del
la

Foscari

la

prima di esse contiene quasi

somma

de'

di

accusa del processo veneto: che

Bruno abbia sostenuto,


bestemmia grande
;

conversando col suo


Cattolici
il

ospite,
il

eh'
si

dei

dire che
la

pane
;

transustanzii in carne
tutte
le

che

bisogna riprovar
chevoli
;

messa

che
le

religioni

sono man-

che

il

distinguere
;

persone divine sarebbe


si

una
sup-

imperfezione di Dio
plizio e

che Cristo

sforz di fuggire

il

mostr di morire mal volentieri, che fu un


tristi

tristo

per

le

sue

opere avrebbe dovuto prevedere di morire

impiccato, che era un


miracoli apparenti,
rarli
si
;

mago

e,

come

gli

Apostoli,
d' imitarli e

faceva

tali

da dare V animo

supe-

che

la

Vergine non aveva potuto


la

partorire

che non
;

ha prova che
fare

nostra credenza meriti con

Dio

che

il

non
che

ad

altri

quel che non vorremmo fatto a noi, basta


si

per ben vivere, e che Dio

ride di

tutt*
,

nostri scrupoli;
le

non

v'

punizione

di

peccati

ma che
bruti,

anime,
in

opera della natura e non di Dio, passano d' un animale

un

altro,

e che
;

gli
il

uomini, al pari

de'

nascono
i

di

corruzione

che

mondo

eterno e
infiniti
;

infiniti

sono

mondi,

continuamente creandone Dio

che desta maraviglia


offese
;

come Dio
alla
l'

sopporti le
;

eresie
le

del

cattolicismo e le

sua maest
la

che

nostre sono dottrine d' asini

che

ignoranza e

corruttela de' frati


;

consiglia a levare loro

la

disputa e le entrate
in

che S.

Tomaso
sotto

Dottori
lui

non
nuova

hanno saputo niente

confronto di quanto sa

che vuol
di

diventare autore d" una nuova setta,

nome

Docc.

veneti,

doc.

Ili,

e.

Captolo

XI
arte divinatoria,

489

filosofia,

e vuole, attendendo
.

all'

acquistarsi

innumerevoli seguaci

La seconda denunzia
dell'
gli

una fiacca e poco verace difesa

accusatore

il

quale,

dopo d'aver
d'

ripetuto a

modo

suo

ultimi discorsi di

Giordano, e avvertito quanto a questo


n

interessasse di avere

almeno copia

un

libretto

di conn

giurazioni

n
,

e messo a disposizione dell' Inquisitore


"

alcuni

danari, robbe, carte e libri


la

di lui,

s'

ingegn

di

rilevare

sua

"

buona intenzione

n
,

di purgarsi de' sospetti

che sagi

rebbero potuto entrare


protestato di

nell'

animo de' giudici


1'

Aveva
"

non sapere che

ospite suo
"

" n

fosse cosi tristo

com' era
conto
"
;

n
,

e d' avere,

comunque,

notato
"

tutto
n

per darne

ma
il

riputando di non essersi


fra

scusato

sufficienteot-

mente,
tenere

25 maggio supplic
si
.

Giovan

Gabriele di

gli
n 3

perdonasse

" 1*

error... nella dilazione di

questa

accusa

Si guard

bene
n
:

dal

rammentare

le

confidenze
il

che
in

nell' aprile

non avevano

forse edificato

neppure

Ciotti;

quella vece scrisse

Non

ho conosciuto
in casa;

la pravit
...

[del

Bruno] se non doppoi che l'ho tenuto


di levargli
il

desideravo

buono

[e

non
il

avrei]

potuto cavar in una sol

volta tutte le cose...; per

procieder che tenevo seco, mi

potevo anche assicurare che


senza prima farmene motto
;

non

sarebbe

partito

da

me

intanto

che mi

ho

promesso

sempre
Offi zio

di poterlo far capitare alla


n 4

censura di questo Santo

L' imposizione

d'

andar
n
,

"

molto
gli

ben

pensando a
che
le

tutto

quello che... avesse udito

riusc

tutt'altro

grave,

potendo

il

Mocenigo esagerare

ancora e falsare

parole

Docc.
Ibid.,

veneti,

doc.
e.
e.

I,

ce.
.

doc.
doc.

II,
I,

5 V

Ibid.,
Ibid.,

doc.
e

II,
,
.

e.

doc.

II,

ce.

490

Soggiorno e processo Veneto

dette dal Bruno a

Venezia o
"

altrove
dire...

l
.

In

fatti,
il

il

29 magche

gio afferm d' avergli

sentito

che

proceder
gli

usa adesso la chiesa, non quello ch'usavano

Apostoli,
di

perch quelli con

le

predicazioni e con

gli

esempi

buona
perch

vita convertivano la gente,

ma che
il
;

ora chi non vuol esser

Catolico, bisogna che


si

provi
1*

castigo e la

pena,

usa

la

forza e

non

amore

che questo mondo... presto


,

averebbe veduto una riforma generale...


cosi,

non poteva durar

perch non
;

v'

era se non ignoranza, e niuna religione


la

che fosse buona


1'

che

Cattolica

gli

piaceva ben pi de

altre,

ma che

questa ancora avea bisogno di gran regole


...

e che non stava bene cosi;

che sperava gran cose su


afrettarsi

'1

Re de
quando
degli

Navarra, e che per voleva


farsi

a metter
via,
;

in

luce le sue opere e


fosse stato

credito

per

questa

perch

tempo voleva

esser capitano

e che non
i

sarebbe stato sempre povero, perch averia goduto


altri.

tesori

Mi

disse anche in proposito del


si

non
di

saper di
aver
la

questi tempi,

che adesso...
sia

gloriano
stata,

alcuni

maggior cognizione che

mai

perch

dicono

di

saper quello che non intendono, che che Dio sia uno e
trino, e

che queste sono impossibilit, ignoranze e bestemie


la

grandissime contra
tacesse,
...

maest di Dio.
io

dicendogli io
lui
:

che
lu-

perch essendo
lo

Catolico e

pegio che

terano,

non

potevo sopportare, mi disse


del
vostro

Oh, vederete
...

quello

eh' avanciarete
gli

credere
le

Oltre
...

di

questo mi disse, che


la

piacevano assai

donne;

e che

chiesa taceva un gran peccato nel far peccato quello con


si

che

serve cos bene alla natura, e che


n

lui

lo

avea

per

grandissimo merito

Docc.
Ibid.,

veneti,
ce.

doc. IV,

e.

-'

-9

Capitolo

XI
il

491

Il

26 e
s'

il

30 maggio,
1'

il

2,
'.

3 e

il

4 giugno, e

il

30

luglio

interrog
la

imputato

Il

quale ne' primi due giorni


s'

raccont

propria vita,

come

finora

potuto vedere, in
dif-

modo

piuttosto

sommario ne' punti pi scabrosi e pi


il

ficilmente indagabili, e in tutto

resto

con bastante chiagiudici


il

rezza e fedelt, senza lasciar


di

sentire

a'

bisogno
libri

domandare, fuorch
"

in

ultimo,

dove spieg che per


quelli
in cui

suoi
"

non approvati
n 2
.

"

intendeva

aveva

scritto

troppo

filosoficamente,
Il

disonestamente e non
interrogatorio,
il

troppo
lungo e
1'

da
il

buon

cristiano

terzo

pi

pi importante, prese un' intera


di qualche ora
:

giornata,

con
1'

intervallo
ri-

nella seduta

pomeridiana,
alle

imputato

spose per

lo

pi

esaurientemente
tutt'
i

contestazioni
;

che

occuparono anche
diana,
esibito
1'

costituti

posteriori

nell' antimeri-

elenco, oggi pur troppo

irreperibile,

delle
il il

sue opere edite e inedite, di alcune delie quali


luogo della stampa, e che,

indic

eccettuando
tutte

prudentemente
per sue
3
,

De

magia mathematica, riconobbe


fondamentali

egli fece

delle proprie dottrine

una

succinta e lucida
fin

esposizione che, per un diritto concesso


dett addirittura
"
4
.

dal

564, forse

Parlando

in generale

n
,

egli
;

disse,

"

filosofica

la

madif-

teria
finito

de

tutti

questi libri
...

e perch vi

ho

sempre

filosoficamente,

quantonque molte cose impie fondate


esplicato
n
,

nel lume

mio

possa

aver

facilmente

"

non

si

trova cosa per la quale possa esser giudicato, che de professo pi tosto voglia

impugnar

la

religione che essaltar la

Docc.
Ibid.,

veneti,

docc. Vili, IX,


e. e.

XI

XIV

XVII.

doc. IX,

12

Ibid.,

doc. XI,

I3 rev

PASTOR, Quod reorum


4

Allgemeine De^rete der


responsa ab
ipsis
reis

Romischen

Inquisilion,
n
.

pag.

26

dictari

permittatur

492

Soggiorno

e processo Veneto

filosofa

l
.

Non
"

neg, quindi, di avere


la

"

insegnato, tenuto
n

o disputato

contro
fusse

religione,

ma

soltanto

indiretta-

mente,
principii

...

come

lecito

trattarne

secondo
alla

la

via

dei
il

naturali,
n

non
.'

preiudicando
far

verit
in

secondo
qual
la

lume della fede


fosse
il

Per

meglio intendere
la verit

modo
n
,

"

indirettamente repugnata
1'

secondo

fede
sopra

Nolano richiam
poemi

attenzione del Santo

Uffizio
il

suoi

francofortesi,

e in parte anche sopra


n

De

comlatini

posdione imaginum,
particularmente
si

perch

in
1'

questi

ultimi
"

libri

poteva veder

intenzion

filosofica

sua,

e lo accenn, circa un infinito universo,


universale posta in esso universo,
gli

una

provvidenza
della divinit

attributi

il

mondo

causato

3
.

Passato alle persone divine,


n

1'

accusato

confess di avere

dubitato e non... potuto capir che queste tre possino sortir


di persone
;

nome
le

poich non

[gli]

pareva che questo

nome

di persona convenisse alla divinit,

confortandolo a questo

parole di

sant' Agustino...

Cum

formidine

proferimus
et

hoc nomen personae, quando loquimur de


cessitate coacti utimur
;

divinis,

ne-

oltra

che, nel

Testamento

vecchio

e novo non [ha] trovato, n letto questa voce, n forma de


parlar
"
4
.

Ci premesso, sempre stando


egli disse
n
:

"

nelli termini

della

filosofia

n
,

Ho

creduto e tenuto indubitatamente

tutto quello

che ogni fedel cristiano


quanto
alla

deve

creder e tener

della prima persona;

seconda..., realmente ho
la terza;

tenuto essere in essenzia una con la prima, e cusi

perch essendo indistinte

in

essenzia,

non

possono

patire

Docc.

veneti,
e.

doc. XI,
.

e.

14

2 lbid.,

I4 rev

3 lbid.,
4 lbid.,

ce.

14

-15

doc. XII, ce. I8 V e 19

doc. XI.cc. I6

e 17

Vedi

cap. VI,

pag. 238.

Capitolo

XI
che convengono
santo...
.

493

inequalit, perch

tutti

li

attributi

al

Padre,
al

convengono
dubio

anco al Figliuol e Spirito

Quanto
la
si

dell' Incarnazione,
la

me

pareva non

tenere

teologica-

mente, dicendo che


in altra

divinit

non
di

fosse

con
;

umanit

forma

che

per

modo

assistenzia

che

per
di

conclusione... credo aver vacillato


quella,
la

nel

modo
est,

inefabile

ma non
:

gi contra

l'auttorit

della divina

scrittura,

quale dice

Verbum
.

caro factum
al

e nel

simbolo

Et incarnatus
terza persona,
si

est...

Cosi quanto

spirito

divino per una


il

non ho possuto capire secondo

modo che
espli-

deve credere;
che
tutto

ma secondo

il

modo che
Eneida
:

mostra Salomone...

[e]

conforme pare

alla

dottrina pitagorica

cata

da Vergilio nel

sesto dell'

Principio coelum et terras camposque hquentes

lucentemque globum Lunae Titaniaque


spiritus

astra

intus alit

totamque infusa per artus


...
n
l
.

mens

agitai

molem

Accert, quindi, che dalle sue opinioni nulla


inferire
"

si

potesse

contra

la

divinit
"
;

de Cristo e del supposito divino


richiesto intorno a'

che

si

chiama Cristo
di

e
i

miracoli,

af-

ferm

avere

avuto

miracoli

come

testimonio
la

della

divinit,

ma come

testimonio anche maggiore

legge evan-

gelica; e di avere distinto,


i

non badando
Santi

agli effetti esterni,

miracoli degli

Apostoli e de'

da

quelli

del Fi-

gliuolo di Dio, perch questi ultimi,

fatti

per propria e non


reali

per

altrui
"
2
.

virt,

erano

soli

"

divini,

veri,

e non ap-

parenti

Chiestogli ancora se mai avesse

deriso e vitusi

perato le opere e la morte del Redentore, egli

maravigli

Docc.

veneti,

doc. XI, ce.

16

-17

doc.

XII,

e.

19 rev

Vedi

cap. VI, pag. 238.


'-'

Ibid.,

doc. XII, ce.

19

20

494

Soggiorno e processo veneto

fortemente;

et

cum haec

diceret,

plurimum se

contristavit,
" 1
.

repplicando

Non so come se me imputano queste cose


medesima
manus
:

Perch
egli

giudici insistevano sulla


"

interrogazione,

esclam,
?

extollendo

ambas
trovato

Che
per
io
1*

cosa

questa

chi stato che ha


tal

queste

diavolarie ? Io

non ho mai detto


nazione
tal

cosa, n mai mi pass


?

imagi-

cosa.

Dio, che cosa questa

vorria esser
"
2
.

pi tosto morto che mi fosse stato proposto questa cosa!

Protest poi di essere

pronto a sottoporsi

"

a ogni pena

",

ove

si

potesse dimostrare eh' egli avesse

manifestato senticirca
il

menti contrari a quelli che


della

tiene la Chiesa

parto

Vergine

3
.

Dichiar di essersi mantenuto


ortodossia, quand'

sempre

nella

pi

stretta

ebbe a ragionare

della transustanziazione,
.

del sacrifcio dell' altare e del sacramento della penitenza

Sebbene avesse

a lungo praticato con eretici, egli,


trattato

dispu-

tando e leggendo, non aveva

che

di filosofa,

senza

punto impacciarsi e intromettersi


n

nelle loro

controversie e

nelle loro opinioni, al punto che da' pi

veniva stimato di
alla

nessuna religione
dell'

" .

Non

era andato

pi

messa, a

cagione

impedimento della scomunica


sua apostasia
coro,
le
i
;

nella quale era

caduto con
sentire,

la

nondimeno,

spesso
e

venne a

fuori del

vespri e le prediche,

nell'ultima

quaresima frequent
vanni e Paolo
'

chiese di S. Stefano e de' SS. Gioi

Durante

sedici
si

anni

che
al

corsero tra
confessionario

il

1576 e

il

1592, due volte

present

Docc.
Ibid., Ibid.,

veneti,
e. e.

doc. XII,
.

e.

21

2 3 4
5 6

25
21

v
r

Ibid.,
Ibid., Ibid.,

ce.
e.

20
20 v

e 21 v

doc. VI,
e.

e.
.

doc. XII,

20 rev

Capitolo

XI
di
d'

495

tutt*

due

le

volte

con
l
.

la

speranza

trovare

il

modo
nel

di uscire dalle

censure

Riconobbe
Fornicarii

avere

errato

dire che
le

il

peccato della carne fosse veniale, sovvenendogli


:

parole di S. Paolo
";

"

non possidebunt regnum

Dei

ma

il

suo fu un ragionamento per celia, in compa-

gnie oziose e
generali,

mondane

e inoltre un ragionamento in sulle

perch giudicava l'adulterio per un peccato magaltri,

giore degli

dopo quello contro natura


1

2
.

Ebbe
conforme
a
tutti

in istima
alla

teologi che interpetraiono le sacre carte

determinazione della Chiesa romana, e sopra


all'incontro,

S.

Tomaso;

biasim

gli

eretici

cui

lavori egli lesse

non per imparare


;

la loro dottrina

e valer-

sene,

ma
"

per curiosit
sotto

li

biasim principalmente, perch


riforma,

costoro,

pretesto
1'

di

insegnano

li

popoli a
le
reli-

confidare
gioni...
:

senza
li

opera, la quale fine de


tal

tutte

popoli barbari per

confidenza devengono pi
buoni,

barbari, e quelli che sono naturalmente


cattivi
n 3
.

devengono

Rimase
stati

stupito di quanto
i

vide in Francia, dove,

per esser

soppressi

benefizi,

non pochi
le

preti e frati

erano costretti d' andare mendicando per


4

strade co'

mesgli

sali

aperti
"

Ammise
la
la

d' avere detto

che facevano

pi

Apostoli
miracoli
tavia
il

con
che

loro predicazione,

buona

vita,

essempi e
tut"
:

",
n

Chiesa con
li

la

forza,

non riprovando
li

proceder con

debiti castighi contra


a'

ostinati

non mancavano, neppure


cerdoti di santi

suoi

giorni,

predicatori e sa"

costumi, che non erano imitati

forsi

per

Docc.

Veneti, doc. XII,

e.

21

Vedi

cap. Vili, pag.

302;

cap. IX,

pag. 393.
2
3

Docc.
Ibid.,

veneti,

doc. XII, ce. 25 v


.

-26 v
cap.

ce 22 v -23 v ,24 v
e 300.
veneti,

Vedi 24

IX,

pag.

310;

cap.

VIII,

pagg.
4

299
Docc.

doc. XII,

e.

496

Soggiorno

e processo veneto

malignit del
egli

mondo

"

e del secolo
il

l
.

Nutrendo questi
nessun

sensi,
il

non poteva avere avuto


era

pensiero di asserire

che

cattolicismo

pieno di eresie, di

merito

presso

Dio, che aveva, pi ancora delle


d'

altre confessioni,

bisogno

una grande riforma


degli

il

pensiero di dileggiare le dot-

trine
la

Apostoli e de' Dottori della Chiesa, non che


vita

credenza d' una

futura
n
:

2
.

Egli aveva gi risposto

Io

ho tenuto e tengo
substanzie

che

le

anime siano immortali e che siano


cio
l'

subsistente,

anime

intellettive,

e che catolicamente parlando non

passino da un corpo
in purgatorio

all' altro,
;

o in inferno

ma vadino o in paradiso o ma ho ben raggionato, e se1'

guendo
che
in

le

raggion filosofiche, che, essendo

anima

subsi-

stente e inexistente nel corpo,


in

possa col
altro,

medesimo modo
almeno
verisimile

un corpo essere
:

in

un

e passar de un corpo

un

altro

il

che se non vero,


n
'.

par

l'opinione di Pittagora
filosofia
"

A'

"

principii e conclusione della

sua non era conforme, n da

essa

era

possibile
gli

tirare

1*

opinione di Lucrezio e di Epicuro, che

uomini
poi
la

nascano di corruzione
tendenza
il

come
si

gli

altri

animali
la

al

fatalismo, se vi
4
.

accettarono

provvidenza e

libero arbitrio

Nel quarto
fede;

interrogatorio
a'

il

Bruno
a'

si

vide costretto a tora'

nare col discorso

misteri,

sacramenti e

dommi

di

ma poco
i

o niente di nuovo

aggiunse

alle

risposte

gi date.

Insist poi, in

questo

come
negli

nel costituto seguente,

per convincere

giudici che

anni

passati

egli

non

Docc.
Ibid.,
Ibid.
,

veneti,
ce.
e.

doc. XII, ce.


r>

24 v
.

25

23 22
r

24

25

Intorno alla dottrina della metempsicosi vedi lo Spac;

cio,
4

pag.

la

Cabala, pag. 253


doc. XIII, ce.

gli

Eroici furori, pag. 300.


r
.

Docc.

veneti,

30 v

e 31

Capitolo

XI
perch
n
li

497

aveva mai posseduto


n

libri
"

di arti occulte, di

aveva
"
;

sempre

disprezzati

e giudicati

nessuna
eh' era

efficacia

che solo da poco tempo, come colui


tutte
le
"

"

curioso

in

scienze

n
,

aveva

stabilito,

"

avendo
",

commodit ed
applicarsi
alla
l'

ozio

in

un

"

loco

solitario
1'

e quieto

di

divinazione che riguarda


tento di scoprire se essa
la
filosofia

astrologia giudiziaria,

con
n

in-

"

aveva verit o conformit


in
",

con
n

studiata

da

lui

tutte

le
"

parti

e che,

per

servirsene nella giudiziaria

aveva

fatto trascrivere,

ma...

non
si

letto

"

ancora,

Suggelli di Ermete e di Tolomeo, che

era procur-ti, trovandoli nel

De

mineralibus, e propriacitati

mente nel
berto

De Magno

imaginibus lapidum,

e lodati

da

Al-

'.

Tocc,

in

fine,

del suo

soggiorno in Isvizil

zera, in Inghilterra

e in Germania,
altri
"

dov"

venerd,

il

sa-

bato, la quaresima e

giorni presenta,
",

per non
sua

parer
egli
"

scropoloso

ed essere
il

burlato
;

contro

voglia

non pot osservare


curiosit di

digiuno

n manc, venendogli
eloquenzia
"

la

veder

il

modo ed
la

di quei paesi,

a lezioni, dispute e prediche, partendosi per nell' ora della

comunione
n

giustific

sua

grande
.

ammirazione

per

molti eretici,

ed anco

principi

n 2

Indotto dalle esortazioni

del re Carlo IX,

di

Caterina,

del Cardinale di S. Grisogono e del

Duca
gli

di Montpensier,

Enrico IV, condannati pubblicamente


della sua giovinezza, aveva
3
.

errori e le

eresie

da Gregorio XIII
di
li

impetrato e
ritorn al
il

ottenuto

l'

assoluzione
e
fu

Ma

a non
dalla

molto

calvinismo;

di

nuovo

colpito

scomunica

Docc.
Ibid.
;

Veneti,

doc.

XIV,

e.

35 rev
v

2
3

doc. XIII, ce.

28 rev> 31

32

SS. D. N. SlXTl

PAPAE

Declaratio contro

Henricum Borbonium
et

asserlum regem Naoarrae... ac liberatio


obsequii debito,

subditorum ab omni fidelitatis


Bladii,

Romae, Apud Heredes Antonii

1585.
32,

Spampanato.

498

Soggiorno e processo veneto

settembre del

585, nel primo anno di pontificato di Sisto


alla
gli
n

V,

che non prest ascolto


il

Cassandra del Sacro Collegio,


agli

Santaseverina
tutti
1

l
,

che
i

mise innanzi

occhi

le
".

con-

sequenzie e

disturbi che ne

dovevano nascere
del
cardinale
di

Dal

maggio del
inalzato

590,

con

la

morte

Borbone,

da' Cattolici al trono col

nome

Carlo
si

X,

lo

stato delle cose di Francia


tutto
tirsi,

venne mutandosi; e
il

mut

in

con

la

deliberazione che

N a varr
1

prese di conver1'

e che effettu nel luglio del

593, con

abiura in S.

Dionigi alla presenza di parecchi prelati francesi


che, l'abiura era nulla
frio
si
;

il

cardinale Filippo di

Se non Sant' Ono.

affrett
"

ad ammonire, come legato


e

pontificio,

solen-

nemente

tutti

ciascun Cattolico,

perch

nessun
il

possa

addurre per pretesto l'ignoranza, che, essendo


rico

detto

Endegli

nominatamente
capo,
tale

dichiarato
fautore

da
e

Sisto

eretico,

relasso

e impenitente,
eretici,

difensore

manifesto
nelle

come

dannabilmente incorso

sentenze,

censure e pene ordinate da' sacri canoni e costituzioni apostoliche,

appartiene

al

Santo Padre di

conoscere e giudiassai
",

care di questo affare

" 3.

Quantunque con
1'

umilt e

amplissime offerte venisse

assoluzione ricercata

Clemente
agli

Vili, che aveva intorno a s molti cardinali


gnoli,

ligi

Spa-

e dava
errori,
"

lui

stesso

"

segno di odiare sommamente non


volta la persona
tutte
in
le
"

solo

li

ma

anco alcuna
oltramodo

del

varra,

detestandone

operazioni e

Namocosi

strando una
riuscire

somma

diffidenza,

che

alcun
n
,

tempo potesse
persist
"

n buon principe n buon cattolico

Autobiografia, pag. 66.

PARUTA,

Dispacci alla Repubblica Veneta,

in

Opere

politiche, voi.

II,

pag. 415.
3

CAPEF1GUE,

Histoire de la R/orme,

de la Ligue

et

du

Regne de

Henri IV, tom. VI, pag. 296.

Capitolo

XI
con dare
pur
tanti
si

499

lungamente nella risoluzione,


pure a quel
re,

...

disgusti

non
n l
.

la

fortuna del quale

vedeva

andar

surmontando,

ma

a tutta o a maggior parte della Francia


interi,

Occorsero due anni


occhi, potesse

perch

il

Pontefice,
stato

"

aperti gli

cominciare a dire

d' esser

ingannato
;

dal suo Legato e dagli Spagnoli e dalla


tutta
n
l'

Lega

" ~

occorse

autorit del cardinale di


altri
"

Toledo, del padre Baronio


li

suo

confessore e di
n

teologhi,
1'

quali

in

voce e

in

iscritto

dimostrarono

che per

obbligo di

conscienza e
di

del carico che teneva, era


re di Francia
1'

Sua

Santit tenuta

dare

al

assoluzione dimandata, e di ordinare le cose

della Religione cattolica in quel

Regno

n 3
.

Favori

la

buona

disposizione
di

"

di

Clemente

la

venuta a

Roma
Davy
e,

del

padrone
Perron,

Rodolfo

Callier,

monsignore Iacopo
all'

du

che era intervenuto


adoperato

atto

di S.

Dionigi,
il

prima, s'era
le

non

poco

convertire

Re,

spiegandogli

controversie teologiche e levandogli di capo ogni difficolt,

ogni scrupolo intorno alla religione

4
.

Se non senza timidezza


fusione di Ginevra per
1'

il

De

la

Faye descrisse

la

con-

abiura di Enrico IV, apertamente


.

manifest tutto
lei,

il

suo stupore e cordoglio Elisabetta


",

Era

la
;

femina
"

inglese

che principalmente
n

Roma

abor-

riva

perch,
",

per assicurarsi nella successione e godimento


si

del regno

non

limit a
Stati,

favorire

1'

eresia

dentro al

solo ambito de' suoi

ma and sempre

strettamente

PARUTA,
e 531.

Relazione dell'ambasciata di

Roma

del

1595,

pagg. 481,

482
2 3

CAPEF1GUE,

Histoirc de la
cit.,

Riforme

ecc.,

tom. VII, pag. 244.

PARUTA, PARUTA,
cap.

Relazione

pagg.

528
e

e 529.

Dispacci, pagg.

409

410, 415 e 416,

424

425.

Vedi
5

IX, pag. 399.


Hisioire de la

CAPEFIGUE,

Riforme

ecc.,

tom. VI, pagg.

270

e 304.

500

Soggiorno e processo veneto

unita con le fazioni eretiche di Scozia,

di Francia, di

Ger-

mania e

di

Fiandra

"
;

perch,

non contenta

di tenere nel

suo regno in oscure e fetide carceri miseramente

rinchiusi

e straziati nelle persone e nelle facolt .quanti o con parole

o con segni attestavano


fice,
...

il

primato e

la

potest

del

ponte-

non

lasci

anche di mandare suoi

messaggien

con
i

istruzioni

e denari in diversi luoghi d' Italia per


infettare
i

animare
si
n

confederati ed
al

Cattolici" \

Nel 1585

mostr
di-

Santaseverina una lettera in cui un signore inglese

ceva d' aver inteso da un consigliero intimo della

Regina,
per

che quella avea donati vintimila scudi ad un cardinale


spiare
i

secreti della corte

romana ed
n
".

pensieri e disegni

sopra
lice

le

cose d' Inghilterra


il

Nella bolla dettata da


1570,
figlia,

Fe-

Peretti,

25 febbraio
n

del
la

contro

la

Tudor,
n
la

non era
regina
ella fu
!

stata risparmiata
;

la

donna,

con

la

medesima

violenza,

co'

medesimi
di

oltraggi
in

trattata
1'

dal cardinale
1

Guglielmo
"

S.

Martino

Monte,

aprile del

588, in un

aviso ed admonizione
Ibernia,

alla nobilt e
l'

populo
si

d' Inghilterra

ed

esplicando

impresa che
di

fa al

presente

dalla
la

Cattolica e potente del


.

Maest

Spagna per esseguire


I'

sentenzia
" 4

Sommo

Pontefice contra

usurpatrice di quei regni

Pio

non

BENTIVOGLIO, Della
Ili,
II,

guerra di Fiandra,

Milano, N. Bettoni,
annali
di

1826,
XIII,

voi.
toni.

lib.
lib.

VI, pag.

X,

cap.

MAFFE1. Degli XXVIII, pag. 217.


199;

Gregorio

2
3

Autobiografia, pag. 63.


J.

CHRT1NEAU

JOLY,
Paris,

Hisloire rligieuse,

polilique et Iitlraire de
II,

la
4
alli

Compagnie de
"

Jesus,

P. Mellier,

1844, tom.
intorno

pag. 241.

Ma

per lasciar da

parte

quanto detto

al

padre e venire
sta

suoi

proprii delitti,

... il

primo e principal capo sar che essa


in
il

con-

dennata per eretica e scismatica, essendo cascata


intanto che volendo coprire la ferita,

diverse

eresie

notabili,

senza

levar

male, fece

proibire per

editto pubhco, che nessuno la chiamasse eretica,

scismatica

tiranna o infe-

Capitolo

XI
il

501

aveva mai cessato di desiderare di spargere


in

suo

sangue

una spedizione contro

Elisabetta;
lui
il

Gregorio
d*

XIII,
simile

non
im-

abbandonando neppure
della gloria di

proposito
dell'

una

presa, aveva pensato di servirsi

ingegno,
;

del

valore,

don Giovanni
gli

d'

Austria

Sisto

V, che
non
s'

so-

leva dolersi

che

principi della cristianit


lei ",

unisl
.

sero con lui alla destruzione di

parve pi fortunato

dele sotto pena di vita. Essa con

intollerante

soperbia

usurpa

il

titolo

de

suprema governatrice
mai pi intesa
in

in

cose ecclesiastice, invenzione monstruosa ed arroganzia


alli

quel sesso, anzi

altri

capi de eresie puoco grata.

impatronita ingiustamente della corona d' Inghilterra e delle provinzie a quella


sottoposte...
,

non avendo

autorit

de

far

leggi per esser illegittima,

conceputa
la

e nata incestuosamente
oltre

d'Anna Bolena,

figliola

bastarda d'esso Arrigo,


legittima moglie sua,
la

quale

de questo impedimento non potea


la

esser

vivendo
la

ancora

moglie, e per aver prima lui avute per

concubine

madre e
poi

sorella della

Bolena.

colpevole ancora
tutte
le

d' impiissimo
privilegii
1'

penurio,

che...

promesse

de

mantenere

libert e

ecclesiastici...

e subito
all'istesso

dipoi per editto publico e per diverse pragmatiche

annull
tutti
i

tutti

tempo...
Cristo,
...

introdusse
alli

l'eresia

de

Calvino,

...

profan

sacramenti
proib
le
il

de

predicatori della parola de


i

Dio pose
tutti
i
i

silenzio,

culto

de Dio e

tutti

ministeni
e

sacri...
le

profan
statue e

tempii e
altari,

chiese,

cas-

sando

1'

imagine

rompendo

sacri

e finalmente
altri
,

con
.

sacrilegio e

latrocinio aperto tolse

li

paramenti, calici ed

ornamenti...
certi

In quel suo clero

non

si

pu
pili

dire

che

gentaglia

si

ritrova...

uomini

indegni di

nominare, de*

bassi
.

della

plebe, e quel che peggio


gi fatto
al

de

mala fama e di peggior


e refugio de tutti
i

vita...

Di pi quel regno

come
gli

sentina
rubbelli
.

scelerati,
gli altri,

dove concorrono come

santuario
altri

e sediziosi de
per tornare
al

tutti

commun

porto di ateiste ed
dire
il

eretici...
1'

Ma
al

prencipal delinquente, chi potr

vituperio e
se stessa,

infamia

universale che Elizabetta ha causata

non solamente a

ma
la

ancor

regno

la

cui turpitudine

usata molti anni col Lecestrio

ed

altri

diversi

gi tanto manifesta al

mondo che

qui non
si

accade
".

dir

altro,

modestia

permette poner

pili

parole in

materia

brutta...

Tutto

questo

Avviso

si

pu

leggere nel

Grande Archivio

di Stato di

Napoli, fascic. 4 del fase.

429

delle Farnesiane.
1

SANTORO,

Autobiografia, pag. 77.

502

Soggiorno e processo veneto

Dopo
ed
per
1*

la

decapitazione dell' infelice Maria Stuart, egli


Cattolico,

"

fece
lui

secretamente lega col re


in
il

sottoscrivendo
il

per

suo
re
n
;

nome
ma,
il

il

cardinale Carrafa, ed
il

conte d'Olivares
n

com' ebbe a dire


tutto

Santoro,
"
l
.

fracassata

armata reale,
Il

and

in

fumo

Bruno che nella

fine del

settimo libro del


alle

De

immenso,
n
8
,

alludendo a questa irreparabile sconfitta e


marittime del
gnificava
g' "
"

fiaccate forze

violento, tenace e stiptico

Spagnolo

mache

indefessi sforzi
il

1'

imperterrito

valore
pericoli

"

hanno
oceano,
il

dato
il

agi' Inglesi

poter

superare

dello
;

giungere non da barbari ospiti nel


esit di

Mondo nuovo 3
4
.

Bruno non

confermare

a'

propri giudici di avere

lodato "le virt morali che... aveva" Elisabetta


detto incidentemente, non

Ci, sia

doveva
il

recare

maraviglia a un

tribunale di quella repubblica


tre
l'

cui

Senato

aveva
Gritti,

udito,

anni avanti, dall'ambasciatore

Giovanni
"

che

fin

implacabile Sisto

V
.

non

poteva

trattenersi di laudar

sommamente ed inalzar sino alle stelle il valore e la virt " 5 La quale Giordano " nomin diva, non dell' odiata Tudor
per attributo di religione,

ma

per un certo

epiteto

che

li

Autobiografia, pag. 77.

Cap. XVI,

v.

8,
lib.

pag.

277

Spaccio, pag. 202.

De

immenso,

VII, cap.

XVI,

vv.

-9,

pag.

278

Sed quando haec superare datum


Sollicitus labor,

est,

stat

cura Britanno,

et nimis imperterrita virtus,

Quae mare ventosum temnens montesque


Deridens
Plus
tanti

superbo,

numerosa votumina

valli,

quam

Tiphisia fabrefactis arte carinis,

Oris edomitis mediis, qua> Iuppiter asper


Squallidus et furvo
tristis

pallore coercet,

Celsas naturae turres transcendet avarus,

Occurret vultu non barbarus hospes amico.

4
5

Docc. veneti, doc. XIII,

e.

31 v

Relazioni degli ambasciatori veneti,

ser.

II,

voi.

IV, pag. 344.

Capitolo

XI
ed
in
Inghilterra...

503

antichi...

solevano
alla
,

dare a principi,

se

suole

dar...
n

Regina; e tanto pi

[s'indusse]
.

a nomi-

narla cusi

perch andava spesso a Corte


il

Invece,
;

non

conobbe, n vide mai


l'

Navarra e
doti
le

suoi ministri

tuttavia,

ebbe

in

onore per
e

le

che aveva ammirate nella soopinioni religiose \ Anzi, egli

vrana inglese,

non per
n

aggiunse testualmente,
calvinista

ho detto non

che

non

lo

tenevo

per

ed eretico se non per


l'

necessit di regnare,

che
;

se
...

non professasse

eresia,

averia
lui

chi lo seguitasse
pacifico
il

di pi, che speravo che,

ottenendo
li

regno

di Francia,

averia

confirmati
lui

ordini del

Re

passato,

ed

io averia avuto

da

quelli
"

favori

che
III

io
3
.

avevo

avuti...

circa le lezioni publiche


Il

da Enrico

penultimo costituto, sebbene brevissimo, desta


il

nondi-

meno

pi vivo interesse. Interrogato se in Italia


gli

ha ne-

mici o persone che

vogliano male,

1'

inquisito risponde
parti alcun

fremente
altro se

"

Io
il

non tengo per nimico

in queste
altri

non

S- Gioanni Mocenigo ed

suoi seguaci
offeso

e servitori, dal quale son stato pi gravemente

che

da omo vivente

perch

lui

me

ha

assassinato
lui le

nella vita, nella

nello onore e nelle

robbe,

avendomi

carcerato

sua casa propria ed occupandomi tutte

mie

scritture, libri

ed

altre

robbe.
io
li

questo ha

fatto,

perch

non

solamente

voleva che

insegnasse tutto

quello che io sapevo,

voleva che io non potesse insegnarlo ad alcun altro; e

ma me
li

ha sempre minacciato nella


insegnavo quello che
io

vita e nell' onore,


" 4.

se io

non

sapevo

Realmente,

altri

nemici egli non ebbe a Venezia, perch

Docc.
Ibid., Ibid.,

veneti,
e.

doc. XIII, ce. 31 v e


v
.

32

2
3

32 32

r .

e.

Ibid., doc.

XIV,

ce.

35

v e

36

504

Soggiorno

e processo veneto

nemici non

gli

si
i

mostrarono
testimoni

quanti

furono

chiamati

dal

Santo
cusato

Uffizio,

indicati

indirettamente
Il
il

dall' ac-

direttamente

dall' accusatore.

venerando
31

reg-

gente dello Studio di Napoli, incontrato

maggio, nel

monastero de' SS. Giovanni e Paolo,

fra

Giovan Gabriele

da Saluzzo, e avendo da questo,


ciale

alla

presenza del provin',

di Terrasanta fra

Paolo Castrucci da Mondovi


fra

del

provinciale di

Venezia

Girolamo da Treviso
i

e d'altri

padri

3
,

avuto precetto di porre in carta


in

discorsi fatti col

Nolano,

poche

righe, di
""

suo
"

pugno \
letterari

rese
e,

conto

dei
pili

viaggi, degli onorifici

esercizii

quel che

II

Castrucci era non solo conterraneo,

ma uno
il

de' compagni prediletti


1

del Beccaria. Priore di Santa Maria delle Grazie


del

586, dal 2 dicembre 1591


provinciale di
nel

1589

socio
il

del

Generale e dal

18

ottobre del

Terrasanta,
1

10 giugno del
delle

1595

priore di S.
il
1

Domenico
novembre

di Bologna,

597

provinciale

Due

Lombardie,

del

599

fu di
lo

nuovo provinciale

di Terrasanta e socio del Beccaria.

Perch senza posa


spendeva,

segui per molti anni,

notando ci che

si

riscoteva e
atti

si

indiretta-

mente
in

diede un minuto
registro,
il

ragguaglio degli
et

e de'
Fr.

viaggi del suo superiore

un

Liber dati
et

recepii per
is

me
n.

Paulum Castruccium de
Histoire des maitres ge 32).

Monteregali

M.
1

S.

R'P' P'.

l s

(MORTIER,
4

nraux des Prcheurs, tom. VI, pag. 8 e


Capitolo del
pag. 3
1

delle pagg. 31

Nel
X,
pa-

592

(Monumenta

ordinis

Praedicatorum

historica,

tom.
rev.

6)

"

Denuntiamus provincialem Terrae Sanctae

admodum
provinciae

trem

mag.

fr.

Paulum

Castrucium

de

Monte

regali

utriusque

Lombardiae
2

".

Nel medesimo Capitolo (Op.

cit.,

pag.

313):
fr.

"

Confirmamus

in

pro-

vincialem provinciae S. Dominici rev. patrem mag.


visio
".

Hieronymum de Tarsi

La

provincia di S. Domenico, o,
stata

come pi raramente
poco
prima
del

chiam, di
Ibid.,

Venezia
pag. 216.
3 *

era

eretta

recentemente,

1580:

Docc.
"

veneti,

doc.

X.
la

Noi crediamo autografa


il

deposizione di

fra

Domenico da Nocera

":

scrisse

BERTI

(Vita 2 pag. 376); ed autografa, come pu convincersene


,

ognuno, confrontandola con

le

carte dell' Archivio napolitano.

Capitolo

XI
discepolo
l
:

505

preme, de' proponimenti del suo antico


dixe...

Mi
poi,

che teneva pensiero


libro

risoluto

quetarsi e dare opera

compore un

che

teneva in mente, e quello

con mezi importanti di favore accompagnato, appresentarlo


a

Sua Beatitudine
fine di

e da

quella

octiner

grazia di quanto
;

l'avesse expresso per quiete di sua consciencia


al

e vedere
1'

posserse ristare in

Roma, ed
ebbe
"

ivi

darsi a

exerforsi

cizio

licterale

e mostrare la sua virt e di


"
2
.

accapare

alcuna lectura
"

Dopo
",

eh'
di

assicurato

che
si
:

nel

suo

ridotto

Giordano parl
etc.

varie cose,

come

costuma,
"

per di lettere

Andrea Morosini
dalli

dichiar

Io

non
lui

ho mai possuto

sotrarre

suoi
la

raggionamenti
;

che

avesse niuna opinione contra


io
l'

fede
;

ed

in

quanto a me,

ho sempre tenuto per catolico

e quando avesse avuto

un minimo suspetto del contrario,

io

non

1'

averci mai per" 3.


Il

messo, che egli fosse entrato in casa nostra

Britano,
si

sebbene,

nella

penisola e

fuori,

parecchie
si

volte

fosse

imbattuto e trattenuto col Filosofo, non

era accorto nep-

pure

lui

"

di cosa alcuna che

non

[fosse]
le

da

cristiano

n
;

ne

aveva

ammirato

le

opere,

come
n

ammiravano
il

tutti,

non escluso quel priore carmelitano di Francoforte,


riputava
il

quale

Bruno
",

per

uomo

di

littere,

di bel

ingegno,

universale

ma

di nessuna religione e tanto fiducioso nella

propria dottrina da credere di sapere di


stoli,

pi

degli
il
5
;

e di potere, se avesse voluto, riunire


4
.

tutto

Apomondo
e, bi-

in

una sola religione

Il

Ciotti

depose due volte

In sulle prime non lo aveva ravvisato (Docc.

veneti, doc.
in

X)

B
:

quale

io

prima fronte non ben


frate 2 3 4 6

cognobi
B
.

poi

al

ragionarme venni

sicort

che

fo

nostro...

licterato

Ibidem.
Ibid.,

doc.

XV,
e
il

e.

36

lbid.,
II

doc. VII, ce. 3 V e 4 rev

26 maggio

23

giugno.

506

Soggiorno e processo veneto

sogna convenirne, non tacque interamente

le la

confidenze che
veracit delle
di

mettevano

in

dubbio
l
,

la

buona intenzione e
il

accuse del Mocenigo, n neg poi


dersi dell' imputato
2
.

desiderio

ravve-

della cui infelicissima fine


Il

pu anche
benvoluto
3
,

supporsi sia stato spettatore

libraio

senese,

dal Sarpi, dal Marino, dal duca


in

Vincenzo Gonzaga
"
"*

era

fondo una
dallo

persona
,

"

dabbene
n

non

il

traditore

de-

scritto
gliani,

Schopp

n tanto meno, come


egli fu... dal giusto

volle lo Sti-

dell' iniquit

onde

Iddio punito

evidentemente in questo mondo medesimo, perch, avendo


lasciata la
la

compagnia
;

dell' arte

eh'

avea co* Giunti, trasport

bottega in Sicilia

e l nello stretto spazio di sei mesi


n 6
.

falli,
Il

impazzi, accec e mori

Bruno che, informando

giudici de' processi napolitani,

aveva loro promesso che volentieri


considerato
i

avrebbe
7
,

maggiormente
altre

suoi

atti,

se
la

mai

potesse

ricordarsi di
nell'

cose dette o fatte contro

religione

ultimo costituto

Docc.

veneti,

doc. VI,

ce.

-3

doc.

XVI,
al

e.

37 rev

Vedi

pag. 473.
2

In

fatti,
n

il

28 maggio

del
"

1601, mandando

signor

Alessandro
n
,

Gami

balonga una

piccola operetta

d'un
egli

'

autore famoso e di valore


le

Duoi
n
.

fratelli ricali del

Della Porta,
n

ricorda nella Dedica

cortesie

ricevute

da esso Gambalonga
3
tere,

nel

ritorno che fece dal suo peregrinaggio di


voi.
I,

Roma

MARINO,
voi.
I,

Epistolario,

lett.

CXLIII,

pag.
di

234;

SARPI, Letil

lett.

LXXXV,

pag. 285.

Al Duca

Mantova

Ciotti inti-

tol

un

libro ricordato di

BERNARDINO MENDOZA,

Teorica e prattica di

guerra.

MARINO, Epistolario, voi. I, lett. CXLIII, pag. 234. AMABILE, Fra Tommaso Campanella ne' castelli di Napoli, Roma e in Parigi, voi. II, docc. CXVI1I. CXXXV e CLI1I, pagg.
4 5

in

33,

39
6
llili

e 45.

MARINO,
(LXV),
Docc.
v
.

Epistolario, voi.

II,

lett.

di

T.

Stigliani

Domenico Mo34

pag. 328.
veneti, doc. VIII,
e.

V
e.

doc. XIII, ce. 33

doc.

XII,

27

Capitolo

XI

507

dichiar eh' era possibile che in tanto


errato,
si

tempo avesse ancora


tuttora
ci

deviando dal

retto e santo

cammino, e che
;

trovasse ne' lacci di altre


su,

censure

ma,

per
'.

quanto

aveva pensato

non

era riuscito a riconoscerle


gli

Gli parve

per opportuno notare che e


scritture

articoli
l'

confessati e le sue
dell'
;

dimostravano pur troppo

importanza

eccesso

il

non mediocre sospetto

d' eresia

da

lui

dato

e insieme

eh' egli fu
il

sempre rimorso dalla coscienza ed ebbe sempre


col

proposito di riformarsi, sebbene


ritornare a'

pi

facile e sicuro
2
.

modo, senza

vincoli dell'obbedienza regolare

A
egli
Il

Venezia non procur apparentemente


in Francia,

di venire liberato,

come

dalle censure

ma

pi che mai a Venezia


3
.

fu

dominato dal pensiero che non aveva mai deposto


avrebbe porto
la
il

ritorno a Francoforte gli


1'

modo

di grati-

ficarsi

animo del Pontefice con

dedica delle sue nuove


n
,

opere e di ottenere straordinariamente d' esser ricevuto nel

grembo

della Chiesa
il

"

extra claustra

temendo,
4
.

in questi,

come

apostata,

disprezzo de'

correligionari

Trovandosi

ora nelle mani del Santo Tribunale per la sua salute,

non

poteva dire tutto ci che sentiva, n esprimere, con


cacia
errori

l'effi-

che
.

avrebbe

desiderato,

il

pentimento
n
:

de'

propri

Quindi,

inginocchiatosi,

disse

Domando

umil-

Docc.

veneti,

doc.
r
.

XVII,
39

e.

39 v

2
3 * in

Ibid., e.
Ibid.,
Ibid.,
ce.
e.

38
39

38 v
r
.

Conservava anche,
Uffizio,

ma non

era prudente dichiararlo


al

un tribunale del Santo


sufficienti
le

una vera avversione

monacato. Se non
si

sono
la
"

prove gi arrecate (cap. VII, pagg. 245-250),


capitolo
dell' Artificium

legga
:

fine

del

diciassettesimo

perorandi (pag. 359)

Qui

dicit

monachum,
et
".

significat

ipsam superstitionem, ipsam avaritiam, hypovitiorum apothecam.

crisin

ipsam

tandem

omnium

Uno

ergo die verbo:

monachus
5

est
e.

Ibid..

39 v

508

Soggiorno e processo veneto

mente perdono
li

al

Dio ed
;

alle

SS.

VV.

ili

de

tutti

errori

da

me commessi
all'

e son qui pronto per

essequire
giudicar

quanto dalla loro prudenzia sar


espediente

deliberato e

si

anima mia.

di

pi le supplico

che

mi

diano pi tosto castigo, che ecceda pi tosto nella gravit


del castigo, che in
far

dimostrazione

tale
al

publica,

dalla

quale potesse ridondare alcun disonore

sacro abito della

Religione che ho portato


e delle

e se dalla

misericordia d' Iddio


la vita,

VV.

SS.

16

ili"-

mi sar mia
altr'

concessa
vita,

prometto
il

far riforma

notabile

della

che

ricompenser
n

scandalo che ho dato, con

e tanta edificazione

Docc.

veneti,

doc.

XVII,

e.

39,

CAP.

XII.

Estradizione, sentenza e morte.

Il

motivo
e a

principale
ripassare
le

che

spinse
il

Giordano a
Bartholmss

risolversi

subito
stato la
gli
i

Alpi,

crede

sia

nostalgia,
tutt*

quella profonda malinconia che


i

soffrono

uomini di

tempi e di

tutt*

luoghi

'

Egli

arreca

celebri esempi del

Du

Bellay, del Desportes e del Pasil

serat,

che mal sopportarono

soggiorno in terre straniere


si

del

Mercier e del Ramus, che


di d'
li

affrettarono a lasciare
il

un
di
2
.

sicuro rifugio, per finire,


peste,
e
1'

a poco,

primo

in

Uzs

altro a Parigi
il

una morte ancora pi crudele


la
il

Ora, aggiunge
ognuno,
la la

biografo francese, se

patria cara

ad
il

penisola,

che era

"

non solo
1'

giardino,
dell'

ma

museo e
lontani:

biblioteca, la corte e
n
,

accademia
figli
il

Europa

del Cinquecento
il

era rimpianta da'


il

che ne vivevano

Vidius,

Vicomercato e

Cardano non posa'


;

posero

le
I,

attrattive di

Firenze e di Milano
III

favori di Franil

cesco

di Cristiano

e di

Maria Tudor

Bruno, che
figlio

pure

si

proclamava

"

cittadino e domestico del


la

mondo,

del padre Sole e de


1'

Terra madre
3
.

",

anel di rivedere

Italia,

Napoli,

il

Vesuvio

Op.
Ibid.,

cit.,

tom.

1,

pag.

184.

2 3

pag.

185.

Ibid.,

pagg.

185-187; Spaccio,

pag.

5.

510

Estradizione, sentenza e morte

L* opinione del Bartholmss seducente,


alla

ma non

regge

prova de'

fatti.

A quel che
i

risulta,

Giordano non sper

mai tanto: sapeva bene che


favorendo
bre del
1

vicer spagnoli governavano,


;

rigori contro
a'

gli

eretici

e che dal 2
a'

settemn

563, anche

Napolitani e

regnicoli che

avese

sero abiurato in

pubblico o privatamente,

g' illustrissimi

reverendissimi cardinali inquisitori generali decretarono non


si

desse licenza di ritornare pi in patria


sentiva
lo

" '.

D'altra parte,

egli

eh' erano

venuti

meno

vincoli
:

che

magil

giormente

univano
1

alle

contrade native
" il
3
.

non aveva,
Anzi,
1

6
2
;

dicembre del

585, se non

padre vivente in Nola

"

ma
libri

lo

perde, settimane o mesi appresso

perch

di

Sacra

visita

attestano,

1'

giugno del

586, che
vicino

Giovanni Bruno
di casa,

lasci erede
4
,

non un parente,
e
gli

ma un
1

Stefano Savolino

fece

stretto

obbligo di
per
la

pagare un vecchio legato, del 22 luglio del


"

536,

celebrazione dell' anniversario... per l'anima

"

della nonna
in

di sua moglie Flaulisa nella

cappella di S. Sebastiano
famiglia

S. Paolo

5
,

parrebbe che

la

del

Nolano
6
.

si

estin-

guesse interamente per l'appunto in quell'anno


1

PASTOR,
Docc.

Allgemeine Deferele der Rmischen Inquisition, pag. 25.


doc.
I,

2 3
lib.

parigini,
lo

pag.

294.
ricordava
il

Non
II,

seppe
Ili,

subito,

perch

padre vivo nel

De

minimo,

cap.

pag.

190:
mini tam bene
fit

Non

distantis

imago patentis
ore.

Obvia, quam fuerat piaesentis hypostasis


4

Stefano, nato
",

il

542 da Antonio
Flaulisa,

e Margherita,

abitava la

"

picciola

contrada
di

che gi

si

vista descritta dal Bruno, nella casa posta tra quelle


della
di

Scipione,

fratello

Albenzio Savolino e
1723,

di Costantino
ce.

Bonaiuto: Fuochi del 1563, foce.

1724,

1722 e 1725,
II,

214

215
5

Spaccio, pagg. 67 e 68. Vedi, nel cap.

le
I,

pagg. 53-56.

La

famiglia di Giordano Bruno,


II,

Appendice,

docc.

18 e

19. Vedi,

nel cap.
c

le

pagg.

47

e 48.
Si guardi nell'Appendice (II, doc. 3) e
a'
si

Se ne pu
le

tuttavia dubitare.

vedr che

note marginali, aggiunte

Fuochi del

563 almeno venticinque

Capitolo

XII

511

Il

rimpatriamento del Bruno rest inesplicabile alla mag-

gior parte de'

contemporanei e de'
al

posteri.

"

E
in

proprio ve-

ro
1

n
,

chiede Valente Acidalio


n

Forgacz

il

21 gennaio del

592;

ma come mai
ci

egli

ha osato di tornare
a esulare
?

un paese da

cui,
fatto;

sua confessione, fu forzato

Io sono stupe-

non

credo ancora, pure avendolo udito da persone


n
l
.

degnissime di fede

Sebbene sembri che


per
n
"

la

maraviglia
varie e in2
,

del giovine tedesco sia poi diminuita,


credibili cose

le

che ogni giorno

si

venivano raccontando
di

resta sempre

che a pi
il

d'un secolo

distanza

il

Bayle

non dubitava che


che fosse

Nolano avrebbe dovuto, per suo bene,


il

continuare a correre
stata
la

mondo

laddove

il

Lacroze pens
in Italia
l'

Provvidenza a ricondurre

in-

felice filosofo ch'era

andato lungamente vagando pe' diversi


si

Stati

d'Europa

4
.

Costoro fanno ricordare ci che

disse
il

del Serveto, allorch questi

comparve a Ginevra. Scrisse

anni dopo, rammentano

come ancora

vivi

Auteria,

Moigana

e Luca,

figli

di

Scipione Savolino.
1

"

Itane est

Et quid hoc hominis qui

in

Italiani [redire]
;

audet, ex qua,

ut

ipse

ohm

fatebatur,

exul abiit ? Miror, miror


n

nec rumori fidem adhuc


epist. II,
I,

habeo,
pag.

etsi

ipsum a
11

fide dignissimis

(AdDALI
Da

Epistolarum centuria,
voi.
1,

IO).

Fiorentino
Sanctis, pag.
il

(BRUNI Opp.

latine conscripta,

pars

Let-

tera al

De

XX)

n
:

Bologna adunque l'Acidalio scrive a


il
1

Michele Forgacz

21 di gennaio, XII Kal. Feb., non gi


"
;

2 di febbraio,
1'

come
del
nel

dice

il

Berti

il

quale ripete
cil.,

cosi,
I,

bisogna qui aggiungere,


189).

errore

BARTHOLMSS
1868 {Vita,
pag.

(Op.
252,

tom.

pag.

Ma

l'errore

commesso

n.

2) fu dal

BERTI

corretto nel

1889 (Vita,

pag. 269, n. 2).


2
II

Vedi cap. XI, 1592


al

pag. 464.
cit.,

3 marzo del
lettera

(ACIDALIUS, Op.
n
:

epist.

X,

pag. 38),
;

in
ita

una

seconda

Forgacz

De

altero sophista
".

iam non miror

heic varia et incredibilia alia de ipso quotidie audio


3 4

Dictionnaire historique
Entretiens,
Italie

et

critique,

tom.

I,

pag. 726.
la les

pag. 285:

"

Fut condamn au feu,

Providence

l'

aiant ra".

men en

aprs de longues erreurs par toutes

provinces de l'Europe

5i2

Estradizione, sentenza e morte

Calvino

il

9 settembre

del 1553:
vi

"

Non

si

sa la ragione

della

sua venuta;
n

ma

perch

stato riconosciuto, io ho stimato


";

che occorresse arrestarlo


il

e nello stesso
si

modo

si

espresse

Beza:

Sfortunatamente

ferm

Ginevra,

dove
"
l

la
.

Provvidenza volle che fosse

stato scoperto

e carcerato
cui
si

Se non
pigliarono

che, c' un divario notabile


il

tra' partiti

ap-

Serveto e

il

Bruno.
in

Il

medico
al

di Villanova fu

un temerario, essendosi messo


fermato,

bocca

lupo,

essendosi

anche per poco,

nella citt

dove spadroneggiava

l'uomo che non era capace di perdono e da tempo aveva

pubblicamente giurato

di

perderlo.
ii

All' incontro,
cui gran

Giordano

cede

alle

istanze d'un giovine


i

casato avrebbe
Poi,
n

rassicurato chiunque contro

maggiori pericoli.
si "
il

si

re-

cava
n
il

in

uno Stato che


si
n 2
;

allora

onorava e stimava

come

solo in chi

conservava

vero

nome
nel

e splendore della
1

libert
"

in quella
n
,

Venezia che
1

egli

592 dichiarava
l'Europa

saviissima

e,

nel

582,

"

una tanta Republica, a nisciun


che orna
Italia,

tempo ed a nisciun modo


ed
il

serva,

mondo

tutto

"

4
.

In fine, egli parti di Francoforte nel-

l'antipenultimo

mese del

pontificato di Gregorio

XIV,

suc-

ceduto, dopo pochi giorni di regno di Urbano VII, a quel

Felice Peretti che,

ammesso
alle

a Napoli

tra'

Conventuali nel
vi-

monastero di Sant'Anna
cario arcivescovile

Paludi e desideratovi per

dal devotissimo vicer


colui dal

don Perafan de

Ribera

',

era stato

quale

monsignor Ragazzoni,

BARNI, /

martiri Jet libero pensiero,

pag.
di

155;

ibid.,

n.

3.

PARUTA,
Docc.
Candelaio,

Relazione
doc.

dell' ambasciala
e.

Roma,

pag. 547.

3
4 5

veneli,

IV,
se.

att.

IV,

5,

pag.

120.
I,

AMABILE,
X,

//

Santo Officio

in Napoli.'vo].

pagg.

284

e 285; voi.

11,

doc.

pag. 73.

Capitolo

XII

513

come

si

e visto, diffid di ottenere la grazia impetrata daldi

l'ex frate

Nola

l
.

D'altra parte,

incontrastabile quel
col sussidio delle

che

si

venuto a

mano

mano fermando

dediche de' dia-

loghi e de' documenti: che,

Marburg ed Helmstdt coe scomuniche, per


mai,
ci
inti-

me

a Londra e Ginevra, l'Esule non pot liberamente pro-

fessare le proprie idee per ripulse

midazioni,
soffri

processi e prigionie
cattolico,
la

e che, se
2
.

non

in

un paese

Francia

Stanco di quindici

anni di peregrinazioni, anelando un lungo periodo di quiete

per dare un sistema definitivo

del

suo

pensiero

filosofico,

che, cresciuto con soverchio rigoglio,


sagi
il

aveva dovuto
egli sentiva

tra

di-

e pericoli

svolgere frettolosamente,

ormai

bisogno di riformarsi.

Aveva

avuto questa intenzione da


considerarla da ogni
rispetto
alla

un bel pezzo,
lato,

e aveva perci potuto


le

in tutte

conseguenze,

anche
con

sua co-

scienza e alle sue dottrine; e

fini

l'averla, nel processo,

per guida principale.

La confermarono

nelle
il

testimonianze
Ciotti
3
;

fra
il

Domenico da

Nocera e indirettamente

non

Mocenigo, che,
n

invece, insinu che dalle Sette arti liberali l'autore sperava,

anzich cattivarsi l'animo di Clemente Vili,


in

farsi

credito
il

"

una prossima riforma generale

4
.

Se non

che,

genti -

Docc.

veneti,

doc.

XVII,
il

e.

38

Vedi

il

cap.

IX, pag. 392.

Con

ragione,

quindi,

rimpianto

LEON BLANCHET
"

(Campanella,
retour en

Paris,
Italie...

Librairie Felix Alcan,

1920, pag. 364):


il

Son imprudent

prouve assez combien

lui

tait difficile

de s'accoutumer aux moeurs


il

des Universits et des pays protestants


servai,

et quel

secret espoir peut-tre

con-

comme

plus tard Campanella,

de

faire
la

accepter ses doctrines plutt


religion rforme
.

par
3

les

catholiques que par les partisans de


veneti,

".

