Vous êtes sur la page 1sur 210

Brenner: Breve corso di psicoanalisi

Capitolo primo: Due ipotesi fondamentali




La psicoanalisi una disciplina scientifica che nacque ad opera di
Freud.
I suoi inizi non sono databili con esattezza, in quanto compresi in un
periodo di diversi anni.
Nel 1895 l'evoluzione della disciplina era gi ben avviata: ha dato
luogo a diverse teorie che ne sono derivate dai suoi dati di
osservazione, che cercano di ordinare e spiegare questi dati.
La teoria psicoanalitica un corpo di ipotesi concernenti lo sviluppo e
il funzionamento mentale dell'uomo: e parte della psicologia generale
e comprende diversi contributi della psicologia.
La teoria psicoanalitica si occupa del funzionamento mentale
normale che patologico: la pratica della psicoanalisi consiste nel
trattamento di persone mentalmente ammalate o disturbate; tuttavia
le teorie psicoanalitiche hanno a che fare sia con il normale che con
l'anormale, anche se sono derivate principalmente dallo studio e dal
trattamento dell'anormale.
Le varie ipotesi della teoria psicoanalitica sono reciprocamente
correlate,come in ogni disciplina scientifica che si rispetti,e siamo
inclini a considerarle come leggi stabilite nella mente(Leggi del
funzionameto della mente).
Due di queste ipotesi fondamentali sono:
1.il principio del determinismo psichico o casualit e
2. La proposizione che la coscienza un attributo eccezionale
piuttosto che regolare dei processi psichici ,cio che i processi mentali
inconsci sono frequenti e significativi nel funzionamento mentale sia
normale che anormale.
Cominciamo col principio del determinismo psichico: esso implica che
nella, come nella natura fisica, nulla avvenga per caso o in modo
slegato; ogni evento psichico determinato dagli eventi e lo hanno
preceduto.
Eventi che ci appaiono apparentemente casuali e non collegati,sono
tali solo in apparenza: in realt i fenomeni mentali non possono
mancare di connessione causale con ci che li ha preceduti, n pi n
meno di quanto accade ai fenomeni fisici,e una discontinuit in questo
senso non esiste nella vita mentale.
Dovremmo sempre chiederci,in relazione a qualsiasi fenomeno:che
cosa lo ha causato? Perch avvenuto in tal modo?
Un esempio di tale approccio ai fenomeni psichici il dimenticare o
smarrire qualcosa: l'opinione comune su un fatto simile che si tratti
di un fatto accidentale accaduto per caso; l'investigazione accurata di
tali eventi negli ultimi sessantanni da parte degli psicoanalisti ha
mostrato che essi non sono in alcun modo cos accidentali come la
gente pensava: invece possibile dimostrare che ciascuno di tali
eventi stato causato da un desiderio o da un intento della persona
interessata in conformit con il principio del funzionamento mentale.
Freud scopr che quei fenomeni comuni del sonno chiamati sogni
seguono lo stesso principio del determinismo psichico: ciascun sogno,
o meglio ciascuna immagine in ciascun sogno, la conseguenza di
altri eventi psichici e ciascuno sta in una di un rapporto coerente e
significativo col resto della vita psichica del soggetto sognatore.
Gli psicologi di formazione scientifica di settant'anni fa consideravano i
sogni come dovuti all'attivit casuale o incoordinata di varie parti del
cervello durante il sonno.
Rispetto ai fenomeni della psicopatologia,ci si aspetterebbe di
applicare ad essi lo stesso principio: gl anche se il paziente non
consapevole della loro psicoanalisti hanno confermato tale aspettativa
per cui ogni sintomo nevrotico di qualunque natura esso sia, causato
da altri processi mentali, a dispetto del fatto che il paziente spesso
consideri il sintomo come estraneo al suo intero essere e non
connesso con il resto della sua vita mentale.
Tuttavia le connessione sono l e sono dimostrabili,anche se il
paziente non consapevole della loro presenza.
Parlando del principio del determinismo psichico, abbiamo introdotto
anche il secondo tema fondamentale, cio il tema dell'esistenza e del
significato di processi mentali di cui l' inconsapevole o inconscio.
La relazione tra queste due ipotesi molto forte e consiste nel fatto
che e che le belle apparenze discontinuit nella nostra tanto di ci
che passa nella nostra mente sia inconscio,a spiegare le apparenti
discontinuit nella nostra vita mentale: quando un pensiero, un
sentimento, una dimenticanza, un sogno, un sintomo patologico
sembra non essere in rapporto con l'attivit mentale in corso si deve
al fatto che la sua connessione causale con qualche processo
mentale inconscio: se la causa inconscia pu essere scoperta allora
tutte le apparenti discontinuit scompaiono e la catena causale
diventa chiara.
La questione riguarda il fatto che noi non possediamo alcun metodo
che ci permetta di osservare direttamente i processi mentali inconsci:
tutti i metodi di cui disponiamo per lo studio di tali fenomeni sono
diretti e ci permettono di dedurre l'esistenza di tali fenomeni e di
determinarne la natura e il significato nella vita mentale dell'individuo
che l'oggetto di studio. Il metodo pi efficace ed attendibile la
tecnica che Freud and elaborando in un periodo di diversi anni, che
egli chiam psicoanalisi poich egli era in grado di discernere ed
individuare processi psichici che sarebbero stati altrimenti rimasti
occultati o insospettati.
Fu durante gli stessi anni in cui sviluppava la tecnica della psicoanalisi
che poi si rese consapevole,con l'aiuto della nuova tecnica,
dell'importanza che i processi mentali inconsci hanno nella vita
mentale di ciascun individuo sia malato sano di mente.
Questi i passi che portarono allo sviluppo della tecnica di Freud:
Freud cominci la sua carriera medica come neuro-anatomo; posto di
fronte alle difficolt della vita, si dette alla pratica medica come
neurologo e si trov pertanto a trattare pazient che oggi
chiameremmo nevroti o psicotici.
La pratica del neurologo fatta di pazienti psichiatrici e al tempo in
cui Freud operava non esisteva alcuna forma di trattamento
psichiatrico razionalmente cio ezilogicamente orientata: ve ne erano
poche nell'intero campo della medicina cio la batteriologia,la
chirurgia asettica ,la fisiologia e la patologia,delle quali le ultime due
avevano da poco cominciato a rendere possibili alcuni miglioramenti
sostanziali nel trattamento di pazienti.
Il medico anche ben preparato di quegli anni non era effettivamente
in grado di guarire la gente malata e sembrava piuttosto un bersaglio
molto adatto al disprezzo dei suoi critici;fu solo durante la seconda
met del 19 secolo che la medicina insegnata nelle accademie
mostr di essere superiore nei suoi risultati alla neuropatia,omeopatia
o alle usanze superstiziose.
Freud utilizz i metodi di trattamento pi scientifici a sua
disposizione:per i sintomi isterici impegn trattamenti elettrici
raccomandati dal grande neurologo Erb,l cui lavoro nel campo
dell'elettrofisiologia clinica valido in gran parte anche oggi;tuttavia le
raccomandazioni di Erb per il trattamento dell'isteria non erano molto
fondate e come Freud ci dice,dovette concludere che il trattamento di
Erb dell'isteria non aveva alcun valore e che i risultati vantati erano
semplicemente non veri.
Nel 1885 Freud era andato a Parigi dove aveva studiato alla clinica di
Charcot, esperto dell'ipnosi sia come metodo per produrre sintomi
isterici che per il loro trattamento,sia della sindrome isterica grande e
petite da lui delineate.
Freud prov quindi ad eliminare i sintomi dei suoi pazienti mediante la
suggestione ipnotica che il riuscendogli in odo variabile; fu in quel
periodo che il suo amico Breuer gli rifer l'esperienza con una
paziente isterica che divenne d'importanza cruciale nello sviluppo della
psicoanalisi.
Breuer era un medico praticante di considerevole talento e con una
eccellente preparazione in fisiologia; collabor alla scoperta di un
riflesso respiratorio noto come riflesso di Hering e Breuer,e
introdusse l'uso della morfina nell'edema polmonare acuto.
Breuer disse a Freud che parecchi anni prima aveva trattato una
donna isterica con lipnosi e aveva trovato che i suoi sintomi
scomparivano quando lei riusciva,nel suo stato ipnotico,a ricordare
l'esperienza e l'emozione concomitante che avevano portato al
sintomo in questione: i tuoi sintomi potevano essere eliminati
parlandone sotto ipnosi.
Freud applic subito questo metodo di trattamento ai propri pazienti
isterici con buoni risultati.
i risultati di questo lavoro vennero pubblicati in collaborazione con
Breueral nel1895 in articoli e infine in una monografia Studi
sullisteria.
Andando avanti di Freud trov che:
1.Lipnosi non si poteva indurre sempre con la stessa facilit e
2.Che i buoni risultati tendevano ad essere transitori e che almeno
alcune tra le sue pazienti sviluppavano verso di lui,nel corso del
trattamento ipnotico,un legame di natura sessuale.
La ricerca di un ipnotista francese,Bernheim gli venne in soccorso: egli
aveva dimostrato ad un gruppo di cui Freud era membro, che
l'amnesia di un soggetto verso le proprie esperienze ipnotiche, poteva
essere eliminata senza ipnotizzare di nuovo il paziente, pressandolo a
ricordare ci che egli insisteva di non poter ricordare: per la precisione
era sufficientemente forte e insistente, il paziente ricordava ci che
aveva dimenticato,senza essere stato nuovamente ipnotizzato.
Freud allora si fece carico di rimuovere anche un'amnesia isterica
senza ipnosi e si apprest a mettere ci in atto:da questa base iniziale
egli elabor la tecnica psicoanalitica,l'essenza della quale che il
paziente si impegna a riferire all'analista,senza eccezione,qualsiasi
pensiero gli venga alla mente,trattenendosi dallesercitare su di essi
alcuna censura o dallimprimere loro una direzione cosciente.
Lo sviluppo e l'applicazione della tecnica psicoanalitica resero possibile
a Freud di fare scoperte che hanno rivoluzionato la teoria e la pratica
della psichiatria, in particolare della psicoterapia, nonch di recare
contributi della pi fondamentale importanza alla scienza della
psicologia umana in generale.
La ragione del grande valore attribuito al fatto che il paziente debba
abbandonare il controllo cosciente dei suoi pensieri che ci che il
paziente pensa e dice in quelle circostanze determinato da da
motivazioni e pensieri inconsci.
Cos Freud,ascoltando le libere associazioni del paziente,(libere solo
dal controllo cosciente),poteva farsi un quadro per deduzione di ci
che passava inconsciamente nella mente del suo paziente; egli si
trov pertanto nella posizione unica di poter studiare i processi
mentali inconsci dei pazienti e scopr che non solo i sintomi isterici ma
anche molti altri aspetti normali e patologici del comportamento e del
pensiero erano il risultato di ci che inconsciamente passava nella
mente dell'individuo che li esibiva.
Nel corso dello studio dei fenomeni mentali inconsci, Freud si accorse
che essi potevano essere divisi in due gruppi:
1)Il primo comprendeva pensieri, memorie, ecc. che potevano
facilmente essere resi consci che mediante uno sforzo dell'attenzione:
F chiam preconsci questi elementi psichici che hanno pronto accesso
alla coscienza; qualunque pensiero a cui capiti di essere conscio ad un
dato momento preconscio sia prima che dopo quel particolare
momento.
2)Il gruppo di fenomeni inconsci si comprendeva quegli elementi
psichici che potevano essere resi consci solo mediante l'impiego di un
considerevole sforzi:essi erano sbarrati fuori dalla coscienza da una
forza considerevole che doveva essere superata prima che essi
potessero diventare consci(questo ci che troviamo ad esempio in
un caso di amnesia).
Fu a questo secondo gruppo di fenomeni che Freud riserv il termine
inconsci nel senso pi stretto:egli pot dimostrare che il loro essere
inconsci non impediva in alcun modo che essi esercitassero la pi
significativa influenza sul funzionamento mentale.
Inoltre pot dimostrare che i processi mentali inconsci potevano
essere paragonabili a quelli coscienti per la loro precisione e
complessit.
Ricordiamo che non abbiamo fino ad ora alcun metodo di osservare le
attivit mentali inconsce direttamente: noi possiamo solo osservare i
loro effetti cos come sono espressi nei pensieri e sentimenti di un
soggetto, e che egli ci riferisce, oppure nelle sue azioni che possono
essere o riferite o osservate.
Tali dati sono derivati delle attivit mentali inconsce,e da essi
possiamo trarre inferenze relative alle attivit stesse.
Vi sono altre sorgenti di dati che corroborano la nostra proposizione
fondamentale, cio che i processi mentali inconsci hanno la capacit
di produrre effetti sui nostri pensieri e sulle nostre azioni.
Un esempio fornito dalla suggestione ipnotica: un soggetto viene
ipnotizzato e mentre in trance gli viene detto qualcosa che dovr
fare dopo che sar stato svegliato dal trance; prima che sia svegliato
gli viene anche detto che egli non conserver alcuna memoria di ci
che avvenuto durante il trance,dopo di che gli viene chiesto di
svegliarsi.
Il soggetto non conscio nel momento in cui compie l'azione prima
ordinatagli dallipnotista del perch la compia,n pu diventare
conscio della sua reale motivazione per mezzo di un qualunque
semplice atto di memoria o di introspezione.
Ci mostra con chiarezza che un processo mentale veramente
inconscio pu avere un effetto dinamico o motivante sul pensiero e
sul comportamento;altre prove di questo fatto possono essere
derivate dall'osservazione clinica o anche generale: si pensi ad
esempio ai sogni.
Enoto da molte fonti come giornali e diari di bordo che gli uomini che
soffrono la fame sognano frequentemente del cibo e di trovarsi a
mangiare: facilmente riconoscibile che la fame a promuovere
sogni di questo genere e i soggetti sono del tutto consapevoli
consciamente della loro fame quando si svegliano; ma durante il
sonno mentre sognano di mangiare,essinon sono consci della fame
ma solo di un sogno di saziet cosicch si pu dire che nel tempo in
cui il sogno veniva sognato,qualcosa passava inconsciamente per la
mente di coloro che sognavano, i qualcosa che dava luogo alle
immagini del sogno che venivano consciamente sperimentate.
Altri sogni di convenienza simili come sognare di bere ed accorgersi di
aver sete,oppure di urinare o defecare e svegliarsi col bisogno
impellente,dimostrano che durante il sonno l'attivit inconscia della
mente pu produrre un risultato conscio:
in questi casi,che una sensazione corporea inconscia dei relativi
desideri connessi,danno luogo a un sogno conscio della soddisfazione
o del sollievo desiderati.
Tuttavia,na tale dimostrazione pu essere ottenuta senza alcuna
speciale tecnica di osservazione.
per mezzo della tecnica psicoanalitica Freud pot dimostrare che al di
l di ogni sogno, vi sono pensieri e desideri inconsci attivi e pot
stabilire come regola generale che i sogni sono causati da un'attivit
mentale inconscia per il sognatore,che rimarrebbe tale senza l'uso
della tecnica psicoanalitica.
Fino alle ricerche di Freud nell'ultima decade del 19 secolo,i sogni
erano stati negletti come oggetto di serio studio scientifico per il fatto
che prima di Freud non vi era alcuna tecnica adeguata per studiarli; fu
la scoperta del metodo psicoanalitico che permise a Freud di scoprire
pi dati relativi ai sogni di quanti non avessero potuto apprenderne i
suoi predecessori.
Freud ha richiamato l'attenzione su un altro gruppo di fenomeni
anch'essi fino ad allora trascurati che parimenti dimostrano come le
attivit mentali inconsce possano interessare il nostro comportamento
cosciente: si tratta di caratteristiche normali della vita mentale,che
avvengono nella vita di veglia: i lapsus di lingua, penna, memoria e
simili;azioni correlate per cui non esiste in inglese un termine generale
molto esatto.
In tedesco sono detti Fehlleistungenazioni errate(in italiano atti
mancati,atti sintomatici,paraprassie).
Come nel caso dei sogni,alcuni lapsus sono abbastanza chiari e
semplici,tanto da consentirci di indovinare con un elevato grado di
accuratezza e convinzione quale sia il loro significato inconscio.
Come nel caso dei sogni Freud pot dimostrare applicando la tecnica
psicoanalitica che l'attivit mentale inconscia prende parte alla
produzione di tutti i lapsus(sia quelli pi intuitivi che quelli meno
intuitivi).
Un'altra prova in favore della proposizione che i processi mentali
inconsci di un individuo sono importanti nella sua vita mentale
costituita dal fatto che le motivazioni del comportamento di un
individuo possono essere ovvie per un osservatore ma ignote
all'interessato.
Finora si parlato di esempi tratti dalla vita mentale normale per
dimostrare l'esistenza di processi mentali inconsci; in realt
l'importanza dell'attivit mentale inconscia fu dimostrata da Freud in
primo luogo e soprattutto nel caso dei sintomi di pazienti con malattie
mentali le ricerche di Freud hanno messo alla luce come i sintomi
abbiano un significato che non noto al paziente(uno dei capisaldi
della psicoanalisi generalmente accettato): se ad esempio un paziente
presenta cecit isterica noi supponiamo che ci sia qualcosa che egli
inconsciamente non desidera vedere o a cui la sua coscienza gli
impedisce di guardare.
Evero che difficile individuare correttamente il significato inconscio
di un sintomo e che le determinanti inconsce anche di un singolo
sintomo possono essere numerose e complesse cosicch,anche se
possibile arguire correttamente il significato,ci che si arguito
rappresenta solo una parte o una piccola parte dell'intera verit.
Anche se ora possiamo retrospettivamente contattare la possibilit di
accertare,anche senza l'aiuto della tecnica psicoanalitica il potere
dell'attivit mentale inconscia di influenzare pensieri comportamento
coscienti sia di persone sane che malate, dobbiamo ricordare che fu
luso di quella tecnica a rendere originariamente possibile la scoperta,
ci che fu essenziale per lo studio approfondito dei fenomeni mentali
inconsci; lo studio convinse Freud che la maggior parte del
funzionamento mentale si svolge al di fuori della coscienza e che la
coscienza una qualit o un attributo insolito piuttosto che consueto
del funzionamento mentale;ci era in stridente contrasto con
l'opinione che prevaleva prima del tempo di Freud che coscienza e
funzionamento mentale fossero sinonimi.
Oggi si pensa che non lo siano e che sebbene la coscienza rappresenti
una caratteristica importante delle operazioni mentali essa non sia
affatto una caratteristica necessaria:essa non ha bisogno di esserlo e
spesso non in connessione neppure con le operazioni mentali che
sono decisive nel determinare il comportamento dell'individuo o con
quelle massimamente complesse e precise nella loro natura. Tali
operazioni(anche quelle complesse e decisive)possono essere del tutto
inconsce.





























Capitolo secondo:Le pulsioni istintuali.


Le due ipotesi sono fondamentali per qualunque esposizione della
teoria psicoanalitica:formano la base su cui poggia tutta la
costruzione; sono cio le guide che dirigono e determinano il nostro
orientamento nella formulazione tutte le tutte le ipotesi che
riguardano le varie parti o elementi dell'apparato psichico e il loro
modo di funzionare.
prendiamo in esame le forze istintive che si ritiene forniscano energia
alla mente e la spingano all'attivit: le teorie psicologiche che Freud
ha sviluppato sono state orientate per quanto possibile in senso
fisiologico e sappiamo come attorno al 1890 si dedic al tentativo
ambizioso di formulare una psicologia neurologica,progetto che fu
costretto ad abbandonare perch i fatti non consentivano una
soddisfacente correlazione tra le due discipline, ma certo che Freud
condivide l'opinione oggi largamente sostenuta dalla maggior parte di
psichiatri e psicologi non medici che un giorno i processi psichici
potranno venir definiti in termini di funzionamento cerebrale.
Anche se fino ad ora non sembra possibile farlo in maniera
soddisfacene,sono stati compiuti in questa direzione tentativi
interessanti: al momento i legami teoretici o formali tra psicoanalisi ed
altre branche della biologia sono scarsi:i due principi riguardano le
funzioni psichiche correlate con le percezioni sensoriali e le forze
istintive,cio le pulsioni(vale a dire gli istinti,tipici del mondo anilale).
Occorre operare una distinzione terminologica e concettuale tra istinti
e pulsioni: un istinto la capacit o necessit innata di reagire ad un
determinato insieme di stimoli in maniera stereotipata o costante,che
costituisce di solito un comportamento pi complesso di ci che
chiamiamo semplice riflesso(ex.riflesso patellare).
Come un semplice riflesso,tuttavia un istinto in un animale dotato di
sistema nervoso centrale composto presumibilmente da uno stimolo,
da uneccitazione centrale di qualche tipo, e da una risposta motoria la
quale segue un corso predeterminato.
Daltra parte,ci che nell'uomo chiamiamo pulsione,non include la
risposta motoria,ma solo lo stato di eccitazione centrale in risposta
alla stimolazione: l'attivit motoria che segue questo stato di
eccitazione viene mediata da una parte altalmente differenziata della
psiche conosciuta come Io essa consente la possibilit che la
risposta allo stato di eccitazione che costituisce la pulsione o la
tensione istintuale,venga modificata dall'esperienza e dalla riflessione
anzich essere predeterminata come nel caso dei tipi caratteristici
degli animali inferiori(Hartmann 1948).
La differenza tra la vita istintiva dell'uomo e le manifestazioni simili
degli animali inferiori non va troppo portata avanti:negli esseri umani
adulti per esempio esiste una connessione intima tra la pulsione
sessuale e il tipo di risposte innata che chiamiamo orgasmo; inoltre
nel caso di qualsiasi bisogno istintuale o pulsione nell'uomo,la risposta
motoria predeterminata in modo ampio e generale da fattori
genetici.
Rimane vero il fatto che la misura in cui la risposta viene in tal modo
determinata, risulta nell'uomo minore di quanto non appaia esserlo
negli altri animali, mentre la misura in cui i fattori dell'ambiente
dell'esperienza possono modificare la risposta risulta nell'uomo assai
maggiore: per questo motivo preferiamo parlare nell'uomo di pulsioni
anzich di istinti.
Una pulsione un costituente psichico geneticamente determinato
che quando opera produce uno stato di eccitazione psichica o come
spesso si dice di tensione:tale eccitazione o tensione spinge l'individuo
all'attivit,la quale anchessa geneticamente determinata,ma pu
venir modificata dallesperienza individuale:tale attivit tesa verso
qualcosa che possiamo definire sia:1)la cessazione dell'eccitazione o
dell'attenzione,sia 2)gratificazione, dove il primo termine pi di tipo
oggettivo mentre il secondo pi soggettivo.
Lattributo che le pulsioni possiedono di spingere l'individuo all'attivit
cop Freud per la sua analogia con il concetto di energia fisica che
viene definita come la capacit di compiere un lavoro; in conseguenza
Freud postula l'esistenza di un'energia psichica che costituisce parte
integrante delle pulsioni o deriva in qualche maniera da esse.
Questa energia psichica non va intesa come uguale a quella fisica:si
tratta di una semplice analogia ed il concetto di energia psichica cos
come quello di energia fisica solo un'ipotesi per semplificare la
comprensione dei fatti della vita psichica che siamo in grado di
osservare.
Freud parl del quantum di energia psichica con cui venivano investiti
un oggetto o una persona particolari: per questo concerto us la
parola tedesca Besetzung, stata tradotta in inglese con la parola
catexis e in italiano con il termine carica psichica, dove per
quest'ultima si intende la quantit di energia psichica che diretta
verso o legata con la rappresentazione mentale della persona o
cosa, come a dire che la carica psichica si riferisce ad un fenomeno
puramente mentale.
Si tratta pur sempre di un concetto psicologico,e non fisico:lenergia
non pu fluire attraverso lo spazio e caricare direttamente oggetti o
attaccarsi ad essi; ci che viene caricato rappresentato dai ricordi,
pensieri, fantasie dell'oggetto che comprendono ci che noi definiamo
come le sue rappresentazioni mentali o psichiche.
Tanto maggiore la carica psichica, tanto pi importante in senso
psicologico loggetto,e viceversa.
Il concetto di energia psichica tra i concetti che hanno dato origine
ad un vasto dibattito tra gli psicoanalisti ed a non poca confusione:
gran parte della difficolt sembra originarsi dalla parola energia; in
fisica esistono diversi tipi di energia:ex.quella cinetica, potenziale, di
irraggiamento.
In termine energia psichica suona come una delle varie forme di
energia fisica, cinetica, potenziale, da irraggiamento, psichica e cos
via: non cos!Energia psichica un termine riferito ad un concetto
psicologico, non ad uno fisico,ed esso pu essere definito solo in tali
termini: non pu assolutamente al momento attuale essere definito in
termini fisici.
Evero che la psicologia,entro certi limiti, un aspetto dell'attivit del
sistema nervoso centrale:essa una branca della biologia animale e
quindi della fisica e della chimica,ma le nostre conoscenze circa i
legami tra le due sono scarse,in quanto non sappiamo ad esempio
quali attivit cerebrale e quali processi fisici corrispondano ad un
desiderio, esperienza, bisogno di gratificazione ecc; fino a quando ci
si verificher non saremo in grado di iniziare a correlare l'energia fisica
con il suo corrispettivo psichico,dunque dobbiamo rassegnarci alle
limitazioni dell'attuale stato di conoscenza evitando di stabilire
equazioni prive di senso tra lo psichico ed il fisico.
Passiamo alla questione della classificazione e della natura delle
pulsioni: le ipotesi di Freud sulla loro classificazione andarono
modificandosi e sviluppandosi nel corso del trentennio compreso tra il
1890 ed il 1920 circa(Bibring 1941), in questi ultimi 10 anni sono state
apportate alcune aggiunte significative delle sue idee per opera di vari
studiosi.
Nella sua prima formulazione Freud propose di dividere le pulsioni in
due tipi diversi:
1) Sessuali;
2)Di autoconservazione.
Presto abbandon l'idea di una pulsione
autoconservativa,considerandola come un'ipotesi insoddisfacente e
per molti anni tutte le manifestazioni istintuali vennero considerate
come parte o derivazioni della pulsione sessuale; tuttavia lo studio di
vari fenomeni psichici,in particolare quelli del sadismo e del
masochismo,portarono Freud a rivedere ancora una volta le sue teorie
e in Aldil del principio di piacere(1920)formul la teoria delle pulsioni
che viene oggi generalmente accettata dagli analisti,anche se non
tutti sono d'accordo nell'accettare integralmente la forma nella quale
Freud la present originariamente.
Nella sua ultima formulazione Freud ha proposto di considerare gli
aspetti istintuali della nostra vita psichica, postulando l'esistenza di
due pulsioni:
1)sessuale;
2)aggressiva;
Come i nomi suggeriscono,questo dualismo correlato con ci che
vogliamo intendere quando parliamo di sesso e di aggressivit ma in
effetti non possibile una definizione concisa delle due pulsioni:
potremmo dire che l'una quella che d origine alla componente
erotica delle attivit mentali mentre l'altra d origine alla componente
puramente distruttiva.
Un linguaggio cos cauto reso necessario dal fatto che la teoria
formulata da Freud afferma che in tutte le manifestazioni istintuali che
siamo in grado di osservare,sia normali e patologiche,operano e
partecipano tutte e due le pulsioni;per usare la terminologia di
Freud,le due pulsioni sono di regola fuse insieme sebbene non
necessariamente in egual misura.
Cosicch anche latto pi duro di intenzionale crudelt,che in
superficie sembra soddisfare soltanto qualche aspetto della pulsione
aggressiva,ha per colui che lo compie un qualche inconscio significato
sessuale e gli fornisce una certa quantit di gratificazione sessuale
inconscia; allo stesso modo non c' atto d'amore per quanto tenero
che non fornisca simultaneamente un mezzo inconscio di scarico alla
pulsione aggressiva.
Le pulsioni di cui ammettiamo l'esistenza non sono osservabili come
tali in forma pura,ma soltanto mescolate l'una con l'altra: sono
astrazioni tratte dai dati dell'esperienza sono ipotesi, concetti
operativi, che si pensa ci permettano di comprendere meglio e di
spiegare nella maniera pi semplice e sistematica i dati che
osserviamo.
Non dobbiamo mai aspettarci o sperare di trovare un esempio clinico
in cui la pulsione aggressiva appaia isolata da quella sessuale o
viceversa: le pulsione aggressiva non sinonimo di ci che
ordinariamente intendiamo come aggressivit,pi di quanto la
pulsione sessuale non sia sinonimo del desiderio di avere un rapporto
sessuale.
Nella nostra teoria attuale distinguiamo due pulsioni:
1)La pulsione sessuale o erotica;
2)La pulsione aggressiva o distruttiva;
Attendendoci a questa distinzione assumiamo anche che vi sono due
tipi di energia psichica:
1)Quella associata alla pulsione sessuale detta libido;
2)Quella associata alla pulsione aggressiva detta destrudo.
Si riferisce ad essa semplicemente indicandola come energia
aggressiva,bench talvolta la si chiami aggressivit; quest'ultimo
termine non esatto perch l'energia aggressiva e la pulsione
aggressiva non hanno lo stesso significato del comportamento definito
con il termine aggressivit,e luso della stessa parola per queste due
cose pu portare a confusione.
Eimportante ricordare che la distinzione tra le pulsioni sessuali e
quelle aggressive della teoria attuale basata su dati psicologici: nella
sua formulazione originaria Freud tent di mettere in relazione la
teoria psicologica delle pulsioni con i concetti biologici fondamentali e
propose che le pulsioni venissero chiamate rispettivamente pulsioni di
vita e di morteesse corrisponderebbero approssimativamente ai
processi anabolici catabolici ed avrebbero un significato pi ampio di
quello puramente psicologico; sarebbero cio caratteristiche istintuali
di tutta la materia vivente, dello stesso protoplasma.
Siano o meno corrette queste speculazioni biologiche di Freud, certo
che portarono a molti malintesi: la distinzione adoperata per le
pulsioni,trova il suo fondamento su un terreno clinico e dunque si
regge o cade solo su questo terreno;che Freud aveva ragione o torto
nelle sue idee sulle pulsioni di vita e di morte,non ha a che fare con
questo.
Di fatto vi sono alcuni analisti che accettano il concetto di una
pulsione di morte e da altri,forse la maggioranza,che non l'accettano:
ma gli uni quanto gli altri sono persuasi del valore che ha,su di un
piano clinico,il considerare le manifestazioni istintuali come composti
di una mescolanza di pulsioni sessuali ed aggressive.
All'inizio Freud defin una pulsione come una stimolazione della mente
proveniente dal corpo(Freud,1905),e poich a quell'epoca si occupava
solo delle pulsioni sessuali, una tale definizione sembrava adattarsi
molto bene i fatti: non solo gli eccitamenti e le gratificazioni sessuali
sono chiaramente legate alla stimolazione di varie parti corpo e a
modificazioni fisiche, ma anche gli ormoni liberati da varie ghiandole
endocrine hanno un profondo effetto sull'intera vita e comportamento
sessuali.
Nel caso della pulsione aggressiva,levidenza di una base somatica
non affatto chiara: in un primo tempo si pens che la muscolatura
scheletrica avesse con la pulsione aggressiva la stessa relazione che
hanno le parti del corpo sessualmente eccitabili con la pulsione
sessuale; ma poich fino a questo momento non stata apportata
nessuna prova n fisiologica,n chimica,n psicologica che appoggi
validamente tale ipotesi, essa stata abbandonata quasi
completamente.
Sembra essere tacitamente ritenuto che il substrato somatico della
pulsione aggressiva fornito dalla forma e dalla funzione del sistema
nervoso alcuni analisti preferirebbero non spingersi cos lontano e
lasciare da parte la questione della base somatica della pulsione
aggressiva come domanda che per ora rimane forzatamente senza
risposta.
Sarebbe forse pi utile considerare gli aspetti delle pulsioni che sono
in stretta relazione con i fatti osservabili: un modo pu essere quello
di esaminare un aspetto delle pulsioni che si dimostrato
particolarmente significativo sia per la teoria che per la pratica,e cio
il loro sviluppo genetico.
Cominciamo dalla pulsione sessuale o erotica: la teoria psicoanalitica
ritiene che gi nel bambino siano operanti, influenzandone il
comportamento ed esigendo gratificazione,quelle forze istintuali che
produrranno pi tardi i desideri sessuali dell'adulto con tutto il loro
seguito di dolore e di felicit; le prove disponibili derivano da almeno
tre fonti:
1)Losservazione diretta dei bambini: notevole come vi siano prove
dell'esistenza di desideri e comportamenti sessuali nei bambini piccoli,
se ci si mette ad osservarli e si parla con loro con animo imparziale ed
obiettivo.
Ma proprio a causa del bisogno che ciascuno ha di dimenticare e di
negare i desideri ed i conflitti sessuali della propria infanzia,che prima
delle ricerche di Freud quasi nessuno fu in grado di riconoscere la
ovvia presenza dei desideri sessuali nei bambini
che aveva modo di osservare.
Le altre fonti di prova su questo punto provengono dalle analisi dei
bambini e gli adulti: nelle prime si pu vedere direttamente, nelle
seconde si pu dedurre attraverso una ricostruzione, il grande
significato dei desideri sessuali infantili e la loro natura.
bene chiarire un altro punto: l'analogia tra i desideri sessuali del
bambino dai 3 ai 5 anni,e quelli dell'adulto, cos imponente,quando si
conoscano i fatti, che non vi pu essere la minima esitazione nel
chiamare quelli del bambino con lo stesso nome di quelli dell'adulto;
come fare ad identificare i derivati o le manifestazioni della pulsione
sessuale in un'et ancora pi precoce?
Secondo Freud (1905) possiamo fare riferimento alle seguenti
osservazioni:
1) Nel corso dello sviluppo normale vi sono alcune caratteristiche
del comportamento piacevole della prima infanzia che pi tardi
divengono subordinate alleccitamento e alla gratificazioni
genitale e contribuiscono a determinarli; ci vero per il
baciare,guardare, carezzare, mostrarsi ecc.
2)In alcuni casi di sviluppo sessuale anormale (perversioni
sessuali),l'uno o l'altro di questi interessi od azioni infantili diventano
la fonte o le fonti principali della gratificazione sessuale nell'et
adulta; si tratta comunemente di gratificazioni anali,orali o visive;
3)I dati desunti dall'applicazione terapeutica del metodo psicoanalitico
a pazienti nevrotici indicano che questi desideri perversi sono attivi
anche nella psiche di questi pazienti;ma, anzich essere consci ed
eccitanti come avviene negli individui sessualmente perversi,essi sono
inconsci ed originano angoscia e senso di colpa.
Possiamo ora descrivere schematicamente quanto si conosce della
sequenza tipica delle manifestazioni della pulsione sessuale dalla
prima infanzia in poi,sequenz che Freud ha descritto fino al 1915 nei
Tre saggi sulla sessualit.
Ebene dire che gli stadi non sono cos distinti l'uno dall'altro:in realt
uno stadio si mescola con il seguente e due si sovrappongono cos
che il passaggio dall'uno all'altro molto graduale.
0-1 e anni.
Circa per tutto il primo anno e mezzo di vita:bocca,labbra e lingua
costituiscono gli organi sessuali principali del neonato:
i suoi desideri e le sue gratificazioni sono principalmente orali.
La prova di ci soprattutto ricostruttiva,cio basata sull'analisi dei
bambini pi grandi e di adulti,ma anche possibile osservare in
maniera diretta limportanza che per i bambini di quell'et ed anche
un po' pi grandi,hanno le azioni del succhiare,di fare smorfie con la
bocca e del mordere,quali fonti di piacere.
1 e -2 e anni.
Nellaltro anno e mezzo di et che segue,la localizzazione pi
importante delle tensioni e delle gratificazioni sessuali,viene ad
essere l'altro termine del canale alimentare cio lanoqueste
sensazioni di piacere-dispiacere sono associate sia con l'espulsione
che con la ritenzione delle feci equesti processi corporali e le feci
stesse costituiscono gli oggetti del pi intenso interesse del bambino.
2 e -3 anni.
Verso la fine del terzo anno la parte principale dell'interesse sessuale
comincia ad essere assunta dai genitali e normalmente viene
mantenuto anche in seguito.
Tale fase dello sviluppo sessuale viene chiamata normalmente fallica
per due ragioni:
1)Il pene costituisce l'oggetto principale di interesse per i bambini di
tutti i sessi;
2)Si ritiene che l'organo di eccitamento sessuale di piacere per la
bambina in questo periodo si il clitoride, il quale embriologicamente
costituisce l'organo femminile analogo al pene.
Ci pu rimanere vero per tutto il corso della vita,sebbene di norma la
vagina sostituisca il clitoride sotto questo rispetto.
Vi sonodunque tre stadinello sviluppo psicosessuale del bambino:
1)Orale,2)anale,3)fallico;l'ultimo di questi durante la pubert si
immette nello stadio della organizzazione sessuale adulta.
Lo stadio adulto noto come quello genitale e la dizione fase
genitaledovr essere riservata a questo stadio; la distinzione tra fase
fallica e fase genitale sostanziale e non solo nominale, poich la
capacit di giungere all'orgasmo viene acquisita solo alla pubert.
Un tale uso corretto del termine non sempre osservato nella
letteratura psicoanalitica e la parola genitale viene spesso usata
invece del termine corretto fallico.
Le fasi orale e anale vengono comunemente chiamate pregenitali
anzich prefalliche.
Oltre alle tre principali modalit della sessualit del bambino che
danno il loro nome alle fasi principali discusse, vi sono altre
manifestazioni della pulsione sessuale da menzionare e una di queste
rappresentata dal desiderio di guardare,di solito molto accentuato
durante la fase fallica,nonch la sua contropart,cio il desiderio di
esibirsi vale a dire che il bambino desidera vedere i genitali degli
altri quanto desidera mostrare i propri,e la sua curiosit ed
esibizionismo comprendono anche altre parti del corpo ed altre
funzioni corporali.
Un'altra componente della sessualit presente nel bambino quella
collegata all'uretra e alla minzione,indicata con il termine erotismo
uretrale.
Anche le sensazioni cutanee contribuiscono alla sessualit dell'infanzia
cos come un diritto ed odorato; vi sono considerevoli variazioni
individuali da un bambino all'altro,e se le variazioni dell'importanza
relativa delle diverse modalit sessuali siano dovute a differenze
costituzionali fra un bambino e laltro, o se siano dovute all'influenza
dell'ambiente con le sue frustrazioni e seduzioni, una questione
ancora da risolvere.
Gli analisti sono propensi a sostenere con Freud che in alcuni casi i
fattori costituzionali siano i pi importanti,in altri quelli ambientali
mentre nella maggior parte dei casi ciascuna di fattori contribuisce per
la parte al risultato finale(Freud 1905).
La sequenza di fasi descritta, che di norma si verifica durante
l'infanzia nelle manifestazioni della pulsione sessuale, comporta
modificazioni nel grado di interesse e di importanza attribuito,nella
vita psichica del bambino,ai diversi oggetti e alle diverse modalit
della pulsione sessuale; questi cambiamenti si producono
gradualmente e i vecchi oggetti e modi di gratificazioni,vengono
abbandonati solo gradatamente anche quando i nuovi abbiano gi da
qualche tempo assunto il ruolo principale.
Possiamo dire che la carica libidica di un oggetto in una fase
precedente diminuisce quando viene raggiunta la fase successiva e
tale carica,bench diminuita,persiste ancora per qualche tempo dopo
che si stabilita la nuova fase,e dopo che gli oggetti ad essa
pertinenti sono diventati gli oggetti principali della carica libidica.
La teoria dell'energia psichica ci fornisce,di ci che avviene nel corso
di tali cambiamenti,una spiegazione che al tempo stesso semplice e
in accordo con i fatti cos per come li conosciamoqui si ritiene che la
libido che ha fornito di cariche psichiche loggetto o il modo di
gratificazione della fase precedente,si distacchi gradualmente da
questi e carichi invece un oggetto o un modo di gratificazioni della
fase successiva.Cos la libido,che aveva prima caricato di energia
psichica la mammella, o meglio la rappresentazione psichica della
mammella in seguito carica le feci e poi il pene.
Secondo le nostre teorie la libido fluisce da oggetto ad oggetto e da
un modo di gratificazione all'altro,durante il corso dello sviluppo
psicosessuale,e tale flusso procede lungo un corso determinato
geneticamente nelle sue linee generali ma che pu variare
considerevolmente da persona a persona.
Possiamo ritenere che nessuna carica libidica veramente forte bvenga
mai completamente abbandonata:la maggior parte della libido pu
infatti fluire verso altri oggetti,ma di norma almeno una parte rimane
fissata all'oggetto originario.
Questo fenomeno,cio il persistere della carica libidica di un oggetto
della prima o seconda infanzia nel corso ulteriore della vita detto
fissazione della libido: la parola fissazione pu riferirsi anche ad un
tipo particolare di gratificazione e in tal senso si parla di persone
fissate a gratificazioni di tipo orale o anale.
L'uso della parola fissazione implica di solito l'esistenza di fatti
psicopatologici poich la persistenza di cariche primitive venne
riconosciute e descritta da Freud e dai suoi seguaci dapprima nei
pazienti nevrotici; dobbiamo per ritenere che sia una caratteristica
generale dello sviluppo psichico e solo quando si produce in misura
eccessiva probabilmente pu dar luogo ad un'evenienza patologica e
forse altri fattori sconosciuti determinano se una fissazione si assocer
o meno ad una malattia mentale.
Una fissazione,sia ad un oggetto che ad un modo di gratificazione, di
solito inconscia;si potrebbe supporre che una fissazione intensa,vale a
dire il persistere di una forte carica psichica,dovrebbe essere conscia e
che una fissazione debole sarebbe inconscia.
Possiamo affermare che non esiste alcuna relazione tra l'intensit
della carica psichica persistente e la sua accessibilit alla coscienza:ad
esempio quando cresciamo ed usciamo dall'infanzia,ci dimenticano
regolarmente degli interessi infantili a dispetto della notevolissima
intensit delle loro cariche psichiche, sebbene sarebbe pi accurato
dire che ai ricordi di questi interessi viene energicamente sbarrata la
via alla coscienza(lo stesso si pu verificare per fissazioni successive).
Oltre al normale fluire della libido nel corso dello sviluppo
psicosessuale,si pu verificare anche un riflusso che va sotto il nome
di regressione; quando usiamo questo termine in rapporto ad una
pulsione si parla di regressione istintuale,ad indicare il ritorno ad un
precedente oggetto o modo di gratificazione;la regressione istintuale
risulta strettamente collegata alla fissazione,poich quando si produce
una regressione essa abitualemente ad un oggetto o un modo di
gratificazione cui l'individuo era gi fissatose un nuovo piacere si
rivela insoddisfacente e viene abbandonato l'individuo tende a
ritornare ad un piacere gi sperimentato e verificato(esempio della
risposta che il bambino ha alla nascita di un fratellino,riprendendo a
succhiare il dito,poich l'oggetto precedente di soddisfazione libidica a
cui regredito il bambino stato il pollice,mentre il presidente modo
di gratificazione stato il succhiare).
La regressione si manifesta in circostanze sfavorevoli ma questa
eventualit non si verifica sempre: i bambini cos come gli adulti
possono indulgere in un comportamento regressivo per piacere come
nel caso di giochi o scherzi a carattere anale.
NB: La regressione non deve essere identificata con la
psicopatologia:si tratta di un fenomeno normale nella vita psichica in
alcune circostanze, dannoso o patologico in altre(Kris 1952,Freud
1965).
bene ricordare una caratteristica molto importante della sessualit
infantile che riguarda le relazioni del bambino con gli oggetti deo
propri desideri sessuali: l'autoerotismo.
Essod al bambino una certa indipendenza dallambiente per quel che
riguarda l'ottenimento di gratificazioni ma lascia anche la via aperta a
quello che pu essere un fatale ritirarsi dal mondo della realt esterna
per rivolgersi ad un interesse eccessivo o anche esclusivo verso s
stesso,come avvienein gravi condizioni patologiche quali la
schizofrenia.
Passando a considerare la pulsione aggressiva,bisogna premettere che
non stato scritto molto a riguardo,e ci dovuto al fatto che solo
nel 1920 Freud consider la pulsione aggressiva come componente
istintuale indipendente della vita psichica,paragonabile alla
componente sessuale;le manifestazioni della pulsione aggressiva
presentano le stesse capacit di fissazione e regressione e lo stesso
passaggio dal livello orale,anale e fallico che valgono per la pulsione
sessuale.
Dunque gli impulsi aggressivi possono scaricarsi nel bambino
attraverso un'attivit orale quale quella del mordere; pi tardi
diventano sbocchi per la pulsione aggressiva il defecare o il trattenere
le feci, mentre per il bambino appena pi grande il pene e la sua
attivit sono usate o concepite in fantasia come arma e mezzo di
distruzione.
Le relazioni tra la pulsione aggressiva e le varie parti del corpo non
sono cos strette come nel caso della pulsione sessuale:il bambino di 5
anni non mostra in realt tanto come arma il pene,piuttosto user
mani,piedi,parole; anche vero per che le armi che il bambino usa
nel gioco delle sue fantasie quali lance,frecce,cannoni,si rivelano
attraverso lanalisi come rappresentazioni del pene nel suo pensiero
inconscio.La pulsione sessuale molto positivamente correlata con le
zone erogene corporee di quanto non lo sia quella aggressiva sia nei
confronti della stessa parte del corpo,che di qualunque altra parte
similare.
ancora piena di dubbi la questione dei rapporti tra pulsione
aggressiva e piacere:la gratificazione della pulsione sessuale non
significa solo scarica indifferente della tensione,ma una scarica dotata
di una tonalit piacevole e la constatazione che col piacere possano
interferire colpa,vergogna,disgusto,non modifica la nostra concezione
sulla relazione originaria tra sessualit e piacere.
Ma la gratificazione della pulsione aggressiva o meglio la scarica della
tensione aggressiva,produce anchessa piacere.
Freud riteneva che ci non avvenisse(1920),mentre altri autori pi
recenti ritengono di si(Hartmann 1949 e la maggior parte degli
autori).
NB: nella letteratura che ha preceduto la formulazione del concetto di
pulsione aggressiva,libidico era sinonimo di istintuale ma questo
sappiamo quanto sia errato,e ancora oggi spesso il termine libidico
viene usato per includere tanto l'energia sessuale quanto quella
aggressiva.





