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acolt Teologica del Triveneto

Corso di teologia spirituale 2013

La vita spirituale e le sue dinamiche


Docente: don Sandro Dalle Fratte

In copertina:
Davanti alla fonte Cristo e le croci Crocifisso di W. Congdom

Senza lo Spirito Santo Dio lontano, Cristo rimane nel passato, il Vangelo lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, lautorit una denominazione, la missione una propaganda, il culto una evocazione, e lagire dellessere umano una morale da schiavi. Ma nello Spirito Santo: il cosmo sollevato e geme nella gestazione del Regno, Cristo risorto presente, il Vangelo potenza di vita, la Chiesa significa comunione trinitaria, lautorit un servizio liberatore, la missione una Pentecoste, la liturgia memoriale e anticipazione, lagire umano divinizzato. (Atenagora Patriarca di Costantinopoli)

SOMMARIO
INTRODUZIONE: VITA SPIRITUALE E SPIRITUALIT OGGI, COLLOCAZIONE E CLIMA LA VITA SPIRITUALE I. PANORAMICA STORICA 1. Nella Scrittura 2. Nella tradizione cristiana
a. Nei primi secoli: vita spirituale e dono dello Spirito Santo b. I Padri del deserto. luomo spirituale c. La teologia classica: vita spirituale e carit d. I tempi moderni: la vita interiore e. La vita spirituale nel senso comune f. Conclusione: la spiritualit

3. Precisazioni sul senso delle parole ascetica e mistica II. LA COSCIENZA SPIRITUALE CRISTIANA 1. Lattivit cosciente delluomo spirituale 2. La relazione con Dio
a. La vocazione cristiana b. La presenza dello Spirito Santo

III. LA GRAZIA SANTIFICANTE 1. La grazia ci trasforma interiormente 2. Laspetto dinamico della grazia IV. LA VITA TEOLOGALE 1. Contenuto oggettivo e realt soggettiva 2. La fede
a. La fede quale dono di Dio b. Il senso della fede (Eb 11) c. Fede e storia

3. La speranza
a. Il desiderio della vita eterna b. Laiuto di Dio c. Lestendersi della speranza

4. La carit
a. Il primato della carit sulle altre capacit operative b. La carit unifica la vita spirituale

5. Lunit della vita teologale


a. Partendo dal dinamismo spirituale b. La struttura dellanima c. La mutua inclusione delle virt teologali

6. Natura teologale della vita spirituale


a. Vivere in Dio b. I1 culto interiore NOTA PASTORALE

V. I FONDAMENTI 1. Lo Spirito Santo 2. Luomo 3. La vita nello Spirito 4. Vita spirituale come vita Trinitaria teologale VI. LA CRESCITA: limpegno, litinerario, il tempo dello spirito, la sequela 1. Limpegno 2. Litinerario 1. Riflessioni antropologiche 2. Il dinamismo della vita spirituale nella Bibbia 3. Lo sviluppo spirituale
Il tempo dellanima

4. I momenti principali della vita spirituale 1. Linizio della vita spirituale 2. La nozione di conversione 3. Incipienti, proficienti, perfetti 5. Modelli di cammino spirituale: VII. GLI ELEMENTI COSTITUTIVI: 1.Grazia 2. Gratitudine 3. Generosit 4. Gradualit 5. Gioia VIII. PASSAGGI IMPRESCINDIBILI; IX. STRUMENTI

LA VITA SPIRITUALE E LE SUE DINAMICHE


Non esiste nella vita spirituale disastro pi grande dellessere immersi nellirrealt, perch la vita viene in noi alimentata e mantenuta dallo scambio vitale che intercorre tra noi e le realt che ci circondano e ci sovrastano. Quando la nostra vita si nutre di irrealt, le viene per forza a mancare lalimento e quindi costretta a morire. Non vi miseria pi grande del confondere questa sterile morte con la vera morte, feconda e sacrificale, per la quale si entra nella vita
(T. Merton Pensieri nella solitudine, Garzanti, Mi, 1959, 13).

BIBLIOGRAFIA
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Un racconto

Maestro, cosa devo fare per vivere?. Respira, rispose il Maestro al ragazzo appena arrivato. E per non morire, che devo fare?. Respira, rispose il Maestro. Ma cosa devo fare per respirare?. Vivere e non morire, rispose il Maestro. La notte di quel primo giorno, disteso e insonne, il ragazzo ascolt a lungo per la prima volta, nel silenzio della notte, il ritmo del suo destino, e, senza trovare un nesso logico nel discorso del Maestro, pens alla vita e alla morte. A un certo punto fu preso dalla curiosit e, soltanto quando decise che avrebbe decifrato il senso nascosto delle parole del Maestro, ritrov la calma. Cos per il resto della sua vita si esercit a respirare. Dicono che il ragazzo, diventato anchegli Maestro, il giorno prima di morire, carico di esperienza di vecchiaia, avesse raccontato ai suoi discepoli il primo incontro con il suo Maestro e i pensieri della prima notte, confessando: A un certo punto mi fu chiaro che nel respirare cera qualcosa di nascosto che mi aspettava e non avrei pi potuto vivere sereno senza andargli incontro. Oggi posso dire che ci siamo incontrati e, cos, mi congedo da voi sereno. E disse a chi lo ascoltava: Adesso mi si rivelato il senso nascosto delle parole del mio Maestro: non il respirare che d la vita, ma la Vita che d il respirare, anche dopo la morte. La Vita cristiana liniziazione a un respiro eterno che inizia da una particolare consapevolezza del respiro. Quando ci si chiede qual il fondamento della Vita cristiana la risposta corre subito al battesimo e alla Vita in Cristo (Vite e tralci: Gv 15,1-8). Quando si pensa al fondamento della vita andiamo subito a quel respiro che ci permette di riempirci di vita e di vivere. Il cristiano sa che quel respiro ha altri confini

