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OTTAVIO MIRBEAU

APPUNTI PER UN AVVOCATO

I Mio caro Avvocato, Mi avete chiesto di fornirvi ciò che chiamate « degli elementi » per il patrocinio che assumerete della mia istanza di divorzio. Eccoli. Ve li rimetto tali e quali, un po alla rinfusa, mi sem!ra. Ma con la grande a!ilit" di decifrare incartamenti pi# complicati, vi sar" facile sta!ilire l ordine di cui mancano queste note frettolose. Ve l ho detto, e ve lo ripeto qui, di non aspettare dei racconti drammatici o licenziosi, come ne comportano di solito questi processi. Io non ho nulla da rimproverare a mia moglie, o, almeno, niente di quello che la legge e le convenienze mondane possono considerare delittuoso

o attentatorio all onore di un uomo. $a sua condotta fu sempre perfetta e io credo !ene % & qui l aspetto difettoso del processo % che mai un cattivo pensiero, mai un desiderio impuro sia penetrato nella sua anima. Essa si dimostrava, anche con me, servatissima ' indifferentissima, dovrei dire % in questa specie di cose. Aggiungo che, sovente, e!!i a soffrire della sua naturale freddezza, perch& ella & graziosissima ed io ero molto appassionato. (uello che rimprovero a mia moglie & di intendere la vita in una maniera diversa dalla mia, di amare quello che io non amo, di non amare quello ch io amo, al punto che la nostra unione, anzi che essere un avvicinamento di sensazioni simili e di aspirazioni comuni, non fu che una cagione di lotte perpetue. )o detto « lotte » ed ho torto. (uesta parola definisce malissimo la nostra situazione reciproca. *er lottare, !isogna essere in due, almeno. E noi non eravamo che uno solo, giacch& io a!dicai su!ito nelle mani di mia moglie la mia legittima e necessaria parte di autorit". (uesta fu una de!olezza, lo so. Ma che cosa volete + Amavo mia moglie e preferivo il momentaneo annullamento della mia personalit" maritale alla possi!ilit" di conflitti immediati e, come tutto nel carattere di mia moglie mi faceva prevedere, pericolosi e violenti, irrepara!ili forse. (uesto rimonta al giorno stesso del nostro matrimonio. Era stato deciso che avremmo fatto un viaggio nel Mezzogiorno della ,rancia. Mia moglie si entusiasmò a quest idea. % -h . il Mezzogiorno .... % diceva. % Il cielo azzurro, il mare azzurro, le montagne azzure... tutti quei passaggi di luce che non conosco e che devono essere cosi !elli . -h. come sarò felice laggi# . E la cara anima !atteva le mani e raggiava di gioia, come una !am!ina alla quale si siano promesse delle !am!ole meravigliose. Io mi rallegravo e tutti intorno a noi, nelle nostre due famiglie, si felicitavano ch io avessi eletto un anima cos/ perfettamente consona alla mia, perch& noi amavamo gli stessi poeti, gli stessi paesaggi, la stessa musica, gli stessi poveri. *artimmo, com & d uso, dopo la cerimonia. Appena salita nel vagone che avevo anticipatamente impegnato e fatto adornare dei suoi fiori prediletti, mia moglie estrasse dal suo nécessaire da viaggio un li!ro e si mise a leggere.

% 0ara 1iovanna % insinuai teneramente % non vi sem!ra che non sia questo il momento di leggere + % E perch& non vi sem!ra il momento + % fece lei con un tono e uno sguardo che non conoscevo in lei e che diedero al suo viso una espressione di durezza imprevista. 2isposi, tur!ato 3 % Ma... cara mogliettina, ma perch& a!!iamo molte cose da dirci... non vi sem!ra... intanto che siamo soli, cos/ soli . % E!!ene . Amico mio, non v impedisco di parlare... E!!i freddo al cuore, un freddo doloroso. (uel li!ro mi appariva, realmente, come una persona che inopportunamente si fosse frapposta tra me e mia moglie. E quella voce che mi parlava, una voce !reve e tagliente, l udivo per la prima volta, e mi rendeva, per cos/ dire, crudelmente estranei quel grazioso viso, quella !occa, quegli occhi, quei capelli, tutta quella freschezza di giovent#, tutta quella !elIezza di amore intorno alla quale i miei sogni avevano cos/ follemente, cos/ gravemente e infinitamente vaga!ondato. 4omandai tremando, poich& avevo la sensazione di un non so che di lontano, fra mia moglie e me 3 % 0he li!ro & dunque, caro cuoricino, quello che leggete con tanto interesse + % $ ultimo romanzo del de 5inseau . % disse. % -h . % 0ome avete detto 3 « -h » . 6on vi piace il de 5inseau + % 6on molto... lo confesso... % Io l adoro... trovo che scrive divinamente... *oi, ad un tratto 3 % 0he stordimento danno questi fiori, amico mio .... E osservandoli un po stupita, come s ella non li avesse fin allora notati, aggiunse con un tono contenuto di rimprovero 3 % 5anti fiori, amico mio .... Ma & una pazzia . % 6on & una pazzia, 1iovanna, dal momento che a voi piacciono . Essa replicò 3 % 6on amo però le prodigalit".

4urante il viaggio, fino alla sera, tentai invano d interessare il suo spirito ai paesaggi che ci sfilavano intorno... Essa alzava un momento gli occhi al finestrino e li ria!!assava su!ito sul suo li!ro, dicendo 3 % 7 graziosissimo... Al!eri, campi, case, come dappertutto . % 1iovanna, 1iovanna, cara 1iannina . % gridai % vorrei che l amaste, la natura... Vorrei vedere la vostra anima esaltarsi alle !elIezze della natura... % Ma certo, amico mio, che la natura mi piace... 0ome siete curioso .... E perch& mi dite questo con una voce cos/ straziante +... E pure, dovete !en capire che non posso interessarmi di ciò che vedo tutti i giorni. Venne la notte... e fu una delusione per me... 6on vi trovai nulla delle e!!rezze che mi ero ripromesso. $ indomani si passò a 6izza, in passeggiate deliziose sulla spiaggia del mare, fra le montagne. $a novit" di quegli orizzonti luminosi, la dolcezza cangiante del mare, mosso lievemente da una piccola !rezza, la mancanza di a!itudine di quegli spettacoli ur!ani che fanno, di quella curiosa citt", una specie d immensa stazione o di gigantesco piroscafo in rotta verso non si sa quale follia, tutto questo dissipò un poco quello che, la vigilia, avevo travisto di minaccioso sulla fronte di mia moglie e nel cielo profondo dei suoi occhi. Essa fu gaia, d una gaiezza metodica, & vero, che teme di stendersi tutta in una volta, d una gaiezza senza emozione, senza una di quelle emozioni che vi rivelano a un tratto, attraverso un viso contratto, ciò che s ammira di flamme di gioie nascoste, di tesori di !ont" sepolti nel cuore d una donna. Ma non mi attardai in riflessioni inquietanti su quella riserva che mi sforzavo di prendere per eleganza di spirito. 2itornammo in al!ergo la sera tardi, un po stanchi, un po e!!ri di quel calore, di quella luce. 5oltosi il cappello e il mantello, mia moglie si drette davanti a una tavola. 5irò dal nécessaire un calamaio e una penna e mi disse 3 % Adesso, siamo ser8... che cosa avete speso oggi, caro amico + 2imasi s!alordito da quella domanda 3 % 6on so, amor mio... % risposi. % 0ome volete che lo sappia + E poi, veramente, vi par l ora + % 7 sempre l ora di aver dell ordine % sentenziò. % Vediamo un po 3 ricordatevi...

