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B.

RONCHI (*)

RILEVANZA E PROSPETTIVE DEI SISTEMI ZOOTECNICI SILVOPASTORALI


(*) Dipartimento di Produzioni Animali, Universit degli Studi della Tuscia, Viterbo

I sistemi silvopastorali rivestono un ruolo importante in molte aree geografiche, sia per le funzioni produttive e di sostegno alle popolazioni rurali, sia per le implicazioni di carattere ambientale. Le attivit silvopastorali diffuse nei paesi di area Mediterranea sono spesso allorigine di problemi di degrado ambientale, ma forniscono anche contributi interessanti per il mantenimento della biodiversit e per la diversificazione e caratterizzazione delle produzioni animali. Le prospettive di sviluppo appaiono differenziate in rapporto alle componenti del contesto ambientale e legate a provvedimenti normativi e tecnici. I futuri modelli di gestione dovranno essere sempre pi orientati verso criteri di sostenibilit e multifunzionalit, con integrazione e responsabilizzazione delle diverse componenti ambientali e produttive.
Parole chiave: sistemi silvopastorali, produzioni animali, sostenibilit. Key words: silvopastoral systems, animal productions, sustainability. Mots cls: systmes sylvopastoraux, levage, durabilit agro-cologique.

1. INTRODUZIONE Intorno alla questione dellutilizzazione di aree boschive per finalit zootecniche si sviluppato nel corso degli anni un ampio dibattito, che ha portato alla affermazione di linee di pensiero diverse e spesso contrapposte, con ricadute su aspetti normativi, sociali ed economici. Nella presente relazione il tema pascolo nel bosco viene inquadrato allinterno del tema pi ampio dei sistemi silvopastorali, che comprende non soltanto la pratica tradizionale di pascolamento di erbivori in aree forestali, ma anche altre tecniche di interesse economico ed ecologico che prevedono interventi di forestazione o riforestazione in aree pascolo prive di vegetazione arbustiva ed arborea. Tali aspetti non verranno tuttavia affrontati nella trattazione. I sistemi silvopastorali sono caratterizzati dalla messa in atto di un insieme di pratiche di uso delle risorse naturali del territorio, per diverse finalit e con profonde interazioni ecologiche ed economiche tra le diverse componenti (McAdam, 2004). I sistemi silvopastorali combinano, in un disegno gestionale di tipo unitario, obiettivi produttivi forestali di medio-lungo periodo con obiettivi produttivi zootecnici di corto periodo. Tre principali tipi di sistemi silvopastorali possono essere individuati (Murgueitio, 2006): - sistemi nei quali viene esercitato il pascolo permanente o stagionale in aree boschive; - sistemi nei quali viene introdotta e/o migliorata la produzione di foraggio allinterno di piantagioni forestali; - sistemi nei quali alberi ed arbusti vengono mantenuti o introdotti in aree pascolo. I sistemi silvopastorali rivestono una grande importanza a livello mondiale, come evidenziato da atti internazionali, come i documenti di Rio (convenzioni sulla diversit biologica, sui cambiamenti climatici, sulla lotta alla desertificazione e sullo sviluppo ambientale). In Agenda 21 della suddetta convenzione i sistemi silvopastorali sono ricordati come un modello di gestione sostenibile del territorio. Obiettivo principale della trattazione di delineare il significato attuale dei sistemi silvopastorali, con particolare riferimento a quelli diffusi in paesi dellarea Mediterranea, e di delineare ipotesi per linee di sviluppo sostenibile.

