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Linee Guida INAIL-ASIEP

Sistema di Gestione Integrato Salute Sicurezza Ambiente


Settore industriale Energia e Petrolio

Ing. S. Spampinato Docente a Contratto, Universit degli studi di Catania

Decreti Legislativi 81/2008 e 231/2001 e Modelli di Organizzazione e Gestione aventi Efficacia Esimente
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Decreti Legislativi 81/2008 e 231/2001


Il decreto legislativo 81/2008, Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ovvero il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza, porta delle variazioni nella disciplina della Responsabilit Amministrativa delle societ e in materia di Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo, fornendo, nel contempo, alle imprese maggiori certezze sui benefici della prevenzione. Infatti il D.Lgs 231/2001 prevede, oltre alla responsabilit diretta del dirigente/dipendente che commette il reato a vantaggio e nellinteresse della societ, anche una responsabilit della stessa societ, definita amministrativa ma in realt penale, punita con pesanti sanzioni che possono comportare linterdizione dellattivit o addirittura il commissariamento della societ. Inoltre, dall'agosto 2007, la legge n. 123 ha introdotto due nuovi reatipresupposto nella disciplina del D.Lgs. 231/01, vale a dire i reati di "Omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro" 3

Decreti Legislativi 81/2008 e 231/2001


Lesclusione/limitazione della responsabilit dellEnte possibile solo se l'organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del reato, Modelli di Organizzazione e di Gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi. Il legislatore prevede che sia la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08, Art. 6, c.8, lett. m) ad indicare modelli di organizzazione e gestione aziendale, atti ad avere efficacia esimente, ma, nel contempo, allart. 30, c. 5, richiama esplicitamente, quale documento di riferimento per la progettazione di tali modelli, in sede di prima applicazione, le Linee Guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro". Lo stesso Testo Unico (art. 2, c. 1, lett. z) nella definizione di Linee Guida indica lINAIL tra gli enti preposti alla predisposizione di atti di indirizzo e coordinamento per l'applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza.
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D. Lgs. 81/2008 Articolo 30 Modelli di Organizzazione e Gestione


1.Il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilit amministrativa delle persone giuridiche, delle societ e delle associazioni anche prive di personalit giuridica di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, deve essere * adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per ladempimento di tutti gli obblighi giuridici []

* Finora ladozione del Modello di organizzazione e gestione era prevista dal D.Lgs. 231/01 in termini di Facolt; ladesione a modelli di organizzazione e gestione diventa adesso Esigenza per lazienda, non pi facolt; ci appare in linea con lo spirito e con il dettato del D.Lgs. 231/01, e, ricordando la bozza di decreto diffusa ad inizio gennaio 2008, essa prevedeva, per specifiche tipologie di aziende e comunque per i datori di lavoro che occupano pi di 1000 lavoratori, l'adozione obbligatoria dei Modello di 5 organizzazione.

D. Lgs. 81/2008 Articolo 30 Modelli di Organizzazione e Gestione


2. Il modello organizzativo e gestionale di cui al comma 1 deve prevedere idonei sistemi di registrazione dellavvenuta effettuazione delle attivit di cui al comma 1. 3. Il modello organizzativo deve in ogni caso prevedere, per quanto richiesto dalla natura e dimensioni dellorganizzazione e dal tipo di attivit svolta, unarticolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, nonch un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. 4. Il modello organizzativo deve altres prevedere un idoneo sistema di controllo* sullattuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneit delle misure adottate. Il riesame e leventuale modifica del modello organizzativo devono essere adottati, quando siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e alligiene sul lavoro, ovvero in occasione di mutamenti nellorganizzazione e nellattivit, in relazione al progresso scientifico e tecnologico.

* La delega di funzioni non esclude lobbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. Quindi il Modello esimente per lente pu avere un effetto analogo sulla culpa in vigilando 6 del datore

D. Lgs. 81/2008 Articolo 30 Modelli di Organizzazione e Gestione


5. In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007* si presumono** conformi ai requisiti di cui ai commi precedenti per le parti corrispondenti. Agli stessi fini ulteriori modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione di cui allarticolo 6***. 6. Ladozione del modello di organizzazione e di gestione di cui al presente articolo nelle imprese fino a 50 lavoratori rientra tra le attivit finanziabili ai sensi dellarticolo 11.
* Fino ad oggi, il legislatore aveva di definito il contenuto "minimo" dei Modelli di organizzazione, che venivano poi adottati "sulla base di codici di comportamento redatti dalle associazioni rappresentative degli enti" (D.Lgs. 231/01, art. 6, co. 3). Ora, pur non arrivando a definire la struttura dei Modelli, ne articola dettagliatamente il contenuto e l'ambito di estensione, facendo esplicito richiamo alle "Linee Guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL)" o allo standard OHSAS 18001 quale riferimento per la redazione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ** il modello si presume conforme ai requisiti richiesti dallo stesso articolo 30. Si tratta di presunzione relativa, vale a dire superabile in sede di accertamento giudiziario. *** la Commissione consultiva permanente, istituita presso il Ministero del Lavoro 7

