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edizioneC.

fh11 15-02-2008 9:53 Pagina 1


C

Narrativa

ISBN 978-88-421-0894-8

Epica

M. COLANINNO D. DI MARCO
M. GIOVE G. ROGNONI

Letture, scritture,
immagini per il biennio

CM

MY

CY CMY

MARCELLO COLANINNO
MARIANNA GIOVE

DANIELA DI MARCO
GIUSEPPINA ROGNONI

ISBN 978-88-421-0892-4

Poesia

Letture

Narrativa
&Poesia

, scrittu

POESIa

re, imm

ISBN 978-88-421-0883-2

Euro 13,00 (i.i.)

Progettazione e produzione
di testi scolastici secondo
il Sistema di gestione qualit
ISO 9001:2000

Editori Laterza

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Colori compositi

Volume
+ Quaderno
indivisibili

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poesia

ISBN 978-88-421-0895-5

Questo volume, sprovvisto del talloncino a fronte (o opportunamente punzonato o altrimenti contrassegnato),
da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE GRATUITO, fuori commercio (vendita e altri atti di disposizione
vietati: art. 17, c.2 l. 433/1941). Esente da I.V.A. (D.P.R.
26-10-1972, n. 633, art. 2, lett. d). Esente da bolla di
accompagnamento (D.P.R. 6-10-1978, n. 627, art. 4, n.6).

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Editori Laterza

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,
analisi
l
r
e
p
strumenti
del testo poetico

PREREQUISITI
possedere un lessico di base
capire il contenuto di un testo accompagnato da
introduzione, note e commenti
cogliere e selezionare le informazioni in base alla
funzione e allimportanza
OBIETTIVI
Comprendere

la differenza fra prosa e verso


lorigine e le caratteristiche principali della poesia
i rapporti fra poesia e musica
le specificit del linguaggio poetico
il contenuto denotativo e connotativo di un testo
poetico
le variet storiche e di registro della lingua poetica
le scelte stilistiche di un autore

CONTENUTI
Scheda 1 Cos il testo poetico
Laboratorio P1 Scrittori, poeti e cantanti

definiscono la poesia
Scheda 2 Capire una poesia: la parafrasi
Laboratorio P2 G. Leopardi, Alla luna

P3 S. Quasimodo, Nostalgia della Sicilia


Scheda 3 Verso e ritmo
Laboratorio P4 S. Penna, Mi nasconda la

notte e il dolce vento P5 S. Penna, Gi mi


parla lautunno
Scheda 4 Rima e strofa
Laboratorio P6 V. Cardarelli, Sera di Liguria

P7 U. Saba, Trieste P8 G. Carducci,


Traversando la Maremma toscana
Scheda 5 Figure retoriche
Laboratorio P9 G. Pascoli, Prima del

temporale P10 G. Pascoli, Lavandare


Analizzare

la struttura sintattica di un brano poetico


le scelte lessicali
il verso e il ritmo
la rima e lo schema metrico
luso figurato del linguaggio
i rapporti interni ed esterni al testo
le parole-chiave, i campi semantici e i motivi portatori del tema
il messaggio complessivo di un testo poetico
Approfondire

operare approfondimenti sul contesto storico, sulla biografia o sulla poetica dellautore
operare confronti fra brani e autori diversi
interpretare il testo in relazione al contesto storicoculturale
rispettare i criteri di organizzazione dei contenuti
e correttezza formale

Scheda 6 Comprendere la poesia:


il commento
Laboratorio P11 U. Foscolo, A Zacinto

P12 G. Ungaretti, Fratelli


Scheda 7 In sintesi: come si analizza
un testo poetico

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Scheda 1

Cos il testo poetico


Gentile
Ettore Serra
poesia
il mondo lumanit
la propria vita
fioriti dalla parola
la limpida meraviglia
di un delirante fermento
Quando trovo
in questo mio silenzio
una parola
scavata nella mia vita
come un abisso
(Giuseppe Ungaretti, Commiato)
Nella mia poesia non c traccia dodio per il nemico, n per nessuno: c la presa di coscienza della condizione umana, della fraternit degli uomini nella sofferenza, dellestrema precariet della loro condizione. C volont despressione, necessit despressione. [...] Il Porto sepolto fu stampato a Udine nel 1916, in edizione di 80 esemplari a
cura di Ettore Serra. La colpa fu tutta sua. [...] Non ebbi il coraggio di non confidarmi a quel giovane ufficiale che
mi domand il nome, e gli raccontai che non avevo altro ristoro se non di cercarmi e di trovarmi in qualche parola,
e chera il mio modo di progredire umanamente.
(Giuseppe Ungaretti, Vita dun uomo)

Per introdurre un discorso sulla poesia, abbiamo


memo
La prosa indica una
riportato due brani di uno dei pi famosi poeti italiascrittura
continua,
che
ni del Novecento, Giuseppe Ungaretti. Il primo un
prosegue fino al termine del foglio.
componimento in versi posto a chiusura della sua priIl verso indica una scrittura spezzata, che
ma raccolta, nel quale espone alleditore Ettore Serra
fa inversione andando a capo prima del
le sue idee sulla poesia; il secondo un brano in protermine del foglio.
sa, scritto a molti anni di distanza, nel quale il poeta
ricorda come era nato quel libro, con quale spirito e
con quali intenti. I testi affrontano il medesimo argomento, utilizzando a volte le stesse parole: ma nel
brano di Vita dun uomo questa riflessione espressa in forma discorsiva, nel Commiato scritta in forma poetica. Ma allora qual la differenza fra prosa e verso?
Una prima differenza fra prosa e verso evidente fin dallaspetto tipografico dei due brani: nella
prosa la scrittura scorre senza interruzioni e occupa quasi lintero spazio bianco della pagina, andando
a capo al termine della riga; nella poesia la scrittura non procede linearmente lungo tutta la riga, ma va
frequentemente a capo creando delle pause.
1. Prosa e verso
Se guardiamo alletimologia del termine, il verso (dal latino versus, che torna indietro) si differenzia
dalla prosa (prorsus, che va avanti) proprio perch un discorso che non prosegue fin dove finisce il
rigo del foglio, ma con cadenze regolari va a capo. I segmenti di testo cos evidenziati si dicono versi.
Questa distinzione determina una serie di conseguenze importanti:
la poesia si presenta come un discorso frammentato, fatto di brevi frasi che esprimono la soggettivit
del poeta;
le parole sono disposte nel verso secondo una successione di accenti pi o meno regolare, che imprime al testo un certo ritmo;

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Scheda 1
Cos il testo poetico

le parole collocate allinizio o alla fine del verso sono in posizione di rilievo; tale posizione spesso evidenziata da corrispondenze di suoni, come la rima;

le parole sono disposte nel verso secondo un ordimemo


La poesia:
ne che non sempre coincide con quello comune;
espressione della soggettivit dellindi la misura pi concentrata del verso porta a utilizzaviduo [ P scheda 1];
re meno parole rispetto al discorso in prosa, ma con
sceglie e dispone le parole in modo divermaggiori sfumature di significato, o a volte con pi
so dal linguaggio quotidiano [ P scheda 2];
significati insieme (si parla dunque di polisemia,
d importanza allaspetto ritmico e melomolti significati).
dico delle parole [ P schede 3 e 4];
comunica contenuti e concetti densi di siSono queste le caratteristiche fondamentali della
gnificato, che vanno interpretati [ P schepoesia, che impareremo a riconoscere e analizzare
de 5 e 6].
nel presente laboratorio.
2. Poesia: creare con le parole
La parola poesia deriva dal verbo greco poiin che significa creare. Fare poesia significa, infatti,
creare con le parole. Se per facile risalire alletimologia del termine, pi difficile risalire alle
origini di questo particolare modo di esprimersi e comunicare.
Le prime testimonianze di poesia nella cultura greco-latina (dalla quale in gran parte deriva la nostra)
sono associate a eventi importanti della vita pubblica e privata: cerimonie religiose e militari, occasioni di lutto o di festa. In tutte queste circostanze la poesia era accompagnata da musiche e danze, ed
probabile che essa sia nata dalla necessit di adattare le parole a una melodia e a un ritmo ben precisi.
Formule magico-religiose, canti militari, persino leggi e discorsi pubblici, ma anche lamenti funebri e
canzoni nei banchetti furono probabilmente le prime forme di parola recitata nellantichit.
Una prima definizione del concetto di poesia e dei suoi generi elaborata nel trattato Poetica di Aristotele, filosofo greco del IV secolo a.C., che individua il suo carattere distintivo nella imitazione della natura. La poesia infatti, secondo Aristotele, nasce perch limitare un istinto di natura comune a tutti gli
uomini fino dalla fanciullezza. Limitazione della natura avviene per in modi e forme diverse: secondo
loggetto che viene trattato, secondo il modo di trattarlo e secondo i mezzi espressivi impiegati dal poeta.
In base alloggetto, cio allargomento trattato, il poeta d un tono diverso al suo discorso, che pu
essere:
alto, tipico dei componimenti con tono e argomento solenni, come tragedie e poemi epici;
medio, tipico di componimenti con toni e argomenti comuni, quotidiani, come le commedie;
basso, tipico di componimenti con toni e argomenti semplici, come la poesia sentimentale.
I mezzi utilizzati dal poeta sono:
il ritmo;
il linguaggio;
larmonia.
I modi utilizzati dal poeta sono:
forma narrativa, o diegesi (= racconto nel quale chi scrive riporta il contenuto dei discorsi e descrive gesti e situazioni), che pu essere in prima o in terza persona;
forma drammatica, o mimesi (= imitazione in cui chi scrive riporta solo il contenuto dei discorsi e non riproduce gesti e situazioni, che vengono direttamente rappresentati in scena).
Il genere di poesia nel quale il poeta parla in prima persona esprimendo stati danimo, sentimenti,
riflessioni soggettive detto poesia lirica. Il nome si ricollega alla consuetudine della poesia antica di
accompagnarsi con strumenti musicali, quali appunto la lira.

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Scheda 1
Cos il testo poetico

Aristotele nella Poetica d una prima definizione di poesia:

Poesia = imitazione
della natura secondo:

1. loggetto

a. stile alto
b. stile medio
c. stile umile

2. il modo

a. forma narrativa in 3a persona


b. forma narrativa in 1a persona
c. forma drammatica

3. i mezzi

a. ritmo
b. linguaggio
c. armonia

memo

lirica

3. Musica e poesia
Le leggende antiche attribuivano lorigine della poesia a personaggi avvolti nel mito: uno di essi, Orfeo,
era spesso rappresentato con la lira in pugno, nellatto di suonare incantando uomini, animali e persino
elementi naturali. La poesia anticamente era infatti recitata con laccompagnamento musicale di strumenti a fiato o a corda.
Sappiamo che anche i primi componimenti dei poeti medievali italiani nacquero con una veste musicale e Dante stesso secondo una testimonianza di Boccaccio sommamente si dilett in suoni e canti nella sua giovinezza. Alcune sue composizioni furono musicate da amici e collaboratori (uno di essi,
Casella, viene ricordato da Dante nel Purgatorio). Insomma, Dante si comportava a volte come un
moderno paroliere: sceglieva alcuni componimenti pi orecchiabili e li affidava ai suoi collaboratori
perch vi adattassero una linea melodica. Sicuramente, nella fase di composizione, i poeti medievali
tenevano presenti gli effetti ritmici e melodici delle parole, che il canto poteva arricchire e valorizzare.
Successivamente, con la nascita del libro a stampa (1455), il distacco fra poesia e musica si accentu: la poesia scritta e stampata si rivolse a un pubblico di lettori, piuttosto che di ascoltatori, capaci di
apprezzare la raffinatezza delle parole e limportanza degli argomenti trattati; ci determin una magmemo
La poesia,
gior cura formale della parte scritta.
come la musica, vaNelle schede seguenti, analizzeremo dunque la
lorizza laspetto ritmico-melodico delle papoesia dapprima nei suoi aspetti linguistici (lessico,
role;
sintassi, ecc.) e poi in quelli ritmici e musicali. La trat come forma particolare di scrittura, cutazione andr necessariamente distinta in lezioni sucra la scelta, la disposizione e il significato
cessive, ma occorre sempre ricordare che tali aspetti
delle parole.
in una poesia sono compresenti e inseparabili.
4. Il tratto distintivo della poesia: lo scarto linguistico
Pi recentemente, lo studioso russo Roman Jakobson (1896-1982) ha analizzato i fattori che caratterizzano la comunicazione poetica, sostenendo che essa si avvale di un elemento distintivo: luso libero e personale di parole e costruzioni sintattico-grammaticali. Il testo poetico non segue le norme comuni che regolano la comunicazione; questa modalit espressiva prende il nome di scarto linguistico, o scarto dalla
norma, in quanto costituisce una vera e propria deviazione rispetto alle regole della lingua comune,
sia per quanto riguarda la sintassi, cio la costruzione della frase,
sia per quanto riguarda il lessico, cio la scelta delle parole usate.
In poesia raro che le parole siano disposte secondo lordine previsto dalla sintassi (soggetto, pre-

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Scheda 1
Cos il testo poetico

dicato, complemento), si utilizzano spesso termini astratti in luogo dei concreti, si modifica il significato delle parole secondo le esigenze del poeta.
Prendiamo ad esempio linizio dellInfinito di Giacomo Leopardi:
Giacomo Leopardi, Linfinito
Sempre caro mi fu questermo colle

Leopardi si riferisce al monte Tabor, un colle vicino la casa paterna che egli aveva scelto come luogo delle sue riflessioni, perch silenzioso e solitario (ermo). Il significato e il valore emotivo di questo verso dato anche dalla disposizione e dalla scelta delle parole.
Se dicessimo Questermo colle mi fu sempre caro ristabiliremmo lordine normale delle parole,
ma il risultato non sarebbe lo stesso. Quelle parole, disposte in quel modo, imprimono al verso un ritmo pacato e trasmettono una sensazione di calma, di familiarit, comunicandoci innanzitutto che quel
vincolo affettivo esistito da sempre (Sempre caro).
Anche la scelta delle parole importante. Se dicessimo: Questo colle solitario mi sempre piaciuto o Come mi piace questo colle solitario ridurremmo a zero la suggestione del verso creata dagli
aggettivi caro, ermo e questo:
caro indica una predilezione, una vicinanza affettiva: il colle s un elemento del paesaggio, ma
soprattutto un luogo che ricorda al poeta particolari stati danimo o momenti della sua vita;
ermo vuol dire solitario (dallo stesso aggettivo vengono le parole eremo ed eremita): comunica quindi unidea di raccoglimento interiore, di pace;
questo indica un oggetto vicino nel tempo o nello spazio: indica dunque che il colle una presenza
concreta, vicina a chi parla, ma anche legata ai suoi sentimenti.
Queste scelte particolari sono fondamentali per esprimere il senso della poesia e determinarne il messaggio, che formulato in un preciso codice letterario.

mappa della scheda


La poesia una forma particolare di comunicazione che:

riproduce la NATURA esterna e interna,


secondo la visione SOGGETTIVA dellindividuo;
fu in origine accompagnata dalla MUSICA;
poi si separ come forma particolare di SCRITTURA,
che si distingue dalla scrittura comune per lo SCARTO LINGUISTICO.
Dunque, la poesia:

scritta in VERSI;
non segue LESSICO e SINTASSI comuni;
segue un RITMO e un SUONO particolari;
ha un CONTENUTO denso di significati;
comunica un MESSAGGIO in un codice letterario.

Cos la poesia

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,
Strumenti per l analisi
del testo poetico
Come primo approccio al mondo della poesia, ti presentiamo alcune definizioni che poeti, scrittori, autori di varie forme darte (cinema, musica, ecc.) hanno dato
della poesia. Ti accorgerai che difficile trovare un parere unanime, ma che
tutti sono concordi su una cosa: la poesia per definizione impossibile da
definire.

laboratorio

P1

Scrittori, poeti e cantanti


definiscono la poesia
Dante Alighieri [La poesia] non nientaltro che
creazione fantastica composta secondo le regole
della retorica e della musica. (De vulgari eloquentia, II, IV, 2)

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Alessandro Manzoni Renzo ringrazi la guida, e


tutti quegli altri che avevan prese le sue parti.
Bravi amici! disse: ora vedo proprio che i galantuomini si danno la mano, e si sostengono.
Poi, spianando la destra per aria sopra la tavola, e
mettendosi di nuovo in attitudine di predicatore,
gran cosa, esclam, che tutti quelli che regolano il mondo, voglian fare entrar per tutto carta,
penna e calamaio! Sempre la penna per aria!
Grande smania che hanno que signori dadoprar
la penna!.
Ehi, quel galantuomo di campagna! volete
saperne la ragione? disse ridendo uno di que
giocatori, che vinceva.
Sentiamo un poco, rispose Renzo.
La ragione questa, disse colui: che que
signori son loro che mangian loche, e si trovan l
tante penne, tante penne, che qualcosa bisogna
che ne facciano.
Tutti si misero a ridere, fuor che il compagno
che perdeva.
To disse Renzo: un poeta costui. Ce n
anche qui de poeti: gi ne nasce per tutto. Nho

una vena anchio, e qualche volta ne dico delle


curiose... ma quando le cose vanno bene.
Per capire questa baggianata del povero Renzo, bisogna sapere che, presso il volgo di Milano,
e del contado ancora pi, poeta non significa gi,
come per tutti i galantuomini, un sacro ingegno,
un abitator di Pindo, un allievo delle Muse; vuol dire un cervello bizzarro e un po balzano, che, ne
discorsi e ne fatti, abbia pi dellarguto e del singolare che del ragionevole. Tanto quel guastamestieri del volgo ardito a manomettere le parole,
e a far dir loro le cose pi lontane dal loro legittimo significato! Perch, vi domando io, cosa ci ha
che fare poeta con cervello balzano? (I promessi
sposi, cap. XIV)
Federico Garca Lorca Ma cosa vuoi che ti dica della Poesia? Cosa vuoi che ti dica di queste nubi, di
questo cielo? Guardare, guardare, guardarle, guardarlo e nientaltro. Capirai che un poeta non pu dir
nulla sulla Poesia. Lasciamo dire pure ai critici e ai
professori. Ma n tu n io n alcun altro poeta sa
cos la Poesia. Sta qui; guarda. Ho il fuoco nelle mie
mani. Lo sento e lavoro con lui perfettamente, ma
non posso parlare di lui senza letteratura.
La poesia qualcosa che va per le strade. Che
si muove, che passa al nostro fianco. Tutte le cose
hanno il loro mistero, e la poesia il mistero che

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contiene tutte le cose... Per questo non concepisco la poesia come astrazione, ma come cosa
realmente esistente, che mi passa accanto.

Eugenio Montale Che cos una poesia lirica? Per


conto mio non saprei definire questaraba fenice,
questoggetto determinatissimo, concreto, eppure
impalpabile, questa strana convivenza del ragionamento e dello sragionamento. (Sulla poesia)

10

Vittorio Sereni Diffidate dice il poeta di tutti


coloro che sanno troppo bene che cosa la poesia, che hanno sempre la definizione pronta;
lasciate passare qualche mese, forse appena
qualche giorno, e vedrete che quella definizione
sar gi mutata, magari integralmente, e non
sar per questo meno perentoria di quella che
lha preceduta. In quanto ai poeti, essi ci appaiono tentati, perennemente perplessi tra opposte
definizioni e suggestioni: si direbbe che la loro,
guardata attimo per attimo, metro per metro,

memo

La Fenice, o Araba fenice, un uccello mitologico che, secondo la leggenda, viveva per
cinquecento anni, unico esemplare sulla terra, e dopo la morte rinasceva dalle proprie
ceneri. Di qui in senso figurato lespressione
indica una persona o una cosa rara, se non
unica, o capace di rinnovarsi, rinascere
anche dopo situazioni difficilissime.

s
t
e
p
1

pi una strada di dubbi che di certezze. (Esperienza della poesia)


Franco Fortini Rispondere come se si volesse
rispondere a che cos luomo o a che cos il
mondo. Bisogna aggirare la difficolt. [...]
Certo bisogna tener presente che quando si
parla di poesia questa parola significa due cose: da
un lato, appunto, un tipo particolare di discorso
parlato o scritto che si distingue da altri modi di comunicazione; dallaltro, invece, unattribuzione di
valore per cui si dice poesia per dire qualcosa di
bello, di importante, di riuscito, di meritevole di stima o di attenzione. Nel parlare comune, poesia
significa due cose: per un verso un discorso, o ragionamento, o una comunicazione dove prevalgono elementi di ritmo e cadenze, di ripetizioni, di immagini che alterano i significati immediati e che gli
conferiscono, oltre ai primi, anche significati interiori. Per un altro verso, quando noi diciamo questa poesia intendiamo in genere qualcosa di elevato e di nobile, di rassicurante o di commovente
o di rasserenante, di vivace, pungente, ecc. (Che
cos la poesia?, Intervista dell8 maggio 1993)
Francesco De Gregori
Vanno a due a due i poeti, traversano le nostre
[stagioni,
e passano poeti brutti e poeti buoni.
Ma quando fra tanti poeti ne trovi uno vero,
come partire lontano, come viaggiare davvero.
(Poeti per lestate)
Roberto Benigni Per fare poesia una sola cosa
necessaria: tutto.