2. LO STATO DELLA RICERCA SUI SISTEMI SILVOPASTORALI 2.1 Gli effetti negativi sullambiente, con riferimento allarea Mediterranea Occorre in premessa evidenziare che, pur in presenza di una notevole e crescente attivit di ricerca sui sistemi silvopastorali, i risultati sperimentali disponibili non sono facilmente confrontabili tra loro, in quanto derivanti da studi in condizioni stazionali a volte profondamente diverse, influenzate da un complesso di fattori che include il clima, le specie animali ed il loro carico, le vicende pregresse legate alla utilizzazione delle risorse, gli interventi umani. Il paesaggio rurale del bacino Mediterraneo profondamente segnato dalle attivit agrosilvopastorali, che hanno contribuito alla creazione di un mosaico di ecosistemi (Di Castri, 1981). I sistemi di allevamento a carattere estensivo che si riscontrano nelle aree mediterranee sono ritenuti responsabili di fenomeni di degrado ambientale, quali deforestazione e desertificazione (Tabella 1). Tali fenomeni sono determinati da una serie di condizioni interagenti (Tsoumis, 1985; Pulina et al., 1998; Mayer et al., 2005): - il permanere del bestiame al pascolo anche nel periodo invernale; - laccrescersi delle dimensioni delle mandrie o del gregge per ragioni di sostenibilit economica; - la marginalit fisica delle aree utilizzate per il pascolamento, prevalentemente collinari e montane, con scarso spessore di suolo e vasti affioramenti rocciosi; - dalle scarse ed irregolari precipitazioni e dalla scarsa disponibilit di punti dacqua; - dalla presenza di aree pubbliche con uso civico di pascolamento, ove difficile mettere in atto sistemi razionali di gestione; - gli incoraggiamenti forniti dalla Comunit Europea, prima dellentrata in vigore di Agenda 2000, ad aumentare la numerosit dei capi allevati. In merito alla questione delle aree gravate da uso civico, se da una parte viene riconosciuto che la presenza di forme di gestione pubblica delle aree pascolive e boschive ha fornito in passato e continua a fornire ancora oggi un contributo di rilievo per leconomia locale, altrettanto evidenti sono i fenomeni di degrado legati alla non corretta gestione

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del bene pubblico da parte di amministratori e di utenti. E utile citare a questo proposito un passaggio tratto da The tragedy of the commons (Hardin, 1968), che mette in luce una profonda modifica del controllo sociale nella gestione del territorio, con predominanza delle strategie individuali: Each man is locked into a system that compels him to increase his herd without limit in a world that is limited. La pratica degli incendi fa parte integrante dei sistemi silvopastorali presenti nelle aree mediterranea (Margaris, 1992). Non infrequentemente sovrapascolamento ed incendi sono strettamente collegati, riscontrabili soprattutto in terre pubbliche. La pratica dellincendio viene vista come un sistema utile per espandere le aree di pascolo a danno della superficie boscata, per limitare lespandersi dei cespugli e per combattere la diffusione di componenti erbacee infestanti. I risultati di questa pratica storica, osservabili in molte aree collinari e montane dellItalia centromeridionale ed insulare utilizzate per lallevamento dei piccoli ruminanti, dimostrano effetti del tutto opposti agli obiettivi fissati. Occorre tuttavia evidenziare che elementi estranei alla gestione pastorale vengono spesso chiamati in causa, rendendo il fenomeno degli incendi boschivi estremamente complesso. 2.2 Gli effetti positivi sullambiente Se da una parte non ci sono dubbi sugli effetti deleteri del carico eccessivo di bestiame e della mancanza di interventi gestionali, esistono numerosi riscontri sperimentali di effetti positivi della presenza del bestiame nei boschi (Tabella 1). Molte aree montane europee hanno fatto esperienza negli ultimi decenni di un progressivo abbandono delle pratiche agricole e zootecniche, fino allo spopolamento. La scomparsa di forme di utilizzazione delle risorse foraggiere e di gestione del territorio ha determinato profonde variazioni a carico della architettura e della fisionomia del paesaggio, con riduzione di alcune componenti del mosaico, degrado delle aree pascolo con invasione di alberi ed arbusti e perdita di biodiversit (Piussi e Farrel 2000). Diversi autori hanno dimostrato che il pascolamento condotto ad un livello intermedio di pressione permette di potenziare la biodiversit nelle sue diverse componenti (Smart et al., 1985; Giurga et al., 1998; Rambo e Faeth, 1999). I sistemi di allevamento a carattere estensivo sono considerati uno strumento utile per modulare la forte dinamica della vegetazione verso lo sviluppo e linvasione delle aree pascolo da parte di specie arbustive (Casasus et al., 2003) e di migliorare la fertilit dei suoli (Smit e Kooijman, 2001). Se adeguatamente impostato e gestito, il pascolamento del bestiame pu essere un utile strumento sia per mantenere lintegrit del paesaggio, sia per la prevenzione degli incendi (Perez, 2002). Numerose sperimentazioni hanno dimostrato che il pascolamento con erbivori domestici, quali ovini e caprini (Bellon e Roggero, 1997), pu essere utile per ridurre la biomassa erbacea ed arbustiva che costituisce un potente combustibile nei periodi estivi. Ci pu apparire, come stato evidenziato da alcuni autori, elemento contraddittorio e provocatorio se confrontato con un contesto di storia delle attivit silvopastorali nellarea Mediterranea, segnato da una tendenza dei pastori ad utilizzare la pratica dellincendio come sistema di rinnovamento delle aree pascolo (Flamant et al., 1999). Molte questioni rimangono tuttavia di difficile soluzione

