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ISSN 1722 - 9782

Giorgia Cutino COSMOLOGIA ED ANTROPOLOGIA IN GREGORIO DI NISSA

Questo fu per me lo scopo supremo a cui tesi nella conoscenza: di non impiegare la vita in niente di vano, ma di trovare quel bene, trovato il quale non ci si sbaglia nel discernimento di ci che utile. Questo il compito della Filosofia e della Teologia espresso da Gregorio di Nissa nella I Omelia sullEcclesiaste.

Il Nisseno nacque a Cesarea di Cappadocia nel 335 d.C. Egli , senza dubbio, uno dei maggiori pensatori dei primi secoli dellEra cristiana. Insieme a suo fratello Basilio e Gregorio di Nazianzo uno dei cosiddetti Padri della Cappadocia, regione interna dellAsia Minore, dove furono fondatori di movimenti religiosi ascetici, uniti nella lotta alleresia ariana e al tentativo dei seguaci di questultima di ricondurre la religione nei limiti della ragione. Gregorio fu, inoltre, attento studioso della filosofia del passato e profondo conoscitore dello Stoicismo e dellEpicureismo, ma soprattutto del pensiero di Platone e dei Neoplatonici. Tenne sempre viva lattenzione per i problemi di logica e di interpretazione dei Testi Sacri. Si interess, in particolar modo, a questioni cosmologiche ed antropologiche. Analizzeremo questi ultimi due temi cercando di fissare il pensiero del Nisseno su Dio, il mondo e luomo, in riferimento a tre opere particolarmente significative: lExplicatio Apofatica in Hexaemeron, il De Hominis Opificio e il De Vita Moysis.

Gregorio di Nissa ritenne lintero universo tratto dal nulla dal Creatore in un attimo atemporale ( ) nel quale si sono costituiti tutti i principi e gli sviluppi immanenti ( ) di tutte le cose. Il mondo, posto in essere simultaneamente ( ), retto da unarmonia prestabilita () nella quale tutte le creature sono calate in una dimensione che definita diastematica ovvero caratterizzata dalle condizioni di spazio e tempo. Dio , per il Nisseno, il pensiero supremo. La stile di vita proposto dal Cristianesimo da intendersi come Filosofia nella sua forma pi alta. Il mondo creato , pertanto, buono e il male privatio boni: questultimo non esiste in senso vero e proprio, poich non possiede alcuna sostanza ( o ). Lopera fondatrice di Dio ossia la Creazione descritta nell Explicatio Apofatica in Hexaemeron (del 379): in essa riemerge limportante distinzione platonica fra una realt sensibile () ed una intelligibile ( ). La natura creata, come Gregorio ha affermato nelle Omelie sul Cantico dei Cantici, materiale ed afferrata dai sensi delluomo. Essa volge il suo sguardo alla Causa Prima degli esseri che la sostanza intellettuale e immateriale, che sfugge ad ogni confine perch non limitata da niente. La creazione atto damore, slancio () della volont divina che ha stabilito tuttinsieme () il dispiegarsi in crescendo della ricchezza e preziosit della

natura, garantita da quellenergia vivificante ( ), comunicata e propagata dal continuo ed eterno atto creativo. Il mondo non sussistente e il suo essere diastematico ne rende inevitabile la finitezza, che si manifesta nel suo essere strutturalmente mutevole e in rapporto dimprescindibile dipendenza ontologica dal Creatore. E il diastema che distingue realmente lessere creato da Dio: estensione temporale che fa la differenza. Tuttavia, proprio a partire da questa condizione parziale che le creature possono, secondo Gregorio di Nissa, superare il non volgendosi pi alla loro stessa materia, ma a Dio. Il quello stesso Dio che ha pensato, posto in essere e orientato il divenire degli enti creati perch a Lui tutte le cose si volgano nuovamente (). Si realizza cos quell che diviene inizio del cammino di ritorno di tutte le creature, guidate dalluomo che abbia recuperato la propria virt () per poter tornare alloriginaria condizione di perfetta comunanza con Dio ( ).

Il problema antropologico trattato dal Nisseno nel De Hominis Opificio (del 379-380 ca.). Vero punto dinteresse lanima delluomo che manifesta la sua dignit regale per la precisa somiglianza con la bellezza dellarchetipo. Luomo, inteso come pleroma cio umanit, creata sin dalleternit tuttinsieme, mezzo tra Dio e il mondo sensibile. Pertanto, la sua natura composita partecipa di due ordini: divino, per la ragione e lintelligenza; irrazionale o bruto, per la costituzione corporale e la divisione in sessi. Cos, lo sviluppo delluniverso, come quello della vita biologica delluomo, musicalit ed armonia. Attraverso la propria , ovvero la realt intellettuale, intelligenza che alla base della capacit linguistica, luomo conosce il mondo (poich attivit riflessiva capace di astrarre a partire dai dati della percezione) e ristabilisce il suo rapporto con Dio, riconoscendoLo come fonte di ogni bene, ma inconoscibile. La libert di scelta () nasce dallanima, immateriale ed immortale. Gregorio ricorda che, concordando con Platone, il nome di anima () proprio solo dell egemonico (o anima razionale). Luomo non microcosmo, poich la sua vera immagine () in Dio. Quando il razionale si abbruttisce, diventa servitore dei (passioni): peccare estraniarsi da Dio, poich il male allontanamento graduale dal Bene. Il vuoto segna la vita umana e la fa vacillare, ma la natura del bene oltrepassa infinitamente il limite del male e il Nisseno non si stanca di riaffermare che nella capacit di ragionare delluomo risiede la difesa e il migliore attacco contro i vizi. Infatti, nello scritto De Vita Moysis (390 ca.) contenuta la risposta al bisogno di trattare il cammino che luomo deve percorrere per giungere alla perfezione, tramite levoluzione nell . La strada da percorrere progresso senza fine () in progressione ascendente (), in cui luomo ricerca la temperanza (), facendo buon uso delle proprie passioni (). La Metafisica di Gregorio di Nissa si configura come esercizio spirituale, che diventa teologia, raggiungendo il massimo livello della vera filosofia. Comincia, cos, il percorso della (partecipazione a Dio): la volont di conoscere il vero Essere ( ) realizza la piena partecipazione che fa esclamare Gregorio: nello stato di perfezione ci sar l eros incessante della vera bellezza. Si realizzer una nuova creazione che apocatastasi, ovvero Redenzione di ogni creatura nellordine, voluta da Dio alla fine dei tempi.

Insomma, questo mondo appartiene alluomo poich lumanit tutta e la realt cosmica entrano nel processo evolutivo di creazione in libero divenire che si chiama Storia. Il presente, difatti, il tempo opportuno () in cui, attraverso lazione virtuosa, lessere umano fa s che la sua natura lapsa sia reparata. Afferma il Nisseno: Non ogni amore dunque ha il suo tempo opportuno, ma solo quello che rivolto a ci che solamente degno dessere amato Chi infatti ama il bene diventa anchegli buono, perch la bont rinnova e rende simile a se stessa colui che lha accolta.

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