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Conservatorio di Musica "Domenico Cimarosa" - Avellino

Anno Accademico 2013-2014

"Lorchestra"

Candidato
Salvati Vincenzo

Indice

Lorchestra

Categorizzazione
o
Orchestra da camera
o
Orchestra sinfonica e orchestra filarmonica

Struttura
Storia
o
Dalle origini alla fine del XVIII secolo
o
Il XIX e il XX secolo
o
Orchestra barocca
o
Orchestra classica
o
Orchestra romantica
o
Orchestra da camera
o
Orchestra da film
Direzione dorchestra
o
Storia
o
Tecnica

LORCHESTRA

Un'orchestra un gruppo musicale tipico della musica classica. L'etimologia della parola viene dal
teatro dell'antica Grecia, dove il termine (orchstra = spazio per la danza) indicava la
zona riservata al coro, agli strumentisti e ai danzatori. Tale spazio era situato tra la platea, dove
sedeva il pubblico, ed il palcoscenico.

Categorizzazione
Orchestra da camera
Un'orchestra formata da un numero ridotto di strumenti viene definita orchestra da camera. Il
repertorio di tali orchestre alquanto vasto e comprende, oltre ai brani scritti appositamente per un
organico ridotto dal XIX secolo in poi, anche tutta la musica orchestrale scritta nei secoli
precedenti, in quanto solo nel periodo romantico le orchestre assunsero dimensioni paragonabili alle
attuali orchestre sinfoniche. Ad esempio, nel 1782 l'orchestra pi grande in Europa, quella della
Real Camara a Lisbona, comprendeva 51 elementi, ed oltre a questa solo quelle di Mannheim,
Coblenza e Dresda superavano i 40 elementi.

Orchestra sinfonica e orchestra filarmonica


Le orchestre di grandi dimensioni vengono distinte in due principali categorie:

Orchestra filarmonica, ovvero un'orchestra formata da componenti che, nell'aggregarsi,


hanno fondato l'organico.
Orchestra sinfonica, dove i componenti dell'organico vengono assunti tramite concorso,
tramite un'audizione.

Un'orchestra sinfonica, oggi, composta normalmente da pi di 40 strumentisti e pu superare il


centinaio. Un'orchestra sinfonica composta da vari tipi di strumenti: nella sua formazione minima,
ne fanno parte archi e fiati (ottoni e/o legni). Talvolta sono presenti anche le percussioni e altri
cordofoni come arpa, pianoforte, etc. ma non necessariamente. Un'orchestra composta solo da:

ottoni e percussioni prende il nome di fanfara.


archi prende il nome di orchestra d'archi.
fiati (legni e ottoni) e percussioni prende il nome di banda musicale oppure orchestra di fiati.

Struttura
La tipica composizione di un'orchestra sinfonica pu essere schematizzata come segue:

strumenti a corda: archi (da 16 a 38 violini tra primi e secondi, da 8 a 12 viole, da 8 a 12


violoncelli, da 5 a 8 contrabbassi) e arpa (cordofono a pizzico) anche mandolino, bassi
armonici e varie chitarre (raramente);

legni (2 flauti traversi, 1 ottavino, 2 oboi, 1 corno inglese, 2 clarinetti, 1 clarinetto basso, 2
fagotti, 1 controfagotto);
ottoni (da 2 a 8 corni, da 2 a 5 trombe, 2 o 3 tromboni, trombone basso, tuba);
percussioni (timpani, rullante - detto anche "cassa chiara" quando usato in ambito classico
- grancassa, piatti, triangolo, tam-tam).

Pi raramente l'orchestra sinfonica include anche:

cordofoni a corde percosse (pianoforte, fortepiano);


altre percussioni (celesta, xilofono, glockenspiel, vibrafono, marimba, tamburello, campane
tubolari, frusta, nacchere, sonagli, crotales, raganella, guiro);
altri legni (flauto dolce, oboe d'amore, clarinetto piccolo, saxofono (soprano, tenore,
sopranino, contralto ecc.), Heckelfono, flauto contralto, Flauto basso, flauto soprano, flauto
contrabbasso, flauto subcontrabbasso, Flauto iperbasso, clarinetto contrabbasso);
altri ottoni (trombino, tromba basso, cornetta, trombone basso, tuba wagneriana, vari flicorni
- soprano, baritono, contralto, tenore ecc.)
altre tastiere (organo - raramente -, clavicembalo - frequente nei concerti della musica
barocca).
Al giorno d'oggi le orchestre sono dirette da un direttore d'orchestra, ma in passato, ed anche
per le piccole orchestre, spesso il direttore era semplicemente il primo violino o comunque
un musicista impegnato anche nell'esecuzione.