,u una faccenda lunga e fastidiosa. ,atti i conti e sta!ilito il !ilancio, si trovò che mancavano dieci franchi dei quali non riuscivamo a rammentare l impiego . Mia moglie fece e rifice i conti con la !occa stretta e la fronte corrugata, una fronte in cui, tra la purezza radiosa d una epidermide madreperlacea, erano scavate due rughe orri!illi, come su quella d un vecchio conta!ile. % *er!acco . mi ricordo... % gridai io per finire una situazione che mi era divenuta dolorosa . % sono i dieci franchi di mancia che ho dato al cameriere del ristorante. % 4ieci franchi di mancia . % sclamò mia moglie. % *ossi!ile + Ma io credo che siate pazzo .... E dopo avermi lungamente esaminato con uno sguardo acuto, uno sguardo inesprimi!ile, in cui c era pi# stupore che !iasimo, essa aggiunse 3 % Ecco quello che temevo... Voi non avete ordine, amico mio... Voi non sapete che cosa sia il denaro, caro tesoro . E!!ene, d ora innanzi sarò io che avrò le chiavi della cassa... Ah . saremmo presto rovinati con voi... 4ieci franchi di mancia .... Alzandosi, dopo aver rimesso metodicamente carta, penna e calamaio nel nécessaire, mia mogIie mi !att& sulle guance fra tenera e !ur!era, dicendomi 3 % Ah . !rutto maritino che non sa che cosa sia il denaro .... (uella notte, la seconda del nostro matrimonio, ci addormentammo come due vecchi sposi. II 6on vi starò a raccontare di quelle settimane passate nel Mezzogiorno per cele!rare il nostro matrimonio. I mille particolari del mio asservimento coniugale, tutti quei piccoli fatti quotidiani per cui si completò l a!!andono della mia autorit", non soltanto della mia autorit", ma della mia personalit" morale anche, fra le mani d un altro, ingom!rere!!ero questi appunti d inutili e stanchevoli ripetizioni. (uello che posso dirvi, & che tornai da quel viaggio, che avevo sognato cos/ pieno di felicit", di fantasie generose, di volutt" violente, completamente annichilito. Ero partito con qualche cosa di mio, uno spirito

mio, delle sensazioni mie, una maniera mia di comprendere e di vivere la vita domestica, l amore e l altruisrno 9 ritornavo con niente di tutto questo. $a trasformazione della mia personalit" agente e pensante si era compiuta con tanta rapidit" che non era stato pi# possi!ile lottare, difendermi contro quella spogliazione continua del mio essere. 4el resto, se anche l avessi potuto, non lo avrei tentato. )o in orrore la lotta. E poi, mia moglie aveva tale uno sguardo di volont" che, quando quello sguardo piom!ava su di me, io mi sentivo improvvisamente paralizzato. 0 era, in tutta la sua persona, sotto l irradiamento della sua carne e lo splendore della sua giovinezza in flore, una tale espressione di decisione irresisti!ile, che immediatamente avevo compreso che la lotta equivaleva alla rottura. -ra, questo non lo volevo, non lo volevo a nessun costo. 6on crediate ch ella non mi amasse 3 sono anzi convinto che mi amasse molto, ma a modo suo. Essa non mi amava n& come un amante, n& come uno sposo, n& come un amico 9 non mi amava nemmeno come si ama una !estia. Mi amava come una cosa sua, inerte e passiva, come un mo!ile, una scatola d argenteria, un titolo di rendita. Io le appartenevo, ero propriet" sua, questo dice tutto. 6el sentimento ch essa provava per me, nessuna emozione, nessuna tenerezza, mai l idea di un sacrificio per quanto insignificante fosse. Ella disponeva di me, senza il mio consenso, dei miei gusti, della mia intelligenza, della mia coscienza, secondo l atteggiamento del suo umore, ma pi# spesso, secondo i calcoli della sua vita domestica. Io facevo parte della sua casa e niente di pi# 3 occupavo un posto, importante, & vero, nella distinta dei suoi !eni mo!ili o immo!ili, ecco . Ed era molto, perch& mia moglie era una proprietaria scrupolosa e !rava. :e fosse statta minacciata nella propriet", nel possesso del marito, con quale energia, con quale gagliardia, essa lo avre!!e difeso contro gli attaghi, contro i pericoli, contro tutto, fino all oi!lio assoluto di se stessa . E dire che durante i lunghi mesi, i mesi !enedetti, i mesi di sacra impazienza, in cui fui ammesso a farle la mia corte, io non avevo visto niente di tutto ciò . Accecato dall amore, non avevo visto che la sua !ellezza . 6on avevo capito niente del suo sguardo cos/ stranamente e implaca!ilmente dominatore 9 nulla della sua !occa cos/ mira!ilmeinte tentatrice, nella quale adesso sorprendo delle pieghe terri!ili che mi

agghiacciano l anima e che non si cancellano se non con l umilt" della mia sommissione, con la vigliaccheria della mia o!!edienza.

Era convenuto che avremmo a!itato una graziosa propriet" che avevo ereditata da mia madre e ammo!iliata con passione e secondo i miei gusti. Ero fiero di quel piccolo angolo di terra per cos/ dire creato da me, dove avevo messo quello che credo avere in me di sensi!ilit" artistica e di concezione di poeta. $ avevo anche a!!ellita per la venuta di mia moglie, volendo che lo scenario della casa e del giardino fosse degno della sua !ellezza. II secondo giorno che l;a!itavamo, mia moglie mi disse, dopo una !reve passeggiata 3 % In questo giardino e in questa casa voi avete fatto, amico mio, delle pazzie che non comporta la nostra posizione flnanziaria. 5utto questo & troppo per noi e non potrei assumere la responsa!ilit" di una simile amministrazione. 0erto, io lodo il vostro gusto 3 & perfetto. (uello che vi rimprovero, & di non proporzionarlo alle nostre risorse. Voi fate... fate... senza preoccuparvi di saper come potrete far fronte a tali esigenze. -h . le anime di artisti .... 6on capiscono nulla della vita pratica .... E!!e un sorriso amaro 3 ma la sua voce si manteneva ancor dolce, !ench& un po !assa 9 e la fronte era attraversata da rughe, sogni di calcoli profondi e di tene!rose aritmetiche, 0ontinuò 3 % Mi sem!ra che noi si de!!a semplificare di molto il nostro tenor di vita e sopprimere molte, molte cose, che mi sem!rano inutili... 0ominciamo 3 che !isogno avete d un giardiniere +... Il concime, la semente, il mantenimento e l impegno di due uomini... fra quello che costano e quello che ru!ano, gli ortaggi ci vengono a prezzi enormi... fantastici, inverosimili,.. Avete soltanto calcolato che cosa vi costa un cavolo o un pomodoro + :commetto di no... *ianteremo delle patate nell orto e venderemo il dippi# del nostro !isogno... (uanto ai flori .... un aiuola davanti alla casa, una fiorita di geran8 e qualche rosaio qua e l"... (uesto deve !astare ai vostri !isogni di estetica floreale... 6el resto del giardino, semineremo del fieno, del !uon fieno. Al nostro cavallo piacer" questa