INTRODUZIONE
Vita spirituale e spiritualit oggi, collocazione e clima
Ci soffermiamo ad ascoltare noi e il nostro ambiente perch non si d una vita spirituale asettica, staccata dallesperienza con tutte le sue connotazioni, dal momento che lo Spirito Santo opera nelluomo e nel suo vissuto... (Noi + lambiente culturale) Capire da dove partiamo: A cosa serve studiare la vita spirituale? Proviamo a esprimere con altri termini: Vita spirituale? Santit? Con un aggettivo descrivo la mia vita spirituale (differenze = diversa azione dello Spirito Santo rispettoso della mia persona)

a) Chiarificazione dei termini: spirituale e vita spirituale1


Spiritualit - spirituale...2 un termine che pu essere equivoco3. Per alcuni pu dire solo non materiale, incorporeo, intellettuale, mistico, morale, religioso, intimo, separato, distaccato, non corporeo4; oppure pu essere visto in contrapposizione a storico, intendendo laldil, il fuori dal tempo, il lontano dalla quotidianit che proietta verso un futuro che oggi solo atteso e sperato; o, ancora, pu essere inteso come non pubblico, personale, privato, quello che appartiene singolarmente a ciascuno; oppure, infine, viene inteso solo come energia, potenzialit puramente umana o in collegamento, molto etereo, a qualche forma di divino (che sa pi di animismo)5. E chiaro che questi significati stridono con quello della autentica spiritualit cristiana che non contrapposizione alla vita n pura forza indeterminata, ma, possiamo definirla semplicemente, vita secondo lo Spirito. Quelli che sono guidati dallo Spirito sono figli di Dio (Rom 8, 14); Sono venuto perch abbiano la vita e la abbiano in abbondanza (Gv 10, 10): siamo fatti per la vita e la vita di figli, figli di Dio, chiamati alla comunione con Lui, siamo chiamati a vivere nel suo Spirito, questa la vita! E lo Spirito? Quale Spirito? Lo Spirito di Cristo: Chi non ha lo Spirito di Cristo non gli appartiene (Rom 8,9); Da questo sappiamo che Egli, Dio, dimora in noi: dallo Spirito che Egli ci ha dato (1 Gv 3,24); Da questo conosciamo che noi siamo in Lui ed Egli in noi, perch Egli ci ha dato il suo Spirito (1 Gv 4,13). Allora viviamo una vita spirituale se viviamo secondo lo Spirito di Cristo. Sono cristiano quando vivo dello Spirito di Ges che mi trasforma in uomo nuovo; quindi non c spazio per fughe, intimismi o separazioni. La vita dello Spirito - dice Mons. Chiarinelli -, la vita spirituale comprende tutta intera lesistenza; tutta: dal mattino alla sera; il mangiare, il bere, il dormire, lamare, lo studiare, il pregare, la relazione con gli altri; tutta questa vita animata dallo Spirito di Ges. Solo chi vive in questa dimensione luomo spirituale, luomo che ha la spiritualit, cos come essa emerge dalla rivelazione di Dio. Per Secondin a spiritualit si danno molteplici sensi che causano molti equivoci. Lui in senso classico dice che essa comprende il mondo delle esistenze in cui lo Spirito Santo lavora per plasmare
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Pagani S., Educare i giovani alla fede, in La Rivista del clero italiano, 5 (1988), 327-342. Lo Spirito Santo uno ma si esprime con variet e ricchezza di forme: Lo Spirito Santo come lacqua: nella rosa rosa, nella viola viola, nel giglio bianca. La stessa acqua prende colori diversi. (San Cirillo di Gerusalemme, in Cat. XVI, PG 33, 932-933). 3 Chiarinelli L., Vita nello Spirito. Vocazione e impegno dei laici di AC, in Chiarinelli L., Tagliaferri F., Vita nello Spirito, vocazione cristiana e Azione cattolica (Proposte/9), AVE, Roma, 1983, 5-22.8ss. 4 Ecco perch lo spirituale non pu essere identificato solo con il mondo psichico, etereo, immateriale. Tutto luomo intero, tutto il mondo cosmico fisico e storico chiamato a diventare spirituale; il cosmico, corporeo, materiale, fisico al pari del resto, altrimenti il dualismo sar inevitabile e la salvezza mai raggiunta. Dopo il peccato originale, proprio il corpo con le sue inclinazioni che pi si ribella a diventare spirituale e che cerca di sfuggire al vero significato di questa parola. Ma non va dimenticato il fatto che il corpo talvolta pu mettersi a servizio dellamore, ma pu restare la mentalit delluomo, che testarda e molto astuta nelle proprie dimostrazioni, solo per non farsi permeare dall'amore. Cfr. Rupnik M.I., Nel fuoco del roveto ardente, Lipa, Roma, 1996, 34. 5 Penso qui alla New Age come anche alla bioenergetica e alle idee, in proposito, di Lowen A., La spiritualit del corpo, Astrolabio, Roma, 1991. Da questa prospettiva prendono i passi anche molte sette del potenziale umano.

fedelt creativa a Cristo e per sollecitare cammini di libert e di nuova fraternit nel contesto specifico di culture e antropologie6.

