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ENOCH

il primo libro del mondo


Mario Pincherle, grande archeologo, poeta e attento studioso dell'uomo, riesce a comunicare con estrema
semplicit le pi straordinarie scoperte, sfatando grandi falsi storici e rivelando i misteri dell'antichit. A lui
si devono fondamentali scoperte all'interno del Tempio del Sole, la grande piramide d'Egitto.
Scrivo non per i miei, ma per le estreme generazioni future, per voi esseri umani che verrete ... ,
Cos parlava Enoch, il settimo della discendenza di Adamo che, dopo una vita durata 365 anni, sal al Cielo
ancora vivente.
Dalla notte dei tempi egli ha indicato all'umanit una strada luminosa da percorrere.
Enoch risale alle cause del male e grandi sono le sue sofferenze per la malvagit umana e le sue
esortazioni a coltivare il bene e la saggezza.
Tutti i suoi scritti, che sono riportati affiancati dall'interpretazione di Pincherle, furono ritrovati e raccolti nel
tempo precedente la nascita di Cristo. Non riconosciuti dalla Chiesa e ignorati nella raccolta del Vecchio
Testamento, oggi
sono pubblicati in tutto il mondo. Oltre a darci una chiara panoramica della straordinaria civilt che in quei
tempi fioriva sulla Terra, offrono chiare spiegazioni sull'inizio del peccato, sulla caduta degli angeli,
sull'intervento degli
arcangeli sul futuro dell'umanit, sull'apocalisse e sull'arrivo del Messia e del regno di Dio in Terra.

Introduzione ai testi di Enoch


Cos parl Enoch.
facile per noi capire che la profezia di Enoch si riferisce a tutta la storia dell'umanit fino ai nostri giorni.
Fino al termine della settima settimana cosmica e fino all'inizio dell'ottava, al sorgere cio di quell'et
dell'Acquario quando dalla coscienza scientifica si passer a uno stato di coscienza basato sulla ricerca
della saggezza. Termina infatti ai giorni nostri la lunga era dei Pesci caratterizzata dal fanatismo, dal
conformismo, dall'ignoranza, dalla paura e dall'egoismo.

Enoch un profeta e riesce a far risuonare la sua voce anche ai giorni nostri.
Le origini del messianismo e del profetismo si ritrovano forse pi qui, in Enoch, che non nella Bibbia.
Ho preso in considerazione i Libri di Enoch quando, nei miei studi archeologici, mi sono interessato della
grande Piramide di Egitto e delle prime dinastie Tinite, dell'impero Sargonico-Accadiaco, Mesopotamico.
Mi ero convinto che, contrariamente a quanto si va insegnando da secoli sui banchi delle scuole, la storia
inizia con una vera e propria esplosione di civilt. Non una lenta uscita dalla foresta della barbarie; e,
particolarmente nel campo del pensiero religioso, non si tende a poco a poco a raggiungere il monoteismo
partendo da politeismi originari.
Avviene tutto il contrario.
La storia inizia con una rivelazione divina, come se l'uomo fosse scosso dal suo sonno dell'et della pietra.
Ha dormito per un milione di anni e improvvisamente nasce in lui un pensiero creativo che a poco a poco va
prendendo forma, assumendo linee ben precise. Addirittura come se il pensiero dell'uomo si plasmasse
su antichissimi archetipi, quasi come se tra il macrocosmo universale e il microcosmo umano esistesse un
mesocosmo formato di simboli, di antichissimi segni, di parole vere ed estremamente evocative. Soltanto
udendo quelle parole e seguendo quei precisi segni l'uomo pu giungere, alla fine dei tempi, a realizzare
pienamente se stesso.
Ebbene, proprio questi Archetipi io andavo cercando, questi testimoni di una Rivelazione primigenia. Mi
sono rivolto alla Bibbia, ma troppo breve in essa la descrizione del sorgere della prima civilt, di quel
Regno dell'Eden che, nella Bibbia, appare soltanto come un piccolo giardino, in cui avvengono fatti che
conservano solo l'eco favolosa di una antica realt.
Ho cos cominciato a leggere gli ''Apocrifi'' e la vastit del materiale, diciamo cos, antidiluviano, trovato nei
Libri di Enoch mi ha meravigliato.
Si parla in questi libri di ci che avviene sulla terra e in cielo. Si cerca di risalire in essi alle cause del male.
Non si parla di frutti proibiti, non si favoleggia di serpenti tentatori, ma sembra quasi che in quelle antiche
scritture siano condensate le lotte e le terribili battaglie che avvengono nel campo dei pensieri umani. Una
simile eco non si sente
forse nelle parole del Mahabarata e soprattutto nella Bhagavad-Gita, l dove si parla di guerra fra parenti e
l dove Krishna incita il principe Anyuna a rimanere impassibile nel combattere la sua grande battaglia?
Da sempre l'uomo ha cercato nelle rivelazioni divine la risposta alle sue grandi domande: "Chi sono?
Perch sono al mondo? Qual il mio destino? Esiste davvero la morte? Al di l della morte ritrover me
stesso?"
Certamente una risposta a queste domande la si pu trovare non tanto nell'antico Testamento quanto nel
Vangelo che riporta a una realt interiore quei freddi avvenimenti narrati dalla Bibbia che sembravano
accadere al di fuori dell'uomo. il Vangelo che finalmente supera l'antico Fato. Ma gi questo
superamento esisteva nei libri profetici.
Infatti cosa vuol dire "profezia"? Significa saper veder tutto ci che succede sulla terra sotto la luce di un
eterno presente. Per il Profeta, Adamo, Nabucodonosor, Nerone, Carlo Magno, Napoleone e Hitler sono
contemporanei. Per colui che illuminato dallo spirito profetico tutto avviene nello stesso luogo e nello
stesso tempo perch non tanto i fatti sono adombrati nei libri profetici, quanto i misteriosi fili che collegano
saldamente questi fatti.
Parlando di stazioni e di porti ci spostiamo nei luoghi pi lontani della terra, ma parlando di rotaie di treni e
d'acqua del mare ecco che di colpo i luoghi pi lontani vengono collegati in un'unica rete e questa rete nei
Libri di Enoch cos penetrante da varcare non solo i confini di spazio, ma anche quelli di tempo.
Dicendo queste cose, si chiarisce qual il criterio che io ho seguito per interpretare le varie parti dei Libri di
Enoch: mi sono riportato al presente. L dove si parla di Azazel, l'inventore delle corazze e delle spade, io
ho visto anche i fabbricanti delle pi terribili armi moderne e cos, accanto alle schegge dell'et della pietra

