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Il convegno “Cambiare le regole” tenutosi il 13 maggio 2008 e organizzato dal corso di Disegno

Il convegno “Cambiare le regole” tenutosi il 13 maggio 2008 e organizzato dal corso di Disegno Industriale del Politecnico di Torino, ha portato numerose riflessioni sul tema dell’ecosostenibilità nel campo degli elettrodomestici e numerose ricadute. Oltre alla scrittura degli atti del convegno, strumento di propagazione di ciò che è stato detto, le pubblicazioni stampa, e la creazione di un nuovo concorso che prende il nome dal convegno stesso, una delle ricadute più importanti per far continuare nel tempo il progetto è la creazione di un sito internet. Questo strumento risulta essere un potente mezzo di comunicazione che permette da una parte di comunicare i messaggi a più persone geograficamente distanti e di categorie diverse, dando anche la possibilità di creare un dialogo fra loro. L’idea di far nascere il sito è nata in modo parallelo all’idea del convegno. L’unico modo per far si che il progetto di “Cambiare le regole” arrivasse al suo obiettivo e quindi portasse a un vero cambiamento nella produzione degli elettrodomestici e nel rapporto fra le persone che gravitano attorno a questo tema era fare in modo che si potesse continuare a parlare di tale argomento, discuterne far accettare a piccole tappe questi nuovi concetti della metodologia di Disegno Industriale a una industria ormai fossilizzata sui suoi metodi di produzione.

Obiettivi

Lo scopo principale del convegno è stato quello di creare una tavola rotonda attorno alla quale l’università, i produttori di componentisti e gli

end-user, ossia le aziende che mettono sul mercato i prodotti finali, si potessero sedere e comunicassero fra loro sul tema degli elettrodomestici. C’è stata una massiccia partecipazione al convegno da parte degli interessati al settore e i temi trattati sono stati numerosi. Tuttavia questo incontro non è stato altro che un’occasione per lanciare il tema e iniziare a far discutere gli attori di questo nuovo sistema. È necessario che il dialogo non si fermi, ma si trasformi in un confronto attivo fra le aziende e le università senza far perdere il punto focale del tema:

“cambiare le regole”. Il sito in questo caso risulta lo strumento più adatto perché permette da una parte di comunicare il tema, andandolo ad approfondire di volta in volta e aggiornandolo di contenuti, e dall’altro permette il crearsi di un

dialogo stretto fra tutti gli attori

e una partecipazione anche del

pubblico. L’idea è quella di riprendere il concetto della vecchia piazza: luogo di incontri di persone diverse che parlano e discutono fra loro del tema che più interessa. Una piazza virtuale, dove tutti si possono affacciare e dare uno sguardo all’insieme dall’alto per poi andare a focalizzare l’aspetto del tema che più interessa. Inoltre il sito deve essere proiettato verso il futuro, verso il 2050, una data ipotetica, indice della volontà di guardare oltre. Ci si mette un obiettivo così a lungo termine perché le aziende devono avere il tempo di recepire i messaggi comunicati dall’università e applicarli concretamente nel loro campo. Inoltre l’università man mano che passa il tempo produce nuovi concetti, cambia, poiché è in continuo evolversi, e l’azienda deve seguirne i passi. Il sito internet permette appunto di essere dinamico, di seguire il percorso degli eventi e comunicare in che direzione ci si sta muovendo.

Il primo passo da farsi per la creazione del sito e iniziare a pubblicarlo e a diffonderlo alle aziende è la scelta del nome del sito. Essendo l’evento da cui parte il progetto, il convegno “Cambiare le regole. Gli elettrodomestici un sistema integrato”, un evento organizzato dal corso

di Disegno Industriale del Politecnico di Torino, ed essendo il tutto guidato dalla presenza dell’università, il dominio del sito viene inglobato da quello del politecnico (www.polito.it) Il nome proprio del sito deve invece essere semplice per una facile memorizzazione e deve riportare all’interno il tema del sito stesso. I concetti da comunicare nel sito sono: il tema degli elettrodomestici da una parte e l’idea di sistema dall’altra. Non a caso il sottotitolo del convegno è stato appunto “L’elettrodomestico un sistema integrato”. Da qui il nome del sito: www.eldomsystem.polito.it. Il sito internet è stato annunciato durante il convegno in modo che tutti i partecipanti al Convegno potessero accedervi alla prima apertura. Quindi il sito internet diventa uno strumento per portare avanti la ricerca, e ingloba le tappe viste fin qui ossia il contesto culturale, di Disegno Industriale, il convegno Cambiare le regole e tutto ciò che da esso deriva e infine il concetto di sistema integrato degli elettrodomestici. Se da una parte quindi il sito è una ricaduta del convegno, dall’altra è una struttura che va ad inglobarlo.

Attori

Attori Il sito è rivolto a un vasto numero di tipologie di utenti: l’università Disegno industriale,

Il sito è rivolto a un vasto numero di tipologie di utenti: l’università Disegno industriale, i membri di Ceced Italia, i componentisti, gli end user, i progettisti, sia studenti che liberi professionisti, e gli utenti finali. Tutte queste persone trattano quotidianamente lo stessa tema, gli elettrodomestici, partendo però da punti di vista differenti, e considerandone quindi solo alcuni aspetti. Manca una visione generale che permetta di aprire gli occhi su un nuovo approccio sistemico alla realtà dell’elettrodomestico nella casa. Il sito permette loro di confrontarsi l’uno con l’altro da una parte e dall’altra la possibilità di avere una guida esterna. Inoltre tutte queste persone possono a loro volta, in quanto partecipanti attivi della discussione, implementare i contenuti del sito dandone una nuova visione. È la discussione a permettere ai vari partecipanti di crescere influenzandosi a vicenda. Il controllo da parte del corso di Disegno Industriale garantirebbe la qualità del risultato. Ognuno di questi attori inoltre trae un profitto da questo sito internet. Le aziende, gli end-user del sistema, ad esempio possono sfruttare questo mezzo di comunicazione come una ulteriore vetrina per i propri prodotti, sottolineando la loro volontà di sostenibilità ambientale. Il fatto stesso di partecipare attivamente a questo sito è indice di ricerca e innovazione. Inoltre le aziende potrebbero proporre dei temi di conversazione all’interno del sito, ottenendo in modo rapido nuove e fresche idee dall’ambito universitario, progettista e non.

Non solo. Un’altra osservazione da farsi è la necessità di recepire e sfruttare le osservazioni e i consigli del diretto utente degli elettrodomestici, persone che li utilizzano quotidianamente e riescono quindi a focalizzare meglio i problemi, le necessità, le esigenze, e il modo di rapportarsi con questo strumento. Spesso le aziende cercano di ottenere queste informazioni tramite questionari e ricerche marketing di qualità o di ricezione del prodotto sul mercato, con una ulteriore dispendio di denaro per dei risultati non del tutto esaurienti. Se ci fosse uno strumento a costo zero in grado di raccogliere le discussioni e le osservazioni dell’utente finale si potrebbe arrivare a un concetto di “fabbrica condivisa”, il soggetto stesso diventa parte della progettazione, si sente attivo. I componentisti a loro volta possono avere il loro lavoro facilitato. Il sito offrirebbe loro la possibilità di farsi pubblicità e farsi in questo modo reperire all’interno di un mercato sempre più invaso da quello cinese. Creando una rete di relazioni sia fra di loro che con gli end user potrebbero, anziché farsi concorrenza, sfruttare il dialogo per diversificarsi. L’università, infine, trarrebbe numerosi vantaggi da queste collaborazioni. Prima di tutto la possibilità di comunicare i suoi temi all’esterno dell’accademia e avere così la possibilità di vedere concretizzati i propri pensieri. Non solo ma un dialogo continuo con le aziende permetterebbe un lavoro più dinamico e costruttivo. Infatti da anni il corso di Disegno Industriale del Politecnico di Torino collabora con il Ceced dedicando un semestre della laurea magistrale a temi legati all’ecosostenibilità che interessano le aziende. Spesso gli studenti nella fase di ricerca necessitano del supporto di esperti del settore per ottenere più velocemente delle informazioni corrette e veritiere. Inoltre alla fine del corso si sente la necessità di mostrare tutti i progetti realizzati alle aziende in modo da valorizzare il lavoro svolto e poterlo quindi sfruttare concretamente. Alcuni di questi progetti sono presenti nel sito di Disegno industriale del Politecnico, ma risultano essere poco visibili a chi non è all’interno dell’università, e inoltre non permettono di dare vita a un dialogo costruttivo nell’ambito della

progettazione aziendale. Quindi il sito potrebbe essere il luogo ideale per una comunicazione tra università e azienda e per una maggior visibilità dei lavori degli studenti. A partecipare attivamente al sito vi sarebbero poi anche l’utente finale dell’elettrodomestico, il compratore che deve scegliere gli elettrodomestici sul mercato e deve acquistarli. Spesso il consumatore si interessa, o meglio dovrebbe interessarsi, al tema dell’ecosostenibilità nel momento dell’acquisto di un elettrodomestico. Spesso trovare delle informazioni chiare e utili su questo argomento risulta piuttosto difficile. Molti siti internet ne parlano in modo vago e spesso discordante e i centri di vendita puntano solo al guadagno e non al vendere ciò che veramente serve all’utente. Tramite questo sito l’utente può informarsi sui nuovi prodotti delle aziende, dialogare direttamente con le case produttrici chiedendo consigli su cosa acquistare o per dare suggerimenti ai designer delle aziende per migliorare il prodotto. Si viene quindi a creare una stretta rete di relazioni utili fra persone apparentemente lontane le une dalle altre. L’unico difetto di tali relazioni fra tipologie di utenza discordanti, è che non tutti gli argomenti proposti nel sito possono essere accessibili a tutti. Il dialogo stretto e segreto che ci può essere fra una azienda e l’altra o fra una azienda end-user e un componentista non possono essere messi alla merce di tutti. I progetti dei designer devono essere in qualche modo tutelati. Non solo, ma anche alcuni dei materiali didattici forniti dal corso di Disegno Industriale, non possono essere messi all’interno del sito liberamente con la possibilità che tutti possano scaricarseli e appropriarsene. Tutto il lavoro dell’università verrebbe sminuito se non ci fosse un sistema che controlli tutte queste dinamiche. Occorre quindi gestire i dati del sito in modo che, di ogni sezione del sito, ogni utenza possa vedere solamente ciò che gli è stato concesso dalla tipologia di registrazione effettuata. Le altre informazioni saranno visibili ma non leggibili o scaricabili. L’utente sarà quindi in grado di poter adoperare di queste informazioni solo successivamente a una

registrazione da effettuarsi con un pagamento e avendo i requisiti giusti. Vi saranno quindi degli argomenti visibili solo da una tipologia di utenza, alcuni visibili da solo due utenze, altri da tutti gli utenti. Si è cercato quindi di relazionare i contenuti del sito agli attori e comprendere quali fossero i contenuti visibili del sito per tutte le tipologie di utenza. Schematizzandolo si sono compresi meglio le relazioni fra contenuti e fruitori. In questo schema le tipologie di utenze interessate al sito sono poste al centro: le aziende, gli esperti, gli interni, i componentisti, ma anche gli interessati al settore e il consumatore. Con il termine interni intendiamo i componenti di Disegno Industriale, mentre per esperti si intendono gli esperti degli elettrodomestici. Al centro di tutto abbiamo posto un coordinatore, ossia il corso di studi in Disegno Industriale. Si è cercato di definire quali fossero i livelli di interesse delle varie utenze, i contenuti e il livello di accessibilità a questi ultimi.

