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Adolfo Zavaroni

Le iuvilas di Capua, Anna Perenna e gli Argei romani


In: Dialogues d'histoire ancienne. Vol. 32 N2, 2006. pp. 43-58.

Citer ce document / Cite this document : Zavaroni Adolfo. Le iuvilas di Capua, Anna Perenna e gli Argei romani. In: Dialogues d'histoire ancienne. Vol. 32 N2, 2006. pp. 43-58. http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/dha_0755-7256_2006_num_32_2_3014

Riassunto Adolfo Zavaroni, Le ivilas di Capua, Anna Perenna e gli Argei romani, DHA 32/2, 2006, 43-58. Riassunto: Le figure (teste isolate, ruote, dischi, suidi) rappresentate sulle stele capuane chiamate ivilas denotano la credenza nella rigenerazione, nell'immortalit dell'anima. Questa constatazione permette di dare una interpretazione pi prcisa e pi solida dei dati calendariali delle iscrizioni. *Loisarios sarebbe l'ultimo mese dell'anno, pmperias processioni, sllemnas ricorrente ogni anno. Le pmperias sllemnas (idi di marzo) sembrano equivalere alia festa di Anna Perenna e le pmperias falenias al rito degli Argei romani. Infine le vesullias potrebbero essere un epulum come le dam(u)sennias. Rsum Adolfo Zavaroni, Les iuvilas de Capoue, Anna Perenna et les Arges romains, DHA 32/2, 2006, 43-58. Rsum : Les figures (ttes isoles, roues, disques, suids) reprsentes sur les stles capouanes nommes iuvilas dnotent la croyance dans la rgnration, dans l'immortalit de l'me. Cette constatation permet d'interprter les termes de calendrier contenus dans les inscriptions d'une faon plus prcise et plus solide. *Loisarios serait le dernier mois de l'anne, pumperias processions , sullemnas priodicit annuelle . Les pumperias sullemnas (ides de mars) semblent quivaloir la fte d'Anna Perenna et les pumperias falenias au rite des Arges romains. Enfin les vesullias pourraient tre un epulum comme les dam(u)sennias. Abstract Adolfo Zavaroni, The iuvilas of Capua, Anna Perenna and the Roman Argei, DHA 32/2, 2006, 43-58. Abstract: The figures (isolated heads, wheels, disks, swine) represented on the funerary stelae called iuvilas denote a belief in regeneration, in the immortality of the soul. This observation allows us to give a more precise and solid interpretation of the calendar data of the inscriptions. *Loisarios would be the "last" month of the year, pumperias "processions", sullemnas "recurring every year". The pumperias sullemnas (ides of March) seem to be equivalent to the feast in honour of Anna Perenna and the pumperias falenias to the rite of the Roman Argei. Finally, the Vesullias could be an epulum like the dam(u)sennias.

Dialogues d'histoire ancienne 32/2, 2006, 43-58

Le iuvilas di Capua, Anna Perenna e gli Argei romani

Adolfo Zavaroni*

1. Il simbolismo dlia testa isolata Le 26 stele capuane chiamate iuvilas sono divisibili in due classi : 17 sono in terracotta e le altre 9 in tufo. Su sei stele di terracotta stampata in rilievo una testa comparabile aile teste isolate che troviamo in vari manufatti italici ed etruschi (e greci e celtici), a partire dal VII secolo a. C. (vedi oltre). In uno studio prcdente ho cercato di dimostrare che nell'iconografia etrusca, e pi in gnrale nel simbolismo dei popoli dell'antica Europa, la testa isolata era un simbolo di rigenerazione e rispecchiava un motivo religioso sentito da moltissime persone, la fede nelle divinit preposte al ciclo delle anime. Spesso queste figure sono chiamate maschere e teste votive , ma il loro uso funerario ben noto.1 Gli archeologi classici che hanno studiato i prodotti italici ed etruschi ne hanno trovato i modelli greci a Rodi e ad Olynthos,2 i secondi databili al tardo VI secolo e agli inizi del V secolo. Qui, pero, cio che intressa che la loro funzione era simile in Italia ed in particolare in Etruria. Come altri simboli del ciclo vita-morte-vita espressi gi nella prima Et del Bronzo (le doppie spirali, le ruote, gli uccelli acquatici, le svastiche, le srie di linee parallle ecc), anche i fittili a forma di testa potevano servire come offerte agli di che periodicamente morivano e rinascevano e come oggetti funerari per auspicare la rinascita dei defunti. La testa fittile solo l'adeguamento di una fede che si esprimeva * zavaro@libero.it 1 Ad esempio, D. Baldoni, Ex voto fittili greci [scheda], in: M. Cristofani (a cura di), Civilt degli Etruschi, Milano 1985, 188, scrive che protomi di questo tipo, molto frequenti nei depositi votivi del VI e V secolo a.C, erano utilizzate come ex-voto nei santuari, ma venivano spesso deposte, con la medesima funzione, anche nelle sepolture . 2 Vedi ad esempio S. Mollard-Besques, Catalogue raisonn des figurines et reliefs en terre-cuite grecs, trusques et romains du Muse du Louvre 1, Paris 1954. DHA 32/2, 2006

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in forme diverse nei secoli precedenti (vedi oltre). D'altronde le piccole teste scolpite a sbalzo su laminette d'argento dorato dlia tomba Aureli 11 di Bologna sono datate al 630600 a.C. :3 esse precedono le teste fittili, ma ne hanno la stessa funzione. Una tale finalit simbolica non stata vista dagli etruscologi e dagli archeologi classici, il cui scopo principale sembra essere quello di cercare e fissare dei modelli greci per le manifestazioni culturali etrusche ed italiche. Vorrei pero ricordare che Ann Ross, grazie alla sua grande esperienza nel campo dell'archeologia gallo-celtica, gi nel 1967 aveva affermato che the evidence strongly suggests that the Celtic cult of the head stems direct from Urnfield and earlier Bronze Age Europe where the head was clearly used in certain instances as a solar symbol [in verit il sole qui ha soprattutto la funzione di fare ritornare alia luce].4 Notando che there are many Etruscan burial urns on which an ornament in the form of a human head was affixed ,5 Ann Ross citava anche una affermazione di Pallottino : Peculiar and quite un-Greek, but all the more typically Etruscan, however, is the idea that the head alone is sufficient for this purpose .6 II simbolismo della testa isolata concerne i vari tipi di gorgoneion, le teste dlie divinit preposte aile nascite (inclusa l'arcaica Menrva-Minerva), dlie presunte Menadi (nelle quali dovremmo piuttosto vedere una arcaica Minerva coinvolta nella fecondazione universale), dei Sileni, dei Fauni con un orecchio ferino; ed infine esso concerne generiche teste che in unet pi rcente (IV-III secolo a.C.) potevano anche essere ritratti di defunti, per le anime dei quali si auspicava il ritorno quando il lungo ciclo temporale si fosse concluso.7 Franchi De Bellis, che accenna molto rapidamente aile figure stampate e graffite sulle iuvilas in terracotta, chiamandole genericamente decorazioni motivi ornamentali , d un'utile lista dlie interpretazioni date dai vari autori ai volti umani stampati sulle iuvilas 2, 3, 4, 6 e na-.8 Noi seguiamo la tesi di Mowat9 e di Heurgon10 secondo cui nella iuvila 2 la testa, racchiusa in una corona circolare raggiata, di un

