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Laboratorio Chimica Organica

Anno 2009-2010 SINTESI DEL PRINCIPIO ATTIVO DELL AUTAN

La capacit della N,N-3-dietilbenzammide di disturbare gli organi sensoriali per lumidit degli insetti, rende tale composto il principio attivo dellAutan. RISULTATI E DISCUSSIONI La N,N-3-dietilbenzammide (3) ottenuta a partire dallacido 3-metilbenzoico ( 1) e dalla dietilammina (2), composti commercialmente disponibili e di basso costo. La sintesi procede in due step consecutivi: la reazione diretta tra ( 1) e (2) comporta la salificazione dellammina da parte dellacido carbossilico, dunque la formazione del corrispondente sale. Inizialmente si converte ( 1), facendolo reagire con un eccesso di cloruro di tionile, nel cloruro di 3-metilbenzoile ( 5); il composto (5) successivamente fatto reagire con (2) per ottenere il prodotto (3).

Step 1 Tale passaggio ha permesso di trasformare la funzione ossidrilica in un buon gruppo uscente. La reazione condotta a riflusso del reagente clorurante. Essendo e il cloruro acilico (5) e il cloruro di tionile assai sensibili allacqua stato necessario lavorare in assenza di aria umida.

Step 2 La sensibilit allumidit del cloruro acilico (5) ha determinato laccorgimento di eseguire la reazione con la dietilammina (2) nello stesso ambiente di reazione in cui si svolto lo step precedente, senza purificazione del composto ( 5) o rimozione del cloruro di tionile. Dunque stata operata laggiunta, lentamente a causa del carattere

esotermico della reazione, di dietilammina (2) per mezzo di un imbuto gocciolatore utilizzano etere dietilico, preventivamente anidrificato, come solvente di reazione. La quantit di reagente (2) aggiunta risulta doppia rispetto a quella stechiometrica al fine di neutralizzare lacido cloridrico che si libera.

Il prdotto (3) cos ottenuto stato purificato, mediante estrazione con soluzioni acquose basiche, acide e neutre, dai composti indesiderati: ( 3) risulta solubile in fase eterea. Un primo lavaggio con NaOH 5% servito a rimuovere lacido ( 1) e il cloruro acilico (5) che, in queste condizioni, ha subito una parziale idrolisi a acido ( 1). Il successivo lavaggio con HCl 5% ha determinato lallontanamento dellammina ( 2). Come ultima fase dell estrazione stata impiegata acqua per rimuovere lHCl che potrebbe essersi solubilizzato nella fase eterea. Successivamente si proceduto allanidrificazione della soluzione con Na2SO4 e allevaporazione delletere al rotovapor. Il prodotto stato ulteriormente purificato eseguendo una cromatografia su colonna, preceduta da TLC preparativa. La ricerca delleluente migliore per lanalisi cromatografica avvenuta per mezzo di una TLC: come condizione ottimale, stato preso come riferimento un valore del fattore di ritardo del composto (3) di 0,4. E stata utilizzata allumina come fase stazionaria; leluente stato ottenuto per ricerca del miglior rapporto di miscelazione, 75:25, tra n-esano e acetato di etile. Notare che la separazione tra ( 3) e (5) stata efficace grazie alla reazione di idrolisi di ( 5) a (1), il quale presenta una differenza di polarit con il composto (3) maggiore rispetto a quella tra (5) e (3). La prova su TLC stata indicativa anche della purezza del composto ottenuto, infatti essendo stati posti nel punto di semina anche (3) e (1) puri stata valutata qualitativamente la presenza di macchie in corrispondenza di (1) o, comunque, non rappresentative del composto (3): risulta presente (1). Dunque, stata effettuata la separazione cromatografica su colonna. Leluito stato raccolto in 6 provette e solo la provetta 2 ha rivelato, per mezzo di TLC, la presenza del prodotto (3). Lelevata polarit del composto (1) (formato per idrolisi da (5)), combinata alle modalit operative impiegate, ha determinato che questo venisse trattenuto dalla fase stazionaria tanto che in nessuna delle provette stata individuata la sua presenza. Il solvente stato evaporato al rotavapor. Si ottenuto un olio giallo. Si proceduto ad un ulteriore verifica della purezza per mezzo di saggio con AgNO 3 alcolico, il quale ha avuto esito negativo. La resa stata del 48,7%.

