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Federica Basaglia

COSCIENZA DI CLASSE E STORIA IN GYRGY LUKCS: IL DIBATTITO INDICE

Il concetto di coscienza di classe in Lukcs Lukcs marxista eretico: le accuse dei marxisti ortodossi Il residuo di irrazionalit in Geschichte und Klassenbewutsein: le recensioni di Bloch, Rvai e Marck Lautocritica di Lukcs Conclusioni Bibliografia
IL CONCETTO DI COSCIENZA DI CLASSE (Klassenbewutsein) IN LUKCS La definizione di coscienza di classe All'inizio del saggio intitolato Klassenbewutsein1 Lukcs chiarisce che la sua ricerca rivolta a ci, che egli chiama "le reali forze motrici della storia" (die wirkliche bewegende Krfte der Geschichte); essa verr compiuta attraverso unanalisi concreta delle forme sociali, la quale possibile solamente nel rapporto con la "societ come intero", come totalit concreta. Tra ci che determina lo sviluppo storico, l'interezza della societ, in cui gli uomini vivono e la loro coscienza sussistono, quindi, secondo Lukcs, legami essenziali, dai quali, nell'intraprendere l'indagine delle reali forze motrici della storia, non possibile prescindere. Da questi tre elementi e dalle relazioni ed interdipendenze esistenti tra essi parte la riflessione di Lukcs sulla coscienza di classe. La definizione di coscienza di classe, fornita da Lukcs nel saggio Klassenbewutsein, presenta chiaramente uno stretto legame con il metodo dell'"imputazione causale (kausale Zurechnung)" di Max Weber2. Rimandando al di l della pura e semplice descrizione, il rapporto con la totalit concreta della
Il saggio intitolato Klassenbewutsein, raccolto in Geschichte und Klassenbewutsein nel 1923, viene scritto nel 1920. 2 Nella seconda parte del saggio Kritische Studien auf dem Gebiet der kulturwissenschaftlichen Logik, del 1906, intitolata Objektive Mglichkeit und adquate Verursachung in der historischen Kausalbetrachtung, Weber introduce il concetto di possibilit oggettiva a proposito della questione dell'imputazione causale (kausale Zurechnung), dell'attribuzione, cio, di determinate cause ad un determinato fatto accaduto, nell'ambito della ricerca storica. (Max Weber, Kritische Studien auf dem Gebiet der kulturwissenschaftlichen Logik, in Gesammelte Aufstze zur Wissenschaftslehre, Tbingen, 1951. La prima parte del saggio intitolata Zur Auseinarndersetzung mit Edward Meyer).
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societ, spiega Lukcs, rende possibile lutilizzo della "categoria della possibilit oggettiva" (Kategorie der objektiven Mglichkeit) nella ricerca delle reali forze motrici della storia: la coscienza viene, in questo modo, riferita all'intero della societ e diviene possibile riconoscere le idee ed i sentimenti adeguati alla situazione economico-sociale oggettiva (objektiv).
Die rationell angemessene Reaktion nun, die [...] einer bestimmen typischen Lage im Produktionproze zugerechnet wird, ist das Klassenbewutsein3;

dove con "reazione razionalmente adeguata" Lukcs intende le idee, i sentimenti, gli scopi, le aspettative, che gli uomini avrebbero se fossero coscienti della loro condizione socioeconomica. Lukcs tiene a precisare che la coscienza di classe non da confondere con la coscienza, che l'uomo ha della propria esistenza (Dasein), con la sua coscienza psicologica (psychologisches Bewutsein), e tantomeno con la consapevolezza, che lo guida nel momento in cui egli compie i propri atti storici. L'individuo rimane all'oscuro delle reali forze motrici della storia: i soggetti dello sviluppo storico sono, non i singoli individui, ma le classi sociali. Dal punto di vista dell'individuo, la coscienza di classe appare, piuttosto, una sorta di inconsapevolezza: essendo determinata dalla struttura economica, essa ha dei limiti ben precisi, che sono quelli che la situazione economica impone alle condizioni di vita: per quanto sia possibile per il singolo individuo una relativa indipendenza di pensiero, non restando totalmente prigioniero delle angustie e dei pregiudizi della propria condizione di vita, la struttura economica e la posizione che in essa si occupa determinano limiti invalicabili alla coscienza dell'individuo4. La coscienza di classe, quindi, per Lukcs il motore (Beweger) della storia, ma motore che determina gli avvenimenti indipendentemente dalla consapevolezza degli individui, indipendentemente dalle intenzioni, che muovono le azioni degli uomini. Lukcs si sofferma a considerare il ruolo che la coscienza psicologica degli uomini svolge nel corso della storia. In rapporto con la societ come intero, la coscienza, che i singoli individui hanno della propria esistenza, la loro coscienza psicologica, non mostra, a suo avviso, alcun legame con le forze motrici della storia: i moventi delle singole volont, egli spiega, e la coscienza con cui gli uomini compiono i propri atti storici hanno importanza secondaria rispetto al corso della storia, sono momento della totalit storica cui appartengono, grado del processo storico in cui operano. La societ, infatti, un intero unitario ed unitario il suo processo di sviluppo, ma alla coscienza psicologica delluomo essa data come una pluralit di elementi indipendenti; la coscienza psicologica non ,
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[...] la coscienza di classe la reazione razionalmente adeguata che viene in questo modo attribuita di diritto ad una determinata situazione tipica nel processo di produzione. Lukcs, cit., pp. 223-224. Trad. it., p. 66. 4 Das Klassenbewutsein ist also - abstrakt formell betrachtet - zugleich eine klassenmig bestimmte Unbewutheit ber die eigene gesellschaftlich-geschichtliche konomische Lage. Ivi, pp. 224-225. (Considerata dal punto di vista astrattamente formale, la coscienza di classe dunque, al tempo stesso un'inconsapevolezza classisticamente determinata rispetto alla propria situazione economica storico-sociale. Trad. it., p. 67).

quindi, in grado di cogliere la societ come intero e di influire in maniera significativa sul corso della storia5. Nonostante questi limiti, la coscienza psicologica degli individui sembra svolgere comunque un ruolo di una certa importanza. Spiega infatti Lukcs, che la coscienza psicologica s coscienza falsa (falsches Bewutsein), in quanto non d espressione adeguata allessenza dello sviluppo sociale, cui passa oggettivamente (objektiv) accanto senza riuscire a coglierla, ma anche coscienza giusta (richtiges Bewutsein), nel senso di comprensibile e giustificabile, dal punto di vista soggettivo, in base alla situazione storico-sociale; daltro canto, la coscienza psicologica fallisce soggettivamente gli scopi che si era prefissata, ma oggettivamente (objektiv) raggiunge gli scopi dello sviluppo sociale, sebbene le siano ignoti e non siano da essa voluti. In particolare la falsa coscienza del proletariato nasconde un'intenzione verso la verit (eine Intention auf das Richtige): i suoi errori, per quanto falsi, celano contenuti veri, che, attraverso una critica cosciente, possono condurre ad una conoscenza corretta della societ6. Ed ancora, in alcuni passaggi, Lukcs afferma che il grado di maturazione, cui la coscienza di classe perviene, dipende dalla vicinanza, che si viene ad instaurare tra coscienza psicologica e coscienza attribuita di diritto. La critica, che egli muove alla teoria dei sindacati, di perseguire interessi particolari immediati a scapito dello scopo finale della lotta proletaria. In questo modo i sindacalisti impediscono alla coscienza di classe proletaria di abbandonare la sua datit psicologica, reprimono la coscienza di classe al livello della coscienza psicologica, impedendole di progredire e di realizzarsi: infatti, la decisione dello scopo finale "[hngt] von der Annherung des psychologischen Bewutseins zum zugerechneten [ab]"7. A proposito della coscienza di classe, Lukcs aggiunge:
Und doch wird das geschichtlich bedeutsame Handeln der Klasse als Totalitt letzthin von diesem Bewutsein und nicht vom Denken usw. des Einzelnen bestimmt und ist nur aus diesem Bewutsein erkennbar8.

La coscienza di classe sembra, quindi, avere due tipi di funzione: da un lato, determina l'agire storicamente significativo delle classi sociale, il corso della storia, funzione che Lukcs chiama storico-pratica; dall'altro permette di conoscere questo agire storicamente significativo. La coscienza di classe nella sua funzione storico-pratica, determina la capacit di una classe di agire in modo da influire sul corso della storia: tanto pi la coscienza di una classe sar giunta a maturazione, tanto pi quella classe avr la capacit di agire in maniera storicamente determinante. La destinazione di una
Ivi pp. 245-246, 380. Ivi, pp. 247-248. 7 [...] dipende dall'approssimarsi della coscienza psicologica alla coscienza attribuita di diritto. Ivi, p. 249. Trad. it., p. 97. 8 E tuttavia l'agire storicamente significativo della classe come totalit viene determinato, in ultima analisi, da questa coscienza, e non dal pensiero del singolo, ed conoscibile soltanto a partire da questa. Ivi, p. 224. Trad. it., p. 66.
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classe al potere politico , per esempio, una questione dipendente dalla sua coscienza di classe e dalla sua capacit di agire conformemente ad essa:
[...] wieweit die betreffende Klasse bewut, wieweit sie unbewut, wieweit sie mit richtigem, wieweit sie mit falschem Bewutsein die ihr von der Geschichte auferlegten Handlungen vollbringt9.

Da questo punto di vista, il proletariato superiore alla borghesia, anche se non intellettualmente ed organizzativamente: la sua superiorit dipende dalla sua posizione allinterno del processo produttivo e della societ. Questa da un lato, lo mette in grado, di considerare la societ a partire dal suo centro, come un intero coerente, e, quindi, di agire dal centro di essa, modificando la realt; dall'altro, rende possibile organizzare l'intero della societ a partire dai suoi interessi e dalla sua coscienza di classe. Secondo Lukcs, infatti, una classe, dal cui punto di vista (Augenpunkt) non sia possibile percepire la totalit della societ, nel senso che, immaginando quello che potrebbe essere lo sviluppo dei suoi interessi di classe, non si incontrino gli interessi della societ intera, non pu intervenire in maniera determinante sul corso della storia, ma solo svolgere all'interno di esso un ruolo secondario. Da questa posizione "privilegiata" nella societ, il proletariato deriva quella che Lukcs definisce la sua missione storica: una volta iniziata la crisi economica finale del capitalismo, solamente la coscienza di classe del proletariato pu trovare una via di uscita:
[...] so hngt das Schicksal der Revolution (und mit ihr das der Menschheit) von der ideologischen Reife des Proletariats, von seinem Klassenbewutsein ab10.

La funzione della coscienza di classe proletaria va, quindi, ben oltre a quella avuta dalla coscienza delle altre classi: essa non solo determina il corso della storia, ma suo il compito e sua la possibilit di trovare una via d'uscita alla crisi, cui il sistema capitalistico ha condotto la societ. La coscienza di classe sembra avere, oltre quella storico-pratica, anche un altro tipo di funzione: non solo determina l'agire storico delle classi, ma lo rende riconoscibile, quale agire storico significativo (bedeutsam). Questo vale per le epoche precapitalistiche, in cui il rapporto tra coscienza e storia molto pi mediato da elementi ideologici (religiosi, giuridici,..) rispetto all'epoca capitalistica, ma, in certa misura, anche per l'epoca capitalistica stessa: la societ capitalistica si articola s in senso puramente economico, lasciando emergere chiaramente l'interesse economico di classe come motore (Beweger) della storia, ma esso, pur avendone ora la possibilit, non diviene automaticamente cosciente. Soprattutto, quindi, nelle epoche precapitalistiche, ma in parte anche in quella
[...] fino a che punto la classe in questione compia coscientemente o incoscientemente, con una coscienza giusta o falsa, le azioni che le sono imposte dalla storia. Ivi, p. 226. Trad. it., p. 69. 10 [...] allora il destino della rivoluzione (e con essa quello dell'umanit) dipende dalla maturit ideologica del proletariato, dalla sua coscienza di classe. Ivi, p. 245. Trad. it., p. 91.
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capitalistica, le vere forze motrici (die wahren treibenden Mchte) della storia rimangono nascoste dietro i moventi degli atti degli uomini e non riescono a giungere alla coscienza nella loro purezza11: esse si presentano come "forze cieche dello sviluppo storico" (blinde Mchte der geschichtlichen Entwicklung). Solamente a partire dalla considerazione della coscienza di classe attribuita di diritto possibile riconoscere in queste forze cieche gli interessi economici di classe12. Il fenomeno della reificazione (Verdinglichung) Al concetto di reificazione ed agli effetti del fenomeno della reificazione sulla coscienza e sulla societ dedicato il saggio intitolato Die Verdinglichung und das Klassenbewutsein des Proletariats. Lukcs chiama reificazione il fenomeno per cui le cose, le attivit, le relazioni perdono la loro naturale essenza (Wesen), assumendo il carattere di merce (Warencharakter); esso ha origine nell'attivit lavorativa dell'uomo, allorquando assume le caratteristiche disumane e disumanizzanti tipiche del processo lavorativo nell'et capitalistica, in cui l'oggetto prodotto dal lavoratore e la sua stessa attivit lavorativa gli vengono sottratti da coloro i quali detengono la propriet dei mezzi di produzione.
Das Wesen der Warenstruktur [...] beruht darauf, da ein Verhltnis, eine Beziehung zwischen Personen den Charakter einer Dinghaftigkeit und auf diese Weise eine gespenstige Gegenstndlichkeit erhlt, die in ihrer strengen, scheinbar vllig geschlossenen und rationellen Eigengesetzlichkeit jede Spur ihres Grundwesens, der Beziehung zwischen Menschen verdeckt13.

Pertanto, il problema della struttura della merce non soltanto un problema dell'economia: esso riguarda la societ capitalistica in tutte le sue manifestazioni di vita: essa interessa ogni tipo di relazione che l'uomo istituisce attraverso il proprio lavoro: con l'oggetto (Gegenstand) prodotto, con gli altri uomini, con s stesso. La reificazione, spiega Lukcs, ha origine nel momento in cui lattivit (Ttigkeit), il lavoro delluomo si contrappone alluomo stesso come qualcosa di oggettivo (objektiv) ed indipendente da lui. Questa contrapposizione avviene da un punto di vista oggettivo (objektiv), ma anche da un punto di vista soggettivo: oggettivamente, luomo si trova di fronte ad un mondo di cose e di rapporti tra cose regolato da leggi che egli pu conoscere, ma non modificare: esse sono, per l'uomo, forze che esercitano in modo autonomo la propria azione ed egli non pu influire, mediante la propria attivit, sul decorso della realt (realen
Qui Lukcs aggiunge: (nicht einmal als reine Zurechnung). Ivi, p. 232 (neppure come pura attribuzione di diritto. Trad. it., p. 76). 12 Le stesse classi sociali quali reali soggetti della storia sono ottenute dall'analisi della realt storica solamente attraverso l'impiego dell'interpretazione del materialismo storico. Ivi, p. 232. 13 L'essenza della struttura di merce [...] consiste nel fatto che un rapporto, una relazione tra persone riceve il carattere della cosalit e quindi una "oggettualit spettrale" che occulta nella sua legalit autonoma, rigorosa, apparentemente conclusa e razionale, ogni traccia della propria essenza fondamentale: il rapporto tra uomini. Ivi, p. 257. Trad. it., p. 108. Corsivo mio.
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Ablauf) in modo da modificarlo; soggettivamente, in uneconomia compiutamente mercificata, come quella capitalistica, lattivit delluomo diventa essa stessa merce, indipendente da lui e sottoposta alle leggi del mercato. Il fenomeno della reificazione non ha effetti solamente sull'uomo: anche l'oggetto (Gegenstand), che si contrappone alluomo in quanto suo produttore e consumatore, deforma la propria oggettualit (Gegenstndlichkeit) a causa del suo carattere di merce, che gli sottrae la sua immediata caratteristica di cosa, qualitativa e materiale: loriginario carattere di cosa dei valori duso si dissolve in una nuova oggettivit (Objektivitt) e cosalit (Dinghaftigkeit), che ricevono con l'essere considerati senza eccezioni come merci. Il processo di reificazione non risparmia nessuna delle relazioni, che luomo istituisce nella sua attivit sociale: come le relazioni con le cose (Gegenstnden), oggetti (Objekten) del processo di vita, anche quelle con gli altri uomini, che sono pure oggetti (Objekten), destinatari, fruitori del suo lavoro, assumono il carattere di merce (Warencharakter). Esse perdono la loro immediatezza naturale di relazione tra uomo e uomo per divenire relazioni mediate dalle leggi dell'economia capitalistica, relazioni tra merci. Lukcs mostra in cosa consistono concretamente gli effetti della reificazione sull'uomo e sulla vita dell'uomo, analizzando il processo lavorativo ed i meccanismi di scambio delle merci. Nella societ capitalistica, come si visto, la forma di merce (Warenform) diventa universale: non solo si generalizza la forma di merce dei prodotti del lavoro, ma anche la forza lavoro riceve per lo stesso lavoratore la forma di merce. Luniversalit della forma di merce determina, anche qui, sia da un punto di vista oggettivo (objektiv), che da un punto di vista soggettivo, eine Abstraktion der menschlichen Arbeit, die sich in den Waren vergegenstndlicht14. Oggettivamente (objektiv), la forma di merce, come forma di uguaglianza, di scambiabilit tra oggetti (Gegenstnden) qualitativamente diversi, possibile perch essi vengono intesi come formalmente uguali, uguaglianza formale fondata sulla loro essenza in quanto prodotti del lavoro; soggettivamente, luguaglianza formale del lavoro astratto denominatore comune a cui vengono ridotti i vari oggetti (Gegenstnden), ma anche principio reale del processo di produzione. Lukcs si sofferma a considerare il processo di sviluppo del moderno processo lavorativo, non descrivendolo, ma considerando quali conseguenze ha avuto sulluomo e sul lavoro. Proprio nel processo lavorativo, ed in particolare nel processo di divisione del lavoro, Lukcs individua le radici del fenomeno di reificazione. La divisione del lavoro, come lavoro astratto, commisurato con esattezza al tempo socialmente necessario, insieme presupposto e conseguenza della produzione capitalistica. Questo processo un processo al contempo di crescente razionalizzazione, per quanto riguarda i procedimenti produttivi, e di crescente svalutazione delle propriet individuali, qualitative, umane del lavoratore. Il principio che, secondo Lukcs, si viene ad affermare nel processo lavorativo di tipo capitalistico il principio della razionalizzazione fondata sul calcolo, sulla calcolabilit: questo processo produce modificazioni decisive
una astrazione del lavoro umano che si oggettualizza nelle merci. Ivi, p. 261. Trad. it., p. 113. Corsivo mio.
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nelloggetto (Objekt) del processo economico, il prodotto, nel soggetto, il lavoratore, e nell'intera rete dei rapporti sociali. Nel corso dello sviluppo della produzione capitalistica, il principio di razionalizzazione si trasforma, infatti, in una categoria sociale,
die die Gegenstndlichkeitsform sowohl der Objekte wie der Subjekte der so entstehenden Gesellschaft, ihrer Beziehung zur Natur, der in ihr mglichen Beziehungen der Menschen zueinander entscheidend beeinflut15.

Lunit del prodotto come oggetto (Gegenstand) del processo lavorativo, spiega Lukcs, si dissolve: la calcolabilit del processo lavorativo, la razionalizzazione intesa come precalcolabilit di tutti i risultati a cui si tende, pu essere raggiunta solo scomponendo ogni complesso nei suoi elementi, solo attraverso la specializzazione; questa scomposizione del processo lavorativo annienta lorganicit delle operazioni parziali reciprocamente collegate, che giungono ad unificarsi nel prodotto: lunit del prodotto come merce non coincide pi con la sua unit come valore duso. Inoltre, gli oggetti (Objekten) del soddisfacimento del bisogno dell'uomo non si presentano pi come prodotti del processo vitale, organico della comunit, ma come oggetti (Gegenstnde) isolati il cui avere o non avere dipende da calcoli razionali. Dall'analisi si Lukcs emerge come la meccanizzazione e razionalizzazione del processo lavorativo determinano, soprattutto, quella, che pu essere definita l'estraniazione (Entfremdung) dell'uomo nel e dal suo lavoro: in quanto frazionamento in operazioni parziali astrattamente razionali, infatti, il lavoro ridotto ad una funzione specialistica ripetuta meccanicamente e si spezza il riferirsi del lavoratore al prodotto del suo lavoro come intero; d'altro canto, in quanto il tempo di lavoro socialmente necessario diviene quantit di lavoro obiettivamente calcolabile, tempo di lavoro medio, il lavoro viene a contrapporsi al lavoratore in unoggettivit (Objektivitt) definita e conclusa. Altra grave conseguenza, descritta da Lukcs, del processo di meccanizzazione e razionalizzazione quella che colpisce l'uomo nella sua interiorit e che lo rende estraneo a s stesso:
Mit der modernen, psychologischen Zerlegung des Arbeitsprozesses (Taylor-System) ragt diese rationelle Mechanisierung bis die Seele des Arbeiters hinein: selbst seine psychologischen Eigenschaften werden von seiner Gesamtpersnlichkeit abgetrennt, ihr gegenber objektiviert, um in rationelle Spezialsystem eingefgt und hier auf den kalkulatorischen Begriff gebracht werden zu knnen16.

capace di influire in maniera determinante sulla forma di oggettualit sia degli oggetti come dei soggetti della societ che cos ha origine, del riferirsi di questa societ alla natura, dei rapporti degli uomini tra loro in essa possibili. Ivi, p. 262. Trad. it., p. 113. 16 Con il frazionamento moderno, psicologico, del processo lavorativo (taylorismo) questa meccanizzazione razionale giunge al punto di penetrare all'interno della stessa anima del lavoratore: anche le sue propriet psicologiche vengono separate dalla sua personalit complessiva, obbiettivate di fronte ad essa, per poter essere inserite in sistemi specialistico-razionali e ricondotte ad un concetto calcolistico. Ivi, p. 262. Trad. it., p. 114. Corsivo mio.

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Luomo, secondo Lukcs, viene inserito nel processo produttivo come una parte meccanizzata in un processo meccanico, che funziona in maniera assolutamente indipendente dalla sua volont, a cui deve semplicemente adeguarsi: lattivit delluomo perde il suo carattere di attivit e diventa sempre pi un atteggiamento contemplativo, nel senso di attivit svolta in assenza di volere (Willenlosigkeit). Questo comportamento contemplativo, che viene imposto all'uomo nel momento dello svolgimento del proprio lavoro, della propria attivit, modifica anche le categorie fondamentali, attraverso le quali egli si riferisce in maniera immediata al mondo, in cui vive: Das kontemplative Verhalten [...] bringt Raum und Zeit auf einen Nenner, nivelliert die Zeit auf das Niveau des Raumes17. Il tempo si trasforma in uno spazio, in un continuum quantitativamente misurato, riempito di cose quantitativamente misurabili: le operazioni del lavoratore oggettivate (objektivierten) meccanicamente e separate dalla sua personalit complessiva. Lukcs spiega che in questo tempo astratto e misurabile, diventato spazio, i soggetti, che vi operano vengono frazionati in maniera corrispondente. Questo frazionamento dei soggetti avviene in duplice maniera: da un lato, essendo il lavoro meccanizzato realt quotidiana per il lavoratore, l'individuo finisce per assumere lo stesso comportamento contemplativo nei confronti della sua esistenza, della quale diventa spettatore, incapace di influire su di essa; dall'altro, il meccanico frazionamento del processo di produzione spezza i vincoli, che legano in una comunit i soggetti singoli e la loro coesione viene, cos, mediata dalle leggi astratte del meccanismo, in cui sono inseriti. Momento sociale e momento economico-produttivo sono, per Lukcs, inscindibilmente e reciprocamente legati: la struttura dellintera societ capitalistica nasce dalla meccanizzazione organizzativa dellazienda industriale ed in essa si manifesta; quest'ultima resa a sua volta possibile dalla struttura della societ, in cui il lavoratore si trova nella condizione di poter vendere liberamente sul mercato la propria forza-lavoro come una merce che gli appartiene; per giungere a questo necessario che lintero soddisfacimento dei bisogni della societ avvenga nella forma di scambio di merci: soltanto nella societ in cui la vita si presenta come insieme di atti di scambio pu sorgere il lavoratore libero. Secondo l'analisi di Lukcs, tutti gli elementi economico-sociali del capitalismo moderno operano, quindi, nel senso di sostituire ai rapporti originari umani, con il prodotto del proprio lavoro, con i propri simili, con il mondo circostante, con s stessi, relazioni reificate: il principio di calcolabilit e di meccanizzazione razionale finisce per abbracciare tutte le forme fenomeniche della vita. Interessante a questo proposito, il giudizio di Lukcs sullo Stato moderno, visione derivata dall'analisi di Max Weber, di cui vengono citati lunghi brani, della burocratizzazione della societ moderna. Lo Stato ed il Diritto (inteso come insieme di leggi) nella societ borghese sono prodotti dello sviluppo capitalistico al pari della societ stessa18: del modo di produzione capitalistico hanno assunto la
L'atteggiamento contemplativo [...] riduce il tempo e lo spazio ad un unico denominatore, porta il tempo al livello dello spazio. Ivi, p. 264. Trad. it., p. 116. 18 In questo, chiaramente, Lukcs si discosta dall'analisi di Weber, per il quale non sussiste relazione causale strettamente unidirezionale tra piano economico e piano politico, tra
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struttura, fondata sul principio di calcolabilit, di organizzazione razionale della divisione del lavoro, e producono, in chi inserito al loro interno, i medesimi effetti di separazione delle capacit e dei bisogni individuali dal lavoro svolto, di assunzione di un atteggiamento contemplativo, riscontrabili nel lavoratore di fabbrica. Lukcs cita Max Weber: ein "Betrieb" ist der moderne Staat, gesellschaftswissenschaftlich angesehen, ebenso wie eine Fabrik19. Egli vede la burocrazia moderna come il modo di divisione del lavoro all'interno dell'apparato statale-giuridico; modo di divisione del lavoro, i cui effetti sulla coscienza dell'uomo appaiono pi evidenti, in quanto [diese Arbeitsteilung verlangt] [...] hhere, entwickeltere, "geistigere" Leistungen20. La piena, e necessaria, subordinazione del singolo burocrate al sistema, l'idea di onore e responsabilit che egli sente legata alla sua attivit, la sua coscienziosit burocratica (bureaukratische "Gewissenhaftigkeit") mostrano, a detta di Lukcs, che la divisione del lavoro sia giunta sino alla sfera etica (Ethische), allo stesso modo in cui, con il sistema tayloristico, giunta a quella psichica (Psychische) del lavoratore. L'universalit del fenomeno della reificazione accomuna, pertanto, tutta la societ, non caratteristica peculiare di determinate classi: lintera societ sottoposta ad un processo economico unitario ed il destino di tutti i membri della societ mosso dalle medesime leggi. Se il proletariato ricopre un ruolo centrale nello sviluppo (che sar soppressione) della societ capitalistica, ci in virt del fatto che la sua autooggettivazione (Selbstobjektivierung), il suo considerarsi possessore della propria forza-lavoro come merce, il trasformarsi in merce (zuWare-werden) di una funzione umana, rivela den entmenschten und entmenschlichenden Charakter der Warenbeziehung21; questo rende peculiare la sua posizione all'interno del processo lavorativo, gli permette di considerare la societ nella sua interezza e di agire in essa in maniera determinante. La coscienza di classe reificata Essendo la reificazione un fenomeno universale, essa si verifica naturalmente anche nella coscienza di classe e nella coscienza di tutte le classi. In questo senso pu anche essere inteso quanto Lukcs afferma rispetto ai limiti della coscienza, determinati dal suo essere prodotto del processo di produzione, e alla possibilit di una maturazione, che consiste nel superamento della reificazione fino al raggiungimento di una piena coscienza di classe.

struttura e sovrastruttura. Lukcs impianta l'analisi weberiana su quella marxiana. 19 [...] lo stato una "azienda" cos come la fabbrica. Ivi, p. 270. Trad. it., p. 124. 20 Questa divisione del lavoro richiede operazioni pi "spirituali", pi evolute e di carattere superiore. Ivi, p. 274. Trad. it., p. 129. Lukcs aggiunge che la differenza con il lavoro di fabbrica consiste nel fatto che qui solo una facolt o solamente un complesso di facolt viene separato e contrapposto alla personalit complessiva, mentre nel lavoro di fabbrica questa separazione-contrapposizione riguarda tutte le facolt. 21 il carattere disumanizzato e disumanizzante del rapporto di merce. Ivi, pp. 267. Trad. it., p. 120.

Lukcs interpreta l'intera storia della coscienza di classe borghese come disperata lotta contro la comprensione della vera essenza (Wesen) della societ capitalistica. Se, da un lato, la coscienza della borghesia rivolta alla comprensione del modo di produzione capitalistico, e la sua falsa coscienza si manifesta al massimo grado nell'apparenza di dominio sui fenomeni economici, con le teorie dell'economia classica, dall'altro, essa costretta a occultare l'essenza di questi fenomeni, per esempio quella delle crisi economiche: riconoscere le contraddizioni del capitalismo equivarrebbe a riconoscere l'ineluttabilit della sua imminente auto-soppressione, che coincide con la soppressione della borghesia stessa22. In questo senso, Lukcs parla di una "tragica maledizione", che grava sulla sua coscienza di classe borghese. I suoi interessi di classe e la sua coscienza di classe, infatti, si trovano in rapporto di opposizione, poich la posizione della borghesia nel processo di produzione e gli interessi che ne conseguono promuovono s lo sviluppo della sua coscienza di classe,
[...] nur da dieses - von vornherein und seinem Wesen nach - mit dem tragischen Fluch behaftet ist, auf dem Hhepunkt seiner Entfaltung mit sich selbst in einen unlsbaren Widerspruch zu geraten und demzufolgen sich selbst aufzuheben23.

Secondo l'analisi condotta da Lukcs, la contrapposizione principale presente nella coscienza della borghesia quella tra l'individuo singolo e le leggi onnipotenti e sovrapersonali, che muovono l'intera sfera economica e sociale. Lukcs spiega come nel capitale stesso sia presente la contraddizione tra principio individuale, il capitale come propriet privata, e principio sociale, il capitale nella sua funzione economico-oggettiva all'interno delle dinamiche sociali; poich il potere sociale del capitale orientato dagli interessi dei singoli proprietari del capitale, il loro punto di vista non permette di cogliere interamente questa funzione sociale: nella coscienza di classe della borghesia questo processo viene acquisito come un movimento regolato da leggi oggettive esterne. Luogo in cui le contraddizioni prodotte dal processo di produzione capitalistico si manifestano in maniera evidentissima, secondo Lukcs, il pensiero, la filosofia borghese. Prodotto dell'ordinamento capitalistico, il pensiero borghese al contempo strumento di classe per il perpetuarsi dell'ordinamento stesso: incapace di cogliere la realt, in quanto questo significherebbe prendere coscienza della imminente superamento-soppressione del mondo capitalisticoborghese, esso fornisce giustificazione all'ordinamento vigente, impedendo una visione del mondo e della societ conforme alla realt. Reazione razionalmente adeguata alla posizione che la classe borghese occupa all'interno del processo di produzione, il pensiero borghese sembra corrispondere, almeno in parte, alla coscienza di classe della borghesia. La minuziosa analisi che Lukcs ne fa pu
La figura storica del proletariato come classe, la cui missione quella di sopprimere la societ borghese classista, e, con essa, chiaramente, la stessa classe della borghesia, un prodotto dell'ordinamento borghese. 23 [...] ma su questa coscienza - per principio e per sua stessa essenza - pesa una tragica maledizione che la costringe, non appena giunta al punto pi alto del suo sviluppo, a cadere in una insolubile contraddizione con se stessa e, di conseguenza ad autosopprimersi. Ivi, p. 235. Trad. it., p. 80. Corsivo mio.
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valere come descrizione degli effetti della reificazione sulla coscienza di classe della borghesia: infatti, aus der verdinglichten Struktur des Bewutseins ist die moderne kritische Pilosophie entstanden24. L'origine delle antinomie della filosofia moderna rintracciata nel processo di produzione fondato sulla divisione del lavoro. Effetto della specializzazione e razionalizzazione delle operazioni lavorative , infatti, anche la tendenza ad una sempre maggiore specializzazione e razionalizzazione della scienza: la specializzazione lavorativa porta a perdere di vista jedes Bild des Ganzes25. Dal punto di vista della scienza moderna, spiega Lukcs, questo significa che quanto pi essa raggiunge chiarezza metodologica, tanto pi perde di vista i problemi d'essere (Seinsproblemen) del campo di cui si occupa e li estromette dal campo di intelligibilit (Begreifbarkeit), che ha prodotto: il fine della conoscenza (Erkenntnisziel) finisce per essere una abstrakte "Gesetzlichkeit"26. Ogni scienza moderna diviene sempre pi un sistema parziale chiuso (geschlossenes Teilsystem), incapace di penetrare il proprio sostrato materiale e di arrivare alla conoscenza della totalit della societ. Il compito di ricomporre l'intero, che viene perduto in questo fenomeno di razionalizzazione, viene affidato alla filosofia. Ma questa filosofia viene a fondarsi sullo stesso terreno reificato, per cui risulta incapace di questa ricomposizione: [...] eine radikale Vernderung des Standpunktes ist auf dem Boden der brglichen Gesellschaft unmglich27. Poich, infatti, in questo modo le costruzione formalistiche delle scienze particolari divengono il sostrato materiale del discorso filosofico, la filosofia stessa si allontana irrimediabilmente dalla possibilit di cogliere la reificazione, su cui questo formalismo si basa e si preclude la possibilit di arrivare ad una chiara impostazione dei problemi. Passando in rassegna il pensiero dei maggiori filosofi dell'et moderna, soffermandosi in particolar modo su Kant e Hegel, Lukcs mette in luce i problemi irrisolti, le aporie cui le varie teorie loro malgrado pervengono e gli inutili tentativi di superarle. La storia della filosofia viene letta in quest'ottica: il succedersi di teorie che tentano di risolvere problemi sorti dalle precedenti, il continuo emergere di nuove aporie, antinomie, che trovano risoluzione solo parziale ed anch'essa sempre problematica. Lukcs chiama "razionalismo" la filosofia della reificazione, intendendo con questo termine un sistema formale, che si rivolge ai soli aspetti dei fenomeni, che l'intelletto in grado di dominare, prevedere, calcolare, cio di afferrare o produrre. Esso, esattamente come accade per la reificazione, presente in misura
La moderna filosofia critica sorta dalla struttura reificata della coscienza. Ivi, p. 287. Trad. it., p. 144. 25 ogni immagine dell'intero. Ivi, p. 279. Trad. it., p. 135. 26 una astratta "legalit". Ivi, p. 280. Trad. it., p. 136. Corsivo mio. Lukcs usa il medesimo termine a proposito del lavoratore inserito nel meccanismo della divisione del lavoro, come pure l'aggettivo "abstrakt" viene usato a proposito del processo lavorativo. Il meccanismo di divisione del lavoro produce lo stesso effetto sull'attivit e sul pensiero dell'uomo: l'astrazione dalla propria realt concreta. 27 Ivi, p. 286.
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differente in tutte le epoche storiche. In quelle passate, esso era un sistema parziale, che lasciava spazio all'elemento di irrazionalit, mentre nell'epoca capitalistico-borghese esso diviene un sistema totale, che pretende di aver scoperto il principio di connessione di tutti i fenomeni e di rappresentare il metodo universale di conoscenza dell'essere nella sua interezza (gesamtes Sein). Analogamente al principio di calcolabilit formale, che guida il processo di produzione fondato sulla divisione del lavoro, caratteristica della filosofia moderna
[...] die naive und dogmatische Gleichstellung von formell-mathematischer, rationaler Erkenntnis einerseits mit Erkenntnis berhaupt, andererseits mit "unserer" Erkenntnis [...]28.

