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1.2 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Attraverso la conoscenza delle metodologie del Teatro di Inclusione Sociale possibile:
conoscere i fondamenti e le finalit del Writing Theatre;
apprenderne le metodologie, le diverse modalit di intervento e la struttura formativa dell'operatore teatrale che
decide di intervenire con questo metodo su varie categorie del disagio;
acquisire una cultura personale basata sull'integrazione sociale e indirizzata al benessere e alla crescita culturale e
professionale dei soggetti beneficiari.

1.3 INTRODUZIONE
Larte, il pi antico dei linguaggi espressivi, partecipa allevoluzione intellettiva e culturale dellindividuo, lo sostiene e lo
fortifica nel processo di maturazione e nellacquisizione di capacit di comunicazione, rispetto delle regole sociali e senso
estetico adeguato a recepire lessenza delle idee culturali che la societ propone. su queste semplici ma fondamentali
premesse che si basa lidea del WRITING THEATRE per la diffusione di un modello formativo ed educativo basato sugli
strumenti dell'arte, in particolare sulla scrittura teatrale, un modello formativo etico e solidale che conduce da una parte alla
produzione creativa, dallaltra alla realizzazione del benessere di coloro che ne usufruiscono, attraverso una modalit
organizzativa che presti attenzione alla socializzazione, al riconoscimento e allaccoglienza delle diversit individuali, alla
individuazione di capacit e talenti artistici. Basandosi sulle teoriche del Teatro di Inclusione Sociale, il metodo del Writing
Theatre, pone al centro gli individui, le storie, la relazione, la comunicazione utilizzando gli strumenti della scrittura teatrale.

1.4 IL TEATRO DI INCLUSIONE SOCIALE
Dopo i mutamenti sociali presenti nellimmediato primo dopoguerra, anche il Teatro si interroga, cambia forma e sostanza, si
distacca dalla tradizione, cerca di definirsi cercando di abbattere tutti gli stereotipi. Diventa cos avanguardia e teatro politico. Il
vecchio testo drammaturgico lascia il posto allespressione dellattore e alla creazione del regista. Il teatro esce dalle sedi
istituzionali, si confronta con il pensiero psicologico e pedagogico, si offre a un nuovo pubblico con cui vuole instaurare
rapporti di comunicazione e non rapporti commerciali. Nella sua nuova veste, il teatro abolisce il sipario e simpegna a mettere
in scena la verit. Dietro ai personaggi c lattore, dietro al pubblico ci sono gli uomini che hanno vissuto i drammi della guerra.
Fondamentale lincontro con la pedagogia che, nellesperienza teatrale, restituisce valore allinsegnamento, alle dinamiche del
gioco, allespressione corporea e allimprovvisazione. Nascono e pullulano le scuole di teatro che fondano il loro lavoro
sullaffermazione di una realt sperimentale, in cui il presente si esprime attraverso lattore e il regista, e in cui allo spettacolo
si preferisce lo studio dellarte creativa. Verso la fine degli anni 60 si verifica un nuovo cambiamento sociale e il dibattito
culturale si riapre e invade di nuovo il teatro. Il senso della collettivit, la lotta per la liberazione degli oppressi, la contestazione
giovanile, impongono nuove strade. Nei primi anni 70 in Italia crescono i gruppi teatrali con il fine di rinnovare la societ,
opponendosi allindividualismo e al potere borghese. Loppresso, lemarginato diviene soggetto di teatro, il teatro al suo
servizio, come organo di trasformazione della sua condizione. Tutti interi gli anni 70 vedono impegnati uomini di teatro e
amministratori con una conseguente crescita dellattivit e della cultura teatrale. Nel sistema dello spettacolo italiano, si
impone in quegli anni lidea del Teatro come servizio pubblico.
Ad oggi, il Teatro Sociale ampiamente diffuso su tutto il territorio nazionale indirizzandosi verso diverse realt: teatro e
carcere, teatro e scuola, teatro e disagio sociale, teatro e handicap, teatro e psichiatria, teatro e follia, teatro integrato, teatro
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terapeutico e drammaterapia. Il termine stato utilizzato probabilmente per la prima volta nel 1995 da Claudio Bernardi e si
diffuso attraverso il Centro Ricerche Teatrali di Milano che ha appunto indagato sulle esperienze teatrali di persone che vivono
in situazioni di marginalit. Unapprofondita indagine stata compiuta anche dal gruppo Nuove Catarsi-teatri delle diversit
dellUniversit di Urbino ed ha prodotto nel 2003, insieme allEnte Teatrale Italiano, il primo censimento nazionale di gruppi e
compagnie che svolgono attivit con soggetti svantaggiati e disagiati.

