Vous êtes sur la page 1sur 88

A propos de ce livre

Ceci est une copie numrique dun ouvrage conserv depuis des gnrations dans les rayonnages dune bibliothque avant dtre numris avec
prcaution par Google dans le cadre dun projet visant permettre aux internautes de dcouvrir lensemble du patrimoine littraire mondial en
ligne.
Ce livre tant relativement ancien, il nest plus protg par la loi sur les droits dauteur et appartient prsent au domaine public. Lexpression
appartenir au domaine public signifie que le livre en question na jamais t soumis aux droits dauteur ou que ses droits lgaux sont arrivs
expiration. Les conditions requises pour quun livre tombe dans le domaine public peuvent varier dun pays lautre. Les livres libres de droit sont
autant de liens avec le pass. Ils sont les tmoins de la richesse de notre histoire, de notre patrimoine culturel et de la connaissance humaine et sont
trop souvent difficilement accessibles au public.
Les notes de bas de page et autres annotations en marge du texte prsentes dans le volume original sont reprises dans ce fichier, comme un souvenir
du long chemin parcouru par louvrage depuis la maison ddition en passant par la bibliothque pour finalement se retrouver entre vos mains.
Consignes dutilisation
Google est fier de travailler en partenariat avec des bibliothques la numrisation des ouvrages appartenant au domaine public et de les rendre
ainsi accessibles tous. Ces livres sont en effet la proprit de tous et de toutes et nous sommes tout simplement les gardiens de ce patrimoine.
Il sagit toutefois dun projet coteux. Par consquent et en vue de poursuivre la diffusion de ces ressources inpuisables, nous avons pris les
dispositions ncessaires afin de prvenir les ventuels abus auxquels pourraient se livrer des sites marchands tiers, notamment en instaurant des
contraintes techniques relatives aux requtes automatises.
Nous vous demandons galement de:
+ Ne pas utiliser les fichiers des fins commerciales Nous avons conu le programme Google Recherche de Livres lusage des particuliers.
Nous vous demandons donc dutiliser uniquement ces fichiers des fins personnelles. Ils ne sauraient en effet tre employs dans un
quelconque but commercial.
+ Ne pas procder des requtes automatises Nenvoyez aucune requte automatise quelle quelle soit au systme Google. Si vous effectuez
des recherches concernant les logiciels de traduction, la reconnaissance optique de caractres ou tout autre domaine ncessitant de disposer
dimportantes quantits de texte, nhsitez pas nous contacter. Nous encourageons pour la ralisation de ce type de travaux lutilisation des
ouvrages et documents appartenant au domaine public et serions heureux de vous tre utile.
+ Ne pas supprimer lattribution Le filigrane Google contenu dans chaque fichier est indispensable pour informer les internautes de notre projet
et leur permettre daccder davantage de documents par lintermdiaire du Programme Google Recherche de Livres. Ne le supprimez en
aucun cas.
+ Rester dans la lgalit Quelle que soit lutilisation que vous comptez faire des fichiers, noubliez pas quil est de votre responsabilit de
veiller respecter la loi. Si un ouvrage appartient au domaine public amricain, nen dduisez pas pour autant quil en va de mme dans
les autres pays. La dure lgale des droits dauteur dun livre varie dun pays lautre. Nous ne sommes donc pas en mesure de rpertorier
les ouvrages dont lutilisation est autorise et ceux dont elle ne lest pas. Ne croyez pas que le simple fait dafficher un livre sur Google
Recherche de Livres signifie que celui-ci peut tre utilis de quelque faon que ce soit dans le monde entier. La condamnation laquelle vous
vous exposeriez en cas de violation des droits dauteur peut tre svre.
propos du service Google Recherche de Livres
En favorisant la recherche et laccs un nombre croissant de livres disponibles dans de nombreuses langues, dont le franoais, Google souhaite
contribuer promouvoir la diversit culturelle grce Google Recherche de Livres. En effet, le Programme Google Recherche de Livres permet
aux internautes de dcouvrir le patrimoine littraire mondial, tout en aidant les auteurs et les diteurs largir leur public. Vous pouvez effectuer
des recherches en ligne dans le texte intgral de cet ouvrage ladresse http://books.google.com

Informazioni su questo libro


Si tratta della copia digitale di un libro che per generazioni stato conservata negli scaffali di una biblioteca prima di essere digitalizzato da Google
nellambito del progetto volto a rendere disponibili online i libri di tutto il mondo.
Ha sopravvissuto abbastanza per non essere pi protetto dai diritti di copyright e diventare di pubblico dominio. Un libro di pubblico dominio
un libro che non mai stato protetto dal copyright o i cui termini legali di copyright sono scaduti. La classificazione di un libro come di pubblico
dominio pu variare da paese a paese. I libri di pubblico dominio sono lanello di congiunzione con il passato, rappresentano un patrimonio storico,
culturale e di conoscenza spesso difficile da scoprire.
Commenti, note e altre annotazioni a margine presenti nel volume originale compariranno in questo file, come testimonianza del lungo viaggio
percorso dal libro, dalleditore originale alla biblioteca, per giungere fino a te.
Linee guide per lutilizzo
Google orgoglioso di essere il partner delle biblioteche per digitalizzare i materiali di pubblico dominio e renderli universalmente disponibili.
I libri di pubblico dominio appartengono al pubblico e noi ne siamo solamente i custodi. Tuttavia questo lavoro oneroso, pertanto, per poter
continuare ad offrire questo servizio abbiamo preso alcune iniziative per impedire lutilizzo illecito da parte di soggetti commerciali, compresa
limposizione di restrizioni sullinvio di query automatizzate.
Inoltre ti chiediamo di:
+ Non fare un uso commerciale di questi file Abbiamo concepito Google Ricerca Libri per luso da parte dei singoli utenti privati e ti chiediamo
di utilizzare questi file per uso personale e non a fini commerciali.
+ Non inviare query automatizzate Non inviare a Google query automatizzate di alcun tipo. Se stai effettuando delle ricerche nel campo della
traduzione automatica, del riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) o in altri campi dove necessiti di utilizzare grandi quantit di testo, ti
invitiamo a contattarci. Incoraggiamo luso dei materiali di pubblico dominio per questi scopi e potremmo esserti di aiuto.
+ Conserva la filigrana La "filigrana" (watermark) di Google che compare in ciascun file essenziale per informare gli utenti su questo progetto
e aiutarli a trovare materiali aggiuntivi tramite Google Ricerca Libri. Non rimuoverla.
+ Fanne un uso legale Indipendentemente dallutilizzo che ne farai, ricordati che tua responsabilit accertati di farne un uso legale. Non
dare per scontato che, poich un libro di pubblico dominio per gli utenti degli Stati Uniti, sia di pubblico dominio anche per gli utenti di
altri paesi. I criteri che stabiliscono se un libro protetto da copyright variano da Paese a Paese e non possiamo offrire indicazioni se un
determinato uso del libro consentito. Non dare per scontato che poich un libro compare in Google Ricerca Libri ci significhi che pu
essere utilizzato in qualsiasi modo e in qualsiasi Paese del mondo. Le sanzioni per le violazioni del copyright possono essere molto severe.
Informazioni su Google Ricerca Libri
La missione di Google organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e fruibili. Google Ricerca Libri aiuta
i lettori a scoprire i libri di tutto il mondo e consente ad autori ed editori di raggiungere un pubblico pi ampio. Puoi effettuare una ricerca sul Web
nellintero testo di questo libro da http://books.google.com

UC-NRLF

4 Hl l HiH H l l H JHNHIH HIiIUKIH


i

814621514?

GARIBALDI E mmzl
OSSIA

IKEISUIFATTI

SABNIG ED MSPBOMUNTE
.

RISPOSTA

mvzxmicscdmmfmmm
TRADOTTA DAL FRANCESE
ED ARRICCPIYPA DA

EETRU TSEWWB

MlLAl
Iipografa degli Ingegneri

1-8-62

126552

a
PREFAZIONE 5126x355?

lbZ

MAH-
Il signor Evaristo Pimpeterre ha creduto bene di pub
blicare un opuscolo, allo scopo di provare che Bottazzi
ha bene meritato della patria. Il signor Pimpeterre che
si dice Francese per nascita, per cuore Italiano, reclama
il diritto di parlare degli a/fari di questo paese a titolo.
della sua affezione.
Sia pertanto concesso a me, Italiano per nascita e per
affezione, di rispondere al succitato opuscolo, non che di
retticare i giudizi espostioi. Per debito di cortesia scelgo
l idioma francese, contando sulindulgenza dei Francesi,
che si compiaceranizo di leggere il presente mio lavoro.
E per stimo conveniente di dichiarare anzi tutto che
io non sono mai apparso sulla scena politica, che non sono
amico ne nemico di Rattazzi, che inne meglio di qualunque
altro io posso e voglio essere imparziale. Nessun interesse
vi ha in me, n passione di sorta che nfimpegnano a scri
vere questo libretto, ma il dovere soltanto del cittadino di
difendere la fama del proprio paese contro le accuse o
isospetli, che potrebbero improntarle una macchia. Mi tor
ner certo penoso assunto l opporre il biasimo alla lode,
ma le personali considerazioni non contano nella bilancia,

che pesa l onore dei popoli.


Milano, 29 Ottobre 1862.

LAUTORE.

i
l

INTIODUZHNE

Nella vita delle nazioni come in quella degl individui vi


hanno momenti solenni che decidono di tutto Pavvenire.

Un inspirazione luminosa, uno slancio generoso possono


essere l origine di tutta un esistenza felice e gloriosa; un
istante di debolezza costa sovente anni di umiliazioni e
di schiavit. Ifltalia attraversa uno di questi momentij
tutto il suo avveniredipende dalla sua saviezza non mene
che dalla sua audacia; imperocoh nei giorni della lotta la

temerit talora prudenza. . Gli uomini che assumono la


direzione de suoi destini si addossano una terribile re
sponsabilit; nel giudiearli si deve tener conto delle im
mense difcolt , e moderare il gbiasimo l dove per no
stra sventura v1a dovere di biasimo. Mi studier di farne
mia legge.

Il signor Evaristo Pimpeterre ha creduto bene di rimon


tare no al 48, e pi ancora. Egli mirava a tessere 1 apo

logia di Rattazzi eper questo eragli indispensabile di cer


carne i trion ove poteva trovarli. Qui non si tratta gi di
otfusoare le. glorie passate di quest uomo politico, tua uni

6
camente di provare come la sua condotta durante questul
timo ministero, sia stata fatale all Italia, e come i popoli
abbiano gravi ragioni per alzare il grido: abbasso Bottazzi.
Se come ministro del Piemonte ha elto degli allii ,
come ministro dltalia li ha perduti. E questo non deve
sorprendere. Allora si trattava dun piccolissimo regno di
cinque milioni dabitanti, composto di provincie, che in
molta parte formavano da secoli uno stato compatto, omo
geneo e profondamente realista; le proteste delle provincie
sarde e genovesi erano troppo deboli per risuonare nel

l areopago europeo. Oggi invece trattasi dell Italia, cio di


uno Stato di 22 milioni, composto d elementi eterogenei,

di provincie che non hanno mai vissuto insieme, che hanno


degl interessi divergenti, e che.non si trovano unite se non

dal legame di unidea, nobile e sublime, si, ma in lotta


coi loro bisogni prosaici ed imperiosi.

.
Allora si trattava d amministrare un piccolo Stato, ras

segnato al despotismo, di sollevarlo grado a grado alla

vita pi larga e pi nobile della libert, disviluppare le


sue risorse sepolte nellignoranza e nell inerzia e d ini
ziarlo alle grandiose imprese, che arricchirono gli altri paesi
pi avanzati; in una parola trattavasi di far aggredire dei

benecii. Attualmente invece trattasi far accettare sacricii;


stantech dal lato degl interessi materiali tutte le provincie
annesse soffrono considerevoli perdite; trattasi di fondere in

uno Stato solo gli antichi Stati crollati; d uniearee leggi


e 1 amministrazione, ed agitando il vessillo italiano gri
dare ai popoli: solirite con pazienza, vi sar grata la patria;

a sotrite perch la grandezza dellItalia, a tal prezzo; sol


<< frite, perch ifratelli di Veriezia e Roma vi stendono le
braccia cariche di catene, sperando nella vostra virt!

iacciamo questi confronti per provare, che se il Mi

nistro dItalia incontra difficolt enormi, era facile la via


pel Ministro del regno Sardo.

L aver fallito nellimpresa odierna esclude dunque, che


Battazzi possa essere stato un buon Ministro del piccolo
Piemonte.

La ragione di questa digressione si quella di poter


dispensarmi dal seguire il sig. Evaristo Pimpeterre nella
sua rassegna retrospettiva, e di poter contnare questo la

voro entro il quadro dell attualit , e dell esame dei ri


sultati ottenuti dal presente Ministero.
Siccome ogni giudizio il portato dei confronti, cosi ho
creduto necessario un paralello fra i tre uominidi Stato ,
a cui fu alldata la direzioneldegli altari d Italia dal suo
risorgimento sino ad oggi.

De Cesare disse al Parlamento: La politica astratta,


ma poi si concentra nella persona che l attua. quindi
giusto di appellarla col di lei nome, naturale di paragonare

Cavour, Ricasoli e Bottazzi.


Tenter di provare che Cavour deve i suoi pi luminosi
trion alla coalizione dell elemento moderato con quello
rivoluzionarimmostrer che Ricasoli intravide questa ve
rit ma che mancavagli lardire di tradurla in fatto.
Dimostrer nalmente chedattazzi lha pienamente dis
conosciuta. .

Credo che un governo puramente rivoluzionario per


ora impossibile in Italia, mva che un governo reazionario
condurrebbe alla sua disunione; che per ci occorre un
governo di coalizione, basato sulla convinzione: che Pltalia

tuttavia nello stadio di rivoluzione, e per conseguenza


non pu e non deve per ance rinunciare allo slancio ed
alla forza rivoluzionaria; che rivoluzione e repubblica sono

due cose affatto diverse; che le forze rivoluzionarie non


sono punto dirette contro la Monarchia ntanto clfessa
seguir il movimento nazionale; che del resto quello che

si chiama partito dazione non irrillessivo ed avventato,


come lo si dice , e che un governo progressista ed orgo
gliosamente nazionale avrebbe con s il popolo intero. La

Nazione ne profondamente convinta, prova ne sia che


ovunque risuona il grido: Viva Garibaldilcome pure ovun
que si ripete quello: abbasso Battazzi!
Questo duplice grido mi lia. deciso a dare al presente
lavoro per titolo i nomi di quei due antagonisti, e dei
campi su cui si urtarono, a danno della povera Italia.

.|\

nI

LA GUERRA DEL i859.


Il primo Gennajo di questo memorabile anno fu segna
lato da una folgore caduta dal cielo, che il gran numero
degli uomini credeva sereno.
Non qui il luogo..di ricercare le cause che indussero
Napoleone a dirigere al barone Hiibner quelle parole che,
presagi d una temibile tempesta, commossero tutta lEu
ropa. Ad ogni modo st sempre che Plmperatore era ben
informato, ch egli giudicava la situazione con una ammi
rabile sagacit, oh egli sapeva di poter contare sul patriot
tismo italiano , e eh egli prevedeva che avrebbe nito di

trascinare soco la nazionefrancese colla_ magica promessa


di nuove vittorie.