L'altro elemento distintivo della filosofia moderna, continua Lukcs, che la differenzia da quella antica29, che essa si propone di comprendere il mondo als eigenes Produkt30: egli interpreta l'intero percorso del pensiero moderno come ein gerader Entwiklungsweg31, il cui motivo determinante l'idea secondo la quale il mondo conoscibile nella misura in cui esso stato prodotto dal soggetto conoscente. La grande antinomia, che il pensiero razionalistico moderno invano ha tentato di risolvere, nasce da queste sue due caratteristiche principali: quella che esso incontra quando gli si pone innanzi l'irriducibile accidentalit dei fatti, l'irrazionalit della datit (Gegebenheit). Da qui nasce il problema, cui tutte le filosofie hanno tentato di dare soluzione: la contrapposizione tra soggetto ed oggetto (Objekt) della conoscenza:
[...] da die Gegebenheit unmglich in ihrem Dasein und Sosein gelassen werden darf, denn hier bleibt sie in unaufhebbarer Weise "zufllig", sondern in das rationelle System der Verstandsbegriffe restlos eingearbeitet werden mu32.
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[...] l'identificazione ingenua e dogmatica [...] della conoscenza razionale, matematicoformale, con la conoscenza in generale da un lato e, dall'altro con la "nostra" conoscenza [...]. Ivi, p. 289. Trad. it., p. 146. 29 Per la filosofia antica, in particolare quella greca, la situazione differente: pur avendo la societ greca conosciuto i fenomeni della reificazione, non li ha vissuti nella maniera radicale in cui li vive la societ moderna, per cui i problemi e le soluzioni della filosofia antica differiscono qualitativamente da quelli della moderna. La filosofia greca si trova [...] mit einem Fu in dieser, mit dem anderen Fu aber noch in einer naturwchsig aufgebauten Gesellschaft [...], per cui i suoi problemi e le sue soluzioni sono stati utilizzati, sia pur mediante decisi rimaneggiamenti interpretativi, dalla filosofia moderna. (Natorp, Tommaso d'Aquino). Ivi, p. 287. (La filosofia greca [...] si trovata con un piede in questa societ, ma con l'altro in una societ a struttura naturale. Trad. it., p. 144). 30 Lukcs cita come emblematica l'espressione kantiana "svolta copernicana" a proposito del problema della conoscenza, che si riferisce alla sostituzione dell'ipotesi secondo la quale gli oggetti (Gegenstnde) debbano regolarsi alla nostra conoscenza a quella secondo la quale la conoscenza che si adegua agli oggetti. come proprio prodotto. Ivi, p. 288. Trad. it., p. 145. 31 uno sviluppo rettilineo. Ivi, p. 288. Trad. it., p. 145. 32 [...] la datit non deve essere lasciata a se stessa, nel suo esserci e nel suo essere-cos,

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Il razionalismo, identificando la conoscenza con la conoscenza formalmatematica e concependo il mondo come un suo proprio prodotto, non riesce a risolvere questa antinomia: in ogni tentativo di risolverla incorre in sempre nuove aporie. Questo accade poich le antinomie cui perviene la filosofia moderna, le contraddizioni che emergono tra soggettivit e oggettivit (Objektivitt), tra i concetti di soggetto ed oggetto (Subjekt- und Objektsbegriff) della conoscenza33, non sono che la formulazione in campo logico-metodologico delle contraddizioni della societ moderna: uno stato in cui gli uomini, da un lato, infrangono i legami puramente naturali, dall'altro erigono intorno a s una sorta di seconda natura, il cui decorso si contrappone ad essi con inesorabile carattere di legge34. Il confronto con l'irrazionalit della datit sembra distinguere tre fasi nel corso del pensiero borghese, dovute a parziali prese di coscienza da parte del pensiero reificato delle proprie contraddizioni e limiti. Da un primo momento, in cui domina la convinzione che la filosofia possa ricomporre l'unit della conoscenza, che viene persa nella specializzazione delle scienze particolari, la filosofia borghese, condannata al medesimo destino di frammentazione delle scienze particolari, finisce per giungere al riconoscimento dell'insolubilit del problema della datit, al rifiuto di ogni metafisica, alla rinuncia di inserire tutti i fenomeni in un sistema unitario ed universale di conoscenze. Le scienze particolari hanno gi il senso di questo riconoscimento, attingendo la loro esattezza proprio da questa insolubilit: esse lasciano da parte il sostrato materiale irrazionale ed operano, applicando senza impedimenti categorie dell'intelletto, in un mondo metodologicamente puro, non pi materiale, ma intelligibile. La filosofia, il cui compito dovrebbe essere quello di ristabilire la visione dell'intero, non riesce ad intervenire in quest'opera delle scienze particolari, rinunciando alla soluzione di razionalit ed irrazionalit, essa finisce per limitarsi all'indagine delle condizioni formali di validit delle scienze particolari, considerate nei singoli campi parziali, senza introdurre in esse correzione alcuna. In questa riduzione della filosofia a teoria della conoscenza, visibile, secondo Lukcs, come nel pensiero si sia imposta la doppia tendenza che caratterizza la societ borghese: da un lato, essa domina sempre di pi i momenti particolari della sua esistenza sociale, sottomettendoli alle forme dei propri bisogni, dall'altro, contemporaneamente, perde la possibilit di dominare attraverso il proprio pensiero l'intera societ e quindi la possibilit di dirigerla35. A questa riduzione del problema alla sola sfera del pensiero la filosofia moderna, con la filosofia classica tedesca, deve la sua grandezza e profondit, ma essa rappresenta il suo limite invalicabile: vengono s superate le illusioni metafisiche delle epoche precedenti, ma intendere la conoscenza razional-formalistica come unico modo di conoscere la realt,
perch in tal caso la sua "accidentalit" continuerebbe ad essere insopprimibile. Essa deve essere rielaborata fino al punto da poter essere inclusa senza residui nel sistema razionale dei concetti dell'intelletto. Ivi, p. 295. Trad. it., p. 154. 33 Ivi, pp. 300-302. 34 Ivi, p. 307. 35 Ivi, p. 299.

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contrapposta alla datit estranea dei fatti una concezione altrettanto dogmatica. Questo dogmatismo impedisce di scoprire il principio della praticit (Prinzip des Praktisches), unico capace di superare l'atteggiamento contemplativo. Lukcs vede nell'etica kantiana un tentativo in direzione della praticit; tentativo che, per, si rivolge alla sola sfera etica, interiore dell'uomo, e che non fa che acuire la contrapposizione tra fenomeno ed essenza36; la grandezza filosofica di Kant, a detta di Lukcs, di non aver occultato il problema attraverso soluzioni arbitrarie o dogmatiche, ma di aver messo in evidenza, senza attenuazioni, l'insolubilit della contrapposizione nel pensiero moderno tra conoscenza e datit fattuale, forma e contenuto, libert e necessit37. Quella che pu essere vista come una terza fase del pensiero borghese inizia con la presa di coscienza da parte della filosofia moderna della frantumazione del soggetto della conoscenza e consiste nel tentativo di superarla. Il problema da risolvere cambia: dall'investigare le condizioni di possibilit delle forme di pensiero, allo sforzo di superare la lacerazione reificata del soggetto pensante. il metodo dialettico hegeliano ad esprimere l'esigenza di superamento metodologico del principio razionalistico della conoscenza, di ricomporre le lacerazioni, innanzitutto quella tra soggetto ed oggetto (Objekt) della conoscenza. Il metodo dialettico affonda le proprie radici nel pensiero razionalistico, ma la dialettica hegeliana differisce dai metodi dialettici precedenti, i quali non dissolvevano la rigidit dei concetti, il cui reciproco rapporto dialettico rimaneva un rapporto di relazioni soggetto-oggetto (Objekt), che si disponevano l'una accanto o l'una sopra l'altra, la dialettica hegeliana orienta questa dissoluzione al problema logico del contenuto, al problema dell'irrazionalit. La dialettica hegeliana riformula coscientemente tutti i problemi logici, affrontando la loro fondazione sulla natura qualitativa e materiale del contenuto, sulla materia nel senso logico-filosofico. La logica di Hegel, secondo Lukcs, interamente nuova, egli la definisce logica del concetto concreto (Logik des konkreten Begriffs), logica della totalit (Logik der Totalitt). Il fatto decisamente nuovo che il soggetto non n uno spettatore passivo, n un dominatore, in senso pratico, del processo dialettico, ma
[...] der dialektische Proze, die Auflsung des starren Gegenberstehens starrer Formen [abspielt] [sich] wesentlich zwischen Subjekt und Objekt [...]. Und erst in diesem Falle, wenn "das Wahre nicht blo als Substanz, sondern auch als Subjekt" gefat wird; wenn das Subjekt (das Bewutsein, das Denken) zugleich Erzeuger und Produkt des dialektischen Prozesses ist [...], kann das Problem der Dialektik [...] als gelst betrachtet werden38.

Ivi, pp. 302-304. Ivi, p. 314. 38 [...] il processo dialettico, il dissolvimento del rigido contrapporsi di forme rigide si svolge essenzialmente tra soggetto ed oggetto. [...] E soltanto in questo caso, quando il vero non viene inteso "soltanto come sostanza, ma anche come soggetto"; quando il soggetto (la coscienza il pensiero) ad un tempo produttore e prodotto del processo dialettico [...] si pu considerare risolto il problema della dialettica [...]. Ivi, p. 324. Trad. it., p. 188.
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La filosofia classica giunge con Hegel a cogliere ci che alla base della connessione e dell'ordine delle cose: la storia. Solo la storia il terreno della genesi, insieme del soggetto e dell'oggetto della conoscenza. Dietro quasi tutti i problemi irrisolti si cela, come via della loro soluzione, la via che conduce alla storia. Solo il divenire storico sopprime l'autonomia e la rigidit dei concetti, l'autonomia dei momenti della filosofia razionalistica; esso permette di cogliere l'unit tra i momenti dell'irrazionalit, la concretezza del contenuto singolo e la totalit, tra necessit e libert, tra teoria e prassi. La storia una conoscenza che costruisce i propri concetti sui contenuti, su ci che qualitativamente peculiare e nuovo nei fenomeni e, contemporaneamente, non pu lasciare sussistere i fenomeni nella loro irripetibilit concreta, attribuendo loro come luogo metodologico di intelligibilit (methodische Ort der Begreifbarkeit) la totalit concreta (konkrete Totalitt). La questione della generazione dell'oggetto (Objekt) della conoscenza trova una via di soluzione: ci che nella realt prodotto dall'uomo perde ci che aveva di fittizio, poich la storia prodotto dell'uomo e, se egli in grado di considerare l'intera realt come sua storia, pu considerare la realt come suo atto (Thathandlung)39. Nell'unit tra genesi delle determinazioni del pensiero e storia del divenire della realt si realizza, cos, l'unit di soggetto ed oggetto (Objekt) della conoscenza. Tuttavia, per motivi storico-sociali, la necessit logica del rapporto tra genesi e storia non poteva essere pienamente portata alla coscienza. Neppure la filosofia hegeliana, che pi di tutte si avvicina alla soluzione delle antinomie, riesce in questa risoluzione. Hegel ha potuto trovare negli spiriti dei popoli il soggetto della storia; ma essi sono determinazioni naturali dello spirito del mondo e, quindi, solo apparentemente soggetti delle proprie azioni, che vengono piuttosto compiute per loro mezzo dallo spirito del mondo. La filosofia hegeliana non riesce ad indicare concretamente il soggetto-oggetto identico della storia all'interno della storia stessa; la storia viene, quindi, compresa non come elemento naturale di vita, totalit vivente, ma come grado del cammino dell'"astuzia della ragione", momento del sistema, che culmina nello "spirito assoluto". Essa non riesce ad indicare il soggetto concreto dell'atto, della genesi, ricadendo nell'atteggiamento contemplativo delle filosofie che la hanno preceduta.
Der folgenden (brgerlichen) Entwicklung vermag die klassische Philosophie deshalb nur diese unaufgelsten Antinomie als Erbschaft zu hinterlassen. Die Fortsetzung jener Wendung ihres Weges, die wenigstens methodisch ber diese Schranken hinauszuweisen begann, die dialektische Methode als Methode der Geschichte ist jener Klasse vorbehalten geblieben, die das identische Subjekt-Objekt, das Subjekt der Tathandlung, das "Wir" der Genesis von ihrem Lebensgrund aus in sich selbst zu entdecken befhigt war: dem Proletariate40.

Ivi, p. 327. [...] al successivo sviluppo (borghese), la filosofia classica pu lasciare in eredit solo queste antinomie irrisolte. La prosecuzione di quella svolta nel suo cammino nella quale vi era un inizio, almeno in rapporto al metodo, verso l'oltrepassamento di questi limiti, era riservata a quella classe che, in forza del proprio fondamento di vita, era in grado di scoprire in se stessa il soggetto-oggetto identico, il soggetto dell'atto, il "noi" della genesi: il proletariato. Ivi, p. 331. Trad. it., p. 196.
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La filosofia hegeliana, quindi, individua la via per superare le antinomie della filosofia moderna, ma, ed in questo dimostra di essere ancora pensiero reificato, non riesce a percorrerla fino in fondo, non riesce ad individuare le reali forze, che muovono la storia: da un lato, perch queste forze non sono ancora abbastanza visibili, dall'altro perch rimane prigioniera dell'impostazione della dualit tra pensiero ed essere, materia e forma41. La logica della totalit, del concetto concreto non riesce a divenire filosofia della prassi, unica in grado di risolvere interamente le aporie della reificazione, indicando nella figura del proletariato il soggetto-oggetto identico della storia. La filosofia hegeliana svolge, comunque, una grandissima importanza per la filosofia della prassi, fornendole il metodo e l'indirizzo di sviluppo. La filosofia di Marx, secondo Lukcs, la realizzazione del programma della filosofia della storia di Hegel, per il quale la modificazione della storia non avviene in superficie, ma nello stesso concetto. La filosofia hegeliana fornisce al materialismo storico il punto di partenza per divenire autentica filosofia della prassi42. Al pari della coscienza di classe borghese, la coscienza di classe del proletariato vittima dei medesimi effetti della reificazione, poich [...] die objektive Wirklichkeit des gesellschaftlichen Seins ist in ihrer Unmittelbarkeit fr Proletariat und Bourgeoisie "dieselbe"43. Quello che differenzia le due coscienze di classe e, soprattutto, la loro capacit e possibilit di influire sullo sviluppo storico il diverso punto di vista (Gesichtspunkt) delle due classi, che deriva dalla diversa posizione, che esse occupano all'interno del processo economico. Questo diverso punto di vista fornisce diverse "categorie di mediazione" (Vermittlungskategorien), attraverso le quali il proletariato in grado di cogliere "l'autentica realt oggettiva" (eigentliche objektive Wirklichkeit)44. La conoscenza della realt, cui il proletariato in questo modo perviene, al tempo stesso modificazione di questa realt, prassi. Tutto questo rimane, per, solamente una possibilit del proletariato: esso ancora prigioniero delle forme reificate di rapporto e di pensiero. Tra gli impedimenti alla realizzazione della coscienza di classe del proletariato, primo fra tutti la mancanza di unit allinterno della stessa coscienza psicologica dell'uomo: i sintomi della crisi economica del capitalismo si presentano separati, secondo i diversi paesi e diversi rami di produzione, e in questo isolamento si riflettono nella coscienza degli operai, che non pu elevarsi al di sopra degli interessi particolari del momento. Conseguenza pi evidente del soggiacere della coscienza di classe del proletariato alla reificazione , infatti, la
Ivi, p. 190. Ivi, p. 190. 43 [...] la realt oggettiva dell'essere sociale la "stessa" nella sua immediatezza per il proletariato e per la borghesia. Ivi, p. 332. Trad. it., p. 198. 44 Lukcs distingue tra l'autentica realt oggettiva la realt oggettiva nella sua immediatezza. Quest'ultima consiste nella mera fatticit, composta dai singoli fatti sussistenti individualmente, colta dal pensiero reificato, mentre la prima coincide con la totalit della societ, compresa nel suo divenire storico.
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separazione dei diversi campi di lotta della classe, principalmente la separazione della lotta economica da quella politica, che deriva dalla contraddizione dialettica tra interesse immediato e scopo finale, tra momento singolo ed intero. Il proletariato non si pu limitare a perseguire i propri interessi immediati, come stato fatto dalle classi rivoluzionarie, che lo hanno preceduto (la borghesia stessa, per esempio) poich essi rimangono singoli momenti del processo immanente alla societ capitalistica, sottoposti alle sue leggi; per rimandare coscientemente e concretamente al di l della societ capitalistica, per divenire rivoluzionari essi devono essere inseriti nella visione di un processo totale. Per il proletariato il rapporto dialettico tra interesse immediato e influsso oggettivo (objektiv) sull'intero della societ non si svolge, come per le classi precedenti, come un processo oggettivo (objektiv) al di fuori della coscienza, ma si trasferisce nella sua stessa coscienza, viene vissuto soggettivamente: se per le classi precedenti la scissione si presentava tra interessi di classe ed interessi della societ, come limite esterno alla coscienza, per il proletariato essa si manifesta come scissione tra interesse del momento e scopo finale, come limite interno alla coscienza. Interno, pertanto, alla coscienza dovr essere il superamento di questa scissione. La vittoria rivoluzionaria del proletariato non , quindi, la realizzazione immediata dellessere sociale della classe, come nel caso delle classi precedenti, ma la sua autosoppressione. Questa dialettica interna rende da un lato, pi difficile lo sviluppo della coscienza di classe, poich rimanda sempre oltre il dato immediato; dall'altro d una funzione del tutto diversa alla falsa coscienza del proletariato: in essa, persino nei suoi errori, si cela, come si gi accennato, un'intenzione oggettiva verso la verit (objektive Intention auf das Richtige)45. La trattazione della reificazione della coscienza del proletariato d a Lukcs l'occasione di polemizzare con i modi di organizzazione della lotta proletaria. Le scissioni presenti nella coscienza di classe proletaria, secondo Lukcs, si manifestano, infatti, nei due tipi di atteggiamento che il proletariato assume nella sua lotta:
Das verdinglichte Bewutsein mu in den beiden Extremen des rohen Empirismus und des abstrakten Utopismus gleichmig und gleich hoffnunglos befangen bleiben46.

Questi due atteggiamenti non si escludono a vicenda, al contrario si integrano e si presentano, al lato pratico, all'interno dei medesimi movimenti. Con "astratto utopismo" Lukcs vuole indicare il modo di intendere la coscienza al di l dello sviluppo storico e sociale, come qualcosa che proviene dall'esterno per
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La scissione tra interesse immediato e scopo finale offre la possibilit di comprendere meglio che la coscienza di classe cosa diversa dalla coscienza psicologica dei singoli proletari o dalla coscienza della loro totalit (intesa in termini di psicologia di massa): la coscienza di classe del proletariato "der bewut gewordene Sinn der geschichtlichen Lage der Klasse". Ivi, p. 248. 46 La coscienza reificata resta necessariamente prigioniera, in ugual modo e ugualmente senza speranza, tra i due estremi di un rozzo empirismo e di un utopismo astratto. Ivi, p. 252. Trad. it. pp. 100-101.

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guidare questo stesso sviluppo47. Per "rozzo empirismo" Lukcs intende quelle teorie che antepongono interessi concreti immediati al raggiungimento dello scopo finale della lotta di classe (revisionismo e sindacalismo). La lotta sindacale, in particolare, confonde il sentire del momento dei proletari, la loro coscienza psicologica, con la coscienza di classe proletaria; l'affermazione dell'interesse particolare non viene considerato come un mezzo formativo in vista della lotta finale48, ma fine in s stesso, ostacolando l'approssimarsi della coscienza psicologica alla coscienza attribuita di diritto (zugerechnetes Bewutsein) e, in ultima analisi, impedendo il formarsi della coscienza di classe. Lukcs definisce la lotta sindacale opportunistica, poich tende ad imporre al proletariato l'agire pratico della borghesia: la base economica della crisi del capitalismo s unitaria, ma la sua forma fenomenica frammentaria; il pensiero borghese, incapace di elevarsi al di sopra degli elementi particolari del processo economico, trasforma questi frammenti in realt per s ed il suo agire pratico immediato conseguente alla teoria. In condizioni simili la teoria sindacale pu apparire come un semplice errore, ma, una volta avanzata la crisi economica, l'unit del processo economico diventa sempre pi afferrabile, teoricamente e praticamente e per il proletariato questa presa di coscienza oggettivamente (objektiv) possibile: gli effetti particolari della crisi si riflettono nella coscienza psicologica immediata dei proletari ed essi sentono come istintiva la necessit di superare questa coscienza psicologica. La teoria opportunistica dei sindacati tenta di reprimere la coscienza di classe del proletariato a livello della sua coscienza psicologica e denuncia la vera coscienza di classe come qualcosa di irreale: dimostrandosi in questo modo chiaramente come inganno cosciente. Il partito come forma (Form) della coscienza di classe Nella lotta di classe, che al contempo Kampf um das Bewutsein49, Lukcs attribuisce al materialismo storico un ruolo decisivo. Esso , infatti, un metodo scientifico, che permette una reale comprensione sia del passato che del presente: permette di vedere la totalit della societ come totalit concreta, e di cogliere le forme reificate come rapporti tra uomini50; inoltre, chiarendo, attraverso questa conoscenza, al proletariato la propria situazione economico-sociale, consente al proletariato stesso di agire adeguatamente ed in maniera decisiva: esso in questo senso anche azione. Il materialismo storico, infatti, secondo Lukcs, individua nel principio della praticit il principio, che guida il pensiero ad una concreta conoscenza della realt, ed , pertanto, in grado di superare l'antinomia del pensiero reificato tra forma (Form) e contenuto, soggetto ed oggetto (Objekt) della conoscenza, in quanto indica un concetto di forma, che non implica la
In questo senso Lukcs intende la polemica di Marx contro Hegel. L'interesse particolare del momento pu, in questo senso, anche essere un passo avanti verso il fine ultimo oppure nascondere il fine ultimo stesso: ci dipende dalla coscienza di classe del proletariato, non dalla vittoria o dal fallimento della lotta particolare. 49 lotta per la coscienza. Ivi, p. 242. Trad. it., p. 89. 50 Lukcs parla della coscienza dell'operaio come "das Selbstbewutsein der Ware". Ivi, p. 352.
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purezza da ogni determinazione contenutistica, la razionalit pura, ma si riferisce ad oggetti (Gegenstnde), che sono complessi inscindibili di forma e contenuto51. Soprattutto, il materialismo storico porta a compimento, secondo Lukcs, la dialettica storica hegeliana, la quale, come si visto, pur avendo trovato la via, non riesce a superare la reificazione. Per il materialismo storico, la dialettica l'essenza (Wesen) del processo storico: esso supera l'immediatezza dei fatti e li comprende nella loro connessione, connessione mediata dalla funzione, che essi svolgono e dalla posizione, che occupano nella totalit, di cui sono momento. La storia pu essere cos compresa quale prodotto (Produkt) dell'attivit dell'uomo e come avvicendarsi dei processi, nei quali si modificano le relazioni, che l'uomo stabilisce con s stesso, con gli altri uomini e con la natura, che sono le forme (Formen) di questa sua attivit52. Questa storia, nella quale non accade nulla, che non possa essere ricondotto all'uomo ed ai rapporti tra gli uomini, come fondamento ultimo di essere (Sein) e di spiegazione (Erklrung), realmente storia dell'uomo, in cui l'uomo diventa misura di tutte le cose (Ma aller Dinge)53. Con il materialismo storico, l'uomo prende parte in maniera decisiva al processo dialettico: l'uomo contemporaneamente, in quanto la storia un suo prodotto, soggetto e, come base oggettuale (gegenstdliche Grundlage) della stessa dialettica storica, oggetto (Objekt) della storia54. Tuttavia, precisa Lukcs, il materialismo storico non rappresenta il giusto metodo storico. Quale metodo dialettico, esso pu e deve essere applicato a s stesso, mostrando di essere espressione intellettuale della situazione economica oggettiva (objektiv), teoria della societ borghese e della sua struttura economica, autoconoscenza della societ capitalistica: la sua verit di contenuto valida all'interno dell'ordinamento sociale e di produzione capitalistico. Ci, secondo Lukcs, non conduce ad una posizione relativistica: all'interno dell'ordinamento sociale e di produzione capitalistico al materialismo storico ed alle sue verit spetta validit incondizionata55. Mostrando le forze, che determinano realmente il corso della storia, la vera struttura della societ e il ruolo, che ogni classe ha e pu avere all'interno della societ, il materialismo storico diventa un'arma decisiva nella lotta di classe: da un lato, infatti, la conoscenza concreta della societ significa possibilit di agire adeguatamente alla situazione economico-sociale e, quindi, possibilit di guidare coscientemente la societ stessa; ma, in questo senso, pu essere arma decisiva solo per il proletariato, poich la classe borghese, rimanendo prigioniera delle
Ivi, pp. 304 e sgg. Ivi pp 371-374. 53 Lukcs precisa che, per misura di tutte le cose, egli non intende l'individuo singolo, poich la realt oggettiva (objektiv) si presenta all'individuo come un complesso di cose rigide ed immodificabili, intorno alle quali egli pu solamente riconoscere o respingere giudizi soggettivi; n il genere (Gattung), che solo un individuo mitologizzato; solamente la classe pu riferirsi in maniera praticamente rivoluzionaria alla totalit della realt e cogliere la realt oggettiva come un processo. Ivi, p. 380. 54 Ivi, p. 376. 55 Ivi, pp. 403-404.
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forme reificate, non in grado di promuovere la sua posizione nel processo produttivo un loro superamento. Dall'altro lato, il materialismo storico svolge un ruolo importante nella formazione e nella maturazione dell'autentica coscienza di classe, indicando al proletariato la sua reale posizione all'interno del processo produttivo e sociale e rendendo possibile, di conseguenza, una reazione adeguata. Lukcs si dimostra molto critico nei confronti delle teorie economicistiche e materialistiche, che egli chiama "marxismo volgare" o "teorie opportunistiche"56, secondo le quali il passaggio dalla societ capitalistica a quella socialista avverrebbe spontaneamente, come spontaneo, "organico", sarebbe il formarsi ed il maturare della coscienza di classe proletaria, seguendo leggi naturali, che si compirebbero in maniera assolutamente necessaria57. Al contrario, la coscienza di classe proletaria non si sviluppa in maniera lineare e parallelamente alla crisi del capitalismo: il processo di formazione della coscienza di classe un lungo processo, costellato di deviazioni ed involuzioni. Come la struttura stessa della classe proletaria risulta stratificata dal punto di vista economico, cos altrettante stratificazioni si presentano nella coscienza di classe del proletariato. L'idea di una rivoluzione "organica" del proletariato , secondo Lukcs, un'illusione58. Lo sviluppo economico oggettivo ha creato la posizione, che il proletariato occupa nel processo produttivo, posizione, che determina il suo punto di vista "privilegiato" rispetto a quello delle altri classi; lo sviluppo economico ha creato i presupposti per la trasformazione della societ da parte del proletariato, ma questa trasformazione pu essere attuata solamente dalla libera azione del proletariato. E quanto pi si avvicina la crisi decisiva del capitalismo, tanto pi aumentano le difficolt per l'autentica coscienza di classe proletaria, in quanto proprio in questo momento il fenomeno della reificazione tende ad acutizzarsi:
[...] [die Mglichkeit] wchst fr das Proletariat, seine positiven Inhalte an die Stelle der entleerten und platzenden Hllen zu stellen, wie die Gefahr [...] diesen leersten und ausgehltesten Formen der brghlichen Kultur sich ideologisch zu unterwerfen59.

La reificazione, cui inevitabilmente sottoposta anche la coscienza proletaria, essendo il proletariato nato dal e cresciuto nel capitalismo, e la stratificazione della classe operaia, che determina a sua volta la stratificazione di diversi livelli di maturazione ideologica all'interno della coscienza di classe del proletariato, sono, per Lukcs, elementi, che dimostrano non solo l'illusoriet della concezione organico-spontaneista della rivoluzione sociale, ma anche come il passaggio dalla societ capitalistica al "regno della libert" sia una questione molto
Ivi, pp. 479-491. Lukcs, come si vedr pi avanti, ritiene che il metodo dialettico applicabile alla sola societ e polemizza con Engels (Anitdhring), il quale amplia il campo della dialettica alla natura. (Ivi, pp. 173 e sgg.). Questa sua presa di posizione sar tra i motivi delle dure critiche della Terza Internazionale. 58 Ivi, pp. 479-483. 59 [...] aumenta per il proletariato sia la possibilit di sostituire i propri contenuti positivi ai veli svuotati e lacerati, sia il pericolo [...] di soggiacere ideologicamente a queste vuote ed esautorate forme della cultura borghese. Ivi, p. 397. Trad. it., p. 274.
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complessa. Egli definisce questo passaggio come un salto; un salto, che per ein langwieriger und harter Proze60. Il suo carattere di salto risiede nel fatto che esso orientato verso qualcosa di qualitativamente nuovo rispetto al passato e nel fatto che in esso si esprime un'azione cosciente, la cui intenzione diretta verso la societ intesa come intero; d'altro canto esso pu mantenere ci che lo caratterizza come salto solo comprendendo il processo di trasformazione della societ ed integrandosi in esso, divenendo s accelerazione nella direzione del processo, ma accelerazione, che precede di un solo passo il processo, senza imporgli scopi ed utopie estranee, intervenendo per portare alla luce lo scopo, che in esso risiede.
[...] [Die kommunistische Partei] ist [...] die organisatorische Form fr den bewuten Ansatz zu diesem Sprung und auf diese Weise der erste bewute Schritt dem Reiche der Freiheit entgegen61.

Primo passo cosciente nella direzione del regno della libert e, soprattutto, secondo Lukcs, passo assolutamente necessario. Egli ritiene, infatti che, nonostante alla coscienza di classe del proletariato sia data la possibilit oggettiva di comprendere la propria situazione di classe e l'agire ad essa correttamente corrispondente, i limiti, di cui abbiamo detto, della coscienza psicologica dei singoli proletari fanno s che, anche nel caso di elevata maturit ideologica del proletariato, i singoli operai abbiano la capacit di oltrepassare le proprie esperienze immediate, sulla via di un'acquisizione di un'autentica coscienza di classe, solo successivamente, attraverso un'opera di riconsiderazione di ci che stato. Il partito comunista ha, per Lukcs, il senso di ricomporre questo contrasto tra coscienza di classe e coscienza psicologica: in esso, egli spiega, la coscienza di classe mostra il suo carattere attivamente pratico (aktiv-praktisch), affermandosi, da un lato, come principio, che influisce in maniera immediata sulle azioni di ogni individuo, dall'altro, come fattore, che determina consapevolmente lo sviluppo storico. Questa attivit nel suo duplice significato, ihre gleichzeitige Beziehung auf den einzelnen Trger des proletarischen Klassenbeutseins und auf den Gang der Geschichte, , die konkrete Vermittlung zwischen Mensch und Geschichte62. Sembra, quindi, che Lukcs faccia coincidere l'attivit del partito comunista con il carattere pratico della coscienza di classe proletaria: egli definisce il partito: die organisatorische Gestalt dieses Klassenbewutseins63. Per quanto si detto sulla natura della coscienza psicologica dei singoli individui e sulla reificazione, che pu colpire la coscienza di classe del

un processo lento, complesso e duro. Ivi, p. 427. Trad. it., p. 311. Corsivo mio. [...] il partito comunista [...] la forma organizzativa per accingersi a questo salto, e quindi il primo passo cosciente verso il regno della libert. Ivi, pp. 491-492. Trad. it., p. 388. 62 L'attivit si riferisce nello stesso tempo ai singoli portatori della coscienza proletaria ed al corso della storia, rappresentando cos la mediazione concreta tra uomo e storia. Ivi, p. 495. Trad. it., p. 392. 63 la figura organizzativa di questa coscienza di classe. Ivi, p. 505. Trad. it., p. 404. Corsivo mio.
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proletariato, la forma organizzativa di quest'ultima, il partito, chiaramente non pu sorgere, e tantomeno svilupparsi in maniera spontanea:
[...] der entscheidende Schritt, die bewute, innerlich-organisatorische Zusammenfassung der revolutionren Vorhut, also das wirkliche Entstehen einer wirklichen kommunistischen Partei, bleibt doch die bewute und freie Tat dieser bewuten Vorhut selbst64.

A questa avanguardia cosciente Lukcs affida il compito di gestire il partito, in quanto forma storica della coscienza proletaria: presiede, quindi, all'organizzazione del partito e alla decisione della tattica da attuare nella lotta rivoluzionaria; suo anche l'importantissimo compito di educare il proletariato: rendere cosciente la classe della conformit alla coscienza proletaria delle azioni compiute e promuovere il sempre maggiore sviluppo della coscienza di classe.

[...] il passo decisivo, l'associazione cosciente dell'avanguardia rivoluzionaria su un piano organizzativo interno o, in altri termini, la formazione reale di un partito comunista reale, resta l'atto cosciente e libero di questa stessa avanguardia cosciente. Ivi, p. 507. Trad. it., p. 406.

