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NELLA 9ITH E NELL'URTE

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Hi

DOMENICO MORELLI
NELLA VITA E NELL'ARTE

AUTORITRATTO

OTTAMTIMOTJA

Z-

PRIMO LEVI L'ITHLiee

DOMENICO MORELLI
NELLA VITA E NELL'ARTE
MEZZO SECOLO

Con

150

PITTURA

DI

illustrazioni

nel

testo

ROMA-TORINO

VlARENGO

1906.

TAL ANA

28 tavole

CASA EDITRICE NAZIONALE


ROUX

PROPRILTA LETTERARIA

AR riSTICA

(2654)

Meglio che un

ha

libro di critica, questo

inteso di essere

un

libro di storia e di psicologia.

Dopo quanto,

mezzo

pei'

intorno alle

si

secolo,

opere di Domenico

pensato,

Morelli,

un

detto,

apparire ed anche essere ozioso.

avrebbe potuto

Basta

invece opportuno.

storia artistica era

scritto

di critica

libro
( il

di

libro

persuadersene

constatare come gli clementi storici dell'arie italiana nel secolo

decimonono vadano d per d disperdendosi


al punto che

ed incidenti riescono spessissimo


capitolo

vane,

come

essenziale della nuova

gi avvenuto per

gi

velo della imprecisione e della incertezza


che,

occhi,

s'andranno

stendendo

si va

nazionale

vi/a

il

imprecisione, incertezza

epoche precedenti, dalle persone

le

man mano sovrapponendo

dalle cose

dai singoli giudizi ai criteri generali.

Per questo

nostri

elementari ricerche sopra opere ed autori

le pili

sopra questo

sotto

ai giudizi,

persuadermene

stesso libro io ho potuto

in

modo

che non di rado la ricerca e la conseguente notizia la definitiva


,

affermazione,

fortunate.

sono

riuscite

Domenico

Morelli

era

una

d'uomo, oltre che d'artista, che in lui


del metodo

sapienza

si
la

sposavano a quelle

sua

consuetudine

non sempre

difficili,

le

della

cos

del tutto

mirabile tempra

facolt

dell'ordine e

inspirazione e della

sistematicamente

operosa,

la

continuit della sede in cui si svolse, la devozione di cui for-

mava

oggetto

in

famiglia,

erano

altrettanti

potevano confortare a credere agevole

una

vita

lo

argomenti

che

stendere la storia di

vissuta per tanti anni con limpidezza

cristallina

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

VI

Pure
quantunque

quasi monacale severit.

con

memoria

lo

tradiva spesso,

sulla congerie di fatti, di opere,

mentre

sua stessa

la

felicissima, nel riandare

di persone,

che

costituirono

di lui esistenza ed ambiente, sicch anche dati forniti da lui


stesso

non sempre risultarono esattissimi

quanto

lo

dava,

ma

lui, riusc

ancora pi

confuso,

non dipendeva direttamente da

ed

portarvi

il

luce fu

la

Ora, se questo avvenne per

lui,

riguar-

lavoro non breve, ne

lieve.

che doveva ritenersi tema

storicamente pi facile, anche per la solitaria altitudine della

sua figura, che


artista italiano,
e

lo

ognun pub pensare che

potr avvenire fra breve per

dovr tener

moderno

lasciava meglio in vista d'ogni altro

tutti

cosa avvenga sin d'ora

gli

altri,

quali

dei

si

conto.

Eppure, l'epoca nostra non potr ripetere l'esempio di quelle


che l'hanno preceduta nel lasciare in nube questo elemento organico

fsonomia per

della

civilt

lui

si

della storia

corrispondere

Fazione, ed
tutti

dall'altra
delle epoche

dovere e insieme

nessuna ne ha neppure avuto

dunque raccogliere

mano

il

l'una

Nessuna

l'uu dall'altro periodo mondiale.

anteriori ha avuto al pari di essa

deve

distingue

culto

il

mezzi. Ora, ai mezzi

all'azione

il

Urge

successo.

man

gli elementi di un tale lavoro,

che si vanno svolgendo e componendo

loro

nella

forma

definitiva.

Epperb, questo ha voluto essere anzitutto un libro di storia


storia nel senso e nel

Eroi che creano

le

modo

epoche storiche; e se

P Eroe Profeta, l' Eroe


Letterato, l Eroe Re, non ha

Divino,

anzi egli fu muto

da Carlylc.

illustrato

dinanzi

Poeta,

l'

Carlyle,

all'Arte, e

l Eroe

l'

l'

Eroe

Artista,

se

Arte muta dinanzi

a lui interamente, non ne deriva che anche


abbia diritto di cittadinanza in quella

dopo l'Eroe

Eroe Sacerdote,

considerato

Sono gli

l'

Eroe Artista non

limitata ed

l'influenza

immensa

assemblea d'immortali.
Ebbene, a paragonai'e

Artista con quella

degli

la

missione

altri,

nel secolo decimonono d' Italia,

dell' Eroe

uno ve ne fu
egli fu Domenico Morelli.
e

certo

che,

se

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

Ma
prima

r Eroe non

senza l'ambiente,

trovato sorgendo

quanto egli

in

lo

determinarlo in una nuova essenza

una nuova apparenza.

e in

Epper, intorno alla figura eroica di Domenico Morelli,


di

inteso

ricostituire,

prima

volgere, poscia

l'ambiente che

Attorno a

quindi,

Ini,

minori, nazionali

ha

a poco a poco, trasformato sino a

poi,

VII

tutta

l'ambiente

da

colore.

maggiori

e viventi, che

una parola, un

l'ambiente furono un segno,

forma

di figure,

scomparse

straniere,

ebbe a scon-

eh egli

prese

liti

teoria

la

io Ito

senso,

di quel-

un

linea-

mento. Sicch non pai-mi d'avere ecceduto intitolando questo libro :

Mezzo secolo

Ma
vita

pittura italiana.

di

questo libro ha inteso definire Domenico Morelli nella

oltre che nell'arte;

libro

psicologia oltre che di storia.

quindi

come ho

detto

di

adempio qui ad un dovere di

coscienza, confessando che questo riuscito

per me anzitutto un

atto di espiazione.

Sopra Mre Ili-uomo pes gi una leggenda


delle altre correnti

a differenza

che,

da antico pel mondo, non ebbe nella verit

fondamento di sorta. La sua grandezza, che rimaneva unica,


la fatalit che

la

sembr incombere dopo

scuola pittorica napoletana,

parole

stesso

s'accorse

senza spiegarseli,

meno

valesse
veline

accreditarono

lui,

come sempre

che

tutta Italia

si

l'Ito

sulle

sue

di cut egli

riportano,

rilevandoli

che

sua anima

l'opinione

Io non

dell'arte sua.

una timidezza che mi

mente a

per

pagine che qui

sua glorificazione sopra

malintesi

molti

sui suoi atti si sparsero


in

la

la

condivisa

ma me

in-

sconsigli dall' avvicinarmi intima-

avvicinato ai maggiori artisti

ut 'ero

italiani.

di

Venuto a contatto con tutto

ci

pi autentico

inconfutabili, ho potuto talmente

in documenti

constatare la falsit e l iniquit


di quella
e

sia

pure involontaria

opinione, da sentire il dovere di sfatarla interamente

per sempre, pubblicando di quei documenti quanto era pos-

sibile
I

che di quell'anima rimasto

umo

senza offesa del pudore


della bellezza morale.

del riguardo che sono il pro-

Morelli parla qui dunque con la

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

Vili

parola d Morelli; ed

ho tenuto a non aggiungere del mio

io

che quanto era assolutamente necessario per collegare

parti di una

vita,

le

uscita

varie

una figura

che,

di sentimento e di conseguenze.

ricchi di attivit, di pensiero,

Ne

le

varie facete di uno spirito, che furou

per

per

tutta la

grandezza

umana, splender nel futuro senza temere tramonto.


Ed principalmente per ci che io sono lieto dell'opera mia.
Ora, questo libro

di storia,

io

dedico

tutti

gli artisti

italiani ;

questo libro di psicologia


nico Morelli ed al suo

io

dedico alla famiglia di

Capo spirituale, a

Pasquale

DomeVillari,

che all'altissimo onore hanno voluto eleggermi, conportando

mio compito di tutta

questi,

Sgnamento

che non
anzitutto

loro fiducia.

servir di conforto;

fecondo

pu

la

pu

a quelli servire d'inse-

tanto pi quanto pi ne uscirmi persuasi

esservi vera

grandezza

artistica

in

chi non

un vero graud'uomo.

Roma,

25

il

dicembre 1905.

Primo Levi l'Italico

sia

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELLARTE

PARTE

La

vita

confronta

ai

di

un uomo, massime d'un

tempi ed

alla societ in

non va ben compresa,

artista,

come

cui trascorse, perch,

non

se

si

talvolta l'ambiente

circostante aiuta l'ingegno a trovare la manifestazione esteriore che gli pi adatta,


cos tal'altra lo frastorna, gli

oppone

ostacoli

devia dal vero. Allora avviene,

lo

nondimeno, nell'intimo dell'animo


sente una scontentezza e una secreta lotta, dalla quale tenta invano di cavarsi
fuori. Allora, questo scontento, questa lotta delinea la sua personalit morale e
costituisce l'arcano della sua esistenza. Onde, chi vuol conoscere compiutamente
penetrali dello spirito di lui; ed allora gli
quest'uomo deve investigare appunto
accadr spesso di sorprendere s medesimo in una simile interrogazione forse che
costui non era nato per essere maggiore di ci che ci apparso? forse che le sue

che, sebbene l'uomo

si

lasci vincere dalla corrente,

opere non sono inferiori

al

suo pensiero,

alla

sua cultura,

nato in altro tempo, in un diverso andamento

che cosa non sarebbe egli divenuto? E

stico,

che

la vista delle

loro opere

quando

faccia nascere

ci

al

di

studii, di

cos'i,

mentre

suo ingegno? Se fosse


opinioni, di gusto arti-

uomini avviene

di certi

un concetto superiore

vero essere

al

conosciamo meglio si attribuisce in parte al caso la loro


riuscita, di certi altri uomini invece ci accorgiamo, abbracciando con lo sguardo tutta
la loro personalit, che furono diversi da quel concetto che possiamo formarcene,
mirando le loro opere esteriori. Or cos a me pare che debba guardarsi la vita
di quelli, e

artistica del nostro

sue opere che in

li

compianto amico: non solo nelle sue opere;


tutto

lui

stesso, nel

secreto scontento che forse lo

Se

chezza

accompagn

egli sedesse tuttavia a quel posto,


di artista gli vorrei

pensare da giovane
tuo intimo;
sentireste
reste

contrasto

questi

dalla

e
gli

dire

ove eravamo

soliti

le lotte

nel

ti

cos hai

dovuto

che hai dovuto sostenere nel

hanno

tribolato

sempre. E voi

confessare che io ho colto nel vero, e

maggiore uomo che forse non appaia

nelle

artista,

vederlo, io con fran-

vedi, tu hai operato cos, perch

affanni per l'arte tua che


di lui

meno

di

sino alla tomba.

da uomo; queste sono

franchezza

anzi,

suo ingegno

del

lo

stime-

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

Queste parole acute ed

con

esatte

cui

Domenico

commemorazione dello scultore Tito


sembrano uscire, non solo dall'intelletto, ma

preludiava

alla

Angelini C0

sua

(2

da tutta l'anima dell'oratore

Non

solo

servazione esterna,

per virt di os-

ma

sembra

egli

commozione intima di
personale. Sono invece parole
per

belle, tanto

caso

di

pi

Domenico

amato per

lui

lui

stimato per

non
e

che

il

dello scultore da

la

elevatezza delle aspi-

non ebbero

virt

tempo

non soltanto

ch'egli,

dall'ambiente,

ma

li

vinse

trasform. Guidandoli, ed esercitando una influenza sopra

li

di

ci

bont del carattere, per

infatti,

dirsi,

vincere dal

lasci

si

deve

tanto pi

ad esprimersi felicemente. Di

sufficiente
dirsi,

esperienza

Morelli fu assoluta-

razioni, seppur queste

tuo Angelini.

pu

la

dire

degli intenti e del vivere, da

dignit

la

per

nobili,

mente diverso da quello

Morelli

Morelli

sempre pi

essi

sempre con

modo

in

essi,

pi

viva,

vasta,

procedette

pi intensa,

da non essere mai uguale a s

anche rimanendo a s stesso sempre fedele.

stesso,

Pure, questa

commemorazione

dell'Angelini

dice ancora

ci

pi della bellezza di un'indole, la quale, costretta dalla propria


luce

vedere

non

(i)

(2)

difetti

del

per

dissimula

Della vita autistica

Lettere

soggetto,
farlo,

di Tito Angelini.

Belle Arti, nella tornata del 2 aprile

Ricevendo quelle parole, F.

Roma

da

li

De

i8j8

non

li

nasconde

ama troppo

Tochi ricordi

gi,

verit

la

letti all' Accademia

di Archeologia,

Napoli.

Sanctis, allora Ministro della Pubblica Istruzione, scriveva

Morelli

23 maggio.

Ho

Caro Morelli,

letto le tue mirabili

con un cuore cosi giovane


<

pagine sopra Angelini,

una mente

Aspetto con vivo desiderio

Arti, di cui

si

vedr pi

il

ti

ringrazio di aver pensato a me, e

mi

rallegro

cos lucida.

lavoro della Commissione per

le

riforme (degli Istituti

di

Belle

oltre).

Tuo

F.

De Sanctis

MOMENTO ANGELINI

IL

ma

d di

dibile,

essi

cercando

tica. Rilette

spiegazione pi benevola ed insieme atten-

la

sposare armonicamente

di

anche oggi,

perspicuo

Domenico

la

cri-

rendono

ci

in

modo

convin-

momento

il

che subito precedette quello


cui

affetto

ventisette anni di distanza, quelle

parole riescono preziose perch


cente

l'

in

Morelli incomin-

ci a crescere, a vedere, a sene

tire

produrre.

Quando Angelini incominciava

educazione

maestro eccellente
nell'arte del

sua

venerato, dice Morelli,

(i)

disegno

una rivoluzione nelle

si

compiva

come

arti,

ed in molte scienze

tica

la

suo padre

artistica in casa di

tutta

nella poli-

Sconfitti gli ultimi imitatori,

anzi calunniatori

imperavano
waldsen.
e

Ma

Canova

Thor-

l'ambiente morale

politico del

il

Bernini,

del

mondo

vivente

Costanzo Angelini.
Autoritratto.

erano
libro

pel

giovane

artista

mute

chiuso, voci

un

non

intese.

non

L'arte

era che

imitazione, imitazione dei greci e dei romani. D'onde, nell'Angelini, pensionato a


Piritoo,

Diomede.

Brera,

il

tema

scultura

il

Centauro, Deucalione,
fisico

psicologico,

concorso,

di

['Achille,

si

vinceva

quale, tosto rivoluzionario col Beccaria e

col Paggio di Lara,


la

Bene ancora moltissimi anni dopo

per

Giuseppe Grandi

Teseo

complesso Vero,

Il

inosservato, dunque.

dava

Roma,

doveva

lombarda,

in

si

breve tempo trasformare

quindi tutta

la

scultura italiana, da

Paul Troubetzkov a Davide Calandra, con azione pi larga


ed espansa
(i)

di

Ercole Rosa. Ma, invece, neppure col

Costanzo Angelini,

pittore

l'architetto Valente e del pittore

rinomato

direttore dell'Istituto di

Camillo Guerra.

Filottete

Belle Arti prima

del-

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

Tito Angelini arrivava

abbandonato

comprendere che

dai suoi nell'isola di

e gli bastava mettere assieme

puramente

atteggiata,

poteva

egli

Vero

dove Lorenzo Bartolini os dare

importava poi

Ma

dovette
paese

ancora

pi

demia romana. Per

giovane scultore

intellettuale del

perch

sordo ad ogni aspirazione

scultori,

Roma

da

vita.

restringersi,

non erano che un

d'arte

gli

la

Napoli l'orizzonte

in

Roma,

Napoli criterio ed autorit, completo era

divorzio fra l'arte e

il

bench non

modello un gobbo,

quando Angelini studiava prima

certo,

osato

comprensione del vero,

ostacoli alla

gli

bene

corretta,

che, se avesse

diversamente, non sarebbe stato compreso;

minori fossero certo

ritrarre

l'ingratitudine ,

una figura grande,

plastica.

eroe,

nell'infelice

umana contro

protesta della coscienza

la

Lenno,

quello

era

dove

artistica ,

allora

scuole

le

dell'ampia

acca-

dire soltanto della plastica, pochi

erano

pallido

riflesso

chiusi nelle loro officine, intesi

nuove incombenze. Nessuno scambio

sorzio, nessun incentivo a far meglio

di

solo e aspiranti
idee, nessun

ritratti,

dunque,

si

confab-

bricavano, o altre cose del pi facile smercio, Diane, Ninfe,

Amori bendati. Inoltre


monumento che tenesse desto

Fedi,

Loggia dell'Orcagna,
le

osserva Morelli

l'estro

Battistero, Palazzo

Vecchio

dare

il

Napoli era bensi

il

Museo, ricco

gusto verso ogni espressione

teneva buono soltanto per

modelli di scultura e

di

le

dell'arte,

ma

nessun

come

dei giovani,

la

a Firenze,

sculture del Sansovino e del Brustolon a Venezia,

a Milano.

si

il

il

cos

Duomo
da gui-

tanto tesoro

ricerche archeologiche. Per

pittura l'onore era concesso solo a

designate statue antiche: l'Ercole, l'Antinoo, l'Adone, l'Aristide,

Giunone, Venere, che, eternamente

una

ripetute,

col

provocare

una

perfetta incoscienza, un'assoluta incuria,

invincibile

un disprezzo universale.

antipatia.

Nel

finivano

publico

una

poi,

diffidenza,,

L AMBIENTE NAPOLETANO

Sopra questa doppia deficienza dell'ambiente napoletano,


tornava spesso,

Morelli

tempi

prima

dopo, riferendosi

anche

publicamente.

Molti

posteriori, nell'intimit

assai

sono

note

manoscritte trovo,

delle sue lettere in

passi

rispondendo ad un

fra

cui la deplora, e fra le sue

alcune

l'altro,

che

critico

occupava

si

pittura napoletana, in rapporto

della

all'Esposizione di Venezia del

parole

in

cui,

condizioni

delle

rimanente italiana

alla

1887, diceva:

producono come una volta grandi opere d'arte, ma mancano


una volta, e mancano ancora quell'amore e quell'interesse
che avevano i nostri padri per la gloria e la grandezza della patria. In Napoli poi
non vi interesse addirittura n per questa, n per l'arte." Generalmente, non si
discute l'opera di sentimento elevato che dall'effetto plateale, anche quando si deve

In

Italia

non

si

pure gl'intendimenti

di

Non

si

l'educazione generale dei costumi e

la

decorare

chiesa ed

la

Risalendo

teatro.

il

bada punto

non avessero mai

Rinascimento

di

come

cause, notava

alle

alla

formazione

Roma

in

su.

grandi

dipinto

Giotto, che fu chiamato da Roberto,


Essi viaggiavano da

importanza della estetica per

un ambiente pi elevato

ma non

N Leonardo,

del

artisti

tranne

Napoli,

rest molto.

n Raffaello,

n Michelangelo, n Tiziano, hanno dipinto a Napoli, mentre


vi

hanno dipinto

derivati,

come era stata


Roma, a Venezia

mediocri,

decadenti, nega-

zione dell'arte

intesa nell'Umbria, a Firenze,

a Milano,

(0.

Quelli che venivano qui a dipingere, erano appunto quelli che non

come

trovato altrove da vendere,

cita

Vasari,

poco

dove

curiosi

morire

deliber

dice

loro mediocrissimo talento

quei

eccellenti

gentiluomini
di

pittura ,

fame, poco stimata era

di

partire

che

cose

delle

Napoli

il

avrebbero

caso di Polidoro da Caravaggio, ricordato

il

qui,

da coloro

la

erano
che

dal

cosi

fu

per

sua virt, e

che pi conto tenevano d'un

cavallo che saltasse che di chi facesse con

le

mani

le

figure

dipinte parer vive .


(1) Morelli

nomia,

e dal

non

tien conto qui di quel successivo Seicento Napoletano, ch'ebbe

quale pure,

egli,

si

poco o tanto, quantunque inavvertitamente, discese.

vivace

fiso-

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

dunque neh' ambiente napoletano un atteggiamento

Era

non ebbe

atavico, che Tito Angelini

mare, che

and

si

ma

a svolgersi,

modificando per

in parte

man mano

da fuori,

che

certo la virt di trasfor-

venuto

l'afflato

rimanente arte italiana accenn

la

che non era certo migliorato quando Morelli

incominci.

Morelli

sempre

senti

importanza che per

grande

la

la

storia dell'arte italiana avrebbe avuto la descrizione vissuta di

un

ambiente, da parte

tale

vi

accinse pi volte. Fra

si

testimonianze

ziose

y
i

lunghi

per

iflj

convegno

^^^^^
do,,

Pepano

(l

P"10 Tipaldi

J^

Morelli,

di

quaderno

come

non

solo,

Napoli; che fu per

di

per

molti

altri

un

pittori,

accompagn Morelli

che

del quale fu

primo, se

il

artistico

nei suoi primi

lasciate

lui

bottega

la

anni

vero amico,

Tipaidi.

pi pre-

aveva acquistato da quel don Pep-

ch'egli

,/JSj

i lfk

da

le

questo proposito, un grosso

*l

chi era riuscito a sferrarsene;

di

viaggi all'estero.

quel quaderno egli cosi incominciava:

in

Tante volte mi son trovato a discorrere degli studi fatti come si facevano quando
con tante circostanze particolari, per far comprendere come e
con quali mezzi ho attraversato, io ed
miei compagni, la vita artistica, dubbia, fa

io era giovinetto,

ticosa, incerta, per arrivare

dove non avevo punto mirato.

tava ricordi che interessavano

mente, tanto che

il

me

stesso, e le cose passate

si

Eh!

se io credessi di poterlo fare,


cos,

anche

scrivere:
di

scritta, chi

cominciare

(i)

scrivi questi

lo

sa?

Una

Era un bravo

ti

scrivi cos

ho tante volte

cos,

come

risposto.

volta ho detto

fatti,

per

ad un amico che
ci

scrittore, e per essere

penso,

li

miei

con

la

dici!.

E, rispon-

Stampe

Generi per

e fotografie.

lo scrittolo, il

disegno

mi spingeva

ma non ho

il

generoso, mi disse:

ricordi qualche cosa, cos disordinatamente, e dlia a

Giuseppe Tipaldi.

mobili dorati

farei

fatti? detti

alcune volte ho pensato che pure qualche cosa avrei potuto arrivare a

Io mi annoio ad ordinare

sempre che

non

perdono, e potrebbero essere interessanti. Scrivi,

dendo
dirla,

racconto mi risusci-

racconto diveniva qualche volta pittura parlante. Allora

amici ascoltatori mi dicevano: Perch


voce,

Il

mi tornavano vive nella

la pittura.

coraggio

Scrivi,

me, che,

se vi

Manifattura di cornici

Napoli, Strada Monteoliveto, 47-51

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incomincia

'
'

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An-W \"o

Come

i'

il

Libro

Tipaldi.

Cds'

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

sar bisogno, l'ordiner

Dopo

io .

questo discorso,

non

finalmente, sporcando la carta con l'inchiostro,

meno

alla letteratura

ho comprato un

mi sono pure convinto che


male a nessuno, e molto

fo

libro di carta bianca, e oggi, giorno della

malinconico nel mio studio, ho cominciata

festa nazionale del 1879, stando solo e

? Per ora, lascio e vado a casa, perch questa


mio carissimo figliuoletto Gino non stato bene, e mi tarda di vederlo.
Ho cominciato una Madonna per lui, e gliela far subito (1).

questa pagina. Chi sa se continuer


notte

il

Quella prima pagina ebbe seguito breve, saltuario, eppure


significantissimo

ma

seguito di elementi piuttosto personali,

che giovano meravigliosamente a delineare

ed

Domenico

artistica di

nella

commemorazione

partiti, in quella di

Seguendo intanto

dell'ambiente

storia

tratti

da

Tito Angelini, da cui siamo

di

via.

chiameremo

quel che

Libro

Tipadi,

Fra quello che sono e quello che sento vi una grande diversit.

In tutta la

troviamo

queste parole

scritte

mia

vita

non sono mai

apparso sempre fuori

Otto giorni dopo

riuscito a dire o a fare quel che

me

il

lavorio interno dell'anima, della volont,

Il

umana

Filippo Palizzi, e in altre sue publicazioni

che incontreremo per

fisonomia

noi troviamo piuttosto accennata a grandi

estetico
lui

La

Morelli.

la

delle

pensavo

di

fare o di dire.

impressioni, delle

sensazioni,

mi son visto sempre giudicato


in altro modo di quello che veramente avrei dovuto essere. Molte volte sono stato
sorpreso dal giudizio che si faceva in male di una mia azione, che io avevo operato
con tutta la buona intenzione di fare il bene. Ma questa sconcordanza fra quello
che sono, che mi sento di essere dentro di me, e quello che appare fuori, grande,
e la

di

noto in quasi tutte

di risposta a

le

con un'altra

faccia,

cose mie ad ogni momento, fino in qualche monosillabo

qualche domanda: che

io

voleva dire una cosa

la

quale

tutti

esprimono

quel dato modo, con quel monosillabo, con quell'accento, con quella voce, mentre detto

me

Mi sono spesso studiato di parlar


il mio discorso, ho
forse annoiato chi mi stava a sentire, e peggio. Tutti i quadri, disegni che ho fatto,
non li vedo come cosa mia propria; mi ricordano un periodo della mia vita e niente
altro. Sento una certa vergogna di quella pittura, di quei colori, coi quali a volte
ho detto troppo dell'intimo mio, a volte nulla, o il contrario di quello che penda

sempre

stato ed inteso diversamente.

chiaro: niente! stato

sempre

lo stesso.

Ho

annotato, spiegato

Guardo con pi coraggio le fotografie della mia pittura, perch, avendo un


non essendo quelli materialmente
miei lavori, mi pare che si avvicinino al mio pensiero, perch sono meno decise le espressioni della luce e dei
colori che lo hanno travisato ed anche deturpato .
savo.

certo effetto e

(1) Dalla

prima idea

di questa

Madonna

usci poi la

Maler Purissima.

I).

Morelli.

Metter Purissima (Propriet del principe della Scaletta

Roma).

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

IO

Parole preziose, queste, che lumeggiano l'uomo

meglio
altri

certe confessioni

almeno

non abbiano

pi veridicamente, che

assai,

scritte

chi scriveva

era gi

una condizione

in

assolutamente obbiettiva, quindi

per

fatto

publico, o

vista del

in

e l'artista

di

quando
spirito

per et diversa, per

riflessiva,

diversa condizione d'esistenza; mentre l'unit e la progressivit,

quindi

la

non furono mai

sensibilit psicologica,

interrotte

nella vita di Morelli. Quelle parole ci spiegano molti ingrati


incidenti,

molti dei giudizi errati che

sull'uomo, mentre

ragione dell'artista e dell'arte sua gi vi

la

prima

ancora

s'intravvede,

cominci

ch'ei

delinearne

Prime impressioni

d'arte .

Giovinetto, per andare a scuola, dovevo fare un lungo cammino.

nel convento dei Gesuiti a San Sebastiano, ed io abitava

ceva scuola due volte


volte al giorno.

al

giorno, cos ero costretto a fare

Quando non avevo premura

di

al

la

arrivare

La scuola

Piliero; e,

medesima

come

gatto che spiava sotto una panca di bottega

un asino che

cercava di far passare

due colonnette messe

carrette e bestie con la

in una via stretta, proprio per impedire che passassero


soma; un uomo che portava il cacao per fare il cioccolatte

fuori la bottega dello speziale,

brustoliva

caff,

il

giustificare

tornitori,

tintori,

una fermatina.

Un

none, propriamente incontro

giorno

feci

una bottega che

doio murato.

Madonna,

un

un

pareva

poca distanza dall'entrata,


giovanetto

attaccata alla tavoletta sulle

facevano

santi dipinti e

disegnava

si

mena

che ab-

al

certi

cerchi

col

una strada

Giacomo Mag-

largo San

d'un gran

l'entrata

lapis

in

strada Mezzocan-

Nelia

signore dipingeva

un

poteva imparare

sulla

sulla
il

corri-

lastra

carta

una

tenuta

modo come

si

avvalorata in quel torno da un altro

Tipaldi annotata cosi

il

accorto.

gran buco o

incidente, da un'altra osservazione,

Potevo avere

caffettiere

gambe. Una scoperta. Avevo trovato

come

Tale sua scoperta

Libro

garzone del

una scoperta interessante


che

svolto

allo

giore, vi era

il

fabbricanti di corde in un cortile sudicio, tutto quello che poteva

che avevo percorsa tante volte senza essermene

fa-

strada quattro

andavo gironzoun

presto,

si

era

si

lando per vie diverse, fermandomi spesso a guardare tuttoci che mi colpiva

fra

le

susseguenti

origini in queste, subito

specialmente

corsero

che nell'altro verso del

Alenili ricordi artistici .

anni o poco meno. Mia madre

mi conduceva con

s,

n mi

lasciava andar solo o con altra compagnia, e cosi, annodato al suo braccio e quasi
incollato al suo fianco,
visita ai suoi amici.

si

andava

alla

messa,

alle

prediche, alla

passeggiata,

a far

PRIME IMPRESSIONI D ARTE


Una

bene come se fosse un

sera, ricordo

I I

recente data, io stavo seduto

fatto di

accanto a mia madre, in una piccola camera, badando a stare composto

Non

potevo, a non fare impertinenze colle gambe.

che conversasse tutto

di

tempo

il

una casa per una scala molto

mia

sguardo intorno senza muovere


imbrogli molto strani,

la testa.

certi pali verticali

bianco, una sedia sopra un tavolo, certe


la curiosit

mera.

Non

mi faceva tenere

Ricordo pure che


i

occhi

si

quel

monca

sar pi grandicello...

parlava

di

un

del Re, e

ritratti dei figli

la

di

corda del

Io

in

fissi

ricordo altro che qualche parola

medesimo soggetto: quando


fare

gli

tirare

di

visita ai suoi

mostrarmi savio.

all'ultimo piano

saliti

madre, prima

amici interessava il mio avdunque ero seduto, e giravo lo


Avevo scorto nella camera attigua degli
che tenevano steso per alto un lenzuolo
mazze per traverso. Non capivo nulla e

campanello, mi aveva avvertito che quella


venire, che avessi badato

Eravamo

della visita.

pulita,

come meglio

ricordo che altra gente vi fosse,

si

misterioso dell'altra ca-

buio

di

un lungo discorso sempre

vede dagli occhi che ha

sul

talento....

parente che era stato chiamato a Corte per

tale

non so come

pensava

io

ai

cartoncini

con certe

lisci

mezzo e che bisognava badare a non metterci il dito sopra.


Non so quanto tempo dopo, ritornammo nella stessa casa, e mia madre, volendo conversare con le donne della famiglia, e dare un poco di libert a me, mi
fece condurre nella camera di Don Agostino a veder dipingere. Vi andai allegramente, perch forse avrei veduto il perch di quei pali e di quel lenzuolo teso. La

faccine d'angeli nel

sorpresa,

il

piacere fu maggiore, perch, oltre

il

lenzuolo,

trovai

sopra un

sparsi

tavolo dei vasettini coi colori, certi blu e certi verdi tanto vivaci e del rosso scarlatto ch'era

una meraviglia. Vi era pure un odore come

Don Agostino

inebbriava.

lenzuolo certi spazi segnati col carbone in forma di mazzarelli,

ne aveva

l'i.

Si

volt a

Seppi poi che don Agostino era

pittore ufficiale

di

bandiere,

cio

dipingeva

Re di Napoli sulle bandiere della marina reale.


Era un uomo simpatico, aveva un certo che di signorile.

stemma

lo

di tondini, col giallo;

Aveva permesso alla donna che mi aveva


me e mi disse: Guarda e non toccare.

alcuni col rosso e col blu.

tinti

condotto di rimanermi

mi
mezzo del

spirito di vino, che

di

stava in piedi, sopra una sedia, e tingeva nel

del

Non sapevo persuadermi che quella fosse una professione o un mestiere. Per,
doveva essere una cosa molto divertente.
Quando domandai a mia madre
se in Napoli vi era altra gente che facesse

quelle cose, e se

Don Agostino

era

sempre occupato

in quel

modo, sempre sopra

quella sedia, con tutti quei colori....

Qui

lo scritto

con continuit

bilmente dall'onda
e dal pensiero

di

non

per

essere pi ripreso

forse da qualche seccatore, o pi proba-

commossa

della

dei ricordi suscitati dal

nome

madre.

questa una figura rimasta nell'ombra sin qui, che per

tempo

non

interrotto

di

attenua,

porre

in

luce,

ma aumenta

quell'alta fortuna

la

che da

perch

il

suo

infelice

romanzo

bellezza di quella grande vita,


lei

derivarono.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA

12

Maria Mappa era


essere,

degnamente

visse

Am, non

siciliana.

NELL ARTE

fu

amata come doveva

poveramente

ch'ebbe

sin

la

di

nome,

assurgere ad un'altezza che essa poteva forse meglio

intuire

gioia di vedere

Con

che comprendere.
Rachele,

con

lei,

marito

col

visse

Santa Lucia, andando con

di

la

d'anni

mamma

la

questa,

di

Domenico Soldiero

piccolo

cresciuto

figlioletto,

il

di

madre

tenda sulla costa

Posilipo, o

di

Marechiaro.

scogli di

al

barca

notte sotto

la

della luna sugli

tatuato seminava coi

marinaio

il

il

Pallonetto

al

in chiesa, sulla

lume

beila

la

Vincenzo,

primi anni

col marinaio. Spesso passava insieme a questi


la

latte,

marinaio

il

suoi racconti nel piccolo cervello quelle imagini, che, fecondate


dalla

natura

contemplazione

dalla

sogno, dovevano vivere poi nelle

Maturo
visto

ad

vicini, e

Domenico

celebre,

portavano

in

tre

dono

si

amava

di

C 1 ).

che aveva prov-

alla

ancora

averli

di

sua mensa, cui

graditi frutti di mare.

avevano

ambiente,

esercitato

sin

una influenza decisiva su quella esistenza. E fu cosi che

dall'officina
di

assidevano spesso

Imagini, consuetudini,
d'allora

immortali

Morelli

assicurarne l'esistenza
tutti

tele

paesaggio

quel

in

fisica,

di

ove

Francesco Bandiera, costruttore


piccolo

il

del lavoro, la

Domenico

prima sudata gioia

Fu

dipingere seggiole.

cos che

gnati furono poi trenta

apprese
della

prima disciplina

fatica,

egli

pass

lui

guada-

un'accademia, un

nudo,

primi denari da

per

soldi,

la

strumenti

di

venduto ad un flebotomo per insegna.

Ma, prima
compiuto
fuse poi

(i)

'Preda

il

assai di

decisivo di quella sua vita

fatto

sempre

Nacque probabilmente da
ilei

entrare all'Istituto di Belle Arti,

confuse con

qui,

non men che

Corsaro, che fra le pi preziose

moderna. (Galleria

di

gemme

don Beniamino Rotondo

la

intima, che

sua artistica

dall'influsso

della pittura

Napoli).

si

Byroniano,

era
si

vita.

quella

meravigliosa

Morelliana, di tutta

la

pittura

RUGGIERO E

Maria Mappa frequentava

VILLARI

13

Rug-

lo studio dell'avvocato F. P.

giero, per gl'interessi del Aglietto, che portava seco.

tate;

un

in

non mari-

dello stesso palazzo

dimorava

nuto

permesso

il

rimasta vedova

Luisa,

Pasquale era

sette figli.

s'incontr

due quell'amicizia,

mento, che non doveva n

nel '37,

insieme

grave, a 33

strinse

si

di

senti-

n illanguidire mai

zio;

lo

morto

era

gli

pi.

di colra,

Luisa Ruggiero,

della responsabilit di tanta prole,

anni,

Cos

zi.

pensiero e

di

cessare,

come

padre, avvocato

il

ed aveva otte-

d'allora

sin

con

Villari,

camere degli

nelle

Pasquale aveva dieci anni quando

Matteo

di questi,

Domenico,
fatta

le

di

maggiore

il

studiare

di

piccolo

col

fratelli

altro quartiere

altra sorella,

fra

sorelle

Ruggiero CO abitava coi

Il

cre-

la

sceva, in modestissima fortuna, con quella severit di criterii

costumi che meglio rispondeva all'indole sua,

e di

ed

del resto, la pi appropriata al caso

che

fatto

Il

il

figlietto

(1)

Ruggiero

P.

F.

fu

nere la Costituzione, e

ministro del Borbone dopo

fini

col dover fuggire, fu

all'ambiente.

povera Maria incominci poi

della

condannato

far

mante-

e fu

odiato

di

morte dal Borbone,

quella

in

Maggio. Egli s'illudeva

15

il

non poteva,

(2)

frequentare l'Istituto di Belle Arti

che era,

dai liberali.

morte

(2) Alla

di Morelli,

il

Duca Carlo Capece Galeota

Regina scriveva

della

Paolo Vetri

questa lettera interessante, perch d notizia del primo passo fatto dal Maestro sulla via dell'arte:

Mio

Regina

Villa

Vomero, 26 agosto 907.

caro Vetri,

In seguito a grave malattia dello scorso

anno sono rimasto debolissimo, ma sono ancora pi

Non posso pi leggere Solo mi consentito


me ne avvalgo per dirvi quanto io abbia sofferto
In me non era solo ammirazione per quell'uomo

turbato per un progressivo annebbiamento alla vista.


a

quando

diviso

quando

il

ma amore
la

le

Francesco Paolo Ruggiero condusse


e

In casa nostra egli prese

e mia, e

che

durato sempre inalterato

vicende. La famiglia ignora alcuni particolari.


il

giovane Morelli,

al

quale portava grande affetto, dalla

da me.
il

lapis per la

grande convenzionale della scuola

io

grande amore dalla infanzia sua

lontananza, gli anni e

povera mia madre

poche righe, ed

dolore della famiglia Morelli e vostro.

eccezionale,

nonostante

di scrivere

mia preghiera Morelli

di

fece lo

prima voha,

Angelini

con

la

direzione

del maestro Pacileo,

ne doveva poi nascere quel miracolo dell'arte

stupendo disegno del Piviale che Napoli don

Pio IX

che

dimostra come egli fosse anche nell'ornato maestro solennissimo. Io poi conservo come ricordo
carissimo dei nostri primi anni un prezioso quadretto.

ventissime

ai

figliuoli ed a voi

Non

da chi comprende e divide

posso continuare. Condoglianze


il

dolore vostro. Aff.mo

Regina

fer-

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

14

mente
Natura

che

Ben

vola.

non

tale

l'avesse fatta

reso pratica, anche

se

influenza bene-

esercitare

eran quelli che in Napoli guardavano allora

altri

come

pittura e alla scultura

alla

avrebbe

necessit

la

discipline,

professioni

degradanti.

dopo

Infatti,
gli

produsse

dei

Ma

momento

nel

artisti,

che cos'erano

Entrava

Tito

cui

in

belle

le

Angelini

fra

arti

crebbe

opinione

della

come un uomo

tenuto

era

proseguiva Domenico Morelli nel 1878

concittadini, cio

nostri

dell'arte

che cosa erano

aver detto

Chi

pubblica?

bislacco,

si

un cervello balzano,

famiglia nella quale ad uno dei

l'afflizione in quella

nel

concetto

metteva per

figlioli

la via

forse peggio.

si

appiccicasse

avevano per perduto o quasi, lo stimavano votato


al disprezzo degli uomini serii, dannato alla povert ed alla miseria. Fra gli alunni
dell'Accademia, non se ne contava nessuno che appartenesse a famiglia agiata e
il

ticchio di fare l'artista. Se lo

signorile
artisti

seppur ve n'era qualcuno, questi studiava solo architettura; degli

provetti

si

riore alla civile.

pittore?

di

Volete darmi ad

persone stravaganti, e

stessi

una casta

di

infe-

intendere che Massimo d'Azeglio faccia

il

dicevami un giorno un mio conoscente, ch'era per giunta persona colta

ed illuminata.

D'Azeglio ministro, D'Azeglio letterato, che voglia per mestiere

Ma

far dei quadri?

ore d'ozio!

aveva concetto come

che!

pi, avr dipinta

al

sentimenti, non

questi

qualche tela per passatempo nelle sue

ma

del volgo,

di

negoziante

dal

tutti,

al

generale dell'esercito, dall'avvocato allo stesso Preside della Pubblica Istruzione, e

Per

dal negoziante al Ministro.

nella vita.

Era concesso

tutti

l'arte

era

una cosa

ricco di spendere in opere

al

di

quello che, avendo molto di soverchio, poteva dilettarsi di cose


gli ozii beati e

decorare

sua casa. Vedevansi talvolta

la

una

lusso,

pittura

di

superfluit

scultura,

futili

gli stranieri

come

per riempire
venire qui ed

acquistare lavori artistici; e gli stranieri di qualunque regione erano altamente


mirati,

ma

loro

costumi parevano cos alieni

dai

nostri,

am-

che non se ne poteva

prendere argomento; imaginate poi quanto a questa bizzarria dello spendere in cose
d'arte!
di

La Reggia

si

ornava

di

governo, anzich per amore

per antica tradizione


d'arte,

ma

lavori,

onde

si

pu

per

la

di

ravvivare

la

era piuttosto per espediente


del

genio.

necessit del culto cattolico, talora

inferire

Anche

il

commetteva

clero,

lavori

il
discernimento e la rettitudine di giudizio su quei
quanto queste due vie dovessero giovare all'incremento

quanto, ancor pi dell'amicizia pel suo figliolo primo-

genito, dovesse a Luisa Ruggiero

madre amorosa
di

ma

scintilla

mancava

nel clero

delle arti belle

dipinti e di statue,

giureconsulti

pittorello

per

la

ma

alla

donna

pratica,

alla

severa, cresciuta e vissuta in un ambiente

sorridere l'amore, che

giovinetta Virginia,

da

si

lui

deline poi del

conosciuta con

FILIPPO PALIZZI
gli

fratelli

altri

avverso,

grazie all'amicizia di Pasquale.

mal concetto per

il

15

pregiudizio

Il

fiorivano pi che mai, e

l'arte

dovevano ancora durare quando, anni ed anni dopo, Achille


Vertunni,

famiglia nobile e agiata, lasciava patria e parenti

di

per poter liberamente dedicarsi

quantunque privo della

all'arte,

autorit del padre, mortogli anzitempo, e figlio di

una madre

dall'amabile intelligenza.

Intanto,

il

giovinetto, gi tormentato dall'intimo


gi sentiva

intellettuale,

rapporto

il

diretto

lavorio

ed intimo della

creazione e della coltura: disegnava e leggeva, non umiliato

non desideroso

dalla sua condizione,

quei suoi coetanei

ai

quali era

Ranieri

(')

che

conceduto

professori

quando erano ingegno

il

ma, dopo aver

per meglio apprendere;


del

d'agi,

non

invidiando solo

lusso dei professori

occorrevano,

volont, bastavano

nella Ginevra

letto

sion vieppi, meglio soddisfatto della

libri,

lettura,

che,

e
si

appas-

acquistandone

quanti poteva, sempre, dovunque, e acquistando insieme, coi

pochi grani
cui stavano

di
le

cui

poteva disporre, vecchie stampe, dietro

storie delle figure.

E gi egli si era incontrato con quel


nome del quale non doveva andar pi
nella storia dell'arte, come la persona

Filippo

Palizzi,

disgiunto
nello

dal

il

suo

svolgimento

della vita.

