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Il rischio da sovraccarico biomeccanico del rachide nel settore

del restauro conservativo di superfici decorate e beni di


interesse storico ed artistico: analisi delle movimentazioni
manuali dei carichi (MMC) e delle posture incongrue tipiche
delle lavorazioni ricorrenti.
Paolo De Santis1, Bianca Maria Antonelli1, Marina Cristiani2
1
2

INAIL DR LAZIO, CONTARP


Libero professionista, RSPP, CSE di cantieri di restauro.

Riassunto
Quello del restauratore , in alcune situazioni, un lavoro fisicamente faticoso, a potenziale rischio di
sovraccarico biomeccanico del rachide. I restauratori e gli aiuto-restauratori sono figure professionali
particolari rispetto agli altri addetti del comparto edile. La forte motivazione al lavoro del restauratore pu
essere un elemento critico nella valutazione dei rischi perch pu portarlo a sottovalutare la tutela della
propria salute di fronte all'opera d'arte di cui conosce e apprezza il grande valore.
Il presente lavoro, partendo da una disamina dei cicli tecnologici tipici della mansione, analizza sia il rischio
di da Movimentazione Manuale dei Carichi, sia da posture incongrue nelle attivit di:
restauro di tele, pale e tavole lignee;
restauro di elementi marmorei;
restauro di superfici decorate e/o consolidamento di profondit dell'intonaco e delle murature.
Le movimentazioni manuali dei carichi sono state valutate applicando la metodologia di analisi della UNI ISO
11228-1 unitamente a e con modelli biomeccanici utilizzando il software 3D Static Strength Prediction
Program 6.0.6, sviluppato dallUniversit del Michigan.
Nellaa analisi delle attivit lavorative e delle eventuali conseguenze del sovraccarico biomeccanico sul
rachide lombare si sono state inoltre pure considerate possibili sinergie di forze esterne che possono indurre
danni a carico dell'unit funzionale lombosacrale prendendo in considerazione:
- le forze compressive;
- le forze di taglio;
- lea eventuale concomitante presenza di fattori complementari di rischio, ovvero come movimenti
incongrui (flessione - estensione o torsione) che rappresentano una modifica dei limiti di tolleranza
di alcune componenti dell'unit funzionale lombosacrale.
Lo stress posturale stato valutato con la metodologia dettata dalla norma ISO 11226 che porta a definire la
postura come ACCETTABILE o come NON RACCOMANDATA ma ai soli fini di una riprogettazione del
posto di lavoro. La norma non d infatti alcuna indicazione sul rapporto di causa ed effetto tra postura e
danno prevedibile. Per avere una indicazione realistica se le posture statiche non raccomandate possano
essere causa o concausa di patologie della colonna, parallelamente si utilizzata la modellazione
biomeccanica per definire gli sforzi sulle varie strutture anatomiche dell'unit funzionale del rachide: tali
sforzi sono stati quindi confrontati coi limiti di tolleranza indicati da Marras (2008) come soglia di danno
biologico per le delle stesse strutture anatomiche.
Valutazione della esposizione a MMC e Posture incongrue nel settore del restauro
Nel corso della variegata vita lavorativa, un restauratore sar senzaltro esposto a Movimentazione Manuale
dei Carichi e a Posture incongrueIncongrue.
Tale rischio va comunque quantificato, attraverso i riferimenti tecnici e noti in letteratura scientifica,
prendendo in considerazione la continuit-ripetitivit delle attivit a rischio, la loro frequenza nei turni
lavorativi e lintera storia lavorativa.
In generale, per la totalit delle attivit svolte dalla mansione di restauratore, il metodo NIOSH1 non da
ritenersi il metodo di elezione poich:
la frequenza delle azioni non definibile con precisione;
non possibile identificare con precisione gli altri parametri utili al calcolo come ad esempio la
dislocazione verticale, distanza orizzontale fra corpo e centro del carico, angolo di asimmetria,
altezza delle mani da terra essendo tali parametri estremamente variabili in funzione della
lavorazione e della soggettivit operativa.

1
Waters, Putz, Garg, Lawrence "Revised Niosh equation for the design and evaluation of manual lifting tasks" ERGONOMICS, 36, 7,
749-776 1993

Le informazioni raccolte sui cicli tecnologici di cui si dir al paragrafo seguente infatti depongono per una
estrema variabilit nel tempo dei suddetti parametri tanto da non permettere una affidabile schematizzazione
di calcolo.
Si cercato comunque di valutare le mansioni svolte operando su diverse direttrici (ove applicabili):
applicando i criteri di screening del rischio della UNI ISO 11228-1;
applicando procedure di calcolo basate su modelli biomeccanici;
ricercando in letteratura studi di valutazione di mansioni identificabili come similari effettuati con
tecniche analitiche/sperimentali.
Descrizione di cicli tecnologici tipici
Nel seguito saranno analizzati i cicli tecnologici tipici del restauro delle superfici decorate e dei beni di
interesse storico ed artistico. Lanalisi stata condotta tramite losservazione diretta in cantiere e tramite la
consultazione delle risorse di rete.
Descrizione delle operazioni di restauro di superfici decorate
Ispezioni sullo stato di conservazione delle collezioni