Docc.

doc.

X;

doc.

XVI,
Vedi

e.

37 rev

Vedi, nel cap.

XI,

le

pagg.
4

504-506.
veneti,

Docc.

doc. IV,

e.

il

cap. XI, pagg. 481

e 490.
33.

Spampanato.

Estradizione,

condanna

morte

luomo veneziano, sebbene protestasse

di essersi rivolto a fra

Giovan Gabriele da Saluzzo


giova ripeterlo,
tale

"

per obligo della [sua] con"


',

scienzia e per ordine del [suo] confessore


il

mal dissimul,

timore della propria difesa e l'odio moril

che serbava per

maestro.

La

passione

lo

accec
il

tal-

mente, che giur d'avere sentito dal Britano


"

che

Bruno
libraio,

era nemico di Cristo e della nostra fede


n

2
;

ma

il

interrogato da' giudici, rispose:

Con

meco... Giordano non


sia

ha detto, n mi son accorto de cosa alcuna che non


cristiano
n
3
.

da un
vita
4
.

per non andare per

le

lunghe, nella prima


nella terza di

denunzia

il

Filosofo appare
delle prediche

un

detrattore,

ammiratore

e degli

esempi

buona

degli Apostoli: contradizione rilevata dal

Bruno medesimo
che
il

Nondimeno,

non

intendo

di dimostrare
il

Nolano

abbia sempre avuto ragione di smentire

discepolo, e abbia

confessato ogni suo errore ed eresia \ Lasciando stare che,

contrariamente
vra
;

a quanto disse,

entr nel Sinodo di Ginee ne' poemi inve

lasciando stare che nelle orazioni


il

contro

pontefice
';

romano e lod

il

fondatore della Chiesa

d'Augusta
neg
l'

egli
,

non ripete che nel

De

vinculis in genere

inferno

e che sull'amore carnale espresse idee non

Docc. veneti, doc.


Ibid.,
e.

I,

e.

2 3 4
5

Vedi

il

cap. XI, pag. 488.


e.
1

Docc. Docc.

veneti,

doc. VII,
I,

4
;

Vedi

il

cap. XI,

pag.

505.

veneti, doc.
la

e.

doc. IV,

e.

doc. XIII, ce.


Citt

29

30

Vedi

mia

recensione,

gi

ricordata, della

del Scie,

pagg.

62

e 63.
c
'

Cap. Vili, pagg. 285-300.


Oratio valedictoria, pag. 20
lib.
;

Oratio consolatoria, pagg. 32 e 33;


il

De
ima-

immenso,
8

Vili,

cap.

I,

pag.
:

289. Vedi

cap.
sit

X,

pagg. 423-425.

Ari.

XXX,

pag.

683

"

Etsi

enim nullus
et

infernus,
facit

opinio

el
;

ginatio

inferni

sine

veritatis

fondamento vere

verum

infernum
et

habet

enim sua species phantastica veritatem, unde sequitur

quod

vere agat, et

Capitolo

XII

515

conformi a quelle de' costituti veneti

';

non ripete che, condelle sotti-

versando

col Cotin,
l'

comprese nella condanna


intera dottrina

gliezze scolastiche

de' sacramenti, non e-

sclusa l'Eucaristia \

soltanto rifiut la paternit del


parti

De

magia mathematica, non valendo per alcune


giustificazione addotta nel

d'esso la
si

De monade
la

";

ma anche
lo

guard

bene

di parlare delle opere in cui era stato sciolto di linil

gua pi del dovere,

Candelaio,
il

Cabala e

Spaccio.

Abbass,
cismo,
"

in

fatti,

nello Spaccio

cristianesimo col catoli-

immaginando

che
far

Momo

proponesse
e,

per Orione:
sa,

Questo, perch sa

de maraviglie,

come Nettuno
infossarsi,

pu caminar sopra l'onde del mare senza


bagnarsi
gli

senza
far
;

piedi; e

con questo consequentemente potr


;

molte altre belle gentilezze

mandiamolo

tra gli

uomini

facciamo

che

gli

done dove

ad intendere
il

tutto

quello

che ne

pare e piace, facendogli credere che


1'

bianco nero, che


una ce-

intelletto

umano,

li

par

meglio vedere,

cit;

e ci che secondo
vile,

la

raggione pare eccellente, buono

e ottimo,

scelerato

ed estremamente malo;
la

che

la

natura una puttana bagassa; che

legge naturale una

vere

atque

potentissime

per
sit

eam

vincibile obstringatur, cruciatus,

et

cum
ut

aeternitate
et

opinionis et fidei

aeternus

inferni

usque

adeo

animus

exutus

corpore

easdem

retinet

species,

iisdem
vel

nihilominus, quinimo etiam

potentius

interdum

propter

indisciplinam
n
.

oblectationem
i

vel

imbibitam

speciem per secula infelix perseveret


e.

Vedi, invece,

Docc.

veneti, doc.

XII,

22
1

Art. XVIII, pagg.

697

698
;

"

Hinc prudentum

leges

non prohibent

amare, sed praeter rationem amare


(rationi)
rationis

stultorum vero sycophantiae sine ratione


".

terminos praescribunt, naturae legem damnant...

Vedi

il

cap. XI, pag. 495.


2 3

Docc. parigini, doc.


Scalae pentadis

II,

pagg.

295

296. Vedi cap. XI, pag. 494.


e 416.

tertius

ordo, pagg.

415

Vedi

cap. XI, pagg. 491

e 497.

516

Estradizione, condanna e morte

ribaldarla;
in

che

la

natura e divinit non possono concorrere

uno medesimo

buono
alla

fine,

e che la giustizia

de luna
ogni
noi,
altro

non subordinata
trarie,

giustizia
la

de
;

l'altra,
...

ma
la

son cose confilosofia,

come

le

tenebre e

luce

che

contemplazione ed ogni magia, che possa

fargli

simili a

non sono

altro

che pazzie; che ogni


la

atto eroico
la

non

che vegliaccaria; e che


del

ignoranza

pi

bella scienza
l'a-

mondo, perch
affetto di
n

s'acquista senza fatica e


"
l
.

non rende
si

nimo

melancolia

Altres nello Spaccio


si

sostiene

de' santi:

La

loro adorazione
stolti,

termina ad uomini mortali,

dappoco, infami,

vituperosi, fanatici,... inspirati

da genii
al-

perversi, senza ingegno, senza

facundia e senza virtude


s,
2
;

cuna,

quali vivi

non valsero per


n

e non possibile che

morti vagliano per s o per altro

e dal

medesimo Spaccio
si

e dalle rimanenti opere, italiane e latine,

potrebbero

ri-

cavare nuove prove dell'eterodossia bruniana,


tanti

meno impor-

forse,

ma
si

certo cosi abbondanti, che chi volle racco3


.

glierle,

pot riempirne parecchie pagine


gi

Ma,
saranno

accennato, egli aveva avvertito:


si

"

Io

credo

che nelle mie opere

troveranno

scritte

molte cose, quali

contrarie alla fede

catolica,

e che parimente nelli

raggionamenti aver detto cose ch'averanno potuto apportar


scandalo
;

ma

per io non ho detto, n

scritte
la

queste cose

ex professo, n per impugnar direttamente

fede catolica,

ma fondandomi
tando
n

solamente nelle raggioni filosofiche

o reci-

le

opinion
al

de

eretici

n 4
.

Aveva anche

soggiunto:

Questo quanto

generale; e quanto al particulare,

me

ri-

Pagg.
Pag.

193 e 194.
188.
,

2 3

BRUNNHOFER
Docc.
veneti,

G.
nel

Bruno
cap.
C.

'

Weltanschauung
la n.
.

und

Verhngniss
e 379.

pagg.
4

212-254. Vedi,

IX,

3 delle pagg.

378

doc. XII,

18 tev

Vedi

il

cap. XI, pagg. 491 e 492.

Capitolo

XII

517

metto

alli

scritti,

che adesso non mi soviene articulo preche abbi 'nsegnato,


"

ciso o dottrina particulare,

ma
\

rispon-

der secondo sar domandato e mi sovenir

Dal canto
1'

loro,

giudici

non ascoltarono con indifferenza


esitava di manifestare le sue

antico

Domenicano che non


dottrine
filosofiche,

principali
tutte

non negandone alcuna,


i

ma

confermandole;

che svelava

suoi

dubbi
e

intorno ai

pi importanti
l'opinione

dommi comune de'

del cristianesimo,
teologi,
li

scostandosi dal-

intendeva da razionalista,
i

nella convinzione

di avere dalla sua

primi
"

maggiori

Padri; che, in ogni

modo,

osservava:

quanto ho peccato

intorno alla fede, l'ho detto...


te,
n

da me
"

stesso
2
.

spontaneamenegli

senza che altro

me

lo

improperi

Perch
li

aveva
n
,

mostrato in alcune cose di voler riconoscer


n

errori suoi

essi lo presero a
...

pregar e supplicar con

ogni affetto
la verit,

[di]

continuar a scaricarsi la conscienzia ed a dir

po-

tendosi persuader che da

esso Tribunal aver ogni sorte di


la

amorevolezza possibile, necessaria ed espediente per


lute dell'anima sua
",

sa-

avendo

"

questo Santo Offizio... a caro

di ridur

con piet e
3
.

carit cristiana quelli

che

si

ritrovano

nelle tenebre alla luce, e fuori della via retta al


vita eterna
li

camino de

"

Giordano rispose
la

"

Cosi Iddio mi perdoni

mei peccati, come ho detto


state

verit in tutte le cose

che
;

mi sono

dimandate

e che

mi sono riccordato
n

" 4

nell'ultimo interrogatorio protest:


altre
si

per

le

cose allegate ed

che

si

potrebbono conoscere, tegno per fermo che non


dispreggio
rigor del

discoprir

della

religion

catolica

pi tosto
libert
n

che timor del


1

S. Offizio

ed amore de

5
.

Docc.
Ibid., Ibid., Ibid., Ibid.,

veneti,

doc. IX,

e. v
.

12.

doc. XII, e.
e.
e.

20

3 4 5

27 rev
27
v
.

doc.

XVII,

e.

38,.

518

Estradizione,

condanna e morte

La

qual protesta in buona parte innegabilmente sincera.


al

L' idea di aderire

cattolicismo
vi

era

venuta in mente

al

Nolano,

senza

ch'egli

fosse indotto
di pericoli;

dalla forza di migli

nacce

e dall' imminenza
in

e non

pareva,

non era

nessun modo, ripugnante

alle pi intime
il

sue conla
fi-

vinzioni. Perch, spiega


losofia

con molto acume


tutte
il

Gentile,

che negava teoricamente

le

religioni

particolari,

ma
le

affermava nel
confessioni

campo

sociale
gli

valore

assoluto di tutte

e condannava

scismi

e le

guerre

civili

nate da divergenze dommatiche, faceva strettissimo obbligo

a Giordano di accettare
in

dommi
la

della Chiesa del popolo

mezzo

al

quale voleva vivere, anche quando essi

dommi
la

fossero

in contradizione

con
al

sua

dottrina

Sicch
1579,

sottomissione
fu,

del
il

1592,

pari di

quella del
"

non

continua

Gentile, una debolezza:


filosofica,
il

anzi che smentire

la

sua coscienza
la

contegno del Bruno a Venezia


"
2
.

pi coerente manifestazione pratica di essa

In
il

una
n

lettera diretta al

Rossi
storia

nel

8 agosto del

609,

Sarpi, in proposito della

del presidente
il

De Thou,
n 3
.

scriveva:

Sappia

che...

abbiamo

giogo ecclesiastico assai

pi mite in questo dominio che nel rimanente d' Italia

A
in

Venezia
pubblico
4

si
;

soleva punire soltanto


e durante
1'

chi professasse eresie

intero secolo decimosesto, in mille


si

cinquecento sessantacinque cause di fede,


e
si

pronunziarono
una,
nel

eseguirono appena cinque sentenze


di
n n

capitali:

1550,

taglio della lingua,

della

testa

e combustione

del corpo

contro

il

prete bresciano

don Francesco Cal-

G. Bruno nella storia della cultura, pagg. 58, 59 e 56.


Ibid.,

2
3 4

pag.

59.
I,

Lettere,

voi.

pag.

286.
repuhlica
di

CECCHETTI, La

Venezia

la

corte di

Roma,

voi.

1,

pag. 31.

Capitolo

XII

519

cagno
e
il
1

le

altre

quattro,

di

"

affogamento

",

tra

il

563
lu-

583,
l
.

contro l'anabattista

Giovanni Sambeni

terani

Giulio
Il

Gherlandi,

Commodo Casanova
il

e Achille
propria

Robino
sorte,
1

Bruno

medesimo non disper


2
;

della

come

s'

intravvede da quel che disse,


di sottomettersi

30

luglio del

592,

nell'atto

ma

il

Tribunale veneto
il

non pot, pur troppo, condurre a termine


ch
il

giudizio.

Per-

Santo Uffizio romano che seppe


dal padre
fra

dell'

importante pro3
,

cesso

Giovan Gabriele
Taverna
e
l' 4
,

da Saluzzo

il

Pontefice che non ne fu naturalmente tenuto all'oscuro, per


iscritto

e
il

a voce, dal

chiesero che venisse consi


il

segnato

detenuto;

istanza

avanz

in

tempi in cui
fortemente
i

non
n

era facile alla Serenissima


diritti.

difendere

propri

Grandissimo

flagello,
il

sopra ogni

altro,

stato
1

"

a'

paesi
"

della Chiesa,
cosi gravi

rifer
si

Paruta

nell'autunno del

595,

le

continue

infestazioni

che hanno avuto,

gi

alquanti anni in qua, delli fuorusciti, dalle ingiurie de' quali

niuno stato ben sicuro.

...

Questi sono

in

grandissimo nu-

mero; che mi stato affirmato da chi pu saperlo, ascender


a pi di quindici mila di quelli che
libri
si

trovano descritti nei

pubblici
tale,

come

banditi...

La

severit della giustizia

anco

che,

oltre

quello

si

possa credere,
li

leva di vita
li

un gran numero d'uomini; perocch e

fuorusciti e

com-

CECCHETTI, La
41 e
il

republica di

Venezia

la

corte

di

Roma,

voi.

I,

pagg.
2

15

voi.

II,

doc.

I,

pagg. 4-7.
e

Vedi
Nel

cap. XI, pagg.

507

508.
"

1581

gl'Inquisitori generali stabiliscono che a loro


", e,

inquisitores...
:

summarium... transmittant

se

"

la

causa ardua
Inquisition,

",

il

processo

PASrOR,
veneti,

Allgemeine
doc.
4

Dek.rete
e.

der
.

Rmischen

pag.

37

Docc.

XIX.
lasci

243

CECCHETTI, Op.

cit.,

voi.

I,

pagg.

20

e 21.

Il

Taverna, come

si

dir,

Venezia per ordine del Papa.

520

Estradizione, condanna e morte

plici

li

loro

fautori

sono puniti,
:

come

gli

hanno nelle

forze,

con pena capitale


si

e questa sorte corrono tanti, che


si

passano,

pu

dir,

quasi pochi giorni, che non


fuori,
sei,

vedano

o teste di morti portare


in Ponte,

o corpi di uomini
o dieci, o venti
e

giustiziati
fin

o quattro,

trenta

per volta.
tificato

Talch

si

fa conto,
fino al

che dall'ultimo anno del pon-

di Sisto

presente, siano morti nello Stato

ecclesiastico, di
giustizia

morte

violenta, tra questi condannati dalla


stati

e quelli che sono


oltre
si
"

per diverse vie manomessi

da

fuorusciti,

cinque mila uomini.

tuttavia,
alla

questo

sommo

rigore

vede non avere giovato


\
" n
,

estirpazione

di questa gente

La

quale,

come

intrepida,

disprezzatrice
n

di pericoli,

assuefatta

a fatiche

parve assai adatta

a scovar dalla
";

macchia, a inseguir su pe' dirupi, a sterminar di Uscocchi


e
il

conte Pietro Gabuzio,

chiamato
gi

comunemente Pietro
agli

Conte, suddito pontificio,


veneti,

ma
le

da venti anni
di

stipendi

pens di assoldare
fratelli
2
.

bande

Battistella

da Alatri
Cle-

e de'
all'

Sciarra,

Marco
il

e Luca,

cinquecento uomini
impressione
il

incirca

Del che
eletto
n

ebbe una

cattiva

mente Vili che,


del
1

12 e incoronato

22 febbraio

592,

voleva

nell'amministrazione

della giustizia se-

Relazione dell ambasciata di


'

Roma,

pag.

493.
lib.

ANDREAE MAUROCENI
il

Historiarum oenelarum
1

XIV, Venezia,

Appresso
essere

Lovisa,

720, pag.

52. Gli Sciarra erano abruzzesi. Prima di

stato
il

assoldato da Venezia,
terrore del

Marco

Sciarra era divenuto, per le sue

scorrerie,

Regno. Nel 1591, ricorda GIUSTINO


pag. 268, n.
1),

FORTUNATO
in

{La

badia
le

di

Monlicchio,
;

egli

campeggi

Capitanata
dell' aprile

contro
dell'

armi regie
appresso,

il

Tasso che, ritornando a


di

Roma
'

in

fine

anno

tem
1391

cadrgli

nelle

mani, scrisse a Orazio


Si

Feltro
far

{Lettere, voi.
bita
"

V,

lett.

1392, pagg. 99 e 100):

dovrebbe

su"
;

provvisione, acciocch questa non fosse simile a la guerra di Spartaco

Questa comincia a prender forma di guerra..., e potrebbe andare a lungo

"

Capitolo

XII

521.

guitare le
tosto

massime severe pi
il

tosto

che

le

piacevoli, e pi

imitare
di

governo rigido
"
l
;

di Sisto

che
i

il

troppo

indulgente

Gregorio XI11
"

e che contro
della

fuorusciti

approv
parenti,

l'ordine:

che

tutti

quelli
fin

stessa famiglia e

bench

transversali,

al

quarto grado, sono tenuti


fatti

alla rifazione

de' danni che

siano

nell' istesso
le

paese

dove quei

tali

abitano

"

Subito inteso che


soddisfazione
n

operazioni

di Piero conte

non erano

di...

a
i

Roma,

il

Doge

espedi un corner
";

a posta

perch

banditi non

fossero imbarcati

ma

l'ordine

non giunse

in

tempo per

impedirlo

"

3
.

Montato

in ira,
la

Clemente Vili non pure

scrisse al

Tacon-

verna d'esigere

punizione di Pietro Conte

con

la

segna degli Sciarra e di Battistella da Alatri, ma,


nire

fatto ve-

a
la

se

il

segretario

Giovan Francesco Marchesini, che


di

per

recente morte
la

Giovanni Moro

rappresentava

la

Repubblica presso
raggini

Sede Apostolica,
non tacque che,
di
finirli,

esager
riunitili

le

scelle-

de' fuorusciti,

sulle navi,

era

capitata l'occasione

e con parole

amare

si

dolse dell'offesa arrecata alla sua persona


rit
4
.

e alla sua autoin

Lo

stato

d'animo dell'Aldobrandino

ispecie nel

principio del suo pontificato,


renissima, che, nondimeno,
alla

era di gran molestia alla Serisolversi a

non sapeva

mancare

fede che aveva sempre serbata alla gente che militava


5
.

sotto le sue bandiere

Perch

il

Santo Padre aveva bru-

GUIDO BENTIVOGLIO,
I,

Memorie,

Venezia,

Giunti e Bab,

1648,

lib.

cap.

V,

pag. 41.

2
3

PARUTA,
ID.,

Relazione
legazione
di

dell'

ambasciata di
in

Roma,
ser.

pag. 494. pubblicati dalla


misceli.,

La

Roma,

Monumenti

storici,

R. Deputazione
zia,
4 5

veneta di Storia patria, voi. VII,


I,

IV,

Vene-

1887, tom.

disp.

16, pag.

37.
lib.

MAUROCEN1
Ibid.,

Historiarum venetarum

XIV,

pag.

152.

pagg.

152 e 153.

522

Estradizione, condanna e morte

scamente richiamato
s'

il

Taverna e

di giorno in giorno pi

inaspriva,

il

Senato sper che n'avrebbe placato l'animo


"

un suo membro
nardo Donato,

per ogni qualit principalissimo


di

",

Leo-

che precede

alcuni

mesi Federico Sa"

nuto, Zaccaria Contarmi e

Marino Grimani,

g' illustrissimi

signori ambasciatori estraordinarii


la

che andarono
2
,

al

prestare

solita

ubbidienza

"

\
futuri

L'ambasciata che contava due

dogi

venne accolta
volte aveva

con onori

insoliti

il

Donato

che gi

altre

reso segnalati servizi alla patria, parl assai eloquentemente

e nulla omise di dire e di fare per sostenere

diritti
3
.

della

Repubblica e insieme rabbonire Clemente Vili


egli

Tuttavia,

non pot comporre

la

quistione

4
.

Il

3 ottobre riceve

MAUROCENI
legazione di

Hisloriarum venetarum
tom.
Il I,

lib.

XIV,

pag.

153;

PARUTA,
dell'

La

Roma,
pag.

disp.

16,

pag.
in

37; Relazione

amba-

sciata di
delle

Roma,
che

552.

CICOGNA,
G.
a

una nota del quarto volume


1834, pag. 416,
giugno,
il

Iscrizioni

Veneziane
il

(Venezia,

Picotti,
il
1

n.
1'

1),

ci

ragguaglia
tobre,
nel

Donato, arrivato
il

Roma

ne parti

ot-

giorno in cui giunse


;

Contarmi, che
"

9 e

il

IO fu raggiunto
i

dal Grimani e dal Sanuto


dinarii
fino
1

e che

dimorarono

in

Roma

quattro estraoril

a'

29

di ottobre del
".

1592,
il

cio 21

giorno, e
;

Donato rimil

patri nel
tarmi,
il

novembre
il

Se non che,
si

Cicogna sbaglia

perch

Con-

Grimani e

Sanuto

trattennero nell'eterna citt solo una ventina

di giorni,
dalla

ma

il

loro collega pili di quattro


la

mesi e mezzo. Ci risulta evidente

medesima nota del Cicogna,


da' codici che
dello
stesso
si

quale nelle ultime righe contiene notizie


la

estratte

conservano presso
:

(amiglia

Donato e che sono

di

pugno

Ambasciatore

"

Memorie

della Corte di

Roma

in

tempo

della

mia ambasciata a detto papa Clemente Vili da giugno


delli

fino tutto

ottobrio
sciata
al

1592. ...Conto

giorni della

mia dimora
fuorusciti...;

in

Roma

per l'amba-

mia a Clemente Vili per causa di


la

Item per l'ambasciata


".

medesimo per
2
11

obedienzia della sua assumpzione


al

Grimani dal 1595

1605, e

il

Donato dal 1606


lib.

al

1612.
e

3
4

MAUROCENI
Narra
IV, pag. 417,

Historiarum venetarum
il

in proposito
n.

XIV, pagg. 153 Wicquefort (CICOGNA, Delle iscrizioni


che
il

154.

Veneziane,

voi.

1)

cardinale

Borghese,

che

d'incarico del

Capitolo

XII

523

da Venezia copia

di lettere del sopraccomito Foscari, peralla fuga di alcuni

ch sapesse che cosa rispondere intorno


fuorusciti napolitani e al

loro sbarco allo


"

sbocco del Tron-

to; l'ordine di provare

nevoli

le...

relazioni

come fossero del Vescovo di


istruzioni
"

poco vere e ragiosi

Sibinico, che
"
;

escu-

sava di non

partire col timore di fuorusciti

e in fine la

promessa di prossime
conte
" *.

quanto

al

colonello Pier-

Parecchi giorni
nasse
in

avanti che
il

il

Donato
invi
cui

co' colleghi ritoral

Venezia,

10 ottobre,
in

doge Pasquale
le

Cicogna
correvano

un lungo dispaccio
sopra

raccolse
le

voci che
"

Enrico IV,

e tra
al

altre

questa,

che

prima che Sua Santit divenisse

pontificato,

abbia sem-

pre avuto animo alieno non solo dal


tutti

Re

di

Navarra

ma da
visita

quelli

che

lo

seguitano

";

poi,

diede conto della

avuta da un nipote del Papa, generale della Chiesa,

Gio-

van Francesco Aldobrandini


stati
fatti

".

Appreso da
i

costui ch'erano

morire a tradimento
egli

fuorusciti evasi dalla galera

del
n

Foscari,

mise

sull'avviso

inform

il

Principe:

impossibile
e

che ogni di non nascano


tutti

diversi inconvestati

nienti,

quando
si

parte di loro fussero

inviati

in

Candia,
il

sariano troncati diversi mali incontri.

se

bene

Papa non ha espressamente dimandato che

ci si

faccia,

non per che non avesse per meglio che fussero

lontani che in Dalmazia;

ma

si

comprende che

s' ritenuto

Pontefice trattava col Donato, mal tollerando

la

fermezza dell'Ambasciatore

veneziano, un giorno disse che


e
il

s'

egli

fosse
n
:

papa,

scomunicherebbe
fossi

il

Doge

Senato

e l'Ambasciatore
la

rispose

E
1'

se

io

doge, venerarci

ma
il

non

accettarei

scomunica

'.

ET una
Donato
l

altra

cosa

accadde,

quando

Borghese divenne Paolo


1
2

il

fu fatto

doge.

Docc.
Ibid.,

veneti,

doc.

XX,
69

e.

re v> nelle note.

doc.

XXI,

ce.

70 v

capp. 6,

12 e 13,

in

nota.

524

Estradizione, condanna e morte

di farlo per

non dare con


colonello

tale

dimanda
Conte

indicio
sia

che della
per
ricer-

persona
car

del
.

Piero

non
la
;

altro...

L'

ili?

Morosini... essort

Santit

non
li
1

differire

pi l'espedizione del
di

Noncio

Sua a bench non


che detto

sia

stato risposto

mandarlo,

dice per Sua Signoria

ili

eh' ella

mostrava
si

d' assentirle.

Ed

io so,

istesso

Noncio

maraviglia di non essere gi ispedito, ed

esistima e dice che

non

sia

bene pi

differire.

...

Per quello

che tocca

alla

espedizione del Noncio, non avendo noi coms'

missione alcuna,
sini,

detto con

1'

mi
ill.

di

Verona
la

Morola

che noi non ricercheremo

altro,

ma

lascieremo che

Santit

Sua

se

ne

sodisfaccia,

contentandosi

Serenit

Vostra d'aver

fatto dal

canto suo quanto


n
l

s'appartiene alla
.

devozione sua verso questa Santa Sede


Della quale ambasceria
vere
le
"
il

Donato aveva
non

in

animo

di scri-

memorie

n
;

ma

di esse

lasci

che scarsissimi

e brevissimi frammenti,
della figura,
fice. "

sufficienti, tuttavia,

a darci un' idea

delle qualit e degli umori del

nuovo ponte-

Papa Clemente

sospettosissimo e non comunica con


;

alcuno de' cardinali cosa alcuna

si

dimandato, non
seco,

ri-

sponde.

Dicono alcuni che nel


..;

trattar

pare che sia

sempre armato.

In

consistono

nel

suo

primo raggiona-

mento disse
et

alli

cardinali:
la

principem:

qual

Habebitis me in pastorem parola di principe non fu bene


essi,

udita,

perch ora che

non comunica con


in
effetto

fa

credere

che sua intenzione fosse

di governar absolutissi-

Docc.

veneti,

doc.

XXI,

ce.

70

capp.
fu

13-17,
dato
il

in

nota.

L'an31
ot-

nunzio
tobre

ufficiale

del ritorno del


in

Nunzio a Venezia

sabato,

del

1592,
I,

un de' primi dispacci del


II,

PARUTA
n
.

(La legazione

di

Roma,

tom.

disp.

pag. 5)

n
:

Partir lunedi prossimo mons. Taverna,

per venir ad esercitare

il

carico suo di nunzio...

Capitolo

XII

525

inamente.
struirsi

...

In tutte le mattine

si

fa

dar scritture per


...

in-

e per mostrarsi instrutto nelle congregazioni.

Di-

scorso

che Navarra
soldati.

abbia conferite
per
...

le

rendite

de alcune
li

abbadie a
ministri

Lo tengono

ateista,

perch burla

della religione calvinista.

Papa, subito levato,

si
'

getta inanti

un

crucifisso

e ora e piagne assai. Dice poi

il

mattutino, e spesso nella considerazione di alcuni verseti di

psalmi piagne,

si

ritira

poi e purga

li

occhi

quasi na-

scondendosi.
rusciti,
si

...

Con

l'acerba trattazione e negozio di fuo-

il Papa venuto in cognizione della Republica e come bisogna trattar seco. ... Ma nelle sue opinioni

ostinatissimo

ed

inflexibile,

tale

si

dice

anche che era


ha alcuna volta
Dicesi
lui

essendo auditore

di

Rota, intanto che egli

detto di se stesso:

che una bestia ostinatissima.


viene dal padre, che era anche

che

tale

qualit
nelli

li

osti-

natissimo

suoi concetti e
...

nelle parole furioso.


...

te-

nuto per spagnuolo.

Simulator maximus.
;

Non

s'ottiene

con

il

farli
"
l
.

il

cavallier adosso

pi tosto con mostrar di te-

merlo

Rifece
il

il

ritratto di

Clemente

e,

quel ch' pi,

lo

compi
aprile

Paruta, che, destinato a successore del

Moro
del

il

30

e accreditato

con

commissione

ducale
2
,

15 settembre,

prese possesso circa un mese dopo

essendo giunto a Roottobre


3
.

ma,

in

compagnia del Sanuto,


egli
scrisse,

il
"

Fu

l'elezione

dell'Aldobrandino

assai

improvvisa e inaspet-

ARMAND BASCHET,
I

La

Jiplomatie vnitienne,

Paris,

Henri Plon,

1852, pagg. 206-210.


2

dispacci del
e

PARUTA
pagg.
1

cominciano con quello del 2 ottobre, da Peottobre,

saro,

con l'altro da Roma, del 31


tom.
I,

come

risulta

dalla

Legazione

di

Roma,
3

e 2.
n.
1.

CICOGNA,

Delie iscrizioni veneziane, voi. IV, pag. 416,

526

Estradizione, condonna e morte

tata

n
,

ma
...

"

di pi facile riuscita,

...

come

quello che non era


gli

aborrito dalli Francesi e in qualche confidenza con


gnoli.

Spa-

E
di

di natura assai

umana

e benigna

per, in que-

sta parte,

d grandissima
mostrando

satisfazione

a quelli che con lui

trattano

qualunque cosa,
di

ascoltando per l'ordinario con


defferire alcuna
la

molta pazienza,

cosa a ciaqualit della


cosi,
al-

scuno

e d'avergli

quel rispetto che porta

persona.

Ma, come

molto soggetto alla collera,


frenarla,

cuna volta non potendo


role

precipita in

atti

e in pa-

poco convenienti

alla

maest

di tanto principe, e riesce

diverso
farsi

da

ci che egli
...

per l'ordinario

e che cerca di

stimare.

d'

ingegno piuttosto tardo che altrimenti;


partiti,

non ha prontezza alcuna nel trovar


dine
al

n molta

attitu-

trattar

negozi grandi,

e massime di cose di Stato,


e alle

essendo

avvezzo alh
sta

studi delle leggi

cause della

Rota

onde

volentieri sopra certi rigori

e termini legali,

senza saper bene distinguere da tempo a tempo e da cosa

a cosa, e misurare

negozi con pi

alti

e maggiori rispetti,
assai
rispetti
:

come
perch

si

conviene
vuol

a prencipe.

di

natura
tutti
i

timida,

veder troppo
al

e salvare

onde
i

poca cosa bastante


pensieri.

desconciare e disturbare
la tardit

tutti

suoi

quindi ne nasce che, per

dell'ingegno
in

e per
cosa,

la

troppo circospezione
sue
di

che vuole usare

ciascuna
in
...

le

operazioni
e con

procedino per l'ordinario


grandissime irresoluzioni.
le

lun-

ghezza

tempo
si

Nel

Pontefice
le

scuopre,

per quanto mostrano


gran zelo

sue parole e
e ottima vo...

esterne operazioni,
il

di religione

lont verso
teria
"

servizio

comune

della CristiaaiLd.

In

ma-

di privilegi,

immunit,

e preminenze ecclesiastiche,

le

assai ardente,

non pur per propria inclinazione, ma per


";

tante suggestioni che gli son fatte


la

e ha per

princi-

pale

Congregazione
:

dell' Inquisizione,
si

che pi ordinaria

e ferma...

e in questa

trattano di tutte le materie per-

Capitolo

XII

527

tinenti
alle

al

Santo Ufficio, e

si

danno sopra
n
l
.

ci ordini diversi

inquisizioni delle altre provincie


a ragionare dell'
n

Passando
verso
volte
il

affetto
il

che tiene Sua Santit


n

serenissimo dominio
state usate

",

Paruta ricordava:

Molte

mi sono

parole le pi onorate e affettuose,


si

parlandomi Sua Santit della Repubblica, che pare non

potrebbe alcuna cosa di pi aggiungere, n di stima n di


affezione. Tuttavia,

ben spesso, e per leggerissime cose


o da
suoi ministri,

fatte

o da Vostra Serenit
ricever
si

ha mostrato

di

grande

disgusto

e di farne cosi

mah

concetti,
di

usando

anco parole minatone,

che danno

giusta causa

meraviglia e di dubbio del pi interno affetto del suo ani-

mo. Volendosi pur,

dunque,

ridurre queste cose contrarie

a qualche regola, e trovarne alcun temperamento; per quello

che da molte osservazioni


par che
si

fatte

si

pu andar comprendendo,
il

possa dir cosi:

che

Pontefice, della

Repub-

blica, circa alcune cose particolari,

abbi concetti non molto

buoni, non potendo levarseli di capo certe sue impressioni;


e particolarmente,
tieri

che

in

questo Stato

s'

intacchino volen-

le

giurisdizioni ecclesiastiche,
:

cosi nel pubblico


si

come

nel privato

che verso

la

Sede Apostolica non


ella stima

procedi

con quel rispetto e riverenza che


verso la particolar persona di

convenirsi, n

Sua

Santit con quell'ossequio

che
lei

sia

stato usato

con

altri

de' suoi predecessori, e che a

pare di meritarsi.

Dalle quali cose nasce,

che

piccioli
li

accidenti,

misurati con questi pensieri e sospetti,

diano
diversi

gran noia,

e siano

con

strani
:

sensi,

ben spesso

dall' intenzione,

interpretati

onde precipita

in gran collera

e ne

manda

fuori

parole

delle quali ella

medesima ne ha
...

mostrato meco, alcuna volta, pentimento.

Talch,

ridu-

Relazione dell'ambasciata di

Roma,

pagg. 540, 542, 549, 544, 4 75

473.

528

Estradizione, condanna e morte

cenciosi queste cose

ad uno,

si si

pu credere che
possano

'1

presente

Pontefice,
sti, ...

quantunque non
sia

fuggire molti disgule

non

per per lasciar ridurre

cose a termini, che


tra la

possano generarsi e formarsi questi concetti, che

Sede

Apostolica e

la

Repubblica non

vi

sia

quella buona inteldi

ligenza, dalla quale molte volte

m'ha detto

conoscere che
...

poteva all'uno e

all'altro

Stato nascere grandissimi beneficii.

Una
che

tale

buona

intelligenza...
il

dipender poi dagli accidenti


dalla maniera del negoziare
n
l
.

che possa apportare


si

tempo e

tenir
il

con Sua Santit


n n

Molto

Paruta stimava,
tutt'
i

ed esortava
\ Perch

suoi concittadini

a cercare in
intelligenza

modi,

l'appoggio dell'amicizia e buona


"

con Pontefici
maggior

quelli

principi

che

sono

stati

in

concetto di prudenza,

hanno ancora
la

con grandissima cura procurato


grazia

di mantenersi l'amicizia e

de' Pontefici,
si

condonando anco
questa suprema

spesso grandissime

imperfezioni che

sono ritrovate in molti di quelli ne' quali


dignit e autorit

alcuna

volta capitata

del pontificato;
ingiurie
laico,

anzi pur rimettendo facilmente molte gravi


:

da

loro ricevute

cosa che, fatta con un prencipe


vilt,

sarebbe stata attribuita a

ma

col Pontefice,

si

interpretava per bont e religione, o almeno per molta pru-

denza.
il

...

veramente grande
per queste vie;

artificio

e soda prudenza e

camminare

poich,

con poche cose,

spesso pi d'apparenza che d'esistenza, mostrando prontezza


di onorare, ubbidire e stimare la
prelati,

s'acquista

Sede Apostolica e suoi nella medesima vero dominio e autorit


1

Corte, facendosi grati all'universale e acquistandosi parziali


amici,

che sostentano poi qualunque azione


...

di quel prensi

cipe che ha saputo cosi negoziare.

Talch

pu questo

Relazione dell' ambasciata di


Ibid.,

Roma,

pagg. 536-538.

pag. 462.

Capitolo

XII

529

primo ragionamento concludere col


utile

dire,

che

riuscir

sempre
cele-

consiglio

degDo della prudenza

del Senato,

brata con tanta laude in ogni parte del


varsi,

mondo,

il

conserintelli-

per quel pi che


la

si

potr, in unione e

buona

genza con

Sede Apostolica, avendo per


Per,
tale
si

innanzi quelle

cose che siano degne e ben convenienti a prencipe libero


e a prencipe grande.
amicizia,

conservata con
riuscita

debiti mezzi e con riputazione,


di molto

vede esser

sempre

giovamento a quelli che l'hanno saputa cosi mante-

nere
I

"

l
.

consigli

che

il

Donato e
a una

il

Paruta vennero dando nei


relazioni,

loro

dispacci

e rinnovarono

nelle

non rimasero
in pi

inascoltati,

inducendo
in ispecie

politica conciliativa:

controversie,

nel principio
n

del pontificato dello

Aldobrandino

non mancano
la

chiarissimi

segni dell'osser"

vanza ed ossequio che


Santit

Republica vuole prestare

Sua
il

\ Essendo

stato ucciso

Marco

Sciarra
si

e ridotto
appigli
i

numero de'

suoi seguaci,
il

Venezia

volentieri

al

ripiego suggerito
sciti

IO ottobre dal Donato, trasferendo


il

fuoru-

superstiti a

Candia e mandando
Cerigo,
"

Gabuzio a presiedere
estreme
lontano
si

a' lavori di fortificazione di

isola posta nelle

parti

dello

stato della

Republica, luogo alpestre,

da ogni

terra e privo d'ogni

commercio, e dove non


" " 3
.

po-

teva vivere senza molti incomodi


signor

11

22 dicembre, monNostro
Serenit Vostra

Taverna disse
di

Signore
della

quel

al Doge modo che mi


:

Io diedi conto a
la

ordin

deliberazione

fatta

da

lei

circa la persona di Pierlet-

conte;

ma non ho

avuto ancora risposta di quelle mie

Relazione dell'ambasciata di

PARUTA, La
Ibid.,

legazione di

Roma, pagg. 465 Roma, tom. I, disp.

e 466.
16, pag.

38.
lib.

pagg. 37 e

38

MAUROCEN1

Hisloriarum venetarum

XIV,

pag.

155.
Spampanato.
34.

530

Estradizione, condanna e morte

tere,

le

quali arriveranno questa settimana.

perch

il

si-

gnor Ambasciator di Vostra Serenit ha gi prevenuto col

suo

officio,

Nostro Signore

mi

commette

eh' io dica alla

Serenit Vostra che aspettava maggior dimostrazione contra


costui,

come
Sua

quello dal quale non mancato di metter alle


Santit e

mani
quella
fra

con questa Ser.

rna

Republica, turbando

affezione

buona

intelligenzia

che

stata

sempre

quella Santa

Sede

e la Serenit Vostra,
oltra

che spera
sudito

che sar anco sempre nell'avenire;


suo ed
altri

l'esser costui

rispetti.

principio di castigo,

Nondimeno, che accetta questo per un sicura che col tempo ed in altra occaNunzio non ottenne,
facolt
di
"

sione Vostra Serenit proceder ancora pi oltra contra di


lui
n
l
.

Nel medesimo giorno


Candia
1

il

vero,

che
n
,

in

vescovi

avessero

procedere

contro quei Greci


sie

in materia

del Sacramento e delle ere-

perch

il

Cicogna oppose
",

che
il 2
;

si

causeria
attest

troppo

grande scandalo e confusione


era accaduto
n

Donato
"

che non

alcuno inconveniente

ma

pur vero che

per questo atto di fermezza e di giustizia, e ancor pi per

non accrescere
bava nell'animo
si

il

senso che

di

"

amarezza e disgusto

"

il

Pontefice, nonostante l'allontanamento di Pietro


!

Ccnte, ser-

il

Nunzio sper che

la

Signoria veneta

mostrasse condiscendente in un'altra controversia che pentre

deva da
fuorusciti,
Il
1

mesi e venne in parte

trattata

con quella dei

l'estradizione del
il

Nolano.

2 settembre,

Santaseverina scrisse a

nome

del Su-

premo Tribunale

del Santo Uffizio a fra

Giovan Gabriele

Docc.
"

Veneti,
fatto e

doc.

XXII,
il

e.

227

in

nota.

II

Taverna

si

riferisce

al-

l'" officio

descritto
disp.

12

dicembre dal

PARUTA

nella

Legazione

di

Roma,
2

tom.

1,

16, pagg.
e.

36-38.

Docc. veneti, doc. XXII,

227

in

nota.

PARUTA,

Relazione dell'ambasciata di

Roma,

pag.

495.

Capitolo

XII

531

da Saluzzo
mit

l
;

il

17,

giudici veneti ordinarono in conforsi

che
si

al

pi presto
al

mandasse

Roma

Giordano, e

all'uopo
il

consegnasse

governatore pontificio di
I'

Ancona

2
;

28,

il

Vicario insieme con

Inquisitore e l'assistente
,

Mo-

rosini

venne nell'eccellentissimo Collegio


4
.

confuso dal Berti


il

col

Consiglio de' Pregati o Senato

Era, invece,

Collegio

composto da' sedici Savi, non che da


dal doge, da' sei consiglieri
D

tutta la Signoria, cio

e da' capi delle tre


il

Quaran-

tie

e nel

592 comprese

procuratore Francesco

Duo-

do, Giovanni Soranzo, Alvise Foscari,

Antonio Miani e

Marco Niccol Gussani, come Savi

Giustiniani,

grandi;

Ge-

ronimo Venier, Niccol Sagredo,


Foscarini

Agostino Nani,

Alvise

e un fratello di Giovanni Mocenigo,


di terra ferma; Cristoforo Valier,

Leonardo,

come Savi
Michele

Francesco Erizzo,

Priuli,
6

Angelo Gabriel
.

Antonio Foscarini, come


la

Savi del mare

A'

quali

il

Vicario, comunicata
il

lettera

del Santaseverina, dichiar che, quantunque


eretico, eresiarca e apostata, nulla
" si

Bruno fosse

era voluto fare sen-

Docc.
Ibidem.
Ibid.,

veneti,

doc. XVIII.

doc.

XIX,
(Vita
2
,

e.

243
pag.

II

BERTI

283):

"...Vennero

addi'

28 settembre

nel

Collegio (Pregadi) e fecero...";


politiche e letterarie,
nier,

quando

DONATO GlANNOTTI
il

(Opere

Della repubblica de' Viniziani, Firenze, F. Le


pag.

Monil

1850,
...

voi.

II,

92

"

Succede, dopo

Consiglio de' Pregati,

Collegio,

terzo
".

membro

della Repubblica,

molto onorato e di grandissima

riputazione
II

medesimo

GlANNOTTI
"

in

fatti

{Della
il

repubblica
Collegio,

de'
s'

Viniziani,

pagg.

94 e 92)
cio

Qualunque

volta noi diciamo

intende l'agcapi
dei

gregato

de' tre magistrati

sopradetti col

Doge

e Consiglieri e tre
la
i

Quaranta,
nio...
.

con

la

Signoria, la quale
tre

rappresenta
magistrati,

persona del domi-

composto principalmente di
i

Savi grandi,
".

Savi

di
6

terra

ferma,

Savi di mare
doc.

ed

oltra

questi della Signoria


il

Docc.

veneti,

XX,

in

nota.

Vedi

cap. XI, pag. 458.

532

Estradizione,

condanna

morte

za...

darne parte

"

a loro, giusta una deliberazione che proii

biva di mandare fuori del Dominio

detenuti, prima d'inil

formarne

il

principe

e di riceverne

comando
ebbe
'.

pre-

gando

di questa espedizione, poich vi era pronta la occa-

sione di mandarlo
si

sicuramente

",

egli

promesso che

sarebbe preso nel debito esame quel caso

Dopo
si

il

de-

sinare dell' istesso giorno, fra


ritornato
luto sopra
"

Giovan Gabriele da Saluzzo,


"

nel Collegio per intendere ci


il

che

era riso-

negozio trattato
la

",

si

senti rispondere da'

Savi
e le

che essendo

cosa di

momento

e considerazione,
si

occupazioni

di...

Stato molte e gravi, non

aveva per an-

cora potuto farne risoluzione; e che

Sua Reverenzia poteva

per ora licenziar


Il

la

barca

n ~.

3 ottobre

si

lessero a' Pregati le esposizioni- di

Roma

del

28 settembre e

pareri del Collegio; e da' Pregati e

dalla

parte del Collegio


", si
il

che aveva

autorit

di mettere

ballotta

approv, con centodiciassette voti su centovensi

ticinque,
al

dispaccio con cui


'.

davano

le

debite istruzioni
si

Donato
fra

Il

quale

veniva avvertito

che
in

era parlato
questi

con

Giovan Gabriele da Saluzzo,


si

modo che

non solo
tare
il

era capacitato,

ma

obbligato anche, per acquie"

Santoro, di ragguagliarlo de'


:

giustissimi rispetti

"

della

Repubblica

che, cio,

il

rimettere a

Roma
il

chi per

ogni ragione doveva essere giudicato dal


nale che lo aveva ritenuto

medesimo Tribuprocesso,

e ne aveva istruito

Docc.
uso

veneti,

doc.

XIX,

e.

243

SARPI,
nella

Dell'origine, forma,
e

leggi

ed
cap.
2

dell' Ufficio

dell' Inquisizione

cilt

dominio di Venezia,

XVI,
Docc.
Ibid.,

pagg.
veneti,

8 e 9 (1639).
doc.
e.

XIX,
243
t

e.

244
doc.
ci

doc.
'

XIX,

XX,

e.

rev

Il

G ANNOTTI (Della
Signoria aveva facolt

repubblica de
di

Viniziani,

pag. %b\

avverte che

la

votare nel Senato.

Capitolo

XII

533

apporterebbe molto pregiudizio, essendo un cattivo esempio

da

seguirsi in avvenire in tutt'

casi,
L
.

con non piccolo danno,


Serenissima cosi intena

per giunta, de' sudditi veneti

La

deva,

sopra tutto,

di

continuare

difendere la giurisdii

zione del suo Santo Uffizio; perch pi volte

Dieci aved' insistere


"

vano

segretamente

imposto

agli

ambasciatori

presso Paolo IV, Pio

IV

e Gregorio XIII, che

se

si

in-

troducesse che
si

li

presentati

de qui

si

chiamassero a Roma,
al
le

distruiria del

tutto

questo Tribunale,
;

quale

si

leveria

ogni autorit

e riputazione...
n 2
.

e cosi

cose dell' inquisi-

zione anderiano a male

Col dispaccio
Serenit

del

10 ottobre,
lasciato le

il

Donato

assicur

Sua

che avrebbe

istruzioni

avute in

mano

dell'Ambasciatore ordinario, affinch questi sapesse conformarsi agli ordini della Signoria;
creduto,
parlarne
il

ma, sebbene non l'avesse


su quel negozio,
il

dov,
3
.

essendo stato interrogato


egli

Onde

stesso, non se ne avvide


',

Berti, rispose

22 dicembre a monsignor Taverna


il

ricevuto

nel Col-

legio per esprimere

vivo desiderio di Clemente, di avere

Docc.

Veneti,

doc.

XX,
il

e.

MI
ecc.

12 febbraio del 1557,

19 settembre del 1560,


di

il

5 gennaio del 1581,


di

(CECCHETTI, La
il

republica

Venezia

.e

la

corte

Roma,

voi.

I,

pag. 24). Ricord

DE

BLAS11S (Pomponio de Algeria, pag.


III,

16, n. 2) che.

durante

il

regno di Paolo
s'

anche monsignor Della Casa non aveva potuto


l'eretico ostinato

ottenere che
iurisdizione...

inviasse a

Roma

Francesco Strozzi, per

"

la

mostrandosi quanto ciascun Stato debbia sforzarsi di mantelasci


in

nerla

n
;

e lo
"

intendere
altri,

il

nunzio Ludovico Beccadelli

al

Papa,
ai

scri-

vendogli

che

casa d'
".

bisogna conformarsi coi Signori,

quali di-

spiacciono
3
4

queste furie
veneti,

Docc.
II

doc.
2
,

XXI,
pag.

e.

71 v

doc.

XXII,
si

e.

227

BERTI
e.

(Vita

284): "11 Collegio


"
;

schermi allegando

le

ra-

gioni che sono nel

dispaccio al Donato...
:

laddove nel documento veneto


Donato...
.

(XXII,

227

"

Disse

il

cl

sig

1
.

Procurator

Rispose

il

Nonzio...

534

Estradizione,

condanna

morte

Roma

il

Bruno, per svolgere contro di


l
.

lui
Il

il

processo che

era stato formato in quella Inquisizione


ripete quanto gi

Donato, dunque,
:

aveva esposto a Sua Beatitudine


il

che

il

Tribunale veneto aveva sempre avuto


care
stizia,
i

costume di giudila
la

rei

a Venezia,

amministrando regolarmente
de' pontefici

giu-

sotto l'autorit
in
tutt'
i

medesimi,
apostolico
gli

per

prealtri

senza

giudizi

del legato

e degli

membri
vole
si si

del Santo Uffizio;

che non

sembrava ragione-

spedissero

g'

imputati a

Roma, quando da Venezia


per quel po' di pratica

poteva mandare per istruzione qualunque atto occorresse;

che ignorava,
2
.

ma

pensava
"

tuttavia,

che ne aveva, che


interrotta
"

questa osservanza [non] fosse mai stata


il

Aggiunse che

Papa, quantunque per

il

mo-

mento rimanesse
lano,

sodisfatto, riparl dell'estradizione del

No-

quando

gli

Ambasciatori straordinari
';

si

congedarono
cosa stava in

per ritornare in patria


questi termini,

e concluse che
fatto altro

"
"

la
'.

non essendosi...
disse:
s'

Allora

il

Nunzio

"Non
ma non
si

esser

dubbio

che

nelli
si

casi ordinarii,

quando

inquirisce e forma processo qui,


in

deveno

li

rei spedir
.

qui;

caso simile

di tanto
e...
il

momento...

Che

se [Giordano]

fosse

semplice frate

Papa
tanto

lo

volesse a

Roma, non
publico
altre

doverebbe negarglielo; e
eresiarca

manco,

essendo
molte

convinto ed imdelle quali

brattato

anco di
n 5
.

pessime qualit,

per

non parlava,

perch parlava solo delle cose concer-

nenti la fede

come

nel

1556
i

si

giustific l'estradi"

zione dell'Algeri,

considerandolo

Dieci per

subdito di

Docc.

veneti,
e.

doc. XXII,
v
.

e.

227

1<

2 Ibid.,
3
* b

227

Ibidem. Ibidem.

Ibidem.

Capitolo

XII

535

Sua Beatitudine
questa ragione
2
,

"

i
;

cosi

il

Taverna,
la

se

non proprio

per

certamente per

continua e diretta ingeparte delle


superfluo di

renza del Santo Uffizio

romano

nella maggior

cause
mettere

d' inquisizione
in

del
il

Regno,

non crede

rilievo

che

conterraneo

dell'Algeri non era

suddito veneto

ma

napolitano,

processato prima in Napoli


n

e poi a
dette
" 3
.

Roma,

imputandoglisi

le

gravissime colpe sopra

DE
Nella

BLASIIS, Pomponio de Algerio, pag. 21.


Relazione
dell'ambasciala di

Roma
la

(pag.

500)

il

PARUTA
il

"

11

primo e nobilissimo
Napoli...
.

feudo che possiede

Sede Apostolica,
i

regno

di

A
fu

questo Stato hanno avuto pi l'occhio

Pontefici,

con de-

siderio,
stolica
:

mediante

qualche

rivoluzione, di farlo... ricadere nella


.

Sede Apostato

come

particolarmente pensiero di Paolo IV...

da molti

creduto, che Sisto

V
i

avesse

1'

istesso

pensiero...
".

Ma

nel presente Pontefice

non

si

vedono
della

tali

qualit o pensieri
pontefici
sotto
i

Tuttavia, alla bolla del


n
i

1265,
",

in
si

grazia

quale

si

stimarono
11

veri signori
1

del

Regno

rinunzi

solamente
il

Borboni.

20

luglio del

788, Ferdinando, e
Pio

per

lui

ministro degli esteri

Domenico Caracciolo,

scrisse a

VI (FOR-

TUNATO, La
come incominci
avervi

badia di Monticchio. pagg.


la

300-302): "Si

sa dall'istoria

Santa Sede, senza aver mai posseduto questo Regno, n


investirne
i

alcuna
gi

ragione, ad

suoi
sa,

sovrani,

dopoch per

diritto

di

conquista

da

loro

si

possedeva. Si

come passando questa


valor militare,
il

sovranit
la

di gente in

gente, o per diritto di successione o per

Santa
do-

Sede

volle affettare di concederlo in

feudo, e di
"
;

riservarsene
il

diretto nel

minio, senza esserne mai stata padrona ecc. ecc.


del

medesimo

26

luglio

1816
il

fece intendere a Pio

VII che principio e fonte d'ogni suo potere


il

era

trattato di

Vienna
un

in

fine,

nipote di

lui

riusc

ad accordarsi con
il

Pio IX, presentando


erigere a
3

donativo di diecimila

scudi per

monumento da

Roma

in

memoria del nuovo domma


doc.

della Immacolata Concezione.

Docc.

veneti,

XXII,

e.

227

Il

SARPI
nelle

(Dell'origine, forma,

leggi e uso dell' Inquisizione nella cill e dominio di Venezia, pagg.


"

74
si

e 75):

Se

1'

Inquisizione di

Roma
fa
in

mettesse la

mano

cause

che

trattano
ridurle

[a

Venezia],
in

come

qualche

altro luogo,

tanto sarebbe

come

tutte

Roma \

536

Estradizione, condanna e morte

Il

concordato

tra

Clemente IV e Carlo
fu

d'Angi,
loro

che

pi

meno
a
tutte
si

esplicitamente

ripetuto

tra'

succes-

sori fino

Leone
le

e a Carlo

V,

nel 1521, e che prescri-

veva che
di fede,

cause ecclesiastiche,
finire

non escluse quelle

dovessero svolgere e
l

nel

Regno,

rest let-

tera morta sotto Filippo

II

tribunali religiosi napolitani


ridursi
le

ne' giudizi di qualche

a trasmettere

momento doverono d'ordinario una copia degli atti a Roma, attendere


Inquisitori,

de-

cisioni degli eminentissimi

fare

le

investigazioni

ch'essi suggerivano, sentenziare in vigore delle loro lettere,

o doverono,
putato

come
la

pi spesso accadeva,

consegnare
il

l'

im-

a quel Santo Uffizio,

che terminava
.

processo e
del-

faceva eseguire

sentenza
si

al

pari del

Toledo,
a'

l'Alcal e del Granvela,

mostrarono acquiescenti
il

co-

mandi
di

della Sacra Congregazione dell' Inquisizione


il

Conte

Mondejar,
il

Principe
di

di Pietrapersia,
i

il

suna e

Conte

Miranda,

quali governarono
3
.

Duca d'Osil Regno

nell'ultimo venticinquennio del secolo

Ma

l'argomento che

il

Taverna poteva impugnare con


"

pi facilit, e impugn, era che la Serenissima non avesse

mai accordato
quisiti

la

remissione
:

di coloro ch'erano stati in-

nel suo dominio

quella del

Donato

fu un'asserzione
n

gratuita;

ma

il

Nunzio esager

nell'opporre che
si

pi di

due dozene
li

di volte in casi estraordinarii...

erano mandati
tutti

rei

al
n

Santo Tribunal di Roma,


*.

capo e superior a
di quel

gli

altri
il

non volere
1

far

menzione

che ace messo

cadde
nelle

22 gennaio del

544,

che venne preso

mani del legato

pontificio

un monaco dell'ordine di

AMABILE,
lbid.,
lbid.,

//

Santo Officio

in

Napoli,

voi.

I,

pagg.

217

e 218.

2 3
1

pag.

191.

pagg. 324-347.
Oeneti,

Docc.

doc. XX11,

e.

227

Capitolo

XII
n

537

sant'Agostino che predicava a Cipro


luterana",
il

secondo

la

opinion

14 marzo del

1556

Dieci risolvono di man-

dare

al
il

governatore di Ravenna l'Algeri, e alcuni mesi apcelebre


oratore siciliano
"

presso
fora;

don Bartolomeo Spadapronti a dar in poter


Gislerio,
"

nel

dicembre del 1573 sono


l'eretico

di

Gregorio XIII
"

Gian Francesco
Santit

pre-

gando che

sia

contenta

Sua
ed

dar efficacissimo ordi questa consi-

dine che sia tenuta


gnazione,
e che

secretissima la causa
inquisizione

l'essame
";

passi con ogni

secretezza possibile
accertato se
"

nel giugno del

1579 comandano che,


carmeli-

un

eretico
fra

da meritare l'estremo supplizio o


doi muri
",

un confine

perpetuo

si

rilasci

il

tano fra Giulio da Brescia all'eminentissimo inquisitore Savelli


'.

Il

cardinale Albizio, rispondendo al Sarpi, sostiene

che nel

1558 sieno

stati
1

condotti a

Roma

dall'Istria

il

Pannel

tera e lo Stella,

nel

566 Guido Gianetti

da Fano,

1567

fra

Raffaele dell'ordine de' Servi di Maria, nel

1573
Questi

Alessandro Bassano, nel 1577 Cornelio Soccino, nel 1583


Enrico Tedesco e nel
sono
tutti
i
1

586 Caterina Bolognese


che
si

2
.

casi di estradizione

ricordano fino

al

593:

non

pochi

certamente,

ma non
il

quanti

pretendeva

il

Ta-

verna.
I

Savi

accomiatarono

Nunzio,
si

assicurandolo

eh' essi

sarebbono insieme, e che

desiderava di dar sempre a

CECCHETTI, La
25;

republica

di

Venezia e la corte di
de Algerio,
141
pag.

pag.

DE

BLASllS,
in

Pomponio
voi.
I,

21

Roma, voi. AMABILE,

I,

//

Santo Officio
2

Napoli,

pagg.

e 223.

Risposta all' Istoria della S. Inquisizione composta gi dal R. P. Paolo


pag.

Servita,

151.

Racconta Paolo Tiepolo,


"

il

28 maggio

del

1569, che

Guido
venti
tica

Ginetti, che fu

mandato
"
:

qua

[a

Roma] da Venezia,
Storia arcana

stato forsi

anni

immerso
I,

nelle eresie

MUT1NELL1,

ed aneddo-

d' Italia, voi.

pag. 80.

538

Estradizione, condanna e morte

Sua

Santit ogni possibile satisfazione


di

"

l
.

Il

Taverna senza
i

dubbio cred
se nel

non aver
giorno,
il

fatto

inutilmente
si

suoi passi,

medesimo
"

22 dicembre,

affrett

a par-

tecipare a un

nipote del Pontefice,


Parlai

monsignor Cinzio Al-

dobrandini

poi

di

far

mandar a
Ordine
sei
al
i

Roma
S.

un

fra

Giordano

Bruno

apostata

dell'

di

Domenico

carcerato in questo
spetto
di
n

Santo Ufficio

mesi sono, come sosigi

eresia,
2
.

di

che do conto
s'

Card, di Santa
il

Severina
del
1

egli

ingannava:

Savi,
il

7 gennaio

593

3
,

chiamarono nel

Collegio

chiarissimo signor
procuratori,
di

Federico

Contarini,

uno de*

ventiquattro

quell'antica magistratura a vita che era assai riputata a


nezia,

Ve-

non essendovi

alcun

cittadino

"

di

grande
",

estima-

zione che non sia stato ornato di tale degnit


eletti
"

e venendo

pochissimi dogi che prima non fusseno

stati

procu5

ratori
n

" 4.