Nato

il

16

giugno

famiglia di pittori, da

1818, non

primo n ultimo

di

specialmente resa poi immortale,

lui

l'Abruzzo per Napoli,

a quattordici anni lasciava

e a venti qui

veniva dall'Accademia premiato. Nelle sue cose d'allora

esempio
(1) Morelli

oltre

come

Paolina;

il

fu

gruppo

di vacche

sempre grato

al

Ranieri

egli s'interessasse perch fosse

ma

una edizione

ancora molti anni prima


illustrata di quella

di

d'altri

questo

animali che nella sua

involontario

degnamente attuato

gli

Ginevra,

una

il

insegnamento. Vedremo pi

pi affettuoso voto del fratello di

dava prova della sua riconoscenza dirigendo per

lui

cui disegni, oltre che di Morelli, erano di Celentano,

Vertunni, Palizzi, Carrillo, Pagliano. (Guigoni, Milano, 1862).

DOMENICO .MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

l6

Sala

non

flusso, se
di

pi di ci che

ci che ancor

aveva indotto

umana,

di

umanit che

gi

il

alla

allora inevitabile figura

in

nel

1839,

forma

espressiva, e

completa

si

e convincente, tra-

un linguaggio sino

pi che

Un anno

efficace.

stesso,

appena, e
ricerca

nella

dunque, per quanto non ancora del tutto fortunata,

combinazione

Sono
egli

dei rapporti fra la luce ed

questi gli elementi

risuscitava

in

Napoli assolu-

a sorgere

inavvertitamente, fosse pure stata fra

decadere,

dopo

glorioso

pi

Seicento pittorico,
letano

celebrato

pi

infatti,

in

anticipa Tiepolo, tutto, quasi,


di
e

Italia
e,

dir.

N lume

come
alcuno

stesso

poteva

ultime a

dell'arte

italiana.

principalmente

il

Il

napo-

Settecento fiorisce a Napoli

il

Morelli

prime

mentre Luca Giordano

fantasie potenti insieme e leggiadre.

da tempo

le

le

penombra durante

nella

parte migliore;

sua

nella

rimasta

essere

ma

pittorica;

scuola napoletana, fra

la

nella

soggetto.

il

grammatica

della

una lingua che era

cosi

tamente morta, quantunque

periodo

tanto

quel

quei bruti, e di cui Filippo Palizzi do-

non

ei

che lo

istinto

nobilt soggetti sino allora

artistica

oggi ancora

allora inaudito, ed
gi,

felice

forme, che parlano

quelle

in

lui,

ma

veva dar poi dimostrazione


luce

gi prende

ritenuti inferiori,

dell'arte sino

l'in-

non fermarsi

ad elevare ad

vediamo bens

pensava

si

dipingeva

si

Moderna

d'Arte

Galleria

alla

venire

Ma
ci

ormai, era buio,

ha

detto

Palizzi

or

ci

da fuori,

tecnico o intellettuale, ad onta della rivoluzione gi compiuta


in

Francia

da quei

non indarno
presso

di s

per
tutta

maestri

del

l'anima sua

una

serie,

Trenta,
Palizzi

dei

cui

studii

tenne poi sempre

nel penetrale pi intimo

della

sua casa, a conforto ed a ricordo.


Nella scuola, poi, assai pi argomento di scontento e di
scetticismo, che d'incoraggiamento a perseverare nel nuovis-

simo indirizzo anche

spirituale.

w
\

-,

^Td^O^J

LA PITTURA NELLA SCUOLA

La parola
l'

Accademia,

maggiori
poi

documenti

dei

tempo che

a quel

(cio

non

distinguendosi

separata,

applicava

si

cosidette arti

le

figura), scultura e

una categoria

in

d'uso della scuola, del-

d'arte ufficiali,

alla figura,

pittura

in

lato,

di

nel linguaggio

pittura,

17

architettura;

cose,

il

Landi

di

fra

altre

paesaggio W.

barone Camuccini,

Il

Parma, erano

De Vivo

il

Benvenuti

il

sugli altari, e

con

di Firenze,

dei napoletani,

essi,

Guerra che Morelli doveva,

e quel

il

il

Carta,

nell'Istituto,

avere a maestro.
Erano

dice

Nostro

il

(2)

tutti

maestri celebrati,

quali vivevano in

atmosfera superiore, coi quali noi giovani non avevamo nessun

una

contatto intimo

incontrandoli per via, facevamo loro di cappello, inchinandoci, e solo qualcuno osava
baciar loro

Ed

mano

la

avrebbero dovuto

che

essi,

nel

mistero, a

altezzoso

pi

credevano

che

dell'arte, o quelle

quegli uguali, Filippo Marsigli,

escluso
dei

il

suoi

Roma

il

quadri,

come

quando

saggi

l'Oliva,

come

la Sfida

il

il

quei saggi, che

gurazione

il

plomatico, era

in

la

il

Filottete,

forma

si

stava

pensionati

mandavano
Cassandra,

mostra

la

presenti

Ministri,

sola festa artistica che

il

di

all'inau-

Corpo

di-

avesse a Napoli,

opere d'arte moderna.

Luigi Celenta.no. Bernardo Celentano. Roma, 1883

Domenico Morelli.
D'Aumale.

non

(3);

cui

Erano

pompa,

ufficiale,

di

fra

un mistero

allievi

Venere

Telemaco;

(2)

pastori

Ceccarelli, e

(i)

(3) Eredit

due

suoi

ai

il

il

vie

le

primo

dal

Manlio Torquato, YAjace

ove non v'erano raccolte

Napoli, 1901.

incominci.

Mancinelli,
il

giovani

ai

chiudevano invece

si

quale rinserr anche tutta

faceva in gran

si

Re

il

cauta

quell'Adone

Morelli

Mario,

dei pastori,

che

tali,

incominciare

quale faceva

Guerra,

attendendo
a

Omero

sua in un

l'arte

aprire

Tipografia Bodoniana.

Tricordi della scuola Napoletana di pittura dopo

il

1S40

e Filippo

'Palici.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

L'ordine degli studii era allora quasi lo stesso


d'adesso

nudo

al

stampa

dalla

alla

anni

Nella

pittura.

D.

ne

quanti

passava

si

Morelli.

erano

al

rilievo,

poi

ahim

dalla statua

nudo

classe del

si

restava sei

Accademie

assegnati

pensionati

ai

W.

In ogni classe di disegno vi erano per concorsi mensili, e

senza

due volte non

premiati

esservi

all'altra.

Ogni mese un disegno

dipinto

ad

sempre

modo

il

nudo

ricorda

cancellare dalla
Il

nella

figura.

Pensionato a

27 luglio 1842.

dal vero, ogni

scuola

di

per

paesaggio

quasi

paesaggio

Ed

ma

vi

era

dipingere

Morelli,

Gigante

la pittura, la

due mesi un

nel

bene

ogni diverso
e

grammatica del paesaggio

Roma

dall'una

rappresentava

di

speciale e diverso

Furono,

(i)

nella

perch l'albero

alberi,

quel che

anche

olio,

passava

si

La
il

Volpe

era

un

albero.
a

far

tocco distintivo

scultura e l'architettura veniva esteso alla Sicilia

il-

LA DIFFERENZA ORGANICA

19

del

pennello. Filippo Palizzi era sin d'allora personale anche

nel

modo

dava

giorno

il

commemorandolo, ricorcompagni a vedere


di-

disegnare, e Morelli,

di

cui entrava

in

coi

segni premiati, esposti nelle sale terrene del Museo, e l'in-

con

teresse

disegno

il

Palizzi

dal

disegno che,

premiata;

una vacche-

di

eseguita

rella

ammirava

cui

conservato per molti anni

dall'Economo

dell'Istituto,

con grazioso pensiero

fu

donato

quando

Palizzi

egli

dell'Istituto

tu

nomi-

nato

Direttore

la

prima

volta.

tanato

quei

da noi

tello

di

figura.

dal vero

Suo

Fuorigrotta.

Villarosa

una

presso
stissimo

in

fra-

Napoli

lui, e dipingeva paesaggio


Abitavano insieme, prima

palazzo

due

erasi allon-

studiava

Giuseppe era venuto

prima
al

continua Mo-

Ricordi

nei pascoli di

Filippo Palizzi

relli in

stiratrice

che

dal

dava

cima

quartierino in

fratelli,

medesimo

al

fu

in fitto

di Palizzi e

di

ed ideale nel

Morelli:

vero

camere

nido, spiccarono

differenza

la

Morelli.

Ritratto di Giacinto Giganti-

agli studenti,

Palazzo Cavalcante

lontano lontano, suo fratello Filippo

Questa

I).

San Mattia,

il

fisico;

primo, trovava,

secondo,

un mode-

in

Giuseppe

organica negli

il

poi

direzioni diverse:

in

cammino

breve

volo

il

Toledo. D'indole diversa,

parti

nell'arte

spiriti

rendeva, poesia

vero

dal

fisico

per spaziare sovrano nei campi sterminati della fantasia, della

leggenda,
tale

della

storia.

L'indole

da meglio armonizzare con


carattere

infatti,

di

quanto

ci

risulta

anche dal

simpatico,

appare dalla

di

Giuseppe sarebbe stata

la

sua.

di

descrizione

ritratto

che se

modi

Pcppino

era

bello,

figura

geniali,

- -

quanto

Morelliana,

conserva

Chieti

ne

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

20

alquanto teatrale fisicamente e moralmente, com'era nel carat-

il

tempo

del

tere

San Carlo una

celebrit scenica,

sino alla porta della di

quale era entusiasta,

della

casa; mentre, nello stesso tempo,

lei

una gentile signorina abitante

piano

al

nobile dello stesso

palazzo Cavalcanti, ove egli abitava sotto


al

punto da aspettarlo prona

poi per tutta

Era

il

Ed

periodo del romanticismo morale

imaginazione

diceva invece all'aspetto,

spiriti e le

due facolt

varono ed

di

modi,

ai

Da

austero, chiuso, concentrato.

ignorava, e allora,

artistiche,

che tanto

che

contrad-

Morelli,

carattere

al

quel

le

e letterario,

Filippo,

di

contrasto

tra

due

due missioni che ne deri-

in cui si riassunse la rinascita e la fioritura dell'arte

napoletana;
vita

egli lo

vita.

la

parl alla vivida

amava

lo

tetti,

balcone sino a tardissima

sul

notte, solo per vederlo, ed


e

dopo

carattere per cui egli seguiva ogni sera

ma

successiva,

insieme quell'intima unione

non

che

appunto per

fu,

sino alla morte, anche nei

dovevano

fatalit cui

dissensi,

piegarsi, che per

la stessa

eppure

affatto priva di chiaroscuri personali,

pi

tutta la loro

di

li

per

causa,

tenne avvinti

una specie

di

un consenso spontaneo,

per una volont intuitiva e pensata.

Domenico non nuotava nell'abbondanza, GiuFilippo non avevano spesso nemmeno il denaro per

Intanto, se

seppe

comprare
vevano,
di sera

a
la

un ultimo giorno

di

carnevale (!) do-

stomaco vuoto, aspettare che

si

riaprisse alle otto

colori, ed

trattoria nel

mese, per

press'a

poter

poco

rebbe
il

sdigiunare.

lo stesso

fra Tranquillo

lunario, se l'amabile

avuto

fiducia

soqquadro

il

Trent'anni

Milano

in

dopo,

l'oste

avveniva

nella nostra congrega,

Cremona, Giuseppe Grandi,


spesso a

riusciti

Vico Carrozzieri, ove pagavano

noi

ove

altri, si

sa-

non mettere insieme tanto da sbarcare


bont

quella

dell'oste

schiera

di

Polpetta
pazzi

che

non avesse
metteva

tranquillo quartiere del Conservatorio di Musica,

L ULTIMA SCAPIGLrATURA

Monforte

fra la Passione,

l,

scapigliatura lombarda;
i

Palizzi e Morelli, n

mai

a fare

Di

in

Corso: ultimo squillo

poveri e

e,

un tempo come

fieri

Cremona, n Grandi

da commercio

Corte come maestro

della

piegarono

si

avviava

si

am-

alla fortuna,

conte d'Aquila

di pittura del

quale mori poi vecchio e italianeggiante e liberaleggiante,

il

con

dolce illusione di saper dipingere pi e meglio che ad

la

non corresse l'obbligo


mentre Giuseppe
W.
apprestava ad emigrare in Francia
E dice Morelli

un

fratello

si

re

di

Noi andavamo

luogo
ci

il

a breve, Filippo Palizzi

li

messo

arte

21

a scuola di

anatomia

pianterreno delle carceri

al

nonostante, quando

malviventi e di prostitute. Ci

di

avvertiva che era giorno di lezione,

fuori quello di coprire

artisti,

con uno straccio sporco,

il

Il

professore non aveva

resto del cadavere,

noi stavamo

di

San Francesco,

custode alle

undici

correva a testa bassa, infilando presto

si

porta col solo vivo desiderio di imparare.

noi

il

non preparato per

attentissimi, a guardare,

li,

la

riguardi per

altri

lezione,

la

spese

dello

stomaco.
Nella scuola

prospettiva,

ma

si

sapeva che

fra

le

cognizioni necessarie ad apprendersi

non

che cosa fosse propriamente

avvertiti di riunirci, per

accompagnare

la

sapevamo.

Un

salma del professore

chiesa; dunque, vi era un professore di prospettiva:

ma

era

prospettiva

di

la

fummo

giorno,

alla

insegnava? (2)
Nell'Istituto non vi era alcuno che potesse darci un avviamento allo studio della
storia; e per chi non aveva neppure una limitata educazione letteraria era un aliar
serio! Di tutti gli scolari dell'Istituto, sei o sette, per la gran volont di istruirsi,

leggevamo senza consiglio d'alcuno quei

libri

che

ci

a chi

era possibile procurarci .

Coltura saltuaria, dunque, frammentaria

e squilibrata,

era,

del resto, anche fuori dell'Istituto, la condizione

rale

di

pagava dell'insegnamento

De

del

prima che

s'ap-

Francesco

Sanctis aprisse la sua scuola.

Quell'ambiente intellettuale

da

Pasquale

La

Vista,

Villari

ch'egli,

(1)

Di Giuseppe Palizzi

(2)

La

come

Puoti,

gene-

non

quella parte della giovent napoletana che

che

si

difficolt di

la

nel

stato

volume

esattamente

Memorie

adempiendo un voto suo


Galleria Nazionale d'Arte

Moderna

questo insegnamento durava ancora quando

vedr poi, l'origine della intimit sua con Morelli.

descritto
di Luigi

scritti

amici,

degli

tiene un bel Bosco.


sorse

Celentano

il

che

fu,

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

22

public a Firenze

appena cio fu

nel 1863,

surse l'alba di quella libert per la quale

aveva dato

la vita,

documento insieme prezioso per

affetto, e

svolgimento

Memorie

spirituale.

giovinetto

il

monumento

che rimane

dicono

preparava

con

publica,

vita

alla

bens

ma

studi storici e filosofici ed estetici;

alle

dei puristi,

dalle strettoie

usciti

giovani anche pi addestrati

criterio

non

e propizio, fortunati

sempre esatto

spontanea nei loro

inevitabilmente doveva

che

spiriti,

martire
alla

prediceva,

se,

non

egli

in quel

momento, quando

appena due studi ad olio


nico Morelli

erano

stati

si

apprest

per

la

lui

diversa dalle altre

essi

non

verit genuina, che

insegnava

dell'Istituto

Mostra

alla

come

il

fosse

premorto

al

gentile

rivelazione

guardare

alberi e

case,

altri

il

contorno

il

gli

La scuola

a questo

E sempre

giovani

vivi

via.

Come

si

una imcontorno

disegnavano

secondo l'insegnamento

altra

pittura

vero nella forma

ricordo degli studi esposti da Filippo Palizzi

che bisognava tenere

una

era di nessuna scuola .

portanza maggiore del chiaroscuro

campagna

di

colpirono specialmente per una

infatti

Morelli, Altamura e gli

Dome-

suo primo saggio. Quegli studi

prima
lo

1845, che

del

dando

alla

farne

Filippo Palizzi aveva esposto

esteriore e a segnarlo a contorno,

sua maturit.

Fu

il

poi

la virt

del Villari appunto,

avvenuto del La Vista,

presentiva

quando

induceva

li

una cernita giudiziosa. Questo avvenne


e questo sarebbe

pure come,

dicono

ed opposti campi, con

critica,

di

andassero spigolando nei pi diversi

discipline letterarie

essere

di

La Vista

fondamento

quale

di

nostro

la storia del

scritti

eroe

delizioso

quale seriet era vestito l'entusiasmo con cui Luigi


si

appena

possibile,

ufficiale;
li

in

ma

ammoniva

potevano disegnare

scogli, l'arena, l'acqua?

sobbollimento dell'animo

tecnica sola.

La

luce che

si

si

volgeva

in quei giovani

faceva nell'ambiente intellet-

PRIMO CONCORSO

IL

apprendendo dai
negli
- -

fu

De

grazie alla scuola di Franceso

tuale,

altri

era

il

23

Sanctis,

futuri ai futuri pittori

letterati

andava

si

e negli uni e

risveglio di quel sentimento di italianit che

una cosa

da Parini, da Alfieri e da Foscolo in poi

sola col risveglio della coscienza civile, e col progresso nel

nostro paese di tutte

migliori

le

forme

Pregarono quindi quei giovani

tema

del

to.

tema,

il

le

anime

Per poter studiare dal vero

passammo due

il

e:

visiva,

aurora

colore arancio della bella

notti di seguito all'aria aperta

del

nella barca .

mente

visione dantesca fremeva nella loro

della marina,

secondo

canto

dal

ispirato

Purgatorio, fu L'angelo che conduce

come

professore di dare,

il

concorso trimestrale, un soggetto tratto dalla Divina

Commedia
La

umano.

dello spirito

tremolar

il

ricorda Morelli

io

due carissimi compagni (2).


Era la prima volta che m'ingegnavo con ardore di studiare dal vero, armonizzando la luce ed il colore del fondo con la figura. Il tema e la grandezza della
e

compagni: rimanemmo soli a concorrere Saponiere ed io


al mio competitore non riusci di continuare, ed io ebbi il
premio, con una lusinghiera raccomandazione al Ministro. Questi, essendo la mia
tela pi grande il doppio di quanto era prescritto, volle aggiungere una gratificazione
pari al premio: e cos, io potetti andare a Roma .
spaventarono

tela

ma, durante

il

tutti

A Roma,

guida

Cipolla

il

sempre amico

allora e poi

concorso,

allora pensionato d'architettura,

e protettore dei

Morelli incominci a girare per

guardare, senza per saper vedere

Roma, con

la

smania addosso

la

giovani

citt,

artisti -

guardare,

sentiva soltanto di stare

ammirare

di

tutte quelle

meraviglie, sino allora conosciute soltanto di nome.

nava

penetrato dalla grandezza degli antichi

grande, irraggiungibile

gli

gran cartone per San

puristi, capitanati

pareva
Paolo,

(1) Altri concorsi di scuola

(2)

l'ira

ili

Sanile

tema

Ricordi, ecc. ecc.

il

ritor-

che,

impressionato

era

dai

meno

furono per Morelli un Ges

da

Coghetti, allora intento

dall'Overbeck. Ritornava, comunque,

espansivo e molto preoccupato

tando

Napoli dopo un mese, forse colf animo non ancora

ben conscio

al

coi fanciulli,

lui ripreso negli ultimi giorni di

vita

un Davide

un

che calma can-

Elia rapito al

cielo.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

24

Incominciava dunque

lavoro interno, che

il

fecondava

si

Byron

nello studio di Dante, di Shakespeare, di Byron, quel

che allora parlava pi eloquentemente all'anima dei giovani.

Ed

ecco, infatti, nel concorso del

dal Corsaro, ed ecco

una

quale posava, ahim,

quale Giulietta,

cui studio

il

per

era

di

Ma Roma,

dipingeva.

tutti

Giulietta

convegno

il

Medora

1847, l'Addio a

Romeo,

pel

pittore Petrocelli C0 9

il

quale

nel

tutti,

quadretto

non men che per

Morelli
gli

l'arte,

era rimasta impressa nell'anima per l'artistica vita, della quale

La

dopo scriveva ancora

anni

tanti

vita

che facevano

Roma, dentro

gli artisti a

e fuori

parte della vita degli

molto

cittadini tanta

acclimatavano facilmente, tanto che molti, venuti

si

per restar solo pochi anni a Roma,

vi

Tuttoci mi fece sentire

di ritornare a

me una

Questi, venuti da lontanissime regioni, diversi di edu-

artisti.

cazione, di costumi, d'abitudini,

bisogno

il

era

studio,

lo

diversa dalla nostra: essi erano tanta parte della vita dei cittadini, e

fermavano poi

loro dimora per tutta la vita.

la

Roma: ed

io

tornai

ci

por-

(2)

avevo disegnato, grande al vero, la Madonna che


culla il Bambino, cantando la ninna nanna che gli angeli accompagnano col suono
del salterio, dell'arpa e del liuto. La mia intenzione era di dare quel quadro come

tando con

una

copia

intagliata

tela sulla quale

antica

di

nella

dipingendovi anche

pittura,

pietra

Ma

muro.

del

che stenti!

epper, incoraggiato dalla scuola dei puristi

copiavano

mento

allo studio

dal modello vivo,


andavo la mattina

guida per dipingere

di

Sarebbe lungo

conclude

egli

quadro senza interruzione. Pure,


esposizione al Popolo, avvolta

Ma

il

(1) Galleria di

(3)

mezzi per

in

opposizione

alle

guardavo

modelli;

realismo non

al

dal 300

pitture

guardavo

fosse stata

se

al

Rinasci-

ritornavo

fece allora

quotidiana

quadro finalmente fu compiuto


Napoli

ritornai a

la tela,

don Beniamino Rotondo

danaro occorrente

A Roma

resto del giorno.

ridire la lotta

si

venduto
al

fermava

di

lettera

alla

Napoli. Sul Petrocelli, vedi oltre.

la ripetizione d'oro

che era ricordo del padre per mettere

viaggio.

anche un Cristoforo Colombo per un prete americano, che

maturo, celebre, agiato, amava

il

dopo una breve

(3).

otto scudi, in tanti soldoni di rame. Sofferse egli allora persino la fame

meglio godessero

dipingere

per
e,

PrerafTaellismo inglese voleva poi infor-

il

(2) Pasquale Villari aveva


il

il

il

purismo pittorico, che

quello spirito cui

insieme

s'inspiravano

Vaticano

come

con pochi segni nell'album, ritenendo solo bene a memoria quello che

poteva essermi

ma
al

che

la cornice,

Non avevo

di

condurre

dove aveva tanto stentato

figli
;

ma

negli
li

alberghi

di

prim'ordine,

portava anche a vedere

pag

glie lo

e tornato poi a

Roma

perch

essi

luoghi di quella

sua via crucis, perch apprendessero quali ostacoli bisogna superare per riuscire alla vittoria.
Al Popolo le esposizioni artistiche si fecero sin dopo il '70, e precisamente nella palazzina a
sinistra della porta,

ove ora

la

caserma dei carabinieri.

IL

mate

PURISMO PITTORICO E LETTERARIO

25

coscienza e l'espressione dell'arte, ben poco

la

potuto sull'animo del Morelli.

Il

aveva

torn a Napoli pi

quale

che mai innamorato della pittura espressiva: epper s'estasiava


nel chiostro di

quale senti

la

San Severino per

opere dello Zingaro, dal

le

tentazione, subita poi anche dal Celentano, di


->.,

.:..

,.

tfc>'y**

D. Morelli.

trarre

"""

Ali*-'

La Madonna che

culla

il

'

pittorico

sull'anima

purismo

letterario

o,

spirito

del Villari.

ardente

meglio,

Non

costituisce

un episodio

le

del Macljiavcli
fra

pi

-.

poco quel

come

il

del Puoti sullo

persuadersene vedere

quadro, ora a Gaeta. Basta leggere


allora al futuro storico

si

Morelli,

del

grammaticale

occorre

' *

Bambino. (Gaeta).

soggetto per un quadro. Aveva potuto

purismo

il

parole che inspirava

un

in

delicati

libriccino

che

ed appassionati di

quelle belle anime.

Quel

libriccino,

dell'Ancora,

Largo

stampato
S.

a Napoli, Tipografia all'insegna

Marcellino, unni.

2, p.

i,

1848

porta

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

26

per titolo

Parole

Domenico Morelli
razzi:

Deve

Pasquale

di

per gli

l'amico

dell'amico

affanni

rattristarsi,

anrj farsene partecipe, della sua

sue gioie rallegrarsi,

delle

di

per epigrafe questo motto del Guer-

quadro

sopra un

Villa ri

luce

irradiarsi .

Queste ultime parole sono sottosegnate

maggiore

signi-

ficazione.

Esso dedicato

memoria

Alla
-

frutto

consoli

di studi

mente u

- del
di

pensiero

il

il

padre cos

al

mio padre defunto


carissimi

affetti

che

tuo

il

cuore - odiosi

consacro. -

Padre

avuto - u

non ha

figlio

- primo

questo

ti

la

dice:
quadro che

Il

io descrivo

diviso gli affanni, le gioie,

quadro

un mio amico, d'un amico con

di

pensieri; con cui

ho diviso

anche

tutto,

cui

ho
del

palpiti

sempre seguito, nel cominciare, nel procedere, nel finire, anche


mi chiamerei assai tristo ed abbietto, se non intensuoi quadri, imperocch non intenderei la voce d'un mio amico. E molto pi
dessi
questo quadro, il cui pensiero egli ha vagheggiato da molti anni, per cui io ho visto
cuore

(i).

Io

l'ho

nel concepire un quadro: ed io


i

mille volte la sua fantasia in agitazione, ed io l'ho seguito, l'ho soccorso, l'ho aiutato:

imperocch anche

al

mendico qualche
ed

dove

il

tranquilla

si

dichiara inabile di salire.

quale corda

si

era agitata in quel cuore, io compresi a quali anime,

ricco,

il

anime egli intendeva parlare:


che ho risposto dall'anima mia .

delle

qui

il

Tanto

Un

li

s,

Quando

combattuto

trasformati,

aveva

divisi,

Medio Evo

che nel volume dedicato

un mio amico,

di

ma

al

qual

parte

primo Rinascimento,

Luigi La Vista

di cui fui confidente, e dovetti

ritenevano tutto

prima volta che, scrivendo,

d'un tratto

Evidente

e per

fatti

il

Villari narrava poi nel 1865

io

il

colore

il

nella

quale

di

un

una giovane

carattere eroico,

personaggi

erano

veduti

carattere della verit da cui erano stati ispirati. Era

pensavo e sentivo
di

l'allusione all'amore contrastato di

amore

ammirare l'animo

semplicissimi, aveva saputo dimostrare

sempre, fuori del purismo, o

amicizia, arte, letteratura ed

vedr.

quadro, io capii subito

l'ho inteso, anzi l'ho sentito, e posso giurare

senza quasi rendersene conto. Io imaginai una novella,

si

io vidi quel

la

giorno fui testimone di un fatto che mi commosse profondamente. Si trattava dell'amore

generosa che, in pochi giorni, ed in

la

fin

giovinetto scrittore tenta un primo saggio storico

di quella civilt italiana dal

(i)

nuda per
mente calma

volta dato prestare la sua spalla

cuore agitato arriva a penetrare

appoggiarvi

e questo bast a far

Domenico Morelli

cospiranti alla stessa bellezza,

e di

che

si

quello che tale chiamava

il

io

mi

Virginia Villari

insieme

alla

trovassi,

mio maestro
Patria,

ed ecco

come

or

MOMENTO PATRIOTICO

IL

doveva scrivere poi

di cui

decadenza,

sapientemente,

si

infiammato dal

e,

s'andava svolgendo

momento

illusioni

fra le

27

tocca

della

patriotico, che allora

viene

speranze,

le

al

rinnovamento

della coscienza nazionale, lo

e cita

presaghi, di recente tornati in onore pel cente-

versi

nario del gran poeta cittadino

Al

virt prisca

Orni e

in

membra r

Gli odo gi

il

nostro,

-vate

eppnr creale hai queste

Sublimi

che profetando

et,

posto in fine

la

al

Misogallo, scolpiscono

andavi.

portava cos

tico significato

alla

pittori dai loro studi

considerare

volavano colla fantasia nei

prima rivoluzione

fu la

la

sua

ed

momento,

Papa

il

pittura religiosa:

risorgevano quelle figure sante, quei pensieri

Questa

futuri

ai

sua,

deboli vanit

nei

il

scritto

l'anima

allora liberale, e a dar quindi patrio-

clero

il

ma

d'Alfieri

sua indole,

la

coscienza del sentirsi grande, quello che

allora patriota,

fui,

pravi

in

Secoli nato,

Alfieri lo

italiana, fatta,

puri

non

animare

dalle spade,

templi

nei

chiostri,

ad

loro

nemmeno

gotici,

concetti.

dai filosofi,

dai poeti e dagli artisti.

Al vedere

guardavano

le

arti

ringiovanite, ritornava

cominci

ogni cosa

vi

la

verr tempo!

dicendo:

in viso

l'acciaro fremette nel fodero.

Roma

vigore negli animi e

il

ed

il

braccio

cominci

gli italiani si

ad

agitarsi

con Pio IX ringiovan anch'essa, risorse

la

luce

rivoluzione italiana: italiana, perch fatta in Italia, italiana perch in

pareva un cotale profumo

vano dappertutto

nali, l'occhio corre

che piangere.

di

santit e di poesia,

fantasie vede-

le

placida figura di Pio innalzare gli occhi al cielo, e colle braccia

la

aperte richiamare

di

prosaico, nei forti generoso ed altamente poetico

cos'i

irmi:

Quest'ultima quartina ed ultima terzina d'un sonetto

missione;

duo

gi far,

ch'essi

nota:

italiani,

avranno

mici carmi

fiamma avvamperanno.

D'irresistibil

ed

ardenti dui

forte fianco sproni

La

coglie in Alfieri,

la

benedizione

di

Dio sopra

questo popolo italiano...

subito a Milano, a Pavia, e trova

Un popolo oppresso

fucilate gli studenti; e subito

schiavo

si

sempre
scuote:

beccai, bagnate le coltella nel

di

In tutti

gior-

che consolarsi

ammazzano

soldati

sangue

di

e
a

quei giovani,

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

28

vanno nel tempio a giurare vendetta


anime libere.

sull'altare,

molti

soldati

cadono

in sacri-

ficio alle

Le

fanciulle intuonano:

Toglietemi d'attorno

panni gai,

Voglio vestirmi di bruno colore (i).

La mattina il duomo
chiome brune come

para a bruno. Colle vesti bianche

si

colle

petto, entrano e s'inginocchiano

all'altare

meste donne.

le

sguardo ardito, penetrante, bello del pensiero della


denti, e colle

come

le

loro mani,

loro occhi, colla fronte bassa e le braccia incrociate sul

restano

braccia piegate

Il

alzati dietro

donne.

le

cappello piumato, lo

entrano

libert,

giovani

stu-

canto incomincia,

Il

colonne del profumo d'incenso s'elevano come nubi sotto

le

sono consolate. Gli occhi scintillano d'insolita luce

la volta, e le anime
mani corrono involontarie

le

agli acciari nascosti.

ed

produrre

Tutto questo dovr

scosso dalle
a

arti

e dalle

cui appartiene

energia e tanto affanno

tanta

ha

ringiovanito le

non col dipingere guerrieri, non col


non col brandire il ferro in piazza, ma col lavorare
dovevano ringiovanire il cuore .

alla libert della patria;

dipingere sangue

battaglie,

a quelle arti, le quali

Nel leggere oggi queste parole,

deduzione pu sem-

la

non

brare, date le premesse, voluta, artificiosa. Pure, che cos


fosse, e che, sotto la giovanile enfasi

zitutto

tempo,

carattere del

il

davvero

in tutte

le

anime,

ancora

Villari

quando,

educare
era

il

il

il

messo uno

che

Luigi La Vista,

perch

era

alla

giornali riportavano questa poesia col titolo

in

si

ci

di

narra

si

La donna Lombarda

panni

gai,

Voglio vestirmi di bruno colore,


scorrere

l'idi

Le grida

sangue ed ascoltai

il

di chi fere e di chi muore.

Altri ornamenti

non porter mai.

Sol che un nastro vermiglio sopra

Mi

chiederan dove quel nastro

Ed

io

Mi

nel

io: non

sangue del fratello

chiederan come

Ed

lo

si

pu lavare

il

core;

tinto

estinto.
;

potila fiume u mare.

Macchia d'onore per lavar non langue


Se non

si

basila

quelle belle

come

questi

testa di quel giornale

nel tedesco sanane.

si

moltiplicavano

nota

Toglietemi d'attorno

an-

dato a scrivere per

uomini pratici che

dei tanti

dimostra quindici anni dopo,

ci

(i)
I

forma, che

sentimento della patria fosse

il

giornale in cui

popolo

della

pi diverse espressioni

commemorando

abbandonasse

arti

quadro ch'io debbo descrivere. Domenico Morelli con questo

il

quadro ha lavorato
e

ma

libert;

la

lettere; da quella scuola, la quale

LUIGI LA VISTA

come

allora

le

lucciole

che voleva servirsene

avendo da quello

di scala agli

avvocato,

compenso non

il

chiesto

desiderato di pochi scudi; e prosegue:

Morelli, Aitammo.,

In
di

impieghi, e ancora di gua-

- -

dagno pronto ed immediato


e

29

alt)

amici.

quei giorni, anch'io avevo preso la penna, per scrivere intorno ad un quadro

Domenico

desima battaglia che nelle


quella dei Puristi, ed
le

ma

Morelli, pittore allora sconosciuto,

speranze che avevo concepito di

quindi

ed

Villari,

mie simpatie

lettere.

quadro

il

e le

Nelle belle

lui.

L'onnipotenza
Morelli era

del

mie

lingua esagerata e scorretta; non

lodi.
vi

Lo

di

stile

che poi rispose largamente alle

arti

si

combatteva

Accademici

degli

uno

dei

fra

noi

era

me-

la

uguale

primi segni della lotta;

quello scritto, per, era falso,

poteva essere pregio alcuno nel lavoro

di

la

chi

aveva appena incominciato a lasciare una via per pigliarne un'altra. Pure, io sentivo
molto le lodi che facevo all'autore poco conosciuto del quadro; e questo affetto vivo e
sincero fece

che Luigi trovasse da lodarmi,

si

gli lasciai quei fogli acci

imparziale.

Una

tutto confuso,

sera ero

mi

li

al

rileggesse, per
teatro, e fui

lasci nelle

mani un

e se

ne compiacesse grandemente. Io

darmene un

chiamato:

involto.

giudizio pi ponderato ed

uscii fuori, e trovai Luigi che,

Erano

le

bozze del mio lavoro gi

stampato. Cosi aveva speso una parte del suo primo guadagno!

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

30

Pochi giorni dopo,

con Vertunni,

Morelli,

maggio, per

15

il

con

trucidato dagli Svizzeri

Luigi La

Villari,

una casa

in

mentre Vertunni era nascosto

salvato da

Vista veniva

Largo

al

con

essere insorto

della Carit,

quel caffettiere,,

Morelli, ferito, preso dagli Svizzeri e portato alla Darsena,

Ferdinando

era riconosciuto da

ma

confusione,

poi, nella

con un:

II

Don Peppino
Villari
modo di

Bisogna leggere nel

il

commuoversi ancora ed accendersi


basta,

Tipaldi

Moretti
\

morte per

quella

doloroso entusiasmo;

di

persuadersi del Saggio che era gi in quell'Eroe,

fermarsi a questo fra

suoi Pensieri :

Festeggiandosi a Napoli, nel 1886,

(i)

come Giovanni

rilasciato

dietro la garanzia di

tenore,

pure!,

Piccir, tu

nomina

la

di

(2 )

Domenico

Morelli a senatore del

Regno,

Saverio Altamura con gentile pensiero gli scriveva:

Caro

\Ci'it-II

Questa mattina, pensando

mente ho veduto attaccato

27 giugno 1886.

che

alla festa

del

alle pareti

facciamo per

ti

nomina

tua

la

mio studio questo

ritratto che

a Senatore, inconsciadi

feci

te

molti anni

addietro.

Dalla data

mente

1848, e dalle parole imprestate a Byron, incise nella

scritta,

tutta la tua ascensione.

1886, c' un bel

cammino

Dal

ferito del

Altro che Excelsior! Esempio stupendo per

Permetti che

ad

Commemorandosi

(2)

in

tuoi figli e per

tuoi scolari.

Altamura.

tuo vecchio amico: Saverio

Il

promotori

cos scriveva ai

oggi Luigi La Vista, e ricordando

voi fate opera veramente bella

mental-

d'Italia nel

al

Largo della

Gentilissimi Signori,

Commemorando

Tutto quello che

risveglio del

Napoli Luigi La Vista, con l'apposizione di una lapide

dove era stato ucciso, Morelli

Carit, l

Regno

questo ricordo del loro Padre giovane, quando aveva pi bisogno

essi

pace che di Paradiso.

di

tela, rifatta

a Senatore del

per Dio!

fatto,

io regali

maggio 1848

15

nome

si

fa

con cuore

La Vista

di

ai

giovani napoletani questo

nome

carissimo

e imitabile.

far

con fede non manca

gran

bene,

di

produrre buon risultato,

l'animo dei giovani

questo

ne rimarr grandemente

confortato.

In quella scuola di Francesco

De

Sanctis, dove la educazione del sentimento

ogni altra cosa, convennero, sospinte da grandi

La

paese:

Vista, Villari,

De

ideali,

le

Meis, Marvasi, ecc., e ninno di

predominava sopra

giovani intelligenze pi elette del nostro,


essi, nel

meno

giorno della prova, fu da

dell'altro.

Il

della

nome
mia

di

vita,

Luigi La Vista legato tenacemente

perch

certe impressioni

posso rileggere senza commozione


del quale le spese di stampa,

il

giovanili

primo

mancando

scritto

ai

pi bei ricordi della mia giovinezza,

rimangono addirittura
di

incancellabili.

Pasquale Villari sul mio primo

anzi,,

Io

non

dipinto,

mezzi, furono con affettuoso entusiasmo sostenute dal-

l'amico Luigi.

Ricordando oggi

fetti,

il

suo nome, voi

fate rivivere nel

cuore dei giovani quegli

ideali,

quegli af-

quell'amore; e all'opera vos'.ra non vi sar alcuno che non plaudir.


<

Vostro dev.mo

Morelli.

Gridare per

sere impiccato,

farsi incatenare

mi pare, pi che

PRETI,

GIOVANI

31

mi sembra stoltezza e peggio; congiurare per esstoltezza, vanit; educare s stesso con lo studio

opportunamente gli altri colla dignit,


mi par cosa debita ed utilissima. In tal guisa il maestro,

serio e col silenzio e col ritiro, ed educare

coll'energia, col disinteresse,


il

confessore,

spezzar

il

giovane, saranno buoni cittadini,

catene,

le

almeno avranno

tatto

sorgere

se

morendo non avran potuto

chi potr spezzarle

un giorno. Se

Saverio Altamura.

Ritratto di

Domenico Morelli,

184S.

(Propriet dell'ing. Gino Morelli).

la

classe dei preti

apostolo
Patria

di

non fosse tanto corrotta

libert.

preti

giovani

screditata,

ecco

le

mi

farei prete

colonne

le

per essere

speranze della

preti

dovevano

non poche furono


Gancia.

dargli torto,
le

giovani gi

ma non

eccezioni fiorite
gli

davano

poi,

intieramente

da Belfiore

sin d'allora ragione, e

che
alla

l'arte,

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

32

come
meno

A
di

gi pensava e scriveva
efficace che

rendeva

la

negli

vita,

scioglieva dalle pastoie

si

nel Bacio

quale, se

il

corona

Faraone

di

nuova,

pittura

tutta

Vincenzo Vela,
a quello
lismi.

gi

che fu

Mos

fortune

alle

nuova

la

Intanto a Napoli,

fanciullo calpestante

della Patria;

l'arte,

che

il

o s'apprestava ad

fondamento

del-

esercitando quella influenza innovatrice

felicemente

Villari

Francia,
alla

ma

La

Pittura

descrisse

poi nel

Moderna

in Italia

non soltanto

colta,

quale

Mostra Universale Parigina


sue

nelle

sue doppie indoli;


Gabriele Smargiassi.

simbo-

Scuola di Posilipo aveva posto lo

la

appariva

1867,

la

avviarsi,

pi giustificabile dei

il

suo studio sopra


in

tutta

specialmente con

studio del vero naturale a

ed

d'avere

alla pittura storica

scultura,

s'avviava,

pi nobile,

il

poi

preludiava a Faruffini nella riforma della

civile, e

tecnica, Cornienti alludeva nel suo


la

sentiva

ritratti

mostrava

quadri

altri

nei

invano dimenticato Traballesi. Mentre dava

un intento

era certo l'arma

impugnassero.

essi

Milano, Cherubino Cornienti

quell'Hayez,

non

Villari,

il

Palizzi veniva

doppie origini

del

nelle

appresso a Gigante ed

ormai

tutta

una

schiera

che s'andava imponendo, malgrado lo Smargiassi,

fedele

al

paesaggio d'invenzione, malgrado

entrambi paesisti

di

pingevano dal modello, con

la

levano rappresentare una scena

l'aiuto

di

spettiva,

Giuseppe

Gennaro Ruo,
di

all'aria

figuristi,

aperta

Bonolis, da
dell'architetto

comunione con

che di-

luce dello studio, mentre vo-

Federico Quercia per

essere in diretta

Fergola,

Corte.

Quella scuola aveva messo sull'avviso

era quella che

il

Altra scuola

Teramo, faceva
Vaccaro per

l'estetica,

e che

la

col-

pro-

intendeva

quella letteraria di Francesco

LE NUOVE SCUOLE

De

Vi

Sanctis.

vero, e l'osservazione della

Ma

colore.

- -

mente Morelli

pura

copia dal vero

la

doveva

condurre troppi

Ruo

del Bonolis, del

appunto,

chiaroscuro

come

non

dal
e nel

mira-

osserva giusta-

pi che

quadri

ai

che

e dei loro pi fedeli seguaci,

Capodimonte. L dove

doveva

d'idealit

soggetti

copia

la

e semplice, se
-

altri a

possono osservarsi ancora


servire a

nel

tonalit

pittura di Palizzi,

bile nella

praticamente

predicava

si

vero

il

poetica, occorreva

che

fosse illuminato dalla virt dell'intelletto. Quella scuola, bene

come

inspirata

principio,

ma

gretta

aveva sedotto dunque n l'Altamura, n

mentre l'Altamura
diverso

si

era avvicinato

Morelli

il

De

al

ma non meno

Bonolis,

dal

Erano

estetico,

quelle

compagni

di

e divisi di

concorso

Che

aveva

condizioni d'ambiente,

le

opinione

in arte

Pensionato

ansia e che palpiti!

modo

di

cromatica

storico,

in cui

religioso.

quel gruppo

apprestato

in politica si era

o non essere!

Essere

Roma, si era
come il migliore

certi di

perch,

con

pensione,

la

giovani

non

di

essere riconosciuto

concorso, significava essere condannati alla mediocrit, o perdersi,

fra

concorrenti bocciati, che,

copiare pei forestieri

si

progredire, di dipingere grandi tele,

al

ai

al

studiare a

avveniva sempre

di

scuola, uniti nell'affetto giovanile di amicizia

di

pel

pedante

intendeva

arido

poetico,

patriotico,

quale

il

Napoli,

appunto fare della pittura l'espressione grafica

un pensiero

non

nell'applicazione,

si

artisti;

invece,

riuscire,

come

infatti

rifugiavano nella pinacoteca a

quadri pi ricercati, o davano lezione

di

disegno

in

qualche

istituto.

