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1 LA COMPARAZIONE Come in italiano, la comparazione mette in relazione due termini sulla base di un elemento posseduto da uno di essi in misura

minore, uguale o maggiore dell'altro. L'elemento costituito normalmente da una qualit, posseduta pi o meno intensamente da uno dei due termini ("Marco pi /meno bello di Luca"). In italiano e in latino il rapporto di comparazione pu essere di tre tipi: uguaglianza (A=B)Milziade fu tanto valoroso quanto assennato (Miltiades fuit tam manu strenuus quam consilio promptus) minoranza (A<B)Hai amato il tuo amico meno dei tuoi figli? (Amicumne tuum minus quam liberos dilexisti?) maggioranza (A>B)Chi verr dopo di me pi forte di me (Qui post me veniet fortior me est) I due elementi messi a confronto si chiamano termini di paragone e possono essere costituiti da diverse parti del discorso: - due sostantivi - due pronomi - due aggettivi qualificativi - due infiniti sostantivati - due avverbi Quando il comparativo di maggioranza viene istituito tra aggettivi, c laggiunta di un suffisso allaggettivo, mentre negli altri tipi di comparativo abbiamo luso di avverbi senza modifiche di tipo morfologico. IL COMPARATIVO DI UGUAGLIANZA Il comparativo di uguaglianza indica che i due termini di paragone sono posti sullo stesso piano, come nellenunciato seguente: Paulus tam bonus quam Marcus erat
Paolo era (tanto) buono quanto Marco Il collegamento fra i due termini

di paragone - Paulus e Marcus - costituito dallavverbio tam (tanto, che regge laggettivo bonus) e da quam, quanto. Il latino esprime il comparativo di uguaglianza introducendo i due termini del confronto con i nessi aeque ac/atque allo stesso modo ...che tam ... quam tanto ... quanto sic ... ut cos ... come. Il secondo termine di paragone si trova sempre nello stesso caso del primo. Scimus Paulum tam bonum quam Marcum esse Sappiamo che Paolo tanto buono quanto Marco Scimus Paulum aeque bonum ac Marcum esse Scimus Paulum sic bonum ut Marcum esse IL COMPARATIVO DI MINORANZA Il comparativo di minoranza indica che uno dei due termini di paragone posto in una condizione di inferiorit rispetto allaltro, come nellenunciato seguente: Minus malus sum quam tu Scimus me minus malum esse quam te
Sono meno cattivo di te

Nellesempio ego (sottinteso) e tu sono correlati dalla locuzione avverbiale minus... quam, meno ... che / di. 1

2 Il comparativo di minoranza si esprime facendo precedere il primo termine dallavverbio minus, meno, e il secondo termine da quam, che/di. Ricorda che, come nel comparativo di uguaglianza, il secondo termine va sempre nello stesso caso del primo. IL COMPARATIVO DI MAGGIORANZA La maggioranza degli aggettivi latini forma il comparativo di maggioranza utilizzando il suffisso intensivo -ior per il maschile e il femminile e -ius per il neutro, che si aggiunge al tema del genitivo; esiste una seconda forma perifrastica formata da un avverbio indeclinabile e dall'aggettivo senza suffissi, che segue la flessione della classe a cui appartiene; luso di tale forma riguarda pochi casi nella lingua letteraria, mentre si trova ampiamente nelle testimonianze della lingua d'uso. Ti diamo ora il modello di declinazione di due aggettivi - uno della prima e uno della seconda classe - col suffisso intensivo -ior / -ius: altus, -a, -um alto > alt-ior / alt-ius pi alto SINGOLARE Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo MASCH./FEMM. NEUTRO alt-ior alt-ius alt-ior-is alt-ior-is alt-ior-i alt-ior-i alt-ior-em alt-ius alt-ior alt-ius alt-ior-e PLURALE Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo MASCH./FEMM. NEUTRO alt-ior-es alt-ior-a alt-ior-um alt-ior-ibus alt-ior-es alt-ior-a alt-ior-es alt-ior-a alt-ior-ibus

utilis, -e utile > util-ior / util-ius pi utile SINGOLARE Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo MASCH./FEMM. NEUTRO util-ior util-ius util-ior-is util-ior-i util-ior-em util-ius util-ior util-ius util-ior-e PLURALE Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo MASCH./FEMM. NEUTRO util-ior-a util-ior-um util-ior-ibus util-ior-es util-ior-a util-ior-es util-ior-a util-ior-ibus util-ior-es