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LUKCS MARXISTA "ERETICO": LE ACCUSE DEI MARXISTI "ORTODOSSI" Geschichte und Klassenbewutsein viene formalmente condannato dalla III Internazionale comunista, per bocca di Zinowjew, che ne era il presidente, durante il V Congresso, tenutosi nell'estate del 192465. La concisione dell'intervento di Zinowjew a proposito del libro di Lukcs ampiamente controbilanciata dall'intenso dibattito, che impegn intellettuali e dirigenti comunisti e socialdemocratici, sin dalla sua prima uscita, all'inizio del 1923. Le accuse rivolte a Lukcs dai marxisti "ortodossi" della III Internazionale si riferiscono sostanzialmente, oltre alla difficolt di comprensione del libro, dovuta all'esposizione tortuosa e alla difficolt del linguaggio utilizzato dall'autore, a quella che viene definita la sua "polemica contro Engels", a proposito dell'applicabilit del metodo dialettico alla natura, e, in particolar modo, ai rapporti di Lukcs con la filosofia idealistica. L'accusa principale mossa a Lukcs , infatti, di essere un idealista hegeliano. La polemica contro Engels sulla limitazione della dialettica alla societ Il primo dei due sostanziosi articoli, che Lszl Rudas66 dedica a Geschichte und Klassenbewutsein67, significativamente intitolato Orthodoxer
Quando in Italia il compagno Graziadei esce con un libro, in cui pubblica i vecchi articoli scritti quando era ancora socialdemocratico e revisionista e in cui si volge contro il marxismo, questo revisionismo non pu impunemente manifestarsi da noi. Quando il compagno ungherese G. Lukcs fa lo stesso in campo filosofico e sociologico non lo possiamo tollerare. Ho ricevuto una lettera dal compagno Rudas, uno dei capi della frazione a cui appartiene Lukcs, ove egli spiega che aveva l'intenzione di prendere posizione contro il revisionista Lukcs. Poich la frazione gliel'ha vietato, egli ne uscito per non lasciare annacquare il marxismo. Bravo Rudas! Abbiamo una corrente simile nel partito tedesco. Il compagno Graziadei un professore, Korsch anche professore (interruzione: anche Lukcs professore!). Se verr ancora qualche professore a spacciare la sua teoria marxista, andr male. Non possiamo tollerare impunemente un tale revisionismo teorico nella nostra Internazionale comunista. Da: Grigori Sinowjew, Bericht ber die Ttigkeit der Exekutive (dal verbale del V Congresso dell'Internazionale Comunista, Mosca, 17 giugno-8 luglio 1924), in AA. VV. Geschichte und Klassenbewutsein Heute. Diskussion und Dokumentation. Amsterdam, 1971, pp. 64-65. Traduzione italiana dal tedesco: Laura Boella, Reificazione e rivoluzione: la Lukcs-Debatte dal 1923 al 1933, in AA. VV. Intellettuali e coscienza di classe. Il dibattito su Lukcs 1923-24, a c. di Boella, Milano, 1977, p. 15, nota 28. Il libro di Graziadei, cui si fa riferimento, Prezzo e sovrapprezzo nell'economia capitalistica. Critica alla teoria del valore di Carlo Marx (1923), quello di Korsch Marxismus und Philosophie (1923). In seguito alla condanna dell'Internazionale, Lukcs ritirer il suo libro dalla circolazione. Giuseppe Bedeschi, Introduzione a Lukcs, Roma, 1995 (1 edizione: 1970), p. 23. 66 Esponente del Partito Comunista Ungherese; nel 1920 aderisce alla frazione di Landler, la stessa cui appartiene Lukcs, contro il gruppo guidato da Bela Kun. Vedi Boella, cit., pp. 7 e sgg. 67 Entrambi pubblicati nel 1924, il primo, Orthodoxer Marxismus?, nel nono fascicolo di "Arbeiterliteratur"; il secondo, Die Klassenbewutseinstheorie von Lukcs, in due parti, nel
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Marxismus?68, dedicato alla Problematik des Genossen Lukcs gegen Engels69: essa, secondo Rudas, mette in chiara luce, nella forma migliore, le tendenze di fondo (Grundtendenzen) della filosofia lukcsiana, mostrandone gli errori pi rilevanti. L'analisi di Rudas quantomai minuziosa: egli risponde ai passi, in cui ravvisa l'intento polemico di Lukcs nei confronti di Engels, citandoli per esteso ed analizzandone spesso le singole espressioni ed i singoli termini. Difendendo Engels da quelli, che considera gli attacchi di Lukcs, Rudas formula le sue accuse nei confronti di Lukcs stesso e precisa la lettura del marxismo di Marx ed Engels, ritenuta "ortodossa" dall'Internazionale comunista. Nella prima parte dell'articolo70, Rudas si occupa di alcune osservazioni, esposte da Lukcs nel primo paragrafo del primo saggio di Geschichte und Klassenbewutsein, intitolato Was ist orthodoxer Marxismus?, a proposito dell'interpretazione di Engels del metodo dialettico. In queste pagine Lukcs lamenta il fatto che Engels, nel suo Antidhring, non abbia neppure menzionato quella, che, a suo avviso, la determinazione pi essenziale (die wesentlichste Wechselwirkung) del metodo dialettico: die dialektische Beziehung des Subjekt und Objekts im Geschichtsproze71. Senza questo rapporto di soggetto ed oggetto, secondo Lukcs, la dialettica cessa di essere un metodo rivoluzionario, poich l'oggetto della considerazione rimane immutato e viene cos meno l'elemento, che distingue maggiormente il materialismo storico dalla metafisica, la modificazione della realt; la fluidit dei concetti (fliessende Begriffe), pur messa acutamente in rilevo da Engels72, risulta solamente apparente. Per dimostrare come la separazione di essere (Sein) e pensiero, metodo e realt, che risulta dal non riconoscere il rilievo centrale dell'interazione di soggetto ed oggetto nella dialettica, sia totalmente contraria al materialismo storico e venga spesso utilizzata dai critici borghesi del marxismo e da quelli, che chiama "marxisti opportunisti", Lukcs cita Marx (un passo tratto da Zur Kritik der politischen konomie) e Engels (dal Feuerbach)73. A proposito del passo di Marx, nel quale afferma che nell'economia, come in ogni scienza storico-sociale, le categorie del pensiero esprimono le
decimo e nel dodicesimo fascicolo della stessa rivista. 68 Il primo saggio di Geschichte und Klassenbewutsein si intitola Was ist orthodoxer Marxismus? 69 polemica del compagno Lukcs contro Engels. Rudas, Orthodoxer Marxismus?, in AA.VV., Geschichte und Klassenbewutsein Heute. Diskussion und Dokumentation, Amsterdam, 1971, p. 113. Trad. it.: Marxismo Ortodosso?, in AA. VV., Intellettuali e coscienza di classe. Il dibattito su Lukcs, 1923-24, Milano, 1977, p. 75. 70 Rudas sceglie come titolo della prima parte dell'articolo lo stesso del saggio di Lukcs, di cui tratta. 71 il rapporto dialettico tra soggetto ed oggetto nel processo storico. Lukcs, Geschichte und Klassenbewutsein, cit., p. 173. Trad. it., p. 4. 72 Ivi, p. 173. 73 Nella pagina precedente, Lukcs affermava che l'esposizione engelsiana della dialettica, compiuta nell'Antidhring, aveva avuto un effetto fuorviante nella comprensione di questa relazione; ora la citazione dal Feuerbach viene utilizzata dall'autore per sostenere la sua tesi. Ivi, p. 174.

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condizioni reali di esistenza, Lukcs precisa in nota, in maniera del tutto incidentale:
Diese Beschrnkung der Methode auf die historisch-soziale Wirklichkeit ist sehr wichtig. Die Miverstndnisse, die aus der Engelschen Darstellung der Dialektik enstehen, beruhen wesentlich darauf, da Engels - dem falschen Beispiel Hegels folgend - die dialektische Methode auch auf die Erkenntnis der Natur ausdehnt. Wo doch die entscheidenden Bestimmungen der Dialektik: Wechselwirkung von Subjekt und Objekt, Einheit von Theorie und Praxis, geschichtlich Vernderung des Substrats der Kategorien als Grundlage ihrer Vernderung im Denken etc. in der Naturerkenntnis nicht vorhanden sind. Fr eine ausfhrliche Auseinendersetzung dieser Fragen fehlt hier leider jede Mglichkeit74.

Le critiche, che Lukcs muove ad Engels in questo passo, sono, secondo Rudas, due: nell'esposizione della dialettica fatta nell'Antidhring egli non ha menzionato l'essenziale interazione dialettica di soggetto ed oggetto (Objekt) nel processo storico, cessando, in questo modo, di essere un dialettico rivoluzionario e facendo, anzi, della dialettica una metafisica; Engels, inoltre, avrebbe esteso il campo della dialettica al mondo naturale, contrariamente alle indicazioni di Marx, che ne restringevano l'ambito alla realt sociale. Per quanto riguarda la seconda critica, Rudas sostiene che Lukcs ha torto sia historisch, sia wrtlich ("zitatisch")75. Da un lato, infatti, Marx non ha mai limitato l'ambito della dialettica alla realt sociale; inoltre egli ha letto l'Antidhring e, se non si fosse trovato d'accordo con Engels, tantopi su una questione metodologica di tale importanza, non avrebbe di certo taciuto al collaboratore ed amico le sue obiezioni76. Dall'altro, la citazione di Marx, che Lukcs riporta a sostegno della sua tesi, afferma semplicemente che le categorie delle scienze storico-sociali esprimono rapporti dell'essere sociale storicamente dato, senza riferimento alcuno alla limitazione della dell'ambito della dialettica alla societ. Sostenendo che la dialettica sia valida solo nella societ, secondo Rudas, Lukcs assume una posizione chiaramente dualistica: natura e societ sono due mondi diversi, in cui valgono due sistemi di leggi diversi: nella societ i fenomeni si svolgono dialetticamente, nella natura adialetticamente. Per Lukcs, la dialettica deve, quindi, aver avuto origine con la societ, e, pi precisamente, con l'uomo, per la cui presenza la societ si differenzia dalla natura, aggiungendosi all'elemento naturale, nel quale assente: questo , del resto, espressamente ammesso dallo stesso Lukcs nella sua enumerazione delle "determinazioni decisive della
Questa limitazione del metodo alla realt storico-sociale molto importante. I fraintendimenti che hanno origine dall'esposizione engelsiana della dialettica poggiano essenzialmente sul fatto che Engels - seguendo il falso esempio di Hegel - estende il metodo dialettico anche alla conoscenza della natura. Mentre nella conoscenza della natura non sono presenti le determinazioni decisive della dialettica: l'interazione tra soggetto ed oggetto, l'unit di teoria e praxis, la modificazione storica del sostrato delle categorie come base della loro modificazione nel pensiero, ecc. Purtroppo impossibile qui discutere questi problemi in modo pi minuzioso. Ivi, p. 175. Trad. it., p. 6. 75 storicamente; letteralmente (secondo le citazioni). Rudas, cit., p. 76. Trad. it., p. 61. 76 Ivi, pp. 72 e sgg.
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dialettica" (interazione di soggetto e oggetto, unit di teoria e prassi,..), le quali si riferiscono tutte soltanto all'uomo. La dialettica, conclude Rudas, , per Lukcs,
die Gesetzmigkeit der Menschen. [...] Die Dialektik ist keine objektive, also von den Menschen unabhngige Gesetzmigkeit, sondern eine subjektive Gesetzmigkeit der Menschen77.

Queste considerazioni portano Rudas alla prima delle accuse, che egli formula nei confronti di Lukcs: [...] das nenne ich und nennt man: subjektiven Idealismus78. Un idealismo, quello di Lukcs, che "retrocede", per, rispetto ad Hegel. Quest'ultimo, in quanto idealista, sostiene che la natura la realizzazione dell'Idea e, conseguentemente, che la dialettica Gesetzmigkeit der Idee; cos come Marx ed Engels, materialisti, sostengono che la societ natura, nel senso di aus der Natur dialektisch entstanden79 e, conseguentemente, che la "normativit dialettica" si estende parimenti alla societ ed alla natura. Marx, Engels ed Hegel sono conseguenti, i primi come materialisti, l'altro come idealista.
Lukcs ist also, ob Idealist oder Materialist, auf alle Flle inkonsequent. Also - ein Eklektiker. Denn bei ihm ist die Dialektik - ja was soll man sagen, was ist sie? Sie ist nicht ein Naturgesetz - also kein materielles Weltgesetz. Sie ist aber auch kein Gesetz der Idee also kein ideelles Weltgesetz. Dennoch eher dieses wie jenes80.

Rudas vede nell'obiezione, mossa ad Engels da Lukcs, di non aver fatto cenno alla determinazione pi importante della dialettica, l'interazione di soggetto ed oggetto, un'ulteriore prova del suo idealismo. Engels, spiega, non ha considerato questa determinazione, poich essa presente solamente nella "forma particolare", che la dialettica, "legge generale del mondo", assume nella societ e se ne deve parlare solo per quanto riguarda la "dialettica sociale", caso molto importante della dialettica, ma sempre caso particolare81. Rudas non nega, pertanto, l'esistenza dell'interazione tra soggetto ed oggetto nel processo storico[...] la normativit degli uomini. [...] La dialettica non una normativit oggettiva e indipendente dagli uomini, bens un normativit soggettiva degli uomini. Ivi, p. 77. Trad. it., p. 63. Corsivo mio. 78 Chiamo [...] [la posizione di Lukcs], e cos la si chiama, idealismo soggettivo. Ivi, p. 77. Trad. it., p. 63. Corsivo mio. 79 la normativit dell'Idea; si originata dialetticamente dalla natura. Ivi, pp. 77-78. Trad. it., p. 63. 80 Lukcs, al contrario, inconseguente, sia come idealista, sia come materialista. Quindi un eclettico. In lui c' la dialettica, ma che cos'? Non una legge naturale, perci non una legge materiale del mondo. N una legge dell'idea, e perci non una legge ideale del mondo, sebbene si avvicini pi a questa che quella. Ivi, p. 78. Trad. it., p. 63. Corsivo mio. 81 Nelle pagine dell'Antidhring Engels tratta anche della dialettica sociale: Engels [hat] diese, fr den Marxismus, Binsenwahrheit, da Objekt und Subjekt im Geschichtsproze in Wechselwirkung stehen, zwar nicht in leeren Worten "formuliert", wohl aber durchgefhrt, konkret gezeigt. Ivi, p. 78. ([...] egli non ha "formulato" in vuote parole questa verit, lapalissiana per il marxismo, che nel processo storico c' un'interazione di soggetto ed oggetto, bens l'ha attuata e concretamente mostrata. Trad. it., p. 64).
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sociale, come non viene negata da Engels, ma sostiene che, se nel pensiero lukcsiano questa determinazione svolge un ruolo decisivo, questo accade [...] weil - nach dem Idealisten Lukcs - die Theorie erst die Revolution mglich macht82. Rudas cita quindi lunghi brani tratti sempre dal primo paragrafo del saggio Was ist orthodoxer Marxismus?83, in cui Lukcs spiega il ruolo di guida della teoria nell'azione rivoluzionaria delle masse; il pericolo che la "presa" della teoria sulle masse possa essere solo apparente, se non accompagnata da una presa di coscienza (Bewutwerden) realmente ed essenzialmente connessa all'agire rivoluzionario; come il passo decisivo del processo storico verso il proprio fine, sia rappresentato da questa presa di coscienza; e l'unit di teoria e prassi, resa possibile solo dal rapporto della coscienza (Bewutsein) con la realt. Da queste citazioni, secondo Rudas, risulta evidente che
Genosse Lukcs [zeigt] [sich] nicht nur in seinen versteckten Konsequenz, sondern unverhllt als Idealist, ein Idealist, dem die "Theorie" das vertritt, was den Idealisten alten Schlages - die Idee war84.

Infatti, il punto di partenza di Lukcs, nel trattare il processo storico, , secondo Rudas, sempre la teoria, mai la prassi, e la stessa teoria finisce per essere la forza motrice delle masse; , per, la coscienza il passo decisivo del processo storico verso il suo fine: la funzione storica della teoria di rendere possibile questo passo. Qui Lukcs mostra, per Rudas, di sostenere una posizione opposta a quella di Marx, per il quale la coscienza degli uomini e la teoria dipendono dall'essere sociale e non viceversa: Lukcs setzt Marx wieder in den idealistischen Jargon zurck. Queste citazioni di Lukcs, prosegue Rudas, mostrano come Lukcs non sia semplicemente idealista:
Der "Geschichtsproze" ist hier eine "aparte Person" (Marx' Ausdruck gegen die Idealisten Bauer), die "entscheidende Schritte" tut. Und dieser Idealismus ist zu gleicher Zeit ein Agnostizismus [...]85.

La polemica contro Engels sul concetto di prassi La seconda parte di questo primo articolo di Rudas, intitolata Engels und Kant oder Praxis und Industrie "im dialektisch-philosophischen Sinne", si propone di approfondire le caratteristiche dell'"idealismo-agnosticismo" lukcsiano,
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Poich, secondo l'idealista Lukcs, la teoria rende possibile la rivoluzione. Ivi, p. 78. Trad. it., p. 64. 83 Ivi, pp. 79 e sgg. (Rudas cita quasi per esteso la p. 172 di Geschichte und Klassenbewutsein e parte della successiva). 84 [...] il compagno Lukcs si mostra, non solo nelle sue conseguenze implicite, ma apertamente un idealista, per il quale la "teoria" rappresenta ci che per gli idealisti di vecchio stampo era l'idea. Ivi, p. 79. Trad. it., p. 64. 85 Lukcs riporta Marx nel gergo idealistico. [...] Il "processo storico" qui una "persona a parte" (secondo l'espressione di Marx contro l'idealista Bauer) che fa i "passi decisivi". E tale idealismo al tempo stesso agnosticismo. Ivi, p. 80. Trad. it. p. 65. Corsivo mio.

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muovendo da quella che Rudas trova essere la terza accusa di Lukcs contro Engels. Essa si trova nel saggio dedicato al fenomeno della reificazione (Verdinglichung), alla fine del secondo paragrafo della parte intitolata Die Antinomie des brgliches Denkens. Qui86 Lukcs compie una breve digressione a proposito delle osservazioni di Engels sul problema della kantiana "cosa in s" (Ding an sich): queste osservazioni, pur poggiando su alcuni equivoci, hanno avuto, a suo avviso, un'ampia influenza sui marxisti a proposito dell'interpretazione di questo concetto. Lukcs cita un passo del Feuerbach, in cui Engels afferma che la migliore confutazione del concetto di "cosa in s", quale philosophische Schrulle, la prassi, nmlich das Experimentus, die Industrie: riproducendo in laboratorio un evento naturale e rendendolo utilizzabile per i nostri scopi attraverso l'attivit industriale, afferma Engels, esso cessa di essere una "cosa in s", in senso kantiano, e diventa ein Ding fr uns87, poich la conosciamo, la riproduciamo e la utilizziamo. Secondo Lukcs, Engels compie qui non solo un'imprecisione terminologica nel suo utilizzo del linguaggio hegeliano: "in s" e "per noi" non sono contrapposti in Hegel, ma necessariamente correlati, mentre al "per noi" o "in s" si contrappone il "per s" (fr sich), in cui l'oggetto (Gegenstand) pensato contemporaneamente cosciente di s stesso. Ma Engels fraintende anche la teoria kantiana della conoscenza: essa non nega affatto, anzi ammette come necessaria, l'illimitata estensibilit della conoscenza dei fenomeni naturali, la quale, per, anche nel caso in cui sia completa, non pu superare il campo dei fenomeni, che sono contrapposti alle "cose in s" inconoscibili. La "cosa in s", quindi, non rappresenta un limite, come nell'interpretazione di Engels, all'estensione concreta delle nostre conoscenze. Engels commette, secondo Lukcs, questi errori, poich considera l'industria e l'esperimento scientifico autentiche forme di prassi. In realt, l'ambiente, in cui si svolge l'esperimento, , infatti, un ambiente artificiale, liberato da tutti gli elementi "irrazionali", che potrebbero disturbare l'esperimento. Inoltre, Engels, secondo Lukcs, sembra dimenticare che l'industria non attivit volta al soddisfacimento di bisogni (le cose non diventano "per noi"), ma sottoposta alle "leggi naturali della societ capitalistica", che si fondano sull'inconsapevolezza dei partecipanti; infatti, l'unico interesse del capitalista, del quale non si pu fare a meno di parlare quando ci si riferisce all'industria, il profitto: questo significa che egli, al pari di tutti gli altri partecipanti all'industria, non "agisce", ma "subisce" quelle che sono le "leggi naturali sociali". Rudas cita ancora una volta quasi per esteso le pagine di Lukcs e risponde con precisione a tutte le obiezioni che egli muove ad Engels. A proposito dell'imprecisione terminologica, commessa, secondo Lukcs, da Engels, Rudas afferma che tale pedanteria terminologica pu avere senso nel campo idealistico, in cui Lukcs si muove: la distinzione tra "in s" e "per s" non ha alcun senso per un materialista, poich significa affermare che una cosa pu raggiungere lo stato di
Lukcs, cit., pp. 311-313. stramberia filosofica; cio l'esperimento e l'industria; una cosa per noi. Ivi, p. 311. Trad. it., pp. 172-173.
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"essere per s", che pu avere coscienza di s. Engels autentico materialista, nel passo citato da Lukcs, afferma semplicemente che esiste una parte del mondo esterno all'uomo, che egli ancora non conosce, le "cose in s", e una parte, che egli gi conosce, le "cose per noi". Attraverso la prassi e la conoscenza, le "cose in s" si trasformano continuamente in "cose per noi". Quella di Engels non , quindi, n una imprecisione terminologica, n un fraintendimento della teoria, ma l'esposizione del punto di vista materialistico in termini appropriati.
Und Genosse Lukcs' Einwand wre im besten Falle eine kleinliche Nrgelei, wrde diese Nrgelei nicht die Bestreitung des Agostizismus Kants, noch mehr, die Verteidigung des Idealismus und die "Korrektur" des Materialismus bedeuten!88

Queste accuse vengono confermate nella risposta di all'obiezione mossa da Lukcs ad Engels di considerare erroneamente l'industria e l'esperimento scientifico come prassi. Per quanto riguarda quest'ultimo, Rudas respinge le obiezioni di Lukcs, argomentando che se vero che l'esperimento osservazione svolta in un ambiente artificiale, tuttavia non pu essere liquidato come "atteggiamento contemplativo": non esiste alcun tipo di lavoro che non abbia in s una componente di osservazione e non richieda di eliminare, quanto pi possibile, gli elementi perturbatori dell'attivit, che viene svolta. Inoltre, secondo Rudas, l'ambiente artificiale ed astratto dell'esperimento viene meno non appena l'esperimento riesce ed il risultato viene utilizzato a scopi pratici. A proposito dell'industria, Rudas spiega che Engels non si riferisce, nel passo in questione, all'industria capitalistica, ma all'industria in generale, il che spiega perch non faccia riferimento, nel brano in questione, alla figura del capitalista. Soprattutto, egli intende marxianamente l'industria come processo di produzione oggettivo (objektiv), attraverso il quale l'uomo trasforma le cose e, contemporaneamente, riproducendole, le conosce. Lukcs, secondo Rudas, da un lato, non comprende il senso del "per noi" usato da Engels e lo confonde con il comportamento del capitalista, che non persegue un fine "per noi", ma mira solamente al profitto; quello del capitalista , secondo Rudas, un comportamento passivo, "per s", che nulla ha a che fare con quanto intende Engels89. Dall'altro, scambia il capitalista con l'industria: anche se con il termine "industria" si intendesse l'"industria capitalistica", essa non coinciderebbe con il "capitalista" e, al pari dell'industria comunista o di qualsiasi altro tipo di industria, procederebbe nell'ampliamento delle conoscenze esattamente nel senso indicato da Engels.

L'obiezione del compagno Lukcs sarebbe allora nel migliore dei casi una piccola sofisticheria, se non significasse l'adesione all'agnosticismo di Kant, anzi, la difesa dell'idealismo e la "correzione" del materialismo. Rudas, cit., p. 84. Trad. it., p. 69. Corsivo mio. 89 Qui Rudas rimane fedele alla formulazione di Engels di un "in s" opposto al "per noi". Non mi pare si possa affermare, come fa Rudas, che Lukcs confonda due distinti significati del "per noi": al contrario, egli distingue il "per noi", equivalente nella terminologia hegeliana all'"in s", dal "per s". Neppure mi sembra corretto l'utilizzo che Rudas fa qui dell'espressione "per s", riferita al capitalista, che, nell'attivit industriale, non "agisce", bens "viene agito", perseguendo solamente il profitto.

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Rudas conclude che forse l'esperimento e l'industria non sono prassi im dialektisch-philosophischen Sinne, come afferma Lukcs, cio intesi idealisticamente, ma sicuramente lo sono per un materialista. Il giudizio di Rudas suona minaccioso ed inappellabile per Geschichte und Klassenbewutsein, ma lascia qualche speranza al suo autore90:
Trotz mancher tiefen, geistreichen, von groer Bildung zeugenden, manchmal direkt glnzenden und faszinierenden Stellen seines Buches ist dieses das Buch eines Idealisten, Agnostikers und Mystikers, nicht aber eines "orthodoxen Marxisten". Es wre dringend notwendig, da Genosse Lukcs sich den Spruch einprgt: "Man beurteilt ein Individuum nicht nach dem, was es sich selbst dnkt", und nach einer strengen Selbstkritik [...] mit seinem jetzigen philosophischen Gewissen abrechnet (Marx: Zur Kritik der politischen konomie, Vorwort, LVII), seine philosophische Weltanschauung im Materialistichen Sinne grndlich einer Revision unterwirft und sobald wie mglich ndert91.

Lukcs ed i suoi "adepti": la nuova corrente del marxismo La critica di Abram Deborin al libro di Lukcs si presenta molto meno attenta e precisa di quella di Rudas. I temi lukcsiani, ai quali Deborin rivolge la sua attenzione, sono in sostanza parte di quelli contro cui argomenta Rudas: la polemica contro Engels per quanto riguarda l'estensione della dialettica al mondo naturale e la concezione del materialismo storico. Il suo articolo, intitolato Lukcs und seine Kritik des Marxismus92, pi che una recensione di Geschichte und Klassenbewutsein, sembra essere piuttosto la presa di posizione nei confronti di quella che dall'Internazionale comunista come vista una nuova corrente del marxismo, di cui Lukcs sembrerebbe l'ideatore e l'esponente di maggior rilievo:

Rudas il solo dei recensori di Lukcs a mettere in rilievo ed ad apprezzare la sua attivit all'interno del Partito Comunista Ungherese, prima e dopo la rivoluzione, ed il suo ruolo di commissario del popolo nella Repubblica Sovietica Ungherese. Per Rudas, questo impegno politico sembra lasciare una qualche speranza per il futuro di Lukcs come comunista: Kann seine philosophische Vergangenheit ein leises Mitrauen erwecken ber seine philosophische Zukunft, so hat er als Kommunist auf den gefrlichen Posten, sowohl als Volkskommisar wie auch als Soldat an der Front, fr die proletarische Revolution gekmpft und sich auch sonst bewhrt. Ivi, p. 67. (Se quindi il suo passato filosofico pu destare una lieve sfiducia nel suo futuro, non bisogna dimenticare che, come comunista, egli ha lottato per la rivoluzione proletaria e ha dato buona prova di s, sia come commissario del popolo, sia come soldato al fronte. Trad. it., p. 53). 91 Nonostante il libro contenga molti punti profondi, intelligenti, di vasta cultura e spesso immediatamente brillanti e seducenti, rimane pur sempre l'opera di un idealista, di un agnostico e di un mistico, non di un "marxista ortodosso". Sarebbe estremamente necessario che il compagno Lukcs si imprimesse nella memoria il detto: "non si giudica un individuo per quello che si crede", e, dopo una severa autocritica, facesse i conti con la sua coscienza filosofica attuale (Marx, Zur Kritk, Vorwort, p. LVII [10-11]), sottoponesse la sua Weltaschauung filosofica ad una revisione radicale in senso materialistico e la modificasse appena possibile. Ivi, p. 89. Trad. it., p. 74. Corsivo mio. 92 Abram Deborin, Lukcs und seine Kritik des Marxismus, in "Arbeiterliteratur", Nr. 9, 1924, ora in Geschichte und Klassenbewutsein Heute, cit., pp. 90-112. Trad. it.: Lukcs e la sua critica del marxismo, in Intellettuali e coscienza di classe, cit., pp. 125-147.

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Lukcs hat bereits seine Jnger und ist im gewissen Sinne der fhrende Kopf einer ganzen Richtung, der unter anderem angehren: die Genossen Korsch, Fogarasi, Reway u. a. Bei einer solchen Lage der Dinge ist es unmglich, sie einfach zu ignorieren. Wir mssen zumindest die Grundprinzipien dieser "neuen Strmung" im Marxismus einer Kritik unterziehen93.

Quelli che Rudas ritiene errori di un comunista, che si dimostra rivoluzionario nell'attivit politica, ma che ancora rimane legato alla sua formazione filosofica, vengono, quindi, letti da Deborin come i principi fondamentali di una nuova corrente di pensiero marxista. Per quanto concerne le accuse di Lukcs ad Engels di aver deviato dalla teoria marxiana, soprattutto per l'estensione del metodo dialettico al campo della natura94, Deborin adotta in sostanza la stessa "linea di difesa" di Rudas: Marx non ha mai delimitato l'ambito di applicazione della dialettica alla societ e, in ogni caso, dato lo stretto legame di amicizia e collaborazione tra Marx ed Engels, impossibile che quest'ultimo abbia distorto le idee del primo95, soprattutto in un'opera come l'Antidring, che Marx aveva letto manoscritta. Come per Rudas, anche secondo Deborin, il rifiuto di Lukcs per l'applicazione della dialettica alla natura mette in luce la sua posizione dualistica: egli materialista per quanto riguarda la realt storico-sociale e idealista per quanto riguarda quella naturale; egli accetta il materialismo storico, ma rifiuta il materialismo filosofico96. Anche per Deborin, Lukcs si dimostra, quindi, un eclettico. Pi interessante l'argomentazione di Deborin a proposito della lukcsiana neue Anschauung ber das Wesen der Dialektik97. Nella parte introduttiva del primo saggio di Geschichte und Klassenbewutsein, Was ist orthodoxer Marxismus?, Lukcs afferma: Orthodoxie in Fragen des Marxismus bezieht sich vielmehr ausschlielich auf die Methode98. L'ortodossia, secondo Lukcs, la convinzione che nel marxismo dialettico sia stato scoperto il corretto metodo di ricerca, il quale pu essere potenziato ed approfondito solamente nella direzione indicata dai suoi fondatori (Marx ed Engels): ogni tentativo di migliorarlo o superarlo non pu che condurre ad un risultato superficiale e banale. Tuttavia, essere marxisti ortodossi non significa accettare acriticamente i risultati delle ricerche di Marx: questi potrebbero anche venire smentiti e superati da indagini pi recenti, senza che il metodo marxista ne risentisse; anzi, possibile per il
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Lukcs ha i suoi adepti e in un certo senso il cervello di un'intera corrente alla quale appartengono, tra gli altri, il compagno Korsch, Fogarasi, Rvai. In questa situazione impossibile ignorarli semplicemente, necessario invece per lo meno sottoporre a critica i principi fondamentali di questa "nuova corrente" nel marxismo. Ivi, p. 92. Trad. it., p. 127. 94 Deborin cita a questo proposito, anche se pi brevemente e con meno precisione, gli stessi passi citati da Rudas. Vedi pp. 93, 97, 99. 95 Deborin cita, nella sua argomentazione numerosi passi di scambi epistolari e di opere di Marx e di Engels. Ivi, pp. 93, 99, 104. 96 Ivi, p. 92. 97 una nuova visione dell'essenza della dialettica. Ivi, p. 91. Trad. it. p. 126. 98 Per ci che concerne il marxismo, l'ortodossia si riferisce esclusivamente al metodo. Lukcs, cit., p. 171. Trad. it., p. 2.

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marxista ortodosso accettare questi nuovi risultati e rifiutare interamente alcune tesi (smtliche einzelnen Thesen) marxiane senza rinunciare alla propria ortodossia. Chiaramente Deborin non pu che dimostrarsi d'accordo con le affermazioni di Lukcs, che dichiarano il materialismo dialettico il vero metodo di ricerca, ma rifiuta decisamente l'idea che i risultati cui il metodo conduce siano di secondaria importanza: non solo perch, rifiutando alle einzelnen Rechtlinie99 di una teoria, si rifiuta la teoria stessa, ma anche in quanto per un materialista i risultati sono importanti quanto il metodo. Questo, spiega Deborin, perch la correttezza di un metodo confermata dai risultati cui conduce (dalla prassi): un metodo corretto, infatti, non pu che portare a risultati corretti; ma soprattutto perch la teoria, le categorie, che formano il contenuto di un metodo (cos come la conoscenza in generale) non hanno un'esistenza autonoma, ma sono date insieme mit dem Objekt und dem Gegenstand100 della ricerca. Lukcs , pertanto, un idealista:
Fr ihn besitzt die Theorie, die Methode irgendeine absolute Bedeutung, und wenn sich die Wirklichkeit darin nicht unberbringen lt - "um so schlimmer fr die Tatsachen"101.

Ma non solo per quanto riguarda la considerazione del materialismo storico, Lukcs si dimostra idealista, bens anche per il contenuto della dialettica stessa. Egli, secondo Deborin, propone una nuova visione della dialettica, che , a ben vedere, una sua restrizione alle tre "determinazioni essenziali", di cui Lukcs parla nella gi citata nota: l'interazione di soggetto e oggetto (Objekt), l'unit di

Qui Deborin cita alcune espressioni di Lukcs, che, per, non corrispondono al testo. Il passo di Lukcs, cui Deborin fa riferimento il seguente: Denn angenommen - wenn auch nicht zugegeben -, die neuere Forschung htte die sachliche Unrichtigkeit smtlicher einzelnen Aussagen von Marx einwandfrei nachgewiesen, so knnte jeder ernsthafte "orthodoxe" Marxist alle diese neuen Resultate bedingunglos anerkennen, smtliche einzelnen Thesen von Marx verwerfen - ohne fr eine Minute seine marxistische Orthodoxie aufgeben zu mssen. Lukcs, cit. p. 171. Corsivo mio. (Infatti, anche ammesso - e non concesso - che le indagini pi recenti abbiano provato senza alcun dubbio l'erroneit materiale di certe asserzioni di Marx nel loro complesso, ogni marxista "ortodosso" serio potrebbe senz'altro accettare questi nuovi risultati, rifiutando interamente alcune tesi marxiane, senza rinunciare per un minuto alla propria ortodossia marxista. Trad. it., pp. 12). Deborin parla, invece di smtliche einzelne Thesen, di smtliche einzelne Rechtlinien e di alle einzelne Rechtlinie. Deborin, cit. pp. 94-95. (tutte le singole direttrici. Trad. it., p. 130). A parte la differenza tra "Thesen" e "Rechtlinien", crea difficolt la traduzione della successione degli aggettivi "smtlich" e "einzeln"; la traduzione di Giovanni Piana, per il testo di Lukcs, e quella di Laura Boella, per quello di Deborin, differiscono enormemente: cosa assai diversa il "rifiutare tutte le singole direttrici di Marx" (vedi traduzione italiana di Deborin) dal "rifiutare interamente alcune delle tesi di Marx" (vedi traduzione italiana di Lukcs). 100 insieme con l'oggetto dell'analisi. Deborin, cit., p. 96. Trad. it., p. 131. 101 Per lui la teoria, il metodo, possiede un significato assoluto e se la realt non vi si lascia sussumere - "allora tanto peggio per i fatti". Ivi, pp. 95-96. Trad. it. p. 131.