La mattina che si doveva fare l'ex tempore eravamo


il tema
L'Angelo che appare a
Goffredo

usci dall'urna

Sole

rimanemmo

tutti

Ma quando

convulsi.
pi

dall'Oriente

lucente del

che fare con

smarriti. Preparati a dar saggio di pittura verista,

questo tema per noi contro natura? Sbalzati d'un tratto in altro campo, restammo,

l'Altamura ed

io, tutto

il

giorno nella sala senza concludere nulla.

tempo assegnato; e, se non si dava almeno uno schizzo,


concorso. Ci decidemmo quindi a fare un disegno, cosi come veniva
un'ora

al

tanto per rimanere fra

Svolto
relli

il

concorrenti

ecc.

solo

restava fuori

sotto la

mano,

(i).

concorso, Altamura ebbe

secondo; ma,

(i) Ricordi,
3

il

Mancava
si

il

primo

posto,

Mo-

confrontare oggi bozzetto e quadro,

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

34

facile

cogliere

contrasto

il

sincera, inspirata, e le fredde

demica imponeva
di Morelli,

lascia

fra

dande

a quella natura

natura viva,

la

di

in

cui

la

ardente,

scuola

stringersi;

il

bozzetto

per quanto risentisse del presente, gi sente infatti

presentire

il

futuro,

estro di composizione;

il

per vivacit

quadro non

di

colore

si

sapeva dipingere bene.

D. Morelli.

Madonna.

(Plasmata in creta con uno stuzzicadenti, ad un amichevole


convegno campestre, vedendo una contadina in atto di
allattare il suo bambino. Offerta da Morelli all'ing. Virginio

Marangio, fu donata dal di lui


Antonio De Nino - Solmona).

figlio,

per

che l'eco del passato.

Cosi bisognava allora dipingere, male, per far dire


dere che

acca-

maggiore Remigio, ad

e cre-

Raggiunto per
per Morelli

il

lo scopo, ottenuto

periodo

significava addirittura

il

Pensionato, incominci

indipendenza, che

dell'artistica

una rivoluzione: una rivoluzione,

in

lui

bensi,

disciplinata dalla riflessione e severa giudicatrice di s stessa,

poich l'indole, sbrigliata quasi e scomposta quando pensava,

quando

sentiva, parlava, diveniva prudente


al

sentimento,

tempo

Il

si

d'altronde, anche

trattava di dare

forma

pittorica.

mai sospettosi

l'ambiente, pi che

riflettevano,

artistica,

pensiero, alla parola,

al

si

in politica,

sopra quella indipendenza

che veniva ad esserne limitata. Direttore del Pensio-

nato era allora

pittore

il

Morelli soleva fare

la caricatura, e

scusa della politica per

speranza

quindi

la

ancora

all'Istituto

Marsigli,

di

di

buon uomo,

del quale

ch'era felice di trovare la

non muoversi da Napoli. Delusa


recarsi a

Roma, bisognava

era

lavorare

Belle Arti, di cui era Direttore l'archi-

tetto Valente, e rigorosa era la vigilanza sui

temi

preferiti

dai premiati pei saggi d'obbligo.


Compresi dell'alta missione dell'arte, ed inspirati dalla situazione politica, noi
eravamo disposti a dipingere martiri ed oppressi. Ma il ministro doveva approvare
il tema da noi proposto per il saggio del primo anno; ci fu forza quindi nascondere
nostri sentimenti. Altamura propose un israelita esule in Babilonia; io, un neofita
i

cristiano sulla

Un
sivo

tomba

di

un martire nelle catacombe

come dissimulatamente sovver-

Abelardo fu respinto

vennero per invece

due quadri dei Martiri nell'uno,


:

36

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

incatenati

poco lungi

dopo subito

angioli

ortodossi,

riferirvisi

e,

sacri

come

),

proposito

mente

dopo dipinto

sentimento,

manifestava, non solo

Ma

aerea.

l'ideale

segni manifesti

cristiano

egli

superar

di

cos

lettera

il

evitavo

la critica,

se

testo in pittura .

la profonda tristezza del suo animo,


uno sforzo vigoroso per esprimere il

forma diversa da quella dell'Overbeck, pi


maggiore al rilievo, al colorito, alla prospettiva

assai

aveva affrontato arditamente

tutte.

alla

una

in

dando cio una parte

plastica,

di

si

quadro,

il

):

vedevano ancora

si

Tipaldi

dovuto

questi primi passi osservava poi giusta-

di
(2

Villari

il

In questi quadri

ma

cosi

sospettosa e cieca

riferivano o avrebbero

si

ricorda nel Libro

testo scritto,

il

vi

quadro doveva essere quello che traduceva

il

cielo dagli

al

con soggetti

pur

era nell'istituto cos

che

testi

Cambiavo

censura

la

martirio;

il

che Morelli doveva o correggere o inventare addi-

insieme,
rittura

dal rogo, nell'altro portati

difficolt

che non era ancora in grado

Disegnare, dipingere due grandi figure portate in aria dagli angeli,

erano cose che aveva potuto accennare assai bene, con molta vivacit nel bozzetto.

Ma quando

fu a svolgerle in

perizia tecnica di

la

un

grande

sulla tela, dovette accorgersi che

consumato,

artista

della quale ogni pi alto concetto

si

richiedeva

quale egli ancora non aveva, e senza

la

doveva rimanere monco. Le sue figure, sopratutto


La luce, l'aria, non circolavano ancora

quelle degli angeli, riuscivano pesanti e dure.

liberamente

nel

quadro, non avevano

concetti, l'ardimento

con

mentare ogni pi grande

mente presagire

desiderata trasparenza. Pure, l'altezza dei

la

ancora assai giovane, affrontava

cui egli,

e provetto artista,

suo splendido avvenire

il

Anche passando,

inoltre,

difficolt

facevano sempre meglio

da sgo-

pi sicura-

per la trafila della censura, quei

soggetti

corrispondevano pi o

meno

indirettamente allo stato del suo animo, ch'era assai

travagliato, sia per le tristissime condizioni del paese,

reazione, sia per le contrariet che

(i) Cosi fece pei

Haec

'Dominiti

due quadri

dicit Dominili

dei

opponevano

al

abbandonato

alla pi

suo matrimonio

feroce

Martiri appunto:

Quiescat vox tua a ploratu,

et acuti lui a

lacryms

quia

est

merces operi tuo,

mt

Et Angeli Deo transtulerunt corpora eorum qui

Cosi aveva tatto pel

si

Itjdcmptor

Coeli,

*N.,eofita,

in

sanguine Agni Implicati eranl

apponendovi per epigrafe

due meam uxorem

in

pace Domini

cos fece infine per Gl'Iconoclasti.

(2)

Commemorazione

i aprile

1902.

di

Domenico

Moretti

Napoli,

19

gennaio

11)02 .

'bLuova

Antologia*

37

commemorazione ha

quella sua

in

Villari,

Il

MARTIRI

argomento, che

delicata quanto efficace serenit di questo

si

pur lo toccava

si

ricerca e la esposizione

la

che

vi

pi

di

documenti umani

bellissimi

dei

momento

diceva alludendo

egli

primo viaggio

al

segui un fatto che sul destino artistico e morale

assai superiore a quella che

mia

essere pi indiscretezza

riferiscono:

si

In questo

Roma

non

davvicino, da

narrato con

allora

tutti

ammiravo ed amavo

un'azione

possono supporre. Le due persone che

d'arte

critici

Morelli a

di

di lui esercit

questo mondo, erano

Morelli ed una

il

Virginia. Naturalmente, parlavo assai spesso dell'uno all'altra e vice-

sorella,

La conseguenza fu ch'essi s'innamorarono, ed io ne fui lietissimo, perch


mi pareva di vedere cosi assicurata la loro felicit, il che io, sopra ogni cosa, desideravo. Ma nella mia famiglia ne nacque una vera tempesta. Per molti, a Napoli,

versa.

specialmente per

erano quasi

gli avvocati, e tali

tempo sinonimo

quel

di

tutti

miei parenti,

mezzo matto,

stravagante, di

pittore

dicevano. Inoltre, pochi o nessuno s'aspettava allora dal Morelli grandi cose.
c'era che io, la cui opinione

d'audacia

non contava

insolente,

ed

N, pensionato che

tu

titudine,

io

Non

nulla. Cosi egli fu accusato di vera ingra-

poco

tenuto

fui

era a

povero o straccione, come

di

meno

che

colpevole di un

delitto .

fatto

me

quantunque

combatteva

egli fosse fervida-

quell'anima non

in

dell'entusiasmo. Questa

manoscritta

trovata

dimostra
suoi

ai

si

cose erano mutate gran

le

meno

battaglia artistica, contribuendo a tenere acceso in lui

la

fremito

il

Morelli,

battaglia amorosa,

la

mente corrisposto,
che

il

come
casi

in

lui

presenti,

ed

ancora inedita

fondessero

si

ai

nota contemporanea, da

futuri,

ai

l'arte

tra
e

le

sue carte,

la vita,

come

dolori, alle rivolte,

alle

rassegnazioni, alle speranze proprie egli facesse cospirare anche


i

casi

de
/ Martiri .

Una donna

che ebbe

ferita

mortalmente, prima

sostenendone

di spirare

si

volge un'ultima volta a ci

momenti. Ella si trascinata


accanto all'uomo amato, e giuntavi gli caduta d'appresso, con le mani incatenate
sostenendo il corpo che piega a terra, posando la spalla destra e la testa sul
di

caro,

quasi

suoi

ultimi

cuore del suo diletto. Gli occhi ammortiti dallo spasimo, dopo uno sguardo estremo,

vanno chiudendo sulle pupille gi in sopra raccolte. Gli affetti della vita, sebbene
da un senso celeste, non sono stati da lei dimenticati, ne le sue fattezze
mostrano che questa neofita li abbia in lungo carcere obliati nella stanchezza del
si

rivestiti

dolore.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

muore,

Ella

prima

di

morire ha cercato cogli occhi quell'uomo,

quell'uomo sono chiusi, tutto

come

il

volto

composto

pensiero

al

di

ma

gli

occhi di

una rassegnazione,

fosse consueta; l'abbattimento di quella faccia che guarda le

solo che egli ebbe un cuore.

esprimono

loro

Il

tenebre ci ricorda
passato dovette avere qualche dolcezza, n <*li

disagio della miseria, n

volti un cuore che mai non intese la


non felicit quella che la morte ci pu
troncare. Essi credettero, ed il pensiero di un avvenire eternamente felice sparge su
di essi in tanto dolore una calma che fa loro come estranei il rogo e le ruote che
abiti
vita.

Ma

il

pi della vita essi intesero che

D. Morelli.

Due mai tiri

cristiani condannati al supplizio.

(R. Pinacoteca di Capodimonte).

appaiono preparati pei martiri,


riosa

ma

quel dolore pur

si

condisce quello stesso dolore con una pace miste-

lascia

sono ancora due anime peregrine

lievemente trasparire e

dell'infinito,

ma

ci

ricorda che essi

non

ancora per pochi momenti debili

creature del fango .

Quest'eco

di

un romanticismo che era ancora

tutta la rivoluzione del

1848-49 non

risuona nei palpiti dell'uomo non


dell'artista.

nell'aria -

fu forse romantica? -

meno

che nelle vibrazioni

Confidandosi col complice amico, che

a vedersi alla

Villa,

lagnandosi del

modo

in

cui

li

aiutava

era trattato

dalla

dell'innamorata,

famiglia

questa ne subisse l'influenza

Ma

scrive

le

a Lei,

39

parendogli

talvolta

che

donne non hanno anima, non possono averne

un poco d'amor proprio, niente

AMORE

la

virt in esse

altro .

sopra una paginetta staccata dall'album tascabile,

ove sono anche annotazioni sopra La Revolution d'Angleterre


Guizot

di

D. Morelli.

/ martiri portati al Cielo.

(R. Pinacoteca di

La Samaritana che

che Cristo

le

Poi, subito
Virginia mia (

Temendo

dissetava all'acqua della fonte,

il

silenzio,

non sapeva comprendere

non potr mai comprendere

il

il

solo

nome

d'essersi

che scrivo

di

miglior carattere)

parole e
.

male espresso

in

altra lettera,

conclude:
non posso

di

profondo dei cuori

Alla signorina Virginia, subito

Io

(i).

poteva dare un'acqua che dissetava in eterno. Chi ha bisogno

non vuole interpretare

si

Capodimonte)

far niente di

(i) Bozzetto nella Galleria

buono questa mattina

Rotondo

Napoli

parla, parla

riscrive

testa

In

cavano

poesia

un romanticismo governato

un giorno, sembrandogli
con

come

nella vita
dalla

Dinanzi a

me

cui

in

come

resti

ingenue

scritte

all'ardente

amore

Cosi, a lettere
fiorata,

non

tu componi,

sull'atteg-

nell'arte

egli

Tanto che

fidanzata diversa

la

da quel che avrebbe dovuto, osserva

lui

provo-

lo

verit.

aver trovato

di

che

versi

di

imperante influiva

allora

giamento psicologico; pure,


fu di

citazioni

quando pur non

stato d'animo,

allo

La

(0.

sono spesso

lettere

alle

rispondevano

NEH ARTE

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E

4.0

trovi .

ti

su carta merlettata ed in-

giovane

del

accoppia,

si

traspirandone, l'amabile tenerezza del fanciullo, seguono, s'in-

terpongono

altre,

forma fiammeggiante

nella

cui

in

una completa coscienza, una perfetta maturit dello


Nella vita

hanno piccolissime ragioni

vi

molto pi potenti delle ragioni grandi

movimento
Con quante persone ho

mie parole, mi

Con te,
Quando

mia donna,

sono

pi

fa

conversato, ho comunicato

stico; le ho, per cosi dire, fatte

artistico, libero,

un capello,

spirito:
sono

quali

le

pensare

una

parola

piccolissimo, che un gran fatto.

detta a caso, un

attaccate

e materiali;

gi

una parte

dell'afflato

pensare diversamente, tanto che, dimentico

meravigliato che pensassero

arti-

io delle

modo

sentissero in un certo

franco, entusiasticamente.

avvenuta un'altra

cosa...

vorrei che qualcheduno


e la trovo

buona,

mi parlasse

trovo

la

di

qualit

mi sorreggesse, io penso
vado a vederla,

angelica

alla
e

ci

raffreddiamo entrambi

ti

Non

dubitare del

contristi?

Amami,

mio amore, perch

offendi

il

mio ed

il

per Dio! che dobbiamo amarci per forza

tuo cuore

Tu non pensi, non senti che sei l'innamorata di un artista a cui Dio
dono della scintilla divina, e che tu hai l'obbligo di alimentarla, o avrai
di averla estinta. Pensa che il mio spirito nelle tue mani.

Scrive due o tre lettere

ancora; rilegge
Ecco un pensiero
la poesia.

(i)

Queste

le

strano:
le

io

esempio

Sent che donna non avea

La

largo

colpa

e:

ho pensato che quando si cessa di


scritte quando ci siamo veduti

hai

d'oro, reca, ad

fa
la

giorno, e nel coricarsi scrive

lettere dell'innamorata,

carte tu

Una, sopra carta ornata

al

Perch

terra per lui che questa.

patire, finisce

in casa tua la

BRAGA
prima

fortemente

volta, e tu allora dubitavi

41
me,

di

ti

con cos belle

manifestavi

parole, che credo difficile ne potrai dire di simili adesso che sei certa dell'immenso

bene che

voglio

ti

Ma

dinnanzi a quelle

timore

il

farle

di

lettere,

danno

col

come un rimorso,

sorge

gli

suo amore, per

sua povert,

la

per l'incertezza dell'avvenire; e ad ogni errore che crede di

Ah!

commettere dipingendo, pensa:

Ad una

lettera

che

come sono

debole!

lagnandosi

di

irritato

gli

diffidenze,

certe

dopo aver

detto

mio

perch;

malumori,

e,

firma,

pensai meglio non venire;

ore di musica a casa sua, non mi rimise

tre

Braga,

era svolta

si

simpatico musicista che

il

ero tale, che

perch una vera tragicommedia

casa sua,

Morelli

tra

certi

di

Dio

stato d'irritazione, che

...Stavo in tale

Braga, con

senza sapere

innamorato pi che mai:

Morelli tuo, anche a dispetto

par fredda, grida disperato

piange poi

povera Virginia!.

migr poi

a Parigi, ove ebbe fama e fortuna, per ritornare a tranquilla


vecchiaia in

che faceva

fido,

nostri amici,

fra

menti

allora

quali

si

conte,

per

alla

altri

quale

comune con

il

cuor

chiamavano scambievolmente

Ciccio.

anche Vertunni, detto

abiti,

combriccola amava

aveva messo studio insieme

l'eleganza

altri-

della

che lo faceva porre in mostra

quando v'era qualche


la

ameno,

questi

in

nobilt dell'origine,

la

persona, dei modi, degli


dagli

lo spirito

tutti

vita

Ciccio era divenuto

essi
il

Gaetano Braga,

Italia;

bella

figurare.

di

Braga

signorina

ma

dinnanzi

Morelli anzi

Braga, non solo

suonava gi divinamente per calmare, novello Davidde,


furie del

giovane Saulle,

sul fido violoncello

ma

le

disperatamente guaiva, studiando,

non poteva dipingere,

guaiva, e Morelli

quindi casa del diavolo e separazione.

Separazione
di cuore.

di

tetto,

La musica

ma non

era

di

mensa,

ancor

meno

un elemento essenziale per quelle

DOMENICO MORELLI NELLA VITA

42

esistenze

quando potevano

teatro,

Morelli insiste perch l'innamorata

ne procura, e quando

le

Quello che solo

L'elevazione

non

graditi

bei fiori

invia libri

le

Non ho, dice un giorno,


ma non voglio darlo

l'adorato

insieme ad
a

Tu
mondo

fare

sua

invia fiori, che sa

del

devi

Eirenze,

nel quale

nessuno
gli

pensosa

che
si

libri

che mi chiedi. Ti manderei

cade in citazioni sotto


Morelli

tuo

il

contatto

divenga per

si

lei

la

le

finestra,

lei

lettura,

aperto

La

il

vita

mia

stata

me

il

mura che fatalmente

dall'ambiente.

addio poesia!

invece di pensare
la

alla

musica

bella gior-

restare col cuore inerte .


ella,

stando sotto

avesse salutato una persona su cui

mio pensiero

queste cose

quale, gi

studio, la musica,

lo

E, protestando forte perch un giorno


lui,

il

quello che era per

aveva portato, mentre

nata era proprio fatta per non

braccio di

penna,

del resto, eccitato

lagna un giorno, e dice

per averla veduta alla


sera prima

la

farla vivere spiritualmente fuor

la

ci che

un poverino,

vive, la scola che serve per liberarci dalle

Sicch Morelli

che

di

scrive:

gli

raccomanda per

gli

onde

di

del

dovevano costare

autori preferiti.

stringono attorno a noi

il

stessa .

questa missione educatrice anche da Villari

emigrato

si

te

resto,

di Virginia,

per chi mandarti


a

Byron

altri

fidanzata
le

concerto

al

Byron,

madre

alla

dedichi alla musica, e

si

badare sempre

Epper, non solo

anche a Napoli

ma

di

della

spirituale

cura costante.
resto

casa, sempre.

in

deve recarsi

ella

raccomando

ti

NELL'ARTE

ti

avevo

un continuo desiderio d'amore;

ma non pensava

di

soffrire

Erano per,
trasformavano
tutte diverse

queste, sofferenze che


in

gioie.

provocate

un

sorriso,

uno sguardo,

Quelle che non cessavano erano

dall'ostilit

le

che in famiglia continuava

LETTERE D AMORE
a trovare

suo amore. Anche

il

aveva scritto

sul

l,

mano

momento,

La madre

Virginia, sicch egli,

l'innamorata,

ama

Virginia

perch

sempre

era

imagi-

certe

di

presente

fra

lui

avvicinare pi liberamente

per potere

faceva sedere

la

il

parlarsi di

pezzetti di carta su

col lapis

Morelli d'eguale amore ? e chiesto


narie freddezze.

dovevano

casa

in

sfuggita, sicch egli le passava a


cui

43

piano

al

ma, poco dopo,

la

madre:

Mo', Morelli, andatevene, che ora di coricarsi

Dalla strada

Pare

la

egli

la

madre

corrispondenza amorosa non era pi

scrive

che

guardia

la

si

debba

tacile:

anche quando

fare

siamo

lontani .

Che

matrimonio

il

finestra,

alla

massima, deciso

gi era, in

Ci vogliono condurre

stando

vigilava

alla chiesa,

come

si

conducono

che in casa

pretendeva

si

di

noi voleva, non pei pensieri,

meva, che sarebbe stato

un

leggere

ma
altro

le

pel

ed egli osserva:

patibolo

al

per

lo scrivere gli era pi agevole,

quando

pur

malfattori.

quanto scrivesse:

sue lettere, ed egli

modo

in

argomento

cui

li

espri-

di caricatura .

E lamenta:
Le

tue

parole

arrivano

d'affetto

arrivano a casa tua, e sono stranezze

al

mio

Poi amareggiato, sconfortato


Ho

messo

quadro

il

studio, e crescono di valore;

le

mie

inutili .

in cornice; eh!

ma

che serve quadro

cornice?! addio!.

ancora:

Vado

portare

quel

Sant'Antonio,

San

Pasquale,

indifferente, al

suo

destino .

E ancora

Rare volte

quando

il

pianto calma le angoscie del cuore, rarissime poi la parola, la quale,

potente,

mi

toglie

da un affanno per gittarmi in un altro pi insoppor-

ho mosso lamento
Ti scrivo su questa carta dove una volta cominciai

tabile; e, se talvolta

non

potetti proseguire... .

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

44

Ma

quando

Io

E,
e

ti

prego, smetti

durando

chiare
Io

diffidenze,

in

lui

sopravvento,

come

dell'innamorata,

sospetti

certi

il

ritardi

certe

risponde

ha poi sempre

virilit

la

tuoi dubbi, e abbi pi coscienza di te stessa.

gli ostacoli

quali

pei

matrimonio, pur gi combinato,

al

ella

scriveva che

gli

si

sentiva

invec-

non compiango

te

che

ti

sei legata alla

tu desideri e senti l'amore al di sopra

pensiero non un inganno,

tu

sei

Ma, appunto perch

in

come amo

felice,

mia

sorte,

qualunque

altra

perch credo ancora che


cosa;

e,

questo mio

se

perch nessuna donna pu essere amata

io .

sola con l'artistico

quegli ardori,

marito,

di

forza

la

affanno, egli

come trov
di

educazione

quella sua

era

una cosa

aveva gi trovato, pure

poi sempre, e da fidanzato e

Napoli

lasciar

estetica

avrebbe potuto formarsi

amoroso

l'affanno

lui

che

per
in

compiere

in

da

altrove

Napoli sola mai

pi

Io avevo egli scrive (i)


una smania di vedere almeno quello che dipingevano gli artisti in altre parti d'Italia; e, appena terminato il saggio del primo
anno, non potendo andare a Roma, andai segretamente a Firenze.
Vi arrivai di sera, guidato dal Villari, che in quel tempo scriveva il Savonarola:
girammo per le vie tutta la notte; mi pareva di essere entrato nelle case di Michelangelo, di Dante, di Giotto, dell' Orgagna, di Benvenuto Cellini; mi pareva

quasi di poterli incontrare per via.

San Michele,

campanile del Duomo,

Il

la

statua del David, Or'

mi parevano tutti fatti apposta per abbellire, per


ornare la loro Firenze. E mi sembrava che andassero tutti d'accordo, Michelangelo,
Cellini, Donatello, il Ghirlandaio, e che parlassero un sol linguaggio in diversi
toni di voce. Io non potevo fissare l'occhio su di una bella forma, che un'altra pi
bella, di lontano, non mi attirasse. Pure, me ne dovetti ritornare, dopo dieci giorni
passati

la

Giuditta,

il

Perseo,

continuamente nelle chiese

e nelle gallerie,

che dappertutto

vi era

da vedere:

ah! se nel cervello fosse stata una spugna, avrei tutto assorbito per spremerlo qui
fra

miei compagni.

che

intelletto,

la

ed

(i) Hjcord, ecc.

spugna fosse
egli,

davvero nel suo occhio, nel suo

tornando

Napoli da quelle sue lezioni

LA VIRT DELLA PAROLA

45

non

peripatetiche, la spremesse beneficamente per tutti,

soltanto

dalla

tradizione orale lasciata nella memoria, e in

ancora conservata

parte

Napoli con

Ne

lui.

da

vivente

che ad esempio

dedicava

lentano

furono

che

quelli

in

rimasta anche testimonianza scritta in

documenti, dei quali scelgo

molti

risulta

questo brano

mirabile maniera, rende l'ambiente in cui

Luigi Ce-

che

dell'opera

Bernardo

fratello

al

modello ancor pi

il

futuro autore del

brano

che,

in

Consiglio dei Dicci stava per pronunciarsi:


Saverio Altamura, scappato da Napoli pei

Firenze, aveva perduto

suo posto

il

Federico Maldarelli, gi terzo

al

ma

nuovo, privo

speranze

volte che

seppe

si

quadri da

di

Del Morelli

a vederli.

tutti

Roma

in

conseguenze

sentiva di pi, perch

si

di tutti.

giovani non avevan lasciato di seguire col cuore

rammento due
mura si corse

di

dei saggi e per l'ingegno dei giovani Pensio-

la bellezza

nati (2), s'erano allargate le

fatto

scoraggiante pel morale dell'arte. La pressione

appunto quella volta, per

rifugiato a

Roma), nel quale era entrato

concorso. La presenza dei Pensionati di

Napoli col loro Direttore, Filippo Marsigli, era un


visibili,

del 15 maggio,

fatti

(di pensionato a

poi,

l'

Altamura assente

mandati

lui

rimasto ad operare

fra

Mi

(3).

con che pre-

in Napoli,

noi,

si

sapeva

tutto, tutto si ripeteva

Che diceva

diventava

fede perch

la

Vertunni, cos

il

lampeggiante

sua parola aveva

fulgori di

Chi pu ridirmi che mai diceva

studio lo

si

trovava

ligiosamente

vedere

trovava

che

si

eco alla sua

una letteratura che nudriva

e affrettava

con

quali

ai

gli

altri,

angoscie

quelle

di

quel veleno gi ingoiato nelle scuole

che

altri artisti di

Morelli, quelle volte che capitando al

fuori

sgomento,

suo

parevan re-

che nessuno aveva occhio e fiato per


non restava che mettersi anch'essi a sentire
quando fossero arrivati ad afferrare il filo di
non potere, di quel molto a distruggere, di

(sempre

infiltrato

di fuori) pi

nel sangue, di quelle

sentir

da

non so

ridipingere un quadro, un

lui

belle

cose

fortunati, gi pensavano, gi facevano,,

gi s'accingevano a fare? Chi pu riprodurre quel senso,


di

tutti

infiammati, e tanto

sorvenuti

sospiri

desiderii, di

il

crocchio di amici a ragionar di cose in cui

in

immersi

salutare

a confondere

quei

e d'avvenire,

vita

di

paragone della sua tempra rovente,

al

nostre pi sacre speranze?

le

allora

ghiaccio

di

qualche bozzo, un nonnulla qualunque veduto fuori, da

lui

pi se di stupore

ritratto,

qualche studio,

solo veduto fra

tutti quelli

che l'ascoltavano?

(1)

Bernardo Cehnlano.

Notizie e

sua morte dal fratello Luigi


(2)

Altamura

1883

lettere
-

intime

pubblicate

Roma, Tip. Bodoniana

nel

ventesimo anniversario della

(vedi pag. 17).

Morelli, pittori; Sorbilli e Balzico, scultori; Fiocca e Sorgente, architetti; Nicola

Palizzi, paesista.

(3) Il

6 marzo 1850, Altamura, aggiungendo alcune linee

in

fondo ad una lettera

di Villari,

scriveva a Morelli:

Difendimi

da

coloro

che vorrebbero

qualche lato buono del mio cuore

attaccarmi, e

sii

tu almeno, se

il

puoi, testimone

di.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NKLL'ARTE

46

Nessuna

me

delle idee da

elementi onde

acquisite corrispondeva talvolta agli

egli servivasi per impressionare. Qualit di tocco, di pennelleggiare, d'impasto,

avrebbero

fatto

una

tal

Come

rebbe?

sar?

ha imaginato? Ha imaginato

quelle tele abbozzate che eran per


gere, solo fra gli

gentile dell'arte da

E
ignoti

bozzetti, su

qual pudore di

miserie terrene

innanzi

intendere

paradiso

suo petto,
battaglia.

lottato alla scuola col solo suo talento, e nella vittoria ap-

cose

le

non giova ricorrere

Le sue prove

davan

concorso

di

da caccia che fecero

maneggiava,

li

gonare quei

di

tempo

quel

riprodurne

l'ambiente,

per sventura,

io

fucili

s'ingannerebbe

di

Mentana. Le

e della causa del soldato.

armi

aveva

fatto presentire di s, o

quale

Morelli

suo Goffredo

il

del 1848, o lo Studio di Rubens, che

iscuola,

in

l'Angelo,

anche

E sarebbe per

dico, per rifar quell'ambiente artistico napoletano, di rivedere,

dretto della Barca del Purgatorio col

di

per conoscere quei milanesi, volesse para-

chi,

meravigliosi chassepots

ai

fucili

non parlano dell'ardore

miracoli delle Cinque Giornate

non parlano del cuore

zionate

lampi

documenti che ancor sussistono. Quelle opere possono obbiet-

a'

tivamente parlare dello stato dell'arte, non delle emozioni che suscitavano.
chi

scor-

farti

al

maestri.

a'

Ad

tal

tentato in

eri

simpatici

per esercitare sui giovani un grande ascendente.

le qualit

pi scontento e pensoso.

il

un

stanza, avevi
di quelle

s'era tirato su da s, col

Aveva

n'era fiero!

ricerche; e che cosa

Se anche

di stucco.

sguardo su quei

lo

Con l'animo che vince ogni

pariva sempre

tali

pregustato e additato.

lui

Morelli aveva tutte

Giovane animoso,

la

preoccupato

altri,

rimaneva

Si

gittare

di

quelle

studi,

tali

questo e questo, e da questo capite quest'altro,

e fatto

non so che ancora

quel punto e da quest'altro

che

l'effetto

cosa, chi

pensato, ha fatto quel tale viaggio, quei

v'aspettate

nossignore producevano

effetto,

Bisognava aver visto


E come fare a vedere?
mai insino allora aveva pensato? Chi dei nostri ci penseavrebbero fatto o farebbero gli altri? Ebbene, quel tale artista ci ha

come

contrario, e

supporre o aspettare un tale

poniamo,

come

perfe-

ci inutile,

ci

qua-

il

dicevano,

festeggiato al concorso

attirava alla pubblica Mostra del 185

ci

1,

quando Bernardo, a diciassette anni,


era tanto insofferente della propria ignoranza. E quindi malagevole sarebbe spiegare come mai quelle o altre tele, proprio quelle e con tutt'i difetti che oggi si scorgono, facevano a quel tempo palpitare, a differenza di altre pi splendide che oggi
il progresso tecnico consente a un maggior numero di pittori, e son condannate a
il

Sacco di Capua, a cui lavorava

al

'52

'53,

lasciarci freddi e spensierati.

Come

impedito

di

prendere

volont, con l'imaginativa, con

dazzo e

il

la

alle leccature di scuola, che, a

intendere o presentire o supporre

non

bilit,

sotto

forma

forma

di

che

affacciavano,

si

di

Morelli

volo,

con

parola,

si

dibatteva col pensiero,

lo stesso

mo' d'abbozzo

al di l

di

suo

(1) e trascurato,

quel che vedevi.

Siffatta

la

disprezzo, che sarebbe parsa partigiana,

ma

lasciava

incontentaallora sotto

sospiro e di aspirazione, faceva desiderati, autorevoli, confortanti


i

con

fare, tutt'opposto all'an-

ai

nuovi

suoi brevi consigli, le sue smozzate osservazioni; significativi

suoi gesti; eloquenti

silenzi.

Mezza parola

di

lode ne lasciava qualcuno ebbro o

sdegnoso.

(1)

Il

Villari,

commemorando

Morelli, ricordava

accademici, in senso naturalmente dispregiativo

come

lo si

chiamasse appunto

quasi per dire che

quadri

bozzettista dagli

non sapeva

farli .

UNA LEZIONE

PROSPETTIVA

DI

47

soggetti di tanti bozzetti coi quali tentava se stesso, certe sue scappate pitto-

riche imprevedute, subitanee, irresolute, che tenevano sospesi e sorpresi l'occhio e

meste espansioni sopratutto, solleva-

l'intelligenza de' riguardanti, le sue calde e

vano

giovani ingegni dal torpore del presente, da tuttoci ch' materiale nell'Arte

come mezzo
dilargava

di vita;

cos chiamandoli alle

desiderio e

il

la

nobili

del pensiero, ne

esercitazioni

visione .

Che cosa fosse la parola


Villari commemorandolo

Morelli disse

di

anche

poi

il

suo

Il

modo

che dentro di

pensare e

di

lui

fosse

vi

esprimersi era sempre

di

come un crogiuolo

candescenza dalla fiamma perenne della

da

tale

ardente fantasia;

sua

far quasi

credere

metallico, tenuto in una continua in-

che v'entrava, venisse fuso, volatilizzato, manifestandosi

che tutto quello

al di fuori in

luminose ima-

gini poetiche .

meno

Parola dunque non


quella di tutt'

grandi,

Ma
per

Come

non parlava

pronto

all'aiuto

Nulla

di

soltanto, faceva;

ben

dipingere

per quei giovani cui

si

primo quadretto Un

spettiva

la

Don

Tu

(1)

Il

era

sempre

apriva l'avvenire.

di

185

1,

gi innanzi nel suo


dal conte

inspiratogli

Benevento, ed esposto
era,

poi

con disperazione

dinanzi

alle

difficolt

nella

di tutta

della

pro-

farla breve, ricorse per disperato al telaiuolo, e questi:

del

arenato

casa,

pentimento,

inutile

della Battaglia

imminente Mostra
quanta

non soltanto

pi persuasivo di quest'aneddoto narrato da Luigi

Celentano nel ricordare che Bernardo,

di Caserta

Luigi Celen-

lascia intendere

nello studio del Petrocelli dipingeva per tutti

che non riuscivano

quelli

fatale,

dissipazione fantastica.

alla

Morelli

s.

come
come

che feconda,

qualche volta anche

quella che poteva condurre

tano

pericolosa

Bennard, nun dubitate, ve face

che

dici,

Dummeneca,

mi

fai

all'otto,

io

'a prospettiva...

tu la prospettiva?
aspettateme, e

nun

dubitate...

Petrocelli riusci poi ad imitare cosi bene alcuni antichi da venderli per tali. Certo Mastro

'Pepe,

ch'era succeduto ad

letta,

e ch'ebbe poi

un modello nell'andare incettando cose negli studi dei pittori in


a Milano un Rubens

un elogio funebre da Ahamura, port un giorno

Petrocelli, e lo vendette per

1500

lire

ad un antiquario.

boldel

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

4s

Che enigma

ma non

questo? Chiariello (i) ne sa pi

scampo. Alle otto

c'era altro

Spiando dalla fessura

in punto,

Corri, io dico a

di tutti?

si

diceva fra noi;

una scampanellata.

lui,

Chiariello con quel

simpatico

giovane pensionato.
Tutti in

La
mano,

furia all'uscio di scala.

vista di Morelli

D. Morelli.

ci

commosse. Nostra madre,

inteso

muta, com'ella sapeva, parl da madre, con

e,

La

Gelosia. Acquerello

(Museo

di

nome,

il

San Martino

richiese

d'occhio, e cosi,

ago

un

infilato,

parlando con

che semplice telaiuolo, era l'uomo

(i) Chiariello, pi

la

meno

suo

famiglia,

peggio

Tasso ed a Gli Iconoclasti,

Roma
poche

al

nell'estate
parti di

pel

di

celebri.

di

tglio

del

che

1903,

ripar

furono

colore dalle due tele.

tanti

pittorici.

egli

esposti

lui

Queste

men

di

meritava
acquistate

sue

tutti

per

che

si

quanti'

sua

la

bazzicando-

virt rimasero in

guasti prodotti dall'incuria ferroviaria

quando, tornando
lasciati

fiss in

fiducia di Morelli

quella fiducia

incidenti

perfettamente

accenni di

gli

dietro della tela, al punto

sua onest e anche per certe conoscenze tecniche da

per tanti studi e trovandosi presente a


fu

pass

che l'osservava attentamente,

lui

quei giovani che divennero poi pi o


devozione, per

che

strinse la

Napoli).

E dovere rispose Morelli l'abbiamo ricevuto dagli altri.


Nessuno sedette, e Morelli guard ben bene, e poi, precorrendo

Bernardo,

gli

occhi e col volto.

gli

a Napoli
a

pioggie

dopo

la

diluviali,

Mostra Morelliana
che

staccarono

e-

di

non.

COME ADOTT CELENTANO


direbbe con quel

mamma,

Si figurino

filo

disse:

il

gesso

ricorrenza di

la

49

quelle

resto.

il

Signora mia, fateglielo esporre, e andr bene

del quadretto, professore, che ne dite?


.

E fu cos che Morelli adott Celentano,


ammonendolo poi, amandolo sempre fino
di

aiutandolo prima,

morte

alla

al

della morte.

Con

la

parola parlata, e con

La sua corrispondenza
era costante e vivace,

Tasso che

si

1'

non solo
gli

presenta incognito

un bozzetto;

cui fece infatti

Colonna con Michelangelo,

tuto ammirare

azione,

il

scritta.

col

Villari,

per virt di sentimento,

ma

proponeva soggetti,

cui

alla sorella

Ratto

da una vecchia

fra

Sorrento, di

in

Marie,

delle

la

Vittoria

un quadro, che ho po-

cui fece

di

parola

la

specialmente

epistolare,

per ragione spirituale. Villari


il

linee, e rivoltosi alla

tre

fatto tutto.

pallida

fotografia

specialmente per lo splendido fondo; un Ariosto, un Rucellai


che accoglie
e

il

cardinal Bembo, acquistato dalla contessa Sutlen,

che da chi 1 'ha visto mi


Gli dava

il

si

anche consigli

Villari

aria,

nuova, e avrebbe preferito

punto che

e sul

pel quale

il

gli

non

idea che
far

vedere

gli

noclasti l'altro

pareva punto

Il

gli dette

quadro,

ragione;

Morelli l'aver seguito ne Gl'Ico-

consiglio del Villari,

Di quest'epoca sono anche parecchi

\ Egli

cadaveri nel Colosseo

suo consiglio non fu accettato,


al

( r ).

idea degli angioli che

angioli scendevano dal cielo.

mentre giov poi invece

(i)

1'

(2

vero acume

di

non aveva approvato, ad esempio,


portano / Martiri per

fondo bellissimo

dice pure nel

ritratti:

dei

il

quale insistette perch

fratelli

Villari,

dell'avvocato

Starace,

ecc., ecc.

(2)

veva

A
al

proposito di un

Tommaso Moore,

che desiderava

gli

mandasse da Firenze, Morelli

scri-

Villari:

Mi sarebbe

piaciuta anche

una traduzione

francese qualunque libro, traducendolo

Egli pensava,

si

francese,

sebbene

vede, sin d'allora, a Gli amori degli Angeli.

francesi

facciano

diventare

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NEH- ARTE

50
l'artista vi
il

rendesse, di Lazzaro,

il

monaco

pittore,

non tanto

supplizio delle mani, quanto quello della distruzione delle

opere. Idealit che trova riscontro


lettera

che

egli scriveva in

Credo che il
mezzo a fini pi

ma come l'uomo

far
alti.

tempo

questo brano
alla

sorella

di

una

sia un nobile scopo, quando si considera come


non ho amato Morelli come l'uomo che voleva, dipingere,

buoni quadri
Io

quel

in

che voleva

sentire. .

IL

Intanto,
era

quadro che pi

il

Borgia

Cesare

il

uno

questo

CESARE BORGIA A CAPUA

Capua,

ti

momenti

dei

spremeva

si

51

a Morelli dall'anima

attinto

maggiore

di

(l

Guicciardini

dal

conflagrazione,

insieme ed amorosa, nell'animo suo; ed egli scrive

artistica

all'amata

Tu mi vuoi un grandissimo bene, lo so, lo sento ma me ne vorrai ancora di


io lo spero sentirai parlare di
quando io sar migliore artista, quando
me. E non lontano.
Domani prender la tavolozza dopo tre mesi; prender la mia spada ed il mio

pi

scudo e scender

Quando

nell'arena.

s'incomincia

come

studiato tanto la parte estetica,

si

vanto che poi

deve tradurre

si

se

dipingere un quadro, di cui

menato

fosse

si

parole un gran

in fatto .

Poi:
ma

che vuoi? Non si deve essere artista


ho dipinto finalmente, ho cominciato a colorire la tela; la tavolozza rapisce in certi momenti, ha un gran potere nelle mani
di un artista vero. Per Dio! ho dipinto tutto il fondo del quadro con un impeto

Ho

quando

lavorato molto
si

misura

troppo,

forse

tempo

il

dello studio:

detto

il

lontano di torri merlate, mura vetuste, spiragli. Quei merli a

che, anche dipinti malamente, io

v'imagino tante cose,

io

vedo

componimento non mi pare


tanto

la

favolosa mi ha

al

guarderei sempre. Nel


di

pi mia,

fatto

momento

ottenuto questo

li

di quelle

come

pare

dimenticare

Oh!

ci

...

gli

mi

la

mala guardia

bistorta d'Italia
di

Ora

(libro V), Capita

quegli di dentro,

come

mi pare come

parole

comporre, che
tu

tela

del

se avessi

imagini

ti

finita

una vera agonia.

vedrai

lo

tu

sentirai

saccheggiata da' Francesi:

l'assalto, la

quali per

la

cupidit di

rubare,

per

saccheggiarono tutta con molta occi-

sione, tenendo prigioni quelli che avanzarono alla loro crudelt.

ratissima contro alle donne,

la

spesso intervenuto nella speranza propinqua

accordi, detie occasione a gl'inimici di emrarvi,

sdegno del danno ricevuto quando dettono

mura,

sanguinoso,

questo effetto perch in certo

fa

benedice, questo lavoro far effetto, e

Guicciardini: La

(1)

de

Dio

dramma

leggessi in qualche libro,

passata, e

la fatica

finita quell'incertezza delle espressioni nel

se

la

pochissimo prezzo. Dalle mie

ogni cosa, eppure non ancora cominciata,

modo

se

parlano tanto,

guardare quelle

resto del

il

fondo, cio tutto

me

che far apparire sul davanti della scena.

e pi orribile di quello

lo

Ho

che questa sera poi sono rimasto come istupidito.

tale,
il

Ma n

tu

conseguite

minore l'impiet

effe-

religione,

furono

miserabile preda della libidine, e dell'avarizia de vincitori, molte delle quali furono poi per

minimo

prezzo vendute a

Roma. Et

perdita dell'honore,
tezze
il

degne

di

no con

il

le

che in Capua alcune, spaventandole

Duca Valentino,
che

il

alla

manco

una

torre molte, che

co' suoi gentil'liuomini

con

la

sua guardia,

dopo con questo stesso soggetto esordiva

ricco d estro e

oltre

la

morte che

la

all'altre scellera-

havevano scampato

quale con titolo di luogotenente del Re, seguitava l'eser-

diligentemente, ne ritenne quaranta delle pi belle

Circa trenta anni

quadro

etiandio

gittarono chi ne' pozzi, chi nel fiume. Divolgossi

altre genti

e consideratele

fama,

qualit,

eterna infamia, che essendo rifuggite in

primo impeto,

cito,

si

che d'ogni

d'impeto giovanile, che Verdi lodava

le

volle veder tutte,

Gaetano

Previati,

facendone un

Morelli,

come

si

poi

vedr.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

52

il mio
cuore. Virginia mia, amami assai, amami quanto io amo te.
Adesso non mi fido, eppure non ho sonno, ho una smania di rivedere la mia tela
pennelli. Far commuovere molte anime, spero! Vorrei riue riprendere di nuovo

che tutto

qualche lacrima...

scire a far versare

Sabbato, me^\a notte .

ancora:

Sono

penso

di notte; io sto nello studio, e

le tre

carmene, anche volendo. Questa mattina ho preso


che non ho potuto dar principio

a te

sempre, non posso stan-

ma

pennelli,

colore, ho dovuto calmare

l'aria

era cosi buia

la mia
mi sono contentato soltanto di fare le figure contornate con una tinta
composta. Alle quattro sono andato a vedere in una bottega di speziale una stampa
dove mi pareva stesse una figura come quella del Cesare Borgia, ma mi ero ingannato. Meglio cosi; sar pi originale, anche facendolo mediocremente .

smania,

al

per

forza

ancora

Sono due ore dopo mezzanotte, ed io ti scrivo con la speranza


mi sento prostrato in un modo spaventevole.

di

Un

istante

trovare qualche

sollievo, perch

errore in un'opera d'arte costa

dietro piuttosto che avanti.

parte che sto lavorando,

In quella

concetto particolare
colori,

me non

quali

giornata, e

troppo vera

artista,

un

mi pare

di

l'opinione
i

scora-

di

essere andato in-

Alberto Durer, che

di

tre giorni,

questo pure

rado o quasi mai.

di

tranne nella plastica, che

pur

ad un

quando dura moltissimo, non passa

l'estro all'artista,

avviene

vita

la

mento fa perdere l'idea dell'avvenire.


