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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO

Unicuique suum
Anno CLV n. 204 (47.042)

POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

Citt del Vaticano

mercoled 9 settembre 2015

Con i motupropri Mitis iudex Dominus Iesus e Mitis et misericors Iesus

Papa Francesco
rifonda il processo matrimoniale canonico
Non solo una riforma profonda ma
una vera e propria rifondazione del
processo canonico riguardante le
cause di nullit matrimoniale quella voluta da Papa Francesco con i
motupropri Mitis iudex Dominus Iesus e Mitis et misericors Iesus, le cui
linee guida sono state presentate nella tarda mattinata dell8 settembre
nella Sala stampa della Santa Sede.
La nuova normativa che risponde alle aspettative largamente emerse
durante il sinodo straordinario sulla
famiglia e raccoglie i frutti del lavoro della commissione speciale istituita dal Pontefice il 27 agosto 2014
mira a rendere pi spedite ed efficaci le procedure per la dichiarazione
di nullit, la cui competenza appartiene strettamente al Pontefice.
In particolare, viene abolita la
doppia sentenza conforme e si d vita al cosiddetto processo breve, rimettendo al centro la figura e il ruolo del vescovo diocesano o delleparca, nel caso delle Chiese orientali,
come giudice delle cause. Le nuove
norme vanno lette alla luce dellevoluzione storica delle procedure per
la dichiarazione di nullit. Nel 1741
Benedetto XIV istitu la doppia conforme per far fronte agli abusi commessi da vescovi e tribunali soprattutto in Polonia e Pio X, allinizio
del Novecento, limit al massimo il
ricorso allazione della Sede apostolica valorizzando i processi celebrati
nelle singole diocesi.
Tra gli altri aspetti di rilievo dei
due motupropri che riformano separatamente le norme del Codex iuris
canonici e del Codex canonum ecclesiarum orientalium vanno ricordati la
composizione dei tribunali, la limitazione dellabuso del diritto di appello (che pu essere respinto quando
manifestamente dilatorio o strumentale), il forte e significativo richiamo
alla collegialit episcopale e linvito
ad assicurare, per quanto possibile,
la gratuit delle procedure.
Allobiettivo di favorire la celerit
dei processi la nuova normativa risponde con lo snellimento delliter
ordinario e con listituzione del processus brevior, che consente di accorciare ulteriormente i tempi, sempre
che ci sia laccordo delle parti e la

nullit sia sostenuta da argomenti


particolarmente evidenti. In proposito si sottolinea che la preoccupazione per la salvezza delle anime (salus
animarum) resta il fine supremo delle istituzioni e delle leggi. Ma con
altrettanta chiarezza si precisa che
non in discussione lindissolubilit
del matrimonio, che, anzi, risulta
rafforzata dalla centralit del vescovo diocesano, che in comunione con
il Pontefice il garante dellunit
della fede e della dottrina.
Nella normativa centrale la questione della fede come elemento essenziale per la validit del matrimonio, in continuit con quanto stato
delineato nellultimo mezzo secolo,
dal pontificato di Paolo VI a quello
di Benedetto XVI.
Posti dal Papa sotto la protezione
di Maria, i due motupropri sono stati firmati nel giorno dellAssunzione
(o Dormizione), vengono resi noti
nella festa della Nativit della Vergine due ricorrenze celebrate sia in
oriente sia in occidente ed entreranno in vigore l8 dicembre prossimo, solennit dellImmacolata, cinquantesimo anniversario della conclusione del concilio Vaticano II e
inizio del giubileo straordinario della
misericordia.

Sar presentato da Juncker al Parlamento mentre la Germania si dice pronta ad accogliere mezzo milione di migranti allanno

Nuovo piano europeo per i rifugiati


BRUXELLES, 8. La Germania e la
Francia si preparano ad accogliere
circa met dei 120.000 richiedenti
asilo del nuovo schema di ricollocamenti che il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker,
lancer domani al Parlamento europeo. Stando agli ultimi numeri del
piano Ue, alla Germania saranno
assegnati 31.000 richiedenti protezione internazionale, mentre Parigi
ne accoglier 24.000 e la Spagna

Allarme dellinviato speciale delle Nazioni Unite

In Siria la crisi
pi grave del mondo

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Bernardo Strozzi, La consegna delle chiavi a Pietro (1635, particolare)

PAGINE 3-8

La citt di Aleppo devastata dalla guerra (Ap)


PAGINA 2

15.000 (i tre Paesi assieme totalizzeranno circa il 60 per cento).


Oltre alla proposta della ridistribuzione dei 120.000 rifugiati, Juncker presenter anche quella per un
meccanismo di ripartizione permanente, pure in questo caso per quote obbligatorie. Il dossier passer
poi al Consiglio straordinario dei
ministri dellInterno europei del 14
settembre. Grecia e Italia non possono da sole accogliere tutti i profughi che arrivano sulle coste ha detto oggi il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ribadendo a Berlino che
servono quote vincolanti.
Un appello alla comunit internazionale per far fronte allemergenza
umanitaria stato rivolto oggi
dallarcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con
gli Stati. Secondo il presule ogni
Stato deve garantire la sicurezza e il
rispetto dei diritti dei propri cittadini, in particolare dei cristiani e delle
minoranze religiose o etniche.
Intanto, il premier britannico,
David Cameron, ha annunciato che
Londra accoglier 20.000 rifugiati
siriani, in cinque anni, ma direttamente dai campi profughi, e senza
alcun vincolo al piano europeo.
Stando al vice cancelliere tedesco,
Sigmar Gabriel, la Germania sar in
grado di accogliere 500.000 profughi allanno per alcuni anni. Ritengo che potremo certamente far
fronte a qualcosa come mezzo milione di profughi per diversi anni,
ha spiegato alla televisione Zdf.
Gabriel ha per sottolineato che
anche altri Paesi dellUe devono farsi carico di una parte dei profughi
in arrivo in Europa: Non possiamo
prendere quasi un milione di persone ogni anno e integrarle come se
niente fosse nella societ tedesca
ha osservato, aggiungendo che Berlino continuer a farsi carico di una
quota largamente sproporzionata
perch senza dubbio un Paese
forte economicamente, ma la linea europea deve cambiare.
C per chi si oppone. Se la posizione della Polonia sembra essersi
ammorbidita, lasciando spiragli alle
proposte di Bruxelles, il resto dei

componenti del gruppo di Visegrad


(Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria) mantiene la linea oltranzista.
Il premier ungherese, Victor Orbn,
che ha destituito ieri il ministro della Difesa, Csaba Hende, per i ritardi nella costruzione della barriera di
filo spinato al confine con la Serbia,
ha chiesto allUe di chiudere le
frontiere perch rischia larrivo di
milioni di migranti.
A rispondergli a stretto giro stato il commissario europeo allImmigrazione, Dimitris Avramopoulos,
in visita al centro di identificazione
austriaco di Treiskirchen: Schengen la conquista pi grande
dellUe, non il problema. Se mettiamo in pratica tutti gli strumenti
che prevede, lEuropa sar pi sicura e coerente e non avremo bisogno
di barriere.

Nel frattempo, il
Governo
greco
e
lUnhcr hanno fatto
arrivare altro personale e navi per affrontare
la grave situazione
sullisola di Lesbo, dove sono bloccati circa
25.000 migranti. Lo riporta la Bbc, precisando che in un vecchio campo da calcio stato allestito un centro per la
registrazione cos da aiutare i rifugiati a raggiungere Atene.
La Guardia costiera greca ha reso
noto che le sue imbarcazioni hanno
tratto in salvo circa 500 migranti in
11 operazioni nelle ultime 24 ore
nellEgeo. I migranti si trovavano a
bordo di piccole imbarcazioni nei
pressi delle isole di Lesbo, Samos,
Kos e Agathonissi. Dalla Grecia,

Che ogni parrocchia


e comunit religiosa in Europa
accolga una famiglia di profughi.
#Giubileo #refugeeswelcome
(@Pontifex_it)

lungo la rotta balcanica, il flusso


di profughi continuo: solo ieri
7000 siriani sono giunti nellEx Repubblica Jugoslava di Macedonia,
un numero record.
E, intanto, qualche porta si sta
aprendo anche oltreoceano. Il Governo cileno si detto infatti disponibile ad accogliere rifugiati. Ad annunciarlo stata oggi la presidente,
Michelle Bachelet. Stiamo lavorando ha spiegato per ospitare un
importante numero di rifugiati, perch capiamo che quella che si sta vivendo una tragedia per tutta
lumanit. Nelle ultime ore anche i
presidenti di Brasile e Venezuela,
Rousseff e Maduro, hanno ribadito
la disponibilit allaccoglienza.

NOSTRE
INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha accettato la
rinuncia al governo pastorale
della Diocesi di Joliette (Canada), presentata da Sua Eccellenza Monsignor Gilles
Lussier, in conformit al canone 401 1 del Codice di
Diritto Canonico.

Provvista di Chiesa

Migranti al confine tra Serbia e Ungheria (Ap)

Il Santo Padre ha nominato


Vescovo di Joliette (Canada)
Sua Eccellenza Monsignor
Raymond Poisson, finora Vescovo titolare di Gegi ed Ausiliare di Saint-Jrme.

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pagina 2

mercoled 9 settembre 2015

Bambini siriani in attesa


di aiuti alimentari ad Aleppo (Afp)

Larcivescovo Gallagher chiede il rispetto dei diritti dei cristiani in Medio oriente
DAMASCO, 8. Con 7,6 milioni di
sfollati, di cui uno in pi solo nel
2015, la crisi dei rifugiati siriani la
maggiore al mondo oggi e potrebbe
diventare il pi grande caso della
storia. lallarme lanciato ieri da
Staffan de Mistura, inviato speciale
delle Nazioni Unite per la Siria, che
ha indicato in pi di dodici milioni
le persone in stato di bisogno, con
l80 per cento della popolazione attualmente in povert. I siriani in fuga dalla guerra, ha aggiunto linviato del Palazzo di Vetro, sono la
classe media del Paese e partono
perch dopo cinque anni di conflitto hanno perso la speranza.
Per tentare di risolvere lemergenza umanitaria, De Mistura ha auspicato limpegno degli altri attori sullo scacchiere internazionale. Secondo linviato dellOnu, la crisi pu
essere risolta solo ponendo fine alla
guerra e in tal senso fondamentale
un dialogo fra i quattro Paesi che
pi influenzano tale situazione: Stati Uniti e Russia, ma, soprattutto,
Iran e Arabia Saudita.
De Mistura si detto convinto
che se questi quattro Paesi lavorassero di comune accordo il sanguinoso conflitto potrebbe risolversi in un
mese. Ma se ci si continua a nascondere dietro lalibi dei colloqui
dei gruppi di lavoro ha concluso
lunico ad avanzare sar lIs (il
cosiddetto Stato islamico), che ormai vicino a Damasco, e i siriani
continueranno a fuggire a decine di
migliaia.
E per fronteggiare lemergenza,
gli Stati Uniti si apprestano ad accrescere il sostegno alle forze che
combattono lIs. Il Pentagono parla
di un aumento del numero di uomini da addestrare in Turchia e in
Giordania, per poi essere dispiegati
in zone della Siria dove potranno
avere un maggiore sostegno rispetto
al passato. Previsto anche un aumento degli sforzi sul fronte della
raccolta di informazioni sul terreno
da parte dellintelligence: informazioni da fare avere poi alle forze alleate. E da Londra, il ministro della
Difesa, Michael Fallon, ha fatto sapere che il Regno Unito pronto a
lanciare attacchi con droni qualora
ci fosse una minaccia diretta alla sicurezza nazionale.
Sul terreno, intanto, una battaglia
scoppiata nella regione siriana di
Palmira tra lIs e lesercito di Damasco. Ma questa volta si combatte
non per il controllo della citt che
ospita uno dei pi importanti siti
archeologici del mondo, gi conquistata nel maggio scorso dai jihadisti,
ma per lultimo dei maggiori pozzi
petroliferi ancora nelle mani dei lealisti, quello di Jazal. Le agenzie spe-

Cittadini
a pieno titolo
Alle vittime delle violenze etniche e
religiose nel Medio oriente stato dedicato lintervento che larcivescovo
Paul Richard Gallagher, segretario per
i Rapporti con gli Stati, ha tenuto oggi, 8 settembre, a Parigi, durante la
conferenza internazionale sulla situazione dei cristiani doriente. Ne pubblichiamo il testo.
Colgo loccasione per ringraziare
Sua Eccellenza Laurent Fabius, ministro degli Affari Esteri della Repubblica francese, e Sua Eccellenza
Nasser Judeh, ministro degli Affari
Esteri del Regno Hashemita di
Giordania, per linvito e per lopportunit offerta di poter riflettere
insieme su una delle conseguenze
pi delicate e allo stesso tempo pi
dimenticate del conflitto che da anni colpisce il Medio oriente: le vittime delle violenze etniche e religiose.
In particolare dallanno scorso
siamo stati testimoni delle atrocit
inaudite perpetrate da pi parti del
Medio oriente che hanno costretto
migliaia di cristiani e di persone ap-

Allarme dellinviato speciale delle Nazioni Unite

In Siria la crisi
pi grave del mondo
cializzate hanno riferito che gli uomini del Califfato sono riusciti a impadronirsi di una parte del giacimento, a nordovest di Palmira.
Intanto, nella notte, una cinquantina di caccia turchi hanno bombardato postazioni del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) nel nord
dellIraq, uccidendo almeno quaran-

ta miliziani curdi. I raid, protrattisi


per sei ore, sono la risposta del Governo di Ankara allagguato di domenica nel sud-est della Turchia in
cui erano rimasti uccisi sedici soldati. E stamane, altri dodici poliziotti
turchi sono rimasti uccisi nellesplosione di alcuni ordigni nella provincia orientale di Igdir.

Tra le due Coree primo segnale distensivo dopo le recenti tensioni

Intesa per un incontro


tra le famiglie separate dalla guerra
SEOUL, 8. La Corea del Sud e la
Corea del Nord hanno raggiunto
un accordo per organizzare dal
20 al 26 ottobre una riunione tra
le famiglie coreane separate dalla
guerra (1950-1953) Lo ha annunciato oggi il ministero per lUnificazione sudcoreano. Le riunioni, come riferisce lagenzia France presse,
si terranno nella localit di montagna nordcoreana di Kumgang. Ad

essere selezionate saranno 100 persone da entrambe le parti.