3 M. Martelli, La tomba Aureli 11 , in M. Cristofani - M. Martelli (a cura di), L'oro degli Etruschi, Novara 1983, 274. 4 A. Ross, Pagan Celtic Britain, London 1967, si riferisce al lavoro di E. Sprockhoff, Central European Urnfield Culture and Celtic La Tne , Proceedings of the Prehistoric Society 1955, 257-281. 5 Ross (sopra n. 4) 62. 6 M. Pallottino - M. Hurlimann, Art of the Etruscans, London 1955, 135. 7 A. Zavaroni, La 'testa isolata' come simbolo di rigenerazione per gli Etruschi ed altri popoli (sub iudice). 8 A. Franchi De Bellis, Le Iovile capuane, Firenze 1981, 44-46. Seguo la numerazione adottata in questo lavoro al quale rimando per le notizie riguardanti i luoghi del ritrovamento, le ragioni della datazione al IVIII secolo a.C, la descrizione fisica delle stele e delle loro iscrizioni, ecc. 9 R. Mowat, Inscriptions osques ornes d'images de monnaies , RA IX (1887) 282. 10 J. Heurgon, tude sur les inscriptions osques de Capoue dites iuvilas, Paris 1942, 38. DHA 32/2, 2006

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dio solare. La testa dlie 12a e 127, al contrario, richiama, secondo una tesi espressa da precedenti autori,11 le rappresentazioni di teste di Minerva elmata con lophoi laterali, visibili su altri oggetti. La testa femminile dlia iuvila 4, con un nodo di capelli nella parte superiore (altro motivo frquente su vari manufatti), allude aH'aspetto ctonio di una dea. Le teste dlie iuvilas 3 e 6 non sono identificabili con certezza, ma il solo fatto che siano teste isolate basta a stabilirne la funzione simbolica. A nostro avviso, in conclusione, le figure dlie iuvilas in terracotta non sono mere decorazioni , ma manifestazioni dlia credenza nel ciclo dlie anime, nel loro ritorno su questa terra : si tratta di teste isolate la cui funzione analoga a quella dlie teste disegnate affisse sui vasi italici del V-III secolo, dlie teste maschere in terracotta il cui modello pare provenire da Rodi, dlie teste scolpite sui capitelli a quattro lati che dalla Magna Grecia si diffusero nell'Italia centrale, in Etruria e pi tardi in Gallia, e cosi via. Il problema, allora, quello di sapere se le teste dlie iuvilas di terracotta sono un generico richiamo alla credenza nel ciclo dlia rinascita se hanno un'attinenza implicita con il contenuto dlie iuvilas. Le teste non sono Tunica figura rappresentata sulle stele in terracotta. Nelle iuvilas 2, 3, 6 la testa sui davanti, mentre un (piccolo?) cinghiale porcello inciso stampato sui retro. In 2- il cinghiale figura sui davanti sotto la testa dlia presumibile Minerva elmata. In 1, 5, 11, 14, 16 la testa sostituita da uno pi dischi ruote, mentre il cinghiale prsente nel rovescio di 1, 14, 16. Ecco il quadro degli abbinamenti : testa + cinghiale ruota/ruote + cinghiale disco/dischi + cinghiale La testa quivale simbolicamente alla ruota ed al disco. Ci non contraddetto dal fatto che sulla iuvila 2, su cui stampata una testa (probabilmente quella di un dio solare), sia inciso anche un cerchio mal eseguito fra gli inizi dlie due righe di scrittura.12 Secondo le nostre analisi, fin dall'Et del Bronzo la ruota ed il disco sono simboli dlie 2, 3, 6, 2- , 6

11 Bibliografia in Franchi De Bellis (sopra n. 8), p. 44; Heurgon (sopra n. 10) 37. Anche F. Gilotta, Gutti e askoi a rilievo italioti ed etruschi: Teste isolate, Roma 1985, 54, richiama il fatto che Heurgon abbia rilevato la somiglianza fra la testa stampata sulle iuvilas 2- e quelle di alcuni gutti. Si vedano in particolare le Figg. 49 5O> 51 (Tav. 14) nel libro di Gilotta. 12 Franchi De Bellis (sopra n. 8) 88 afferma che tra le due linee, nella faccia a, compare un segno inspiegabile quasi sicuramente indipendente dal contenuto dell'iscrizione . DHA 32/2, 2006

