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Economia Aziendale

CAP1
LE PERSONE, LATTIVITA ECONOMICA, LECONOMIA AZIENDALE

ATTIVITA ECONOMICA
La centralit delle persone e delle societ umane
Le persone perseguono molteplici fini
Il perseguimento dei fini suscita bisogni
Per soddisfare i bisogni occorrono beni economici
Le persone svolgono lattivit economica per produrre e consumare i beni economici
Lattivit economica si manifesta prioritariamente nel lavoro
Lattivit economica svolta dalle persone e per le persone
Persone che sono membri di istituti: le famiglie, le imprese, lo
Stato, gli istituti nonprofit.

Lattivit economica svolta dalle persone e per le persone, persone che si uniscono in societ umane. La persona umana quindi il centro
degli studi che si occupano di economia.

I bisogni
Lattivit economica viene svolta per il soddisfacimento dei bisogni(si fonda sulla teoria dei bisogni) trae dalle altre discipline la
conoscenza delle persone e dei loro bisogni.
intendiamo xBisogno =esigenza(senso di mancanza) di1bene necessario agli scopi della vita che provoca insoddisfazione e senso di
mancanza.
Tipi di bisogni:
Bisogni naturali(suscitati dalla componente biologica dl persone) / bisogni sociali, etici, estetici e religiosi(suscitati dl sfera spirituale)
Bisogni essenziali (primari) / bisogni voluttuari (secondari)
I bisogni si pongono in gerarchia (in relazione ai redditi disponibili, ai gusti, alle preferenze)
I bisogni (con i gusti e con le preferenze) sono dinamici
Le scelte delle persone

il soddisfacimento dei bisogni richiede beni
I beni economici*: merci e servizi utili per il soddisfacimento dei
bisogni e scarsi rispetto alle esigenze delle persone
I beni non economici, o beni liberi: non sono scarsi, sono
liberamente disponibili in quantit e qualit sufficienti per tutti



Lattivit economica (produzione e consumo di beni economici) si svolge mediante varie classi di operazioni:

1) Operazioni di trasformazione tecnica trasformazione fisica,spaziale, logica delle materie prime, degli impianti, dei dati, delle
conoscenze, (avvegono negli istituti collegati da 1 fittissima rete di scambi-)
2) Operazioni di negoziazione (complementari alle attivit interne) si diversificano in base alloggetto:
beni privati e beni pubblici
lavoro
capitali
coperture di rischi
le negoziazioni si svolgono secondo una molteplicit di condizioni di scambio e di forme contrattuali. Alle condizioni di scambio spesso si sovrappongono
relazioni di cooperazione e competizione tra istituti coinvolti. Insiemi omogenei di scambi formano i mercati.
3) Operazioni di configurazione e di governo degli istituti:
configurazione dellassetto istituzionale
organizzazione
rilevazione e informazione

*Varie classificazioni dei beni economici:
- Primari, voluttuari (come i bisogni Complementari, fungibili
Differenziabili, non differenziabili (commodity)
Di consumo, strumentali
Ad utilizzo singolo, durevoli
A consumo individuale, a consumo collettivo
Privati, pubblici


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Produzione economica di beni e redditi
produzione economica= tutte le att svolte da unimpresa (marketing, vendita, organizzazionenon solo fabbricazione)
non tutte le imprese producono beni(merci o servizi):
Produzione di merci (imprese manifatturiere)
Produzione di servizi (imprese di trasporti, turistiche, diconsulenza, della salute, dellistruzione, ecc.)
ma ci sono anche imprese commerciali, di assicurazione, di credito
la loro produzione economica consiste nello svolgimento di negoziazioni che hanno come oggetto beni(imprese commerciali), di
capitali/crediti (banche, altri intermediari finanziari), di rischi(compagnie di assicurazione).
Il fine delle imprese: la produzione di remunerazioni (del lavoro e del capitale di rischio) perch il fine perseguito dai prestatori di
lavoro e dai conferenti di capital proprio( categori che def il governo di unimpresa)
La produzione economica un mezzo per arrivare al FINE che la produzione di redditi(remunerazioni del lavoro e del cap proprio)


le condizioni di produzione (
Lattivit economica (di produzione) si svolge con limpiego di condizioni di produzione (fattori di produzione)
il complessivo insieme delle condizioni di produzione include ogni elemento/circostanza che direttam o indirettam contribuisce a rendere possibile, facilitare o ostacolare la
produzione economica dimpresa. Parliamo di elementi materiali e non, elementi dambiente ed elementi interni allazienda.
Nelle combinazioni produttive delle imprese entrano fattori del tipo:
Materie prime, componenti e servizi fornite da altre aziende (terzi)
gli Immobili, impianti, macchinari, attrezzi,
Lavoro (operativo, direttico e di governo economico)
Terra
Beni pubblici
Beni liberi
Due condizioni di produzione sono qualificabili come primarie (= a)condizioni di produzione fondamentali per ogni impresa b)
condizioni la cui natura e le cui modalit sono tali da suscitare nelle persone che le conferiscono interessi economici primari nei confr
dellimpresa)
Il lavoro (di ogni specie(operativo, direttivo, di governo))
Il capitale risparmio (conferito a titolo di rischio o capitale proprio).

Le 2 condizioni primarie di produzione fanno capo alle 2 categorie di xsn che in linea di principio compongono il soggetto economico dimpresa (= insieme delle persone che
hanno interessi economici primari nellimpresa e che quindi hani il diritto/dovere di governare limpresa stessa

LE PERSONE E I GRUPPI DI PERSONE
La persona umana e luomo oeconomicus
le scienze umene studiano le societ umane isolando e analizzando le manifestazioni economiche usando limmagine delluomo
oeconomicus. Le azioni delle persone infatti sono soggette a vincoli i reddito, tempo memoria, capacit analitiche opportunit.. Lattivit
economica cos come ogni altra att umana comporta continue scelte e decisioni. Bisogna studiare queste persone. O secondo il modello
della razionalit assoluta (homo economicus)

Homo oeconomicus
Autonomo
Egoista
Motivato solo da redditi e ricchezza
In grado di valutare tutto secondo razionalit assoluta

Razionalit assoluta
ha Problema e obiettiviperfettamente chiari
possiede Tutte le informazioni
ha chiare le comparabili
e Decisore unico e isolato
Il decisore sceglie alternativa migliore

permette di fare teorie ma ignora molte cose.

i gruppi sociali, le norme, i ruoli
Il comportamento delle singole persone fortemente influenzato dalla loro appartenenza a gruppi sociali e a collettivit umane
I membri dei gruppi sociali devono rispettare le relative regole di comportamento (le norme del gruppo)
Attorno ad ogni persona che occupa una certa posizione in una collettivit umana
(un gruppo sociale, un istituto) si forma un sistema di attese di comportamento: il ruolo.
Il comportamento della persona fortemente condizionato da tale sistema di attese

processi decisionali collettivi (garbage model)
nel concreto i processi decisionali si svolgono in societ umane dove ci sn pi persone quindi
CONCORRENZA TRA LE DECISIONI
garbage model
Persona umana
Membro di societ umane (non autonomo e influenzato)
Svolge lattivit economica come mezzo, non come fine
Opera secondo razionalit, ma razionalit limitata
D valore a solidariet, lealt, progresso

razionalit limitata
Il decisore parte da atteseniziali; una prima ricerca esplorativa che
porta a primealternative
decisore valuta una prima alternativa
In base alla prima analisi,modifica le proprie attese
Valuta in sequenza altrealternative; modifica le attese
Si ferma e sceglie quandoscadono i tempi, la ricercadiventa troppo
costosa, ecc.
Sceglie una soluzione soddisfacente




*gruppi sociali caratteristiche:
- piccolo n di componenti
- si forma spontaneamente
- persone che condividono valori di
fondo
- obbiettivo comune+ha una propria
struttura sociale interna
- ha det regole di comportamento
- permane nel tempo con un certo
equilibrio( decade quando non c
pi qs equilibrio)
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Le decisioni si prendono in tempi e luoghi chiamati occasioni di decisione e alle quali partecipano le persone che nel loro insieme hanno
le necessarie deleghe e autorizzazioni per prendere quelle decisioni.
In queste occasioni di decisione le persone portano i problemi ai quali ciascuno attribuisce differenti priorit.
Ognuno porta soluzioni.
Una certa scelta viene effettuata se 1 soluzione viene presentata in modo compiuto e convincente in risposta a un problema urgente e
rilevante.
Cooperazione, opportunismo, fiducia, altruismo
la condizione essenziale per il buon funzionamento delle societ umane la cooperazione tra le persone che ne fanno parte. La
cooperazione produce una rendita non ottenibile individualmente. Questa rendita viene poi distribuita, quindi tutti hanno interesse a
lavorare bene.
Le persone hanno comportamenti
Opportunistici
Ipotesi negativa sulla natura delluomo=X

Organizzazioni prescrittive e coercitive

Comportamenti realmente restrittivi e opportunistici

Conferma e rinforzo teoria X

ECONOMIA AZIENDALE
Principi generali
E complementare alleconomia politica (scienze economiche). Le scienze economiche hanno come oggetto comune le attivit di
produzione e di consumo dei beni atti a soddisfare i bisogni delle persone. Leconomia politica osserva i fenomeni economici propri dei
grandi aggregati Leconomia aziendale li osserva nelle manifestazioni delle singole aziende.
E orientata al cambiamento, alla ricerca di modalit migliori di svolgimento dellattiv economica (visione dinamica dei processi
economici)
oggetto delleconomia aziendale:
1) ordine economico (sistema degli accadimenti economici) di tutti gli istituti nei quali si svolgono significative attivit di produzione
e consumo dei beni economici
2) a 4 classi di istituti considerati rilevanti corrispondono 4 classi di aziende (az familiari di consumo, az di produzione, az di pubbliche
amministrazioni, az nonprofit
3) configurazione degli assetti istituzionali, trasformazione tecnica, negoziazione, organizzazione, rilevazione, informazione
4) nellottica dellamministrazione dazienda il sistema degli accadimenti riconducibile ai grandi aggregati dei processi di gestione,
organizzazione, rilevazione, informazione
5) le operazioni in azienda si attuano col concorso di vasti insiemi di condizioni di produzione. Nelle imprese si def condizioni
primarie di produzione il lavoro ed il capitale di risparmio a cui corrispondono prestatori di lavoro e conferenti di capitale di
risparmio(i pi impostanti protagonisti del soggetto economico)
6) si distingue in ec aziendale il concetto di produzione di beni da produzione di redditi per la renmerazione dei prestatori di lavoro e
conferenti di capitale proprio
7) tra i processi economici dazienda si pongono in evidenza processi di innovazione delle modalit strutturali e tecniche dello
svolgimento dellatt. Economica.
8) ..boh

Vuole combinare linnovazione economica=individuazione e sperimentazione di modalit di produz e consumo.. e innovaz tecnologica
linnovazione economica attuata nellinteresse comune delle societ umane fonte di progresso economico. Il progresso economico una
delle basi del progresso civile.
Non opportunistici
Ipotesi positiva sulla natura delluomo =Y

Organizzazioni responsabilizzanti

Comportamenti realmente leali e cooperativi

Conferma teoria Y

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CAP2
GLI ISTITUTI, LE AZIENDE, LA SPECIALIZZAZIONE ECONOMICA
GLI ISTITUTI
Le societ umane, il bene comune, le istituzioni e gli istituti
Ciascuna persona partecipa a pi societ umane di varia natura( famiglie,Stato,
istituti pubblici Chiesa imprese partiti politici sindacati di lavoratori associazioni
di beneficenza) per produrre maggiori risultati non ottenibili individualmente
o per convenienza e per soddisfare i bisogni di socialit
Ogni societ umana persegue il bene comune* dei suoi membri
che il prodotto della cooperazione
le societ umane k assumono caratteri di istituzioni(sono modelli e regole di
comportamento adottati da vaste collettivit umane )sn dette istituti*
(le famiglie, le imprese lo Stato, ecc.)

Due fenomeni economici fondamentali che si manifestano a livello di istituto
La rendita organizzativa: il frutto della cooperazione intelligente di pi persone volte allo stesso fine; il vantaggio economico ottenuto con lazione
organizzata rispetto allazione isolata e opportunistica; in linea di principio, la rendita organizzativa, frutto della cooperazione, deve essere ripartita tra tutti
coloro che hanno cooperato.
Il risultato residuale: frutto della cooperazione e dellincertezza; quanto residua ex-post dopo aver remunerato tutti sulla base dei patti ex-ante; a chi
spetta il risultato residuale (che pu essere positivo o negativo)? Sono possibili varie soluzioni: la risposta influenza direttamente la struttura di governo
dellistituto

Gli istituti, le aziende, e gli aggregati di aziende

Leconomia aziendale si occupa delle quattro classi istituti nei quali
si svolge rilevante attivit economica:
le famiglie
le imprese
lo Stato e gli istituti pubblici
gli istituti nonprofit
In particolare, studia lordine strettamente economico degli istituti,= le aziende:= insieme degli accadimenti economici disposti ad unit secondo proprie
leggi
lazienda di consumo e di gestione patrimoniale familiare
lazienda di produzione
lazienda composta pubblica
lazienda nonprofit
tutte accumunate dallo stesso fine: il bene comune per mezzo dellattiit economica.

LE AZIENDE, ORDINE ECONOMICO DEGLI ISTITUTI
Le aziende familiari di consumo e di gestione patrimoniale
Listituto__________________________________ La famiglia
Lazienda_________________________________Lazienda familiare di consumo e digestione patrimoniale
Le finalit dominanti ________________________ Sociali, etiche, religiose
Il fine economico immediato__________________ Appagamento dei bisogni dei membri della famiglia
I portatori di interessi economici istituzionali______Tutti i componenti della famiglia
Portatori di interessi economici non istituzionali ___Altre famiglie legate da parentela; prestatori di lavoro domestico;
I processi economici caratteristici______________ Consumi, gestione patrimoniale, lavoro, studio

Le aziende di produzione
un ist economico sociale con dominanti caratteri e finalit di tipo economico
Listituto__________________________________ Limpresa
Lazienda_________________________________ Lazienda di produzione
Le finalit dominanti_________________________ Economiche
Il fine economico Immediato__________________Produzione di remunerazioni monetarie e di altra natura
I portatori di interessi economici istituzionali______Di regola: i prestatori di lavoro e conferenti di capitale di rischio(hanno
renum)
Portatori di interessi economici non istituzionali____Fornitori, clienti, conferenti di capitale di prestito, Stato,
Processi economici caratteristici_______________Trasformazioni tecniche; negoziazioni di beni, di credito, di rischi.

Le aziende composte pubbliche(bene comune:progresso sociale e spirituale dei suoi membri)
Listituto__________________________________ Lo Stato, gli istituti pubblici
Lazienda_________________________________ Lazienda composta (di produzione e di consumo) pubblica
Le finalit dominanti_________________________ appagamento dei bisogni pubblici delle persone pertinenti alla collettivit
politica territoriale
Il fine economico Immediato__________________ Produzione e consumo di beni pubblici(e remunerazione del lavoro)
*bene comune prodotto della cooperazione societaria che
condiziona i singoli nrlla societ. un bene funzionalmente
per tutti inteso come agevolatore dellattivit dei singoli
membri. costituito dal compresso di beni che per natura
hanno attitudine e fnzione per tutti. un bene per tutti
verso lalto fine della persona umana
* istituto:complesso di elementi e di fattori di energie e di
risprse materiali e personali. duraturo. dinamico sia per
i fenomeni interni che per i rapporti con lambiente.
ordinato secondo proprie leggi. un unit riolta a un fin
comune. E autonomo. La ricerca intorno ad un istituto
interdisciplinare
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I portatori di interessi economici istituzionali______ Tutti i componenti dellentit politica (e i prestatori di lavoro)
Portatori di interessi economici non istituzionali____ Fornitori, conferenti di capitale di prestito, altri istituti pubblici,
Processi economici caratteristici_______________. Produzione e consumo di beni pubblici;raccolta di tributi




le aziende non-profit
Listituto__________________________________ Listituto nonprofit (gamma molto varia)
Lazienda_________________________________ Lazienda nonprofit
Le finalit dominanti ________________________ Sociali, morali, culturali
Il fine economico immediato__________________ Appagamento dei bisogni di: associati /fruitori escludibili / collettivit
generale
I portatori di interessi economici istituzionali______ Varie combinazioni di associati,donatori, Stato, prestatori di lavoro
Portatori di interessi economici non istituzionali ___ Fornitori, conferenti di capitale di prestito, Stato, clienti,
I processi economici caratteristici______________ Produzione ( o produzione e consumo)di beni
differenziazione degli istituti: i modelli economici alternativi
Lattivit economica si svolge in istituti di natura molto varia, fortemente differenziati (le famiglie, le imprese grandi e piccole,
le imprese pubbliche e private, gli istituti pubblici di ogni specie,le associazioni, ecc.)Come mai?
Cinque domande sulla variet degli istituti;
1. Perch lattivit economica non totalmente svolta allinterno delle famiglie?
X la produzione su scala familiare non conveniente se non tecnicamente impossibile (x tecnologie progredite , ma anche imposs produrre
tt)

2. Come mai le singole persone tendono ad aggregarsi in istituti anzich operare indipendentemente scambiandosi lavoro,beni e capitali?
I costi di transizione sono pi bassi .(quanto riguarda costi per qualsiasi operazione di scambio nel mercato) quindi ci si riunisce sotto una
stessa autorit

3. . Perch lintera attivit economica non si svolge nellambito di una sola grande organizzazione che suddivida a coordini lattivit di
ciascuno?
Si disperderebbero conoscenze e capacit individuali, si adotterebbero soluzioni uniformanti e semplificanti. Ci sarebbe iniquit e poca
motivazione al lavoro. Ci sarebbe qualcuno di stragrande responsabilit=iniquit.

4 Perch gli istituti si differenziano in grandi classi quali le famiglie, le imprese, lo Stato gli istituti nonprofit? a) opportunit di sfruttare
Lefficienza e le innovazioni tipiche delle imprese che operano nei mercati b) necessit di interventi dello stato quando lazione solo
privata inefficiente o iniqua c)opportunit di dare spazio a attivit organizzate ispirate anche da motivazioni altruistiche.

5. Perch le imprese sono cos diverse tra di loro (dimensione, propriet, integrazione, ecc.)?
tanti fattoriesdiversi prodotti e mercati che si integrano, ricerca di vantaggi competitivi,
modelli alternativi

A. Il modello dellautoconsumo (gruppi primari di persone in sostanziale autonomia rispetto ad altri gruppi analoghi. Svolgono al proprio
interno tutte le attivit, produz, consumo..
B. Il modello atomistico di mercato( persone singole che svolgono in autonomia la loro attivit)
C. Il modello della gerarchia totale (unorganizzaz centrale statale pianifica lintera att economica)
D. Il modello della pluralit di istituti specializzati( istituti di varia specie dentro i quali le persone si comportono rispettando un
organizzazione gerarchica)

LA SPECIALIZZAZIONE ECONOMICA
tre livelli di specializzazione
Molte caratteristiche dei sistemi economici moderni sono frutto della specializzazione economica. Un fenomeno pervasivo che si manifesta
in tutte le attivit umane a vari livelli:
specializzazione delle macroclassi di istituti
specializzazione tra gli istituti di ciascuna macroclasse
specializzazione allinterno di ciascun istituto

economie di specializzazione
La specializzazione produce vantaggi (denominati economie di
specializzazione) esprimibili in termini di:
riduzione dei tempi, degli sforzi e dei costi richiesti per lo svolgimento dellattivit economica
miglioramento della qualit degli output dellattivit economica
Le economie di specializzazione hanno varie origini, denominate fonti delle economie di specializzazione
Lapprendimento da ripetizione (destrezza, scoperta, repertorio di soluzioni)
Limpiego ottimale delle limitate e disomogenee competenze individuali
La differenziazione degli orientamenti manageriali e tecnici in relazione ad attivit disomogenee (a compiti specializzati si fanno
corrispondere persone specializzate per garantire il proseguimento efficace degli obbiettivi prefissati-
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La riduzione dei costi di apprestamento e di passaggio tra le fasi
Le migliori performance degli impianti specializzati
La motivazione da identificazione (padronanza del lavoro, sensazione di insostituibilit)

La specializzazione pu indurre anche svantaggi (diseconomiedi specializzazione)
I maggiori costi di coordinamento
La rigidit degli investimenti specifici / specializzati (persone e impianti specializzati sono rigidi e quando c da modificare latt da
svolgere ci sono tempi e costi di cambiamento)
La demotivazione da parcellizzazione (quando ci sono compiti isolati ripetitivi che non portano stima e realizzazione)



Specializazione e dimensioni convenienti
Quanto+ grandi sono le unit produttive (stabilimenti, laborat, punti di vendita...) tanto maggiori sn le possibilit di specializ lattivit, il
lavoro, gli impianti..
Gli istituti (in particolare le imprese) tendono a crescere dimensionalmente x poter realizz grandi economie di specializzazione (sottins delle
econom d scala)

specializzazione e ampiezza dei mercati e delle conoscenze
Gli spazi di possibile specializzazione crescono al crescere dei mercati (perch le imprese possono diventare pi grandi e specializzarsi
maggiormente al proprio interno) e della ricchezza della conoscenza (che pu essere maggiormente articolata in parti specialistiche).
Quanto maggiori sono le previste dimensioni del mercato, tanto maggiori sono gli incentivi per gli investimenti in ricerca e sviluppo; si
arricchiscono le conoscenze; si ampliano le possibilit di specializzazione.
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CAP3
LE COMBINAZIONI ECONOMICHE DI ISTITUTO

IL SISTEMA DEGLI ACCADIMENTI E LE COMBINAZIONI ECONOMICHE
Linsieme delle operazioni economiche svolte dalle persone allinterno di un istituto forma le combinazioni economiche
Le combinazioni economiche sono parte del sistema degli accadimenti =insieme delle azioni e fenomeni(econ o non econ) che si
manifestano nellazienda e nel suo ambiente (le attivit interne di produzione e di vendita, i comportamenti dei clienti e dei fornitori,con
diverse relazioni
Una speciale categoria di accadimenti il sistema delle operazioni=sistema delle attivit svolte dalle persone che compongono
lorganismo personale dazienda.
Tali operazioni nel loro insieme formano le combinazioni economiche, le combinazioni produttive, e le combinazioni di consumo.
Per poter capire leconomia degli istituti (come si formano i costi e i ricavi; perch e come si hanno utili o perdite; perch ci si deve
indebitare oppure no; ecc.) essenziale saper analizzare larticolazione (ossia la struttura) delle combinazioni economiche che in essi si
svolgono.