Attorno agli insiemi principali degli utenti del sito sono presenti i tre
Attorno agli insiemi principali degli
utenti
del sito sono presenti
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tre

temi principali “lavaggio”, “cottura”, “conservazione”. Ciascuno di essi

avrà a sua volta una serie di contenuti ad esso relativi o collegati. Come si può osservare in conservazione, la relazione fra il macrocontenuto e tutti gli argomenti correlati crea una fitta rete di link

avrà a sua volta una serie di contenuti ad esso relativi o collegati. Come si può

è stato fatto un esempio tenendo in considerazione la conservazione. Ad esso verrebbero correlati i video delle lezioni sull’argomento, informazioni di carattere generale o più tecnico e altri documenti realtivi.

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Questa rete di link ci ha indotto verso una prima proposta grafica: un groviglio di fili, una sorta di gomitolo di relazioni, suddiviso in tre settori quanti sono i tre temi della ricerca (conservazione, prepararazione, cottura e lavaggio). Questo è in continua rotazione per mostrare tutti contenuti, anche quelli nascosti nella parte retrostante; al passaggio del mouse si blocca e viene ingrandita la parte prescelta. Il movimento di rotazione di questo gomitolo e la possibilità di avvicinarsi e allontanarsi da esso porta a vedere questa realtà complessa da diversi punti di vista.

Questa prima bozza è stata scartata poiché la sua struttura suggerisce l’idea di un sistema chiuso

Questa prima bozza è stata scartata poiché la sua struttura suggerisce l’idea di un sistema chiuso in se stesso, in contrasto con la filosofia del corso di Disegno Industriale che vuole essere autopoietica e aperta.

Inoltre anche la lettura del sito risulta essere troppo complessa sia per quanto riguarda la navigabilità (quindi anche per il caricamento molto lento), sia per la difficoltà di lettura da parte dell’utente dei contenuti. Inoltre è da fare una critica a questa soluzione grafica poiché questa non scaturisce da un percorso progettuale ma da una suggestione ancora poco approfondita. È necessario prima compiere altri passi come definire i contenuti e analizzare la realtà del web.

Contenuti

Il sito “Eldomsystem.polito.it” presenta molteplici obiettivi, come detto in precedenza, per cui i contenuti del sito risultano essere molteplici e di tipologia differente. Può essere quindi difficile consultare il sito se non è ben presente la struttura del sito e quali sono i suoi contenuti. Sono stati quindi definiti diversi macroargomenti. L’obiettivo principale del sito è il dialogo fra i diversi attori, quindi si è pensato di dedicarvi uno spazio apposito: il forum. Questo è diviso in tre sezioni: una dedicata alle aziende, un’altra ai progettisti e una terza a tutti coloro interessati al tema. Le prime due hanno un accesso parzialmente privato e a pagamento a seconda dei contenuti, mentre il terzo è aperto a tutti e richiede solo una semplice iscrizione. L'idea è quella di stabilire due livelli di accesso al forum, uno più generico a cui possono accedere persone non necessariamente del settore e uno più specifico, che tratta argomenti tecnici e di ricerca, proposti da professori, ricercatori, laureandi e studenti del corso di Disegno industriale e che possono anche essere usati come strumenti di supporto on-line per vari prodotti o all'interno di aziende per mettere in comunicazione i dipendenti con l'università e permettere loro di reperire informazioni. Differentemente dalla chat, che è uno strumento di comunicazione sincrono, il forum è asincrono in quanto i messaggi vengono scritti e letti anche in momenti diversi. È stata scelta questa modalità di comunicazione poiché non è detto che i diversi attori siano connessi

contemporaneamente. Inoltre il fatto di avere un forum permette di avere memorizzati sempre i discorsi fatti precedentemente e suddivisi per tematiche. In questo modo chiunque acceda al forum e in qualunque momento può documentarsi e andare a leggere i dialoghi fatti precedentemente.

Di fondamentale importanza per un corretto funzionamento del forum è la presenza di un moderatore che analizzi costantemente i contenuti postati ed eviti che le discussioni degenerino, chiudendo/cancellando quelle contrarie al regolamento e comunque facendo rispettare tutte le regole. In questo caso il moderatore sarà il corso di Disegno Industriale del Politecnico di Torino.

Area grigia

Forum (plurale in latino fora, in inglese forums, in italiano forum) può

riferirsi all'intera struttura informatica contenente discussioni e messaggi scritti dagli utenti, a una sua sottosezione oppure al software

utilizzato per fornire questa struttura. Un senso di comunità virtuale si sviluppa spesso intorno ai forum che hanno utenti abituali. La tecnologia, i videogiochi, la politica, l'attualità e lo sport sono temi popolari, ma ci sono forum per un enorme numero di argomenti differenti. I forum vengono utilizzati anche come strumenti di supporto on-line per vari prodotti e all'interno di aziende per mettere in comunicazione i dipendenti e permettere loro di reperire informazioni. Ci si riferisce comunemente ai forum anche come board, message board, bulletin board, gruppi di discussione, bacheche e simili. Molti forum richiedono la registrazione dell'utente prima di poter inviare messaggi ed in alcuni casi anche per poterli leggere.

FINE Area grigia

Un’area altrettanto importante è quella dedicata alla ricerca, portata avanti, seguendo la filosofia sistemica, dall’università e dalle aziende,

sul tema degli elettrodomestici. Per questo si è deciso di dedicare una parte esclusivamente ad essa, divisa in ricerca applicata e di base, che conterrà il work in progress del corso di studi in Disegno industriale e delle aziende, come nuovi progetti, nuovi materiali e nuove tecnologie. Data la tipologia di contenuti da tenere riservati per motivi di concorrenza ed economici questa sezione ha un accesso privato.

(riquadro grigio)

La ricerca “di base” chiamata anche ricerca pura o fondamentale, ha come obiettivo primario l'avanzamento della conoscenza e la comprensione teorica delle relazioni tra le diverse variabili in gioco in un determinato processo. L'espressione "di base" indica che, attraverso la generazione di nuove teorie, la ricerca di base fornisce le fondamenta per ulteriori ricerche, spesso con fine applicativo. Negli ultimi anni in Italia l'attività di ricerca di base è stata ulteriormente suddivisa, da un punto di vista programmatico ed operativo, in:

-attività di ricerca di base libera, che trae origine dalle indicazioni e dalle proposte degli stessi ricercatori e viene svolta quindi senza un obiettivo preordinato. Essa si diversifica nei vari settori della conoscenza e rappresenta uno degli ambiti fondamentali di formazione di nuovi ricercatori e tecnici. Si tratta di settori scientifici ove l'accumulo di nuova conoscenza procede in modo accelerato, aventi importanti prospettive applicative nel breve/medio periodo, come ad esempio per taluni settori delle bioscenze (genomica, proteomica strutturale e funzionale, cellule staminali) e delle nanoscienze (nuovi materiali, sviluppi avanzati della microelettronica). La ricerca “applicata” svolta allo scopo di trovare soluzioni pratiche e specifiche. Il suo obiettivo primario più che l'avanzamento della conoscenza è lo sfruttamento della conoscenza a fini pratici. È generalmente di tipo descrittivo e basata su precedenti ricerche di base. Solitamente viene eseguita in ambiente industriale oppure in università con finanziamenti provenienti da industrie interessate. Spesso il confine tra ricerca di base e ricerca applicata non è così netto e il criterio per classificare una determinata ricerca è piuttosto definito

dal presunto intervallo di tempo in cui la ricerca si dovrà sviluppare prima di portare a ricadute applicative.

(fine riquadro grigio)

Un’altra utilità del sito è quella di essere una vetrina per tutte le aziende (componentisti e produttori) che partecipano attivamente al sito e che quindi dimostrano di essere interessate alla ricerca e alla ecologia. Ogni azienda avrà una parte ad essa dedicata con una propria breve presentazione e i link al suo sito. Inoltre vi deve essere una sezione esclusivamente dedicata alle novità della azienda, quali nuovi prodotti, nuovi eventi etc

Come per arrivare alla nascita di questo progetto e alla realizzazione del sito stesso sono state necessarie numerosa tappe fondamentali, così ve ne saranno altre future per portare avanti la filosofia che sta alla base di tutto questo. È necessario documentare tutti gli eventi avvenuti nel passato, in modo che non vengano dimenticati i passi fatti e non venga quindi sminuito il percorso svolto nel tempo, e avvisare della presenza di eventi futuri in modo che ci sia una maggiore partecipazione ad essi da parte delle persone interessate. Sempre parlando di novità è prevista una parte che riassumerà tutti i nuovi contenuti inseriti all’interno del sito in ogni sezione in modo che l’utente che visita abitualmente il sito possa vedere subito i contenuti aggiornati senza dover andare a cercare sotto le diverse voci. Ciascuna voce presenta un link che rimanda alla sezione corrispondente e aperta nel punto in cui è presente il nuovo post. Un’area concettualmente simile è quella per gli avvisi degli eventi che hanno una scadenza a breve che sono a loro volta riportati nella sezione calendario.

Un’esigenza immediata del consumatore tuttavia si concretizza nell’acquisto di un elettrodomestico. Spesso i consumatori non sanno a chi chiedere informazioni e cadono nelle mani dei grandi rivenditori che,

mirando solo a un loro immediato guadagno, tendono a vendere prodotti non adatti a quel compratore: frigoriferi troppo grandi per un numero di persone ridotto, elettrodomestici di vecchio modello e maggiormente inquinanti. Per questo si è pensato di dedicare una parte del sito ai consigli utili all’eventuale acquirente di un elettrodomestico, in modo che questi possa comprare consapevolmente scegliendo l’elettrodomestico più adatto alle sue esigenze. Inoltre spesso non si sa come utilizzare al meglio gli elettrodomestici per consumare meno e per mantenerli più a lungo nel tempo vengono quindi dati suggerimenti per poterli utilizzare in maniera più sostenibile, e allo stesso tempo per risparmiare e ridurre i consumi. E’ altresì importante che ci sia uno scambio di opinioni e confronto tra i consumatori sui prodotti acquistati; da qui la proposta di uno spazio apposito in cui raccogliere domande, opinioni e proposte del consumatore.

Il sito vuole quindi raccogliere tutto ciò che riguarda gli elettrodomestici. Occorre dare quindi al compratore una visione completa del tema, anche per ciò che riguarda la sua storia. L’evolversi della cucina comprende non solo lo sviluppo delle tecnologie per il raggiungimento di minori consumi, ma anche la sua evoluzione ergonomica e di design e come si è evoluto il concetto di elettrodomestico nel corso del tempo. Riguarda gli elettrodomestici anche il quadro normativo che tratta l’intero loro ciclo di vita e lo smaltimento dei RAEE. Si è pensato quindi di aggiungere una sezione di approfondimento contenente informazioni di carattere storico-giuridico. Queste informazioni possono essere uno strumenti utile ai fini di una buona progettazione.

Un sito internet deve chiarire subito da chi è stato fatto e qual è lo scopo che vuole raggiungere, in modo da focalizzare subito l’attenzione sul tema e come questo viene affrontato, dando così una giusta chiave di lettura a tutti gli argomenti.

