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ALIAS
7 LUGLIO 2012
DELEUZE

GUA
Capitalismo
desiderio
e schizofrenia
La schizofrenia indissociabile dal sistema
capitalistico, esso stesso concepito come una prima
fuga: una malattia esclusiva. In altre societ
la fuga e la marginalit assumono altri aspetti
MACCHINE DESIDERANTI
di Gilles Deleuze e Flix Guattari (ed. Ombre Corte/Culture a cura di Ubaldo Fadini). L'anti-Edipo suscit un dibattito
vivacissimo alla sua uscita in Francia nel 72. I suoi autori partivano da una critica alla psicoanalisi, accusata di
prevaricazione autoritaria in difesa del capitalismo, ma non risparmiavano neanche il freudo-marxismo, il lacanismo e
parte dellantipsichiatria. Il libro va oltre il discorso e la pratica psicoanalitica: senza sottrarsi alle critiche di studiosi di
diverse discipline (dalla psicoanalisi all'antropologia, dalla storiografia alla filosofia), Deleuze e Guattari si soffermano sui
temi pi significativi del loro primo lavoro in comune. Si tratta di materiali che non solo accompagnano il libro
(illuminandone struttura e finalit) ma ne approfondiscono anche alcuni snodi tematici e concettuali, tracciando
ulteriori direzioni della ricerca, che in Mille piani, il secondo volume del loro lavoro su Capitalismo e schizofrenia,
avr uno degli esiti pi straordinari. Il volume contiene anche scritti di Donzelot e di Lyotard su L'anti-Edipo.
ANTICIPAZIONE
EDITORIALE
lllActuel Quando descrivete il
capitalismo, voi dite: Non c
nessuna operazione, nessun
meccanismo industriale o finanziario
che non riveli la follia della macchina
capitalistica e il carattere patologico
della sua razionalit (non una falsa
razionalit, ma una vera razionalit di
questa patologia, di questa pazzia,
perch la macchina funziona, siatene
certi). Non c pericolo che questa
macchina impazzisca, lo fin
dallinizio, ed in questa pazzia che
trova la sua razionalit. Ci significa
che dopo questa societ anormale,
o al di fuori di essa, ci pu essere una
societ normale?
Gilles Deleuze Noi non
impieghiamo i termini normale o
anormale. Tutte le societ sono allo
stesso tempo razionali e irrazionali.
Sono necessariamente razionali nei
loro meccanismi, nei loro ingranaggi,
nei loro sistemi di connessione, e
anche per il posto che assegnano
allirrazionale. Per tutto questo
presuppone codici o assiomi che non
sono il prodotto del caso, ma
nemmeno sono intrinsecamente
razionali. come per la teologia:
tutto completamente razionale se si
accetta il peccato, limmacolata
concezione, lincarnazione. La
ragione sempre uno spazio
ritagliato dallirrazionale, mai
definitivamente al riparo
dallirrazionale, ma attraversato da
esso, e definito soltanto da
determinati rapporti tra fattori
irrazionali. Sotto ogni ragione cova il
delirio, la deriva. Tutto razionale nel
capitalismo, tranne che il capitale o il
capitalismo stesso. Un meccanismo
borsistico completamente
razionale, si pu capirlo, studiarlo, i
capitalisti sanno come servirsene,
eppure completamente delirante,
folle. in questo senso che diciamo:
il razionale sempre la razionalit di
un irrazionale. C una cosa che non
stata abbastanza sottolineata nel
Capitale di Marx, ovvero sino a che
punto egli sia affascinato dai
meccanismi capitalistici, proprio
perch sono demenziali eppure al
tempo stesso funzionano benissimo.