(Bernues et al., 2005), quali: il tipo di pascolo da utilizzare, le variazioni a carico della vegetazione a seguito del pascolamento, il tipo di animali e le modalit di gestione del pascolamento, la quantificazione dei vantaggi prevedibili sul piano ambientale e delle produzioni zootecniche. 2.3 Ricadute sullallevamento estensivo Molte ricerche hanno affrontato il tema della stima della biomassa foraggiera disponibile per le esigenze dellallevamento e la stima del potenziale valore nutrizionale (Papachristou et al., 2005; Argenti et al., 2006). I dati disponibili non sono facilmente generalizzabili, in quanto influenzati dalle specifiche formazioni, delle fasi vegetative e dellinfluenza esercitata dalle condizioni ambientali. Un ulteriore elemento di complessit e variabilit rappresentato dal fatto che la dieta di un erbivoro in realt costituita da un insieme di singole componenti foraggiere, che si combinano tra loro determinando effetti associativi solo in minima parte conosciuti. Molti dei composti rinvenibili nelle specie arbustive ed arboree sono classificati come fattori antinutrizionali, in quanto possiedono la capacit di interferire con alcuni processo digestivi e metabolici dellanimale, con effetti variabili in funzione della specie e della concentrazione nella dieta (Kumar e Singh, 1984; Mueller-Harvey e McAllan, 1992; Rosales e Gill, 1997). Va inoltre considerata linterazione tra erbivori domestici e fauna selvatica, che non riguarda soltanto la competizione per risorse alimentari, ma anche la competizione per spazi vitali, cos come possibilit di trasmissione reciproca di agenti di malattie parassitarie ed infettive (Kramer et al., 2006). I sistemi silvopastorali forniscono un contributo straordinario per il mantenimento e la salvaguardia della biodiversit animale, rappresentata da razze e popolazioni animali locali (Battaglini et al., 2006), nonch per la salvaguardia di prodotti di origine animale tradizionali, espressione di un forte legame tra genotipo, ambiente di allevamento e tecnica di lavorazione (Tabella 2). Il pascolamento nel bosco contribuisce ad arricchire e a migliorare alcune caratteristiche di composizione dei prodotti di origine animale, latte in modo particolare. Le componenti erbacee, arbustive ed arboree influenzano il profilo aromatico del latte e dei formaggi , agendo positivamente anche sul contenuto di alcune sostanze ritenute di grande interesse per la salute umana (Rubino e Chilliard, 2003). In aggiunta a ci, i sistemi di allevamento a carattere estensivo sono riconducibile e qualificabili come sistemi di tipo biologico, concorrendo a soddisfare una crescente domanda di naturalit dei prodotti di origine animale (Ronchi e Nardone, 2003). 3. PROSPETTIVE DEI SISTEMI SILVOPASTORALI 3.1 Prospettive generali dei sistemi zootecnici a carattere estensivo Levoluzione demografica del pianeta, unitamente alla crescita economica di paesi densamente popolati, determineranno per i prossimi decenni una forte richiesta di proteine di origine animale (Steinfeld et al., 2006). Tale domanda potr essere soddisfatta soprattutto con lulteriore espansione di sistemi di allevamento a carattere intensivo, in particolare quello di specie avicole e di suini, cos come dellacquacoltura (Nardone, 2002). I sistemi di allevamen-