Le esperienze si possono distinguere in tre categorie:
1. quelle dei gruppi teatrali gi esistenti che si avvicinano ai contesti del disagio e propongono un percorso teatrale
coinvolgendo i soggetti;
2. quelle messe in atto da operatori di servizi di assistenza, terapia o riabilitazione con i propri utenti, a volte con la
collaborazione di tecnici teatrali;
3. quelle proposte direttamente da soggetti che vivono o hanno vissuto condizioni di disagio.

1.5 LINEE PROGRAMMATICHE
Andremo ora ad analizzare un metodo di formazione ed educazione artistica che prende il nome di TIS - TEATRO DI
INCLUSIONE SOCIALE, che si fonda sull'idea che il teatro che della gente e che coinvolge registi, autori, attori, danzatori e
coreografi, musicisti, fotografi e operatori cinematografici, scenografi, esperti di comunicazione con lo scopo di garantire la
conoscenza e il corretto utilizzo delle tecniche teatrali collaborando strettamente con le figure professionali scientifiche che
possono codificare in sistemi riabilitativi e terapeutici, le pratiche, le regole e i principi dellarte scenica e drammaturgia.

Il Teatro non ha categoria ma si occupa della vita. il solo punto di partenza, l'unico veramente fondamentale. Il Teatro
la vita. (Peter Brook)

Il teatro un insieme di differenti discipline, che si uniscono e concretizzano nella esecuzione di un evento spettacolare dal vivo.
Su queste due affermazioni si basa il nostro metodo: il teatro vita e il teatro casa di differenti discipline. Imparare le
tecniche attraverso la vita e viceversa. Usare i percorsi formativi del teatro per entrare in relazione con se stessi e gli altri.
Scrive Silvio D'Amico che il teatro la comunione d'un pubblico con uno spettacolo vivente . Il Teatro vuole l'attore vivo, e
che parla e che agisce scaldandosi al fiato del pubblico; vuole lo spettacolo senza la quarta parete, che ogni volta rinasce, rivive
o rimuore fortificato dal consenso, o combattuto dalla ostilit, degli uditori partecipi, e in qualche modo collaboratori .
Il teatro si rivolge e si fonda sull'elemento umano con la straordinaria capacit di metterlo nelle condizioni di esprimersi
attraverso l'esperienza creativa. Nella nostra esperienza, abbiamo potuto verificare la forza e l'importanza socio-educativa del
Teatro e la sua capacit di creare, da tanti diversi individui, un gruppo in grado di autogestirsi, di impegnarsi per il
raggiungimento di un risultato finale e soprattutto di confrontarsi con la realt esterna. Il teatro la sola forma che permetta
all'uomo la ricerca di se stesso in situazioni di vita vissuta. Esso permette di agire attraverso la fantasia e l'invenzione, ma anche
di raggiungere la conoscenza insieme agli altri: superare insieme gli ostacoli, migliorare il proprio lavoro, arricchiscono
l'individuo e il gruppo intero. E se da una parte l'applicazione della filosofia teatrale libera il corpo e la mente da inibizioni e
pregiudizi, dall'altra, la realizzazione dello spettacolo finale conduce alla disciplina, all'autocontrollo e alla coordinazione. Per
recitare, come per vivere, necessario che il singolo sia sensibile al gruppo, sia consapevole di esso e che si adoperi per farne
emergere le qualit, le possibilit, i talenti. Il Teatro di Inclusione Sociale rappresenta una innovativa e variegata forma
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culturale nel quadro secolare della storia del Teatro, forma che si basa sulla costruzione della persona e che agisce tramite
luso intenzionale delle tecniche teatrali e rappresentative a scopi educativi, riabilitativi e terapeutici e per incoraggiare la
crescita personale, lintegrazione e il benessere individuale e collettivo. orientata allestetica, al simbolico e al senso di
appartenenza ad un gruppo. Il metodo con cui si sperimenta, si basa sull'idea che il teatro sia una delle poche reali possibilit
offerte allessere umano del nostro tempo di occuparsi dellaltro come valore.