Sono quindi elencate in una pagina apposita gli enti e le persone a esso relativi che gestiscono il sito e ne controllano i contenuti e quelli che in parte ne hanno collaborato alla realizzazione. In primo luogo l'ente organizzatore ovvero il Corso di studi in Disegno industriale, con le persone coinvolte: studenti, laureandi, docenti e ricercatori; quindi le associazioni partecipanti, tra cui il Ceced. Da questa sezione si ha un collegamento alla ricerca applicata o di base e all'elenco delle aziende.

Vi è quindi uno spazio dedicato a spiegare gli obiettivi che ci si è prefissi con la realizzazione del sito stesso: la nostra mission come università, e in particolare come corso di studi in Design del prodotto ecocompatibile, ha come primo obiettivo quello di guardare al futuro. Dopo anni di collaborazioni e workshop tra università e industria si è presentata l'esigenza di un sito web che permetta di creare uno stretto dialogo tra il mondo della ricerca e quindi dell'università, e quello della produzione, e quindi dell'industria. Una sorta di aula magna virtuale a cui possono prendere parte esperti del settore, studenti e giovani creativi, docenti, e persone qualunque interessate all'argomento, di grande interesse poiché gli elettrodomestici sono nella nostra casa, ci circondano, arriviamo persino ad instaurare un rapporto affettivo con loro. Si crea un luogo in cui si possa discutere di progetti proposti dall'università, di concept sviluppati dalle industrie; in cui si possano scambiare file attraverso percorsi protetti.

Infine una sezione fondamentale è quella relativa al funzionamento e alle modalità di navigazione all’interno del sito. In questa sezione infatti viene spiegato come accedere alle varie parti del sito e quali sono le modalità di accesso. Oltre a questa, per maggior chiarezza, vi sarà uno spazio in cui è presente la mappa del sito per facilitare l’utente nel momento in cui dovesse incontrare delle difficoltà nel cercare le informazioni che gli interessano.

Il metodo di progettazione prevede una fase di ricerca iniziale di ciò che è esistente per

Il metodo di progettazione prevede una fase di ricerca iniziale di ciò che è esistente per comprendere meglio quali possono essere le possibilità di comunicazione. Il corso di studi in IDisegno industriale presenta dei corsi che mirano alla ricerca e comprensione del metodo migliore di lavorare in team di progetto da una parte e la miglior comunicazione grafica per far passare determinati contenuti come di relazioni fra componenti che compongono un elettrodomestico. Infatti sia durante il corso di Design dei Sistemi che in Design dei Componenti si presenta il problema di riuscire a far comprendere con semplici schemi quella che è una realtà complessa. Solo tramite questi strumenti si riesce ad avere un quadro complesso della realtà andando a comprendere le relazioni fra un elemento e l’altro del sistema.

Disegno industriale

Sono stati presi in esame alcuni lavori svolti durante il corso del

Laboratorio di informatica I svolto da Brunella Cozzo durante l’anno accademico 2007-08 poiché trattavano proprio di come rappresentare le relazioni fra un elemento e l’altro.

Questo esempio di schema di relazioni è stato realizzato da un gruppo di studenti del corso.

Questo esempio di schema di relazioni è stato realizzato da un gruppo di studenti del corso. Mette in collegamento le parole raggruppandole fra loro e aumentandone o diminuendone la grandezza a seconda dell’importanza.

Questo esempio di schema di relazioni è stato realizzato da un gruppo di studenti del corso.

Lo schema è’ stato successivamente dinamicizzato: l’esempio qui sopra riporta le parole relative al tema putagè, colorate in arancione, mentre

ciccando sul pallino verde, rosa o giallo si vanno ad aprire delle altre sezioni con le relative parole.

Un altro lavoro preso in considerazione è stato quello svolto da Alessandra Rasetti con l’aiuto del tutor il prof. Luigi Bistagnino per la sua tesi di Dottorato intitolata “Approccio sistemico applicato alla didattica a distanza nell’era del web 2.0”. Dopo aver spiegato in cosa consiste l’e- learing e quale è stato l’andamento dell’utilizzo di queste nuove tecnologie per l’insegnamento a distanza, e dopo aver fatto un quadro su cosa sia il web 1.0 e 2.0 traccia le linee guida per ottenere una logica sistemica da applicare alla didattica online. Il suo obiettivo era quello di progettare e realizzare un nuovo modello di didattica a distanza che utilizzi gli strumenti del web 2.0 e la logica sistemica. Il risultato è uno schema concettuale dove gruppi di parole con colori diversi vanno a definire ambiti di interesse che approfondiscono il tema del System Design.

ciccando sul pallino verde, rosa o giallo si vanno ad aprire delle altre sezioni con le

Quando uno dei termini viene cliccato, appare una finestra pop-up in cui viene visualizzato il video di interesse, mentre tutte le parole, che passano in secondo piano, vengono messe fuori fuoco.

Quando uno dei termini viene cliccato, appare una finestra pop-up in cui viene visualizzato il video

Ogni video presenta all’interno delle parole chiave, le quali definiscono i temi principali del video, che compaiono man mano vengono trattati quei temi. Queste parole sono a loro volta un link ad altri video.

Quando uno dei termini viene cliccato, appare una finestra pop-up in cui viene visualizzato il video

L’utente può in questo modo navigare fra un video e l’altro sia seguendoli uno alla volta nella loro interezza sia saltando da uno all’altro seguendo un tema principale. SI viene così a creare una rete di collegamenti fra i video stessi come mostrato nel grafico seguente.

L’utente può in questo modo navigare fra un video e l’altro sia seguendoli uno alla volta

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E-learning:

Per e-learning si intende la possibilità di imparare sfruttando la rete internet e la diffusione di informazioni a distanza. L'e-learning non è limitato alla formazione scolastica, essendo rivolto anche a utenti adulti, studenti universitari, insegnanti, ecc. ed anche nella formazione aziendale, specialmente per le organizzazioni con una pluralità di sedi. Porta alla valorizzazione di:

multimedialità (effettiva integrazione tra diversi media per favorire una migliore comprensione dei contenuti); interattività con i materiali (per favorire percorsi di studio personalizzati e di ottimizzare l'apprendimento);

interazione umana (con i docenti/tutor e con gli altri studenti - per favorire, tramite le tecnologie di comunicazione in rete, la creazione di contesti collettivi di apprendimento). L'e-learning sfrutta le potenzialità rese disponibili da Internet per fornire formazione sincrona e/o asincrona agli utenti, che possono accedere ai

contenuti dei corsi in qualsiasi momento e in ogni luogo in cui esista una connessione online. Questa caratteristica, unita alla tipologia di progettazione dei materiali didattici, portano a definire alcune forme di e-learning come "soluzioni di insegnamento centrato sullo studente".

Fine Area grigia

Web 2.0 – 3.0

Parlando di web 1.0 – 2.0 – 3.0, delle loro possibilità e dei loro limiti, è nata la necessità di approfondire questo tema. Inizialmente il Web è stato concepito per collegare tra di loro vari documenti ipertestuali statici, dando vita alla definizione di Web 1.0. Col tempo il concetto di rete Internet si è sviluppata approdando al Web 2.0. Dare una definizione concisa e chiara di cos’è il Web 2.0 è molto difficile per il semplice fatto che non tutti concordano che sia un’innovazione bensì una normale evoluzione del Web: vedere il web come una piattaforma sfruttandola il più possibile. È una “consumer revolution” ossia l’utente non vuole più essere passivo di fronte a questo mezzo di comunicazione, ma vuole partecipare attivamente alla sua crescita. Gli utenti non voglio solo usare il Web, ma farlo. E’ la consapevolezza degli utenti e sviluppatori di poter sfruttare al meglio uno strumento di comunicazione innovativo come Internet mediante la partecipazione attiva degli utenti, condivisione delle informazioni e molto altro. Esempi di Web 2.0 sono i blog o i forum, spazi dal contenuto individuale, o siti come Youtube o Flickr. Alcuni affermano che i siti di nuova generazione sarebbero troppo concentrati nel fornire strumenti di personalizzazione e condivisione

senza curarsi della loro facilità d'uso, dimenticando le regole base del web design.

I principi da non dimenticare per creare un buon sito usabile sono:

  • - Facilità di utilizzo;

  • - Possibilità di ricerca interna;

  • - Usare un linguaggio naturale e non tecnico;

  • - Progettare prima di implementare;

  • - Fare test di usabilità.

Nielsen afferma che i concetti di comunità, condivisione di contenuti auto-prodotti e interfaccia dinamica non sono da vedere negativamente, ma dovrebbero essere sviluppati solo sulla base degli elementi fondamentali di design appena elencati. L’usabilità è quindi un concetto che prescinde dalla versione del Web, ma è in stretta relazione al sito che stiamo esaminando.

Certo è vero che il web facile da usare, leggibile, comprensibile e sobrio altro non è che un buon Web 2.0. Una delle caratteristiche del web 2.0 è la sua impronta grafica particolare.

  • - semplicità: In questo modo si catturerà meglio l’attenzione

dell’utente sulle aree di contenuto più importante senza distrarlo in

alcun modo e aiutandolo nella ricerca delle informazioni.

  • - dividere il contenuto all’interno del sito in colonne

  • - utilizzo di font grandi: utilizzati molto spesso per i messaggi più

importanti

  • - sfruttare i colori “forti” soprattutto per dividere le varie sezioni del

sito Il Web 3.0 è l’evoluzione ulteriore del web 2.0. A esso corrispondono significati diversi volti a descrivere l'evoluzione dell'utilizzo del Web e l'interazione fra gli innumerevoli percorsi evolutivi possibili. Questi includono: trasformare il Web in un database, cosa che faciliterebbe l'accesso ai contenuti da parte di molteplici applicazioni che non siano dei browser, sfruttare al meglio le tecnologie basate sull'intelligenza artificiale, il web semantico, il Geospatial Web, o il Web 3D.

Occorre sottolineare il concetto di web semantico cui noi vogliamo riferirci. Con esso si intende la trasformazione del World Wide Web in un ambiente dove i documenti pubblicati (pagine HTML, file, immagini, e così via) siano associati ad informazioni e dati (metadati) che ne specifichino il contesto semantico in un formato adatto all'interrogazione, all'interpretazione e, più in generale, all'elaborazione automatica. Con l'interpretazione del contenuto dei documenti che il Web Semantico propugna, saranno possibili ricerche molto più evolute delle attuali, basate sulla presenza nel documento di parole chiave, ed altre operazioni specialistiche come la costruzione di reti di relazioni e connessioni tra documenti secondo logiche più elaborate del semplice link ipertestuale. I ricercatori accademici stanno lavorando per sviluppare un software per il ragionamento, basato sulla logica descrittiva e sugli agenti intelligenti. Tali applicazioni possono compiere operazioni di ragionamento logico utilizzando una serie di regole che esprimano una relazione logica tra i concetti ed i dati sul Web. Un ulteriore possibile percorso del Web 3.0 è verso la visione tridimensionale coniata dal Web3D Consortium. Questo significherebbe trasformare il Web in una serie di spazi in 3D, in linea con ciò che ha già realizzato Second Life. Il nostro sito vuole quindi riassumere le caratteristiche sia del 2.0 che del 3.0 unendo la personalizzazione del sito, l’implementazione del sito da parte dell’utente, la condivisione di file, il formarsi di una intelligenza collettiva da una parte e dall’altra una grafica che simuli la tridimensionalità degli ambienti.

