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Meiosi

La meiosi un processo caratteristico delle cellule eucariote, essa


riguarda unicamente la produzione delle cellule sessuali
o gameti degli organismi pluricellulari. Con la meiosi, attraverso un
processo piuttosto complesso, una singola cellula diploide, dopo
aver replicato una sola volta il suo DNA, da origine a quattro cellule
figlie, i gameti appunto, dotate di un patrimonio dimezzato di
cromosomi e dette perci aploidi. La meiosi si differenzia dall'altro
processo di divisione cellulare, la mitosi, nella quale si formano due
cellule figlie aventi lo stesso patrimonio genetico della cellula
madre.
Mitosi
La mitosi un processo legato alla divisione cellulare. Attraverso la
mitosi una cellula si divide in due cellule figlie che risultano
geneticamente e morfologicamente identiche tra loro e alla cellula
madre. La mitosi preceduta dalla interfase durante la quale si ha
la duplicazione del DNA e dei cromosomi che da 2n divengono
quindi 4n. La duplicazione avviene a met dell'interfase, nel corso
della cosiddetta fase S. La fase S preceduta dalla fase G 1, in cui la
cellula si accresce e si prepara alla sintesi del DNA, ed seguita
dalla fase G2, durante la quale la cellula continua ad accrescersi e si
prepara ad entrare in mitosi. L'insieme dei fenomeni che avvengono
durante la divisione cellulare prende il nome di ciclo cellulare. Esso
dura dalle 10 alle 24 ore circa a seconda degli organismi.
Fasi della mitosi
Il processo di mitosi consiste nella suddivisione di una cellula in due
cellule figlie geneticamente e morfologicamente identiche tra loro e
alla cellula originaria. Nel corso del ciclo cellulare, la mitosi si
alterna all'interfase, periodo in cui la cellula compie le reazioni
metaboliche che ne permettono il mantenimento; avviene
successivamente allo stadio S (in cui si verifica la duplicazione del
DNA). L'immagine schematizza le 4 fasi della divisione cellulare;
di facile intuizione la forte somiglianza tra lo schema della metafase
e l'immagine rappresentata in foto, dove appare una cellula durante
la divisione cellulare.

Allo stadio S seguono le quattro fasi tipiche della mitosi. Occorre


precisare che nelle alghe e nei funghi non si verifica la
disgregazione della membrana nucleare che, invece, si riscontra
nelle piante e negli animali; nel primo caso si parla di "mitosi
chiusa", nel secondo di "mitosi aperta".
PROFASE : I filamenti di DNA si organizzano in strutture
dallaspetto di bastoncelli, i cromosomi. Ogni cromosoma
possiede una strozzatura, che viene dettacentromero. La
duplicazione del DNA gi avvenuta. Nella tarda profase
(prometafase) il nucleolo scompare.
METAFASE : La membrana nucleare gradualmente scompare e i
cromosomi restano liberi nel citoplasma, mentre i centrioli si
sdoppiano e migrano in direzione opposta, formando un fascio
di fibre che assume la forma di un "fuso", il cosiddetto fuso
mitotico.
Le coppie di cromatidi si muovono su un piano immaginario
che taglia a met la cellula detto piano equatoriale. In questa
fase i cromosomi raggiungono il massimo grado di visibilit al
microscopio, a causa della loro forte spiralizzazione. Ci ne
facilita l'osservazione.
ANAFASE : Nellanafase i due cromatidi di ciascun cromosoma
si separano e si spostano uno verso un polo della cellula e
laltro verso il polo opposto. In questo modo ciascuna met
cellula riceve un uguale numero di cromatidi.
TELOFASE : Ciascun gruppo di cromatidi viene circondato da
una nuova membrana nucleare, quindi i cromatidi cominciano
a decondensarsi e a formare i due nuclei figli. In ciascuna
cellula figlia compare anche il nucleolo. Alla fine di questa fase
ciascuna cellula figlia avr una copia di ciascun cromosoma e,
quindi, un patrimonio cromosomico completo.
Alla fine del ciclo cellulare si ha la separazione delle cellule figlie per
mezzo del processo chiamato citodieresi. In genere, questo stadio
segue le quattro fasi della mitosi; se essa non avviene, dopo
successive mitosi si forma una cellula plurinucleata. Nelle cellule
animali la separazione avviene per strozzatura delle cellule madri;
nelle piante, mediante frapposizione di un setto di separazione.
Mitosi come modalit di riproduzione