e alle spade dell'et del bronzo, ecco apparire i missili intercontinentali e le bombe atomiche.
Fatti straordinari leggiamo nei Libri di Enoch. Vediamo turbini di Cherubini che quasi ci appaiono come
dischi di fuoco e che spingerebbero un clipeologo a vedere in essi degli UFO o altri oggetti volanti. Ma
questi simboli, non dobbiamo dimenticarlo, fanno parte di quel mesocosmo che lega l'uomo alle dimensioni
sconosciute dell'aldil. Ecco
perch, nel corso dei millenni, i famosi piatti volanti appaiono molto spesso a significare ... che cosa?
Ecco il punto. Quando un avvenimento che noi diciamo strano, insolito, si realizza, noi ci chiediamo: che
cosa significa? Che segno ? Porta bene o porta male? Dicendo cos, ci poniamo in una posizione quasi
profetica. Vediamo in Enoch che ogni fatto d luogo ad altri fatti e vediamo anche che prima che tutte le
cose avvengano come se fossero gi avvenute in una dimensione diversa, nel mondo dei pensieri. Le lotte sanguinose che qui sulla terra
si svolgono da millenni sono come echi di terribili pensieri. Ed ecco che il piccolo uomo, ad un certo
momento, sente nascere in s qualcosa di nuovo, una capacit divina che lo rende addirittura superiore
agli Altissimi Pensieri che si fanno battaglia nell'Empireo. Ecco che vediamo in Enoch l'uomo divenire addirittura avvocato degli Angeli e
intercedere per loro presso Dio. E Dio parla ad Enoch da amico ad amico, quasi fraternamente. Come pu
avvenire tutto questo? Proprio per quella facolt che abbiamo chiamata divina che l'uomo ha scoperto
finalmente in s. E questa divina facolt
come potrebbe essere definita? .. Seguendo Socrate potremmo denominarla "inizio della conoscenza di se
stessi". Enoch sembra darcene un'altra definizione ed quella profetica: far risuonare in noi la voce nuova
del profetismo, puntare lo sguardo verso quel mondo in cui tutto esiste contemporaneamente: passato,
presente e futuro. Ed ecco, non appare pi tanto assurdo che, fin dai giorni antidiluviani dell'antico patriarca
Enoch, si possano scorgere gli aerei supersonici dei giorni nostri; le astronavi che portano gli uomini sulla
luna, le capsule che si dirigono verso i pianeti e si perdono negli spazi siderali al di l del sistema solare.
Affondando lo sguardo in questo mondo meraviglioso possiamo confondere il turbinio dei motori a reazione
colle spade fiammeggianti degli Arcangeli e dei Cherubini.
Questo mondo fermo che gli antichi Egizi chiamavano "Amenti", cio il "mondo in cui tutto possibile in un
Amen", forse una dimensione da cui l'uomo si allontanato. Leggiamo in Enoch che per gli antichi
abitatori dell'Eden i cieli erano aperti e queste parole riecheggiano quella possibilit di comunicazione col
mondo alto dei pensieri fermi che gli antichi forse pi di noi avevano.
Sul fango dell' ominide Dio aveva alitato la sua Saggezza ed significativo che nel corso dei millenni
questa divina parola sia scaduta a tal punto da confondersi con la sapienza. Infinita la differenza fra
questi due termini: la sapienza ha portato il mondo moderno sull'orlo del baratro. Sapienti sono quei segreti
della materia rivelati troppo presto agli uomini da quei figli del cielo che hanno deviato dal retto cammino,
dagli Angeli precipitati... In ugual modo sapienti sono i ritrovati delle moderne tecnologie. I libri delle
biblioteche scientifiche, i nastri dei computer rigurgitano di infinita sapienza, ma in essi non vi un briciolo
della Saggezza divina.
E allora che cosa questa "Saggezza"? Leggiamo nei testi sacri che, prima che il mondo fosse, gi la
Saggezza . Parole stranamente ravvicinabili a quella frase di Ges che dice: In verit, in verit vi dico,
prima che Adamo fosse, io sono.
Studiamole un po' queste due frasi: ci meravigliano per quel brusco cambiamento di tempo, quel presente.
Ges, guardandosi nel passato, si vede al presente. Noi diremmo: esce dai limiti del tempo. Cos per la
Saggezza. La Saggezza ha questa divina possibilit: di essere vera sempre, di essere uguale a quei
simboli che sono scritti in quello che abbiamo chiamato il "mesocosmo".
Cos appare chiaro che quella meravigliosa facolt che noi abbiamo denominato "divina", e che l'uomo
sente risuonare in se stesso, la Saggezza.
Errore veramente imperdonabile stato averla confusa per tanto tempo con la sapienza.
Un intero libro della Bibbia dedicato alla "Saggezza" e purtroppo, per quell"'error diabolicus", la
traduzione parla solamente di "sapienza". Per superare questo errore, dobbiamo chiarire le differenze fra i

due termini. Sapienza l'insieme delle conoscenze che l'uomo pu raggiungere o, per dirla con Enoch,
sapienza la voce degli Angeli vigilanti che suggeriscono all'orecchio umano i segreti della materia
(mastica quelle radici, fuma quelle foglie, mescola quelle polveri, fondi quel metallo, arrota quella lama, dai
la scalata al cielo con le tue astronavi ecc. ecc ... ).
molto tutto questo? La risposta : nulla. Perch questa la terribile legge della sapienza: pi si studia,
pi si scandaglia e pi ci si trova al punto di partenza. La verit semplice, umana, poetica, lieve come un
sorriso di bimbo. La verit pu essere colta con un brivido che attraversa la schiena o con l'aprirsi di un
occhio stupito alla contemplazione di un fiore. La Saggezza verit. La Saggezza semplicit. La Saggezza l'unico mezzo per riunire,
ordinare, semplificare, unificare tutto quell'immenso materiale che la scienza ha accumulato nel corso dei
millenni. Se oggi questo materiale farraginoso che pi non riusciamo non solo a capire, ma nemmeno a
consultare (siamo arrivati a un punto tale che non bastano pi gli specialisti, ma occorrono i sottospecialisti
in campi sempre pi ristretti dello scibile) dovr finalmente venire raccolto e utilizzato perch come un buon
seme dia buoni frutti, dovremo chiedere questo miracolo alla Saggezza.
Allora si vedr che l'uomo, che ha scoperto i mezzi tecnologici per vincere le distanze, l'uomo che ha
saputo con la sua chimica moderna creare le droghe dagli effetti pi terribili sapr usare questi mezzi solo
in casi di estrema necessit. In altre parole, attraverso la Saggezza e le sue scelte l'uomo potr finalmente
utilizzare a fin di bene le infinite armi che la scienza gli ha dato con troppa leggerezza cos come si passa
sprovvedutamente nelle mani di un fanciullo una bomba senza la "sicura" o un mitra carico ...
Libro Apocalittico stato chiamato Enoch perch ci d una visione veramente apocalittica del mondo che,
trascinato nella grande avventura diabolica, giunto ormai molto vicino al passo estremo, a quella
conclusione che pu essere terrificante, ma anche a lieto fine a seconda che prevalga nell'uomo la
sapienza oppure la Saggezza, quella che era
all'inizio dei tempi. Cancro, radiazioni, inquinamento, da una parte: la voce primigenia della Saggezza,
dall'altra.
La visione di Enoch ottimistica e pessimistica nello stesso tempo.
Noi vediamo che le sue lunghe pagine si concludono col trionfo dei giusti. E i reprobi gridano la loro rabbia
nel vedere i giusti risplendenti, mentre loro vanno nel "grigio senza giorni e senza stagioni".
Vi vita, vi tempo, vi mutamento solo per i giusti. Gli altri verranno come annullati. Arrivati a questo
punto potremmo porci finalmente la domanda: chi Enoch? Un visionario? Un profeta? un Messia? Molto
pi semplicemente, Enoch "l'uomo"!
Gli anni della sua vita sono 365 come i giorni dell'anno. I libri che ci lascia scritti sono 365 come gli anni che
ha vissuto. Enoch dunque un uomo come noi che vive sulla terra sotto i giri apparenti del sole. l'uomo
che a un tratto sente nascere una facolt inaspettata. Guarda le cose e non le vede pi come prima.
successo in lui uno strano fenomeno. Contempla una pianta e la vede seme, debole stelo, robusto virgulto,
forte tronco ricoperto da una chioma frondosa, ma la vede anche, in quell'unico sguardo, decaduta,
spogliata, seccata e abbattuta fino a divenire marcita, tutt'uno con la terra.
E cos l'uomo gli appare contemporaneamente fragile bambino, adolescente impetuoso, adulto forte e
vecchio curvo e stanco.
Ecco che altri legami appaiono agli occhi "nuovi" di Enoch. Quell'albero che sembra sparire inghiottito dalla
terra, quell'uomo che sembra dissolversi nel nulla sono avvinti cos fortemente alla essenza della vita che
da essa non scompaiono per sempre, come sembrerebbe. Dalla pianta sono nate altre piante, dall'uomo
altri uomini che restano a
colmare il vuoto.
Cos Enoch raccoglie passato e futuro e li unifica nel presente.
Cosa vede Enoch nel futuro? Partendo dalla cattiveria dell'uomo, Enoch, che riuscito a cogliere i legami
dei fatti e le conseguenze delle azioni, prevede un grande castigo. E diviene cos l'annunciatore del diluvio,