b) La vita spirituale alla prova della storia... un oggi confuso, in casa ma non di casa
Viviamo a 2000 anni dallevento Tempo confuso: clima di fede rarefatta (nebbia), di indifferenza. Viviamo unesperienza di minoranza (Leclerq) in mezzo ad unofferta abbondante e indiscriminata di spiritualit (quale? New Age, Sette, Religioni orientali, Yoga...), in un oggi confuso. Lo spirituale va di moda e si presenta in 1000 salse e con 1000 volti: religioni, musiche, luoghi... e necessita di un profondo ascolto, discernimento e orientamento. Ma questo anche un nuovo momento: lo stimolo positivo di nuovi fatti dopo il Concilio (Parola, Liturgia, Spirituale. Orientale, icone, Scienze umane...). Ai giovani che vivono questo momento, a questi giovani si parla di Vangelo e si propone una vita spirituale (il rischio e quello di proporre qualcosa che sono gi convinti di vivere, anche se hanno venduto la loro libert). Urge trovare e presentare la vera vita spirituale, lautentico rapporto con lo Spirito Santo e ci richiede un lavoro di discernimento e chiarezza (non tutto spiritualit cristiana) Una fede frantumata e frammentata: dov luomo? Senso di continua novit, un ambiente in continua trasformazione... che fa perdere i riferimenti gi bagaglio della nostra storia; c un disorientamento spirituale dato dalla perdita delle radici della fede (radici bibliche) e della tradizione spirituale (la nostra fede trasmessa, non autoscoperta); leccesso del sentire/soggettivismo (io al posto di Dio.. perdita del centro > frammentazione. Martini parla di un gonfiarsi canceroso della soggettivit), pone dei sospetti sul concetto di esperienza (non tanto conoscere, ma solo sperimentare, provare, senza affidarmi n compromettermi (vale anche per Dio), con la conseguenza di cercare continuamente prove e sicurezze esterne poco durevoli e di allargare una forte inconsistenza interiore. Lo spazio del diabolico e dello spiritismo (creature intermedie). Manca lesperienza vertice o lo stesso ingresso (la porta della fede) Tra sospetto e grande interesse per la spiritualit: , il mercato religioso (musica, cinema, inquietudini, richiesta di luoghi e tempi di spiritualit). Sospetto verso gli autori e le opere spirituali segno della continuit con la tradizione (>< Scolastica: la Teologia riflessa e ragionata) che vengono considerate come opere pie, di devozione, utili alla preghiera, per le donnette del rosario nostalgiche... Mentre si tratta spesso di autentiche opere teologiche sotto il profilo dellesperienza, gustosamente teologiche, che superano lo stesso dato utile alla ragione per arrivare alla fede vissuta, ad un pensiero e ad una fede che diventa vita: ma cos la spiritualit e la spiritualit cristiana in particolare? E chiaro che la spiritualit viene vissuta oggi in questo ambiente segnato in modo massiccio dallIndividualismo (il Papa spesso lo associa al relativismo) che poco ha a spartire con la fede, ed connotato da emotivismo (il mio bisogno, non c spazio per la narrazione e la memoria), ambiguit (la crisi dellidentit. Le relazioni diventano fluide quanto lidentit) e narcisismo (perde seo la genitorialit e la responsabilit). Appelli e sfide che richiedono un attento ascolto dellazione dello Spirito Santo per una risposta fedele oggi nel il terzo millennio7. Bisogno di unaltra dimensione. Luomo doggi reclama unaltra dimensione, diceva gi Pascal: Luomo supera luomo, sente il bisogno di andare oltre8. E un rimando allo Spirito da discernere tenendo conto della attuale forma percettiva.

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Secondin B., Inquieti desideri di spiritualit . Esperienze, linguaggi, stile, EDB, Bo, 201219ss. Tertio millennio adveniente (TMA), Lettera apostolica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II.., Lib. Ed. Vaticana, 1994. Anche Novo millennio ineunte, Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia; Rigenerati per una speranza viva (VR 2007); Il volto missionario della parrocchia in un mondo che cambia; Educare alla vita buona del Vangelo (2010). Su questo aspetto si vedano anche le note di Bianchi E., Come evangelizzare oggi, Qiqajon, Monastero di Bose - Magnano (Bi), 1997. 8 Chiarinelli L., Vita nello Spirito..., 6ss.

Alla fine emerge una grande difficolt a riconoscere la vita come un dono, la sua importanza, il suo valore e il suo senso9. Si resta alla superficie della vita, incapaci di ascoltare le mozioni dello Spirito in noi, ancora persi nei meandri di una ricerca di se stessi spesso falsa perch si accontenta della magra messe della superficie (vivi al 2 % e cristiani all8 x ) Difficolt interne: E cambiato il volto del cristiano? Parliamo di giovani battezzati nella quasi totalit, ma a cui manca una personalizzazione e appropriazione viva della fede. La fuga dalla comunit per un nido protettivo (sette) - fuga dallimpegno. Poca conoscenza delle fede cristiana e del suo centro fondamentale. In nome del rispetto religioso si lasciano gli aspetti caratterizzanti la nostra fede (..verso una composizione delle religioni: New Age, sincretismo, visione olistica.) Poca conoscenza dello Spirito santo in noi e della vita che forma in noi... Continua la delega ecclesiale e spirituale data al prete (esperto di spiritualit, basti vedere qui oggi!), ora, per, viene attaccata dai vari -ismi. ...in casa ma non di casa, non solo nella Chiesa ma anche in noi stessi Tutto ci rende difficile affrontare il nostro tema in modo armonioso, perch viene minata lidentit cristiana e ne facciamo le spese tutti i giorni. Ma questo il miglior tempo che ci dato, perch innanzi tutto abbiamo una storia ricchissima a cui attingere e, poi, perch lunico tempo che ci viene accordato. E quanto diceva, un vecchio monaco, eccellente storico e grande credente, pochi mesi prima di morire. Qual lepoca migliore? La nostra, perch abbiamo veramente tanto e poi perch lunico tempo che Dio ci d (Leclerq).

