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ucciso don Lazzaro Longobardi, La vittima, don Lazzaro Longobardi (ansa)

REGGIO CALABRIA - I carabinieri, al termine di lunghi interrogatori proseguiti per tutta la notte nella caserma di Corigliano Calabro (CS), hanno fermato per omicidio ed estorsione un giovane cittadino romeno, Nelus Dudu, 26 anni, residente a Cassano allo Ionio. accusato di aver colpito con una sbarra di ferro eucciso don Lazzaro Longobardi, il sacerdote che stato trovato in una pozza di sangue, a Sibari, nel cortile della canonica. Il fatto accaduto, secondo i rilievi, nella sera del 2 marzo. Furti, estorsioni e minacce. Il giovane, stando alle indagini, rubava i soldi delle offerte da casa del parroco e quando quest'ultimo gli ha intimato di restituire il denaro, minacciando di allontanarlo, ha cercato di ricattarlo con la minaccia di mettere in giro la voce, falsa, di un rapporto omosessuale tra loro. Questo lo scenario in cui maturato l'omicidio.

Era Dudu l'uomo che il sacerdote, anche in un colloquio informale con i carabinieri, aveva indicato come l'autore di continue richieste di denaro alle quali non intendeva fare fronte. Il romeno e un suo connazionale sono stati aiutati in passato dal parroco. Ai due il sacerdote aveva trovato un lavoro e una sistemazione. Dudu era stato pi volte nell'appartamento del parroco, nella chiesa di San Giuseppe. Padre Longobardi, per, si era accorto ben presto che il giovane romeno rubava il denaro delle offerte, fino ad arrivare ad una somma di cinquemila euro. Dalla casa era sparito anche un impianto stereo. Quando il sacerdote ha detto a Dudu di restituire il denaro, il romeno ha tentato di ricattarlo con la storia dell'omosessualit, smentita dall'altro romeno e da tutti quelli che conoscevano il sacerdote. Padre Longobardi ha quindi cercato di allontanare per sempre Dudu, smettendo anche di aiutarlo. L'ultimo furto, secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza e della Compagnia di Corigliano Calabro, avvenuto domenica sera. Il sacerdote ha accompagnato a bordo della sua auto Dudu nella chiesa di San Giuseppe dove ad attenderli c'era anche l'altro romeno, chiamato dal sacerdote per cercare di convincere l'amico ad allontanarsi dalla chiesa. Tra i due romeni c' stata una

lite perch il sacerdote si accorto del furto di 20 euro dalla sua auto. Padre Longobardi intervenuto per separarli e poi ha accompagnato il secondo romeno in ospedale per farsi medicare. Dudu, secondo l'accusa, ha atteso il rientro del sacerdote in chiesa e quando questi sceso dall'auto per andare nel suo appartamento, lo ha aggredito con un palo di ferro tolto dalla recinzione del cortile della chiesa, colpendolo pi volte alla testa e uccidendolo. Sangue sulla bici del ragazzo. Tracce di sangue sono state trovate sul sellino della bicicletta e sugli abiti di Nelus Dudu. I reperti sono ora al vaglio dei tecnici dei carabinieri del Ris per accertare a chi appartenga. Appare "inverosimile - si legge nel decreto di fermo che il sangue rinvenuto sui suoi capi di abbigliamento, nonch sulla busta avvolgente il sellino della bicicletta, sia riconducibile alle lesioni riportate dallo stesso Dudu a seguito della colluttazione avuta con il connazionale". Dudu, nel corso del lungo interrogatorio ha negato di essere l'autore dell'omicidio, cercando di addossare la responsabilit su un altro romeno, ma la sua versione stata contraddetta, secondo l'accusa, dagli accertamenti compiuti dai carabinieri. Il giovane ha detto di essere tornato nella casa in cui vive con una coppia di romeni dopo la lite con il connazionale, ma il racconto stato smentito dalle

immagini registrate da telecamere a circuito chiuso posizionate vicino alla canonica. Inoltre, dall'esame delle celle telefoniche risulta che nelle stesse ore l'uomo si trovava nelle vicinanze della chiesa e che proprio da qui ha fatto una telefonata alla coppia con cui convive. Ulteriore dimostrazione, per gli inquirenti, che la sua versione falsa. Tra l'altro, evidenziano ancora gli inquirenti nel decreto di fermo, il sacerdote aveva manifestato il sospetto che ad istigare Dudu a chiedergli continuamente denaro fosse stata proprio la coppia con cui vive, quindi, scrive il pm, non si esclude anche un coinvolgimento dei due o un interesse diretto a fornire aiuto a Dudu con lo scopo di confondere le indagini.