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Rapporto SVIMEZ: lItalia si sta mangiando il Sud e le isole.

Ma perch
non ce ne andiamo?
Massimo Costa
LUnione Europea di banditi & massoni si mangia lItalia. E lItalia del Centro
Nord si mangia il Sud. A cominciare dalla Sicilia, ridotta peggio della Grecia. Il
Rapporto SVIMEZ di questanno terribile. In questo scenario c una sola
certezza: se resteremo nellUnione Europea e nellItalia ci scanneranno vivi.
Lunica via di fuga lindipendenza, come stanno facendo in Catalogna e in
altre parti d'Europa

Che noia questi rapporti SVIMEZ, se non fossero semplicemente tragici!


Che noia i commenti scontati e la canea retorica sul recupero del Mezzogiorno e
sullincapacit di spesa delle classi dirigenti meridionali! Ma che dice in fondo
questo rapporto SVIMEZ? Dice che il Mezzogiorno in una fase terminale della
sua lunga vita, sia come economia, sia come societ. I dati sono l, pi tragici
ancora che mai. Nascite meno che allUnit dItalia, occupati andati indietro di
40 anni, crollo economico in una crisi infinita al confronto della quale la Grecia
va benino! E in questa tragedia la Sicilia detiene la palma del poco invidiabile
primato della povert e della disperazione.
come se in Sicilia fosse in atto una guerra, di quelle con bombe, devastazioni,
stragi. Ma questa guerra surreale: uccide, strangola tutto, ma silenziosa.
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Nessun boato nellaria e nemmeno sui giornali. Se ne parla giusto oggi, perch
c questo rapporto. Si dovrebbe mettere al centro dellagenda politica
nazionale. E invece da domani i problemi saranno i soliti: le finte promesse di
sgravi fiscali del Governo, gli inciuci dei verdiniani, o - per restare in Sicilia - le
grandi manovre al centro. Capirai Ma per andare al centro di unagenda
nazionale ci vuole una Nazione, lItalia, che alla conta dei fatti non c, non c
mai stata.
Ecco, signori, amici siciliani, sardi e italiani meridionali. LItalia non esiste! Cosa
deve succedere ancora perch voi lo capiate finalmente? Al diavolo gli azzurri e
la Formula 1! Al diavolo Foscolo, Leopardi e Manzoni! Che ci mettiamo nella
pignata? Questi dati certificano niente pi niente meno che il fallimento totale
dellunit dItalia. Ununit nata con la truffa e finita in tragedia. LUnione
Europea ha soltanto accelerato questo processo facendo venire a galla tutte le
contraddizioni di questo falso Paese. LEuropa taglieggia lItalia, la schiavizza
agli ordini del grande capitale e dellindustria tedesca. Il governo italiano
ubbidisce supino, ma cerca di salvare quel che pu scaricando il peso dei sacrifici
sulle regioni pi deboli, e, fra queste, soprattutto sulla Sicilia, ormai additata
allodio collettivo nazionale, quasi che la vittima portasse la responsabilit del
proprio carnefice.
Non voglio dire cosa penso dei tanti siciliani a
Roma. Rischio vilipendi e querele varie.
Ognuno ne tragga le proprie conclusioni,
quanto meno sulla pochezza, a non voler dire
altro, delle nostre classi dirigenti. Andiamo
oltre, per carit. Andiamo oltre e guardiamo al
futuro, non piangiamoci addosso. Che fare?
Cambiamo apparentemente argomento. Ieri sera, in TV, ho visto due corifei
del nuovo ordine europeo/mondiale, Prodi e Mieli, che su alcune questiuncule
secondarie discettavano sullo 0,1 % di differenza sui punti di vista, mentre erano
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daccordo - e come potevano non esserlo? - sul restante 99,9. Che rabbia vederli
seduti l, a pontificare sulle macerie che quelli come loro hanno voluto, causato, e
di cui - a sentirli - sono tutto sommato soddisfatti. Che sguardo serafico, di chi
ha avuto sin dalla nascita il culetto al calduccio e ora, un po in imbarazzo, un
po non sa che fare ma fa spallucce. Mieli dice che lItalia, come lEuropa, ormai
irreversibile, che ci vuoi fare? Al caff si pu parlare di uscire dallEuropa, del
fatto che il Regno delle Due Sicilie non era poi cos distante dal LombardoVeneto (cito parole sue), per messi alle strette neanche i greci (sottinteso che
ne avrebbero avuto tutto linteresse) sono voluti uscire dalla trappola. La teoria
di Mieli che non c niente da fare. LItalia si deve rassegnare ad essere
violentata dalla Germania, e i Meridionali si devono rassegnare ad essere
violentati dai Settentrionali. la vita, il mondo fatto a scale, c chi scende e c
chi sale. E per i perdenti la storia finita. Siamo alla fine della storia, bellezze,
che ci vuoi fare? Prodi, invece, si smarcava dicendo che no, non era questa
lEuropa che lui voleva, che ai suoi tempi lItalia contava, eccome, ma che poi le
cose hanno preso una brutta piega. Sottintendeva (alla Tsipras? ma per favore)
che unaltra Europa possibile. Ma tutti due erano convinti, convintissimi,
che ci vuole pi integrazione, pi cessione di sovranit. Che la medicina che ci ha
fatto male, sar anche cattiva, ma ne dobbiamo assumere a dosi sempre pi forti.
Loro, con il culetto al caldo. Ma che ne sanno loro? Ma che ne sanno della
disperazione di un giovane che ha terminato il proprio percorso di studi e trova
tutte le strade chiuse? Che ne sanno loro della disperazione di un imprenditore
costretto a chiudere a 50 anni? Che ne sanno loro del pensionato che non si cura
perch non ha i soldi per le medicine? Il vero fatto che a questa gente qua,
appartenente alla razza padrona, non gliene importa una mazza, cattolici o
laici che siano.
Torniamo a noi. Lunione, che sia italiana o europea, fa sempre bene? Lunione
davvero irreversibile?