Per raggiungere questintesa, i
rappresentanti della Croce rossa
dei due Paesi hanno avuto ieri una
lunghissima discussione nella zona
smilitarizzata di Panmunjom, dove
fu siglato il cessate il fuoco nel
1953. Si tratta del secondo evento
di questo tipo negli ultimi cinque
anni. il primo segnale distensivo
dopo unestate caratterizzata da

momenti di tensione durante i quali i due Governi si sono scambiati


accuse e minacce di invasione.
Dalla fine della guerra nel 1953,
migliaia di famiglie coreane sono
state separate, e spesso non hanno
avuto pi contatti da allora. A fine
agosto Seoul e Pyongyang hanno
raggiunto un accordo al termine di
tre giorni di colloqui tra alti esponenti delle due Coree per ridurre le
tensioni fra le parti.

Lincontro tra i rappresentanti della Croce rossa delle due Coree (Reuters)

partenenti ad altre minoranze religiose o etniche a fuggire dalle proprie case e cercare rifugio altrove in
condizioni di precariet, sottoposte
a sofferenze fisiche e morali. Sono
in gioco in questa questione principi
fondamentali come il valore della vita, la dignit umana, la libert religiosa, e la convivenza pacifica e armoniosa tra le persone e i popoli. Il
fenomeno prosegue ancora oggi, dal
momento che si perpetuano le violazioni dei diritti umani e del diritto
umanitario internazionale da parte
del cosiddetto Stato islamico, come
pure quelle perpetrate da altre parti
coinvolte nel conflitto. Il dramma
migratorio delle ultime settimane,
con il quale lEuropa si vista quasi
obbligata a prendere pi a cuore la
situazione, una prova irrefutabile
di questa tragedia.
Vorrei individuare tre argomenti,
la cui considerazione ritengo opportuna, se si vuole pensare non soltanto alla situazione presente ma al futuro delle minoranze etniche e religiose del Medio oriente.
1) Sensibilizzare la comunit internazionale per far fronte allemergenza umanitaria e garantire le condizioni minime di sicurezza per le
minoranze e per le comunit cristiane. Attualmente si deve far fronte a
questa emergenza per provvedere cibo, acqua, case, educazione per i
giovani, lavoro e cure mediche ai
tanti bisognosi, agli sfollati e ai rifugiati in tutto il Medio oriente. Pertanto, pensando a lungo termine, si
devono prendere altre misure adeguate per garantire la loro presenza
nelle loro terre di origine. Tra le sfide da affrontare sottolineo quelle
che riguardano innanzitutto il rispetto dei diritti umani, in particolare quelli della libert religiosa e di
coscienza. importante insistere
sulla libert religiosa, che include
ovviamente la libert di cambiare religione. In numerosi Paesi del Medio oriente, infatti, esiste la libert
di culto, mentre lo spazio della libert religiosa a volte in realt assai limitato. Allargare questo spazio
di libert diventa unesigenza per
garantire a tutti gli appartenenti alle
varie comunit religiose la vera libert di vivere e professare la propria fede. In modo generale, sembra
opportuno che gli Stati della regione siano direttamente coinvolti, assieme al resto della comunit internazionale, nella protezione dei diritti fondamentali dei cristiani e delle
persone appartenenti ad altre minoranze religiose. Non si tratta di proteggere luna o laltra comunit religiosa o luno o laltro gruppo etnico, ma delle persone che sono parte
dellunica famiglia umana e i cui diritti fondamentali sono sistematicamente violati.
2) Garantire il diritto dei profughi di fare ritorno e di vivere in dignit e sicurezza nel proprio Paese
dorigine. Si tratta di un diritto che
deve essere sostenuto e garantito
tanto dalla comunit internazionale
quanto dagli Stati, di cui le persone

sfollate o profughe sono cittadini.


Da sottolineare che i cristiani e altre
minoranze religiose o etniche non
vogliono essere semplicemente tollerati ma considerati cittadini a pieno
titolo. importante che a questo
concetto di cittadinanza si apra uno
spazio sempre pi ampio, come
punto di riferimento per la vita sociale, garantendo i diritti di tutti, inclusi i membri appartenenti a minoranze, attraverso lattuazione di strumenti giuridici adeguati.
3) Affrontare il fenomeno del terrorismo e favorire il dialogo interreligioso. Si devono trovare i meccanismi per incoraggiare tutti, inclusi in
particolare i Paesi a maggioranza
musulmana, ad affrontare il terrorismo in maniera seria, con particolare attenzione alla questione educativa. A tale riguardo, importante
che linsegnamento nelle scuole,
luso di internet e anche il contenuto delle prediche dei leader religiosi
non diano occasione ad atteggiamenti intransigenti ed estremisti, o
alla radicalizzazione, ma al contrario
promuovano il dialogo e la riconciliazione. Inoltre non va dimenticato
che si deve fare attenzione riguardo
alluso di diverse espressioni e manifestazioni che si verificano ogni tanto in Occidente, affinch si evitino
gli atti di offesa e di provocazione a
quanto caro e talvolta considerato
pure come sacro da alcune religioni.
fondamentale anche favorire il
dialogo interreligioso, che costituisce un antidoto contro il fondamentalismo, che affligge le comunit religiose. I leader religiosi ebrei, cristiani e musulmani possono e devono svolgere un ruolo fondamentale
per favorire sia il dialogo interreligioso e interculturale che leducazione alla reciproca comprensione.
Inoltre, essi devono denunciare
chiaramente la strumentalizzazione
della religione per giustificare la
violenza.
Va promossa inoltre una separazione positiva e rispettosa tra la religione e lo Stato. In tal senso, occorre contribuire a far maturare lidea
della necessit di distinguere i due
ambiti, a favore di unautonomia e
di una indipendenza reciproche, ma
senza occultare la collaborazione indispensabile tra le due sfere, che
possono allora coesistere senza contraddirsi, grazie al dialogo tra le autorit religiose e le autorit politiche
e nel rispetto delle loro rispettive
competenze.
Come ha ricordato Papa Francesco, nella lettera che lo scorso anno
poco prima del Natale ha indirizzato ai cristiani del Medio oriente, la
sofferenza subita dalle minoranze
etniche e religiose grida verso Dio
e fa appello allimpegno di tutti noi,
nella preghiera e in ogni tipo di iniziativa.

Trigesimo
Nel trigesimo della morte del

Arabia Saudita e Qatar


preparano loffensiva nello Yemen

Per superare la crisi tra Colombia e Venezuela

Diplomazia sudamericana al lavoro


BO GOT, 8. I ministri degli Esteri
di Argentina e Brasile, Hctor
Timerman e Mauro Vieira, hanno
avuto ieri una serie di colloqui con
la loro collega colombiana, Maria
ngel Holgun, e il presidente venezuelano, Nicols Maduro, per
tentare di risolvere la crisi innescata dalla chiusura della frontiera fra
Colombia e Venezuela. I due ministri hanno prima incontrato
Holgun a Bogot, Poi hanno proseguito verso Caracas, dove si sono riuniti con il vice presidente,
Jorge Arreaza, e Kingston, per un

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GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

Giuseppe Fiorentino
vicedirettore

Piero Di Domenicantonio

incontro con Maduro, in Jamaica


in occasione del vertice di Petrocaribe. Anche il segretario generale
dellOsa, lOrganizzazione degli
Stati americani, luruguaiano Luis
Almagro, intervenuto nella crisi,
visitando il tratto di frontiera fra
Colombia e Venezuela chiuso lo
scorso 19 agosto da Maduro.
Da parte sua, il presidente
dellEcuador, Rafael Correa, ha
detto che sta facendo il possibile
per organizzare un incontro fra
Maduro e il presidente colombiano, Juan Manuel Santos.

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va


Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va
Servizio culturale: cultura@ossrom.va
Servizio religioso: religione@ossrom.va

caporedattore

Gaetano Vallini

segretario di redazione

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


photo@ossrom.va www.photo.va

RIAD, 8. Qatar e Arabia Saudita


hanno inviato mille uomini ciascuno
nello Yemen in vista delloffensiva
contro i ribelli huthi che sar sferrata insieme alle forze rimaste fedeli al
deposto presidente Abd Rabbo
Mansour Hadi. Riad ha inviato almeno un migliaio di uomini delle
forze speciali del regno wahabita,
appoggiati da carri armati e autoblindo, ha riferito lagenzia di stampa degli Emirati Arabi Uniti, Wam.
I militari, equipaggiati anche con
armamenti pesanti, sono tutti diretti

Segreteria di redazione

telefono 06 698 83461, 06 698 84442


fax 06 698 83675
segreteria@ossrom.va
Tipografia Vaticana
Editrice LOsservatore Romano

don Sergio Pellini S.D.B.


direttore generale

verso la provincia centrale di Marib,


a est della capitale Sanaa.
Per Doha si tratta peraltro della
prima volta in cui sono impiegate
truppe di terra sul suolo yemenita.
Le stesse fonti hanno anche spiegato che in corso la fase preparatoria
di unoffensiva su vasta scala
nellarea contro i ribelli huthi, nella
quale rientrano anche i raid lanciati
dalla coalizione a guida saudita
contro postazioni dei ribelli nel Marib, nelladiacente provincia di Al
Jawf, pi a nord, e in quelle di Taiz,
a ovest, e di Al Bayda, nel sud.

Tariffe di abbonamento
Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198
Europa: 410; $ 605
Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665
America Nord, Oceania: 500; $ 740
Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30):
telefono 06 698 99480, 06 698 99483
fax 06 69885164, 06 698 82818,
info@ossrom.va diffusione@ossrom.va
Necrologie: telefono 06 698 83461, fax 06 698 83675

Rev.mo Monsignor

JUAN JOS D ORRONSORO


Canonico della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, gi Sottosegretario
della Congregazione per gli Istituti di
vita consacrata e le Societ di vita apostolica, il Cardinale Prefetto Joo B.
de Aviz, lArcivescovo Segretario Monsignor Jos Rodriguez Carballo, i Sottosegretari e gli Officiali tutti affidano
alla misericordia del Padre lanima
eletta dellottimo sacerdote, fedele servitore della Sede Apostolica, raccomandando il suffragio della preghiera
a tutti coloro che lo hanno conosciuto,
amato e stimato.
Una Santa Messa di suffragio sar
celebrata il 9 settembre alle ore 18 nella Basilica Papale di Santa Maria
Maggiore.

Concessionaria di pubblicit

Aziende promotrici della diffusione

Il Sole 24 Ore S.p.A.


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Ivan Ranza, direttore generale
Sede legale
Via Monte Rosa 91, 20149 Milano
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mercoled 9 settembre 2015

pagina 3

Motuproprio di Papa Francesco per la riforma dei canoni del Codice di diritto canonico sulle cause per la dichiarazione di nullit matrimoniale

Pubblichiamo di seguito il testo italiano del


motuproprio di Papa Francesco col quale
vengono riformati i canoni del Codice di
diritto canonico riguardanti le cause per la
dichiarazione della nullit matrimoniale.

Lettera Apostolica data motu proprio


Mitis Iudex Dominus Iesus
Il Signore Ges, Giudice clemente, Pastore delle nostre anime, ha affidato allApostolo Pietro e ai suoi Successori il potere
delle chiavi per compiere nella Chiesa
lopera di giustizia e verit; questa suprema e universale potest, di legare e di
sciogliere qui in terra, afferma, corrobora e
rivendica quella dei Pastori delle Chiese
particolari, in forza della quale essi hanno
il sacro diritto e davanti al Signore il dovere di giudicare i propri sudditi.1
Nel volgere dei secoli la Chiesa in materia matrimoniale, acquisendo coscienza
pi chiara delle parole di Cristo, ha inteso
ed esposto pi approfonditamente la dottrina dellindissolubilit del sacro vincolo
del coniugio, ha elaborato il sistema delle
nullit del consenso matrimoniale e ha disciplinato pi adeguatamente il processo
giudiziale in materia, di modo che la disciplina ecclesiastica fosse sempre pi coerente con la verit di fede professata.
Tutto ci stato sempre fatto avendo
come guida la legge suprema della salvezza delle anime,2 giacch la Chiesa, come
ha saggiamente insegnato il Beato Paolo
VI, un disegno divino della Trinit, per
cui tutte le sue istituzioni, pur sempre perfettibili, devono tendere al fine di comunicare la grazia divina e favorire continuamente, secondo i doni e la missione di ciascuno, il bene dei fedeli, in quanto scopo
essenziale della Chiesa.3
Consapevole di ci, ho stabilito di mettere mano alla riforma dei processi di nullit del matrimonio, e a questo fine ho costituito un Gruppo di persone eminenti
per dottrina giuridica, prudenza pastorale
ed esperienza forense, che, sotto la guida
dellEccellentissimo Decano della Rota
Romana, abbozzassero un progetto di riforma, fermo restando comunque il principio dellindissolubilit del vincolo matrimoniale. Lavorando alacremente, questo
Coetus ha apprestato uno schema di riforma, che, sottoposto a meditata considerazione, con lausilio di altri esperti, ora
trasfuso in questo motu proprio.
quindi la preoccupazione della salvezza delle anime, che oggi come ieri
rimane il fine supremo delle istituzioni,
delle leggi, del diritto, a spingere il Vescovo di Roma ad offrire ai Vescovi questo
documento di riforma, in quanto essi condividono con lui il compito della Chiesa,
di tutelare cio lunit nella fede e nella
disciplina riguardo al matrimonio, cardine
e origine della famiglia cristiana. Alimenta
la spinta riformatrice lenorme numero di

Mitis iudex Dominus Iesus

fedeli che, pur desiderando provvedere


alla propria coscienza, troppo spesso
sono distolti dalle strutture giuridiche della Chiesa a causa della distanza fisica o morale; la carit
dunque e la misericordia esigono
che la stessa Chiesa come madre
si renda vicina ai figli che si
considerano separati.
In questo senso sono anche
andati i voti della maggioranza
dei miei Fratelli nellEpiscopato, riuniti nel recente Sinodo straordinario, che ha sollecitato processi pi rapidi ed
accessibili.4 In totale sintonia
con tali desideri, ho deciso di
dare con questo motu proprio
disposizioni con le quali si favorisca non la nullit dei matrimoni, ma la celerit dei
processi, non meno che una
giusta semplicit, affinch, a
motivo della ritardata definizione del giudizio, il cuore
dei fedeli che attendono il
chiarimento del proprio
stato non sia lungamente
oppresso dalle tenebre del
dubbio.
Ho fatto ci, comunque, seguendo le orme
dei miei Predecessori, i
quali hanno voluto che
le cause di nullit del
matrimonio
vengano
trattate per via giudiziale, e non amministrativa,
non perch lo imponga
la natura della cosa, ma
piuttosto lo esiga la necessit di tutelare in
massimo grado la verit del sacro vincolo:
e ci esattamente assicurato dalle garanzie dellordine giudiziario.
Si segnalano alcuni criteri fondamentali
che hanno guidato lopera di riforma.
I. Una sola sentenza in favore della
nullit esecutiva. parso opportuno, anzitutto, che non sia pi richiesta una doppia decisione conforme in favore della
nullit del matrimonio, affinch le parti
siano ammesse a nuove nozze canoniche,
ma che sia sufficiente la certezza morale
raggiunta dal primo giudice a norma del
diritto.
II. Il giudice unico sotto la responsabilit del Vescovo. La costituzione del giudice unico, comunque chierico, in prima
istanza viene rimessa alla responsabilit
del Vescovo, che nellesercizio pastorale
della propria potest giudiziale dovr assicurare che non si indulga a qualunque lassismo.
III. Lo stesso Vescovo giudice. Affinch sia finalmente tradotto in pratica linsegnamento del Concilio Vaticano II in un
ambito di grande importanza, si stabilito
di rendere evidente che il Vescovo stesso
nella sua Chiesa, di cui costituito pastore e capo, per ci stesso giudice tra i fedeli a lui affidati. Si auspica pertanto che
nelle grandi come nelle piccole diocesi lo
stesso Vescovo offra un segno della conversione delle strutture ecclesiastiche,5 e non
lasci completamente delegata agli uffici
della curia la funzione giudiziaria in materia matrimoniale. Ci valga specialmente

Edvard Munch, La separazione (1896)

dice di Diritto Canonico, Parte III, Titolo


I, Capitolo I sulle cause per la dichiarazione di nullit del matrimonio (cann. 16711691), dal giorno 8 dicembre 2015 sia integralmente sostituito come segue:

Art. 1
Il foro competente
e i tribunali
Can. 1671 1. Le cause matrimoniali dei battezzati per diritto proprio
spettano al giudice ecclesiastico.
2. Le cause sugli effetti puramente civili del matrimonio
spettano al magistrato civile,
a meno che il diritto particolare non stabilisca che
le medesime cause, qualora siano trattate incidentalmente e accessoriamente, possano essere esaminate e decise dal giudice ecclesiastico.