Capitolo terzo: Lapparato psichico

Abbiamo visto che le due ipotesi fondamentali erano le seguenti:
1)La legge della causalit psichica e
2)L'affermazione che l'attivit psichica sia principalmente inconscia.
Queste due ipotesi continuano ad essere di natura essenzialmente
descrittiva.
Per quel che riguarda le pulsioni ci siamo trovati di fronte a concetti
fondamentalmente dinamici:
abbiamo considerato:
1.l'energia psichica che spinge l'organismo all'attivit fino a quando
non viene raggiunta la gratificazione;
2.il modello geneticamente determinato di passaggio da una fase di
organizzazione istintuale a un'altra,man mano che il processo di
maturazione del lattante si svolge;
3. Le variazioni individuali che possono aversi entro gli ampi limiti di
questo modello;
4. Il fluire della libido dell'energia aggressiva da oggetto ad oggetto
durante il corso dello sviluppo;
5. Lo stabilirsi di punti di fissazione e il fenomeno detto regressione
istintuale,del rifluire dell'energia psichica fino a quei punti di
fissazione.
tipico dalla della teoria psicoanalitica darci un'immagine in
movimento dinamica della mente,piuttosto che una rappresentazione
statica e senza vita della stessa:cerca di mostrarci e spiegarci non solo
la crescita ed il funzionamento della psiche,ma anche le operazioni
delle varie parti che la compongono,le loro interazioni e reciproci
conflitti.
Anche la divisione che fa della mentein varie parti fatta su di una
base dinamica e funzionale,vale a dire gli elementi che Freud ha
definito gli elementi dell'apparato psichico.
Il primo tentativo pubblicato che Freud fece di costruire un modello
dell'apparato psichico fu quello che comparse nell'ultimo capitolo de
L'interpretazione dei sogni(1900)Egli lo descrisse come uno
strumento ottico complesso qualcosa come un microscopio o un
telescopio, fatto di molti elementi ottici disposti in sequenza; dunque
l'apparato psichico doveva essere immaginato come costituito da
molte componenti psichiche disposte in sequenza e allungato dal
sistema percettivo ad un estremo fino al sistema motorio all'altro
estremo con in mezzo i vari sistemi della memoria e delle associazioni;
in questo consisterebbero le divisioni funzionali.
Anche in questo primo schema della mente si vede che le divisioni
erano funzionali:
1.Una parte dell'apparato reagiva stimoli sensoriali;
2.Un'altra strettamente connessa con la prima produceva quando
attivata il fenomeno della coscienza;
3.Altre parti ancora immagazzinano le tracce mnemonica e le
riproducevano e cos via.
Da un sistema a quello contiguo fluiva una qualche sorta di
eccitazione psichica,che forniva a sua volta energia a ciascun sistema,
cos come un impulso nervoso si trasmette da un elemento ad un altro
dell'arco riflesso.
Freud poi propose di distinguere tra sistemi psichici che nei suoi primi
schemi,interponeva tra sistemi della memoria e delle associazioni; gi
nella sua prima trattazione di questi tre sistemi,d'essi si delineavano
come di fondamentale importanza e significativamente innovatori;
Egli elabor le proprie idee relative a questi tre sistemi in una
monografia posteriore (Freud 1915) i cui punti principali sono i
seguenti:
1.I contenuti e le operazioni della mente possono essere divisi a
seconda che siano consci o no;
2. Devono essere distinti tra sistemi: il sistema Ucs(da
inconscio),Pcs(da preconscio),Cs(conscio).
*Tali abbreviazioni dovevano essere usate come nomi per evitare
confusioni delicate abituali delle parole dalle quali le abbreviazioni
derivavano.
Di primo acchito pu sembrare che questa seconda teoria di Freud
sull'apparato psichico sia molto lontana dalla dinamicit e
funzionalitegli sembra fare una divisione tra le parti della mente su
basi puramente statiche e qualitative ( conscia oppure no?);
si tratta per di apparenza perch anche questa seconda teoria
funzionale.
Freud cominci col far notare che il puro attributo della coscienza
una base inadeguata per poter differenziare tra loro i vari processi e
contenuti psichici: la ragione di ci che vi sono due classi di
contenuti e processi psichici che non sono consci,le quali possono
venire distinte l'una dall'altra mediante criteri dinamici e funzionali.
Il primo di questi gruppi non differisce da tutto ci che in un dato
momento risulta conscio:i suoi elementi possono essere resi coscienti
con uno sforzo dell'attenzione;
inversamente,ci che conscio in un dato momento cessa di esserlo
quando l'attenzione viene ritirata.
Il secondo gruppo di processie e contenuti mentali che non sono
consci differisce comunque dal primo per il fatto che essi non possono
diventare coscienti mediante semplice sforzo dell'attenzione: il loro
accesso alla coscienza risulta,per il momento,sbarrato ad opera di una
forza che agisce all'interno della mente stessa.
Un esempio di questo secondo gruppo potrebbe essere l'ordine dato
sotto ipnosi al quale il soggetto deve obbedire dopo il risveglio dal
sonno ipnotico ma di cui gli stato comandato di non serbare alcun
ricordo conscio A tutto ci che era accaduto durante il sonno
ipnotico stato impedito l'accesso alla coscienza o meglio,al ricordo
degli eventi svoltisi durante il sonno ipnotico sbarrato l'accesso alla
coscienza da quella parte della psiche del soggetto che obbedisce al
comando di dimenticarsene.
su questa base funzionale che Freud distingue tra i due sistemi e
chiam rispettivamente:Ucs(inconscio) e Pcs(preconscio),dove Ucs
consiste in quei processi e contenuti psichici che erano attivamente
respinti dalla coscienza,e Pcs,in l'quelli che potevano diventare consci
con uno sforzo dell'attenzione; il sistema Cs designava ci che nella
mente conscio.
A causa della loro vicinanza funzionale i sistemi Cs e Pcs sono stati
raggruppati assieme come sistemi Cs-Pcs, in contrasto con il sistema
Ucs.
E intuitiva la stretta relazione tra Cs e Pcs: un pensiero che
appartiene in questo momento al sistema Cs diventa parte del sistema
Pcs pochi momenti dopo,quando l'attenzione stata distolta ed esso
non pi conscio; inversamente,ad ogni momento diventano consci e
conseguentemente parte del sistema Cs pensieri desideri ecc che
appartenevano sino allora il sistema Pcs.
Poich i processi coscienti erano gi conosciuti studiati dagli psicologi
molto tempo prima che se ne occupasse Freud naturale che le sue
scoperte e i suoi pi importanti contributi riguardassero il sistema
Ucs:per parecchi anni dal suo sviluppo la psicoanalisi stata chiamata
una psicologia del profondo, cio una psicologia dellUcs.Essa si
occupava principalmente di quei contenuti e processi mentali che
vengono spinti fuori dalla coscienza per opera di qualche forza
psichica; nel corso di questo periodo del suo sviluppo,la psicoanalisi
faceva ampiamente ricorso alle teorie concernenti l'apparato psichico
sopra citate Freud man mano che approfondiva la sua conoscenza
del sistema inconscio, si rese conto che tali processi non erano cos
uniformi come si era aspettato,e risult che vi erano anche altri
criteri,diversi da quello di essere attivamente messi al bando dalla
coscienza,che potevano essere applicati ai contenuti e processi
mentali per ottenere raggruppamenti pi utili ed omogenei dei
contenuti e processi mentali di.
Freud (1923)propose allora una nuova ipotesi riguardanti i sistemi
mentali,teoria che va sotto il nome di ipotesi strutturale,per
distinguerla da quella precedente chiamate ipotesi o teoria
topografica(1915).
L'ipotesi strutturale assomiglia a quelle precedenti poich cerca di
raggruppare insieme i processi e contenuti mentali che sono
funzionalmente collegati tra loro e cerca di distinguere i vari gruppi
sulla base di differenze funzionali; ciascuna delle strutture mentali che
Freud ha proposto nella nuova teoria, costituita da un gruppo di
contenuti e processi mentali che sono funzionalmente collegati l'uno
all'altro.
Freud ha distinto tra gruppi o strutture funzionalmente
collegate,chiamandoli rispettivamente:Es,Io e Super-Io.
Possiamo dire che:l'Es comprende i rappresentanti psichici delle
pulsioni,lIo costituito dal complesso delle funzioni collegate alle
relazioni tra l'individuo proprio ambiente e il Super-Io comprende i
nostri precetti morali e le nostre aspirazioni ideali.
*Si ritiene in questa sede che le pulsioni sono presenti fin dalla
nascita,ma evidente che non cos per quel che riguarda gli
interessi e le possibilit di controllo nei confronti dell'ambiente e
neppure per quel che riguarda alcun senso morale o aspirazioni:
ovvio pertanto che nessuna di queste ultime cio n Io n Super-Io si
sviluppi prima che sia trascorso qualche tempo dalla nascita.
Freud espresse questo concetto assumendo che alla nascita,lEs
comprendesse l'intero apparato psichico e che lIo ed il Super-Io,
fossero originariamente parti dellEs,le quali,nel corso della crescita,si
differenziassero al punto da poter essere considerate come entit
funzionale separate.
*In seguito si pensato che fosse pi opportuno assumere che la
struttura psichica del neonato sia ancora indifferenziata e che si
sviluppino da essa lEs,lIo ed il Super-Io,anzich sostenere che lEs
costituisca il precursore/padre delle altre due
entit(Hartmann,Kris,Lowenstein,1946).
Questa differenziazione avviene dapprima nei confronti delle funzioni
dellIo noto che il bambino manifesta interesse per l'ambiente e
pu esercitare su di esso un certo controllo fin da prima che si sviluppi
in lui un qualche senso morale;Freud fu portato dai suoi studi ad
affermare che:1.la differenziazione del super io non ha luogo fino
all'et di cinque o sei anni e non si stabilisce saldamente che molti
anni dopo forse non prima di 10 o 11 anni.
2. D'altra parte la differenziazione dell'io comincia entro i primi 6-8
mesi di vita e pu considerarsi stabilita gi ai due o tre anni bench
anche dopo quest'epoca si producano nell'io un notevole sviluppo e
molti cambiamenti.
*Alcuni analisti in particolare Melanie Klein e i suoi seguaci,hanno
avanzato l'ipotesi che il Super-Io comincia a funzionare come un
sistema psichico indipendente prima della fine del primo anno di vita;
quest'opinione tuttavia,non attualmente accettata dalla maggior
parte dei psicoanalisti.
bene ricordare che gli aspetti dello sviluppo di un'istanza nella vita
reale avvengono tutti nello stesso tempo,e ciascuno di essi influenza
'altro,venendone a sua volta influenzato.


L'Io
L'abbiamo gi visto come il gruppo di funzioni psichiche che
chiamiamo Io sia costituito da quelle funzioni accomunate dal fatto di
riguardare soprattutto i rapporti dell'individuo col proprio ambiente;
nel caso di un adulto,una formulazione del genere include un insieme
molto vasto di fenomeni come il desiderio di gratificazione,abitudini,
pressioni sociali,curiosit intellettuale,interesse tecnico artistico e altri
fenomeni.
Nell'et infantile,e in particolare nella prima infanzia,non esiste ancora
una tale quantit di motivi per interessarsi all'ambiente,n la natura di
tali interessi ancora cos varia sottile;l'atteggiamento del bambino
molto semplice ed eminentemente pratico,cio soggettivamente per il
bambino l'ambiente importante in origine solo come una possibile
fonte di gratificazione o di scarica per i desideri,bisogni e le tensioni
psichiche che sorgono dalle pulsioni e che costituiscono lEs.
L'aspetto negativo dellambiente riguarda il fatto che essoe ha la sua
importanza anche come possibile fonte di dolore e di sconforto,nel
qual caso il bambino cerca di evitarlo: dunque l'interesse originario del
bambino per il proprio ambiente quello di una possibile fonte di
gratificazione.
Le parti della psiche che hanno a che fare con la utilizzazione
dell'ambiente si sviluppano gradualmente in ci che chiamiamo Io: se
ne deduce che l'Io quella parte della psiche che si occupa
dell'ambiente col proposito di raggiungere un massimo di
gratificazione discarica per l'Es;dunque lIo l'esecutore delle pulsioni.
Una cordiale collaborazione tra Io ed Es non ci che si verifica
abitualmente: si osservano di solito gravi conflitti tra le due istanze,
che costituiscono la vera essenza della nevrosi;tuttavia il conflitto non
la sola relazione possibile tra lIo e lEs,in quanto bisogna ricordare
che la relazione originaria piuttosto quella di cooperazione.
Non si sa a quale stadio dello sviluppo psichico cominciano a sorgere
conflitti tra io ed Es e ad assumere un significato importante per il
funzionamento psichico,ma sembra verosimile che ci possa avvenire
solo dopo che una sostanziale differenziazione ed organizzazione
dell'Io abbia avuto luogo.
Dunque:quali sono nei primi mesi di vita le attivit dell'Io nei confronti
del proprio ambiente?
Un gruppo di funzioni dell'Io costituito dall'acquisizione del controllo
sulla muscolatura scheletrica,ci che indicato come controllo
motorio;ugualmente importanti sono le varie modalit di percezione
sensoriale che danno informazioni essenziali sull'ambiente circostante;
poi necessaria l'acquisizione di una sorta di biblioteca di ricordi,nella
speranza di influenzare in modo efficace il proprio ambiente,poich
saremo tanto pi capaci di utilizzare il presente,quanto meglio
conosciamo ci che avvenuto nel passato,e quanti pi passati
abbiamo vissuto.
Dunque i primissimi ricordi sarebbero quelli della gratificazione
istintuale.
In aggiunta a tali funzioni,nel bambino molto piccolo ci dev'essere
qualche processo psichico corrispondente a ci che viene definito e
affetto nel corso ulteriore della vita;in che cosa consistano questi
affetti primitivi o predecessori degli aspetti,costituisce al momento
attuale una questione interessante ma ancora priva di risposta.
In un momento o nell'altro della prima infanzia deve intervenire la pi
squisitamente umana delle attivit dellIo,cio la prima esitazione tra
l'impulso e l'azione,la prima dilazione nella scarica istintuale,ci che in
seguito si svilupper come pensiero(Rapaport,1951).
Tutte queste funzioni dell'Io(controllo motorio,percezione,memoria
,affetti,pensiero)cominciano in maniera primitiva e preliminare e si
sviluppano solo molto gradualmente mano a mano che il bambino
cresce;tale gradualit di sviluppo una caratteristica generale delle
funzioni dell'Io,ed i fattori responsabili del progressivo sviluppo delle
funzioni dell'io possono dividersi in due gruppi:
1)Lo sviluppo,geneticamente determinato,del sistema nervoso
centrale,cio la maturazione,cos come lhanno definita Hartmann e
Kris(1945);
2)L'esperienza o,meglio i fattori dell'esperienza.
Per quel che riguarda la maturazione,immaginiamo un neonato che
non possa raggiungere l'effettivo controllo delle proprie estremit fino
a quando i tratti cortico-spinali(piramidali)del suo sistema nervoso non
siano rivestiti delle loro guaine mielinica; oppure pensando alla
capacit di visione binoculare essa dipende dall'esistenza di questi
meccanismi nervosi per i movimenti coniugati degli occhi per la
fusione delle immagini maculari.
Da qui che questi fattori di maturazione esercitano una profonda
influenza sulla rapidit e sulla successione dello sviluppo delle funzioni
dell'Io,e quanto pi possiamo apprendere su di essi dagli psicologi
dell'et evolutiva e da altri studiosi,meglio .
L'interesse di Freud era indirizzato in particolare all'influenza che
esercitano sullo sviluppo dell'Io i fattori dell'esperienza(anche se egli
era ben consapevole dell'importanza fondamentale dei fattori genetici
e della complessit delle interazioni tra patrimonio genetico ambiente,
cos caratteristica dello sviluppo psichico).
Uno degli aspetti dell'esperienza che Freud(1911)ha considerato di
fondamentale importanza nei primissimi stadi di formazione dell'Io,
quella della relazione del bambino col proprio corpo;egli ha fatto
notare che il nostro proprio corpo occupa un posto del tutto speciale
nella nostra vita psichica per tutta la durata della vita e che esso
comincia ad occupare questo posto cos particolare molto presto nel
corso dell'infanzia.
Freud pensa che vi sia pi di una ragione per questo: una qualunque
parte del proprio corpo risulta differente da qualsiasi altro oggetto
dell'ambiente del neonato in quanto essa d origine a due sensazioni
essa :1)sentita;2)sente,il che non si verifica per nessun altro
oggetto.
Inoltre,le parti del proprio corpo forniscono al neonato un mezzo di
gratificazione facile,sempre a disposizione(Hoffer,1950):pensiamo al
bambino che gi all'et di 3-6 settimane capace di mettere in bocca il
pollice un e di gratificare cos il proprio desiderio di saperne qualcosa
desideri farlo.
Possiamo immaginare che un'importanza altrettanto grande sia
attribuita alle varie funzioni dell'io(controllo
motorio,memoria,cenestesi),che rendono possibile la gratificazione del
succhiarsi il dito,nonch agli oggetti della stessa pulsione
(pollice,dita).
Bisogna poi ricordare che gli stessi organi(orali)della suzione,sono di
grande importanza psichica per lo stesso motivo,cio poich
intimamente collegati con l'esperienza di piacere prodotta dal
succhiare;cos,tutte e due le parti del corpo,quella succhiata e quella
che succhia,posseggono o giungono possedere una grande
importanza psichica e i loro rappresentanti psichici vengono ad
occupare un posto importante tra quei contenuti psichici che
appartengono al capitolo dell'Io.
Inoltre alcune parti del corpo possono acquisire grande importanza
psichica in quanto sono spesso fonte di sensazioni dolorose o
spiacevoli e anche in virt del fatto che queste sensazioni spiacevoli
spesso non si possono sfuggire;ad ogni modo,l'effetto cumulativo di
questi fattori,e forse di altri pi oscuri per noi, che il proprio corpo
dapprima nelle sue varie parti e poi anche nel suo insieme occupa
nell'io del neonato un posto particolarmente importante Le
rappresentazioni psichiche del corpo,cio i ricordi e le idee ad esso
collegate,con le rispettive cariche di energia pulsionale,costituiscono
probabilmente le parti pi importanti di sviluppo nel suo primissimo
stadio.
Freud (1923) ha espresso questo fatto dicendo che lIo in primo
luogo un Io corporeo.
Un altro processo che dipende dall'esperienza e che ha un'importanza
essenziale nello sviluppo dell'Io, l'identificazione con gli oggetti(di
solito persone)dell'ambiente circostante; con il termine identificazione
si intende l'atto o il processo per cui si diventa simili a qualcosa o a
qualcuno in uno solo o in diversi aspetti del pensiero o del
comportamento.
Freud ha rilevato che la tendenza a diventare come un oggetto del
proprio ambiente una parte molto importante del rapporto con gli
oggetti in generale,e che assai presto nel corso della vita essa mostra
di avere un suo significato particolare:gi verso la met del primo
anno di vita,si pu osservare nel comportamento del bambino la prova
di questa tendenza:ad esempio egli impara sorridere imitando l'adulto
che gli sorride,impara a parlare imitando ci che gli viene detto, e gli
adulti fanno dei giochi con i bambini di quell'et come il nascondino il
battimani per far s che questo processo si verifichi.
Un altro esempio di identificazione l'acquisizione del linguaggio da
parte del bambino: l'acquisizione del linguaggio motorio da parte del
bambino dipende in misura considerevole dalla tendenza psicologica
ad imitare un oggetto dell'ambiente,o meglio ad identificarsi con esso.
Sebbene sia vero che un bambino non possa imparare a parlare fino a
quando il suo sistema nervoso centrale non sia maturato a sufficienza,
e che l'acquisizione del linguaggio non un semplice processo
imitativo, altres vero che i bambini di solito parlano per imitazione
(almeno all'inizio): essi ripetono dei suoni che gli adulti emettono ed
imparano a dirli ad imitazione di un adulto,olto spesso come parte di
un gioco; poi istruttivo osservare che ogni bambino parla con lo
stesso accento che hanno gli adulti del suo ambiente e che
intonazione,pronuncia e modi di dire vengono copiati esattamente,
sempre che l'udito del bambino sia sano.
Non vi sono dubbi per cui sul fatto che l'identificazione abbia una
parte molto importante nell'acquisizione di questa particolare funzione
dell'Io,definita come il linguaggio motorio.
La stessa cosa vera per quel che riguarda gli atteggiamenti fisici,gli
interessi e gli hobbies atletici ed intellettuali,la tendenza ad
un'espressione sfrenata delle pulsioni istintuali come ad esempio gli
scoppi di ira o la tendenza opposta,cio un controllo di tale
espressione,nonch molti altri aspetti del funzionamento dell'Io, il
tutto a rappresentare una parte molto importante dell'effetto
dell'esperienza sulla formazione dell'Io.
La tendenza ad identificarsi con una cosa o persona dell'ambiente,
fortemente investita di cariche energetiche,non affatto limitata
all'infanzia:si pensi ad ex. all'adolescenza, in cui ci si veste e si parla
come un idolo del mondo dello spettacolo Tali identificazioni
nell'adolescenza possono essere transitorie e di significato passeggero
,ma in nessun modo sono sempre tali.
Questa tendenza persiste durante tutto il corso della vita ma almeno
dopo l'infanzia rimane in gran parte inconscia nelle sue
manifestazioni; vale a dire che l'adulto,non si rende conto di star
diventando simile ad un'altra persona in qualche aspetto del proprio
pensiero o comportamento Questo perch nella vita infantile,il
desiderio di essere come l'altro, pi facilmente accessibili alla
coscienza.
Ci di cui si parlato finora, la tendenza ad identificarsi con persone
o cose del proprio ambiente,fortemente investite di energia libidica;
questa tendenza normale anche se sembra essere preminente e
relativamente pi importante nei primi tempi della vita.
Esiste anche la tendenza ad identificarsi con gli oggetti che sono
fortemente investiti di energia aggressiva,e ci sembra essere
particolarmente vero se l'oggetto o la persona in questione potente,
un tipo di identificazione detta identificazione con l'aggressore(Anna
Freud,1936).
In tali casi,lindividuo ottiene la soddisfazione di partecipare egli
stesso,almeno in fantasia,alla gloria e al potere che attribuisce al suo
antagonista.
Tuttavia tutto quanto sappiamo ci fa ritenere che l'identificazione sia
solo secondariamente collegata con fantasie di sostituire un oggetto
ammirato allo scopo di approfittarne assumendo i diritti e le propriet
della persona ammirata:non vi sono dubbi che in molti casi in cui
esiste,questo motivo possa essere molto forte,ma sembra che la
tendenza ad identificarsi con un oggetto sia semplicemente una
conseguenza della sua carica libidica: tale tendenza si pu gi
osservare in unepoca dell'infanzia anteriore a quella in cui sipotrebbe
presumere nel bambino come operante una motivazione come l'invidia
o una qualunque fantasia di sostituirsi ad una persona invidiata.
Se l'identificazione possa essere poi anche la conseguenza diretta di
una forte carica di energia aggressiva, una questione che attende
tuttora risposta.
Freud (1916) ha fatto notare un altro fattore che gioca unimportante
parte nel processo dell'identificazione,definito come la perdita
dell'oggetto,termine che pu riferirsi ad uno qualunque tra numerosi
eventi:morte reale dell'oggetto,fantasia che tale oggetto sia morto
,separazione da esso molto prolungato,permanente fantasia di una
simile separazione.
Freud ha scoperto che in tali casi,vi una forte tendenza ad
identificarsi con la persona perduta:pensiamo al figlio che dopo la
morte del padre,diventa una riproduzione perfetta di lui e manda
avanti il lavoro che il padre era solito fare nella sua stessa maniera
,come se egli fosse il padre e diventa veramente simile a lui.
Come suggerito dall'esempio,la perdita per morte o separazione di
una persona investita fortemente di cariche energetiche,pu avere un
effetto cruciale sullo sviluppo dell'Io,poich rimane in tali casi un
permanente bisogno di imitare ci che stato perduto o di diventarne
l'immagine.
I casi di questo genere che sono stati studiati nella pratica
psicoanalitica,riguardano la depressione,condizione clinica nella cui
psicopatologia ha regolarmente una parte di grande importanza
l'identificazione inconscia con un oggetto perduto:lidentificazione ha
la sua parte in pi di un aspetto dello sviluppo dellIocostituisce in
primo luogo una parte fondamentale della relazione con un oggetto
fortemente investito di cariche energetiche soprattutto nei primi tempi
della vita.
Si poi affrontata la tendenza ad identificarsi con un oggetto
ammirato sebbene odiato,ci che Anna Freud ha definito
identificazione con l'aggressore; infine vi il fatto che la perdita
dell'oggetto altamente investito di cariche energetiche conduce a
un'identificazione di entit pi o meno notevole con l'oggetto perduto;
a prescindere dal modo in cui l'identificazione abbia luogo,il risultato
consiste sempre nel fatto che lIo,per mezzo di essa,si arricchisce sia
in meglio che in peggio.
Un altro argomento pur sempre collegato alla questione della
differenziazione dellIo dallEs, consiste nelle modalit di
funzionamento dell'apparato psichico definite come processo primario
e processo secondario (Freud,1911).
Il processo primario: cos chiamato perch Freud lo consider come il
modo in cui l'apparato psichico funzionava; noi riteniamo che l'Es
funzioni in conformit col processo primario durante tutto il corso
della vita,e che anche lIo funzioni in tal modo durante i primi anni
della vita,quando la sua organizzazione ancora immatura e per
natura ancora molto simile all'Es da cui sorto cos di recente nel suo
funzionamento funzionamento.
Il processo secondario si sviluppa gradualmente e progressivamente
durante i primi anni di vita,ed caratteristico delle operazioni dell'Io
relativamente maturo.
I termini processo primario e secondario sono usati nella letteratura
psicoanalitica in riferimento a due fenomeni tra loro collegati ma
distinti:il termine processo primario si pu riferire sia a un certo tipo di
pensiero caratteristico del bambino,il cui Io ancora immaturo,sia al
modo in cui noi crediamo che l'energia pulsionale(sia libidica che
aggressiva), venga deviata e scaricata nell'est o nellIo immaturo.
Allo stesso modo il termine processo secondario si pu riferire a un
tipo di pensiero tipico dellIo maturo,oppure a quei processi di
fissaggio e di mobilitazione dell'energia psichica che riteniamo si
producano nellIo maturo.
La caratteristica fondamentale del processo primario, riguarda il fatto
che le cariche di energia psichica pulsionale associate con i processi
primari sono estremamente mobili;riteniamo che questa mobilit delle
cariche psichiche,renda ragione di due caratteristiche sorprendenti del
processo primario:
1)La tendenza alla gratificazione immediata(scarica della carica
psichica)che caratteristica dellEs e dellIo immaturo;
2)La facilit con cui la carica psichica pu essere spostata dal suo
primitivo oggetto o via discarica,nel caso che questi siano bloccati o
inaccessibili,e venire scaricata per un'altra via,simile o diversa dalla
precedente.
La prima delle due,cio la tendenza all'immediata gratificazione o
scarica della carica psichica, quella che domina durante la prima e la
seconda infanzia,quando le funzioni dell'io sono ancor immature; essa
poi molto pi comune nella vita successiva di quanto non si creda e
l'indagine dei processi mentali inconsci col metodo della
psicoanalisi,ha mostrato che la tendenza alla scarica immediata della
carica psichica caratteristica dell'Es durante tutto il corso della vita.
La seconda caratteristica,cio la facilit con la quale un mezzo di
scarica della carica psichica pu essere sostituito da un altro,pu
essere meglio illustrata attraverso un esempio: si pensi al bambino
che si succhia il pollice quando non riesce ad avere la mammella o il
biberon:la carica di energia pulsionale associata all'impulso o desiderio
di succhiare, originariamente diretta verso la rappresentazione
psichica della mammella o del biberonTuttavia la carica mobile e
se la scarica non pu essere effettuata succhiando la mammella o la
bottiglia, perch sono inaccessibili la carica psichica devia verso il
pollice(che invece accessibile)e il bambino succhia al loro posto il
pollice,e cos viene effettuata la scarica.
Un altro caso quello del bambino che gioca modellando la creta;il
giocare con le feci non pi una forma accessibile di scarica della
carica psichica poich stata proibita,cos il bambino,per la mobilit
della carica connessa con la rappresentazione psichica delle proprie
feci,pu ottenere la stessa gratificazione deviando la carica sulla creta
e raggiungendo la scarica mediante il gioco con la creta invece che
con le feci.
Nel processo secondario l'accento posto sulla capacit o possibilit
di ritardare la scarica di energia:il punto quello di riuscire a
rimandare la scarica fino a quando le circostanze ambientali non
risultino le pi favorevoli possibili,ove la capacit di rimandare la
scarica un aspetto essenziale del processo secondario.
Un altro aspetto essenziale che le cariche sono attaccate pi
saldamente ad un particolare oggetto o modalit di scarica della carica
psichica,di quanto non fosse il caso del processo primario; anche qui
le differenze tra i processi primario e secondario sono quantitative
piuttosto che qualitative,cos come il passaggio dall'uno all'altro
graduale sia dal punto di vista temporale,cio nel tracciare la crescita
e lo sviluppo di un particolare individuo,sia dal punto di vista
descrittivo,cio nel cercare di tracciare una linea di separazione tra
processo primario e secondario, nello studiare il funzionamento
mentale di un soggetto.
Nessuno pu affermare:Qui finisce il processo primario e qui
comincia quello secondario La trasformazione del processo primario
in secondario un procedimento graduale che fa parte della
differenziazione e della crescita di quei processi psichici che formano
ci che noi chiamiamo lIo.
Processo primario e secondario designano anche diversi tipi di
pensiero;si ritiene che il processo del pensiero primario compaia pi
precocemente nella vita del pensiero del processo secondario e,che
quest'ultimo,si sviluppi gradualmente come parte o aspetto dello
sviluppo dellIo.
Provando a definire e a descrivere questi due modalit di pensiero,ci
accorgiamo che il secondario pi facile da descrivere,poich pi
familiare:esso rappresenta il modo di pensare ordinario,cosciente per
come lo conosciamo attraverso l'introspezione,di natura
fondamentalmente verbale,nonch delle leggi consuete della sintassi
edella logica;rappresenta il modo di pensare che attribuiamo all'Io
relativamente maturo,ed essendo a tutti familiare,non richiede alcuna
ulteriore descrizione particolare.
Il pensiero del processo primario la modalit di pensiero tipica di
quegli anni dell'infanzia durante i quali lIo ancora immaturo,ed esso
costituisce normalmente il tipo dominante di pensiero per lIo
immaturo e persiste in qualche misura anche nella vita adulta,in
maniera normale.
Nel pensiero che caratterizza il processo primario,vi l'assenza di
qualunque forma di condizionale o di altre congiunzioni qualificative;
gli opposti possono apparire luno al posto dell'altro,e idee tra loro
contraddittori,possono coesistere;sembra piuttosto difficile dimostrare
che questo tipo di pensiero non sia completamente patologico.
Qui la rappresentazione per allusione o per analogia frequente,e al
posto dell'intero pu essere usata una parte dell'oggetto,di un
ricordo,di un'idea o viceversa;in pi molti pensieri diversi possono
essere rappresentati da un singolo pensiero o immagine.
Nel pensiero del processo primario la rappresentazione verbale non
usata in maniera esclusiva come invece avviene in quello secondario;
possono aversi impressioni visive o altre impressioni sensorie;inoltre il
senso del tempo non esiste nel pensiero del processo primario:non vi
un prima e un dopo, un adesso e un allora,un inizio,un successivo e
una fine Passato,presente e futuro sono una cosa sola.
Il pensiero del processo primario si pu osservare in molti casi di
malattie mentali gravi,fino a contribuire in maniera preponderante ai
sintomi che questi malati manifestano: e ci che si osserva nel caso di
delri associati a malattie tossiche od organiche del cervello,in gravi
malattie ad eziologia indeterminata come schizofrenia e psicosi
maniaco-depressiva.
Tuttavia il pensiero del processo primario non di per s patologico:l
anormalit in questi casi consiste nella relativa assenza o nella
scomparsa del pensiero del processo secondario piuttosto che nella
presenza del pensiero del processo primariocio il predominio o
l'esclusivo operare del processo primario che costituisce unanormalit
quando si verifica nel corso della vita adulta.
Devono passare diversi anni prima che un bambino sviluppi un senso
del tempo,prima che vi sia per lui un qualcosa di comprensibile fuori
dal qui ed ora,cos che questa caratteristica del pensiero del processo
primario non che un tratto familiare dei primi anni di vita(???);
lo stesso si pu dire della tendenza a rappresentare idee in maniera
non verbale.
Inoltre,quanto pi la maniera di discorrere colloquiale e informale,
tanto pi semplice ne la sintassi e tanto pi ambigue potrebbero
risultare le stesse parole usate se venissero tolte dal loro contesto;
una rappresentazione mediante l'opposto,che sembra a prima vista tra
le pi sconcertanti del pensiero del processo primario, cos
abbastanza comune nelluso di tutti giorni che se non vi poniamo
un'attenzione particolare,solo a stento ci rendiamo conto di quanto
essa sia frequente.
Lo stesso vale per la rappresentazione di una parte per il tutto
eviceversa,o la rappresentazione per analogia o per allusione:sono
modi di pensare usati in poesia e presenti con altrettanta frequenza in
altre produzioni mentali meno serie come i giochi di parole e il gergo;
cos come vi anche la rappresentazione di idee in maniera non
verbale:si pensi ai quadri,che parimenti raccontano una storia,alle
vignette umoristiche,alle caricature alle illustrazioni pubblicitarie ecc.
Il tutto a dimostrare che le caratteristiche del pensiero del processo
primario non sono cos aliene dal pensiero conscio della vita
adulta:esse persistono durante tutto il corso della vita e continuano ad
avere una parte considerevole,bench subordinata.In pi
normalmente l'Io conserva una certa capacit di ritornare
temporaneamentea modalit immature caratteristiche dell'infanzia:
ci evidente nei giochi,nei frizzi e lazzi di ogni tipo degli adulti,pi o
meno conditi di spirito e ci si verifica anche durante il sonno,
nell'attivit onirica,cos come nei sogni ad occhi aperti dello stato di
vegliain tutti questi casi si nota un aumento temporaneo
dell'importanza del pensiero di tipo primario rispetto a quello del
processo secondario.
Vi sono un paio di termini comunemente usati in letteratura per
designare alcuni degli aspetti del pensiero di tipo primario:il primo lo
spostamento,il secondo la condensazione.
Usato in senso psicoanalitico tecnico,lo spostamento designa la
rappresentazione di una parte per il tutto o viceversa o,in generale,la
sostituzione di un'idea o immagine con un'altra che
associativamente connessa;Freud riteneva che queste sostituzioni
fossero dovute o dipendessero da uno spostamento della carica di
energia psichica dall'uno all'altro pensiero idea;da qui la scelta della
parola spostamento,dove ci che viene spostato, la carica psichica.
Questo termine illustra la stretta relazione che esiste tra il pensiero
del processo primario e le modalit caratteristiche di regolazione
dell'energia pulsionale che vengono anche chiamate processo
primario:in tal caso,la pronta tendenza allo spostamento,che anche
caratteristica del pensiero del processo primario, correlata con quella
mobilit delle cariche psichiche descritte come essenziale caratteristica
del processo primario.
Il termine condensazione viene riferito alla rappresentazione di
diverse idee o immagini mediante una singola parola o immagine,o
anche mediante una parte di essa: la scelta del termine si riferisce agli
spostamenti di energia da cui si ritiene dipenda il processo in
questione.
Freud ritenne che quando numerose rappresentazioni mentali
venivano rappresentate da una sola,in quest'ultima erano concentrate
(condensate)le cariche psichiche delle altre.
Altra caratteristica del pensiero del processo primario,di solito
considerata come separata,poich tutta particolare, la
rappresentazione simbolica:nello studio dei sogni e dei sintomi
nevrotici Freud (1900) trov che alcuni elementi nei sogni o nei
sintomi,avevano un significato relativamente costante da paziente a
paziente,che era diverso dal loro significato originariamente accettato
e sconosciuto al paziente stesso; era come vi fosse un linguaggio
segreto che la gente usa inconsciamente senza essere in grado di
comprenderlo consciamente.
Freud ha chiamato simboli il vocabolario di questo linguaggio e molti
degli oggetti e delle idee rappresentati simbolicamente,sono cose
proibite cio sessuali,sporche.
La lista di quanto pu essere rappresentato simbolicamente non
troppo lunga:comprende il corpo le sue parti,gli organi sessuali,le
natiche,lano,il tratto urinario e alimentare,le mammelle,i pi stretti
membri della famiglia come madre,padre,sorelle e fratelli,certe
funzioni d'esperienze corporali come rapporto sessuale
,minzione,defecazione,mangiare,piangere,rabbia,eccitamento sessuale
,nascita,morte e poco altro.
Sono tutte cose di interesse per il bambino piccolo,durante cio iquel
periodo in cui il suo io ancora immaturo ed il processo primario
gioca ancora la parte pi importante del suo modo di pensare.
Passiamo adesso a considerare un altro aspetto della teoria
dell'energia pulsionale che riguarda la differenziazione dell'Io dall'Es e
il suo successivo sviluppo,vale a dire la neutralizzazione dell'energia
pulsionale(Freud 1923,Hartmann,Kris,Lowenstein,1949).
Come risultato della neutralizzazione,l'energia pulsionale(che
altrimenti avrebbe premuto imperiosamente al fine di scaricarsi al pi
presto possibile cos come tutte le cariche energetiche dell'Es),diviene
utilizzabile dallIo e a sua disposizione per portare avanti i suoi diversi
compiti e desideri,in accordo col processo secondario.
Possiamo cos collegare l'energia pulsionale non neutralizzata con il
processo primario,e l'energia pulsionale neutralizzata con il processo
secondario,bench non si conosca con certezza la precisa relazione
esistente tra la neutralizzazione e lo stabilirsi e l'operare del processo
secondario.
Quanto sappiamo che:
1)La neutralizzazione una trasformazione progressiva e non
improvvisa;
2)L'energia che essa rende disponibile per le funzioni dell'Io,
essenziale per lIo stessoSenza di essa l'Io non capace di
funzionare adeguatamente(Hartmann,1953).
Nell'affermare che la neutralizzazione progressiva,si intende il fatto
che una trasformazione che si produce a poco a poco nel corso di
un lungo periodo di tempo,e che segue parallelamente la crescita
dell'Io,a cui contribuisce in misura cos importante.
L'energia neutralizzata quindi quelll'energia che ha subito un
apprezzabile modificazione del proprio carattere originario,sessuale o
aggressivo.Inoltre,questo concetto di denaturazione dell'energia
pulsionale,venne introdotto per la prima volta da Freud quando l'unica
funzione istintuale riconosciute era quella sessuale(Freud 1905); di
conseguenza nel discutere tale processo egli vi si riferir con il
termine di desessualizzazione.
Pi recentemente stata introdotta la parola
disaggressivizzazione(Hartmann,Kris,Lowenstein,1949), sebbene sia
pi semplice parlare di neutralizzazione,sia dell'energia sessuale che di
quella aggressiva.
Il termine neutralizzazione implica che un'attivit dell'individuo,che
originariamente forniva soddisfazione alla pulsione attraverso la
scarica della carica energetica,cessa di fare ci ed entra al servizio
dell'Io,senza avere col bisogno di soddisfazione o discarica della carica
energetica alcun rapporto che somigli alla propria forma istintuale
originaria.
Pensiamo ai primi tentativi di parlare che il bambino fa e che gli
consentono la scarica di diverse cariche di energia pulsionale:
espressione di emozioni,identificazione con un adulto,impegnare un
adulto e guadagnarne l'attenzione.
Tuttavia nel corso del tempo,l'uso del linguaggio diviene in gran parte
indipendente da una tale gratificazione e diventa disponibile per la
comunicazione del pensiero anche in assenza di gratificazioni dirette
del genere di quelle che lo accompagnavano allinizio:ci che era
originariamente energia pulsionale, stato neutralizzato e si trova
adesso al servizio dellIo.
Ricordiamo che la relazione tra un'attivit come il parlare e la
soddisfazione della pulsione un fatto normale in un primo periodo
della vita e che,senza il contributo dell'energia pulsionale,l'acquisizione
del linguaggio sarebbe impedita(ammesso che possa iniziare in
qualche modo).A tal proposito,si pensi al mutismo dei bambini
psicotici che,ritirati in se stessi,non hanno con gli adulti alcun rapporto
gratificante e il cui linguaggio ritorna o si sviluppa solo quando nel
corso del trattamento cominciano ad avere di nuovo tale tipo di
rapporto.
D'altro canto se lenergia pulsionale coinvolta non viene neutralizzata
in maniera sufficiente,o se nel corso ulteriore della vita la
neutralizzazione viene annullata ed il parlare o l'energia neutra
disponibile per questo scopo viene re-istintualizzata,i conflitti nevrotici
possono interferire con quanto era stato fino ad allora una funzione
dell'Io pienamente disponibile per l'individuo,indipendentemente da
ogni conflitto interiore.
Esempi delle conseguenze di una tale istintualizzazione sono le
balbuzie infantili(neutralizzazione inadeguata) e lafonia isterica (re-
istintualizzazione);la re-istintualizzazione(deneutralizzazione)
costituisce un aspetto del fenomeno della regressione.
Il concetto che l'energia neutralizzata sia a disposizione dell'Io per
l'esecuzione di molte delle sue funzioni, in accordo col fatto che
queste operazioni dell'Io sono autonome,nel senso che,almeno dopo
trascorsa la prima infanzia,esse non vengono disturbate dal fluire delle
pulsioni o dei conflitti intrapsichici che vengono sollevati dalle pulsioni
(Hartmann,Kris,Lowenstein,1949).
La loro autonomia relativa e non assoluta e in alcune situazioni
patologiche,l'energia a loro disposizione pu venire re-
istintualizzata,cosicch le funzioni stesse vengono colpite se non poste
alla merc dei desideri che si originano dalle pulsioni o dai conflitti che
si instaurano su questi desideri.