Lentusiasmo fu generale in tutta lItalia; non vi fu ca

panna che non recasse la sua offerta, non famiglia che non
applaudisse ai sacricii, non Italiano che si ricusasse al

l appello della patria.


I soldati della libert si concentrarono,Francesi'ed Italiani
si abhracciarono come fratelli, chiamati agli stessi pericoli,

a gloria eguale. Esaltati dalla nobilt dellimpresa marcia


rono di successo in successo; il segnale della battaglia, fu

segnale di eroismo, segnale di vittoria.


Le popolazioni liberate, ebbre di gioja applaudirono ai
vincitori, e da Montebello a Solferino, fu una marcia trion

i0

fale, le di cui tappe si chiamano Palestro, Magenta, Mele


gnano e Solferino, nomi gloriosi scolpiti nelle tavole di
bronzo della storia dei Popoli.
Ma la povera Italia , la grande Martire, doveva essere

provata ancora da dolori, tanto pi atroci, quanto erano

meno preveduti, dolori che .colpivano la sventurata nel mo- .


mento stesso, in cui essa abbandonavasi alle pi dolci spe
ranze.

Il foglio su cui fu segnato larmistizio di Villafranca fu


il drappo funereo gettato sull entusiasmo nazionale, sulla

devozione ai sovrani.
f
Il trattato di questo nome fu un vero disastro per lItalia;
dapprima perch immolava le sue pi nobili aspirazioni
d indipendenza, e poi perch diffondeva il dubbio quando
era duopo della pi cieca ducia.
La fantasia meridionale evocava 1o spettro del 48 seguito

dalle furie che chiamansi: Discordia, Galunnia e Tradimento:


e la memoria ripeteva la predizione di Mazzini, quel profeta
di Milano e di Novara, il quale in data del .15 Dicem
bre i858, aveva annunciato la guerra in Italiainiziata
da Napoleone, e interrotta nel bel mezzo da una pace
improvvisa, rovinosa, fatale, un Gampoformio, coll abban

dono delle tradite provincie Venete e parte di quelle


Lombarde.
Cavour gett con disprezzoil portafoglio, che vedeva

macchiato dalle lagrime dei Veneti sacricati.


Rattazzi lo raccolse da terra.

IL MINlSTElll) RATTAZZI NEL i859.


[l disastroso trattato di Villafranca lasciava completa li
bert ai sovrani spodestati di preparare il ritorno nei loro

dominii; legittimava tuttii loro intrighi, poich essi mira


vano alla confederazione dei Principi Italiani, dichiarata la
base dei progetti Imperiali.

Sotto simili_ circostanze tutta la politica di Rattazzi


avrebbe dovuto inspirarsi allidea wfincoraggiare i patrioti,
rialzare le loro speranze, fave risuonare nel cuore di tutti
gli Italiani, eh essi sono gli della stessa patria, che il
governo di Torino sarebbe sempre l iniziatore d ogni na

zionaleimpresa, che i suoi pensieri tendevanoalfeffcttua


zione dell Unit Italiana, che lacquisto della Lombardia
non era che il; primo gradino, che i nomi di Piemonte e
di Lombardia appartenevano alla storia e alla geograa,

che ormai tutti gli Italiani erano fratelli fra di loro , gli
egualmente cari. della patria medesima.
Che fece il Ministero Rattazzi?
frutto lopposto.

Sin dai primi giorni egli mostr che non comprendeva


che un Piemonte ingrandito; per lui non trattavasi che
dellassorbimento della Lombardia. Questa politica meschina

si manifest n dalla domane col rinvio dei Volontari, colla


eliminazione d ogni elemento estraregolare de1lesercit0.
I Veneti, i Romani, i Napoletani, ecc. si chiamarono Emi
grati, si trattarono da Stranieri, i volontari dei Ducati,
delle Romagne, ecc. ebbero ordine di ritornare ai loro fo

colari, i Garibaldini vennero respinti come Mazziniani, Re-

pubblicani, nemici della Patria. A Rattazzi per il momento_

12

bastava la Lombardia , perciocch .il Piemonte non poteva

digerire di pi in una sol volta.


La condotta del governo nella Lombardia non era fatta
per cancellare la dolorosa memoria del i848 , n per dis

sipare i tristi presentimenti.

Ogni convoglio della ferroviarecava in Lombardia fun


zionarii delle antiche provincie del Regno. .
,

Nuova banda di demolitori essi portavano la mano s


tutto; senza ordine,. senza piano tracciato, rovesciarono tut

toci che esisteva, rimossero tutti gli impiegati senza di


stinzione, buoni e cattivi; riempirono 1 amministrazionedi

ruine, diguasti e di Piemontesi. A memoria duomini non

si era mai veduta rabbia pi strana e pi folle. Tutti gli


affari soffrirouo della funesta inuenza di quella confusione

seniesempo, tutti gl interessi ne furono lesi, tutti recla


mavano, ma nulla valse; poich i Ministri Piemontesi con
tinuaronola loro opera dtdistruzione.


Ogni giorno era segnato da una legge nuova, leggi pie
montesi rifatte, e applicate alla Lombardia,.a dispetto. del
buon senso, malgrado limpossibilit evidente.
n.
Dapprima lo stupore, e poil indignazione risposero alla
insensata condotta.
Y
I Parmigiani, i Modonesi, i Romaguuoli ed i Toscani
stesero le braccia per formare l Italia; ma non trovarono .
ajuto alcuno da parte di Battazzi, neppure la chiesta ga
ranzia dei debiti assunti per acquistare e mantenere la li
berta_ di gettarsi in braccio a Vittorio Emanuele (V. lettera
Guastalla). Essi olliivano Paunessione, pregavano la si ac
cettasseseuz indugio, e Battazzi invia un Regio Gommis
sario per negoziare una. Legadoganale colla Toscana, rin

novabile da cinque in cinque annill. (Discorso De Cesare).


Se Lamarmorainvi cannoni e munizioni gliene sia onore;

la protestadel Marchese Popoli lo onora qual uomo gene

45

roso, ma a nulla vale dacch egli stesso non nega lesistenza

del telegramma, con cui il Conte Arese communic lassenso


.di Napoleone al ricevimento della Deputazione Toscana.
Nessuna sorpresa dunquese la notizia della caduta di
Rattazzi (il 45 Gennajo i860) fu salutata in Lombardia con

canti di vittoria, colfebbrezzadella speranza di unera no


vella. E allorch il Conte di Cavour, successore di Rattazzi,
accompagn il Be a Milano, la reazione fu per molto nei suoi
trion, e negli abbracci, che le pi belle Dame di Milano
gli prodigavano in pieno teatro.

fNon solo Rattazzi non aveva compresa la potenza del


sentimento nazionale presso gli Italiani, non solo non aveva
mai
saputo
suo degli
giustovalore,
e servirsi
di
questa
mollaapprezzarlo
irresistibile;al ma
aveva diffidato
di esso,
e aveva fatto il possibile per sotfocarlo.
Ilattazzi era. salito al potere in circostanze quanto mai
favorevoli alla sua riputazione. Egli .trovava il. popolo ac

"casciato sotto il peso del disastro'di Villafranca; pieno


(lfamamzza, di speranze deluse, rassegnato a tutto per aju

tare ilgoverno;

"

f Nessuno gli domand conto della continuazione depieni

poteri, accordati.solamente per la guerra, e arbitrariamente


..usufruttati durante la pace.

La responsabilit della sciagura di Villafranca non risa


liva a lui; il menomo successo sarebbe stato suo merito;

il popolo avrebbe accolto con riconoscenza la sola possibi


lit di sognare, di sperare;

Qual fu il risultato di sei mesi del Governo Rattazzi?


L amministrazione lombarda distrutta,tutti gli interessi

lesi, le aspirazioni nazionali respinte; lopera della unica


zione italiana minacciata nella sua base!

llllNlSTEllli CAVMJR.
Non entra nel quadro di questo lavoro di scrivere la
storia dltalia durante i due anni i860 e i86i. Nostro scopo
di fare un confronto fra i tre ministri dellItalia risorta.
Il Conte di Cavour, diplomatico per eccellenza, mediocre

amministratore, segnal il suo avvenimento al potere con


un impulso ardito e incorraggiante allannessione dei Du
cati e della Romagna.

Egli distolse gli occhi degli Italiani dai difetti dell am


ministrazione interna, attirando tutti gli sguardi alla l.or

mazione d uno Stato potente. Fece pubblicare in Toscana


e nelFEmilia lo statuto e la legge elettorale del Piemonte,
e invi una circolare a tutte le potenze, per provare l im

possibilit delle restaurazioni, la necessit logica delle an


nessioni.
Al progetto del gabinetto francese;
a) Dell annessione dei Ducati di Parma, e di Modena, b)
d un governo laico nelle Legazioni sotto la sovranit del
Papa, e sotto il protettorato del Piemonte, e, c) dell auto
nomia della Toscana, il Conte di Cavour rispose: di non

potere n volere riconoscere che la decisione del popolo.


Egli ben sapeva che tutti i cittadini avrebbero votato per
I annessione al grido di Viva l Italia!
Merc questi passi fermi e arditi il Regno dellAltItalia
. divent ben tosto un fatto compiuto; il sacrizio della Sa

.
45
voja e di Nizza fu crudele; ma un immenso risultato si
era ottenuto in sei settimane.
llattazziin sei mesi aveva nulla creato, molto distrutto.
Battazzi non giungeva che al Piemonte ingrandito, Cavour
sinalz al Regno delPAlta Italia; a Garibaldi era riser
vato di realizzare il sogno di tutta l Italia unita in un

solo Stato, allorquando la forte 'lrinacria insorta ne prese


1iniziativa.

Il 5 Maggio Garibaldi parti per la Sicilia, e non si ferm


che a Napoli, Dittatore delle provincie Meridionali, in nome

di Vittorio Emanuele Re d Italia.


Fu dunque Garibaldi che parl per il primo, del Regno
di tutta l Italia da Trento a no Palermo, intanto che Cavour

trattava ancora cogli ambasciatori di Francesco II per con


chiudere una alleanza e una confederazione.
Ci non toglie che Cavour abbia avuto. 1 insigne merito
di comprendere la portata della spedizione di Garibaldi,
di non avversaria , di servirsene come d uno spauracchio,

all ombra del quale consegu l occupazione delle Marche


e dell Umbria. . .
.
.

Il partito dazione.gli rimprovera di averlo fatto, per


salvare il principio della Monarchia, per contrabilanciare

la popolarit di Garibaldi, per indurlo a cedere il governo


provvisorio nelle mani del Ile. Sia pure, ma sempre sta
che Cavour ebbe il talento di dominare la nuova situa
zione, il coraggio di_ cogliere loccasione propizia, 1 ardi
tezza di porsi alla testa della rivoluzione per guidarla a
traversogli scogli.
Il 50 Settembre il Re parti da Torino per prendere pos
sesso delle provincie liberate dall armata regolare e da
quella dei Volontarii. L entusiasmo con cui fu accolto da
pertutto pi facile imaginare che descrivere.
Il 7 Novembre, mecisamente due mesi dopo Garibaldi,

46
il Re fece la sua entrata in Napoli; due giorni dopo Gara}
baldi abbandon quella capitale per ritirarsi a Caprera!

Egli aveva liberato 40 milioni d Italiani, aveva fatti pro


digi di valore, aveva ordinato il plebiscito, e cosi dato al
suo Sovrano il regno pi potente dellItalia, i suoi arse

nali, la sua llotta,e sue ricchezze. Egli non port nella


sua isola che una provigione di castagne!
L amore di tutti gli Italiani, ladorazione de suoi guer

rieri, 1 ammirazione di tutti il seguirono nel suo eremitag


gio; ma anche le lagrime dei patrioti, e i tristi presenti
menti dei Napoletani e dei Siciliani.

Le popolazioni di tutte le provincie liberate votarono a


quasi unanimit lannessione al Regno dltalia sotto Vit

torio Emanuele; il Parlamento sanzion il plebiscito e pro


clam Boma capitale dello Stato.
Una morte immatura rapi allItalia il Conte di Cavour
il quale lasci lopera appena sbozzata. Roma sede del
Papa e di Francesco Il, sotto la protezione delle truppe
francesi.
Lamministrazione interna deplorabile, il malcontento

generale, ma rassegnato il popolo a tutti questi mali, onde


non incagliare le mosse del governo per lacquisto di Roma

e Venezia.

I
I
l
I
I
I
l

Il

Quale eredit funesta per il di lui successore!

llllNlSTllllll RICASOLI.
La domane di vittorie, che sembrano favolose, di risul
tati che gli uomini i pi poetici avevano tacciato di chi
mere, il popolo italiano aveva il diritto di dubitare di
nulla , di prendere i suoi desiderii per fatti compiuti, di
pretendere tutto dai suoi Ministri, di non credere all esi
stenza di difcolt, di trovare naturale la riuscita, di con

dannare ogni momento di sosta.

Se Ilicasoli avesse potuto operare miracoli, sarebbero


stati accettati come cose naturali; il meuomo insuccesso

doveva scatenare contro di lui le pi severe accuse.


Leredit di Cavour non poteva accettarsi che da un uomo
acciecato dalla vanit, oppure da un patriota come Curzio,
come Ricasoli.
Era necessario un sacrizio, la nobile natura del Barone

non esit; sacricda sua persona, la sua gloria, il suo av


venire politico per il bene della Patria. Egli soccombette
nella lotta, ma cadde nobilmente, grande nella stessa sua

caduta; stimato dagli amici e dai nemici; il giorno del


suo ritiro si present al Parlamento come accusatore, non
come colpevole, e la maggioranza accusata in faccia della

Nazione dovette ingojare la sua vergogna, ed applaudire il


gran Cittadino, che aveva svelato i suoi meschini intrighi.

Ricasoli fu la vittima delle difficolt della situazione, ma


eziandio del malvolere di quelli che lo attorniavano.
2

48
Cavour gli aveva lasciato una deplorabile amministrazione,
e le ardenti questioni di Roma e Venezia. Esaminiamo
lItalia doggi dopo nove mesi di Ministero Battazzi, e tro

veremo la medesima confusione amministrativa, il bringan


taggio cresciuto a proporzioni colossali, e Roma e Venezia

pi lontane che mai dalle brame italiane.


Bicasoli aveva creduto di poter raccogliere colleredit
di Cavour anche i mezzi della sua potenza; egli singann;
non ebbe che le difficolt che lo schiacciarono ben presto.

Egli dichiar di volere seguire il programma di Cavour,


conserv il ministero, gli impiegati, il Parlamento che ave
vano ajutato Cavour nella sua opera; ei si vincol in tale
modo volontariamente, senza acquistare per ci le forze
sulle quali area contato e di cui aveva bisogno.

La burocrazia piemontese paralizzava ogni passo verso


una amministrazione italiana, e i Deputati della maggio

ranza ritrovavano la loro individualit, sin l offuscata dalla


grande persona di Cavour. Gli affari non avevano corso,
negli ufzii, l appoggio della Camera sindeboli e termin
per essere ttizio, illusorio.