Comprendi le definizioni di poesia Le definizioni sopra riportate appartengono a scrittori italiani e stranieri che, in epoche diverse, hanno provato a definire la loro poetica*, spiegando la loro personale idea di poesia.
Per orientarti meglio, puoi anche svolgere ricerche sugli autori, cercando nellindice del volume e
reperendo informazioni biografiche essenziali. I brani e gli autori sono disposti in ordine cronologico,
a partire da Dante Alighieri, che fu tra i primi a dedicare alla lingua e alla teoria letteraria dei trattati specifici. Secondo Dante la poesia ha una sua precisa tecnica, che pu essere appresa e riprodotta seguendo le regole della lingua e della musica.
Spiega con parole tue la definizione di Dante, e in particolare il riferimento alle regole di composizione della musica [ P scheda 1, 3].
A partire dallOttocento e per tutto il Novecento si afferma invece lidea che la poesia sia frutto della libera creativit individuale, e dunque indefinibile e sfuggente a ogni classificazione.

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Spiega con parole tue il significato dellaffermazione del poeta spagnolo Garca Lorca: Ho il fuoco nelle mie mani. Lo sento e lavoro con lui perfettamente, ma non posso parlare di lui senza letteratura.
Ricerca fra le definizioni riportate altre affermazioni a sostegno di questa seconda tesi.
La questione stata riproposta dallo scrittore Franco Fortini che, in unintervista del 1993, distingue
i due aspetti del problema: da un lato c la poesia come tecnica, insieme di regole di composizione; dallaltro c la poesia come criterio di valore, che attribuiamo a tutte quelle creazioni letterarie che sollecitano i nostri sentimenti, ci emozionano, appagano il nostro senso estetico.
Quali sono i due significati principali della parola poesia secondo lo scrittore Franco Fortini?
Secondo te, di quale dei due ci occuperemo in particolare nel presente laboratorio?

Analizza le varie accezioni della parola poesia Le affermazioni di Fortini mettono in evidenza le varie accezioni con le quali la parola poesia stata interpretata nel corso del tempo. Da un lato
esiste una definizione ufficiale di poesia, come modalit espressiva che utilizza in maniera particolare il ritmo e il suono, la disposizione e la scelta delle parole. Dallaltro lato esiste anche unidea comune di poesia, pi diffusa a livello popolare, che attribuisce ai poeti capacit di inventiva e di espressione fuori dal comune, tanto da distinguerli dal resto degli uomini.
Questa idea emerge dal brano dei Promessi sposi in cui Renzo, reduce dai tumulti scoppiati a Milano per il rincaro del pane, rilascia incautamente dichiarazioni rivoluzionarie in unosteria. Dalle parole di Renzo, giovane semplice e popolano, vien fuori lidea che il poeta sia uno spirito eccentrico, balzano, singolare. Manzoni interviene subito a chiarire meglio le affermazioni del suo personaggio, spiegando che presso il popolo milanese poeta significava piuttosto cervello bizzarro e non sacro
ingegno, seguace delle Muse (divinit protettrici delle arti, che avevano sede sul monte Pindo). Il popolo, conclude Manzoni, a volte si diverte a stravolgere le parole, perch i poeti non hanno nulla a che fare
con la follia. Ma sar proprio cos?
Come ti sembra il tono delle affermazioni di Manzoni a proposito della concezione di poesia secondo il popolo milanese?
a.

ironico

b.

sconsolato

c.

serio

d.

distaccato

Motiva la tua risposta.


I poeti del Novecento si sono invece sottratti al tentativo di definire con precisione la poesia. Due
esempi di questa tendenza sono contenuti nelle affermazioni di Eugenio Montale e di Vittorio Sereni.
Rileggile e rispondi alle seguenti domande.
Perch Eugenio Montale definisce la poesia araba fenice? [ memo]
Perch il poeta Vittorio Sereni afferma che i poeti sono perennemente perplessi?
Infine, anche autori di musica o di cinema, come il cantautore Francesco De Gregori o il regista e
attore Roberto Benigni, hanno provato a definire a modo loro la figura del poeta e il ruolo della poesia.
Rileggi le loro affermazioni e rispondi alle domande seguenti.
Che cosa significa secondo te laffermazione che esistono poeti brutti e poeti buoni?
Che cosa significa che per fare una poesia occorre una sola cosa, cio tutto?

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


Approfondisci una tua personale definizione di poesia Come vedi, da sempre la poesia
vista come unattivit cos straordinaria e misteriosa da includere tutto e il suo contrario. I poeti possono essere ingegni straordinari o matti da legare, poeti per una stagione, magari solo per lestate, oppure
animi nobili e sensibili, capaci di far volare davvero. Adesso prova tu a dire la tua.
Tra le definizioni di poesia o di poeta riportate, scegline alcune con le quali concordi e altre
che non condividi e commentale spiegando i motivi della tua scelta e argomentando la tua opinione.

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Scheda 2

Capire una poesia:


la parafrasi
Su su, svelti eh, svelti veloci piano, con calma, non vaffrettate eh. Poi non
scrivete subito poesie damore eh, che sono le pi difficili. Aspettate almeno
unottantina danni. Scrivetele su un altro argomento, che ne so su... il mare,
il vento, un termosifone, un tram in ritardo, ecco: che non esiste una cosa
pi poetica di unaltra. Eh, avete capito? La poesia non fuori, dentro. Cos
la poesia? non chiedermelo pi: guardati nello specchio, la poesia sei tu.
E vestitele bene le poesie, cercate le parole! Dovete sceglierle! A volte ci
vogliono otto mesi per trovare una parola! Sceglietele: che la bellezza cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere. Da Adamo ed Eva: lo sapete Eva quanto ci ha messo prima di scegliere la foglia di fico giusta? Come
mi sta questa, come mi sta questa... come mi sta questa... ha spogliato tutti i fichi del Paradiso terrestre!
Innamoratevi! Se non vi innamorate tutto morto: morto tutto . Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si
muove tutto. Dilapidate la gioia! Sperperate lallegria! Siate tristi e taciturni con esuberanza. Fate soffiare in faccia
alla gente la felicit! E come si fa? Fammi vedere gli appunti che mi son scordato. Questo quello che dovete fare...
Non son riuscito a leggerli. Ora mi son dimenticato. Per trasmettere la felicit bisogna essere felici! E per trasmettere il dolore bisogna essere... felici. Siate felici: dovete patire. Stare male soffrire; non abbiate
paura a soffrire tutto il mondo soffre. Eh? E se non avete i mezzi? non vi preoccupate, tanto per
fare poesia una sola cosa necessaria: tutto. Avete capito?
E non cercate la novit. La novit la cosa pi vecchia che ci sia. E se il verso non vi viene
da questa posizione, da questa, o da cos, buttatevi in terra. Mettetevi cos. Eccolo qua: da
distesi che si vede il cielo, guarda che bellezza! perch non mi ci sono messo prima. Cosa guardate? I poeti non guardano, vedono! Fatevi obbedire dalle parole: se la parola... muro! Muro!
non vi d retta...? non usatela pi per otto anni! Cos impara. Che questo? Boh? Non lo so.
Questa la bellezza. Come quei versi l, che voglio che rimangano scritti l per sempre! Forza,
cancellate tutto. Che dobbiamo cominciare, la lezione finita.

Cercare le parole: questa la prima raccomandazione del professor Attilio De Giovanni (interpretato da
Roberto Benigni nel film La tigre e la neve, del quale abbiamo trascritto una scena), che impartisce lezioni di poesia a una classe di studenti attenti e divertiti. Farsi obbedire dalle parole, entrare in sintonia con
esse, oppure litigarci, a costo di non usarle per anni. Il poeta, infatti, sceglie le parole pi vicine al proprio gusto e alla propria sensibilit, che abbiano un suono e un significato per lui particolari.
Ma chi si propone di analizzare una poesia deve innanzitutto semplificare le sue parole e le sue frasi. Per questo la versione in prosa la prima operazione da compiere sul testo di una poesia. Perch la
poesia va certamente letta e apprezzata cos com scritta, a volte anche nella sua complessit; ma va
innanzitutto spiegata in termini semplici, perch risulti accessibile e significativa. E non sia come parlare a un muro.
1. Significante/significato
La poesia, come ogni atto comunicativo, un insieme di segni (le parole) organizzati secondo le regole di un codice (il linguaggio letterario). Il linguaggio letterario quindi la chiave di accesso che consente la codificazione (la scrittura) e la decodificazione (la lettura, linterpretazione) del messaggio poetico. Questo messaggio trasmesso dalle parole.
Ogni parola risulta dallunione di:
significante: la forma esterna, concreta del segno linguistico, cio linsieme di suoni (fonemi) e di
lettere (grafemi) che insieme compongono la parola; ad es. la parola luna scomponibile nei grafemi
/l/u/n/a/ oppure pu essere trascritta nei fonemi che ne indicano la corretta pronuncia: [lna];
significato: il contenuto interno, limmagine mentale alla quale la parola rinvia; quando ad esempio noi pronunciamo la parola luna pensiamo al satellite naturale della terra visibile in cielo di notte.

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


Scheda 2
Capire una poesia: la parafrasi

Ogni poesia, dunque, andr analizzata


a livello del significante, rilevando gli aspetti musicali e sonori delle parole;
a livello del significato, decifrando il senso e individuando i contenuti essenziali del testo.
In questa lezione ci soffermeremo sul significato (gli aspetti formali saranno esaminati nelle schede
successive).
2. Denotativo/connotativo
Riprendiamo lesempio della parola luna. Tutti noi conosciamo il significato proprio della parola, ma sappiamo anche che essa utilizzata con significati diversi in particolari modi di dire: espressioni come chiaro di luna, luna nel pozzo, volere la luna, abbaiare alla luna, ecc. ci suggeriscono di volta in volta particolari sfumature di significato della parola luna, come astro caro agli innamorati, desiderio irraggiungibile, ecc. La parola, cio, ci fa venire in mente significati particolari che si sono aggiunti nel corso del
tempo a quello proprio originario. Ogni parola, dunque, custodisce un duplice significato:
denotativo: il significato reale, oggettivo della parola (= che cos per tutti);
connotativo: il significato figurato, soggettivo della parola (= che cosa pu essere per me).

memo
Significante
Segno

LUNA

La poesia, poich riguarda


emozioni, ricordi, sensazioni legati allesperienza individuale
grafemi/l/u/n/a
di chi scrive e di chi legge, utilizza soprattutto il valore connotadenotativo
(satellite naturale della terra) tivo, cio soggettivo, del linguaggio. Fare poesia significa
connotativo
dunque comunicare, condivide(astro degli innamorati, ecc.) re con i lettori questo valore.
fonemi /lna/

+
Significato

3. Diacronia/sincronia
Il discorso poetico utilizza un linguaggio altro, diverso dalla pratica quotidiana; e ci ancor pi evidente per le poesie scritte nei secoli passati, in una lingua lontana da quella utilizzata oggi.
Ogni lingua, infatti, si differenzia in base a:
diacronia (= attraverso il tempo): linsieme delle variet linguistiche dovute al passare del tempo; la lingua di Dante Alighieri, per fare lesempio pi ovvio, certamente diversa da quella attuale;
sincronia (= nello stesso tempo): linsieme delle variet linguistiche compresenti in un determinato momento; pu dipendere dal livello di cultura di una persona, dalla sua provenienza geografica
(pensa ai poeti che scrivono in dialetto), dalla situazione (familiare, ufficiale, ecc.) in cui si esprime.
Per comprendere le variet di una lingua sul piano diacronico (cio storico) ci si pu avvalere delle note a margine del testo, di un buon vocabolario, dellausilio dellinsegnante. Ma bene anche cominciare ad acquisire un proprio vocabolario del linguaggio poetico, annotando le parole e le espressioni
pi ricorrenti in poesia, che spesso gli scrittori riprendono da autori passati presi come modello.
4. Stile e registro
La lingua ha tante variet anche sul piano sincronico: due scrittori contemporanei parleranno in modo
diverso in base alla loro formazione culturale, alle loro idee, a ci che intendono comunicare. Ad esempio, ciascuno di noi si esprimer diversamente se parler con i suoi coetanei, con i suoi familiari, oppure con uno sconosciuto, o ancora se lo far in forma parlata o scritta, rivolgendosi a un potenziale pubblico di lettori. Linsieme delle scelte espressive adoperate in funzione della situazione comunicativa
si chiama registro. Osserva degli esempi di registro:

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L,amore

Quando oggi, riferendoci allamore, ci sembra scontato parlare di affari di cuore, batticuore, cuori solitari, non ci accorgiamo quasi pi che torna a rivivere nel nostro linguaggio quotidiano un motivo poetico molto antico, che aveva associato lamore al cuore.
Uno dei primi componimenti della nostra letteratura recita infatti nel suo primo
verso Amor uno desio che ven da core [ R3]: lamore un desiderio che proviene dal cuore, perch il sentimento pi importante della vita umana trova la sua sede
naturale nel centro vitale dellindividuo.
Lamore da sempre vissuto come un sentimento totalizzante capace di abbracciare tutto e il suo
contrario: quella forza di attrazione che spinge gli uomini a stringere legami affettivi duraturi [ R9,
R10], o a stravolgere le regole sociali, andando contro le convenzioni e la morale del tempo [ R1];
un sentimento che si costruisce pian piano con lesperienza quotidiana [ R10], o un istinto che fa agire dimpulso [ R8]; la vita stessa [ R1] e lodio pi profondo [ R2]; uno stato di estasi che avvicina a Dio [ R5] o un tormento interiore che getta nello sconforto [ R4]; immaginazione e desiderio [ R3] o piacere dei sensi [ R7, R8, R11]; immagine nella memoria [ R6, R8] o faccia a faccia con laltro [ R11]; lenta costruzione [ R10] o colpo di fulmine [ R12]; inizio [ R12] e fine
di ogni cosa [ R2].
Lamore insomma motivo di continua ispirazione per i poeti di ogni epoca e nazione.
In questo modulo ascolteremo le voci di poeti che, a partire dal mondo latino fino ai giorni nostri,
hanno cantato lamore in tutte le sue sfaccettature, dalle pi liete ed esaltanti alle pi tristi e dolorose.

PREREQUISITI
conoscere le principali caratteristiche del testo poetico
saper effettuare la parafrasi di
un testo poetico con lausilio
di note e commento

OBIETTIVI

distico e sonetto
le figure logiche e di significato: similitudine, metafora, sineddoche, antitesi e ossimoro
nella rappresentazione dellamore
le principali figure di pensiero: antitesi, iperbole, simbolo,
personificazione, allegoria
temi e motivi della poesia dalle origini al Trecento
temi e motivi della poesia contemporanea, italiana e straniera

Comprendere

il valore connotativo di parole


ed espressioni che riguardano
il vissuto personale

Analizzare

Riflettere

le strofe e i sistemi strofici:

valorizzare lintrospezione e

lespressione anche creativa


di sentimenti personali
favorire la condivisione di
emozioni e sentimenti con i pari
Approfondire

operare confronti fra testi


legati dallo stesso tema dellamore, o con opere appartenenti ad altre espressioni artistiche (pittura, musica, ecc.)
effettuare ricerche su immagini e motivi legati al tema dellamore

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R1

Godiamoci la vita,
o Lesbia mia
Gaio Valerio Catullo

Il carme considerato la prima pagina


della storia damore fra Catullo e Lesbia. Il
poeta esorta la donna a godere la vita e ad
abbandonarsi alla passione, sfidando le invidie e lo scandalo dei benpensanti. Al termine
di una breve vita di piaceri e amori, luomo
infatti atteso da una morte eterna.

Lamore 841

Autore Gaio Valerio Catullo


(poeta latino, 84-54 a.C. ca)
Opera Canti
Genere poesia lirica
Temi il poeta esorta la donna
a vivere e amare, sfidando le
invidie e la brevit della vita: se gli uomini
sono destinati morendo a una notte senza fine,
anche i baci devono essere senza fine
Strumenti parafrasi [ P scheda 2]; figure
retoriche [ P scheda 5]; tema e motivo [ P
scheda 6, 2]

Godiamoci la vita, o Lesbia mia, e i piaceri damore;


a tutti i rimproveri dei vecchi, moralisti anche troppo,
non diamo il valore di una lira.
Il sole s che tramonta e risorge;
noi, quando tramontata la luce breve della vita,
dobbiamo dormire una sola interminabile notte.

Puoi leggere un altro


testo di Catullo  R2.

link

3. non diamo il valore di una lira: non teniamo in nessun conto.

lautore
Gaio Valerio Catullo
Gaio Valerio Catullo visse probabilmente fra l84 e il 54 a.C. e mor
allet di trentanni. Era originario della Gallia Cisalpina (corrispondente alle regioni dellItalia settentrionale, fra il Po e le Alpi), proveniente da una agiata famiglia
veronese. Ma la sua patria di adozione divenne Roma, dove complet i suoi studi di retorica
(larte di parlare bene), e dove conobbe, nel 62 a.C., la donna cantata nei suoi versi damore.
Lesbia un nome letterario [ approfondisci Il nome della donna, p. 842] dietro cui si nasconde lidentit della nobildonna romana Clodia, una donna colta e indipendente, che amava la
letteratura, i divertimenti, le danze. Da quel che sappiamo direttamente dalle poesie di Catullo, la vicenda damore attraversa fasi alterne: grandi passioni e grandi litigi, amore e odio,
fino al momento della separazione. Lesbia, a detta di Catullo, si concede a troppi amanti e
ama troppo lindipendenza; la passione diventa insopportabile e il poeta decide di allontanarsi da Roma, compiendo un viaggio in Bitinia, nellAsia Minore, nel 57 a.C. L, fa visita alla
tomba del fratello, morto anni prima (a questo episodio si ispirer anche Ugo Foscolo quando dedicher un sonetto al proprio fratello morto:  U2). Dopo pochi anni, in difficolt economiche, Catullo mor nella sua villa di Sirmione.
Il Liber (libro) di Catullo composto da 116 carmi (componimenti poetici), dei quali
la maggior parte affronta argomenti di vita privata e lamore per Lesbia. Nel definire la passione Catullo un innovatore del linguaggio: egli utilizza prevalentemente il verbo amare, distinguendolo dal voler bene: i continui ripensamenti di Lesbia lo spingono a voler bene di
meno, ma ad amare sempre di pi. Amore significa infatti passione irresistibile, e si identifica con la vita stessa: Viviamo, Lesbia mia, e amiamo afferma il poeta in uno dei primi componimenti della raccolta.