Capitolo quarto: Lapparato psichico (continuazione)

Abbiamo parlato delle funzioni psichiche di base,che sono raggruppate
insieme sotto il nome di Io,esempi delle quali sono:controllo
motorio,percezione sensoriale,memoria,affetti,pensiero;
abbiamo sottolineato come i fattori che influenzano lo sviluppo
dell'individuo,rientrino in due categorie principali che sono quella
maturativa e quella ambientale o(legata allesperienza).
Rispetto a questa seconda categoria,abbiamo sottolineato l'importanza
che ha per lo sviluppo dell'Io,uno degli oggetti dell'ambiente infantile,
cio il proprio corpo.
Abbiamo poi esaminato linfluenza esercitata da altre persone
appartenenti all'ambiente del bambino,sulla crescita e sullo sviluppo
del suo Io attraverso il processo dell'identificazione;siamo passati alle
modalit di funzionamento delle varie parti dell'apparato psichico,ed
abbiamo discusso i processi primario e secondario ed il pensiero del
processo primario e di quello secondario; infine abbiamo esaminato la
neutralizzazione dell'energia psichica derivante dalle pulsioni.
A partire da adesso ci concentreremo:
1)Sulla capacit dell'Io di acquisire la conoscenza del proprio e il
dominio di esso;
2)Sui modi complessi ed importanti con i quali lIo raggiunge un certo
grado di controllo e di dominio sull'Es,cio sui desideri e sugli impulsi
che si originano dalle pulsioni Il primo si occupa della lotta tra lIo
contro il mondo esterno(nella sua parte di intermediario tra Es ed
ambiente);il secondo riguarda l'Io sempre nella parte di lottare contro
l'Es o con il mondo interno.
Partiamo con il dominio dell'ambiente da parte dellIo:a tal
proposito,sono fondamentali almeno tre delle funzioni dellIo
esaminate in precedenza:
1)Le percezioni sensoriali che informano l'Io su ci che lo circonda;
2)La capacit di ricordare,paragonare e pensare secondo il processo
secondario,che permette un livello di conoscenza dell'ambiente pi
elevato di quello dato dalle percezioni sensoriali da sole;
3)Il controllo motorio e la destrezza dei movimenti che permettono al
soggetto di modificare in maniera attiva il proprio ambiente fisico.
Queste funzioni sono tra loro correlate:ad esempio la destrezza dei
movimenti pu essere essenziale per ottenere impressioni sensoriali
come nel caso dell'acquisizione della visione stereoscopica,o in quella
dell'uso delle mani nella palpazione;tuttavia bisogna distinguere una
particolare funzione dell'Io che ha un posto molto importante
nell'ambito delle relazioni tra Io e ambiente,che l'esame di realt
(Freud 1911,1923).
Con esame di realt si intende la capacit che ha l'Io di distinguere tra
gli stimoli o le percezioni che gli provengono dal mondo esterno,da
una parte,e quelle che gli provengono dai desideri e dagli impulsi
dell'Es dall'altra Se l'Io in grado di espletare questo compito con
successo,si dice che l'individuo ha un senso della realt buono ed
adeguato;se invece lIo non in grado di espletare bene tale
compito,si dice che il suo senso della realt povero e difettoso.
Riteniamo che il senso della realt si sviluppi gradualmente,come altre
funzioni dellIo,nel corso di un periodo di tempo considerevole,mentre
il bambino cresce e matura;assumiamo inoltre che per parecchie delle
prime settimane di vita,il neonato non sia affatto in grado di
distinguere gli stimoli che provengono dal proprio corpo e le pulsioni
istintuali,dagli stimoli che provengono dall'ambiente circostante.Il
bambino sviluppa la capacit di fare questa distinzione
progressivamente,in parte in conseguenza della maturazione del suo
sistema nervoso e dei suoi organi sensoriali e in parte in conseguenza
dei fattori dell'esperienza.
Freud(1911)pos l'attenzione sul fatto che un fattore di questo
secondo tipo costituito dalla frustrazione,e ritenne che essa fosse di
grande importanza per lo sviluppo dell'esame di realt durante i primi
mesi di vita;egli fece rilevare che il lattante sperimenta molte volte il
fatto che certi stimoli,come quelli che provengono dalle mammelle e
dal latte(fonti di gratificazione importanti)talvolta sono assenti Egli
consider queste esperienze di frustrazione,che si ripetono molte volte
e in vari modi durante la prima infanzia,come fattore della massima
importanza nello sviluppo di un senso della realt:attraverso esse.il
bambino impara che alcune cose del mondo esterno vanno e
vengono, che possono essere presenti o assenti,e che non sono qui
(per quanto fortemente egli possa desiderare che lo siano).
Ci costituisce uno dei punti di partenza per riconoscere che queste
cose non fanno parte del S,ma sono poste,invece fuori dal S.
Vi sono alcuni stimoli che il bambino non pu far andare via.non
importa quanto sia intenso il suo desiderio che non siano qui,tali
stimoli provengono dall'interno del corpo,e sono a loro volta il punto
di partenza per riconoscere che un tal genere di cose (ad esempio il
mal di pancia)non sono fuori del S,bens il S.
La capacit di dire se qualcosa S o non S, una parte della
funzione generale dell'esame di realt,a cui ci si riferisce con il nome
di capacit di stabilire dei saldi confini dell'Io,anche se sarebbe pi
esatto parlare di confini del S;sotto l'influenza di determinate
esperienze,lIo del bambino che cresce,si sviluppa gradualmente la
capacit di compiere l'esame di realt:si sa che nell'infanzia questa
capacit solo parziale e varia nella sua efficacia da momento a
momento(sappiamo come il bambino tende a considerare reali un
gioco,una fantasia,e dobbiamo riconoscere che anche nella vita adulta
normale la visione della realt costantemente influenzata dai nostri
desideri,paure,speranze,ricordi).
Per la grande maggioranza di noi,la visione del mondo circostante
influenzata pi o meno dalla nostra vita psichica interiore: ovviamente
questo pu comportare la deficienza o inattendibilit delle capacit del
nostro Io di compiere un esame di realt,che si pu riflettere nel
prevalere di pregiudizi,financo nella credenza nella superstizione e nei
riti magici religiosi in genere:l'adulto raggiunge una buona capacit di
fare un esame di realt almeno nelle situazioni comuni e quotidiane,
una capacit che viene persa o ridotta solo in seguito ad una grave
malattia mentalepazienti che soffrono di una tale forma morbosa,
presentano nella loro capacit di esaminare la realt,un disturbo pi
serio di quanto non sia solito vedere nelle persone normali/nevrotici;si
ricordi il malato di mente che convinto che i suoi deliri e le sue
allucinazioni siano delle cose reali,mentre in effetti hanno origine
unicamente nei timori e nei desideri all'interno del malato stesso.
Un disturbo dell'esame di realt,costituisce un aspetto cos costante di
molte malattie mentali,da esserne diventato un criterio diagnostico:le
gravi conseguenze di un siffatto disturbo,servono a sottolinearci
l'importanza che ha per lIo,nel suo ruolo normale cultore dell'Es,la
capacit di procedere all'esame di realtun integro senso della realt
rende lIo capace di agire efficacemente sull'ambiente nell'interesse
dell'Es,e costituisce una valida risorsa quando alleato con l'Es e
cerca di studiare l'ambiente per vedere se e come sia possibile
ottenere delle gratificazioni.
Passiamo ora a considerare l'Io come intermediario tra Es e ambiente:
lIo dilaziona,controlla o si oppone in qualche modo alla scarica delle
energie dell'Es,anzich inoltrare o facilitare la loro scarica.La capacit
che ha l'Io di controllare la scarica delle energie dellEs,costituisce
qualcosa di necessario o importante ai fini di una buona utilizzazione
dell'ambienteinfatti se riusciamo ad aspettare,spesso siamo in grado
di evitare qualche spiacevole conseguenza della gratificazione o di
aumentare il piacere che pu essere ottenuto.Abbiamo poi visto come
un qualche ritardo nella scarica dell'energia pulsionale,costituisca una
parte essenziale dello sviluppo del processo secondario e del pensiero
del processo secondario;si pu da qui comprendere,come il processo
dello sviluppo dell'Io,dia luogo a un certo ritardo nella carica delle
energie dell'Es e ad una certa quantit di controllo dell'Es da parte
dell'Io.
Anna Freud (1954)ha espresso questo aspetto dei rapporti tra Es ed
Io,paragonandolo alla relazione che c' tra l'individuo e il servizio
pubblico in uno Stato moderno:in una societ complessa,il cittadino
deve delegare molti compiti servizi pubblici se vuole che siano
espletati in modo efficiente,e ci nel proprio interesse.La creazione di
un servizio pubblico costituisce per il singolo un vantaggio e gli
fornisce molti benefici di cui lui contento,ma nello stesso tempo il
cittadino scopre che ci sono anche certi svantaggi(ad esempio il
servizio pubblico lento)ed egli sembra avere delle idee proprie su
che cosa sia meglio per lui,che non sempre coincidono con quanto in
quel momento egli vorrebbe;in maniera analoga l'Io pu imporre una
dilazione alle pulsioni dell'Es,pu oporre le pretese dell'ambiente
contro di esse,e pu anche riuscire ad impossessarsi tramite la
neutralizzazione di qualche parte dell'energia delle pulsioni per uso
proprio.
Ci si dovrebbe dunque aspettare che la relazione tra lIo ed ambiente,
non raggiunga mai tanta forza da costringere l'Io ad una grave e
prolungata opposizione alle richieste istintuali dellEs;abbiamo detto
che la relazione dell'Io con la realt in origine al servizio dell'Es,
quindi dovremo aspettarci che nel caso di un conflitto davvero grave
tra i desideri dell'Es e la realt ambientale,lIo si trovi alleato con lEs.
Ci che si osserva per piuttosto diverso:apprendiamo che lIo,in
certe circostanze pu dirigersi esso stesso contro l'Es,e pu anche
opporsi direttamente alla scarica delle sue energie pulsionali;questa
opposizione dellIo nei confronti dell'Es,non risulta chiaramente
discernibile,fino a quando non si raggiunto un certo grado di
sviluppo e di organizzazione delle funzioni dell'Io,ma i suoi inizi
avvengono non pi tardi dell'ultima parte del primo anno di vita.
Un esempio di quest'opposizione quello dell'Io che respinge il
desiderio di uccidere un proprio fratello:i bambini molto piccoli spesso
cercano di mettere in pratica tale desiderio attaccando il fratellino;ma
col passare del tempo e sotto la pressione della disapprovazione
dell'ambiente,lIo pu opporvisi e respingere questo desiderio dell'Es
con tanta intensit che alla fine esso sembra cessare di esistere
Almeno per quel che riguarda il comportamento esteriore,lIo ha
prevalso e il desiderio di uccidere stato abbandonato.
Vediamo che,anche se l'Io originariamente l'esecutore dell'Es,e che
continua ad esserlo per molti riguardi,nel corso della vita,esso
comincia ad esercitare un crescente controllo sull'Es piuttosto presto e
gradualmente viene a trovarsi in opposizione con alcune esigenze
dell'Es,e persino in aperto contrasto con esseda obbediente e valido
servitore dell'Es sotto ogni riguardo,ne diventa in parte l'oppositore ed
anche il padrone.
Quest'osservazione d luogo ad almeno due quesiti:
1)Come possiamo renderci ragione del fatto che l'I,che parte dell'Es
e che cominci come semplice servitore delle pulsioni,diventi entro
certi limiti il loro padrone?
2) Quali particolari mezzi usa l'Io per tenere in scacco gli impulsi
dell'Es quando riesce a farlo?
La risposta al primo quesito risiede in parte nella natura delle relazioni
tra bambino e ambiente,e in parte in certe caratteristiche psicologiche
della mente umana,dove le varie caratteristiche hanno in comune il
fatto di essere tutte collegate con il funzionamento dell'io.
Considerando l'ambiente:sappiamo come l'ambiente che circonda il
bambino abbia per luiu un significato biologico o meglio,lo hanno
alcune parti del suo ambiente:senza queste parti,che sono in principio
la madre e poi entrambi i genitori,il bambino non potrebbe
sopravviverenon ci sorprende quindi il constatare come la
dipendenza fisica prolungata del bambino umano dai propri genitori,si
associ parallelamente ad una sua dipendenza psicologica da essi.Il
bambino infatti dipende per la maggior parte delle fonti del suo
piacere dai suoi genitori,e possiamo capire come sia in dipendenza di
questi molteplici fattori che la madre pu diventare un oggetto di tale
importanza nell'ambiente del bambino che,in caso di conflitto tra una
richiesta della madre e un desiderio diretto dellEs del bambino,lIo si
allei con la prima contro il secondo(per esempio quando la madre
proibisce l'espressione di un impulso distruttivo come strappare le
pagine di un libro,lIo del bambino prender spesso le parti della
madre contro il proprio Es).
Ricordiamo ancora che la formazione dell'Io ed il funzionamento
dell'Io,utilizzano un'energia che proviene interamente o in gran parte
dall'Es:dobbiamo quindi concludere che l'Es costituisce una riserva
infinita di energia psichica,e che il semplice fatto che lIo esista e
funzioni,implica una riduzione della quantit di energia pulsionale
nell'Esparte di essa stata usata per formare l'Io e per farlo
funzionare.Il punto importante di questo discorso che lo sviluppo
dell'Io determina inevitabilmente un certo grado di indebolimento
dell'Es;da questo punto di vista si pu dire che lIo cresce come un
parassita a spese dell'Es,e ci pu ben contribuire in qualche misura al
fatto che l'Io abbastanza forte da diventare in parte il padrone
dell'Es,anzich rimanere per sempre completamente il suo servitore.
Ci sono diversi progetti che hanno importanza nella formazione e nel
funzionamento dell'Io,e che contribuiscono in modo notevole al
processo di riduzione dell'energia psichica dell'Es e di aumento di
quella dellIo;uno di questi processi la neutralizzazione
dell'energia pulsionale,ove questo processo di denaturazione,d luogo
a una riduzione delle energie libidica ed aggressiva dell'Es,e ad un
aumento dell'energia a disposizione dellIo.
Un altro processo che sappiamo essere importante nello sviluppo
dell'Io,soprattutto per la capacit di deviare energia psichica dall'Es
verso lIo, l'identificazionel'individuo diventa simile ad un oggetto
(persona o cosa)del mondo esterno,quindi psicologicamente
importante per l'individuo,cio fortemente carico di energia pulsionale.
Il diventare simile,produce una modificazione dell'Io ed una delle
conseguenze di tale cambiamento che le cariche psichiche,
precedentemente legata ad un oggetto esterno,si attaccano invece
totalmente o in parte alla copia di quest'oggetto nellIo.Il fatto che,
parte delle energie dell'Es siano ora legate ad una parte dell'Io,
contribuisce all'arricchimento delle energie a disposizione dellIo a
spese dell'Es,e al rafforzamento dellIo di fronte allEs.
Un altro processo mediante cui le richieste dell'Es sono indebolite,
quindi rese pi suscettibili di controllo da parte dell'Io, il processo
della gratificazione in fantasia:una fantasia,sia essa un sogno ad
occhi aperti o un sogno effettuato durante il sonno) nella quale
vengano rappresentati come realizzati idesideri dell'Es,d luogo ad
una gratificazione parziale degli impulsi dell'Es che vi erano impegnati,
e ad una parziale scarica della loro energiaCos,ad esempio,un
individuo che mentre dorme ha sete,pu sognare di soddisfare la
propria sete e sentirsi soddisfatto dal sogno cos che egli continua a
dormire.
Risulta evidente che la parte giocata dalla fantasia nella nostra vita
psichica, molto grande e non ci proponiamo di trattarla in questa
sede;intendiamo solo notare che uno degli effetti della fantasia,pu
consistere nel portare alla quasi completa soddisfazione di un impulso
dell'Es,tanto da rendere relativamente facile per l'io bloccarlo o
controllarlo da quel momento in poi,e che quindi la fantasia pu avere
una parte importante nel rendere possibile all'Io il dominio di una
parte dell'Es.Possiamo aggiungere che tali fantasie si verificano molto
spesso nella vita mentale normale.
L'ultima tra le caratteristiche psicologiche che contribuiscono a
rendere l'Io capace di diventare il padrone dell'Es, una caratteristica
decisiva nell'intera situazione,ed quella che effettivamente
responsabile della capacit dell'io di opporsi e di dominare,in certa
misura e in alcune circostanze,gli impulsi dell'Es: una tendenza
umana quella di sviluppare angoscia in determinate circostanze,che
per poter essere illustrata,richiede un'adeguata introduzione:lattuale
tecnica psicoanalitica dell'angoscia non pu essere compressa se
prima non si espone ci che Freud nel 1911 chiam il principio del
piacere.
Nella sua formulazione pi semplice ,il principio di piacere,stabilisce
che la nostra mente tende ad operare in modo tale da ottenere il
piacere di evitare il suo opposto.La parola tedesca che Freud us per
esprime l'opposto del piacere Unlust,che stato spesso tradotto
con il termine dolore cosicch,il principio di piacere talvolta viene
chiamato anche principio del piacere-dolore.Tuttavia,dolore
diversamente da Unlust,denota la sensazione fisica del dolore oltre
che l'opposto di piacere,e per evitare ambiguit di questi termini,
stato suggerito dai traduttori di usare al posto di dolorela parola
dispiacere.Freud aggiunse al concetto di principio di piacere,l'idea
che nei primissimi tempi della vita,la tendenza a raggiungere il piacere
sia imperiosa ed immediata,e che l'individuo acquisti solo
gradualmente,man mano che cresce,la capacit di posporre il
raggiungimento del piacere.
Il concetto di principio di piacere presenta diverse analogie con il
processo primario:secondo il principio di piacere c' una tendenza ad
ottenere il piacere e ad evitare il dispiacere,che nei primi tempi della
vita non ammette indugi.Secondo il processo primario,le cariche di
energia pulsionale devono essere scaricate non appena possibile e si
ritiene che questo processo domini il funzionamento mentale nelle
epoche iniziali della vita.Circa il principio di piacere,Freud afferm che
con il crescere dell'et,si aveva un graduale aumento della capacit
individuale di posporre il conseguimento del piacere e
l'allontanamento del dispiacere,mentre,per quel che riguarda il
processo primario ,egli formul l'ipotesi che lo sviluppo del processo
secondario e l'aumento relativo della sua importanza,consentisse
al'individuo via via che cresceva,di posporre la scarica delle cariche
psichiche.
Nelle sue linee essenziali,il primitivo concetto freudiano di principio di
piacere corrisponde al suo successivo concetto di processo primario;
l'unica differenza(a parte quella terminologica) che il principio di
piacere formulato in termini soggettivi,mentre il processo primario in
termini oggettivici significa che le parole piacere e dispiaceresi
riferiscono a fenomeni soggettivi(in tal caso gli affetti),mentre le frasi
scarica delle cariche psichicheo scarica di energia funzionale,si
riferiscono ai fenomeni oggettivi della distribuzione e della scarica di
energia(in questo caso entro l'ambito dellEs).
Notiamo come secondo le nostre teorie un affetto o un'emozione un
fenomeno dell'Io,indipendentemente da quanto possa dipendere dalla
sua genesi da processi che si svolgono nell'interno dellEs.
Freud era consapevole della grande similarit che intercorreva tra
formulazione del principio di piacere e formulazione di quell'aspetto
del funzionamento dell'Es che aveva denominato processo primario ,e
infatti cer di unificare i due concetti,ma con scarsi risultati:questo
tentativo venne fatto sulla base di un assunto molto semplice cio
cheun aumento nella quantit delle cariche psichiche mobili,non
scaricate,all'interno dell'apparato psichico,corrisponda o dia luogo ad
un sentimento di dispiacere,mentre la scarica di queste cariche
psichiche,con una corrispondente diminuzione della loro quantit
residua,porti invece ad una sensazione di piacere. F
Freud(1911)ritenne originariamente che un aumento della tensione
psichica causasse dispiacere,mentre una diminuzione di tale tensione
fosse causa di piacere;se questo assunto fosse corretto,il principio di
piacere e il processo primario verrebbero ad essere due modi diversi
di formulare la stessa ipotesi.
Il principio di piacere affermache il bambino molto piccolo tende a
raggiungere il piacere attraverso una gratificazione che non pu
essere rimandata in alcun modo;il processo primario dice chenel
bambino molto piccolo,via una tendenza a scaricare la carica
psichica,cio l'energia delle pulsioni che non pu essere rimandata in
alcun modo.Ma,secondo lo assunto originario di Freud,il piacere della
gratificazione tutt'uno con la scarica della carica psichica,o ne
forse un aspetto;se l'assunto rispondesse a verit,le due formulazioni
direbbero la stessa cosa con parole diverse e il principio di piacere e il
processo primario sarebbero solo due formulazioni alternative della
stessa ipotesi.
Freud(1924)concluse che,sebbene nella grande maggioranza dei casi
il piacere si accompagnasse con una scarica di energia psichica
mobile,mentre il dispiacere sarebbe la conseguenza dell'accumulo di
tale energia,vi erano importanti casi in cui le cose non sembravano sta
in questo modo: egli asser che vi sono perfino casi in cui vero il
contrario e come esempio,fece notare che almeno fino ad un certo
punto,un aumento della tensione sessuale viene sperimentato come
piacevole.
La decisione finale di Freud fu che i rapporti tra i fenomeni di
accumulo e di diminuzione dell'energia mobile pulsionale da una
parte,e gli effetti di piacere e di dispiacere dall'altra,non fossero n
semplici n facilmente definibiliegli avanz una proposta,cio che
velocit e ritmo di incremento o di scarica della carica psichica,
potessero costituire un fattore determinante,e lasci la questione
pressappoco cos.Successivamente non sono mancati tentativi di
elaborare un'ipotesi soddisfacente sulle relazioni tra il piacere e l
accumulo e la scarica di energia pulsionale,ma al momento attuale,
nessuna di queste ipotesi ha ricevuto un riconoscimento tale da
giustificare un'esposizione in questa sede (Jacobson,1953).
La conseguenza di tutto ci che ancora non siamo in grado di
formulare in modo soddisfacente il principio di piacere nei termini dei
concetti che seguirono,riferiti principalmente all'energia;siamo quindi
costretti a mantenere ancora la prima versione,formulata nei termini
dell'esperienza soggettiva di piacere e dispiacerela mente o
lindividuo nella sua vita mentale,cerca di ottenere il piacere e di
evitare il dispiacere(Freud).
Le ragioni dell'introduzione del principio di piacere sono state quelle di
preparazione all'argomento dell'angoscia:la prima teoria formulata da
Freud sull'angoscia,sosteneva che questa risultasse da un ingorgo
della libido e da una sua inadeguata scarica;se lnormale accumulo
della libido entro la psiche fosse il risultato di ostacoli i quali
dall'esterno ne impedissero la scarica,(Freud 1895),o se esso fosse
dovuto invece ed ostacoli interni(quali conflitti inconsci o inibizioni
relative alla gratificazione sessuale),era pocoimportante dal punto di
vista di questa teoria dell'angoscia.
In entrambi i casi,il risultato consiste in un accumulo di libido non
scaricata,che poteva essere trasformata in angoscia.La teoria non
spiegava in alcun modo come avvenisse la trasformazione,e non
indicava nemmeno quali fattori determinassero il momento esatto nel
quale essa si sarebbe compiuta.
Va notato che,secondo questa teoria,il termine angoscia denotava un
tipo patologico di paura che,fenomenologicamente,era in relazione
con la normale paura di un pericolo esterno,ma che aveva un'origine
nettamente diversa.La paura di un pericolo esterno era,con tutta
probabilit,una reazione appresa,cio una reazione basata
sull'esperienza,mentre l'angoscia era libido trasformatacio
manifestazione patologica dell'energia propria della pulsione.Questo
era lo stato della teoria psicoanalitica dell'ansia fino al 1926,quando fu
pubblicata una monografia di Freud sotto il titolo di Il problema
dell'angoscia(nella traduzione americana)e col titoloInibizione,
sintomo e angosciain quelle in inglese ed italiana.
In quest'opera,Freud rilevava che l'angoscia il problema centrale
della nevrosi e proponeva una nuova teoria dell'angoscia basata
sull'ipotesi strutturale.Prima di affrontare quest'ultima opportuno
notare la stretta relazione tra l'argomento di Inibizione,sintomo e
angoscia(che costituisce la seconda teoria di Freud sull'angoscia)e
l'argomento di due lavori precedenti Al di l del principio di piacere e
LIo e lEsquesti due lavori,contengono i concetti fondamentali che
distinguono la teoria psicoanalitica moderna da ci che essa era
precedentemente,cio la teoria duale delle pulsioni e lipotesi
strutturale.
Tra i maggiori contributi di queste nuove teorie,vi anche l'aver
aperto la strada ad importanti progressi nell'applicazione clinica della
psicoanalisi come lo sviluppo;un esempio notevole di ci stato lo
sviluppo,negli ultimi 25 anni,dell'analisi dellIo e dell'intero campo della
psicologia psicoanalitica dell'Io.
Freud scrisse diversi lavori,in cui mostrava come le nuove teorie
potessero essere utilmente applicate ai problemi clinici(Freud
1924,1926):Inibizione,sintomo e angoscia l'opera pi importante di
una tale fruttuosa applicazione,in cui Freud avanz una teoria
dell'angoscia clinicamente applicabile,basata sulle possibilit di
introspezione fornite dall'ipotesi strutturale.
Nel tentativo di comprendere questa nuova teoria bisogna avere in
mente che Freud riteneva che l'angoscia avesse una base biologica,
ereditariacredeva che l'organismo umano fosse congenitamente
dotato della capacit di reagire,con quelle manifestazioni psicologiche
tipiche e fisiche che noi chiamiamo angoscia.Egli fece notare che
nell'uomo,come negli animali inferiori,questa capacit ha un suo
preciso significato di sopravvivenza,almeno quando esso nel suo
statonaturale;infatti,se un essere umano privo della protezione dei
propri genitori potesse non essere spaventato da niente,egli sarebbe
ben presto distrutto.
Dunque Freud cerca di spiegare nella sua teoria dell'angoscia n
lorigine,n la natura dell'angoscia,bens la sua importanza e il posto
che essa occupa nella vita mentale dell'uomo.Le formulazioni proposte
in Ibizioni,sintomo e angoscia,includevano in parte le sue precedenti
formulazioni,in parte andavano molto al di l di esse.
In aggiunta,una parte rilevante della sua precedente teoria veniva
completamente abbandonata:l'idea che la libido non scaricata si
trasformasse in ansia.Egli prese questa determinazione sulla base di
materiale clinico e dimostr la validit della sua nuova posizione con
un dettagliato esame di due casi di fobie infantile.
Nella sua nuova teoria,Freud propose di collegare la comparsa
dell'angoscia a ci che egli chiam situazioni traumatiche e
situazioni di pericolo:egli defin le prime come situazioni in cui la
psiche viene sopraffatta da un afflusso di stimoli troppo grande sia per
essere dominato che per essere scaricato,e riteneva che quando ci si
verifica,l'angoscia si sviluppi automaticamente.
Poich il dominare gli stimoli afferenti e la loro efficiente scarica
costituiscono parte del funzionamento dell'Io,ci sarebbe da aspettarsi
che le situazioni traumatiche si producano pi spesso durante i primi
mesi ed anni di vita,quando lIo,cio, ancora relativamente debole
poco sviluppato.
In verit Freud riteneva che il prototipo delle situazioni traumatiche
sia l'esperienza della nascita,quale viene provata dal bambino che
viene alla lucein quel momento,il bambino,viene assoggettato ad un
dilagante afflusso di stimoli provenienti dall'esterno e dalle proprie
viscere,e risponde con ci che Freud considerava come le
manifestazioni dellansia.
Il grande interesse di Freud verso la nascita come situazione
traumatica,accompagnata da angoscia,consisteva nel fatto che la
nascita poteva essere vista come il prototipo di successive situazioni
traumatiche psicologicamente pi significative,e,come tali,inserite
nelle sue nuove idee.
Otto Rank(1924)tent di applicare clinicamente quest'idea di Freud e
propose come nozione che tutte le nevrosi risalissero al trauma della
nascita,e si potessero curare ricostruendo ci che quel trauma doveva
essere stato e rendendone conoscio il paziente.Le teorie di Rank
suscitarono tumulto tra gli psicoanalisti,ed ormai sono state messe
completamente da parte.
Nel suo lavoro,Freud,studia con particolare attenzione le situazioni
traumatiche che intervengono durante la prima infanzia,subito dopo la
nascita.Come esempio di queste situazioni scelse il seguente:nella
prima parte della vita,un bambino dipende dalla madre per la
gratificazione della maggior parte dei suoi bisogni corporei,e per il
raggiungimento della gratificazione che,in quella parte di vita,
primariamente connessa con l'appagamento dei bisogni corporei.Il
bambino,prima di un certo stadio della vita,non in grado di
raggiungere da se questi piaceri,cio queste gratificazioni istintuali,ed
ha bisogno della madre per essere in grado di farlo.Se,quando la
madre assente,il bambino prova un bisogno istintuale,che pu
essere gratificato solo attraverso la madre,si sviluppa una situazione
che traumatica per il bambino(nel senso che Freud ha dato al
terminetraumatico).
LIo del neonato non abbastanza sviluppato da poter posporre la
gratificazione mantenendo in sospeso i propri desideri pulsionali,e
allora la psiche del neonato, sopraffatta da un afflusso di stimoli;
poich egli non pu n scaricare adeguatamente,n dominare questi
stimoli si sviluppa angoscia.
E opportuno notare come l'inondazione di stimoli che d luogo questo
tipo primitivo e automatico di angoscia,sia di origine interna:essa
sorge cio,dall'operazione delle pulsioni,o meglio,dall'Es,perci
l'angoscia di tipo automatico di cui si parlato stata chiamata a
volteangoscia dell'Estale termine,al giorno d'oggi,viene comunque
usato di rado,perch induceva il concetto errato che l'Es fosse la sede
di questo tipo di angoscia.
In realt,lidea di Freud,contenuta nell'ipotesi strutturale,era che l'Io
fosse la sede di tutte le emozioni.
Sperimentare una qualsiasi emozione una funzione dell'Io secondo
Freud,e questo deve essere vero anche circa l'angoscia;ci che
facilitava l'errata concezione che lEsfosse la sede dell'angoscia
automaticamente indotta,era che lIo esistesse appena come struttura
differenziata,e meno ancora come entit integrata in un periodo della
vita cos precoce.
Abbiamo gi detto che bambini molto piccoli,hanno solo i rudimenti di
Io,ed anche quel poco che si cominciato a differenziare dal resto
dell'Es, difficilmente distinguibile e,qualunque Io possa essersi
differenziato in questi bambini, la sede dell'angoscia che si sviluppa.
Freud riteneva anche che la tendenza o la capacit dell'apparato
mentale a reagire ad un afflusso eccessivo di stimoli sviluppando
angoscia,persistesse per tutta la vitacio,una situazione traumatica,
si pu produrre a qualsiasi et.Tali situazioni si producono molto pi
spesso nei primi tempi della vita,poich l'Io non si ancora sviluppato
e quanto pi l'Io sviluppato,tanto pi esso diviene capace di
padroneggiare o di scaricare gli stimoli che gli arrivano,sia di origine
interna che esterna;e solo quando tali gli stimoli non possono essere
adeguatamente padroneggiati o scaricati,la situazione diventa
traumatica e si sviluppa angoscia.
Se corretto l'assunto di Freud,e cio che la nascita costituisca un
prototipo delle situazioni traumatiche successive,allora l'esperienza
della nascita si pu considerare come l'esempio di una situazione
traumatica infantile,causata da stimoli che provengono principalmente
dall'esterno:in altri casi gli stimoli nocivi provengono principalmente
dalle pulsioni,cio la loro genesi interna(come ad esempio nel caso
del bambino in cui la madre non era l pronta a fornire la
gratificazione che il suo Es reclamava,e che solo lei poteva dare).
Per quel che sappiamo,le situazioni traumatiche originatesi come
conseguenze delle richieste dell'Es,sono le pi comuni ed importanti
durante i primi tempi della vita.Freud riteneva che queste situazioni
sorgessero che pi tardi nel corso della vita,in quei casi che egli
classific comenevrosi d'angoscia attuali,e che l'angoscia di cui
soffrono quei pazienti sia provocata dal soverchiante afflusso di stimoli
che sorgono dall'energia di una pulsione sessuale che non ha avuto,
per avverse circostanze esterne,possibilit alcuna di scaricarsi
adeguatamente.
Questo particolare punto di vista di Freud,ha oggi un'importanza
pratica limitata poich,al giorno d'oggi,la diagnosi di nevrosiattuale
non viene effettuata quasi mai.Invece,unaltra applicazione della
stessa idea di base ha assunto unimportanza clinica maggiorevale a
dire l'assunto che le cosiddette nevrosi traumatica dell'et adulta,
come ad esempio la nevrosi di guerra,e ci che si usava chiamare lo
shock da bombardamento,siano il risultato di un afflusso soverchiante
di stimoli esterni,che ha dato automaticamente origine all'angoscia.
Lo stesso Freud avanz questa possibilit e molti autori successivi
hanno mostrato di ritenere che fosse stato o,almeno che Freud
laritenesse tale.In realt Freud nel 1926,espresse l'opinione che una
nevrosi traumatica probabilmente non si potesse originare in maniera
cos semplice,senza ci che egli chiamava la partecipazione degli
strati pi profondi della personalit.
Il concetto di Freud sulle situazioni traumatiche e sullo sviluppo
automatico di angoscia nelle situazioni traumatiche,costituisce ci che
possiamo chiamare la prima parte della sua nuova teoria
dell'angoscia: la parte pi vicina alla sua teoria precedente,bench
ne differisca circa il modo nel quale l'angoscia si produce.Secondo le
precedenti opinioni di Freud,l'angoscia si originava da una
trasformazione della libido,mentre secondo le sue vedute successive,
essa si sviluppava come risultato di un afflusso soverchiante di stimoli
che potevano provenire o meno dalle pulsioni(stimoli int ed ext?).
La prima parte della nuova teoria di Freud in sintesi:
1)L'angoscia si sviluppa automaticamente ogni volta che la psiche
viene sopraffatta da un afflusso di stimoli troppo grande per essere
padroneggiato o scaricato;
2)Questi stimoli possono essere di origine esterna o interna,ma il pi
di frequente provengono dall'Es,cio dalle pulsioni;
3)Quando si produce automaticamente angoscia,secondo questo
modello la situazione viene definita come traumatica;
4)Il prototipo di queste situazioni traumatiche la nascita;
5)L'angoscia automatica caratteristica dell'infanzia perch in
quest'epoca della vita,lIo debole ed immaturo;essa si osserva anche
nell'et adulta,nei casi della nevrosi di angoscia attuale.
Seconda parte della nuova teoria:
nel corso della crescita,il bambino,impara da anticipare l'avvento di
una situazione traumatica ed a reagire ad essa con angoscia prima
che diventi traumaticaFreud ha indicato questo tipo di angoscia
come angoscia-segnale o d'allarme,che determinata da una
situazione di pericolo o dall'anticipazione del pericolo e la sua
produzione una funzione dell'Io,e serve a mobilitare le forze al
servizio dell'Io onde poter fronteggiare o evitare la situazione
traumatica incombente.
Per illustrare il significato delle parolesituazione di pericolo,Freud
torn allesempio del bambino lasciato solo dalla madre:se il
bambino,quando ancora solo,venisse assalito da qualche bisogno
per la cui gratificazione la presenza della madre necessaria,la
situazione diventerebbe traumatica e si svilupperebbe angoscia
automaticamente.
Freud argu che il bambino,quando ha raggiunto un certo grado di
sviluppo,si rende conto che esiste una certa relazione tra l'allontanarsi
della madre e l'insorgere di quello spiacevolissimo stato di angoscia
automaticamente indotta,che a volte si manifesta dopo che la madre
andata;lIo si rende conto che se la madre presente,l'angoscia non si
sviluppa,mentre essa pu svilupparsi se la madre si allontanata.
Come risultato di ci,lIo giunge a considerare la separazione dalla
madre una situazione di pericolo,il pericolo consistendo nella
comparsa di un periodo richiesta di gratificazione da parte dell'Es
mentre la madre lomtana,con il conseguente sviluppo di una
situazione traumatica.
Come si comporta il bambino in una tale situazione di pericolo?
Il bambino cerca,mediante varie espressioni di disagio,di trattenere la
madre presso di lui se vuol partire,o di richiamarla se lo ha gi
lasciato.
Freud era pi interessato da ci che avveniva a livello intrapsichico nel
neonato,che dalle varie attivit dellIo intese a modificare l'ambiente
esterno(per importanti che queste possano essere).
Egli sugger che in una situazione di pericolo,lIo reagisca con
angoscia,che esso stesso produce attivamente e che egli propose di
chiamare-angoscia segnale,poich essa prodotta dall'Io come un
segnale di pericolo.
Come pu lIo produrre attivamente angoscia,sia come segnale che
per qualunque altro proposito?
Ricordiamo che lIo sostanzialmente un gruppo di funzioni collegate
tra di loro:noi riteniamo che,in una situazione di pericolo,alcune di
queste funzioni come le percezioni sensoriali,la memoria e il processo
di pensiero, l'si occupino di riconoscere il pericolo,mentre altre parti o
funzioni dell'Io,reagiscano al pericolo con ci che percepito come
angoscia.
In realt la percezione del pericolo che d origine con tutta
probabilit ad una fantasia della situazione traumatica,e sembra
essere questa la causa dell'angoscia-segnale;corretta o meno che sia
questa supposizione di matrice clinica,si pu dire che alcune funzioni
dellIo hanno il compito di riconoscere il pericolo e altre di reagire ad
adesso con l'angoscia.
Riprendiamo l'esposizione fatta da Freud di ci che accade quando l'Io
riconosce una situazione di pericolo e reagisce producendo angoscia-
segnale:a questo punto entra nel quadro il principio di piacere:
l'angoscia di allarme spiacevole e tanto pi spiacevole quanto pi
intensa;noi assumiamo che l'intensit dell'ansia sia in qualche modo
proporzionale alla valutazione che fa lIo della gravit del pericolo,o
della sua imminenza,o di entrambe.Ci aspettiamo che in ogni
situazione di pericolo considerevole,l'angoscia e il dispiacere siano
anchessi di intensit considerevole;il dispiacere allora mette in azione
ci Freud aveva denominato come l'onnipotente principio di
piacere.
dunque questa l'operazione che d allIo la forza necessaria per
controllare lemergenza improvvisa o l'azione continuata di qualsiasi
impulso dell'Es che possa dare origine alla situazione di pericolo.
Freud deline una serie di situazioni di pericolo tipiche,che ci si pu
attendere in sequenza nella vita infantile:cronologicamente,la prima di
queste situazioni, la separazione da una persona che per il bambino
ha importanza come fonte gratificazioneci viene indicato in
letteratura come 1)perdita dell'oggettoo come perdita
dell'oggetto amato,sebbene nell'et in cui ci viene per la prima
volta percepito come un pericolo,il bambino sia ancora troppo piccolo
per potergli attribuire un'emozione cos complessa come quella
dell'amore.
La successiva situazione di pericolo tipica per il bambino la perdita
damore da parte di una persona del proprio ambiente,dalla quale egli
deve dipendere per la gratificazione:cio,anche se la persona
presente,il bambino pu temere di perdere il suo amore,dove ci
indica la 2)perdita dell'amore dell'oggetto.
La successiva situazione di pericolo tipica si presenta diversamente nei
due sessi:
nel caso del bambino,il pericolo consiste nella perdita del pene,ci che
in letteratura indicato col termine di 3)castrazione;
nel caso della bambina,il pericolo consiste in qualche analoga lesione
genitale.
Lultima situazione tipica di pericolo quella della colpa o della
disapprovazionee punizione da parte del Super-Io.
Riteniamo che il primo di questi pericoli sia caratteristico dei
primissimi stadi di sviluppo probabilmente fino a un 1anno e 1/I
2,quando ad esso si aggiunge anche il secondo;
il terzo invece non diventa preminente fino all'et di 2 anni e o 3,e
che l'ultimo acquisti importanza assoluta solo dopo i 5/6 anni,quando
si formato il Super-Io.
Tutti questi vari tipi di pericolo persistono,almeno in una certa misura,
per tutta la vita inconsciamente(in misura eccessiva nei nevrotici),e
l'importanza relativa di ciascuna pericolo varia da persona a persona.
Eovviamente molto importante,nel lavoro clinico,rendersi conto di
quale sia per un certo paziente il pericolo principale che egli
inconsciamente teme.Freud dichiar che l'angoscia il problema
centrale della malattia mentale e la sua affermazione oggi accettata
dalla maggior parte di noi,sebbene possiamo ricordare che non
sempre stato cos.
Prima della pubblicazione di Inibizione,sintomo e angoscia,nel
pensiero psicoanalitico sulle nevrosi,l'accento era posto sia dal punto
di vista teorico che clinico,sulle vicissitudini della libido e,in particolare,
sulle fissazioni libidiche;in quell'epoca l'angoscia era concepita come
libido,che aveva subito una trasformazione in conseguenza di una
carica inadeguata;era naturale che la libido fosse al centro delle
discussioni teoriche e che la preoccupazione principale dei clinici fosse
i quella di eliminare le fissazioni,e in genere di assicurare alla libido
una scarica adeguata.
Dunque oggi si tende a guardare questi problemi(sia nella teoria che
nella pratica clinica),tanto dal punto di vista dell'Io che da quello
dellEs,invece che soltanto dalla parte dellEs.
Dal momento che oggi viene data molta importanza allangoscia della
malattia mentale, facile perdere di vista il compito dell'angoscia nel
mettere lIo in grado di controllare o di inibire i desideri o gli impulsi
istintuali che gli sembrano pericolosi, essenziale nello sviluppo
normale dellindividuo.
Questa funzione dell'angoscia non ha niente di patologico in s
stessa,ma al contrario una parte indispensabile della vita mentale e
della crescita:senza di essa,ad esempio,non sarebbe possibile una
forma di educazione;lindividuo sarebbe alla merc di ogni impulso che
sorgesse nel proprio Es,e dovrebbe cercare di soddisfarli a turno,o
tutti insieme,a meno che questo tentativo non determini l'insorgere di
una situazione traumatica,nella quale l'individuo sia sopraffatto
dall'angoscia.
Un altro punto da considerare a proposito dell'angoscia-segnale, che
essa ha o dovrebbe avere un'intensit minore dell'angoscia che
accompagna una situazione traumatica l'cio questo segnale
d'allarme che lIo impara a dare nel corso del suo sviluppo, meno
intensamente spiacevole dell'angoscia che potrebbe svilupparsi se il
segnale non venisse dato ed insorgesse una situazione traumatica:
l'angoscia segnale unangoscia attenuata.
Ricapitoliamo la seconda parte della nuova teoria dell'angoscia per:
1)Nel corso dello sviluppo,lIo acquista lacapacit di produrre angoscia
quando sorge una situazione di pericolo(minaccia di una situazione
traumatica)e pi tardi per anticipare il pericolo.
2) Attraverso l'operazione del principio di piacere,langoscia-segnale
rende l'Io capace di controllare o inibire gli impulsi dell'Es in una
situazione di pericolo;
3)C' una caratteristica gamma di situazioni di pericolo nei primi anni
di vita,che persiste come tale inconsciamente,in grado maggior o
minore,per tutta la vita;
4)L'angoscia segnale una forma di angoscia attenuata;essa ha una
parte molto importante nello sviluppo normale,ed la forma di
angoscia caratteristica delle l'psiconevrosi.
Possiamo notare come,sebbene lIo inizi la sua attivit come una parte
dell'Es,a servizio del resto,man mano che passa il tempo,esso diviene
entro certi limiti il padrone dellEs;ma ci chiediamo adesso:come
riesce lIo a tenere in scacco gli impulsi dellEs ,quando riaesce a
farlo?.
Da quanto abbiamo detto sull'angoscia,ci accorgiamo che quando l'Io
si oppone all'emergenza di un impulso dall'Es,lo fa perch giudica che
l'affiorare di quellimpulso determinarebbe una situazione di
pericololIo allora produce angoscia come un segnale di
pericolo,ottenendo in questo modo l'aiuto del principio di piacere,e
pu offrire unefficace opposizione allaffiorare degli impulsi
pericolosi,ove,in psicoanalisi,chiamiamo questa opposizione difesa o
operazione difensiva dellIo.
Dunque:Quali sono le difese che lIo ha da offrire contro lEs?.
La risposta a questa domanda semplice,anche se generica: lIo pu
usare tutto ci che trova a portata di mano,purch serva allo scopo;
qualunque atteggiamento dell'Io,qualunque percezione,uno
spostamento dell'attenzione,il favorire un impulso dellEs che sia pi
sicuro di quello e che possa competere con esso,un energico tentativo
di neutralizzare l'energia della pulsione pericolosa,la formazione di
identificazione,la produzione di fantasia:ognuna di queste cose pu
essere usata da sola o combinata in qualsiasi modo con le altre in
modo difensivo;cio,lIo in grado di usare,ed usa per scopi difensivi,
tutti processi di normale formazione e funzionamento dell'Io.
In aggiunta a queste operazioni difensive dell'Io,nel corso delle quali
esso fa uso di processi che ci sono familiari,esistono particolari
processi dell'Io che si occupano delle difese nei confronti dellEs.