Oggi ho lavorato, ho dipinto l'intera

cosa

ogni figura

di

vedo che non ho

naturale,

perch

sono rimasto

io

al disotto del

adopero assai facilmente, mi hanno aiutato

importa gran

fatto,

avanzamento,

fatto alcun

pratica e riflessione,

di

essendo una qualit subordinata

cartone

molto
al

ma

nel

senonch,

ma

pensiero,

questo
e

temo

molto che domani tutto il lavoro di questa giornata mi faccia una pessima impressione.
Ti dico tutto questo, perch, quando ho di questi momenti, vi pure la tua
parte, e

molto
e

mi

avvilisco, e

mi pare
mia

l'averti associata alla

di

non poter

pi vivere e penso a

vita di miserie, e

Dio

te, e

mi accora

sa che dolori ineffabili

provo

vivere

solo.

che paura mi viene.


Questi pensieri mi farebbero rinunziare

al

sollievo dell'amore

Vorrei non averti mai avvicinata


Io

ti

scrivo questi

prego soltanto

domani non

Ora son venuto

pensieri con

la

momenti

certezza

che

finiscono, ed io

tu

l'intendi.

Ti

mi auguro che

fatto oggi.

............

di Raffaello

allo studio,

passasse questa notte pel mio studio e prendesse

ed ho trovato che non malissimo quello che

feci

Per, ha bisogno di molte correzioni.

Ma

intimi

pessimo quello che ho

trovi

pennelli e dipingesse

ieri.

miei

considerare che questi

Vorrei che l'ombra

di

Tu

sarvi.

subito

hai avuto a quest'ora

Ora

sto

una mia

lettera

molto

triste.

molto meglio, ed ho lavorato ancora ad

gioved sar terminato d'abbozzare e

si

vedr

il

altre

Ti prego
figure.

di

non pen-

Spero che per

concetto interamente.

Ho

serbato uno

ROMA

MAREMMA

IN

53

ma non

pi classico di quello che volevo,

stile

con

stato per rabbia: gl'intelligenti napoletani di ogni specie

rovinano qualche volta

come rovinano

attori,

Del

come hanno rovinato

artisti,

gli

questa

come rovinano

gli

che non lascer senza

tela

un lavoro grande,

vie di farla riuscire

le

per caso,

saccenteria

quasi sempre l'educazione.

resto, io spero ancora dai colori, e da

aver tentato tutte

teatro,

il

stato

la loro

da

e questo lavoro fin

ora lo dedico a te

Ora ti porter io stesso questa


non lasciare il tuo pianoforte.
Addio

di

carta, e

prego

ti

di star lieta

il

pi che puoi, e

Morelli tuo

Poi:
Virginia mia, senti ch'io lavoro per

che ha?

offra tutto quello

sua

in queste

Roma,

di vedere

con superbia?

parli

ti

nella sua indole e nella

l'artista,

mentre dipinge

E,

un uomo poverissimo

piace che

ti

me, ne

di

il

Borgia, che ogni qual


studio, corre fuggevol-

l'amata andr a vedere nello

mente

corre in Toscana, perseguitato dalla smania

per impossessarsi.

E da Roma, ove giunge


1852

l'agosto del

te,

parli

parole tutto

coscienza.

tratto

Ouando

per mare da Civitavecchia, nel-

Qui, dove sono arrivato da 24 ore, ho trovato una cosa che veramente non mi

aspettava: la

memoria

di

me

che ormai

in questi artisti,

d'Europa, una memoria, dico, cara

Non

vantaggiosa.

possono dire

si

so

fra

primi

come hanno saputo che

sono arrivato e dove sono alloggiato: questa mattina ho trovato dal portiere sette
biglietti.
il

Ho

abbracciato Coghetti e

suo famoso lavoro. Mi

andr a vedere quel quadro pel

Wurzinger

domani ho appuntamento con Riedel per vedere

come

parso

quale

ci

pu

Ora splende

la

luna.

Che cosa

segnai anni fa qui a

Roma

E ancora
visto
alle

Di questo

quadro

lui

di

ti

il

con la luna! Eppure, io non sento nulla,


Sono irrequieto, e non desidero nulla
Ogni
ho tanto pianto, tanto sofferto!
il

tuo

nome

sulla torre di Pisa,

come

lo

nella Grotta della Ninfa Egeria, con che diverso cuore

Addio ruine adorate, domani non

Ho

il

Roma

Dio mio! Ecco Roma! in questo paese io


pietra mi rammenta un tormento! Segnai

dire che sono partito,

vorrei dipingere soltanto, vorrei pensare.

andato

fossimo conosciuti da anni, e con

se
si

vi

vedr pi

!...

palazzo dei Tolomei, dove nacque

Maremme, ove ho veduto

il

la

Pia, e

castello dei

Della

porto un disegno che lo ricorda, e sar un

Maremma non ci si va facilmente.


Maremma quello della rabbia .

Siena mi ha

fatto

Roma

venendo

Pietra,

ove

lei

sono
mori.

dono prezioso, perch


il
mal d'amore

venire

alla
;

la

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

54

lamenta della sua povera origine, impreca

si

chi

lo

ha abbandonato. E, tornato a Napoli:


Vedi
volgevo

luna com' bella? Questa sera io ho lavorato

la

lo

sguardo

guardando

sui tetti,

non

giorni,

mi ricordavo

alla luce

luna, col cuore

la

queste tribolazioni

Esse erano per sul


diversa.

Tasca

te,

sperava, sperava,

Roma
ma non a

Borgia, acquistato dal conte

il

Ruggiero dal

lancia della famiglia

questi

o almeno per assumere forma

finire,

Palermo, fu l'ultimo tocco che fece piegar

di

seduto

successo che ebbe

Il

molto, e ogni volta che

quelle sere che passavo a

di

furono finalmente celebrate

il

La prima promessa datava

hi

lato delle nozze.

bi-

queste

io marzo 1853.

dal 1847. Morelli aveva dunque,

per acquistarsi la sua Rachele, servito quasi quanto Giacobbe.

non avrebbe certo

Soltanto, egli
tito

momento consen-

all'ultimo

a sposar Lia.

Ai preparativi

nozze

quelle

di

congrega partecip

tutta la

appassionatamente. Morelli aveva bensi accumulato risparmi,


e

li

era andati pure affidando

alla

futura suocera; la quale,

anche nell'ordine del matrimonio, aveva voluto

sistematica

che andasse prima

marito

maggiore

la sorella

Ma, non bastando quel denaro all'arredamento


casetta,

quando

don
la

Peppino Tipaldi

giovane sposa, tanto

nel palazzo di

trov

tutta

Tarsia

bianca,

La

ricevette in

nome

soglia

la

adorna

tutta

amici, che avevano per

lei

di

attesa

di

devastato

tutti

mancava.

camera
fiori,

per

giardini

Vertunni,

il

varc

desiderata,

della

modesta

della

quanto

prest

di Virginia.

nuziale,

cura

la

degli

Napoli.

di

quale era

il

solo

che possedesse una marsina ed una cravatta bianca. Cinque


artisti

erano in cucina,

San Carlo, aveva

una
Il

festa di lieta,

Braga, ricorrendo all'attrezzista

vestito da Brighella

fraterna

il

di

suo domestico. Fu

commozione.

giorno dopo Morelli faceva

finalmente sua, scandalizzando

la

uscire

di

casa

la

donna

vecchia tradizione borghese,

Cu

<
<
<

O
x
W
ce
<
S

>
-

-C

assumere torma

u
>

E
fa

mane
,

la

di

Fu

LE NOZZE

55

che voleva sequestrata dalla clausura

tempo, per pudico riguardo. E

non

della

testa

la

Cosi, continu

compagna

contrasto di quelle due indoli, tanto forti

il

lunghi anni d'unione,

m'insegni

bene

Il

altrui

gegno

fra Morelli e

sua

la

nozze, anche dopo

le

comune. Sicch,

egli scriveva
:

altrui .

specialmente dei giovani

loro op-

nel

fosse ancora la sua fidanzata

bene

il

E continu

vita

di

come

fare

.1

elevate

amore anche dopo

lo stesso

poi alla moglie,

un velo

di

pi sua Virginia CO.

posto ambiente psicologico.

Tu

madre copriva

la

diverse, e l'una e l'altra tanto

e tanto

sposa novella alquanto

la

d'in-

artisti

un bisogno intimo dell'animo suo.

era per

Scrive, ad esempio, Luigi Celentano:


Rientrando un giorno

s'accordava con
datogli

Signora

suo talento Bernardo

Non

si

voi,

progressi

e sui

pu perdere.

E non dovr

andr, o no, con

ci

non
doman-

disse con aria disinvolta, che


il

fare

gli

Morelli,

e,

ne aveva

Bernardo,

di

mia, se non lo mandate presto a

dovete aspettare se poi

da

darlo

madre

casa, nostra

suo parere sull'ultimo concorso

il

avuto per risposta

in

gravit delle parole, che aveva incontrato

la

Roma, con

concorso

il

di

tutto

il

Roma?

Voi potete ora man-

altri.

dovete farlo subito partire, per fargli acquistare cognizione degli

antichi e degli artisti moderni...


<c

Bernardo vide Morelli

suo studio,

al

Rocco

e Filippo

che

Napoli

moriva

si

d'asfissia, ch'era

coltura ed entusiasmo, che

si

Vertunni,

un

Sagliano,

certo

Nacciarone, e Gioacchino Massard

(2),

un gran fuoco per codesta Roma. Vertunni predicava

e altri, trov

Roma. L'esempio

stabilirsi a

con

li,

Franco (un calabrese che poi non ho pi visto)

del

impossibile farvi l'arte e s'era deciso di

Vertunni,

decideva

di

a lasciar

ingegno,

splendido

cosi

Napoli

la

di

tanta

famiglia, era incorag-

giante per Bernardo, che intanto non doveva staccarsi da noi che per poco.

Morelli non

artistiche

vuol consacrarsi
ore
e

felici

dei

si

da

lui

le

gli

acconci

all'arte e cogliervi

passate col,

cari

palmo

sue bellezze

le

amici coi quali aveva spezzato

di tanti artisti

un

un ultimo

figura per

figura, espressione

una

casetta,

artista,

tedesco,

per espres-

che Morelli neppure mai

.-ide.

(2)

Gioachino Massard, intelligente amatore d'arte

chi

giorni, le

dialoghi, gli

fra questi,

era stata stimata 12.000 lire, ina consisteva in

pane dell'arte

il

li

La dote

una grande inspirazione. Descriveva

moderni e di tutti
paesi, che citava. E
Wurzinger: e qui bisognava prostrarsi:

(1)

Roma palmo

della vita, e tutto l'ambiente fatto per

nominava ad uno ad uno, riproducendo al vivo


scene; e poi,
prodigi degli antichi, le nuove rivelazioni

consigli, e

aneddoti,

stancava. Descriveva

genere, e

d'ogni

simpatico amico degli

artisti

napoletani.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

56

mano

sione, testa per testa,

Roma,

cose d'arte in

dente da pedanterie

per mano, meraviglie sopra meraviglie

giudizio

Il

spassionato, veridico, sicuro, e quasi cosmopolita

scuola e da pettegolezzi estranei

di

di

indipen-

Diceva, insomma,

all'arte...

cose che a solo ripeterle per impressioni avute, o a solo escogitarle per fare impressione,

voleva sempre

ci

stesso gran cuore, la stessa tempra generosa di artista .

lo

oggi con quella miseria che fu

Confrontandoli

in

l'arte ufficiale del

periodo Piononesco, sembrerebbero

che

quegli

giustificati

astraendo

fatto

dal

lettere

entusiasmi

trovava spesso

ch'egli

una

era allora

cava

lui,

fucine ove

delle grandi

di

molti

certo che

Roma

eccellente

suoi contemporanei molto minori di

consiglio

e si espli-

Ed

pittorica.

non poteva

Morelli per Celentano

di

l'arte

preparava

si

rivoluzione internazionale dell'arte

la

anche

da moltissime sue

pure

risultante

tutt' altro

ma,

Morelli;

di

Roma

il

pi

essere

opportuno.

Quel consiglio
La partenza

per mille

prevalse.

definitiva del

Vertunni

E appresso

metter fuoco.

si

avvicinava, ed

a lui altri

ei

veniva da noi

sarebbero andati.

una catena che non si spezza, si deve uscire da questo letargo, a


La sera del 2 giugno 1854, Morelli, accompagnato dai suoi amici,
piena
le

di

altri

pittori

amici

di

Bernardo,

mezzo

e in

sue mani, oggetto per oggetto, che nostra madre

porgeva,

brazione solenne de' voti, degli augurii e delle aspettazioni

Morelli raccomandava inoltre


all'architetto

padre

Morelli

tunni, scriveva

Tu mi

le

copie

al

fratello

chi ricorro?

manchi, e

che mi intende

mi

fa

visita

la

cele-

tutti... .

subito

al

un

per

studi dei giovani.

agli

degli antichi;

giunto Ver-

e,

Non mi

resta che parlare d'arte col solo Ver-

intendere ci che pensa,

scorriamo seriamente dell'arte e della compromissione

Intanto

con

la valigia,

come una

la

!...

giovinetto diciannovenne

con Cipolla

sar

vive

Che cuore che amabilit che giovane d'oro


! E a Roma, Bernardo attendeva Vertunni,

Intanto moltiplicava

di

si

fu in casa nostra,

Cipolla, del quale Bernardo scriveva

incominciare

tunni

il

Roma

loro gli fece

gli

valeva

Vedrete,

corrispondenza

con

di chi

intellettuale

lui

solo la sera di-

viene a

Roma

continuava

con

Morelli:

di

Se

possibile, scriveva questi

Riedel e

di

Giacometti

premuroso

Juan Corder, conducilo negli studi

CELENTANO E VERTUNNI A ROMA

Bernardo riscontrava
scriveva

esattezza dei giudizi di Morelli, e

la

Ho veduto Wurzinger

57

son rimasto perplesso nel vedere

miei

co'

occhi

in-

carnato nel suo quadro (1) tutto quello che tante volte mi diceva Morelli mio caro,

debbo tanto

cui

Morelli a

Non ho

ricordi di

ti

me

perch non c'era nulla

Tuo

che

Roma

andar a vedere, se non

l'hai gi cercato,

Guido

San Gregorio,

Ho

Santa Cecilia che

noi poveri

come Dio
ringrazio

ti

tutto.

farei

con tutto

il

cuore

che hai trovato Cipolla quale

Ti ricordo

impressione.
fresco

il

Domenichino

del

io

e
te

solamente

di

l'altro

di

scrivermi qualche tua impressione particolare.

di

lui.

Comprami

qualunque prezzo

portata ai sepolcro (2),

non posso attendere. Tu

queste cose

sai

quadro

mi ha promesso

parlato Achille (Vertunni); egli

Bernardo, adempiendo

la

la fotografia del quadro


un francese del quale mi ha
fotografia, ma io ho la febbre, e

di

desiderio, scrive

al

Gli dirai che, se Vertunni gli

a dirti

saputo che Vertunni andato ad Albano, e prego te d'un gran favore che

dovevo domandare
di

prego

ti

dimentica

a sapere

tanto buona

fa

ti

artista

sprone pel tuo bene, lo

altro

Mi gode l'animo

scriverei a lungo.

lo descrissi e

nuovo

di

mi d sempre notizie tue

fratello

Roma, dove un

Se dovessi aggiungere

ti

1854:

stiamo sempre allo stesso sito lavorando con pochi mezzi

vuole, e facendo pochissimo.

che

luglio

17

il

scritto finora a te

di qui

artisti

lui,

aveva

al

fratello

scritto mirabilia di questa fotografia, egli

era per farlo vieppi entusiasmare e spronarlo a cose meravigliose, che certamente

da

lui

mi attendo insieme

Morelli ringraziandolo

Non

puoi

di

c'

bisogno

di

te,

ma

voglio

dirti

ancora: profitta quanto pi

fratello

al

esortazione per

questo tempo prezioso

E Bernardo

amici

a tutti gli

sempre di lui e di lui sempre


mi domandano degli ingegni di Napoli, come l'unico
dei nostri vanti. Vertunni scrive da Albano a Cipolla e lo farai sapere a Morelli
che sta scorato avanti a tante bellezze, e che non tralascia mai d'andare in campagna; quanto mi attendo da lui! .

Salutami

il

caro Morelli e digli che mi ricordo

parlo con tutti gli artisti che

Bernardo univa
dretto

di

alle

genere, fra

copie
cui

uno

Mioteles (per trenta scudi),

parecchi

di gatti per

iniziava

(1) L' abdicazione di Wallenstein.


(2)

ritratti,

Di Bouguerau, allora pensionato dell'Accademia

di Francia.

il

qualche qua-

un russo, certo

suo primo grande

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

58

quadro, facendone un mistero a


quale

preoccupa della sua troppa

si

insuperbisca; sicch scrive

guardia, perch

preparano

tale

un

letto

di

come

in

dovr certo

si

vuol bene. Egli avvalora con esempi

ti

padre ed

al

al

fratello

mente

la

delle meraviglie

di schizzi, di bozzetti, di copie,

la valigia

Ber-

di

mercoled 13 settembre 1854,

il

giovinetto, piena ancora

vedute, e

metta

lo

resta che ringraziarlo dei suoi incitamenti .

nardo, and incontro a questi


il

guasti e

si

fu Morelli che, insieme

quando

altri

tanti

Morelli sincero e disinteressato, e

Non

ne

rose sul quale egli

Sicch Luigi a Bernardo

che

Cipolla

al

teme

facilit,

il

suoi e miei amici (o meglio nemici) gli

inebbriare e cadere

suoi timori.

compreso Morelli

tutti,

ritornava

prima volta da Roma.

la

La
gli

sera
amici pi confidenti

minori in arte, sentivano

ciavano una mischia generale d'impressioni

La conventicola
ora

Morelli,
visibili,

bocca aperta un gergo

mezze parole con Morelli, che, come prime

sottintesi e di

di

si

adunava

Monteoliveto

riprodotte,

le

avvisaglie, gi minac-

di ricordi.

ora

da

Celentano,

da Tipaldi,

dal

done

aprivi gli occhi innanzi a

un'altra, diceva:

quale

erano

novit forestiere.

Morelli conferiva sempre con Tipaldi del Quid novi? ed era

Quando

da

ora

una cosa nuova, non

Ma don Domenico

di

preferirebbe

rado

ben

me

lieto

Tipaldi, additan-

quest'altra.

anticipata dava talora incentivo a qualche sparata del Morelli, che


tatori gi febbricitanti alla vetrina. Tipaldi era

primo a vedere.

il

il

mandava

d'espandere

La

vista

gli ascol-

detti del

suo

Bernardo tutto quell'insieme


di cose, ci si domandava talvolta, non so pi con quanta misura di sgomento: E
quando si potr fare qualche miracolo da venire a quel modo sulle labbra di don
Peppino? .
amico, sicch per l'impressione che faceva a

Presto,

si

sarebbe potuto

e a

l'imminente Esposizione del

1855 doveva darne l'occasione.

(1)

Di quanti

altri

giovani

artisti

napoletani questo non

poi avvenuto sino

ai

nostri giorni

PREPARAZIONE
Morelli e Celentano vi

ma

nomia, non solo,

Morelli trovava che


materiale

copia

quando

da

che

essendo

aveva

li

non

capiti,

impressioni

Bernardo

studii

che rimase

fresco,

sino alla fine

l'Agricola,
il

Consoni,

il

lettere

difendeva,

opponendo

la

guardare

per

Dal quaderno delle sue

vedeva spesso

che

giustissimo

che anche oggi

in

cui scriveva

Capalti,

il

si

di

Castelli,

possono

confermare

santo
il

come

Riedel

Coghetti,
il

il

Brulofl. Nelle

invece

per

un'ammirazione

meno

confonde

razio-

un

in

sol tutto eccelsi e mediocri.

Ma, ad onta
cercava
nel

San

di

di

ci,

gi

essere s stesso

Stanislao, quel

primo gran quadro

di

suo
cui

aveva fatto un mistero anche all'amico,


lo vide

il

quale

non

I).

Morelli.

Studio per Gl'Iconoclasti.

che quand'era per

essere finito,

quando era

prova, che, se non

inlatti,

Bompiani,

pi generica e

che

il

sul

Jacometti,

il

Podesti,

nale,

bisognava

dava almeno

risulta

sua pittura ascetica,

gli antichi

non

che

Roma

era colpa sua .

d' allora

gi detto a Luigi sin

giudizi sull'Overbeck, vera indole

certi suoi

sue

se ne

andato

allora

dandosi ragione del tempo

Roma

contemporanea, tanto

nell'arte

la

per

era

spirituale.

era troppo dedicato alla

si

aveva

classici,

con quegli

classici,

giovinetto

Bernardo

copiar molta roba

preparavano con diversa fiso-

si

anche con diversa tendenza

il

dei

59

stato preannunciato a

Fu, cio, pochi giorni prima del conte

mezza Napoli.

di Siracusa,

principe

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

veramente

dallo spirito

protettore di

artisti,

Bernardo specialmente.

del giovanetto

largo

liberale,

Morelli tornava intanto

ed inspirazione prima

Roma

(J )

ad

di accingersi a G' Iconoclasti,

forza

attingervi

termine
Il

che port

in

tre mesi.

Borgia

era stato

un avvenimento.
(2

lari

che

dice

Il

Vii-

l'im-

scuola

pressione della

francese vi era manifesta, e

che all'entusiasmo

suscitato in Morelli dal

Delaroche, visto riprodotto,

unita

era

si

immediata

la

im-

forte

pressione di una scena


Inquisizione

della

Robert Fleury.

per

che

di

Certo

veduto

anche oggi, quel quaD.

Morelli.

dro

Studio per Gl'Iconoclasti.

tempo
cosa fortissima
piccoli

ai

fondo,

il

quel

fondo

aveva innamorato
la

torri

di

descritto

mentre

l'artista

pi simpatica ammirazione.

Dalbono ha

l'

che, se certe figure riportano

mannequins popolanti

>)

il

ambiente,
pensiero

mura merlate, che

lo dipingeva, suscita

La vivace parola

l'impressione

il

dell'Hayez,

quadri storici
di

dato

appare,

di

prodotta

gi

sempre

Eduardo
in

lui

da

quel quadro:
(i)

Da Roma scriveva alla moglie, la vigilia del Natale 1854, di aver visto fra l'altro I funerali
Gamba, buon lavoro, ma di una tristezza opprimente, un vero lutto, ancor pi
della pompa funebre che decret il Senato al grande pittore .

di Tiziano del
triste

(2)

Commemorazione,

(3)

Commemorazione

di

Domenico Monili

Napoli, 1902.

DALBONO FANCIULLO E
Ho

presente

Tarsia),

di

il

come

miei occhi,

ai

quadro, Morelli

la

BORGIA

IL

6l

(nel gran palazzo

se fosse ora, quello studio

signora Virginia sua sposa.

Io era ragazzo e mio padre, quando voleva farmi un grande regalo, mi accompagnava spesso negli studii degli artisti, nei musei, nelle chiese.
Mi condusse, era una bella giornata, nello studio di Morelli. Entrammo, e una

bella,

giovanissima signora, bionda, dagli occhi cerulei,

era

signora Virginia,

la

ci

apr la porta dello studio:

sua

la

adorata consorte.

Vi era tutto un fumo blua-

poich Morelli, nell'om-

stro,

bra,

seduto su

fumava

un divano,

di

guardava

sul

quadro

che aveva dinanzi, alladistanza


o quattro metri.

di tre

Anche

nell'ombra, io vidi

un bel

viso

espressivo, dalle

folte

Morelli:

subito
virile,

sopracciglia, dagli occhi penetranti, e tutto

che

di

insieme un certo

misterioso e

di

semplice

nei modi.

non com-

Poche parole

plete, accenni di parole stac-

cate

Mi

con l'impru-

precipitai

denza

la

educazione che hanno

come
mi misi ad osservare
dando salti di gioia

impertinenti,

Mi

ragazzi

era io, e
il

quadro

ricordo

magnifica!

che

ma

Eh! eh!

D. Morelli.

Studio per Gl'Iconoclasti.

Morelli

benevolmente

sorrise

Pap! pap! che cosa ma-

gnifica! che cosa

buona

nessuna

mi

afferr di dietro per le braccia:

piace

gli

la

pittura?

disse

mio padre,

e qui

un piccolo

discorsetto d'occasione.

Io ricordo

il

quadro

Che cosa

e l'ho presente.

affascinante!

simpata! Io credo che questa parola simpatia in pittura sia nata

sopratutto

che

dopo che Morelli

ha dipinto.
Io

dusse

non poteva staccarmi da quel quadro, si fece tardi,


promettendomi che saremmo tornati da Morelli.

mio padre mi con-

via,

Ma

Gl'Iconoclasti

d'allora, Morelli

essere

Fu

mai uguale
nel 1855

quell'anno, che

dovevano

essere tutt'altra cosa:

aveva questo in comune con Verdi:


a s stesso, pure

prosegue

vedemmo

il

Dalbono

Gl'Iconoclasti.

rimanendo
alla

che, fin
di

non

s stesso sempre.

grande Esposizione

in

Napoli

di

Era una pittura diversa da quella del Cesare

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

62

Borgia: questa era pi delicata, pi condotta, pi dorata e


piacevole, elegante, mentre

non dorata, ma spinta

quella

grezza, che lasciava vedere

di

qualche metro dal quadro,

le

figure

vive

dei

quelli somigliavano

ai

Gl'Iconoclasti

era

colori

il

Studio

di

una superficie gustosa,

una

pittura assai

fondamentali

nei colori e grigia nelle tinte

D. Morelli.

ficie

de

di

robusta,

una super-

er d'Iconoclasti.

lavorio dei ruvidi pennelli. Per, allontanandosi

l'effetto

che non

era sbalorditivo:
si

trovavano

colori dei mosaici bizantini, ed

il

un

rilievo

simili in

da

tutta

far

sembrare

l'Esposizione

quadro era bizantino. Quegli

LA PRIMA IMPRESSIONE SU
scalini di pietra grigia, che

GL ICONOCLASTI

63

evidenza! quella testa del monaco pittore, che

espres-

sione! .

Luigi Celentano:

D. Morelli.

Non

Concep

questioni di
il

stile,

Studio per Gl'Iconoclasti.

non lambicchi

ideali,

tuttod d'intorno, e col suo esagitato

pennello

lasciandovi una curiosa e spiccata riconoscibilit,

non

tipi

soggetto pittorescamente, umanamente: prese

Giungevano queste voci da

quelli

stessi

astratti
a

approssimativi.

modelli quei che aveva

ma

pur

impront maschiamente sulla

tela.

soggiogandoli all'idea sua,


li

che, ormai

pi

rari,

continuavano a

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

64

fare gli ottantaquattro scalini di nostra casa.

Sapete, dicevano, dovreste

vedere

Tipaldi da monaco, in ginocchioni, com' sdegnoso con quel pugno al petto, mentre

un manigoldo gli ha afferrato la destra per bruciargliela!


di don Gennaro Campitelli (1), che tipo violento ha preso
spezza con un calcio e un colpo di lancia una tavola del
Morelli

un diavolo

minciato,

si

aperta

!...

uno

di

quei settari, che

pittore martirizzato!

Li son persone vive, e se finisce

quella faccia indomita

in

il

quadro come

vedr in Napoli un'opera che far restare l'Accademia e

fu cos

difatti.

Ma non

l'and

aveva cercato, cosi

Morelli

tutti a

bocca

liscia.

dice,

egli

Quel

l'ha inco-

un soggetto che

significasse martirio dell'anima, e imaginato, nella figura del

monaco, un
brutale

tipo di giovane liberale, in quello dell'esecutore

tipo di

il

dunque

Era

un poliziotto

un

subito se ne avvide

come

pressione

Egli mi fece

mi

poi

Palizzi, che ne

il

ricorda Morelli

disse ridendo: bada che non

Gi

tutti

doppiamente

tecnica

Conversazione di Vittoria Colonna

ebbe una buona im-

mutare solo

tono di una piega

il

Anche

io

avevo messo

con Michelangelo, gli

non mi bastava l'animo

a terra:

pittura intorno liscia, sfumata,

pareva

di

una

^Angeli

miei

un

ritratto, la

che di notte

alla parete, lo

di

ma

finita, il mio quadro mi


Lo guardarono professori cos'i a terra, con
piedi. Quando il quadro fu alzato e messo

vederlo in

baci in fronte

finalmente

porre

metterla a posto: guardando tutta quella

guardarono lungamente, da lontano, davvicino, senza

revano indecisi;

di

portano
feci

riteneva allora per

si

pittura brutale e non finita.

una curiosit premurosa

come

gialla, e

tradusse presto in vittoria.

si

corpi dei martiri fuori dall'anfiteatro romano. Portai in ultimo Gl'Iconoclasti e


la tela

mettano dentro!.

ti

quadri erano a posto.

rivoluzionario

pittura realista.

La rivoluzione

quadro

dir nulla;

pa-

Guerra, ch'era stato mio maestro nell'Istituto, mi

il

Luigi Celentano:

Tranne

amici, quel

gli

giorno, giungeva

nuovo

quadro a

a tutti;

e,

cui egli

aveva lavorato

sin quasi all'ultimo

degno

di studio,

dietro al

monaco,

a parte la espressione, appariva

pi che d'attenzione, l'ardimento del

pittore

d'un tono scuro e robusto, aveva fatto un

che per fondo,

muro

bianco,

come un muro bianco che

faceva buio, ma vi staccava magnifisi vede per la strada, e il monaco non per
camente con tutto il resto!
Questo, che oggi sarebbe un'inezia, come un giocarello imparato (chi non sa
rifarlo?), era in Napoli, in maggio 1855, uno sfogo e un tentativo del desiderio

(1) Pittore

mal

riuscito.

SOSPETTI DEL CONFESSORE DEL RE

ardito e sovversivo

combinazione vera
tava che

rantita dal Palizzi,

come

giustezza di quella combinazione

la

tavolozza

di

studi,

il

esal-

dimo-

caso

di

sincerit

al

verit

la

d'una

si

rapporti era ga-

di

quale era

mano, come

alla

diceva,

si

la

dipende dal calcolo esatto

dell'effetto

quei

la

pittorici sostanziali e primitivi.

maestrone in quel genere

matematicamente,

strare

di

poter fare una volta un quadro d'invenzione a base

di

di rapporti

coraggio

il

65

rapporti,

convenzioni

che

timidezze d'ogni sorta dipendono dalla

inosservanza

del valore

dei

toni ne'

loro rapporti scambievoli.

Ed
per

veramente

questa,

d'impasto,

pittura

la

teoria corrispondente a quella

che

poi

fu

applicata

nel

divisionismo.

Se per

la

stica era vinta

battaglia arti-

prima ancora

che dichiarata,

non

politica

la

fu

battaglia
facile

si

superare.

Prima che s'inaugurasse,


l'Esposizione

visitata,

esaminata dalle auto-

anzi,
rit

era

^ ^3%U^*

anche religiose, ad evij

'

tare che qualche opera violasse l'ortodossia.

cos fu che

il

quadro, s'insospetti, lo comprese,

non

sin che Morelli

gli fece

confessore del Re, visto

si

oppose,

il

non s'acquet

vedere un testo sacro combinato

d'accordo con quel Luigi Landolfi, che, quantunque avvocato,


era e rimase per lunghi anni suo amico (0.

(1)

Et cum

persecutio haec (Iconum) valde insaeviret

nec tabulas pingere sinebat;

pingebat in tempio sancii

templum;

et

monacho

caute autem

Iobannis

et

in

Evangelistae.

reperto, confregerunt

Et

tabulas

illieo

uios.

quod

(Ile,

nomen La;arus, nec muros

cui

rcnwtis.

inimici

pietas,

combusserunt marnili quae pinxerat Christum et mt-e4oi


5

monachili

templis ab urbe

Et

UH Dei
ipsi

fuit

ecce
et

cognitum

fuit

quod

hominum venerimi

maximum

(Chrcnic. Iconod., cap.

marlviium,

XXII

in
et

in fine).

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

66

giorno

Del
quella

La

folla

descrizioni

tre

Luigi Celentano, quella di Morelli, quella di Dal-

di

bono; scelgo quest'ultima, come

abbiamo

dell'inaugurazione,

era

enorme presso

pi obbiettiva:

la

molti criticavano, e molti andavano

quella sala, e

ammirazione.

in

Il resto della Esposizione era vuoto (e ce n'erano quadri!) e

ed

criticando

la

gente usciva

ammirando ad un tempo: non sapevano che diavolo

fosse questa

che rimescolava in loro tutte

pittura,

passioni, che

le

come

sensibilizzava

li

delle

corde elettriche.

Finalmente arriva Re Ferdinando

Chi ha fatto

stu

Maest (dissero

Esposizione.

in

quadro?
signori ed

professori che l'accompagnavano) Morelli, quel'

giovane pensionato.

-- Che

inchino.

Haie fatto nu

penii rre a dinto

slato?

Vedendolo

disse.

gli

Ah, aggio capito; chiammamillo.

paurito.

bello

ferito

'Ossale

disse

Haie

Re;

il

Morelli

e mezzo imsempre impaurito, fece un

present timido

si

Morelli

quadro! Haie fatto nu bello quadro!

alla

fronte

capito';

(i)

Nun

disse:

gli

e poi altre cose

fa' a pittura con cierte

Sinch, conclude Morelli,

si

rise sulla

fisonomia del pittore mal riuscito,

detto,

bada

15

maggio, intorno

alla

Morelli fu preso, e volevano fucilare anche

quale

il

Villari, nella sua

ma

lui,

fucile che

il

tivo delle mani, pot essere in


scalfittura,

miracolosamente

la

Ho

tempo ad

intatta. Gli

Decorsa qualche

afferrare la

canna

e deviare

il

colpo.

ma

la vista rest

dettero molti colpi sulla testa, e lo lasciarono a terra semivivo

dove

io pi tardi, disceso

dalle

suo lavoro

altra settimana, pot tornare al

navi,

lo

cosi

era

movimento istinEbbe sulla fronte

trovai

gi

poi

convale-

detto pi sopra grazie a quale stratagemma pot essere liberato. Narra poi in proposito Sal-

vatore Di

altre

l'avevo-

te

ucciderlo

palpebra inferiore dell'occhio destro fu divisa in due,

lo portarono all'ospedale militare,

scente.

io

Commemorazione, narra:

doveva

vicino, che la punta della baionetta tocc la sua fronte; ed egli allora, con un

una leggiera

da

distratto pure

fu

(i) Era la ferita del

Re

il

mi avrebbe ripetuto

pitture: e fu fortuna, altrimenti, a ragione Palizzi

Giacomo

Di quel colpo

nel suo Domenico Morelli:


di

baionetta egli ancor serba

l'occhio

sotto

destro

acuti occhi abituati a vedere, ad osservare ancor che pieni di orrore,

menticato

la

scena che

li

conturb tanto. La descrive

spuntava disotto all'insanguinalo mucchio


d'una viva

mano

d'un

tal

Dufour

di

il

moribondi

cosi egli ud

dire

la

cicatrice;

Morelli ancor oggi, e d'una


e di

morti,

d'una

dai

soldati

se ancor la vedesse annaspar sullo sterrato e cercare d'esprimersi

ma

quelli'

non hanno neppure oggi

mano

che

di-

mano che
s'agitava,

egli parla ancora,

come

GL'ICONOCLASTI

nv.AJ'Jo/ioDrjo

Palizzi

avendo bisogno

riavvicinato subito

dopo

da dove venendo

Lo vedevo spesso

quello che dipingeva

aveva
e
i

il

mondo

suo

Napoli tutto

come

se

Morelli

gli

altri,

Cupa

un'arte

trattasse di

si

Nel mese

ne ritornava a novembre portando una gran quantit


suoi quadri di animali nel resto dell'anno.

non

a Chiaia. Egli

quasi nessuno degli

suoi amatori a parte.

Ma

diversa
di luglio

dalla

di analisi

vedeva

era un'arte modesta, di piccole proporzioni,

grandi
asinelli,

un

erba,

sassi,

interni

vi

era dentro tutto

Non

rilievo palpabile.

pittoreschi: trovava sul

effetti

ma

posto

affumicati,

suoi

rendeva

un

pensava, non

quadri,

vacche,

interessante

Cava,

componeva
che trovate

La sua

mondo

di

concepiva

vitelli,

tutto

Egli

loro.

andava

di studi, dai quali

che studio

curava

si

artisti

tecniche, per ottenere quella verit di superficie con una fattura ammirabile!

colore, di luce, di una verit, di

era

si

era parso volgare:

gli

nel suo studio al Vico

lui,

sua fuggevole prima gita a Firenze,

la

vedere quello che dipingevano

di

conforto

di

capre,

quello

che

ritraeva dal vero!

Noi due per eravamo agli antipodi: io sentivo che l'arte era di rappresentar
non viste, ma immaginate e vere ad un tempo. L'analisi che egli
faceva sulla propriet di un colore, sulle combinazioni di un bianco sull'altro, mi
educava ad osservare e comprenderne l'effetto e l'espressione. Ma l'applicazione,
oh! l'applicazione era per lui facile e comoda, per me era difficile! e poi, egli aveva

figure e cose,

visto poca pittura, e, senza

passava per
pure

di

la

distrarsi

dalla sua,

nessun ricordo

di

altro

artista

mente, quando dipingeva nel suo studio: egli non desiderava

andare

in cerca di altra

campagna

gli

nep-

Altrettanto avvenne poi per l'altro magnifico conterraneo


di

Palizzi, quel Michetti che

proseguirlo,
dido,
di

quando

si

come un succoso

quegli Abruzzi, che

doveva sotto un certo aspetto

enunci pittore spontaneamente splenfrutto,

come un

tenevano

in

bel selvaggio animale

serbo,

accumulata

da

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

68

sorgente

secoli, tanta

uscivano

Rossetti,

Per Morelli era


amavo

le

invece

Io,

ma

tutte

egli

poco prima

e,

prosegue

Michetti, Patini.

di

avevo visto troppe

diverse pitture, non solo,

Come

ritrovavo bellezze, e mi studiavo di ricordarle.

togliere dalla fantasia tutto quello che

mi aveva commosso

memoria? Come staccarmene? Pertanto,

nella

Palizzi

ai

tutt'altro.

in tutte

insieme

di genialit, dai quali

che

avevo raccolto

io sentivo di studiare

con un indirizzo

ma

migliore, senza incertezze, analizzando anch'io;

crudelt

la

spesso

dell'analisi

sconforta l'artista nei voli della fantasia; ed io lo sentivo, e non avevo pi

la

smania

far bozzetti.

di

sempre lieto della volutt


ai compagni le
ricerche
ch'egli faceva, descrivevo a quanti pi potevo la sua pittura e quello che mi studiavo
di fare anch'io. Ma pareva come se io, coi miei consigli, volessi fare abbandonare
agli altri la religione dei nostri padri; al punto che un giorno il fratello di Celentano
mi disse: Morelli, lasciate fare a mio fratello tranquillamente la sua carriera; voi,
con le vostre novit, turbate mezzo mondo! .
Contrariamente

carattere chiuso del Palizzi, quasi

al

comunicavo

del segreto, io era eccessivamente espansivo:

questa frase veramente tutto

In

ad onta

tutto

di

il

suo

affetto

Ma

Luigi non

solo

era

quale,

fantasia

della

di

Tasso lascia temere

il

pensar

risolverlo,

cosi;

come un

Morelli stesso lo ricorda, consideravano

il

sua intelligenza,

morte non avesse anzitempo spezzato, senza

problema.

il

la

vena

la

naturalmente vivace come

Bernardo,
se

povero Luigi,

di tutta

sarebbe forse riuscito ad inaridire

il

altri,

visionario

focoso, imaginoso apostolo dell'arte nuova. Pure, era dalla

il

doppia corrente
tuale,
tantisi

riforma tecnica

rivoluzione intellet-

di

rappresentata insieme da Palizzi e da Morelli, complea vicenda,

pittorica.

che

usciva

Verbo

il

per Napoli sola,

ma

Ricevendo

Ricordi, Francesco

anni di soggiorno in

Roma,

si

Di Bartolo,

ritir a vivere

in

il

valentissimo incisore,

patria, scriveva a

professore Moscarello

mi recava

il

quale,

dopo

molti

Catania, 22

maggio 1901.

Ricordi della scuola napoletana di pittura

Il

Vi ringrazio sentitamente per esservi ricordato

ttlia

Morelli

Carissimo Morelli,

tutta quanta

ben presto per

svegliato

restaurazione

della

(0.

l'Italia

(i)

di

ieri

di

me,

e per le tante

F. Palici.

memorie che mi avete

dopo tanto tempo trascorso.

Io venni in Napoli nel 1855, e tutta la storia cosi bene da voi descritta

dimora

cost.

Quel poco che

feci

in arte, lo

devo

a quella scuola

si

da voi

svolse nella lunga


ricordata,

diretta

PRIMO VIAGGIO IN EUROPA

Ma

molta pittura che aveva gi visto

la

Toscana non bastava


sarebbero

l'inizio

riusciti

Mostra,

ognuno per proprio conto W.


la

conoscenza

grande

della

dopo

pochi giorni

part,

sol-

diverso dal-

l'un

fratelli,

Gli

pittura

moderna; epper, senza neppur

internazionale antica e
alla

in

un nuovo grande periodo,

di

e tutti significanti

tardava d'arricchirsi con

nare

Roma

a Morelli. Egli sentiva che G' Iconoclasti

tanto a condizione di aver molti


l'altro,

69

ritor-

l'inaugurazione,

per un grande viaggio in Europa, in cui gli

compagno

fu

Tipaldi.

il

Egli fa

prima sosta

la

scrivendo

Genova, che ammira moltissimo,

moglie cose d'arte interessanti

alla

spiegare a Villari cosa fosse

di

pe^~otto

donne,

delle

sembra

Milano scrive

),

cercando

Poich

ama Torino

poco

italiano,

pittoresco zendado o

cos

moltissimo usato.

allora

poco

carattere

di

il

gli

da

Qui sono stato ricevuto benissimo dagli artisti Hayez mi ha regalato una
Induno un disegno. Un certo Bertini ha fatto premura di avermi allo studio,

poesia,

amato

dallo
la

Palizzi, ed ai consigli vostri,

che spesso

ci

venivano amorevolmente comunicati con

vostra calda parola d'apostolo, animandoci ad amare potentemente l'arte a costo di sacrifici.
risveglio di quell'epoca fortunosa gloria vostra e del Palizzi.