decisione... E siccome, in queste cose, la decisione pronta & sempre la migliore, vi prego di significare oggi stesso il suo congedo al vostro giardiniere. Io ero atterrito. % Ma, cara 1iovainna % risposi !al!ettando % ma voi non pensate che il mio giardiniere & un vecchio giardiniere... egli ha servito mia madre, quindici anni. :ono cinque anni che & con me. 7 il migliore, il pi# onesto, il pi# devoto degli uomini... 7 in certo modo della famiglia... Ella ri!att& 3 % E!!ene +... Vostra madre non l ha pagato + Voi stesso, non l avete pagato + 6on gli si deve nulla, m immagino... che cosa domanda di pi# + -ggi stesso, amico mio, intendete... non voglio pi# rivederlo domani... Avvicinai il vecchio giardiniere tremando come se fossi per commettere un delitto... Egli era, nel giardino, arrampicato sopra una scala intento a potare... E !ruscamente, con una voce dura e forte, per non udire la voce di rimprovero che saliva dal fondo della mia anima, gridai 3 % <isogna che ve ne andiate, pap" Valentino. 6on vi tengo pi# con me... 6on posso pi#... *ap" Valentino tra!allò sulla scala... credetti che fosse per cadere. % Voi non mi tenete pi#, signor *aolo + % !al!ettò % 6on siete pi# contento di me + Vi ho forse fatto un torto io +... % 6o, pap" Valentino... no, ma !isogna che ve ne andiate, che ve ne andiate su!ito,... su!ito . Mai rivedrò sopra una fisonornira umana l espressione di dolorosa tristezza che martirizzò il viso del povero vecchio. % <ene.. !ene... signor *aolo % mormorò, scosso da un !rivido % ... domani sarò gi" partito... Ah . povero signor *aolo . :entii le lacrirne salirmi agli occhi. % *erch& mi dite « povero signor *aolo », pap" Valentino +... Ma il !uon uomo non rispose. 4iscese dalla scala, raccolse le sue for!ici e si allontanò.

$a sera stessa di quel triste giorno, mia moglie aveva preso possesso della casa, della scuderia, della legnaia, del pollaio, della rimessa, dei granai.

E dappertutto, il suo sguardo diceva alle cose sommesse e soggiogate come lo ero io stesso 3 % 6on c & pi# che un padrone, qui, e quel padrone, sono io .... Avete finito di ridere, amici miei . III Avevo alcuni amici, cari, fedeli, meravigliosi amici. Erano poeti, artisti, contemplatori della vita. Essi ringiovanivano il mio cuore e sovreccitavano il mio spirito. Era per essi ed in essi che io sentivo vivere realmente. Avevano il generoso potere di risvegliare la mia intelligenza che nella solitudine sonnecchia un poco e di rivelarmi a me stesso. Mi piaceva riunirli spesso, aprire loro la mia casa e non mi sentivo mai cos/ felice come quando li avevo l/, intorno a me. Era come una !ella, una ardente fiammata di cui si avvivava il mio focolare, che rischiarava la mia anima, riscaldava le mie mem!ra intorpidite di freddo. ,orse, nella felicit" che mi procurava la loro presenza, cordiale quanto un !uon vino, si mescolava un sentimento di puro egoismo. Io avevo l esatta consapevolezza della loro influenza protettrice, della loro utilit" morale, e del « pungolo », direi, che esercevano sull attivit" del mio spirito. Ma se la mia amicizia non era assolutamente disinteressata, se non arrivava fino al totale o!lio di se, essa non aveva niente di !asso, di calcolatore e di parassitario. Io ero loro riconoscente del !uon calore che sapevano comunicare al mio essere. ,ra essi ve ne era uno che preferivo a tutti, nel fondo del mio cuore. :i chiamava *ierre $ucet. $o conoscevo dall infanzia. Avevamo insieme vissuti molti pericolosi momenti della vita. Mai la minima nu!e aveva oscurato il cielo calmo della nostra amicizia. 6on credo che avrei potuto amare un frateilo come amavo lui. 4otato di magnifici doni di pittore, ma sempre, nei suoi slanci creatori, arrestato da una perpetua inquietudine, da una costante sfiducia di se stesso e anche dalle o!iezioni incessantemente moltiplicate e lancinanti di uno spirito raffinato fino all assurdo, aveva finito per non dipinger pi#. Egli mi diceva con la tristezza che si sente tremare nella voce dei mancati e degli impotenti 3

% 0he cosa vuoi che faccia in cospetto di questa schiacciante !ellezza della vita +... 0opiare la natura + 5riste mestiere, al quale non possono piegarsi n& il mia cervello, n& la mia mano... Interpretarla + Ma che cosa può essere la mia interpretazione, fatalmente ristretta alla de!olezza dei miei organi, alla povert" dei miei sensi, davanti al mistero di quelle inacessi!ili, di quelle incomprensi!ili meraviglie + In fede mia, no .... Io non ho tanto stupido orgoglio, n& tanta fede im!ecille .... 0redi dunque tu che l uomo sia stato creato per far dell arte +... $ arte & una corruzione... un decadimento... l insudiciamento della vita... la profanazione della natura... <isogna godere della !ellezza che ci circonda senza tentare di comprenderla, poich& essa non comprende neppure se stessa... senza tentare di riprodurla... perch& noi non riproduciamo altro che la nostra impotenza e la nostra infirmit" di atomi perduti nello spazio... % 5uttavia % rispondevo % & necesssario uno scopo alle proprie attivit", alle energie... a questo dinamismo oscuro, dal quale siamo guidati... % = necessario vivere... ecco tutto .... non ha scopo, o piuttosto, non ha altri scopi che viverla... non c & niente di pi#... *er questo & !ella... (uanto ai poeti, ai filosofi, ai dotti che si torturano la mente per cercare la ragione, il perch& della vita, che la chiudono in formule contradittorie, che la spacciano in precetti opposti... essi sono o !urloni o pazzi... 6on c & alcun perch& .... 0>era da stupire a considerare la profusione delle sue idee, la novit" sempre nuova delle sue immagini, l a!ilit" dialettica dei suoi argomenti, per arrivare sempre a questa conclusione 3 « 6on esiste altro che !ellezza, incosciente e divina ». *er un resto di antiche a!itudini, quando andava in campagna, egli portava sempre con se il suo cavalletto, la sua scatola di colori, una tela e il seggiolino pieghevole. :ceglieva « un motivo », si sedeva, caricava la sua pipa e si guardava poi !ene, come da un delitto, di aprir la sua scatola e di fissare in terra il suo cavalletto 3 cos/, per ore, guardava... guardava le case, non con l occhio dei pittori, che strizza e ammira, ma con l occho panteista delle !estie riposanti nella prateria. *ossedendo di che non morire assolutamente di miseria, mal nutrito, negletto nel vestire, la !ar!a incolta e i capelli arruffati, egli aveva ridotto i suoi !isogni al solo necessario della vita. E come un cespuglio che il fango

della strada inzacchera, che la caduta delle foglie morte insudicia, la sua anima era piena di canti. 4apprima 1iovanna consent/ a ricevere i miei arnici. Ella li accolse con galanteria, ma senza entusiasmo. Essi stessi, comprendendo che « non era pi# la stessa cosa », non ritrovando pi# le stesse a!itudini cordiali, la stessa Ii!ert" un po s!rigliata dalle nostre riunioni, diradarono le visite. :i sentivano impacciati, del resto, dallo sguardo freddo di mia moglie, dalla sua !occa imperiosa, che non aveva mai per loro una !uona parola. Io non tentai di trattenerli, per quanto mi costasse. E poi, avevo finito per du!itare di essi, del disinteressamento della loro amicizia. 4olcemente, con un arte maravigliosa di osservazioni misurate e profonde, 1iovanna, quand essi se ne erano andati, mi faceva discendere fin nel fondo della loro anima. Essa aveva immediatamente indovinato i loro difetti, i loro vizi, che ingrandiva, che esagerava, ma con tale a!ilit", con tale verosimiglianza, che in poco tempo aveva provocato quasi un mutamento completo dei miei sentimenti verso quegli amici cos/ cari una volta. Essa si serviva di una parola sfuggita nella conversazione per mostrarmi degli aspetti inattesi e imprevisti del loro carattere, delle plausi!ili infamie, delle verosimili vergogne. Io mi difendevo, li difendevo, ma sempre pi# de!olmente, perch& il du!!io era in me a insudiciare quello ohe avevo amato, a divorare ad uno ad uno i pi# cari ricordi di altri tempi... % 7 singoIare .... % mi diceva lei % :i dire!!e che voi non conoscete la vita .... E son io, io, quasi una ragazza ancora... sono io che ve la de!!o insegnare .... Ah. caro *aolo, il vostro !uon cuore vi fa veder la gente come voi stesso... $a vostra sensi!ilit" vi acceca al punto come non saprei immaginare .... Ma se vi amano solo perch& siete ricco . E sul mio amico, su *ierre $ucet, essa esercitava di preferenza il suo spirito di demolizione... % ?n infingardo, ecco tutto .... Vuol dare alla sua inescusa!ile pigrizia dei pretesti trascendentali e filosofici da cui voi non dovreste lasciarvi ingannare. Ma & davvero troppa ingenuit"... E poi, credete che sia simpatico, per una donna fine, di ricevere in casa propria, di avere a tavola, un simile porcellino +... $a sua sudiceria mi ripugna, mi stomaca, mi fa star male... :e avesse dell amicizia per voi, avre!!e del rispetto per me... sgrassere!!e i suoi cenci, si lavere!!e le mani e non si presentere!!e