Perugino, Ges consegna le chiavi a Pietro (1481-1482, particolare)

nel processo pi breve, che viene stabilito


per risolvere i casi di nullit pi evidente.
IV. Il processo pi breve. Infatti, oltre
a rendere pi agile il processo matrimoniale, si disegnata una forma di processo
pi breve in aggiunta a quello documentale come attualmente vigente , da
applicarsi nei casi in cui laccusata nullit
del matrimonio sostenuta da argomenti
particolarmente evidenti.
Non mi tuttavia sfuggito quanto un
giudizio abbreviato possa mettere a rischio
il principio dellindissolubilit del matrimonio; appunto per questo ho voluto che
in tale processo sia costituito giudice lo
stesso Vescovo, che in forza del suo ufficio
pastorale con Pietro il maggiore garante
dellunit cattolica nella fede e nella disciplina.
V. Lappello alla Sede Metropolitana.
Conviene che si ripristini lappello alla Sede del Metropolita, giacch tale ufficio di
capo della provincia ecclesiastica, stabile
nei secoli, un segno distintivo della sinodalit nella Chiesa.
VI. Il compito proprio delle Conferenze
Episcopali. Le Conferenze Episcopali,
che devono essere soprattutto spinte
dallansia apostolica di raggiungere i fedeli dispersi, avvertano fortemente il dovere
di condividere la predetta conversione, e rispettino assolutamente il diritto dei Vescovi di organizzare la potest giudiziale nella propria Chiesa particolare.
Il ripristino della vicinanza tra il giudice e i fedeli, infatti, non avr successo se
dalle Conferenze non verr ai singoli Vescovi lo stimolo e insieme laiuto a mettere
in pratica la riforma del processo matrimoniale.
Insieme con la prossimit del giudice
curino per quanto possibile le Conferenze
Episcopali, salva la giusta e dignitosa retribuzione degli operatori dei tribunali,
che venga assicurata la gratuit delle procedure, perch la Chiesa, mostrandosi ai
fedeli madre generosa, in una materia cos
strettamente legata alla salvezza delle anime manifesti lamore gratuito di Cristo dal
quale tutti siamo stati salvati.
VII. Lappello alla Sede Apostolica.
Conviene comunque che si mantenga lappello al Tribunale ordinario della Sede
Apostolica, cio la Rota Romana, nel rispetto di un antichissimo principio giuridico, cos che venga rafforzato il vincolo
fra la Sede di Pietro e le Chiese particolari, avendo tuttavia cura, nella disciplina di
tale appello, di contenere qualunque abuso del diritto, perch non abbia a riceverne danno la salvezza delle anime.
La legge propria della Rota Romana sar al pi presto adeguata alle regole del
processo riformato, nei limiti del necessario.
VIII. Previsioni per le Chiese Orientali.
Tenuto conto, infine, del peculiare ordinamento ecclesiale e disciplinare delle
Chiese Orientali, ho deciso di emanare separatamente, in questa stessa data, le norme per riformare la disciplina dei processi
matrimoniali nel Codice dei Canoni delle
Chiese Orientali.
Tutto ci opportunamente considerato,
decreto e statuisco che il Libro VII del Co-

Can. 1672. Nelle cause di nullit del


matrimonio, che non siano riservate alla
Sede Apostolica, sono competenti: 1 il tribunale del luogo in cui il matrimonio fu
celebrato; 2 il tribunale del luogo in cui
una o entrambe le parti hanno il domicilio
o il quasi-domicilio; 3 il tribunale del luogo in cui di fatto si debba raccogliere la
maggior parte delle prove.
Can. 1673 1. In ciascuna diocesi il giudice di prima istanza per le cause di nullit del matrimonio, per le quali il diritto non faccia espressamente eccezione, il Vescovo diocesano, che
pu esercitare la potest giudiziale personalmente o per
mezzo di altri, a norma del
diritto.
2. Il Vescovo costituisca per la sua diocesi il tribunale diocesano per le cause di nullit del
matrimonio, salva
la facolt per lo
stesso Vescovo di
accedere a un altro viciniore tribunale diocesano
o interdiocesano.
3. Le cause di
nullit del matrimonio
sono riservate a un collegio di tre giudici. Esso deve
essere presieduto da un giudice chierico, i
rimanenti giudici possono anche essere
laici.
4. Il Vescovo Moderatore, se non
possibile costituire il tribunale collegiale
in diocesi o nel vicino tribunale che stato scelto a norma del 2, affidi le cause a
un unico giudice chierico che, ove sia possibile, si associ due assessori di vita specchiata, esperti in scienze giuridiche o
umane, approvati dal Vescovo per questo
compito; allo stesso giudice unico competono, salvo che risulti diversamente, le
funzioni attribuite al collegio, al preside o
al ponente.
5. Il tribunale di seconda istanza per
la validit deve sempre essere collegiale,
secondo il disposto del precedente 3.
6. Dal tribunale di prima istanza si
appella al tribunale metropolitano di seconda istanza, salvo il disposto dei cann.
1438-1439 e 1444.

Art. 2
Il diritto di impugnare
il matrimonio
Can. 1674 1. Sono abili ad impugnare
il matrimonio: 1 i coniugi; 2 il promotore
di giustizia, quando la nullit sia gi stata
divulgata, se non si possa convalidare il
matrimonio o non sia opportuno.
2. Il matrimonio che, viventi entrambi
i coniugi, non fu accusato, non pu pi
esserlo dopo la morte di entrambi o di
uno di essi, a meno che la questione della
validit non pregiudichi la soluzione di
unaltra controversia sia in foro canonico
sia in foro civile.

3. Se poi un coniuge muore durante il


processo, si osservi il can. 1518.

Art. 3
Lintroduzione e listruzione
della causa
Can. 1675. Il giudice, prima di accettare
la causa, deve avere la certezza che il matrimonio sia irreparabilmente fallito, in
modo che sia impossibile ristabilire la
convivenza coniugale.
Can. 1676 1. Ricevuto il libello, il Vicario giudiziale, se ritiene che esso goda
di qualche fondamento, lo ammetta e, con
decreto apposto in calce allo stesso libello,
ordini che una copia venga notificata al
difensore del vincolo e, se il libello non
stato sottoscritto da entrambe le parti, alla
parte convenuta, dandole il termine di
quindici giorni per esprimere la sua posizione riguardo alla domanda.
2. Trascorso il predetto termine, dopo
aver nuovamente ammonito, se e in quanto lo ritenga opportuno, laltra parte a
manifestare la sua posizione, il Vicario
giudiziale con proprio decreto determini
la formula del dubbio e stabilisca se la
causa debba trattarsi con il processo ordinario o con il processo pi breve a norma
dei cann. 1683-1687. Tale decreto sia subito
notificato alle parti e al difensore del vincolo.
3. Se la causa deve essere trattata con
il processo ordinario, il Vicario giudiziale,
con lo stesso decreto, disponga la costituzione del collegio dei giudici o del giudice
unico con i due assessori secondo il can.
1673 4.
4. Se invece viene disposto il processo
pi breve, il Vicario giudiziale proceda a
norma del can. 1685.
5. La formula del dubbio deve determinare per quale capo o per quali capi
impugnata la validit delle nozze.
Can. 1677 1. Il difensore del vincolo, i
patroni delle parti, e, se intervenga nel
giudizio, anche il promotore di giustizia,
hanno diritto: 1 di essere presenti allesame delle parti, dei testi e dei periti, salvo
il disposto del can. 1559; 2 di prendere visione degli atti giudiziari, bench non an-

Anello nuziale
(VII secolo, Parigi, Louvre)

cora pubblicati, e di esaminare i documenti prodotti dalle parti.


2. Le parti non possono assistere
allesame di cui al 1, n.1.
Can. 1678 1. Nelle cause di nullit del
matrimonio, la confessione giudiziale e le
dichiarazioni delle parti, sostenute da
eventuali testi sulla credibilit delle stesse,
possono avere valore di prova piena, da
valutarsi dal giudice considerati tutti gli
indizi e gli amminicoli, se non vi siano altri elementi che le confutino.
2. Nelle medesime cause, la deposizione di un solo teste pu fare pienamente
fede, se si tratta di un teste qualificato che
deponga su cose fatte dufficio, o le circostanze di fatti e di persone lo suggeriscono.
3. Nelle cause in materia di impotenza o di difetto del consenso per malattia
mentale o per anomalia di natura psichica
il giudice si avvalga dellopera di uno o
pi periti, se dalle circostanze non appare
evidentemente inutile; nelle altre cause si
osservi il disposto del can. 1574.
4. Ogniqualvolta nellistruttoria della
causa fosse insorto un dubbio assai probabile che il matrimonio non sia stato consumato, il tribunale, sentite le parti, pu
sospendere la causa di nullit, completare
listruttoria in vista della dispensa super
rato, ed infine trasmettere gli atti alla Sede
Apostolica insieme alla domanda di dispensa di uno o di entrambi i coniugi ed
al voto del tribunale e del Vescovo.
CONTINUA A PAGINA 4

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 4

mercoled 9 settembre 2015

Camilian Demetrescu
Il matrimonio tra il sole e la luna (2005)

Mitis iudex Dominus Iesus


CONTINUAZIONE DALLA PAGINA 3

Art. 4
La sentenza,
le sue impugnazioni
e la sua esecuzione
Can. 1679. La sentenza che per la prima
volta ha dichiarato la nullit del matrimonio, decorsi i termini stabiliti nei cann.
1630-1633, diventa esecutiva.
Can. 1680 1. Alla parte, che si ritenga
onerata, e parimenti al promotore di giustizia e al difensore del vincolo rimane il
diritto di interporre querela di nullit della sentenza o appello contro la medesima
sentenza ai sensi dei cann. 1619-1640.
2. Decorsi i termini stabiliti dal diritto
per lappello e la sua prosecuzione, dopo
che il tribunale di istanza superiore ha ricevuto gli atti giudiziari, si costituisca il
collegio dei giudici, si designi il difensore
del vincolo e le parti vengano ammonite a
presentare le osservazioni entro un termine prestabilito; trascorso tale termine, il
tribunale collegiale, se lappello risulta
manifestamente dilatorio, confermi con
proprio decreto la sentenza di prima
istanza.
3. Se lappello stato ammesso, si deve procedere allo stesso modo come in
prima istanza, con i dovuti adattamenti.
4. Se nel grado di appello viene introdotto un nuovo capo di nullit del matrimonio, il tribunale lo pu ammettere e su
di esso giudicare come se fosse in prima
istanza.
Can. 1681. Se stata emanata una sentenza esecutiva, si pu ricorrere in qualunque momento al tribunale di terzo grado
per la nuova proposizione della causa a
norma del can. 1644, adducendo nuovi e
gravi prove o argomenti entro il termine
perentorio di trenta giorni dalla proposizione dellimpugnazione.
Can. 1682 1. Dopo che la sentenza
che ha dichiarato la nullit del matrimonio divenuta esecutiva, le parti il cui matrimonio stato dichiarato nullo possono
contrarre nuove nozze, a meno che non lo
proibisca un divieto apposto alla sentenza

stessa oppure stabilito dallOrdinario del


luogo.
2. Non appena la sentenza divenuta
esecutiva, il Vicario giudiziale la deve notificare allOrdinario del luogo in cui fu
celebrato il matrimonio. Questi poi deve
provvedere affinch al pi presto si faccia
menzione nei registri dei matrimoni e dei
battezzati della nullit di matrimonio decretata e degli eventuali divieti stabiliti.

Art. 5
Il processo matrimoniale
pi breve davanti al Vescovo
Can. 1683. Allo stesso Vescovo diocesano compete giudicare la cause di nullit
del matrimonio con il processo pi breve
ogniqualvolta:
1 la domanda sia proposta da entrambi
i coniugi o da uno di essi, col consenso
dellaltro;
2 ricorrano circostanze di fatti e di persone, sostenute da testimonianze o documenti, che non richiedano una inchiesta o
una istruzione pi accurata, e rendano
manifesta la nullit.
Can. 1684. Il libello con cui si introduce il processo pi breve, oltre agli elementi elencati nel can. 1504, deve: 1 esporre
brevemente, integralmente e chiaramente i
fatti su cui si fonda la domanda; 2 indicare le prove, che possano essere immediatamente raccolte dal giudice; 3 esibire in allegato i documenti su cui si fonda la domanda.
Can. 1685. Il Vicario giudiziale, nello
stesso decreto con cui determina la formula del dubbio nomini listruttore e lassessore e citi per la sessione, da celebrarsi a
norma del can. 1686 non oltre trenta giorni, tutti coloro che devono parteciparvi.
Can. 1686. Listruttore, per quanto possibile, raccolga le prove in una sola sessione e fissi il termine di quindici giorni per
la presentazione delle osservazioni in favore del vincolo e delle difese di parte, se ve
ne siano.
Can. 1687 1. Ricevuti gli atti, il Vescovo diocesano, consultatosi con listruttore
e lassessore, vagliate le osservazioni del

difensore del vincolo e, se vi siano, le difese delle parti, se raggiunge la certezza morale sulla nullit del matrimonio, emani la
sentenza. Altrimenti rimetta la causa al
processo ordinario.
2. Il testo integrale della sentenza,
con la motivazione, sia notificato al pi
presto alle parti.
3. Contro la sentenza del Vescovo si
d appello al Metropolita o alla Rota Romana; se la sentenza stata emessa dal
Metropolita, si d appello al suffraganeo
pi anziano; e contro la sentenza di altro
Vescovo che non ha unautorit superiore
sotto il Romano Pontefice, si d appello
al Vescovo da esso stabilmente designato.
4. Se lappello evidentemente appare
meramente dilatorio, il Metropolita o il
Vescovo di cui al 3, o il Decano della
Rota Romana, lo rigetti a limine con un
suo decreto; se invece lappello ammesso, si rimetta la causa allesame ordinario
di secondo grado.