Il

Conservatemi

la vostra stima,

riconoscente credetemi sempre

(1)

Morelli

scrive Luigi Celentano

mento

dello scopo

gendo

gli spiriti nella visione di

vostro aff.mo amico

Francesco Di Bartolo

con Bernardo segnatamente, parlava con tale sgo-

comune, che quella bonomia

d'intenti soffocava ogni pettegolezzo,

lontane altezze

ricongiun-

(2) Questo, fra l'altro


...

Se

ti

dovessi parlare di questo paese e delle sue bellezze artistiche,

da credermi un matto,
so capire

come

ma

di

vederne

della marchesa Brignole,

credo fermamente
il

lo

quelli artisti che

quante mi sembra

correre tutto

io

le

io,

sono passati per Genova,

di

farei

un

tale effetto

non abbiano veduto tante

che sono fuori di me. Di a Sagliano che ho veduto

innamorata

donne

ti

sono divenuto davvero... Sembra un sogno, un vero sogno.

di

Non

bellezze

il

ritratto

Van Dyck, che ho veduto dove s'innamorarono, che


una bellezza che lo farebbe
un amore ed una poesia. Dio che bellezza!

qui molto diverse dalle nostre e di

giorno. L'architettura semibarocca

Mi pare un sogno, non credo ancora vero che

esistano

queste

cose.

Salutami

tutti gli

amici

uno per uno.

Di

Sagliano che Genova mi ha fatto fare dei progetti di quadri di un colore che non ho

mai pensato

di

un'espressione amorosa che spero far grande impressione. Sono persuaso dopo

veduti questi quadri che noi possiamo

far bene...

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

JO
e

so dire che un artista pi forte di

ti

mi conoscevano

gi da quelle cose che

Hayez ed pi giovane
mandai a Milano. Dillo

Nacciarone, acciocch lo dicano agli amici


piacere. Farai saper loro che qui

stima

che

Ho una smania

passata.

Non

piacer,

tavolozza!

la

E va

Ma

invasato dall'idea

vedere

moderna

buona,

si

Germania, osserva
regna anche

proseguendo

nel viaggio

L'impressione che mi ha

allora

sione di me, che mi venivano

Dunque

Monaco

che per fare

molte cose che

in quel

paese, e

la

la

modo

quel

non

giorni amarissimi, e notti che

buon gusto che

che lieto:

Monaco

stata tale,

scrive
mi

che

ha

alla

moglie (abitava

avvilito,

posso descrivere. Poi, mi prese

ti

ma

benissimo,

menano

vi

ho passato

compas-

tale

ci

vorrebbero

gli artisti, la

mi pare

sapientissima, e

vorrebbe uno studio ch'io non posso pi

ci

della

mi ha sconfortato, perch

pittura

che

il

lacrime, cos senza potermi dar conto del perch.

le

io potrei fare

vita

Firenze

la

pittore, pi desolato

fatto la pittura a

Pontecorvo, 60)

Salita

alla

(0.

prossimo inspiratore del Museo Arti-

il

ma come

stico Industriale;

Dio

decorativa e negli oggetti dell'uso,

nell'arte

quasi preannunziando

chiama

la

cosa rara allora

ma

ancora;

Al mio ritorno, se

fatto.

grandi gallerie straniere;

delle

l'ammira,
-

mia maniera

la

frenarmi

luoghi dei Promessi Sposi

Monaco,

debbo

non voglio veder nulla di quello che ho


faremo cose nuovissime .

giunto

s,

la pittura

voglio trovar nulla che mi ricordi

prender

di

sopratutto

Io prego te e Sagliano e Nacciarone di pulirmi bene lo studio e bruciare tutte

vi

ricordo con grandissimo

io

lavora benissimo e

si

Alcuni

Sagliano

pari della pittura antica.

al

carte disegnate e dipinte.

le

artisti,

me.

di

Vi sono,

fare.

mezzi che

vi

sono

quale nel nostro bestiale paese

impossibile (2).

(1) Si

reca pure a visitare la Certosa di Pavia, e fa un'osservazione acuta:

monumento
a

Ti so dire che

pi ricco di quello credo non vi possa essere; tale l'abbondanza che, specialmente

me, napoletano, pare quasi superflua


Bellissima

la

sua descrizione del passaggio del San Bernardo e della traversata in

mezzo

alla

neve.

Nel castello

di

Chillon

Friburgo, entra nel

Haydn

l'organo famoso.

si commuove al pensiero dell'adorato Byron.


Duomo, di cui ammira l'architettura, per udirvi Le se/Ir parole di
E da Friburgo, il io luglio, manda le violette che incominciano a

spuntare sul San Bernardo appena

che ho colto nello stesso sito


(2)

A Monaco

il

suo

venendo da un vecchio,
pittorico di

quanto

l'arte

il

Godo che

neve

si

maestro

Guerra

quale

mostrava

e allontanata di dieci

si

gli

scriveva

di

questa

in essa assai pi

sua non avesse fatto trasparire,

aveva mostrato larghezza insolita

la

palmi, e

il

fiore della

memoria,

ma

lettera,

veramente interessante

preoccupato del nuovo movimento

che

gi,

approvando

Gl'Iconoclasti,

vedute:

Mio eoro Morelli,


siate

rimasto contento del signor Servi, e pi che abbiate potuto osservare con esso

l'opera della Cena alle Grazie,

onde valutare con

vostri occhi,

non

le anfibologie,

ma

le

men-

IN

Dresda non pu vedere

ma

dinando;

meno

gli

modo

sono venuto

Infine, io

non

stava

si

sembrano

gli

e scrive

rior-

fortissimi e

giovane sposa

alla

il

prurito di prendere

non

lapis, e

il

lo

Con

spaventarmi ed a compiangermi.

per

fo'

paura.

questo, capisco che

se ne ricava nulla, e che bisogna fare .

sposa vedeva,
tanto sospiro

innamorato

dell'uomo

chiaroscuri

mal

naturalmente,
e

che

dopo

volontieri lontano,

recente e breve unione

si

giovane

la

influivano pure

- -

dacie sfacciate che spacciano alcuni giornali o per ignoranza, o mossi da passione, o perch
agire dai

come

d'oro

fili

zione di causa, perch

che

alcune pitture moderne, che hanno una certa analogia col mio

mi viene

di pensare,

Monaco;

71

Galleria, che

la

moderni

artisti

che

imitatori

Quando vedo

GERMANIA

ci

burattini. Intanto al vostro ritorno

io

voleva imbeccarci

possiamo

1846, e voi l'avete veduta ora, dopo

l'ho vista nel

il

famoso miracolo

bilancia. (Le polemiche sullo stalo di conservatone della

la

fatti

con cogni-

discorrerne

Cena

tigli

opportuni rinirdii non erano allora inni vivaci d'adesso).

Voi

artisti:

Monaco,

siete ora in

questo

certamente allegrato dal vedere

cammino

classico, fanno pi

di

Non so
modo

mia

se questa

buoni principii, o presto o tardi

ad encausto,

fresco,

una vernice

di

di lotta nelle arti

vince, e la verit trionfa.

la

e sulla

importantissimi

degli

pubblicato

si

Manuali

in

conservazione de' quadri antichi, non che sopra

di vetro liquido, eccellentissima per coprire le pitture di

sulla

un

servizi;

pittura

ultimo

ogni genere esposte

prender conoscenza di quest'ultima cosa, e se trovasi vendibile una tale

vernice

trovato

intemperie. Ancorch questa mia non v'incontrasse ancora in Monaco, cercate in qualunque
di

egli

genere

il

tempo e se voi non abbiate ancora lasciata la Baviera; ad


A Monaco la chimica in migliore stato di ogni altra

vi arrivi a

desidero che voi raccogliate quello che

io

arti

le

arti

le

dir quello che desidero.

vi

parte dell'Europa, ed essendosi associata alle arti nostre, ha reso

quindi

momento

quelle del Romanticismo; in questo

e nella letteratura, chi pi sta saldo ne'

ogni

quale pregio sono

in

secolo d'oro della Baviera! ed avrete osservato che, seguendo

il

alle

modo

acquistatene

un saggio per mio conto.


In tutte

parti

le

che passerete, informatevi

prendete nota delle opere ultime stampate intorno

prendete conto delle novit artistiche, nonch


questo

e sar

all'arte;

il

regalo che vi chiedo

al vostro ritorno.

Era inutile che mi ricordavate

mia

vostre cose, esse

non
M. Nostro Signore, ma come

acquisti di S.

temo che

io

le

vita in Napoli, e la propria storia

ogni

modo

il

si

la

si

collegano ad un gran pezzo di tempo della

dimentica.

somma

Il

vostro quadro segnato

assegnata per

medesimi

prezzo potrebbe esser minore del vostro desiderio che a voce mi

niente finora deciso ed io non mancher, ove posso, di procurare

tra

molto

primi

ristretta,

accennaste;

ad

vostro meglio.

il

Intanto ditemi qualche cosa in proposito, poich vi terr a giorno di quello che accader.

Divertitevi e istruitevi in cosi bello viaggio, e dove posso esservi utile adoperatemi per mostrarvi

che sono sempre

il

vostro afr.mo amico

P-S.

Vi

conoscerete che

Le

altre

la

prima medaglia d'oro stata vostra

Napoli, 2 agosto 1855

al

conte

GuERKA

di

le

Span

me

Maldarelli,

piccole medaglie d'oro

Siracusa, fratello del

lissime opere di scultura

ne rallegro.

medaglie d'oro furono per

Sorgente e Fiocca, architettura


schini

C.

scrivo da letto ove mi trattiene una indisposizione catarrale da due giorni. Gi

Re,

pei

pilliti a

stori,

paesisti

una stragrande medaglia

a;

Sorbillo, scultura

Nicola Palizzi
d'oro pei

le

France-

sue pregievo-

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

72

sull'umore

una non buona


scosto,

di

veduto, e
Poi,

contro

E sempre

dell'artista.

lettera,

non

tante cose che

meriti di sapere .

di

esce dal cuore un:

gli

lui,

buone creature

altre

le

Rachele,

di

non gl'impedisce

di

ra^a

l'indole sospettosa della

Accidenti ai napoletani

vecchia madre, che raccomanda

la

la

la

Ci

bella

indisporre la giovane sposa

chi potesse

vivamente, e con essa

sima.

entrare in casa di na-

di

pensando

ambiente,

di

arrivare di sera, di poter vedere Lei senza essere

Mai dimentica per

veri!

da Dresda, lagnandosi

figura

si

Lucia, pure bellis-

figlia

lei

primo

del suo

Ma

pagliettesca.

contro

poc'oltre

protestare

qualche buona

fiduciosa gli rischiara alfine anche l'orizzonte artistico.

lettera

E, se a Berlino gli affreschi del Kaulbach lo lasciano freddo

la

lingua

quanto

a ragione

non

tedesca,

forma

Ricordi, in

moderni

antichi e

fra

Olanda,
(-

La Ronda

infiamma, lo inorgoglisce

lo

poi

il

Cristo

deposto e

Giovanna

nella

hi

il

pa~a

Cristo
(2 )

del

di

poeta

Ma
(i)

da filosofo

non

gli

In Olanda, lo colpisce

la

nitidissima, o
al

una descrizione

in

le

questo mi dimezza

grandissimo
(2)

la bella

soltanto,
egli

solleva,

si

Rembrandt

di

egli

artista

dipingere

che

d'Egmont

ma

amava

vede
co-

ei

da uomo,
di

un
da

dipingerei.

cure della maternit facessero

poesia che escono dalla nettezza, condotta a divenire

imaginare; mi

sembrata un

usi

un

libro di elegante edizione.

dono

gli

a Bruxelles

Colite

bucato. Le donne non son belle, e mi meraviglio che vi

grazia senza questo preziosissimo

dopo

Gallait

come

Cio,

grazia, la

dir tanti anni

notte

deriso?;

artista

piaceva che

un'armonia che noi non siamo

quei

non doveva

nosceva gi per una riproduzione del

quadro dipinto, non da

leggere

di

Fiandra lo spirito

in

come

non sapendo

neppur

riesca

gli

pensieri espressi in quella


nei

se gli pare che

Fin

dipinto

la

sopra

una

campagna pare

sia

carta
stata

possa regnare tanto studio e tanta

natura. Chiese ve n'ha poche e non piacevoli affatto,

della

impressione, perch io

amo

assai

le

chiese

ne ho un bisogno

Interessantissimi sullo stesso soggetto

quadri dipinti a

Roma

a molti anni di distanza dagli

spagnuoli Valles e Pradilla.


(3) Col Gallait

si

strinse in calda amicizia

nello studio di Morelli.

tanto che

il

pittore belga

venne poi

Napoli

e lavor

MORALE

donna innamorata una madre soltanto;

della

bambina, per

della propria

che

che questo

prego

ti

di

vivo

e fiducioso,

reca

dopo che

sente

si

non

pittura
non ho

Io

fatto nulla

le

libri d'arte

stampe

e le

vede,

le

pare

che

Tanto che:
tal

schicchera sulla carta

si

viaggio

il

l'album lo porto

quale, bianco senza


di

tempo;

l'altra,

non voglio trovar

brucia bozzetti, disegni, tutto,

poi, sola,

...tu

bene! che

alla

bellissime, e all'ap-

prima, una mancanza assoluta

impressioni vanno via quando

E, morale di tutto

dice
la

si

una impressione che

possa dir tutto

si

di scrivere

non l'uomo, che

l'artista,

pi

Square,) ove

essere poeta , e gli

di

nessun segno. Per due ragioni:


che

ha fatto desiderare
la

donne

che da Westminster riceve

l'artista

degno dell'amore

(Leicester

faccie d'angeli,

altere .

non ha riguardo

a Parigi CO,

parenza severe,

puro,

da Londra

che

moglie che vede

con

quale pure aveva un'adorazione

le madri napoletane
non lo credo affatto
credo anzi che ci senta un po'
non entrare anche tu nella categoria della comune brava

io

Egli intanto e

gli

geloso

m'abbia messo un poco da parte. Credono

tu

sia naturale

d'animalesco, e

gente

la

egli era

espandeva nelle pi squisite tenerezze; e scriveva:

si

Mi pare che

73

altro, intendi

Ma
con

ritornato

Ricordi

allora, ebbi

vendo

la

mente

dice nei
una voglia di dipingere subito
non feci nulla. Andai dal Palizzi; e, da
ricerche e di lavoro non interrotta, pur moIl Palizzi perfezionava sempre la sua tecnica:

stanca, e con

e di rigenerarmi, sul principio

con

una comunanza

lui

una

egli per

via, io

di

per un'altra.

l'ultima vaccherella era pi bella delle altre dipinte prima,

li

comprendeva!

l'erba,

peli

perficie,

le

persino

nel

e che grazia di

degli

dipingere

la

una

gli

(1)

Furono

Palizzi

Parigi

si

un

tinta, di

strinse specialmente col

quelli

modo

di

a farseli

da

Vasto ed a Lanciano voleva dipingere

evidente,

animali; quasi

pennelli per dipingere

rendere evidente qualunque su-

letame! Ogni volta che


rilievo ottenuto

Germe

mancano

e col

se,
i

io,

esaltato alla vista

maestrevolmente,

esclamavo:

certe qualit, vedrai, vedrai!...

Meissonier.

pennelli adottati poi da Tranquillo

aveva incominciato

tutto era pi

alla vita di quegli

alberelli, la paglia secca; trovava la nota pittorica

stalla col

bellissimo! egli rispondeva: eh no,

(2)

parte

movimenti! faceva da s

animali (2): trovava

pietre, l'acqua,

della gran verit di

prendesse

pareva ch'egli

pi espressivo;

Cremona

nella sua seconda maniera.

ancora fanciullo, coi peli del gatto

di

casa,

quando

pupazzetti del Presepe plasmati dai suoi fratelli.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

74

E, dopo di aver guardato, ammirato, dopo d'essermi immedesimato in tutta quella


pittura, ritornando

mondo.

altro

mio studio

nel

mi sentivo

io

come

solo, solo e smarrito,

in

un

ad occhi chiusi poteva vedere campagne, animali, contadini,

Palizzi

che aveva guardati se non dipinti io non avevo visto nulla di ci che volevo dipingere, dovevo imaginare, vedere con la fantasia, creare il mio mondo sconfinato
;

di

studiati e

Che

mentre

tempi lontani

luoghi, che

di

non

mancava

gli

mancava

gli

Napoli l'ambiente

stessa

la

intel-

forma?

Un'altra cosa, dice, di cui non potevo aver esempio, ne sapevo cercare da me,
l'eleganza

manca

una

di

genere,

In

plebea.

figura,

nobilt della forma: io odiavo qualunque forma

la

scuola antica e moderna,

nostra

nella

grandemente geniale,

quella eleganza di disegno, che abbonda nelle antiche scuole toscana, umbra,

lombarda, ecc. Tra

moderni, mi trovavo

quella

maestri, e

nostri

tono

di

mentre

fare,

lettuale?

era

donne, di vesti,
neanche veduti .

diversi, di uomini, di

tipi

avevo mai

del

Palizzi,

che

tra

due

pitture, quella

mirava solo a

far

convenzionale dei

bene colore, forma

Che

dunque?

fare

che Morelli

nel

sia

Bisogner

Partire; partire ancora, sempre.

pieno possesso, nel pieno sviluppo della

propria personalit intellettuale e pittorica, per saper astrarre


dall'ambiente, trovare in s stesso tutto

imagini,

sera,

in

vero

il

quel suo studio di via della Pace, che divenne dav-

tempio

una religione nuova. Per ora

di

fecondare

di

la

egli

ha ancora

germi che

propria innata virt coi

accolgano intorno dalle creazioni

si

d'idee, di

mattina

chiudersi per ci, durante trentanni, da

bisogno
gli

mondo

forme che doveva rendere magistralmente nel-

di

l'arte,

il

dalle

altrui,

lunghe

gloriose tradizioni, dalla vista di cose e di esseri suscitatori

porta seco

in

Epper,

riparte;

egli

chi

si

Bernardo Celentano.

Accordandomi

Roma
pi

conflagrazione.

estetica

di

alla

volont

mio padre
scrive questi all'amico Cipolla in
Roma, secondo fu stabilito fra noi, per goderti
cotesta superba citt; ma dovendo Morelli recarsi
di

avrei tirato direttamente a

davvicino

per lavorare in

Firenze per eseguire alcuni quadretti

di

commissione,

profitto della bella

oppor-

compagnia per vedere anch'io Firenze, partendo direttamente


Abbiamo stabilito d'andare per mare a Livorno... .

tunit e dell'ottima sua

con

lui

Era

da qui.

la

fine

del

a Civitavecchia,

smania diggi,

maggio 1856. Ma Morelli

che,
e

il

sempre diviso
giugno scrive

fra
alla

appena giunto
due

suoi

moglie

amori,

NUOVO A FIRENZE

DI

immaginate sempre

Io vivo fra voi,

credo,

Si, io ci

credo perch

ci

lo sento, e

di

75

avermi vicino, che

ridano

Firenze abita con Celentano presso

trova Pasquale

Queste campane mi commuovono

...

ha qualche cosa

come

quello

di

santo e

Guido

di

di

Ora

qui

le

e di Dante. Vorrei esser poeta

foriera da basso

la

L\'

guardi,

l'

Ora

belo

davvero di

fatto in paradiso!

meraviglia;

tira

di

amando sempre,

La

di letizia.

festa in Italia

le

un carattere proprio

donne

parate con

tutte

fiorentino...

allegramente, e io continuo a scriverti, e imagino da

piazze, le vie, le chiese e

intera.

col

mi empiono

ri-

magnifico nello stesso tempo, e spira un amore gentile

grandi paglie fanno una gala

le

24 giugno

il

relazione

in

pittore Mignatv, nel cui studio lavora; lavora,

pi che mai, e scrive

in ispirito.

M. Novella,

S.

entra

per Villari

Villari,

sono

io lo

bipedi col grugno!

il

cost

divino campanile

dicevano

Come sentono

di

Giotto, che

foresi stanotte

vale l'Europa

La guardi

in su, a

bellezza vera questi toscani!

la

una

tutto italiano, proprio italiano...

tutto silenzio, e solo la fortezza tira

suoi

colpi

allegri di

quando

in

quando...

Forse sentirai

un

di

concorso che vorrei fare a Venezia per un

fessore di pittura in quell'accademia.

non

lavoro

Il

non

sarebbe lungo,

posto

di

ma temo

pro-

che

arrivi in tempo...

da capo

le

campane! un capo d'opera per Dio sono queste campane

per quella del Bargello

nel luglio

Mi

ritorna

te,

pensavo

accidenti

fuori

mente quando altra volta, riontano


non staccarmene mai
ma pure il
desiderio di far meglio stato pi forte del mio proponimento e del mio dolore. E se, finito il mio lavoro,
da

io

di

torno nelle tue braccia migliore,

partito, sar

Erano

vano

una gran consolazione

allora in

di
la

quello che sono


nostra

Firenze, e

trova-

si

coi nostri amici, oltre all'Ussi

che lavorava

al

suo Duca d'Atene, pel


Domenico

Morelli.

quale Morelli pos nella figura del Cerrettieri

Visdomini

un'Orgia
fratello

un

del

Altamura,

succo

di

Roma,

quale aveva allora esposto

il

di

Bernardo scriveva

cui

che aveva pi apparenza che fondo

siciliano,

metteva;

il

che mantenne poi


Ciseri,

il

cui

Cristo

meno

di

oggi

al

Rapisardi,

quanto allora pro-

alla

Galleria Nazio-

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

76

W,

naie; l'Abbate

che sentiva

Tivoli,

il

men

Nicola Palizzi; La Volpe, non

di

come cuoco

che

fra

centi anzitutto Sabatelli; fra

Dupr

scultura

nella

paesista

morti re-

vivi odierni

Malatesta

andava

pittura storica. Si

modo

al

come

pregiato

ammirava

napoletana. Si

alla

paese

il

nella

Pagliano, ove

al

cantavano Naudin, Giuglini,

Parepa; e

la

leggeva specialmente L'Assedio

si

Ma

renze.

il

Guerrazzi non aveva potere

turbare con

di

di Fi-

febbri del suo

le

stile

fan-

governate dalla logica come quelle

tasie

Morelli

del

del Vili ari.

quali

attin-

Nicola Palizzi.

gevano
primi secoli della storia
cosi

Firenze,

in

il

colore

inspirazione

che

Firenze,

di

magistralmente annotare

per sempre dietro

ed

coltura

doveva

Villari

il

quei

descrivere. Morelli sospirava

ed ecco che, pur fermata stanza

decide in quello stesso luglio, col Villari,

ei

breve gita a Venezia.

E da
da

Venezia, ove dopo una breve sosta a Verona

Quando vedo

per

un'isola

lui

nell'atto

piace

L'Abbate,

il

piede

modo come

il

acconciano

(i)

porre

di

capelli,

il

quale

ferito

L'Abbate

battaglia

alla
e

il

del

Tivoli fra gli

le

nella

si

Volturno,

fece nel
e

vi

come

internista

perdette

un occhio.
la

far

vedere

le

1905, fu una rivelazione anche

per gli

che pi lo conoscevano, schivo, com'egli

era, dal

opere sue.

donna

1860 garibaldino,

la

febbraio

la

Vede,

un mese dopo

nel

furono nell'intimit di quel Cri-

cui Mostra, aperta per pochi giorni in Firenze,

artisti fiorentini

gondola,

E Venezia

si

stiano Banti, che appunto allora risenti l'influenza di Morelli, e

sua morte,

barca;

veneziane

doveva distinguersi

altri,

in

che veramente

nell'Esposizione Napoletana del i8<,9,


fu

incantata di musica e di colore

donna

da Venezia scrive

sono un altr'uomo

colori

sente, descrive alla moglie, la

gli

ammiratissima ed amatissima

lui

la

Vincenzo Abbati-.

MATTINATA FIORENTINA

odierni
iella

no, ove
iuglini,

i;

la

ia

io!
li

donna

lo

Venezia

colo;

gondola

in

irca;

Avinmaon atahittam

seri

>nna

una cosa

MATTINATA FIORENTINA

non somiglia

sole

JJ

alla

come
corpo

sul

sempre quel

come

oggi,

abbandonati,

luoghi

dei

terribili

come una

sull'anima

delle

con l'impressione

pari passo

primo quadro

far, spero, per

Io

Ho

mortale

fatalit

Mattinala.

alla

ma

da Venezia

E da

Firenze:

Mattinati!. Questo soggetto,


mi pare acconcio per ritrarre bene

Vonwiller una

ideale nei personaggi e storico nella situazione,


carattere fiorentino.

caldo, quel

quei Freschi che condurr poi di

di

insieme

Firenze

insoppor-

rovine, che in-

neppure un acquerello, solo pochi segni;

parte

coiffure

(0.

allora

combono

il

Venezia, a Torcello dal caldo e dal sole

tabili

LA

bellissima, tanto pi che

frane aisc

FRESCHI

trovato documenti

infiniti e

Con

costumi bellissimi.

questo

amavano, gioivano, cantavano, combattevano


ed erano grandi in tutto. Vorrei spiegare come la seriet madre della freddezza,
e la freddezza causa di molte brutte cose. Quegli italiani, oggi quasi adorati,
che fecero la grandezza della patria, sapevano pure fare le mattinate.
Che ne pensi di questo soggetto ? Mi consiglieresti a farlo ove io non l'avessi
quadro

io

vorrei dire che

ancora scelto

nostri padri

Firenze mi sembra un gran bel volume italiano

pi oltre,
mi

Spero

dirai

io novembre:

il

impressione che

la

troppo nera, perch era

prima,

la

ma

ti

ha

fatto la fotografia del

supponendovi

il

mio quadro. E
badando

colore, e neppure,

solo all'idea, tu cosa hai pensato di quello che ho creduto di rappresentare? Gi,

ti

non ho avuto l'intenzione di rappresentare altro che un quadro,


soggetto non avrebbe scopo forte. Solo si potrebbe mettere innanzi agli

potrei dire che

perch
occhi

il

il

modo come

divertivano gli antichi, proprio in quei tempi di energia, che

si

modo la vita. Non era un fatto particolare; quindi, non


ho voluto annettere importanza all'amore, che altrimenti avrei dovuto fare in altro
modo. Capisco che forse avrebbe interessato di pi, ma ci voleva ben altro tempo
si

sentiva, pare, in altro

per digerire

il

pensiero

(2).

Quest'ultima frase

spiega acutamente

ci

come

quel quadro

aneddotico, quel quadro d'ambiente, poco abbia aggiunto,


(1)

al

In altre lettere:

Ti assicuro che qui mi

della pittura.

Quasi

direi

si

che

fanno
i

capelli bianchi nell'osservare tanta

magniiicenza

nell'arte

veneziani mi hanno fatto male: sono pi scorato di prima,

tale

profusione di bellezze mi annienta.

Ora

(2)
alla

si

aperta l'esposizione

d'allora

anche

il

moderna:

me

giovane sposa, scrivevate che con quell'opera

stato pi

atto ad amarti,

anche questo

pare inferiore a quella di Napoli .

grande bozzetto Otello che


si

soffoca

era

Desdemona, e nel mandarne


elevato in un'altra sfera

ha saputo cio meglio amare. Niente vale a spiegarmi,

la fotografia
il

ma

mio cuore
tu capirai

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

78

dell'altro

pari

Freschi,

sui

gner che giunga pi tardi

pittore de Gl'Iconoclasti. Biso-

pittore del Machiavelli, Federico

il

renderci terribilmente nel

per

Faruffini,

al

Giovent di Lorenzo

il

Ma

inteso di rappresentare con la Mattinata.

ad

Morelli l'ultimo

Speravo di
guadagnare di pi in Firenze; anzi, facendo
non ho avuto altro che il desiderio di rivederti: questo pure

vero?

della sua

opera immediata,
ei

mi pare che

non

qualche cosa,

conflagrava ed

cosi

fine

venirne uno psicologo assolutamente


Tu credi
meno il bisogno

alla

perfezione

elevava tutte

le

ne usciva sempre migliore, sempre

sempre pi forte

pi fine e

cosi

moderno

forte,

da di-

non so per quali pensieri, che io lontano senta


Ma io mi sono convinto che le tue parole s'intuoi rimproveri mi
per verso come vanno capite, ed allora

egli scriveva

mi

tuo e

tendono per filo e


fanno un gran piacere

Ti

conti,

amoroso nuoceva

l'eccitamento

sue facolt spirituali, ed

perch

moglie

alla

Se per

Morelli aveva

il

ancora

sull'opera propria, e scrive

illudersi

suo bozzetto sulla

Magnifico CO quel che

raffreddi.

insieme, l'uomo e l'artista concludono:


dir pure, che per quello che fo, Firenze,

sono

vi

artisti

buoni,

bisognerebbe star forse

Roma,

mani del Signore

sta nelle

ma non

si,

o a Parigi;

preposto

pietoso ufficio,

in
di

mi giova
e

ma

fino ad

un certo punto,

volendo andare innanzi

assai,

per ora ho a far molto, l'avvenire

Sicch nel gennaio del


egli

grandi;

Firenze
cui

1857 eccolo a Roma.


dai

Ma

prima,

compagni ad un nobile e

rende conto

in

questa lettera

don

Peppino Tipaldi:

Firenze, 22

novembre

1856.

Carissimo Compare,

Ho un pochino il tempo libero per troppo freddo, che in Napoli non si saprebbe
neanche immaginare.
Or dunque rispondo alle vostre inchieste, lasciando alla discretezza vostra di dire
quello che credete; l'altro resta fra noi. E a proposito di una cosa che mi dite, ho

(1) Galleria

Nazionale d'Arte moderna

FRESCHI VENEZIANI

Ha

ordii l'ultimo

non

tutte

\y.i-

i:vf/M7 ih y^-\v

le

ALLA MEMORIA

DELAROCHE

DI

Mi domandaste

l'agio di farvi conoscere gli artisti di Firenze.

morte

di

Delaroche; sappiate che qui

Santa Croce. Io ne sono stato

deve dire

di

il

gli artisti gli

promotore,

comune accordo, niente

ma non

altro. Si

la

in

voglio che

come

se

le

sappia, perch

si

nostre spese e

fa

avevo saputo

preparano un gran funerale

Sulla base dell'urna, verranno quattro statue, rappresentanti


l'arte,

79

vi

lavoreremo

si

tutti.

epoche diverse delromana, ecc.,

egli le dipinse ntWhcmicvcle, cio la cristiana, la greca, la

nei laterali, Yhmicycle dipinto a chiaro scuro;

sull'urna,

corona d'alloro. Questo, sebbene pensato da un

un

nero

guanciale

artista napolitano, quelli di

non sono capaci neanche d'intenderlo. Ecco, caro compare, come

la

Napoli

sente l'arte qui

si

come rispondono.

ma non

dite nulla,

mezzo, capite, se no sparisce

una parte

L'iscrizione sar di Villari,

messo

in

perch nessun
della

nome deve

bella azione.

Ecco

esser
l'idea

dell'iscrizione, la quale sar collocata alla parete della porta; all'altra parte la

daglia col ritratto, sul formato

me-

una tavolozza:

di

memoria immortale

Alla

di

Paolo Delaroche
Gli

Firenze

in

artisti

Per ammirazione

al

grande ingegno

E per la fratellanza nell'arte


Vengono a rendere
Gli onori funebri.

Che ne

dite? Si stima in Firenze l'arte?

rendono questi onori non italiano.


Vedete, caro compare, che qui,

notate che l'individuo al

Quella specie

di

non

se

si

arriva a far bene,

risentimento che qui

ed

almeno

in

altre

Morelli manifesta per l'ambiente napoletano, spiega

non

stituirne la

fossero

s'

gli

altri,

doveva

pittura storica

di

ci

era

stato

il

disse poi nei Ricordi

Non mi mostrava

nuvole

lo

quasi mai studi di

faceva solo per vincere

vazione mirabile

ha

la

lettere

come

il

giovani

di valore,

allontanati.

A Roma

{l

quale stava preparando

quadro

la

la

de

Gl'Iconoclasti.

tecnica di Palizzi,

Roma mi

Mo-

montagna o boschi

lontani: qualche studio

difficolt delle trasparenze,

(i) Egli dipinse allora a

se ne

riuscire per la pittura di paese ci che per

Descrivendo cos mirabilmente


relli

meno,

quale pi, quale

ad esempio, egli ritrova Vertunni,

la

si

indusse mai a lasciarlo, perch chiamato a co-

grandezza

tutti,

l'opera che

si

..............

coscienza artistica

se egli

quale

ritratto dilla

principessa Schouwaloll.

con una osser-

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

SO
In

non

parole, Palizzi

altre

occorreva ad ambientare

paese pel paese,

il

memorabile,

fatto

Il

da

all'amico ritornato

che

questa

in

Ti scrivo due righe

grandissima

in

sentirmi stringere

il

fretta.

prima volta davanti

la

Roma,

mano

la

La Tia

io aprile 1857.

Ora per

dagli artisti in

per rendermi degno della loro stima.

con piacere.

inutile che

io

della

parli

vi

ascoltare

(2).

mia

Ho

di

piacere

il

di

con

congratulartene

lui

sono; quindi non credo poter per ora dire a

Spero solo in quel che sento

Non

nell'arena.

di

questa

una prova del gran bene che mi ha


stesso e gli

prodotto

il

altri;

di

Nicola Palizzi; mi

me

(1) Certo,

ma

un paesaggio

affatto

dappi

di

una bravata che

come bravo

fatto

e queste cose io

vi

Roma

farai

che

dirai

gli

gli fo, anzi

modo

giudicare

di

lui.

allora

una testimo-

esecutore, ed in pari

pel

fo

quel che

stesso che io sia da tanto che

tempo
e

l'arte,

dopo l'impressione che ha

dico anche

mio quadro.

Castelli

No, amici,

davvero qualche

poter divenire; allora glielo dir io stesso,

nianza della stima che ho del suo valore

me

superbire.
a far

per parte mia,

non mi tengo

questi congratulamenti di vero cuore. Io

scenderemo

quadro

esser nominata.

avuto piacere che mi hai parlato del bel quadro

dunque

il

comprendete. Solo

gioia, voi la

le lodi mi abbiano a far


non faranno che aggiunger nuovo sprone ed incitamento

opera che meriti

mio potere

di studiare a tutto

voglio dirvi non abbiate a temere che


esse

con-

loro

pubblico par che abbia accettato

Il

mi

impressione

quanta

Roma, ed

prima volta sento veramente l'obbligo

la

Tolomei sta all'esposizione

de'

dirvi quale

gratulamenti. Mi par di vivere una nuova vita

diretta

lettera,

Popolo. Morelli mio, amici miei, non so

faccia

soggetto

stesso

Maremma entrambi

Caro Morelli,

al

italiana

in s stesso,

quello

trova per

si

publica consacrazione

alla

pittura

Napoli, con l'adorabile ingenuit del-

cosciente,

l'artista

descritto

animali

tradizione, la leggenda (0.

la

inspirato

Dante

di

nuova

alla

dietro cui Morelli aveva sospirato in

memori

umane ed

come ambiente

la storia,

quanto

del paese che

ligure

dare

di

paese

il

con

nei suoi rapporti

sue

le

toccava a Vertunni l'onore

Java

sarebbe
il

ingiusto

il

dimenticare

che Vertunni

era

tuo

Il

stato in

Achille

Roma

preceduto

dal

paesaggio del Castelli, pur con tecnica spesso forte e sempre attraente, fu ancora

di

imaginazione che

composizione
al

anche spiritualmente

vero.

e di

fantasia, di

una

inspirazione

poetica

che attingeva pi alla

quella pittura ebbe eco ed esercit vasta influenza,

la singolarit

quasi riflettesse

dell'uomo, spiritista convinto e impenitente sino alla estrema

vecchiaia.
(2)

La

'Pia fu poi insieme ad

del 1859, che fu l'ultima di

una Campagna 'Romana esposta

nome

di

fatto Borbonica.

Napoli a quella Pubblica Mostra

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

82

A Roma

due amici erano rimasti insieme anche per una

terribile sventura.

breve tempo,

In

due primi bimbi

erano morti

relli

egli era fuggito

con

rato

di

di

Mo-

difterite,

ed

da Napoli dispe-

giovane sposa. Nella

la

piccola casa a Sant'Andrea delle

ove

Fratte,

portavano

riparato,

sorriso dell'amicizia

il

insieme

e dell'arte

ed

aveva

egli

sua

quella

Vertunni

Agnese

dolce

daini appena sposata

(2)
,

da

lui

poi troppo presto perduta, e che

Morelli allora ritrasse nella stessa


tela
.

h Hill

'

con

lui

Celentano,

'ertunni.

Netti, di cui
le

espansioni, e quel

aneddoto

che

lo

segui

guiti in

che

al

riferisce

si

Gaeta,

di

ai

bozzetti pel

da Morelli ese-

quel torno.

dedicata

chiesa,

voto

veniva per

al

eretta

Santo poverello,
dal

Borbone,

come

Morelli stesso

ci

volesse farne

cosa propria anche

dir pi oltre

Re

il

artisti-

camente. Pei grandi quadri che dovevano


decorarla,

spintovi

giorno

fu
dal

indetto

suo

stabilito,

costruzione,

(i) 23

pi tardi

Di Criscito appunto questo

dal

San Francesco

il

oltre

Artistico Industriale.

E tengo

La

leggeremo pi

Di Criscito, che Morelli tenne

gentile

sempre meritamente carissimo,

Museo

Cipolla,

febbraio

ma
1857.

un concorso,

l'architetto di

esposti

Di

Criscito.

Morelli vi partecip,

amico Angelini. Tutti


vennero

P.

bozzetti,

nella chiesa,

giunto

ancora

in

Casa Reale, D'Angelo, proteg-

UN ANEDDOTO

geva

FERDINANDO

messo

concorrenti, e aveva

altri

83

II

quelli

di

Morelli in

disparte.

Senonch

il

Re, accortosi del sotterfugio,

minutamente,

volle osservare

proprio

quelli

ne fu tanto impressionato,

che disse tosto:

Fatemi veni

(Il

it

Marcili.

in g rt/>/>" di amici in costume pei quadri de! San Francesco.


monaco in piedi che legge Morelli; la ligula a terra, Pasquale Yillari)

Si sper fosse

chiamato,

un capriccio passeggiero,

nulla ne seppe.

ricercato dalla polizia,

era allora

Ma

Re

il

and insieme

insistette

volto Morelliano scandalizz l'aiutante di

non avrebbe

il

all'Angelini.

un sintomo rivoluzionario, ed

lonnello Cotrofiano,

e Morelli

il

non

Morelli,

La barba

bruno onore del

campo

del Re, co-

quale, senza la garanzia del mentore,

certo lasciato passare

il

pittore.

Ricevuto dal Re,

questi gli tenne

un lungo ed

intelligente discorso, poi,

fermandogli

commissione,

lo

la

fu

con-

conged con queste parole:

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

84

mo, vattm

ca muglierema

ine

segno ca

fa

macca-

runi so' calotte.

Ferdinando

uomo

era tuttavia

crudele, spesso volgare di modi,

fedifrago,

II,

di

non volgare
il

Francesco Crispi,

intelletto.

quale

che

la pi

nemico

fu pur quel

gli

gloriosa storia d'Italia

rammenta gloriandosene, mi
ceva spesso anche

di certe

come

della sua indole,

di-

virt

rispetto,

il

ad esempio, della giustizia privata

sapeva

essere

dire

Re

di lui,

che soleva

pi facile pel

assai

Sardegna che

di

Napoli porsi

Re

pel

non

sarebbe trovato

il

Re

il

Napoli

di

legittimato.
bili

da una gioia, che

dippoi

persecuzioni da

siffattamente

inflitte

pensiero, eh'

il

ei

piegarlo anche ad argomenti


ficio,

intorno

memoria

alla

successore,
cui

il

al

quale,

non

non indegno

di

quel

orri-

all'ultimo

dirigeva

Morelli

nomignolo

di

questa

dal fiacco

Lasagna,

di

padre, conscio, lo gratificava:

Re Ferdinando

ricordare

e le

Cosi fu per quell'edi-

De' quadri a dipingersi nelle pareti del tempio


GAETA .

avevano

ottenebravano

commissione giudicatrice nominata

IN

atti

sangue
gli

do-

suo Regno

sapesse sino

artistici.

morto,

lui

del

il

patrioti

ai

Papa

il

avrebbe

primi suoi

tradimento ed

il

lui

di

che all'ultimo, mentre

vuto affrontarlo pel primo. Certo, l'inizio


era stato salutato

l'unit

Sardegna

perch

di fronte

Domenico Morelli.

Re

d'Italia,
si

rivo-

alla testa della

luzione italiana per far

di

a'

II

SAN FRANCESCO

d'assisi

Gaeta un tempio a San Francesco d'Assisi, da


con un monumento veramente reale. Quindi

volle ergere in

posteri la sua divozione

Ricordo

DI

SOGGETTI DATI DAL RE

invit ogni ragione di artisti, e splendidamente

85

rimuner, onde l'opera fosse con-

li

dotta con quanto pi di magnificenza e di perfezione era possibile.


e

vide mirabilmente sorgere

si

con gran pregio, e

dendo

successo

il

gran mole delle sante mura,

la

guari,

opre condegnamente abbellirsi. Cos, rispon-

di altre artistiche

all'alto consiglio,

N and

e di statue scolpite

fece pi rilevante

si

come

ture avessero un ancor pi eletto magistero,

il

provvedere che

quelle che

dovean

monarca, che

tra le

le dipin-

parlare pi

sicuro linguaggio alle genti.

qual pensiero

Il

rivel di tanta importanza al

si

sime del (1) suo regno, ancor


li

esso

di

occup. Egli stesso rinvenne

si

tolse da' principali fatti della vita del Santo di Assisi, e

nifestar a

un punto

veria d'essere stata

devozione

la

di

lui

li

cure gravis-

soggetti.

prescelse

da ma-

tali

valor dell'artista. Anzi, a quasi malle-

il

compresa nel suo principio motore

la

sua idea, volle che un dei

soggetti fosse rimasto a libera scelta del pittore.

Ed

renza:

non turbare l'indipendenza della

bozzetti di

me

una concor-

scelta a farsi dall'artista, volle

sottoscritto D. S. Morelli, furon degnati della sovrana pre-

ferenza.