Osservazioni 1) Il grado positivo dell'aggettivo si individua togliendo la desinenza e il suffisso -ior e sostituendo loro le desinenze della I o della II classe degli aggettivi (vedi ): utiliores> util> utilis; audaciora> audac> audax. 2) Il comparativo formato col suffisso -ior / -ius si comporta come un sostantivo della terza declinazione con il tema in consonante (vedi ): infatti ha lablativo singolare in -e, il genitivo plurale in -um e i casi retti del neutro plurale in -a. 3) L'aggettivo al grado comparativo va tradotto in italiano con l'avverbio "pi" e il positivo dell'aggettivo. 4) Il nominativo/accusativo/vocativo singolare della forma neutra corrisponde anche al comparativo dell'avverbio: utilius = "pi utilmente" 5) Talora il latino, invece del comparativo di minoranza, usa il comparativo di maggioranza dellaggettivo di significato opposto: meno chiaro = pi oscuro = obscurior. 6) Negli aggettivi della I classe che terminano al nominativo singolare maschile in -ius, -uus ed -eus non si trova il suffisso -ior, che darebbe vita ad un incontro molto pesante di tre suoni vocalici; esso 2

3 sostituito da una perifrasi costituita dallavverbio magis seguito dall'aggettivo al grado positivo: si trova perci magis idoneus, magis strenuus (strenuior ricorre solo tre volte, una in Lucilio e due in Plauto). Questa forma perifrastica ha dato origine alle forme comparative delle lingue romanze. IL COMPLEMENTO DI PARAGONE Il comparativo di maggioranza indica che uno dei due termini di paragone posto in una condizione di superiorit rispetto allaltro, come nellenunciato seguente: Turres altiores quam murus sunt (da Curzio Rufo)
Le torri sono pi alte del muro

Turres altiores muro sunt (da Curzio Rufo) Il secondo termine di paragone pu essere costituito da diversi parti del discorso (vedi par. A) ed essere introdotto dallavverbio quam seguito dal caso del primo termine o espresso con lablativo semplice; nella traduzione italiana il secondo termine va introdotto da "di" o "che". Pi precisamente: - quando il primo termine in nominativo o in accusativo non preceduto da preposizione il latino esprime indifferentemente il secondo termine di paragone con lablativo semplice o con quam seguito dal caso del primo termine. - Il secondo termine di paragone introdotto sempre da quam + il caso del primo termine quando il primo termine in caso genitivo, dativo, accusativo con preposizione, ablativo: Ioci aptiores sunt adulescentiae quam senectuti I giochi sono pi adatti alla giovent che alla vecchiaia quando il confronto stabilito fra due aggettivi, due verbi o due avverbi Homines inconsideratiores in secundis rebus quam in adversis (rebus). Gli uomini sono pi sconsiderati nelle circostanze favorevoli che in quelle avverse. Il secondo termine di paragone espresso sempre in ablativo semplice quando un pronome relativo: Haec verba, quibus nihil potest dici indignius, terribilia sunt Queste parole, di cui non si pu dire nulla di pi indegno, sono terribili con i termini aequum, exspectatio, iustum, opinio, spes (Laevinus) serius spe omnium Romam pervenit (Livio) Levino arriv a Roma pi tardi di quanto tutti si aspettassero (lett. della speranza di tutti) dopo le preposizioni ante, post, supra, ultra e gli avverbi pridie e postridie Non est necesse verba facere ultra quam satis est. Non necessario parlare pi di quanto sufficiente. Il secondo termine di paragone espresso preferibilmente in ablativo semplice nelle proposizioni di forma negativa e nelle interrogative retoriche con senso negativo Nullum hominem cognosco te duriorem. "Non conosco alcun uomo pi duro di te" Estne femina audacior viro? "La donna pi audace dell'uomo?"