dinanzi a me come davanti a una ragazza di !irreria... Verre!!e di quando in quando... ogni tre o quattro mesi... a far colazione con noi... :ia . Ma, installarsi qui lui e il suo fardollo di sporcizia per settimane intere... vi assicuro che questo & penoso per me .... ?n giorno che *ierre $ucet era andato solo per i campi, 1iovanna mi disse 3 % <isogna finirla, mio caro *aolo. Io non voglio che la mia casa si disorganizzi per i vostri amici... Ecco un altra cameriera che mi a!!andona perch& essa non vuole, e scuso la sua ripugnanza, rifare il letto del signor $ucet. @ un vero immondezzaio, la sua camera. E la sua !iancheria +... 6on la si prendere!!e su, neanche con un uncino... 0he figura ci facciamo, vi domando, davanti alle nostre persone di servizio + Vi prego di arrangiarvi in modo che il signor $ucet sia partito questa sera stessa .... Inventerete... troverete quei pretesti che vorrete... ma, per!acco .... se ne vada... se ne vada . E siccome su!ito la mia fisonomia si era rattristata, 1iovanna continuò 3 % Vi rincresce +... E!!ene, sarò io che glielo farò capire a quello screanzato .... 4ifatti, quando il povero $ucet rientrò con le scarpe piene di fango, il cappello sgocciolante di pioggia, mia moglie, che spiava il sua ritorno, l apostrofò 3 % Veramente, signor $ucet, avreste potuto asciugarvi le scarpe... e pensare che i miei tappeti non sono degli sfangatoi .... I domestici non han da fare che per voi... qui .... $a mia casa non & una stalla .... % 7 forse questo il suo torto . % rispose $ucet dolcemente. % *ro!a!ilmente sare!!e pi# felice, ma ho capito... *aolo, c & +... % 6o. *aolo & in citt"... % Va !ene. 1li direte che gli voglio !ene sempre, al povero *aolo .... E quando avr" voglia di piangere, gli direte che venga pure da me .... 1li far" !ene... Io ero dietro la porta del salotto quando avvenne questa scena crudele... 6on avevo che da dire una sola parola, da fare un gesto, ma io non pronunciai quella parola e non feci un gesto solo .

0addi su una sedia, annientato, la testa fra le mani, un peso cos/ grave sulle spalle come se avessi la sensazione che qualche cosa di maledetto fosse disceso su me .... E anche lui, *ierre $ucet, aveva detto 3 « *overo *aolo . » quando lo si era scacciato, come avevo scacciato il vecchio giardiniere . IV <en presto la nostra casa diventò silenziosa e quasi selvaggia... 6ello stesso modo ch essa aveva scacciato gli amici, scacciò i poveri, quegli amici sconosciuti, quegli amici eterni delle nostre ri!ellioni e dei nostri sogni. Ai poveri che passavano essa non sorrideva pi#, come una speranza, come una promessa di gioia e di conforto. *er le strade, per le viottole, sui pendii, dietro i muri, essi si erano dati certo la cattiva novella. 6essuno si soffermava pi# davanti a quella !ianca facciata, altre volte cos/ ospitaliera, cos/ invitante, ed ora protetta, contro l implorazione dei senza pane e dei senza tetto, dallo spavento di due mastini, guardiani delle nostre ricchezze, e anche dall insolenza dei domestici cui piace vendicarsi sui de!oli della durezza del loro asservimento. ?na volta, quando la sera ritornavo dalla passeggiata e scorgevo sul poggio la nostra casa sorgere dal !oschetto d al!eri verdi, la nostra casa con le sue finestre simili a !uoni occhi, sentivo discendere, scorrere in me qualche cosa d infinitamente dolce 3 una pace deliziosa, la coscienza di aver compiuto un dovere di amore e di solidariet" umana. -ra invece, la sua sola vista era per me come un rimorso ed io stornavo gli occhi da quel tetto che non ospitava pi# se non un egoismo implaca!ile e agghiacciante... Avevo vergogna di quella casa e mi sem!rava che, vedendomi passare, la gente dicesse 3 « 7 quello che a!ita la casa dove non fermano pi# i poveri ». Mia madre, anima tenera, cuore pietoso, aveva fatto, della sua casa, una specie di rifugio. Essa ne aveva spalancato le porte alle miserie erranti, alle disperazioni che si avviano verso il delitto o verso la morte. *er coloro che hanno fame o hanno freddo, c era sempre in casa nostra una tavola apparecchiata e un focolare acceso. Essa visitava i poveri del paese e curava

gli ammalati. 4agli sventurati non esigeva che avessero delle virt# eroiche 3 le !astava, per soccorrerli, che fossero infelici. % 6on c & gerarchia, nel dolore % mi diceva ella spesso. % 5utti i dolori, qualunque sia la loro origine, sono ugualmente rispetta!ili e hanno diritto alla nostra commozione . Mi ricordo ch ella aveva, con la sua a!ituale e discreta !ont" e con grande scandalo delle persone per !ene, accolto, o meglio, raccolto, dovrei dire, una ragazza della citt", sopraffatta dal disprezzo universale, e anche dal disprezzo degli stessi poveri. (uesta ragazza vaga!ondava, la sera, per le stradicciuole !uie, si dava per un soldo, per un !icchiere di acquavite, per nulla, a chi avesse voluto prenderla. Il giorno, quando essa passava sui marciapiedi, sporca, spettinata, coperta di stracci fetidi raccolti nei fossi o 5u!ati nel cestino degli ortolani, scacciata a sassate, le !uttavano addosso delle lordure a quella lordura. (uegli stessi ai quali il giorno prima si era prostituta su una panchina del viale o un piuolo dell argine, la insultavano. Essa non rispondeva e non si doleva mai 9 fuggiva pi# rapida fra le sassate, le !otte, gli oltraggi e, intanata in qualche !uco fetido, attendeva poi che la notte venisse per ricominciare il suo inesora!ile mestiere. ?n giorno, essa e!!e un figlio, frutto del caso che germogliò tuttavia in quella terra sterile della crapula e del vizio. E quel piccolo essere, concepito sul ciglio della strada dai !aci di u!!riaconi che martoriavano come morsi, essa l amò con una frenesia d indici!ile passione. *er prodigio quella femmina incosciente, che dei sentimenti umani non aveva conservati se non gli oscuri e selvaggi istinti del !ruto originario, divenne ammira!ile madre + 6ell imputridimento, nella composizione organica, la vita si ela!ora, pullula e ri!olle 3 ed & nello strame che s!occiano i pi# splendidi fiori e le piante pi# generose. 0redo che non mai un fanciullo di ricca nascita sia stato cullato, carezzato, provveduto di tutto, come il figliolo di quella pezzente. E via via quel corpicino curato, lavato, profumato, nutrito di !uoni ci!i, vestito di lane calde e di lini candidi si empiva di radiosa salute, di gioia e di vita lussureggiante, il corpo della madre dimagriva, si consumava, diventava spettro am!ulante, am!ulante cadavere, un cadavere animato soltanto da quel che gli restava del calore acquisito. $a sera, quando il !am!ino, colmo di nutrimento e di carezze, si addormentava, essa trovava ancora la forza

