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La crisi non ferma il flusso di immigrati

IMMIGRAZIONE IN CONTINUA ESPANSIONE


Negli ultimi anni si assistito ad un forte aumento del fenomeno
dell'immigrazione clandestina, riconducibile per lo pi al differente grado di
benessere tra stati in via di sviluppo e stati sviluppati.
E' giusto accogliere gli immigrati? Quelle persone che si imbarcano di
nascosto con navi e barconi malandati che, il pi delle volte, affondano non
arrivando a sostenere il peso, vengono definiti clandestini. Essi provengono
da paesi disagiati i quali non sono in grado di offrire buone condizioni di vita
agli abitanti, cos corrono ad imbarcarsi su imbarcazioni decrepite che li
condurranno verso quella che credono la salvezza.
Quello dell'immigrazione e della ricerca di "nuove terre" in cui insediarsi da
parte di consapevoli gruppi di uomini sembra essere un problema solo
recente. In realt gli spostamenti di popoli hanno da sempre caratterizzato la
storia dell'umanit, contribuendo in maniera fondamentale alla definizione di
gruppi etnici nonch alla formazione di nazioni cos come oggi le conosciamo.
Cause del fenomeno migratorio non sono solo la povert e la disoccupazione
che costituiscono le ragioni fondamentali per emigrare ma anche le
pesecuzioni per motivi religiosi o per opinioni politiche; tale processo da
considerarsi in continua espansione. Il fenomeno migratorio diretto
soprattutto verso il mondo industrializzato, mentre la base di partenza
costituita dai Paesi in via di sviluppo.
NellUnione europea vivono quasi 31 milioni di stranieri. Un terzo di questi
sono cittadini di uno Stato membro dellUe, gli altri 20 milioni provengono
invece da paesi non comunitari dell'Europa (6 milioni circa), dell'Africa (4,7
milioni), dell'Asia (3,7 milioni) e del continente americano (3,2 milioni). In
totale, i cittadini stranieri rappresentano il 6,2% della popolazione totale
dellUnione europea.
La Germania il paese Ue con il maggior numero di cittadini stranieri: 7,3
milioni, pari al 8,8% della popolazione. Seguono Spagna (5,3 milioni), Regno
Unito (4 milioni) e Francia (3,7 milioni). Al quinto posto lItalia, con 3,4 milioni
di cittadini stranieri, pari al 5,8% della popolazione totale. Complessivamente,
pi del 75% dei cittadini stranieri dellUe vivono in questi cinque paesi.
Il maggior numero di cittadini stranieri vive quindi, e ovviamente, nei paesi pi
grandi. In rapporto alla popolazione locale, la pi alta concentrazione si
registra invece in Lussemburgo, dove sono stranieri il 43% dei residenti.
Seguono Lettonia (18%), Estonia (17%), Cipro (16%), Irlanda (13%) e Spagna
(12%).
Gli stranieri che vivono in un paese dellUe sono infatti soprattutto turchi (2,4
milioni), marocchini (1,7 milioni), e polacchi (1,2).
La presenza straniera nei vari paesi, un intreccio di culture, di religioni e
costumi diversi. D'altro canto, i paesi ospitanti spesso sfruttano il diritto degli
immigrati, non assicurando loro un lavoro regolare, assistenza medica o delle
case pulite e ospitali. Spesso i lavoratori stranieri sono considerati solo come
una merce, una forza lavoro. Altre volte vorrebbero anche mandarli via per il
timore di perdere le loro sicurezze. In realt gli immigrati che giungono nei
Paesi europei a causa delle loro condizioni disperate e nonostante
posseggano talvolta un elevato livello di istruzione si accontentano di qualsiasi
tipo di occupazione svolgendo lavori che i giovani occidentali non accettano di
fare. Oppure alcuni dopo essere stati introdotti nei paesi di destinazione,
vengono inseriti nel mondo criminale e sfruttati come fonti di nuovi profitti
illegali (ad esempio nel campo della prostituzione, dello spaccio di droga, furti,
ecc...).
In attesa di regole comuni, molti paesi U.E. hanno adottato proprie normative
per fronteggiare l'immigrazione clandestina. In Italia entrata in vigore nel
2002, la legge di Bossi-Fini.

Le nostre societ ormai multietniche lo sono solo nei fatti ma non si ancora
verificata una reale integrazione. L'immigrazione coinvolge non solo le
persone che si trasferiscono da un Paese ad un altro ma soprattutto la societ
che li ospita, che spesso definiscono quest'ultimi diversi da loro. Le differenze
che ci dividono dai nuovi popoli non potrebbero invece unirci? Perch a mio
parere ormai inevitabile fermare l'immigrazione, che sia "buona" o
"dannosa", e credo sia maggiormente conveniente trarne pi vantaggi
possibili e sperare che l'essere multietnici e multiculturali ci faccia
comprendere che sono le dissonanze a rendere caratteristico il mondo.
Daphney Duenas
Fonte dei dati statistici: http://www.osservatorioinca.org/12-623/archivio-stranieri-in-
europa-italia-al-5%C2%B0-posto-come-paese-di-accoglienza,-al-4%C2%B0-come-
paese-di-emigrazione.html