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proprio vero che quando si uniscono le monete


non c pi niente da fare, senn peggio di
peggio di peggio? Cari lettori, sono falsit. E
non perch lo dico io, lo dice la storia. La storia
piena di unioni monetarie e politiche
naufragate, di imperi che crollano e che si
sfaldano. Di sogni infranti, e di popoli che,
armati

soltanto

dalla

loro

disperazione,

prendono il fucile e cacciano gli invasori. Questo ci dice la storia.


Lunione fa sempre bene? Grande sempre bello? Perch mai la piccola Olanda
avrebbe fatto una rivoluzione mercantile mentre il grande impero zarista o
cinese erano rimasti indietro? Sono pi felici i Cinesi della grande Cina o della
piccola Singapore? Come si spiega lesistenza e la prosperit di piccoli Stati
mediterranei come Malta o Cipro, almeno fino a che non sono entrati
nellUnione Europea? Solo lignoranza pu salvare linsalvabile.
Un caro amico mio, dello stesso movimento di cui faccio parte, dice che la Sicilia
non pu uscire dallEuropa, perch la Sicilia lEuropa. Sono daccordo con lui al
100%. Uscire dallUnione non significa uscire dallEuropa. LEuropa un fatto
storico, culturale, inamovibile, che in Grecia e in Sicilia trova le proprie radici.
Ma lUnione Europea non ce lha lasciata il Padreterno, e cos lItalia. Sono
queste oggi le nostre catene. Se non vogliamo morire, al di l di tutti i
compromessi tattici che si possono adottare nel breve termine, il sogno
devessere la libert, la piena indipendenza. Senza se e senza ma.
Se vogliamo spezzare la spirale della povert in Sicilia (non parlatemi del Sud
continentale, almeno per ora, quando eravamo uniti tentarono anche loro per
una quarantina danni, senza successo, di trattare la Sicilia pi o meno come oggi
ci tratta lItalia), dobbiamo rimuovere le sanguisughe che oggi le tolgono ogni
energia.