Anna Freud (1936), ha dato ad essi il nome di meccanismi di
difesa; qualsiasi lista volessimo fornire di essi,sarebbe
necessariamente incomplete e aperta alla critica,perch vi sono
ancora,tra gli analisti,differenze di opinione su ci che pu e ci che
non pu essere chiamato meccanismo di difesa,rispetto agli altri mezzi
che sono a disposizione dell'Io per il dominio degli impulsi dell'Es.
Dunque proveremo a definire quei meccanismi di difesa che sono
generalmente riconosciuti come tali e che sono generalmente ritenuti
di considerevole importanza nel funzionamento mentale.
Il meccanismo che venne riconosciuto per primo,e che stato pi
estesamente discusso in psicoanalisi la rimozione(Freud 1915):
essa consiste in un'attivit dell'Io che sbarra la via della coscienza
all'impulso indesiderato proveniente dall'Es,o a qualsiasi suo derivato,
siano essi ricordi,emozioni,desideri o fantasie di realizzazione dei
desideri:tutto ci come se non esistesse,per quel che riguarda la vita
cosciente dell'individuo.
Un ricordo rimosso un ricordo dimenticato,dal punto di vista
soggettivo dell'individuo in cui la rimozione ha avuto luogo;bisogna
notare che non siamo affatto sicuri che esistano delle dimenticanze di
tipo diverso da quello della rimozione l'atto della rimozione.
Essa instaura un'opposizione permanente,o comunque di lunga
durata, tra l'Io e lEs,nel luogo della rimozione:noi riteniamo che:
1)Da una parte,il materiale rimosso,continui ad essere caricato di una
certa carica psichica di energia pulsionale che preme costantemente
per essere soddisfatta;
2)E che dall'altra,lIo mantenga la rimozione mediante l'impiego
costante di una certa porzione dell'energia psichica a sua disposizione;
quest'energia viene chiamata controcarica,perch ha la funzione di
opporsi alla carica di energia pulsionale di cui caricato il materiale
rimosso.
L'equilibrio tra carica e controcarica non mai statico e fisico:questo
perch non altro che il risultato di un continuo bilanciamento tra le
due forze che si oppongono,e pu modificarsi in ogni momento.
Fino a quando la controcarica impiegata dallIo rimane pi forte della
carica del materiale rimosso,quest'ultimo rimane rimosso;ma se la
controcarica si indebolisce,il materiale rimosso tender a emergere
nella coscienza e nelle azionila rimozione comincia quindi a fallire,e
la stessa cosa accadr se viene aumentata l'intensit della carica
pulsionale senza che vi sia un corrispondente aumento nella
controcarica.
La controcarica instaurata dallIo,pu essere diminuita in vari modi:ad
esempio ci accade in condizioni febbrili e tossiche,la pi comune
delle quali l'intossicazione etilica:una persona,quando ubriaca,pu
mostrare nel modo di comportarsi e nel linguaggio che adopera
tendenze libidiche ed aggressive,di cui essa stessa non sa nulla fin
quando si mantiene sobria,e ci pu ugualmente accadere in altri stati
tossici;una simile riduzione della controcarica,sembra avvenire anche
durante,il sonno con il risultato che possono apparire alla coscienza,in
un sogno,desideri e ricordi rimossi,in un modo che sarebbe
impossibile nello stato di veglia del sognatore.
Abbiamo buona ragione di credere che durante la pubert,ad
esempio, vi sia un aumento della quantit di energia a disposizione
dell'Es,in modo che in questo periodo della vita,le rimozioni,che per
diversi anni erano state andando abbastanza solide,possano cedere
sia del tutto che in parte;inoltre,riteniamo che la mancanza di
gratificazione tenda ad aumentare la forza degli impulsi dell'Es.
Un altro fattore che probabilmente indebolisce le rimozioni,
aumentando la forza degli impulsi dell'Es quello della seduzione o
della tentazione.
Si noti anche che,quando la rimozione indebolita ed ormai vicina a
cedere,o anche se in una certa misura cede,ci non significa
necessariamente che su quei particolari impulsi sia finita la battaglia
tra Io ed Es(e che quindi da allora in poi gli impulsi abbiano libero
accesso alla coscienza,cos come l'aiuto dell'Io nel raggiungere la
gratificazione);certo possibile anche queste evenienza,ma se ne
verifica di frequente unaltra:vale a dire che,non appena l'impulso
dell'Es comincia a erompere verso la coscienzae la gratificazione,l'Io
reagisce a quest'irruzione come ad un nuovo pericolo e produce una
volta di pi il segnale dell'angoscia,mobilitando quindi forze fresche
per una rinnovata difesa contro l'impulso indesiderato e pericoloso.
Se il tentativo dellIo ha successo,viene ristabilita una difesa adeguata
che a sua volta,per essere mantenuta,richiede da parte dellIo un
nuovo dispendio di energia di controcarica.
Riguardo alla possibilit di variazioni nell'equilibrio tra Io ed Es
esistente nella rimozione,dobbiamo aggiungere che possibile(Freud
1926)che esista qualcosa,come la rimozione completamente riuscita di
un desiderio,che dia luogo all'effettiva scomparsa del desiderio e
all'abolizione della sua carica energetica o,quanto meno,la completa
deviazione della sua carica verso altri contenuti mentali.
Tuttavia,non conosciamo alcun esempio di una rimozione cos
idealmente completa:infatti,nel nostro lavoro clinico,abbiamo a che
fare con i casi dove la rimozione stata molto inefficiente,con il
risultato che si sono sviluppati sintomi psiconevrotici;ad ogni modo,i
soli casi di cui abbiamo positiva conoscenza,sono quelli dove il
materiale rimosso continua ad essere caricato con energia
pulsionale,che deve essere controbilanciata da una controcarica.
Bisogna chiarire ancora altri due punti circa il meccanismo di
rimozione:
1)L'intero processo si compie inconsciamente:non inconscio solo il
materiale rimosso,ma anche le attivit dell'Io che costituiscono la
rimozione;vale a dire,che non si pi consapevoli di rimuovere
qualcosa,di quanto non si sia consapevoli di dimenticare qualcosa,e la
sola cosa di cui siamo in grado di renderci conto il risultato finale.
Tuttavia,vi un'attivit cosciente che qualcosa di analogo alla
rimozione,e quest'attivit in letteratura, denominata
repressioneconsiste nella decisione che prendiamo di
dimenticarci di qualcosa di non pensarci pi; molto probabile che vi
siano stati intermedi tra repressione e rimozione,e pu anche darsi
che tra i due meccanismi nuovi che alcuna linea di demarcazione
netta.
Tuttavia,quando usiamo il termine rimozione,intendiamo dire che in
quel caso,lo sbarramento al di fuori della coscienza e l'instaurazione di
una durevole controcarica si sono prodotti inconsciamente.
2)Quando qualcosa rimosso,non sufficiente dire che gli viene
energicamente impedito l'accesso alla coscienza; importante rendersi
conto che il rimosso diventato funzionalmente separato dall'Io come
un tutto,ed diventato invece una parte dell'Es.
Bisogna comprendere a tale proposito,che i ricordi,le fantasie e le
emozioni che sono intimamente collegate con l'impulso dellEs in
questione,comprendono molti elementi che prima che s'instaurasse la
rimozione,erano parti dell'Io;infatti prima che avvenisse la rimozione,
le funzioni dell'Io erano al servizio di questo particolare impulso
dell'Es, cos come erano al servizio di altri,in modo che l'impulso
dell'Es e le operazioni dell'Io,formassero un insieme armonioso e non
due parti in conflitto.
Quando si instaurata la rimozione, stato l'insieme ad esser
rimosso,con il risultato che qualcosa stato effettivamente sottratto
all'organizzazione dell'Io e aggiunto all'Es:da qui la nocivit di un
qualche grado di rimozione per l'integrit dell'Io.
Ci rendiamo conto del fatto ogni rimozione riduce l'estensione dell'Io,e
che quindi lo rende meno efficiente di quanto non fosse prima:
possiamo aggiungere,come modo aggiuntivo mediante cui la
rimozione riduce l'efficienza la forzadell'Io,che ciascuna rimozione
richiede dallIo un'ulteriore dispendio della sua limitata riserva di
energia,per mantenere in funzione la controcarica necessaria.
Il secondo meccanismo di difesa la formazione reattiva: un
meccanismo tramite cui uno dei due termini di una coppia di
atteggiamenti ambivalenti(come lodio)viene reso inconscio e
mantenuto tale attraverso la supervalutazione dell'altro che,in questo
caso, l'amore;cos l'odio appare sostituito dall'amore,la crudelt dalla
gentilezza ecc,ma l'atteggiamento mancante persiste inconsciamente.
Tuttavia anche possibile che avvenga il contrario,cio che appaia
l'odio come formazione reattiva contro l'amore o la caparbiet contro
l'accondiscendenza ecc:ci che decisivo nel determinare la precisa
natura della formazione reattiva in ciascun caso particolare, la
risposta alla domanda:Che cosa lIo teme come un pericolo e a cui,
perci,reagisce con il segnale dell'angoscia?.
Se,ad esempio lIo teme limpulso a odiare o,pi precisamente teme
gli impulsi associati all'odio,allora l'operazione del meccanismo di
difesa della formazione reattiva arrester questi impulsi li terr in
scacco,sopravvalutando e rinforzando l'atteggiamento dell'amore.
L'esempio pi tipico nel caso di trattamenti psichiatrici o analitici che
la cosciente irritazione del paziente verso il proprio terapeuta,sia
principalmente motivata dall'inconscio bisogno che ha il suo Io di
difendersi contro l'affiorare di sentimenti e fantasie di amore per il
terapeuta.
Una conseguenza di ci che sappiamo sul modo di operare di questo
meccanismo, che ogniqualvolta notiamo un atteggiamento di questo
genere,che sia non realistico o eccessivo,ci chiediamo se esso non sia
cos accentuato come difesa contro il suo opposto.
Riteniamo che la formazione reattiva si instauri inconsciamente,
sebbene anche in tal caso interessante riconoscere ci che di
analogo alla formazione reattiva esiste nella nostra vita mentale
cosciente;ci che avviene inconsciamente nella formazione reattiva
almeno simile a ci che avviene consapevolmente nella mente
dell'adulatore,dellipocrita o anche in certe circostanze dell'ospite
corteseOgnuna di queste figure dice a se stesso:Finger che costui
mi piaccia,bench i veri e profondi sentimenti che provo verso di lui
sono diversi se non opposti.
Ci dobbiamo ben guardare da non scambiare la somiglianza con
l'identit:quando uno di questi processi avviene consapevolmente,
questo significa che un adattamento solo temporaneo;la vera
formazione reattiva invece altera permanentemente sia lIo che l'Es
dell'individuo nel quale si produce(esattamente allo stesso modo della
rimozione).
La nostra esperienza clinica ci dice che i meccanismi di difesa vengono
di rado usati uno alla volta o anche in coppia:al contrario molti
vengono usati contemporaneamente,bench in ciascun dato caso uno
o due siano generalmente i meccanismi pi importanti o primari.
Si giunge all'inattesa conclusione che il processo di identificazione,pu
essere una parte della formazione reattiva o forse il necessario
preludio di essa,e ci si domanda se i meccanismi di difesa non
possano essere di due tipi:
1)Quelli che sono elementari o non ulteriormente riducibili e;
2)Quelli che sono riducibili a ci che potremmo chiamare meccanismi
elementari; un problema che attende ancora una risposta definitiva.
Nel suo lavoro LIo e i meccanismi di difesa(A.Freud 1936),riport
l'ipotesi di alcuni autori,secondo cui la rimozione costituisca il
meccanismo fondamentale di difesa e che tutti gli altri meccanismi:o
rinforzino una rimozione,o vengano messi in opera quando la
rimozione fallisce il suo scopo.
Sempre A.Freud fece rilevare l'interesse di studiare e classificare i
meccanismi di difesa da un punto di vista genetico dello sviluppo,
cominciando dai meccanismi di difesa pi primitivi o anche dai
precursori dei meccanismi di difesa propriamente detti,e salendo
gradualmente fino a quelli pi maturi e molto sviluppati.
Ritornando all'asserzione secondo cui la rimozione sia il meccanismo
di difesa principale e che tutti gli altri siano al massimo suoi ausiliari,
noi non siamo esattamente d'accordo con ci:la difficolt proviene
dall'incapacit di caratterizzare o descrivere la rimozione in termini
diversi da quelli del suo risultato.
Normalmente il risultato che qualcosa viene dimenticato;che gli
viene ci impedito l'accesso alla coscienza;d'altro canto vero di
qualunque altro meccanismo di difesa,che a qualcosa venga impedito
l'accesso alla coscienza
Se poi sia vero anche degli altri meccanismi di difesa che i dettagli del
processo di sbarrare fuori della coscienza e,analogalmente i dettagli
del risultato finale,siano sufficientemente simili ai corrispondenti
dettagli del meccanismo che abbiamo convenuto di indicare col
termine di rimozione,non possiamo,a tuttora dire con sicurezza.
Altro meccanismo di difesa lisolamento:la parole isolamento
stata usata in letteratura per designare due meccanismi di difesa che
non sono affatto simili,sebbene entrambi caratteristici di pazienti che
presentano un particolare tipo di sintomo nevrotico,detto ossessivo.
Nel suo significato pi comune,la parola indica un meccanismo che
Freud aveva designato originariamente con il termineisolamento
dell'affetto,ma che potrebbe essere chiamato pi propriamente
rimozione dell'affettoorimozione dellemozione.
In questi casi una fantasia inconscia legata a un desiderio o ad un
ricordo molto importante del passato,pu avere libero accesso alla
coscienza,mentre non diventa cosciente l'emozione di solito penosa,
che dovrebbe essere legata questa a tale fantasia.
1)Per di pi,pazienti di questo genere,si comportano in modo da
tenersi lontani dal provare troppa emozione,di qualsiasi tipo;certo,
questo processo di rimozione dell'emozione inizia con limpedire
l'accesso alla coscienza delle emozioni penose e paurose,cio opera
nell'interesse del principio di piacere e,in molti casi non va oltre
questo;meno in alcuni soggetti,in cui va tanto avanti che alla fine
l'individuo non ha quasi pi alcuna consapevolezza di una qualsiasi
emozione.
2)L'altro significato dell'isolamento un meccanismo pi raro,che
Freud discusse nel capitolo di Inibizione,sintomo e angoscia(1926
)dedicato alla psicopatologia delle ossessioni.
E un processo inconscio mediante cui un particolare pensiero viene
letteralmente isolato dei pensieri che lo hanno preceduto e da quelli
che lo seguono,mediante un breve periodo di vuoto
mentaleprivando cos il pensiero,isolato di qualsiasi connessione
associativa nella mente,l'Io si sforza di ridurre al minimo le possibilit
di un suo rientro nella coscienza:il pensiero viene trattato come
intoccabile.
Entrambi i tipi di isolamento,si riscontrano tipicamente in associazione
con i sintomi ossessivi.
Un altro meccanismo di difesa correlato con questi sintomi
l'annullamento:esso consiste in un'azione che ha il proposito di
contraddire o annullare il danno che l'individuo in questione
inconsciamente immagina che possa venire causato dai propri
desideri, siano questi sessuali o aggressivi:ne lesempio il bambino
piccolo i cui desideri ostili verso un fratellino o un genitore provocano
angoscia:egli allora pu prima colpire l'oggetto della sua ira,per poi
baciarlo:con la seconda azione,egli annulla la prima.
Non difficile trovare comportamenti simili tra bambini pi grandi
anche,e anche adulti:vi sono molti casi di comportamento ritualistico
sia neibambini che negli adulti,che contengono elementi che possono
spiegarsi su questa base,come consciamente o inconsciamente intesi
ad annullare l'effetto di qualche impulso dell'Es che lIo considera
pericoloso.
Pi spesso,il significato del meccanismo dell'annullamento non facile
da scoprire,perch esso stato distorto e mascherato,prima che gli
venisse consentito di divenire cosciente;possiamo per affermare che
l'intera idea dell'annullamento unidea magica,che trae
presumibilmente origine da quei primi anni della vita infantile,ove le
idee magiche dominano in misura cos estesa la nostra vita mentale.
Un altro meccanismo di difesa la negazione:Anna
Freud(1936),usa questo termine per riferirsi al diniego di una parte
spiacevole o indesiderato della realt esterna,sia mediante una
fantasia con la quale si esaudisce il desiderio,sia mediante il
comportamento.
Il termine negazione sembra essere stato usato da altri Autori anche
per indicare un atteggiamento simile verso i dati dell'esperienza
interiore,cio verso la realt interna:ma tale uso della parola
negazione non desiderabile,perch lo rende molto simile al concetto
di repressione,ed il significato originale di negazione si riferisce
piuttosto al rifiuto di certe impressioni sensoriali del mondo esterno.
Se non viene loro negato l'accesso alla coscienza,viene almeno
prestata loro la minore attenzione possibile,e le spiacevoli
conseguenze penose della loro presenza vengono almeno
parzialmente annullate.
Un'altra confusione che si verifica sovente riguarda l'uso della parola
negazione, dovuta al fatto che nella natura stessa della difesa
che qualcosa venga negato,proprio come molto spesso nella natura
stessa della difesa che qualcosa sia sbarrato fuori dalla coscienza.
In ogni operazione difensiva lEs dice s,e lIo dice no,ma,inferire
da questo che il meccanismo specifico descritto da Anna Freud come
negazione mediante fantasia sia implicito nelle operazioni di ogni
meccanismo di difesa,sembra difficilmente giustificabile.
Si pu aggiungere,che il meccanismo di difesa della negazione si trova
o in stretta relazione con certi aspetti del gioco e dei sogni ad occhi
aperti,o che ha una parte significativa in queste due attivit,durante
tutto il corso della vita;l'intero concetto di attivit ricreative come
mezzi di evasione dagli impegni e dalle frustrazioni della vita
quotidiana, molto vicino all'operazione della negazione come
meccanismo di difesa.
Altro meccanismo la proiezione:essa consiste nel fatto che
l'individuo attribuisce un proprio desiderio o impulso a qualche altra
persona o a qualche oggetto impersonale del mondo esterno.Essa
sembra giocare una parte importante nelle psicosi paranoidi,ma agisce
anche nella mente di individui che non sono malati
mentali:l'esperienza analitica ha mostrato che molte persone
attribuiscono agli altri propri desideri e impulsi per loro inaccettabili,e
che essi cercano inconsciamente di eliminare da s,mediante il
meccanismo della proiezioneEcome cio,se queste persone
dicessero inconsciamente:Non sono io che ho un desiderio cos
cattivo e pericoloso, lui che lo ha.
L'analisi di questi individui ci ha mostrato che i crimini e i vizi che noi
attribuiamo ai nostri nemici in tempo di guerra e i pregiudizi che
abbiamo contro il diverso e e lo straniero,cos come molte delle nostre
credenze superstiziose e religiose,sono spesso interamente o in parte
il risultato di una proiezione inconscia dei nostri desideri ed impulsi.
Si pu comprendere che se un individuo usa la proiezione come
meccanismo di difesa in eccessiva misura nell'et adulta,la sua
percezione della realt esterna risulter gravemente distorta o,la
capacit del suo Io di fare l'esame di realt,verr considerevolmente
indebolita.
Solo un io che abbandoni facilmente la propria capacit di un corretto
esame di realt,si permetter di usare questo meccanismo di difesa su
vasta scala.
*Queste considerazioni si applicano anche all'uso della negazione
come meccanismo di difesa nell'et adulta.
La proiezione un meccanismo di difesa che di norma recita la sua
parte pi grande nei primi tempi della vita infantile:il bambino molto
piccolo con grande naturalezza attribuisce ad altri i sentimenti e le
reazioni che egli stesso prova,anche quando non impegnato in una
lotta difensiva contro i propri sentimenti o i propri desideri;e tale
tendenza a ripudiare gli impulsi dei comportamenti indesiderati
attribuendoli ad altri,si vede molto chiaramente nei primi anni di et.
Pensiamo al bambino che viene rimproverato e che affermi di non
essere stato lui e che accusi qualcun altro(spesso un bambino
immaginario):gli adulti sono portati a ritenere questa affermazione
come una bugia cosciente del bambino,ma gli psicologi dell'infanzia ci
assicurano che il bambino molto piccolo accetta realmente la propria
proiezione come verit e si aspetta che i genitori facciano lo stesso.
Circa il meccanismo della proiezione, stata avanzata
l'ipotesi(Starcke1920,van Ophuijsen 1920,Arlow 1949),che il modello
del meccanismo psicologico di separare alcuni dei propri pensieri o
desideri dalla propria vita mentale,e di proiettarli nel mondo esterno,
costituisca l'esperienza fisica della defecazione:psicanaliticamente
,sappiamo che il bambino piccolo considera le feci come una parte del
proprio corpo e sembra che,quando viene usata la proiezione come
meccanismo di difesa,il soggetto inconsciamente cerchi di liberarsi dei
suoi indesiderabili contenuti mentali,come se essi fossero contenuti
intestinali.
Un altro meccanismo di difesa quello che consiste nel rivolgere un
impulso istintuale contro se stessi,cio il rivolgimento contro il
S. P
Prendiamo ad esempio il bambino che prova rabbia verso un altro
ma,che non sapendo esprimerla nei confronti del suo oggetto
originario,possa invece picchiare,colpire e ferire se stesso:questo
meccanismo,nonostante la sua apparente stranezza,agisce nella vita
psichica normale in misura molto maggiore di quanto non venga di
solito riconosciuto,ed esso frequentemente accompagnato da una
identificazione inconscia con l'oggetto dell'impulso,contro l'emergenza
del quale l'individuo si sta difendendo( come se il bambino
dicesse:Io sono lui,e questo il modo in cui io lo picchier).
Ritornando all'identificazione,abbiamo visto come sia uno dei fattori
pi importanti nello sviluppo dell'Io,che viene spesso usato con
propositi difensivi,ma al momento attuale non vi accordo unanime
se classificarla come meccanismo di difesa in senso stretto o se non
sia pi corretto parlare di una tendenza generale dellIo,che
frequentemente utilizzata in maniera difensiva.
A tale proposito possiamo ribadire che lIo pu usare ed usa come
difesa qualunque cosa gli capiti a disposizione che lo aiuti ad
attenuare o evitare il pericolo derivante dalle richieste di una pulsione
che gli appaia non desiderata.
Quando l'identificazione viene usata dall'Io in modo difensivo,essa
spesso inconsciamente modellata secondo l'esperienza fisica del
mangiare o dellinghiottire:cio la persona che usa questo
meccanismo,inconsciamente immagina di star mangiando la persona
con la quale si identifica,o di venir mangiato da lei;una tale fantasia
l'opposto di quello associato al meccanismo della proiezione,dove il
modello inconscio sembra essere l'atto della defecazione.
Anche i termini proiezione e incorporazione si trovano in
letteratura per designare la fantasia inconscia di unione con un altro
mediante l'ingestione:alcuni autori hanno cercato di distinguere questi
diversi termini ma,nell'uso generale,essi sono sinonimi del termine
identificazione.
Un altro meccanismo che occupa un posto importante tra le
operazioni difensive dell'Io la regressione:esso probabilmente un
meccanismo di significato pi vasto che non il meccanismo di difesa in
quanto tale.
Possiamo assumere che la tendenza alla regressione sia una
caratteristica fondamentale della nostra vita istintiva,e che la sua
importanza come difesa,di fronte a gravi conflitti sui desideri della
fase fallica dello sviluppo istintuale,ad esempio questi desideri
possono essere in parte o totalmente abbandonati,e l'individuo pu
ritornare o regredire agli obiettivi e ai desideri delle fasi precedenti
(anali e orali)evitando cos l'angoscia che sarebbe stata provocata dal
persistere di desideri fallici.
In qualche caso,una tale regressione istintuale(che pi spesso
parziale che non completa),basta a comporre il conflitto tra l'Io e lEs
in favore del primo,e ne risulta un equilibrio intrapsichico
relativamente stabile,basato sul fatto che i desideri pulsionali
prefallici, sono stati pi o meno completamente messi a sostituire i
desideri fallici.
In altri casi invece,la regressione non riesce a raggiungere il suo
proposto difensivi e,al posto di un equilibrio relativamente stabile,ne
risulta un conflitto rinnovato,questa volta un livello prefallico:questi
casi in cui ha avuto luogo un grado considerevole di regressione
istintuale,senza che si sia ottenuto insieme la risoluzione del conflitto
intrapsichico in favore dell'Io,si osservano di solito clinicamente tra
quelli pi gravi di malattia mentale.
Una regressione di questa sorta nella vita istintiva,sembra essere
accompagnata,in molti casi,da un certo grado di regressione anche
nel funzionamento dell'Io onel suo stesso sviluppo;quando una tale
regressione del funzionamento dell'Io costituisce un aspetto
preminente della vita mentale di un individuo,persistente anche
nell'et adulta,essa quasi sempre da considerarsi come patologica.
Concludiamo che i meccanismi di difesa della:rimozione,formazione
reattiva,isolamento dell'affetto,isolamento propriamente detto,
annullamento,negazione,proiezione,rivolgimento contro il s,
identificazione o introiezione e regressione,agiscano tutti in grado
maggiore o minore nello sviluppo e nel funzionamento psichico
normale cos come in vari stati psicopatologici.
Ad essi alleato,ma con una propria fisionomia, il meccanismo
mentale che Freud (1905) denomin sublimazione:cos come era
in origine concepita,essa era la controparte normale dei meccanismi di
difesa,poich allora questi meccanismi si ritenevano associati
soprattutto con le disfunzioni psichiche.Oggi diremmo piuttosto che il
termine sublimazione esprima un certo aspetto del funzionamento
normale dellIo.
Abbiamo gi visto come lIo normalmente funzioni in maniera tale da
ottenere il massimo grado di soddisfazione delle pulsioni,compatibile
con le limitazioni imposte dall'ambiente:ne un esempio il bambino
che da piccolo desidera giocare con le feci ma che data
l'inaccettabilit sociale di questo desiderio,da grande maturi desideri
affini quali la scultura o attivit artistico-manuali che vadano in questa
direzione.
L'indagine psicoanalitica mostra che ciascuna di queste attivit
sostitutive fornisce un certo grado di soddisfazione allimpulso infantile
originario di giocare con le feci;tuttavia in ciascun caso,l'attivit
originariamente desiderata, stata modificata nella direzione
dell'accettabilit e dell'approvazione sociale.
Inoltre,l'impulso originario come tale divenuto inconscio nella mente
dell'individuo,che si impegnato nel modellare o nello scolpire;infine,
nella maggior parte di queste attivit sostitutive,il processo secondario
ha una parte pi grande di quella che aveva nel primitivo desiderio o
attivit infantili.
Ci che chiamiamo sublimazione una tale attivit sostitutiva,che
nello stesso tempo si conforma alle richieste dell'ambiente e fornisce
una certa misura di gratificazioni inconscia ad un derivato pulsionale
infantile che,nella sua forma originaria,era stato ripudiato;potremmo
ugualmente dire che tutte queste cose sono manifestazioni,a differenti
livelli di et,del funzionamento normale dell'Io che tende quanto pi
completamente ed efficacemente possibile,ad armonizzare e a
soddisfare le richieste dell'Es e dell'ambiente.



















Capitolo quinto:Lapparato psichico(conclusione).