Di solito questa operazione fa parte delle operazioni preliminari al restauro vero e proprio. Viene eseguita
prevalentemente dal restauratore titolare del contratto di appalto o comunque da un restauratore altamente
qualificato, in quanto una fase decisionale dell'intervento.
Spolveratura

Per spolveratura si intende la rimozione di depositi superficiali incoerenti a secco con pennellesse, spazzole
e aspiratori. E' un'operazione preliminare che si esegue molto delicatamente. I pericoli connaturati a questa
fase lavorativa sono quelli legati alla possibile inalazione di polveri o alla contaminazione con sostanze
irritanti o a rischio biologico (guano) per questo si esegue di norma con mascherine, guanti, indumenti
protettivi e con procedure specifiche.
Ispezioni sullo stato di conservazione delle collezioni

Di solito questa operazione fa parte delle operazioni preliminari al restauro vero e proprio. Viene eseguita
prevalentemente dal restauratore titolare del contratto di appalto o comunque da un restauratore altamente
qualificato, in quanto una fase decisionale dell'intervento.
Consolidamento della pellicola pittorica
Si esegue con siringhe, pipette, pennelli e batuffoli di cotone.
Pulitura
Si esegue con pennelli, spugne, bisturi

Estrazione di sali
Si esegue con impacchi di polpa di carta imbevuta di acqua demineralizzata o sepiolite, attapulgite, ecc..
Stuccatura
Si esegue con spatole e stucco
Reintegrazione pittorica (tratteggio), Velatura
Si eseguono entrambe con pennelli e pigmenti

Consolidamento di profondit dell'intonaco/murature

Si esegue con siringhe di diverse dimensioni, o pipette, con cui inserire, attraverso le crepe, liquido
consolidante pi o meno denso. (rResine epossidiche o maltina idraulica). E' un intervento puntuale e
delicato che solo eccezionalmente pu richiedere un consolidamento contestuale degli strati sottostanti di
ancoraggio dell'intonaco.
Molto raramente tale consolidamento in profondit, pu riguardare murature le cui malte interne sono
ammalorate; in questo caso, necessario iniettare una maggiore quantit di materiale consolidante, di solito
malta premiscelata, dopo aver sigillato tutte le crepe e fessure in prossimit del punto di iniezione, per
evitare che il prodotto consolidante fuoriesca, e aver eseguito i fori per l'iniezione.
Pu essere necessario integrare la muratura con elementi analoghi (laterizi, pietrame, ecc...).
In questi casi la quantit di prodotto utilizzato maggiore e pu essere necessario il trasporto a livello di
pietrame e malta premiscelata. Questo tipo di intervento per molto limitato se l'appalto prettamente di
restauro di superfici (OS2)2 perch, se fosse esteso a una vasta area, rientrerebbe in un appalto di tipo edile
(OG2) che appunto riguarda il restauro delle murature degli edifici vincolati e non le superfici.
Consolidamento del laterizio

Il consolidamento del laterizio pu essere di diversi tipi:


in caso di fenomeni di esfoliazione e scagliatura si interviene con infiltrazioni di resina epossidica;
in caso di disgregazione delle malte di allettamento si interviene con iniezioni di malta premiscelata;
in caso di decoesione si interviene realizzando impregnazioni con silicato di etile dato a pennello o a
spruzzo;
in caso di mancanze si interviene riconfigurando porzioni di paramento (la lavorazione calcolata al
metro cubo al prezzo unitario di 1554,14 da prezziario DEI in vigore, che d la misura di quanto
possa essere esteso l'intervento in caso di appalto OS2. Sul prezziario edile la stessa operazione
prezzata la met, quindi sempre molto costosa e generalmente poco estesa).

Restauro tele

2
OS2 SUPERFICI DECORATE E BENI MOBILI DI INTERESSE STORICO ED ARTISTICO: esecuzione del restauro, della manutenzione
ordinaria e straordinaria di superfici decorate di beni architettonici e di beni mobili, di interesse storico, artistico ed archeologico

Foderatura della tela


Applicazione con adesivo di una nuova tela a diretto contatto dell'antica danneggiata. Ad essiccazione
avvenuta, la nuova tela viene tensionata in uno specifico telaio, tramite chiodi o puntine inox. Questa
un'operazione che si esegue in laboratori specializzati e sotto la direzione del restauratore responsabile del
lavoro.
Se invece la tela presenta solo piccoli buchi vengono eseguiti, sempre in laboratori specializzati, degli intarsi
di tela, incollati poi con un sottile strato di gesso e colla.