Allora, che cos razionale in una
societ? il modo in cui le persone
perseguono e cercano di realizzare i
propri interessi, essendo questi
interessi definiti nel quadro di questa
societ. Ma sotto vi sono desideri,
investimenti di desideri, che non si
confondono con gli investimenti
dinteresse, e dai quali gli interessi
dipendono nella loro determinazione
e distribuzione: un enorme flusso,
ogni sorta di flusso
libidinale-inconscio che costituisce il
delirio di questa societ. La storia
vera la storia del desiderio. Un
capitalista o un moderno tecnocrate
non desiderano allo stesso modo di
un mercante di schiavi o di un
funzionario dellantico impero cinese.
Che le persone in una societ
desiderino la repressione, per gli altri
e per se stesse, che vi siano sempre
delle persone che vogliono rompere
le palle ad altre e che abbiano la
possibilit di farlo, il diritto di farlo,
questo che mette in luce il
problema di un legame profondo tra
il desiderio libidinale e la sfera
sociale. Un amore disinteressato
per la macchina oppressiva:
Nietzsche ha detto cose magnifiche
su questo permanente trionfo degli
schiavi, su come gli afflitti, gli avviliti e
i deboli impongano il loro modo di
vita su tutti noi.
Actuel Quindi, che cosa, in tutto
questo, veramente peculiare del
capitalismo?
Deleuze Nel capitalismo, il delirio
e linteresse, o il desiderio e la
ragione, si distribuiscono in modo
completamente nuovo,
particolarmente anormale? Io credo
di s. Il denaro, il capitale-denaro, a
un tale livello di follia che in
psichiatria non c che un
equivalente: lo stadio terminale.
troppo complicato da descrivere qui,
ma almeno unosservazione di
dettaglio va fatta. In altre societ c
sfruttamento, ci sono anche scandali
e segreti, ma ci fa parte del codice,
ci sono persino codici
dichiaratamente segreti. Con il
capitalismo molto diverso: nulla
segreto, almeno in linea di principio e
stando al codice ( per questo che il
capitalismo democratico e fa
appello alla pubblicit, anche in
senso giuridico). E tuttavia nulla
confessabile. la stessa legalit a non
essere confessabile. In
contrapposizione alle altre societ,
questo regime fondato su ci che
pubblico e, al tempo stesso,
inconfessabile. Un delirio
assolutamente particolare connesso
al regime del denaro. Consideriamo
gli odierni cosiddetti scandali: i
giornali ne parlano molto, tutti fanno
finta di difendersi o di attaccare, ma
difficilmente si potrebbe trovare
qualcosa che il regime capitalista
consideri illegale. La dichiarazione
dei redditi di Chaban (primo ministro
francese dellepoca, ndt), le
operazioni immobiliari, i gruppi di
pressione e, pi in generale, i
meccanismi economici e finanziari
del capitale, tutto, insomma, legale
in grande, tranne qualche piccola
irregolarit, e ci che pi conta, tutto
pubblico, anche se nulla
confessabile. Se la sinistra fosse
ragionevole, si accontenterebbe di
divulgare i meccanismi economici e
finanziari. Non c bisogno di rendere
pubblico quel che privato, ci si
potrebbe accontentare che quel che
gi pubblico sia confessato
pubblicamente. Ci si trova in uno
stato di follia che non ha pari negli
ospedali. Invece, si parla di
ideologia. Ma lideologia non ha
affatto importanza: ci che importa
non lideologia, n la distinzione o
lopposizione
economico-ideologica, ma
lorganizzazione del potere. Perch
lorganizzazione del potere il modo
in cui il desiderio gi nelleconomia,
in cui la libido investe la sfera
economia, pervade leconomia e
alimenta forme politiche di
repressione.
Actuel Quindi lideologia una
falsa apparenza?