Esposta con poca


"

esattezza e confusamente

la
"

vita licenziosa e diabolica


"

del frate che un


il

"

gentiluomo

aveva denunziato
conscienzia
"

per pagare

debito della sua cristiana


lui,
il

e giudicate orribili le eresie di


"

Pro-

curatore fu d'avviso che sarebbe stato


a

conveniente
simiglianti

satisfar
", ",
",

Sua

Santit, come... altre volte in casi


il

con-

siderato che

Bruno era

"

forestiero e
"

non suddito

che
che

era

accusato di colpe

d'una

gravit estraordinaria

Docc.
IbiJ.,

Veneti,

doc.

XXII,

e.

227

2 3

doc.
le

XXII b.
date de' documenti
veneto, cio gennaio
seguenti
1

Questa e

(XXI1I-XXVI) sono
vece di gennaio
pag.
1

segnate

secondo
*

lo stile

592

in

593.

GlANNOTTI, Della
Docc.
il

repubblica de'
e.

Viniziani,
t
:

125.

veneti,

doc. XXIII,

225

il

Contarini narra, per esempio,

che

Bruno

nel

1576

fu

carcerato a Napoli e a

Roma, che da Roma


questi

and
altri
,;

in

Inghilterra,

poi a Ginevra e a Venezia,


gravi.

accumulando con

errori

non meno

Ibidem.

Capitolo

XII

539

era sottoposto in

Venezia a un processo cominciato e non

terminato a Napoli e a

Roma

'.

nascose ch'egli crea sotter-

deva che
fugi per

l'ex frate

mendicasse

pretesti, ricorresse
n

non
2
.

"

esser

rimesso alla giustizia

della

Suprema
n

Inquisizione
secretissima

Concluse,
sua
"

pregando
relazione,
3
.

il

Collegio di

tener

questa

cosi per

pubhco come

per suo privato rispetto


Il

Contarini che dichiar di essere


il

"

sempre pronto senza


di

alcuna replica di anteponer


renit

commandamenro
ad ogni

Sua Secosa
di

ed

il

servizio
",

della
n

patria

altra

questo
u

mondo

venne
e

laudato dal Ser

Principe

della
n
4
.

molta
quali
;

diligenzia
lodi,

prontezza nel servizio


ci

publico

Le

per essere sinceri, non


egli,

sembrano punto
le

meritate
qualit

perch

pur non disconoscendo


sapere
dell'infelice
;

singolari
,

dell'ingegno e del
contro di
lui

Nolano

ebbe
si

della

preoccupazione

e senza dubbio

mostr parziale, trascurando del tutto


colleghi,
il

gli

argomenti d'uno

de' suoi pi ragguardevoli

procuratore Donato,
n

per ripetere quelli del Nunzio, che era

persona accettisleggerezza o per


della cui fede

sima

"

in

Venezia

e raccogliendo, per

ignoranza, tutte le accuse d'un denunziante

bisognava dubitare per


rini

tanti

rispetti.

La

colpa del Conta-

appare

non
peso

piccola a chi pensi che la sua relazione

ebbe molto

sull'animo de' componenti

il

Collegio e

Docc.
Ibid.,

veneti,
e.

doc. XXIII,
v
.

e.

225

225

3
4

Ibidem.

Ibidem
Ibid.,
e.

225

Convenne, come
pili

si

gi accennato (cap.
ingegni che

V,
si

pag. 184),

che

il

Bruno era

"

uno dei

eccellenti e rari
".

possano de-

siderare, e di esquisita dottrina e sapere


6

PARUTA, La

legazione di

Roma,

tom.

I,

dip.

del 7

novembre

592,

pag, 8.

540

Estradizione, condanna e morte

il

Consiglio de' Pregati,


cazzadi papalisti
stati
n
',

perch

moltiplic
gli

il

numero dei
non

"

fece scomparire

scrupoli che

erano

vinti

dalla

tenace volont di Clemente e dai

pi gravi interessi della Repubblica. Sembr, quindi, prima


alla

maggioranza del Collegio, poi a quella del Senato, a


de'

centoquarantadue
n

centosettantadue
si

intervenuti

fosse

conveniente, e massime in un caso

estraordinario,

dar

satisfazione a

Sua Beatitudine
del 7 gennaio,
la parte
"

n
:

e cosi, in quella

memousava

rabile

seduta
allora,
il

prevalse, o,

come

si

dire
tefice

and

che

in gratificazione

del

Pon-

detto fra Giordano Bruno

[venisse] rimesso al Trin 2


.

bunale della Inquisizione di

Roma

Prima
disposero

di

sciogliersi,
il

il

Collegio e
si

il

Consiglio de' Pregati


la

che

dimani

comunicasse

deliberazione

presa a monsignor Taverna, nella sua udienza o, per mezzo

d'un notaro della loro Cancelleria, a casa, e se ne scrivesse


al

pi presto al Paruta

Il

9 gennaio,

in fatti,

si

lesse nel

Senato,
quattro

ed

ebbe

tre

soli

voti

contrari tra centocinquantan


:

presenti,

questo

dispaccio all'Ambasciatore
a
gratificar

Ci

siamo

prontamente
alla

mossi
di

Sua

Beatitudine...,
Il

rimettendo
sar inviato

giustizia

Roma

[fra

Giordano].

quale

da
li

mons

Nonzio con quella


che avendo noi
aviso

sicurt e

modo

che meglio
Signoria rev

parer.
,

Il

fatto

saper a Sua
acci lo rap-

ma

ne diamo

anco a

voi,

presentiate al Pontefice

come

effetto

proceduto dal riverente


n
*.

filiale

ossequio nostro verso Sua Beatitudine

'

Cazzadi
;

'

ossia

'

stupidi

',

dalla voce

'

cazzada

'.

cosa o fatto di poco

valore

e l'espressione,

che

si

legge nel margine d'

uno de' Documenti vetrascrisse.

neti (doc.
-

XX,

e.

v ),

sfuggi alla

penna

di chi lo

Docc.
Ibidem.
Ibid.,

veneti,

doc.

XXIV.

3
'

doc.

XXV.

Capitolo

XII

541

Paolo

IV,

appreso che finalmente


disse

avrebbe avuto nelle


n
:

mani
che

l'Algeri,

Bernardo
che
la

Navagero p

Sappiate,
potenzia
piaceri
lei,
;

magnifico

Ambasciator,
benedetto
il

Signoria per
ci

la

Dio
ci

gli

ha dato,

far molti

ma
ch
e

questo

maggior che potessimo aspettar da


;

poi-

va l'onor di Dio
gli

onde
merito

lo

ringraziamo infinitamente

preghiamo...

rendi

con

accrescergli

il

Stato

quanto

ella desidera.

Ne

piace

infinitamente di veder che


la

abbiano

questa
;

cura della religione che sar

conserva-

zione loro

perch abbiamo veduto per esperienzia che dove


la

intrata l'eresia, seguita dietro la confusione e


delle citt, delle provincie, delli regni:

ruina

non manchino questi

Signori alla religione per amor di Cristo, perch la

Maest

sua

li

aver in continua protezione


pari

"

l
.

Al
per
il

del

focoso e terribile

Carafa, una gran gioia,

la

notizia datagli dal Paruta,

prov

il

Pontefice in cui
in quello che,
"

Bruno aveva maggiormente confidato, come


quanto

per

aveva

inteso,

amava

li

virtuosi

Col

di-

spaccio del
gliare
il

16 gennaio l'Ambasciatore
:

si affrett

a raggua-

Doge

"

Ho

fatto

sapere a Sua Santit quanto mi


circostanze che mi parvero

vien

commesso...,

con

quelle

poter far maggiore la dimostrazione della volont di Vostra

Serenit nel fare a

lei

cosa grata

come veramente ha

ri-

putato questa cosa gratissima,

ed ha cornsposo con parole


con
quella Republica

molto cortesi ed
sidera
di
stai
-

ufficiose,

dicendomi che grandemente de;

sempre

unita

che

DE

BLASIIS, Pomponio de Algerio nolano, pag. 23.


veneti,

Docc.

doc. IX, e.

Non
230j

trascorsero sette o otto anni,


:

e anche lo Stilese (Poesie, son. 21, pag.

Tu

sei

del
;

sommo

Iddio vicario in terra.


lasci
il

Clemente

e perch

Campanella

da marrani e

giudei, gente rubella

all'altissimo Sir,

metter sotterra

542

Estradizione, condanna e morte

per

non

vorrebbe mai che

le

fussero poste innanzi


altri

osse

dure

da rodere,

per non potere da

esser rinfacciato
n
l
.

che attribuisse troppo all'affezione che


profonda sodisfazione di Clemente
migliore nel fatto che
il

le

portava

Della

il

Paruta

ebbe
"

la

prova

Santo Padre
conto
gli

lo trattenne

qualche
avisi

pezzo

"

a
"
;

discorrere e dargli e principalmente

di

"

diversi

da

pi parti

parl della Francia,


"

con-

fidandogli,
di

contro

il

suo
altra

costume,

che

la

morte del

Re
li

Navarra pi che

cosa poteva

presenti travagli

terminar in bene

Mi

aggionse appresso, che esso Navarra

era
nelle
di

incorregibile,

nato di madre eretica e allevato sempre


egli

eresie

che da una parte

faceva metter innanzi


all'

voler ridursi alla fede cattolica ed

ubbidienza della

Chiesa

romana,

dall' altra

nondimeno intendeva che avea


legato andato in quel

publicato cose pestifere per distruzione di un suo breve e

mandato, co

'1

quale era

il

Regno
la
"

2
.

Perch

l'

Aldobrandini

interamente

dimenticasse

quel
Sial-

ch'era accaduto nel primo anno del suo pontificato,


gnoria veneta, se nel
1

593 non

lasci al Santaseverina

cuna

speranza

di
"

dovere,
la

con alcuna sorte

d* ufficio

d' instanza,

ottener
8
,

remissione del vescovo greco


il
1

Masmane

simo

Marguni
a

durante
il

594 acconsenti
Gian
*
;

che

si

dassero
dell'

Roma
lui

regnicolo
d' Austria

Ottavio Longo, un medico


,

arciduca

Carlo

Battista

Clario,

l'amico di

Tomaso Campanella
veniva
richiesto
l'

ma, impensieritasi che

poco

appresso

eretico senese
"

Ludovico
un ottimo

Petrucci, fece sapere che non intendeva

alterar

Docc.

veneti,

doc.

XXVI,

e.

244

PARUTA, La
Ibid.,
disp.

legazione di

Roma,
151

tom.

I,

disp.

30, pag. 69.

3
K

del

3 luglio e del 7 agosto del


cit.,
i

1593, pagg. 256 e 292.

ALB1ZIO, Risposta
la

pag.

AMABILE, Fra Tommaso Campavoi.


I,

nella,

sua congiura,

suoi processi e la sua pazzia,

pag.

77.

Capitolo

XII

543

instituto

del

Dominio

'.

"

Furono

molte
e

le

risposte e le

repliche

sempre

dello
il

stesso

tenore,

durarono
n
2
.

cinque
vedi-

anni, stando tuttavia

Petrucci priggione
la

Al

fine,

dendosi dalla Santa


sposta
n

Sede che
nel

Repubblica non era


si

consegnarlo,

1601

scrisse di liberarlo;

cosi fu eseguito,
gli

lasciandosi un gran dubbio nelle menti

de

uomini, che delitto fosse quello che pi tosto do-

vess'

andar
.

impunito

"

che

venire giudicato dal Tribunale

veneto

Sicch

il

Bruno

soggiacque a un temporaneo
veneta, per
il

cambiabisogno

mento che
di porre
il

si

verific nella politica

fine

a contese che minacciavano di rendere ostile


di

pontificato

Clemente Vili

4
;

mandato a

Roma

il

SARP1, Dell'

origine,

forma, leggi e uso dell' Ufficio


Venezia, pag. 78.

dell' Inquisizione

nella citt e dominio di


'
:!

Ibidem.

Ibidem.

E. N.,

La
a.,

vie

de

J.

Bruno,

in

Bibliolheque

unioerselle de

Genve,

IV
1

sr.,

Il

tom. IV, pag.

313:

"La
la

politique

des

Vnitiens, tant
subissait
la
loi

gard des novateurs qu' l'gard de


intrts
les

cour de

Rome,

su-

preme des
pour
et

de

la

rpublique, et c'est cette source qu'il faut s'adresser

connatre

motifs de l'arrestation
".

du Nolan, du

refus

de

le

livrer,

enfin

de son
ser.
Ili,

extradition

FRANCESCO BERTOL1N1
II,

(Archivio storico
117),

italiano,

tom.

I,

parte

a.

1865, pagg. 116 e


"

che inclina

a credere che anche diplomaticamente Venezia


alle

potesse negare fra

Giordano
aggiunge
le

domande
n
:

di

Roma

",

non

dubita che

poteva salvarlo

",

nondimeno

Bisogneiebbe per, per affermar questa sentenza, esaminare


sia
il

relazioni de'

tempi e dello Stato

verso

Roma,

sia

verso
il

la

Spagna, sodegli ar-

vrana naturale del Bruno, e sotto


rosti

dominio della quale


il

tempo

del Santo
e

Uffizio,

come avrebbe detto

Giusti, era propizio quanto

Roma,

forse pi

ancora. Oggi, co* nostri


d' allora

criteri,

Venezia avrebbe
il

torto

ma
del

col criterio de'

tempi

non poteva evitare

brutto mestiere di
I'

servire

da sgherro a
ci

Roma \

Non

superfluo notare che

estradizione
infelice

Bruno

fa

venire a mente

quella d' un giovine e


il

non meno

suo

contenaneo.

Perch anche nel 1556, scrive

CROCE

(Curiosit sto-

544

Estradizione, condanna e morte

19 febbraio \ fu
nella e dello

il

27

2
,

qualche anno prima del


rinchiuso nella
"

Campa"
*,

Stigliola

',

fabrica grande

che
n

il

1569 Pio

aveva eretta ne' pressi di S. Pietro

come prova perenne

della religione cattolica, per custoi

dirvi

con maggior sicurezza

seguaci dell'eretica pravit


al

"

5
.

Filippo Camerario che dal 5 giugno

4 agosto del

565
o

prov

le

prigioni di piazza

Ripetta,

abbandonate poi nel


l'umidit
il

regno del Ghislien,


caldo,
a'

ebbe a paragonare, per


gemiti che vi
torture,
le

sepolcri o alle fornaci le celle in cui stavano


;

due

pi

detenuti

e descrisse
le

si

udivano di
degli

giorno e di
sbirri

notte,

minacce di
le

sevizie
l'

del

Governatore,

astuzie

delle

spie,

inumanit

fiche,

pag. 62;,

la

Repubblica
sia

sia

che non sapesse

resistere

lungo

alle

premure del Papa,


nella lega
fatta
altri

che, avendolo dovuto gi scontentare col non


co'

entrare

da Paolo
motivi
di

francesi
il

contro

gli

spagnuoli, non
n

volesse ag-

giungere

scontento,

14

marzo deliber

di consegnare

Pomponio
1

Algeri.
fascicolo delle Carte

11

secondo
nella

venete ha
suddetti

in

fine (e.
:

68 v

),

come
1

si

pu vedere

Notizia

premessa

a'

Documenti

23 Maii
19...
il

592,
".

contra lordanum
il

Brunum Nolanum.
il

Fuit transmissus ad

Urbem
e dal

mese non pu essere che

febbraio.

Perci
al

il

Beccaria, ritornato

593

a Venezia e rimastovi non solo dal 23


zo,
l'
I

29 gennaio

al

22 mar-

ma
I

anche, e questa volta nel convento lombardo di S. Domenico, dal-

al

27 febbraio
tom.

(MORTIER,
15,
n.
I),

Hisloire des matres

gnraux des Pr-

cheurs,

VI,

pag.

verisimilmente assiste all'invio del frate

nolano a Roma.
2 3

Docc. romani, doc.

111.

AMABILE, Fra
la

Tommaso Campanella,
voi.
I,

la

sua congiura,

suoi pro-

cessi e
4

sua pazzia,

pagg. 67, 72 e 95.


Italia,
lettere

MUTINELLI,
appare

Storia
voi.
1,

arcana ed aneddotica d'


pag. 50.

da

Roma
palatio

di

Paolo Tiepolo,

Che
".

il

Bruno
b
,

sia

stato rinchiuso in queste


:

prigioni,

da'

Docc. romani, doc. IV

dove detto

"

in

dictae lnquisitionis
:'

apud S. Petrum
cit.,

DE

MARTINIS, Op.

pag.

193.

Capitolo

XII

545

del

medico
1'

l
.

Il
il

nuovo carcere

fece,

direi

quasi,

rimpian"
"

gere

antico

Campanella non

solo cant,

con

lacri-

mevol metro
se ventate
n
,

",

la fine

d'una delle vittime di quella

aspra

ma
" "

deplor
fosse

come
a

ogni

"

audace amante di
"

gran
tetro

scienza
"

costretto

fermare

le

piante

"

nel

ospizio

Ch'altri ...appella "antro di Polifemo


"

",

palazzo

"

altri
n
,

"

d'Atlante
"
1'

",

e chi

"

di Creta
".

il

laberinto

e chi

inferno estremo

Che
io
ti

qui non vai favor, saper,


;

n piet,

so dir

del resto,

tutto

tremo,

eh' rocca sacra a tirannia segreta 2 .

Tuttavia, alcuni osarono di lodare

la

mitezza delle prigioni

romane,
cesco

valendosi

della

testimonianza del cardinale Fran-

Albizio;

ma
il

costoro, giustamente osserv l'Amabile,

tacquero

che

medesimo

Albizio

parl

pure di luoghi
i

dove,
reclusi

non

penetrando mai un raggio di sole o di luna,


si
3
.

spesso

ammalavano e per

lo

pi in poco tempo

soccombevano

Comunque,
e
di
il

decreti del Santo Uffizio, usciti tra

il

560
leg-

1573,

vietavano

espressamente

al

detenuto di parlare
celle,

giorno o di notte co' compagni


di
la

di altre

di

gere,
stretto

scrivere

ci

che
,

non riguardasse nel modo pi

propria causa

di

mandare imbasciate o

lettere,

AMABILE,
Poesie,

//

Santo

Officio

in

Napoli,

voi.

I,

pag.

289, e

la

nota

delle pagg.
2 3
4

137 e 138.
sonn.
voi.
1

e 60, pagg. 2 pag.

06.

Op.

di.,

I,

290.
Del^rele der
1

PASTOR,
1

Allgemeine
e del

Rmischen

Inquisition,

decreti del

7 giugno

567

13 luglio

569, pagg. 29 e 31.


35,

Spampanato.

546

Estradizione, condanna e morte

biglietti

o scritture a chicchessia \ di essere


",

visitato

da un

solo carceriere

di
lo

potere avere, se pertinace, un dottore

o procuratore
tura

che

difendesse

comminavano

la

tor4
,

contro
arbitrio

il

trasgressore ad arbitrio del

Commissario

ad

de' giudici

contro

chi

ricusasse di rispondere

esaurientemente alle loro

domande
5
.

o dar

modo
"

di scoprire

nuove colpe e nuovi


importante, del
tare,
1

colpevoli
1

Un

decreto ancora pi
di presensi-

2 aprile del
mesi,

593,

ordinava

ne' singoli

agi' illustrissimi

e reverendissimi

gnori
lista

cardinali

inquisitori,

nella congregazione generale,


la notizia
"

la

de' prigioni del Santo Uffizio con


si

dello stato
,

in cui
si

trovasse la causa di ciascuno di costoro

Se non
non

possedesse altro che un certo numero di queste


difficile

liste,

sarebbe

conoscere nelle diverse sue


il

fasi

il

processo

bruniano;

ma
suoi

conte

Giuseppe Manzoni, che


cominci
7
.

nel

1849

pot esaminare
cano,
risali

le carte

segrete dell' Inquisizione e del Vatidal

ne'

spogli

febbraio

del

600

alili

novembre del 1598


documenti
"

Se nonch, quantunque
egli
n

avesse

rinvenuto

preziosi,

non

fu

in tutto

pago

e non cess d'esortare

parecchi

egregi cultori di

storia a

continuare

il

lavoro che egli aveva interrotto a ca1'

gione
invito

della sua partenza per

Inghilterra

\ Allora,

il

suo

non venne raccolto

9
;

e oggi, pur troppo, quello che

PASTOR, Op.
Ibid.,
Ibid., Ibid.,
Ibid.
,

cit.,

decr.

del 3 ottobre

1573, pag. 32.

2
:

decr.

del

26

ottobre

1569, pag. 31.

decr. del decr. del


decreti del

18 giugno 1564, pag. 25.


13 luglio
1

4
ri

1569, pag. 31.


1

settembre

560

e del

28

luglio

569, pagg. 24 e 3

6
7

Ibid.,

pag.

52.
,

BERTI,

Vita'1

pagg.

16,

17

440.

Vedi

la

Notizia premessa

ai

Docc. romani.
8
9

Berti,
Ibidem.

Vita*-,

Pa g

440.

Capitolo

XII

547

pu

chiarire gli ultimi e tragici casi della vita di

Giordano,
degli

gelosamente sottratto,
studiosi.

come

si

vedr, alle ricerche

La
stabili

congregazione
il

cardinalizia del
i

22 marzo
del

del

589
:

modo

di giudicare

detenuti

Santo Uffizio

che
gli

"

il

reverendo

padre

commissario

dovesse

desumere

errori

e le eresie da' loro processi,


le

pronunziare e pro-

mulgare
sessore
sitori
n

sentenze

che

formulava

il

reverendo padre aseminentissimi Inquila

giusta quanto

decidevano

gli

generali della cui


1
.

competenza era
il

trattazione delle

cause

Crede
per
in

il

Berti che

Generale de* Domenicani,


il

che

"

forse

singolare
1

coincidenza aveva conosciuto


",

Bruno

Venezia nel
*
;

592

fosse

il

commissario genedir
i

rale dell' Inquisizione

ma

sbagli, e
il

non saprei
il

come,
docusi
3
.

se fu proprio

lui

a pubblicare

1876 e

1889

menti che

gli

aveva

comunicati

il

Manzoni, e da' quali


Tragagliolo

apprende

che

commissario

era fra Alberto

Questo padre predicatore


la

di Firenzuola

d'Arda

stato per

prima volta ben riconosciuto dall'Amabile, che chiaramente


il

mostr come s'ingannassero


e
il

Fontana,

l'Ughelli,

l'Echard

Capialbi, tenendolo per toscano e non per piacentino,


4
.

e cognominandolo Drago, Firenzuola o Tragnolo

Avendo

PASTOR, Allgemeine De^re/e der Romischen Inquisilion, AMABILE, Fra Tommaso Campanella, la sua congiura, i suoi
1

pag.

45

processi e

la sua pazzia,
2

voi.

I,

pag.
In

76.
egli

Vita 2

pag. 315.

questo stesso luogo

pretese che

il

Beccaria
1*

si

chiamasse Francesco Ippolito e non


tura di
3
4
"

Ippolito Maria,
".

scambiando

abbrevia-

frate

"

con quella di

"

Francesco

Ibid.,

pag.

440,

n.

2,

e pag.

446; Docc. romani, doc. IV

b
.

AMABILE, Op. cit., voi. II, pagg. 119 e 120. Nondimeno, TAUR1SANO nella Hierarchia ordinis Praedicatorum (Romae, Unio typographica
il

Manuzio,
degli

1916, pag. 72)

continua a chiamarlo Drago, allegando l'autorit

Ada

e del Bullarium

O. P.

548

Estradizione, condanna e morie

il

23 ottobre del
da

592

eletto

vescovo di Teramo
lo

fra

Vin-

cenzo

Montesanto,
generale

Clemente Vili
dell' Inquisizione,

sostitu,

come

commissario

con

fra

Alberto,

che era

gi

stato delegato del

Santo Uffizio a Faenza, a

Genova
moli
1'

e a Milano, e fu promosso all'episcopato di

Ter-

sette

anni dopo,
del

ma munito
del

dell'

exequatur solo nell'esecutoria

ultimo

giorno
l
.

febbraio

1600 con

dell'
II

8 marzo
del 2

Tragagliolo
1

il

frate del
1

quale

il

Campanella,
" il

in

una

lettera

dicembre del
e

595,

lod
zelo
",
",

sapere e mial
"

sericordiosa

giustizia

religioso

"

cui
in

senno
tutto e

per [suo| meglio promesse conformarsi


per tutto dipendere
processo del
"
I

volendo

"

da

lui

Ma

fra

Tomaso che
aveva un
"

per

il

595
"

trov, a

quanto pare, un protettore, una


gli

pietosa
"

madre
\

nel
il

Commissario,

gran-

d'obligo

che
di

suo correligionario di Nola non ebbe


avergli.

alcuna
voluto,

ragione
il

Vero

che,

se

anche avesse
usare
gli

Tragagliolo

non
la

avrebbe

potuto

nessuna
associ, di

indulgenza,

dacch
de'

Sacra

Congregazione

nell'esame

processi e de' libri bruniani,

un nipote

Marcello
avviatosi

II,

Roberto

Bellarmino
il
1

da

Montepulciano, che
alla

su'

diciotto anni,

560,

carriera ecclesia-

stica e presto salito in


gici
italiani

molta riputazione negli Studi teoloera


stato

e stranieri,
in

da Sisto
4
.

V
Il

aggiunto

al

legato

pontifcio

Francia e da Gregorio

XIV

scelto a

curare una nuova

edizione della Bibbia

3 marzo

del

AMABILE,
voi.
I,

F.

T. Campanella,
;

la

sua congiura,

suoi

processi e la

pazzia,

pag. 51
Ili,
I,

voi.

Il,

pagg.
13.

119 e 120.

2 Ibid.,
:!

voi.
;

doc. 4, pag.
pag.
I,

Ibidem

voi.

76.
ecc.;

Docc. romani, doc.

Auctoribus
ven.

PP.

PH1L.
in

ALEGAMBE
R.

et

NATH. SOTUELLO, Elogium


Opera omnia, tom.
I,

R. Bellarmini,

BELLARMINl

pag.

5.

Capitolo

XII

549

1599,
te

insignendolo

della
:

porpora,
n

si

vuole che Clemeneletto


l'

Vili abbia esclamato


costumi
e

Abbiamo

un uomo che
uguale
"
:

per

dottrina la Chiesa

non ha

un

elogio che ragguardevoli

membri del Sacro Collegio ampli-

ficarono dal canto loro, pretendendo chi di mirare nel col-

lega le virt di Giuseppe, di Davide, di Tobia, di Paolo e


chi
di di

Giovan

Battista,

chi di metterlo alla pari co' Padri,


tutti

venerarlo, e accordandosi
eretici,
il

nel proclamarlo
la

" il

maglio degli
della
verit

propugnacolo della Chiesa,


l'

colonna

fede
"

cristiana,

assertore

vindice della cattolica

1
.

All' incontro,

uno

de'

cervelli
torto
il

pi

hberi

e
il

acuti

del
di

tempo,

il

Sarpi,

non a
tutto

sostenne
n

che

teologo

Montepulciano, con
di dottrina,
"

suo

vigor d'animo

e la copia
nel

non

evit di cadere, per troppo confutare,


",

dozzinale e ridicolo
I

e,
n

come

nella

polemica con Gia-

como

d' Inghilterra,
n 2
.

di
Il

dar delle

mentite assai alla dile

mestica e gesuitica
parole,
"

Bellarmino che, per ripeterne

aveva
di

dato

dall'

adolescenza

il

suo

nome
il

alla

Compagnia
nio,

Ges, e

in
il

grembo a
latte

lei,
il

durante

tiroci-

ne aveva succhiato
latte
n
.

e preso

cibo, somministr
giovinetti

quel
adulti

e
Il

quel

cibo

per

anni

e anni a
lui

nuovo

Ordine era da
esso

assomigliato a una
di

colomba
gemere,

"

come

questa,

non solo non cessava

ma non
mondo
le

esitava anche di volare fino agli estremi


;

confini del

cresceva di numero
;

al

segno da abbrac1'

ciare

tutte

province del globo

e,

avendo

ira

e non

Elogium oen. R. Bellarmini, pagg. 6 e


Lettere,
voi.
1,

7.

lett.

CVI
sioe

CVII, pagg. 345, 347 e 348.


lacrymarum, RR'. S
Bellarminus,
in

De

gemiti

columbae
Iesu

de borio

PP? S

et

FF" S

universae

Societalis

Robertus

card.

Opera omnia,

tom.

VI, pag. 327.

550

Estradizione, condanna e morte

il

fiele
"
l

nel
.

cuore e sulle labbra, combatteva

vizi

gli

errori

Come
",

militante

la

membro Compagnia di Ges


"

l'unico

vivo e vero della Chiesa


dal suo inizio
2
.

avanz di
"
I

gran lunga, secondo


e
i

lui,

le

pi vecchie religioni

figli

nipoti di S.

Benedetto, di S. Domenico e di S. Fran-

cesco
virt,

vissero

per

un bel po' di tempo con tanta piet e


fiorirono

che

molti di loro

per

insigne santit
i

ma

poi cominciarono a moltiplicarsi e riempire

monasteri, non

chiamati da Dio allo stato di perfezione,


cause.

ma

mossi da

altre

Ecco

la

ragione de' gravi e moltiplici scandali noti


da'

tutti,

pianti

seguaci di sant' Ignazio

come segno
"

di
3
.

rilassamento, se non di corruzione degli ordini religiosi

Le prime
discepoli del

gelosie,

attesta

il

Camerario, nacquero

tra

Guzman
per

e quelli del Loiola in sulla met del


attutite

secolo
anzi
sorta

4
,

e,

come accade, non vennero


esca
del

dal tempo,
disputa,
il 5
,

crebbero
il

e alimento

nuovo.

Una
tra

20

gennaio

1582
fra

Salamanca

padre
s'ina-

Prudenzo de Montemayor e
spr
in

Domenico
Molina,

Bafez

per

il

libro

che venne

alla

luce sei anni appresso, e


si

cui

un padre di Evora, Luigi


la
6
:

proponeva di
la li-

concordare
bert

grazia di
si

Dio e

la

predestinazione con

umana

accese una delle pi accanite discordie,


strenui

proclamandosi

Domenicani

difensori del

tomismo

De

gemiti columbae,

pag. 327.

2 3 4 5

Ibidem.
Ibid.,
lib.
II,

cap. VI, pag.

359.
in

AMABILE,
La
si

//

Santo Officio
ristretta

Napoli,
alla

voi.

I,

pag. 288.

questione,

prima

libert e

al

merito della morte di predestinazione


:

Cristo,

allarg poi alla grazia,

alla

giustificazione e alla

MORTIER,
6

Hisloire des maitres gnraux des Prcheurs,


liberi

tom. VI, pag. 70.

Concordia
il

arbitrii

cum

gratiae donis,

che
i

si

stamp una seconda


Ibid.,

volta

1595

in

Anversa,

soppressi o attenuati

punti pi contesi:

pag. 79.

Capitolo

XII
La

551

e accusando
troversia,

gli

avversari di pelagianesimo.
sei

fiera

con-

quantunque sottoposta ben


teologi di

volte all'esame dei

pi

insigni

quei

giorni,

de'

generali de'

due

Ordini

Beccaria
Berneri

e e

Acquaviva,
Bellarmino
1

de'
,

cardinali
alla
il

Madruzzi,
determina,

Arrigoni,

cui

zione

avrebbe
fine,

voluto
il

partecipare

anche
1606,

Campanella
con
la

ebbe

sostiene

Muratori,
le lor

nel

"

libert

alle parti di

conservare

diverse sentenze nelle scuole "\

ma non

rappacificando in

alcun

modo

gli

avversari

4
.

Al

Non

furono giudici imparziali, segnatamente


principesse,

il

Bellarmino, che, fidando


i

nell'aiuto di sovrani, principi e

non nascose

suoi sentimenti a

Clemente Vili
2

e a

Paolo

Scriveva

infatti

V: MORTIER, Op. cit., allo Schopp (AMABILE,

tom. VI, pagg.


//

82

93-96.

codice delle lettere del


:

Campanella
te,

nella Biblioteca nazionale di Napoli, pag. 45)


insinues ne ullo

"

Nunc moneo
et
efficaci
nisi

ut

Papae
inter

modo quaestionem de
habuerit

sufficienti

auxilio

Dominicanos

et

Iesuitas

controversam determinet,
;

secundo

ac
et

tertio

revelationem de Coelo

alioquin pericula inerunt multa,

forte Christianismi secreta consumptio.


mirifice
scripsisse.
I

Putaram equidem me contra


taceo...
".

Mo-

linam
nella

Sed

nunc video quae


i

In

fatti

a Stilo,

seconda met del

598, aveva composto


i

De

auxiliis contra

Mblinam

articuli

CL

e poi contro
Gli
il

Gesuiti dett

il

sonetto (Poesie, son. 45, pag. 96):


al cuore,

affetti di

Pluton portati

nome

di Giesii

segnano in fronte,
lor

perch non siano

malizie conte
in fuore...
.

a chi

gli

guarda dalla scorza

1 ~

Amabile, Op.

cu.,

pag.

17.
pili

notevole quel che rispondevano,

d'un secolo dopo,


voi.

padri predice. 5
r

catori napolitani al loro


"

Generale (Monasteri soppressi,


l'avisi

652,

8v

):

Mi comanda V.
religiosi
1'

P. rev"? a che
collegii
1'

se

vi

cosa in contrario de mandare

nostri

a'

de'

PP.

Gesuiti.

Per esecuzione del comandali

mento,
1

aviso che
questi
e

inconvenienti sono grandi e molti, e sono

seguenti.

Perch

buoni

PP. da molto tempo


citt,

in

qua...

ci

hanno talmente

vituperati intelligenza

diffamati

per la

che non
in

vi

stata

persona di qualche
stati

che

non abbi adimandato


li

che

cosa eramo

condennati.
a' frati

...

hanno mandato

loro scolari per la citt,

facendo dimandare

552

Estradizione, condanna e morte

Tragagliolo,
ficio

quindi,

non restava che adempiere

il

suo uf-

col

maggior zelo possibile, gareggiare con l'intransiil

gente teologo toscano, allorch questi, morto


del
1

14 settembre

596

il

cardinale
a

Francesco

Toledo, venne da Cleall'

mente Vili chiamato Senza


padre
fra

Roma

e assegnato

Inquisizione

l
.

dubbio

il

Tragagliolo,
Pietrasanta

coadiuvato

dal

socio
1'

"

Francesco

da Ripalta, e con

assi-

stenza d'un nipote d'un dotto porporato bolognese,


tore renzi
in
",.

il

dot-

utroque e procuratore

fiscale

don Giulio

Monte-

anche prima non aveva mancato di eseguire scrugli

polosamente
cardinalizia,

ordini impartitigli dalla Sacra Congregazione

alle

cui

vacanze

gli

ultimi pontefici

avevano

nostri

perch avevamo seguito opinioni...


conclusioni

condennate.

3...

hanno poste

al-

cune

con

arte,

acci col rispondere facessero declamazioni ed

invettive contro di noi.


scolari

...

Non

si

sono vergognati

procurare che

li

loro

secolari

nelle

publiche

conclusioni,

dopo

di essersi
le
...

argomentato

risposto

da
:

essi

nelle
li

conclusioni che erano contro


fuora
frati
li

nostre sentenze, griin publiche

dassero
sioni

fuora

tomisti,

Domenicani.

conclu-

avendono argomentati
tali

nostri,

non

si

sono vergognati di rispondere


loro scolari, che...

con tante e
persone

derisioni, e

con tante

fischiate de' secolari

gravissime ed

officiali

della citt... se sono coperte le facce con le

mani

per

vergogna,

come
la

infatti

successe nell'Arcivescovato... e un' altra

volta a S.

Maria de
veder

Grazia de PP. Eremiti de S. Onofrio....


faccia del

10

...

Ci

hanno a

far

alla

mondo che
che nelh
il

tutte

le

religioni

li

fanno os-

sequio, ed in

particolare la nostra,
principali...
.

studii

e lettere tiene

nome de

una

delle
il

pili

Questo

fine

de padri Gesuiti, perch vo-

gliono
chi

nostro ossequio per aver con questo l'ossequio


sa

de

tutti

gli
il

altri.

non

che a questo
si

effetto

Bellarmino compose e stamp


persuadere
il

Gemitus
della
.

columbae, nel quale


Chiesa
-

affatic a

mondo che

nell'arbore
la

tutte

l'altre

religioni

erano rami secchi e solo verde


5.

sua

?...

Elogium ven. R. Bellarmini, pag.


Docc. romani, doc. IV
76, 77 e 82.
;

FAVARO,
zio
di

Galileo e

Inquisizione, docc. 31
il

e 32, pagg.

Lo

don Giulio

era

giurista

Annibale

Monterenzi.

Capitolo

XII
n n 1
.

553

avuto cura di provvedere con loro


te

creature

Clemenil

Vili nel 1597 aggreg agl'Inquisitori generali


;

Bellar-

mino

nel

596, un servitore di casa Farnese e di

Spagna,

tenuto di assai valore e sapere,


lano
;

Pompeo

Arrigoni di Midi famiglia


n

in quel

medesimo anno, Camillo Borghese,


Siena,

originaria

di

ma
cosi

nato a

Roma, un
",

soggetto

di

grande stima e di non minor dottrina


tore

zelante propugnadelle
di
1

della

fede

caldo

difensore

immunit

ecclesiastiche,

che,

divenuto papa col

nome
il

Paolo V,

fulmin
trizio

l'

interdetto contro

Venezia

dopo
"

593, un pa"

nolano,
il

Lucio di Mario Sasso, che era


merito dalla corte stimato

per

la

sua

virt e per

universalmente, e,
n
,

sebbene
cariche
nale,
2
.

"

molto

vecchio e poco

sano
1

mantenuto nelle
promosso cardiUffizio,

Da
anno

Gregorio

XIV

nel

590

fu

1'

appresso aggiunto

al

Santo

un suo

nipote

milanese,

Paolo

Emilio Sfondrati, che, assorto nel


n

misticismo e vivendo vita religiosissima, era


della
Sisto

poco contento
malinconia
"
'.

sua

fortuna
scelse
il

ed

oppresso

da

grave

tra'

propri

aderenti

Girolamo Berneri da
questi

Correggio e
n

genovese Domenico
"

Pinelli; de' quali


",

veniva riputato

un buon dottore e molto accorto


valore
",

quegli

un uomo
n

di dottrina e di
"

ma

sopra a tutto tefiero

muto, mostrandosi
terribile

con l'aspetto e con l'operazioni

\ Fu

eletto

da Gregorio XIII Pietro Deza, uno

Dice

il

BERTI che
2
,

la

Suprema

Inquisizione componevasi di sette carse


1),

dinali

(Vita
1

pag.

311); eppure,
Leti.

ne contano otto nel decreto del


e

14
di-

gennaio

599 (Docc. romani,


quell'anno (Ibid.,

nove

nell'

adunanza del 2

cembre
2

di

Leti.

Ili),

GIOVANNI DoLFIN,

Relazione dell' ambasciata di


II,

Roma,
;

in

Rela-

zioni degli ambasciatori veneti, ser.

voi.

IV, pagg. 487-489


il

A. LEO-

N1S
3
4

De

Nola,

lib.

Ili,

cap. pag. pag.

Ili,

col.
;

93. Vedi

cap.

I,

pag.

14.

DOLFIN, Op.

cit., cit.,

485

SANTORO,

Autobiografia, pag. 97.

DOLFIN, Op.

484.

554

Estradizione, conJanna e morte

Spagnolo amante
stante

de'

piaceri e avido di ricchezze,


all'

nono-

che

attendesse con fervore


l
.

esaltazione del culto


il

per

la

Vergine
in Luigi

La Sacra Congregazione aveva


n

suo

decano

Madruzzi,
di

dipendente
prelato
"

dall'

Imperatore e

confdentissimo
tutta
la

Spagna

",

in

gran concetto di
nel
2
;

corte
il

",

eletto

vescovo di Trento

567 e da
il

Pio IV,

26 febbraio del 1561, cardinale


"

e aveva

suo oracolo, perch


finalmente

la

somma

di [ogni] negozio conveniva

dipendere
la

dal

consiglio

e
"

parer

suo

"

3
,

nel
n

Santaseverina,

cui

incomparabile
"

fermezza

d'

animo
n

non venne
che
dal
" si n

infranta

neanche dalla
la
e...

tragedia de'
1
1

fatti

suoi

rappresent

notte

dell'

gennaio
n

"

del
"

593,

grave affanno
a

interna angoscia

onde,

cosa in-

credibile

credere,
"

sud

sangue

"

4
.

Perch

egli,

pure

avendo dalla sua non era


tare
nali
li

quanti bastavano a dichiararlo pontefice,

riuscito,

per essersi preso pi volte errore nel con-

voti....

Ritirandosi apertamente... alcuni delli cardi-

che

prima
questi,

erano concorsi per

l'

adorazione di Santain
5
.

severina,

che per alquante ore era stato tenuto


"

papa, ne rest escluso e abbandonato


Il
1

processo
la

che

fini

d' essere formato

il

4 febbraio del
b
,

599 e

cui sentenza

venne

fuori

l'

anno appresso

se

DOLFIN, Relazione dell'ambasciata


Ibid.,

di

Roma,

pag. 482.

2
3

pag. 480.

PARUTA, La
292.

legazione di

Roma,

tom.

1,

disp.

del

7 agosto

1593,

pag.
1

Autobiografia, pag. 101.


vita,

Dove
n

il

SANTORO
mori
:

aggiunge:
e

Non
1'

ci

lasciai

la

come

il

Della

Rovere

che

in

conclave,

anno
la

istesso

Mondovi, uno
le

de' pretensori del papato


e
la

quello che professava

filosofia,

belle

lettere

teologia,

per stabilimento della pace dell' animo suo e


il

della sua quiete,


' 8

non avendo possuto sopportare


Relazione dell'ambasciata di
11,

dolor della repulsa pagg.

".

PARUTA,

Roma,

540

e 54

Docc. romani, docc.

e VI.

Capitolo

XII

555

cominci nella primavera del

593, se prese, cio, tutto

il

tempo
il

della prigionia romana, fu d'una lunghezza, osservano


altri,
"

Berti e

non ordinaria, eccezionale


si

"
;

perch, essi

aggiungono,

le

cause di religione
:

spedivano comunemente

con
rone,

sollecitudine

quelle del Paleario, del cardinale


e

Moe
sei

del

Carnesecchi
durarono

del

Galilei,
tre,

le

pi

importanti
sei

d'allora,

rispettivamente

cinque,

anni e otto mesi di

meno
"

l
.

Ma, non

essendosi fatta mendi Fiori,

zione della giustizia

eseguita in
frate

Campo

dopo

otto

anni di carcere,
ronese,

d'un

Antonio, gi cappuccino veCristo Nostro Signore non ha

che
il

s'

ostinava

che
n
2
,

redento
resse
sizione
lista

genere umano

occorreva almeno non


lista

si

discor-

superficialmente

della

de'

detenuti dell' Inqui1

per
il

la

visita

cardinalizia

del 5 aprile del


nel
1

599

dove

Nolano appare carcerato


preti,
frati
:

593, e

gli altri

venti

sciagurati,

laici,
il

italiani,

francesi,
1

spa-

gnoli e greci, molto


nella

dopo
dell'
1

uno
3
.

29

luglio del
i

597, sette

seconda met

anno successivo, e

rimanenti nei

primi quattro mesi del


le

599

Ora, mai ammissibile che


restassero

segrete
tanti

del
anni,
si

Santo

Uffizio

interamente vuote

per

o non piuttosto

da

inferire
g'

che

in

quel
di

frattempo

attendesse
e
si

anche a giudicare

imputati
loro

colpe
Certo,
le

minori

mandassero a scontare
di
S.

le

pene?
e tre

l'Arciconfraternita

Giovanni Decollato dopo


tre,

esecuzioni del

1591 non ne registra che


del

tutte

di

compagni

di prigione

Bruno,

fra

Antonio da Ve-

1 *

VikP, pagg. 321, 289 e 290; Docc. romani, Leti.

II.

AMABILE, Fra Tommaso Campanella,


sua pazzia,
voi.
I,

la

sua congiura,

suoi processi

la
3

pag. 69, n.
;

a.
III.

BERTI,

Vita"-,

pag. 311

Docc. romani, doc.

556

Estradizione,

condanna

morte

rona,

fra

Clemente da Napoli e

il

prete Galeazzo Porta,

nell' autunno del


Il

1599

l
.

Tragagliolo, quindi, probabilmente ebbe non poco da


;

lavorare

ma,

se

anche non fosse


istruire

stato

occupato in

altre

cause,

egli

non poteva
il

senza

frequenti e lunghe

interruzioni

complicato processo bruniano, prima di tutto


atto

perch
dinato,

qualunque
discusso
e

del Commissario doveva essere ordalla

approvato

Sacra

Congregazione
si

cardinalizia,

che, giusta

due

decreti del

1591,

riuniva in

principio

d' ogni

mese, nel
de'

palazzo del Santo Uffzio, nel


2
.

luogo

della
il

visita

carcerati
si

Poi,

non era
di

difficile,

ammise
:

Berti,

che

credesse opportuno

prendere

delle informazioni ne' paesi

dove

il

Nolano aveva dimorato


ora,
in

e letto
il

n era

difficile,

aggiungiamo
quanti

che

si

sentisse

bisogno

d' interrogare

fossero

grado di dare
il

notizie intorno a'

processi anteriori.
1*

Viveva ancora
il

Monvi

talcino

*
;

dopo
tempo

assunzione

al
;

cardinalato,

Priuli certafu

mente venne spesso a


in

Roma

e tra

Roma

e Napoli
gi

quel

un

viavai

di

Domenicani,

superiori,

Docc.

romani, doc.

Ili

DOMENICO ORANO,
XVIII
secolo,
i

Liberi pensatori bru;

ciati in

Roma

dal

XVI
la

al

pagg.

86-88

AMABILE, Fra

Tommaso Campanella,
voi.
1,

sua

congiura,

suoi processi e la sua pazzia,

pag. 69, n. a.

Si avverta che, in vece di

27

28

settembre, bisogna
libri

leggere,

nella nota dell'Amabile,

17 e

18

si

avverta pure che ne'


fra

delle

giustizie

della

Compagnia
di.,
lista

della Misericordia

Clemente
per
1

appare mi-

lanese
sulta
q.

(ORANO, Op.
dalla

pag. 87),
del

evidentemente
1

sbaglio,

come

ri-

suddetta

5 aprile del
citt

599

"

9.

Fra Clemente del


fu

Geronimo

Mancini,
".

dalla

di

Napoli, a di

26 marzo [1599]

condotto da Napoli
2

PASTOR,
24

Allgemeine Dekrete der Rmischen Inquisilion, decreti dell'8


pagg.

e del
3

aprile,

47 e 48.
n.
I.

Vita-, pag.

292,

QUET1F ET ECHARD, Op.

cit.,

voi.

II,

pag. 357.

Capitolo

XII

557

maestri e compagni del Bruno.

Neil' autunno

del
di

593

si

recarono a

Roma

fra

Egidio da Napoli, priore


altro

S.

Do-

menico Maggiore, e un
fra
fra

monaco
*
;

1
;

nel

1594, oltre a
il

Giordano e
Benedetto

fra

Gian

Battista

da Campagna,
1

lettore
'

da

Mangliano
ultimi

nel
1

595, alcuni padri


fra

ne'

primi e negli
la

mesi

del

596,

Serafino
fra

da

Napoli, e

seconda volta insieme col provinciale


fra

Doil D
;

menico da Nocera e
priore
fra

Vincenzo Cacace
e
fra

4
;

nel
d'

1597,

Alberto
il

Latro
fra

Vincenzo
da
Nocera,

Ariano

nel

598,

priore

Serafino

fermandosi,

Monasteri soppressi,

voi.

462, non numerato


in

"

3 novembre, dedimus padre priore e com-

ducati

16 per 4 cavalcature, 2 per andar


n
;

Roma
1
1

il

pagno, e 2 per venire


di

"

item dedimus ducati


".

per spese... e nell'ospizio

Roma
2
J

e per altre occorrenze...


:

Ibidem

"10
in

settembre,

al
"

padre

fra

Giordano

di
li

Campagna
frati

ducati

/g per

andare

Roma
fra

";

decembre, dedimus per

che sono an-

dati in

Roma,
30
";
"

videlicet

Gio.

B ta
B'.

de Campagna e
altri

fra
alli
il

Benedetto lettore,
frati

ducati
in

gennaio

1595, dedimus 20
a

ducati

che andorno
lettore
fra

Roma,

il

padre maestro Gio.


".

de Campagna ed

padre

Benedetto...
3

Ibidem
58...

n
:

22 novembre, dedimus
. .

al

molto

rev.

padre

provinciale

du-

cati

in cunto delti.

200
in

dati per ordine del

rev.

padre vicario gene-

rale
4

li

padri che andorno


:

Roma... \
maestro
Serafino di Napoli

Ibidem

"

marzo,
spese

al

padre

ducati

2 per
"
;

la
"

cavalcatura e

con

lo
alli

suo compagno ad buon conto per


padri che sono andati in

Roma

10 gennaio
superiori,

1597, dedimus
videhcet
il

Roma

per ordine

de

al

padre maestro Domenico de Nocera, maestro Sefra

rafino

de
"

Napoli,

padre

Vincenzo

Cacace ed

altri,

ducati

20

per

ora
in

";

item, al padre maestro Serafino

de Napoli e compagni, quali sono

Roma,
5
-

ducati
:

44

e grana

17...

".

Ibidem

"

18 decembre, dedimus... a
in

lo

padre priore frat'Alberto Latro


ducati 76,
tari
1

da Napoli e compagno... per andar...


quali

Roma

e grana 2,

sono

andati

per

necessit del convento e

de

la
*,

provincia, spesi per

mano

del padre frat'Alberto e fra

Vincenzo d'Ariano

558

Estradizione, condanna e morte

come
e
chi

il

suo predecessore, parecchi mesi nella


sa

citt

eterna

'
;

che

non

vi

sia

pur capitato, prima o dopo,

fra

Eugenio Gagliardi.
Il

processo
de'

veneto del Bruno const soltanto delle dee di

nunzie,
fu

costituti

poche testimonianze
1'

il

romano
suoi,

pi

ampio e comprese anche


atti

esame

de'

libri

com' detto negli

della Sacra Congregazione e ripetuto


il

da un familiare del Madruzzi,


di

grammatico Gaspare Schopp

Neumark
il

Costui, venuto in Italia giovanissimo, a ven1

tidue anni,

598,

si

fece presto conoscere per l'abiura del

luteranesimo e per

la

pubblicazione d' un panegirico e del

De
e
nel

interpretatione veritatis catholicae,

entrando

in

grazia ai

pontefici

che

lo

nominarono

patrizio,

cavaliere di S. Pietro

conte

apostolico di Chiaravalle,
gli

gli

concessero

benefizi

Mantovano,
scudi e
si

procacciarono
lui',

la

lauta provvisione di

mille

valsero di

con non minor fiducia del


ne'

Re
uffici

di

Spagna
doppio,

e
3
.

dell'

Imperatore,

pi

alti

e dilicati

diplomatici

Irrequieto,

divorato dall'ambizione, malsfid


i

dicente,

fanatico,

egli

maggiori

pericoli

nel 1607, per miracolo usci solo


prigioni

dopo qualche giorno


1613
si

dalle

veneziane, a
"

Madrid
" "

nel

vide aggredito a

stoccate dalla
e
lasciato

famiglia

dell'

ambasciatore inglese Digby


",

steso a terra

per morto

fuggendo nel 1615

Monasteri soppressi,

voi.

462

"

28

aprile

599,

al

padre priore dula

cati

60

in

cunto de

le

spese fatte in
servi... ".

Roma

per 3

mesi per

persona sua

e del
2

compagno ed uno che


romani,
e
in

Docc.

docc.

G. SCHOPP,

Lettera,

S. pagg.

67

68, F. pagg. 391


stelli

di ^Napoli,

392; AMABILE, Fra Tommaso Campanella ne' caLo Schopp fu Roma e in Parigi, voi. 1, pag. 33.

cortigiano e ospite del cardinale

Madruzzi

dall' agosto

del

599,

come ho

mostrato nella Notizia


3

illustrativa.

Lettera

autobiografica,

in

AMABILE,

//

codice delle lettere del


a.

Cam-

panella nella Biblioteca nazionale di Napoli, pagg. 79-81, n.

Capitolo

XII

559

da Augusta
cipi

fu

raggiunto a Milano

dagli sgherri de' prinpistola,

luterani

preso
lui

colpi
nel
e,

di

Lugano

non

seppe
nato

neppure

come
si

1630 non rimanesse


perch
le

assassila

da alcuni

Spagnoli,
tir
l
.

alla
ire

fine

bisognava

rompesse con
lidi

tutti,
i

addosso

de' suoi pi va-

sostenitori,

Gesuiti

Ci nondimeno,

pochi
lo

seppero

tanto

bene ingannare

contemporanei, quanto
paccio esalt
onori
il

Schopp. Del quale Cesare Cadegli agi e degli


tutte
le

dispregio delle ricchezze,


la

mondani,

vasta e profonda
di

conoscenza di
il

discipline,
restituire la

l'apostolato

diffondere

cattolicismo

e di

Germania

all'avita religione

Il

Micanzio non
3
,

tenne

fin

conto dell' opinione del suo diletto Sarpi

perch,

nel ragionare degli

Arcana
"

iesuilica,

dichiar di conoscerne
insigne
" 4
.

l'autore e di averlo per

uomo veramente
"

Giovan
e

Michele Pierucci
ressero a

si

stupiva che da' pi remoti paesi accor-

Padova
finito

dotti
n

per

goder

degli

studi di lui

narrava al Galilei:

II

signor Scioppio continuamente scrive,

ed ha gi
n'ha

pi d' ottanta

opere da dar fuori

ed ora
1'

una

alle

mani

di gran considerazione,

che

inter-

AMABILE, //

codice delle lettere del


castelli di

Campanella

ecc. n. a delle pagg.


,

79-8

F. T.

Campanella nei
osservava

Napoli, ecc.,

voi. 11,

doc.

10, pagg.

26-28.

Lo Schopp,
lettres

aux

XV

e
,

CARLO NlSARD ne' Gladialeurs de la rpublique des XVl e et XVIIe sicles (Paris, Michel Lvy frres, 1860,
parait avoir

tom.

11,

pag.

35),

"

ignor ce que c'est qu'un ami, ou


:

trembl

toute sa vie d'en avoir. C'est pourquoi Vossius disait de lui


sa
fui,
-

Un

an avant

mori,

Scioppius cherchait encore des mmitis,


il

comme

si

ayant toujours
lui ".

vivant, les amitis,

et craint, mourant, d'en laisser une seule aprs


et

Illustrium

mulierum

virorum elogia,

Neapoli,

Apud
"

I.

Carlinum

et

C. Vitalem,
3
II

1608, pagg. 275 e 276.


lo

Sarpi avrebbe voluto che


cartaceo igne

Schopp

fosse

punito

maioribus remediis
Ili,

quam
4

rileva

il

CANT,

negli Eretici d'Italia, voi.

pag. 728.

G. GALILEI,
385.

Opere,

Firenze, Barbra,

1905,

voi.

XVI,

lett.

3252,

pag.

560

Estradizione,

condanna

e morte

prefazione di tutta la Sacra Scrittura, quale assicuro

V.

S.

ecc ?
tuna,

che
che

sar di

un' opera
in

tremenda
che

ed
la

io

ho questa

forla

giorno

giorno

va facendo,
stipendio

me

legge o d a legger
da' Veneziani,
vive

tutta.

Non

ha per

alcuno

perch
e
d'

egli

non ne
pensioni

vuol da nessuno,

ma

del

suo

alcune

che

ha...
la

Ha

eletto

questo paese [Padova],


per
del
la

perch dice trovarvi

migliore aria

sua complessione che egli abbia mai provato in luogo


la

mondo, ed anco per


con
la

libert

e quiete che vi

si

gode,
le

insieme
parti

comodit delle corrispondenze da


1
.

tutte

d'Europa"
speculazioni

Galileo dal lato


"

suo,

sebbene non

lo

stimasse
in
n
...

capace di
n
,

potersi

internar

quanto

bisognerebbe
alla

pure, perch forse credeva


n

sincera

stima e devozione
"

di

lui,

da

lui

si

sentiva acclamato
",
Il

per

l'ornamento

splendor del

...

secolo
:

stava non di

rado ad ascoltarlo, aprendosene col Cesi


il

"

P. Mostro e

signor Scioppio... tengono


sia

ben ferma opinione che questa

non

materia di fede, n che convenga in


le

modo

alcuno
altri,
il

impegnarci
filosofo

scritture

"

2
.

per

non

nominare
in
n

di Stilo

che
",

languiva

da anni

una profonda,
lui
il

scura e umida fossa


divina
gelo
",

sper d'aver trovato in

"

l'anima
"

"

che
il

lo
"

traesse

da
",
"
s
.

"

quel Caucaso
il

",

suo
;

anlui gli
"

suo
i

liberatore
scritti,

suo

"

redentore

"

e a

consegn

propri

raccomandandoglieli, come Dio

aveva raccomandato

lui "

Pur troppo,

il

nuovo

"

Prometeo

G. GALILEI, Opere, 3882, pagg. 333 e 54.


1

Firenze, Barbra,

1906,

voi.

XVIII,

lett.

4146

Ibid.,

lett. lett.

3876

4061, pagg. 50. 254 e 255


183.

Firenze, Barbra, 1903,

voi.
3

XIII,

1637, pag.

AMABILE, Fra Tommaso Campanella


Parigi,
voi.
1,

ne' castelli di Napoli, in

Roma

in

pag. 57

//

codice delle lettere del

Campanella nella

Biblioteca nazionale di Napoli, pagg.

54

e 74.

Capitolo

XII

561

non tard ad avvedersi


di ogni altro
si
;

che

lo

Schopp
furti

si

era infinto pi

che,

cedendo

all'assillante desiderio di gloria,

era macchiato del peggior

de'

e che, riuscito nel


lui
.

proprio intento, non aveva avuto ritegno di beffarsi di

Ecco
12
lungo
tutto
"

ci che

l'

impudente plagiario confessava


1614:

al

Faber

il

marzo

del
si

"Il Campanella star ancora pi a

dove
;

trova,

io

vorrei

che

fosse

libero

del

il

24 giugno del 1616:


Kniff: non

"Lo
riflette

Squilla un vero

pazzo

come Giovanni
e

che non

facile

svignarsela,

che
Io

per

una cosa incerta non mette conto


tutte

spender tanto.
ch'egli
lo

credo che sieno


:

parole di Spagnoli
il

debba

esser libero

sarebbe vero, se

pazzo Ossuna

facesse per bizzarria.

Ma

ammesso

ch'egli sia per uscir

di carcere,

deve operar de' gran miracoli per convincermi.


piova

Faccia
nergli

che
dietro.

danaro come manna, e allora potr


adesso

te-

Ma

non mi
"
2
.

lascio

da' suoi sogni e

profezie tirar fuor di

Augusta

Si rinunzierebbe volentieri alla testimonianza dell' avventuriero

tedesco

che,

trovandosi

nel

febbraio del

1600 a

Roma,

nell'aprile

del

1607

a
al

Napoli e nell'ottobre di
Fiorentino l'uccello di mal
il

quell'anno a Venezia, parve


augurio per
il

Bruno, per

il

Campanella e

Sarpi

3
,

qualora

AMABILE, Fra
e in

Tommaso
voi.
I,

Campanella

ne'

castelli

di
Il

Napoli,
codice

in

Roma
lettere

Parigi,

pagg.

58

(n.

a.),

57

69

delle

del Campanella,
voi.
Il,

pag.

77.
e 52.
I,

2
3

Ibid.,

docc.

169 e 175, pagg. 51


voi.
I,

pag.

BRUNI Opp. XLV1I. Non


ogni

latine conscripta,

pars
lo

Lettera

al

De

Sanctis,

superfluo

avvertire

che

Schopp

parti

da Venezia
si

con

probabilit qualche giorno


il

prima del 5 ottobre, nella cui sera


il

tent di assassinare

Servita.

Evidentemente

Fiorentino

si

attenne

al racII,

conto del
pag. 61),

NlSARD
il

(Les

gladiateurs de la rpublique des lettres,


altri
il

tom.

quale,

come

biografi

dello

Schopp, sostenne che questi


i

aveva cercato d'intimidire


Spampanato.

Sarpi, esponendogli

pericoli cui

andava incon36.

562

Estradizione, condanna e morte

si

potessero avere sott'occhio

pareri teologici e
il

costituti

del

processo

onde

si

chiuse

sinistramente

secolo

deci:

mosesto.

Ma

ci non venne mai interamente accordato


di

un

padre
al

lazzarista
trent'

Sora,

monsignor Raffaele de Martinis,

quale

anni

addietro fu senza dubbio permesso da

Leone XIII
nel

di studiare e pubblicare le scritture bruniane,


italiana,

appena appena ebbe una bozza o copia


peggior
Battista
n
il

mutilata

modo, della sentenza, con


Storti,

la

dichiarazione di

Gian
carte
il

archivista

dell'
n
.