IL COMPARATIVO ASSOLUTO Il comparativo viene detto assoluto quando non presente il secondo termine di paragone. Themistoclen, cum in epulis recusaret lyram, putaverunt omnes indoctiorem. (da Cicerone) 3

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Tutti ritennero Temistocle un po rozzo, poich nei simposii rifiutava (di suonare) la lira.

Nel latino classico il comparativo assoluto ha conservato l'originario valore intensivo del comparativo ed esprime lintensit debole (un po/ piuttosto), media (alquanto / abbastanza) ed eccessiva (troppo), mentre lintensit forte (molto / assai) invece espressa dal superlativo. Oltre alla forma suffissale in -ior in latino il comparativo assoluto compare frequentemente nella forma perifrastica: satis deditus, nimis cupidus, parum diligens. Essa dobbligo, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, per gli aggettivi della I classe col tema uscente in vocale: satis idoneus, nimis varius. Septimius Severus philosophiae ac eloquentiae studiis satis deditus fuit, doctrinae quoque nimis cupidus. (Historia Augusta)
Settimio Severo fu abbastanza impegnato nello studio della filosofia e della retorica, troppo interessato anche alle cognizioni scientifiche

IL SUPERLATIVO ASSOLUTO O ELATIVO Il superlativo assoluto - detto anche elativo 1- esprime una qualit al massimo grado, senza termini di confronto. Esso un aggettivo della prima classe formato dal tema dellaggettivo al grado positivo con laggiunta del suffisso -issim- e delle desinenze -us, -a, -um. In italiano corrisponde al superlativo assoluto, che si rende sia con la forma suffissale (bellissimo, altissimo) sia con lavverbio molto seguito dallaggettivo al grado positivo (molto bello, molto ricco). clarus, -a, -um fortis, -e tema: clartema: fort> clar -issim- us, a, um > fort -issim- us, a, um

Osservazioni 1) Gli aggettivi con il tema uscente in vocale, come gi abbiamo visto per il comparativo di maggioranza, hanno la forma costituita dallavverbio superlativo maxime pi il grado positivo dellaggettivo. Perci troveremo maxime idoneus, maxime arduus, maxime strenuus (ma anche talora strenuissimus). 2) I participi presenti e perfetti, quando sono utilizzati come aggettivi, formano il superlativo usando il suffisso -issimus/-a/-um. Per la formazione del grado si parte sempre dal tema del genitivo: sapientis > sapient- > sapientissimus; amati > amat > amatissimus. 3) Le forme avverbiali formano il superlativo sostituendo la terminazione -e a quella -i del genitivo singolare: es. sapientissimi > sapientissime. Nota bene Quando in latino il superlativo dellaggettivo si trova in posizione predicativa, in italiano meglio tradurlo con un avverbio o con una locuzione avverbiale: Demosthenes, qui a Platone philosopho facundiam hauserat, ab Eubulide dialectico argumentationes edidicerat, novissimam pronuntiationis congruentiam ab speculo petivit.
Demostene, che aveva attinto da Platone filosofo leloquenza, appreso da Eubulide dialettico larte dellargomentazione, chiese infine allo specchio larmoniosa compostezza dellesposizione

IL SUPERLATIVO RELATIVO E IL COMPLEMENTO PARTITIVO

Elativo significa che eleva al sommo grado e deriva dal participio perfetto del verbo effero, elatus, -a, -um che assume anche valore di aggettivo, con il significato di elevato, alto.