La questione di Roma non progrediva per cause indi


pendenti dal buon volere del Ministro; il popolo, che sof
friva di tutti gli stiramenti duna amministrazione confusa,

non trovava pi ragioni di rassegnarsi. a mali positivi e


dolorosi, per delle speranze che aveva perdute.
Ricasoli senti il male, comprese la sua posizione, vide il
solo rimedio possibile, ma non volle usarne. Egli avrebbe
dovuto abjurare i suoi antecedenti politici, gettarsi nelle
braccia di un partito che aveva sempre combattuto, e vol

gere 1e spalle a coloro che aveva n allora chiamati suoi


amici. Eppoi era ben sicuro il risultato? io nol credo.
Abbandonando il programma dei moderati per avvicinarsi

quello del partito dazione, avrebbe perduto lappoggio

49
della destra, disgustata della sua apostasia, senza guada
gnare quello della sinistra, che mai gli avrebbe prestata

la sua ducia; sarebbe caduto egualmente, ma come cadr


Rattazzi, vale a dire, rinnegato e respinto da tutti i partiti.

L animo onesto e fiero di Ricasoli, non pot rassegnarsi a


una simile idea; dopo una breve esitazione, dopo qualche
simpatico sorriso agli amici di Mazzini e di Garibaldi, ai
Comitati di Provvedimento, prefer di ritirarsi: Cavaliere
senza paura e senza taccia, che poteva perdere tutto tranne
l onore.

.I Diplomatici forse rimprovererauno a questo uomo dac


ciajo la sua rigidezza, ma l uomo di cuore non pu ricu
sargli il suo rispetto e lalsua simpatia, la Nazione non

cessa di venerare il pi strenuo difensore della sua dignit.

lL llllNlSTll0 RATTZZI (i862)


Dal Marzo alla meta di Maggio.

Un altravolta vediamo Rattazzi afferrare il portafoglio


con mano tremante dimpazienza, davidit.

Come nel i859 trovava il paese nella tristezza, piangente

i bei sogni svaniti, disperando della vicina realizzazione


dei suoi pi ardenti desiderii. Come. allora trovava i
tadini rassegnati a tutti i mali, a tutti i sacrizii
ajutare il Governo; lo trovava pronto a riconoscere
animo grato ogni pi lieve successo.

Il popolo promise dobliare i lagni d altre volte,

cit
per
con
per

poco che Battazzi Pavvicinasse alla sua Capitale, ai suoi


fratelli infelici nella schiavit.
Battazzi era stato designato qual tratto d unione fra
Pltalia e la Francia; chi meglio di lui poteva condurre a
Roma il Re dltalia, daccordo con la Francia. Questa con

siderazione suprema fece tacere ogni opposizione; il paese


sub il Ministro impopolare, ed il Parlamento gli accord
un tempo di prova.

Rattazzi avea avuto tutto lagio di studiare la situazione;

conosceva la sua impopolarit, ma poco. vi baci; il popolo


variabile e generoso, si contenta di. poco per perdonare.
Ci che davagliapensare si fu Pavversione della maggio

ranza parlamentare, perch l soltanto ravvisava nemici


temibili, destri cio ed accaniti. Prezzo della .vittoria era

per questi il potere, e ci merita la pena duna lotta per


uomini politici ed ambiziosi.

Zl
Dallaltra parte misurava il terreno da percorrere; vide due
strade: luna segnata dalla mano dellImperatore, Paltra dalla

spada ammeggiante della rivoluzione. Rattazzi uomo di


penna, non uomo di guerra; per conseguenza gli uomini da

zione non possono essergli bene accetti. Non voter mai per la
rivoluzione, il che non toglie per, che non si serva di quel

nome minaccioso,.altra testa di Medusa, ogni volta che ci gli


possa giovare, salvo di sbarazzarsenetostoch passato ilbisogno.
Fu dunque_ con tale vista che imagin di attirare a s
la sinistra colla mano canezzevole .dellamico Depretis,
altre volte Ministro,altar-ego di Garibaldi. Fece gran ru
moredisegreteintelligenze collex-Dittatore; Sedute pub

bliche ed imponenti del Comitato di Provedimento (Societ


Emancipatrice) di Genova, presiedute da Garibaldi in per
sona; discorso bellicoso del Re a Milano, Decreto di fusione

dellesercito meridionale con quello regolare, marcia trion


fale dell Eroe del Popolo attraverso i Ducati e la Lombardia,

progetto della legione universitaria in Napoli comandata da


Nicotera, voce sparsa di voler nominare Garibaldi Generale
in capo della Guardia Nazionale di tutto il Regno, nomina
del di lui intimo amico il lllarchese Pallavicino-Trivulzio a
Prefetto in Palermo, ecc., ecc.

Con questi mezzi.Rattazzi ebbe il riesso dellimmensa

popolarit di Garibaldi, aquist una base nazionale, e pot


minacciare lo scioglimento della Camera, e nuove elezioni,

colla certezza di averne grawnumero di Deputati liberali,


da domarePantica maggioranza_ Gavouriana.
Con somma abilit Rattazzi scelse questo momento pel

viaggio del Re a Napoli; imperocch le speranze rinate


nel popolo alla vista della sua armonia con. Garibaldi
accrebbero dassai la buona disposizione di fare al Re ac

coglienza festosa, e di guadagnare al di lui Ministro sim


patia, ducia ed appoggio contro i nemici nel Parlamento.

e.;

Nicotera ci apprese quanta parte avesse egli ed i/ di lui

amici nelle dimostrazioni di simpatia dei Napoletani.


Ma Rattazzi non poteva continuare su quella strada, che

(zonducevalo nel campo dei rivoluzionarii, mentegli mo

derato (come protest questi giorni), mentre divide il pro


gramma politico della maggioranza del Parlamento, e men
tre al Conte Aleri avea fatto larghe promesse d un go
verno moderato. Dovea per ci desiderare un occasione

per unirsi ai suoi alleati naturali, ai moderati; ma dovea


badare che fosse tale da assicurargli un compenso. proficuo
pei voti liberali, cui occorreva rinunciare.

D altra parte il Ministro, vergine alle dolci emozioni del


Pentusiasmo popolare, iugannavasi assai nelPapprezzarlo, ne
esagerava laportata, e ne attribuiva buona parte a se.

Credevas ritemprato dal battesimo degli applausi della folla


e credeva venuto"il"momento per gettare la stampella chia

mata Garibaldi, che aveal.o servito afare iprimi passi, ma


che cominciava a farsi assai incomoda e compromettente.
jParlavasi diuna nota di Thouvenel, che domandava delle

spiegazioni sulla marcia trionfale del Generale dei Volon

tarii; il Principe Napoleone non avr mafcato neppure esso


di fare delle osservazioni analoghe durante il di lui soggiorno
a Napoli. Ci bastava per allarmare Rattazzi e per deciderlo
subito onde non perdere lappoggio delPaugusto Protettore.
Bisognava rompere con Garibaldi, ma rompere con chiasso,
per rendere impossibilemri successivo ravvicinamento; c
per offrire coslun pegno della stretta e sincera alleanza.
Bisognava pure spaventare il popolo, onde il suo ruggito

nonprotestasse contro la debolezza IGPVOSR" dei Deputati


Li
moderati.

Chi cerca dei pretesti ne trova sempre; se non ne trova


IIO CPBG.

SAllNlGtl.
Garibaldi e Crispi chiamano la spedizione del Tirolo una
favola. L eccesso delle misure prese_dal governo conferma

la dura accusa.

. I mezzi.sadattano allo.scopo.

_.

Se il progettolfosse stato..un fatto reale, lo scopo


lllinistertnquello di prevenirlo, il medesimo avrebbe
sato Garibaldi ed i. suoi, che tutto era scoperto, che
seguentemente non poteva essere pi quistione di

del
avvi
con
sor

presayche il governo non poteva a meno di mettere un

cordone militare lungo tutta la frontiera per impedire ai


volontari di sconnare. Garibaldi avrebbe di leggeri com
presa limpossibilit dellesito, ed avrebbe, non vha dubbio,

nanziato allimpresa. Ma lo scopo del Ministero era quello


di venire a rottura col Generale, per cui fu di tutta neces

sita accusarlo di una temerit da impedirsi a qualunque


costo.

Si invent adunque un progetto d invasione nel Tirolo,


.e simulando di credervi, si ricorse alle misure estreme.

Alcuni carabinieri penetrarono di notte tempo nella casa


da Garibaldi a Trescorre, edabusando del suo sonno ar

restarono Cattabeni come un vile delinquente. Leroe di


Cajazzo, il Colonnello nominato sul campo di battaglia, il
soldato coperto di ferite per la patria, lintimo amico del

Generale, lospite di Garibaldi, gettato nel carcere assieme


ai ladri della Banca Parodi!
Il primo cittadino dltalia leso nepropri diritti; nelle

sue affezioni, nesuoi obblighi d ospitalit! il suodomicilio

Z4

violato, il suo amico fatto segno dellinsulto, strappato


dallasilo domestico!
.
Le sono cose che non appartengono pi al dominio della
politica, la loro enormezza sorpassa i limiti della ragione
di stato.
Ai lettori di qualicarle. Non bastavano ancora a Rattazzi.
Si procedette all arresto di Nullo e del suo compagno di
viaggio Ambiveri, pure onorati dellamicizia di Garibaldi, e
nalmente si arrestarono centinaja di giovani pacica
mente e senz armi riuniti a Sarnico enei dintorni. Rat
tazzi aveva forse sperato .qualche imprudenza da. parte
del Generale, trasportato da giustissimo sdegno. Ma Garibaldi
impose silenzio all ira bollente, e vol a Bergamo, per esor
tare il popolo alla pazienza, alla rassegnazione, alla con
cordia; parl di equivoco e. promise il suo intervento per
prevenirne le conseguenze. Dichiar alGoverno di garan
tire personalmente per Cattabeni, Nullo e per tutti gli altri,
e lo scongiur di porre ne alla generale irritazione. Il governo
non si degn di rispondere, o lo fecea.ben tardi ed in
modo evasivo.

Il popolo di Brescia chiese delle spiegazioni: la libert


di Nullo e di Ambiveri; non una minaccia, non un pensiero
di ostilit in qnellassembramento di 500 persone inermi;
una sola parola del Prefetto avrebbe bastato per acquie
tarlo. Ma l amico di Rattazziasi stettenascosto nel proprio

palazzo, guardato da soldati e carabinieri! I soldati lasciati


alla prigione di Nullo ed Amhiveri .senza direzione e senza
istruzione, fecero fuoco sulpepoloe lo caricarono allaiba

jonetta! Orrore ed infamia! il sangue cittadino fu versato!


Al nome venerato di Garibaldi, iBresciani giurarono sulla
tomba delle vittime di seppellirvi purewi loro risentimenti,

e. di farne cosi un altare; alla concordia per amore della


patria.

9.5

Alla discussione sull affare di Sarnico si lesse la relativa


lettera di Garibaldi, che chiamava la spedizione nel Tirolo

un sogno.
Il Deputato Crispi la qua.licava di favola, di fantasmagoria, un colpo nzontato dal Governo per appoggiare qualche
legge fatale alla lihft Disse: Verano altri progetti: il Mi
nistro delPInterno dovrebbe ricordarsi chesso. pure vi

prese parte. Avea promesso un milione, avea promesso


delle armi. Il 27.Aprile un di lui messaggiero rec la
risposta. Non posso prendereil milione tutto sulle spese
segrete, perch non vi .sono che 600,000 Lire; ma tro

veremo il resto altrove.


..
HPSB il Ministro opporr una negativa assoluta gli ricor

der i nomi, le date ed ifatti. precisi.


Propongo 1 inchiesta segreta, perch qui non posso
dire tutto; quelli che vi si oppongono, provano di te
merla.
.
.
.,
(f insisto per la nomina di una Commissione segreta, per
ch qui non. posso? parlare di. questi intrighi in , cui
sono compromessi dei nmi a cui dobbiamo tutta la
e nostra adorazione.
Vediamo cosa oppose Rattazzi a questerivelazioni di
Crispi; delle pallide denegazioni, un ostinato riuto del
Finchiestaa
.
| "

Non ho promessodellesomme dissegli, a ma se si


trattasse di Emigrati, che costano allo Stato delle somme
enormi, e se volessero-andare allEstero senzarmi, si
avrebbe potuto fare qualcosa rlavrei dato anche un milione.
Crispi avea detto troppo, pewnondare corpo adei dubbii,
non abbastanza per circoscriverli; egli avea contato sulla
delicatezza di Rattazzi, a cui correva debito d onore di
coprire ad ogni costo dei nomi innocenti, come pure dei
nomi a cui non dovrebbe mai giungere il dubbio. Ma il

26
signor Rattazzi non della tempra del ero Barone di

Brolio.
Egli si contentava di domandare, che si parlasse chia
ramente c subito, cio in presenza. del pubblico delle
gallerie, dei Giornalisti ec.
Egli sdava l onorevole sig. Crispi a fare una cosa vic

tata dallonorc, lo sdava a parlare quando sapeva che la


ragione di stato imponevagli silenzio. Egli trinceravasi

dietro il patriottismo e la lealt del suoavversario.


In questo modo lasci vagare dei dubbii, dei sospettidegli errori, delle illusioni, che la coscienza comandavagli
di dissipare al momento.
.
.
La provvidenza se ne vendic crudelmente ad Aspromonte,
ma fu sulla innocente Italiapenon sul colpevole Rattazzi!
Importava parlare di codesto sventurato affare di Sarnico,
non tanto pel fatto stesso, quanto per ispiegare la. nuova

posizione di Rattazzi in faccia del Parlamento e della .Na


zione.
.

_
Rattazzi consegni lappoggio della maggioranza, oltre
modo spaventata dal pericolo . sfuggito, ma ebbe altresi la

disapprovazione generale del paese, che condannava le


sevizio della brutale repressione.
Importava nalmente di porgere dettagliati ragguagli di

codesti avvenimenti, perch. Sarnico la prefazione di


quell orribile dramma, il cui scioglimento si chiama Aspro
monte.

Sarnico fu origine di. funesti errori, e Sarnico segnla


via che due mesi pi tardi.dovea condurre alla catastrofe,

cotanto deplorata. dagli amici.dltalia.


b.

PRIMA m ASPlllllliNTll.
Ieffervescenza dell affare di Sarnico si calm poco a

poco, in primo luogo perch si attendeva la discussione


alla Camera, secondariamente. perch vedevasi Garibaldi pro

seguireiasua marcia trionfale come per lo. addietro, onorato


dalle Autorit, e festeggiato dal popolo, cui il suo giungere
rendeva ebhro di gioja, e lasua parola di entusiasmo.
Egli annunciava ovunqueil prossimo compimento dei
voti degli Italiani.
.

Il 20 Giugno Garibaldi fu a Torino, ove Rattazzi e De


pretis affrettavansi di dargli spiegazioni sugli arresti di
Sarnico. Poco dopo simbarc a Genova, per Palermo. Ivi
egli sapeva di trovare il suo intimo amico il Marchese Pal

lavicino Trivulzio, Prefetto, e quindi in grado di avergli


preparato il terreno, e certamente disposto ad ajutarlo in
tutto e per tutto.