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teoria e prassi, l'individuazione della base della modificazione delle categorie di pensiero nella modificazione storica del sostrato materiale. Deborin ribadisce la visione "ortodossa" dell'Internazionale: mai Marx ha parlato in termini di identit di soggetto ed oggetto, di pensiero ed essere. Egli cita Lenin (da Materialismus und Empiriokritizismus)102 e Plechanov (da Grundprobleme des Marxismus)103. Essere e pensiero non sono identici, ma reciprocamente diversi, cos come l'esistenza sociale (gesellschaftliches Sein) differisce dalla coscienza sociale (gesellschaftliche Erkenntnis): il pensiero e la coscienza sono riflesso (Spiegelbild) dell'esistenza (Sein). Il riflesso pu essere pi o meno conforme alla realt, ma non possibile parlare di identit: l'essere, in quanto tipo di realt oggettiva (eine Art objektive Realitt), esiste indipendentemente dal pensiero e dalla conoscenza. Questa distinzione, precisa Deborin, non deve essere intesa metafisicamente, bens dialetticamente: dunque vero che tra essere e pensiero non sussiste divario assoluto, ma die Philosophie der Identitt von Erkenntnis und Sein104 chiaramente una distorsione della linea di fondo storico-materialistica. Sostenere l'identit di soggetto ed oggetto (Objekt), di pensiero ed essere, al pari di Lukcs e dei suoi seguaci, una posizione puramente idealistica, da rechtglubige Hegelianern105. Per Deborin le espressioni lukcsiane "interazione di soggetto de oggetto" e "unit di teoria e prassi" equivalgono: egli le interpreta entrambe come riferite al processo conoscitivo106. Ne conclude che, ponendo come categoria assoluta dello sviluppo storico-sociale l'identit di soggetto ed oggetto, cio la conoscenza, Lukcs indica idealisticamente nella conoscenza stessa, nell'idea, la base della dialettica storico-sociale.
Die Einheitlichkeit von Subjekt und Objekt versteht er als idealistische Identitt so, da das Objekt von dem Subjekt verschlungen wird. Die Einheitlichkeit von Theorie und Praxis interpretiert er so, da sich die Praxis in der Theorie auflst und von ihr berwunden wird107.

Ivi, p. 102. Ivi, p. 103. 104 la filosofia dell'identit di conoscenza ed essere. Ivi, p. 103. Trad. it., p. 138. 105 hegeliani di destra. Ivi, p. 102. Trad. it., p. 137. Corsivo mio. 106 Ivi, pp. 108-109. Queste affermazioni non vengono supportate da nessuna citazione. Per quanto riguarda l'interazione di soggetto ed oggetto (Objekt), Lukcs, come si visto, fa riferimento alla considerazione storica, quale momento in cui possibile per l'uomo riconoscersi come soggetto ed oggetto dello sviluppo storico, ma non mi pare sia questo il senso in cui Lukcs intende l'unit di teoria e prassi. La prassi per Lukcs , comunque, l'azione rivoluzionaria, cui conduce la coscienza di classe divenuta matura nella figura dell'avanguardia di partito. 107 L'unit di soggetto ed oggetto rappresenta per lui un'identit idealistica con la conseguenza che l'oggetto viene ingoiato dal soggetto. L'unit di teoria e prassi viene d'altra parte interpretata in modo che la prassi si dissolve nella teoria e ne viene superata. Ivi, p. 111. Trad. it., p. 147.
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L'unico modo di considerare materialisticamente l'interazione di soggetto ed oggetto (Objekt), spiega Deborin, come processo lavorativo, come attivit lavorativa, in cui l'individuo, il soggetto, agisce sulla natura esterna, l'oggetto (Objekt); modificando la natura secondo il proprio fine cosciente, l'uomo determina il carattere delle proprie azioni, modificando, al contempo, anche la propria natura. La produzione di idee e concetti connessa all'attivit materiale di produzione ed il collegamento tra individuo e natura, soggetto ed oggetto, la loro unit nel processo produttivo, costituisce il fondamento contemporaneamente di ogni processo storico e di ogni attivit conoscitiva. L'unit di teoria e prassi, cos come stata intesa da Marx ed Engels e come la intende ogni autentico marxista, consiste nel fatto che la teoria rivoluzionaria deve essere legata strettamente e stabilmente alla prassi rivoluzionaria: l'unit di teoria e prassi si realizza attraverso la trasformazione pratica della realt. Avaro di argomenti nel sostenere le sue accusa contro Engels, Lukcs, secondo Deborin, non propone, quindi, il punto di vista del marxismo ortodosso, come afferma di voler fare, bens una revisione del marxismo, che si avvale di un idealismo ortodosso per certi aspetti addirittura pi deciso di quello hegeliano, schmackhaft gemacht durch Beimengung der Ideen von Laskl, Bergson, Weber, Rickert, ..., Marx und Lenin108. L'influsso weberiano sulla teoria lukcsiana della coscienza di classe Rudas dedica a Geschichte und Klassenbewutsein un secondo lungo articolo, che intitola Die Klassenbewutseinstheorie von Lukcs109. La sua analisi della teoria lukcsiana della coscienza di classe vuole porre l'accento in particolar modo su una delle conclusioni, anticipate gi nell'articolo precedente e, come si visto, condivise dal suo collega Deborin: Lukcs non solamente un idealista, ma un idealista inconseguente, un eclettico. Questi, infatti, secondo Rudas, inserendo nella teoria marxista elementi, reazionari sia nelle loro premesse, che nelle loro conseguenze, di filosofi e sociologi borghesi, finisce deturparla e la rende a sua volta una teoria reazionaria. Uno di questi elementi reazionari, che Lukcs utilizza nella sua teoria della coscienza di classe, e che ne fa una teoria
reso gradevole con l'aggiunta delle idee di Lask, Bergson, Weber, Rickert,..., Marx e Lenin. Ivi, p. 92. Trad. it., p. 127. La posizione idealistica di Lukcs e seguaci , secondo Deborin, molto simili alle posizioni dei kantiani e dei machisti (Ivi, p. 101). Inoltre, l'accusa di hegelismo, rivolta a Lukcs, non impedisce a Deborin di sostenere che la posizione dell'autore di Geschichte und Klassenbewutsein si discosta, per certi aspetti, dal corretto intendimento della dialettica hegeliana stessa. Infatti, nonostante Lukcs ed "i suoi seguaci" vengano pi volte chiamati da Deborin "hegeliani ortodossi", contrapposti ai "marxisti ortodossi" dell'Internazionale, l'ultimo paragrafo del suo articolo dedicato alla dimostrazione della mancata comprensione da parte di Lukcs della dialettica hegeliana, che stata invece compresa e portata a compimento nel materialismo dialettico di Marx ed Engels, di cui i marxisti della Terza Internazionale sono, chiaramente, i legittimi eredi (Ivi, p. 108). 109 L'articolo viene pubblicato in due parti. Ladislaus Rudas, Die Klassenbewutseinstheorie von Lukcs, in "Arbeiterliteratur", nr. 10, 1924 e nr. 11, 1924. Ora in Geschichte und Klassenbewutsein Heute, cit., pp. 113-162. Trad. it.: Intellettuali e coscienza di classe, cit., pp. 75-124.
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dalle conseguenze reazionarie, , per Rudas, das sogenannte 110 "Zurechnungsproblem" bei Rickert und Max Weber . Rudas procede nell'esposizione, spiegando l'origine matematica del problema dell'imputazione (Zurechnung): in una funzione del tipo "f(x) = y", in cui "y" una grandezza ignota, mentre "x" nota, si tratta di attribuire (zurechnen) i valori di "y" a quelli di "x". importante notare, secondo Rudas, che le due grandezze "x" ed "y" non sono legate tra loro da un rapporto causale, bens funzionale: un rapporto di causalit non avrebbe senso nell'ambito della matematica. Rickert e Weber, secondo Rudas, hanno trasferito il concetto di imputazione dalla matematica alla filosofia e lo hanno assunto in tutte le sue implicazioni matematiche proprio allo scopo di eliminare, o di relegare in secondo piano, il concetto di causalit dal mondo dei fenomeni sociali. Rudas cita un passo dei saggi metodologici di Weber111, per documentare che anche nella teoria sociologica weberiana, come nella matematica, ci sono due grandezze da imputare l'una all'altra: da un lato, i "valori culturali", che rappresentano la grandezza nota, con la differenza che la fissazione dei valori culturali lasciata all'interesse di volta in volta mutevole dello storico; dall'altro, tutto il resto presente nella societ, definito da Weber come gli elementi, che appaiono essenziali in un certo divenire e che devono essere attribuiti ai valori culturali. Secondo Weber la storia costituita di "costellazioni individuali irripetibili", ognuna delle quali possiede un "valore culturale centrale", al quale devono essere imputati causalmente tutti gli altri elementi della costellazione: questo valore culturale centrale, afferma Rudas, scelto arbitrariamente. La causalit, di cui parla Weber, non , quindi, una questione di leggi, ma di concrete connessioni causali individuali, attraverso le quali i fenomeni, intesi sempre come individualit, possono essere collegati come risultati: una regressione causale esaustiva , per Weber, impossibile. Weber , pertanto, secondo Rudas, un agnostico, dal momento che egli non nega esplicitamente la connessione causale, ma intende per causalit qualcosa di completamente diverso da ci che si intende nelle scienze naturali e nel marxismo. Per queste scienze non , infatti, ammissibile che avvenimenti legati da rapporto causale siano beliebig vertauschbar112 e che possa essere demandato all'arbitrio del ricercatore il compito di decidere cosa debba essere considerato causa e cosa effetto, come nella filosofia weberiana.
Sowohl in der Naturwissenschaft wie in der marxistischen Gesellschaftswissenschaft ist die Kausalitt (oder die Wechselwirkung) eine reell wirkende Natur - oder gesellschaftliche Kraft, die die Erscheinungen in gewisse Beziehung miteinanderer bringt, welche Beziehung

il cosiddetto "problema della imputazione" in Rickert e Weber. Ivi, p. 114. Trad. it., p. 76. Boella traduce il termine "Zurechnung" e il corrispondente verbo "zurechnen" (da cui il participio passato "zugerechnet") di volta in volta con "imputazione", "imputare" o "attribuire di diritto". Pur intitolando il primo paragrafo dell'articolo Das "Zurechnungsproblem" bei den Rickertianen (Il problema dell'"imputazione" nei rickertiani. Ivi, p. 114. Trad. it., 76), Rudas cita solamente Max Weber e solo di questi espone il pensiero. 111 Ivi, p. 115. 112 scambiabili a piacere. Ivi, p. 116. Trad. it., p. 78.

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in der Wirklichkeit gegeben, nicht abnderbar ist, und unsere Aufgabe kann nur darin bestehen, diese Beziehung empirisch in der Erfahrung aufzusuchen, nicht aber nach einem "Erkenntnisziel" zu konstruieren113.

Nel marxismo, come nelle scienze naturali, spiega Rudas, il problema dell'imputazione non si presenta, n pu sussistere la questione di determinare ci che causa e ci che effetto: pu sorgere il problema se un fatto concreto sia o meno riconducibile ad una determinata causa, [...] die gesetzmige Reihenfolge der Verknpfung der Ereigniskomplexe steht aber auer Zweifel114. Per Rudas, questa successione viene fissata dalla teoria marxiana della societ, la quale una teoria empirica, che esprime semplicemente la realt: In dieser Beziehung ist der Marxismus reine Naturwissenschaft115. La teoria di Weber, conclude Rudas, una Theorie der Theorielosigkeit116, che si accorda con le premesse e le conseguenze di pensatori scettici borghesi; ma, utilizzarla alla maniera di Lukcs, senza cio negare la possibilit della legalit e della causalit dei fenomeni, conclusione logica della teoria dell'imputazione, un modo di procedere estremamente incoerente. difficile sfuggire all'impressione che l'interpretazione, che Rudas propone del pensiero weberiano, sia alquanto semplicistica, soprattutto per quanto riguarda quella che egli vede come la relegazione in secondo piano del concetto di causalit, attuata mediante la teoria dell'imputazione. Tuttavia, egli coglie ed affronta con gli elementi della definizione di coscienza di classe, che appaiono in Lukcs realmente problematici. Rudas individua nella teoria lukcsiana della coscienza di classe due definizioni: la prima la definizione di coscienza di classe come coscienza attribuita di diritto (zugerechnetes Bewutsein), distinta dalla coscienza psicologica degli uomini (psychologisches Bewutsein) 117; la seconda quella di coscienza di classe come senso divenuto cosciente della situazione storica della classe stessa118. Per quanto riguarda la "prima definizione", immediato constatare che egli la deriva, utilizzando il metodo weberiano dell'imputazione. In questo modo, secondo Rudas, Lukcs trasforma un reale prodotto sociale, la coscienza di classe, formatasi causalmente nella totalit dei fenomeni sociali, in ein Hirngespist119, che esercita sul corso della storia un potere maggiore delle realt "vere". La reale coscienza degli uomini, la loro coscienza psicologica, infatti, ha,
In generale, tanto nella scienza della natura quanto nella scienza marxista della societ, la causalit (o l'interazione) una forza realmente operante naturale o sociale che instaura un certo rapporto reciproco tra i fenomeni, rapporto che dato nella realt, non modificabile e pu essere soltanto analizzato empiricamente, ma non costruito secondo un "fine conoscitivo". Ivi, pp. 116-117. Trad. it., p. 79. Corsivo mio. 114 [...] ma la successione normativa della connessione dei complessi di avvenimenti fuori di dubbio. Ivi, p. 117. Trad. it., p. 79. 115 In questo senso, il marxismo una pura scienza naturale. Ivi, p. 117. Trad., it., p. 79. 116 una teoria dell'assenza di teoria. Ivi, p. 118. Trad. it., p.80. 117 Lukcs, cit., pp. 223-224, 248. 118 Ivi, p. 248. 119 un'idea cervellotica. Rudas, cit., p. 120. Trad. it., p. 82.
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per Lukcs, un effetto molto limitato sul corso della storia, mentre decisiva per l'agire significativo (bedeutsam) della classe la coscienza attribuita di diritto. A proposito della "seconda definizione", Rudas si sofferma su cosa e cosa, invece, Lukcs intende per "senso di una situazione storica". Per i materialisti, spiega Rudas, il senso di una situazione storica o di un avvenimento la conoscenza di ci che oggettivamente accade, cio di ci che accade indipendentemente dalla coscienza degli uomini. Per i materialisti, quindi, la situazione storica di una classe ed il suo senso coincidono. Per gli idealisti, quali sono, secondo Rudas, tanto Weber, quanto Lukcs, ogni processo tende, invece, ad un fine ultimo, qualcosa al di sopra del nesso causale degli avvenimenti, alla cui realizzazione essi tendono; questo fine ultimo per gli idealisti il "senso" dell'avvenimento: significativi (bedeutsam) risultano, pertanto, solo i fatti, che aiutano alla realizzazione di tale fine. L'ipostatizzazione della coscienza di classe La critica di Rudas coglie acutamente un elemento della teoria lukcsiana della coscienza di classe, effettivamente oscuro: la problematica conversione in prassi di una coscienza di classe attribuita di diritto, la quale rimane estranea alla coscienza psicologica dei singoli individui, pur determinando l'agire storicamente significativo (bedeutsam) della classe, pur essendo la reale forza motrice (wirkliche bewegende Kraft) della storia.
[...] wenn "Der Sinn der geschichtlichen Lage der Klasse" so "bewut" wird, da er selbst, dieser Sinn, zu einem aparten, besonderen Bewutsein wird, verschieden von den Einzelbewutseinen der Menschen und ber den Kpfen der Menschen thronend. Dann haben wir aber einen (verkappten) Gott fr uns! [...] Im besten (oder schlimmsten?) Falle ist also "zugerechnete" Bewutsein des Genossen Lukcs ein hypostasiertes Bewutsein - sehr hnlich einem gttlichen Bewutsein120.

La coscienza descritta da Lukcs, continua Rudas, esiste solamente in dem Begriffen des Philosophen: essa viene acquisita
[...] nachdem die Theorie die objektiv geschichtliche Lage einer Klasse erst festgestellt hat und dann hinterdrein ein Bewutsein dazu konstruiert, ein Bewutsein dazu "zugerechnet", das diese Lage adquat (= restlos treu) widergespielt121.

Lukcs ricade qui, secondo Rudas, nella mitologia concettuale, di cui parla in alcuni brani del suo libro come caratteristica necessaria dei pensatori borghesi:
[...] quando il "senso della situazione storica di classe" "diventa cosciente" trasformandosi in una coscienza a parte, peculiare, diversa dalla coscienza dei singoli e troneggia sopra le loro teste. Ma allora abbiamo di fronte un dio (camuffato). [...] Nel migliore (o nel peggiore) dei casi la coscienza "attribuita" del compagno Lukcs quindi una coscienza ipostatizzata - molto simile a una coscienza divina. Ivi, p. 124. Trad. it., p. 87. Corsivo mio. 121 nel concetto del filosofo. [...] solo dopo che la teoria ha fissato la situazione storica di una classe e ha quindi costruito una coscienza "attribuita" che rispecchia adeguatamente (senz'altro fedelmente) questa situazione. Ivi, p. 128. Trad. it., p. 90.
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il carattere mitologico della sua teoria della coscienza di classe una conseguenza inevitabile delle sue premesse idealistiche. Premessa idealistica generale di Lukcs , infatti, secondo Rudas, il contrasto, che egli instaura tra natura e storia (argomento trattato nel suo primo articolo su Geschichte und Klassenbewutsein); da questa premessa procedono tutte le ulteriori conseguenze, tra le quali, ad esempio, l'assunzione della dialettica come valida solo per l'ambito storico-sociale. Per Rudas, partendo dall'antitesi costruita tra natura e societ, che Lukcs costretto a stabilire quella tra uomo reale (gewhnlicher Mensch), che decide ed assume atteggiamenti nella vita quotidiana, e uomo "storico", che "agisce in maniera storicamente significativa" (geschichtlich bedeutsam handelnder Mensch) e quella tra coscienza quotidiana, comune, psicologica e coscienza di classe attribuita (zugerechnet). Rudas contrappone alla concezione lukcsiana di coscienza di classe quella autenticamente materialista e marxista "ortodossa". In questo caso, quella proposta da Rudas appare una soluzione pi convincente rispetto a quella di Lukcs. In realt, afferma Rudas, gli uomini hanno una coscienza e si immaginano che essa svolga un ruolo autonomo e decisivo nel determinare il loro destino. Generalmente ogni teoria materialistica combatte questo modo di pensare, riconoscendo una connessione causale tra la coscienza degli uomini e la realt materiale; il materialismo marx-engelsiano, in particolare, collega la coscienza alla struttura economica. La coscienza degli uomini si modella, naturalmente, secondo la specifica situazione storica, in cui vivono. La societ presente una societ di classe ed costituita, quindi, non da uomini, ma solo da uomini di classe (Klassenmenschen),
Deshalb ist das Bewutsein der Menschen kein allgemein menschliches Bewutsein (das ist der Irrtum z. B. der modernen Psychologie, des Freudismus), sondern ein Klassenbewutsein122.

Rudas ammette la distinzione tra coscienza di classe e coscienza individuale. La coscienza dell'individuo certamente una coscienza socializzata (vergesellschaftetes Bewutsein), che presenta caratteristiche tipiche, comuni a tutti gli appartenenti alla classe, cui l'individuo in questione appartiene. Ma in essa si inseriscono chiaramente anche contenuti casuali (zufllig) ed accessori (nebenschlich), che provengono dal rapporto individuale con un piccolo gruppo di persone e, d'altra parte, le possono mancare alcuni dei tratti essenziali comuni alla maggior parte degli appartenenti alla classe. La definizione autenticamente marxista di coscienza di classe, spiega Rudas, non il risultato di un'imputazione (Zurechnung), ma viene ricavata wie jede Wissenschaft123, attraverso un procedimento di astrazione, che elimina i tratti accidentali (zufllig) ed assume solamente le caratteristiche comuni, tipiche.
Perci la coscienza degli uomini non una coscienza universale umana (questo l'errore, per esempio, della psicologia moderna, del freudismo), bens una coscienza di classe. Ivi, p. 128. Trad. it., p. 91. Corsivo mio. 123 con il metodo comune a ogni scienza. Ivi, p. 129. Trad. it., p. 91.
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Queste caratteristiche comuni, astratte dalle coscienze dei singoli, sono quelle che operano in tutti i membri della classe; secondo la "legge della conversione della quantit in qualit", ci che agisce in molti si trasforma in qualcosa di nuovo e diverso: in questo senso la coscienza di classe un prodotto sociale: non una somma od una media matematica, ma nemmeno una questione di imputazione. L'errore di Lukcs sta, secondo Rudas, nell'individuare il contenuto della autentica coscienza di classe in ein volles Bewutsein der objektiven Lage. Questa coscienza sarebbe un allgemein-menschliches Bewutsein124: se essa risulta essere la coscienza di classe del proletariato, ci accade solamente perch, al momento attuale, essa limitata al proletariato. Tra tutte le classi, infatti, soltanto al proletariato consentito di giungere ad un tale tipo di coscienza e questo per la sua particolare posizione all'interno del processo produttivo e perch nel suo interesse. Le altre classi occupano diverse posizioni, che determinano diversi interessi e, quindi, diverse coscienze di classe, le quali sono, comunque, autentiche coscienze di classe. Coscienza ed interessi di classe sono, al contrario di quanto afferma Lukcs, in ogni caso in strettissimo rapporto125. Una delle conseguenze clamorosamente errate, che, secondo Rudas, possibile trarre, e Lukcs difatti trae, mediante la teoria della coscienza di classe attribuita di diritto (zugerechnet), che solamente il proletariato in ultima analisi provvisto di autentica coscienza di classe, tutt'al pi la borghesia, ma assolutamente non le cosiddette classi intermedie, i contadini e la piccola borghesia126. Anche qui, l'argomentazione di Rudas risulta pi convincente di quella di Lukcs. Secondo Rudas, Lukcs dimostra in questo frangente di non comprendere la teoria marxista dell'ideologia: se la coscienza di una classe non dimostra di essere aderente alla realt, questo avviene proprio perch nell'interesse di questa classe non
una coscienza piena della situazione oggettiva; una coscienza universale-umana. Ivi, p. 131. Trad. it., p. 94. Corsivo mio. 125 Ci che Lukcs attribuisce alla coscienza di classe attraverso l'imputazione (Zurechnung) , per Rudas, la funzione della teoria: essa , infatti, in grado di prevedere le tendenze dello sviluppo sociale molto prima che la classe ne diventi cosciente; in grado, quindi, di prevedere lo sviluppo della coscienza stessa. 126 Rudas, cit., pp. 129 e sgg. Rudas cita il passo di Lukcs, in cui egli tratta della coscienza di classe dei contadini e della piccola borghesia: queste non sono, per Lukcs, autentiche coscienze di classe, poich una piena coscienza di classe metterebbe in luce la vanit degli forzi di queste classi di fronte allo sviluppo storico; interessi di classe e coscienza di classe sono, in questo caso, in rapporto di opposizione contraddittoria. (Lukcs, cit., p. 235). Secondo Rudas, quando Lukcs afferma che gli interessi e la coscienza di classe dei contadini e della piccola borghesia sono in rapporto di opposizione contraddittoria, egli dimostra di incorrere in un duplice fraintendimento. Da un lato, definisce l'autentica coscienza di classe come una coscienza piena ed oggettiva (objektiv), dall'altro confonde gli interessi di classe dei contadini e dei piccolo-borghesi con quelli del proletariato: se essi non formassero classi particolari con interessi e coscienze particolari, capirebbero che il loro interesse il comunismo; ma proprio i loro particolari interessi e la loro particolare coscienza di classe lo impediscono. Per supportare le sue argomentazioni a proposito dell'esistenza dei contadini in quanto classe fornita di una specifica coscienza di classe, Rudas cita Bucharin, Lenin, Plechanov, Marx ed Engels.
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riconoscere la realt cos com'. Secondo Rudas, se le classi non proletarie fossero fornite di una coscienza di classe quale quella definita da Lukcs, esse avrebbe una coscienza piena ed oggettiva (objektiv) della loro situazione di classe e, quindi, della societ; esse avrebbero, cio, la stessa coscienza del proletariato: l'intera umanit avrebbe la medesima coscienza e non esisterebbe alcuna coscienza particolare di classe. Inoltre, non tenendo conto del fatto che la coscienza di classe si articola in gradi di chiarezza e corrispondenza alla realt, Lukcs finisce per negare la coscienza di classe allo stesso proletariato, poich in esso solo l'avanguardia di partito fornita di una chiara coscienza. Secondo Rudas, la teoria della coscienza di classe di Lukcs dimostra la propria falsit nella sua inadeguatezza a descrivere i fatti sociali nella loro realt. La coscienza di classe attribuita non riesce a dare ragione, cos come delle coscienze delle singole classi, neppure della coscienza di classe proletaria. Quest'ultima viene spiegata dalla teoria marxista in termini di causalit. Essa , al contrario di quanto ritiene Lukcs, la coscienza psicologica dei singoli proletari o la coscienza psicologica della loro totalit (psicologia di massa).
Und im Gegenteil dazu, wie Genosse Lukcs es behauptet, wird "das geschichtlich bedeutsame Handeln der Klasse als Totalitt" gerade nicht "letzhin" von diesem (zugerechneten) Bewutsein bestimmt und nur aus diesem Bewutsein erkennbar"127.

L'idealismo di Lukcs si manifesta, per Rudas, non solo nella definizione di coscienza di classe attribuita, ma anche nel ruolo che questa coscienza svolge.
Was nicht nur "das geschichtlich bedeutsame", sondern jedes Handeln der Klasse "letzhin" bestimmt, ist dies von Marx geschildedrte objektive Sein der Klasse. Dieses Sein schreibt der Klasse ihr Ziel vor, d. h. erweckt in ihr ein entsprechendes Bewutsein. Und dann bestimmt dieses reelle und nicht ein "zugerechnetes" Bewutsein das Handeln der Klasse. Freilich bei weitem nicht "letzhin"128.

La coscienza per la teoria marxista di grande importanza: tutto ci che materiale deve essere trasposto in ideale, tutta la realt viene rispecchiata nella coscienza, Aber "letzhin" bestimmt - das Materielle129.
Esattamente al contrario di quanto afferma il compagno Lukcs, "l'agire storicamente significativo della classe come totalit" non sar proprio "in ultima analisi" determinato da questa coscienza (attribuita) e conoscibile soltanto da essa". Rudas, cit., p. 138. Trad. it., p. 100. 128 L'essere oggettivo della classe descritto da Marx determina "in ultima analisi", non solo l'agire "storicamente significativo", ma ogni agire della classe. Ed esso prescrive alla classe il suo fine, cio risveglia in essa una coscienza corrispondente, che, in quanto coscienza reale e non "attribuita", determina appunto l'agire della classe. Ma non certo "in ultima analisi". Ivi, p. 138. Trad. it., p. 100. Corsivo mio. 129 Ma "in ultima istanza" l'elemento primario il materiale. Ivi, p. 138. Trad. it., p. 100. Gli ultimi tre paragrafi della recensione, par. 4-6, costituiscono la seconda parte dell'articolo, pubblicata nel n. 10 di "Arbeiterliteratur" del 1924. I primi tre vengono pubblicati nel n. 9. Nel quarto paragrafo di questo articolo, intitolato Eine Wahlverwandtschaft (Ivi, p. 138), Rudas confronta ed accomuna la posizione di Lukcs con
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Le conseguenze pratiche della teoria della coscienza di classe di Lukcs sono un ulteriore conferma del fatto che in essa die Marxsche Theorie wieder "umgelstlpt" worden ist in eine idealistische130. Rudas cita il passo del saggio Klassenbewutsein131, in cui Lukcs si occupa della "funzione storico-pratica della coscienza di classe": solo la classe, a partire dagli interessi della quale possibile cogliere la societ come intero ed organizzare l'intero della societ secondo questi interessi, pu intervenire nel corso della storia, sia come forza rivoluzionaria che come forza di conservazione; le altre classi sono destinate alla passivit, possono tutt'al pi svolgere un ruolo subordinato: le loro eventuali esplosioni, anche nel caso di una casuale vittoria, rimangono prive di un fine; esse sono comunque condannate alla sconfitta definitiva. Secondo Rudas, Lukcs incorre qui innanzitutto in un errore storico, nella pi radicale contraddizione con i fatti della storia. Le sue obiezioni sono, anche qui convincenti: le classi dominanti nelle epoche precedenti non erano chiaramente in possesso di un tipo di coscienza quale Lukcs prescrive debba avere una classe per incidere sul corso della storia, tuttavia furono chiaramente classi dominanti, che non svolsero un ruolo solamente subordinato, ma, al contrario, organizzarono la societ intera secondo i propri interessi. Nelle passate epoche storiche nessuna classe ebbe mai un tale tipo di coscienza e la classe, che nell'epoca presente possiede questa coscienza, non dominante, bens dominata132. Lukcs commette questo errore storico, secondo Rudas, perch utilizza i "giudizi di valore" weberiani. L'intera storia della societ di classe viene "valutata" come "preistoria dell'umanit", quindi indegna di essersi svolta, mentre la vera storia inizia con la vittoria del proletariato. In quest'ottica, le vittorie di tutte le classi al di fuori del proletariato appaiono casuali e tutte le classi, eccetto il proletariato, sono quindi condannate alla sconfitta. Ma in questo modo, secondo Rudas, Lukcs fa della sociologia marxista una metafisica della storia: a "condannare" le classi alla sconfitta e a "destinare" le classi alla vittoria la Storia, che a priori ha fissato come scopo finale l'avvento del "regno della libert", che seguir alla vittoria del proletariato. Lukcs fa della storia eine "aparte Persnlichkeit", ein Gott133. Il difetto principale della teoria della coscienza di classe di Lukcs, quello che pi di tutti gli errori del suo libro lo caratterizza quale idealista, rimane, comunque, per Rudas, il ruolo decisivo attribuito alla coscienza nella lotta di classe ed, in particolare, nella rivoluzione134. Ogni fenomeno, conclude Rudas, pu

quella di un altro "falsificatore" ed "annacquatore" del marxismo: il neokantiano Max Adler. 130 la dottrina di Marx stata di nuovo "capovolta" in una teoria idealistica. Ivi, p. 145. Trad. it., p. 107. 131 Lukcs, cit., pp. 224-225. 132 Qui Rudas sembra considerare l'essere classe dominante come equivalente all'agire in maniera determinante sul corso della storia e l'essere classe dominata allo svolgere un ruolo solamente passivo nella societ. Non mi pare sia questo il senso in cui Lukcs utilizza le due espressioni: al contrario, sono le classi dominate a divenire rivoluzionarie. 133 una persona a parte, un dio. Rudas, cit., p. 147. Trad. it., p. 110. 134 Nel quarto paragrafo di questo articolo, Rudas riprende, a proposito della formazione

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essere rappresentato come una questione di coscienza, poich [...] das Klassenbewutsein [ist] ein notwendiger Durchgangspunkt alles Materiellen beim Menschen [...]135. Ma un tale modo di rappresentare il mondo chiaramente idealista. Per il materialista, ed il "marxista ortodosso" non pu che essere materialista, non la coscienza, il riflesso ideale del reale, a determinare la crisi e la rivoluzione, ma lo sviluppo delle forze produttive, che provoca l'una e rende possibile l'altra, si riflette nel pensiero e d luogo alla coscienza. L'accusa principale contro Lukcs viene, quindi, confermata:
Ist jemand Idealist, so liest er sogar den Materialisten Marx idealistisch und macht sogar aus dem Materialismus und historischen Materialismus eine idealistische - Schrulle136.

della coscienza, la questione della separazione attuata da Lukcs tra sfera naturale e sfera sociale. Societ e natura, ribadisce Rudas, non sono ambiti separati; ci, tuttavia, non significa che la societ sia puramente natura: esiste un'unica normativit, la dialettica, ma nella societ le leggi naturali ricevono un'altra configurazione, poich in seguito all'attivit dell'uomo le leggi di natura subiscono una trasformazione dialettica, che d origini a nuove leggi. Le leggi della natura fanno in questo modo spazio al volere dell'uomo, al suo agire cosciente, ma la coscienza rimane qualcosa di scaturito dalla natura, non l'elemento determinante, decisivo della storia, come affermano gli idealisti, tra cui Lukcs. 135 [...] la coscienza un punto di passaggio necessario di tutto ci che materiale nell'uomo [...].Ivi, p. 158. Trad., it., p. 121. 136 L'idealista legge idealisticamente il materialista Marx e trasforma il materialismo e il materialismo storico in una sciocchezza idealistica. Ivi, p. 161. Trad. it., p. 124.

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IL "RESIDUO DI IRRAZIONALIT"137 IN Geschichte Klassenbewutsein: LE RECENSIONI DI BLOCH, RVAI E MARCK

und

Le recensioni di Geschichte und Klassenbewutsein di Ernst Bloch e di Jzsef Rvai138, pur non risparmiando alcune critiche, sono sostanzialmente positive. Bloch e Rvai, al contrario di Rudas e Deborin, non sono intenti alla difesa di alcuna "ortodossia marxista" e la loro concezione non quella semplicisticamente materialistica dei marxisti della Terza Internazionale comunista. Il punto di vista del socialdemocratico Sigfried Marck , chiaramente, differente da quello dei pensatori comunisti e gli permette di cogliere aspetti ed elementi, non accessibili a questi ultimi. Pur provenendo da pensatori e marxisti molto differenti tra loro, le analisi, compiute da questi tre autori convergono, in linea generale, su alcuni elementi. In particolare, essi mettono in luce il permanere nel pensiero lukcsiano dell'elemento irrazionale, che egli attribuisce al pensiero borghese reificato. Gli elementi hegeliani di Geschichte und Klassenbewutsein Nella sua recensione, intitolata Aktualitt und Utopie139, Bloch si dichiara concorde con Lukcs per quanto riguarda molte delle questioni affrontate in Geschichte und Klassenbewutsein. Egli dimostra grande interesse per il fenomeno della reificazione, cos come presentato ed elaborato da Lukcs, in particolar modo per l'analisi della reificazione del pensiero moderno, che si trova di fronte all'insuperabile antinomia di conoscenza formal-matematica e datit (Gegebenheit) reale140. Soprattutto Bloch rimane entusiasta del ruolo che Lukcs attribuisce al pensiero (der Gedanke): esso viene finalmente riportato al divenire (Werden) e quest'ultimo inteso, non come fluire generale privo di contenuto o processo panlogico hegeliano, che accade senza un costante ricorso al soggetto, ma come ininterrotta produzione e riproduzione umana dei rapporti, che appaiono al pensiero reificato borghese come concetti isolati, quantificati, legalizzati. Inoltre, egli apprezza il fatto che il mondo umano venga descritto da Lukcs come insieme di relazioni tra uomo e uomo e tra uomo e natura, che si trasformano dinamicamente, nelle quali si svolge la graduale coincidenza di soggetto ed oggetto (Objekt), il farsi realt del "noi" della storia. Bloch arriva ad accomunare il libro di Lukcs con il suo Geist der Utopie: das metaphysische Gesamtthema der
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Boella, Reificazione e rivoluzione: la Lukcs-Debatte dal 1923 al 1933, cit., p. 30. Militante del PCU, esponente della frazione di Landler; era molto legato a Lukcs sia politicamente che intellettualmente. Vedi Boella, cit., pp. 25 e sgg. 139 Ernst Bloch, Aktualitt und Utopie, in "Der Neue Merkur", 7 Jg., I Band, Oktober 1923Marz 1924. Ora in Geschichte und Klassenbewutsein Heute, cit., pp. 163-180. Trad. it.: Intellettuali e coscienza di classe, cit., pp. 148-167. 140 Lukcs wendet hier die marxistische Betrachtungsweise in einem Durchblick von unerhrter Feinheit und konstruktiver Schrfe auf die Methodenkrise, das Methodenschicksal in der neueren Philosophie an. Ivi, p. 167. (Lukcs applica qui l'ottica marxista, con una penetrazione di estrema finezza e di acutezza costitutiva, alla crisi del metodo, al destino del metodo nella filosofia moderna. Trad. it., p. 152).