Storia

Dalle origini alla fine del XVIII secolo

L'orchestra un complesso strumentale la cui composizione ha subito varie modifiche a partire dal
sec. XVI e si pu far iniziare la sua storia con le esperienze di G. Gabrieli (1554/57-1612) nella
contrapposizione di diversi gruppi strumentali, ma il primo vasto organico strumentale minutamente
fissato si ha con l'Orfeo (1607) di Monteverdi: l'elenco degli strumenti premesso alla partitura
fornisce una preziosa testimonianza della ricerca di un'estrema variet timbrica, di sonorit diverse
per sottolineare di volta in volta le situazioni drammatiche.
Nel 1637 Marin Mersenne nel suo Trait d'harmonie universelle riporta l'organico dell'orchestra
d'archi, conosciuta come Les 24 Violons du Roy, attiva presso la corte di Luigi XIII:

6 Dessus
4 Haute-Contre ovvero Haute-Contre Taille
4 Taille
4 Quinte ovvero Cinquiesme
6 Basse

In questo organico rappresentata la famiglia completa degli archi nella forma in cui era utilizzata
nella Francia del XVII secolo. I dessus erano violini, mentre con haute-contre, taille e quinte si
indicavano tre taglie diverse di viole, tutte per accordate come la viola attuale; pi grandi erano gli
strumenti, pi gravi erano le parti che vi si eseguiva. Infine, vi erano i basse de violon,
corrispondenti al nostro violoncello, ma accordati un tono sotto[2]
Lo sviluppo dell'orchestra barocca vide prevalere essenzialmente gli archi e si volse a un
approfondimento delle loro possibilit espressive: la secentesca predilezione per le contrapposizioni
chiaroscurali di piano e forte fu superata dalla mobilit della scrittura e dalla sensibilit
timbrica di Vivaldi (1678-1742) che us peraltro una grande variet di strumenti.
Bach (1685-1750) impieg gli strumenti a fiato (che nella tradizione barocca tedesca avevano
comunque conservato un'importanza maggiore che in Italia) con una specifica funzione espressiva,
oppure segu una concezione contrappuntistica dove le parti dei diversi gruppi (archi, legni, ottoni)
appaiono interscambiabili.
A cominciare dal 1730 con i primi protagonisti dello stile galante, con Stamitz e la scuola di
Mannheim, si venne definendo l'orchestra preclassica, comprendente gli archi (divisi in primi e
secondi violini, viole, violoncelli e contrabbassi), due flauti, due oboi, uno o due fagotti, due corni e
timpani. La sostanza del discorso musicale era affidata soprattutto agli archi (con una prevalenza
dei primi violini e con i tipici nuovi effetti di Mannheim, come il trascinante espediente del
crescendo); i fiati, in s scarsamente valorizzati, avevano poca autonomia e intervenivano per
rafforzare la sonorit nel tutti.
La scrittura sinfonica di Haydn (1732-1809) e di Mozart (1756-1791) rivela una maggiore
consapevolezza delle possibilit dei fiati e conferisce loro una crescente autonomia e specificit:

nelle loro opere pi mature si trova compiutamente definita l'orchestra classica, nel cui organico
rientrano, oltre agli strumenti citati, due trombe e due clarinetti.