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


10

Dammi mille baci e poi cento,


poi altri mille e poi altri cento,
e poi ininterrottamente ancora altri mille e altri cento ancora.
Infine, quando ne avremo sommate le molte migliaia,
altereremo i conti o per non tirare il bilancio
o perch qualche maligno non ci possa lanciare il malocchio,
quando sappia lammontare dei baci.
da Le poesie, a cura di F. Della Corte,
Mondadori, Milano 1977

11. altereremo i conti: confonderemo il numero dei baci: secondo una


credenza degli antichi Romani, tenere il conto esatto dei baci portava

memo
Malocchio
(= cattivo
sguardo) linflusso malefico
con il quale si desidera il male di
una persona. Nel testo latino
usato il verbo invidere, cio
guardare male, da cui deriva la
parola italiana invidia, il senso
di odio per la felicit altrui, unito
al desiderio che tutto ci si trasformi in male.

male, perch il numero poteva essere utilizzato in formule di malocchio


(anche oggi si dice che porti male contare i soldi al tavolo da gioco).

approfondisci
Il nome della donna
Nella poesia damore latina la donna era spesso cantata con uno pseudonimo (falsum nomen) che serviva a nascondere la sua identit. Questo perch, generalmente, si trattava di amori clandestini, spesso per donne gi sposate, che avrebbero
suscitato scandalo nella societ romana se fossero stati rivelati. La scelta del nome in codice da utilizzare nei versi avveniva secondo precisi criteri. Catullo ad esempio scelse di chiamare lamata Clodia con lo pseudonimo di Lesbia per due motivi: il primo, che i due nomi
avevano uguale numero di sillabe e dunque erano interscambiabili nei versi; il secondo, che
il nome Lesbia ricordava la poetessa Saffo di Lesbo, della quale entrambi erano ammiratori (Catullo ne tradusse alcune poesie dal greco).
Nella poesia provenzale del XII secolo, le stesse ragioni di discrezione imposero ai poeti cortesi di utilizzare un nome in codice (senhal, segnale, pseudonimo) per tutelare lonorabilit delle nobili signore alle quali dedicavano i loro versi damore.
Anche i poeti volgari italiani ripresero questa consuetudine. Ad esempio, Dante d notizia
che la donna amata dal suo amico Guido Cavalcanti, Giovanna (o monna Vanna), era chiamata anche Primavera, per alludere alla sua bellezza. Dante, per, introduce una novit. Egli
spiega il nome Primavera come colei che aveva preceduto (= prima verr) Beatrice, cos
come il predicatore Giovanni Battista aveva preceduto la venuta di Cristo. Insomma, lo pseudonimo Primavera conferma indirettamente la natura divina di Beatrice.
Con Dante ha inizio la cosiddetta interpretazione del nome, che corrisponde alle doti e
alle qualit della donna che lo porta: Dante interpreta il nome Beatrice come colei che d
la beatitudine; ugualmente Petrarca interpreta il nome Laura associandolo a una serie di
parole di suono simile tutte di significato positivo (laura laria; laurora lalba; lauro loro; il lauro la corona dei poeti).
NellOttocento sar Giacomo Leopardi a utilizzare nomi fittizi per cantare le vicende di
figure femminili cos esemplari da risultare dei simboli: celebre il caso di Silvia sotto cui
si nasconde lidentit di Teresa Fattorini [ S4], morta adolescente per un male incurabile.
Nel Novecento Gabriele dAnnunzio assegna allattrice da lui amata Eleonora Duse il
nome mitologico Ermione [ S6], a testimoniare una volont di distinguersi e di allontanarsi dalla realt quotidiana. Eugenio Montale user pi volte pseudonimi sotto cui sono
adombrate donne reali: con il nome di Clizia cantata la studiosa americana Irma Brandeis,
Volpe la sensuale scrittrice Maria Luisa Spaziani, Mosca (per via delle grandi lenti degli
occhiali) la moglie Drusilla Tanzi, alla quale dedicata la raccolta Xenia [ R9].

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Lamore 843

guida alla lettura


La struttura del testo Il testo pu essere suddiviso in tre parti. Nella prima (vv. 1-3) il poeta rivolge unesortazione alla sua donna perch goda della vita, amando e disinteressandosi delle chiacchiere
dei soliti vecchi brontoloni. Nella seconda parte (vv. 4-6) si rivela il vero motivo di quellinvito: la vita
breve e quando la luce del giorno si spegne una notte perpetua attende luomo. Il rimedio a questo inesorabile destino indicato nella parte conclusiva (vv. 7-13): baciarsi mille e mille volte, senza tenere mai il conto dei baci; qualche invidioso infatti, conoscendone il numero preciso, potrebbe approfittarne per lanciare
contro di loro il malocchio, un incantesimo maligno che interrompa la favola del loro amore.
Il tema e i motivi Per quanto ci possa sembrare strano, lamore non uno dei temi pi diffusi nella letteratura latina. Per di pi, una relazione extraconiugale tra un uomo e una donna sposata, come
quella tra Catullo e Lesbia, sarebbe stata motivo di scandalo nella societ romana. Il poeta cerca dunque di
tenere il suo amore al riparo dalle chiacchiere delle malelingue e da occhi indiscreti che possano guardare male gettando il malocchio [ memo].
Nei versi successivi, per, si capisce qual il vero ostacolo che impedisce il godimento di una vita spensierata: la brevit della vita umana. questo un motivo* diffusissimo della letteratura antica, nella quale
luomo appare consapevole della precariet della sua esistenza rispetto alleternit del tempo cosmico. Se il
sole pu tramontare e risorgere ciclicamente, cos non per luomo al quale, al termine della giornata della
vita, tocca dormire ununica buia notte. Queste riflessioni filosofiche si uniscono alla particolare situazione
storica in cui vive Catullo (sono gli anni che porteranno allassassinio di Cesare e alla fine della repubblica
a Roma), accentuando nelle coscienze dellepoca un senso di tristezza e di attesa angosciosa della fine.
Una notte senza fine, mille baci senza fine Ma in questa poesia di Catullo non c traccia di infelicit n di autocommiserazione. La reazione anzi spigliata e scanzonata: con una serie di iperboli*
il poeta chiede continuamente baci alla sua donna. Guai a tenerne il conto! I due amanti cadrebbero subito vittime dellinvidia di qualcuno, o del tempo stesso che, contando i nostri baci, conta anche i momenti che ci restano da vivere.

attivit
Comprendi
1.
2.

Esegui la parafrasi del testo, tenendo contro di quanto detto nelle note e nel commento.
Spiega il significato della metafora* prolungata dei vv. 4-6:
...........................................................................................................................................................

3.

Perch secondo te il poeta tiene il suo amore lontano da sguardi indiscreti? Segna la risposta che
ritieni pi opportuna e motiva la tua scelta:

a.
b.
c.
d.

perch teme che il suo amore clandestino sia scoperto


per timore delle dicerie della gente
per timore del malocchio e dellinvidia
per sottrarsi al tempo che passa

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


Analizza
4.

Quali figure retoriche di sintassi* e di pensiero* sono contenute nei vv. 7-9?
...........................................................................................................................................................

5.

Ritrova nel testo le parole relative ai motivi* tipici della letteratura latina e completa la tabella:
motivo

testo

godere la vita

Godiamoci la vita..., e i piaceri damore; Dammi mille baci...

i vecchi brontoloni

...........................................................................................................

la brevit della vita

...........................................................................................................

la notte paragonata alla morte

...........................................................................................................

linvidia delle persone

...........................................................................................................

Approfondisci
6.

Leggi la scheda approfondisci qui sotto e confronta la poesia di Catullo con uno dei testi riportati, rilevando analogie e differenze.

approfondisci
Un motivo della poesia damore
e della musica leggera: i baci
Le molte migliaia di baci che Catullo chiedeva alla sua amata Lesbia per ingannare
la morte e confondere gli invidiosi sono diventate un motivo ricorrente nella poesia damore.
Il motivo si ritrova chiaramente in una quartina di Patrizia Valduga [ R11], accentuato dalla caratteristica sensualit della sua poesia:
Baciami; dammi cento baci, e mille:
cento per ogni bacio che si estingue,
e mille da succhiare le tonsille,
da avere in bocca unanima e due lingue.

Parallelamente, il motivo si diffonde anche a livello della musica leggera. A riproporlo


con successo in una notissima canzone del 1961 Adriano Celentano. Il numero delle
migliaia di baci viene finalmente contato: sono 24000.
Con 24000 baci oggi saprai perch lamore
vuole ogni istante mille baci,
mille carezze vuole allora.
Con 24000 baci felici corrono le ore
dun giorno splendido, perch
ogni secondo bacio te.

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R2

Odio e amo
Gaio Valerio Catullo

Ci troviamo nella fase della rottura del patto damore fra Catullo e Lesbia. Nonostante ci, il poeta non riesce a smettere di amare: la passione continua a tormentarlo.

Io odio e amo. Ma come, dirai. Non lo so,


sento che avviene e che la mia tortura.

da I canti, trad. di E. Mandruzzato,


Bur, Milano 2001

Lamore 845

Autore Gaio Valerio Catullo


(poeta latino, 84-54 a.C. ca)
Opera Canti
Genere poesia lirica
Temi il poeta ha smesso di
voler bene alla donna, ma non
di amarla; la passione ancora forte, come
il suo tormento interiore
Strumenti verso [ P scheda 3]; figure retoriche [ P scheda 5]; tema e motivo [ P
scheda 6, 2]

Puoi leggere un altro


testo di Catullo e
approfondire lautore  R1.

link

memo
Odiare significa avere in antipatia, considerare con disprezzo e fastidio. Lodio
il sentimento di profonda avversione, inimicizia, contrariet verso cose o persone.

guida alla lettura


Un distico malinconico Si tratta di uno dei distici* (coppia di versi) pi noti della letteratura latina. inserito nella terza parte del libro di Catullo, che contiene componimenti brevi, spesso di tono irriverente (contro i propri avversari) o malinconico e sofferto come questo.
Fine di un amore Siamo ormai nella fase della rottura del patto damore fra Catullo e Lesbia,
che lascia il poeta nel pi profondo sconforto. Eppure, egli ha smesso di voler bene (odio), ma non
di amare (amo): la forte attrazione per la donna non cessata, e questo il suo tormento maggiore. Egli
si domanda come ci possa accadere, non sa darsi una risposta, ma sente che dentro di lui cos.
Amore e odio Si pu amare e odiare la stessa persona contemporaneamente? Il poeta ci suggerisce di s, accostando in unantitesi* i sentimenti opposti per eccellenza, lamore e lodio. Anche la
nostra esperienza personale ci dice che talvolta proprio cos: amiamo una persona, ne siamo fortemente
attratti, ma a volte proviamo fastidio per certi suoi comportamenti, modi di fare o di pensare. La straordinaria sopravvivenza di questo motivo* nella letteratura contemporanea e persino nella musica leggera ci d
una conferma. Il poeta cileno Pablo Neruda (1904-1973) scriveva in un sonetto del 1924: Ti amo solo
perch io te amo, / senza fine io todio, e odiandoti ti prego. E in un noto successo del 1971 Mina cantava: ti odio e poi ti amo e poi ti amo / e poi ti odio e poi ti amo... / non lasciarmi mai pi.

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Pagina 846

3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


attivit
Comprendi
A chi si rivolge secondo te il poeta in questa poesia? A un amico? A Lesbia? A se stesso? Da che
cosa lo capisci?

1.

Analizza
Qual la figura retorica su cui si basano i due versi?

2.

...........................................................................................................................................................
Approfondisci
Lamore sintesi di tutti gli opposti. Perci racchiude anche il suo contrario, lodio. Sei daccordo? Esprimi un tuo parere in proposito e dai una tua definizione di questo sentimento.

3.

R3

Amor uno desio


che ven da core
Giacomo da Lentini

Autore Giacomo da Lentini


(poeta italiano, XIII secolo)
Opera Rime
Genere poesia lirica
Temi lamore ha origine da un
intenso piacere della donna
amata che, passando per gli occhi, si
stabilisce nel cuore e si alimenta attraverso
limmaginazione dellinnamorato
Strumenti parafrasi [ P scheda 2]; verso [
P scheda 3]; rima e sistemi strofici [ P scheda 4]; figure retoriche [ P scheda 5]; parolechiave e campi semantici [ P scheda 6, 1]

Il poeta fornisce una dettagliata descrizione del


meccanismo dellinnamoramento, quasi fosse
un trattato medico-scientifico: lamore ha origine dalla visione della persona amata, si impianta nel cuore, sede delle facolt vitali dellindividuo, e si alimenta di desiderio e immaginazione.
Per facilitare la comprensione della poesia forniamo di seguito la parafrasi completa.

Amor uno desio che ven da core


per abondanza di gran piacimento
e li occhi in prima generan lamore
e lo core li d nutricamento.
Ben alcuna fiata om amatore
senza vedere so namoramento,

1. desio: desiderio.
2. piacimento: il piacere soggettivo, avvertito dai sensi delluomo che sinnamora, attratto dalla bellezza oggettiva della donna.
4. nutricamento: alimento, nutrimento: una

Lamore un desiderio che nasce nel cuore a causa di un grande piacere (piacimento) e gli occhi
generano da principio lamore e il cuore lo alimenta (d nutricamento). ben vero che talvolta
(alcuna fiata) qualcuno (om) sinnamora
senza vedere loggetto del suo amore, ma quellamore che stringe con passione nasce dalla

metafora* che indica come la passione cresce e


si alimenta allinterno delluomo.
5. Ben alcuna fiata om amatore: ben vero che qualche volta (fiata) ci si innamora (om come nel francese ha valore impersonale, indica

dunque unesperienza che riguarda tutti, indistintamente).


6. senza vedere: il poeta allude polemicamente ad alcuni testi di poeti provenzali, in cui si racconta di uomini innamorati senza aver mai avu-

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R
8

ma quellamor che stringe con furore


da la vista de li occhi nascimento.

11

Che li occhi rapresentan a lo core


donni cosa che veden bono e rio,
com formata naturalemente;

14

e lo cor, che di zo concepitore,


imagina, e piace quel desio:
e questo amore regna fra la gente.

to occasione di vedere la donna amata. namoramento: loggetto da-

more, quindi la donna.


12. di zo: di tutto ci, delle immagi-

Lamore 847

visione degli occhi: poich gli occhi trasmettono


al cuore tutto ci che percepiscono, sia le qualit
buone sia quelle cattive (bono e rio), cos come
sono in natura; e il cuore, che accoglie ( concepitore) tutto ci (zo), comincia a immaginare e a provare piacere di quel desiderio. E questo
lamore che risiede tra gli uomini.

da Rime, XIX
ni trasmesse dagli occhi.

memo
La parola furore indica un impeto, una passione incontrollabile (a furor di
popolo, far furore, ecc.).
sinonimo di furia, pazzia: anticamente infatti la passione era considerata una malattia
dovuta alleccesso di pensieri. NellOrlando furioso, ad esempio, lomonimo protagonista pazzo per amore.

lautore
Giacomo da Lentini
Davvero poche sono le notizie biografiche riguardanti questo poeta nato
a Lentini, in Sicilia, del quale si hanno notizie certe solo dal 1233 al 1240.
Fu notaio a Palermo, alla corte dellimperatore di Svevia Federico II, e con il titolo il Notaro si firma a chiusura di alcuni suoi componimenti. Dante lo cita come autorevole rappresentante della scuola siciliana nel XXIV canto del Purgatorio, elogiando la qualit delle sue
poesie e la variet delle forme metriche utilizzate. Di lui restano 38 componimenti, fra cui
alcuni sonetti*, forma metrica di cui considerato linventore.

guida alla lettura


Rispondere per le rime Il sonetto* fu scritto da Giacomo da Lentini in risposta a una tenzone (nel
Due-Trecento cos chiamato lo scambio di componimenti, a modi botta e risposta, tra due poeti su un
argomento specifico) con Pier della Vigna e Jacopo Mostacci. Questultimo aveva posto ai poeti della corte
siciliana di Federico II (di cui Giacomo da Lentini lesponente pi illustre:  approfondisci La lirica delle origini, p. 850) un interrogativo sulla natura del sentimento dellamore: esso infatti sembra invisibile, eppure fa
sentire gli effetti del suo potere. Pier della Vigna aveva confermato la realt dellamore, sostenendo che ha un
potere tanto maggiore proprio in quanto esercita una forza di attrazione misteriosa ma irresistibile. Giacomo
risponde a entrambi, riprendendo i loro ragionamenti e persino lo schema metrico e le rime finali dei due sonetti. Da questa antica consuetudine deriva il nostro modo di dire rispondere per le rime.

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Pagina 848

3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


Una fenomenologia amorosa La risposta di Giacomo da Lentini contiene una dettagliata descrizione del fenomeno dellinnamoramento. Lamore dice Giacomo nasce dalla vista di una donna che
provoca un forte piacere nellinnamorato; gli occhi infatti distinguono le qualit positive e negative di ogni
cosa che vedono e ne forniscono al cuore unimmagine conforme al suo aspetto naturale; il cuore, infine, riceve questi dati e li elabora, alimentandoli con limmaginazione e il desiderio. Solo un amore che prende sede nel cuore dellindividuo pu stringere con furore, con forte passione, e regnare fra le persone.
La rima amore-core Il sonetto*, forma metrica di cui Giacomo ritenuto linventore, ha
schema ABAB, ABAB, BCD, BCD, con ripresa nelle terzine* della rima -ore e della parola-chiave
core, che forma con amore un binomio indissolubile. I due termini compaiono infatti nel verso iniziale e poi si alternano ciascuno per ogni strofa fino a ricomparire insieme nella terzina conclusiva.
Il concetto fondamentale espresso nel componimento appunto la stretta identificazione tra lamore e il
cuore, che rappresenta la sede di tutte le facolt vitali dellindividuo. In esso risiede quella che i filosofi antichi chiamavano lanima immaginativa, cio la facolt che consente alluomo di vivere pensando, immaginando, ricordando.
Gli occhi in prima Ci che consente al cuore di innamorarsi il senso della vista. Nel testo compaiono sei parole appartenenti al campo semantico* della vista (occhi per ben tre volte, due voci del
verbo vedere e poi il sostantivo vista), per ribadirne limportanza: un amore senza vedere impossibile, cos come impossibile senza immaginazione e desiderio.
Ma ci comporta una conseguenza importante, che sar poi tipica della letteratura successiva: lamore
diviene un fenomeno immaginativo e non solo istintivo e fisico. La lirica damore italiana sar una poesia
con pochi riferimenti concreti e realistici (persino lidentit delle donne a volte incerta o addirittura immaginaria), e con una forte idealizzazione della bellezza femminile.

attivit
Comprendi
1.

Ricostruisci il contenuto delle affermazioni di Giacomo da Lentini, distinguendole per strofa:


strofa

prima quartina

contenuto

....................................................................................................................................
....................................................................................................................................

seconda quartina ....................................................................................................................................


....................................................................................................................................
prima terzina

....................................................................................................................................
....................................................................................................................................

seconda terzina

....................................................................................................................................
....................................................................................................................................

2.

Quali sono le funzioni attribuite agli organi della vista e del cuore?
...........................................................................................................................................................

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R
3.

Lamore 849

Spiega e memorizza il significato delle seguenti parole:

desio: .....................................................................................................................................................
piacimento: ............................................................................................................................................
nutricamento: ........................................................................................................................................
fiata: ......................................................................................................................................................
rio: .........................................................................................................................................................
Analizza
4.

Suddividi in sillabe i versi indicati, individuando le figure metriche presenti:

...

...

...

...

de-

...
5

...

...

...

...

...

...

ven

...

...

...

...

...

-ma- ...

...

...

...

...

...
-cu- ...

...
13

...

...

sineresi ...
-gi-

...

...

...

-ce

...
5.

...

La scuola siciliana si contraddistingue per la ricerca di uno stile molto raffinato e musicale. Individua nel sonetto:
rime ricche*: ............................................

6.

...

consonanze*: ............................................

Raccogli tutte le espressioni riconducibili alle parole-chiave del componimento:


amore-core

vista

desio, ............, ............., ............, ............, ............,

occhi, ............, ............, vista de li occhi ............,

piace

...............................................................................

Approfondisci
7.

Nel verso conclusivo, Giacomo da Lentini afferma che lamore che regna fra le persone quello
che nasce dallimmaginazione e dal desiderio, che stato cio interiorizzato. Ti proponiamo alcune possibili interpretazioni di questa affermazione; scegli quella con la quale concordi e quella che
non condividi e commentale in un breve testo argomentativo sul tuo quaderno:

a.

lamore un fatto puramente illusorio, in quanto nasce e si alimenta con limmaginazione, ma non
si realizza mai;
lamore vero non semplice attrazione fisica, ma deve coinvolgere le persone nel loro intimo, venire dal cuore;
lamore vero regna quando la persona amata viene interiorizzata, diventa cio un ideale completamento di noi stessi (quella che noi oggi definiamo lanima gemella);
lamore vero nasce dalla vista, ma deve poi trasformarsi in un sentimento puro e astratto, di cui
possibile parlare solo in poesia.

b.
c.
d.