LE CATEGORIE DI ANALISI DELLECOMBINAZIONI ECONOMICHE delle imprese
Per analizzare larticolazione delle combinazioni economiche si ricorre ad alcuni concetti chiave:
Le coordinazioni economiche parziali (dette anchefunzioni)
Le combinazioni economiche parziali ed elementari (dette anche, nelle imprese, aree di affari)
Le negoziazioni

le negoziazioni
Tutte le classi di attivit (progettazione degli assetti istituzionali, gestione, organizzazione, rilevazione) comportano lo svolgimento sia di
attivit interne sia di attivit esterne, ossia di relazioni con altri istituti.
Tra le attivit esterne sono di primaria importanza le negoziazioni che servono per acquisire le condizioni di produzione e per cedere i
prodotti e le
condizioni di produzione.
Le grandi classi di negoziazioni svolte dalle imprese sono:
negoziazioni di beni privati
negoziazioni di beni pubblici
negoziazioni di lavoro
negoziazioni di capitale di rischio
negoziazioni di capitale di prestito
negoziazioni di rischi particolari
Le negoziazioni reali non si svolgono mai incondizioni di perfetta trasparenza, conoscenza, lealt e di equilibrio di potere delle parti. In
altri termini, non
si svolgono in condizioni di razionalit assoluta e di mercati perfetti
I concetti essenziali utili per un visione non troppo ingenua delle negoziazioni sono:
i costi di transazione
lasimmetria informativa
- gli investimenti specifici
-l a forza contrattuale

le coordinazioni parziali
Le coordinazioni economiche parziali sono insiemi di processi caratterizzati da una funzione e da un insieme di competenze
specialistiche applicate allo volgimento della stessa. Ad esempio, la coordinazione parziale ricerca e siluppo( linsieme delle attivit
che hanno la funzione di ideare e di
sviluppare nuovi prodotti e nuovi processi produttivi e si svolge utilizzando particolari competenze di progettazione, di calcolo, di prova, e
cos via)
Correntemente le coordinazioni parziali sonochiamate funzioni (funzione ricerca, funzione vendite, funzione marketing, ecc.)

Le coordinazioni parziali di tutte le imprese sono riconducibili alle seguenti classi e sottoclassi:
Progettazione (configurazione) dellassetto istituzionale (det il disegno complessivo secondo il quale limpresa nasce, si trasforma, e si
svolge. Qui si
decidono i fini dellimpresa)
Gestione (grande insieme delle operazioni attraverso le quali limpresa attua la produzione economica)
Gestione caratteristica (nelle imprese manifatturiere: ricercae sviluppo, acquisti, fabbricazione, vendita, logistica)
Gestione finanziaria
Gestione patrimoniale
Gestione tributaria
Gestione assicurativa
Organizzazione (si disegna la struttura organizzativa dellimpresa. Si assegnano i compiti e le responsabilit alle persone che vi lavorano
e nel gestire i
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sistemi di ricompensa e d sviluppo delle persone stesse)
Rilevazione (queste attivit consistono nella raccolta, elaborazione e diffusione dei dati e delle informazioni necessarie per prendere
buone decisioni e per informare tutti i soggetti interessati alla vita dellimpresa)


le attivit di configurazione dellassetto istituzionale
Sono le operazioni che determinano la nascita, la configurazione di base, le trasformazioni e la cessazione dellistituto:
la costituzione dellistituto
la compagine iniziale dei soci e le successive trasformazioni
la prima scelta e le trasformazioni di forma giuridica
la configurazione degli organi di governo
le acquisizioni, fusioni, scissioni
la stipulazione di alleanze
la liquidazione dellistituto
Tutte le altre classi di operazioni (gestione,organizzazione, rilevazione) sono fortemente influenzate dalle scelte di configurazione
dellassetto istituzionale.

la gestione
La gestione il vasto insieme di operazioni attraverso le quali limpresa attua direttamente la produzione economica (progetta, acquista,
trasforma, vende).
La gestione utilmente scomponibile in cinque insiemi di attivit:
Gestione caratteristica
Gestione finanziaria
Gestione patrimoniale
Gestione tributaria
Gestione assicurativa

la gestione caratteristica
E linsieme delle operazioni di gestione che: (a)identificano la funzione economico-tecnica tipica di ciascuna impresa; (b) suscitano la
gran parte dei costi e dei ricavi dellimpresa.
per le imprese agricole, estrattive e manifatturiere: acquisto di impianti e di materie prime, trasformazione tecnica, vendita;
per le imprese commerciali: negoziazioni di acquisto e di vendita di beni privati, operazioni di trasporto e di immagazzinamento;
per le banche: negoziazioni di credito di prestito in raccolta e di impiego;
per le imprese di assicurazione: assunzione di rischi specifici, investimento dei mezzi disponibili, liquidazione dei sinistri.
La gestione caratteristica origina costi e per differenza (quando ben condotta) produce un risultato reddituale positivo :il reddito operativo
della gestione caratteristica.
Nelle imprese manifatturiere la gestione caratteristica si articola nei seguenti insiemi di operazioni
Ricerca e sviluppo
Acquisto di merci e di servizi destinati alla produzione
Fabbricazione
Commercializzazione
Logistica
Lanalisi della gestione caratteristica per funzioni pu essere integrata allanalisi x processi trasversali=insiemi di operazioni accomunati
da un forte obiettivo comune e trasversali alle funzioni nel senso che x il loro perseguimento sono richiesti contributi critici forniti da altre
funzioni
La gestione caratteristica suscita vari insiemi di negoziazioni: (a) negoziazioni di beni privati (acq e vendita da sogg privati, non dallo
stato),si svolgono per scambio monetario,(raramente baratto) con determinate condizioni di scambio (assicuraz..)

la gestione finanziaria
E quella parte dellatt dimpresa che svolge linsieme delle operazioni volte a coprire il fabbisogno finanziario, ossia il fabbisogno di
mezzi monetari necessari per avviare limpresa e per sostenerne lo sviluppo
Il fabbisogno finanziario nasce perch di regola nelle imprese gli incassi derivanti dalle vendite si manifestano successivamente ai
pagamenti derivanti dagli acquisti
Il fabbisogno finanziario si copre ricorrendo a
capitale proprio, o capitale di rischio
capitale di prestito (mutui, obbligazioni, .)
La gestione finanziaria una gestione passiva: comporta interessi passivi sul capitale di terzi e remunerazioni del capitale proprio
la gestione finanziaria quindi linsieme di diverse attivit:
- previsione e analisi del fabbisogno finanziario (tenendo conto della durata e variabilit nel tempo)
- valuta la combinazione ottimale di ricorso al capitale di rischio/proprio ( dato dai conferenti di capitale proprio che danno
allimpresa mezzi
monetari e prendono soldi in base ai risultati reddituali dellimpresa)e al capitale di prestito( mutui...x un certo tempo con 1
prezzo da pagare)
- pianificazione e attuazione delle negoziazioni di capitale di rischio e di prestito
- gestione dei contratti (liquidaz dividendi, rimborso debiti, interessi passivi..)
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la gestione finanziaria attuata mediante il ricorso di materiali di prestito produce costi=interessi passivi(prezzo del prestito). La gestione
finanziaria lattivit di copertura del fabbisogno finanziario originato dalla gestione caratteristica (e da tutte le altre gestioni)

la gestione patrimoniale
Pu accadere che, per un certo periodo di tempo, unimpresa disponga di mezzi monetari eccedenti rispetto a quanto richiesto dalla gestione
caratteristica (in generale, dalle altre gestioni); in questi casi, si attiva la gestione patrimoniale che consiste nellinvestimento di tali mezzi
monetari al fine di trarne un reddito
le negoziaz tipiche sono: ( tipicam attiva ma si potrebbe anche avere una perdita)
- negoziazioni di capitale di prestito (titoli d stato..)
- negoziazioni di capitale di rischio(comprare azioni di imprese per un guadagno/perdita proporzionale al loro reddito
- negoziazioni di beni privati (acq di beni da reddito e da rivalutazione) (immobili, opere darte..

la gestione assicurativa
Consiste nella copertura dei rischi(ogni impresa li ha) particolari dimpresa (furti, incendi, danni a terzi, ecc.) mediante la sottoscrizione di
contratti di assicurazione (negoziazioni di rischi particolari).
I rischi coperti possono derivare sia dalla gestione caratteristica sia dalle gestioni patrimoniale e finanziaria.
E una gestione tipicamente passiva comportando il costo dei premi assicurativi e indennizzi solo a fronte di equivalenti danni.
Le negoziazioni tipiche sono chiamate contrati di assicurazione


la gestione tributaria
Consiste nella liquidazione e nel pagamento della vasta gamma di tributi che le imprese devono corrispondere allo Stato (e ad altri enti
pubblici) a fronte dei beni pubblici ricevuti.
Gli oneri tributari sono suscitati sia dalla gestione caratteristica sia dalle gestioni patrimoniale e finanziaria
Differenti scelte dimpresa (relative, ad esempio, alla forma giuridica, alle modalit di finanziamento, alle localizzazione) determinano
differenti combinazioni e livelli di tributi da corrispondere.
La gestione tributaria tipicamente una gestione passiva comportando solo oneri tributari.


profilo reddituale e monetario delle gestioni
analizzare la gestione secondo il profilo reddituale significa indagare i formarsi dei costi e dei ricavi (component positivi e negativi
di reddito) di Tutte le gestioni, tutte infatti concorrono a determinare il risultato dellimpresa. Le due gestioni attive (caratteristica e
patrimoniale) e le tre gestioni passive (finanziaria, assicurativa, tributaria) possono pesare variamente nel determinare lutile o la perdita.

Un risultato reddituale complessivamente positivo si ottiene quando al somma del reddito operativo della gestione caratteristica e della
gestione patrimoniale superiore agli oneri complessivi della gestione finanziaria, assicurativa, tributaria, producendo un UTILE in misura
giudicata soddisfacente per la enumerazione del capitale di rischio.
Il profilo reddituale e il profilo monetario sono strettamente connessi, ma non coincidono.
Analizzare il profilo monetario significa invece studiare i flussi di entrate e di uscite (riscossioni e pagamenti suscitati dalle negoziazioni). Si
capisce se limpresa in grado di fare fronte con le entrate alle proprie uscite. Non sempre le entrate e le uscite sono det dalle stesse
negoziazioni che determinano i costi e i ricavi. Per esempio laumento di capitale o laccensione/rimborso di un mutuo. Oppure ci sono
costi che vanno sostenuti prima rispetto al conseguimento dei ricavi e delle relative entrate. Oppure molti pagamenti e riscossioni non
avvengono in contanti. Il pagamento dei debiti non necessariamente coincide con la riscossione dei crediti..

?????
organizzazione
Si compone di due grandi classi di attivit:
Progettazione dellassetto organizzativo: la struttura organizzativa (chi deve fare che cosa, chi dipende da chi,
) e i sistemi operativi (sistemi di programmazione e pianificazione attraverso i quali si definiscono le strategie, per ogni ramo gli obbiettivi
da realizzare e le risorse disponibili a tal fine, come si formulano i piani aziendali,come si gestiscono le persone chi entra,con che reddito,
come fluiscono leinformazioni, )
Gestione dei prestatori di lavoro, o gestione del personale(messa in atto dei sistemi di ricerca e selezione, di valutazione, di
retribuzione, di carriera..)questa gestione lavora in modo tale che limpresa disponga sempre di un organismo personale che per
dimensione e competenze sia adatto a svolgere le combinazioni economiche pianificate, e in modo che le persone siano ricompensate
secondo equit e siano poste in condizioni crescere personalmente e professionalmente.

E la base della motivazione delle persone edellefficienza aziendale
le negoziazioni tipiche sono le negoziazioni del lavoro (contartti che limpresa stipula con i prestatori di lavoro

rilevazione
Le operazioni di rilevazione sono svolte dalle imprese per predisporre dati e info destinati alle persone che operano allinterno
dellimpresa(utili per prendee decisioni) e le persone esterne agli istituti, come altri istituti che devono sviluppare raporti con limpresa.
Si fa raccolta elaborazione- conservazione diffusione comprende il bilancio di esercizio, le statistiche delle vendite ecc..
dei dati e delle informazioni e servono per supportarele scelte dei decisori sia interni sia esterni allazienda
Si compone di parti denominate
contabilit generale
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contabilit analitica
sistemi informativi direzionali

le combinazioni economiche parziali
si stratta delle imprese che nel corso del loro sviluppo hanno compiuto mosse di diversificazionemercato con caratteristiche disomogenee

LE COMBINAZIONI ECONOMICHE DELLO STATO

Pu essere rappresentata attraversolincrocio di due dimensioni:
1) le aree di intervento combinazioni parziali corrispondenti ad insiemi di bisogni pubblici definibili anche come finalit o prodotti
dello Stato
2) le aree di gestione insieme delle attivit di varia natura svolte dallo Stato per il perseguimento delle finalit




IL ruolo dello stato nella produzione di beni economici
Lo Stato interviene nei sistemi economici producendo direttamente o indirettamente alcuni beni privati o pubblici, regolamentando la
produzione e il consumo di altri beni imponendo tributi di varia specie ridistribuendo ricchezza.
Lo stato interviene nella produzione del bene Alfa quando ritiene che:
- il bene Alfa sia politicamente critico, ossia debba comunque essere accessibili a certe categorie di cittadini e a certe condizioni di costo e di
qualit
- lasciando la produzione di Alfa a imprese private operanti secondo le regole del mercato non si otterrebbe leffetto politico desiderato
le ragioni della possibile inefficacia :
I beni pubblici puri: beni senza rivalit nei consumi un numero illimitato di utenti contemporaneamente) il bene pu soddisfar e non
escludibili (nes1 si pu
escludere); le imprese private non potrebbero farsi pagare un prezzo; interviene lo Stato che pu imporre i tributi
I mercati non concorrenziali, in particolare i monopoli naturali; senza controlli le imprese private ne trarrebbero vantaggi indebiti;
interviene lo Stato come
produttore o come regolatore
Le esternalit positive/negative: sono gli effetti positivi o negativi per il soggetto B derivanti da unazione di A e per i quali B non sostiene
un onere / non
riceve un indennizzo; le imprese private tendono ad appropriarsi di esternalit positive e a scaricare esternalit negative; interviene lo
Stato come
produttore o come regolatore
I mercati incompleti: spazi di mercato lasciati vuoti dalle imprese che li giudicano non attraenti (troppo
piccoli, rischiosi, ) e che invece secondo lo Stato sono critici
Le asimmetrie informative: beni complessi difficili da giudicare ex-ante (sanit, istruzione,); il consumatore pu preferire un fornitore
pubblico
La redistribuzione del reddito; lo Stato rende accessibili beni critici a prezzi non di mercato (incentivisussidi..)
I beni di merito; lo Stato incentiva il consumo di beni critici che i cittadini non percepiscono come tali (istruzione elementare, cinture di
sicurezza..vaccini)
Garantire uno Stato di diritto: in generale, lo Stato interviene con le leggi per far s che lattivit economica si svolga correttamente

le combinazioni economiche parziali dello stato=aree di intervento
Le tipiche aree di intervento dello Stato sono:
Difesa nazionale
Giustizia
Sicurezza pubblica
Relazioni internazionali
Istruzione e cultura
Assistenza e previdenza
Sanit
Trasporti e comunicazioni
Sviluppo economico
In ciascuna di tali aree lo stato offre una pluralit di prodotti destinate a varie categorie di cittadini in relazione alla loro et, salute, posizione
lavorative
Le combinazioni economiche dello stato sono molto estese e molto articolate. Bisogna usare 3 dimensioni di analisi: prodotti, destinatari,
aree geografiche


la gestione caratteristica dello stato (modalit di intervento)

le modalit fondamentali di intervento sono( la gestione caratt Si svolge combinando tre classi di operazioni):
1) Emanazione di leggi e regolamenti (attivit non delegabile);
2) Trasferimenti di mezzi monetari (a famiglie e imprese);per ridistribuire la ricchezza o x finanz attivit di interesse pubblicoricerca..
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3) Produzione di beni pubblici(i beni pubblici puri sn quelli non escludibili)
diretta(produce lo stato)
indiretta(impresa posseduta dallo stato, impresa privata o istituto non profit che opera in concessione.
I costi sn coperti da imposte o tariffe

la gestione tributaria dello stato
lo stato svolge 2 funzioni tributarie :
(a) passiva=paga i tributi
(b)attiva= raccoglie i tributi, raccoglie mezzi monetarivaria non in base allintensit di cui noi usufr uiamo dei beni ma in base alla
capacit contributiva. Si compone dei processi di definizione delle caratteristiche e dei livelli dei tributi, di accertamento, di prevenzione e
repressione dellevasione fiscale, di riscossione.
Pu anche essere vista come parte della gestione caratteristica, costituendo il corrispettivo nelle diverse forme nelle quali si possono
classificare i tributi (prezzi, tariffe, imposte) - della produzione ed erogazione dei servizi pubblici.

la gestione patrimoniale
Si compone di operazioni di investimento e di disinvestimento in beni da reddito e rivalutazione finalizzate alla produzione di ricavi
addizionali a quelli della gestione caratteristica.
Di solito lo Stato e gli altri istituti pubblici soni in deficit, ossia non dispongono di risorse da dedicare alla gestione patrimoniale.
NB. La gestione dei grandi patrimoni pubblici utilizzati per lo svolgimento delle funzioni tipiche dello Stato fa parte della gestione
caratteristica; non gestione patrimoniale

la gestione finanziaria dello stato

E molto rilevante. Spesso lo Stato e gli istituti pubblici non riescono a coprire i loro costi con le entrate tributarie e devono coprire i loro
deficit
ricorrendo allindebitamento.
Il fabbisogno finanziario dello Stato pu essere soddisfatto con varie forme di debiti di finanziamento. Nel nostro Paese prevalente il
ricorso alla emissione di titoli del debito pubblico.


la gestione assicurativa dello stato

Si svolge con modalit analoghe a quelle delle mprese dovendo coprire numerose classi di rischi particolari.
In alcuni casi lo Stato diviene anche lassicuratore a favore di famiglie, imprese, istituti nonprofit a fronte di particolari eventi dannosi quali
le calamit naturali.


la configurazione dellassetto istituzionale dello stato

lo stato molto complesso e quindi deve organizzare e studiare bene la sua configurazione ..Evolve per aggiustamenti successivi quando
necessario modificare le risposte a quesiti del tipo:
in quali aree intervenire (sanit, assistenza, supporto alle famiglie cultura, ecc.)
quali rapporti configurare con i prestatori di lavoro e con i rappresentanti sindacali
con quali forme dirette e indirette realizzare la produzione e lerogazione dei beni pubblici, quli parti del sistema privatizzare o
nazionalizzare
quanto e come interagire con altre pubbliche amministrazioni (eco di scala o agire separatamente?)
come impostare il sistema fiscale i rapporti con i conferenti di capitale di prestito e in che forma..prestito bancariottoli
come strutturare le relazioni con i cittadini attraverso gli organi elettivi ed amministrativivoto..

la organizzazione e gestione del personale dello stato
Sono simili a quelle delle imprese.
Due importanti differenze vanno tuttavia sottolineate:
1. Il delicato rapporto tra organi politici eletti dai cittadini e gli organi amministrativi formati da tecnici
2. il prevalere del principio della legalit (applicazione uniforme della legge) rispetto a quello della imprenditorialit (soluzioni varie e
sempre nuove)

le operazioni di rilevazione e informazione dello stato
Sono pi complesse rispetto a quelle delle imprese in quando devono rappresent anche le dimensioni politiche e sociali degli obiettivi e
risultati dello Stato.

LE COMBINAZIONI ECONOMICHE DELLE FAMIGLIE
Il ruolo economico delle famiglie
La famiglia listituto nel quale:
si compie la gran parte dellattivit economica di consumo;
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si predispongono le condizioni necessarie per il soddisfacimento dei bisogni delle persone. Nei sistemi economici evoluti, le famiglie
esternalizzano molte attivit di produzione precedentemente svolte dai membri della famiglia; si svolgono allinterno della famiglia le attivit
che:
dal punto di vista morale ed etico sono considerate critiche (educazione, assistenza, ecc.)
dal punto di vista tecnico non comportano rilevanti diseconomie di specializzazione e di dimensione.

le attivit di gestione della famiglia
La gestione caratteristica composta da:
attivit di produzione di redditi mediante lavoro esterno; (gest patrimoniale)
attivit di lavoro interno alla famiglia;
attivit di consumo.

La gestione patrimoniale:
consiste nellimpiego di risparmio in investimenti (titoli, immobili da reddito, ecc.) destinati a produrre redditi addizionali rispetto a quelli
derivanti dal lavoro esterno;
dipende fortemente dalle scelte di consumo / risparmio;
NB. non riguarda i beni patrimoniali utilizzati direttamente dalla famiglia (appartamento, automezzi, ecc.) nella gestione caratteristica

La gestione finanziaria
delle famiglie formata dalle operazioni di negoziazione di credito di prestito (mutui, redito al consumo, ecc.) che fanno sorgere i debiti di
finanziamento e dai connessi pagamenti di quote capitale ed interessi.crca di coprire i fabbisogni monetari non coperti per altra via

La gestione tributaria della famiglia
consiste nella liquidazione e nel pagamento di vari tipi di imposte, tasse contributi a fronte del diritto di accedere ai beni prodotti dallo Stato.