Universale Inquisizione

romana:

processo non esiste

Ora, se anche queste


inutilmente Pio

andarono smarrite con tanta


gennaio del

facilit,

31

1566

si

pigli la

pena

di far raccogliere

e custodire gelosamente quanto riguardasse le cause di fede;

inutilmente

il

23 marzo del
un loro
2
.

1593
il

g'

Inquisitori

generali

commisero
archivio

collega,

Berneri, di fondare
ci

un
il

speciale
a'

Ma, appartenendo

lecito

che

esum

Manzoni

Decreti,

dubitare,

stando contro

le

parole dello Storti quelle d'uomini ortodossi

come

il

Cant

tro

per

il

suo contegno contro

Ro

ria

"

comme
le

il

n'y avait pas longtemps

que Fra Paolo avait t


s'assurer

l'objet

d'une tentative
Scioppius, et on

d'assassinat,

on crut devoir
".

de

la

personne

de

mit en prison

Ma

dal

contegno dello Schopp, come osserv


nella
voi.

l'AMABlLE (Fra Tommaso Campae

ne'
II,

castelli

di

Napoli,

in

Roma
"

Parigi,

voi.

I,

pagg.

66-68;

docc.

109 e 110, pagg. 26 e 27),


si

s'apprende

che fu arrestato,
"
;

perch da' suoi discorsi


e che rimase in prigione

dubit

alia

etiam a Pontifice mandata habere


di

dalle tre ore

notte del

27

fino

al

mattino del

29
il

settembre.

Appena

liberato,

non tard ad abbandonare Venezia, perch


cit.,

7 ottobre a

mand da Trento (Op.

voi. cit.,

doc.

IO,

pag. 26) una

lettera
1

G. Faber.

DE

MARTIM1S,

Op.

cit.,

pag.

209;

TOCCO, Di

un nuovo docu-

mento su G. Bruno, pag.


2

8.

PASTOR,

Allgemeine De^rete der Rmischen lnquisilion, pagg. 28 e 52.

Capitolo

XII

563

il

Previti

\ che

il

documento dato

al

De

Martinis sia

stato tratto dall'inserto,

che, secondo una prescrizione


"

anarti-

cora vigente dal


coli,

578, dovrebbe contenere uniti


la

gli

g' interrogatorii,
il

sentenza,

1'

abiura e
:

altri

2 atti " .

Anzi,
e pi

dubbio pi che mai fondato


ricercatori de'

uno de' maggiori


l'Amabile, alle-

scaltriti
l'

giorni nostri,

gando
rienza,

autorit

del

Masini e sicuro della propria espen


l'

si

scagli contro

impostura

"

le

"

falsificazioni

degli ufficiali del Commissariato del Santo Uffizio, minacci


di
"

arrecare

prove
lo

palmari
Storti

delle
si

sue
sia

accuse e concluse

Ammetto che
n
.

non

comportato

in tal guisa

senza ordini superiori,


brutta

ma con
con
la

ci la cosa riesce ancor pi

Bisogna
si

augurarci

che ormai

si

muti indirizzo,
liberalit,
"

che
si

gli

studi

trattino
"

conveniente

che

ripeta l'atto dell'

alta

e illuminata sapienza

che
*.

frutt fino

la

pubblicazione genuina del processo galileiano


si

Ma

a tanto che ci non

verifichi,

necessario fare capo allo

Tanto

negli Eretici

d'Italia

(voi.

Ili,

pag.

727), quanto nee}' Italiani 369),


la
il

illustri

(Milano,
"

Libreria Brigola,

1874,
il

voi. HI, pag.

CANT
e
.

af-

ferma:
cuzione
pag.

L'archivio vaticano contiene


;

processo,

non

condanna

l'esecit.,

"

e
"

il

padre L. PRE/VlTI

della

Compagnia

di

Ges

(O

383):

Il

processo romano., trovasi


pontificia
di
;

nell'archivio

dell'Inquisizione,
leggere e

dove per saggia disposizione


molto meno trascrivere

a niuno concesso vedere,

documenti

alcuna sorta

".

Oggi,

veramente, esso
resti

Archivio stato

aperto al Pastor

ed sperabile che questo non

un

privilegio singolare.
2

PASTOR,

Allgemeine
pag.

De^rete

der

Rmischen
e

Inquisition,

decr.

del

22 dicembre,
pagg. 7 e 8.
3

34;

FAVARO,
e

Galileo

l'Inquisizione,

Prefazione,

AMABILE, Due
e

artisti

uno

scienziato,

Gian Bologna, Iacomo SvaUffizio napoletano,


in

nenburch
della
a.

Marco Aurelio

Severino, nel Santo

Atti

R. Accademia

delle scienze morali e politiche di Napoli, voi.

XXIV,

1890, pagg. 468 e 469.


*

FAVARO,

Galileo e

Inquisizione,

pag. 8.

564

Estradizione, condanna e morte

Schopp
in

che,

ingegnandosi
gli

per le sue
i

mire

ambiziose di

mitigare in

Roma

odi contro

Luterani e di magnificare

Germania

la tolleranza

della Chiesa cattolica,

non poteva

trascurare di servirsi d'un esempio che egli giudicava assai


a

proposito, e

si

affrett

a descrivere
invi,
il

la

tragedia di cui fu

testimone.

La

lettera
in

che

17

febbraio, a Corrado
di eraltri

Rittershausen,
rori,

parecchi

punti
;

non certo priva

di parzialit, di

mal talento

ma
a

con

tutti

questi e

difetti

ha sempre

una grande

importanza,

perch viene a
vedr,
le

chiarire e compiere,
notizie de'
I

come

mano

mano

si

scarse

quattro o cinque

documenti del Santo


il

Uffizio.

lunghi anni di prigionia richiamarono

Bruno
aveva

alla triste
lo

realt.

Quasi d'un
sorretto

tratto

gli

venne meno l'ottimismo che


che
lo
le

aveva

dalla

fanciullezza,

mille

volte difeso contro la malignit degl' ignoranti e degl' invidiosi,

che aveva riscaldato nel suo cuore


la

pi bei senti-

menti di filantropia, che aveva elevato

sua mente a una


;

magnifica e serena concezione dell' universo


un' illusione

gli

sembr
speranze

lontana, una pazzia

1*

aver nutrito

le

di

cui

principalmente
si,

parl a fra
;

Domenico da Nocera.
altro
si

Egli stava,

Roma
la

ma, oramai ben


di

aspettava
altro

che che
agli

il

perdono e
vita

grazia
fuori

Clemente Vili, ben


neanche

la

tranquilla
all'

della Religione e tutta dedita

studi e

insegnamento.

Non ebbe

la fiducia

che sarebbe stato bastevole, per essere riammesso nel grembo


della

Chiesa,
la

il

chiedere

umilmente perdono
trovarsi

d' avere,
il

se-

condo
censure.
ripetuto

fede,

deviato e di
ne'

sotto

peso delle

Presso a poco
a

medesimi
pensare

termini egli aveva


col
]
;

Roma,

si

pu

ben

Tocco

e col

Gentile, le dichiarazioni fatte a

Venezia

ma

certo

non

TOCCO,

G. Bruno, Conferenza, pag. 87


pag. 64.

GENTILE,

Bruno

nella

storia

della cultura,

Capitolo

XII

565

pi a un tribunale
sato
dell' inquisito,
costituti,
libri.

che,

poco o punto conoscendo

il

pas-

inclinava a starsene a quel che questi

diceva ne'
di

senza
I

occuparsi d' indagini accurate e

riscontri di

giudici

romani che gi avevano dii

ligentemente

letto

confrontato
fra

processi anteriori, forse

ebbero per tempo da


lista

Giovan

Gabriele da Saluzzo
il

la

che
1

il

Nolano aveva
lista

esibita de' suoi lavori


tra
le
"

2 giugno
'
;

del

592,

che ora manca

carte venete

ed

esaminarono
per
n

le

Sette arti liberali con


certi

un'opereta... di
universali
",

Dio
con

la

deduzione di
di
2
;

suoi
n

predicati
e
i

un

libretto

congiunzioni
poi,

manoscritti

consegnati
Ciotti,

dal

Mocenigo
lo

se tutti

libri

rammentati dal

dallo

Schopp e

dall' autore
gli

medesimo, Y Infinito, universo e

mondi,
i

Spaccio,

Eroici furori, le
i

Ombre
la
3
,

delle idee,

Centoventi

articoli

contro
i

Peripatetici,

Composizioin

ne delle

immagini e

poemi

francofortesi

somma

Le

quali,

in ogni

modo, ricordavano
r ), il

il

Canto

Circeo (doc.

VII,

e.

),

il

De memoria
5
1

(doc. VII, e. 5
furori
e.

De lampade
e.
1

combinatoria (doc. VII,

e.
e.

r ),

gli

Eroici

(doc.
il

VI,

r ),

il

De
il

l'infinito
e.

(doc. VI,
1

doc. XII,

23
e.

v ),
1 I

De

umbris iderum (doc. IX,


),

),

il

De minimo
e.

(doc. IX,
e.

doc. XI, e. 14 v
;

De monade
e.

(doc. IX,
le

ll v

doc. XI,

14

v
e.

doc. XII, e. 23 v

doc. XIII,
e.

38

r ),

Sette

arti

liberali

(doc. IX,
1

12

doc.

XVI,
Causa

37
e.
1

),

Centoventi
il

articoli

(doc.

XI,

e.

),

il

De immenso
e.

(doc.

XI,

),

De
23

composilione
v

imaginum
(doc. XIII,
2

(doc.
e.

XI,
v ).

14

),

la

(doc.

XII,

e.

la

Cena

31

Docc.
II

veneti,

doc.
il

I,

e.

doc.
gli

II,

e.

3
e.
1

Ciotti cit
)
;

De minimo
lo

Eroici furori (Docc.


il

veneti, doc.
le

VI,
delle
i

lo

Schopp
F.

Spaccio,

l'Infinito,
in
fine,

De immenso
il

Ombre
1'

idee

(Lettera,
di

391, S. 67);
la

Bruno

Centoventi

articoli,

poemi
la

Francoforte e
e
la

Composizione delle immagini, non che


e.

Infinito,
e.

Causa

Cena
v
;

(Docc. veneti, doc. XI,


e.

14

doc.

IX,

11 v

doc. XII,

23

doc. XIII,

30

doc. XIII,

e.

31 v

566

Estradizione, condanna e morte

tutto

ci

che

sino

allora

si

erano

potuto

procurare
il

'

La Sacra Congregazione
naio del
il
1

cardinalizia,

tenuta

14 gen-

599, di gioved, e nella quale manc solamente


prescrisse a' consultori

Sasso,

Tragagliolo e Bellarmino

di mostrare a Giordano,

fin

d'averne l'abiura, otto proe

posizioni eretiche, tolte da' suoi libri e dal suo processo;


di esaminare poi le altre
2
.

La

risposta del

Nolano

fu cer-

tamente negativa; perch


braio,
rina,
il

nell'

adunanza del gioved, 4 febil

nella

quale intervennero
il

Madruzzi,

il

Santaseve3
,

Deza,

Pinelli,

il

Borghese e l'Arrigoni

e che

venne preseduta dal Pontefice, questi ordin che di nuovo


s'

intimassero
le

all'

ex

frate,

da'

medesimi Tragagliolo e Belche


contenevano eresie

larmino,
n

suddette
tali

proposizioni
allora,

non dichiarate

ma

da' pi antichi Padri, dalla


n
;

Chiesa e dalla Sede Apostolica

e in caso di
4
.

rifiuto,

si

concedesse una proroga di quaranta giorni


decreti
le
il

In questi

due

Berti

rileva

che non solamente

" si

distinguono
",

eresie provenienti da' libri ci


,

da quelle de' processi


di luce
D
.

ma
pro-

anche,
cesso
n

che

" un lampo

che irradia

il

le

nuove dalle antiche

La seconda

distinzione

II

De

immenso,

il

De monade,

il

De

minimo,
si

il

De imaginum comnoverano anche nella


et

posilione e la

Stimma terminorum metaphysicorum


scriptorum

Nomenclatura
digesta ab

philosophicorum

alque philologicorum collecta

ISRAELE SPACHIO.

Argentinae,

Apud

Ant. Bertramum,

598,

pag. 338.
2

Docc. romani, doc.


"

1.

Ad

una seconda
scrive
il

tornata...

alla

presenza degli

stessi

cardinali...

si

legge... ":
alla

BERTI

(Vita 2

pag. 317),
si

ma non

esattamente; perch

prima tornata parteciparono, come


sei

osservato (pag. 553, n. I), otto,

non
4
5

cardinali.
II.
Il

Docc. romani, doc.


Vita 2
,

pagg.

322
n

e 323.

BERTI

ha ragione di distinguere,
la

ma non

di affermare

che

nei libri bruniani

non v'ha parola contro

transubstan-

Capitolo

XII

567

nella
chiara.

lettera

dello
le

Schopp, prosegue
vi

il

Berti,

"

netta e

Tra

antiche

era la transubstanziazione, la verle

ginit di

Maria ecc.;
e

tra

recenti,

oltre

parecchie

altre,

quella

orrenda
e
Il

assurdissima de' mondi innumere-

voli
in

dell'anima che va di corpo in corpo e di


...

mondo

mondo.

Bruno, bandendo con forza


di

la

dottrina dei

mondi innumerabili, parlandone come


mente
certa,

cosa scientificacopernicano,

immedesimandola
l'

col

sistema

ampliandola con
d'infiniti
i

idea metafisica dell'

infinito e

con quella

sistemi planetari, ...doveva interessare

grandemente

teologi,

e specialmente

il

Bellarmino, nella cui mente coil

minci a sorgere e formarsi


il

concetto dell'eresia nuova


1'

quale

lo rese
2
.

poi implacabile nel processo contro

astro-

nomo

pisano

ziazione ecc.

"

(pag.

322)

indirettamente lo mostra
1

il

TOCCO
Band IV,

nella

Con-

ferenza
e

fiorentina
:

(pag.

e nelle

recensioni de' lavori del

De

Martinis

dell'Auvray

Archio

fiir

Geschchte dcr Philosophie,

pag.

349

Di un nuovo documento
1

su

G. Bruno, pag.

7.
11

Vita*,
tra
le

pagg.

323

e 324,
fatte
al

300

e 301.
fu

Berti

desunse dallo Schopp

che

imputazioni
;

Nolano

quella d* avere

ammesso mondi

innumerabili
tinis,

e se

ne fu criticato dal Balan e dal


sua
il

Previti e dal

De Mar-

non solo ebbe dalla

Colocci e
fra

il

Fiorentino,

ma
:

poteva anche

valersi dell'autorit del


cit.,

domenicano

Tomaso Maria Alfani


cu., pag.

PREV1T1, Op.
Istoria degli

pag. 215-,

De Martinis,

Op.

184; Alfani,

anni santi, Napoli, G. Muzio,


2

1725, pag. 415.


fra
:

Gi

il

12 aprile del

1615, a

Paolo Foscarini, provinciale de' Car"

melitani

di

Calabria, egli affermava


di

V.

P. ed

il

Sig.

Galileo e

facciano
assoluta-

prudentemente a contentarsi
mente...
si
.

parlare

ex suppositione
il

non

Perch
in

il

dire...
,

che realmente

sole stia nel centro del


giri

mondo
e
le

e solo

rivolti

se

stesso...

e che la terra...

con somma velocit intorno


tutti
i

al

sole,

cosa molto pericolosa

non

solo d' irritare

filosofi

teologi

scolastici,

ma anco
...

di nuocere alla Santa

Fede con rendere


le

false
il

Sacre

Scritture.

11

Concilio
Santi
li

proibisce
;

esporre
la

Scritture

contra

commune
li

consenso

de'

Padri

se

P. V. vorr leggere non dico solo


il

Santi Padri,

ma

commentarii moderni sopra

Genesi, sopra

li

Salmi, sopra

568

Estradizione, condanna e morte

Lo Schopp
che
questi

che,

come accenn
di

lui

stesso,

ebbe
di

notizia

della vita, degli studi e delle dottrine del Nolano, afferm

non

tralasci
fin

propugnare nulla
gli

quanto
*
;

avevano
perch

insegnato

allora

etnici e gli
rifer

eretici

non mancassero esempi,


eretiche di lui
si
2
.

un gran numero di
il

proposizioni

Tra

le

quali

De
1

Martinis

non dubit
sendo

trovassero quelle

scelte e intimate dal

Traes-

gagliolo e dal
in

Bellarmino
di

nel

principio del

599
le

ed

grado
la

definire

che

una di
pens
e
gli

esse,

la

prima,
trat-

riguardava
tassero
l'

transustanziazione,
asserito

che

altre

avere

che

Ges
la

Apostoli

fossero

de' maghi, l'avere


origine del genere
ipostatica

ammesso
umano,

magia, l'aver negato l'unica


verginit di Maria,

la

l'unione

della

doppia

natura in Cristo, la divinit dello


del
:

Spirito

santo e quella
lui
il

Verbo
tre

3
.

Non

fu

disposto

consentire con

Tocco
"

anni avanti era stato nella

convinzione di poter
cludere
alla
n

quasi con sicurezza matematica consi

che

gli

argomenti delle proposizioni


all'

riferissero

distinzione delle persone in Dio,


al

incarnazione del
alla divinit

Verbo,

concetto

dello

Spirito

santo,

per

l'Ecclesiaste,

sopra Giosu,
il

trover che
gira

tutti

convengono

in esporre

ad

li-

teram

eh'

sole nel

cielo e

intorno alla terra con

somma

velocit,

e che la terra lontanissima dal cielo e sta nel centro del

mondo, immobile.

Consideri
si

ora

lei,

con

la

sua prudenza, se
contrario
alli

la

Chiesa possa sopportare che


tutti
li

dia alle Scritture un senso


greci

Santi Padri ed a

espo-

sitori

latini.

si

pu

rispondere che questa non

sia

materia di

fede;

perch

se

non materia di fede ex parte obiecti, materia di


.

fede

ex parte dicentis...

Che quando

ci

fusse vera demostrazione...


.

allora bisogneria
ci

andar con molta considerazione...


fin

Ma
"
:

io

non creder che

sia tal

dimostrazione,

che non mi
XII,

sia mostrata...

G. GALILEI, Opere,
e

Firenze, Barbra,
1

1902,

voi.

lett.

1110, pagg.

171

172.

Lettera,
Ibid.,

S.

pagg. 66-68, F. pagg.

390-392.

S.
c/7.,

pagg.
pag.

67 e 68, F. pag. 391.


182.

Op.

Capitolo

XII

569

assistenza

in

Cristo,

alla

trasmigrazione delle anime, alla


infinit

necessit

ed

eternit

della creazione

e fu poi

costretto a confessare

che,
i

mai come nel caso


ragionamenti
scrisse,
n
1
.

suo,

erano
le

venuti

fatti

smentire
",

"

Dopo
il

sor-

prese della sentenza


venturarsi
lettera

egli

non

caso di avla

in

nuove congetture. Le opere del Bruno e


Scioppio

dello

contengono
e

tali

e tante eresie che

mal

si

saprebbe

scegliere

queste

e
i

quelle; e anche

metodi di eliminazione che sembrano

pi sicuri,

si

visto

come
stabile

falliscano

miseramente
eresie

"

In ogni

modo, incontrasi
;

che

le

enumerate dallo Schopp

leggono
e che,

una per una nelle denunzie di Giovanni Mocenigo


essendo
state

da'

consultori
tutte

romani
risultare,

tenute per altrettante

imputazioni, doverono
brare,

o quanto

meno sem-

confermate da nuovi

testimoni o da pagine di libri

dell' accusato.
Il

quale, dal canto

suo,

non pot indifferentemente actutte


le

cettare e

non cercar d'attenuare


che nel

accuse mossegli,

sopra a tutte quelle


gate
finito

modo

pi assoluto aveva neeh' egli

nel

592.

verisimile,

nondimeno,

abbia
al

con

l'

ammettere ci che apertamente aveva detto

bibliotecario di Saint-Victor e

appena accennato
perch
n

al

Tribu-

nale

veneto

d' avere
l'

cio

discorso senza rispetto de' sasia

cramenti, compreso

eucaristico,

questi

"

erano

ignoti a S. Pietro e a S.

Paolo, che null'altro seppero che


",

questo
quistioni,

il

corpo mio
tolti

sia

perch,
i

spazzate coteste
n
,

sarebbero

di

mezzo

torbidi religiosi

origine
3
.

delle divisioni e delle guerre che insaguinavano l'Europa

Conferenza, pag. 86
In

Di un nuovo documento
20 rev
21

su

G. Bruno, pag.
pag. 350.

7.

2
3

Archiv

fiir

Geschichte der Philosophie,


doc. XII, ce.
e 296.
,

Band IV,
25
v

Docc.
II,

veneti,

-26 v ; Docc.

parigini,

doc.

pagg.

295

570

Estradizione, condanna e morte

Le
la

quali giustificazioni ci fanno intendere, sostiene

il

Tocco,

sentenza

nel

punto dove dice

n
:

visto...

le
;

confessioni

delli tuoi

errori,
le

bench

tu neghi

essere

tali "
l'

e ci spie-

gano

altres

interminabili discussioni che

imputato ebbe
si

col Tragagliolo, e ancora pi col teologo toscano che

era

lungamente occupato nelle sue opere delle controversie religiose

ed ecclesiastiche
n

1
.

Cosi, insinua lo Schopp,

Gior-

dano

dapprima

ottenne

quaranta

giorni

per

deliberare,

poscia promise una ritrattazione, ripigli poi a difendere le

sue sciocchezze, appresso impetr una nuova dilazione;

ma

non fece che ingannare

il

Pontefice e

g'

Inquisitori

" 2.

Sono parole velenose, una maligna


del

interpetrazione che
il

ricorda quella data dal procuratore Contarini,


1

7 gennaio
[al]
li

593, nel Collegio

n
:

essendo stato intimato


dir

reo,

che dovesse, se pretendeva,


perch
si

o dedur ci che

paresse,

voleva espedirlo, egli ha risposto che intendeva

di presentar

una

scrittura

nella quale, per quanto


via,

si

era
sar

potuto sottragger
caro di esser
esser
fatto

per buona
alla

egli

per dire che

gli

rimesso
lui

giustizia di

Roma:

e ci forse

da

per vedere di metter tra tanto tempo e


spedito di qua nella maniera che egli
di trovarsi

dilazione allo esser

teme
aveva
menti
zione
l'

3
.

Era proprio destino del Bruno


diceva o faceva, sin
vita.

sempre
egli

intorno qualcuno pronto a travisare o deridere


in pensiero,

quanto

ne'

pi gravi
1'
:

mo-

della

sua

La

verit

ben diversa
al

Inquisi-

non

badava a tempo,
pur
di
lo

pur di ridurre

suo

volere

accusato,

fiaccare la resistenza pi tenace.

Con

molta opportunit

dimostr

il

Berti

con questo luogo del

Di un nuovo documento
Lettera,

su

G. Bruno, pag. 9.

2 3

S. pag. 68, F. pag. 392.

Docc.

veneti, doc.

XXIII,

e.

225 rev

Vedi, avanti,

le

pagg. 538-540.

Capitolo

XII

571

Sacro arsenale, ovvero Pratica del Santo Officio di Eliseo


Masini
vuole
viva
:

"

Noi

seguendo
del
fatto

le

pedate del Signore, che non

la

morte

peccatore,

ma

che

egli

si

converta e

\ abbiamo
d' altri

ogni opra per correggerti e ridurti alla


stessi,

vera strada della salute, con l'esporti per noi

e per

mezzo
la

ancora, chiaramente la dottrina


n 2
.

evangelica e

purit della santa fede cristiana...

G' Inquisitori
flessione del

generali,
luglio

che

avevano presente

la

genu-

30
;

del
Il

1592,

confidarono di spuntarla
il

anche loro
Gentile,

ma

invano.

Bruno, argomenta con ragione

"se a Venezia ammise

di aver errato e d' essere

incorso, ne' suoi libri, in

proposizioni e dottrine non stretdi volerne


le

tamente ortodosse,
fare

e,

religiosamente, dichiar
disse

ammenda, non
false
;

per che
s'

egli,

filosofo,

di-

chiarava

sper non

insistesse
fine,

allora

n poi

nel chiedergli in qual conto egli, in


la

intendesse tenere
sia
;

sua

filosofia

4
.

Non
il

ne

fu

richiesto,

pure perch

giudici

non ne ebbero
fu

tempo, a Venezia
le

ma

Roma,
ri-

allorch

messo

con

spalle al muro,
chiarire
il

obbligato a
tra

spondere
filosofia

precisamente,
in s

a
il

suo pensiero

la la

che risolve
che,

contenuto della religione, e

teologia
filosofia,

non

risolvendolo,
egli

non

pu giudicare
ci

della

magnanimamente

ripet

che aveva inse-

Questa e

altre

simili

sentenze
ultime,
:

bibliche
del

si

leggono anche
la

in
s'

una cominvoca dal

movente

lettera,

una

delle

Tasso, con

quale

Santaseverina perdono e giustizia


2

Lettere, voi.

V,

lett.

1501, pagg. 178-180.

Vita ; pag. 294.


In
fatti,

terminando a met di marzo


altre,

la

proroga del 4 febbraio, non


il

furono alieni dal concederne


causa
",

non essendosi,

5 aprile,

"

proposta
11

la

cio

messa

in

consulta,

deliberata (Docc.
dalla sentenza
:

romani, docc.

III),

n ne' mesi successivi, come G. Bruno nella


storia

risulta

doc. VI, pag. 208.


in

della cultura,

pag.

70,

nota.

572

Estradizione, condanna e morte

gnato

e
i

scritto

che

la

sua

verit

era
.

la

filosofa,

non

avendo

dommi che un valore pratico l Un molto rev. padre baccelliere, cui, come a priore, il Bruno aveva ubdal
1

bidito

574,

fra

Erasmo Tizzano
3
,

2
,

eletto nel

592

provinciale per la seconda volta

il

28 agosto
al

di quell'anno

chiamava
altri

in

S.

Domenico Maggiore,
Stilo,

cospetto suo e di

prelati,

un diacono di
della

che era vissuto parecchi


;

mesi

fuori

Religione in case di secolari


il

e ottenne
il

che questi accettasse per pena


nella sua provincia d' origine
e,

carcere sofferto,

ritorno

ogni

sabato, la recita

dei

salmi penitenziali con

l'

uffzio

de' morti, e promettesse indi confor-

sieme di abbandonare
marsi
letture,

le

nuove idee telesiane e

pienamente,
alle
si

nelle

dispute e nelle prediche e nelle

dottrine dell' Aquinate

\ Questo diacono
si

cala-

brese, che

chiamava

fra

Tomaso Campanella,

sottomise,

G. Bruno nella

storia della cultura,


voi.

pag.
r
:

70, in nota.

Monasteri soppressi,

458,

e.

26

"

ianuar.

1574,

incipit

extraor-

dinarius introitus prioratus rev. patris fratris Erasmi de Neapoli lectoris,

anno

suo primo
3

".

Ibid.,

voi.

582,

ce.

96

I87

"20

maii
"
;

1576, tempore provincia"

latus

R. P. F.
in

Erasmi de Neapoli baccalaurei


provincialem
provinciae ab

20
fr.

febr.

592, confir-

matus

priorem
et

provinciae

Regni
r

Erasmus de Neapoli
Maria
Beccaria

eiusdem ordinis
de Monteregali

R? P

M?

Hippolyto

totius

eiusdem ordinis magistro generali, tunc Mediolani com-

morante
i

",

Ibid.,

voi.

cit.,

e.

189

"Die

28

augusti

1592

fuit

per

consilium
Stilo

reverendorum
vinciae

patrum

sententiatus frater
ut

Thomas Campanella de
ab hac provincia
et

prose

Calabriae,

diaconus,

discedat

ad suam

conferat infra spatium octo dierum, et sub poena gravioris culpae ut

dispu-

tando,

praedicando
Telesii,

et et

legendo
tenuiter

teneat

doctrinas

sancti

Thomae

et

reprobet
vicibus

doctrinas

una die

sabati etiam persolvat


;

tribus

psalmos poenitentiales
apparet quod
steterit

et officium

mortuorum

et

quia per suam confessionem

per plures menses in domibus saecularium extra religioin

nem, carceres cedant

poenam

".

Capitolo

XII

573

perch
ancora

non aveva
non
era
il

ancor

compiuto

ventiquattro

anni

temprato
destino
"
'
;

agi' infiniti
si

e indicibili tormenti

che
gi

gli

serbava

sottomise, perch,

sebbene

tenuto in conto di
n 2
,

uomo

virtuoso e di grande lette-

ratura

non

si

trovava nelle condizioni del

suo

correli-

1
n

indubitatamente

il

primo processo cui fu sottoposto


",

il

Campanella.
chiarito dal

Pochissimo noto anche all'Amabile


(//

venne

in

qualche

modo

GENTILE
V Archivio
trasse
il

primo processo di eresia di fra


napoletano,
profitto
a.

T. Campanella,
fascic.

Estratto dal-

storico

XXXI,
d'

1907,
lettera

IV, pagg. 3-5), che

maggior

possibile

una

che l'ambasciatore toscano


del

Giovanni

Niccolini
I,
il

mand

a Lorenzo

Usimbardi, segretario

granduca

Ferdinando
gita,

31

maggio del

1592. La sentenza di esso processo, sfug-

non

so

come,

all'Amabile e dal Gentile creduta conservata nell'ArUffizio

chivio
si

generale del Santo


nel

romano

(pag.

11),

si

legge,

come

dianzi

visto,

Registro di provincia, a Napoli. Nel qual Registro, nondila

meno, non appare

revoca di essa o
recarsi

la

mitigazione della pena, avendo


a

il

Campanella
Padova.
altri

potuto
gliene

nel

settembre
:

Roma

di

li

a Firenze e a

Ma
fu

venne

male

il

593, appena giunto a Padova, con

frati

incolpato di avere una notte, nel convento di Sant'Agostino,

fatto

oltraggio a

uno de'
egli

principali

giudici

del Bruno,

il

Beccaria

n
:

comFra

prehensus

sum

",

ramment
la
B

quattordici
i

anni dopo

(AMABILE,

Tommaso
voi. in
I,

Campanella,
,

sua

congiura,

suoi processi e la sua pazzia,

pag. 46, n. a

quod

deturpassem reverendissimum P. Generalem


et
...

conventu patavino ubi triduo quasi ante deveneram,


etiam
est

noctu patratum
ficta

scelus

mihi
.

cum

alns ex sola
si

aemulorum sciolorum
dell'

suspicione

impositum
evitare

Sebbene

fosse

purgato

immonda
nel

accusa, non seppe

altri

processi,

altre

persecuzioni.

Anche

1607 scriveva a mondelle lettere,

signor
"

Antonio

Querengo
che

Son 8 anni
in

continui

(AMABILE, // codice sto in man di nemici...

pag.

61):

e inanti a questi

8 anni
libert,

stetti

carcere pi volte,
di relegazione
//
".

che non posso numerar un mese di vera

se

non
2

GENTILE,

primo processo di eresia di fra T. Campanella, Lettera

del Niccolini, pagg. 4 e 5.


riorit
1'

11

Campanella,

poi,

non ignor mai


il

la

supe-

del suo ingegno e della sua dottrina, n mai nascose

dispregio per
egli,

ignoranza de' suoi


ricord

compagni.
gli

Come

il

Bruno (pagg. 250-252),


"

per

esempio,

che

studenti

formali

usano

star

quattro anni in un

574

Estradizione, condanna e morte

gionario
supplizi
Il
1

che
la

si

apprestava a suggellare col maggiore dei


filosofia.
1

nobilissima sua

settembre, e forse anche nel novembre del


fu di
visita
n

599,
*
;

al

Nolano

nuovo

prefisso

il

termine di quaranta giorni

ma, nella

cardinalizia del 21

dicembre,

egli

dichiar

senza ambagi

che non voleva n doveva ravvedersi, perch


materia e argomento di ravvedersi
chi
" 2
.

non
I

aveva

motivo,

sacri
"

canoni

ordinavano di procedere contro


"
;

fosse

rimasto

ostinato e impenitente
il

nondimeno,

"

acci con-

vertissero

loro correligionario e lo convincessero della sua

cecit

falsa
gli

dottrina

",

in
il

vece del Tragagliolo e del


reverendissimo Beccaria e un

Bellarmino,
altro prelato

mandarono

domenicano,
il

la

cui

dignit fu dal Berti confra

fusa

col

cognome,
3
,

padre

maestro

Paolo
4
,

Isaresi

da

Mirandola
di
fra

gi provinciale di Terrasanta

poi successore

Vincenzo
la

Asturicense non solo nella procura del-

l'Ordine presso

Curia romana e nel vicariato generalizio

trattato
altri,

con
si
n
:

ciarle

lunghe,

ostentative

di
;

lettori;

e non san quello


li

gli

dottorano con quell' ignoranza

li

mastri e

discepoli son pap-

pagalli

AMABILE, Fra Tommaso Campanella


in

ne' castelli di Napoli, in

Roma
1

Parigi,
n.

voi.

II,

doc.

197, pag. 84.

Pag. 571,

3.
;

2 3

Docc. romani, doc. VI, pag. 208


Ibid.,
lo

doc.

IV.
Il

doc.

IV b
"

doc. VI,

pag.

208.
",

BERTI

{Vita*, pagg.
a'

319

320)
4

chiam

padre Paolo Vicario


il

perch non bad molto

docu-

menti (pag. 446) che ebbe

merito di pubblicare.
hislorica, tom.

Nel 1583: Monumenta ordinis Praedicatorum

X,

pag. 253.
fra

Dopo

il

1592:
nell'

Ibid.,

pag.
del

309.

Nel 1601

posposto a

Geroil

nimo
sdegno

Xavierre
;

elezione

generalato,
"

non

seppe

contenere

suo

ma da Clemente, che
Ordine
et

riconosceva

Paulum
Officio
:

Mirandulam
optime

esse

de
",

dominicano

sanctissimae
il

inquisitionis

meritum

venne

indotto ad accettare

vescovato di Sqliillace

MORTIER,

Histoire

des maitres gnraux des Prcheurs, tom. VI, pagg. 56 e 58.


il

Vedi anche

TAURISANO,

Hierarchia ordinis Praedicatorum, pag.

103, n. 79.

Capitolo

XII

575

ma
gli

dal

1592 anche
ducati
annui,

nella lettura
alla

di
l
.

teologia,

con censeduta che

toventi

Sapienza
tennero

Nella
al

eminentissimi

Inquisitori
il

cospetto di
il

Cle-

mente Vili un venerd,


e
1'

20 gennaio del 1600,


del

Beccaria

Isaresi

diedero
alle

conto

mandato

avuto

che

fra

Giordano,

esortazioni di

accettare e abiurare le prolibri,

posizioni contrarie alla fede, sparse ne' suoi costituti e

non

aveva
del

ceduto,

asserendo
Uffizio
;

d' essere
n

stato franteso

dai

ministri

Santo

e aveva

sempre perseverato non


3
.

pertinacemente
n

ed
"

ostinatamente in dette sue opinioni er2


.

ronee ed eretiche

Aperto,

ma

tuttavia

letto,

il
i

memoriale
giudici

che

il

Filosofo

aveva

presentato, vennero

richiesti

dal

Pontefice del loro parere

quasi

certamente furono

tutti

d'accordo
4
,

il

Sasso, un vecchio cadelle sue cariche solo

dente

che

non era
n

stato
"

spogliato

per non dargli


avesse
voluto,

travaglio

non avrebbe potuto, caso mai


il

intercedere

per

suo

compaesano
a
"

il

Santaseverina,

sebbene
ripeterlo

si

sentisse

legato

Nola

era,

non superfluo
bile
"
il

qui,

quell'uomo di

natura terri-

quale aveva festeggiato l'eccidio di S. Bartolomeo


"

e stimava
g'

convenisse esser altrettanto misericordioso verso

innocenti,

quanto

rigoroso

verso

gli

ostinati

",

fossero

nominato

nel

ruolo
I,

del

1595
r

(Catalogi antecessorum,
r

Mandala

emolumentorum,

tom.

ce.

31

23
il

),
1

come

lettore

da quattro anni,

mentre quel medesimo posto era tenuto


2
3

592

dall'Asturicense.
e 209.

Docc. romani, doc.


lbid.,

doc. VI, pagg.

208

doc.

V.
dell' ambasciata di

DoLFIN, Relazione

Roma,

pag. 487.

Egli che era priore di Santa

Maria

di

Domicella nella diocesi nolana e


propria (amiglia,
il

che

chiedeva di conservare

quel

beneficio nella

si

mostr
lui

benevolo col vescovo di Nola Filippo Spinola e consacr


Fabrizio
glorioso...

successore di
il

Gallo
di

non

solo,
"
:

ma

cur

si

"

collocasse

pili

nobilmente

corpo

S. Paolino

Autobiografia, pagg. 43, 44, 64, 65 e 96.

576

Estradizione, condanna e morte

pure appartenenti a famiglie note e care


di

a'
i

suoi
voti,

l
.

fuori

dubbio
la

che

il

Santo
2

Padre,

"

uditi

ordin

di
il

terminare

causa, pronunziare la sentenza e consegnare


"
.

reo al braccio secolare

Fino
se

a'
si

tempi di Costantino, l'eretico era ammonito


3
.

e,

non

correggeva, allontanato dal consorzio de' Cristiani


In

e scomunicato

appresso, oltre
"

la

scomunica e
notizia a'
n

1'

ana-

tema, alcuni vescovi


strati,

non ardivano darne

magi;

dubitando che non fosse opera d'intera carit


il

altri,

invece, avendo visto che


ostinati,
"

timore vinceva

la

pertinacia degli
alli

stimavano fosse debito loro di notificare

giu-

dici secolari le persone


cattive,

de

gli

eretici

e le loro

operazioni
4
.

ed
che
i

eccitarli

ad eseguir
peccatori
"

le leggi imperiali "

Quando

pareva
civile,

questi

fossero causa di turbamento

tribunali,

badando

pi alla sedizione ch'all'eresia,


"
5
.

passavano

anche a pena

capitale

Ma
i

gli

ecclesiastici

non intervenivano mai per aggravare

processi,

anzi

"

fa-

Si

"

concit
e

contra
di

"

1'

ira

de'

Napolitani
";

"

per

l'

abbrugiamento di
[gli]

G. B. Gargano
aveva
fatta

F. d'Alois
[suo]

ma

"

per molta instanzia che

Donat'Antonio,
del
di

fratello,

in favore di

G.

Battista

ed Orazio

d'Alois,
officii

figli

quondam Gio. Francesco, procur che


dottorato ed a poter succedere...
[suo]
,

fossero abilitati agli

grado

essendo memore della


;

molta
cosi

stretta

amicizia ch'era stata tra


officio

padre e l'avo di questi giovani


li

anco fece

che fossero

reabilitati

figli

del

quondam

B. Gar-

gano, essendo stato pregato dalla signora Geronima Stellarola, madre di detti
figlioli,

e
g'

da

altri

[suoi]
...

amici,
"

convenendo

essere altrettanto misericordioso

verso

innocenti,

(Autobiografia,

pagg.
il

13 e 45
figlio

).

Non

difficile

quindi immaginare l'aborrimento in cui ebbe


di suo fratello Cola
2 3

del

compagno

d'

arme

Antonio

Cap.

II,

pagg.

39,

40

e 42.

Docc. romani, doc. V.

SARPl,

Dell'origine, forma,

leggi

ed uso
1

dell'ufficio

dell' Inquisizione

nella citt e nel dominio di


4
5

Venezia, pag.

9.

Ibid.,

pag.

21.

Ibidem.

Capitolo

XII

577

cevano

offizi

sinceri
"
:

che non s'usassero contra


S.

li

delinquenti

pene

di

sangue

Martino scomunicava un vescovo che,


all'

avendo

accusato degli eretici

imperatore

Massimo, era

stato causa della loro morte; sant'Agostino pregava calda-

mente
nato
scovi

magistrati di

"

desistere dalle

pene

di

sangue

",

e in

un'epistola
"

dichiarava
in

che,

se

il

proconsole africano
li

Dove-

perseverer

castigar gli eretici nella vita,


;

desisteranno di notificarli
essi

ma, procedendo con dolscoprirli e notificarli


n
.

cezza...,
Il

avrebbono vegghiato a

Bruno ebbe certo a deplorare che


cristianesimo

di quei tempi aurei


;

del

non
egli
n

rimanesse se non un vago ricordo


certificava,
n

adesso
l'amore
provi
il

invece,
n
,

si

usa

la

forza e

non
che

perch

chi

non vuol esser


" 2.

catolico, bisogna

castigo e la
il

pena

Nelle sue parole pare quasi


soffrire

di avvertire

triste

presentimento di ci che era per


la

circa otto anni appresso. L'apostasia,

recidivit e l'osti-

nazione erano dalla Chiesa avute per colpe cosi gravi, che

sarebbe bastata una sola di esse per costare


tico

la vita.

L'ere-

pertinace cui non avr ufficio alcuno di cristiana piet


",

potuto indurre a convertirsi, dovr

attesta

il

Masini,

non

solamente
bruciarsi
legata,
"

al
;

braccio secolare rilasciarsi,

ma anco
"

vivo abla lingua


i

e avr, soggiunge Prospero Farinacci,

perch non offenda

con

le

sue empie

bestemmie

SARPl, Dell'origine
Docc.
veneti,

dell'Inquisizione nella citt di Venezia,


e.

pag. 22.

doc. IV,

Al
il

pontefice

Paolo V,
Stilo

che come

cardinale

aveva

giudicato

fra

Giordano,

filosofo di

dalla fossa di

Sant'Elmo (AMABILE, Fra Tommaso Campanella ne'


in

castelli di

Napoli,
li

Roma

in

Parigi,

voi.

I,

pag.

23)

"

Oggi
;

li

Cristiani
si

han

doni

dello Spirito Santo gelati che par che

non oprino

difende Cristo non

come Dio ma com'un


ci

altro

settario

e bisogna creder o andar prigione, n


fa

chi

sappia
".

risolver

questa ecclisse di spirito che ne

parer simili al-

l'altre

genti

Spampanato.

37.

578

Estradizione, condanna e morte

presenti

"

l
.

Abiurando,
secondo
che
il

esso
fosse

eretico veniva decapitato o

impiccato,

nobile o plebeo
2
.

e se

ne

buttava alle fiamme


nio

cadavere
i

Nell'ultimo venticinquendi S.

del secolo decimosesto,

registri

Giovanni De-

collato ricordano

Riccardo Arctinson, Gabriele Henriquez,


Gualtiero
3
;

Pietro

Chuplenich,
arsi

Merseo e Giovan Antonio

Veronese
prete

vivi

e Leonardo di

Andrea Cesalpino,
fra

il

messinese
il

Domenico

Bravo,

Giovanni

Antonio
i

Bellinelli,

francescano Lorenzo dell'Aglio da Soncino,

carmelitani fra Giulio Carino e fra

Giuseppe Girolamo da
figlio

Lecce,

domenicani

fra

Iacopo

Paleologo e un
fra

del

convento di S. Spirito di Palazzo,


Napoli,
e,

Valerio Merliani da
di prigione del

come
che

si

visto,

compagni
il

Bruno
furono

fra

Clemente Mancini e
non
altri

prete Galeazzo Porta da


i

Milano,

trenta

infelici,

quali

tutti,

pentiti,

decapitati e bruciati a Porta Latina, nel

cortile

di

Iona o

in

Campo

Berti, Vita 2

Pa g

308.
in

AMABILE,
D.
2),

//

Santo Officio
Liberi

Napoli,

voi.

II,

pagg.

16 e 17.
70, XII

3 (n. 4

ORANO,
86
e 87.

pensatori

bruciali in

Roma,

pagg. 67,

MA.,
e

pagg.

71

72, 80-82, 77 e 78, 83 e 84, 71

72,

74

e 75,

73

74, 78-80, 87 e 88; Docc.


voi.

romani, doc.

Ili,

nn.
il

17 e 19;

steri soppressi,

888,

e.

323

Opportunamente
nella
"

MonaGENTILE, negli
XVIII,
di
fa-

Appunti per
scio.
II,

la storia

della cultura in Italia,


pag.

Critica (a,
parzialit

20 marzo 1920,
"

98), taccia di
n

gretta

giudizio,

angustia di criterio e storica

inesattezza

Augusto Conti, perch


si

questi afin
ri-

fermava,

tra

l'altro

Notorio e notevolissimo
del

che principalmente

Roma
il

seguivasi la
il

norma
errore,

Sant' Uffizio,
si

di

non condannare mai chi


stessa

trattasse

proprio

come

scorge nella procedura


salvo,

di
la

Bruno

quale prometteva

ritrattarsi

per essere

a patto

bens che

ritrat-

tazione non fosse pubblica, che la pubblicit doleva troppo a quell'alterigia


di riformatore

universale.
si

Le

tergiversazioni,

le

debolezze,
".

le

audacie,

le

ro-

domontate del Bruno

possono vedere nel processo...

Capitolo

XII

579

L'8

febbraio del 1600, di mercoled, presso Sant'Agnese


il

a Piazza Navona, nel palazzo in cui abitava,

Madruzzi,

avendo intorno
neri,

colleghi

Santaseverina, Deza, Pinelli, Ber-

Sasso, Borghese, Arrigoni e Bellarmino, fece dalle cardell' Inquisizione


la

ceri

condurre
'.

alla

loro presenza
i

il

Nolano

e leggergli

sentenza

La

quale, accennati
le

casi princi-

pali della vita del reo,

enumerate
g' inutili
:

sue otto proposizioni

eretiche,

messi in rilievo

tentativi

per convertirlo,

continuava a un dipresso

"

Dicemo, pronunziamo, senten-

ziamo e dichiariamo
eretico

te fra

Giordano Bruno predetto essere


e
perci essere
dalli

impenitente, pertinace ed ostinato,

incorso in tutte le censure ecclesiastiche e canoni, leggi e constituzioni, cosi generali


tali eretici

pene

sacri

come

particolari, a

confessi, impenitenti, pertinaci

ed

ostinati

imposte

e e

come tale te degradiamo verbalmente, ... si come ordiniamo comandiamo che sii attualmente degradato da tutti gli
quali sei costi;

ordini ecclesiastici maggiori e minori, nelli


tuito,

secondo
si

l'

ordine
ti

de'

sacri

canoni

e dover

esser

scacciato,

come
reso
si

scacciamo dal foro nostro ecclesiastico

e dalla nostra santa ed immacolata Chiesa, della cui misericordia


ti

sei

indegno

e dover essere rilasciato alla

Corte

secolare,

come

ti

rilasciamo

alla

Corte di voi

monsignor Governatore di Roma, qui presente, per punirti


delle debite pene, pregandolo per efficacemente che voglia

mitigare

il

rigore
sia

delle

leggi

circa la
di

pena della tua pero


mutilazione di
tutti

sona

che

senza

pericolo

morte

membro. Di pi condanniamo, riprobamo e proibemo


gli

sopradetti

ed

altri

tuoi

libri

scritti

come

eretici

ed

erronei e continenti
tutti

molte eresie ed
si

errori,

ordinando che

quelli

che sinora

son avuti, e per l'avenire veranno

Docc. romani, doc. VI, pag. 211

doc.

VII; G.

SCHOPP,

Lettera,

S. pagg.

68

e 69,

F. pag. 392.

580

Estradizione, condanna e morte

in

mano
siano

del

Santo Offizio, siano publicamente guasti ed

abbrugiati nella piazza di S. Pietro avanti le scale, e


tali

come
ordi-

posti
si

nell'
"
1

Indice de
.

libri

proibiti

si

come

niamo che
Il

facci

libraio

Britano,

il

26 maggio

del

1592, aveva detto:

"

Io

conosco

questo Giordano Bruni da Nola...; ed un

omo
de

piccolo, scarmo, con


circa

un pocco
2
.

di

barba nera, di et

quaranta

anni

Gli otto anni

duna

prigionia

Docc. romani, doc. VI, pagg. 209 e 2

G. SCHOPP,

Lettera,

S.

pag. 69, F. pag. 392.


proibiti
il
1

libri

bruniani comparvero nell' Indice de'

libri

603
I,

(Indicis

librorum

expurgandorum
Venturae,
fatta

in

studiosorum gratiam

confecti e

tom.
:

Romae, Typis
doppo
la

Comini

1608, pagg. 600, 601


1'

604)
1'

"

Perch
libri

publicazione
per

ultimamente

anno

596

de

Indice de
stati

proibiti

ordine di nostro S.
proibiti

Papa Clemente VIII


e sospesi molti
altri

sono
libri,

da questa
quelli

Santa Sede medemamente


che

come

contengono rispettivamente dottrine

false, eretiche,

erronee, scandalose, corruttive de buoni costumi e de la piet cristiana, acci


la

ignoranza non facci traboccare


alla

alcuno
agli

in

qualche inconveniente pregiudi-

ziale

conscienza e contrario

ordini de superiori,

Noi

fra

Giovanni

Maria da Brisighella dell'ordine de Predicatori, maestro del Sacro Palazzo,


giudice
ordinario...
,

al

quale

tocca per ragione dell' offizio eh' abbiamo di


citt

provedere con diligenza... che in questa alma


vendi,
tratti

di

Roma non

si

stampi,

e maneggi

libro
li

alcuno proibito o sospeso, abbiamo giudicato


sudetti
libri,

necessario notificare a

tutti

che sono

g' infrascritti,
.

cio...

Iordani Bruni Nolani

libri

et scripta

omnino

prohibentur...

Frater Ioannes
notarius...
.

Maria de Brasichella

Palatii
1

Apostolici Magister, Paulus

Spada

Die septima mensis augusti


fuit

603 supradictum edictum

affixum et publicatum
ut moris est,

Florae et in Cancellarla Apostolica, in Acie Campi me Laertium Cecchettum, cursorem apostolicum ".
1

per

Docc.

veneti,

doc. VI,
:

ci,.
vir

Nel primo
comunis
circiter

costituto
staturae,
",

doc. Vili,

e.

egli

rappresentato

"

quidam

cum barba
il

castanea,
ritratto

aetatis et aspectus

annorum quadraginta
dal

Riproducendo

di
il

Giordano,
Gentile
sapere
:
t

gi

pubblicato

Wagner,
pag.

dalla
I)

Frith e dal Kuhlenbeck,

Dialoghi

metafisici,
fu

XII, n.

dice quel poco che

si

pu

eh' esso

cio

ricavato da

un

libro

che nel

824 Thadda Anfisici

selm Rixner e

Thadda

Siber fecero sulla vita e sulle dottrine de'

ce-

Capitolo

XII

581

durissima,
tori,

frequenti e gravi dibattiti avuti con gl'Inquisilotte


"

le

lunghe e dolorose
le
1*

intime

indebolirono senza

dubbio
punto
"

forze del

piccolo

corpo,

ma non scemarono

impetuoso e indomito vigore dell'animo del Nolano.


"

Inginocchiato

egli

stette,

1'

febbraio, ad ascoltare la

sentenza
versale

che Flaminio
Inquisizione,
gli

Adriano,
"

notaro della Sacra Uni-

leggeva con voce alta e chiara,


"
,

porte

aperte, in una
il

grande aula piena di persone


referendario
della Signatura di

facendo da testimoni
Santit

Sua

parente d' un eminentissimo


2
,

giudice del Galilei

Pietro Millino

fra

Francesco da Ripalta e don Benedetto

Mandina, avvocato
il

di Melfi, che, divenuto teatino, fu


1

promosso

gennaio del
la

594

all'episcopato di Caserta e l'anno

appresso ebbe
nata
la

nunziatura di
il

Germania

3
.

Era appena termin

lettura,
",

condannato, sorto in piedi,


n
:

con volto

minaccioso
il

tra

il

trepido stupore degli astanti,

rompendo
io nel rice-

silenzio,

grid

a'

Cardinali inquisitori
la

Forse avete pi

timore voi nel pronunziare

mia sentenza che

lebri

della
i

fine

del secolo

decimosesto e del
lo

principio del decimosettimo

che

due
del
il

eruditi

tedeschi
consigliere

tolsero

da una stampa appartenente


di

alla

raccolta

signor

Wirthmann

Monaco
smarriti,

stampa

in

cui fu

strappato
de'

nome
lavori,

del

calcografo, e che probabilmente era premessa a


degli

uno
vi

primi

a qualcuno
la

opuscoli

perch

il

Nolano

appare giovanissimo e con


1

cocolla.

G.

SCHOPP,
212.

Lettera,

S.

pag.

69,

F.

pag.

392

Docc. romani,

doc. VI, pag.


2

Docc. romani, doc. VI, pag.


a

212.

11

giudice di Galileo,

come

risulta

da' Decreti,

cominciar
il

dal

1611

(FAVARO,

Galileo e

Inquisizione,

pag.

13 e segg.), era

cardinal

Gian Garzia Millino,


1649.

l'autore delle

Deci-

sioni della
3

Sacra Rota, Venezia,


romani,
I,

Docc.
voi.

doc.

VI, pag.

212; AMABILE,

//

Santo Officio

in

Napoli,
e 240.

p.

345

FORTUNATO, La

badia di Monticchio, pagg.

239

582

Estradizione, condanna e morte

verla

" l.

Le

quali parole sono certamente pi memorabili


:

di quelle del Paleario

"

Poich

le

VV. EE.
.

hanno contro

di

me
date

tante

buone

ragioni,

non

fa mestieri

che prendano,
,

o dieno a me, pi lungo fastidio...


e
al

Procedete dunque...

cosi

sodisfazione
n
"
;

a'

miei avversari e adempimento

vostro incarico
cui
si

e pi fiere di quel dignitoso silenzio


il 3
.

in

chiuse
"

il

Serveto e che
"

Calvino malvagiamente

giudic una

brutale stupidezza
febbraio,
il

Sempre
scudi

nell'8

Bruno,

degradato

con

fra

Cipriano de' Cruciferi dal Vescovo di Sidonia per quattro


d' oro
4
,

dato

nelle

mani

di

monsignor
5
,

Martino

Cappelletti da Rieti,
carcerato
in

governatore di

Roma

fu

da costui

Tor

di

Nona, una
del
e

delle prigioni senatoriali lungi dal ponte


i

che stava

sulla

sinistra

Tevere poco
dove
si

Sisto e dalla

Mole Adriana,

rinchiudevano

rei
.

de' maggiori delitti di competenza de' tribunali capitolini

Perch

egli

non diede alcun segno


alle

di ravvedimento, otto
si

giorni appresso,

due ore

di notte del gioved,

legge

G.

SCHOPP,
1),

Lettera,

S. pag.

69, F. pag. 392.

Le
il

parole
(

riferite

dallo

Schopp

vengono confermate, a quel che racconta


dal

BERTI

Vita

~,

pag. 326, n.
2

Conte

di

Ventimiglia.
1

MORPURGO, Un
BARN1,
Docc.
la

umanista martire, pag.

67
78

PREVITl, Op.

cit.

pag. 433.
3 4

/ martiri del libero pensiero,

pagg.

79.

romani,

doc.
n
:

XII.
II

Il

PREVITl {Op.
nelle

cit.,

pag.

206)

cosi

de-

scrive
tali,

degradazione
se

Bruno reggendo
esercitar

mani
il

gli

strumenti sacerdoprostrossi

come
al

pubblicamente

dovesse

suo

ministero,
;

dinanzi

Vescovo. Questi
strumento
rase
il

allora

recit la consueta
1'

forinola

...

poscia con
ordi-

adeguato
nazione
le

pollice e
1

indice delle mani,

nella sacra
all'

consacrate
sacre,

e cominciane o dall' ordine

maggiore, tolse
nell'atto

apostata

vesti

scendendo sino all'ultima tonsura,


significanti
la

che andava profe".

rendo diverse formole


5

degradazione

medesima
cit.,

Docc. romani, doc. VII;

DE

MARTINIS, Op.

pag. 216, n.

1.

DE

MARTINIS, Op.

cit.,

pag. 216.

Capitolo

XII

583

ne' registri dell' Arciconfraternita di S. Giovanni Decollato,


s'

intim a essa Arciconfraternita


d'un...

che

la

mattina

si

dovea

far giustizia
li

in Ponte.

E
in

per alle

sei ore... radunati

confortatori
di

capellano
di
",

Sant' Orsola ed andati alla


...

carcere
le solite

torre

Nona,
essi
"
l

entrati nella
"

capella e fatte
il

orazioni

ebbero
.

consegniato...

frate

apo-

stata...

eretico inpenitente
"

Sebbene

da'

"

fratelli ",

non

che da

due padri

di

San Domenico, due San Girolamo

del Gies,
",

due

della Chiesa
tato

Nuova
"

e uno di

fosse

"

esorl'er-

con ogni
suo
n
,

affetto e

con molta dottrina, mostrandoli

ror

egli

stette
il

sempre nella sua maledetta ostinaerrori

zione, aggirandosi

cervello e l'intelletto con mille


"

e vanit

",

sino a
fino
",

quando

da

ministri di giustizia... fu spo-

gliato nudo...

a la centura e coperto d'un abito di tela

dipinto a fiamme
Il

per essere condotto all'estremo supplizio".

quale,

se

con

qualche ragione poteva essere messo in

dubbio dal Quadrio e dall'Haym, dal Moreri e dal Bayle,


se poteva pur venire discusso trent'anni or sono

da Teofilo

Desdouits
negato
il

"

da monsignor Pietro Balan

4
,

stato a torto

24 marzo del

1913, nel Journal des dbats, da


gi venuti a convalidare
n
il

Paolo Vuihaud,

quando erano

racconto dello Schopp diversi

avvisi

J
,

la

sentenza, l'atto

Docc. romani, doc. IX.


Ibidem
;

^
Roma,
pag.

D.

ORANO,
tragique

Liberi pensatori bruciati in

70.

La

legende

de

G. Bruno,

comment

elle

a t forme, son

origine suspecle,

son invraisemblance,

Paris,

E. Thorin,

1885.

un opu-

scolo gi divenuto raro.


4
5

Di G. Bruno e de' meriti Non pure questi, non pure


A. POGNISl
per
nel

di lui
la

ad un monumento.
Gio-

confutazione che dell'opuscolo del Des-

douits fece

volumetto G. Bruno e l'Archioio di S.

vanni Decollato (Tonno, Paravia,


dell'^rc/ii'v/o

1891), e un articolo, anche


napoletane
altres
a. le

in proposito,

storico

le

province

X, 1885,

fascic.

Il,

pagg.

399

e 400),

ma

il

Valliaud

ignor

calde e dotte

pagine

584

Estradizione, condanna e morte

di

morte e

altri
n

documenti minori,
"

ma non meno
n

irrefragabili

Da
tina
",

un
1

avviso

urbinate
del
1

si

apprende che
"

gioved mat-

6 settembre

599,

in

Campo

di Fiore a punto
tal

su l'alba alle nove ore

si

abbruggi vivo un

Veronese...

e fu abbruggiato cosi di notte, perch l'Ambasciatore fran-

cese non vuole che avanti


giustizie,

al

suo Palazzo
si

si

faccino simili
gli

non perch
suoi
n 2
.

non voglia

castigano

eretici,

come dicono
quello
orrore

malevoli,
Il

ma

per

non

sentir

n veder
si

pietoso Francese ottenne forse che


;

anticipasse l'ora anche delle esecuzioni posteriori

ma

non-

dimeno non pot allontanare


mente nel
1600,
in

dalla piazza la folla, segnata-

cui
di

"

opinione venissero a
n
3
.

Roma

intorno a tre

milioni

forestieri

In

"

quell'anno del

che
et

PIETRO GAUTHIEZ
(a.
gli

pubblic nella Reoue philosophique de la France

de l'tranger

X, tom.

XX,

juillet

dcembre 1885, pagg. 83-87)

pagine che

fruttarono l'esclusione dalla candidatura alla Scuola di

Roma,

com'egli ebbe a dichiarare nella medesima


juillet

Rivista

(a.

XIV,

tom.

XXVIII,
un de

dcembre
alors
1'

889, pag. 408,


craignit
:

n.

"Le
le

bureaucrate pigraphiste qui

dirigeait

Ecole

d' irriter

Valican.

Au

reste,

ses

lves m'a rapport qu'il s'cria


sur ce
1

Je ne saurais admettre l'auteur d'un article

ide

de Mazzini".
rammentare
stampe,
la

Tra' quali ultimi bene


vaticana
riferisce
il

copia del Candelaio della Bi-

blioteca

(Capponiana,

341),
cit.,
le

perch

in

principio di essa

copia,

DE MARTIN1S
:

(Op.
per
1

pagg. 221

e 222),

un antico

bibliotecario scrisse

"

Il

Bruno
1

fu
ai

sue empiet
".

abbruciato in

Roma
pro-

Campo
2

di

Fiore

1'

anno

600

febbraio
la

AMABILE, Fra
sua pazzia,
il

Tommaso Campanella,
voi.
I,

sua congiura,
Il

suoi

cessi e la

pag.