1.5.1 Metodologie di intervento
Individuare nel teatro quel significato profondo di coinvolgimento emotivo e sociale insieme, il rapporto con il s, con
il proprio e gli altri personaggi, con il pubblico, attivo fruitore di un messaggio di concreta integrazione e inclusione.
Diffondere uneducazione a un nuovo concetto di cultura che conduca a riconoscere nellaltro la differenza e non la
diversit.
Lintegrazione, linclusione e la condivisione come primi valori riabilitativi.
Trovare un livello di comunicazione che faccia vivere a tutti lesperienza del teatro in modo completo, secondo le
regole di una vera Compagnia, dando rilievo alle possibilit di socializzazione del lavoro teatrale.

La cultura del gruppo altro non che il normale lavoro di una Compagnia teatrale, dove una serie di individui diversi, unici ,
irripetibili si sentono parte integrante di una comunit adoperandosi per il raggiungimento di un unico scopo: la creazione di
uno spettacolo che sappia comunicare tante diverse realt ed emozioni.
IL TEATRO, DUNQUE, COME FINE E NON SOLO COME MEZZO.
Alla base del nostro metodo, si collocano lintrospezione, limprovvisazione e linterpretazione che conducono al gioco dello
scambio del ruolo. Quello che Aristotele definiva catarsi non che la nostra capacit di indagare sulla nostra personalit,
rintracciando i sentimenti che il personaggio che interpretiamo ci chiede di esprimere. Tutto questo un magnifico gioco che ci
insegna a non aver paura di conoscere noi stessi. Privilegiare le tecniche del gioco, del camuffamento, dellessere altro da s.
Non dimentichiamo che nella maggioranza delle lingue, recitare si traduce con giocare: spielen in tedesco, to play in
inglese, jouer in francese, igrat in russo, significano giocare e recitare.
Nel teatro, il gioco fantastico del fare finta di, creare degli interlocutori invisibili, parlare lingue inventate, creare miti positivi
e negativi, lasciarsi guidare dalle sensazioni, non avere freni inibitori e censori, sono, nella maggior parte dei casi, le
caratteristiche pi salienti del raggiungimento di risultati terapeutici e riabilitativi di persone con disabilit o con disagio
conclamato. Affidarsi al valore educativo delle norme e dei comportamenti che regolano il gioco del teatro, laddove per
educare si intende letteralmente rinviare alla radice latina del termine: e-ducere trarre fuori. Educare, dunque, vuol dire
aiutare qualcuno a tirare fuori, sviluppare le proprie capacit e potenzialit sapendo metterle in relazione con lesterno e,
quindi, con laltro. Il prodotto, lo spettacolo, dunque, inteso come momento di verifica: il lavoro pi importante quello che si
va a svolgere sul vissuto del soggetto, nella volont di condurlo, attraverso la gratificazione del risultato, ad una
consapevolezza delle proprie capacit, allacquisizione di una profonda autostima e di un senso di appartenenza alla comunit.

1.5.2 Integrazione e benessere
Si considerano soggetti svantaggiati invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex-degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, i
tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in et lavorativa in situazioni di difficolt familiare, le persone detenute o internate negli
istituti penitenziari, i condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione. Intorno all'aerea del disagio si
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muovono molte strutture e molte differenti professionalit ma la strada per la sperimentazione ancora aperta. Il nostro
progetto pu essere in grado di fornire strumenti di comunicazione e intervento del tutto innovativi che, sperimentati su varie
categorie del disagio, hanno condotto a grandi risultati rispetto all'integrazione sociale e la crescita culturale e professionale
dei soggetti beneficiari. D'altro canto, l'utilizzo del gioco delle arti sceniche motiva e coinvolge, favorendo un approccio meno
gravoso nei confronti del disagio ma anzi considerandolo come una risorsa che d la possibilit di conoscere un mondo vasto
fatto di uomini e di individui attivi e protagonisti. La rappresentazione teatrale diventa specchio della quotidianit come delle
aspirazioni nel suo complesso rendendola espressione privilegiata delle sfumature di una personalit e di un gruppo. Dal gioco,
al ballo, allintrospezione fino alla coscienza del s e alla scrittura, tutto porta a scegliere il teatro come veicolo privi legiato per
operazioni di inclusione sociali di ragazzi in via di abbandono scolastico operando anche ai fini della prevenzione del disagio
sociale e della marginalizzazione.