Freud stato il primo a darci un quadro della grande importanza(per
la nostra vita e sviluppo psichico),delle nostre relazioni con gli altri;la
prima di queste quella tra bambino e genitori che,al suo inizio e
nella maggior parte dei casi, limitata quasi esclusivamente al
rapporto con la madre o con il sostituto materno.
Freud ha sottolineato come le persone alle quali il bambino legato
durante i primi anni occupano,nella sua vita mentale un posto che
unico;ci vero sia che l'attaccamento del bambino a queste persone
avvenga con vincolo d'amore,di odio,o contemporaneamente di
entrambi.
Limportanza di questi precoci attaccamenti, dovuta in parte al fatto
che queste prime relazioni influenzano tutto il corso dello sviluppo del
bambino,e in parte al fatto che i rapporti successivi non possono mai
raggiungere lo stesso grado di intensit proprio per il fatto che
avvengono dopo;in parte dovuta al fatto che nei suoi primi anni il
bambino relativamente incapace di provvedere a se stesso,e ci per
un periodo di tempo molto lungo.
A causa di questo protratto bisogno di assistenzal,il bambino,per un
periodo di tempo pi lungo di tutti gli altri mammiferi,dipende dal suo
ambiente per quanto riguarda protezione,soddisfazione di bisogni e
sopravvivenza;cio,i fattori biologici giocano un ruolo molto
importante nel determinare sia il significato che il carattere delle
nostre relazioni interpersonali,poich producono ci che si potrebbe
chiamare prolungata fetalizzazione post-partum:questa una
caratteristica del nostro sviluppo in quanto esseri umani.
In letteratura il termine oggettoviene usato per designare persone o
cose dell'ambiente esterno le quali siano psicologicamente significative
per la vita psichica individuale,siano esse animate o meno:
cos il termine relazioni oggettuali,si riferisce all'atteggiamento ed al
comportamento dell'individuo nei confronti di questi oggetti.
Si ritiene in questa sede,che il bambino nei primi tempi della propria
esistenza,non sia consapevole degli oggetti in quanto tali,e che solo
gradualmente esso impari a distinguere se stesso dall'oggetto nel
corso dei primi mesi di vita.
Inoltre,tra gli oggetti pi importanti nell'infanzia vi sono le varie parti
del proprioo corpo:tutte queste parti sono estremamente importanti
come fonti di gratificazione,e riteniamo che sia questa la ragione per
cui essi sono fortemente caricati di libido.
Con maggiore esattezza,possiamo affermare che le rappresentazioni
psichiche di queste parti del corpo del bambino sono molto cariche di
energia psichica,dato che non pensiamo pi(come si faceva un tempo)
che la libido sia come un ormone che possa venir trasportato in una
parte del corpo e li fissato;Freud nel 1914 chiam narcisismo questa
condizione in cui la libido risulta diretta verso noi stessu,prendendo
spunto dalla leggenda greca del giovane narciso che si innamor di se
stesso.
La posizione occupata attualmente dal concetto di narcisismo nella
teoria della psicoanalisi,non pu dirsi ancora ben definita poich Freud
ha sviluppato questo concetto prima di aver formulato la teoria dei
due istinti:ne risultato che solo la pulsione sessuale ha trovato posto
nel concetto di narcisismo.
Dovremmo ritenere ad esempio,che costituisca parte del narcisismo
anche l'energia diretta verso se stessi e la deriva pulsione aggressiva?
E quale parte dell'apparato psichico caricata con energia pulsionale
di natura narcisistica?
LIo in se stesso,o speciali parti dell'Io,o magari altre parti
dell'apparato psichico,che finora non sono state ancora ben definite?
Tutte queste domande attendono ancora una risposta definitiva.
A dispetto del fatto che il concetto di narcisismo non stato messo a
punto,esso rimane per la teoria psicoanalitica un'ipotesi molto utile e
necessaria:questo termine,in generale,viene usato per indicare
almeno tre cose differenti che nell'adulto sono collegate:
1)Un ipercarica psichica del S;
2)Unipocarica psichica degli oggetti dell'ambiente;
3)Una relazione patologicamente immatura con questi oggetti.
Quando invece il termine viene usato per un bambino,esso indica ci
che si considera essere uno stadio normale o caratteristico dei primi
periodi dello sviluppo;inoltre Freud riteneva che la porzione maggiore
della libido rimanesse,durante tutto il corso della vita,narcisistica,cio
rivolta verso se stessi;ci viene indicato come narcisismo normale o
sano.
Freud riteneva inoltre che quelleforze libidiche che forniscono la carica
alle rappresentazioni psichiche degli oggetti del mondo esterno,
mantenessero con il corpo principale della libido narcisistica,relazioni
dello stesso tipo di quelle che mantengono gli pseudopodi dellameba
con il proprio corpo cellularecome a dire che la libido oggettuale
deriva da quella narcisistica e pu ad essa ritornare se per qualche
ragione,l'oggetto viene successivamente abbandonato.
Ritornando allo sviluppo delle relazioni oggettuali:l'atteggiamento del
bambino verso i primi oggetti di cui consapevole, centrato
esclusivamente su se stesso:il bambino all'inizio si interessa solo alle
gratificazioni che l'oggetto gli fornisce,vale a dire all'aspetto
soddisfacente dell'oggetto;presumibilmente,all'inizio,l'oggetto viene
caricato di energia psichica solo quando il neonato comincia a fare
esperienza di bisogni che possono essere soddisfatti dall'oggetto o
mediante questo;altrimenti l'oggetto per lui,dal punto di vista psichico,
non esiste.
Qui si ritiene che solo gradualmente si sviluppi con un oggetto una
relazione continuativa,cio una carica psichica oggettuale che persista
anche in assenza di un bisogno immediato che l'oggetto possa
soddisfare;si pu esprimere questo stesso concetto affermando che
solo gradualmente il neonato sviluppa verso gli oggetti del proprio
ambiente un interesse che persiste anche quando egli non sta
cercando in questi oggetti alcuna fonte di gratificazione.
All'inizio la madre interessa il neonato solo quando questo affamato
o ha bisogno di lei per qualche motivo,ma successivamente nel corso
dell'infanzia e della prima fanciullezza la madre psicologicamente
importante in maniera continuativa e non pi solo episodicamente.
Non si conoscono bene quali siano le vie lungo cui si sviluppa una
relazione oggettuale stabile,n gli stadi attraverso cui essa passa nei
primissimi stadi; opportuno ricordare che i primi oggetti sono ci
che in questa sede noi chiamiamo oggetti parziali.
Questo significa che passa un tempo relativamente lungo prima che la
madre esista per il suo bambino come un singolo oggetto;prima della
madre il suo seno,le mani,il volto ecc,sono tutti oggetti separati nella
vita mentale del bambino e pu anche accadere che diversi aspetti di
ci che fisicamente uno stesso oggetto siano per il bambino oggetti
distinti e non collegati tra loro.
In questa sede si ritiene che una relazione oggettuale stabile si
sviluppi verso la fine del primo anno di vita,ed una caratteristica molto
importante delle prime relazioni oggettuali lambivalenzaa seconda
delle circostanze,sentimenti di amore ed odio possono alternarsi tra
loro.
Possiamo rimanere in dubbio se vadano considerati ostili le fantasie o
i desideri di distruggere loggetto,che si presume esistano verso la fine
del primo anno;tuttavia,se fossero messi in atto,essi porterebbero alla
distruzione delloggetto,e gi un piccolo desiderio atavico del piccolo
di divorare la mammella,Ad ex,porta con s tanto amore quanto odio.
Non vi sono dubbi sul fatto che gi dai 2 anni il bambino cominci a
provare verso lo stesso oggetto sia sentimenti di rabbia che di
piacere.
Questa ambivalenza iniziale persiste durante tutto il corso della
vita,ma gi nella seconda infanzia perde di intensit rispetto allarco di
tempo tra i 2-5 anni,e decresce ulteriormente tra ladolescenza e let
adulta,sebbene poi questa diminuizione sia pi apparente che non
effettivai sentimenti coscienti verso loggetto riflettono solo una
met dellambivalenza,mentre laltra met viene mantenuta inconscia
nonostante agisca potentemente sulla vita mentale del soggetto.
*Tale ambivalenza persistente di solito associata a sintomi e conflitti
nevrotici.
Un'altra caratteristica delle prime relazioni oggettuali il fenomeno
dell'identificazione con l'oggetto:bench vi siano molti motivi per
determinare una identificazione,qualsiasi relazione oggettuale porta
con s una tendenza di identificarsi cio diventare come l'oggetto e la
tendenza alla identificazione che tanto pi pronunciata quanto pi
primitivo lo stadio di sviluppo dellIo:quindi sono le relazioni
oggettuali a giocare il ruolo pi importante nello sviluppo dell'Io,in
particolare nei primi tempi della vita perch una buona parte dell'Io
non altro che un precipitato di queste relazioni oggettuali.
Inoltre,in questi ultimi anni hanno fatto notare come relazioni
inadeguate o insoddisfacenti con gli oggetti,cio con l'ambiente
esterno durante i primissimi periodi della vita possano impedire
l'adeguato sviluppo ulteriore di quelle funzioni dellIo quali l'esame di
realt e il dominio delle pulsioni(Spitz 1945);in questo modo a questo
stadio molto precoce si possono far risalire serie difficolt psicologiche
che si manifestano sia nelle epoche successive dell'infanzia sia nellet
adulta(Hartmann,1953).
La tendenza ad identificarsi con oggetti fortemente investiti di energia
psichica persiste inconsciamente in tutti noi durante il corso della vita
bench non occupi nelle relazioni oggettuali dell'adulto quella
posizione preminente che assume in maniera cos caratteristica nella
prima infanzia.
Questo inconscio persistere della tendenza ad identificarsi con gli
oggetti,costituisce solo un esempio di un attributo comune a molte
altre modalit del funzionamento psichico che tutte sopravvivono
senza che noi ne siamo consapevoli;tuttavia,quando l'identificazione
continua ancora a giocare un ruolo dominante nelle relazioni
oggettuali in et adulta,tale fatto va considerato la prova di uno
scadente sviluppo dellIo tanto grave da doversi considerare
patologico e i primi esempi di questo difettoso sviluppo sono stati
riferiti da Helene Deutsch(1934),che ha definito personalitcome se
gli individui la cui personalit cambia in funzione delle relazioni
oggettuali in maniera simile a quella del camaleonte.
Poi la Deutsch osserv che le prime oggettuali di questi pazienti,cio i
loro rapporti con i genitori,erano stati anormali;altri casi simili dove
lIo ho avuto un arresto odifetto nel proprio sviluppo sono stati riferiti
anche da Anna Freud (1954).
I primi stadi delle relazioni oggettuali vengono indicati come relazioni
oggettuali pregenitali o,talvolta,come relazioni oggettuali orali o
anali,anche se il termine esatto sarebbe prefallico.
In generale,in letteratura,le relazioni oggettuali del bambino vengono
indicate a seconda della zona erogena che in quell'epoca ha il ruolo
principale della sua vita libidica.
Quando si arriva a parlare di relazioni oggettuali,luso della
terminologia libidica non ha pi solo un valore storico ma serve anche
a ricordare che sono le pulsioni e forse principalmente quella sessuale,
che determinano la ricerca degli oggetti,dato che solo attraverso gli
oggetti possono essere raggiunte la scarica o la gratificazione.
L'importanza della relazione oggettuale determinata principalmente
dall'esistenza delle richieste istintuali,e la relazione tra pulsione e
oggetto importante per tutta la vita.
Quando il bambino si trova nella fascia di etche va dai due anni e
mezzo ai tre anni e mezzo,esso entra in un periodo che il pi
intenso e decisivo dell'intera vita per quanto riguarda le relazioni
oggettuali.
Infatti,dal punto di vista delle pulsioni,in quellepoca la vita psichica
del bambino passa dal livello anale a quello fallico:cioi pi intensi
desideri o impulsi che dora in poi prover il bambino verso gli oggetti
della propria vita istintuale,saranno di tipo fallico.
I desideri prefallici inoltre,persistono anche nel corso dello stesso
periodo fallico,ma non dominano pi.
Lo stadio fallico diverso da quelli precedenti sia dal punto di vista
dell'Io che da quello delle pulsioni:per quel che riguarda l'Io,le
differenze sono dovute al progressivo sviluppo delle sue
funzioni,sviluppo che caratterizza tutti gli anni dell'infanzia,e in
particolare i primi,mentre le modificazioni che si producono nella vita
istintuale dell'Es,sono dovute principalmente a tendenze biologiche
congenite-
Il bambino di tre o quattro anni pi dotato di esperienze e pi
sviluppato ed integrato,quindi da molti punti di vista diverso dallIo
del bambino di un anno o due anni;queste differenze si manifestano
nellaspetto del funzionamento dell'Io,cio nelle caratteristiche delle
relazioni oggettuali del bambino che sono in rapporto con lIo.
Da quest'et in poi il bambino(se si sviluppato normalmente)non ha
pi relazioni con gli oggetti parziali e,d'ora in poi,le relazioni oggettuali
del bambino avranno ormai raggiunto un considerevole grado di
stabilit o permanenza.Le cariche dirette verso l'oggetto persistono,
anche se manca temporaneamente il bisogno di questo,ed esse
persistono malgrado le prolungate assenze dell'oggetto stesso.
Inoltre,almeno quando gi in corso la fase fallica,il bambino
capace di distinguere chiaramente tra s e gli altri oggetti e di
considerare che gli oggetti sono degli individui come egli stesso ,con
sentimenti e pensieri simili ai suoi,equest'ultimo processo viene spinto
in misura tale da risultare fuori della realt perch ad un certo punto il
bambino considera animali e giochi come oggetti identici agli uomini
ed i suoi pensieri ed impulsi possono essere proiettati su altre persone
in maniera del tutto erronea.
E qui centrale il fatto che all'epoca dello stadio fallico,lo sviluppo
dell'Io ha raggiunto nel bambino un livello tale da rendere possibili
delle relazioni oggettuali paragonabili a quelle delle epoche successive
dell'infanzia e dell'et adulta(anche se non proprio identiche ad esse
sotto ogni riguardo).
La consapevolezza di s,e la capacit di percepure gli oggetti che
vengono raggiunte verso i 4-5 anni,sono tali che il bambino pu
provare sentimenti di amore o odio verso un certo oggetto,di
gelosia,paura o rabbia verso un rivale:questi sentimenti hanno gi
assunto tutte le caratteristiche essenziali che avranno
successivamente,e per tutto il corso della vita.
Le relazioni oggettuali pi importanti che si instaurano durante la fase
fallica,sono quelle che vanno sotto il nome di complesso edipico,e
tutto il periodo che va dai 2anni e ai 6 anni detto fase edipica o
periodo edipico,cos come fase fallica o periodo fallico.
Le relazioni oggettuali che costituiscono il complesso edipico sono
della massima importanza per lo sviluppo psichico,sia normale che
patologico.
Freud(1924)ritenne che gli eventi di questa fase della vita fossero
fondamentali,e anche se adesso sappiamo che per quel particolare
individuo possono avere importanza determinante degli eventi che
sono accaduti in epoca ancora precedente,in modo che gli eventi del
periodo edipico nella vita di questi soggetti risultino avere
un'importanza minore rispetto a quelli del periodo prefallico e
preedipico,ancora oggi sembra molto probabile che per la maggior
parte delle persone,gli eventi del periodo edipico abbiano un
significato decisivo.
Freud scopr che nella vita psichica inconscia dei pazienti nevrotici era
presente qualche fantasia di incesto con il genitori di sesso opposto,
accompagnata da violenti sentimenti di gelosia e di ira nei confronti
del genitore dello stesso sesso;per l'analogia tra tali fantasie e la
leggenda greca di Edipo,che senza saperlo uccise il padre e spos la
madre,Freud chiam questa costellazione col nome di complesso di
Edipo(1900).
Nel corso dei primi 10 o 15 anni di questo secolo,ci si rese conto che il
complesso di Edipo non era soltanto una caratteristica della vita
psichica inconscia dei nevrotici,ma era presente anche nelle persone
completamente normali e,questi desideri durante la fanciullezza,e
iconflitti ai quali essi danno origine,costituiscono un'esperienza
comune a tutto il genere umano.
Evero,come hanno sottolineato alcuni antropologi,che in culture
diverse esistono differenze anche nella vita mentale e nei conflitti
dell'infanzia;ma tutto quanto sappiamo al momento attuale parla in
favore dell'esistenza di impulsi incestuosi e parricidi,e di conflitti sorti
su di essi in tutte le culture di cui abbiamo notizie(Roheim 1950).
Inoltre,la nostra comprensione di che cosa effettivamente siano i
desideri edipici,si accresciuta nei primi vent'anni del secolo fino a
consentire di includere tra essi anche quali erano stati chiamati
all'inizio desideri edipici negativi o invertiti,cio le fantasie di
commettere incesto col genitore dello stesso sesso,e i desideri
omicidi rivolti contro il genitore di sesso opposto.
A sua volta,questa costellazione di fantasie ed emozioni fu ritenuta
allinizio un fatto eccezionale,ma col tempo essa stata riconosciuta
come una situazione di carattere generale.
Dunque il complesso edipico risulta in un atteggiamento ambivalente
verso entrambi i genitori:da una parte,il desiderio di eliminare il
padre,odiato gelosamente,e di prendere il suo posto nel rapporto
sessuale con la madre;
dall'altra,i desideridi elimnare la madre,gelosamente odiata,e di
prendere il suo posto con il padre.
Ci che occorre sottolineare circa il complesso edipico l'importanza
dell'intensit e della violenza dei sentimenti che vi sono impegnati:
un vero proprio problema damore,e per molte persone costituisce la
questione pi importante di tutta una vita,e raggiunge la massima
intensit che l'individuo sia in grado di provare in qualsiasi successiva
esperienza.
Intensit della tempesta di passioni.odio e amore,tenerezza e
gelosia,rabbi e paura che infuria dentro il bambino: di questo che
si parla quando si cerca di descrivere il complesso Edipico.
All'inizio del periodo edipico,la pi forte relazione oggettuale del
bambino piccolo(sia maschio che femmina), quella con la madre;con
ci intendiamo dire che la rappresentazione psichica della madre,
caricata di energia psichica pi di quanto non sia qualsiasi altro
oggetto,eccezione fatta per gli oggetti che costituiscono il bambino
stesso e principalmente il proprio corpo;cos,il primo stadio della fase
edipica lo stesso per ambedue i sessi,e consiste in un'espansione o
estensione della gi esistente relazione con la madre,per includervi la
gratificazione dei bisogni genitali che stanno svegliandosi nel
bambino.
Nello stesso tempo,si sviluppa in lui un desiderio intenso di ricevere da
lei in modo esclusivo amore e ammirazione,che presumibilmente
connesso col desiderio di diventare grandi.
A questa et,il bambino non ancora in grado di comprendere
chiaramente cosa sia quello che fa il pap;tuttavia in base alle reazioni
fisiche che prova egli stesso,indipendentemente da qualsiasi occasione
possa aver avuto di osservare i propri genitori,egli portato a
collegare questi desideri alle sensazioni eccitanti provate ai propri
genitali e,nel caso del maschio,alla sensazione ed al fenomeno
dellerezione.
Come Freud scopr nel corso del suo lavoro con i nevrotici,il bambino
pu sviluppare qualsiasi tipo delle pi varie fantasie sulle attivit
sessuali dei genitori,che egli intenderebbe ripetere con la
mamma;queste congetture o fantasie del bambino,sono in genere
collegate ad esperienze piacevoli provate dal bambino con gli adulti e
alle proprie attivit autoerotiche.
Non vi dubbio che man mano che passano i mesi e gli anni,le
fantasie sessuali del bambino crescono assieme alla sua esperienza e
conoscenza;bisogna anche aggiungere che il desiderio di dare alla
madre dei bambini,come ha fatto il padre, uno dei desideri pi
importanti e che le teorie sessuali elaborate in questo periodo sono
prevalentemente incentrate sul problema del come questo possa
succedere,e del come vengono fuori i bambini quando ormai sono
stati fatti.
Oltre alle smanie sessuali per la madre e al desiderio di costituire
l'oggetto esclusivo del suo amore,ci sono i desideri di annientare o far
scomparire tutti i rivali,che di solito sono il padre ed i fratelli.
La rivalit fraterna ha pi di un'origine,ma quella principale il
bisogno di avere il possesso esclusivo del genitore.
Queste gelosie ed impulsi omicidi,producono nel bambino gravi
conflitti per due motivi:
1)Per la paura della vendetta,particolarmente da parte del genitore
che al bambino di quell'et sembra davvero onnipotente;
2)E poi per il fatto che questi sentimenti contrattano con sentimenti di
amore ed ammirazione,cos come con intensi desideri di appartenere
e dipendere dal genitore e dal fratello maggiore,cos come anche con
la paura che i genitori lo disapprovino per i suoi impulsi distruttivi
verso il fratello pi piccolo:cio il bambino teme sia la vendetta sia
la perdita dell'amore come conseguenza dei propri sentimenti di
gelosia.
D'ora in poi ci concentreremo sull'evoluzione del complesso edipico e
per la femmina e per il maschio:cominciamo da quest'ultimo.
L'esperienza fatta nell'analisi di molti adulti e bambini,confermata
dagli studi antropologici,dai miti religiosi popolari,dalle creazioni
artistiche e da molte altre fonti,ci ha mostrato come la vendetta che il
bambino teme,quale conseguenza dei desideri edipici che prova verso
la madre,consiste nella perdita del pene;questo ci che viene
indicato in letteratura con il termine di castrazione.
La dimostrazione del perch debba proprio sia questa la paura che il
maschio prova,indipendentemente dall'ambiente individuale o
culturale in cui trascorse l'infanzia, stata esposta in maniera diversa
da vari autori,ma per il nostro scopo sufficiente sapere che le cose
effettivamente si svolgono in questo modo.
Losservazione,compiuta dal bambino,che esiste davvero nella realt
della gente che non possiede maledire effettivamente il pene(le
donne),lo convince che la possibilit di venir castrato sia un evento
che pu avverarsi realmente,e questa paura lo fa precipitare in un
intenso conflitto per quel che riguarda i propri desideri edipici.
Questo conflitto pu anche portarlo a ripudiare i propri desideri
edipici,vale a dire essi vengono in parte abbandonati e in parte rimossi
,cio respinti nei recessi inaccessibili della mente inconscia del
bambino.
La situazione complicata dal fatto che il bambino anche spinto da
una rabbia gelosa contro la mamma,perch ella respingere il suo
desiderio di ottenere il possesso delle sue carezze e del suo corpo;
questo fatto rinforza o d origine al desiderio di liberarsi di lei,dunque
di ucciderle,e di essere amato dal padre al suo posto.
Dato che anche questo conduce alla paura della castrazione,perch il
bambino ha appreso che essere donna vuol dire essere senza
pene,pu succedere che debbano essere rimossi.
Notiamo cos che tutte e due leforme di desiderio del periodo edipico,
sia quelle maschili che femminili,danno origine all'angoscia di
castrazione,e dato che il bambino non affatto maturo,n fisicamente
sessualmente,egli pu risolvere i conflitti suscitati dai propri desideri
solo mettendoli completamente da parte o cercando di tenerli in
scacco con vari meccanismi di difesa e con altre operazioni difensive
dellIo.
Nel caso delle femmine la situazione si complica:il desiderio di fare la
parte dell'uomo con la madre,non si trasformi in paura di castrazione
poich ella non possiede un pene;tale paura compare come risultato
della constatazione che lei non dotata di alcun pene,fatto che porta
con s intensi sentimenti di vergogna ed inferiorit,di gelosia(invidia
del pene),di rabbia nei confronti della madre la quale ha permesso
che lei nascesse senza un pene.
Nella rabbia e nella disperazione che prova,la bambina si rivolge al
padre come principale oggetto di amore e spera di prendere con lui il
posto della madre;quand'anche questi desideri vengono frustrati,cos
come deve avvenire nelcorso normale degli eventi,la bambina pu
tornare di nuovo all'attaccamento che aveva in precedenza per la
madre,e pu rimanere nel comportamento psicosessuale che avr
durante tutto il corso della vita,legata al desiderio di possedere il pene
e di essere un uomo.
Tuttavia la bambina,respinta dal padre nel desiderio di costituire il suo
solo oggetto sessuale, forzata a rinunzciare ai propri desideri edipici
ed a rimuoverli.Gli equivalenti nella bambina dell'angoscia di
castrazione,che unadeterminante cos potente del destino dei
desideri edipici nel maschio,sono prima la mortificazione e la gelosia,
indicati come invidia del pene,e poi la paura di una lesione
genitale,che conseguirebbe al suo desiderio di venir penetrata e
fecondata dal padre.
Non bisogna mai dimenticare come la vita mentale di ciascun bambino
di tale fase sia unica ed irripetibile,influenzata sia dalle esperienze dei
primi due anni di vita precedenti il periodo edipico,sia dagli eventi del
periodo edipico stesso.
In aggiunta a questi fattori ambientali,riteniamo in questa sede che i
bambini possano essere diversi tra loro anche nelle loro capacit e
predisposizioni costituzionali:Freud(1937),ricord le variazioni nella
dotazione istintuale che possono aversri,ad ex,nella tendenza alla
bisessualit,cio nella predisposizione alla femminilit nel maschio ed
alla mascolinit nella femmina.
Egli ritenne(cos come molti analisti)che una certa dose di bisessualit
nella sfera psichica sia normalmente presente in ogni essere
umano:questo un corollario del fatto che il complesso edipico sia
costituito normalmente da fantasie di unione sessuale con entrambi i
genitori.
Echiaro che le variazioni nellintensit relativa delle componenti
mascoline e femminili della pulsione sessuale,possano influenzare
lintensit relativa dei vari desideri edipici;a seconda della misura in
cui la tendenza cpstituzionale sia stata favorita o impedita dal
complesso dei fattori ambientali,sar diverso il risultato in ciascun
caso particolare.
Inoltre,attualmente,non vi alcun modo per valutare in modo
soddisfacente quale sia jn un caso determinato,limportanza relativa
dei fattori costituzionali ed ambientali.
Un altro aspetto molto importante della fase edipica la
masturbazione genitale,che costituisce ordinarimanete lattivit
sessuale del bambino durante questo periodo della sua vitala
masturbazione e le fantasie che la accompagnano,sostituiscono in
larga parte lespressione diretta degli impulsi sessuali aggressivi che il
bambino prova nei confronti dei propri genitori;se il sostituire ad
azioni reali verso persone reali tali stimolazioni autoerotiche e
fantasie,risulti alla lunga per il bambino una cosa pi benefica o pi
nociva, una questione che dipende molto dal tipo di valori adottati
ma,ad ogni modo, fatto ozioso.
In effetti,la sostituzione inevitabile,poich nel bambino essa resa
necessaria dalla sua immaturit biologica.
Con la fine della fase edipica,normalmente viene abbandonata o in
gran parte diminuita,la masturbazione genitale,che non riappare pi
fino alla pubert:le primitive fantasie edipiche risultano ormai
rimosse,sebbene ne persistano a livello conscio delle versioni pi o
meno mascherate,come le abituali fantasticherie diurne;esse
continuano ad esercitare uninfluenza notevole su quasi tutti gli aspetti
della vita psichica,sulle forme e sugli oggetti della sessualit
adulta,sullattivit creativa,artistica e professionale,e su altre attivit
sublimate,sulla formazione del carattere,cos come su qualsiasi
sintomo nevrotico che possa prodursi nellindividuo.
Ma questo non lunico modo in cui il complesso edipico influenza la
vita futura dellindividuo:esso produce anche una conseguenza
specifica,meglio nota come formazione del Super-Io,la terza delle
funzioni mentali che Freud ha postulato nella sua ipotesi strutturale
dellapparato psichico.
Il Super-Io corrisponde a ci che pi genericamente viene designato
come coscienza,e comprende tutte le funzioni morali della personalit:
1)Lapprovazione/disapprovazione delle azioni e dei desideri in base
allonest;
2)Lauto-osservazione critica;
3)Lautopunzione;
4)Lesigenza di riparare il malfatto/pentirsene;
5)Lautostima o amore di se stesso come ricompensa per i pensieri e
le azioni virtuose o desiderabili.
*Sappiamo come molto spesso le funzioni del Super-Io siano in buona
parte inconsce:Freud nel 1913 aveva affermato che si,la psicoanalisi
avesse mostrato che gli esseri umani sono meno morali di quanto essi
stessi credevano di esser,dimostrando che in ogni individuo esistono
desideri inconsci che egli coscientemente nega e ripudia,ma daltro
canto,ha dimostrato che esistono in ognuno di noi dell esigenze e
proibizioni morali molto pi numerose,e con una intensit maggiore di
quanto noi stessi non ci accorgessimo coscientemente.
Sulle origini del Super-Io:oggi siamo tutti d'accordo nel ritenere che i
suoi primissimi inizi,cio i suoi precursori ,iano gi presenti nella fase
prefallica o preedipica;le esigenze morali e le proibizioni dei genitori e
degli educatori in generale,cominciano molto prestoadi influenzare la
vita psichica del bambino,e la loro influenza si manifesta gi alla fine
del primo anno di vita.
Dobbiamo ricordare che le esigenze morali di questo periodo iniziale
sono semplici,se valutiamo dal punto di vista dei canoni che seguiamo
nellet adulta:le pi importanti sono quelle che hanno a che fare con
l'apprendimento della pulizia personale,e Ferenczi indic questi
precursori del Super-Io con il termine di moralit sfinterica.
Tuttavia,durante la fase preeedipica,il bambino considera le esigenze
morali che gli vengono poste come parte dell'ambiente che lo
circonda;alla presenza dei genitori,il bambino che intenzione di
compiacerli si asterr dalle trasgressioni,ma se invece solo oppure
arrabbiato con uno dei genitori,egli non vorr compiacerli,e si
assoggetter solo alla paura della trasgressione.
Gi durante il corso della fase edipica,le cose cominciano a cambiare a
questo riguardo e,ad un certo momento tra i 5 ed i6 anni,la moralit
comincia ad essere una faccenda interiore:riteniamo che a questo
punto il bambino cominci per la prima volta a sentire che i canoni
morali e l'esigenza che il male debba essere punito,provengono
dall'interno dalla sua interiorit e non da un'altra persona.
Questo processo di interiorizzazione,fino all'et di 9-10 anni,non
raggiunge un livello di stabilit tale da renderlo permanente,ed esso
ancora soggetto ad aggiunte e modificazioni durante l'adolescenza,e
durante il corso della vita adulta.
Cosa ha portato a questa interiorizzazione del bambino?
Man mano che egli sta abbandonando e rimuovendo/ripudiando i
desideri incestuosi ed omicidi che costituiscono il suo complesso
edipico,le relazioni con gli oggetti di questi desideri si trasformano in
identificazione con gli stessi:invece di amare ed odiare i genitori che
ritiene si opporrebbero a questi desideri e li punirebbero,il bambino
diventa come loro nel ripudiare egli stesso i propri desideri;dunque,il
nucleo originario delle proibizioni del Super-Io,risulta costituito
dall'esigenza che lindividuo ripudi i desideri incestuosi ed ostili che
costituiscono il suo complesso edipico.
Questa esigenza persiste per tutta la vita inconsciamente e costituisce
l'essenza stessa del Super-Io;vediamo quindi che il Super-Io ha un
rapporto particolarmente intimo con il complesso edipico,e che si
formato come conseguenza delle identificazioni del bambino con gli
aspetti morali eproibitori dei propri genitori.
Queste identificazioni si producono nella mente del bambino durante il
processo di dissoluzione/tramonto del complesso edipico:possiamo
quindi dire che il Super-Io consista originariamente nelle immagini
internanalizzate degli aspetti morali dei genitori durante la fase fallica
o edipica.
Si tenga a mente che il compito principale dellIo,nel periodo in cui si
compiono le identificazioni in questione, la lotta difensiva contro le
spinte edipiche:in sostanza,la paura che motiva questa lotta
costituita dallangoscia di castrazione(nel maschio),e dal suo analogo
nella femmina,e sappiamo come nella vita psichicaa del bambino di
quella et sia proprio tale lotta il centro della scena;tutto il resto
conseguenza di tali lotte,ed ad esso subordinato.
Dal punto di vista dellIo,lo stabilirsi delleidentificazione che formano il
Super-io,costituisce un aiuto importante negli sforzi difensivi contro gli
impulsi dellEs,che si sta sforzando di padroneggiare;questo significa
che le proibizioni dei genitori si sono installate in maniera permanente
nella mente del bambino,da dove possono tener sempre d'occhio
leEs.
Ecome se,identificandosi in questo modo coi genitori,il bambino
potesse assicurarsi che essi sono sempre presenti e che ogni volta che
l'impulso dell'Es minaccer di vincerlo,i genitori saranno a portata di
mano per rinforzare l'esigenza di respingerlo;notiamo che le
identificazioni del Super-Io,costituiscono per lIo un vantaggio dal
punto di vista delle sue possibilit difensive.
Inoltre,si potrebbe anche dire che per l'Io,a questo riguardo,esse
costituiscano un appoggio essenziale.
Tuttavia,dal punto di vista della indipendenza dellIo e della sua libert
di godere delle soddisfazioni istintuali,le identificazioni del Super-Io
costituiscono un forte svantaggio.
Infatti,dal momento della formazione del Super-Io,lIo perde gran
parte della propria libert di azione,e rimane per sempre soggetto
alla dominazione del Super-Io.
LIo non ha acquistato solo un alleato nel Supr-Io,ma ha trovato un
padrone;per questa ragione,d'ora in poi,le esigenze del Super-Io si
aggiungono a quelle dellEs e a quelle dell'ambiente esterno cui lIo
deve provvedere e tra le quali deve cercare di fungere da mediatore.
LIo capace di partecipare al potere dei genitori attraverso l
identificazione,ma a costo di rimanere soggetto ad essi in maniera
pemrnanete.
Sulla formazione di queste identificazioni,Freud(1923)ha fatto altre
due osservazioni:
1)Il bambino fa esperienza delle proibizioni dei genitori sotto forma di
comandi verbali o di sgridate:ne consegue che il Super-Io mantiene
una stretta relazione con i ricordi uditivi,ed i in particolare con i ricordi
della parola pronunciata.
Una certa percezione intuitiva di questo fatto responsabile di quella
metafora del linguaggio che si riferisce come la voce dellacoscienza.
Negli stati di regressione psicologica come durante il sonno
(Isakower,1954),ed in certi tipi di gravi malattie mentali(Freud,1923),il
funzionamento del Super-Io,viene percepito sotto forma di parole
pronunciate che il soggetto sente come se provenissero da una fonte
al di fuori di egli stesso,proprio come facevano i comandi dei genitori
quand'era piccolo.
Non bisogna credere che il Super-Io sia in relazione esclusivamente
con percezioni e ricordi di tipo uditivo,pich hanno relazione con esso
anche altri altri tipi di percezione sensoriale(come quelli visivi e tattili).
2) Freud(1923)ha fatto osservare che le immagini dei genitori che
sono introiettate per costituire il Super-Io,sono in gran parte quelle
del Super-Io dei genitori,cioaccade di solito che i genitori,nel tirar
su i propri figli,tendano a disciplinarli allo stesso modo in cui in effetti
sono stati trattati dai propri genitori durante linfanzia.
Una tale caratteristica,come Freud nel1923 ha fatto notare,ha una
conseguenza di ordine sociale molto importante,cio la perpetuazione
del codice morale di una societ;essa in parte responsabile della
tendenza conservatrice e della resistenza al cambiamento che
presentano le strutture sociali.
Consideriamo alcuni aspetti della formazione del Super-Io che
riguardano lEs:come ha notato Freud nel 1923,le identificazioni del
Super-Io sono la conseguenza dell'abbandono delle relazioni
oggettuali incestuose del complesso edipico,e tali identificazioni sono
in parte la conseguenza di una perdita oggettuale.
Quando le cariche psichiche istintuali vengono ritirate dai loro oggetti
originari,la loro costante ricerca di un altro oggetto porta alla
formazione di un'identificazione con l'oggetto originale all'interno
dellIo stesso,al quale le cariche psichiche vengono
attaccate:cos,quelle che erano cariche istintuali diventano cariche
narcisistiche.
Nel caso che ci interessa,le identificazione che si sono formate
allinterno dellIo,comprendono quella parte dellIo stesso detta Super-
Io;cos,dal punto di vista dellEs,il Super-Io il sostituto e lerede della
relazioni oggettuali edipiche.
Per questo,Freud lo ha descritto come fornito di profonde radici
nellEs;notiamo inoltre che la formazione del Super-io risulta dalla
trasformazione di molte altre cariche psichiche dirette verso se
stessi,dunque narcisistiche:di solito si tratta proprio delle cariche
psichiche pi apertamente sessuali e pi direttamente e violentemente
ostili che vengono abbandonate,mentre i sentimenti di tenerezza
continuano ad essere attaccati ai loro oggetti originari.
Va chiarito che gli impulsi direttamente incestuosi ed omicidi che il
bambino aveva verso i genitori,non vengono abbandonati tutti,ma una
porzione di essi viene rimossa o repressa in qualche altra maniera;
questa porzione(cos come ogni altro desiderio rimosso),seguita a
vivere nell'Es,ancora diretta verso gli oggetti originari e le impedito
di esprimersi apertamente nell'agire o nel pensiero cosciente o nelle
fantasie,unicamente dalla costante opposizione delle controcariche
psichiche che lIo ha diretto contro questi desideri.
Ma questi desideri edipici rimossi,con le loro cariche psichiche,non
contribuiscono alla formazione del Super-Io(Freud,1923);pu
sorprendere il fatto che in un determinato individuo,la severit del suo
Super-Io non corrisponda necessariamente alla severit con cui i
genitori si sono opposti ai sui desideri istintuali quando era bambino-
Lesplicita minaccia della castrazione nei confronti di un ragazzino,che
stia attraversando la fase edipica,tender a produrre un Super-Io
troppo severo e,quindi,determineranno nel corso ulteriore della vita,
una proibizione troppo severa della sessualit ed aggressivit.
Tuttavia appare che altri fattori,oltre alla severit dei genitori,giochino
un ruolo preminente nel determinare la severit del Super-Io,ed il
fattore principale costituito dall'intensit delle componenti
aggressive dei desideri edipci del bambino:potremmo dire che il
fattore principale che determina la severit del Super-Io,non sia
costituito dal grado di severit dei genitori nei confronti del
bambino,quanto piuttosto,dall'intensit degli impulsi ostili che il
bambino prova verso i genitori nel corso della fase edipica.
Quando gli oggetti eipici vengono abbandonati e sostituiti
dall'identificazioni del Super-Io,lE pulsionale che aveva fino ad allora
caricato quegli oggetti,si viene a trovare a disposizione,almeno in
parte,di quella porzione dell'Io che si appena formata e che prende
il nome di Super-Io.
Vediamo che l'energia aggressiva che giunta ad essere a
disposizione del Super-Io,deriva dall'energia aggressiva invertita dagli
oggetti edipici ed a quella proporzionale,se non proprio uguale in
quantit:vale a dire che quanto maggiore la quantit di energia
aggressiva contenuta nelle cariche psichiche degli oggetti edipici,tanto
maggiore sar la quantit di questa energia in seguito disponibile per
il Super-Io.
Da questo punto poi,una tale energia aggressiva pu essere rivolta
contro lIo tutte le volte che se ne presenti l'occasione per rafforzare
la sua obbedienza alle proibizioni del Super-Io,o per punire lIo delle
trasgressioni compitue;cio la severit del Super-Io determinata
dalla quantit di energia aggressiva che ha a sua disposizione,e ci
comporta a sua volta,con le cariche psichiche aggressive appartenenti
agli impulsi edipici che prova il ragazzo nei confronti dei genitori,un
rapporto pi stretto di quanto non lo sia quello tra severit del Super-
Io e la severit delle proibizioni dei genitori durante il corso della fase
edipica.
Il bambino,le cui fantasie edipiche siano state particolarmente violente
e distruttive,tender ad avere un senso di colpa pi forte rispetto ad
un altro che abbia avuto fantasie meno intensamente distruttive:
possiamo concludere il discorso circa la formazione del Super-Io dal
punto di vista dell'Es affermando che gli impulsi dell'Es,associati agli
oggetti di quel periodo(cio genitori)sembrano al bambino tali da
esporlo al pericolo di subire una lesione corporale(sia per il maschio
che oer la femmina).
In tutti i casi,esiste un conflitto tra le esigenze delle cariche psichiche
oggettuali da una parte,e le esigenze delle cariche narcisistiche o
psichiche del S dallaltra;bisogna rilevare che il contratto viene deciso
in favore delle cariche narcisistiche,vale a dire che le pericolose
cariche oggettuali vengono rimosse,abbandonate o controllate o
ripudiate in modi diversi,mentre quelle narcisistiche vengono
mantenute essenzialmente intatte.
Quindi normalmente,la componente narcisistica della vita istintuale
infantile pi forte di quanto non lo sia la parte che riguarda le
relazioni oggettuali;dobbiamo tenere presente in questa sede anche
quelle che sono le modificazioni e le sovrapposizioni che si verificano
verso la fine della fanciullezza,nell'adolescenza e in certa misura
anche nell'et adulta.
Ciascuna di questi aggiunte ed alterazioni il frutto dell'identificazione
con un oggetto che fa parte dell'ambiente che circonda il bambino o
l'adulto o,pi esattamente con l'aspetto morale di questo oggetto:
queste forme identificative sono particolarmente comuni durante la
pubert e plasmano il Super-Io dell'individuo per formarlo in modo il
pi possibile conforme ai canoni morali e agli ideali dei gruppi sociali
di cui membro.
La riflessione sulle differenze che si sono trovate tra i codici morali dei
vari gruppi sociali,ci fa rendere conto di come sia vero che una gran
parte del Super-Io adulto sia il risultato di queste ultime
identificazioni(modifiche nel Super-Io possono prodursi anche durante
la vita adulta,come ad esempio nel caso di una conversione religiosa);
ma il nucleo originario del Super-Io,formatosi durante la fase
edipica,rimane sempre la parte pi salda ed efficiente.
Come risultato di ci,le proibizioni contro l'incesto e l'uccisione dei
genitori,sono le parti pi interiorizzate,quindi le meno facili da
trasgredire,della moralit della maggior parte degli individui;le altre
proibzioni del Super-Io vengono trasgredite pi facilmente quando si
presenti l'occasione favorevole o quando la tentazione forte.
Vediamo il ruolo che gioca il Super-Io una volta formatosi nel
funzionamento dell'apparato psichico:in generale,possiamo dire che
dopo il termine della fase edipica il Super-Io che inizia a rafforzare le
attivit difensive dell'io contro gli impulsi dellEs:cos come il bambino
nel periodo edipico temeva la castrazione e rimuoveva o ripudiava i
desideri edipici per evitare il pericolo,cos il bambino del periodo
postedipico,o ladulto,adulti inconsciamente temono le immagini dei
genitori introiettati,quindi il proprio Super-Io e frenano gli impulsi
dell'Es per evitare il pericolo di dispiacere al Super-Io.
La disapprovazione del Super-Io si colloca come ultima della serie di
situazioni di pericolo a cui lIo reagisce con ansia,serie che Freud ha
esposto nel 1926.
In ordine cronologico,le varie situazioni di pericolo consistono:
1)Nella perdita dell'oggetto;
2)La perdita dell'amore da parte delloggetto;
3)La paura della castrazione o simile lesione genitale;
4)La disapprovazione da parte del Super-Io.
Queste varie situazioni di pericolo,non scompaiono in successione
man mano che emerge quella successiva:ciascuna gioca a turno la
parte principale quale sorgente di ansia e quale occasione per l'Io di
mettere in opera le sue misure difensive contro qualsiasi impulso
dell'Es che produca una situazione di pericolo o minacci di farlo.
La disapprovazione del Super-Io porta diverse conseguenze alcune
delle quali coscienti,mentre altre sono inconsce;come Freud nel 1933
ha fatto notare,la causa pi comune di quella sensazione penosa ed
apparentemente indesiderata,definita come sentimento d'inferiorit,
costituita dalla disapprovazione del Super-Io;questi sentimenti di
inferiorit si possono considerare la stessa cosa dei sentimenti di
colpa,e questo punto ha un'importanza clinica considerevole perch ci
dice che un paziente che abbia notevoli sentimenti di inferiorit o di
abbassamento dell'autostima,probabilmente sta inconsciamente
accusandosi di qualche malefatta,indipendentemente dalla ragione
che consapevolmente in grado di fornire qualche presunta causa di
forti sentimenti di inferiorit.
Allo stesso modo in cui la disapprovazione dellIo da parte del Super-
Io d origine a sentimenti di colpe di inferiorit,anche i sentimenti di
gioia o di felicit e di soddisfazione di s possono essere il risultato
dell'approvazione dell'Io da parte del Super-Io per qualche
atteggiamento o comportamento tenuto dallIo,che il Super-Io approvi
particolarmente.
Un tale ardore virtuoso,come il suo opposto(il senso di colpa), un
fenomeno consueto e questi due opposti sentimenti o condizioni
psichiche sono paragonabili alle condizioni psichiche del bambino
piccolo quando viene amato e lodato oppure sgridato e punito dai
genitori per qualche motivo.
Cio,i sentimenti coscienti che risultano dall'atteggiamento di
approvazione o disapprovazione del Super-Io nella vita ulteriore,
vengono facilmente compresi quando ci si rende conto che il Super-Io
costituito dalle immagini introiettate dei genitori e che per tutta la
vita,i rapporti tra Io e Super-Io rimangono sempre molto simili ai
rapporti che ci sono fra il bambino piccolo ed i suoi genitori.
Vi sono due aspetti delle operazioni del Super-Io che si svolgono
durante la vita adulta in maniera inconsapevole e che mostrano la loro
connessione con i processi psichici propri dei primi periodi
dell'infanzia,durante i quali ha origine il Super-Io:
1)La legge del taglione(Lex talionis);
2)La mancanza di discriminazione tra desiderio ed atto.
Legge del taglione:significa che la punizione per una malefatta o
delitto,consiste nel far soffrire a chi l'ha compiuto,la stessa ingiuria
che ha inflitto;si tratta del classico mottoOcchio per occhio,dente per
dente.
Eun concetto di giustizia primitivo in due sensi:
1)Nel primo senso perch un concetto di giustizia caratteristico delle
strutture sociali vecchio o primitive dal punto di vista storico;
2)Nel secondo senso,perch la legge del taglione fondamentalmente
il concetto che della giustizia il bambino piccolo;la cosa interessante
l'intensit con cui questo concetto persiste inconsciamente anche nella
vita adulta e determina il funzionamento del Super-Io.
Nel corso dell'analisi,si trovain molti casi che le sanzioni e punizioni
inconsce imposte dal Super-Io,si adeguano alla legge del taglione,
anche se lindividuo ha gi superato da molto tempo
quest'atteggiamento infantile,almeno per quel che concerne la vita
psichica cosciente.
Anche per ci che riguarda la mancanza di discriminazione tra desideri
ed azioni, cosa ben nota all'indagine psicanalitica che il Super-Io
minaccia di punizione i primi quasi con la severit dei
secondi;evidentemente,non proibito dal Super-Io solo fare quella
certa cosa,ma vengono proibiti o puniti secondo il caso anche il
desiderio di farla o l'impulso stesso.
Riteniamo che questo atteggiamento del Super-Io sia la conseguenza
del fatto che un bambino di quattro o cinque anni distingue molto
meno chiaramente tra le proprie fantasie ed azioni di quanto non
faccia poi successivamente nel corso della vita;egli dominato in
buona parte dalla convinzione che volere potere,e questo
atteggiamento magico viene poi perpetuato dalle operazioni inconsce
del Super-Io per tutta la vita.
Un altro aspetto del lavoro inconscio del Super-Io, quello di poter
provocare un'inconsapevole bisogno di espiazione o autopunizione:un
tale bisogno di essere punito,in se stesso inconscio,di solito scoperto
solamente solo per mezzo della psicanalisi.
Un esempio dato dallintraprendere la carriera criminale:Freud nel
1915 aveva fatto notare che la carriera criminale di un individuo pu
iniziare proprio per il bisogni inconscio di essere punito;cio l'inconscio
bisogno di venir punito che proviene da certi desideri edipici rimossi,
pu manifestarsi nell'azione di commettere un delitto per il quale la
punizione certa.
Persone di questo tipo sono spesso designate come criminali per
senso di colpa;tuttavia,l'inconscio bisogno di essere punito,non si
manifesta sempre unicamente nel commettere azioni criminose che
devono essere punite da qualche autorit legale,ma possono prodursi
inconsciamente anche forme diverse di sofferenza o di
autolesionismo,come ad esempio i fallimenti della professione,le
cosiddettenevrosi di destino,vari tipi di lesioni fisiche accidentali e
simili.
Un Super-Io che insista troppo nellautopunizione o
nellautolesionismo,pu diventare esso stesso un pericolo dal punto di
vista dellIo,e quindi non sorprender apprendere che lIo pu mettere
in opera,contro il Super-Io,meccanismi difensivi di altro
genere,analoghi a quelli che usa di solito nei confronti dellEs.
Le difese da parte dell'Io nei confronti del Super-Io,sono una
componente costante e di rilievo nel funzionamento mentale
normale:esse possono anche rivestire un ruolo importante in molti
casi di malattia mentale,coscch essi sono spesso di considerevole
importanza pratica nel lavoro clinico(Freud 1923,Fenichel 1939).
Tra il Super-Io e la psicologia di gruppo,esiste unimportante relazione
che Freud nel 1921 ha rilevato in un lavoro dedicato a questo
argomento:certi gruppi si tengono assieme in virt del fatto che
ciascuno dei membri del gruppo ha introiettato o si identificato con il
capo del gruppo.
La conseguenza di tale identificazione che l'immagine del capo
diventa una parte del Super-Io di ciascuno dei membri del
gruppo;cio i diversi membri del gruppo hanno in comune certi
elementi del Super-Io.
Quindi,la volont del capo,i suoi precetti ed ordini,diventano legge
morale dei suoi gregari,ed un meccanismo simile in gioco nel caso di
gruppi o sette religiose,poich anche in questo caso i vari membri del
gruppo hanno una moralit comune,cio hanno in comune alcuni
elementi del Super-Io che sono derivati da identificazioni con lo stesso
dio o capo spirituale;il dio qui gioca lo stesso ruolo del capo o
delleroe dei vari gruppi non religiosi,equesto fatto non ci sorprende,
data la relazione che esiste coscientemente tra dei ed errori nella
mente della gente,e questo vale anche per popoli altamente civilizzati
i romani dell'epoca imperiale che deificavano i loro imperatori.
Per concludere,gli elementi essenziali del Super-Io:
1)Esso si forma come conseguenza delle introiezione delle proibizioni
e delle esortazioni dei genitori durante la fase edipica;
2)Durante il corso della vita,la sua essenza inconscia consiste sempre
nel proibire i desideri sessuali ed aggressivi del complessivo
edipico,nonostante si producano nel Super-Io molte alterazioni ed
aggiunte,nel corso della tarda fanciullezza,dell'adolescenza e anche
durante let adulta.







Capitolo sesto:Paraprassie e motti di spirito.
Analizzeremo qui quei fenomeni della vita psichica noti com:sviste,
lapsus,errori,sbagli,omissioni e i difetti di memoria che Freud nel 1904
haraggruppato insieme come la psicopatologia della vita quotidiana.
In ordine analizzeremo:
1)Psicopatologia della vita quotidiana(sviste,lapsus ecc);
2)I motti di spirito;
3)I sogni;
4)Le psiconevrosi.
Questi sono gli argomenti classicidella teoria psicoanalitica,e sono
stati oggetto di studio per molti anni prima da parte di Freud,e poi da
parte di molti altri psicoanalisti;inoltre,l'argomento delle psiconevrosi
di importanza pratica grandissima perch queste malattie mentali
costituiscono l'oggetto principale della teoria psicoanalitica.
Cominciamo dalla psicopatologia della vita quotidiana:essa comprende
i lapsus del parlare,dello scrivere,della memoria e molti di quei
contrattempi della vita di tutti giorni che attribuiamo al caso e che
chiamiamo incidenti.
Anche prima delle sistematiche ricerche condotte da Freud su questi
fenomeni,nella mentalit popolare c'era la vaga consapevolezza che
avessero un qualche loro significato,e che quindi non fossero solo
legate al caso;basti pensare al vecchio adagio che recita Una svista
nel discorso svela lo stato d'animo.
Anche prima di Freud,se una persona dimenticava il nome di una
certa persona o la chiamava in modo errato,l soggetto in questione
tendeva a leggere ci come una mancanza di rispetto,un segno di
disinteresse intenzionale;andando pi indietro nel tempo,se un
suddito dimenticava un precetto fondamentale che andava cos
contro le volont del padrone,difficilmente poteva avvalersi del fatto
che si era trattato di una svista accidentale.
Dunque l'autorit in questione,attribuiva alle sue azioni un'intenzione,
anche se lui ne era del tutto inconsapevole;tuttavia fenomeni di
questo tipo erano attribuiti al caso o,dai superstiziosi,all'influenza del
diavolo o gli spiriti maligni; stato Freud che per la prima volta,ha
sostenuto con argomenti scientifici seri e validi,come lapsus e
fenomeni ad essi collegati siano il risultato di un'azione significativa ed
intenzionale dell'individuo in questione,bench l'intenzione resti in
effetti sconosciuta alla stessa persona che la compie.
Di queste sviste o paraprassie(come talvolta vengono chiamate),la pi
semplice da comprendere la dimenticanza:errori di questo tipo sono
perlopi la conseguenza diretta della rimozione,e la si pu osservare
nella sua forma pi semplice ed evidente quando,durante il corso di
un trattamento psicoanalitico,succede che un paziente dimentichi da
un momento all'altro qualcosa che pure considera importante,e che
egli coscientemente desidera ricordare(in questi casi pu essere
manifesto anche il motivo della dimenticanza).
Bench i dettagli particolari della motivazione possano variare da caso
a caso, fondamentalmente sempre la stessa,cio quella di prevenire
la possibilit che si produca l'ansia o un senso di colpa;
dunque,la capacit della mente umana di dimenticare o di rimuovere
tanto grande ed insospettata e,in certi casi,le controcariche
psichiche di rimozione dellIo possono essere dirette o contro il Super-
Io,o contro lEs.