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divinit dei cicli universali, compreso il ciclo dlie anime.13 L'ipotesi di Heurgon,14 secondo cui i cerchi raffigurano gteaux sacrs a forma di ruota come quelli che si offrivano a Summanus15 da invertire : i liba a forma di ruota alludono al fatto che Summanus un dio dei cicli.16 Non quindi sostenibile la tesi di Franchi De Bellis, secondo cui ... anche per i 'cerchi' come per il porcellino c' un appoggio interpretativo nei testi, che Heurgon non capi per errata interpretazione, sua e di tutta la vulgata, della voce kersnasias : questa, in quanto in opposizione a sakrasias, al sacrificio cruento, indica il sacrificio non cruento, di tipo agrario, cio l'offerta di prodotti cerealicoli, quali pani, focacce ecc. di cui i 'cerchi' sono evidentemente la traduzione figurativa .17 La tesi che il porcellino (in realt in due tre casi casi pi appropriato ritenerlo un cinghiale) rappresentato sulle stele in terracotta sia un rimando al sacrificio stesso dell'animale , un simbolo figurativo delle operazioni richiamate nei testi dei tufi dalla voce sakrasias da espressioni ad essa riconducibili 18 (il termine sakri-m, sakri-d, sakriss nei testi vB, 20-21 su stele in tufo indica notoriamente un piccolo di suino da sacrificare) gi di per se discutibile. Ancor meno probabile che i cerchi e le ruote alludano a delle tor te sacrificali, perch i cerchi e le ruote non sono alternativi ai cinghiali, ma aile teste isolate . Se pensassimo che nelle stele con le figure del cinghiale (o porcello) e dei dischi l'uno e gli altri alludono aile offerte sacrificali, dovremmo dedurre che, laddove abbiamo la testa umana ed il cinghiale, siano sacrificati l'una e l'altro. In precedenza abbiamo menzionato la tesi che il gorgoneion e le teste delle presunte menadi sono in stretto rapporto con la rigenerazione, ci che si potrebbe ipotizzare in base alia loro massiccia presenza in santuari dedicati a divinit preposte aile nascite. Proprio a Capua, tra le antefisse del santuario del fondo Patturelli, attivo almeno fin dalla prima meta del VI secolo, oltre a volti femminili di difficile identificazione, troviamo vari tipi di gorgoneion, teste di sileno, l'immagine della potnia thern che stringe due oche, una dea con l'arco a cavallo (sotto il cavallo c' un uccello acquatico che, come le oche, allude al trasporto delle anime), mentre fra il materiale votivo sono presenti teste isolate, statuette di madri che tengono in braccio un bambino un porcellino, ecc. : tutti evident! simboli di riproduzione. Perch le maires tengono in braccio un piccolo suino 13 A. Zavaroni, Les dieux du cycle de la rgnration dans quelques figures celtiques , RHR 221-2 (2004) 160-161 ; Id., Teonimi e figure divine sulla Roccia 50 di Naquane (Valcamonica) , Ollodagos XVIII (2004) 229. 14 Heurgon (sopra n. 10) 58. 15 Fest. 474, 17: Summanalia liba farinacea in modutn rotae fincta. 16 A. Zavaroni, Communitary and Individualistic Gods in German and Roman Religion , Geriort 24-1 (2006) 299-300. 17 Franchi De Bellis (sopra n. 8) 46-47. L'errore pi consueto degli archeologi quello di scambiare i simboli religiosi per rappresentazioni di oggetti della realt quotidiana. 18 Franchi De Bellis (sopra n. 8) 46. DHA 32/2, 2006

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invece di un bambino? Per sacrificarlo? Sacrificarlo al posto del bambino? perch nelle iuvilas l'unico animale citato come vittima il porcello, il sakrisl19 Siccome la funzione funeraria dlie iuvilas innegabile, supponiamo che i suini fossero connessi con le anime dei defunti. Non con i defunti , ma con le loro anime. Il suino la vittima rituale per le divinit ctonie, ma il motivo non ci stato tramandato. La tarda giustificazione secondo cui il cinghiale ed i suini erano sacrificati a DemetraCerere perch rovinavano le messi mostra soltanto che il motivo non era pi compreso gi nell'antichita. Tuttavia, la comparazione con riti e miti di vari popoli indoeuropei mostra che il cinghiale era connesso con la sopravvivenza dello spirito nell'Aldil. Dal materiale celtico si puo dedurre che mentre l'aquila la forma assunta dal dio redentore e conduttore di anime Lugus per involarsi da questo mondo quando arrivato il momento ciclico dlia sua scomparsa, il cinghiale ne rappresenta la forma pi comune assunta dallo stesso dio quando egli erra nell'Aldil.20 Sul monumento di Chteauneuf-les-SaintMaurice (Sane-et-Loire), datato all'inizio del I secolo d.C, si vede un'aquila che tiene con gli artigli un medaglione in cui scolpito un viso imberbe al di sopra di una scrofa. Secondo noi, il volto umano nel medaglione quello del dio che ritorna sulla terra, ma la composizione aquila + testa + cinghiale , oltrech simbolizzare la metamorfosi ciclica del dio Lugus che va e torna dall'Altromondo, allude anche al ciclo vita-morte-vita degli uomini. Nelle iuvilas di terracotta il rapporto spaziale fra la testa isolata ed il cinghiale del tipo davanti/dietro e sopra/sotto (come nel monumento di Chteauneufles- Saint-Maurice) : entrambi i rapporti possono fare allusione alla relazione questo mondo / altro mondo . Il simbolismo dlia testa isolata ci induce a ricusare 1 equazione tra volti e indicazione del mese ventilata da Franchi De Bellis, la quale, poich nelle terrecotte 2, 3, 4, 6, 120-7, tutte effigiate dalla protome umana, l'annotazione del mese manca e vi si menzionano genericamente le feste (diuvias, vesulias, pumperias pustmas) , deduce che la protome un'indicazione di mese.21

19 Per sacris porcello cfr. Varr., re rust., 2,4,16: (...porci ...lactentes) qui a partu decimo die habentur puri, et ab eo appellantur ab antiqui sacres, quod turn ad sacrificium idonei dicuntur primum. 20 Zavaroni, Les dieux ... (sopra n. 13). 21 Franchi De Bellis (sopra n. 8) 47. Notando che la terracotta 10 fu trovata rotta in due pezzi e frammentata sul lato destro, dove si osserva un avanzo di vernice nera , l'A. aggiunge: Quest'ultima notizia non sufficiente per supporre che la stele originariamente fosse effigiata con le solite decorazioni n, come per l'iscrizione 24, si hanno elementi determinanti per poterlo escludere . Quanto alla 24, se anche si ammettesse che non vi erano figure, il problema che le argomentazioni di Franchi De Bellis non possono provare che vesulliais fertalis contiene l'indicazione di un mese: se improbabile che vesulliais sia un nome di mese, ancor meno probabile che lo sia fertalis (vedi 5). DHA 32/2, 2006