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


approfondisci
La lirica delle origini
Le prime testimonianze di lirica in volgare (le lingue derivate dal latino)
sono attestate in Provenza, una regione della Francia meridionale, a partire dal XII
secolo. La lirica provenzale si svilupp nellambiente ricco e raffinato delle corti, a opera dei cosiddetti trovatori, che recitavano i loro componimenti a corte accompagnandosi con strumenti musicali. La loro poesia proponeva una particolare concezione dellamore
detto cortese (appunto da corte), che trasferiva in forma letteraria i rapporti feudali allora esistenti a livello economico-sociale:
al centro della poesia c la donna (domina = signora), che il poeta loda e ama senza
aspettarsi alcuna ricompensa;
la donna collocata in una sfera sociale e spirituale pi alta di quella del poeta amante;
a lei il poeta deve un servizio incondizionato, come quello del vassallo al suo signore.
In Italia, i temi e le forme della poesia provenzale sono in parte ripresi dalla scuola siciliana, formatasi presso la corte dellimperatore e re di Sicilia Federico II di Svevia nella
prima met del Duecento. Si tratta di una cerchia ristretta di notabili, fra cui lo stesso Federico II, che discutevano del sentimento damore dando vita talvolta a dispute, dette tenzoni, in cui le opinioni dei diversi poeti erano esposte in versi. La donna era sognata, ammirata, celebrata e servita dal poeta innamorato, il quale assumeva nei suoi confronti un atteggiamento di devota e totale sottomissione. I poeti della scuola siciliana ebbero il merito di
introdurre e perfezionare la forma del sonetto.
Alla fine del Duecento a Firenze si afferma la scuola poetica del dolce stil novo, chiamata cos da uno dei suoi poeti pi rappresentativi, Dante Alighieri. I due aggettivi riguardano le principali caratteristiche di questa poesia:
dolce si riferisce alla forma, contraddistinta da raffinatezza di stile ed eleganza linguistica;
novo si riferisce ai contenuti, che rappresentano una novit rispetto alla tradizione precedente.
I punti fondamentali della nuova concezione damore sono cos espressi dal maestro dello Stilnovo Guido Guinizelli:
lamore ha sede solo in un cuore gentile (cio di animo nobile:  R5 memo);
la gentilezza una virt dellanimo, e non si eredita per nobilt di famiglia: essa si manifesta in una donna attraverso il suo comportamento onesto e si perfeziona nelluomo attraverso la poesia e lamore puro;
lamore per la donna esclusivo e giustificato dal fatto che la donna ha sembianza di
angelo.
Poeti come Guido Cavalcanti, Cino da Pistoia e il giovane Dante Alighieri approfondirono questa teoria, portandola verso sviluppi anche contrastanti. In Guido Cavalcanti la
consapevolezza della superiorit della donna mette luomo di fronte ai suoi limiti e lamore diventa perci unesperienza traumatica e dolorosa [ R4]; in Dante Alighieri, la donna
manifesta la sua natura divina e lamore si traduce in una esperienza di beatitudine [ R5].
Beatrice, la donna amata da Dante, non ha soltanto la parvenza ma a tutti gli effetti una
donna-angelo: sar lei che nella Commedia [ Z] lo aiuter a risalire dallInferno fino al
Paradiso e alla visione di Dio, del quale rappresenta la grazia.

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R4

Chi questa che vn,


chognom la mira
Guido Cavalcanti

Lamore 851

Autore Guido Cavalcanti (poeta italiano, 1250 ca.-1300)


Opera Rime
Genere poesia lirica
Temi la donna passa davanti
agli sguardi stupefatti degli
uomini che restano senza parole e
incapaci di comprendere il mistero della sua
straordinaria bellezza
Strumenti verso [ P scheda 3]; rima e sistemi strofici [ P scheda 4]; figure retoriche [
P scheda 5]; motivi, parole-chiave, campi
semantici [ P scheda 6]

La raccolta di rime di Guido Cavalcanti,


primo amico di Dante Alighieri, caratterizzata da una concezione dellamore come
passione distruttiva, che riduce il poeta quasi in fin di vita. In questo famosissimo sonetto si mostra lapparizione della donna, creatura quasi sovrannaturale, e si descrivono gli effetti sconcertanti della sua presenza. Per facilitare la
comprensione della poesia forniamo di seguito la parafrasi completa.

Chi questa che vn, chognom la mira,


che fa tremar di chiaritate lre
e mena seco Amor, s che parlare
nullomo pote, ma ciascun sospira?
O Deo, che sembra quando li occhi gira,
dical Amor, chi nol savria contare:

1. Chi questa che vn: linizio del sonetto


ricalca formule espressive della Bibbia, quasi a
confermare la natura divina della figura femmi-

Chi questa donna che passa, che ognuno la guarda con meraviglia, che fa vibrare laria (re) di
splendore e porta con s (mena seco) il dio
Amore, al punto che nessuno (nullomo) riesce
a parlare, ma tutti sospirano? O Dio, che cosa sembra quando si gira a guardare! Lo dica Amore, che
io non lo saprei (savria) riferire: mi pare una

nile.
3. seco: con s, accanto a s, ma potrebbe
anche significare in s, dentro di s.

6. savria: saprei; una forma antica di condizionale, come il successivo poria (potrebbe).

Il dono del cuore, inizi XIV secolo


[arazzo della manifattura di Arras, Muse
de Cluny, Parigi]

Clip Art

Un motivo della poesia damore: il dono del cuore


Il cuore la sede naturale del sentimento damore. Nelle raffigurazioni medievali, spesso linnamorato ritratto nel gesto di donare il suo cuore allamata. A volte limmagine si unisce a particolari anche crudi e realistici: Dante
nella Vita nova sogna il dio Amore che stringe nelle mani il cuore del poeta e
lo d in pasto a Beatrice; Cavalcanti rappresenta il suo cuore nelle mani della Morte, tagliato a croce in quattro parti; Boccaccio in una novella del Decameron racconta di Tancredi, principe di Salerno, che uccide lamante della figlia Ghismunda e
le manda il suo cuore in una coppa doro. La donna, in un gesto di estrema ribellione contro il padre, versa del veleno in quella coppa e lo beve. Muore stringendo il cuore dellinnamorato al suo.
Il motivo ritorna in una canzone del 1974 di Fabrizio De Andr, La ballata dellamore cieco.
In essa lamata chiede allinnamorato di darle prova di amore e fedelt, strappando il cuore dal petto della propria madre. Ma questa dimostrazione damore non le basta: linnamorato dovr anche
tagliarsi le vene ai polsi e versare per lei il suo sangue. Luomo morir contento del suo amore; ma
alla donna insensibile e crudele non rimarr niente, solo il sangue secco di colui che ha ucciso.

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


8

cotanto dumilt donna mi pare,


chognaltra ver di lei i la chiam ira.

11

Non si poria contar la sua piagenza,


cha le sinchin ogni gentil vertute,
e la beltate per sua dea la mostra.

14

Non fu s alta gi la mente nostra


e non si pose n noi tanta salute,
che propiamente navin conoscenza.
da Rime, IV

8. ira: propriamente significa superbia, qui da intendersi in funzione


di aggettivo, superba.
9. piagenza: piacevolezza, bellezza; un termine solitamente riferito
alle qualit esteriori della donna.

donna di tale benevolenza, che ogni altra al suo


confronto io la definirei superba. Non si potrebbe
(poria) esprimere la sua bellezza, al punto che
di fronte a lei si inchina ogni virt di gentilezza, e
la bellezza la addita come sua dea. La nostra mente non mai stata tanto elevata e non stata riposta in noi tanta grazia, da poter averne una conoscenza adeguata.

memo
Umilt la qualit di
chi umile, cio chi
consapevole dei propri limiti e non si vanta troppo delle sue qualit. Deriva dal latino humus terra. Chi umile infatti si china; ma chi si getta troppo a terra umiliato.

lautore
Guido Cavalcanti
Guido Cavalcanti nacque a Firenze intorno alla met del XIII secolo
da una ricca famiglia aristocratica ed ebbe fama di uomo colto e letterato, ma dal carattere schivo e difficile (cos lo ricorda Giovanni Boccaccio in una delle novelle del Decameron). Nella Vita nova [ R5 approfondisci La Vita nova] Dante parla di lui
come primo amico e a lui dedic e invi alcuni sonetti. Partecip alla vita politica della
citt, lacerata dalle ostilit prima fra Guelfi e Ghibellini, e poi allinterno della stessa parte
guelfa divisa in Bianchi e Neri. Nel giugno del 1300, proprio per arrestare gli scontri sempre
pi violenti, il Consiglio dei Priori (la pi alta carica del Comune di Firenze) allontan dalla
citt i principali capi dei due opposti partiti, tra cui anche Guido; fra i priori cera il suo amico Dante, costretto a prendere una drammatica decisione nellinteresse superiore della patria.
Guido fu esiliato a Sarzana, una zona malarica al confine tra la Toscana e la Liguria, nella
quale ben presto si ammal. Rientrato in citt, mor il 29 agosto 1300.
La sua raccolta di Rime comprende 36 sonetti*, 11 ballate* e 2 canzoni*.

guida alla lettura


Una poesia cittadina Guido Cavalcanti descrive la figura femminile, non pi riverita nellambiente aristocratico della corte [ R3 approfondisci La lirica delle origini], ma ammirata mentre passa per le
vie di Firenze.
Il testo Lapparizione della donna provoca reazioni straordinarie nello spazio circostante (laria
vibra) e negli uomini che la osservano senza parlare, sospirando (I quartina). Neanche il poeta in gra-

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Lamore 853

do di descrivere la bellezza e lumilt della donna, al cui cospetto tutte le altre appaiono superbe (II quartina). Ogni virt di gentilezza e persino la bellezza si inchinano a lei come fosse una dea (I terzina): per questo il poeta si dichiara incapace di comprenderne a pieno il mistero sovrannaturale (II terzina). Nel sonetto*
descritta una situazione tipica della poesia stilnovista, di cui Cavalcanti riprende parole e motivi.
Vocabolario stilnovistico Esaminiamo in breve le parole-chiave*. Umilt latteggiamento
benevolo, non sdegnoso della donna che concede allinnamorato il suo sguardo e il suo saluto; salute una parola polisemica (dai molti significati), in quanto indica il saluto della donna e i suoi effetti di
salute fisica e di salvezza morale dellindividuo; gentile significa propriamente appartenente a una
gente, cio a una famiglia importante, ma per i poeti dello Stilnovo la nobilt non deriva dalla nascita bens dallo spirito, dalle qualit interiori della donna [ R5 memo].
Motivi stilnovistici Tutto questo riguarda la donna. Luomo, invece, di fronte a una tale bellezza
sfolgorante appare in atteggiamenti fissi, che sono motivi tipici della poesia tradizionale. Esaminiamo
anche questi. Linnamorato guarda (mira) passare la donna come impietrito, incapace di parlare e di
descrivere in modo adeguato la sua bellezza. il motivo dellineffabile (qualcosa che non si pu dire):
lunica espressione consentita allinnamorato quella dei sospiri, che lo riducono quasi in fin di vita,
abbandonato dai suoi spiriti vitali. Tale motivo ripetuto pi volte nel testo, con una serie di variazioni. Nella prima quartina, alla comparsa della donna tutti ammutoliscono; nella seconda quartina il poeta si rifiuta
ancora di parlare, cedendo la parola al dio Amore; ancora nella prima terzina il poeta ribadisce che la bellezza della donna non si pu esprimere, poich essa stessa dea della bellezza; nellultima terzina conclude ammettendo linadeguatezza delle sue facolt mentali.
Mente, non cuore Al poeta mancano laltezza di ingegno (mente) e lispirazione divina (salute) necessarie per poter comprendere appieno il mistero soprannaturale della donna. Ma gli manca
soprattutto il cuore. La parola infatti del tutto assente dal componimento e ci rappresenta uneccezione
rispetto alla poesia dello Stilnovo. In questo modo Cavalcanti intende distinguersi dagli altri colleghi poeti,
svelando non il lato piacevole e sentimentale della passione, ma quello troppo razionale e distruttivo.

attivit
Comprendi
1.
2.

Elenca i termini del vocabolario stilnovista presenti nel testo dandone una spiegazione.
Sottolinea nel testo tutte le espressioni relative al motivo* dellineffabile e poi spiega con parole
tue in che cosa consiste.
Analizza

3.

Individua lo schema metrico del sonetto, le rime*, le consonanze*:


...........................................................................................................................................................

4.

La figura retorica adatta a esaltare le doti della donna liperbole*. Spiega in che cosa consiste e
rintracciane degli esempi nel testo.
...........................................................................................................................................................

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Pagina 854

3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


Approfondisci
5.

Lamore per i poeti medievali si colloca fra estremi opposti: o passione che soggioga luomo o elevazione spirituale che lo avvicina a Dio; o avventura esaltante che nobilita lanimo, o esperienza distruttiva dei sensi. Dai una tua personale definizione di questo sentimento, accogliendo o confutando una delle tesi esposte da Giacomo da Lentini [ R3] e da Guido Cavalcanti.

approfondisci
La Vita nova
La Vita nova lopera in cui Dante racconta la storia pi significativa della sua giovinezza: lamore per Beatrice, incontrata per la prima volta a Firenze allet di nove anni e poi rivista esattamente nove anni dopo. Il libro appartiene al genere del
prosimetro (prosa + verso): strutturato cio in modo da alternare testi poetici a brani di prosa che servono da introduzione e da commento. Il titolo Vita nova allude al significato eccezionale di questa esperienza e in particolare al rinnovamento interiore verificatosi nellanimo del poeta dopo questo incontro. La presenza di Beatrice modifica completamente la sua
vita precedente e determina linizio di unesperienza nuova, illuminata da un sentimento damore che lo spinge a celebrare le virt celestiali della donna, capace di renderlo migliore e di
avvicinarlo a Dio. evidente il significato simbolico* che Dante attribuisce alla donna:
il nome Beatrice significa colei che d la beatitudine [ R1 approfondisci Il nome della donna];
la ripetizione del numero nove che accompagna Beatrice significa che ella un miracolo prodotto dal numero tre (3 3 = 9), il numero della Trinit divina.
I punti essenziali della poetica dantesca presenti in questopera sono i seguenti:
lamore un sentimento solo spirituale, che consiste nella contemplazione dellamata;
il poeta attende dalla donna il saluto, che fonte di salute fisica e di salvezza morale;
la poesia consiste nella lode della donna, cio nellesaltazione delle sue qualit fisiche e
soprattutto spirituali.

R5

Tanto gentile
e tanto onesta pare
Dante Alighieri

In questo sonetto, considerato uno dei capolavori della letteratura italiana, Dante descrive
i mirabili effetti che produce lapparizione di
Beatrice in chi la contempla.

Autore Dante Alighieri (poeta italiano, 1265-1321)


Opera Vita nova
Data di composizione 1292-96
Genere poesia lirica
Temi il passaggio della donna
per la via e il suo saluto rivelano i modi e
le fattezze di una creatura divina: la donna
infatti un miracolo sceso in terra
Strumenti parafrasi, diacronia [ P scheda
2]; verso [ P scheda 3]; figure retoriche [
P scheda 5]; parole-chiave e campi semantici
[ P scheda 6]

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R
4

Tanto gentile e tanto onesta pare


la donna mia quandella altrui saluta,
chogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no lardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,


benignamente dumilt vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

11

Mostrasi s piacente a chi la mira,


che d per li occhi una dolcezza al core,
che ntender no la pu chi no la prova:

1. gentile e... onesta: i due aggettivi hanno valore complementare e si riferiscono entrambi alle virt della donna: il primo riguarda la qualit
interiore dei suoi sentimenti, il secondo laspetto
esteriore dei suoi atteggiamenti. pare: va inteso come si manifesta in modo evidente e
non sembra.
2. donna mia: Beatrice signora (secondo letimologia latina di domina signora, padrona)
del suo cuore. altrui saluta: porge il suo saluto agli altri, alla gente.

Lamore 855

link
Puoi approfondire
lopera di Dante Alighieri e leggere passi della Divina Commedia  Z.
memo
Gentile per i latini e gli
antichi significava appartenente a una famiglia nobile, in latino
gens (gente, stirpe). Per gli stilnovisti
passa a indicare unalta qualit interiore; oggi indica semplicemente chi ha modi garbati, educati, caratterizzati da gentilezza.

3-4. chogne lingua... guardare: chiunque


riceva il saluto di Beatrice colto da un turbamento che lo rende incapace di parlare e di
guardare.
5. si va: procede, avanza.
6. benignamente... vestuta: con un atteggiamento dolce e comprensivo, Beatrice rivestita
di umilt, espressione del bene interiore. Si tratta di una metafora* per sottolineare le virt morali della donna.
7-8. e par... mostrare: Beatrice si manifesta

(par) in tutta la sua grazia come una creatura


(cosa) scesa dal cielo in terra per testimoniare il
miracolo della potenza e della benevolenza di
Dio.
9. s piacente: talmente bella. mira: contempla, guarda con ammirazione.
10. che d... occhi: infonde, trasmette attraverso gli occhi.
11. che ntender... prova: che pu conoscere
e comprendere soltanto chi la prova per diretta
esperienza.

lautore
Dante Alighieri
Dante Alighieri, nato a Firenze nel 1265 da una famiglia della piccola
nobilt, partecip fin da giovane alla vita politica della sua citt, lacerata da grandi contrasti interni. A Firenze, infatti, dopo la sconfitta dei Ghibellini, sostenitori
dellimperatore, erano saliti al potere i Guelfi, sostenitori del papa, a loro volta divisi in due
fazioni: i Bianchi e i Neri. Nel 1285 Dante spos Gemma Donati, alla quale era stato gi promesso in tenera et (secondo la consuetudine dellepoca) e dalla quale ebbe tre figli (Iacopo,
Pietro e Antonia, ai quali va forse aggiunto un figlio naturale, Giovanni).
Ma al centro della sua poesia damore c la figura di Beatrice (da identificarsi con la figlia
di Folco Portinari), che Dante incontr per la prima volta nel 1274 e celebr nella sua poesia
fino e oltre la data della sua morte, avvenuta nel 1290. Le vicende dellamore di Dante per
Beatrice sono narrate nellopera giovanile, la Vita nova, ma Beatrice presente come guida
spirituale anche nellopera della maturit, la Commedia [ Z].
Allinizio del Trecento Dante prese parte alla vita politica della sua citt, schierandosi dalla parte dei Guelfi bianchi e ricoprendo numerosi incarichi. Quando la fazione dei Guelfi neri
prese il sopravvento a Firenze, Dante fu condannato da un tribunale in contumacia, cio in
sua assenza (si trovava a Roma per unambasceria presso il papa), e costretto allesilio (1302).
Cominci per il poeta un lungo peregrinare per le varie corti dItalia: a Verona ospite di Bartolomeo della Scala, a Treviso, a Padova, nel Casentino, in Lunigiana. Durante questi anni di
esilio compose il Convivio, la Monarchia, il De vulgari eloquentia (La lingua volgare) e si
dedic al suo capolavoro, la Commedia, che aveva gi avviato a Firenze. Ospite a Ravenna
di Guido da Polenta fu incaricato di recarsi a Venezia in qualit di ambasciatore, ma durante
il viaggio lo sorprese una febbre malarica. Ricondotto a Ravenna, mor nel settembre del 1321
(e l tuttora c la sua tomba) assistito dal conforto di unaltra Beatrice: la figlia Antonia, che
con quel nome aveva preso gli ordini religiosi.

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


14

e par che de la sua labbia si mova


un spirito soave pien damore,
che va dicendo a lanima: Sospira.