La gestione assicurativa
sia sulla vita dei singoli membri sia a copertura di danni particolare alle cose (abitazione, furti, responsabilit civile, ecc.) spesso presente
nella gestione familiare.

La configurazione dellassetto istituzionale della famiglia
In quanto istituto sociale e primario, la famiglia non comporta fondamentali scelte di configurazione dellassetto istituzionale.
Tuttavia, alcune scelte critiche riguardano:
il regime patrimoniale tra i coniugi (separazione o comunione dei beni)
le relazioni economiche con le famiglie di parenti e affini
eventuali affidamenti e adozioni
la suddivisione del lavoro interno ed esterno
le relazioni con coloro che prestano lavoro domestico

Le operazioni di organizzazione e di rilevazione delle famiglie
Dato il numero di persone componenti la famiglia non si presentano particolari problemi di progettazione organizzativa.
Relativamente alle rilevazioni possono essere utili per le scelte economiche ,,,solo in casi rari sono necessari processi e strutture specifici,
es: un giornale di cassa sul quale si annotano le entrate e le uscite monetarie, ecc.)

LE COMBINAZIONI ECONOMICHE DEGLI ISTITUTI NON PROFIT

Il ruolo economico degli istituti non profit
Nei sistemi economici evoluti una parte rilevante dellattivit economica si svolge in istituti nonprofit.
Gli istituti nonprofit sono istituti privati (anche se spesso finanziati anche dallo Stato).
NB. Nonprofit non significa che vietato o impossibile realizzare risultati reddituali positivi (profitti); significa invece che vietata la
loro
distribuzione a favore dei soggetti che la controllano: associati, donatori, amministratori, manager.
Un istituto nonprofit nasce quando uno o pi soggetti privati ritengono che sia utile o doveroso che certi insiemi di persone (loro stessi,
oppure categorie
disagiate, o lintera collettivit) dispongano di beni che gli altri tipi di istituti le famiglie, le imprese, lo stato non offrono nei modi
(qualit, prezzi)
ritenuti opportuni.
Con altra espressione, quando si constata il contemporaneo fallimento delle famiglie, delle imprese private (del mercato) e dello Stato nel
garantire certi
beni a certe categorie di persone a certe condizioni.
agiscono come produttori di beni pubblici per soddisfare la domanda d beni pubblici non coperti dallo stato
per prodotti particolarmente critici e complessi da giudicare ex-ante (forte asimmetria informativa), quali ad esempio certe cure mediche,
gli utenti
possono preferire come fornitore un istituto nonprofit rispetto ad unimpresa privata o allo Stato; perch tutto sotto il controllo diretto
del consumatore
gli istituti no profit godono di taluni vantaggi normativi e fiscali (lo Stato favorisce il formarsi di istituti nonprofit che con risorse
prevalentemente private offrono beni pubblici).
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La gestione caratteristica degli istituti nonprofit
La gestione caratteristica degli istituti nonprofit (INP) molto eterogenea perch gli INP sono di natura molto varia. Si possono distinguere i
seguenti casi:
INP assimilabili a istituti di produzione (es. sanit, istruzione) nei quali avvengono processi di acquisto - trasformazione - cessione a
clienti che pagano corrispettivi assimilabili ai prezzi. Il carattere nonprofit deriva dalla destinazione del risultato reddituale.;
INP assimilabili a istituti di produzione e consumo (composti) nei quali i destinatari della produzione sono i membri stessi dellistituto (si
pensi ad una associazione culturale che organizza incontri per i suoi associati; coloro che sono membri dellassociazione delegano alcuni di
essi alla produzione del bene culturale che viene consumato dagli stessi membri);
INP di pura erogazione (enti di beneficenza). In queste prevalgono i processi di trasferimento delle disponibilit finanziarie raccolte
rispetto ai processi di
trasformazione tecnica. Si pensi al caso Telethon. Si sostanzia in una grande campagna mediatica attraverso la quale si raccolgono


La gestione tributaria degli istituti nonprofit
E strettamente connessa a quella caratteristica. Lo Stato, infatti, accorda agli INP agevolazioni fiscali sia in termini di minori o nulli carichi
fiscali sia in
termini di contributi pubblici.
La presenza di INP riduce lintervento diretto da parte dello Stato e quindi le agevolazioni fiscali vanno a compensare i costi che altrimenti
lo Stato
dovrebbe sostenere per la propria presenza diretta.

La gestione patrimoniale degli istituti nonprofit
Pu essere del tutto trascurabile in diversi INP in quanto difficilmente c un risparmio.
Tuttavia alcuni INP godono di importanti patrimoni sia finanziari sia immobiliari. In questi casi la gestione patrimoniale assume grande
rilevanza in
quanto capace, se ben gestita, di produrre redditi importanti per lequilibrio economico dellINP.





La gestione finanziaria degli istituti nonprofit
Assume caratteri particolari in questi istituti. Lincertezza di redditi costanti infatti limita di molto la loro capacit di assumere debiti di
finanziamento che
richiedono, come noto, rimborsi tempificati.
E strettamente connessa a quella parte della gestione caratteristica che consiste nel fund raising, ossia nella raccolta di contributi non
corrispondenti a
specifiche prestazioni dellINP.

la gestione assicurativa degli istituti nonprofit

Assume varia rilevanza in relazione allattivit svolta dagli INP. Si pensi agli INP che svolgono la loro attivit in settori rischiosi quali
quello sanitario e ospedaliero, della protezione civile, oppure agli INP proprietari di patrimoni immobiliari di elevato valore artistico.

organizzazione degli istituti nonprofit
Rispetto allimpresa questa attivit deve tenere conto dei seguenti due fattori:
1) tenere alta la tensione rispetto allefficienza, poich negli INP mancando forti attese di produzione di risultati reddituali;
2) garantire correttezza nei comportamenti al fine di salvaguardare limmagine di affidabilit; se limmagine dellINP si degrada, il fund
raising diventa problematico.
Le operazioni di rilevazione e informazione degli istituti nonprofit
Sono pi complesse rispetto a quelle delle imprese in quando devono rappresentare anche la dimensione sociale degli obiettivi e dei
risultati raggiunti.

La configurazione dellassetto istituzionale degli istituti nonprofit
Rappresenta unattivit particolarmente critica negli INP, soprattutto nei casi nei quali coloro che forniscono contributi non usufruiscono
dei servizi
erogati. In questo caso nasce lesigenza da parte dei primi di controllare il buon uso delle risorse e diventano problematiche anche le scelte
collettive
di governo economico.
La progettazione degli assetti istituzionali deve tenere presente due finalit:
costruire e proteggere limmagine di affidabilit dellistituto;
garantire elevati livelli di autonomia.
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CAP4
GLI ASSETTI ISTITUZIONALI
Il modello generale per lanalisi dellassetto istituzionale
Secondo uno schema di analisi generale ogni istituto visto come un insieme di soggetti, che offrono contributi, e che per tale motivo
ricevono ricompense
o traggono benefici
Nel loro insieme tali soggetti configurano i portatori di interessi
Per la vita duratura di un istituto essenziale che si abbia un governo unitario. Il governo dellistituto deve essere unitario in due aspetti:
I contributi di tutti i soggetti devono essere combinati secondo un disegno unitario che assicuri la complementariet degllr risorse
e dei comportamenti e quindi lefficace perseguimento del bene comune.
- La responsabilit delle decisioni ultime deve essere attribuita ad uno ed un solo organo, secondo un principio di unit di comando
Cio il governo.
Bisogner decidere a quali insiemi di soggetti assegnare il diritto e il dovere di governare
Per realizzare un efficace governo di un istituto occorre operare tre insieme di scelte fondamentali:
Decidere a quali soggetti assegnare il diritto ed il dovere di governare, direttamente o tramite propri rappresentanti definire il soggetto
distituto
Esplicitare a quali finalit ed obiettivi debba ispirarsi lazione del soggetto distituto = definire i fini istituzionali
Configurare gli organi e i meccanismi di governo che consentano unefficace azione dei soggetti deputati a governare definire la struttura
di governo

Lassetto istituzionale la configurazione dei portatori di interessi nei confronti dellistituto, dei contributi che tali soggetti forniscono
allazienda, delle ricompense e dei benefici che ne ottengono, del soggetto distituto, dei fini istituzionali e delle strutture di governo che
regolano in equilibrio dinamico di lungo periodo le relazioni tra i portatori di interessi, i contributi e le ricompense

I SISTEMI DI INTERESSI CONVERGENTI NEGLI ISTITUTI

Lo schema generale
lanalisi degli assetti istituzionali consiste nellindividuare i portatori di interesse e vedere che rapporti hanno con listituto.
Si pu constatare che
attorno a ciascun istituto si configura sempre una vasta gamma di interessi di varia natura: interessi economici, sociali, morali
i vari insiemi di interessi sono parzialmente in competizione tra di loro (il pieno soddisfacimento di alcuni pu portare al sacrificio di altri)
i contributi provenienti dai vari soggetti sono complementari, ma si possono manifestare anche parziali fungibilit
alcune relazioni sono assimilabili e scambi tra specifiche prestazioni reciproche, mentre in altri casi c asimmetria tra ci che il
soggetto d e ci che il soggetto riceve (es: destinatari degli interventi di beneficenza)
le varie relazioni sono caratterizzate dai rapporti di forza. In particolare nelle relazioni di scambio economico essenziale valutare i
rapporti di forza contrattuale che essenzialmente dipendono da: dal grado di concentrazione della domanda e dellofferta, dagli investimenti
specifici eventualmente in atto, dallasimmetria informativa tra le parti
molte delle attese dei soggetti in gioco sono implicite ossia non dichiarate, ma sottintese ai valori e alle consuetudini in essere.

i sistemi di interessi convergenti nellimpresa
ciascun raggio dello schema identifica -una classe di soggetti-flussi
di contributi
-flussi di ricompense- attese reciproche, implicite o esplicite -i tipi di
contratti che regolano i rapporti
i prestatori di lavoro: conferiscono il loro lavoro qualificabile in
termini di tempo, competenze, impegno ed energia, creativit,
risultati. In (s)cambio si aspettano dallimpresa una rimunerazione
periodica coerente con le rimunerazioni offerte da altre imprese per
lavori e risultati analoghi. Limpresa ha nei loro cnfr attese d lealt,
obbedienza, sviluppo competenze.. a volte di parla di
partecipazione: es: quote su quello che vendi..compensi in base alla
qualit del lavoro pi stimolante.
i conferenti di capitale di rischio: conferiscono mezzi monetari.
Essi hanno diritto agli utili e possono sempre vendere le proprie
quote di capitale di rischio. Essi si aspettano: una rimunerazione (a)
periodica degli utili conseguiti dalle imprese e (b) un guadagno in
conto capitale rappresentato dalla differenza tra quanto conferito e quanto realizzato al momento della cessione delle proprie quote o al
momento della liquidazione dellimpresa. incerto..pu esserci utile o perdita. Spesso partecipano (partecipazione) al governo
economico dimpresa. Attesa rimun soddisfacente
fornitori: apportano allimpresa condizioni di produzione di varia natura secondo una pluralit di condizioni di scambio.. in cambio di
una rimunerazione
conferenti di capitale di prestito: apportano mezzi monetari che messi a disposizione dellimpresa per un dato periodo di tempo a
fronte dellimpegno di rimborso del capitale e di pagamento degli interessi nella misura e nei tempi stabiliti. un rapporto di scambio di
denaro
le imprese di assicurazione: coprono i rischi particolari delle imprese loro clienti a fronte di premi.scambio.
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clienti: acquistano i beni prodotti dallimpresa e gestiscono il loro rapporto attraverso le molteplici condizioni dello scambio.(denaro)
alleati istituzionali: sono le imprese partner in gruppi di imprese, consorzi, cartelli.. partecipano al governo dellimpresa perch sono
alleateeee
i concorrenti: imprese che offrono prodotti analoghi a quelli della ns impresa.. rapporto di concorrenza o cooperazione (es: consorzi
per avere una concorrenza temperata per evitare effetti indesiderati..a volte interv lo stato..)

lo stato: lo stato produttore ed erogatore di beni pubblici a completamento
dellessere precettore di tributi. Lo stato inoltre regola il comportamento
delle imprese. Funge da dispensatore di incentivi finanziari ed cliente.
Le collettivit locali: instaurano relazioni particolarmente significative con
le imprese
Soggetto distituto: pu avere differenti soluzioni, di solito sono i
conferenti di capitale di rischio e prestatori di lavoro ma anche gli altri
possono esserlo.























i sistemi di interessi convergenti nelle famiglie
I primari portatori di interessi istituzionali non economici
(ma specialmente sociali) in una famiglia sono i membri della
famiglia stessa. Il soggetto di istituto padre-
madre(direttamente) e i figli (indirettamente). (anche i
prestatori di lavoro nelle famiglie allargate fanno parte del
soggetto distiuto) anche soggetto economico per perch ha
anche interessi economici. Le attese economiche consistono
nellattuazione di consumi. Il fine immediato dei consumi
direttamente connesso a quello del conseguimento di redditi di
lavoro e di gestione patrimoniale atti coprire i consumi e i
tributi e da consentire un risparmio da destinare allincremento
del patrimonio di reddito. La formazione di risparmio un
indicatore significativo del soddisfacimento dei bisogni
economici della famiglia. Speciali relazioni tra istituti si hanno
quando i membri della famiglia stessa sono prestatori di lavoro
o conferenti di capitale.


i sistemi di interessi convergenti nello stato



Nel caso dello stato i portatori primari di interessi attivi sono i
cittadini che si aspettano di poter disporre di beni pubblici per
soddisfare i loro bisogni. Lo stato si aspetta che tutti i cittadini
contribuiscano alla copertura dei costi di produzione dei beni
pubblici secondo le norme del sistema tributario.
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Tra lo stato e i cittadini si instaurano importanti relazioni economiche anche per ci che riguarda i conferenti di capitale di prestito e debito
pubblico per coprire i propri deficit
Soggetto distituto: i cittadini+prestatori di lavoro








i sistemi di interessi convergenti negli ist nonprofit

gli istituti nonprofit sentono il bisogno di tutelare qualcosa e la
collettivit valuta positivamente questi interventi. Lo stato
apprezza e fornisce contributi in varie forme. Anche i cittadini
vicini alle finalit dellistituto nonprofit contribuiscono sia con
mezzi monetari che con lavoro volontario.

Soggetto distituto: il soggetto non si appropria in questo caso
dei risultati residuali, ha diritto-dovere di governare. Di solito
sono i fornitori di contributi che non ottengono ricompene o
benefici diretti.







LINTEGRAZIONE DEI CONTRIBUTI: IL SOGGETTO ECONOMICO

lintegrazione dinamica dei contributi come condizione di economicit
Lintegrazione tra i diversi portatori di interessi condizione NECessaria per garantire agli istituti una vita economica duratura (lunga vita
istituto). Tra tutti i soggetti si devono instaurare relazioni di cooperazione.solo cos i contributi di tutti produrranno ricompense adeguate
per tutti i portatori di interessi.
Lintegrazione dinamica dei contributi una condizione di economicit. E una condizione che non si attua spontaneamente.
Lintegrazione dinamica dei contributi dei vari soggetti si caratterizza per: (schema concettuale generale)
vantaggi ottenibili dallintegrazione armonica e dinamica di tutti i soggetti, dei loro contributi e ricompense nel caso in cui vi siano tre i
soggetti relazioni di fiducia e cooperazione e sanno che i risultati ottenuti saranno equamente ripartiti in base ai contenuti ( no comportamenti
opportunisticiqs produce una diminuizione dei costi aziendali e incrementi dei valori degli output oltre che solide basi per il futuro)
bassi costi di transazione con i soggetti esterni;
bassi costi di coordinamento interno;
bassi prezzi-costo degli input; ( i conferenti di contributi effettuano volentieri investimenti specifici)
migliore qualit, personalizzazione e flessibilit degli input;
elevato impegno di tutti i soggetti;
maggiore soddisfazione dei bisogni di socialit;
processi di apprendimento collettivo

ostacoli allintegrazione (Lintegrazione tra i soggetti presenta anche ostacoli e leve per realizzarla)
obiettivi differenti in merito alla combinazione ottimale di risorse, competenze e attivit; ( la specializzazione fa si che ci siano i
contributi di una pluralit di soggetti ciascuno con proprie risorse, competenze, idee e magari poca adesione quindi al disegno
complessivo)
i soggetti sono in competizione per ottenere le rimunerazioni;
si opera in di informazione incompleta e incertezza per il futuro ;
molti dei risultati ottenuti sono frutto di un lavoro congiunto, per cui difficile decidere a chi attribuire i risultati residuali;
I vari soggetti hanno diverse propensioni al rischio

leve per lintegrazione:
definizione degli organi massimi di governo;
definizione dei soggetti cui attribuire i risultati residuali(ci che rimane dopo aver dato le rimunerazioni in base ai contributi)
progettazione attenta dellassetto organizzativo x guidare il comportamento delle persone nellistituto
messa in atto di meccanismi di integrazione con soggetti esterni allistituto


il soggetto distituto, il soggetto economico e i fini istituzionali
In linea di principio, tutti i portatori di interessi dovrebbero partecipare al governo dellistituto. Tuttavia ci determinerebbe:
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elevati costi di governo, e complessit organizzativa;
qualit e tempi delle decisioni inadeguati alla vita dellistituto;
mancato riconoscimento della maggiore criticit di alcuni contributi
Per tale motivo, una o poche categorie di portatori di interessi partecipano direttamente al governo dellistituto (il soggetto distituto),
mentre le altre categorie partecipano attraverso meccanismi indiretti di rappresentanza/controllo
Al soggetto distituto fanno capo due insiemi fondamentali di diritti-doveri:
il diritto-dovere di governare, ossia di guidare listituto e di prendere le decisioni ultime;
il diritto di godere dei risultati residuali positivi, e di farsi carico degli eventuali risultati residuali negativi.
il soggetto distituto si assume i rischi generali e deve essere scelto in modo da massimizzare la probabilit che listituto perduri nel tempo
autonomamente






I fini istituzionali coincidono con le attese primarie delle persone che compongono il soggetto distituto. Si denominano anche interessi
istituzionali
Gli interessi degli altri soggetti sono interessi non istituzionali
In tutti gli istituti convergono interessi sia economici sia non economici
Si configurano pertanto quattro classi di interessi convergenti negli istituti:
Interessi istituzionali economici
Interessi istituzionali non economici
Interessi non istituzionali economici
Interessi non istituzionali non economici
Linsieme dei portatori di interessi istituzionali (economici e non economici) forma il soggetto distituto
Linsieme dei portatori di interessi istituzionali economici forma il soggetto economico
Il soggetto distituto la societ umana che lo identifica (insieme delle persone che si associano per realizzare un bene comune)



le prerogative ed i principi di governo economico
Il soggetto economico (che di regola coincide con il soggetto distituto) esercita le prerogative di governo economico
Le prerogative di governo economico consistono nel diritto-dovere di:
fissare gli obiettivi, le strategie e le politiche dellistituto
scegliere i soggetti che contribuiranno alla vita economica dellistituto (e stipulare con questi patti e contratti)
progettare e mettere in atto le strutture di governo e di controllo
sorvegliare il funzionamento dellistituto
Il governo economico deve ispirarsi ad alcuni principi generali:
economicit (o vita duratura economica), ossia la capacit dellistituto di svolgersi in autonomia economica, senza il ricorso sistematico a
coperture di perdite a parte di altre economie
contemperamento degli interessi, ossia ladozione di strutture e processi, e soprattutto atteggiamenti e comportamenti, ispirati alla
logica della partecipazione e del confronto

le strutture di governo economico


Quando il soggetto di istituto ed il soggetto economico
sono formati da molte persone, si rende necessario
configurare strutture e meccanismi che rappresentino
adeguatamente tutti gli interessi, e diano luogo a processi
decisionali efficienti
Nellipotesi che il soggetto economico coincida con una
sola categoria di portatori di interessi si avr una struttura
di governo economico basata essenzialmente su 3 organi:
lassemblea dei membri del soggetto economico quale
organo supremo di indirizzo generale e di nomina sia dei
membri dellorgano decisionale di governo economico,
sia dellorgano di controllo
lorgano decisionale di governo economico, composto
da una o poche persone con specifiche competenze
tecniche e manageriali, che configura e indirizza lattivit
della struttura organizzativa
un organo di controllo che verifica loperato
dellorgano decisionale

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GLI ASSETTI DI GOVERNO NEGLI ISTITUTI

lassetto di governo delle famiglie
sono membri del soggetto distituto (come anche del soggetto economico) della famiglia tutte le persone che la compongono
gli interessi economici di persone di altre famiglie (con rapporti di parentela) devono considerarsi non istituzionali, a meno che non si
configuri un gruppo economico di aziende familiari
Il governo economico dellazienda familiare comporta un articolato insieme di decisioni complesse poich implicano significati non solo
economici (ripartizione del lavoro tra soggetti, lavoro interno/esterno, livelli di consumo e di risparmio, modalit di impiego del risparmio,
eredit e donazioni etc.)
Le prerogative di governo economico spettano a tutte le persone della famiglia in funzione di et, esperienza e competenza
Spesso il governo economico delegato al capofamiglia, anche se molte decisioni avvengono in forma collegiale
Non sempre il contemperamento degli interessi risulta agevole










lassetto di governo delle imprese
Differenti imprese richiedono differenti assetti di governo
Differenti assetti di governo attribuiscono rilevanza a differenti categorie di portatori di interessi
la nostra ipotesi di riferimento quella dellimpresa nella quale il soggetto distituto ed il soggetto economico sono formati dallinsieme dei
conferenti di capitale di rischio e dei prestatori di lavoro
nel mondo occidentale la grande maggioranza delle imprese configurata secondo il modello capitalistico, anche se:
la forma e la sostanza non sempre coincidono
alcuni ordinamenti (es. Germania) prevedono esplicitamente la partecipazione dei prestatori di lavoro nel governo dellimpresa
la disciplina della Societ Europea prevede modalit di partecipazione dei prestatori di lavoro in alcune scelte di governo delle
imprese

