Vous êtes sur la page 1sur 11

LABORATORIO DI METODOLOGIA E TECNICA AL GIOCO E ALLANIMAZIONE

FACOLTA: Scienze Umane e Sociali CORSO DI LAUREA: Scienze della Formazione Primaria ALUNNA: Cristinziano Roberta ANNO ACCADEMICO: 2012/2013
1

INDICE

Il gioco. . .

pag. 3

Il gioco nella scuola dellInfanzia. . .

pag. 4

Il gioco nella storia della Pedagogia. . .

pag. 5

Unit Didattica. . .

pag. 7

Giochi didattici proposti. . .

pag. 8

Fonti utilizzate. . .

pag. 11

. . . IL GIOCO . . .

Molto spesso le persone adulte vedono il gioco del bambino come unattivit di puro divertimento o un semplice passatempo spontaneo, attribuendogli nella maggior parte dei casi unimportanza sicuramente minore rispetto al valore che assume realmente. E riduttivo infatti ritenere il gioco solamente come uno svago senza unimmediata utilit perch invece costituisce una risorsa privilegiata di apprendimento e di relazioni, infatti:

DAL PUNTO DI VISTA RELAZIONALE : il gioco un momento di scambio di significati, di forme comunicative e metacomunicative, perch il bambino ha la possibilit di instaurare i primi rapporti con i suoi coetanei, di conoscere gli altri rivelandosi a loro e a se stesso in una molteplicit di aspetti, di desideri e di funzioni. I giochi di gruppo ad esempio richiedono il rispetto di alcune regole, che abituano i bambini ad assumere un comportamento adeguato e via via pi responsabile. Ma in questo senso, il gioco non solo un modo per conoscere il mondo che lo circonda, bens anche una modalit per il bambino di fare esperienza emotiva e di azione diretta sulla realt in base alle sue esigenze interiori e alle sue potenzialit.

DAL PUNTO DI VISTA PERSONALE : dietro ogni esperienza ludica si nasconde unespressione creativa e funzionale legata allo sviluppo dellintera personalit del bambino, in quanto coinvolge latto motorio, il pensiero, il linguaggio e soprattutto la sfera emotiva.

. . . IL GIOCO NELLA SCUOLA DELLINFANZIA . . .

Nella Scuola dellInfanzia in modo particolare, il gioco, costituisce il terreno privilegiato per la struttura pedagogica, infatti la proposta formativa si fonda proprio sul riconoscimento dellimportanza del gioco nella vita del bambino e nel suo percorso di crescita. Il gioco infatti, nei nuovi Orientamenti, viene delineato non solo come momento socializzante, gioioso, di libero sfogo, ma come spazio-tempo in cui il bambino coordinato dallinsegnante compie conquiste cognitive. Nella scuola dellInfanzia il gioco deve essere inteso come il modo specifico del bambino di rapportarsi alla realt. Infatti. . . .attraverso un contesto ludico e spontaneo che la scuola propone, i bambini saranno capaci di esprimersi liberamente, pur nella norma, e di imparare contemporaneamente divertendosi; fanno esperienza diretta e partecipano attivamente alle proposte dellinsegnante perch vengono vissute con la giusta motivazione. Nella vita dei bambini dai 2 ai 6 anni in special modo, il gioco unattivit fondamentale, quasi indispensabile, e non si pu sottrarre limportanza che assume, al contrario per gli insegnanti avere la consapevolezza del valore del gioco come elemento determinante di sviluppo mentale, sociale ed affettivo per il bambino significa entrare a far parte della sua realt ed accompagnarlo passo dopo passo lungo tutto il suo processo di crescita. Occorre quindi conoscere e sperimentare tutte le forme praticabili di gioco a contenuto motorio: dai giochi liberi a quelli di regole, dai giochi con materiali a quelli simbolici, dai giochi di esercizio a quelli programmati, dai giochi imitativi a quelli popolari e tradizionali. A scuola, i diversi campi di esperienza, offrono diverse tipologie di gioco utili per aiutare i bambini a vivere situazioni positive e a realizzare i propri obiettivi di crescita. Ma non tutti i giochi sono adatti per raggiungere gli stessi obiettivi, infatti ogni esperienza di gioco porta i bambini a sviluppare certe competenze e ad acquisire precise sicurezze importanti per lidentit.

. . . IL GIOCO NELLA STORIA DELLA PEDAGOGIA . . .

Il gioco unespressione libera e spontanea della personalit ed legato alla vita istintiva del bambino. Incomparabile mezzo educativo che consente di indagare, conoscere, canalizzare, sperimentare e migliorare abilit, conoscenze, comportamenti e competenze. Rappresenta un elemento fondamentale per favorire lapprendimento e la crescita armonica del bambino, promuove la comunicazione sociale, determina il confronto con il mondo reale e ne favorisce lintegrazione. Importanti pedagogisti, psicologi e filosofi si sono occupati del significato e del valore del gioco, alcuni dei quali hanno dato suggerimenti e considerazioni che rimarranno valide sempre. Qui riporto a mio avviso i pi significativi:

LE SORELLE AGAZZI Impostano la giornata del bambino sul gioco e lavoro. Le due attivit devono essere in perfetta sintonia, educando ai valori della solidariet e della convivenza civile, favoriscono lacquisizione delle capacit linguistiche, espressive, di comportamenti sociali, morali e religiosi. Per le studiose il gioco quindi momento di spontaneit e fonte di conoscenza e di comunicazione.

JEROME BRUNER Afferma che il gioco importante perch segue levoluzione del bambino durante le fasi dello sviluppo e consente di scegliere ed utilizzare i mezzi pi idonei per aiutarlo durante la crescita.