Mancata la vita al Monarca,


voleri di lui sono stati scrupolosamente osservati,
tempio di Gaeta progredisce al suo compimento, con l'energica splendidezza
onde fu cominciato. I miei bozzetti, sottoposti nuovamente al sovrano giudizio, ri

il

portarono conferma della prima approvazione. Gli ordini


ripetuti

stati

una Commissione

compensa onde
mostrazione

E mi

di

necessaria

contratto:

che son capaci,

pensiero

il

fatto

condurli in quadri sono

di

per avvisar

dare a que' soggetti

deve avvisare dell'opera che

ri-

di-

non ha

le

visto

richiede per elevarli alla grandiosit

si

piena, bastevole conoscenza almeno.

non

sacro tempio, ne abbia, se

al

della

la ricca

pi incalzante.

vuoisi innanzi tutto conoscere che

pareti destinate

pe' dipinti

in

parola,

campo che deve occuparsi in ciascuna di esse palmi 22 per altezza,


per larghezza. La qual proporzione ha menato alla necessit di dipinger due

son quattro:
8

il

di

nominata

stata

artisti

par utile andare qui accennando essi soggetti, acci chi

bozzetti e pur

diffinire

di

il

quadri in ciascuna parete:


superiori, e

l'altro

uno

figure

Dir come con que' soggetti

si

quali soggetti son questi

grandi

figure

al

ne occupi

vero che ne occupi circa


la

2/3

rimanente parte inferiore.

grande obbliga ad una composizione non

trovarsi l'altezza cos

terzine che

facile,

Il

ma

spaziosa.

l'ha

sommi-

soccorre alla difficolt in parola.

Il

primo soggetto, dato

come sopra

detto

da

Re Ferdinando,

nistrato questo fatto:

Mentre San Francesco dimorava

in

Gaeta,

vi

si

edificava una Chiesa.

caso miserevole. Precipit un gran sasso dall'alto delle mura e colse

un degli

artefici,

che schiacciategli

tura una piet grande,

le spalle e

per s stessa,

dell'opera. Nel d appresso faceansi le

accorso.
la

Or

sottoposta

il

Santo stava innanzi


strada

passava

la

il

petto, lo fini sul colpo.

perch

l'infelice era tra

meste esequie

tra

il

Le genti

in

Avvenne

fieramente

Dest

la

sven-

pi caldi zelatori

compianto del popolo

alle crescenti fabbriche della

funerea bara.

Chiesa quando per

vedere

il

luogo della

sventurata morte, levarono pi alto lamento, e s'affiser nel Santo, non chiedendogli

(1)

Qui

nell'originale cassata la parola agliaio.

D. Morelli.

Bozzetti pel Sa?i Francesco di Gaeta.

(Galleria Nazionale d'Arte moderna).

I).

Morelli.

Bozzetti pel

San Francesco

(Propriet della signora Bassano

di

Gaeta.

Napoli).

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

88

gi un prodigio,

da

Ed ecco

lui.

ma
il

come Dio

pure,

Santo

parla alla coscienza del popolo, aspettandolo

pallida faccia, protende involontario le braccia: le

delle genti,

morto

il

il

Da questo

Il

canti funebri

come da

ridesta,

si

gli spettatori

un

fatto

gi sfavillano gli occhi

cielo

al

fermano, tace

si

la

gemer

il

del Serafico

la

solleva dalla bara mortuaria:

si

alla vita:

un

sgomento invade

alto

sar occupata la parte superiore della prima parete.

avvenuto

comanda

questo

fatto

esequie

cadavere

il

profondo sonno

gran miracolo

soggetto poi assegnato per

pari da
in

sospendono

si

torna trionfatrice dal cielo

sua fede

persona, solleva

dell'affranta

in tutta l'altezza

natura.

la

la

parte inferiore di questa prima parete tolto del

Gaeta; e come in quello

in

fatto

Il

il

Santo ha comandato

morte,

alla

narra cosi:

si

La fama del Santo, divenuta per l'austerit della vita e per


miracoli assai
menava popolo infinito intorno ad esso. Un d stava sul lido del mare, e la
moltitudine accorsa era troppa, non solo, ma dominata dal giusto entusiasmo per
tanto uomo, in nulle guise gli manifestava la devota ammirazione: e chi le mani, chi
i
piedi, chi almeno le vesti s'ingegnava a baciargli, mentre altri men fortunato a vincer
la folla, sollevato in piedi alzava voci pietose e si raccomandava a lui. Ma lui offendevano tanti plausi, ed era indarno che si fosse sforzato sottrarsene. S'avvide egli al

grande,

lora d'una barchetta senza remi e senza navalestro che

mare:

nel

v'entra, e

la

ondeggiava

libera

presso

avesse avuto senso ed intelletto, volge

barchetta, quasi

la

prora e sega l'onda tranquilla, lontano tanto ch'ei pur potesse essere udito dalla moltitudine attonita a quel prodigio.

che

Signore operava

il

Ed ecco

Lui trae

in

Chi s'umilia sar esaltato

il

il

Santo muove

pi bel

novissimi saranno

la celeste parola, e dalla

commento

grazia

Vangelo che dice

a quel del

primi.

II

Entro

seconda parete

la

Morto

un tempio

in

suo onore.

trave, e fer nel capo

che

gentiluomo

il

messolo

a letto,

ma quando

si

Re

il

Santo d'Assisi,

il

Or accadde

un gentiluomo

aspettava

raccomandandosi fidente

a
al

tra

il

morente

si

sona,

sente mutato.

grave,

condottolo a casa, e

la

notte e

nobile

il

viva inonda

lo

il

Santo con

accompagnano molti

capo affranto

una

stanza, ed

la
il

infermo

dolori dell'aspra ferita,

il

mistico

del serafico ordine

frati

accesi.

torchi

commosso ed

mirabil visione

grembo

in

tal

celeste

estatico ravviva la calda

sua fede e stende le braccia supplichevoli. Gli par d'udire cantici


tutto

un'enorme

colpo fu

Il

suo diletto Santo giace immobile nel letto del suo fiero

processione aventi con devota religione


il

fatto:

dimani, non per sapere se avesse avuto a vivere,

agnello cinto dell'immacolata stola:


ordinata

seguente

il

pens in Gaeta ergere

pi divoti del Santo.

viene dall'alto a consolarlo. Ei vede apparirgli

apparizione alza

porse
si

che, nell'edificarsi tal tempio, cadde

morire. Or, mentre alta

spasimo, ecco una luce armoniosa

in

gli

Altari,

per irreparabilmente spacciato.

fu presto

avesse avuto

un soggetto che

volle

degnato all'onor degli

l'infralimento

di

paradiso, e gi

dell'indolenzita per-

mesti pensieri dell'imminente morte, tutto svanisce a quella ineffabile visione.

Egli sentesi prodigiosamente sano e gagliardo.

Tale

il

soggetto maggiore dato per

nella parte inferiore serve di

compimento

la

seconda parete.

quello

risanato gentiluomo che splendidamente vestito narra in su

turbe stupefatte

il

Il

perciocch
la

minore, da pingersi
vi

si

rappresenta

il

pubblica piazza alle

miracolo ottenuto nella trascorsa notte dal suo potente avvocato.

SOGGETTI DI MORELLI

89

III

il Sovrano ordin pure soggetto assai acconcio, ed questo:


San Francesco, preso da dolori acerbissimi, giace infermo nella casa del suo Vescovo. La terra non ha conforto per l'anima sua, ei se '1 sa troppo bene; n gli
giovano le sollecitudini affettuose d'un giovane fraticello e d'altri familiari e devoti;
solo il cielo pu aiutarlo nel suo mortale affanno. Ed egli al cielo volge la pallida
faccia e implora delle armonie celesti un suono solo. La gentile preghiera giunge
presso a Dio. Apparisce in alto un angiolo bellissimo che trae dalle corde temprate

Nella terza parete poi

paradiso

in

suono soave che udito dal Santo

il

sublime

in estasi

come

parte inferiore poi sar rappresentato

Nella

innamorato, ed

gli ricerca lo spirito

lo rapisce.

quel dell'apostolo: Ecco castigo

mio corpo,

il

Santo

il

ben inteso

avesse

e lo riduco in servit.

IV

Or m'accade

dir brevemente qual


mia per la quarta parete

lasciato a scelta

segno

Il

San

caratteristico di

un

fosse

si

come espresso

soggetto

il

Francesco

la

povert: io quindi ho scelto

un

morte sua che mostrasse a qual perfezione egli


avesse posseduto, anzi fosse stato innamorato di questa veramente sovrana virt.
Nel campo inferiore della parete adunque esprimo questo fatto. Il Santo era
fatto nella sua vita e

fatto nella

invitato a desinare

stato

conte Orsini

dal

in

Roma:

questi era

uomo

caritatevole

assai e moltissimi poveri s'adunavano all'ora del desinare nella corte del suo Palagio,

perciocch
tutti

di largo

passar oltre, e
del

cibo ne

Conte

si

non

ed eccotelo

che

lasciarli,

essi

San Francesco nell'entrare vide


di Cristo non gli die l'animo di

preferendo meglio aspettar


costui

e assidersi alla

limosina

la

sontuosa mensa

pompa riconosce
umana abnegazione,
imbandir le mense banchetta
sua

della

preso dalla pi che

la

vera grandezza

pure in

s'asside ei

unito

al

Santo con

rappresen-

poveri.

Tal

fatto di

amore

povert nella vita del Santo m'ha condotto

alla

tarne un altro nella sua morte in quella parte superiore della parete ove

vengon grandi al vero. Il qual altro fatto cos:


Venuto presso a morte il Santo e persuaso di nulla aver
si

Conte adunque avvertito del caso scende gi anch'egli

Il

poverelli, e fatte laggi

a'

la figura

salir solo

tutta la sontuosit

in

d'animo del Santo,

mezzo

mezzo ad

colloc in

riceverne onori ed omaggi.

venian soccorsi. Or,

que' poverelli, e in loro riguardando

spogli

stese:

ei

madre

carono

di

fin

di

proprio

le

mondo,

al

della povera veste che lo copriva, e rimasto nudo, sull'ignuda

volle

nudo

adempiere
torner.

parola

la

Ma

suoi

di

Giobbe dicente: nudo

discepoli vistolo in

pur volersi d'un mantello coprire, ed

uscii dal

figure

terra

si

fianco della

misera nudit,

lo suppli-

uno fra essi glie ne reca il


pi consunto e vecchio, pregandolo accettarlo per elemosina a Cristo e non gi
per averlo in proprio, ma per mero prestito da ritorglielo appena spirata l'anima
eccoti

generosa.

Or questa

sua virt,

che nulla

ha

dardo del Santo d'Assisi, m'ha condotto


cui tolse

il

Santo a modello,

di

simile in terra e che fu

dipinger nel

sommo

come

lo

del quadro

che l'ebbe sovranamente con se rendendo

la

sten-

Colui

grand'alma

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

9o
in

mano

per

la

al

Padre.

Io

ho ricordato quel

di

Dante,

che,

lodando San Francesco

sua povert appunto, notava che


dove Maria rimase giuso

Ella con Cristo salse in su la croce .

Veramente, Ferdinando

II

non aveva

non pu

scelto male, e

cortigianeria

dirsi

com-

il

plimento fattogli da Morelli;

ma

quanto

due soggetti

scelti

da questi superano

altri!

Nei bozzetti, che

rimangono,

ci

guiti,
tici,

causa

gli

poi ese-

eventi poli-

egli ci si rivela anzitutto

pittore.

La nota

cismo,

che

lui

soli

poich

non furono

quadri

gli

avr

inattesa,

del misti-

espressione,

poi

disusata

non

con
torna

gli

spontanea nella maniera ancora consueta, e

la

nuova

non esce peranco da quell'anima, che ancora

volta

Siamo

nel

si

rinnovazione

pittura

della

egli

alla

non

religiosa.

momento

dedito

perfezionare

in cui

interamente
la

sua tec-

nica, a scioglierla del tutto

da

quel

manierismo

del-

l'Accademia, che ancora in


D. Morelli
{

La morte di San Francesco (Acquar.)

Propriet Ferrara Dentice

figura di

Napoli).

donna paludata

composizione, ove

le

parte

si

noclasti,

come

persone

in

mantiene ne Gl'Icospecialmente nella

qualche punto

accennano forse

della sua

ancora pi

FRA LE DUE ESPRESSIONI

91

a posare

che ad agire, pure nella meravigliosa vigoria d'un

disegno,

di

D. Morelli.

due

da circa

cui

/ Foscari.

secoli

Bozzetto (Casa

di

la

pittura

Kiposo dei Musicisti

aveva pi dato col colore l'esempio. Egli


quella vigoria alla grazia
la

Mattinata ed

nosce

nel

pieno

Freschi;

che minaccia

di

si

italiana

non

Milano).

studia di sposare

rendere svenevoli

ma, mentre ancora non

possesso di s stesso, gi

la

sua

si

rico-

primazia

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

92
nell'arte

mento

anche

riconosciuta

dove

ufficiale,

rivoluzione

ed

egli

ha

egli

portato

ben

pi

bel

dal

principio

la

accolto quale Socio corrispondente nella

Reale Accademia di Belle Arti

Ma

sfere dell' insegna-

quelle

in

significante

C 1 ).

popolarit

la

gode

cui

di

in

tutto quanto l'ambiente artistico, intellettuale di Napoli, che

riconosce sovrano.

lo

Ed

epoca

tale

di

l'inizio

sua amicizia con Verdi, che, fecondata da un'intima

caramente sino

alla

morte

due maestri,

com-

doveva poi stringere

pleta corrispondenza estetica e morale,


s

quella

di

Morelli stesso, molti anni dopo, narrava

due uomini.

come

avve-

ci

nisse nella seguente lettera:


Gentilissimo sig. Ximenes,

Voi mi chiedete come avvenne che

Verdi, ed io volentieri

vi

anni

io facessi, molti

maestro

fa, il ritratto al

accontento.

far dare al teatro San Carlo la sua opera Un ballo in


pungeva un gran desiderio di conoscerlo personalmente, ed avrei
desiderato una presentazione non ufficiale, ma tale che mi avesse permesso divederlo

Verdi venne a Napoli per

Mi

maschera .

spesso e da solo.

Una mattina venne

prese

un

darmi

il

via e
Il

tempo

mio studio

il

vecchio pubblicista Vincenzo Torelli,

di rivolgergli

una

domanda

memoria una

(1)

nella

Roma, dove alloggiava Verdi.

di

interamente

e certo sar cancellata

cosi curiosa presentazione.

Egli dov trattenersi lungamente a Napoli perch

vato

Foscari, e senza

per che fosse, mi trascin seco

mi condusse nella sua carrozza all'albergo


maestro comprese subito il mio imbarazzo

dalla sua

frettoloso al

bozzetto che era a terra abbandonato, rappresentante

ne proib poi

il

libretto dell'opera, glie

Il

relativo decreto porta la data del 23

la

censura, dopo avergli appro-

la

rappresentazione

maggio 1857,

e ^ firmato dal

(2),

Re

e durante quel

controfirmato dal

Presidente del Consiglio dei Ministri, Ferdinando Troja.


(2)

Del

Verdi dava notizia

fatto

lettera pubblicata

al

suo amico

e librettista

Antonio Somma, con

da Alessandro Pascolato nel suo volume 1(j Lear

Sono

Non

in

lo so

Ballo in

seguente

la

maschera

Napoli, 7 febbraio 1858.

Caro Somma,

un mare di guai! La censura, quasi certo,


Aveva ben ragione io di dirvi che bisognava

rola che potesse essere sospetta.

cune parole; dalle parole sono

Hanno cominciato
venuti alle

scene,

proibir
evitare

per adombrarsi
dalle

scene

il

nostro libretto.

qualunque

al

di

frase,

perch?

Il

qualunque pa-

alcune espressioni, di

soggetto.

queste modificazioni (e ci in via di grazia):

Cambiare

il

Cambiare

la

3 Modificare la scena della Strega, trasportandola in

protagonista in Signore, allontanando affatto l'idea di Sovrano;

moglie

in sorella

epoca

in

cui vi

al-

Mi hanno proposte

si

credeva

VERDI A NAPOLI
tempo

dipinsi ad olio

io

desima

acquistando

mese per ciascuno

tenuta un

Un

sempre con

Mi

affrettai

che

gli chiesi

il

sera che con

buono

stato

ritratto rispose:

il

cuore

Domani

lui

Torelli rispose che ap-

ancora per pochi giorni.

rimasto in casa Torelli,

me,

le

mio

coraggio

il

del conte
Non

>

L'uccisione dentro

ballo

poi, e poi

le

acquet

si

la

le

me

Maestro, non

il

poi

sole che valgono ad

animarmi

la

Morelli.

facilmente

cosi

dopo,

saputo

nomi

di

rimaner

che era nelle

scrisse:

gli

tirati

sorte.

il

Governo

si

quindi, non pi l'opera, quindi

tiene la dote; quindi

ditemi

il

divieto, e

fa

vosiro parere. Addio.

il

che

l'impresa

50.000 ducati!

duale inferno! Scrivetemi subito

Roma

fan-

!...

minaccia un danno

La censura mantenne

il

G. Verdi.

Balio in maschera col libretto in parte modificato fu

poi

all'Apollo.

pittore

Ruo

gnolino del Maestro.


a

stato

circondato dall'alloro di Pa-

supporrete, questi cambiamenti non possono accettarsi

a tutti e

Il

sei

E soggiunse pure:

scene;

abbonati non pacano due rate; quindi

(1)

sua *Aida, una

Vedrai che, se non

6 Eliminare la scena dei

dato in

di strap-

vera immagine del Maestro sempre viva in

Giusso, cosi

Come

barba bruna

la

la

molti anni

<>

ritratto,

il

studio.

non

Morelli per

mani

ma

note ispirate del suo genio sono

tasia nel silenzio del

avrai

Per Bacco! esclam

e:

Verdi con

ritratto di

senza

fece allora

E quando

il

ritratto

della signora Verdi;

quello di

Palizzi,

Loitloit,

mano

il

ca-

questi ed altri dipinti donati a Verdi da artisti napoletani giunsero

Busseto, la signora Verdi scriveva agli amici di Napoli che egli aveva passato ore ed

chiodi e col martello in

per porli bene in luce,

cambiandoli

di

ore coi

posto e bucando tutte

le

pareti della casa.

Un

giorno, Morelli dipingeva

corridoi;

Torelli, tutte le volte

il

Ora questo

lite

ma come

lo dar,

durante

mesi,

diversi

infatti, vi ritornai

lizzi

:;li

prigione

in

tu a riprenderlo, ci riuscir io e lo terr per

sera lo troverai tu qui

possibile!

di

ma

discorreva di quel ritratto, egli disse

si

La sera dopo,

Te

troncando per via

e,

In breve,

dirmi che,

desiderava quel ritratto per

tormentarlo. Ritornato libero

di

venne

solita fretta,

egli

non mi riusc pi riaverlo.


Molti anni dopo, quando Verdi venne a Napoli per concertare

parmi

e,

l'avremmo

che

di lasciargliela

In seguito egli, per ragioni politiche, rimase

non mi bast l'animo

fresco

tela.

la

prontava un nuovo ricevimento e mi preg

quali

la

giorno dopo della festa a richiederla,

il

me-

Sulla

alloro

di

convenne

si

renderlo subito

di

ogni possibile diniego, port via

fatto

tela,

gran ricevimento,

suo salone; promise

farlo figurare nel

quella

nello studio.

una corona

nel proprio studio (i).

sua un

casa

in

ritratto

al

su

bel giorno lo stesso Torelli,

avendo luogo

attorno

dipinse

anch'egli un dritto

cos

me

suo ritratto per averlo con

il

poi

tela, Palizzi

93

e,

il

ritratto di Verdi,

mentre

il

vento fischiava sotto

senza rendersene conto, suggestionato da quel suono,

del temporale nel

Rigoletto.

mise

la

porta

e nei

canticchiare la scena

Parve, diceva poi egli, che nessun elogio avesse mai fatto pi pia-

cere a Verdi della prova che io inconsciamente gli davo

sua creazione

si

della

bellezza

della verit

di

quella

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

94

amico,

Illustre

mio lavoro che io sto desiderando da lungo tempo di


mio studio per circostanze inutili a ricordarsi: un ritratto
di Giuseppe Verdi. Questo ritratto non rappresenta dell'arte mia alcun momento
saliente e non contiene meriti speciali nella mia produzione, ma ha per me un va

Voi avete

in

propriet un

riavere, e che usci dal

lore inestimabile,

D. Morelli,

un valore fatto

il

di

Riposo dei Musicisti

d'un artista delle grandi dolcezze

Ora

io

oso chiedervi

il

nella

Milano).

di voi,

sentimenti dell'anima.

regalo di questo mio lavoro, e intenderete dall'audacia

questa mia richiesta quale

Che se
come il

sono

che nessuno pu meglio indovinare

cui intelletto pari alla finezza pi squisita dei

di

ricordi, personalissimi, che

Ritratto di G. VcrJi, con corona d'alloro dipinta da F. Paiizzi.

(Casa

vita

di intimi

quanta fiducia

poi vorrete permettermi di offrirvi in

ricordo della cortesia usatami, voi

mi

io

riponga

nella

gentilezza vostra.

mio lavoro che sia


proverete anche meglio la bont

cambio un

altro

vostra ed io ve ne sar doppiamente grato.

In

tutti

casi vogliate accogliere

sensi della mia osservanza e credetemi

devotissimo vostro: Domenico Morelli.

RITRATTO

IL

Ad

una richiesta

espressa in parole
resistere.

al

Maestro,

Studio, strada Pace, 37

Avrete una sorpresa piacevole per voi

me, n dare

restituire a

a voi;

Sapete come l'ho avuto? Morto

m'era mai riuscito


addietro,

il

il

e
il

assai pi,

la

ve ne ricordate?

si

trovasse. Finalmente, alcuni

Vonwiller venne nel mio studio per darmi questa notizia:

cav.

signora

D. Vincenzo Torelli non

non

Torelli, per quante ricerche avessi fatte,

Verdi dipinto da voi, che stava in casa Torelli,

di

m'immagino, per

che

ritratto

sapere dove questa tela

di

1896.
14
&
^ gennaio

Maestro imo,

Peppina. Vi ho spedito a grande velocit

mai

quantunque

ritratto,

il

infatti

era possibile

quale lo inviava:

al

volle

non

seduttrici,

ed

tal line,

diversa dalla richiesta, e Morelli ne dava con questa

lettera notizia

95

persona, per un

tale

nobilmente

conte Giusso cedette

Il

nV forma

da

fatta

VERDI

DI

si

mesi

Il ritratto

trova presso Girolamo Giusso.

Giusso un signore molto ricco, deputato al Parlamento, pensai di chiedergli


dono questo ritratto, offrendogli come ricordo un qualunque mio dipinto che
avevo nello studio. Incontrandolo in ferrovia, gli parlai del fatto e gli scrissi poi
una lettera concepita presso a poco cos.
Io ebbi da lui una cassa col ritratto e una lettera che vi accludo.
Come vedete, il Giusso amava meglio fare a voi un regalo che avere un cambio.
Ci vuol dire che egli stima la persona ritratta, non il dipinto n il pittore, e ciao.
Ed io, che non aveva trascurato nulla
per avere il ritratto di Verdi nel mio
studio, ora mi trovo diventato un semplice mittente, come mi ha costituito l'onorevole Giusso, che ha comprato il dipinto e n' il padron di dritto, e anche per

in

questo, ciao.

Cosa mi rimaneva?

dizione

pulire e ripulire

il

dipinto, lavarlo, rimettere in migliore con-

spedirlo a grande velocit, e

la cassa,

pensando che Verdi


ranno amico

tutto

ho

cosi

fatto.

Sar compensato

signora Peppina, guardando insieme

la

((

Verdi

Milano da gioved.

Ho
la

lasciato

Genova prima che

sorpresa sar grande

e da me, e vi ringrazio molto del gentile pensiero

Caro Morelli,

m'annunciate. Oh! certamente


sar

Milano, 17 gennaio 1896.

Sono

MoRELLI

di

di-

ritratto,

il

arrivasse

il

quadro che

gradita molto da Peppina

Appena

di

ritorno a

Genova

mio primo dovere di mandarvi


dovuti ringraziamenti.
Intanto vi auguro buona salute, ed auguro all'arte un nuovo vostro lavoro.
i

Addio.

aff.

G. Verdi.

Poi:
~

Da due

,,

...

Genova,

18 febbraio

1896.

ho trovato qui il ritratto che voi mi avete gentilmente


Samo dicendo che ben fatto, splendido, parlante,
colore come fosse fatto ieri. Ma ahim sono io, che non sono pi quello di

mandato.
vivo di

Carissimo Morelli,

giorni ritornato

inutile portar vasi a

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

96
quarant'anni

fa

Quella barba nera, quei capelli

neri, e quella figura

ancora giovine

non pi la mia! Cos , e cos dev'essere! Comunque sia, un lavoro di Morelli,.


e degno di Morelli; a me due volte caro, che mi rammenta l'amicizia di un vero
e grande artista, ed un'epoca agitata e nello stesso tempo lieta della mia vita.
Peppina pure, ricordando quell'epoca ed

il

grande

Accettate dunque, mio carissimo Morelli,

artista, ringrazia di

gran cuore.

miei pi sentiti ringraziamenti.

G. Verdi.

ari.

PS. V'accludo due righe pel conte Giusso, se credete mandatele, se no abbru-

ciatele .

Certo, non era nel pensiero del conte Giusso

poco cortese verso

Morelli,

il

anche un segno era

ritratto

la

fortuna. Piut-

desiderio

al

ambiva

che

presso Verdi,

lui

bene dipinto nella

cosi

lui

oltre

donatore.

portato all'opera sua,


indirizzata

lettera

al

il

Ma

specie d'amarezza uscente dalle parole di

pensando all'amore da

relli,

era,

possederne

il

ceduto

abbia

certo avrebbe gradito l'atto del

comprende
da

un merito

stesso

egli

conte

il

atto

quale

del

come una

considerarsi

tosto, presumibile che


farsi

fama

tanto grandeggiata in quel tempo, che

a tutto,

di

la

usare

si

Mo-

amore
Giusso

stesso.

tornando

Ma

desiderio,

dal

dal

1858

al

bisogno

del

ormai riconosciutagli

torit

del proprio progresso,

accetta

volentieri

che lo vuole

e,

Rieccolo dunque,

in

desiderava poter vivere

in

di

in

(1)

fu

patria;

don

l'entit

lunghi anni

appaga tanto meno

qualche tempo
lui,

delle

somme

pi celebri del

le

da lui

dedicate ad arte e ad

mondo,

(l

l'

con

dove

moglie,

la

la

quale

al

dico

si

le belle

accennato diggi

Ammiratore fervente

artisti,

raccolse

una

e sincero
atti

amico

la

di

ancor pi che

galleria che fu per

costituita in gran parte d'opere Morelliane, e che,

morto, and fatalmente dispersa nel 1901.

Italia.

l'innamorata. Egli trova:

fiorentine le somigliano

fra

Napoli,

Vonwiller

primissimi tempi, mecenate generoso per la squisitezza degli

dai

in

quello stesso anno, in Toscana,

delle pi belle figure di quel periodo napoletano.


fin

si

Giovanni

Giovanni Vonwiller, banchiere svizzero italianizzato

una

Morelli
per

le

sempre

meglio, non s'appaga dell'au-

un lungo giro per

quale era ancora, sempre, per

che tutte

tormentato

Morelli,

guardandosi dal chiudersi

l'invito

compagno

lui

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

98

tranquillit

Non

vorrei

vuole

Da

un

di

Toscana: se

tu vedessi che capo d'opera

del popolo!

fa la civilt

ti

costumanze,

caratteri,

fatti,

questo popolo, che vive di tradizioni

reca a Gavinana, ove spera trovare

un

che

sapendo che

il

Ferruccio,
era stato

gli

poich

anche consigliato dal

non volendo

per sopraffarlo,

lui,

aver

gi maestro,

Trova che a Gavinana


Pure, non vi rinuncia.

tissimo.

vi

Intanto, dall'ambiente ferrarese che

dar inspirazioni per

gli

di pittura storica,

da Ferrara scrive

1'

bombardiere

gareg-

aria di

col giovinetto

poca roba da

si

la

alla

un

Villari, forse

Cellini

il

inspi-

aveva rinunciato

Celentano stava tentando

Castel Sant'Angelo,

l'ambiente che

come

intesi

Firenze

si

doni

fiore pietrificato .

di

Cellini,

giare,

sembrano

gli

la fortuna

razione per

in

Firenze

di

andar mai via

bene che

il

descrive

le

dice

ogni cosa, e

qui

nettezza

la

Firenze,

celesti ;

ama-

fare .

sente acceso, quel-

sua opera maggiore

moglie

il

giugno

Sono di nuovo in Ferrara. Non ti so dire le mie impressioni nella prigione del
Tasso e nel carcere di Parisina. E bench noi si corra a vapore, pure queste memorie mi commuovono indicibilmente. Per, io ho il Ferruccio nel cuore
e non
,

posso pensare ad altro

Egli vive,

con

gli

sono,

non solo con quei personaggi

amori

come sempre,

razioni,

Ora

il

lettere

fondono

pentimenti,

dividono

si

le

le

d'un
pi

ritrarre,

il

ritorno al posto di

uomo,
che

indignazioni,

suo cuore insieme

della storia,

innamorati;

quegli esseri

di

quale arte e vita

vuole

agli

di

mai;

un
le

lettere

artista nel
le

ire,

ado-

abbandoni,

gli

eventi

sue

le

alle

ma

si

figure che

12 luglio l'innamorato scrive:


Gavinana con un'amarezza

di pi

nella

campagna por-

ter un pensiero pi doloroso che mai .

Ma

tosto l'artista soggiunge:

Forse

gner

il

quadro mi verr pi

triste

da

questa mia impressione,

ci

guada-

ROSE DELLE ALPI

Senso che trova riscontro


dirigeva alla sorella

La

vita,

Se

mio amore

il
ti

Ma

pregher

un dolore,

dolore, cessa la vita,

pensi di essere amata

non posso mutarmi

donna

ch'ei fosse tale quale la


il

come

da Lucerna,

lettera dell'8 luglio

diversamente,
(1).

pi innamorata e pi

suo romanzo d'amore

gesse nelle forme pi delicate

una

il

pi, perch'io

poteva desiderare, e

fine

quando cessa

tormenta troppo, se

ti

non amarmi

di

pi

nelle
in cui,

ritrovare,

dopo

profumo sentimentale,

quarantacinque anni,

di

trova presso

si

le

manda

fanno una poesia

tanto tempo,

da

queste rose, appassite

cosi fresche di squisito

gli abitanti

prova

forti,

casa dei parenti del Vonwiller, ove lo lascer,

alcune rose delle Alpi di cui

svol-

si

annunciandole

essere quasi alla fine del suo viaggio, poich


alla

Villari

il

come concludendo

Morelli,

allora

queste parole che

in

mia cara Virginia,

nobile ed elevata

la vita

99

eppur sempre

ho potuto

io

ancora conservate

in

quelle carte, sacre insieme all'arte ed all'amore.

Fu

durante questo viaggio che Morelli

famiglia artistica milanese, da

lui

mente con Giuseppe

Bertini

sempre desideroso

giovare

di

si

si

adopera

vetriate,

ora

con Eleuterio Pagliano. E,

ai

compagni, come gi

tradurr

ottenere

per

l'incarico

si

di

la

gi conosciuta, e special-

interessato per ottenere dal Vonwiller quella

Celentano, che pi tardi

con

strinse

all'

commissione

pel

Consiglio dei Dieci,

nel

altro

s'era

Bertini

pittore

di

un finestrone per una cappella del

generale Nunziante.

(1)

Venezia

si

trattiene poi pi che

ne vorrebbe mai partire


che vi passa,

Non
il

lei

aggiunge

Ivi sospira pi

non avesse creduto, anche perch


che mai

la

giovane sposa,

il

Vonwiller non

le descrive le ore desiderose

vi conosco che gli artisti, poca cosa in generale;

ma

ve n' uno, che ha

nome

Zona,

quale bravissimo, giovane, biondo, con una bella moglie, proprio veneziana. Io ho visto di
solo

il

ritratto,

Lo Zona,
alcuni anni.

mi pare un capolavoro.

artista elegante

ma

fiacco, si

costui

il

Vonwiller ha dato una commissione

trasferi poscia a

Milano,

e vi

godette

bel

nome

per

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

TOO

Quanto

poi

in

tali

quella dell'arte,

la

parola del suo amore, risulta dalla simpatia

che

la

sincere

congrega dimostra

espansioni fiorisse,

insieme

giovane sposa lontana: Bertini

alla

Ma-

dipinge per Virginia una

Madonna

donna, Pagliano una

Laura.

Morelli trae tanto

conforto

dall'ambiente mila-

che

nese,

presto

tornerei

vi

per rimanervi a dipingere al-

rimarranno

cune

opere

ira

sue decisive.

le

che

Intanto, rientrato a Napoli,

Morelli

s'intrattiene

nardo con

modo

in

fratello

pittore

me

bene, un giorno riunir quei colori, e vedrete.

Bernardo manda

al

San Francesco Saverio,


se

che

pitta.

l'unico

Uscendogli

come

tuo colore, e del

un

forte che

pi

po' spinto,
si

spinto

disse:
.

(Op.

Sta
cit.

cartone del

faccia vedere a Morelli, e cerchi

la

Luigi:

Feci vedere

plicatamele
fatto

le

un grande

proprio:

fotografia del

la

te

stava allora attendendo, perch,

cui

creder opportuno,

cavarne un giudizio

fratello

napolitano

di

divenire

disse

pareva

Il

al

quello che riuniva tutte

per

mi

a parlare del

io
a

mi fece

fa

come

prerogative

artista,

Morelli e Pagliano.

che questi scrive

grandi lodi,
le

Celentano,

Luigi

Morelli sere

Ber-

di

la

ultimamente:

com'era concepito:
cenn pure in bene
Istigato da

fotografia a Morelli, e gli piacque assaissimo, e

in aria di semplicit.
i

piani superiori,
e

ma

Tutto disse piacergli,


e

specialmente

l'attribuiva all'esercizio degli

l'

me

lo disse

che avevi

per

freschezza

indietro,

ultimi quadretti

la

fatti

qui.

a quel pensiero dei giapponesi accovacciati a pie' della

me, trovava l'azione

verit di ci che lo circonda:

re-

pi quello

Ac-

croce.

e non rispondente alla


Trovava grande la figura

del Santo un po' scenica

non

ci

vedeva

il

seduta a terra in primo piano. Trov che non

fervore.
si

spiegava

il

piano di quella figura

MORELLI PER CELENTANO


innanzi

al

bonzo

quell'ammasso

spalla, anzi gli

di

trov assai vero


di

non trovava

affatto (giuste) le

come

stava nel fare

alla croce, del

ti

pendenza;

genere

cosi
di

Gli

pittore,

dall'arte

fatta

bello
della

talune pieghe,

osservazioni, dicendo

morale

assai

dimandai pure

finiva di dire

che

in

io

ci

scrissi,

ti
il

meglio

Portici).

coscienza e d'indi-

di

non men

fatta

come

metter parola innan-Q da altri,

La Regina Giovanna (Propriet Mollo

dalla figura
il

saltava la testa, senio, mai farsi

D. Morelli.

L'uomo,

mie

non

dritta, e

cose in terzo e quarto piano.

lunghezza della figura intorno


e

parve soverchia, da potersi togliere affatto (i);

dialogo de' giapponesi a

il

IOI

di

critica

che

d'inspirazione, esce chiaro da questo giudizio, cosi esatto e

insieme

cos

invocava.

rispettoso

E ben

si

oltre che l'amico ed

dei
egli

il

ed

momenti

dubbio

(i)

protettore,

il

di

E Celentano,

difatti,

non

lui

segni

il

il

magari

fuoco intellettuale

napoletano,

personalit

comprende come

contemporanei suoi
era

della

vi

di

era

giudizio

d'allora egli fosse,

sin

consigliere dei giovani,


dei

maturi. Sin d'allora

l'ambiente

tutto
chi

non

di sconforto.

consiglio di Morelli

che quel

tols

si

artistico

volgesse,

nei

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

102

come

Significante, anche

che Francesco Netti

mente

dell'arte,

cemente

color locale,

lettera,

che pens sempre

pittore

anche quando non

elevata-

ad esprimersi

riusc

feli-

scrivevagli da
Santeramo, 19 luglio 1859.

seguente

la

Mio

ottimo e caro Morelli,

Vi scrivo perch ho bisogno veramente

di trattenermi un poco con voi questo


ho che fare.
Senza la compagnia della mia famiglia, che non
vedevo da tanto tempo, questa dimora sarebbe poco
sopportabile per me, non tanto per la vita materiale
dico non tanto, perch anche ci si sta male
quanto per tutto il resto ed io sono sempre un forestiero
nel paese dove sono nato. Sarebbe cosa molto lunga se
volessi darvi un'idea dello stato morale di questi siti, e
ci vi attristerebbe molto, specialmente quando aggiun-

forse voi lo chiamerete egoismo,

ma

non

io

ci

gessi che nelle nostre provincie


pi

farebbe impressione
quali

ai

piaceri

mondo, sono

giunti al

che

si

lasciano

tutti

ma

(non contando

l'unica e sola
di

di

collo

di

sono

pi

non abbiamo che

ma non

l'agricoltura

Sarebbe assurdo pretendere

che

che, qualunque cosa

si

faccia, sia

questo stato di cose

tutti

uno

l'arte qui

del proverbio

si

fa

per nessuno

fossero

non

Ma

Essi

smania

il

paese,

incontentabili, e

che

buonis-

praticabili.

Qui sono

l'aria,

artisti,

ma

io

credo giusto l'esigere

possibile ed in pochi anni

finirebbe

si

suppongo che
E ci mi fa pensare

alla falsit

chi in terra di ciechi ha

un occhio

(forse sbaglio).

in terra di ciechi, ecc. Io direi

farebbe bene a cavarselo.

attrito.

la

studio.

per non crederci pi, anche dal pi convinto, perch

quando

come una scienza, che oggi ha tanto


campo come si faceva mille anni fa.

intesa

materiale di un

;nutile

indif-

non so che diavolo ne faranno,

pi indifferenti

progredito, la coltivazione

In

Io

ed

Creso. Pensassero almeno a migliorare

lamentano, perch
andare a rotta

far quattrini.

vizi)

che appestata dal sudiciume delle strade, appena

tutti agricoltori,

dispiaceri

morto

cui sensazioni

le

sono, per cosi dire, distrutte dal continuo

hanno una passione,


di far quattrini per la smania
quando pur fossero pi ricchi

sima,

paesi

ferentismo di chi ha troppo vissuto, e

frattanto

del quale tutti

altri

niente, e che senz'aver

di

senza aver esauriti

e le mille variet del

Netti

sono cento

generale apatia degli abitanti,

la

non importa niente

vissuto mai,

ci

che somigliano a questo. Ci che sopratutto vi

io

l'arte

sia

perdonate, Morelli, se vi ho parlato di cose che non

io non posso farne a meno, perch debbo respirare l'aria


che mi circonda, e debbo reagire contro il contatto involontario di esseri impossibili,

v'importano niente affatto

tipi

la

cui fotografia

morale sarebbe creduta una pazza esagerazione, che credono


e trovano dannosa la civilt, e immorali

ancora l'umanit invecchi senza migliorare,


le strade ferrate.

Parliamo

Del

di

cose allegre,

resto, io ringrazio

il

come

voi dite.

cielo d'aver trovato nei miei un'eccezione.

VERTUNNT E

NETTI

quest'ora voi sarete ancora occupato

che uno dei piaceri che mi prometto


che m'impedisce

fatalit

vedere

di

questa nuova casa di Dio.

era forse la cosa pi cara

che

ai

lavori della Cappella (1); vi assicuro


di

vostri lavori

vostri quadri di

mi aspettava

io

IO3

rivederla al mio ritorno, se la


non mi render anche inaccessibile
Vonwiller mi sono rimasti in gola. Ed

quello

PENSIONATO

IL

Napoli

in

veder voi

cose

le

vostre, credetemi.

Voi mi manderete

Ho

diavolo per una lettera cos lunga, e finisco, contro voglia.

al

saputo che a settembre s'apre

la

nostra Esposizione. Siccome sto facendo

vedere per mio vantaggio. Se credete, lo esporr,

qualche studio, amerei farvelo


se no, no.

Se mi scrivete,

pagnia, la quale

tenutissimo e supplir alla mancanza della vostra com-

io vi sar

mi ha reso migliore, ed

quale debbo molto, molto, molto. Ogni

alla

giorno io riconosco che voi avete ragione nei consigli che mi avete

che mi sono

dati, e

impressi, in arte e in tutto.

Tutto vostro e sempre

Francesco Netti

E quanto

da lungi

sempre

dassero

sempre

compagni

entrambi,

di

depone

gi qualche

tempo che

avrei voluto scriverti

Son certo che

quadri.

momento

nobilmente

come

Albano,

che fosse aperta l'Esposizione, onde chiederti


miei

la

tu

mi

dirai

Ora

Fin da tre o quattro anni

favore

in

criterio artistico

ma non

qual

sia

defunto

al

ed

pensionati;

il

Comm. De

dimmi qualche cosa

aveva replicato

pi

di

non

potrai

d'affari,

aveva

forse

nuovo

bel

proposito.

su tal

Ma

te.

Martino, nostro Incaricato

perch avesse inviato

Re,

dai

Smetti dunque per un

tutto.

io

premure

l'ho fatto per aspettare

l'impressione prodotta

debbo darti una nuova che forse sar vecchia per


conoscer bene tutti i dettagli.

artisti

let-

settembre 1859.

13

francamente

tua avversione allo scrivere, e

fatte

poteva

si

dimostra quest'altra
s

come sentimento umano

quale

al

Caro Morelli,

colui

dirigersi nell'interesse dell'arte,

tera di Achille Vertunni, che

anche maggiori, guar-

tutti,

come

Morelli

volte queste premure,

in

ma

Roma

gli

senza alcun

risultato...

Ora che cost

(1) Il

si

San Francesco

fatto l'altro

due posti

paesaggio, invece che per l'incisione

faceva

sassi

numero anche

il

fissi

per

quale era

rupe, con un'annosa quercia al piano, che

rompe fra

la

pensione

di

si

era aperto

il

Roma

(2),

M... (3),

Gaeta.

di

(2) In quell'anno, insieme ai

ruscello che

concorso per

il

la figura,

soggetto dato dal prof.

fa frescura ad una

grotta, ov'

concorso pel posto

De Vivo

un Santo anacoreta, con un

ed una corona di montagne infondo. Per poco l'imperterrito accademico

dei

fili

d'erba e delle goccie d'acqua.

ci,

quando

non

gi Palizzi e Morelli

a Napoli, e

Vertunni a Roma, avevano rivoluzionato l'ambiente! Sicch Michele Cammarano,

quale

fra

era

gandolo

di

concorrenti,

mandargli da

si

Roma

era dato per disperato e

Vedi Celentano, op.

cit.,

era volto a

fotografie che potessero offrirgli esatto

obbligati.
(3)

si

pag. 328.

di

una scabrosa

il

Bernardo Celentano prequalcuno degli

elementi

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

104

prevedendo che
recato

con

Marsigli

per ottenere

venuto anche un

lui

intrighi

Comm.

il

Napoli

in

e...

continui

posto

il

prete

tal

di

non voler venire

che

fin

Roma,

si

da tre anni aveva ottenuto con

posto di Cappellano dei pensionati napolitani,

il

in

Direttore dei pensionati in sua vece.

qual posto non gli

il

ha fruttato mai nulla per l'assenza dei pensionati da Roma. Costui sarebbe proprio

un flagello pei poveri pensionati.