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Geschichte viene espresso in maniera diversa, ma il contenuto del tutto conforme. Il tema metafisico della storia, che Geschichte und Klassenbewutsein e Geist der Utopie hanno, secondo Bloch, in comune, il tema dell'"oscurit del momento attuale (das Jetzt)". Anche l'analisi di Bloch, pur chiaramente con una valutazione differente rispetto a Rudas e Deborin, mette in rilievo il legame di Lukcs con Hegel. Bloch constata, infatti, il ruolo centrale, che nel pensiero di Lukcs svolge la categoria della totalit. Questa , secondo Lukcs, assolutamente necessaria per incidere effettivamente sulla realt immediata, come dimostra quanto affermato da Lukcs a proposito delle mitologie concettuali, come, per esempio, l'utopismo religioso: esse non possono incidere sulla realt, perch separano l'"io intelligibile" dall'"io empirico", impedendo la loro reciproca interazione dialettica; cercano, cio, di superare la realt empirica, che viene percepita immediatamente come negativa, ad un livello superiore, fantastico, con il risultato di ripristinarla a questo livello superiore141.
Das Hinausgehen ber die Empirie kann [...] nur soviel bedeuten, da die Gegenstnde der Empirie selbst als Momente der Totalitt, das heit als Momente der sich geschichtlich umwlzenden Gesamtgesellschaft erfat und verstanden werden142.

Per Bloch, la dialettica hegeliana fornisce a Lukcs il modello di dialettica storica, in cui trova spazio il dispiegarsi della totalit nei suoi singoli momenti. Il processo storico colto nella sua unicit e nel suo carattere di lotta per un livello sempre superiore di verit e realt. Nella dialettica di Lukcs, l'assoluto non viene negato astrattamente, come egli afferma avvenga nel relativismo, n posto come criterio assoluto, come nel dogmatismo, ma un criterio continuamente e dialetticamente applicato a s stesso: l'assoluto si presenta, in Lukcs, nella sua concreta forma storica, come tendenza fondamentale del processo storico.
Hegel und die Hegelkritik legen fr Lukcs also in gleicher Weise die Wege frei einer Logik des aktuellen Seins, zu einer Dialektik der ebenso prsenten als darin transitorischen Totalitt143.

In particolare, Bloch interpreta alla luce di Hegel la teoria della coscienza di classe di Lukcs. Per Lukcs, egli spiega, corretto solamente il pensiero che consente di sapere cosa bisogna fare qui ed ora: il criterio per l'azione non pu essere fornito n dal semplice agire, caotico insieme di azioni individuali, n dal
Lukcs, Geschichte und Klassenbewutsein, pp. 177 e sgg. Il superamento dell'empiria pu [...] significare soltanto che gli oggetti della stessa empiria sono intesi e compresi come momenti della totalit, cio come momenti della societ intera che si trasforma storicamente. . Bloch, cit., p. 173. Trad. it., pp. 158. Corsivo mio. 143 Hegel e la critica hegeliana dischiudono a Lukcs in egual misura la strada per una logica dell'essere attuale, per una dialettica della totalit sia presente sia al suo interno transitoria. Ivi, p. 172. Trad. it., p. 159. Corsivo mio.
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mero pensare, opinione astratta o rivolta a possibilit non ancora reali. L'organizzazione la prima forma di mediazione tra la teoria, il pensiero, e la prassi, l'azione; essa cerca le determinazioni essenziali che collegano la teoria alla prassi:
Die organisatorische Fragestellung versucht [...] jene Momente aufzufinden, die von der Theorie notwendig zu einem ihr mglichst angemessenen Handeln gefhrt haben [...].144

Bloch sembra qui accentuare la componente idealistica del pensiero lukcsiano: nella sua interpretazione, la teoria risulta chiaramente preminente e decisiva per la prassi. Soprattutto, la coscienza di classe di Lukcs viene interpretata da Bloch come collegata, appunto dalla problematica organizzativa, allo spirito, il quale, infatti, secondo Bloch, eleva alla coscienza, ci che altrimenti rimarrebbe incosciente.
Was der revolutionre Instinkt ungeschieden besitzt, dies hat sich der auf das proletarische Klassenbewitsein organisierend bezogene Geist zur Schrfe des Begriffs erhoben; er macht das Unbewute bewut und wird derart die Fhrung des Unbewuten, der Ausdruck des um sein Klassenbewutsein ringenden Proletariats145.

Questa per Bloch la vera coincidenza di pensiero ed essere in Lukcs, il diventare essere (Seinwerden) del pensiero comunista ed il diventare pensiero (Gedankenwerden) dell'essere (Sein) comunista: Lukcs realizza, cos, l'unit del concetto marxista e della coscienza di classe del proletariato. La presa di coscienza, in Lukcs, non significa solamente rapportarsi concretamene auf das Ganze des flligen Geschehens, ma, contemporaneamente, essa anche
[...] das entscheidend bewegende Moment, die Selbstverstndigung und damit reale Selbstergreifung seiner Wirklichkeit selbst [...]146.

il metodo dialettico che permette a Lukcs di scoprire nel proletariato dotato di coscienza di classe, quale soggetto-oggetto (Objekt) identico della storia, il punto archimedico, a partire dal quale possibile una conoscenza vera, non infetta dalla reificazione, e la storia stessa pu essere dominata. La coscienza di classe come comprensione del momento attuale (das Jetzt)

La problematica organizzativa cerca di individuare [...] quei momenti che hanno condotto necessariamente dalla teoria ad un agire il pi possibile ad essa adeguato [...]. Ivi, p. 173. Trad. it., p. 159. Corsivo mio. 145 Lo spirito, collegato alla coscienza di classe proletaria dalla tensione all'organizzazione, ha elevato al rigore del concetto ci che l'istinto rivoluzionario possiede indiviso; esso rende cosciente ci che non lo e ne diventa la guida, diventa l'espressione del proletariato che lotta per la propria coscienza di classe. Ivi, p. 173. Trad. it., p. 159. Corsivo mio. 146 al tutto dell'accadere contingente; [...] il momento dinamico decisivo, l'autocomprensione e pertanto la reale autoconquista della propria realt. Ivi, p. 173. Trad. it., p. 159.

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Bloch non avverte il problema, presente nella teoria di Lukcs, della conversione della coscienza di classe in prassi rivoluzionaria. Egli interpreta la teoria della coscienza di classe di Lukcs come sforzo nella direzione comprensione del momento attuale (das Jetzt): il realizzarsi della coscienza di classe la comprensione di questo momento. Secondo Bloch, la teoria della coscienza di classe di Lukcs ha, infatti, il grande merito di affrontare la questione del momento attuale (das Jetzt), del presente, come termine medio (Mitte) tra passato e futuro. In Lukcs, il concetto (Begriff), il pensiero, procedendo dialetticamente, quindi non separato dall'essere, ma come forma della realt, momento dell'intero processo, in grado di intendere il presente come divenire, e non semplicemente come spazio tra un passato ed un futuro irrigiditi, perch concepiti contemplativamente. Esso riconosce, quindi, nel presente le tendenze, dal cui contrasto dialettico pu creare il futuro ed a comprendere il presente come proprio presente, momento della mediazione pi profonda, della decisione, della nascita del nuovo. Il momento attuale in Lukcs Moment der Momenten, das Jetzt der aktiven Vermittlung147. La verit del presente consiste nel non rapportarsi all'oggettualit (Gegenstndlichen) come a qualcosa di estraneo. Nella coscienza di classe del proletariato descritta da Lukcs si ha l'autoriferimento reale e concreto del soggetto sociale: il proletariato il "noi" della storia, il soggettooggetto (Objekt) della storia che si ritrova alla fine identico. Lukcs, secondo Bloch, affronta, con la sua teoria della coscienza di classe, ci che per altri solamente eine begriffliche Verlegenheit: l'attimo (Augenblick), das [...] Dunkel des gelebten Augenblicks148, viene elevato a momento della decisione della prospettiva nella totalit (Moment der Entscheidung des Durchblicks in Totalitt). L'interpretazione di Bloch propone una soluzione al problema derivante dalla diversit di coscienza di classe e coscienza psicologica: la comprensione del presente non pu essere raggiunta n dall'opinione puramente individuale, n dal pensiero borghese, poich ad entrambe, rimanendo impigliati nella mera immediatezza, sfugge il presente nel suo fluire reale (die flieende reale Gegenwart). L'agnosticismo di Lukcs Secondo l'interpretazione di Bloch, pensiero ed essere (Sein) in Lukcs si identificano, nel senso che un oggetto (Gegenstand) conoscibile, non in quanto prodotto del pensiero, ma in quanto il suo essere pensato implica la sua conoscenza: il pensiero non coglie pi, cos, i meri fatti dell'empiria, reificata e parziale, ma la realt superiore delle tendenze di sviluppo e si comprende come il divenire cosciente (Bewutwerden) ed il divenire attuale (Aktuellwerden) nel processo di manifestazione (Offenbarwerdung) della realt, come il suo pi importante elemento costitutivo. Secondo Bloch, l'incontro della teoria con le
momento dei momenti; momento attuale della mediazione attiva. Ivi, p. 175. Trad. it., p. 161. 148 un imbarazzo concettuale, l'oscurit del momento vissuto. Ivi, pp. 163-164. Trad. it. pp. 148-149.
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tendenze di sviluppo della realt, il suo ruolo di guida nel processo di trasformazione della realt, l'unico criterio di verit di una teoria: tutto ci che rimane astrattamente formale, oppure legato ad un dover-essere (Sollen) soggettivamene astratto, oppure ad un superamento utopico, considerato da Lukcs espressione della temporanea impossibilit storico-filosofica di comprendere e rappresentare i problemi categoriali come problemi della realt in trasformazione. Dover-essere, mitologia concettuale e utopia astratta perpetuano il punto di vista dell'immediatezza ed il dualismo tra "regno della necessit" e "regno della libert", al limite lo sospingono fino ai mitologismi rivoluzionari astratti dell'apocalisse. Bloch parla di eigentmlicher Agnostizismus149 della dialettica materialistica di Lukcs: essa deve conquistare e continuamente riconquistare il terreno della realt, occupandosi del trascendente solo laddove la mediazione concretamente dialettica pronta a manifestarlo concretamente. Lukcs paragonato a Calvino: quest'ultimo elimin il mondo dalla coscienza attraverso la teoria della predestinazione; Lukcs Theoretiker der Konstitutionspraxis150 ottiene il medesimo risultato collegando l'ascesi intramondana alla dialettica hegeliana della concrezione.
Der tiefste Sinn dieses eroischen, dieses vorlufigen und dialektischen Agnostizismus aber ist ohne Zweifel Scheu vor dem Verborgenen, verantwortliche Haltung vor dem Geheimnis, strenges Bedrfnis nach seiner Abgrenzung, nach seiner unabgelegenkten Statuierung gegenber aller scheinbaren Konkretion oder voreilig abstrakten Konstruktion151.

L'impedimento alla totalit in Geschichte und Klassenbewutsein L'ultimo paragrafo della recensione di Bloch si intitola Kritik und bereinstimmung: egli riassume quelli che ritiene i limiti del libro di Lukcs e gli aspetti che, invece, condivide. Il principale limite di Geschichte und Klassnebewutsein dipende, secondo Bloch, dalla precedenza che Lukcs ha dato al suo impegno politico, rispetto a quello teoretico: l'elemento che in Rudas appariva come l'ancora di salvezza di Lukcs come comunista, in Bloch diventa un limite di Lukcs filosofo. Lukcs ha imparato molto dal constante rapporto con la prassi,
Aber mit der gewissen simplistischen Neigung zur Homogeneisierung, und zwar zu einer fast ausschlielich soziologischen Homogeneisierung des Prozesses drfte fr die Konkretheit ein zu groer Preis bezahlt worden sein152.

peculiare agnosticismo. Ivi, p. 176. Trad. it., p. 163. Corsivo mio. teorico della prassi costitutiva. Ivi, p. 176. Trad. it., p. 163. 151 Il senso profondo di questo agnosticismo eroico, di questo agnosticismo provvisorio e dialettico per senza dubbio il timore di fronte a ci che nascosto, un atteggiamento responsabile di fronte al mistero, il severo bisogno di una sua delimitazione d una deliberazione precisa rispetto a ogni concrezione apparente o prematura costruzione astratta. Ivi, pp. 176-177. Trad. it., p. 163. Corsivo mio. 152 Ma a causa di una certa inclinazione semplicistica all'omogeneizzazione quasi esclusivamente sociologica del processo, ha dovuto pagare per tale concretezza un prezzo troppo elevato. Ivi, pp. 177-178. Trad. it., p. 164.
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La storia, infatti, secondo Bloch, anche conquista religiosa, artistica, metafisica, non solamente sociale, come appare in Lukcs. Queste sfere, religiosa, artistica, metafisica, sociale, non sono rigidamente separate, bens in costante rapporto dialettico e questo rapporto dialettico costante permette l'elevarsi ad un livello sempre superiore di verit e realt: Lukcs comprende, dunque, esattamente la struttura ed il movimento dialettici della storia.
Aber mit der Beschrnkung oder Homogeneisierung auf die rein soziale Materie hin (die bei Lukcs regiert, trotz alles Wissens zur Totalitt) wird man weder Leben noch Natur noch eben die fast allemal exzentrischen Inhalte des dianoetisch bezogenen Verstandigungsprozesses adquat erfassen153.

Bloch ammette che il pensiero sociale possa essere precorritore, anche se non di molto, delle altre forme di pensiero e che in esso l'analisi economica possa avere pi velocemente successo di quella giuridica o morale, ma esso diviene proficuo solo se orientato alla comprensione veramente totale, che non esclude la sfera spirituale (das Geistige). Inoltre, Bloch rileva che anche il mondo naturale rimane escluso dalla riflessione di Lukcs: la natura fisica non ancora stata penetrata dal punto di vista storico-processuale. Come per Rudas e Deborin, anche per Bloch, quindi, la limitazione della validit della dialettica all'ambito sociale un errore di Geschichte und Klassenbewutsein. Nonostante la centralit della categoria della totalit, in Lukcs, secondo Bloch, presente una Erschwerung der Totalitt154, che deriva dal considerare il processo storico come composto di "ambiti separati" (Sphre). Il concetto degli ambiti separati (Begriff der Sphre), come mostrato da Lukcs, deriva dalla divisione capitalistica del lavoro, ma, afferma Bloch, gli ambiti separati sono anche [...] im Proze selbstgesetzter Ausdruck verschiedener Subjekt-Objekt-Niveaus, eine Folge der Mhseligkeit der Reichsgrndung155. La difficolt della fondazione della totalit si esprime temporalmente nel processo e spazialmente nella fissazione degli ambiti. La Praxis der Lukcsshen Konkreszierung156, secondo Bloch, non rende, quindi, giustizia alla complessit del processo reale della storia, alle sue profonde ed aggrovigliate relazioni.
Vor allem aber wird diese Praxis der partialen und dennoch konstutiv antiziepierenden Subjekt-Objekt-Beziehung in der dianoetischen Sphre nicht gerecht, als welche offenbar auch in Zeiten sozialer Abstraktheit in einem einzigen Tiefensubjekt utopisch konkret gelingen kann157.

Ma con la limitazione o omogeneizzazione alla pura materia sociale (che in Lukcs domina, nonostante il desiderio di totalit) non si comprender adeguatamente n la vita n la natura n i contenuti quasi sempre eccentrici del processo di comunicazione riferito dianoeticamente. Ivi, p. 178. Trad. it., p. 164. Corsivo mio. 154 impedimento alla totalit. Ivi, p. 179. Trad. it., p. 165. Corsivo mio. 155 un'espressione posta all'interno del processo stesso di diversi livelli del rapporto soggetto-oggetto, una conseguenza del travaglio della fondazione della totalit. Ivi, p. 179. Trad. it., p. 165. 156 prassi della concretizzazione lukcsiana. Ivi, p. 179. Trad. it., p. 165. 157 In particolare, questa prassi non fa giustizia al rapporto parziale, e tuttavia costitutivamente anticipatore, di soggetto e oggetto nell'ambito dianoetico, e in quanto tale

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In questo modo, Bloch sembra collocare la teoria lukcsiana ancora sul terreno reificato, che non coglie la totalit, descritto dallo stesso Lukcs: assolutizzando la sfera sociale, egli compie una netta separazione degli ambiti della vita ed il suo pensiero finisce per presentare le medesime caratteristiche della reificazione del pensiero, che egli ha descritto con brillante acume nella sua riflessione sul pensiero borghese. Il pensiero di Lukcs appare come un pensiero che lotta contro la reificazione, ma che lotta sul terreno della reificazione stessa e da essa continua a rimanere infetto. La limitazione "metodologica" della dialettica alla societ Rvai viene segnalato nella recensione di Deborin come uno degli esponenti della nuova corrente del marxismo, facente capo a Lukcs. Effettivamente, la sua positiva recensione di Geschichte und Klassenbewutsein158 sembra essere l'occasione per prendere posizione contro altre correnti del marxismo, principalmente contro quella indicata come "ortodossa" dall'Internazionale. L'attenzione di Rvai rivolta soprattutto alla concezione della dialettica. Estremamente dura la sua critica alla concezione della dialettica, difesa dai marxisti della Terza Internazionale contro Lukcs, Rvai rintraccia le radici idi questa concezione nelle opere di Engels e di Plechanov, i quali interpretano, a suo avviso, la dialettica nel senso di una metafisica naturalistica In questo modo, essi evitano il dualismo tra essere e pensiero dei marxisti neokantiani, ma il tipo di unit che viene proposto ha in comune con la dialettica hegeliana solamente il nome. Considerando dal punto di vista della metafisica naturalistica la dialettica hegeliana ed il materialismo storico, si perviene, infatti, ad una valutazione puramente esterna della dialettica, in cui il concetto di "spirito" assume il significato che possiede nella metafisica dogmatica, oppure si giunge all'ungeheurliches Resultat159 di Plechanov, per il quale l'identit di soggetto ed oggetto (Objekt) viene fondata sulla fisiologia del sistema nervoso umano. Rvai considera Engels e Plechanov alla stregua di fondatori di una corrente del marxismo, che devia dalle indicazioni di Marx, allo stesso modo in cui Deborin descrive Lukcs nella sua recensione: l'espressione Bei Engels,
pu apertamente ottenere un risultato concretamente utopico, anche in tempi di astrattezza sociale, nel profondo di un unico soggetto. Ivi, p. 179. Trad. it., p. 165. (La traduzione proposta da Boella mi pare imperfetta. Mi sembrerebbe pi corretto riferire il pronome relativo "welche" a "Beziehung", piuttosto che a "Praxis", rendendo:[...] questa prassi non fa giustizia al rapporto parziale, e tuttavia costitutivamente anticipatore, di soggetto ed oggetto nell'ambito dianoetico, che, in quanto tale, pu apertamente ottenere un risultato concretamente utopico [...] nel profondo di un unico soggetto). 158 Jzsef Rvai, Rezension von G. Lukcs, Geschichte und Klassenbewutsein, in Archiv fr die Geschichte des Sozialismus und der Arbeiterbewegung (Grnberg-Archiv), Jg. 11, 1925. Ora in Geschichte und Klassenbewutsein Heute, cit., pp. 181-191. Trad. it.: Rvai, Recensione di "Storia e coscienza di classe", in Intellettuali e coscienza di classe, cit., pp. 168-178. 159 risultato [...] mostruoso. Rvai, cit., p. 182. Trad. it., p. 169.

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Plechanov und ihren Nachfolgern160 ricorda quella di Deborin Lukcs hat bereits seine Jnger161. Engels e Plechanov hanno, infatti, compiuto, secondo Rvai, un'operazione non conforme al materialismo storico di Marx: hanno inserito la natura nel campo della dialettica. Quaesta naturalizzazione della dialettica, deforma la struttura dialettica della storia stessa e trasforma l'atteggiamento teorico e pratico degli uomini nei confronti di essa. Rvai vede in Geschichte und Klassenebewutsein, la correzione dell'errata impostazione teorica, sostenuta dall'Internazionale: il libro di Lukcs il primo tentativo di rendere filosoficamente cosciente l'elemento hegeliano nel marxismo e rappresenta, al contempo, una originale svolta nell'interpretazione filosofica del marxismo. Rvai affronta direttamente la questione della limitazione, da parte di Lukcs, della dialettica alla realt sociale, che tante aspre critiche suscita nei confronti di Lukcs da parte dei marxisti della Terza Internazionale. Egli spiega come, per Lukcs, conformemente a quanto indicato da Marx ed Engels, la filosofia abbia il compito di trasformare il mondo. Ci significa non l'applicazione delle scienze naturali e della tecnica alla natura, ma il superamento delle "leggi naturali sociali", fondate sulla mancanza di coscienza di coloro che vi partecipano; superamento possibile solo se la conoscenza dell'oggetto (Gegenstand) significa contemporaneamente la sua trasformazione. Secondo Lukcs, continua Rvai, il limite di Hegel di aver considerato l'intero mondo come luogo dove possibile si verifichi l'identit di soggetto ed oggetto (Objekt). Lukcs, invece, nella sua interpretazione di Marx, esclude che la natura possa essere un oggetto (Gegenstand), la cui conoscenza significhi contemporaneamente la propria autoconoscenza e limita la validit della dialettica alla storia, in quanto storia dell'uomo. Per inciso aggiunge:
Gerade durch diese methodische Trennung der Geschichte von der Natur konnte Lukcs der noch bei allen Marxisten vorherrschenden, noch durchaus anti-geschichtlichen, aufklrerischen Auffassung der Naturwissenschaften entgehen und in diesen selbst ein geschichtliches Produkt erblicken162.

Rvai non precisa se quest'operazione viene compiuta in contraddizione con le indicazioni di Marx o meno. In ogni caso, le accuse dei marxisti della Terza Internazionale hanno una parte di verit: Lukcs effettivamente limita la dialettica alla sfera sociale. Questa limitazione , per, per Rvai, un'operazione metodologica: egli sembra sottintendere che Lukcs non intenda la societ e la natura come appartenenti ad ambiti separati, ma che si serva di questa separazione (appunto metodologica) per sottrarsi alla comprensione adialettica ed antistorica della dialettica, che consegue dalla concezione strettamente monistica dei marxisti "ortodossi" della Terza Internazionale, seguaci di Engels e Plechanov.
Il pensiero di Engels, di Plechanov e dei loro seguaci. Ivi, p. 182. Trad., it., p. 169. Lukcs ha i suoi adepti. Deborin, cit., p. 92. Trad. it., p. 127. 162 Proprio separando metodologicamente la storia dalla natura Lukcs ha potuto sottrarsi alla visione ancora dominante presso i marxisti, totalmente antistorica e illuministica, delle scienze della natura, scorgendovi invece un prodotto storico. Rvai, cit., p. 185. Trad. it. p. 172. Corsivo mio.
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Il problema della successivit (Nachtrglichkeit) della coscienza storica Un'altra questione di estrema importanza nell'intendimento della dialettica in Lukcs , per Rvai, il problema della successivit della coscienza del processo storico rispetto all'accadere del processo storico stesso. Lukcs individua, secondo Rvai, il progresso di Marx rispetto ad Hegel nell'aver concretamente trovato il soggetto-oggetto identico della storia nel proletariato. In questo modo, secondo Lukcs, Marx non ha considerato la storia post festum, in maniera del tutto contemplativa, come un processo gi concluso, bens ha visto nella lotta del proletariato, nella concezione dialettica del presente, il punto di vista dal quale possibile comprendere la storia passata (bisherig) come accadere necessario e dotato di senso. Secondo Lukcs, continua Rvai, nella dialettica hegeliana, lo spirito assoluto perviene alla coscienza soltanto dopo che il processo storico si concluso; esso non fa la storia, ma ne piuttosto lo spettatore. Questa concezione impedisce a Hegel di raggiungere l'unit di soggetto ed oggetto, di pensiero ed essere e lo costringe a cercare all'esterno del processo storico, nell'"astuzia della ragione", il "motore (Beweger)" della storia. L'astuzia della ragione si presenta come una legge metastorica ed atemporale, una mitologia concettuale, espressione del fatto che Hegel fu in grado di considerare la storia solo contemplativamente, esteriormente. La grande evoluzione che il pensiero di Marx compie nei confronti di Hegel , secondo Lukcs, nell'interpretazione della dialettica non come principio, il cui operare risulta riconoscibile solo una volta che il processo storico si concluso, ma, sulla base dell'interazione rivoluzionaria di soggetto ed oggetto, come momento centrale della storia. Introducendo, cos, il futuro nell'ambito della dialettica rivoluzionaria quale realt effettivamente operante e non posizione teleologica, viene meno la posizione puramente contemplativa e viene oggettivamente (objektiv) data la possibilit di trasformare la realt, attraverso la coscienza di classe del proletariato. Rvai obietta che se si afferma di scoprire nel proletariato il soggetto-oggetto identico della storia, questo significa che nella storia passata tale soggetto-oggetto non mai esistito. Si ritorna, cos, alla medesima trascendenza del senso del processo rispetto alle intenzioni ed alla coscienza degli uomini, che viene espressa dal concetto hegeliano di "astuzia della ragione". La dialettica, secondo Rudas, subisce, infatti, una trasformazione se applicata al passato:
Wenn die Dialektik mit der revolutionren Dialektik restlos identisch wre, so wrde der Marxische Satz, womit er die brgeliche Geschichtsauffassung charakterisierte: Somit hat es eine Geschichte gegeben, aber es gibt keine mehr - in sein Gegenteil umschlagen: es gibt eine Geschichte, aber es hat keine gegeben163.

Se infatti la dialettica fosse senz'altro identica alla dialettica rivoluzionaria, la frase con cui Marx ha caratterizzato la concezione borghese della storia: "Cos c' stata una storia, ma non c' pi" - si capovolgerebbe bel suo contrario: c' una storia, ma non ce n' mai stata una. Ivi, p. 188. Trad. it., p. 175. Corsivo mio.

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Il senso del passato, nella concezione di Lukcs, cos come in quella di Marx, diventa manifesto soltanto dalla considerazione del presente. In Marx e Lukcs permane il medesimo problema della successivit (Nachtrglichkeit), che essi rimproverano a Hegel. Rvai nota che, allo stesso modo, la conoscenza del "regno della necessit", che conduce dialetticamente al "regno della libert", divenuta possibile sulla base del suo essere concluso, della sua fine ad opera del proletariato.
Diesen Gesichtspunkt der so aufgefaten Nachtrglichkeit mu auch der Marxismus bleibehalten, er ist sogar die Voraussetzung seiner Geschichtsphilosophie. Das Wesen dieser letzteren ist die Erkenntnis des "Reiches der Notwendigkeit" gegenber dem "Reiche der Freiheit" [...]. Der Marxismus ist das nachtrgliche Bewutsein einer metodisch bereits als vollendet gedachten Weltperiode164.

Tutto ci conduce Rvai a concludere che, in realt, la problematica della "cosa in s", che Lukcs indica come l'antinomia principale del pensiero reificato borghese, non completamente superabile neppure per il marxismo: essa essenzialmente connessa ad ogni considerazione storica, poich il passato pu essere concepito solo contemplativamente.
Das bedeutet nicht die Selbstaufhebung der Geschichte, sondern Wiederauftauchen des Ding-an-Sich-Problems in der Geschichte selbst165. blo das

Tuttavia, secondo Rvai, pur avvertendolo166, Lukcs non ha rilevato questo problema del riemergere del problema della "cosa in s" nella storia. Rvai propone una soluzione di questo problema. Egli sostiene che necessario stabilire diverse categorie di totalit e, soprattutto, una chiara differenza tra il soggetto-oggetto (Objekt) identico della storia globale e quello della societ capitalistica. Egli conviene con Lukcs che l'oggetto (Gegenstand) come totalit pu essere compreso e rovesciato soltanto da un soggetto che sia allo stesso modo totalit e che questo soggetto , nella societ capitalistica, il proletariato che si costituisce in classe. Ma il proletariato , per Rvai, solamente der Trger des
Anche il marxismo mantiene questo punto di vista della successivit, come premessa della sua filosofia della storia, che ha per essenza la conoscenza del "regno della necessit" rispetto al "regno della libert" [...]. Il marxismo la coscienza successiva di un periodo del mondo pensato metodologicamente come compiuto. Ivi, p. 189. Trad. it., p. 176. Corsivo mio. 165 Ci non significa l'autosuperamento della storia, ma il riemergere del problema della cosa-in-s nella storia medesima [...].Rvai, cit., p. 190. Trad. it. p. 177. Corsivo mio. Rvai precisa che, comunque, non si tratta, neppure in Hegel, della struttura della "cosa in s" del criticismo, poich non possibile assimilare neppure formalmente la contemplazione dialettica alla contemplazione razionalistica. 166 Secondo Rvai, Lukcs dimostra di avvertire il problema insito nella considerazione del passato quando, nel saggio Der Funktionswechsel des historischen Materialismus, riconosce la difficolt di applicazione delle cattegorie del materialismo storico, autoconoscenza della societ capitalistica, alla conoscenza delle epoche passate. Lukcs, cit., pp. 404 e sgg.
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einheitlichen Subjekt der Gesamtgeschichte167: il proletariato moderno, che lotta per il comunismo non il soggetto dell'antichit o della societ feudale; esso intende le epoche passate come il proprio passato, ma non il loro soggetto. Il soggetto-oggetto identico della societ capitalistica non equivalente al soggetto unitario della storia globale. Questo soggetto-oggetto identico della storia globale , secondo Rvai, posto come un correlato concretamente introvabile nella storia reale:
Das Proletariat als identisches Subjekt-Objekt einer bestimmten Geschichtsepoche, in der ein solches das erstemal zustande kam, mu von seinem spezifischen Standpunkt aus, um sich selbst begreifen zu knnen, ein einheitliches Subjekt der Gesamtgeschichte, das in ihm endlich mit seinem Objekte identisch wurde, in die Vergangenheit projizieren168.

Secondo Rvai, Lukcs si avvicina ad intendere questa necessit del proletariato di proiettare nel passato un proprio correlato soggettivo quando contrappone all'umanesimo meccanico di Feuerbach l'umanesimo dialettico di Marx. In questo passo169, Lukcs afferma che Feuerbach, pur avendo avuto il grande merito di riconoscere nell'uomo e nei rapporti degli uomini tra loro il fondamento ultimo di essere e conoscenza, ha finito per trasformare la filosofia in antropologia, proponendo un uomo assolutizzato, misura di tutte le cose, ma non misura di s stesso. L'umanesimo di Feuerbach pone al centro della storia l'"uomo esistente" (seiender Mensch), mentre quello di Marx l'"uomo che non esiste" (nichtseiender Mensch). Porre al centro della storia l'"uomo esistente" significa, per Lukcs, riprodurre la disumanit della societ classista sul piano metafisico oppure su quello religioso; l'uomo non inteso dialetticamente, assolutizzato, subentra solamente alle forze che sarebbe chiamato a spiegare e dissolvere170. l proletariato, che comprende il non-essere dell'uomo nelle societ di classe, presuppone un uomo esistente (seiend), un uomo non dominato dalle "leggi naturali sociali", la cui realizzazione attraverso il proletariato il fine del processo storico. Quest'uomo esistente una mitologia concettuale, al pari della hegeliana "astuzia della ragione" o del feuerbachiano "uomo assolutizzato", ma sostanzialmente diversa dalla mitologia borghese, la quale era l'espressione teorica dell'incomprensibilit della propria realt storica. La mitologia concettuale del materialismo storico deriva dalla conoscenza della realt storica e dal suo rovesciamento; essa una mitologia concettuale inevitabile ed assolutamente necessaria per il proletariato per riuscire a scorgere, alla svolta di due epoche, sia il passato che il futuro. Il marxismo riproduce inevitabilmente, secondo Rvai, le antinomie della dialettica hegeliana, in quanto filosofia della storia che si rivolge anche alla
il veicolo del soggetto unitario della storia complessiva. Rvai, cit., p. 190. Trad. it. p. 177. 168 Per potersi comprendere, dal suo specifico punto di vista, il proletariato come soggettooggetto identico di una determinata epoca storica, in cui per la prima volta si presentato come tale, deve proiettare nel passato un soggetto unitario della storia globale, finalmente divenuto identico al suo oggetto. Ivi, p. 190. Trad. it., p. 178. Corsivo mio. 169 Lukcs, cit., p. 177 e sgg. 170 Ivi, pp. 373 e sgg.
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considerazione del passato. In questo senso, egli afferma che l'affinit tra Hegel e Marx, che Geschichte und Klassenbewutsein intende mostrare, molto maggiore di quanto Lukcs esprima esplicitamente. Ma, in quanto basata sulla conoscenza della realt storica e sulla sua trasformazione, questa riproduzione delle antinomie della dialettica hegeliana, non ricade, secondo Rvai, nella reificazione del pensiero borghese, ma rappresenta un passo avanti nella comprensione e nella realizzazione della realt. La giustificazione della prassi bolscevica: le recensioni di Marck Geschichte und Klassenbewutsein si guadagna l'attenzione anche dei marxisti socialdemocratici. L'intervento di Marck si colloca, chiaramente, da un punto di vista esterno al dibattito teorico e politico, che impegna l'Internazionale Comunista. Gli elementi di Geschichte und Klassenbewutsein, criticati da Marck, sono sostanzialmente quelli individuati anche dagli altri recensori: la concezione del materialismo storico, l'ipostatizzazione della coscienza di classe del proletariato, l'omogeneizzazione sociologica della riflessione, l'eccessiva componente idealistica; ma il suo diverso punto di vista, teorico e politico, fornisce alla sua critica un accento diverso rispetto a quelle dei recensori comunisti e mette in luce aspetti del pensiero di Lukcs, che non sono stati riconosciuti da questi ultimi. Marck dedica all'opera di Lukcs due recensioni171, le quali appaiono come l'occasione per prendere posizione non tanto, o non solo, contro l'autore, quanto principalmente contro la III Internazionale. Egli vede in Lukcs un esponente ed un teorico dell'Internazionale Comunista e nella sua teoria il fondamento o, forse, piuttosto, la giustificazione teorica dell'irrigidimento politico e dottrinario di quegli anni. Mostrandosi esplicitamente concorde con il neomarxismo di Max Adler, Marck individua il fondamentale errore di impostazione di Lukcs nel considerare il materialismo storico non come un metodo, ma come una Weltanschauung filosofica. La dialettica hegeliana viene assunta da Lukcs come metodo, che riunisce pensiero ed essere (Sein), teoria e prassi, cio, quindi, interamente nel suo contenuto ontologico. In questo modo, secondo Marck, Lukcs trasforma solamente l'aspetto spiritualistico della dialettica hegeliana. In Luksc la dialettica si riferisce essenzialmente (wesentlich) all'essere (Sein) storico-sociale e quest'ultimo viene bollato come vera realt, come nocciolo dell'intero essere, diviene il reale sostrato della dialettica. Il materialismo storico non pi, quindi, un principio euristico della ricerca, ma diventa una Weltanschauung filosofica, una metafisica172. Tutto ci risulta chiaro, secondo Marck, considerando le teorie lukcsiane della reificazione e della coscienza di classe. Marck mette in risalto il
Siegfried Marck, Neukritizistische und neuhegelsche Auffassung der marxistische Dialektik, in "Die Gesellschaft", 1. Band, 1924; e Das dialektische Denken in der Philosophie der Gegenwart, in "Logos", 1926, XV, S. 21-46. Ora anche in Geschichte und Klassenbewutsein Huete. Diskussion und Dokumentation, cit., pp. 52-62. 172 Marck, Neukritizistische und neuhegelsche Auffasung der marxistische Dialektik, cit., p. 54.
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ruolo centrale, svolto nell'opera lukcsiana, dal concetto di reificazione e dall'analisi del pensiero moderno reificato: attraverso la reificazione dell'intera struttura della vita culturale (kulturell) si manifesta quello che Lukcs individua essere il problema fondamentale del presente, die "Krise" der gegenwrtigen Kultur173, che rappresenta per lui la questione centrale, che il marxismo chiamato a risolvere. Marck si dimostra alquanto critico nei confronti dell'analisi del pensiero moderno, compiuta da Lukcs, soprattutto per quanto riguarda il parallelo tra la struttura del pensiero e quella economica del capitalismo, che definisce berraschend174. Ma al ruolo attribuito da Lukcs al proletariato ed alla sua coscienza di classe che Marck riserva la critica pi severa. Al proletariato, infatti, viene affidata la soluzione non solo della problematica storico-sociale, ma anche di quella filosofica, non risolta neppure da Hegel.
Es ist nicht schwer, den wahren salto mortale zu erkennen, mit dem Lukcs die Probleme der spekulativen Philosophie und der Gesellschaftslehre zu gleicher Zeit lsen will175.

