Vous êtes sur la page 1sur 13

Biblioteca di studi linguistici e filologici

LADINE LOQUI
IV COLLOQUIUM RETOROMANISTICH
San Denkl ai 26 e 27 di Avost dal 2005

par cure di / a cura di I berausgegeben von


Federico Vicario

Societ Filologica Friulana


Udine

Societ Filologica Friulana


Biblioteca di studi linguistici e filologici

diretta da

TABELE l INDICE l INHALTSVERZEICHNIS


Jentrade /Premessa I Vorwort, Federico Vicario

P-

Federico Vicario
RELAZIONS l RELAZIONI l BEITRGE

Fenomeni sintattici a confronto,


Leonardo M. Savoia e M. Rita Manzini
Giorgio De Leidi, Isuffissi nelfriulano, l984
Rienzo Pellegrini (a cura di), Un "Canzoniere"friulano delprimo Cinquecento,
1985
Federico Vicario (a cura di), Cartefriulane del Quattrocento dal/'archiviodi San
Cristoforo di Udine, 2001
Rosanna Benacchio, I dialetti sloveni del Frinli tra peri>& e contatto, 2002
Elwys De Stefani, Cognomi della Camia, 2003
Daniela Piccini, Lessico latino medievale in Friuli, 2006
Federico Vicario (a cura di). Ladine loqui. IV Colloquium retoromanistich, 2007

Sul lessico delfriulano, Carla Marcato


Le variet di Dipano, Flaibano e Sedegliano
nel contesto dei dialettl'friulani. Aspetti fonologici, Renzo Miotti
La durata delle vocalifriulane:
risultati di un'indaginefonetica, Franco Finco
Lo sviluppo di muta cum liquida eprocessi connessi
infriulano ed in altri idiomi romanzi, Sabine Heinemann
Viers une educazionplurilengdl cun lenghis minoritariis,
Silvana Schiavi Fachin

Toponomastichee normalizazion de lenghefarlane,


Donato Toffoli

Il presente volume pubblicato con il contributo di

Citt di San Daniele del Fridi - Biblioteca Guarnenano.


Istitut ladin "Micur de Ru"- San Martt'n de lr (Bz)
Istitut cultura1ladin "Majon de Fascegn- Vich (Tn)

63 2007 - Societ Filologica Friulana


via Manin, 18 - I 33100 Udine
tel. 0432.501598 - fax 0432.51 1766
info@filologicafriulana.it
www.filologicafriu1ana.it

ISBN 978-88-7636-080-0

Traditionen und Eaditionsbrche im bundnerromanischen


"Sprachgedicht",Renata Coray und Cl Riatsch
Da Caratsch a Badraun: la difesa della cultura romancia
nei racconti polizieschi dell'ultimo cinquantennio,Annetta Canzoni
INTERVENTS l INTERVENTI l VORTRGE

Lis ativitdts de Provincie di Udinpe tutele epe valorizazion


des lenghis minoritariis, Marzio Strassoldo
Meti in vore ben la Lec alzove ae Lec. La metude adun
di un Vademecumpai sportei linguistics, Marco Stolfo
Une Glesie incjamade tal so popul. La esperience di Glesie Furlane
apro de lenghe, Romano Michelotti
"Sprachenpolitikmit AugenmasslJ Der friulanische Weg einer gedsigten
Sprachenpolitik, Astrid Honigsperger
Per una politica linguistica delfriulano: l'esperienza deZl'O.L.E,
Giovanni Frau
L'Istituto Ladin de la Dolomites e la sua attivit culturale

255
261

271
279

289

afavore delle comunit ladine &l'alta Provincia di Belluno,


Ernesto Majoni

295

Franco Finco

LA DURATA DELLE VOCALI FRIULANE:


RISULTATI DI UN'INDAGINE FONETICA
Questo contributo intende presentare i risultati di un'indagine acustica
sulla durata dei fonemi vocalici di quattro variet friulane, tenendo conto
dei fattori di variabilit che possono condizionare l'organizzazione temporale dell'enunciato. I quattro centri abitati in cui sono state condotte le inchieste e le registrazioni audio sono tutti compresi nella provincia di Udine: San Daniele del Friuli, Tarcento, Preone e Pradumbli (frazione del comune di Prato Carnico). Le prime due sono localit collinari dove si parlano variet friulane di tipo centrale (Francescato 1966: 327-329,338; Frau
1984: 104-105; Frau 2004) e costituiscono i vertici settentrionali dell'area
presa a riferimento della lingua standard (Vanelli l998a: 14). Le altre due
localit indagate si trovano in Carnia: Preone situato nell'alta valle del
fiume Tagliamento e vi si parla una variet carnica centro-orientale (Angelilconcina 2005: 593), Pradumbli situato in Val Pesarina e vi si parla una variet carnica nord-occidentale (sulle variet della Val Pesarina vd.
Francescato 1966: 407-41 1). In ciascun punto di rilevamento stato intervistato e registrato un informante (due a Preone) con buona competenza attiva della variet locale. La scelta degli informanti ricaduta su persone d'et compresa tra i 27 anni e i 60 anni. Non si voluta documentare la produzione verbale di anziani, rappresentativa di uno stato linguistico pi conservativo, poich l'intento era quello di analizzare la fascia sociale pi ampia e attiva dei dialettofoni. Un altro motivo di tale esclusione
invece di natura tecnico-pratica, in quanto solitamente i parlanti pi anziani producono un maggior tasso di aperiodicit nella traccia audio, oltre
alla possibile presenza di disturbi fisiologici ecc., che potrebbero condizionare l'analisi acustica.
La prima parte delle interviste consistita in una breve conversazione
libera, seguita poi da una conversazione di tipo guidato (colloquio semidirettivo), basata su una griglia di argomenti di tipo linguistico: le caratteristiche della parlata locale (messe in contrapposizione a quelle di variet
vicine); differenze generazionali negli usi linguistici; autovalutazione della
propria competenza di dialettofono; valutazione della situazione linguisti-