Appena giunto cominci il suo giro, arring le popo


lazioni corsegli incontro, e le Deputazioni d Ufficiali del
l esercito.regolare, che da per tutto si presentavano. Il
tema era sempre Roma e Venezia, e i discorsi terminavano
col grido: Roma o Morte, ripetuto dalle moltitudini en
tusiaste. Tutta questa agitazione sembrava essere in per

fetta armonia colle parole pronunciate dal Re a Milano


nel mese di Marzo, aGeneva alla ne dAprile, al grande

banchetto preparato in suo onore, parole riferite nel N i07


delle Nationalits. Quesfanno, disse il Be, posso
assicurarvi che una grande questione, la questione romana,

9.8
verr sciolta pacicamente. Riguardo alla questione

di

Venezia, verr la sua volta in seguito.

E il 20 Luglio il ministro Durando assicurava al Parla

mento, che in un tempo non lontano la questione romana


avrebbe una soluzione favorevole. =
Non c era verso di credere a un antagonismo fra il Re

e Garibaldi. Il Generale non aveva egli sempre proclamato


la par/ola dordine: L Italia unita, con Vittorio Emanue-le.
ed ultimamenteancora_ non avevaegli detteaParma ed a
Cremona: Io ha diviso la nostra .storza in tre epoche: di

Dante, di Macchiavelli e la vostra, chioho chiamata quella


da Vittorio Emanuele. Noi siamo col Re, e colRe noi la
voriamo tutti a farefltalia? . .
Non 1 aveva egli anche ripetuto nella sua lettera al Par
lamento?
.
.

E daltra parte non erasi sempre proclamata l amicizia


del Be, leroe delfesercito, per Garibaldi, leroe debpopolo?

del prode di Palestro e San Martino per il vincitore. di


Capua? Il signor Sanfront, ofciale della casa del Ile, non
era egli stato a Trescorre, incaricato duna commissione

condenziale del s.uo signore per Garibaldi? Crispi non avea


fatto intravedere delle misteriose intelligenze di questul
timo con personaggi angusti?

I Principi realinon mostravano essi la pi grande inti


mitzi col Generale; insieme al tiro nazionale, insieme a

visitare Palermo, insiemenel Palazzo, a tavola, eco!


Toscanelli raccont una quantit di dettagli, dietro cui

domandiamo:
_
Era egli possibile dubitare
Garibaldi e il Governo? Del
opposizione? Il Ministero non
Si legga Les Nationalits (4
Ilattazziano.

-..__,___.,..>.

..
.
del pi perfetto accordo fra
resto a qual proposito una
era anch egli rivoluzione?
Aprile) giornale francamente

_.;r

._

29
Perch il ragionamento del Diritto fosse esatto biso

=<
e

gnerebbe provare che il viaggio di Garibaldi non ha


lapprovazione del governo, mentre che al contrario per
fettamente noto che il Minis.teroattaale vede con piacere
questo viaggio e ha dato gli ordini necessari, in ci che
lo . riguarda, affinch il generale sia da per tutto ricevuto

cogli onori.che gli sono dovuti; bisognerebbe dire nalmente


che il governo abbia uninteresse. e una tendenza qual
siasi a calmare i timori dei nemici della rivoluzione...
I nemici della rivoluzione sono i nemici del governo
di S. M., .e noi siamo fermamente convinti che i membri
deLgabinetto si preoccupano assai poco. dei timori di
i questi nemici; la rivoluzione italiananon ha, quanto al

a presente almeno, altri rappresentanti che il governo mo


c narchico, a cui i plebisciti rivoluzionarii italiani hamio

conferito lautoritan .

Si rammento daver letto neIPEspero delFll Aprile:


;tlredesiuzlienelvcbnsiglifr dei Ministri, siasi risoluto di
nominarei Garibaldi generale in capo della guardia Na

zionale del Regna. a.


H
Nel giornale ljes Nationatils del l Lggliotrovas quanto
segue:
.. w w

Il Generale Garibaldi a Palermo, ove egli ricevuto

conunieiitnsiasnio assaidegittimo. Lopinione pubblica


pot inquietarsrun"istantedella sua presenza in Lom
bardia, perocche essaviscorgevafuii sintomo di guerra.

.. Main ogni altropelntohdellltalia Garibaldi non che


un grande cittadino, devoto al Re e alla sua dinastia, la

cui persona e lercuinparcle non possono avere altro ri

l sultato che.quello di ravvivare il sentimento nazionale.


Simili articoli portarono anchehgli. altri giornali oflciosi;
essi bastavano , e largamente , a confermare il dubbio di
segreti accordi, e a far rinascere la speranza.

50
Del resto laffare di Sarnico non era stato molto rumore
per poca cosa? al solo intento di far apparire alle corti di

Berlino e di Pietroburgo dei pegni di forza e di. modera


zione da parte del nostro governo? Come dubitarue ravvi

cinando le date e i commenti deigiornali ministeriali? Il


riconoscimento daparte di quelle due corti avvenne pochi
giorni dopo le brutalit di Trescorre, Bergamo, Palazzolo e
Brescia ec.; gli organi ministeriali esaltavano tale risultato,
dovuto alla fermezza del governo. nella repressione del
progetto dei Rivoluzionarii.

Anche Buoncompagni rimprover al Governo di non


avere presentata la legge annunciata sugli arruolamenti,
e daver fatto nulla per togliere al paese 1 opinione di
segreti accordi con Garibaldi.
Nicotera parlandone pronunci queste parole:
ll Ministero sapeva undici giorni prima, che noi sa
remmo andati a Catania.
Tutto concorreva dunque a mantenere lerrore che Garibaldi
non era che .il braccio del Re, e che come nel i860 egli

apprestavasi ad una di quelle intraprese che non rie


scono che a Garibaldi, e che con lui non possono condurre
che alla grandezza dltalia, alla potenza del Re, alla gloria
dei Garibaldini; una di quelle intraprese, che sono disap
provate dalla Diplomazia, e che per conseguenza non pos
sono effettuarsi dai Sovrani, n collesercito regolare,

che sempre sono sconfessate dal governo, salvo d accettarne


le conquiste. La convinzione d intelligenze fra il governo
e Garibaldi rest dunque ferma.

Alla voce di Garibaldi erano sorti numerosi volontariigli arruolamenti si fecero a pieno giorno, sbarcavansi armi
e volontarii in copia , i Garibaldini partivano in massa, le
bandiere in testa fra il popolo plaudente, ed i Carabinieri
sorridenti. Si vede dunque che il Governo non oppose osta

54
coli, e che fece nulla per disingannare il popolo del suo
pericoloso errore.

Gliwinsulti sfuggiti a Garibaldi nei suoi discorsi improv


visati, accreditarono ancora vieppi lidea (fintelligenze, allor

quando videsi Rattazzi coprirli del velo caritatevole del silenzio


e delfobblio. I Prefetti di Marsala e di Palermo restarono al
loro posto, bench in certo modo complici degli atti di
Garibaldi.
.
Il Ministero non solo continuava.a lasciar durare gli
errori, le illusioni, in luogo di distruggerli; ma faceva
perno spargere la voce che le mosse di Garibaldi ave
vanoenulla di serio, che si riducevano a ben poco. Prova

ne sia l articolo seguente:


Tutto il rumore che si .fatto in questi ultimi giorni

in punto di progetti del generale Garibaldi comincia a


quietarsi; tuttavia egli fatto che, un certo numero di
volontari arrolati sono in movimento, ed fatto pure che
i due governi francese e italiano fanno vigilare le frontiere

del dominio di San Pietro. v


(Nationalits 27.Lnglio)
Il Prefetto Pallavicino spediva dispacci sopra dispacci per
avere istruzioni, senza riuscire daver una risposta!
Nicotera avea dunque diritto di dire al Parlamento:
Che lequivoco dell ultimo fatto di Garibaldi fu auto
rizzato dalla condotta del Ministero.
L inganno nel popolo era dunque ragionevole, era legit
limato.
Si comprender lo stupore generale alla pubblicazione
del proclama 5 Agosto.
Cngia confessa: che tutti avevano creduto il Governo

daccordo con Garibaldi; che il proclama reale avea ir


ritato il paese, che la sua condizione era terribile, che

52
sortendo da Palenmo non avrebbe pi potuto rientrarvi;
se non facendo spazzare.le contrade dal cannone.

Noi riproduciamo alcuni-passi. dei discorsi tenuti in tale


occasione dai Deputati Ferrari e Crispi; leggasi, si giudichi
dopo se le Camere dovevanoe potevanowtlare la loro san

zione a tale passo dei ltlinistri. .

drvi

Ferrari . . . u Garibaldi luomo dellItulia,.mentre


voi vi fate un merito desser stati.Piemontesi.
. gu . . Io ve ne supplica, pensatevi.! Non avvi giusto
a mezzo, voi volete la yMWTlPmUIBQCDBIB; voi Pavrete; e
l. avrete completa.

ci

4: a

. . . . . Non toccate Garibaldimse no, voi avrete la

rivoluzione in tutto il Regno (sbsi.,.avsinistra).f


Siete voi che avete voluto fermarvi irmezm cammino,
ora'badate a voi, iion usate mezzi di repressione. Che
avverrebbe egli mai se voiveniste alle prese colla libert?

pensatevi, io ve ne scongiuro. ..

4:

. . . . . Voi sarete dunque forzati fa ricorrere a un


a. colpo di Stato. 3
w

Crispi . . . . . Il proclama teste pubblicato uno degli


atti pi pll.G.Voi dei ministri; il Re collocato al di sopra
di tutto.

Daltro.nde, lo Statuto non statcrviolato. Le dimostra

..

zioni non hanno messo in pericolo la sicurezza dello Stato.


Le dfIlOStl3ZOflIl0l1.IHIIIO fatto che "ricordare agli
Italiani il loro programma :lltalia una eindipefzdente.
Che dicono i proclami di Garibaldi? Essi esortano alla
concordia; questo forse un dichiararsi contro Fesercito?

Essi parlano in favorealella.conservazione delle nostre


buone alleanze! questo uningiuriarle? .

. . . . . Ci detto sulla questione dellalegalita, per


mettetenii di parlare della questione politica. Secondo un

articolo delloStatuto, voi avete il diritto di dichiarare

55
la guerra e fare la pace; ma nessuno sogna di fare

guerra per sua propria iniziativa.


Voi siete andati a Gasteltidardo senza dichiarazione di

guerra, perch?
Perch quelle terre ci appartenevano; non vi siete an
dati per conto vostro si bene per conto dellItalia.
c Ghe bisogna fare? bisogna cheil governo non si lasci
precedere da alcunoyche prenda egli stesso l iniziativa.
Anche allestero si giudic severamente quel proclama.
Lo spazio non permette molto citazioni, larticolo del Temps

(5 Agosto), qui riprodotto, dar unidea come ne giudicava


la stampa liberale francese e inglese.

Se il Ministeroche succeduto al Ministero Ricasoli,

ha la maggioranza nel paese, come lha nella Camera,


sembraci che le manifestazioni di Garibaldi non erano
abbastanza importanti per richiedere un passo ofciale
del Re. Se al contrario, il gabinetto Rattazzi, che ha la
maggioranza nel Parlamento, tanto debole nel paese che
si possa stabilire un governo legale, ci tenderebbe a pro
vare che il Parlamento attuale non rappresenta lopinione
del paese, e che sarebbe utile ricorrere al suo sciogli

mento.

In fatti le elezioni avrebbero per risultato di rinforzare


a l attuale Ministero, segli popolare, e in tutti i casi dil

luminare il Ree lEuropa sulla situazione reale dellItalia.

E in data del 22 Aprile il medesimo giornale fa le se


guenti osservazioni:
J
La dignit della corona e del Parlamento consiste, ci
sembra, in un regime costituzionale, nel rimuovere il
Ministero che ha ingannato o che ha perduto la ducia
della Nazione.

Gli uomini che credevano serio questo proclama, lo bia-.


smavano unanimemente;

ma la grande maggioranza lo


54

credeva moralmente impossibile, per conseguenza lo giu


dicava nulla pi di una nzione diplomaticartlome lab
biamqdetto Rattazz fece nulla; e ad ogni modirnon
fece abbastanza, per dissipare quel fU0Sd0fEITdl8.t:.

Garibaldi qualic il proclamzr 5 Agostodi Atta diplo


matico, i funzionarii non prestarono fede alle istruzioni, i
generali agli ordini chevenivano dailTorinoydi modo che
Garibaldi pot percorrere tutta laieilia pewtre settimane
alla testa dei volontari, .fra un esercito numeroso, e nal

mente imbarcarsi sotto gli occhi di due bastimenti da guerra.


Nel rapporto del Colonnello Pallaviciao noi. leggiamo
f vi....
queste precise parole: .
m.
Interrogati alcuni di quegli uomini sui motivi che ave
vanli fatto rimanere con Garibaldi dopo il proclama del
Re, risposero: ch essi credevano che tutto era convenuto

col governo.

Ma la prova la pi decisiva di quel errore fatale, noi la


troviamo in un piccolo opuscolo intitolato: Una voce dalle
Prigioni o Aspromonte.

La mattina del 29 eravamo radunati intorno a Garibaldi,

il quale ci dava consigli da padre; diceva con un accento


che gli tutto particolare: Amor damor si paga! egli
dovea ben presto essere disingannaito da quella dolce

credenza!
_
Allorch si annunci che truppe reali erano giunte a
San Stefano presso il piano dei Forestali, ove eravamo ac
campati, uno di noi trovavasi presso il Generale, che guar
dando il suo orologio diceva :. bisogna battereia raccolta,
eaccelerare la marcia.--1Garibaldifugyiua ancora laguerra

civile, alla quale i Rattazziani camminavano a passo di


carica!

Superate le alture che circondano la spianata dAspro


monte, noi ci arrestarnmo:

,
55
f Garibaldi contava di marciare (serbiamo la parola di
fuggireyperltuttirla notte e il giorno seguente; voleva
altro che {are ladistribuzione alla sua truppa dei pochi

u vveriwheuvefvaaraccolto. Non era per anco terminata


questadistribuzione che bersaglieri si mostrarono poco
lungi da noi; .m

Noieravamo ptistupiti che allarmati. Molti di noi


.siwlevavano. e correvano a vedere con quella curiosit,
<< colla quale:si..assistealle parate militari, bench latti
tudine, la marciale.mosse e le trombe annunciassero una
vera minaccia dirguerra, nessuno di noi vi credeva. _

Garibaldi diceva al suo capo di Stato maggiore Vedretefchc non ci attaccheranno, non sono che manovre.

Garibaldipoteva ancora battere in ritirata, ma fuggire


in faccia duna truppa nemica, o mostrando aspetto
dessere tale, chi lavrebbe fatto? Non certamente Cialdini.

Del resto prima di fare una mossa, non era egli giusto
dfaspettare una intimazione?
Garibaldi aveva ancora nel cuore: Amor d amor si
u paga!