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Oggi la Sicilia regala le proprie risorse finanziarie allo Stato italiano. notizia di
oggi che i Comuni del Trapanese, saccheggiati dallo Stato, non riescono ad
adempiere alle obbligazioni verso Ryanair, rischiando di perdere una
convenzione che ha portato in Sicilia turisti, reddito e occupazione. E di questi
esempi ne potremmo fare infiniti.
Oggi la Sicilia fa prendere le proprie decisioni a Roma o a Bruxelles, in maniera
sistematicamente contraria ai nostri interessi nazionali, dalle dimensioni della
vongola, che devessere quella nordica, ai porti che, dipendendo da Roma e non
avendo un nostro ministero della marina mercantile, non potranno mai
integrarsi bene con quelli del Mediterraneo, e quindi facendo andar persa la
propria vocazione territoriale.
Oggi la Sicilia regala allItalia, allEuropa e alla Nato, la propria posizione
geografica, lasciando passare le infrastrutture energetiche, di comunicazione
elettronica, consentendo le installazioni militari, senza lucrare un centesimo da
questa posizione di monopolio.
Oggi la Sicilia lascia che lo Stato italiano,
soprattutto per mezzo di una Regione siciliana
succube e complice, chiuda le scuole, gli
ospedali, le Camere di Commercio e gli uffici
giudiziari. Sotto il pretesto dellAccorpamento,
e della Spending Review, lo Stato dominatore
priva la Sicilia delle elementari infrastrutture immateriali (non parliamo
neanche di strade e ferrovie, porti e aeroporti) necessarie tanto a qualunque tipo
di insediamento economico, quanto al vivere civile.
Oggi la Sicilia regala i propri prodotti energetici, che le consentirebbero una
piena autosufficienza, in cambio di un pugno di mosche. Oggi la Sicilia subisce
normative europee, e fra poco euro-atlantiche, che uccidono il prodotto
agricolo ed agroalimentare di qualit isolano, che ci fanno mangiare porcherie,
come la mozzarella senza latte, o lolio extravergine doliva con l1 % di olio, o le
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merendine piene del mortale olio di palma che ammanniamo a noi stessi e ai
nostri figli ignari.
Oggi la Sicilia assaltata da tutti i poveri del mondo, solo perch porta dItalia e
dEuropa. Ma lItalia e lEuropa poi vorrebbero lasciare i reietti in Sicilia,
trasformandola in un grande campo di concentramento. Oggi la Sicilia non pu
ritagliarsi una politica dei redditi, una politica fiscale su misura della propria
economia, perch cos si distorce la libera concorrenza. E di libera concorrenza
si deve morire.
Oggi la Sicilia non ha banche, n moneta propria: prende a usura dallesterno il
denaro che le serve per le transazioni interne. Ma, se le cose si metteranno male,
per le banche, pagheranno i correntisti con i loro soldi. Perch? Ma semplice: Ce
lo chiede lEuropa!
Ma siamo cittadini italiani ed europei, vuoi mettere? S, ma quand che lItalia si
ricorda di noi? Solo per farci tagliare servizi e portarsi a casa risorse? Quand
che abbiamo sentito la voce dellEuropa? Io la ricordo solo per i diritti delle
nuove famiglie, che a quanto pare chiss perch sono in cima allagenda. E le
vecchie famiglie? Di quelle qualcuno si preoccupa in Europa? No, non
pervenuto. Devono chiudere, come le aziende private e pubbliche.
Ecco, questa Italia e questa Europa, vogliono soltanto la nostra morte. Queste,
non quelle che abbiamo in testa nel nostro privatissimo mondo dei sogni. E noi
che facciamo? Diciamo che non c niente da fare? Che ci vuole pi cessione di
sovranit? Noi abbiamo una scelta sola: uscire dallItalia e dalla UE. E di corsa.
Con le buone, ma anche con le cattive se sar necessario. Con gli USA parleremo,
li tranquillizzeremo. Siamo amici. La nostra Comunit USA, che saluto,
numerosa, solida e ben rappresentata. I nostri legami sono solidi e storici. Se
non interferiscono nelle nostre scelte interne, se non ci organizzano rivoluzioni
colorate, se non vogliono metterci a tutti i costi uninstallazione radar che ci fa
morire a fuoco lento, possiamo essere anche alleati strategici, ma con pari
dignit. Altrimenti, pazienza, il mondo grande
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Se non capiamo che lindipendentismo una cosa seria, allora meglio stare in
silenzio e guardare lo sfacelo. Vogliamo invertire i dati SVIMEZ? Ci vuole
indipendenza, le altre sono solo false flag! S, anche la foglia di fico della lotta
alla corruzione/mafia/sprechi: bah, armi di distrazione di massa per dividerci,
ingannarci e perderci. E non solo indipendenza da salotto: indipendenza
politica, energetica, legislativa, fiscale, finanziaria, monetaria e alimentare.
Faranno terrorismo? Mah! Se lalternativa questa agonia, non credo che avr
tanta presa. Alla fine vinceremo! I Greci si sono piegati? Codardi! Noi potremmo
anche non farlo. Daltronde, siamo messi peggio di loro, peggio di tutti. La Sicilia
la pietra che, sfilata dalla UE, far cadere il grande castello di carte euromassonico.
http://www.lavocedinewyork.com/Rapporto-SVIMEZ-l-Italia-si-stamangiando-il-Sud-e-le-isole-ma-perche-non-ce-ne-andiamo/d/13582/