La durata delle vocalifriulane

ca generale del luogo di residenza; confronto con la situazione linguistica


del passato o di altre comunit vicine; opinioni sul dialetto e sull'opportunit di mantenerlo e trasmetterlo alle generazioni future, sul suo insegnamento scolastico, ecc. Le conversazioni sono state registrate mediante audioregistratore digitale DAT.
La seconda parte del rilevamento consistita nell'intervista direttiva, basata su un questionario fonetico redatto in italiano, dove si chiedeva la traduzione di semplici frasi nella variet friulana locale. Tale fase dell'intervista stata effettuata in almeno due (pi spesso tre o quattro) sessioni di registrazione, poich si trattava della parte pi affaticante e monotona per gli
intervistati. La somministrazione completa in ununica sessione del lungo
questionario fonetico avrebbe potuto indisporre l'informante e condizionare i dati registrati.
Il questionario fonetico stato compilato scegliendo un corpus di lessemi a cui sono state aggiunte alcune parole nonsense contenenti i segmenti, i contesti e le condizioni prosodiche ricercati1. Gli items sono stati inseriti all'interno di frasi-cornice, sempre di tipo dichiarativo, con la funzione di soggetto (coincidente con il tema). Tutto ci per ottenere costantemente un'intonazione di tipo conclusivo ed evitare enfatizzazioni prosodiche sugli items (con durata, intensit e f alterate). Inoltre le frasi sono state spesso congegnate per elicitare anche elementi funzionali (articoli, congiunzioni, preposizioni, pronomi clitici, ecc.).
La registrazione audio delle risposte al questionario fonetico awenuta direttamente su computer portatile Apple iBook G4, munito di scheda audio M-Audio FireWire 1814 Multichannel, collegato a un microfono direzionale Behringer ECM 8000. La digitalizzazione del segnale audio
(in formato AIFF) stata effettuata con una frequenza di campionamento (sampling rate) di 44.100 Hz e una risoluzione a 24 bit. Le tracce sonore sono state esaminate con il software di analisi spettroacustica Praat (versione 4.4.03) di Paul Boersma e David Weenink.
Nel calcolo della durata media si adottato il criterio di Chauvenet per
individuare (ed eventualmente rigettare) i dati outliers, dei quali si per
tenuto conto nel valutare variabili condizionanti quali la frequenza d'uso,

Nella compilazione del questionario si sono seguite in particolare le indicazioni di Ladefoged (2003: 1-12).

121

l'allungamento pragmatico, ecc.'. Accanto alla durata media (espressa in


ms) viene indicata anche la deviazione standard (o).Per confrontare adeguatamente i diversi valori durazionali si tenga conto che la soglia di percettibilit nella differenza di durata compresa tra i 10 e i 40 ms (Leniste
1970: 13), a seconda delle condizioni acustiche ambientali. I dati presentati nel testo, qualora non indicato diversamente, s'intendono riferiti alla
media di tutte e quattro le localit indagate.
In sede tonica il vocalismo del friulano centrale conosce 4 gradi d'apertura: aperto /a/, medio-aperto /C/ 131, medio-chiuso /e/ /o/, chiuso /i/ /u/;
le opposizioni tra segmenti medio-aperti e medio-chiusi hanno in realt uno
scarso rendimento funzionale. In sede atona invece i gradi di apertura sono 3, poich vi un solo grado medio le/ lo/ con realizzazione intermedia.
Inoltre in sillaba tonica finale presente l'opposizione fonologica quantitativa tra vocali lunghe e brevi /V:/ /V/: es. b d t /'bru:t/ "brodo" brut
/'brut/ "brutto", m"l /'mi:l/ "miele" md /'mil/ "mille", k2t /'la:t/ "andato"
lat /'lat/ "latte". Il sistema vocalico del friulano centrale dunque costituito da due serie di fonemi (7 brevi e 7 lunghi) in sede tonica e da una serie di 5 fonemi in sede atona (Frau 1984: 18-19).
Le vocali fonologicamente lunghe (indicate con accento circonflesso nella grafia friulana) occorrono in sillaba tonica finale, e precisamente: a) in
sillaba chiusa con una coda monoconsonantica, dove la consonante finale non sia n una nasale, n un'affricata postalveolare, n un'occlusiva palatale: m i t "modo", n h "naso", nefC'neve",candi "canale", ecc.; b) in sillaba
aperta, soprattutto negli infiniti verbali di I, 11 e IV coniugazione e in pochi monosillabi: clama "chiamare", savi "sapere", durmf "dormire", ji "lei",
mi "mia?, tri "tre", vui "oggi", chi "quella", n6 "noi", tb "tua?, $6 "suaX, ecc.;
C)in dittongo discendente, dove la tonica lunga seguita da /-i/ desinenza
plurale dei nomi maschili uscenti in laterale: pai /'pa:$ "pali" (sing.pal), di
l'&ja:i/ "gialli" (sing.
ecc.; d) in sillaba chiusa con coda biconsonantica, costituita da occlusiva o fricativa piatta e dal morfema plurale sigmatico
/+SI:Zhcs /'lu:k+s/ "luoghi", untics /anltiik+s/"antichi", ecc. Va inoltre detto che in friulano attiva la regola di desonorizzazione delle ostruenti fina+

&o,

Sul criterio di Chauvenet e la sua applicazione si veda la pagina Web ISHTAR dell'universit di Bologna <http://ishtar.df.unibo.it/stat/base/misure/criteri/chauvenet.html>.

La durata delle vocalifriulane

li, che risulta correlata all'allungamento fonologico delle vocali toniche in


sillaba finale (cfr. Vanelli l998b e BaroniIVanelli 1999).
Dai dati raccolti nelle quattro localit indagate si ricava che il rapporto tra
la durata media delle vocali f~nolo~icamente
brevi e quella delle vocali fonologicamente lunghe in friulano circa del 61%. Si pu confrontare questo dato con la proporzione brevillunghe in altre lingue europee: finlandese 44, l %,
danese 50,5%, estone 58,1% (e 49,4% tra vocali brevi ed extralunghe), tedesco (occidentale) 51?h,serbo-croato 67,2% (Lehiste 1970: 34).
L'organizzazione temporale del parlato condizionata da variabili di diverso ordine e gado. Sul piano fonetico e fonotattico la durata vocalica
influenzata dal timbro (qualit vocalica), dal contesto fonetico, dalla lunghezza della parola, dalla posizione del segmento all'interno del lessema e
dal tipo di sillaba in cui inserito. Sul piano prosodico i condizionamenti
dipendono dal grado di prominenza, dalla posizione dell'accento, dall'intonazione e dalla velocit di elocuzione. Anche fattori d'ordine sintattico,
semantico e lessicale - come la posizione del costituente, l'enfasi, la classe di appartenenza del lessema e la sua frequenza d'uso - possono influire
sulla durata segmentale.

1. Timbro
Per quanto riguarda la variabile del timbro (qualitvocalica), essa legata alla specifica configurazione assunta dal tratto vocale supraglottidale e ai
relativi movimenti articolatori. A tal riguardo i dati tratti dalle misurazioni
effettuate sui diversi fonemi vocalici friulani si accordano con il fenomeno
della 'durata intrinseca delle vocali', in base al quale - a parit di altri fattori - il grado di chiusura delle vocali inversamente proporzionale alla loro
durata (Lehiste 1970: 18-19; Maddieson 1997: 623-624)3.
A conferma di tale generalizzazione si confrontino anche i dati presentati da Marco Baroni e Laura Vanelli relativi a tutti i fonemi vocalici, ma limitati alla sequenza vocale
tonica + occlusiva dentale (BaroniIVanelli 1999: 307-308), e i dati presentati da Renzo Miotti, limitati alle vocali fonologicarnente lunghe (Miotti 2002: 69), dove per la
durata di /u:/ risulta leggermente maggiore di quella di /o:/. Nei dati raccolti ad Artegna (Trumper/Romito/Maddalon 1991: 345) tale generalizzazione generalmente valida, eccetto che per l'anteriore chiusa /i(:)/ (breve e lunga), che presenta in tutti i casi
una durata relativa molto alta.