andare a offrire il piacere ai vaga!ondi notturni e a rantolare l amore, in fondo ai !ugigattoli, coi passanti. Mia madre si commosse alla profonda tristezza di questo dramma. ,ece venire a casa questa ragazza col suo !am!ino, la vest/, la nutr/, le diede del lavoro generosamente pagato, tentò di strapparla all a!iezione della sua vita. % 6on posso... non posso.... % gemeva la sgraziata. % 7 pi# forte di me... c & qualche cosa che mi spinge, che mi !rucia... Allora mia madre l attirò a se, la !aciò teneramente in fronte e le disse 3 % Io non de!!o giudicarvi, povera flgliola. 4io solo sa quel che ha messo di fango nel cuore dell uomo... Mi compiacqui di raccontare questa storia a mia moglie, che ne restò indignata 3 % ?na creatura simile . 4avvero, amico mio, credo che vostra madre fosse un poco folle... Ma non siete del parere che simili incomprensi!ili !ont" sono premi dati all infingardaggine, al vizio, al delitto + E generalizzando le sue idee, dichiarava 3 % Io ho in orrore i poveri .... I poveri sono !ruti .... 6on concepisco che ci si possa occupare di essi... Ma voi siete socialista... A che pro tentare di farvi comprendere quanto c & di stupido e d illusorio in quello che si & convenuto di chiamare la carit" +... 0erto che se incontrassi una vera sventura, io sarei la prima a sollevarla... Ma non voglio essere il trastullo d un sentimentalismo ridicolo che v induce a credere interessanti e degni di piet" tutti quegli orri!ili u!!riaconi e tutte quelle nauseanti prostitute che sono i poveri .... Io penso che la societ" & perfetta cos/ 9 gli onesti da una parte, cio& a dire noi 9 i criminali dall altra... vale a dire i poveri... E tutta la vostra poesia non muter" nulla... % Ascoltate, mia cara 1iovanna % le risposi timidamente. ,orse avete torto di giudicare cos/. 6iente c & di eterno nella societ" umana. I ricchi di oggi possono diventare i poveri di domani, e viceversa... Io non fo appello ai vostri sentimenti di altruismo... fo appello soltanto ai sentimenti che dovete avere della vostra propria sicurezza... 6on & !ene esasperare i poveri... Avete notato qualche volta lo sguardo omicida che, passando, vi

gettano addosso il carrettiere sulla strada e il contadino nel suo campo + E non ne avete ra!!rividito + % Eh . Eh . % interruppe mia moglie % io m infischio dei carrettieri e dei loro sguardi... 0i sar" sempre delle guardie, no +... E poi, francamente, quando si d" a un povero, !isogna dare a tutti. 6on si finire!!e mai, amico mio... E, su!ito, prendendo un aria scoraggiata 3 % :e voi sapeste quanta pena mi fate colle vostre idee .... 6on vi manca pi# che essere un rivoluzionario .

V ?na sera di autunno, al tramonto, io passeggiavo in giardino. ?n vento aspro soffiava da ponente 3 il cielo. rico di nu!i color di rame, aveva un aspetto sinistro. 0 era una fe!!re nell aria. :ulle aiuole a!!andonate, non un fiore, se non qualche stelo morto, alcuni crisantemi malinconici venuti su a caso, qua e l", col gam!o spezzato, qua e l" sdraiati sulla terra nuda. E le foglie, ingiallite, arrossate, secche, si staccavano dagli al!eri, cadevano sulle aiuole, cadevano sui viali, spogliando i rami che spiccavano pi# neri su cielo. 6on so perch&, quella sera, passeggiassi nel giardino. 4opo la partenza del mio giardiniere e la morte dei miei fiori, io mi ero, per cos/ dire, chiuso in clausura nel mio studio e evitavo di uscire, non volendo rivedere quegli angoli del mio giardino pieni di ricordi, dove una volta tante piccole anime mi facevano festa, dove amavo estasiarmi lo spirito alla presenza sempre rinnovata di quei graziosi amici ora dispersi e morti. ,orse, il rumore d una discussione nella stanza accanto fra 1iovanna e la sua cameriera mi aveva spinto, cacciato innanzi fino a un rifugio di silenzio dove non udissi pi# quella voce collerica, quella voce dura, quella voce implaca!ile, cos/ detestata dai poveri, dalle povere !estie, dalle povere cose. Mi sentivo infinitamente triste, pi# triste ancora di quel cielo, di quella terra, di cui riassumevo in me e moltiplicavo, in quell ora

angosciante del morire del giorno, l immensa tristezza e l immenso scoraggiamento. E pensavo che non un flore, non uno solo, era rimasto nel giardino della mia anima e che tutti i giorni, ad ogni minuto, ad ogni pulsazione delle mie vene, ad ogni !attito del mio cuore, si distaccava e cadeva qualche cosa di me, dei miei pensieri, dei miei amori, delle mie speranze, qualche cosa di morto per sempre che giammai sare!!e pi# rinato .... Io seguivo ad una ad una tutte quelle piccole cadute, tutte quelle !revi fughe della vita nel nulla e mi sem!rava provarne, nel mio essere interiore tutto intero, la commozione fisica, dolorosa, ripercossa, come una misteriosa eco, dalla fi!ra dell al!ero ai nervi della mia carne. ,u suonato al cancello 3 siccome non ero lontano, andai ad aprire. E mi trovai in cospetto d un uomo vecchissimo, che portava sulle spalle un grosso fascio di rose selvatiche. $o ricono!!i, malgrado l oscurit" che faceva, dell uomo e del suo fascio, una sola massa d om!ra. % *ap" 2ou!ieuA . gridai. % Ah . il signor *aolo . esclamò il vecchio. Il signor *aolo, proprio .... Vi porto le vostre rose, come tutti gli anni, signor *aolo . *er!acco . :ono !elle, !elle, !elle .... $e ho scelte per voi, come si conveniva. Egli aveva oltrepassato il cancello aperto, e posto in terra il suo fardello. Malgrado il vento ghiacciato, il !uon uomo era tutto in sudore. :i asciugò la fronte col rovescio della manica 3 % 0i sono delle novit", mi si & detto... *are che siate ammogliato, signor *aolo . <ene . <ene . E la vostra povera mamma lass# ne sar" proprio contenta .... Era necessario, vedete, per voi, per la casa, pel paese... ?n uomo senza moglie, & come una primavera senza sole... Intanto che papa 2ou!ieuA parlava, io pensavo che non avevo le venti lire ch ero solito regalargli tutti gli anni quando veniva a portarmi le sue rose. 4omandarle a 1iovanna, sare!!ero state questioni, rimproveri, una scena penosa che non volevo frontare. % 6on ho !isogno di rose quest anno, papa 2ou!ieuA... % !al!ettai tremando. Ma il !uon uomo protestò 3