anzi, dei diluvi. Per noi, dunque, lui il primo uomo ad avere intravisto il fungo malefico della bomba
atomica.
Ma Enoch prevede anche che queste terribili punizioni, questi cataclismi, saranno inutili. Non risolvono il
problema del male.
Proprio la sua "inutilit" rende il diluvio significativo. Hitler, lo "sterilizzatore", il "crematore" e gli altri
innumerevoli distruttori e punitori dell'umanit non l'hanno capito.
Proprio il continuo ripetersi della punizione, la sua non definitivit, rende sempre pi evidente il legame
(causa-effetto) tra la cattiveria dell'uomo e le sue conseguenze.
A poco a poco, l'uomo che nei tempi iniziali del giardino terrestre coglieva un barlume di Saggezza col suo
istinto, ora, divenuto essere pensante estremamente individualizzato, la raggiunger coscientemente, con
la ragione.
Cos finalmente l'uomo potr divenire il collaboratore consapevole di Dio nell'opera perenne della
Creazione.
Era questa la strada luminosa che, nella notte dei tempi, Enoch ci aveva indicata.
E lo aveva detto: Scrivo non per i miei, ma per le lontanissime generazioni "future", per voi uomini che
verrete ... .
CREAZIONE del MONDO
Enoch avvicin la sua bocca all'orecchio del figlio: Tutte le cose che sono state create hanno un termine.
La storia dell'uomo, figlio mio, il racconto di queste morti, di queste sparizioni. Pu sembrare
estremamente tragico. Pu sembrare che, a un certo momento, nel lontano futuro, persino il pianeta dove
noi viviamo, scompaia. Ma tu hai capito che il finale, invece, gioioso, che gli errori dell'uomo
scompariranno e che tutto ci che rendeva triste, tragica, la grande commedia, sparir nel nulla. Svanir
come nebbia al sole il peccato e gli esseri maligni e le loro voci resteranno solo il ricordo di una triste fiaba
inventata dall'uomo. Perci, figlio mio, non essere triste: e ora, va' a chiamare tutta la nostra famiglia,
perch devo parlare anche a loro. Enoch, sfinito, ma con lo sguardo sorridente, dall'alto del grande letto
che per lui era come un trono, disse quindi a tutti i suoi (e affondando lo sguardo al di l di essi, era come se
parlasse anche ai lontani discendenti): Figli miei, datemi tutti la mano perch io sar la vostra guida
attraverso il tempo. un lungo viaggio quello che dovrete affrontare, irto di ostacoli; sappiate che questi
ostacoli sono fatti di tempo e di spazio: sono muri che vi isolano, prigioni che vi rendono soli e soffocano la
vostra voce, ricordi che si sbiadiscono, luoghi e persone amate che scompaiono. Ebbene, sappiate che
queste barriere non esistono: ce le siamo costruite noi, allontanandoci dalla verit, con i nostri peccati e
con il nostro errore. Purtroppo io vi dico che questi errori che gi si sono radicati aumenteranno sempre di
pi. L'uomo si sentir sempre pi solo e la sua voce sar sempre pi soffocata, tanto che verr il giorno in
cui non potr pi nemmeno comunicare con gli altri uomini e allora, per non impazzire, si ciber di rumori.
Per non udire la voce del silenzio metter al massimo il suono dei suoi apparecchi, delle sue trombe, delle
sue orchestre. Ma quanto pi forte sar quel chiasso, tanto pi crescer la sua infelicit e ogni volta che i
rumori, le bestemmie, la violenza in tutte le sue forme aumenteranno, ogni volta che l'errore dell'uomo si
far vistoso e addirittura ridicolo e pazzesco, un grande castigo verr in mille forme sulla terra. La spada di
Dio che scende dal cielo potr essere una cometa, un cataclisma o un terribile ordigno che l'uomo stesso si
creer per farselo scoppiare davanti.
Ma sappiate che, dopo ogni tempesta, verr la pace. Sappiate che l'errore creato dall'uomo solo per
essere distrutto e gli idoli sono creati solo per essere infranti. La fantasia dell'uomo crea esseri maligni che
sono vivi davvero, ma hanno breve vita. Gli spauracchi esistono per gli stolti, ma non per i saggi. Gli orchi e
le streghe spaventano le anime immature.
Quando la Saggezza era nel mondo, l'uomo non conosceva la paura. Ed ora, figlioli miei, vi chiederete
perch vi ho fatto venire tutti qui, intorno a me; sapete che questo letto rimasto vuoto per molto tempo,
quindi avete capito che io ho fatto un gran viaggio. S, ho percorso le strade dell'infinito per andare a