Restauro di tavola lignea


La movimentazione di una tavola antica e di pregio, specialmente se di grandi dimensioni, affidata a
personale altamente specializzato e le operazioni di restauro avvengono in laboratorio, sulla tavola
stabilizzata su appositi cavalletti, tavoli, ecc.

Disinfestazione del legno


Operazione eseguita a pennello.
Consolidamento del supporto ligneo e degli strati preparatori
Consolidamento, a tergo, del legno di supporto mediante risanamento di eventuali fessurazioni effettuando il
riempimento delle parti mancanti con inserti di legno e/o resina bicomponente (Araldite).
Stuccatura e presentazione estetica del retro del supporto.
Restauro elementi marmorei
Incollaggio di elementi marmorei
E' previsto l'incollaggio con resine epossidiche o malte idrauliche. In caso di pezzi pi grandi dimensioni,
max 40 cm), si ricorre all'inserimento di perni metallici, previa preparazione dei fori con l'ausilio di resine.
Sopra i 40 cm obbligatorio l'uso di argani o altra attrezzatura di ausilio nelle movimentazioni.

Trattamento dei perni metallici

Operazione eseguita a pennello.


Doratura

Operazione eseguita a pennello e altri piccoli utensili.


Pulitura con impacchi

La pulitura con impacchi consiste nell'applicare sulla superficie lapidea delle compresse di polpa di carta
imbevuta di sostanze quali carbonato d'ammonio. La polpa di carta e il carbonato di ammonio si conservano
in dei secchi in quantit sufficiente per coprire una superficie non troppo estesa (es. ca. 1 mq).
I tempi di applicazione dell'impacco variano da pochi secondi a qualche ora quindi una operazione che
deve avvenire necessariamente in fasi successive e non in un 'unica soluzione (per es. unintera facciata)
che non consentirebbe un'uniformit del tempo di applicazione. Gli impacchi di polpa di carta e carbonato di
ammonio non vengono mai preparati in grandi quantit ma volta per volta. Il peso di un sacco di polpa di
carta pu variare da 1,5 o 20 Kg.
Pulitura con acqua nebulizzata

Quella con acqua nebulizzata una pulitura di tipo "chimico" e non meccanico.
L'eventuale uso anche di spazzole (pulitura meccanica) avviene in un secondo momento infatti, durante
l'irrorazione sarebbe difficile controllarne i risultati).
La pulitura meccanica con spazzole e spazzolini (tipo quelli da denti) pu eventualmente essere eseguita
con l'aiuto di "spruzzini" da 1 o 2 litri.
Se si usa un impianto di acqua nebulizzata necessario avere allestito in precedenza un impianto idrico di
cantiere con fornitura d'acqua almeno ogni 2 pontate e che comprenda anche una organizzazione per lo
smaltimento delle acqua residue.
Considerazioni generali

Trasporto dei materiali


I materiali sono in generale collocati a pi d'opera ed uso trasportare sui ponteggi solo le quantit
necessarie all'intervento quotidiano.
In particolare le malte si compongono alla base del ponteggio con l'ausilio di appositi miscelatori e la quantit
di malta necessaria per stuccature e risarciture, specialmente quella a base di polvere di marmo, di circa
1/2 cofana per un'intera giornata.
Da notare che la polvere di marmo un materiale finissimo e costoso che viene venduto in confezioni anche
di pochi ettogrammi (da una indagine in rete, si ricava che i packaging pi proposti sono i secchielli da 5 o da
1 kg).

E' impossibile pensare che in un cantiere di restauro non vi sia alcuna movimentazione manuale dei
materiali (del peso superiore a 3 kg) ma, daltra parte, unattenta rewiew dei cicli produttivi mostra che, in
generale, i pesi movimentati siano limitati a 1015 kg mentre risulta molto difficile che siano presenti
materiali dal peso superiore a 2025 kg (esempio: grassello di calce, inerti, leganti, ecc).
All'impresa di restauro non richiesta, a differenza delle ditta edile, una dotazione di mezzi d'opera di un
certo rilievo (autocarri, impianti di sollevamento, ecc...); l'impresa di restauro tende a subappaltare alcune
lavorazioni che presuppongono l'uso di questi mezzi d'opera e macchinari, le opere provvisionali in genere, i
trasporti di materiali compreso il loro carico e scarico, la realizzazione di impianti, ecc.
Lavori eseguiti all'aperto
Il lavoro all'aperto connaturato con l'attivit di restauro di beni posti allesterno. I problemi di natura
climatica sono sicuramente presenti e ineludibili pertanto vengono solitamente affrontati con adeguati DPI.

Valutazione della esposizione a MMC nella mansione di restauratore/restauratrice.