% 0ome, quest anno... l anno del vostro matrimonio . ... Ma non sono cinquanta che ve ne porto 3 son cento . 0inquanta per voi e cinquanta per la vostra piccola signora .... 0on un tono che mi sforzai di rendere !reve e imperativo 3 % 6o, quest anno, vi assicuro... *ap" 2ou!ieuA gemette 3 % Ah . !ene .... Ah . <ene... 4opo tre giorni che sono nella foresta per cercare le migliori . 0he cosa volete che ne faccia, adesso +... 0erto che non potrò riportarmele a $oudais... :on troppo vecchio, non ne avrei la forza... E alzando gli occhi verso le finestre della mia casa, osservai che quelle dell appartamento di mia moglie erano illuminate. % Essa & in camera mi dissi, non discender" prima di desinare. (uesto m >incoraggiò. % Venite con me, pap" 2ou!ieuA. $o condussi in cucina dove gli feci servire un resto di carne, un pezzo di formaggio e una !ottiglia di vino. E mentre il vecchio mangiava, io pensavo 3 % Ecco un povero essere che ha lavorato duramente tutta la sua vita, come una !estia da soma. 6on ne può pi#... $a sua schiena & curva, le sue gam!e son vacillanti, le sue !raccia non possono pi# stringere i pesanti carichi. In casa sua, non un soldo... 5utto quello che ha guadagnato, nella sua atroce vita di lavoro, gli & appena !astato per nutrirsi malamente, per non andare assolutamente nudo per la strada... Ed ha allevato sei figlioli, i quali alla loro volta tri!olano chi sa dove... Io sono ricco e rimando indietro questo povero vecchio che per tre giorni interi si & estenuato per me 9 lo rimando indietro senza un soldo, con le sue rose che gli rifiuto, e lo rimando per non tirar su me la collera di mia moglie... 7 proprio vero, dunque, che sono arrivato a questo punto di vigliaccheria + Il vecchio mangiava sempre. :eduto in faccia a lui, dal lato opposto della tavola, io lo guardavo. 1uardavo il suo corpo consunto, deformato dalla miseria, la sua faccia rugosa, dove la pelle indurita come un cuoio disegnava un ossatura spolpata di scheletro 9 e gli occhi mi si empivano di lacrime. :u lui piangevo, o su me + 6on e!!i il tempo di domandarmelo. $a porta della cucina si apr/ ed entrò mia moglie. -h . quell occhio duro, quella piega di disprezzo che torceva l angolo delle sue la!!ra, quel viso

pieno di stupore e di sdegno, li rivedo ancora. Essa passò senza pronunziare una parola. Il vecchio non l aveva neanche vista, occupato com era a empirsi il ventre, tutto compreso nella sua estasi di affamato davanti alla carne e al vino. $o ricondussi fino al cancello. % E le vostre rose, pap" 2ou!ieuA + Il vecchio si sentiva pi# vigoroso dopo mangiato. :enza un lamento si ricaricò sulle spalle d ottuagenario il fascio delle rose e gaiamente mi disse 3 % Arriveremo presto a casa, oggi... 5re leghe di cammino . Ma ora siamo in gam!a... All anno prossimo, signor *aolo .... (uando rividi 1iovanna un ora dopo, a desinare, ella mi disse semplicemente 3 % $a mia casa non & un rifugio di vaga!ondi e vi sarò o!!ligata, per l avvenire, se i vostri amici li riceverete fuori di qui ... VI ,eci una lunga e pericolosa malattia. $a vita soffocata in me stesso, privata delle espansioni necessarie, protestò violentemente. I miei organi non poterono resistere a quella mancanza d aria, di calore, di luce, sopravvenuta nella mia esistenza morale e nelle mie a!itudini fisiche dopo il nostro matrimonio. Io restai a letto, in preda alla fe!!re, per sei settimane, sei lente, intetermina!ili settimane. 1iovanna mi curò fedelmente, correttamente, senza emozione, con quella puntualit" amministraiva ch essa aveva nel compimento di qualunque funzione domestica. Ella metteva nel curarmi l interesse che poneva, ad esempio, nel riparare un mo!ile prezioso, nient altro. 6on si sare!!e detto che la morte fosse l", vicinissima, che minacciasse una met" della sua vita, la mia. 6egli intervalli della fe!!re, in qualche pausa del delirio, io soffrivo crudelmente di quella insensi!ilit", per quanto mi rendessi perfettamente conto che 1iovanna non si risparmiava nel curarmi. Essa passava le notti al mio capezzale, non volendo delegare alcun altro a quello spossante dovere. :trana e dolorosa sensazione . Io non gliene avevo nessuna riconoscenza . (uando essa si chinava su me, io volgevo gli occhi altrove,

per non vedere quella fisonomia d impassi!ile coraggio e quello sguardo di duro dovere. $ inquietudine era a quello sguardo cos/ assolutamente estranea . E mi sare!!e stato tanto dolce cogliervi invece un espressione di paura, di tur!amento interiore, una traccia di lacrime, qualche cosa di fuggevole e di angoscioso per cui sentissi che il suo cuore !atteva, si gonfiava, sanguinava . ,inanco quando ella mi o!!ligava con gesti a!ili e dolci a !ere le mie pozioni, rimaneva, suo malgrado, imperiosa e dominatrice. Mai ella e!!e una di quelle carezze con cui si cullano i malati, come i !am!ini. $e sue preghiere, sotto la dolcezza della voce, conservavano la durezza e quasi l insolenza di un ordine. :pesso la sera, mi rammento, svegliandomi dal torpore della fe!!re, la scorgevo in fondo alla stanza, in faccia al mio letto, seduta fra le due finestre, davanti a un piccolo scrittoio ch eIla aveva fatto portar l/. <uttava gi# delle cifre sui suoi registri, faceva i conti di cassa, si dava ad operazioni assor!enti e complicate di cassiera. Io non scorgevo che le spalle e la nuca china, quasi nere sulla tappezzeria chiara della stanza 3 una linea di luce rosea disegnava la pura e !ella linea delle sue spalle 3 l ammira!ile e mor!ido profilo del !usto, possente e delicato come un !ul!o di giglio, vaporava alla sommit", nel mistero aureolato della sua chioma. ?scendo dal terrore della fe!!re, io avrei dovuto provare una deliziosa sicurezza a quella protettrice presenza della mia donna, avrei dovuto gioirne come, dopo una permanenza lunga nelle tene!re, ci si rallegra d un paesaggio fresco e luminoso. 6on solo io non ne gioivo invece, ma quello sfogliarnento di carte che accompagnava la sua presenza, gli appunti accumulati e lo stridore della penna, mi davano un irritazione intollera!ile. % 1iovanna, % gemevo... % mia cara 1iovanna... ve ne prego... veniterni vicino. E senza rivolgersi alla mia voce supplicante, con la penna fra i denti, essa rispondeva 3 % Avete !isogno di qualche cosa +... !ere + % 6o. 6on ho !isogno di !ere... non ho !isogno di nulla... non ho !isogno che di voi .... % ?n momento, amico mio. )o finito.... E non parlate... procurate di dormire.

% 6on posso dormire fintanto che non siete vicina a me... :e sapeste come il frusciare delle vostre carte, dei vostri cassetti, dei vostri denari fa male ai nervi .... % <isogna !ene che termini i miei conti... sono indietro di pi# d otto giorni, amico mio . % 1iovanna, 1iovanna... che cosa fa se siete in ritardo coi vostri conti +... E sentivo tremarmi in gola il singhiozzo. % Io son venuta qui, mio caro, per non lasciarvi solo... Ma se la mia presenza vi irrita, andrò nella mia camera, d ora innanzi... !isogna pure che li finisca, i miei conti. % 6on & la vostra presenza, 1iovanna cara... & la presenza di quelle... cifre... di quei conti .... Allora ella riordinava le sue carte, chiudeva lo scrittoio e veniva a sedersi accanto a me, silenziosa e agghiacciante, il !usto rigido, le !raccia incrociate, gli occhi lontani, il pensiero pi# lontano degli occhi. % Ah . mia cara 1iovanna .... % singhiozzavo % sorridetemi, ve ne prego.. voi non mi sorridete, mai... Mai mi avete sorriso... ?n solo sorriso vostro... una parola sola, ma affettuosa, una carezza... e mi sem!ra che guarirei d un tratto . :empre impassi!ile, senza la minima scossa, senza il minimo sussulto del cuore, ella mi imponeva il silenzio 3 % Bitto .... 6on !isogna parlare... dovete dormire... :iete un !im!o .... E mi sem!rava, a vederla vicino a me, immo!ile, senza un alito di calore nella sua maschera d insensi!ile divinit", che un cattivo angelo mi guardasse. ?n giorno della mia convalescenza, io riposavo in una grande poltrona, davanti alla finestra aperta della mia stanza. Mia moglie era vicino a me, seduta anche lei. 1uardavamo il cielo. $ aria era deliziosa, leggera, d una fluidit" carezzante e calda. 4ei !uffi di reseda, dei profumi di rose lontane, salivano fino a noi. 0redetti che un a!!andono scendesse nella carne e nell anima di mia moglie. Mi sem!rava che una insolita luce avesse !rillato nei suoi occhi. $e presi le mani. % 1iovanna... % gridai. Ah . se poteste amarmi .