69, n. a.

medesimo

storico,

non

attribuendo
del

debito peso alla lunga prigionia, avanti ricordata (pag.

555),

Veronese,
il

propenso

riconoscere in questo (pag.

69

e n. a della

pag. 46)
in

"

fugitivo ebraizante

con cui esso Campanella disput


egli,
"

de fide
"

Padova
".

",

per

il

quale

accusatus de haeresi

",

fu

primo...

molestatus
3

ALFAN1,

Istoria

degli anni santi,

pag. 396.

Capitolo

XII

585

Signore placabile, anno di remissione e di perdono, di vera


indulgenza
e e di
"

spirituale

allegrezza "
fin

n
il

religiosissimo
"

zelantissimo

papa che
i

al

Cesalpino sembr
n 2
,

terri-

bile nel punire

delitti

degli uomini
affetti

con

"

1*

intento di

destar negli animi de' fedeli

santi

insieme con l'av-

versione degli errori, in un giorno de' primi mesi del Giu-

non poco dalle continue piogge molestati e da tempi fastidiosi n nel venerd, 17 febbraio, volle che
bileo che

furono

n
i

sacri spettacoli
n 3
.

"

fossero preceduti
n

da un

"

esempio spa-

ventevole
in

Il

Bruno
Fiori;

da

ministri di giustizia fu condotto


n
,

Campo

di
col

e quivi
de'

forse sotto la casa

che

fa
si

cantonata

vicolo

Balestrari,

e sulla cui facciata

legge un'epigrafe latina in lode di Sisto

V,

egli,

"

spogliato

nudo e legato a un
tando
di
Ietanie
n

palo, fu brusciato
[di

vivo

aconpagniato

sempre dalla Compagnia


le

S.

Giovanni Decollato], can-

\ Prima
n

di morire, secondo

un menante

Roma, Giordano
se ne
"

diceva che moriva martire e volentieri,


la

e che

sarebbe

sua

anima ascesa con quel fumo


altro,

in paradiso

secondo un
bruttissime

stava

"

con

la

lingua in

giova,

per

le

parole
altri "
l'

che
'';

diceva, senza voler

ascoltare n confortatori n
"

e secondo lo Schopp,

allorquando

gli

fu

presentata

immagine del Salvatore,

ALFANI,
lbid.,
libri

Istoria

degli anni santi,


il

pagg.

384

386, nel proemio che

l'Aldobrandini dett per


2

decreto del Giubileo.


poi
le

pag.

382.

Ecco
su'
:

parole

che

si

leggono nella dedica


riferite

dei

tre

del

CESALPINO
pag.
cit.,

metalli e che
"

sono

dal

FIORENTINO
terribilis
".

{Studi e
3
4

ritratti,

229)

in

coercendis

hominum

flagitiis

ALFANI, Op.

pagg. 400,
11

407

e 415.
il

Docc. romani, doc. IX.

luogo preciso dove arse

rogo,

l'ADEMOLLO
in

lo

apprese dal cav. Narducci

Gli

aneddoti degli anni santi,

Gazzetta

d' Italia, a.
J

X,

n.

172, 21

giugno del

1875.

Docc. romani, doc. XI.


lbid.,

doc.

X.

586

Estradizione, condanna e morte

ritraendosi indietro, la respinse con occhio torvo


particolari

l
.

Questi
e

possono non
di
si

essere

veri

ma

vero invece,
1*

mette conto

notarlo,

che

in

quel torno di tempo,


fra
il

un

dopo
nel

l'altro,

spensero parecchi de' giudici che


:

Gior1

dano aveva

avuti ne' diversi suoi processi


di
il

durante

600,
il

26 gennaio cessava
Beccaria, a Napoli,
santissimo

vivere

il

Priuli,

nel 2 aprile

Madruzzi, nel 20 agosto


il

Deza
"
2
,

e, diciassette giorni avanti,

dove
"

rest sepolto nella cappella

del
S.
riva

Sacramento

oggi
in

de'

Brancaccio,

in

Domenico
il

Maggiore
Eugenio

anche

questo convento moin

padre
a
il

Gagliardi

quello

di

Santa

Caterina
il

Formello Alberto
1

Tragagliolo,
J
;

rispettivamente
finirono,
il

20 e
il

gennaio del
e,
il

1601

Roma

nel

1602,
"

Santaseverina
", "

20 febbraio del 1604,


avviso
"

Sasso.

Oggi
1600,
si

detto in un

"

romano del 12 febbraio


iustizia,

del

credevamo vedere una sollennissima


si

e
il

non
n

sa

perch

sia
" "
;

restata

"

'.

Si vide pur troppo

memorabile esempio

padri di S.

Domenico Mag-

Lettera,

S.

pag. 69, F. 392.


soppressi,
.voi.

Monasteri

1029,

e.

77.

il

Nel Capitolo generale

il

Beccaria,

rimasto
cardinale

perdente nella lotta fomentata da un antico Domenicano


e
11

divenuto

protettore

dell'

Ordine,

Berneri,

si

ammal

grave-

mente e ne mori.
in

fedele padre Castrucci che

non

lo

aveva abbandonato
Histoire des matres

quei giorni dolorosi, ne dett l'epigrafe

(MORTIER,
il

gnraux des Prcheurs, tom. VI, pagg. 49 e 50. Vedi


n.
1 .

cap. XI, pag. 504,


ritratto
il

Questa

ancora

si

legge

sotto

un ovato entro cui

busto

del Generale.
3

Monasteri soppressi,

voi.
i

581,

e.

18,

AMABILE, Fra Tommaso CamIl,

panella, la sua congiura,


e 207.
i 5

suoi processi e la sua pazzia, voi.

pagg.

206

Docc.

romani,

doc. Vili.
il

G. SCHOPP, Libri contro


negli

Re

d' Inghilterra, e

pag.

28.

s'il

Esclama

il

LACROZE
borner
la

Entretiens

(pagg.

336
il

337):

"

Heureux

eut p se

Philosophie, pour laquelle

sembloit tre n.

On

auroit

lui

Capitolo

XII

587

giore

che

dal
"

reverendissimo Beccaria, loro ospite,


fra

si

ac-

certarono che
gior

Giordano da Nola era morto nel pegstarei

modo
gran

"

furono,

per

dire,

meno

crudeli, nel

giudicarlo,

d'un medico delle galere pontificie e panegirista

del

Giubileo

e
".

degli

Aldobrandini,

Giulio

Cesare
che
alla

Lagalla da Padula

Questo conoscente
fino
al
si

di Galileo
1

Sapienza fu collega del Patrizzi

596, e del vene-

rando Cesalpino

fino

al

1603 \ non
sentimenti

commosse del supun invenzione che


ospiti

plizio di cui fu spettatore,

anzi divulg

non rispecchiava
nel 1843

affatto

degli

inglesi

un' invenzione tanto maligna quanto nobile fu la leggenda che

Leopoldo Schefer raccolse per

finire

una poetica

apliquer, plus

juste
I,

titre

qu'
:

Epicure, ces beaux vers de Lucrece

(De

rerum natura,

lib.

vv.

72-74)
vis

Ergo vivida
processit

animi pervicit,

et

extra

longe flammantia moenia

mundi

atque

omne immensum

peragravit mente

ammoque.

Docc. napolitani, doc. I; Monasteri soppressi,

voi.

1029,

e.

77.

2 3

ALFAN1,
Calalogi

Istoria

degli

anni santi, pag. 394.


tom.
I,

antecessorum,

ce.

27

29 v

30

31

33 lev

Fiorentino, Studi
4

e ritratti,

pag.

230.
il
I

ROBERTO BuRTON,
malinconia
si

che
"

visse tra

576

e
",

il

1639, e che anatomizzando

la

chiam

Democritus iunior
in

dopo
1621

d' avere
al

ricordato

le

principali dottrine del

Nolano

un

libro

che dal

1676 ebbe ben

otto edizioni, ne rimpianse, al pari del Kepler,

l'infelice

sorte

(Anatomy of
I,

melancholy, London, Piccadilly, Chatto and Windus, 1881, pagg.

317,

326, 327 e 710). Appresso, nel


nicum,
Verit
il

1633, fu rappresentato
dallo Spaccio,
in

il

Coelum
al

britan-

che
re

T. Carew aveva
Carlo
1

tratto

ponendo

posto della
;

(ELTON, G. Bruno
il

England, pag. 34)

nel prinil

cipio del secolo decimottavo difese

buon nome del Nolano G. Toland,


universo e

quale
di

si

accinse a tradurre
sotto
il

l'

Infinito,

mondi

e forse

un

fratello

lui,

nome

di

W.
cit.,

.V'orehead, fu l'autore della versione dello


pag.

Spaccio:

MclNTYRE, Op.

349.

588

Estradizione,

condanna

morte

novella,

La

divina

commedia
chiam

in
l'

Roma
infelice

l
:

nel

De
"

phoeno-

menis

in

orbe

lunae

Nolano
la

un certo

moderno, autore di nome


d' Inghilterra tenne

infame, che

regina Elisabetta
scellerato,

per

un

visionario,

uno

un
il

ateo

*.

Egli,

il

professore primario di logica e di morale,

cultore di discipline
alla

matematiche e astronomiche,
che
n

si

mette

pari co*

gazzettieri
il

sulle fumanti

ceneri del rogo


la

riflettendo
rit
n
3
,

che

Bruno

ora
"

se

avede se diceva

ve-

hanno
n
,

sulle labbra

ci

che indegno della natura

umana

le

beffarde

parole che lo
n
:

Schopp

scrive al Ret-

tore dell'Universit di Altorf

Cosi miseramente morto


altri

abbruciato, per andare a raccontare, credo, agli

mondi

Cap. Vili, pag.

124

"

Ebbene che cosa ne

dite, sir

Guglielmo

chiese

la

regina Elisabetta, tolta mestamente nelle mani l'urna argentea delle ceneri

del

Bruno, a Shakespeare.
della
:

Dico,

Maest,
della

rispose

il

poeta,

ripetendo

il

motto

medaglia
soffier

commemorativa
e spariranno.

grande armada
sia

distrutta,
ripigli

dico che

Dio

L'urna
la

deposta nella

sala,

Elisabetta,
essa.

affinch

tutti,

principi e signori,

veggano e meditino sopra di


giganti dalla terra
:

Le

ceneri

de'

grandi

uomini
1

fanno

germogliar

Sangui*

martyrum
n
,

semen
il

vitae

protestante

asser

Berti

(P.

E una leggenda di ORANO, Amleto G.


".

origine

"

anglicana
in

Bruno

?,

Gior-

nale

d'Italia,
i

16 marzo
su' quali

1916); e
doveva
dal

la

trascrisse citata
la

"su
fonte

di
".

un taccuino a cui
In ogni

mancano
novella

fogli

esser

modo,

dalla

dello Schefer,

come
non

romanzo del Lessmann, ricordato

nell' In-

troduzione (pag. XI),


lore
artistico,
le

differiscono di molto,

quanto a contenuto e va-

tragedie

del

medesimo

argomento

che

scrissero

Adolfo
a' nostri

Wilbrandt nel 1874, Otto Borngrber nel


giorni,

1901 e Francesco Senes

non che

il

dramma

lirico di

Renato Maillefer con musica del maestro


Annibale Porzio, pubblicati
e
il

Adelmo
vamente
2

Bartolucci, e quello
a

storico di
il

rispetti-

Pistoia e a Novara,

1881
III.

1904.
:

G. GALILEI,
,

Opere,
auctor

voi.

pagg.

349, 347 e 352


,

'

Neotericus

quidam...
assertor,

recens

damnati

nominis...

novissimus

huius sententiae

qui ab Elisabetha
".

Angliae fiTuaxog xal ae{3^3 xal SO-eog co-

gnominai meruit
3

Docc. romani, doc. XI.

Capitolo

XII
modo
trattati

589

ideati
gli

dalla

sua

fantasia in qual

bestemmiatori e
a

empii
caro,

sono

convenientemente
si

Roma. Ecco,
gli

mio

come
i

suol procedere
tal

da noi contro

uomini,
te

anzi contro
se
ti

mostri di
stia

fatta.

Vorrei quindi saper da


sia

pare

che ci

bene, o se poi credi che

per-

messo a ciascuno
voglia.

di pensare e di sostenere

qualunque cosa

Tu, o

io

m' inganno, non potrai approvarlo.

Mi

dirai

che
ci
;

Luterani non pensano e non insegnano nulla di tutto


e noi

non bruciamo nessuno


gli

di loro...

Sii sicuro,

Romani sono con


volendolo, sono

eretici

meno
n
l
.

severi di quel che s'im-

magini, e dovrebbero essere


tratti

con uomini che, sapendolo e

a morte

Lo Schopp
sione

col suo dire dest in

Germania
appresso
2

un' impres,

profonda,

ma,

come
si

si

vedr

del tutto

diversa da quella ch'egli

aspettava.

Gian Matteo Wacker


oltre

da Wackenfelsz,

"

della primaria

classe tra' letterati,

che de' primi consiglieri di S.


virtuosi
",

M.

cesarea e mecenate dei


il

che

conosceva

il

grammatico di Neumark e

Rittershausen, venne, verisimilmente pi da questo che da


quello, informato della tragedia di
lui

Campo

di Fiori
in

3
;

e fu

a informarne

il

Kepler.

II

quale, in

fatti,

una sua a

Gian Giorgio Brengger, decano del


Kaufburi:
in
"

collegio de' medici di


il

Seppi dal Wacker che


sopport
le

Bruno
il

fu

abbruciato

Roma
che

e che
tutte

con costanza

supplizio, asses'

rendo

religioni

sono vane e che Iddio

im-

G.
N.,

E.

SCHOPP, La vie de
voir

Lettera,
J.

S.

pagg.
1

69
:

e
"

70,
est

F.

pagg.

392
la

e 393.

Bruno, pag. 3 5

L'on

afflig

pour

nature

humaine de
cruelle et
2
3

un

homme de
".

lettres...

crire cette phrase pleine

d'une

froide ironie

In

ispecie

nella conclusione della Notizia


voi.

premessa a Gaspare Schopp.


;

G. Galilei, Opere,

X,

pag

390

G. Schopp,

Lettera,

S.

pag. 73, F. pagg.

394 e 395.

590

Estradizione, condanna e morte

medesima
il

col

mondo,

col circolo e col

punto

1
.

Rispose
:

Brengger

stupito e sentendo gran

compassione

"

Qual
?

vantaggio mai ricav egli dal sostenere simili tormenti

Se

non credeva
leraggini,

ch'esistesse

un Dio vindice delle umane

scel-

non
vita?

poteva in qualche
" ".

modo
spirto

simulare per aver

salva

la

Ma
n

il

Bruno, pure affermando, in un


di

dialogo
il

morale, che
[la

non senza

veritade mostr

Poeta ferrarese
agli

simulazione]

essere molto pi conven


,

niente

omini, se talvolta

non sconvenevole a dei

non

si

seppe
mille

piegare

"

a mille retrattazioni,
"

a mille revole
il

cazioni, a

palinodie
il

che distruggevano
e,

sue

opi-

nioni

laddove

Campanella

dopo

di lui,

Galilei

non

solo stimarono che

Bello

il

mentir, se a far gran ben

si

truova,

ma anche

se

ne

ricordarono

tempo
forza,

opportuno,

la

scamparono, perch, cedendo

alla

Vissero sol col senno a chiuse porte,


in

pubblico applaudendo
voglie

in

fatti

nome

all' altrui

forsennate e torte 3 .

Da
gi

ci

che ha dimostrato

il

Tocco, consegue, e
J.

lo

hanno

detto
n

Cay
nella

von

Brockdorff e

Lewis Mclntyre, che

Galileo

metafisica della sua teoria dell' universo e

e nella sua teoria della conoscenza non fece altro che. ela-

i 2
15

Berti, Vita 1
Ibidem.
Spaccio, pag.
canz.
"

pag.

IO.

23

De

la

causa, pag.
",

151

52

CAMPANELLA,
13, pag.

Poesie,

L'amor

essenziale

madr. 9, pag. 62;

son.

23.

Capitolo

XII
" *.

591

borare

le

idee messe avanti dal Bruno

perch nelle

opere

galileiane

non
che

ci

caso di cogliere un' allusione o


lo

qualsiasi segno

rimandi
il

studioso

a'

fonti,
"

Ermanno
saccheg-

Brunnhofer,

stimando che
"

grande

astronomo

giasse e insieme ignorasse

il

Nolano, pronunzi un giudizio

che, se ruvido nella forma, non era in sostanza nuovo, n, ci

che pi monta,

ingiustificabile

*.

Nel 15

aprile del

1610,

il

Kepler, essendo a desinare a Praga


Sassonia,

dall'Ambasciatore
"

di

afferm che Galileo col


alla

Sidereus nuncius

dava

qualche occasione non solo


all' italiana,

nazione tedesca,

ma anche

non essendovi

fatta

menzione

alcuna, degli au-

tori

che avevano accennato e porta occasione d' investigare che


ora ha truovato
" 3
.

quello

E
di

non parl con


serbare
il

riserva;

tezza n

raccomand ad alcuno
inconsulte
della

segreto

anzi,

avvezzo a chiedere per s giudizi spassionati e a


alle

preferirli

lodi

moltitudine,
al

si

rivolse,

quattro
di Pisa:

giorni appresso,
"

direttamente

suo

illustre

amico

Non

avrai,

Galileo mio, gelosia della lode che devesi a

coloro che tanto

tempo prima

di te predissero ci

che ora
che

hai contemplato co' tuoi propri occhi.

La

gloria tua

emendi
tolse
n
l'

la

dottrina che un nostro conoscente,

Edmondo
di

Bruce,

prestito

dal

Bruno
gi

"

Non

per

questo n per
s

emulazione

che

erasi

concitata

contro

da

TOCCO,

Le

opere

latine di

G. Bruno

esposte e confrontate con le

italiane,

pagg. 224, 226, 241, 257, 260, 262, 263, 265, 281, 282, 311,

312, 313, 315 ecc.;

MclNTYRE, Op.
1902.
de'

cit.,

part. Il,

pag.

332; BROCKWiss.

DORFF,
Philos.
*

Galilei's

Philosophische

Mission, in

Vierteljahrschrift fiir

und

Social.,

GENTILE, Recens.
in

Quattro

filosofi

napolitani nel carteggio di


a.

Ga-

lileo,
:

Giornale storico della letteratura


voi.

italiana,

XXV,

pag.

379.

G. Galilei, Opere,
Ibid.,

X,

pag. 315.

pag.

335.

592

Estradizione, condanna e morte

tedeschi

come

da

italiani

n
,

Galileo
"
il

ruppe

il

silenzio

*.

Invece, un fervido suo apologista, razione cattolica


il

filosofo della restau-

dopo

la

riforma

n
,

il

Campanella, annoverava
"

suo correligionario fra coloro che dichiaravano


i
;

una cosa
filosofa ",

doversi professare in teologia e un'altra pensare in

ne citava delle opinioni


fosse
stato
vi

e se non le citava sempre che

necessario, o

non
gli

le

metteva nella debita evi-

denza,
dalla

era obbligato, e

usc

ingenuamente di bocca,
le

severit

onde

si

giudicavano

eresie di lui

3
,

se

G. Galilei, Opere,
Quattro
riferii

voi.

X, P a g
nel

344.
pagg.

filosofi

napolitani
deli' Apologia

carteggio di Galileo,

105-107:

dove

luoghi

pr Calilaeo e della Metafisica,

ma non

quelli del

quarto articolo della decima delle Questioni fisiologiche (Dispula-

tionum
pagg.
1

in

quatuor parles suae philosophiae


e
ut
1

realis libri

quatuor, Parisiis, 1637,


in

03

06)

n
:

Praeterea
ille

illa
"

stella
"
;

Thiconis non potest

planetis

fixarum
ticuli

fieri,

diceret

Nolanus
a

Post quinque annos ab huius ar-

inscriptione

audivi

Romae
Scripturis

Patribus
contrariala

damnari

sententiam de motu
nostra

telluri

diano

tanquam

octavo die antequam

disputatio de hac materia ad card.


logia

Gaetanum
neque

perveniret.

Ergo nostra Physioet

acceptatur,
et

et

non

Copernicea,
scripsi,

Nolana
n
.

ego credo

cum

Patribus,

in

textu

pridem

nec mutor

Tuttavia, egli sosteneva

(AMABILE, Fra
e in

Tommaso Campanella
Il,

ne' castelli di Napoli, in


"

Roma
libro di

Parigi,
e
;

voi.

doc.

197, pag. 85),

non

si

deve proibire

alta

nuova

dottrina se

non

si

dona

luoco e tempo
di

all'autore di defenla legge di Cristo

dersi...
sia

perch questo proibire


quella di
alli

ci

fa sospetti

temer che

come

altri

Settaru che temono di esser

scoverti,
all'

e per
autore,

si

reputazione
alla

libri

proibiti,

ed occasione

di

apostatare

danno
la

Republica

se

son buoni, e scandalo alla fede


e questo voglion
ingiuria al
li

Cattolica

si

toglie

libert di

filosofare,
;

scrittori
il

moderni, che son copiatori,


si

non
sua
3

scrittori
verit...

ed
.

Senno eterno

pensare che

arrivata ogni

Apologia
11,

pr

Galilaeo,
"

Francofurti,
card.

Typis

Erasmi Kempferi,

1622,

cap.
est,

pag.
alios

Doctissimus

Cusanus

hanc

sententiam

amplexus

et

soles

aliosque in firmamento
et
alii,

stellato

circumgyrantes planetas

agnovit.

Et

quidam Nolanus
".

quos haeresis nominare non permittit,

hanc sententiam tuentur

Capitolo

XII

593

pure
mit,

non,

anche

in

questo caso, da una certa


affanni e

"

pusillani-

nata

da lunghi

calunnie

" 1.

come

il

Campanella,

un

altro

Calabrese,
lo

Tomaso
in

Cornelio,

non

dimenticava Giordano, e

presceglieva ne' suoi


aiuto

ProgymSfigliola,

nasmata physica,
che,
co'

perch venisse

dello

un

giorno,

per dire che bisognava pur congratularsi


immortalati

contemporanei,

da osservazioni e scoperte

inaudite,

ebbe un diverbio con Trusiano che, negando ogni


e

progresso

maledicendo

le

audacie
la

le

diavolerie dei
2
.

moderni, gridava all'attentato contro


Il

veneranda antichit
n

filosofo

di
;

Rovito non era un giudice adatto all'altezza


tuttavia,

dell'

argomento
la

come

colui

che aveva

appreso

con
la

meditazione e l'esperienza
alla in

molte

cose che aprono

via

conoscenza della medicina e della matematica,


grado di approfondirle
tutti
n
,

mettendo

apprezz
durante

libri
il

del

Bruno pi

di

quegli

eruditi
li

che,

secolo
3
.

decimosettimo, ne discorsero e

criticarono senza ragione

Spetta

al

Settecento, e particolarmente a Giovanni

Toland

G. GALILEI, Opere,

Firenze, Barbra,
il

1904.

voi.

XIV,

lett.

(2330)

del

Campanella a Galileo, da Frascati,


il

22

ottobre del

1632, pag. 415.


:

Giustamente, quindi,

BLANCHET
Fiori
se

{Campanella, pagg. 41 5 e 416)


devant
prvision
lui

"Le
il

bcher

du
.

Campo
Rendu
la

di

dresse
la

comme une

redoutable
se

menace...

circonspect

par

d'un

sort semblable,

contente d'affirmer
le

pluralit des
et

mondes, de dfendre cette opinion contre


d' insense la conception
le

reproche d'hrsie,

de

traiter
il

suivant laquelle

en dehors de notre monde


avec
2

n'y aurait que

nant, existence incompatible

celle

du Dieu
filosofi
",

infini ".

Quattro

napolitani nel carteggio di Galileo, pagg.


il

44

e 45.

"

Probabilmente

avverte

GENTILE
"

(G. Bruno

e
la

il

pensiero del

Rina-

scimento, pag.

109),
il

Tomaso Cornelio
Nolano

rammenta

mirabile pagina della


in

Cena
scenza
in

nella

quale
la

una voce affatto

isolata

tutta
;

la

Rina-

per

sua

netta

intuizione della storicit dello spirito


".

e tale resta

tutta
3

Europa

fino

G. B. Vico

Quattro

filosofi

napolitani nel carteggio di Galileo,

pag. 39.
38,

Spampanato.

594

Estradizione,

condanna

morte

e a Federico Enrico Jacobi,


chiari e precisi

il

vanto di aver dato de' saggi

della

"

filosofia

nolana
:

n
.

Il

secolo succes-

sivo

spunt

co'
il

pi

lieti

auspicii

il

breve

ma

eloquente

cenno
del
sero

onde

Monti,

nella

prolusione

del 26

novembre

1803 all'Ateneo pavese, rammemorava quanto dovesa

Giordano
lo

il

Gassendi,

il

Cartesio,

il

Fontenelle,
i

il
i

Leibmtz e
fautori dello

Spinoza,
',

non

tanto

confuse

seguaci e

Schopp

quanto spron a considerarne, sotto

La

trista

genia

ripigli

fiato

dopo

il

giudizio d'un generale de' Cele'

stini,

Appiano Buonafede da Comacchio,


tra
i

tra

gli

Arcadi Agatopisto Cro-

maziano,

ciurmadori e

frappatori

letterari

Appio Anneo de Faba,

Luciano

Firenzuola, Timoleonte Corintio, un misto di gaglioffo, di pedante


"
:

e di pagliaccio

ARTURO GRAF,
a.
II,

G. Bruno giudicalo da un frate,


4,

in

La domenica

del Fracassa,

n.

25 gennaio
di terra in
;

1885.

Non

sol di

mare

in mar,

terra

Questo incostante viaggiator trapassa

Ma d'ombra in ombra ancor valica ed E d' errore in errar s' aggira e passa.
Spiriti e larve in ciel finge,

erra,

e sotterra
;

Vortici e

mondi e

abitatori

ammassa

Col -ver, co' saggi e seco

stesso in

guerra

gli

antichi deliri orna e sorpassa.


questi semi e

Da

da queste

atre

forme

Un

mostro nasce, orror d' uomini e dei,


e
il

Pili d' idra

pili

di

Cerbero deforme.
in sacra

Ben arde

Mostro

fiamma
rei
:

ultrice

Ma

cento versa ancor mostri pi


e dalla cenere infelice

Dal fumo

ecco

il

ritratto
si

che

il

Buonafede dett contro


le
piti

il

Nolano e corred

di

note

in cui
rici e

affatic

ad accumulare

villane ingiurie (Ritratti poetici, stolettere,

critici

di vari

moderni uomini di
le

Napoli, Stamperia Giuseppe

di

Domenico, 1767, pagg. 89-93);


lavoro, nel primo

quali leggiamo ripetute in un altro


filosofia ne
il

suo

volume Della restaurazione della


11

secoli

XVI-XVIU,
avesse
legnato

pagg.
il

218-229.

Graf,

non

pago
e
lo

che

buon

Baretti

Buonafede

come un somaro,
societ civile,

avesse gridato degno


si

di esser scopato dal boia

dalla

ne compi, come

accen-

Capitolo

XII

595

tutti

gli

aspetti,

le
si

opere una vera falange di

filosofi

e let-

terati,
il

tra

cui

non
il

pu non nominare
Gioberti,
il

lo Schelling,
il

l'Hegel,
il

Bartholmss,
il

lo

Spaventa,
il

Carriere,

Mamiani,
il

Brunnhofer,
1'

Fiorentino,
il

Sigwart, lo Stlzle,
Vitelli,
il

De
il

Sanctis,

Imbriani,
in

Tocco,

il

Mclntyre

Gentile.

un tempo

storici di grido

ricercarono con
i

amorosa cura
vita

tutto ci

che fosse atto a chiarire


;

casi

d'una

veramente

straordinaria

cosi

contribuirono

anche

loro a fare la

dovuta

giustizia.

L'esempio poi del Wagner,


1834, e nel

del Grfer e del Lagarde, che, nel 1830, nel

1888, ripubblicarono
fu

le

vecchie stampe, divenute rarissime,

seguito,
in

come
Italia,
1

s'

augurava

Bertrando Spaventa

fin

dal
il

1853,
1

dove
,

uscirono a spese

pubbliche, tra

879

il

89

le

opere
la

latine in otto grossi volumi,

e,

dal

1907
i

al

1909, per

felice intraprendenza dell'editore

Laterza,

dialoghi metafisici e morali col Candelaio.


il

Chi vorr notare che oggi


tato,

Nolano viene troppo


si

esal-

bisogna pur che consenta che

tratta
fatti,

d'un

uomo che

ha meriti inestimabili.
abbia dettato
la

Non

si

pu, in

negare eh' egli

confutazione aristotelica pi vigorosa d'ogni


;

tempo, presa poi a modello da Galileo

che abbia fondato

nato,

il

ritratto

e fece

bene.

Perch
il

in

discolpa

del

virulento
"

frate

non
pe"

il

caso di ricordare

che

anche

GlANNONE
che
"

tenne per

gravi e
1'

ricolose di dare

bestemmie
"
il

"

le

dottrine
autorit

bruniane,
di

"

discreditarono
civile

impresa

crollo

all'

Aristotile

(Istoria

del regno di

Napoli,
storico

tom.
scrisse

IV,
ne'

lib.

XXXIV,
filosofia

cap.

8, pagg.

300

e 301). L'insigne
si

primi

decenni del secolo,

quando a mala pena

udiva

qualche voce in difesa della


si

nolana; e scrisse in un paese che non


de'

era ancora

liberato delle conseguenze

mali

passati,

del doppio giogo


ci

della gerarchla ecclesiastica e

della

dominazione spagnola. Piuttosto

arreca

stupore

il

verificare

la

leggerezza e la trascuraggine del


Ili,

BALBO,

il

quale nella

Storia d' Italia

(tom.

lib.

XV,

pagg.

428-430) copi

letteralmente le

parole del Giannone.

596

Estradizione,

condanna

morte

la

cosmologia, che
sulle

la

parte migliore del suo sistema

filo-

sofico,

nuove dottrine astronomiche, e che da queste


stringente
terrore

con

logica

abbia desunto
da' maggiori

conseguenze che, se

respinte

con

seguaci del Copernico,


nel patrimonio definitivo
scritti
il

sono

poi

entrate in
;

buona parte

della scienza
geniali,

che abbia sparso ne' suoi

divinazioni

non ultime quelle che concernono

calore del sole,

l'esistenza di monti e di valli negli altri pianeti, la somiglianza

della

materia del cielo e della


egli

terra.

Che

se anche tutto

ci

non

avesse

sostenuto, basterebbe alla sua gloria


storia

l'altissimo posto

che occupa nella

della cultura.
n

Perch,
scienza

si

pu

ben
che
si

dire

col

Gentile,

la
il

nuova coreale con

scientifica

accinge

a guardare

occhio
di

non
;

sorpreso da nebbie,
il

consacrata nel martirio


nella storia

Bruno

quale...

ha un

significato speciale

della duali

cultura,

perch non

fu

conflitto

di coscienze indivi-

diverse,
spirito

ma

necessaria

conseguenza
in
lui

del

progresso
la

dello

umano, che giunse


e

ad avvertire per
contraddizione

prima
fin

volta

quindi a sorpassare
lo

la

che
:

dal

medioevo

dilaniava, tra s e s

medesimo
da
s
la

tra

spirito

che crede e professa di non intendere, e


d' intendere,

spirito

che

intende e professa
sua,
la
...

cio

farsi

verit
lui,

che nella natura, e che la ragione, cio, per

ragione sua definisce....


egli

questa verit, che sola l'in-

namora,
...di s:

non potr rinunziare....

Nel 1591 diceva

gi

Avendo

diuturna con la e gli ardimenti, onde, o per avventura io ho toccata la salute, di che solo Dio pu esser testimone, o non sono pur sempre infermo e sonnolento a un modo, o di certo domino il senso della infermit mia e lo disprezzo affatto, si che punto non

intrapreso da fanciullo una lotta fortuna, invitto serbo il proposito

temo della stessa morte. E

ne'

versi

del

De

monade,

Capitolo

XII

597

messi

in

bocca

al

gallo

vinto e morente,
la

si

scrisse

quasi,

per dirla col Brunnhofer,

propria epigrafe:

Ho

lottato,

molto: credetti poter vincere, e la sorte e la natura repressero lo studio e gli sforzi. Ma qualche cosa gi l'essere stato in campo; giacch vincere vedo che nelle mani del fato. Ma fu in me quel che poteva, e che nessuna delle generazioni

venture mi negher; quel che un vincitore poteva metterci di suo: non aver temuto la morte, non aver ceduto con fermo viso a nessun simile, aver preposta una morte animosa a un'imbelle vita....
Il

martirio di

Bruno
sua

la

conchiusione e correzione invera ;

ratrice

della

filosofa

una dimostrazione reale del-

l'esigenza radicale del pensiero moderno, che

non pu pi

consentire,
tica

come Bruno

illudendosi aveva sperato, con l'anfosse stato bruciato,

intuizione del

mondo. Se Bruno non

poteva

parere

possibile una conciliazione;

come

volle

che

sembrasse possibile Galileo, quando abiur, non un eresia,

ma
la

la

sua fede scientifica. Bruno fu saldo invece a sostenere

libert

suprema

della

scienza,

e a protestare che una

filosofia

non potesse essere eretica e non potesse esser giudalla

dicata
l'

Chiesa.

Bruno quindi prov che

la

vita

del-

intuizione antica del


verit,

mondo che ha

fuori

di

Dio, cio
filo-

la

per

la

scienza, la morte della

nuova
virt,

sofia,

che rende

possibile la scienza,

come

la

come

l'arte,

facendo realmente scendere Dio in terra e nell'animo

nostro,

come

verit,

come

bellezza e bont,

vera

umanit,

in generale,

per tutto ci che di divino appunto essa viene


filosofia,

realizzando nel mondo. Questa


vinizza la natura, e

che con Bruno

di-

dopo Bruno
hanno
1

divinizzer l'uomo in ci

che l'una e
sofia

l'altra
1

d'infinito

e di eterno, questa

filo-

dopo

il

7 febbraio

600 sappiamo, per


la

converso, che

non pu vivere se non per

morte di quella

vecchia in-

598

Estradizione, condanna e morte

tuizione.

Morte, che per noi non


la

sar, se la

nostra filosofa

davvero
i

nuova

filosofia,

la

morte de' giudici di Bruno,


la

quali giudicarono

come voleva
nel

loro

coscienza
la

ma

la

morte

del

loro
Il

spirito

nostro

fine

di tutte

le

intolleranze.

vero errore di quei giudici fu di


la

non aver

veduto che, morto Bruno,


viva
di

sua

filosofia

sarebbe stata pi

prima.

noi,

per

rivendicare

Bruno e per cor-

reggere quell'errore, non possiamo se non ravvivare in noi


lo
lui

spirito

di

Bruno, raccogliendo l'ultimo ammonimento da

dato

un discepolo,

il

Conte
le

di Ventimiglia,

testi-

mone

della sua morte:


i

seguire

sue gloriose pedate


"
l
.

e fuggire

pregiudizi

e gli errori

C. Bruno nella storia della cultura, pagg. 88, 89, 94-96,

120-122.

DOCUMENTI

DOCUMENTI NAPOLITANI.
Notizia.

documenti della

vita

monacale del Nolano sono

stati

da

me

rinvenuti

tutti,

fuorch due, nelle carte de'

Mona-

steri soppressi

del

Grande Archivio

di Stato di Napoli: nel

Catalogo de' ricevuti all'abito dal


il

1524

al

1622
r,

(voi.

581)

I,

il

II,

l'XI,
r,

il

XII e
;

il

XIII (CC. 31
di

31 v,

47rev,

51 v e

52

53 v)

nel
i*

Registro
il

provincia dal

1555
nel

al

1626

(voi.

582)

Vili e
al

(ce.
(voi.

63

e
il

83

r);

Libro di cassa dal


il

1558

1568

457)

III, il

IV,

il

VI

(ce.

558r, 577v, 584v e 592r); nel Libro


al

di cassa dal

1568

1576

(voi.

458)
il

il

VII

(e.

38

nel tomo miscellaneo

XVI

(voi.

609)

XIV
i

(ce.

227

r -

232
tra

r).

Il

IX

poi,

che non s'incontra come

precedenti

le

scritture di

S.

Domenico Maggiore o
compreso
tra'

della provincia

del Regno, opportunamente

napolitani non
fin

meno per
dal

la

data che per

il

contenuto, e nonostante che

1901

sia

stato posto dal

padre Benedetto Maria Rei-

chert nel

tomo

(voi.

V)

de'

Monumenta
143 e 144),

ordinis

fratrum
tuttavia

praedicatorum
tenersi

historica

(pagg.

deve

quasi per inedito, non essendo


avvertito.

stato,

lo ripeto

an-

cora, chi l'abbia

In fine,

il

XV,

tratto fuori

ora

602

Notizia

per
(ce.

la

prima

volta

dall'

Index

processatorum

1527-1621
1

27r-31r) dell'Archivio generale dell'Ordine


nelle

e con-

frontato

note

con un elenco de'


nel
2
,

rei

della provincia
(ce.

del

Regno contenuto

Regesto IV.

39

55v-58r)

del

medesimo Archivio

bene vada unito, piuttosto che

L' Index un

codicetto cartaceo,
fino al

cmm.

21

per

15, di ce. 199, scritte


si

tutte
i

da una mano
contro cui
si

1617, e dal 1617 da un'altra. Vi


nelle

nominano

rei

procede

province domenicane

per

-37 v ) il Regno (ce. 27 r Nel qual periodo nondimeno, cio in settantasei anni, la provincia ebbe oltre quattrocento processati, che non s' incontrano disposti
cominciare dal 1527, laddove per
cronologico, evidentemente perch
i

Lombardia a dal 1550 al 1626.


la

di
in

Napoli
ordine

compilatori pigliavano nota de' nomi via

via che rinvenivano le scritture che stavano nell'Archivio e che pur troppo
ora, se

non

custodite,

come pare almeno


il

per alcune, in

altro

luogo, sono

andate perdute.
2

Un

codice
il

cartaceo anche
registro

Regesto, cmm. 23 per


fra

15, di ce.

221.
il

Comprende
e,

che del generalato di

Serafino Cavalli tenne

suo socio padre maestro Andrea Zanetti da Sal, provinciale di Terrasanta


ci

che

noi

sopra

tutto
il

importa,
il

il

ragguaglio de' condannati


11

in

S.

Domenico Maggiore

tra

1555 e

1581.

reverendissimo Ira Paolo


l'

Constabile da Ferrara, che soggiorn a Napoli durante


e dal maggio all'ottobre dell'anno appresso

autunno del

580

(MORTIER,

Hisloire des mattres


dal Registro di
il

gnraux des Prcheurs, tom. V, pagg. 592 e 593),


esso a quello delle ce.
B

estrasse

provincia l'elenco, e forse lo scrisse di sua mano, somigliando

carattere di
si

57

58,

141
fr.

nell'ultima delle

quali

legge

Sicilia

in

Calabriam perveni ego


nostrum

Paulus Constabilis mensis


S.

aprilis die

et adivi

conventum

Annunciatae
che,

Georgii
altri,

".

Giova

riportare

per intero questo documento,

confrontato con

ci

mette in grado

di risolvere delle quistioni e di schiarire

qualche dubbio.

55

Ex
Barnabas
et
fr.

Registro prooinciae Regni.


Vincentius de Salerno
uvenes
gallicum

condemnati fuere ad
a.

poenas gravioris culp. propter

morbum
v
.

1555

et

restituti

ad omnia

a.

1557,

ff.

-21

Guidus de Neapoli propter lapsum culp. a. 1558-1560.


ventum Formiae biennio mansit
ad poenas multas
a.

carnis subiectus est

poenis gravioris

Stephanus de Neapoli, quod cum habitu vagus sine


et

licentia extra abiecit,

con-

habitum postea

damnatus

1558.

Documenti napolitani

603

co' romani, co' napolitani,

perch

questi strettamente

connesso e

n'

quasi

la

conclusione.

Non devo

qui tacere

55

Ioannes de Nuceria
vioris,

vicarius

Olibani condemnatus
a.

est

ad poenas graf.

ut

iniquus

administrator temporalium,

1559,

26.

Ioannes Baptista de Caieta, Michael de Atripalda, Vincentius de


torio et
a.

Mon-

Ignatius
f.

de Puteolis
propter

privati

fuerunt habitu a rev Iustiniano

1559,

27.

Urbanus
a.

de
f.

Salerno

multa

delicta

reiectus

fuit

ab

ordine

1560,

30.
multis et gravibus poenis subiectus est,

^f-

Hieronymus Toccus de Neapoli


propter

lapsum
1

carnis

iteratum, a magistro

Ambrosio de Balneolo
gravioris culpae
a.

provinciali a.

560,

f.

30.

Sebastianus

de

Neapoli

damnatus ad poenas

propter

multa ab eo patrata scelera a

M. Ambrosio de Pontecurvo
ad

1561,

37 Clemens
f.

Scaranus

de

Neapoli

poenas gravioris culpae damnatus

fuit,

a.

1564.
fuit

Ioannes Baptista de Fontanarosa tertianus expulsus


crimina multa ab eo patrata
a.
1

ab ordine propter

566,

f.

56.
iniectas in
fr.
sit

Marcellus

de

Airola

propter
est

manus

violentas

Lucam
privatus

conversum
a.

damnatus
de

ut

per biennium utraque voce

1568.
Atripalda in poenas gravioris culpae damnatus
et
f.

Hieronymus

de58.

claratus excomunicatus in Consilio

patrum S. Dominici

a.

1567,

Thomas de Capua
iverunt a.

et

praefatus

Hieronymus de Atripalda

declarati

sunt utraque voce privati,

quod

Romam

sine

licentia

sui

provinciali*

1567.
primus

Vincentius
propter
f.

de

Ariano

damnatus
vicarii

ad

poenas gravioris culpae

enormem percussionem
et

S. Crucis

de Ariano

a.

1568,

62.
Sixtus

Thomas de Ariano
nostro exuerent et

de

Neapoli digni habiti sunt qui habitu


a.
1

aliis

poenis afficerentur

568,

ff.

62
a.
a.

70,

79

Savinus de Atripalda condemnatus ad


civitate

poenas gravioris culpae quod


scandalo
I

in
v
.

Fundorum

fornicatus est
in

cum magno

568,
1

f.

66

Andreas de Caserta
nus violentas in

actis

Capit. provine.

Regni de

568

dicitur

liberatus a poenis gravioris culpae


fr.

quibus subiectus erat propter ma-

Lucam de
et

Atella.

56

Andreas de Caserta
vioris

Vincentius de Sarno
a
civitate
fr.

damnati ad poenas graquia a carcere conventus


1

culp.

et

exilii

Neapoli
a.

S. Petri Martyris liberarunt

Lucam

568,

f.

64.

604

Notizia

che nel copiarli mi sono fedelmente attenuto


limitandomi
solo

agli

originali,

ad ammodernare

la

grafia e

a sciogliere

56

Ignatius

de Puteolis

et

Thomas de Neapoli ob multa


reiecti

et

gravia

scelera

tanquam
liatus

incorrigibiles

ab ordine

a.

568.
et

Dominicus de Ponte

Neapolitanus ut fur
fuit a.
I

rebellis

incorrigibilis

spo-

habitu perpetuo

568,

f.

68.
furta et fornicationem spoliatus
a.
1

Ambrosius conversus de Olibano propter

habitu tanquam incorrigibilis ad triremesque damn.

569.

Marcus de lanuario peremptor


incorrigibilis

fr.

lulii

conversi,
f.

apostata contumax, ut

exutus

fuit

habitu

a.

569,
Suessa

69.

Antoninus
malis
ita

de

Massa,

Thomas

de

et

Lucas de Neapoli
a.
1

suis

exigentibus pulsi a religione nostra fuere


et

569.
socii
cri-

Gregorius de Airola, Lucas de Capua


minis in profanatione
gravioris

Decius de Lapigio

novitiatus
a.

S.
f.

Dominici de Neapoli ad poenas


71.
in

culp.

damnati

1570,

loannes Paulus de Altavilla multos annos


exstans privatus habitu in perpetuum

contumacia extra ordinem


a.

fuit

1570,
1570,
fr.

f.

71

lacobus de Airola
privati sunt

et

fr.

Matthaeus conversus criminibus multis famosi ad triremes damnati


iuvenis
a.
f.

habitu

et

72.

Hieronymus de Neapoli

percussor
a.

enormis

lacobi Minutuli

ad poenas gravioris culpae damnati

1570,

f.

72.

Ambrosius de Pontecurvo iuvenis propter lapsum


vinculi

carnis et innodationem

excomunicatus per decennium subiicitur poenis gravioris cul-

pae

a.

1570.
de

Vincentius

Ariano homicida
et

et

fr.

Philippus de Atripalda
a.

fautor

eiusdem privati habitu

damnati ad triremes

1570,
1570,

f.

73.

lacobus Minutulus Neapolitanus damnatus ad triremes per


letaliter

a.
f.

12 quod

vulneravit

fr.

Hieronymum de Neapoli
fuit

a.

74

lacobus

de
de

Airola

damnatus

ad poenas gravioris culpae per dea.

cennium propter multa ab eo patrata

1570,
ordine

f.

75.
fuit

Thomas
56 v
Felix de

Summa
1570,

novitius
f.

reiectus

ab

ut

digna

factis

reciperet a.

75.
fuit
f.

Maio de Castromaris damnatus


a.

ad triremes per decennium


v
.

propter homicidium

1565, Regis.

45

Reiecti ab ordine fuerunt et exuti habitu velut incorrigibiles

fr.

Andreas
v
.

de Caieta

et

fr.

Thomas de Trentula

a.

1566, Regis.

f.

50

Theophilus Caracciolus ob apertam

rebellionem in suum priorem

dam-

natus ad poenas gravioris culpae a.

1571,

f.

77

Ambrosius

de

Petra

condemnatus
1571,

fuit
f.

ad piivationem
77,

habitus et ad

triremes per annos duos a.

Documenti napolitani

605

le

non poche abbreviature che senza


la

profitto

avrebbero

in-

tralciato

lettura.

56 v Augustinus de Pontecurvo damnatus


vinciali

M. Gregorio de Balneolo
1571,
1571,
a.
f.

pro-

ad poenas omnes
de

gravioris culpae a.

78.

Ambrosius
Liberius de

Massa
privati

et

fr.

Theophilus

Caracciolus
a.
f.

tandem tanquam
80.
propter vulnera

incorrigibiles

habitu ordmis fuere

Marzano

damnatus ad triremes per


et alia
a.

20

cuidam

illata,

contumaciam
de nocte

1572.
:

Dominicus de Russano Calaber condemnatus ad triremes per decennium


hic inventus
fuit a ministris

curiae

cum
1573,

armis
fuit
f.

a.

1572,

f.

85.

Ambrosius

de

Conca

damnatus

per

decennium
a.

ad remigandum
89.
famosis et con.

propter crimina apparenlia in processu

Ambrosius de Pedemonte

suspectus

habitus de

libellis

tumax damnatus ad triremes per decennium a. 1574, f. 91 v Lucas de Neapoli spoliatus habitu fuit propter furtum et apocham
falsam

domus Ravascherii
inhabilis

a.

1574,
fuit

f.

93.
facultate audiendi confessionem

Gabriel Scopa de Neapoli privatus


et

factus

ad praelaturam a
privatus
facultate

Generali

a.

1576,

f.

90

Thomas de Conca
sionem
Iulianus
tus
a.

celebrandi et audiendi

confes-

1576.
lector

de Neapoli

privatus facultate
a.

manendi Neapoli
1576,
f.

et

damna-

ad poenas omnes gravioris culpae


Salerni condemnatus

97.

Cherubinus de Campania ad poenas


a
civitate
a.

gravioris culpae et exilii perpetui

1576,

f.

97

Erasmus de Caieta
exilii

condemnatus ad poenas omnes

gravioris culpae et

perpetui ab urbe Caietae tanquam fur et falsarius, a.

1576.
exilii

57

Eusebius de Neapoli

condemnatus ad poenas

gravioris culpae et
f.

a civitate Neapolis per


-\-

decennium
magister

a.

1576, Regis. Regni


propter scelus

Dominicus

de

Olibano
1576.

novitlorum
et

97 v nefandum
per

privatus est habitu a

Generali

damnatus

ad

triremes

septennium

a.

Marcus Bembus Neapolitanus,


ciscus
ff.

fr.

Ambrosius de Atripalda
privati

et
a.

fr.

Fran-

de

Neapoli

contumaces

fuerunt

habitu

1577

99-101.
exilio

Dominicus Bascus
Ccrnelius

ab urbe Neapoli per quinquennium damnatus.


poenis
a.

de de de

Neapoli

omnibus
1577,
fr.
f.

gravioris culpae
1

subiectus

fuit

propter furtum

commissum

00

Antoninus
Nastarus

Sicilia

sacerdos,

Egidius
fr.

Indellus et

fr.

Ambrosius

Neapoli

iuvenes et

Lucianus de S. Severino con1577,


f.

versus contumaces privati fuere habitu a.

101.

606

Documenti

napolitani, I

Obiit pessime.

Frater Iordanus de Nola.

Die
fuit

quinto

decimo

mensis

iunii

MDLXV
Iordanus

receptus

ad

habitum

clericorum

frater

de

Nola

57

Ioannes de Marzano
fuit
f.

propter

homiciclium patratum damnatus perpetuo


et

ad poenas gravioris culpae


101
v
.

habitu clericali spoliatus

a.

1577,

Ludovicus de Neapoli uvenis damnatus per quinquennium


nes poenas gravioris culpae
vincialis
a.

fuit

ad om-

quod

falsificava

assignationem R. P. pro-

1577.
S.

Michael

de

Germano

sacerdos privatus est habitu nostro tanquam


rebellis
a.

incorrigibilis

excomunicatus ac

1578,

f.

03

Ioannes Baptista de Tufo, Antoninus de Neapoli et


sta
f.

fr.

Ioannes Bapti-

de

Anna condemnati
et
fr.

sunt ad poenas gravioris culpae a.

1578,

108. Restitutus autem


reliqui
ut

fuit

anno sequenti 1579


est

fr.

Ioannes Baptista
f.

de Neapoli

annotatum

in

Registro Regni,
citati et

114.
pri-

Ambrosius
vati

et

Erasmus de Neapoli mvenes

contumaces
a.

fuerunt habitu nostro a


iuvenis

M.

Petro de Nuceria provinciali

1579.

Augustinus de Sarno

condemnatus ad privationem habitus per


a.

quinquennium
de
Neapoli

et

ad poenas gravioris culpae


triennium

1580,

f.

120.
fr.

Christophorus de Neapoli propter manus violentas iniectas

in

Sixtum

damnatus
a.

per

ad poenas gravioris culpae a

M. Erasmo
lari

1577.
ad graviores poenas a

Octavius... vicarius noctu inventus in

damnatus

est

domo meretricis in habitu M. Eugenio provinciali a.


a.

saecu1

581

57

Cyprianus de Dura Neapolitanus


et
exilii

damnatus ad poenas

gravioris culpae

ab urbe Neapoli per quinquennium


est

1577.

Decius Palumbus de Neapoli, qui nunc


vioris

in

Sicilia, et

ad poenas gra-

culpae

damnatus

est

ad annos quinque

magisteiio privatus

ob efficacem operam datam ad fugam cuiusdam


Alexander

carcerati

Roma

a.

1577.

Mendoza

Neapolitanus

apostata refutatus

ut

incorrigibilis,

vocatur nunc Ioannes Hieronymus

Mendoza, 1576.

Augustinus de Campanea damnatus ad poenas gravioris culpae propter


ordinationem Iustiniani
a.

1575.

Ferdinandus

conversus

mulctatus exilio decennali ab urbe Neapoli et


si

ad triremes per quinquennium

contrafecerit

a.

1576.
quare liberatur ab

Thomas de
tus,

Airola, alias Thomacellus, de violato castitatis voto suspecfuit,

carceratus et tortus

perstitit

in

negativa,

Documenti

napolitani, I

607

qui

in

saeculo
patte

vocabatur
fr.

Philippus,

sub

reverendo bac'

calaureo

Ambrosio

de

Neapoh,

magistro

vero

ipso carcere

sed per decennium exulare cogitur a civitate Nespoli

et

vetatur simul habitare


a. fuit

cum lordano Coppula


receptus.

et

Benigno de Neapoli,

1577.
et

Hic,

cum ego essem


Neapolitanus

Neapoli, habitum exuit, carceratus

tanquam apostata

57

Iordanus

Coppula
ad
a.

cum

defecisset

in

purgatione

canonica

iniuncta propter suspicionem


tus
fuit

vehementem de crimine pessimo damnagraviorts

poenas

omnes

culpae

et

exilu

decennalis

Neapoli
Eusebius

1577.

de

Aversa
sit

damnatus ad poenas
et

gravioris

culpae,

ita

ut

per

quinquennium
ficio

voce activa

passiva

privatus et
a.

perpetuo ab of-

praedicandi et audiendi confessionem


fuit

1577.

Bernardus de Neapoli
a

activa et passiva voce privatus et exul factus


a.

Neapoli per decennium

1577.

Vincentius Rota de
clericorum
graviores a.
et

Ancona

propter

magnum

furcum exutus

fuit

habitu

factus

tertiarius

damnatus

per decennium ad

poenas

1579.
a
a.

Petrus de Optato ob infidelem administrationem punitus exilio


poli et

Nea1576.

inhabilitatus

ad

officia

temporalium administrationis

Petrus Franciscus Neapolitanus magister


gravioris

novitiorum damnatus ad poenas

culpae quod nhonestus.


Balneolo,

58 r Marcus

de

Hippolytus

de

Benevento,

excomunicati,

sacrilegi

violatores
a.

Monte Hercule et Salvator de S. Annae de Nuceria


1576.

damnati ad triremes per decennium

Alphonsus
scriptis

Paganus
delatus
[a.

de Nuceria sacrilegus apostata contumax a supra1576].


a.

Ambrosius de Pedemonte damnatus ad triremes per decennium


Eugenius
11

1577.

de

Neapoli per annos

privatus fuit voce activa atque

passiva et ussus exulare ab urbe Neapoli a.

1577.

Thomas de Magdalono ad poenas gravioris culpae damnatus est propter contentionem cum suo priore fr. lordano de Neapoli a. 1574.
Martinus

de

Castromaris

conversus

suspectus

vehementer habitus de
a.

crimine pessimo iussus est per annos

10 Neapoli exulare

1577.

lacobus de Petra prior


nici

absolutus est a prioratu in conventu S.


Sebastiani.

Domi-

de Neapoli

a.

1577 occasione monialium S.


et

Salvator de Benevento

Felix de Atripalda
est

fornicarii
et

quorum primus
a.
1

exutus habitu damnatus

ad poenas graviores
sacerdotes

ad triremes

577.

Iordanus

et

Marcus de Neapoli
a.

capiuntur

domi mulierum

impudicarum ex fama

1576.

608

Documenti

napolitani,

I-II

novitiorum

fratre
.

Iacobo

Saragnano

de

Aqua

malo-

rum.

M.

II.

Die decimo sesto mensis iunii MDLXVI receptus fuit ad professionem frater Iordanus de Nola, qui in saeculo
vocabatur Philippus, in conventu et pr conventu
minici de Neapoli,

1
.

Do-

exsistente priore reverendo patre fratre

Ambrosio de Neapoli baccalaureo, sub reverendissimo generali

patre

fratre

Vincentio Iustiniano genuensi, magistro

vero

novitiorum patre fratre Eugenio Gagliardo a Neapoli.

58

Ioannes Dominicus de Neapoli

Romae

et

Neapoli carceratus

fuit a.

1576.

Vir improbus

et

maledicentissimus dicitur.

Philippus de Marinis de Neapoli damnatus ad poenas gravioris


per

culpae

decennium quod ante tempus


a.

et sine

licentia

ordines sacros su-

scepit

1579, Regis.
ad annos

ff.

112 e 120.
fuit

Ioannes Paulus Vecchius de Neapoli damnatus

ad triremes propter
a.
1

furtum
Regis.

et
f.

alia

sex.

Vide

eius

processum Neapoli,

578,

112.

Augustinus

de

Luceria tanquam incorrigibilis privatus


venit

est

habitu.

Hic
;

postea duxit uxorem,


a

ad

me Romam, suum crimen

fassus est

me
a.

benigne
I

receptus, abiuravit de levi

damnatus ad poenas graprivatus fuit a

vioris

580.
propter notabilem
f.

Thomas de Conca
Dominicus
dalo
f.

suam ignoranliam

celebrando missam, Regis.


Passarus
tertiarius

116.
propter furtum aurei monilis

cum

scan-

gravi
v
.

damnatus

ad

triremes

per

annos 60

a.

1580, Regis.

116

Thomas de
nici,

Caieta

conversus

damnatus a me ad poenas

gravioris cul-

pae, missus

Messanam

ubi pr carcere

habebat conventum S. Domi-

inde

fugit, venit

Neapolim ubi carceratus ad 10 annos conventum


1581.
del Regesto

S. Petri Martyris habet pr carcere a.

Della
l'

conoscenza

e
1

de'

facsimili

fotografici

VI.

39

e del-

Index processatorum

529- 1 62 1

sono debitore a un mio egregio amico

che per modestia non vuole essere nominato.


1

Morto.

Documenti

napolitani,

III -VII

609

III.

Toniche
[Aprile
novicii,

a!li

novicii.

1567].

Die
canne

16
di

dati per

mano
e

del maestro

di

per

nove
la

tarantola

palmi per

cinque, a
tre toniche,

otto

carlini

canna con

la

aczimatura,

videlicet

una

a fratre Giordano di

Nola giovane e

fratre

Dionisio di Castello a mare e fratre Serafino di Napoli novicii,

ducati sette,

tari

tre

e grana dudece.

IV.
Provisione, fra Giordano di Nola.

25 septembris

1567.

Item
0,

a
2,

fra

Giordano
l
.

di

Nola

in

parte di soa provisione

10

V.
Provisione di fra Giordano di Nola.

Die 14 novembris 1567. Item dato a Nola in parte della sua provisione carlini
VI.

fra

Giordano de

otto.

Provisione, fra Giordano di Nola.

Die 26 ianuari 568. Item per final provisione di fra Giordano di Nola giovene per tutto questo mese ducati 3.
1

VII.
Fra Giordano
1

di

Nola.
di

9 maii

568. Item a

fra

Giordano

Nola giovene, per


0,
2,

comprarsi un cappello, in conto di provisione

10.

Carlini 2,

grana

IO.
39,

Spampanato.

610

Documenti

napolitani,

VIII-XI

Vili.

Die 5 iulii [ 568] factae fuerunt literae patentales fratri lordano de Nola eundi ad Provinciam utriusque Lombardiae.
1

IX.
[Provisiones Studiorum Capituli generaiis
celebrati a. D.

Romae

MDLXXI,

d.

Ili

iunii].

In

Studio Andriensi provinciae S.

Thomae

in

regentem

pr duobus primis annis fratrem Iacobum de Tricasio magi-

Nicoldum de Gravina magibaccalaureum pr duobus annis fratrem Angelum de Rubis, pio tertio anno fratrem Antoninum de Liciis; in magistrum Studii pio primo anno fratrem Ioannem Doininistrum, pr tertio anno fratrem

strum

in

cum de

Castellaneto, pio secundo et tertio providebit


In

Re-

verendissimus.

studentes

fratrem Iordanum de

Nola

et

Regni fratrem Iordanum de Campanea.


formales

ex

provincia

X.
Die XXI* maii 572 assignatus fuit ven. frater Iordanus de Nola in studentem sacrae Theologiae formalem in con1

ventu et studio nostro


consuetis.

S u Dominici de Neapoli cum

gratiis

XI.
In

Dei

flio

sibi

dilecto venerabili patri fratri Io. Baptistae

de

Neapoli ordinis praedicatorum provinciae Regni frater Seraphinus Cavalli Brixiensis sacrae Theologiae professor

ac totius praefati Ordinis humilis generaiis Magister et servus salutem et Spiritus sancti consolationm. Cum decreveris
filiationem

tuam a tuo

conventu

originali

ad

alium

tuae

provinciae conventum transferre, existimans in utroque nomine

hoc

tibi

melius esse cessurum, rogasti ut facultate hac a no-

Documenti

napolitani,

XI

61

bis

obtenta hoc
nostri

tibi

facere liceret.
officii

Ea

propter tenore praefratri

sentium
Io.

auctoritate

tibi

venerabili patri
ut,

Baptistae

praedicto
patris

facultatem

concedimus,
tuae

habito
et

assensu
maioris
partis

reverendi
partis

Provincialis

Provinciae
et

filiorum

tui

conventus originalis

maioris

filiorum conventus cui desideras affiliali ibi exsistenet

tium
pr

simul

aggregatorum,
transferre.

possis

tuam

affiliationem

ad

aliquem conventum
ramus; teque
filium

Quo

per te assecuto ex nunc

tunc tuam affiliationem ad dictum


illius

conventum incorpoet

verum, certum, legitimum


gratiis

indubitatum

cum omnibus
sancti

et privilegiis

quibus ceteri esse


Filii

foreque decernimus et declaramus. In nomine Patris et


et

Spiritus

amen. Quibuscumque
officii

in contrarium
sigillo

non

quorum fidem his propria subscripsimus. Romae, die


obstantibus, in
gratiose

munitis

manu

XXVIII
sui

iunii

MDLXXI.
propria et
originalis.