Realisticamente la mansione, in generale, comporta:
durante le attivit di restauro di tele, pale, tavole lignee, ecc. nessuna movimentazione di carichi
significativa essendo le stesse realizzate generalmente in laboratori organizzati e con lausilio di
piccoli attrezzi e piccole quantit di prodotti conservanti e/o coloranti;
durante le attivit di restauro di elementi marmorei, la movimentazione a bassa frequenza di
confezioni di resine, prodotti chimici, ecc. con pesi in generale inferiori a 15 Kg3, raramente sino a 20
kg;
durante le attivit di restauro di superfici decorate e/o consolidamento di profondit
dell'intonaco/murature, la movimentazione a bassa frequenza di carichi con peso di circa 1015 kg e
solo raramente la movimentazione di confezioni di 25 kg di malte da restauro, leganti, calci, intonaci
a base di coccio pesto, inerti, resine ed emulsioni acriliche, ecc.

Infatti lanalisi dei cataloghi del settore rivela che, normalmente, per i diverse prodotti suddetti, sono
disponibili vari formati, da pochi kg a 2530 kg per cui da attendersi che solo una poco oculata politica
degli acquisti nel cantiere, costringa gli addetti a movimentazioni di carichi pesanti.
Si gi detto che, in generale, per la totalit delle attivit svolte, il metodo NIOSH scarsamente applicabile
per cui si analizzato la movimentazione con la metodologia della UNI ISO 11228-1 e con modelli
biomeccanici.
Considerando let media degli addetti, minore di 45 anni, la massa di riferimento da considerare nello STEP
1 pari a 25 kg per gli uomini e 20 kg per le donne: in condizioni di movimentazione ideale4 e nella
generalit delle attivit che caratterizzano la mansione, la condizione di accettabilit risulta verificata.

Dallanalisi dei cataloghi dei prodotti per il settore del restauro, es. Bresciani
http://www.brescianisrl.it/newsite/public/BRESCIANICATALOGO.PDF

UNI ISO 11228-1, punto 3.7 condizioni ideali per la movimentazione manuale: Condizioni che includono la postura ideale per la
movimentazione manuale, una presa ferma sull'oggetto in postura neutra del polso, nonch condizioni ambientali favorevoli - postura
ideale per la movimentazione manuale: Postura eretta e simmetrica, mantenendo una distanza orizzontale tra il baricentro
dell'oggetto movimentato e il baricentro delloperatore a meno di 0,25 m, nonch l'altezza della presa a meno di 0,25 m sopra l'altezza
delle nocche.

Cos pure, nello STEP 2, considerando una frequenza media dei sollevamenti di pochi atti/turno, sempre in
condizioni di movimentazione ideale, la condizione di accettabilit risulta verificata. Infatti lanalisi delle
attivit di restauro indica che le azioni di sollevamento sono da considerarsi occasionali e non ripetitive
ovvero vi al pi movimentazione manuale del peso con una frequenza inferiore a una volta ogni 5 minuti
(punto 3.8, UNI ISO 11228-1).
Daltra parte indubbio che nelle varie postazioni di lavoro, i sollevamenti in generale si discostano dalle
condizioni di idealit per cui andrebbe analizzata con lo STEP 3 linfluenza dei fattori geometrici della
movimentazione e delle condizioni di presa. Purtroppo risulta estremamente difficile (per la variabilit innanzi
detta) raccogliere le informazioni utili a definire i parametri necessari al calcolo di STEP 3 e neppure tale tali
parametri possono essere generalizzati in quanto fortemente dipendenti dalla geometria della postazione di
lavoro e dalle abitudini operative diversificate degli addetti.
Si ritenuto quindi pi utile stimare il sovraccarico biomeccanico derivante da alcune operazioni tipiche di
MMC della mansione utilizzato il software di modellazione 3D Static Strength Prediction Program 6.0.6,
sviluppato dallUniversit del Michigan a partire dagli studi di biomeccanica di Don Chaffin. Il software
disponibile allindirizzo http://www.umich.edu/~ioe/3DSSPP/download.html e liberamente scaricabile per un
test di funzionamento di 14 gg.
Il software consente di calcolare il carico biomeccanico sopportato dal rachide, principalmente nel tratto
lombo/sacrale durante lassunzione di determinate posture o il sollevamento manuale di un carico.
I report di output del software forniscono i valori riguardanti la forza che si scarica a livello delle giunzioni L4L5 e L5-S1, i momenti, le forze di taglio che agiscono a livello delle diverse articolazioni e le condizioni di
stabilit del soggetto.
Il software fornisce inoltre la percentuale di accettabilit della popolazione femminile agli sforzi calcolati a
livello dei vari distretti articolari.

In particolare, nelle due schede seguenti, si stimato il sovraccarico biomeccanico derivante dalle
operazioni di sollevamento e trasporto di cofane (secchi) ed il sollevamento/trasporto di sacchi di inerti.