Art. 6
Il processo documentale
Can. 1688. Ricevuta la domanda presentata a norma del can. 1676, il Vescovo
diocesano o il Vicario giudiziale o il Giudice designato, tralasciate le formalit del
processo ordinario, citate per le parti e
con lintervento del difensore del vincolo,
pu dichiarare con sentenza la nullit del
matrimonio, se da un documento che non
sia soggetto a contraddizione o ad eccezione alcuna, consti con certezza dellesistenza di un impedimento dirimente o del
difetto della forma legittima, purch sia
chiaro con eguale sicurezza che non fu
concessa la dispensa, oppure del difetto di
un mandato valido in capo al procuratore.
Can. 1689 1. Contro questa dichiarazione il difensore del vincolo, se prudentemente giudichi che non vi sia certezza dei
difetti di cui al can. 1688 ovvero della
mancata dispensa, deve appellare al giudice di seconda istanza, al quale si devono
trasmettere gli atti avvertendolo per scritto
che si tratta di un processo documentale.
2. Alla parte che si ritiene onerata resta il diritto di appellare.

Can. 1690. Il giudice di seconda istanza, con lintervento del difensore del vincolo e dopo aver udito le parti, decida allo stesso modo di cui nel can. 1688 se la
sentenza debba essere confermata o se
piuttosto si debba procedere nella causa
per il tramite ordinario del diritto; nel
qual caso la rimandi al tribunale di prima
istanza.

Art. 7
Norme generali
Can. 1691 1. Nella sentenza si ammoniscano le parti sugli obblighi morali o
anche civili, cui siano eventualmente tenute luna verso laltra e verso la prole, per
quanto riguarda il sostentamento e leducazione.
2. Le cause per la dichiarazione di
nullit del matrimonio non possono essere
trattate con il processo contenzioso orale
di cui nei cann. 1656-1670.
3. In tutte le altre cose che si riferiscono alla procedura, si devono applicare,
a meno che la natura della cosa si opponga, i canoni sui giudizi in generale e sul
giudizio contenzioso ordinario, osservate
le norme speciali per le cause sullo stato
delle persone e per le cause riguardanti il
bene pubblico.
***
La disposizione del can. 1679 si applicher alle sentenze dichiarative della nullit del matrimonio pubblicate a partire dal
giorno in cui questo motu proprio entrer
in vigore.

Al presente documento vengono unite


delle regole procedurali, che ho ritenuto
necessarie per la corretta e accurata applicazione della legge rinnovata, da osservarsi diligentemente a tutela del bene dei fedeli.
Ci che stato da me stabilito con questo motu proprio, ordino che sia valido ed
efficace, nonostante qualsiasi disposizione
in contrario, anche se meritevole di specialissima menzione.
Affido con fiducia allintercessione della
gloriosa e benedetta sempre Vergine Maria, Madre di misericordia, e dei santi
Apostoli Pietro e Paolo loperosa esecuzione del nuovo processo matrimoniale.
Dato a Roma, presso San Pietro,
il 15 del mese di agosto,
nellAssunzione della Beata Vergine Maria
dellanno 2015, terzo del mio Pontificato.

Cfr. Concilio ecumenico Vaticano


Const. dogm. Lumen Gentium, n. 27.

Cfr.

CIC,

II,

can. 1752.

3 Cfr. Paolo VI, Allocuzione ai partecipanti


del II Convegno Internazionale di Diritto
Canonico, il 17 settembre 1973.
4

Cfr. Relatio Synodi, n. 48.

5 Cfr. Francesco, Esortazione Apostolica


Evangelii gaudium, n. 27, in AAS 105 (2013),
p. 1031.

Regole procedurali per la trattazione delle cause di nullit matrimoniale


La III Assemblea Generale Straordinaria
del Sinodo dei Vescovi, celebrata nel mese
di ottobre 2014, ha constatato la difficolt
dei fedeli di raggiungere i tribunali della
Chiesa. Poich il Vescovo, come il buon
Pastore, tenuto ad andare incontro ai
suoi fedeli che hanno bisogno di particolare cura pastorale, unitamente con le norme dettagliate per lapplicazione del processo matrimoniale, sembrato opportuno, data per certa la collaborazione del
Successore di Pietro e dei Vescovi nel diffondere la conoscenza della legge, offrire
alcuni strumenti affinch loperato dei tribunali possa rispondere alle esigenze dei
fedeli, che richiedono laccertamento della
verit sullesistenza o no del vincolo del
loro matrimonio fallito.

Ernst Gunter Hansing, Ombre e luci (1973)

Art. 1. Il Vescovo in forza del can. 383


1 tenuto a seguire con animo apostolico i coniugi separati o divorziati, che per
la loro condizione di vita abbiano eventualmente abbandonato la pratica religiosa. Egli quindi condivide con i parroci
(cfr. can. 529 1) la sollecitudine pastorale
verso questi fedeli in difficolt.
Art. 2. Lindagine pregiudiziale o pastorale, che accoglie nelle strutture parrocchiali o diocesane i fedeli separati o divorziati che dubitano della validit del proprio matrimonio o sono convinti della
nullit del medesimo, orientata a conoscere la loro condizione e a raccogliere
elementi utili per leventuale celebrazione

del processo giudiziale, ordinario o pi


breve. Tale indagine si svolger nellambito della pastorale matrimoniale diocesana
unitaria.
Art. 3. La stessa indagine sar affidata a
persone ritenute idonee dallOrdinario del
luogo, dotate di competenze anche se non
esclusivamente giuridico-canoniche. Tra di
esse vi sono in primo luogo il parroco
proprio o quello che ha preparato i coniugi alla celebrazione delle nozze. Questo
compito di consulenza pu essere affidato
anche ad altri chierici, consacrati o laici
approvati dallOrdinario del luogo.
La diocesi, o pi diocesi insieme, secondo gli attuali raggruppamenti, possono
costituire una struttura stabile attraverso
cui fornire questo servizio e redigere, se
del caso, un Vademecum che riporti gli elementi essenziali per il
pi adeguato svolgimento dellindagine.
Art. 4. Lindagine
pastorale raccoglie gli
elementi
utili
per
leventuale introduzione della causa da parte dei coniugi o del
loro patrono davanti
al tribunale competente. Si indaghi se le
parti sono daccordo
nel chiedere la nullit.
Art. 5. Raccolti tutti
gli elementi, lindagine
si chiude con il libello, da presentare, se
del caso, al competente tribunale.
Art. 6. Dal momento che il Codice di
diritto canonico deve essere applicato sotto tutti gli aspetti, salve le norme speciali,
anche ai processi matrimoniali, a mente
del can. 1691 3, le presenti regole non
intendono esporre minutamente linsieme
di tutto il processo, ma soprattutto chiarire le principali innovazioni legislative e,
ove occorra, integrarle.

Titolo I
Il foro competente e i tribunali
Art. 7 1. I titoli di competenza di cui
al can. 1672 sono equivalenti, salvaguarda-

to per quanto possibile il principio di


prossimit fra il giudice e le parti.
2. Mediante la cooperazione fra tribunali, poi, a mente del can. 1418, si assicuri
che chiunque, parte o teste, possa partecipare al processo col minimo dispendio.
Art. 8 1. Nelle diocesi che non hanno
un proprio tribunale, il Vescovo si preoccupi di formare quanto prima, anche mediante corsi di formazione permanente e
continua, promossi dalle diocesi o dai loro
raggruppamenti e dalla Sede Apostolica in
comunione di intenti, persone che possano prestare la loro opera nel tribunale per
le cause matrimoniali da costituirsi.
2. Il Vescovo pu recedere dal tribunale interdiocesano costituito a norma del
can. 1423.

Titolo II
Il diritto di impugnare
il matrimonio
Art. 9. Se il coniuge muore durante il
processo, prima che la causa sia conclusa,
listanza viene sospesa finch laltro coniuge o un altro interessato richieda la prosecuzione; in questo caso si deve provare
linteresse legittimo.

Titolo III
Lintroduzione e listruzione
della causa
Art. 10. Il giudice pu ammettere la domanda orale ogniqualvolta la parte sia impedita a presentare il libello: tuttavia, egli
ordini al notaio di redigere per iscritto un
atto che deve essere letto alla parte e da
questa approvato, e che tiene luogo del libello scritto dalla parte a tutti gli effetti di
legge.
Art. 11 1. Il libello sia esibito al tribunale diocesano o al tribunale interdiocesano che stato scelto a norma del can. 1673
2.
2. Si reputa che non si oppone alla
domanda la parte convenuta che si rimette
alla giustizia del tribunale o, ritualmente
citata una seconda volta, non d alcuna risposta.

Titolo IV
La sentenza,
le sue impugnazioni
e la sua esecuzione
Art. 12. Per conseguire la certezza morale necessaria per legge, non sufficiente
una prevalente importanza delle prove e
degli indizi, ma occorre che resti del tutto
escluso qualsiasi dubbio prudente positivo
di errore, in diritto e in fatto, ancorch
non sia esclusa la mera possibilit del contrario.
Art. 13. Se una parte ha dichiarato di rifiutare di ricevere qualsiasi informazione
relativa alla causa, si ritiene che abbia rinunciato ad ottenere la copia della sentenza. In tal caso pu esserle notificato il solo dispositivo della sentenza.

Titolo V
Il processo matrimoniale
pi breve davanti al Vescovo
Art. 14 1. Tra le circostanze che possono consentire la trattazione della causa di
nullit del matrimonio per mezzo del processo pi breve secondo i cann. 1683-1687,
si annoverano per esempio: quella mancanza di fede che pu generare la simulazione del consenso o lerrore che determina la volont, la brevit della convivenza
coniugale, laborto procurato per impedire
la procreazione, lostinata permanenza in
una relazione extraconiugale al tempo delle nozze o in un tempo immediatamente
successivo, loccultamento doloso della
sterilit o di una grave malattia contagiosa
o di figli nati da una precedente relazione
o di una carcerazione, la causa del matrimonio del tutto estranea alla vita coniugale o consistente nella gravidanza imprevista della donna, la violenza fisica inferta
per estorcere il consenso, la mancanza di
uso di ragione comprovata da documenti
medici, ecc.
2. Tra i documenti che sostengono la
domanda vi sono tutti i documenti medici
che possono rendere inutile acquisire una
perizia dufficio.
Art. 15. Se stato presentato il libello
per introdurre un processo ordinario, ma
il Vicario giudiziale ritiene che la causa
possa essere trattata con il processo pi

breve, egli, nel notificare il libello a norma


del can. 1676 1, inviti la parte che non lo
abbia sottoscritto a comunicare al tribunale se intenda associarsi alla domanda presentata e partecipare al processo. Egli,
ogniqualvolta sia necessario, inviti la parte
o le parti che hanno sottoscritto il libello
ad integrarlo al pi presto a norma del
can. 1684.
Art. 16. Il Vicario giudiziale pu designare se stesso come istruttore; per per
quanto sia possibile nomini un istruttore
dalla diocesi di origine della causa.
Art. 17. Nellemettere la citazione ai sensi del can. 1685, le parti siano informate
che, se non fossero stati allegati al libello,
possono, almeno tre giorni prima della
sessione istruttoria, presentare gli articoli
degli argomenti sui quali si chiede linterrogatorio delle parti o dei testi.
Art. 18 1. Le parti e i loro avvocati
possono assistere allescussione delle altre
parti e dei testi, a meno che listruttore ritenga, per le circostanze di cose e di persone, che si debba procedere diversamente.
2. Le risposte delle parti e dei testi
devono essere redatte per iscritto dal notaio, ma sommariamente e soltanto in ci
che si riferisce alla sostanza del matrimonio controverso.
Art. 19. Se la causa viene istruita presso
un tribunale interdiocesano, il Vescovo
che deve pronunziare la sentenza quello
del luogo in base al quale si stabilisce la
competenza a mente del can. 1672. Se poi
siano pi di uno, si osservi per quanto
possibile il principio della prossimit tra le
parti e il giudice.
Art. 20 1. Il Vescovo diocesano stabilisca secondo la sua prudenza il modo con
cui pronunziare la sentenza.
2. La sentenza, comunque sottoscritta
dal Vescovo insieme con il notaio, esponga in maniera breve e ordinata i motivi
della decisione e ordinariamente sia notificata alle parti entro il termine di un mese
dal giorno della decisione.

Titolo VI
Il processo documentale
Art. 21. Il Vescovo diocesano e il Vicario giudiziale competenti si determinano a
norma del can. 1672.

mercoled 9 settembre 2015

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 5

Motuproprio per le Chiese orientali

Pubblichiamo di seguito il testo italiano del


motuproprio di Papa Francesco col quale
vengono riformati i canoni del Codice dei
canoni delle Chiese orientali riguardanti le
cause per la dichiarazione della nullit
matrimoniale.

