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INDICE

ABSTRACT - UN NUOVO PARADIGMA DEL SUBLIME:L'INTERPRETANZA DI


GIVONE DI AB-GRUND ED ANGOSCIA

INTRODUZIONE - IL CANTO DI KALIPSO:DEA DEL SUBLIME

CAP. 1- LO SFONDO ABISSALE: NIETZSCHE-GRASSI-PAREYSON

CAP. 2 – I SENTIERI INTERROTTI TRA MORFOGENESI E COMPLESSITA:


LEIBNIZ E THOM

CAP. 3 – CONTEMPLANZE DEL SUBLIME:ANASSIMANDRO- BURKE-KANT-


ARISTOTELE- HEIDEGGER-LONGINO- HÖLDERLN-SCHELLING-FRIEDRICH

CAP. 4 – MUSICA E FILOSOFIA:LA BELLEZZA SUBLIME

CAP. 5 – SUBLIMITÀ ED ESTETICA MUSICALE: MOZART- EULERO- LEIBNIZ


LA MUSICA SUBLIME.

CAP. 6 – UNA NASCENTE ONTOLOGIA DELL’OPERA D’ARTE

CAP.-LA DYNAMIS,IL NULLA SUBLIME:ERACLITO,HOLDERLIN,PLATONE,


ARISTOTELE,ANASSAGORA

CAP.- LEIBNIZ-PLOTINO E LA SUBLATIO SUBLIME

CAP. - PLATONE E ARISTOTELE

CAP. -IL MOVIMENTO SUBLIME

CAP.- LA BELLEZZA E LA DYNAMIS SUBLIME:LEIBNIZ

CAP.–ARISTOTELE SULLA TRAGEDIA E UN NUOVO PARADIGMA:


L’ONTOPOLOGIA DELLA LIBERTÀ

CAP.-ANALITICA DELLA BELLEZZA E DEL SUBLIME


RETROCOPERTINA

Lo sfondo abissale del sublime, presente in Nietzsche e ripreso da Grassi e Pareyson ,viene
esemplificato dal canto di Calipso inedita dea del sublime.

L'interpretazione dell'estetica kantiana,presente nella poetica narrativa,nei testi e nelle lezioni


di Givone dispiegano e il tema dell'abissalità delineando un nuovo paradigma del sublime:si è
in presenza di una singolarità nell'intepretazione del sublime.

Quando si è di fronte al Sublime ,si è di fronte ad un'Ek-stasi ma anche ad un Ab-grund,un


Abisso quindi ad un non-Ente,Niente,Nulla.
Ciò comporta non solo paura,timore,piacere,dispiacere ma,come dice Heidegger,il senso
dell'Angoscia.
Perchè di fronte al Sublime è assentemente presente il Nulla, il non-Fondamento.
Il sublime si svela solo nell'infinito o nell'abisso.
La lettura di Givone getta, nel pensiero della mondità,l'eventuarsi dell'abissalità.

Le contemplanze del sublime a partire dalla classicità Anassimandro- Burke-Kant-


Aristotele- Heidegger-Longino- Hölderlin-Schelling-Friedrich
Un vasto excursus sul tema della bellezza sublime longiniana, plotiniana, burkeiana o
sublime-bellezza heideggeriana fino Pareyson che disvelò l’intenzionalità estetica del sublime
enigmatico quale bellezza sublime della esteticità nulla,quasi fosse sublazione superiore della
conoscenza epistemica.e nell'interpretanza givoniana l’indicazione del sentiero per
intraprendere un'ermeneutica ed un'interpretazione ontologica e non solo un analitica della
bellezza e del sublime.

Si delinea una gestell o struttura dell'opera sul sentiero di un'analitica dell'esserci,assentemen


te presente in Kant,per un analitica della bellezza e del sublime ed una nascente ontologia
dell’opera d’arte.

La Sublimità e l'estetica musicale sono cadenzate nelle figure di Mozart, Eulero e Leibniz.

I sentieri interrotti tra morfogenesi e complessita’

Leibniz eThom
ERACLITO,HOLDERLIN

LA DYNAMIS DEL VUOTO, DEL NULLA SUBLIME

Perché c’è il sublime e non piuttosto l'ideale bellezza fenomenica, o noumenica epistemica,
o il niente o il nulla?
O perchè si dà l'evento della sublatione sublime dell'aldilà: solo per decostruire la
bellezza ideale fenomenica e superarla?

Perchè c'è il nulla sublime o il sublime nulla o il nulla afenomenico, anoumenico,


aepistemico, aermeneutico?
Perchè c'è l’angoscia sublime o la sublime angoscia del nulla?

Esistono eventi sublimi, o anche fenomeni originali, che sfuggono alla comprensione
categoriale, o analitica dell’esserci o del niente o del nulla.
Le categorie sono adeguate solo per la bellezza fenomenica dell’entità mondana, non per
l’esserci sublime o il nulla sublime afenomenico, anoumenico, aepistemico, aermeneutico.

L’essere sublime del nulla sublime è sempre un evento sublime e giammai un fenomeno
o un moumeno, è l’eventuarsi sublime del Sich-Ereignen.
Solo quella sublatione abissale sublime consente all’esserci di ergersi aldilà, oltre la
bellezza ideale fenomenica dell’entità.

Non si è più nella vivenza sublimi, bensì è il sublime che c'è nella vivenza ad eventuare la
sublatione sublime, è il sublime che c'è nel nulla che si eventua quale nichilismo o
decostruzione o sublatione sublime della bellezza ideale fenomenica.

Hölderlin ideò l'interpretanza sublime:eventuò il sublime nel mito o sublime poesia


tragica per la disvelanza ontopologica o Sublime transpoiesis tragica nel mythos, quale cura
della verità o sublime in latenza della verità : nel mito sublime tragico si è stabilito o vi
abita poeticamente l’esserci del Sublime o dell’abisso tragico.
Hölderlin non disvelò più principi o idee della bellezza o priorità o fenomena o noumeni
epistemici ermeneutici quali paradigmi dell' essere, ma l'esserci sublime stesso quale
eventuarsi sublime dell’essere, o il suo movimento nel mostrarsi sublime, o sottrarsi o
annientarsi o annichilirsi nella sublime differenza ontopologica.
Hölderlin eventuò l’apparenza dell’essere sublime, la sua progettanza che non solo si dà
sempre in sorgenza sublime, ma cura e custodisce la sublatione sublime nella sua stabilità
sublime:essere sublime è l'eventuarsi della stabilità strutturale sublime.

Hölderlin è l'archegete dallo sguardo più profondo e abissale che si getta excstaticamente
nell’abisso dell’essere sublime, o nella tragedia sublime dell’essere, lì il principio è la fine,
la bellezza è il sublime.

L’essere sublime si eventua nella bellezza ideale fenomenica e quella sublatione sublime è
l’evento sublime o il mostrarsi, o l'abnegarsi o il manifestarsi della transpoiesis sublime,
quale pensiero poetante del sublime o poesia pensante del sublime o tragedia sublime, o
instabilità strutturale abissale o indeterminatezza.
Hölderlin è l'archegete ontopologico che apre e si apre al sublime,è l'epigenesi del pensiero
poetante sublime,è l'archegete della sublime transontologia della differenza.

Di quale evento sublime ontopologico si tratta?


La verità sublime è il mostrarsi, abnegarsi, manifestarsi dell'excstasi della finitezza
dell’essere.
Hölderlin è l'archegeta dell' eristica ontopologica sublime dell'ontopologia sublime della dea
Eris che si eventua quale non-fondamento o fondatezza abissale del sublime, l’essere
sublime nel nulla sublime afenomenico, anoumenico, aepistemico. aermeneutico.

Il sublime si eventua anche nel nulla, sull’abissale fondatezza, anzi il sublime è il nullo
fondamento dell'essersi o la dismisura del nulla o del niente quale eventuanza del
sublime.
Perciò c'è il sublime piuttosto che il nulla, quale differenza ontopologica che si dà al di là di
tutte le differenze del niente, o della bellezza ideale fenomenica o noumenica epistemica,
tale da eclissare tutti i fenomena.

Per Hölderlin l’essere è la sublime dinamica della differenza ontopologica sublime: l’essere
eventuanza sprofonda nell'Essere sublime, l’essere è il dispiegarsi della differenza sublime
nel pensiero poetante sublime.

Eraclito eventuò in priorità l’essere sublime, poi la dynamis sublime.


Eraclito fonda la transdinamica sublime dell'eventuarsi dell’essere nel nulla.
Il pensiero sublime di Eraclito è ancora poetante ma nello stesso tempo è anche la prima
singolarità sublime della sublatione sublime eristica: vi è l'abnegarsi della dynamis
sublime.

La dynon-sublime è la dea sublime dell'esserci sublime, lì la singolarità sublime è


completezza e si dà, si eventua quale differenza dell'ontodynamica della physis
sublime.

Lì c'è l'abissalità sublime dell'essere nell'endente o l'evento sublime dell'essere


nell'endentità mondane, c'è il kryptarsi dell'essere nelle singolarità della physis
sublime, c' è l'insorgenza senza eclisse dell'astrophysis che dà luce e si dà alla luce
senza tramontare.

Non c'è orbita o gravità ma solo il soggiornare sublime senza fine, o il sorgere della
purezza della transcendenza della physis sublime in relatività con la disvelatezza
sublime e l'oblio.
L’idea è la dynamis sublime dell’essere stesso in sé e per sé, come ciò che è aletheia o
disvelatezza sublime o verità aristocratica e sacerdotale, nobiltà sublime.

Eraclito evocò la sibilla dalla bocca delirante e senza sorriso, nè seducenza né


profumata,svelò l’oracolo in Delfi senza parole e senza latenze, ma pro-gettò la sublatione
sublime:tutto quel che si contempla e apprende si lascia lì, tutto quello che non si vede
o che è indicibile o inaudito lo si porta via giacchè è sublime.
L'eventuanza di Eraclito si svelò con una sacralità pensante, fu la rivelazione della
sublatione sublime.

Eraclito svelò la verità sublime nell'endelogos, benché la verità sublime eterna, non la si
comprenda mai, né prima di udirla né dopo: così è il mondo, giacchè si è ignari da
svegli, come nei sogni sublimi, tale verità riflette la physis sublime in ogni endente,ma
non c'è risonanza anche se si ascolta, sì è presenti, ma assenti.

Eraclito ideò la endinamica sublime dell'eristica in accordo o in discordanze discordi,


quale bellissima estetica e sublime armonia, concorde pur discorde: armonia sublime
della transonanza.

Come nell’arco e nella lira, questi infatti trasformandosi sono quelli, e quelli a loro volta,
trasformandosi, sono la dynamis sublime, concorde e discorde, armonica e disarmonica.

La via in su e la via in giù sono identiche o invarianti nella


dynamis sublime ontopologica, così com' è invarianza sia il principio sia la fine nella
transfera.
Quella dynamis sublime del mondo è la completezza per tutti, non c'è né una per gli dei
né una per gli esseri animati o inanimati, ma c'è sempre stata ed è e sarà fuoco vivo in
eterno, che al tempo sublime si accenda e al tempo si spenga.

Dinamica sublime in sublatione di tutti i fenomena col fuoco e del fuoco, con tutti i
fenomena con l’oro e dell’oro.
Mutamenti sublimi dinamici del fuoco: prioritario oceano, del mare una metà terra, l’altra
soffio kosmico della dynamis o cosmogonia della physis sublime.

Eraclito disvelò gli inesauribili movimenti dell'essere dell'endente, quale dynamis della
physis sublime cosmica, quale struttura ontopologica della bellezza-sublime della divinità o
assolutezza dell'armonia interpretata nell'enderistica della dynamis sublime: le fanciulle,
lungo la via della divinità, con la desideranza sublime in sè si inoltrano nella Notte sublime
verso la transplendenza.

Alla porta dei sentieri della Notte sublime e del Giorno le fanciulle persuadono Dikê nel
consentire l'eventuarsi del sublime, per la strada maestra che conduce e seduce, infine, verso
la sublime dea o Verità sublime, la quale svela la sublatione sublime: o sublime che
giungi, rallegrati, poiché la destinanza sublime ti svelò il sentiero della sublatione sublime.

La dea è e si manifesta, si dà o si eventua nella dynamis sublime.

Essere è pensare la dinamica sublime: quali siano le vie di ricerca sublimi, l’una è e
non è possibile che non sia, è il sentiero della Persuasione, perché svela la dynamis
sublime della Verità, l’altra non è e non sia, è un sentiero ove nulla si apprende, non si
può conoscere ciò che non è, né esprimerlo.

Infatti la stessa dynamis sublime è pensare ed essere.


Essere la dynamis sublime o essere la verità sublime dinamica della disvelatezza disvela
sia l’endente, ciò che è, sia tutto ciò che è immutabile, senza fine, eterno, quale transtabile
physis sublime, assentemente presenti, l’essere è pro-posto come lo sfondo che accoglie,
sublima tutte le endentità, la dinamica sublime si dà quale molteplice delle endenti presenti
e assenti.

Ma il sublime è l’occhio che non veda, l’orecchio che non senta le risonanze o la
lingua che non parli, ma con la purezza excstatica della sublatione sublime
dinamicamente disvela l' ontopologia sublime.

Eraclito eventuò l'enderistica dinamica della physis sublime che si dà nella


transplendenza, e si disvela quale dea aleteia dell’essere sublime: è l’essere sublime,
senza fine, singolarità dinamica della sublatione sublime.

Mondo e physis sono sempre in dinamica transeristica, nella dynamis sublime di


illuminazione e nascondimento.

Nel corso della dynamica, ha luogo la singolarità sublime dynamica o dynamis armonica
sublime.
Quell’armonia è il sublime fondamentale con cui la physis si dispiega e disvela la dynamis
degli eventi sublimi della physis, la singolarità quale enderistica della Verità sublime.
La dynamis sublime, quale disvelatezza dynamica della singolarità sublime, eventua il
mondo;ciò in cui la dynamis si sottrae è l'abnegarsi sublime.
Eraclito ideò la dynamis quale sublime e più potente armonia nascosta di quella che
appare nei fenomeni ideali noumenici.

L’Ereignis sublime è l’evento della dynamis con cui l’Ereignis si disvela o ritorna: lo svelarsi
e il ritrarsi, cioè la disvelatezza e la velatezza della Physis, dell’Aletheia, dell’essere e della
verità.
Quella natura dynamica è la Physis, che si eventua sull’Eriegnis dell' archegete dal quale la
Dynamis si eleva in sublatione sublime.
Così l’Ereignis-dynamis si eventua nella Lichtung-dynamis dove da sempre Eraclito la
contemplò quale dynamis sublime dell'alterezza, instabile equilibrio fra interagenze
enderistiche della dynamys disvelata.
Eraclito svelò l'ontopologia della dynamis, giacchè dispiegò l'ontopologia della physis
dynamis indicibile, inaudita:la fisica sublime della Dynamis vuota.
Il vuoto, quel nulla sublime della dynamis, è la sublatione sublime della dynamis ma nel
Vuoto Dynamis o in ciò che non c’è, quale instabile dynamica del vuoto o increspatura
della dynamis del vuoto, del nulla sublime.
Il vuoto dynamico si dà quale sublatione sublime della dynamis, quale instabile e
dynamico movimento del vuoto dynamico della physis: è l’eccedenza della natura che genera
e distrugge la sublime potenza della dynamis.

Ogni singolarità è smisurata:lo smisurato si dà in discontinuità, o rottura dynamica o della


dismisura sublime della physis,la perfezione dynamica dell’essere nel movimento dynamico:
lì ogni evento sublime è l’origine dynamica perché contiene in sé tutto il movimento, è
sempre in se stessa dynamis.
L'eventuarsi è il caos-dynamis, lì si struttura la dismisura dynamica e la misura Smisurata;
smisurate giacchè senza fondatezza o abissalmente fondate nella physis dynamica
eccedente, incommensurabile, ontopologia della dynamis.
La dynamis è misura dello smisurato, è lo sfondo della singolarità dynamica è
incommensurabile:la dynamis dell'infinitezza, il sentirsi nulla di fronte alla Dynamis
sublime, quale singolarità del nulla sublime, o nulla dynamico e smisurato, quale nulla
dynamico.
Non c'è una misura della Dynamis sublime, non si afferra mai, si inabissa e si disperde in
un labirinto Dynamico nel transapeiron sublime.

L'ontopologia della dynamis è l'infondatezza, dal suo nulla sublime dynamis si dà, si
eventua è sullo sfondo della sua infondatezza, è anche sullo sfondo della sua dynamis.

Il senza-fondamento della dynamis è l'evento dynamis della physis.


ERACLITO-PLATONE-ARISTOTELE-ANASSAGORA

Ma cos’è il mondo?
Lì è ove si eventuano le dinamiche sublimi della dynamis.
Da lì si può interpretare il mondo che non sia già aperto, ma che invece si apra a
partire da un fondo che sia costantemente chiuso, mondo e astrophysis sono
diversi l’uno dall’altro e tuttavia mai separati.
Cioè il mondo si fonda sull'astrophysis e l'astrophysis sorge attraverso il mondo,
c'è un chiasma sublime.
Mai il mondo potrebbe disvelarsi se non dal richiudersi o abnegarsi
dell'astrophysis.
La transplendenza nella quale le dinamiche si elevano in sublatione sublime
negli eventi.
Nella transdynamis la sublatione sublime innalza l’alterità al di sopra di sè.

Mondo e astrophysis sono sempre in dinamica sublime transeristica, poiché


come tali si eventuano nella dynamis in abnegarsi ed eventuarsi,
illuminazione e nascondimento nel corso della dynamica, si dà la singolarità
dynamica che è contrasto che concorda e dalla dynamis l’armonia più bella è
sublime, quell’armonia è la sublatione fondamentale con cui la physis si
dispiega e disveli la dynamis degli eventi.
Analogamente la sublatione sublime seduce e at-trae le singolarità, quale
transeristica della Verità tra rivelazione e nascondimento: la dynamis sublime
della sublatione della disvelatezza dynamica della singolarità eventua il
mondo, ma l’eventuarsi del mondo è solo uno degli eventi fondamentali
dell’essere dynamis sublime, nell'abnegarsi la dynamis si ritira e nel sottrarsi
e ritirarsi si dà o emerge l'astrophysis.

Eraclito pensò la dynamis sublime quale più potente armonia nascosta di


quella che si dia nei fenomeni, quale sublimità degli eventi.

L’Ereignis sublime è l’evento della dynamis, l'eventuarsi dell’Ereignis si


disvela o si cela nell'abneganza: lo svelarsi e il ritrarsi, la disvelatezza e la
velatezza della Physis, dell’Aletheia sublime, dell’essere e della verità sublime.

Quella sublime dynamica è la Physis, che si eventua quale sublatione


dell’Ereignis sublime dal quale la Dynamis sublime si eleva, si sublima per
imprimere il suo movimento sublime.
Dynamis sublime dell’esserci è la sublatione sublime, Dynamis è l'evento del
sublime, è l’Ereignis sublime del mutamento della transdynamis sublime.

Il mutamento della sublatione sublime dynamizza gli eventi e i fenomeni, è


Aperta all’Aperto, si eventua nell'abnegarsi nei fenomena, si manifesta e si
mostra nel mondo quale Ereignis sublime della dynamis.

Allora l’essere dynamico archegete è l’Ereignis-dynamis, è l’Ereignis-dynamis


sublime dell’essere dynamico: l’Ereignis-dynamis della sublatione sublime si
eventua nella Lichtung-dynamis, nell'ontopologia della silente ferma calma
dove da sempre Eraclito la contemplò quale dynamis dell'alterezza,
dell'insorgenza che mai tramonta, o è metabolica o in mutamento
dynamico, o fluire e trasformarsi di tutti gli eventi e fenomena.

La quiete che si da nei fenomena, non è altro che un instabile equilibrio fra
forze e interagenze eristiche della dynamys disvelata.

La verità sublime che la dynamis eventua è che nei endefenomena vi è una


dynamis che li sovrasta.

Eraclito svelò per primo l'ontopologia della dynamis, giacchè Eraclito ideò
l'ontopologia della physis, prima di lui la dynamis sublime è indicibile,
inaudita, incredibile, mitologica poietica, indicibilità e innominabilità fisica e
metafisica, ermeneutica certamente non-epistemica e non-metafisica, è
intraducibile e difficile da comprendere.

Dopo l'eventuarsi può essere pensata già come sublatione sublime della
Dynamis sublime vuota.

Il vuoto, o nulla sublime della dynamis, è la dynamis del Vuoto sublime


Dynamis o l'evento che non c’è, quale instabile o transtabile dynamica
sublime del vuoto o increspatura della dynamis del vuoto, del nulla
sublime.

Il vuoto dynamico non esiste: esiste solo ciò che è.


Ma ciò che è esiste solo in quanto viene dal vuoto sublime dynamico.
Il vuoto della dynamis non esiste, non può essere in alcun modo afferrato,
però si dà quale essere dynamis o evento della dynamis sublime dell’essere,
quale instabile e dynamico movimento del vuoto dynamico della physis
sublime, è l’eccedenza della natura che genera e distrugge, è in gioco o scende
in campo la sublatione della sublime potenza della dynamis.
Ogni singolarità si eventua quale dismisura o smisurato o il sublime
dynamico.
Negli eventi sublimi la dismisura, lo smisurato si eventuano nella discontinuità
o rottura dynamica, o della dismisura sublime o physis, l’essere nel fui,
l’essere già da sempre ciò che è, la perfezione dynamica sublime dell’essere, il
già da sempre completezza nel movimento dynamico.

Non ha inizio, e ogni evento sublime si dà in quell'origine in-principiata, è


l’origine dynamica perché conprende in sé tutto il movimento, è sempre in se
stessa dynamis sublime.

L’eventuanza è il caos-dynamis, configura il caos come lo spalancarsi, aprirsi, è


nella dynamis della sublatione sublime; quindi l’origine è intemporale.
Dentro il kaos si struttura stabilmente la dismisura dynamica e la misura, ma
l’apertura originaria è originaria nel senso che non c'è tempo, si è sempre lì.

Eraclito ideò la dynamis sublime del kaos come physis sublime senza misura,
autosufficiente in sé, smisurata giacchè senza fondatezza o abissalmente
fondata nella physis dynamica eccedente, incommensurabile aldilà di un
possibile modello epistemico:una ontopologia della dynamis o sublime
ontopologia dell'essere dynamis quale misura dello smisurato.

La dynamis è misura di tutti i fenomena ma è misura dello smisurato nel


senso che definisce la misura, è lo sfondo del meson aristotelico, perché il kaos
è l'apertura, nel suo dispiegarsi, manifesta, mostra i fenomena in sublatione
sublime.

La singolarità sublime dynamica è incommensurabile, è misura dello


smisurato, misura i fenomena ne riconosce la dispieganza, il ritmo, la
scansione,il kairos-dynamis, il movimento dynamico sublime.

Aristotele ideò il kairos-dynamis stabile nelle dinamiche della physis o


cosmesi: l'anelito infinito, la dynamis infinita, il sentirsi nulla di fronte alla
Dynamis sublime, quale singolarità del nulla, o nulla dynamico e smisurato o
dismisurato, quale nulla dynamico.

Non c'è misura nella potenza della Dynamis: non si afferra mai e se la si trova,
si inabissa e si disperde nel labirinto Dynamico silenzioso e disperante, nel
transapeiron.
La dismisurata dynamis è la misura della sublatione sublime della physis, si
dà dall'ontopologia della dynamis sublime, dall'infondatezza.

L'ontopologia della dynamis sublime è l'infondatezza di quel nulla sublime ove


si eventuò la dynamis del mondo, si svelò, si eventuò sullo sfondo della
infondatezza, è sul transfondale della dynamis sublime.

La grande formula leibniziana, perché c'è l'essere dynamis sublime piuttosto


che niente, è la formula ontopologica che eventua anche la dynamis degli
eventi sublimi e dei fenomena, oltre la mathesis sublime o la matematica
sublime.

Per svelare quel movimento non si sublima più dall’iniziale impulso, ma


dall’assoluta quiete o dell’assoluto movimento della dynamis.

Cos’è il virtuale sublime, se non Dynamis?


Dynamis sublime sarà allora la curvatura spaziotemporale della virtualità
cosmica ontopologica della dismisura.

Il senza-fondamento della dynamis è l'evento della sublatione sublime per i


fenomena, o curvatura spazio-temporale, dynamis della physis.