Vi raccontiamo perch Renzi, Berlusconi e Alfano faranno chiudere la


trazzera di Caltavuturo
Giulio Ambrosetti [30 Jul 2015 |

Si inaugura la trazzera di Caltavuturo. Una liberazione per i siciliani che


percorrono lautostrada Palermo-Catania. Ma anche unopera che mette in
evidenza lincapacit del governo Renzi e del governo Crocetta. Questultimo
non conta nulla. Ma Renzi e i suoi alleati (Berlusconi e Alfano) non potranno
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accettare di farsi umiliare dai grillini siciliani. Per questo si inventeranno


qualcosa per chiuderla. Il comunicato dei grillini
Il 31 luglio i coraggiosi, quelli veri, per, inaugureranno la strada che taglier
dallisolamento gli abitanti di Caltavuturo, consentendo, contemporaneamente,
agli automobilisti che percorrono lautostrada Palermo-Catania (in entrambe le
direzioni) di non arrampicarsi pi fino a Polizzi Generosa. Parliamo della
trazzera, diventata in questi mesi famosa, realizzata non da uno Stato assente e
da una Regione siciliana sempre pi inutile, ma da normali cittadini - in testa il
sindaco di Caltavuturo, Domenico Giannopolo - e dai parlamentari del
Movimento 5 Stelle. Sono stati questi ultimi - per la precisione, i quattordici
deputati grillini del Parlamento siciliano - a mettere a disposizione buona parte
della somma (circa 300 mila euro) per realizzare i lavori. Gli altri soldi sono stati
raccolti dai cittadini di Caltavuturo con lodevoli iniziative culturali e sociali.
Ricordiamo che tutto questo avvenuto mentre, a oltre tre mesi dalla frana, il
governo nazionale di Matteo Renzi e il governo regionale di Rosario Crocetta non
hanno fatto praticamente nulla. Quando parliamo della frana, ovviamente, ci
riferiamo alla collina che, oltre tre mesi fa, ha inghiottito il viadotto Imera lungo
lautostrada Palermo-Catania, determinando il blocco dellunica autostrada che
collega queste due citt. Frana, lo ricordiamo sempre, che era in corso dal 2005 e
della quale le tante autorit non si sono occupate.
Fatta questa doverosa premessa, arriviamo al significato di questa nostra
riflessione. Cominciando col dire che siamo preoccupati. Perch da giorni, sulla
rete, non facciamo altro che leggere commenti, da parte di esponenti della
cosiddetta sinistra rappresentata dal PD renziano, che denigrano i lavori per la
stabilizzazione della trazzera. Secondo questi signori - che, ripetiamo, sono tutti
riconducibili al Partito Democratico di scuola renziana - i lavori effettuati su
questa strada sarebbero insufficienti, la stessa strada sarebbe pericolosa, con una
pendenza eccessiva, insicura e bla bla bla. Questo martellamento per denigrare
un fatto politico e sociale importante va letto per quello che rappresenta.
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Ricordiamoci - labbiamo gi accennato - che il governo Renzi e il governo