Siti web analizzati

È stata fatta una ricerca sui web tridimensionali e su come sono stati

realizzati per poter sfruttare queste possibilità. Interessanti sono stati i siti che con delle semplici rappresentazioni bidimensionali riuscivano a dare l’idea della tridimensionalità.

Grafica + schemino????????????????????

Grafica + schemino???????????????????? Questo sito presenta una serie di documenti visualizzati in miniatura sulla parte sinistra

Questo sito presenta una serie di documenti visualizzati in miniatura sulla parte sinistra dello schermo. Passando col mouse al di sopra di ciascuno di loro si ingrandiscono portando in primo piano il documento di interesse. Contemporaneamente sulla destra le informazioni relative all’immagine sono messe maggiormente in evidenza rispetto alle altre. E’ stato scelto per la grafica semplice e non ridondante e nello stesso tempo dinamica. Inoltre l’utilizzo dello sfondo nero si accordava con la nostra idea utilizzata negli schemi dinamici di prioiettare il minor quantitativo di luce possibile per sprecare meno energia .. Nonostante tutto, questo sito è molto confusionario: non è visibile la struttura del sito e la presenza di troppi documenti da gestire non permette una buona navigabilità.

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Questi siti sono interessanti perché presentano un ambiente tridimensionale fisico navigabile all’interno spostandosi col mouse attraverso

Questi siti sono interessanti perché presentano un ambiente tridimensionale fisico navigabile all’interno spostandosi col mouse attraverso i corridoi dell’edificio virtuale. E’ stato preso in considerazione perché molto vicino alla nostra ricerca di tridimensionalità e di innovazione nel web. Si pensava di sfruttare questa tipologia di sito proiettando virtualmente i documenti, i testi e le immagini sui muri dell’edificio come avviene in second life. Anche questa tipologia di sito presenta degli aspetti negativi: da un lato la lentezza del caricamento a scapito della facilità di accesso, dall’altro la difficoltà dell’utenza di poter interagire col sito andandolo a implementare aggiungendo contenuti o dialogando nel forum: non è un sito autopoietico. Inoltre è necessario possedere un plug-in per visualizzare correttamente la pagina.

In questo caso viene proposta una suggestione tridimensionale di un volume sulle cui facce sono visibili

In questo caso viene proposta una suggestione tridimensionale di un volume sulle cui facce sono visibili i contenuti. Anche questa tipologia di sito è stata scartata per i motivi sovracitati.

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Il primo sito a colpirci per la sua espressività e allo stesso tempo semplicità è stato

Il primo sito a colpirci per la sua espressività e allo stesso tempo semplicità è stato il sito della Toshiba. Nella sezione di presentazione di un nuovo modello di computer, viene simulata una porzione di città tridimensionalmente utilizzando elementi bidimensionali posizionati in prospettiva. Cliccando su una delle zone il punto di vista si ingrandisce maggiormente andando a zoomare su quella porzione di spazio. Ciccando su uno degli elementi della scena si apre un pop-up con un video e una serie di informazioni sul prodotto. Si avvicinava molto al concetto di piazza con cui siamo partiti per la progettazione del sito. Ovviamente la grafica risulta essere troppo poco seria per il tema da noi scelto.

Questo sito è interessante per la sua grafica che presenta tramite delle semplici figure bidimensionali un

Questo sito è interessante per la sua grafica che presenta tramite delle semplici figure bidimensionali un ambiente tridimensionale. Questo sistema permetterebbe di avere un’idea di tridimensionalità, con la possibilità quindi di avvicinarsi al 3.0, senza avere tempi di caricamento eccessivi. Tuttavia di nuovo per visualizzare queste pagine occorre il plug-in di flash non presente su tutti i computer degli utenti.

Anche questo sito, come quello precedente, crea uno spazio
Anche
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sito,
come
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crea
uno
spazio

tridimensionale utilizzando figure bidimensionali. La differenza è che mentre il precedente rimane statico tranne nel momento dell’interazione, questo presenta un video in cui le figure vanno man mano componendosi e muovendosi descrivendo nuovi ambienti narrando pezzetti di storie. In questo modo viene immediatamente catturata l’attenzione dell’utente.

Questo sito presenta una struttura a ramificazione che reagisce ai movimenti del mouse, una grafica dinamica

Questo sito presenta una struttura a ramificazione che reagisce ai movimenti del mouse, una grafica dinamica ricollegabile alla nostra prima idea di gomitolo, inoltre la grafica minimale a sfondo nero risulta interessante. Presenta però numerosi punti deboli: la pagina risulta vuota nonostante i numerosi contenuti, tutti i documenti presenti nella parte in alto a destra sono raggruppati e poco visibili.

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Questo sito rappresenta in modo piuttosto efficace a livello di logica, più che a livello di

Questo sito rappresenta in modo piuttosto efficace a livello di logica, più che a livello di grafica, i rapporti di relazione e vicinanza fra un concetto e un altro. L’oggetto principale, selezionato dall’utente, viene posto al centro ingrandito e tutte le parole ad esso collegate ruotano attorno a lui come dei pianeti. Cliccando su un’altra parola questa va al centro facendo cambiare il punto di vista e aggiungendo termini ad essa reagitivi. A nostro avviso l scelta degli elementi iconografici rappresentativi non si relazionano con il significato delle parole, ma anzi distolgono ancora di più l’attenzione dalla lettura delle parole stesse.

Questo sito a nostro avviso è risultato essere molto interessante per la sua grafica semplice e

Questo sito a nostro avviso è risultato essere molto interessante per la sua grafica semplice e per come le parole disposte nello spazio generano grafica senza aggiungere ulteriori elementi gratuiti e soggetti ai cambiamenti delle mode. Dall’altra parte la struttura delle pagine, prive di un percorso (il cosiddetto “breadcrumbs trial” o “briciole di pane” ) o di un menu che si ripete all’interno delle pagine, portano l’utente a perdersi e non comprendere più come tornare alla home principale.

In questo sito la banda in alto scorre finché non si compone una parola correttamente, quando

In questo sito la banda in alto scorre finché non si compone una parola correttamente, quando questa viene selezionata compare l’argomento correlato ad essa. Costituisce un’ interessante suggestione di utilizzo delle parole come grafica.

In questo sito la banda in alto scorre finché non si compone una parola correttamente, quando

In questo caso si ha una navigazione dinamica mediante piani 2d che si spostano a seconda dei movimenti del mouse. A primo impatto il sito

risulta gradevole alla vista per la sua navigabilità non comune, tuttavia a lungo andare il continuo ondeggiamento delle immagini non voluto da un click dell’utente ma azionato solo dallo spostarsi del mouse, crea uno straniamento nel visitatore.

risulta gradevole alla vista per la sua navigabilità non comune, tuttavia a lungo andare il continuo

Questo sito presenta una serie di oggetti tipici di alcune regioni della Russia elencati tramite delle icone nel menu in basso. Ciccando uno degli oggetti, questo si va a posizionare sulla cartina e contemporaneamente si apre una finestra contenente la sua descrizione e le informazioni a esso relative. E’ solo una suggestione che reputavamo utile durante la schematizzazione degli elettrodomestici in cucina e di possibile utilizzo all’interno del nostro sito. Il ciccare su uno degli elettrodomestici e visualizzarli immediatamente su una piantina di un appartamento per evidenziarne il collocamento e la vicinanza con gli altri elettrodomestici ..

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Sito interessante per la grafica iconica e dinamica. L’utente, per navigare nelle sezioni del sito, non

Sito interessante per la grafica iconica e dinamica. L’utente, per navigare nelle sezioni del sito, non deve ciccare su un menu tradizionale ma deve andare a selezionare una delle icone e spostarla all’interno della sacca per aprire una finestra in cui viene visualizzato il documento ad essa collegata. Sicuramente troppo poco seria per il contenuto da noi trattato e poco efficace per una veloce e corretta navigazione.

Conclusioni

Dall’analisi di quanto visto sono state tracciate

delle linee

guida da

seguire per la grafica del sito.

  • - una grafica semplice, senza elementi in eccesso

  • - sfondo nero, per un risparmio energetico

  • - l’utilizzo delle parole come grafica

  • - facilità di utilizzo

  • - colori accesi

  • - dinamicità nel sito, in particolar modo nella prima pagina introduttiva

Prima di arrivare a definire la grafica di un sito occorre focalizzare qual è il target

Prima di arrivare a definire la grafica di un sito occorre focalizzare qual è il target di riferimento e che messaggio si vuole comunicare. L’utenza, come detto precedentemente, è molto vasta. Sono le aziende, l’università, i progettisti, ma anche il consumatore medio che naviga nel sito interessato dall’argomento. Già a partire da questo concetto nascono delle linee guida da seguire quali la semplicità di navigazione da una parte e una grafica sobria ma accattivante. Inoltre il sito deve comunicare il messaggio non solo tramite i contenuti, ma anche attraverso la struttura di questi, e il come vengono presentati. Uno degli obiettivi che si pone il corso di studi in Disegno Industriale, come detto all’inizio del capitolo, consiste nel progettare pensando al futuro: si parla di “elettrodomestici del 2050”. Anche il sito quindi deve rispecchiare questa visione futuristica, uscendo dagli schemi dei siti standard, sorprendendo il visitatore con la grafica o con il metodo di navigazione del sito. Da qui la possibilità di utilizzare nuove tecnologie e avvicinarci così al 3.0 di cui abbiamo parlato precedentemente. Se non è possibile applicare questa struttura a tutti i contenuti, poiché risulterebbe pesante alla lettura e al caricamento stesso delle pagine, almeno la prima pagina deve soddisfare questi requisiti per catturare l’attenzione e lanciare il messaggio. Questa scelta di non utilizzare tecnologie tradizionali è in linea con l’approccio innovativo che hanno i

contenuti: in entrambi i casi è forte la volontà di cambiare le regole, di guardare le cose da un altro punto di vista.

Percorso di progettazione

La prima idea da cui si è partiti è quello di rappresentare virtualmente una piazza come introduzione al sito internet. L’idea è partita da una discussione con il professor Bistagnino sul fatto che, essendo la piazza il luogo in cui ci si incontra e si scambiano opinioni, questa dovesse essere anche il motivo vivo del sito. Su questa suggestione la prima idea è stata quella di simulare una vera e propria piazza in cui ogni edificio era un luogo particolare di incontro (università, convegno, etc.). Al centro si era posto il forum come luogo di incontro delle varie parti e attorno i palazzi rappresentati in 2d ma posti su dei piani diversi in prospettiva, in modo da suggerire l’idea di un 3d. L’esempio a cui ci si può riferire è il sito della Toshiba, ovviamente con una grafica più seria e adatta ai contenuti trasmessi. Questa proposta è stata scartata perché troppo legata alla realtà fisica, difficile da gestire come navigazione e contenuti. Si è passati quindi a una astrazione del concetto. Si è pensato di rappresentare grazie alle parole del menu principale dei muri di corridoi. Scorrendo all’interno di questi corridoi si scorrevano le diverse voci del menu, e ciccandole si poteva arrivare al contenuto desiderato.