La dynamis sublime è la transfondatezza dell’archegete della curvatura dello


spaziotempo dei fenomena, di ogni evento o fenomeno ontopologico, o la
sublatione sublime della struttura dinamica sublime degli eventi.

La struttura ontopologica della dinamica sublime è la purezza della


transcendenza dal non-essere all'essere, o dall'essere al non-essere sublime
ontopologico.

Dynamis sublime che includa il movimento dell'essere e del non-essere, o la


dynamica dell'essere-non-essere ontopologica.

Nell'essere esiste il movimento, l'essere è, ma il non-essere non è una sorta di


nulla che aleggi là per là nel vago, anzi la stessa struttura ontopologica
dell'essere dynamis include l'alterità o la sublatione sublime.
Non solo il non-essere è, il non-essere è l'altro, è la sublatione sublime.

Dynamis sublime è l'alterità o l'insorgenza del non-ente che mai tramonta.

Il non-essere è l'alterezza sublime-dynamis.


Platone ideò l'essere del non-essere quale dynamis, anche solo ideale o eidos
del non-essere, figura del non-essere, dynamis immaginaria senza la presenza
dell'entità.
L'essere è il non-essere quale dynamis sublime dell'alterità, così il movimento
della dynamis dell'essere e del non-essere.

Per Aristotele invece la dynamis tra l'essere e il non-essere ontologica, o


metafisica di essere dynamis, si converte in epistemica o fenomenica.
Aristotele ideò la dynamis quale movimento, trasformazione, cambiamento o
movimento della physis mobile: là c'è qualcuno o qualcosa che si muove
dall'essere al non-essere; ma chi si muove dynamicamente?
Aristotele pensò all'esserci della potenza, dynamis, o essere alterità.

E' lì che il movimento è l'essere-in-atto, quale momento dell'essere e momento


del non-essere, dynamis, potenza della physica metafisica o fisica dell'esserci, è
una struttura ontologica; una struttura ontologica dinamica, o metafisica
dinamica o teoria dell'atto e della potenza.
La potenza o dynamis è la possibilità, la potenzialità che ha la dynamis di un
mutamento della physis-sublime dell'archegete

Eraclito, poiché il fuoco non è staticità, ma sublatione mutevole ideò la dinamica


sublime dell’essere fondatezza degli eventi e dei fenomena: un continuo flusso,
panta rei, o essere sublatione sublime, volto nascosto della Natura
transmicromacroscopica.

Anassagora ideò l'ilemorfia infinitamente divisibile,sia nello spazio che nel


tempo, ma quella divisione generò un sistema infinito, ulteriormente divisibile
all’infinito, quale infinita varietà di tutti i fenomena.

Solo l’equilibrio disvelò un cosmo ordinato, ma con equilibrio instabile, per cui
ci fu il continuo cambiamento, mutamento e movimento dei fenomena; l’archè
dei fenomena si inscrisse nei numeri, intesi quali punti geometrici, raffigurabili
spazialmente, esistenze quasi fisiche, con precise figure geometriche.

Lo spazio, che contenga in sé sia gli stazionari che i fenomena in movimento,


può essere sia pieno che vuoto, ma la physis è il primo manifestarsi dell’essere
nella Metafisica.
LEIBNIZ,PLOTINO E LA SUBLATIO SUBLIME

Leibniz o Plotino eventuarono la sublatio sublime del non-ente, del niente, del nulla
sublime abissale cuspidale, quale interspazio del finito ove abita l'infinito o transapeiron
nell'archè ove si dà l'infinita transtemporalità.
Quella si eventua in ontopologia della sublatione sublime qualitativa, e lì si eventua
l'endemonade leibniziana o il Syntagma Philosophico della kronotopiadynamica.

Leibniz immaginò fosse possibile una ontodinamica sublime transinfinita in uno


spaziotempo finito o definito in endemonade, quale transapeiron nell'apriori o Spazio-
temporalità sublime.

L'idea che la relatività possa essere una teoria geometrica dello spazio tempo sublime è
una disvelanza dell'ontologia della verità sublime
Le transvarietà , quali endemonadi del spaziotempo ontopologico, è già presente in
Leibniz nel suo paradigmatico Tempo-Evento nello spazioTempo-Immaginario, quale
nonlineare ontopologia dell'evento sublime dell'endemonade.

Leibniz svelò l'infinito o l'infinitesimo nell'evento sublime della sublatione sublime della
dynamis temporale finita, quale spaziotemporalità ontopologica dell'evento sublime
dell'esserci ontodynamico denso di transinfinite dimensioni, non solo quelle immaginate
o quantiche della compresente m-theory, anzi quella non è altro che una singolarità
della pl-theory.

La non-lineare chaotica ontodynamica lì trovò la sua ontogenesi fino al Lorenz-model,


ove c'è lo strange-attractor della celebre butterfly: eventi infinitesimi posso creare
ontodinamiche imprevedibili ed indicibili. Lorenz modellò i suoi paradigmi sulla pl-
theory o pl-Ontology dei creodi sublimi delle Monadi.
Il sublyme è la gestell dell’essere-nella-physis,ed eventua la sublatione della aletheia-della-
dis-invelatezza-dell’essere, quale verità-dis-ascosta dell’essere-sublyme, giacchè il sublyme
ama la disinvelatezza, ma ama anche la dis-ascosità della disvelatezza dell’aletheia
dell’esseRe.

Prima di Leibniz non esisteva una fondatezza del sublime: nihil est sine sublime, niente è
senza sublime, ovvero nessun endente può esistere senza una fondatezza sublime, senza la
sublatione sublime.
Ma quando si eventua la sublatione sublime, si dà l' oltrepassamento della metafisica
ideale fenomenica quale differenza ontopologica del nihil est sine sublime leibniziano.
E' la sublatione sublime della dynamis che si eventua in biforcazione: nella dynamis
sublime c'è biforcazione o differenza ontopologica, quale transonanza sublime della dynamis
dell'endente e l'eristica quale endinamica, dis-cordia dell'eventuanza ed abneganza
dell'endentità.
Dynamis è la sublatione sublime dell’in sé.

La physis è la transplendenza sublime che illumina ciò su cui e ciò in cui l’esserci
archegete fonda l'abitare poetante sublime.
In ciò che sorge è dispiegata la physis, quale nascondente proteggente o abneganza o
eventuanza sublime.
Sulla sublatione sublime l’esserci archegete fonda l'abitare sublime nel mondo.

PLATONE E ARISTOTELE

Platone è matematico sublime, Aristotele invece è fisico, non mitico, ma dynamico sublime,
dove il dynamaion equivalga al pensiero.

Il dynamaion è ciò che di per sé non è niente, è ciò che ancora non è, ma nello stesso tempo è il
paradigma che non può essere emerso dal niente, e perciò generò autodynamicamente i
Titani: Oceano, Yperìon, Divina, Fluente, Norma, Memoria, Ispirazione e Cronos, è il
fenomeno mitologico del tempo in Cronos che odiò i suoi figli giganti e non consentì loro
di venire alla luce.

Le gocce del suo sangue sono ontodynamiche nel senso che eventuano le Erinni, i Giganti e
le Ninfe, dalla schiuma del suo mare sgorgò e si eventuò Afrodite la dea dell'estetica
excstatica, e le stelle quale corona del Cielo, Atlante offrì transtabilità alla volta stellata, e
soffrì scosso dai colpi di Zeus contro i Titani, Zeus si scagliò dal Cielo per colpire i Titani,
gettò la luce della transplendenza per annichilire i miti della preesistenza, Zeus divorò o
ingoiò Metis, così evitò d' essere detronizzato o annihilito a sua volta dinamicamente.

Cronos conquistò il mondo divorando e kryptando, in dinamica abneganza.

Il figlio Zeus non venne divorato o annichilito o annientato per la genialità sublime della
madre Fluente, nessuno fu estraneo alla dynamis sublime mitica, che annichilì perfino il
Caos genesi della dynamis eterna e senza fine , indistruttibile e kaos-cosmo, antico,
principio di tutto e di tutto fine, cosmo-archè, che si avvolge come transfera, dimora degli dei
beati, che cammina con vortici di rombo, custode celeste e terrestre che tutto circonda, che ha
nel seno sublime l’intollerabile sublatione della Natura, scura, indomita, svariata, cangiante,
sublime transvedenza che tutto vede, che si dà quale Cronos-dynamis, beato, demone
supremo dell'instabilità del tempontopologico trascendente e fenomenico.

L’elevazione o sublatione sublime excstatica della temporalità si eventuò sublime


dynamica da sé, tale che fu transvedenza con l’occhio dell’anima della bellezza sublime.

La via è una fuga da singolarità a Singolarità, la sublatione sublime verso la contemplanza


excstatica grazie alla immensa potenza dell’Essere dynamis.

L' inconoscibilità e l'indicibilità non consentirono né discorso né scienza, nè epistemica nè


ermeneutica, ma solo una contemplanza che si dà al di là delle categorie della
comprensione, giacchè la dynamis sublime è in-formale, cioè, si trova al di là, oltre e al di
sopra nell'essere ontopologico;ogni esserci che si trovi nell’universo è in bellezza sublime
ontopologica, capace di contemplare la visione della splendenza sublime.

L'apeiron illimitato, infinito, indeterminato, senza fine, privo di limiti, qualitativi e


quantitativi o dynamis del caos o differenza sublime tra archê ontopologica e translogica,
o dynamis ontopologica, è la sublatione sublime della Fisica o l'infinito quale transarkè,
poiché non è possibile né che esista invano, né che convenga un'altra potenza o dynamis.
Dell'infinito non vi è principio, perché altrimenti avrebbe un limite, è ingenerabile, poiché il
generato ha una fine, è la dynamis dell'infinito: non vi è priorità, ma pare essere l'archè
d’ogni fenomeno e comprenda in sé tutti i fenomena all'infuori dell'infinito.

Alla illimitata potenza o dynamis è consentita una infinita ed eterna virtualità di


movimento infinito: nell'infinito sublime, o moto eterno, sono possibili innumerevoli
micromacrocosmi o l’eternità del movimento, per cui si eventua la transformazione della
physis:che cosa è l’essere-dynamis della physis?

Dioniso-Zagreus frantumato in infiniti astrophysis dai Titani ri-sorge


autodynamicamente, dalle ceneri, portando in sé, nell’oscura dynamis propria
dell’involucro corporeo i Titani quali forze telluriche o sismiche dynamiche: la sua luce
dynamica, immortale daimon si inabissò nell'esserci quale entousyasmos ontodynamico.

Da lì l'ontodynamis si eventuò quale eventuanza e fenomena delle muse armoniche


dell'aritmos: poiché si vedeva che le note e gli accordi musicali consistessero nei numeri e
tutti i fenomena si dimostrono loro a immagine dei numeri, e che i numeri fossero ciò che è
priorità in tutta quanta la realtà, pensarono che i fenomena dei numeri fossero fenomena degli
eventi della mondità e quindi il cielo fosse armonia della bellezza sublime nel numero.

La sibilla in excstatica deliranza eventuò la sublatione sublime dell'archegete in deliranza


dynamica sublime, l'archegete in Delfi non nascose, ma eventuò la dynamis sublime della
physis-archê o del kosmos-dynamis o della dynamis-armonica ontopologica o essere
dynamicamente nel cosmo.

E'la dynamis cosmica dell’esserci che si nasconde,si krypta e si dekrypta,si eventua


nell'abneganza astro-fisica del kosmos interagenza con la potenza o dynamis cosmica.

La dynamis sublime ontopologica svela l' ontopologia della physis e si dissipa nel tramonto
o nell'abneganza, nel klynamen, nell'insorgenza o dissolvenza o divengenza o mutare
continuamente, così sempre sono invarianze immobili durante il ciclo dynamico della physis
cosmica, l’apeiron-dynamis è l’alternarsi lineare al ciclo cosmico e l’introduzione di una
forza-dynamis o apeiron-dynamis, o un vortice-dynamis d'infiniti fenomena eterni nello
spazio vuoto.

Che cos' ideò il dio o la dea della dynamis? che cosa nasconse quell’enigma?
Pseudès dòxa?
La dynamis sublime è impronunciabile, indicibile, non può esserci né discorso, nè
pensiero?
Il bello è un fenomeno che è di ciò che bello non è? Per nulla.

I confini del sublime non si trovano, qualora si cercassero, talmente sono profondi, abissali,
dismisurati, transinfiniti: la dynamis contiene in sé la bellezza in sé, màthesis della dynamis o
dynamis physis.
Ogni màthesis dynamizza una conoscenza preesistente:ogni fenomeno fisico può essere
dynamico o potenza con in sé il principio di ogni mutamento, di ogni moto e priorità di
mutamenti.
IL MOVIMENTO SUBLIME

Platone ideò il movimento come un non-essere, perché differente da quell’essere, la cui


immutabilità è sempre e ovunque presente il mondo delle strutture immutabili quali numeri
sublimi, o la misura dell' armonia o ordine e bellezza o l’Eventuanza del sublime movimento
dynamico.

Il movimento sublime non è, semplicemente, un non-essere-qui.


Ma non è neanche solo un essere-qui.

Infatti se il movimento si dà è insieme qualcosa che è qui e non è più qui: sono le aporie della
sublatione sublime o del muoversi o dynamis o matematica e fisica sublime.

Platone ideò la purezza ideale dei fenomena della dynamis sublime, l’universo non è che
movimento incessante pensiero del pensiero dynamico: poiché l’essere dynamis sublime si
dà o si eventua in transinfinitezza e il suo essere sublime si dà in una pluralità di eventi
connessi, è transinfinita dynamis sublime transapeiron, illimitato, giacchè se avesse limiti,
allora avrebbe qualcosa fuori di sé o il non-essere-in-sè.

Tutta la physis è sublatione sublime, è mobilità, anzi è l’attuanza della dynamis sublime.

L'equilibrio dinamico fra sublatione sublime e transinfinitezza nella spazialità vuota si dà


quale evento di uno spazio-tempo tangente a curvatura nulla.

La distanza cronotopica fra due eventi è una geodetica dello spazio-tempo.

Lo spazio-tempo curvo è un evento sublime spazio-temporale delle varietà differenziabili o


dynamis-physis.

La fisica sublime è una dynamis sublime o movimento di una potenza, il cambiamento è


una sublatione dal non essere all’essere oppure dall’essere al non essere.
Il tempo e lo spazio sono grandezze continue quindi anche il movimento è continuo,
movimenti, spazi e tempi sono divisibili all’infinito: in mezzo agli istanti c’è sempre un tempo.

Esistono infiniti transinfiniti, Infinito in atto e infinito in potenza: è Leibniz,l'archegete della


physis sublime, a disvelarlo.

La sublime fisica dinamica ontopologica,ove l'essere sublime dynamico è l'essere sublime


matematico,è la struttura dell'Essere dynamis che eventua la transvarietà dell'Essere,
qualitativo, mobile, nobile e variabile.

Non c'è una matematica sublime della qualità, neanche un sublime del movimento.
Non vi è movimento sublime né numeri sublimi transinfiniti: è impossibile dare una
deduzione matematica della qualità dinamica, non c'è una adaequatio della dynamis.
Platone ideò un universo sferico sorretto dal niente, dal nulla sublime o una potenza
dynamica.
Ciò-che-si-muove-da-sè si muove secondo impetus imaginatio, o dynamis sublime.
La priorità ideale fenomenica è immaginata sferica, o dynamis immaginarie vertiginose o
dinamica del moto nel sublime essere,o essere nello spazio-tempo.

Che cos’è il sublime movimento?


Il movimento sublime è il movimento dell'essere Dynamis o dinamica sublime.

Nel Sofista Platone ideò la dynamis sublime, o la natura di ciò che è in movimento dal nulla
sublime all'essere.

Aristotele fu rapsodico, non sistematico nell’elaborare che cosa sia l’essere?

L’essere è virtualità sublime o dynamis, la dynamis è archè tes metabolès, l'eccedenza della
potenza dinamica, la potenza che si transforma in attuanza o è l'immagine del sublime.

Platone ideò l'essere quale dynamis della sublatione sublime: ciò che è, è ciò che ha potenza
di esserci, dynamis ontopologica fondamentale, d y n a m i s che è atto, o fondamento della
fisica sublime o l a p o t e n z a c h e a t t r a v e r s a e pervade o g n i a t t o della physis.

L’essere dynamis è la purezza dell' essere, fulminea, abbagliante transvisione della dynamis
ontopologica d' essere evento della sublatione sublime, indeterminatezza nella transpazio-
temporalità sublime.

Priorità ontopologica della dynamis sublime quale fondatezza dell' essere dynamis.
Essere sublime è l'essere costante e continuo, che continuamente è, continuamente è presente,
presenza.

La dynamis è fenomenica trascendentale o ontologia fondamentale.


L'ontologia è fondamentale perché lì c'è l'eventuarsi dell' Essere dynamis sublime.

Il problema per la fenomenica è come catturare il movimento di forma, da potenziale ad


attuale, o movimento ontologico nell'Essere, di un movimento dynamico-essere-sé o
Ontologia della Fenomenica Dinamis o movimento eterno, ove il tempo sia il movimento,
il suo essere misurabile, cioè numerabile il movimento.
L'infinito del tempo si dà tanto verso il passato quanto verso il futuro.

Per Platone il mondo è intriso di divino, mosso dall' invisibile e la struttura del cosmo è
eterna: il tempo non esiste, il passato perché non c'è più, il futuro perché non c'è ancora, il
presente non è nel tempo perché separa ciò che è passato da ciò che è futuro, il tempo non è
nell'istante, perché l'istante è dynamis sublime.
Il futuro e il passato sono sublimità del presente.

Il Timeo di Platone, lì la vera dimensione ontologica del mondo è quella dell'eterno sublime;
è solo la dimensione del cosmo e dell'essere fisico sublime.
Se c'è un movimento sublime c'è dynamis sublime o ontodinamica dell'essere dell'endente,
quale cronodinamica sublime dell'essere con struttura ontopologica infinitamente divisibile,
c'è una aporia, il passato è presenza di transinfinità sublimi, gli eventi sublimi del passato
sono l' essere transinfinito, transapeiron, essere senza limiti, senza la fine o abisso cuspidale
sublime.
Il tempo sublime è la sublatione dell'essere, niente è misurabile se non dalla transmente,
niente è misurabile se non c' è la transmente dell'esserci sublime.

C'è sublime asimmetria tra passato e futuro:l' asimmetria metafisica fondò la metafisica
della struttura fisica del mondo, o l'eventuarsi di transinfiniti transinfinitesimi sublimi.

Leibniz ideò la dynamis sublime dell'essere dell'endente in una temporalità sublime


extatica plotiniana, quale disvelatezza della verità sublime o aletheia, o ontodinamica
sublime della kronodinamica dell' endemonade.
LA BELLEZZA E LA DYNAMIS SUBLIME:

LEIBNIZ

Leibniz ideò l'epigenesi: nulla c'è senza il sublime matematico, o nulla c'è senza il
sublime nella bellezza o il sublime nella transmonade.
La sublatione transexcelsa si eventua già nella archemonade quali singolarità o
punto métaphysique, o sublation dei metafisici punti prioritari dell'essere.
Per Leibniz non c'è bellezza senza sublime e non c'è sublime senza bellezza, anzi solo
il nulla è senza sublime bellezza.
Il sublime è già nella bellezza,giacchè la sublatione si eventua nella transmonade
afenomenica nella sigolarità sublime della bellezza, non dopo o nel futuro, ma sempre
nella priorità transinfinitezza della sua essenza.

La sublazione è la sublimanza della bellezza,la sublazione leibniziana è la sublimanza


dell'esserci,del dasein, dell'intenzionalità sublime nella bellezza estetica.

L' up-sollevamento o Aufhebung è solo la sublation ideale dell' entità o superentità o


ontica.

Dopo l'idea della natura attiva, Leibniz svelò anche la sublatione dinamica o dynamis
sublation del sublime dinamico, lì lo slancio è la gettanza della sublimanza o della
sublazione dell'essere.
Quella è la caratteristica fondamentale della monade in sublazione,quale struttura ontologica
dello slancio della sublimanza.

La transmonade ontologica non deve essere intesa come una speciale forza dello spirito, ma in
una modalità ontologicamente strutturale:la monade non è anima,al contrario l'anima è una
possibile morfogenesi della monade.
I
ARISTOTELE SULLA TRAGEDIA
UN NUOVO PARADIGMA: L'ONTOPOLOGIA DELLA LIBERTÀ.

Il sublime dilata le transmittenze del cuore in sistole e diastole, eventuanza


e abneganza, si concentra nell'attenzione della transtabilità ontopologica.
È stancante: è la transestetica sublime.

La bellezza discioglie la transpurezza dell'anima:si percepisce una differenza o


una incongruenza nella transestetica, presente nell'epigenesi longiniana del
sublime, ma non ancora una differenza noumenica nel sublime.

Qui il sentimento sublime consiste in una vibrazione o alternanza rapida dei


sensi,o alterità o alterezza o splendezza dell'esserci.

Il dinamicamente sublime o dynon o phyon o splendezza sublime è simile alla


transpotenza transdinamica in natura irresistibile e terribile, ma se si è al
sicuro, si rimane disinteressati e perciò non c'è più un ob-getto o
gegenstand che incuti paure.
Dio è terribile ma l'uomo non ha paura.
Anzi solo la dea del sublime, quale ultima Dea o ultima degli dei, ci può
salvare, o solo il sublime salverà il mondo.

La natura è sublime perché eleva, innalza l'evidenza ideale all'esposizione


eccelsa là ove l' esserci è l'unico capace di comprendere la sublimità,
anche al di sopra della stessa natura.

Tale libertà è l'eventuanza al di là della natura: interagenza intima tra il


sublime o il dinamicamente sublime,è l'ontopologia della libertà.

C'è sublime quale libertà che trascende la natura.


Il sublime dell'evento sublime, il dinamicamente sublime è sempre in
interagenza o transagenza con la libertà.

E' la problematica della transdifferenza tra il matematico sublime e il


dinamicamente sublime, o della differenza analitica tra la transbellezza e il
sublime:entrambi esigono l'inclinazione o il klinamen e la transensibilità del
piacevole.

Il sublime invece si trova di fronte un gegenstand,sempre non-ente o transente


infinito o transentità abissale senza-fine, senza fondo, un ni-ente, un nulla
afenomenico, anoumenico, aepistemico, aermeneutico.
Infinitezza sublime che si dà oltre o al di là della bellezza ideale fenomenica, lì la
verità sublime si dà al di là quale eventuanza dell'essere sublime ontopologica.

L'eccedenza dell'evento sublime è la verità nella sua infinitezza o è la


paradossalità sublime dell'essere.

Schelling ideò una transcendenza sublime al di là dello spazio e del tempo,


quale sublatione sublime della bellezza fenomenica.

Quale analisi della tragedia nella Poetica, in transalienze della tragedia, come
nell'esperienza di paure e compassioni che si concentrano in catarsi delle
emozioni.
Aristotele appare ob-scuro nello svelare la transevidenza catartica.

La differenza tra le due estremità, o meglio la differenza tra i due spazi


ontopologici che si incontrano come in un nastro di Mo@bius, svela
l'analitica della transbellezza dell'esserci: se un fiore, un tramonto, un
poema, un dipinto, o un brano musicale: qualsiasi bellezza possa essere
transvisibile anche come bellezza sublime.

Il differenziale nel continuo è evidente nella consapevolezza dell'analitica


transfenomenica del sublime, nella bellezza,nel sublime, quale evento sublime
della splendenza.

L'analitica della transestetica del sublime si evidenzia o emerge come una


più complessa ermeneutica della transbellezza.

Quella interpretanza dell'analisi della transbellezza connessa con i commenti


di Aristotele sulla tragedia possono delineare l'emergere di un nuovo
paradigma.
Nell'Analitica si distingue il sublime dalla bellezza transfenomenica: è bella
la bellezza modello in un ob-getto, quale evidenza ideale o principio di
pensiero nell'ob-getto, senza che l'ob-getto stesso abbia utilità.

Qualcosa è nella sua evidenza ideale bella, in contrastanza ad utile, ma l'ob-


getto in sè è inutile, è disinteressante categoricamente, mentre dà il piacere.

Un fiore è bello per la sua evidente organicità, la sua simmetria i suoi colori
come evidenze ideali utili in un transente, ma la transentità è essenzialmente
inutile: così si pensò la transbellezza senza telos.
Già nel concetto aristotelico di physis c'è in essere il sublime dinamico,
quale dynon o evento che si inabissa o si sottrae senza fine e si sublima
nel transinfinito.