12. e par... mova: e sembra che dal suo viso (labbia) emani, si diffonda.
13. uno spirito... damore: una dolce ispirazione amorosa.
14. va dicendo: suggerisce. Sospira: il verbo che chiude il sonetto ha
la funzione di riassumere lesperienza di dolcezza e di turbamento suggerita dalla contemplazione della donna.

da Vita nova, XXVI

guida alla lettura


Il macrotesto: la Vita nova Il sonetto Tanto gentile tratto dalla Vita nova [ approfondisci
La Vita nova, p. 854]. Nel capitolo XXVI, il poeta ha appena ricordato nelle righe scritte in prosa in
quante occasioni Beatrice sia stata capace di suscitare con la sua sola presenza sentimenti di elevazione spirituale anche in persone che non la conoscevano direttamente. Per quanti non hanno mai potuto vederla,
affinch possano conoscere di lei ci che si pu esprimere a parole, Dante abbandona la prosa per la poesia
e comincia il sonetto (Allora dissi questo sonetto, lo quale comincia: Tanto gentile).
La struttura Il sonetto* costituito da due quartine* a rima incrociata* (ABBA, ABBA) e da due
terzine* a rima invertita* (CDE, EDC). Le quattro strofe sono occupate ciascuna da un periodo.
Il testo Nella prima quartina Dante descrive le virt interiori ed esteriori di Beatrice, che si manifestano nel suo saluto e nel suo sguardo; gli effetti straordinari del suo passaggio provocano la paralisi
dei sensi: gli occhi non osano guardare, la lingua incapace di esprimersi (ritorna qui il motivo dellineffabile, ci che non si pu esprimere:  R4 e R7 memo).
Nella seconda quartina, la donna passando fra le lodi unanimi dei presenti rivela la sua natura di miracolo divino.
Nelle terzine si mostrano ancora gli effetti straordinari della sua vista e della sua bellezza, che infonde
pensieri di una dolcezza inesprimibile e fa sospirare gli uomini.
Gentile e onesta Per la comprensione letterale del testo, occorre tener presente la distanza
che separa la lingua di Dante da quella attuale. Basta considerare il primo verso, per avere un esempio
di come le parole vadano interpretate in senso diverso da quello comune:
gentile indica una caratteristica dellanimo e non un semplice comportamento educato [ memo, p.
855];
onesta indica la manifestazione esteriore di questa gentilezza, cio la grazia dei gesti, dei comportamenti e non un carattere giusto e rispettoso della legge;
pare significa si manifesta in modo evidente, e non sembra.
Epifania e miracolo Proprio il verbo pare individua il campo semantico* fondamentale del componimento, quello della vista (guardare, v. 4; mostrare, v. 8; mostrasi e mira, v. 9; occhi,
vv. 4 e 10). Il tema centrale di tutto il componimento infatti quello dellepifania, cio dellapparizione di
una creatura sovrannaturale inviata dal cielo sulla terra.
Dante riprende in parte un motivo* gi caratteristico della poesia damore del Duecento, quello della vista
che d origine allamore [ R3]. Ma non si ferma qui: in pi gli attribuisce un significato religioso. Attraverso il verbo mirare giunge alla parola miracolo. Beatrice dunque un prodigio divino, che si impone alla
vista e allammirazione di tutti.
La loda Di fronte a questo miracolo, lamore di Dante si accontenta semplicemente di celebrare con
parole adeguate la bellezza della donna. Questo genere di poesia definito da Dante stesso poesia del-

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Lamore 857

la loda. Nel capitolo XVIII della Vita nova, Dante si era riproposto di riporre la sua beatitudine in quelle parole che lodano la donna mia. E allinizio del XXVI, introducendo il sonetto Tanto gentile, afferma di voler
ripigliare lo stilo de la sua loda. La ripresa segnalata anche dalla presenza del verbo laudare al v. 5 del
sonetto.

attivit
Comprendi
1.
2.

Individua i periodi in cui suddiviso il componimento, poi, con laiuto delle note a margine, esegui sul quaderno la parafrasi.
Lapparizione di Beatrice avviene in unatmosfera miracolosa. Individua gli elementi che concorrono a creare questo effetto.
...........................................................................................................................................................

3.

Con laiuto delle note a questo e al precedente componimento, assegna a ciascuna parola del vocabolario stilnovista il suo significato:
gentile: .....................................................

onesta: .............................................................

saluta: ......................................................

laudare: ...........................................................

umilt: .....................................................

miracol: ...........................................................

piacente: ..................................................

occhi: ..............................................................

dolcezza: ..................................................

core: ................................................................

spirito: .....................................................

amore: .............................................................

sospira: ....................................................
4.

Completa lo schema inserendo opportunamente le proposizioni principali e le subordinate consecutive che a esse si riferiscono. Sottolinea poi quali elementi nelle principali descrivono Beatrice
e quali nelle subordinate le reazioni avvertite da chi la guarda.
proposizione principale

1. ..........................................................................

subordinata consecutiva

1. chogne lingua deven tremando muta ...........


........................................................................

2. ..........................................................................

2. ...................................... che ntender no la


pu chi no la prova

Analizza
5.

Individua le ripetute consonanze* che legano le rime delle strofe.


..................... : ..................... : .....................

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18:18

Pagina 858

3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


6.

Individua le figure retoriche indicate nella tabella sottostante, segnalando leffetto che producono:
strofa

I quartina

figura retorica

effetto prodotto

allitterazione: Tanto gentile e tanto onesta sottolinea ....................................................


allitterazione: ............................................. esprime la difficolt di vedere
allitterazione: ............................................. esprime la difficolt nel .............................

II quartina

metafora: .................................................... evidenzia lumilt della donna

I terzina

poliptoto: .................................................... ripete il verbo fondamentale nel testo

II terzina

allitterazione ..............................................

....................................................................

dieresi: .......................................................

....................................................................

onomatopea: .............................................. riproduce la voce ........................................


7.

Individua i punti del testo in cui si ritrova il motivo* dellineffabile [ R4 e R7 memo].


Approfondisci

8.

Ritrova parole, motivi e temi comuni al sonetto di Cavalcanti Chi questa che vn [ R4]. Individua
le somiglianze e le differenze che emergono soprattutto nella concezione dellamore dei due poeti.

Clip Art

Dante Gabriel Rossetti,


Beata Beatrix, 1864-70
[Tate Britain, Londra]

Dante Gabriel Rossetti e la sua Beatrice


Dante Gabriel Rossetti (1828-1882), artista inglese di padre italiano, tra i fondatori del
movimento preraffaellita, che propone un ritorno alla semplicit dellarte primitiva,
precedente a Raffaello (XV-XVI secolo). Per questo si interessa ai poeti del dolce stil
novo, e a Dante in particolare, fin dalla giovinezza, tanto che fra il 1845 e il 1849 si dedica alla traduzione di numerosi testi poetici del Duecento italiano, fra cui la Vita nova
di Dante. In questi anni ha inizio un forte processo di immedesimazione con il sommo
poeta, processo che culmina nel 1850 con lincontro del pittore con la poetessa e modella Elizabeth Siddal, in seguito divenuta sua moglie. La donna, con i suoi tratti eterei, destinata a diventare la pi famosa incarnazione pittorica della Beatrice di Dante Alighieri. Nel febbraio
del 1862 Lizzie, come era meglio conosciuta, muore per una overdose di laudano (un potente oppiaceo) dopo aver dato alla luce un figlio morto, lasciando il pittore in profonda depressione. In
questo periodo, avvertendo ancora di pi le affinit della propria vicenda con quella di Dante, Gabriel Rossetti si dedica soprattutto ai temi ispirati alle opere dantesche.
Risale a questo periodo lopera Beata Beatrix, in cui lamore idealizzato di Dante per Beatrice e il senso di perdita per la sua morte descritti nella Vita nova vengono riletti in chiave personale e trasposti in pittura: Lizzie/Beatrice siede in una posa languida e sensuale; sulle sue mani
sta per posarsi una colomba (simbolo di spiritualit) rossa (il colore dellamore) che reca un fiore di papavero (simbolo di sogni e di morte, ma anche riferimento al laudano che ha ucciso Lizzie). A destra un orologio solare segna lora della morte di Lizzie e rimanda allinesorabile passaggio del tempo e alla perdita che ne consegue. Alle spalle della donna, due figure si fronteggiano: probabilmente raffigurano Dante (a destra) che osserva la personificazione dellamore (a
sinistra), una donna vestita di rosso che sorregge un cuore circondato da una fiammella.

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Pagina 859

R6

Erano i capei doro


a laura sparsi
Francesco Petrarca

La lirica rievoca la figura di Laura, la sua


bellezza scomposta al vento, la luce dei suoi
occhi, lincarnato del suo volto, il suo incedere e la sua voce angelica. Ora la bellezza della donna sfiorita per lo scorrere del tempo,
ma non per questo la ferita damore si placa
nellanimo del poeta.

Erano i capei doro a laura sparsi


che n mille dolci nodi gli avolgea,
e l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi chor ne son s scarsi;

1. capei doro: i capelli biondi di Laura sono


paragonati alloro per colore e luminosit attraverso una metafora* a laura sparsi: sciolti
al vento. Lespressione richiama per omofonia,
cio per lidentico suono, il nome della donna
amata dal poeta (laura = Laura).

Lamore 859

Autore Francesco Petrarca (poeta


italiano, 1304-1374)
Opera Canzoniere
Data di composizione 1348-74
Genere poesia lirica
Temi il poeta conserva nella memoria
unimmagine intatta della bellezza della sua
donna; per questo, nonostante lo scorrere del
tempo, avverte ancora le conseguenze della
ferita damore
Strumenti parafrasi [ P scheda 2]; verso [
P scheda 3]; rima e consonanza [ P scheda 4];
figure retoriche [ P scheda 5]; parole-chiave,
campi semantici, macrotesto [ P scheda 6]

memo
Aura laria, il soffio
leggero di vento. Indica anche la particolare atmosfera che si crea
attorno a una persona o a una situazione
(unaura di pace, di sacralit).

2. mille dolci nodi: lespressione ha un duplice significato; sul piano reale i nodi sono i
capelli scomposti dal vento, sul piano simbolico* sono i nodi damore di cui il poeta prigioniero.
3. vago... ardea: la luce splendente degli occhi

(vago lume) ardeva in modo straordinario (oltra


misura).
4. chor... scarsi: luce di cui ora sono privi. Il
tempo trascorso dal primo incontro ha reso gli
occhi di Laura meno luminosi.

lautore
Francesco Petrarca
Francesco Petrarca nacque nel 1304 ad Arezzo, dove suo padre Ser
Petracco notaio fiorentino era stato mandato in esilio. In seguito la
famiglia si trasfer in Francia a Carpentras, un piccolo centro presso Avignone, dove in quegli anni risiedeva la curia papale. Qui Francesco si avvi agli studi di diritto che continu con
il fratello Gherardo a Bologna (allepoca il pi prestigioso centro universitario per gli studi
giuridici). Alla morte del padre, nel 1326, torn ad Avignone, dove la presenza della ricca
biblioteca pontificia gli permise di dedicarsi alla sua principale passione: lo studio e la raccolta dei classici latini.
Ad Avignone, il 6 aprile del 1327, giorno di venerd santo, Petrarca racconta di avere per la
prima volta incontrato Laura, la donna che al centro della sua raccolta di liriche, il Canzoniere, morta probabilmente nel 1348 durante unepidemia di peste. Nel 1330, di fronte a necessit
economiche, prese gli Ordini minori; scelta che, col solo obbligo di mantenere il celibato, gli
portava delle rendite senza svolgere tutti i doveri legati al culto (una carriera ecclesiastica che consent a molti intellettuali dellepoca di potersi dedicare agli studi). Entr
quindi al servizio del cardinale Giovanni Colonna e per lui comp numerosi viaggi in
Europa, ritirandosi quando possibile nei silenzi della Valchiusa, alle spalle di Avignone. Nel 1341 a Roma in Campidoglio, venne incoronato poeta durante una solenne cerimonia. Dal 1353 al 1361 soggiorn a Milano presso la corte dei Visconti dove ricopr importanti incarichi diplomatici; fu poi a Padova e a Venezia e infine si stabil sui
Colli Euganei, ad Arqu, dove rimase fino al 1374, anno della sua morte.

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Pagina 860

3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


8

e l viso di pietosi color farsi,


non so se vero o falso, mi parea:
i che lsca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di sbito arsi?

11

Non era landar suo cosa mortale,


ma dangelica forma, e le parole
sonavan altro che pur voce umana:

14

uno spirto celeste, un vivo sole


fu quel chi vidi; e se non fosse or tale,
piagha per allentar darco non sana.
da Canzoniere, XC

5-6. e l viso... mi parea: e mi sembrava (mi parea), non so se fosse


realt o immaginazione (se vero o falso), che il suo viso mostrasse nei

Puoi continuare la
lettura delle liriche di
Petrarca  S2.

link

miei confronti un atteggiamento benevolo e pietoso (l viso di pietosi


color farsi).
7-8. i che lsca... arsi: io che avevo lanimo predisposto allamore e
dunque facilmente infiammabile. Lsca la materia infiammabile che
serve ad accendere il fuoco.
9. andar suo: la sua andatura, il suo incedere tra la gente.
11. sonavan... umana: avevano un suono diverso da quello di una
voce umana.
12-13. uno spirto... tale: era una creatura divina colei che io vidi, e
anche se ora non pi cos luminosa (tale), perch la sua bellezza si
offuscata.
14. piagha... sana: la ferita prodotta dalla freccia non si rimargina, solo
perch larco si allentato, dopo aver scoccato la freccia. Cio: la ferita
damore (piagha) prodotta dalla bellezza di Laura (larco che ha scoccato la freccia) non pu guarire solo perch tale bellezza ora meno splendente (larco si allentato).

approfondisci
Il Canzoniere
Petrarca scrisse la maggior parte delle sue opere in latino, e da queste si
attendeva la consacrazione poetica. La sua fama, invece, rimasta legata allattivit
poetica in lingua volgare, raccolta nel Canzoniere. Petrarca aveva scelto per il Canzoniere il titolo latino Rerum vulgarium fragmenta (Frammenti di cose scritte in lingua volgare) quasi a voler avvertire il lettore del loro carattere frammentario, di minore importanza
rispetto alle opere latine. In realt lavor alle sue rime dal 1348 fino alla morte, con ben nove
edizioni. Ledizione definitiva del Canzoniere comprende 366 componimenti poetici.
La prima importante novit del Canzoniere nella sua struttura: esso non una semplice raccolta di poesie ma unopera unitaria, una sorta di romanzo narrato attraverso le liriche.
I componimenti raccolti sono infatti 366: il primo sonetto ha il valore di introduzione, i rimanenti 365 costituiscono una sorta di diario giornaliero in cui il poeta racconta la sua storia
damore per Laura, amata per tutta la vita, anche dopo la morte della donna, avvenuta nel
1348. Il Canzoniere infatti si divide tradizionalmente in due sezioni: in vita e in morte di
madonna Laura. Petrarca racconta di aver conosciuto Laura (probabilmente la gentildonna
francese Laura de Noves, moglie del marchese Ugo de Sade) il 6 aprile del 1327, venerd santo, nella chiesa di Santa Chiara ad Avignone. La morte della donna avverr un altro 6 aprile,
nel 1348, per unepidemia di peste. Non per questo il poeta rinuncer a cantare il suo amore
per lei: anzi, limmagine della donna, serbata per sempre nel ricordo, apparir sempre immutabile, rievocata in unatmosfera quasi di sogno.
Qui sta laltra importante novit della poesia di Petrarca: la sua vicenda damore povera di particolari concreti, tutta vissuta nellinteriorit del poeta. Questa che oggi ci sembra
una consuetudine, un dato normale, non lo era al tempo di Petrarca. Egli per primo mette al
centro della poesia il suo io, con le sue debolezze, i dubbi, le speranze e le delusioni. Lamore per Laura infatti unesperienza tormentata: alla dolcezza del sentimento e allammirazione per la bellezza della donna si contrappone il senso di colpa per una passione considerata indegna dalluomo maturo, che cerca di pentirsi avvicinandosi a Dio.
Tutto questo raccontato in un linguaggio poetico molto vago ed evocativo: la sua lingua
assai scelta e il suo stile raffinato diventarono un modello per i poeti dei secoli successivi, che
addirittura nelle loro composizioni ne copiarono interi versi. Questo fenomeno (diffuso anche in Europa, almeno fino alla fine del XVI secolo) noto col termine di petrarchismo.

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Lamore 861

Ritratto di Laura
[da F. Petrarca, Canzoniere, Trionfi;
Biblioteca Medicea Laurenziana, Firenze]

Clip Art
Il ritratto di Laura

Della straordinaria bellezza di Laura non sono rimaste testimonianze dirette, a parte i versi di Petrarca. Ma proprio nel Canzoniere lautore ci informa
che un ritratto di Laura era stato eseguito da Simone Martini (1284-1344),
pittore trasferitosi ad Avignone presso la curia papale e l divenuto amico del
poeta. Il ritratto di Laura (perduto) fu molto lodato dal poeta, che a esso dedic due sonetti del Canzoniere (LXXVII e LXXVIII): in essi Petrarca afferma che Simone ha ritratto limmagine di Laura andando a ispirarsi direttamente in cielo.
Successivamente limmagine della donna comparve in
molte illustrazioni aggiunte alle edizioni del Canzoniere,
rappresentata secondo i canoni estetici e labbigliamento
dellepoca.
Pi curioso notare come un pittore del Cinquecento,
Lorenzo Lotto (1480-1556), si ispir alla descrizione di
Laura contenuta nella canzone Chiare, fresche e dolci acque (Canzoniere, CXXVI) per il soggetto di un suo quadro. Il dipinto fu prima intitolato Danae (la principessa che,
secondo il racconto mitologico, fu amata da Zeus trasformato in una pioggia doro) e poi Allegoria della castit o
Sogno di fanciulla.
La donna riposa in uno scenario naturale, accostata a un
tronco dalbero, ricoperta da una pioggia di fiori sparsi dal
dio Amore sul suo grembo, proprio come Petrarca ricorda
la sua Laura nei boschi di Valchiusa.
Lorenzo Lotto, Allegoria della castit
(o Sogno di fanciulla), 1505 ca.
[National Gallery, Washington]

guida alla lettura


Il macrotesto Il sonetto* appartiene alla sezione In vita di madonna Laura del Canzoniere [
approfondisci Il Canzoniere, p. 860]. In esso si avverte lo scorrere del tempo, che trascina via con s
la bellezza esteriore della donna, ma non intacca il sentimento interiore del poeta.
Il testo Questi ricorda la bellezza della donna, con i biondi capelli mossi dal vento, gli occhi sfavillanti (I quartina), il viso che lascia appena intuire un timido rossore ma che basta a scatenare nel poeta
la scintilla dellamore (II quartina), la sua andatura e la sua voce che paiono appartenere a un angelo (I terzina), tutte qualit straordinarie che la fanno assomigliare a un sole luminoso, a uno spirto celeste. Per
questo, la freccia scoccata da Amore ha provocato nel cuore del poeta una ferita difficile da rimarginare,
nonostante il tempo sia passato e la corda dellarco (la bellezza di Laura) si sia ormai allentata (II terzina).

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Pagina 862

3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


La figura e il nome di Laura Di questa bellezza tuttavia non siamo in grado di tracciare un identikit
preciso (anche se esistono dei ritratti attribuiti alla nobildonna:  Clip Art Il ritratto di Laura, p. 861). La
descrizione di Petrarca lascia sempre la figura della donna in un alone indefinito, accresciuto dallincertezza del ricordo.
Lo stesso nome di Laura, per quanto reale e non inventato, spesso utilizzato dal poeta non tanto per
favorirne lidentificazione quanto per il suo suono, che richiama per somiglianza altre parole:

laura: il vento, ma anche laria vitale;


laurora: lalba luminosa del giorno;
lauro: loro, metafora* di oggetto prezioso e del biondo dei capelli della donna amata;
il lauro: lalloro, pianta simbolo* della gloria poetica.

