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Istituto Comprensivo

SCUOLA-CITTÀ PESTALOZZI
Scuola sperimentale statale
D.M. 10.03.06 - ex art. 11 D.P.R. n. 275/1999 - Scuola Laboratorio - Centro Risorse per la formazione docenti

TITOLO….ATTIVITA'…PERCORSO.…PROGETTO……TIPO DI LAVORO

“Quanta pelle?”

Attività per il progetto ARACNE - continuità tra scuole di ordine diverso

CONDUTTORE DELL'ESPERIENZA (nome e cognome, qualifica, area disciplinare)


…………………………………………………………………………………………………..
Stefania Cotoneschi, insegnante area matematico-scientifica

MODALITA' DI LAVORO (in compresenza, da soli, in piccolo gruppo….)


…………Da sola, ma con la compresenza dell’insegnante di sostegno.
I ragazzi hanno lavorato in gruppo, individualmente e collettivamente in classe per la discussione.

ANNO/I SCOLASTICO…2002-03 durata in ore..circa 7 unità orarie

CLASSI COINVOLTE………I media

SPAZI e TEMPI (dove si svolge l'attività e in quali momenti della giornata…..)


Prevalentemente in aula, durante le ore di matematica. Abbiamo utilizzato le ore del mercoledì, Per
il lavoro di gruppo è stato necessario che un gruppo lavorasse fuori di classe davanti all’aula, in uno
spazio abbastanza grande da permettere ad un gruppo di 6 bambini di lavorare per terra.

MATERIALI PRODOTTI (es. registrazioni, disegni, grafici, testi…..)


Registrazione scritta delle proposte emerse durante la discussione, testi di osservazione, tabelle,
grande sagoma del corpo di un bambino.
Descrizione del lavoro:
IDEA E TEMA CENTRALE, gli aspetti più interessanti dell'esperienza, accenni alla fase di
preparazione, conclusione.

Osservare regolarità in dati forniti o raccolti relativi al nostro corpo.


Capire come certi strumenti della matematica possono essere utilizzati per rispondere a
domande che sorgono in altri campi di esperienza, ad es. le scienze.
Durante il riconoscimento del problema e la scelta delle strategie risolutive, abbiamo lavorato
sul concetto di misura, sull’importanza della stima in certe situazioni nelle quali è
praticamente impossibile procedere ad una effettiva misurazione. Abbiamo utilizzato l’idea
di rapporto, la scrittura decimale, le frazioni, e trovato relazioni tra grandezze.
È stato interessante riflettere sulle unità di misura utilizzate per le diverse grandezze.

1. Problema di partenza:
Quanta pelle abbiamo? Come si potrebbe misurare o stimare?
• Breve discussione per stabilire insieme di che tipo di grandezza si tratta e di conseguenza
quale unita’ di misura usare. Ci siamo soffermati molto sul fatto che quello che possiamo
fare e’una stima. Abbiamo ipotizzato insieme quali modalità potevamo utilizzare per
realizzare la stima cercata. È stato difficile prendere l’avvio perché durante la discussione
emergevano di nuovo dubbi su cosa si andava a misurare. Sorgevano spesso confusioni tra
superficie del nostro corpo e organi interni. Qualcuno ha pensato allo spessore della pelle,
qualcuno ha pensato che si volesse stimare il peso e faceva ipotesi su che parte del nostro
peso poteva essere quella della pelle.
Prima di procedere facciamo una ipotesi su quale risultato ci aspettiamo. (Le ipotesi vanno
da un metro quadrato e mezzo a cinque metri quadrati)

• Progetto a gruppetti:
Gruppo A – Si disegna una sagoma su un foglio appeso al muro facendo accostare
un bambino, poi si raddoppia e si calcola l’area della sagoma. Poi si raddoppia questa area. È anche
necessario tener conto dello spessore, perciò si prende un nastro (abbiamo in classe quello bianco e
rosso da cantieri) e lo poniamo intorno al corpo, poi se ne calcola l’area misurandone la lunghezza
e l’altezza. Per calcolare l’area della sagoma la si divide in figure delle quali sappiamo trovare
l’area, tipo triangoli, rettangoli, trapezi.

Gruppo B – Si usa della carta igienica e si fascia un bambino stando attenti a non
soprammettere la carta. Poi si contano i pezzetti usati, si calcola l’area di uno di questi e si
moltiplica per il numero di pezzi usati.

Gruppo C – Si considera il corpo come fatto di tanti cilindri di circa 10 cm di


altezza, si misura ogni 10 centimetri la circonferenza, (ad esempio del braccio , della gamba, del
torace, della testa), poi si trovano le superfici laterali dei cilindri e si sommano tutte insieme.
In realtà nell’esecuzione si sono accorti che non era necessario che i cilindri fossero tutti della
stessa altezza, potevano essere anche più alti se la parte del corpo lo consentiva. (Omino di latta del
mago di OZ)

Con l’insegnante di sostegno abbiamo pensato che il lavoro della sagoma poteva essere fatto con il
nostro alunno portatore di Handicap ed abbiamo inserito nel gruppo anche lui chiedendo ai
compagni di utilizzarlo come modella: è stata necessaria una variazione al progetto, il bambino è
stato disteso in terra anziché avvicinato al muro.