Bellissime e sempre moderne le parole di s. Agostino: Tardi ti ho amato, o bellezza cos antica e cos nuova, tardi ti ho amato! Ed ecco che tu eri dentro e io fuori, e l ti cercavo ... Tu eri con me ma io non ero con te (Confessioni, X, 26).

LA VITA SPIRITUALE
I CAPITOLO

PANORAMICA STORICA
Come definire la vita cristiana10? Potremmo certo muovere dal trattato della Grazia, il quale stabilisce la natura della vita cristiana ricorrendo alla nozione di partecipazione alla vita divina. Noi per preferiamo partire dallesperienza vissuta e ci, per quanto riguarda la nozione di vita cristiana, significa rifarsi allinsegnamento contenuto nella tradizione storica. Cos, dopo aver presentato la nozione di vita spirituale quale emerge dalla Sacra Scrittura, proseguiremo la nostra indagine attraverso la tradizione ecclesiale.

1. Nella Scrittura
Due sono i termini principali che ricorrono per indicare la vita: zo, che significa il principio interno di moto e di azione insito in ogni vivente, e bos, che esprime il decorso della vita temporale. Il concetto che maggiormente ci interessa quello della zo, principio dinamico caratteristico del vivente come tale. Secondo la prospettiva della Sacra Scrittura, ogni vita possiede un rapporto a Dio il quale ne la sorgente, e pertanto appartiene alla sfera del sacro (Dt 30,15-20; 28,1-14; Pr 3,1-10). Ci tanto pi valido quando si tratta delluomo fatto a immagine e somiglianza di Dio! Dio stesso vigila sulla vita delluomo, riservando a s la vendetta su chi uccide il proprio fratello (Gn 4,3-16). Questo concetto di vita si allarga a mano a mano che luomo vive in unione con Dio, cos che nei libri sapienziali della Bibbia appare la nozione di immortalit: colui che vissuto unito a Dio per mezzo della fede e dellamore non sar mai separato da lui e godr della sua stessa vita: Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio... La loro speranza piena di immortalit (Sap 3,1-4). Tale concetto di vita eterna giunge alla perfezione nel Nuovo Testamento: il cristiano chiamato ad una vita eterna nel regno dei cieli, a partecipare alla pienezza della vita del Cristo glorioso. Dal punto di vista della vita spirituale, per, fondamentale capire come questa vita eterna sia gi comunicata. Secondo la prospettiva tipicamente giovannea, la vita eterna posseduta dal credente, gi fin da ora. Anzi questa vita cui Ges si riferisce quando dice: Io sono il pane di vita (Gv 6,35), ti dar dellacqua viva (Gv 4,10), in noi una sorgente che zampilla per la vita eterna (Gv 4,14). Quando parliamo di vita spirituale vogliamo appunto significare questa partecipazione attuale alla vita divina e le sue esigenze dal punto di vista etico. Quando per si considera la vita spirituale sotto il suo aspetto di figliolanza, appare una nuova serie di aspetti: in che cosa consiste la vita di figli di Dio? Come si presenta alla coscienza il rapporto interpersonale fra noi e Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo? Come viviamo la realt indicata dallespressione giovannea: Adesso siamo figli di Dio (1Gv 3,2)? Essa poi una vita cristica: con questa espressione vogliamo significare qualcosa di pi di un rapporto storico al Cristo: il fatto che questa vita si riferisce immediatamente al mistero del Verbo incarnato; cio: risiede in Cristo, prima di giungere a noi tramite i sacramenti e la parola di Dio. Nel Cristo infatti la vita (Gv 1,4); lui a disporne a suo piacimento (Gv 5,26) ed lui a comunicarla (Gv 10,10). Dopo la risurrezione tale comunicazione si fa pi abbondante poich Ges divenuto spirito datore di vita (1 Cor 15,45) e autore della vita (At 3,15). Questa vita qualcosa di dinamico, possiede una energia propria la quale si manifesta in due direzioni. Da una parte, la vita spirituale suppone necessariamente il moto e il progresso verso una certa
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Cfr. Bernard C.A., La crescita spirituale, ad uso degli studenti, Pont. Univ. Gregoriana, Roma 1992. Se vita spirituale vuol dire presenza e attivit dello Spirito Santo nel nostro cuore, possiamo anche dire che possediamo la vita di Dio, la vita divina. I padri greci parlano della divinizzazione (theopoiesis) delluomo. Fanno appello al testo del Vangelo: Non forse scritto nella vostra legge: Io ho detto: voi siete dei? (Gv 10,34). Gli autori occidentali, temendo che potesse essere malcompresa lespressione, parlano maggiormente della grazia di Dio. La vita spirituale viene definita come vita nella grazia, vita soprannaturale. Entrambi hanno i loro vantaggi. Cfr. Spidlik T., Manuale fondamentale di spiritualit, Piemme, 1993, 17ss.

pienezza (il cui segno la pace): tale dinamismo derivante dal dono della grazia santificante viene costantemente sollecitato e sostenuto dalle stimolazioni particolari dellazione di Dio che ci spinge alla santificazione. Daltra parte, la vita cristiana tende a manifestarsi nelle opere e nello stile di vita: Spogliatevi, quanto alla vostra precedente condotta, delluomo vecchio (Ef 4,22), Siate santi anche voi in tutta la vostra condotta, com santo colui che vi chiam, perch sta scritto: Siate santi, perch io sono santo (l Pt 1,15). La manifestazione esteriore deriva dalla vita interiore e questa implica la trasformazione del modo di sentire, di giudicare, di pensare, in accordo con il senso di Cristo conosciuto nella Chiesa. Alla formazione della vita interiore giova molto lo studio e la meditazione della Sacra Scrittura, nonch la vita sacramentale. In altre parole: la vita interiore connessa alla vita di piet.