Trasporto cofana e/o secchio: si considerato un peso massimo di


circa 15 kg (150 N) e le due situazioni estreme:
sollevamento da terra della cofana con un sol arto;
deposito della cofana su un tavolo alto circa 0,9 m ed a una
distanza orizzontale dei circa 0,6 m.

carico discale su L4/L5 = 2602 < 2900

carico discale su L4/L5 = 2860 < 2900

carico discale su L5/S1 = 2168 144 < 2900

carico discale su L5/S1 = 2461 181 < 2900

Sforzo di taglio su L5/S1 = 266 N

Sforzo di taglio su L5/S1 = 313 N

Estimated Ligament Strain (%)= 15

Estimated Ligament Strain (%)= 4

Movimentazione a basso rischio

Movimentazione a basso rischio

Durante tutte le fasi della movimentazione, tra le due situazioni estreme rappresentate (sollevamento da
terra e deposito su tavolo o viceversa), gli sforzi sui distretti articolari risultano inferiori.

Trasporto sacco: si considerato il caso limite e raro del trasporto di un sacco del peso di 25 kg (250 N) e
la seguente situazione:
scarico da automezzo, sacco trasportato coi due arti in prossimit al corpo;

carico discale su L4/L5 = 2035 < 2900

Sforzo di taglio su L5/S1 = 361 N

carico discale su L5/S1 = 1734 110 < 2900

Estimated Ligament Strain (%)= 2

Movimentazione a basso rischio

In entrambi i casi sopra analizzati, qualora le movimentazioni siano effettuate in maniera corretta, le forze di
compressione sui distretti del rachide interessati dalla patologia denunciata, risultano ben sotto il valore
dazione suggeriti dal NIOSH.
Daltra parte per analizzare le attivit lavorative e le eventuali conseguenze del sovraccarico biomeccanico
sul rachide lombare, opportuno considerare una sinergia di forze esterne che possono indurre danni a
carico dell'unit funzionale lombare e quindi prendere sono stati presi in considerazione:
le forze compressive;
le forze di taglio;
le eventuali concomitanti presenze di fattori complementari di rischio, ovvero movimenti incongrui
(flessione - estensione o torsione) che rappresentano una modifica dei limiti di tolleranza di alcune
componenti dell'unit funzionale lombare (Colombini et al., 2010).
L'azione di tali forze (nonch i loro limiti di tolleranza) rappresentata nella seguente figura:

Nelle movimentazioni analizzate, prese a riferimento come situazioni certamente estreme e non usuali nelle
attivit della mansione di restauratore/restauratrice, le forze ed i momenti calcolati risultano comunque
inferiori ai limiti di tolleranza indicati nella figura.
Valutazione della esposizione a posture incongrue nella mansione di restauratore/restauratrice.
Al fine di effettuare una ricognizione del rischio da posture statiche scorrette, l dove non reperibili
informazioni dirette, si dapprima effettuato una ricerca in rete individuando una serie di immagini relative
alle posture pi frequenti della mansione, relativamente alle attivit di:
restauro di tele, pale, tavole lignee, ecc. in laboratori organizzati;
restauro di elementi marmorei;
restauro di superfici decorate e/o consolidamento di profondit dell'intonaco/murature.
Lanalisi delle immagini raccolte (si veda pureno anche i paragrafi precedenti) mostra una serie diversificata
di posture erette, assise, in ginocchio, ecc..
Spesso si osserva che i restauratori sono seduti su sedili di fortuna (mattoni, secchi di vernici, sedili
pieghevoli, sgabelli senza sostegno lombare, ecc.), sono accovacciati a terra o in spazi ristretti, sono inclinati
in avanti allo scopo di operare su piccoli e preziosi particolari, ecc.

In definitiva si pu riassumere le seguenti posture tipiche:


postura eretta con mani e gomiti ben al di sopra del livello delle spalle;
postura eretta con mani e gomiti al di sotto del livello delle spalle;
postura seduta con postura simmetrica (si veda definizione in tabella seguente);
postura seduta con tronco ruotato e/o flesso (si veda figura seguente);
postura seduta con tronco inclinato in avanti o allindietro (si veda figura seguente) con angolo <
60; non si osservano inclinazioni superiori a 60;
postura seduta con configurazione convessa della colonna vertebrale lombare (si veda figura
seguente);
postura in ginocchio con atteggiamenti del troco vari.
Le posture di cui ai punti 2) e 3) rientrano certamente nel campo di accettabilit specie perch quasi mai
accompagnate alla movimentazione di pesi significativi.
Le posture 1) con mani e gomiti ben al di sopra del livello della testa con la spalla rialzata, sono, secondo la
Table 5 della ISO 11226, non raccomandate ma si vedr che esse risultano principalmente a rischio per i
distretti degli arti superiori piuttosto che per il tronco.
Le posture in ginocchio 7) dovrebbero essere sempre evitate: esse non sono ricomprese nella analisi della
ISO 11226.
CARATTERISTICHE POSTURALI
1