Se alcun volesse avere un idea del genere di guerra,


che ci preparavamo a combattere: non ha che ascoltare
a gli ordini strani del capo dello stato maggiore, quando

e: non eravi dubbio che stavamo per essere attaccati. Occu


pate, diceva egli, quelle posizioni e difendetele, ma senza
far fuoceL-A voi, tenete la sinistra, e non lasciateli ve
nire ma non.fate fuoco.
Erano comandi incomprensibili per soldati di mestiere,
u ma per cittadini, come. noi, essi avevano il senso profondo:

a Evitatela guerra fratricida!

Povero Garibaldi, e poveri Garibaldini, quanti disinganni


li aspettavano!
Anche gli altri Italiani dubitavano no allultimo momento,

56
pcrocch se la ragione svelava l orribile realt, il cuore si
ricusava di credervi. Il grido d orrore dell affare di Brescia
era risuonato da un capo allaltro ditutta Italia; sembrava
impossibile che si osasse versare un altra

italiano sopra suolo italiano.

volta sangue

Ma era scritto nel libro (lclla Provvidenza che l Italia

doveva trangugiare no alla fecciaila bevanda amara , il


destino doveva coinpirsi sino alla ne. E la campana funebre

suon l ora dellorribile disinganno, ed annunci che Ga


ribaldi era stato colpito da palle italiane nelstante stesso
in cui comandava di non fare fuoco sopra i fratelli! Egli

era caduto.riiwetendoilgrido del suo cuore: Viva lftftalia!


r

.
1

.i

.:.

5":

lilli

:"

.
raz .
fi t. .l.i.i|. s.I

_..1

1|!

rn i"f.l.\|I.l.: J; f_....

z. m: il . ufnlaei M1 "\.!
.i. mm 9 Uilhll."

n 1..;. l. f) ngllm n"


Ivi.I LHH. i.. i.."..
""""""""'_"" .In.n._u
i

.
I

b .:

;t)

Il1. . .

li L.

;l||.

n t|l.. ..f.1 i il F "|:. .z.

..... d. i.-Uv Sla 93 lx .

z.Ji".:

.n.\..;"||".

.
. E.

[.

. fu.

z. i; iuwtniioo mirI: ciuizrnr

. ' .. . \o";\\l\tS
.
wn. {"...h"..Y.1\"." m...:=.
I

i.

l. .l.

i)

1
. \.

h!

||

..

ld

ll..f.ll

ll\l.q, 1.": ru

41|121102 Il

F...

il.

ltkl LLLHI jjwm}

.\

; z lI... H I4:I'.

.:-.-.\"

un; ..j.

...n.'

isrrouoiur.
|..

La catastrofe d Aspromonte fu un delitto e un errore.


Un delitto, perch Aspromonte signica oggidi guerra

civile, signica sangue italiano versato da mani italiane,


signica leroe del popolo, la personicazione delle aspira
zioni nazionali, il liberatore di dieci milioni, il benefattore

d'Italia, l iniziatore del Regno d oggidi, Garibaldi ferito


da palle italiane. Il sangue chiama sangue, ogni macchia di
sangue umano una orribile semenza di odio, di vendetta.

Ma quando il sangue di fratelli, allora la collera divina


segna col marchio fatale di Caino il colpevole e i suoi
gli no allultima generazione.

Abbiamo detto che Aspromonte fu un errore, lo ripetiamo


un errore enorme. Aspromonte ha diviso l Italia indue
partiti: la Nazione che vuole Roma, e il governo che le

sbarra il cammino.

Durando stesso confessa che il programma di Garibaldi


era, Fesatta espressione della imperiosa necessit della Na

zione, confessa che il governo si opposto scientemente


al compimento dei voti ardenti e vitali degli Italiani. Ne
segue che questi ultimi condannano il governo e s inam
mano vieppi d amore verso Garibaldi, martire del suo pa

triottismo.

58
Aspromonte dunque una barriera fra il popolo e ill
governo, fu Battazzi che l ha inalzata, i Deputatimoderati

che lhanno consolidata.

Il sig. Pimpeterre ha un bel chiamare la situazionetanlo i


pi crudele che questo gran Patriota non voleva che

quanto la Nazione, il Ministero elio? stessome deside-

ravano.

li "
A.".|


"

l_

1.

Il popolo non vede che i fatti; ebbene egli ha veduto

Garibaldi che marciava su Roma, ele truppe regie ehe=gli .


chiusero la strada. Egli ha vedutorcheilribaldi"scan
sava la lotta , non voleva del sangueitaliano sparsolsu
suolo italiano , e che i b8PS3gl6I"l1&ll0 vivamentehatlac

cato, hanno fatto fuoco. e che suPhel principiohGaribaldi


stato colpito, uno dei primi, da tre palle. Egli ha ve
duto che la notizia di questo fatto atroce stata festeggiata a
Torino come una vittoria ministeriale, egli ha letto con

sorpresa e con orrore nel giornale di Rattazzi, la Discus


sione: l Italia salva!
Egli ha sentito con stupore la promozione del Colonnello
Pallavicino a Generale alfiudomaui dellaltare dAspromonte,

ed ha visto con indignazione la prodigalit senza esempio


di decorazioni e altre ricompense agli ufciali e soldati
autori in quel dramma funesto.

Egli ha veduto pacici borghesi assassinati nelle vie e


sotto i portici, al grido:

a Abbasso Garibaldi, abbasso i

Garibaldini.
E nalmente egli ha veduto la rihuttaute crudelt cou
tro Garibaldi e contro i generosi patriotti, che l avevano
seguito; le torture morali e siche che loro facevansi
soffrire.
Egli ha assistito con disprezzo alle deplorabili discussioni
sulla forma e il giudice di tale processo, e al vergognoso
attentato di farlo giudicarea Torino.

'59
Egli testimonio delle colpevoli lentezze che appongousi
ancor oggidi alla tarda amnistia sotto miserabili pretesti.
E il popolo ha giudicato, che Garibaldi vuole Roma, ma
che coloro che vi si oppongono, non la vogliono.
E il popolo ha condannato questi ultimi, ed ha procla
matala sentenza; cogli attentati contro il palazzo Pallavi
cino a Genova, colle pubbliche dimostrazioni in molte citt,

al grido da per tutto ripetuto: Viva Garibaldi, abbasso


Rattazzi,

Il cambiamentomoprav.venuto nell'opinione pubblica si


manifest da alcune "grida. di Vivala Repubblica. grido
che risuon-pei la prima volta.
., .
Un similerisultatofci dispensa di parlarne pi. oltre.
a .

"

" .": = 1| 1

i"?
.2."li_l
lvll.=. iii
.i.-:.u..Jl
153"

.
\

i f

.iiHIf.'o.'l mi. univ


i

LiiHH" q"

..,.,q..,

HLH; Ill. . 1.

. a Niiypq.

V1: Lf . nPLII

w.
i-yq-pw-QQQ--

un
\

'

JLG. H:

f.iI:.>r.".
'

i
\

.' .
\

w.. \ll\1;.. uii..n\1.|. a

F?
zrzo rxirlif.ii: ai (lllizt!
l3
esmx".
f'.;.""'."
.! ..rl ed
U ifzi
nlaie
i izoaoua.
e ilsiznu
i .vii.zut i f

f q.. ."f= oxxovrgaft.


Lilli ll W

...

.
i

raro
.

.l.f

l.

xi

Ho promesso la verit imparaialezafimpongo.. dunque si

lenzio ai sentimentitumultuosi, uhmovnntfztsnianodia. ra


gione, e falsario i giudizii; lascio la paralauabcnnteBargnani,
amico personale di Battazziaquindifnon sospcttoa.di accu
sarlo ingiustamente . . In un suo opuscolo test. pubblicato
sotto il titolo: a Vogliamo Roma, questo patriota incor
ruttibile, costretto a confessare la dolorosa situazione

dltalia colle eloquenti parole:


Da un lato vi Garibaldi, la pi sublime popolarit
d Italia. e no a jeri la pi eminente popolarit dEuropa,
il quale vinto, prigioniero e ferito, nel cieco delirio del suo
patriotismo, rimprovera agli uomini del governo:
Voi avevate sete di sangue, e . io voleva rispar
miarlo. - Io sono caduto ferito mentre comandava alla

testa della mia colonna di non attaccare e di.non fare al


cuna resistenza; perch noi altri non volevamo versare il
sangue dei nostri fratelli.

Tre deputati della sinistra, di ritorno dalla Sicilia sono


arrestati, essi protestano, ecc. l!

Cosa assai signicante, si ripetuto altamente, e a


diverse riprese, il giorno stesso della caduta di Garibaldi,
e in faccia ai cadaveri deicornbattenti: che. lo scopo non

era che un solo, nei mezzi soltanto. la cliljerenza. w (pa


gine 5, 6 e 7.)

4.1
<1 E ora ove siamo noi? si domanda Bargnani; ecco

la sua risposta (pagina 9.)


a Biassumiamo: noi siamo ai fremiti minacciosi d un
partito, che non sar mai vinto, no a.che siaiusodisfatta

la pi legittima e la pi vitale delle aspirazioni della Na

zione -- espressa. arditameute sulla sua. bandiera. n


.
a Alla pretesa necessit dello stato das.sedo in due
parti nobilissime del Regno , nelle quali suon impotente
il grido dellidolatrato liberatore di jeri, perch oggi era di
rivolta -- domani. sarebbe stato di perdizione.
t Allarisurrezione.quasi improvvisa del brigantaggio es
senzialmentepolitico nelle provincie napoletane, ed essen- .

zialmentemalandrino nella Sicilia.


E parlando di queste provincie:
Alla sicurezza delle persone, delle vite, e delle pro

priet minacciate;
i Alle rendite della nanza contrastato, non riscosse,

menomate dalla dissipazione o dalFiudolenza, ma sempre


perdute per lo Stato.

a Alla produzione agricola, commerciale e industriale, quasi

iutierarnente cessata.
a Al mal governo del potere amministrativo, e alla ac

chezza del potere giudiziario.


Alle recriminazioni sul passato, alle amarezze del pre
sente, ed alla sducia nell avvenire!
Il nostro nobile amico avrebbe potuto proseguire il quadro
assai lugubre, e confessare, che della costituzione violata ad

ogni istante non esiste pi che la carta: tutte le garanzie


di libert sono state violate.
Egli avrebbe potuto citare le memorabili parole che
leggiamo nella storia della rivoluzione del i848 di Gar
nier Payes (V. II. p. 275) a proposito della reazione in
Spagna.

49.

Il governo era logicamente, fatalmente spinto a fare

ci chegli faceva. Nelle condizioni ove sera collocato, il


potere non pi una autorit delegata da leggi regolari.
Sorto da unambizione senza limiti, non conosce che una
regola, la sua conservazione; egli pu tutto osare, tutto
intraprendere; sa che egli non fha Mtrqnglere alcun conto;

dimentica Dio che lo giudica lastoria*che lo giudi


cher. Galcolando i suoi soli interessi, egli governa per
lui solo. Tutti quelli che lo servono fanno bene; tutti

quelli che gli sono d ostacolo fanno male, tutti quelli


che glidanno.ombra sono colpevoli. La suafazione non
a temperata chedalleuzieoessit del suoegoisrno....;. ..
e

.! "_

.i{

4\.}"

W
\I|

{.

I.

..

(I.

2.1.

,.

f.

la}.

(nnr, IP

f'

h
.

i.

"..".
"

"

t.

M I
I.
|
l

.~

"

,
r

\
g
.

\.:

x 1._ ..,"..l|
.
'

"

(I

'i.q

t
I

0
p.

I
I
'
a
f..in".

r!

"

.:. i}? t_;I.}.[. f!t..l '' Flur infra;


Il \ I

'ua

"I

. .

f _!
I,

.
.

I.""1{Q

.

p;
"

"

qyf.
:'.)Il

f j.(.7 1r;

\
'

. .

..

..

I:l
,.69

_\ ,
i

.'

in 4Ih. .
: ,a,
.

\ . ,

:
t:

(\..

.
.I1 >".ff*v..f..;.
fulmaol
.
21 non
"If d Mici. lleb aiutalo !i"....". W dw
l

uh

r\

[l.

.|f .

"ijih\t

.:.t.

gwnf|w}?

tIin}

lj.t.';i'|".

(jr. 9d

ilh-;

. mafni rluzkrmlivitiaz. .oiIf;wf"i fui;

"

i I.f".""I " .iiitfiflilllil owfwa "


Via
...ft._I!.""!l) siafini izi miro". rie! inviata
I

N :l.. 1.31 iviinrwv. fuz.

i .".'1.
l.jljt

"

..

.|I|

1| . .) U

.
i

...

1.1 P_ill : ......;f n;

. 1:f
m" :

.;

i.. .

fwvu. n|ti.....3i a. I
..

p ....

:.l ,43

i.)

.
.i.";|; .;|

f,

. |

. i "r

...uu|:.;

. ...h..

..i....v
.<.

u; 1

..' l; RTTLIFUQHQfsfTlt
. H; . .:" .: ..

.||.

r.

a.

a .:1;|.rl'..)

.| lJu

' "

I I .=.|I.|.., I J a.

. .

l hl! lilill L.nw

r.

|: ' q. i

... un

Il si". Pimpeterrevdieec. Rtazzifii Puomoidi Stato pi


capace dif.trrttalll? Italia; lfintcresseedil doverelegano
c glItaliani a lui.
"
..
. Mi spiace di dovere anche in ci contraddire il ripetuto
apologista.
Potrei dire: nessun uomo di Stato ci avrebbe condotti ad
Aspromonte; nessuno poteva amministrare peggio.

Mi limito a dire: Battazzi non uomo di Stato, egli


non che avvocato.
Adduco in prova il discorso dello stesso Rattazzi nella

seduta 26 Novembre.Quasich trattasse una causa civile sceso


a sofismi per torturare il senso delle leggi vigenti, e per

ristringere le libert dello statuto ai limiti angusti del suo


governo reazionario. Si perd nel labirinto dei dettagli in
vece di discutere il grande principio, di cui i singoli fatti

non sono che logiche conseguenze; prefer i tortuosi ca


villi alle ragioni elevate delluomo di Stato.
Egli poteva gettare uno sguardo alla condotta passata
del Parlamento, ricordare alla numerosissima maggioranza,
ch essa fu sempre moderata , e provarle il dovere di mo

strarsi tale anche in questa circostanza: Egli poteva ricon


durre gli ultimi avvenimenti alla loro origine, alla loro

causa perenne, la lotta cio fra il principio moderato e quello

44
rivoluzionario, e poteva dedurne con tutta evidenza, chegli

non avea fatto che difendere quello contro questo; egli

dovea rendere palese; che dietro Garibaldi schieravasi tutto


il partito d azione coi cinquecento sub-centri dell associa
zione emancipatrice, e che al governo non rimaneva che
lalternativa di abbandonare l Italia alla gilld di Garibaldi,
oppure di combatterlo ed arrestarlo nel suo cammino; egli
poteva nalmente rileggere al Parlamento il. suo voto quasi
unanime del 5 Agosto, e sdarlo a sostenere, che la.pa
gina d Aspromonte non ne sia la conseguenza necessaria,
e sino d allora prevedibile. La maggioranza moderata , la

quale il 5_ Agosto avea dichiaratoriballe Garibaldi, rivolta


la sua impresa, non avrebbe potuto che confermare la pro
pria sentenzzhed.aceordare lasanzione al fatto. di Aspro
monte.
.