1.6 FONDAMENTI DEL WRITING THEATRE
Come accennato precedentemente, il Writing Theatre prende spunto dalle metodologie del Teatro di Inclusione Sociale che
vede laltro come valore pertanto la metodologia direttamente legata alla realizzazione di unopera che abbia come
scopo linclusione sociale di ragazzi con difficolt. Si sceglie la scrittura teatrale e le tecniche del teatro come strumento
privilegiato poich in grado di parlare e raccontare la vita come nessunaltra forma darte diventando specchio della vita e
delle aspirazioni nel suo complesso, espressione delle sfumature di una personalit o di un gruppo. Dal gioco, alla recitazione,
allintrospezione fino alla scrittura e, dunque, alla coscienza del s, tutto porta a scegliere il teatro come veicolo privilegiato per
operazioni di inclusioni sociali di ragazzi drop-out operando anche ai fini della prevenzione del disagio sociale e della
marginalizzazione. per tali motivi che il Teatro di inclusione sociale insieme al Writing Theatre si rivolgono e si fondano
sull'elemento umano con la straordinaria capacit di metterlo nelle condizioni di esprimersi attraverso l'esperienza creativa. La
forza e l'importanza socio-educativa del Teatro e la sua capacit di creare risiede in diversi individui in grado di impegnarsi per
il raggiungimento di un risultato finale e soprattutto di confrontarsi con la realt esterna. La scrittura teatrale insieme al teatro
stesso sono quelle forme artistiche che permettono all'uomo la ricerca di se stesso in situazioni di vita vissuta. Permettono di
agire attraverso la fantasia e l'invenzione, ma anche di raggiungere la conoscenza di se stessi, degli altri e del mondo che ci
circonda superando insieme gli ostacoli, migliorare il proprio lavoro, arricchire l'individuo e il gruppo intero. Il teatro non solo
poi sensoriale ma multidisciplinare: le varie discipline si uniscono e concretizzano alla fine per lesecuzione di un evento
spettacolare dal vivo a cominciare dalla scrittura, elemento fondamentale su cui poi si basa tutta la metodologia del Writing
Theatre.
Sono necessarie quindi delle premesse per spiegare la filosofia alla base del Writing Theatre:
la convinzione che la scrittura possa portare a una maggiore comprensione di s fino alla risoluzione di alcuni nodi
emotivi;
la convinzione che la scrittura una catarsi, e che scrivendo man mano si scopre che anche quando si vuole scrivere
un semplice racconto, una storia astratta sempre una parte di s che muove i fili della storia;
La convinzione che la scrittura riesce ad assegnare un ruolo da protagonisti e soggetti attivi ai giovani coinvolti.

Possiamo cos stilare delle linee guida. Il percorso di Writing Theatre basato sulle tecniche del Teatro di Inclusione Sociale
poich rappresenta:
una innovativa e variegata forma culturale nel quadro della storia del Teatro;
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un modo per raggiungere unequilibrata costruzione della personalit;
un metodo educativo perseguito tramite luso delle tecniche teatrali;
una tecnica che mira alla crescita personale, lintegrazione e il benessere individuale e collettivo;
un tipo di rappresentazione orientato allestetica e al senso di appartenenza ad un gruppo.

1.7 LOPERATORE DI WRITING THEATRE
Loperatore di Writing Theatre, come loperatore teatrale di inclusione sociale, deve possedere o acquisire competenze e
flessibilit in ambito psicologico, sociale, pedagogico ed educativo, chiaramente possedendo anche la dovuta conoscenza ed
esperienza teatrale, dai suoi fondamenti storici e teorici, alle tecniche. Una preparazione tale da garantire un lavoro di qualit
nel raggiungimento della promozione umana di qualunque forma di disagio sociale. Tra gli obiettivi delloperatore vi quello di
restituire dignit a persone svantaggiate attraverso un mezzo, quello teatrale appunto, che sappia, con la ricerca e lo sviluppo
della creativit artistica, raggiungere risultati riabilitativi e terapeutici. Oltre che ai professionisti del settore, lo stesso metodo e
la stessa tipologia d'intervento sono riservati a tutte le categorie, formatori, educatori, assistenti alla persona, operatori
culturali da una parte e adulti, adolescenti dall'altra.
Loperatore di Writing Theatre deve aderire alla realizzazione di un programma basato sulla volont di cimentarsi,
realizzare un modello teatrale che sappia coniugare produttivit e solidariet in unarmonica relazione perch giusto
e solidale dare a tutti la possibilit di concorrere alla produzione del benessere e della ricchezza e di goderne di unequa
distribuzione.