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2. Le idi mamertias, Anna Perenna e le pumperias sullemnas Se accettiamo la tesi che le teste isolate , le ruote ed i cinghiali raffigurati sulle iuvilas in terracotta alludano alia credenza nel ciclo delle anime, possiamo cercare di verificare se le stele erano apposte sulle tombe in luoghi sacri in occasione di cerimonie durante le quali si onoravano delle divinit coinvolte nella rigenerazione. da notare che la nostra ipotesi sul simbolismo della testa isolata spiega perch questa si trovi tanto su oggetti funerari quanto su oggetti sacri. Inoltre la nostra ipotesi non preclude che simboli analoghi ornassero le suppellettili della vita quotidiana. Le croci e le madonnine dei cristiani sono simboli religiosi (anche se poi se ne fa una mostra estetica ) usati in ogni circostanza. Dunque, la tesi che le iuvilas - siano esse figurate sprovviste di simboli - riguardino la credenza nel ciclo delle anime compatibile tanto col fatto che su due di esse si legge una indicazione topografica concernente une place dtermine dans le sanctuaire 22 (sempre che il lucum in questione sia un luogo sacro) quanto col fatto che altre iuvilas fossero affisse ad una tomba. Le indicazioni temporali delle iuvilas - in nominativo assoluto in ablativo - si trovano in : 1) Le idi (eiduis) : 7 eidu[ ma[ ; 20 eiduis mamerttiais ; 10 fisiais eiduis luisarifs. 2) Le pumperias : 2 pumperias pustmas ; i^pumperi mamert; 18-19 pumpe(rias) fal(enias) ; 21 pumperiais sullemnais ; 22-23 fiisiais pumperiais prai-mamerttiais. 3) Le vehiianas : 17 A-B pustrei iuklei vehiianasum ; 14 vehiia[ . 4) Le dam(u)sennias : 6 damuse[ diuvia[ ; 17 A-B damsennias pas fiiet pustrei iuklei vehiianasum. 5) Le vesulias : 3 vesulias ; 4fiis[ vesu[ ; $f[ deiv[ ; 8 ve[ ; 2- vesuliais deivinais ; 24 vesulliais fertalis. Ci sembra molto probabile che il mese di marzo fosse il primo mese dell anno anche nella Capua osca, come lo era nella Capua etrusca. Franchi De Bellis, nell'argomentare la tesi che *Mamertios fosse il primo mese a Capua come nell'antica Roma, non accenna alia Tabula Capuana etrusca che notoriamente ha la struttura del calendario.23 In essa rimangono soltanto i nomi da aprile (apirase, locat.) a luglio (alsi, locat.), ma vidente che la prima sezione si riferisce al primo mese, che ricostruibile come * grazie alia glossa Velcitanus Tuscorum lingua Martius mensis dicitur.24 22 Heurgon (sopra n. 10) 50. 23 II problema secondo cui si attribuivano dieci mesi all'arcaico calendario romano romuleo (anche la Tabula Capuana divisa in 10 sezioni) non pu essere discusso in questa sede. 24 Riportata in M. Pallottino, Testimonia Linguae Etruscae, Firenze 19682, 107. DHA 32/2, 2006

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Le idi di un altro mese sono citate nella iuvila 10 : diuvilam tirentium I magnum sulum muinikam I fisiais eiduis luisartfs I sakrvist iiuk destrst *iovilam Terentiorum Magiorum omnium communem feriis idibus *Loisariis sacrabit : ea dextra est .25 Siccome Franchi De Bellis ritiene che il mese Mamertios osco fosse preceduto da un mese dedicato ai morti, il cui nome viene taciuto per tabu ,26 implicito che ella tenda a ricusare la tesi di Heurgon e di Vetter secondo cui il mese *Loisarios sarebbe quello dlie purificazioni e coinciderebbe con il Februarius romano.27 In effetti la comparazione con lat. lridus, lues, hua (Mater) addotta da Vetter per giustificare la sua tesi poco attendibile. Altrettanto improbabili appaiono le comparazioni con lat. ldus, lsus e con lat. lira < *loisa, u. dis-ler-alinsust proposte da altri autori.28 invece possibile, a nostro avviso, una comparazione con gr. () ultimo, estremo , lit. liesas, lett. Hess magro, scarso ed i termini derivanti da germ. *laisiZ- weniger, minder , cio dalla radice *leis-, *lois-.29 Secondo questa comparazione *Loisarios sarebbe Ultimo (mese) il Minore (mese) . La seconda dizione trova conforto nel fatto che febbraio non solo era l'ultimo mese, ma forse gi in et arcaica era il pi brve (cfr. l'odierno cimr. mis Bach February < small month ). Commentando la formula pumperias pustmas dlia terracotta 2 e ritenendo improbabile che pustmas (nom. plur.) sia un nome di mese, Franchi De Bellis suppone che questo termine sia stato usato come mezzo per eludere il nome del mese tabuato .30 Si accolga no la tesi del mese tabuato (noi siamo inclini a ricusarla), cio che conta che le pumperias pustmas sono le pumperias dell'ultimo mese del ciclo annuale e che le fisiais eiduis luisarifs (abl.) potrebbero essere le idi dello stesso ultimo mese. Le iuvilas 22 e 23, scoperte insieme nel fondo Patturelli di Capua, sono attinenti aile stesse persone (Sp. Caluvies e fratelli) ed hanno lo stesso dato temporale fiisiais pumperiais prai-mamerttiais. Anche le iuvilas 18 e 19, trovate insieme, si riferiscono ad una stessa persona (Sepies Heleviies) ed hanno la stessa annotazione temporale pumpe fal = pumperias falenias. Le stesse circostanze si riscontrano nelle coppie 17A-17B e 12a2 dlie stele in tufo che erano verosimilmente disposte in modo da far combaciare le facce non scritte. D'altronde la terracotta opistografa 2 riporta le stesse informazioni (kluvatiium I pumperias pustmas) sulle due facce e cio avviene anche nella 3 (famiglia : 25 Ricostruzioni di destrst diverse da destr(u) est ci sembrano immotivate: anche lat. dexter pu indicare di per se cio che a destra. 26 Franchi De Bellis (sopra n. 8) 54. 27 Heurgon (sopra n. 10) 82 ; E. Vetter, Handbuch der italischen Dialekte, I Bd., Heidelberg 1953, n. 82. 28 Rapida rassegna in Franchi De Bellis (sopra n. 8) 50 e in J. Untermann, Wrterbuch des OskischUmbrischen, Heidelberg 2000, 436. 29 J. Pokorny, Indogermanisches etyntologisches Wrterbuch, Bern - Mnchen 1959, 662. 30 Franchi De Bellis (sopra n. 8) 54. DHA 32/2, 2006

