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Se probabilmente la paternit del sonetto da attribuirsi a Giacomo da Lentini, esponente di spicco della corte federiciana e della Scuola siciliana,

, sicuro che questa forma metrica si sia radicata nella tradizione letteraria, dal XII secolo del Notaro fino ai giorni nostri, come una delle strutture del discorso poetico (e, in particolar modo, della lirica)pi efficaci e fortunate. Un sonetto un componimento breve, composto di quattordici versi endecasillabi, distinti in due gruppi, il primo di due quartine (otto versi detti variamente anche fronte oppure ottetto, in quanto inizialmente gli otto versi facevano corpo unico), il secondo di due terzine (sei versi definiti anche sirma e sestetto). Secondo le tesi oggi pi accreditate il sonetto - che nel provenzale antico sonet significa suono, melodia, indicando dunque che in origine al testo si accompagnava sempre la musica deriverebbe da una stanza isolata di canzone(tredici versi), con laggiunta di un verso e la scelta uniformante della misura endecasillabica. Variabili gli schemi rimici: nelle quartine, al modello iniziale a rima alternata ABAB ABAB si aggiunge (e prende progressivamente spazio, fino a divenire maggioritario) quello a rima incrociata ABBA ABBA, che si avvale della prestigiosacanonizzazione stilnovistica (come nel "manifesto" Tanto gentile e tanto onesta pare) e della lezione petrarchesca del Canzoniere. Nelle terzine, sono prevalenti le forme CDE CDE oppure CDC DCD, anche se qui la libert maggiore; conta piuttosto che nessun verso sia irrelato (cio, privo di rima). Un buon esempio di struttura del sonetto Solo e pensoso i pi deserti campi dei Rerum vulgarium fragmenta di Francesco Petrarca: Solo et pensoso i pi deserti campi vo mesurando a passi tardi et lenti, et gli occhi porto per fuggire intenti ove vestigio human la rena stampi. Altro schermo non trovo che mi scampi dal manifesto accorger de le genti, perch negli atti dalegrezza spenti di fuor si legge comio dentro avampi: s chio mi credo omai che monti et piagge et fiumi et selve sappian di che tempre sia la mia vita, ch celata altrui. Ma pur s aspre vie n s selvagge cercar non so, chAmor non venga sempre ragionando con meco, et io collui. Nel sonetto, il discorso poetico pu dunque procedere facendo coincidere metro e sintassi, oppure, come nel nostro caso, essere movimentato dagli enjambements tra verso e verso; in alcuni casi (come nel notissimo sonetto A Zacinto dei Sonetti di Ugo Foscolo), la "spezzatura" pu far continuare la riflessione del poeta anche tra quartine e terzine: N pi mai toccher le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque, Zacinto mia, che te specchi nell'onde del greco mar da cui vergine nacque Venere, e fea quelle isole feconde col suo primo sorriso, onde non tacque le tue limpide nubi e le tue fronde

l'inclito verso di colui che l'acque cant fatali, ed il diverso esiglio per cui bello di fama e di sventura baci la sua petrosa Itaca Ulisse. Tu non altro che il canto avrai del figlio, o materna mia terra; a noi prescrisse il fato illacrimata sepoltura. Diverse le tematiche che, almeno in origine (basti pensare alla tenzone poetica di sapore comico tra Dante e Forese Donati), il sonetto pu accogliere, anche se va detto che, dopo le capitali esperienze dello Stilnovo e della poesia petrarchesca e per la natura breve del componimento, questa forma metrica rimane lo strumento per eccellenza percantare liricamente lamore o per sviluppare sulla pagina una questione privata o un tormento intimo. Eterogenee le varianti formali; possiamo avere infatti sonetti caudati (la cui appendice costituita da un settenario in rima con lultimo verso un distico di endecasillabi, secondo lo schema ABAB ABAB CDE CDE eFF, e che diventa tipico dei componimenti comico-realistici fino a Carducci), sonetti raddoppiati (di ventotto versi) sonetti rinterzati(rafforzati o doppi, caratteristici della poesia di Guittone DArezzo, e in cui un settenario rima con ogni verso dispari delle due quartine e con i due versi iniziali di ogni terzina, secondo lo schema: AaBAaBAaBAaB CcDdE CcDdE), sonetti misti di endecasillabi e settenari alternati, sonetti minori (composti da misure pi brevi dellendecasillabo), sonetti con particolari soluzioni formali (di versi solo sdruccioli o tronchi, legati da rime interne o retrogradi, con un ritornello di chiusura, con versi alternati in latino o in altre lingue romanze). Caso particolare, che testimonia il successo della forma e legemonia culturale italiana nel Rinascimento, il caso del sonetto shakespeariano (o elisabettiano), composto di quattordici blank verses (pentametri giambici) disposti in tre terzine a rima alternate, chiuse da un distico a rima baciata (come nel sonetto 18 o nel sonetto 116di William Shakespeare)