Il XIX e il XX secolo

Beethoven (1770-1827) si attenne allo stesso organico (con qualche eccezione) e trasse pienamente
le conclusioni del processo gi avviato da Haydn e da Mozart (vedi anche sinfonia). L'orchestra di
alcuni dei primi romantici, quali Schubert (1797-1828), Mendelssohn (1809-1847), Weber (17861826), fu meno complessa di quella beethoveniana; in essa tuttavia assunse singolare rilievo un
colorismo di forte intensit evocativa (in questo ambito strumenti come il corno o il clarinetto
ebbero uno specifico significato nel caratterizzare certe situazioni).
Un caso a s costituito dalla geniale concezione dell'orchestra in Berlioz (1803-1869), la cui
ricchezza di invenzioni timbriche pu essere paragonata solo ai magistrali esempi dati da RimskijKorsakov (1844-1908) e da R. Strauss (1864-1949). Prima di loro si deve ricordare l'apporto di
Wagner (1813-1883), le cui innovazioni furono determinanti per gran parte del sinfonismo di fine
secolo, anche per lo stesso Strauss: tra le molte novit di scrittura che caratterizzano l'inedita
ricchezza di impasti del suo discorso sinfonico va citato almeno l'impiego di una suddivisione degli
archi molto pi complessa di quella tradizionale.
Dal wagnerismo che dominava a fine secolo si distinse nettamente Debussy (1862-1918), con il
quale ci si introduce ormai in una concezione novecentesca dell'orchestra . Nel sec. XX infatti
netta la reazione al gigantismo orchestrale tardoromantico e ai densi impasti postwagneriani: si
afferma il gusto per i colori puri, si riscoprono dimensioni cameristiche (o un trattamento
cameristico, frantumato, della grande orchestra). Schnberg (1874-1951), Berg (1885-1935) e
Webern (1883-1945) con la melodia di timbri (Klangfarbenmelodie) schiudono al colore
orchestrale rivelazioni magiche, allucinate, visionarie; d'altra parte Stravinskij (1882-1971) propone
una concezione secca e prosciugata del suono (e in questa direzione si muovono molti altri).
Negli ultimi decenni il sovvertimento di tutte le categorie compositive tradizionali ha condotto a
modi di trattare l'orchestra del tutto inediti, all'acquisizione del rumore (con un ricco sviluppo
della percussione), di strumenti extraeuropei, di suoni elettronici in combinazione con gli strumenti
tradizionali: in ogni modo, a una concezione in cui l'orchestrazione non pi separabile da tutti gli
altri aspetti della composizione di un pezzo, ma ne costituisce, al contrario, un momento
determinante della struttura.
Diamo a titolo puramente esemplificativo l'organico pi usuale per diversi tipi di orchestra, tenendo
presente che solo nell'Ottocento si avr una certa standardizzazione degli strumenti mentre nei
periodi precedenti le varianti erano la regola:

Orchestra barocca
orchestra barocca (spesso composta di soli archi e basso continuo)

2 flauti
2 oboi
2 oboi d'amore
2 oboi da caccia
2 trombe
2 corni
archi (violini I e II, viola)
basso continuo (strumenti melodici: fagotto, violoncello, contrabbasso; strumenti armonici:
liuto, arciliuto, tiorba, clavicembalo, organo)

Orchestra classica
orchestra classica

2 flauti
2 oboi
2 clarinetti
2 fagotti
2 corni
2 trombe
timpani
archi (violini I e II, viole, violoncelli e contrabbassi)

Orchestra romantica
orchestra romantica

2 flauti (anche ottavino)


2 oboi (anche corno inglese)
2 clarinetti (anche clarinetto basso)
2 fagotti (anche controfagotto)
4 corni
2 trombe
3 tromboni
1 Tuba
timpani
percussioni varie (grancassa, rullante, piatti, triangolo, celesta)
2 arpe
archi (violini I e II, viole, violoncelli e contrabbassi)

Orchestra da camera
Orchestra da camera

2 flauti
2 oboi
2 clarinetti
2 fagotti
4 corni
2 trombe
2 tromboni
percussioni generiche suonate da altri 2 esecutori
arpa
pianoforte
archi (violini I e II, viole, violoncelli e contrabbassi)

Orchestra da film
orchestra da film

3 flauti (ottavino)
3 oboi (corno inglese)
3 clarinetti (clarinetto basso)
2 sassofoni
3 fagotti (controfagotto)
4 corni
3 trombe
2 tromboni
1 trombone basso
1 tuba
timpani
percussioni generiche (compresi marimba, xilofono, glockenspiel, vibrafono e celesta)
strumenti elettronici o elettrificati (tastiere, onde martenot, theremin, chitarre elettriche)
arpa
pianoforte
archi (violini I e II, viole, violoncelli e contrabbassi)