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to a carattere estensivo, che attualmente concorrono solo in parte a livello mondiale allofferta di prodotti di origine animale, avranno un peso sempre meno rilevante in futuro. Ci sar anche condizionato dallevolversi delle condizioni climatiche e dallinfluenza che il clima potr esercitare nelle aree dove attualmente i sistemi silvopastorali sono molto sviluppati e concorrono a sostenere i bisogni delle popolazioni rurali (Toutain e Steinfeld, 2001). I sistemi silvopastorali tenderanno a ridursi ulteriormente nella maggior parte delle aree temperate dellEuropa, come risultato dellabbandono delle aree montane, dellintensificazione delle pratiche agrozootecniche, della scomparsa delle tradizionali forme di transumanza e della specializzazione delle colture forestali (Dupraz and Newman, 1997). Prospettive negative possono essere delineate anche per le attivit silvopastorali in paesi di area Mediterranea, a causa dei bassi ritorni economici, della imprevedibilit dei risultati produttivi, delle difficolt di interazione con strutture pubbliche deputate al governo del territorio e ai servizi sanitari, e della difficolt di poter attingere a contributi integrativi, come precisato nel paragrafo seguente. 3.2 I sistemi silvopastorali nella normativa comunitaria e regionale La politica agricola della Comunit Europea segnata negli ultimi anni da una serie di provvedimenti normativi rivolti a ridurre gli eccessi produttivi, a migliorare la redditivit e lefficienza produttiva degli imprenditori, a porre freno al fenomeno dellabbandono delle aree rurali marginali e allinquinamento delle aree rurali pi favorevoli. In altri termini, la politica agricola comunitaria rivolta a favorire un uso pi sostenibile delle risorse naturali. Ci appare ben evidente nel Regolamento del Consiglio (EC) N. 1698/2005, riguardante i supporti per lo sviluppo rurale a carico del fondo Europeo EAFRD (European Agricultural Fund for Rural Development) (EC, 2005). Il citato Regolamento riconosce alluso multifunzionale delle aree boschive un ruolo fondamentale nello sviluppo rurale. Nel riconfermare il ruolo strategico di alcune misure agro-ambientali e dei sostegni per gli insediamenti in aree montane, il Regolamento introduce in modo evidente il concetto di sistemi agro-forestali, riconoscendo a questi un alto valore ecologico e sociale derivante dalla combinazione dellagricoltura estensiva e dei sistemi forestali. Lattivit agroforestale, e allinterno di essa il settore silvopastorale, potranno avere la giusta considerazione nellambito dei programmi europei per lo sviluppo agricolo. Sono tuttavia prevedibili ostacoli in fase attuativa legati ad una serie di fatti, quali:

- la diffusa presenza di esercizio dellattivit silvopastorale in aree gravate da uso civico; - le incertezze di natura tecnica; - la scarsa attrattivit delle misure previste. Le misure a sostegno dei sistemi silvopastorali dovrebbero essere rapportate al grado di impatto ambientale ed economico che essi sono in grado di sostenere, nonch ai vantaggi prodotti per gli operatori e per la comunit, che risultano di difficile valutazione, soprattutto nella fase ex ante. A seguito del trasferimento delle funzioni amministrative in materia forestale dallo Stato alle Regioni e Province autonome (L. n. 11 del 15/01/1972), gli Enti locali hanno provveduto a dotarsi di specifici atti normativi che, ispirati alle normative generali, si differenziano per finalit e strumenti (Tabella 3). 4. CONCLUSIONI Merita una menzione, come spunto per considerazioni conclusive quanto riportato in un trattato di Selvicoltura (Gori Montanelli, 1950) sul tema del coordinamento e della conciliazione fra bosco e pascolo: Bosco e pascolo sono gli elementi sostanziali della produzione in montagna; il loro coordinamento, la loro convivenza, la loro alleanza, sono basi essenziali di un perfetto e razionale assetto dellordinamento produttivo montano. Pi recentemente, una delle principali conclusioni del congresso internazionale Sivopastoralism and sustainable land management fu che: lo sviluppo dei sistemi silvopastorali dovrebbe essere basato sulla conoscenza del complesso di tradizioni e delle modalit attuali di esercizio (considerando anche degli aspetti sociali e culturali), sulla valutazione delle specifiche dinamiche degli ecosistemi forestali, sugli effetti degli interventi umani sugli equilibri ambientali e sulla ricerca di modelli sostenibili di gestione multifunzionale del bosco (Mosquera-Losada et al., 2005). Si rende necessario un approccio sistemico per la pianificazione e la gestione delle numerose componenti di natura ambientale, tecnica, sociale, economica e politica che interagiscono fortemente tra loro allinterno dei sistemi silvopastorali, come sottolineato nelle Linee guida per la gestione silvopastorale nei parchi nazionali (Ciancio, 2008). Possibili linee di sviluppo futuro, differenziate per principali sistemi silvopastorali presenti in Italia, sono indicate in Tabella 4. Lalto livello di imprevedibilit riguardante gli ecosistemi montani implica necessariamente che la gestione debba essere responsabile, adattabile e flessibile, al fine di tenere conto della dinamica dei vari elementi e delle situazioni che si vengono creare (Bernues et al., 2005). Un processo di negoziazione e di cooperazione multilaterale pu contribuire a delineare indirizzi condivisi e a ridurre i dissidi tra portatori di interessi diversi.