2. Nella tradizione cristiana


Per descrivere meglio i diversi aspetti della vita spirituale, vediamo come essi si sono manifestati a seconda delle diverse preoccupazioni che nel corso della storia hanno toccato la Chiesa.

a. Nei primi secoli: vita spirituale e dono dello Spirito Santo


Un testo decisivo per la storia della spiritualit senza dubbio quello in cui san Paolo nomina lo spirito, lanima e il corpo del cristiano (l Ts 5,23). Gli gnostici del II e III sec. lo interpretarono nel senso che lo spirito, o lo Spirito, una componente dellessere umano: si o spirituali o psichici o materiali (ilici), evidenziando cos il problema del rapporto delluomo con lo spirito secondo lelemento che predomina in ogni persona: da ci deriva per ciascuno la salvezza oppure lalienazione dalla vita divina. In questa prospettiva, lo spirito non era veramente integrato allanima, e la vita spirituale esigeva un distacco, o meglio una separazione da qualsiasi vita psichica o naturale; era la manifestazione di una realt soprannaturale la quale veniva a sovrapporsi ad unesistenza umana, che rimaneva estranea a quella. Contro tale dottrina la reazione di santIreneo fu profonda ed equilibrata. Senza negare in alcun modo la gratuit del dono dello Spirito Santo concesso al cristiano, Ireneo insistette sulla trasformazione dellesistenza, implicata dalla presenza dello Spirito: Tutti coloro che temono Dio, che credono nella venuta del suo Figlio e che, per mezzo della fede, ospitano nei loro cuori lo Spirito di Dio, meritano di essere chiamati puri, spirituali e viventi per Dio, giacch hanno lo Spirito del Padre che purifica luomo e lo eleva alla vita di Dio (Adversus Haereses, V, 9,2). Come si vede, il possesso dello Spirito Santo immette tutto luomo, corpo e anima, in una nuova vita; tutta la sua esistenza informata dalla fede operante per mezzo della carit. Linflusso dello Spirito appare dapprima nella conoscenza e nella comprensione della Scrittura. Luomo spirituale colui che sa scoprire, sotto il senso storico immediato della Scrittura, un altro senso nascosto, mistico, mediante il quale gli si svelano correlazioni profonde sia tra lAntico e il Nuovo Testamento, sia tra il tempo della Chiesa e quello della gloria, o ancora fra linsegnamento scritturistico e la vita che chiamiamo spirituale. Questo ulteriore senso della Scrittura propriamente il senso spirituale. Esso manifesta agli occhi della fede lintenzione dello Spirito che ha ispirato gli autori sacri. Successivamente i Padri insisteranno sulle disposizioni soggettive necessarie a chi vuole penetrare il senso spirituale della Scrittura, e dunque divenire luomo dello Spirito: Purificarsi dalla sozzura contratta nei vizi, ritornare alla bellezza della propria natura, restituire per cos dire allimmagine regale la sua forma primitiva, con la purezza; solamente a questa condizione ci si avvicina al Paraclito (Basilio di Cesarea, De Spiritu Sancto, SCh 17 [1947], 147).

b. I Padri del deserto. luomo spirituale


Chi potrebbe conservare per s, chiuso, il tesoro della vita spirituale? Colui che ha ricevuto il dono della conoscenza di Dio e, grazie al carisma della profezia, diventato capace di sondare i segreti dei cuori, viene facilmente riconosciuto come padre spirituale. Questo personaggio cos importante nelle comunit primitive esercita la sua funzione in virt del proprio carisma e non di unautorit ufficiale. Per

il fatto stesso che un cristiano viene a porsi sotto la sua guida, la sua competenza viene riconosciuta nel campo dellesistenza cristiana. Ecco allora che lidea di vita spirituale si chiarisce e si precisa: essa implica la ricerca delle vie di Dio, lascesi controllata e un progresso nella conoscenza della Scrittura e delle realt spirituali.

c. La teologia classica: vita spirituale e carit


Come gi aveva notato santIreneo, luomo spirituale non prima di tutto uno che, speculando, si sforza di liberare in s lelemento pneumatico, bens un uomo che, sotto la guida dello Spirito Santo, sviluppa una vita evangelica e specialmente il dono della carit profuso in noi dallo stesso Spirito, quel dono pi prezioso della gnosi, pi glorioso della profezia, superiore a tutti gli altri carismi (Ireneo, Adversus Haereses, IV, 33, 8). In seguito la riflessione teologica, soprattutto quella che mira ad una sistematizzazione della sacra doctrina, si concentrer pi sullidea della carit che non sullidea delluomo mosso dallo Spirito, e la formazione spirituale tender verso la perfezione della carit. Cos san Tommaso prospetta tutta la vita spirituale come sviluppo della carit fino alla sua pienezza. Se linconveniente di questa posizione di lasciare un po nellombra il rapporto interpersonale che unisce il cristiano allo Spirito Santo, il suo vantaggio di indirizzare lo sguardo verso la sostanza della vita cristiana che la vita teologale: i carismi pi o meno spettacolari che tuttora, per molti, caratterizzano la santit, non acquistano il loro vero valore se non sono inseriti nella vita teologale. Ora questa vita la stessa per tutti; per partecipare ad essa non c bisogno di sprofondarsi nei deserti o di sottomettersi ad una disciplina esteriore.