Le Linee di Indirizzo SGI


INAIL/ASIEP/Organizzazioni Sindacali

LACCORDO INAIL/ASIEP/ORGANIZZAZIONI SINDACALI


Un Progetto per lo sviluppo di Sistemi Gestione Integrati Ambiente Salute Sicurezza condivisi dalle Aziende del Settore Energia-Petrolio Gi dieci mesi prima della pubblicazione del Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro, prima ancora della diffusione della L.123/2007, viene sancito un accordo, il primo trilaterale, con lobiettivo di creare un modello che coinvolga tutte le aziende, un modello preventivo che metta in moto meccanismi virtuosi, utile a verificare ed incrementare la sicurezza e la salute sul lavoro nel rispetto dellAmbiente. Laccordo stato siglato il 28 giugno 2007, tra: INAIL, ASIEP, (l'associazione dell'energia e del petrolio ora CONFINDUSTRIA Energia) e organizzazioni sindacali (Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil) per sperimentare azioni comuni, che favoriscano la prevenzione e contribuiscano a diffondere la cultura della sicurezza, nelle aziende del settore, attraverso la realizzazione di un Sistema di Gestione Integrato sulla Salute, Sicurezza e Ambiente nel settore energia e petrolio.
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LACCORDO INAIL/ASIEP/ORGANIZZAZIONI SINDACALI


In concreto INAIL, ASIEP e Sindacati hanno concordato di progettare un modello di sistema di gestione della salute e della sicurezza e ambiente condiviso, attraverso la designazione di una task-force mista. Si trattato un accordo fortemente innovativo che ha avuto come sfondo limpegno, a concorrere insieme alla definizione di strategie ambientali tese al miglioramento continuo e che, guardando al futuro, indica, nella trilateralit, un percorso anche ad altri settori industriali. Il progetto, che ha previsto il riconoscimento delle imprese del settore Energia Petrolio che si impegnano ad utilizzare e a sviluppare il modello per la predisposizione di un Sistema di Gestione Integrato (SGI) Salute - Sicurezza Ambiente, conforme al modello proposto, ha visto la sua conclusione con la presentazione delle Linee dIndirizzo SGI-AE frutto del lavoro di un gruppo articolato, composto da rappresentanti dellINAIL, di ASIEP (ora Confindustria Energia) e delle sue aziende associate e delle organizzazioni sindacali di categoria, che ha operato con un forte spirito di collaborazione. Il documento presentato stato approvato dal consiglio di amministrazione dellINAIL nella seduta del 15/07/2008

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LACCORDO INAIL/ASIEP/ORGANIZZAZIONI SINDACALI


Le linee di indirizzo sono state sviluppate, in conformit a:
UNIEN ENISO ISO14001 14001 UNI

Sistemadi diGestione GestioneAmbientale Ambientale Sistema Sistemadi diGestione GestioneSicurezza Sicurezzae eSalute Salute Sistema Sistemadi diGestione GestioneSicurezza Sicurezzae eSalute Salute Sistema

OHSAS18001 18001 OHSAS LGUNIUNI-INAIL LG -INAIL UNI

Pertanto, la concreta applicazione da parte delle imprese va considerata condizione sufficiente * per la concessione della riduzione del premio assicurativo ai sensi dellart. 24 DM 12.12.2000.
* Con la comunicazione Prot. n. 477 del 13/01/2009, lINAIL conferma laggiornamento della modulistica e delle istruzioni allegate per la richiesta da parte delle aziende interessate della riduzione del premio tariffa in conseguenza alladozione di un SGI conforme alle linee 11 di indirizzo INAIL-ASIEP

LACCORDO INAIL/ASIEP/ORGANIZZAZIONI SINDACALI

Pur restando, pertanto, responsabilit esclusive dellimprenditore


le politiche di gestione di sicurezza, ambiente e sviluppo sostenibile, gli obiettivi di miglioramento a valle della valutazione dei rischi, lorganizzazione e le risorse tecniche ed economiche finalizzate alla realizzazione del sistema ed al conseguimento degli obiettivi di miglioramento,

ladesione al SGI-AE da considerarsi, in virt delle disposizioni legislative e regolamentari e ai sensi delle modalit di applicazione della tariffa dei premi INAIL, un intervento rilevante nel campo della salute e sicurezza sul lavoro, da cui consegue la possibilit per lazienda di richiedere allINAIL la riduzione del premio assicurativo nei modi e nella misura previste.