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Significato Economico-produttivo sociale

Effetti positivi Produzioni animali, integrazione reddito Disponibilit foraggi in periodi critici Ritorni economici a breve e medio periodo Mantenimento razze locali Prodotti alimentari tradizionali e tipici Mantenimento insediamenti rurali Miglioramento benessere animale Mantenimento, potenziamento biodiversit Mantenimento paesaggio Fertilizzazione suoli Riduzione rischio incendi Controllo fauna selvatica

Effetti negativi Possibile riduzione ricavi da selvicoltura Scarsa digeribilit e valore nutrizionale Scarsa efficienza produttiva, perdite da fattori ambientali Pratica incontrollata dellincrocio Difficolt per normative sanitarie Carenza infrastrutture Riduzione benessere animale per cattiva gestione Riduzione biodiversit per sovrautilizzazione Desertificazione per sovrautilizzazione Inquinamento sorgenti Pratica abusiva incendi Spopolamento fauna

Ambientale

Tabella 1. Significato economico ed ambientale dei sistemi silvopastorali. Table 1. Economic and ecological values of silvopastoral systems. Tableau 1. Importance conomique et environnementale des systmes de sylviculture et dlevage.

Sistema Semiestensivo bovini alpini Estensivo bovini maremmani Estensivo bovini sardi Semiestensivo ovini da latte Semiestensivo bovini da carne Estensivosemiestensivo Bovini Podolici

Area Pascoli e boschi montani arco alpino Macchia maremma toscana e laziale Pascoli e boschi Sardegna Pascoli collinari e montani aree meridionali ed insulari Pascoli e boschi appenninici Aree collinari e montane Meridionali Pascoli e boschi collinari meridionali ed insulari

Razze Principali Valdostana Piemontese Bruna Grigia Alpina Rendena Maremmana e incroci con bovini da carne Sarda e incroci con Bruna e Modicana Sarda Massese Sopravissana Gentile Romagnola Chianina Marchigiana Podolica

Tempo di permanenza - Estate in aree alpine (*) - Primavera ed autunno in aree subalpine. Permanente Permanente - Permanente - Estate (**) Aprile-novembre
(*)

Prodotti principali -latte - formaggi tipici - carne carne -carne -formaggi tipici -formaggi tipici -carne carne (IGP) -formaggi tipici -carne

-Permanente -Primavera Autunno (**) Permanente Primavera-autunno


(**)

Sarda Aurunci Semiestensivo caprino Garganica Derivata di Siria Maltese Calabrese Casertana Boschi aree collinari apEstensivo Cinta Senese Mora Romapenniniche, centromeridiosuino gnola nali ed insulari Nero Siciliano Sardo Pascoli e boschi appenniniAgricolo Estensivo equino ci Avelignese (* ) Alpeggio/monticazione estiva (**) Transumanza orizzontale Tabella. 2.Principali sistemi silvopastorali presenti in Italia. Table 2. Main silvopastoral systems in Italy. Tableau 2. Principaux systmes de sylviculture et dlevage prsents en Italie.

-formaggi tipici

Permanente

-carne -salumi tipici

Permanente

Carne

Regione/Provincia Provincia di Trento Friuli Venezia Giulia

Riferimento normativo L. Prov. n. 11, 23/05/2007 L.R. n. 9, 23/04/2007

Lombardia

L.R.n. 27, 28/10/2004

Azioni previste - Multifunzionalit ecosistemi - Parchi naturali agricoli - Sostegno a forme di gestione del patrimonio agro-silvo-pastorale - Mantenimento pascoli - Recupero terreni abbandonati - Promozione e sostegno di ricerca, formazione ed assistenza tecnica nel settore agrosilvopastorale - Piano regionale degli alpeggi - Pascolo per prevenzione incendi in boschi e terreni incolti. (segue)

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(segue Tabella 3) Toscana Lazio Abruzzo Sardegna Sicilia

L.R. n.39, 21/03/2000 L.R. n. 32, 20/11/2002 L.R. n. 28, 12/04/1994 Piano Forestale Ambientale Regionale, 27/12/2007 L.R. n. 14, 14/04/2006

-Piani di gestione dei patrimoni silvopastorali pubblici - Piani di assestamento e di utilizzazione dei pascoli - Recupero dei pascoli abbandonati Valorizzazione dei patrimoni silvo-pastorali pubblici -Recupero sistemi forestali danneggiati da sovrapascolamento - Mantenimento e miglioramento sistemi agrosilvopastorali Miglioramento e gestione dei pascoli

Tabella 3. Provvedimenti normativi di alcune Regioni italiane per lo sviluppo dei sistemi silvopastorali. Table 3. Legislation from some Italian Regions for the development of silvopastoral systems. Tableau 3. Mesures rglementaires pour certaines rgions italiennes concernant le dveloppement des systmes de sylviculture et dlevages.