Marck, in maniera simile a Rudas e Deborin, accusa Lukcs di aver attribuito alla classe proletaria lo stesso ruolo che nella filosofia hegeliana svolge lo "spirito del mondo", la cui autocoscienza muove la storia:
Ein solches Subjekt der Geschichte, das zugleich ihr Objekt darstellt, kann aber nach Lukcs nur eine Klasse sein, in der allein Beziehung auf die gesellschaftliche Gesamtwirklichkeit vorhanden ist. Indem das Proletariat als die erste ihre Beziehung auf die gesellschaftliche Totalitt klar erkennende Klasse betrachtet wird, erhlt es die Rolle des Hegelschen Weltgeistes, dessen Selbstbewutsein die Geschichte vorwrtstreibt176.

la "crisi" culturale del presente. Marck, Das dialektische Denken in der Philosophie der Gegenwart, cit., p. 58. Traduzione mia. 174 sorprendente. Marck, Neukritizistische und neuhegelsche Auffasung der marxistische Dialektik, cit., p. 55. Traduzione mia. 175 Non difficile riconoscere il vero e proprio salto mortale, per mezzo del quale Lukcs vuole risolvere contemporaneamente i problemi della filosofia speculativa e della teoria sociale. Ivi, p. 55. Traduzione mia. 176 Un tale soggetto della storia, che ne rappresenta contemporaneamente l'oggetto, pu essere, per, secondo Lukcs, solamente una classe, che sia in rapporto con l'intera realt sociale. Considerando il proletariato come la prima classe, della quale chiaramente riconoscibile il rapporto con la totalit sociale, gli si attribuisce il ruolo dello spirito del mondo hegeliano, la cui autocoscienza muove la storia. Ivi, p. 55. Traduzione mia. Anche Marck, come Rudas, avverte il problema di ordine pratico relativo alla concezione lukcsiana del proletariato come soggetto-oggetto (Objekt) identico della storia: Dann sind "wir" als Subjekt der zeitlichen Geschichte der - Geist, der dort als Urheber und Resultat des Prozesses auftreten kann? Erzeugt dieses Subjekt die - Natur und die - Welten der Werte?. Marck, Das dialektische Denken in der Philosophie der Gegenwart, cit., p. 62. (Siamo allora "noi", in quanto soggetto della Storia, lo Spirito, che pu presentarsi come autore e risultato del processo? Questo soggetto genera la natura ed i mondi dei valori?. Traduzione mia).

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Egli vede nella teoria della reificazione di Lukcs il tentativo di risolvere contemporaneamente i problemi della filosofia e della scienza sociale, attraverso die Metaphysierung des gesellschaftlichen Seins und die Verabsolutierung des Proletariats. Lukcs, infatti, vuole proporre una concezione dell'essere (Sein) sociale diversa da quella hegeliana; tuttavia, pur rifiutando di considerarlo un processo puramente metafisico, non lo concepisce come semplice complesso di fenomeni e indica nelle sue tendenze di sviluppo una realt superiore a quella empirica. In questo modo, secondo Marck, Lukcs finisce per deviare da quello che Marx ed Engels intendevano per auf-die-Beine-Stellung della dialettica hegeliana. I fondatori del marxismo indicavano, infatti, con questa espressione la priorit dell'elemento empirico su quello speculativo. Lukcs intende portare a compimento questa auf-die-Beine-Stellung senza, tuttavia, rinunciare alla metafisica e finisce necessariamente per sostenere una materialistich-aktivistische Metaphysik, una mitologia della coscienza di classe ed attribuisce al proletariato il ruolo, che nella filosofia hegeliana era svolto dallo "spirito del mondo"177. L'assunzione del materialismo storico come Weltanschauung filosofica conduce, secondo la visione di Marck, al predominio dell'elemento metafisico su quello empirico: il marxismo viene trasformato, in questo modo, in una filosofia dogmatica.
Das geistreiche System endet bei Lukcs mithin im Dogmatismus. Dies mu auch immer dort der Fall sein, wo die dialektische Methode als die allein beherrschende der Philosophie erscheint. Sie kann nur in Verbindung mit der transzendentalen, kritischen Methode ihre Fruchtbarkeit entfalten178.

Le conseguenze pratiche del dogmatismo teorico dell'Internazionale Comunista, di cui Lukcs un autorevole rappresentante, sono, secondo Marck, chiaramente visibili nella politica e nell'organizzazione dell'Internazionale stessa:
Papismus und Inquisition sind der notwendige organizatorische und praktische Ausdruck eines theoretischen Absolutismus und einer dogmatischen Scholastik der Unfehlbarkeit, resp. jene Theorie ist berbau der diktatorischen und imperialistischen Praxis179.

In particolare, Marck legge nella teoria lukcsiana della coscienza di classe la giustificazione teorica della politica dittatoriale dell'Internazionale Comunista. Anch'egli, come Rudas, rileva il legame tra la teoria della coscienza di classe di
la "metafisicizzazione" dell'essere sociale e l'assolutizzazione del proletariato; rimettere in piedi; una metafisica materialistico-attivistica. Neukritizistische und neuhegelsche Auffasung der marxistische Dialektik, cit., pp. 55-56. Traduzione mia. 178 In Lukcs, quindi, l'ingegnoso sistema termina in dogmatismo. Questo accade ogni volta che il metodo dialettico appare come l'unico metodo. Esso pu realizzare la propria fecondit solamente unito al metodo trascendentale, al metodo critico. Ivi, p. 56. Corsivo mio. Traduzione mia. 179 Papismo ed inquisizione sono la necessaria espressione organizzativa e pratica di un assolutismo teoretico e di una dogmatica scolastica dell'infallibilit, rispettivamente ogni teoria sovrastruttura della prassi dittatoriale ed imperialistica. Ivi., p. 56. Corsivo mio. Traduzione mia.
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Lukcs con la sociologia di Max Weber. Egli mette in relazione la definizione lukcsiana di coscienza di classe non solo con la teoria dell'imputazione, ma anche con quella dei "tipi ideali": la teoria lukcsiana del soggetto-oggetto identico della storia realizzantesi nel proletariato fornito di autentica coscienza di classe viene interpretata come un'ipostatizzazione delle teorie weberiane dei "tipi ideali" e dell'"imputazione", che da teorie metodologiche sono trasformate da Lukcs in Realdialektische 180. Secondo Marck, Lukcs distingue la coscienza psicologica dalla coscienza di classe, poich quest'ultima viene concepita, appunto, come "tipo ideale", al quale possono essere attribuite (zurechnen) solo determinate azioni e reazioni della classe181. La teoria della coscienza di classe di Lukcs , secondo Marck, strettamente legata alla prassi politica ed organizzativa della III Internazionale Comunista:
Damit ist eine theoretische Bugrndung der "Vortrupps"-Diktatur ermglicht.Denn wer entsheidet in praxi ber die Zurechnung des Verhaltens der Arbeiterschaft zum echten Klassenbewutsein? Wir wissen es, da sich die kommunistische Zentrale als der Statthalter der metaphysischen Potenz Proletariat auf Erden fhlt182.

Marck propone, cos, una soluzione ad uno dei problemi della definizione di coscienza di classe attribuita (zugerechnetes Klassenbewutsein): chi abbia il diritto e la capacit di imputare (zurechnen) alla coscienza di classe gli elementi adeguati alla situazione della classe stessa. Inoltre, egli sembra esssere l'unico recensore di Geschichte und Klassenbewutsein a cogliere il legame della teoria lukcsiana della coscienza di classe alla teoria leniniana dell'avanguardia di partito.

Marck, Das dialektische Denken in der Philosophie der Gegenwart cit., p. 62. Marck, Neukritizistische und neuhegelsche Auffasung der marxistische Dialektik, cit. p. 56. 182 Con questo resa possibile una giustificazione teoretica della dittatura dell'"avanguardia". Chi decide in pratica l'attribuzione del comportamento dei lavoratori all'autentica coscienza di classe? Noi sappiamo che la centrale comunista si sente come il governatore sulla terra della metafisica potenza-proletariato. Ivi., p. 56. Traduzione mia.
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L'AUTOCRITICA DI LUKCS La recensione di Lukcs a Teoria del materialismo storico di Bucharin Nonostante le aspre critiche, cui Geschichte und Klassenbewutsein era stata oggetto da parte dell'"ortodossia" marxista della Terza Internazionale comunista, tra il 1924 ed il 1926, in una serie di recensioni, Lukcs difende la sua concezione della dialettica183. Nel 1925 Lukcs recensisce il libro di Bucharin Teoria del materialismo storico184. Egli non esita a sottoporre il manuale di Bucharin ad un severo esame, al centro del quale posta, ancora una volta, la questione della dialettica materialistica, della sua natura e del suo ruolo. Il manuale di Bucharin , secondo Lukcs, espressione di una concezione del materialismo storico essenzialmente errata: egli lo intende, infatti, come una scienza, in maniera molto simile al materialismo borghese delle scienze naturali. Questa tendenza a concepire la dialettica come una scienza si manifesta nella sua volont di fare del marxismo una sociologia generale. Conseguenza naturale di questo orientamento scientifico-naturalistico il fatto che, per Bucharin, la sociologia non rimane un puro metodo, ma si configura come una scienza, che cerca un'attuazione pratica specifica, una scienza della societ che deve, quindi, fornire una normativit generale; una siffatta sociologia generale, intesa come scienza, deve necessariamente fornire un compimento contenutivo particolare, deve rinunciare alla totalit. L'impostazione teorica di Bucharin si rivela in particolar modo quando entra in funzione il concetto di legge185. Egli, infatti, intende derivare sistemi di leggi generali validi tanto per la natura, organica ed inorganica, quanto per la societ. Ma nella formulazione dello scopo conoscitivo della sociologia che, secondo Lukcs, l'errato orientamento scientificonaturalistico di Bucharin risulta nella massima chiarezza. Egli, infatti, afferma che nelle scienze sociali possibile, per ora, solamente conoscere la direzione dei processi, ma, una volta raggiunta una conoscenza delle leggi dell'evoluzione sociale tale da poter essere espressa in cifre, sar possibile raggiungere un grado di previsione pari a quello delle scienze naturali. Lukcs ha qui modo di chiarire le sue obiezioni all'intendimento della dialettica assunto come "ortodosso" dall'Internazionale:

Cfr.Boella, Reificazione e rivoluzione: la Lukcs-Debatte dal 1923 al 1933, cit., p. 45. N. Bucharin, Teoria del materialismo storico. Manuale popolare di sociologia marxista, Firenze 1977. La recensione di Lukcs appare in "Archiv fr die Geschichte des Sozialismus und der Arbeiterbewegung", XI, 1925. Ora raccolta in Georg Lukcs Werke. Frhschriften, Berlin, 1968, Band 2, S. 598-608. Trad. it.: Recensione di N. Bucharin: Teoria del materialismo storico, in Lukcs, Scritti politici giovanili 1919-1928, Bari, 1972. 185 Lukcs aggiunge che, fortunatamente, in molte delle sua analisi concrete, Bucharin si dimentica di questo suo punto di partenza teorico. Inoltre, gli riconosce un oft richtige dialektische Instinkt (per lo pi giusto - istinto dialettico. Lukcs, cit., p. 604. Trad. it., p. 197), che contrasta con il suo rientamento scientifico e lo porta ad avvicinarsi all'intendimento corretto della dialettica.
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Bucharin verkennt aber in seiner naturwissenschaftlichen Voreingenommenheit, da zwischen der Erkenntnismglichkeit der zahlmigen Tatsachen und der der Richtungen oder Tendenzen nich der subjektive Unterschied der Entwiklungsstufe unserer Erkenntnis liegt, sondern die objektive qualitative Differenz der Gegenstnde selbst186.

La pregiudiziale scientifico-naturale di Bucharin, continua Lukcs, lo porta, in contrasto con le concezioni dei padri del marxismo, a non considerare la differenza della natura dei fenomeni sociali, sulla cui struttura si basa la possibilit teorica dell'agire sociale, della prassi, che pu rovesciare la realt. La previsione relativa alla societ non pu mai prendere la forma di una legge matematica, ma solamente quella di conoscenza delle tendenze di sviluppo. Tale impossibilit , appunto, metodologica e si fonda sulla diversit dell'essenza oggettuale dell'accadere sociale (das Wesen der Gegenstndlichkeit des gesellschaftlichen Geschehens) rispetto ai fenomeni naturali: all'interno dei fenomeni sociali non pu darsi alcun determinismo, poich esso non contempla la possibilit dell'intervento attivo dell'uomo, della prassi rivoluzionaria. Bucharin, secondo Lukcs, avrebbe dovuto assoggettare le scienze naturali ed il loro metodo ad un critica storico-materialistica, concependole come prodotti dello sviluppo capitalistico; egli, invece, incautamente ed in modo acritico, adialettico ed antistorico, ne applica il metodo alla conoscenza della societ. L'approssimazione del marxismo al materialismo borghese delle scienze naturali, il diventare scienza del marxismo, cancella l'elemento decisivo del metodo marxista:
[...] smtliche Phnomene der konomie und der Soziologie auf gesellschaflichen Beziehungen der Menschen zueinander zurckzufhren187.

Tale orientamento non solo volge in false direzioni i dati socio-scientifici cui Bucharin giunge, ma Die Theorie erhlt den Akzent einer falschen Objektivitt: sie wird fetischistisch188. A questo proposito, Lukcs si sofferma sulla trattazione di Bucharin del ruolo della tecnica nell'evoluzione sociale: qui si presenta in maniera pi netta Dieser Rest von unaufgelster Dinghaftigkeit, von falscher "Objektivitt"189. Bucharin, infatti, secondo Lukcs, attribuisce alla tecnica un ruolo che non le spetta, affermando che essa determina i rapporti di lavoro tra gli uomini e sostenendo quale normativit fondamentale la dipendenza del livello delle forze produttive dallo sviluppo tecnico della societ. Essa viene intesa come determinazione fondamentale della societ e della sua evoluzione, pur
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Nella sua pregiudiziale scientifico-naturale Bucharin trascura tuttavia che tra la possibilit di conoscere i fatti numerabili e quella relativa alle direzioni e alle tendenze, non vi una differenza soggettiva di gradi di sviluppo della nostra conoscenza, bens una differenza oggettiva e qualitativa degli oggetti stessi. Ivi, p. 606. Trad. it., p. 199. 187 [...] quello di ricondurre tutti i fenomeni dell'economia e della "sociologia" alle relazioni sociali tra gli uomini. Ivi, p. 600. Trad. it., p. 191. 188 La teoria acquista l'accento di una falsa "oggettivit": diventa feticistica. Ivi, p. 600. Trad. it., p. 191. Corsivo mio. 189 Questo residuo di una cosalit insoluta, di una falsa "oggettivit". Ivi, p. 600. Trad. it., p. 191.

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rimanendo un principio estraneo al reciproco rapporto sociale degli uomini nel processo produttivo, alla struttura economica della societ: diventa un principio feticistico, che si contrappone agli uomini in maniera trascendente. In questo senso, Lukcs parla di un raffinato determinismo naturalistico in Bucharin. La recensione del manuale di Bucharin diventa l'occasione per spiegare il senso della nota di Geschichte und Klassenbewutsein, in cui criticava l'estensione del campo della dialettica alla sfera della natura attuata da Engels nell'Antidring, che gli aveva procurato gli attacchi dell'Internazionale. Nella recensione, tuttavia, Lukcs si riferisce spesso ad Engels ed a Plechanov, contrapponendoli a Bucharin, come esempi di pensatori autenticamente marxisti, che autenticamente hanno inteso la dialettica. In questo suo voler ricollegarsi al pensiero engelsiano ed a quello ritenuto ortodosso dall'Internazionale, Lukcs sembra tentare una mossa diplomatica, che gli consenta di definirsi "ortodosso", pur non rinunciando alla sua concezione della dialettica. Egli, infatti, tenta di mostrare a quali errori teorici e pratici pu portare la concezione scientifico-naturalistica della dialettica materialistica, che in quegli anni andava per la maggiore, rivolgendo la sua critica diretta esclusivamente a Bucharin. Ma se le posizioni Engels e Plechanov non vengono attaccate, esse vengono esposte in maniera molto veloce, per quanto riguarda Engels, ed addirittura non esposte affatto, per quanto riguarda Plechanov: esse sono semplicemente nominate quali esempi di retto intendimento del materialismo storico. Se questo vuole essere un tentativo di rappacificazione, che preluda ad un'accettazione di Geschichte und Klassenbewusein da parte dell'Internazionale, non sembra, a dire il vero, essere molto convincente. Lukcs appare pi che mai convinto della sua concezione del materialismo storico ed i fugaci riferimenti ad Engels e Plechanov non rendono meno stridente la discrepanza tra la sua veduta e quella "ortodossa". L'"abiura" di Lukcs Nel giugno 1934, Lukcs tiene una conferenza al Convegno dell'Istituto filosofico dell'Accademia Comunista di Mosca, che viene poi pubblicata con il titolo Die Bedeutung von "Materialismus und Empiriokritizismus" fr die Bolschewiesirung der kommunistischen Parteien e con il significativo sottotitolo Selbstkritik zu "Geschichte und Klassenbewutsein190. Fulcro della conferenza il tema della lotta politica ed ideologica contro il fascismo: Lukcs parla esplicitamente di un fronte ideologico, corrispondente a quello politico. Lo scritto di Lenin, coadiuvato da quello di Stalin191, Fragen des Leninismus, sembra assumere, in questa lotta ideologica, un ruolo estremamente importante:

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Lukcs, Die Bedeutung von "Materialismus und Empiriokritizismus" fr die Bolschewiesirung der kommunistischen Parteien. Selbstkritik zu "Geschichte und Klassenbewutsein, in "Pod Znamenem Marksizma (Russische Ausgabe von "Unter der Banner des Marxismus"), Heft 4/1934. Ora in Geschichte und Klassenbewutsein Heute. Diskussion und Dokumentation, cit. Traduzione tedesca dal russo di Gisela Braun. 191 Ivi, p. 259.

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Lenins "Materialismus und Empiriokritizismus" war un bleibt das Banner, unter dem dieser Kampf an der ideologischen Front gefhrt wird192.

All'inizio della conferenza, Lukcs spiega come il libro di Lenin, con la sua critica all'idealismo machista di Bogdanov, critica contemporaneamente den ganzen reaktionre Idealismus der imperialistischen Periode193: Lenin, infatti, fornisce una descrizione ed una critica delle principali correnti del pensiero borghese nell'epoca capitalistica, mettendole in stretta relazione con un'analisi critica delle deviazioni del marxismo dalla teoria ufficiale. La principale caratteristica del pensiero machista, quale esempio di pensiero borghese del periodo imperialista, e di tutte le deviazioni del marxismo nel presente momento del movimento operaio , per Lenin, di utilizzare un "materialismo di facciata"194, che nasconde, in realt, un'impostazione idealistica. Lukcs aggiunge:
Jene Fehler, die ich in meinem Buch "Geschichte und Klassenbewutsein" begangen habe, bewegen sich ganz und gar auf der Linie dieser Abweichungen195.

Egli conclude, quindi, che la critica di Lenin al pensiero borghese pu essere considerata parimenti rivolta al suo libro. Nel suo scritto, Lenin dimostra che il machismo, con il suo materialismo superficiale, , in realt, uno pseudomaterialismo, ingannevole e demagogico, che appartiene al pensiero borghese idealistico. Il nucleo di questa tendenza della filosofia idealistica , a ben vedere, la lotta contro il materialismo, che viene condotta attraverso la falsa ed ingannevole affermazione di aver superato (berwinden) la contraddizione (Gegensatz) tra materialismo ed idealismo: in questo tentativo di nascondere l'opposizione tra materialismo ed idealismo, il machismo risulta cos la subdola forma, che l'attacco dell'idealismo al materialismo assume nell'epoca imperialistica. Ma il fronte ideologico corrisponde a quello politico: il biocentrismo della teoria machista raggiunge l'apice nel mito fascista della razza, il quale , infatti, costruito sulla base della teoria machista della conoscenza, che non altro che una mistica intuizionista "biologizzata"196.
Darum also die Notwendigkeit des Kampfes fr den Materialismus, die Demaskierung demagogisch aufgebauter Fronten, die Wiederherstellung der einzigen richtigen Front: Materialismus gegen Idealismus - in dem allem liegt [...] das grundstzliche, entscheidende Problem fr die Parteilichkeit der Philosophie in der Gegenwart, das Grundproblem im Kampf des Bolschewiesmus gegen des Faschismus an der ideologischen Front197.
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Materialismo e empiriocriticismo di Lenin era e rimane la bandiera, sotto la quale viene condotta questa lotta sul fronte ideologico. Ivi, p. 261. Traduzione mia. 193 l'intero idealismo reazionario del periodo imperialistico. Ivi, p. 254. Corsivo mio. Traduzione mia. 194 Materialismus oben. Ivi, p. 254. 195 Ogni errore, che ho commesso nel mio libro Storia e coscienza di classe, si muove completamente in linea con queste deviazioni. Ivi, p. 254. Traduzione mia. 196 eine intuitionistiche, biologisierende Mystik. Ivi, p. 255. 197 Da ci deriva la necessit della lotta per il materialismo, per lo smascheramento dei fronti demagogicamente costruiti, per il ristabilimento dell'unico vero fronte: materialismo contro idealismo, sul quale si basa il problema fondamentale e decisivo per la parzialit

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La verniciatura pseudomaterialistica della filosofia imperialistica, continua Lukcs nella sua esposizione del libro di Lenin, viene immediatamente meno, quando la discussione si rivolge alle concrete questioni del presente, e manifesta chiaramente il suo reale scopo: diffamare la lotta di classe del proletariato per mezzo della filosofia. Questo scopo non viene perseguito solamente dal fascismo: Lukcs, infatti, prende sommariamente in esame le correnti politiche del movimento operaio: dalla Socialdemocrazia all'opposizione di sinistra della Seconda Internazionale, dal Partito Comunista tedesco al sindacalismo francese. Tutte queste correnti (vale a dire: tutte le correnti del movimento operaio, escluso il bolscevismo) sono sorrette dalla medesima impostazione ideologica, che Lenin attribuisce all'idealismo dell'epoca imperialistica: uno pseudomaterialismo, un materialismo di facciata, che nasconde una concezione idealistica198. Esse si sono costantemente sforzate di opporre il bolscevismo "russo" al "comunismo dell'Europa occidentale"; cos facendo, hanno sia spianato la strada al trotzkismo controrivoluzionario, sia accresciuto la possibilit di manovra della socialdemocrazia.
Die gefhrliche demagogische Maskerade der konterrevolutionren Praxis der Sozialfaschisten, die von der linken Sozialdemokratie in Szene gesetzt wird, geht in ihrem Kern auf die idealistischen Revision des Marxismus zurck, die man in revolutionrer Verbrmung darbiet199

Perci la lotta politica contro il fascismo, inscindibilmente legata alla lotta contro l'ideologia fascista, richiede necessariamente lo smascheramento e l'annientamento alla radice di tutte le deviazioni dal marxismo-leninismo200, comprese quelle comuniste, le quali aiutano la socialdemocrazia nella sua opera di inganno delle masse. Lukcs, come si detto sopra, indica quali strumenti di questa lotta ideologica il libro di Lenin, Materialismus und Empiriokritizismus, accompagnato dalla spiegazione fornita da Stalin in Fragen des Leninismus, i quali dovranno essere conosciuti da tutti i membri del partito. Questa lotta ideologica per una vera comprensione del materialismo deve necessariamente rappresentare, per Lukcs, un fattore costitutivo della bolscevizzazione delle sezioni dell'Internazionale comunista.

della filosofia nel presente, il problema fondamentale nella lotta del bolscevismo contro il fascismo sul fronte ideologico. Ivi, p. 255. Corsivo mio. Traduzione mia. 198 Ivi, pp. 257-259. 199 La pericolosa e demagogica mascherata della prassi controrivoluzionaria dei socialfascisti, che stata portata sulla scena dalla sinistra socialdemocratica, risale nel suo nocciolo alla revisione idealistica del marxismo. Ivi, p. 259. Traduzione mia. 200 In allen Sektionen der Komintern mu der Kampf fr die Weltanschauung des Marxismus-Leninismus mit ebensolcher schonungslosen Hrte und Grndlichkeit gefhrt werden wie der Kampf um die stratigisch-taktische oder organisatorische Linie. Ivi, p. 259. (In tutte le sezioni dell'Internazionale Comunista la lotta per la Weltanschauung del marxismo-leninismo deve essere condotta con intransigenza altrettanto inclemente, come la lotta per la linea strategico-tattica o organizzativa. Traduzione mia).

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Al termine del suo intervento, Lukcs riprende l'autocritica a Geschichte und Klassenbewutsein: la resa, come anticipato dalle parole in apertura e dallo stesso titolo della conferenza, totale. Molto velocemente egli ripercorre la sua formazione intellettuale, la quale stata determinata dalle medesime tendenze idealistiche del periodo imperialistico, di cui si occupato Lenin nel suo libro: Simmel e Max Weber, la filosofia tedesca, Kant, Hegel. Molto forte stata anche l'influenza del sindacalismo, prima di Sorel, poi, dopo il 1917 dell'ungherese Erwin Szab. Cos, al momento della sua adesione al Partito comunista ungherese, nel 1918, la sua Weltanschauung risulta essere una commistione di sindacalismo ed idealismo, che, nonostante l'esperienza della rivoluzione ungherese, lo porta, nel 1920-21, ad un primo contrasto con l'Internazionale comunista e nel 1922 alla pubblicazione di Geschichte und Klassenbewutein, als philosophische Zusammenfassung dieser Tendenzen201.
Deswegen trifft Lenins Charakteristik des "Idealismus unten" genau in die zentralen Fehler meines Buches, obwohl ich mit dem Machismus nie in Berhrung gekommen war202.

Lukcs ammette, quindi, gli "errori" commessi nel suo libro, quali erano stati segnalati dal V Congresso dell'Internazionale al momento della sua bocciatura e criticati nelle recensioni dei marxisti "ortodossi":
Mein Kampf gegen die Abbildungstheorie, gegen den Begriff der Dialektik in der Natur, wie ihn Marx und Engels verstanden, ist die typische Erscheinungsform eines solchen "Idealismus unten". Und es versteht sich von selbst, da dementsprechend der "Materialismus oben" nur ein idealistisch verzerrter und lebloser "Marxismus" ist203.

Lukcs passa poi a narrare brevemente il percorso del suo ravvedimento: nel corso della sua attivit pratica nel partito e con la conoscenza delle opere di Lenin e Stalin, la sua impostazione idealistica comincia a vacillare fino alla completa Erhellung der philosophischen Fragen204, avvenuta grazie al soggiorno nell'Unione Sovietica del 1930-31 e, soprattutto, alle discussioni filosofiche, che l hanno avuto luogo. In questa ricostruzione della sua vicenda intellettuale, Lukcs collega il riconoscimento dei suoi errori teorici alla lotta politica contro il fascismo. Egli afferma, infatti, che fu la sua attivit pratica nel Partito Comunista tedesco, che lo pose in immediata lotta ideologica contro il fascismo, a rafforzare

come riassunto filosofico di queste tendenze. Ivi, p. 260. Traduzione mia. Per questo motivo la descrizione dell'"idealismo di fondo" fatta da Lenin individua esattamente l'errore principale del mio libro, nonostante non sia mai venuto in contatto con il machismo. Ivi, p. 260. Corsivo mio. Traduzione mia. 203 La mia lotta contro la teoria del rispecchiamento, contro il concetto di dialettica nella natura, come lo intesero Marx ed Engels, la tipica forma fenomenica di una tale "idealismo di fondo". Ed di per s chiaro, che il corrispondente "materialismo di facciata" solamente un "marxismo" deformato e senza vita. Ivi, p. 260. Corsivo mio. Traduzione mia. 204 chiarimento delle questioni filosofiche. Ivi, p. 260. Traduzione mia.
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in lui la convinzione che l'idealismo costituisse un serio pericolo per il proletariato rivoluzionario205.
So habe ich nicht nur die theoretischen Unrichtigkeit, sondern auch die praktische Gefahr meines zwlf Jahre vorher geschriebenen Buches eingesehen, und ich kmpfte unablssig in der deutschen Massenbewegung gegen diese und gegen jede andere idealistische Strmung206.

Indipendentemente dalla sincerit del "pentimento" di Lukcs, nel suo intervento non trova spazio la discussione di quelli che egli finisce per riconoscere come propri errori teorici. Traspare qui l'idea che l'avvento del fascismo abbia costituito un fronte, insieme politico ed ideologico, che impone una scelta di campo ben definita ed inequivocabile. Nonostante l'insistere di Lukcs sulla corrispondenza dei due fronti o, meglio, dei due aspetti dello stesso fronte, politico ed ideologico; nonostante le ripetute affermazioni, secondo le quali la posizione ideologica, la teoria, sembrerebbe strettamente connessa e, anzi, determinante per la correttezza della concezione politica, appare chiaro che la sfera politica ha sopraffatto quella ideologica. Non sembra essere pi possibile porre questioni intorno alla correttezza o alla ortodossia della teoria; l'unica scelta possibile, che, anzi, fortemente si impone, quella di campo tra fascismo e bolscevismo: la decisione dell'uno o dell'altro implica automaticamente quella riguardo alla dottrina da professare. La scelta di fronte

Lukcs fornisce una esposizione pi dettagliata del suo percorso intellettuale nello scritto autobiografico Mein Weg zu Marx, con il quale si propone di tracciare un bilancio dell'influenza marxiana nella formazione del suo pensiero. Le giovanili tendenze idealistiche, che caratterizzarono il suo pensiero fino all'ammissione degli errori di Geschichte und Klassenbewutsein, vengono qui ricondotte alla sua posizione di classe: in quanto brgerlicher Intellektuelle (p. 323) e akademischer Intellektuelle (p. 326), gli scritti di Marx, che conosceva sin dal periodo scolastico, non avevano potuto condurlo all'elaborazione di una corretta Weltaschauung materialistica. Geschichte und Klassenbewutsein viene presentato come prodotto di un periodo di passaggio, in cui il tentativo di superare l'idealismo degli anni giovanili veniva impedito da un ultralinker Subjektivismus (p. 327), derivante dall'influenza del sindacalismo di Erwin Szab. Saranno gli anni di lavoro pratico all'interno del movimento operaio e lo studio delle opere di Lenin ad avviare Lukcs ad un corretto approccio al pensiero di Marx. Sar l'adesione alla vita e alla prassi del proletariato a correggere, quindi, i limiti insiti nella sua posizione di classe, permettendogli una reale acquisizione del marxismo. Georg Lukcs, Mein Weg zu Marx, in Schriften zur Ideologie und Politik, Darmstadt, 1973 (1. Auflage: 1967), pp. 323329. Traduzione italiana: La mia via al marxismo, in Marxismo e politica culturale, Torino, 1967, pp. 11-16. 206 Cos ho riconosciuto non solo la non correttezza teoretica, ma anche il pericolo pratico dei miei libri scritti nei dodici anni passati e ho lottato incessantemente nel movimento di massa tedesco contro questa e contro ogni altra corrente idealistica. Lukcs, Die Bedeutung von "Materialismus und Empiriokritizismus" fr die Bolschewiesirung der kommunistischen Parteien, cit., p. 261. Traduzione mia.

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Lukcs non ritratter l'autocritica a Geschichte und Klassenbewutsein, n negli anni successivi alla sconfitta del fascismo, n dopo la morte di Stalin. Nel 1957 egli fornisce una sorta di giustificazione alla sua presa di posizione degli anni trenta, nel Postscriptum a Mein Weg zu Marx (1933)207. Il Postscriptum si propone come la prosecuzione di quest'ultimo, nel tracciare il percorso intellettuale dell'autore e, in particolare, dell'influenza del pensiero marxiano sul suo sviluppo; tuttavia il termine di paragone non sembra in questo scritto essere tanto la comprensione di Marx, quanto il rapporto con Stalin ed il regime staliniano. Lukcs descrive la situazione, in cui si era trovato agli inizi degli anni trenta, durante l'esilio in Unione Sovietica. Nonostante accenni ad un periodo di discussione filosofica e di liberazione da quella che chiama l'"ortodossia plechanovista"208, dovuto anche alla pubblicazione dei fino ad allora inediti Manoscritti economico-filosofici di Marx ed ai Quaderni filosofici di Lenin, egli fa riferimento ad un clima culturale caratterizzato da un severo dogmatismo, il quale viene esplicitamente messo in relazione con il regime staliniano. Egli, infatti, afferma che la fonte (Quelle) della dura ed ottusa opposizione, contro cui si scontrava ogni idea, che si allontanava dal modello imposto, e della dogmatische, brokratisch-tyrannische Unterdrckung jedes selbstndigen Denkens si trovava chiaramente im Regime Stalins selbst und darum auch in seiner Person209. Ma, come lasciava intendere l'autocritica del 1934, il momento storico-politico imponeva delle nette scelte di campo:
Sollte nun aber dazu Stellung genommen werden, so mute jeder denkende Mensch von der welthistorischen Lage ausgehen: Sie war die des Aufstiegs Hitlers und der Vorbereitung seines Vernichtungskrieges gegen den Sozialismus. Ich war mir stets darber klar, da jeder der sich aus der Situation ergebenden Entscheidungen alles - und sei es fr mich persnlich das Teurste, sei es mein eigenes Lebenswerk - bedingungslos untergeordnet werden mute210.