Perch ci si dovrebbe dimenticare di qualcosa che non c' ragionedi
dimenticare?
La risposta che nella grande maggioranza dei casi,questa ragione
inconscia:di solito pu venire scoperta solo con la tecnica
psicoanalitica,cio con la piena collaborazione della persona che ha
dimenticatose possiamo ottenere questa collaborazione,se la
persona capace di dire liberamente,senza effettuare n scelte n
direzioni coscienti,tutto sui pensieri che gli vengono alla mente a
proposito del lapsus che ha commesso,allora saremo in grado di
ricostruire i sui proposti ele sue motivazioni.
Altrimenti dipender solo dal caso se verremo a conoscenza di quella
quantit di fatti che sia sufficiente a consentirci di fare deduzioni,pi o
meno attendibili,sul significato del lapsus,e cio sui motivi inconsci che
l'hanno prodotto;dunque pu accadere che una rimozione sia istituita
per impedire l'ingresso nella coscienza di fantasie distruttive che
costituivano una parte dell'Es,e che avrebbero potuto,se fossero
diventate coscienti,fargli provare un senso di colpa.
Notiamo come i disturbi o i lapsus della memoria,spesso siano la
conseguenza del lavoro di un meccanismo di difesa,cio la rimozione:
poich sono inconsci sia il motivo che il meccanismo della rimozione,il
soggetto non in grado di rendersi conto della causa del proprio
lapsus di memoria,e tende ad attribuirlo alla sfortuna,alla fatica o ad
altre scuse.
Altri lapsus possono essere la conseguenza di qualche meccanismo
psichico diverso,ma la causa di tutti i lapsus sempre inconsapevole:
ad esempio,un lapsus nel parlare o nello scrivere,spesso la
conseguenza di un insuccesso nel tentativo di rimuovere
completamente qualche pensiero o desiderio inconscio:in questi casi
la persona che parla o scrive esprime proprio le cose che
inconsciamente avrebbe voluto dire o scrivere,nonostante il proprio
tentativo di tenerle nascoste.
Talora,il significato nascosto viene espresso apertamente nel lapsus
,cio diviene chiaramente comprensibile all'ascoltatore o al lettore;in
altre occasioni invece,il risultato del lapsus non chiaramente
comprensibile,e il suo significato nascosto pu essere scoperto solo
attraverso le associazioni della persona che ha commesso il lapsus.
Bisogna aggiungere che se il significato di una svista risulta chiaro,il
pensiero o desiderio inconscio che esso rivela,non rimosso con
molta intensit:esso risulta solo momentaneamente inconscio nella
mente del soggetto che sta parlando,e potrebbe essere ammesso alla
coscienza del soggetto al prezzo di una certa sensazione di paura o
colpa.
Ma le cose non stanno esattamente in questo modo:pu capitare ad
esempio che durante la prima seduta,senza volere,un paziente chiami
mamma sua moglie e che,posto di fronte al proprio errore,pu
succedere che egli non riesca a fornire alcuna spiegazione,e che
solamente dopo molti mesi di analisi il paziente sia in grado di
accettare coscientemente il fatto che le sue fantasie la moglie
rappresenti la mamma con cui molti anni prima(all'et del complesso
edipico)egli voleva sposarsi.
In questo caso,la svista rivela chiaramente un contenuto dellEs contro
cui lIo ha mantenuto per molti anni una controcarica molto intensa;va
aggiunto che,indipendentemente da quanto un lapsus possa sembrare
chiaro,linterpretazione del significato inconscio che ne d chi ascolta o
legge,non mai pi di una congettura,fino a quando non confortata
dalle associazioni dellautore del lapsus e,in generale,il significato di
qualsiasi svista,pu essere stabilito con sicurezza solo attraverso le
associazione che il soggetto stesso vi fa.
Questa dipendenza dalle associazioni del soggetto risulta evidente nel
caso dei lapsus nello scrivere o nel parlare che non appaiono
immediatamente comprensibili,dove un processo mentale inconscio,
interferisce con ci che il soggetto vuole dire o scrivere,in maniera
tale da produrre unmissione,unaggiunta,o una distorsione di una
sillabe o parole,con un risultato apparentemente privo di senso.
Tra le persone che senza esserne del tutto all'oscuro non sono
informate completamente circa la spiegazione che ha dato Freud di
questi fenomeni,molto spesso i lapsus di questo tipo sono considerati
eccezioni alla tesi di Freud che tutti i lapsus abbiano un significato;
queste persone chechiamanolapsus freudianiquelli comprensibili e
lapsus non freudiani,quali incomprensibili,ma l'uso di una tecnica
adatta di ricerca(cio del metodo psicoanalitico),rivela sempre la
natura ed il significato dei processi psichici inconsci che sono dietro
una qualsiasi svista,sia pure di quelle apparentemente incomprensibili.
La comparsa di lapsus nel parlare o nello scrivere, spesso attribuita
alla fatica ed alla disattenzione,alla fretta,alleccitazione o simili;ci si
pu domandare se Freud abbia ritenuto che questi fattori interferenti
giochino effettivamente un qualche ruolo nella produzione delle
sviste,e si potrebbe rispondere a ci,affermandi che egli ha assegnato
loro una parte puramente accessoria o coadiuvante.
Freud,cio, ha ritenuto che questi fattori possano in certe circostanze,
facilitare l'interferenza dei processi inconsci con l'intenzione cosciente
di dire o scrivere una frase particolare,con il risultato che pu prodursi
una svista,che magari non si sarebbe verificata se il soggetto non
fosse stato stanco,disattento o frettoloso;egli riteneva tuttavia che il
ruolo principale nella produzione di svista,venisse svolto dai processi
psichici inconsci del soggetto stesso,e per illustrare questo punto ha
usato la seguente analogia:Se un uomo stato aggredito e derubato
in una strada solitaria,non possiamo dire che stato rapinato dal buio
e dalla solitudine,ma dobbiamo dire che stato rapinato da un
rapinatore che stato favorito da questi due fattori;in quest'analogia
il rapinatore corrisponde processi psichici inconsci che sono i
responsabili della svista,il buio e la solitudine corrispondono ai fattori
accessori come fatica e disattenzione.
Dunque,possiamo affermare in termini pi tecnici che i processi
psichici inconsci in questione costituiscono,in tutti i casi,la condizione
necessaria per il riprodursi della svista e che,in qualche caso possono
bastare essi stessi da soli,mentre in altri casi possono essere di per s
insufficienti ed avere bisogno dell'aiuto di fattori generali per poter
interferire con l'intenzione cosciente del soggetto in misura tale da
produrre un lapsus.
Occupiamoci adesso della parte che giocano le operazioni dei processi
primari nella formazione dei lapsus:una delle caratteristiche dei
processi ideativi di tipo primario consiste nella tendenza alla
condensazione,ed questa la caratteristica che consideriamo
responsabile della combinazione tra due termini o pi termini.
In altri lapsus si troveranno anche altre caratteristiche dei processi
ideativi di tipo primario come lo spostamento,la rappresentazione
dell'intero mediante una sua parte o viceversa,rappresentazioni per
analogia,rappresentazione attraverso l'opposto e simbolismo(nel
senso psicoanalitico del termine);ciascuna di queste caratteristiche
pu determinare la formazione di una lista.
Va aggiunto che la partecipazione o l'azione dei processi ideativi di
tipo primario,non limitata ai soli errori di pronunzia o di scrittura,ma
essa avviene con la stessa frequenza e con la stessa importanza
anche in tutte le altre paraprassie,nonostante sia molto pi facilmente
riconoscibile nei lapsus di quel tipo.
Consideriamo adesso quella classe di paraprassie indicate come
contrattempi fortuiti,che possono capitare a noi come ad altri,come
risultato di unanegligenza;va chiarito che gli incidente trattati in
questa sede,sono quelli che il soggetto ha provocato con le proprie
azioni,nonostante evidentemente non avesse coscientemente
l'intenzione di farlo;un incidente che risulti al di fuori del controllo del
soggetto non di nostro interesse.
Spesso risulta facile stabilire se il soggetto sia responsabile o meno
dell'incidente in questione,ma non in tutti i casi ugualmente
semplice arrivarci;una domanda sorge spontanea:si sostiene qui si
sostiene la tesi che qualsiasi incidente che potrebbe essere stato
determinato o facilitato da un intento inconscio del soggetto, stato
effettivamente causato da questo?
Non c' forse alcun posto per imperfezioni umane?
Forse vogliamo affermare qui che nessun abbia mai un incidente,a
meno che non lo voglia inconsciamente?
La risposta a questa domanda ,in linea di principio,inequivocabile:
tutte le volte che l'incidente prevedibile sia causato da
unimperfezione umana nell'esecuzione di qualche azione,noi
riteniamo che esso sia stato inconsciamente progettato dallo stesso
soggetto che esegue una tale azione.
Evero che fatica,noia ed altri fattori possono aumentare la frequenza
di questi incidenti,ma siamo nella stessa posizione di quella che
abbiamo sostenuto nei confronti delle sviste che si commettono nel
discorrere e nello scrivere.
La condizione necessaria per un incidente di tal genere,che ne
costituisce spesso anche la condizione sufficiente, lintenzione
inconscia di provocarlo;fatica,noia ecc sono fattori accessori e
coadiuvanti.
Ci si potrebbe domandare come si fa ad esser certi del fatto che gli
incidenti,che possono essere soggetti al controllo dell'individuo,siano
stati sempre inconsciamente prodotti dal soggetto stesso;la risposta
deriva dai numerosi incidenti del genere che sono stati accessibili allo
studio diretto:anche qui come nel caso di altre paraprassie,per studio
diretto si intende lapplicazione della tecnica psicoanalitica.
Quando possibile ottenere la collaborazione del soggetto,le sue
associazioni condurranno sempre alla comprensione dei suoi motivi
inconsci per determinare quellincidente che di primo acchito
sembrava fortuito;non di rado,accade che nel corso dell'analisi di un
tale incidente,il soggetto ricordi di aver saputo per un momento che
l'incidentestava per capitare subito dopo lazione che lha
prodotto;questa parziale consapevolezza dell'intenzione,di solito viene
rimossa,quindi dimenticata gi durante l'incidente stesso o subito
dopo,e ritorna alla memoria cosciente solo se lincidente viene
analizzato.
L'incidente era dovuto alla rimozione inadeguata o incompleta di un
impulso ostile dell'Es,cio l'impulso dell'Es sfuggito in parte alla
rimozione;in altri casi la paraprassia pu essere stata il risultato di una
difesa contro certi impulsi dell'Es o di una proibizione del Super-Io
diretta contro di essi o anche di entrambe le cose.
L'attivit inconscia del Super-Io,ha spesso una parte importante nel
produrre paraprassie di questo tipo:infatti molti incidenti sono
inconsciamente progettati per risultare in unautolesione o in una
perdita;nella motivazione di casi di questo genere,ha una gran parte
un inconscio bisogno di funzione di sacrificio o di riparazione per
qualche precedente azione o desiderio,e tutti questi motivi
appartengono al Super-Io.
In alcuni incidenti delittuosi,si verifica la combinazione di delitto e
punizione;in altri casi non vi dubbio che tanto il delitto quanto la
punizione siano entrambi contenuti entro una singola azione.
Non pensabile tentare di elencare ed illustrare i vari tipi di
paraprassie che possono distinguersi luno dallaltro,perch la causa
ed i meccanismi sottostanti a ciascuno di essi,in ultima analisi sono gli
stessi per tutti,o almeno sono molto simili tra loro.
Einteressante notare come non sia facile stabilire una linea di
demarcazione tra le paraprassie e i cosiddetti eventi psichici normali:
ad esempio,una svista nel discorrere molto diversa da una metafora
perch quest'ultima stata costruita e prevista coscientemente e
deliberatamente;ma vi sono delle metafore o altre figure del discorso,
che a volte compaiono nella conversazione senza essere state prima
consciamente previste,e che vengono fuori spontaneamente.
Notiamo cos che,sebbene i lapsus del parlare e le metafore scelte
deliberatamente siano facilmente distinguibili,vi sono anche casi
intermedi:quindi come separare la metafora sgradita dal lapsus?
Dobbiamo poi classificare tra le paraprassie,lazione di un individuo
che mentre sta facendo ad esempio la sua passeggiata
abituale,prende una strada sbagliata e si ritrova ad andare lontano
dalla destinazione che consciamente aveva in programma.
Capita talvolta che uno,senza prepararsi coscientemente a
farlo,modifichi la consueta passeggiata prendendo la strada meno
abituale per raggiungere la stessa destinazione:le dobbiamo chiamare
paraprassie?Oppure uno pu accorgersi di aver cambiato la strada
preferita senza pensarci in modo che adesso,quello che era una volta
il suo consueto cammino,diventi un percorso insolito?
Dove tracciamo la linea di demarcazione tra paraprassico e normale?
Non possibile tracciare una distinzione netta perch le differenze
sono di grado e non di qualit:le motivazioni inconsce le pulsioni che
si generano dall'Es e dalle regioni inconsce del Super-Io,
contribuiscono a produrre e a modellare gli eventi psichici normali non
meno di quanto facciano nel produrre le paraprassie.
Ci possono essere casi in cui l'Io capace di mediare tra le varie
influenze inconsce,in modo da controllarle e da poterle combinare
armonicamente l'una all'altra e con i fattori provenienti dall'esterno,
con il risultato che quanto affiora alla coscienza sembra essere un
tutt'unitario integrato invece di quello che (cio un composto di
molte tendenze diverse che provengono da differenti origini).
Nel caso delle parafrasi,lIo non ho avuto eguale successo
nell'integrare completamente le varie forze psichiche che sono
inconsciamente attive nel momento in cui la paraprassia si produce,e
ne risulta che una o diverse di queste forze ottengano,ciascuna in
maniera indipendente,un certo grado di espressione motoria.
Quanto pi vicine al successo sono le attivit integrative dellIo,tanto
pi vicino al normalesar risultato psichico;al contrario meno
successo hanno avuto le attivit integrative,tanto pi paraprassico ne
sar il risultato.
Per cercare di riassumere ci che sappiamo sulle paraprassie della vita
quotidiana,possiamo dire che sono causate da un certo grado di
insuccesso che ha avuto lIo nel suo lavoro tendente ad integrare in
un tutto unico le varie forze che agiscono sulla mente in un
determinato momento;le forze psichiche inconsce che resistono pi o
meno all'integrazione,e che riescono ad avere un certo grado di
influenza,diretta ed indipendente,sul pensiero o sul comportamento
mediante una paraprassia,provengono a volte dall'Es,a volte dallIo,a
volte dal Super-Io,e talvolta da due o tre di queste formazioni
contemporaneamente.
Solo occasionalmente,si pu essere in grado di prospettare sulla
specifica natura di queste forze un'ipotesi fondata su prove esterne;
nella maggior parte dei casi necessaria la cooperazione attiva del
soggetto nell'applicazione del metodo psicoanalitico,per riuscire a
scoprire quali siano state le forze inconsce che hanno operato.
Anche nei casi in cui sia stato possibile costruire un'ipotesi
convincente, solo tramite l'applicazione del metodo psicoanalitico che
si pu giungere ad essere pienamente sicuri della correttezza e della
completezza dell'ipotesi che si era prospettata.
Trattando dell'umorismo:come le paraprassie,anche la battuta di
spirito un fenomeno consueto nella vita quotidiana su cui Freud ha
fermato la sua attenzione piuttosto presto nel corso delle sue indagini
psicoanalitiche(1905);egli riuscito a dimostrare sia la natura che
l'importanza dei processi psichici inconsci che prendono parte alla
costituzione dell'umorismo ed alla soddisfazione che se ne ricava,
prospettando una teoria che spieghi la provenienza dell'energia
psichica che viene scaricata nella risata,quando la battuta buona.
Freud ha dimostrato che in ogni arguzia,i processi ideativi di tipo
primario giocano una parte essenziale,elo ha fatto con una tecnica
molto ingegnosa:egli ha formulato nuovamente la battuta
trascrivendola nel linguaggio dei processi secondari,senza modificarne
il contenuto,ed ha notato che in conseguenza di ci l'umorismo
scompare completamente.
Quanto resta dopo la nuova formulazione,pu essere
interessante,saggio,amaro,cinico,ma non pi spiritoso:prendiamo a
titolo di esempio la battuta politica che recitaun liberale un uomo
con tutti e due i piedi saldamente piantati in aria;a prima vista pu
non sembrare che in questa frase siano stati usati processi ideativi di
tipo primario,ma se trascriviamo rigorosamente il suo contenuto nel
linguaggio dei processi secondari,ne deriva cheun liberale cerca di
essere preciso e pratico,ma in realt non n l'uno n l'altro,che
un'osservazione critica ma che non ha pi niente di spiritoso.
Possiamo notare che nella forma originaria della battuta,il suo
significato serio espresso in una modalit caratteristica dei processi
primari,enon di quelli secondari:come a dire che la forma originaria
porta esplicitamente al lettore,attraverso i processi ideativi di tipo
secondario,solo l'immagine del concetto di uomo etichettato comeun
liberaleche sta saldamente in piedi,in mezzo allaria libera.
E mediante un'analogia che il lettore comprende il significato,cio che
un uomo con i piedi saldamente siginifica un uomo saldo e deciso,e
che un uomo sospeso in aria significa un uomo incapace e deciso.
In pi,la forma originale della battuta manca delle parole di
spiegazione e di connessione che invece appaiono nella trascrizione:la
rappresentazione per analogia e la tendenza all'estrema
semplificazione della sintassi,con omissioni di parole di congiunzione e
di spiegazione,sono caratteristiche dei processi di ideativi di tipo
primario.
Altre battute di spirito,usano varie altre caratteristiche dei processi
ideativi di tipo primario,come spostamento,condensazione,la
rappresentazione dell'intero mediante una sua parte e viceversa,
equivalenza degli opposti,il simbolismo.
Inoltre,dato che l'umorismo fondamentalmente un fenomeno
verbale,si vedono particolarmente spesso nell'analisi,delle battute di
spirito,tutti i modi in cui possono essere usate le parole nei processi
ideativi di tipo primario:ad esempio,parti di parole diverse possono
essere usata assieme per formare una nuova parola che acquista cos
il significato di entrambe le parole iniziali;possiamo considerare questo
fatto come un'applicazione alle parole del processo di condensazione.
Inoltre,parte di una parola pu essere usata per rappresentare la
parola intera,o il significato di una parola pu essere spostato su di
unaltra che di solito significa qualcosa di completamente diverso dalla
prima,ma che somiglia ad essa nel suono o nella forma;tutte queste
caratteristiche dei processi primari sono comprese in ci che viene
definito come giochi di parole,il pi conosciuto dei quali il bisticcio
di parole,che viene considerato come la pi bassa forma di arguzia e
che,malgrado questa svalutazione del loro valore,essi sono presenti in
molte battute davvero eccellenti.
Va ricordato che dal punto di vista dello sviluppo,il processo primario
costituisce la modalit di pensiero caratteristica dell'infanzia e che
viene sostituita dalle modalit ideative di tipo secondario solo
gradualmente;si pu dire che un'attivit come l'umorismo implica per
tutti i soggetti,autore ed uditore,una restaurazione parziale
etemporanea del processo primario,quale modalit dominante del
pensiero o meglio,una regressione parziale e temporanea dellIo.
Nel caso dell'arguzia, lIo stesso quello che inizia la regressione,o
almeno la incoraggia;Kris(1952),ha chiamato tali processiregressione
al servizio dellIoe regressioni controllate,per differenziarle dai vari
tipi di regressioni patologiche che possono prodursi a detrimento
dell'efficienza funzionale dellIo fino alla sua totale integrit.
Per riassumere,possiamo dire che l'autore di un motto di spirito
formula un'idea secondo le modalit dei processi primari,mediante
parziale regressione:l'immagine o il concetto che ne risulta,viene
espresso poi nel linguaggio dei processi secondari,cio con le parole.
Da parte loro,l'ascoltatore o il lettore afferrano la battuta tramite una
temporanea regressione al livello dei processi ideativi primari;
queste regressioni avvengono sempre in maniera completamente
automatica,e senza attirare l'attenzione n dell'autore n
dellascoltatore.
Ritornando allesempio del liberale:mediante una parziale regressione
ai processi ideativi di tipo primario,questo concetto stato espresso
con lidea di un uomo che sta per aria con i piedi saldamente piantati
in essa,dove questa idea,espressa in parole,ha costituito la battuta.
Viceversa,lascoltatore comprende il significato che l'autore intende
esprimere mediante processo primario,in conseguenza di una propria
parziale regressione;dunque,le caratteristiche formali dell'umorismo
costituiscono come Freud ha dimostrato,una condizione necessaria
per la battuta di spirito,perch tutte le volte che esse vengono
eliminate,scompare con loro anche la qualit dello spirito.
Tuttavia come sempre Freud ha dimostrato,queste caratteristiche
formali sono raramente sufficienti a produrre da sole l'impressione di
un umorismo considerevole,nonostante vi siano anche delle
eccezioni:per esempio complicati e molteplici bisticci di parole possono
essere giudicati spiritosi da molti semplicemente per la loro eccellenza
tecnico-formale queste,e tali eccezioni tuttavia hanno un'importanza
del tutto secondaria.
In linea di massima,le caratteristiche formali sono una condizione
necessaria perch si produca una arguzia,ma non ne sono,in se
stesse,la condizione sufficiente; altrettanto importante il contenuto
della battuta e,come Freud ha fatto notare,questo contenuto consiste
in pensieri ostili o sessuali,pi o meno validamente contrastati dallIo,
nel momento in cui larguzia viene prodotta o ascoltata.
La tecnica della battuta serve a provocare la liberazione o la scarica di
tendenze inconsce che altrimenti non avrebbero avuto il permesso di
esprimersi o che non avrebbero potuto esprimersi in maniera cos
completa.
Quando uno stesso contenuto viene espresso in maniera spiritosa,la
riprovazione del Super-Io potrebbe essere pi facilmente evitata,e
leccitazione sessuale pu essere accomoagnata pi facilmente da un
senso di piacere che non di disagio.
Dunque,la tecnica dellarguzia permette una certa quantit di
appagamento sessuale,che in altre circostanze sarebbe stato
impensabile.
Eil piacere prodotto da tali impulsi altrimenti proibiti,la cosa che
contribuisce in misura maggiore alla soddisfazione che si prova per
una;per potersi definire una buona battuta,essa dev'essere qualcosa
di pi che ben costruita,deve avere un punto.
Vale a dire che il piacere che deriva dalla parte tecincia della battuta,
solo di rado ha la stessa intensit di quello che risulta dalla fuga di un
qualche impulso proibito dalla pressione delle difese dellIo.
Tuttavia,nonostante le differenze quantitative,dobbiamo riconoscere
che il piacere dell'arguzia proviene da due fonti:
la prima,la condizione necessaria per la battuta umoristica, costituita
dalla sostituzione regressiva dei processi primaria ai processi ideativi
di tipo secondario;abbiamo buone ragioni per ritenere che il piacere
prodotto da questa regressione sia un caso particolare di quello che
proviene dal ritornare al comportamento infantile e dello sfuggire alle
limitazioni che vengono imposte alla vita adulta.
La seconda fonte di piacere, la conseguenza della liberazione o della
fuga di impulsi che altrimenti sarebbero stati proibiti;delle due,
quest'ultima la fonte di piacere pi intenso,mentre la prima quella
essenziale che concorre alleffetto definito umoristico.
Fredu ha cercato di spiegare la risata ed il piacere che accompagnano
larguzia,come scarica di energia psichica,dandone la seguente
formulazione:La sostituzione di un processo primario ad un
secondario,porta gi di per s ad un certo risparmio di energia
psichica che diviene cos disponibile per essere scaricata
immediatamente in forma di risata.
Tuttavia,una quantit di energia psichica maggiore,viene resa
disponibile dalla temporanea eliminazione delle difese dellIo,con il
risultato che quegli impulsi proibiti vengono momentaneamente
liberati.
Freud pensava che fosse proprio l'energia che lIo ordinariamente
impiega come controcarica psichica contro gli impulsi,quella che viene
liberata improvvisamente e temporaneamente nel motto di spirito,e
che diviene perci disponibile per essere scaricata nella risata.
Concludendo possiamo affermare che l'analogia tra umorismo e
paraprassie evidente:in entrambe, si ha il momentaneo affiorare di
tendenze altrimenti inconsce ed in entrambe sono i processi ideativi di
tipo primario che giocano un ruolo importante.
Tuttavia,nel caso delle paraprassie,l'emergere di una tendenza
altrimenti inconscia dovuta alla temporanea incapacit che lIo ha in
quel momento sia di controllarle che di integrarle in maniera normale
con le altre tendenze psichiche che in quello stesso momento sono
attive nella mente di un soggetto.
Potremmo dire che una paraprassia si produce nonostante l'Io;nel
caso del motto di spirito invece lIoche produce con una regressione
ai processi primari del pensiero ed incoraggia l'abrogazione delle
proprie attivit difensive,cosa che permette l'affiorare di impulsi
inconsci:dunque lIo produce o consente la battuta umoristica.
Un'altra differenza consiste nel fatto che la tendenza inconscia che
affiora temporaneamente in una paraprassia,pu provenire
dallEs,dallIo o dal Super-Io,mentre nell'arguzia proviene sempre e
solo dall'Es.



















Capitolo settimo:i sogni.
Lo studio dei sogni occupa in psicoanalisi un posto particolare;
L'interpretazione dei sogni(1900), stato per la psicologia un
contributo rivoluzionario e fondamentale,quanto lo era stato L'origine
della specie di Darwin per la biologia.
Nel 1931 Freud scriveva nella prefazione alla terza edizione della
traduzione de L'interpretazione dei sogni fatta da Brill:Esso contiene,
anche secondo il mio giudizio attuale,la pi pallida di tutte le scoperte
che ho avuto la fortuna di fare.
Inoltre,il suo successo nel comprendere il significato dei sogni gli fu di
grande aiuto durante i primi anni di questo secolo,in un'epoca in cui il
suo lavoro professionale eraportato avanti in condizioni completo
isolamento da tutti i suoi colleghi medici;proprio in quel momento
difficile,egli lottava per comprendere e cercare di curare le nevrosi di
cui soffrivano i suoi pazienti.
Come sappiamo dalle sue lettere(Freud 1954 spesso),egli era
scoraggiato ma,per quanto avvilito,fu in grado di trarre forza e
coraggio dalle scoperte che aveva fatto sui sogni.
Egli si rese conto di essere su di un terreno ben solido,e questa
consapevolezza gli dette la fiducia che gli era necessaria per andare
avanti(Freud 1933);certamente egli aveva ragione nellattribuire tanto
valore al proprio lavoro sui sogni:in nessun altro fenomeno della vita
psichica normale viene rivelata con tanta chiarezza e resa accessibile
con tanta facilit allo studio,una quantit cos grande di processi
psichici inconsci,tanto che si pu dire davvero che i sogni siano la
strada maestra per linconscio,sebbene anche questa considerazione
non esaurisce tutte le ragioni dellimportanza e del valore di questo
studio per lo psicoanalista; il fatto che esso non porta
semplicemente ad una migliore comprensione dei processi e dei
contenuti psichici in genere,ma conduce in particolare a quei
contenuti psichici che sono stati rimossi o che sono stati in qualche
altra maniera esclusi dalla coscienza e scaricati ad opera delle attivit
difensive dellIo.
Poich proprio la parte dellEs che era stata eliminata dalla coscienza,
quella implicata nei processi patogenetici che danno origine alla
nevrosi,e forse alla psicosi,si comprende come questa caratteristica
dei sogni costituisca ancora unaltra ragione molto importante della
speciale posizione che occupa nella psicoanalisi lo studio dei sogni.
La teoria psicoanalitica dei sogni,la si pu formulare cos:lesperienza
soggettiva che appare alla coscienza durante il sonno,e che dopo il
risveglio viene riferita come sogno,costituisce il risultato finale
dellattivit psichica inconscia che ha luogo mentre lindividuo
dorme;questa attivit minaccia di interferire com il sonno stesso,ed il
soggetto che dorme invece di svegliarsi,sogna.
Lesperienza cosciente fatta durante il sogno,che il soggetto pu o
meno ricordare dopo essersi svegliata,viene detta sogno manifesto,ed
i suoi vari elementi sono detti contenuto onirico manifesto.
I pensieri e desideri inconsci,che cercano di svegliare il soggetto che
dorme,sono detti contenuto onirico latente,e le operazioni psichiche
inconsce tramite cui il contenuto onirico latente viene trasformato nel
sogno manifesto,sono dette lavoro onirico.
In senso stretto,la parolasogno(nella terminologia
psicoanalitica),dovrebbe essere usata solo per indicare lintero
fenomeno di cui il contenuto onirico latente,il lavoro onirico ed il
sogno manifesto costituiscono le diverse parti componenti;cio,in
letteratura,il termine sogno viene spesso usato per designare il
sogno manifesto(Il paziente ha avuto il seguente sogno).
Un altro termine che appare spesso in letteratura quello
disignificato di un sogno/quel sogno significail significato di un
sogno,pu voler dire solo il contenuto onirico latente.
Esamineremo la parte che darebbe inizio al processo del sognare:il
contenuto onirico latente.
Esso divisibile in tre grandi categorie:
1)La prima comprende le impressioni sensoriali della notte,le quali
stimolano gli organi di senso del soggetto che dorme,ed alle volte
qualcuna di esse prende parte nel processo di inizio di un sogno,in cui
viene a costituire parte del contenuto latente di quel sogno:si pensi al
suono della sveglis,alle sensazioni di sete e fame,ai bisogni
impellenti,ai dolori di qualche ferita,al caldo o al freddo ecc;tutto pu
costutuire parte del contenuto latente.
A tal proposito, necessario ricordare due cose:
a)La maggior parte degli stimoli sensoriali notturni,non disturbano il
sonno e,al contrario,la maggior parte degli impulsi provenienti dal
nostro apparato sensoriale,non ha effetti riconoscibili sulla mente
mentre stiamo dormendo.
Questo vale anche per quelle sensazioni che durante la veglia
consideriamo intense.
b)Il secondo fatto che unimpressione sensoriale,nel corso del
sonno,pu avere leffetto di svegliare direttamentela persona che sta
dormendo,senza provocare alcun sogno.
2)La seconda categoria del contenuto onirico latente,comprende
pensieri ed idee connesse alle attivit e preoccupazioni della vita,che
la persona che sogna conduce normalmente da sveglio,e che
rimangono inconsciamente attive nella sua mente durante il sogno;a
causa della loro continua attivit,esse giungono a svegliare il soggetto
che stava dormendo,cos come fanno durante il sonno gli stimoli
sensoriali che lo colpiscono.Se colui che sta dormendo si mette a
sognare,invece di svegliarsi,questi pensieri e idee,agiscono come
parte del contenuto onirico latente.
Gli esempi a tal proposito sono tanti,e comprendono lintera gamma di
interessi e ricordi di norma accessibili allIo,assieme a qualsiasi
sentimento di speranza o paura,orgoglio o umiliazione,interesse o
ripugnanza che possa accompagnarli,cio qualsiasi cosa possa essere
di interesse attuale nella vita della persona dormiente.
3)La terza categoria comprende uno o diversi impulsi dellEs
che,almeno nella loro originaria forma infantile,per opera delle difese
dellIo,sono esclusi dalla coscienza o dalle gratificazioni dirette durante
la veglia: la parte dellEs che Freud nel suo lavoro sullipotesi
strutturale dellapparato psichico(1923),ha definito il rimosso,bench
egli fosse favorevole allidea,ormai accettata dalla quasi totalit degli
analisti,che non sia la rimozionelunica difesa che lIo impiega nei
confronti degli impulsi dellEs,che risultano inammissibili alla
coscienza.
Inoltre,il termine originale il rimossonel linguaggio corrente,continua
a designare questa parte dellEs:in tal senso,si pu dire che la
3categoria del contenuto onirico latente,in ogni sogno,consiste in uno
o pi impulsi provenienti dalla parte rimossa dellEs,e dato che le
difese dellIo contro lEs pi importanti,sono quelle istituite durante la
fase preedipica ed edipica,ne consegue che gli impulsi dellEs che
provengono da quei primi anni di vita,costituiscono il contenuto
principale del rimosso.
In accordo con ci,la parte del contenuto onirico latente che deriva
dal rimosso, in genere infantile,cio consiste in un desiderio che
caratteristico della prima infanzia e ne proviene.
La terza categoria del contenuto onirico latente, in contrasto con le
altre due,che comprendono,rispettivamente,sensazioni ed argomenti
attuali.Durante linfanzia,ovviamente,lattuale e linfantile possono
coincidere;tuttavia,per quel che riguarda i sogni infantili e della vita
adulta,il contenuto latente ha sempre due fonti,una nel presente e
laltra nel passato.
Qui vogliamo indagare:
1)Qual limportanza relativa delle tre parti del contenuto latente;
2)Se tutte e tre sono costantemente rappresentate nel contenuto
latente di qualsiasi sogno.
Riguardo alla prima,Freud nel 1933,ha dichiarato che la parte
essenziale del contenuto latente quella che proviene dal rimosso:egli
riteneva fosse questa la parte che fornisse la maggior quantit di
energia psichica necessaria per sognare,e che senza la sua
partecipazione,non potesse prodursi alcun sogno.
Uno stimolo sensoriale notturno,deve ottenere laiuto dei desideri
provenienti dal rimosso,per dare origine ad un sogno,e ci vale anche
per i fatti della vita diurna,per quanto urgente possa essere la loro
richiesta di attenzione da parte del soggetto dormiente.
Riguardo alla seconda domanda,in base alla risposta alla
prima,consegue che i desideri o gli impulsi provenienti dal
rimosso,costituiscono parte essenziale del contenuto latente di
qualsiasi sogno:risulta che qualcosa di ci che riguardava la vita
diurna attuale del soggetto,vada sempre a costituire parte di ogni
contenuto onirico latente;le sensazioni notturne,invece,non si possono
dimostrare nel contenuto latente di tutti i sogni,anche se esse giocano
un ruolo importante in alcuni sogni.
Passiamo a considerare i rapporti esistenti tra il contenuto onirico
latente ed il sogno manifesto,cio gli elementi ed i contenuti del
sogno manifesto:a seconda dei sogni,questo rapporto pu essere
semplice o complesso,ma vi un elemento che resta costante,cio il
fatto che il contenuto latente sia sempre inconscio,mentre quello
manifesto cosciente.
La relazione pi semplice possibile tra i due,sarebbe che il contenuto
latente divenisse cosciente: possibile che questo si verifichi alle
volte,nel caso di stimolazioni sensoriali durante il sonno,sebbene di
solito si considerino queste come esperienze limite,di transizione tra la
percezione ordinaria che si ha durante la veglia ed un tipico
sogno,anzich classificarla come un vero sogno.
Per la nostra trattazione, utile considerare quei fenomeni classificabili
come veri e propri sogni:tra questi figurano i sogni della prima
infanzia,dove troviamo la relazione pi semplice tra contenuto latente
e manifesto:da un lato,qui non abbiamo la necessit di distinguere tra
i temi infantili e quelli attuali(poich essi si identificano);
dallaltro,a quellet,non c ancora da fare nessuna distinzione tra il
rimosso ed il resto dellEs,poich lIo del bambino piccolo non si
ancora sviluppato fino al punto di avere eretto difese permanenti
contro alcuno degli impulsi provenienti dallEs.
Si prenda come esempio,il sogno di un bimbo di 3 anni,la cui madre
abbia appena partorito:la mattina dopo il rientro della madre
dallospedale,il bambino riferisce di aver sognato(contenuto
manifesto)di vedere il nuovo arrivato andar via.
Quale sia il contenuto latente di questo sogno, di solito una faccenda
appurabile solo attraverso le libere associazioni del soggetto
sognante;tuttavia,nel presente caso,si pu considerare il
comportamento e latteggiamento di ostilit e rifiuto manifestati dal
bimbo nei riguardi del nuovo nato,come gli equivalenti delle
associazioni al contenuto manifesto del sogno:arriviamo alla
conclusione che il contenuto latente del sogno,fosse costituito da un
impulso ostile nei confronti del neonato,e dal desiderio di distruggerlo
o di disfarsene.
Ci chiediamo quale sia,in questo sogno,la relazione tra conenuto
manifesto e contenuto latente:possiamo affermare che il contenuto
manifesto differisca da quello latente:
1)In primo luogo perch luno cosciente e laltro no;
2)In secundis perch il contenuto manifesto, costituito da
unimmagine visiva,mentre quello latente qualcosa come un
desiderio o un impulso;
3)Infine,perch il c.manifesto una fantasia che rappresenta come
gi appagato il desiderio o limpulso latente,cio una fantasia
consistente soprattutto nella gratificazione dellimpulso,o desiderio
latente.
Dunque,nellesempio scelto,la relazione tra contenuto onirico
manifesto e quello latente,consiste nel fatto che il sogno
manifesto,costituisca la fantasia cosciente che il desiderio latente sia o
possa essere gratificato,espressa sotto forma di immagini o di
esperienze visive.
Di conseguenza,in questo sogno,il lavoro onirico consistito nella
produzioneo scelta di una fantasia nella quale venga realizzato un
desiderio,e nella sua rappresentazione visiva.
Questa la relazione che si ottiene,tra il contenuto onirico latente ed il
sogno manifesto in qualunque sogno della prima infanzia,ed lo
schema di base di tale relazione,che viene seguita amche nei sogni
dellinfanzia e della vita adulta,anche se in tali sogni,che sono pi
complessi,questo schema viene poi elaborato e complicato per la
presenza di altri fattori.
Notiamo per prima,cheil processo del sognare in sostanza,un
processo per cui un impulso dellEs viene gratificato nella fantasia:cos
si pu meglio comprendere come accada che un sogno renda
possibile,al soggetto dormiente,di seguitare a dormire o di essere
svegliato da unattivit mentale inconscia e disturbante.
Questo si verifica poich il desiderio o limpulso disturbante dellEs,che
costituisce di norma una parte del contenuto latente del sogno,venga
gratificato in fantasia,e in tal modo perde una parte del suo carattere
di urgenza,e quindi anche un podel potere di svegliare il soggetto.
Al contrario,ci accorgiamo che se il sogno manifesto costituisce
regolarmente la realizzazione di un desiderio,ci dovuto alla natura
del contenuto latente,che liniziatore del sogno,e la sua fonte
principale di E psichica.
Lelemento dellEs che gioca tale ruolo nel contenuto latente,preme
per ottenere una gratificazione,poich questa la vera natura delle
pulsioni istintuali di cui esso costituisce un derivato.
Nel sogno si verifica che il soggetto ottiene,tramite la fantasia,una
gratificazione parziale,in quanto la completa gratificazione attraverso
unazione appropriata, resa impossibile dallo stato di sonno
stesso:poich la motilit bloccata,la fantasia usata come un
sostituto.
Per esprimere la stessa idea in termini di E psichica,possiamo dire che
la carica psichica attaccata ad un elemento dellEs nel contenuto
latente,sprona lapparato psichico a portare avanti il lavoro onirico,ed
orriene una scarica parziale tramite limmagine fantastica della
realizzazione di un desiderio,che costituisce il sogno manifesto.
A questo punto,bisogna tener conto del fatto che il c.manifesto della
maggior parte dei sogni dellinfanzia e della vita adulta,non affatto
riconoscibile come la realizzazione di un desiderio:vi sono alcuni sogni
con un contenuto manifesto di immagini tristi e paurose,e questo
aspetto stato citato ripetutamente negli ultimi 50 anni,come
argomento contrario allaffermazione di Freud secondo cui ogni sogno
manifesto costituisce la realizzazione fantastica di un desiderio.
Come spiegare questa apparente discrepanza?
La risposta consiste nel fatto che nei sogni della prima infanzia,il
contenuto onirico latente d origine,tramite il lavoro onirico,ad un
sogno manifesto,il quale altro non che la fantasia della soddisfazione
dellimpulso o desiderio che ne costituisce il c.latente.
Tale fantasia vissuta dal sogg che sogna,sotto forma di impressioni
sensoriali;alle volte,anche in un sogno in unet successiva possibile
trovare una relazione cos evidente tra il c.onirico latente ed il sogno
manifesto.
Tali sogno somigliano molto a quelli molto semplici della prima
infanzia:tuttavia,spesso accade che il c.manifesto di un sogno della
vita adulta,costituisca la versione travestita e trasformata di una
particolare fantasia di realizzazione di un desiderio,vissuta in
prevalenza come una serie di mmagini visive.
Travestimento e deformazione sono di solito cos marcati,che laspetto
di realizzazione di un desiderio irriconoscibile;in effetti,il sogno
manifesto,talvolta altro non che una commistione di frammenti in
apparenza tra loro slegati,che sembrano non avere alcun senso nel
rappresentare la realizzazione di un desiderio.
Altre volte,il travestimento agiscono in misura tale che il sogno
manifesto viene vissuto come sgradito,invece di mantenere quel
carattere di piacevolezza che ci si aspetterebbe dalla fantasia di
realizzazione di un desiderio.
Dunque il lavoro onirico che crea i travestimenti che costituiscono gli
aspetti cos evidenti dei sogni manifesti della tarda infanzia e dellet
adulta; di nostro interesse in questa sede,sapere quali processi
psichici sono impiegati nel lavoro onirico,ed in che modo ciascuno di
essi contribuisce a travestire il contenuto latente in modo da non
renderlo pi riconoscibile nel segno manifesto.
Freud ha dimostrato che sono 2 i fattori principali da considerare in
rapporto al lavoro onirico,e che un altro invece sussidiario:
1)Il 1fattore,che costituisce la vera essenza del lavoro onirico,altro
non che la traduzione nel linguaggio dei processi primari delle parti
del contenuto latente che non erano ancora state espresse in tale
linguaggio,seguito dalla condensazione di tutti gli elementi del
contenuto latente in una fantasia in cui viene realizzato un desiderio.
2)Il 2fattore principale,consiste nelle operazioni difensive dellIo,che
esercitano una profonda influenza sul processo di traduzione e
formazione di quella fantasia,influenza che Freud paragon a quella di
un censore di notizie dotato di ampi poteri per eliminare gli elementi
sospetti.
3)Il 3fattore sussidiario,costituisce ci che Freud ha
definitoelaborazione secondaria.
Considerando separatamente questi fattori.
Il lavoro onirico,consiste nella traduzione,in processi ideativi di tipo
rpimario,di quella parte del contenuto onirico latente che in origine
era espressa con processi ideativi di tipo secondario:ci comprende i
temi e gli interessi quotidiani.
Inoltre,cos come Fredu ha fatto notare,questa traduzione avviene in
un determinato modo,ed esiste una predilezione per la possibilit di
esprimere il risultato di questa traduzione,in forma di immagine
plastica,visiva,ove tale predilezione per immagini di questo
tipo,corrisponderebbe al fatto che il c.onirico manifesto,consiste
soprattutto di tali immagini.
Una tendenza alla rappresentazione plastica,viene esercitata
coscientemente in alcune attivit della vita normale allo stato di
veglia(ex nella composizione di vignette,rebus ecc).
Altra considerazione che influenza il processo di traduzione nel lavoro
onirico, la natura degli elementi onirici latenti,che sono espressi gi
nel linguaggio dei processi primari,cio:ricordi,immagini,fantasie
associate al desiderio o allimpulso che proviene dal rimosso;vale a
dire che il lavoro onirico,tende a tradurre i contenuti della vita
quotidiana in termini o immagini che stiano nella relazione pi stretta
possibile col materiale associato al rimosso.
Nello stesso tempo,il lavoro onirico sceglie tra le varie fantasie di
gratificazione associate allimpulso rimosso,quella che possa essere
messa pi facilmente in arapporto con i contenuti della veglia trasposti
nel sogno:a dire che il lavoro onirico,nel corso della sua opera di
traduzione nel lingiaggio dei processi primari,di quelle parti del
c.latente che ne hanno bisogno,compie la maggior approssimazione
tra i vari elementi onirici latenti,e nello stesso tempo crea o sceglie
una fantasia che anchessa parte del contenuto latente,che
rappresenta la gratificazione dellimpulso proveniente dal rimosso,e
tutto questo viene fatto con riguardo alla possibilit di ottenere
rappresentazioni visive/plastiche.
Inoltre,tale processo di approssimazione,rende possibile che una
singola immagine rappresenti simultaneamente diversi elementi onirici
latenti:questo conduce ad un alto grado di ci che Freud ha chiamato
condensazione,e questo implica che almeno nella maggior parte dei
casi,il sogno manifesto costituisca una versione altamente condensata
dei pensieri,sensazioni e desideri che compongono il c.onirico latente.
Dunque,questa parte di lavoro onirico, responsabile del
travestimento e della deformazione che caratterizzano molti dei sogni
manifesti?
E,qualora cos fosse,quanto importante il ruolo che svolge in questa
direzione?
Si intuisce come lespressione nel linguaggio dei processi primari,di
cose riguardanti la vita da svegli,provochi una deformazione nel
significato e nel contenuto; naturale chiedersi perch,questa
operazione psichica,renda incomprensibile il risultato finale al soggetto
stesso che sogna,e facendo unanalogia con alcune attivit
creative(vedi vignette)notiamo che il soggetto in grado di
comprendere il significato del proprio fatturato,nonostante esso sia
espresso attraverso il linguaggio primario;in pi,lo stesso significato
pu essere compreso da terzi.
Unaltra situazione in cui il prodotto,sebbene espresso attraverso il
linguaggio dei processi primari,risulta comprensibile la battuta
umoristica;allora perch il sogno manifesto,dovrebbe essere
incomprensibile?Solo perch contiene idee espresse tramite i processi
primari?
Parte della risposta a tale domanda, che i motti di spirito,vignette ecc
sono composte nellintento di essere comprensibili:se sono
buone,devono comunicare un significato ad un uditorio potenziale;
il sogno manifesto,invece,non soggetto a questa restrizione,poich
semplicemente il risultato finale di un processo avente per obiettivo
la gratificazione fantastica di un desiderio o,in altre parole,la scarica di
una quantit di E psichica associata al contenuto onirico
latente,sufficiente ad evitare che questo contenuto svegli la persona
che dorme.
Quindi,non sosprenda il fatto che il sogno manifesto non risulta subito
comprensibile anche a chi lo ha fatto.
Il 2fattore,che consiste nelle operazioni difensive dellIo,che
esercitano una profonda influenza sul processo di traduzione e
formazione di quella fantasia, il fattore che gioca il ruolo pi
importante nel travestire il c.onirico latente,ai fini di rendere quanto
pi incomprensibile il sogno manifesto;la prima descrizione che Freud
ha dato di questo fattore,ha preceduto di molto la formulazione della
sua ipotesi strutturale sul funzionamento dellapparato psichico,di cui
fan parte i terminiIo e difese;per queste ragioni,invent un
termineper il fattore in questione,scegliendo quello dicensura
onirica.
Per comprendere l'operazione delle difese dell'Io nel processo di
formazione del sogno manifesto,dobbiamo osservare che esso non
influenza in misura sul uguale le diverse parti del contenuto onirico
latente:la parte del contenuto latente costituita dalle sensazioni
notturne,di solito non soggetta alle operazioni difensive dellIo,a
meno che non si consideri come difesa il fatto che lIo cerca di negare
tutte le sensazioni di quel tipo,a causa del proprio desiderio di
dormire.
Non siamo per sicuri che questo atteggiamento dell'individuo
dormiente verso le sensazioni notturne,costituisca proprio una difesa
dell'Io nel significato che di solito diamo a questo termine.
In grande contrasto con quel che avviene per le sensazioni notturne,
quella parte del contenuto latente che consiste in desideri o impulsi
provenienti dal rimosso,viene avversata dalle difese dell'Io;sappiamo
che quest'opposizione duratura e permanente,e che la sua
presenza la ragione per cui si parla di rimosso.
Efacile allora comprendere come mai le difese dell'Io tendono ad
ostacolare la comparsa di questa porzione del contenuto onirico
latente nel sogno manifesto cosciente,perch queste difese sono in
stato di permanente opposizione alla sua comparsa nella coscienza
anche durante lo stato di veglia.
L'opposizione delle difese dell'Io a questa parte del contenuto latente,
nel sogno costituisce la principale responsabile del fatto che il
contenuto manifesto risulti cos spesso incomprensibile come tale ed
irriconoscibile come immagine della realizzazione fantastica di un
desiderio.
La parte residua del contenuto onirico latente(vale a dire tutto ci che
riguarda i fatti della veglia)occupa,rispetto alle difese dell'Io,una
posizione intermedia tra quella che hanno le due parti illustrate.
Molti contenuti della veglia non destano obiezioni da parte dell'Io,
eccetto quali potenziali disturbatori del sonno:alcuni sono considerati
dallIo come piacevolie desiderabili,mentre altri argomenti diurni sono
risultano per lIo spiacevoli,poich fonte di ansia o colpa. durante il
Quindi,durante il sonno,i meccanismi di difesa dell'Io cercano di tener
lontane dalla coscienza queste fonti di disagio;ricordiamo che il
dispiacere o la prospettiva di dispiacere,che chiama in azione le difese
dell'Io e,nel caso degli elementi onirici latenti illustrati,riteniamo in
questa sede che la forza dell'opposizione inconscia fatta dallIo sia
proporzionale all'intensit dell'ansia o della colpa,cio del dispiacere
che adf esse associato.
Notiamo cos,che le difese dell'Io ostacolano fortemente l'ingresso
nella coscienza di quella parte del contenuto onirico latente derivante
dal rimosso,ed ostacolano a seconda dei casi certi fatti della veglia
che costituiscono anch'essi parte del contenuto latente.
Per definizione,tuttavia,i pensieri,le pulsioni e le sensazioni definite
come contenuto latente del sogno,in effetti riescono a forzare
l'ingresso nella coscienza,dove esse appaiono come sogno manifesto,e
lIo non pu prevenire una tale evenienza,ma pu influenzarla con il
lavoro onirico,fino a deformare e rendere incomprensibile il sogno
manifesto.
Quindi l'incomprensibilit della maggior parte dei sogni manifesti non
dovuta solo al fatto che essi vengono espressi nel linguaggio dei
processi primari,ma sono soprattutto le difese dell'Io a renderli tali.
Freud(1933)ha definito il sogno manifesto una formazione di
compromesso,intendendo con ci che i suoi vari elementi potrebbero
essere intesi come compromessi tra forze contrastanti:quelle del
contenuto onirico latente da una parte,e quelle delle difese dell'Io
dall'altra.
Evidentemente lequilibrio tra la forza delle difese e la forza degli
elementi latenti del sogno ci che determina quanto strettamente o
quanto alla lontana il sogno latente sia in relazione con quello
manifesto,cio la quantit di travestimento imposto agli elementi
latenti del sogno nel corso del lavoro onirico.
Bisogna poi tener presente che ogni immagine del sogno manifesto
costituisce una possibilit separata,che pu apparire in un certo sogno
nelle circostanze che risultano pi adatte:dunque,nel sogno manifesto,
appariranno vari elementi in base all'equilibrio delle forze tra le difese
e gli elementi del contenuto onirico latente.
Al riguardo della variet di formazioni di compromesso che sono
possibili tra difesa e contenuto latente,possiamo citarne alcuni:
1)Epossibile,ad esempio,che cose che stanno assieme nel contenuto
latente,appaiono completamente separate nel contenuto manifesto;
2)Un altro fenomeno di compromesso frequente che una parte o
anche tutto il sogno manifesto risultino molto vaghi;come ha fatto
notare Freud,questo fatto indica che l'opposizione delle difese al
corrispondente elemento/elementi del sogno latente, molto
intensa:le difese certamente non sono stata abbastanza valide da
impedire la comparsa alla coscienza di questa parte del sogno
manifesto,ma hanno avuto una forza almeno sufficiente a far s che
divenisse cosciente a met,o comunque in maniera molto vaga;
3)AEfetti o emozioni che appartengono al contenuto onirico latente,
sono anch'essi assoggettati ad una quantit di vicissitudini per opera
del lavoro onirico;
4)Un'altra possibilit che l'emozione possa comparire ma con
un'intensit molto ridotta o alterata;
5)Un affetto appartenente al contenuto onirico latente pu essere
rappresentato nel sogno manifesto dal suo opposto;
Tutte queste modificazioni,rappresentano un compromesso,nel senso
che Freud ha dato alla parola,cio tra l'Io ed il contenuto latente,ed
introducono un cospicuo elemento di contraffazione nel sogno
manifesto.
Bisogna poi considerare,rispetto ai sogni,un aspetto particolare che
quello dellansia:alcuni critici di Freud hanno cercato di rifiutare la sua
affermazione secondo cui ogni sogno manifesto costituisca la
relazione di un desiderio,perch affermerebbero lesistenza di
un'intera classe di sogni,in cui un aspetto preminente del contenuto
manifesto, costituito dallansia.
In letteratura,questi sogni sono indicati come sogni dansia; nella
letteratura non analitica,i pi severi tra questi vengono indicati come
incubi,e lostudio psicoanalitico pi approfondito di questi, stato
quello di Jones(1931):possiamo dire in generale che i sogni d'ansia
segnalano un insuccesso nelle operazioni difensive dellIo, accaduto
cio che un elemento del contenuto onirico latente,nonostante gli
sforzi delle difesa dell'Io, riuscito a forzare la via fino a giungere alla
coscienza(cio al contenuto onirico manifesto),e lo ha fatto in una
forma troppo diretta o riconoscibile perch lIo la possa tollerare;
quindi lIo reagisce con ansia.
Come ha fatto notare Jones,non possiamo comprendere perch le
fantasie edipiche compaiono nel contenuto manifesto dell'incubo
classico con un travestimento relativamente modesto,e perch la
gratificazione sessuale ed il terrore compaiono insieme nella parte
cosciente o manifesta di questi sogni.
Un'altra categoria di sogni in stretta relazione con quelli d'ansia,sono i
sogni di punizione:in essi come in altri,lIo anticipa la colpa,cio la
condanna del Super-Io quando la parte del contenuto latente che
deriva dal rimosso riesce a trovare nel sogno manifesto
un'espressione troppo diretta;di conseguenza,le difese dell'Io
contrastano l'affiorare di questa parte del contenuto latente,cosa che
non differisce da quanto avviene nella maggior parte degli altri sogni.
Tuttavia,nei sogni di punizione ne risulta che il sogno manifesto,invece
di esprimere una fantasia pi o meno travestita di realizzazione di un
desiderio rimosso,esprime una fantasia pi o meno mascherata della
punizione per i desideri questione:un compromesso straordinario tra
Io,Es e Super-Io.
Nei sogni,un desiderio o un impulso inconscio proveniente dal rimosso
compare alla coscienza,anche se travestito,come immagine di
realizzazione fantastica di un desiderio che costituisce un sogno
manifesto:questo ci che non pu fare per definizione un impulso
appartenente rimosso.
Infatti,dal momento che abbiamo definito come rimosso tutto
quanto comprende quegli impulsi dell'Es(con le annesse fantasie,
ricordi eccetera)che le difese dell'Io escludini dal diretto accesso alla
coscienza,come pu allora questo rimosso apparire alla coscienza
durante il sonno?
La risposta a questa domanda,si trova nella psicologia del sogno
(Freud 1916):durante tutto il sonno(forse perch la vita della motilit
si trova impedita),la forza delle difese dell'Io diminuita in maniera
considerevole.
Daltra parte Freud era convinto che le cariche psichiche pulsionali a
disposizione del rimosso(cio la forza con cui esse premono per
diventare coscienti)non si riducessero durante il sonno in maniera
particolare;quindi in questo modo il sonno tende a produrre un
relativo indebolimento delle difese nei confronti del rimosso,con il
risultato che esso ha maggiori possibilit di divenire cosciente durante
il sonno di quante non ne abbia durante la veglia.
Bisogna rendersi conto del fatto che questa differenza tra sonno e
stato di veglia di quantit piuttosto che di qualit: infatti vero che
durante il sonno un elemento del rimosso ha pi possibilit di
diventare cosciente di quante non ne abbia durante la veglia,ma in
molti sogni le difese dell'io determinano forzatamente un
travestimento una deformazione cos notevoli che l'accesso alla
coscienza del rimosso non in tali casi molto diretto.
Inversamente,in certe circostanze,alcuni elementi del rimosso
ottengono un accesso facile e diretto alla coscienza,addirittura
durante la veglia:in effetti un impulso edipico proveniente dal rimosso
pu arrivare persino a controllare momentaneamente il nostro
comportamento,ed ottenere cos una sua espressione diretta anche
durante lo stato di veglia,e poich fenomeni di questo tipo non sono
rari,non possiamo contrapporre il sonno alla veglia da questo punto di
vista.
Tuttavia resta il fatto che nella maggior parte dei casi,il rimosso
compare pi direttamente nel sogno manifesto di quanto non sia
capace di fare solitamente nel pensiero cosciente o nel
comportamento da svegli.
C' un altro processo meno importante che contribuisce alla forma
definitiva del sogno manifesto,e pu renderlo ancora meno
comprensibile.questo processo pu essere considerato come la fase
finale del lavoro onirico,anche se Freud(1933)preferiva tenere le due
cose separate;egli ha chiamato questo processo finaleelaborazione
secondaria,intendendo con ci il tentativo chelIo fa di formare il
contenuto onirico manifesto secondo una parvenza di logica e
coerenza;lIo cerca di costruire un sogno manifesto che abbia un
senso,nella stessa maniera in cui cerca di dare un sensoa
qualunque espressione possa entrare nella sua zona di controllo.
Passiamo a considerare una caratteristica del sogno manifesto,che ne
costituisce laspetto pi caratteristico:ci riferiamo al fatto che un
sogno manifesto,quasi sempre consiste principalmente di impressioni
visive e plastiche,e potremmo dire che consiste esclusivamente di
queste,nonostante possano essere percepite come parte del sogno
manifesto anche sensazioni di altro tipo(vale a dire esperienze
sensoriali che vengono percepite consciamente dal soggetto che
sogna come parte del contenuto manifesto).
Quanto alla frequenza,nel sogno manifesto le sensazioni uditive
seguono quelle visive di ed occasionalmente pu comparire nel sogno
manifesto,anche qualsiasi altra modalit di sensazione:non raro
neanche il caso che nei sogni manifesti,fatti dopo la prima infanzia,
compaiono anche pensieri o frammenti di pensiero e che nondimeno,
quando questi pensieri compaiono in un sogno manifesto,quasi
sempre vi occupano una posizione subordinata a quella che in esso
hanno le impressioni sensoriali e inoltre le impressioni sensoriali.
Sappiamo come le impressioni sensoriali di un sogno manifesto,ci si
impongono come descritto veramente stiamo dormendo:infatti in quel
momento esse sono altrettanto reali di quelle che si provano da
svegli;a questo proposito questi elementi del sogno manifesto sono
paragonabili alle allucinazioni che si osservano come sintomi patologici
inmolti casi di grave malattia mentale.
Freud(1916)ha definito i sogni come psicosi transitori,nonostante i
sogni in se stessi non siano fenomeni patologici;quindi si pone il
problema di comprendere perch il risultato finale del lavoro onirico
(quindi il sogno manifesto)sia una allucinazione,sia pure normale
durante il sonno.
Nella prima formulazione della psicologia del sogno Freud(1900)ha
spiegato questa caratteristica del sogno manifesto nei termini di
quella che viene definita teoria topografica dell'apparato psichico:
secondo questa teoria,il corso normale della scarica dell'energia
psichica si dirigeva dal termine percettivo di questo apparato al suo
termine motorio,dove l'energia psichica implicata veniva scaricata
nell'azione;questa formulazione era basata sul modello dell'arco
riflesso,dove il percorso dell'impulso nervoso si svolge dall'organo di
senso,attraverso i neuroni centrali,verso l'esterno,lungo le vie motorie.
Freud ha supposto che siccome durante il sonno lo scarico motorio
bloccato per necessit,la via presa dall'energia psichica del sogno
attraverso l'apparato psichico dovesse essere invertita,con il risultato
che nel processo di scarica psichica dell'energia venisse attivato il
termine percettivo dell'apparato,e di conseguenza comparisse nella
coscienza un'immagine sensoriale proprio come avviene quando il
sistema percettivo viene attivato dallo stimolo esterno:questa la
ragione per cui,secondo l'originaria formulazione di Freud,
un'immagine sensoriale del sogno manifesto sembra reale al soggetto
che sta sognando.
Nei termini della teoria psicoanalitica attuale sull'apparato psichico
(cio l'ipotesi strutturale),possiamo affermare che il sogno manifesto
consista essenzialmente in un'allucinazione cos:durante il sonno,
molte delle funzioni dell'Io sono pi o meno sospese(si pensi alla
diminuzione delle difese dellIo durante il sonno ed alla quasi completa
abolizione dell'attivit motoria volontaria).
E importante notare che durante il sonno si verifica anche una
notevole diminuzione della funzione dellIo di compiere l'esame di
realt,cio della sua capacit di distinguere tra stimoli di origine
esterna e stimoli di origine interna;in aggiunta a ci,nel sonno si
produce anche una profonda regressione del funzionamento dell'Io ad
un livello dei primi periodi ella vita:cio il pensiero si effettua secondo
le modalit dei processi primari piuttosto che di quelli secondari ed
anche soprattutto di natura pre-verbaleci,poich consiste soprattutto
di immagini sensoriali(principalmente visive).
Forse anche la perdita delle capacit di fare l'esame di realt solo
una conseguenza della intensit della regressione dell'Io che si
produce durante il sonno;ad ogni modo durante il sonno si verifica la
tendenzaa pensare in maniera pre-verbale,e lincapacit da parte
dellIo di riconoscere che queste immagini provengono da stimoli
interni anzich esterni:noi crediamo che il sogno manifesto risulti in
un'allucinazione visiva proprio perch la risultante di questi fattori.
Un fatto osservabile e che depone a favore della spiegazione basata
sull'ipotesi strutturale in opposizione alla semplice spiegazione basata
sull'ipotesi topografica, il fatto che nel corso di molti sogni non del
tutto persa la capacit di fare lesame di realt:il soggetto che
sogna,si rende conto anche mentre sogna,che quanto sta vivendo non
reale o che si tratta solo di un sogno;questa parziale conservazione
del funzionamento dellesame di realt difficile da conciliare con la
spiegazione basata sull'ipotesi topografica,mentre compatibile con
quella basata sull'ipotesi strutturale.
Riassumendo:abbiamo visto che le tre parti del sogno sono:
1)il contenuto latente,2)il lavoro onirico,3)il contenuto manifesto e,
cercando di indicare il modo in cui opera il lavoro onirico e quali siano
i fattori che lo influenzano,abbiamo visto che quando si cerca di
studiare un sogno di un certo individuo,ci si pone di fronte ad un
contenuto manifesto e poi si affronta il compito di accertare quale
potrebbe essere il contenuto latente;quando il lavoro ha successo ed
in grado di scoprire il contenuto latente di un sogno,affermiamo di
aver interpretato lo stesso e di averne scoperto il significato.
Il compito di interpretazione dei sogni limitato alla terapia
psicoanalitica poich richiede di solito l'approccio del metodo delle
libere associazioni.