Deleuze No, affatto. Dire
lideologia una falsa apparenza
ancora la tesi tradizionale. Si mette da
una parte linfrastruttura, leconomia,
ci che concreto, e dallaltra la
sovrastruttura, di cui lideologia fa
parte, e si respingono i fenomeni del
desiderio nellideologia. un buon
modo per non vedere come il
desiderio influenzi linfrastruttura,
come linvesta, come ne faccia parte,
come a questo titolo organizzi il
potere e il sistema repressivo. Noi
non diciamo: lideologia una falsa
apparenza (o un concetto che indica
determinate illusioni). per questo
motivo che essa conviene cos bene
al Partito comunista e al marxismo
ortodosso. Il marxismo ha dato tanta
importanza al tema delle ideologie
per meglio nascondere ci che stava
avvenendo in Urss: una nuova
organizzazione del potere repressivo.
Non c ideologia, ci sono solo
organizzazioni di potere, una volta
ammesso che lorganizzazione del
potere lunit del desiderio e
dellinfrastruttura economica. Prenda
due esempi. Linsegnamento: nel
maggio 68 la sinistra ha perso un
sacco di tempo a reclamare che i
professori si impegnassero in
pubbliche autocritiche circa il loro
ruolo di agenti dellideologia
borghese. stupido, e del resto
alimenta gli impulsi masochistici dei
professori. La lotta contro la selezione
stata abbandonata a vantaggio della
disputa o della grande pubblica
confessione anti-ideologica. Nel
frattempo, i professori pi
conservatori non ebbero difficolt a
riorganizzare il loro potere.
Listruzione non un problema
ideologico, ma di organizzazione del
potere: la specificit del potere
educativo che lo fa sembrare
unideologia, ma pura illusione. Il
potere nella scuola primaria, che
significa qualche cosa, opprime tutti i
bambini. Secondo esempio: il
cristianesimo. La Chiesa
assolutamente contenta quando la si
tratta come unideologia. Pu
discutere, ci alimenta
lecumenismo. Ma il cristianesimo
non mai stato unideologia,
unorganizzazione del potere molto
originale, molto specifica, che ha
assunto diverse forme fin dallImpero
romano e dal Medioevo e ha saputo
elaborare lidea di un potere
internazionale. molto pi
importante dellideologia.
()
Actuel Che cos un desiderio
liberato? Capisco bene come possa
tradursi a livello di un individuo o di
un piccolo gruppo: una creazione
artistica, o rompere le vetrine,
bruciare tutto, o anche
semplicemente unorgia o lasciare
che le cose vadano al diavolo
abbandonandosi alla pigrizia o
vegetando. Ma cosaltro? Che cosa
potrebbe essere un desiderio liberato
collettivamente a livello di un gruppo
sociale? Vi sono per voi degli esempi
precisi? E che cosa significa questo in
relazione allinsieme della societ,
se non rifiutate questo termine come
Foucault?
Guattari Noi abbiamo preso
come riferimento il desiderio in uno
dei suoi stati pi critici, pi acuti,
quello dello schizofrenico lo
schizofrenico che pu produrre
qualcosa, al di qua o al di l
dellorizzonte dello schizofrenico
segregato, annichilito dai farmaci e
dalla repressione sociale. Ci sembra
che certi schizofrenici esprimano
direttamente una libera decifrazione
del desiderio. Ma come concepire
una forma collettiva di economia
desiderante? Certo non a livello
locale. Mi difficile immaginare una
piccola comunit liberata, salda
contro le alte maree della societ
repressiva, come la somma di
individui emancipati uno a uno. Se il
desiderio costituisce invece la trama
stessa della societ nel suo insieme,
compresi i suoi meccanismi di
riproduzione, un movimento di
liberazione si pu cristallizzare
nella societ nel suo complesso. Nel
maggio 68, le scintille degli scontri
locali si sono improvvisamente
propagate allintera societ, inclusi i
gruppi che non avevano niente a che
vedere con il movimento
rivoluzionario medici, avvocati o
droghieri. Tuttavia, furono gli
interesse a prevalere, ma dopo un
mese di fuoco. Stiamo andando verso
esplosioni di questo tipo, ma ancora
pi radicali.