123

Quest'ultima condizionata dall'estensione del gesto articolatorio: in


una sequenza CVC il mutamento di posizione articolatoria, nel passaggio
da una consonante a una vocale aperta e poi nuovamente a una consonante, comporta un movimento pi ampio e perci richiede pi tempo rispetto alla sequenza con una vocale chiusa (Catford 1977: 197). Data la coerenza dei risultati con tale fenomeno, in questa sede ci si limita a presentare i dati relativi al fonema vocalico /a(:)/ (breve e lungo), rinviando ad altra occasione l'esposizione dei dati riguardanti gli altri segmenti vocalici e
le considerazioni relative.

2. Sintassi

Varie indagini sperimentali hanno evidenziato u n rapporto assai stretto tra


sintassi e prosodia (cfr. CooperIPaccia Cooper 1980 e NesporIVogel 1986).
In particolare, la struttura sintattica condiziona il timing soprattutto ai confini dei costituenti maggiori: in tale contesto - oltre all'eventuale presenza di
pause e declinazione intonativa - stata infatti rilevata una tendenza verso
l'incremento relativo della durata segmentale (Marotta 1985: 6, 108). Questo aspetto non stato oggetto d'indagine specifica nella presente ricerca, ma
di tale fattore di variabilit si comunque tenuto conto nell'elaborazione del
questionario onde ridurne l'incidenza. Per tale ragione nel questionario gli
items costituiscono la testa di sintagmi nominali soggetto con un modificatore postnominale (un sintagrna aggettivale o prepo~izionale)~.

3. Allungamento pragmatico
A livello semantico-pragmatico un fenomeno quale l'enfasi pu determinare allungamenti, spesso notevoli, nella durata segmentale dell'elemento in risalto (cfr. Magno CaldognettoIFava 1974). Poich i dati friulani sono stati ricavati solo in minor parte da registrazioni di parlato spontaneo, le
vocali interessate da allungamento pragmatico sono risultate pochissime (18
in tutto) e dunque non si prestano ad analisi dettagliate. Si pu per dire
in generale che esse presentano una durata fino a 4 volte superiore a quella

Come testa sono stati usati anche infiniti e participi sostantivati.

La durata delle vocalifriulane

delle corrispondenti vocali non soggette a tale allungamento. A parte i casi


pi macroscopici, nell'individuazione di allungamenti enfatici si applicato il criterio di Chauvenet sui dati di durata, confrontandoli con quelli relativi all'intensit e alla f o. Naturalmente dei casi accertati non si tenuto
conto nel calcolo della durata media dei segmenti vocalici.

125

segmenti atoni, ma distribuito in modo proporzionale. Tale caratteristica si accompagna, nelle variet indagate, alla conservazione della distintivita del timbro vocalico in posizione atona (cio la mancata riduzione delle vocali atone a schiva o la loro caduta); queste due caratteristiche vengono solitamente indicate come propriet fondamentali delle cosiddette 'lingue a isocronia sillabica' (Bertinetto 1981: 170-171).

4. Velocit d'elocuzione
5. Accento lessicale
La velocit d'elocuzione, ovvero il numero di sillabe o segmenti prodotti
per unit di tempo, dipende sia dalle caratteristiche individuali che da fattori
d'ordine pragrnatico. Essa condiziona fortemente la struttura prosodica dell'enunciato, pertanto una variabile di cui tener seriamente conto negli studi sulla durata segmentale. A velocit sostenuta aumentano i fenomeni di riduzione sia timbrica che temporale e alcuni accenti lessicali perdono parzialmente o totalmente la loro prominenza. Inoltre si notato che una maggiore
velocit d'elocuzione influenza i costituenti fonologici in modo interlinguisticamente differente: in alcune lingue essa si ripercuote soprattutto nella riduzione delle sillabe atone, mentre in altre l'abbreviamento colpisce proporzionalmente tutte le sillabe dell'enunciato (Bertinetto l98 1: 139, 171). Per
quanto riguarda i dati friulani raccolti, il tempo elocutivo medio di ciascun
intervistato (~e~rnentilsecondo,
con arrotondamento al primo decimale) il
seguente: Pradumbli 9,l; Preone 8,3 e 8,9 (due informanti); San Daniele 8,7;
Tarcento 9,4; la media complessiva 8,9 segmentilsec (o 0,5).
Per verificare in che modo una velocit d'elocuzione elevata incidesse sulla durata segmentale, stato fatto leggere agli intervistati lo stesso identico
testo (composto di 24 frasi e 123 parole) dapprima con un tempo elocutivo lento, poi nuovamente a velocit sostenuta. A parte gli altri fenomeni
di riduzione (assimilazioni, lenizioni, centralizzazioni, ecc.), per quanto riguarda la durata vocalica si constatato - in tutte e quattro le variet - un
abbreviamento distribuito in modo sostanzialmente proporzionato sulle sillabe toniche e atone. Ad es. a Pradumbli, tra la lettura lenta (7,8 segmentilsec) e la lettura a velocit elevata (12,5 segmentilsec) si registrata una
riduzione media di durata del 45% per le vocali toniche fonologicamente
lunghe, del 39% per le toniche fonologicamente brevi, del 35% per le pretoniche, del 34% per le postoniche e del 41% per le atone finali. Come si
pu notare in friulano l'abbreviamento non va a incidere maggiormente sui

L'accento lessicale ripartisce le vocali in toniche e atone, ma nella realt


acustica ci possono essere pi gradi di prominenza a seconda di vari fattori, sia pragmatici che ritmici. Ad esempio l'accento lessicale pu non trovare piena realizzazione nella catena parlata, se inserito in configurazioni
aritmiche (stress C M ,ecc.). Nel caso di sintagmi complessi il parlante tende a produrre un unico accento di sintagma nonostante i costituenti abbiano un proprio accento lessicale. In un dominio accentuale pi ampio della
singola parola, l'accento lessicale sembra infatti essere un attributo alquanto astratto, pi o meno suscettibile di essere effettivamente realizzato a seconda del contesto ritmico in cui si trova inserito (Marotta 1985: 80). Tuttavia la prominenza una nozione difficile da precisare, che annovera diverse proposte di definizione, sebbene non vi siano dubbi sul fatto che essa
sia veicolata da indici soprasegmentali (in primo luogo f ) . Perci nel presente lavoro si adottato un criterio binario, limitandoci a distinguere due
soli gradi di prominenza (atonoltonico), senza discriminare le vocali con
accento lessicale effettivamente realizzato dalle vocali sottoposte a deaccenfazione (seguendo in ci Dell'Aglio/Bertinetto/Agonigi 2002: 55). Come
ci si poteva attendere - a parit d'altri fattori - le vocali toniche presentano una durata ben maggiore delle corrispettive atone
Per quanto riguarda la posizione dell'accento lessicale ail'interno del lessema (o del gruppo clitico), i dati friulani indicano chiaramente che la vocale tonica - a parit di altre condizioni - subisce una compressione pi forte
nei proparossitoni rispetto ai parossitoni. In sillaba tonica aperta la durata
media di /a/ seguita da ostruente sorda (ad es. tche "tacca", tcule "macchia") 170 ms (o 29) nei parossitoni e l35 ms (o 31) nei proparossitoni,
seguita da ostruente sonora (ad es. spde "spada", spdule "spalla di maiale") 202 ms (o 28) nei parossitoni e 175 ms (o 30) nei proparossitoni. In

La durata delle vocalifriulane

sillaba tonica la durata media di /a/ seguita da nasale tautosillabica (ad es.
san "sano", snte "santa", sntule "madrina") 170 ms (o 31) negli ossitoni,
184 ms (o 36) nei parossitoni e 125 ms (o 34) nei proparossitoni. Su tale
argomento si veda anche la variabile "lunghezza di parola" (vd. infra).