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PERCH UN SISTEMA GESTIONE INTEGRATO

Un Sistema di Gestione costituito da Struttura Organizzativa, Prassi, Procedure, Processi e Risorse per elaborare, mettere in atto e mantenere attiva la Politica Aziendale che pu considerare diversi aspetti:
Qualit Ambiente Salute Sicurezza Responsabilit Sociale

La differenza fondamentale tra tali aspetti, lassoluta volontariet di adesione alla gestione in Qualit e Responsabilit Sociale, mentre negli altri ambiti, soprattutto per Salute e Sicurezza, limplementazione di Sistemi di Gestione obbligo di legge (v. D.Lgs. 344/99 e s.m.i.).
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PERCH UN SISTEMA GESTIONE INTEGRATO


Ladesione volontaria a Sistemi di Gestione Sicurezza fortemente suggerito dal nuovo Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro (D.Lgs. 81/08) attraverso lintroduzione di meccanismi premianti per le imprese virtuose. Anche lambiente con il suo impatto sul sistema sociale, politico ed economico riveste unimportanza notevole se consideriamo le risorse naturali come beni collettivi. Le norme stesse incoraggiano un approccio integrato:
La OHSAS 18001, nellintroduzione, dice testualmente: OHSAS 18001 e stato sviluppato coerentemente con gli standard ISO 9001 e ISO 14001 allo scopo di facilitare lintegrazione dei sistemi qualit, ambiente e sicurezza, come auspicabile. La ISO 14001, allAppendice A, cita: Lintegrazione delle discipline ambientali nel sistema di gestione globale dellorganizzazione pu contribuire allefficace introduzione del sistema di gestione ambientale, cos come alla sua efficienza e alla chiarezza dei ruoli.

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PERCH UN SISTEMA GESTIONE INTEGRATO

Pertanto lintera organizzazione risulta valorizzata da una visione unitaria dellintero sistema aziendale, attraverso

un maggior risalto degli obiettivi comuni; lottimizzazione delle risorse il contenimento dei costi una migliore integrazione delle competenze

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LO SVILUPPO DELLE LINEE GUIDA SGI INAIL/ASIEP


Il progetto, grazie allapporto diretto di numerosi rappresentanti di grandi aziende nazionali associate (ENI, ERG, API-IP, EXXONMOBIL, SARAS, ecc.) operanti sui temi salute, sicurezza e ambiente, ha consentito di importare le migliori metodologie di gestione integrata HSE gi adottati dalle stesse aziende nelle modalit applicative e metodologiche indicate. Ladesione consiste nellimplementazione di un Sistema di Gestione Integrato conforme alle Linee dIndirizzo, tenendo conto delle caratteristiche complessive dellimpresa (dimensioni, tipologie produttive, cicli tecnologici, struttura dellorganizzazione, ecc.) che intende adottarlo, definendo le modalit per individuare, allinterno della struttura organizzativa aziendale, le responsabilit, le procedure, i processi e le risorse per la realizzazione della politica aziendale di prevenzione, nellassoluto rispetto delle norme vigenti in tema di Salute, Sicurezza e Ambiente vigenti.

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LA TASK FORCE
Gruppo 1 Massimo Cappelli Francesco Pizzo Domenico Marcucci Luca Masellis Fabrizio Benedetti Giannunzio Sinardi Gruppo 2 Antonello Lenti Claudio Tata Paolo Fioretti Giambattista Zarrelli Gruppo 3 Eraldo Parodi Andrea Capuzzo Rosario Lentini Massimo Mattarelli IPLOM Busalla IES Mantova SARPOM Trecate INAIL Liguria Raffineria API Ancona ENI Divisione Refining & Marketing INAIL Roma INAIL Roma Gruppo 6 Sebastiano Spampinato Antonio Buccarelli Salvatore Marcellino Leonardo Schifano ERG Sicilia RAM Milazzo INAIL Sicilia INAIL Sicilia ASIEP ASIEP CGIL API-IP INAIL Roma INAIL Roma Gruppo 5 Ignazio Piras Annalisa Aru Pietro Mura SARAS Cagliari SARAS Cagliari INAIL Sardegna Gruppo 4 Francesco Ferrarini Stefano Ruvolo Roberta Rossi Sandro Santicchia ExxonMobil CISL CISL Roma Uilcem UIL Roma