Actuel C forse gi stata nella
storia una robusta e duratura
liberazione del desiderio, al di l di
brevi periodi di feste, di carneficina,
di guerre o di giornate rivoluzionarie?
Ocredete a una fine della storia?
Dopo millenni di alienazione,
levoluzione sociale approder di
colpo a una rivoluzione conclusiva
che liberer il desiderio per sempre?
Guattari N luna n laltra cosa.
N una conclusione finale della
storia, n eccessi momentanei. Tutte
le civilt, tutte le et hanno
conosciuto una fine della storia ci
non prova nulla, n
necessariamente liberatorio. Quanto
agli eccessi, o ai momenti di festa,
nemmeno loro sono rassicuranti. Ci
sono militanti rivoluzionari che
avvertono un senso di responsabilit
e dicono s agli eccessi nel primo
stadio della rivoluzione, ma c un
secondo stadio, lorganizzazione, il
funzionamento, le cose serie... Non
c desiderio liberato in semplici
momenti di festa. Prenda la
discussione tra Victor e Foucault,
apparsa in Les Temps modernes, sui
maoisti. Victor approva gli eccessi,
ma per il primo stadio. Quanto al
resto, quanto alle cose concrete,
Victor reclama un nuovo apparato
statale, nuove norme, una giustizia
popolare con tribunali, unistanza
esterna alle masse, un soggetto terzo
capace di risolvere le contraddizioni
tra le masse. Si ritrova sempre il
vecchio schema: il distacco di una
pseudo avanguardia capace di fare
sintesi, di formare un partito come
un embrione di apparato statale, di
far emergere una classe operaia ben
allevata, ben educata; e il resto
residuale, un lumpenproletariat di cui
si dovrebbe sempre diffidare (la solita
vecchia condanna del desiderio). Ma
queste stesse distinzioni sono un
modo di piegare il desiderio a
vantaggio di una casta burocratica.
Foucault reagisce denunciando il
soggetto terzo, affermando che se c
giustizia popolare, essa non passa
FILOSOFIA
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ALIAS
7 LUGLIO 2012
ATTARI
Deleuze e Guattari in una
foto del 1970, pagina a
sinistra la copertina del
libro, foto con Deleuze e
Guattari, pagina destra: in
alto Gilles Delueze, in basso
Felix Guattari
GERENZA
attraverso un tribunale. Egli dimostra
molto bene che la distinzione
avanguardia-proletariato-plebe non
proletarizzata innanzitutto una
distinzione proposta dalla borghesia
alle masse, e di cui essa si serve per
soffocare i fenomeni del desiderio,
per marginalizzare il desiderio. Tutta
la questione sta nellapparato statale.
Sarebbe bizzarro contare su un
partito o un apparato di Stato per la
liberazione dei desideri. Richiedere
una giustizia migliore come
richiedere migliori giudici, migliori
poliziotti, migliori padroni, una
Francia pi pulita ecc. E allora ci
dicono: come volete unificare delle
lotte settoriali senza un partito? Come
far funzionare la macchina senza un
apparato statale? Che la rivoluzione
abbia bisogno di una macchina da
guerra, evidente, ma questa non
un apparato statale. Che essa abbia
bisogno di unistanza analitica,
unanalisi dei desideri delle masse,
altrettanto certo, ma non un
apparato esterno di sintesi. Dire
liberato non significa che il desiderio
sfugge dallimpasse della fantasia
individuale privata: non si tratta di
adattarlo, socializzarlo, disciplinarlo,
ma di innestarlo in modo tale che il
suo processo non sia interrotto in un
corpo sociale e che produca degli
enunciati collettivi. Ci che conta non
lunificazione autoritaria, ma
piuttosto una sorta dinfinita
propagazione: i desideri nelle scuole,
nelle fabbriche, nei quartieri, negli
asili nido, nelle prigioni ecc. Non si
tratta di controllare, di totalizzare, ma
di entrare nello stesso piano di
oscillazione. Finch si oscilla tra lo
spontaneismo impotente
dellanarchia e il codice burocratico e
gerarchico di unorganizzazione di
partito, non c liberazione del
desiderio.