6. Struttura sillabica
Per quanto riguarda la variabile relativa alla struttura sillabica, i dati raccolti sembrano dividere le variet centrali da quelle carniche. Come si pu
vedere nella tabella sottostante (dati espressi in ms), nelle due variet centrali (San Daniele e Tarcento) le vocali toniche (fonologicamente brevi) in
sillaba aperta presentano generalmente una durata maggiore rispetto a quelle in sillaba chiusa (ad eccezione delle vocali seguite da r ~ t i c a )Viceversa
~.
nelle due variet carniche (Preone e Pradumbli) risultano generalmente pi
lunghe le toniche in sillaba chiusa (ad eccezione delle vocali seguite da consonante nasale). Tale dato sembrerebbe indicare che nelle variet carniche
la durata della vocale tonica non sia legata alla struttura sillabica.

127

ralmente i lessemi ad alta frequenza d'uso vengono riconosciuti pi facilmente rispetto alle parole con minor numero di occorrenze, la loro 'soglia di riconoscimento' (recognition tbresbokt) dunque pi bassa e perci possono essere pronunciati in modo meno accurato (van Bergem 1993: 4; ivi i riferimenti bibliografici). La frequenza d'uso quindi una variabile significativa nelle
regole che determinano il timing segmentale, pertanto - in fase di compilazione del questionario - se ne tenuto conto il pi possibile nella scelta degli
items da elicitare. Purtroppo il friulano non dispone di lessici di frequenza e
di studi sulla dispersione lessicale6,sicch nella presente ricerca non si potuto valutare tale variabile se non a grosse linee e su base empirica. Ad ogni modo, applicando il criterio di Chauvenet, si sono notati alcuni casi caratterizzati da un sensibile scarto dalla media, la cui durata segmentale mostrava valori significativamente pi alti: molti di questi casi sono costituiti da nomi propri (antroponimi e toponimi) e lessemi verso i quali gli intervistati manifestavano minore familiarit.
In diverse ricerche si notato anche che le parole appartenenti a una delle cosiddette categorie maggiori (nomi, aggettivi, verbi) presentano generalmente durate segmentali superiori a quelle di parole appartenenti alle categorie minori (preposizioni, congiunzioni, ecc.) (Cooper/Paccia Cooper 1980:
53). Quindi un'altra variabile presa in considerazione nella compilazione del
questionario riguarda la differenza di durata tra vocali atone di parole piene e
vocali di parole funzionali (o vuote), considerate lessicalmente atone. Queste
ultime hanno una funzione prevalentemente o esclusivamente sintattica (articoli, congiunzioni, preposizioni, pronomi clitici, ecc.), pertanto presentano
solitamente un'alta frequenza di occorrenze. La soglia di riconoscimento delle
parole funzionali dunque pi bassa e perci queste possono essere pronunciate in modo meno accurato rispetto alle parole piene. In effetti alcuni studi
hanno dimostrato che le vocali dei monosillabi funzionali possiedono caratteristiche timbriche e temporali analoghe alle vocali lessicalrnente atone del-

7. Frequenza d'uso e classi di parole


E stato notato che la bassa frequenza d'uso di un lessema costituisce un
fattore di allungamento nella pronuncia rispetto alle parole con un maggior
numero di occorrenze. D'altro canto altre ricerche hanno mostrato che geneIn questa sede si considera sillaba chiusa anche quella in cui la vocale seguita da sibilante complicata (cfr. Dell'AglioIBertinettolAgonigi2002: 54).

L'unico lavoro sulla frequenza lessicale del fiiulano costituito da BurelliIMiculan (2002),
che per risulta poco utilizzabile ai nostri fini poich non distingue le parole omografe,
non lemmatizza le forme flesse ed basato su un corpus poco bilanciato di testi spogliati, dove ai primi posti per numero di occorrenze troviamo parole caratterizzate da dispersione minima: infatti nelle prime 450 posizioni compaiono parole come aleluia, apuestd
"apostolo", dissepul "discepolo", profete "profeta", responsorikl "responsoriale", salm "salmo", vanzeli "vangelo" e nomi propri come Abram, Israel, Gjerusalem, Gjesz, Mos.

La durata delle vocali friulane

le parole piene (van Bergem 1993: 22; Dell'Aglio 2003: 287-288, ivi i riferimenti bibliografci). Anche i dati friulani raccolti nelle quattro localit risultano conformi a questa tendenza generale. Ad esempio la durata media di /a/
nei monosillabi funzionali proclitici 68 ms (o 12) a Pradumbli e 77 ms (o
18) a Tarcento, mentre nelle parole piene la durata media di /a/ pretonica rispettivamente 74 ms (o 17) a Pradumbli e 82 ms (o 22) a Tarcento.
In questa ricerca non sono state indagate le parole funzionali polisillabiche
(es. le preposizioni improprie) o i sintagrni fonologici caratterizzati da stress hpse, dove l'effettivo grado di prominenza risulta condizionato dal contorno ritmico (distanza interaccentuale). Tale h b i t o di indagine dovr essere sviluppato congiuntamente alle ricerche sui correlati acustici dell'accento e sulla fonologia ritmica del friulano.