Il conitto sarebbesi ridotto allequestioni secondarie: delle


crudelt contro i prigionieri, delle sevizie illegali verso gli emi

grati ecc., dello stato dassedio ccsimili. Ma facile ara pro


vare corollarii della prima decisione: dicmnbattere e do

mare il principio rivoluzionario, le di incolpare glimrgani


suhalternidei rigori eccessivih
m w
. . . uv
Restavano ancora le accuse dello scioglimento arbitrario
delle Associazioni Emancipatiici ,. dell, arresto illegale dei
deputati, della ommessa convocazione del Parlamento; ac

cuse di. molto minore momento, scontro cui rimanevano


integre le difese dei ministri, anzi.avvalorae dal buon esito
sicuro di quello sullargomento.principale.

., ,

Ma Rattazziu.non, vide lfimmensoavantaggio che offrivagli


il terreno dellfuomo di. Stato, e per cis impiccol alle arti
del destroavvocatolh '
.
' "jt ,
;
.
Se Rattazzi.fossehdavverm ImmPdiSI/ti) non avrebbe

agito come fece, e l Italia non piangerebbe sui nomLdi


Sarnico ed Aspromonte.

45
Egli avrebbe compreso che immensa popolarit di Ga
ribaldi non provava l amore, la gratitudine degl Italiani
verso la di lui persona ma verso la patria, che la potenza
di Garibaldi stava nellintera nazione, le cui pi ardite e
sublimi aspirazionipersonicava , che attaccare Garibaldi
era fare guerrar.all sentimento nazionale.

Se Rattazzi.fosse realmente uomo di Stato avrebbe com


presa la potenza del sentimento nazionale, eorgoglioso di

appartenere ad un popolo in cui il pi sublime patriotismo


partaggio di tutti, avrebbe rispettato quel sentimento na
zionale.comecosasacrae"san4a; e come l unico e saldo

legamel che tiin uniteedprovincie , e le conforta nella


dura vita dei sucreii,fche.lmnione a tutte impone.
Avrebbesfruttata questamolla irresistibile, non Pavrebbe
rotta in un delirio sacrilego; avrebbe compreso, che quel

magico motore va guidato dalla mano sapiente del governo.


In allora avrebbe avute seco il popolo tutto, come lo ebbe
Carlo Alberto quando annunciava lo Statuto, quando con
duceva leschiere in. Lombardia, come lo ebbe Cavour

quando tendevafla mano a Garibaldi al1indomani di Ca


stellidardo, come l ebbero e 1 avranno tutti gli uomini di
Stato, i quali sanno riconoscere l ora segnata da Dio alla
rivoluzione per vendicare le ingiurie della cosi delta le
gitfjmit_

uUll

. fin. 1,-

Dia Rat.tazzi non


di.Stato, e per ci non com
prese il sentinrento,ilblsog1io,il voleredella nazione. Se
anche l avesse ccmpresonmwlavrebia seguito, perch di
convinzioni moderato.WfpeIVaIitQEeen dipendente , divise
le apprensioni degli amici moderati, e sub i consigli (per
non dire i comandi). imperiali. Il carattere indeciso, la

mente titubante gli tracciarono quella via di equivoci e di .


mezze misure, che condusse ad Aspromonte.
Battazzi dunque non uomo di Stato.

46
Se dopo il suddetto fosse possibile ancora un dubbio
svanirebbe nel ricordare l atrocit della guerra, la crudelt

delle torture. Esse non potevano essere consigliate che da


passioni di persona, non mai da ragione di Stato.
Abbiamo vicino a noi il paragone con un vero uomo di

Stato, avversario anch esso di Garibaldi, conservatore an

ch esso, benveduto "e favorito idQIVIHPBOTGJNHPoBOIIQ


ebbene facciamone il confronto.
Cavour, questo gran ministro , di cui i moderati dicono
seguire la politica, non solo non imped Garibaldi nel 1860,
non solo non lo abbandon a suoi propri.mezzi, ma lajut.
Noi siamo sicuri ch egli avrebbe fatto lo stesso nel i862.
Ma, supposto chegli avesse giudicato impossibile il pro
getto di quest anno, .non avrebbe di certo spinte le cose
a una guerra civile, a una catastrofe; non avrebbe mai
scoperta la persona del Re; non si avrebbe avuto il pro
clama 5 Agosto, e meno ancora Aspromonte.

Supposto, ci che credo impossibile, che vi si fosse


giunti, Cavour non avrebbe disonorato l Italia collo spet
tacolo di un illustre feritotenuto in prigione, privo del
necessario, allontanato perno dall amico, dal medico che

gli chiamava al suo letto. .

Cavour non avrebbe certo approvato il linguaggio_ di in


seguire, di schiacciare, di distruggere Garibaldi; egli
avrebbe arrossito di ogni proposta diprigiene, di processo,
di condanna, o di torture. che Cavour_ era uomo di
Stato, mentre Rattazzi none che avvocato e uomo a passioni,

non ne dispiaccia al sig. Pimpeterre.

- .

. il.
(il!

._...q..._...__.-._-.-.-..___......

. l

r.

rlrrlzzi r n lllWlLlIZlllNIl.
Noimon vogliamo. discutere lewlottrine del sigf Pimpe

terre a proposito della rivoluzione, di cui egli dice alla pa


gina 7; che innalzando gli uomini la racoicina a Dio; ezl
e conseguentemente una legge divina e d amore, una ne

cessit sociale.

.
.
Noi crediamo che anche il sig. Battazzi sar poco lusin
gato dall accoppiamento del suo nome (nel titolo dell"opu
scolo Pimpeterre) con quello fatale della Rivoluzione , e

eh egli decliner la gloria che il sig. Pimpeterre gli ri


serva, quando dice:
Allorch gli uomini della rivoluzione si sono essi

stessi incaricati di questa missione (di moderarla), come


vediamo Rattazzi intraprenderla coraggiosamente ai nostri
giorni, l ordine viene ben presto ristabilito in un nuovo

progresso verso la civilizzazione:


Noi crediamo che Rattazzi non sia mai stato uomo di
rivoluzione, ma bens, che se ne sia servito per innalzars;

e noi abbiamo le prove sanguinose d Aspromonte che oggi


non fu un moderatore ma un carnece della rivoluzione ,
eh egli non ristabili che? ordine che regna a Varsavia.
ben. vero, che Rattazzi dicevasi Rivoluzionario con Ni
cotera, come dicevasi Moderato con Aleri; che mostravasi
amico di Garibaldi; che lasciava stampare nelle Nationa

48
lils ed altri suoi organi: che il governo non conosceva
Rivoluzionario pi caldo di s stesso. vero che varii
dei suoi atti sono rossi ; ma altrettanto vero che

altri sono moderati ed altri reazionarii (V. Toscanelli).


Battazzi il protetto di Napoleone, intento ai fremiti del
telegrafo di Parigi, non poteva essere o.rimanere Rivolu
zionario, ma dov, come neoconvertito , eccedere il limite
del Moderato e farsi Beazionario. Doveva appoggiarsi sul.
l'esercito stanziale, ed inaugurare il governo dello stato
dassedio, proclamato nella met del Regno, tacitamente in

vigore nell altra met. Doveva nalmente iniziare un era


di arbitrii, di soprusi, di ingiustizie e di persecuzioni per

sonali da sorpassare tutti i governi dispostici, i cui ceppi


infransero glltaliani.
.
Noi non la linlremmo se vorremmo enumcrare tutti gli

atti d arbitrio, di despotismo, di crudelt contro quegli


infelici.
Centinaja di loro arrestati, legati come malfattori, gettati
nelle prigioni coi ladri, relegati in Sardegna,
sperazione, e nalmente alcuni scortati alla
Mincio e consegnarli ai posti austriaci!
Si legga la protesta di Leonardo Gramacini,
decorato di cinque medaglie, guadagnate col

spinti alla di
frontiera del
uno dei Mille,
sangue delle

sue ferite, trasportato dalla forza da Perugia a Cagliari,


scnz altra ragione che la rabbia di Rattazzi contro i Pa

troti. .

I dettagli della consegna dei sette veneti alle autorit


imperiali reali, sono laceranti per ogni uomo sensibile, c
ributtanti per ogni buon Italiano.

Che il si". Pimpeterre richiami alla memoria tutti que


sti fatti, e cessi dal chiamare.Rattazzi Rivoluzionario. Con

fessi piuttosto che fu Beazionario, e se ci troppo gli pesa


ammetta almeno, chegli moderato, come or ora dichiar

49
alla Carnera, e che nell amore pei Moderati estese la pro
tezione ministeriale ai Reazionarii, ai Borbonici, ai Du

chisti, agli Austriacanti e perno ai Clericali. Tutti i ma


scherati nemici dell Italia speravano in_ lui, e ne piangono
la caduta; ed appunto per questo vi applaudiscono i libe
rali, i patrioti, il popolo intero animatoldal sentimento

nazionale siifquconeulcato.

'

\|.

..

ttnunnn BATTAZZI.
Al mese di Marzo. abbiamo veduto Rattazzi stendere la
mano, fare delle promesse a Garibaldi; al mese di Maggio

gl insulti rimpiazzarono le carezze. Garibaldi rimaneva au


cora grande e potente al punto d oscurare tutti gli altri

splendori umani, di dar ombra alle vanitose mediocrit.


Lo si voleva umiliare a Sarnico, egli non pieg; la ge
losia si volt in odio, ed al proclama inefficace tennero
dietro gli ordini severi, duri, crudeli e peggio ancora.

Fu allora che il telegrafo ci annunci: che le truppe m


SEGUIVANO le nanna (non di Chiavone) di Garibaldi, fu al
lora che si lesse in certi giornali, che bisognava nirla,

che giri troppo si era pazientato, che non era pi tempo di

esita.re , che i Garibaldini dovevano trattarsi come i bri


ganti, e simili provocazioni alla guerra civile; fu allora
che si ordin di combattere quelle bande, quei volontarii,
essi che fuggivano ogni scontro sanguinoso; di schiac

ciarli, essi che si sacrificavano per la patria, di distrug


gerli, essi che andavano a liberare la capitale per ollrirla
al Re!

Si giudichi della dolorosa impressione in Italia, da quella


prodotta all estero , di cui d un idea l articolo seguente
del Temps (di Parigi lO Agosto), a proposito del primo
scontro.

5i

a Sopra questa terra di Sicilia che Garibaldi ha conqui


stato e dato al Piemonte, le truppe Piemontesi e i volon

tari sono venuti alle mani. Su chi devesi far pesare la


responsabilit di questa deplorabile situazione? Noi ab
biamo detto che a nostro avviso, ella tocca. tutta intiera

al ministero; {battaisqitfofirx un articolo del Morning-Posl,

che riproduciamo ipi oltre, troviamo una opinione affatto


consimile.

a Il si". Rattazzi, dice il giornale, porta la pena della

doppiezza che ha segnato il suo avvenimento.


" a . Il presidente del consiglio sembra del resto abbastanza
imbarazzato , perch il suo linguaggio magia di giorno
h.iagiorno. Jeri diieevaal Parlamento che lo scontro fra
i volontari e i Pieanontesisarehhe stato untriste avve
nimento, e oggi egli dichiara che Garibaldi s messo

fuori della legge.


Ma sventuratamente le cose non s arrestarono l; il no
stro dovere ci obbliga di riportare qui la narrazione di due
fatti, d una rihuttanleerudelt, che daranno la misura

degli ordini di Torino. Leggiamo nel giornale il Diritto


del 20 Settembre:
a Fatto l appello dei diserlori dieci si presentarono, due
dei quali lo fecero per semplice formalit, poich avevano
avuto il loro congedo, gli altri non dubitavano daver salva
la vita, merce la. loro spontanea presentazione, emerc la
circostanza d essere. stati elti senz armi.
-....Quale disinganno! lame.no di mezz ora ne fu co
mandatzi la fucilazione; ai congedati il comandante disse:
che non era questo tempo da esaminare carte.

Nellopuscolo:vl/na voce dalla prigioni, p. 9 , si legge


quanto segue:
e: a Mandelli era un giovinetto di Como, non ancora ven

tenne. Con altri otto compagni volle avventurarsi inerme a

52

precedere la nostra colonna, e giunse no a Pellaro, presso


Reggio, senza che alcun segno aimunciasso un imminente
pericolo.
.


Rassieurati da aleunide1 paese" i nove compagni si
POSer atavola. " " 1.
. .' f " " ". i " "l

In questo frattempo, una compagnia l5."aveva ci!


eondata l osteria , dove essi si trovavano.; ebogni.sciimpo
era tolto.

Mi

Furonoarrestati tutti nove, legati elratti in vicinanza

di uReggio
E forsealla
la spiaggia
primyvolta
del cheiprlgionieri
mare; la .. di
guerra
.< misono
l
ammanettati come ladroni?

"

"f" t "FH-

Dove si andava? percli si formavano. in quelluogo


desertolche si voleva".da"loro? percli li avevano fra
gati e spogliati? r

""
i1"
Si vorranno fucilare?
v . u. .. t

I comandi, gli attijfypaioteapparatotutmtrisvegava


immagini di morte.
u =
ll|"|
L ora era estrema , l istinto della salvezzaroansigliava
prepotentemente la fuga.
""I.:
.

S . . . . non esit, slaceiati i nodi, sidiedeafuggl, e


salt in mare.". e .


"f
Gli si tirarono addosso alcune fucilate, eheandarono nel
Pacqua.


.
. ' . i (l
S. . . . . sisalv amuottf, e il gioinodopo eamrafa
fatto.

" HL. z v. o; w

2m.

. un

MOIGi volle imitarlo, riuscranehifgllw slegarsiaima


appena tatti alcuni passii Soldati glisparardnoadddso, e.

lo ferirono nelpiedeie" H ti! WWW *

Caduto a terra ebbe il coraggio diralrarsi:

2*. ".* v

#5 I

Finitelo, comandil capitano. I soldati ubbedientimlla

disciplinmgli cacciaronallrileiapelo altre pauemereorpo.


Ma il martire respirava ancora. Finitelol.
.. 4f1.

55
La bajonetta d un soldato entr fredda nel petto del
moribondo.
.
_ .

Il colonnello Pallavicino, quelmedesinjo che aveva ordi

nato d attaccare Garibaldi, dmpadronirsene. ad. ogni costo


(quindi vivo .o mortoydice neLsuo rapporto indirizzato al
generale Cialdini.

<1 Interrogatosu quanto si farebbe dei prigionieri , l ri


sposi, che io non era il condente del governo , ma che
era mia opinione personaleche il governo. dopo di averli
fatto condurre ilMCSSISB, li farebbe erre senzadubbio in

libert 9.4 ore dopo per isbarazzarsene.


_
. Il colonnello Pallavicinomlxe non aveva iudietreggiato ad
eseguire gli ordini ricevuti per. impadronirsi di Garibaldi,
non comprese che si volesse spingere le cose pi oltre
della stretta necessit, onde forza restasse alla legge; il
soldato comprendeva la possibilit duna lotta, ma non
quella della tortura del vinto; egli lo dissefraneamente al
suosuperiore, .al personale nemico di Garibaldi, al gene
rale Cialdini.
.
Ma Rattazzi non soldato, egli non conosce le emozioni
d un combattimento ad armi eguali, egli non conosce il
rispetto che il forte trihuta al vinto.