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kluvatium ; festa : vesulias -[ ). Per analogia, allora, possiamo supporre che il dato temporale fosse il medesimo anche nella coppia di iuvilas 20-21, sebbene sulla 20 si legga etduis mamerttiais e sulla 21 pumperiais sullemnais.31 Per l'interpretazione di pumperias concordiamo con Franchi De Bellis che, dubitando della derivazione da *penkwe accettata dagli autori precedenti, accosta il termine a gr. , ed ipotizza che le pumperias fossero una festa avente nella 'processione' il suo momento caratterizzante .32 D'altronde, all'osco pumperias corrisponde la forma pumperias della Tabula Iguvina Hb,2 che puo offrire anche qualche parallelismo concernente il rito. Infatti in questa Tabula si prescrive il sacrificio semenies tekuries in occasione delle riunioni decuriali dove si riuniscono i rappresentanti di dieci gentes iguvine ; pumperias XII ne costituisce il dato temporale : se XII indicasse, come noi crediamo, il dodicesimo mese, le pumperias XII corrisponderebbero all pumperias pustmas e aile pumperias praimamertias di Capua. Se, com' desumibile dalla coppia di iuvilas 20-21, le pumperiais sullemnais pompis sollemnibus coincidono con le etduts mamerttiais idibus martiis, esse possono corrispondere ai riti celebrati a Roma in quel giorno. Infatti la dea festeggiata Anna Perenna che piu di ogni altra coinvolta nei ciclo della rigenerazione.33 Macrobio Sat. 1,12,6 ricorda che aile idi di marzo si va a sacrificare pubblicamente ed in privato ad Anna Perenna ut commode liceat annare etperennare. Che Anna Perenna sia una dea dei cicli confermato dai riferimenti calendariali delle idi di marzo e anche di settembre, quando la sua alter ego Minerva invitata con Giunone al banchetto di Giove Ottimo Massimo nel tempio capitolino. Le idi di marzo e settembre, coincidendo precedendo di poco gli equinozi, sono i giorni in cui la luce solare muta il suo trend. Ovidio F. 3,545-656, ordisce un racconto in cui Anna figura come sorella di Didone, l'amante punica di Enea, usando elementi mitici poco noti. Presumibilmente, il poeta non s'inventa ex novo la storia di Pygmalion fratello di Anna : Pygmalion richiama una natura di nano (pygmaeus) ed i nani sono associati ai satiri ed ai sileni come agenti della riproduzione universale. Per sfuggire al fratello, Anna arriva nel Lazio, dov' riconosciuta da Enea che la vuole ospitare ; ma suscita la gelosia di Lavinia, moglie dell'eroe. Allora Anna si getta nel Numico, il rivo il cui Genio i Romani elessero a 31 La lettura sullemnais di Franchi De Bellis (sopra n. 8), 161-162, nettamente pi attendibile delle precedenti, nonostante i vari dubbi epigrafici. 32 Franchi De Bellis (sopra n. 8) 57. Franchi De Bellis, segnalando giustamente il problema della terminazione -ria, suggerisce che anch'essa sia mutuata dal greco, cio dai nomi di feste in -. Sono pero possibili altre ipotesi che non opportuno discutere qui. 33 D. Sabbatucci, La religione di Roma antica dal calendario festive all'ordine cosmico, Milano 1988, 98, traduce l'espressione di Ovidio (F. 3,523) festum gniale come allegra festa . Ci plausibile, ma non possiamo escludere un doppio senso, dato che gniale in origine significa concernente il genius . DHA 32/2, 2006

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progenitore della loro stirpe. La storia si conclude con le parole di Anna che dice di essere una ninfa del Numico e di essere amne perenne latens (Ovid. F. 3,654). Questa non una invenzione poetica di Ovidio causata dall'assonanza fra amne perenne e Anna Perenna : 1 arcaica Anna doveva essere veramente una divinit collegata al corso eterno del ciclo annuale e latens richiama il fatto che la dea , in uno dei suoi aspetti, ctonia, nascosta. Ovidio dice poi che per alcuni Anna Perenna Luna est, quia mensibus inpleat annum ; per altri ella Themis, che Ovidio stesso (Met. 9, 418) considra dea fatidica pi che dea della giustizia (per certi Greci Themis madr di Mora). Altri ancora identificano Anna con (Inachiam bovem) ; infine qualcuno la dice figlia di Atlante (il sostegno-perno su cui gira il mondo) e qualcun altro nutrice di Giove (l'arcaico Giove era ciclico e quindi assumeva anche l'aspetto di puer). ____ Ovidio narra altre due storie in cui Anna dea, ma vecchia : quando la plbe si rifugio sul Monte Sacro, durante la secessione a cui gli annalisti attribuiscono la data del 494 a.C, fu Anna a nutrirla : con sembianze di una vecchietta pulita e operosa distribuiva rustiche focacce alla gente. Finita la secessione, le fu eretta una statua in citt. Nell'altro racconto, Marte, innamorato di Minerva, si rivolge ad Anna con la scusa che la dea onorata nel suo mese e le chiede di procurargli un incontro con la dea armifera. Anna concede la promessa, ma all'incontro si prsenta lei stessa con il volto velato (la dea anche latens). Per quello scherzo, ella cara a Minerva ed a Venere. Dunque, Ovidio attribuisce ad Anna Perenna diverse funzioni ed aspetti. La loro apparente eterogeneit ha generato scetticismo circa la veridicit dlie informazioni. Ma non dobbiamo essere pi scettici verso Ovidio che verso gli esegeti moderni : il quadro eterogeneo di Ovidio concorda con i versi di una satira di Varrone te Anna ac Peranna, Panda Cela te Pales I Nerienes et Minerva, Fortuna ac Ceres. Questi versi indicano che Anna Perenna l'eco di una grande dea polifunzionale. La funzione di Cerere si esprime nel racconto ovidiano del soccorso alla plbe durante la secessione di Monte Sacro, ma si coglie da altri indizi meno palesi. Questa pluralit riducibile all'unit quando notiamo che Anna, al pari del dio maschio che presiede al ciclo stagionale della vegetazione, muta nel corso dell'anno. Dunque, la ciclicit spiega la molteplicit di Anna, compresa la sua equivalenza, sulle prime sorprendente, con Minerva ; e spiega anche la sua morte poetica mitologica che ovviamente contrasta con 1 essere Perenna. Divenire corso perenne del Numico

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indicativo : il Nutnicus, un rivo che scorre nel luogo sacro a Sol Indiges,34 ha un nome drivante da *nem-/nom- distribuire > numro, regola, legge : evidentemente esso era associato ad una deit che fra le sue prerogative aveva un ruolo di regolatore, come Minerva e Giove. Poich la testa isolata di una delle iuvilas di terracotta considerata la testa di un dio solare ed altre possono alludere ad Anna-Minerva, la tesi che il calendario festivo di Capua avesse celebrazioni comparabili con quelle romane acquista maggior peso. Franchi De Bellis, dopo aver notato che a differenza di lat. sollemnis, osco sullemnais ha il tema in -a, contesta che sollemnis esprima l'idea di annualit . A suo avviso, il contesto suggerisce che sullemnais significa solenni, tradizionali, festive ; inoltre, nelle iuvilas ogni 'annualit' riferita all feste pomperie smentita decisamente dalle altre attestazioni nelle iovile da cui chiaramente si evince una ricorrenza mensile delle pomperie .35 A nostro avviso, al contrario, la presenza di sullemnais nella iuvila 21 rafforza la tesi che l'antico significato di sollemnis ( = quod omnibus annis sacrari dbet : Fest. 306. 36) appropriato e mostra che le pumperias delle iuvilas non si svolgevano in date ricorrenze mensili, ma in ricorrenze annuali. Discutendo 1 etymon di sollemnis, Ernout e Meillet si chiedono se l'adjectif sollus tant donn pour osque par Festus , le second terme de sollemnis ne correspondait pas osq. amnud 'circuit', le sens de Fadjectit tant 'qui a lieu le circuit de l'anne tant entirement coul' .36 Essi osservano che les emplois de l'adjectif ne permettent pas ans' d'tablir qu'il ait signifi spcialement 'qui a lieu tous les et, mme en ce cas, il faudrait expliquer la composition du mot et la valeur de sollus dans le groupe, en face de cottdie et quotannis . La forma pi antica sollempnis attribuita da Festo a Catone certamente non contiene un termine riconducibile alla radice di annus (a nostro avviso annus da ^an^nos) :37 *-empnis riflette *amp-n- < *amb-n-. Se ambitus l'andare in 34 Dionisio parla di un tumulo situato in Lavinium nel quale ai suoi tempi si leggeva una dedica che egli traduce come . Indiges era anche un appellativo di Aeneas (Verg. Aen. 12,794). Nella localit individuata come locus Solis Indigitis, esisteva un santuario datato al V secolo a. C, in cui si sono trovate una testa di Minerva elmata ed una antefissa rappresentante due teste - una maschile e una femminile - di Sileno e di menade . L'antefissa simile ad altre due del deposito votivo di Campetti a Veio, dove era venerata Minerva (vedi A. Cutuli, D 1. Antefissa [scheda], in Enea nel Lazio archeologia e mito, Roma 1981, 167). Riteniamo che l'arcaica Minerva etrusca e latina fosse periodicamente una compagna di Fw/7wns-Bacco e che apparisse nell'aspetto di menade. Ci implica che il concetto che gli Etruschi avevano delle menadi era diverso da quello dei Greci del IV secolo a.C. (o almeno era diverso da quello degli archeologi odierni). Le menadi dell'iconografia etrusca non sono esseri umani che partecipano ad un corteo in onore di Bacco, ma le compagne divine dei satiri, fauni e sileni, agenti dlia riproduzione universale. 35 Franchi De Bellis (sopra n. 8) 169. 36 A. Ernout - A. Meillet, Dictionnaire tymologique de lu langue latine, Paris, 20014, 633. 37 A. Zavaroni, Etr. ana, lat. anus, annus, got. alpn, germ. *ansi- , IF 108 (2003) 223-247. DHA 32/2, 2006

