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VITTORIO SPINAZZOLA (1930-)

(fonte: La modernit letteraria, 2001)


LE ARTICOLAZIONI DEL PUBBLICO NOVECENTESCO

Alla fine del novecento i lettori sono pi numerosi che in qualsiasi passato.
Lutenza letteraria non assume pi la conformazione di una comunit organica (repubblica delle
lettere o casta degli intellettuali).
Sono lungamente prevalsi i giudizi negativi sullampliamento della cerchia di lettura: sono stati
messi in rilievo gli squilibri e le contraddizioni, piuttosto che la dinamica di apertura e crescita e le
potenzialit democratiche del processo.
Il sistema complesso, articolato e stratificato: non pu essere ridotto a uno schema bipolare
letteratura alta vs letteratura bassa. Accanto alle tendenze allomologazione si manifestano nel corso
del novecento simmetriche tendenze alla diversificazione.
La rottura del pubblico tradizionale riflette il declino di una idea di letteratura univoca e assoluta,
come era custodita e tramandata dal ceto dei critici.
I valori estetici sono sentiti e praticati in maniera diversa dai diversi insiemi e sottoinsiemi del
pubblico, secondo le rispettive competenze e propensioni di gusto. Uno stesso lettore del resto pu
applicarsi ai testi in maniera assai varia, secondo il prevalere di criteri meditativi o ludici, severi o
rilassati.
Il lettore poco qualificato dispone di un ventaglio di opzioni e criteri di lettura ristretti; gli
risulteranno inaccessibili le opere di concezione sofisticata. Il lettore colto viceversa si ritrova a
disposizione testi che gli consentono e sollecitano una molteplicit di disposizioni di lettura diverse.
La concezione della letterariet non pi di tipo ontologico ma relazionale. I testi assolvono tutti
una testa funzione estetica, ma lo fanno appellandosi a variegati intenti di lettura, atteggiamenti
mentali, criteri di valore.
Diversi tipi di pubblico si stratificano verticalmente e si articolano orizzontalmente sulla base della
conformazione dei testi della loro
Asse orizzontale
(criterio della tipologia testuale e della ripartizione per generi)
1. Pubblico della poesia: assai competente, omologato, elitrio, nella misura in cui la poesia
asseconda la sperimentazione espressiva e il soggettivismo arrovellato.
2. Pubblico della prosa, soprattutto narrativa: differenziato, pluralistico, di competenze eterogenee,
rispondente alla pluralit di generi modulati dalla scrittura prosastica. Generi e sottogeneri del
romanzo; narrativa breve; narrativa di viaggio, dinchiesta, dattualit; biografia divulgativa e/o
romanzata.
Asse verticale
(criterio della complessit stilistico-compositiva)
1. Letteratura sperimentale
(es. Sanguineti, A. Porta, Manganelli, Volponi)

2. Letteratura istituzionale
(Pavese, Moravia, Morante, Sciascia, Meneghello)
3. Letteratura d'intrattenimento
(P. Chiara, Benni, L. Littizzetto, D. Luttazzi, L. Troisi; Biagi, Bocca, Fallaci, Alberoni)
4. Letteratura marginale
(narrativa di genere marcato e basso quoziente estetico: horror, rosa, pornografia,
fotoromanzo, fumetto)

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