leggere le tavolette celesti. Vi ho visto scritta la Saggezza antica, vi ho visto specchiato anche il futuro. Vi
ho letto la vera storia dell'uomo. Perci ascoltatemi, cari figli, perch voglio parlarvi del passato e del futuro.
In realt, le distanze nel tempo non esistono e quindi come se dilatassi per voi un piccolo punto fino a
farlo diventare qualcosa di immenso, qualcosa che potremmo chiamare l'intera storia dell'uomo. Cos
come il giorno si divide in ore e l'anno in mesi e i mesi in settimane, noi questa infinita storia potremmo
dividerla in settimane cosmiche.
Ascoltate: dopo un milione di lunghissimi anni, l'et della pietra, in cui nulla sembrava succedere sulla terra
che non fosse fuoco di vulcani, infrangersi di rocce, straripare di mari, diffondersi di ghiaccio, dopo
quell'interminabile periodo in cui l'uomo non aveva ancora raggiunto il livello umano ecco che,
improvvisamente, scese dall'alto la Saggezza.
Era Dio, che nella sua comprensione divina veniva a verificare ci che aveva creato sulla terra. Era Dio che
veniva ad aiutare l'uomo bambino a scavalcare il primo grande ostacolo.
Siamo nella prima settimana cosmica. Voi gi sapete questa storia: un popolo di uomini felici che abitavano
con Dio, buoni e pieni di fede, riconoscenti per i doni che il Signore elargiva loro. Di colpo, l'uomo dai covi
bestiali in cui viveva si trasfer nei meravigliosi palazzi che con le sue mani si era costruito, ispirato dalla
Saggezza.
La terra fu un immenso giardino, da oriente a occidente, da settentrione a mezzogiorno e dovunque
sventolava, garrula, la bandiera dell'Eden, il simbolo della felicit sulla terra.
Settimana miracolosa, cantata dai poeti che la chiamarono et dell'oro.
Prima settimana del mondo, che fu divisa in sette giorni. lo nacqui proprio all'ultimo di questi giorni,
quando Dio gi da tanto non si incontrava pi sulla terra, ma ancora perdurava l'eco della sua Saggezza.
Da questo momento in poi, dovr cambiare il tempo dei verbi, dovr parlarvi al futuro.
Ecco, verr la seconda settimana e con essa, fin dal primo giorno, sorger un grande errore. L'uomo
trasformer tutti quei doni che ha avuto da Dio e naturalmente li peggiorer. Cosa grave, si convincer che
sono opera delle sue mani e della sua mente: Dio lasci una torre sulla terra, che facesse da ponte quando
Lui non sarebbe pi stato visto nel mondo, ma l'uomo peggiorer anche questo dono e, nella sua superbia,
ne costruir una pi alta. Allontanandosi da Dio, l'uomo si allontaner dalla Saggezza.
I divini annunciatori di verit, dall'alto dei cieli parleranno alle orecchie degli uomini e seguiteranno a
elargire doni, ma l'uomo superbo vorr fare tutto da solo. Chiamer quelle voci: "mia scienza", "mie
scoperte", "mie invenzioni". Allora, quelle invenzioni gli si rivolteranno contro come tanti pugnali acuminati.
l'antica pace sar finita e la terra, per
la prima volta, sar inquinata. Le sue acque saranno piene di fetore e di sangue. l'urlo del mondo salir al
cielo e si preparer il primo diluvio.
Qui, da questa stanzetta, dove siamo tutti raccolti, uscir quel seme che sar destinato ad attecchire nel
futuro, quando le acque del diluvio si saranno ritirate, ma quelle acque non serviranno a lavare l'anima
dell'uomo, perch il peccato e l'ingiustizia cresceranno, anzich sparire e cos terminer la seconda
settimana, quando i peccatori cominceranno
a comprendere che i peccati portano i diluvi e con un primo tentativo cercheranno di regolarsi e
cercheranno di ricordare i precetti dell'antica Saggezza che gli uomini buoni del primo giorno della prima
settimana leggevano negli occhi di Dio.
Riscopriamo dunque il codice dei Comandamenti, dei primi, dei fondamentali.
Verr la terza settimana. La legge far i suoi effetti e dai primi giorni si otterr qualche risultato. Ma ogni
legge imposta dall'esterno una forzatura, uno spauracchio per bambini, e cos gli uomini sembreranno
pi buoni, ma in realt, ogni volta che si allontana. lo spauracchio, ecco sar un nuovo vitello d'oro a
tentarli, un nuovo idolo, un nuovo stridore a distrarli dalla voce del silenzio che chiama dentro di loro e che

non ottiene risposta.


Ma quella voce chiamer nel chiuso dell'anima di un nostro lontano figlio che si dester un mattino e,
affacciandosi alla finestra della sua dimora, vedr i resti delle fondamenta dell'antica torre, quella vera, la
torre di Dio che scomparsa.
Allora egli inizier il suo lungo viaggio, alla ricerca dei pilastri del cielo e della Saggezza. Cos egli capisce
che Dio non ha sete di sacrifici umani, ma di rettitudine e di Saggezza. E per scoprire la torre nascosta,
sacrifica la sua sposa. Ma ormai il ponte fra l'uomo e Dio ritrovato: il patto ristabilito. Il paradiso, perduto
in un lontano giorno, potr risuonare ancora delle risa e dei canti della futura gente felice. La piantagione
eterna degli uomini giusti si rinverdita.
Giunger la quarta settimana. Il ponte tra il passato e il presente dar i suoi frutti. Le leggi dei
comandamenti verranno falsificate e riscritte su una pietra dalla forma simile a quella delle tavolette celesti
che io ho potuto osservare. Questi comandamenti, da cinque diverranno dieci e saranno, per l'uomo, come
il recinto per gli animali, che viene imposto dall'esterno e la cui falsa giustizia non nasce dalla Saggezza ma
dalla paura.
Occorre che qualcosa che fuori, entri nell'uomo. Occorre che la barriera di pali e di travi di legno, divenga
spirituale. Occorre che la voce della Saggezza nel cuore dell'uomo divenga Amore.
Sorge cos la quinta settimana, la quinta era, e il bambino Emanuele viene scoperto di nuovo sulla terra.
Il grande ponte si di nuovo richiuso, fra Dio e l'uomo; il seme dei giusti, uscito da questa piccola stanza,
dar questo frutto infinito.
Ma l'Amore senza la Saggezza infinitamente solo, infinitamente triste. Cerca l'uomo e non lo trova. Cerca
una risposta e non la sente. un bimbo nudo e tremante fra pazzi scatenati e sanguinari. Col sacrificio
dell'Emanuele, tuttavia, un tempio di gloria e di dominio sar costruito per sempre. L'uomo ha incontrato
nuovamente Dio e ancora non lo ha riconosciuto.
Nella sesta settimana vagher cieco e disperato in un mondo di sangue. Non ha ricordato la Saggezza,
non ha riconosciuto l'Amore. All'inizio di questa settimana, l'Emanuele sar gi asceso al cielo, ma sar
anche sceso nel cuore degli uomini giusti.
Accanto al tempio dell'Amore, anche il tempio del Dominio verr dato alle fiamme e il nostro seme, la
nostra piantagione verr dispersa. Questo seme, voi lo vedete, quanto rimane dell'antico Eden. il
residuato del patto, il vero grano che Dio port sulla terra. Non razza, ma comportamento. E qui vedete,
in questa stanza, figli miei, quanta diversit esiste fra voi e quanto diverso il colore della vostra pelle.
Dunque, i giusti si disperderanno nel mondo. I residui dell'Eden si diluiranno perch quello che era fuori a
poco a poco possa germogliare dentro.
Ed ecco sorger la settima settimana e i malvagi avranno il loro trionfo nel male. Tutto sar sbagliato.
Ogni scelta porter al contrario della verit, ma alla fine di questa settimana, di colpo, come una luce
improvvisa che si accende nella notte quando pi buia, esploder il rifiuto, la stanchezza dell'errore e
sar fatta la nuova scelta, quella giusta, quella eterna; e l'uomo, che per millenni in una confusione senza
fine ha sostituito alla Saggezza la scienza, riscoprir la verit eterna e ricever le settuplici istruzioni che
riguardano tutta la creazione. La antichissima torre si aprir. Ormai, la grande battaglia contro le ombre che
l'uomo si creato, dal giorno in cui si allontanato da Dio, vinta. Le ombre diaboliche sono sparite. Le
tenebre sono pulite come la luce. Il grande respiro di Dio ha ritrovato l'armonia.
Sorge cos l'ottava settimana che vedr il ritorno della Saggezza sulla terra. Poi verranno la nona e la
decima settimana. Quest'ultima si chiuder col grande giudizio e sar allora che la nostra grande era delle
ere, il nostro grande cielo dei cieli si aprir e lascer il posto al nuovo cielo, in cui tutti gli astri acquisteranno
una luce sette volte pi intensa. E qui, figli miei, la mia mente, che umana, si perde e intravede solo il
barlume e il formicolare luminoso di infinite settimane cosmiche di bont, di verit e di Saggezza, in cui del
peccato e del diavolo non rester pi nemmeno il ricordo.
Nella stanza di Enoch, tutti rimasero in silenzio per lunghi minuti.