8. Lunghezza della parola

La durata di una vocale pu essere influenzata anche dalla lunghezza della


parola in cui inserita. In molte lingue stato osservato il cosiddettopolysylhbic sborteningefect, vale a dire l'abbreviamento progressivo della vocale tonica
in funzione proporzionale al numero di sillabe che compongono la parola. In
tali lingue le parole possiedono una propria durata che tende a rimanere relativamente costante e, se aumenta il numero di segmenti (per processi morfologici ecc.), la durata di questi decresce (Lehiste 1970: 40). La regola che mette in relazione la durata della vocale tonica con la lunghezza della parola, talvolta postulata come universale, conosce per delle eccezioni: nelle lingue romanze infatti il fenomeno - seppur presente - pare molto meno diffuso e incisivo rispetto alle lingue germaniche (Marotta 1985: 24-25). Per quanto riguarda il friulano, i dati raccolti indicano chiaramente che la vocale tonica - a
parit di altre condizioni - subisce una compressione pi forte nei proparossitoni rispetto ai parossitoni, indipendentementedal numero di sillabe che compongono la parola. Ad es. la durata media di /a/ tonica nei bisillabi pte "patta', ptin "pattino" e datu1"dattero" corrisponde a quella nei trisillabi compte
"compatta" e simptic "simpatico" (170 ms, o 29), mentre la durata media di
/a/ nei trisillabiptine "patina", ptule "pinna" e btule "parlantina" coincide
sostanzialmente con quella in antipticbe "antipatica" e matedticbe "matematica" (145 ms, o 33). Nel friulano la forza di compressione dovuta alle sillabe
atone postoniche incomparabilmente maggiore di quella delle sillabe pretoniche. Questa asimmetria sembrerebbe riflettere una struttura ritmica in cui

129

le sillabe atone sono solidali pi con la sillaba tonica precedente che con quella seguente (cfr. Marotta 1985: 23). Dunque in friulano la lunghezza della parola, ovvero il numero di sillabe che la compongono, un fattore subordinato alla posizione della sillaba tonica nel condizionare la durata della vocale accentata: infatti ha pertinenza solo il numero delle sillabe postoniche7.
Anche la lunghezza di frase pu interagire con la durata segmentale (cfr.
Marotta 1985: 93). Per ridurre l'incidenza di tale variabile il questionario utilizzato costituito da frasi con un numero simile di sillabe (mediamente 1314 sillabe per frase).

9. Posizione all'interno della parola


Un ulteriore elemento che pu condizionare la durata di un segmento la
posizione di quest'ultimo all'interno del lessema o, pi precisamente, all'interno del gruppo clitico. Le lingue possono differire notevolmente tra loro riguardo tale aspetto: ad es. in posizione finale - a parit di altre condizioni si riscontra un netto allungamento della vocale in inglese, mentre all'opposto
in italiano le vocali accentate finali risultano generalmente pi brevi di quelle collocate in altra posizione (Bertinetto l98 1: 73-77). Per quanto riguarda
i dati friulani, di particolare interesse risulta il diverso comportamento delle
variet indagate proprio riguardo la durata della vocale tonica in posizione finale. Nella tabella seguente sono messe a confronto: a) la durata media di /a:/
tonico in sillaba finale aperta e chiusa e in penultima sillaba aperta, b) la durata media di /a/ tonico in sillaba aperta finale e penultima.

1 S. Daniele 1 278 (o 18)


Tarcento
Preone

1 Pradumbli 1

< 286 (o 16) 232 (o 22) 165 (o 13) < 183 (0 33)

231 ( O 26) < 304 ( O 16) 268 ( O 28) 151 ( O 12) < 164 ( O 18)
351 (o 16) > 312 ( O 42) 294 (O 35) 262 (o 28) > 187 (O 30)
278 (a 28) > 251 (o 48) 264 (o 32) 205 (o 23) > l69 (o 16)

Nella presente ricerca non sono state indagate le rare forme bisdrucciole, costituite solitamente da gruppi clitici: es. cjtinusal "trovacelo".

La durata delle vocalifrulane

Come si pu notare vi una netta divergenza tra le variet carniche


(Pradumbli e Preone) e quelle centrali (San Daniele e Tarcento): nelle prime la durata media della vocale tonica (sia lunga che breve fonologicamente) in finale assoluta di parola (ovvero di gruppo clitico) maggiore
rispetto alle vocali toniche non finali, mentre nelle seconde inferiore. Se
si adotta come valore di riferimento la durata media complessiva delle vocali toniche non finali, si pu allora parlare di allungamento delle vocali toniche finali per le due variet carniche e di abbreviamento per le due
variet centrali.

10. Contesto postvocalico


Tra i fattori contestuali che condizionano la durata vocalica vi sono soprattutto quelli dipendenti dalla qualit della consonante seguente. Secondo molti studiosi, tra cui Pierre Delattre, tendenzialmente le vocali hanno
durata rispettivamente maggiorelminore se sono seguite da: a) consonanti sonore/sorde, b) fricative/occlusive, C)occlusive nasalilorali, d) liquidel
non liquide (Delattre 1965: 64)8.
Secondo un noto universale osservazionale, a parit di altre condizioni,
le vocali seguite da consonante sonora sono pi lunghe di quelle seguite
dalla controparte sorda (Delattre 1962: 1l 4 1-1142)9.Sono state avanzate
varie spiegazioni di questo fenomeno, molte delle quali lo mettono in relazione con un altro universale: la durata acustica delle consonanti sonore,
soprattutto ostruenti, pi breve rispetto alle corrispondenti sorde. Queste ipotesi chiamano in causa la differenza di forza articolatoria o il contrasto percettivo tra consonanti sorde e sonore (una rassegna critica in Maddieson 1997: 624-625). Secondo Maddieson la differenza di durata vocalica sarebbe dovuta all'interazione tra a) principi di distribuzione temporale (timing)che producono durate simili per parole con strutture simili e
b) l'effetto della sonorit sulla durata intrinseca della fase di tenuta delle
occlusive. La spiegazione del fenomeno si sposta perci sulla differenza di
Su tale aspetto cfr. Lehiste (1970: 19-27).
Tuttavia per Patricia A. Keating l'abbreviamento delle vocali seguite da consonanti sorde, sebbene molto diffuso interlinguisticamente,non un vero universale fonetico, ma
una regola specifica di determinate lingue (Keating 1985: 120).

131

durata consonantica ed ragionevole pensare che questa abbia un fondamento aerodinamico. Se vi una forte resistenza al flusso d'aria nel tratto supraglottidale, come nella fase di tenuta di un'occlusiva, la vibrazione
delle corde vocali viene impedita. Ma una serie di manovre per espandere la cavit orale, come l'abbassamento della laringe, pu ridurre tale resistenza. Similmente, un'occlusione pi breve e un'area di contatto meno
estesa aumentano la probabilit che le corde vocali possano continuare a
vibrare durante la fase di tenuta fino al momento del rilascio.
La durata pi breve della fase occlusiva limita il tempo necessario a mantenere la sonorit, mentre un'area di contatto meno estesa lascia pi superficie per assorbire la crescente pressione endo-orale (Maddieson 1997:
625-627).
I dati friulani raccolti si dimostrano coerenti con la tendenza generale,
poich la durata media di /a/ (in sillaba tonica aperta) seguita da occlusivalaffricata sorda 176 ms (o 29), da sonora 202 ms (o 28); seguita da
fricativa sorda 217 ms (o 25), da sonora 233 ms (o 36). La durata media di /a/ pretonica davanti a consonante sonora 88 ms (o 15) (precisamente 93 ms (o 15) in sillaba aperta e 83 ms (o 21) in sillaba chiusa), davanti consonante sorda 74 ms (o 8) (precisamente 65 ms (o 8) in sillaba
aperta e 83 ms (o 21) in sillaba chiusa). Vi conformit dei dati friulani
anche per quanto riguarda la relazione tra durata e sonorit consonantica: in posizione intervocalica postonica la durata media della fase occlusiva di /t/ 118 ms (o 16), mentre quella di /d/ 70 ms (o 11). La durata
media della fase occlusiva di [t] finale postonica 197 ms (o 19) dopo vocale fonologicamente breve, ma scende a 99 ms (o 16) dopo vocale fonologicamente lunga (in questo caso [t] il prodotto della desonorizzazione
di ld/ in fine di parola)lO.Tali proporzioni si accordano con i dati presentati da Baroni e Vanelli, dove si mette in rilievo che la durata dell'occlusiva sonora interna simile alla durata della corrispondente occlusiva finale
desonorizzata, che dunque si conforma solo in qualit, ma non in quantit, all'omologo segmento sordo (BaroniIVanelli 1999: 305,3 14).
Un'altra variabile contestuale rappresentata dal modo d'articolazione della consonante post-vocalica: secondo la generalizzazione di Delat'O