Che cosa sono i physei onta?


Sono quegli enti che hanno in sé il principio del movimento o la dynamis
sublime, o physei onta che si sublimano dinamicamente, quale eterna
presenza o evidenza ideale della transmonade in epigenesi del movimento.

Nullo fondamento di una nullità sublime incompatibile con la bellezza ideale


fenomenica, incongruente come il più grande quasi infinito, apparirà così il
sublime quale grande terrore e stupore.

Ecco una parola che non svelò alcun particolare della bellezza; nulla o alcuna
evidenza ideale della personalità; nessuno ha detto una parola in evidenza
ideale o immagina brillanti colori, o immagina la fragranza di una rosa o
l' origine della sublymanza, nel senso della sublyme-bellezza:.

Il costruire un tempio di Zeus, il portare-in-elevatezza una statua di Apollo


quale ontopologia dell'archegete, o il portare in scena una tragedia sublime,
non è soltanto l’alterezza di una splendezza: è mitopoiesis o transpoiesis
sublime.

Consacrare per l'archegete è mitopoiesis sublime nel senso che nell’offerenza


del sublyme il sacro viene svelato in splendenza o ciò che è sacro è il Dio che
viene cercato nella svelatezza della sua vivenza, dentro la disvelatezza della
sua presenza.

Ogni evidenza ideale nel senso dell’alterezza mitopoietica è sempre ab-scissa


eventuata,quale modalità di evidenza adeguata nel progetto o situarsi e
mostrarsi nell' imago-statua, dicibile e decidibile nel translogos.

Si evidenzia il sublime da erigere, da disporre, che possieda già in sé il modello


essenziale del disporre, sia cioè se stesso, in ciò che sia la sua transonanza
sublime.
L
ANALITICA DELLA BELLEZZA
ANALITICA DEL SUBLIME

L'Analitica della bellezza, ma soprattutto l'analitica del sublime, svela


un'immagine estetica-ontopologica della dimensione profonda
dell'ontopologia della libertà: una nuova prospettiva capace di estendere
l'ontologia del fenomeno nell'estetica è una dimensione del fenomeno che può
rivelarsi solo al di fuori dell'epistemico conoscitivo, quale singolarità in
trascendenza dell'ente o estensione quantitativa e qualitativa che si coniuga
con la bellezza della forma, quale esistenza e aderenza nel gegenstand
ontologico della ontologia del soprasensibile.

L' estetica svela il paradigma di un evento della tanscendenza o ereignis del


sublime: eventuanza che non è né natura né libertà e che si presenta come un
fondamento indeterminato, è la transcendenza-sublyme ontopologica della
libertà sublime.

Fenomenica e Razionalismo sono inadeguati per l'eventuarsi della


trascendenza-sublime ontopologica della sublatione sublime.

La transpazialità dell'esserci nell'analytik-dasein, o l'immagine quale


singolarità sublime in transcendenza, è sublatione sublime nell'
intenzionalità: è l'origine della dinamica sublime della transcendenza
ontopologica quale dispieganza della sublimità transpaziale.

Lo spazio sublime può essere un campo di transestetica ove gli eventi sublimi
sono presenti nella transcendenza transtemporale e transpaziale, ma possono
essere transcendenze fenomeniche come un fenomeno ontico, o ontopologico
della singolarità in transcendenza quale transcendenza della libertà
ontopologica.

La libertà sublime è l'essere-in-un-mondo per essere la transcendenza, o la


sublatione sublime della libertà.

Se l’esserci-sublyme è transpazio-tempo-sublime, lo è perché è una sublatione


sublime transpazio-temporale, come eventuarsi sublime dell’essere dell'esserci
sublime, quale transtemporalità o transpazialità sublyme abissale ove si teme
di perdere il senso dell'essersi.
La qualità del sublime consiste nell'essere transestetica excstatica della
sublatione dell'eventuanza sublime, al di là dello stesso tempo ideale
fenomenico noumenico, è l' illimitata transpazialità dell'evento sublime
dell'essere transplendenza sublime.

Ma l'eventuarsi transestetico dell' essere sublatione sublime è la


transinfinitezza illimitata del dinamicamente sublime nella natura, è la
transphysis dinamicamente sublime.

Se la natura è la sublatione del dinamicamente sublime, deve essere più


attraente del fenomeno ideale della sua bellezza, l'infinito stesso è più
seducente del finito o dell'adeguatezza aderente fenomenica; giacchè essere
sublime transinfitezza dispiega eventi sublimi al di sopra della natura,al di là
dell'estetica fenomenica ideale noumenica.

Ma essere il fondamento dell'evento sublime transestetico è la sublatione


sublime che dà la più sublime transexcstasi estetica della sublimità del nulla
sublime dell' Essere nulla, al di là di se stessa in transinfinito, che è sublime
abisso.

Le fondamenta sublimi dell'archegete sono le sublationi sublimi del


fondamento sublime della transbellezza sublime transinfinita.

La sublatione sublime non consiste soltanto nel rapporto di esporre la stima del
servizio del ragionevole nella presentanza della natura, per una possibile
supersensible situanza.

Lo stupore,il terrore, il timore o le miriadi emozioni che assalgono nella salienza


o nel salire al cielo,o nell'abnegarsi negli abissi di gole profonde e rapide
torrenziali di uragani in-furia, o inoltrarsi nei silenti meandri in ombra
profonda, o soli con la propria malinconia: tutto ciò, quando si è in sicurezza
esistenziale, non è nulla che incuta paura, è piuttosto l'intenzionalità sublime d'
essere superiore al naturale, per disvelare una migliore sublatione della
sensazione della bellezza del ben-essere.

Per la fantasia l'adeguatezza con la ragione è la bellezza estetica, ma


paradossalmente anche l'inadeguatezza della fantasia, giacchè lì c'è ancora
l'idea della limitatezza finita del sublime, o non s'mmagina la
transinfinitezza della sublimità.
Nulla di più grande può esserci e nulla è impossibile: l'entusiasmo dell'archegete
è il sublime, perché è una intenzionalità della sublatione sublime, o una
gettanza sublime o uno slancio di misura più forte e più duratura oltre ogni
ragionevole possibilità fenomenica,ideale, noumenica.

Tale sublime intenzionalità dell'archegete è nobile alterezza o sublatione


sublime transestetica excstatica, è l'estetica sublime dell'archegete, è l' Essere
Sublime al di là dell'ideale e fenomenica bellezza noumenica, quale sublimità
Impetuosa, tensione dell' immaginazione nell' essere sollevati in sublatione
sublime excstatica.

La transVisione al di là di tutti i limiti della sensibilità ideale fenomenica,


noumenica consente all'archegete di affondare, naufragare e fondarsi in
sublatione sublime o in transplendenza entusiasmante o transmania.

La gioia nel sublime è sempre sublime, sia nella singolarità che nella mondità
o mondanità, perchè lì la dimensione è transinfinita e transinfinitesima,
aldilà del translogos fenomenico, ideale, frattale dell'arithmos.

Burke ideò il delizioso orrore, o la tranquillità nel terrore, quali ossimori


fenomenici esistenziali dell'intenzionalità sublime nel ben-essere-sublime
dell’esserci: nel sublime c'è l'apprensività, l'intuizione e la comprensione
dell'intenzionalità sublime della curvatura dello spazio-tempo cosmico e
kaosmico, cronologico irreversibile e kairologico reversibile nel mikro e nel
macro transinfinito e transinfinitesimo.

Forse chi per primo eventuò la differenza tra spazio tempo endemonade in
supersimmetria con lo spazio tempo della mondità, disvelò il sublime
leibniziano.

Meglio,la domanda leibniziana risuona:perchè esiste il sublime piuttosto che il


nulla, perchè c'è la bellezza piuttosto che il niente,perchè si dà il sublime
piuttosto che la bellezza, perchè c'è l'evento del sublime,perchè c'è l'excstasy
sublime, perchè c'è la fenomenica sublime o la noumenica sublime o la
metafisica del sublime o l'analitica del sublime o l'ermeneutica del sublime o la
mitologia del sublime o l'ontoteologia o l'ontica del sublime?
Quando si svelino quelle domande si è di fronte all'eventuanza leibniziana
del sublime immaginario.
Leibniz ideò nell'apocatastasi, Apokatastasis sublime, dei salti, dei varchi, dei
momenti di sospensione, ed è lí che si nasconde Dio, con il suo disegno
lungimirante.

Ciò che sembra un continuum in realtà è un discretum, l'apparente ripetizione


dell'identico non impedisce lo sviluppo di transinfinitesime virtualità nascoste.

Ma c'è anche il nulla sublime ed il nulla è il nulla nell'endemonade divina


o della mondità o dell'esserci, quale nulla abissalità sublime dell'essere che
c'è, si eventua, si dà quale nulla sublime afenomenico, aideale,
anoumenico, aermeneutico, aepistemico o essere sublime dell'archegete che
si getta nel fondamento, nel fondo dell'essere quasi ci fosse una specie di
doppiofondo, una bistabilità abissale che si eventua dal nulla sublime
liberamente.
E' l'eventuarsi del mondo dal nulla sublime in modo perfettamente razionale e
legittimo, quale doppiofondo. Fondamento della ragion d'essere dell'archegete.

Ma fondamento del fondamento è la libertà sublime, il mondo è fondato sulla


libertà sublime della purezza dell' evento sublime, paradossale eventuanza
quale variante leibniziana dell' onpotologia del nulla sublime: s'est trouvé tout
inventé dans l'entendement divin avec une infinité d'autres, parce que cette suite
d'evenements non è verità sublime?

Ed è la libertà sublime, priva di crepe e fratture entro cui spira il vento del
sublime transinfinito della libertà sublime del transtempo, o l'oggetto infinito
quale gegenstand transinfinito o ob-getto sublime di Ricoeur.

Declinato secondo paradigmi e stilemi sublimi, o essere l'esistenza temporale


sublime dell'excstasi dell'apokatastasy leibniziana, o di Agostino il quale nei
suoi celebri paradossi sulla temporalità sublime disvelò l'esistenza di un
oggetto sublime quale infinito sublime paradoxale.

Il tempo sublime non è mai quello che è, non è presente quando è presente, non
è passato quando è passato, e quindi pretendere di misurarlo è come pretendere
di misurare ciò che si sottrae a qualsiasi misura, giacchè si svela sempre
quale dismisura sublime paradoxale.
Aristotele nella Poetica ideò: l'imitazione è anzitutto imitazione di azioni che
per loro natura scorrono lungo l'asse del tempo, ma azioni il cui contenuto è il
mito sublime, la mitologia sublime della musa Kalypso, giacchè fondata
sul gegestand infinito o con possibili interpretanza transinfinite.

La poetica-sublime e la physis-sublime si svelano ontopologicamente separate,


distinte e incongruenti, ma in un chiasma moebiusiano: la poetica-sublime
svela eventi che sono per l'esserci sensibilità e destinanza, la physis-sublime
invece si dà quale tempo o misura del movimento nello spazio o dynamis
sublime.

Perciò la differenza è fenomenologica o ontica, ma non ontologica nel


senso della dynamis dell'essere dell'endente, quali eventi del sublime,
eventi che disvelano una struttura ontopologica: sono ontopologia della
disvelatezza della transplendenza quale ermeneutica della differenza, per cui il
senso si mostra negli opposti come altro da sé, inesauribile, eventuanza dell'
abnegarsi.

Eventuarsi sublime che si eventua, nient'altro che evento, evento sublime che
differisce da qualsiasi altro evento l'abbia preceduto quale fenomenico ideale
noumenico.

C'è verità sublime là ove si sostenga che il mondo sia sensato e sensibile, e c'è
verità sublime là dove si sostenga che il mondo non abbia sensibilità ma solo
il fenomeno ideale noumenico, o la metafisica della verità epistemica:
non si pensa l'essere sublime che è e insieme l'essere che non è.

Parmenide ideò così la metafisica della verità, o il pensiero ideale dell'essere:


è la metafisica della verità che pensa l'essere epistemico e mai l'excstasy
sublime dell'essere abissale, endepigenesi del nihilismo, quali phenomena
della sublime disvelatezza.

I phenomena sublimi degli eventi sublimi, quali endemorfie nella spazialità


transinfinita, si disvelano sempre irrudicibili al pensiero calcolante
epistemico.
Anzi la loro disvelanza è una continua decostruzione della endedynamis
sublime: sia quale cronocromodinamica quantica, sia quale ontodinamica
sublime del non-ente, del nulla afenomenico, aideale, anoumenico,
aermeneutico, aepistemico.
I phenomena degli eventi nihilisti sono sempre endefenomeni sublimi del
non-ente, dell' endeniente, del nulla, comprensibili senza gli strumenti dell'
endelogos o della sensibilità o della congruenza intuitiva, giacchè lì
l'endentità non c'è, anzi lì si disvela solo l'abissalità excstatica dell'essere-
sublyme quale Essenza e essenziale Ontogenesi del Nihilismo.

Heidegger gettò il nulla sublime quale excstatica progettanza dell'essere: il


Nothing sublime si dà, si eventua quale evento dell' endenulla sublime.
Anzi solo il nulla sublime getta la profondità abissale sublime, quale ab-
senza delle endentità spazio-temporali sensibili o endepistemiche della
metafisica della endeverità o dell'endelogos.

I phenomena degli eventi nihilisti sublimi ex-sistono quale pro-gettanza-re-


gettata presentemente assente dal nulla abissale sublime.

Heidegger pensò così all' endenulla quale evento abissale della sublatione
sublyme dell'ontodynamis.

La rosa è senza perchè, fiorisce perché fiorisce, quale auto-manifestarsi


endentità dell'excstasy temporale o exstatica della transcendenza, in una
danza cosmica che libera la luminosità intrinseca o auto-organizzazione, o
Ereignis sublime o kronotopodynamica nella physis sublime o endedinamica
sublime della endemondità.

Perché c'è l'essere sublime quale eventuanza del Nulla sublime?


Nulla evento afenomenico aideale anoumenico?
Perché c'è l' essere sublime quale eventuarsi della sublatione sublime del
Nulla?

Per Heidegger lo spazio accade, l’ek-sistere si dà nella transcendenza sublime


del transpazio in vista dell' endemondo sublime, è la continuità e differenza
ontopologica fra l’analitica esistenziale e l’ontopologia del sublyme.

Ma che cos’è il disvelarsi in excstasy della sublatione sublime dell’essere-


sublyme?
Cos’è l'ende-gettanza della splendenza dell’essere-sublyme nel sublime?
È la gettatezza-della-verità della destinanza dell’essere nell’aletheia sublime
fondale, grund sublime ed abgrund sublime, del sublyme che si dà, si getta nell'
endemondità.
L’essere sublatione sublime si eventua nel sublyme quale aletheia, disvelatezza
dell’ontopologia dell’essere, dell’esserci, dell’essere dell'endentità mondane.

Endevarietà compresenti nella gettatezza-del-sublyme quale aletheia sublime


ontopologica dell’essere ontoikona, ontoimagine, ontoimago, ontopoiesis
sublimi.

Il sublime delle endevarietà ontopologiche della endeverità dell’essere si danno,


si eventuano, si gettano quale fondale o fondamenta dell'archegete della
sublatione sublime.

Lì l'archegete è sempre in-essere-in-vista-della transcendenza sublime.

Come mai solo la sublatione sublyme riesce a transcendere, o ad essere-in-


vista-della-transcendenza dell'essere, o ad essere-in-vista-dell'essere
dell'esserci quale dasein-analytik, quindi a transcendere sempre il corso
della transtemporalità o dell’ontocronia?

Tra le tante ipotesi quella più ontopologica è la messa in cura della endeverità
dell’essere quale contemplanza della curvatura dello spaziotempo del
passato, memoria, del presente, relatività o interagenza, del futuro,
eterno ritorno della sublatione sublime.

Solo nel sublyme l’aletheia ontopologica si cura, si getta, si eventua, si fonda


quale archegete: giacchè l'endintenzionalità sublime si dà, si eventua
quale transcendenza dell'essere-sempre-in-vista-dell'essere o transvedenza
dell'esserci o del non ente o dell'endeniente o del nulla o dell'abisso, ma si
dà anche quale paradoxa, giacchè l'intenzionalità del nulla è niente o
meglio è il sublyme, quale transcendenza dell'endintenzionalità dell'
endeniente o dell'abisso o della singolarità abissale presente, passata e
futura.

L’essere nella gettatezza-della-sublymanza o della sublatione sublime cura da


sé l’essere-sublyme, senza la cura ontocronica. Anzi: si cura senza
l'endefenomenica, endideale, endenoumenica. Endepistemica, endermeneutica;
getta la sua cura della sua verità sublime da sé quale transplendenza
transontopica che abita poeticamente il vuoto cosmico,quale endegettanza
dell'essere-in-vista-dell'essere-sublyme.
È la sublatione sublyme della transvedenza sublime dell'essere-sempre-in-vista-
dell'essere che viene-incontro in enderistica sublime, che si disvela per essere
contemplata quale fondatezza dell'archegete, così si dà, si cura nella sua futura-
anteriorità-gìà-stata e sempre ontopologicamente presentemente assente o
sempre in-vista-della-transcendenza-sublime.

Nel suo essere già-stata si getta nella transontokronia anche quale gegenstand
sublime,controistanza fondale sublime che si getta nello sguardo sempre di
fronte, quale endegettanza della endeverità sublime dell’archegete che si dà
quale evento sublime dell'essere-in-vista-dell'essere sublime o transvedenza.

Il sublyme, la gettanza fondale della aletheia-sublime si dà e si cura da sé quale


essere-sublyme o essere-gettatezza della sublatione sublyme, si eventua
sempre quale ontopologia dell’evento-verità, aldilà di tutte le interpretanze
infinite, giacchè nel sublyme si getta, si dà, si cura l’evento della verità
ontopologica della transplendenza o dell’essere sublime dell’aletheia o
dell’essere-sublyme-della-verità-nella-physis.

Anche quando l'erhabene non è più una endentità mondana ontoteologica, o


quando si è abbandonati all’oblio dalla mondanità, anche allora la bellezza-
sublyme si dà alla contemplanza, giacché la sua destinanza si getta e si cura da
sé, si eventua nella physis-sublyme quale evento sublime dell'essere-in-vista-
dell'essere-sublyme nell'endeverità ontopologica.

È la gestell-erhabene dell'archegete che si dà e si cura e si getta da sé; l’alterezza


poietica nella transradura della physis eventua l’evento sublime della verità
dell’essere-sublyme, ma discopre e dispiega nello stesso tempo la destinanza
sublime dell’aletheia della sublatione sublyme: è la gestell sublime dell’essere-
nella-physis, è l’alterezza della destinanza dell’evento sublime della verità
ontopologica nella transradura fondale:ove l’archegete possa abitare
poeticamente nel sublime.

Anzi l’essere sublime in excstasy disvela la libertà d’essere al sublyme, ma nel


contempo nell'essere-in-vista-dell'essere dispiega libertà d’essere al mondo,
lascia liberi gli dei di fuggire senza perdere la sua originalità, libera il nihilismo
della tecnica nel clonarsi senza decostruirsi nella sua gestell, nella sua struttura
ontopologica, libera l'endemondanità e il suo tramonto, giacchè l’evento
sublime della libertà si getta e si cura quale libertà ontopologica dell’essere-
sublyme della verità-destinanza che si eventua nella physis-sublyme per la
splendezza libera della physis di esserci, giacchè c'è lì sempre l'essere-in-vista-
dell'essere-sublyme.
Kalypso,musa mitika del sublyme si dà sempre quale miraggio o aurora
boreale iperborea.

La sua sublatione sublyme è l'eventuanza degli spazi liberi, abitati solo


dall’Essere sublime che ci viene in-contro, quale sublyme senza-la-fine, mai
nullità, e nel contempo eristika excstatica:Essere sublime che si incontra
nell’essere che si getta ed abita l’Essere poetante.

Le varietà degli eventi del venire incontro in sublatione sublime


dell’Essere sono transinfinite, indicibili, senza-fine, senza eclissi: perché gli
eventi del sublyme sfuggono alla classificazione dell’imperativo kategorico del
rigore razionale o della metafisica ideale fenomenica.
da controllare

Pareyson disvelò l’intenzionalità estetica del sublime enigmatico quale Bellezza sublime della
esteticità nulla, quasi fosse l'analisi topologico-transcendentale dell’esteticità sublime o
sublazione superiore della conoscenza epistemica.

È l' esteticità sublime di Friedrich che si dà nell'imago nel fondersi abissale quale esteticità che
si sottrae o si annulla, si nega o è l'abnegarsi della transcendenza fenomenica, per
eventuarsi poi in sublime imago.

DA CONTROLLARE

L'EPIGENESI DELLA DYNAMIS SUBLIME O TRANSDYNAMICA

Dal non-essere o dal nulla sublime non è consentito né dirlo né pensarlo,


perché non è possibile né dire né pensare che non sia la dynamis della
sublatione sublime dell'esserci.

E' dall’essere dynamis della sublatione sublime che si eventuerà la


transplendenza soggiornante senza fine e senza eclisse, in relatività con la
disvelatezza e l'oblio, l'abneganza e l'eventuanza: l’essere si eventua con
l’essere, è senza principio e senza fine.

L’essere nel quale si eventua la sublatione sublime è il pensare:nient’altro o è


o sarà all’infuori dell’essere, la dynamis sublime dell'esserci è nascere e
perire, essere e non-essere, o insorgere o soggiornare nel sublime o
kronodinamica o endynamis sublime, o endapeiron sublime.

L’essere sublime è senza fine, non si eventua più il nulla, né c'è l'abnegarsi
nel nulla in presenza della transtabilità della sublatione sublime; è
singolarità dinamica sublime in transplendenza, disvelanza della dea della
disvelatezza sublime.

Tra l’essere e il nulla non c'è che un sentiero dinamico disvelante la physis
sublime o la transphysis dell’esserci sublatione sublime.

La transdynamis sublime c'è , si dà, si eventua: come può non-essere ciò che
è?
L’eventuanza della dynamis sublime non si svela che nell'abissalità
sublime: ex nihilo nihil , l’eventuarsi della transgenesi sublime del nulla dal
nulla sublime si eventua quale tramonto dell’essere sublime.
Ma l'esserci sublatione sublime che mai tramonta, che soggiorna è la
dynamis della sublatione sublime della transplendenza della physis sublime,
quale svelatezza della dea sublime o la sua sublime verità.

L’essere sublime soggiorna nel vuoto della physis sublime dinamica,


stabilmente senza fine, atemporale, con la sua dynamis della sublatione
sublime, endicona del sublime, imago sublime della dynamis, immagine
sublime: l’essere della physis sublime o dynamis sublime disvelante, o
abnegante, occultante,accadente esserci nella physis sublime quale sublatione
sublime dell’essere sublime.

L’essere è sublime eventuanza.

La dea sublime della verità non trema e si dà nell'evento della sublatione


sublime.

Il transmythos della dea sublime si dà in splendezza nell'archè-physis, quale


transcendenza della ontopologia sublime, quali eventi sublimi dinamici: il
sublime è l'eventuarsi dell’esserci della dynamis della sublatione sublime in
relatività e in transequilibrio transtabile con la transphysis dell’essere
Aletheia sublime: verità sublime dinamica, sempre in splendenza e senza
tramonto, senza fine, quale alternarsi di luce e notte sublime, quale
eventuarsi sublime ontopologica della sublimità della Physis Sublime.

Il sublime della Physis sublime è l'ontopologia della sublimità dell’abisso


cuspidale, della fondatezza, dell’aldilà ontodynamica sublime, è la radura
dell’Essere sublime, dell’Essere libero d’Essere nell’abisso sublime, senza nulla,
senza niente, senza fine, senza tramonto, senza eclisse: è la sublime dynamis
d’Essere.

DA CONTROLLARE

Quale fondamento della verità dell’Essere dynamico sublime la sublatione si dà


invisibile,indicibile, inaudita, l’unica che possa salvare o curare dell’aldilà, della dynamis
sublime.

L'ontopologia dell’Essere sublatione sublime della trascendenza dell’Esserci, è l’Essere


sublime ontopologico dynamico.
Quell' ontovarietà dispiega la complessità della fondatezza dell’Essere sublatione sublime
nella Physis-dynamis transexcstatica.
Nell’Essere sublime, l’Essere sublime non si adegua, in verità né all’Esserci, né all’Essere
ontologico o dynamico.