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giro > orbita, circuito , poteva esistere anche un sostantivo quivalente *amb(V)no-s > *atnpno-s > *amno-s di cui amnud l'ablativo attestato con funzione di preposizione significante circa, causa (cfr. gr. esprimente anche causa). Quindi il senso originario di sollempnis doveva effettivamente essere che compie un giro completo (del corso solare) > ricorrente ogni anno . 3. Le pumperias praimamerttias ed i Parentalia latini II dato temporale dlie iuvilas 22-23 costituito dalla formula fiistais pumperiais prai mamerttiais. Non possiamo stabilire il giorno preciso di queste pumperias processioni . Se avvenissero aile idi di febbraio - corne riteniamo fosse per la cerimonia dlia iuvila 10 {fisiais eiduis luisarifs) - esse corrisponderebbero alla festa romana in onore di Fauno e (a partire dallora sesta) ai Parentalia, che poi si protraevano fino al 21 del mese. Mentre Fauno era un dio connesso anche con la fecondazione, i Parentalia consistevano in servizi funebri per gli antenati. Dunque, ambedue le celebrazioni sono attinenti alla sfera di funzioni dlie iuvilas. Non nostra intenzione indagare sulla presenza di un funzionario pubblico, religioso civile che sia, nelle cerimonie dlie iuvilas capuane, nella parentatio romana e presumibilmente nelle semenias tekurias di Gubbio in occasione dlie pumperias XII (del dodicesimo mese). Noteremo soltanto che dal nostro punto di vista tali cerimonie da una parte erano pubbliche, in quanto celebravano divinit preposte alla generazione ed in particolare aile gentes costituenti il popolo, dall'altra erano private perch riguardavano gli antenati (ed il ciclo dlia rinascita) dlie famiglie.38 Franchi De Bellis, secondo la quale la formula pumperiais prai mamerttiais usata per non pronunciare il mese tabuato, Febbraio, dedicato ai morti , non accoglie l'ipotesi di Conway, che suppone un mese intercalare tra Febbraio e Marzo,39 n quella di Heurgon40 che considra queste pumperias quali feriae conceptivae, annales nec die statutae richiamandosi ad un passo di Varrone (L.L., VI, 25) che non autorizza comunque le sue conclusion! . Secondo la studiosa, l'espressione nec die statutae non interprta

38 Sabbatucci (sopra n. 33) 50, scrive che se riguardiamo la parentatio [romana] corne un rito privato, non ci spieghiamo la parentatio pubblica eseguita da un pubblico sacerdozio [le vestali]; ce la dovremmo spiegare come una specie di rivincita del privato sul pubblico, del 'familiare' sul 'civico', sia che la si consideri come un artifizio per eliminare certi sacra privati mediante un sacrum pubblico e sia che si tratti di un residuo dell'antico assetto gentilizio . Non questione di rivincite del privato sul pubblico: le famiglie e la civitas discendono dagli stessi antenati eroi. 39 R. S. Conway, The Italie Dialects, I, II, Cambridge 1897 [reprint Hildesheim 1967] 681. 40 Heurgon (sopra n. 10) 74. DHA 32/2, 2006

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la definizione pas prai mamerttiais set .41 Cio vero, ma altrettanto vero che non abbiamo neppure alcun elemento per affermare che le pumperiais prai mamerttiais si svolgessero in un giorno e mese fisso : la dizioneprai mamerttiais ammette la possibilit che in un calendario luni-solare fosse intercalato un mese ogni 203 anni (ogni 2,5 anni nel calendario gallico di Coligny), ragion per cui il mese prcdente Mamertio poteva essere, nella Capua del IV-III secolo a.C, sia Febbraio sia un mese intercalare. Cio sarebbe sufficiente per giustificare l'aggettivo prai mamerttias. 4. Le pumperias falenias e gli Argei Un altro argomento spinoso quello delle pumpe(rias) fal(enias) delle iuvilas 18 e 19 in cui si legge : 18 septs /helevi / pumpe /fal er I iuvil de I virrieis I medikia 19 s[e]pieis heleviets sum I mi anni/iet medik/kiai tuv I iuvilam I prufts I pumperilasl falenia(/s).42 Siccome nelle prime edizioni la riga 4 di 18 stata letta/a/er, con la soppressione del punto divisorio, si poi supposto che in 19 falenia(/s) sia un errore (o abbreviazione) per falernias. Anche recentemente, Untermann e Rix danno le letture faler(niias) e fale(r)niias con lerronea presenza di due 1 dopo n.43 A nostro avviso, poich in 19 l'accusativo iuvilam seguito da un verbo, la quarta riga di 18 contiene l'abbreviazione fal per falenias e l'abbreviazione er di un verbo che regge iuvil(am) : ad esempio, il verbo potrebbe avere la radice di u. erelu ed erus che designano cose concernenti i sacrifici (non da *er- < *ais- 'divino' come vari autori hanno supposto). La maggior parte dei commentatori considra l'(erroneo) falernias un nome di mese.44 Ma se pumperias vale 'processioni', falenias puo essere il nome delle processioni. Ad esempio, lat. Argei non un nome di mese. Proprio questa cerimonia nella nostra prospettiva sembra evere le maggiori probabilit di corrispondere aile falenias. Il nome falenias - a cui la maggior parte degli esegeti accosta dubitativamente lat.// (con relativa glossa di Festo) e l'aggettivo Falernus - riconducibile anche a *bhel- bianco, lucente (gr. *- ; cfr. Flagiut, da *bhel-eg-, nella iuvila 16). Avremmo, allora, una sinonimia con Argei (da *arg- bianco, lucente ).