Tali dati si riferiscono alle parole interne, mentre prima di pausa (a fine frase) i valori
della durata media salgono rispettivamente a 232 ms (O 21) e 140 ms (O 20) dopo vocale fonologicamente lunga.

La durata delle vocali fri.ulan~

tre, sopra menzionata, le vocali hanno solitamente una durata maggiore se seguite da consonanti fricative, piuttosto che da occlusive (Delattre
1965: 64). I dati friulani si accordano abbastanza bene con tale generalizzazione: ad esempio, in sillaba chiusa finale la durata media di /a/ tonica
seguita da fricativa 192 ms (o 2 l ) , seguita da occlusiva invece 159 ms
(o 28); in penultima sillaba aperta la durata media di /a/ tonica seguita
da fricativa sorda 217 ms (o 25), seguita da occlusiva sorda invece 176
ms (o 29), seguita da fricativa sonora 233 ms (o 36), seguita da occlusiva sonora invece 202 ms (o 28). Tale tendenza generale si riscontra anche nella vocale fonologicamente lunga in sillaba chiusa finale, ma solo
nelle due variet centrali, dove la durata media di /a:/ seguita da fricativa
307 ms (o 18) a San Daniele e 324 ms (o 14) a Tarcento, seguita da occlusiva 286 ms (o 16) a San Daniele e 304 ms (o 16) a Tarcento. Nelle
due variet carniche troviamo invece la situazione opposta, poich la durata media di /a:/ seguita da fricativa 239 ms (o 38) a Pradumbli e 282
ms (o 23) a Preone, ma seguita da occlusiva 251 ms (o 45) a Pradumbli
e 3 12 ms (o 42) a Preone.
Per quanto riguarda la generalizzazione secondo la quale solitamente le
vocali sono realizzate pi lunghe se seguite da consonanti nasali, piuttosto
che da consonanti orali (Delattre 1965: 64), essa trova riscontro limitato
nei dati friulani". Come si pu notare dalla tabella sottostante, in penultima sillaba aperta la durata di /ai tonica seguita da nasale di pochissimo
superiore alla /a/ seguita da occlusiva sonora, ma notevolmente pi breve rispetto ad /a/ seguita da fricativa sonora (valori espressi in ms).

l'

Tale generalizzazione conosce diversi controesempi, ad esempio Morris Halle e Kenneth


N. Stevens per l'inglese e Claes-Christian Elert per lo svedese (cit. in Lehiste 1970: 25,
27) hanno constatato una maggiore durata delle vocali seguite da un'occlusiva sonora
(alveodentalelbilabiale) rispetto a quelle seguite dalla corrispondente consonante nasale. Halle e Stevens suggeriscono che ci dipenda dalla particolare posizione assunta dalle corde vocali per mantenere la vibrazione durante l'articolazione delle occlusive sonore, non necessaria invece nella pronuncia delle consonanti nasali.

133

Dunque la nasalit della consonante un fattore di allungamento della vocale precedente che si scorge solamente nel confronto tra occlusive
nasali e occlusive orali, ma anche qui con incidenza minima.
Per quanto riguarda la durata delle vocali seguite da liquida va segnalato l'effetto allungante del fonema rotico /r/ (realizzato solitamente come tap [r]) sulla vocale precedente. Ci non tanto evidente nelle vocali
fonologicamente lunghe, quanto in quelle fonologicamente brevi: in ultima sillaba tonica la durata media di /a/ seguita da /t/ finale 274 ms (o
36), seguita da /l/ finale 172 ms (o 27), seguita da nasale finale 170
ms (o 3 1). Va notato che nelle due variet centrali, in ultima sillaba tonica chiusa da 11-1finale, i valori della durata media dei fonemi /a/ breve e
/a:/ lungo sono sostanzialmente coincidenti: a San Daniele /a:/ 284 ms
(o 48) e /a/ 282 ms (o 35), aTarcento /a:/ 317 ms (o 25) e /a/ 314 ms (o
27). L'allungamento si verifica anche in sillaba atona, ad es. a Pradumbli
la durata media di /a/ postonica in sillaba aperta seguita da ostruente sonora 71 ms (o 24), seguita da /r/ 92 ms (o 16); la durata media di /a/
pretonica in sillaba aperta seguita da ostruente sonora 96 ms (o 15), seguita da /t/ 105 ms (o 21).
Secondo Ilse Lehiste la sonante /r/ conserverebbe tuttora in molte
lingue un certo grado di sillabicit, pur avendo perduto il pi delle volte la facolt di costituire un nucleo sillabico indipendente (come aweniva in indeuropeo). A riprova di ci la studiosa mostra che l'intero nesso
V+sonante, in inglese, subisce l'influsso accorciante o allungante dell'occlusiva seguente, a seconda che sia sorda o sonora (secondo le tendenze
tipiche di quella lingua), proprio come se si trattasse di una singola vocale (Lehiste 1974: 924-934). Ci permetterebbe di spiegare agevolmente la diffusa metatesi delle sonanti del tipo TERT 8 TRET,ben nota anche
al friulano: es. fersrie efressrie "padella". In accordo con la spiegazione
della Lehiste, si pu concludere che in friulano il fonema rotico /r/ abbia
conservato un certo grado di sillabicit, provocando l'allungamento della vocale precedente.
Riguardo la durata delle vocali davanti a nesso consonantico costituito da liquida+ostruente, va notato il diverso comportamento tra le due
variet centrali e le due variet carniche: nelle prime la durata vocalica in
sillaba tonica finale maggiore davanti al nesso rotica+ostruente, mentre
nelle seconde maggiore davanti al nesso laterale+ostruente (vedi la tabella seguente dove i valori sono espressi in ms).

La durata delle vocalifriulane

/alci#

181 (o 10)

165 (O 25)

245 (o 22)

330 (O 31)

/arC/#

207 (o 13)

204 (o 38)

205 (o 20)

215 (o 15)

135

PAROSSITONI
SILLABA CHIUSA

In conclusione, l'obiettivo di questa ricerca era quello di fornire una prima panoramica sufficientemente ampia del comportamento durazionale dei
fonemi vocalici friulani. I dati qui presentati non pretendono certo di essere
conclusivi: da essi si possono ricavare indizi, piuttosto che trarre conclusioni. Saranno dunque necessari approfondimenti e ulteriori indagini per fare
maggior luce su tale importante aspetto della prosodia friulana.