Nel sublime non si ritrova mai l’adeguatezza metafisica, epistemica, razionale, dynamica,
estetica con il mondo dell’Esserci, né con l’Essere nel mondo cosmico.

Ma quella differenza ontopologica dell’adeguatezza non trascura l’ortogonalità della volontà


di potenza metafisica del sublime, anzi dà senso, identità e trascendenza.

L’Essere sublime, quale essere nel mondo sublime è la misura di tutto,è anzi l’unico evento
gravità che dà senso, transtabilità e soprattutto e per lo più dà il transimpianto, la sublatione,
la transGestell sublime dell’Esserci, dell’Essere qui e aldilà.

L'ontopologia del sublime, quale sublatione sublime della Physis sublime è la Gestell-
sublime del mondo e dell’Essere, quale Esserci che ci si viene in-contro nella sua morfogenesi
d' Essere sublatione sublime.
Giacchè solo l’Essere è il sublime della physis che ci potrà salvare, o curare, o consolare nella
destinanza sublime della sublatione.

DA CONTROLLARE

La sublatione del sublime dynamico è l’immagine dell’Essere sublime che ci si in-contra


di fronte, immagine transdynamis.
Il sublime è la dynamis dell’abisso cuspidale che ci sta sempre di fronte, ci transabita e che ci
si in-contra quale aldilà.
Ma il dynamico del sublime si dà quale metastabilità, struttura ontopologica, in qualità di
salvezza, cura, pensiero poetante dynamico della Physis sublime dell’Essere sublatione
sublime: nella sua transvarietà di dynamis, di transimmagine dell’Essere sublime.
Anzi il dynamico del sublime, con la sua dynamis, si disvela sempre dalla metastabilità
dell’abisso cuspidale, dell’invisibile, dell’indicibile, dell’inaudito,i quali si eventuano di fronte,
davanti, alla mondanità, e si eventuano nella sua transfondatezza senza essere mai fondati.
Il sublime non è stato, e non sarà mai una nuova metafisica, se mai è la Teontologia, senza
essere ontologica: si transeventua invece quale alterità, senza essere differenza, e quale
relatività senza essere dispiegamento.
Il dynamico del sublime è la transradura ove si eventua e si incontra sempre di fronte
l’evento dell’immagine dell’Essere sublime.
La sublatione del sublime è l'eventuarsi dell’immagine dell’Essere sublime che si dispiega
dall’abisso cuspidale,dall’invisibile, dall’indicibile, dall’inaudito: che decostruisce l’immagine
del mondo, dell’Esserci.

DA CONTROLLARE

L'essere dinamica sublime degli eventi nella dynamis è la transvisione di Platone che dalla
non presenza si dà nella presenza, è transpoiesis della dynamis. Anzi la physis sublime, il
sorgere di per sé, è una dynamis sublime, è transpoiesis sublime.

La physis sublime è anzi dynamis nel senso più alto e nobile e sublime.
E' il disvelamento dynamico dell' aletheia, verità della dynamis quale sublatione sublime,
o verità in dynamica aletheia.
Giacché nella disvelanza si fonda ogni dynamica, c'è il fondersi del sublime.

L’evento della dynamis dispiega il suo essere nella sublatione ove c'è l' accadenza
dell'abneganza e disvelatezza, ove accade la verità sublime della transdynamis.

Ma il disvelamento della dynamis non si dispiega in evidenza, bensì è transtabilità kriptata


nella kronotopia dinamica per eventuarsi, custodito in un altro disvelamento o Gestell
sublime, l’abnegarsi ed eventuarsi della dynamis nella physis come disvelatezza
dell'evento della dynamis, o costellazione in cui accada la sublatione sublime dell’essere
verità della transdynamis.

Holderlin ideò che là ove c’è il pericolo là c'è la dynamis sublime che salva, nel pericolo si
mostra, si dà, si eventua l’essere sublatione sublime, l'eventuanza sublime che ci salva non
si dà al di fuori della dynamis.

Anzi, si fonda nella sua eventuanza, quale soggiornare senza tramonto o dynamis: là ove
la verità sublime si dà come aletheia, come svelatezza della dynamis, là ove già da tempo
soggiorna la dynamis e l’apertura alla transdynamis, si fonda la sublatione della
dynamica; lì il grande sentiero non ha porte, miriadi di strade vi sboccano, quando si
attraversa quella porta senza porta, si cammina liberamente tra cielo e terra.

Si eventua nel mondo la transdynamis sublime, quale esserci di una relatività tra la
transinfinitezza e l' aletheia della dynamis del cuore che non trema, della disvelatezza di
quella radura della transplendenza, o dynamica luminosa non-dicibile del soggiornare nel
mondo senza eclisse e senza fondatezza in naufraganza sublime.

Come ci si può nascondere davanti all'eventuanza che mai tramonta o dynamis, evento
sublime che sorge, emerge?
Eraclito ideò la dynamis della physis o insorgenza, il sempre perdurare disvelamento in
contrastanza eristica dell’occulto.
Ma il mai tramontante disvelò sia la disvelatezza che il nascondersi, o abnegarsi o
eventuarsi.
La physis ama nascondersi,eventuarsi,abnegarsi,ama la transdynamis della sublatione
sublime del nascondersi e del disvelarsi: non-nascondimento e occultamento sono in
relatività transdinamica spazio-temporale.
La physis è l'emergere è metamorfosi metabolica o katabolica dell'eventuarsi e
dell'abnegarsi, il sorgere è altrettale già sempre incline al chiudersi.
Disvelamento e Nascondimento non sono pensati come due eventi distinti o differenti, bensì
come una sola e medesima transdynamis, nella loro irriducibile differenza ontopologica, la
dynamis di astrophysis, quale transdynamis della physis.
La physis è la transplendenza sublime dell'ontopolgia ove l’esserci archegete fonda l' abitare
poetante. In ciò sorge e si eventua la physis nascondente e proteggente.
Sublatione sublime ove l’esserci fonda l'abitare poetante nel mondo.
CAPP. 4-5

Pherecydes svelò la differenza ontoteologica o mitologica del Chronos sublime e la


Chthonie o Ground o grund,o meglio ab-grund che spazeggi ontoteologica o mitopoietica
sublime.

Anaximandro disvelò l'apeiron che spazitempeggia quale physis che infiniteggi senza
fine, infiniteggia sublime e dynameggia, mentre Diodorus e Democritus differenziarono
l'apeiron e l'archè che cosmeggi, quale cosmesi o kalousia o bellezza finita
dell'infinito sublime anaximandreo: delicate membrane spazeggiano ontopologiche, quali
varietà sferiche o phenomena, quali imago dell'ecstasità eonyka che platoneggi o
eidousia, o ideale Cronotopia della Physis Ontopologica.

Lo spazio è la libertà che situeggi, spazeggi, trascendeggi, ondeggi, campeggi il deieggiare, là


ove gli dei sono fuggiti, gli spazi lì sublimeggiano.
Lo spazio è la libertà che sublimeggi.
Nello spazio il sublime disvela eventi, transcenteggia sublime.

Cos'è lo spazio che sublimeggi?


La natura di quell'evento è il sublime.
Ma qual è il sublime?
Che cosa ne è del vuoto che spazeggi?
Il vuoto è sublime ondeggiare.
Il vuoto non è più nulla, nulleggia.
Né è l'evento che decostrueggi, è un' eventità che sublimeggi, decostrueggia la sublime
differenza.

L'evento della differenza è il movimento che disvela le differenze sublimi e sublimeggi o


transcendeggi, è la differenza ontopologica heideggeriana quale struttura ontopologica che
eventeggi l'esserità dell'entità in parausia o sublime parousia, è la parausia sublime dell'
esserità che decostrueggi e fenomeggi, esserità della purezza della presenza sublime che
spazeggi, quale spazità indecidibile dell'evento che decostrueggi.

E' in decostruzione là l'ontopologia, cioè l'ontopologia sublime che transcendeggi sublime


ontopologico essere-parausia stabile della spazità dell'eidousia o entità ideale spaziale,
ontologia e topologia transcendeggiano l'eventità sublime, la struttura ontopologica del
sublime:evento che spazeggi l'Ontopology Dasein.

Luogo o Chora che sublimeggi,è l' eventità, l'eventeggiare della verità che dà la fondatezza al
mondeggiare.
La verità che sublimeggi è excstasità, nell'excstasità sublime della verità quale eventità
dell'esserità.
Nell'arte sublime che sublimeggi l'esserità dell'entità nella libertà.
L'arte è la spazità sublime che sublimeggi.
Heidegger ricordò l'ondeggiare metafisico aristotelico dello spazio come insieme di luoghi
finiti in grandezza e qualità, lì lo spazeggiare è pura estensione omogenea, uniforme,
calcolata-parcellizzata, per trasformarsi con Kant in forma prioritaria intuitiva.

E' qui che Tecneggi la filosofica.


Se la Tecnica spazieggia, l'arte atarasseggia, epocheggia o sublimeggia: ondeggia sublime la
spazità dell'essere, sublimeggia al di là della sua determinarezza calcolante; cos'è la spazità
sublime che sublimeggi?
E' lo spazeggiare dell'esserità sublime, o Dasein che sublimeggi, essercità o esserità che
transcendeggi.

Quale spazità che spazeggi.


Raum raumt:lo spazio spazeggi, così come Welt weltet, il mondo mondeggi, spazeggiare la
libertà, sfoltire, diradare, ondeggiare eventi, eventità, transcendeggia l'Esserità e tempità, già
s'in-spaziano: ein-räumen, la Lichtung che sublimeggi, la radura ove abiti poeticamente la
verità o poeteggi, o poieseggi o poeticheggi intesa come chiasma che chiasmeggi,
ontopologia che splendeggi e nascondi, evidenzi e custodisca in sé il mistero.

In “L'arte e lo spazio” ondeggia lo spazio, spazeggia, è libertà dispiegante luoghi e la scultura


un ondeggiare dei luoghi.
Vuoto ontopologico, ciò-che-dà-spazio, Einräumende che sublimeggi, che raccolga, la chora
sublime del Timeo che platoneggi risonante in Aristotele nella Fisica come topos, o luogo.
In ontopologia sublime della radura sublime ove si possa fondare l'archè dell'architettura, la
sua origine sublime fondata dall'archegete, è il celebre saggio heideggeriano:costruire,
abitare, pensare il sublime.
Se lo spazio spazeggia quale vivenza, erlebniz che soggiorni e tempeggi nel mondeggiare, è
l'ondeggiare del luogo, o contrada, ondeggiare che spazeggi in libertà, arcifigura, forma
originaria della libertà che spazeggi libera del movimento che transcendeggi l'esserità
sublime o singolarità che spazeggi, varia, incurveggi nello spazeggiare: lo spazio spazeggia
nella sua libertà e curveggia o echeggia, ondeggia in contrade ove l'esserità vi abiti
poeticamente, o poeteggi il curveggiare.

Più filosofica della scienza e più rigorosa, più vicina all'Essenza della Cosa stessa, è l'arte
sublime.
L'arte è lo spazio o sublime che spazeggi o incurveggi spazitempi.
Dasein sublime che sublimeggi o l’essere exstasità o esser-fuori-da, l’esserità dell’esserci è
l’e-stasità che incurveggi spazitempi sublimi: esserità che e-staseggi il sublime.
Spazio sublime del sublime che e-staseggi e incurveggi l’esserità sublime che spazeggi:essere
che transcenteggi e incurveggi Esserità che spazitempeggi, quale essercità che sublimeggi.

E' l’essercità che sublimeggi l' essere-la-radura-sublime,Lichtung-sein-sublime che spazeggi


il sublime, la radura sublime che sublimeggi e incurveggi esserità sublime, non una qualità
tra le altre, ma la fondamentale dell’essercità sublime che spazeggi nella radura sublime o
Lichtung sublime che incurveggi l’esserità.

Nel pensiero poetante heideggeriano l’esserità si dà sublime, sublimeggia, transcendeggia


sublime nella verità dell’esserità sublime, è nella verità o eventità che incurveggi spazitempi.

Heidegger spazeggia l’esserità e estaseggia il sublime o transcendeggia l’esserità nella verità,


l’esserità si dà e può darsi soltanto là ove si spazeggia quale sublime svelarsi che sublimeggi e
incurveggi esserità, non c'è senza spazeggiare l’essercità sublime che sublimeggi.
I tigli del castello-giardino e lo sguardo oltre il muro splendono in brillanza e curveggia nel
tempo la Pasqua, o dietro la collina il prossimo Natale.
Dal campo chiasmeggia e curveggia verso la foresta il sublime.

Poi c'è il curveggiare e si saluta in alto.


Eventeggiano sul banchetto alcuni grandi pensieri poetanti, da interpretare.
Ogni volta è un enigma o eventità, ma il curveggiare è in vista, là nel campo della radura
sublime ove spazeggia l'essercità, lì incurveggia il piede sull'estensione della diradanza che
risplendeggi.
Tempeggia lì l'essercità, ondeggia l'eventità che curveggi, nei pensieri poetanti curveggia e
ondeggia sul sentiero sublime ove il sentiero interrotto incurveggia.
Il sentiero sublime dell'esserità ondeggia al curveggiare del pensante poetante come a quello
dell'albeggiare.
Con il lungo passare degli anni il curveggiare spesso riecheggia reminiscenze di gioco e di
scelte,quando si è sotto il colpo d' ascia lì nella radura del bosco, lì si curveggia attraverso
boschi e radure sublimi.
Qui ondeggia il tempo, la tempità incurveggia.
La Risonanza è nascosta, è invisibile quale splendezza del curveggiare.
E' la cura sublime.

Nel corso del tempo curveggia la distesa dei cieli, si radica nelle tenebre dell'abisso sublime,
curveggia nei più alti cieli elevati e sublimi.
Ancora una volta incurveggia per ciascuno che passeggi in ogni stagione, con una prossimità
curveggiante.
Se sulle Alpi al di sopra della foresta il crepuscolo serale nel corso di un crinale collinare è
saliente in estate e curveggia nell'albeggiare, se il vento da Est aleggia, se giorno dopo giorno
la nebbia ondeggia la tristezza sui campi il mondeggiare è l'enigma sublime dello spazio che
tempeggi, o del tempo che spazeggi e ondeggi in un lungo periodo di tempo.
La distesa dell' abitare sublime dà l'eventità che mondeggi.

È solo Dio, è Dio, è il sublime.


Sono lì la loro origine.
Il pericolo minaccia.
Il Campo sublime percorso riecheggia una vivenza che ama curveggiare, e spazeggiare in
eventità sublimi, è Kuinzige o essercità sublime invisibile.
Nessun curveggiare della tempesta d'inverno emoziona di primavera.
Ma in un'unica armonia, lì echeggia silente il sublime, ondeggia sereno.

Il sapere è serenità sublime che transcendeggi.


L' enigma splendeggia nel sublime. Dietro il castello torreggia S. Martin.
Lentamente undici colpi di ore svaniscono nella notte.
Il campanile trema sotto i colpi dell'ora di martello, la cui risonanza nessuno dimentica.
Il silenzio è più silente.
È l'anima? È il mondo? È Dio?
E' il sublime.
Tempeggia il sentirsi a casa, lì ondeggia l'invisibile sublime o sublime poetante che
sublimeggi.

Heidegger disvelò così la Gestell sublime che poieteggi o tempeggi o spazeggi.


Gestell sublime del Dasein che spazitempeggi.
Dasein è l'excstasità sublime tempità che spazeggi: è l'eventità che spazeggi per Heidegger,
invisibile poiesis, è l'invisibile-esserità-sublime, è spazità-sublime che sublimeggi o vuotità
sublime che spazeggi.
E' spazità che consenta la risonanza o il Kuinzige o la Gelassenheit sublime, è la stabilità
ontopologica che spazitempeggi, è la verità dell'eventità, è la Gelassenheit l'abnegarsi
sublime che sublimeggi. Gelassenheit è l'abneganza sublime che spazeggi, la sublime
nullità che nulleggi, lì nulleggia o nienteggia la kronotopia sublime, la verità della sublime
Gelassenheit, veritas sublime che incurveggi o abnegheggi, sublimi eventità.

Eckhart svelò l'idea di Gelassenheit sublime che nulleggi. Gelassenheit quale Esserità che
transcendeggi o nulleggi o nienteggi nell'abissalità sublime, esserità che spazeggi o vuoteggi
o nulleggi nell'Esserità sublime. Eckhart vuoteggia o vuota la spazità che nulleggi, o
tempeggia nella nullità sublime.
Eckhart svelò Il Gelassenheit sublime che sublimeggi o spazeggi nella nullità che vuoteggi, o
nella nientità che transcendeggi.
Il Gelassenheit di Eckhart è il sublime curveggiare che nulleggi.
Eckhart è l'archegete della sublime indifferenza che spazeggi nell'aletheia sublime, eventità
del Gelassenheit.

Lì curveggia la sublime Gelassenheit che poeteggi l'eventità. Dasein sublime che nulleggi o
Esserità-spazità del sublime che spazeggi, o spazitempeggi nell'esserità risonanza che
risoneggi.
Esserità sublime che sublimeggi o nulleggi quale Gelassenheit dell'eventità sublime.
Quale sublime Gelassenheit che annienteggi.
Gelassenheit che animeggi la sublime Esserità che sublimeggi.
Heidegger svelò il chiasmepochè del Gelassenheit-Kuinzige che spazeggi, o il Gelassenheit-
Kuinzige che chiasmeggi nella sublime abneganza che nulleggi.

La Gelassenheit che nulleggi o nihileggi il sublime poetante?


Gelassenheit che nulleggi quale sublime che poeteggi?
Gelassenheit che spazeggi quale sublime che nihileggi?
Sublime poetante che nulleggi nella spazitempità dell'Esserità Gelassenheit.
Esserità Stabile che spazeggi e incurveggi sublime.

Heidegger disvelò il sublime poetante che nulleggi, è Gelassenheit che spazeggi, o


spazitempeggi e incurveggi l'eventità sublime che transcendeggi il sublime.
Heidegger svelò con l'ontopologia del Gelassenheit l'abnegarsi del sublime, o l'abissalità che
nulleggi il sublime che nihileggi?
Gestell sublime che spazeggi l'abneganza che nulleggi.
La filosofia di Heidegger è qui per spazeggiare il fascino sublime onteologico del
sublimeggiare ontopologico, quale ontologousia sublime.
Ge-Stell-sublime che spazeggi l'ontopologia sublime.
La sublime abneganza che nulleggi è l'Esserità Sublime dell'Essere che spazeggi.
Gli eventi del sublime che nulleggi è il pensiero poetante del sublime che poeteggi o
spazitempeggi nella nullità che nulleggi, o nella nientità che nienteggi o nihileggi nella
stabilità che spazeggi l' ontopologia sublime.

La differenza ontopologica del Sublime poetante che nulleggi la spazitempità, è la Gestell-


gelassenheit sublime che spazeggi ontopologicamente.
Gestell ontopologica del sublime che sublimeggi. Gestell sublime che spazeggi in
Gelassenheit che sublimeggi la Gelassenheit poetante.
Sublime ontopologia che spazeggi sublime, dal fascino sublime della Ge-Stell Sublime dell'
Esserità.
Gli eventi sublimi spazeggiano la nullità sublime che nulleggi, ma nella stessa
spazitempità che incurveggi il Sublime del dio che ci può salvare o abnegare in Gelassenheit
sublime.
L'Ereignis spazeggia il sublime che sublimeggi nell'Ereignis: sublime che spazitempeggi
sublime l' esserità.
L’esserità sublime spazeggia quale essere in luce e abita nel sublime dell’essercità:
ontopologia che sublimeggi come fondamento-abisso del sublime.

La verità del pensiero poetante dell’esserità sublimeggia già nella Chora che spazeggi il
sublime spaziale.
Gegenstand Sublime Dasein o l'esser-ci Sublime Dasein ontopology, essere-Dasein
nell'esserità-sublime quale esserità-per-la-spazialità o Dasein dell'essere lì che spazeggi, al di
là del semplice tempeggiare, per essere spazio-che-tempeggi-in-excstasità transinfinita.
Chora è lo spazio sublime che spazeggia o Platoneggia, il più abissale sublime che
sublimeggi.

Nietzsche o il sublime Zarathustra inondeggiarono quel curveggiare. Così parlò Zarathustra


il sublime che sublimeggi Nietzsche-Zarathustra: fondeggiare sublime dell'ondeggiare che
curveggi.

Schelling o Leibniz o la frattalità kronotopica che apeironeggi di Anaximandro, o i


frammenti dell'archè di Anaximandro consentirono all'Ontopologia degli spazitempi di
Anaximandro di dispiegarsi nella vuotità o nullità sublime, lì transcendeggiò la
Philosophydella temporalità nel Timeus Platonico: lì il modello paradigmatico svelò il
curveggiare che Platoneggi e Cosmeggi quale adeguatezza della verità Platonica
paradigmatica.

E' l'universo paradigma degli spazitempi Platonici quale estasità exstatica del curveggiare, o
paradigma della physis che transcendeggi e si dà quale fenomeggiare visibile
dell'idealeggiare invisibile, ma intuibile con la metafisica della verità o logousia animata.

Solo così è possibile percepire le differenze spazitemporali dei phora o dei periodos o delle
periphoras o dei kykleseos: ondeggiare del curveggiare paradigmatico pitagorico
dell'identità tra aritmos e curveggiare degli spazitempi, in un sublime armoneggiare o
cosmeggiare e mousikeggiare, quale perfeggiare o idealeggiare dell'eterno sphereggiare
incurveggiante platonico.
Si dà così l'ondeggiare degli spazitempi in dinamicheggiare sublime e infinito
apeironeggiare sublime, ma fenomeggia quale discreto e finito, anzi aritmos, senza
ritmo, in stasi inerziale o contrastanza o gegenstand, attimeggiare, atteggiare, o essere il
curveggiare, o fenomeggiare nell'esserci del discreto quale singoralità temporale della
parousia, o apriorità dell'archè della kronotopia infinita.

E' la differenza nella temporalità che si dà quale aritmos della parousia per curveggiare
la transcendenza ed eventuare il curveggiare che futureggi, o futuro anteriore, o eterno
curveggiare o apokatastasy sublime.

Finito ed infinito non sono possibili nella stessa frazione di tempo: l'apeironeggiare
dovrà essere frammentato ed i suoi frattali fondare la rigorosità e l'esattezza,
altrimenti la divisibilità o l'analitica o la dyairesis o la chiasmepochè infinite possono
creare dei paradoxa spazitemporali infiniti.

Aristotele inventò così le distanze discrete irriducibili nella temporalità, memore delle
omeomerie anaxagoriane, ma sempre nella dynamis dell'essere nella parousia e di essere
nel futuro o nel futuro anteriore.

Leibniz svelò una Philosophy ontoteologica degli spazitempi quale relatività leibniziana
della simultaneità degli eventi: Gödel si ispirò a quel paradigma per incurveggiare
l'apokatastasy kaosmika sublime o monadeggiare sublime.
Leibniz curveggiò la relatività della simultaneità degli eventi nella monade dynamica
sublime.
Leibniz con la sua ontoteologia della monade incurveggiò la verità che si eventui sia
nei fenomena, sia nelle verità nascoste o kryptate o non ancora in dis-oblio
nell'ondeggiare sublime ed infinita: è la Leibniz-Theory della Tempità Ontoteologica che
transcendeggi e si dà curveggiante Leibniz-Theory degli spazitempi, giacchè nella
struttura ontopologica della monade non c'è più differenza sia nell'endogeno che
nell'extramonade, che mondeggi, o incurveggi sublime ed infinita.
Leibniz curveggia la struttura ontopologica degli eventi simultanei degli spazitempi
che dynameggi sublime le endemonadi, o le extramonadi in sistole e dyastole o quali
intermittenze sublimi della struttura ontopologica della monade: è il curveggiare della
tempità o degli spazitempi sublimi, quali eventi virtuali nella monade sublime o
chiasmonade o eventi dynamici sublimi che noumeggino o noeteggino nel pensiero
pensante.

Axiomi degli eventi che dinameggino nelle monadi: lì eventueggiano una cronodinamicità
della Philosophy del Tempo, entità imaginarie o entità metafisiche immateriali e virtuali,
parodossi curveggianti giacchè le entità nell'immaginaririo non ci sonoo lateggiano o
krypteggiano nella monade sublime che incurveggi.