5 Mentre il superlativo assoluto, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, esprime una qualit al massimo grado, senza termini di confronto, il superlativo relativo indica che un termine possiede una qualit al grado pi alto rispetto ad un ambito di riferimento, che viene espresso da un complemento che chiamiamo partitivo, come nel seguente esempio. Gallorum omnium fortissimi sunt Belgae (Cesare)
Fra tutti i Galli i Belgi sono i pi forti

Gallorum omnium il complemento partitivo, fortissimi il superlativo relativo. In italiano il complemento partitivo viene introdotto dalle preposizioni fra/tra o di. Ricorda che, in italiano, il superlativo relativo si forma premettendo larticolo determinativo al comparativo dellaggettivo (i pi forti), mentre in latino esso formalmente identico al superlativo assoluto e si distingue solo per la presenza del complemento partitivo. Questo complemento si esprime in tre modi equivalenti: in genitivo con e/ex + ablativo con inter + accusativo Belgae fortissimi sunt omnium Gallorum ex omnibus Gallis inter omnes Gallos

Osservazioni 1) Il complemento partitivo pu anche essere sottinteso, qualora risulti evidente dal contesto: per esempio, con verbi che esprimono scelta o confronto, anche in mancanza del complemento partitivo si deve tradurre il superlativo come relativo e non come assoluto. Se consideriamo il quarto enunciato, possiamo facilmente dedurre che con il superlativo potissima lautore si riferisce a cose che ha gi scritto al destinatario della lettera: questi, dunque, fra quelle dovr scegliere le pi attendibili. ALTRE FORME DI COMPARATIVO E SUPERLATIVO COMPARATIVI E SUPERLATIVI CON DIFFERENTI SUFFISSI E PREFISSI - Gli aggettivi terminanti in -dicus, -ficus e -volus, derivati dai verbi dico, facio e volo, formano il comparativo e il superlativo inserendo prima dei rispettivi suffissi -ior/-ius e -issimus, -a, -um un suffisso -ent-, costituito da una -e- seguita dal suffisso caratteristico del participio presente -nt- ( : dicent-s > dicens; facient-s > faciens e > iciens nei composti). Es. maledicus: comparativo maledic-ent-ior; superlativo: maledic-ent-issimus, -a, -um honorificus: comparativo honorific-ent-ior; superlativo: honorific-ent-issimus, -a, -um malevolus: comparativo malevol-ent-ior; superlativo: malevol-ent-issimus, -a, -um Regola pratica: questi aggettivi formano il comparativo e il superlativo dal tema del participio corrispondente. Analogamente providus, egenus, validus, legati ai verbi pro-video, egeo, valeo, formano il comparativo e il superlativo dai rispettivi participi: es. provid-ent-ior/-ius provid-ent-issimus, -a, um ecc. - Gli aggettivi terminanti in -er, sia della I sia della II classe, formano il comparativo regolarmente con le terminazioni -ior/-ius: es. asper-ior, asper-ius; il superlativo, invece, si forma aggiungendo al tema il suffisso -rimus: asper-rimus, -a, -um. - Gli aggettivi con il tema apofonico, come pulcher, pulchra, pulchrum formano il comparativo usando regolarmente il tema del genitivo senza vocale -e-: es. pulchr-ior, pulchr-ius; acr-ior, acrius; celebr-ior, celebr-ius; danno vita invece al superlativo partendo dalla forma apofonica ampliata