41 Franchi De Bellis (sopra n. 8) 58. 42 La terminazione /as/ di pumperi/as/ scritta sul bordo e le due lettere sono una sopra l'altra, in modo che la s possa fungere anche da finale perfalenia-. 43 Untermann (sopra n. 28) 261 ; E. Rix, Sabellische Texte, Heidelberg 2002, 99, Cp 27-28. 44 Vedi Untermann (sopra n. 28) 261. DHA 32/2, 2006

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Argei Loca Argea era il nome di 24 sacrari45 a cui si andava in processione il 16 e 17 marzo, cio nei due giorni successivi aile idi. Poich la discussione sugli Argei copiosa,46 qui non il caso di riprendere tutti i termini dlia questione. Ai tempi di Aulo Gellio la funzione pubblica dlia processione agli Argei era segnata dalla presenza dlia flaminica che, per l'occasione, neque comit caput neque capillum depectit :47 Si direbbero segni di lutto - nota Sabbatucci -, quasi che andasse a visitare dlie tombe : in effetti, secondo una tradizione, gli Argei erano cosi chiamati, 'perch in essi vi erano sepolti certi illustri uomini argivi' .48 Si chiamavano argei anche dei fantocci di giunco (simulacra scirpea, stramineos Quintes) che erano gettati nel Tevere dal ponte Sublicio la sera fra il 14 ed il 15 maggio (secondo Ovidio)49 aile Idi di maggio (secondo Dionisio 1,38,3). Dai vari racconti che cercano di spiegarne l'origine, facendola risalire al passaggio di Ercole in Italia, si desume che questi Argei, assimilati a degli Argivi, desideravano tornare ai loro luoghi di nascita : estrapolando il credo religioso dal mito, gli argei simbolizzavano le anime che desiderano ritornare sulla terra. Infatti Varrone parla di principi Argivi che risiedevano in Saturnia, localit che metaforicamente allude all'altro mondo. Che questa interpretazione sia esatta testimoniato da un passo di quel grande studioso di religione che fu Macrobio, il quale ci d anche gli elementi per rafforzare la tesi che sia argei sia falenias derivano da radici indicanti luce, chiarore (si spiega cosi anche il fatto che i presunti Argivi sepolti negli Argei fossero inlustres). Macrobio scrive :50 [47] Epicadus51 refert Herculem occiso Geryone cum victor per Italiam armenta duxisset, ponte qui nunc Sublicius dicitur ad tempus instructo, hominum simulacra pro numro sociorum quos casus peregrinationis amiserat in fluvium demisisse, ut aqua secunda in mare advecta pro corporibus defunctorum veluti patriis sedibus redderentur ; et inde usum talia simulacra fingendi inter sacra mansisse. [48] Sed mihi huius rei ilia origo verior aestimatur quam paulo ante [1, 7, 31] memini rettulisse : Pelasgos post quam felicior interpretatio capita non viventium sed fictilia, et aestimationem non solum hominem sed etiam lumen significare docuisset, coepisse Saturno cereos potius accendere et in sacellum Ditis arae Saturni cohaerens oscilla52 quaedam pro suis capitibus ferre. [49] 45 Per il problema del loro numro v. Sabbatucci (sopra n. 33) 102-103. 46 Per una bibliografia parziale v. F. Graf, The Rite of the Argei - Once Again , 57-2 (2000) 94, n. . 47 Aul. Gell., 10,15,30. 48 Sabbatucci (sopra n. 33) 102, che cita Paul. Fest. 18 L. 49 Ovid., F. 5,621-622: Idibus ora prior steliantia tollere Taurum indicat ... 50 Macr. Sat. 1,11,47-49. 51 Grammatico, liberto di Silla. 52 Gli oscilla, generalmente maschere di cera di terracotta, sono assimilabili aile teste isolate votive e funerarie. Come ricorda R. Del Ponte, Dei e miti italici, Genova 1985, 115, n. 56, gli oscilla erano impiegati anche nei Liberalia del 17 marzo (Libero un dio dlia rinascita) e nelle antiche Feriae Latinae dedicate all'arcaico Giove ciclico in prossimit dell equinozio d'autunno. DHA 32/2, 2006

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Ex illo traditum ut cerei Saturnalibus missitarentur et sigilla arte fictili fingerentur ac venalia pararentur quae homines pro se atque suis piaculum pro Dite Saturno facerent. Qui non importa indagare se si puo attribuire a , uomo ; eroe ; mortale la radice di , luce , ma solo sottolineare il fatto che il significato luce connesso con 1 entit soprannaturale che le teste fittili e gli oscilla simbolizzano. Ci ci sembra importante per la tesi che lat. argei e osco *falenias siano riconducibili a radici indicanti luce . Questa luce alluderebbe alla vita, come ben mostrano i lumina offerti a Saturno ed aile altre divinit ctonie. Sabbatucci osserva che la celebrazione dei Lemuria (9, 11, 13 maggio) connessa con la morte di Remo, mentre i Parentalia (13-21 febbraio) sono connessi con la morte di Romolo (17 febbraio).53 Gli Argei di maggio si possono considerare la celebrazione di Lemuria di Stato officiati alla presenza dei pontefici, dei magistrati e dlie Vestali. La radice di Lmures , secondo noi, *lem- rompere ; rotto ; debole, fiacco, storpio, scarso, incompleto, molle . Pomponio Porfirione (ad Hor. Ep. 2, 2, 209) definisce i Lmures come umbras vagantes hominum ante diem mortuorum et ideo metuendos.54 Quindi il rito degli Argei di maggio dettato dal desiderio di pacificare i lmures poich, sempre secondo Porfirione, un lemure qui posterorum suorum curam sortitus, placato et quieto numine domum possidet, Lar dicitur familiaris. Gettare i simulacri dei lmures nel Tevere significa indicare loro la via per l'Aitromondo, dato che il 15 maggio si festeggia anche Mercurio, il dio che conosce bene il percorso di andata e ritorno per l'Aldil. La tesi proposta dagli ultimi commentatori che gli Argei di maggio avessero una funzione espiatoria purificatoria,55 perch si tenevano in un mese particolarmente esposto aile influenze ctonie ; ma non escluderei che in et arcaica il rito degli Argei fosse dettato dal desiderio di fare rientrare anche i lmures nel ciclo dlia rinascita, sebbene essi fossero incomplet! spezzati , ante diem mortui.