Uex-illinistro De Sanctis, disse: Garibaldi trov nel


suo cuore un. conne alla sua azione; il Ministero no.
Egli obbligo quei bravi soldati a portare sul petto la me
moriadella guerra civile.
.
Noi lasciamo ancora la parola ad altri; quando grave lac
cusa, giusto ch ella sia appoggiataidalla.testimonianza

delle vittime stesse.


|.
.
Garibaldi che no all ultimo momento sera ricusato di
prestare fede alPevidenza, che diceva ai suoi compagni; ve
drete ch essi non ci attaecberanno, a Garibaldi gett il

grido di dolore e di vergogna:

54
Voi avevate sete del nostro sangue!

a...

.r....

Garibaldi protest contro i cattivi trattamenti celle parole;


Nel XIX secolo si uccidono ancora ipTgONB1).,.lYla
non si torturano pi.

wu q

_.

.. . a..

Nelbopuscolo: Una voce dalle prigioni leggiamo a pag. {al


quanto segue;

.1.:w.f Uomo ii .ripn.

Durante la nostra prigionia nel. forte , noi.trovammo


molta bont danimo e quasi bonariet nellcomandante
militare. Ma i.suoi ordini.dovevano essere assai opposti

. aquelli che i.giornali. annunzManol.emanati daL.Mi


nistero sul trattamento dei prigionieri Garibaldini lIffi

In primo luogo nessuna distinzione di classiydi edu


.. cazione, e di gradi militari. Ml uguaglianza perfetta. la

perfetta reclusione allievata solo da qualche ora dipas


seggio, due o tre volte la settimana.
e
., a
. I meglio trattati erano chiusi in .stanzoni in numero

d trenta o quaranta, i pi dei quali male illuminatif e


a peggio ventilati. Tutte le funzioni anche le pi immonde
della vita consumavansi l dentro. a
l. a-ni ,a.
Nessun ospitale, nessuna.fanariiaemche.i enalati,
diceva. il medico, a abbiano pazienza.
o
q. .
Ma che attendere da. un governo tolio; d..glifordini san-
guinarii che abbiamo letto con Iorroee nel rapporto di Cial
dini, ove le parole, inseguire, combattere ,...eglg<iaccaare. e
distruggere, spargono . un . odore odi sangue e; difcarnetcina?
Che attendere dopo i massacri ciolin.diecihdisertori. ;e ..di
lllondellilcomsette suoiconnaagui? vtlrw : e m) .
Qhe attendere da un iIISGTQLGIG confessa. di custodire

nelle prigioni un migliajo di Garibaldini.ancora un arrese


dopo la.loro amnietaialf
. m; i|[..;. qwgilqi.
a a
Povera Italiat nomgcosi che. pularsi la tua unione!
Dopo aver letto questi orribili dettagli ogni uomo di
cuore converr con noi, che lattazzi non ha agito da mi

55
nstro,ma da nemicoychenon fu la ragone di Stato, ma

laqassioire dellodioche. lo gBt.NW "if.


.

f .Anchertlaribaldi non.ascolt la ragione; ma il suofcuore


che traboccava d amore. Invano lo si informfrd.i ci che
accadeva a .rariae;oiavaa0 gli si rammento P.affare di
Sarnico, il sangue sparso a Brescia, la debolezza del Parla
mento, invano i suoi aimci Mordini, Fabrizi e Gadollni lo
esortarono a desistere dalla sua intrapresa, in vano gli si

port il proclama del Ile; Garibaldi sicuro della sua co


scienza, sicuro dellasual devozione ., sicuro della fede giu
rata allte, Garibaldi, diciamo, rispose a tutto e sempre

no alluttitio: nontsoho che nte diplomatiche, ma


novierlilitarii.ana.nulla pi. Garibaldi non ascolt che

isuti graniisllbredelio gli ripeteva: iArnor d amor .si


paga. u Nella sua sublime ingenuit egli pens fra s:
ioniomai noifrisponderebbe l? Italia alinio amore, quando

uesto yintrfito ?"A suoi amici, a suoi compagni egli ri


rfgpgginz; nir ci colon. hf. a

1 Or sono due anni,..lestesse apparenzmle stesse pro


teste lestesse"dichiarazioni non erano che nzioni di
"a plomatiche. 1
H . .
=
.r?!

."" Perchnoil sarebbvyoggi la medesima cosa?


Non ho forse superato deglostaecli che si erano cre
iati.insuperabili! non sono lini.Io stesso! glidtaliani, i

favara volentarl non sono i mctlesilni? e dopo la vittoria


(non hoforseallmesso-fedelmente nelle mani .del Re il

frutto delle nostre latlelresi? pud.dubtare che oggi io


far lo stesso? sarebbesi divenuti pi difciliche nel 60?
a E il Ile, i ministri,il.Parlamento, la Nazione riutereb
bero (Yaccettare dalle mie mani Roma, come essi hanno

1 accettato la Steiliafe Napoli? Con qual diritto si oppo


nerebbero essi oggi alla mia marcia, essi che possiedono

la conquista della spedizione affatto eguale del i860?

56
Del resto voi conoscete le intelligenze segrete di cui
Crispi ha fatto cenno alla Camera, e che Rattazzi si

affrettato di coprire col velo del mistero? Finalmente


il Be non mi ha egli chiamato suo amico? I principi non

mostrarono essi la pi grande intimit con me?


Non; vedete in tattile autorit venirmi incontro? le guarf
uigioni dellesercito inviarmi deputazioni dufliciali?
.
Calmatevi dunque,amici miei, datevi di me, come io
mi do del mio cuore.
.

Povero Garibaldi quanto non doveva egli soffrire alla vif


sta delle ignobili torture initte ai generosi gionani file
l avevanoseguito ,. lilll dalljamorepeiyl Italia, mdalln.
cieca duciagnella;;.sua. parola l";

mm.

..

Ul.

l:

Qiaw SQtf. Gh anche Bottazzi non avrebbeoar


dito di far soffrire un eguale strazio al suo nemico, segli
avesse potuto comprenderne l immensit per il.cuore-.di

Garibaldi.
. .
.
_ .
. I . f ,
Vediamo i due lottatori : l uno sul letto del dolorcxcon.
dannato a soffrire i tormenti delle speranze distrutte, del

pi temuto pericoloavverato, Garibaldi alllittolper Pinfelice


Italia dilaniata dagli odii; l altro nel suo qialazzo.circon

dato dagli adulatori che bruciangli lincenso.ch..i.a,mandolo


f Salvatore della patria.

H .

h,

..,: ,.

Tutta 1 Italia. pnorompe im.urr sol guidoled.riva il


vinto , ilwprigioniero ,l,w.iv.a. Garibaldi, abbasso il vincitore,
abbasso il Ministro,.abhasso Ilattazzil.;Ed il mondo lblt)

ripete il grido del. 1399180; italiano, onora il vinto e hia


sima il vincitore!
.f. .. ..;\.... H .. .
mi . .

o 1| nlhllli" z "lli .
|

im

mii

""

.n
f.

.u u)
un" 0
.
,

...."|l
f

I.

I IHU

||:|1.-.;.i .v-...o"

'
I

il ""fIl ."
W
I

."I.

i ilnnnnru iiii\otuz|oivliu|.
1.

m1

Per lonore del vero obbligo convenire, che la condotta


anti-italiana del lllinistero Rattazzi, gli fu in parte facilitata
da quellinmensa Maggioranza Moderata del Parlamento.
Questi Moderati tremano sempre del fantasima della Re

publica.. Questi terrori furono la rovina del moto del 48,


questi terrori suggerirono le difdenze contro i Volontarii
del 59: qnesti terrori informarono la condotta ingrata, e

pregiudizievole contro i Garibaldini del 60; questi terrori


inspirarono le misure liberticide dellattuale Governo.
I Moderati dovrebbero pur sapere quanto siano vani

questi terrori, non dovrebbero pi abusare di questo span


racchio mendace.

I Republicani non sono mai stati pericolosi all Italia,


perch i veri dlepublicani sacricarono sempre le loro con
vinzioni teoretiche, e s offrirono sempre al servizio della
Patria governata dal ne.
Farini stesso, luomo di Stato, il Conservatore, dice nella
sua storia: Negli Stati Romani ecc.
Bandite dunque silfatte trepidanze, che ben sapete infon

date: non nascondetevi dietro il baluardo del Realismo nel


combattere il partito d azione, perch il chiamarlo Repu
blicano contrario al vero, cercare rinforzi in cosa non
vera, confessare la vostra debolezza.

58
Nicotera lo disse a chiare parole, i suoi compagni lo
provarono coi fatti. Lessenziale per tutti lIndipendenza,

l Unit, la Libert della Patria; la forma di Governo cosa


secondaria, mezzo per arrivarvi, non mai scopo.
False sono dunque le parole ripetute a saziet dai Mo
derati, ed oggi ancora dal "Boggriofz che ad Aspromonte si
salvata la dinastia.Il vero si invece, che l Italia non

ha mai contati tanti Republican che allindomani dellar


mistizio Salasco, allindomani di Aspromonte. Rattazzi, an
zich salvare il principio monarchico, gli caus gravissimo

danno, ed i Moderati, che lo spinsero a quellavguerrflra


tricida, hanno mal meritato della Corona. . " HiPPf
I Moderati troppo zelanti, come Pavvocato Boggioglloho

i pi pericolosi nemici del tronryquando arrlvanoarim


proverare a Cavour di avere proclamata Roma capitalelel
lItalia, perch provanoil programma antinazloialeafessi
Moderati.
1
.l" . ;. una
l
. 1

i \t. .\\ ..\.i..

3 n

. n! H: . u 1,212? .

.
....
.; .

i... .

nvari. .

u.. . .'.

.. i
.

n!

..l
non (mini!)
l ..lllHl.\"

-.

.
H

.!

l:

' a

m"

mi: onfh

i_.

n .

v
.

lV.H una

;.=.ia

mi; nill nanna si m i


2a lis.

. fu u! irai

Ci IV_

mi ": Eh.

f: . . a ad ." o wm|fnivt.\/: .:v

h .

tif t! il

v ..." u Jmv

orm ..: n n

iL

1 . i "f F1 lI

:i:.

... ..H..

v1.|

"l"ll

LPAlILAlIENTt. Per comprendere bene la condotta di Rattazzi di tutta


necessit di portare_ lo sguardo sulla sionomia del Parla
mento, cio della. Nazione legale.
.

La. Camera dei.Deputati divisa in due grandi partiti:


il partito liberale, detto d azione, e quello moderato. ll
discorso tenuto test dalfex-lllinistro De Sanctis mi permette
di appoggiarmi sulla di lui autorit cedendogli la parola.
Il partito di Garibaldi di uomini vissuti nelle co
a spirazioni. Essi hanno il merito di avere con un ardita
iniziativa tolto ogni dubbio sullunit italiana, di avere

portato le Provincie Meridionali ad unirsi all Italia: ren


diamo loro questa giustizia: avremo fatto opera di con
ciliazione.
Tutti i partiti hanno poi i loro esagerati. Esclusi questi
anche nel partito ora accennato, tutti credono che il Re

ed il Parlamento siano il vero e solo centro della politica


italiana.

Ma anche con ci essi hanno pur semprepiena ducia


' nei mezzi rivoluzionarii, e sta bene che sia cos.

Cavour lo seppe affrontare col dare all Italia le Marche


u e lUmbria.

Dall altra parte il partito moderato, (l antica maggioranza


Cavouriana) fuori di ogni proporzione numerosa.

60
_
Tra questi due partiti trovavasi quello di Rattazzi, piccola
Chiesa piuttosto che partito parlamentare, guidato dallam
bizione personale del Capo, non gi da diverso programma
politico.

.Un lllinistero Rattazzi non poteva quindi vivere in faccia


al Parlamento che nei modi seguenti: l. mediante una fu
sione franca e leale colla maggioranza conservatrice. Ma do
veva rinnegarsi l opposizione fatta dal Ilattazzi-Pretendente,

dal Ministro in aspettativa, confessare che lopposizione di


prima era di persone e non di principii; cose indecorose,
moralmente impossibili.

l. llattazzi..poteva sciogliere la Gamena, accarezzare il


sentimento nazionale, ed a.ppoggiarei Candidati del partito
dazione. Ma Rattazzi avrebbe dovuto farsi francamente
liberale; ci.che vietava Napoleone.

. 5. Il terzo partito era di creare una nuova maggioranza
llattazziana, composta della parte pi liberale della destra
e della sinistra, lasciando le trazioni estreme della destra,

e di quella pi moderata della sinistra, impotenti per nu

mero, senza inuenza sul popolo.

Rattazzi scelse quesfultirna via,tenendo.in serbo le altre


due. Non si pu negare a questo progetto genialitdimson
cetto. Ad esso attagliavasi la scelta dei Ministri, alcuni dei
quali della maggioranza Cavouriaua, mentre Depretis, .ap

parteneva alla sinistra. Con esso armonizzavano..le carezze


a Garibaldi; questo: spiega le.promessenarrate da Nicotera,
come quelle palesate dallAltieri. Lardita combinazione
spavent la maggioranza. e la costrinse ai famoso voto di

(aspettativa del '17 lllarzo. Ma il piano di Bottazzi.aveva un


difetto radicale, egli richiedeva tre. cosecbe tutte manca

vano, e cio: l. un programma pi.avanzato di quello di Ca


vour e di Ricasoli, 2. che Rattazzi ne avesse la convinzione
e l intenzione, eh egli non ascoltassci contrarii consigli

6l

imperiali, 5. e che la maggioranza contenesse molti deputati


disposti ad assecondarlo.

.
;
=

Bottazzi se ne avvide , e. per ci.abbandonato il primo

progetto, bilancio gli altri due soli possibili.eio di legarsi


strettamente ai Cavouriani, oppure ai Garibaldini.
Rattazzi moderato, lo disse egli stesso inquestigiorni
al Parlamento, anzi moderatissimo, provaIne siano i suoi

antecedenti. llattazzl "il protetto .di"Napoleone. Egli non


potevvdcsiflerare, egli non.poteva osare che una.condotta

moderata. Non titub e stese le braccia alla.destra. Ma la


maggioranza , che avea sempre vedutfrRattazzl sul banco
dell opposizione, avrebbe potuto dubitare della sincera di

mi conversione. Il ministro senti la necessit diiolnire dei


pegni di riconbiliaziileduratura, e di eterno distacco dal
Piitofliberalea . . l "f

.

A suo tempo narrai che Sarnico fu il suggello di que

st Fatdledilleana.

" "

"

Gli uomini rotti agl intrighi parlamentari ammirino pure


l.abilit del lllinistro, i buonlpatrioti non potranno che
velarsi il volto.

Da questo connubio nacque una maggioranza ibrida, senza


programma, che lasci il governo privo di bussola, privo

di chiara direzione.