Frater Seraphinus Cavalli qui suprascripsit

manu

dispensat
folio

super

consensu

conventus

Relata

suo frater Sixtus Lucchensis, provincialis Ter-

rae sanctae.

fratris

Die septima mensis decembris 572, in cella reverendi patris Dominici Vitae de Neapoli, prioris huius nostri con1

Dominici fuerunt congregati omnes filii conventus formam hterarum patentium, et praefatus venerabile pater frater Io. Baptista de Neapoli, studens formalis in Theologia, fuit unammiter voto acceptatus in filium conventus.
ventus
uxta

Frater Dominicus
" "
.

de Vita,

prior

SV Dominici de Neapoli

Bartholomaeus de Polla magister


Matthias Aquarius acceptat

" "
11

Vincentius de Sancto Angelo

Remigius de Monte corvino manu Thomas de Atripalda


Bonifacius de Neapoli

propria

" " " n

Erasmus de Neapoli lector Gregorius Coppula Augustinus de Campanea lector

612

Documenti

napolitani,

XI

Frater Cyprianus de
"
"
n

"

"
n n n "

"
n n " "

n
n n n " n

Duro de Nespoli Andreas Coppula, praedicator generalis Alphonsus de Nuceria Ignatius Brancatus de Neapoli Bernardus de Neapoli Antoninus de Neapoli lector Albertus Mazza de Neapoli Ignatius de Magdalono Seraphinus de Neapoli Dominicus de Marcianisio Michael de Neapoli Innocentius de Neapoli Io. Baptista de Anna Cornelius de Neapoli Stephanus de Optato Erasmus de Tramonto Ambrosius de Neapoli Thomas de Pietro

"
"

n
,

n
"

n
n " n n n "

Io. Baptista de Caserta Clemens de Neapoli Sixtus de Neapoli Io. Baptista de Polla Blasius de Neapoli Aloysius de Neapoli Paulus de Caieta Anselmus de Neapoli Pecorellus Ludovicus de Neapoli Dionysius de Castromaris Hieronymus viceregens lector Albertus de -Neapoli

Iordanus de Nola
Io.

Paulus de Neapoli

n
"

Dominicus de Angria lector Hieronymus de Sera neapohtanus Petrus de Roccasicca

Documenti

napolitani,

XI, XII

613

Universis
audituris

et

singulis

hoc nostrum inspecturis,


esse

lecturis

et

fidem
fratrem

indubitatam facimus

extractum, et in

hoc

libro insertum fideliter

rabilem

de verbo ad verbum per veneAlphonsum de Neapoli, magistrum novi-

tiorum ex suo originali.

Die nono mensis decembris MDLXXII. Ita est frater Alphonsus qui supra manu
XII.
Affiliatio

propria.

reverendi patris fratris Bartholomaei de Angelo de Neapoli, lectori et praedicatoris generalis.


filio

Obiit.

In

Dei

sibi

dilecto venerabili patri praedicatori

fratri

Bartholomaeo de Neapoli ordinis praedicatorum provinciae


nostrae

Regni
Magister

frater

Seraphinus
totius

Cavalli

Brixiensis sacrae

Theologiae professor ac
neralis
et

praedicti ordinis humilis ge-

servus salutem.

Nedum

tuae tum animi,


1

tum corporis quieti consulere, sed et conventus S. Dominici de Neapoli dignitati prospicere volentes, quem, tamquam Provinciae primarium et insigniorem conventum, patrum corona et discretorum numero ornan atque muniri decet horum serie, nostri auctoritate officii tibi venerabili patri
fratri

Bartholomaeo praedicto licentiam


ut,

et facultatem

conce-

dimus,

habito assensu tui reverendi Provincialis et maioris

partis filiorum

conventus

ibi

degentium

collegialiter congre-

gatorum, possis tuam affiliationem a tuo

conventu
sicuti

originali

ad hunc
tunc

transferre,

teque eidem unire,

ex nunc pr

hoc assecuto concedimus et ad eundem transferimus, legitimum, certum et indubium flium cum omnibus gratiis et privilegiis quibus ceteri decernimus et
illiusque verum,

declaramus, tecum benigne dispensantes pr hac vice duntaxat


tui

super

alia

quacumque ordinatone
Spiritus
sancti

et

super

assensu

conventus originalis ad communiter requisito. In nomine


et
Filii

Patris

et

amen. Quibuscumque

in
si-

contrarium non obstantibus, in quorum fidem his nostro


gillo

munitis

manu

propria

subscripsimus.

Datum Romae,

614

Documenti

napolitani,

XII

die

27 decembris
de
Neapoli.
magister

572. Frater Seraphinus qui supia


nostrae

manu

propria,

assumptione

anno secundo. Frater Domi-

nicus

Relata

folio

XXV,

frater

Sixtus Luc-

chensis,

provinciale

Terrae sanctae. Frater

Am-

brosius

de Neapoli
infrascripti

provincialis dedit assensum.


filii

Nos

conventus SV Dominici de Neapoli


fratrem

simul per

admodum reverendum patrem


ac
esse
in

Dominicum
et

de Neapoli
acceptatum

ipsius

cella

congregati acceptamus

declaramus ab omnibus nobis

infrascriptis

in filium praefati

conventus reverendum patrem fratrem Bar-

tholomaeum
teri

de

Neapoli

cum omnibus
filii

gratiis

quibus ceIn

huius

conventus

legitimi

potiri

solent.

quorum

fidem proprns manibus subscnpsimus. Neapoli, in conventu

Su

Dominici, die

12 decembris

1574.

Frater Dominicus de Neapoli


n " " " " "

provincialis

Ambrosius Pascua
Bartholomaeus Saccus de Polla magister

Antoninus de Camerota Antoninus de Neapoli


Vincentius de
S'.

Angelo

"
"

Antonius de Neapoli Thomas de Atripalda


Io.

Baptista Sangrius de Neapoli

" n
" "
"

n
"

"
" n "

de Neapoli de Neapoli Matthaeus de Salerno Ignatius de Magdalono Dominicus de Martianisio lector Paulus de Neapoli Michael de Neapoli lo. Iacobus de Neapoli Matthias de Optato Seraphinus de Neapoli Albertus Mazza de Neapoli Io. Paulus de Neapoli
Bonifatius
Ignatius

Documenti

napolitani,

XII, XIII

615

Frater Dionysius de Castromaris


" n
n

Iordanus Nolanus
Iordanus de Neapoli

n "
11

"

"
"

"
"

Ambrosius de Neapoli Innocentius de Neapoli Albertus de Neapoli loannes de Caieta Io. Baptista de Polla Aloysius de Neapoli Paulus de Caieta Octavianus de Neapoli Ludovicus de Neapoli
fliorum conventus erant
triginta

Voces

septem ex quibus

habuit suprascriptas.

Haec omnia ex
runt,

proprio originali fideliter transcripta fue-

et in

fidem ego frater Aloysius de

Aquino de Neapoli

magister noviciorum

manu

propria

me

subscripsi.

XIII.
In

Dei

filio

sibi dilecto religioso


to

converso
1

fratti

Vincentio
frater

del

Vecchio de S
Luccensis
totius

Severino ordinis

S'.

Dominici
in

Sixtus

sacrae

Theologiae

professor

romana

Curia

ordinis

praedicatorum

procurator ac reverendecreveris tuam afB-

dissimi patris Generalis salutem.

Cum

a tuo originali conventu S" Petri Martyris de Neapoli provinciae Regni ad aliquem alium illius provinciae conventum transferre, putans tibi hoc in melius in utroque homine esse cessurum quapropter nos b id rogare fecisti.

liationem

Iustis
ficii

tuis

petitionibus volentes facere satis


auctoritate
ut,

harum

serie ofpatris
te

nostri

habito assensu reverendi

provincialis
affiliali

ac

maioris partis fliorum

conventus in quo
inde

contigerit,

tuam
possis,

affiliationem

ad

illum

con-

ventum
assecuto,

transferre

elargimur facultatem, quo per te


te

ex

nunc pr tunc

tamquam verum, legitimum

616

Documenti

napolitani,

XIII

et

indubitatum praefati conventus filium declaramus ac

alio-

rum illius conventus nliorum privilegiis uti posse decernimus. In nomine Patris et Filii et Spiritus sancti amen. In contrarium quibuscumque non obstantibus, in quorum fdem his propria manu subscripsimus sigillo nostro roboratis. Datum Romae, die novembris 1575.

Frater Sixtus Luccensis qui supra


Frater Erasmus de Neapoli prior
et
n

manu

propria.

11
.

Dominici de Neapoli

vicarius

reverendi provincialis praebet assensum

" " " n n n

Ambrosius de Neapoli magister dedit assensum Bartholomaeus de Polla magister Io. Baptista de Neapoli Ignatius Brancatus de Neapoli Augustinus de Campanea lector Iustinianus de Neapoli

"
n

n n "
"

Iordanus Nolanus Andreas Coppula de Neapoli Io. Paulus de Neapoli Marcus de Martenisio lector
Antonius Caferius de Neapoli Remigius de Montecorvino

n
" "
"

n
11

"
" n

n n " n

Hieronymus de Vera de Neapoli S cto Angelo Bonifacius de Neapoli Io. Baptista de Caserta Blasius de Neapoli Thomas de Atripalda Innocentius de Neapoli Albertus Mazza de Neapoli Dominicus de Angria Athanasius de Magdalono Iordanus de Neapoli Ambrosius de Neapoli Albertus de Neapoli
Vincentius de
Ioannes de Caieta

Documenti

napolitani,

XIII,

XIV

617

Frater
n "

Io.

Baptista de Polla

Gregorius de Neapoli

" n
n

" " "


" " n

Marcus Langella de Neapoli Michael de Neapoli Io. Hieronymus de Neapoli Vincentius de Sarno Aloysius de Aquino de Neapoli Dominicus de Camerota Cherubinus de Neapoli Pius de Neapoli Simplicianus de Siciniano Augustinus de Neapoli.

XIV.
Copia

Die penultimo mensis

ianuarii

quartae indictionis, mille-

simo quingentesimo septuagesimo sexto, Neapoli.


accessimus ad venerabile monastenum Si
1

Ad

preces

a nobis factas pr parte subscriptarum partium personaliter

Dominici ordinis

Praedicatorum, et
tolari
,.dis

cum

essemus ibidem, et proprie in Capi-

loco dicti
ro
I

monasterii... in nostri praesentia constitutis

Je Petrabairani priore, f re Sebastiano de Balneolo subpriore, fre Antonio Caferio de Neapoli primo, e Thoma de Atripalda, f e Hippolyto de Monte Herculeo f re sindico Actenasio de Magdalono magistro Studn f acoDO
r r
.
.

f'5
.

de Neapoli sacrista, fre lordano de Nola, e Nicolao de Sicilia cantore, f Ambrosio de Airola, e e Alberto de Neapoli, f lordano de Neapoli, e Antonio de Neapoli secundo, f e Aloysio de Aquino magistro noe vitiorum, f e Philippo de Bevania, Eusebio da Messina e studente, f Hippolyto de Venetia, f e Paulo de Neapoli, te f Marco de Lanzella, f e Bernardino de Taurino, f re Nicolao Antonio de Isernia, f ie Valerio de Milano, ke Marco de Ottato, f e Valeriano de Panormo, f e Nicolao de Calabria, l'? Felice de Atripalda, f e Ambrosio de Gaeta, f e Ambrosio de Aversa, f e Dominico de Camarota, fre Thoma
Bonifatio
re
t'. r

f'.

f'.

f'.

618

Documenti

napolitani,

XIV
Simpliciano de Svi-

de Balneolo, e Pio de Neapoli, gnano, f e Agabito de Neapoli et


f'.

re
.

priore et fratribus dicti monasterii,

fratrum monasterii praedicti,

Erasmo de Olibano, maiorem et saniorem partenti imo totum monasterium ipsum


f
r
.

facientibus et repraesentantibus,

ut

dixerunt,

congregatis et

coadunatis

in

unum
solitis,

in

dicto

loco ad

sonum campanellae,

more

et

loco

ut

dixerunt, consentientibusque prius

in nos agentibus

ad infrascripta omnia pr se ipsis nomine quo supra, ac nomine et pio parte dicti monasterii, et pr
et

eodem monasterio
que monasterii
parte
;

eorum successoribus
et

in

eodem,

psius-

utili

et

magnifico

agente similiter

una Antonio Iuvene de Neapoli ad infrascripta omnia pr se eiusque herenecessaria ea ut infrascripta ex

Luca

dibus ex parte altera.

asseruerunt

quo supra nomine sponte coram nobis et dicto magnifico Luca Antonio praesente mensibus passatis exsistentes dominam Hippolytam Palmeriam et dominum Marium Pappacodam de Neapoli matrem et flium in publico testimonio constitutos
Praefati rev^' pnores et fratres

venisse

et

alienasse dicto magnifico

Lucae Antonio quasdi

dam domos
in

magnas...

positas in vico detto delh Palmieri

frontespitio

ecclesiae
sedilis

nominatae
Portus
,

Santo Aniello CarPortae

negrassa

regionis

et

sedilis

Novae

praefatae civitatis Neapolis...

cum

onere duorum annuorum

cancnum,
alius

reddituum sive censuum

debitorum

et

solvendo-

rum, unius videlicet ducatorum

decem

dicto monasterio, et

ducatorum quinque venerabili monasterio S'? e Catharinae de Formello, quo pretio ducatorum mille, reservato tamen in venditione ipsa assensu ipsorum reverendorum
prioiis
prioris
et
et

fratrum

dicti

monasterii et etiam reverendorum

fratrum monasterii S'? e Cathannae, prout latius in


dictae
venditionis
fieri

instrumento

rogato sub die


.

XI

oc-

tobns

575 manu mei

praefati notarli ecc.

Extracta est praesens copia ab actis

quondam Anelli de

Martino de Neapoli, acta cuius per me conservantur, facta collatione concordat, meliori semper salva; et in fidem ego

Documenti

napolitani,

XIV,

XV
V

619

notarius
nis iunii,

Hannibal de Peruta de Neapoli. Die


1719.

indictio-

XV.
Series

reorum

contra

quos vel pr quibus processi! Ordinis Praedicatorum


auctoritas
:
.
.

Provincia Regni.
e.

27

Contra
n

fr.

Pomponium de Suessa
fr.

et
fr.
il

u
ii

11

ii

n
n

ii

ti

n n n

ii

il

ii

n
n n

ii

ii

ii

n
ii

ii

ii

ii

il

il "

Iohannem de Lecterio Petrum de Francavilla Chrisostomum de Bagnolo Salvatorem de Atripalda Franciscum de Aversa Egidium de Neapoli Marcum de Castromaris Iohannem Angelum de Sanctis Iohannem Capasinum Andream de Terzino Egidium a Timotheum de Neapoli Paulum de Terracina Ambrosium de Balneolo Salvatorem de Tripalda Antonium de Nicastro
^

558
1

559

1552 1559 1558 559 559 1559


1 1
I

559 559

559 558 1553 559 557


1 1

ii

ii

e.

27 v pr conventu Campaneae
contra iuvenes S. Petri Martyris
II

fr.
Il
II

Vincentium de Bagnolo Ludovicum de Bagnolo

li

n
il

il

Dominicum Papam Antoninum de Nicastro


Cornelium de Neapoli Lucretium cum sequenti

ti

n
il

1558 1553 1559 550 552 1552 558


1
I

il

620

Documenti

napolitani,

XV
1556
1555 1568 1567 567
1

27 v contra

fr.
"

Ludovicum
Iohannem Baptistam de Caieta Antoninum Camerotum Neap. Tiburtium de Neapoli Simonem de Neapoli

n
"

de rebus
contra
ti

fr. n
ti

Remigium de Montecoi vino Hieronymum de Tripalda


Petrum Cavallum Paulum de Ebulo Thomam de Atripalda Andream de Caieta
Iohannem Capasinum Eusebium de Neapoli
Iordanum Crispum Sixtum de Neapoli Tiburtium ...

n n n "

li

"

567 565 567 565 567 567 1564


1 I 1 1

28

confra
ti

fr.
ii

n
ii

ii

"

"

n
" " n

"
"
1

Dominicum de Summa Iohannem Baptistam de Benevento Stephanum de Caieta Liberium de Marciano Gregonum de Montecurvo Andream de Campania

"
" "

Thomam

Gallutium

Ambrosium de Neapoli Vincentium de Ancona


Benedictum de Neapoli Bonifacium de Neapoli Hieronymum de Neapoli Michaelem de Aversa Iohannem Castaldi de Angria Martinum de Castromaris Cherubinum de Campania Augustinum de Pontecurvo

1
"

"

"

n
" "
" "

"
il

1568 567 567 567 1567 566 566 567 567 567 573 1574 1577 578 1576 1577 1577 1576 576 1577 576 570
1 I 1 1 1
I

Documenti

napolitani,

XV
et

62

e.

28 v contra
ii ii

fr.
"

Alphonsum de Nuceria Dominicum de Neapoli


Salvatorelli

alios

"
"
11

ii

de Polla Vincentium de S. Severino

il

Hieronymum Comensem

1576 575 1572 575 574


I

n " " " " " " " " "

Roccum de Fundis
Liberium de Marciano Thomam de Messana Franciscum Lusitanum

icyi

" " " "

Aurelium de Balneolo

"
"
n

Erasmum de Caieta
Severum de Neapoli

1575 574 1572 1576 1570


,

Marcum de

Balneolo et
et alios

r^
578 572

" "

Alphonsum de Nuceria

Vincentium de S. Severino

" "
" " " "

n
"

"
"

n
"

Paulum Tusianum Thomam de Magdalono Ferdinandum conversum Eusebium de Aversa Victorium de Tramonte Petrum Franciscum
Vincentium de Sarno

1571

576 1577 576 576


1 1

e.

29

contra
" " " " " "

fr.
" "

Hieronymum de Summa
Iacobum de Petra Cyprianum de Dura Neap. Petrum Martyrem de Neapoli Augustinum ecc. Eugenium secundum de Neapoli Dominicum de Neapoli Hieronymum Zancaglionem

"
" " " "

" " n "


" "

n
" "

Thomam

de Balneolo

"
" "

Petrum tertiarium Petrum de Nuceria


priorem S. Petri Martyris
aliquot studentes

1577 1577 1577 1577 1575 575 577 576 573 1574 576 1576 1579
1 1 I 1

1571

622

Documenti

napolitani,

XV
1572 1573

e.

29

contra
" " "

fr.

"
"

Ludovicum de Ariano Paulum de Iuliano Pamphilum de Mantua


Chrisostomum de Balneolo

1572
1

"
"

Valerium

......

579

1573

"

"
"

Titum de Salerno
Hippolytum de Monte Hercule

1578
1575

"

Augustinum de Campania
Matthiam de Neapoli

1575

e.

29v contra
ti

fr.
ii

1576 578

de
" "
"

furto facto
fr.

contra

"
"

Iordanum de Nola Andream de Caserta


Thomarn de

1576
et

alios
1

S. Severino

572

"
" "

Liberium de Marciano

1577

Petrum de Optato

1575

"

Alexandrum de Mendoza Neapolitanum


1

576

" " "

"
"

Alphonsum de Nuceria
Salvatorem de Benevento
et alios

1575
1577
1575
1

" "
" "

Ludovicum de Neapoli
Petrum Franciscum

" "
n

576

Thomarn de Airola
Bartholomaeum de Neapoli

1577

"

n "
" " " n

Thomarn de Capua
Petrum de Neapoli

573 e

574

1576
1

Franciscum Lusitanum Hispanum

576
574

Thomarn de Magdalono
Salvatorem de Neapoli

1474
1

Iacobum de Airola

576

Documenti

napolitani,

XV

623

e.

30

de quodam igne accenso


netorum
contra
"

in

conventu Cor1

576

fr.
"

Dominicum Vita et Hieronymum de Suessa

576

n
" "
"

insolentes
fr.
n

Thomam

de Capua

576 1575
1

Iordanum de Neapoli

1576
1577 1577
1

"
"

Iordanum Coppula
Cornelium de Neapoli
Christophorum de Neapoli

"
n

"
"

577

Erasmum de Caieta
Dominicum de Alpino Paulum de Neapoli Ambrosium de Pedemonte
Iacobum de Petra

577

"
"
n

1577

"

1572
1

n "

577 574

"

1572
1

de monialibus Salerni
contra
" "

fr.

Dominicum de Neapoli
Petrum de Montefredane

570

" "

1577
1577

Barnabam de Neapoli
'

" "

Iordanum de Nola "Dominicum


"

1576 1676
1572
1572
1

quosdam

fratres

S. Petri

Martyris

e.

30 v contra
n
11

fr.

Paulum de Neapoli
Iohannem Dominicum de Neapoli

n
" " "

576
57

Roccum de Fundis
Iohannem Paulum de Vecchis

574

Iohannem de Angrio
Salvatorem de Polla

576

" "

" "

1571

Petrum de Optato

1576

Forse, fra

Domenico da Olevano

Regesto IV. 39.,

e.

57

624

Documenti

napolitani,

XV
1581 1581
1

e.

30 v contra
" " "

fr.

Iohannem Baptistam de Campania

Thomam

de Capua

"
"

Dominicum de Quisida
Vincentium Valentinum Hispanum
Dominici

586
580 588

circa electionem prioris S.

contra priorem
"

Aversae

et

Thomam
fr.

de Calabria

1581
1

" "
" 1

Carolum de Caserta
Franciscum Lombardum

589
589 586
582

"
" "

Vincentium de Monte albano

Gasparem S c ,ae Crucis


.

1586
1

circa electionem S. Petri

Martyris de Neapoli

contra
" "

fr.
" "

Dominicum de Nuceria
Victorium priorem Hischiae

1581
1581

Dominicum Vita
Silvestrum de Petro

1582

e.

contra
"
II

fr.
"

585

Thomam

de Caieta

1580
1581 1581 1581
1

plures fratres pk
fr.

II

Paulum de

Iuliano

II

ii

Thomam

conversum

II

ii

II

n " n "
il

Amabilem conversum Iohannem Antonium Urbinatem


Iohannem Cataldum de Angrio

583
580

1581
1

II

II

Thomam

de Capua

588
583

II

il

Iordanum de Neapoli

II

il

Ambrosium de Neapoli
Cornelium de Neapoli

582

II

li

586

II

il

II

il

Ambrosium de Aversa Iohannem Petrum de Capua


Iohannem Baptistam de Polla
Petrum de Pozzolo

589
587

II

il

588
583
582

II

il

II

il

Thomam

de S. Severino

Documenti

napolitani,

XV
1

625

e.

contra
"
" "

fr.

Iohannem Petrum

588 589
587

"
"

Dominicum Basco

Andream de

Caserta
et

1587
alios
'

"

Stephanum de Airola

Tra

il

1550

il

1590, nelle prime quattro


tra
il il

carte,
il

intorno a dugento

processi; e poco

pili

di centocinquanta

1555 e

1581,
di

mentre in
centodieci

questo
sentenze

periodo di tempo
(vedi
e
la

Constabile

cont a Napoli

meno

n.

2 delle pagg. 602-608).

Da un

diligente

confronto

dell' Indice

Estratto risulta che con molta probabilit nell'Indice sono registrati, oltre alla maggior parte de' processi napolitani, quelli terminati o interamente fatti a Roma. Per dare un esempio, nel 1576, l'Indice ricorda,
dell'

dalla e. 28 r alla 30 v frati Benedetto da Napoli, Michele da Aversa, Cherubino da Campagna, Erasmo da Gaeta, Marco da Bagnoli, Ferdinando converso, Vittorio da Tramonti, Domenico da Napoli, Pietro terziario, Pietro da Nocera, Mattia da Napoli, Alessandro Mendoza, Pietro da Napoli, Francesco Lusitano, Iacopo da Airola, Girolamo da Sessa, Domenico Vita, Giordano da Napoli, Domenico da Olevano (?), Giovan Domenico da Napoli, Pietro da Ottati e, due volte, Giovanni Castaldi da Angri, e 1* Estratto, Alfonso da Nocera, Pietro Francesco, Giordano da Nola dalla e. 56 v alla e. 58 r frati Gabriele Sroppa, Tomaso da Conca, Giuliano da Napoli, Cherubino da Campagna, Erasmo da Gaeta, Eusebio da Napoli, Domenico da Olevano, Alessandro Mendoza, Ferdinando converso, Pietro da Ottati, Pietro Francesco, Marco da Bagnoli, Ippolito da Monte Ercole, Salvatore da Benevento, Alfonso Pagano da Nocera, Giordano, Marco e Giovan Domenico da Napoli. Sicch, l'uno e l'altro documento novera Cherubino da Campagna, Erasmo da Gaeta, Alessandro Mendoza, Ferdinando converso, Pietro da Ottati, Pietro Francesco, Marco da Bagnoli, Alfonso da Nocera, Giordano e Giovan Domenico da Napoli, se non pure Domenico da Olevano ma l'Estraito, che contiene in pi nomi di Gabriele Scoppa, Tomaso da Conca, Ippolito da Monte Ercole, Salvatore da Benevento, Giuliano, Eusebio e Marco da Napoli, non indica quelli di Michele da Aversa, Giovanni Castaldi da Angri, Vittorio da Tramonti, Pietro terziario, Pietro da Nocera, Francesco Lusitano, Iacopo da Airola, Domenico Vita, Girolamo da Sessa, Benedetto, Domenico, Mattia, Pietro da Napoli e Giordano da Nola. Gi si notato (cap. VI, pag. 240) che il Registro di provincia ha qualche lacuna, manca di una delle carte necessarie per la vita del Bruno nel 1576, la 97. Ma un difetto riparabile, essendo a noi pervenuti integri gli appunti che il Constabile ricav dal volume napolitano che ora , come pi volte si detto, il 582 de' Monasteri soppressi. In fatti, sopra stato rilevato che il Regesto IV. 39 conserva anche pi di quanto ci occorra, il
, i ;
,

novero delle sentenze che nel 1576 pronunzi il tribunale di S. Domenico Maggiore, diciotto in tutto, di cui alcune (ce. 56 v 57, e 58,) fin con
,

l'

indicazione del foglio.


Spampanato.
40,

DOCUMENTI GINEVRINI.
Notizia.

Il

Bartholmss

preg

lettori

di scusarlo

della

brevit

del secondo libro del suo lavoro e di non esser riuscito a


stabilire in
il

che

modo

tra'

seguaci del Calvino fosse vissuto


d'

profugo

nolano,

eh' era

animo avido
al

d'

indipendenza,

ricco

d'umore
;

satirico,

proclive

paradosso e all'opposi"

zione
pi

perch

egli

nulla

aveva appurato,

a malgrado delle
"

assidue
anni

ricerche negli archivi

ginevrini

\ Dove, pastorico,

recchi
il

appresso,

guard

di

nuovo un insigne
si

signor
Italia,

Gaberel
al

de Rossillon, che
delle

affrett

a
tal

mandare
Battista

in

Berti,

scritture intorno a

un

Veneziano, fautore delle idee del Serveto, e a comunicargli


che, nel

Registro delle famiglie italiane venute a Ginevra


al 1607,

dal

1550

s'incontrava
Il
*! ,

"Filippo Bruno del


il

regno di Napoli"".

1880

Berti,

facendo

cono-

scere ci che aveva saputo

giustamente non volle accet-

tare la congettura del suo amico,

scambiare cio Giordano

'

Op.
!

cil.,

tom.

1,

pag.

56,

n.

pag.

59.
cap. IV, pagg. 77-79.

'-'

BERTI, Documenti
Ibidem.

intorno a G.

Bruno da Nola,

628

Notizia

con

Battista

ma

riconobbe

il

filosofo

in

Filippo
il

1
.

Ben

se
il

ne ricord
quale,
nier
2
,

un valoroso

direttore

d' archivi,

Dufour,

riprese le ricerche per esortazione di

Marco Mon1579.

richiam

alla

luce

il

processo dell'agosto del


gli

Avendolo poi pubblicato con


Giornale
egli

opportuni chiarimenti nel


del
1

di

Ginevra

il

luglio

884,

in

quell'
la

anno

diede occasione
universale
e
i

al

Monnier

di dettare,
di

per

Biblio-

teca

rivista

svizzera

Losanna,

Giordano

Bruno
e del

suoi ultimi biografi \ Gli opuscoli del Dufour


recati in italiano e raccolti in
prof.

Monnier vennero
volumetto
dal

un

elegante
braio del

Francesco Giancola nel feb4


.

1885, come ho accennato nell'Introduzione


il

Nel 1889
i

Berti aggiunse a' documenti veneti e romani

ginevrini,

ma non

senza qualche scorrettezza

onde

io

mi

atterr all'estratto del

Giornale di Ginevra
per
le

fi

scrupolosamente
i

ne

segner

la

paginatura

citazioni e
si

riscontri.

Devo

in fine avvertire

che

il

Dufour desidera

eseguano

Documenti intorno a G. Bruno da Nola, cap. IV, pagg. 77-79.

2
3

MONNIER-DUFOUR, Per. Ili, tom. XXIV,


Pag.
Italia

Giordano Bruno, pagg. 21 e 22.


pagg.

225
fu
il

574, nn. 7

72.

XXVII,
la

n.

5.

Ma
a.

FIORENTINO
32.

il

primo a render nota


1

in

comunicazione del Dufour

con un articolo del

4 ottobre del
'

1884
5

nella

Napoli

letteraria,

I,

n.

Non badando
'

all'accentuazione errata qua e


'

l, egli
'

scrisse
'

'

cinquante
'

per per
'

cincquante

(pag. 8),
'

appells
'

'

per
'

'

appell
'

(pag. 9),
'

recognolstre
fuit
'

'

recognoistre
(pag.
1

(pag.

0),

nostre

per

notre

(pag.

Il),'

per

fut
6

"

5), per

dare qualche esempio.

Giordano

Bruno

Genve,

1579,
du

Documents
Charles

indits

publis

par

THOPH1LE
Extrait

DUFOUR,
de

Genve,

Imprimerie
15
juillet

Schuchardt,
tire

1884,

du Journal

Genve

1884,

part cent

exemplaires.

Documenti

ginevrini

629

questi

due mutamenti: a pag.


di
fu

14,

di

non badare
1

alla

con-

fessione

fede
pi
18,

voluta da' regolamenti del


richiesta agli

559, perch
il

essa

non
1

studenti

dopo

1576; a
legge nel
il

pagg.

7 e

di

doversi

avere quello che

si

Libro del Rettore dello Studio ginevrino, non per

solo,
l
.

ma

per uno de' pochi autografi bruniani pervenuti a noi

GIORDANO BRUNO A GENVE.


Giordano
vie
errante,

1579.

Bruno,

le la

grand

penseur

italien,

mene une
jadis,

comme

plupart

de

ceux

qui,

ne

pouvaient se rsoudre accepter, en religion ou en philosophie, les systmes

recus et les

dogmes
quitta

traditionnels.

en

548

Nola, prs de Naples, et entr de

bonne heure

dans

l'ordre

des

dominicains,

il

son pays, l'ge

d'environ trente ans, et rsida successivement en France, en

Angleterre,
parole et
la

en

Allemagne,

enseignant

sans
et
la

cesse par

la

piume, aptre enthousiaste

convaincu d'une
lugubre tragdie

philosophie
qui eut son

de

la

nature.

On

connat
la

dnouement dans
Italie

dernire anne
l'lve
|

du

sicle.

Revenu en
avait
attir,

et

dnonc par

mme

qui

l'y
4

le

maitre audacieux qui

avait os prfrer la

science

la

foi,

rejeter la messe, traiter d'nes les

moines

11

Dufour,

ora

direttore

onorario degli Archivi e della Biblioteca di


di

Ginevra,

accordandomi
:

cortesemente

poter

pubblicare di nuovo

il

suo

opuscolo, mi scrive
portar

"

J'attire

votre attention sur...


la

deux changements apfoi

mon

opuscule, l'un concernant


n'tait

confession de

de
et

559, dont
sur

l'acceptation
1

plus

exige des tudiants depuis


trois

1576,
".

l'autre,

existence en
egli

Allemagne de
avverti
il

autographes de Bruno

De' quali cam-

biamenti

Giancola, che non manc di tenerne conto nella sua


;

traduzione (pagg.

92
di

e 95)

ma non

il

Berti,

ignorando che questi

aveva

sempre

in

mente

ristampare la

Vita.

630

Documenti

ginevrini

de son temps
livr

et surtout

combattre

les

ides d'Aristote, fut

par

le

tribunal vnitien

de

l'inquisition l'inquisition

romaine.

Aprs
et

avoir

langui

sept

ans

dans

les

cachots

pontificaux

refus

de se soustraire par une rtractation


il

la

sentence capitale qui l'attendait,

monta stoiquement
1

les

marches

du bcher,

le

7 fvrier

600. Son martyre

couronne dignement un sicle que


avaient

les dissensions religieuses

rempli de supplices, de massacres et d'horreurs.


actes vnitiens

Les

du procs de Bruno ont


Berti,

t publis

en 1868 par
fait

M. Dominique
que
il

l'rudit distingue
les

qui a

partie

du ministre
le

italien.

Dans

deux premiers
les

interrogatoires

prisonnier subit

Venise

29

et

30 mai
vie
trs

592,
rcit

dut narrer toutes les circonstances de sa


est

et

ce

devenu pour

sa biographie, jusque-l

peu connue,

une source de premier ordre.


ici.

Un

seul

pisode doit nous occuper

Racontant son dpart


il

d'Italie,

Bruno exphque que de


un couvent de son ordre,
dans une htellerie
Napolitain,
j'tais,
si
:

Chambry, o
il
|

avait log dans


et

vint

Genve

descendit

"

Peu

aprs, dit-il, le marquis


ville,

de Vico \
qui
faire et

qui rsidait dans cette


j'tais

me demanda

venu Genve pour m'y arrter


qu'on y
suivait.

profession de la religion

Je rpondis ses

questions

concernant
qui

ma
l'

personne
fait

et

je lui rendis

compte
j'ajoutai

des motifs

m' avaient
pas

quitter le cloitre;

que
cette

je

n'avais

intention
je

d'embrasser
savais

la

religion

de

cit,

parce

que

ne

pas ce qu'tait cette

religion et

que

je dsirais

m'tablir

en

toute

libert

et scurit.

Genve pour y vivre Le marquis m'ayant conseill


que
je

de dposer en

tout cas

l'habit

portais, je le quittai

Sur

Galas

Caracciolo, marquis
les

de
et

Vico, voy.

la

Note de M. TH.
d'histoire

HEYER,
et

publie dan*

Mcmoires
t.

Documents de

la Socit

d'archeologie de

Genve,

IX, pp. 68-80.

Documenti

ginevrini

631

et

me
et

fis

faire

des vtements, ainsi qu'une paire de souliers.

Lui

quelques autres Italiens


et

me

donnrent une pe, un


objets ncessaires
;

chapeau, un manteau
ils

les divers

puis

me

procurrent du travail

comme

correcteur d'imprime
entretien.

rie,

afin

que j'eusse

les

moyens de subvenir mon

Je
les

passai

deux mois

ainsi

occup, frquentant tour tour


;

prdications en italien et celles en francais


j'entendis plusieurs
|

entre auser6

tres,

reprises les lecons et les

mons de Nicolas Balbani

l
,

Lucquois, qui prchait sur les

vangiles et faisait des lectures sur les pitres de St-Paul.

Mais lorsqu'on m'eut dclar que


long
sjour
la

je

ne pouvais

faire

un

dans

la

ville,

si

je

ne

me
".

dcidais en emrecevrais

brasser

religion,

et

qu'autrement je ne

aucun

secours, je pris la rsolution

de

partir

A
Une
de
qu'il

quelle
lettre

epoque
de

le

jacobin

fugitif

tait-il

Genve

G. Scioppius Conrad Rittershuys,


jour

crite

Rome

le

mme du
2

supplice de Bruno,

prtend

y resta deux ans, mais ne donne aucune date.

On
1

en general indiqu celle

de
en

580

et aussi celle

de

582.

M.
1

Berti,

aprs

s'tre
'

prononc

pour
"

la

fin

de l'anne

576, a place
lui

ensuite

578

ce sjour

Genve

il

assigne une dure, non plus de

deux

ans,

comme

le

disait

Scioppius,

mais

de deux mois, conformment aux


ft

dclarations
n

que Bruno
1

Ve

nise.

C'est

galement

au

printemps de

578

"

quii faudrait rapporter cet pi-

Pasteur
1

de

l'glise

italienne

Genve

ds

1561, mort 66 ans


1

le

3 aot
2
"

587, auteur d'une biographie de Galas Caracciolo,


quelle anne

587.

En

Bruno

franchit-il
le

les

monts

Aprs
;

tant

de
1

disser-

tations

changes sur ce point,


/.

doute sernble impossible


p.

ce fut en

580

"

BARTHOLMSS,
3

Bruno,

t.

I,

54.

Vita*,

p.

76.
intorno a

'

Documenti

G. Bruno da Nola, pp. 77, 79.

632

Documenti

ginevrini,

sode, d'aprs le livre rcent de


bibliothcaire cantonal

M. Hermann
l
.

Brunnhofer,

Aarau

Quelques documents,
j'ai

jusqu'ici

demeurs inconnus, que

trouvs dans les Archives de l'tat et dans celles


2
,

du
phi-

Consistoire

jettent

sur

ce

moment de

la

vie

du

losophe

un jour

tout

nouveau.

Transcrivons-les

intgra-

lement

1.

579. " Philippe Jordan, dit Brunus, Italien, Jeudi 6 aot dtenu pour avoir faict imprimer certaines responses et
1

invectives contre

M.
ses

de

la

Faye, cottans 20 erreurs d'ice-

luy

en

une
3

de

lecons.

est

arrest

qu'on l'ouye
r

aprs disner en prsence de savans et de


8

M.

le secrtaire

Jean Bergeon, dtenu pour avoir imprim lesdictes invectives l'induction dudict Italien, qui luy afChevalier
".

"

finila

n'y
soit

avoir

rien

que
4

de philosophie.
et
".

est

arrest

qu'il

en prison jusques demain

condamn

cine-

quante

florins

d'amende

G. Bruno's

Wellanschauung und Verhngniss, pp.


disait
?...

16-18.

M. BARTHOLMSS

en 1846

(t.

I,

p.

59):

"Quelle

fui

lat-

titude

de Bruno ( Genve)
les

Point de rponse

prcise cette question

en dpit des recherches


est

plus

assidues aux Archives de

Genve

".

11

probable

que ces recherches


Philippe,

n'avaient pas porte sur l'anne

1579. Le

prnom
drout
3
seil

de
les

donne

Bruno par nos

Registres,

a peut-tre aussi

investigateurs.

Paul Chevalier, seigneur de Fernex, du

CC

1578,

secrtaire

du Con1696.

1578-1586,

conseiller
1

1587, syndic
fut

juillet

1587,

1588,

1592,
la

Lieutenant novembre

590,

plusieurs reprises dput par


et

Seigneurie
11

de Genve en Suisse, en Allemagne

auprs du roi de France.


le

mourut

Paris, pendant l'une de ces missions diplomatiques,


4

6 mai 1597.

Registres du Conseil, voi. 74,

136.

Documenti

ginevrini,

ll-lV

633

II.

Vendredi 7
requeste

aot.

"

Jean Berjon, imprimeur, a prsente


la

tendante luy pardoner

faulte

qu'il

d'avoir imprim une feuille calomniatoire contre

commis de la

Faye, pour laquelle


par
le

il

est

dtenu, ayant est cela induict

moyne,

qui

luy

maintenoit qu'il n'y avoit rien de

Dieu,
l'arrest
fi.,

ny du magistrat.

est

arrest

qu'on se

tient

d'hyer, sauf quant l'amende, qu'on


l

modre 25

en esgard de ses petis moyens

".

III.

Lundi
en
prison
r

aot.

"

Philippe Brunet, Italien, ayant respondu

sus ies calomnies


la

quii

faict

imprimer contre

Anthoyne de

Faye, ayant recogneu sa faulte vendredi

dernier en prsence des S? ministres et du


est arrest qu'il soit elarg en
justice et audict
|

criant
soit

Varr mercy a Dieu


r

8
,

a
9

et

de

la

Faye, et

renvoi en Concistoyre

pour y recognoistre aussy sa faulte, et aussy quii soit condamn rompre et lacrer ledict libel diffamatone au reste
;

qu'on luy donne ses despens

"

".

IV.
Jeudi
a

13 aot.

"

Deffence de

la

cene.

Philippe Brun
sa
faulte,

comparu

en

Concistoyre

pour

recognoistre

Registres du

Conseil,

voi.

74,

f?

136

Michel Varr, du
conseiller

CC

1568, auditeur 1572, secrtaire du Conseil 1573-

76,

1577,
ans
".
11

syndic

1582,

1586, mort

le

8 octobre 1586,

"

d'environ

40
et
I.
1

avait tudi le droit, mais s'occupait aussi

de sciences
Varronis
Ia-

physiques

mathmatiques.

On

a de

lui

un opuscule
tractalus,

intitul

M.

Genevensis
cobi Stoer,
3

C.

et

cos.

ord.

de
ff.

molu
prl.
1

Genevae, Ex
.

officina

584, in 4 de 4
voi. 74,

et

46

pp.

Reg. du Conseil,

f?

38.

634

Documenti

ginevrini,

IV,

V
les

d'aultant
ministres

qu'il

auroyt

erre

en

la

doctrine et appell

de Genve pdagogues, allegane, que en cela il ne se veult excuser ny aussy se condamner, calcela n'a pas est rapport en verit, combien qu'il estime que ung Sp. Anthoyne de la Faye ayt fait tei rapport.
de
l'glise

Inquis

quelz
et

il

nomme
usant

pdagogues,

dict

par plusieurs

excuses
sieurs
et

allgations

que

on

l'a

perscut, allgant pluaultres accusations


;

conjectures,

de plusieurs
avoyr
cy

io

comparu pour recognoistre sa faulte, laquelle il a commise en blasonnant les ministres en plusieurs et diversses facons. est admonest de suyvre la vraye doctrine. dict qu'il est prest de recepvoyr censsure. Et attendu qu'il a calompni ledict de la Faye et dict et acus iceluy d'avoyr dict une chose qui

neanlmoings a confesse

n'a pas est diete, aussy dict qu'il ne se veult pas excuser

de sa procedure, mais qu'il a dheu fayre ce qu'il a faict, que on luy lasse bonnes remonstrances, et qu'il aye recognoistre sa faulte, et que on luy deffende la cne en
advis

cas qu'il ne veullie recognoistre sa faulte, et en oultre ren-

voy Noz Seigneurs \ lesquelz sont priez de n'endurer aulcunement ung teljpersonnage, qui pourra troubler l'escolle;
et

prsentement debvra recognoistre sa

faulte.

qu'il

se repend d'avoyr faict telle faulte,

respondu de laquelle il fera

amendement par une mellieure conversation, et en oultre a confesse avoyr use de calompni envers ledict Sp. de la
Faye. Lesdictes
remonstrances et deffence de
la
n
.

cene luy

a este faicte et renvoy avecq remonstrances

V.
Jeudi 27 aot.
strances.
-

"

Absolution de
en

la

deffence avecq remon-

comparu

Concistoyre

Philippe

Brun,

Les Registres du Conseil ne mentionnent pas une nouvelle comparution

de Bruno.
-

Rcgislres du

Consisloire,

voi.

de 1577-79.

Documenti

ginevrini,

635

estudiant, habitant en ceste cit, lequel requiert la cene

luy deffendue Iuy estre remise, luy deffendue pour avoyr

use de propos calompnieux

l'eri

contre des ministres et


la

li

d'ung rgent du collge


recognoissant

nomm M? Anthoyne de
faulte,

Faye,

en ce avoyr faict grande bonnes remonstrances luy debvront estre


participper

advis que
et

faictes

libere

pouvoyr
aussy
qu'il

la

cene

lesquelles

remonstrances,
faicte,

libration

a remerci avecq action

de ladicte deffence, luy a este de giace ".


l

ce

ces

pices,

il

faut joindre
liste

une mention du Livre du


n

Recteur. Sur cette

des tudiants de notre Acadmie,

on trouve,

la

date du 20 mai 1579 (p. 23):

Philippus
".

B.runus Nolanus, sacrae theologiae professor

Ces deux
utilises
2

lignes

du volume imprim en 1860 n'ont t


Berti,
ni

ni

par

M.

par

M.

Brunnhofer, auxquels
:

j'emprunte,
nardi

en

revanche, un claircissement ncessaire


le

le

Nolain avait recu au baptme


et

prnom
les

de Phide

lippe
quii
et

ce

fut

seulement en entrant chez

dominicains

prit celui

de Giordano. Lors de sa
d' Italie,
lui
il

fuite

Rome
les

de son dpart
le

abandonna pendant quelque


son
affiliation

temps
Prres

nom

qui

rappelait
il

parmi

prcheurs, mais

ne devait pas persister dans cette

Regislres du Consistane voi. de

1577-79.

Les

Registres de

la

Com-

pagnie des pasteurs, o l'on aurait peut-tre trouv d'autres dtails sur cette
affaire,
2

manquent pour
avaient
t

les

annes

1579-1584.
signales,

Elles

pourtant
l'on

mais sans commentaires, par

M.

Hanus, une epoque o


de Philippe. Dans un
"

ignorait encore

que Bruno et porte


il

le

prnom
ainsi
:

article

sur le Liore

du Recteur,

s'ejjprimait

Auch Namen
begegnen.

allgemein culturhistorischen
z.

Rufes wiirden

dem ZusammenSitzungsberichle

steller

B. Phili

ppu s Brunus Nolanus...":


Wissenschaften
in

der konigl. bhmischen

Gesellschaft der

Prag, Jahrgang

1862, Januar-Juni,

p.

103.

636

Documenti

ginevrini

rsolution

et

il

reprit

bientt

le
lire

prnom de Iordanus
qu'il faut

'.

Les

textes

qu'on

vient

de

abondent en renseignedsormais
et
dif-

ments prcieux. C'est l'anne 1579


rapporter
cette
frents

avec
doit

certitude la venue de

Bruno Genve

date

ncessairement modifier celles de ses

voyages, antrieurs ou subsquents. Les deux mois


a parie
qu'il

dont

il

dans son interrogatone s'appliquent peut-tre


passa

au temps

Genve dans une

imprimerie, mais
ville,

non a

la

dure totale de son sjour dans notre

lequel

dut tre un peu plus long. Fidle dj l'allure quii allait

partout adopter, l'ex-dominicain, peine arriv l'tran-

ger, se
13

met guerroyer contre


notre
il
|

le

professeur
chaire

qui occupait

alors

dans

Acadmie

la

de philosophie.
",

A
il

cette occasion,

publie l'un de ses .premiers cnts

qu'il

faudra s'efforcer de dcouvrir quand on elever


novateur,

l'illustre

victime
je

de
dire

l'

intolrance, le

monument auquel
et
dit

droit,

veux

une dition complte

cntique de

ses oeuvres.
il

Enfin et surtout, lorsque Bruno


la

qu'

Genve
que
les

ne

put se rsoudre embrasser

religion

qui y tait

professe, son assertion ne cadre pas avec les faits

Voyez

1'

interrogatoire
p.

du 3
46.

juin

1592, doc. XIII de BERTI,

Vita 1 ,

p.

377, ou Documenti,
2

Antoine

de

la

Faye, de Chteaudun, rfugi Genve, y


collge

fui

rgent

de
la

la
r I
.

VI e

classe-

du

1561,

de

la

V?

1564, de

la

IV?

1566,

de
la

1567,
1

principal

1575,

professeur de philosophie
1

1578, pasteur

ville

580,

recteur

de

l'Acadmie

580-84, professeur de thologie de1

puis

584. Recu bourgeois de Genve en

568,

il

mourut de

la

pesle le

4 septembre 1615.
latines,
3

On
il

lui

doit plusieurs ouvrages thologiques, des posies


h.

une biographie de 1
cette
l'un

de Bze,

etc.

A
No

epoque,

n'avait encore

fait

parafare que

deux opuscules,

in-

tituls

V Arche de No, l'autre Des signes des temps, qui n'ont pas t
cit.,

retrouvs

(BRUNNHOFER, Op.
n'aurait

pp. 9,

15). Selon M.

Berti,

Y Arche

de

pas t imprime.

Documenti

ginevrini

637

documents nous rvlent.


quisiteurs vnitiens, tait-il
qu'il

En

parlant ainsi devant les in-

anime du dsir bien excusable,

eut dans les premiers temps

de

sa dtention, d'chap-

per

aux

griffes

du

terrible

tribunal ? Ses souvenirs

pou-

vaient-ils d'ailleurs tre bien prcis aprs treize ans couls


et

de nombreuses prgrinations
Zurich? Dans

Lyon, Toulouse, Paris,


14

Londres, Oxford, Marbourg, Wittenberg, Prague, Helmstedt,


Francfort,
il

l'tat

actuel

de nos connaissances,
qu'il

serait malais

de rpondre ces questions. Ce


que, pour tre admis

y a

de

certain,

c'est

comme
les

tudiant dans
et

l'Acadmie fonde par Calvin, Bruno avait d accepter


signer la confession

de

foi

impose par
lui

rglements de
la
"

1559,

et
la

que
"

le

Consistoire
faute
" "

ayant
avait

"

dfendu

cene

"

pour
dans

grande

qu'il

commise en

errant

la

doctrine
les

et

en

se
"

permettant avec irrvrence

d'appeler

ministres des

pdagogues

",

il

s'empressa,

quinze

jours
Il

plus
tait

tard,

de

solliciter la

leve de cette in-

terdiction.

donc

alors,
le

au moins Pextrieur, aussi

protestant qu'on

pouvait

dsirer:

aucun doute ne

saurait

dsormais s'lever ce

sujet.

Nous possdons une


de
l'glise

autre preuve

que Bruno a

fait

partie

protestante italienne de
i
ft,

Genve.

En

1650, Vin-

cent Burlamachi

d'aprs les archives, aujourd'hui per-

dues, de cette glise, un relev des rfugis italiens depuis

1550, avec

l'indication des ministres,

nciens et diacres.

15

En

quittant son

couvent de Naples, Bruno avait

rsid

successivement

le

Rome, Gnes,

Noli,

Savone, Turin, Venise

et

Padoue, avant de prendre

chemin de Genve.

N
vembre
machi

Genve en

598, admis gratuitement

la

bourgeoisie

le

9 no-

1631,
fut,

membre
l'glise
Il

du

Conseil des

CC

depuis

1633, Vincent Burlatrsorier

dans

italienne,
le

diacre de

1626
1682.

1652,

1627-37,

ancien ds

1653.

mourut

18

fvrier

638

Documenti

ginevrini

Dans ce
(f?

travail,

qui forme un Cahier

de 70

feuillets,

con-

serve aux archives d'Etat (P. H., n? 1477 bis), on trouve

23)

le

nom de Filippo Bruno, del regno


s'est

di

Nadate
et

poli.

Burlamachi
au

born

mettre

une

seule

d'anne

haut de chaque

page de son manuscrit

ce

millesime doit videmment se rapporter aux premiers noms

de

la

page,
plus

qui en contient en tout vingtcinq trente


vrai
',

il

n'est
figure

pour

les
la

derniers.

En
1

tte
et

de
en

la

page o

Bruno
1

on

lit

date de
les

577,

tte

de

la

suivante,

580.

Ainsi,
fut

d'aprs

pices
l'glise

consultes par
italienne

Burlamachi,

Bruno
1577

membre de
de
579,

de

Genve
avec
Livre
stres
la

entre

et

1580, ce qui concorde pai faitement


1

date

exacte
les

que

nous

fournissent le

du Redeur,

Registres du Conseil et les

Regi-

du

Consistoire.
et plus matriel, les
1

A
lignes

un point de vue tout autre


crites

deux

par

Bruno

le

20 mai

579, au

moment de
lettre

son
tent

immatnculation
encore

dans l'Acadmie de Genve, prsenintrt.


:

un rel

On

ne connait aucune
enrreprises

manuscrite

de

Bruno
les

les

recherches

pour en
ont

dcouvrir dans
16

bibliothques publiques ou prives

t vaines jusqu'ici et son


collection

nom
faisait

n'a jamais figure dans

une

d'autographes.
Noroff,

Cependant,
chez

en
le

1866, un Russe,
libraire

M. Abraham de
lets,

Tross,

Paris, l'acquisition d'un manuscrit petit in-4",

de 184

feuil-

renfermant neuf

traits

indits

du Nolain. Ce prcieux

recueil tait
le

vendu comme autographe. M. de Noroff, dans


imprim

catalogue

de

sa bibliothque, lui a maintenu


la

ce caractre, en l'amrmant de
et

facon

la

plus catgorique
diffrents

en publiant en fac-simile des fragments de ces

opuscules.

M.

Berti

fait

reproduire l'un d'eux pour le

Le quatorzime,

sur

27 noms.

Documenti

ginevrini

639

joindre
fine

ses

Documenti.
la

L'criture

en
la

est

estrmement

et

menue. Si on
'

compare avec
le

souscription au-

tographe

de Bruno sur
aisment
rapport,

Livre du Recteur de Genve,


n'a

on

s'apercoit

qu'elle

avec
Il

celle-ci

aucune

espce
en

de

mme
traits

lointain.

faut ncessairement

conclure
:

que
ils

les

achets en

1866 ne sont

pas

autographes

auront t

probablement dicts par Bruno

un lve ou transcrits par celui-ci.

On
traits

doit
est

peut-tre

faire

un

pas de plus.

L'un de ces
le

date de Padoue,

octobre
",

1591. Or, par

t-

moignage

de

Bruno

lui-mme

nous savons prcisment


1591, un tudiant
lui

qu' Padoue, dans l'automne de


Jr
|

nomm
17

me

Besler,

de

Nurenberg,

servit

pendant deux
ne
crois pas

mois de secrtaire ou de copiste. Ds


hasarder
l'criture

lors, je

une

conjecture
traits

trop

tmraire

en

pensant

que

des neul

manuscrits, attribue par erreur


".

Bruno, n'est autre que celle de Jerome Besler

La

souscription

du 20 mai
aurait,

579 ressemblerait davantage


trace Francfort
4

celle

que

Bruno
des
t

dit-on,

sur
le

un

volume
a

oeuvres

de

Raymond
reproduit
la

Lulle

et

dont

fac-simile

galement

p-ir

M.

Berti.

Bien

que

cette

dernire

prsente avec

ntre des diffrences


lettres

essenlielles

dans

la

forme de plusieurs

(telles

que

On

en

trouvera

plus

loin

un fac-simile

[Philippus
maii

Brunus Nolanus,

sacrae theologiae professor, subscripsi.


-

Die

XX*

1579].

Berti, Vita 1 , P
Sur
ce

352.
voy.
les

personnage,

dtails

runis par

M. BRUNNHOFER,
des
leltres

p.

324.
5

Elle

est

accompagne
:

d'un

monogramme

forme

G,

I,

B
il

(Giordano Bruno)

j'admettrais plus aisment qu'il est de la


l'un des opuscules
et

main de Bruno.

Quant- au monogramme accol


est

conservs en Russie,
les lettres

d'une structure toute differente

ne prsente que

G. B.

Rien

n'empcherait de supposei

qu*d a t trace par Besler.

640

Documenti

ginevrini

les

h,

1,

i,

etc),
l'ori

il

n'est pas impossible qu'elle

mane de
la

Bruno,

mais

peut cet

gard

conserver des doutes


nouvelles,

lgitimes et, sauf le cas de dcouvertes


scription

sou-

du Livre du Recteur, dont


constitue
le

l'authenticit est abso-

lument incontestable,
qui
|

seul
l'

monument

certain

nous

soit reste

de l'cnture de

infortun philosophe.
1

Un

voeu

pour

terminer.

De
leurs

579
villes.

592, Giordano

Bruno a habit une


cherches
entreprises

douzaine de

Peut-tre des re-

dans

archives,

dans celles du
explores,

moins

qui

n'ont

pas
la

encore

suffisamment

amneraient-elles

mise au jour d'autres documents,


la

qui

permettraient
attachante,
et

de

complter

biographie,

singulirement

de

l'anctre spirituel

de Descartes, de Spinoza

de Leibnitz.

DOCUMENTI

PARIGINI.

Notizia.

Luciano
de
la

Auvray

il

1900 nel tomo

XXVII

de'

Mmoires

Socit de l'Histoire de Paris et de


de'
"

V Ile- de-Fr ance


del
1

non solo pubblic


e del
1

frammenti

del Diario

585

586

di

Guglielmo Cotin,
fr.

scoperti

da
e.

lui

nella Bi-

blioteca nazionale di Parigi (ms.

20309,

354v e segg.);

ma anche
acume o

li

illustr,

non

facile

dire se con maggiore


il

dottrina.

Come

ho arrecato per intero


il

Giordano

Bruno a Genve,

cosi arrecher
il

Giordano Bruno Paris,

del quale opuscolo

Tocco

tradusse e

comment

docudel
e
le

menti

pe'

lettori

della
l
;

Nuova Antologia
e

in principio
i

settembre
citazioni,

del
alla

902

per

agevolare

riscontri

paginatura della Rivista francese aggiunger


il

quella dell'estratto venuto fuori

1901

~.

Di un nuovo documento

su

G.

Bruno.
al

per

me una nuova

obbligazione

signor

Auvray, che

assai

volen-

tieri

mi ha dato, e mi ha ottenuto dal signor Paolo Lacombe, tesoriere della


il

Societ della storia di Parigi e dell'Isola di Francia,


durle,

permesso di ripro-

come

me

sarebbe parso meglio,

l"

importante documento.
4
1 .

Spampanato.

642

Documenti

parigini

288

[3]

GIORDANO BRUNO A
Giordano Bruno, au cours de sa

PARIS.
vie aventureuse, a fait

Paris

deux longs
la
fin

sjours

le

premier de vingt mois envil't

ron,

de

de 1581 au milieu de

1583;

le

second
1

de sept

huit mois,

du commencement de dcembre
juillet
1

585,
ces

au plus tard, juin ou

586

1
.

Le premier de
le

deux
par
qui

sjours,

qui pourtant n'a pas t marqu pour

Bruno
second,

de

graves incidents, est mieux connu que


finir
1

devait

par

la

mmorable sance du Collge de


Bruno devait donner ses
Henri
c'est

Cambiai.
8
;

En

592, Venise,

juges quelques dtails sur son enseignement Paris, de 1581

289
[4]
1

583

c'est cette
lui

epoque
livre

qu'il fut prsente


;

III

et qu'il

ddia son

de Umbris idearum

de

cette epoque, relativement

paisible et feconde,
le

que datent

quatre de ses ouvrages. Sur


les

second sjour, au contraire,

renseignements font presque compltement dfaut: quatre

1 Sur les deux sjours de Giordano Bruno Paris, voir surtout BERTI (DOMENICO), Giordano Brano da Nola, sua vita e sua doltrina, nuova 117-139 et 202-213, et FR1TH (I.). Life of Giordano Bruno ediz., pp.

the

Nolan, revised by

prof.

Moriz Carriere, pp. 68-103


de Paris,
t.

et

136-143.

Cf.

CREVIER,
les
:

Histoire de l'Unioersit

VI, pp. 384-386.


cits

en

Outre
abrg

ouvrages

de

Berti

et

de

Frith,

on trouvera plus loin

ptibus edita
e

lORDANI BRUNI NOLANI Opera latine conscripla, publicis sumFELICE TOCCO, Le opere latine di Giordano Bruno esposte
;

confrontale

con

le

italiane.

Quant aux oeuvres

italiennes

de G. B.,

elles

ont t rcemment publies par Paul de Lagarde,

Le

opere italiane di

GIORDANO BRUNO,

ristampate da Paolo de Lagarde.

BERTI,

p.

394. Pour

l'enseignement de Giordano Bruno Paris


(p.
2,

[pen-

dant son premier sjour],

BERTI
:

note 2;

cf.

pp.

122-123) renvoie
..
,

au livre de son disciple Nostitz

Artificium Aristotelico-Lullio-Rameum.

ductu lo.
Bergio.

A NOSTITZ,

lordani Bruni genuini discipuli, elaboratum a Conrado

Bregae, tipys Sigfridianis,

1615, in-8.

Ce

livre

est

aujourd'hui

a peu prs introuvable.