Postura del tronco


simmetrica (*)

ACCETTABILE

NO
SI

VAI A
STEP 2

NON
RACCOMANDATO
X

> 60
X
20 60 senza supporto del tronco
X
Inclinazione del
20 60 con supporto del tronco
X
2
tronco
0 20
X
< 0 senza supporto del tronco
X
< 0 con supporto del tronco
X
Postura seduta:
NO
X
3
postura convessa della colonna
SI
X
vertebrale lombare
(*) Postura del tronco simmetrica: quando non presente n una rotazione assiale n una flessione laterale del torace
rispetto alle pelvi.

Lanalisi delle posture alla luce della precedente tabella (tradotta da table 1 della ISO 11226) completa delle
relative figure, portano alle seguenti conclusioni:
le posture sedute con tronco non simmetrico 4), risultano non raccomandate (si veda ad esempio
quartultima immagine della serie sopra riportata);
le posture 5), sedute con tronco inclinato in avanti con un angolo < 20 risultano accettabili (si veda
ad esempio la prima immagine della serie sopra riportata);
le posture 5), sedute con tronco inclinato in avanti con un angolo > 60 risulta non raccomandata ma
si gi detto che tale posizione, estrema (si veda per chiarezza la figura seguente che rappresenta
una inclinazione di 73), risulta estremamente rara e non riscontrata in alcuna delle immagini
analizzate.

le posture 5), sedute con tronco inclinato allindietro senza un adeguato supporto risultano non
raccomandate;
le posture 5), sedute con tronco inclinato in avanti con un angolo compreso tra 20 e 60, senza
supporto, vanno ulteriormente valutate in funzione del tempo di mantenimento delle stesse (si veda
ad esempio le immagini 2, 6, 9, 10, 11 della serie sopra riportata). La figura seguente, tratta dalla
table 2 della ISO 11226, indica chiaramente che, al massimo tali posture possono essere tenute per
tempi inferiori a 4 minuti. Obiettivamente la forte motivazione al lavoro del restauratore di cui si gi
accennato rende improbabile il rispetto di tali tempi, per cui si presume che essi siano
sistematicamente superati. Le posture risultano quindi non raccomandate.

Si gi detto che i metodi della ISO 11226 portano a definire la postura come ACCETABILE o NON
RACCOMANDATA ai soli fini di una riprogettazione del posto di lavoro. La norma non d infatti alcuna
indicazione sul rapporto di causa ed effetto tra postura e danno prevedibile.

Per avere quindi una indicazione realistica se le posture statiche non raccomandate possano essere causa o
concausa di eventuali patologie da sovraccarico biomeccanico del rachide, si considerato quanto
affermato nei pi recenti studi di biomeccanica occupazionale e cio che la presenza di fattori
complementari di rischio, ovvero movimenti incongrui (flessione - estensione o torsione), portano ad una

modifica dei limiti di tolleranza (rispetto a differenti forze applicate) di alcune componenti dell'unit funzionale
lombare (Colombini et al., 2010).
I limiti di tolleranza delle varie strutture anatomiche dell'unit funzionale del rachide (disco intervertebrale,
legamenti-tendini, processi articolari posteriori) non debbono essere superati per non indurre danni biologici
alle singole strutture che compongono il rachide nel suo insieme (Marras, 2008).
Di seguito riportato il riepilogo delle possibili alterazioni indotte da differenti forze applicate sul rachide
lombare cos come proposto da Marras5:

Utilizzando quindi il software di modellazione 3D Static Strength Prediction Program 6.0.6, sviluppato
dallUniversit del Michigan (http://www.umich.edu/~ioe/3DSSPP/download.html) si verificato il rispetto dei
limiti di tolleranza per alcune delle posture ritenute non raccomandabili secondo ISO 11226:
postura eretta con mani e gomiti ben al di sopra del livello delle spalle (iperestensione);
posture sedute con a) flessione laterale, b) rotazione assiale, c) inclinazione in avanti (> 60);
postura in ginocchio.
In particolare stato verificato il limite di tolleranza di 110 kg ( 1100 N) sui dischi intervertebrali in presenza
di forze compressive e flessione.
E stata utilizzata la utility del programma in grado di restituire gli angoli di postura del modello impostato
tenendo conto delle seguenti differenze di denominazione:
ISO 11226

3DSPP

Rotazione assiale (torsione del


busto)

Axial Rotation

Axial Rotation

Flessione laterale

Lateral Flexion

Lateral bending

Inclinazione in avanti o indietro

Trunk inclination

Trunk flexion/extension
(When standing straight, the trunk angle is 90
degrees)

Di seguito si riportano n 4 schede di analisi delle posture significative:

5
tratto da D. COLOMBINI, E. OCCHIPINTI, et all. Movimentazione manuale dei carichi: manuale operativo per lapplicazione del Dec.Leg
81/08n.89. Dossier Ambiente: primo trimestre 2010

Postura eretta con mani e gomiti ben al di sopra del livello delle spalle (iperestensione)
Si considerato cautelativamente lapplicazione di una forza di taglio di circa 5 kg (50 N) sullarto destro ed
una forza di sostegno di circa 1 kg (10 N) sulla mano sinistra (ipotesi ampiamente cautelativa poich 5 kg
risultano oggettivamente poco probabili nel lavoro reale).