Avevano gli occhi fissi verso il futuro e rapiti come quelli degli artisti e dei Santi. Si scossero alla voce del
loro avo che disse con forza: Ecco, io vi ho mostrato i sentieri della violenza e della morte perch voi, figli,
vi teniate lontano da essi. Non avvicinatevi a essi, altrimenti sarete distrutti. E rammentate bene le parole
che oggi vi ho detto e fatele sempre riecheggiare di padre in figlio in nipote e soprattutto cercate di capire il
gioco dei malvagi: essi spingeranno gli uomini a confondere la Saggezza con la scienza e questa quella
confusione che io chiamo diabolica. Sia chiaro, invece, nelle vostre menti il concetto di Saggezza.
E un'altra cosa vi devo dire, anche se suona sgradevole all'orecchio: state lontani dalla ricchezza. Non
aggiungete casa a casa, terreno a terreno, perch la ricchezza il comodo scivolo che spinge al peccato.
Figli miei, la lunga storia dei peccati dell'uomo veramente terribile. Sapeste quanto ho pianto dopo il mio
viaggio attraverso il tempo. I miei occhi erano acqua, la mia mente era in subbuglio. Non riuscivo a
rendermi conto in che modo l'uomo, abitatore felice della terra e vicino di casa di Dio, fosse potuto cadere
tanto in basso, fino a perseguitare e uccidere il suo simile con tanta malvagit, fino a farsi testimonio del
falso. Perfino gli uomini di giustizia hanno testimoniato il fals ed hanno perseguitato i giusti.
Quanti di voi, figli miei, dovranno soffrire ingiustamente a causa dei potenti e di coloro le cui ricchezze
fanno apparire simili ai giusti, di coloro che mangiano nei piatti d'oro e bevono nelle coppe d'argento.
Figli miei, triste sapere che il periodo della vostra felicit tanto lontano. triste vedere che la casa dei
potenti e dei ricchi e di coloro che hanno accumulato tesori con le loro ruberie rimane prospera per cos
lungo tempo e i loro granai rimangono colmi fino all'orlo, ma convincetevi che questo tempo non rester,
sfumer e verr l'ora della maledizione.
Poveri figli miei, sulla terra ne dovrete vedere di tutti i colori: uomini travestiti da donne, donne che fanno di
tutto per essere simili ai maschi. Il mondo sar ridotto a un manicomio di scalmanati con le vesti pi
colorate di quelle di una donna vanitosa. La gente si annegher nella ricchezza e si inebrier del potere.
Una quantit incredibile di imperatori, di sotto imperatori, di re, di vice re, di principi, di duchi, di marchesi, di
conti, di governatori, di direttori, di vice-direttori e di capi di ogni specie scimmiotteranno su troni le mosse
dell'Antico dei Giorni. In tutte le maniere l'uomo tenter di farsi Dio. S, l'uomo ha creato il diavolo e il
diavolo gli ha insegnato a scimmiottare Dio e questo peggio delle pi orribili bestemmie. Tutto questo
pu. accadere in un mondo in cui manchi la Saggezza.
Ed ora, attenti, figlioli, sto per dirvi una grande verit: gli oceani sono creati da Dio, i grandi mostri marini
sono creati da Dio, anche un piccolo vermetto che striscia sulla terra creato da Dio. Le montagne sono
create da Dio, non dall'uomo per soddisfare un suo bisogno. Non si mai visto un monte o una collina fare
da servitore o da cameriere. Ma il peccato, figlioli, il peccato non stato creato da Dio, l'uomo stesso se lo
fatto con le sue mani. Il peccato servo e creatura dell'uomo. Se capite questo, miei cari, avete capito
tutto. Non dite: mangiamo, beviamo, cantiamo, stiamo allegri, tanto il mondo uno scherzo, perch non vi
tragedia pi terribile che l'eclissi della Saggezza. Al mondo vedrete malattie, sterilit, infezioni, mali di tutti
i generi ma sappiate che questi mali l'uomo se li costruiti con le sue mani. In realt il male non esiste al di
fuori dell'uomo e anche la sterilit non piovuta alla donna dall'alto, ma lei stessa se l' procurata con le
sue stesse mani a causa delle sue azioni ed per questo che muore senza figli. Lo so bene che le mie
parole sono scomode. So che questo mio libro sar giudicato l'opera di una mente folle. Ho rivelato ai
peccatori la loro malvagit.
Essi non potranno pi dire: non so niente, non ne sapevo niente, la vita uno scherzo. Il mio libro dice che
tutti gli errori dell'uomo sono scritti in cielo, ecco perch molti lo vorranno buttare nel fuoco.
Guai a voi uomini duri di cuore, sfruttatori e vampiri che bevete sangue: verr il giorno in cui non troverete
da mettere sotto i denti nemmeno la sabbia del deserto.
Guai alle donne pettegole e maldicenti. Guai a chi si rallegra delle disgrazie del vicino. Guai a chi scrive
false notizie perch la verit registrata per sempre e non con labile inchiostro su carta. Guai a voi che vi
divertite a prendere in giro la gente, guai a voi che vi divertite a raccontare sconcezze o a perdere tempo a
dire parole inutili. Guai a voi
donne che vi compiacete dei vostri gioielli, guai a voi preti che lustrate gli idoli nelle vostre chiese, guai a chi
si far un dio di metallo, di legno e di argilla, guai a chi adorer le forze della natura, gli spiriti impuri o altri