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LA STRUTTURA DELLE LINEE GUIDA INAIL/ASIEP

Le Linee dIndirizzo SGI-AE si articolano in una serie di schede nelle quali vengono descritti i requisiti e le modalit di corretta gestione di specifici processi correlati ed interagenti che compongono un sistema di gestione aziendale. I diversi processi descritti in ogni scheda sono trattati con approccio di sistema che li collega ai processi correlati ai quali rimanda per le specifiche indicazioni operative. Ogni scheda descrive il processo del SGI-AE a cui si riferisce, secondo lo schema standard di seguito riportato

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LA STRUTTURA DELLE LINEE GUIDA INAIL/ASIEP


scopo e obiettivi: che esplicitano cosa si prefigge il processo; elementi di sistema: nei quali sono spiegati i requisiti e le modalit operative con cui svolge il processo; documentazione di riferimento in cui sono riportati:
i riferimenti normativi esterni che pongono vincoli al processo, incluse le leggi e le norme di gestione, o possono fornire indicazioni di riferimento, i collegamenti ai processi correlati delle stesse Linee dIndirizzo SGI-AE, lelenco delle procedure e delle registrazioni di cui si richiede limplementazione nella fase di applicazione in azienda di queste Linee dIndirizzo;

ruoli e responsabilit: che indicano, in conformit a quanto descritto nel processo 4.1, i ruoli e le funzioni delle diverse figure aziendali coinvolte nelle attivit di ogni processo, anche tenendo conto degli obblighi di legge; meccanismo di verifica: in cui viene descritto come si misura lefficacia del processo. 19

La struttura del SGI Salute Sicurezza Ambiente si adatta agli standard delle norme UNI-ENISO 14001 e OHSAS 18001, ed rappresentabile attraverso il ciclo di Deming:

Miglioramento continuo 2. Politica 6. Riesame

3. Pianificazione 5. Verifica 4. Attuazione

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Pianificazione

Linea Guida SGI-AE


Elemento 3_1 3_2 3_3 3_4 21 Testo Identificazione e gestione della normativa applicabile Analisi e valutazione dei rischi Salute e Sicurezza Analisi e valutazione dei rischi Ambiente Obiettivi e traguardi

OHSAS 18001:2007

Linee Guida SGSL UNI 2001

UNI EN ISO 14001:2004

4.3.2 - 4.5.2 D 4.3.1

4.3.2

4.3.1 4.3.3 D 4.3.3

Linea Guida SGI-AE


Elemento 4 4_1 4_2 4_3 4_4 4_5 4_5_1 4_5_2 4_5_3 4_5_4 4_5_5 4_5_6 4_5_7 Attuazione Definizione ed assegnazione delle responsabilit, autorit, ruoli, Competenza, formazione e consapevolezza Comunicazione, Consultazione, Partecipazione e rapporto con l'esterno Documentazione del Sistema di gestione Controllo Operativo Procedure Operative Gestione dei Cambiamenti Permessi di Lavoro Gestione terzi (Appaltatori ed Approvvigionamenti) Manutenzione ed ispezione Sorveglianza sanitaria DPI Preparazione e risposta alle emergenze Testo

OHSAS 18001:2007

Linee Guida UNI EN Attuazione SGSL UNI ISO 2001 14001:2004


4.4

4.4

4.4.1 4.4.2 4.4.3 4.4.4 - 4.4.5 4.5.4 4.4.6 4.3.1 - 4.4.6

E.2 E.4 E.2 E.6

4.4.1 4.4.2 4.4.3 4.4.4 - 4.4.5 4.5.4 4.4.6 4.3.1 - 4.4.6 4.4.6

4.4.6

22 4_6

4.4.7

4.4.7

Verifica

Linea Guida SGI-AE


Elemento 5 5_1 5_2 5_3 Verifica La Sorveglianza e le misurazioni Infortuni, incidenti, situazioni pericolose, non conformit, azioni correttive ed azioni preventive Audit interni Testo

OHSAS 18001:2007

Linee Guida SGSL UNI 2001

UNI EN ISO 14001:2004


4.5

4.5 4.5.1 - 4.5.2 4.5.3 4.5.5 F.3 F.1 F.1

4.5.1 - 4.5.2 4.5.3 4.5.5

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Esempio 1 Manutenzione ed Ispezione

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Scopo

Definire le operazioni ed i flussi informativi connessi alle attivit di manutenzione e di ispezione, precisando competenze e responsabilit delle funzioni aziendali coinvolte.

Fornire una metodologia, per un corretto approccio alle attivit di Obiettivi e manutenzione, ispezione e collaudi, assicurando lassolvimento degli risultati attesi adempimenti previsti dalla normativa in tema di Salute, Sicurezza e Ambiente.