Riproduzione
di
un
batterio
Una volta raggiunta una dimensione opportuna, ogni batterio si
divide in due cellule identiche, di massa pari a circa la met di
quella originaria. A loro volta, le due cellule figlie si accrescono fino
a dividersi ulteriormente. Un batterio si pu riprodurre ogni venti
minuti circa, proliferando in colonie abbastanza grandi da essere
visibili a occhio nudo.
In molti organismi pluricellulari e negli unicellulari, la mitosi
rappresenta anche una strategia riproduttiva. Infatti, sistemi di
riproduzione asessuata, come la scissione, operata da molti
microrganismi, la gemmazione (o divisione ineguale), presente in
protozoi che vivono fissi al substrato (come molti peritrichi e suttori,
appartenenti ai ciliati), la strobilazione delle meduse, la
rigenerazione, si basano su processi mitotici. Per mitosi si formano
anche particolari tipi di spore, dette mitospore, cio cellule che
rappresentano forme di resistenza della specie, dalle quali pu
svilupparsi un nuovo individuo solo quando le condizioni ambientali
sono favorevoli

Mendel e lereditariet
Alla base dell'idea che ognuno di noi ha della trasmissione
ereditaria dei caratteri vi sono due concetti abbastanza ovvi: il
primo si pu sintetizzare con l'osservazione che simile produce
simile, cio che i gatti nascono da altri gatti, le rose da altre rose, gli
esseri umani da altri esseri umani; il secondo si pu sintetizzare
invece nell'espressione che i figli rassomigliano ai genitori.
Questi due concetti sono stati presenti nell'uomo fin dall'alba dei
tempi ma nonostante queste importanti intuizioni, la spiegazione
scientifica dei meccanismi che governano la trasmissione dei
caratteri ereditari una conquista relativamente recente cos come
il ramo delle scienze biologiche che se ne occupa: la genetica.
La nascita di tale scienza pu collocarsi intorno al 1860 ed
indissolubilmente legata all'opera del monaco boemo Gregorio
Mendel (1822-1884).
Abate del monastero agostiniano di Brno e insegnante, presso il
Collegio reale della medesima citt, di fisica e scienze naturali,
Mendel si dedicava a esperimenti di ibridazione con le piante
coltivate nel giardino del monastero. Dalle osservazioni che gli

provenivano da questa attivit, nacque in lui la curiosit di capire


come i caratteri ereditari si trasmettessero da una generazione
all'altra.
Per affrontare questo problema egli adott dei criteri
incredibilmente geniali e apparentemente semplici, che per quel
tempo erano non solo fortemente innovativi ma andavano contro le
concezioni correnti sulla trasmissione ereditaria dei caratteri. Infatti
vi era allora la convinzione che i caratteri di un individuo fossero il
risultato di una semplice mescolanza di quelli dei due genitori.
Nell'arco di venti anni condusse numerosi esperimenti sulla
trasmissione dei caratteri su vari tipi di piante, in particolare sul
pisello, nel quale era possibile realizzare sia la fecondazione
incrociata sia l'autofecondazione.
Per capire meglio i risultati ottenuti da Mendel analizziamo
assieme i suoi esperimenti. Egli prov ad incrociare, cio a far
riprodurre sessualmente in condizioni controllate, due razze di
piselli puri, una che dava solo semi gialli, una solo verdi; ottenne
cos una prima generazione, detta F1, di piante che avevano tutte i
semi gialli. Il colore verde sembrava definitivamente scomparso.
Facendo per incrociare questi individui di prima generazione tra di
loro, ricav una seconda generazione, detta F2, composta per 3/4 di
piselli con semi gialli e per 1/4 di piselli con semi verdi. Questo
esperimento mise in evidenza che non tutti i caratteri presenti nei
genitori sono evidenti nelle successive generazioni di discendenti.
Per spiegare questo fatto Mendel ipotizz che ogni carattere sia
controllato da due fattori che possono essere dotati di "forza
diversa" uno dei quali, detto dominante, in grado di impedire
all'altro, detto recessivo, di manifestarsi. Mendel formul cos la
sua prima legge o legge della dominanza. Inoltre osserv che i due
fattori si trasmettono indipendentemente l'uno dall'altro (seconda
legge o legge della segregazione indipendente) determinando tre
combinazioni diverse dei due fattori: dominante-dominante,
recessivo-recessivo, dominante-recessivo. Le prime due
combinazioni daranno origine ad individui omozigoti, cio puri per il
colore giallo o verde. La terza combinazione invece dar
individui eterozigoti (o ibridi), cio impuri, ma gialli secondo il
principio della dominanza.
Poich gli eterozigoti manifestano il carattere dominante come gli