Lukcs afferma di aver allora considerato l'opposizione alle tendenze ufficiali, oltre che fisicamente impossibile, anche un gravissimo errore politico, in quanto avrebbe facilmente potuto divenire eine geist-moralische Untersttzung
Lukcs, Postscriptum 1957 zu: Mein Weg zu Marx, in Schriften zur Idelogie und Politik, cit., pp. 646-657. Traduzione italiana: Postscriptum 1957 a: La mia via al marxismo, in Marxismo e politica culturale, cit., pp. 16-26. 208 Nella recensione a Teoria del materialismo storico di Bucharin, Lukcs indicava in Plechanov un esempio di pensatore autenticamente materialista. 209 l'oppressione dogmatica di una burocrazia tirannica su ogni pensiero autonomo; nel regime stesso di Stalin e pertanto anche nella sua persona. Lukcs, Postscriptum 1957 zu: Mein Weg zu Marx, cit., p. 647. Trad. it., p. 17. Corsivo mio. 210 Tuttavia quando si trattava di prender posizione rispetto a questi fatti, ogni persona riflessiva doveva partire dalla situazione storica del momento, che era quella dell'ascesa di Hitler e della preparazione della sua guerra di annientamento contro il socialismo. Mi sempre stato ovvio che ad ogni decisione che tale situazione imponeva dovesse subordinarsi incondizionatamente tutto, anche ci che a me personalmente era pi caro, anche l'opera stessa della mia vita. Ivi, p. 647. Trad. it., p. 17. Corsivo mio.
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fr den Todfeind, fr den Vernichter einer jeder Kultur211. Egli nega, per, che questa presa di posizione incondizionata significasse una sua capitolazione di fronte a tutte le tendenze ideologiche, che si succedettero nella lotta per il socialismo. Egli si trov, piuttosto, costretto a condurre eine Art Partizanenkampf fr meine wissentschaftlichen Ideen212, esprimendo con cautela le proprie opinioni, qualora fossero dissidenti, tentando, ove possibile, di renderle accettabili, attraverso l'utilizzo di citazioni di Stalin e, quando il momento storico lo richiedeva, tacendo. L'atteggiamento di Lukcs nei confronti della politica e della persona di Stalin risulta ambiguo. Oltre ad attribuirgli la responsabilit dell'irrigidimento dogmatico-dottrinario di quegli anni, Lukcs si esprime molto duramente nei confronti dei metodi staliniani. Ciononostante, Stalin viene dipinto anche come il difensore dell'autentico spirito marxista-leninista, in riferimento alla discussione, che lo vide avversario di Trotzky, sul "socialismo in un solo paese", e pensatore marxista di grande acume213. Lukcs sembra sentirsi in dovere di giustificare il suo silenzio riguardo alle non condivise, n condivisibili, scelte politiche staliniane: egli, contraddicendo quanto aveva affermato poco sopra riguardo l'impossibilit fisica dell'opposizione alle tendenze considerate ortodosse214, attribuisce un'impossibilit puramente morale all'opposizione a Stalin.
Und wenn man mich heute fragen wrde, warum ich dagegen nicht ffentlich Stellung nahm, so wrde ich wiederum nicht die physische Unmglichkeit in den Vordergrund stellen - ich lebte als politischer Emigrant in der Sowjetunion sondern die moralische: Die Sowjetunion stand unmittelbar vor dem Entscheidungskampf mit dem Faschismus. [...] Was immer in dieser Situation die von Stalin gefhrte Partei tat - in der viele ebenso dachten wie ich - wir muten mit ihr in diesem Kampf bedingungslos solidarisch sein und diese Solidaritt - ber alles stellen215.

un aiuto intellettuale e morale per il nemico mortale, per l'annientatore di ognni civilt. Ivi, p. 648. Trad. it., p. 18. Corsivo mio. 212 una specie di guerriglia partigiana per le mie idee scientifiche. Ivi, p. 648. Trad. it., p. 18. Corsivo mio. 213 Es wre freilich falsch zu bestreiben, da das Tor fr ein Weiterfhren des MarxismusLeninismus doch nicht vollstndig geschlossen war. Allerdings besa nur Stalin das Privileg, den Schatz der ewigen Wahrheiten durch neue zu vermehren oder eine bis dahin als unwiderleglich geltende Wahrheit auer Verkehr zu setzen. Ivi, p. 654. (Sarebbe veramente ingiusto negare il fatto che la porta per un ulteriore sviluppo del marxismoleninismo non era stata serrata del tutto. Stalin possedeva il privilegio di arricchire il tesoro delle verit eterne con verit nuove e di mettere fuori circolazione una verit considerata fino ad allora come inconfutabile. Trad. it., p. 24). 214 Ich war mir aber zugleich darber klar, da eine Opposition iin dieser Zeit nicht nur physisch unmglich war, sondern sehr leicht eine geistig-moralische Untersttzung fr den Todfeind, fr den Vernnichter einer jeden Kultur htte werden knnen. Ivi, p. 648. (Nello stesso tempo non dubitavo che non soltanto un'opposizione era allora fisicamente impossibile, ma che essa avrebbe molto facilmente potuto divenire un aiuto intellettuale e morale per il nemico mortale, per l'annientatore di ogni civilt. Trad. it., p. 18). 215 E se oggi mi si domandasse perch io non presi pubblicamente posizione contraria, non metterei in primo pianno neanche questa volta l'impossibilit fisica (vivevo nell'Unione Sovietica come rifugiato politico) ma quella morale: l'Unione Sovietica si trovava

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L'interpretazione sociologica del marxismo e la concezione astratta della prassi Lukcs spiega le motivazioni della sua autocritica a Geschichte und Klassenbewutsein nel Vorwort al secondo volume della raccolta completa delle sue opere, dedicato ai Frhschriften216. Egli parla, in questo scritto autobiografico, in cui ripercorre minuziosamente il proprio percorso intellettuale, collocando in esso ognuna delle opere della raccolta, di due differenti autocritiche, compiute nel periodo di transizione allo stalinismo. La prima ha luogo nel 1929, quando viene affidato a Lukcs il compito di redigere le tesi politiche per il secondo congresso del Partito Comunista Ungherese, le cosiddette Blum-Thesen217. In quanto sostenitore dell'impossibilit per l'Ungheria del passaggio diretto alla repubblica dei consigli e, quindi, della necessit tattica della dittatura democratica di operai e contadini, Lukcs riferisce di essere stato accusato dalla frazione di Bla Kun di opportunismo. Egli ha reso pubblica autocritica alle tesi di Blum, allorquando ha appreso che Kun tentava di farlo espellere dal partito.
Ich war zwar auch damals von der Richtigkeit meines Standpunkts fest berzeugt, wute aber auch - z. B. aus dem Schicksal von Karl Korsch -, da damals ein Ausschlu aus der Partei die Unmglichkeit bedeutete, an dem Kampf gegen den nahenden Faschismus sich aktiv beteiligen. Als Eintrittskarte fr eine solche Ttigkeit verfate ich diese Selbstkritik, da ich unter diesen Umstnden nicht mehr in der ungarischen Bewegung arbeiten konnte und wollte218.

La seconda autocritica, di cui Lukcs riferisce nel Vorwort quella a Geschichte und Klassenbewutsein, avvenuta agli inizi degli anni trenta. Lukcs

nell'imminenza decisiva contro il fascismo. [...] Qualunque cosa faccia in tale situazione il partito guidato da Stalin - pensavo con molti altri compagni - bisogna restare incondizionatamente solidali con esso in questa lotta, porre questa solidariet al di sopra di tutto. Ivi, p. 649. Trad. it., p. 19. 216 Lukcs, Vorwort, in Georg Lukcs Werke, Nuewied und Berlin, 1968, Band II (Frhschriften). Traduzione italiana: Lukcs, Prefazione, in Storia e coscienza di classe, Milano, 1967. 217 Lukcs, Thesen ber die politische und wirtschaftliche Lage in Ungarn und ber die Aufgaben der Kommunistische Partei Ungarn (Blum-Thesen), in Schriften zur Ideologie und Politik, Darmstadt und Neuwied, 1973 (Erste Auflage: 1967). Traduzione dall'ungherese di: Rszletek a Tzistervezet a magyar politikai s gazdasgi helyzetrl s a KMP feladatairl (Blum-Tzisek) c. dokumentumbl, in : Prttrtneti Kzlemnyek, 2. Jg., Heft 3 (1956), S. 75-94. Un estratto tradotto in italiano in Lukcs, Scritti politici giovanili, Bari, 1972, pp. 313-327. 218 Anche allora ero certamente del tutto convinto della giustezza del mio punto di vista, ma sapevo anche - ad esempio, dalla sorte di Karl Korsch - che allora un'espulsione dal partito rappresentava l'impossibilit di partecipare attivamente alla lotta contro il fascismo che si avvicinava. Ed io redassi questa "autocritica" come "biglietto di ingresso" ad un'attivit di questo genere, dal momento che in queste circostanze non intendevo e non potevo pi lavorare nel movimento ungherese. Lukcs, Vorwort, cit., p. 32. Trad. it., p. XXXIII.

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precisa che l'opera gli era ormai divenuta estranea, avendo egli nel frattempo superato gli errori di comprensione dei fondamenti del marxismo, di cui era caduto vittima nel periodo giovanile, ed essendo giunto ad una corretta appropriazione di questi, attraverso lo studio di Lenin e Marx e grazie all'attivit pratica, svolta all'interno del movimento operaio.
Als ich nun 1933 wieder in die Sowjetunion kam, als sich dort die Perpesktive einer fruchtbaren Ttigkeit erffnete [...], war es fr mich eine taktische Notwendigkeit, mich von Geschichte und Klassenbewutsein ffentlich zu distanzieren [...]. Sie war wieder eine Eintrittskarte zum weiteren Partisanenkampf; der Unterschied zur frheren Selbstkritik der Blum-Thesen ist blo, da ich damals Geschichte und Klassenbewutsein aufrichtig und sachlich fr verfehlt ansah und heute noch ansehe. Da ich auch spter, als aus den Mngeln dieses Buch Modeparolen gemacht wurden, mich gegen eine Identifikation mit meinen eigentlichen Bestrebungen wehrte, halte ich ebenfalls auch heute fr richtig219.

Questa autocritica era, secondo Lukcs, necessaria per non fornire ai propri avversari argomenti per attaccare la sua attivit all'interno della rivista "Literaturni Kritik". In questo Vorwort, Lukcs compie una approfondita critica di Geschichte und Klassenbewutsein. La collocazione dell'opera nell'insieme dei suoi scritti giovanili viene riproposta qui in maniera sostanzialmente invariata rispetto agli scritti di autocritica gi analizzati, anche se la spiegazione qui fornita delle tendenze, che portarono alla stesura del libro, risulta assai pi articolata. Lukcs rilegge il proprio periodo evolutivo come caratterizzato da un dualismo di tendenze, la cui contrapposizione si fa via via sempre pi forte, fino a determinarne il superamento. Lukcs fa iniziare il periodo di sviluppo, culminante in Geschichte und Klassenbewutsein, agli anni della Prima Guerra Mondiale: in questo periodo convivevano in lui sia un forte idealismo etico, derivante dallo studio della filosofia hegeliana, sia, per quanto riguarda l'impegno politico, l'influsso del sindacalismo rivoluzionario di Sorel. Il dualismo di queste opposte tendenze si sviluppato negli anni successivi, soprattutto nel corso dell'attivit pratica durante la rivoluzione ungherese, prima, e, successivamente, nel Partito Comunista ungherese, e con lo studio dell'opera di Lenin: Lukcs riferisce di aver i questo modo elaborato una linea politico-teorica, che egli definisce "utopismo messianico", la quale entrata spesso in contrasto con le decisioni realistiche, che l'attivit pratica gli imponeva. Geschichte und Klassenbewutsein sorta da un periodo di crisi interiore e di transizione, durante il quale Lukcs tentava di mettere ordine tra gli orientamenti opposti della sua concezione teorico-pratica.

Ora, quando nel 1933 giunsi nell'Unione Sovietica e si aperse qui la prospettiva di un'attivit fruttuosa [...] era per me una necessit tattica prendere pubblicamente distanza da Storia e coscienza di classe[...]. Si trattava ancora una volta di un biglietto di ingresso ad una ulteriore lotta partigiana; la differenza rispetto alla precedente autocritica delle tesi di Blum consiste "soltanto" nel fatto che allora io consideravo, e fancamente considero ancora oggi, Storia e coscienza di classe come un'opera intrinsecamente mancata. E considero tuttora altrettanto giusto il fatto che io anche pi tardi, quando delle deficienze di questo libro si fecero delle parole di moda, mi difesi contro un'identificazione con le mie intenzioni effettive. Ivi, pp. 40-41. Trad. it., pp. XLII-XLIII.

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So ist "Geschichte und Klassenbewutsein" literarisch gesehen der zusammenfassende Abschlu meiner Entwicklungsperiode seit den letzen Kriegsjahren. Freilich ein Anschlu, der bereits, wenigstens teilweise, Tendenzen eines bergangsstadium zu grerer Klarheit in sich enthielt, wenn diese Tendenzen auch nicht zur wirklichen Entfaltung kommen konnten220.

Impostando in questo modo l'analisi della sua opera, egli riesce ad affiancare alla critica dei suoi errori anche un loro giustificazione: essi sono sicuramente il frutto di un errata impostazione teorica e pratica, la sua concezione astrattamente idealistica e il suo utopismo messianico, ma vengono presentati come, in certa misura inevitabili o giustificabili alla luce non solo della sua posizione di classe e della sua formazione, ma soprattutto della condizione storicopolitica e culturale.
Schon die Tatsache, da alles hier aufgezhlte Fehlerhafte seine Quellen nicht so sehr in der Partikularitt des Verfassers, als in groen, wenn auch oft sachlich falschen Tendenzen der Periode hatte, verleiht dem Buch einen gewissen Reprsentativen Charakter221.

Nonostante i palesi errori, Geschichte und Klassenbewutsein, quindi, rimane un libro interessante, in quanto testimonianza dell'espressione teoretica di un periodo di crisi mondiale222.
Perci Storia e coscienza di classe rapprensenta, dal punto di vista letterario, la conclusione e la sintesi del mio periodo di sviluppo a partire dagli ultimi anni della guerra. Una conclusione, certamente, che conteneva gi in s, almeno in parte, tendenze di uno stadio di transizione verso una maggiore chiarezza, anche se tali tendenze non riuscirono a dispiegarsi in modo effettivo. Ivi, p. 18. Trad. it., p. XVI. 221 Lo stesso fatto che tutti gli errori qui enumerati abbiano la loro fonte non tanto nella persona dell'autore, quanto piuttosto nelle grandi tendenze, anche se spesso intrinsecamente false, del periodo, conferisce a questo libro un certo carattere rappresentativo. Ivi, p. 27. Trad. it., p. XXVII. 222 Ein gewaltiger, welthistorischer bergang rang damals um seinen theoretischen Ausdruck. Wenn eine Theorie zwar nicht das objektive Wesen der groe Krise, sondern blo eine typische Stellungnahme zu ihren Grundproblemen zum Ausdruck brachte, so konnte sie geschichtlich eine gewisse Bedeutung erlangen. Das war, so glaube ich heute, der Fall mit "Geschichte und Klassenbewutsein". Ivi, pp. 27-28. (A quel tempo tentava di giungere alla propria espressione teorica un momento poderoso, storico-universale, di transizione. E quando una teoria porta ad espressione, se non appunto l'essenza oggettiva di una crisi, almeno una tipica presa di posizione rispetto ai suoi problemi di fondo, essa pu storicamente acquisire un certo significato. Trad. it., p. XXVII). Al termine della parte del Vorwort, dedicata a Geschichte und Klassenbewutsein, Lukcs tiene anche a precisare che egli non ritiene le idee espresse nel suo libro nel complesso totalmente erronee. Molte di esse sono, al contrario non solamente giuste, ma anche ancora attuali per il marxismo. Egli afferma di condividere ancora quanto affermato a proposito dell'ortodossia marxista. Anche l'aver incluso le opere giovanili di Marx nel quadro complessivo della sua visione del mondo, mentre venivano generalmente considerate meri documenti della sua evoluzione personale, un'impostazione, che sarebbe stata riconosciuta pi tardi come corretta. Ed ancora la sua opera ricca di passi, che presentano le categorie dialettiche nel loro movimento e nella loro oggettivit (Objektivitt) reale ed ontologica, nell'ottica di un'ontologia dell'essere (Sein) sociale autenticamente marxista, come, per esempio, quelli relativvi alla categoria della mediazione ed alla connessione tra genesi e storia.
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Lukcs passa, quindi, ad analizzare gli errori del suo libro: essi sono in parte quelli, contro cui era stata rivolta l'accusa dell'Internazionale Comunista e contro cui avevano argomentato le recensione critiche dei marxisti "ortodossi", alle quali, talvolta, egli sembra rispondere; ma la sua critica si rivolge anche ad altri aspetti, che non erano stati colti dai suoi critici. L'autocritica di Lukcs, inoltre, anche quando rivolta agli elementi gi criticati, utilizza il pi delle volte argomentazioni differenti. Lukcs ammette che, pur in maniera discorde da quelle che erano le sue intenzioni al momento della stesura, Geschichte und Klassenbewutsein rappresenta una tendenza oggettiva del marxismo di quegli anni diretta contro i fondamenti ontologici del marxismo stesso: la tendenza ad interpretare il marxismo esclusivamente come teoria della societ ed a trascurare o respingere la sua posizione rispetto alla natura. Lukcs ritiene che sostenere, come egli aveva erroneamente fatto nel suo libro, che la natura una categoria sociale e che soltanto la conoscenza della societ filosoficamente rilevante, da un lato impedisce la concezione materialistica della natura, impedendo una separazione radicale tra concezione del mondo borghese e socialista, dall'altro comporta una solo apparente superiorit delle categorie sociali, ripercuotendosi, in realt, negativamente sulle loro autentiche funzioni conoscitive. , infatti, la fondamentale categoria del lavoro a non venire, secondo questa impostazione, rettamente intesa, impedendo un'adeguata elaborazione del concetto marxista di prassi; in Geschichte und Klassenbewutsein, vengono cos introdotte confusioni decisive intorno al concetto di economia, il cui ambito viene considerevolmente ridotto. Da ci, continua Lukcs, consegue la dissoluzione della possibilit di trarre le conseguenze rivoluzionarie della teoria marxista, privata della sua fondazione economica, poich non viene compresa l'interazione tra il concetto autenticamente marxista di lavoro e l'evoluzione degli uomini che lavorano: lo sfruttamento capitalistico perde il suo aspetto oggettivamente rivoluzionario e la rappresentazione (Darstellung) delle contraddizioni del capitalismo, cos come quella del rivoluzionamento (Revolutionierung) del proletariato, ricevono un accento prevalentemente soggettivistico. Secondo Lukcs, la conseguenza pi grave di questa impostazione eccessivamente sociologica la deformazione del concetto di prassi. Sua intenzione era di tentare di liberare i concetti marxiani dal carattere contemplativo del pensiero borghese, in modo da renderli adatti alle esigenze rivoluzionarie del momento, ma l'utopismo messianico del comunismo di sinistra, cui aderiva in quegli anni, lo hanno portato ad elaborare un concetto di prassi non corrispondente alla teoria marxiana. Lukcs afferma di aver rivolto la propria polemica alle correnti borghesi ed opportunistiche del movimento operaio, che esaltavano una conoscenza solo apparentemente oggettiva (objektiv), ma in realt slegata dalla prassi, rivolgendosi contro la sopravvalutazione della contemplazione. Ma, mancando del fondamento nella prassi reale, del corretto concetto di lavoro, egli ricaduto necessariamente nel medesimo tipo di contemplazione idealistica, contro cui si rivolgeva.

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La coscienza di classe attribuita di diritto (zugerechnetes Klassenbewutsein) Lukcs non dedica molto spazio alla teoria della coscienza di classe, che aveva esposta in Geschichte und Klassenbewutsein: pur svolgendo un ruolo centrale nell'opera, la critica di questo concetto viene svolta in maniera non molto approfondita e abbastanza veloce. Egli attribuisce alla sua concezione idealistica della prassi il principale problema, gi pi volte menzionato, della sua definizione di coscienza di classe del proletariato come coscienza attribuita di diritto:
So wollte ich das richtige und echte Klassenbewutsein des Proletariats von jeder empiristischen Meinungsforschung (der Ausdruck war damals freilich noch nicht in Verkehr) abgrenzen, ihm eine unbestreitbare praktische Objektivitt verleihen. Ich konnte aber doch nur zur Formulierung eines zugerechnetes Klassenbewutsein gelangen223.

Lukcs afferma di aver preso a modello ci che Lenin aveva indicato in Che fare? a proposito della coscienza di classe socialista, che, a differenza di quella trade-unionistica, non sorge spontaneamente, ma viene introdotta dall'esterno della lotta economica tra operai ed imprenditori. La concezione di Lenin era il frutto di un'analisi autenticamente marxista, mentre Lukcs vede nella propria il risultato di un atteggiamento puramente spirituale (geistig) e contemplativo.
Das Umschlagen des zugerechneten Bewutseins in revolutionre Praxis erscheint hier objektiv betrachtet - als das reine Wunder224.

Alla sua scorretta comprensione del concetto di prassi, Lukcs collega anche la negazione del carattere di rispecchiamento della conoscenza. Egli ritiene che anche questa sua presa di posizione in Geschichte und Klassenbewutsein non fosse del tutto ingiustificata, traendo essa origine dalla sua profonda avversione per il fatalismo, operante all'interno del materialismo meccanicistico, in voga in quegli anni all'interno dell'"ortodossia" marxista. Questa reazione, dovuta al giovanile atteggiamento utopistico dell'autore, stata, per, eccessiva. L'errore stato di non riconoscere che ogni posizione teleologica, per poter aver successo, deve essere preceduta da un'immagine riflessa della realt: persino il lavoro pi primitivo presuppone un corretto rispecchiamento della realt. Senza il
Cos intesi distinguere da qualsiasi "sondaggio d'opinione" empiristico (naturalmente tale espressione non era allora in uso) la giusta ed autentica coscienza di classe del proletariato, conferendo ad essa un'incontestabile oggettivit pratica. Tuttavia, mi fu possibile arrivare solo alla formulazione di una coscienza ddi classe "attribuita di diritto". Ivi, cit., p. 20. Trad. it., p. XIX. interessante notare che qui Lukcs non si riferisce ad una definizione di coscienza di classe in generale, ma esclusivamente a quella del proletariato. La definizione di coscienza di classe, data in Geschichte und Klassenbewutsein, non prevedeva questa restrizione, ma si presentava come definizione dell'autentica coscienza di classe. Ad una lettura pi attenta, come quella data ad esempio da Rudas nella sua recensione, appariva chiaro che autentica coscienza di classe finiva per essere esclusivamente la coscienza del proletariato. Lukcs non chiarisce questo punto. 224 La conversione della coscienza di classe "attribuita di diritto" in praxis rivoluzionaria appare qui - considerata oggettivamente - come un puro e semplice miracolo. Ivi, p. 21. Trad. it., p. XIX. Corsivo mio.
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riconoscimento di questo stretto legame tra conoscenza e prassi, la prassi stessa perde il suo fondamentale ruolo di principio guida della teoria. La polemica contro Engels Alla sua concezione astrattamente idealistica della prassi, Lukcs attribuisce anche la ragione della polemica contro Engels, condotta in Geschichte und Klassenbewutsein, a proposito della valutazione dell'esperimento scientifico e dell'industria quali esempi tipici, in cui la prassi diventa criterio della teoria. Tuttavia, egli sembra voler, se non difendere, almeno trovare una giustificazione a questa sua polemica: essa nasce s da una impostazione teorica errata, ma wieder nicht ganz unberechtigen225. La tesi engelsiana , a suo avviso, incompleta. Nel corso del suo sviluppo, il terreno della prassi si fa sempre pi ampio, complesso e mediato che nel semplice lavoro. La produzione di un oggetto (Gegenstand) pu diventare la base per la realizzazione immediatamente corretta di una teoria e valere come suo criterio di correttezza, ma non viene in questo modo assolto il compito, che Engels le assegna, quello, cio, di porre fine alla kantiana "cosa in s" inafferrabile. Pu, infatti, accadere che il lavoro rimanga fermo alla mera manipolazione, trascurando, spontaneamente o consapevolmente, il problema dell'"in s (Ansich)", come, difatti, accade in ogni caso in cui un'azione risulta praticamente corretta, pur fondandosi su una teoria falsa, che non afferra l'"in s" nel senso engelsiano. La stessa teoria kantiana non nega l'oggettivit (Objektivitt) ed il valore conoscitivo dell'esperimento scientifico, solo che esso rimane relegato all'ambito dei fenomeni, mentre la "cosa in s" rimane inconoscibile. Per svolgere il compito che Engels giustamente le attribuisce, per giungere ad una conoscenza completa dell'oggetto (Gegenstand) e porre cos fine alla questione dell'inafferrabilit della "cosa in s", la prassi deve, quindi, secondo Lukcs, ampliarsi ed elevarsi al di sopra dell'immediatezza della produzione dell'oggetto. Lukcs giudica, quindi, le sue perplessit riguardo la tesi engelsiana del tutto giustificate; tuttavia, la sua argomentazione contro di essa non era corretta, sia a proposito dell'esperimento scientifico, sia dell'industria. Egli ritiene fosse scorretto affermare che l'esperimento scientifico presuppone un atteggiamento per eccellenza contemplativo, poich si svolge in un ambiente artificiale, reso puro da ogni perturbazione: infatti, spiega Lukcs, la produzione di un ambiente, in cui possano essere indagate le forze naturali, senza essere disturbate dai momenti frenanti del mondo oggettivo (Objektwelt) e dagli errori di osservazione del soggetto eine teleologische Setzung226, al pari del lavoro stesso, e, pertanto a tutti gli effetti prassi. Altrettanto scorretto fu negare la possibilit di una reale prassi all'interno dell'industria, in quanto semplicemente oggetto (Objekt) e non soggetto delle leggi sociali. Ci pu essere parzialmente giusto solo per quanto riguarda la produzione capitalistica, ma non contraddice il fatto che ogni atto di

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ancora una volta non del tutto ingiustificata. Ivi, p. 21. Trad. it., p. XIX. una posizione teleologica. Ivi, p. 22. Trad. it., p. XX. Corsivo mio.

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produzione capitalistica sia die Synthese teleologischer Arbeitsakte227, sia, proprio per questo, esso stesso atto teleologico, quindi pratico. L'"eccesso hegeliano" Lukcs attribuisce gli errori di impostazione filosofica, presenti in Geschichte und Klassenbewutsein, all'influsso hegeliano, derivato dalla sua formazione, non ancora elaborato in senso materialistico. Uno dei luoghi, in cui riscontrabile il mancato superamento del punto di vista idealistico, , secondo Lukcs, la fondamentale questione del ruolo metodologico della categoria della totalit. Egli ammette che fu un grande merito del suo libro l'aver ridato alla categoria della totalit il ruolo centrale, che essa ha svolto nelle opere di Marx e che era stato del tutto dimenticato dalle teorie opportunistiche socialdemocratiche. Tuttavia egli trova di essere incorso in una Hegelsche - berspannung228, sostituendo la centralit metodologica della totalit alla priorit della sfera economica. Secondo Lukcs, con questo paradosso metodologico, Geschichte und Klassenbewutsein rappresentava, in quegli anni, il tentativo allora pi radicale di riattualizzare l'aspetto rivoluzionario di Marx attraverso lo sviluppo della dialettica hegeliana; un tentativo, che si opponeva sia al revisionismo marxista, sia alle correnti filosofiche borghesi, che a quel tempo si impegnavano in un rinnovamento di Hegel. Geschichte und Klassenbewutsein era, pur con i suoi importanti errori di impostazione un'opera attuale per l'ideologia del movimento operaio radicale anche perch ridimensionava il ruolo di mediazione tra Hegel e Marx svolto da Feuerbach e ricollegava, anche se non in maniera esplicita, Marx direttamente a Hegel. Lukcs ammette che, della sua interpretazione di Hegel, alcuni punti rappresentavano effettivamente un progresso, mentre altri generavano solamente confusione. Tra questi ultimi Lukcs tiene a soffermarsi sul problema dell'estraniazione (Entfremdung), che, per la prima volta dopo Marx, viene trattato in Geschichte und Klassenbewutsein come questione centrale della critica rivoluzionaria del capitalismo. Il difetto della trattazione di questo tema nel suo libro , secondo Lukcs, il fatto che essa sia condotta con spirito puramente hegeliano. Secondo Lukcs, Geschichte und Klassenbewutsein, segue Hegel nel fatto che l'estraniazione (Entfremdung) viene identificata con l'oggettivit (Gegenstndlichkeit). Inoltre, questa estraniazione, identificata con l'oggettivazione (Vergegenstndlichung), era intesa come categoria sociale; essa avrebbe dovuto essere superata dal socialismo, ma la sua insuperabilit nelle societ classiste e la sua fondazione filosofica, come oggettivazione, la rendevano molto simile all'intendimento heiddegeriano di condizione umana eterna229. Lukcs passa quindi alla correzione del suo intendimento giovanile del concetto di estraniazione. L'oggettivazione (Vergegenstndlichung) un modo insuperabile di estrinsecazione della vita sociale: ogni oggettivazione (Objektivierung) nella prassi, quindi innanzitutto il lavoro, ma anche ogni altra
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la sintesi di atti lavorativi teleologici. Ivi, p. 22. Trad., it., p. XX. Corsivo mio. eccesso (hegeliano) . Ivi, p. 22. Trad. it., p. XXI. 229 Ivi, p. 26.

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forma di espressione umana, oggettivazione (Vergegenstndlichung). Essa una forma universalmente umana dei rapporti degli uomini tra loro e di per s priva di una determinazione di valore: il vero (Richtige) ed il falso sono parimenti un'oggettivazione (Vergegenstndlichung). Solo quando le forme di oggettivazione nella societ ricevono una funzione tale da contrapporre l'essenza (Wesen) dell'uomo al suo essere (Sein) e la lacerano attraverso l'essere sociale, sorge l'oggettivo (objektiv) rapporto sociale dell'estraniazione e, sua necessaria conseguenza, l'estraniazione interiore con tutti i suoi caratteri soggettivi. La falsit della concezione storico-filosofica fondamentale di Geschichte und Klassenbewutsein deriva dalla mancata comprensione di questa dualit del concetto di oggettivazione e dalla sua identificazione con quello di estraniazione. Lukcs aggiunge per inciso che un altro errore del suo libro stato di usare come equivalente al concetto di estraniazione quello di reificazione, strettamente affine al primo, ma non identico. Un errore imputabile all'eccessivo influsso hegeliano sulla sua impostazione filosofica giovanile , secondo Lukcs, anche l'interpretazione, da lui proposta, del proletariato come soggetto-oggetto (Objekt) identico della storia, che egli indica quale fondamento filosofico del concetto di estraniazione. Lukcs precisa che in Hegel la realizzazione di tale soggetto-oggetto di tipo logicofilosofico, mentre sua intenzione in Geschichte und Klassenbewutsein era di descrivere un processo storico-sociale, culminante nella realizzazione, ad opera della coscienza di classe del proletariato, del soggetto-oggetto identico della storia nel proletariato stesso. Ma, in realt, la sua operazione non riuscita nell'intento: il soggetto-oggetto identico, di cui Lukcs tratta nel suo libro una costruzione altrettanto metafisica. Secondo Lukcs, il suo tentativo di fondare materialisticamente la realizzazione del soggetto-oggetto identico della storia, individuandolo nel proletariato finisce per essere una soluzione pi idealistica di quella proposta dallo stesso Hegel. Quest'ultimo, infatti, ricerca una soluzione filosofica e razionale del problema della realizzazione del soggetto-oggetto identico; la sua costruzione del mondo culmina nella prospettiva di questa realizzazione, ma egli non mostra mai concretamente come essa possa giungere a compimento.
Das Proletariat als identisches Subjekt-Objekt der wirklichen Menschheitsgeschichte ist also keine materialistische Verwirklichung, die die idealistischen Gedankenkonstruktionen berwindet, sondern weit eher ein berhegeln Hegels, eine Konstruktion, die an khner gedanklicher Erhebung ber jede Wirklichkeit objektiv den Meister selbst zu bertreffen beabsichtigt230.

Il proletariato come soggetto-oggetto identico della storia dell'umanit non quidi una realizzazione materialistica che sia in grado di superare le costruzioni intellettuali idealistiche: si tratta piuttosto di un hegelismo pi hegeliano di Hegel, di una costruzione che intende oggettivamente oltrepassare il maestro stesso nell'audacia con cui si eleva cone il pensiero al di sopra di qualsiasi realt. Ivi, p. 25. Trad. it., p. XXIV. Corsivo mio.