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Elementi del sistema

Pianificazione Lattivit di pianificazione viene effettuata in linea con le politiche aziendali e, in particolare, sulla base dei seguenti elementi: contenimento dei tempi e costi di manutenzione riduzione al minimo degli interventi in manutenzione a guasto ottimizzazione, eventualmente massimizzandoli, degli interventi in manutenzione predittiva constatazione di anomalie di funzionamento risultati delle attivit ispettive e/o dei collaudi programmazione dei cicli di fermata, sulla base dellesperienza operativa e dei vincoli impiantistici o di legge.

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Elementi del sistema

Analisi delle criticit Lattivit di analisi delle criticit, basata su specifiche tecniche effettuata per stabilire un rating di criticit per le aree prese in esame e per ciascuna apparecchiatura, al fine di definire le priorit manutentive dellapparecchiatura in esame sulla base di parametri quali, per esempio, Sicurezza, Ambiente e Produzione. Lazienda effettua la classificazione delle aree sulla base di un metodo a punteggio e sistema a logica on/off attraverso il quale giunge alla determinazione del valore di rischio associabile a ciascuna area. Alla determinazione del valore di rischio associabile allarea si accompagna sulla base di precise metodologie, la determinazione della criticit delle apparecchiature. Sulla base degli esiti di tale attivit, si devono sviluppare e definire gli scadenziari relativi alle attivit di ispezione e collaudo sulle macchine, attrezzature e apparecchiature di impianto in accordo con le politiche manutentive, le procedure aziendali e le specifiche norme vigenti. Le ispezioni sono condotte, sulla base degli scadenzari predisposti, mediante controlli eseguiti attraverso il supporto di specifiche istruzioni operative. I risultati di tali ispezioni sono registrati su opportuna reportistica e costituiscono il principale strumento attraverso il quale si da seguito alle attivit manutentive.

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Elementi del sistema

Programmazione Sulla base dei risultati dellattivit di pianificazione si provvede a redigere un programma di manutenzione preventiva per tutte le macchine o componenti che dallanalisi di criticit necessitano di questo tipo di manutenzione. Il programma dovr essere sviluppato in modo da identificare tipologia e frequenza dellintervento manutentivo, parti di ricambio associate allintervento, dati caratteristici da rilevare durante lo stesso e nellavviamento successivo. Nel caso di compresenza di pi lavorazioni dovr essere redatto un Documento Unico per la Valutazione dei Rischi da Interferenza (DUVRI), per coordinare gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze.

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Elementi del sistema

Verifiche di sicurezza e ambiente In questa fase, vengono effettuate le opportune valutazioni di tipo ambientale e di sicurezza, valutando: smaltimento rifiuti, rischi di contaminazione delle acque e del suolo e conseguenti misure di contenimento, esigenze di campionamento, utilizzo di sostanze pericolose, rischi specifici legati all'attivit nell'area.

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Elementi del sistema

Attivit preliminari Occorre effettuare unanalisi del rischio dellattivit di manutenzione prevedendo eventuali misure di riduzione del rischio. Nel caso di situazioni anomale o particolarmente pericolose opportuno individuare: procedure operative DPI collettivi e/o individuali controlli e personale in appoggio mezzi di estinzione a portata di mano mezzi di salvataggio predisposti Ogni attivit di manutenzione deve essere preparata/organizzata dopo analisi di rischio dettagliata e individuazione dei lavori preliminari, quali ponteggi, messa in sicurezza, etc. ed attivit di coordinamento per leliminazione dei rischi dovuti ad interferenze delle varie attivit lavorative. Inoltre dovr essere attuato il coordinamento tra le imprese, verificando le interferenze tra le varie imprese appaltatrici con un DUVRI.

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Elementi del Modalit di esecuzione sistema Prima di intraprendere le attivit manutentive occorre informare le autorit competenti ove previsto dalla legge. Le modalit di esecuzione dovranno tener presenti i rischi ambientali dellimpianto/stabilimento in cui si opera. Attivit di manutenzione Lazienda pu avvalersi di ditte/consulenti specializzati con cui stipula i contratti di manutenzione. Lintervento di societ terze pu essere determinato da necessit di conoscenze specialistiche o valutazioni di tipo economico. In caso di stabilimenti a rischio di incidente rilevante le specifiche delle linee/apparecchiature che verranno sostituite per manutenzione dovranno avere caratteristiche tecniche migliorative nel campo della sicurezza e tutte le attivit di montaggio dovranno essere svolte con piani di controllo specifici. I manuali operativi e meccanici delle apparecchiature/impianti devono essere sempre aggiornati a valle della manutenzione. Tempistica durante lesecuzione Durante le attivit manutentive dovr essere verificato il rispetto delle norme sugli orari di lavoro sia in fase di programmazione che di esecuzione.