Crocetta, a oltre tre mesi dalla frana, hanno solo prodotto chiacchiere. Lunica
cosa che emersa con chiarezza che, forse, lautostrada Palermo-Catania verr
riaperta al traffico il prossimo anno, non si sa se in primavera, in estate o in
autunno. Ovviamente, dopo che le solite cooperative - possibilmente del Centro
Italia - avranno lucrato sugli appalti, facendo bagnare il becco alle mafie locali.
Non solo. Come ha segnalato pi volte il professore Vincenzo Liguori - docente
presso la facolt di Ingegneria di Palermo - i tecnici dei governi nazionale e
regionale non hanno nemmeno ipotizzato iniziative per consolidare la frana,
tuttora in corso (come vi abbiamo raccontato
qui).
Ebbene, Renzi, Crocetta e i vari tirapiedi di
questi due personaggi da tregenda non solo non
hanno fatto nulla per riaprire lautostrada che,
da oltre tre mesi, arreca disagi enormi ai
cittadini siciliani, ma hanno pi volte criticato liniziativa dei grillini e degli
abitanti di Caltavuturo. Quasi che il ruolo di un presidente della Regione - giusto
per parlare di Saro da Gela - davanti a un dramma economico e sociale che
colpisce la comunit che amministra, non sia quello di provare a risolvere i
problemi, ma di aspettare che tutto vada a catafascio. Occupandosi, magari, di
telefonate che prima avrebbe ammesso di aver fatto, ricordando di non aver
sentito bene certe affermazioni, per poi negare lesistenza di stessa di una
telefonata che, a rigor di logica, avrebbe dovuto escludere prima e non dopo il
pronunciamento dei magistrati che ne negano l'esistenza!.
Insomma, secondo voi, un presidente della Regione che parla al telefono delle
nomine ai vertici della sanit, dimostrano tutta la propria inadeguatezza (o la
sicurezza che, tanto, la magistratura lo avrebbe protetto comunque?), in grado
di occuparsi di cose serie? E in grado di riaprire unautostrada colpita da una
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frana? Secondo noi, no. E infatti la Regione retta da lui, come gi ricordato,
rimasta con le mani in mano.
Siamo arrivati al cuore del problema. Venerd, con linaugurazione della trazzera
stabilizzata - che, piaccia o no, una risposta al nullismo del governo nazionale e
del governo regionale - i protagonisti di tale impresa ridicolizzeranno, in un
colpo solo, il governo nazionale, il governo regionale e, in generale, tutta la
vecchia politica italiana che oggi governa lItalia. Il caso ha voluto che mercoled,
al Senato, il PD abbia salvato dalla galera un parlamentare - Azzollini, del Nuovo
Centrodestra del Ministro Angelino Alfano - che metteva in riga le suore di una
comunit, minacciando di pisciare sulla bocca di chi avrebbe ostacolato i propri
disegni (come potete leggere qui).
Ebbene, con la trazzera che si inaugura domani i cittadini italiani avranno
davanti agli occhi due modi di fare politica. Da una parte il PD, il Nuovo
Centrodestra Democratico, Berlusconi ( chiaro che dietro Verdini e i suoi nove
parlamentari che vanno in sostegno del governo Renzi c il placet dellex
Cavaliere) e frattaglie varie che fanno politica derubando i cittadini e
utilizzando le prerogative parlamentari per parare il culo ai propri sodali che la
magistratura vuole arrestare ( il caso, per lappunto, del senatore Azzollini);
dallaltra parte ci sono politici - i parlamentari del Movimento 5 Stelle - che
mettono a disposizione i soldi delle proprie diarie parlamentari per realizzare
una strada nellinteresse dei cittadini.
E chiaro, lapalissiano che la vecchia politica italiana che oggi governa (si fa per
dire, ovviamente: perch la parola governo una cosa troppo seria per essere
associata a personaggi come Renzi & compagnia bella!) non pu tollerare la
presenza di unopera pubblica che li umilia. Insomma, in termini metaforici, la
trazzera che si inaugura il 31 luglio si configura come la trascrizione simbolica di
migliaia di cittadini che pisciano in testa ai vecchi politici italiani: e questo la
vecchia politica del nostro Paese non lo pu tollerare! I protagonisti di questa
vicenda, asfaltando la vecchia trazzera di Caltavuturo, hanno asfaltato anche il
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governo Renzi e i suoi affaristi, il partito degli affari del Ministro Alfano e lo
stesso Berlusconi che, ormai, parte integrante della compagnia governativa.
Ricordiamoci che, da questo week end in poi, ogni cittadino che percorrer la
trazzera lungo lautostrada Palermo-Catania non potr fare a meno di pensare
allincapacit dei governi Renzi e Crocetta e alla seriet di chi ha messo a
disposizione i propri soldi per realizzare un lavoro utile alla collettivit.
Ebbene, questo Renzi, Berlusconi e Alfano non possono reggerlo, perch sanno
che ogni automobilista che percorrer la trazzera significher - nel 90 per cento
dei casi - due o pi cittadini che non voteranno per il PD e per Berlusconi
(escludiamo dal conto il Nuovo Centrodestra che non verr votato da nessuno a
prescindere: non a caso Alfano e compagni si stanno prenotando i seggi nel PD,
ovviamente nelle liste bloccate dellItalicum: auguri agli elettori del PD che,
come tanti crasti, dovranno votarli).
La trazzera aperta sar un'emorragia di voti per PD, Berlusconi e Nuovo
Centrodestra di Alfano. Perch la riflessione sull'incapacit di governo nazionale
e regionale verr fatta da palermitani, catanesi, abitanti dei paesi delle
Madonie, nisseni, ennesi e via continuando.
Cosa vogliamo dire? Che la campagna lanciata sulla rete dai militanti del PD
renziano non casuale. A nostro modesto avviso, in un modo o nellaltro, la
trazzera di Caltavuturo verr chiusa. Ricordiamoci che stiamo parlando di
delinquenti della politica. Gente totalmente priva di scrupoli. Questi signori si
saranno gi fatti quattro conti. E avranno calcolato che la trazzera chiusa gli far
perdere meno voti della trazzera aperta.
Non sappiamo se faranno intervenire le varie autorit che inizieranno a
cavillare su staticit della strada e collaudi vari. O se, molto pi semplicemente ,
incaricheranno qualche Zu Tot del luogo di sabotare la strada per renderla
impercorribile. La sensazione, lo ribadiamo, che la vecchia politica siciliana
non regger la presenza di questa trazzera aperta.