Lettera Apostolica data motu proprio


Mitis et misericors Iesus
Ges, clemente e misericordioso Pastore e
Giudice delle nostre anime, ha affidato
allApostolo Pietro e ai suoi Successori il
potere delle chiavi per compiere nella
Chiesa lopera di giustizia e verit. Questa
suprema e universale potest, di legare e
di sciogliere qui in terra, afferma, corrobora e rivendica quella dei Pastori delle
Chiese particolari, in forza della quale essi
hanno il sacro diritto e davanti al Signore
il dovere di giudicare i propri sudditi.1
Il mio venerato predecessore, il santo
pontefice Giovanni Paolo II, promulgando
il Codice dei canoni delle Chiese orientali,
ebbe a sottolineare: Fin dallinizio della
codificazione canonica delle chiese orientali, la stessa costante volont dei romani
pontefici di promulgare due codici, uno
per la chiesa latina e laltro per le chiese
orientali cattoliche, dimostra molto chiara-

mente che essi volevano conservare ci


che avvenuto per provvidenza divina
nella chiesa, cio che essa, riunita da un
unico Spirito, deve respirare come con i
due polmoni dellOriente e dellO ccidente
e ardere nella carit di Cristo come con
un solo cuore composto da due ventricoli.2
Seguendo anchio la stessa scia, e tenendo conto del peculiare ordinamento ecclesiale e disciplinare delle Chiese orientali,
ho deciso di emanare con un motu proprio distinto le norme per riformare la disciplina dei processi matrimoniali nel Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.
Nel volgere dei secoli la Chiesa in materia matrimoniale, acquisendo coscienza
pi chiara delle parole di Cristo, ha inteso
ed esposto pi approfonditamente la dottrina dellindissolubilit del sacro vincolo
del coniugio, ha elaborato il sistema delle
nullit del consenso matrimoniale e ha disciplinato pi adeguatamente il processo
giudiziale in materia, di modo che la disciplina ecclesiastica fosse sempre pi coerente con la verit di fede compresa fino
in fondo. Tutto ci stato sempre fatto
avendo come guida la legge suprema della
salvezza delle anime.
In questa prospettiva, importantissimo
il ministero del Vescovo, il quale, secondo
linsegnamento dei Padri orientali, giudice e medico, poich luomo, ferito e caduto (peptoks) a causa del peccato originale
e dei propri peccati personali, divenuto infermo, con le medicine della penitenza ottiene da Dio la guarigione e il perdono e
viene riconciliato con la Chiesa. Il Vescovo infatti costituito dallo Spirito Santo
come figura di Cristo e al posto di Cristo
(eis typon kai topon Christou) anzitutto
ministro della divina misericordia; pertanto lesercizio della potest giudiziale il
luogo privilegiato in cui, mediante lappli-

Mitis et misericors Iesus


cazione dei principi della oikonomia e della
akribeia, egli porta ai fedeli bisognosi la
misericordia risanatrice del Signore.
Tutto ci che ho stabilito con questo
motu proprio, lho fatto seguendo le orme
dei miei Predecessori, i quali hanno voluto
che le cause di nullit del matrimonio
vengano trattate per via giudiziale, e non
amministrativa, non perch lo imponga la
natura della cosa, ma piuttosto lo esiga la
necessit di tutelare in massimo grado la
verit del sacro vincolo: e ci esattamente assicurato dalle garanzie dellordine
giudiziario.
Si segnalano alcuni criteri fondamentali
che hanno guidato lopera di riforma.
parso opportuno, anzitutto, che non
sia pi richiesta una doppia decisione conforme in favore della nullit del matrimonio, affinch le parti siano ammesse a
nuove nozze canoniche, ma che sia sufficiente la certezza morale raggiunta dal
primo giudice a norma del diritto.
La costituzione del giudice unico, comunque chierico, in primo grado viene rimessa alla responsabilit del Vescovo, che
nellesercizio pastorale della propria potest giudiziale dovr assicurare che non si
indulga a qualunque lassismo.
Affinch sia finalmente tradotto in pratica linsegnamento del Concilio Vaticano
II in un ambito di grande importanza, si
stabilito di rendere evidente che il Vescovo
stesso nella sua Chiesa, di cui costituito
pastore e capo, per ci stesso giudice tra
i fedeli a lui affidati. Si auspica pertanto
che nelle grandi come nelle piccole eparchie lo stesso Vescovo offra un segno della
conversione delle strutture ecclesiastiche,3 e

non lasci completamente delegata agli uffici della curia la funzione giudiziaria in
materia matrimoniale. Ci valga specialmente nel processo pi breve, che viene
stabilito per risolvere i casi di nullit pi
evidente.
Oltre a rendere pi agile il processo
matrimoniale, si disegnata una forma di
processo pi breve in aggiunta a quello
documentale come attualmente vigente ,
da applicarsi nei casi in cui laccusata nullit del matrimonio sostenuta da argomenti particolarmente evidenti. Non mi
tuttavia sfuggito quanto un giudizio abbreviato possa mettere a rischio il principio dellindissolubilit del matrimonio;
appunto per questo ho voluto che in tale
processo sia costituito giudice lo stesso
Vescovo, che in forza del suo ufficio pastorale con Pietro il maggiore garante
dellunit cattolica nella fede e nella disciplina.
Lappello alla Sede Metropolitana, come ufficio capitale della provincia ecclesiastica, stabile nei secoli, un segno distintivo della primigenia forma della sinodalit
nelle Chiese orientali, che deve essere sostenuto e incoraggiato.
I Sinodi delle Chiese orientali, che devono essere soprattutto spinti dallansia
apostolica di raggiungere i fedeli dispersi,
avvertano fortemente il dovere di condividere la predetta conversione, e rispettino assolutamente il diritto dei Vescovi di organizzare la potest giudiziale nella propria
Chiesa particolare. Il ripristino della vicinanza tra il giudice e i fedeli, infatti, non
avr successo se dai Sinodi non verr ai
singoli Vescovi lo stimolo e insieme laiuto
a mettere in pratica la riforma del processo matrimoniale.
Insieme con la prossimit del giudice
curino per quanto possibile i Sinodi, salva

la giusta e dignitosa retribuzione degli


operatori dei tribunali, che venga assicurata la gratuit delle procedure, perch la
Chiesa, mostrandosi ai fedeli madre generosa, in una materia cos strettamente legata alla salvezza delle anime manifesti
lamore gratuito di Cristo dal quale tutti
siamo stati salvati.
Conviene finalmente che si mantenga
lappello al Tribunale ordinario della Sede
Apostolica, cio la Rota Romana, nel rispetto di un antichissimo principio giuridico, cos che venga rafforzato il vincolo
fra la Sede di Pietro e le Chiese particolari, avendo tuttavia cura, nella disciplina di
tale appello, di contenere qualunque abuso del diritto, perch non abbia a riceverne danno la salvezza delle anime.
La legge propria della Rota Romana sar al pi presto adeguata alle regole del
processo riformato, nei limiti del necessario.
Tutto ci opportunamente considerato,
decreto e statuisco che il Titolo XXVI del
Codice dei canoni delle Chiese orientali,
Capitolo I, Articolo I Le cause per la dichiarazione della nullit matrimoniale
(cann. 1357-1377), dal giorno 8 dicembre
2015 sia integralmente sostituito come segue:

1.
Il foro competente e i tribunali
Can. 1357 1. Qualsiasi causa matrimoniale di un battezzato spetta per diritto
proprio alla Chiesa.
2. Fermi restando, dove sono vigenti,
gli Statuti personali, le cause riguardanti
gli effetti meramente civili del matrimonio, se sono trattate in modo principale,
spettano al giudice civile; ma se sono trattate in modo incidentale e accessorio, possono essere esaminate e definite di propria autorit anche dal giudice ecclesiastico.
Can. 1358. Nelle cause di
nullit del matrimonio, che
non siano riservate alla Sede Apostolica,
sono competenti: 1 il tribunale del luogo
in cui il matrimonio fu celebrato; 2 il tribunale del luogo in cui una o entrambe le
parti hanno il domicilio o il quasi-domicilio; 3 il tribunale del luogo in cui di fatto
si debba raccogliere la maggior parte delle
prove.
Can. 1359 1. In ciascuna eparchia il
giudice nel primo grado del giudizio per
le cause di nullit del matrimonio, per le
quali il diritto non faccia espressamente
eccezione, il Vescovo eparchiale, che pu
esercitare la potest giudiziale personalmente o per mezzo di altri, a norma del
diritto.
2. Il Vescovo costituisca per la sua
eparchia il tribunale eparchiale per le cause di nullit del matrimonio, salva la facolt per lo stesso Vescovo di accedere a
un altro viciniore tribunale eparchiale o
per diverse eparchie.
3. Le cause di nullit del matrimonio
sono riservate a un collegio di tre giudici.
Esso deve essere presieduto da un giudice
chierico, i rimanenti giudici possono anche essere altri fedeli cristiani.
4. Il Vescovo Moderatore, se non
possibile costituire il tribunale collegiale
nelleparchia o nel vicino tribunale che
stato scelto a norma del 2, affidi le cause a un unico giudice chierico che, ove sia
possibile, si associ due assessori di vita

specchiata, esperti in scienze giuridiche o


umane, approvati dal Vescovo per questo
compito; allo stesso giudice unico competono, salvo che risulti diversamente, le
funzioni attribuite al collegio, al preside o
al ponente.
5. Il tribunale di primo grado per la
validit deve sempre essere collegiale, secondo il disposto del precedente 3.
6. Dal tribunale di primo grado si appella al tribunale metropolitano di secondo grado, salvo il disposto dei cann. 1064
e 1067, 5.

2.
Il diritto
di impugnare il matrimonio
Can. 1360 1. Sono abili a impugnare il
matrimonio: 1 i coniugi; 2 il promotore
di giustizia, quando la nullit sia gi stata
divulgata e il matrimonio non pu oppure
non conviene che sia convalidato.
2. Il matrimonio che non stato accusato mentre erano viventi
entrambi i coniugi, dopo la
morte di uno di loro o di
entrambi i coniugi non pu
essere accusato, a meno che
la questione di validit non
sia pregiudiziale a unaltra
controversia da risolvere sia
in foro ecclesiastico sia in
foro civile.
3. Se invece un coniuge
muore mentre pendente la
causa, si osservi il can. 1199.

4. Se invece viene disposto il processo


pi breve, il Vicario giudiziale proceda a
norma del can. 1371.
5. La formula del dubbio non chieda
solo se consta della validit del matrimonio nel caso, ma deve definire per quale
capo o per quali capi di nullit impugnata.
Can. 1363 1. Il difensore del vincolo, i
patroni delle parti, e, se partecipa al giudizio, anche il promotore di giustizia, hanno
diritto: 1 di essere presenti allinterrogatorio delle parti, dei testimoni e dei periti,
salvo restando il can. 1240; 2 di prendere
visione degli atti giudiziari, anche se non
ancora pubblicati, e di esaminare i documenti prodotti dalle parti.
2. Le parti non possono assistere
allinterrogatorio di cui nel 1, n.1.
Can. 1364 1. Nelle cause di nullit del
matrimonio, la confessione giudiziale e le
dichiarazioni delle parti, sostenute da
eventuali testi sulla credibilit delle stesse,
possono avere valore di prova piena, da
valutarsi dal giudice considerati tutti gli
indizi e gli amminicoli, se non vi siano altri elementi che le confutino.
2. Nelle medesime cause, la deposizione di un solo teste pu fare pienamente

3.
Lintroduzione
e listruzione
della causa
Can. 1361. Il giudice, prima di accettare la causa, deve avere la certezza che il
matrimonio sia irreparabilmente fallito, in modo che
sia impossibile ristabilire la
convivenza coniugale.
Can. 1362 1. Ricevuto il
libello, il Vicario giudiziale,
se ritiene che esso goda di
qualche fondamento, lo ammetta e, con decreto apposto in calce allo stesso libello, ordini che una copia
venga notificata al difensore
del vincolo e, se il libello
non stato sottoscritto da entrambe le
parti, alla parte convenuta, dandole il termine di quindici giorni per esprimere la
sua posizione riguardo alla domanda.
2. Trascorso il predetto termine, dopo
aver nuovamente ammonito, se e in quanto lo ritenga opportuno, laltra parte a
manifestare la sua posizione, il Vicario
giudiziale con proprio decreto determini
la formula del dubbio e stabilisca se la
causa debba trattarsi con il processo ordinario o con il processo pi breve a norma
dei cann. 1369-1373. Tale decreto sia subito
notificato alle parti e al difensore del vincolo.
3. Se la causa deve essere trattata con
il processo ordinario, il Vicario giudiziale,
con lo stesso decreto, disponga la costituzione del collegio dei giudici o del giudice
unico con i due assessori secondo il can.
1359 4.

Marc Chagall, Il matrimonio

fede, se si tratta di un teste qualificato che


deponga su cose fatte dufficio, o le circostanze di fatti e di persone lo suggeriscono.
3. Nelle cause di impotenza o di difetto di consenso per una malattia mentale
o per anomalia di natura psichica il giudice si serva dellopera di uno o pi periti, a
meno che non appaia dalle circostanze
evidentemente inutile; in tutte le altre cause si osservi il can. 1255.
4. Se nellistruttoria della causa
emerso il dubbio molto probabile che il
matrimonio non sia stato consumato, il
tribunale, sentite le parti, pu sospendere
la causa di nullit del matrimonio e completare listruttoria per ottenere lo scioglimento del matrimonio sacramentale non
consumato; quindi invii gli atti alla Sede
Apostolica unitamente alla domanda di
questo scioglimento, fatta da luno o laltro o di entrambi i coniugi, e col voto del
tribunale e del Vescovo eparchiale.

4.
La sentenza,
le sue impugnazioni
e la sua esecuzione
Can. 1365. La sentenza che per la prima
volta ha dichiarato la nullit del matrimonio, decorsi i termini stabiliti nei cann.
1311-1314, diventa esecutiva.
Can. 1366 1. Alla parte, che si ritenga
onerata, e parimenti al promotore di giustizia e al difensore del vincolo rimane il
diritto di interporre querela di nullit della sentenza o appello contro la medesima
sentenza ai sensi dei cann. 1302-1321.
2. Decorsi i termini stabiliti dal diritto
per lappello e la sua prosecuzione, dopo
che il tribunale di grado superiore ha ricevuto gli atti giudiziari, si costituisca il collegio dei giudici, si designi il difensore del
vincolo e le parti vengano ammonite a
presentare le osservazioni entro un termine prestabilito; trascorso tale termine, il
tribunale collegiale, se lappello risulta
Ren Magritte, Il doppio segreto (1927)

CONTINUA A PAGINA 6

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

mercoled 9 settembre 2015

Mitis et misericors Iesus


CONTINUAZIONE DALLA PAGINA 5

manifestamente dilatorio, confermi con


proprio decreto la sentenza di primo grado.
3. Se lappello stato ammesso, si deve procedere allo stesso modo come in
primo grado, con i dovuti adattamenti.
4. Se nel grado di appello si adduce
un nuovo capo di nullit, il tribunale pu
ammetterlo come nel primo grado del giudizio e giudicare su di esso.
Can. 1367. Se stata emanata una sentenza esecutiva, si pu ricorrere in qualunque momento al tribunale di terzo grado
per la nuova proposizione della causa a
norma del can. 1325, adducendo nuovi e
gravi prove o argomenti entro il termine
perentorio di trenta giorni dalla proposizione dellimpugnazione.
Can. 1368 1. Dopo che la sentenza
che ha dichiarato la nullit del matrimonio divenuta esecutiva, le parti il cui matrimonio stato dichiarato nullo possono
contrarre nuove nozze, a meno che non lo
proibisca un divieto apposto alla sentenza
stessa oppure stabilito dal Gerarca del
luogo.
2. Appena la sentenza diventata esecutiva, il Vicario giudiziale deve notificarla
al Gerarca del luogo dove il matrimonio
stato celebrato; questo Gerarca poi deve
provvedere perch al pi presto si faccia
menzione nei libri dei matrimoni e dei
battezzati della nullit dichiarata del matrimonio e degli eventuali divieti stabiliti.