Il

Comm. De

Martino, avvertito da Napoli, per mezzo

Ministero dell'Istruzione pubblica,

al

tale

immediatamente un dispaccio
mandare gli artisti pensionati

invi

tempo ormai

questi segreti

di

di

per molti anni della condotta dei giovani

di non so quale impiegato


maneggi del M
e di questo

al

Re, nel quale

in

Roma, giacche

napolitani in

artisti

a rendersi garante pei pensionati; e d'altra parte

esponeva esser

gli

l'esperienza

Roma

gli

fatta

dava coraggio

continuare a non mandarli farebbe

il

una cattiva impressione, perch sarebbe il solo Governo che si rifiuterebbe a ci,
mentre da tutte le parti del mondo si mandano qui
pensionati. Riportandosi poi
a non so quale articolo dello Statuto pei pensionati, che dichiara essere indispensabile
che il Direttore sia scelto fra gli artisti pi distinti che dimorano in Roma da molto
i

tempo,

proponeva che provvisoriamente

egli

sostituto onorario

meglio

potrebbe

cader

sotto

anche

salvo

decoro

il

come

Cipolla

lui

come

scegliere

sostituto onorario,

si

Direttore

lascierebbe Marsigli

dipendenza dovrebbe rimaner Cipolla. In

cui

la

potesse

ed appoggiava caldamente questa sua proposta.

la scelta;

Proponendosi quindi da
Direttore,

si

Cav. Architetto Cipolla, soggiungendo che sopra nessun altro

il

tal

modo

sarebbe

Marsigli; cosa che non succederebbe nel caso che

di

riuscisse nel suo intento.

Stando

le

cose

a tal

conto di quei che


ragione

Son

tali fatti,

fra

punto,

vi

che raccomando

certo che

la

ai

la

pensionati,

chi faccia prevalere un'opinione

di

alla tua delicatezza

sono in

non

mantener

Roma

nessun altro

massimamente non essendo

Infine, io

sono certo che

la

proposta

di

De

spada

tratta pei giovani.

Amami

te,

modo

Non

vi

Garibaldi,

di

in Napoli,

Roma

gli

con

batti a

tuo Achille

Due

Sicilie la stella

Borbone scompare, Vittorio Emanuele entra


Morelli
il
quale aveva passato alcun tempo
il

nello stadio

in

ti

dimenticarti di dirmi qualche cosa

di

Vertunni

incaricato di dirigere

insieme ad Altamura, tornato da Firenze,


citt,

non

abbiamo

sempre.

eventi precipitano. Brilla sulle

gli

suo, cosa che

riuscisse.

si

Il

Ma

Cipolla

di

che solo forse in Napoli

Sarebbe un bel trionfo se

Addio, caro Morelli. Scrivimi questa volta.

dei miei quadri.

meglio

egli pittore, e quindi

Martino, che vuole ad ogni costo portar

giovani, sar validamente appoggiata da

occulti.

momento, perch deriver

lieve

potendo voler per forza che pensionati pittori facciano


veduto finora quanto danno abbia arrecato alla pittura.
su

sul

preferenza, senza per rendere di pubblica

tua influenza morale sar di

dalla persuasione che fra quei che

potr esser utile

d'uopo

due meriterebbe

sott'ordine

architetti Alvino,

la

pi valenti fra

decorazione della
giovani

pittori, e

Niccolini, Francesconi e Capocci.

NUOVO A MILANO

DI

Dovevano dipingere

antichi

gli

alcuni

ma

arazzi,

fronte

di

politici,

(2).

torna

l'irrequietudine
ai

nuovi

rendere insieme

Milano,

di

Caro Vincenzo,

Qui mi hanno
timor

riuscita,

rimasto alcun ricordo

sia

artistico.

scrive al Petrocelli 0)

un

non

bisogno d'allargare

il

pi intenso l'ambito

rappresentare

Morelli; egli sente pi che mai, dinanzi

di

avvenimenti

imitando

trionfo

di

difficolt:

non appaga naturalmente

facile successo

artistica

due

una pittura impreveduta, che fu come una manifestazione della nuova

scuola. Peccato che di tutto questo lavoro


11

archi

gli

d'indipendenza, dipingere a tempera in poco tempo

guerre

delle

fatti

Fecero bene

Morelli (1)

scrive

trovavano

si

IO5

come quando facevo

ridotto

come

panico

prova quando

si

si

Borgia, con

il

fanno

primi

la

febbre addosso e

lavori e

si

presume una

Tu mi capisci meglio di quello che io mi


Club, ma Pagliano e Bertini sono un affar

che non saprei ben formulare.

spieghi. Studio l'acquerello la sera al


serio: in quest'anno difficilmente

potr arrivare, perch

li

la

stagione quasi

finita,

non avremo che altri otto o dieci costumi, e poi addio, rimango col desiderio in
corpo. Aggiungi pure che io vado stanco del lavoro di tutto un giorno, e la vista
spesso pi stanca della mente.

Ho

studi per pigliar paese e capire

fatto molti

grandi spese pei costumi del quadro


qui

la vita artistica

carissima.

Ne

Vonwiller,

di

La

modelli

societ eccellente,

ottime

di

qualit

del resto d'Italia. Se

cavalleresco in tutte

immagina

nella

le

in Napoli, o a Firenze

meglio che puoi

la

chiesa, ora

Salutami Chiariello

gi da gran
f 1

(2)

di

di

poche parole

vivrebbe benissimo. Vi

un

certo

a quella

che

di

pettegolezzi di Napoli.

si

Re?

Cialdini

ci

potr andare a dipingerla (4).

(5).

Morelli

quale sentiva cos modestamente di s, era

il

tempo considerato come maestro

dai suoi gio-

Ricordi, ecc.

Questa

lavoro a tempera era stata una

dell'affrettato

Celentano a declinare l'invito


(;)

doppio

non somiglia punto

Ora, l'uomo

il

che sarebbe meglio.

sono gente

cosa pensi di fare. Hai abbozzato l'idea del quadro pel

ha accomodata

si

pure

specie di conversazioni, e una dignit nella critica, che farebbe

vivere molto meglio che fra

Dimmi

il

fatto

va male, perch

si

quasi

colori

Ho

dei modelli.

piastra per quattro ore. Se la provvidenza

vita pratica. L'aristocrazia

potesse, qui

si

tipi

e coi quattrini

vuoi una prova?

non meno di una


non viene, inaspettata, dopo il quadro, o
Napoli,

Vincenzo

tando spesso

al

Petrocelli,

il

delle

ragioni

gi citato pittore, che

punto da desiderare che

si

aggir sempre nell'orbita morelliana, imi-

suoi quadri passassero per

essere

autore di un 'Duca di Guisa, e tent anche quadri di pittura storica moderna,


horbonici nel Monastero delle Carmelitane a Catania nel 184S.
(4)

Di Gaeta,

{$)

Il

pel S. Francesco.

telaiuolo.

avevano indotto

che

di Morelli di partecipare a quel lavoro.

di

Morelli,

fra

fu

pure

cui I cacciatori

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

IO

contemporanei, che,

vani

gegno,

volgevano, come

si

per conforto; l'artista

ma

solo de Gl'Iconoclasti,

sovranamente

per consiglio e

lui,

era gi

di lui,

de / Vespri

il

Siciliani, e si

doveva

Firenze,

ove

il

giudizio,

non

pi regionale soltanto, nazionale.

apprestava

genio

venir

di

con

consacrato,

/ Vespri egli aveva atteso sin da prima del 1860, quasi

presentisse

non

non

pittore,

prima grande Esposizione Italiana

a quella

suo

d'in-

favilla

sentiva minore di colleghi,

si

meno

che pur valevano tanto

visto,

s'

quale

il

avevano

appena

se

eventi; e

gli

era stato,

quando ancora Quarto

nell'aprile,

Marsala e Calatafimi

Palermo,

il

quadro

era gi cos innanzi, da venir decantato ad incitamento e ad

esempio

to.

Nessuno vorr

Siciliani,

che

nella

Villari,

Il

un vero

dire che sia

pure uno dei pi

Commemorazione, ne giudica:

belli di

e proprio

costumi del tempo, che escono, fuggendo


quadro, e corrono verso
lontano,

si

di noi,

vede accennata

quadro storico quello dei Vespri

questa serie.

con

Sono

tre

meravigliosa

donne

vestite dei

evidenza,

fuori

del

che guardiamo ed ammiriamo. Solo in fondo, assai

rivoluzione. L'evidenza della rappresentazione gran-

la

Ma le donne che fuggono


dominio francese nell'isola .

dissima, la forza del disegno e del colore ammirabile.

non rappresentano

Ora,

me

Vespri

che distrussero

Siciliani,

il

pare che questa, forse unica,

volta

il

critico,

non

per quanto abituato ad essere coll'artista un'anima sola,


l'abbia

bene compreso,

sia

nella

ragione tecnica,

sia

nella

inspirazione psicologica.

Anzitutto, dovendo

non grande

fare

un quadro

finito,

da

vedersi

distanza, Morelli mostrava di avvertire la sconve-

nienza delle folte masse sul

primo piano, masse

inoltre in

quella furia di atteggiamenti violenti, che, riprodotti, guai se

sono, se debbono essere descritti minutamente


tela in

e fissati

una condizione d'immobilit permanente:

in

sulla

questo

caso, finisce col divenire odioso anche ci che riesce tecnica-

mente

(1)

perfetto,

Celentano, op.

cit.

ci

pag.

che

356.

in

una grande macchia

vista

da

VESPRI SICILIANI

msiglio e
itiva

minore
il

di colle

pittore,

e si

non

apprestava

sposizione Italiana di
sacrato,

con

ile.
.

quasi

Quarto

>ra

quadro
ad

ne

tee;

Ctit

nella

.1

inoltre in
Senti,

odotti, guai se

eh

mutamente
ilit

pernia

.ride

i/Ai.irjiH

uni<av

n'

alla

VESPRI SICILIANI

lontano provoca invece

mozione

voluta.

LA CACCIATA DEI SARACENI

appunto

ci

com-

del vero, quindi la

l'illusione

I07

mirabilmente nel

cui riusci

telone pel teatro di Salerno, ove la cacciata dei saraceni resa

con tutto l'impeto epico


conto degli

Ne

un poema eroico, tenendo pur

di

della luce

effetti

ha invece saputo renderci, con

/ Vespri, egli

tudine del primo piano

rotta solo

tutta l'ansia della lotta, che

cacemente nel fondo


Santo Spirito

di

tecipa,

poi

ponendo

quale

eloquente

lo spettatore,

in

pi

ma Un

episodio

ben noto

una giovane donna;

l'oltraggio
e

profilo

il

Egli

dei

intitol

Vespri Sici-

pi

di

questo

corrispondenza con l'immediata

diretta

Fu

cagione della rivolta e dell'eccidio?

come

effi-

che non vi par-

imaginare episodio

poteva

si

ma

svolge confusamente

ove non indarno appare

quadro, non / Vespri,


e

liani,

si

soli-

la

donne fuggenti,

dalle tre

stessa loro condizione spirituale.

nella

il

artificiale.

quella

cagione

da un francese ad

recato

noi possiamo ben facilmente, inevi-

tabilmente dobbiamo anzi vedere

in

queste tre giovani

donne

compagne dell'avventurata, per amor della quale,


prima un uomo, poi subito, tutta la citt, tutta l'isola si ribell

impaurite

si

le

Quella mente, che Morelli con senso

liber.

defin

scrivendo di s e

riflessiva,

gli

pi

si

esatto

imaginosa che

sugger dunque, tuttavia, una lettura della storia

da riuscire molto pi

insieme e dell'anima, tale

che se avesse avuto


pochi palmi

di Palizzi

la

eloquente,

pretesa di riassumere e di rendere su

di tela, nelle

un avvenimento rimasto

sue pi dirette e specifiche modalit,

ragione fra

pi

celebrati delle

vicende umane.

Quanto
fondere

la

a tecnica, egli gi riuscito in questo

vigoria de Gl'Iconoclasti nella morbidezza del Borgia

e in quella
fusi la

quadro

vena

sentimento romantico da cui sono circon-

di

Mattinata ed

Freschi

la tecnica

magistralmente nel Bagno Pompeiano

che sta per trionfare


nel Conte Lara.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

IOS

Primeggiavano
Casnedi,

allora

Domenico

Milano, con

Girolamo Induno,

Morelli aveva raccomandato


critici

mecenati,

Societ

ritrovo, la

Corso,

il

1857
Fra

di

San Carlo

al

degli Artisti

quel

prossima bottiglieria Lazzaroni,

di

Grandi,

mandava

marchese Girolamo d'Adda; luoghi

la

Ranzoni,

di

quali sin dal

ai

giovinetto Celentano.

il

quale una quindicina d'anni

al

Pagliano

Bertini,

caff

dopo doveva succedere

per

scelta

La

Gigi Perelli.

di

allora bagliori che

dovevano

Cremona,

di

pittura milanese

dopo

riuscire fugaci,

avere accennato a risvegliare tutta l'arte italiana, nell'attesa

che

la

vera luce

facesse.

si

Dopo

che

Knoller e di Giuliano Traballesi


pittorica del

Regno

Italico

era

si

scuola di Martino

la

con Appiani

fusa nella

fioritura

con Bossi,

il

grande

Sabatelli aveva insegnato pi a concepire e a disegnare che


a

dipingere,

erano

ed

usciti

Trecourt

Diotti, Coghetti, Scuri,

nevali,
stesso,

che

fu,

Picelo,

il

quale

il

scuola

dalla

del

quel rivoluzionario Car-

non deriv veramente che da

ed ebbe naturalmente sorte infelice, sinch, rievocato


egli

come una rivelazione nella Esposizione


Lombarda (Milano, 1900). Il romanticismo

apparve

Storica dell'Arte

aveva intanto trionfato con Hayez,

perdurato anche quando

fama

era divenuto evidente che la grande

rimasta

bergamasca

raccomandata

Bacio verista ed

che

di

non sarebbe

intenzionale

all'ardimento

eccellenza

alla

di lui

cui

in

ritratti,

si

del

dimo-

strava assai meglio osservatore acuto, e felice riproduttore del

non
commentatore

vero, che

del

passato.

l'intenzione

fosse nei quadri storici lettore


efficace

dei grandi

Massimo

d'Azeglio

pi

che

della natura, vinto

non dovesse che


personaggi storici;

la

fatti,

delle

aveva

riproduzione

del

intelligente e

insigni

portato

figure

Milano

vero nello studio

ancora dal pregiudizio che

il

paesaggio

servire da semplice cornice ad eventi o


e,

se negli schizzi fatti in

campagna aveva

dimostrato sincere facolt pittoriche, nei quadri non aveva

MOMENTO

IL

saputo elevarsi dal grado

onta che

nei libri, egli intendesse

vibrare popolarmente la Patria.


coltura che inspirazione;

far

Molteni aveva avuto pi

Il

Moja aveva

il

IO9

un signorile dilettantismo, ad

di

come

quei quadri,

in

MILANO

DI

tolto

pittura di

alla

prospettiva quella genialit fantastica di cui l'aveva animata


Migliara, e reso
di

vero con gretta freddezza, senza ombra

cromatico;

estro

Rovani

il

Carlo

Arienti

non aveva saputo

caro

si

sferrar la

indubbiamente animato dalla pietra

tura che

cidato dagli austriaci nel

1849, e

moriva Cherubino Cornienti

Da Domenico

le

pi sincere

visto della pit-

Pasquale Massacra era stato tru-

infine,

facilit;

la

da cui era

una tecnica che ren-

di

non avevan

Scattola

Sala, lo

il

Giuseppe

scintilla

deva allora graficamente convenzionali anche


inspirazioni

(l

Llc ^

ma S 10

<del

1860

Induno, da Giuseppe Bertini

da Hleuterio

Pagliano era dunque appunto principalmente rappresentata

lombarda,

pittura

Cremona

si

sarebbe,

all'infuori

si

fossero anzi

tempo

Mos Bianchi

dicessero

di

parte

la

che Federico Faruffni venisse a

attesa

in

dimostrare ove questi tre


Tranquillo

il

in

fermati, e

ove invece

contro

di

essi,

giovani allora, e ancora sinceri e

forti,

essi,

arrivati.

Ma
e

erano, que'

tre,

rappresentavano

pareva aver da

Non

il

essi

meglio, quando

Domenico

Morelli

tanto da temere e da apprendere.

era egli invece ad infondere loro quella artistica vita

che poi andarono presto perdendo?

Certo

che Pagliano, ad esempio, nulla pi fece poi che

valesse quella
allora

sotto

Tintoretta

l'aculeo

di

quel Buondelmonte, ch'egli dipinse

Morelli e

valore, consacrarono la sua

xMostra che fu

come

la

fama

rivista

(1) Molti di questi artisti erano passati da

affermarono

a Firenze, in quella

che

Milano

che

l'Italia

il

suo

grande

faceva di s stessa,

Torino per invito

di

Ilario Alberto.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

IO

momento

nel

dopo

la

di accingersi a

prima

riprendere

cammino

il

iniziale sua costituzione

a Stato

e la lotta,

uno, libero

ed indipendente.

I).

Morelli.

La moglie
Rotondo

(Galleria

Firenze mancavano,

di Putifare.
-

correre

sentito

sull'arte

1S61.

loro

il

ma non
soffio

avevano gi

della

morte?

lombarda, mancavano Hayez, Arienti, Induno, Bertini.


tradizionale

pittura

religiosa

Trecourt col San Nicola


storica,
la

dall'Enel ii io di

Co-

vero, della scuola romana,

Consoni, Podesti, Capalti;

ghetti,

Napoli).

da

italiana

Bari;

era
la

Della

Ma

rappresentata

tradizionale

essi

la

dal

pittura

Adeodato Malatesta, mentre Ussi con

sua troppo celebrata Cacciata del duca d'Atene dimostrava

come

fortuna possa riuscire spesso maggiore del merito,

ma

L ESPOSIZIONE NAZIONALE DI FIRENZE

non ne debba poi

essere rimproverata,

pu almeno vantare

III

quando

nobilt dell'intenzione.

la

Tuttavia, pure avvertendosi l'assenza di Filippo

ma

dal breve

meraviglioso gruppo di giovani

che doveva venire

rivoluzione e

la

Palizzi, era

meglio

concili

delle parole

rivelazione.

la

suscitata

essi

Rovani ^:

salutava Giuseppe

li

da Napoli

usciti

pu dare un'idea dell'impressione da

Nulla

fortunato

il

Nella storia del pensiero delle genti diverse avviene talora quel che succede

nella

storia

famiglie celebri e degli individui, che, chi vanta nel blasone le

delle

non si affanna poi a continuarle o a


esse in un ozio presuntuoso. Se questa idea

glorie

boria di
dell'arte

in

oggi vediamo, salve

Italia,

le

sono illuminate dalle glorie vetuste, meno

Abbiamo

tura toscana

raggio

percorrere

comparirvi

Giorgione
che

compare

il

Tale

nuove

pi

e origi-

la pit-

per

l'avvenire

nemmeno

l'intenzione di

Anche la scuola veneziana, se avesse potuto


medesimo risultato. Il fascino che esercitarono e

campi inesplorati.
avrebbe dato

tutta,

Tiziano

sommo

il

e Paolo fu tale che agli artisti viventi sembra


debba consistere nel riprodurli in nuove edizioni.

Tintoretto

della loro fatica

pure della scuola romana. Pare

eccezioni, che quelle che

affaticano a cercar vie

dall'opera pi grandiosa e pi completa che mise in mostra, un solo

de'

nella

pur nel tempo medesimo non traluce da

in isplendida veste;

annunci n pel presente

che

culla

applica alle diverse scuole

detto che nell'attuale esposizione, e per quantit e per qualit,

nemmeno

essa,

si

della forma.

nali alla manifestazione del pensiero e

la

consuete
si

ma

rinfrescarle,

avite,

cente destinata

successori, al

ai

decorare pomposamente

le

citt,

pari

che Raffaello abbia divorata l'eredit giaquei

di

municipi che prelevano

non lasciando

posteri che

ai

milioni per

piacere di pagare

il

debiti senza gloria.

Non

cos, ci

sembra

Tanto l'una che


vantare;

ma

almeno,

delle

segnatamente

l'altra,

allorch quel passato era

glorie

artistiche

perch

gli

tanto colossali, che

mancarono quegli

nalisti d'oggid,

il

la

due scuole,

presente,

esso

la

napolitana e

la

lombarda.

seconda, hanno un glorioso passato da


si

trascorse

istoriografi zelanti

possono dar fama senza averne

trov a viaggiare insieme con


inosservato,

quasi

ed entusiasti, che,
il

mandato

fors'anche

al pari dei gior-

anche senza

ch'ella

sia meritata.

Or, fermandoci alla scuola napoletana moderna, fu generale

dest, quando, all'attuale Esposizione di Firenze,

quel che a noi preme tanto,

al

comparve

pari della ricchezza e della

originale e progressiva. Pittura storica e di concetto;

la

meraviglia che

cos ricca e cosi bella e,

bellezza, cos

pittura di genere,

nuova

paesaggio

rami apparvero saggi numerosi e segnalati.


Lombardia per la lunga dimora che fece a Milano, vi
espose pi tele di varia importanza. Noi adesso sul conto di questo veramente
esimio artista non formuleremo un giudizio con documenti e prove e attestati, ma
esprimeremo un sentimento affatto nostro e individuale, dicendo che, se alcuno ci
e prospettiva. In tutti questi
Il Morelli, gi

(i)

Gaietta

noto

in

di Milano, 4-7

novembre 1861.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

112
domandasse

sono

quali

vorremmo aver

opere che noi

le

quante vennero

fatte tra

esposte in pittura, non esiteremmo a rispondere: queste del Morelli.


In esse sono tutte le qualit pi preziose del pittore;

perare una parola che sta sempre chiusa in tesoreria


tanto ella

e,

se fosse

permesso ado-

il

pallio di

Sant'Ambrogio,

Un

gran

sul sapere e sulla

che

forza

brevi tele,

Nella composizione

si

questo soggetto

di

perde quando

sembra

ci

lo spazio si

del concepire parco e profondo

originalit, l'individualit

energico, che, in

questo

dipinto, pare

qualche cosa del fare poderoso

ma

belt virile
affatto

suo

che

Degli

che

l'arte

pi

Ma

del

questo

di

in

pittore.

Un

Daniele,

rivela

si

disegno largo ed
richiama

ti

come una completa

quale,

il

carattere

il

dove

punti diventare aspro,

certi

Crespi

costituiva

nell'esecuzione

selvaggia, pareva

ci

fa

son

dei

trovar

altri

toni

senza quel felice

azzardati, che, guai a tentarli

cos

medesimo.

risorse nel pericolo

le

quadri che espose e che appartengono piuttosto alla pittura

di

genere

Bagno pompejano, che molti poterono


Milano nello studio stesso del compositore. Quantunque di genere, un

di storia, a noi

vedere

anche

cui

non amasse acconciarsi. Il colorire del Morelli


Quantunque succoso e forte e trasparente, molto diverso
veneti avevano pi armonia, pi morbidezza e pi sequenza; nel Mo-

invece

istinto

di

e affascinante.

dal veneto.
relli

grande.

aver trovato quello che con-

di

a cos dire, sintetico, che

e,

del pi grande pittore della Francia moderna.


la

essa

in

fa pi

La figura del monaco circondato dal furore dei settari che


danno de' piedi nelle imagini santificate, si direbbe degna

perfetta annoia e stanca.

non

abbastanza ampia per

tela

trassegna un pensatore. In essa v' quell'inaspettato senza

trapassano colle lancie

un completo esame

fare al pittore

Una

pi alto

grandezza

di

governare l'intonazione, che spesso chi

smarrisce e

si

pu

si

disegno.

nel

tiene

nel

affrontare tutte le difficolt

se

parola

la

s,

importante quelle de

pi

un gran pensiero da esprimere; figure

fatto e

vogliamo dire che per esse

al naturale, tali

tutta,

Genio,

pittore di genio.

suo quadro

Il

diciamo pi importante perch presenta tutto ci che nell'arte

G' Iconoclasti;

maestro su

un

pu pi tornar indietro.

si

e pi arduo.

diremmo che

preziosa,

non

detta e

come

sembra che

migliore

il

sia

il

quadretto che serve all'intento dell'archeologia e dello studio de' costumi.

Esso

perfettamente

bagno

un

antico. Mirabile e piena d'effetto vi

distribuzione della luce cadente dall'alto e illuminante

che queste staccano sul fondo

ne

la

composizione; belle

drappeggiare e
sugli occhi

un

il

piegare

effetto

in musica, la quale

ti

che vive senza regole

che

le

si

il

colorito.

sente pi di quel che

lusinga e
e trionfa

Nel tocco del pennello

riusc la

figure per di dietro, tanto

come ombre filettate di raggi. Naturale e semplice


nudi, elegante il
movenze delle linee. Leggiadri

incantevole ne

le

ti

si

Esso

che

tale

produce

spieghi, e somiglia all'armonia

consola l'orecchio per un'arcana virt del gusto,

spesso nell'infrangerle.

un modo delmomento all'altro.

quella trascuratezza cercata che

v'

l'eleganza, e che pare minacci di diventare

un

difetto

da

un

E diciam

questo perch potrebbe darsi che codesto difetto balzasse presto fuori, se

forse gi

non appare

in

qualcuno degli

Passeggiata in gondola (Freschi)

da

farsi

che un quadro compiuto

di

altri

quadretti

esposti,

specialmente

che parrebbe piuttosto un bozzetto per

un

nella

quadro

Celentano, toltosi

all'improvviso dal tormento

del

Francesco Saverio e del Cclliui:

S.

Un

altro egregio e originalissimo pittore

rappresentante

//

il

Celentano. Innanzi

al

suo quadro,

Consiglio dei Dieci nel cortile del palalo ducale di Venezia,

si

prova

****

CAI.IDAR1UM

nento del

ROVANI, MORELLI, CELENTANO, VERTUNNI


quel piacere che un orecchiante pieno
e

di

memoria

sazio delle perpetue imitazioni

dei furti e plagi perpetui, proverebbe nel sentire per

veramente nuovo

non

atteso.

Il

Celentano,

I I

la

prima volta

rappresentare

Dieci

un
di

motivo
terribile

Quadro non

D. Morelli.
l triclinio dopo un'orgia.
finito, che doveva accompagnare il Bagno Pompeiano.
(Galleria Nazionale d'Arte Moderna).

memoria, colse uno

di

per timore di appagarsi


8

quei veri transitori e comuni che troppo spesso l'arte


di

troppo poco.

Il

Doge

innanzi a

tutti;

con tardo

rifiuta

stanco

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

114
piede sale gi

la scala dei

Giganti;

consiglio, chi anche occupandosi di

celebre dai

ma

libri;

e del quale

ha

si

incedono a

gli altri

passi suoi, chi pensando, chi intrattenendo


atti

non

Non

gravi.

momento che deve

pure un

morale,

tale certezza

che,

processione senza arte apparente nessuna,

ci

due

ci

movendo

tre,

sui

trattarsi

un momento storico

in

fatto

essersi ripetuto migliaia di volte

guardando quelle figure disposte in


par come di rivivere con esse un istante

dei secoli tramontati. Perfetta la prospettiva del quadro;

lenza distribuita la luce

colleghi di ci che dovr

verissima e per

eccel-

che forse pi che mai contribuisce a comunicare tanto

palpito di vita alla composizione generale .

dopo aver lodato l'Altamura

Infine,

delmonte e

Ritratto

il

di Carlo

Buon-

pei Funerali di

Troja, notata la inferiorit del

catanese Rapisardi e del Postiglione, e rilevate tutte

difettose

le

incongruenze del cavalier Smargiassi, Rovani, concludendo


che quest'ultimo
proverare
Un

al

vero

Natura, tentando

la

di

proposto

essersi

Vertunni, dimorante a

del paesaggio,

effetti insoliti

ma

le

due

Paludi Pontine stanno tra

le

vedono

si

all'Ksposizione.

le

cose pi pregevoli

Una grande

che stanno nei limiti del bello

summentovate

tele

Ed ecco
che

pu servire colla sua predilezione


compensare le intemperanze di Smargiassi,
Roma. La sua Campagna romana e l'altro suo

artistico

nella prospettiva, una invidiabile freschezza d'esecuzione,

anni,

concludeva

migliorarla

colla sua fedelt castigata, a

l'egregio

guono

rim-

di

altro pittore napoletano, che in questo


e

quadro rappresentante
l'arte

sembrava

gli

In

vera

grande

un

sono

che, nel-

nella luce,

che

pregi

con

magistero
distin-

critica,

quella

ha ancora, sempre, sapore

la

verit

dopo quaranta

che,

non men

d'attualit,

pi

dell'arte

inspirava.

Dopo

Vertunni s'era andato,

Pia,

la

perfezionando

in

poema

Morelli

s'

Quanto

della

visto

diamo, per merito

per cui vedeva

storia

come

a Celentano,

Morelli a

sempre

pi

una tecnica sempre progressiva, ed elevando

nella vastit del concetto,

grande

infatti,

di

s'era

delle

civilt

preparato

paese

come un

tramontate.

Di

al

nuovo cimento.

di

Morelli che ve-

ancora a quello

questi, intrecciato

Roma non

il

il

aveva diviso che

suo trionfo.
in parte

gli

entu-

siasmi suscitati dal S. Francesco Saverio, lodandolo anzi tutto


pel colore

(i)

Celentano,

W;
op.

cit.,

Bernardo, impressionato dalle tacite riserve


pag. 379.

<
Di
<
ti

H
Z
o

movenci
in

ito

migliai

>

^
w

inferiorit

tutte le difett

e
in

men

pi

dell

'do

tto
:te

rise

MORELLI E

CONSIGLIO DEI DIECI

IL

115

dell'amico e maestro, quasi improvvisamente, con scelta ed

men ponderata ma

inspirazione

appunto per questo

e forse

tanto pi

aveva,

schizzato un bozzetto rappresentante


del

cortile

Palalo

quadro, perch

indovinato

Ducale,

nel luglio del 1860,

Consiglio dei Dicci nel

intendeva

un

fare

sentimento

il

po-

anche ai tempi

(illudere

presenti

cui egli

solito

pareva

gli

della scena generale, e

teva

di

77

del

felice

campo

dargli

di

studiare molti belli caratteri

ben contrapposti

un quadro,
zione al

e sentiti;

di rea-

infine,

San Francesco

(l

San Francesco portato

Il

\
a

Napoli era poi stato esposto

Museo

al

Vittorio,

come

dato a Bernardo,
giovani,

altri

aveva

quale

il

Re

da

visto

ad

commis-

la

sione di un quadro storico,

perch
^ctta

diceva
-

Ufficiale

ti

del

la

Ritratto di D. Morelli,

le

arti

bello in quella

intendimenti

alti

erano

una

stati

umiliazione

compensamelo

Facciamo un patto

del

suddivisi

che una

dei

d'Italia

Ma

le

era

riuscita

categorie

per

soddisfazione;

racconta Luigi

gli disse

commissione del Consiglio

civili

parte

e,

(2 )-.

un giorno celiando Morelli se Vonwiller


Dieci, tu mi darai il bozzetto compagno

Dge

Un

gi

Grt~-

giovani

Celentano pi
quasi a

la

ad

quei

cui

in

Celentano.

(Propriet della famiglia Morelli).

elevassero

si

B.

A mano

mano

rispose Bernardo.

Lui dice

giorno, nelle ore pomeridiane, picchi da noi

Dieci,

Vonwiller

(1)

Celentano,

op.

(2)

Celentano,

op.

cit.,

cit:,

ti

aspetta

pag. 382.
pag. 407.

il

fate, e

il

bozzetto tuo.

Morelli e gli disse

Porta

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

Il6
E

carrozza stessa, uno sguardo

nel cortile, dalla

commissione assodata.

Il mio bozzetto! sclam Morelli.


a posta con Bernardo le scale, egualmente
preso un terno al lotto .

uno scambio

bozzetto,

al

di cortesie, e la

N Bernardo

E per

portarselo in casa l

sfavillanti di gioia,

cose d'arte, e vedeva

quale allora scriveva

il

vento

al

sue parole vive cader morte

le

un ambiente tutto negativo, Morelli dava conforto,


Milano nel marzo 1861, gli aveva scritto:

una

Io intendo

rifece

l,

come due che abbiano

soltanto Morelli soccorreva d'appoggio e di

consiglio; anche a Luigi,


di

come

sentiate

vi

amareggiato

scoprendovi isolato,

vi

in

da

bisogna

di

compagni: vostro fratello ed io.


per Dio! Sempre solo ovunque mi trovo: l'arte per

forte coscienza per tener fermo. Eccovi dei

Egli studia solo, io pure solo,

esame continuo del cuore e


seremo nella pittura e nella condotta
noi un

Queste righe

ma

artistica,

illustrano,

fondo, divisa da

sempre pronta

riflesso

Leonardo,

modo

Grandi

al

che

bene

umano

altrui.

basterebbe

debbano

che tenne,

in

a dimostrare in

agitava

per quanto

si

della sua vita


all'intrigo,

al

meno

di

riferiva al

artistico

spirituale spiega

denaro

ed

uno

qual

teoria del

la

anche
intorno

che

Morelli rimanesse indifferente a tuttoci

all'arte si

in

come un

esse

ed esplicare

sentire

superuomo. Quella nobile solitudine

come

l'elevatezza dell'opera

riserbo

di

un'indole, che era pure cos comunica-

tutti

tiva e cosi
di

avrete di che confortarvi

non soltanto

specie

quella

medesima fede confes-

della natura, e se la
artistica, voi

non solo

elevato,

maggiori disprezzi

dei

bens anche per tuttoci che aveva riguardo

convenzionalismo

allora

sociale,

non meno

d'oggi influenti.

Tanto

influenti,

che

il

giudizio ufficiale

su

quel

grande

trionfo dei giovani napoletani di fronte alla restante pittura


italiana, riusc
il

ad

publico e presso

che in tutte

le

onta della unanimit del suffragio presso


la

critica

la

prima

di quelle

delusioni,

Mostre nazionali dovevano poi successivamente

ripetersi.

Sin dal

maggio

di quell'anno,

Luigi, scrivendo da Firenze

LA LOTTA TRA

Bernardo ed eccitandolo

emergere
N

VERO E

IL

FALSO

IL

II7

qualche cosa

far

aveva descritto

dalla folla , cosi gli

l'ambiente:

scuola della verit qui bene accetta, che anzi mi pare

la

che non a Napoli,

Promotrice

giovani

Appunto

sdegnati.

Tivoli (1). Perci bisogna unirci

il

il

bravi, e far

ai

pi contrastata

Esposizione

nell'ultima

son premiate opere tutte della vecchia scuola,

si

fuori stato

per

di serio

della

primo ch' rimasto


colpo Dillo anche
!

a Vertunni e agli altri amici, che bisogna tutti sostenersi a vicenda .

Bernardo

Vertunni dovevano corrispondere

erano

e intanto

si

chiamato

a far

pittura storica

mezzo

per

buona

preparati; Morelli

parte

(2)

di Luigi,

che

invidia,

anzi

ama

tante

altre

sentite parole di vero

infatti,

Oggi

si

si

non

cuore, perch

di

che fanno bene aggiungendo

quelli

assai

artista

giorno stesso della inaugurazione della Mostra,

il

Morelli

settembre 1861

15

manda

Pagliano avrebbero fatto

miglior figura, e se ne congratulava

da Milano

Diaria ,

Tintorctto

del

figlia

Celentano

la

pareva esserci pochissima roba

gli

La

stato

era

(in pittura specialmente), tranne Pagliano, che

mostrava sicuro che

s' visto,

lombarda per

aveva tenuti informati

li

un bellissimo quadro

la

come

quale

il

Commissione

della

aveva

scritto alla

moglie:

aperta l'Esposizione. In generale, vi poca roba di pittura.

che ha una individualit, un


alla pittura storica)

Celentano, ed

far piacere alla famiglia, quindi

Questa notizia deve

suo un quadro serio.

il

dagliela

solo

Il

veramente buono (alludendo evidentemente

avviamento
.

Cos, Luigi, appena arrivato a Firenze, s'era entusiasmato

opere

alle

lando,

Morelli (

di

dopo,

Pagliano,

/'/

grande

Ussi,

lasciato espandere, scrivendo

sentire dalle
relli,
i

che,

bocche

pi ardito

di

tutti

di

(1)

Il

giovane paesista arieggiarne


in

il

di

diceva) segna-

Vertunni.

Napoli,

sua

spinse

Nicola

la

gioia

Bernardo

di

convenzionale
maniera

il

primo

Palizzi,

Aveva

e del

nel

Mo-

a rovesciare

Aveva soggiunto
col

Bernardo

quale

si

era

Firenze sin dal i8;6.

(2) Morelli

dosi

la

si

Altamura,

nome

il

tutti,

cancelli del dispotismo

affiatato

artista

godeva sin d'allora

comitato per

un

Milano

monumento

al

di

tale autorit, che, alla

grande

statista,

sindaco Beretta con Giulio Carcano, Giovanni Brocca

egli

fu

morte

di

chiamato

Tulio Massarani.

Cavour, costituena

farne

parte

dal

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

Il8

che Ussi non era certamente l'ultima espressione


era pi innanzi di

si

stringevano

che

lui,

giovani

mano, inalberando

la

Aveva segnalato per anche


come gli artisti della scuola

arte,

in

promuovere
loro

quale

nella

il

hanno

soffiato

nome

proprio

il

La polemica

del

sulle

bocche

fu infatti;

vi

antecedentemente
voleva.

E,

stabiliti

Ma

essi

di tutti,

li

ma non

lui,

denuder

ma, come avviene oggi ancora

fattori,

la

morale

che erano

come Adeodato

Malatesta,

Mi
Francesco Dall' Ongaro
aveva detto

il

rifar

quale,

questo fu

tutto

quantunque qualche

provetto onesto e sincero riconoscesse

gli

fati

poteva ci che

si

di

onta del plebiscito concorde;

ad

che

chiamer su

non possono assaggiare la dolcezza


epper muoiono di rabbia .

ove ancora

faranno

e poi

poi divenuto pel sopravvenire di nuovi

sia

sempre pi torbidi

che,

sul

quantunque l'ambiente fosse allora forse pi

ingenuo che non


e

colpi

dicevano

liscio

troppo spesso, essa non valse a mutare quei

si

ve-

una discussione

contro di

una polemica nella stampa, che prima

giudizio della pubblica opinione.

di sentire

dibattevano,

si

sostenitori

verit.

concluso:

nostri, sedenti nel Giuri,

passata

della

si

raggiri; spiegato

cui stile vibrato apriva

il

E aveva

eresie.

Italia

trionfo dei nuovi, e rivolgevano da prima

il

contro Morelli,
finito

bandiera

brogli

dendo

la

tutta

di

che

dell'arte,

il

valore dei giovani,

abbracciando

da capo, vedrai!

andasse facendo

la

quantunque

pi

Morelli,

viva propa-

ganda, dicendo cose conformi a quelle che Rovani scriveva,


il

stretto

giur,

un

dal pregiudizio, dette

lato

dalla

una sentenza

nelle onorificenze e nelle

Essi

con

modo

rinunciarono

una

infatti

dichiarazione

publica,

all'altro

cos irragionevole,

dimenticanze

insignificanti ed alle pessime, che

dover protestare nel

opinione

le

unendo

opere eccelse

nostri giovani credettero

pi dignitoso.
alla

firmata,

medaglia
tra

gli

loro

altri,

conferita,

da Morelli,

Celentano, Altamura, Vertunni, Pagliano, Luigi Scrosati


il

milanese

squisito

non

alle

pi

raggiunto pittore

di fiori;

DA MORELLI A FONTANESI

Gottardo Valentini

altro milanese, al quale

tolsero di mantenere poi

Ed

(1)
Il

La

quale,

era

con

fioritura artistica del

dal

casi della vita

quanto prometteva.

d'accordo Antonio Fontanesi

essi

ben consigliato

Iig

Piemonte deve anch'essa

la

sua origine

marchese Roberto d'Azeglio, pens prima

la istituzione della Pinacoteca, dell'Armeria,

Medagliere,

del

del

C 1 ).

Alberto.

politica a Carlo
a costituire

Museo

l'ambiente con

Egizio, a cui segui la

Promotrice; poi chiam ad insegnare od a produrre a Torino, quanti godevano allora fama di
o meno: da Palagi a Sangiorgi, da Cacciatori a Gaggini, da
Mauro Conconi ad Arienti, da Bisi ad Hayez, a Molteni, a Migliara, a Podesti.

migliori in Italia, la meritassero


Bellosio a Moja, da
Vittorio

Emanuele

II,

consigliato a sua volta dal marchese di Brme, ne segui l'esempio, chia-

mando Vincenzo Vela ad

dove aveva creato Marocchetti,

insegnare

Gamba

Gaetano

di

artisti,

all'Accademia, prima Enrico

Ferri, poi

il

dandogli per compagni

Gastaldi, ed infine Antonio Fonta-

nesi.

D'onde una doppia generazione


Beccaria,

Rayper, Monticelli, Viotti, Quadrone, Reycend,

povero Benedetto
Bistolt,

Yunck,

morto

si

presto,

Gamba,

dal Vacca, dall'Ayres, dal Biscarra, da F.

Camino, Sereno, ad Avondo, D'Andrade, De Avendano,

Piacenza,

Pastoris,

Pitlara,

Morgari, Delleani, Calderini, Mosso, sino

Piumati, Pugliese, Tavernier, Cavalieri

Calandra, Canonica, finivano col dare a Torino

il

vanto di possedere

tre

al

mentre

massimi scul-

tori odierni d'Italia.

Antonio Fontanesi, nato (1820) prima di Achille Vertunni (1826), si afferm pi tardi;
Vertunni, Fontanesi, Segantini, stanno le grandi parole del paesaggio in Italia.
Vedi sull'ultimo,

L'Italico:

Segantini, e II fenomeno Grubicy nella vita e nell'arte.

in

La

protesta di Firenze ebbe

neri, e fu quello

il

da cui usciva,
tutta

le altre

essa fu

anche,

insieme

della catena

divenuta cos, per


storia,

arte

regione
locali

conge-

climi,

all'Esposizione

che uni d'allora

prima volta nella

regione,

per

che

la

dalle sfere

nazionale, pure conservando,


caratteristiche

le

dovevano,

si

ancor pi che
dei

momenti,

rari eccezionali

primo anello

il

italiana,

l'arte

meno

ma

italiane;

sorte di tutte

principio dell'atteggiamento verso l'arte vera

assunto poi sempre,


ufficiali

la

dei

si

debbono,

alla tradizione, alla variet

dei

tipi,

costumi.

Di

sorse intatti nei migliori napoletani l'idea


di

allargare ed arricchire l'ambiente arti-

unendosi

stico della loro citt,

invitando a Napoli
F. Pulii

altri

fra

essi

non men degni,

zi.

che vi erano interamente sconosciuti.


In

Napoli

scrive

il

Maestro

(i)

mancando

organizz, per supplirvi, un'Associazione Promotrice

le

di

esposizioni governative,

artisti

si

ed amatori. Nel dietro

bottega del pittore Guglielmi, alla salita Museo, sopra un tavolo comprato per otto
carlini

(che

Rossi,

pittore,

si

conservato per memoria), fu formulato uno statuto da Annibale

che

era

l'anima

dell'Associazione,

riavvicinati, dall'Alvino, dal Carrillo e da

me

dallo Smargiassi e dal

Landolfi ne era

il

Palizzi

segretario (2).

La prima manifestazione della nostra Societ fu l'Esposizione a Tarsia, che ebbe


uno splendido risultato fu onorata dalla visita di Vittorio Emanuele, e furono vendute tutte le opere esposte, tranne una. Questo quadro non venduto era di un
:

(1) Ricordi, ecc.


(2)

Vedi pag. 65.