Leibniz pensò quegli assiomi virtuosi e virtuali come paradigmi epistemici o


metaontologie o ontoteologie matematiche, quali axiomi della mathematica della physis
e quindi degli spazitempi sublimi: è il sublime che spazitempeggi o transcendeggi
sublime.
Leibniz curveggiò quel paradigma nell' Analysis Situs, o Geometrya della Situatione
emotiva o cronodinameggiare della monadea, lì gli axiomi della Geometrya Euclidea si
disvelano quali assiomi della metafisica delle verità fenomeniche e virtuali e perciò
assiomi di una geometria immaginaria senza entità ilemorfiche, quale ondeggiare che
incurveggi l'ontoteologia topologica o metaphysica topologica o geometrica o
metamatematica o ontologia della mathesis della monadea o ontopologia sublime.
Leibniz curveggiò le quantità come se fosse il chiasmepochè o l'apokatastasy della
qualità spaziale e simbolica: l'infinito simboleggiò qualità di logousia virtuale e così
l'infinitesimo, o lo zero della mathesis.

Quantità e adeguatezza degli eventi curveggiano nella qualità della monadea, quale
ondeggiante Philosophya del Tempo che spazitempeggi il sublime che incurveggi la
classica Philosophya che da Aristotele dominò l' Europa, una versione del Mythos
Rhapsodico di Chronos: quale movimento o dinameggiare immaginario dell'ondeggiante
ontokronia che incurveggi sublime la monadea che transcendeggi.
Leibniz plotineggiò quasi presago di una virtuale relativity-theory.

Plotino disvelò l'estasità dei tempi dell'essere-purezza che spazitempeggi sublime, quale
autoevento dell'essercità che ondeggi l'essercità-monadea che sublimeggi.
Plotino decostruì sia l'ilemorfica interpretanza del tempo sia l'idealeggiare o armoneggiare o
cosmeggiare platonica per curveggiare una paradigmatica e ab-stracta interpretanza della
tempità sublime: curveggiò una philosophya del tempo immaginaria, cioè senza l'entità
ilemorfica.

Leibniz dispiegò quella intuizione per curveggiare l'eventità immaginaria nell'end-


extramonade virtuale, quale struttura ontopologica o gestell sublime degli spazitempi
immaginari o metalogica matematica immaginaria, come entità immaginaria sublime.

Plotino curveggiò l’Esserità-purezza-transInfinita in eventità sublime estasità, o singolarità


sublime, quale Abissità vertiginosa sublime, l’Esserità sublime nella nullità che nulleggi.

L’abissità dell’Esserità purezza è il sublime che sublimeggi e incurveggi più stabile quando
c'è Abissità e Silenzio o transInfinità dell'estasità, o singolarità sublime e vertiginosa Abissità
che abisseggi Sublime, l’Infinità in sè vuotità che vuoteggi: transcendenza sublime dell'essere-
purezza, pensiero pensante sublime, oltre c’è l’abisso sublime che curveggi.

Esserità sublime o abissità transinfinita dell’essere-purezza in Essere che incurveggi


l'Infinito sublime. Platone curveggiò il sublime che sublimeggiò in Plotino quale essere-
purezza che incurveggi nientità: quale nullità che nulleggi il sublime nell’essere infinito che
spazeggi.

Infinito che infiniteggi: l’Infinito sublime che sublimeggi nell’Esserità purezza curveggiò e
plotineggiò in Leibniz, o nella monade-purezza: il sublime plotineggiò l'estasità degli
spazitempi sublimi in estasità-purezza, fuori di sé, plotineggiò estasità sublime dell'aldilà,
dell'atemporalità, della sopra-temporalità, o della pre-temporalità della flussità, dinameggiò
il curveggiare con la durata spaziale o spazitemporale negli spazitempi che transcendeggino
nell'ondeggiante fluxità sublime eraclitea.
Così in ogni ondeggiare è custodito, curato, sigillato il curveggiare che epocheggi relazioni
temporali di anteriorità e posteriorità in sé: il tempo è un fenomeno sublime che
fenomeggi.

I fenomeni flusseggiano in ondeggianti singolarità dell'eventità monadi e disvelano


l'estasità che transcendeggi sublime.

L'intenzionalità longitudinale o ab-scissa si differenzia dall'intenzionalità transversale o


transfinita spazitemporale che intenzioneggi: le due intenzionalità, longitudinale e
trasversale, sono inscindibilmente intrecciate, sono chiasmepochè che curveggino,
ondeggianti fluxità che dynameggino scorrimenti, allungamenti, dilatanze, distensioni nel
tempo come un fenomeno dinamico temporale o intratemporale.

Platone e Aristotele hanno pensato il tempo-metabolè che tempeggi: qui c'è il rifiuto di fare
dell'anima il sito originario che tempeggi o atarasseggi; senza l'anima che numera e che conti
il tempo, il numero del movimento non c'è; il tempo, per essere, ha da essere animato; senza
l'anima, il tempo esisterebbe solo in potenza, perché ha la sua origine nei movimenti
dimamici.

È aderenza al movimento dinamico e non inerenza animata. Aristotele pensò il movimento


dinamico interno dell'anima come se ondeggiasse in altri movimenti del mondo.
Plotino immaginò il tempo movimento o dynamico curveggiare l'anima che mondeggi.
Il tempo non può essere il movimento, perché il movimento è spazitempeggiare
dell'intenzioneggiare.

Plotino incurveggiò il tempo con il movimento della verità o meglio con la disvelatezza, o
alètheia che aletheggi, dell'anima che animeggi nel mondeggiare.

Ma che cosa è il tempo che spazitempeggi nel sublime che sublimeggi?


Non è niente altro che il movimento dynamico del curveggiare animato, ma l'anima non è nel
tempo, è sempre nell'epochiasma che aterasseggi .

Così l'anima ondeggia nel tempo e spazeggia nell'epocheggiare: movimento dell'anima che
spazeggi l'ondeggiare sublime che transcendeggi e si dà tempeggiante excstasità sublime che
sublimeggi: è movimento sublime degli spazitempi che spazeggi l'atarassità.

L'anima spazitempeggia il tempo dell'epocheggiare, è l'eternità curveggiante che ondeggi: il


tempo è nell’anima che animeggi il mondeggiare, o monadeggi sublime.

Plotineggia la sublimità nel corso del tempo che spazeggi.


Il tempo è sublime che sublimeggi l'estasità che estaseggi: l'attesa, l'attenzione, la memoria
che spazitempeggi l'estasità sublime o spazitempo-estasità che plotineggi, o estasità sublime
che sublimeggi.

La tempità sublime si spazitempeggia, il tempo non passa né dimora, ma sublimeggia.


La sublime estasità della spazitempità transcendeggia, si dà in spazio che spazeggi il
sublime che sublimeggi spazitempi.
La sublime spazitempità è fondata nella sublime estasità spazitempità del Dasein-sublime
che sublimeggi:l'attesa, la parousia e la cura che spazitempeggi nel sublime che sublimeggi,
esserità-in-attesa, custodire e presenziare sono proprio l'esserità-in-attesa o sublime
spazeggiare del tempo, ontopologica spazialità sublime che sublimeggi o Dasein, è il Dasein-
sublime che transcendeggi, dà il tempo o spazitempeggi la transcendenza che transcendeggi
in ondeggiante fluxità dynamica eraclitea sublime.

Il tempo è lo spazio che spazeggi sublime è il sublimeggiare dynamico che transcendeggi.


Quella spazitempità estatica è il sublime che sublimeggi o ontopologia del sublime che
spazeggi.

Il tempo ondeggia e curveggia dinamicamente o spazitempeggi fra essercità e mondeggiare.

Mentre per Aristotele lo spazio è finito in estensione ma continuo e quindi divisibile


all'infinito, il tempo è un numero, anzi il tempo è il numero del movimento dinamico
secondo il prima e il dopo, è l'infinito dinamico.

La singolarità dynamica è l’essere sublime che sublimeggi lo spazio che spazieggi.


Il sublime che sublimeggi ama svelarsi o disvelarsi quale sublime che Eracliteggi o sublime-
essercità che spazeggi, o struttura ontopologica del sublime che transcendeggi.
L'esserità sublime che eventeggi: è ondeggiare dalla non presenza che transcendeggi e si dà
nella parousia, è sublime poiesis dello spazio che spazeggi.

Anche la physis-sublime, l'ondeggiare per sé, è sublime che spazeggi, è poiesis che sublimeggi.
La physis è nobile ondeggiare sublime spazitempo che spazeggi nel transcendeggiare.
E' il disvelamento sublime dell' aletheia che aletheggi, verità del sublime che
sublimeggi quale disvelamento, o verità sublime che spazeggi l'aletheia che
transcendeggi.

Giacché nel disvelamento si fonda ogni spazitempo che spazeggi sublime.


L’evento sublime che spazeggi disvela, dispiega il suo essere sublime nell’ondeggiare lì ove
incurveggia disveleggiare e disvelatezza, dove curveggi la verità del sublime che
transcendeggi.
Ma il disvelamento del sublime non si dispiega in evidenza, bensì ondeggi kriptato nella
kronotopia che spazeggi sublime o nel chiasmepochè che curveggi per eventuarsi custodito
e curato in un altro disvelamento o Gestell sublime degli spazitempi che spazeggino il
sublime nella physis, come disvelatezza dell'evento del sublime che sublimeggi l’esserità
della verità sublime.

Holderlin pensò che là dove c’è il pericolo là c'è anche il sublime che salva o che
sublimeggi, quale soggiornare senza tramonteggiare, è dynameggiare, là dove si dà come
aletheia che aletheggi, ondeggiante svelatezza della dynamis, là dove già da tempo soggiorni
la dynamis che transcendeggi. Aletheggia l' aletheia della dynamis del cuore che non
trema della disvelatezza in quella radura sublime, o dynamica radura indicibile del
soggiornare nel mondeggiare senza eclisse e senza fondità.
Come può nascondersi davanti a ciò che mai tramonteggi e dynameggi, quello che mai
tramonteggi, quello che sorge, emerge,ondeggia, curveggia Eracliteggia la dynamis della
physis o incurveggia, il disvelarsi in alterità dell’ondeggiare.

Mai tramontante significa disvelatezza e nascondità: la physis ama nascondersi, la physis ama
la dynamis del nascondersi e del disvelarsi, in relatività dinamica spazitempità che
spazeggi il sublime che sublimeggi.

La physis ondeggia e curveggia è metamofosi metabolica o katabolica, è come tale già


sempre epocheggia.
Disvelatezza e Nascondità della nullità che nulleggi.
In quell‘esserità sublime si eventua l‘ontopologia del sublyme che sublimeggi o la sua
epigenesi.

Esserità che spazeggi il sublime che transcendeggi lì e si sveli nell‘ontopologia della


poiesis, o dell’ontopoiesis o della transpoiesis.

Tale ontopologia ondeggia e curveggia l‘esserità nel mondeggiare la gestell sublime, o essere
solo per la morte della nullità che nulleggi, quale arte della poiesis sublyme.
Quell’ermeneutica eventua l'ontopologia della transcendenza o ontopologia dell‘immagine
dell‘esserità-nel-mondeggiare.

Ma che cos’è l'estasità dell’esserità-sublyme che sublimeggi?


Anzi che cos’è l'ondeggiare dell’esserità-sublyme nel sublime che sublimeggi?
È la gettatezza-della-verità dell’esserità nell’aletheia fondale che aletheggi, grund ed
abgrund, del sublyme che sublimeggi e si dà, si getta nella mondità ontokronotopica quale
spazeggiare che sublimeggi.
L’esserità si eventua nel sublyme che sublimeggi quale aletheia che aletheggi, disvelatezza
dell’ontopologia dell’esserità sublime, dell’essercità sublime, dell’essere entità sublimi: varietà
nella gettatezza-del-sublyme quale aletheia che aletheggi l'ontopologica dell’essere
ondeggiare sublime, ontimagine sublime, ontimago sublime, ontopoiesis sublime.

Il sublime che sublimeggi delle varietà ontopologiche della verità dell’esserità sublime
transcendeggiano, si eventuano, si gettano quale fondità anche quando gli dei fuggono e il
tramonto dell’occidente si secolarizza, per sempre il sublyme curveggia e intenzioneggia per
essere ondeggiante esserci: mai la verità tramonta, è sempre parousia sublyme che
sublymeggi aldilà dell'agatousia, aldilà delle entità mondeggianti.

Come mai solo il sublyme transcendeggi il corso dello spazitempeggiare o dell’ontocronia che
sublimeggi?
Tra le tante ipotesi quella più ontopologica è la cura ondeggiante della verità dell’esserità che
sublimeggi.
Solo nel sublyme l’aletheia aletheggia ontopologica e si cura da sé, ondeggia e curveggia da
sè, fondeggia e si cura senza gli dei fuggitivi.
L’esserità sublime incurveggia la cura da sé l’esserità-sublyme, senza la cura ontocronica o
ermeneutica, anzi si cura senza l’epistemica ermeneutica, ondeggia la cura della verità da sé,
spazeggia il sublime.
È sublyme aletheia che aletheggi si dà e transcendeggi, si cura da sé quale esserità-sublyme o
esserità dell’evento-verità, giacchè nel sublyme è in ekstasità e ondeggi, si dà, si cura l’evento
della verità ontopologica dell'esserità sublime o dell’esserità dell’aletheia sublime o
dell’esserità-sublyme-della-verità-nella-physis.
La spazialità del sublyme si fonda sulla spazitempità sublime della libertà:la spazialità
sublime del sublyme è la spazitempità sublyme della libertà d’Essere dell’Esserità sublime
che sublimeggi.

Il sublyme c’è quando l’Esserità si dà, transcendeggia nella radura sublime, nell' ontopologia
dell’Esserità, quale ontopologia dell’Esserità poetante che si eventua nella gettatezza sublime
che curveggi, è la radura poetante che custodisce, kripteggia, lateggia, ondeggia la cura
dell’Esserità sublime che sublimeggi.

I luoghi del sublyme sono spazitempi che spazeggiano l’essercità sublime nel mondeggiare, o
mondaneggiare, o tramonteggiare o eclisseggiare, sublime che sublimeggi l’Essere abitato
poeticamente dall’orizzonte e dall’Esserità sublime-senza-fine, senza declineggiare, senza
tramonteggiare, senza eclisseggiare, quale eterneggiare della risonanza dell’Esserità-sublyme
che sublimeggi.

Solo così si eventua l’epocheggiare della sublymanza che sublimeggi la spazialità che
spazieggi la sublymità della Physis.
Lì l’Esserità-sublyme non eclisseggia, o tramonteggia.

Nel sublyme che sublimeggi c’è l’ondeggiare differenza ontopologica tra il fenomeno sublime
e l'evento sublime: non la nullità o la nientità, ma l’Esserità sublime che ondeggi in-contro,
l’Esserità sublime che curveggi, per abitare l’Essere sublime che incurveggi la radura
sublyme che sublimeggi.

La spazità sublime della sublymanza è la spazitempità della differenza che si eventua


nell’ontopologia poetante, che abiti il luogo kaosmico o spazio che spazeggi il sublime.
La spazità sublime del sublyme che sublimeggi è la spazitempità dell’Esserità che curveggi
l’essere sublime che incurveggi la parousia della radura, ove non ha mai abitato né l’entità,
né l’Esserci, né la mondità, né la metafisica, né la teocrazia, ma solo la transonanza
dell’Esserità sublime che ondeggi in-contro, quale curveggiare sublyme che transcenteggi.

La spazità che spazeggi sublyme è la spazitempità sublyme,o dell'abitare sublime dei luoghi
sublimi che sublimeggino il sublyme, lì incurveggia la transonanza dell' Esserità-sublyme, o
Esserità che sublimeggi curveggiante, Esserità che abiti l’Essere sublime, Esserità che
spazeggi il sublime e ondeggi l’Esserità sublyme della diradanza sublyme che sublimeggi.

L'ontopologia, il luogo ove l’Esserità sublime ondeggia in-contro e ci abiti è il sublyme che
spazeggi l'ontopologia del sublyme, è la sublyme ontopologia della spazitempità sublyme: solo
nell'ontopologia sublyme la spazitempità si eventua quale spazeggiare sublyme, giacchè solo lì
è libera di curveggiare e di spazeggiare sublyme.
I luoghi ove il sublyme ondeggi incontro, o dove l’essere curveggi l’esserità sublime che si
eventua ed abiti la spazità del pensiero poetante, sono i luoghi del sublyme che spazeggi il
curveggiare, perché l'ondeggiare dell’esserità sublime con la sua ikona sublime getteggi la
parousia e la abiti è sublyme, nell'ondeggiare indicibile inauditeggia, atarasseggia, epocheggia,
chiasmeggia sublime.

La spazità sublyme è spazeggiare gli spazitempi liberi, abitati solo dall’Esserità sublime che
ondeggi in-contro, quale sublyme senza-la-fine, o nullità che nulleggi: Esserità sublime che
incurveggi nell’essere che getteggi ed abiti l’Esserità poetante sublime.

Le varietà dell'ondeggiare-Esserità-sublime infiniteggiano, indicibili, senza-fine, senza


eclisseggiare: perché i luoghi del sublyme sfuggono ondeggianti.

Gli eventi del sublyme che transcendeggi in relatività con gli eventi e le ontovarietà
dell’Esserità sublime si eventeggiano quale libertà ontopologica:lì ondeggia l’Esserità
sublime,s'incurveggia la libertà d’essere sublime che sublimeggi.

I luoghi del sublyme sono gli spazitempi ontopologici ove l’Esserità sublime dispone il
curveggiare, l’ascolto, la visione poetante dell’Esserità sublime ondeggiante, dinnanzi, davanti
che curveggi incontro, nella sublymanza che sublimeggi.

La spazità sublyme è la radura sublime che vuoteggi o l'ontopologia della sublymità, ove
l’esserità sublime si eventui per essere curvatura e per abitare poeticamente l’essere sublime
che ondeggi, oltre che abitare poeticamente il mondeggiare, Physeggiare, kosmeggiare della
kosmesi o della kalousia-agatousia.

Quando un luogo, una radura, una vuotità sono abitate poeticamente dall’Esserità sublime
che curveggi sublime e che ondeggi in-contro all’Esserità sublime, si eventua il sublyme che
spazeggi quale spazitempità sublyme del sublime abitare poeticamente l’Esserità poetante, in
libertà, in verità, incurveggiante Esserità-sublyme che sublimeggi.

L’Esserità sublime che ondeggi incontro per abitare poeticamente, non solo il mondeggiare,
ma il curveggiare sublime dell’Esserità, la spazità dell’Esserità sublime che sublimeggi,
l’Esserità poetante, l’Esserità ontopologica che spazeggi l’Esserità-sublyme.

Si eventua il curveggiare nella spazità che spazeggi nella tempità che mondeggi la differenza
ontopologica del sublime: parousia ontopologia dell’Esserità-sublyme, di là e di qua
dell'ontopologia fluttuante e mondeggiante dell’Essercità ondeggiante virtuale, del
mondeggiare immaginario, del mondeggiare ontopologico, del mondeggiare poetante.

Il mondeggiare dell’Esserità-sublyme ondeggia il mondeggiare quale mondeggiare sublime,


mondeggiare caotico, mondeggiare cosmico, estatico.
Quale fondeggiare sublime della verità dell’Esserità-sublyme dà senso al kaos, all’invisibile,
all’indicibile, all’inaudito, all’assenza presente che spazeggi: l’unica che ci possa salvare o
curare nel mondeggiare dell’aldilà.
L'onTopologia dell’esserità-sublyme è l'ontopologia che ondeggi l’Esserità che transcendeggi
l’Essercità, o l’Esserità ontopologica poetante.

Quelle ontovarietà dispiegano il fondeggiare dell’Esserità-sublyme nel mondeggiare virtuale


che curveggi l'ontopologia sublime nella spazità sublime che sublymeggi l’Esserità-sublyme
chiasmepochè della spazità dell’Essercità.
Nell’Esserità-sublyme l’Esserità che ondeggi non si adegua, in verità né all’Esserci, né
all’Essere ontopologico o poetante.

Nel mondeggiare sublyme il mondeggiare non ritrova più l’adeguatezza metafisica estetica
con il mondeggiare dell’Esserci, né con l’Essere nel mondeggiare cosmico, immaginario,
virtuale, kaosmico.

Ma quella differenza ontopologica dell’adeguatezza non trascura l’ortogonalità del sublyme,


anzi dà senso, identità e trascendenza.
L’Esserità sublyme quale essere che ondeggi il mondeggiare sublime è la misura che spazieggi:
del kosmeggiare che c’è e del mondeggiare che non c’è, o è invisibile, indicibile, inaudito,
estatico.

L’Esserità sublime è anzi l’unica spazitempità che incurveggi e dà senso, transtabilità e


soprattutto e per lo più dà l’impianto, la Gestell del sublime mondeggiare dell’Essercità,
dell’Esserità sublime qui, dell’Esserità sublime là, dell’Esserità che sublimeggi aldilà.

L'ontopologia del sublyme spazeggia sublyme, è la Gestell-sublyme del mondeggiare e


dell’Esserità che ondeggi quale Essercità che curveggi in-contro nella sua morfogenesi
sublyme d' Essere che spazieggi il sublime.

Giacchè solo quell’Esserità è sublymanza della physis che ci potrà salvare, o curare, o
curveggiare ondeggiante della spazità sublyme.

L'onTopologia dell’Esserità sublyme è la bistabilità che spazeggi nei sentieri che si biforcano:
c’è la superficie della Gestell-sublyme che fondeggi il mondeggiare dell’Essercità che
transcendeggi, c'è lo spazeggiare dell’Esserità sublime che ondeggi incontro nella vuotità
ontopologica, nella radura sublime libera dal nihil, nella singolarità kaosmica della nullità
che nulleggi, quale Gestell-sublyme che spazeggi l'Essere, Esserità sublime che incurveggi e
ondeggi, getteggi l’Essere sublime nell’Essercità che sublimeggi, per abitarvi con il senso del
sublyme o dell’Esserità che transcendeggi.

La spazità del sublyme è stata, ed è,sempre ontopologica nel senso di onTopologia del sublyme
dell’Esserità è parousia nella plessità, o nel chiasmepochè della Gestell sublyme dell’Essercità,
dell’Esserità-sublyme che ci in-contra, che ondeggi in-contro, quale transonanza dell’Esserità
sublime nell’aldiqua dall’aldilà.

La gestell-ikona sarà per sempre l’essere sublime ikona dell’esserità struttura ontopologica
ontopoietica dell’imagine dell’esseRità sublime che sublimeggi.
Ma che curveggi l' ikona che spazeggi la gestell del sublyme?
È l’ontopologia che vuoteggi, radura sublime della vuotità o l’ikona della radura sublyme
che sublimeggi l'essere-in-estasità della nullità che nulleggi o della nientità che nienteggi,
quale ontopologia sublime.

Solo il sublime che spazeggi consente all’essere d’abitare poeticamente la radura-gestell-


ontopologica: là l’imagine dell’esserità sublime si disvela libera mondeggiare ontocronotopica.
Qui si discopre l’ontopologica gestell-sublime o struttura ontopologica sublime dell’ikona
dell’esserità, della spazitempità o sublime-ontocronica.

Solo la gestell-sublime disvela il curveggiare della singolarità che si eventua nel sentiero
ininterrotto nella radura sublime-gestell.
Lì l’aletheia sublime della gestell che spazeggi o la verità della struttura ontopologica
consente all’ikona d’essere-sublyme, e consente alla verità di disvelarsi nella sublymanza
quale eventità della verità, o eventità dell’aletheia o eventità della disvelatezza della sublime-
gestell dell’esseRità che transcenteggi.

La sublymità è la verità o meglio l’essere-sublyme è l’aletheia della sublime-gestell del


curveggiare dell’esseRità che sublimeggi la verità del sublyme e disveli l’esserità gestell-
aletheia sublime, o la radura ove possa abitare poeticamente l’esserità ed ove possa aleggiare
l’eventità dell’aletheia-sublime, è la sublymanza della verità dell’ikona dell’abissità sublime,
dell’abgrund sublime dell’esserità: la sublimità è innanzi tutto l’ontopologia della gestell
sublime dell’abissità dell’esseRità che sublimeggi una differenza ontopologica della verità
sublime.

L’esserità-sublyme eventua l’aletheia sublime ontopologica quale sublymanza dell’esserità nel


sublyme che sublimeggi o dell’essere ontopologia sublime.