SIGMUND FREUD Vuole sottolineare che nel gioco e attraverso esso il bambino manifesta sensazioni e atteggiamenti interiori. Il gioco consente al bambino di liberarsi dalle paure e dalle emozioni pi profonde affermando cos il principio del piacere con il raggiungimento della gratificazione.

FRIEDRICH FROEBEL Scrive: il gioco la vita stessa del bambino, il modo di essere e di fare esperienza e soddisfa una vasta serie di esigenze contrapposte: fare, esplorare, conoscere, esprimersi, socializzare, misurarsi con se stesso e con le cose, comunicare.

JEAN PIAGET Sostiene che vi sia un rapporto molto intimo fra gioco e intelligenza e che esso sia scandito da tre momenti specifici: giochi di esercizio (intelligenza senso-motoria); giochi simbolici (fase dacquisizione del concetto di simbolo); giochi con regole (massima evoluzione intellettiva). Inoltre Piaget asserisce che il gioco pura assimilazione che altera linformazione in arrivo per adattarla alle esigenze e ai bisogni dellindividuo.

LEV VYGOTSKIJ Sostiene che il gioco favorisca la creativit, lo sviluppo della fantasia e la crescita umana delluomo nel giusto rapporto con la storia, la cultura, la componente sociale ed importante, perch consente al bambino di arricchirsi con nuove e proprie esperienze.

. . . UNITA DIDATTICA . . .

AMBITO: Conoscenza del mondo; Corpo e movimento

TITOLO: IO IN AUTUNNO IN MEZZO ALLA NATURA

DESTINATARI: sezione mista scuola dellInfanzia

TRAGUARDO: Il bambino osserva i fenomeni naturali e gli organismi viventi

OBIETTIVI: 1. Percepire i cambiamenti della natura in Autunno 2. Conoscere le caratteristiche di alcuni animali che vanno in letargo in Autunno 3. Conoscere e discriminare alcuni colori relativi allAutunno

CONTENUTI: gli animali che vanno in letargo

ATTIVITA: lettura di vari racconti sullAutunno, di filastrocche e poesie sugli animali del bosco e sui colori autunnali; rielaborazione individuale orale e grafica dei racconti letti; relative schede operative di coloritura e di pre-scrittura solo per i bambini di 4 e 5 anni; attivit laboratoriali di manualit utilizzando varie tecniche di pittura (spugnetta; a dita; tempere); attivit di cooperative learning per la realizzazione di cartelloni in gruppo; giochi motori; gioco dellOca Autunnale.

METODOLOGIE: interattiva; ludico-laboratoriale

TEMPI: 2 Settimane circa

STRUMENTI: testi illustrati; colori a tempera; materiale di facile consumo

VERIFICA E VALUTAZIONE: completamento di schede operative con attivit riguardanti lunit svolta e svolgimento del gioco delloca autunnale. Verranno valutate la comprensione, linteresse, la partecipazione del bambino e il raggiungimento adeguato degli obiettivi prescelti.

Giochi didattici proposti.

GIOCHI MOTORI: giochi per apprendere e consolidare gli schemi motori di base (correrecamminare- strisciare- saltare- rotolare ecc.). bambino a: - camminare a passi lenti come una tartaruga - camminare a passi vicini vicini come una formica - camminare a quattro zampe come un gatto, facendo il verso dellanimale - camminare a passi lunghi e appoggiando i piedi con forza come un elefante - correre come uno scoiattolo - strisciare come un serpente - saltare a gambe divaricate come una ranocchia, facendone il verso - saltare a piedi uniti come un canguro
8

Linsegnante invita il

GIOCO DELLOCA AUTUNNALE.


Descrizione del gioco: linsegnante realizza su un cartellone il gioco delloca normale utilizzando figure di flora, fauna e colori tipici della stagione autunnale come tasselli del percorso da seguire con le pedine. I giocatori, divisi in squadre, man mano per avanzare dovranno rispondere alle domande, ad esempio: di quale animale si tratta? Mi sai mimare quest animale? Questo animale va in letargo? Di che colore si tratta? Questa foglia o frutto a quale albero appartiene? Ecc.

Regole del gioco: a turno i bambini di ogni squadra risponderanno alle domande proposte; nel caso la risposta sia sbagliata o non venga data non si avanzer con la pedina. Il gioco non viene proposto come forma di gara perch deve essere un modo per far partecipare tutti i bambini e nessuno deve sentirsi inadatto o inferiore rispetto agli altritutte le squadre saranno vincitrici del gioco con la 1 e la 2 posizione. Giocatori: tutta la sezione partecipa al gioco e i bambini verranno divisi in due o tre squadre in base al numero di bambini presenti. Et dei bambini: 3- 4- 5 anni Finalit: questo gioco oltre ad avere una finalit ludica perch permette ai bambini di apprendere e consolidare concetti affrontati in precedenza con le varie attivit, pu essere utilizzato anche come modalit di verifica finale dellunit didattica affrontata.
9

IL LABIRINTO. . . UMANO!!
Linsegnante pu proporre questo tipo di gioco-attivit come la figura sottostante per i bambini di 5 anni mentre come variante altri labirinti pi semplici e brevi da proporre ai bambini di 4 anni. Come alternativa per far partecipare tutti, quindi anche i 3 anni, potrebbe essere quella di ricreare una sorta di labirinto umano lungo il salone della scuola, usufruendo di attrezzi da palestra e altro materiale. ( i bambini di 3 anni pi in difficolt saranno accompagnati a coppia da un compagno di 5 anni).

Raggiungi le altre foglie e raccoglile con il rastrello:

10

FONTI UTILIZZATE

www. infanziaweb.it Guido Cavaliere: MOTRICITA, gioco, ginnastica e schema corporeo Maurizio Mondoni slide docente www. maestramary.altervista.org

11