Man mano la grafica del sito e il concetto stesso del sito è andato a modificarsi per assumere una struttura più astratta ma più legata graficamente al lavoro svolto fino a quel momento per il convegno. Nello stesso tempo abbiamo aggiunto il concetto di voler rappresentare

tramite la dinamicità della prima pagina il concetto del “cambiare il punto di vista”, di guardare la stessa realtà da punti di vista diversi. La schermata iniziale viene quindi ad essere costituita da alcune parole cliccabili che fluttuano nello spazio 3d. Queste parole inizialmente erano poste verticalmente, ma alla fine si è scelto di posizionarle in orizzontale. Le parole sono poste su piani diversi che è possibile far ruotare nello spazio tramite delle frecce ma anche cliccando sopra le parole stesse cambia la prospettiva di visione. Inoltre cliccando sopra ciascuna delle parole principali si apre un gruppo di altre parole minori correlate che a loro volta portano su un’altra pagina web. L’esempio fatto vuole essere solo uno spunto grafico da cui partire.

tramite la dinamicità della prima pagina il concetto del “cambiare il punto di vista”, di guardare

Un’altra versione le parole sono disposte verticalmente quasi a voler ricordare degli edifici stilizzati. Il navigatore muovendo il mouse e la rotella può avvicinarsi o allontanarsi o cambiare il punto di vista delle parole fino ad arrivare al contenuto desiderato, come mostrano gli screenshot seguenti.

L’alternativa era disporre le parole orizzontalmente, per agevolare la lettura delle stesse. Sono state fatte delle
L’alternativa era disporre le parole orizzontalmente, per agevolare la lettura delle stesse. Sono state fatte delle

L’alternativa era disporre le parole orizzontalmente, per agevolare la

lettura delle

stesse.

Sono

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fatte

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prove

prima

tridimensionalmente sfasando i piani dello spazio in cui queste erano

adagiate.

Si è pensato quindi di dare un colore per sezione in modo da facilitare la distinzione
Si è pensato quindi di dare un colore per sezione in modo da facilitare la distinzione

Si è pensato quindi di dare un colore per sezione

in modo da facilitare

la distinzione fra una parola e l’altra. Lo sfondo si è mantenuto nero, in

linea

con

le

linee

guida

elettrodomestici.

tenute

per

gli

schemi dinamici sugli

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Nelle due immagini si osserva il menu principale a tutto schermo, nella prima, e il menu con una delle parole cliccate (“news”) con i relativi sotto-argomenti disposti attorno alla parola.

Dopo una successiva analisi si è compreso che la struttura così com’era andava a rallentare troppo la lettura delle parole, e lo spessore delle lettere tridimensionali andava ad appesantire graficamente la pagina. I colori inoltre risultavano poco accattivanti e pochi vicini alla grafica 2.0 che volevamo seguire. Si è passato quindi a una grafica bidimensionale dai colori più accesi. Contemporaneamente si è pensato a dove collocare i diversi contenuti.

Schema relativi ai contenuti della prima pagina in cui si piega che la i va al centro e perché, logo di fondo, parole sparse, traduzione italiano inglese, freccine.

Inoltre si è pensato di dare la possibilità all’utente di poter cambiare prospettiva alle parole per comunicare la possibilità di cambiare punti di vista, appunto, cambiare le regole. Si è aggiunto quandi un pannello di controllo intuitivo tramite il quale l’utente può far ruotare le parole nello spazio, oppure cliccando su una di esse andare a zoomare sulla sezione interessata e sulle parole ad essa relative. Si deve dare inoltre la possibilità all’utente di poter richiudere le parole di secondo livello, così come poterle aprire tutte contemporaneamente, così come avveniva per gli schemi dinamici degli elettrodomestici. Si è arrivati quindi a una prima pagina così formata:

Sono state fatte numerose correzioni grafiche per raggiungere una massima leggibilità della pagina, eliminando il logo

Sono state fatte numerose correzioni grafiche per raggiungere una massima leggibilità della pagina, eliminando il logo di sfondo, semplificando le parole del menu e del sottomenu, diversificando la voce “i”, ossia informazione, poiché presenta dei contenuti di diverso tipo rispetto. Si è andato a modificare anche la grafica delle frecce.

Si è arrivati quindi a questa versione: 51

Si è arrivati quindi a questa versione:

Si è arrivati quindi a questa versione: 51
Per quanto riguarda le altre pagine del sito, si è tenuta una struttura più classica e

Per quanto riguarda le altre pagine del sito, si è tenuta una struttura più classica e la navigazione risulta essere più tradizionale.

Si è cercato però di teorizzare i contenuti precedentemente per comprendere come andarli a collocare nello spazio, prima di tentare a occhi chiusi una grafica. Si è definito in questo modo un sistema di navigazione.

Un buon architetto delle informazioni infatti non può fare a meno di conoscere tutti gli standard della navigazione, standard che di fatto costituiscono gli strumenti operativi del dialogo con il visitatore. Come abbiamo visto in precedenza, lo scopo della navigazione è:

- presentare ai visitatori, con il percorso più user-friendly, la classificazione degli elementi del sito, così che possano trovare velocemente il contenuto che cercano;

  • - assicurare che i visitatori sappiano sempre

in

che

parte del

sito

si

trovano;

  • - permettere ai visitatori di muoversi velocemente e in modo logico attraverso il sito web;

  • - dare ai visitatori i riferimenti appropriati del contenuto che stanno leggendo;

  • - fornire esempi di contenuti che l'organizzazione vuole promuovere.

Area grigia

I sistemi di navigazione sono uno degli elementi costitutivi dell'architettura informativa di un sito (insieme alla struttura concettuale e ai sistemi di etichettatura). Esempi di sistemi di navigazione sono le barre di navigazione, le breadcrumbs, le mappe del sito, gli indici analitici, gli indici sinottici. Sistemi di navigazione fatti male sono una causa frequente di malfunzionamenti e di bassa usabilità e accessibilità di un sito. Rispetto alla distinzione che abbiamo discusso nel libro (forma e sostanza, espressione e contenuto), vorrei proporre le seguenti riflessioni per arricchire ulteriormente quanto discusso nei capp. 4 e 5 del libro sui sistemi di navigazione. Si parla di sistema di navigazione per intendere un insieme di regole e convenzioni su come organizzare la navigazione (e in generale l'interazione) nel sito. Un sistema di navigazione si compone di vari componenti di navigazione (una singola pulsantiera, menu, etc.). Un componente di navigazione, a sua volta, sopperisce ad uno scopo, si basa su qualche schema di accesso (filtro, sequenziale, indicizzato) e qualche schema di orientamento (di stato, di percorso, di destinazione;

si veda il cap. 4, pagg. 85 e seguenti), è dotato di una determinata espressione e viene implementato in determinati modi.

Fine area grigia

Questo grafico sta ad indicare i contenuti principali della pagina internet raggiunta dopo aver ciccato una

Questo grafico sta ad indicare i contenuti principali della pagina internet raggiunta dopo aver ciccato una delle parole della prima pagina-menu. Al centro ci stanno i contenuti della pagina con i relativi link (quali link a pagine esterne, link per il download di video etc.) I colori della grafica e delle parole principali, quali i titoli, devono riportare al colore della parola del menu selezionata nella prima pagina. Collegata ai contenuti, quindi in una prima fascia di lettura, vi è l’interfaccia. Questa comprende il menu principale, che riporta le sotto- voci della sezione selezionata, la navigazione globale e un pulsante che permette di riportare alla pagina principale. Con navigazione globale si intende quel menu che fornisce accesso a parti del sito che sono sempre le stesse e che non cambiano da pagina in pagina; in un certo senso la barra globale offre delle "scorciatoie" verso luoghi privilegiati del sito. Attorno a questi occorre definire il punto in cui ci troviamo, quindi, il nome della sezione scelta, che riporterà il colore che quella voce del menu ha nella prima pagina, il nome del sito, Eldomsystem con relativo logo, e il nome degli autori del sito, Disegno Industriale e Ceced,

posizionati come nella prima pagina. Si è arrivati poi a collocare questi contenuti nello spazio.

posizionati come nella prima pagina. Si è arrivati poi a collocare questi contenuti nello spazio. Eccone

Eccone un esempio:

Da qui si è passati alla grafica delle pagine del sito. Queste voglio riprendere la grafica

Da qui si è passati alla grafica delle pagine del sito. Queste voglio riprendere la grafica della pagina iniziale sia per il posizionamento di alcuni contenuti sia per la grafica stessa, priva di elementi aggiuntivi che possono andare ad appesantire il sito affaticandone la lettura. Sono le parole stesse che andandosi a collocare nel testo creano la grafica.

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vedi pdf da fare bello! È stato quindi realizzato un modello di prova del sito internet.

vedi pdf da fare bello!

vedi pdf da fare bello! È stato quindi realizzato un modello di prova del sito internet.

È stato quindi realizzato un modello di prova del sito internet. Partendo dalla grafica

ALLEGATI INTERNI alla sezione

da fare

Contenuti:

Vengono ora presentati i contenuti di alcune delle pagine presenti nel sito. Non vengono spiegate quelle pagine in cui i contenuti dipendono solo e strettamente l’utente del sito stesso.

I:

SI è deciso di utilizzare solo la lettera i per indicare la sezione delle informazioni. La lettera scritta con un carattere diverso rispetto agli altri rimanda subito alla grafica dei centri di informazione turistica di una città. Viene quindi ripreso il concetto di piazza virtuale, dove le parole sono le direzioni da prendere e la i ne spiega la navigazione.

Chi siamo

In questa sezione vengono elencate le varie istituzioni che partecipano al progetto. In primo luogo l'ente organizzatore ovvero il Corso di studi in Disegno industriale, con l'elenco delle persone

coinvolte: studenti, laureandi, docenti e ricercatori. Quindi le associazioni partecipanti, tra cui il Ceced. Da questa sezione si ha un collegamento alla ricerca applicata o di base e all'elenco delle aziende.

Mission

la nostra mission come università, e in particolare come corso di studi in Design del prodotto ecocompatibile, ha come primo obiettivo quello di guardare al futuro. Dopo anni di collaborazioni e workshop tra università e industria si è presentata l'esigenza di un sito web che permetta di creare uno stretto dialogo tra il mondo della ricerca e quindi dell'università, e quello della produzione, e quindi dell'industria. Una sorta di aula magna virtuale a cui possono prendere parte esperti del settore, studenti e giovani creativi, docenti, e persone qualunque interessate all'argomento, di grande interesse poiché gli elettrodomestici sono nella nostra casa, ci circondano, arriviamo persino ad instaurare un rapporto affettivo con loro .

Un luogo in cui si possa discutere di progetti proposti dall'università, di concept sviluppati dalle industrie; in cui si possano scambiare file attraverso percorsi protetti.

Come navigare

Video di spiegazione

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  • - cambiare la lingua

  • - cliccando su una parola si aprono altre parole e si zoomma su quel punto

  • - come chiudere le parole

  • - come tornare alla vista principale

  • - come far ondeggiare le parole (freccette)

  • - accedere ai siti politecnico e ceded cliccando sui due link in basso

  • - i link rimandano a pagine esterne

  • - loggarsi / registrarsi

  • - perché registrarsi? Cosa si può vedere?

  • - Pagina esterna del sito (le pagine del sito)

  • - Usare il pdf che ho fatto per spiegare a bista il sito

Per poter accedere alle parti riservate è necessario registrarsi, perciò nella schermata iniziale viene data questa possibilità cliccando in alto a destra sui termini “login” o “registrati”. Il log-in è la procedura attraverso la quale un utente può accedere a un servizio riservato attraverso uno username e una password.