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Aggiornamento ore 11,55 di gioved, 30 luglio: Comunicato del Movimento 5


Stelle
Sar inaugurata domani, per essere aperta al traffico il primo agosto la
scorciatoia di Caltavuturo che servir a bypassare linterruzione della A19,.
Alla cerimonia, prevista per le 11, 30, saranno presenti i deputati M5S all'Ars,
numerosi deputati Cinquestelle nazionali, tra cui il vicepresidente della
Camera, Luigi Di Maio, attivisti M5S, i sindaci dei comuni del circondario e
semplici cittadini.
A un mese dallavvio dei lavori, l'opera, finanziata con i soldi che mensilmente
restituiscono i deputati del Movimento 5 stelle, quindi una realt e far tirare
un grandissimo sospiro di sollievo alle decine di migliaia di automobilisti che
con enorme fatica sono costretti ad inerpicarsi sulle montagne di Polizzi per
passare dalla Sicilia orientale a quelle occidentale e viceversa.
Da Guinness dei primati, o quasi, i tempi per la realizzazione: 50 giorni
dallannuncio, 37 dallavvio della prima ruspa.
Larteria finanziata dal Movimento la sistemazione di una regia trazzera,
riportata in vita da due imprese del luogo nei giorni immediatamente
successivi al crollo del ponte. Il tratto lungo circa un chilometro e
largo cinque metri e mette in comunicazione la Ss 643 con la Sp 24, che a loro
volta immettono agli svincoli di Scillato e Tremonzelli. La scorciatoia costata
poco pi di 300 mila euro, ed stata realizzata in calcestruzzo, con canali di
gronda e guardrail ed un impianto semaforico (il primo nella storia di
Caltavuturo) posto a ridosso della trazzera, dove la circolazione avverr a
senso unico alternato.
Certo dicono i deputati ci saranno delle limitazioni, come il limite di
velocit a 20 chilometri orari e linibizione alla circolazione ai mezzi pesanti,
superiori alla tre tonnellate e mezzo. Da qui a dire che potranno circolare solo
trattori e mezzi agricoli, come ha voluto far credere qualcuno, ce ne corre.
Questa strada nettamente pi agevole, e meno pericolosa di quella per Polizzi,
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che attualmente percorre chi si sposta da Palermo verso Catania e viceversa.