Calcolo resa

Resa

crom

= (0,10/191,271) x (136,149/4,12) x (3,12/0,11) x 100 = 48,7%

PARTE SPERIMENTALE Reagenti


Acido m-toluico; cloruro di tionile; dietilammina; nitrato di argento in EtOH.

Solventi
Acqua deionizzata; etere etilico tecnico e anidro; esano; acetato di etile Dove non diversamente indicato, le sostanze sono state utilizzate come ricevute dal fornitore.

Strumentazione
Lastre per di allumina per TLC, lampada UV

Procedimento Cloruro di m-metilbenzoile (5) Fu montata lapparecchiatura composta da un pallone a tre colli, refrigerante a ricadere e imbuto gocciolatore; vennero applicati dei tubi di guardia a cloruro di calcio. Furono introdotti nel pallone, oltre a dei cocci ebollitori e a unancoretta, 4,12 g (3,02x10-2 mol) di acido m-toluico (1) e 4,5 mL (6,24x10-2 mol) di cloruro di tionile. La miscela fu portata cautamente a ebollizione e venne lasciata a riflusso fino al cessare dello sviluppo di gas. Durante lebollizione fu osservata la dissoluzione dellacido solido e il passaggio del liquido da incolore a giallo. Una volta raffreddato, al pallone furono aggiunti 50 mL di etere etilico anidro. N,N-dietil-3 metilbenzammide (3) Vennero introdotti nellimbuto gocciolatore 10 mL (9,67x10 -2 mol) di dietilammina (2) e, successivamente, 20 mL di etere anidro. In un tempo di circa 20 minuti fu fatta gocciolare, per mezzo di aggiunte successive, la soluzione di dietilammina. Fu osservata la formazione di una nube bianca, che prima di ogni aggiunta venne fatta depositare. Isolamento Il contenuto del pallone fu introdotto nellimbuto gocciolatore; il pallone venne lavato con 50 mL di etere etilico tecnico e 20 mL di idrossido di sodio al 5%: il tutto fu versato nellimbuto separatore. Fu effettuata la separazione. La fase eterea venne lavata come di seguito: 20 mL di idrossido di sodio al 5%, 20 mL di acido cloridico al 10%, 20x2 mL di acqua deionizzata. Lo strato etereo fu seccato su solfato di sodio anidro e il liquido fu filtrato per mezzo di un batuffolo di cotone. Il solvente venne essiccato al rotavapor a pressione ridotta. Il peso del grezzo risultante fu di 3,10 g. Purificazione

In primo luogo fu ricercato leluente ottimale per mezzo di TLC preparativa su lastrina di allumina neutra: come eluente fu scelta una miscela 75:25 di esano/acetato di etile, la quale diede Rf0,4. Dunque si seminarono sulla colonna (impaccamento a secco con allumina neutra) 0,11 g di grezzo. Delle 6 aliquote raccolte solo la seconda rivel la presenza del composto (3). Il solvente fu evaporato al rotavapor a pressione ridotta (20mmHg). Si ottennero 0,10 g di (3) purificato. La resa fu del 48,7%.