Laura (v. 1) dunque un senhal* [ R1 approfondisci Il nome della donna], un nome in codice che richiama
lidentit della donna, lasciando intendere che per Petrarca ella rappresenta laria che respira, la vita stessa.
Passato e presente Lo scorrere del tempo evidente anche dalluso dei tempi verbali, che si alternano fra il ricordo e il presente. Nel testo prevalgono gli imperfetti descrittivi (erano... avolgea...
ardea... avea... era... sonavan), che proiettano in un passato molto vago il ricordo della bellezza di Laura;
seguono tre verbi al passato remoto (arsi... fu... vidi), isolati e puntuali, che sottolineano il momento preciso dellinnamoramento, che Petrarca spesso rievocher come un punto fermo della sua vita. Infine i due
verbi al presente (son... sana) riportano il discorso al momento attuale (or), in cui il poeta sperimenta
gli effetti dello scorrere del tempo: la bellezza fragile e transitoria, ma il sentimento damore nei confronti della donna costante, e il tempo non lo ha scalfito.

attivit
Comprendi
1.

Quali espressioni contenute nel sonetto dimostrano che limmagine di Laura filtrata attraverso la
memoria e il punto di vista del poeta?
...........................................................................................................................................................

2.

Ci sono elementi del paesaggio naturale che fanno da sfondo alla visione della donna? Se s, quali? Se no, perch secondo te?
...........................................................................................................................................................

3.

Esegui sul quaderno la parafrasi del testo.


Analizza

4.

Analizza di seguito lo schema metrico del sonetto, riconoscendo le rime* e la consonanza* presente nelle terzine.
...........................................................................................................................................................

5.

Il sonetto caratterizzato dalla presenza di tre metafore*; spiegale svolgendo in termini pi semplici la similitudine abbreviata:

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Pagina 863

6.

Lamore 863

Erano i capei doro a laura sparsi

capelli biondi come il colore delloro ......................

e l vago lume oltre misura ardea

...................................................................................

i che lsca amorosa al petto avea

...................................................................................

Un tratto caratteristico della poesia di Petrarca luso della figura retorica dellantitesi*, per rappresentare la natura contraddittoria dellamore. Completa la tabella sottostante associando alle
parole indicate le corrispondenti contrarie presenti nel testo:

oltra misura ....................................................

vero .................................................................

non so ..............................................................

cosa mortale ....................................................

voce umana .....................................................

fu .....................................................................

Approfondisci
7.

Confronta la lirica di Francesco Petrarca con i sonetti di Guido Cavalcanti [ R4] e di Dante Alighieri
[ R5], evidenziando elementi comuni e differenze. Puoi aiutarti completando la tabella sottostante:

Cavalcanti

Dante

Petrarca

metro

sonetto

.....................................

.....................................

schema

.....................................

.....................................

ABBA, ABBA, CDE,


DCE

opera di riferimento

.....................................

.....................................

.....................................

ambientazione

.....................................

.....................................

luogo imprecisato

protagonista femminile

madonna Giovanna

.....................................

.....................................

sintesi del contenuto

il poeta mostra .............

il poeta mostra .............

il poeta rievoca ............

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

doti fisiche della donna

.....................................

.....................................

.....................................

doti morali della donna

umilt, .........................

gentile, ........................

pietosi color, ................

.....................................

.....................................

.....................................

passione distruttiva e ...

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

concezione dellamore

stato dellinnamorato

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia

R7

Canzone castana
Federico Garca Lorca

Se la donna amata dal poeta fosse un paese,


egli si perderebbe nei suoi occhi, fra le sue
braccia, nelle oscure e sensuali profondit
del suo corpo.

10

15

Mi perderei
nel tuo paese castano,
Maria del Carmen.
Mi perderei
nei tuoi occhi disabitati,
suonando la tastiera
della tua ineffabile bocca.
Nel tuo abbraccio perpetuo
sarebbe castano il vento
e avrebbe la brezza
il velluto del tuo volto.
Mi perderei
nei tuoi seni palpitanti,
nelle profonde oscurit
del tuo corpo soave.
Mi perderei
nel tuo paese castano,
Maria del Carmen.

da Poesie damore, Tea, Milano 1998

Autore Federico Garca Lorca


(poeta spagnolo, 1898-1936)
Opera Poesie damore
Prima edizione 1927
Genere poesia lirica
Temi il corpo della donna diventa un
intero paese in cui il poeta si perde, e in cui
tutto, persino il vento, porta il colore e i segni
della sua bellezza
Strumenti denotativo/connotativo [ P
scheda 2, 2]; figure retoriche [ P scheda
5]; parole-chiave e campi semantici [ P
scheda 6, 1]

memo
Laggettivo ineffabile
significa che non si
pu dire, indescrivibile. Deriva dal verbo
latino fari che significa dire, parlare.
Difatti linfante il bambino che non sa
ancora parlare.
2. paese castano: la donna paragonata a un paese: castano per
associazione col colore degli occhi e dei capelli della donna.
5. occhi disabitati: continua la metafora* del paese: gli occhi sono
disabitati perch selvaggi, o forse non ancora occupati dallamore.
6-7. suonando.. bocca: la bocca della donna paragonata a una tastiera di pianoforte; suonare la tastiera dunque sinonimo di baciare. ineffabile: che non si pu esprimere a parole; il motivo della bellezza ineffabile della donna da sempre molto diffuso in poesia [ R4 e R5].
9-11. sarebbe castano... volto: ogni elemento naturale assumerebbe le caratteristiche della donna: il vento porterebbe i colori e la delicatezza (velluto) del suo volto.
14. profonde oscurit: il corpo della donna come un mistero profondo in cui perdersi.

lautore
Federico Garca Lorca
Federico Garca Lorca nacque nel 1898 in Spagna, a Fuente Vaqueros,
una cittadina nei pressi di Granada, figlio primogenito di un ricco proprietario terriero. Trasferitosi a Madrid dopo la laurea in Legge, frequent i circoli culturali della capitale, incontrando tra gli altri il pittore surrealista Salvador Dal, il poeta Rafael Alberti e il
regista cinematografico Luis Buuel. Amante della letteratura e del teatro, suonava il pianoforte e la chitarra flamenca, disegnava e dipingeva, rivelando in ogni ambito doti straordinarie.
Nel 1928 pubblic la sua prima raccolta di liriche, Romancero gitano, poi nellanno successivo, trasferitosi negli Stati Uniti, compose i versi di Un poeta a New York, dedicato ai neri
e agli emarginati dAmerica, e il Poema del canto profondo. Ritornato in Spagna nel 1932, si
dedic alla messa in scena e alla scrittura di opere teatrali. Scoppiata in Spagna la guerra civile, fu arrestato per aver fondato lAssociazione degli intellettuali antifascisti e fucilato a Viznar, vicino a Granada, nel 1936 [ T11]. Solo nel 1954 lintera produzione letteraria di Garca
Lorca fu raccolta e pubblicata a Madrid.

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Lamore 865

guida alla lettura


Il testo Se Maria del Carmen, la donna a cui dedicata questa canzone, fosse un paese, il poeta si perderebbe nel suo abbraccio, assaporando ogni delizia della sua bellezza: gli occhi freschi e ingenui, la bocca sorridente, le braccia e il volto delicato, il seno palpitante, le oscure profondit del suo corpo magnifico.
Il corpo della donna Ci troviamo di fronte a un ritratto di donna diverso da quello spirituale e idealizzato tipico della letteratura medievale [ R3 guida alla lettura]: qui in primo piano c il corpo
della donna, descritto in tutta la sua prorompente fisicit. Il poeta ne esalta la bellezza e il mistero, passando dagli occhi (come sempre specchio dellanima e prima porta di accesso del sentimento:  R3) fino alle
parti pi sensuali e intime.
Metafore e motivi Non si tratta per di una semplice descrizione realistica. Il poeta anzi fa ricorso
a una serie di metafore* molto particolari e insolite: la donna paragonata a un paese, la bocca come una
tastiera di pianoforte, il volto morbido come il velluto. Inoltre, compaiono motivi* tipicamente letterari,
ripresi addirittura dalla poesia medievale: il sorriso della donna ineffabile, cio indescrivibile, il suo
mistero oscuro e profondo.
Il colore castano Su tutto poi spicca una notazione di colore che accompagna lintera lirica: il
castano degli occhi e dei capelli della donna si trasferisce sul paese, sul vento, sulla poesia stessa che
si intitola Canzone castana. Il carattere scuro e passionale della donna, come il colore bruno-rossiccio delle castagne, impregna di s ogni cosa: i luoghi, laria, le parole.

attivit
Comprendi
1.

Quali particolari del corpo della donna sono elencati dal poeta? Quali sono descritti realisticamente? Quali attraverso metafore* o soltanto allusi? Rispondi alle domande negli spazi sottostanti:
...........................................................................................................................................................
...........................................................................................................................................................

2.

Spiega il significato del termine ineffabile, anche in riferimento alle poesie dello Stilnovo che
conosci.
...........................................................................................................................................................

3.

Completa la tabella alla pagina seguente, specificando il significato proprio, denotativo*, e quello
figurato, connotativo*, che le parole assumono nella poesia:

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Pagina 866

3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


parola

significato denotativo

significato connotativo

paese

piccolo agglomerato urbano

............................................................

castano

del colore della ...................................

............................................................

tastiera

insieme di ...........................................

il sorriso della donna, che ..................

velluto

tessuto ................................................

............................................................

Analizza
4.

Individua lanafora* presente nel componimento e spiega in che cosa consiste questa figura retorica.
...........................................................................................................................................................

5.

Come detto, la donna descritta nei suoi aspetti sensuali, cio che catturano e coinvolgono i sensi del poeta. Suddividi le parole in base al campo semantico* interessato, completando la tabella
sottostante:
vista

udito

olfatto

tatto

gusto

castano

suonando

vento

abbraccio

bocca

.............................

.............................

.............................

.............................

.............................

.............................

.............................

.............................

.............................

.............................

.............................

.............................

.............................

.............................

.............................

C un aggettivo che pu essere inserito in ogni colonna, perch indica una sensazione di piacere
riferita ai vari sensi. Esso rappresenta dunque, la sintesi finale della bellezza della donna. Sai individuarlo?
...........................................................................................................................................................

R8

Amo in te
Nazim Hikmet

Nel 1938 Hikmet fu condannato dal governo


turco a 28 anni e 4 mesi di reclusione per la sua
opposizione politica. Dalla prigione di Bursa,
in Anatolia, scrisse poesie appassionate alla
donna di cui era innamorato, Mnevver Anda. Nel 1950, grazie alle insistenze di un comitato di liberazione composto anche da intel-

Autore Nazim Hikmet (poeta


turco, 1902-1963)
Opera Poesie damore
Prima edizione 1962
Genere poesia lirica
Temi lamore per la donna ha
un carattere avventuroso, come un viaggio
di scoperta; lamante ricerca limpossibile e
non si fa mai prendere dalla disperazione
Strumenti denotativo/connotativo [ P
scheda 2, 2]; figure retoriche [ P scheda
5]; motivi e parole-chiave [ P scheda 6]

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Pagina 867

Lamore 867

lettuali e artisti dellepoca, fu scarcerato e spos la donna. Ma, a causa delle forti pressioni da parte del
governo turco, fu costretto ad abbandonare la patria e trascorse il resto della sua vita in esilio. La moglie
e il figlio per non poterono seguirlo. Questo testo risale al 1943, durante il periodo della prigionia.

10

Amo in te
lavventura della nave che va verso il polo
amo in te
laudacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te limpossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.
Amo in te limpossibile
ma non la disperazione.
da Poesie damore, Mondadori,
Milano 1963

memo
Passione indica un sentimento forte, in particolare un amore sensuale, appunto passionale.
Pu indicare anche un interesse, una predilezione (la passione per la musica, ecc.).
Nel significato proprio derivato dal latino
indica sofferenza (la Passione di Cristo),
patimento.
2. polo: indica le regioni estreme della terra; ma anche il punto cardinale che guida il viaggio della nave: allo stesso modo, la donna stella polare per il poeta.
4. audacia: coraggio, sfrontatezza.
9. sudato affamato infuriato: il poeta stanco, affamato e in preda
allimpeto della passione.
10. ho la passione del cacciatore: la ricerca damore come una caccia appassionante.

lautore
Nazim Hikmet
Nazim Hikmet nacque a Salonicco, allora parte dellImpero turco, nel
1902; tra il 1921 e il 1928 soggiorn a Mosca, entrando in contatto con
la cultura sovietica davanguardia. Visse in Turchia ma a causa delle sue idee politiche, che
si opponevano alla dittatura del generale Kemal Atatrk, nel 1938 fu condannato a 28 anni di
carcere. Nel 1950 fu liberato, lasci il paese turco e si trasfer in Russia, dove mor a Mosca
nel 1963. Le principali raccolte della sua vasta produzione di poesie sono In questanno
(1940) e Poesie damore (1933-62). Ha scritto anche opere teatrali come Ma non mai esistito Ivan Ivanovic (1956), satira del burocratismo staliniano, e un romanzo autobiografico, I
romantici, pubblicato postumo in Francia nel 1963.

guida alla lettura


Il testo Il testo pu essere suddiviso in tre parti. Nella prima (vv. 1-6) lamore per la donna visto come una continua sfida per linnamorato. Nella storia damore con lei egli rivive lavventura dei viaggi per
mare, il coraggio di osare, lansia di continue scoperte. Per questo il suo amore appare proiettato verso traguardi lontani e impossibili da realizzare. La seconda parte (vv. 7-11) come un intermezzo descrittivo, nel quale si rappresenta una scena di caccia in una foresta. Il poeta lanimale cacciatore, pronto a mordere la carne
della preda. La donna la preda inseguita e puntata con lo sguardo. Lo scenario una radura soleggiata, nella quale lamante-cacciatore si aggira spinto da una sete inestinguibile e da una fame ardente. I due versi con-

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


clusivi (vv. 12-13) riprendono lespressione con cui si chiudeva la prima parte, completando il messaggio del
testo: linnamorato cerca sempre limpossibile, ma non per questo perde la speranza di raggiungerlo.
Immagini e motivi Lamore del poeta si esprime attraverso immagini molto concrete e dense di
passione. La nave che si lancia nel mare oceanico, il giocatore che sfida la sorte, la foga del cacciatore
comunicano immediatamente lintensit del sentimento. La donna rappresentata attraverso motivi* pi o
meno originali: tradizionale quello degli occhi attraverso i quali si fa breccia la passione; pi particolare quello della carne pronta a essere aggredita dai morsi dellamante.
Lallegoria del desiderio La scena centrale della poesia unallegoria* che rappresenta lamore
come una caccia che non ha mai fine. Ma non per questo il poeta ha perso la speranza di ottenere lamore della donna. Anzi, proprio questa tensione senza fine, questa ricerca delle cose lontane e impossibili
prolungano la passione allinfinito, mantenendo sempre vivo il desiderio.

attivit
Comprendi
1.

Quali sono le cose lontane che il poeta paragona alla ricerca della sua donna?
...........................................................................................................................................................

2.

A quali figure viene paragonato linnamorato? Che coshanno secondo te in comune queste figure?
...........................................................................................................................................................
Analizza

3.

Ritrova nel testo lanafora* presente e spiega in che cosa consiste questa figura retorica:
...........................................................................................................................................................

4.

Spiega la similitudine* del v. 7:


...........................................................................................................................................................
Approfondisci

5.

Hikmet uno scrittore di cultura e tradizione orientale. Noti somiglianze e/o differenze nella
rappresentazione dellamore, nella concezione della donna, nelluso di immagini e motivi, rispetto agli autori di tradizione occidentale che hai letto o conosci? O rispetto alla tua personale idea?
Puoi approfondire il tema effettuando anche una ricerca sul ruolo della donna e dellamore nella
societ occidentale e orientale. La poesia rispecchia la societ? Motiva la tua risposta.

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Lamore 869

lautore
Eugenio Montale
Eugenio Montale nacque nel 1896 a Genova e l si diplom in ragioneria. Alla scoppio della prima guerra mondiale venne richiamato alle armi e partecip al conflitto, combattendo in trincea, in Trentino. Dopo il congedo rientr a
Genova e, seguendo le proprie inclinazioni letterarie e musicali (cantava da baritono), entr
in contatto con gli ambienti intellettuali della citt. Nel 1925 pubblic la sua prima raccolta
di poesie, Ossi di seppia [ U6 approfondisci Ossi di seppia], che ebbe inizialmente una
tiepida accoglienza. Nello stesso anno prese posizione contro il fascismo, firmando il Manifesto degli intellettuali antifascisti promosso da Benedetto Croce. Trasferitosi a Firenze nel
1926, sinser rapidamente nella vita culturale della citt e lavor in una casa editrice, frequentando il famoso caff Giubbe Rosse, dove si riunivano molti intellettuali di quegli
anni.
A Firenze Montale incontr Drusilla Tanzi, la donna che divenne poi sua moglie, e Irma
Brandeis, una giovane studiosa americana con cui ebbe una relazione di alcuni anni; queste
due donne influirono molto sulla sua vita e sulla sua poesia. Nel 1939 veniva pubblicata la
seconda raccolta di poesie, Le occasioni. Alla fine della guerra Montale si trasfer a Milano,
assunto dal Corriere della Sera. Nel 1956 apparve la terza raccolta di poesie, La bufera e
altro. Nel 1962 spos Drusilla Tanzi, che gli era sempre rimasta accanto ma che mor un anno dopo. Divenuto ormai noto in tutto il mondo, ricevette importanti riconoscimenti nazionali e internazionali, culminati nel 1975 con lassegnazione del premio Nobel per la letteratura. Qualche anno prima, nel 1971, era stata pubblicata la quarta grande raccolta montaliana, Satura, che conteneva anche le precedenti poesie di Xenia (dedicate alla moglie e pubblicate nel 1966).
Mor a Milano nel 1981 partecipando fino allultimo, nonostante laggravarsi del suo stato di salute, al dibattito culturale italiano.

R9

Ho sceso, dandoti
il braccio, almeno
un milione di scale
Eugenio Montale

Montale ricorda la moglie Drusilla Tanzi,


morta nel 1963. Quante volte la donna, affetta da una grave miopia, ha sceso le scale
sostenendosi al braccio del marito! Ma solo
adesso che la donna morta il poeta comprende limportanza di quel gesto quotidiano: in realt era lei, con la vista del suo
buon senso, che sorreggeva il marito nel difficile cammino della vita.

Autore Eugenio Montale


(poeta italiano, 1896-1981)
Opera Satura
Prima edizione 1971
Genere poesia lirica
Temi il poeta ricorda con
commozione la moglie scomparsa e
la sua apparente debolezza, che era invece
per lui un punto di riferimento importante
Strumenti verso libero [ P scheda 3,
4]; rima e assonanza [ P scheda 4]; figure
retoriche [ P scheda 5]; parola-chiave [
P scheda 6, 1]

link
Puoi approfondire
lopera e continuare la lettura della poesia di Eugenio Montale  U6 e  V4.

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia

10

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale


e ora che non ci sei il vuoto ad ogni gradino.
Anche cos stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, n pi mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realt sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non gi perch con quattrocchi forse si vede di pi.
Con te le ho scese perch sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
da Tutte le poesie, Mondadori,
Milano 1984, p. 161

2. il vuoto ad ogni gradino: senza la presenza della moglie tutto appare


vuoto e inutile.

memo
Pupilla letteralmente vuol dire
piccola pupa, cio piccola immagine riflessa nelliride dellocchio.
lapertura nellocchio che consente il
passaggio della luce e dunque la vista.
Per questo indica anche ci che luomo
ha di pi prezioso (la mia pupilla).
3. Anche cos... lungo viaggio: la vita paragonata a un lungo viaggio che, ora che la moglie scomparsa, sembra essere
stato troppo breve.
4. mi occorrono: mi servono.
5. le coincidenze: la metafora* del viaggio della vita continua
con luso di una tipica terminologia ferroviaria (le coincidenze,
le prenotazioni).
6. le trappole, gli scorni: gli inganni e le delusioni della vita.
6-7. di chi crede... che si vede: chi crede che la realt sia
come appare si sbaglia; la vita non mai come si crede.
11. le sole vere pupille: i soli veri occhi, capaci di vedere la
realt delle cose. sebbene tanto offuscate: nonostante la
miopia le avesse indebolite.

approfondisci
Satura
Satura (1971) una delle ultime raccolte di Montale e comprende anche
le sezioni di Xenia dedicate alla moglie Drusilla Tanzi morta qualche tempo prima
(gli xenia erano nellantichit i doni fatti agli ospiti che andavano via: cos Montale con
la sua poesia rende lultimo delicato omaggio alla moglie scomparsa). Gli argomenti sono
spesso attinti dalla quotidianit, il tono disincantato, satirico, di irrisione e rifiuto verso un
mondo che il poeta non capisce pi e nel quale ha perso i suoi punti di riferimento.

guida alla lettura


La raccolta: gli Xenia La lirica appartiene a una delle ultime raccolte pubblicate da Montale,
Xenia. Il titolo intende ricollegarsi alla consuetudine latina di fare doni agli stranieri (chiamati xenia)
che andavano via dopo essere stati ospiti in casa. In questo caso il dono quello dei versi; lospite che non
pi su questa terra la moglie del poeta Drusilla Tanzi, scomparsa nel 1963. La donna, a causa di una forte miopia, portava grossi occhiali ed era affettuosamente soprannominata Mosca dal poeta [ R1 approfondisci Il nome della donna].