Non certo la soluzione definitiva al problema dellautostrada, questo ci
teniamo a sottolinearlo, ma sar certamente una valvola di sfogo, considerato
che consentir agli automobilisti di risparmiare chilometri e tempi di
percorrenza (si prevedono almeno 40 minuti in meno rispetto al giro di
Polizzi).
La soluzione definitiva continuano i parlamentari Cinquestelle ancora
colpevolmente chiusa nei cassetti delle belle intenzioni di chi ci governa, che ha
ignorato anche un altro progetto del Movimento 5 Stelle, che sarebbe costato
molto meno e sarebbe potuto andare in porto in pochissimo tempo. Archiviata
la scorciatoia continueremo a fare un pressing asfissiante per riavere
l'autostrada prima possibile.
http://www.lavocedinewyork.com/Vi-raccontiamo-perche-Renzi-Berlusconie-Alfano-faranno-chiudere-la-trazzera-di-Caltavuturo/d/13578/

INGROIA ASSUME GLI AMICI DI CUFFARO POI CREA UNA


COMMISSIONE PER INDAGARE

Antonio Ingroia

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L'ex pm far un'inchiesta sui 76 dipendenti assorbiti due giorni fa da Sicilia eServizi. "Avrei potuto anche dimettermi, ma non l'ho fatto assumendomi la
responsabilit di rimettere a posto la societ" I grillini all'attacco: "Il
commissario venga all'Ars a riferire"
Dal figlio dell'ex capo di gabinetto di Cuffaro, Massimo Sarrica, all'ex
consigliere comunale dell'Udc Filippo Fraccone. Dal presidente del consiglio
comunale di Raffadali, al figlio dell'autista del direttore dell'Irfis Enzo
Emanuele. E poi tanti impiegati di Belmonte Mezzagno, paese dell'ex ministro
Saverio Romano. Ecco la carica dei "raccomandati": tutti balzati negli organici
di Sicilia e-Servizi, quindi sul groppone della Regione, attraverso il
trasferimento di 74 dipendenti dal socio privato.
Nella lista pure il genero del mafioso Giovanni Bontate, ucciso nel 1988. Fra i
nomi in transito da una societ allaltra, c' quello di Francesco Nuccio, che
nellestate del 2012 fu arrestato nellambito di uninchiesta sulle tangenti
delleolico.
Un'operazione firmata dal commissario della spa, l'ex pm antimafia Antonio
Ingroia che ieri pomeriggio diceva: "Non potevo consentire che l'attivit si
fermasse". E ancora: "Le colpe dei padri non ricadono sui figli".
Ma, dopo i servizi pubblicati oggi su "Repubblica" in edicola, Ingroia corregge il
tiro e annuncia una commissione speciale. L'ex pm far un'indagine che dovr
concludere entro due mesi sui 74 dipendenti assunti due giorni fa da Sicilia eServizi, la societ della Regione di cui l'ex pm commissario liquidatore, per
stabilire che tipo di competenze hanno e se dunque potranno essere
confermati dopo i 4 mesi di prova. Si tratta di personale assunto qualche anno
fa dal socio privato di Sicilia e-Servizi, che intanto diventata interamente
pubblica e che il governo dieci giorni fa, con la Finanziaria, ora considera
strategica, dunque non pi in liquidazione.
"Abbiamo deciso di assumere il personale proveniente dall'ex socio privato
perch la Regione non ha tra i propri dipendenti le figure professionali per
gestire il servizio - spiega Ingroia - In questo modo abbiamo evitato il
blocco del sistema informatico che avrebbe mandato in tilt la Regione,
mettendo a rischio le prenotazioni negli ospedali, il servizio del 118 e l'intera
macchina burocratica".
Sui nomi degli assunti Ingroia afferma: "In questa fase era fondamentale
evitare il blocco del servizio, che sarebbe scattato tra un paio di giorni in
quanto la procedura di mobilit, disposta dall'ex socio privato, per le 76
persone scadeva a breve. Non avevamo scelta. In Sicilia c' il blocco delle
assunzioni, potevamo solo assumere personale che aveva precedenti rapporti
con l'amministrazione, come in questo caso".