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Elementi del Controllo sullesecuzione dei lavori sistema Durante lesecuzione del lavoro, apposito personale in campo, effettua attivit di controllo sul rispetto dei programmi, delle normative di sicurezza e ambientali. Nel caso di apparecchiature/linee a rischio di incidente rilevante verifica che lesecuzione del lavoro sia effettuata secondo il relativo piano di controllo specifico. Ispezioni e collaudi successivi ad attivit di manutenzione Le attivit di ispezioni e collaudi successive ad attivit di manutenzione o ad installazione di nuovi macchinari dovranno prevedere unanalisi di rischio ad hoc. Omologazioni Pianificare le ri-omologazioni di macchine o impianti. che possono scaturire dagli interventi di manutenzione. Attivit di housekeeping Alla fine dellattivit di manutenzione il gestore, o la ditta appaltatrice che ha eseguito lintervento, responsabile della rimozione di eventuali rifiuti prodotti e della pulizia del luogo di effettuazione dellintervento, per quanto di propria competenza.

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Elementi del sistema

Piani di Controllo Specifici (PCS). La struttura dei PCS, deve riportare le seguenti voci:
oggetto e descrizione del controllo norme/documentazione di riferimento responsabile del controllo responsabile verifica (se esterno) strumento utilizzato (se applicabile) data prevista/data effettiva del controllo valore atteso e tolleranza ammessa (se applicabile) valore riscontrato altre eventuali informazioni richieste dal Committente

. Una volta definiti, tali Piani, vengono concertati con chi andr a svolgere lattivit (azienda esterna o officina interna).

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Elementi del sistema

Piani di Manutenzione Scadenziario delle attivit di manutenzione, redatto individuando: la tipologia di intervento (per macchinari o per processo) Le attivit di bonifica e di messa in sicurezza Altre attivit preliminari (ponteggi, ciecature, isolamenti, ecc) La tempistica (durante i turni di lavoro, in continuo durante le fermate, ad impianti fermi, il periodo dellanno e la durata stimata) Le Modalit di esecuzione (con impianti/attrezzature standard o speciali, ad impianti/macchinari fermi o ad impianti/macchinari in funzione) La tempistica della manutenzione programmata (preventiva e predittiva) va identificata in base a indicazioni del fornitore (libretto uso e manutenzione), tempo di utilizzo, esperienze dellutilizzatore, durata (vita utile) di componenti, fluidi o parti accessorie, storicit degli eventi, prescrizioni legislative, esigenze produttive. Per la manutenzione straordinaria, invece, i riferimenti per lindividuazione della tempistica sono eventuali richiami del fornitore, estreme condizioni di utilizzo (ad es. alte temperature), azioni preventive per usi imprevisti o straordinari, adeguamenti previsti per leggi o regolamenti, ed, in ogni caso, in ottemperanza ad ispezioni periodiche di legge

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Elementi del sistema

Piano di Monitoraggio Le aziende devono redigere un piano di monitoraggio dei collaudi/ispezioni istituzionali in adempienza alle norme. Per far questo tengono aggiornato un registro contenente almeno otto campi: Ambito: deve essere riportata la legge e larticolo di riferimento (TU Ambiente, TU Sicurezza, ecc.) Fattore: aspetto di ambiente/sicurezza monitorato (aree classificate, rumore, rifiuti etc.) Codice punto di controllo: elemento identificativo dellapparecchiatura/impianto che verr controllato; parametri caratteristici: sono le variabili che verranno attenzionare (livello esposizione giornaliera Leq Lpeak in riferimento al fattore rumore, ecc.) modalit: descrizione di come si intende effettuare lispezionie (rilievi in campo etc.) metodologia: standard di riferimento per lindagine (UNI, CEI etc.)) Frequenza di rilevazione Note: eventuali osservazioni scaturite dal controllo.

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Elementi del sistema

Risorse per lesecuzione Possono essere identificate in personale di manutenzione interno, personale esterno, personale misto e specialisti. Il personale deve avere adeguata formazione ed esperienza comprovata nellattivit lavorativa che andr a svolgere, per cui necessario verificare lidoneit delle maestranze allattivit da svolgere. Verificare leffettiva formazione di tutto il personale coinvolto nellattivit in oggetto. Nei lavori particolarmente a rischio (V. lavori allinterno di apparecchiature o in spazi confinati) sar necessaria adeguata assistenza dallesterno con personale fornito di idonei mezzi di comunicazione. Per lesecuzione di attivit in spazi confinati dovr essere verificato, da parte del SPP; il massimo numero di persone che possono operare allinterno dellapparecchiatura, affinch in caso di evacuazione, questa avvenga nel minor tempo possibile.