d. I tempi moderni: la vita interiore


Una simile preoccupazione di universalit caratterizza la dottrina di san Francesco di Sales. Scrivendo la sua Introduzione alla vita devota, il santo si rivolgeva a tutte le categorie di persone: invece di vita devota oggi diremmo vita spirituale. E da notare che lespressione impiegata dal vescovo di Ginevra insiste su un nuovo aspetto della vita spirituale: per formarsi e svilupparsi, essa ha bisogno di nutrirsi di una vita di piet imperniata sul culto e sui sacramenti. E questa unesigenza sulla quale la Chiesa, dal concilio di Trento in poi, ha costantemente insistito: la vita spirituale deve alimentarsi alle sorgenti della preghiera e dei sacramenti. Le numerose guide spirituali del Seicento ne precisano la pratica. Per favorire la vita di preghiera, considerata il centro della vita spirituale pratica, ci si sforza di proporre dei metodi di orazione o di esercizi spirituali pi o meno sistematici. Tutti questi sforzi, uniti alla sollecitudine di portare anche i laici al fervore spirituale, mettono in valore la vita interiore il cui fine di condurre i cristiani ad una personale assimilazione della fede affinch ispiri la loro esistenza.

e. La vita spirituale nel senso comune


Se seguiamo questa linea della vita interiore, la vita spirituale si presenta come unattivit della coscienza la quale cerca di discernere il senso della vita attraverso una percezione dei valori evangelici. Ma chiaro che questo sforzo di presa di coscienza delle motivazioni dellesistenza si pu applicare anche ad un altro contesto religioso o addirittura ad un contesto filosofico. Si giunge cos, in modo pi generale, a fare unopposizione tra una vita umana rivolta alla realizzazione di valori biologici ed utilitari e quella che si volge ai valori elevati e pi disinteressati. Poich i primi hanno tutti un certo rapporto al corpo e alla materia, la vita spirituale intesa in senso lato appare come quella che si orienta verso i valori dello spirito. Certo, il cristiano pu ritrovare, sotto questa espressione, il senso della vita spirituale della Chiesa primitiva, tutta tesa, nei martiri, al possesso del regno eterno: Le realt invisibili, dice san Paolo, sono eterne (2Cor 4,18). Ma tale tensione verso i valori superiori non va intesa come privilegio della vita cristiana. In tutte le religioni si trovano persone per le quali la realt pi sostanziale non la vita sostenuta dallo slancio vitale e fisico, bens una vita mistica tesa al raggiungimento di valori di libert interiore, di purezza e di santit. Anzi si parler di vita spirituale fin dal momento in cui una persona si orienta verso la realizzazione di valori elevati, anche se

questi non rientrano nel campo religioso: ad esempio, se uno consacra la propria vita alla ricerca della verit, della bont, della bellezza.

f. Conclusione: la spiritualit
Da tutto ci che stato detto fin qui, si intuisce la ricchezza della vita spirituale. Muovendo dalla nozione di presenza dello Spirito Santo, siamo passati agli aspetti pi dinamici: luomo che possiede lo Spirito Santo diventa capace di capire il senso profondo della Sacra Scrittura e poi di guidare gli altri sul cammino della santit, ossia alla pienezza di vita. Quando poi, con i grandi teologi scolastici, la considerazione teologica ha preso luomo come punto di riferimento della vita etica e spirituale, la pienezza di vita stata concepita come carit perfetta. Il problema spirituale diventa allora pi pratico: come condurre le anime alla perfezione della carit? Nel Cinquecento, ad esempio, tra i mezzi di perfezione spiccano lorazione, i sacramenti, gli esercizi spirituali. Dalla nozione di vita spirituale si passa a quella di vita interiore. Con questa espressione si mette in risalto al tempo stesso la vita in senso soggettivo, cio come principio interno di azione, e la vita in senso oggettivo (bios), cio lesistenza umana nella sua dimensione esterna. In senso lato, vita spirituale viene a designare ogni tipo di vita, anche non cristiana, che si ispiri alla ricerca dei valori elevati (scientifici, estetici, morali) e specialmente del valore del sacro; si parla cos di spiritualit cristiana, induista, platonica, ecc. Nellaffrontare dunque lo studio della teologia spirituale, bisogna tener conto dello sviluppo storico della vita cristiana. Per significare loggetto della teologia spirituale usiamo comunemente la parola spiritualit. Divulgata in Francia nel Seicento, essa indicava allora tutto ci che in rapporto con gli esercizi interiori di unanima distaccata dai sensi, la quale non cerca altro che di perfezionarsi agli occhi di Dio (Littr). Ai giorni nostri questo termine significa anche un certo stile di vita cristiana che si ricollega a correnti spirituali storiche (benedettina, ignaziana...) oppure a condizioni specifiche di esistenza (si parler allora di spiritualit sacerdotale, laicale...). Dal francese il termine spiritualit passato nelle altre lingue: esso contiene tutti gli elementi che abbiamo messo in luce e serve a indicare le diverse esperienze religiose dellumanit.