Documenti

parigini

643

ou cinq

lignes

dans
la

le

procs

de

592

l
;

et

pas

mme
Gas
,

une mention dans

lettre, d'ailleurs si

prcieuse, que

spard Schopp ou Scioppius adressait Conrad Rittershuys

peu aprs de Venise


Scioppius
important

le

supplice de l'ex-dominicain.
Berti

Avant que M. Domenico


les

et
1

exhum des
592, cette

archives
lettre
le

pices du procs de
le

de

constituait

document

biographique

plus

que

l'on

possdt sur Giordano Bruno. Les t-

moignages contemporains sur cet

homme

pourtant
3

si
:

clbre

de son vivant
attachera

sont,

en

effet,

extrmement rares

on n'en
religieux
l'hiver

que

plus

de pnx
le

celui d'un

obscur

de Saint- Victor,

qui
qui,

connut Paris
les

pendant

de 1585-1586,
vient
qu'il

et

dans
sur

papiers qu'il a laisss, reet

maintes

repnses
4
.

Bruno

sur

les

entretiens

a eus avec lui

Ces papiers comprennent des


586,
qui

extraits,

des notes sur di1

vers sujets et un fragment de Journal pour les annes


et
1

585
:

ne

parait

pas

avoir jamais t utihs


lisible,
;

le

tout d'une criture rapide,

peu

des moins engageantes.


"mais l'attribution, pour

Nulle

part

l'auteur

ne se

nomme
BERTI,

Dans

le

procs,

reproduit par

p.

395

r
:

Tornando,
in

dit

Bruno,

il

detto ambasciatore

[Michel de Castelnau de Mauvissire]


stetti

Francia alla

Corte, l'accompagnai a Parigi, dove

un

altro
io

anno

[huit

ou neuf mois

en raht], trattenendomi con quelli signori che mie


la

conoscevo, a spese per


per causa di tumulti,

maggior parte del tempo, e partito da Parigi


in

me
''

ne andai
Cette

Germania.
a t

"

Et

c'est

tout.

lettre

reproduite par

BERTI,

pp.

461-467,

et

par

FRITH,

pp.
3

389-395.
Sur
la
.

raret des

tmoignages

contemporains sur Giordano Bruno, voir

Berti, pp 2-3. 4 Fol. 354 v


u

et

suiv.

Les papiers de Guillaume Cotin occupent


;

les

feuillets

232-373 du mafeuillet

nuscrit

le

Journal, qui parait incomplet

du dbut, commence au

325.

Je

me propose

d'y revenir avec plus de dtails.

644

Documenti

parigini

des raisons

que j'espre avoir l'occasion


.

de

dvelopper

ultrieurement, ne saurait faire le moindre doute.


sur

Les notes

Giordano Bruno, pubhes

ci-aprs,

sont

de Guillaume

Cotin,

personnage bien oubli depuis longtemps, mais qui

avait laiss dans son

abbaye de Saint- Victor dou


il

le

souvenir
;

d'un

homme

trs

rudit,

d'une rare mmoire


nous apprend

trs

modeste en
liste
1
.

mme

temps,

n'avait,

l'anna-

de Saint- Victor Jean de Thoulouze, jamais

rien voulu

publier
possible

N
de

Orlans,
il

une

date

quii

n'a

pas
1

fixer,

tait

entr Saint- Victor


il

en

564

sous-chantre, puis chantre et bibhothcaire,

tait

en relation
plus

avec

nombre de savants;
il

esprit

trs

ouvert et des

curieux,

interrogeait
les

volontiers ses visiteurs


victorins

de passage,

comme

aussi

religieux

revenus de lointaines

missions, sur les pays qu'ils avaient parcourus, sur les nouvelles qu'ils avaient recueillies
la

en route, sur

les

on

dit

de

Rpublique des

lettres;

et

il

consignait, dans ses cahiers,


lui

ce qui, de ces diverses conversations,

paraissait le

plus
les

digne

d'tre

note.

Parti,

pendant lte de 1586, pour


il

eaux de Pougues,
sante puise,
il

dont

esprait le rtablissement
le

de sa

mourut Puiseaux,

29

juin

2
.

La premire
dans
les notes

fois

que

le

nom de Brunus ou Bruno


du 6 dcembre

parait
1

de Cotin,

c'est la date

585,

C'est Jean de

Thoulouze que nous devons peu prs


possdons sur Guillaume

tous les renla

seignemejits

que

nous

Cotin. Voir notamment


lat.

notice qu'il lui consacre


fol.

dans

ses

Anliquits de S. -Victor, ms.


lat.

14677,

115 v,

et

dans son Recueil hislorique, ms.


ait

14686,

fol.

40.

Que

Jean de Thoulouze

connu

l'existence

du Journal de Cotin,
colioquiis

cela n'est pas

douteux
tis
,

n
:

Multa

collegit,
"

dit-il,

ex
il

variis

vel

libris

non vulgaait

quae nos asservamus.


ses

Mais

ne

semble pas

qu'il

en

rien

tire

pour
2

propres

travaux.
prs l'epoque o

C'est--dire peu

Giordano Bruno

quittait

dfini-

tivement Paris.

Documenti

parigini

645

trs

peu de temps probablement aprs


Il

l'arrive

de Giordano
ait

Paris.

ne

parat pas

que

le

philosophe de Noie
son

frequente

Saint-Victor

pendant

premier

sjour en

France

mais son

nom

tait

certainement connu I'abbaye.


;

En

585, Bruno

avait trente-sept ans

il

tait

clbre
|

en
291 [6]

Italie,

Genve, en France, en Angleterre, d'o


doute aussi en Allemagne,
suivante.

il

venait,

et sans

il

devait se rendre
d' in-

l'anne
terroger

Cotin ne devait pas se faire faute

ce

visiteur

de marque, qu'avait d precder une


nouvel enc'tait

grande renomme.

Le
tretien.

lendemain, 7 dcembre,

nouvelle

visite,

Ce

qui

attirait

ainsi

Bruno Saint- Victor,


si

vraisemblablement
l,

la

bibliothque

riche de I'abbaye;

de

tout

naturellement, ses relations avec le bibliothcaire.


plutt cordiales,
semble-t-il,
1

Relations

au

dbut tout au

moins

car cinq jours aprs, le


et,

2 dcembre, Bruno revient

de nouveau,
"

cette

fois,

il

apporte son interlocuteur


"

ses

livres

de l'Art memorative,
une
si

qui,

depuis de longues

annes,
tions.

tenaient

grande place dans ses proccupa1

Entre cette date du


causeries,
les
le

2 et
27,

la

fin

de dcembre, deux
pendant

autres

21

et

le

mais notes plus brivefaire plus rares


;

ment. Puis,

visites

semblent se

Nous avons un tmoignage


le

trs

curieux de

la celebrile

de Bruno ds cette
voyageant alors en

epoque dans

Journal

d'ARNOLD VAN BUCHEL,


les

qui,

France, cite Giordano Bruno parmi

personnages considrables
1

dont
qu'il

il

a
dit

entendu parler ou

qu'il
r

a vus Paris (dcembre

585). Voici ce
"

de

Bruno

(fol.

189

du ms. de

l'Universit d'Utrecht):
est

Philosophiae

subtilior
italus,

quam

saluti

suae

conveniat professor
Philothei.

Jordanus Brunus Nolanus

qui falso
et

cognomen assumpsit
italica
"

Composuit libellum de Arie


:

reminiscendi
delaio,

edidit
la

lingua

conscripta
partielle

Gli furori eroici,

Il

can-

comadia

Cf.

traduction

qu'a donne de ce prcieux


l'Histoire de Paris et

Journal

M. A.

Vidier,
t.

Mmohes

de la Socit de
p.

de l'Ile-de- France,

XXVI,

1899,

146.

646

Documenti

parigini

tout

le

mois

de janvier
;

586,

il

n'est

plus

question du

philosophe italien

le

dernier entretien mentionn, trs briest

vement encore, par Cotin,


Saint-Victor
avait

du 2

fvrier

l
.

Pendant ces deux mois de


a

relations, le bibliothcaire

de
qui

pu
vu,

beaucoup
beaucoup
lu

apprendre d'un
et dj

homme

beaucoup

passablement

crit.

Les conversations portent


ses

sur les sujets les plus divers.


;

Sur
sur

Bruno lui-mme, tout d'abord


sa
famille,

sur son pays

d'origine,

sur

voyages, sur les raisons et les circon-

stances de son dpart de Naples, puis d'Italie; surtout sur


ses ouvrages, sur

ceux

qu'il a

dj publis et sur ceux qu'il

mdite

puis sur tels ou tels auteurs, que Bruno prise parou,


et

ticulirement,

c'est

le

plus

grand

nombre,

qu'il

ddaigne
les

sur les querelles religieuses, sur les Jsuites, sur

Protestants,

sur

le

pape.

Cotin

s'intressait

fort

la

prdication, et ne manquait gure une occasion de s'infor-

mer des

orateurs en renom, tant l'tranger qu'en France,

de Panigarola notamment, de Fiamma, de Toledo, d'un autre n encore, plus oubli aujourd'hui, qu'il appelle " l'Hbreu
;

Peut-tre du 4
Voici,
ce

voir

plus loin, la date


extraits

du 2

fvrier.
qu'il

sujet,

quelques
le

du Journal,

ne sera pas sans

intrt

de comparer avec

passage correspondant (du

12 dcembre
italien...
,

1585)

reproduit plus loin.

avril

1585.

"

Charles Paschal,

estudiant

Louvain, pour ou'r


le

le bruit
l'a

de Panicarola, qui preschoit en


estim
le

italien
et
"

Anvers
pour ce

quaresme, y
est

est

alle,

plus loquent

y
ce

demeur
dit

tout le
estre
estre
"

quaresme
vivant
;

l'oui'r... "

20

du monde,
mars 1586.

Pierrevive

dit

Panigarole
qu'il
le

l'Hbrieu estre plus scavant que luy, et tout


sentences
;

cousu

de

Toletus prescher toutes


"

les

festes

devant
garola

pape...

Le 12 mars
nagures -et
avril
:

prcdent, Cotin avait

ouy

dire
cest

que Panian,

estoit
"

mort

depuis
fl

le

commencement de

aag

de 50 ans.
qui
struit

ces

12

1586.

L'an passe estoient

Rome
sur

4 prdicateurs,
inla

eurent

tiltres

Toletus docet, Panicarola delectat, Marcellinus

(quoad
date

mores),

Lupus inflammat.
avril:
"

De mme,

Fiamma,
est
"

mme
l'an

du

12

Brulart, capucin..., dit


isle

que Fiamma

mort

1585, Chiosa [ChioggiaJ,

de Venise, y estant vesque.

Documenti

parigini

647

l'un

de

ses

entretiens avec

Bruno ramnera presque ncesIl

292

[7]

sairement ces noms dans son Journal.

avait

entendu parler

d'une certaine

ville

merveilleuse, que

le

grand-due Francois

de Mdicis devait construire en Toscane, et o l'on ne Bruno devait bien en savoir quelque parlerait que latin
:

chose

il

l'interrogera

donc sur cette fameuse

cit.

A
sit

partir

du 2 fvrier, les relations entre Bruno et Coti


avoir

paraissent

compltement cesse.

Il

y avait entre eux


la

de trop grandes divergences d'opinions pour que


bienveillante

cunofit

du dbut,

une

fois

satisfaite,

ne

pas
cer-

bientt place, sinon de l'antipathie,


taine froideur
avait pas
et
il
;

du moins une

mais

le fort

pieux religieux de Saint- Victor n'en


interesse par le clbre hrtique,
lui

moins t

s'informer volontiers de

auprs d'autres visiteurs,

auprs d'un certain Jean Vincent, par exemple, et les dtails

quii recueillera de

la

sorte sur le sjour

de Bruno

Genve,
les

concordent en general avec ceux que fournissent

documents rvls par M. Th. Dufour.

La
le

dernire mention de Bruno que nous rencontrions dans


la

Journal de Cotin est celle qui porte


la

date des 28 et

29 mai. C'est peut-tre de toutes


elle se

plus intressante, car

rapporte prcisment cette joute philosophique qui


avoir t l'vnement
Paris,
et qui,

semble

capital

de ce second sjour

de Bruno
sance

sans doute, plus que les troubles

du royaume, determina son dpart pour l'Allemagne.


cette
si

De
nom
son

curieuse

du

Collge de Cambiai, on ne

savait gure

qu'une chose, c'est que l'orateur qui, au

de Bruno, avait argument contre Aristote, s'appelait Jean

Hennequin.
encore que

Ce que
fort

l'on ignorait,

c'est

que Bruno

et

disopie avaient trouv un adversane des plus redoutables,


inattendu, en la personne d'un jeune avocat,
"

appel par Cotin

Rodolphus Calenus,

"

et

qui n'est autre

que

le

pote Raoul Cahier, neveu ou, selon d'autres, beau-fr-

648

Documenti

parigini

293

[8]

re

de Nicolas Rapiti
la

1
;
!

que ce duel
Bruno
de
;

oratoire avait tourn

pleine

confusion
la

de
qu'il

que

mme

il

avait

renoncer

lutte

n'avait

chapp qu'avec peine


le

aux tudiants, qui


rpliquei
;

s'efforcaient

retenir et

de

l'obliger

bref,

quii avait eu en face de son victorieux

contradicteur une attitude assez piteuse.

Les donne
ne
dit

dtails,

trs

circonstancis

et
la

trs

piquants,

qu'il

sur cet important pisode

de

vie
il

de Bruno, Cotin
y revient encore,
rcit des

pas de qui
er
l

il

les

tient.

Comme
qu'il

entre le
et

et le
il il

juin,

pour complter son


ait

28

29 mai,
;

est

peu probable

t tmoin ocu-

laire

mais

avait plusieurs raisons pour tre bien informe.

Nous

savons,

en

effet,

par Jean de Thoulouze,


tait

l'historien

de Saint- Victor, que Cotin


Filesac,
alors

intimement

li

avec Jean
avait

recteur

de

l'Universit
;

de

Paris, et

avec
avant
lettre

lui

de frquents
sance
2
,

entretiens

or,

Filesac,

qui Bruno,

la

du Collge de Cambrai,
tait peut-tre

avait crit

une

bien connue

mieux que personne


dtails,

mme
encore

d'tre exactement renseign.


les

Ces

Cotin pouvait

tenir
;

de professeurs ou

lecteurs

royaux de sa
qui, aprs

connaissance
la

de Lger Duchesne, par exemple,


religieux,

mort

du savant
la

devait

clbrer en vers ses

Je relve, dans

notice que la Croix

Du Maine
p.

a consacre Raoul
les

Callier
"

ou

Caillier

(dition

de

1772,

t.

II,

345),

dtails
fort

suivants
et

Poictevin, avocat au Parlement de Paris, jeune

homme
II

docte

bien

verse

en

la
la

poesie

grecque,

latine

et

francoise.
Il

a crit quelques vers

francois sur
et

pulce de

madame Des

Roches...

traduit

quelques beaux

fort

doctes traits de feu Julien David


Il

Du

Perron (pre de Jaques David


cette

Du

Perron, prsent vivant)...


par

florit

Paris

anne 1584.
parie

"

Pas de

doute,

consquent,
aussi

sur

l'identit

du personnage dont
t.

Guillaume

Cotin. Voir
135, et
2

GOUJET,

Bibliotheque fran$aise,

XIV
III

(1752), pp. 133-

LELONG,
lettre
t.

Bibliotheque hhtorique de la France,


a t reproduite par

t.

(1771), n 31775.
Universtlatis

Cette

Du BOULAY,

Historia

Pamiensis,

VI, pp. 786-787.

Documenti

parigini,

649

vertus
fut

ou du

gendre

de

Duchesne, Fdric Morel, qui


1

lecteur

royal partir
satisfaction
visiteur,

de

586. Quoi

qu'il

en

soit,

la

nuance de

avec laquelle Cotin enregistre l'chec


ne doit pas
crit
faire suspecter sa
la

de son ancien
foi
;

bonne
'.

tout

le

Journal

est

avec

plus parfaite sincrit

et

partout on y trouve un rel souci de l'exactitude

Aprs
de
1

le

tmoignage de Bruno lui-mme, dans son procs


avec
celui

592,

et

de Scioppius, dans
celui

la

lettre

dj

cite

Conrad Rittershuys,

de Guillaume Cotin, mal-

gre certames difficults chronologiques, qui s'accordent mal

avec ce que l'on savait


plus

ou croyait
ayons
sur

savoir, est peut-tre le

294

[9]

prcieux
points
il

que

nous

Giordano Bruno. Sur


de son

certains

de

sa biographie, sur certains traits

caractre,

apporte des dtails


il

tout fait nouveaux.


n'est

Ce

tmoignage,

faut

bien

le

dire,

gure l'avantage

du
"

philosophe.
est
"

Le Bruno
vaniteux,

qui nous apparait, travers ces


fanfaron,

entretiens,
il

ddaigneux
qui,

il

mprise,

contemne

beaucoup de gens,
:

cependant, n'etaient

point

mprisables

Cajetan, Pie de
d'autres.

Passerat, Panigarola et bien

La Mirandole, Cujas, Ce n'est point l la

marque d'un

esprit vraiment suprieur.

I.

[1585.]
n'a

6
a

dcembre.
est

Ay
3

gures
F,

en

Angleterre
;

veu Jordanus Brunus, Iequel avec l'ambassadeur du


est prs

Roy
1

et

a leu

Oxouford

de

faire

imprimer

Le

souci

de
il

l'exactitude est incontestable chez Cotin.

Quand

il

n'est

pas sur d un mot,


tions
2

l'exponctue

on aura deux exemples de ces exponctua-

dans

les

extraits publis

ci-aprs.

Michel de Castelnau,

sieur

de Mauvissire.
1

118-126; BERTI, pp. 71-178). Sur le sjour de Giordano Bruno en Angleterre, voir A. VALG1M1GL1, Giordano Bruno
pp.
in

En 1583 (FR1TH,
dans

Inghilterra,

La

Vita italiana,

I,

19.

650

Documenti

parigini,

I,

II

Arbor Philosophorum
plusieurs livres,
J
,

' ;

fait

imprimer en

italien

et
,

latin

Ars Lulli 2 de 30 sigillis etc; ha son pere vivant Noie 4 demeure prs 5 du Collge de Cambray Il louoit Lucrce de ldition ', ad Johannem Sambucum, domesticum aulae d'Obertus

comme

V Exposition sur

'"

Caesans.
II.

295

|I0J

7C
la

dicembre. Jordanus est venu de rechef.


Il

M'a
[en]
',

dit
I

cathdrale de Noie est de S. Felix.

fut

que 548 8

ha

37

ans

est fuitif

d'Italie j

par huict ans

tant

pour

Cet ouvrage ne

figure

pas,

du moins sous ce

titre,

dans

les

listes

des

oeuvres publies ou indites, conserves ou perdues, de Bruno, dresses par

FR1TH

(pp.

310-3771
s'agit

et

par

BERTI

(pp.

475-484).
la

Tout

au plus pourrait-on

supposer quii

ici

d'un premier projet de

Stimma terminorum metaaprs la mort de l'auleur

physicorum, parue beaucoup plus tard, en

1609,

(Opera
-

Ialine

conscripta,

pp.

4-127;

cf.

TOCCO,

pp.
artis

125-136).
Lullii,

cf.

De compendiosa TOCCO, pp. 4-8.


Son
pre,

architectura et complemento

pp.

-65

3
'

Explicatio triginta sigillorum.

pp.

73-160;

cf.

TOCCO,

pp. 63-71.
p.

qui avait t soldat, s'appelait Giovanni

Bruno (FRITH,
p.

BERTI,

p- 25).

On

savait,

par

le
1

procs

mme de Bruno (BERTI,


qu'il
fui

391),
vi-

que son pre

n'existait

plus en

592,

mais on ignorali

encore
137).

vant l'epoque du second sjour de Bruno Paris (BERTI, p.


'

Et dans

le

voisinage aussi de Gilles Gorbin, qui avait publi, en 1582,


sjour,
ses traits

lors

de son premier
;

de Compendiosa

architectura

et

de

Umbris idearum
''

peut-tre logeait-il chez Gilles

Gorbin lui-mme.
;

Cette
le

dernire

mention a t
il

ajoute aprs coup

dans

le

blanc qui

suit
''

mot Obertus,
Lucrce

faut

restituer

Giphanius.

Le

d'Hubert

van

Giffen

(Obertus Giphanius)
l'historien

avait

paru

Anvers, chez Plantin, en


s

1566.

Sambucus,

hongrois
les

Samboky.

Cette

date est celie qui est gnralement accepte par

rcents bio-

graphes de Bruno.
9
11

avait
tard;

quitte
les

Rome

la

fin

de 1576;

il

tait

Genve en mai 1579,


Padoue ne peuvent

au plus

dates de son sjour Noli, Venise et


et,

tre indiques qu'approximativement,

sur la chronologie de cette priode

Documenti

parigini,

II

65

1 dont il est odieux un meurtre commis par un sien frre et en perii de sa vie, que pour viter les calumnies des inquisiteurs, qui sont ignorans, et, ne concevans sa philo,

sophie,

le

diroyent
la

hrtique.

Il

dit

qu'il scait et

en une

heure

monstrera

mmoire

artificielle,

semblable celle

qui est au premier livre

ad Herennium \ non entendue par

ceux qui
Corsegois
fant.

le
s
.

11

ny par Muret, qui admire en gentilhome Mais Jordanus en fera autant faire un endit le principal maystre qu'il ait eu en philolisent,
[
]

sophie estre

augustin, qui est trespass.

Il

est

docteur

en thologie passe

Rome

en ses positions,
est

qu'il mit
dicit

pour

passer docteur, l'une estoit:

Verum
;

quicquid
:

D. Thoquicquid

mas
dicit

in

Summa
in

contro Gentiles
5
.

l'autre
Il

Verum

est

Magister sententiarum

prise souverainement saint

Thomas

Summa

contra Gentiles et in Questionibus dispu-

intermdiaire entre

le

dpart de

ne

sont pas toujours

d'accord. Si,
fin

Rome et l'arrtve Genve, Frith comme le suppose Berti, Bruno


il

et

Berti

n'avait

quitte l'Italie

qu'

la

de

1578,

faudrait,

en 1585, compter depuis cette

epoque
1

sept

ans et non huit.


vois

Je

ne

pas
raison

que

les
la

biographes de Bruno aient rapport ce


fuite

fait

cette
la

premire
la

de

de Bruno n'avait vraisemblablement

pas

valeur de
-

seconde.
le

Non
est

dans

premier
rerum

livre,

o on

lit

seulement (cap.
"

II,

3)
le

"

Memo-

ria

firma animi

et

verborum perceptio,
:

mais dans

troisime
"

(capp.

XVI-XXIV),
omnium partium

partir des mots

"

Nunc ad thesaurum inventorum


memoriam, transeamus.

atque
6
4

rhetoricae custodem,

Comme
11

un gentilhomme corse.
cet
endroit,
"

a,

un

blanc

dans

le

manuscrit

il

faut

suppler

"

Teofilo da Vairano,

qui,

aprs avoir enseign plusieurs annes, Naples,


fut
la

les

doctrines aristotliciennes,

nomm
p.

recteur

du couvent de Florence,

et

ensuite,

appel
et
fin

Rome,
;

lut

mtaphysique
IO).

avec grand succs (BERTI,

pp.

33-34
la

391

cf.

FRITH,
1578;
cf.

Teofilo da Vairano tait mort

depuis

d'avril
p.

son article dans

ELSS1US, Encomiasticon

augustinianum,
'

650.

Pierre

Lombard.

652

Documenti

parigini II,

III

tatis,

aut

earum saltem
lesquelles
il

parte
!

'

contemne
et

les

subtilitez

296

[IIJ

des scholastiques, des Sacre


charistie,
dit

ments

mesmement de
est

l'Eu-

saint

Pierre et saint Paul avoir

ignores,
Il

mais

seulement

sceu

que hoc
en
et

corpus

meum.

dit

que facilement
la
fin.

les troubles

la religion

seront ostes,

quand on
en sera

oster ces questions,

dit
il

esprer que bien tost


dteste les hrtiques
les

Mais souverainement

de France et d'Angleterre, en ce qu'ilfs] mesprisent bonnes ceuvres et preschent la certitude de leur foy
justification;

et
Il

car

toute la
'

chrestient tend bien vivre.


et

mesprise Cajtain
losophie
texte
et

et

Picus Mirandulanus,
d'Aristote.

toute la phi-

des

Jsuites,

qui n'est que de questions hors du


Il

intelligence
la

m'a

dit

choses

de

gographie et de
la

la

froidure

beaucoup de de Tartarie et
.

Escosse, et de

temperature d'Irlande,

etc.

III.

Jordanus m'a apport ses livres de contemne tous docteurs, et notamment loquence et loue aucunement, pour Cujas et Passerat 4 dit que les lecteurs en Italie des prononciation, Bossulus mais lettre? humaines sont quasi nuls et de nul acquest

12 dicembre,

ieud\).
3
;

l'Art memorative

ils

gaignent privment enseigner


avoit

les

enfans des seigneurs,

comme Muret

du cardinal Columna 3,000 escus de

Cinq ans

et

demi plus
la
.

tard,

dans son interrogatoire de Venise, Bruno


dans laquelle
il

proclamer

encore

profonde

stime

tenait

saint

Thomas

(Berti, Preuv.s, PP
-

408-409).
tCajetanus).
avait
et

Thomas de Vio, de Gate

En
et

1585,

Giordano

Bruno

dj

fait

parattre,

dans

cet

ordre

d'tudes, son de

Umbris idearum
trait

son

Cantus Circaeus, parus Paris en


paru
en

1582,
trait
4

son

intitul

Triginta sigillorum explicatio,

1583,

suivi

du

Sigillus

sigillorum.
ltalien

Matthaeus Bossulus,

selon les uns,

Francais selon

les

autres.

Documenti

parigini,

IH,

IV
qui
auroit

653

gages
escus

pour

enseigner

son

nepveu

l
;

et

5,000

vaillant

ou
le
;

de revenu, en employeroit
enseigner ses enfans.

volontiers 2
Il

ou 3 mille pour
les

faire

prise entre
et plus

prdicateurs

seul
dit

Hbreu pour son loquence


~

pour son scavoir


futile,

Panicarole

n'avoir doctrine et estre

Fiamma

avoir dclin en sa vieillesse et se repentir


les
trois

d'avoir

preserie
sa

annes
s

dernires,
il 4

pour ce

qu'il

amoindrissoit

en grand'estime.
preschans en
estre contenus

renomme
Il

heux o
fort

avoit j presch
et les

mesprise
ils

Toletus

Jsuites

Italie,

car

profondent en Ieur exorde, disans

en leurs textes grands mystres, avec gravite


ils
Il

excessive,

mais enfn

ne

disent rien.
3
,

Il

ne trouve
historien

297

[121

doctrine
italien,

en Lupusestre
trs

dit

Tarcagnota
et
et

cajtain,

loquent

admirable en ses Discours


Il

des conseils, en harangues


universelle.

pistres.

a escrit l'Histoire

IV.

part

13 dicembre, vendredy. Deux Itahens sont venus, de la de Benditius, abb refrendaire du pape, demander

11

s'agit

ici
fils

de Marco- Antonio Colonna, cardinal en

1565,

et

de son
Italie

neveu Martio,
en
le

de Pompeo Colonna.

Muret, qui avait passe en

1554

et

avait

commenc
Sur
sa

enseigner
voir

Rome

en 1563,

tait

mort depuis

juin
p.

1585.

fortune,

CH. DEJOB, Marc-Antoine Muret


548- 594.
1

(1881),
2

335.
1

Francesco Panigarola, clbre prdicateur, n Milan,


Gabriello Fiamma, plus connu cornine pote, Francisco

3
4

1533-1585.
le

de

Toledo,

1532-1596, qui

fut

prdicateur ordinaire de

Pie
J

V
Le
part

et

de plusieurs de
porte
"

ses successeurs.
"

texte

Caragnota,

mais avec une exponctuation qui indique de


sur
est
la

la

de Guillaume
de
Gate,

Cotin un doute

forme de ce noni.
surtout

Giovanni
ouvrage

Tarcagnota,

mort en
la

566,

connu
est

par son

Dell'istorie del

mondo, dont

premire dition

de

1562.

654

Documenti

parigini,

IV,

V
;

de Joachim, abb, touchans les papes : disent que le pape a fait un seul cardinal, sien nepveu, aag de 14 ans et ce non de son gre, mais estant prie et induit par le cardinal de Joyeuse \ Il a fait rude excution en banissemens et morts de plusieurs gentilsholes

prophties

mes,

mais

par

contraincte,

car

desj

les

voleurs,
et

ds

le

temps de Grgoire XIII, l'assigeoyent


tous les chemins, entre

Rome

tenoyent

Rome

et

Naples, en perii

et

danger.

De

ceste rudesse

du pape m'avoit parie

hier Jordanus, avec

blasme d'iceluy.

V.

21
ples

dicembre. Jordanus

ma

dit qu'il

fut

appell de

Na",

Rome

par

le

pape Pius

et

le

cardinal

Rebiba

11

s'agit

des Prophties de Joachim de Flore, dont

l'abbaye de Saintnat., lat.

Victor possdait un exemplaire manuscrit (aujourd'hui Bibl.


et
trs

14726)
apo-

probablement
viros,

aussi

des ditions

impnmes;
ici,

les

Vaticinici

circa
1

stolicos

ouvrage vraisemblablement vis


suivant,

avaient paru en
les

527.
"

Le
2

21
"

fvrier

on viendra
fois

encore l'abbaye consulter


la

Rv-

lations

de Joachim,

cette

de

part

du cardinal de Mdicis.
(1585) ne com-

La premire
effet
"

promotion

cardinalice sous Sixte-Quint


Peretti.
n

prend en
3

que son petit-neveu Alessandro


Joyeuse,
et
"

Le mot
le

dans

texte,
je
ici

pour

la

comme mme

plus haut
raison
qu'il
;

le

mot

Caragnota,

"

est

exponctu
la

mais

s'il

y a eu doute de

part

de
*

l'auteur,
Il

ne saurais affirmer

ait

erreur.

y a
fait

une assez srieuse

difficult.

D'une

part,

si

c'est

bien Pie
piacer
er
l

qui a
rard
cette

venir
les

Giordano Rome,
premiers mois de
part,

cet

vnement ne peut

se
le

plus

que dans
anne
;

1572, Pie V' tant mort


le

mai de

d'autre

d'aprs

tmoignage de

Giordano
p.

lui-mme
il

dans son procs de Venise (BERTI,


bien
a-t-il

p.

392,

et

surtout

420),

semble

quii
crit

n'aurait

quitte

Naples pour

Rome

qu'en

1576. Peut-tre Cotin


;

par mgarde Pie

au

lieu

de Grgoire XIII

peut-tre

faut-il

admettre, avant

1576,
plus

et

en

1572 au
le

plus tard, un premier voyage


procs, et dont
les

Rome
se-

dont
raient
'

il

ne

sera

question dans

circonstances

assez diffrentes.

Scipione Rebiba, cardinal en

1555, mort en

1577.

Documenti

parigini,

V-Vll

655

amene en une coche, pour monstrer


recita en hbreu tout endroit
et
j

sa

le

psolme

Mmoire artificielle, Fundamenta


,

298

.[131

enseigna quelque peu de ceste

art

audit Rebiba.

VI.

27
a
est
avoit.

dicembre, vendredv. Item,

Jordanus m'a dit

qu'il qu'il

desrob
Il

ou

laiss

desrober par son serviteur


l'impression de ses livres
:

ne

peut

avoir

com-

1 Arbor philosophomandement. Il mdite trois ceuvres rum ', 2 la philosophie entire d'Aristote rdige peu 3 la de figures, et laquelle il enseignera en demy an Dclaration plus ampie que paravant de l'art de Lullius, 4 et l'usage d'icelle que ne scavoit le mesme autheur.
,
,

VII.

1586. 2

fvrier. Jordanus

m'a

dit

que Fabricius Mor-

dentius Salernitanus est Paris, aag de

60

ans, dieu des

gomtriens, et surpassant en cela tous ceux de devant luy


et

de maintenant, ne scachant

latin

Jordanus fera en
Jordanus
lira

latin

imprimer ses inventions \

qui

Item,

Iedict

ses

C'est le

psaume

LXXXVI,
1.

n'est pas, vrai dire,

un des plus longs.

Cf. p. 650, note


II

s'agit

ici

trs

probablement du

traile

intitul

Figuratio Aristotelici

physici auditus,
pp. 131-221
;

publi Paris, sans date

[1586] (Opera latine conscripta,


cf.

cf.

TOCCO,
5.
est
ici

pp.

102-107);

cependant plus

loin,

p.

656,

note

1,

et

p.

657, note
vis

Le

trait

celui
le

que
de
p.

Giordano

Bruno devait

publier,

en

1587, Wittenberg,
conscripta,
1

sous
cf.

titre

Lampade
8)
;

combinatoria (Opera latine


avait dj
fait

p.

227

TOCCO,

Bruno
et

parafare,
Lullii.

en

582, son
5

trait
les

de Compendiosa architectura

commento
la

artis

Sur

ouvrages de Fabrizio
voir

Mordente, dont
et coli.

vie

a t crite par

Michelangelo Testa,

BERTI, pp. 202-205,


parte
1,

surtout

P.

RICCARDI,

Biblioteca matematica italiana,

voi.

II,

183-184.

L'ouvrage

656

Documenti

parigini,

VII-IX

sentences d'Aristote, qu'il


la

fait

imprimer,

contenantes toute

physique

l
.

Vili.
[2 fvrier
'.]

Item, Jordanus m'a dit qu'il ne scavoit rien

de
299
[14]

la
;

ville
,

bastie par le
il

latin

mais que
solis,

due de Florence, o on parleroit ouy dire que ledict due vouloit bastir
renommes, entre

une Civitas

a scavoir o le soleil luiroit tous les jours

de

l'an,

comme
et

sont plusieurs citez ainsy

autres,

Rome

Rhodes.
IX.

20

mars.

Jehan
I

Lipsius, Centurie

Genve, flchissant 5 de La Faye

les Epistres de que Jordanus a fait amande le genoil en terre, pour avoir calomni docteur mdecin Padoue, lisant en
,

Vincent m'a apport


et dit

de Giordano Bruno auquel

il

est

fait

ici

allusion

est

celui

qui a pour

titre

Dialogi duo de Fabricii Mordentis Salernitani prope divina adinVentione ad

perfectam cosmimetriae praxim


Paris
1

cet

ouvrage devait paraitre l'anne suivante,

(Opera

latine conscripta,

pp.

225-257

cf.

TOCCO,

pp.

19-121).

Soit la

Figuralio Aristotelici physici auditus (cf. p. 655, note 3), soit

le

programme
657, note
2

du dbat
5).

prulosophique

dont

il

est

question plus loin

(cf.

p.

Cet
un

article

vient la suite d'un autre

qui porte la date


d'tre

du 4

fvrier

mais

renvoi

parait

le

rattacher ce qui vient

reproduit, sous

la

date du 2.
3

la

date

du 6

janvier

de

cette

mme
ville

anne, Guillaume Colin avait

note quii tenait de Cocoly, l'un des religieux de Saint-Victor,

que

le

due

de
que
*
5

Florence,
latin.
n

disait-on,

btissait

une

Paradisus, o on ne parler

Epistolarum selectarum centuria prima. Anvers,

1586, in-8.

Antoine de La Faye, de Chteaudun, rfugi


tait

Genve

C'est en

1574

que La Faye

alle

en

Italie

prendre
t.

le

grade de docteur en mdecine.

VI Cf. HAAG, La France protestante, THOPH1LE DUFOUR, Giordano Bruno


dans BERTI, pp. 454-455.

(I856i, pp. 185-186,

et

surtout

Genve, pp.

12-13, reproduit

Documenti

parigini,

IX,

657

philosophie Genve, et

fait imprimer une fueille de papier 100 erreurs commis par La Faye en une lecon 2 si lors Jordanus a dit qu'il se fust rendu de leur religion on ne luy eust faict ce deshonneur. Ledict de La Faye

contenant

est

maintenant prdicant.

X.

28

et

29 mai
la

jeudy de
invita les

28 et 29, qui furent les mercredy et sepmaine de Pentecoste, advint que Jordanus 4 lecteurs royaux et tous l'ouir dedans Cambray
.

desclamant contre plusieurs

erreurs d'Aristote

5
.

la fin

de

300

[15]

par
2

Non pas 100 erreurs, mais 20, M. DUFOUR, Giordano Bruno


Ce

d'aprs les documents genevois publis

Genve,
car

p.
il

cf .

BERTI
l'uri
1

p.

45

passage est particulirement noter,

a trait

des points

les

plus controverss de la vie de Bruno.

Dans son procs de

592 (BERTI,
dclar

p.

394), Bruno dira

qu'il

est

parti

de Genve parce qu'on

lui avait
le

qu'il

n'y pouvait rester plus longtemps, moins qu'il ne prit

parti

d'emet

brasser la religion

de

cette ville. Plusieurs

de

ses biographes,

MM.

Dufour

Berti
certain
3

notamment,
qu'il

s'appuyant

sur

les

documents de Genve,

tiennent pour
p.

avait ouvertement

adhr au calvinisme (voir BERTI,


n
:

96).

Le

manuscrit portait primitivement

29 ou 30 may, ou 28
la

et

30, qui
"

furent les jeudy,


4

vendredy ou sabmedy de

sepmaine de Pentecoste...
"

C'est--dire dans le Collge de Cambrai, dit aussi Collge


",

des

Trois

Evques
lge

enseignaient

les

"

lecteurs
se

royaux

"

ou professeurs du Colde
la

royal.

Le

Collge

de

Cambrai

trouvait sur l'emplacement


et

facade ouest des btiments actuels du Collge de France

de

la

cour dite

romaine
p.

de cet
et suiv.,

difice

cf.

A. LEFRANC,
etc.

Hist.

du Collge de France,

240

253
la

et

suiv.,

C'est

tort que
ait

BERTI, pp. 206-207,


eu
lieu

met en doute que


lge
sit
'

fameuse dispute philosophique

dans

le

Col-

de Cambrai
et

son erreur vient de ce qu'il considre

les

termes Univer-

Sorbonne comme synonymes.

Giordano
et

Bruno

imprim

ses

thses
et

contre

Aristote sous ce

titre

Cenlum
Ioh.

viginli

articuli de

natura

mundo
,

adversus peripateticos, per


e!

Hennequinum,
Spampanato.

nobilem

Parisiensem

Lutetiae propositi sub clipeo


42.

658

Documenti

parigini,

X
aucun qui
la

la

lecon ou oraison,

il

bravoit,

incitant

voulsist

dfendre Aristote ou impugnar Brunus,


cnoit

et nul se presentare

encore

plus

hault,

comme

ayant

victoire gaigne.
',

Lors se leva un jeune advocat,

Rodolphus Calerius
2

qui

par oraison continue dfendit Aristote

contre les calumnies

de

que les lecteurs se taisoyent pour ce qu'ils estimoyent Brunus indigne de responce; fnablement provoqua Brunus lui respondre et se deffendre;
Brunus,
ayant
prfac
lequel se teut et se partoit du lieu.

Les
le

escoliers tenoyent
s'il

aux mains Brunus, disans


ne respondoit ou
s'il

qu'ils

ne

laisseroyent aller,

ne renonceoit aux calumnies par luy


finablement,
il

jectes contre Aristote. Touteffois,

eschappa

de

leurs

mains, et ne

scay

si

ceste

condition, qu'il re-

tourneroit le lendemain respondre l'advocat.

Lequel advocat
la

ayant par affixes appell

les

auditeurs le lendemain, monta


trs

en chaire

et

poursuivit

de

bonne

grce

dfense

modei-amine
Impressum
feuillets,
(cf.

lordarli
Parisiis,

Bruni Nolani,
ad
authoris

infra

oclavam Pentecostes an.

1586.

instant.,

1586. Cesi un opuscule de neuf


retrouv au British

fori

rare,

dont un exemplaire a t

Museum

FR1TH,
221-224).

pp.

324-325

lORDANl

BRUNI Opera

latine conscripla,

pp.

Bruno

reproduisit ces thses dans le traile publi, en 1588,

Wittenberg, sous le titre

de Camoeracensis
peripalelicos

acrotismus, seu rationes artiParisiis propositorum, etc.


(cf.

culorum

physicorum

adversus
pp.

Opera
l'

latine conscripla,

53-190; TOCCO,

pp. 107-118); on y trouve

Apologetica declamatio de Jean Hennequin, un Catalogus articulorum, au


et
la

nombre de 80,
1

discussion de ces diffrents articles.


la

C'est

ici

que parait tre donne pour

premire
;

fois
le

tradicteur de
[Callier]

Giordano Bruno

et

de Jean

Hennequin

le nom du connom de Calerius


1

ne figure pas dans la

liste

des avocats de Paris, en


tirs

599, imprime

par

CLAUDE JOLY
liste

dans

ses

Opuscules dioers,
Hist.

des

Mmoires d'Ani.
t.
1

Loisel,

reproduite par
"

GAUDRY,

du barreau de Paris,
n

(1865),
ajouts
t

pp.

263-266. Les mots


coup
par

Rodolphus Calerius

paraissent

avoir t

aprs

Guillaume Cotin dans son

texte,

o un blanc aurait

mnage
2 3

cet effet.

Les lecteurs royaux.

Mot de

lecture douteuse.

Documenti

parigini,

X
le

659

d'Aristote

et

les

impostures et vanite de Brunus,

pro-

vocant

encore

pas, et ds lors

y respondre. Mais Brunus n'y comparut n'est plus veu demeurant en ceste ville.
en une petite chaire, prs l'huis du jardin,
2

Jordanus
et

'

estoit

son disciple, Jehan Hennequin les thses de Jordanus, dont Jordanus prtendoit soustenant estre comme juge. Le disciple ne sceut que respondre au

en

la

grande chaire
|

estoit

301 [16]

premier

d'entreprendre

argument de Calerius. Lors Brunus fut donq la responce luy mesme, ce

solicit
qu'il

ne

voulut faire, disant que l'heure estoit passe,

et le lende-

main ne voulut comparoir, disant qu'on l'avoit bateu desj hier. Item, nota que Calerius est francois, comme on pense, gascon, jeune, qui a est advocat pourmenant, mais

ne

l'est

plus,

s'estant retile
et

avec Monsieur

Du

Perron, qui

est orateur

du Roy,

chromqueur.

Ce

qui suit a t ajout aprs coup dans son Journal par entre les dates
n'est pas arriv

GUILLAUME
(cf.

COTIN,
-

du

er
I

et

du 4

juin.

On

dmler quel est ce Jean

Hennequin

BERTI,

pp.
dire,

364-365, Nota
e' est

illustrativa

V, Giovanni Hennequin).

Ce que
et

l'on peut

qu'il

appartenait trs

vraisemblablement

cette

grande famille

pansienne des Hennequin, appele

la la

grande maigne,

dont plusieurs
sicle,
fcl.
I

membres

paraissent avoir

porte,

dans

seconde moiti du
dossier

XVl e

le

prnom de Jean. Cf.

Bibl. nat., ms.

fr.

31411,

Hennequin,

17.

DOCUMENTI TEDESCHI.
Notizia.

Quasi met de' documenti tedeschi

(I,

II,

V, VI)

ap-

partengono ad annali accademici. Negli annali di Marburg,


studiati per
prof.
il

Wagner da un
Ferrai,
si

suo amico e per


i

il

Berti dal

Eugenio

leggono
il
1

particolari della storia del

dissidio fra l'esule nolano e

rettore Pietro Nigidio, storia

divulgata
quelli

in

parte

il

1830
di

e interamente
il

il

1889

*;

in

di

Wittenberg e

Helmstdt

prof.

Haym

il

dottor Paolo

Zimmermann
del
1

rintracciarono le immatricolazioni
1

del

20

agosto

586 e del 13 gennaio del


1

589

3
;

anche da
diede
del
alle
4

quelli di

Helmstdt Y Henke nel


l'

833 cav, e
6
il

stampe,
,

interessante

protesta

del

ottobre

1589
5
,

la

quale inserirono ne' loro lavori


6

Barthol-

mss
1

il

Brunnhofer

e in fine, con la segnatura,

il

Tocco

7
.

G. BRUNO, Opere
1830,
voi.
1,

raccolte e pubblicate

da A. Wagner,

Lipsia,

Weid-

mann,
2

Introduzione, pag.

XXVII.

BERTI,

Vita-,

Varia,
.

A,

p.

459.

Citer

il

Berti e

il

Wagner con

le

iniziali

B. e

W.

3
4
-

SlGWART,
Die

Kleine Schrifter1

pagg.

118 e 119, note 7 e 9.


1833.

(Jniversitat
cit.,

Helmstdt im 16. Jahrhundert,


I,

Op.
G.

tom.

n.

2 nelle pagg.

174 e 175.

Bruno's
pag.

Weltanschauung und Verhngnks aus den Quellen dar-

geslellt,
'

75, in nota.
al 111 voi. delle

Introduzione

Opere

latine del

BRUNO,

pagg. XII e XIII.

662

Notizia

Negli

Scrittarelli

intorno

a'

filosofi

del
dell'

Rinascimento

il

Sigwart

riprodusse,
le

con

le
gli

scoperte

Haym
il

dello

Zimmermann,
e l'Heyd
(III

due che

fecero conoscere

Lasswitz

X):

la

dedica d'una copia della

Lampada
e una sen-

combinatoria
tenza,

al

nobile giovine Iacopo


alla

Cunone

',

comune

sapienza

di

Salomone e
Il

di

Pitagora,

nell'album del signor

Hans

di

Warnsdorf \
l'

Tocco, esasul

minata quindici anni or


d'

sono

identica sentenza

verso

una

xilografia

che possedeva Leo


l'epigrafe o
il

Olschki (IV),

mostr

ch'essa

come
trasse

compendio

di tutta la filosofia
rifer

nolana

3
;

dal codice di

Abramo

Noroff, e

nel-

l'Introduzione al terzo volume delle Opere latine, le parole che

restano della minuta della supplica che da Giordano era stata


diretta al

Senato di Francoforte

il

2 luglio del

590 (IX),
'

e che menzionata in un protocollo di quel Senato

e nella

medesima Introduzione

cit

due

lettere di

Girolamo Besler \

rinvenute poco avanti da Remigio

Stizle e date in parte

ne\Y Archivio della storia della filosofia del 1890".


in

Quanto
",

esse

lettere

importi per la biografia del Bruno

av-

Pag. 294 e
Pag. 294 e
In

n.
n.

3 nella pag. 295.

2 nelle pagg. 293 e 295.


edita in Firenze da L.

La

bibliofilia,

S. Olschki,

a.

Vili, disp. IX,

dicembre del
*

1906, pagg. 342-345.

/ manoscritti delle Opere latine di G.


111

B. ora

per la prima volta pubblicit.


2
,

cate, nel
-

voi.

cit.,

pag.

XV1I1

SlGWART, Op.

pag. 120,

n.

14.

Pagg.

XXIV
Erlanger

XXV.
Giordano
Berlin,

Die

Bruno- Manuscripte,

in

Archiv

fir

Geschi-

cbte der Philosophie,

Druck und Verlag von Georg Reimer, 1890,


seg.,

Band

III,

Heft 4, pag. 574

n.

2.

Documenti

tedeschi,

663

verti

il

Tocco,

lo

ha pubblicato

"

lo

Stlzle

' ;

pub-

blicher lo stesso anche io (VII e Vili).

I.

[25

iulii

a.

1586].

Anno
iulii,

Christi

Salvatons nostri

MDLXXXVI,

calendis

unanimi
rector

omnium professorum consensu, Petrus Nigiphilosophiae professor ordinaelectus est, sub cuius
"

dius,
rius,

iuns doctor et moralis

Academiae Marpurgensis
sunt
;
:

magistratu sequentia studiosorum nomina

in

matricula

Aca-

Faber Madebachensis 2 iulii anno 86 8. Iordanus Nolanus Neapohtanus, Theologiae doctor romanensis 25 iulii anno 86. Caeterum cum eidem potestas publice profitendi philosophiam per me

demiae

relata

Christianus

cum consensu
caciter
et

facultatis

philosophicae

ob

arduas caussas

denegaretur, adeo excanduit, ut mihi in meis aedibus proinsultaret, quasi vero in hac re contra ius gentium consuetudinem omnium universitatum Germamae et contra omnia studia humanitatis agerem ac propterea pio membro
;

Academiae amplius
compos
factus, rursus
4

haberi

noluerit.

Unde

facile

voti
'

sui
est.

ex albo Universitatis exauctoratus

Haec sunt quae Nigidius de lordano Nolano in albo Academiae Marpurgensis manu propria inscripsit. Tempore
aliquo praeterlapso, prima ista verba
n

8.

Iordanus Nolanus
n

Neapohtanus, Theologiae doctor romanensis


crasso
est,

Nigidius ipse
ita

pennae

ductu

obliterasse

videtur

quod

factum

ut

originales

literae

bene adhuc

legi

possint.

Postea

manoscritti
n.
I .

delle

Opere

Ialine

ora

per la prima colta pubblicale,

pag.
2 3
4

XXV,

B. (459): nomine;

ma W. (XXVII): nomina.
;

B. (459)

exautoratus

ma W. (XXVII)
principio:

exauctoratus.

B. (459): Haeec.

in

unamini... consensu.

664

Documenti

tedeschi,

I-IV

vero

eadem verba per alium scribam

versui

deleto super-

scripta sunt.

Eadem autem manus


facultatis

quatuor
"

ista

vocabula

"

cum consensu

philosophicae

videtur obliterasse \

II.

[20 agosto del

1586].

Iordanus Brunus Nolanus, doctor italus \

III.

Salomon

et

Pythagoras.
fuit.

Quid Quid

est est

quod quod

est ?

ipsum quod ipsum quod

fuit?

est.

Nihil sub sole novum,

Iordanus Brunus Nolanus,

Vitebergae,

18 septembris [1587]

3
.

IV.
Salomon
et

Pythagoras.

Quid

est

quod
fuit.

est ?

Ipsum quod

Quid

est

quod
est.

fuit ?

Ipsum quod

Nihil sub ole novum.

Iordanus Brunus Nolanus

Vitebergae, 8 martii

1588

4
.

Dagli Annali manoscritti dell'Universit di Marburg.

Nell'album di Hans von Warnsdorf, conservato nella Biblioteca di StuttSi


tralasciata
la

gart.
state
3

parola

"

salus

"

la

croce sottostante, perch sono

giudicate d'altra

mano

e d'altro

inchiostro.
"

Nell'albo dell'Universit di Wittenberg, quando era rettore


".

Petrus Al-

binus Nivemontius, optimarum artium magister ecc.


*

sul

verso

d'una

xilografa

che rappresenta un episodio del secondo

assedio che

Nola sostenne

nelle

guerre annibaliche.

Documenti

tedeschi,

V,

VI

665

V.
1

589, Ian.
n
,

3.
n
.

Iordanus Brunus Nolanus Italus

M.

Iustus

Meierus Noviomagus

grat.

l
.

Geldrus
VI.
Amplissime
et

reverendissime domine Prorector,

Iordanus

Brunus

Nolanus,

per

Helmstadensis ecclesiae
in propria

primarium pastorem et superintendentem,


et inaudita

actione

causa factum iudicem et executorem, in publicis


excomunicatus, tenore

concionibus

praesentium a Magnif-

centiae reverendissimae vestrae clantate et ab universi


plissimi

am-

Senatus

dignitate in publico
illius

concistorio

humihter

adversus iniquissimae et privatae

sententiae
si

publicam

executionem expostulans, audiri


ipsius

petit ut,

quid iure contra

gradum

et

iuste accidisse cognoscat:

dignam existimationem acciderit, saltem quamvis iuxta Senecae sententiam


:

Qui

statuit

aliquid

parte inaudita altera,

Aequum

licet

statuerit,

haud aequus

fuit.

Quamobrem
si

et

ipsum reverendum Pastorem, Excellentiae


illud,

amplissimae vestrae authoritate citandum rogat, ut et

Deo

placuerit,

constare possit non ex privatae vindictae

libidine,

sed

ex

boni

pastoris

munere pr ovium suarum


589.

salute profectum fulmen illud etc.

Datum

Helmstadii, sexta ottobris

Iordanus Brunus
qui supra

manu

propria

2
.

L'originale

si

trova nell'Archivio di Wolfenbiittel, tra

gli

atti

dell'Uni-

versit
2

di Helmstdt.

L' originale
:

appartiene alla Biblioteca di Wolfenbiittel, e


fol.
.

ha

la

segna-

tura

360 Novorum

666

Documenti

tedeschi,

VII,

Vili

VII.
[A Wolfgang
74, " 2
...

Zeileisen].

Cras deo volente die Iunae dominus Doctor valedicet

Academiae abiturus fortassis tertia post die. Praeterita septimana fui cum domino Doctore Wolffenbuttel propter donum 50 fl. a Principe nuper Helmstadium peragrante datum
accipiendum, res mira
in disputatione
et

improvisa

die veneris elapsa


ipsos.

fuit

Heidenreichs bene tractans


pergit certe sedulus,

Ad

studia

vero quod

attinet,

describendum denuo

accepi ab eo
in

novum

tractatum de arte inventiva, immoratur

arte medica, am Lulli arte. Ad imagines quod attinet de quibus plurima dixerat, est venturus his absolutis, quas quidem et pr se mea littera scriptas ut habeat saepius meminit. Si datur occasio loco ilio Magdeburgi imprimendi aliquid, quia gratus esse vult Principi, aliquandiu ibi commorabitur. Sed de his et aliis rebus necessariis opus erit,

dum
quio.

et ipse

aveat praesentiam vestram,

vestro ipso collo-

Faciet igitur dominus


esse
poterit

Wolfgangus,
gratia,

hic

colloquendi

si quam primum quod pernecessarium.

Caetera oretenus ut agantur

igitur

dirferam.
in

Datae ex maturante calamo Helmstadii

ipso die Pal-

marum mane
cere deditiss.

[15 aprile

1590].,

Valeas mi domine Avuncule mei memor ex animo syn-

Hieronymus Beslerus \
Vili.
[Al medesimoj.
574,
n.

Cum

praeter expectationem, mi

domine Avuncule Wolfpetentis locantis,

gange, diutius dominus Doctor hic commorari cogatur propter

defectum

curruum

et

nimium iniquumque

Nel Ms.

1826

di

Erlangen.

Documenti

tedeschi,

Vili,

IX

667

hisce

Magdeburgi dominus Avunculus nos quaerat, significare necessarium fuit. Expectamus cras qui vehit doctorem Horstium currum illius Osterrochs iurisconsultum valde tamen dubium an rediturus. Fuerunt,
ne
frustra
litteris
,

qui

Magdeburgum
'
|

veherent,

alii

cives ibidem

quibus

cum
dare
!>75

tantundem
ut

peterent ac qui

Helrnsteti cives essent,

maxime iniquum
quaerebat
per
j4

recusavit dominus
taleri

Doctor expendere.

Lanio
et

vel

5 gr. misnicos et meridie


;

et vesperi et meridie sequenti in

redeundo victum pr equis


ita

res

deum

ut

iniustissima

pessima. Poterit hic


et

dominus Wolfgangus suum impertiri consilium


ubi nos convenire
velit,

quando

et
.

desideratus

scribendo explicare...

[H. Beslerus].

Datae

ex

maturante

stilo

anno

1590
2
.

a festo Paschatos

die mercurii [22 aprile], Helrnsteti

IX.
[Supplica
nel
al

Senato di Francoforte,
luglio

principio del

del

1590].

Illustrissimi
!

domini,

petit

(?)

an

pr
,

aliquot (?)

habitare in aedibus

Wecheli
alias (?)

cuius (?)
dili-

opera

utitur

ad imprimendum
5

(?)

valeat

gentius (queat) insistere (...)

comoditates quibus

tandundem.
Nel Ms.
II

cit.

di Erlangen.

Tocco Tocco
Tocco
queat
".

(pag.

XVIII,

n.

3):

Ci sar

stato

Iordanus Brunus
".

Nolanus?
4
11

In seguito

valeat
n.

sopra cancellatura
:

(pag.
".

cit.,

4)

'

Parola cancellata, e cosi tutto ci eh'

posto fra parentesi


II

(pag.

cit.,

n.

5):

"Parola cancellata

che

sembra

anche

essa

668

Documenti

tedeschi,

IX,

facilius...

conferre

(?)...

us

...

studiis propriis melius ad.... ere

possit adsequatur (?) in

rem

et (...)

Magnincentiae Vestrae favonon mediocriter se obligatum (?) agnoscet l


.

luglio

1590.

Iordanus
tiit,

Brunus
liceat

ut sibi

aliquot

Nolanus supplici scripto a Senatu peseptimanarum spacio in aedibus


2
.

Wecheli typographi commorari

X.

Admodum
Generoso, nobili studiosissimoque

D. Iacobo Cunoni
Francofurtensi

benevolentiae

ergo et in sui

memoriam
3
.

dedicavit author

Nel

verso

del

f.

5 del Codice

conservato nel

Museo Rumianzow

di

Mosca.
2
3

In
In

un protocollo del Senato di Francoforte.

un esemplare del

De lampade

combinatoria tulliana, posseduto dalla

Biblioteca ducale di Gotha.

DOCUMENTI VENETI.
Notizia.

Un
dare

professore dell'Universit di Berlino,

Leopoldo Ranke,

studiando negli archivi di Venezia quel che poteva riguarla

storia de'

pontefici romani, della loro Chiesa e dei

loro Stati ne' secoli

decimosesto e decimosettimo, ebbe


nella

tra

mano
1

la
il

domanda che
Santo
Uffizio

mattina del 28 settembre del

592

aveva
il

avanzata

all'

eccellentissimo
al

Collegio, di consegnare

maestro del Mocenigo


risposta
dilatoria
Il

Goveraveva
di

natore

d'Ancona

la

che

ne

avuta nel dopo desinare (XIX).

Ranke, che confess


i

non aver potuto appurare se


piegati

in

appresso

Savi

si

fossero

a
il

nuove e pi vi\e

istanze

\ mise a stampa, per


nell' indirizzo

provare
della

cambiamento
cattolica,

verificatosi

spirituale
scritture

Chiesa
"
:

soltanto

una parte delle

scoperte
1

precisamente
il

quella che alcuni anni dopo, nel


3
,

846, ristamp

Bartholmss

che

non

difficile

abbia

Die rmischen Ppste,


Jahrhundert,
n.
I

ihre

Kirche und

ihr Staat,

im sechszehnten und
1844, Erster

siebzehnten

Berlin,

Bei Duncker und Humblot,

Band, Buch IV,


2

delle pagg.

493

494.

Ibidem

Op.

cit.,

tom.

I,

pagg.

320

321.

670

Notizia

conosciuto

l'

opera del

filosofo

tedesco nella versione fran-

cese

che

il

1837
il

era

stata

annunziata da Alessandro de
Battista

Saint-Chron e

1838 compiuta da Gian


la

Haiber
1

'.

Se

si

eccettuino

lettera

del Santaseverina del


il

set-

tembre

del

592

(XVIII) e

dispaccio del Donato del


le

10 ottobre del medesimo anno (XXI),

restanti scritture
tra
la

che trattano
renissima e

la

controversia sorta per

il

Nolano

la

Se-

la

Sede Apostolica,

videro insieme

luce nel

1864,

il

di'

delle nozze del nobile signor


;

Giuseppe Cornelio

con

la

contessa Maria de Totto


e

e vennero loro offerte da


le

Francesco

Teresa
,

Revedin che

ebbero

in

dono da

Rinaldo
al
1

Fulin

il

degnissimo abate che, avendo intorno


pregevoli

870
,

illustrato

con

opere

I'

Inquisizione
l'

di

Stato
neto,

nel

1871

fond con Adolfo Bartoli


al

Archivio ve-

e poi da solo lo diresse fino


altri

novembre del 1884,

formando con

valentuomini una vera scuola di studiosi

di glorie patrie,
n

nota fuori non


",

meno che
il

in
n
i

casa.

Esaminando
Paolo

scrisse
',

allora

Fulin,
sott'

dispacci del

nostro

Paruta

mi

cadde

occhio quello del


filo ri-

16

gennaio

1593 (XXVI).... Guidato da questo

LOPOLD RANKE,
Paris,
i

Histoire de la papaut

pendant

les

XVI et XVII
n.
1.

sicles,

Debcourt, 1838. L' Introduzione di A. de Saint-Chron nel


11,

tom. I;
-

docc. bruniani nel tom.

cap.