Qualunque sia la scelta sulla struttura di governo, alcuni temi hanno svolgimento uniforme in tutte le imprese:
il fine immediato delle imprese rappresentato dalla produzione di rimunerazioni e di altre connesse condizioni per i membri del soggetto
economico
le prerogative di governo economico nelle imprese riguardano:
scelte di assetto istituzionale (organi di governo e loro struttura; scelte di fusioni, scorpori, concentrazioni, accordi; relazioni interaziendali
etc.)
scelte di configurazione delle combinazioni produttive (oggetto sociale, dimensione, diversificazione, integrazione, internazionalizzazione
etc.)
scelte di assetto tecnico, assetto organizzativo, organismo personale
il soggetto economico unico e unitario
il principio generaledi governo quello del contemperamento degli interessi

il soggetto economico improprio
nella realt accade spesso che linsieme delle persone che dovrebbero esercitare il governo economico (il soggetto economico) non coincide
con linsieme di persone che di fatto esercitano il governo economico. I casi pi frequenti nelle imprese sono:
il governo esercitato da insiemi di persone che non rappresentano lintero soggetto economico, ma solo una parte di esso (es. azionisti di
controllo trascurando quelli di minoranza)
Il governo esercitato da insiemi di persone che non fanno parte del soggetto economico (es. esponenti politici che vogliono interferire
nelle strategie di unimpresa)
nei casi precedenti si parla di soggetto economico improprio
si tratta di una situazione potenzialmente pericolosa per limpresa, e certamente iniqua

lassetto di governo dello stato
Lo Stato si articola in complesse strutture di istituti pubblici, tra cui hanno particolare rilievo le articolazioni territoriali: Stato, Regioni,
Province, Comuni
Lordine economico di tali istituti definito azienda composta pubblica
Sono membri dellistituto e portatori di interessi istituzionali tutti i cittadini membri dello Stato
sono membri del soggetto economico tutti i membri della collettivit e coloro che prestano lavoro nelle aziende composte pubbliche
I fini economici istituzionali delle aziende composte pubbliche sono:
Il soddisfacimento dei bisogni pubblici di tutti i membri della collettivit
La rimumerazione del lavoro dei prestatori di lavoro
il governo economico si esercita in via indiretta per mezzo di organi collegiali i cui membri sono scelti tramite elezione (ruolo politico)
La distinzione e lintegrazione di ruoli politici e ruoli economici si attua
19

A livello di struttura complessiva dellamministrazione pubblica
A livello di singoli istituti dellamministrazione pubblica

lassetto di governo degli istituti non profit
negli istituti nonprofit il soggetto distituto pu far capo a tre categorie di soggetti:
Gli associati delle associazioni chiuse ed aperte
I donatori privati e pubblici
I prestatori di lavoro
Sono interessi istituzionali economici:
Le attese di soddisfacimento dei bisogni comuni degli associati
Le attese di rimunerazione dei prestatori di lavoro non volontario
Sono interessi istituzionali non economici quelli dei donatori
In definitiva, negli istituti nonprofit linsieme delle persone che compone il soggetto distituto pu essere notevolmente diverso (molto pi
ampio) rispetto a quello che compone il soggetto economico
20

CAP5
LECONOMICITA

ECONOMICITA COME PRINCIPIO E COME OBIETTIVO

equilibrio istituzionale
Si ha equilibrio istituzionale quando tutti i membri del soggetto di istituto:
condividono i valori e gli obiettivi che ispirano la vita dellistituto, le sue strutture e modalit di governo, le logiche organizzative;
ricevono ricompense e benefici giudicati equi rispetto ai contributi
forniti.
Lequilibrio istituzionale di lungo periodo ed caratterizzato da:
curabilit-continuit (le persone che partecipano alla vita degli istituti si attendono che listituto perduri nel tempo; gli istituti nel tempo
accumulano patrimoni di relazioni e di competenze che sono relativamente indipendenti dalle persone)
autonomia (libert di scegliere i propri fini e le proprie modalit di governo)


equilibrio istituzionale e equilibrio economico
Si ha equilibrio economico, ossia economicit, quando listituto nel suo insieme in grado di attrarre risorse sufficienti per remunerare
tutte le condizioni di produzione e di consumo utilizzate per svolgere le proprie combinazioni economiche
Equilibrio istituzionale ed equilibrio economico sono interconnessi, ma non sincroni.
In quanto condizione di vita degli istituti, leconomicit contemporaneamente un principio ed un obiettivo fondamentale di buon governo
degli istituti.

durabilit e autonomia

DURABILITA
Lazienda, ordine economico di istituto, deve svolgersi
secondo condizioni di vita e di funzionamento tali da
consentire di durare nel tempo in un ambiente mutevole.
La continuit e lo sviluppo di un istituto hanno un valore
per i suoi membri attuali, per i suoi membri futuri e per la
collettivit in generale.


economicit come perseguimento di fini e condizioni
Il principio di economicit si declina in due forme complementari:
1)perseguimento di fini economici istituzionali
imprese: rimunerazioni monetarie e di altra specie per i prestatori di lavoro e per i conferenti di capitale di rischio;
famiglie: appagamento dei bisogni delle persone che le compongono;
stato: appagamento dei bisogni di beni pubblici dei cittadini e remunerazione dei prestatori di lavoro;
istituti nonprofit: appagamento dei bisogni di varie categorie di associati e fruitori e remunerazione dei prestatori di lavoro.

2 rispetto simultaneo di un insieme di condizioni di svolgimento dellattivit economica.
Nelle imprese tale principio si declina in quattro condizioni fondamentali da rispettare:
equilibrio reddituale
efficienza e flessibilit
congruit delle remunerazioni
equilibrio monetario

ECONOMICITA DELLE IMPRESE

equilibrio reddituale
Lequilibrio reddituale (equilibrio tra componenti positivi e negativi di reddito) esprime lattitudine della gestione di rimunerare, con i
componenti positivi di reddito, alle condizioni di mercato, tutti i fattori produttivi compresi il capitale di prestito ed il capitale di rischio.
Esso deve essere valutato in funzione:
del tempo di riferimento (di breve o di lungo periodo)
delloggetto di riferimento (azienda equilibrio aziendale oppure gruppo aziendale equilibrio superaziendale)

efficienza e flessibilit
Non si ha economicit senza il mantenimento di un livello accettabile di efficienza, espressa in termini di rendimento fisicotecnico dei
processi produttivi.
Solo in condizioni particolari e temporanee le inefficienze possono essere trasferite allesterno, senza danneggiare
lequilibrio reddituale dellazienda (es.monopolio), ma penalizzando altre aziende.
AUTONOMIA
Si verifica quando unazienda non ricorre
sistematicamente a interventi di sostegno o di
copertura delle perdite da parte di altri istituti.
Le coperture di perdite e gli interventi di sostegno
realizzati anche per via indiretta, (esenzione fiscale,
manovre di debito pubblico) sono tutte soluzioni
precarie.

21

In generale, per efficienza sintende la relazione che intercorre tra risultati conseguiti e mezzi impiegati e viene riferito a sfere operative
diverse. Una particolare espressione dellefficienza sono i rendimenti fisico-tecnici.
Lazienda in economicit quella che ricerca anche flessibilit, ossia la predisposizione di strutture e di combinazioni produttive efficienti
in grado di adeguarsi prontamente allambiente.

congruit delle remunerazioniI
Non si ha economicit senza congruit dei prezzi-costi sostenuti e dei prezzi-ricavi conseguiti e, in particolare, congruit delle
rimunerazioni del capitale-risparmio e del lavoro.
In aziende in cui tale congruit non viene rispettata, leconomicit aziendale viene perseguita grazie anche al concorso ed a scapito di altre
aziende familiari o di altre aziende di produzione.
Il giudizio di adeguatezza o di congruit dei prezzi-costo e dei prezzi-ricavo comporta un esame delle condizioni di ambiente che
caratterizzano i diversi mercati in cui le imprese operano.
equilibrio monetario
leconomicit strettamente correlata al conseguimento dellequilibrio monetario, ossia alla capacit di far fronte agli impegni di pagamento.
La diversa manifestazione temporale di costi e ricavi e dei relativi flussi monetari si traduce in fabbisogno finanziario.
Compito della gestione finanziaria ricercare la copertura di tale fabbisogno.
La gestione finanziaria gioca cos da cuscinetto tra la dinamica reddituale e la dinamica monetaria, compensando i periodi in cui si
determinano squilibri monetari con quelli in cui si manifestano eccedenze di cassa.
massimizzazione del profitto
Il principio di economicit non si identifica con il criterio della massimizzazione del profitto.
Il principio di economicit non si identifica con un criterio massimizzante, limitato e rivolto esclusivamente ad una classe di soggetti, quali
i conferenti di capitale proprio.
Esso si traduce nel rispetto simultaneo delle condizioni favorevoli al mantenimento e allo sviluppo dellazienda, intesa come mezzo per
conseguire i complessi fini di istituto.

ECONOMICITA DELLE FAMIGLIE

Nella azienda familiare leconomicit viene conseguita se la produzione di redditi da lavoro e da gestione patrimoniale (al netto dei tributi
da corrispondere allo Stato) consente i consumi in misura adeguata alla posizione sociale e al progresso del tenore di vita della famiglia.
Questa produzione di redditi dovrebbe anche generare un risparmio in grado di alimentare un conveniente patrimonio.
Lequilibrio monetario pu giocare un ruolo importante, anche se si risolve molto spesso con la creazione di un fondo di mezzi liquidi
sufficiente a fronteggiare le uscite monetarie concentrate in dati periodi dellanno.

ECONOMICITA DELLO STATO E DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Si ha economicit dello Stato e degli Istituti della P.A. se si realizzano i fini e si rispettano le condizioni seguenti:
la produzione e il consumo di beni pubblici soddisfacenti per il funzionamento e lo sviluppo sociale ed economico di una collettivit;
la corresponsione di rimunerazioni adeguate ai collaboratori e ai finanziatori;
lelevata efficienza delle combinazioni economiche realizzata mediante ladozione di tecniche progredite di gestione, di
organizzazione e di rilevazione;
limposizione di tributi che siano ripartiti secondo criteri di equit condivisi dalla collettivit;
lattuazione di una gestione patrimoniale che produca redditi convenienti;
la realizzazione di un risultato sintetico di risparmio o unndisavanzo contenuto.

ECONOMICITA DEGLI ISTITUTI NONPROFIT
In molte classi di istituti nonprofit solo una parte limitata dei costi coperta da ricavi provenienti da cessione di beni a terzi;
lequilibrio reddituale si realizza facendo conto su elargizioni volontarie, donazioni, lasciti, ecc., provenienti prevalentemente da soggetti
privati ma anche da enti pubblici.
Lo snodo critico in materia rappresentato dalla stabilit nel tempo di tali flussi di contributi.
Il difficile equilibrio reddituale rende fragile anche lequilibrio monetario e linsieme di queste condizioni mette a repentaglio la vita
dellistituto o la sua autonomia.
In particolare, ogni crisi reddituale o monetaria pu diventarennloccasione per il formarsi di soggetti economici impropri o per lalterarsi
della natura privatistica dellistituto nonprofit.

In molti istituti nonprofit si presentano problematiche complesse con riguardo alla valutazione dellefficienza e alla valutazione del grado di
soddisfazione degli utenti.
Il divieto di distribuire i risultati reddituali riduce la tensione allanminimizzazione dei costi; ci particolarmente vero quando listituto
nonprofit governato da persone che non sono contemporaneamente i finanziatori o gli utenti.
Gli istituti nonprofit mostrano una notevole inerzia nel rispondere alla crescente domanda di beni da loro offerti; ci si spiega, oltre che per
la mancanza di incentivi connessi al profitto, per le difficolt strutturali nella raccolta di risorse finanziarie.
La ricerca di nuove donazioni da parte di un istituto nonprofit equivale ad una campagna di promozione del proprio prodotto.
22

CAP7
ANALISI DELLECONOMICITA E DEL CAPITALE EONOMICO

LE sintesi di bilancio e gli equilibri delle aziende di produzione
il bilancio di fine esercizio oltre ad essere obbligatorio per legge per tutelare gli interessi di quanti entrano in contatto o rapporto con
lazienda ma Le sintesi di bilancio permettono di conoscere lo stato di salute dellazienda di esprimere giudizi su:
la capacit dellazienda di rispettare il principio di economicit;
quali sono le condizioni che potranno favorire leconomicit futura.
Per rendere pi efficace la lettura e lanalisi delle sintesi di bilancio si utilizzano due tecniche: (si riscrive il bilancio in modo da evidenziare
meglio gli elementi utili e raggrupparli in modo intelligente , non solo storico)
1. la riclassificazione;
2. la costruzione di indici o quozienti sintetici.

1) riclassificazione
La riclassificazione delle sintesi di bilancio consiste nel riesporre le voci e i valori in esse contenute in un ordine diverso, con lobiettivo di
ottenere informazioni ulteriori rispetto a quelle offerte dagli schemi originari.
La riclassificazione delle voci segue criteri diversi per il conto economico e per lo stato patrimoniale.

CONTO ECONOMICO STATO PATRIMONIALE
Criterio a ricavi e costo del venduto Criterio finanziario

riclassificazione del conto economico a ricavi e costo del venduto
La classificazione delle operazioni di gestione presentata nel capitolo 3 utile a questo scopo. Le diverse gestioni costituiscono le fonti
primarie dalle quali scaturiscono i flussi redditualidalla cui analisi possibile formulare un giudizio sulla potenzialit di reddito
dellimpresa
.La riclassificazione del conto economico secondo il criterio a ricavi e costo del venduto volta a mettere in luce il contributo delle
singole gestioni alla formazione del risultato reddituale finale (reddito netto).




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i risultati
REDDITO OPERATIVO DELLA GESTIONE CARATTERISTICA
Risultato della gestione caratteristica
REDDITO OPERATIVO
Risultato della gestione caratteristica
+ Risultato della gestione patrimoniale
REDDITO OPERATIVO
Risultato della gestione caratteristica
+ Risultato della gestione patrimoniale
+ Risultato della gestione finanziaria

una sintesi
La riclassificazione del conto economico secondo il criterio a ricavi e costo del venduto consente di:
capire i fenomeni che hanno determinato la formazione del risultato reddituale: in particolare i contributi delle singole gestioni;
avere informazioni utili per laccertamento della capacit di reddito tendenziale;
esprimere giudizi sullequilibrio reddituale e quindi sulleconomicit dellazienda in funzionamento.

AZIENDA A: decisivo il contributo
della gestione caratteristica.

AZIENDA B: il ROGC in gran parte
assorbito dagli oneri della gestione
finanziaria.


AZIENDA C: il risultato reddituale
Netto deriva principalmente dalla
gestione patrimoniale e da
componenti straordinari.





riclassificazione dello stato patrimoniale secondo il criterio finanziario
Buona capacit di
reddito tendenziale
eccessivo ricorso
alla gestione
finanziaria

Giudizio negativo
circa la capacit di
reddito tendenziale

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La riclassificazione dello stato patrimoniale secondo il criterio finanziario volta a mettere in luce la solvibilit a breve e a lungo
termine dellimpresa.
Per classificare le voci dello stato patrimoniale si utilizza:
per le voci dellattivo(corrente o fisso) il criterio della liquidit (=attitudine a trasformarsi in tempi pi o meno brevi i mezzi monetari
senza danneggiare la gestione operativa)

per le voci del passivo e del capitale netto. Si usa il criterio della scadenza (=termine entro il quale si deve fare fronte agli impegni)

attivo corrente composto da
- liquidit immediate(fond liquidi dellazienda o tenuti presso banche o titoli di stato)
- liquidit differite (crediti di regolamento che si realizzano entro il periodo di un anno)
- disponibilit (rappresentate dalle varie classi di rimanenzematerie primesemilavorati..prodotti finiti)

attivo fisso composto da:
- immobilizzazioni finanziarie (crediti esigibili oltre lanno, , partecipazioni e crediti di finanziamento)
- immobilizzazioni materiali nette ( espresse in valore contabile residuo=al netto dei fondi di ammortamentocomprende tutti i bini
pruliennaliimpianti..)
- immobilizzazioni immateriali nette (costi brevetttimarchispese gi sostenute che hanno utilit anche negli esercizi futuri)


passivo e del capitale netto comprende:
- passivo corrente ( debiti con scadenza inferiore allanno)
- passivo consolidato ( debiti con scadenza oltre lanno e fondo di trattamento di fine rapporto
- capitale netto o capitale proprio ( capitale sociale, utile dellesercizio..)

la differenza tra attivo corrente e passivo corrente evidenzia il capitale circolante netto che un indiatorew di equilibrio monetario in
quanto mette in correlazione investimenti e fonti che esercitano un influsso sulla dinamica monetaria dellanno successivo.


Da uno stato patrimoniale riclassificato si possono trarre 3 TIPI DI GIUDIZI:
1) composizione e struttura degli impieghi
2) composzione e struttura delle fonti di finanziamento e consente di apprezzare il rischio finanziario che non determinato solo dai
debilti rispetto ai mezzi propri
3) Equilibrio strutturale tra natura e variabilit delle fonti e natura e variabilit degli investimenti.
Sintesi riclassificazione stato patrimoniale

i flussi di cassa
Il bilancio non esplicita i movimenti monetari manifestatisi nellesercizio.
Il rendiconto delle variazioni dei mezzi monetari il documento che permette di mettere in evidenza la dinamica monetaria, dunque di
esprimere giudizi circa lEQUILIBRIO MONETARIO dellimpresa.
La costruzione di tale documento si effettua partendo dal reddito netto e procedendo a ritroso.

Al reddito netto di esercizio vanno sommati algebricamente:
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i valori che non hanno determinato movimenti monetari;
le variazioni di capitale circolante netto (sottraendo le variazioni positive e sommando quelle negative);
gli investimenti e le variazioni di capitale proprio e di passivit consolidate.

I flussi di cassa: schema di costruzione i flussi di cassa, schema di sintesi









2) indici di bilancio, natura, obbiettivi
oltre allequilibrio reddituale e lequilibrio patrimoniale utile valutare lequilibrio monetario. Sulla base del reddito. Il reddito il risulatato
di una serie di misurazioni e di alcune convenzioni adottate nel momento della rilevazioni dei valori derivanti dalle operazioni di scambio.
Si inseriscono nelle rilevazioni di reddito
- componenti negative di reddito=uscite monetarie
- si adotta il criterio di variazione numerariamettendo i ricavi quando si emette la fattura (quando si ha il credito, non quando si ha
lentrata di monetastessa cosa x i costi)
- si valutano le rimanenze di esercizio
- tutto ci nasconde una dinamica monetaria di pagamenti e riscossioni.
per risalire dal reddito netto alla sintesi delle variazioni monetarie si segue un procedimento a ritroso. Si somma al reddito con segno
opposto quei valori che non hanno determinato movimenti di moneta e credito (come lammortamento). Tle valore ( reddito netto pi
ammortamenti e accantonamenti) denominato utile spendibile, esprime la generazione di un flusso che non pu dirsi ancora monetario, ma
potenziale monetario che che diventa effettivo solo se nel periodo non si sono manifestate variazioni nette della consistenza dei crediti e e
dei debiti di regolamento e del valore delle rimanenz, vale a dire del valore di capitale circolante netto operativo.. se nel periodo il capitale
circolante netto cresciuto ( i crediti di regolamento e le rimanenze sono aumentati e i debiti di regolamento si sono contratti,) vuol dire che
una parte d tale flusso stat assorbita da questo circolante e che quindi il flusso monetario risulta minore. Se il capotale circolante invece
diminuisce il flusso i trasforma in un flusso monetari ancora pi elevato

Gli indici di bilancio costituiscono il completamento delle riclassificazioni delle sintesi di bilancio per formulare giudizi sulleconomicit
della gestione dellazienda in funzionamento, poich sono quozienti che hanno la capacit di sintetizzare e quantificare fenomeni complessi.
Gli indici intendono analizzare tre fenomeni:

la redditivit; ossia il rapporto tra una configurazione di reddito e unaltra grandezza a questa correlata
la solidit patrimoniale come espressione della solvibilit a lungo termine dellimpresa, cio la capacit di far fronte agli impegni
nel medio e nel lungo periodo
la liquidit; come indicatore della solvibilit a breve, cio della capacit di far fronte momento per momento ai pagamenti



gli indici di redditivit
Gli indici di redditivit misurano la capacit dellazienda di produrre
26

reddito, e quindi di remunerare adeguatamente tutte le condizioni di
produzione.
I principali indici di redditivit sono:
ROE (Return on Equity), che esprime la redditivit del capitale proprio;
ROA (Return on Assets), che esprime la reddivit della gestione operativa.
ROS (Return on Sales), che esprime il grado di convenienza economica delle vendite effettuate nellesercizio.

ROE: Il ROE misura il rendimento del capitale netto, ovvero lincremento potenziale del capitale netto nel periodo, prima delleventuale
decisione di distribuire utili.

ROE = Reddito Netto / Capitale Netto = RN / CN


fattori determinanti del ROE sono:
la redditivit operativa (ROA).
Il ROA misura la redditivit della gestione operativa, cio il rendimento degli investimenti effettuati nelle attivit produttrici di reddito.
ROA = Reddito Operativo / Attivo Netto = RO / AN

il rapporto di indebitamento (RI);

lincidenza del reddito netto sul reddito operativo (TI);

MI RIFIUTO!!!!!!!!!!!!!!!!





CAP9
LA STRUTTURA DELLAZIENDA, LAMBIENTE ECONOMICO, IL SISTEMA COMPETITIVO.