/a/ + sibilante

162(034) 201 (037) 184(041) 175(035) 180(026)

la/ + laterale

172 (o 20) 184 (o 17) 170 (o 28) 218 (o 32) 186 (o 22)

/a/ + rotica

251 (o 26) 259 (O25) 195 (O21) 201 (O18) 226 (0 33)

/a/ + nasale

154(o 19) 195(029) 205(038) 174(037) 182(023)

SILLABA APERTA

/a/ + occlusiva sorda

183 (o 33) 164 (o 18) 187 (o 30) 169 (o 16) 176 (o 29)

+ fricativasorda

214 (o 22) 232 (o 18) 217 (o 25) 205 (o 19) 217 (o 25)

/a/

OSSITONI
la:/#

163 (o 18) 231 (o 26) 351 (o 16) 278 (o 28) 256 (o 63)

la/ + occlusiva sonora

229 (o 20) 231 (o 17) 173 (o 24) 174 (o 25) 202 (o 28)

la:/ + occlusiva sorda

286 (o 16) 304 (o 16) 312 (o 42) 251 (o 45) 289 (o 52)

la/ + fricativa sonora

233 (o 21) 254 (o 19) 226 (o 22) 220 (o 21) 233 (o 36)

/a;/+ fricativasorda

307 (o 18) 324 (o 14) 282 (o 23) 239 (o 38) 288 (o 38)

la/ + laterale

215 (o 24) 227 (o 20) 203 (o 25) 223 (o 29) 217 (o 24)

209 (o 16) 281 (o 24) 298 (o 38) 299 (o 23) 272 (O46)

/a/ + rotica

226(o28) 221 (o 16) 217(o29) 218(u27) 220(o21)

284 (o 48) 317 (o 25) 310 (o 44) 267 (o 43) 294 (O32)

la/ + nasale

167(017) 201(0 11) 176(012) 166(010) 177(016)

/a:/

+ laterale

lali + rotica

PROPAROSSITONI
/a/#

165 (o 13) 151 (o 12) 262 (o 28) 205 (o 23) 196 (o 37)

SILLABA APERTA

Ia/+occlusivasorda

1 3 6 ( ~ 1 3 )138(015) 188(021) 174(o18) 1 5 9 ( ~ 2 8 )

la/ + consonante sorda

/a/+fricativasorda

190(o15) 1 8 6 ( ~ 1 3 )214(012) 180(o20) 192(o21)

la/ + consonante sonora l87 (o 24) l96 (o 25) 229 (o 20) 231 (o 22) 2 11 (o 22)

la/ + laterale

123(o 16) 186(o 10) 196(o 15) 182(o 17) 172(027)

SILLABA CHIUSA

la/ + rotica

282 (o 35) 314 (o 27) 247 (O25) 254 (O23) 274 (0 36)

la/ + nasale

161 (o 18) 202(o 13) 186(045) 133(043) 170(031)

la/ + sibilante + ostruente 193 (o 31) 182 (o 52) 195 (o 28) 190 (o 23) 190 (o 45)
la/ + laterale + ostruente 181 (o 10) 165 (o 25) 245 (o 22) 330 (o 31) 230 (o 38)
/a/ + rotica + ostruente

207 (o 13) 204 (o 38) 205 (o 20) 215 (o 15) 208 (o 18)

/a/ + nasale + ostruente

186 (o 18) 180 (o 21) 218 (o 22) 226 (o 24) 202 (o 23)

132 (O 19) 135 (o 21) 152 (o 23) 161 (o 21) 145 (o 33)

110(o 18) 118(o 15) 132(o 17) 139(o 18) 125 (034)

La durata delle vocalifriulane

Bibliografia
ANGELI,F./~ONCINA,
D. 2005. preon e la so varietkt di firhn. In: FERIGO,G. (a cura di). Enemong Preon Raviei Socleif- Udine, Societ Filologica Friulana: 593-610.
BAIS,M. 1997. La lunghezza vocalica nella lettura di parole friulane e di non
parole. "Ce fastu?" 73: 7-29.
BARONI,
M./~ANELLI,
L. 1999. Il contrasto di lunghezza vocalica infriuhno.
In: BENINC,
E/MIONI,A./V.NELLI,
L. (a cura di). Fonologia e morfologia dell'italiano e dei dialetti d'Italia. Atti del X X X I Congresso della Societ di Linguistica Italiana. Roma, Bolzoni: 29 1-317.
BENINC,EIVANELLI,
L. 2005. Linguisticafriulana. Padova, Unipress.
BERTINETTO,
E M. 198 1. Strutture prosodiche dell'italiano. Firenze, Accademia della Crusca.
BERTINETTO,
E M. 1999. La sillabazione dei nessi /.C/ in italiano: un'eccezione alh tendenzagenerale? In: BENIN&,E/MIONI,A./VANELLI,
L. (a cura
di). Fonologia e morfologia dell'italiano e dei dialetti d'Italia. Atti delXXXI
Congresso della Societ di Linguistica Italiana. Roma, Bulzoni: 71-96.
BURELLI,
A./MICULAN,
M. 2002. Frecuencis lessicdh ddfu-rlan scrit. "Gjorn2l furlan des siencis - Friulian journal of science" 1: 167-207.
CATFORD,
J. C. 1977. Fundamentalproblems inphonetics. Edinburgh, Edinburgh University Press.
W. E./~ACCIA
COOPER,
J. 1980. Syntax and speech. Cambridge
COOPER,
(Massachusetts), Harvard University Press.
DELATTRE,
E I 962. Somefactors of vowel durationand their cross-linpistic validity. "Journal of the Acoustical Society of America" 34: 1141- 1142.
DELATTRE,
E I 965. Comparing the phoneticfeatures of english, german, spanish andfrench. Heidelberg, Julius Groos.
DELL'AGLIO,
M. 2003. Ancora sulla durata delle vocali in pisano. In: MAROTTA,
G./Noccm, N. (a cura di). La coarticolazione. Atti delle XIII
Giornate di Studio del Gruppo di Fonetica Sperimentale (A.I.A.). Pisa,
ETS: 106-118.
DELL'AGLIO,
M./BERTINETTO,
E M./AGONIGI,
M. 2002. Le durate deifoni vocalici in rapporto al contesto nelparlato di locutoripisani: primi risultati. In: REGNICOLI
A. (a cura di), La fonetica acustica come strumento di analisi della variazione linguistica in Italia. Atti delle XII Giorna-

137

te di Studio del Gruppo di Fonetica Sperimentale (A.I.A.). Roma, il Calamo: 53-58. .