Capitolo ottavo:psicopatologia.

Cos come le teorie delle pulsioni e dellapparato psichico,negli ultimi
60 anni anche le teorie psicoanalitiche che si occupano dei disturbi
psichici,si sono modificate e sviluppate.
Quando Freud comincia curare ammalati mentali,la psichiatria era ai
suoi albori:il termine diagnosticodemenza precoceera stato appena
itrodotto in letteratura;letichetta pi in voga per gran parte delle
condizioni oggi definite come psiconevrosi era quella dineurastenia.
Charcot aveva da poco dimostrato che i sintomi isterici sono
eliminabili o inducibili tramite lipnosi,e la causa primaria di malattia
mentale era ritenuta lacostituzione neuropatica,aiutata
dallinnaturale sforzo e tensione derivanti dsl ritmo frenetico delle citt
industrializzate.
La prima condizione a cui Freud aveva rivolto la sua attenzione,fu
listeria(Breuer e Freud,1895):seguendo un suggerimento di
Breuer,egli aveva trattato diversi casi di isteria con una forma
modificata di terapia ipnotica,cio il metodo catartico.
Sulla base delle esperienze fatte in comune,egli aveva concluso che i
sintomi isterici fossero determinati dal ricordo inconscio di eventi che
erano stati accompagnati da forti emozioni,che,per una ragione o per
unaltra,non si erano potute esprimere/scaricare adeguatamente nel
momento in cui levento si era verificato.
Fin quando le emozioni non potevano esprimersi in maniera
normale,restava il sintomo isterico:dunque,la teoria iniziale di Freud
sullisteria,consisteva nel ritenere che i sintomi fossero il risultato di
traumi psichici,accaduti(presumibilmente),ad individui congenitamente
o ereditariamente nevropatici.
Come poi Freud stesso not(1906),questa era una teoria eziologica su
basi psicologiche:come risultato delle sue prime esperienze con un
altro gruppo di malati di mente che aveva diagnosticato come
nevrastenici,egli aveva elaborato,sulleziologia di queste condizioni
morbose,una teoria del tutto diversa,secondo cui esse erano la
conseguenza di pratiche sessuali non igieniche(1895).
Queste pratiche sono divisibili in due tipi,ciascuno dei quali,secondo
Freud produceva una sindrome(un insieme di sintomi diversi):
1)Il primo gruppo di queste anormalit sessuali patogene
comprendeva leccessiva masturbazione o la polluzione
notturna:questo produceva sintomi come la
fatica,svogliatezza,flatulenza,cefalea,dispepsia;
da qui che Freud propose che il termine nevrastenia fosse limitato a
questo gruppo di pazienti;
2)Il secondo gruppo di noxae sessuali,era costituito da qualsiasi tipo
di attivit sessuale che producesse uno stato di eccitazione o
stimolazione sessuale,che non fosse poi seguito da esito o scarica
adeguati,come il coitu interruptus o il fare lamore senza trarne
appagamento.
Queste pratiche causerebbero uno stato di angoscia,tipicamente in
forme di attacchi di ansia,e Freud propose che la diagnosi per questi
pazienti fosse quella di nevrosi di ansia.
Nel 1906,Freud afferm che considerava i sintomi della nevrastenia e
della nevrosi dansia,come la conseguenza delleffetto somatico dei
disturbi nel metabolismo sessuale,e che riteneva tali condizioni come
disturbi biochimici;per sottolinearne lo speciale carattere,Freud
propose di raggruppare assieme le nevrastenie e le nevrosi ansiose
sotto il nome di nevrosi attuali,in opposizione allisteria edalle
ossessioni che propose di chiamare psiconevrosi.
Le classificazioni che Freud aveva proposto,erano basate soprattutto
sull'eziologia,non solo sulla sintomatologia:Freud(1899)sottoline
come un caso clinico potesse essere diagnosticato come nevrastenia
solo quando i sintomi tipici erano accompagnati da una storia di
eccessiva masturbazione o emissione di sperma,in quanto senza una
tale storia,essi dovevano essere imputati a cause di natura
diversa(paralisi progressiva come la meningo-encefalite luetica),o
listeria.
Ancora oggi,la classificazione psichiatrica corrente dei disturbi
mentali(che non sono conseguenza di malattie del SNC),viene fatta
sulla base della loro sintomatologia:si tratta di classificazioni
descrittive e nelle discipline mediche,tali classificazioni hanno
unimportanza modesta,in quanto il trattamento pi appropriato
dipende dalla conoscenza della causa dei sintomi piuttosto che dalla
loro natura.
Dunque,bisogna considerare il fatto che fin dai primi inizi del proprio
lavoro con gli ammalati mentali,Freud ha cercato di andare oltre una
classificazione descrittiva,cercando di stabilire delle categorie di
disturbi psichici che si somigliassero tra loro,nellavere una causa
comune o,quantomeno,un meccanismo psichico di base comune.
Inoltre,il particolare interesse per leziologia e per la psicopatologia dei
fenomeni osservati piuttosto che per la sintomatologia descrittiva,
continua a caratterizzare la teoria psicoanalitica dei disturbi mentali
fino ad oggi;dal 1900 in poi il maggior interesse clinico di Freud si
rivolse ai disturbi psichici che aveva denominato psiconevrosi,mentre
gli altri,le nevrosi attuali,cessano di essere loggetto del suo studio.
Tuttavia,nel lavoro sull'ansia(Freud 1926)egli ribad la propria
convinzione che la classificazione delle nevrosi d'ansia fosse ancora
valida(non menziona la nevrastenia)e che tale forma morbosa fosse
causata da un'eccitazione sessuale non seguita da un'adeguata
gratificazione;non mantenne lidea che la nevrosi d'ansia consistesse
in un disturbo biochimico ed endocrino,ed attribu invece la comparsa
dell'ansia che costituisce il sintomo principale di questa nevrosi e le
fornisce anche il nome,ad un meccanismo puramente psicologico.
Egli ritenne che le energie pulsionali che avrebbero dovuto scaricarsi
nellorgasmo sessuale,e invece non avevano potuto
scaricarsi,creassero uno stato di tensione psichica che poteva
diventare cos forte da non per poter essere controllato dallIo,con il
risultato che si si sviluppava l'ansia.
Edifficile definire quale sia oggi l'opinione degli psicoanalisti a
proposito della nevrastenia e sulle nevrosi d'ansia come Freud le ha
descritte:essi sono illustrate nel libro di Fenichel(1946),che tratta della
psicoanalisi clinica,ma in letteratura i periodici ricordano solo molto
raramente queste classificazioni,e dopo la descrizione originale di
Freud,non sono stati riportati altri casi di quel tipo;cio,la categoria
delle nevrosi attuali,ha cessato di costituire una parte significativa
della nosografia psicoanalitica.
Cosa diversa,per quel che riguarda lepsiconevrosi:le prime teorie di
Freud su questi disturbi sono state sottoposte ad espansione e
revisione massiccia,che continuata per un periodo di almeno 30
anni: ogni cambiamento nella formulazione teoretica, stato sempre il
risultato dell'acquisizione di nuovi dati sulla psicopatologia scaturiti dal
trattamento psicoanalitico dei pazienti,metodo di trattamento che per
sua propria natura costituisce anche nello stesso tempo il metodo
migliore mai inventato per osservare il funzionamento della mente.
Mutamenti e sviluppi,si sono susseguiti massivamente e rapidamente
nei primi anni:il primo stato il riconoscimento dell'importanza che ha
il conflitto psichico nella produzione di sintomi psiconevrotici,e la
conclusione che aveva tratto Freud del lavoro con Breuer,era stata
che i sintomi isterici e quelli ossessivi,fossero determinati da un
evento dimenticato del passato,la cui concomitante emozioni non era
mai stata adeguatamente scaricata.
Poi aggiunse ad osservazioni e riflessioni,che affinch un qualsiasi
evento o vissuto psichico acquisisse un potere patogeno,esso doveva
essere stato per lIo dell'individuo,cos ripugnante che lIo si era
sforzato di eliminarlo o di difendersi contro di esso(Freud 1894-96).
Nonostante la terminologia(Io,difendersi,difese),fosse la stessa
di quella utilizzata da Freud anche 30 anni dopo nel formulare lipotesi
strutturale,essa ha in questa prima enunciazione un significato
diverso:Io stava per S cosciente,cio i canoni morali ed etici del S
cosciente;difesa stava per ripudiocosciente.
Freud ritenne che questa formulazione,fosse idonea per i casi di
isteria,ossessione,molte fobie,ed aveva proposto di raggruppare
assime tali casi sotto il nome dineuropsicosi di difesa.
*Si noti lo sforzo continuo di Fredu nel cercare di stabilire un sistema
di classificazione basato sulleziologia.a quel tempo Freud riteneva che
certe fobie ed ossessioni(sgorafobia,mania del dubbio),fossero sintomi
della nevrosi dansia,dovute quindi a inadeguata scarica
delleccitazione sessuale,con conseguente disturbo del metabolismo
sessuale somatico,piuttosto che derivare da meccanismi meramente
psicologici,come una difesa contro unexp ripugnante.
La seconda aggiunta apportata alle prime formulazioni di Freud in
tema di psicopatologia delle psiconevrosi,fu un risultato della sua
esperienza,la quale gli aveva dimostrato che la ricerca dell'evento
patogeno dimenticato conduceva ad un evento dell'infanzia del
paziente,e che questo evento riguardava la sua vita sessuale(Freud
1896-98).
Egli propose quindi l'ipotesi che queste malattie mentali fossero la
conseguenza psichica di una seduzione sessuale subita nellinfanzia ad
opera di un adulto,e in seguito ritenne che quando il paziente aveva
avuto ruolo attivo nellesperienza sessuale patogeno/traumatica
dell'infanzia,la sua successiva sintomatologia psiconevrotica sarebbe
stata di tipo ossessivo;se invece il suo ruolo in quest'esperienza
traumatica statafosse stato passivo,i successi sintomi sarebbero stati
isterici:ed proprio questa teoria che postula l'esistenza di un
particolare evento dell'infanzia,traumatico dal punto di vista psichico,
quale causa costante dei sintomi nevrotici manifestati nel corso
ulteriore della vita,che viene prediletta dai
commediografi,cinematografi ecc.
Freud non ha mai abbandonato l'idea che le radici di tutte le
psiconevrosi che si manifestano nel corso della vita risiedano in un
disturbo presentatosi durante l'infanzia nella vita sessuale del
soggetto,e questo concetto rimane anche attualmente la pietra miliare
della teoria psicoanalitica di tutte queste condizioni morbose;tuttavia
Freud fu presto costretto a riconoscere che in molti casi,le storie che i
sui pazienti gli raccontavano sull'essere stati sedotti sessualemente
nell'infanzia,non erano veri ricordi,ma solo fantasie,anche se gli stessi
pazienti erano convinti che fossero vere.
Dunque Freud riconobbe che,lungi dall'essere limitati allinfanzia,
eventi traumatici eccezionali quali le seduzioni,gli interessi e le attivit
sessuali,costituiscono una parte normale della vita psichica umana fin
dalla prima infanzia(Freud 1905);in una parola,egli formul la teoria
della sessualit infantile.
In conseguenza di queste scoperte,limportanza delle esperienze
traumatiche puramente accidentali nelleziologia della psiconevrosi,fu
relativamente diminuita mentre si accrebbe l'importanza della
costituzione sessuale dell'eredit del paziente quale fattore
eziologico;Freud ha anche stabilito che sia i fattori costituzionali,che
quelli dell'esperienza,contribuissero all'eziologia delle psiconevrosi e
che in qualche caso siano predominanti gli uni mentre in altri casi gli
altri(Freud,1906):queste rimasta la sua idea durante tutta la sua
vita,e questa anche l'opinione oggi generalmente accettata da tutti
gli psicoanalisti.
Bisogna aggiungere che,bench le osservazioni psicoanalitiche fatte
dal 1906 in poi abbiano apportato molti dati utili,la particolare natura
di queste osservazioni ha impedito che essi abbiano aggiunto qualcosa
di sostanziale alla nostra conoscenza dei fattori costituzionali;recenti
studi sullo sviluppo del bambino(Fries,1953),sono stati volti a chiarire
la natura di questi fattori costituzionali,ma finora difficilmente sono
andati oltre una fase esplorativa.
La scoperta che la sessualit infantile costituisca un fenomeno
normale,ha portato anche ad altri concetti nuovi ed interessanti:da
una parte ha portato ad un accorciamento della distanza tra il normale
e lo psiconevrotico, dall'altra ha dato origine ad una teoria sull'origine
delle perversioni sessuali,e sui loro rapporti con le normalit e le
psiconevrosi.
La teoria che ha formulato Freud afferma che,nel corso dello sviluppo
dell'individuo normale,alcune delle componenti della sessualit
infantile che vengono rimosse,mentre le componenti che restano
all'epoca della pubert vengono integrate nella sessualit adulta;in
quanto tali,esse rivestono un ruolo riconoscibile nell'eccitamento e
nella gratificazione sessuale,ma secondario al ruolo degli organi
genitalie(ne sono esempi il baciare,il guardare,l'accarezzare,
l'annusare).
Nello sviluppo di quegli individui che diventeranno poi psiconevrotici,il
processo di rimozione andato troppo lontano:la rimozione eccessiva
hacreato una situazione instabile in modo che poi,nel corso della vita
,come risultato dell'intervento di un qualunque fattore precipitante,la
rimozione venuta meno,ed alcuni impulsi sessuali infantili
indesiderati sono almeno in parte sfuggiti ed essa,dando origine a
sintomi psiconevrotici.
Nello sviluppo di quegli individui che diventeranno pervertiti sessuali
,esiste nell'et adulta una normale persistenza di alcune componenti
della sessualit infantile(come ad esempio l'esibizionismo o lerotismo
anale);di conseguenza,la vita sessuale adulta del pervertito,risulta
dominata da quella particolare componente della sessualit infantile
,in luogo dei normali desideri genitali(Freud 1905-06).
Dunque la rimozione caratteristica tanto dello sviluppo psichico
normale,che di quello anormale;inoltre,il concetto di impulso che
sfugga alla rimozione per creare un sintomo psiconevrotico, molto
simile al concetto di impulso proveniente dal rimosso che durante il
sonno sfugge alle difese dellIo in misura sufficiente a produrre un
sogno manifesto.
Freud si rendeva conto dell'esistenza,suggerendo la tesi che il sintomo
di tipico nevrotico,come il sogno manifesto,costituisse un
comportamento trauno o pi impulsi rimossi e quelle forze della
personalit dell'individuo che si oppongono all'ingresso di questi
impulsi nel pensiero cosciente enel comportamento;l'unica differenza
che il desiderio latente istintuale di un sogno pu essere o meno
sessuale,mentre gli impulsi rimossi che hanno prodotto sintomi
nevrotici sono sempre di natura sessuale.
Freud stato anche in grado di indicare che i sintomi
psiconevrotici,come gli elementi di un sogno manifesto,hanno un loro
significato(cio un contenuto latente o inconscio);questi sintomi
costituiscono le espressioni travestite e deformate delle inconsce
fantasie sessuali,eq uesto ha portato alla conclusione che la vita
sessuale del paziente psiconevrotico,venisse espressa del tutto o in
parte nei suoi sintomi.
Le idee di Freud nel campo dei disturbi psichici
all'epoca(1906),contenevano gi in embrione(se non del tutto
sviluppati)tutti gli elementi pi importanti delle nostre formulazioni
attuali;Freud aveva iniziato i suoi studi partendo dai concetti
largamente correnti nel pensiero psichiatrico della sua epoca,secondo
cui i disturbi psichici erano malattie della mente che non avevano
niente di comune con il funzionamento psichico normale,erano
classificati su base descrittive e sintomatica,e determinati da cause
che non erano conosciute o riferite a fattori cos generali8come la
tensione della vita moderna,lo sforzo,la fatica mentale,costituzione
neuropatica).
Dal 1906,egli riusc a comprendere i processi psicologici sottesi a molti
disturbi mentali,in una misura tale da consentire di classificarli in base
alla loro psicologia o alla loro psicopatologia,invece che in base alla
loro sintomatologia;inoltre egli scopr che non c' uno spazio vuoto tra
normale e psiconevrosi dico,ma che le differenze psicologiche tra
queste due condizioni sono di quantit e non di qualit;infine egli
diede inizio alla comprensione psicologica dei disturbi del carattere
come viene mostrato dai suoi studi sulle perversioni sessuali,e realizz
che questi disordini psichici fossero collegati con la normalit invece di
essere da essa distinti in maniera netta e qualitativa.
Gli studi proseguiti da Freud dopo il 1906,e quelli successivi di altri
autori,sono serviti a completare e a rivedere le sue teorie dell'epoca
intorno alla psicopatologia di disturbi psichici,riguardo ad importanti
dettagli,ma essi non hanno apportato modificazioni significative del
principio o dell'orientamento fondamentale;gli analisti oggi dirigono la
loro attenzione verso le cause psicologiche di un sintomo anzich
verso i sintomi in s,e pensano queste cause in termini di conflitto
psichico tra le forze istintuali e quelle anti-istintuali e,ancora oggi,
considerano i fenomeni del funzionamento mentale e del
comportamento come fenomeni che si estendono dal normale al
patologico lungo un continuum.
Oggi sappiamo che almeno alcuni di quelli che Freud chiamava
conflitti e sintomi psiconevrosi,sono presenti anche in tutti gli individui
normali:la normalit,psichica pu essere definita solo
arbitrariamente,ed in termini relativi e quantitativi,ed ancora oggi gli
analisti guardano alla prima ed alla seconda infanzia per cercare gli
eventi e le esperienze direttamente responsabili dei disturbi psichici
che si osservano nella vita successiva(o che almeno cooperano al loeo
svilupparsi).
Nei termini della moderna teoria psicoanalitica,ci che si indica
clinicamente come disturbo mentale,pu essere compreso ed
enunciato nel modo migliore,se viene inteso come la prova del cattivo
funzionamento dell'apparato psichico in misura variabile e con
modalit differenti; chiaro che vi sono molte possibilit di disturbo
nel corso dei primi anni dell'infanzia,poich le varie parti o le varie
funzioni dell'apparato psichico si trovano ancora in pieno sviluppo:ad
esempio,se il bambino viene privato dell'appoggio o della stimolazione
fisica normale da parte del caregiver durante il primo anno di vita,
molte delle funzioni del suo Io non si svilupperanno bene,quindi la sua
capacit di stabilire rapporti,e di trattare col proprio ambiente esterno,
pu essere alterata fino a farlo diventare un debole di mente(Spitz,
1945).
Poi,anche dopo il primo anno di vita,lo sviluppo delle necessarie
funzioni dell'Io pu essere impedito da un difetto nella possibilit di
sviluppare le identificazioni necessarie,a causa sia di eccessive
frustrazioni che di eccessive indulgenze,con il risultato che lIo diventa
capace di eseguire il suo compito di mediatore tra l'Es e l'ambiente,
con tutto ci che questo disturbo implica,da una parte nel modo di
controllare e neutralizzare le pulsioni,dall'altra nel modo di
approfittare appieno di tutte le possibilit di ottenimento del piacere
che l'ambiente pu offrire.
Guardando alle stesse difficolt dal punto di vista delle pulsioni,
possiamo comprendere come esse debbano essere controllate in
misura conveniente,ma non eccessiva;un troppo scarso controllo delle
pulsioni produrr un individuo inadattato o incapace di essere un
membro della societ;daltro canto,un'eccessiva repressione delle
pulsioni porter a risultati altrettanto indesiderabili.
Se la pulsione sessuale stata repressa troppo fortemente e se ci si
verificato troppo presto,si produrr un individuo dove gravemente
ridotta la capacit di godere:se stata la pulsione aggressiva quella
indebitamente controllata,allora l'individuo sar incapace di farsi
valere in quella che si considera la normale competizione con i propri
simili;inoltre poich l'aggressivit che non pu essere manifestata nei
confronti degli altri spesso si rivolge contro se stessi,l'individuo pu
diventare in varia misura,autodistruttivo.
anche possibile che i normali processi di formazione del Super-Io
abbia uno sviluppo difettoso:pu cio verificarsi in maniera patologica
,quella complessa rivoluzione psicologica che pone termine al periodo
edipico,e in conseguenza di ci,il Super-Io pu risultare troppo duro o
inadeguatamente accomodante,o un miscuglio di queste due cose;in
realt ognuna di queste possibilit pu accadere.
Ad esempio:se le pulsioni sono troppo poco controllate,ci significa
che vi sono corrispondenti deficienze nella funzione dell'Io e del
Super-Io;nei casi in cui il controllo del pulsioni sia troppo rigido,si ha
probabilmente,anche un Io troppo impaurito e un Super-Io troppo
severo.
Molti interessi dell'Io,quindi molte delle attivit che lIo sceglie per
scaricare lenergia pulsionale e come fonte di piacere,vengono scelte
in base a processi di identificazione;c' anche un altro fattore che pu
essere di importanza anche maggiore di quanto non lo sia
quest'ultima nella scelta di una particolare attivit di questo tipo,e in
questi casi la scelta determinata principalmente da conflitti istintuali.
Bisogna distinguere tra le situazioni favorevoli per quel che riguarda lo
sviluppo dell'individuo,vale a dire quelle che portano alla risoluzione di
un conflitti istintuale(come pu essere la sublimazione),ma bisogna
considerare che un conflitto individuale possa essere risolto o messo a
tacere anche mediante un restringimento o inibizione dell'attivit
dell'Io,piuttosto che attraverso il suo arricchimento,come la
sublimazione permette.
Un esempio di ci pu essere l'incapacit mostrata da un ragazzo
brillante in tutti gli altri campi,nell'imparare l'aritmetica perch far
questo avrebbe voluto dire per lui entrare in competizione con un
fratello maggiore particolarmente dotato in quel campo;l'inibizione che
si autoimposta nei confronti della propria attivit intellettiva,ha
protetto il soggetto da alcuni dei sentimenti dolorosi che gli
provengono dalla propria gelosa rivalit nei confronti del fratello,e
queste restrizioni degli interessi delle attivit dell'Io possono avere
nella vita di un individuo conseguenze modeste oppure deleterie.
Inoltre,molte severe restrizioni dell'Io spesso servono a soddisfare le
richieste di punizione o di sofferenza del Super-Io,e non tutte le
restrizioni dellIo che provengono dal conflitto istintuale mettono il
bambino in contrasto col proprio ambiente;ad esempio il
comportamento esemplare di un bambino pu costituire il tentativo
che egli si autoimposto per procurarsi l'affetto dei genitori piuttosto
che continuare a sopportare il dispiacere provocato dall'essere in
violento contrasto con loro:dunque ci si chiede se questo sia bene o
male per il bambino e quanto differisca dal buon comportamento che
definito normale.
Domande simili si pongono anche rispetto alle regressione ed alle
fissazioni che possono prodursi nella sfera dell'Io,dell'Es o in
entrambe:per esempio in un certo individuo,la risoluzione del
complesso edipico pu compiersi solo a spese di una parziale
regressione della sua vita istintuale a livello anale,con il risultato che
questo soggetto rimanga poi per tutto il resto della vita con un
interesse troppo intenso per i propri processi e prodott anali.
Queste regressione istintuali di solito scendono fino ad un punto di
fissazione che esisteva in precedenza,e qui riteniamo che la fissazione
sia una cosa che facilita la regressione;d'altro canto pu verificarsi
anche una parziale regressione come risultato del conflitto edipico
nella relazione tra lIo e gli oggetti,in modo che gli oggetti del proprio
ambiente diventino per lindividuo importanti solo in quanto
gratificanti i suoi desideri;ne risulta quindi,che nessun oggetto
possiede una propria carica psichica permanente o di lunga durata.
Tali restrizioni dell'Io,cos come le fissazioni e le regressioni dellIo e
dell'Es,producono dei dati di carattere che saremo portati a chiamare
normaliquando non interferiscono con la capacit dell'individuo di
provare piacere e con la sua abilit di evitare gravi conflitti con il
proprio ambiente,mentre saremo portati a chiamarli anormali
quando essi interferiscono con il piacere in misura notevole e portano
l'individuo a gravi conflitti con il proprio ambiente.
Non c' alcuna linea di divisione netta tra normale ed anormale
neanche in questo caso;la distinzione pragmatica e la scelta fatta
in maniera arbitraria:riteniamo in questa sede ad esempio,che la
formazione del Super-Io costituisca la normale conseguenza di gravi
conflitti istintuali,che esistevano durante la fase edipica,e ci
certamente giusto per caratterizzare un aspetto della formazione del
Super-Io nell'imposizione permanente di certe inibizioni(sia a carico
dell'Io che dell'Es),allo scopo di metter fine alla situazione di pericolo
che deriva dai conflitti edipici.
Ribadiamo che la distinzione tra il normale patologico,nelle modalit di
sviluppo di funzionamento dell'apparato psichico,viene effettuata
soprattutto in base alla misura in cui diminuita la capacit
dell'individuo di provar piacere,e la sua abilit nell'adattarsi al proprio
ambiente.
Per quel che riguarda la terminologia,quando una modalit di
funzionamento psichico viene considerata anormale,nel linguaggio
clinico essa viene etichettata come disordine del carattere o nevrosi di
carattere:quest'etichetta indica un tipo di funzionamento dell'apparato
psichico considerato alquanto svantaggioso per l'individuo,tanto da
essere definito patologico,ma che costituisce all'interno della psiche
un equilibrio relativamente stabile,il quale si sviluppato(come deve
fare qualsiasi equilibrio intrapsichico),per l'interazione tra le varie forze
psichiche e quelle che agiscono dall'esterno durante il corso dello
sviluppo.
I diversi tipi di disordini del carattere o delle nevrosi di carattere,
variano quanto alla capacit che ciascuno di essi ha di venire
influenzato dal trattamento;possiamo dire in generale che quanto pi
giovane il paziente,e quanto maggior disagio soffre a causa di
questo particolare tratto del carattere o della propria particolare
struttura caratteriale,tanto pi facile che la terapia risulti efficace.
Fino ad ora non si dispone per questi casi,di criteri prognostici
generali molto precisi edattendibili.
Tratteremo adesso di quel tipo di disturbi del funzionamento
dell'apparato psichico con cui Freud prese familiarit in seguito ai
primi studi sull'isteria e sulle altre neuropsicosi di difesa.
Nei disturbi di questo tipo,si produce una successione di eventi:
1)Prima si verifica un conflitto tra lIo e lEs nel corso della prima
infanzia e,soprattutto durante la fase edipica e preeedipica,questo
conflitto viene risolto dall'Io nel senso che lIo in grado di mettere in
opera dei mezzi stabili ed efficaci atti a bloccare i derivati pulsionali
pericolosi in questione.
Il metodo che usa l'Io piuttosto complesso,poich implica difese ed
alterazioni dell'Io(come fissazioni,restrizioni,sublimazione e
regressione):qualunque sia il metodo usato,esso opera per un periodo
di tempo pi o meno lungo con pieno successo sino a quando non
arriva qualche ulteriore evento a distruggere l'equilibrio che si
restaurato e a rendere l'apparato dell'Io incapace di controllare
efficacemente ed ulteriormente le pulsioni.
Non importa il fatto che le circostanze precipitanti agiscano
rinforzando e rinvigorendo le pulsioni o indebolendo l'Io: essenziale
che lIo venga relativamente indebolito in misura sufficiente da
diminuire la sua capacit di controllare le pulsioni,e quando ci si
verifica,le pulsioni o per essere pi esatti,i loro derivati,minacciano di
irrompere nella coscienza e di essere tradotti direttamente nel
comportamento manifesto(nonostante gli sforzi dellIo per contenerli);
si produce quindi tra lIo e lEs un violento conflitto dove l'Io in
vantaggio relativo,e ne risulta una formazione di compromesso
chiamatosintomo psiconevroticoo sintomo nevrotico(nonostante non
abbia niente a che vedere col concetto che Freud aveva sulle nevrosi
attuali,poich corrisponde proprio a ci che egli ha chiamato
psiconevrosi).
In questo tipo di disfunzione psichica,via un cedimento delle difese
dellIo,col risultato che lIo non riesce pi a controllare adeguatamente
gli impulsi dell'Es,che invece in precedenza erano stati efficacemente
dominati dallo stesso:ne risulta una formazione di compromesso che
esprime inconsciamente sia il derivato della pulsione che la reazione di
difesa e paura o di colpa che lIo mette in opera nei confronti del
pericolo rappresentato da una parziale irruzione delle pulsioni:una tale
formazione di compromesso viene chiamata sintomo nevrotico o
psiconevrosi e come Freud ha fatto notare,ha una stretta analogia con
il sogno manifesto e con tutti i vari elementu onirici.
In generale,la disfunzione dell'apparato psichico che ha dato luogo ad
un determinato sintomo,ha determinato una scarica dell'energia
pulsionali connessa con il desiderio,ma una scarica che stata
travestita e deformata dalle operazioni difensive dell'Io,e che ha dato
origine a un senso di dispiacere invece che di piacere.
Va detto poi che i sintomi psiconevrotici sono spesso iperdeterminati
,cio provengono da pi conflitti inconsci tra lIo e lEs.
Nello stesso tempo l'Io fa del suo meglio per mantenere attive le
sempre presenti difese contro questi desideri edipici angoscianti:essi
rimangono rimossi almeno nella loro forma infantile originaria,ed
hanno accesso alla coscienza solo in una forma mascherata ed
irriconoscibile al paziente.
Riguardo alla formazione dei sintomi psiconevrotici,Freud ha coniato
due termini che sono il vantaggio primario e il vantaggio secondario
della malattia o della formazione sintomatica:Freud,affermando che
l'individuo ottiene sempre in qualche maniera un certo guadagno o
vantaggio dalla formazione di un sintomo,riteneva che il vantaggio
primario di questo processo consistesse nel fatto che vi era almeno
una parziale scarica istintuale,cio una gratificazione parziale di uno o
pi desideri di origine istintuale,senza langoscia o il senso di colpa
che avevano in precedenza impedito al paziente di conseguire la
gratificazione anche parziale che accompagna i sintomi psiconevrotici.
Affermare questo sembra strano,considerando che l'ansia
accompagna spesso i sintomi nevrotici e pu diventarne una parte
cospicua,ma il paradosso pi apparente che reale:Freud pensava
che le la relativa debolezza dell'Io minacciasse l'irruzione alla
coscienza dellintero contenuto inconscio infantile dell'impulso dellEs;
se avvenisse una cosa del genere,sarebbe accompagnata dal penoso
senso di colpa e dal terrore infantile che era gi stato provocato
dall'impulso in questione all'epoca.
Permettendo invece l'affiorare solo parziale e travestito del derivato
pulsionale,attraverso la formazione di compromesso detta sintomo
psiconevrotico,l'io capace di evitare una parte o tutto il disagio che
si sarebbe altrimenti sviluppato;qui notiamo come un sintomo
psiconevrotico sia simile a quella formazione di compromesso
denominata sogno manifesto,poich anche l l'Io incapace di
evitare l'affiorare alla coscienza di un impulso proveniente dal
rimosso,ma consentendo all'impulso la gratificazione immaginaria o
una scarica distorta e dissimulata,lIo pu evitare il dispiacere di
sperimentare l'angoscia o di essere svegliato.
Perci visto dalla parte dell'Es,un sintomo psiconevrotico consiste in
una gratificazione sostitutiva di desideri sino ad allora rimossi,mentre
visto dalla parte dellIo consiste in unirruzione nella coscienza di
desideri pericolosi e non accetti,la cui gratificazione pu essere
prevenuto solo in parte,la qual cosa risulta almeno preferibile o meno
spiacevole della comparsa nella coscienza di quegli stessi desideri
nella loro forma originaria.
Il vantaggio secondario da considerarsi solo come un caso
particolare tra tutti gli incessanti sforzi dell'Io per utilizzare tutte le
possibilit disponibili di ottenere delle gratificazioni piacevoli:una volta
che si formato un sintomo,lIo pu scoprire che esso porta con s
alcuni vantaggi;tuttavia ci sono molti casi in cui una tale possibilit
non sussiste,e in cui la nevrosi giunge ad avere un certo valore per
l'individuo solo dopo che si sviluppata.
Dal punto di vista della teoria dei sintomi psiconevrotici,il vantaggio
secondario non ha la stessa importanza del vantaggio primario:dal
punto di vista del trattamento di questi sintomi invece,esso pu avere
una grande importanza poich una forte quantit di vantaggio
secondario pu portare al fatto che il paziente inconsciamente
preferisca tenersi la propria nevrosi anzich perderla,dato che il
sintomo che ha manifestano,ha acquistato un valore per lui.
Ritornando alla formazione di sintomi psiconevrotici,bisogna
menzionare anche il caso in cui una delle difese dell'Io possa
consistere nella regressione contemporanea delle funzioni dellIo e
delle pulsioni;dal punto di vista teorico,la regressione solo una delle
molte modalit difensive che lIo pu impiegare,ma dal punto di vista
delle sue conseguenze pratiche essa costituisce una faccenda seria.
Quanto maggiore il grado della regressione,tanto pi grave sar la
sintomatologia che ne risulta,e tanto pi limitate le possibilit di un
trattamento efficace e tanto pi grande la possibilit che il paziente
abbia bisogno di lunghe cure in ospedale.
Inoltre le disfunzioni psichiche che noi definiamo sintomi
psiconevrotici,non sono quelle che vengono sentite dellIo del
soggetto come estranee a s stesso o come spiacevoli o come
entrambe le cose assieme,e pu succedere che il sintomo venga
percepito dallIo del soggetto sofferente come qualcosa di estraneo
enello stesso tempo di spiacevole.
Vi sono delle formazioni di compromesso che provengono da un
insuccesso nel tentativo di stabilire o mantenere efficiente un metodo
stabile di controllo delle pulsioni,dove quest'insuccesso dipende da un
indebolimento relativo dell'Io,le quali non risultano affatto per l'Io n
estranee n spiacevoli,ed i pi evidenti e gravi sono molti casi di
perversione sessuale e di tossicomania.
Vanno fatte due osservazione a questo proposito:
1)La prima che questi disturbi sono intermedi tra i disturbi di
carattere e i sintomi psiconevrosi,ed essi non possono essere
differenziati l'uno dall'altro in maniera netta;
2)La seconda che le gratificazioni istintuali che costituiscono le
perversioni alle tossicomanie vengono usate dall'Io in maniera al fine
di tenere in scacco altri derivati delle pulsioni,la cui emergenza e
gratificazione appaiono allIo come troppo pericolose per poter essere
permesse.
Queste formazioni di compromesso dal punto di vista dell'Io sono
esempi di come pu essere usato un derivato della pulsione allo scopo
di aiutare il controllo di un altro e,in questo sensoeessi sono molto
simile al meccanismo di difesa della formazione reattiva;dunque,
questo rappresenta una modificazione notevole rispetto
all'affermazione originaria di Freud secondo cui la perversione
sessuale costituisce l'inverso della nevrosi(Freud 1905).
Eimportante ricordare che non bisogna fare una distinzione netta o
indiscutibile tra ci che considerato normale e ci che considerato
patologico nel campo del funzionamento psichico,e che quanto noi
chiamiamo normale e quanto chiamiamo patologico,deve essere
inteso come la conseguenza di talune differenze del funzionamento
dell'apparato psichico tra individui ed individui,le quali non sono tanto
differenze di qualit,ma soprattutto di quantit.
Capitolo nono:Conflitto psichico e normale
funzionamento mentale.