SINTESI DELLA BENZOCAINA La benzocaina un anestetico locale impiegato essenzialmente come pomata. RISULTATI E DISCUSSIONE La benzocaina (5) venne ottenuta a partire dalla p-toluidina ( 1). Inizialmente fu necessario proteggere la funzione amminica aromatica trasformandola in funzionalit ammidica, per mezzo di reazione con anidride acetica, ottenendo la N-acetil-4metilanina (2); fu infatti da ossidare la funzione benzilica a benzoica con permanganato di potassio: tale reazione avrebbe ossidato lamina aromatica a chinone. Dunque, ottenuta da (2), per ossidazione con permanganato di potassio, la funzionalit benzoica, ovvero lacido p-acetoammidobenzoico ( 3), si prosegu con lidrolisi del gruppo ammidico ad amminico con conseguente formazione dellacido pammino benzoico (PABA) (4).Questultimo venne fatto reagire con etanolo realizzando una esterificazione di Fisher, al fine di ottenere la benzocaina ( 5).

Per proteggere la funzione amminica, (1) fu fatto reagire con anidride acetica. La reazione venne eseguita in soluzione acquosa acida tamponando a pH 5 con acido acetico/acetato: infatti fu necessario protonare lammina per ottenere la solubilizzazione di (1) in fase acquosa ma, allo stesso tempo, si dovette lasciare parte dellammina non protonata, al fine del buon esito della reazione di addizioneeliminazione con lanidride acetica. La protezione dellammina fu condotta sotto riscaldamento per favorire la conversione nellammide ( 2). Il prodotto (2), non pi solubile in acqua, fu fatto precipitare raffreddando la soluzione. Il composto ( 2) fu filtrato ma, a esclusione di una minima porzione , non essiccato: anche il successivo step di ossidazione avvenne in ambiente acquoso. Venne verificata la purezza della frazione del prodotto (2) essiccato tramite determinazione del punto di fusione: fu ottenuto un valore di 155-162C contro 147-150C1 della letteratura.

Successivamente il gruppo metilico dellammide ( 2) fu ossidato a carbossilico. La reazione venne effettuate in ambiente acquoso allebollizione. Fu utilizzato un eccesso di permanganato di potassio come agente ossidante. Considerando il verificarsi della reazione a temperatura elevata e linnalzamento del pH dovuto al processo di ossidazione, fu necessario prevenire la possibile idrolisi dellacetammide: venne utilizzato solfato di magnesio sfruttando la scarsa solubilit dellidrossido di magnesio per tamponare il pH. Il prodotto della reazione lacido ( 3) in forma deprotonata, la quale ne garantisce la solubilit in acqua. Vennero filtrati il biossido di manganese, formatosi durante lossidazione, e lidrossido di magnesio. In fine la soluzione fu acidificata per ottenere (3) in forma protonata, dunque come precipitato filtrabile. Il prodotto (3) venne essiccato. La resa fu del 71,7%. Venne verificata la purezza di (3)determinando come punto di fusione il valore di 259-265C contro 251-261C 2 della letteratura.

Fu, dunque, da rimuovere la protezione del gruppo amminico. Lidrolisi dellammide avvenne in ambiente acido acquoso e scaldando energicamente. La reazione, lenta, fu condotta montando un refrigerante a ricadere. Essendo il prodotto ( 4) della reazione un amminoacido, per ottenerne la precipitazione fu da raggiungere la condizione di punto isoelettrico. Lambiente adatto al raggiungimento del punto isoelettrico, che per il PABA (4) a pH 4, venne realizzato con un tampone di acetato di ammonio. Per favorire la precipitazione si raffredd la soluzione. Il prodotto ( 4) fu filtrato, ma non lavato (considerata la solubilit non trascurabile dellamminoacido ( 4) in acqua) ed essiccato. La purezza del composto (4) venne verificata misurando il punto di fusione di 186-188C contro 186C3 della letteratura. Si calcol una resa del 46,1%.

Si procedette con lesterificazione di Fisher al fine di trasformare ( 4) nel prodotto benzocaina (5). La reazione avvenne in ambiente fortemente acido (fu, infatti, da considerare che parte dellacido avrebbe reagito con il gruppo amminico dellamminoacido (4)) e in eccesso di etanolo (strategia scelta per spostare lequilibrio verso i prodotti). Dalla suddetta reazione non fu ottenuto ( 5), ma il corrispondente solfato (si acidific la soluzione con acido solforico).

