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E se cominciassimo davvero a onorare le Madri ?

di Giuseppina LaDelfa
Presidente Associazione Famiglie Arcobaleno 10 Maggio 2013

Oggi tornando dal lavoro, ascoltavo in macchina Radio24. Si parlava del lavoro e delle difficolt enormi delle famiglie di fronte alla crisi, della mancanza di soldi, dell'assenza di speranze nel futuro immediato. Per illustrare il discorso, uno spot, di quelli tipo "pubblicit progresso", che si concludeva con queste parole pronunciate da una bella e profonda voce maschile : "Noi abbiamo vissuto meglio dei nostri padri. I nostri figli devono vivere meglio di noi." Pi o meno. La cosa certa era : noi, padri, figli. Non certo la prima volta che in Italia specialmente sento usare la parola "padri" come sinonimo di "umanit", o "generazioni che ci hanno preceduto" o, come in questo caso, "genitori". E anche quando si vuole parlare delle generazioni che vengono dopo di noi, mai, o quasi mai, qualcuno si sognerebbe di aggiungere "figlie" ai tanti decantati "figli". Le nostre madri spariscono. E anche le nostre figlie. Certo lo so che spariscono per via della grammatica nel caso di "figli" ma non cos semplice e lo sappiamo. Spariscono perch la grammatica ha tenuto traccia e fatto sopravvivere un'idea che il maschio, il figlio maschio, quello che contava davvero in una famiglia. Tra l'altro quello che trasmette il cognome. E difatti, le nostre madri spariscono gi nel cognome che i loro figli e le loro figlie non portano. Eppure, diciamolo, le madri fanno davvero il grosso del lavoro, per fabbricarli dentro la pancia per quei nove mesi, per farli nascere nel dolore immenso del parto, per nutrirli e per curarli per anni quotidianamente e seguirli e educarli e ascoltarli (le mamme sono sempre state le confidenti privilegiate dei loro figli e delle loro figlie). Ma le Madri spariscono soprattutto dal linguaggio ufficiale, specie se si fa pomposo e gonfio di non so quale retorica ammuffita come nello spot di stamattina. Ed cosi che sentiamo parlare e mettere all'onore "i Padri della Patria" - perch le donne non hanno contribuito n alla nascita n alla costruzione della nazione - , sentiamo parlare tutti i giorni dei "Padri costituenti" , - eppure ricordo che c'erano anche donne e non donne qualunque ad avere contribuito alla redazione del testo costituzionale -, e ancora nei libri di testi delle scuole elementari ci sono "gli uomini preistorici", "i Galli e gli Egizi" e non ci sono quasi mai donne n nelle illustrazioni, n nei testi se non le cortigiane e ballerine alla corte dei potenti o le mamme che allattano vicino al fuoco. Mentre, dicono gli scienziati moderni, senza l'invenzione dell'agricoltura dovuta alle donne, saremmo gi tutti estinti. Anche le figlie spariscono, spariscono nel linguaggio ufficiale perch si parla solo e esclusivamente dei " figli della nazione" o "figli della patria" e "dei figli morti per l'Italia" come se non fossero morte donne, madri, ragazze, come se non fossero state violentate, torturate, come se non avessero preso le armi per difendere le loro famiglie e i loro beni. E poi oggi stesso leggo sull'HP di questo inchiesta "Mia Mamma (anche) una Donna" e sono scioccata e triste ma capisco anche perch queste cose succedono. E leggo anche di quelle tre donne rapite e mantenute nascoste per 10 anni e trattate come oggetti da tre uomini e sono scioccata e nauseata ma capisco perch succedono queste cose. Leggiamo ogni giorno di violenza sulle donne, sulle bambine, specie quelle di casa che spariscono non solo fisicamente, ma anche nel linguaggio.

E poich fra pochi giorni la festa della mamma, voglio dedicare quest'articolo a tutte le madri, non solo a quelle che hanno partorito o adottato figli, ma a tutte le Madri che hanno contribuito a fare la Storia, che hanno lavorato, combattuto, lottato per pi libert per s, per le figlie, per i figli, per i loro uomini e che come ricompensa, continuano a sparire dai discorsi degli uomini e delle donne potenti che avrebbero il primo dovere di modificare il linguaggio e usarlo in modo inclusivo. Ma che ci voleva a scrivere, in quell'annuncio per la promozione del lavoro che ho sentito questa mattina : "noi abbiamo vissuto meglio delle nostre madri e dei nostri padri e vogliamo che le nostre figlie e i nostri figli vivessero meglio di noi." Che ci voleva?