IL SISTEMA DELLE SCELTE E LA STRUTTURA DELLE AZIENDE

lazienda come sistema decisionale

Lazienda pu essere osservata come un sistema decisionale (quali decisioni vengono prese, da chi, quali tempi e sequenze,
quali logiche e procedure)
Lesigenza di decidere dettata dal continuo dinamismo interno ed esterno allimpresa. La qualit del governo strategico coincide con la
qualit delle decisioni prese.
Le decisioni in campo economico:
sono soggette al vincolo di scarsit delle risorse. Il vincolo delle risorse scarse pu essere visto come un gioco a somma 0
impongono attente e rigorose analisi di convenienza economica comparata che possono essere svolte ricorrendo a modelli di analisi
economica per le decisioni
sono adottate in condizioni di incertezza e, dunque, comportano rischi
sono intenzionalmente razionali, ma soggette a limiti di razionalit (condizioni di razionalit limitata) e di rischi di ritualizzazione
producono conseguenze pi o meno ampie e stabili sulle condizioni di futuro svolgimento dellimpresa

sono effettuate seguendo 2 principi:
1) bisogna compiere scelte con flessibilit (capacit di adattamento ai futuri incerti scenari)
2) rinnovare le basi per il futuro
3)
la struttura dellazienda come frutto di scelte aziendali

le classi di scelte del governo strategico
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- scelte di configurazione del sistema di prodotto col quale presentarsi ai mercati per suscitare domanda, e fronteggiare i concorrenti
- scelte di dimensionamento della capacit produttiva
- scelt es di estensione interfunzionale e scelte di estensione verticale(qo)uali att svolgere allint e quali fare svolgere ad altri soggetti)
- scelte di estensione orizzontale (pi bisness, pi combinazioni prodotto mercato)
- scelte di gestione patrimoniale, finanziaria, tributaria
- scelte di formazione e sviluppo del patrimonio
- scelte relative allassetto organizzativo e allorganismo personale
- scelte di assetto istituzionale

le 5 macrovariabili:
- assetto istituzionale
- configurazione delle combinazioni economiche
- organismo personale
- assetto organizzativo
assetto istituzionale: configurazione dei
portatori di interesse, dei contributi che questi
forniscono allazienda
configurazione combinazioni economiche:
assetto complessivo delle attivit svolte
dallazienda attraverso i suoi membri o
prestatori di lavoro
patrimonio: formato dalle varie clasi di
condizioni produttive materiali e immateriali
utilizzate dallistituto per svolgere la propria
attivit economica (riscorse monetarie, materiali
e immateriali)
organismo personale: insieme delle persone
che prestano il loro lavoro nellistituto
assetto organizzativo: la macrovariabile che
definisce la struttra interna e le modalit di
svolgimento dei procesi aziendali. Esso risulta
dalla configurazione di 3 variabili:
1. struttura organizzativa
2. distribuzione del potere
3. sistemi operativi
4. decisioni aziendali





Le cinque macrovariabili che compongono il modello sono tra loro collegate da relazioni di interdipendenza e
complementariet (coerenza interna):
ogni configurazione complessiva ha una propria coerenza interna
la variazione di una macrovariabile produce effetti sulle altre componenti del modello
ogni intervento di riprogettazione di una macrovariabile pu richiedere adattamenti nelle altre componenti per assicurare nuova coerenza
Le cinque macrovariabili sono fortemente influenzate dallambiente nel quale lazienda opera (coerenza esterna)

l uniterat degli istituti e del loro governo
Ogni istituto una realt unitaria e unitario deve essere il suo governo economico (principio della unitariet del governo economico: tutte le
decisioni devono comporsi in un disegno unitario e coerente)
Lunitariet del governo economico realizzata con la formulazione e la realizzazione di una strategia aziendale. La strategia aziendale
unifica le politiche delle singole aree funzionali.
La strategia aziendale si compone di due elementi fondamentali:
lorientamento strategico di fondo (OSF) linsieme di idee-guida, di valori e di atteggiamenti che definiscono lidentit, effettiva o
ricercata, dellimpresa: che cosa limpresa fa o vuol fare, come e perch fare impresa <8filosofia gestionale e organizzativa). In quali aree
competitive limpresa vuole operare, in che modo intende affrontare la concorrenza, quali decisioni strategiche sul piano
finanziario..tecnologicodi marketing

gli indirizzi strategici in cui lOSF si concretizza( sono rappresentati da scelte strategiche che definiscono in quali arene competitive
lazienda intende operare e in che modo intende affrontare la concorrenza, come intende gestire gli attori istituzionali, quali decisioni
strategiche prender a livello finanziario, tecnologico, di marketing e cos via )
l uniterat delle combinazioni economiche
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I caratteri di unitariet delle combinazioni economiche sono:
complementariet, che si manifesta tra:
fattori produttivi, ad es.: il lavoro complementare allimpiego di impianti nella attivit di trasformazione fisico tecnica
insiemi di operazioni, ad es.: le attivit di vendita sono complementari a quelle di trasformazione per lo svolgimento delle
combinazioni economiche


fungibilit, che si manifesta tra:
differenti fattori produttivi, ad es.: nellambito di uno stesso processo di trasformazione fisico tecnica, lavoro e impianti possono
essere tra loro fungibili
classi di operazioni, ad es.: linvestimento nella qualit pu ridurre lincidenza di attivit di assistenza post-vendita

comunanza: uno stesso fattore di produzione o un insieme di operazioni concorrono ad ottenere pi risultati, ad es.: un impianto di
produzione pu essere comune a pi linee di produttive

congiunzione: da uno stesso processo produttivo escono contemporaneamente e necessariamente pi risultati, detti risultati congiunti, ad.
es. processo di distillazione del petrolio

uniformit dei fattori di produzione, dei processi produttivi e dei prodotti, che si manifesta nei fenomeni di:

standardizzazione, ad es. standardizzazione dei prodotti fabbricati
uniformazione, la standardizzazione non riguarda pi una singola azienda, ma tutte le aziende che adottano standard comuni per
svolgere certe attivit, ad es. recepimento di norme relative a pesi e misure da adottare nelle attivit di fabbricazione di certi prodotti
come la bulloneria

modularit, progettazione di componenti (moduli) che possono concorre alla produzione di differenti prodotti complessi, ad es. i
pianali delle automobili sono spesso utilizzati per diversi modelli

- interdipendenza tra unit che compongono lazienda (organi e persone). Linterdipendenza analizza in termini organizzativi i precedenti
caratteri di unitariet delle combinazioni economiche. Tanto pi forti sono questi caratteri, tanto pi elevata sar linterdipendenza tra unit,
ad es. lesistenza di un impianto comune a pi processi di fabbricazione richieder una forte interdipendenza tra le unit delle diverse linee
produttive, ma anche con quelle che si occupano della vendita dei singoli prodotti















LAMBIENTE ECONOMICO
lambiente economico e non economico
l mbiente di un istituto linsieme di condizioni e di fenomeni esterni allo stesso che ne influenzano la struttura e la dinamica
Lambiente economico lordine economico dellambiente e si compone di:
mercati, insiemi omogenei di negoziazioni di beni privati, di rischi particolari e di credito di prestito
strutture di domanda e di offerta di lavoro, di capitale proprio, di beni pubblici
settori, insiemi di aziende con combinazioni economiche simili ed operanti negli stessi mercati e nelle stesse strutture di domanda e di
offerta
politiche economiche, monetarie, finanziarie
Lambiente non economico rilevante per la struttura e la dinamica delle aziende composto da fenomeni e condizioni quali:
sistemi dei valori e cultura caratterizzanti la collettivit sociale di riferimento
normativa giuridica nazionale ed internazionale
stato e dinamica delle scienze, tecnologie e tecniche
infrastrutture
configurazione fisica e climatica del territorio

bisogna definire i confini dellazienda rispetto allambiente

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Per lindividuazione dei confini tra ambiente e istituto si possono impiegare due criteri:
della struttura giuridica formale, ossia gli elementi della struttura aziendale che la normativa vigente indica come campo dazione degli
organi di governo economico della singola azienda
dellinfluenza =fin dove si estende linfluenza degli organi di governo economico dellazienda

Ambienti di insiemi di aziende = la definizione di ambiente pu essere articolata non solo per lazienda, ma anche per insiemi di
aziende come gruppi economici o aggregati interaziendali
Lambiente aziendale pu essere scomposto in sottoambienti rilevanti
I confini dellazienda sono modificabili e la loro estensione oggetto delle scelte di governo economico

i mercati:
non un luogo fisico.
il mercato un complesso dinamico di negoziazioni che hanno per oggetto una certa classe di beni e che si manifestano per continuit con
caratteri omogenei e con elementi di interazione reciproca. Si ha un mercato quando si hanno molte negoziazioni di un oggetto simile attuate
continuativamente e con elevata frequenza da un certo insieme di aziende.
Lesistenza di un mercato dipende dalla simultanea verifica di
alcune condizioni:
presenza di un complesso dinamico di negoziazioni di uno stesso bene che si manifestano con continuit ed elevata frequenza
Laddove queste condizioni non sono simultaneamente verificate si in presenza di negoziazioni fuori mercato
Uno stesso bene pu essere negoziato in mercati distinti, ad es. mercati localizzati in diverse aree geografiche
I mercati sono complessi dinamici ovvero variano nel tempo i loro caratteri distintivi e i loro confini
le negoziazioni che formano i mercati sono tipicamente negoziazioni tra aziende
In ogni mercato possibile identificare domanda ed offerta che sono funzioni di insiemi articolati di variabili e sono le tradizionali
categorie di analisi dei mercati.

i settori
Un settore inteso come un insieme omogeneo di aziende che hanno uno stesso tipo di attivit economicasono legate da relazioni
interdipendenza (di concorrenza o di altro tipo)
Esistono diverse prospettive di analisi dei settori:
A. delleconomia politica e della politica economica:analisi delle interdipendenze settoriali in termini di flussi di condizioni di
produzione e di consumo e di mezzi monetari
B. delleconomia industriale:
1. analisi del grado di concentrazione e degli effetti per la
collettivit
2. studio del contesto competitivo delle aziende di
produzione e del relativo comportamento competitivo
Nellambito degli studi del contesto competitivo,
particolare importanza ha il modello struttura-
comportamento-risultati (esempi di struttura:
concorrenza perfetta, oligopolio non differenziato,
oligopolio differenziato)
In economia aziendale loggetto caratteristico di
analisi lazienda . il settore la categoria di
osservazione dellambiente di aziende. I settori quindo
non sono solo configurati dalle relazioni di concorrenza
ma si adotta una visione pi ampia definendo settori
insiemi di aziende i cui comportamenti sono connessi da
relazioni dinamiche intense per via di combinazioni
economiche simili e per loperare diegli stessi mercati,
non solo nella posizione di venditori tra loro in
concorrenza




pertanto:
lanalisi si compie con riferimento ad ogni ordine di azienda (azienda di consumo, azienda composta pubblica), non solo quella di
produzione
i settori non sono configurati da sole relazionI di concorrenza, bens da relazione complesse, dinamiche e intense come le relazionI di
cooperazione
ciascuna azienda partecipa a tanti settori quanti sono i mercati in cui essa opera
Ne consegue che a ciascun mercato corrispondono uno o pi settori di aziende in posizione di offerta o di domanda

3 interpretazioni dellambiente
Le persone che operano nelle aziende mostrano una variet di modalit di interpretazione delle interazioni dinamiche tra lazienda e
lambiente (variet delle cd. visioni dellambiente)
30

Le visioni dellambiente sono dunque:
modelli cognitivi che spiegano differenti comportamenti concreti delle aziende
rappresentazioni schematiche dei valori, degli atteggiamenti e dei comportamenti che caratterizzano contesti economici, politici e sociali
differenti nello spazio e nel tempo
Le tre principali visioni possono essere distinte in:
visione concentrata sullefficienza economica relativa (ambiente inteso come ambiente economico composto da
aziende)..lassetto tecnico, organizzativo, patrimonio e organismo personale si configurano con caratteri tali da ottimizzare lefficienza di
svolgimento dei processi di produzione e di consumo
visione delle relazioni tra azienda ed ambiente concentrata sulla pressione economica reciproca. Lambiente si configura come un
campo di forze economiche che premono sulla sutrutura e sul comportamento dellazienda . tutte kle relazioni tra aziende sono relazioni di
tipo competitivo. Ciascuna azienda tende a ridurre la pressione subita con strategie istituzionali e organizzative
visione che pone al centro il fenomeno dellinterazione multicentrica allarga lanalisi oltre lambiente economico.. linnovazione
e la flessibilit prevalgono sullefficienza.

IL SISTEMA COMPETITIVO
Il sistema competitivo :
parte dellambiente economico ed rappresentabile in termini di aziende e relazioni interaziendali (di scambio, di
cooperazione e di competizione)
lo spazio economico popolato di clienti, dai fornitori e dai oncorrenti e nel quale limpresa si presenta con i sistemi
prodotto risultato della sua attivit caratteristica
La scelta del sistema competitivo nel quale operare una scelta di governo economico
Per lanalisi del sistema competitivo si pu utilizzare il modello della concorrenza allargata
Nel modello il termine settore (settore in senso stretto) indica le sole imprese in diretta concorrenza, mentre concorrenza allargata tutti gli
altri attori che lo compongono

LA STRUTTURA del sistema competitivo : il modello della concorrenza allargata
il modello della concorrenza allargata uno dei riferimenti pi noti per la rappresentazione della struttura nei sistemi competitivi,. Esso si
differenzia dai modlli tradizionali di economia industrilae
Teoria di base:
In ogni settore la concorrenza non coinvolge solo le imprese
appartenenti allo stesso settore (i concorrenti), ma allargata ad altre
quattro classi di soggetti:
Clienti
Fornitori
Potenziali entranti
Produttori di beni sostitutivi
Il termine concorrenza ha un significato ampio identificando le
forze esercitate sulle imprese di un settore da ciascuna delle cinque
classi di attori (quindi non solodalle imprese stesse nelle nloro
relazioni di competizione):
Rivalit tra i concorrenti
Potere contrattuale dei fornitori (forte potere se il loro settore
pi concentrato di quello della concorrenza)
Potere contrattuale dei clienti( in funzione alla forza negoziale
e alla sensibilit al prezzo)
Minacce di ingresso (freno alla redditivit del settore
fungendo da deterrenti e in particolare ai prezzi praticati dai
concorrenti del settore stesso)***
Minacce di sostituzione (anche i potenziali entranti pongono
limiti alla redditivit del settore perch la presenza di tali beni implica una maggiore sensibilit alla domanda e al prezzo
La configurazione delle cinque forze determina la redditivit media di un settore ossia il suo livello di attrattivit
Ogni settore pu essere segmentato per raggruppamenti strategici,
*** le barriere allentrata hanno varie determinanti quali
- il fabbisogno di capitale ( il complesso degli investimentise particolarmente elevato pu costituire una barriera allentrata)
- le economie di scala ( chi deve entrare nel settore deve farlo con strutture di grandi dimensioni col rischio di avere prezzi non
competitivi)
- vantaggi di costo assoluti ( derivati dalla favorevole localizzazione degli impianti rispetto a fornitori e clienti)
- differenziazione del prodotto ( difficile se si compete con un marchio famoso)
- accesso ai canali distributivi (gli altri hanno gi una posizione consolidata presso canali distributivi. Bisogna fare
promozioneancora pi difficile se il produttore concorrente ha strutture distributive proprie)
- politiche pubbliche (licenze, autorizzazioni, brevetti)
- ritorsioni dei concorrenti (riduzione prezzipubblicit)

Le dinamiche del sistema competitivo
I principali cambiamenti che possono intervenire nel tempo in un sistema competitivo (prospettiva di analisi dinamica) sono:
31

Dinamiche congiunturali: mutamenti generalmente reversibili nel breve periodo come le variazioni dei prezzi dei prodotti che dipendono
per esempio dai tassi di cambio sui mercati
Dinamiche strutturali interne ad un sistema competitivo: mutamenti di natura permanente quali:
Ciclo di vita del settore
Grado di concentrazione e di frammentazione
Grado di internalizzazione e di esternalizzazione
Grado di internazionalizzazione
Ciclo di sostituzione
Dinamiche di ricomposizione di pi sistemi competitivi: mutamenti che producono modifiche radicali ai confini dei sistemi competitivi e
la nascita di nuovi


il successo strategico delle imprese non garantito dal solo fatto di operare in un sistema competitivo che esercita pressioni relativamente
deboi, ma il successo strategico dipende anche in almeno ugual misura dalle competenze distintive possedute dallimpresa e dalla capacit
dellimpresa di utilizzarle e rinnovarle per sollecitare la domanda dei clienti e per distinguersi dai concorrenti.

32

CAP10
LE SCELTE DI CONFIGURAZIONE DEL SISTEMA D PRODOTTO E DELLA FORMULA COMPETITIVA
IL sistema di prodotto
Ciascuna impresa si propone ai propri clienti ( e sfida i concorrenti) con uno o pi sistemi di prodotto (SP)
Il SP un insieme unitario di beni e di condizioni di scambio interdipendenti
In ciascuna relazione di scambio con i clienti limpresa offre sempre una molteplicit di elementi quali le caratteristiche fisiche dei
prodotti(merci e servizi), lampiezza della gamma dei prodotti fungibili e complementari proposti, lassistenza tecnica, la notoriet del
marchio, il prezzo, le condizioni di pagamento e consegna e cos via

Da un lato il sistema di prodotto il complesso con il quale limpresa cerca in consenso dei clienti e dallaltro lato larma utilizzata per
sfidare la concorrenza.
La progettazione del SP un passaggio cruciale per leconomicit dellimpresa perch da essa dipendono i componenti positivi e negativi di
reddito.

La progettazione del SP un insieme articolato di scelte, che richiede una visione ampia
Il SP impatta direttamente sulla redditivit aziendale
la progettazione dellSP e i suoi effetti sulla redditivit aziendale:

la formula competitiva
il modello della formula competitiva pone in correlazione 3
macrovariabili
- sistema di prodotto
- sistema competitivo (spazio abitato dai clienti e dai
concorrenti con i quali la nostra impresa dispone per
rispondere alle attese dei clienti e dai concorrenti
con i quali la nostra impresa si confronta giorno per
giornoil ns sistema di prodotto deve essere
attraente per i clienti e deve confrontarsi
positivamente con lofferta della concorrenza.
- la struttura e le risorse aziendali( sono linsieme di
condizioni fisiche patrimoniali, personali, relazionali
e organizzative di cui limpresa dispone per
rispondere alle stesse dei clienti e per fronteggiare
le mosse dei concorrenti.

Questo modello afferma che il successo di una strategia competitiva dipende dalla consonanza tra le macrovariabili. Limpresa che siesce a
produrre una formula originale e coerente ottiene un vantaggio rispetto ai concorrenti e conquista il consenso dei clienti.
Limpresa deve configurare un sistema di prodotto che risponda alle attese dei clienti e che possegga vantaggi competitivi rispetto a quelli
concorrenti. Limpresa deve sviluppare competenze distintive in modo tale che i concorrenti possano difficilmente imitarle.

il sistema competitivo e fattori critici di successo(FCS)
per impostare efficacemente la propria strategia competitiva, ciascuna impresa deve analizzare con molta cura quali sono le attese dei clienti
attuali e potenziali e quali nuove attese potrebbero essere suscitate dai nuovi sistemi di prodotto, on quale misura gli attuali prodotti propri e
della concorrenza soddisfano tali attese e quali spazi si mercato sono destinati a restringersi e quali ad aprirsi.

Il sistema competitivo comprende in primo luogo i clienti attuali e potenziali e le loro attese e rappresenta (dovrebbe rappresentare) il punto
di partenza per la progettazione del SP
Vi sono attese dei clienti che sono particolarmente critiche, queste si definiscono FCS
I FCS possono essere diversi per differenti insiemi di clienti
I FCS evolvono nel tempo
esempi di fcs:
La funzionalit tecnica continua e duratura dei prodotti
Leconomicit del prezzo di acquisto iniziale e dei successivi costi duso
La flessibilit duso
Lintegrabilit e la compatibilit con altri beni complementari; le possibilit di personalizzazione
Il soddisfacimento di bisogni di prestigio, di status, di ostentazione, di identificazione
Lappagamento di bisogni estetici
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Lappagamento dei bisogni di solidariet e di salvaguardia dellambiente
Laffidabilit del fornitore; una controparte unica
Laccessibilit, comparabilit e sperimentabilit in fase di acquisto

un alro rischio quello di concentrare lattenzione slo sui fattori critici di successo trascurando gli altri fattori per i queli i clienti si attendono
un livello cmq minimo di prestazione.
Es: quando si punta sul fattore critico prezzo basso (strategia di costo) necessario ricercare tutte le fonti di efficacia possibili ma non si
deve perdere di vista la soglia oltre la quale la qualit percepita si riduce a tal punto da far perdere attivit anche al prezzo pi conveniente
e da scoraggiare anche i clienti pi attenti a ridurre i propri costi.
Qando invece si punta sulla uqlit distintiva del ns prodotto (strategia di differenziazione) il rapporto quluit/prezzo sempre una leva
competitiva di estrema rilevanza. E quindi necessario conoscere bene il mercato di sboco (ossia i clientie le loro esigenze).
Esistono vari metodi di conoscenza del mercato di sbocco e uindi di individuazione dei sistemi omogenei di clientela.

IL SISTEMA DI PRODOTTOE IL VANTAGGIO COMPETITIVO
Analizzato il sistema competitivo e individuati i potenziali fattori critici di successo , occorre configurare il nostro sistema di prodotto.
le variabili componenti il sistema di prodotto.

Il SP si compone di 4 elementi:
le caratteristiche materiali e la gamma dei prodotti offerti dalle aziende (questi si possono dividere in
*attributi fisici( elementi immediatamente percepibili da un punto di vista sensoriale e statico di un sistema di prodotto)
*tecnico-funzionali (sono le propriet tecnologiche e di lavorazione che consentono al sistema di prodotto di svolgere
determinate funzioni duso dal punto di vista dinamico)
*ed estetici (gli attributi estetici possono qualificare gli attributi fisici in termini di gamma di colori, di stile, design o
packaging) l
le caratteristiche materiali di un dato prodotto non riguardano mai un unico bene ma una GAMMA di beni (assortimento tra cui il
cliente sceglie a seconda delle sue esigenze) quando la gamma articolata si possono definire sottosistemi o SP multipli;

servizi collegati ai beni offerti pre e post vendita (sono servizi collegati ai benji offeti come fulcro del sistema di prodotto)
differenziati considerando i vari tipi di clienti (intermedi e finali)
Le caratteristiche immateriali (immagine, reputazione, marca)
Il prezzo e le altre condizioni contrattuali

il vantaggio competitivo, : la differenziazione e il costo
i sistemi di prodotto devono presentare un vantaggio competitivo che lo renda preferibile ad analoghe offerte dei concorrenti. Si definisce
quindi Il vantaggio competitivo linsieme degli elementi che distinguono il SP di una determinata azienda da quello dei concorrenti

Esistono due tipi fondamentali di vantaggio competitivo:
Il vantaggio di differenziazione, ovvero lofferta di un SP diverso o migliore rispetto a quello della concorrenza in uno o pi aspetti
Il vantaggio di costo, quando il SP si caratterizza (grazie a costi di produzione e distribuzione particolarmente bassi) per
un prezzo inferiore a quello dei prodotti concorrenti.