omozigoti, necessario distinguere il loro aspetto esterno, cio il


loro fenotipo, dalla costituzione genetica, cio il loro genotipo:
fenotipi simili possono infatti derivare da genotipi diversi.
Se incrociamo organismi che differiscono per due coppie di
caratteri si vede che questi ultimi si presentano nei discendenti
secondo tutte le loro combinazioni possibili. Cos, incrociando tra
loro piselli a seme giallo e liscio con con piselli a seme verde e
grinzoso, Mendel ottenne in F1 tutte piante con semi che
presentavano i due caratteri dominanti (giallo e liscio), alla F2
quattro categorie di individui che presentavano le quattro
combinazioni possibili, cio le due introdotte nell'incrocio e le due
nuove: giallo liscio, giallo-grinzoso, verde-liscio, verde-grinzoso.
Questo fatto sugger a Mendel la legge dell'indipendenza dei
caratteri, detta anche terza legge di Mendel, secondo la quale ogni
coppia di fattori si comporta indipendentemente dalle altre, per cui
la trasmissione di ciascun carattere segue un suo percorso
autonomo.
Grazie ai suoi esperimenti Mendel era riuscito a svelare i
meccanismi che regolavano la trasmissione ereditaria dei caratteri,
confermando che solo quelli acquisiti gi alla nascita vengono
trasmessi alla discendenza.
Oggi si sa che i fattori di Mendel sono i geni, piccoli segmenti di
DNA ognuno dei quali esprime un carattere ereditario secondo un
linguaggio chimico detto codice genetico. Le coppie di geni,
detti alleli che, proprio come i fattori di Mendel, codificano per uno
stesso carattere, sono localizzati sui due cromosomi di una stessa
coppia. In questo modo si spiega la segregazione dei caratteri: gli
alleli, trovandosi su cromosomi diversi, vengono separati al
momento della meiosi e trasmessi indipendentemente l'uno
dall'altro.
Gli esperimenti con cui Mendel mostrava la natura ben distinta dei
geni furono pubblicati nel 1865, ma per un lungo periodo vennero
pressoch ignorati dalla comunit scientifica.
Tuttavia, agli inizi del Novecento, il lavoro di Mendel venne
riscoperto e rivalutato. Negli ultimi anni del secolo precedente
erano stati fatti importantissimi progressi da parte dei citologi (cio
gli studiosi delle cellule) che avevano scoperto i cromosomi e il loro
modo di comportarsi nel corso della mitosi, della meiosi e della

fecondazione. Ci aveva riacceso un grande interesse per lo studio


della trasmissione dei caratteri ereditari.
Nel 1902 venne cos proposta la teoria cromosomica
dell'ereditariet che, prendendo a base il comportamento dei
cromosomi - cio il fatto che essi vanno incontro a segregazione e
assortimento indipendente - correlava cromosomi e geni , cio i
fattori mendeliani responsabili della trasmissione dei caratteri
ereditari, secondo regole precise.
Dopo una intensa sperimentazione, nel 1910 Thomas Hunt Morgan
dimostr la localizzazione di un gene su uno specifico cromosoma. A
questa prima dimostrazione fecero seguito numerose ricerche che
confermavano la correttezza della teoria cromosomica che stabiliva
che i geni si trovano nei cromosomi.
La scoperta di nuovi geni port alla conclusione che, essendo il
loro numero assai superiore a quello dei cromosomi, ciascun
cromosoma portava pi geni. Fu inoltre dimostrato che i geni non
sono disposti a caso nei cromosomi, ma sono ordinatamente
distribuiti in modo lineare. Dagli esperimenti di Mendel risultava che
i caratteri segregano indipendentemente. Ci appare confermato
nel caso in cui i geni si trovano su cromosomi diversi. Quando
invece si trovano sullo stesso cromosoma, pu verificarsi il
fenomeno dell'associazione, cio la mancanza di una completa
segregazione.
L'uomo, come la maggior parte degli animali e alcune specie di
piante, presenta individui di sesso diverso, distinti in maschi e
femmine. Questa differenza determinata geneticamente da
specifici cromosomi chiamati cromosomi sessuali. Nella maggior
parte delle specie sono due, diversi tra di loro. Nella specie umana i
due cromosomi vengono indicati con le sigle X e Y. La femmina ha
un patrimonio XX mentre il maschio ha un patrimonio XY. I maschi
sono il sesso eterogametico, in quanto producono spermatozoi
contenenti per met il cromosoma X e per met il cromosoma Y. Le
femmine, al contrario, sono il sesso omogametico in quanto tutte le
uova hanno solo il cromosoma X. Al momento della fecondazione e
della formazione dello zigote sar il sesso eterogametico che
determiner il sesso del nuovo individuo. Pertanto nella specie
umana il padre che determina il sesso del nascituro.

TERMINI IMPORTANTI
Carattere caratteristica fisica osservabile
Tratto una forma particolare assunta da un
carattere
Gene
Allele forme diverse di uno stesso gene
Genotipo insieme degli alleli che determinano un
carattere
Fenotipo caratteristica osservabile che
determinano gli alleli
Omozigote alleli uguali
Eterozigote alleli diversi
Purezza
Stami organo maschile
Ovario organo femminile
Stigma accgolie il polline
Generazione parentale / filiale generazione di
partenza/ F1 e F2