Per registrarsi è sufficiente inserire un nome utente (può essere il proprio nome reale o uno pseudonimo) e una password. Il sistema non consente l'inserimento di un nome utente già in uso. La creazione dell'utente è una operazione da fare "una tantum"; le volte successive basta eseguire il login, inserendo il nome utente e la password scelti, per essere riconosciuti dal sistema. Le modifiche apportate dagli utenti che hanno eseguito il login sono registrate a loro nome. Come detto in precedenza vi sono diversi livelli di iscrizione a seconda

che uno intenda pagare e quindi accedere a più parti e partecipare più attivamente oppure no.

Web 1.0 - 2.0 - 3.0

Il 2004 ha visto la diffusione di un nuovo termine associato ad Internet:

il Web 2.0. Senza fare rumore questo nuovo termine sta in realtà entrando nelle vita di moltissimi italiani, segnandone le abitudini, così come il modo di cercare, consumare e specialmente condividere informazioni. Molte persone utilizzano YouTube per condividere e visionare video, Wikipedia per le ricerche scolastiche, pubblicano il proprio album fotografico utilizzando Flickr, gestiscono e leggono Blog di persone più o meno autorevoli e molto altro. Tutto questo senza aver mai sentito nominare il termine Web 2.0, a dimostrazione del fatto che il nome conta decisamente meno del livello di adozione di una tecnologia da parte degli utenti. Il Web 2.0 è quindi un ambiente in cui si sono sviluppati e continuano a svilupparsi i siti e quelle applicazioni che mettono il controllo del contenuto (sia generato direttamente che non) nelle mani dell’utente. I punti cardine di questa evoluzione del Web risultano quindi essere la partecipazione degli utenti (e di conseguenza il formarsi di un’intelligenza collettiva), la trasformazione dei dati (remixability) e la loro creazione da parte degli utenti (User-generated content) ed infine il cambiamento di rotta del design centrato sulle esigenze dell’utente. Dare una definizione chiara e precisa di cosa sia il Web 2.0 è impossibile in quanto risulta essere ancora un’espressione giovane i cui contorni sono difficilmente definibili ma ciò che è certo è che il Web sta attraversando un periodo di innovazione che non si può ignorare.

Il Web 2.0

Inizialmente il Web è stato concepito per collegare tra di loro vari documenti ipertestuali statici, dando vita alla definizione di Web 1.0. Con l’approdare dei primi sistemi di memorizzazione dati (database) e linguaggi lato server, si è assistito alla nascita di siti dinamici, come ad esempio bacheche online e forum, progredendo così nel concetto di Web 1.5.

Tutto ciò comporta dei vantaggi sia per gli sviluppatori e gestori di contenuto (che potranno aggiornare facilmente il loro sito), che per i navigatori (che avranno sempre il contenuto aggiornato e con maggiori opportunità di interazione e filtraggio dati). Con l’utilizzo di linguaggi lato client che aggiungono interattività al sito,

  • di fogli di stile che permettono di formattare il contenuto come meglio si

vuole, si può dar vita a delle vere e proprie Applicazioni Web che a volte

non hanno niente da invidiare alle classiche Applicazioni Desktop. L’incremento di versione del Web non si riferisce ad un aggiornamento delle specifiche tecniche del World Wide Web bensì ad un utilizzo diverso della piattaforma web da parte degli sviluppatori. Il Web 2.0 è quindi un termine usato per indicare uno stato di evoluzione del Web. Dal 2004 in poi si è potuto assistere a questa evoluzione con la nascita

  • di nuovi servizi e

applicazioni che ormai sono entrati a far parte dell’abitudine di molti navigatori. Il termine Web 2.0 fu coniato durante una conferenza tenutasi presso O’Reilly Media dove il vicepresidente di O’Reilly fece notare che la rete stava attraversando un periodo di rinnovamento e di crescita che non si poteva ignorare. Dare una definizione concisa e chiara di cos’è il Web 2.0 è molto difficile per il semplice fatto che non tutti concordano che sia un’innovazione bensì una normale evoluzione del Web. Tim O’Reilly ha provato a darne una definizione compatta

Web 2.0 is the business revolution in the computer industry caused by the move to the internet as platform, and an attempt to understand the rules for success on that new platform. Chief among those rules is this: Build applications that harness network effects to get better the more people use them.

Da questa definizione si può capire il fulcro del Web 2.0 ossia vedere il web come una piattaforma sfruttandola il più possibile.

Con questa espressione viene inteso il progressivo uso di applicazioni web (quindi non installati sulle macchine di chi ne fa uso) le quali a loro volta portano sempre una maggiore presenza continuativa online degli utenti. Il fatto stesso di etichettare con un numero di versione questa innovazione fa capire l’analogia con le classiche applicazioni desktop che siamo normalmente abituati ad utilizzare. Molti sostengono che la “business revolution” sia in un certo senso la conseguenza di una “consumer revolution” ossia l’utente non vuole più essere passivo di fronte a questo mezzo di comunicazione, ma vuole partecipare attivamente alla sua crescita. Gli utenti non voglio solo usare il Web, ma farlo. Il Web 2.0 esprime tecnologie in grado di incrementare le possibilità di partecipazione ed approfondimento; è un nuovo punto di vista, è la volontà di diventare imprenditori consapevoli delle proprie opportunità, comunità consapevoli del loro potere e del proprio potenziale. Vedere questa innovazione solo dal punto di vista tecnico è quindi un errore. Russell Shaw ha una visiona molto critica a riguardo:

[…] But Web 2.0 does not exist. First of all, Web 2.0 is a marketing slogan.

A sostegno di ciò, l’autore si limita a leggere la definizione di Wikipedia:

The term "Web 2.0" refers to what some people see as a second phase of development of the World Wide Web, including its architecture and its applications. It was coined by Dale Dougherty during a meeting between O’Reilly and Associates (a computer book publisher) and MediaLive International (an event organizer) as a marketable term for a series of conferences.

Gli scettici sostengono che il termine Web 2.0 non ha un vero e proprio significato, in quanto questo dipende esclusivamente da ciò che i propositori decidono che debba significare per cercare di convincere i media e gli investitori che stanno creando qualcosa di nuovo e migliore,

invece di continuare a sviluppare le tecnologie esistenti (quindi puramente per motivi di marketing). Se per loro il concetto di Web 2.0 non esiste o non ha propriamente un significato, che cos’è? E’ la consapevolezza degli utenti e sviluppatori di poter sfruttare al meglio uno strumento di comunicazione innovativo come Internet mediante la partecipazione attiva degli utenti, condivisione delle informazioni e molto altro. In questo modo si può modificare in maniera più o meno radicale la concezione di uso della rete e delle informazioni spezzando il sistema gerarchico formato da amministratore e utente e innovando le regole nella produzione di modelli di comunicazione. È indiscutibile che il processo di trasformazione del Web 2.0 sia lungo e per molti versi dall’esito ancora sconosciuto.

Dal Web 1.0 al Web 2.0

Come è facilmente intuibile, dal punto di vista tecnologico, il Web 1.0 e

Web 2.0 sono uguali perché condividono gli stessi protocolli di base quali TCP/IP e HTTP. Il concetto di base delle relazioni tra contenuti rimane quindi ancora l’ipertesto che permette di dare una struttura semantica ai documenti ipertestuali. Nello brainstorming iniziale svolto da O’Reilly sono state messe in rilievo alcune differenze tra i due modi di fare e vivere il web.

Web 1.0

Web 2.0

Siti personali

Blogging

Sistemi di gestione contenuti

Wiki

Stickiness

Syndication

La pianificazione e costruzione di un sito personale ha sempre richiesto tempo e conoscenze. Molto spesso per costruirsi un sito web personale occorreva sapere:

  • - Linguaggio HMTL;

  • - Linguaggio CSS;

- Linguaggio Lato Server (PHP, ASP, ecc…); - Linguaggio di Interrogazione Database (SQL, MYSQL, ecc…). Questo ostacolo faceva da filtro a quegli utenti che volevano esprimersi ma che non avevano le conoscenze tecniche per farlo. Con la nascita dei blog tutto è risultato più facile, infatti, qualsiasi persona può aprirsene uno e condividere ogni tipo di informazione. La tecnologia Wiki è il punto di arrivo della gestione dei contenuti perché ne implementa tutti i paradigmi: permette a ciascun utilizzatore di aggiungere contenuti ma anche di modificare contenuti esistenti inseriti da altri utilizzatori; con la stessa semplicità si possono aggiungere ed eliminare pagine. Per stickiness si intende quel contenuto atto a far ritornare l’utente più volte sullo stesso sito e quindi creare di fatto una community che è sinonimo di un alto indice di fidelizzazione degli utenti. Con il syndication invece non si vuole obbligare l’utente a ritornare nel sito per visualizzarne il contenuto bensì glielo si rende disponibile sotto altra forma in modo da renderlo maggiormente fruibile ed esportabile (naturalmente indicando il tipo di licenza utilizzato). C’è un denominatore comune: la voglia di condividere e partecipare nel modo più facile e veloce possibile

I punti cardine del Web 2.0

Markus Angermeier per rendere più chiari quali sono i concetti che fanno da spalla alla definizione di Web 2.0 ha costruito una mappa mentale (vedi foto).

Una mappa mentale (o mind-map) è una forma di rappresentazione grafica che parte da un argomento centrale che viene sviluppato e ampliato seguendo una logica radiale (con vincoli di tipo associativo).

Come si può notare, i termini che hanno a che fare con il Web 2.0 sono

Come si può notare, i termini che hanno a che fare con il Web 2.0 sono molti a dimostrazione del fatto che l’argomento è piuttosto complesso e difficilmente definibile con chiarezza.

Partecipazione

L’architettura di Partecipazione del Web 2.0 ne sta decretando il suo successo soprattutto a livello di diffusione. L’intuizione principale è che il Web deve essere solo lo strumento per permettere agli utenti di partecipare e condividere informazioni tra loro. I nuovi modelli multimediali hanno procedure di sviluppo e fruizione che sempre più si avvicinano e intrecciano i modelli di sviluppo Open Source, nei quali l’interazione tra gli utenti è non solo l’effetto del servizio ma fonte di sviluppo e crescita del sito stesso. Federico Moro definisce questo fatto una metamorfosi da virtuale a reale ossia la comune accettazione sociale di fruizione del mezzo che diventa quindi non più una simulazione del mondo ma un elemento reale che vi fa parte. Questa consapevolezza sta portando all’evoluzione del Web che sfrutta quindi la potenza dell’intelligenza collettiva.

L’hyperlinking, il fondamento del Web, viene utilizzato per sfruttare la collettività: gli utenti inseriscono nuovi concetti e documenti che saranno aggiunti nella struttura del web e successivamente scoperti da altri utenti (che potranno diffonderli mediante altri collegamenti). Le connessioni del Web, in questo modo, crescono organicamente come risultato dell’attività di partecipazione degli utenti. Se consideriamo un documento linkato da 50 persone e uno da 20 persone possiamo dedurre (nella maggior parte dei casi) che il primo sia più “famoso” del secondo e che di conseguenza abbia un potere informativo maggiore. Il PageRank, termine nato e portato avanti dal più famoso motore di ricerca Google, è facilmente riconducibile al concetto di popolarità descritto sopra che è tipico delle relazioni sociali umane. Si può benissimo paragonare al sistema di votazione standard dove chiunque abbia una pagina web avrà diritto di voto ed esprimerà la sua preferenza attraverso collegamenti presenti nella suddetta pagina. Ai siti che hanno un PageRank elevato viene attribuito loro una notevole autorevolezza e quindi il loro “voto” risulterà più influente nella determinazione del PageRank dei siti da esso collegati creando, di fatto, una gerarchia. Naturalmente il PageRank non è l’unico parametro tenuto in considerazione per fornire risultati di ricerca migliori perché risulta molto importante anche l’esame delle caratteristiche di una pagina web ad esempio studiando la frequenza delle parole in essa presenti.