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Esempio 2 Preparazione e risposta alle emergenze


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Scopo

Definire strutture operative e azioni per fronteggiare e risolvere situazioni di pericolo che possono creare danni alle persone, allambiente, alle cose. Eliminazione/riduzione dei potenziali effetti dannosi per luomo, lambiente, le cose tramite la definizione delle strutture e delle modalit operative per affrontare le situazioni di emergenza.

Obiettivi e risultati attesi

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Elementi del sistema

E possibile definire il piano di emergenza come linsieme delle misure straordinarie da attuare in caso di accadimento di incidenti. Il sistema di gestione delle emergenze elaborato tenendo conto di: corretta e puntuale individuazione dei rischi dello stabilimento; studio degli scenari incidentali (anche per aziende non sottoposte a Seveso); Il piano per la gestione delle emergenze sar redatto previa consultazione degli RLS e del Medico competente. Allo scopo di realizzare linsieme delle misure da attuare in caso di incidenti, il datore di lavoro, designa dei lavoratori con compiti speciali, organizza strutture mezzi ed equipaggiamenti, come di seguito descritto:

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Elementi del sistema

Operatori designati per misure speciali. Gli operatori addetti allattuazione delle misure di Prevenzione e lotta antincendio, al salvataggio, al primo soccorso ed allevacuazione sono designati fra i lavoratori presenti in azienda e sono coloro che hanno sostenuto una specifica formazione per intervenire in situazioni di emergenza. Essi devono essere immediatamente disponibili alloccorrenza; la pronta disponibilit intesa come presenza fisica sempre assicurata allinterno degli ambienti di lavoro. La qualificazione professionale, e il relativo addestramento, devono essere direttamente correlati al compito da svolgere in fase di emergenza. Il ruolo principale di questi operatori quello di fronteggiare rapidamente e tecnicamente levento e ridurre per quanto possibile i danni, utilizzando i mezzi e lequipaggiamento predisposti dal datore di lavoro.

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Elementi del sistema

Equipaggiamento, mezzi, strutture ed attrezzature di emergenza. Questi sono costituiti da: mezzi personali di protezione; mezzi di salvataggio; attrezzature antincendio intese sia come sistema fisso distribuito capillarmente nello stabilimento, sia da mezzi antincendio aziendali; attrezzature necessarie per fronteggiare lemergenza; infermeria, attrezzature e mezzi di primo soccorso, necessari per intervenire in caso di infortunio; specifica segnaletica e cartellonistica; centri di raccolta per il personale evacuato; dei quali devono fare uso gli operatori addetti alla gestione delle emergenze, alla prevenzione e lotta antincendio, al primo soccorso e allevacuazione La procedura dovr anche prevedere i seguenti Piani (parti integranti della procedura):

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Elementi del sistema

Piano di Evacuazione La procedura deve prevedere un piano di evacuazione, per grado di emergenza, per tutto il personale non appartenente allorganizzazione dellemergenza. Nel piano dovranno essere descritti i centri di raccolta, le vie di esodo, con raccomandazione rispetto agli atteggiamenti da tenere durante levacuazione. Piano di Primo Soccorso Va definito un piano di Primo soccorso per eventuali infortuni avvenuti a causa dellemergenza. Il piano terr conto delle risorse e delle strutture disponibili allinterno o in zone limitrofe al sito. Nel piano dovr essere contenuta una planimetria, che evidenzi i possibili accessi e percorsi per i mezzi di soccorso.

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Elementi del sistema

Piano di Pronto Intervento Ambientale E necessario prevedere un piano per la gestione delle emergenze ambientali (acque superficiali, falde, mare, suolo) Piano di comunicazioni con lesterno Lazienda dovr produrre un Piano di comunicazioni con lesterno, con il quale notificare alle Autorit competenti lemergenza avvenuta; inoltre tale Piano dovr prevedere le modalit di comunicazione dellevento verso la popolazione. A valle dellelaborazione della procedura dovranno essere previsti piani di formazione e di addestramento del personale coinvolto nelle emergenze e, in generale, si dovr procedere allinformazione di tutti i lavoratori in situ sui contenuti del piano di emergenza.

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Esempio 3 Infortuni, incidenti, situazioni pericolose, NC, AC e AP


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Scopo

Gestire ogni non conformit a normative, procedure e buone prassi in tema di HSE, riscontrate in occasione dei monitoraggi di cui al processo 5.1 delle presenti linee guida.