Direzione d'orchestra

Storia
Il ruolo del direttore, come lo conosciamo oggi, si formato intorno al XIX secolo. Il primo
musicista formatosi come "direttore d'orchestra" intorno al periodo del Preclassico (1730 - 1750) fu
Johann Stamitz, direttore dell'orchestra stabile di Mannheim, allora fra le maggiori orchestre del
periodo, al punto da far decidere a Mozart di soggiornare a Mannheim in varie occasioni per
conoscere i segreti dell'orchestrazione e delle dinamiche di quest'orchestra (diretta dal 1774 al 1798
da Christian Cannabich).
Prima di allora, le orchestre erano solitamente dirette dal compositore dell'opera eseguita e che
generalmente sedeva al clavicembalo. In assenza del compositore, erano il clavicembalista o il
primo violino a guidare l'esecuzione, avendo sul proprio leggio una piccola partitura condensata in
cui erano indicate le principali linee melodiche e di accompagnamento. Con l'aumentare della
complessit delle composizioni e del numero dei musicisti coinvolti, fu necessario introdurre la
figura di un musicista senza strumento che si potesse occupare solo della concertazione e della
coordinazione tra gli esecutori, leggendo da una partitura completa e dando indicazioni verbali,
uditive e gestuali.
Per scandire il tempo, nel XVII secolo si cominciarono a usare dei bastoncini, fogli di carta
arrotolata e altri oggetti, fino a dei grossi e ben visibili bastoni. Jean-Baptiste Lully deve la sua
morte proprio a uno di questi bastoni: l'8 gennaio 1687, mentre dirigeva il Te Deum, dava il tempo
agli esecutori battendo un lungo bastone sul pavimento ligneo del palco, come usava in quell'epoca.
Per distrazione, si fer il piede battendo il tempo e ne scatur una brutta infezione. Alle cure dei
medici (che suggerivano l'amputazione dell'estremit incancrenita) prefer i vani rimedi di un
ciarlatano e mor di l a poco.
Nell'Ottocento molti noti musicisti si occuparono della direzione orchestrale: Louis Spohr, Carl
Maria von Weber, Louis-Antoine Jullien e Felix Mendelssohn. Anche Hector Berlioz e soprattutto
Gustav Mahler furono direttori celebrati, e furono fra i primi a scrivere saggi dedicati alla direzione
orchestrale. Accanto a tali note personalit, vi fu anche chi si dedic esclusivamente, o quasi
esclusivamente, alla direzione orchestrale. Fra i primi e pi richiesti professionisti la cui carriera fu
dedicata principalmente alla direzione, vi fu, in Italia, Angelo Mariani (1821 - 1873) e, nei paesi di
lingua tedesca, Hans von Blow (1830 - 1894). Tutti costoro, musicisti e professionisti della
direzione, contribuirono a formare la moderna figura del direttore d'orchestra, che, a partire dagli
ultimi decenni del XIX secolo divenne un artista di riferimento fondamentale sia nelle
rappresentazioni operistiche che in quelle esclusivamente musicali.

Tecnica
L'arte di condurre un'orchestra consiste nel comunicare le intenzioni artistiche e tecniche ai
musicisti durante l'esecuzione di un brano. Non esistono regole definite per la direzione, ma

ovviamente le responsabilit di base di un direttore sono quelle di stabilire il tempo e le dinamiche,


interagendo con i musicisti in maniera da strutturare armoniosamente il suono d'insieme.
L'abilit nel comunicare e interagire con i musicisti una caratteristica fondamentale di ogni
direttore, ed tipicamente personale e istintiva, ed in genere accompagnata da una mimica
facciale e da gesti coreografici, spesso mediante l'utilizzo di una bacchetta.
Il tempo viene in genere scandito dal direttore mediante le mani o pi spesso con una bacchetta.
Bisogna comunque considerare che secondo alcune linee di pensiero la bacchetta non necessaria.
Le mani tracciano nell'aria delle forme che variano a seconda del metro e che si ripetono in ogni
battuta (analogamente alla tecnica classica del solfeggio). I movimenti verso il basso rappresentano
gli accenti forti della battuta (battere) mentre quelli verso l'alto gli accenti deboli (levare). Le
dinamiche (piano, forte) vengono in genere indicate mediante l'ampiezza dei movimenti e con
espressioni gestuali della mano libera.

Tipici movimenti della bacchetta in relazione al metro musicale


Una bacchetta
in legno per direttore
d'orchestra

2/4, 2/2, o 6/8


veloce

3/4 o 3/8

4/4

6/8 lento