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Il testo Il testo, composto da versi liberi*, pu essere suddiviso in due parti introdotte da unaffermazione che si ripete quasi identica (Ho sceso..., vv. 1 e 8).
Nella prima parte (vv. 1-7) il poeta ricorda quando la donna, per via della debole vista, scendeva le scale reggendosi a lui: unazione abituale ripetuta milioni di volte che ora, senza la sua compagna, non ha pi
senso. Nella sua solitudine il poeta ripensa a quel gesto e al lungo cammino della vita: quella vissuta insieme sembra passata in fretta, quella da vivere da solo ormai un penoso stillicidio. Non c pi voglia di illudersi, la vita ha svelato gi le sue trappole e i suoi inganni.
Nella seconda parte (vv. 8-12) il ricordo interpretato alla luce dellesperienza presente: la grave miopia
che obbligava la donna ad appoggiarsi al braccio del marito la rendeva apparentemente debole, ma in realt
il suo sano senso pratico le consentiva di guardare oltre le apparenze.
La situazione appare quindi rovesciata: era il poeta a reggersi alla donna, al suo carattere forte che lo guidava nelle difficolt della vita.
Il cammino della vita Con una metafora* molto comune il poeta paragona la vita a un cammino, nel quale si intrecciano i diversi aspetti dellesistenza. Questo contrasto emerge dalle frequenti antitesi* (un milione / il vuoto; breve / lungo; vede / offuscate) presenti nel testo. La vita appare
cos come un percorso accidentato, da affrontare insieme, reggendosi e sostenendosi a vicenda per sfuggire alle trappole, agli scorni, allaspetto ingannevole delle apparenze.
Le pupille In questa vita Montale non trova pi un senso e una direzione perch ha perso il faro, la
sua guida. Mosca infatti era capace di gettare uno sguardo lucido e lungimirante sulla realt, nonostante le sue pupille... offuscate. Ma la parola pupilla [ memo] richiama anche la dolcezza del ricordo
del poeta, per il quale la donna era quanto di pi caro e prezioso egli avesse.

Marc Chagall, Il compleanno, 1915


[Museum of Modern Art, New York]

Clip Art
Lamore secondo Chagall

Nato in Russia, il pittore di origini ebree Marc Chagall (1887-1985) incarna perfettamente il tipo dellartista eccentrico e originale, poeta e sognatore. Fra i temi della sua produzione lamore occupa un posto particolare. Ancora giovane, nel 1909 Chagall incontra Bella Rosenfeld, di cui si
innamora profondamente e a cui dedica molte delle sue tele. Riesce a sposarla nel 1915 e da quel momento linfluenza di questo felice rapporto
facilmente riscontrabile nellarmonia figurativa che permea le sue opere: il quadro intitolato Il
compleanno ne un esempio. Dipinta a un anno dallo scoppio della prima guerra mondiale, lopera non lascia trasparire nulla degli sconvolgimenti che circondavano lartista: ci che emerge
con forza e leggiadria allo stesso tempo il sentimento reciproco della coppia, un tenero bacio che
fa perdere peso, ma non consistenza, ai due amanti. La descrizione minuziosa dei dettagli dellappartamento rimanda alla felicit di cui evidentemente quel luogo testimone, alla concretezza di
un amore che esiste nella realt. Bastava che aprissi la finestra della stanza scriveva Chagall
e subito entravano dimpeto insieme a lei lazzurro, lamore ed i fiori. Vestita tutta di bianco o tutta di nero, gi da tempo lei si aggira come uno spirito nei miei quadri, come ideale della mia arte.

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


attivit
Comprendi
1.

Riassumi il contenuto delle due parti, sintetizzando il messaggio trasmesso dal poeta.
Prima parte: il poeta ricorda ...........................................................................................................
...........................................................................................................................................................
...........................................................................................................................................................
Seconda parte: il poeta interpreta quel ricordo ...............................................................................
...........................................................................................................................................................
...........................................................................................................................................................

2.

Gli occhi di Drusilla Tanzi, moglie di Montale, sebbene offuscati da una grave miopia, erano una guida per il poeta. Che cosa erano in grado di cogliere? Quale senso profondo della vita percepivano?
...........................................................................................................................................................
...........................................................................................................................................................
Analizza

3.

La poesia si apre con uniperbole*: individuala e spiega in che cosa consiste questa figura retorica.
...........................................................................................................................................................
...........................................................................................................................................................

4.

Osserva il livello metrico della poesia: ci sono versi regolari? Ci sono rime*? E assonanze*?
...........................................................................................................................................................
...........................................................................................................................................................

5.

Pupille una parola-chiave del componimento: che significati rappresenta per Montale?
...........................................................................................................................................................
...........................................................................................................................................................
Approfondisci

6.

La poesia ci invita a riflettere sui tanti gesti quotidiani che spesso compiamo con noncuranza. Pensa a qualcosa che compi meccanicamente ogni giorno (andare a scuola, parlare con gli amici, guardare la televisione, ecc.) e rifletti sul valore di quei gesti. Quale particolare significato assumono?

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R10

Ricevo da te
questa tazza
Valerio Magrelli

Lamore unopera paziente di mosaico, che


incolla i pezzi di memoria e di sentimenti
frantumati e dispersi dal tempo.

10

Ricevo da te questa tazza


rossa per bere ai miei giorni
uno ad uno
nelle mattine pallide, le perle
della lunga collana della sete.
E se cadr rompendosi, distrutto,
io, dalla compassione,
penser a ripararla,
per proseguire i baci ininterrotti.
E ogni volta che il manico
o lorlo si incrineranno
torner a incollarli
finch il mio amore non avr compiuto
lopera dura e lenta del mosaico.

da Poesie (1980-1992) e altre poesie,


Einaudi, Torino 1996

Lamore 873

Autore Valerio Magrelli (poeta italiano, nato nel 1957)


Opera Nature e venature
Prima edizione 1987
Genere poesia lirica
Temi il poeta ritrova in un
oggetto duso quotidiano lidea dellamore come dono e come opera paziente di
costruzione
Strumenti verso [ P scheda 3]; assonanza/consonanza [ P scheda 4, 3]; figure
retoriche [ P scheda 5]; motivo [ P scheda 6, 2]

memo
Il mosaico una tecnica decorativa per pareti o pavimenti. Il nome deriva dal latino musaicum opus, cio opera delle Muse. Le
Muse erano le divinit protettrici delle arti.
Il museo infatti il tempio delle Muse, il
luogo dove sono custodite le opere darte.
2-3. ai miei giorni uno ad uno: giorno dopo giorno, quotidianamente.
4. nelle mattine pallide: allalba, o nei mattini di nebbia: lamore del
poeta andr avanti pazientemente con qualunque tempo o in qualunque
momento del giorno.
4-5. le perle... della sete: limmagine composta di due diverse
metafore*: lamore visto come una sete, unesigenza vitale da soddisfare ogni giorno; per questo anche come una lunga collana di perle,
di giorni da infilare luno dietro laltro.
11. si incrineranno: si creperanno con una fenditura sottile.
14. dura e lenta: faticosa e paziente. mosaico: composizione decorativa realizzata con tasselli di pietra, vetro o ceramica variamente colorati e incollati luno accanto allaltro.

lautore
Valerio Magrelli
Valerio Magrelli nato a Roma nel 1957. docente presso lUniversit
di Pisa di Letteratura e lingua francese, dalla quale ha tradotto poeti
importanti come Stphane Mallarm, Paul Verlaine e Paul Valry. Ha esordito con la raccolta di poesie Ora serrata retinae (1980), cui sono seguite Nature e venature (1987) ed Esercizi di tiptologia (1992) poi riunite, con aggiunte, in Poesie e altre poesie (1996). Collabora a
quotidiani e riviste (nel 1999 uscito il volumetto Didascalie per la lettura di un giornale
1999) e ha ultimamente pubblicato il testo narrativo Nel condominio di carne (2003). Ha curato lantologia Poeti francesi del Novecento e dirige una collana di poesia contemporanea.

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


guida alla lettura
Struttura del testo Il testo in versi liberi*, raggruppabili in tre strofe: due di 5 versi, una centrale di 4 (endecasillabi* e settenari*).
Il testo: il dono e la cura La prima parte (vv. 1-5) si concentra su un oggetto della vita quotidiana: una tazza rossa ricevuta in dono dalla quale ogni giorno il poeta berr per placare la sua sete.
Nella seconda parte (vv. 6-9) Magrelli afferma che avr cura di questo oggetto e sar pronto a ripararlo se
cadendo si infranger. Andando in pezzi quelloggetto, simbolo di un rapporto damore, si infrangerebbe infatti anche la lunga catena di baci degli innamorati e il poeta stesso si sentirebbe distrutto dal dolore.
Nellultima parte (vv. 10-14) egli si dichiara disponibile a proseguire la sua paziente opera di restauro
ogniqualvolta le crepe dellusura minacceranno di rompere lorlo o il manico della tazza.
Una poesia su una tazza? Protagonista di questa lirica un oggetto in apparenza poco poetico,
legato alluso quotidiano: una tazza. Ma si capisce subito che essa rappresenta qualcosaltro: simbolo*
di un rapporto sentimentale, che potr appagare ogni desiderio damore a patto che si conservi intatto nel tempo. Ogniqualvolta si manifesteranno le prime incrinature, che inevitabilmente si fanno breccia nei sentimenti, il poeta sar sempre pronto a ricostruire i pezzi di questa storia damore, per non interrompere un lungo rapporto di affetto.
La fragilit dellamore Uninterpretazione della poesia in questa direzione per altro confermata
da due citazioni che Magrelli inserisce allinizio dei versi: la prima dellinglese W.H. Auden, tratta
da un lungo poema nel quale accanto a una serie di immagini che riguardano lo scorrere del tempo, si legge: e la crepa nella tazza apre / un sentiero alla terra dei morti; la seconda di R.M. Rilke [ U4], che
utilizza il paragone come quando una crepa / attraversa una tazza per rendere lidea delle cose che esposte allusura del tempo si consumano. Lamore come questo fragile recipiente, del quale la donna fa dono
alluomo, a patto che lui se ne prenda cura, proteggendolo dalle crepe del tempo.
Lo scorrere del tempo Lidea del passare del tempo espressa anche da una serie di metafore*
che richiamano la catena di eventi, lo scorrere delle cose: la lunga collana di perle, la catena di baci
ininterrotti, le tessere del mosaico pazientemente accostate luna accanto allaltra.

attivit
Comprendi
1.

Alla luce del commento letto, che cosa rappresenta secondo te il colore rosso della tazza?
...........................................................................................................................................................

2.

Che cosa si ripromette di fare il poeta, una volta ricevuta la tazza?


...........................................................................................................................................................

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R
3.

Lamore 875

Nei vv. 6-7 da che cosa si capisce lo stretto legame fra luomo e loggetto?
...........................................................................................................................................................
Analizza

4.

Il testo in versi liberi*, ma si individuano anche misure tradizionali. Trova esempi di:
settenari: v. ..., 7, ...
endecasillabi: v. ..., 4, ...
Che particolarit ha il v. 10? .............................................................................................................

5.

possibile anche individuare alcune assonanze* e consonanze*:


assonanze: perle : ... ...; ... ... : mosaico
consonanze: uno : ... ...; ... ... : ... ...
Approfondisci

6.

Lidea fondamentale della poesia la necessit di conservare intatti i propri sentimenti dal passare del tempo. Il tema analogo a molte altre poesie, soprattutto damore. Confronta questa poesia
con il carme del poeta latino Catullo [ R1] e individua anche un motivo in comune.
...........................................................................................................................................................

lautrice
Patrizia Valduga
Patrizia Valduga nata a Castelfranco Veneto nel 1953 e vive a Milano. Ha
tradotto i sonetti di John Donne, Stphane Mallarm, Paul Valry, ed stata compagna del poeta Giovanni Raboni [ T9]. Ha pubblicato le raccolte Medicamenta (1982),
Medicamenta e altri medicamenta (1989), Donna di dolori (1991), Requiem (1994), Corsia degli
incurabili (1996), Cento quartine e altre storie damore (1997), Quartine. Seconda centuria (2001).

R11

Quartine damore
Patrizia Valduga

Autrice Patrizia Valduga (poetessa italiana, nata nel 1953)


Opera Cento quartine e altre
storie damore
Prima edizione 1997
Genere poesia lirica
Temi dialogo tra uomo e donna: lamore
coinvolge solo i sensi o anche il cervello?
Strumenti verso [ P scheda 3]; rima e sistemi strofici [ P scheda 4]; figure retoriche [
P scheda 5]; motivo [ P scheda 6, 2]

Patrizia Valduga ha innovato la poesia damore pur utilizzando forme tradizionali come
la quartina, di cui presentiamo due esempi
tratti da Cento quartine e altre storie damore.
Si tratta di un dialogo fra due amanti: luomo
invita la donna ad abbandonarsi al piacere dellamore fisico; ma la donna ha bisogno di un coinvolgimento anche emotivo e intellettuale.

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia

2.
Tu mandali a dormire i tuoi pensieri,
devi ascoltare i sensi solamente;
sar un combattimento di guerrieri:
combatter il tuo corpo e non la mente.

3.
Ho paura di te: sei cos bello!
Non affogarmi in notti tanto nere
se prima non mi apri nel cervello
la porta che resiste del piacere.

da Cento quartine e altre storie


damore, Einaudi, Torino 1997

memo
Limmagine della porta spesso utilizzata
con valore simbolico. Essa rappresenta un
passaggio da una condizione a unaltra. Lespressione doors of perception del poeta inglese William Blake (1757-1827), per indicare laccesso a unaltra dimensione, diede
lidea al cantante Jim Morrison (1943-1971)
per il nome della band musicale The Doors.
1-4. Tu mandali... la mente: il discorso delluomo riportato fra
virgolette; egli invita la donna a un combattimento di sensi, un
amore esclusivamente fisico vissuto senza sensi di colpa.
1-4. Ho paura... del piacere: la donna esita ad abbandonarsi al piacere, e chiede alluomo di vincere le resistenze della sua mente (cervello), in modo da potersi gettare a capofitto in una passione travolgente
(affogarmi in notti tanto nere).

guida alla lettura


La struttura Cento quartine e altre storie damore raccoglie cento quartine* di endecasillabi* in
rima*, che riportano le battute di un dialogo immaginario fra due amanti.
Il testo: linvito delluomo Nella prima quartina, a parlare luomo che invita la donna ad ascoltare il richiamo dei sensi senza farsi troppi problemi: per lui lamore un combattimento fisico, e non
uno scontro di intelligenze.
La risposta della donna La donna dapprima manifesta la sua paura ad affidarsi totalmente tra le
braccia di un uomo di cui teme il fascino: accetter di farsi coinvolgere in notti damore appassionate
solo quando lamante avr trovato la chiave di accesso al suo cervello, per lei importante fonte di piacere al pari del corpo.
Lamore una lotta Nelle due quartine si fronteggiano due opposti punti di vista, uno per cos dire
tipicamente maschile, laltro femminile. Luomo vive la passione senza sensi di colpa, liberandosi degli scrupoli di coscienza con modi sbrigativi (Tu mandali a dormire...). Lautrice esprime questa mentalit attraverso una metafora* molto comune fin dalla letteratura antica, quella dellamore come combattimento dei corpi.
Lamore una porta La donna vive un maggior coinvolgimento emotivo e mentale; per lei la passione pi totale sar possibile solo quando il compagno sar riuscito a entrare in sintonia col suo cervello. Il punto di vista femminile pi complesso e meno impulsivo. Lautrice utilizza per questo una metafora* pi difficile, quella della porta del piacere che gli innamorati devono varcare per accedere insieme alla passione.
Un linguaggio colloquiale Allinterno di una forma letteraria tradizionale come la quartina di
endecasillabi, la Valduga riesce a proporre un discorso attuale, in termini chiari e con un linguaggio
esplicito e colloquiale (Tu mandali a dormire... Ho paura di te: sei cos bello...). Ma il tono si mantiene

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Lamore 877

sempre sostenuto, soprattutto nelle parole della donna: compaiono infatti unallitterazione* (in notti tanto nere) e un iperbato* che, invertendo lordine normale del discorso, riproduce la complessit del pensiero femminile (la porta che resiste del piacere).

attivit
Comprendi
1.

A chi appartengono le voci che si parlano in queste due quartine?


...........................................................................................................................................................

2.

Perch secondo te lautrice riporta solo il discorso delluomo fra virgolette?


...........................................................................................................................................................

3.

Riassumi in breve le posizioni espresse dai due interlocutori sullamore, completando la tabella:
per lui...

per lei...

un istinto, ..................................

una passione che .......................

...................................................

...................................................

la metafora* utilizzata

...................................................

...................................................

il linguaggio usato

...................................................

...................................................

lamore ...

Analizza
4.

Attribuisci alluomo o alla donna (o a entrambi) le caratteristiche sotto riportate, motivando la tua
scelta come nellesempio:

a.

Impulsivit: atteggiamento di chi agisce istintivamente.


Luomo impulsivo perch d la preminenza ai sensi

b.

Risolutezza: ......................................................................................................................................
...........................................................................................................................................................

c.

Timore: .............................................................................................................................................
...........................................................................................................................................................

d.

Sensualit: .........................................................................................................................................
Luomo sensuale perch .................................................................................................................
La donna sensuale perch ..............................................................................................................

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


La Valduga utilizza forme e versi tradizionali: individua nello spazio sottostante lo schema metrico delle quartine.

5.

...........................................................................................................................................................
Approfondisci
6.

In unintervista del 2000 Patrizia Valduga ha dichiarato: Non so mai di che cosa parler nei miei
versi [...] che vengono fuori da soli. Scrivere non per me un mestiere: come quando si sta talmente male che bisogna prendere qualcosa [...] scrivere per me dunque davvero una medicina. Partendo dalla poesia letta e da questa citazione, scrivi un testo argomentativo seguendo le affermazioni riportate nella seguente scaletta:

a.
b.

la scrittura fa emergere ansie, problemi e preoccupazioni talvolta inconsapevoli;


mettere nero su bianco le proprie emozioni rende capaci di osservarle e analizzarle dallesterno,
con maggiore imparzialit e con minore coinvolgimento emotivo;
alcune forme di scrittura autobiografica (la poesia, il diario personale, la lettera, ecc.) hanno un
valore terapeutico, cio servono a riconoscere un disagio e a curarlo;
le forme di scrittura autobiografica hanno grande successo presso i giovani e gli adolescenti, perch essi attraversano unet critica in cui pi facile vivere momenti di disagio.

c.
d.