Actuel Si pu considerare che
allinizio il capitalismo fu in grado di
farsi carico dei desideri sociali?
Deleuze Certo, il capitalismo
stato e rimane una formidabile
macchina desiderante. I flussi di
denaro, i mezzi di produzione, la
manodopera, i nuovi mercati, tutto
questo costituisce un prodotto del
desiderio. Basta considerare linsieme
dei casi che sono allorigine del
capitalismo per vedere a che punto
esso sia stato un crocevia di desideri,
e come la sua infrastruttura e persino
la sua economia fossero inseparabili
dal fenomeno dei desideri. E anche il
fascismo bisogna dire che si fatto
carico dei desideri sociali, inclusi i
desideri di repressione e di morte. Le
persone si infiammarono per Hitler,
per la stupenda macchina fascista.
Ma se la sua domanda se il
capitalismo ai suoi inizi stato
rivoluzionario, se la rivoluzione
industriale abbia mai coinciso con
una rivoluzione sociale, devo dirle
che non mi sembra. Il capitalismo
stato legato fin dalla nascita a una
repressione selvaggia, ha avuto subito
la sua organizzazione di potere e il
suo apparato di Stato. Che il
capitalismo abbia implicato una
dissoluzione dei codici e dei poteri
precedenti, questo s. Ma aveva gi
costruito nelle crepe dei precedenti
regimi gli ingranaggi del suo potere,
compreso il suo potere di Stato.
sempre cos: le cose non sono cos
progredite; ancora prima che una
formazione sociale sia insediata, i
suoi strumenti di sfruttamento e di
repressione sono gi l, che girano
ancora a vuoto, ma pronti a
funzionare a pieno ritmo. I primi
capitalisti erano come uccelli rapaci
in agguato. Attendono il loro incontro
con il lavoratore che scivola gi per le
crepe del sistema precedente. , in
ogni senso, ci che si chiama
accumulazione primaria.
Actuel Io penso, al contrario, che
la borghesia in ascesa abbia
immaginato e preparato la sua
rivoluzione totale durante lintero
secolo dei Lumi. Dal suo punto di
vista stata una classe rivoluzionaria
fin dallinizio, poich ha rovesciato
lAntico regime ed andata al potere.
Quali che siano i movimenti paralleli
dei contadini e dei sobborghi, la
rivoluzione borghese una
rivoluzione fatta dalla borghesia i
due termini non si distinguono
granch e giudicarla in nome delle
utopie socialiste del XIX e del XX
secolo porta a introdurre
anacronisticamente una categoria
che non esiste pi.
Deleuze Ci che lei dice
costituisce ancora lo schema di un
determinato marxismo. In un
momento della storia, la borghesia
sarebbe rivoluzionaria, e lo sarebbe
stata anche necessariamente, era
necessario passare attraverso uno
stadio del capitalismo, attraverso uno
stadio della rivoluzione borghese.
un discorso stalinista, ma non serio.
Quando una formazione sociale si
esaurisce e frana da tutte le parti,
ogni cosa si decodifica, ogni flusso
non controllato si mette a scorrere
come ad esempio la fuga dei
contadini nellEuropa feudale, i
fenomeni di deterritorializzazione.
La borghesia impone un nuovo
codice, economico e politico, e
dunque si pu credere che sia stata
rivoluzionaria. Ma non affatto cos.
Sulla Rivoluzione del 1789 Daniel
Gurin ha detto delle cose profonde.
La borghesia non ha mai avuto dubbi
su quale fosse il suo vero nemico. Il
suo vero nemico non era il sistema
precedente, ma ci che sfuggiva al
suo controllo e che essa si dava il
compito di controllare a sua volta.
