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Ho la sensazione che i freni della moto siano andati: il principale chiede al dipendente di controllare, e intanto mi dice che sta

riducendo il personale per la crisi. Il meccanico che prova i freni della moto deve essere un lavoratore fidato, uno che sa il fatto suo, e che probabilmente non contraddice il desiderio del padrone. I freni sono a posto, sintetizza loperaio, usurati per il 40%, e guarda il principale un attimo dopo aggiunge: potremmo cambiare lolio usura dellolio: 0. Non se ne fa niente, ma consolo tutti dicendo che verr a provare una motocicletta uscita da poco sul mercato, una moto che non mi serve, che forse non posso permettermi, e che quasi sicuramente non comprer. Il default della Grecia potrebbe contagiare altri paesi della zona Euro, e allora i titoli di stato perderebbero valore, girerebbero come carta straccia paura, fiducia, stabilit dei cambi: pi magia che scienza esatta, del resto la fisica moderna nasce da gente che faceva gli oroscopi. Segue, nello stesso notiziario che parla della crisi e della recessione anche italiana, una notizia, strana: il fatturato delle imprese italiane ad agosto 2011 cresciuto di oltre il 10%. Il valore duso solo un medium, o lalibi puro e semplice del valore di scambio (Baudrillard su Marx in Lo scambio simbolico e la morte (p.18) I regimi di segni non sono funzione ma struttura (in questo senso si muove tutta la riflessione di Lacan sul significante). sotto gli occhi lo sterminio del reale, del reale dei sistemi produttivi, o forse pi giusto dire della produzione, e basta. Il reale un resto che non entra nel circuito degli scambi semiotici. Il segno si emancipato dallarcaica esigenza di riferirsi ad un significato reale (questo marca il passaggio da una regola di equivalenza generalizzata ad un principio di indeterminazione e indifferenza). Un giornalista commenta la crisi attuale: una guerra, anche se non si spara, e la posta in gioco limpero universale del codice, senza pi alcun legame con la sovranit e il potere dei singoli stati. Gli americani hanno leconomia pi potente del pianeta, ed il debito pi grande. Lepidemia dellimmaginario surroga la carenza di valore simbolico (il traffico dei segni, delle cose-merci, delle immagini, del denaro la presenza ossessiva di feticci tutto ci non rinvia ad altro da s, non si chiude se non su sistemi paranoici). Dominante non il denaro, quello basta che circoli, nelle sue variabili di segno senza equivalenza, perennemente in eccesso (liquidit da investire) e in difetto (debiti sovrani e crolli di pezzi del sistema). Normalit della crisi, ciclica o epocale, alla luce dei fatti, non fa differenza. Dominante lossessione identitaria di ritrovarsi comunque nella circolazione dei segni, in qualche tratto, in un corpo che sia il nostro, il mio: gli italiani, i precari, i piccoli imprenditori schiacciati dal sistema creditizio. Il divenire minoritario non Kafka, ma Odradek. Si deve essere chiari: la posta in gioco ancora la distruzione dei rapporti sociali controllati (governati?) dalla legge del valore, e non la natura del segno (forse non lo nemmeno il denaro) che comporta ci ma la imposizione di un regime (codice). Questo impero della legge strutturale del valore ha liquidato il presupposto mercantile di una circolazione monetaria che accompagni, individui e regoli, gli scambi di uomini, merci, capitali e conoscenza: non il comunismo che ha prodotto il terrore, ma il mito progressista di un ancoraggio del sistema a un reale (la terra e il sangue, lo stato nazione o il proletariato). Progresso che non c verifica alcuna in un sistema economico che ha separato la produzione materiale di valori di scambio (il valore duso gi scomparso nel capitalismo industriale) dalla circolazione di valore. La

designazione di valore distrugge, annulla la produzione, segna la fine delleconomia politica. Fine del lavoro, come condizione di un senso o di una socialit autentica, fine della produzione, come luogo di soddisfazione di bisogni materiali, fine delleconomia politica: il modo di produzione non determina alcuna socialit, e neppure laccumulazione nel verso di un percorso lineare (la critica replica il discorso sul tramonto delloccidente, tautologia autoironica); non la determina, quindi bisogna garantirla, a tutti i costi: se si abolisse il salario garantendone uno di cittadinanza a riconoscimento della natura sociale interamente sviluppata del modo attuale di produzione realizzeremmo lequazione utopistica di esistenza sociale e messa a lavoro. Con la preponderanza del capitale fisso il lavoro oggettivato non pi solo un mezzo ma la forma stessa della produttivit (Marx, I Grundrisse, vol. II, p.392); laccumulazione di lavoro oggettivato soppianta il lavoro vivo e si moltiplica mediante laccumulazione del sapere (Baudrillard, Lo sc. Simb. E la morte, p.27). Allora la macchina capitalista fabbrica la forza produttiva e il lavoro; non ci sono pi finalit sociali, ma il solo fine la produzione, si produce la produzione. Il rapporto sociale si cristallizza nel lavoro morto e questo pesa su tutta la societ, rappresentando il codice della dominazione (p.27). Per Baudrillard, Marx si era illuso credendo che liberati dal capitale macchine, scienza e tecnica sarebbero potute divenire lavoro sociale vivo. Marx aveva per compreso che il lavoro oggettivato si trasforma in capitale, cio trasforma i mezzi di produzione in mezzi di comando sul lavoro vivo. Risultato: luomo si colloca accanto al processo di produzione e non ne lagente (Grundrisse, tr. It., II, 401) La produzione si dissolta nel codice, e noi sogniamo ancora leconomia politica. Michele, ottobre 2011