4 5

Lisolamento del prodotto (5) avvenne a seguito di alcalinizzazione, a pH9, per mezzo di aggiunta di una soluzione di carbonato; lamminoestere ( 5) fu estratto dalla fase acquosa con etere. Si allontan il solvente etere con rotavapor. Il prodotto, presentandosi come un olio e non come un solido, fu ricristallizzato impiegando una soluzione acquosa di alcool etilico. Venne calcolata una resa, dal composto ( 4), del 31,2%. La purezza di (5) fu valutata osservando il punto di fusione di 86-88C contro gli 89-92C4 della letteratura. Calcolo rese
Resa(3) rispetto a (1) = 100 x (9,59/179,15) / (8,00/107,10) = 71,7% Resa(4) rispetto a (1) = 100 x (4,72/137,20) / (8,00/107,10) = 46,1% Resa(5) rispetto a (4) = 100 x (1,68/165,38) / (4,46/137,20) = 31,2%

PARTE SPERIMENTALE Reagenti


p-toluidina, acetato di sodio triidrato, acido cloridrico conc., anidride acetica, solfato di magnesio, permanganato di potassio, idrossido di ammonio, acido acetico glaciale, etanolo 95%, acido solforico conc., carbonato di sodio

Solventi
Acqua deionizzata, acetone, etere etilico tecnico Dove non diversamente indicato, le sostanze sono state utilizzate come ricevute dal fornitore.

Strumentazione
Capillare in vetro e strumento per la misura del punto di fusione

Procedimento N-acetil-p-toluidina (2) Fu preparata, scaldando a 50C e agitando, una soluzione di 8,00g (7,47x10 -2 mol) di p-toluidina (1) in 200mL di acqua e 8mL di HCl conc.. Alla suddetta soluzione, mantenuta alla temperatura di 50C, vennero aggiunti 10mL (1,06x10 -1 mol) di anidride acetica e, subito dopo, fu addizionata una soluzione precedentemente preparata sciogliendo, sotto riscaldamento, 12g (8,87x10 -2 mol) di acetato di sodio triidrato in 20mL di acqua. Si mescol la soluzione per circa 5 minuti e si colloc in un bagno a ghiaccio per 15 minuti. Il precipitato venne filtrato per mezzo di un imbuto Buchner. I cristalli furono lavati con acqua deionizzata fredda. Venne seccata una piccola porzione di prodotto (2), di cui fu misurato un punto di fusione di 155-162C [Lett: 147-150C]1. Acido p-acetamminobenzoico (3) Si port a ebollizione una soluzione contenete 25,08 g di solfato di magnesio esaidrato, 350mL di acqua e la N-acetil-p-toluidina ( 2). Dunque, si addizion, a piccole porzioni (ogni volta si aspett che il colore viole svanisse), una sospensione di 30,33g (2,17x10-1 mol) di permanganato di potassio in poca acqua. Il riscaldamento venne aumentato e la miscela fu lasciata a reagire per circa unora. Il sistema fu spesso agitato con una bacchetta di vetro. Si not il formarsi di un precipitato bruno. Si procedette con la filtrazione, su imbuto Buchner e attraverso uno strato di celite, della soluzione calda. Il filtrato, incolore, venne raffreddato e acidificato con un eccesso di acido solforico al 20%: si ottenne un precipitato bianco. Fu effettuata unaltra filtrazione su imbuto Buchner. Il precipitato fu essiccato e ne venne determinato il peso di 9,59 g (5,35x10-2 mol), la resa del 71,7% e il punto di fusione, avente valore di 259-265C [Lett: 251-261C]2. Acido p-amminobenzoico (4) Si pose lacido p-acetamminobenzoico (3) (e dei cocci ebollitori) in un pallone con refrigerante a ricadere. Si aggiunse nel pallone una soluzione acquosa di 48mL di HCl