Il cav. Buoncompagni, il deputato Moderato fra i Moderati,

fa intorno alla maggioranza delle osservazioni alquanto sin


golari dapartediiJn.membro di essa, di un pretendente Mi

nistro,- di un uomo.di Stato; che conta sullappoggio di


quella stessa.maggioranza. Ne dice: che la persona di Ca

vour era tanto grande da oseurarla, da non lasciarle quasi


aoaltro ufcioche di secondare.la potente di lui; iniziativa; a

che dopo la di lui morte nonappoggi fzgualmentellieasoli,


il quale pure ne avea. adottatofilprogramma: che adesso
si scissa in due, non per quistione politicoima di sola
opportunit.

62
Ci spiega che quella maggioranza, rivoluzionaria con
Cavour nel i860, torn conservatrice con_ Ricasoli, ed ap

poggi Rattazzi incamminato alla reazione. Ci contiene


laccusa e la prova che la_ maggioranza non segue la guida
sicura di principii, ma.quella degl interessi personali. Ub

bidiente a Cavour, non seppe infondere vita al Ministero


Ricasoli n a quello di Rattazzi.

.
una potenza, non una forza; capace d impedire, inca
pace di fare. Conservatrice, stazionaria, quando il destino
impone allItalia: di avanzare; paziente quando il ritardo
costa un mare di lacrime; ligia allalleanza francese, quando
il corriere di Parigi apporta riuto e scherno, rassegnata
ai voleri dun sovrano straniero, quando la Nazione po
tente ed ardita. La maggioranza non ha mai compreso il

popolo, non. se n .mai curata, non l ha mai rappresentato.


La maggioranza dunque stata fatale alla patria; n questa

potr rialzarsi dall abjezione presente, sino a che la mag


gioranza le impone l aspettazioize penosa.
Si mediti l ultima discussione e poi si dica se quella

maggioranza pu chiamarsi vigile custode delle libert


costituzionali, e era sentinella dell onor nazionale.
Il solo Buoncompagni parl, ed ancora non si occup,
che dell offesa al Parlamento, non di quelle, altrimenti
crudeli, recate alla Nazione.

Rattazzi avrebbe bene meritato della patria se avesse


sciolta, dispersa, schiacciata quella Maggioranza, recandone
una nuova liberale-nazionale , come sembrava promet

terlo nel llIarzo. Rattazzi invece rovin questa patria col


lappoggiarsi su quanto cera di pi gretto, di pi pauroso,

di pi antinazionale nel Parlamento. Egli distrusse intera


mente il prestigio che lo circondava, e ne lasci al paese
il solo cadavere, senza vita, senza forza, senzautorit, senza

eco nel popolo.

65

Buoncompagni confessa: u Eppure in questa Camera sta


appunto la sede del languore che travaglia lItalia, dappoi
ch essa ha perduto linfluenza preponderante che debbe
avere fra i grandi poteri della Stato.

I Deputati dovrebbero comprenderlo, e domandare essi


stessi lo scioglimento, onde si consulti il popolo in questo
solenne momento , in cui il disastro di Aspromonte, e la
nota di Drouyn de Lhuys aprono una fase nuova nello svol

gimento dei casi dell Italia.

-._v,.-..:,_;.=...._.....__.___.......-_._...,

tlAVtlllll, malsani llATTAZZl.


Finita la rassegna dei fatti giover passare al confronto
degli uomini. N ira n speranza guidano il giudizio, ma
il desiderio di additare le cause del successo, quello dei

rovesci. La discussione nel Parlamento legata da conve


nienze, che vietano di rimontare all origine del male; e
cosi continuano equivoci, con tutte le conseguenze spesso
funeste.
L Italia ebbe un momento di ascensione splendida e
gloriosa, la Fortuna sorrise al suo risorgere ; ma subentr
la calma, limmobilit, ed ora un disastroso ritorno, mani
festa minaccia di totale sfacelo.
In principio del i859 i Sovrani decisero la guerra, ma
guerra da Sovrani, per conquistare Provincie, umiliare

l Austria, subentrare alla di lei eredit. Cavour locomprese,


Cavour non voleva padroni, n tedeschi n francesi, e Ca
vour chiam Garibaldi, venne la Rivoluzione, e marci avan

guardia delle armate regolari dell Imperatore e del Re. l


Sovrani rmarono la pace, ma la Rivoluzione teneva sguai
nata la sciabola, perch avea giurato di non deporla n

ch lItalia non sia: Una dalPAlpi al Mar.


Fu la Rivoluzioneche liber la Sicilia e Napoli, fu la Ri
voluzione che strascin Cavour a Casteltdardo, ad Ancona,
a Gaeta.

65
La Diplomazia reclamava, ma Cavour le rispondeva con
fatti compiuti.
In poco pi di un anno Vittorio Emanuele cambi la
corona piemontese verso quella d Italia; il Re per la grazia
di Dio, divent Re per la volont della Nazione, merce i

i trion della Rivoluzione.


Cavour avea dunque riuscito a molto; colfarte diploma
tica, ma eziandio colfardire rivoluzionario.
La riputazione europea di questo celebre uomo di Stato,
la incontrastabile autorit del suo nome, i suoi antecedenti
conservatori, gli permettevano delle arditezze, che daparte
d un altro avrebbero suscitate le diftdenze di tutti i Ga

binetti.

La straordinaria abilit parlamentare del Conte di Cavour,


larte di maneggiare la lode, il biasimo, l ironia, perno lo
scherno umiliante, lo rendevano un avversario temuto e real
mente temibile. L aureola degli immensi successi ottenuti
dalle
assicuravano
conferenze
unadipotenza
Parigi quasi
in poi,assoluta
la popolarit
nelParlamento,
meritata, il
quale obbediente alle sue inspirazioni, si prestava di buon

grado ad appoggiare il grand uomo, al quale l Italia deve


tanto, e da cui essa attendeva il molto che ancora mancava
al compimento dell opera sublime.
Cavour aveva riunito intorno a s degli elementi etero
genei, e ne aveva formata una maggioranza parlamentare

compatta, e ligia alla sua direzione.


Nessuno ha gli stessi diritti alla cieca ducia della mag
gioranza, nessuno ha il genio potente per mantenerla, o per
crearne unaltra; nessuno potrebbe dunque contare sulPap
poggio sicuro del Parlamento, e presentarsi al paese ed al

Yestero quale personicazione del popolo legale, come Cavour.


Durante il Ministero Ilicasoli nulla avvenne che avesse
potuto ajutare il compimento del nuovo Regno.

66
Egli non. pot che mantenere il nobilissimo suo pro
gramma, che non havvi terra italiana da cedersi allo

straniero, e serbare rispettata la dignit della Nazione.


'l.ent di spingere la questione romana col noto capitolato,

e colla pressioneinglese; ma privo dellautorita di Cavour,


e male assecondato dal Parlamento, fu presto vittima del

risentimento imperiale.
Il Ministro Rattazzi ci condusse ad Aspromonte, e lasci

il paese scisso in due, sduciato, prostrato , e vergognoso


delle umiliazioni patite dallinsolenza sprezzante di Napo

leone.
Confrontando questi risultati credo di poter dire:

Cavour aspirava a gloria immortale, Ricasoli alla gran

dezza d Italia, Rattazzi ad un Piemonte universale.


Cavour non curava programmi, oggi moderato , rivolu
zionario domani, mirava soltanto alla meta pressa. Ricasoli

snchina al diritto altrui, non mai lo calpesta, piuttosto


rresta a met il cammino. Rattazzi salva la parola, ma
falsa il senso della legge pi sacra.
Cavour adoratore del successo, Ricasoli schiavo dellonore,

Rattazzi amante del portafoglio.


Cavour strasciua Napoleone, spinge Vittorio Emanuele ,
accompagna Garibaldi; Sovrani e Repubblicani, Moderati e
Rivoluzionarii, Soldati e Volontarii, Stranieri e Nazionali,

tutti egli.lega ad azione comune, ed il mondo attonito si


prostra alla gloria del sue nome.

Ricasoli, uomo di ferro, risponde alle promesse, alle mi


naccie di Napoleone: perisca la Toscana, rinasca pi bella
a nellltalia risorta! Soldato d Italia, l onore comanda ,

a quella sola via conosco e seguo. Rieasoli non abbraccia


la Rivoluzione, neppur osa sfruttarla; ma rispetta la libert;

Rlcasoli non ottiene successi, ma conserva incolume il te

soro datogli.

67
Rattazzi, piega al volere del forte, la p1otesta del debole
sprezza; accetta i consigli del Sovrano Straniero, non cura
l opinione di tutto il paese; egli chiama generoso alleato
il Protettore degli assassini, che devastano un terzo del

Regno; alle sognate promesse imperiali risponde con Sar


nico ed Aspromonte; e da errore in errore progredendo
sacrica 1 onore, la concordia, le speranze della patria,
calpestando lo Statuto , ed ogni diritto , ogni garanzia di

libert.
Cavour muore compianto dall Italia, onorato da tutto il

mondo.
Ricasoli si ritira venerato dai Concittadini, rispettato al
lestero.
Rattazzi cade odiato dal popolo, combattuto da tutti i

partiti, severamente giudicato oltrAlpi.

ili

GARIBALDI.

La penna si riuta a scrivere giudizii su quelluomo


unico al mondo, un Dio per gli uni, un pazzo per gli altri.
Ma amici e nemici convengono tutti a riconoscerlo grande

per il cuore come nessun altro. Tutta la sua vita, oltre ogni
dire agitata, e ricca di fatti gloriosi, un seguito di im

prese ispirate dai sentimenti pi sublimi, eseguite con un


coraggio favoloso, coronato di riuscita pi brillante dei
fantastici sogni. Garibaldi consacr la sua vita alla gloria
del nome italiano, alla indipendenza della terra natia, alla
fortuna dei gli di essa. E questi Famarono di cuore nel

mentre che il mondo ammir la sua grande virt.


Dopo tanti successi segui un rovescio; Garibaldi, il pre
diletto della vittoria, fu vinto ad Aspromonte.
Ebbene! Garibaldi trionfatore, Garibaldi Dittatore, non fu

grande come Garibaldi vinto, ferito e prigioniero. L Italia


pianse al suo letto, ed il mondo intero s.i commosse. Non vha
esempio nella storiadun Sovrano potente, fortunato, a cui
siano toccati gli omaggi dammirazione e daffetto che ebbe
Garibaldi steso sul duro letto di Varignano. L umanit
che vilmente applaude al successo, e sprezza l infortunio,
sinchin questa volta al caduto! I popoli aveano compresa

la santit dellimpresa di Roma, venerato il coraggio infe

.
6!)
lice. I popoli aveano sentito nel cuore, che dal lato di
Garibaldi stava il diritto e la ragione; ed i popoli condan
narono quelli che l aveano calpestato. I popoli pronuncia
rono il patto di solidariet; essi applaudivano allItalia ri
nata, l incoraggiavano nei meetings e negli indirizzi a

Garibaldi, rappresentante delle nostre aspirazioni.


'
Il sig. Pimpeterre dice che lintrapresa di Garibaldi non
era possibile.
Ben si comprender che non possiamo rispondervi cate

goricamente, perch non abbiamo 1 onore d essere iniziati


nei progetti del Generale. Ma egli permesso di ragionare
a priori ;. ecco ci che cercheremo di fare. Garibaldi nel 4860
partito libustiere, divenne avventuriere, e avanzando di

grado in grado ni Dittatore.


Ci non vuol dire che il progetto non sia stato pazzo

per tutti, tranne per Garibaldi; ma per questo fu sublime.


Chi impedir al popolo italiano di credere che Garibaldi
avrebbe riuscito nel i862 come riusc nel i860? che avrebbe

trovato il debole deIlarmatura, invisibile ad ogni altro, e


avrebbe potuto impiegare mezzi possibili soltanto a lui? Si

parla sempre dell onore francese che senza macchia, e


che non devessere bruttato da una disfatta; ci si dice

che la grande nazione sacrieher il suo ultimo soldato, il


suo ultimo scudo per 1a gloria del suo esercito.-Ma che

cosa fa questo al nostro caso? Credesi forse che Garibaldi


nol sappia anch esso al pari e meglio d un altro? Credesi
forse chegli non conosca i Francesi e lesercito che ne fa

il giusto orgoglio? E perci? Chi ha mai detto che Gari


baldi abbia sognato dattaccare i Francesi alla bajonetta?
Nulla lo prova. Se al contrario egli si fosse avanzato alla
testa dun esercito d uomini inoffensivi, se avesse prose

guito il suo cammino malgrado il cordone militare fran


cese lungo la frontiera ponticia , s egli ne. avesse soste

"

70
nuto il fuoco senza rispondervi, ma senza arrestarsi, credete
che i soldati francesi avrebbero lungamente resistito az quello
strano combattimento? credete. che il nuovo spettacolo dun
popolo intiero che offre il suo petto senza difesa, ma che
non indietreggia, il quale domanda la Capitale abprezzo
della sua vita , credete che il prestigio delnome di Gari
baldi non avrebbe nito di soggiogarei soldati francesi,
cos sommamente impressionabili per tutto ci che grande,
nobile ed eroico?

Permesso dubitarne; mille esempii offre la. storia mo


derna di quel paese e principalmente delle loro rivoluzioni,
che tornano in appoggio del dubbio. Quando noileggiamo
nelfistoria di Garnier Pages (Vol. IV p. 595) quella elo
quente descrizione delleffetto morale prodotto sopra isol
dati dalla scarica fatale al bastione dei Cappuccini, noi non

possiamo credere che la.truppa francese avrebbe lunga


mente continuato un ignobile massacro.
I soldati, pallidi, muti, dall occhio sso, erano come

paralizzati; alcuni versavano delle lagrime. Un capitano


del i4 di linea dava indizii dun profondo dolore ecc.
S dir cheran fratelli, ch erano Francesi; sia; noi

non siamo Francesi, n fratelli, ma siamo amici, siamo uo


mini risoluti a morire per la patria; e agli occhi dei Fran
cesi ci e molto.
Ignoro le idee di Garibaldi sui mezzi desecuzione, ma
oso sostenere, che non s intese giammai di attaccare i
Francesi a bajonetta spianata, ma bens colle armi morali

dimponenti dimostrazioni d un popolo intero.


Soggiungo una sola parola, ed : che tutti i popoli in
viarono al vinto parole damore, di venerazione, che grandi

e piccoli gli portarono il tributo delfammirazione al co


raggio infelice. ll letticcinolo della prigione era divenuto il
piedestallo alla nobile gura del martire; il sangue caduto

dalla ferita una macchia indelebile pei suoi nemici; la palla


una reliquia.

Meditino i llioderati che severa condanna vi stia alla


loro politica, e procurino i Deputati della Maggioranza di
non dovere un altra volta rovesciare un Ministero, il cui
maggiore delitto si fu di ubbidire al voto del Parlamento!

FINE.


illl~'tl. 2
_
I',

_
J.

l .. .
. ...
W @. .,<_,,..
l f...

.
w_

4 '...

w.

.
...w.w.@

..

.
._ . .
. .
. .. aff. ..... . . .
. __
..
_
Xx .. .
a S. \. D.. . ..
l.

d.

.. a 5aI...,_%_..|...b..> 3%.

. .

._ __

.. _

. .?
...,'~.
. t" JO.I. . .
I\.\ . lv

U.C. BERKEL

iHIH H IH H H H