Obiettivi e risultati Intraprendere le azioni opportune a prevenire e correggere le non attesi conformit riscontrate durante le attivit di monitoraggio e sorveglianza pianificate, nel presupposto che il corretto trattamento delle non conformit costituisce elemento indispensabile per il funzionamento nel tempo del sistema di gestione integrato HSE e consente di mantenere la capacit del sistema di migliorare i livelli di HSE.

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Elementi del sistema

Le non conformit riscontrate nel corso del monitoraggio possono presentarsi ai diversi livelli su cui questo articolato e richiedere diverse modalit di trattamento. a) Le sanzioni/prescrizioni comminate da Enti di controllo esterni richiedono la comunicazione immediata del provvedimento alla Direzione aziendale e lattivazione del sistema di gestione interna e del sistema di prevenzione e protezione per la risoluzione delle non conformit entro i limiti imposti nel verbale di sanzione/prescrizione e dei requisiti di Legge applicabili. b) Le non conformit riscontate nel monitoraggio di 1 livello (monitoraggio continuo tramite misurazioni individuate al punto 5.1 del presente manuale) richiedono un intervento immediato per il ripristino delle condizioni corrette, sia da parte delloperatore, se questo rientra nelle sue competenze e capacit, sia da parte del superiore gerarchico. Le non conformit riscontrate nel monitoraggio previsto dalle procedure o istruzioni richiedono limmediata segnalazione al superiore gerarchico ed al RSGI per lopportuno intervento per la rimozione del problema tecnico o organizzativo riscontrato.

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Elementi del sistema

c) Le non conformit riscontrate nel monitoraggio di 2 livello (audit interni pianificati dallRSGI in relazione agli obiettivi individuati in sede di riesame della direzione) richiedono un riesame della correttezza delle procedure o istruzioni di Sistema, della loro effettiva applicazione e delle azioni di informazione, formazione e sensibilizzazione attuate, anche per lapplicazione dei provvedimenti correttivi previsti. Il RSGI analizza le n.c. segnalate o riscontrate e stabilisce se siano riconducibili a problemi tecnici, comportamentali, o organizzativi; sulla base di questa analisi elabora e propone le variazioni alle procedure e istruzioni di SSL ed al Programma di sensibilizzazione, informazione, formazione e addestramento. Al verificarsi di un incidente il responsabile di funzione avvia immediatamente le azioni correttive necessarie e segnala laccaduto e lintervento attuato al RSGI ed al RSPP. Una specifica istruzione operativa definisce le modalit per la segnalazione ed il trattamento di incidenti e infortuni. Una specifica istruzione operativa definisce le modalit per la segnalazione ed il trattamento delle non conformit.

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CONCLUSIONI
Si evidenzia che quanto realizzato, attraverso i progetto, ha anticipato alcune delle disposizioni del D.Lgs. 81/2008, vigente dal 15 maggio 2008 ed in particolare quelle dellart. 30 del disposto normativo. Il risultato raggiunto rappresenta unulteriore testimonianza della validit di un sistema di Relazioni Industriali e di positivi rapporti con lINAIL, che prevede la identificazione e condivisione di modelli, da trasformare nellapplicazione di buone prassi in tema di sicurezza, salute e ambiente, per sostenere quella cultura della sicurezza e prevenzione che, nel corso degli anni, divenuta un patrimonio distintivo delle imprese e dei lavoratori del settore dellEnergia e Petrolio. Rappresenta inoltre una positiva messa in pratica delle direttive emanate dagli Organi dellINAIL per la valorizzazione degli incentivi economici e dei meccanismi premiali per le imprese virtuose, semplificando le modalit di accesso ai benefici.

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La finalit del progetto stata quella di fornire alle aziende associate a Confindustria Energia, con la possibilit in seguito di estensione anche ad altri settori, un sistema organico, integrato con loperativit aziendale complessiva, che intende pianificare i miglioramenti progressivi delle sue performance nella tutela della salute, della sicurezza e dellambiente come effettivo risultato delle proprie attivit e dei processi produttivi. Il Sistema di Gestione Integrato implementato dalle aziende in conformit alle Linee di Indirizzo SGI-AE consentir di creare un ambiente di lavoro sano e sicuro, mantenendo sotto controllo lintera azienda e riducendo il numero di infortuni. Le Linee dIndirizzo saranno soggette a future ulteriori variazioni, in relazione ad eventuali cambiamenti normativi e contrattuali.
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CONCLUSIONI

Grazie per lattenzione

Ing. S. Spampinato Docente a Contratto, Universit degli studi di Catania

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