FISCHER-J~RGENSEN,
E. 1985. Some basic vowelfeatures, their articulatoy
correlates, and their explanatoy power in phonology. In: FROMKIN,
V.A.
(a cura di). Phonetic linguistics. Essays in honor of Peter Ladejioged. Orlando, Academic Press: 79-99.
FRANCESCATO,
G. 1966. Dialettologia friulana. Udine, Societ Filologica
Friulana.
FRAU,G. 1984. Idialetti del Friuli, Udine, Societ Filologica Friulana.
FRAU,G. 2004. San Daniele: la "Siena del Fnuli'Y? In: VENUTI,C./VICARIO,
F. (a cura di). San Denel. Udine, Societ Filologica Friulana: 2-28.
K. 2003'. Acoustic and auditory phonetics. Oxford, Blackwell.
JOHNSON,
KEATING,
E A. 1985. Universalphoneticsand the organization of grammars.
In: Fromkin, V. A. (a cura di). Phonetic linguistics. Essays in honor of Peter Ladejioged. Orlando, Academic Press: 115- 132.
LADEFOGED,
E 2003. Phonetic data analysis. Oxford, Blackwell.
LAVER,
J. 1994. PrincipZes ofphonetics. Cambridge, Cambridge University Press.
LEHISTE,
I. 1970. Suprasegmentals. Cambridge (Massachusetts), The MIT
Press.
LEHISTE,I. 1974. %e syllable nuclei as a unit of timing. In: AA. W.Atti
d e l l z Congresso Internazionale dei Linguisti. Bologna, Il Mulino: 923934.
LEHISTE,
I. 1987. Duration: measurements,phonologicalfinctions and theoretical implications. In: EEK,A. (ed.). Proceedings of XI* International
Congress of Phonetic Sciences. IV vol., Tallinn, Academy of Sciences of
Estonian S.S.R.: 9-15.
LINDAU,
M. 1978. Vowelfeatures. "Language" 54: 54 1-563.
LISKER,L. 1978. Rapid vs. rabid: A catalogue of acousticfeatures that may
cue the distinction. "Haskins Laboratories Status Report on Speech Research" 54: 127-132.
MADDIESON,
I. 1984. Pattems of sounds. Cambridge, Cambridge University Press.
W.J./LAvER,J.
MADDIESON,
I. 1997. Phonetic universals. In: HARDCASTLE,
(eds.). %e handbook ofphonetic sciences. Oxford, Blackwell: 6 19-639.
MAGNOCALDOGNETTO,
E./FAvA,E. 1974. Studio sperimentale delle caratteristiche elettroacustiche dell'enfasi su sintagmi in italiano. In: MEDICI,

La durata delle vocalifriulane

~~./SANGREGORIO,
A. (a cura di). Fenomeni morfologici e sintattici nell'italiano contemporaneo. Atti del V I Convegno Internazionale di Studi. I
vol., Roma, Bulzoni: 44 1-458.
MAROTTA,
G. I 9 8 5. Modelli e misure ritmiche: la durata vocalica in italiano. Bologna, Zanichelli.
MIOTTI,R. 2002. Lunghezza fonologica e dittongamentofonetico infriulano.
In: REGNICOLI,
A. (a cura di). Lafonetica acustica come strumento di analisi della variazione linguistica in Italia. Atti delle XII Giornate di Studio
del Gruppo di Fonetica Sperimentale (A.I.A.). Roma, Il Calamo: 65-70.
NESPOR,
M. 1993. Fonologia. Bologna, Il Mulino.
NESPOR,
M./~oGEL,
I. 1986. Prosodic phonology. Dordrecht, Foris.
PELLEGRINI,
G. B. 1972. Introduzione alrAtlante Storico-Linguistico-Etnografico Friulano (ASLEF). Padova-Udine, Universit.
SAVY,R./~UTUGNO,
F. 1998. Analisi acustica di vocali in monosillabi clitici
in parlato spontaneo italiano. In: AA. W.Atti del X X V I Convegno Nazionale (A.I.A.). Torino, Istituto Elettrotecnico Nazionale Galileo Ferraris: 301-305.
STEVENS,
K. N. 1998. Acousticphonetics. Cambridge (Massachusetts), The
MIT Press.
TOLAZZI,C. 1997. Leparole salvate. Vocabolarioragionato della W e s a r i n a
con unhppendice di sa& linguistici. Pasian di Prato (Ud), Carnpanotto.
TRUMPER,
J./ROMITO,L . / ~ ~ D D A LM.
ON
199 1. Double consonante, isochrony
and raddoppiamentofonosintattico: some reflections. In: BERTINETTO,
l?
M./KENSTOWICZ,
M./LOPORCARO,
M. (eds.). Certamen Phonologicum
II. Paperfrom the 1990 Cortona Phonology Meeting. Torino, Rosemberg
& Sellier: 329-360.
UGUZZONI,
A./Bus, M. G. 1995. Correlati acustici della opposizione di
quantit vocalica in area emiliana. "Rivista Italiana di Dialettologia"
19: 7-39.
UGUZZONI,
A./PETToRINo,M./FILIPPONIO,
L. 1999. On stressed voweldurations, vowel-consonant contaci types and syllable shape in the Italo-Romance area. In: OHALA
J. J . / ~ E G A W~./OHALA,
A,
M./GRANVILLE,
D./BAILEY, A. C. (eds.). Proceedings of the XIV* International Congress of Phonetic Sciences. I11 vol., Berkeley, University of California-Linguistic Department: 2209-221 0.
VAN BERGEM,
D. R. 1993. Acoustic vowel reduction as ajunction of sentence
accent, word stress and word class. "Speech Communications" 12: 1-23.

139

VANELLI,
L. 1986. Lafonologia dei prestiti infriuhno. In: HOLTUS,
G./~NGGER, K. (Hrsg.). Raetia antiqua et moderna. W. Theodor Elwert zum 80.
Geburtstag. Tubingen, Niemeyer: 355-376.
VANELLI,
L. l998a. Quale grammatica per quale friulano? "Quaderni della
Grammatica Friulana di Riferimento" 1 : 1 1- 14.
VANELLI,
L. l998b. Le vocali lunghe delfriulano, "Quaderni della Grammatica Friulana di Riferimento" 1: 69-108.
VAYRA,
M./AVESANI,
~./FOWLER,
C. A. 1984. Patterns of temporal compression in spoken italian. In: VAN DER BROECKE,
M. l? R / ~ O H E A.
N , (a cura di). Proceedings of the 1ff1' International Congress of Phonetic Sciences.
Dordrecht, Foris: 541-546.
YAMAMOTO,
SH. 1991. Alcuni ampliamenti dei casi dell'allungamento vocalico nelfriuhno. In: VANELLI,
L./~AMBONI,
A. (a cura di). Per Giovan Battista Pellegrini. Scritti degli allievipadovani. I1 vol., Padova, Unipress: 645-655.

Abbreviazioni:
ca.
circa
cfr.
confronta
es.
esempio
p., pp. pagina, pagine
sgg.
seguenti
volume
vol.

C
fa
O

consonante
frequenza fondamentale
deviazione standard
vocale