6 con la -e-, che si trova al nominativo maschile singolare: es. pulch-e-r-rimus, -a, -um; acer-rimus, a, -um; celeber-rimus, -a, -um. - Sei aggettivi della II classe, terminanti in -ilis, -e hanno il comparativo regolare, ma formano il superlativo unendo al tema il suffisso -limus, -a, -um; essi sono: Positivo Comparativo Superlativo facil-ior, -ius facil-limus, -a, -um facilis difficil-ior, -ius difficil-limus, -a, -um difficilis simil-limus, -a, -um similis simil-ior, -ius dissimil-ior, -ius dissimil-limus, -a, -um dissimilis gracil-ior, -ius gracil-limus, -a, -um gracilis humil-ior, -ius humil-limus, -a, -um humilis Tutti gli altri aggettivi della II classe uscenti in -ilis, -e hanno il normale superlativo in -issimus, -a, -um: es. utilis > util-issimus; nobilis > nobil-issimus ecc. - Il superlativo si pu anche formare con i prefissi intensivi prae- e per-: es. prae-clarus, praenobilis, prae-rapidus; per-facilis ecc. Analogamente avviene in italiano con i prefissi intensivi stra- e arci-: straricco, arcinoto ecc. Talora laggettivo composto con il prefisso intensivo percepito come positivo e pu ricevere anche il consueto suffisso superlativo, cosicch si ha una doppia gradazione, come puoi vedere da questo esempio: Es. Capua in planissimo loco explicata ac praeclarissimo est (da Cicerone)
Capua si estende in un territorio molto pianeggiante e assolutamente splendido

COMPARATIVI E SUPERLATIVI POLITEMATICI - Aggettivi che mutano completamente il tema: Positivo Comparativo buono melior, melius bonus cattivo/malvagio peior, peius malus maior, maius magnus grande minor, minus parvus piccolo molto plures, plus multus

Superlativo migliore/meglio optimus, -a, -um peggiore/peggio pessimus, -a, -um maggiore maximus, -a, -um minore minimus, -a, -um pi plurimus, -a, -um

ottimo pessimo massimo minimo moltissimo

Osservazioni 1) Dalla tabella sopra riportata appare evidente la derivazione delle forme italiane da quelle latine e la loro conservazione nella nostra lingua. Tuttavia litaliano ha sviluppato, e usa, anche le forme regolari, perifrastiche ed organiche, come pi grande / grandissimo; pi buono / buonissimo ecc. 2) Il comparativo plus al singolare ha valore di sostantivo neutro, ed attestato al neutro nominativo e accusativo, e al genitivo (pluris, per esprimere il complemento di prezzo o stima); al plurale ha la declinazione completa, plures, pluri-um, pluribus, ecc. e significa pi numerosi. Il suo composto, usato solo al plurale, complures/complura, complurium ecc., non ha valore comparativo, ma significa molti, parecchi. - Aggettivi che utilizzano il comparativo o il superlativo di altri termini di significato affine: vetus vetustior vetustissimus (< vetustus, -a, -um); attestato anche veterrimus, dal tema veter- del genitivo + -rimus dives ditior ditissimus (< dis, ditis) ferus ferocior ferocissimus (< ferox, -ocis)

7 Leggermente diverso il caso di iuvenis che forma iunior, per una contrazione di iuvenior; esso si trova quando manca il secondo termine di paragone. Iuvenis ha anche un sinonimo nellespressione minor natu (ablativo di limitazione), minore per nascita, che si usa quando il secondo termine espresso; per il superlativo il latino usa la forma perifrastica admodum o maxime iuvenis, formata dallavverbio al grado positivo admodum o superlativo maxime e il positivo. Analogamente laggettivo senex accanto alla forma senior presenta al comparativo maior natu e al superlativo admodum / maxime senex; luso identico a quello di iuvenis. - Aggettivi indeclinabili e difettivi ( ): frugi, sobrio, buono non forma n comparativo n superlativo dalla sua radice. Tuttavia, laggettivo frugalis, -e (non usato al grado positivo nel latino classico) ha lo stesso significato di frugi e presenta regolarmente il comparativo frugalior, -ius e il superlativo frugalissimus, -a, -um; nequam, dissoluto, che vale poco, d vita a nequior e a nequissimus; potis, pote, che pu, capace, possibile, d vita, regolarmente, a potior e potissimus; di questo aggettivo sono molto frequenti il comparativo dellavverbio, potius, seguito da quam, puttosto che e il superlativo avverbiale potissimum, soprattutto. Da un tema oc-, che non d origine a un aggettivo di grado positivo, si formano il comparativo ocior, -ius, pi veloce e il superlativo ocissimus, -a, -um, velocissimo; COMPARATIVI E SUPERLATIVI DERIVATI DA AVVERBI E PREPOSIZIONI Positivo ante (citer) / citra de intus (exterus) / extra davanti al di qua in basso dentro fuori Comparativo anterior citerior deterior interior exterior anteriore citeriore / pi al di qua deteriore / di qualit inferiore interiore esteriore Superlativo non attestato citimus, -a, um deterrimus, a, -um intimus, -a, um extremus, -a, -um extimus, -a, um primus, -a, um postremus, a, -um postumus, -a, -um proximus, -a, -um supremus, -a, -um summus, , -a, -um ultimus, -a, um