IX, pagg. 319 e 320,


inediti tratti

Giordano Bruno a Venezia, Documenti

dal veneto Archi-

vio generale,
3

Venezia, Tipografa editrice Antonelli,

1864.
Gl'Inquisitori dei

Studii nell'Archivio degl'Inquisitori di Stato,


1

1868;

Dieci con documenti,


4

87

La

legazione

di

Roma

di
il

Paolo Paruta,
lavoro cui
il

la

quale

venne

fuori

con
ul-

un' Introduzione del


timi giorni
suoi,
al

De

Leva, fu
del

FULIN

attese fino agli

novembre

1884.

Documenti

veneti

67

salii

alle

Deliberazioni

del

Senato e
sei

alle

Esposizioni
"

di

Roma,

nelle quali

ho trovato
e

documenti
'.

(XIX,

XX,

XXII, XXIII,
di

XXIV
lui
il

XXV)
primo a

Non

dubitava dunque
;

essere

stato

disseppellirli

perch non
luce, e

aveva a mente ci che


sapeva che
tutti

il

Ranke richiam

alla

non

non
gli

solo
atti

tutto

l'inserto dell'estradizione,

ma
ri-

anche
masti

del processo bruniano

non fossero

ignoti a

Cesare Foucard, un benemerito suo concit-

tadino e coetaneo, gi ricercatore nell'Archivio di Venezia,


poi insegnante di paleografa, commissario per la conserva-

zione de' monumenti delle province venete, segretario della

Direzione generale degli archivi del


fine

Regno

a Torino e in

soprintendente dell'Archivio di Stato di

Modena.

Neil' insurrezione di Venezia, proclamatasi la repubblica,


"

quand'era libero l'accesso

"

agli

archivi segreti

2
,

il

Fou-

card

ebbe

tutto

il

tempo

di rintracciarvi le scritture cin-

Giordano Bruno a
il

Venezia, pag.
si

14.

sei

documenti, riprodotti nella


17 e
18,

parte che ricorda

Nolano,
30, 31

trovano nelle pagg.


32.

21

22, 23-

25, 27 e 28,
cesco pagg.
-

29

e
in

L'opuscolo del Fulin citato da Franitaliano,


set.
ili,

Bertolini,

Archivio

storico

tom.

I,

parte

1,

115-117.
coloro che dicevano
le
"

Contro
studi
"

che

il

governo

austriaco del

non
il

facilit

gli

ricerche

storiche",

nel

29 gennaio

1866

Cecchetti
allora

sostenne

che a Venezia

pili

segreti archivi della

Repubblica erano
si

schiusi alle ricerche di

ogni onesto con tale liberalit che non


n
.

usa n in

Francia

in

Italia

n a Vienna

Tuttavia un fatto che dalla cronaca

dell'Archivio

generale di Stato
quattro nel

risulta

che
nel

dal

1812
sei

al

1843

gli

studiosi

furono due l'anno,

1845 e

1847,

nel

1844, dieci nel

1848, poi diminuirono, e solo

dopo

il

1854 aumentarono lentamente. Non

mancarono quindi

impacci

divieti,

come prossimamente mostrer GIOAnegli

CHINO BROGNOLIGO,

nella

Critica,

Appunti

sulla cattura

veneta.

672

Notizia

quecentesche che
sofia

toccavano da vicino
"
;

la storia

della
"

filo-

e della riforma religiosa in Italia


dall' ufficio

e sebbene,

allon-

tanato

di ricercatore
il

come gravemente com"


l
,

promesso verso
n

legittimo governo
1

avesse rego-

larmente restituito nel gennaio del


tenuti a casa e

850

gli originali

da

lui

presi in

esame

n
,

pot nondimeno serbare


poi
il

quel che n'aveva trascritto \


di "farne

Abbandonato

pensiero
"

argomento di speciale pubblicazione." e


"

dedi-

catosi interamente
alla

ad
il

altri studi, egli

"

volentieri soddisfece

promessa

"

data
!
:

1858 per
il

le

vive premure di Nic-

col
al
"

Tommaseo

da Genova,

2 gennaio del 1862, spedi


la

Berti

una copia del celebre processo,


"

quale egli aveva


',

integralmente e testualmente
cosi
" il

ricavata dalle carte venete


di
le

procurandogli
principii

piacere

annunziare

la

vita

filosofici

del Bruno
"
.

con

sue stesse parole rac-

colte in questi
I

documenti
fatti

quali vennero in
lui
.

messi a stampa dal Berti


il

il

1868,

ma da
braio
,J

furono annunziati

1867, in principio del feball'Ar-

Nel mese successivo Alberto Errer chiese

Ne' suddetti Appunti

il

BROGNOLIGO
al
".

rammenter che
"

fu

anche chiusa
di

la

scuola di paleografia affidata

Foucard, perch tenuta

covo

massime

libertine e di
1

miasmi pericolosi
il
1

Lettera diretta

2 gennaio del
,

862

dal Foucard
e,

al

Berti

da questo
Antologia,

pubblicata nella
a.
3 4

Vita

pagg.

19 e 20,

prima, nella

Nuova

1867,

voi.

IV, pagg. 223 e 224.

Ibidem.

BERTI,
223.
Ibid.,
In

Vita

di

Bruno,

in

Nuova

Antologia,

a.

1867,

voi.

cit.,

pag.
' G

pag.

224; Vita 1
Antologia,

pag. 20.

Nuova

a.

1867,

voi.

cit.,

pag.

209

e segg.

Documenti

veneti

673

chivio de' Frari di esaminarli e nel giugno

li

copi, riman-

dandone
l'Istituto

la

collazione al

1868 \
il

allorch negli Atti del-

veneto

riguard

Bruno come precursore delle

scienze
di
2

esatte e diede
.

un saggio bibliografico delle opere


altri

lui

Dopo
:

1'

Errer
il

ebbero

tra

mano

preziosi

documenti
e

nel

1876

Fulin, nel

1879 Romualdo Bobba


3
.

Francesco

Fiorentino, nel
il

1889 Claes Lazespen

Ep-

pure di questi solamente


giugno
luttuose
in
n
,

Fiorentino, essendo rimasto nel

Archivio
in

"

a sfogliare ed a studiare quelle pagine

una

lettera

che nel

luglio

da Bocca d'Arno
il

mand
n

Bertrando Spaventa, osserv che

Berti aveva

proceduto

leggermente

",

avendo sorvolato su non meno


marginali, di cui
n

di venti
si

cancellature e aggiunte
riferire

alcune

debbono

a nuove

reminiscenze del Bruno,

come

nelle citazioni delle sue opere o in notizie ch'egli solo po-

teva

fornire
fa

altre

ad
il

interpolazioni

del redattore,

come

dove

notare

che

Duca

di

Brunswick

era un eretico,

Archivio

veneto,
di

Ammissioni

alla

sala di studio

dal
I,

1868
I,

al a.

1870,

Venezia,
pag. 211.

Tipografia

Marco

Visentini,

1871, tom.

pari.

1871,

L' inserto del Santo Uffizio B.


in

69

dell'Archivio de' Frari contiene

un
nel

foglio

cui scritto

n
:

G Bruno.
.

Copiato per

il

dott.

A.

Errer,

mese
1'

di giugno del
i

1867

".

Dagli Atti del medesimo Archivio risulta


quell'
in

che
2

Errer chiese

documenti nel marzo di


esatte,

anno.
dell' Istituto veneto,

G. Bruno precursore nelle scienze


IH, voi.

Atti

ser.
3

XIV,
di

pagg. 433-475, 589-659.

L'Archivio

Stato

di

Venezia

negli

anni

1876-1880
Venezia,
1
.

per

la

R.

SOVRINTENDENZA AGLI ARCHIVI VENETI.


P. Naratovich,

Stabilimento
gli

tipografico di

1881, pagg. 208, 229 e 23

Vedi anche

Atti del medesimo Archivio.


Spampanato.
43.

674

Notizia

che
n

la
l .

dottrina

bruniana

ripugnava alla fede indiretta-

mente

Ribatt

il

Berti

il

1880,
altro

nella

ristampa de' Documenti,

nella quale,

avendo per

corretto parecchi degli incon-

venienti lamentati dal filosofo

calabrese

',

avverti

n
:

Anzi

che perdere tempo

in tediose risposte,
il

che pur troppo sap-

piamo tornare quasi sempre vane,


a riscontro
i

lettore potr,

mettendo

luoghi

tutti

in

cui

facciamo menzione scrupo-

losa di ogni cancellatura,


la

giudicare se ve ne sia una sola,


il

quale

abbia virt di mutare o variare

significato
la

del

testo originale,

e medesimamente avvisare se

prima nostra

edizione, salva l'ortografia e qualche scorrezione tipografica


di

niun

momento

3
,

non

sia

in

tutto

e per

tutto
alla
atti

a questa
verit e
di

seconda conforme

4
.

Ci diciamo
che
i

in
si

omaggio
rendano

non

per puerile

desiderio

ci

grazie

per avere con affetto raccolti

documenti dai quali deriv


n .

gran luce alla vita e alle opere del Nolano

Confessando
gere
le

di

aver provato vivo rincrescimento a leg-

conclusioni del chiaro biografo, e di essersi cavata


il

una spina dal cuore

giorno in cui a Venezia ripens che

In

Giornale napoletano di filosofia e


serie,

lettere,

scienze morali e politiche, e segg., 454.

nuova
s

voi.

I,

luglio

1879, pagg. 449,

450

In

dodici o tredici luoghi almeno.


lui,
"

3
"

Secondo

sono, nelle pagg. 43, 44,

45
", "

e 52,
regale

"

esistesse
"

n
,

"

regole
"

bastorno

santa sede

per

"

assistesse

",

saltorno

",

santa

fede
*

\
Vedi
n.

5.

Documenti

intorno a

Giordano Bruno da Nola, Avvertenza, pagg.

114.

Documenti

veneti

675

gli

atti

processuali non fossero interamente genuini e che


si

il

Brune non
un
critico

fosse disdetto

l
,

il

Fiorentino pu non parere


s'

sereno.

Ma
e'

se

anche non

impugna

in alcun

punto,

come

non
;

ragione d' impugnare, la verit dei


si

famosi costituti

se anche
la

spiega,

come
1

oggi molti spietuttavia


il

gano naturalmente,
si

sottomissione del

592,

non

deve

incondizionatamente

dare

al

Berti

merito che
egli,

questi credeva spettargli. se pretese,

Perch, bisogna convenirne,


"

pur troppo non

condusse sopra
[era]

testi originali,
n 2
,

con quella somma diligenza di cui


la

capace
la

non solo

prima, non solo lo seconda,

ma neppure
il

terza edizione

de' documenti.

Le cronache

protocollo de' Frari e in-

formano ch'egli nel 1868 ebbe


Uffzio
3

tra

mano

inserti

del Santo
4
;

per
le

lavori
scritture
in fine

intorno

al

Galilei e al Copernico

nel

1874

intorno a
nel

Pomponio Algeri
le

Cesare

Cremonini
che

1878

carte

bruniane, per qual6


.

dubbio e non per un compiuto


la

raffronto

Come
la

nel

1868, riproducendo
riscontrare

copia donatagli dal Foucard,

fece

con
",

gli
1'

originali veneti

da un
n

"

giovane, valente

nelle

lettere

Errer, e da un

dotto bibliografo e in-

FIORENTINO,

Lettera allo Spaventa, pagg.

449

e 458.
pag.

Documenti intorno a Giordano Bruno, Avvertenza,


Archivio veneto, tom.
//
I,

113.

3
4

part.

1,

a.

1871, pag. 211.


;

processo originale di Galileo pubblicato per la prima Volta


le

Coper-

nico e
sec.
5

vicende del sistema copernicano in Italia nella seconda met del


e

XVI

nella prima
veneto,

met del XVII.


Vili,
part.
I,

Archivio
:

tom.

a.

1874, pag. 202. In

fatti,

il

Berti dett

Di
e

C. Cremonino e della sua controversia con la Inquisizione

di

Padova
"

di

Roma.
in

L'Archivio di Stato

Venezia negli anni

876- 1 880,

pag.

228.

676

Notizia

signe scrittore,

...

il

Gar

"

'

cosi,

anche appresso,
"

fid

non

poco nell'opera

altrui, se

nel

1880 avvertiva:

Ricordiamo,

nel porre fine a questa raccolta, per segno di gratitudine e


di lode,
il

dotto

comm. Cecchetti,
che
ci

direttore del

R. Archivio
tutti
i

veneto, per l'aiuto

prest nella collazione di


"
2
.

documenti che

al

detto Archivio appartengono

Nel

1889

il

Berti,

premesso che
"

la

nuova ristampa

perfettamente

conforme
"

a quella di nove anni prima, as1'

serisce di avervi

riprodotto
;

ortografia del manoscritto

"

3
.

una bella asserzione


modificazioni

ma

le

prove

Basti dire che ocrestituita

corrono
alla
fin

centinaia,

perch venga
data da
egli
il

sua

forma
tutti.

originaria la lezione

lui

e seguita
il

oggi da

Quasi costantemente
1'

adopera
/,

V per
la
l'

Vu, e spesso spesso

per V j,
l'

la

z per

il

g per

z
o,

o
1'

la

q,
1'

l'

e o
;

l'

ed per

et

scambia
le

Va

e V u con
;

e
l

con

addoppia o scempia

consonanti

toglie

qua

e
i

l'aspirazione, gli accenti, gli apostrofi;


;

crea o distrugge

troncamenti

confonde

le

semplici con le preposizioni ar;

ticolate o

ne

muta

le

desinenze

unisce o separa,

omette
;

aggiunge,

frantende o colloca

male non poche parole

Vita di G.

Bruno,

Nuova

Antologia, febbraio del

1867, pag. 223;

Vita 1 , pag. 326.

Il

comm. Tomaso Gar

nell'aprile del

1867 era suc-

ceduto
-

al

conte Girolamo Dandolo nella direzione dell'Archivio de' Frari.


intorno

Documenti

a
il

Giordano

Bruno, Avvertenza, pag.

114,

n.

1.

bene qui ricordare

che

Cecchetti non venne mai riputato un diligente

e scrupoloso curatore di
3
"

testi.

Vita, pag. 377, n.

1.

Per

il

Berti,
i

come

lui

dichiara (Vita'2 , pag. 472),


fogli

si

assunsero
il

di

riscontrare

tutti

documenti veneti coi

originali

"

il

Cecchetti e

Bobba.

Documenti vendi

677

italianizza voci latine,

quando non ne ammoderna

la

grafia

cinquecentesca
viature e altre
giora,
1*

scioglie, e

non l'avverte mai, molte abbrealtera,

ne forma
;

e in

qualche punto peg-

interpunzione

non

rispetta maiuscole e

minuscole

introduce nuovi caratteri senza criteri ben determinati.


In

grazia
il

del

vivo

interessamento di Benedetto Croce,

ebbi

modo

di studiare

con agio

qui,

a Napoli,

il

pro-

cesso veneto. Appresterei, quindi, agevolmente una ristampa

diplomatica per mostrare che


se

il

Berti fu editore

poco fedele,
difficile

non

ne

fossi

distolto dal timore di

rendere

noiosa la lettura di documenti che vanno di continuo consultati.

Poi, trattandosi di scritture cancelleresche e non di

autografi bruniani,

mi parsa un'esagerazione conservare


lettere

le

abbreviature,

le

cadute in disuso,
;

la

punteggiatura

testuale dov' capricciosa o errata

e mi sono servito del

corsivo pe'
ci

titoli

delle opere, e dello spazieggiato per tutto

che

giudici sottolinearono per insistervi sopra e averne

risposte esaurienti.

Perch mi sono studiato

di

non mutare
sono

punto quel che pu interessare per qualsiasi


sicuro di fornire una lezione

rispetto,

precisa e corretta,
in

come pu
gli
',

desumersi dalle copiose note


rori manifesti

cui rilevo

non solo

er-

del notaro dell'Inquisizione o del Berti

ma

anche

ogni
i

minima aggiunta e cancellatura. Al possibile


documenti per ordine cronologico
2
,

dispongo

col criterio

Rispettivamente con

le

iniziali

Ms.

e B.
gi al Berti,

Al

possibile

perch a me,

come

sembrato
1'

pili

ovvio

mettere
sia

insieme

le

denunzie del Mocenigo,

nonostante che

ultima di esse

posteriore al primo interrogatorio del Bruno.

678

Notizia

cio ch' stato


zioni

fin
*
;

oggi prescelto, evitando per altro distin-

superflue

li

segno

con

la

paginatura aggiunta

dall'archivista agli originali,


riscontri a

per agevolare,
e,

da una

parte,

chi ne abbia la voglia,

dall'altra, le citazioni.

Tutto l'inserto dell'Archivio de' Frari (B. 69) consta di


tre

fascicoli,

non sempre

cuciti
1

con molto ordine.


1 ,

Il

primo

ha
la
r

sette fogli di

cmm.

per 2

di fabbrica veneziana,

con
r
,

marca
r ,

dell'ancora;
r

comprende, nelle

carte

-3

4 -6
del

r ,

le

accuse autografe, sotto forma di

lettere,

23, 7
2
,

del
e
ll
v

25 e del
,

29 maggio

del

592

nelle carte

l'indirizzo all'Inquisitore, e, nelle


in cui
si

due

ul-

time

anche un bel suggello ovoidale


il

legge chia-

ramente
a due

nome

il

cognome
uniti
a'

del perfido

scolaro, intorno

puttini

che sono

piedi e hanno in

mano
"
;

le

rose appartenenti allo


carta

stemma

della casa
fra

Mocenigo

nella

6V

la

denunzia di pugno di
dal

Giovan Gabriele da
Uffizio
1
;

Saluzzo,
carta 7
v
,

sottoscritta
la

delatore, al Santo
;

nella

ricevuta di essa denunzia

nella carta
:

la
i

dichiarazione

del

capitano
Il

Matteo d'Avanzo

in

breve,

documenti

I-V.

secondo fascicolo conta,

oltre

a quello

documenti che
in

il

BERTI
(Vita
il
1

distingue
,

in

111

lll

e
io

382),
li

XIX

XX

pagg.
il

386-388;

(Vita 2 pagg. 381 1 pagg. 430-431), Vita ,


,

b,s

unisco,

formando

111

XIX,

per non allontanarmi dalle carte

venete.
Il

BERTI (Vita 2

pag. 381, n.

1)

ricorda

soltanto

il

suggello

messo

sul 3

verso della seconda denunzia.

Si sa che lo

stemma

di

questa
di

nobile
colori
I'

casa era sempre spaccato d' azcontrapposti


;

zurro

d' argento
i

con due rose


di

ma

a volte

si

ag-

giunsero a esso

gigli

Francia, a volte

aquila imperiale.

Documenti

veneti,

679

della testimonianza di fra


fogli

Domenico da Nocera,
fabbrica
formati

diciassette

del

formato e della

de'

primi

e contiene e deposi-

dodici documenti,
zioni,

VI-XVII,
1
,

da

costituti

nelle carte
;

40

nella parte anteriore della carta


:

68,

V anno

nella

posteriore

"

23 Maii

592, contra
19...".

Iordanum Brunum Nolanum. Fuit transmissus ad


Il

Urbem

terzo fascicolo che abbraccia

gli

ultimi

nove documenti,
lettere
fin

XV1II-XXVI,

di

esposizioni e deliberazioni, di

e dispacci, di cui ho aggiunto nelle note tutto ci che

oggi stato trascurato, non tanto pe' pochi nuovi particolari

che ne
n

risultano,
la parte

quanto pe' motivi che contribuirono a


n

fare

andar

del

7 gennaio del 1593.

E
la

ho cre-

duto bene di unire con questi e non co' romani un docu-

mento

inedito,

il

XXII b

giacch
"

questo,

per
n

data e

la

materia,

non
1

si

pu separare

dall'esposizione

del 22 di-

cembre del

592.

Molto

R do

P. e

e
S'.

oss

mo

Io

dinunzio a

Zuane Mocenigo fo del V. P. M. R da per

ci?

messer Marco Antonio


della

obligo

mia conscienzia,

e per ordine del mio confessor, aver sentito a dire a Gior-

Bruno nolano, alcune volte ch'ha ragionato meco in che biastemia grande quella de cattolici il dire che il pane si transustanzii in Carne che lui nemico della che Cristo fu un Messa che niuna religione gli piace

dano

casa mia

tristo,

e che se faceva opere triste di sedur populi, poteva

molto

ben predire

di

dover esser impicato

che non

vi

680

Documenti

veneti,

in Dio di persone, e che questo sarebbe imche il mondo eterno, e che sono inDio finiti mondi, e che Dio ne fa infiniti continuamente, perch dice che vuole quanto che pu che Cristo faceva miracoli

distinzione

'

perfezion in

apparenti e eh' era un mago, e cosi


lui

gli

appostoli, e eh' a
;

animo di far tanto, e pi di loro che Cristo mostr di morir mal volentieri, e che la fuggi quanto che puot che non vi punizione di peccati, e che le anime create per opera della natura passano d' un animai in un altro; e che come nascono gli animali brutti di corruzione, cosi nascono anco gli uomini, quando doppo' i diluvii ridaria
l'
;

tornano

nasser.

Ha

mostrato

dissegnar di voler

farsi

autor di nuova setta sotto

nome

di

nuova

filosofia

ha detto,
maest di
4

che
2

la

Vergine non pu aver


tutta

parturito, e

che
3

la la

nostra fede

cattolica piena
r

di

bestemie
|

contra

Dio
frati,

alli che bisognarebbe levar la disputa e le entrate che sono tutti asini, e perch imbratano il mondo
;

che

le nostre
la

opinioni sono dotrine d'asini


nostra fede meriti con

che non abbiamo


e che
il

prova che

Dio

non

far

ad

altri

quello che non voressimo che fosse fatto a noi basta


tutti
gli
altri

per ben vivere; e che se n'aride di


e che
tolici.
si

peccati;

meraviglia

come Dio
tutto
il

supporti tante eresie di catall'

Dice
far

di voler attender

arte divinatoria,
;

e che

si

vuol
tutti

correr

dietro

mondo

che S. Tomaso e

li

dottori
tutti
i

chiarina

non hanno saputo niente a par di lui, e che primi teologhi del mondo, che non sapriano
altre

rispondere.

M'
l'

ha detto d'aver avuto


di

volte in
articuli,

Roma

querelle a

inquisizione
|

cento e trenta

e che se ne fu-

mentre era presentato, perch

fu

imputato d' aver get-

B. (377): distintioni.
"

Voler

",

aggiunto
:

sopra

la

riga.

3
*

B. (378)
n

contro.
",

Le

entrate

sopra

la

riga.

Documenti

veneti,

681

tato in

Tevere
a

chi l'accus, o chi credete lui che l'avesse


d'

accusato

V inquisizione. Io dissegnavo

imparar da

lui

come come a V.
tire,

ho detto a bocca, non sapendo che fosse cosi tristo ed avendo notato tutte queste cose per darne conto P. M. R da quando ho dubitato che se ne possi parcome lui diceva di voler fare, l'ho serrato in una cale
; , ;

mera a requisizione sua


niato,

e perch io lo tengo per indemo-

presta di lui. Potr dir la conformit al S'. Offizio il Ciotto libraio, e in il qual Evermesser Giacomo Bertano pur libraro
prego far assoluzione
'

tano mi ha parlato particularmente di

nemico di Cristo e della nostra fede


tito

mi disse ch'era e che gli aveva senlui,

a dire di gran eresie.

Mando
a

ancora a

V.

P.

M.

R da

tre

libri

del

medesimo

stampa,

dove sono

state notate alcune

cose da

me

alla

di Dio per la dove potr mettervi il suo giudizio. Ha praticato anco questo in una academia del S. Andrea Moresini del ci"? S. Giacomo, dove praticano molti gentiluomini, i quali
sfugita,

ed insieme un' opereta

di sua

mano
;

deduzion di

certi suoi predicati universali

averanno
sue.

per aventura sentitogli

dire

qualche cosa delle

Quelle fatichete che costui ha fatto per me, che non sono di alcun rilievo, le dar volentieri alla censura sua,
desiderando
bidienza
io in

ogni conto di essere vero figliuolo d'ubchiesa.

alla

santa

col

fine

V.

P.

M.

Rda

bascio reverentemente le mani.


Di
casa,
alli

23 mazo 1592

Di

V P M Rda
S tor
obi"?

Al M.
il

do

P. e Sig* mio

oss

p.

inquisitore di

Venezia.

Zuane Mocenigo

Queste,

come

le

parole spaziate alla

e.

sono sottolineate nel Ms..


il

probabilmente
corrotto
veneti,

dall' Inquisitore.

Il

Mocenigo evidentemente ricorda


;

nome
(Docc.
2

del

libraio
e.

di

Anversa
V )

perch
n

questi

a'
".

giudici

dichiara

doc. VII,

di chiamarsi

Brictanus

B. (379, n.

1): Ali

II.

682

Documenti

veneti,

II

II.

Molto

R do

P. e

mio oss

In quel giorno, ch'io tenni senato lordano Biuno,

dandogli

io,

se

quello

dimanche non avea voluto insegnarmi, si


a forza di tante cortesie e di tanti
gli

come m'avea promesso


doni ch'io
ch' io
gli

avevo
e

fatti,

pareva di

farlo

almeno, per-

non

lo

accusassi di tante

aveva detto

contra
;

nostro S'

che mi Gies Cristo e contra la


scellerate parole
1'

santa chiesa catolica


quisizione, perch

mi rispose che non temeva de

in;

non offendeva alcuno a viver a suo modo e poi che non si accordava d' avermi detto cosa alcuna cattiva e che se pur l'avea detta, l'avea detta a me solo, e che per non poteva temere che io gli nocessi per questa via e che anco quando fosse andato in mano della inquisizione, al pi l'avena potuto astringere a rivestir l'abito
;

dismesso.

"

Adunque
n
:

sete

stato
i

religioso ?

n
:

gli

dissi io.

Mi

rispose

Io

ebbi solo

primi ordeni, e per in ogni


le le

caso potr sempre accomodar facilmente


soggionsi
n
:

cose mie

".

Gli

come

potrete

accomodar

cose vostre, se

non credete nella santissima Trinit, se ditte tanto male di N. S^ Gies Cristo ? se avete le anime nostre per fatte di fango, e che tutte l'operazioni del mondo siano guidate dal fatto, come altre volte m'avete detto ? Bisogna prima che vi accommodate d' opinioni, e poi vi sar facile l' accomodarla
in
5
r

del

resto

e se volete, io vi offerisco quanto agiuto

ci posso darvi,

perch conosciate che, se bene


|

vi

siete

dimostrato tanto mancatore

della vostra parola con me,


2
,

ad ogni modo ho usate in tutte le cose vi voglio esser amico ". questo non mi rispose altro, se non che mi pregava a lasciarlo libero e
tanto ingratto alle cortesie che vi

B. (380) aggiunge
"

tra

" "

che

"

Che

"

cancellato

dopo

usate

Documenti

veneti,

II

683

che
voler

se

bene avea preparato


che
lo

partire,

avea
la

tuarlo,

ma
in

per rafrenar

sue robbe e dettomi de non con pensiero di effetmia impazienzia de l'esser insele

fatto

gnato, con la quale io l'afligevo del continuo; e che se lo

mettevo
e che a

libert,

mi averebbe
stati

insegnato quanto sapeva,


i

me
;

solo

sariano

scoperti

secreti di

quante

opere avesse mai fatto; che pur intendeva di farne di belle


e
rarre

e che
eh' io

mi sarebbe
gli

stato schiavo senza

altra rico-

gnizione

avessi

dato

e che se io volevo tutto


l
,

quello ch'egli avea nella mia casa

me
2

lo

lasciava,
;

per-

5 V

che

in ogni

modo avea
ch'io
gli

avuto ogni cosa da desse


3
.

bastava

solo

almeno

me e che gli copia d'un certo


tra

libretto
conto a
resto,

di

Congiurazioni,
Di
P.

ch'io ho trovato
tutto

certe sue carte scritte

questo ho voluto dar


il

V.

M.

Rda
suoi,

perch

accompagnandolo con

giudichi del fatto, secondo la prudenzia del suo giu-

dizio e della sua santa mente.

Vi sono

alcuni danari, rob;

be, carte

libri

come
l'error

ella

m' ha
nella
li

de quali le piacer ordinare e si favorito con molta carit di perdonarmi


dilazione di questa accusa, cosi la supili""

mio
che

plico

piacia di scusarlo appresso quei Signori


della mia

con

il

rispetto

buona intenzione e

col

non aver
|

potuto cavar in una sol volta tutte le cose, oltre ch'io

non 6
l'ho

ho conosciuto

la

pravit di costui se

non doppoi

ll

che
;

perch tenuto in casa, che possono essere circa doi mesi stato parte a camera locanda in doppo' che venne qui 7 questa citt, ma per la maggior parte a Padoa. E poi e per il procieder che desideravo di levargli il buono
fi

" "

Nella mia casa

",

sopra
la
r
,

la

riga.

2 3 4 5
,;

Almeno
Carte
",

n
,

sopra
e.

riga.

Vedi doc.
"

I,

dove

si

tace di

questo opuscolo.

sopra
:

la riga.

B. (380)
"
n

dappoi.
la

Qui

",

sopra
",

riga.
;

"

Et poi

una correzione

prima,

"

et

altrove

".

684

Documenti

veneti,

II,

III

seco, mi potevo anche assicurare che non sarebbe da me senza prima farmene motto intanto che mi ho promesso sempre di poterlo far capitare alla censura di questo Santo Offizio. Come ho ottenuto con grandissimo

tenevo
partito

'

obligo

alla

P.
;

V. M. R^ a
25 mazo 1592

per

la

diligentissima

cura che

ne

ha avuta
Di
casa,

e col fine le bascio riverentemente le mani.


D;

alli

y
S
l
.

p
or 3

M Rja
oblT

Al molto R*>
1'

P. e

r
.

ossi

10

inquisitor di

Venezia.

Zuane Mocenigo.
III.

Die

XXV

maii
4
,

592. Fuit praesentata mihi


et

fratri
si

Io. et

Gabrielli Salutiensi,

inquisitori

veneto

acceptata pr

S'.

Officio,

in

quantum,

ut supra

dieta denunciatio

Interrogato
a

ipso

denuntiante

supra generalibus ad quae


nobilis

recte respondit; et est aetatis

annorum 34,

venetus,

qui omnia
alia

contenta in hac praesente

denunciatione et in

per ipsummet mihi porrecta, die sabbati proxime praeproprio iuramento confirmavit tactis sacris
fuit
litteris
;

terito,

et

sic

dimissus
illius

imposito

ei silentio

sub

eodem
di

iuramento,

obtenta

subscriptione.
Io

Zuane Mocenigo

propria

mano

affermo quanto di sopra.

Assistente

ci

domino
maii
1

Aloysio Fuscari.

Die

Martis

26
S'.

mensis

592. Contra Iordanum Brunum Nolanum

praesentata in

Offitio per

multum R. P. Inquisitorem.

B. (381): quel. B. (381) omette


:

2
3 4
*'

ne.

B. (381), per errore di stampa: sevitor.


"

Inquisitori
"

veneto
prius
"

",

sopra
"

la riga.

Cancellato
II

dopo

omnia
"

n
.

B.
".

si

maraviglia sia scritto

eodora

"

(381); invece,

si

legge

bene

eodem
7

B. (382) omette: d [omino].

Documenti

veneti,

IV

685

IV.

Molto

R du

P. e

S'.

mio oss

Perch la P. V. molto R da m' ha imposto eh' io vadi molto ben pensando a tutto quello che io avessi udito da Giordano Bruno, che facesse contro la nostra fede catolica,
mi son accordato
scritte

d' avergli

sentito dire,
il

oltre

le

cose gi
la

V.

P.

M.

Rda
ma
il
;

che

proceder ch'usa adesso


:

chiesa,

con

le

non quello ch'usavano gli Apostoli perch quelli predicazioni e con gli esempi di buona vita conche ora chi non vuol esser Catolico,
castigo e la

vertivano la gente,

bisogna
forza e

che

provi
l'

pena,

perch

si

usa

la

amore che questo mondo non poteva durar cosi, perch non v'era se non ignoranza, e niuna religione che fosse buona che la Cattolica gli piaceva ben pi de
non
;

l'altre,

ma

che questa ancora avea bisogno di gran regole


I

non stava bene cosi, ma che presto il mondo 8 V averebbe veduto una riforma generale di se stesso, perch e che speera impossibile che durassero tante corruttele
e

che

rava

gran

cose

su

'1

Re

di

N avaria,

e che per voleva

afrettarsi

a metter in luce le sue opere e farsi credito

per

questa

via,
;

capitano

quando fosse stato tempo voleva esser e che non sarebbe stato sempre povero, perch
perch
i

avelia goduto

tesori

degli

altri.

anche in proposito del non saper di questi tempi, che, adesso che fiorisse la maggior ignoranza che abbi avuto mai il mondo, si gloriano alcuni di aver la magdisse
l

Mi

gior

cognizione

che

sia

mai

stata,

perch dicono

di saper
|

quello che non intendono, che che

Dio

sia

uno
io

e trino,

e che queste sono impossibilit,

ignoranze e bestemie gran-

dissime

contra la maest di Dio.

dicendogli

che

ta-

B. (383):

fiorisce.

686

Documenti

Veneti,

IV
eh' egli avea
lui

cesse, e che di grazia

si

espedisse di quello

da

far

per me, perch essendo io Catolico e


:

pegio che

luterano non lo potevo sopportare, mi disse

"

Oh, vederete
e ridendo mi

quello

eh' avanciarete del vostro credere


:

!"

diceva

"

Aspettate
allora

il

giudizio,

quando

tutti

ressussiteranno,
!

che vederete
altro

il

premio del vostro merito

".

Ed

in

proposito mi disse che sicome

riputava per altro safare

viissima
la

questa

Republica,
cos
l

cosi
richi

non poteva
i

che non

dannasse a lasciar

fratti

e che doveriano
le

fare,

come hanno
se
le
;

fatto

in
i

Francia,

che

entrate

dei

monasterii
9 V pocco
I

godano
e che

nobili,

li

fratti

mangiano un

di

prodo
al

cosi sta bene,

perch quelli che


il

entrono

frati

di'

d'oggi, sono tutti asini, a' quali

lasciar

goder

tanto

bene grandissimo
gli

peccato. Oltre di questo


le

mi

disse,

che

piacevano assai

donne, e che non avea

arivato
la

ancora

al

numero
bene

di

quelle

de Salomone
che

e che

chiesa faceva un gran peccato nel far peccato quello con


si

che

serve

cosi

alla

natura, e

lui

lo

avea per

grandissimo merito.
ariccordato
avergli

questo quanto che di novo mi son


dire.
Il

sentito

che

tutto

affermo alla
;

P.
fine

V. M. R^ a con mio giuramento


le

esser verissimo

e col

bascio

umilmente

le

mani.

Le mando

ancora

un

libro di detto Giordano, dove ho notato un

passo cattivo,

come
gli

ella

potr

vedere,

lo

potr far considerar

come

altri.

Di

casa,

alli

29 mazo 1592

11 v

Al molto

R*
il

P. e

S T mio oss
.

a Di V. P. M. R? 'imo o tor ,T,,1

ma

"

" .

P. inquisir di Venezia
a S.

ZuaneMocen.go.

Domenico.

B. (383):

fatte.

Documenti

veneti,

V,

VI

687

V.
Die Martis 26 mensis maii 1592.
Assistente
1

13

ci

D. Aloysio Fuscari.
'

Comparuit
excellentissimi

in
-

Sancto
Consilii

Offitio

dominus Matthaeus de Avantio, capitaneus


retulit

3
,

et

prout infra videlicet

Sabbato su

le

3 ore di notte ho retenuto Giordan Bruno


in
1

da Nola, qual ho ritrovato


muel, nella qual abita
carcerato
cuito
'

una casa
S.

in contr

de S. Sae l'ho

il
4

ci. ?

Zuane Mocenigo,
;

nelle

carcere

del Sant'offizio

ci ho esse-

di ordine di questo santo Tribunale.

VI.
Die Martis 26 mensis maii
Assistente
1
1

i,

592.

ili

domino Aloysio Fuscari

Coram
rentio
briele

ill ?

,s

et

dominis Ludovico Taberna nuntio apostolico, Lau-

Priolo patriarcha

Vinetiarum
citatus

et

multum

r.

patre magistro Io.

Ga-

de

Salutiis inquisitore
librarius

comparuit dominus Ioannes Bap'. a Ciottus


Venetiis
habitans
',

senensis,

ad

insigne

Minervae,

in

confnio

S.

luliani,

delato sibi iuramento de veritate dicenda.

Interrogatus se conosce un certo

lordano Bruni Nolano,

che

cognizione

ha

di

lui,

e che

omo

e de che pro-

fessione,

Respondit

Io

conosco questo Giordano

Bruni da Nola

B. (384): Offiitio. B. (384)


:

2 3 4
'

Ex?

B. (384) omette

X.

B. (384)
B. (384)

carceri.

esseuito.

B. (384)

Venetiarum.

B. (384): habitator.
B. (384): de.

688

Documenti

veneti,

VI

o napolitano \ ed un omo piccolo, scanno, con un pocco 2 di barba nera, de et de circa 40 anni e la prima volta
;

eh' io

viddi costui fu a Francforte in Germania, dove ero


alla
fiera

andato

del

mese

di settembre, che questo set;

tembre prossimo saran doi anni


il

che allogiando

io

secondo

solito,

quando vado

a quella citt, nel convento


allogiato

de
io

frati

carmelitani, vi trovai

questo
volte,

lordano ancora, col

qual
ivi,

parlai e raggionai

diverse

mentre che

stetti
filo;

circa

quindeci giorni, facendo egli professione de


d' aver

sofo

mostrando
l'ho

httere

e letto molte
citt,

cose

doppo

anco conosciuto

in questa

essendo venuto
libri.

diverse volte alla mia bottega a veder e comprar

Questo Iordani venuto in questa citt, per quello eh' io so, perch un giorno il S' Zuane Mocenigo, gentilomo veneziano, comprando un

Subdens ad interrogationem

libro

dato
et

fuori

dal detto
,

lordano,

intitolato

De

minimo,

mensura me domand se io conoscevo costui, 6 e se sapevo dove egli era allora. Io gli dissi che si, e che io l'avevo visto in Francforte ', e che credevo che

magno

Mocenigo soggionse n Io vorrei eh' egli venisse a Venezia per insegnarmi li secreti della memoria e li altri che egli professa, come si vede in s n ed io a questo risposi " Creder questo suo libro n E cosi doppo alcuni giorni che se sar ricercato, venir esso S Mocenigo mi port una littera direttiva al detto lordano, con farmi istanzia che io gli la mandasse, come
fosse tuttavia
li.

Ed

il

detto

S'.

feci,

dicendomi che

gli

scriveva per veder se voleva venir

B. (385)

napoletano.

B. (385): poco. B. (385): B. (385)


:

3 *
'

lettere.

interrogatorium.
;

Heroici furori, cancellato

corretto,

De

minimo, magno

el

mensura.

'

Ms.

et;

B. (385):

e.

7 s

B. (385): Francoforte.

B. (385): Credevo.

Documenti

veneti,

VI

689

a Venezia.

doppo comparve
e
stette
io

egli

qui, saranno circa sette

mesi

otto,

qui
;

locanda,
stette

come
tre

credo

non so quanti giorni a camera e doppo and a Padoa, dove


per e
'
|

forsi

mesi,
;

andando

venendo spesso

da Padoa a qui ed ultimamente venne a star in casa del detto S' Gioanne " Mocenigo, dove credo che vi stia ancora. J us ed abbi fatto a Padoa, se sa che cosa egli facesse In'.
mentre che
R*}
1

stato

li,

e che cosa anco faceva in casa del

detto S' Gioanni,


': Io non so che egli facesse altro se non che diceva medesimo, che scriveva per servizio del detto S Gioanni, per insegnarli la memoria ed altre scienzie ed il medesimo credo che abbi fatto e facci ora in casa sua. us In'. se sa che detto lordano abbi dato fuori altro libro che '1 suddetto per lui nominato, e che libri e de che materia ed in che loco sono stampati, 4 R^' Oltra il suddetto ho visto un altro libro intitolato Li eroici furori sotto il nome del detto lordano, stampato, come io credo, in Inghilterra, si bene dice Parisi b ed un 7 altro intitolato Dell' infinito universo e mondi stampato in Inghilterra, come io credo, se ben dice in Venezia. Subdens ex se Costui, per quanto ho inteso, ha letto filosofia publicamente in Parisi ed in diversi luochi di Alemagna e questo l'ho inteso dir da pi persone, scolari

lui

'

Ms.
"

et;
,

B. (385):
cancellato
;

e.

2 3 4 5

Gioan

corretto,

"

Gioanne

n
.

B. (385): fac'esse. B. (386)


:

sudetto

mentre nella riga prima

suddetto.
:

Nel

Ms.
si

cancellato, evidentemente per

uno sbaglio

come

io

credo

in

Inghilterra,
6
7

bene

dice...

B. (386) arbitrariamente B. (386): mundi

Parisi.

B. (386 t )

riferisce

erroneamente a questo punto


si

la

cancellatura

come

io

credo in Inghilterra,
Spampanato.

bene

dice...

44.

690

Documenti

veneti,

VI

de Francoforte l domandato del detto lordano \


in

quelle parte

-,

dove
sia

io

sono stato ed ho

In'"

se

sa

che

detto

lordano

catolico e vive

da

cristiano,
R*!":

Quando ho
cosa,

parlato e trattato

con

il

detto lordano

qui ed a Francoforte,
a
dir

come ho
;

detto, egli

non mai uscito

per

la

quale abbi potuto dubitar che non sia

dir bene che ultimamente, dovendo andare la Pasqua prossima passata alla fiera di detto Francoforte, mi trov un giorno il detto S^ Gioanni Mocatolico e
cristiano
'

buon

cenigo, e
n
,

me domand
si,

se io volevo andare alla detta fiera.


"

Rispondendo che
spese

mi disse:
molte

Ho

costui
"
il

qui a mie
5

intendendo del detto Giordano,


cose,

qual

me

ha

ed ha avuto robbe e danari in quantit da me a questo conto io non lo posso tirar a conclusione dubito eh' egli non sia omo da bene. Per andando voi a Francoforte, aver a caro, e mi farete
; ;

promesso de insegnarmi

piacere,

di

far

qualche
lui,
|

diligenzia per saper se persona

da potersi fidar di promesso ". Onde


diversi scolari,
citt

e se attender a quel che lui m'ha


fui

quando
li,

Francoforte, parlai

con

che erano

andati alla sua lezione in quella

mentre stato

e che avevano avuto sua prattica e


1

conversazione; da quali mi fu detto in summa, che

detto
altri

lordano
secreti
fatto

faceva ben professione de memoria e d' aver


simili,

ma
far

che non
;

si

era mai visto eh' egli avesse

opera

con alcuno
seco

anci,

che

tutti

coloro che

l
'

ave-

vano

avuto a

per

simili

cose, erano restati mal

Cancellato

nel

Ms.

et

del suo

non

gi,

come

dice B. (386,)

in

isa.

B. (386): Giordano. B. (386)


:

3
4
5

ser,

Gioanni.
costui,

Nel Ms., dopo


B. (386)
:

cancellato

in

casa.

quale.

B. (387)

ehe.

Documenti

veneti,

VI,

VII

691

" Non so come egli stia dicendomi di pi in Venezia, perch qui tenuto per omo che non abbi 2 E questo quanto so ed ho inteso alcuna religione "

satisfatti,

'

di

lui

il

che avendo

refferto

al

detto S' Gioanni,


:

quando

fui ritornato

dalla fiera, mi rispose

"

Anch'

io

vo dubitando
3

di

questo

ma
mi
gli

voglio

veder

che
per
lo

cosa posso cavar delle

cose

eh' egli

ha

promesso,

non perder

in tutto

quello che
sura

ho dato, e poi
".

voglio

remetter alla censo e che

del

Sant'Offizio

E
;

questo quanto io

posso dir del detto lordano


Super
fuit

e se io sapesse pi, Jo direi.


annorum 29. Relectum
confirmavit, et

generalibus

recte,

aetatis 4

sibi

delatum iuramentum de

silentio.

VII.
Die
dieta.

3
Brictanus de

Coram
tuerpia

supradictis

citatus

comparuit dominus Iacobus


in

Ansibi

librarius,

Venetiis

habitans,

confinio

S'?

Marinae, delato

iuramento de veritate dicenda.

Ad opportunam interrogationem dixit Io conosco il detto Giordano Bruni Nolano e l' ho conosciuto prima a Franc coforte gi tre anni sono, e doppo a Surigo in terra de 1' Sguizzeri, ed ultimamente qui a Venezia e occasion stata che trovandome a Francoforte alla fiera tre anni sono, non so se fosse alla fiera de pasqua o de settembre, ed
: ; ;

intendendo che
vento de
frati

'1

detto

lordano era

Carmelitani,

opere stampate e curiose,

l allogiato nel Conavendo visto prima alcune sue mi venne desiderio di vederlo e

B. (387)

dicendome.
I,

2
a 4
r

Vedi doc.

e.

B. (387): perdere.

B. (387) B. (387)
B. (387)

aetatis

et.

sopradictis.
dei.

692

Documenti

veneti,

VII

parlarli.

cusi incontrandolo

un giorno per strada, che mi


seco e parlai con
lui

fu

mostrato,

me accompagnai
come

un gran

pezzo, domandandoli

stava in quella citt e che cosa

faceva, e laudando le sue opere,

come erano anco laudate


trovai

da
e
4
r

molti.
li

parlai,
|

doppo in Sorigo come quello che


stato qui a

lo
l'

per passagio a caso


;

avevo conosciuto prima


l'ho

doppo

che

Venezia,

visto
'

diverse volte

ed incontrato e salutato e raggionato de

diverse cose.

Subdens
quanto
se

ad
disse

interrogationem
il

Il

detto

Giordano,

per

me

Prior de quel convento in Francoforte,


il

occupava
In

per

pi in scriver ed andar

chimenzando

e strolegando cose nove.


relatione in ,UB dixit
:

Leggeva
eretici,

a dottori eretici, perch


2
;

tutti

de quella
in

citt

sono
3
,

parlando universalmente
lui

ed

Surigo

liggeva

per quanto

mi

disse,

a certi

dottori
d' altra

non so che
scienzia,
lui

lezioni se fossero lezioni

perch

non

fatto,

n da altri. E non che lui medesimo m'ha detto alcune volte che lui faceva un libro, il quale finito che era, se sarebbe Padoa, per quel tempo visto in esso tutte le scienzie.
detto da
se

de filosofa o domandai, n me fu qui non so che cosa egli s'abbi


gli

lo

che che

vi

stato, leggeva a certi scolari tedeschi non so

manco

lezioni.

Giordano sia buon cristiano o no, Giordano non ha detto, n mi me son accorto de cosa alcuna che non sia da cristiano disse bene quel padre Prior del Carmine de Francoforte, domandandoli che omo era il detto Giordano, che egli aveva bel ingegno e delle littere, ed era omo universale,
In ,us se sa
dit
:

che

'1

detto

Con meco

il

detto

ma

che non aveva religione alcuna, per quanto lui credeva, egli dice, che sa pi che non sapevano li soggiungendo
:

B. (388):

di.
:

2 8

Leggeva... parlando universalmente


B. (388): leggeva.

aggiunto in margine.

Documenti

veneti,

VII

693

Apostoli, e che

gli

bastava l'animo de
stato d'

far,

se avesse voluto,

che
cose

tutto

il

mondo sarebbe
altro
al

una religione. Fuori

di questo

non so

del detto Giordano, per conto delle

che toccano

Sant'Omzio, n manco nel resto pi


Io
l

de quel che ho detto. Dicens ad interrogationem Prior de Carmini, ma ora


prior
tuttavia
;

non so
li

il

nome de

quel

pur

a Francoforte, ed

e credo

che

sia

perpetuo, perch sono se-

deci anni eh' io ho pratticato in quella citt ed in quel convento, vento.


in

ed ho sempre

visto questo
il

per quanto

Padre prior di esso conmedesimo Giordano ha detto a me

stato
in
2 3
.

Francoforte e qui

ancora,

diverse citt di
a Paris, Tolosa,

Gennania e
In'?
s

di Francia,
altri

ed

in

particular

Vitimberg ed
se sa

lochi,

come ho
citt

detto
'1

esso

testimonio che

detto Giordano abbi


possi es4

intrinseca amicizia in questa

de alcuno che
e chi
in

ser informato della sua vita e costumi,

summa

saprebbe dar conto

de

lui

delle cose pertinenti al San-

t'Omzio
R4"'

se
fa,

ha

visto

e letto tutte le sue opere e che

giudizio ne
:

e che opere sono e


vi

non detto Giordano


Io

saprei

dir

chi sia
sia

qui,

n de chi

dove sono stampate, amico intrinseco de stato fuori de qui, fuori


lui.

del detto P. Prior, che sapesse dar conto di


diversi
6

Ho

visto

libri

suoi,

uno

intitolato

Cantus

circaeus,

stam-

pato in Parisi, un altro


altro

De memoria stampato in Parisi, un lampade combinatoria stampato in Praga, ed altri che ora non mi riccordo, li quali per non ho letto ma quando alcuno ha raggionato delle opere di costui, ho senDe
;

B. (388): B. (389)
:

e.

*
3
1

particulare.

Cancellato: sup[erj
B. (389): che. B. (389)
:

general [ibus].

5 6

di.
:

Cancellato

tre

corretto

diveri.

694

Documenti

veneti,

VII,

Vili

tito

a dir a
di

tutti,

che sono opere curiose e


1

di bell'ingegno;

un policino de tutte le opere del detto lordano, datomi da lui medesimo, il qual cercare, e trovandolo lo portare subito al Sant' Omzio.
e

credo

aver

Super generalibus
tibi

recte,

aetatis
2

annorum 37. Relectum

confirmavit, et fuit

delatum iuramentum de

silentio.

Vili.

Die

et

assistente supradicto.

Coram
de

supradictis conductus

quidam

vir

comunis staturae cum barba cacirciter,

stanea, aetatis et aspectu


veritate
4

annorum quadraginta
tactis

cui delato iuramento

dicenda,

qui

scripturis 3

iuravit.

Et

dum

moneretur ad
:

dicendam
Io

veritatem antequam ulterius interrogaretur, dixit ex se

dir

la

verit,

pi
6

volte

m'

stato minacciato

de

farmi

venire a questo Santo

Omzio, e sempre

l'ho tenuto

per burla, perch io son

pronto a dar conto di me.


:

Trovandomi a Francoforte Subdens ad interrogationem l'anno passato, ebbi due littere dal S' Gioanni Mocenigo,
gentiluomo
veneziano,

con

le

quali

me

invit a venir a
io
li

Venezia,

desiderando, secondo che mi scriveva, che

insegnasse l'arte della memoria ed inventiva, promettendomi

de
cusi

trattarmi

bene, e che io mi saria contentato de


saranno
7

lui

venni,

o 8 mesi.

Al

quale ho insegnato
scienzie,

diversi

termini

pertinenti
sua,

prima
6
1

fuori di casa

a queste due ed ultimamente

stando

nella sua propria

casa

e parendomi d'aver fatto e d'averli insegnato

quanto
|

B. (389): quale.
B. (389): del. B. (389) B. (389) B. (389)
B. (389)
:

2
3 * 5

scipturis.

dicendum.

mi

tono.

Documenti

veneti,

Vili

695

bastava, e dovevo,
ricercato,

rispetto

alle

cose

che

lui

mi

aveva

deliberando

per

ci

de

ritornar a

Francoforte

per stampar certe mie opere, pigliai gioved passato licenzia

da

lui

per partirme.

Il

quale, intendendo questo, e dubi-

tando eh' io volesse partir fuori di casa pi presto per insegnar

ad
.

altre
lui

persone
altre,

l'

istesse scienzie

che avevo inse-

gnato
io

ed

che andar a Francoforte secondo che


;
J

diceva, mi fu a torno con molta instanzia per fermarmi


io

ed

instando tuttavia di

voler partir, cominci prima a


li

dolersi

che non
a

li

avevo insegnato quanto

avevo promesso,

non fosse voluto 5 restar di bona volont, che averebbe trovato il modo che sarei restato. E la notte del giorno seguente, che fu il venerd, vedendo detto S Gioanni che io persistevo nella ressoluzione de partirmi, e che io avevo dato gi ordine alle cose mie e fatto prattica de mandar le robbe a Francoforte, venne che io era in letto sotto pretesto di volerme
e poi
dirmi, che se
r
.

minacciarmi

con

parlar; e
servitore,

doppo che

fo

entrato

lui,

sopraggionsero
sei
altri,

il

suo 6 V
il

chiamato Bortolo, con cinque o

salvo

vero, che erano,


dolieri
letto

secondo

io

credo ed
vicini.

al

mio
e

giudizio, gon-

de

quelli

che stanno

mi fecero levar di
;

me

condussero sopra un solaio


1

me

serrorno nel
fer'

detto

solaio,

dicendo esso S Gioanni, che se volevo


!

marmi ed
e
li

insegnarli

li

termini della

memoria delle parole


altrimenti

termini della geometria che

me

aveva ricercato prima,


;

che

me

averebbe

fatto

metter in libert

me

sa-

rebbe successa cosa despiacevole.

Ed

io

rispondendoli sem-

B. (390) B. (390) B. (390)


B. (390)

me.
perci.

2 3
1

insegnate.

de.

B. (390): de.

6
7

B. (390)

de.
et et

Nel Ms.

"

di cui

il

primo cancellato.

696

Documenti

veneti,

Vili

pre che

me

pareva de

averli insegnato a bastanza e

pi

de quello
a

eh' io dovevo, e che

non meritavo
3
li

di esser trattato

quella

maniera, mi

lasci

sino

il

giorno

seguente,
4
,

che venne uno


che
la

capitanio accompagnato con certi omini


;

non

conobbi

e mi

fece

condur da loro

li

da basso

nella casa, in
notte,

che venne un

un magazen terreno. Dove mi lasciorno fino 5 altro capitanio con li suoi ministri,
alle preggioni di

me

condussero
sia stato

questo Sant'Officio
S'.

dove
il

credo

condutto per opera del detto


cosa di me.

Gioanni,

qual sdegnato per quel che ho gi detto, credo che aver

denonziato qualche
In ,uis
6

come ha nome

esso constituto e qual

il

suo co-

gnome, de chi stato o figliuolo, de che patria e nazione, 7 che professione stato esso e suo padre, e di R4 Io ho nome Giordano della famiglia di Bruni, della citt de Nola vicina a Napoli dodeci miglia, nato ed allevato in quella citt, e la professione mia stata ed di s mio padre aveva nome Gioane littere e d'ogni scienzia e la professione de ni, e mia madre Fraulissa Savolina padre era di soldato, il qual 10 morto insieme anco mio
11
: ; ;

con mia madre.

Subdens ad interrogationem
rantaquattro
incirca,

Io son

de et de anni quadalli

e nacqui,

per

quanto ho inteso

i
2 3

B. (390):

di.

B. (390): me.

AppreMO

ti

legge,

ma

cancellato

in

la

sera che venne poi un ca-

pitanio.
4 5

B. (391): homeni.

Sino

il

giorno

seguente. ..

fino

la

notte

che venne un altro capitanio

tutta un' aggiunta marginale.


6 7

B. (391): Interrogato.

B. (391): de. B. (391) omette:


B. (391): di.
et.

8
9

10 B.

(391): quale.

Documenti

veneti,

Vili

697

mei, dell'anno 48.

sono stato in Napoli a imparar


1
;

littere

de

umanit, logica e dialettica sino a


le

lezioni

publiche d' uno che


sentir

si

4 anni e solevo sentir chiamava il Sarnese, ed

andavo a
stiniano,
la

privatamente
fra

la

logica

da un padre augu7

doppo lesse de 4 anni, o 5 incirca, pigliai 1' abito de San Dominico nel monasteno o convento de S. Dominico in Napoli e fui vestito da un padre, che era allora prior de quel convento, nominato maestro Ambrosio Pasqua e finito 1* anno della probazione, fui admesso da
chiamato
Teofilo da Vairano, che
metafisica in

Roma.

lui

medesmo

alla

professione.

La
;

quale feci solennemente

medesimo convento, e non credo che altri allora facesse professione, se non un converso e doppo fui promosso alli
nel
ordini sacri

ed

al

sacerdozio
in

alli

tempi debiti; e cantai


citt

la

mia prima messa

Campagna,

del

lontana da Napoli, stando allora in desimo ordine sotto titolo de San Bartolomeo.
in questo abito della Religione

medesimo Regno un convento del me-

continuai

de

S. Dominico, celebrando
1'

messa

li

divini

offizii,

e sotto

obedienza de superiori
i

dell' istessa

Religione e delli priori de monasteri e conventi,

dove son stato, sino l'anno del 76, che fu l'anno sequente doppo 1' anno del Giubileo 2 trovandomi in 3 Roma nel convento della Minerva, sotto l'obedienza de maestro Sisto de Luca, procurator dell' Ordine. Dove era andato a pre,
|

perch a Napoli ero stato processato due volte prima per aver dato via certe figure ed imagine de Santi
sentarmi,
:

e retenuto un Crucifisso solo, essendo per questo imputato

de sprezzar le imagini de Santi ed anco per aver detto a un novizio che leggeva la Istoria delle sette allegrezze in
;

versi,

che

cosa

voleva far de quel libro, che lo gettasse


pi presto

via

leggesse

qualche

altro libro,

come

la

B. (392)

icguente.

2
3

Nel Mi.
Prima,

Giubileo che trovandomi.


cancellato
:

ma

a.

698

Documenti

veneti,

Vili,

IX
rinovato,
eh* io nel

Vita

de

santi
io

Padri.

Il

qual

processo fu
altri

tempo
so
;

che
il

andai a

Roma, con
l
,

articuli

non

per

che

uscii dalla

Religione e deposto l'abito andai

a Noli, territorio genoese

dove mi

tratteni
putti.

quattro o cin-

que mesi a insegnar


Quibus
habitis, cura
.

la

grammatica a
fuit

hora esse: tarda,

remissus ad locum suum, animo...

cum

monitione...

IX.
Die sabbati 30 mensis mali
Assistente
sitore
11

592.
patre
1

ci

02 ?

domino Aloysio
3

Fuscari,

coram multum

r.

Inqui-

ac

r.
4
,

et

excellente

domino Livio Passero, auditore

ili

D. Nuntii

apostolici

constitutus

supradictus lordanus Brunus,

eductus de carceribus,

delato sibi luramento de ventate dicenda,

Eidem
parti

dicto,

che
in

dica e narri

dove

and quando

se

da Noli, ed

che parte e paese,


in

citt

e luochi stato

d' allora in qua,

ed

che cosa

s'

occupato e che

xosa

ha

fatto,

R^"
la

''

Io

stetti

in

Noli,

come ho
;

detto di sopra, circa

quattro mesi, insegnando la grammatica a figliuoli e leggendo

Sfera a certi

gentilomini

e doppoi
stetti

me

partii

de

l
;

ed
e

andai prima a Savona, dove

circa quindeci

giorni

da Savona a Turino, dove non trovando trattenimento a mia satisfazione venni a Venezia per il Po. Dove stetti un mese e mezzo in Frezzaria a camera locante, in casa de uno
dell'Arsenale, che non so
il

nome

e mentre

stetti

qui feci
;

stampar un certo

libreto,

intitolato

De'

segni de' tempi

B. (392) B. (392)

Genovese.
Clar.
.

* J 4

Nel Ms.

ex?

B. (392)
B. (392)
.

excel?

Nel Ms.
B. (392)

ap
:

ci
;

Api

5 6

Resp.

B. (393): quindici.

Documenti

veneti,

IX

699

feci

stampar
per
al

quest'opera per metter insieme un pocco de


sustentar
;

danari

potermi

la

qual opera

feci

veder

padre maestro Remigio de Fiorenza. E partendomi de qui, io andai a Padoa, dove trovando alcuni padri 2 S. Dominico mei conoscenti, li quali me dell'ordine de
prima
r^

persuadettero a ripigliar

1'

abito,

quando bene non avesse


e con questo pensiero

voluto tornar alla Religione, parendoli che era pi conveniente andar con l'abito che senza
;

di panno bianco buon mercato, e sopra essa vi posi il scapulare, che io avevo conservato quando partii da Roma e con quest'abito me inviai alla volta de Lione e quando fui a Chiamben, andando a logiar al convento dell' Ordine e vedendomi

andai a Bergamo.
di

mi

feci far

una vesta

trattato

molto

sobriamente e discorrendo sopra questo con

un Padre

italiano

che era
parti

li,

me

disse:

"

Avertite che non


alcuna,

trovarete in queste

amorevolezza de sorte

come
alla
all'

pi andarete inanzi ne trovarete


volta

manco

".

Onde
3

voltai

de
;

osteria

e pocco
in

Genevre ed arrivato l, andai ad doppo il Marchese de Vico


;

allogiar

napo-

litano,

che stava
citt.

quella
li

citt

me domand

chi ero e
la religione

che
di

se era andato
|

per fermarmi