53 Sabbatucci (sopra n. 33) 165-166. 54 Porphyr. ad Hor. Ep. 2,2,209. 55 Vedi G. Dumzil, La religion romaine archaque, Paris 1974 [trad. ital. di Furio Jesi, Milano, 1977, 389]; M. A. Marcos Casquero, Los Argei Una arcaica ceremonia romana , in A. Bonanno - H.C.R. Vella (eds.), Laurea Corona. Studies in honour of Edward Coleiro, Amsterdam 1987, 37-66; G. Radke, Gibt es Antworten auf die 'Argeerfrage'? , Latomus 49 (1990) 5-19, che associa Argei a gr. ; G. Graf, (sopra n. 46) 100102, che propone un parallelismo molto intressante con il rito privato descritto in un'iscrizione di Cyrene concernente spiriti detti che visitano le case come i lmures. DHA 32/2, 2006

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5. Vehianas, Dam(u)sennias, Vesul(l)ias Che le vehianas siano una festa si deduce dalla formula pustrei iuklei vehiianasum nell'ultimo giorno dlie vehianas 56 di 17 A-B. La festa era forse incentrata su una corsa processione di carri.57 Infatti vehianas da *weg/l- corne lat. veh, vehis, via < *veha : cfr. in particolare la glossa veia apud Oscos dicebatur plaustrum.5* Forse c' corrispondenza con gli Equirria romani del 14 marzo del 27 febbraio. Quanto aile vesul(l)ias, Heurgon esclude che vi sia un legame con la dea italica Vesuna59 ed ipotizza un nesso con la gens Vesullia : un culto gentilizio si sarebbe trasformato in sacra publica.60 La mia interpretazione del tutto diversa : siccome i termini damuse[nia(i)s] nella iuvila 6 e damsennias nelle 17 A-B sono generalmente intesi come 'epulae, banchetti' (da dor. ),61 suppongo che anche vesullias denoti dei banchetti. Se confrontiamo le iuvilas 6 e 3, erette in nome dei Kluvates, il gentilizio seguito da vesulias nella 3 e da damuse[ diuvia[nt\L 6 : quindi possibile che vesulias stia per damuse[nias]. Ovidio, descrivendo coloro che festeggiano Anna Perenna il 15 marzo, parla pi di bevute che di mangiate, ma presumibile che si banchettasse. La radice di vesulias sarebbe *wes- di lat. vescor, mir. fess < *wes-ta il mangiare, cibo , aing. wesan, got. waila wisan schmausen , aisl. aing. aat. wist Speise , itt. *wesi- pascolo ecc. Ovviamente il gentilizio Vesullia potrebbe derivare dalla stessa radice. In 6 il sostantivo damusefnnias] accompagnato dall'aggettivo diuvia[s] che permette di ipotizzare un nesso con Yepulum Iovis che si teneva aile idi di settembre,62 cio in prossimit dell equinozio d'autunno. Franchi De Bellis intende l'abl. plur. iuviais nessimais dlia iuvila 20 corne feriis Iovis (= idibus) proximis .63 Secondo noi, pero, osco iuvia, corne il femm. marr. iouia nell'iscrizione di Rapino, un sostantivo che significa sacrificio, rito sacro ,64 con un traslato simile a quello che si osserva in lat. 56 Non il giorno dopo le veiane , come traduce Franchi De Bellis (sopra n. 8) 147. 57 Cosi anche per M. Lejeune, Notes de linguistique italique , REL XXX (1958) 113, e Franchi De Bellis (sopra n. 8) 60. 58 Paul Fest. 506, 3. 59 Per questa tesi v. bibliografia in Untermann (sopra n. 28) 852. 60 Heurgon (sopra n. 10) 79. 61 Vedi bibliografia in Untermann (sopra n. 28) 155, dove sono citati anche coloro che ipotizzano un accostamento a damium, sacrificio in onore di Damia ( = Bona dea). 62 F. Biicheler, Oskisches , RhM XLV (1890) 161-170, leggendo messimas - lettura accolta anche da Heurgon, Pisani ecc; ma vedi Franchi De Bellis (sopra n. 8) 158-169 per la correzione in nessimas -, supponeva che iuviais messimats fossero feste in onore di Giove e pensava zWepulum Iovis del 13 novembre e non a quello dlie idi di settembre. 63 Franchi De Bellis (sopra n. 8) 163-164. 64 Per marr. iouia 'sacrificio, rito sacro' vedi ora A. Zavaroni, Note sull'iscrizione italica di Rapino , ZPE 149 (2004) 227-232. DHA 32/2, 2006

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divinum. Questo senso ci sembra idoneo anche per il sintagma [] di un'iscrizione di Rossano del Vaglio.65 Nella formula vesulliais fertalis della iuvila 24 difficilmente fertalis66 puo avere una radice diversa da quella di lat.fertilis : vale abbondante, copioso in riferimento all abbondanza di cibi deWepulum (vesullia) oppure si riferisce al fatto che Yepulum inteso anche come un rito di fertilit, come certamente erano i banchetti nel giorno di Anna Perenna in cui, vino danze ed accoppiamenti erano all'ordine del giorno. Vari commentatori si sono interrogati sul significato della parola (d)iuvila. La tesi, seguita da quasi tutti i commentatori, che (d)iuvila abbia la radice di (D)iuvis, cio *dyeu luce , ci sembra inoppugnabile, nonostante Franchi De Bellis proponga una derivazione da *yeu- giovare .67 Secondo la nostra tesi, una tale radice accomuna (d)iuvilas con Argei e con falenias : le (d)iuvilas indicherebbero tanto i riti che propiziano il compiersi del ciclo di rigenerazione delle anime dei defunti, quanto gli oggetti concernenti i riti, in questo caso le stele che testimoniano la celebrazione, cosi come gli Argei indicano i riti, i sacelli dei defunti ed i simulacra che li simbolizzano.

65 168; n. PerH. l'iscrizione Rix (sopra v. n. P. 43) Poccetti, 126. Nuovi documenti italici a complemento del manuule di E. Vetter, Pisa 1979, 66 Comunemente/eria/15 considerate) un ablativo plur.: *fertaliss < *fertalifs: vedi Franchi De Bellis (sopra n. 8) 184. 67 Franchi De Bellis (sopra n. 8) 38, pensa che la iovila sia un segnacolo di 'protezione, separazione difesa' . DHA 32/2, 2006