Loperatore di Writing Theatre, inoltre, deve tener presente, a conclusione di ogni percorso, il valore che possiede lo spettacolo
teatrale che, oltre ad essere il prodotto finale (visibile a tutti) di un percorso formativo ed educativo, costituisce principalmente
una importante possibilit di crescita da parte dei ragazzi. Non si tratta, spesso, di risultati di alta qualit artistica ma come
strumento di abilitazione espressiva, di socializzazione tra i membri di un gruppo che imparano a parlare ad ascoltare.
Lobiettivo condiviso sar quello di porre attenzione ai processi di trasformazione ed emarginazione sociale, per progettare e
sviluppare percorsi di inclusione sociale per persone che manifestano forme di disagio, attraverso un modello esplicitato e
visibile: lo spettacolo. Tutte le persone impegnate seguiranno un modello educativo etico e solidale nel quale il laboratorio di
arti teatrali, conduce da una parte alla produzione e ai servizi, dallaltra alla realizzazione del benessere di coloro che ne
fruiscono, attraverso appunto una modalit organizzativa che presta attenzione al clima relazionale, alla condivisione dei
problemi quotidiani, ai momenti di socializzazione, al riconoscimento e allaccoglienza delle diversit individuali, alla
individuazione di capacit e talenti artistici. La condivisione delle finalit, degli obiettivi e degli ideali di tutti gli istruttori, gli
insegnanti, il personale tecnico e artistico, lequipe di educatori e psicologi, si affiancher nella partecipazione a tutta lattivit,
alle fasi progettuali, ai risultati con particolare attenzione alla crescita del singolo secondo le sue possibilit.

La formazione un patrimonio, una risorsa importante e appartiene al valore aggiunto sul quale il corso intende investire
cogliendo la sfida che la qualit chiede. Accanto a una formazione pi squisitamente professionale legata al settore produttivo,
viene proposta anche una formazione relazionale e culturale, strumento indispensabile per indagare la complessit della
societ. Cerchiamo di individuare alcuni obiettivi specifici che gli operatori devono perseguire durante i percorsi, validi per ogni
tipo di intervento teatrale. Possiamo distinguere tra quelli di carattere interiore e personale e quelli di carattere tecnico, che
assumono diversa entit a seconda del gruppo di lavoro, in modo particolare rispetto allet dei partecipanti.
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Obiettivi di carattere interiore e personale:

Imparare a relazionarsi allinterno di un gruppo di lavoro.
Superare ostacoli psicologici: inibizioni, paure, incertezze, vergogne.
Acquisire autocontrollo e sicurezza.
Dar sfogo alla propria creativit.
Accrescere il senso di responsabilit nei confronti del gruppo di lavoro e del risultato finale da ottenere.

Obiettivi di carattere tecnico

Studio e apprendimento delle tecniche teatrali: recitazione, canto, danza e attivit correlate.
Studio e apprendimento della dizione.
Scrittura teatrale.
Realizzazione di uno spettacolo teatrale.


1.8 BIBLIOGRAFIA
Barker C., Giochi di teatro, (Titolo originale: The games theatre) Milano, Bulzoni, 2000
Boal A., Il poliziotto e la maschera, (Titolo originale: Theatre of the Oppressed), La Meridiana, Molfetta, 1993
Demetrio D., L'autobiografia come cura di s, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1996
Cavallo M., Pensare per immagini. Arti Terapie e immagini mentali, Arti Terapia n.4, anno 1, 1995
Landy R.J., Drammaterapia. Concetti, teorie e pratica, (titolo originale Drama Therapy: Concepts, Theories, and Practices)
Roma, Edizioni Universitarie Romane, 1999
Moreno J.L., Manuale di psicodramma. Il teatro come terapia., (titolo originale: The Handbook of Psychodrama) Roma,
Astrolabio, 1985
Rossi O, La videoterapia nella relazione daiuto, Formazione in Psicoterapia Counselling Fenomenologia" n. 2, ed. IGF, Roma,
2003
Rossi, O., Narrazione creativa e disagio scolastico, Formazione in Psicologia Psicoterapia Psichiatria, vol.40, ed. GRIN- Roma,
2000
Rossi, O., Il teatro delle emozioni: un intervento di counseling scolastico, Formazione in Psicologia Psicoterapia Psichiatria,
vol.41-42, ed. GRIN- Roma, 2000/2001
Winnicott D., Gioco e realt, (Titolo originale: Playing and Reality) Roma, Armando, 1974
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