Essa stessa doveva la propria potenza
alla caduta dellantico sistema; ma
questa potenza poteva esercitarla
solo nella misura in cui considerava
come nemici tutti i rivoluzionari del
vecchio sistema. La borghesia non
mai stata rivoluzionaria. La
rivoluzione, essa, lha fatta fare ad
altri. Ha manipolato, arginato e
represso unenorme pulsione di
desiderio popolare. Le persone sono
andate a farsi uccidere a Valmy.
Actuel Sono proprio andate a
farsi uccidere a Verdun.
Guattari Esattamente. Ed
proprio questo che ci interessa. Da
dove vengono queste pressioni,
queste sollevazioni, questi entusiasmi
che non si spiegano con una
razionalit sociale e che sono deviate,
catturate dal potere nel momento
stesso in cui nascono? Non si pu dar
conto di una situazione rivoluzionaria
con la semplice analisi degli interessi
a confronto. Nel 1903, il partito
socialdemocratico russo discute di
alleanze, di organizzazione del
proletariato, del ruolo
dellavanguardia. Allimprovviso,
mentre pretende di preparare la
rivoluzione, messo in crisi dagli
eventi del 1905 e deve gettarsi su un
treno in corsa. Ci che accaduto
una cristallizzazione del desiderio a
livello sociale sulla base di situazioni
ancora incomprensibili. La stessa
cosa accaduta nel 1917. Anche in
questo caso i politici hanno ripreso il
treno in corsa, riuscendo a
raggiungerlo. Ma nessuna tendenza
rivoluzionaria ha saputo o voluto
assumere il bisogno di
unorganizzazione di consigli, che
avrebbe potuto permettere alle masse
di farsi realmente carico dei loro
interessi e dei loro desideri. Si sono
messe in circolazione delle macchine,
dette organizzazioni politiche, che
funzionavano sul modello elaborato
da Dimitrov al VII congresso
dellInternazionale alternanza di
fronti popolari e di concentrazioni
settarie e che giunsero ancora allo
stesso risultato repressivo. Lo si
visto nel 1936, nel 1945, nel 1968.
Volutamente anche assiomatiche,
queste macchine di massa si rifiutano
di liberare lenergia rivoluzionaria. ,
subdolamente, una politica
paragonabile a quella del presidente
della Repubblica o dei preti, ma con
la bandiera rossa in mano. E noi
pensiamo che ci corrisponda a una
certa posizione nei confronti del
desiderio, a un modo profondo di
considerare lio, la persona, la
famiglia. Da qui un dilemma molto
semplice: o si perviene a un nuovo
tipo di strutture che alla fine portano
alla fusione dei desideri collettivi e
dellorganizzazione rivoluzionaria, o
si continua sullonda presente e, di
repressione in repressione, si arriver
a un fascismo rispetto al quale Hitler
e Mussolini sembreranno uno
scherzo da ragazzi.
Actuel Ma qual dunque la
natura di questo desiderio profondo,
fondamentale, da cui si possa vedere
che costitutivo delluomo e
delluomo sociale, e che si lascia
costantemente tradire? Perch
sinveste sempre nelle macchine
antinomiche della macchina
dominante, e tuttavia simili? Questo
significherebbe che il desiderio
condannato allesplosione pura e
senza domani o al tradimento
perpetuo? Insisto: potr esserci un bel
giorno nella storia una espressione
collettiva e duratura del desiderio
liberato, e come?
Deleuze Se si sapesse, non lo si
direbbe, lo si farebbe. Ne ha appena
parlato anche Flix: lorganizzazione
rivoluzionaria deve essere quella di
una macchina da guerra e non di un
apparato statale, un analizzatore del
desiderio e non una sintesi esterna.
In ogni sistema sociale vi sono
sempre delle linee di fuga; e poi
anche degli irrigidimenti per
impedire queste fughe, o (il che non
la stessa cosa) degli apparati ancora
embrionali che le integrano, le
deviano, le arrestano, in un nuovo
sistema in preparazione.
