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la Repubblica

DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

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R CULT

ILMUSEO DEL MONDO


MELANIA MAZZUCCO
FOTO DI BASSO CANNARSA

LARTISTA

Arnold Bcklin (1827-1901) stato un pittore svizzero, nato a Basilea. Nel 1850 si trasfer a Roma, dove inizi a dipingere paesaggi e soggetti mitologici. Il suo un simbolismo di stampo romantico, lontano da quello degli artisti decadenti a lui contemporanei

Lipnotica Isola dei morti di Bcklin che Hitler volle comprare a tutti i costi

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LOPERA

Arnold Bcklin: Lisola dei morti (1880) olio su tela, Basilea, Kunstmuseum

ove vanno i morti? In Paradiso? In cielo, tra le stelle? Sottoterra? Scendono nel triste Ade con una moneta sotto la lingua per pagare il traghetto di Caronte? Li aspetta la prateria degli asfodeli, oppure, come malvagi, il Tartaro dove, come scriveva Omero, stridono di terrore come uccelli fuggenti? O, come giusti, i campi elisi? O ancora, lisola boscosa dei beati riservata a coloro che vissero virtuosamente? Oppure il grande nulla, dove alla fine di ogni dolore lindividuo si dissolve nel tutto? Qualunque cosa crediate, questo quadro offre una risposta seducente e chiunque lo abbia guardato ha pensato che non sarebbe male se andasse a finire cos. uno di quei rari quadri che mettono tutti daccordo forse perch tutti temiamo la fine. dunque consolante, cosa che in genere nuoce allarte, e spesso la abolisce. Non questo il caso. Fin dalla primavera del 1880, quando Bcklin lo realizz, in un mese per una donna che aveva appena perso il marito e che gli aveva richiesto un quadro per sognare Lisola dei morti esercit una fascinazione ipnotica. Non era nemmeno finito e gi gliene avevano chiesta una replica, e poi unaltra, e unaltra ancora al punto che oggi se ne contano quattro varianti (una quinta andata distrutta durante la seconda guerra mondiale). Tutte apprezzabili, ma la prima

di una suggestione inimitabile. Lammirazione divenne unanime, quasi assordante. Bcklin, che dipingeva da pi di trentanni, con alterna fortuna, misteriosi paesaggi popolati da draghi, tritoni e ninfe, dovette restarne sorpreso. Come sempre accade, le ragioni del successo non avevano nulla a che vedere con lopera. I nazionalisti tedeschi vi videro il simbolo dellarte germanica. Ci gener un fanatismo isterico, e procur al pittore estimatori imbarazzanti, fra cui Adolf Hitler (ma Bcklin non lo seppe mai, perch dal 1901 riposava nel cimitero protestante di Fiesole dove, dopo una vita nomade fra la Svizzera, lItalia e la Germania, aveva scelto di fermarsi per sempre). Il quadro al Fhrer piaceva talmente tanto che era riuscito ad acquistarlo. C una celebre foto scattata nella Cancelleria del Reich il 12 novembre del 1940. Si vedono Hitler e Molotov. La guerra gi devasta, milioni di europei sono morti o stanno per morire. E cosa si vede, alle loro spalle? Lisola dei morti. Ma un quadro non pu scegliere i suoi amici. il crepuscolo: la notte cede al giorno o il giorno alla notte, perch nelloscurit gi si distingue la linea dellorizzonte. Una barca a remi scivola sullacqua nera, calma, immobile. Il remo immerso, ma non solleva onde n spruzzi al punto da rendere visibile il silenzio. La barca tra-

sporta una bara, coperta da un drappo bianco. Ritta a prua c una figura inquietante, fasciata di veli bianchi, come una statua, o una mummia. Ma potrebbe anche essere lanima del morto. La barca sta per approdare a unisola: piccola, domina per il quadro. Falesie scoscese si ergono sul mare come montagne. In mezzo, cresce un bosco di cipressi. Un cimitero infatti lisola: nelle rocce, sono state scava-

KLEE

ACHEROPITA

Ad Parnassum (6 gennaio)

Il Santissimo Salvatore (27 gennaio)

BEATO ANGELICO

POLLOCK

Annunciazione (13 gennaio)

Full Fathom Five (3 febbraio)

KOKOSCHKA

RAFFAELLO

La sposa del vento (20 gennaio)

Ritratto di Leone X (10 febbraio)

te delle tombe ora vuote. Un muro riverbera una luce chiara. Il buio sta per inghiottire il fantasma in bianco, richiudendosi su di lui. Tutto accade fuori dal tempo, in nessuna epoca, e dunque sempre. Lisola, le figure minuscole, loscurit, il mare fermo, la quiete impenetrabile: tutto comunica il senso della solitudine. La pittura di Bcklin non ha sorelle. Non somiglia a quanto vanno sperimentando i suoi contemporanei, pur essendo Lisola dei morti dipinta negli stessi anni in cui Monet disfa il colore in materia, Degas scopre le ballerine, van Gogh percorre il Borinage per stare vicino ai minatori e Moreau spinge il simbolismo oltre il delirio. un quadro fantastico dipinto con precisione accademica, una visione costruita con forme naturalistiche. Latmosfera misteriosa piacque a De Chirico, Ernst e Dal. dunque un quadro che condensa e non separa: sogno, realt, ricordo, nostalgia. Limmagine, apparentemente tradizionale, combina in modo nuovo paesaggi, stili e culture diverse. Il mito classico, il romanticismo nordico e la natura mediterranea. La barca di Caronte e le tombe etrusche, i cipressi di Fiesole e le rupi svizzere. insomma la sintesi perfetta della ricerca di Bcklin, svizzero di nascita, tedesco di cultura, italiano per amore, che scese a Ro-

ma per il Grand Tour nel 1850 e da allora non pot pi rinunciare alla libert e alla luce delle contrade selvagge del mondo non civilizzato del sud. Infine, anche un funerale. Quello, solenne e austero, che Bcklin sognava per s. Non stava affatto morendo, anzi: nel 1880 sapeva fronteggiare dolori e malinconia, era un bellissimo uomo dagli occhi blu, traboccante di idee e di amore per la sua giovane moglie romana e i suoi figli (ne aveva messi al mondo 14, molti per morti bambini). Come tutti i pittori del XIX secolo, aveva vissuto fra lemarginazione della miseria e la coscienza orgogliosa della propria diversit dartista. Trovato un pubblico, il benessere, la fama, ormai sapeva di essere anche lui un eletto uno dei favoriti degli di che i greci destinavano allisola dei beati. Per sapeva anche che i miti sono favole, il mondo antico morto, e lisola dei beati non si trova. Un pittore pu renderla reale solo dipingendola imprigionando linfinito su un riquadro di tela. A volte le spiegazioni degli artisti sulle loro opere sono pletoriche, o fuorvianti. Non quella di Bcklin: un quadro deve raccontare qualcosa, diceva, far pensare come una poesia e lasciare unimpressione come un brano di musica. Non saprei aggiungere altro.
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