Leve per la differenziazione: ESEMPI
Eccellenza intrinseca dei materiali e delle lavorazioni
Efficienza nei consumi (volumi e prezzi) degli input
Alta meccanizzazione e automazione
Robustezza, capacit di autodiagnosi, disponibilit di cambi
Modularit, versatilit, adattabilit
Ampia gamma di beni fungibili e complementari offerti
Ricchezza di documentazione e informazioni
Reperibilit e facilit di prova
Servizi pre e post vendita
Marche, marchi, insegne, griffe
Contratti chiavi in mano
Elevato contenuto moda
Alto livello stilistico e artistico
Contenuto etico, ecologico, salutistico
Esclusivit attuata mediante volumi limitati e vendita attraverso canali specializzati e selezionati

Le strategie competitive di base:
Combinando il tipo di vantaggio competitivo e
lampiezza del mercato di sbocco (sistema competitivo)
si ottengono 4 strategie di base:
Leadership di costo (vantaggio di costo e ambito
ampio) dove il leader domina un mercato ampio con i
costi, e quindi i prezzi, pi bassi di tut da la
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concorrenza, ed offre in genere un sistema di prodotto singolo(non gamma, ne articolato in sottinsiemi)
Differenziazione (vantaggio di differenziazione e ambito ampio, anche con SP multipli) che possono essere perseguite anche da pi
aziende operanti in uno stesso mercato di grandi dimensioni, ciascuna con un sistema di prodotto(singolo o multiplo)caratterizzato da
elementi di originalit
Focalizzazione orientata ai bassi costi e Focalizzazione orientata alla differenziazione :le aziende con qs strategia dominano i mercati di
dimensioni ridotte di cui spesso i competitori con raggio dazione pi ampio non riescono a soddisfare pienamente i bisogni.
le strutture e le risorse aziendali: le competenze distintive
per avere un sistema di prodotto con un vantaggio competitivo coerente con i fattori critici di successo nel mercato di sbocco occorrono
determinate condizioni e devono essere peculiari dellazienda e non facilmente imitabili dai concorrenti e utili a configurare sistemi di
prodotto particolarmente apprezzati dai clienti..=COMPETENZE DISTINTIVE es:
Speciali capacit di progettazione dei prodotti (analisi attese clienti..competenze tecnologiche)
Strutture produttive particolarmente efficienti
Elevata capacit di accumulo e di diffusione delle conoscenze
Rapporti di fiducia e cooperazione con i clienti, con le reti distributive, con esperti di varie discipline
Patrimonio di immagine e di reputazione, marche e marchi
Estese strutture e archivi di documentazione
Diffuse strutture logistiche per la distribuzione e la presentazione dei prodotti
Qualificate competenze di istruzione dei clienti
Affidabili strutture per lassistenza pre-post vendita
Relazioni di fiducia e cooperazione con subcontractor e connesse capacit di project management
queste competenze distintive danno vita a vantaggi di costo o differenziazione
la formula competitiva: sintesi

Nelle aziende o nelle combinazioni parziali di successo, la Formula Competitiva presenta le seguenti caratteristiche:
Un SP dotato di un vantaggio concorrenziale di costo o di differenziazione
Un mercato di cui sono stati compresi a fondo i fattori critici di successo
Una struttura dotata di competenze distintive
Una relazione di coerenza sistemica tra vantaggio competitivo, fattori critici di successo e competenze distintive, che consente il
raggiungimento di buoni e duraturi risultati reddituali e competitivi

i punti di forza dellSP( che si fondano su adeguate competenze sviluppate in modo originale dalla struttura) soddisfano la clientela prescelta
rispondendo ai bisogni fondamentali di tt il mercato prescelto. Le manifestazione del successo in questione il risultato reddiutuale e i
risultati competitivi ( dominanza di mercato).

LA TEORIA DELLA DOMANDA E LA FORMAZIONE DEL PREZZO
relazione prezzo/quantit totali
la relazione tra prezzo e quantit domandate e una relazione di tipo
inverso. Prezzi elevati per una domanda bassa . prezzi bassi stimolano
volumi elevati di domanda (curva di domanda.quantit ordinata e
prezzi relativi.
Il prezzo un elemento cruciale del sistema di prodotto e in particolare
delle condizioni di scambio

Il prezzo influenza fortemente i volumi e i ricavi di vendita; tuttavia, i
volumi e i ricavi di vendita sono determinati anche da altri fattori quali:
I redditi dei consumatori (influenza la domanda)
I prezzi dei beni fungibili e complementari (compl:a domanda cn beni
collegati di un medesimo sistema di prodotto influenzata dai prezzi
degli altri beni collegati. Fungibili: la quantit domandata di un certo
bene risente delle variazioni di prezzi degli altri beni fungibili)
Gli investimenti in pubblicit (aumento della domanda

elasticit della domanda al prezzo
E la sensibilit della quantit domandata alle variazioni di prezzo,
calcolata relativamente ad un prezzo di partenza (Po )
Si indica con e si misura rapportando la variazione % della quantit
domandata in corrispondenza di una variazione % di
prezzo.
= Q % / P % in valore assoluto
Lelasticit di regola varia lungo la curva di domanda
Se lelasticit inferiore, a 1 si dice che la domanda anelastica; se
superiore a 1, la domanda elastica.

Si pu calcolare lelasticit darco mettendo al denominatore di entrambi i rapporti i l
valore medio invece che il valore iniziale


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36




















CAP11
LE SCELTE DI STANDARDIZZAZIONE E DI DIMENSIONE
STANDARDIZZAZIONE, UNIFORMAZIONE E
MODULARIT

standardizzazione e riduzione dei costi
quali sono le ragioni economiche che spingono le imprese a standardizzare
LA PRODUZIONE(riduce i costi unitari) E ASSUMERE GRANDI
DIMENSIONI?=PRODURRE grandi quantit di prodotti fortemente
standardizzati (grandi quantit di beni aventi caratteristiche identiche e per
periodi di tempo relativamente lunghi)
la standardizzazione rende possibile e convenienti le produzioni di massa ed
quindi la base per la realizzazione delle economie di scala e di saturazione
della capacit produttiva
La standardizzazione uno dei pilastri dellefficienza delle economie
moderne
I caratteri dellimpresa moderna sono:
meccanizzazione dei processi
parcellizzazione del lavoro
standardizzazione dei processi, dei componenti e dei prodotti
produzioni in grandissimi volumi
La standardizzazione rende possibili e convenienti le produzioni di massa ed la base per la realizzazione di:
economie di scala,
economie di saturazione della capacit produttiva
economie di apprendimento

La standardizzazione riguarda prodotti, processi e componenti
la standardizzazione dei componenti ha 2 manifestazioni : a)riduzione delle tolleranze di fabbricazione(i componenti si adattano
perfettamente gli uni agli altrib)uniformazione dei componenti (uno stesso componente per realizzare prodotti dfferenti Quando i
componenti assumono un elevato livello di complessit si chiamano moduli, compatibili e integrabili fra di loro
La progettazione dei moduli pu essere compito della singola azienda o di un ente sovraordinato, responsabile dellattivit di uniformazione
(le viti, i fogli e le buste, le prese elettriche, )

standardizzazione e le esternalit di rete
In molti casi i fenomeni di standardizzazione sono rilevanti non solo per la singola azienda che riduce i propri costi, ma anche per la
generalit degli utenti che traggono vantaggio dal fatto che sul mercato siano presenti prodotti standardizzati e tra loro compatibili.
Una manifestazione di questi vantaggi collettivi data dalle esternalit di rete che derivano, ad esempio, dal fatto che numerosi utenti
utilizzano gli stessi strumenti di comunicazione (telefono, intenet, fax, ); lutilit per ciascuna persona cresce al crescere del numero di
utenti collegati alla stessa rete. Oppure lesternalit di rete pu essere dovuta alla presenza di prodotti complementari che per essere
compatibili devono condividere gli stessi standard (macchina fotografica e memorie digitali). Una terza fonte di esternalit di ree si presenta
quando per un bene sia rilevante la presenza di una rete di assistenza sul territorio (es: elettrodomestico/assistenza) comoda la
standardizzazione in questo caso r lr imprese devono affermare il proprio standard. In assenza o impossibilit di ottenere laffermazione di
un proprio standard diventa importante capire quali sono gli stanard destinati ad affermarsi nel settore e definire il proprio posizionamento
strategico in materia.
In presenza di forti esternalit di rete, le imprese competono per laffermazione del proprio standard. Lo standard che diventa dominante
costringe tutti gli utenti (e i concorrenti) ad adeguarsi allo stesso
LE SCELTE DI DIMENSIONAMENTO DELLA CAPACIT PRODUTTIVA:LE ECONOMIE DI SCALA E DI
SATURAZIONE
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standardizzazione e le scelte di dimensionamento della capacit produttiva
PER ALCUNE ATTIVIT LA DIMENSIONE DELLAZIENDA SEMBRA essere determinante per potere operare economicamente in
quel particolare settore, mentre per altri contesti competivi la dimensione non la determinante principale del uccesso o della
sopravvivenza pur restando una caratteristica distintiva delle combinazioni economiche.
Alcuni settori si caratterizzano per la prese.nza di imprese di grandi dimensioni (chimico, farmaceutico, aerospazio..). In altri convivono
imprese di grandi e piccole dimensioni (turismo, abbigliamento )
Diventa importante capire quando e perch le grandi dimensioni sono necessarie per essere efficienti e competitivi
per le scelte di dimensionamento delle attivit aziendali si fa riferimento ad una grandezza chiamata Capacit Produttiva (CP=n massimo di
unit di output producibili in un certo intervallo di tempo considerato e date certe condizioni operativeturni di lavorotasso difettosit
output))
Si fa riferimento alla CP per tutte le attivit dazienda (ricerca e sviluppo, vendita, distribuzione, ) e non solo per la produzione

CP nominale: valore massimo atteso delloutput, senza interruzioni, soste, ecc.
CP teorica (o raggiungibile): valore massimo delloutput ragionevolmente ottenibile = CP
La produzione effettiva molto spesso inferiore alla CP perch, ad esempio, il mercato non in grado di assorbire tutta la produzione
realizzabile dalla nostra azienda
Grado di utilizzo della CP: produzione effettiva / CP
lunit di misura della capacit produttiva e i colli di bottiglia
A seconda dellattivit svolta dallunit aziendale, la CP si misura in modo diverso; la misura della CP e dei suoi incrementi richiede quindi
la definizione dellunit di misura delloutput.
Aziende di produzione di beni numero di pezzi
Societ di consulenza giornate / uomo
Trasporto aereo passeggeri x miglia
Non basta strutturare la CP della fabbrica, ma necessario bilanciare le CP di tutte le funzioni
(ricerca, vendita, trasporti, ecc.) i colli di bottiglia per evitare che si formino colli di bottiglia (CAPACIT PRODUTTIVA Pi BASSA)


le economie di scala ( o di dimensione)
Le economie di scala (EDS) sono le riduzioni di costi unitari che si ottengono installando (e utilizzando e saturando) capacit produttive
maggiori.
Quasi sempre le dimensioni maggiori consentono costi unitari pi bassi. I confronti si devono fare a parit di tasso di utilizzazione e della
capacit produttiva insiallata. (EDS=Cu(x)- Cu(y)) .
il Cu (costo unitario medio) il costo sostenuto mediamente per la realizzazione di una singola unit di output e si calcola dividendo i costi
tootali di produzione per la produzione effettiva
_________Cu(x)= CT(x) costi tot sostenuti con limpiantox / Q(x)quantit prodotta con limpianto x
Talvolta le EDS sono decisive per poter stare sul mercato, altre volte sono poco rilevanti.
Le EDS si misurano confrontando i costi medi unitari di due diverse CP, ipotizzando per entrambe lo stesso grado di utilizzo.
Il costo medio unitario si calcola dividendo i costi totali di produzione per la produzione effettiva.

le fonti delle economie di scala
le condizioni che rendono possibile lottenimento di vantaggi economici corrispondenti ad aumenti della scala produttiva si denominano
fonti delle economie di scala e sono i seguenti
Indivisibilit di alcuni componenti ( alcuni fattori della produzione non possono essere ridotti come dimensione e costi al di sotto di una
scala minima anche se il livello di CP molto basso. Corrispondono cio a elementi che si presentano con le stesse dimensioni e gli stessi
costi allinterno di un ampio intervallo di dimensionamento della CP e pertanto i costi ad essi relativi solitamente non aumentano in
presenza di aumenti di CP
Maggiore produttivit degli input per effetto della specializzazione (se cresc la CP possibile specializzare maggiormente le risorse umane
o tecnichequesto porta un vantaggio economico perch svolgono la loro specifica attivit in modo efficiente e con risultati di qualit)
Propriet geometriche dei contenitori (laddove la CP legata alle propriet geometriche dei contenitori dove il prodotto deve essere
contenuto o lavorato , laumento della capacit si sviluppa con indicatori di potenza3 (metri cubi) mentre i costi legati alla superficie quarata
del contenitore stesso si sviluppano con potenza 2 ..
Maggior efficienza dei motori e degli impianti di maggiori dimensioni (aumentando la potenza installata molti impianti aumentano
lefficienza)
Minori costi unitari di acquisto derivanti da una maggiore forza contrattuale (aumentando la CP aumentano anche gli INPUT
acquistatiquindi spesso ci sono sconti..)
non rappresenta fonte di economia di scala il maggiore assorbimento dei costi per effetto di maggiori volumi di produzione data una certa
CP. Lazienda aumenta i propri volumi di produzione senza aumentare la CP. La riduzione di costi unitari il semplice effetto matematico
della ripartizione di un costo totale su un maggiore n di unitsi chiama economia di volume o economia di assorbimento dei costi fissi o
ancora economia di saturazione della capacit produttiva.

le economie di saturazione della capacit produttiva
I costi dellazienda si dividono in fissi (non variano al variare dei volumi di produzione per un dato intervallodi produzione)
e variabili (variano al variare dei volumi di produzione)
Allaumentare del grado di sfruttamento della capacit produttiva, il costo fisso ripartito su un numero maggiore di output e questo
determina una riduzione del costo medio unitario
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Le economie di assorbimento dei costi fissi sono le riduzioni di costo medio unitario derivanti dallaumento dello sfruttamento della
capacit produttiva (tenendo costante la CP)
Le economie di assorbimento di costi fissi sono tanto maggiori quanto maggiore lincidenza dei costi fissi
da un lato conveniente installare grandi capacit produttive per fare un economia di scala,daltro lato al crescere della CP installata crese
il rischio di non saturarla completamente e quindi subire diseconomia per il mancato assorbimento dei costi fissi.

e economie di scala vs economie di saturazione
Avvertenza
E errato affermare che le economie di scala sono le riduzioni di costo derivanti da maggiori volumi di
produzione. Occorre distinguere tra riduzioni di costi derivanti da:
impianti pi grandi -> economie di scala
maggiori volumi dato un certo impianto -> economie di saturazione




















LE ECONOMIE DI APPRENDIMENTO
le economie di apprendimento ( o di esperienza)
Le economie di apprendimento (o di esperienza) sono le riduzioni di costo unitario delloutput prodotto (E miglioramento ella qualit)
cheper effetto dellaccumulo di esperienza si realizzano ogni volta che si producono addizionali quantit di beni . le econome di
apprendimento dunque dipendono dallincremento dei volumi di produzione cumulata realizzati un un certo tempo (t)in altre parole con
laccumulo di esperienza possibil avere riduzioni di costo a parit di qualit e costi. Le economie di esperienza sono riduzioni regolari e
prevedibili dei costi unitari delloutput prodotto che si realizzano al cresere del valore di produzione cumulato.
Con esperienza si intende il numero cumulato di output prodotti fino alla data considerata.
La curva di esperienza si traccia ponendo in ascissa il valore di produzione cumulata (come rappresentativo dellesperienza) e in ordinata i
costi unitari di produzione
velocit di apprendimento
Perch si possa misurare il solo effetto esperienza,
occorre che nellintervallo considerato le altre
condizioni produttive restino invariate.
Linclinazione della curva dipende dalla capacit di
imparare, denominata velocit di apprendimento, che
si ottiene rapportando i costi relativi a due produzioni
che rappresentano un rapporto di esperienza 2 a 1
Lottenimento di riduzioni nei costi e il
mantenimento della velocit di apprendimento
richiedono uno sforzo mirato.
In valori assoluti, i grandi risparmi per effetto
dellesperienza si ottengono sui primi lotti di
produzione










39

le fonti delle economie di apprendimento
la fonte primaria di esperienza lapprendimento sviluppato dalle persone questo come gi detto pu manifestarsi in attivit che vengono
svolte meglio , pi velocemente e pertanto con costi minori
sostanzialmente le economie sono dovute da
Crescente abilit nello svolgimento delle attivit n(capacit delle persone a adottar nuovi e migliori modi di lavorare che consentono di
svolgere meglio e pi velocemente le attivit assegnate)
Migliore selezione delle risorse produttive( lesperienza fa comprendere meglio quali sono le risorse produttive pi opportune e
convincenti per lo svolgimento di una data attivit)
Coordinamento pi efficiente fra le risorse produttive (le persone nello svolgere lattivit devono interagire tra loro r utilizzare impianti e
attrezzature varie ..gli individui con lesperienza imparano a conoscersi e lavorare in gruppoc un apprendimento collettivoche la
base dellefficienza e flessibilit e competitivit di molte imprese)
Pi elevata programmabilit dellattivit.(lesperienza accresce la prevedibilit degli accadimenti e la capacit di dare risposte rapide e
efficienti alle eccezioni)
Semplificazioni dei prodotti e dei processi (quando cresce lesperienza si riesce anche a comprendere se esiste la possibilit di semplificare
i processi e i prodotti in modo tale da ottenere costi pi bassi e prodotti migliori)


LE STRATEGIE DI REPLICAZIONE

Una combinazione interessante di economie di scala, economie di saturazione, economie di apprendimento, si realizza attraverso le strategie
di replicazione.
Le strategie di replicazione puntano a sfruttare competenze e routine presenti nel patrimonio aziendale applicandole a pi combinazioni
parziali uniformi. Sfruttano economie di apprendimento ed economie di scala.
Esempi:
Franchising di fast food
Catene alberghiere
Banche
Catene di sale cinematografiche










LE SCELTE DI STRUTTURA DEI COSTI

I volumi prodotti e leconomicit
stata llustrata una serie di sclte che modificano in mopdo strutturale la configurazione dellazienda e in particolare il dimensionamento
della CP. Ora analizziamo data una certa CP loeffeto dei volumi effettivamente realizzati dallazienda sui costi e sul risultato reddituale.
Indaghiamo le relazioni tra volumi effettivi-costi-e
risultato economico con un modello modello costi-
volumi-risultati
Il risultato economico influenzato da molteplici
fattori: tra questi, la struttura dei costi, ossia il peso
relativo dei costi fissi e dei costi variabili

I risultati economici di un impresa in un dato periodo
possono essere ricondotti a 3 classi fondamentali
- gli elementi strutturali (fattori come la Cp ,
esperienza, specializzazione, estensione verticale e
orizzontale sono definiti determinanti strutturali dei
costi in quanto il loro configurarsi determina la struttura
e le modalit di funzionamento dellazienda . tali
caratteri strutturali rappresentano le determinanti prime
del livello ESD di scopo e di esperienza che un impresa pu conseguire
- il livello dei prezzi costo e dei prezzi ricavo ( la seconda classe di elementi che determina il livello dei ricavi e edei costi in un dato periodo
.. rappresentata dail livello dei prezzi costoe dei prezzi ricavo)
- i volumi ( a parit di struttura aziendale e livellod ei prezzi la principale determinante dei costi di breve periodo rappresentata dai volumi
. data una certa CP e dati i costi fissi e variabili a questa associati, leffettivo ammontare dei costi che limpresa dovr sostener sar infatti
legato ai volumi effettivamente prodotti, ovvero al grado di saturazione della CP predisposta. I volumi oltre a influenzare il livello effettivo
dei costi, determinano anche il livello effettivo dei ricavi e quindi il reddito operativo conseguito dallimpresa.)