Torso:
Flexion/Extension 89

carico discale su L4/L5 = 873 < 1100


carico discale su L5/S1 = 419 18 < 1100

Axial Rotation -28

Sforzo di taglio su L5/S1 = 212 N

Lateral Bending - 10

Estimated Ligament Strain (%)= 0


Rispettato il limite inferiore di tolleranza

Postura seduta con mani e gomiti ben al di sopra del livello delle spalle (iperestensione) e con a)
flessione laterale, b) rotazione assiale.
Si considerato cautelativamente lapplicazione di una forza di taglio di circa 5 kg (50 N) sullarto destro ed
una forza di sostegno di circa 1 kg (10 N) sulla mano sinistra (ipotesi ampiamente cautelativa poich 5 kg
risultano oggettivamente poco probabili nel lavoro reale).

Torso:
Flexion/Extension 81

carico discale su L4/L5 = 1158 1100


carico discale su L5/S1 = 753 40 < 1100

Axial Rotation 14

Sforzo di taglio su L5/S1 = 211 N

Lateral Bending - 14

Estimated Ligament Strain (%)= 9


Rispettato il limite inferiore di tolleranza

Postura seduta con tronco inclinato in avanti con un angolo > 20 ma < 60
Si considerato cautelativamente lapplicazione di una forza di sostegno di circa 1 kg (10 N) sullarto
destro.

Torso:
Flexion/Extension 46
Axial Rotation 0
Lateral Bending 0

carico discale su L4/L5 = 2057 > 1100


carico discale su L5/S1 = 2044 143 > 1100
Sforzo di taglio su L5/S1 = 215 N
Estimated Ligament Strain (%)= 17
Superato il limite inferiore di tolleranza ma ben inferiore al
limite superiore di tolleranza

Postura in ginocchio e con a) flessione laterale, b) rotazione assiale, inclinazione in avanti (> 20 e <
60).
Si considerato cautelativamente lapplicazione di una forza di sostegno di circa 2 kg (20 N) sullarto destro
e di circa 1 kg (10 N) sulla mano sinistra.

Torso:

carico discale su L4/L5 = 1156 1100

Flexion/Extension 69

carico discale su L5/S1 = 1081 65 1100

Axial Rotation -7

Sforzo di taglio su L5/S1 = 141 N

Lateral Bending -2

Estimated Ligament Strain (%)= 14


Rispettato il limite inferiore di tolleranza

Conclusioni
Le attivit di restauro sono soggette a una molteplicit eterogenea di opere che spaziano dal palazzo storico
ai reperti archeologici, dai tessuti agli elementi di arredo, dalle stampe alle opere in metallo.
Conseguentemente gli operatori del settore, che si trovano ad intervenire su materiali diversi e inseriti in
diversi contesti ambientali (scavi archeologici a cielo aperto, su ponteggi o scale nei diversi cantieri, in atelier
di restauro, biblioteche, musei ecc.), sono esposti a rischi di salute differenziati e difficili da circoscrivere.
Aver coscienza di queste disomogeneit quindi requisito indispensabile per accostarsi correttamente alla
tematica della sicurezza. Attraverso la presente indagine si tentato di operare una catalogazione delle
attivit pi significative nel restauro con potenziale rischio di sovraccarico biomeccanico al rachide.
In base a quanto sino ad ora discusso, razionalmente e cautelativamente, si pu riassumere che un addetto
al restauro conservativo di superfici decorate e beni di interesse storico ed artistico possa, nel corso della
sua attivit lavorativa, essere esposto ai seguenti livelli di rischio (descrizione sintetica):
MANSIONE
RESTAURATRICE/RESTAURATORE
ATTIVITA

FATTORI DI RISCHIO
WBV

Posture inc.