Rappresentazione grafica del PageRank. La definizione di PageRank [6] che Google fornisce: Basato sullo specifico carattere

Rappresentazione grafica del PageRank.

La definizione di PageRank [6] che Google fornisce:

Basato sullo specifico carattere "democratico" del Web, PageRank sfrutta la vastissima rete di collegamenti associati alle singole pagine per determinarne il valore. In pratica, Google interpreta un collegamento dalla pagina A alla pagina B come un "voto" espresso dalla prima in merito alla seconda. Tuttavia, non si limita a calcolare il numero di voti, o collegamenti, assegnati a una pagina. Oltre a effettuare questo calcolo, Google prende in esame la pagina che ha assegnato il voto. I voti espressi da pagine "importanti" hanno più rilevanza e quindi contribuiscono a rendere "importanti" anche le pagine collegate. Si presenta quindi di fondamentale importanza la funzione dell’utente per la creazione di un database contenente i dati veri e propri (in questo caso l’autorevolezza di un sito): il vero servizio lo offre quindi l’utente. Questa tipologia di partecipazione è piuttosto indiretta nel senso che l’utente non è consapevole di come sono usati ed elaborati i propri collegamenti (può benissimo non aver mai sentito parlare di Google), ma è la stessa Google che esaminando le varie pagine Web ne ricava il rispettivo PageRank. Diventare un'arena tecnologicamente collaborativa e orientata alle relazioni tra pari, aprendo alle masse quei processi prima gestiti solo da chi era in possesso della patente di esperto è il grido di battaglia di

questa innovazione del Web; ma è proprio così? È un’intelligenza collettiva? Nella partecipazione diretta degli utenti possiamo assistere a dinamiche tipiche della vita quotidiana ed in particolar modo al fatto che non tutti gli individui contribuiscono in prima persona ai processi collettivi; spesso solo un'esigua minoranza determina i comportamenti di una grande maggioranza silente e inattiva dando vita ad una specie di cascata informativa. Jacob Nealsen riassume molto bene il concetto esponendo la regola dell’1% o 1:9:90:

Quindi se noi abbiamo 100 utenti noteremo che:

  • - 1 utente partecipa attivamente con contenuti propri;

  • - 9 utenti partecipano in maniera discontinua svolgendo mansioni di minimo impegno;

  • - 90 utenti fruiscono passivamente del servizio.

questa innovazione del Web; ma è proprio così? È un’intelligenza collettiva? Nella partecipazione diretta degli utenti

Detto ciò è facile creare 2 tipologie di utente:

  • - Utente attivo (10% del totale): che partecipa in maniera più o meno attiva inserendo contenuti propri ed originali;

  • - Utente passivo (90% del totale): si limita a leggere le informazioni ed eventualmente a diffonderle.

Si stima che il numero dei visitatori globali di Internet siano poco più di un miliardo

Si stima che il numero dei visitatori globali di Internet siano poco più di un miliardo avendo quindi circa 900 milioni utenti passivi e 100 milioni utenti attivi. Jacob Nealsen definisce tutto ciò come “Participation Inequality” affermando quindi che l’intelligenza non è poi così collettiva bensì connettiva. Questa manifestazione di disuguaglianza non è però definibile come ingiusta perché in ogni momento un utente passivo può trasformarsi in attivo e viceversa. L’unica conseguenza diretta di ciò è che l’insieme di utenti attivi molto probabilmente non sarà rappresentativo della totalità dei navigatori e questo può influire negativamente in molte occasioni tipo lo studio del riscontro degli utenti (Customer feedback) o delle loro recensioni (Reviews). La sfida non è quella di eliminare l’ineguaglianza partecipativa ma di diminuire il divario esistente e quindi riuscire a coinvolgere di più il 10% degli utenti che già sono orientati alla partecipazione. Per fare ciò Jacob Nealsen ritiene che sia di fondamentale importanza:

- Facilitare la collaborazione rendendola più immediata e usabile; - Automatizzare alcuni meccanismi di relazione utilizzando al meglio i dati esistenti:

- Modificare, non creare: l’utente preferisce modificare strutture dati predefinite piuttosto che creare contenuti nuovi; - Ricompensare in modo adeguato gli utenti per stimolarne l’attività partecipativa mediante ricompensa economica o trattamenti preferenziali;

- Promuovere gli utenti di qualità introducendo meccanismi di valutazione della reputazione. Facilitare la collaborazione vuol dire scomodare l’utente il meno possibile e di conseguenza rendergli la vita più semplice.

Un altro fenomeno di successo che fa leva sul concetto di comunità e contenuto generato dagli utenti è Second Life ossia un mondo virtuale dove ogni utente può costruire il proprio alter ego come meglio crede. Da notare come i residenti di questo mondo utilizzino una moneta virtuale che in ogni momento può essere convertita in moneta reale.

La democrazia che sta dietro al concetto di partecipazione collettiva e UGC porta con se un problema da non sottovalutare: il controllo del contenuto. Risulta quindi di fondamentale importanza avere a disposizione un sistema di reputazione atto a svolgere da filtro partecipativo.

Ecco alcuni esempi di siti a web 2.0 basati proprio sui contenuti degli utenti:

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Un altro esempio di web 2.0 sono i blog: contrazione di web log ossia “traccia su

Un altro esempio di web 2.0 sono i blog: contrazione di web log ossia “traccia su rete”, un sito dove l’autore scrive degli articoli che vengono poi visualizzati in ordine cronologico inverso (cioè dal più recente al più vecchio). La struttura del sito è solitamente costituita da un programma di pubblicazione guidata che consente di creare in maniera molto semplice delle pagine web (a cui è associato un permalink ossia un link che punta direttamente all’articolo in questione) corrispondenti agli articoli che vogliamo rendere pubblici. La stabilità dei permalink è una proprietà auspicabile quando è probabile che i contenuti vengano citati e ne venga fatto un collegamento da fonti esterne all'organizzazione originale oppure quando nell'ambito della stessa organizzazione la complessità del sito web cresce oltre le poche pagine. I permalink sono tipicamente costituiti da stringhe di caratteri che rappresentano data ed ora dell'inserimento e qualche altro identificativo dipendente dal sistema (che include di solito l'URL base e l'autore).

Se un articolo viene modificato, rinominato o spostato, il suo permalink rimane lo stesso mentre se un articolo viene cancellato, il suo permalink non può più essere riutilizzato. La parte di visualizzazione del blog molto spesso può essere personalizzata con vesti grafiche dette template che risultano molto facili da installare. La facilità di pubblicazione di un articolo è accompagnata dalla semplicità con cui gli utenti possono commentarli:

in questo modo si viene a formare una comunità dedita allo scambio di riflessioni, critiche inerenti ciascun articolo. Oltre ai commenti esistono i trackback ossia un meccanismo per la comunicazione e la notifica tra due risorse: quando l’autore del blog fa riferimento ad un post scritto da un altro blogger, il primo può avvertire il secondo eseguendo un trackback verso il blog citato. Quindi in questo caso il blog riceve una serie di ping da altri blog e solitamente mostra sotto ad ogni post l'elenco dei ping ricevuti e riferiti a quello specifico post.

Se un articolo viene modificato, rinominato o spostato, il suo permalink rimane lo stesso mentre se

Funzionamento del Trackback.

Il trackback lavora nel seguente modo:

  • 1. i blogger leggiamo il post contenuto in un altro blog;

  • 2. Scrivono il post ricordando di inserire nel trackback l’indirizzo del post

che citiamo o di cui facciamo riferimento;

  • 3. Una volta

pubblicato il post, il blog

esterno viene avvisato della

pubblicazione del nostro post mediante la ricezione del trackback. In

questo modo si vengono a formare dei legami molto forti tra post appartenenti a blog diversi aumentando le possibilità di dialogo (e di tracciamento). Technorati, motore di ricerca dedicato al mondo dei blog, tiene traccia di ben 83 milioni di blog dimostrando come questo fenomeno sia divenuto molto popolare.

La maggiore parte dei blogger (ossia chi gestisce un blog) usa il blog come diario personale, per far conoscere i propri sentimenti e le proprie opinioni ai lettori che possono avere a loro volta un blog. Sono molto diffusi anche i blog tenuti da giornalisti, oppure i blog umoristici e autoironici, impegnati, satirici, "televisivi" o umoristici; non mancano infine blog di scrittori o di poesia. Insomma chiunque può aprirsi un proprio blog e scriverci liberamente ciò che gli pare. Questa libertà di espressione da parte dell’autore del blog e di chi lo commenta ha fatto impensierire Tim O'Reilly a tal punto da indurlo a scrivere un codice di condotta per i bloggers .

Le regole principali sono le seguenti:

  • - Assumersi la responsabilità di ciò che si dice, riservandosi il diritto di limitare sul proprio blog i commenti che non corrispondono ai propri

standard;

  • - Non dire nulla in Rete che non si direbbe di persona;

  • - Qualora si manifestino tensioni, è preferibile usare canali privati prima di rispondere pubblicamente;

  • - Se si ritiene che qualcuno stia ingiustamente attaccando un altro, è opportuno prendere provvedimenti;

  • - Ignorare le persone che insistentemente scrivono commenti sgradevoli

alla persona o al blog;

  • - Incoraggiare i fornitori di hosting ad applicare le loro condizioni di

servizio in modo più rigoroso, in modo da evitare la nascita di blog fraudolenti o dal contenuto che possa molestare i visitatori o altri bloggers.

Con queste semplici regole Tim O'Reilly fa capire che la rete non deve essere un’anarchia di senza nome, ma un luogo di incontro e comunicazione. Il valore dei blog aziendali risiede nel facilitare la comunicazione con i consumatori e nell'aiutare a ottenere visibilità attraverso i motori di ricerca. Da notare come un blog aziendale non può essere una serie di comunicati stampa formattati in maniera diversa, ma il suo compito principale sarà quello di saper trasformare l’informazione in comunicazione. Una variazione del blog è il tumblelog ossia che favorisce una forma abbreviata di comunicazione arricchita da multimedialità, rispetto a quelli che sono i lunghi editoriali frequentemente associativi ai blog. La forma di comunicazione comunemente usata include collegamenti, fotografie, citazioni, dialoghi di chat e video. A differenza dei blog questo formato è frequentemente usato dall'autore per condividere creazioni, scoperte, esperienze senza la necessità di commentarle. Con la diffusione della banda larga si sono diffusi i blog focalizzati sulla fotografia, video e audio mediante podcasting. Il podcasting indica una risorsa audio/video fruibile in qualsiasi momento, scaricata automaticamente in formato mp3 (o altro) dal sito dell'emittente e salvata nella memoria di un dispositivo per la riproduzione. Anche il mondo del giornalismo, della politica e della comunicazione si è interessato al podcasting Anche il mondo accademico e quello delle istituzioni hanno dimostrato interesse per questo metodo di diffusione di contenuti multimediali. Detto ciò è facilmente intuibile come, tramite un blog, l’autore possa comunicare in tutti i modi con i propri visitatori e scambiare le idee liberamente. Il marketing non è dato solo dai blog aziendali ma anche quelli pubblicitari: con l'avvento ed il successo riscosso dai blog quindi non

potevano mancare tecniche di spamming che riguardano anche questa nuova recente categoria di media. Esistono varie tecniche di spamming:

- Splog, cioè spam blog, sono blog che gli autori usano solo per promuovere siti web affiliati. Lo scopo é quello di incrementare il PageRank dei siti affiliati; - Tramite sistemi automatici vengono inseriti commenti e trackback contenenti link che si vuole pubblicizzare. La possibile soluzione per risolvere in parte il secondo problema è quello di escludere a priori la pubblicazione dei commenti contenenti determinate parole (ad esempio Viagra).

