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LUCE E VISIONE I COLORI APPUNTI DI FISICA

Prof. M. Luraschi Pagina 30 rev. aprile 00


Il principio di Huygens e la diffrazione
A questo punto siamo in grado di spiegare il fenomeno della diffrazione visto in precedenza: Per fare questo
necessario introdurre il principio di Huygens per la propagazione delle onde.
Secondo Huygens ogni fronte donda pu essere considerato
come composto da un gran numero di sorgenti puntiformi. Nel
disegno a lato sono rappresentati porzioni di fronti donda piano
e circolare. Dal disegno si pu facilmente intuire che la
sovrapposizione delle onde circolari generate da ogni fronte
donda produce interferenza costruttiva solo nella direzione di
propagazione del fronte donda stesso originando cos il
successivo fronte donda e cos via.
Questo pu accadere solo se il fronte donda piano
infinitamente lungo o se quello circolare completo.
Che cosa accade ad esempio se un ostacolo interrompe il fronte
donda piano lasciandone passare solo una porzione? Il
fenomeno che osserviamo quello della diffrazione che ora
siamo in grado di spiegare grazie al principio di Huygens e
allinterferenza.
Secondo il principio di Huygens londa che passa attraverso la fenditura assimilabile a un gran numero di
sorgenti puntiformi. Senza entrare nei dettagli si capisce facilmente che lungo lasse della fenditura tutte
interferiscono costruttivamente dando luogo al massimo centrale (primo disegno da sinistra).
Per capire il primo minimo di interferenza basta suddividere la sorgenti in due parti uguali (secondo disegno
da sinistra). Supponiamo ad esempio che le sorgenti siano 120. Per avere il primo minimo di interferenza
langolo
1
deve soddisfare la condizione che la sorgente 1 abbia un percorso pi lungo di mezza
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lunghezza donda (
2

) rispetto alla sorgente 61. Questa condizione si ripete pure per le sorgenti 2 e 62, 3 e
63 e cos via. Dal disegno e con laiuto della trigonometria si deduce che questa condizione soddisfatta se:
( )
1
sen = a cio se


=
a
arcsen
1
Il secondo minimo (terzo disegno) si ottiene dividendo in due le sorgenti della fenditura e ripetendo il
medesimo ragionamento con la prima e poi con la seconda met, vale a dire (sempre prendendo in
considerazione un totale di 120 sorgenti) la sorgente 1 interferisce distruttivamente con la sorgente 31 per
via di una differenza di percorso di mezza lunghezza donda, cos come la 2 con la 32 e cos via, come pure
la sorgente 61 interferisce distruttivamente con la sorgente 91, la 62 con la 92 e via di seguito.
Matematicamente questo vale se:
( )
2
sen 2 = a cio se


=
a
2
arcsen
2
Il terzo minimo (quarto disegno)e i successivi si ottengono con gli stessi ragionamenti cos che si pu
generalizzare:
( )
n
a n = sen cio se


=
a
n
n
arcsen
Come abbiamo visto il primo massimo si ottiene con 0 = . Gli altri massimi devono trovarsi tra un minimo e
il suo successivo. La determinazione dellesatta posizione va oltre gli scopi di questo corso; si pu
comunque mostrare che si trovano circa a met strade fra due minimi.
Anche il calcolo dellintensit dei vari massimi va oltre gli scopi del corso. comunque facilmente
comprensibile che, ad eccezione del massimo centrale in cui tutte le sorgenti interferiscono in modo
costruttivo, man mano che si ci si sposta verso massimi di ordine superiore lintensit diminuisce
drasticamente a causa di tutta una serie di interferenze distruttive.
Si capisce inoltre che, se la fenditura sufficientemente larga, un massimo di ordine grande abbastanza da
avere intensit trascurabile si ottiene gi con un angolo molto piccolo cos da far praticamente scomparire il
fenomeno della diffrazione.