% Ma non vi voglio !ene, forse +... % 6o, no,... non mi amate ... % 6on vi amo + *erch& dite queste cose + E mi rimproverate + 1uardate . )o appunto finito i conti dell anno... E!!ene, sapete che cosa ho fatto + :perai un azione eroica. % 0he cosa avete fatto, 1iovanna cara + % domandai ansando. % E!!ene . )o fatto quindicimila franchi di economia . % disse. E i suoi occhi !rillarono come due stelle. ?n sorriso angelizzò le sue la!!ra. % E dite che non vi amo + A quelle parole ritirai !ruscamente le mie mani dalle sue 3 il cuore mi si strinse come all avvicinarsi di un disgusto nauseoso... % E cos/ + 0he avete +... % domandò 1iovanna. % (uesto & tutto che sapete rispondermi +... 6on sapevo dir nulla, infatti. Ero stordito, come dopo una percossa al capo, una caduta, uno svenimento. 1iovanna si era alzata e mi guardava severamente. *er la prima volta, provai in me qualche cosa pi# del dolore, una frenesia acuta che non poteva essere che odio. E ad un tratto, sciolta la lingua, il cervello sferzato come da ondate di fuoco, gridai 3 % (uindicimila franchi .... E per questo solo mi avete presa tutta la !ellezza della mia vita, avete per questo ru!ato ai poveri il pezzo di pane e la loro parte di gioia +... *er questo +... *er questo +... Andatevene... 6on voglio pi# vedervi... Andatevene... io... io.. % Voi siete un misera!ile . % interruppe freddamente mia moglie. $a scossa era stata troppo violenta ed io ero troppo de!ole per sopportarne il colpo. 6el momento in cui, per uno sforzo insensato, tentai di alzarmi per scacciar mia moglie dalla camera, il cielo, il soffitto, la camera, mia moglie, tutto intorno a me scomparve in una !ianchezza tetra di sudario e caddi pesantemente sul pavimento. VII (uella violenta scena non mi tornò di vantaggio. Mia moglie me ne ser!ò un rancore segreto ma tenace, che non poterono cancellare le

umiliazioni del mio pentimento. Ella continuò a vegliare la mia convalescenza, come aveva vegliata la mia malattia, con la stessa stretta puntualit", un po pi# agghiacciata, questo & tutto. ,u tutto quello che guadagnai da quell accesso di rivolta che era stato pi# forte della mia volont". *er cinque giorni, i cinque giorni che seguirono lo spiacevole e inutile dramma, 1iovanna non rispose che con duri e secchi monosilla!i alle mie domande, del resto im!arazzate e timide, che le rivolgevo. ?na volta osai implorarla 3 % 1iovanna ... 1iovanna .... % gridai. % *ensate sempre a quelle !rutte cose + % *er niente, vi assicuro... % :/, s/... voi ci pensate .... $o sento, lo vedo.,. Voi non mi parlate pi#... :iete cos/ triste .... lo vi faccio orrore... 1iovanna, ascoltatemi... Venite pi# vicino a me.. 4atemi la vostra mano. Ella mi allungò la mano, la sua mano fredda e umida, una mano di morta... Io proseguii, coprendo di !aci quella mano 3 % 6on !isogna far caso di quelle cattive, di quelle ingiuste, di quelle odiose parole che mi sono sfuggite l altro giorno, senza ragione... Io non avevo la testa a posto... Era un resto di fe!!re, di questa fe!!re maledetta... 6o, ve lo giuro 9 io non ho avuto la coscienza di quello che vi ho detto... non so pi# che cosa vi ho detto... % 6on ne parliamo.. poich& non ci penso pi#... Insistei vivamente, stringendo nella mia quella mano non animata da nessun calore. % :/... s/... voi ci pensate, voi ci pensate pi# che mai. 0he disgrazia . Voi credete ch io a!!ia proprio voluto farvi spiacere . E perch& +... 7 pazzia . 4ispiacere a voi che siete stata cos/ amira!ile con me... che mi avete curato con tanta devozione... con tanto... tanto eroismo . % -h . eroismo . % sclamò con un freddo e ironoco sorriso. % :/... s/... eroismo, mio caro cuoricino. Voi siete stata eroica, voi siete stata... 0ercavo una parola pi# grandiosa e, non trovandola, ripetevo, sostituendo con gesti entusiasti la parola che non mi saliva alla mente 3 % Eroica... eroica... Voi siete stata eroica... 6on c & altra parola ....

6on ero sincero... esageravo a posta gli elogi. 0 era, lo sentivo, nel tono della mia voce qualche cosa che suonava falso. 1iovanna non si lasciò ingannare da quella commedia 3 lo vidi chiaramente allo sguardo velato di disprezzo ch essa mi gettò alzando le spalle. Allora, a corto d argomenti che intenerissero, a corto di argomenti apologetici, io non potei che !al!ettare ancora 3 % Era un resto di fe!!re... non avevo la testa con me... *er qualche momento 1iovanna god& visi!ilmente del mio im!arazzo. *oi, con voce tranquilla, disse 3 % 6o, amico mio, voi non avevate la fe!!re... E invece eravate in possesso di tutta intera la vostra ragione. Voi mi avete dimostrato, in un lampo di sincerit", il fondo della vostra natura ingrata e !rutale... Avete fatto !ene e non ve ne ser!o rancore... 7 meglio saper che pensare del vero pensiero delle persone... per quanto dolore, per quanta delusione possa darci... *referisco la vostra franchezza a questa lunga ipocrisia di sommissione... E ad un tratto, ironica, con parole che uscendo dalla sua !occa, sferzavano come frustate 3 % $a !ellezza della vostra vita .... Vi ho presa la !ellezza della vostra vita +... *overo caro .... Ah . io son davvero una grande sacrilega .... $a !ellezza della vostra vita . E perch& non avermi spiegato che vi era tanta e cos/ rara !ellezza nella vostra vita + $asciarmi in una simile ignoranza di quelia !ellezza meravigliosa e sacra, che negligenza, mio caro *aolo .... Ma ora che la conosco, questa !ellezza della vostra vita, non temete pi# che io ve la prenda un altra volta . % -h . 1iovanna, non mi schernite... non & generoso... Mi fa troppo male... % Ma io non scherzo, amico mio... Mi accuso, invece... E, senza du!!io, ho preso la !ellezza della vita anche al vostro amico *ierre $ucet... 6on aver rispettato l estetica % & !ene l estetica, vero + % delle sue calzette, che si trascinavano sui mo!ili, dei suoi pantaloni sfondati, delle sue scarpe infangate, non aver compreso nulla di tutta quella !ellezza del suo sudiciume, come me lo rimprovero . -h . davvero, fui una grande colpevole .