5.
Il processo matrimoniale
pi breve davanti al Vescovo

Rogier van der Weiden, Il matrimonio


(1440-1444, dal Trittico dei sacramenti)

Can. 1369. Allo stesso Vescovo eparchiale compete giudicare la cause di nullit
del matrimonio con il processo pi breve
ogniqualvolta:
1 la domanda sia proposta da entrambi
i coniugi o da uno di essi, col consenso
dellaltro;
2 ricorrano circostanze di fatti e di persone, sostenute da testimonianze o docu-

menti, che non richiedano una inchiesta o


una istruzione pi accurata, e rendano
manifesta la nullit.
Can. 1370. Il libello con cui si introduce
il processo pi breve, oltre agli elementi
elencati nel can. 1187, deve: 1 esporre brevemente, integralmente e chiaramente i
fatti su cui si fonda la domanda; 2 indicare le prove, che possano essere immediatamente raccolte dal giudice; 3 esibire in allegato i documenti su cui si fonda la domanda.
Can. 1371. Il Vicario giudiziale, nello
stesso decreto con cui determina la formula del dubbio nomini listruttore e lassessore e citi per la sessione, da celebrarsi a
norma del can. 1372 non oltre trenta giorni, tutti coloro che devono parteciparvi.
Can. 1372. Listruttore, per quanto possibile, raccolga le prove in una sola sessione e fissi il termine di quindici giorni per
la presentazione delle osservazioni in favore del vincolo e delle difese di parte, se ve
ne siano.
Can. 1373 1. Ricevuti gli atti, il Vescovo eparchiale, consultatosi con listruttore
e lassessore, vagliate le osservazioni del
difensore del vincolo e, se vi siano, le difese delle parti, se raggiunge la certezza morale sulla nullit del matrimonio, emani la
sentenza. Altrimenti rimetta la causa al
processo ordinario.
2. Il testo integrale della sentenza,
con la motivazione, sia notificato al pi
presto alle parti.
3. Contro la sentenza del Vescovo si
d appello al Metropolita o alla Rota Romana; se la sentenza stata emessa dal
Metropolita o da altro Vescovo eparchiale
che non ha unautorit superiore sotto il
Romano Pontefice, si d appello al Vescovo da esso designato stabilmente, dopo
aver consultato il Patriarca o il Gerarca di
cui al can. 175.
4. Se lappello evidentemente appare
meramente dilatorio, il Metropolita o il
Vescovo di cui al 3, o il Decano della
Rota Romana, lo rigetti a limine con un
suo decreto; se invece lappello ammesso, si rimetta la causa allesame ordinario
di secondo grado.

6.
Il processo documentale
Can. 1374. Ricevuta la domanda presentata a norma del can. 1362, il Vescovo
eparchiale o il Vicario giudiziale o il Giudice designato, tralasciate le formalit del
processo ordinario, citate per le parti e
con lintervento del difensore del vincolo,
pu dichiarare con sentenza la nullit del
matrimonio, se da un documento che non
sia soggetto a contraddizione o ad eccezione alcuna, consti con certezza dellesistenza di un impedimento dirimente o del
difetto della forma legittima, purch sia
chiaro con eguale sicurezza che non fu
concessa la dispensa, oppure del difetto di
un mandato valido in capo al procuratore.
Can. 1375 1. Il difensore del vincolo,
se giudica prudentemente che non sono
certi i vizi o la mancanza della dispensa,
deve appellare contra la sentenza di cui al
can. 1374 al giudice del tribunale di secondo grado, al quale devono essere inviati
gli atti e devessere avvertito per iscritto
che si tratta di un processo documentale.
2. La parte che si sente danneggiata
ha pieno diritto di appellare.
Can. 1376. Il giudice di secondo grado,
con lintervento del difensore del vincolo e
ascoltate le parti, decida se la sentenza sia
da confermare o se piuttosto si debba procedere nella causa secondo la norma ordinaria del diritto; in questo caso la rinvia al
tribunale di primo grado.

7.
Norme generali
Can. 1377 1. Nella sentenza si ammoniscano le parti sugli obblighi morali o
anche civili, a cui eventualmente sono tenute luna verso laltra e verso i figli, per
assicurare il dovuto sostentamento e leducazione.
2. Le cause per la dichiarazione di
nullit del matrimonio non possono essere
trattate con il giudizio contenzioso sommario, di cui nei cann. 1343-1356.
3. In tutte le altre cose che riguardano la procedura si devono applicare, a

meno che non si opponga la natura delle


cose, i canoni sui giudizi in genere e sul
giudizio contenzioso ordinario, osservando
le norme speciali sulle cause che riguardano il bene pubblico.
***
La disposizione del can. 1365 si applicher alle sentenze dichiarative della nullit del matrimonio pubblicate a partire dal
giorno in cui questo motu proprio entrer
in vigore.
Al presente documento vengono unite
delle regole procedurali, che ho ritenuto
necessarie per la corretta e accurata applicazione della legge rinnovata, da osservarsi diligentemente a tutela del bene dei fedeli.
Ci che stato da me stabilito con questo motu proprio, ordino che sia valido ed
efficace, nonostante qualsiasi disposizione
in contrario, anche se meritevole di specialissima menzione.
Affido con fiducia allintercessione della
gloriosa e benedetta sempre Vergine Maria
che con piena verit chiamata Theotokos e che rifulge come Madre eccelsa
della Chiesa universale, e dei santi Apostoli Pietro e Paolo, loperosa esecuzione
del nuovo processo matrimoniale.
Dato a Roma, presso San Pietro,
il 15 del mese di agosto,
nellAssunzione della Beata Vergine Maria
dellanno 2015, terzo del mio Pontificato.

Cfr. Concilio Ecumenico Vaticano


Const. dogm. Lumen Gentium, n. 27.

3 Cfr. Francesco, Esortazione Apostolica


Evangelii gaudium, n. 27, in AAS 105 (2013),
p. 1031.

Regole procedurali per la trattazione delle cause di nullit matrimoniale


La III Assemblea Generale Straordinaria
del Sinodo dei Vescovi, celebrata nel mese
di ottobre 2014, ha constatato la difficolt
dei fedeli di raggiungere i tribunali della
Chiesa. Poich il Vescovo, come il buon
Pastore, tenuto ad andare incontro ai
suoi fedeli che hanno bisogno di particolare cura pastorale, unitamente con le norme dettagliate per lapplicazione del processo matrimoniale, sembrato opportuno, data per certa la collaborazione del
Successore di Pietro e dei Vescovi nel diffondere la conoscenza della legge, offrire
alcuni strumenti affinch loperato dei tribunali possa rispondere alle esigenze dei
fedeli, che richiedono laccertamento della
verit sullesistenza o no del vincolo del
loro matrimonio fallito.
Art. 1. Il Vescovo eparchiale in forza del
can. 192 1 tenuto a seguire con animo
apostolico i coniugi separati o divorziati,
che per la loro condizione di vita abbiano
eventualmente abbandonato la pratica religiosa. Egli quindi condivide con i parroci
(cfr. can. 289 1) la sollecitudine pastorale verso questi fedeli in difficolt.
Art. 2. Lindagine pregiudiziale o pastorale, che accoglie nelle strutture parrocchiali o eparchiali i fedeli separati o divorziati che dubitano della validit del proprio matrimonio o sono convinti della
nullit del medesimo, orientata a conoscere la loro condizione e a raccogliere
elementi utili per leventuale celebrazione
del processo giudiziale, ordinario o pi
breve. Tale indagine si svolger nellambito della pastorale matrimoniale eparchiale
unitaria.
Art. 3. La stessa indagine sar affidata a
persone ritenute idonee dal Gerarca del
luogo, dotate di competenze anche se non
esclusivamente giuridico-canoniche. Tra di
esse vi sono in primo luogo il parroco
proprio o quello che ha preparato i coniugi alla celebrazione delle nozze. Questo
compito di consulenza pu essere affidato
anche ad altri chierici, consacrati o laici
approvati dal Gerarca del luogo.
La eparchia, o diverse eparchie insieme,
secondo gli attuali raggruppamenti, possono costituire una struttura stabile attraverso cui fornire questo servizio e redigere, se
del caso, un Vademecum che riporti gli elementi essenziali per il pi adeguato svolgimento dellindagine.
Art. 4. Lindagine pastorale raccoglie gli
elementi utili per leventuale introduzione

della causa da parte dei coniugi o del loro


patrono davanti al tribunale competente.
Si indaghi se le parti sono daccordo nel
chiedere la nullit.
Art. 5. Raccolti tutti gli elementi, lindagine si chiude con il libello, da presentare,
se del caso, al competente tribunale.
Art. 6. Dal momento che il Codice dei
Canoni della Chiese Orientali deve essere
applicato sotto tutti gli aspetti, salve le
norme speciali, anche ai processi matrimoniali, a mente del can. 1377 3, le presenti
regole non intendono esporre minutamente linsieme di tutto il processo, ma soprattutto chiarire le principali innovazioni
legislative e, ove occorra, integrarle.

1.
Il foro competente e i tribunali
Art. 7 1. I titoli di competenza di cui
al can. 1358 sono equivalenti, salvaguardato per quanto possibile il principio di
prossimit fra il giudice e le parti.
2. Mediante la cooperazione fra tribunali, poi, a mente del can. 1071, si assicuri
che chiunque, parte o teste, possa partecipare al processo col minimo dispendio.
Art. 8 1. Nelle eparchie che non hanno un proprio tribunale, il Vescovo si
preoccupi di formare quanto prima, anche
mediante corsi di formazione permanente
e continua, promossi dalle eparchie o dai
loro raggruppamenti e dalla Sede Apostolica in comunione di intenti, persone che
possano prestare la loro opera nel tribunale da costituirsi per le cause matrimoniali.
2. Il Vescovo pu recedere dal tribunale per diverse eparchie costituito a norma del can. 1067, 1.

2.
Il diritto di impugnare
il matrimonio
Art. 9. Se il coniuge muore durante il
processo, prima che la causa sia conclusa,
listanza viene sospesa finch laltro coniuge o un altro interessato richieda la prosecuzione; in questo caso si deve provare
linteresse legittimo.

3.
Lintroduzione e listruzione
della causa
Art. 10. Il giudice pu ammettere la domanda orale ogniqualvolta la parte sia impedita a presentare il libello: tuttavia, egli
ordini al notaio di redigere per iscritto un
atto che deve essere letto alla parte e da
questa approvato, e che tiene luogo del libello scritto dalla parte a tutti gli effetti di
legge.
Art. 11 1. Il libello sia esibito al tribunale eparchiale o al tribunale per diverse
eparchie che stato scelto a norma del
can. 1359, 2.
2. Si reputa che non si oppone alla
domanda la parte convenuta che si rimette
alla giustizia del tribunale o, ritualmente
citata una seconda volta, non d alcuna risposta.

4.
La sentenza,
le sue impugnazioni
e la sua esecuzione
Art. 12. Per conseguire la certezza morale necessaria per legge, non sufficiente
una prevalente importanza delle prove e
degli indizi, ma occorre che resti del tutto
escluso qualsiasi dubbio prudente positivo
di errore, in diritto e in fatto, ancorch
non sia esclusa la mera possibilit del contrario.
Art. 13. Se una parte ha dichiarato di rifiutare di ricevere qualsiasi informazione
relativa alla causa, si ritiene che abbia rinunciato ad ottenere la copia della sentenza. In tal caso pu esserle notificato il solo dispositivo della sentenza.

5.
Il processo matrimoniale
pi breve davanti al Vescovo
Art. 14 1. Tra le circostanze che possono consentire la trattazione della causa di
nullit del matrimonio per mezzo del processo pi breve secondo i cann. 1369-1373,
si annoverano per esempio: quella mancanza di fede che pu generare la simulazione del consenso o lerrore che determi-

na la volont, la brevit della convivenza


coniugale, laborto procurato per impedire
la procreazione, lostinata permanenza in
una relazione extraconiugale al tempo delle nozze o in un tempo immediatamente
successivo, loccultamento doloso della
sterilit o di una grave malattia contagiosa
o di figli nati da una precedente relazione
o di una carcerazione, la causa del matrimonio del tutto estranea alla vita coniugale o consistente nella gravidanza imprevista della donna, la violenza fisica inferta
per estorcere il consenso, la mancanza di
uso di ragione comprovata da documenti
medici, ecc.
2. Tra i documenti che sostengono la
domanda vi sono tutti i documenti medici
che possono rendere evidentemente inutile
acquisire una perizia dufficio.
Art. 15. Se stato presentato il libello
per introdurre un processo ordinario, ma
il Vicario giudiziale ritiene che la causa
possa essere trattata con il processo pi
breve, egli, nel notificare il libello a norma
del can. 1362, 1, inviti la parte che non
lo abbia sottoscritto a comunicare al tribunale se intenda associarsi alla domanda
presentata e partecipare al processo. Egli,
ogniqualvolta sia necessario, inviti la parte
o le parti che hanno sottoscritto il libello
ad integrarlo al pi presto a norma del
can. 1370.
Art. 16. Il Vicario giudiziale pu designare se stesso come istruttore; per per
quanto sia possibile nomini un istruttore
dalla eparchia di origine della causa.
Art. 17. Nellemettere la citazione ai sensi del can. 1371, le parti siano informate
che, se non fossero stati allegati al libello,
possono, almeno tre giorni prima della
sessione istruttoria, presentare gli articoli
degli argomenti sui quali si chiede linterrogatorio delle parti o dei testi.
Art. 18. 1. Le parti e i loro avvocati
possono assistere allescussione delle altre
parti e dei testi, a meno che listruttore ritenga, per le circostanze di cose e di persone, che si debba procedere diversamente.
2. Le risposte delle parti e dei testi
devono essere redatte per iscritto dal notaio, ma sommariamente e soltanto in ci
che si riferisce alla sostanza del matrimonio controverso.
Art. 19. Se la causa viene istruita presso
un tribunale per diverse eparchie, il Vesco-

II,

Giovanni Paolo II, Const. ap. Sacri canones, 18 ottobre 1990, Proemio, AAS 82
[1990], p. 1037.
2

I giudici della Rota romana in unantica miniatura

vo che deve pronunziare la sentenza


quello del luogo in base al quale si stabilisce la competenza a mente del can. 1358.
Se poi siano pi di uno, si osservi per
quanto possibile il principio della prossimit tra le parti e il giudice.
Art. 20 1. Il Vescovo eparchiale stabilisca secondo la sua prudenza il modo con
cui pronunziare la sentenza.
2. La sentenza, comunque sottoscritta
dal Vescovo insieme con il notaio, esponga in maniera breve e ordinata i motivi
della decisione e ordinariamente sia notificata alle parti entro il termine di un mese
dal giorno della decisione.