il pi di qua il pi vicino di pessima qualit intimo, -a estremo, -a

prae

davanti

prior posterior

posterus / post dietro

precedente primo (fra due) posteriore

primo (fra molti), -a ultimo, -a postumo, -a prossimo, -a vicinissimo, -a supremo, -a sommo, -a ultimo, -a

prope (superus) / supra / sub (ulter) / ultra

vicino sopra

propior superior

pi vicino superiore

al di l

ulterior

ulteriore

Osservazioni 1) La flessione segue quella regolare dei comparativi e dei superlativi. 2) Alcuni di questi termini possono assumere accezioni peculiari: 7

8 deterior, -ius significa meno buono: es. mulier deterior, donna peggiore; postremus, -a, -um connota lelemento estremo in una sequenza spaziale: es. postrema acies, la retroguardia (che viene dopo tutto lesercito); postumus, -a, -um contraddistingue prevalentemente lelemento finale di una sequenza temporale, tanto che possiede il valore di successivo alla morte: filius postumus, figlio nato dopo la morte del padre; proximus, -a, -um e superior, -ius, se accompagnati da un sostantivo che indica il tempo (dies, nox), possono significare precedente: proxima / superiore nocte, la notte precedente; proximus, sempre con gli stessi sostantivi, pu anche significare seguente: in proximum diem, per il giorno successivo. PARTICOLARIT DEI COMPARATIVI E SUPERLATIVI IL RAFFORZAMENTO DEL COMPARATIVO E DEL SUPERLATIVO Il rafforzamento del comparativo Davanti a un comparativo il latino esprime lavverbio con la desinenza -o dellablativo. Esso a tutti gli effetti un ablativo di misura ( ), che si trova anche davanti ad ante e post: multo post e non multum post, paulo ante ecc. Erat multo inferior numero navium Brutus (Cesare)
Bruto era molto inferiore per numero di navi

Alia sententia, asperior in speciem, vim aliquanto minorem habuit (Livio)


Unaltra opinione, in apparenza pi drastica, ebbe uninfluenza alquanto minore

Il rafforzamento del superlativo Il superlativo preceduto da avverbi ed espressioni rafforzative assume significati particolari, che indispensabile memorizzare: longe + superlativo = di gran lunga il pi; Es. Apud Helvetios longe nobilissimus fuit et ditissimus Orgetorix (Cesare)
Tra gli Elvezi Orgetorige era di gran lunga il pi illustre ed il pi ricco

quam + superlativo = il pi possibile; Es. Seminarium ad hunc modum facito: locum quam optimum et apertissimum et stercorosissimum poteris bipalio vertito (Catone)
Preparerai il vivaio in questo modo: rivolterai con la vanga lappezzamento migliore, pi soleggiato e meglio concimato possibile