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LAnalisi dei costi-volumi-risultati
consente di illustrar e modellizzare le relazioni che esistono fra i volumi di beni effettivamente prodotti e venduti da un impresa e i risultati
operativi da questa conseguiti
gli effetti delle molteplici azioni che si possono intraprendere per migliorare il risultato di unattivit economica possono essere identificati in
3 categorie
- variazioni nei volumi
- variazioni nei costi
- variazione nei prezzi di vendita
svolgere unanalisi costi-volumi-risultati quindi significa
1 analizzare il variare del risultato economico al variare dei volumi di vendita e identificare il punto di pareggio dato un certo livello di
prezzi di vendita, costi fissi e variabili unitari
2 confrontare diverse ipotesi di configurazione dei prezzi e dei costi al fine di identificare la soluzione migliore in termini di risultato
economico atteso
3 configurare diverse ipotesi di internalizzazione/esternalizzazione al fine di identificare la soluzione migliore in termini di grado di
integrazione verticale e di estensione delle combinazioni economiche
i costi fissi e i costi variabili


i costi della gestione caratteristica possono essere fissi o variabili
*i costi variabili : sono quei costi direttamente e
strettamente collegati al volume di produzione e di
vedita. Lanalisi costi-volumi risultati assume lipotesi
semplificatrice che fra volumi e costi variabili esista
una relazione lineare
* i costi variabili: tutti i costi non direttamente e
strettamente legati al volume di produzione e di
vendita. Lanalisi volumi-costi-risulatti assume
lipotesi semplificatrice che i costi fissi rimangano
invariati qualsiasi sia il volume realizzato (in realt
anche i costi fissi aumentano allaumentare dei volumi)
i costi fissi si dividono in 2 tipi
- di sstruttur (COSTI FISSI STRETTAMENTE
CONNESSI ALLA cp IN ESSERE DELLAZIENDA
IN QUEL MOMENTO ..se si recludono riduzione dei
prezzi dacquisto delle condizioni di produzione
relative, ridurre qs costi significa ridurre la CP (ossia i
volumi di produzione edi vendita realizzabili nel breve
periodo)
- di sviluppo: si tartta di costi fissi che non variano direttamente un relazione al variare dei volumi di produz e vendita. Sono costi che per
non dipendono direttamente dalla CP ma sono destinati a sostenere lattivit corrente, e a porre le condizioni di sviluppo dellazionda..


il punto d pareggio in volumi
il punto di pareggio operativo( espresso in quantit (QP) rappresenattao dal volume di produzione per il quale i ricavi ( R) sono pari ai
costi totali (CT) di gestione caratteristica.

R=CT
R=CV+CF (costi variabili+costi fissitotali)

Sia i ricavi che i costi variabili totali dipendono dalle quantit prodotte
Ru (ricavi unitari) x QP=CVu x QP+CF

Ru x QP - CVu x QP=CF
QPx (Ru- CVu)=CF

QP= CF/ (Ru-CVu)

= la differenza tra costi unitari e costi variabili unitari viene
comunemente denominata margine di contribuzione unitario (MDCu)

- Q= CF/ MDCu f

il punto di pareggio pu anche essre rappresentato graficamente
aggiungendo alla presentazione dei costi la retta che rappresenta i ricavi
41

di vendita . il punto di incrocio il punto di pareggio. La distanza tra le rette dei ricavi e quelli dei costi di gestione caratt totali rappresenta
il reddito operativo CT>RE
FATTURATO:
il margine di contribuzione unitario MDCu dato dalla differenza tra ricavi unitari e costi unitari variabili
MDCu= Ru- CVu
Analogamente il margine di contribuzione totale MDC dato dalla differenza tra
ricavi e costi variabili totali
MCD= R-CV
Il margine di contribuzione unitario pu essere definito come il contribut o che la
vendita di ogni unit di e venduta prodotta porta alla copertura dei costi fissi di
gestione caratteristica e alla formazione del reddito operativo.
Il reddito operativo a sua volta servir per coprire i costi finanziari e fiscali e
eventualmente a formare
lutile netto
.
VEDERE LIBRO PAG
400!!!!!!!!!!!!!!!








il rischio operativo:
elasticit operativa: legata allincidenza dei costi variabili sui ricavi . maggiore
lincidenza pi stretta sar la forbice ( ampiezza forbice fra ricavi e costi totali prima
e dopo il punto di pareggio)
in quanto allaumentare dei volumi aumenteranno anche i costi variabili
e sar ridotto il margine di copertura dei costi fissi. Le aziende
presentano una struttura dei costi molto rigida ( forbice tra ricavi e costi
molto ampia)
se invece la struttura dei costi molto flessibile la forbice sar stretta
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CAP12
LE SCELTE DI ESTENSIONE VERTICALE E ORIZZONTALE
LE SCELTE DI ESTENSIONE DELLE COMBINAZIONI ECONOMICHE: UN QUADRO DASSIEME

La dimensione delle singole produzioni e lestensione delle combinazioni economiche
le dimensioni di unimpresa non dipendono solo dalla realizzazione di economie di scala ma sono determinate pi in generale dalle scelte di
estensione delle combinazioni economiche: scelte che riguardano:
Lestensione interfunzionale: quante e quali funzioni (coordinazioni parziali) si decide di svolgere internamente e quante risorse investire in
queste . le scelte di estensione interfunzionale si ispirano essenzialmente ai seguenti criteri:
- efficienza ed economicit di produzione (esempio: esternalizzare una funzione a qualcuno a cui possibile realizzare uneconomia
di scala non possibili x la nostra azienda..il prezzo da sostenere sarebbe minore di quello che avremmo noi svolgendo questa
funzione internamente)
- costi di transizione*** : le imprese tendono a mantenere al proprio interno le attivit i cui contenuti e risultati sono scarsamente
definibili e controllabili o che necessitano interdipendenza con altre attivit interne (internalizzazione di funzioni che
esternalizzate porterebbero costi di transizione)
- criticit strategica: le imprese internalizzano le attivit che costituiscono competenze distintive di rilevanza strategica e che devono
essere protette dallimitazione esterna.

Lestensione verticale: il numero e la disomogeneit delle fasi della filiera produttiva svolte internamente
Lestensione orizzontale: il numero e la disomogeneit delle aree strategiche daffari nelle quali si decide di operare

le scelte di estensione orizzontale
Ogni impresa deve decidere in merito alla numerosit e alla disomogeneit delle ASA (aree daffari) (le aree strategiche di affari, ossia le
combinazioni economiche parziali) nelle quali vuole operare, ossia il suo grado di diversificazione
In altri termini, deve scegliere il proprio grado di estensione orizzontale, o di diversificazione.
Queste scelte dipendono da numerose valutazioniossia ci sono particolari criteri per prendere giuste decisioni a qiusti livelli..
- i flussi di cassa generati e assorbiti (attitudine delle varie asa a generare o assorbire mezzi monetari) bisogna combinare queste 2
categorie per non sbilanciare la struttura patrimoniale dimpresa
- i cicli di vita delle ASA (del prodotto delle asa) uno dei fattori che influenza il generare o assorbire finanze . esso poi non influenza solo
questo, ma anche il tasso di cambiamento tecnologicoquanto viene sviluppata la domanda(influenzata Dalla competitivit)
- il know-how strategico prodotto,
Particolarmente importanti per decidere sono le economie di raggio di azione realizzabili con la diversificazione

le scelte di estensione verticale






la produzione si pu vedere come una catena di fasi e processi .
lestensione verticale ( o integrazione verticale) delle combinazioni economiche di unimpresa
esprime il numero e la disomogeneit delle fasi svolte al proprio interno.
scarsamente integrata verticalmente unimpresa che svolge una sola fase ( es: vendita
allingrossoed molto integrata una che fa tt le fasi al suo interno)
Ogni azienda deve decidere quanto integrarsi (estendersi) a monte e a valle









esse si integrano per
- economizzare in termini di costi di transizione e ottimizzare le
integrazioni tecnologiche
- interiorizzare competenze o risorse strategiche
- ridurre laccesso ai concorrenti a queste ultime

i freni invece sono:
- gli investimenti finanziari richiesti
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difficolt nel fare economie di scala ( disomogeneit di dimensione minima economica)
rigidit strategica e concentrazione del rischio ( riduce gli spazi di manovra vs altre strategie daffari)




LE SCELTE DI DIVERSIFICAZIONE E LE ECONOMIE DI RAGGIO DAZIONE

le Economie di raggi dazione (DI SCOPO, SINERGIE)
lenstensione dei confini dimpresa ad attivit diverse pu essere fonte di vantaggi economici e competitivi. Produrre due beni dversi tra loro
pu produrre vantaggi economici perch le risorse sono condivise, sfruttate efficientemente. Le economie ottenibili grazie alla,mpiament
della variet dei beni proditti (allargamento dei confini dimpresa in modo orizzontale) sono chiamate economie raggio dazione o
economie di scopo o sinergie
Le economie di raggio dazione (o di scopo, o sinergie) si hanno quando producendo unitariamente 2 o pi beni diversi si hanno vantaggi
economici (che conseguono alla gestione congiunta di due o pi ASA )
si mette in comune per produrre cose diverse
si sottintende lesistenza di risorse non completamente utilizzate o di fattori della produzione con capacit
produttiva illimitata (es.: marchi, know how)

le strategie di ampliamento della gamma dei prodotti si dicono generalmente strategie di diversificazione per indicare che le combinazioni
economiche comprendono la realizzazione di prodotti diversi. Le att produttive utilizzano e condividono risorse materiali presupponendo
uneconomia insatura) e immateriali ( il nome dellazienda per esempio..limmaginee non hanno limiti fisici ma possono essere usate
potenzialmente allinfinito)( ( diverso dalla azienda differenziatache significa che ha elementi di unicit)

possono essere fatte anche tra diverse aziende=aggregati interaziendalicampagne pubbl congiunte anche

cosa condividono in sintesi?
Condivisione di elementi materiali della struttura produttiva
Condivisione di elementi materiali della struttura di vendita
Condivisione di risorse immateriali (a capacit produttiva
illimitata) quali:
know-how tecnologico sfruttabile per pi ASA
marchi, immagine commerciale validi per pi linee di prodotti e per
pi categorie di clienti
prestigio, immagine istituzionale, potere contrattuale

per vedere se leconomia raggio dazione funziona si deve confrontare il costo della produzione integrata (condivisione risorse) con la
produzione disgiunta). Ovviamente per essere conveniente la produzione integrata di n beni deve essere inferiore alla somma dei costi di
produzione di n beni realizzati in n combinazioni disgiunte.


***costi di transizione
Per le scelte di internalizzazione / esternalizzazione cruciale lanalisi dei costi di transazione che sempre si sommano ai costi di acquisto e
ai costi di produzione interna nel determinare i costi totali Transazione: si manifesta quando un bene o un servizio trasferito attraverso
un'interfaccia tecnologicamente separabile Problema: decidere quali transazioni tenere all'interno dell'organizzazione e per quali, invece,
ricorrere ad altri operatori.

Internalizzazione
Costi di realizzazione interna
economie di scala
economie di scopo
economie di apprendimento
Costi di coordinamento interno
direzione e controllo
sprechi ed errori





Esternalizzazione
Prezzi di acquisto (o di vendita)
costi di realizzazione esterni
potere contrattuale interlocutori
Costi di transazione esterna
raccolta informazioni
negoziazione
difesa da comportamenti
opportunistici
danni da comportamenti
opportunistici

LE DETERMINANTI DEI COSTI DI TRANSAZIONE
La complessit informativa ( i costi di transizione dono legati alla complessit informativa della transizione stessa
La durata e la ripetitivit delle relazioni tra le parti
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La specificit degli investimenti effettuati (risorse) : si ha quando uno o pi contraenti della transizione devono sostenere dei costi pi o
meno rilevanti per cambiare interlocutore. In assenza di specificit delle risorse non vi alcun vincolo allinterruzione della relazione e
ciascun contraente potrebbe rimettersi sul mercato eliminando il costo di transizione .
La propensione a di comportamenti opportunistici o inadeguati. Molti dei costi di transizione sarebbero inferiori se gli esseri umani non
tendessero a comportari in modo opportunistico, ovvero non tendessero a conseguire il proprio interesse a scapito degli altri anche con
inganno e astuzia.




CAP14
LE SCELTE DI FORMAZIONE E DI SVILUPPO DEL PATRIMONIO
La formazione di patrimonio in unimpresa
ABCapitolo14lucidiAgo06 Ravasi 25 giu 2006

Il patrimonio di unazienda linsieme delle condizioni di
produzione e di consumo di pertinenza ella stessa in un dato
momento (ad es. impianti, fabbricati, marchi, brevetti, debiti, crediti,
rimanenze, ecc.).
esse possono essere
- positive( cassa, crediti, immobili, rimanenze) o negative (
debiti, e obbligazioni di vario genere)
- materiali ( impianti, macchinari) o immateriali ( competenze
tecniche, immagine, relazioni fiducia) monetarie (
disponibilit di cassa, debiti e crediti)
- esogene ( acquistate, tratte dallambiente) e endogenene (
prodotte internamente)
Nel patrimonio si riflette lintera storia passata dellimpresa e delle circostanze dambiente nelle quali ha operato ed la base della vita
futura dellazienda.
levidenza attribuita al patrimonio si deve al fatto che da un lato si riflette lintera storia passata dellazienda, dallaltro la base x la
vita futura dellazienda.
Il concetto di patrimonio richiama il concetto di capitale di azionamento , cio il sistema di valori positivi e negativi che esprimono i valori
delle condizioni patrimoniali di unazienda. Il capitale di funzionamento non il patrimonio, ma un arappresentazione del patrimonio sotto
forma di valori economici(i valori di cassa, crediti, debiti, impianti, capitale netto). Essa non ci dice nulla sulla qualit delle condizioni
patrimoniali . inoltre una rappresentazione parziale perch
- i orestataori di lavoro non sono elementi del patrimonio
- le condizioni immateriali prodotte allint dellazienda non trovano diretta rappresentazione nella tavola del capitale di
funzionamento. Il patrimonio il complesso risultato di processi di acquisizione, trasformazione e ricombinazione di elementi di
varia natura
Le classi di condizione patrimoniale nelle imprese
le condizioni patrimoniali sono osservabili secondo pi criteri ..facciamo una classificazione..

Condizioni materiali: sono gli elementi patrimoniali che hanno una manifestazione fisica (ad es. terreni, fabbricati, computer impianti,
macchinari, arredi, ecc.)
Condizioni immateriali: elementi patrimoniali che nonoperano sotto forma fisica
marchi e brevetti,
conoscenze e know how (capitale intellettuale)
rete di relazioni esterne (capitale sociale)
reputazione e immagine (capitale reputazionale)
coesione interna (cultura, identit e identificazione)

Condizioni monetarie: elementi patrimoniali che si presentano sotto forma di cassa, debiti, crediti, capitale netto
Condizioni dambiente: condizioni patrimoniali in senso allargato (non sono di pertinenza dellimpresa), ma che possono essere fonti di
importanti economie esterne
infrastrutture di comunicazione e trasporto
servizi della pubblica amministrazione
tessuto di imprese fisicamente e socialmente vicine (distretto)
cultura locale
Condizioni patrimoniali esogene: condizioni patrimoniali acquisite dallesterno mediante operazioni di acquisto o di altra specie
Condizioni patrimoniali endogene: condizioni patrimoniali prodotte allinterno dellazienda
Immobilizzazioni tecniche endogene (ad es. macchinari segreti prodotti allinterno)
Immobilizzazioni immateriali endogene (ad es. marchi e brevetti sviluppati sostenendo costi interni di marketing o di
ricerca e sviluppo)
Le condizioni patrimoniali distintive e centrali
Si definiscono condizioni patrimoniali distintive (o risorse / competenze distintive), quelle condizioni patrimoniali che:
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sono specifiche dellazienda (non sono disponibili sul mercato dei fattori produttivi ma le condizioni patrimoniali specifiche sono quelle
uniche, cio possedute da una sola azienda normalmente erch costruite allinterno dellazienda sulla base di idee originali) oppure
GENERICHE
hanno un alto o un basso impatto sul valore attribuito dal cliente agli output dellazienda
sono difficilmente replicabili (o trasferibili) e imitabili da altre imprese, in quanto:
pluridisciplinari o monodisciplinari ( conoscenze e capacit di fare (know-how)basati su una sola disciplina scientifica o tecnologica oppue
nelle quali si fondono pi saperi ( acustica, elettronica..)
frutto di apprendimento collettivo o individuale ( capacit attivabili da singole persone o con necessario apporto di pi persone)
basate su conoscenza tacita o codificate in linguaggi particolari (implicite) o esplicite ( meno codificate)
pi o meno replicabili e imitabili (facilit di applicare certe competenze a altre attivit nelambito della stessa impresa)..o la facilit di farlo
si definiscono condizioni patrimoniali distintive le condizioni che presentano netti caratteri di specificit di alto impatto sulla configurazione
dei prodotti e di bassa limitabilit


le core competences(condizioni patrimoniali distintive centrali) soni le condizioni patrimoniali distintive e comuni a tutti i sistemi di
prodotto offerti da una stessa impresa non sono solo le competenze distintive comuni alle attuali combinazioni economiche , ma nono anche
e soprattutto la fonte per lattivazione e lo sviluppo di nuovi sistemi di prodotto. Le competenze distintive sono la base delle strategie
competitive per ogni sistema di prodotto , le strategie core sono la base delle strategie di estensione orizzontale e verticale (diversificaz).
Il patrimonio come leva strategica:
Dedicando attenzione alle condizioni patrimoniali dimpresa e allindividuazione e analisi delle competenze distintive , si pone in luce il fatto
che ciascuna impresa dotata di un patrimonio di risorse differente rispetto a quello di ogni altra..
Imprese che competono sugli stessi mercati sono tra loro differenti, e sono quindi caratterizzate da differenti potenziali di redditivit e di
sviluppo
Concludiamo che i potenziali di redditivit e di sviluppo delle imprese dipendono da 2 ordini di fattori:
- lintensit delle pressioni competitive derivanti dal settore e dal mercato in cui limpresa opera (elemento comune a tt le imprese
dello stesso settore)

- la ricchezza delle condizioni patrimoniali distintive disponibili (elemento differente per ciascuna impresa)

le scelte di formazione e valorizzazione del patrimonio
La configurazione del patrimonio frutto di numerose scelte strategiche:
le scelte di Integrazione verticale ed estensione orizzontale e interfunzionale (gamma delle competenze sviluppate e
integrabili)quando sono scelte di maggiore estensione alcune condizioni patrimoniali gi disponibili trovano impiego nelle nuove
combinazioni economiche, inoltre si sviluppano e acquisiscono dallesterno nuove condizioni patrimoniali che arricchiscono
limpresa. Con la riduzione dellestensione (in particolare dellest verticale) alcuni sistemi di condizioni patrimoniali escono
dallimpresa.
Dimensionamento della capacit produttiva (sovente occasione di innovazione tecnica) In generale le scelte di dimensionamento delle
capacit produttive comportano laggiunta o la sostituzione di stabilimenti, magazzini, laboratori, punti venditamodificando cos
patrimonio e competenze dellimpresa!!!
Fusioni, acquisizioni e alleanze con altre imprese (acquisizione di competenze complementari e complessa integrazione di patrimoni)si
uniscono a volte anche risorse immateriali ..immagine..a volte ci sono molti conflitti organizzativi.. le scelte invece di aggregati
internazionali portano le imprese a godere dei patrimoni di tutte le entit che compongono laggregato
le scelte di Localizzazione (accesso a condizioni ambientali)..queste scelte aprono laccesso ai patrimoni ambientali da ,molti vantaggi..
le scelte di Struttura del capitale proprio e di terzi (diversa capacit e propensione a progetti di sviluppo)
Gestione del personale e progettazione dellassetto organizzativo (creazione di condizioni di sviluppo e dinamismo)

quali indirizzi strategici dovrebbero avere queste scelte?
Le scelte di configurazione del patrimonio dellimpresa dovrebbero ispirarsi ai seguenti indirizzi strategici:
Basare le scelte di ingresso in nuovi mercati sulle proprie competenze distintive e centralie adorttare strategie di diversificazione
correlata
Scegliere con cura le modalit di sfruttamento delle competenze distintive possedute
Sfruttare a fondo le economie di replicazione ilterna
Attuare operazioni di fusione e acquisizione per unire competenze complementari piuttosto che n simili o sovrapposte
Internalizzare i processi che producono competenze distintive
Puntare su modelli organizzativi originali da cui possono scaturire processi di apprendimento differenti e dunque competenze distintive
Impostare strategie esplicitamente orientate allo sviluppo di competenze distintive
Evitare eccessi di cambiamento che mettano in crisi i processi apprendimento e sconvolgano le routine che sottostanno alle competenze

la dinamica del patrimonio, le scelte di sviluppo
adottando lottica delle scelte strategiche il patrimonio visto essenzialmente come un insieme di risorse distintive e risorse centrali (core
competence) che sono le basi delle strategie competitive e delle strategie despansione.
Le risorse e competenze distintive possono diventare fattore di rigidit
Molte condizioni hanno cicli economici e tecnici di lunga durata; le imprese potrebbero cercare di sfruttare di tali risorse il pi a lungo
possibile anche quando le condizioni di mercato ne sconsiglierebbero labbandono
Le immobilizzazioni tecniche possono avere una destinazione specifica
Le routine nelle quali si incorpora il know-how aziendale tendono a permanere nel tempo anche se obsolete

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si pu affermare, in termini patrimoniali, che la vita duratura economica delle imprese non pu basarsi solo su una buona dotazione di
competenze distintive e competenze centrali . ma limpresa deve dotarsi anche di capacit di cambiamento ossia COMPETENZE
DINAMICHEle attese dei clienti mutano rapidamentele tecnologie si rinnovano.le competenze distintive usate dallazienda sono
facilmente imitabili.
Le competenze dinamiche consistono nel la capacit di arricchire, ricombinare, sostituire le competenze distintive esistenti
Occorre sviluppare assetti organizzativi che massimizzino la capacit di:
Integrare gli elementi che compongono limpresa in competenze solide e distintive
Stimolare lapprendimento attraverso la ripetizione e la sperimentazione
Rinconfigurare rapidamente ed efficacemente le strutture e le competenze aziendali in forme innovative
la base di partenza comunque rappresentata dalla dotazione patrimoniale di ogni tipo. Occorre saper riconoscere le competenze distintive
esistenti e valutare il potenziale futuro
le opzioni strategiche disponibili sono insiemi di vincoli e opportunit fortemente condizionati dalla storia dellimpresa (path dependance)

in alternativa alla strategia di sviluppo di competenze dinamiche si pu seguire la strada dellacquisizione di competenze distintive
dallesterno mano a mano che limpresa presenta la necessit o lopportunit




CAP15
LE SCELTE DI ORGANIZZAZIONE

LA PROGETTAZIONE DELLASSETTO ORGANIZZATIVO DELLE IMPRESE: UN QUADRO DASSIEME
LASSEtto organizzativo dimpresa linsieme delle variabili che
- configurano lorganismo personale, e definiscono, indirizzano e coordinano i comportamenti delle persone che lo compongono.
(Si decideqante persone..con che caratteristiche..a che compiticon che retribuzionecon quali obbiettivi.secondo
quali modalitutilizzando quali risorse..)
tutto questo deve essere deciso in modo tale che i compiti siani svolti in efficienza ed efficacia con massimi livelli di integtrzione,
coordinamento, flessibilit e dinamismo..
per attuare n buon sistema organizzativo deve realizzasi un insieme di condizioni congiunte piuttosto articolato che chiamiamo condizioni
di efficacia di un sistema organizzativo

LE VARIABILI ORGANIZZATIVE che si devono progettare per realizzare lasseto organizzativo sono::
1) La struttura organizzativa: di base e la struttura organizzativa delle singole unit aziendali (si progetta la struttura organizzativa
delle singole unit giungendo a definire mansioni e responsabilit delle persone e dei gruppi di persone che formano le unit
organizzative elementari
2) La distribuzione del potere (autorit) a chi delegare e in che modo
e) I sistemi operativi :
- Sistemi di pianificazione strategica, (producono idee, orientamenti, fanno il quadro di riferimento comune)
- sistemi di programmazione e controllo ( funzione critica)
- sistemi di informazione (raccolgono producono, immagazzinano info)
- Sistemi di gestione del personale (sono numerosi e svolgono taaante funzioni.. retribuzionevalutazione delle competenze ..