Prenderemo qui in esame aspetti dello sviluppo della personalit che,
sebbene intimamente correlati al conflitt psichico,possono essere
classificati come normali piuttosto che anormali.
Abbiamo gi visto come in questo campo la differenza tra ci che si
definisce normale e ci che si definisce patologico si risolve in una
differenza di grado e non di qualit,quindi impossibile distinguere
nettamente tra la conseguenza di un conflitto psichico al limite della
anormalit e un'altra che sia al limite della normalit;d'altro canto ci
sono molteplici conseguenze del conflitto psichico la cui normalit
indiscutibile,ed possibile osservare questi fenomeni normali nel
corso dell'analisi di pazienti nevrotici,ed in questa situazione che si
presenta l'opportunit di scoprire le origini complesse ed il significato
inconscio di fenomeni normali,circostanza che non si sarebbe mai
verificata se l'individuo non fosse sottoposto all'analisi.
Esulla base di questa esperienza analitica che si tenter di illustrare il
rapporto tra i conflitti psichici e gli aspetti normali dello sviluppo della
personalitquali:itratti del caratter, la scelta della professione,del
partner ecc;si cercher inoltre di trattare altri aspetti della vita
mentale normale i cui legami con il conflitto psichico sono dimostrabili
ma sui quali i dati desunti dalla psicoanalisi individuale risultano meno
soddisfacenti quali:fiabe,miti,leggende,la religione,la morale ecc.
L'interesse della psicoanalisi sui tratti del carattere,fu un primo tempo
diretto ad evidenziare i loro rapporti con i desideri istintuali
dell'infanzia:Freud(1908),sugger l'esistenza di una relazione tra le
vicende dellerotismo anale nellinfanzia,la metodicit,la parsimonia e
l'ostinazione nella vita adulta,nonch tra i desideri a carattere fallico
dell'infanzia e l'ambizione;successivamente altri psicoanalisti seguirono
in questo campo la direzione indicata da Freud e si svilupp una
nomenclatura relativa ai tipi di carattere che derivava dalla
connessione osservabile tra i tratti del carattere ed una particolare
fase dello sviluppo libidico.
Gli analisti parlano di caratteri/tratti del carattere orali,anali o fallici,e
l'esperienza clinica risultante dal rapporto con numerosi pazienti forn
un supporto concreto all'originaria supposizione freudiana secondo cui
i tratti carattere deriverebbero sovente da desideri anali e da conflitti
della prima infanzia.
Il termine anale stato applicato anche agli individui disordinati
sporchi e trascurati per lo stesso motivo;fiducia in se stessi,ottimismo
e generosit(cos come il loro contrario)sono state descritte sulla base
di analoghe considerazioni come tratti di carattere orale,mentre
l'ambizione e bisogno di approvazione e di consenso,sono stati
etichettati come fallici.
Questa classificazione poggia sulla teoria delle pulsioni,in particolare
della pulsione libidica:essa riflette il rilievo posto sull'aspetto
pulsionale della vita psichica che caratterizz la prima fase dello
sviluppo della psicologia psicoanalitica;solo gradualmente si svilupp
una maggiore conoscenza della complessit della via che conduce dai
desideri istintuali dell'infanzia e dai conflitti a cui essi danno origine,
alla vita mentale e al comportamento degli adulti.
Ribadiamo limportanza del meccanismo dellidentificazione nella
formazione del Super-Io durante il periodo edipico,sebbene poi non
tutte le identificazioni del periodo edipico,sono collegate alla
formazione del Super-Io;alcune si producono come espressione,in
superficie mascherata,dei desideri sessuali e competitivi del
bambino(rispetto al genitore).
Quello che potrebbe sembrare somiglianza fisica tra padre e figlio,in
realt identit di comportamento,essendo soprattutto il risultato di
tratti psicologici determinati,cio di identificazioni inconsce prodottesi
durante linfanzia,spesso come espressione del desiderio infantile di
essere il genitore con cui il bambino si identificato secondo varie
modalit.
Lammirazione e linvidia dei bambini,non sono rivolte solo verso i loro
genitori(sebbene siano i principali oggetti);sentimenti simili vengono
provati verso i fratelli,e si tratta di sentimenti che possono avere parte
considerevole nella vita istintuale del bambino e rispetto alle
formazioni di comprome sso che ne conseguono.
Passando a considerare la relazione tra vita istintuale dellinfanzia e la
successiva scelta di un partner sessuale,le connessioni tra i due eventi
sono cos configurate e profonde,che la difficolt consiste proprio nel
tentativo di spiegarne la complessit.
Nella vita di ciascuno,i primi oggetti sessuali sono edizioni successivedi
quelli infantili,sia per gli individui normali/lievemente nevrotici,che per
i soggetti gravemente nevrotici.
Esorprendente osservare la durata e lintensit degli effetti esercitati
dai desideri infantili sulla vita mentale:essi possono determinare la
scelta della professione,il corso della vita
sessuale,passatemi,abitudini,caratteristiche ecc;spesso si pu
osservare come questi effetti non siano consegnuenze dirette dei
desideri e conflitti istintuali,ma fantasie che da essi si generano.
Fra le conseguenze delle fantasie istintuali infantili,sono da
annoverare i sogni ad occhi aperti e le storie di ogni tipo come
fiabe,miti,leggende e produzioni letterarie ad ogni livello di
elaborazione e merito.
Fiabe e storie sono di solito le prime ad interessare i bambini:la loro
popolarit suggerisce lipotesi che esse si riferiscano a temi che
esercitano unattrattiva quasi universale sui bambini;esse hanno a che
vedere,infatti,con i temi della vita istintuale dellinfanzia,specie coi
temi edipici,e in ogni favola o quasi,vi la figura delleroe che trionfa
sul male,sposare una giovame,e vivere felici e contenti.
Inoltre,il problema della colpa suscitata dai desideri edipici,interviene
sempre nelle fiabe,ed alcune storie sono incentrate sui temi del
parricidio e della castrazione,ben mascherati,fino a rendere la storia
eccitante per i pi piccoli.
Il gruppo di personaggi sempre lo stesso:eroe/eroina e rispettiva
famiglia:lerore ed i suoi amici sono buoni,i rivali sempre cattivi,e il
lieto fine una costante nelle fiabe,cio la vittoria delleroe e la
contemporanea morte/distruzione del rivale,il matrimonio con la
principessa/principe(unione sessuale).
Di solito,i genitori malevoli del protagonista che si incontrano in
alcune fiabe(vedi Cenerentola),sono di solito parenti acquisiti,quindi il
senso di colpa viene espiato attraverso questo tipo di scamotage.
Passando ai miti e leggende:essi traggono origine dalla stessa fonte
delle fiabe,sebbene lo scopo sia diverso:
1)Sono destinati agli adulti,dunque sono psicologicamente pi
complessi;
2)Sono pi realistici,cio riflettono la visione adulta della complessit
dellambiente e della relativa impotenza delluomo rispetto al mondo;
3)Tentano di spiegare lorigine del mondo umano,la sua natura,le sue
modalit di funzionamento;
4)Sono tentativi di fornire una visione cosmologica,quindi
costituiscono i precursori delle teorie scientifiche,sebbene
derivino,come le fiabe,dalla vita istintuale dellinfanzia,dalle sue
ossessioni,paure,conflitti.
Si pensi al fatto che nei miti greci,temi quali lincesto,la gelosia,la lotta
e lintrigo sono una costante,sebbene lassassinio sia li impossibile in
quanto gli dei sono immortali,e Zeus il pi forte ed a lui che spetta
sempre lultima parola:il mito omerico esclude il parricidio.
In altri miti invece,il parricidio presente:il dio padre viene
ucciso,castrato e spesso mangiato dai figli,anche con laiuto della
madre,ed i figli assumono su di s il suo potere,per essere a loro volta
distrutti dalla propria prole.
Passando ai miti Giudeo-Cristiani,ritroviamo la stessa relazione con la
vota istintuale dellinfanzia,dove i temi della ribellione e del
parricidio,insorgono dalla rivalit,dallodio e dallinvidia che i figli
nutrono per il padre durante il periodo edipico,ma latteggiamento del
bambino in questa fase ambivalente.
Pensando a Mos nellatto di servire fedelmente Dio,punendo chi
adora altri dei,si pu notare come Mos si sia completamente
identificato con il suo Dio,e sottomesso allo stesso,ma questo
atteggiamento non un universale di tutti i miti religiosi;anche nella
storia di Mos vi un accenno di ribellione verso Dio,una
disobbedienza non grave di cui Mos viene punito con la condanna a
non entrare mai nella terra promessa di Canaan.
Mos rappresentato come un servitore di Dio,devoto e pieno di
amore,e la sua ribellione si ritiene abbia come oggetto solo un padre
di lieve entit,il Faraone.
Anche nella storia di Ges,gli elementi di una relazione ambivalente
tra padre e figlio sono rappresentati in maniera complessa e
dissimulata:laccento viene posto anche qui sullamore del figlio per il
padre, e sulla sua sottomissione;Ges e Dio sono in effetti un unico
essere,tanto forte lidentificazione tra i due,e leroe non si ribella
mai;i temi del parricidio e dellincesto appaiono solo marginalmente,e
non sono attribuiti direttamente alleroe,ma agli antagonisti.
Lincesto viene trattato attraverso il tema del peccato originale
commesso da Adamo ed Eva che si unirono sessualmente nel giardino
dellEden,nonostante la proibizione di Dio.
La religione fa del mondo intero,una nuova versione della famiglia del
bambino,famiglia dove il credente il figlio di Dio,ed i sacerdoti sono i
genitori,come Freud ha notato(1933),la religione assolve una triplice
funzione per i credenti:
Offre loro:a)una cosmologia,b)un codice morale,ed c)un sistema di
ricompense e punizioni;
la relazione tra un credente e Dio porta limpronta delle sue
origini,poich essa sotto molti aspetti simile al rapporto figlio-
genitore,ed in essa si pu notare la stessa ambivalenza e commistione
di elementi sensuali,nonostante il tentativo di dissimularli.
Chi sar obbediente come Ges,ricever lamore di Dio e verrda lui
accolto,come Ges,a vivere eternamente in Paradiso;questa credenza
religiosa(dogma),presenta una forte somiglianza con le fantasie che la
pratica psicoanalitica ha individuato come ricorrenti tra i bambini
maschi nel periodo edipicoil bambino in questa fase,immagina
spesso di essere una bambina,il che implica per lui la castrazione,ai
fini della conquista del perdono e dellamore paterno e della
condivisione del potere con il padre.
La fede adulta,promette il divino amore paterno a tutti coloro che
assomigliano a Ges,il figlio sottomesso e mutilato di Dio.
Le religioni si identificano per il fatto di riflettere in forme diverse,il
fatto di derivare dai conflitti della prima infanzia relativi allincesto ed
al parricidio,allamore e allodio,alla gelosia,ai desideri omo ed
etero,alle paure di castrazione,allinvidia del pene,al rimorso e
allautopunizione:in ogni religione i fedeli rappresentano
incosciamente i genitori,con tutte le ambivalenze di cui sono
portatori; la storia di ciascun gruppo sociale a determinare le
credenze e pratiche religiose.
La psicoanalisi ha osservato come,al di l della storia di un certo
gruppo,la religione di ogni gruppo ha a che vedere coi conflitti
inconsci che si originano dai desideri e dalle paure istintuali della
prima infanzia.
Per quel che riguarda la moralit,possiamo dire che ogni religione ha il
suo codice morale,cio un sistema di ricompense o punizioni;in ogni
religione vi sono dei precetti,degli imperativi,esortazioni e proibizioni
collegati al Super-Io individuale.
Nella maggior parte delle attuali societ organizzate,la morale
rappresentata come auspicabile conseguenza della fede religiosa:alla
fede religiosa, cio attribuito il potere di rendere la gente
moralmente corretta,ed questa unopinione comune in molte civilt
civilizzate.
Nonostante il consenso di questa convinzione,i dati raccolti
dallapplicazione del metodo psicoanalitico,indicano la fallacia di ci:in
realt,la morale soggettiva/la formazione del Super-Io individuale,si
sviluppa per prima,a rappresentare il precursore delleducazione
religiosa;il senso morale di ognuno,si configurerebbe attraverso i
conflitti della vita istintuale della prima infanzia,soprattutto nel periodo
edipico,ed esprime la natura di quei conflitti a prescindere dagli eventi
successivi.
Esso mantiene la sua configurazione,sebbene inconsciamente,per
tutta la vita:dunque,il proprio codice morale non del tutto
conosciuto nelle sue componenti essenziali.
I dati della psicoanalisi,danno conferma del fatto che nessun
credo,catechismo,comandamento possono rendere una persona
morale,poich la morale una questione individuale: una
conseguenza della formazione del Super-Io,derivante dalle passioni e
paure della vita istintuale infantile,ed la particolare esperienza di
ogni individuo che ha unimportanza primaria.
Ecorretto dire che il codice morale di ogni religione generato daii
desideri e comflitti infantili dei credenti(come i miti e le leggende).
Inoltre,ogni religione rappresenta un tentativo di attenuare langoscia
dei suoi adepti e,nello stesso tempo,di consentire loro un certo grado
di gratificazione istintuale;il suo codice morale realizza questo scopo
fornendo risposte alla domanda Cosa devo fare perch gli
Dei/genitori mi amino e proteggano invece di odiarmi e punirmi per le
mie azioni e desideri sessuali ed omicidi?.
Le risposte vengono fornite ad ogni bambino dagli adulti come
soluzione dei suoi conflitti istintuali gi pronta,soluzione gi testata a
suo tempo dai genitori,che quindi la ripropongono al figlio.
Eimportante che il codice morale costituisca una soluzione
soddisfacenteper tutti i membri di una societ o quasi:se non lo ,esso
viene modificato fino a che non lo diventi;se non ci si riesce,lo si
abbandona e lo si sostituisce con un altro sistema di credenze e
pratiche.
Affinch lindividuo si conformi ad un qualunque codice morali
offertogli dalla societ,egli deve trovarvi una soluzione operativa dei
suoi conflitti inconsci(originati dai desideri istintuali dellinfanzia).
Tuttavia,in tempi recenti,la religione come istituzione sociale, stata
soppiantata dalla scienza e dalla tecnologia:tuttavia,se vero che la
religione ha profonde radici nella vita mentale,sembra impossibile che
essa possa scomparire senza essere sostituita a doveresembra che
un ruolo sostitutivo importante sia giocato qui dalla politica,e dai vari
credo in questo ambito(ci evidente in alcuni Paesi estremisti come
la Cina),con il risultato che nella societ senza religione,le tendenze
inconsce hanno dato luogo ad una sorta di credo della politica e dei
vari leaders.
Tuttavia,ci non del tutto nuovo perch fin dal passatp,vi era una
certa tendenza da parte dei popoli a deificare il capo/governatore(si
pensi ai Faraoni in Egitto);lesperienza clinica ha sottolineato come
chiunque venga considerato come pi anziano e in una posizione di
saggezza superiore,pu inconsciamente rappresentare un genitore.
Stante ci,qualunque burocrazia dovrebbe essere sia imposta dallalto
che sostenuta dal basso,dove latteggiamento del popolo verso il suo
governatore,affonda le sue radici nei desideri e conflitti edipici.
Quanto pi unorganizzazione religiosa o un sistema politico si
avvicinano ai criteri di forza,saggezza,bont,tanto pi costituiscono
una riproduzione adulta della vita mentale dellinfanzia,dimenticato a
livello conscio da molti adulti,ma in realt ancora attivo,che spinge a
perpetuare linfanzia.
Per quel che riguarda la politica e la religione, forte la tendenza a
riprodurre la situazione infantile della famiglia nelle istituzioni adulte.
Passiamo a considerare il tema della magia e della
superstizione:oggi,in unepoca scientifica,il terminemagiadesigna un
trucco o un fatto straordinario che finge di contraddire il senso
comune di ognuno,cio la conoscenza pragmatica del mondo,e si
pensa che solo i bambini possano rimanere meravigliati da un qualche
gioco di prestigio;eppure,in gruppi sociali fondati su un credo
scientifico,anche gli adulti attibuiscono poteri speciali ad alcune
persone(si pensi agli oroscopi,al rivolgersi a presunti guaritori,e alla
creduloneria in genere).
Esolo recentemente che la scienza ha in buona parte soppiantato la
superstizione,e questo compito era gi stato perseguito dai filosofi
Greci di maggior rilievo,i quali contrapposero una visione razionale del
mondo ad unaltra magica(sec.V a.C).
Ancora oggi,tuttavia,il pensiero magico persiste:magia e superstizione
sono definite come le conseguenze del credere che pensiero e parole
di qualcuno,possano influenzare e controllare le altre persone e gli
oggetti e,come la psicoanalisi ha scoperto,tutti i bambini attraversano
una fase in cui credono che ci corrisponda a verit(lonnipotenza del
pensiero).
In parte questo fenomeno, sostenuto dalla funzione del linguaggio
che il bambino raggiunge,e che gli consente in varia misura,di
controllare lamabiente;in pi,i desideri dei bambini sono molto forti e
generano fantasie che il bambino sente come reali:se i fatti del mondo
reale contrastano con i suoi sogni,il bambino capace molto pi di un
adulto di ignorare la realt spiacevole,e di far corrispondere la sua
volont alla realt.
Esolo gradualmente che il bambino impara a distinguere tra fantasia
interna e realt esterna,quindi a compiere lesame di realt,ed anche
quando tale capacit sia stata raggiunta,la tendenza a pensare in
termini magici persiste ancora in varia misura.
C unaltra caratteristica del pensiero infantile che riveste una parte
importante nella magia e nella superstizione:tutti gli oggetti
dellambiente,vengono dal bambino inizialmente considerati come
dotati di pensieri,sentimenti e desideri,e tutta la natura animata,e
tracce di questa credenza persistono anche in aree della vita adulta
non magiche(credo religiosi animistici).
Ripetiamo,le pratiche e le credenze religiose dipendono
dallonnipotenza del pensiero,specie delle fantasie di desiderio e dalla
concezione animistica della natura:esse sono spesso collegate agli
aspetti dei desideri istintuali dellinfanzia,sebbene la relazione sia di
natura inconscia.
La magia assume spesso un ruolo rilevante nella religione;circa la
superstizione, stato osservato come spesso la religione di un
individuo rappresenti per un altro la sua suoerstizione;i bambini dai 6
anni in su sono attratti da ogni magia o superstizione(ad ex lo si pu
osservare nel gioco che consiste nellevitare gli interstizi di un
marciapiede),ed a questo proposito si pu supporre che per lo stesso
rituale magico,il significato vari da bambino a bambino,sebbene
esistano prove a favore di un significato comune.
Per spiegare la superstizione,bisogna ritenere che i desideri ostili in
questione suscitino senso di colpa,cosicch il pensiero
inconscioDovrei essere punito per avere simili desideri cattivi,fa
nascere la superstizione consciaSe pesto una fessura-che ha il
significato inconscio e simbolico di gratificare i desideri cattivi-
qualcosa di male mi accadr:per evitare la punizione/sfortuna,il
bambino ricorre alla magia(evitamento degli interstizi),costringendo il
fato a dargli la buona sorte.
Lidea inconscia,non contiene nulla di magico di per s:Sono
buono,mamma,cos so che tu non mi punisci unidea
realistica,che riflette lesperienza e le aspettative del bambino;nella
superstizione conscia e nel rituale magico,il genitore diventato il
fato onnipotente ed onniscente,il cui favore potr essere conquistato
con un comportamento che non ha alcun valore pratico e reale,poich
il suo valore deriva dal pensiero inconscio del bambino;il rito magico
dipende dai pensieri concernenti le paure e i desideri
dellinfanzia,piuttosto che da unesperienza riferita al mondo reale.
Unaltra superstizione diffusa quella concernente il numero 13:si
tratta di una superstizione cristiana,e nella sua forma originaria
consisteva nella convinzione che essere in 13 commensali a tavola
portasse sfortuna,poich allUltima Cena erano presenti 13 persone(i
12 Apostoli e Ges).
Unaltra superstizione cristiana quella che considera il venerd come
giorno sfortunato:questo perch Ges venne crocifisso il Venerd.
Ecomprensibile allora che un cristiano,per la colpa inconscia suscitata
dall crocifissione,rispetti queste date e numeri.
Non bisogna perdere di vista il fatto che,razionalmente parlando,il
ragionamento conscio di qualsiasi superstizione erroneo.
Piuttosto,sembrerebbe che poich durante lultima cena gli apostoli
mangiarono e bevvero simbolicamente la carne ed il sangue di Ges,la
questione sia sempre quella legata al desiderio istintuale ed infantile
di uccidere e divorare il padre;da qui che,essere in 13 a tavola per un
cristiano,simbolizzerebbe un desiderio parricida infantile ed
inconscio,intriso di colpa e di paura;evitando lazione che simboleggia
la gratificazione del suo desiderio cattivo,egli pu evitare anche la
punizione/sfortuna corrispondente.
In generale,sulle superstizione,qualunque sia il motivo per cui il
soggetto si senta colpevole a livello inconscio,questo stato danimo
pu dar luogo, a livello conscio,ad una sensazione irrazionale o
inesplicabile di sfortuna che incombe,unaspettativa verificabile
magicamente.
Gli psicoanalisti che hanno avuto modo di analizzare pazienti
consciamente preoccupati di contare o di altri rituali numerici,hanno
osservato come queste attivit siano il risultato di una preoccupazione
inconscia relativa alla masturbazione ed alle fantasie associate.
Presagi e predizioni sullavvenire,rivestono una parte rilevante nella
credenza superstiziosa:mago,astrologo,indovino sono personaggi
associati alla mentalit popolare,e quasi ogni fenomeno naturale pu
essere usato per fare predizioni(stelle,voli di uccelli,eclissi,vegetazione
ecc),dove la superstizione consiste qui nel credere che chiunque o
qualunque cosa abbia permesso il movimento e la vita di queste
entit,al fine di comunicare ad ognuno che cosa si pu fare o
meno;questa credenza deriva ancora una volta dallatteggiamento dei
bambini verso i loro genitori.
Il superstizioso che crede ai presagi e agli indovini,sembra essere
inconsciamente ancora un bambino,che adotta un atteggiamento di
obbedienza sottomessa ai propri genitori,desideroso di comprendere il
loro volere e di obbedirvi per meritarne lamore ed aiuto.
Coloro che credono nella religione,astrologia ecc,manifestano un
atteggiamento amoroso ed obbediente verso i rappresentanti adulti
dei genitori della vita infantile:
Dio,sacerdoti,maghi,indovini;dallesperienza clinica si sa quanto
latteggiamento di un bambino verso i genitori ambivalente.
Passiamo a considerare aspetti della vita adulta dove u desideri ostili
sono pi evidenti:qui gli atteggiamenti ed il comportamento conscio
derivano soprattutto dai desideri antagonistici e di ribellione
dellinfanzia ancora presenti nella vita aduta,sebbene in modo
inconscio.
Ci riferiamo al fenomeno generale che va sotto il nome diconflitto
generazionale;con il metodo psicoanalitico emerso che la prima
occasione di grave conflitto tra generazioni,non si presenta in
adolescenza ma nei primi anni dellinfanzia,di solito nella fase edipica;i
conflitti sono una seconda o terza visione delloriginale,dove i
contenuti sono pressocch identuci;la cosa importante consiste nel
fatto che una pate cos grande di ci che costituisce una ripetizione
del passato,resta nelladulto a livello inconscio.
Il comportamento adulto appare ad un osservatore esterno,come
irrazionale,non collegato ai dati concreti delle situazioni,e ci pu
corrispondere a verit:lo si pu comprendere nei termini del retaggio
inconscio dellinfanzia,che costituisce parte importante per entrambe
le generazioni.
Nella generazione pi giovane,vi sono numerose prove del fatto che le
ragioni consce addotte per criticare la generazione pi anziana non
giustifica la severit manifestata dalla generazione giovane:deve
esserci qualcosaltro per poter spiegare la passione dellattacco.
Ancora una volta,sarebbero i desideri di gelosia e la volont
omicida,che consentirebbero di riconoscere nel conflitto generazionale
un fenomeno ricorrente ed universale.
La generazione anziana motivata pur sempre da desideri inconsci
derivanti dalla vita infantile,quale quello di identificazione con gli avi
ritenuti ancora tanto onnipotenti,e che minacciano di distruzione o
castrazione chiunque si ribelli alla loro autorit.
Possiamo notare come n nei conflitti politici fra le generazioni nuove
adulte ed i loro genitori,n nei conflitti familiari,irrazionalit e passione
apparentemente inesplicabili possono attribuirsi ad una parte
sola;entrambe le parti sono costituite da esseri umani,dominati da
desideri del passato di cui essi sono solo parzialmente
consapevoli,cio da desideri istintuali inconsci originatisi nellinfanzia.
Passiamo adesso al tema della rivoluzione:ci che ha colpito di pi gli
osservatori degli eventi politici in questera della rivoluzione, stata la
frequenza con cui i rivoluzionari,raggiunto il potere politico,sono
diventati come coloro contro cui si erano precedentemente
battuti:lavversario della tirannia di ieri,divieneil tiranno di oggi.
Sembrerebbe che alcuni rivoluzionari,siano mossi da un inconscio
desiderio di divenire proprio come i governanti tanto detestati a livello
conscio,e di occuparne la posizione,di esercitarne le
prerogative:lorigine di tale desiderio,sembrerebbe affondare le radici
nei desideri che hanno origine nei conflitti istintuali dellinfanzia:si
pensi ai bambini che invidiano ed ammirano lautorevolezza dei propri
genitori e desiderano sbarazzarsene per poterli rimpiazzare;con il
passare del tempo questi desideri ribelli diventano inconsci,per poter
evitare langoscia ed il senso di colpa,e nella vita adulta essi diventano
una componente inconscia della motivazione alla ribellione contro
lautorit ed alla rivoluzione violenta.
Il rivoluzionario,mosso a livello conscio dalla preoccupazione per il
bene comune e dagli ideali democratici, mosso inconsciamente
dallammirazione ed invidia per i tiranni a cui si oppone,e dal desiderio
di impadronirsi del potere che,in quel momento essi
esercitano;quando vi riesce,egli tende a diventare come i suoi
precedenti governanti,sebbene non abbia alcun desiderio conscio di
farlo,ma anzi vi si oppone.
La psicoanalisi aggiunge che sono i desideri isitintuali inconsci del
singolo ad avere una parte rilevante,forse quella principale,nellindurre
lindividuo a tradire i propri ideali riformisti consci,quando ha
raggiunto il potere che cercava da rivoluzionario;gli esseri umani
tendono ed essere conservatori nel loro orientamento politico,e ad
essere irrazionali nel loro comportamento politico;dunque sia il
conservatorismo che lirrazionalit che caratterizzano la
politica,derivano dalla stessa origine inconscia,cio sono un retaggio
dei conflitti istintuali infantili.
Vi unaltra sfera dellattivit umana in cui i fattori psicologici sono
molto importanti:il campo dellarte.
Qual il ruolo della vita mentale inconscia nella psicologia dellarte?
Quale parte hanno i processi mentali inconsci,in primo luogo nel
processo di creazione o realizzazione artistica e nel processo di
apprezzamento dellarte?
Per rispondere a ci,bisognerebbe applicare il metodo psicoanalitico
sia allartista che al pubblico;tuttavia,un analista spesso nella
condizione di cogliere di sfuggita connessioni tra la vita mentale
inconscia dei pazienti e le loro esperienze artistiche consce;meno
spesso hanno la possibilit di indagare sistematicamente la relazione
tra i due aspetti,e ancora meno spesso gli capita di poter analizzare
un artista e quando questo si verifica,letica professionale gli
impedisce di comunicare i propri reperti clinici.
La maggior parte degli autori ha trattato degli artisti che non erano
mai stati analizzati,basando le proprie conclusioni relative ai fattori
inconsci,sui dati biografici disponibili e su altre prove di ordine
storico(si pensi a Freud sui saggi su Leonardo da
Vinci,1910);nonostante le difficolt,vi sono alcune generalizzazioni
emerse nel corso degli anni,che sembrano essere valide e
significative.
Esaminiamo la letteratura:il rapporto tra fantasia e produzione
letteraria era noto gi prima della nascita della
psicoanalisi;questultima poi indag la vita della fantasia,poich
sembra essrevi un collegamento tra fantasia e sintomi nevrotici;poi gli
psicoanalisti si concentrarono sulle fantasie notturne(i sogni)e su
quelle diurne(i sogni ad occhi aperti),dove questi ultimi hanno un forte
legame con la produzione letteraria.
Poich tanto la nevrosi quanto le composizioni letterarie creative
erano collegate ai sogni ad occhi apertti,Freud(1908)cerc di usare
questa connessione per far luce su certi aspetti della produzione
letteraria creativa;grazie al suo lavoro,venne chiarito il fatto che gli
stessi desideri e conflitti istintuali inconsci che rivestono un ruolo cos
rilevante nella produzione di sogni e fantasticherie diurne,sono
ugualmente responsabili della produzione letteraria,a dire che uno
scrittore modellerebbe i suoi sogni ad occhi aperti e fantasie,in una
forma che spera risulti interessante per gli altri.
Lautore utilizza degli accorgimenti per adattare una sua fantasticheria
ad un pubblico che egli desidera raggiungere,ed il nucleo della sua
produzione letteraria,sono dati dal suo sogno ad occhi aperti che in
generale,concerne i desideri non realizzati.
Vi sono anche sogni ad occhi aperti spiacevoli e terrificanti ma,nella
maggior parte dei sogni ad occhi aperti,i desideri consci sono
consciamente gratificati;a questo proposito,il contributo della
psicoanalisi consiste nellaver scoperto che anche i desideri
inconsci,costituiscono unimportante fonte di sogni ad occhi aperti.
Aggiungiamo che molti desideri istintuali infantili,restano insoddisfatti
e spingono lindividuo a cercare di gratificarli(sebbene lindividuo non
sia consapevole della loro esistenza ed ignori loggetto del desiderio):il
sogno ad occhi aperti un modo per conseguire un certo grado di
gratificazione.
Ancora,i desideri consci della vita quotidiana,variano con il variare
quotidiano delle situazioni,bisogni,impressioni,interessi;i desideri
istintuali dellinfanzia persistono immutati nel corso della vita,pur
sempre inconsciamente;ne risulta che mentre i nostri sogni ad occhi
aperti mutano continuamente,come i desideri consci fanno,essi
rimangono gli stessi poich riflettono le diverse sfaccettature dei
desideri e conflitti inconsci.
Dunque,come applicare la conoscenza dei sogni ad occhi aperti dei
pazienti,alla psicologia delle produzioni letterarie artistiche?
Possiamo dire che anche i sogni ad occhi aperti degli artisti,devono
essere motivati almeno in parte,dai desideri istintuali infantili,ancora
attivi nella loro mente(sebbene non ne sono consapevoli)e,poich i
loro sogni ad occhi aperti costituiscono il materiale grezzo di ci che
scrivono,dovrebbe essere possibile,dedurre qualcosa sul contenuto dei
desideri infantili esaminando gli scritti dellautore.
Colpisce il fatto che,in generale,i temi fondamentali della letteratura
artistica adulta,siano gli stessi dei miti e delle fiabe,e quindi derivano
anche essi dai desideri e conflitti istintuali dellinfanzia:per quanto un
autore si sforzi di dissimulare tutto ci,egli,in quanto essere
umano,non pu fare a meno di esprimerli in qualche modo.
Per le altre forme darte non verbali,si fa pi complicato analizzarne i
contenuti,dunque ci che si possono fare sono soprattutto ipotesi e
speculazioni circale determinanti inconsce dei suoi sogni ad occhi
aperti.
Per un fatto soprattutto numerico,diviene pi semplice analizzare i
moventi inconsci del pubblico che non dellartista,sebbene la reazione
di un paziente ad una produzione artistica non in genere il nucleo
principale delle sue associazioni;tuttavia,la sua reazione ad un
prodotto dellarte perviene alla mente del paziente cos spesso da
giustificare certe conclusioni,e affinch un lavoro letterario sia
interessante,deve risvegliare e gratificare desideri edipici inconsci del
pubblico.
Limportanza dei temi della sessualit infantile in letteratura venne
riconosciuta presto dagli psicoanalisti(Rank,1912),per essere poi
confermata(Beres,1951,Wangh,1968).
Concludendo possiamo dire che i tratti del carattere,gli hobbies,la
scelta della professione,del partner,le fiabe,i miti,le leggende,la
religione,la morale,la politica,la magia,la superstizione,i conflitti tra
generazionimla rivoluzione,larte sono tutte cose che costituiscono un
amio campione del funzionamento mentale normale;in tutti questi
ambini,un ruolo importante svolto dai processi mentali inconsci che
si originano dai desideri istintuali dellinfanzia,dalle paure,dal
rimorso,dalle tendenze autopunitive a cui essi danno origine e dai
conflitti psichici che emergono dal conflitto tra desiderio e paura.
I desideri persistono poi a livello inconscio per tutta la vita,ed i conflitti
a cui essi danno origine sono agiti in modo ripetuto varie volte in ogni
area della vita mentale,normale o patologica,fino a quando la vita
stessa termina.