Sistema

Semiestensivo bovini alpini

Estensivo bovini maremmani Estensivo bovini sardi Semiestensivo ovini da latte

Semiestensivo bovini da carne Estensivosemiestensivo Bovini Podolici

Semiestensivo caprino

Estensivo suino Estensivo equino

Linee di sviluppo Integrazione con piani assetto parchi Mantenimento di carichi minimi per conservazione ambiente Integrazione con attivit agrituristiche Valorizzazione prodotti tipici Conservazione razze locali Conservazione e valorizzazione strutture edilizie Conservazione razza Integrazione con piani assetto parchi Piani gestione aree ad uso civico Valorizzazione carne Valorizzazione carne e formaggi tipici Conservazione razze locali Conservazione e valorizzazione strutture edilizie Responsabilizzazione allevatori Integrazione con piani assetto parchi Interdizione pascolo vagante Piani di gestione dei pascoli Interventi riforestazione Mantenimento di carichi minimi per conservazione ambiente Potenziamento infrastrutture Integrazione con attivit agrituristiche Integrazione con piani assetto parchi Integrazione con attivit agrituristiche Valorizzazione prodotti tipici Conservazione razza locale Responsabilizzazione allevatori Piani gestione aree ad uso civico Integrazione con piani assetto parchi Valorizzazione prodotti tipici Conservazione razze locali Interventi riforestazione Controlli sanitari e misure preventive Conservazione razze locali Valorizzazione prodotti tipici Responsabilizzazione allevatori Piani di gestione pascoli Integrazione con attivit agrituristiche

Perspectives for future development are conditioned by different components of environmental contest and by legislative and technical activities. New management models are required, oriented towards sustainability and multifunctionality, integrating and involving different ecological and economic components. RSUM RELEVANCE ET AVENIR DE LES SYSTEMES SYLVOPASTORAL Les systmes de sylviculture et dlevages jouent un rle important dans de nombreuses zones gographiques, aussi bien dans la production, que dans le maintien des populations rurales, et les consquences sur lenvironnement. Les activits de sylviculture et dlevage, rpandues dans les pays mditerranens sont souvent en partie responsables de la destruction de lenvironnement, mais contribuent de faon importante au maintien de la biodiversit , la diversification et la caractrisation des productions animales. Les perspectives de dveloppement apparaissent diffrencies par rapport aux composantes du contexte territorial et lies aux mesures techniques et la rglementation. Une rvision des modles actuels de gestion est donc ncessaire, modles qui devront tre toujours plus orients vers des critres de faisabilit et des critres multifonctionnels, avec lintgration et responsabilisation des diffrentes composantes environnementales et productives. BIBLIOGRAFIA Argenti G., Bianchetto E., Ferretti F., Staglian N., 2006 Proposta di un metodo semplificato di rilevamento pastorale nei piani di gestione forestale. Forest@, 3: 275280. Battaglini L., Mimosi A., Gentile M., Lussiana C., Malfatto V., Bianchi M., 2006 - Razze bovine allevate nel territorio montano piemontese: realt e prospettive. Quad. SOZOOALP, n 3: 84-93. Bellon S., Roggero P.P., 1997 - Elements for sustainable feeling systems in the Mediterranean region. In: Sorensen J.T. (Ed.), Livestock Farming Systems: more than food production, EAAP Publication 89: 80-86. Bernues A., Riedel J.L., Asensio M.A., Blanco M., Sanz A., Revilla R., Casasus I., 2005 - An integrated approach to studying the role of grazing livestock systems in the conservation of rangelands in a protected natural park (Sierra de Guara, Spain). Livestock Production Science, 96: 75-85.

Tabella 4. Linee di sviluppo di sistemi silvopastorali presenti in Italia. Table 4. Perspectives for the development of Italian silvopastoral systems. Tableau 4. Lignes de dveloppement des systmes silvopastorales en Italie.

SUMMARY RELEVANCE AND PERSPECTIVES OF SILVOPASTORAL SYSTEMS Silvopastoral systems are playing an important role in large areas of the world, both for economic benefits and rural poverty alleviation, and for environmental benefits. Mediterranean silvopastoral farming practices are often implicated in negative environmental impacts, but can contribute to biodiversity maintenance and to animal production differentiation and characterisation.

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