Anzi solo la verità-sublyme discopre l’ontopologia dell’essere sublyme dell’esseRità che


spazeggi il sublime.

Ma che cos’è il sublymeggiare dell’esserità-sublyme?


Anzi che cosa getteggi l’esserità-sublyme nella sublymanza?

È la gettatezza-della-verità sublime dell’esserità nell’aletheia sublime, grund ed abgrund del


sublyme che si dà, ondeggi la mondità ontokronotopica sublime.
L’esserità si eventua nel sublyme quale aletheia che aletheggi,disvelatezza dell’ontopologia
dell’esserità sublime,dell’essercità sublime:tutte varietà compresenti nella gettatezza-del-
sublyme quale aletheia ontopologica dell’esserità ontikona, ontimagine, ontimago,
ontopoiesis, autevento, mitevento, onteventità del sublime che sublimeggi.

Sublyme-estasità delle varietà ontopologiche della verità sublime dell’esserità si dà,


eventeggia, ondeggia quale fondità o fondeggiare nel corso del sublymeggiare senza mai
disertare, anche quando gli dei fuggono o tramonteggino, il sublyme ondeggia o
intenzioneggia per essere il sublime che transcendeggi: mai la verità tramonteggia, è
presente nel sublyme che sublimeggi al di là.
Come mai solo il sublime transcendeggi la spazitempità o l’ontocronia?
Tra le tante ipotesi quella più ontopologica è la cura della verità sublime dell’esserità.
Solo nel sublyme l’aletheia ontopologica si cura da sé, ondeggia, curveggia, fondeggia e si
cura senza gli dei fuggenti.

L’esserità ondeggia-la-sublyme-cura-da-sé che sublimeggi l’essere-sublyme, ondeggia la


cura della verità sublime da sé quale ontopologica che abiti poeticamente la vuotità o la
radura sublime ontopologica ontokronotopica.
È l’esserità sublyme che ondeggi-incontro, che si disvela, si dà, si cura nella futura-anteriorità
sempre ontopologicamente presentemente assente.

Nel suo essere già-stata ondeggia e curveggia l’ontokronia quale sublime che transcendeggi,
gegenstand sublime che ondeggi lo sguardo sempre di fronte quale gettanza della verità
sublime.

Il sublyme spazeggia la gettanza fondale della aletheia-sublime si dà e si cura da sé quale


essere-sublyme o essere-gettità-del-sublyme e si eventua sempre quale ontopologia
dell’eventità-verità, aldilà, giacchè nel sublyme ondeggia, si dà, si cura l’eventità della verità
ontopologica del sublime o dell’esserità dell’aletheia sublime o dell’esserità-sublyme-della-
verità-nella-physis.

Anche quando gli dei fuggono si eventua nella physis il sublimeggiare, quale eventità della
verità sublime ontopologica.
È la gestell del sublyme che si dà e si cura e ondeggia da sé: spazeggia e poieteggia nella
radura sublime della physis, eventeggia l’eventità della verità dell’essere-sublyme,
incurveggia e dispiega l’aletheia sublyme, è la gestell che sublimeggi l’esserità-nella-physis, è
lo spazeggiare dell’eventità della verità ontopologica nella radura sublime che fondeggi e ove
possa abitare e poieteggiare il sublime.

Anzi l’esserità sublymeggia e ondeggia la libertà d’essere sublyme, incurveggia la libertà


d’essere mondeggiare, ondeggia la libertà degli dei fuggenti, curveggia la libertà del nihil
tecneggiante senza decostrueggiare nella gestell, nella struttura ontopologica, incurveggia la
libertà di mondeggiare o tramonteggiare, giacchè l’eventità della libertà ondeggia e si cura
quale libertà ontopologica dell’esserità-sublyme-della-verità-curveggiante che eventeggi la
physis per ondeggiare libera physis di esserci anche quando gli dei fuggono.

L’esserità-sublyme dell’abissità, dell’ab-grund eventeggia l’ikona della radura ontopologica


quale ontopologia dell’esserità inenarrabile, inaudita, indicibile, indecidibile.

Per gli eventi dell’esserità abissità ontopologica della physis c’è l’essere sublyme in ekstasità
incurveggiante, in interagenza tra l’essere e la sua radura vuota ontopologica.

Solo il sublyme, l'ekstasità dell’esserità del sublyme consente l’ascolto del sublyme che
ondeggi nell’abisso della radura ontopologica le fondità del fondale dell’esserità-sublyme,
quale ikona della physis ontopologica.
Ma quella ikona si disvela solo nel suo essere: solo al sublime che spazeggi e che consenta
all’eventità dell’essere abissale di gettarsi nell’ekstasità dell’aletheia dell’esserità sublyme.

Solo il sublime che spazeggi disvela il mistero o l’enigma del sublyme-in-ekstasità: la


sublymanza ama nascondersi o essere sempre ondeggiante incurveggiante, l’esserità-sublyme
ama disvelarsi, ama discoprire la radura abissale, la physis ontopologica, la gestell sublime
ontokronokairoslogica o ontokairostopica.

Solo così l’esserità-sublyme si dispiega all’infinito nell’apeiron, nel senza-limiti, nel sub-lime,
nel senza-fine, quale autevento o ontevento sublime, ma la gettanza fondeggia il fondale
ontopologico, ontochiasmepochè ontocronotopico, si dà per raccogliersi-in-un-confine,
ondeggia per eventuare la gestell sublime, la struttura ontopologica che spazeggi la physis:
incurveggia la spazità del sentiero ininterrotto dell’essere sublime radura ontopologica ove
l’esserità sublime possa abitare e poieteggiare.

Solo con l’esserità-sublyme si eventua il curveggiare dell’aletheia sublime che aletheggi, mai
adeguata, ma sempre sottratta all’evidenza del mondeggiare, ma visibile, inaudita ma udibile
echeggiante, paradossale o eristica sublime che sublimeggi.

Lì la verità stessa è trans-latente, anzi l’aletheia si disvlela quale trans-verità o essere


sublymanza della trans-aletheia dell’essere-sublyme, si discopre gestell-sublyme o struttura
ontopologica della trans-verità sublyme.
La verità nel sublyme è l'aletheia-dell’esserità, o verità-trans-latente dell’esserità-sublyme,
giacchè il sublyme ama la disvelatezza dell’aletheia sublime dell’esseRità.

Nell' eristica sublime che spazeggi nel curveggiare e disvelarsi la dislatenza della verità
dell’esserità-sublyme ondeggia nella radura le fondamenta del sentiero dell'ontokronotopica,
quale gestell sublime dell’esserità-sublymanza del sublyme-in-ekstasità o meglio nell’esserità-
sublymanza è in ekstasy sublyme la verirà trans-latente del sublime spazeggiare, o che
nell’esserità-sublymanza vi è custodita e curata l’aletheia-trans-latente del sublime che
spazeggi l’esserità-sublyme.

Quando l’inaudito aleggia nell’essercità è assentemente presente la verità trans-latente dello


spazeggiare dell’esserità-sublyme, ed è quell’aletheia che si disvela nella radura vuota e che
curveggia il sentiero ininterrotto sublime che sublimeggi.

L’eristica di quella verità-trans-latente ondeggia le fondamenta del chiasmepochè sublime


dell’immagine della sua bellezza o kalousia agatousia:la bellezza-sublime è, sarà, fu la varietà
della verità-trans-latente custodita e curata nell’essere-sublyme che sublimeggi.

Lì si dà il sublyme che spazeggi o la sublymanza che transcendeggi si dà quale sublyme:


l’origine o l’originalità del sublyme è il sublyme della verità trans-latente dell’essere-sublyme,
custodita e curata nella radura ove si disveli il sublime che spazieggi.

Spazeggia quella transtabilità sublyme della verità ontopologica che consenta l’interagenza
con l’esserità-sublyme della verità quale sublymanza dell’essere che eventeggi l’esserità-
sublyme.
L’esserità-sublyme eventeggia l’ontopologica dell’eventità della aletheia-trans-latente, quale
gestell sublime dell’esserità-sublyme che spazeggi l’esserci nella radura vuota e senza limiti, la
radura sublime del fondale ove l’esserità sublime possa soggiornare poeticamente con
l’eventità della verità-disvelatezza-trans-aletheia.

Qui nell' ontopologica verità si discopre ondeggiante aletheia che aletheggi, in velatezza e
disvelatezza indicibile ma sempre sublymanza dell’esserità-sublyme physis.

Solo quando l’esserità-sublyme curveggia e cura l’aletheia, eventeggia la seducenza verso


l’esserità-sublyme, anzi è la verità che seduce l’esserci, è l’aletheia che curveggia il sentiero
ininterrotto della sublyme-esserità.

Ontopologia dell’esserità-sublyme o già la spazitempità quale ikona dinamica che ondeggi, o


ikona ontodinamica che apeironeggi sublime o ikona ontodinamica del trans-apeiron sublime,
del trans-infinito-sublime, della trans-gestell dell’esserità-sublyme.

Lì l’ontodinamica ikoneggia nell’essere-infinito sublime curveggia quale imago ontodinamica


dell’essere-sublyme, o quale immagine ontodinamica dell’apeiron sublime del pensiero
poetante sottratto alla mitopoiesis.

Ma in origine l’ikona ontodinamica ontokronotopica si svela senza differenza ontopologica,


quale sublyme della mitopoiesis dell’apeiron trans-infinita, ove l’ikona del kairos spazeggi
l’imagine della kronotopia transinfinita sublime che sublimeggi.

Solo l’essere-sublyme dell’esserci sottrae all’eternità l’ikona dell’ontodinamica kronotopica


sublime.

La frattalità dell’ikona ontodinamica della spazitempità platoneggia e si differenzia


ontopologicamente in-essere-sublyme dall’esserci, ma in origine ci fu una ontopologia della
gestell sublime ove si eventuò l’ ontopologica dell’esserità-sublyme.

O l’esserità-sublymanza dell’infinito ontodinamica cronologica della frattalitàspazitemporale,


quell’evento inaugural’oblio dell’essere-sublymità-dall’essere quale sublyme dell’essere per
essere solo sublime che tecneggi, ove l’ontodinamica infinita dell’ikona si è dissipata, dissolta,
oblieggiò: è l’oblieggiare dell’essere-sublymità-dall’essere che si dà quale fondatezza.

Nel corso del tempo l’essere-sublymità dall’essere non scompare, ma per fortuna dis-
oblieggia: ondeggia nel tecneggiare per eventuarsi solo nell’ontopologia che sublymeggi-
l’essere.

È il dis-oblio della verità che si sottrae dal nihil che tecneggi per gettarsi ancora quale trans-
mittenza intermittente della sublymanza della verità ontopologica dell’essere-sublyme-
esserità.
Quella trans-mittenza ama nascondersi nell’essere-sublymanza quale sublymeggiare che
sottrae l’aletheia dall’oblio tecneggiante, per disvelare l'abissità dell’esserità-sublyme, essere
ikona ontodinamicheggiante dell’ontokronotopia trans-infinita.
È lì che l’esserità-sublyme disoblieggia e ondeggi l’esserità aletheia ontologica aldilà dell’oblio
tecneggiante.
Qui eventeggia la differenza ontopologica dell’esserità: nella transcendenza dell’esserità-
sublyme si dà, ondeggia, eventeggia, incurveggia la verità dell’esserità, aletheggia l’esserità,
struttureggia l'ontopologia sublyme della radura, del kairos, poiesis, ontopoiesis, ikona.

Anzi il sublyme della verità incurveggia le fondamenta del sublymeggiare dell’esserità, quale
sentiero ininterrotto dell’essere che eventeggi l'ekstasità della gestell e della gegenstand, la
physis del grund e dell’abgrund sublime che sublimeggi.

Quell’eventità trans-abissa aldilà del tecneggiare giacché dis-oblieggia il sublyme, si eventua


l’esserità-sublyme che staglieggia o curveggia giacchè si sottrae all’ontocronia del dicibile: si
dà alla physis inaudito, misterico, indicibile; l’esserità del sublyme curveggia, disvela la verità,
trans-abissa l'aletheia, dis-oblieggia la radura, nel vuoto che vuoteggi, nella nullità che
nulleggi, quell‘enigma è vivenza nell‘essere-per-la-morte del sublime che sublimeggi.

O essere-il-sublymeggiare-della-morte.
In quell‘esserità ondeggia l‘ontopologia del sublyme, lì si svela l‘ontopologia della poiesis che
sublimeggi l‘esserità-abissale o l‘esserità-nell‘abisso, abgrund che ondeggi le fondamente e
curveggi quale fondatezza dell‘esserità o del sublyme che sublimeggi?

Forse ci può salvare l‘essere nel mito della sublime-bellezza-kalousia quale misura che salverà
il mondeggiare dell‘essercità.
L'esserità curveggia il sublime o l'essere-per-il-sublyme-che-transcendeggi.

Solo l'esserità sublime ci può salvare, ondeggiante sublime.


O ci salverà nella spazità che spazeggi il sublyme-che-sublymeggi:essere per la salvezza
dell'essere significa essere per la salvezza del sublyme.

Solo il curveggiare del sublyme può disvelare l’immagine del mondeggiare quale ontopologia
dello spazitempo immaginario da abitare poeticamente, quale ontopoiesis del sublyme
dell’essercità o dell’ontopologia poetante del sublyme, quale disvelatezza dell’ontopoiesis o
nel pensiero-poetante-pensante dell’essere metastabilità nella struttura ontopologica.

L’evento dell’essere sublime si dà alla luce e dà luce al sentiero ontopologico dell’esserità


sublime che spazeggi.

Quale radura vuota che vuoteggi e ondeggi libera, sgombra, incurveggia l‘ontopologia
sublime-in-estasità, si dis-oblieggia.

Il sublime è l'evento dell’essere?


Nell’evento del sublyme l’ontopologia degli eventi della physis disvela l’indeterminatezza dei
paradigmi.

Già aleggia nell’ontopologia l’evento sublyme quale aletheia della radura ove si possa abitare
poeticamente, con la cura del sublime assentemente sempre parousia.
La differenza ontopologica eventeggia l’essere che spazeggi per la verità o il curveggiare
dell’esserità nella verità o essere per l’aletheia o essere nell’aletheia, o essere-per-il-sublyme o
essere-nel-sublyme.

È l’increspatura curveggiante ontopologica della diradanza che disveli l’essere sublime


dall’oblio, dall'essere curveggiante essere-nel-nulla o un essere-nel-niente, o meglio l’essere
ondeggiante essere-del-nulla o essere-del-niente per essere sublime che spazeggi il sublime.

L’ondeggiante essere sublime dis-oblieggia dal suo essere-del-nihil, o essere del nihil che
nihileggi, o essere per il nihil per curveggiare e spazeggiare quale essere-nel-sublime-
dell’esserità.

La luce dell’essere sublime disvela per dis-oblieggiare luce dell’essere sublime, non del niente
o del non-ente o dell’entità ontoteologica.

È la singolarità della luce sublime della diradanza che dis-oblieggia: l'ondeggiante vuova
diradanza si dà, curveggia quale luce misterica dell’esserità-sublyme, quale immagine
dell’esserità-sublyme che spazeggia il sublime oltre il nulla, oltre il niente, oltre il non-ente,
oltre l’entità, oltre la morte dell’esserci, oltre il nihil tecneggiante, al di là del tempo, essere
aldilà, essere l’aldilà, essere nell’aldilà, essere per l’aldilà: essere la poiesis sublime che
sublimeggi, essere nella poiesis del sublime.

Solo così l’essere che spazeggi il sublime non è più una delle tante estetiche del nulla o del
niente o del non-ente, ma si disvela quale evento che spazeggi l’esserità-sublyme ad immagine
dell’essere, o dell’immaginario dell’essere quale ontopologia sublime che spazeggia il
sublime, aldilà del vuoto ontologico.

È il dis-oblio dell’esserità sublime che spazeggi?

Leibniz curveggiò lo spazeggiare nel pensiero ontopologico eventuante la presenza


strutturante l'ontopologia che spazeggi il sublime.
Là ove l’esserità è la sublime ontopologia della Gestell sublime, dell’impianto della struttura
ontopologica fluttuante e ondeggiante sublime.
Nella struttura ontopologica dello spazitempo sublime si svela la struttura ontopologica
dell’esserci sublime dell’eventità sublime.

La struttura ontopologica transfinita sublime si disvela nella tempità ontopologica nel tempo
vuoto virtuale transfinito, o vuoto ontopologico che sublimeggi.

L’ontopologia delle singolarità sublimi eventeggia nella Gestell che sublimeggi l'ontopologia
fluttuante e ondeggiante delle singolarità dei sentieri spazeggianti il sublime.

C’è l’ontopologia dei sentieri sublimi nella Gestell sublime che spazeggia la differenza tra
l’ontopologia sublime delle tempità: è l’ontopologia dell’infinitesimo sublime che dà
increspature al vuoto e ondeggi lì sublime nel sentiero dell’essere sublime ontopologico
transfinito, è la differenza quale evento sublime della tempità mondeggiante.
La differenza ontopologica sublime dello spazitempo curveggia sul campo diverse ontocronie,
o un sentiero sublime ove si eventui il transfinito sublime, isteresi sublime
dell’indeterminatezza sublime che sublimeggi.

Lì i creodi ontopologici curveggiano e disvelano l’ontocronia del sublime che spazeggi ed


eventuano così lo spazitempo ontopologico che transcendeggi.

Il sentiero curveggia nel campo della Gestell sublime il creodo dell’ontocronia fluttuante e
ondeggiante tra le differenti spazitempità: sublime spazitempo transinfinito che
transcendeggi nell'ontopologia sublime che sublimeggi.

E’ l’ontopologia dello spazitempo sublime che transcendeggi oltre l' ortogonalità e si sveli
quale ondeggire immaginario, transinfinito che transcendeggi nel sublime.
L’ontopologia dello spazitempo sublime incurveggia nel campo della Gestell sublime
l’ontopoiesi dei sublimi,le singolarità sublimi trascendenti nel transinfinito sublime,singolarità
ontopologiche ondeggiano lo spazitempo prima che sia spazitempo che mondeggi quale
spazitempo dell’esserci sublime, o spazitempo dell’essere sublime nella mondità, o spazitempo
nel tempo sublime che mondaneggi.

Nel campo della Gestell sublime, o struttura ontopologica sublime, oltre agli eventi
ontopologici curveggiano le eventità sublimi transinfinite del sublime che transcendeggi: è
l’eventità sublime dei sentieri ininterrotti che curveggi quale ontopologia fluttuante e
ondeggiante dell’ontopoiesis del sublime che sublimeggi nel campo della Gestell transinfinita
che transcendeggi il sublime.

La Gestell sublime o struttura ontopologica dei sentieri sublimi incurveggia l’essere sublime
transinfinito della physis sublime nella sua indeterminatezza transinfinita: è l’impianto, la
struttura ontopologica del sublime, la montatura che incurveggi nel campo sublime la Gestell
sublime che sublimeggi le dimensioni transinfinitesime e consenta l’eventuarsi delle icone
sublimi transinfinite.

I modelli ontopologici sublimi delle icone consentono d’eventuare l'ondeggiare sublime


transinfinito che curveggiano nel campo della Gestell il sublime e disvelano gli attanti
ontopoietici della spazitempità che sublimeggi, o vuoteggi il sublime ontopologico dello
spazitempo sublime metastabile che transcendeggi.

L' icona sublime è una varietà ontopologica sublime che ondeggi di fronte dinnanzi, sempre
davanti, è sempre nel futuro.
Nella Gestell sublime o struttura ontopologica le icone sublimi dei sentieri che sublimeggiano
si eventuano nel vuoto ontopologico ora quali singolarità sublimi, o monadi sublimi
leibniziane, ora in qualità di singolarità immaginarie ontogeniche di varietà sublimi
cuspidali, ellittiche, o entità sublimi immaginarie quali lo spazio sublime o il tempo sublime.

Nell’isteresi degli eventi sublimi della Gestell sublime, o struttura ontopologica sublime, le
varietà sublimi ondeggiano e si disvelano quali ikone sublimi del vuoto ontopoietico fluttuante
e dispiegante singolarità transinfinite.
L' eventuarsi del sublime è il curveggiare delle parousie kaosmiche, sia in micro che in
macro o mega, giacchè i sentieri sublimi incurveggiano nel campo transinfinito:ogni
infinitesimo sublime s'eventua quale singolarità sublime transinfinita.

Giacchè lì la spazitempità si svela in transcendenza sublime ontopoietica, disvela la differenza


ontopologica attraverso le increspature metastabili che curveggiano i sentieri sublimi nello
spazitempo dell’esserci sublime o nella Gestell sublime, o struttura ontopologica sublime che
sublimeggi: nel disvelare le singolarità sublimi della spazitempità transinfinita dei sentieri
sublimi.

Lì nella Gestell-sublime si eventuano nella gettatezza sublime della transinfinitezza.


Il modello ontopologico consente di eventuare l’oltre sublime,lì ove echeggia e incurveggia la
cromodinamica sublime che disvelerà la transonanza quale singolarità sublime
dell’indeterminatezza nell’intermittenza sublime della Gestell sublime che transinfiniteggi il
sublime:è la singolarità intermittente della Gestell sublime dell’indeterminatezza quale creodo
sublime ontopologico.

Getti sublimi instabili sublimeggiano il nulla sublime che nulleggi o dal niente che nienteggi o
dal nihil sublime che nihileggi sublime nella transinfinitezza: singolarità-sublime dell'infinito
spazitempo sublime,o cronotopie del sublime?

Il chiasma sublime che chiasmeggi può essere il chiasmepochè sublime stabile e statico o
sublime instabile e sublime estasità, o sublime struttura stabile estasità.

L'evento sublime curveggia lo spazitempo-sublime che si inabissa sublime in singolarità


sublimi transinfinite: tali da creare un curveggiare sublime che sublimeggi una superstringa
infinitesima sublime.

La superficie s’increspa o curveggia fino a disvelare lo spazitempo soggiacente, le subsidenze


che ondeggiano, lì s’inabisserà sublime nella cronotopia sublime.
Si eventuerà un chiasma spaziale sublime, eventità del sublime che transcendeggi.
Là si disvela il sublime che s’eventua sublime dalla nullità, o dal nihil quale chiasma che
chiasmeggi il sublime transinfinito.

Sarà quella cronotopia sublime estasità o chiasmepochè ove s’inabissano le instabili ed


ekstatiche sublimità ontopologiche, quale singolarità del chiasma ontopologico sublime che
sublimeggi la singolarità spazitemporale o cronotopia sublime tempospaziale in macro o nel
micro o monade sublime.
Sarà cronotopia sublime disvelata dall'ontopologia sublime.

Ma quella spazitempità è transinfinita con eventi sublimi de-liranti, o nel delirio che
delireggi sublime o sub-limen, cioè di curveggiare oltre la linea dell'orizzonte e quindi in un
altro mondeggiare sublime.

Il sublime fenomeggia indecidibile quando si sveli nel chiasmepochè ontopologica


ondeggiante spazitempi, lì ove gli eventi sublimi dell' ontopologia della monade sublime
leibniziana quale microsfera transinfinita sublime.
L'arte del sublime è l'evento sublime che mondeggi.
La verità sublime ondeggia quale verità dell'essere sublime.
Nell'arte sublime curveggia l'essere sublime, è lì sublime l'aletheia che aletheggi:
l'ondeggiante svelatezza sublime dell'essere dell'entità nella libertà Spazitemporale.
O sublime arte-spazitemporale.
L'arte sublime Spazeggia la Lichtung sublime, la radura sublime o Vuoto sublime o chora
che incurveggi, è l'arte del sublime?
E' l'ondeggiante aletheia sublime?
La verità sublime dell'esserità è transinfinita.

Heidegger ondeggiò lo spazio come il curveggiare dell'evento sublime, è l'essere che c’è nello
spazio del sublime.
Lo spazio sublime è in Heidegger presente sin da Essere e Tempo, lì Tecneggia come senso
dell’essere dell’esserci.
Heidegger curveggiò la spazialità sublime della spazialità dell'essere sublime.

In Essere e tempo c'è la differenza ontopologica tra mondeggiare e spazeggiare sublime:


l’esserci sublime è nel mondo che sublimeggi.
L’esserci sublime è nello spazitempo sublime che sublimeggi l'esserità-nel-mondeggiare-
sublime.
Heidegger ondeggiò la spazità sublime dell'esserità sublime: l’essercità sublime è un
mondeggiare sublime che sublimeggi e curveggi la spazità sublime.