idoli di materia o di pensiero. Chiamateli pure, nel momento del bisogno, i vostri idoli, sfregate pure i vostri
amuleti: non vi saranno di nessun aiuto. Anzi, serviranno solo a rendervi un poco pi folli e a chiudere un
po' di pi i vostri occhi. Adorateli pure i vostri oggetti materiali, i vostri amuleti, adoratele pure le vostre idee
pazze: verr il momento in cui essi vi renderanno disperati e terrorizzati.
Solo chi saggio benedetto. Solo chi saggio comprende la verit. Solo chi saggio potr salvarsi.
Perch i bei palazzi sono abitati dai fannulloni? Perch chi pone i mattoni uno sull'altro non ha casa ove
dormire? Guai a voi che costruite case col sudore degli altri. lo vi dico: non avrete pace. E io dico ai figli:
accontentatevi di ricevere dai vostri padri l'eredit eterna della Saggezza, ma non quella dell'oro e degli
idoli. lo ho visto nei giorni della terra infinite battaglie. Il sangue arrivava fino al ventre dei cavalli e immense
piantagioni di ulivi venivano sradicate per bruciare le mura delle citt. Cos nascono, figlioli miei, i deserti
sulla terra. Osservate la natura: tutto regolato nel pi perfetto dei modi, ma quando vedrete che questa
regola infranta, quando vedrete troppa pioggia o siccit o grandine o cavallette o pestilenza, sappiate che
allora qualche equilibrio stato infranto dall'uomo. Qualcuno per il suo egoismo ha buttato lo sporco del
suo giardino in quello del vicino, il fumo della sua officina nelle finestre delle case dei poveri, la feccia delle
sue cantine e delle sue fabbriche nell'acqua delle fontane. Fate come i marinai della nave, tutti i loro averi
sono riuniti su quello scafo, se uno fa un buco nella chiglia vanno a fondo tutti. Ma sono parole vuote. I
marinai temono il mare, ma i peccatori non temono Dio, anzi non vogliono nemmeno pensare che esiste. E
dicono: "Le nostre ricchezze ci salvano dalla fame. Ci curano dalle malattie. Non mettete al mondo, forse,
voi buoni, un figlio cieco o non avete una madre paralitica? A cosa serve essere buoni? Tanto finiamo tutti
sotto terra!". Ma io vi dico, uomini malvagi, siate pur felici di aver riempito i vostri stomaci, di aver rapinato e
spogliato il vostro prossimo e vissuta la dolce vita. Rimanete pure della vostra convinzione che anche
l'uomo pi giusto e pi buono del mondo ha la stessa punizione, la stessa vecchiaia, la stessa morte di tutti.
S, la morte viene per tutti, ma sappiate che se io sono qui a parlarvi del pi lontano futuro perch sar
vivo in quel lontano futuro e sarete vivi anche voi, figli miei, e saranno vivi gli uomini giusti.
Come so queste cose? Ho letto nelle tavolette celesti un gran segreto e so che per gli uomini buoni
riservata una lieta sorpresa: volete sapere quale? I buoni non dovranno temere il giudizio. Per i buoni,
come per gli angeli del cielo, non c' bisogno di nascondere la faccia nel giorno del giudizio universale, non
c' giudizio per loro, ma solo premio. Perci non temete, figlioli, e non ascoltate le prese in giro dei
peccatori perch ogni azione dell'uomo lascia una traccia cos netta e indelebile che in qualsiasi tempo si
potr rivedere ci che egli ha fatto. Sia al buio che alla luce, sia di giorno che di notte il peccato non sfugge
alla vista degli occhi futuri. Ed ora vi dico l'ultimo mistero: state bene a sentire e non dimenticate le mie
parole: i libri sono falsi. La storia falsa.
Il ricordo del passato falso. Gli uomini cattivi, in infiniti modi, hanno falsificato, e falsificheranno la storia,
con parole vuote, roboanti, incensanti, malvagie, perci chi di voi voglia risalire alla verit, dovr per prima
cosa sgombrare il suo cervello di tutte le menzogne con cui stato riempito fin dall'epoca in cui stava
seduto sui banchi di scuola. Questo mio libro vuole essere un "anti libro" e vuole ridare all'uomo la verit.
Quelli che in futuro lo copieranno, lo trascriveranno e lo tradurranno nella loro lingua, non mutino o
non alterino il senso delle mie parole e se le trascriveranno con fedelt io per primo, e non c' bisogno che
vi dica dove, testimonier in loro favore. Ma voglio svelarvi un altro segreto: altri libri verranno scritti per gli
uomini buoni e per gli uomini saggi. Uno poi, in particolare, avr una importanza enorme sia nella sua parte
pi antica (tranne che per una piccola parte), sia in quella nuova e questi scritti confermeranno le mie
parole e le mie previsioni; rassicureranno i giusti e li spingeranno ancora di pi al bene e alla Saggezza.
Perch saranno scritti questi libri?
Perch Dio ha detto: "Tornate a parlare di Saggezza agli abitanti della terra! Fatela discendere di nuovo nel
mondo. Solo allora il Figlio mio potr tornate ancora ad abitare tra gli uomini".
Circoncisione, Degenerazione, Sekina
In Enoch si parla di astronomia, di chimica, di alta ingegneria, di regole matematiche, metereologiche,
etnografiche. Si prevede, pur con parole antiche, la scienza moderna.
Con grande leggerezza la critica non si soffermata sul fatto che Enoch ci parla della nostra terra sferica e
della sfericit degli altri corpi celesti. Addirittura in Enoch adombrata la teoria delle relazioni tra materia e
spirito. Si parla di nuove dimensioni e di un mondo al di fuori del tempo. Si sarebbe dovuto vedere e notare
la straordinaria stranezza

del fatto che in un'epoca considerata primitiva si potessero scrivere pagine tanto profonde e
misteriosamente vere.
Nei Libri di Enoch esposta una tecnica per giungere a una progressiva elevazione dei pensieri: la strada
giusta verso la perfezione.
Il sistema pi efficace per effettuare questa ascensione psicologica consiste nel perfezionare le opere
umane, nel dedicarsi all'esercizio della creativit e alla soluzione di problemi cosiddetti "eterni" o, almeno,
dei quali si sia sicuri di non vedere il termine e la soluzione finale. L'esperienza dimostra che gli unici
perfezionamenti a dare la gioia di vivere sono quelli della creazione tecnica e artistica, della ricerca
scientifica disinteressata, delle grandi imprese dell'umanit, dei diuturni progetti che si esplicano nei secoli
o addirittura nei millenni. Attraverso il suo prolungarsi nella materia l'uomo pu eternarsi nello spirito.
La materia del nostro pianeta sempre la stessa, come se la Terra fosse un sistema "chiuso", isolato. Le
cellule del nostro corpo, quelle del nostro cervello sono composte da molecole che hanno molti miliardi di
anni di vita e risalgono all'origine della Terra. Prima che apparisse la vita queste molecole si trovavano
nelle rocce, nei gas, nei liquidi, sotto
forma di sostanze sempre meno semplici, rese sempre pi complicate dal tempo. Ed ecco apparire i
composti organici, le prime forme di vita vegetale e animale in una evoluzione senza fine. La vita si mostra
eterna, tanto pi quanto pi l'uomo si dedica a cose "eterne".
E vi fu un periodo straordinario nella storia del mondo in cui l'uomo si dedic alle cose eterne: modific la
terra stessa, trasformando se stesso. Furono costruite le prime meravigliose citt, ricche di giardini pensili
specchiati su grandi fiumi.
Sorsero le prime immense piantagioni. La pioggia ebbe uno scopo, le acque ebbero uno scopo. I semi e
tutte le cose vennero "selezionate".
L'uomo fu il "collaboratore della creazione'. La terra conservava dappertutto le tracce delle grandi
glaciazioni Vi erano pietre ovunque. Ed ecco che queste pietre che coprivano l'humus furono
sapientemente disposte a terrazze (questo fatto adombrato nel mito di Deucalione e Pirra). Sorsero
immensi orti botanici, furono scavati lunghissimi canali. I mari, gli oceani, divennero strade. Le coste si
arricchirono di porti. Le baie meglio orientate ebbero subito uno scopo. Il materiale genetico sopravvissuto
alle terribili glaciazioni fu selezionato e rivitalizzato. L'uomo
della pietra usc dalle caverne e guard in alto, verso le stelle.
Nella fascia climatica del globo, che fu chiamata Eden, ebbero un posto ben preciso (come in scaffali di
biblioteca) tutte le "matrici" delle specie viventi sia vegetali che animali e questo fatto adombrato nel mito
delle coppie di animali che salivano sull'Arca. Il cataclisma fu vinto; un nuovo equilibrio biologico fu
raggiunto.
La contemplazione della volta celeste diede i suoi frutti. Fu scoperto il pi lento dei cicli riguardanti la Terra,
il "moto di precessione degli equinozi", che dura esattamente 25920 anni. Tale periodo, come si detto,
venne diviso in dodici parti.
Questo ciclo dei ritorni si rispecchiava in se stesso. L'uomo dell'Eden scoperse ci che "ritornava". E allora
le dodici parti ebbero nomi simbolici legati a quei ritorni, a quei fatti straordinari e ricorrenti riguardanti la
Terra e l'Umanit.
Tutto ci avvenne perch la Saggezza, allora, era discesa sulla Terra e l'uomo, al settimo giorno (a
"creazione completata", diremmo noi) la contempl.
Fuori dal grande anello climatico l'et della pietra continuava. Nelle gelide foreste, nelle steppe arroventate
nessuna selezione, nessun miglioramento avveniva, contrariamente a quanto accadeva in quella immensa
serra botanica e zoologica che fu chiamata Eden.
L l'uomo si era autoregolato. La popolazione non cresceva n calava. La qualit raggiunta tendeva a
mantenersi. Vi era un patto, una regola sacra, a impedire il ritorno verso il caos dell'et della pietra. Ed era