Non esposto

Non esposto

Posture NON RACCOMANDATE (ISO 11226)


Superato il limite biomeccanico inferiore di
tolleranza ma ben inferiore al limite
superiore di tolleranza

Restauro di elementi marmorei

Movimentazione
a basso rischio

Non esposto

Posture NON RACCOMANDATE (ISO 11226)


Rispettato il limite biomeccanico inferiore di
tolleranza

Restauro di superfici decorate e/o


consolidamento di profondit
dell'intonaco/murature

Movimentazione
a basso rischio

Non esposto

Posture NON RACCOMANDATE (ISO 11226)


Rispettato il limite biomeccanico inferiore di
tolleranza

Restauro di tele, pale, tavole lignee, ecc.


in laboratori organizzati

MMC

Per quanto attiene il rischio di sovraccarico biomeccanico si pu concludere che:


nel caso di attivit di restauro di tele, pale, tavole lignee, ecc. realizzate generalmente in laboratori
organizzati, in generale la mansione caratterizzata da una non esposizione a MMC a rischio di
lesioni dorso-lombari;
caso di attivit di restauro di tele, pale, tavole lignee, ecc. realizzate generalmente in laboratori
organizzati, in generale la mansione caratterizzata da una esposizione a posture statiche giudicate
come NON RACCOMANDATE secondo la ISO 11226; nelle posture sedute, tipiche di tali attivit,
pu essere superato il limite biomeccanico inferiore di tolleranza ma non limite superiore di
tolleranza per i carichi sui distretti articolari di interesse;
nel caso di attivit di restauro di elementi marmorei e/o restauro e/o consolidamento di superfici
decorate, in generale la mansione caratterizzata da una esposizione lievissima a MMC,
ampiamente nei limiti di accettabilit (< 2900 N) stabiliti per le forze di compressione su L4-L5 e/o
L5-S1 per una popolazione femminile (NIOSH);
nel caso di attivit di restauro di elementi marmorei e/o restauro e/o consolidamento di superfici
decorate, in generale la mansione caratterizzata da una esposizione a posture statiche giudicate
come NON RACCOMANDATE secondo la ISO 11226; nelle posture sedute, in piedi ed in ginocchio,
tipiche di tali attivit, generalmente non risulta superato il limite biomeccanico inferiore di tolleranza
per i carichi sui distretti articolari di interesse;
La postura di lavoro non di per s un fattore di rischio, lo diviene quando si realizza, secondo meccanismi
diversificati, una condizione di sovraccarico meccanico per un qualsivoglia distretto corporeo: in tal caso si
parla di postura incongrua. Il sovraccarico meccanico si realizza ad esempio in condizioni di impegno,
magari modesto, ma continuativo delle medesime strutture quale quello che deriva dal mantenimento di
posture fisse prolungate (erette o sedute), specie se vi un atteggiamento in posizione non fisiologica di un
qualche segmento del corpo o del tronco (es. capo e tronco costantemente flessi in avanti).
Si evidenzia che i metodi della ISO 11226 portano a definire la postura come ACCETTABILE o NON
RACCOMANDATA ai fini di una riprogettazione del posto di lavoro. La norma non d comunque alcuna
indicazione sul rapporto di causa/effetto tra postura e danno prevedibile. In tal senso, le valutazioni di tipo
biomeccanico riferite ai limiti di tolleranza per le forze di compressione e di flessione (al fine di evitare le

microfratture della parte posteriore anulus-corpo vertebrale con possibile prolasso del disco intervertebrale)
possono assumere una valenza maggiore ai fini della previsione di potenziali danni dorso-lombari.
Quello del restauratore , in alcune situazioni, un lavoro fisicamente faticoso: ad esempio le attivit di
restauro di tele, pale, tavole lignee, ecc. pur se realizzate generalmente in laboratori organizzati, possono
presentare un potenziale stress posturale significativo.
La buona progettazione delle opere provvisionali, i tempi di lavoro, eventuali soluzioni ergonomiche pensate
volta per volta sono gli unici presidi possibili.
Per quanto riguarda l'introduzione di momenti di pausa, si pu sottolineare che lavoro di restauro di solito
gestito in maniera abbastanza autonoma anche dagli aiutiaiuto-restauratori; non c' nel contesto del cantiere
di restauro un rapporto gerarchico tale da impedire una autogestione del tempo di lavoro.
I restauratori e gli aiutiaiuto-restauratori sono figure professionali particolari rispetto agli altri addetti del
comparto edile. La forte motivazione al lavoro del restauratore pu essere un elemento critico nella
valutazione dei rischi perch pu portarlo a sottovalutare la tutela della propria salute di fronte all'opera
d'arte di cui si conosce e apprezza il grande valore.
Una buona informazione e formazione, erogata a cominciare dai percorsi scolastici di tali figure
professionali, riveste carattere di importanza fondamentale per la prevenzione di lesioni dorso-lombari.

BIBLIOGRAFIA
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6. UNI ISO 11228-2:2009: Ergonomia - Movimentazione manuale - Parte 2: Spinta e traino
7. UNI ISO 11228-3:2009: Ergonomia - Movimentazione manuale - Parte 3: Movimentazione di bassi
carichi ad alta frequenza
8. ISO 11226:2000: Ergonomics -- Evaluation of static working postures