vel + superlativo = anche, perfino, addirittura il pi; Es. Ea lege ita alienati animi sunt principum Italicorum populorum ut ea vel maxima causa belli Italici fuerit (Asconio Pediano) In seguito a quella legge gli animi dei capi delle popolazioni italiche divennero cos ostili, che essa fu addirittura la causa principale della guerra Italica unus + superlativo = senza confronto; Es. C. Gracchus unus maxime popularis fuit (Cicerone) Gaio Gracco fu senza confronto sommamente democratico facile + superlativo = senza dubbio, senza confronto; Es. Aristoteles vir fuit omnium facile acutissimus et doctissimus Aristotele fu senza paragoni luomo di tutti pi intelligente e pi colto quam qui maxime = quantaltri mai, in correlazione con tam, sic, ita. Es. Tam sum amicus rei publicae quam qui maxime (Cicerone) Sono cos amico dello Stato quantaltri mai

9 IL COMPARATIVO FRA DUE AGGETTIVI O AVVERBI Mentre in italiano per paragonare due aggettivi o due avverbi si usa il comparativo solo per il primo termine e il positivo per il secondo (Marco pi prudente che audace), il latino utilizza o il comparativo di entrambi i termini o li pone entrambi al grado positivo, facendoli precedere rispettivamente da magis e quam. Es. Asia et amoenitate urbium et copia terrestrium maritimarumque rerum et regiis opibus ditiores quam fortiores exercitus faciebat (Livio)
LAsia sia per la bellezza delle sue citt sia per labbondanza dei prodotti di terra e di mare sia per lopulenza dei suoi re rendeva pi ricchi che valorosi gli eserciti

Oppidani acrius quam constantius proelium commiserunt (Curzio Rufo)


Gli abitanti della citt attaccarono battaglia in modo pi impetuoso che tenace

Tibi magis miserum fuit quam turpe haec verba audire


Per te fu una sventura pi che una vergogna ascoltare queste parole

LIDEA DI SPROPORZIONE Quando tra i due termini si viene a creare una forte sproporzione, ovvero un divario pronunciato, litaliano ricorre alla formula troppo + aggettivo per/perch. In questi casi in latino il secondo termine di paragone introdotto da quam pro + ablativo se costituito da un nome; tale costrutto compare diffusamente nella lingua latina soltanto dalla fine del I secolo a.C. Es.: Viderunt virum maiorem quam pro humano habitu (Livio)
Videro un uomo troppo grande per laspetto umano (= pi grande di quanto fosse normale)

Quando il secondo formato da unintera proposizione, essa introdotto da quam ut o da quam qui, quae, quod + congiuntivo (presente e imperfetto) in consecutio. Maior moles erat, quam ut unus sustinere eam posset (Curzio Rufo)
Il peso era troppo grande perch una sola persona potesse sopportarlo

LA COMPARATIO COMPENDIARIA In latino, quando il primo termine di paragone espresso da un sostantivo seguito da una specificazione e il secondo termine costituito dallo stesso nome, seguito da unaltra specificazione, nel secondo termine il sostantivo pu essere sottinteso: di conseguenza il paragone risulta compendiato e prende il nome di comparatio compendiaria: Es. Morbi perniciosiores sunt animi quam corporis (da Cicerone)
Le malattie delanimo sono pi dannose di quelle del corpo.

Lenunciato di Cicerone potrebbe anche suonare cos: Morbi animi perniciosiores sunt quam morbi corporis. Per evitare la ripetizione, il latino d vita a unellissi del termine. In italiano, invece,il sostantivo ripreso da un pronome dimostrativo, in genere quello. Unaltra soluzione, molto frequente negli autori latini, consiste nellesprimere in ablativo, come secondo termine di paragone, quello che dovrebbe essere il complemento di specificazione. Es. Ingenia nostrorum hominum multum ceteris hominibus praestiterunt (da Cicerone)
Gli ingegni dei nostri uomini superarono di molto quelli degli altri uomini.

Nellesempio succitato, il secondo termine di paragone, implicato dal verbo praesto supero, dovrebbe essere multum ceterorum hominum ingeniis praestiterunt.