1:1. Si scald gentilmente la miscela, la quale si lasci a riflusso per circa 30 minuti. La soluzione ottenuta, che assunse una colorazione gialla limpida, si fece raffreddare, si trafer in una beuta, le si addizionarono 48mL di acqua deionizzata e si alcalinizz, fino a pH circa 9, con 50mL di ammoniaca 6M. Successivamente si aggiunsero 6mL di acido acetico glaciale e si cerc di favorire la precipitazione innescando il germe cristallino (sfregando una bacchetta di vetro contro le pareti del contenitore) e ponendo la soluzione in un bagno a ghiaccio. Si ottennero dei cristalli bianchi che si filtrarono sotto vuoto e si lasciarono asciugare dal flusso daria. Il successivo tentativo di cristallizzare prodotto dalle acque madri port a scarsi risultati. Si seccarono i cristalli in essiccatore per una notte. Si ottennero 4,72g (3,44x10 -2 mol) di (4) e si calcol una resa del 46,1%. Si verific la purezza del prodotto ( 4)tramite misura del punto di fusione, che risult di 186-188C [Lett: 186C] 3. p-Amminobenzoato di etile (benzocaina) (5) Si posero in un pallone 4,46g (3,25x10-2 mol) di (4)e si addizionarono 65mL di etanolo al 95%; si aiut la dissoluzione di (4) agitando. Dopo collocazione della beuta in un bagno a ghiaccio, si aggiunsero 5mL di acido solforico concentrato. Si applic un refrigerante e si port il sistema a riflusso per circa 2 ore. La prima ora, si agit (muovendo tutta lapparecchiatura) il sistema ogni 15 minuti circa. La soluzione, limpida, assunse una intensa colorazione gialla. Una volta raffreddato, si trasfer il contenuto in un becker e si aggiunse, a piccole porzioni, una soluzione di carbonato di sodio al 10% fino al termine dello sviluppo di gas e schiuma, conseguente a ogni aggiunta di soluzione alcalina. Si addizion unulteriore quantit della soluzione di carbonato al fine di raggiungere un pH di circa 9. Si lasci decantare la sospensione bianca formatasi e si trasfer la soluzione, incolore, in un imbuto separatore. Si lav il becker con circa 100mL di etere che si trasferirono nellimbuto separatore. Si procedette con lestrazione recuperando la fase eterea; si esegu unulteriore estrazione con una porzione di circa 50mL di etere, i quali si aggiunsero alla fase eterea recuperata precedentemente. Si anidrific la fase eterea ottenuta su solfato di magnesio, agitando, per circa 15 minuti. Si filtr la soluzione con un filtro a pieghe e si evaporarono cautamente il solvente e lalcool etilico al rotavapor: si not prima la formazione di un olio e, successivamente, di un solido bianco. Si riprese, con circa 5mL di etanolo al 95%, il contenuto del pallone; si aggiunse qualche coccio ebollitore e si mont un refrigerante a ricadere. Si port il sistema a riflusso sino a completo discioglimento del solido, dunque si aggiunse, a caldo, acqua, circa 10mL, fino a intorbidamento. Si fece raffreddare il sistema in un bagno a ghiaccio notando la precipitazione di un solido bianco. Si filtr il contenuto del pallone su imbuto Buchner e si fece seccare il precipitato sotto flusso daria. Il prodotto ( 5) venne ulteriormente seccato su gel di silice per una notte. Si ottennero 1,68g (1,01x10 -2 mol) di benzocaina (5) e si calcol una resa del 31,2%. Si verific la purezza del prodotto tramite misura del punto di fusione, che risult di 86-88C [Lett: 89-92C] 4.

1: http://www.alfa.com/en/GP100W.pgm?DSSTK=A13721&rnd=603030563 2: http://www.alfa.com/content/msds/italian/A12711.pdf 3:Vogels Textbook of practical organic chemistry, 4th edition, pag. 1242 4: http://www.merckmillipore.com/italy/etile-4-amminobenzoato-benzocaina/MDA_CHEM100877/italian/p_b5yb.s1L340AAAEWJOEfVhTl