Io avevo il cuore pieno di dispetto, di collera, di dolore, non so pi#... Mi sem!ra, però, che avrei calpestata con piacere mia moglie 9 s/, credo che avrei provato una specie di volutt" !ar!ara a saltarle alla gola, a farle rientrare nella !occa tutte quelle mostruose parole con le quali mi pugnalava. 2ovesciarla, atterrarla, puntarle i ginocchi sul ventre, !atterle la testa contro gli spigoli dei muri, mi ricordo... ci pensai un istante. 2iuscii a contenere la spaventosa collera che urlava in me. E, umiliandomi pi# ancora, mascherando con un pentimento im!ecille tutto il desiderio omicida da cui ero sconvolto, le dissi 3 % Voi vi vendicate, mia cara 1iovanna... Avete ragione... Io ho torto, ve ne domando scusa... 4imenticate quel momento di follia... 1iovanna, piccola, mia diletta 1iovanna... ditemi che lo dimenticate... % Ma certamente, amico mio... % 4itemi di pi# di questo... ditemelo meglio... % E come de!!o dunque dirvelo +... 6on une piega sul suo viso aveva trasalito. 0ompresi che le mie preghiere si spezzavano contro il muro del suo cuore... 2ivolsi altrove la testa e rimasi silenzioso. Allora mia moglie riprese il suo posto davanti al piccolo scrittoio, in fondo alla camera, fra le due finestre. $a notte cadeva, triste come la morte. 1iovanna accese una lampada. E, per tutta la sera, io intesi lo stropiccio della carta e del danaro contato, lo stridere della penna, che segnava dei numeri. ,inalmente i miei nervi si rilassarono ed io ruppi in lacrime. Ai singhiozzi che non riuscivo a soffocare nel guanciale, 1iovanna, senza volgere il capo, chiese 3 % 0he cosa avete +... *iangete + % 6o % risposi. % 0ome vi pare . % fece. E si rimise a scrivere. VIII Avrei forse su!ita l infamia di quelia esistenza mostruosamente egoista, di quella criminosa e a!!ietta esistenza, cos/ contraria a tutti i miei !isogni di espansione, a tutti i miei desideri di unit" morale, a tutte le mie

idee di socievolezza e di armonia 3 forse mi sarei rassegnato a quel crollo dei miei sogni e, aiutato dall a!itudine, forse sarei pervenuto a non soffrirne, se avessi trovato nel li!ero possesso fisico di mia moglie un compenso a quelle continue rinunce e % come dire + % una specie di ricompensa per tutto quello che vigliaccamente le a!!andonavo, per tutto quello che le sacrificavo vergognosamente della mia personalit", della mia coscienza della mia li!ert" individuale che &, tuttavia, la sola ragione perch& la vita sia piacevole . :pesso io mi son sottoposto questo quesito e, malgrado il rimorso in cui mi lasciava la constatazione del mio irrepara!ile decadimento, ogni volta l ho risolto in senso affermativo. :/, credo !ene che sarei arrivato all o!lio che viene dalla volutt", come un povero diavolo si versa quel terri!ile narcotico, quello spaventoso addormentatore della sofferenza che & l alcool. Io concepivo perfettamente che l a!!rutimento consecutivo ai violenti piaceri che immaginavo, e i pesanti fermenti di quelle u!!riacature di lussuria, la frenesia della quale cresceva in ragione del suo insoddisfacimento, mi avre!!ero permesso di attendere il loro quotidiano ritorno nella completa a!olizione della mia vita intellettuale. (uella suprema risorsa, solo legame pel quale potevo essere congiunto a mia moglie, poich& questa aveva volontariamente troncato tutti gli altri, mi fu interdetta. 6on che 1iovanna mi rifiutasse quello che i giuristi chiamano, nel loro linguaggio odioso e comico, « il dovere coniugale » e quello che chiamo « il dovere umano », delitto specificato del quale avrei potuto prevalermi davanti alla legge. Ma ella non ne divideva mai le e!!rezze, quel che & peggio. Mai, neppure un momento, e!!i la gioia di vedere, di sentire quelia carne splendida, cos/ miracolosamente ornata per l amore, animarsi sotto le mie carezze, riscaldarsi sotto i miei !aci, trasalire all avvicinarsi del meraviglioso prodigio. <aci, carezze, spasimi, ella li su!iva come si su!isce la visita di qualche importuno o indifferente vicino di casa. $ atto dell amore le era insopporta!ile, non come una sofferenza, ma come una di quelle piccole noie consuete nella vita domestica, che si accolgono con piccole impazienze, con piccoli dispetti, senza rivolte, senza grida di collera e che fanno dire agli occhi rassegnati, alla !occa atteggiata alla smorfia, alla fronte corrugata 3 « 0ome &

noioso .... Ma giacch& non si può fare a meno... » 4i ciò soffrivo crudelmente, forse pi# di tutti i miei sogni svaniti. Io considero la volutt", non soltanto come uno dei pi# imperiosi diritti dell uomo, ma sopratutto uno dei suoi pi# alti, sacri doveri. $a natura ha compreso ammira!ilmente che la vita deve trasmettersi in una magnifica esaltazione di tutto l essere verso l infinito. *er la volutt" sola l uomo conosce veramente il supremo ideale e assurge, nel minuto indimentica!ile, a quello che ci può esser di misterioso, di formida!ile, di divino, nel suo destino e nella sua missione di creatura vivente. In lui risiede il sacro deposito del germe, di cui egli deve un severo conto alla specie. 5entai di condurre 1iovanna alla comprensione della vita sessuale. $e mostrai tutta intera la natura spasimante sotto il divino pungolo del desiderio. $e spiegai l istinto che spinge il maschio verso la femmina e che li accoppia e li completa, vincitore eterno della morte. Essa non fece che alzar le spalle. $e dissi 3 % 6el modo stesso che le api e le farfalle rifuggono dai fiori sterili, Iddio & lontano dalle creature che non sono state giu!ilate nel loro sesso. Esse sono maledette. % -h . non immischiate 4io in queste porcherie . % fece lei. Allora tentai di esaltare i suoi sensi con la rappresentazione di immagini voluttuose, con letture passionali, cos/ potenti sullo spirito delle donne. 2icorsi alle carezze pi# strane, ai !aci pi# sapienti. Ella restò di marmo, meravigliata di quelle manovre per le quali manifestava pi# disprezzo che disgusto. 6on se ne sentiva contaminata nella sua anima, nella sua carne, perch& era senza pudore 9 se ne sentiva % come dire + % ridicolizzata... ?n giorno che, per convincerla, io impiegavo una frenesia quasi oscena, essa scoppiò, tutto a un tratto, in un riso nervoso, un riso che durò a lungo e, quando il riso si spense, mi disse 3 % Ah . povvero amico mio .... :e vi foste potuto vedere nello specchio .... 0om eravate !uff o .... 0om eravate !rutto .... )o rinunziato a far vi!rare quel corpo inerte del quale nessun calore mai riscalder" l insensi!ilit" di marmo. $a vista della sua !ellezza mi & odiosa oggi. Mi ripugna e mi fa paura come una mostruosit". (ualche volta, stupita del riser!o che io mantengo con lei, essa viene ad offrirsi. Ma &

senza passione 3 il piacere non appanna un solo momento del proprio velo umido i suoi occhi calcolatori che sem!rano dirmi 3 % :e faccio questo, & perch& tu non vada a cercare altrove un piacere che pagheresti, forse... Essa preserva la cassa, ecco tutto . ?na volta, perch& io la respingevo, essa volle, come una prostituta, trattenermi con carezze anormali che io le avevo insegnate 3 ed io sopportai il supplizio di su!irle inutilmente, per pagarmi la spaventosa gioia, l immensa e spaventosa gioia di disprezzarla e di odiarla...