6.
Il processo documentale
Art. 21. Il Vescovo eparchiale e il Vicario giudiziale competenti si determinano a
norma del can. 1358.

LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 9 settembre 2015

pagina 7

Voluta e decisa da Papa Francesco

La riforma del processo matrimoniale


per la dichiarazione di nullit
di PIO VITO PINTO*

a competenza di riformare lordinamento canonico riguardante la


validit o nullit del vincolo sacramentale matrimoniale
appartiene strettamente al Romano Pontefice. Essa espressione
della potest delle chiavi affidata da Cristo a Pietro e ai suoi
successori, secondo il magistero
di Leone Magno, primo Papa a
esprimere la chiara consapevolezza che appunto ai successori
di Pietro passata tutta la potest per il governo delle anime
della Chiesa, che di Cristo.
Scopo della commissione speciale istituita da Papa Francesco
il 27 agosto 2014 era la revisione
del solo ordine processuale. Nella storia la Chiesa ha sempre inteso rendere visibile ed efficace
la grazia salvifica di Cristo, pur
nel mutare delle epoche e attraverso le vicende caduche degli
uomini peccatori, ma con lo scopo costante di operare la salvezza (salus animarum). Cos, tre
Papi Benedetto XIV nel 1741,
Pio X nel 1908 e ora Francesco

Pierre Subleyras, Ritratto di Benedetto

XIV

se, concluse con la norma comune, dapprima del motuproprio


Causas matrimoniales (28 marzo
1971) e quindi con il sistema processuale proprio del Codex iuris
canonici del 1983. In verit, pur
mantenendo la doppia conforme,
il nuovo sistema codiciale rendeva pi agile, secondo lauspicio
di Papa Montini, la possibilit di
ottenere la nullit matrimoniale
con la procedura detta breve in
seconda istanza, secondo il canone 1682 2.
Pio X, fedele al suo motto reformare omnia in Christo, pur
conservando nella sostanza il sistema processuale di Papa Lambertini, si distinse grazie allimpulso espresso da un suo illuminato collaboratore. Secondo Michele Lega, primo decano della
Rota restituta e poi cardinale, i
processi canonici devono infatti
preferibilmente celebrarsi nelle
diocesi, limitando al massimo gli
appelli e i ricorsi alla Sede apostolica. quanto si propongono
i motupropri Mitis iudex Dominus Iesus e Mitis et misericors Iesus.

(Roma, Museo nazionale di Palazzo Venezia)

hanno avuto lispirazione di una


riforma profonda del processo
matrimoniale, per servire questo
supremo scopo in tempi molto
diversi fra loro.
Con le decretali precedenti
Benedetto XIV, la sentenza affermativa di nullit del matrimonio
non appellata era immediatamente esecutiva dopo una sola
istanza, con la conseguenza dello
stato libero e della possibilit di
un nuovo matrimonio.
Papa Lambertini, sommo giurista, da una parte consolid il
sistema dello scioglimento pontificio per grazia del vincolo rato e
non consumato; dallaltra, per
fermare gli abusi commessi da
vescovi e tribunali soprattutto in
Polonia nel dichiarare le nullit
di matrimonio, con la costituzione apostolica Dei miseratione,
promulgata il 3 novembre 1741,
decise la necessit della doppia
sentenza conforme, nel medesimo capo di nullit matrimoniale
giudicato in prima istanza, per
poter celebrare un nuovo matrimonio canonico.
Questo sistema ha retto fino ai
giorni nostri. Unica eccezione fu
quella delle facolt concesse ad
experimentum da Paolo VI alla
conferenza episcopale statuniten-

La riforma di Papa Francesco,


mossa dal medesimo spirito che
sostenne Benedetto XIV e Pio X,
si distingue per non soltanto
per una vera e propria rifondazione del processo matrimoniale
canonico, ma innanzi tutto per i
principi teologici ed ecclesiologici che la sostengono.
Bisogna partire da quanto
stato gi delineato con chiarezza
nellarco di quasi mezzo secolo
dal pontificato di Paolo VI a
quello di Benedetto XVI ed
espresso nella quarantesima proposizione finale del Sinodo dei
vescovi del 2005. Questa raccomandava di approfondire ulteriormente gli elementi essenziali
per la validit del matrimonio,
anche tenendo conto dei problemi emergenti dal contesto di
profonda trasformazione antropologica del nostro tempo, dal
quale gli stessi fedeli rischiano di
essere condizionati specialmente
in mancanza di una solida formazione cristiana. E nellintroduzione allistruzione della Congregazione per la dottrina della
fede sulla pastorale dei divorziati
risposati il cardinale Ratzinger
osservava: Si dovrebbe chiarire
se veramente ogni matrimonio
tra due battezzati ipso facto un

matrimonio sacramento. Allessenza del sacramento appartiene


la fede. Proprio questo il punto sulla questione che ha mantenuto sempre come teologo, da
arcivescovo di Monaco e Frisinga, come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede
e infine da Papa.
C un punto dellanalisi comune tra Benedetto XVI e Francesco sul sacramento celebrato
senza fede da un gran numero di
divorziati e risposati civilmente,
costretti a vivere nelle periferie,
lontani dalle porte delle nostre
chiese (cfr. Evangelii gaudium, n.
46). Ma c una novit essenziale
che va delineando la missione
propria di Papa Francesco. Non
pi lora soltanto delle analisi,
lora dellagire, di iniziare
quellopera di giustizia e di misericordia da troppo tempo attesa, riordinando la prassi pastorale e canonica sostanzialmente in
vigore da poco meno di tre secoli. Cos annunciava Francesco
gi allinizio del pontificato, il
28 luglio 2013, concludendo la
giornata mondiale della giovent
a Rio de Janeiro.
Per comprendere la tensione
teologico-giuridica che anima il
motuproprio sul nuovo processo
di nullit matrimoniale indispensabile accogliere la novit
del pontificato di Francesco, che
risulta da una duplice centralit.
Da una parte, il Vangelo di Cristo pone al centro i poveri.
D allaltra, come risulta chiaro
dalla promulgazione di questa
nuova legge di giustizia e di misericordia, vi la comprensione
dellesercizio del ministero come
diakona (servizio), in comunione indispensabile con i vescovi a capo delle Chiese nel
mondo.
Francesco nel discorso conclusivo del Sinodo straordinario ha
affermato che Pietro non intende
governare da solo la Chiesa e
che i vescovi devono a loro volta
governare le Chiese in comunione con Pietro, che vive nel Romano Pontefice. Di questo tutti
risponderanno a Cristo, supremo
pastore.
Cos Francesco, con questa
legge fondamentale d il vero
inizio alla sua riforma: ponendo
al centro i poveri, cio i divorziati risposati tenuti o considerati
lontani, e chiedendo ai vescovi
una vera e propria metnoia.
Cio una conversione, un cambiamento di mentalit che li convinca e sorregga a seguire linvito di Cristo, presente nel loro
fratello, il vescovo di Roma, di
passare dal ristretto numero di
poche migliaia di nullit a quello smisurato di infelici che potrebbero avere la dichiarazione
di nullit per levidente assenza di fede come ponte verso la
conoscenza e quindi la libera volont di dare il consenso sacramentale ma sono lasciati fuori
dal vigente sistema.
Papa Francesco promulga il
nuovo ordinamento processuale
canonico di nullit matrimoniale
auspicato da una larga maggioranza dei Padri sinodali. Ma
questo per essere applicato in verit e giustizia ha bisogno della
libert del cuore e della mente
dei vescovi, nel segno di una
collegialit non di principio, ma
nei fatti.
La prima grande novit linvito del Pontefice nel motuproprio che i vescovi riassumano
lesercizio dei santi vescovi dei
primi secoli della Chiesa, che tenevano a manifestare personalmente la potest sacramentale
ricevuta con limposizione delle
mani nellordinazione episcopale
di padri, maestri, giudici.
Francesco, Pontefice servo
con i servi, chiede ai vescovi di
esercitare e vivere la loro potest
sacramentale, ricevuta non da
Pietro ma dallo Spirito Santo. Il
vescovo, dunque, servo delle anime, chiamato a svolgere il ministero della diakona per la salvezza dei fedeli, rendendosi disponibile allascolto, in tempi e
modi che sottolineino il valore

San Leone Magno (VIII secolo, Roma, chiesa di Santa Maria Antiqua)

della misericordia e della giustizia. In particolare, come si evince dalla preghiera di ordinazione
episcopale, il vescovo riceve il
triplice potere di rimettere i peccati, affidare i ministeri, sciogliere dai vincoli.
Nei due motupropri posti
dal Papa sotto la protezione della Madre di Dio il vescovo
diocesano, o leparca, lanima
del processo cosiddetto breve,
che potr attuarsi secondo le
strette condizioni indicate: levidente nullit nei fatti incontestabili (gi sopra accennati), laccordo delle parti (o per lo meno
lassenza dichiarata della parte
convenuta dal processo), limmediata sentenza affermativa, considerate con gravit le scritture
delle parti e del difensore del
vincolo; oppure egli rinvia al
processo ordinario, nel caso in
cui,
assistito
sempre
dallistruttore e dallassessore, non
sia in grado di raggiungere la
certezza morale per la dichiarazione di nullit.
Ma come potranno i vescovi,
o gli eparchi, soprattutto nelle
grandi diocesi, assicurare, almeno in parte e come segno, questo
loro compito di pastori giudici?
Ci che importa che lo spirito
di collegialit e comunione dei
vescovi con quanto disposto dal
Pontefice inizi a permeare il cuore e la mente dei pastori. I fedeli
attendono con ansia e amore tale
metnoia e saranno comunque
pazienti nel Signore davanti alla
buona fede dei loro pastori.
Lanno del giubileo della misericordia attende questo segno di
umile obbedienza da parte dei
pastori delle Chiese allo Spirito
che parla loro attraverso Francesco.
Apre il cuore alla speranza il
recente corso di formazione della
Rota romana a Citt del Messico, con la partecipazione di circa
quattrocento preti e laici, donne
e uomini provenienti da tutte le
Nazioni centroamericane, inviati
dai loro pastori ed entusiasti di
poter servire nelle loro Chiese i
poveri, assistendo il ministero
giudiziario dei vescovi. Francesco ha inviato una lettera esprimendo la fiducia che tali corsi
possano moltiplicarsi come servizio del Papa alle Chiese particolari, facendo memoria del primo Pietro secondo la testimonianza del suo terzo successore,
il Papa Clemente I, che nella sua
lettera ai Corinzi interviene regolando le distinte materie di quella comunit locale.

La comunione e la collegialit
richieste dal nuovo processo
avranno certo bisogno di tempo
per lo studio e la formazione.
Ma quel che conta laccoglienza del nuovo espresso da Papa
Francesco: il servizio e la misericordia verso questa categoria di
poveri, il grande numero di divorziati che attendono, se possibile, un nuovo matrimonio canonico. La formazione permanente
aiuter a far s che ogni vescovo,
avendo il proprio tribunale per
le cause di nullit matrimoniale,
riscopra il ministero, affidatogli
nellordinazione, di giudice dei
suoi fedeli.
In sintesi, la riforma caratterizzata dalla centralit del vescovo diocesano, o delleparca, nel
segno della collegialit. I vescovi
non potranno tuttavia fare sconti
sul vincolo matrimoniale se esso
fosse valido, perch sarebbe un
tradimento nei confronti non del
Papa ma di Cristo. Infatti, mae-

stro della loro potest sacramentale Cristo stesso, che li aiuter


a evitare eventuali abusi.
In caso di evidenti nullit di
matrimonio il processo breve
bisogna evitare i termini sommario e amministrativo e
qui il giudice il vescovo, che si
serve di due assessori con i quali
discute sulla certezza morale dei
fatti addotti per la nullit matrimoniale. Se il vescovo raggiunge
questa certezza, pronuncia la decisione, altrimenti invia la causa
al processo ordinario.
Nel processo breve raro lappello, perch vi sono laccordo
delle parti ed evidenti fatti circa
la nullit; e in presenza di elementi che inducono a ritenere
lappello meramente dilatorio e
strumentale, questo potr essere
rigettato per mancanza dei presupposti giuridici.
Il processo ordinario invece
pu durare un anno al massimo,
viene abolita la doppia conforme
e infine la sentenza affermativa
non appellata diviene ipso facto
esecutiva. Se si propone lappello dopo una sentenza affermativa, questo pu essere respinto in
caso di evidente mancanza di argomenti, per esempio in caso di
appello strumentale per nuocere
alla controparte.
La riforma tiene conto del
motivo precipuo della richiesta
di nullit matrimoniale: questa
viene chiesta per motivi di coscienza, per esempio vivere i sacramenti della Chiesa o perfezionare un nuovo vincolo stabile e
felice, a differenza del primo.
La speditezza del processo va
poi verso una maggiore limitazione degli appelli alla Santa Sede, cio alla Rota romana, o del
ricorso alla Segnatura apostolica
per la nuova proposizione della
causa negata dalla Rota.
Il Papa auspica infine che si
giunga appena possibile alla piena gratuit delle cause, secondo
il principio della Scrittura: gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. E le persone abbienti potranno essere invitate a
contribuire con donazioni a beneficio dei pi poveri.
Secondo santIreneo, gloria di
Dio luomo vivente. Sia concesso di aggiungere: luomo salvato dal ministero sollecito di
giustizia e di misericordia della
Chiesa.
*Decano della Rota romana

Antoon Van Welie, Ritratto di Pio X (Musei Vaticani)

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

I motupropri presentati in conferenza stampa

Giotto, Nativit di Maria


(1303-1305, Padova
Cappella degli Scrovegni)

D oppia
centralit
Centralit del vescovo diocesano,
abolizione della doppia sentenza
conforme, processo breve, riduzione
dei tempi anche per il processo ordinario, limitazione degli appelli alla Santa Sede e dei ricorsi in Segnatura apostolica. Sono queste le
rilevanti novit della terza grande
riforma dopo quelle di Benedetto
XIV e di Pio X del processo canonico per le cause di dichiarazione
di nullit del matrimonio, che dal
prossimo 8 dicembre entrer in vigore secondo quanto stabilito dai
due motupropri di Papa Francesco
Mitis iudex Dominus Iesus e Mitis et
misericors Iesus.
Venendo incontro alle unanimi
richieste giunte dalle conferenze
episcopali emerse nel corso
dellultimo sinodo straordinario dei
vescovi di velocizzare i processi
per la dichiarazione di nullit, il
Papa aveva costituito il 27 agosto
2014 una speciale commissione che
studiasse possibili soluzioni. A illustrare i contenuti dei due motupropri sono stati autorevoli membri di
quella commissione, nel corso della
conferenza svoltasi nella tarda mattinata di marted 8 settembre nella
Sala stampa della Santa Sede. Insieme al presidente, monsignor Pio
Vito Pinto, decano della Rota Romana, sono intervenuti il cardinale