3. Precisazioni sul senso delle parole ascetica e mistica


a) Ascesi. b) Mistica. Tu, o caro Timoteo, con un esercizio attentissimo nei riguardi delle contemplazioni mistiche, abbandona i sensi e le operazioni intellettuali, tutte le cose sensibili e intelligibili, tutte le cose che non sono e quelle che sono; e in piena ignoranza protenditi, per quanto possibile, verso lunione con colui che supera ogni essere e conoscenza. Infatti, mediante questa tensione irrefrenabile, e assolutamente sciolto da te stesso e da tutte le cose, togliendo di mezzo tutto e liberato da tutto, potrai essere elevato verso il raggio soprasostanziale della divina tenebra (Teologia mistica, 1,1, PG 3, 997B-1000A; trad. Scazzoso in Dionigi Areopagita, Tutte le opere, Rusconi, Milano, 1981, pp. 406-407). Questa teologia pi sublime, ossia mistica, tratta di Dio in quanto, per mezzo della negazione di tutti gli esseri e di un amore di carit sovramentale, infiammato, sperimentale e ardentissimo, Egli conosciuto in una tenebra pi che luminosa, grazie allelevazione della mente al di sopra di tutto il creato e allunione estatica, immediata e certissima con Dio altissimo (Dionigi il Certosino, De contemplatione I, 26 in Opera omnia, t. 42, p. 166 C.a). Il problema della mistica in teologia spirituale NOTA SULLINTERIORITA

II. CAPITO OLO

LA COSCIE ENZA SPIRITU S UALE CRIST C IANA


Pur r sforzando osi di definir re i rapport ti fra teolog gia dogmatic ca, spiritual le e morale, la problem matica teolo ogica non si sofferm ma mai sul problema di descriver re latteggiamento in nteriore de elluomo ch he si ded dica alla vita v spirituale e. Eppure come, c con la scuola fenomenolog gica, si parla a di coscien nza che imm magina, per rcepisce (o o memorizz za), ecc., m mettendo cos c in valore limpegn no totale delluomo nel llatto di im mmaginare o di percep pire, altrettanto si pu pa arlare di coscienza spir rituale prop pria di colui i che si eser rcita nella vita v spirituale e. Con lespressione coscienza c sp pirituale cr ristiana inte endiamo qui indi indicar re ci che nel soggetto sta all la radice de el progetto di vita spir rituale, cio di quel certo modo di assumer re personalm mente il do ono div vino della vita v cristiana a, che in grado g di con ndurre il sog ggetto stesso ad una m maggiore chiarezza e ad un im mpegno pi vigoroso. Di D questa co oscienza spirituale, i sa anti, e in pa articolare i dottori spir rituali, offro ono un n modello sa ancito dalla Chiesa.

1. Lattivit L c cosciente delluom mo spiritua ale


a) La L vita spir rituale, in quanto soprannatur s rale, di per r s non d dipende im mmediatame ente da alluomo, ma piuttosto causata da d Dio. M Memori... del d vostro im mpegno ne ella fede, de ella vostra operosit n nella carit e della vo ostra costan nte speranza a nel Signor re nostro Ge es Cristo (1Ts 13). S Siate vigilanti, fissate ogni speranza in quel lla grazia che c vi sar data quand do Ges Cr Cristo si riv veler. Com me figli obb bedienti, no on conformatevi ai de esideri dun n tempo, qu uando erava ate nellignoranza, ma ad immagi ine del Sant to che vi ha chiamati, diventate d sa anti anche voi nella condotta; po oich sta sc critto: Voi sarete san nti, perch io sono sa anto (1 Pt P 1,13-1 6). b) Se laffettivi it, la ris sonanza ne ella coscien nza di una situazione esistenziale e, e il mon ndo spi irituale costituito dalla vita divina pa artecipata, sar s inevitabile che la risonan nza della vita v sop prannatural le nella cosc cienza susc citi unaffett tivit spiritu uale: la com municazione e di vita ge enera gaudio e dil latazione de ellanima; l allontanam mento da essa genera tri istezza. Bisog gna per no otare che ne elluomo vi i sono vari livelli di vi ita: la sensib bilit, le rel lazioni sociali, la vita razion nale, la vita spirituale. Per questo motivo la coscienza spirituale s no on di rado appare divi isa: cos, quando luomo rinu uncia a gran ndi beni tem mporali, pro ova tristezza a e insieme gaudio spir rituale, perc ch in tal modo ripone la sua a ricchezza in i Dio solo. a condizion ne incarnata della coscienza fa s che c la vita spirituale s si sviluppi ne ecessariame ente c) La nel tempo, e in i due modi i diversi: in quanto il te empo dura ata e condiz zione dello sviluppo; In n quanto po oi il tem mpo il luo ogo della de ecisione.

2. La L relazion ne con Di io
Dio ha stretto con c luomo un rapport to di alleanz za. Conside erata second do il suo o aspetto pe ersonale, qu uesta alleanz za si manife esta come vocazione: v D chiama ogni Dio uo omo a realiz zzare un pro ogetto di sa antit che sf focia nella vita v eterna, e proprio n nella mi isura in cui i luomo pr rende coscie enza del pr rogetto divi ino e cerca di adeguar re ad ess so la propria esistenza, , egli realizz za la sua vocazione. La ch hiamata div vina, per, non n si mani ifesta una volta v per tut tte, ma riaff ffiora in modo conti inuo, in qua anto lo Spir rito Santo agisce incess santemente nella coscienza spi irituale dell luomo per condurlo alla a pienezz za spirituale e. La vita cristiana imp plica qu uindi un as spetto del tutto origin nale: la pr resenza del llo Spirito divino sem mpre op perante.