Un sistema antispam molto efficace (utilizzabile anche al di fuori del contesto blog) è CAPTCHA ossia un piccolo test atto ad accertare se l’utente è un umano oppure un sistema automatico (bot). Un test CAPTCHA tipicamente utilizzato è quello in cui si richiede ad un utente di scrivere quali siano le lettere o numeri presenti in una sequenza di lettere o numeri che appaiono distorti o offuscati sullo schermo (e quindi difficilmente comprensibili con sistemi OCR).

potevano mancare tecniche di spamming che riguardano anche questa nuova recente categoria di media. Esistono varie

Esempio di distorsioni del testo usato in CAPTCHA.

Usabilità

L’International Standard Organization definisce l’usabilità come l'efficacia, l'efficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono determinati obiettivi in determinati contesti. Wikipedia riassume ciò come il grado di facilità e soddisfazione con cui l'interazione uomostrumento si realizza.

Di recente il guru dell'usabilità Jacob Nielsen ha rilasciato un'intervista

alla BBC denunciando il pericolo che il Web 2.0 dimentichi le regole base per soddisfare l'utente: troppa grafica, poca usabilità e accessibilità.

  • I siti di nuova generazione sarebbero troppo concentrati nel fornire strumenti di personalizzazione e condivisione senza curarsi della loro

facilità d'uso, dimenticando le regole base del web design.

  • I principi da non dimenticare per creare un buon sito usabile sono:

    • - Facilità di utilizzo;

    • - Possibilità di ricerca interna;

    • - Usare un linguaggio naturale e non tecnico;

    • - Progettare prima di implementare;

    • - Fare test di usabilità.

Nielsen afferma che i concetti di comunità, condivisione di contenuti auto-prodotti e interfaccia dinamica non sono brutti, ma dovrebbero essere sviluppati solo sulla base degli elementi fondamentali di design appena elencati. Non tutti la pensano come il maestro dell’usabilità, ad esempio Read/Write Web lamenta il fatto che Nielsen non abbia utilizzato esempi concreti per le critiche contro il design del Web 2.0. L’usabilità è quindi un concetto che prescinde dalla versione del Web, ma è in stretta relazione al sito che stiamo esaminando. Certo è vero che il web facile da usare, leggibile, comprensibile e sobrio altro non è che un buon Web 2.0. Macromedia, anni fa, coniò il termine “Rich Internet Applications” (RIA) ossia applicazioni che non forniscono solo esperienze multimediali bensì anche esperienze sulle applicazioni con interfaccia grafica (GUI).

  • I primi esempi di RIA (utilizzando Javascript e non Flash) sono stati creati da Google con l’introduzione di GMail e successivamente di Google

Maps ossia applicazioni in grado di raggiungere un livello di interattività pari a quelle Desktop. Una delle tecnologie più popolari che hanno contribuito a rendere le interfacce utente più veloci e responsive è AJAX (Asynchronous JavaScript and XML).

Definirla “tecnologia” è errato perché in realtà è l’insieme di alcune tecnologie:

  • - Presentazione standard usando XHTML e CSS;

  • - Visualizzazione dinamica e interattiva usando il DOM (Document

Object Model);

  • - Scambio e manipolazione dati utilizzando XML e XSLT (ma non solo);

  • - Recupero dati asincroni utilizzando XMLHttpRequest;

  • - Javascript che fa da collante a tutte le tecnologie appena elencate. Tramite l’utilizzo intelligente di Javascript gli sviluppatori web sono in

grado di creare RIA di valore quasi equivalente alle applicazioni Desktop. Naturalmente l’abuso di queste tecnologie non sufficientemente supportate da implementazioni di supporto può creare problemi gravi a livello di accessibilità (basti pensare agli utenti che utilizzano browser testuali o di supporto alle varie forme di handicap).

Impronta grafica

Il Web 2.0 ha portato un’innovazione anche allo stile grafico adottato dai siti e dalle varie applicazioni Web. Verrà stilata una lista atta a riassumere gli elementi grafici comuni a moltissimi siti Web 2.0 spaziando dallo studio dei font ai colori utilizzati. Il Web 2.0 ha portato anche ad una “rivoluzione” grafica a cui molti siti si sono adeguati. Il sito WebDesignFromScratch.com [30] ha scritto un articolo molto interessante che raccoglie gli elementi grafici comuni a molti siti/applicazioni del Web 2.0. Il primo punto chiave è la semplicità che non vuol dire minimalismo bensì mettere a disposizione dell’utenza tutto il necessario senza eccedere. In questo modo si catturerà meglio l’attenzione dell’utente sulle aree di contenuto più importante senza distrarlo in alcun modo e aiutandolo

nella ricerca delle informazioni.

Molto spesso il sito viene centrato all’interno del browser lasciando gli spazi bianchi ai due estremi dello schermo: in questo modo la grafica del sito risulta più bilanciata. Il contenuto all’interno del sito molto spesso viene diviso in colonne che devono essere in quantità ridotta (solitamente da 2 a 4) in modo da non confondere l’utente esponendo in maniera chiara tutte le informazioni. Dividere il contenuto principale dal resto è un altro aspetto grafico che non viene sottovaluto, infatti, molto spesso c’è una divisione netta tra la testata della pagina (inclusa l’eventuale barra di navigazione) e il contenuto principale. Molto spesso nella parte superiore è inserito un menu di navigazione facilmente identificabile e facile da usare. Utilizzando un sistema di navigazione a tab è possibile far capire all’utente la posizione corrente e le varie possibilità di movimento.

L’utilizzo di font grandi (rispetto al passato) da maggiore enfasi al logo e quindi all’identità dell’azienda/sito: la stessa cosa vale per la scelta del bold come stile del testo. Questi stili vengono utilizzati molto spesso per i messaggi più importanti o per un elevator pitch ossia un discorso col quale ci si presenta, per motivi professionali, ad un'altra persona o organizzazione (si chiama così perché sarebbe il discorso che un imprenditore farebbe ad un investitore se si trovasse per caso con lui in ascensore, dovendo quindi essere sintetici e chiari). Oltre ad utilizzare gli stili del testo per evidenziare porzioni di contenuto è possibile anche sfruttare i colori “forti” soprattutto per dividere le varie sezioni del sito. L’utilizzo delle superfici arricchite con effetti 3D, gradienti, riflessioni è un altro aspetto grafico del Web 2.0 da non trascurare: in questo modo si riesce a dare un aspetto solido agli oggetti presenti nel sito associandoli quindi a qualcosa di reale. Naturalmente questi effetti non vanno abusati altrimenti si rischia di rendere il sito “pesante” alla visione dell’utente.

Naturalmente vedere il Web 2.0 solo dal punto di vista grafico risulta alquanto superficiale, però c’è da considerare come questa evoluzione del Web abbia toccato molti punti: architettura, fruizione, grafica e molto altro.

Web 3-0

È innegabile che il Web 2.0 stia dando nuova credibilità al web ma c’è

già chi parla di Web 3.0. Tim Berners-Lee, il co-inventore del World Wide Web, crede molto in una terza fase di evoluzione del web caratterizzata da un approccio semantico dove le macchine non si limiteranno ad archiviare i contenuti ma anche a capirli. Il Web semantico porterà gli sviluppatori a dover creare software in grado di rispondere a richieste complesse in modo da estrarre maggior significato dall’attuale ragnatela di collegamenti. Il Web 3.0 sarà contraddistinto dall’emergere del “Data Web” ossia trasformare il Web in un database dove i dati verranno strutturati e pubblicati in modo da poter essere riutilizzati ed interrogati da remoto. Per rispondere a richieste complesse è necessario un percorso evolutivo verso l’Intelligenza Artificiale che porterà l’utente ad interagire con il

Web in modo quasi umano. Come si può notare il Web è in continua evoluzione con lo scopo principale di trasformare Internet in uno strumento realmente a portata di uomo. In linea con l'Intelligenza Artificiale, il Web 3.0 potrebbe costituire la realizzazione e l'estensione del concetto di Web semantico. I ricercatori accademici stanno lavorando per sviluppare un software per il ragionamento, basato sulla logica descrittiva e sugli agenti intelligenti. Tali applicazioni possono compiere operazioni di ragionamento logico utilizzando una serie di regole che esprimano una relazione logica tra i concetti ed i dati sul Web.

Evoluzione verso il 3D

Un ulteriore possibile percorso del Web 3.0 è verso la visione

tridimensionale coniata dal Web3D Consortium. Questo significherebbe

trasformare il Web in una serie di spazi in 3D, in linea con ciò che ha già realizzato Second Life. Questo potrebbe aprire nuovi modi di connettersi e di collaborare utilizzando spazi 3D condivisi.

Riferimenti

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http://radar.oreilly.com/archives/2006/12/web_20_compact.html

Russell Shaw, Web 2.0? It doesn’t exist, http://blog.zdnet.com/ip-

telephony/?p=805

Wikipedia, Web 2.0, http://en.wikipedia.org/wiki/Web_2

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http://kosmar.de/archives/2005/11/11/the-huge-cloud-lens-bubble-map-

web20/

Federico Moro, Web 2.0: Innovazione applicata ai servizi di Rete,

http://www.openarea.net/Web2.0.pdf

Google, Guida alle funzioni di ricerca, http://www.google.com/intl/it/why_use.html Jakob Nielsen, Participation Inequality: Encouraging More Users to Contribute, http://www.useit.com/alertbox/participation_inequality.html Christopher Finke, Top 100 Diggers, http://www.efinke.com/digg/topusers.html Jason Calacanis, Paying the top DIGG/REDDIT/Flickr/Newsvine users (or "$1,000 a month for doing what you're already doing."),

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http://radar.oreilly.com/archives/2007/03/call_for_a_blog_1.html

Corriere, «Attentato all'Islam»: arrestato blogger,

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Gino Roncaglia, Wikipedia: enciclopedia universale o miniera di errori?, http://www.griseldaonline.it/repubblica/roncaglia.html Creative Commons, by-nc-sa, http://creativecommons.org/licenses/by-

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Read/Write Web, Jakob Nielsen Sounds Off About Web 2.0… Again!, http://www.readwriteweb.com/archives/jakob_nielsen_sounds_off_at_we

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Hitesh Mehta, I totally disagree with Jakob Nielsen on Web2.0 “Distracts Good Design”, http://hiteshmehta.in/?p=8 Tim O'Reilly, Levels of the Game: The Hierarchy of Web 2.0 Applications,

http://radar.oreilly.com/archives/2006/07/levels_of_the_game.html

Web Design From Scratch, Web 2.0 How-to design guide,

http://www.webdesignfromscratch.com/web-2.0-design-style-guide.cfm