Vergine della misericordia

Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio consiglio per i testi


legislativi e membro della commissione cos come larcivescovo Luis
Francisco Ladaria Ferrer, segretario
della Congregazione per la dottrina
della fede, e lesarca apostolico di
Atene per i cattolici di rito bizantino, monsignor Dimitrios Salachas;
con loro, anche i due segretari della
commissione: monsignor Alejandro
W. Bunge, prelato uditore della Rota romana, e il francescano Nikolaus Schch, promotore di giustizia
sostituto del Supremo tribunale
della Segnatura apostolica.
La riforma di Francesco come
sottolineato da monsignor Pinto
ha una doppia centralit: il vescovo e i poveri. I vescovi sono infatti posti al centro della nuova normativa che, coinvolgendo anche la
composizione dei tribunali, prevede
che lordinario diocesano sia giudice nella sua Chiesa particolare e
che il tribunale possa essere costituito anche solo da lui. Emergono
qui ha detto il decano della Rota
romana la fedelt di Francesco al
Vaticano II e il suo profondo rispetto per il principio della collegialit:
il Papa investe sulla fiducia ai vescovi. Dai vescovi, durante il sinodo straordinario, giunta una richiesta ben precisa, ai vescovi il
Pontefice affida un compito grave e
prezioso che quello ha specificato ancora Pinto di avere una
apertura onesta in anima, mente e
cuore, alla massa dei poveri. E
quando parla di poveri Francesco
parla anche dei divorziati, che sono una categoria di poveri.
In alcuni dettagli della riforma
sceso il cardinale Coccopalmerio
descrivendo alcune novit introdotte, come labolizione della doppia
sentenza conforme che, peraltro,
non nega la possibilit di appellare
la sentenza, anche se il tribunale
collegiale,
qualora
riscontrasse
nellappello un intento manifestamente dilatorio, potr confermare
con proprio decreto la sentenza di
prima istanza. Grazie a tale innovazione, accostata allintroduzione del
processus brevior (con causa introdotta da entrambe le parti e prove

evidenti di manifesta nullit), la


prassi giudiziaria potr godere di
una notevole velocizzazione.
Al riguardo, sollecitato anche
dalle domande dei giornalisti, monsignor Bunge ha fatto notare come
per il processo ordinario si possa
davvero arrivare a non pi di un
anno per la sentenza.
La riforma voluta anche per le
Chiese orientali cattoliche; da qui la
scelta di due motupropri. Una decisione, questultima, che secondo
monsignor Salachas mostra nei fatti
come il concetto della Chiesa che
respira con due polmoni non sia
affatto retorico. Entrando nel merito della riforma, lesarca ha sottolineato limportanza dello snellimento delle procedure processuali che
viene incontro a una delle cause
maggiori di abbandono della Chiesa cattolica da parte dei fedeli. Sulla centralit del vescovo, monsignor
Salachas ha sottolineato come la
grande fiducia data ai pastori richieda un notevole impegno: il vescovo che, come affermano i santi
Padri orientali, giudice e medico dovr sapere applicare la
akribia e la oikonoma, cio il rigore
nellamministrare la giustizia e la
misericordia nel valutare una nullit
che emerge manifesta dallesame di
una causa. In ogni caso un compito
gravoso per il quale lesarca ha
chiesto laiuto della Sede apostolica, affinch i vescovi possano essere formati al loro ruolo.
La semplificazione delle procedure, labbattimento dei tempi per arrivare alla sentenza
non significano che nella dottrina muti qualcosa riguardo al
sacramento del matrimonio.
Larcivescovo Ladaria teologo fra canonisti ha ribadito
lindissolubilit del matrimonio
e il suo stretto legame con la
trasmissione della vita. Ma proprio la piena consapevolezza
del sacramento , soprattutto
negli ultimi tempi, messa a repentaglio dalle derive della societ contemporanea. Ecco allora che spesso accade di accostarsi al sacramento senza conoscere davvero la sua realt.
Perci importante riconoscere
la validit del matrimonio. Come sottolineato in apertura di
intervento anche dal cardinale
Coccopalmerio, i processi intervengono per vedere se un matrimonio nullo, cio non esistente, e non certo per arrivare allannullamento di un matrimonio.
Tale accertamento, anche con le
nuove regole, richiede sempre
unassoluta
accuratezza.
Padre
Schch, per anni difensore del vincolo, ha precisato come non sia mai
ammissibile arrivare a ingiuste dichiarazioni di nullit: per esse non
c mai alcun legittimo avallo nel
ricorso alla carit o alla misericordia perch queste non possono
prescindere dalle esigenze della verit. Richiamando parole di Papa
Francesco, il religioso ha infine ricordato che dietro ogni pratica,
ogni posizione, ogni causa, ci sono
persone che attendono giustizia. E
la giustizia ha aggiunto deve
sempre essere conforme alla verit.
Da tutti gli interventi emersa la
soddisfazione per un passaggio storico che toccher nel profondo la
vita concreta di tante persone:
Questo processo ha detto monsignor Bunge ha messo al centro
i fedeli. Vi naturalmente la consapevolezza di un lavoro intenso e
difficile. Il pieno accoglimento della riforma avr infatti bisogno di un
po di tempo, ha sottolineato monsignor Pinto, il quale ha fatto notare come anche dal punto di vista
delle spese processuali, la filosofia
sia quella di andare sempre pi incontro alle persone e di arrivare a
garantire la gratuit.
Il cammino definito monsignor Pinto ha rilevato come Papa
Francesco abbia portato a compimento una riforma che, nelle intenzioni, era stata gi ipotizzata come
necessaria dal cardinale Ratzinger
prima e da Benedetto XVI poi e
limpegno arduo. Non a caso il
Pontefice ha firmato la riforma il 15
agosto, solennit dellAssunzione (o
Dormizione) di Maria, e ha voluto
che fosse resa nota l8 settembre, festa della Nativit della Vergine. Ed
essa entrer in vigore l8 dicembre,
solennit dellImmacolata concezione. Per affidarla a Maria, madre
della misericordia, allinizio del giubileo straordinario.

mercoled 9 settembre 2015

Nel piccolo c tutto. Lo stile di


Dio che agisce nelle piccole cose ma
che ci apre grandi orizzonti stato
al centro della meditazione di Papa
Francesco durante la messa celebrata
a Santa Marta marted 8 settembre,
memoria liturgica della nativit di
Maria.
Richiamando il testo della colletta
pronunciata poco prima nella
quale si chiede al Signore la grazia
dellunit e della pace il Pontefice ha puntato lattenzione su due
verbi gi evidenziati nelle omelie dei
giorni scorsi: riconciliare e pacificare. Dio, ha detto, riconcilia: riconcilia il mondo con s e in Cristo. Ges, portato a noi da Maria,
pacifica, d la pace a due popoli, e
di due popoli fa uno: degli ebrei e
delle genti. Un solo popolo. Fa la
pace. La pace nei cuori. Ma, si
chiesto il Papa, come riconcilia,
Dio?. Quale il suo stile? Forse
egli fa una grande assemblea? Si
mettono tutti daccordo? Firmano
un documento?. No, ha risposto,
Dio pacifica con una modalit speciale: riconcilia e pacifica nel piccolo
e nel cammino.
La riflessione di Francesco quindi iniziata a partire dal concetto di
piccolo, quel piccolo di cui si
legge nella prima lettura (Michea, 5,
1-4): E tu, Betlemme di Efrata, cos
piccola.... Questo il commento del
Papa: Cos piccola: ma sarai grande, perch da te nascer la tua guida
e lui sar la pace. Egli stesso sar la
pace, perch da quel piccolo
viene la pace. Ecco lo stile di
Dio, che sceglie le cose piccole, le
cose umili per fare le grandi opere.
Il Signore, ha spiegato il Papa, il
Grande e noi siamo i piccoli, ma
il Signore ci consiglia di farci piccoli come i bambini per poter entrare nel regno dei Cieli, dove i
grandi, i potenti, i superbi, gli orgogliosi non potranno entrare. Dio,
perci, riconcilia e pacifica nel piccolo.
Il Pontefice ha quindi affrontato
il secondo concetto, secondo il quale
il Signore riconcilia anche nel cammino: camminando. E ha spiegato:
Il Signore non ha voluto pacificare
e riconciliare con la bacchetta magi-

Messa a Santa Marta

Nel piccolo c tutto


ca: oggi pum! tutto fatto! No.
Si messo a camminare con il suo
popolo. Un esempio di questa
azione di Dio si ritrova nel vangelo
del giorno (Matteo, 1, 1-16.18-23). Un
brano, quello della genealogia di
Ges, che pu apparire un po ripetitivo: Questo gener questo, questo gener questo, questo gener
questo... un elenco, ha fatto notare Francesco. Eppure, ha spiegato,
il cammino di Dio: il cammino
di Dio fra gli uomini, buoni e cattivi, perch in questo elenco ci sono
santi e ci sono criminali peccatori.
Un elenco, quindi, dove si incontra anche tanto peccato. Tuttavia
Dio non si spaventa: cammina.
Cammina con il suo popolo. E in
questo cammino fa crescere la speranza del suo popolo, la speranza
nel Messia. questa la vicinanza di Dio. Lo aveva detto Mos ai

suoi: Ma pensate: quale nazione ha


un Dio tanto vicino come noi?. Ecco allora che questo camminare nel
piccolo, con il suo popolo, questo
camminare con buoni e cattivi ci d
il nostro stile di vita. Per camminare da cristiani, per pacificare e
riconciliare come ha fatto Ges,
abbiamo la strada: Con le beatitudini e con quel protocollo sul quale
tutti saremo giudicati. Matteo, 25:
Fate cos: piccole cose. Questo
significa nel piccolo e nel cammino.
A questo punto il Papa ha aggiunto un altro elemento. Il popolo
dIsraele, ha detto, sognava la liberazione, aveva questo sogno perch gli era stato promesso. Anche
Giuseppe sogna e il suo sogno
un po come il riassunto del sogno
di tutta questa storia di cammino di
Dio con il suo popolo. Ma, ha ag-

Messaggio del sostituto della Segreteria di Stato

Giustizia sociale antidoto alla guerra


Unoccasione propizia per rinnovare la responsabilit nel cercare mezzi per prevenire ogni minaccia di
conflitto armato, attraverso la promozione di una maggiore giustizia sociale, libert e solidariet. quanto
auspica Papa Francesco nel messaggio a firma del sostituto della Segreteria di Stato, arcivescovo Angelo
Becciu, in occasione dellinaugurazione del restauro
dellopera La guerra e la pace nel Palazzo delle Nazioni Unite a New York.
I due grandi affreschi dipinti dallartista contemporaneo brasiliano Candido Portinari (1903-1962), sono
stati infatti restituiti allantico splendore dopo un accurato restauro durato cinque anni. E dall8 settembre
possibile ammirarli di nuovo nella sede dellassemblea generale dellOnu, dove si svolta la cerimonia
inaugurale.
Le opere di 14 metri di altezza e 10 di larghezza
che illustrano la rovina e la desolazione dellumanit
da un lato e la raffigurazione di un mondo sano e ar-

monioso dallaltro sono state esposte anche in Brasile e in Francia grazie al Progetto Portinari diretto
dal figlio dellartista Jos Candido Portinari e legato
allUniversit cattolica di Rio de Janeiro.
Le parole del Pontefice prosegue il messaggio indirizzato al cardinale Orani Joo Tempesta arcivescovo
di So Sebastiao do Rio de Janeiro sono oggi rivolte a tutte le persone in questo mondo che, come denuncia lEvangelii gaudium, lacerato dalle guerre e
dalla violenza, o ferito da un diffuso individualismo
che divide gli esseri umani e li pone luno contro laltro ad inseguire il proprio benessere (n. 99). Da qui
la conclusione: Nella fedelt allimpegno sottoscritto
in questo edificio dalle Nazioni Unite qui a New York,
attendiamo con ansia il tempo in cui le nazioni spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro
lance faranno falci; una nazione non alzer pi la spada contro unaltra nazione, non impareranno pi larte
della guerra (Isaia 2, 4).

giunto Francesco, non solo Giuseppe ha dei sogni: Dio sogna. Il


nostro Padre Dio ha dei sogni, e sogna cose belle per il suo popolo,
per ognuno di noi, perch Padre e
essendo Padre pensa e sogna il meglio per i suoi figli.
In conclusione: Questo Dio onnipotente e grande, ci insegna a fare
la grande opera della pacificazione e
della riconciliazione nel piccolo, nel
cammino, nel non perdere la speranza con quella capacit di fare
grandi sogni, di avere grandi
orizzonti.
Perci il Pontefice ha invitato tutti in questa commemorazione
dellinizio di una tappa determinante della storia della salvezza, la nascita della Madonna a chiedere
la grazia che abbiamo chiesto nella
preghiera, dellunit, cio della riconciliazione, e della pace. Ma
sempre in cammino, in vicinanza
con gli altri e con grandi sogni.
Con lo stile del piccolo, quel piccolo, ha ricordato, che si ritrova nella celebrazione eucaristica: un piccolo pezzo di pane, un po di vino.... In questo piccolo c tutto. C il sogno di Dio, c il suo
amore, c la sua pace, c la sua riconciliazione, c Ges.

Nomina episcopale
in Canada
La nomina di oggi riguarda la Chiesa in Canada.

Raymond Poisson
vescovo di Joliette
Nato il 30 aprile 1958 a SaintHyacinthe, Qubec, ha compiuto gli
studi presso il seminario della Santissima Trinit a Saint-Bruno e presso il Collge Andr Grasset ed stato ordinato sacerdote il 9 dicembre
1983 per la diocesi di Saint-JeanLongueuil. Ha ottenuto il baccalaureato presso la Facolt teologica di
Montral. Dal 1987 al 1989 ha studiato presso la Pontificia universit
Gregoriana, ottenendo il dottorato
in teologia. Rientrato in Canada
stato nominato segretario particolare
del vescovo di Saint-Jean-Longueuil,
monsignor Bernard Hubert, ricoprendo anche lincarico di vicario e
poi parroco di Saint-Georges nella
citt episcopale. Dal 1995 al 2007
stato parroco della concattedrale di
Saint-Antoine de Padoue. Infine,
divenuto parroco dellunit pastorale
Sainte-Marguerite-dYounville e rettore della basilica di Sainte-Anne di
Varennes. Nominato vescovo titolare
di Gegi e ausiliare di Saint-Jrme il
1 maggio 2012, ha ricevuto lordinazione episcopale il successivo 15 giugno.