LORGANISMO PERSONALE, LE VARIABILI INDIVIDUALI E SOCIALI



















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UN insieme di persone unitario dinamico, flessibile
loganismo personale linsieme unitario delle persone che con il proprio lavoro partecipano allo svolgimento dellattivit aziendale.
- Lorganismo personale un complesso dinamico
- Deve essere flessibile (adattabilit alle variazioni di contesto nel rispetto dei vincoli dellefficienze e delleconomicit
La configurazione del lorganismo personale di unimpresa si qualifica in 2 aspetti:
- le variabili individuali ( caratteristiche delle singole persone che compongno lorganismo personale
- le variabili sociali ( caratteristiche degli aggregati di persone)
le variabili individuali
sono le caratteristiche delle singole persone che compongono lorganismo personale e si possono dividere in 3 grandi categorie
Le competenze professionali:
Conoscenze e capacit tecniche (contabilit, elettronica, marketing, ecc.)
Conoscenze e capacit relazionali (leadership, lavoro in gruppo, ecc.)
I valori: le convinzioni e le credenze in generale e, in particolare, relativamente allattivit economica
I bisogni in generale e, in particolare, i bisogni che si soddisfano (anche) mediante il lavoro


le variabili sociali
Sono le relazioni positive (cooperazione, coesione, ) e negative (conflitto) che si instaurano tra le persone.
La cooperazione e la coesione sono essenziali per il buon funzionamento delle organizzazioni
La coesione e la cooperazione dipendono anche dalla condivisione di valori comuni: la cultura


le condizioni di coesione e collaborazione::

1. far s che le persone abbiano valori condivisi o almeno compatibili;
2. assicurarsi che in ogni gruppo ci sia un leader forte (e uno solo);
3. adottare incentivi che premino anche i risultati del gruppo.
Tre condizioni sono particolarmente importanti per attivare coesione e collaborazione tra i membri di un gruppo:
1. Principio della coerenza dinamica: non esistono assetti organizzativi ottimi ed eterni; ciascuna impresa deve ricercare i propri equilibri
in ottica evolutiva.
2. Principio dellorientamento alle persone e ai gruppi di persone: lassetto organizzativo deve motivare le persone al lavoro e alla
collaborazione; la motivazione e lefficienza sono complementari, non alternative.
LA SCELTA DELLA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DI BASE
La struttura organizzativa di unazienda pu essere definita come la configurazione unitaria e coordinata degli organi aziendali e degli
insiemi di compiti e di responsabilit assegnati a ciascuno di tali organi. Il processo di configurazione della struttura organizzativa pu essere
sintetizzato cos:
la configurazione
unitaria e ordinata degli organi aziendali
(direzioni, uffici, reparti, ) e degli insiemi di
compiti e di responsabilit assegnati a ciascuno
di tali organi.
la scelta fra 4 forme di base e 2 varianti
Per le imprese la progettazione della struttura organizzativa consiste essenzialmente nella scelta di una delle quattro forme di base (pi due
varianti) che sono denominate:



Struttura elementare (ossia una struttura nella quale la funzione del
governo economico e la funzione di direzione sono svolte da un
unico organo di direzione generale. Dalla direzione generale
dipendono direttamente le unit operative)








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Struttura funzionale pura / mista ( una struttura organizzativa articolata per coordinazioni parziali (per funzioni) . si tratta di na struttura
derivante dalla divisione del lavoro secondo il criterio dellomogeneit delle tecniche caratteristiche di ciascuna coordinazione parziale.
Dalla direzione generale dipendono le direzioni di funzione. Dalle direzioni di funzione dipendono le gli organi operativi che svolgono
sottinsiemi di coordinazioni parziali )
(foto=pura)

Struttura divisionale pura / mista


a) la struttura divisionale pura bene adottarla
quando le varie combinazioni produttive(qui le varie
combinazioni prodotto-mercato) sono molto
disomogenee tra loro negli aspetti tecnici e
commerciali.. opportuno usarla quindi specialmente
quando limpresa ha sviluppato una strategia di
diversificazione non correlata..qui dalla direzione
generale dipendono le direzioni di divisione, dale
direzioni di divisione dipendono le unit funzionali,
dedicate alla corrispondente combinazione prodotto-
mercato )




b)
la struttura divisionale mista invece diversa perch presenta diverse variabili
????????????????????????????????????????????????????????????
Struttura a matrice
DIVIDERE E COORDINARE
Scegliere la struttura organizzativa significa scegliere:
come dividere il lavoro (specializzare) tra le varie unit e persone (per funzioni, per prodotti, per aree geografiche, ecc.);
come coordinare le attivit svolte dalle varie unit e persone.
Ogni struttura organizzativa ha i suoi vantaggi e svantaggi in termini di specializzazione e di coordinamento.




















49










































50























LA STRUTTURA DELLE SINGOLE UNITA
ORGANIZZATIVE

Data la macrostruttura, occorre decidere come organizzare il lavoro entro ciascuna delle unit organizzative. Qui diventano cruciali le teorie
dei bisogni e della motivazione al lavoro. Le tre modalit base di organizzazione del lavoro nelle singole unit organizzative sono:

1. Organizzazione sequenziale parcellizzata
2. Organizzazione per attivit semi-autonome individuali (arricchimento delle mansioni)
3. Organizzazione per gruppi semi-autonomi


LA MOTIVAZIONE AL LAVORO
la motivazione a prestare il proprio lavoro con impegno e con spirito cooperativo e costruttivo.
Una persona motivata al lavoro solo se prevede che tale prestazione le consentir di soddisfare i propri bisogni.
In caso contrario, la persona potr decidere di non svolgere lattivit lavorativa o di svolgerla con il minimo livello di impegno necessario
per non perdere il lavoro.


I BISOGNI CHE SI POSSONO
SODDISFARE CON IL LAVORO

La scala dei bisogni proposta da Maslow
Bisogni elementari (fame, sete, sonno, )
Bisogni di sicurezza (fisica, di stabilit, di
regole rispettate)
Bisogni di socialit (amicizia, appartenenza,
protezione)
Bisogni di stima (di s, altrui)
Bisogni di autorealizzazione


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LE REGOLE DI ORGANIZZAZIONE DEL
LAVORO IN SINTESI
Nel mondo doggi, i bisogni da soddisfare per motivare le
persone al lavoro sono prevalentemente i bisogni di
socialit, di stima e di realizzazione. Di conseguenza, la
forma di organizzazione del lavoro da privilegiare quella
per gruppi semi-autonomi. Tale forma di organizzazione,
infatti:
consente interazioni intense e positive tra le persone (socialit);
d luogo a risultati osservabili e attribuibili alle persone e al gruppo (stima);
consente lesercizio di una gamma ampia di competenze (autorealizzazione).


I SISTEMI OPERATIVI
Sono strettamente complementari alla struttura organizzativa (macro e delle singole unit) nella funzione di indirizzo dei comportamenti
delle persone
Due gruppi
1. Sistemi di pianificazione, programmazione, informazione
2. Sistemi di gestione del personale


I SISTEMI ID PIANIFICAZIONE, PROGRAMMAZIONE, INFORMAZIONE
Sistema di pianificazione strategica: esplicita i fini, le politiche e le strategie alle quali tutti devono ispirarsi (mission, vision).
Sistema di programmazione e controllo (budgeting, controllo di gestione): indica per ciascuna unit quali obiettivi di breve realizzare e con
quali risorse; le relative performance influenzano la distribuzione dei premi e delle sanzioni; ripartendo con cura gli obiettivi e le risorse si
realizza coordinamento.
Sistema informativo: produce e distribuisce le informazioni; le persone agiscono anche in base alle informazioni disponibili / non
disponibili; linformazione potere; un buon sistema informativo uno strumento potente di coordinamento.

I SISTEMI DI GESTIONE DEL PERSONALE
Sistema di dimensionamento degli organici. Determina il numero / tipo di persone di ciascuna unit aziendale e i relativi carichi di
lavoro. Deve tener conto di molti fattori: orari di lavoro, tecnologie, integrazione verticale, esperienza, ecc.
Sistema di ricerca e selezione del personale. Individua e vaglia le persone da inserire. Varie politiche, tra cui:
solo ingressi dal basso (persone senza precedenti esperienze di lavoro) o anche laterali
persone specializzate o con base ampia
Sistema retributivo. Definisce le politiche retributive e le retribuzioni di ciascuna persona.
Tre basi fondamentali:
il valore della posizione occupata dalla persona
la prestazione realizzata rispetto agli obiettivi
i livelli retributivi correnti nel mercato del lavoro
Sistema di carriera. Definisce i percorsi professionali (sentieri di carriera) e i relativi criteri. Base fondamentale: la valutazione del
potenziale. Varie politiche tra cui:
carriere in linea (sempre nella stessa funzione) / carriere con rotazione (passaggi tra funzioni).
Sistema di addestramento e di formazione. Stimolano lo sviluppo delle competenze individuali.
Svariate modalit:
studio, corsi in aula, affiancamento, assegnazioni, ecc.

LA GESTIONE DELLA COMPLESSITA
Molte scelte di organizzazione sono utilmente osservabili come scelte volte a fronteggiare la omplessit dellimpresa
La complessit definita dal volume di informazioni da raccogliere e dal elaborare, ossia dal volume di decisioni da prendere, durante lo
svolgimento di unattivit.
Schematicamente, si va da un livello di complessit zero (tutto noto e prevedibile) a un livello di complessit altissima (si devono
governare molti elementi dinamici, interconnessi e mal conosciuti).

I FATTORI CHE DETERMINANO LA COMPLESSITA DI UNIMPRESA
1. La numerosit degli elementi da governare (le linee di prodotto, i mercati, le tecnologie, le aree, ecc.)
2. La disomogeneit degli elementi
3. La variabilit degli elementi
4. Linterdipendenza che lega gli elementi
5. La pressione sui risultati (il livello dei risultati che si devono / vogliono raggiungere)
Pressione esterna (derivante dalla concorrenza, dalla capogruppo, dalle leggi, )
Pressione interna (derivante dalle scelte del top management)


52































53

CAP16
LE SCELTE DI AGGREGAZIONE INTERNAZIONALE

DUE FENOMENI DIFFUSI
La varia estensione dei confini degli istituti: Molti Istituti includo nei propri confini combinazioni economiche che potrebbero essere svolte
in altri istituti, o viceversa.
Le relazioni istituzionali tra pi istituti: Molte relazioni tra istituti non sono solo relazioni di scambio condotte secondo le regole di mercato.
Sono anche relazioni nelle quali si condividono scelte di governo economico e risultati economici.

LE FORME DI AGGREGAZIONE IN SINTESI
Due (o pi) istituti (M, N, ) possono giudicare vantaggiosa unintegrazione. A seconda delle circostanze, sceglieranno una delle seguenti
opzioni
: 1. M e N rimangono due unit giuridicamente indipendenti e interagiscono secondo le regole di mercato (non si attua lintegrazione)
2. M e N formano un aggregato:
2.a. formano un aggregato monoaziendale fondendosi in una sola unit giuridica
2.b. formano un aggregato interaziendale dove M e N rimangono unit giuridicamente distinte.

Quando M e N scelgono di formare un aggregato
interaziendale possono percorrere una delle seguenti vie:

2.b.1. M e N si uniscono mediante relazioni di capitale di rischio (formazione di un gruppo, scambio di
partecipazioni, joint ventures, )
2.b.2. M e N si uniscono mediante contratti e strutture comuni che hanno impatto sui diritti di propriet
(consorzi, reti in franchising, alleanze strategiche, )
2.b.3. M e N non compiono mosse formali, ma adottano taciti comportamenti di forte integrazione che si
sovrappongono ai meccanismi di mercato


LE FORZE DI AGGREGAZIONE E DI DISAGGREGAZIONE
Gli aggregati aziendali (monoaziendali e interaziendali) possono essere spiegati come frutto dellagire di:
Forze che spingono le aziende ad aggregarsi
Forze che ostacolano laggregazione o che spingono gli aggregati a disaggregarsi
Condizioni di contesto che possono fungere da facilitatori o da ostacoli allaggregazione

LE FORZE AGGREGANTI
Forze aggreganti di tipo economico-tecnico
Le economie di scala
Le economie di raggio di azione
Lintegrazione delle competenze distintive
Le economie di transazione
La condivisione dei rischi
Le rendite monopolistiche
Forze aggreganti di altra natura
Le reti di relazioni sociali
Lorientamento delle persone al dominio
Le relazioni di solidariet e di affinit politica

LE FORZE DISAGGREGANTI
Forze disaggreganti di natura economicotecnica
Lultracomplessit organizzativa
Il fabbisogno di differenziazione degli orientamenti manageriali
Il rischio di erosione delle conoscenze e delle competenze distintive
La separazione dei rischi
Forze disaggreganti di altra natura
Lorientamento delle persone allindipendenza e alla
competizione
Le divergenze di valori e di interessi

I FATTORI AMBIENTALI
Possono giocare a favore o a sfavore del formarsi di aggregati aziendali:
I sistemi di comunicazione e di trasporto
I mercati dei capitali
La normativa economica; in particolare la normativa antitrust e la normativa fiscale
La cultura economica e politica prevalenti (pi o meno favorevoli alle grandi imprese e ai grandi gruppi)
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I TIPI DI AGGREGATI AZIENDALI
Gli aggregati interaziendali
I gruppi economici
Le associazioni formali di aziende
Le associazioni informali di aziende
Gli aggregati intra-aziendali

GLI AGGREGATI INTERAZIENDALI
Intese informali varie
Distretti
Costellazioni
Reti di subfornitura
Associazioni
informali di
aziende
Associazioni di aziende di consumo
Associazioni di categoria
Accordi quadro
Franchising, licenze, concessioni
Cartelli
Consorzi
Associazioni
formali
di aziende
Gruppi di gestioni patrimoniali familiari
Joint ventures
Gruppi privati e pubblici di aziende di produzione
Gruppi
economici

GLI AGGREGATI INTRA-AZIENDALI
Sono pluralit di combinazioni economiche aggregate in una stessa entit giuridica.
Le fattispecie ricorrenti sono:
aziende multiunit (pi stabilimenti, filiali, uffici, ecc. relativamente autonomi)
aziende integrate verticalmente
aziende diversificate
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CAP17
LE SCELTE DI ASSETTO ISTITUZIONALE

INCERTEZZA, LIBERT, EQUIT (1)
Le scelte di assetto istituzionale determinano la configurazione fondamentale di un istituto, in quanto portano a decidere:
chi ha il diritto e il dovere di governare listituto, fissandone gli obiettivi, prendendo le scelte ultime, decidendone leventuale cessazione;
chi ha il diritto-dovere di ricevere i risultati reddituali dellistituto e di disporre del patrimonio dello stesso;
come si configurano gli organi di governo economico e di controllo del governo economico;
se e con quali altri istituti si instaurano relazioni istituzionali.

Bisogna affrontare 5 punti:
I sistemi economici sono molto complessi, dinamici, incerti, ambigui; in molti aspetti sono sistemi poco trasparenti.
In tali contesti impossibile decidere e valutare con precisione quali sono i contributi e quali le ricompense di ciascun soggetto.
I vari soggetti si presentano con differenti competenze, valori, energie, propensioni al rischio, patrimoni economici e relazionali, basi di
potere.
Gli assetti istituzionali devono essere progettati in modo tale che:
a. sia favorita la massima libert e variet di espressione delle persone;
b. si produca un senso di sostanziale equit;
c. il costo delle soluzioni adottate sia contenuto
gli assetti istituzionali adottati in un certo paese in un certo momento sono inevitabilmente figi della storia di quel paese . in particolare
sono espressione dei valori e degli interessi di chi de iene il potere economico e politico.
In questo capitolo si forniscono ulteriori elementi di teoria e si trattano le principali scelte che contribuiscono a configurare lassetto
istituzionale. In particolare si tratta
- delle scelte di assetto proprietario del singolo istituto
- delle scelte di configurazione degli aggregati interaziendali
- delle scelte di configurazione degli organi di governo e di controllo

I DIRITTI DI PROPRIET NELLE IMPRESE
Assegnare i diritti di propriet in un istituto significa decidere a chi spettano i diritti di:
governare listituto fissandone gli obiettivi e prendendo le decisioni ultime, inclusa leventuale decisione di cessazione della vita
dellistituto;
ricevere i risultati reddituali dellistituto e disporne;
disporre della destinazione del patrimonio dellistituto nel corso del suo svolgersi e in occasione delleventuale cessazione.
Limpresa nella quale i diritti di propriet fanno capo ai conferenti di capitale di rischio viene qualificata come impresa capitalistica.
Limpresa capitalistica la forma dominante, ma non mancano insiemi talvolta numerosi di assetti proprietari differenti.

I COSTI DEL MERCATO E DELLA PROPRIET
Illustriamo la teoria di herry hansmann . essa ha unimpostazione di tipo contingency.(= non esiste un assetto proprietario otimale per
qualsiasi tipo dimpresa) = lassetto proprietario ( cio la distribuzione dei diritti di propriet) deve essere scelto in funzione di 2 variabili : i
costi di market contracting e i costi di ownership suscitati da ciascun possibile alternativo assetto proprietario conomici residuali
dellimpresa. I diritti di propriet di norma fanno capo a una delle categorie di persone che interagiscono on limpresa in quanto forniscono
input
I proprietari dimpresa hannoil diritto di governare limpresa e di appropriarsi dei risultat.i e o in quanto ne acquistano gli output (clienti).
Tali soggetti si possono classificare come patron dellimpresa (noi li chiameremmo portatori dinteressi).
Ciascun patron nellattivare e nel gestire le sue relazioni con limpresa sostiene dei costi di market contracting ( per via delle asimmetrie
informative, della non uniform distribuzione delle forze contrattuali) ASSEGNANDO I DIRITTI di propriet ad un patron, tale patron di
regola riduce i suoi costi di market contracting , ma lesercizio della propriet comporta costi di ownership (tempo e altre risorse impiegate
per informarsi e per predere decisioni di governo9
NEL LORO INSIEME COSTI DI CONTRACNTING E OWNWRSIP COMPONGONO I COSTI DI TRANSIZIONE..

LA TESI: : nelle scelte di assegnazione dei diritti proprietari la soluzione pi efficiente quella che minimizza il totale dei costi di
transizione sostenuti da tutti i patrons, ossia dei costi di ownership sostenuti dai proprietari e dei costi di market contracting sostenuti da
tutti i patroins inclusi i proprietari
I diritti di propriet fanno capo ai patron, cio a una delle categorie di persone che interagiscono con limpresa.
Ciascun patron sostiene costi di market contracting e costi di ownership.
Costi di market + Costi di = Costi di contracting ownership transazione

Costi di market contracting.dipendono da
forza contrattuale dellimpi dei patrondresa nei confront
investimenti specifici effettuati dai patrons
asimmetria informativa

Costi di ownership
costi di monitorino sostenuti dai proprietari per informarsi
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costo delle decisioni collettive
costi di assunzione del rischio
La soluzione pi efficiente quella che minimizza il totale dei costi di transazione sostenuti da tutti i patrons, ossia dei costi di ownership
sostenuti dai proprietari e dei costi di market contracting sostenuti da tutti i patrons (Inclusi i proprietari).


ARCHETIPI DI ASSETTI PROPRIETARI (1)
Si identificano le seguenti classi di imprese distinte per assetto proprietario:
imprese ad assetto proprietario capitalistico ( si distinguono importanti fattispecie in relazione al grado di concentrazione del capitale di
rischio..., alla natura pubblica o privata dei titolari del capitle di rischio e alla distribuzione dei diritti di voto e rimunerazione)
imprese ad assetto proprietario non capitalistico (le imprese nelle quali i diritti di propriet non sono assegnati ai conferenti di capitale di
rischio ma ad altre categorie di soggetti)
imprese ad assetto proprietario misto
imprese con diritti proprietari limitati. (diritti di governo esercitati da sogg esterni allimpres)

Nellambito del modello generale delle imprese capitalistiche si distinguono importanti fattispecie in relazione al grado di concentrazione
del capitale di rischio, alla natura pubblica o privata dei titolari di capitale di rischio e alla distribuzione dei diritti di voto e
rimunerazione.
Nelle imprese ad assetto proprietario non capitalistico i diritti di propriet non sono assegnati ai conferenti di capitale di rischio ma
ad altre categorie di soggetti (che possono contemporaneamente essere conferenti di capitale di rischio).
Fra le imprese ad assetto proprietario misto, si distinguono quelle imprese nelle quali i diritti di propriet sono ripartiti tra i conferenti di
capitale di rischio e i prestatori di lavoro.
Nelle imprese a diritti di propriet limitati i diritti di governo sono in misura rilevante esercitati da soggetti esterni allimpresa.