a. La a vocazion ne cristian na

Le forme della vocazione Tutti i fedeli sono invitati e tenuti a perseguire la santit e la perfezione del proprio stato. Perci tutti si sforzino di dirigere rettamente i propri affetti, affinch dalluso delle cose di questo mondo e dallattaccamento alle ricchezze, contrariamente allo spirito della povert evangelica, non siano impediti di tendere alla carit perfetta; ammonisce infatti lApostolo: quelli che si servono di questo mondo, se ne servano come se non ne godessero, poich passa la figura di questo mondo (cfr. 1 Cor 7,31) (LG 42). La presa di coscienza della vocazione Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati alla libert. Purch questa libert non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carit, siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il tuo prossimo come te stesso (Gal 5,13-14).

b. La presenza dello Spirito Santo


Negli ultimi giorni, dice il Signore, io effonder il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profeteranno; i vostri giovani avranno visioni e i vostri anziani faranno dei sogni. E anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni effonder il mio Spirito ed essi profeteranno. Chi conosce i segreti delluomo se non lo spirito delluomo che in lui? Cos anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio (1 Cor 2,11). Cos dunque, voi non siete pi stranieri n ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Ges. In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito (Ef 2,19-22). In ci consiste il concetto pi profondo di vocazione personale: configurazione nel tempo, attuata per mezzo dello Spirito, della nostra esistenza ideale quale concepita eternamente da Dio. Lo Spirito infatti, conoscendo i segreti del Padre, agisce come Spirito santificatore e plasma la nostra vocazione secondo la realt eterna nascosta nel cuore del Padre.

III. CAPITOLO

LA GRAZIA SANTIFICANTE
Noi prendiamo coscienza dellesigenza interiore di crescita attraverso laccettazione della nostra chiamata e la docilit alle ispirazioni dello Spirito Santo. Come sappiamo, per, la nostra esistenza spirituale si radica in un principio di vita nuova che la tradizione chiama grazia santificante: il dono cio della partecipazione alla vita divina, che riceviamo come un nuovo e potente germe di vita. Tale grazia deve essere considerata un dono interiore permanente che di per s tende alla piena realizzazione. A ciascuno di noi stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo (Ef 4,7); in quanto grazia santificante, essa ci fa partecipi della natura divina (2 Pt 1,4). A noi interessa soprattutto il fatto che tale grazia santificante ci trasforma interiormente, conferendoci la capacit di agire soprannaturalmente mediante le virt teologali di fede, di speranza, di carit.

1. La grazia ci trasforma interiormente


Concilio Tridentino: La giustificazione non soltanto la remissione dei peccati ma anche la santificazione ed il rinnovamento delluomo interiore per mezzo dellaccoglimento libero della grazia e dei doni per cui luomo da ingiusto che era diventa giusto e da nemico di Dio diventa amico... Riceviamo da Dio la giustizia come dono che ci rinnova nellintimo della nostra mente; non solo siamo considerati giusti, ma veramente tali siamo chiamati e tali siamo quando riceviamo in noi la giustizia, ciascuno secondo la misura che lo Spirito Santo elargisce come vuole e secondo la disposizione e cooperazione del singolo (DS 1528-1529). Come si vede, la grazia produce un duplice effetto: da un lato siamo trasformati interiormente e dallaltro entriamo in un rapporto interpersonale con Dio il quale ci accetta nella sua amicizia. Essendo dunque la grazia un principio posseduto dalluomo, costui diventa capace di una esperienza spirituale. Linfusione della grazia porta con s un mutamento dello stato delluomo e lesigenza di un nuovo modo di vivere. Come addita san Paolo: ... possiate comportarvi in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio; rafforzandovi con ogni energia secondo la sua gloriosa potenza per poter essere forti e pazienti in tutto; ringraziando con gioia il Padre che ci ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce. E lui infatti che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto, per opera del quale abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati (Col 1,10-14).

2. Laspetto dinamico della grazia


Sebbene nessuno possa essere giusto se non colui al quale vengono comunicati i meriti della Passione del nostro Signore Ges Cristo, questo avviene nella giustificazione dellempio, quando per merito della santissima Passione la carit di Dio diffusa dallo Spirito Santo nei cuori (cfr. Rom 5,5) di coloro che sono giustificati e in loro rimane. Perci, nella giustificazione stessa, insieme con la remissione dei peccati luomo riceve da Ges Cristo in cui inserito questi tre doni insieme infusi: la fede, la speranza e la carit (DS 1530). Cos giustificati e fatti amici e membri della famiglia di Dio (Gv 15,15; Ef 2,19), camminando sempre pi forti (Sal 83,8), i battezzati, come dice lApostolo, si rinnovano

di giorno in giorno (2Cor 4,16), vale a dire, facendo morire le perverse inclinazioni (Col 3,5) e mettendo le loro membra a servizio della giustizia (Rom 6,13.19) per santificarsi grazie allosservanza dei comandamenti di Dio e della Chiesa; poich la santificazione ricevuta nella stessa giustizia per mezzo della grazia di Cristo, nella cooperazione fra la fede e le buone opere (Gc 2,22) essi crescono e si giustificano sempre pi, come sta scritto: Continui il santo a santificarsi ancora (Ap 22,11) e di nuovo: Non aspettate fino alla morte per vivere in giustizia (Sir 1 8,22) e ancora: Luomo giustificato dalle opere e non soltanto dalla fede (Gc 2,24) (DS 1535). Evitiamo quindi di pensare alla vita della grazia in modo esclusivamente giuridico, ma vediamo piuttosto come cresca la santit. Questa legge di crescita non poggia su un precetto esteriore, ma sulla realt stessa della grazia la quale va considerata seme di vita eterna. E questa una legge ontologica, non nel senso che luomo progredisca indipendentemente dal tipo del suo comportamento, ma nel senso che, di per s, la vita di grazia tende alla crescita continua.