Occorrerebbe analizzare le crociate
da questo punto di vista. Ma rispetto
a tutto questo, il capitalismo ha un
carattere molto particolare: le sue
linee di fuga non sono solo difficolt
che sopraggiungono, ma condizioni
del suo esercizio. costituito su una
decodificazione generalizzata di tutti i
flussi, flussi di ricchezza, di lavoro, di
linguaggio, di arte ecc. Non ha
ricostruito un codice, ha costituito
uno spazio di compatibilit,
unassiomatica dei flussi decodificati,
alla base della sua economia. Lega i
punti di fuga e riparte in avanti.
Allarga sempre i propri limiti, e si
trova sempre nella situazione di
dover arginare le nuove fughe, sulla
base di nuovi limiti. Non ha risolto
nessuno dei suoi problemi
fondamentali, non riesce nemmeno a
prevedere quale sar, nellarco di un
anno, laumento della massa
monetaria di un paese. Non cessa di
superare i suoi limiti, che riappaiono
pi lontano. Si mette in situazioni incredibili in
rapporto alla sua produzione, alla sua vita sociale,
alla sua demografia, alla sua periferia del terzo
mondo, alle sue regioni interne ecc. Fughe ve ne
sono ovunque, che rinascono sempre dai limiti
spostati dal capitalismo. E forse la fuga
rivoluzionaria (la fuga attiva, quella di cui parla
Jackson quando dice: non smetto di fuggire, ma
fuggendo, cerco unarma...) non affatto la stessa
cosa di altri tipi di fughe, la fuga schizo, la fuga
tossico. Ma questo proprio il problema dei
marginali: fare in modo che le linee di fuga si
innestino su un piano rivoluzionario. Nel
capitalismo c dunque un carattere nuovo assunto
dalle linee di fuga, e anche potenzialit
rivoluzionarie di un nuovo tipo. Come vede, non ci
resta che sperarlo.
()
Actuel Voi associate la schizofrenia al
capitalismo, il fondamento stesso del vostro libro.
Esistono casi di schizofrenia in altre societ?
Guattari La schizofrenia indissociabile dal
sistema capitalistico, esso stesso concepito come
una prima fuga: una malattia esclusiva. In altre
societ, la fuga e la marginalit assumono altri
aspetti. Lindividuo sociale delle societ cosiddette
primitive non si fa rinchiudere. La prigione e lasilo
sono nozioni recenti. Lo si caccia, lo si esilia al
margine del villaggio e ne muore, a meno che non
si integri nel villaggio vicino. Ogni sistema ha del
resto la sua malattia particolare: listeria delle
societ cosiddette primitive, le manie
depressivo-paranoiche nel grande Impero...
Leconomia capitalista procede attraverso
decodificazioni e deterritorializzazioni: ha i suoi
malati estremi, cio gli schizofrenici che si
decodificano e deterritorializzano al limite, ma
anche le sue estreme conseguenze, le rivoluzioni.
Gilles Deleuze (1925-1995) Tra le sue opere:
Differenza e ripetizione (1968), Logica del senso
(1969), Francis Bacon. Logica della sensazione
(1981). E con Flix Guattari, oltre L'anti-Edipo,
Mille piani (1980) e Che cos' la filosofia (1991). Per
Ombre corte: Conversazioni (con Claire Parnet) e
Che cosa pu un corpo?
Felix Guattari (1930-1992) Uno dei padri
dell'antipsichiatria, diresse lospedale di La Borde
fino alla prematura scomparsa. Tra i suoi lavori:
Una tomba per Edipo (1972), Caosmosi (1992) e,
per Ombre corte: Piano sul pianeta (1997).
Actuel, fondata nel 68 in Francia, stata la
rivista di riferimento dei gauchistes e degli hippies
con i tsuoi temi dedicati alla controcultura, il
femminismo, il cinema il rock. Termina le
pubblicazioni nel 75 anno in cui la rivista fa i suoi
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