L'ontopologia sublime svela l'esserità sublime che spazeggi l’esserità la tempità sublime che
sublimeggi la spazità o Lichtung sublime, la radura sublime splendente o sublime radura
dell'esserità: spazità diradante ove si possa abitare e poieteggiare l'estasità sublime.

Lo spazio sublime heideggeriano non è altro che l’abitare poetante sublime, o chiasmepochè
che chiasmeggi o curveggi in sè una simmetria, rigorosità, completezza cosmica che, nella sua
essenza, al suo interno ondeggi e sveli a-simetrie e dissoneggi il sublime, ove soggiorneggi lo
spazio del sublime.

Ma lo spazio ed il tempo possono svelare differenze ontopologiche: il tempo della kosmesi, la


bellezza cosmica si eventua in una spazio sublime, e la kalousia spaziale si disveli
nell'ecxstasità temporale sublime che transcendeggi la kalousia sublime.
In principio il sublime incurveggia ontopologicamente eventi dello spazitempo sublime.

Il tempo o dimensione non spaziale del moto è infinito.


Kant intuì il tempo ideale della sensibilità interna, introducendo così il dualismo tra il tempo
psichico, della sensibilità interna, e il tempo fenomenico categorico: è il tempo astratto, ma
c'è il tempo ontologico e pre-metrico, giacchè il futuro non è mai un' entità.
Il tempo o lo spazitempo è il curveggiare.

Da dove ha avuto origine la differenza ontopologica tra presente, passato e futuro?


Perché si ricorda il passato ma non il futuro?
L'evento sublime dell'Esserità sullo spazitempo abisseggia, dà la visione dell’Esserità sublime
dall’invisibile, dà ascolto al silenzio inaudito, dà senso al sublyme: curveggia i sentieri
dell’essere sublime nell’Abgrund-sublyme, nel senza fondo che fondeggi l’Esserità; il campo
sublyme è la Gestell-sublyme dell’Abgrund-sublyme, incurveggia nei sentieri dell’abisso
sublime.

Lo spazitempo del sublyme è l'ontopologia dell’esserità sublime, è la Gestell sublime


dell’abissità, dell’Abgrund-sublyme, radura sublime dell’invisibile, sublime indicibile.
Il sublyme è la transonanza dell’Esserità che ondeggi nello spazitempo il sublyme.
Il sublime è la Gestell nell’Abgrund-sublyme, senza fondo nell’aldilà, oltre l’orizzonte, oltre il
tramonto, oltre la fine e il fine, oltre l’eclisse.
Il sublyme che spazeggi la Gestell-sublyme, l’impianto sublime ove l’Esserità sublime
curveggia, ondeggi dall’aldilà in-contro e si incontra nella sublyme spazitempità, quale
Esserità aldilà che ondeggi, davanti, dinnanzi quale intervolto, dell’invisibile, indicibile,
inaudito del sublyme.

Il sublyme-spaziale è parousia ondeggiante aldilà: eventità che incurveggi nei sentieri della
gettatezza quale Abgrund-sublyme dell’Esserità abissale che ondeggi nella radura
ontopologica, nel vuoto ontopologico, nelle singolarità della cronotopia sublime.

La differenza ontopologica tra il sublime e la sublyme spazità che eventeggi nella differenza
tra l’Essercità sublime dell'onTopologia dell’Esserità sublime che ondeggi incontro, che si in-
contra, di fronte quale sublymanza dell’aldilà, dell’abisso, quale curveggiante Gestell
dell’Abgrund-sublyme.

La sublyme spazità dell’Esserità che ondeggi di fronte: è la sublyme abissità che curveggi
sempre di fronte, ci abita e che curveggi quale aldilà.
Ma il sublyme è parousia della struttura ontopologica, cura, pensiero poetante del sublyme.
La sublyme spazità è l’Esserità-sublyme:curveggiare dell’abisso sublime, dell’invisibile,
dell’indicibile, dell’inaudito, dell’aldilà, è libertà ondeggiante, è più libertà, sublyme è la
libertà dell’Esserità-sublyme che transcendeggi.

Il sublyme è la radura ove incurveggia e ondeggia l’eventità dell’Esserità sublime.


La spazitempità sublyme è il curveggiare della parousia dell’Esserità sublime che incurveggi
dall’abisso, dall’aldilà, dall’invisibile, dall’indicibile, dall’inaudito: decostrueggia il tempo
dell’Essercità, o il sublyme spazio ondeggia l'Abgrund-sublyme, dà fondatezza o Grund-
sublyme, incurveggia in relatività, quale Esserità che sublimeggi l’Essercità, o la Physis, Ikona
sublyme del pensiero poetante della Physis-sublyme, è la differenza dell’Esserità sublime che
curveggi la Physis dell’Esserità che eventua l' Esserità dell’Abgrund-sublyme dell’Essercità,
o dell’Esserità che mondeggi la Physis-sublyme-ontopologica.

Lì la transonanza dell’Esserità sublime ondeggia, dà senso all’ontopologia poetante della


Physis-sublyme.
Ma il campo della Physis-sublyme-ontopologica è l'onTopologia:immagine dell’abisso
dell’Esserità o dell’Esserità abissale che curveggi il sublyme che sublimeggi il grund-sublyme
o gestell-sublyme, ikona-sublyme della struttura ontopologica ove incurveggia l’Esserità-
sublyme dell’Essercità Physis-sublyme: si eventua quale essere-sublyme dall’abisso
dell’Esserità o Physis-sublyme o struttura ontopologica.

E’ l’Esserità-sublyme quale eventità che ondeggi nel chiasma-sublyme dell’Esserità


ontopologica e eventeggia la Physis o koinè, disvela la differenza ontopologica della Topologia
dell’Esserità sublime: Essercità nell’Essere-sè e nell’Essere al di là dal sé, senza-fine-sublyme
transinfinitezza della Physis.

Una dissonanza sublime cronologica o chronotopia che dissoneggia o cronotopia sublime.


Bachtin mutuò la cronotopia dall'episteme della physis sublime, è lo spazitempo.
Bachtin ondeggia la cronotopia della narrativa letteraria, il romanzo greco, lì la narrazione è
chiasma del chronos-topos o chiasmepochè della cronotopia estetica sublime che ondeggi
sublime nel tempo e nello spazio.

Il sublime poetante della cronotopia è la relatività del chiasma tra tempo e spazio sublime.
Il tempo ondeggia visibile, lo spaziotempo incurveggia visibile nel tempospazio ed ondeggia
quale cronotopia del romanzo.
Nella cronotopia sublime la dimensione temporale ondeggia visibile nella cronotopia che
incurveggi.

È l’interagenza del chiasma sublime cronotopia nel mondeggiare curveggiante in


interazione.
È spazitempo della Physis sublyme che spazeggi l'ondeggiare dell’ indeterminatezza,
dell’invisibile, dell’infinitesimale, dell’indicibile, dell’inaudibile, della kalousia, aldilà
dell'agatousia, aldilà del mondeggiare e del nulleggiare, aldilà del tempo e dello spazio
sublime, Esserità sublyme, Esserità in relatività con l’Essere aldilà.

L’ontopologia del sublyme è la spazialità dell’essere nella physis, o della physis dell’essere
sublime che transcendeggi.
Il disvelarsi dell’aletheia ontopologica è l'ondeggiare,il curveggiare la luce, la gettanza che si
dà alla luce nella radura sublime vuota e libera della spazitempità sublime della physis
dell’essere sublime.

Il curveggiare della disvelatezza discopre la spazitempità della physis sublime ontopologica


esserità.
È la spazitempità della radura sublime vuota, dello spazeggiare ove abita sublime e ondeggia
l’essere che disvela physis o aletheia dell’esserità, quale ontopologia poetante, o ontopoiesis
sublime dell’esserità nella physis.
È lo spazio che spazeggi l’esserità che ondeggi le fondamenta, s'incurveggi e decostrueggi la
radura sublime della physis e eventeggi in spazitempi della physis dell’essere e si disveli quale
gegenstand sublime, che transcendeggi l'ontopologia dell’esserità.

L’ondeggiare ama disvelarsi nella radura luminosa della physis dell’essere sublymanza
dell’esseRità, o essere l’aletheia dell’esserità, eventità sublyme.
L'ondeggiare ama nascondersi nel sublyme dell’esserità ontykona della physis per eventuarsi
quale svelatezza nel gegenstand dell'ontopologia sublime dell’immagine dell’esserità.

Ma perché l’ontykona ondeggia quale sublyme dell’esserità che transcendeggi la nullità che
nulleggi, o del niente che nienteggi?
Ma perché la differenza ontopologica incurveggia l’aletheia della physis dell’esserità sublime
ikonica della topologia ontologica dell’esserità.

È la physis sublime che si eventua quale sublymanza sia nella ontocronia che nella
ontokairosia o cronotopia sublime che transcendeggi: nell’ontocronia dell’essere dell’entità,
nella ontokairosia dell’esserità eventità della singolarità sublyme.

Spesso ondeggia sia l’ontocronia della physis della mondità che l’ontokairosa singolarità
dell’esserità, o meglio nel sublyme è assentemente presente l’una o presentemente assente
l’altra nella stessa radura luminosa dell’ontopologia dell’esserità sublymanza o ontopologia-
del-sublyme, ontopologia dell’ikona o dell’imago dell’esserità o topologia ontologica
dell’ontikontopia sublime.

È quella la differenza ontopologica della tempità sublyme: mentre l' ontocronia incurveggia
nella physis mondana o dell’esserci, l’ontokairosia si dà, si eventua nell’esserità-sublyme.

La sublimità per esserci ondeggia l’ontopologia.


Lì l’esserità sublimità ondeggia nell’oblio o nascosta nella physis mondeggiante, o nell’esserci.
Ma l’ontopologia dell’ontikona si sottrae dalla ontokronia per abitare poeticamente la radura
luminosa della sublime ontokairosa esserità-sublyme-per-l’essere che ondeggi nella physis o
mondità, ma che si differenzia nell'interpretanza infinita, quale ermeneutica ontologica
dell’essere sublyme per l’esseRità.

Qui l’impianto, la ge-stell dell’ontopologia del sublyme si eventua quale sublime ontikona
ontopologica ontopoietica, anzi la gestell, la struttura ontopologica, è l’ontikona dell’esserità
sublyme dell’esseRe, di più è ontopoiesis dell’ikona nella radura vuota ontopologica.
L’ontopologia dell’esserità-sublyme si disvela nell’essere-la-radura, lichthung-sublime, quale
gestell della radura sublime dell’esserità: lì nella spazità vuota la struttura ontopologica
dell’esserità-sublyme soggiorna poeticamente quale ikona sublime della ontokairosia.

L’essere-la-radura sublime del grund sia dell’abgrund dell’esserità-sublyme, sia fondamento


sia abissità dell’ontopologia del sublyme: lì l'eristica sublime si eventua ikona dell’aldiqua e
dell’aldilà.
Solo così l’ontopologia dell’esserità-sublyme curveggia l’interagenza tra ontokronia e
ontokronotopia: nell’essere-sublyme si eventua l’esserità della ontopologia kronotopica
ikonica che dispiega l’ontocronia iconica già assentemente presente nell’ontocronotopia.

Nella physis sublime c’è l’esserità gestell-ontokronotopica ed ondeggia sia nella gestell-
ontopologica, sia nell’ontopologica gestell-grund o gestell-abgrund, alla gestell-abissale, alla
struttura ontopologica dell’esserità-sublyme nella gestell che transcendeggi.

Ma perché?

Forse l’ontopologia dell’esserità-sublyme eventua la gestell-ontokronotopica della gestell-


ikona nell’esserità sublymanza dell’essere oltre che ondeggi l’esserci.
Già c'è l’interagenza del tempospazio o cronotopia,l’ontopologia dell’imagine-spaziotempo
sublime nella gestell-poetante-pensante dell’essere-sublyme-ekstasità.
Lì l’ikona-tempo si disvela nell'ikona-spazio-tempo, quale ikona spaziotemporale
dell’aletheia-tempo o dell’aletheia-spazitempo curveggiante la gestell-aletheia o gestell-verità
o struttura ontopologica della gestell-sublime, quale gestell-poiesis o gestell-ontopoiesis della
gestell-ikona dell’esserità-sublime dell’ontokronotopia.

È la gestell dell’ontopologia dell’esserità-sublyme che ondeggi quale sublymanza che


transcendeggi, dell’essercità che cura nella radura ontopologica l’eventuarsi della gestell-
ontopoietica.

L’esserità-sublyme è l'ondeggiare del mondeggiare, dell’essercità, della parousia


assentemente-presente, dell’esserità che mondeggia sublime, dell’immagine dell’esserità
mondeggiante, dell’imago dell’esserità, dell’ikona dell’esserità, della gestell della sublymanza,
della struttura ontopologica del sublyme.

L’esserità-sublyme è il curveggiare ontokronotopico della struttura ontopologica dell’esserità,


dell’essercità quale gestell-imago, della gestell-imagine, della gestell-ikona della gestell-
poetante-pensante.

È la prova ontopologica dell’esistenza del sublyme o meglio la prova ontopologica


dell’esistenza della gestell-sublyme, della struttuta ontopologica dell’esserità-sublyme.
Non quale prova ontopologica dell’esistenza del sublime, o quale prova ontopologica della
sublimità, giacchè l’essercità mondeggia nella sublimità è già parousia nell’ontocronotopia
mondeggiante, quale parousia ontokairosa della gestell-sublime dell’esseRità: la sublymanza è
l'ex-stasità ontopologica o estasità che risoneggi o echeggi o ondeggi quando gli dei sono in
fuga dalla physis e dall’aldilà, dalla spazialità e dall’ontocrontopia.

Lì ondeggia l’esserità estasità dell’essere, quale ontopologia dell’estasità dell’esserità-sublime


dell’estasità-sublime-dell’esserità.
È l’ondeggiare dalla nullità, dalla radura vuota e libera, dalla diradanza curveggiante estatica
sub-lime che ondeggi dopo essere stata kriptata nel nulla, nel niente, nel non-ente, nelle
entità, nelle superentità ontoteologiche.

Fin allora l’essere fu assentemente presente quale niente o quale nulla ove abita l’essere
kriptato e obliato: il nulla quale esserci kriptato, il nulla quale evento kriptato dell’esserità.

Il dis-oblio dell’esserità-sublyme ondeggia quale eventità dell’estasità dell’esserità-in-esserità-


sublime che transcendeggi la singolarità che incurveggi o previene o avviene o perviene, si dà,
ondeggia, si dis-abissa, si dis-oblia quale sublyme in esserirità, si decostrueggia nel nulla,
niente-oblio: lì ove l’esserità si kripta lì si dekripta, lì ove la verità dell’essere kripteggia, lì
decripteggia quale esserità-in-verità o essere-la-verità-dell’essere-sublyme, o essere-la-
disvelatezza-dell’essere-sublyme-che-si-dà quale sublyme-che-si-eventui dall’essere che
ondeggi la verità dell’esserità e incurveggi l'esserità-sublyme.

Nel curveggiare sublyme l’esserità ondeggia la disvelatezza dell’aletheia della physis-sublyme,


vivenza nell‘esserità-per-il-sublyme. Hölderlin o Leopardi, Friedrich o Turner ondeggiano
o disobliano il sublime dell' esserità estetica, le sublime est mort, vive le sublime! il sublime
ondeggia nell'esserità, è dissonanza sublime poetante mondeggiante.
Cos’è il sublime che sublimeggi?

Kant pensò nella completezza l' essere sublime nell'immensità della natura o l’infinità stessa
nella natura sublime.
Kant ideò un sublime transcendente.

Il sublime è sublime che ondeggia il sublime della trascendenza sublime.


Sublime ideale del sublime quale adeguatezza della verità sublime o sublimità immensa del
sublime che mondeggi sublime lucreziano.

Il sublime di Lucrezio è il sublimeggiare della physis sublime.


Il sublime di Lucrezio è la physis-sublime del sublime.
Sublime ondeggiante il sublime che spazeggi il sublime kronotopico della sublimità o
l'intenzionalità del sublime di Lucrezio-sublime o sublime lucreziano, o infinità della natura, o
della physis cronotopica che sublimeggi il sublime Poetante.
Il sublime di Lucrezio è il sublime che spazeggi la physis sublime che curveggi il sublime
mondeggiante la verità sublime: Der Mönch am Meer di Casper David Friedrich è la sublime
cronotopia della physis. Friedrich o Turner sono il sublime lucreziano del sublime che
spazeggi la physis dell’esserità.
Lucrezio è l'instabilità della physis sublime.
O essere-per-il-sublyme-della-morte-nella-physis o essere per la morte del sublyme o essere
per il sublyme della morte, quale morte della nullità o morte della nullità che nulleggi.

In quell‘esserità curveggia l'ontopologia del sublyme che sublimeggi la kronotopia sublime.


E lì incurveggia l'ontopologia che curveggi il sublime o l’ontopoiesis che ondeggi il sublime
dell‘esserità mondeggiante o gestell dell‘essere solo per la morte, o nullità che nulleggi quale
sublyme poiesis o della poiesis della morte del sublyme che transcendeggi.
Quell’evento ontopologico della transcendenza ontopologia dell‘esserità-nel-mondo,
incurveggia l‘esserità-nihil o esserità nihil che nihileggi nel sublime.

Può l'esserità fondarsi sull‘esserità-nel-mondo che nulleggi?

E il sublyme fondarsi sulla sublymanza che ekstaseggi o la poiesis sulla poiesis che ondeggi, o
sul nulla che nulleggi o sul niente, o sulla katarsy sublyme o sulla gestell-sublime o grund
sublime, o radura sublime o lichtung sublime, può l‘esserità essere fondata dall' esserità-
abissale o dall‘essere-nell‘abissità sublime, abgrund che curveggi le fondamenta e ondeggi
quale fondatezza dell‘esserità sublime o del sublyme che sublimeggi o della sublyme ekstasità
d‘essere l‘ikona dell‘esserità-nella-mondità o della sublymanza dell'ikona o della imago
sublime?

E‘ l‘esserità sublime che ondeggi le fondamenta dell‘essercità e curveggi l‘esserità gettata


nell'essere per la morte sublyme: l‘esserità-per-il-sublyme può salvare il sublyme nel suo
declino verso l‘essere per la morte.
Solo così l‘esserità ci può salvare, ci salverà dall‘angoscia per la morte del sublime o della
sublimità per la morte o dell‘essere per la morte, o dall'esserci per la morte.
O ci salverà dall‘essere-nella-tempità-della-morte-sublime o morte del nulla-niente che
nulleggi, nella spazità-che-spazeggi il sublime o la cronotopia del sublime, evento
dell'ekstasità o ontoevento della mondità.

Dasein che ondeggi nella radura ove si eventuò poetante l’esserità, l'erranza nel sublyme
curveggia nel tempo della sublime struttura ontopologica dell’ontopoiesis che transcendeggi
sublime.

L’evento sublime lì curveggia la radura quale ikona dell’esserità che ondeggi e dà alla luce e
dà luce al sentiero ontopologico dell’essere sublime che spazeggi la kronotopia sublime.

Quale radura vuota e libera, sgombrata dalle tempità, si disvelerà nell’autopoiesis


ontopologica, l’esserità fonda e ondeggia e dà senso al sublyme, quale curveggiare sublime
estasità del pensiero-pensante dell'ontopologia fluttuante; l’oblio si dis-oblia curveggiante il
sentiero interrotto e ascolta la visione che parla tra gli interstizi dell’intermittenza dell’essere-
poetante sublime.

Il sentiero curveggia l’essere verso la radura e ama kriptarsi ondeggiante nel sublyme:
l’evento dell’esserità sublyme incurveggia la verità ontopologica ed eventui verità sublimi?

Nell’eventità sublyme l’atetheia con intenzionalità ontopologica degli eventi della physis
disvela l’indeterminatezza infinitesima e prossima alla vuota nullità, lì curveggia
l’ontopologia del sublyme prima dell’eventità.
Già aleggia nell’ontopologia l’eventità della physis sublyme, lì ondeggia quale aletheia della
physis che non trema di fronte alla fuga degli dei.
La verità ontopologica incurveggia fondità della radura Sublyme dell’esserità o differenza
ontopologica della physis nell’essere-sublyme che transcendeggi.

La differenza ontopologica curveggiò l’eristica, o l’isteresi ondeggiò quale erranza del


sublyme, lì si eventuò quale esserità dell’essercità, giacchè anche gli dei sono fuggenti.
Si disvelò il curveggiare dell’erranza dell’esserità nell’essere-sublyme, ma quell’evento
ondeggiò la diradanza dell’esserità, dell’essere vuota nullità che nulleggi, o vuota radura ove
si possa abitare poeticamente o disvelatezza delle risonanze sublimi.
Lì nella diradanza della radura si cura l’abisso dell’essere diradanza ontopologica dell’essere-
sublyme-che-transcendeggi.

In quell’esserità nella diradanza dell’essere ondeggiò l’ontopologia dell’essere per la verità


dell’essere nella verità sublime, o essere per l’aletheia sublime o essere nell’aletheia sublime, o
essere-per-il-sublyme o essere-nel-sublyme.

È l’increspatura che curveggi l'ontopologica diradanza che ondeggi l’essere dall’oblio, dal suo
essere stato un essere-nel nulla o un essere-nel-niente, o meglio l’essere stato compreso quale
essere-del-nulla o essere-del-niente o solo essere dell’entità.

L’ikona dell’esserità sublime si dis-oblia dall'essere-del-nihil o essere del nihilismo o essere per
il nihilismo per ondeggiare quale ikona dell’essere-nella-physis-sublime dell’esserità,
dell’essere sublyme esserità.

La luce dell’essere ondeggiò dal dis-oblio per essere divelanza della luce dell’esserità
ontopologica dell’essere nella radura sublime, o l’ikona dell’essere nella diradanza quale
imago dell’essere-radura sublime dell’essere-diradanza-sublime.
Quella gestell sublime o struttura ontopologica si dis-oblia per essere nella physis sublime,
per essere sublime della physis quale essere sublyme dell’essere che curveggi l'ontopologia
d’essere mondità.

È la singolarità della luce sublime della diradanza che si dis-oblia o si dis-abissa quale
ontopologia dell’ikona dell’essere-sublyme della physis, dell’essere-physis-sublyme, quale
curveggiare in essere dell’imagine dell’essere sublyme, quale ondeggiare dell'esser oltre il
nulla, oltre il niente, oltre il non-ente, oltre l’entità, oltre la morte dell’esserci, oltre il nihil, al
di là del tempo, essere aldilà, essere l’aldilà, essere nell’aldilà, essere per l’aldilà: essere la
poiesis, essere nella poiesis, essere della poiesis sublime che transcendeggi.

Solo così l’esserità è l’essere-sublyme-dell’esserità ondeggiante l'ontopologia.

È il dis-oblio dell’essere poetante che disvela la physis poetante, il sublyme poetante della
verità poetante o dell'aletheia poetante sublime,l’esserità-sublyme quale intermittenza
dell’esserità sublime o ex-stasità ontopologica o estasità che risoneggi anche quando gli dei
sono in fuga dalla physis e dall’aldilà, dalla spazità e dall’ontocronia.

E' l’essere estasità dell’esserità, quale ontopologia dell’estasità dell’essere-sublime


dell’estasità-sublime-dell’esserità.
È il curveggiare dal nulla, dalla radura vuota e libera, dalla diradanza estatica sub-lime
dell’essere-sublyme-dell’esserità.

Il dis-oblio dell’esserità-sublyme ondeggia l'estasità dell’essere-in-esserità, si dis-abissa, si dis-


oblia quale sublyme essere nel sublyme che incurveggi l’essere-in-estasità, il sublyme è
l’estasità ex-statica dell’esserità, l’essere che curveggi l’estasità dell’esserità.

La tempità quale ikona dinamica dell’eternità o ikona ontodinamica dell’apeiron o ikona


ontodinamica dell'infinito, la gestell dell’esserità sublyme discopre l’essere sublyme quale
imagine dell’apeiron del pensiero sublyme dell’apeiron kairos o della kronotopia infinita.

Solo la kronotopia sublyme dell’esserci curveggia l’eternità o la kronotopica ontopologica


sublime.
È il dis-oblio della verità che incurveggia dal nihil.
È lì che l’essere-sublyme-ontopologia si eventua all’interno dell'ontologia dell’essere sublyme
ekstasità ontopologica del sublyme.