un "Patto simbolico e non di sangue": la circoncisione. Circonciso era il cielo, con l'anello dello Zodiaco.
Circoncisa era la terra, con l'anello dell'Eden. Circonciso era l'uomo, abitatore dell'Eden. Circonciso, cio
separato, selezionato. Separato dall' et della pietra, deciso a impedirne i ritorni.
Ma fu proprio quella separazione, male intesa e creduta un "patto di sangue", e riapre le porte alla barbarie.
Infatti quel "Patto" mal compreso, che un tempo aveva portato a unioni spirituali, a matrimoni tra membri di
una fratellanza spirituale, fu rotto "dal suo interno" e fu trasformato in "incesto". Si credette che lo sposarsi
tra fratelli e sorelle, geneticamente condizionati ;, l punto di essere biologicamente gemelli, avrebbe
stabilizzato definitivamente le qualit "superumane" raggiunte nell'Eden.
Si pensava che ogni coppia formata da un fratello e da una sorella avrebbe generato un figlio e una figlia
geneticamente identici, i quali a loro volta si sarebbero sposati tra loro continuando all'infinito.
Addirittura si progett di far partorire a una donna due gemelli, maschio e femmina, per poter poi, una volta
cresciuti, unirli tra loro in matrimonio provocando cos una nascita gemellare dal loro accoppiamento. E
cos di seguito per ottenere una stirpe eterna di uomini perfetti, di Adami immortali. Ma non era questo il
modo per mantenere le perfezioni raggiunte. Non era quella che Enoch chiama "la strada giusta".
La nuova strada era creatrice di mostri. La "purezza genetica" ottenuta con quelle unioni era, in realt,
altamente inquinante, promotrice di caratteri degenerativi.
Il matrimonio tra consanguinei non funzionava. E allora l'uomo sbagli ancor di pi rompendo ancora
quella regola sacra creduta "patto di sangue", e questa volta la rottura avvenne "dal suo esterno". Si
volle allargare l'Eden e diffondere le condizioni favorevoli sull'intero pianeta.
La fratellanza spirituale si sfald. Il cerchio della "circoncisione" (che era una regola di comportamento)
fu aperto. Si apr l'ingresso all'et della pietra e questa ritorn. L'Eden ne fu travolto.
Ecco una delle caratteristiche dell'Et della pietra: i maschi ignoravano il loro ruolo di padri. I nove mesi di
distanza tra l'accoppiamento e la nascita del bambino, tra concepimento e parto erano sufficienti a tenere
disgiunto il legame tra causa ed effetto. L'istinto paterno non esisteva.
La Rivelazione e la conseguente esplosione improvvisa della civilt provoc un profondo mutamento,
trasferendo sul maschio una parte dell'istinto materno.
Nacque la famiglia "patriarcale". L'uomo si diede una regola e in lui presero forza dei riflessi condizionati.
Tuttavia bastava un minimo allontanamento della tradizione per far risorgere l'istinto primordiale e per
ricondurre l'uomo alle sue "dimissioni da padre" e alla sua folle e spensierata libert dell'et della pietra.
Ma il "condizionamento" era necessario e portava a risultati estremamente positivi. Come era nata la
regola condizionante?
Possiamo darne una spiegazione razionale. Il terrore della morte, della fine di tutte le cose, il desiderio di
assicurare la perennit o, almeno, una stabilit alle perfezioni faticosamente raggiunte ag come stimolo
alla grande intuizione: bisognava dare una regola agli accoppiamenti, in vista della creazione di uomini
sempre pi perfetti, fino al raggiungimento di quel fenomeno che gli antichi chiamarono "Sekin" e cio
l'innesco del grande arco che unisce l'uomo a Dio, il raggiungimento di una dimensione superiore, la
liberazione dell'uomo dalla morsa del Tempo.
Ma, per aprire la strada a questo estremo risultato, l'uomo deve allontanarsi dal caos dell'et della pietra e
dai suoi accoppiamenti pazzi e incontrollati. Occorre stabilire un legame, costruire un folto e rigoroso albero
genealogico attraverso i millenni. Ed ecco che leggiamo nelle Sacre Scritture i nomi delle "discendenze". Si
parla dei figli di David. Si giunge al traguardo finale: la nascita dell'''ultimo anello della catena" che chiude il
ponte tra l'umano e il divino.
E la Sekin (cio la presenza di un Vero-Uomo-Vero-Dio sulla terra) diventa un fenomeno reale. Al termine
di questo lungo condizionamento l'Adam Cadmon, l'Umanit dell'Eden, raggiunge la grande meta. La

creazione ha il suo coronamento. Pu giungere il settimo giorno: quello del- la beata contemplazione in cui
tutto il creato si riposa come dopo uno sforzo inimmaginabile. Ma la strada che porta alla Sekin irta di
pericoli. Come si detto il Patto di Alleanza, la regola che fu creduta Patto di Sangue pu essere violato
dall'interno e dall'esterno.
L'et della pietra, con la sua mentalit caotica, pu ritornare a distruggere la faticosa costruzione dell'Uomo
Perfetto.
Le Antiche Scritture attribuiscono la responsabilit di questa distruzione all'uomo, colpevole del "peccato
originale".
Si parla dell'albero della conoscenza. Nutrirsi dei suoi frutti significa chiaramente "raggiungere la scienza".
Il serpente che incita la donna a "mangiare" la scienza ci viene presentato dal testo biblico come il pi
scaltro di tutti gli animali creati da Dio.
L'uomo mangia il frutto proibito. Si nutre di scienza prima di avere raggiunto la Saggezza. Ed ecco, piove
dall'alto la maledizione: l'Eden finisce. Il Patto viene infranto prima dall'interno e poi dall'esterno. Gli impuri
(dir Confucio) vengono invasi prima dal di dentro che dal di fuori.
Il suolo fertile dell'Eden verr lasciato in stato di abbandono. L'uomo torner a strappare i frutti abbattendo
e sradicando gli alberi per far prima, come all'et della pietra. Adamo, cio l'Umanit dell'Eden, perde il suo
Paradiso in Terra perch ha appreso qualcosa troppo presto, ed una conoscenza pericolosa per l'uomo.
Dicono le Scritture: Ecco, l'uomo divenuto come noi, avendo conoscenza del bene e del male. Ora
facciamo s che egli non stenda la sua mano e non colga il frutto dell'albero della Vita!.
Se l'uomo avesse mangiato questo frutto, precisa il Testo, sarebbe vissuto in eterno.
Allora avrebbe superato e vinto il tempo con un pericoloso bagaglio di scienza e senza la minima provvista
di Saggezza. La mentalit dell'et della pietra si sarebbe eternata, in un mondo non pi ricco solo di selci,
ma di pericolose armi scientifiche.
La scienza ha fatto dell'uomo un bambino che gioca con una potentissima bomba.
L'uomo ormai sa troppe cose.
Dicono le Scritture: Il Signore allora cuc con le proprie mani una tunica all'uomo che lo aveva cacciato
dall'Eden.
L'uomo ha rifiutato Dio e ritorna all'et della pietra e alle sue caverne ma qualcosa cambiato. capace di
inventare, capace di fare da solo. Ha appreso, da Dio, a creare. Dio gli ha costruito la sua tunica.
L'Eden travolto dal Diluvio, ma l'uomo gi capace di costruirsi la sua Arca.
Il Grande Progetto tuttavia subisce un terribile rallentamento perch l'uomo, divenuto autodidatta, ha
imboccato una strada estremamente lenta.
Lenta e pericolosa. Perch ogni scoperta come un annuncio angelico che pu essere capito e usato in
modo giusto solo quando si raggiunta la Saggezza.
Ecco dunque il problema: divenire Saggi prima di essere Sapienti, se no, il Grande Progetto fallisce.