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Ingroia aggiunge: "Ho preso in mano questo incarico alla vigilia del blocco delle
assunzioni e nel pieno del contenzioso tra Sicilia e-Servizi e socio privato; in
cinque anni nessuno aveva mai controllato nulla, avrei potuto anche
dimettermi, ma non l'ho fatto assumendomi la responsabilit di rimettere a
posto la societ".
Ma i grillini vanno all'attacco. "Nomi discutibili e in tantissimi casi riconducibili
ad amici degli amici. Visto che finora ha fatto orecchie da mercante, ora
Ingroia - si legge in una nota del gruppo di M5s all'Ars - venga in commissione
Bilancio a riferire in merito alle assunzioni a Sicilia e-servizi. Ci spieghi pure, e
con chiarezza, le assunzioni eventualmente eccedenti il numero delle 65 unit,
previsto dalla politiche di popolamento aziendale".
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/01/23/news/igroia_assume_gli_ami
ci_di_cuffaro_poi_crea_una_commissione_per_indagare-76723615/

E-Servizi, ecco tutti gli assunti


Questi i nomi degli assunti nella partecipata regionale Sicilia e-Servizi
Pietro Accardi, Filippo Accursio, Francesco Aloisio, Antonino Amato, Antonino Atria,
Salvatore Barrale, Francesco e Massimo Barrile, Riccardo Biondo, Marilena Bontate,
Armando Caruso, Michele Catalano, Giovanni Consiglio, Stefano Curaba, Maria D'A,
Luigi Dall'Asta, Maurizio D'Amico, Francesco De Giorgi, Filippo De Simone, Giuseppe
Di Carlo, Carmen Di Giorgio, Antonella Diliberti, Giuseppe Di Liberto, Valerio Fanelli,
Antonino Federico, Francesco Fernandez, Francesco Fontana, Filippo Fraccone,
Benedetto Galante, Marco e Giuseppe Garofalo, Calogero Graceffa, Francesco
Ingrassia (1984), Francesco Ingrassia (1980), Edoardo Langasco, Matteo Lapunzina,
Giuseppina Liberato, Francesco Lombardo, Giovanni Lupo, Pina Messineo, Gianfranco
Miceli, Ignazio Minasola, Giuseppe Mirelli, Giovanna Mura, Orazio Nevoloso, Ettore
Nicosia, Francesco Nuccio, Saverio Pace, Giuseppe Pecoraro, Marco Picciurro,
Salvatore Pollicina, Fabio Randazzo, Salvatore Romano, Frederic Roubaudy, Antonino
Russo, Silvio Santangelo, Massimo Sarrica, Onofrio Scaletta, Maria e Salvatore
Sciortino, Fabia Settegrana, Luigi Sferrazza, Pietro Sidoti, Giuseppe Sotera, Salvatore
Spitaleri, Gabriele Timoneri, Giuliano Tomasini, Lorenzo Valenti, Vincenzo Vallone,
Paolo Varvar, Salvatore Zarcone.
A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE
http://isolapulita.blogspot.it/2015/08/blog-post.html

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