L’essere-sublime staglieggia l' eventità ontocronopica dicibile: si dà alla physis quale estasità-
physis-sublyme, l’esserità del sublime-abissità, ontopologia del sublime.

E lì incurveggia l‘ontopologia dell'estasità-poiesis o ontopologia dell‘ikona dell‘essere mondità


o trascendenza ontopologia dell‘immagine dell‘essere-mondità, o estasità nella lichtung-
abissità o essere-nell‘abisso, abgrund che incurveggia le fondamenta dell‘essere sublyme?
L‘essere è estasità sublime: l‘essere-per-il-sublyme è l'estasità-sublyme.
Solo così l‘essere estasità ci salverà, ekstasità-sublime che ondeggi l’essere o l’esserci sublyme,
si dà sublime e dà sublyme la fondatezza dell’esserità ekstasità dell’essere-mondità:ondeggia l'
ontopologia dello spazio-tempo da abitare poeticamente quale ontopoiesis-estasità o essere
sublyme dell’essere sentiero ininterrotto dell’ontopologia poetante del sublyme.

L’evento della radura estasità ondeggia alla luce e dà luce al sentiero ontopologico dell’essere
radura vuota e libera, sgombra, lì curveggerà l‘ontopologia dell'estasità, quale sublime
estasità.

Il sentiero o la radura sublyme ondeggia verità-dell'estasità ontopologica che transcendeggi


sublyme.

Ma l’ontopologia degli eventi della physis curveggia l’estasità infinitesime prossime al vuoto o
in prossimità del nulla o quale transcendenza della mathesis-physis, o ontopologia che
transcendeggi mathesis-physis-estasità del sublyme.

Già aleggia nell’ontopologia del sublyme l'estasità-evento della physis sublyme: giacchè lì
ondeggia l’ontovisione dell’esserità, la visione ontopologica dell’essere-sublyme, la
transonanza ontopologica dell’aletheia dell’esserità curveggiante l’ontosonanza sublyme,
nell’esserità-sublyme-estasità.

L’esserità si getta, si dà, ondeggia nella mondità sublyme o l'estasità sublime


dell’ontosonanza che curveggi l’ontopologia dell’essere estasità sublyme.
È aldilà che trascendeggi l'estasità sublyme dell’essere sublyme.
È l’essere-sublyme dell'estasità: lì nell’abissità della spazità vuota ove l’essere ondeggia per
abitare la mondità, quale essere-sublyme dell’esserità, aletheia della sublymanza dell’essere-
sublyme della sublymità dell’essere estasità.

Anche quando la sublymanza decostrueggia ondeggia estasità. L’ontopologia del sublyme è la


monade sublime che estaseggia il sublime, è la transcendenza transinfinita
ontopologica:Esserità della transcendenza della mathesis che incurveggi sublime l'estasità
della monade sublime che transcendeggi sublime.

Lindemann dimostrò che P-greco, oltre ad essere un numero irrazionale, è anche


trascendente: non è soluzione di alcuna equazione algebrica a coefficienti razionali: è una
monade sublime, è la monade che ondeggi in sé una polarità interna che tempeggi sublime:
interiorità-tempità dell' essere la monade fenomenica trascendentale, incurveggia in evidenza
e decostrueggia l’epoché fenomenica, è la monade sublime dell'estasità che transcendeggi
l'estasità della monade in estasi?

E la fenomenologia dell’essere trascendentale?

La monade dell'estasità lì incurveggia, lì ondeggia, lì nel vuoto, lì nella radura sublime si dà


gestell-sublyme, lì cura e krypta l’indicibile sublyme, svela l’evento dell’essere-sublyme o
all’essere-che-resta-invisibile o all’essere-che-resta-inaudito o all’essere-che-resta-indicibile o
che fin allora era-invisibile, era-inaudito, era-indicibile, e che si disveli lì ed aldilà in essere che
si eventui nell’ontosonanza e ontovisione dell’ikona-essere-sublyme.

Lì in quell’essere-per-la-fine o in quell’essere-per-la-fine-dell’essere che è ancora invisibile-


inaudito-indicibile-abissale si disveli l’evento dell’essere per la fine della morte, o dell’essere
per la fine della morte-del-sublyme, quale ikonapoetante dell’essere per la vivenza dell’essere
o dell’essere per la vivenza dell’essere-sublyme, o dell’essere per la vivenza del sublyme o
dell’essere per la vivenza della verità nella sublymanza dell’essere sublymità dell’essere.

Lì ondeggia l’evento dell’essere-verità-del sublyme, lì curveggia il pro-getto ontopologico


dell’essere-sublyme-della-verità-dell’essere, dell’essere-sublyme-dell’aletheia-dell’essere,
dell’essere-sublyme-della-disvelanza-dell’essere.

È il curveggiare ontopologico dell’essere che si eventui lì nell’ondeggiante essere la


disvelatezza del sublyme, per essere solo sublymanza dell’essere e mai più solo sublyme.

Lì l’essere in diradanza vuota, in radura-diradanza s’eventua ontopologico dell’essere


sublyme esserità: il sublyme consente l'ontopologia del sublyme dell’essere-che-mai-non-c’è,
ma che c’è sempre e sempre ci sarà quale sublyme dell’Esserità: quale Ontopologia
dell'estasità.
È il dis-oblio dell’Esserità Poetante che disveli la Physis in estasi sublyme della Verità-Aletheia
poetanti, Pensiero Poetante dell’Esserità-sublyme dell’Esserità Ontopologia o ex-stasità
ontologica o estasità della Physis, della spazità-Ontocronia.

Si disvela così l’essere in estasità dell’essere.

Il sublyme è l’estasità ex-statica dell’Essere come Essere-del-sublyme.


Nel sublyme, l’Essere è l’ondeggiare dell’Essere-Aletheia, o è l’Ontopologia o Lichtung
sublyme, Essere-sublyme che incurveggi dal Nulla, dal Non-Ente, dalla vuota Radura
dell’Essere.

Così il sublyme ondeggia la verità e l’Aletheia curveggia il sublyme, l’Essere-sublyme disvela


lo spazio libero dell’Essere, spazio della Radura sublyme.
Struttura Ontopologica dell’Essere-sublyme-Verità.

Evento della Gestell dell’Essere che curveggi sublyme, che ondeggi la luce o dà all’essere-la-
luce o si dà quale Essere-nella-luce-dell’Essere-sublyme Esserità. Ekstasità del sublyme.
Ekstasità dell’Essere-sublyme.
Solo con il curveggiare dell’Essere-sublyme è consentita la sublymanza dell’Esserità sublyme.

Ontopologia sublyme della transcendenza spazitemporale della Verità-Esserità sublyme.


Ontopologia della sublyme ontocronia in transcendenza sublyme: è sublime Radura-
Ontopologica o Ontopologia dell’Esserità-Eventità dell’Essere.

La tempità estetica della musica ondeggia nella sublimità o ontopologia musicale in estasità
sublime, quale tempità interna o ontogenica della musica sublime.
La tempità endogenica della musica sublime incurveggia nella tempità sublime o ontopologia
della tempità, si dà nel tempo, quale ontopologia della musica dell’esserità.
La tempità della musica è il curveggiare della verità dell'esserità, la musica sublime della
tempità.

Dasein musicale del sublime è sublimeggiare nel tempo, essere enigma sublime.
La musica non pensa, così come la tempità, è il Dasein del sublime che ondeggi incontro, è
parousia sublime, in accordo coi tempi.
Dasein sublime musicale è l'evento che transcendeggi.
La musica è sublime verità che tempeggi nel tempo.
La musica è l'esserità che tempeggi.
La musica è l'esserità che ondeggi nel tempo dell'essere sublime pensante pensato al di fuori
della tempità musicale?
Sublime tempità musicale.
L’estetica della tempità sublime.

L’estetica della monade sublime della cronotopia o kairousia, l’estetica degli eventi sublimi,
degli eventi temporali, degli eventi che transcendeggino il sublime.
Gli eventi del sublime sono eventi dell'esserità o l' evento dello spazitempo.
Tempo degli eventi sublimi è l'eventuarsi dell' esserità nella verità, è l'essere la verità.

Leopardi ondeggiò l'infinità dell’essere.

Parmenide curveggiò l’essere eterno e trascendente.


La struttura stabile della struttura trascendente è la verità sublime. Leopardi incurveggiò la
nullità infinita.

Leopardi è il pensiero pensante della nullità, il suo essere poetante è l'essere pensante.
L’interpretanza del Sublime nel pensiero-poetante di Leopardi è l'interpretanza infinita della
nullità.
Leopardi ondeggiò il nulla, Leopardi disvelò la nullità sublime infinita,curveggiò la verità del
nulla.
Nell' essere Leopardi ondeggiò la parousia sublime infinita della nullità, l’essere nulla di
Nietzsche, nulla sublime dell'essere, verità dell'essere nientità, l’essere è nulla: l’essere sublime
è il nulla, Leopardi è il poeta del nulla sublime, è il Poeta dell'infinito sublime: l’essere è il
non-essere?
Poiesis Sublime è la verità dell’esserità: l’essere è il nulla.
Ma è l’essere sublime, è l’esserità dell’essere:sublime nulla.
Dasein sublime dell’esserità dell’essere Sublime.

Sublime essere Sublime della Nullità.


Nihil sublime nell’essere il nulla.
Sublime è il curveggiare dell’essere:l’essere è nulla, è l’essere il nulla, l’essere ondeggia nel
sublime nulla, il curveggiare dell’essere è tempo del nulla, è il tramonto della verità
dell’essere, della tempità: l’essere è il nulla curveggiante.

Aristotele ondeggiò l’essere che non è, quando non è, non è altro che l’essere nulla, l’essere è
nulla.

L’essere non è, l’essere è il nulla, il tempo incurveggia il nulla dell’essere, l’essere è sia il nulla
sublime sia l'ontopologia della verità dell’essere, l’essere è l’essere che è e non è, è il nulla
ondeggiante, essere il curveggiante non-essere.
Il curveggiante essere sublime è la tempità.

L’essere nel tempo è il non essere, l’essere nel tempo è e non è. Sublime è il curveggiare della
verità intramontabile dell’esserità sia dell’essere parousia nell’essere nulla.
L’essere Sublime è l’essere della transcendenza che è fuori dal tempo.
Platone ideò l’essere e il non-essere.

L’essere nell’essere, l’essere è e ondeggia non-essere.


La differenza dell’essere sublime è l’esserità, è e non è, è l’esserità Sublime curveggiante
l’essere.

Dasein sublime del nihil è il suo essere nihil ondeggiante.


Essere l’essere che si dà al niente, è niente, l’essere è niente.
E' il nihil sublime:è nulla,è niente.
Sublime niente è nulla assoluto, il nulla dell’ente.
Plotino e Heidegger ondeggiarono il nulla sublime dell' essere: l’essere è il nulla, perché è il
sublime.

Dasein sublime del nulla: l’essere è il curveggiante non-essere. Sublime libertà infinita
dell'essere il nulla.
È l’essere sublime.
L’essere sublime è l'ondeggiante nullità.
La sublime esserità dell'evento del nulla: l’essere è l'evento sublime del nulla, verità del nulla
e curveggia dal nulla, è l'evento sublime che incurveggi il nulla.
Tal essere-nihil-ondeggiante.

Aristotele ideò la transcendenza dal non essere all’essere dell'evento sublime dell’essere,
l’essere è l'equilibrio stabile dell'evento sublime dell'esserità.

L'angoscia sublime o l’angoscia dell'esserci è l’angoscia del nulla. L’angoscia ondeggia in sé il


niente.
Il sublime infinito tra essere e niente è l’angoscia: l’angoscia del nulla, è il tempo del niente
infinito: è ni-ente.

Nietzsche curveggiò l’essere Nihil-poíesis, nihil, nulla.


Sublime nulla che incurveggi il nulla, è curveggiante nulla.
Il niente è niente, esserci il niente-essere, non-essere, Nihil non-essere.

Platone ideò l' Armonia tra essere e il nulla-essere.


L'estasità abissale del nulla platoneggia: l’armonia che Pitagoreggi è nulla abissale.
È armonia dissonante del tragico Dionisiaco, il quale mostra l’orrore dell’essere oltre.
È l’orrore originario del mythos tragico sublime, è sublime dionisiaco.
Platone è orfico-pitagorico, l’entusiasmo sublime, o essere nel dio, o essere fuori di sé in
estasità sublime: è la sublime estasità che transcendeggi.
O estatica dionisiaca sublime tragicità.
Qui l’entusiasmo sublime è essere ondeggiante sublime, è l'evento del sublime nell’evento
sublime del tempo dell' esserità.
È plotineggiare l’ontopologia platonica del sublime.
Platoneggiare la sublime ontopologia di Parmenide: l’essere è sublime curveggiare
dell’esserità.
Platone ondeggiò l'essere sublime dal nulla, l’essere curveggiò in sublime ontopologia.
L’essere è verità sublime che trascendeggi e ondeggi nel nulla, o essere incurveggiante il
nulla.

Il Sublime dell'essere Nulla.


Heidegger ondeggiò il nulla nell’essere che incurveggi il nulla come verità sublime
dell'esserità. Nietzsche curveggiò il nulla sublime che incurveggi la tempità.

Il pensiero poetante della singolarità sublime Tempeggia e incurveggia il sublime.


Eraclito al di là di Nietzsche ondeggiò l'ontopologia sublime che curveggi lo spazitempo.
Essere arche´che curveggi la kronotopia sublime.

L’infinito è l’infinito sublime degli spazitempi infiniti.


L’infinito essere sublime infinito è l’infinito sublime:essere infinito sublime dell’infinitità,
l’infinita naufraganza è dolcezza della dissolvenza infinita, infinito è nulla, è essere
ondeggiante infinito nulla.

Essere nell’angoscia della nullità,l’angoscia curveggiante dalla visione della nullità poetante.
La verità è nullità.
Sublime dell’Esserità che transcendeggi l’essere nihil, è il ni-ente Sublime.

Parmenide ondeggiò l’essere sublime, è lì l'evento curveggiante del sublime.


Ondeggia lì l’essere sublime che transcendeggi; l’essere è il sublime dell'evento o esserci per
sé nell'evento del sublime.

Sublime evento dell'essere è l'essere che è sublime, l’essere è la struttura ontopologica del
sublime, è il fondamento dell’essere sublime, è l'evento.

L’essere è l'eventuarsi del sublime, la struttura ontopologica dell’esserità, è la struttura


ontopologica dell'evento sublime.
L’essere è il suo non-essere.
Il suo essere che transcendeggi sublime nel non essere.
Platone ondeggiò l’essere curveggiante nella tempità, l’essere nel tempo è nulla: è sublime
nullità.

L’essere che non è quando non è, non è altro che l’essere nulla, l’essere è nulla che
transcendeggi sublime.

L’essere è sublime transcendenza dell’essere nulla, è l’essere transcendenza sublime


dell'evento dell’essere che non è, è al di là del nihil, l’essere è sublime transcendenza
dell’essere che non è il nulla, l’essere è sublime transcendenza del nulla, l’essere è l’essere
che non è il non-essere.
L’essere è sublime nullità.
Sublime che non è nulla, non è nullità sublime, è sublime nulla, è evento del nulla sublime.
E' il nulla sublime che transcendeggi e incurveggi il nulla nell’essere nulla, l’essere è la
transcendenza sublime del nulla, l’essere sublime è il nulla.

Heidegger ondeggiò la differenza tra l’essere sublime e l’essere niente. Nella differenza
ontopologica l’essere sublime è l’esserità.
La verità dell’essere sublime è, ed è impossibile che non sia, l’essere è sublime.
Tutto l’essere infinito è sublime.
La verità del sublime è essere.
L’esserità sublime è l’essere ontopologia sublime.
Heidegger curveggiò il sublime essere-evento della transcendenza ontopologica che curveggi
sublime e transcendeggi in verità dell’essere.

L’essere curveggia la verità sublime dell’essere evento del sublime infinito.


Monade sublime infinita nell’infinità sublime, è sublime infinito.
Il sublime infinito dell’essere curveggia l'infinito dell’essere sublime. Il sentiero dell' essere
sublime verità dell’essere è sublime essere della verità, è il disvelamento del sublime, è la
struttura ontopologica del sublime.
Il pensiero Sublime dell’essere è la verità dell’essere.

Nella verità sublime dell’essere sublime la differenza ontopologica è il che cosa è, è il che è
verità dell’essere o il plesso o la struttura ontopologica.

La verità dell’essere sublime è la verità sublime dell’essere.

Ma la verità dell’essere sublime incurveggia la struttura ontopologica del sublime, è


l'eventuarsi del sublime dal nulla.
La verità dell’essere sublime ondeggia dalla nullità, la struttura ontopologica dell’esserità.
Sublime essere nulla.
L’essere sublime incurveggia l' essere quale struttura ontopologica dell’essere singolarità
dell'evento sublime.
La struttura ontopologica è la fondatezza del sublime, perché è il fondamento poetante del
sublime, è il sublime evento dell' essere-nulla, sublime estasità della transcendenza ex nihilo.

ChiasMa-plesso del sublime che ondeggi nella verità dell’essere poietante, la struttura
ontopologica dell’essere quale fondatezza sublime, è l’esserità sublime.

Sublime nulla che nulleggi poietante.

Nietzsche ondeggiò il curveggiare della tempità dal nulla sublime, il curveggiare dell’essere
abissità dal nulla, essere che incurveggi dall'abisso sublime dell'essere, curveggia lì lo
spazitempo dal nulla, essere sublime che incurveggi la kronotopia, nulla che curveggi il
nulla:essere-la-verità che curveggi il nulla e decostrueggi il nulla, ma curveggiare il nulla è
l'estasità sublime della struttura ontopologica dell’essere estasità che curveggi il sublime, è l'
essere che curveggi l'estasità dello spazitempo sublime.
Plesso o chiasma ontopologico che curveggi lo spazitempo della singolarità sublime: la
musica sublime.
Ogni singolarità è un chiasma sublime, ogni accordo, ogni melodia, tema, variazione, è la
musica sublime che curveggi nello spazitempo, è l'evento che curveggi il sublime.

La musica sublime è il flusso che curveggia lo spazitempo sublime, echeggia e risuona il


curveggiare dello spazitempo sublime.
Ogni suono è il curveggiare dal nulla, in cui le stesse note risuonano, echeggiano e
ondeggiano, risuonano i suoni sublimi del curveggiare ondeggiante poetante, perché la
musica è l'estasità del sublime che curveggi lo spazitempo, è il chiasma sublime del suono e
silenzio infinito, indivisibile.

Schopenhauer riecheggiò l’idea e platoneggiò l’idea nella musica della kalousia.

La musica è la struttura ontopologica del curveggiare dello spazitempo nella musica


sublime-kalousia, la struttura ontopologica della natura sublime o physis sublime, è il
fondamento del curveggiare dello spazitempo sublime: nei suoni dell’armonia i suoni acuti,
più mobili e più fuggitivi, ondeggiano da vibrazioni che curveggino lo spazitempo del suono
fondamentale, e risuona poetante il curveggiare dello spazitempo.

C’è qui fra toni superiori e le note più vicine un ondeggiare echeggiante che curveggi lo
spazitempo.
Gli intervalli sono paralleli, la melodia, ondeggiante dalla voce principale, dalla voce alta,
dalla voce cantante ondeggi libera e capricciosa, conservando sempre, dal principio alla fine,
la connessione organica e significativa di un pensiero poetante sublime.

Riecheggia nella struttura ontopologia armonica della musica la curvatura dello spazitempo
sublime, quale ondeggiare della struttura ontopologica della natura che curveggi o physis
sublime. Ondeggiante spazitempo in tendenza infinita, o essere il curveggiare infinito del
sublime, è curveggiare sublime senza perché.

È tendenza sublime infinita oltre la tendenza infinita per essere transinfinità sublime,
ondeggiante infinitità senza perché, senza fine, è

La musica sublime che curveggi lo spazitempo, la struttura ontopologica dell' Esserità


sublime, è la struttura ontopologica della musica sublime: perché è la musica infinita che
curveggi lo spazitempo, tendenza infinita ondeggiante la musica transinfinita.

Ondeggiante consonanza e dissonanza curveggianti spazitempi, la musica poetante pensante è


consonanza della kalousia e dissonanza o chiasmepochè dell'essere e nulla.
La musica è l’esserci curveggiante del sublime, la musica è l'ondeggiare della verità
dell’essere.
La musica pensante è la musica poetante della verità sublime dell’essere sublime, nella verità
dell’essere curveggià da sempre e per sempre il sublime.
C’è la verità sublime che curveggi spazitempi dell' esserci, o del nulla, incurveggia dal nulla
quale increspatura ondeggiante dell'estasità dello spazitempo dell’essere.
Ondeggiante singolarità sublime del suono eterno curveggia gli spazitempi sonori del silenzio,
o accordo, o melodia, è l'ondeggiare del curveggiare dello spazitempo.

La struttura ontopologica dell’essere Sublime è l’esserità.

Heidegger ondeggiò il pensiero dell’essere Sublime.

Lì la verità dell’essere sublime è verità dell’essere-verità-sublime.


La dis-velatezza è il sublime.
Heidegger disobliò la sublime verità dell’essere, del dis-velamento sublime dell’essere, l’essere
è il sublime che si eventui quale struttura ontopologica della verità dell’essere.
L’essere ondeggia nel sublime, è il curveggiare nella tempità sublime, è l’essere che
transcendeggi sublime.
Heidegger ondeggiò la spazitempità dis-velante sublime, la Lichtung sublime, la radura
sublime.

L’essere sublime heideggeriano ondeggia, si dà, Es gibt, sublime-Lichtung, radura-sublime, è


il diradarsi che sublimeggi l’essere diradandosi: sublime al di là dell’entità, qui ondeggia
sublime Alterità.

C’è Lichtung-sublime.
L’essere sublime incurveggia la Lichtung-Sublime che transcendeggi la Lichtung.
La Lichtung è il sublime che sublimeggi la Lichtung, la radura sublime è la diradanza
spazitemporale libera che transcendeggi la radura, o Lichtung-sublime.
La radura sublime è la radura dell'aletheia sublime.
La radura sublime è l'ontopologia sublime delLa Lichtung, la radura è l’esserità del
sublime, è curveggiante spazitempo, il diradarsi sublime che transcendeggi il diradarsi
dell’essere, è l' essere alterità: l’essere è l’ondeggiare sublime, è differenza ontopologica
sublime dell’essere.
Heidegger ondeggiò nel sublime la verità dell’essere.

Eraclito amò il nascondersi del sublime nell'esserità visibile invisibile.

La spazitempità incurveggia il sublime abitare nella risonanza dell’essere che echeggi il


curveggiare sublime nella disvelatezza.
L' essere è spazitempo sublime o l’essere risplendezza sublime che ondeggi la disvelatezza
dell’essere.
L’essere incurveggia l'elevarsi sublime al di sopra in estatica verità spazitemporale.
È il disvelarsi sublime.
Lichtung dello spazitempo sublime.
Il sublime ondeggia la Gestalt dell’essere Sublime-ontopologica-Lichtung.
L’essere sublime è niente, l’essere sublime è nihil, è ni-ente, non ente. La Lichtung sublime
dirada l’essere, l’essere è l’essere sublime, è il nulla che nulleggi sublime, è nulla sublime
nell’essere: il curveggiare dell'essere sublime dall'Abgrund, o abisso sublime.
L’essere sublime è Ab-grund, Lichtung abissale sublime senza perché.
L’essere sublime è Ab-grund che sublimeggi il curveggiare nella Lichtung, sublime Ereignis
dell’essere che incurveggi l'Ereignis spazitemporale dell’essere, è Ab-grund-sublime.

Nell’essere sublime curveggia la Lichtung, la radura sublime che ondeggi spazitempi, è la


radura Sublime della verità dell’essere, è l’evento sublime che ondeggi il curveggiante
spazitempo della verità dell’essere.

Ab-grund sublime è essere nulla visibile invisibile spazitempo, è l'evento del sublime che
transcendeggi l’essere evento sublime dall' Ab-grund sublime.
E' sublime evento spazitempo, è evento che incurveggi la kronotopia sublime, è sublime
evento che sublimeggi l'Ereignis-Sublime. L’evento sublime abissale eventeggia senza perché,
è senza perché Sublime dell’essere spazitempo.
L’evento dello spazitempo sublime che transcendeggi la verità dell’essere evento sublime.