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CONCLUSIONI La limitazione della validit della dialettica alla sola sfera sociale, insieme all'accusa rivolta ad Engels di aver impropriamente esteso il suo ambito alla natura, l'elemento di Geschichte und Klassenbewutsein, che sembra aver pi decisamente determinato la "scomunica" del libro da parte dell'Internazionale Comunista231. Come mostra anche la recensione di Lukcs al manuale di Bucharin, il dibattito verte sulla centrale questione di come debba essere intesa la dialettica e che cosa si intenda per materialismo storico232. La versione indicata come
La riflessione sul fenomeno della reificazione svolge un ruolo centrale in Geschichte und Klassenbewutsein, tuttavia, la discussione del concetto di reificazione non trova che uno spazio decisamente modesto nel dibattito intorno opera lukcsiana (a questo proposito si veda il saggio di Boella, Reificazione e rivoluzione: la Lukcs-Debatte dal 1923 al 1933, in Intellettuali e coscienza di classe, cit., p. 39). Nell'inventario delle accuse rivolte dall'"ortodossia", fornito da Luppov in una brevissima recensione del 1924 (I. Luppov, Prawda-Rezension, in "Prawda", 1924. Ora in Geschichte und Klassenbewutsein Heute, cit., p. 63), la teoria della reificazione non viene neppure nominata. Rudas accenna solamente a questo tema, annoverandolo tra gli errori del libro di Lukcs senza aggiungere spiegazioni. Egli afferma che, attraverso il concetto di reificazione, viene deformata la teoria marxiana del "feticismo delle merci" e negata l'esistenza non solo di qualsiasi verit oggettiva (objektiv), ma anche di ogni strumento di indagine, riconducendo la scienza, compresa la matematica e persino lo stesso materialismo storico, a prodotto della reificazione. Nel Vorwort del 1967, Lukcs si sofferma molto velocemente sulla critica del suo intendimento del concetto di estraniazione al tempo della stesura di Geschichte und Klassenbewutsein. L'unico riferimento alla sua riflessione sul fenomeno della reificazione si trova in un inciso, in cui egli annota un altro errore del suo libro: i termini "estraniazione" e "reificazione" vengono usati come sostanzialmente equivalenti, pur non essendo i due concetti identici. Gli unici recensori a riservare spazio al tema della reificazione sono Bloch e Marck. Il primo, come si visto, dimostra grande interesse soprattutto per l'analisi lukcsiana della reificazione del pensiero moderno. Bloch si esprime in termini entusiastici: l'autore di Geschichte und Klassenbewutsein applica, a suo avviso, il punto di vista marxista alla considerazione della filosofia moderna con grande penetrazione e finezza. Marck attribuisce al concetto di reificazione un ruolo centrale nella teoria lukcsiana: la reificazione dell'intera struttura della vita culturale (kulturell) , per Lukcs, il problema fondamentale del presente, che il marxismo chiamato a risolvere. Egli si dimostra, per, anche alquanto critico nei confronti sia dell'analisi lukcsiana del pensiero moderno, soprattutto per quanto riguarda il parallelo tra la struttura del pensiero e quella economica del capitalismo, sia del ruolo attribuito al proletariato, chiamato a risolvere non solo problematica storico-sociale, ma anche quella filosofica, non risolta neppure da Hegel. 232 Lukcs viene criticato per aver limitato l'ambito della dialettica alla societ anche dal socialdemocratico Marck. Riferendo la dialettica al solo essere (Sein) storico-sociale, esso diviene il reale sostrato della dialettica: Lukcs si limita a trasformare solamente l'aspetto spiritualistico della dialettica hegeliana, che viene assunta interamente nel suo contenuto ontologico. Nella versione lukcsiana del materialismo storico, che Marck considera conforme alla posizione dell'Internazionale Comunista, l'elemento metafisico prevale su quello empirico: il marxismo diviene una metafisica materialistico-attivistica, in cui la coscienza di classe del proletariato svolge il ruolo dello "spirito del mondo" hegeliano. Lukcs fa del marxismo una filosofia dogmatica, funzionale all'irrigidimento teorico e
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"ortodossa" dall'Internazionale quella esposta nelle recensioni di Rudas e Deborin, come correzione di quanto sostenuto da Lukcs nel suo libro. Secondo questa concezione piattamente monistica, l'intera realt viene ad identificarsi completamente con la natura, per cui ogni fenomeno, sia esso sociale o economico o di qualsiasi altro genere, sottost a "leggi naturali", analoghe a quelle, che la scienza naturale ha scoperto essere leggi del funzionamento della natura. La dialettica viene interpretata come legge generale del mondo, legge che pu essere tradotta, al pari delle leggi delle scienze naturali, in termini numerici. Secondo i difensori dell'"ortodossia" dell'Internazionale Comunista, Rudas e Deborin, Lukcs, cos come il suo "adepto" Rvai, sostiene una posizione dualistica, secondo la quale societ e natura sono due mondi separati, sottoposti a due sistemi di leggi differenti: per la prima vale la dialettica, per la seconda un sistema di leggi adialettico. Il limitare la validit della dialettica alla societ , per Rudas e Deborin, un'operazione idealistica, poich sottovaluta l'elemento materiale concreto a favore della volont cosciente degli uomini, l'essere (Sein) a favore del pensiero, la prassi a favore della teoria. Anche Bloch sembra criticare Lukcs per l'esclusione della dialettica dall'ambito della natura. Nel pensiero di Lukcs, secondo Bloch, rimane l'"impedimento alla totalit", che egli stesso ha colto come caratteristica del pensiero reificato: egli procede nella sua analisi utilizzando il medesimo concetto di ambiti separati (Sphre), che ha descritto come derivante dalla divisione capitalistica del lavoro. Da questa incapacit di intendere la totalit deriva l'"omogeneizzazione" sociologica della riflessione di Lukcs, il quale si dimostra, in questo modo, non in grado di comprendere la vita in tutte le sue manifestazioni. La critica di Bloch a Lukcs riguarda anche l'esclusione del mondo naturale dalla sua riflessione: la sua indagine non coglie, a suo avviso, l'essenza storico-processuale della natura. Sicuramente, nell'analisi lukcsiana, l'elemento sociologico prevale su quello che Bloch chiama spirituale (geistig); ed ammissibile anche la critica di separare nettamente gli ambiti della vita, mancando, cos, di comprendere la complessit del processo reale della storia. Ma la limitazione, compiuta da Lukcs, della dialettica alla societ non sembra essere dovuta ad una incapacit di concepire la totalit, e, tantomeno, all'assunzione di una posizione dualistica. Essa risulta essere, piuttosto, un'operazione con un preciso intento metodologico, tendente ad una comprensione corretta dei fatti sociali. Con la sua obiezione a proposito dell'incapacit di Lukcs di penetrare l'essenza storico-processuale della natura, Bloch sembra non cogliere il pericolo insito in un altro tipo di omogeneizzazione, non sociologica, come quella operata da Lukcs, ma naturalistica, quella sostenuta dall'"ortodossia" dell'Internazionale. Il pericolo, ben chiaro invece a Lukcs, di un materialismo non pi dialettico, ma meccanicistico, di una concezione deterministica dei processi storico-sociali, in cui la volont cosciente degli uomini viene sostituita da astratte "leggi naturali" del funzionamento della societ.

politico dell'Internazionale Comunista.

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Nella recensione di Teoria del materialismo storico di Bucharin, Lukcs spiega la limitazione, operata in Geschichte und Klassenbewutsein, della dialettica alla realt sociale come derivante dalla impossibilit metodologica di una conoscenza degli oggetti (Gegenstnde) sociali analoga a quella degli oggetti naturali; questa impossibilit metodologica si basa, secondo Lukcs, sulla diversit dell'essenza (Wesen) dell'oggettualit (Gegenstndlichkeit) dei due tipi di fenomeni stessi. Gli oggetti naturali sono suscettibili di una conoscenza "numerabile", mentre per gli oggetti sociali un tale tipo di conoscenza non possibile: non a causa di differenza del grado di sviluppo dei due tipi di scienza, come sostenuto da Bucharin, ma per l'oggettiva (objektiv) differenza, che sussiste tra gli oggetti (Gegenstnde), di cui le due scienze rispettivamente si occupano. La differenza tra una conoscenza "numerabile", traducibile in leggi, ed una conoscenza delle tendenze e delle direzioni di sviluppo non una differenza relativa alla capacit della scienza di indagare i fenomeni, una differenza soggettiva, bens oggettiva: scienza naturale e scienza sociale sono scienze diverse, che impegnandosi nella conoscenza di oggetti distinti, utilizzando metodi di indagine propri, che portano a due tipi di conoscenza diversi233. Nella recensione del libro di Bucharin, Lukcs non spiega in cosa consiste la differenza di oggettualit degli oggetti sociali rispetto a quelli naturali. Un chiarimento a proposito viene fornito da Rvai nella sua recensione, che in parte difesa dagli attacchi dei marxisti "ortodossi" dell'Internazionale Comunista. Egli l'unico recensore di Lukcs a mettere in rilievo il carattere metodologico della separazione tra ambito sociale e naturale. Rvai riprende ed elabora quanto affermato da Lukcs nella nota di Geschichte und Klassenbewutsein, in cui critica la concezione engelsiana della dialettica. Lukcs, spiega Rvai, esclude che nella natura sia possibile la realizzazione del soggetto-oggetto (Objekt) identico, determinazione fondamentale della dialettica: la conoscenza di un oggetto (Gegenstand) naturale non pu significare contemporaneamente autoconoscenza dell'oggetto stesso. Per questo motivo Lukcs stabilisce, a suo avviso, una separazione metodologica dei due ambiti, natura e societ, limitando la validit della dialettica alla storia dell'uomo. Egli riesce, in questo modo, non solo a sottrarsi ad una visione antistorica delle scienze naturali, ma, soprattutto, ad evitare di porsi antidialetticamente nei confronti della storia, errori entrambi commessi a causa dell'operazione, che Rvai chiama di "naturalizzazione della dialettica", compiuta da Engels e Plechanov e sostenuta come "ortodossa" dall'Internazionale. Attraverso questa operazione, infatti, alla dialettica viene attribuito un ruolo puramente esterno: essa diviene una metafisica naturalistica e cessa di essere rivoluzionaria. La restrizione della validit della dialettica alla sola societ, compiuta da Lukcs, pi che essere dovuta ad una concezione dualistica della realt o all'incapacit di comprendere la realt stessa come totalit, sembra avere il senso
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A Teoria del materialismo storico di Bucharin dedica una attenta ed assai critica riflessione anche Antonio Gramsci. [Gramsci, Osservazioni e note critiche su un tentativo di Saggio popolare di sociologia, in Quaderni dal carcere, a c. di V. Gerratana, Torino, 1975 (2 edizione), vol. II, pp. 1396-1450].

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di preservare la riflessione sullo sviluppo storico-sociale da ogni impostazione deterministica e di rivendicare l'autonomia di campo di indagine e di metodo della scienza sociale, i cui risultati, pur non prendendo la forma di legge matematica, come accade per le scienze naturali, sono parimenti provvisti di valore scientifico. interessante notare come nel Vorwort del 1967, Lukcs non faccia cenno al dibattito intorno alla dialettica. Egli attribuisce l'impostazione prevalentemente sociologica di Geschichte und Klassenbewutsein all'erronea tendenza di quegli anni di considerare il marxismo essenzialmente una teoria della societ: seguendo questa tendenza, egli afferma di aver trascurato la concezione del marxismo stesso riguardo la natura. Questa scorretta impostazione ha determinato quello che egli considera l'errore fondamentale del suo libro: l'inadeguata elaborazione del concetto di prassi e la perdita di centralit delle categorie economiche. Egli sembra accettare e condividere le critiche, che gli erano state mosse dai marxisti "ortodossi": trascurando la riflessione autenticamente marxista sulla natura, egli spiega, ha falsamente inteso il concetto di prassi e ha privato la teoria marxista della rivoluzione della sua base economica, che riceve, in questo modo, un accento prevalentemente soggettivistico. La differenza tra la concezione della dialettica di Rudas e Deborin e quella proposta da Lukcs estremamente evidente nella questione dell'identit di soggetto ed oggetto (Objekt) nella storia. Deborin contrappone al concetto di identit di soggetto ed oggetto, proposto da Luks come la determinazione essenziale della dialettica, la "teoria del rispecchiamento", secondo la quale pensiero ed essere non sono identici, ma reciprocamente diversi: il primo deriva dal secondo come un'immagine riflessa, che, per quanto possa essere conforme, non pu mai essere identica alla realt. Deborin interpreta l'identit di soggetto ed oggetto in senso puramente gnoseologico. Effettivamente, in Geschichte und Klassenbewutsein, Lukcs fa riferimento alla conoscenza storica, quale momento in cui possibile per l'uomo, soggetto conoscente, riconoscersi anche come oggetto (Objekt) della storia; ma la storia, stando a quanto sostenuto da Lukcs nella sua opera del 1923, il luogo dell'identit di soggetto ed oggetto, soprattutto, perch in essa l'uomo, soggetto agente, pu riconoscersi come base oggettuale (gegenstndlich) del divenire storico. Questo riconoscersi soggetto-oggetto identico della storia, dal punto di vista gnoseologico e pratico, la base non solo di una corretta conoscenza della storia passata e delle tendenze di sviluppo di quella futura, ma soprattutto la base dell'azione storicamente significativa, in grado di incidere in maniera determinante sul corso della storia. La coscienza di classe del proletariato , per Lukcs, il realizzarsi dell'identit di soggetto ed oggetto della storia ed inscindibilmente legata alla prospettiva rivoluzionaria. L'identit di soggetto ed oggetto significa, per Lukcs, il realizzarsi della conoscenza di un oggetto (Gegenstand), che contemporaneamente trasformazione reale e concreta dell'oggetto stesso; essa la determinazione fondamentale della dialettica, in quanto base dell'identit di teoria e prassi. Nella concezione, sostenuta come "ortodossa" dall'Internazionale e chiaramente esposta da Deborin nella sua recensione, la conoscenza di un oggetto semplicemente il riflesso dell'oggetto reale. In tal modo viene reciso il nesso

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dialettico tra teoria e prassi: una conoscenza, che riflesso della realt, non pu incidere su di essa. Giustamente, quindi, Lukcs e Rvai criticano questa concezione della dialettica, che trasforma la dialettica stessa in una metafisica, in un principio di funzionamento e conoscenza, che rimane, per, esterno alla realt. Nel Vorwort del 1967, Lukcs ritratta il suo rifiuto della teoria del rispecchiamento della conoscenza; esso viene attribuito alla sua concezione della prassi non completamente elaborata in senso materialistico. In maniera meno convincente, rispetto a quanto sostenuto in Geschichte und Klassenbewutsein, egli corregge la sua precedente concezione, affermando che ogni posizione teleologica, ogni prassi, anche il lavoro pi semplice, presuppone una conoscenza, che sia ritenuta rispecchiamento corretto della realt. Connessa alla questione del campo di validit della dialettica l'accusa di agnosticismo, rivolta a Lukcs da Rudas e Deborin. Lukcs viene definito agnostico non solo a proposito della restrizione dell'ambito della dialettica alla societ, ma anche per quanto riguarda altre affermazioni fatte in Geschichte und Klassenbewutsein: la polemica contro Engels sull'esperimento scientifico, che, in quanto prassi, porrebbe fine alla kantiana "cosa in s"; il concetto di reificazione, che negherebbe la possibilit di ogni verit oggettiva (objektiv); la definizione della coscienza di classe, che utilizzando la teoria weberiana dell'imputazione, disconoscerebbe il concetto di causalit. Per agnosticismo Rudas e Deborin intendono la negazione della possibilit di una regressione causale esaustiva, che essi considerano conoscenza completa di un oggetto (Gegenstand). Come ha giustamente notato Lukcs, nella sua critica alla concezione del materialismo storico di Bucharin, l'"ortodossia" dell'Internazionale, difesa da Rudas e Deborin, concepisce la dialettica come legge generale del funzionamento del mondo, sia sociale che naturale. Il materialismo storico diviene, cos, una scienza, che, prendendo a modello le scienze naturali, deve fornire leggi generali valide tanto per la natura, quanto per la societ. Queste leggi, che devono prendere forma matematica, sono al contempo spiegazione dei fenomeni passati ed in atto e strumento di previsione di quelli futuri. Ogni teoria, che non preveda la conoscenza completa di un oggetto, che non indichi chiaramente, cio, la univoca catena causale, che lo ha prodotto e che lo porter ad un ulteriore stadio di sviluppo, viene considerata non scientifica ed agnostica. In questo modo, Rudas e Deborin possono rivolgere la medesima accusa di agnosticismo a Kant, Weber e Lukcs, senza porre distinzioni. Anche Bloch rileva l'elemento agnostico nella teoria lukcsiana. L'agnosticismo, cui si riferisce Bloch, , per, da intendersi a partire da un punto di vista opposto a quello di Rudas e Deborin. Non la negazione della possibilit di una conoscenza esaustiva dei fenomeni, intesa come conoscenza delle leggi naturali del loro sviluppo, ma atteggiamento agnostico nei confronti della trascendenza, della quale, secondo Bloch, Lukcs si occupa solo laddove essa mostrata concretamente dalla mediazione dialettica concreta. Bloch, lungi dal criticare l'agnosticismo lukcsiano, parla con entusiasmo di agnosticismo responsabile nei confronti della trascendenza e del mistero. L'autocritica della definizione di coscienza di classe, svolta nel Vorwort del 1967, alquanto veloce e risulta decisamente superficiale, soprattutto se

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paragonata all'importanza che questo concetto svolge in Geschichte und Klassenbewutein e nelle recensioni, a quest'ultimo dedicate. Lukcs non analizza la sua teoria della coscienza di classe, n risponde alle critiche, che ad essa erano state rivolte: egli si limita a rifiutare la sua definizione di coscienza di classe come coscienza attribuita di diritto (zugerechnetes Klassenbewutsein) ed a rilevare il problema della conversione di questo tipo di coscienza in prassi, senza, per, proporre una soluzione della questione. Le analisi compiute dai recensori di Geschichte und Klassenbewutsein, anche quelle pi semplicistiche ed ideologicamente orientate di Rudas e Deborin, radicalizzando alcuni degli elementi presenti nella teoria lukcsiana della coscienza di classe, risultano estremamente utili nella comprensione della riflessione di Lukcs: ne mettono in luce le aporie e chiariscono alcuni dei lati oscuri, proponendo soluzioni per i problemi posti da Lukcs e definizioni alternative. Rudas rileva lo stretto legame della teoria della coscienza di classe di Lukcs con la teoria dell'"imputazione (Zurechnung) causale" di Max Weber. Chiaramente non risulta accettabile l'obiezione, mossa da Rudas, a Weber e, di conseguenza, a Lukcs, di volere, per mezzo della teoria dell'imputazione, eliminare dalla scienza sociale il concetto di causalit. Come si visto, il concetto di causalit sostenuto da Rudas legato a quello di legge naturale: una legge del funzionamento della realt, che indica con precisione la catena causale, che ha prodotto un determinato oggetto (Gegenstand). Il rapporto causale inteso in maniera univoca: non possono sorgere dubbi su quale sia la causa e quale l'effetto. L'esaustiva regressione causale considerata la conoscenza completa dell'oggetto; pertanto, una teoria, come quella di Weber, che non ammetta la possibilit di tale regressione causale, risulta agnostica. Rudas coglie, per, il fatto che, nella sua riflessione sulla coscienza di classe, Lukcs utilizza il metodo weberiano dell'imputazione (Zurechnung) causale e che da questa teoria weberiana deriva la definizione di coscienza di classe attribuita di diritto (zugerechnetes Bewutsein). Rudas mette anche efficacemente in rilievo il problema che nasce da questa definizione di coscienza di classe e, precisamente, dalla distinzione tra coscienza di classe attribuita, determinante per lo sviluppo storico, e coscienza psicologica degli individui, non determinante per il corso della storia. Come si visto, dalla definizione di Lukcs non risulta chiaro in che modo una coscienza attribuita, e, quindi, come giustamente notato da Rudas, non reale, possa determinare l'agire storicamente significativo di una classe, mentre rimane estranea alla coscienza psicologica degli individui. Non pu essere respinta l'accusa, che Rudas rivolge a Lukcs di aver costruito, con la sua definizione di coscienza di classe, una coscienza ipostatizzata, una nuova mitologia concettuale, pari a quelle, che egli aveva criticato come caratteristica del pensiero reificato borghese. Rvai, nella sua recensione, che pu essere considerata una difesa della posizione lukcsiana contro le accuse dell'Internazionale, non nega, infatti, questa mitologia concettuale, ma la spiega come inevitabile e necessaria, non solo nel pensiero di Lukcs, ma anche in quello di Marx. Il proletariato, che, con la realizzazione della sua coscienza di classe, si

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comprende come soggetto-oggetto (Objekt) identico dell'epoca capitalistica, ha bisogno di proiettare nel passato un soggetto-oggetto identico della storia globale, un uomo esistente (seiender Mensch), la cui realizzazione il fine della storia, che il proletariato stesso chiamato a realizzare. Quest'uomo esistente una mitologia concettuale inevitabile e necessaria per l'azione rivolta al futuro del proletariato. Il senso della situazione storica e del passato diviene comprensibile solo ponendo la realizzazione di questo uomo esistente ad opera del proletariato come fine della storia. Il legame tra la teoria della coscienza di classe di Lukcs con la sociologia di Max Weber viene messo in rilievo anche da Marck in entrambe le recensioni, che egli dedica a Geschichte und Klassenbewutsein. Egli, infatti, mette in relazione la definizione lukcsiana di coscienza di classe non solo con la filosofia hegeliana, ma anche con le teorie weberiane dell'imputazione e dei "tipi ideali". Secondo Marck, Lukcs distingue la coscienza psicologica dalla coscienza di classe, poich quest'ultima viene concepita, appunto, come "tipo ideale", al quale possono essere attribuite (zurechnen) solo determinate azioni e reazioni della classe. Mentre le critiche di Rudas e di Marck mettono in rilievo gli elementi della teoria della coscienza di classe di Lukcs derivati da Max Weber, la lettura di Bloch ne radicalizza gli aspetti hegeliani. Secondo la sua interpretazione, la coscienza di classe risulta collegata allo spirito (Geist) dalla problematica organizzativa, la quale forma di mediazione tra la teoria e la prassi: nel momento organizzativo, egli spiega, lo spirito si riferisce alla coscienza di classe proletaria ed eleva al livello del pensiero, ci che nell'istinto rivoluzionario era rimasto incosciente. lo spirito che, per Bloch, si fa guida di ci che non ancora cosciente e diviene espressione del proletariato, che lotta per la propria coscienza di classe. In questo senso Bloch interpreta la coincidenza di teoria e prassi, che ha luogo nella realizzazione della coscienza di classe: la presa di coscienza non significa, cos, solamente conoscenza concreta del divenire storico, ma contemporaneamente autocomprensione e, soprattutto, appropriazione della realt, che diviene, in questo modo, suscettibile di trasformazione cosciente. Secondo Bloch, Lukcs affronta, con la sua teoria della coscienza di classe il problema dell'oscurit del momento vissuto: la sua teoria rappresenta lo sforzo nella direzione della comprensione del momento attuale (das Jetzt), comprensione, che viene raggiunta con la realizzazione della coscienza di classe proletaria. Dalla comprensione del presente nasce, secondo Bloch, la possibilit della nascita del nuovo. Mentre l'interpretazione di Bloch pone in risalto il riferimento al futuro della teoria lukcsiana, quella di Rvai si concentra sul carattere di successivit rispetto all'accadere del processo storico della coscienza teorizzata da Lukcs. Il passato acquista il proprio senso come "regno della necessit" soltanto dalla considerazione del presente come "regno della libert": la conoscenza del passato diviene possibile solo sulla base del suo essere concluso. Il marxismo viene, cos, definito da Rvai come la coscienza successiva di un'epoca necessariamente pensata come conclusa.

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Bloch e Rvai, a differenza di Rudas e Deborin, leggono l'identit di soggetto ed oggetto (Objekt) della storia, che, per Lukcs, si realizza nella coscienza di classe del proletariato, non in senso esclusivamente gnoseologico, ma, conformemente all'intendimento lukcsiano, come conoscenza, che contemporaneamente trasformazione concreta della realt. Tuttavia le loro interpretazioni della teoria lukcsiana della coscienza di classe non prendono in considerazione il problema, pi inerente alla concreta azione rivoluzionaria, della conversione in prassi della coscienza di classe attribuita di diritto. Nel Vorwort del 1967, Lukcs ammette di non aver considerato il fatto che la conversione in prassi di una coscienza di classe attribuita di diritto (zugerechnet) risulta un puro e semplice miracolo. L'elemento della definizione di coscienza di classe di Lukcs, che maggiormente rende difficoltoso il concepire la conversione in prassi, la sua estraneit, che anzi pu talvolta divenire contrapposizione, alla coscienza psicologica degli individui. Secondo Bloch, questa distinzione corretta, poich all'opinione individuale, cos come al pensiero reificato borghese, sfugge la comprensione del presente nel suo fluire reale, come divenire, come mediazione profonda tra passato e futuro. La coscienza psicologica non , quindi, in grado di riconoscere nel presente le tendenze, da cui avr origine il futuro, ma rimane impigliata a livello della mera immediatezza, in una concezione del presente come spazio tra un passato ed un futuro rigidamente contrapposti. Rudas spiega la distinzione posta da Lukcs tra coscienza di classe attribuita e coscienza psicologica degli individui in maniera strumentale all'accusa di idealismo rivolta a Lukcs. Egli, infatti, fa ancora una volta riferimento alla limitazione dell'ambito della dialettica alla realt sociale. La distinzione tra i due tipi di coscienza , per Rudas, la necessaria conseguenza della contrapposizione idealistica, che egli pone tra mondo naturale e mondo sociale, dalla quale deriva la contrapposizione tra uomo reale, fornito di coscienza psicologica, che agisce nella vita quotidiana, e uomo storico, fornito di coscienza di classe attribuita (zugerechnet), che agisce in maniera storicamente significativa. Nonostante la faziosit dell'argomentazione di Rudas, le sue obiezioni alla teoria di Lukcs sono, come si visto, difficilmente rifiutabili: la distinzione tra coscienza attribuita e coscienza psicologica rende incomprensibile non solo l'azione decisiva della coscienza di classe sul corso della storia, ma l'origine della coscienza di classe stessa. Inoltre, definendo la coscienza attribuita come coscienza piena della situazione storica di classe ed essendo un tale tipo di coscienza possibile solo per il proletariato, Lukcs tende, pi o meno implicitamente, a negare la coscienza di classe di tutte le altre classi e non spiega come il loro agire nella storia passata sia potuto essere determinante. Marck l'unico dei recensori di Geschichte und Klassenbewutsein a collegare la definizione della coscienza di classe attribuita di diritto alla teoria leniniana dell'avanguardia di partito. La sua critica alla teoria di Lukcs, pur mostrandosi chiaramente come critica dell'organizzazione politica e culturale dell'Internazionale Comunista, coglie e propone una soluzione per un altro problema insito nella definizione di coscienza di classe attribuita (zugerechnetes Klassenbewutsein): chi abbia il diritto e la capacit di imputare (zurechnen) alla

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coscienza di classe gli elementi adeguati alla situazione della classe stessa, dal momento che la coscienza psicologica dei singoli appartenenti alla classe non in grado di coglierli. La teoria dell'avanguardia di partito risolve questa questione, fornendo il soggetto dell'imputazione. Questa spiegazione concorda anche con quanto affermato da Lukcs nel Vorwort del 1967 a proposito della sua intenzione, nel formulare la sua definizione di coscienza di classe, di voler distinguere questo tipo di coscienza sia dal "sondaggio d'opinione", sia dalla coscienza spontanea tradeunionistica, seguendo quanto indicato da Lenin. La teoria dell'imputazione di Weber pu, in quest'ottica, rappresentare la giustificazione teorica della concezione lenininana di coscienza di classe, che non sorge spontaneamente, ma che viene introdotta dall'esterno della lotta economica tra operai ed imprenditori, appunto dall'avanguardia di partito. Il dibattito intorno a Geschichte und Klassenbewutsein , come si visto, fortemente condizionato dalle vicende politiche e culturali dell'Internazionale Comunista, cos come condizionata dalle medesime vicende risulta essere l'autocritica compiuta da Lukcs all'inizio degli anni trenta. Tuttavia, l'autocritica di Lukcs non sembra rispondere solamente alla questione di opportunit politica: da quanto afferma nel Vorwort del 1967, egli ha effettivamente rivisto alcune delle posizioni sostenute nel suo libro del 1923, dove era effettivamente incorso in difficolt, che vanno al di l del problema relativo all'"ortodossia" marxista. Ma dallo stesso Vorwort risulta chiaramente come egli rinneghi la sua battaglia contro la versione naturalistico-legalistica del materialismo dialettico, indicata come "ortodossa" dall'Internazionale ed forte l'impressione che, dopo un breve periodo di resistenza, egli abbia, almeno in parte, ceduto il campo al dogmatismo. Il problema pare essere la presenza del "germe" del medesimo dogmatismo gi nella stessa Geschichte und Klassenbewutsein, come risulta considerando la teoria lukcsiana della coscienza di classe, crocevia di tutte le questioni affrontate dal dibattito234. La coscienza di classe teorizzata da Lukcs, come molto bene mostra la recensione di Rudas e, soprattutto, quella di Marck, presenta infatti due componenti difficilmente conciliabili: una weberiana ed una hegeliana. La componente weberiana rappresentata dalla coscienza di classe attribuita (zugerechnet), nella quale giustamente Marck vede la formulazione di un tipo ideale (Idealtypus). Il problema di questa "prima definizione", per usare l'espressione di Rudas, di coscienza di classe che Lukcs utilizza qui delle categorie metodologiche, degli strumenti teorizzati da Weber per l'indagine storica volta a chiarire i fenomeni sociali, mentre egli interessato essenzialmente alla prassi rivoluzionaria. Da questo scarto tra lo strumento teoretico, indirizzato al passato, e l'intento pratico, teso verso il futuro, derivano le difficolt, gi viste, relative appunto alla funzione pratica della coscienza di classe attribuita. La componente hegeliana chiaramente visibile nella definizione della coscienza di classe del proletariato come realizzazione del soggetto-oggetto identico della
Cerutti, Klaussen, Krahl, Negt, Schmidt, Geschichte und Klassenbewutsein heute. Eine Diskussion, in Geschichte und Klassenbewutsein heute. Diskussion und Dokumentation, Amsterdam, 1971, pp. 13 e sgg. In particolare si veda quanto affermato da Schmidt a p. 16.
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storia. Queste due assai poco conciliabili linee teoriche trovano un punto di contatto nella definizione di "partito", fornita da Lukcs in Geschichte und Klassenbewutsein: il partito come forma storica della coscienza di classe. Lukcs, nel Vorwort del 1967, non sembra avvedersi delle implicazioni pratiche della sua teoria della coscienza di classe e si limita a metterne in evidenza le aporie teoriche. Queste conseguenze, come si visto, risultano, invece, ben chiare a Marck. Egli coglie una questione fondamentale della teoria della coscienza di classe di Lukcs, che non sembra essere accessibile ai pensatori comunisti: il suo stretto legame con la teoria del partito-avanguardia e, cosa pi importante, con l'organizzazione e la prassi politica bolscevica. Considerate nelle loro conseguenze pratiche, le due definizioni di coscienza di classe, che compongono la teoria di Lukcs, convergono nella figura dell'avanguardia di partito: nel primo caso, infatti, il partito attribuisce gli elementi adeguati all'autentica coscienza di classe; nel secondo, la coscienza di classe si incarna nell'avanguardia, in maniera analoga allo Spirito oggettivo di Hegel, che si compie nello Stato. In entrambi i casi, ed questo il problema fondamentale non riconosciuto da Lukcs, la sua teoria finisce per diventare la giustificazione teorica dell'organizzazione bolscevica, in cui il partito si sostituisce alla classe sociale reale, che raggiunger il culmine nella prassi autoritaria e volontaristica del regime staliniano. L'elemento dogmatico, contro cui si rivolge la battaglia filosofica di Lukcs per un materialismo storico realmente dialettico, gi presente in nuce nella stessa Geschichte und Klassenbewutsein ed affonda le proprie radici nella sua adesione al bolscevismo. In quest'ottica risulta forse pi comprensibile non solo l'autocritica dei primi anni trenta, svolta sotto la minaccia del fascismo e la pressione dello stalinismo, ma, soprattutto, la mancata ritrattazione di questa autocritica ed il disconoscimento, in larga misura, della battaglia contro il materialismo meccanicistico della III Internazionale, che lo aveva fortemente impegnato negli anni venti.

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FEDERICA BASAGLIA via valle Brusa, 23 44100 Ferrara

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RIASSUNTO

Nel 1923, Gyrgy Lukcs pubblica Geschichte und Klassenbewutsein. Nell'estate del 1924, il libro viene bocciato dalla III Internazionale Comunista nel corso del V Congresso, presieduto da Grigori Sinowjew, che accusa Lukcs di idealismo e revisionismo. Geschichte und Klassenbewutsein rimane al centro di un intenso dibattito, che verte principalmente sulla questione, essenzialmente connessa all'irrigidimento politico e teorico, che raggiunger il culmine nel regime stalinista, di come debba essere intesa la dialettica e di quale ruolo essa svolga all'interno del materialismo storico. Una prima parte del lavoro dedicata ai temi principali di Geschichte und Klassenbewutsein, in particolar modo alla definizione di "coscienza di classe (Klassenbewutsein)". Vengono poi analizzate alcune recensioni dedicate al libro di Lukcs: i due articoli Lszl Rudas e quello di Abram Deborin rappresentano la reazione dell'"ortodossia" comunista; la recensione di Jsef Rvai appare come una difesa delle posizioni lukcsiane dagli attacchi dell'Internazionale; quella di Ernst Bloch, meno preoccupato da questioni relative all'"ortodossia", sostanzialmente positiva. Da un punto di vista esterno al dibattito, che impegna i comunisti, si collocano le due recensioni del socialdemocratico Siegfried Marck: egli si dimostra estremamente critico non solo nei confronti di Lukcs, quanto, soprattutto, nei confronti dell'Internazionale Comunista, della cui politica le teorie, espresse in Geschichte und Klassenbewutsein, vengono lette come una giustificazione. Si passa, quindi, a considerare l'autocritica, compiuta da Lukcs dopo un breve periodo di resistenza al dogmatismo dell'Internazionale, e la sua successiva valutazione dell'opera e del dibattito, seguito alla sua pubblicazione. Il lavoro ha l'intento di mostrare come i testi presi in esame risultino utili non solo per la ricostruzione della vicenda di Geschichte und Klassenbewutsein e del suo autore, ma anche per una migliore comprensione dell'opera stessa. Inoltre si tentato di dare una valutazione della risposta lukcsiana, mettendola in relazione con l'irrigidimento dottrinario e politico, che caratterizza il periodo di consolidamento dello stalinismo.

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SUMMARY

In 1923, Gyrgy Lukcs publishes Geschichte und Klassenbewutsein. During the V Congress (summer 1924), whose president is Grigori Sinowjew, the III Communist International rejects the book and accuses Lukcs of idealism and revisionism. Geschichte und Klassenbewutsein is the object of a vivid debate, concerning mainly the question about how to consider the dialectic and which role it plays inside the historical materialism. This question is related to the political and theoretical stiffness, that will culminate in stalinism. The first part of the paper is dedicated to the main themes in Geschichte und Klassenbewutsein, especially to the definition of the class consionousness concept. Then we deal with some reviews to Lukcs' book: the two articles written by Lszl Rudas and that one by Abram Deborin represent the reaction of the communist "orthodoxy"; the review by Jsef Rvai is a defence of Lukcs against the attacks of the Communist International; the one written by Ernst Bloch, who is less worried about problems concerning the "orthodoxy", is essentially positive. The two reviews by the social-democratic Sigfried Marck belong to an external point of view from the debate, which takes up the attention of the communist world: he is very critical with Lukcs, but, above all, he criticizes the Communist International; the theories expressed in Geschichte und Klassenbewutsein are read by Marck as the justification of its politics. Then we consider the self-critic, done by Lukcs after a brief period of resistance to the dogmatism of the Communist International, and his estimation of the book and of the debate. The paper wants to show how these texts turn out to be useful not only for a reconstruction of the vicissitudes of Geschichte und Klassenbewutsein and his author, but also for a better understanding of the book. Furthermore we try to valuate Lukcs' answer, connecting it with the theoretical and political stiffness, which characterises the consolidation period of stalinism.

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