R12

Amore
a prima vista
Wislawa Szymborska

Autrice Wislawa Szymborska


(poetessa polacca, nata nel
1923)
Opera Vista con granello di
sabbia
Prima edizione 1957
Genere poesia lirica
Temi gli innamorati credono che lamore a
prima vista esista e nasca allimprovviso; in
realt una sottile catena di eventi gi da tempo li stava avvicinando...
Strumenti figure retoriche [ P scheda 5];
tema e motivo [ P scheda 6, 2]

Come comincia un amore? Esiste il colpo di


fulmine? Gli innamorati sono convinti di s.
Ma la poetessa, capace di leggere nel libro
degli eventi, sa che ogni cosa che accade
solo la diretta conseguenza di tanti atti precedenti, magari involontari, apparentemente
irrilevanti. E quando il caso si trasforma in destino, le vite degli innamorati finalmente si incontrano e
si uniscono.

Sono entrambi convinti


che un sentimento improvviso li un.
bella una tale certezza
ma lincertezza pi bella.
5

Non conoscendosi, credono


che non sia mai successo nulla tra loro.

Ma che ne pensano le strade, le scale, i


[corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

10

Vorrei chiedere loro


se non ricordano
una volta un faccia a faccia

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R
15

20

25

Lamore 879

in qualche porta girevole?


uno scusi nella ressa?
un ha sbagliato numero nella cornetta?
ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

30

una fogliolina vol via


da una spalla a unaltra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chiss, era forse la palla
tra i cespugli dellinfanzia?

Li stupirebbe molto sapere


che gi da parecchio tempo
il caso stava giocando con loro.

35

Vi furono maniglie e campanelli


su cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Non ancora del tutto pronto


a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando una risata
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o lo scorso marted

13. ressa: folla di persone.


14. cornetta: il ricevitore del telefono.
19-21. il caso... in destino: la poetessa
distingue fra caso, la successione caotica e
disordinata degli avvenimenti, e destino, che
indirizza quegli eventi verso un certo fine; fino
a che i due si sono incrociati per sbaglio in una
porta girevole, tra la folla, per un disguido
telefonico, il caso giocava con loro, pronto a tra-

40

Ogni inizio infatti


solo un seguito,
e il libro degli eventi
sempre aperto a met.

da Vista con granello di sabbia,


Adelphi, Milano 1993

sformarsi in destino.
24-25. e soffocando... con un salto: allultimo momento si dileguava con una risata; il caso
gioca, scherza con le vite degli uomini facendo apparire casuale quello che non lo .
26-27. segni... indecifrabili: il destino fu
preparato da piccoli segni, avvertimenti difficili
da interpretare: una foglia volata da una spalla
a unaltra, una palla finita tra i cespugli in un

gioco dinfanzia.
35-37. Vi furono... un tocco: gli innamorati
hanno forse attraversato le stesse porte (maniglie e campanelli), frequentato gli stessi luoghi
ma in tempi diversi (anzitempo).
43. il libro degli eventi: la vita paragonata a
un libro, dove gli eventi sono gi scritti e le pagine aperte; perch ogni fatto conseguenza di un
altro, ogni inizio solo una prosecuzione.

lautrice
Wislawa Szymborska
Wislawa Szymborska nata a Kornik, in Polonia, nel 1923. La sua prima
poesia del 1945, e la prima raccolta Per questo viviamo del 1952. Fra gli
anni Cinquanta e Sessanta diresse la rivista Vita letteraria, ma perse lincarico dimettendosi dal
Partito comunista con il quale era entrata in contrasto. Cominciarono anni di gravi conflitti sociali allinterno della Polonia, sfociati con lo sciopero del sindacato indipendente Solidarnosc
(Solidariet) e la proclamazione del colpo di Stato del generale Wojciech Jaruzelski. La Szymborska si leg agli ambienti dellopposizione, rifiutando un premio statale per la raccolta Gente
sul ponte (1986) e ricevendone invece uno organizzato da Solidarnosc. Dopo la proclamazione
della Repubblica democratica polacca, la Szymborska ha pubblicato La fine e linizio (1993) e
nel 1996 ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura. Oggi vive a Cracovia.
In Italia, soprattutto dopo il conferimento del Nobel, sono state pubblicate alcune sue raccolte o antologie che hanno contribuito a far conoscere la sua poesia: Vista con granello di
sabbia (1993), 25 poesie (1998), Taccuino damore (2002), Posta letteraria, ossia come
diventare (o non diventare) scrittore (2002).
Della sua opera ha detto: Preferisco il ridicolo di scrivere poesie al ridicolo di non scriverle.

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


guida alla lettura
Come comincia un amore: il colpo di fulmine Tutti noi speriamo che prima o poi ci possa
capitare il colpo di fulmine. Ma esiste davvero lamore a prima vista? quello che si chiede la
poetessa osservando due giovani innamorati talmente presi dallintensit del loro sentimento che gli attribuiscono un carattere di unicit: pensano che sia stato un sentimento improvviso, una scintilla che ha fatto accendere i loro cuori. Ma la poetessa, consapevole che la vita assume molto spesso la forma del dubbio,
oppone a questa certezza la sua incertezza, e si domanda se le cose siano davvero andate cos.
Il caso e il destino Gli innamorati sono sicuri di non essersi mai visti prima? A questa domanda
possono rispondere solo le strade, le scale, i corridoi per i quali gi le loro vite si erano incrociate tante volte, come in un gioco di combinazioni (I e II strofa).
Gli innamorati infatti non lo ricordano, ma gi da tempo il caso stava giocando con le loro vite, facendo
incontrare i loro cammini in circostanze fortuite: ponendoli faccia a faccia in qualche porta girevole, facendoli urtare tra la folla, mettendoli in contatto per un numero di telefono sbagliato (III e IV strofa).
Poi lentamente il caso si trasformato in destino, che si divertiva ad allontanarli e riavvicinarli dileguandosi proprio nel momento cruciale. Dapprima il destino si manifestato attraverso segnali impercettibili,
difficili da interpretare: una foglia volata da una spalla allaltra, un oggetto perduto e raccolto da terra, una
palla finita fra i cespugli e ripresa, ingressi e luoghi attraversati in tempi diversi, valigie accostate insieme
in un deposito bagagli, persino sogni uguali ma poi dimenticati al mattino (V, VI e VII strofa). I due innamorati erano pi vicini di quanto non credessero, e la loro storia non mai iniziata: solo continuata, perch il libro della vita sempre aperto a met, non si sfoglia mai dalla prima pagina (VIII strofa).
Il libro degli eventi Il mondo, per la Szymborska, rappresentato dalla metafora* del libro aperto: un libro fatto non di caratteri chiari, bens indecifrabili, che non si pu mai cominciare a leggere dallinizio, perch gli eventi scorrono continuamente e si concatenano gli uni agli altri. Cos, una foglia mossa
dal vento pu essere il primo insignificante evento che fa nascere un amore; cos il caso che governa la nostra
vita sempre pronto a trasformarsi in destino. Gli innamorati, che vivono sensazioni nuove e spensierate,
credono di vivere tutto per la prima volta, di guardare il mondo con occhi nuovi, pensano che la loro storia
sia unica e irripetibile. Ma la poetessa, che sa leggere nei segni, segnali impercettibili dei mutamenti in
corso, sa che non cos.
La forma dubitativa Secondo la Szymborska nel mondo non esistono certezze. Lunico approccio
possibile alla realt la forma del dubbio. Si spiega cos lutilizzo frequente della forma interrogativa
(nel testo compaiono ben sei punti di domanda), di un tono spesso dubitativo (forse, vv. 28 e 39; chiss,
v. 33), di verbi che esprimono possibilit, e non certezze (Vorrei chiedere... Li stupirebbe molto sapere).

attivit
Comprendi
1.

Riassumi brevemente il contenuto delle otto strofe di cui composta la poesia, completando la
tabella alla pagina seguente:

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strofa

versi

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contenuto

1-4

gli innamorati hanno la certezza di essersi innamorati a prima vista; ma non cos

II

.............

....................................................................................................................................

III

.............

....................................................................................................................................

IV

.............

....................................................................................................................................

.............

....................................................................................................................................

VI

.............

....................................................................................................................................

VII

.............

....................................................................................................................................

VIII

.............

....................................................................................................................................

2.
3.

Riepiloga tutti gli eventi fortuiti in cui, secondo la poetessa, i due si erano gi visti e incontrati.
Spiega la differenza fra caso e destino.
Analizza

4.

bella una tale certezza / ma lincertezza pi bella: quale figura retorica di sintassi dispone
in maniera incrociata gli aggettivi e i sostantivi in questi due versi?
...........................................................................................................................................................

5.

Il caso stava giocando con loro / [...] gli tagliava la strada / e soffocando una risata / si scansava con un salto: quale figura retorica compare in questi versi, in cui il caso assume comportamenti tipicamente umani?
...........................................................................................................................................................

6.

Spiega il significato di questa metafora*, il libro degli eventi / sempre aperto a met:
...........................................................................................................................................................
Approfondisci

7.
8.

Secondo te esiste lamore a prima vista? Condividi il pensiero della poetessa? Motiva le tue risposte.
Rileggi quante pi poesie di questo modulo e completa la sottostante tabella riassuntiva:

testo

secondo lautore

lamore ...

R1

Gaio Valerio Catullo

..............................................................................................................

R2

...................................... ..............................................................................................................

R3

...................................... ..............................................................................................................

R4

...................................... ..............................................................................................................

R5

...................................... ..............................................................................................................

R6

...................................... ..............................................................................................................

R7

...................................... ..............................................................................................................

R8

...................................... ..............................................................................................................

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


R9

...................................... ..............................................................................................................

R10

...................................... ..............................................................................................................

R11

...................................... ..............................................................................................................

R12

...................................... ..............................................................................................................

9.

Quali fra queste affermazioni condividi di pi? Su quali non sei daccordo? Motiva le tue risposte.
Adesso la parola spetta a te: prova a esprimere in versi i tuoi sentimenti! Puoi cominciare anche
mettendo insieme citazioni dalle varie poesie lette o da altre che conosci, poi lentamente provare
a scrivere qualcosa di pi originale.

l,amore

in sintesi

i concetti

i brani

Lamore il sentimento pi importante della vita di un uomo: per


questo, fin dalle origini, esso stato identificato con la vita stessa,
giungendo addirittura a includere il suo sentimento opposto, lodio.

R1 Godiamoci la vita,
o Lesbia mia
R2 Odio e amo

I poeti medievali cantano lamore come unesperienza soprattutto interiore, che ha sede nel cuore (centro vitale dellindividuo) e coinvolge limmaginazione e il desiderio. La donna la figura ideale verso
cui si concentrano tutti i pensieri, le parole e gli sguardi dellinnamorato. Essa pu rimanere inconoscibile, e lamore pu trasformarsi nel peggior tormento; oppure viene paragonata a un essere divino, e lamore
diviene fonte di serenit e beatitudine; oppure ancora solo unimmagine della memoria, ma non per questo lamore perde la sua intensit.

R3 Amor uno desio


che ven da core
R4 Chi questa che vn,
chognom la mira
R5 Tanto gentile e tanto
onesta pare
R6 Erano i capei doro
a laura sparsi

Nella letteratura straniera, questa forte idealizzazione del sentimento


amoroso non esclude lesaltazione della sua carica erotica e passionale. Alcuni poeti accentuano la natura sensuale del rapporto con la
donna, che appare come una inebriante scoperta del corpo femminile o come unavventura, una perenne caccia del desiderio.

R7 Canzone castana
R8 Amo in te

Nel Novecento, il sentimento analizzato nella sua dimensione privata e intima. Assume per questo sfumature pi delicate e riflessive.
I poeti si interrogano sul senso di una storia damore che sta nascendo, sulla vita di coppia che deve affrontare le insidie del tempo; o su
una storia finita che lascia luomo da solo alle prese con il dolore del
lutto e le delusioni della realt.

R10 Ricevo da te questa


tazza
R9 Ho sceso, dandoti
il braccio, almeno
un milione di scale

Lamore visto dalle donne osservato da una prospettiva nuova: talvolta ironica e capace di insinuare il dubbio nelle certezze degli innamorati; talvolta intima e passionale, capace di avviare un dialogo serrato con il partner maschile.

R12 Amore a prima vista


R11 Quartine damore

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l,amore

musica

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La cura
Manlio Sgalambro Franco Battiato

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Lamore 883

Testo Manlio Sgalambro


(filosofo italiano, nato nel
1924), Franco Battiato (cantautore italiano, nato nel 1945)
Musica Franco Battiato
Interprete Franco Battiato
Album Limboscata
Anno 1996
Genere rock
Casa discografica Polygram

Ti protegger dalle paure delle ipocondrie,


dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti sollever dai dolori e dai tuoi sbalzi dumore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Superer le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perch sei un essere speciale,
ed io, avr cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chiss).
Non hai fiori bianchi per me?
Pi veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.
Ti porter soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano allessenza.
I profumi damore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia dagosto non calmer i nostri sensi.
Tesser i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne far dono.
Superer le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salver da ogni malinconia,
perch sei un essere speciale ed io avr cura di te...
Io s, che avr cura di te.

1. ipocondrie: disturbo nervoso caratterizzato da


una forte malinconia e dalla falsa opinione di essere affetto da altre gravi malattie.
7. correnti gravitazionali: in fisica, la reciproca
attrazione dei corpi celesti, in proporzione diretta
alle loro masse e inversa della loro distanza.
12. Tennessee: Stato centro-orientale degli Stati
Uniti, prima vera frontiera tra i coloni europei e gli
Indiani dAmerica.
18. allessenza: alla parte pi importante della
vita.
20. bonaccia: termine marinaro che indica lo stato del mare calmo e la totale assenza di vento, caratteristiche della stagione estiva.

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia


guida alla lettura
Una personalit eclettica Franco Battiato, catanese di origini, una delle personalit pi eclettiche nel panorama della musica italiana degli ultimi decenni: ha infatti spaziato dalla musica beat degli
anni Sessanta a quella etnica e rock, dalla classica alla leggera, fino a quella sperimentale con limpiego di
strumentazioni elettroniche.
anche un affermato pittore, e recentemente si imposto come regista di film. Apartire dal 1994 si avvalso nella stesura delle sue canzoni della collaborazione del filosofo Manlio Sgalambro, coautore anche di questo testo.
La complessit del testo Il testo, in effetti, non risulta di immediata e facile comprensione, proprio perch intriso di riferimenti a pi discipline (storia, geografia, fisica, astronomia, ecc.).
Nella prima e nella terza strofa, luomo innamorato, che si esprime in prima persona (Io s, che avr
cura di te), elenca una serie di propositi attraverso i quali, nel presente e nel futuro, vuole prendersi cura
in modo totalizzante della donna amata. Vuole innanzitutto proteggerla da ogni forma di male (Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo / dai fallimenti... / dai dolori e dai tuoi sbalzi dumore / dalle ossessioni delle tue manie), poi trasferirla in un luogo senza tempo dove renderla eternamente giovane (Superer
le correnti gravitazionali, / lo spazio e la luce per non farti invecchiare). La scrittura fa uso di tipici artifici poetici, come liperbole* (Superer le correnti gravitazionali, / lo spazio e la luce per non farti invecchiare), la metafora* e la similitudine* (Tesser i tuoi capelli come trame di un canto).
Tutte le immagini tendono ad esaltare la devozione (la cura) delluomo verso la donna di cui innamorato, secondo una consuetudine tipica della poesia medievale italiana (Battiato, in una canzone del
1999 dal titolo Medievale, ha persino ripreso il testo di un poeta fiorentino del Duecento).
Indietro nel tempo... Nella strofa centrale linnamorato appare smarrito nello spazio (Vagavo per
i campi del Tennessee / (come vi ero arrivato, chiss)) e nel tempo. La citazione del Tennessee, richiama infatti alla memoria la storia degli Indiani dAmerica. Nel XVIII secolo il territorio del Tennessee fu la
prima vera frontiera geografica tra i coloni, desiderosi di occupare le fertili pianure del Nordamerica, e gli Indiani, che furono costretti a retrocedere verso ovest: qui si consumarono sanguinose battaglie, simbolicamente rievocate dai fiori bianchi destinati ai caduti. Dunque, lautore sottolinea come la sua esistenza abbia un
senso e una direzione solo se sostenuta dalla donna amata: solo la forza del pensiero damore in grado di riportarlo al presente, lontano da ricordi dolorosi, sulle ali veloci del sogno (Pi veloci di aquile i miei sogni /
attraversano il mare).
Fuori dal tempo... Nellultima strofa, la prepotenza del sentimento damore si afferma nuovamente: lautore e la sua donna appaiono in preda a unesperienza irresistibile dei corpi e dei sensi: la
passione infatti coinvolge le percezioni sensoriali dellinnamorato (silenzio, profumi, luce), fino a
fargli superare i limiti del tempo, dello spazio, della morte stessa (Superer le correnti gravitazionali, / lo
spazio e la luce per non farti invecchiare. / E guarirai da tutte le malattie).

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Lamore 885

attivit
1.
2.

Con quali propositi linnamorato intende prendersi cura della donna che ama?
Perch lautore predilige nella prima e nella terza strofa luso dellindicativo futuro?
Superer le correnti gravitazionali, / lo spazio e la luce per non farti invecchiare.

3.
4.

Perch per celebrare la donna amata linnamorato intende compiere azioni umanamente impossibili?
Poni a confronto questa canzone con le liriche di Giacomo da Lentini [ R3] e Dante Alighieri [
R5]. Anche se secoli separano questi testi, possibile ritrovare elementi comuni? Quali?

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3 Leggere, comprendere, analizzare La poesia

l,amore

arte

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Il Bacio
Francesco Hayez

Autore Francesco Hayez (pittore italiano, 1791-1882)


Opera Il Bacio
Anno 1859
Tecnica olio su tela
Dimensioni 110 x 88 cm
Dove si trova Pinacoteca di Brera,
Milano

guida alla lettura


Un bacio struggente tra due amanti il soggetto di questo quadro. I due personaggi, vestiti in abiti medievali, sono raffigurati in una particolare situazione: il momento delladdio furtivo, che prelude alla partenza del giovane dal cappello piumato. Al riparo da sguardi indiscreti, con i volti parzialmente celati, i
due si abbandonano lun laltra e il loro bacio suggella una promessa di eterno amore.
Limmagine immediata, e sembra essere stata colta dal vivo, quasi fosse una fotografia: il giovane ha
gi un piede sulla scala, pronto a partire o a fuggire se qualcuno lo scoprisse; con un gesto tenero e possessivo, tiene tra le mani il viso dellamata, baciandola lungamente.
Lintimit della scena sottolineata dai morbidi passaggi chiaroscurali e dalla luce che dolcemente illumina la veste azzurra della ragazza. Lambiente, sullo sfondo, solamente accennato: una porta aperta, una
parete, una scala.

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Il sentimento assume in questa opera un valore centrale, dominante; lartista ha saputo tradurre in
immagine lidealizzazione dellamore, e lha descritto per suscitare in chi guarda la consapevolezza
del valore di questo sentimento. Nulla sappiamo dei due giovani, n del motivo per cui si devono separare: il pittore non vuole raccontarci la loro storia, ma indicare come lamore sia unesperienza preziosa, universale.
Il quadro, molto famoso, ebbe ai suoi tempi un successo grandissimo tanto da far affermare ad un critico
che quando ti fermi e lo guardi a lungo, quei visi e quegli atti parlano al tuo cuore, e quasi dimentichi di
essere innanzi ad una fredda tela.

attivit
1.
2.
3.
4.
5.
6.

a.
b.
c.

Qual il soggetto del quadro?


Limmagine suscita una sensazione di melanconia oppure di felicit?
I due innamorati sono personaggi realmente esistiti oppure rappresentano lamore ideale?
Perch lambiente sullo sfondo disadorno, poco evidenziato?
Secondo te, limmagine creata da Hayez rappresenta al meglio il sentimento damore? ancora
attuale?
Molti artisti hanno raffigurato nelle loro opere questo sentimento. Te ne elenchiamo alcuni, con le
relative opere:
Auguste Rodin (scultore francese, 1840-1917), Il Bacio, 1889 [ Z2 Clip Art Il bacio di Rodin]
Gustav Klimt (pittore austriaco, 1862-1918), Il Bacio, 1907-8
Jean-Honor Fragonard (pittore francese, 1732-1806), Il bacio rubato, 1788
Confronta questi o altri dipinti e sculture (puoi cercarli su Internet) con Il Bacio di Francesco Hayez
e discutine in classe.