LUOMO diventa come le Bestie


Enoch si prepara a tornare sulla terra. Gli sono concessi trenta giorni per spiegare ai suoi ci che ha
veduto. Trenta giorni in cielo per capire, trenta giorni in terra per far capire. Poi dovr risalire,

definitivamente,
in cielo. Per scendere in terra dovr trasformarsi. Assumere un aspetto umano. La sua radiosit deve
attenuarsi fino a spegnersi del tutto. Se no, al mondo, nessuno potrebbe sostenerne la vista. Un figlio che
piange ormai da troppi giorni accanto al letto vuoto del padre, scomparso misteriosamente. Un frastuono.
Un turbine. Ed ecco Enoch tra le braccia del suo Matusalemme.
E inizia il racconto meraviglioso. Prima al figlio, poi ai familiari, quindi a tutto il popolo e perfino agli stranieri
giunti da lontano. Enoch descrive ci che ha veduto. E, parlando, dona a tutti la sua saggezza.
Dice: Beato l'uomo buono, l'uomo veritiero, l'uomo altruista. Beato colui che fa il bene non per una
ricompensa ma per amore del Bene e senza aspettarsi altro premio che la gioia di seguire la strada
giusta.
E poi Enoch svela questa verit:
L'uomo sembra infinitamente piccolo di fronte al mondo, all'universo. In realt infinitamente grande.
infinito anche nel tempo. L'uomo che sembra venuto dal nulla, e che vediamo sparire nel nulla, in realt
esistito da sempre e sempre esister. come un gradino di una scala eterna. Tutto fissato, tutto
progettato. Dio tutto vede. Perci amate il bene. Non vendicatevi dei torti subiti. Aiutate chi ha bisogno di aiuto. Non accumulate denaro. E non
accontentatevi di fare il bene a parole, di aiutare con frasi. Maledetto colui che dice parole di pace, di bont
e di amore ma non porta nel suo cuore la pace, la bont, l'amore e soprattutto non agisce.
Non pregate. Le preghiere sono fatte di parole! Non dite: tanto c' chi prega per noi!
Ognuno deve aiutare se stesso. Non c' uomo che possa aiutare un peccatore scontando al posto suo il
peccato.
Enoch si oscur in volto:
Ormai mi resta poco tempo. Vorrei dirvi tante altre cose. Darvi tanti consigli. Vi dir solo: Siate buoni!.
Rimase in silenzio, come se avesse, con quella frase, detto tutto. Matusalemme gli si avvicin: Padre mio,
posso farti preparare qualcosa da mangiare per il viaggio?. Enoch sorrise: Da quando ho visto Dio non
mi occorre altro cibo. Giunse, dai paesi lontani, una gran moltitudine di gente. L'estremo momento del
distacco si avvicinava, Enoch disse:
Ora ho da dirvi la cosa pi difficile. Devo darvi l'estremo consiglio! ed proprio quello che le vostre
orecchie si rifiuteranno di udire e le vostre menti traviseranno. Vi sembrer assurdo. Tuttavia ascoltatelo
con attenzione, figli miei: Dio present ai primi veri uomini (quelli che, come sapete, aveva chiamato Adam)
tutti gli animali del creato. E ne svel per ciascuno il vero nome e tutti li sottopose all'uomo, che ne fosse il
responsabile e il buon guardiano. E il Signore disse: "Bada, o uomo, che cos come tratterai queste bestie
tu sarai trattato! lo non giudicher questi umili animali per il male che avranno fatto all'uomo, ma giudicher
te, uomo, per il male che avrai fatto a questi animali". Vi un luogo per le anime: sia dell'uomo che di ogni
pi umile bestia. L le anime di tutti gli esseri viventi, comprese le bestie, potranno fare testimonianza. E chi
avr fatto del male agli animali come se lo avesse fatto a se stesso.
Enoch, a questo punto, come se parlasse da solo, disse a bassa voce queste frasi:
E pensare che gli uomini, credendo di far piacere a Dio, uccidono le bestie sugli altari! E proprio per
salvare l'anima!.
Poi Enoch si eresse in tutta la sua persona e alz il tono della voce: State attenti, figli miei! questo il
precetto che vi do, da parte di Dio. Abbiate orecchie per intendere e menti umili per accettare: chi si ciba
della carne degli animali come se legasse a quattro zampe sull'altare non le bestie ma la propria anima e
la ponesse l sopra in espiazione del peccato che sta compiendo!
Guai a uccidere una bestia. Non si pu farlo nemmeno di nascosto. Nemmeno senza procurare ferite
sanguinose. Il buon pastore non uccide la pecora e nemmeno la fa soffrire!

Ora vi ho detto tutto. Sono parole difficili. Tenetene conto. Solo cos salverete le vostre anime.
E ora amici, ascoltate: Dio ha creato il mondo per amore dell'uomo. Ha creato gli animali e le piccole bestie
per servire l'uomo. Ebbene: che l'uomo si faccia servire dagli animali e non dagli altri uomini!
E che tratti bene questi suoi piccoli servi che Dio gli ha dato. Gli animali sono tutti al servizio dell'uomo.
Anche i pi fastidiosi, anche le mosche e le formiche, che fanno pulizia nelle case e le zanzare e le pulci e
i pidocchi che spingono l'uomo a essere meno pigro, pi pulito, pi amante dell'igiene. Pi l'uomo stolto e
cattivo e pi i suoi servi diventano fastidiosi. Pi l'uomo sbaglia e pi viene punzecchiato.
E ora, fratelli miei, vi do l'estremo saluto. Il sole sta per calare all'orizzonte. Ricordate: ammiratelo pure
questo sole; amatelo ma non adoratelo: non confondetelo con Dio. Dio l'artefice che crea i soli!
Non inchinatevi davanti all'opera. Ricercatene l'autore!.
Dopo un istante di silenzio (il disco del sole era sparito) Enoch parl ancora: Ora ho proprio detto tutto,
scritto tutto. Il mio tempo consumato. La luce del sole sparita. Siate buoni. Benedetti, uomini buoni. La
vostra luce mai tramonter!.
Dopo quello strano e rapido tramonto la terra rabbrivid avvolgendosi in una oscurit misteriosa. Si ud un
turbinio come d'ali.
Torn un po' di luce, ma poca.
Non si sa come, Enoch era sparito.
Cominciava la dolce notte dell'equinozio.
In quella notte, trecentosessantacinque anni prima, Enoch era nato e, uscendo dal grembo della sua
mamma, aveva sorriso.
Era la stessa notte che Dio aveva scelto per discendere sulla terra, tra gli uomini.

Consiglio di acquistare i testi completi di Mario Pincherle, per avere una visione pi completa.