I tre gruppi lavorano autonomamente al loro progetto e poi comunicano agli altri il risultato trovato
e le loro osservazioni sul lavoro.

2
• Messa in atto del progetto (mettendo a fuoco le difficolta’)
• Discussione intergruppo. Ci sorprende che i risultati trovati siano tutti abbastanza vicini:

1.4000 m² 1.5000² 1.7000²

I bambini hanno discusso cercando di fare ipotesi sul perché delle differenze; ad esempio hanno
ipotizzato che era ragionevole che il risultato maggiore fosse quello della carta igienica perché in
realtà era difficile non soprammetterla. Tutti ci siamo meravigliati di quanto incidesse lo spessore
nel metodo della sagoma.

2. Problema posto nella discussione:


Secondo voi la superficie della pelle dipende da altre grandezze del nostro corpo? Si
arriva a dire che senza dubbio dipende dall’altezza e dal peso, qualcuno aggiunge che nel
loro gruppo(quello della carta igienica) hanno deciso di misurare la gamba di uno, il braccio
di un altro, il torace di un altro… per avvicinarsi ad un bambino medio…

Sono stati distribuiti i regoli fotocopiati (vedi allegati) e abbiamo cercato insieme di capire
come funzionano. Osservazione delle unità di misura.

• Ognuno usa la tabella con i regoli per trovare la propria superficie corporea.
Di nuovo ci sorprendiamo nel vedere che la nostra stima non è andata lontana da questi dati
trovati utilizzando i regoli.
Mostro anche uno strumento analogo ( del quale inserirò foto) usato in ospedale, lo scopo
dovrebbe essere quello di stabilire il dosaggio corretto di certi medicinali.

3. Discussione: osservazione sulla tabella e sul suo uso. Potrebbero esserci altre tabelle del
genere? ( forse qualcuno ha visto quella che mette in relazione peso, eta’ e altezza)

• dopo aver richiamato il nostro esperimento dell’anno passato e spiegato cosa si intende per
capacita’ vitale, distribuisco i regoli sulla capacità vitale.

• Ognuno trova la sua capacita’ vitale.


• Osservazione guidata: quali e quante sono le grandezze in relazione, quali sono le unita’ di
misura usate.

4. Altro problema: Possiamo trovare sperimentalmente altre relazioni tra le misure del nostro
corpo?
Decidiamo di misurare la lunghezza del capo, e l’altezza.
Ognuno fa la misurazione su se stesso (a coppie per aiutarsi)
Si riportano in tabella i dati raccolti, cerchiamo la mediana e la media.
Possiamo osservare qualcosa? Suggerisco di vedere quante volte la lunghezza media della testa sta
nell’altezza media: il rapporto è 1:8. La lunghezza della testa rappresenta un ottavo dell’altezza.
(Nello stesso giorno abbiamo lavorato sulle frazioni per indicare che rapporto c’è tra una parte
colorata e l’intera figura).

3
Indicazioni pedagogiche e didattiche sul lavoro svolto.
La metodologia è stata quella della ricerca insieme attraverso la discussione su problemi. È stato
importante il lavoro di gruppo soprattutto nella fase di relazione in intergruppo.
Credo che il lavoro abbia contribuito a rendere la matematica più vicina alla realtà e a stimolare
una visione funzionale di alcune conoscenze al fine di poterle impiegare in contesti significativi.

Difficoltà (le difficoltà ed i problemi incontrati Eventuali soluzioni (le soluzioni o i correttivi
nello svolgere il lavoro progettato) trovati, se ce ne sono).

Inizialmente i ragazzi non sembravano coinvolti Domande vere anche inerenti ad argomenti
e motivati. La domanda non era nata da loro ma scientifici emergono meglio in progetti che
dall’insegnante, sembrava che non la abbracciano più discipline.
prendessero sul serio.
Via via che il lavoro è andato avanti il
coinvolgimento è migliorato.
I tempi sono stati un po’ frazionati; c’è sempre il
dubbio che il lavoro per problemi porti via
troppo tempo; decisamente i ritmi della SM.
Sono molto stretti rispetto a quelli della scuola
elementare.

Osservazioni sui risultati (riflessioni sul lavoro svolto e sugli obiettivi raggiunti o da raggiungere)
Particolarmente soddisfacente è stato aver trovato la possibilità di coinvolgere l’alunno portatore di
handicap in un lavoro di matematica insieme ai compagni: di solito il dislivello è tale che non ci
sono molte possibilità.

Possibili sviluppi (ipotesi per la prosecuzione del lavoro)

Condizioni di trasferibilità dell'esperienza


Si può ripetere con tutti contenuti e i modi

Ore di compresenza Può essere svolto anche non in compresenza


ore di attività di personale esterno (se ci sono state) NO
(tipo di competenze dell’operatore, ore di intervento)

Altre osservazioni: Una difficoltà è ottenere la precisione nella registrazione del lavoro di gruppo;
forse sarebbe necessario più tempo da dedicare alla risistemazione dei materiali magari in vista di
una mostra o pubblicazione.

4
Allegato 1 - Regolo per la stima della superficie della pelle

5
Allegato 2 – Regolo per la stima della capacità vitale

6
Allegato 3 –Strumento per determinare la stima della superficie corporea