L ISTITUZIONE DELLA

PROMOTRICE

121

artista, e rappresentava la scena di una esecuzione capitale, descritta dal


Cant nella Margherita Pusterla. Chiusa la Mostra, esso fu comprato da tutti gli
artisti espositori, pagando ciascuno la sua quota, ed poi rimasto per lungo tempo

giovane

nella segreteria dell'Associazione.

che aveva esposta

Il Palizzi,

venduta

una

testa

donarne

vitello, volle

di

il

prezzo alla cassa dell'Associazione, che, con la riuscita della

Mostra, cominci la sua

con l'altissimo intento

vita,

tener sempre viva la gara tra gli


annuali e col premiare

meglio dimostrava

giungendo,

dall'Italia

e dall'Alta Italia gli elementi che

Centrale
nel

rag-

Mostra

la

concorrevano

del 1865, alla quale

man mano

andasse

si

man-

di

esposizioni

le

migliori opere esposte

le

che l'intento

con

artisti,

1861 s'erano

sola fede, ed

altri

affermando.

stretti

a Firenze

una

in

che s'erano intanto venuti


V.

L'Esposizione

maniere diverse
curiosi fu

enorme,

pi

D'Andrade, tolto

confermarono
d'affetti

danno,

aveva Gli

alla

Dei

architettonica.

dei

successo

d'inspirazione,

La

artista,

gloria

aveva l'Esame rigoroso

pittore delle miserie sociali,

campo

Altamura
il

Toma

del

quale

ruota, la Pioggia di cenere,

far la

la Sanjelice, a

pittura dalla ricerca

amori nuovi;

ed infelice

basterebbero

nel

il

folla

napolitani,

adii vecchi

squisito

Marnili a.

da Milano, Faruffini; da Genova,

poi, e fu

di

nessuna brutta. La

che mai

Roma;

aveva risposto da
il

ricca

e gl'introiti fatti

romano

Vertunni,

ma

pittura,

di

era

storico

con Lo

di

un periodo

Patini,

il

futuro

rimaneva ancora
studio del

gianino invaso dai soldati tedeschi;

il

Parmi-

Miola

G. Toma.

si

rimase

(1)

Prima

(2)

suo miglior quadro

il

di

diplomazia, ed

affermava con quello che era

darsi all'arte,
il

Camillo

Miola,

l'artista

dotato di

si

C ),

Plauto mugnaio;

coltissimo

1860 l'aveva trovato aspirante

Edoardo Tofano,

giovane,

aveva

il

primo

Tofano

voluto

dedicarsi

e
( 2)

alla

a quella carriera.

mirabili attitudini, del quale Parigi doveva fare

un

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

122

esponeva quella Monaca

mirabile;

pi preziosi

un sentimento

di

con

dice giustamente Morelli

espresso

tile,

Rotondo,

Galleria

della

gioielli

coro, che ora fra

nel

una fattura

il

Boschetto, nell'attesa

meravigliose

Proscrizioni di Siila

dopo aver

men triste

ebbero sorte non


Galileo

una

1872

trionfato nel

dinanzi

pittura

agli

commovente .
Mancava Celentano

di quelle

che,

Milano,

del loro autore

inquisitori

sentimento

di

gen-

cosi

Netti

di

verit

ma, ahim, Celen-

tano era morto.


G. Boschetto.

Celentano, che, dopo

un piccolo poema sinceramente inspirato

nel Danlc giovane

pittore di

si

mondane, aveva

attraenti eleganze

quale basterebbe a dimostrare che cosa

la

pi

Consiglio dei Dieci, aveva dipinto

il

il

a Morelli l'opera sua

offerto

Maestro fosse sempre pei giovani

con questa

come sto, non saprei; ed io che avrei a dirvi tante


Comunque, una ve la dir; ma voi mi perdonerete?... badate,

Se, Morelli, dovessi scrivervi

che

mai,

non

so.

lettera,

cose, ora

un'im-

pertinenza.

Ma

Il

mio lavoro l'incominciai per

voi, per voi

pi superba), ch'io m'affaticai tutti

la

ma

ho avuto

quante speranze svanite! ho vergogna perfino

inutilmente. L'avessi agguantata

giorni

il

coraggio di giungere insino ad oggi.

a ricordarle.

E pure una

era tanto cara (forse

per raggiungerla,

Giubilerei nel dire a tutti

che non sono indegno d'avere Morelli a maestro. Invece

fuggita

via con le altre, e gli per canzonarmi che s' fermata a guar-

darmi tanto lontano, che mi


a
la

raggiungerla.

vedevo anche lontanissima

incoraggiamento.

vorrebbero

ci

stesse ferma

Ma

credo

il

degli anni di molti

contrario dappoich

giorno ch'ebbi da voi

il

Quel giorno non

lo

dimenticher

non dimenticher mai oggi 12 giugno 1865, che


giorni quello che sento
a

Voi ed

ai

meno

miei genitori che

Ma

d'affetto,

accettando

che vi venero male


di grazia,

non

lo credo;

che

Morelli,

sar calpestato.

questa

mi

il

mio

voi,

fra

mi

vi

mondo ho
mi darete

Morelli,

accettatelo;

verso
il

primo

come
8395
debbo

prepararono con una edutre creature

un'altra prova

lavoro, per quanto sia brutto

coll'essere

Mi

di

grave. Questo giorno lo

cazione esemplare ed amorevolissima. Al


a venerare santamente.

il

mai,

mio

Lo

lavoro, vostra

perch

il

core

mi

batte

E. Tofano.

propriet,

sfuggir anche quest'altra speranza?

vicina,

so

Voi impertinente, ma

di

Non

forte,

ed ha nobile

il

viso, e lo

sguardo

dell'animo nobilissimo, poich somiglia a Voi.

Credetemi, qualunque siano

tempi o

la

fortuna, sempre per Voi.

Eduardo Tofano

LA MORTE

Sarpi per suggerimento

di

mente

nella

Vita

varii

ad un Paolo

Dall'Ongaro, ad un Cesare fra

volendo giungere quella volta

Tasso,

pittura

la

Tasso,

al

che

Roma

facendosi mandare da

anche

toccare

il

cuore

rimeditava,

Morelli

disegni di Sant'Onofrio.

Tasso l'autore dei Dieci era improvvisamente spirato


tina

ad un Nerone, ad un Machiavelli, e s'era alfine fermato

pirati,

eoa

123

Nuova CO, aveva tentato e ritentato


momenti di Michelangelo, aveva pensato

dalla

al

CELENTANO

DI

la

sul

mat-

28 luglio 1863, raccolto da quel Cesare Fracassini,

del

che anch' egli, caro agli


Dei, doveva morir gio-

dopo avere,

vane,

quadro

Martiri

dei

fuori

Mura,

le

tanto di pre-

riassunto

sente

San Lo-

nell'affresco di

renzo

nel

preannunciato

tanto d'avvenire pittorico.

A Roma,

Achille

Vertunni, agli

artisti

Bernal do Celentano.

assemblea ge-

riuniti in

nerale fece battere all'unisono

cuori, parlando a viso aperto

d'una irreparabile sventura dell'arte


funerali

(14 agosto)

brividi pel

quei

Napoli

nei solenni

nella chiesa dei professori di Belle Arti,

tumulo, una tavolozza dipinta da Morelli metteva

a pie del
i

nero che precipitavasi oltraggiando


Morelli aveva portato

brividi

seco

tutti

colori .

Firenze, ove

era tornato, e d'onde Altamura scriveva a Luigi Celentano

(1)

Quando

il

da solo innanzi

Dante giovane
al

visto dall'uscio socchiuso

non ebbi

altro

esempio

l'ammirazione

portato a Napoli, Bernardo

fu

dice Luigi

di

in

il

scoverchi

lo

Morelli, che glie ne faceva da qualche giorno carezzevole piemura

e cosi ebbi

Morelli che lo abbracciava con lacrime, in un fremito generoso di cui

mia

vita

Morelli

era

stata soltanto platonica: al solito, essa

si

traduceva in una

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

I2 4

La bont

Nel

vinse.

cuore

del

Morelli lo

di

Michelangelo non pot

caff

resistere al desiderio di mostrar la foto-

Corse

Bernardo.

grafia

di

torn

con

immensa

fotografia,

la

locanda,

in

una

ad accalcarsi

di artisti

Cos a Milano, ove


gine dell'amico

folla

inda-

l'

seguiva e

lo

perseguiva; sicch:

Mi ha

un gran bene

fatto

a Luigi

scriveva

richiamato da

essere

col

te

pensiero a Bernardo, prima ch'io mi disponessi a


Tasso)

presentare

fotografia

la

compagni

bravi

a'

(del

milanesi... In

certe ore di mestissima solitudine, fra lo

sconforto

del

giusto

pi

io ho sentito qui,
mancanza o per dir

lavoro,

pi che a Napoli, la
l'assenza

mondo

dal

qua

di

mio caro Bernardo,


e l'ho sentita amaramente, mi parso
un avvenire monco, come un sentimento
del nostro, anzi

del

Una

indefinito d'impossibilit a continuare.

sognato,

volta l'ho

Domi mi

mente, come una

o Morelli.

ma

troppo confusa-

sventura

che

gli

era

non poteva seguitare


sogno, domani non sar pi cos .

incorsa, per la quale


a

me:

diping ere, e nel sogno ho detto fra

Quando mi sono

propaganda generosa,
Cipolla

in

una

benefica

tutela.

Tutti

gli

tanto che

davanti

Lequile

il

innanzi

disse, di

prof.

nello stesso palazzo

ma

come per

tu,

l'uno

due

molto

denudare un cuore

passi dall'uno o dall'altro, e

a correggersi,

aveva

al

acquistalo

degli
cit.,

ne

Scienziati,

pag. 498).

tutti

si

in certe intimiti

Morelli abitava accanto a noi

trovavano insieme. Sorvolando

tentavano, e vorrei dire sondavano, a vicenda


i

discorsi.

Era una novella

tu questo... con l'arte tua.

l'altro

che

(Celentano, op.

d'artista.

quest'altro, se puoi...
e

mano

fra loro,

riepilogo di

lusinghevoli,

pregi del quadro. Anzi,

Mutuo Soccorso

possibilit, d'intenzioni, di addentellati all'avvenire...

di

E fammi

Mantone

ch'era sempre

loro

dell'arte

di

fumando (Bernardo) internavasi con Morelli

In quei giorni, tranquillamente

al sottinteso,

quadro cose

del

viva premura di metter

Mariano Semmola,

pronto egli stesso a scriverne l'articolo

d'arte pi acconce de' quadri stessi a

(il

Giornale dell'Associazione

su quei giorni Luigi ancora prosegue

disse

gli fece

veder presto l'opera commessa ad un pennello cosi

Semmola

cav.

al

pubblicazione sul

la

Letterati ed Artisti

25 agosto 1862 al

passare delle lunghe ore, delle

ed in casa nostia stessa innanzi a Lequile, disse vivamente

proponeva

presenza

in sua

giorno appresso venne a casa e

il

conosciuto. Morelli,
l'opera)

il

quadro. Morelli ha voluto condurre Bernardo dal Principe di

al

quadro del Re, desiderando, com'ei

ricordi,

scriveva

Ruo

sanno, e moltissimi han visto Morelli e

artisti

Lequile (Soprantendente della R. Casa) ed

ne

Luigi

Sicch

Ho

mezze giornate intere

svegliato, ho sentito pi crudelmente la realt, la sua morte.

a ostinarsi, a

confessarsi

sfida,

non pi

di

mezzi

amorosi

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C\_

L^t^O^

^\

LAAA.

L APOTEOSI
pensato

che avevo sul tavolo,

alla fotografia

imaginando

che

l'effetto

125

mi sono confortato

fotografia dovr produrre

la

All'apoteosi di Bernardo, che

in

fece poi a Napoli,

si

con una

Museo

esposizione delle principali sue opere in una sala del

Nazionale

febbraio

25

il

dicendo dinnanzi

parlato

C 1 ),

Signori,

Tasso

al

aveva

Morelli

1864,

modo

qualche

Noi veniamo a rendere un tributo di amore e di affetto al nostro amico defunto.


Egli morto dipingendo questo quadro, nel quale si scorge l'ultima pulsazione

della febbre dell'arte.

Nel merito

questo dipinto voi lo vedete gi sollevato da questa terra. L'amore

di

ha tenuto

ineffabile di quest'arte lo

Egli ha lasciato un

nome

che

in un'estasi

finita

con

morte.

la

imperituro, ed ha aggiunta un'altra gloria alla patria

nostra.

La sua

morte, rimarr scolpita nei nostri cuori.

vita artistica, la sua

tedio della prosa che ne circonda e lo sconforto

apparir raggiante, e

amando, soffrendo

Studiate,

Cchii

per

Mi

che

2 ottobre

il

sentirei colpevole, e

come

e pi di tutto

ranno, di levarne a cielo


considerazione

stessa corona a voi. la

la

Celentano

il

merito,

di

il

cui

credo che debba assolutamente

ha

lasciando da parte che nulla

alla

ritoccata

manca

alla

come

la

fortissimo nella

pi quelli che

severamente

giudicarci

quadro del Benvenuto

il

Vertunni ne

(2)

La Pinacoteca

e dal

marchese

di

scrisse sull'Avvenire,
di

il

storia

quanto dai moderni

ripulita);

ad
e

altri

dico

la

Cellini io

si

operato.

potesse

non parer

completa,

Brme, Prefetto

Visone, Intendente Generale.

perch,

completa espressione del concetto,

La morte

gli

giorno dopo, com'egli sentiva

Capodimonte veniva

ver-

non averne

per

Pinacoteca Moderna, come un'opera

parte esterna di un'opera di pittura.

(1)

);

Brme:

di

ricostituita

da

il

pur
si

ha impedito solo

di

e sapeva.

Morelli, coadiuvato da

di Palazzo, dietro invito fattogli

vi

onde

detto tutto l'intendimento dell'artista, per colore, luce, effetti e tecnicismo

compone

il

(2

cittadino napolitano,

ma

presenti,

(quand'anche
e

marchese

avuto un periodo
i

degno. Signore,

completa

Capodimonte

di

al

che

lui

per sola trascuraggine ed indolenza,

far parte della

d'arte che per s stessa aiuta a dire

Per me, quella un'opera


tale per non vederla tutta

di

per

tu

dell'estinto,

se quel quadro,

Non mancherebbero

storia della nostra pittura.

la

1865 scriveva

come amico

artista,

venisse posto in oblo, perch

avuto

morte,

sentimento. Al solito,

di

Morelli era piet operosa

di

la

trovava posto nella R. Pinacoteca

lui,

guadagnata con

l'ho

io

il

ci

erano, queste, parole vuote

piet

la

Questa corona

giovani, amate, soffrite, ed io prometto

stessa gloria alla Patria

dir:

ci

studiando

E quando

Bernardo Celentano

assale,

ci

Maldarelli

30 gennaio 1864 dal conte

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

I2
ripulire

ogni singola particella per rendere

all'universale, e questa stessa sventura, per

si

studia,

ma, scorgendosi

moniare della

virt dell'autore,

artista

all'altro

di

con

quadri,

anche

in quello

che un

una ragione pi

forte perch questa

si ammira
non solo testima anche essere scuola d'insegnamento e lume

opera venga collocata in una raccolta


e

bellezza pi prestamente intelligibile

la

me,

il

dove non solo

il

merito

processo, possa pure,

raggiungere lo

sue ricerche nella via tenuta per

le

scopo comune.

inutile che io le dica chi

fama che aveva

in

derebbe superflua

la

presente occasione

D. Morelli.

E,

conforto

mia parola,

di

il

se

non mi

del sacco di

Cellini

Roma

derna, in attesa

della sua vita,

sue

opere

la

Questo solo ren-

potesse rimproverare

dei

lui

di

altre

nella
Dieci,

quella vendita della Galleria


di

si

le

d' Italia.

il

silenzio nella

San Paolo

1S65-1866. (G.

N. d'A. M.).

Capodimonte, Morelli ebbe poi

vedere molte

nella Sala dedicatagli

creazioni

fra gli artisti

Una scena

come

Celentano. Ella conosce

era

breve tempo meritata

opere

di

Celentano raccolte

Galleria Nazionale

che dovevano
Vonwiller,

d'Arte

Mo-

raggiungerle per

che

doveva disperdere: ultimo

tante mirabili

grande

appena attenuato dall'improvviso trionfo

nezia, che avveniva,

il

dolore
di

Ve-

con uno scoppio universale d'entusiasmo,.

IL

quello stesso

in

anno 1901. Ed

semplicit della sua figura,

nata raccolta di

127

io lo ricordo, solenne nella

aggirarsi gli ultimi tempi, solitario

irrequieto, per quella cos

TASSO

documenti

bene ideata
artistici

mal combi-

e cos

del nostro

a chiederle la parola definitiva del proprio

io

tempo, quasi
e

tornare poi

sempre a quel Tasso, cos significante ancora pi per quanto


vi

manca che

quel Tasso, che era stato

per quanto vi ; a

per Celentano l'ultima parola della vita;


l'altro Tasso,

che era stato per

lui

pensoso certo del-

per tutta l'arte italiana,

l'ultima grande parola della pittura storica

(1)

mento

La Sala Celentano fu costituita nella Galleria


artistico

composta dai

Luigi

di

pittori

Celentano (8 gennaio

Guglielmo De Sanctis

Alle opere da questi indicate,

si

uni

il

Nazionale

d'Arte Moderna, grazie

1889), nel 1890, a scelta di

Francesco Jacovacci,

Tasso,

C 1 ).

quali

si

al

testa-

una Commissione

aggregarono Morelli.

che gi era stato acquistato dal Governo nel 1884,

e infine II Consiglio dei Dieci.

Sin dal 188$


Luigi Lubrano,

si
il

era inaugurato in Sant'Onofrio, su disegno

monumento

Bernardo, comprendente

famiglia, con iscrizione del Fiorelli, e

un busto plasmato

la

degli

architetti Pio

Piacentini

lapide fatta murare nel 1869

dal Caggiano.

dalla

Che
gara

cos fosse, veniva subito

mondiale

del

compreso

che era

1867,

la

a Parigi,

in quella

prima presentazione

internazionale della rinata arte italiana.

La nostra Sezione, male organizzata come


senza

organici, vi era stata tuttavia

criterii

sposta dal Cipolla

da impressionare

)
5

trov poi che avesse verso

Ma non

rificenze.

anche

straniere
costituita

del

di

Toma;

pu

si

di

meno

Giur,

il

il

ben diquale

fronte alla fioritura che rallegrava allora

pensando

alle

opere

si

ono-

le arti

da cui quella Sezione era

dal Napoleone morente del Vela, all'Esame rigoroso


dalla

Monaca

in

coro del Tofano,

Celentano, che usciva, a dir cos


dal

sepolcro recente, per fare atto

da quella Presa

di

intieramente in altro
la

di

di

Tasso appunto
Dall' Ongaro

presenza a Parigi

Morelli,

di

Solferino, in

per dimenticarlo

sua decadenza; dal Vittorio Amedeo del


il

(1) Morelli faceva parte della

la

Mos

sua fresca, nuova,

Commissione Reale

Gamba,

passato insieme all'Ottone II

Legione di violino con cui

vinetto, annunciava

quadri che prean-

quei leziosissimi

rappresentante onorevolmente
alla

di

al

notava

un Camposanto, episodio

cui Pagliano risentiva ancora

Hayez,

cos

di trovare l'accusa ingiusta

di

di

solito, tardi,

essa largheggiato nelle

nunziavano

al

Bianchi, gio-

caratteristica ge-

Italiana, e fu giurato per la classe

L ITALIA ALLA ESPOSIZIONE DI PARIGI

Socrate (0

dal

nialit;

troppo

del

quel Lucifero con cui

poi

129

fecondo Magni,

me-

dimenticato Corti mostrava di

il

ritare tanto

migliore fortuna; dall'anche allora troppo cele-

Duca

d'Atene dell'Ussi 0), alla Fulvia del Miola; dalla

brato

Dupr, che nella figura dell'Addolorata appare anche

Piet di

oggi mirabile,

ai

solenni pae-

da Pasini

saggi di Vertunni;
a

Giuseppe Palizzi, quello ac-

cusato

di

dimora

a Parigi,

per

essere,

sua

la

pi francese

che italiano, questi non ancora

fama giganteg-

offuscato dalla

giante del fratello Filippo

Borgia

Faruffini,

di

Morelli appunto

di

dal

Tasso

al

( 5).

Fissando nell'autoritratto meraviglia

colore

di

di

quella faccia

mestizia

nobilmente

espressione

(4)

11

una

di

sembra indagar

serena, che

sperazione, elevato
filosofia,

(1)

noto che

suna

(2)
di

al

il

Che ebbe

Magni

(Schiacciale

il
il

dando

cos

il

monu-

primo premio

il

Borgia ebbe

il

terzo, col

come

Camposanto del Pagliano;

il

Tasso

secondo.
al

Tasso,
di

il

Bagno 'Pompeiano

Lara appunto, come


:

il

Lara.

col Beccaria,

Giuseppe Grandi iniziava

statua meravigliosa,

quantunque

difettosa,

quella del suo soggetto, rimase poi circuita di mistero.

Gi posseduto da Achille Vertunni, poi acquistato da Guido Baccelli, Ministro della P.

per l'Accademia di San Luca, ov' del tutto spostato.

naso!) la trasform in Socrate,

il

rivoluzione nella scultura lombarda, italiana

la cui sorte,

(4)

Magni doveva rappresentare un santo qualunque. Ma Rovani,


nas

valse poi questa, infatti: n la troppo celebrata Leggitrice, n

Morelli esponeva, oltre

la

Faruffini.

miglior titolo per essere ricordato nella storia della nuova scultura italiana. Nes-

Pochi anni dopo, col Paggio

Milano

di di-

Leonardo da Vinci in Milano.

Morelli ebbe
(3)

un dolore privo

sepolcro, tutta la vita di Federico

quella statua del

altra opera del

mento

Autoritratti:

intelligenza nelle superne sfere della

dall'

suggerendo: Schiscegh

allo scultore

nella vita

nessuna traccia della Nemesi che travolse, sin dai primi

anni e sino

in vederla,

idrico Faruffini

I.,

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

130

Nato

Sesto presso Milano

dallo studio della legge


del Trecourt,

il

nel

quale per

subito Gli scolari

genialit vivace,

lui

non

ziosamente suggestivo,
ed

fatta pittura,

proprii quadri pit-

nei

mostrarono

dell' Alciato

si

in

lui

una

una tavolozza fresca, colorita, succosa, una

completo

gi

Cremona

per Tranquillo

ma

personalit sinceramente originale;


egli

passato in Pavia

1,

quello della pittura nella scuola

dimostr miglior maestro che


tore;

183

poesia

la

una pittura

perfetto.

ecco che nel Sordelo^

questo quadro, cos delipoesia Dantesca

la

nuova,

si

intensa

si

insieme

ed evidente, da racchiudere tutta una tecnica: quella tecnica,

Mos

che poi

Bianchi svolger con tutte

del suo talento,

Cugini
la

(2

assoluta

nello spirito,

riuscirvi

indiscutibile

multiformi faccie

Cremona

Tranquillo

cui

\ per tentar di dare

illusione

corpo

da

le

colla

esterno e

nei

pittura,

persona viva

della

nell'involucro

partir

nel

nella intima

costituzione sentimentale.

Basterebbe

Sordello

il

giudicar

Faruffini,

come ammassata

Vergine al Nilo, nella cui verde tristezza

opaca sventura

la

della sua vita; senza

della Giovent di Lorenzo

il

Magnifico

del Boccaccio che spiega Dante


giovinetto

Il

in

(>),

del

meravigliosi bozzetti

(3)

della Citt etnisca

Baccanale^,

del

(4)
?

Dante

( ?).

Borgia

Machiavelli noi

qualche sbiadita

non possiamo

fotografia

(1)

Pinacoteca Moderna, Milano.

(2)

Quadro

lasciato in testamento

Giulio Pisa, signore milanese, colto

da

Giulio

Pisa

e intelligene,

Ma

(4)

Ora

dello scultore Ettore Ferrari.

(5)

Ora

di

(6)

Ora

della famiglia Bizzarri.

(7;

Ora

della signora

Primo Levi

l'Italico.

Tutino Vertunni.

queste bastano

alla Galleria

Nazionale

acquaa dire

d'Arie Moderna.

che aveva gi publicato sul Cremona un inte-

ressante studio illustrato, mori poi tragicamente, per causa di

Nazionale d'Arte Moderna, Roma.

pi vedere che

nella nera terribile

forte che Faruffini stesso ne segn.

(3) Galleria

senza quella

un

cavallo imbizzarrito.

FEDERICO FARUFFINI

che cosa fosse

non potere

quadro

il

lontano da noi, da

premio

pi rintracciarlo; a dire assai pi del terzo

ove

accordatogli a Parigi,

appunto

ora

fatale,

I31

ei l'aveva dipinto, in quegli anni

cui s'andava a Parigi dibattendo tra

in

non

diverso dal Valentino, e

un sovrano
un

pi di lui fortunato, e

di-

meno grande del Machiavelli,


dell'unit d'Italia. E assai pi di quel

plomatico pi fortunato e non


eterna questione

la stessa

premio dicono pure ancora oggi l'impressione che quel quadro


produsse

sempre

dell'arte,

tanto

pervasi.

da

lui

la

nuova Milano

mentre

a fotografo,

sentirono

veleno a Perugia, ove era deca-

di

satira atroce

da

gettata alla fortuna

lo stesso
valsi

l'ammirazione

affetto,

neppure

renderlo

oggi ancora non

vi

chi

col

loro riserve

le

Nel Tasso,

mente
che

Villari

raggiunto.
del

pittore

quando

(1)

il

Era
e

il

resi

nero su

Pasquale Villari

il

lodi che

alle

Dall'Ongaro,

tutto

il

bianco

suoi
del

sin

monaco

in Italia e in

L'arte italiana a Parigi

il

Francia,

della

luce,

nell'Esposizione

il

Morelli vi aveva

aveva affaticato

quadri

diversa-

aveva rilevato,

successo che

problema che
vivi

diversamente;

Dall'Ongaro

il

Lapittura moderna

Franxesco Dall'Ongaro:
1869.

in

Villari e

fortunato.

quel problema

anche

espresso

acutamente

esponeva

felice,

C 1 ).

storia interrogata

ed

visto

pure

la

piena di

ahim, non eran

non sottoscriverebbe
il

quale

lo stesso rimpianto,

istessa, che,

all'Esposizione di Parigi ne fecero

senza

Roma

anni dopo, io ritrovava a

lui; dieci

pittore

nella

pittorica,

incominciava, giovinetto, ad esistere, era tutta

io

ispira

appena spento

Faruffini s'era

volontariamente (1869)
duto

che

parole

le

maturi, allora giovani, che lo videro, lo

ai

furono

ne

campo

nel

allora

lo

spirito

da G' Iconoclasti,
del

fondo

Nuova Antologia

Unirei sale del iSy

aveva

riov.
-

1868;

Firenze,

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

132

destato

ed amatori napolitani,
della luce

risica

dei colori.

Ma,

l'identit

se bast quella meraviglia

tavolozza, che

quella

pittori

di

avevano dimenticato

quali

se bast

luminosit,

di

generazione

meraviglie di tutta quella

le

oggi ancora

confronto

di

ogni pi nuova e diversa tecnica, e

quel disegno in cui

la

forma

resiste

al

ad unificarsi,

convincere degli stranieri persino

valore

ne

nuova

della

nostri critici

noi

il

pittura

molto

lui

italiana

Forse

risentiamo.

avvinti

dall'idea

il

nuovo

mostrava
e

tragica

preferirgli

segui nella

tomba

mento

suoi versi

come non

timentale

che

si

Donna, sola da

per

in

la

pi

perch innamo-

il

Dall'Ongaro
profonda

passione

quell'opera

l'altro,

non subirono,

sprigiona dalle
lui

il

paggio misterioso che

del

videro l'uno

tecnico dell'opera, e

soggetto

il

il

lo

pittore

Bvron poteva trovare miglior com-

il

Pure,

Lara

dicendo che

lott col poeta, n


ai

il

protagonista e

del

ai

appunto, quello non essere soggetto

grande importanza storica

di

che

Tasso scelto da Morelli fosse

del

Villari rilevava
di

scettico intorno

non sembr loro

significante nella vita del poeta, sventurato

rato; e

prima

Tasso producesse tutta l'impressione che oggi

momento

il

la

non pare che

anzitutto dovesse essere nel quadro storico,

che

Meissonier

il

quale dodici anni innanzi, recatosi Morelli per

il

volta a Parigi, s'era mostrato seco


al

fondono sino

e l'espressione si

amata

insieme

valore

al

l'incanto spirituale e sen-

figure

del

Poeta

delle tre presenti ed

amanti?

Poeta, tutto acceso dalle creature della sua fantasia, e

dimentico del luogo, dell'ora,

della
il

come

quale pur

di Lei persino, alla

La Donna, che per


va spegnendo, donna soltanto,

dice l'amor suo in quello dei suoi eroi!

quell'amore

non

pi

della

nuova

si

strugge,

sovrana,
Italia,

si

non quale doveva vederla poi


matura vergine senz'amore,

ma

il

Poeta

tutta fatta,

ELEONORA
circonfusa

tutta

133

quella

di

poesia che ancora, quando


Morelli

nim-

dipinse, le

la

bava d'intorno!

Quando

il

CO.

Tasso apparve

trionfante a Roma, nella Mostra Morelliana del

non

vi fu

1903

sguardo che non

ne fosse sedotto, non


terio

fosse vinto

del

cri-

non ne

esso

di tutto

storico
l'arte.

qual',

segno

era

che

d'arte

masto,

C2)

era

ri-

l'indice,

il

un periodo

pittore

Pure, chi sa,

del-

l'artista

spiacevolmente

stato

impressionato dalla relativa

con

freddezza

cui

la

MoRELLI

"
-

grande opera sua era stata accolta


Parigi da quei migliori e pi

che

intelligenti suoi connazionali,

Per

(1)

la

della Eleonora pos la

testa

Paino

baronessa

Giulia

di

Palermo,

signorina

quale era

la

allora a Napoli col padre e col fratello, e la

della quale inspir

dalla

il

figura

Mo-

quadro,

vedova del

quale

fu

poi ceduto

sono

anni

signorina Paino.

(2)

Il

Tasso

ebbe

incompleta, ma,

V*

Finito

regal lo studio della testa al pittore Carrillo,

relli

alla

l'artista.

seconda,

il

due versioni:

la

prima rimase

quantunque meno eloquente

pittore l'amava, tanto che la

della

grande

tela

rimase sino all'ultimo a campeggiare nel suo studio;


la

seconda,

willer

passata

per tremila

al

solito

nella Galleria

Von-

fu poi

date a spizzico

lire,

dal proprietario donata ai Reali d'Italia

Margherita
della

alle loro

Regina Madre pass

Capodimonte
D. Morelli.

Dedica autografa sulla

tela

in

nozze d'argento,

Roma.

alla Galleria

alfine

dalla

Umberto

per consenso
Galleria

di

Nazionale d'Arte Moderna

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

134

meglio

degli

apprezzarla.
del

dopo

anni

in

nel Libro

D. Morei

li.

queste sue parole, da

lui

segnate

La pi-ima idea del Tasso

(G. N. d'A.

).

Esiste una differenza fra l'artista conscio della libert della sua Patria e quello

Erano

al

le

tali

prova

le

cose quali

si

parole

un indiretto

spegneva, se non

cavalleresca, tanti anni


in burletta,

le

vede

le

sensazioni

rimprovero

quale era pure stato da Alfonso d'Este

col quale

suona rivolta

cui orecchio !a parola Liberia

Dante descrive con franchezza

tradimento

parimente quali

il

modificata dalla distanza

Tipaldi:

largamente retribuito da un Principe,


e

comprenderla ed

potuto

forse ancora l'eco,

tempo, che ne vibra

tanti

avrebbero

stranieri

mentre

si

la

dopo che

gloria di quella Ferrara,

la

quale

il

quel Tasso,

male

retribuito,

poesia stipendiata,

la

poesia

l'Ariosto l'aveva gi messa

spegneva insieme

tuna della Dinastia per

in quel Principe la for-

Poeta aveva cantato,

dove aveva tanto amato

e sofferto?

e la

Al

Tasso, Morelli non s'era volto amorosamente da tanti anni


e

sin

dalla

sua

primissima

pittura

non

l'aveva,

come ho

Studio

di

Domenico Morelli

col

primo Tasso.

o
C/2
C/3

<
<

a
o
h

e
re
[V

>

O
H
>
C

VERSO ALTRA VIA

mentre

per

tentato,

detto gi,

visita

consiglio

sorella?

la

tamente pellegrinato

per

gestionarsi, nella cella

samente non l'aveva nutrito

pens

cui aveva aspirato

Era dunque

non

s'era rinchiuso, a sug-

non

grande parola

fargli dire la

soggetto,

del

importanti?

se

inspirazione

l'

quanto

dell'osservatore

quanto,

esempio,

ad

certo

che

Tasso

col

della

dal

morelliana.

altro

Egli atteso,

1869

Dall'Ongaro

il

mandato

avesse

chiuse veramente

si

pittura

Ormai, da
Sin

Parigi

nello

studio.

1867

cui

in

l'evoluzione
Morelli,

Dal

1865,

comparve
s'era

gi

anno
dinanzi

poema

aveva

al

il

il

le

tentato.

Cristo

sue

aveva visto

Tasso fu

publico

ad

prean-

finito,

al

internazionale,
lo spirito

esprimersi

sue pi sublimi.

in

di

due

Tanto quello

era maturo.

alla

pittura

dell'apostolato, lo
fatti,

cui

coi

che Morelli non

Esposizione,

incominciato

La prossima unificazione
gliendo

gi

dunque gi compiuta entro

creazioni che rimarranno fra


spirito

in

ha

lo

deposto

quella

quella

grande periodo

il

doleva

si

Cristo

il

onde, che, prima ancora di

altro

altre

insieme che

Profughi di Aquileja, mesto e presago e denso

nunziante Venezia

del

era per tutti

cui

in

tanto delle tristezze e delle glorie della Patria

storico

amoro-

sempre

poi

breve tela de / Profughi di Aquileja,

Comunque,

replica-

colpa

meno

opere

non aveva poi

vegliato? Per giungere a che?

non scaldava l'anima

quadro
sue

Sorrento,

Villari,

Sant'Anna?

di

egli forse allora

del

lui

a Ferrara, e

I37

d'Italia

storica

distoglieva

con

patriottica

Roma
le

poi vieppi

capitale, to-

ragioni
dal

d'essere

campo

per elevarlo in quello dei simboli.

(1) Bozzetto rimasto nello studio,

ed ora nella Galleria Nazionale d'Arte Moderna.

dei

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

138

debba

cos fatto appello dell'arte

moderna

alla

primitiva

arte cristiana io credo

si

vera riforma .

la

Cos

diceva

egli

Ma

Tito Angelini.

nell'aprile

del

1878,

commemorando

era forse con lo spirito dei Puristi, con

gl'intendimenti di Overbeck e dei suoi seguaci, che Morelli


si

era volto

al

Cristianesimo?

quel che ora vedremo.

D. Morelli.

La Madonna

in riva al lago. (1865)

Bozzetto (G. N. d'A. M.).

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

PARTE

II

f-l

js

io

rf

umano;

La grande

il

definire

suo pensiero;

il

pensiero ristretto e

nel

tempio;

movimento

il

la

legge

segno del suo orgoglio e della sua ignoranza.

il

figura divina che l'uomo cerca sin dalla sua infanzia

nazione, s'imprigiona

si

durano pi che

Le opere dell'uomo

dello spirito

ma

allarga,

si

templi limitati, e lascia

si

ferma nella sua imagisempre, sorpassa

s'ingrandisce

templi vuoti,

rivolge chiamato a cercarla, e la vede manifestarsi pi

il

frantumi; l'uomo

gli altari in

sempre nel pensiero,

nella

intelligenza, nella virt, nella natura e nell'infinito .

L'imagination de l'homme est plus vraie qu'on ne pense:

avec

des

rves,

d'images qui

lui

mais

procde

elle

donnent des

par

ne

elle

btit pas toujours

instinctives de choses et

assimilations

des

rsultats plus srs et plus vidents

que

science et

la

la

logique .

JRUSALEM

In quella sua espansione, che trovo segnata nel Libro Tipaldi,


e

in

queste

parole

l'inspirazione ed

per

Domenico

il

di

Gautier che

metodo

Morelli. Egli

di

egli vi trascrisse,

ci che fu

comprendeva

sublimazione della figura umana

e,

la

la

se si

sono

pittura religiosa

Divinit

ferm

al

come

la

Cristia-

nesimo, colto nelle sue origini, nei suoi precedenti giudaici


e

nella

sua

derivazione

maomettana,

appunto

perch in

quegli atteggiamenti della sempiterna aspirazione verso


vitalit superiore

gli

parve di riconoscere, ben

pi che

una
una

fonte inesausta di motivi pittorici, un capitolo di storia della

umanit tutto ancora circonfuso

di

poesia insieme, di eleva-

zione e d'insegnamento. Egli riport sulla terra quel Cristo


e

quella sua Madre, che erano stati dalla

superstizione rin-

*>

"*c

LA PITTURA RELIGIOSA

ormai

chiusi

vano

in

un

cielo convenzionale,

gli altari ecclesiastici

con

perch

gli

riport sulla terra

nuovi

innalzati a

di

cieli

mentre pure

forme

tutte le

uomini

45

si

dell'idolatria ;

per

sentissero

si

occupa-

essi

Epper,

sentimenti e di idee.

li

le

sue sono figure vere, tutte materiate dalla idealit delle pi


sublimi sensazioni morali: sono storia e insieme spiegazione

leggenda, e

della

insieme illustrazione

hanno

influenza che da anni a migliaia

incomparabile

della

esercitato

conti-

mondo. Epper, dei tre Testamenti


egli non legge che le grandi parole, non vede che le maggiori incarnazioni
legge con gli occhi della mente illuminuano ad

esercitare sul

nata dalla coltura; vede con

gli

occhi della fantasia gover-

nata dalla sapienza.

Epper,

come non

si

affaccia alla pittura religiosa coll'animo

oscurato da una fede gretta e cieca, cos riproduce l'ambiente

con

la

vasta ed acuta conoscenza

che

deriva dalla in-

gli

tuizione guidata dallo studio, senza perdersi nelle minuzie di

una ricostruzione pi
dato

in

lui

come

interminabile Tissot

letterale

che fedele,

quale

la

gi avvenne nel sillabario

la lettera

ci

avrebbe

del diffuso,

appunto dei luoghi, invece

della loro visione.

cosi che egli

ha potuto penetrare

il

pur non vivendovi che spiritualmente.

carattere dell'Oriente,

Se

egli

si

fosse

re-

cato in questi o quei luoghi delle sacre leggende, sieno rimasti


quali erano, sieno
vita

moderna,

egli

profanati dalle pi volgari espressioni della

avrebbe

corso

il

rischio di darci a sua

volta fotografie splendidamente pittoriche di dettaglio, tutte

pervase d'attualit,
di

ma

prive di quella prospettiva intellettuale,

quell'atmosfera di sentimento,

suoi quadri,
fisico

ci

per

cui

noi, osservando

sentiamo vivere, palpitare, pensare

e spirituale,

in quel

pur senza cessar di essere noi

ventesimo secolo.
IO

mezzo

stessi,

nostri affetti e coi nostri pensieri del diciannovesimo

coi
del

DOMEKICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

146

D'onde

come una

quando

rivelazione

mai

sar per svanire

tanto

sua pittura religiosa, che apparve

quell'alt u ai ita della

d'onde

pi;

mancanza

dalla

prima

mostr,

si

una inspirazione

ogni convenzionalismo pittorico

di

Egli

espressione.

cosi,

visse,

dipingendo poet;

le

ed

ma

ai

loro luoghi,

da

formalismi

credono

quali

eventi

gli

cui

loro tempi

d'imma-

poeta

questo

pittori tedeschi e francesi,

certi

di

ai

di

essenzialmente moderno.

fronte

modernizzare

di

figure

le

non aveva avuto

nell'arte

uomo

di

quanto dalla intimit

riportandosi bensi

visse,

Che cosa divengono


nente realt

ancora

che

che non

che derivava, non

la novit,

nella raffigurazione delle persone sacre,


di

la

leggenda cristiana facendo

intervenire la figura tradizionale del Cristo in ambienti e fra

uomini

del giorno

non riescono che

Essi

delle sacre parabole. Morelli

Per

ha invece rinvestite d'eternit.

le

riuscirvi, se egli temette di rimpicciolirle di fronte

erano

spirito

sostanza.

La

Bibbia,

cibo

con

nedetti,

studio, era

Vangeli,

intellettuale.

cui s'incontrava

nella piazza

agite,

nulla

trascur perch

nutrisse di tutti gli elementi vitali

si

quotidiano

prima ed

udite

state

Martiri,

dei

uno

Il

il

rabbino

di

Napoli,

non

fu

men

di lui

Teneva

stesa nel suo studio

gli

la studiava in

modo

immedesimava

cos,

cara

una grande carta

da definirne
che

il

quella

di

De Be-

Sinagoga,
il

di

Renan

sua Vita di Ges.

(0,

punti, e se ne

ai

suoi disegni

Ma

voi

ci siete stato !

costo del

pane

recatosi a Napoli nel 1879, visitava replicatamente Morelli allo studio, e gli
la

suo

Patriarca di Gerusalemme, recatosi

da giovinetto aveva comperato

Renan,

suo

della Palestina,

menomi

della Galilea e della Giudea, gli diceva:

(1)

loro

il

Pace presso

strada

a visitarlo, dinanzi ai suoi quadri, ai suoi studii,

con dedica

la

il

dei pi assidui suoi interlocutori, e la fami-

gliarit

Come

della

Corano divennero

giornalmente presso

nella

dove erano nate ed

s stesso ricercandone gli ultimi echi l

suo

a far la caricatura

donava

le

147

CONTINUIT
proibite poesie di Berchet ed

primo Bvron, cosi non

il

dedicasse per far della sua mente

ricerca cui ora

non

mora

stabile

sicura di

in lui,

nonch divenire superstizione

luminava

d'i

pittorico.

La

si

la

di-

e cristiana,

che

religiosa o scientifica,

s'il-

una dottrina ebraica

quel poetico vero, che investiva tutto


letteratura biblica veniva cosi

D. Morelli.

I primi arabi pieganti

sulla

ma

come

lo

svolgimento

della stessa essenza,

Da una

non solo

(1).

Non scorgendo Ira le


di continuit, ma consideumano e storico inevitabile

egli

sempre all'unisono, or con

ora con Paolo; comprende Samuele

(1)

lui,

suo vero

annotata e commentata.

due forme della fede soluzione


randole

da

il

tomba de! Califfo fatto distiano.

(Storia del Califfato in Siria)

raccolta,

vi era

pagina dell'album su cui disegnava durante

chiamare questo piccolo album,

il

volle accettare denaro,

adoperava questo album

dichiarandosi
a

sua ultima malattia. Morelli soleva

Calabrese, perch, trovandosi

di essere riconosciuto dal tabaccaio,

Antonio; accumula,

la

un giorno

dove era entrato per acquistarlo,


troppo

onorato

preferenza perch piccolo

di

Elia,

averlo

leggiero.

il

donato

a Cosenza, fu sorpreso

quale
a

in

nessun

Morelli.

Il

modo

Maestro

DOMENICO MORELLI NELLA

148

documenti

consulta, trascrive

Talmud; da

di Siria al

ITA E NELL'ARTE
linguistici, dagli

storici,

Isaia, dall'Esodo, dai Giudici,

da Luca, da Giovanni attinge pei costumi


per

eventi

gli

come

sua tecnica insieme

senza

disdirsi,

pei luoghi

Cristo sulle onde,

che

del

1865,

per

non

arrestarsi, varii,

da Matteo,

pei caratteri,

sua inspirazione e

la

svolgono cos

si

senza

come

Annali

pi

trent'anni

di

dal

diversi,

Giuda,

all'ultimo

la

primo
che

1901.

del

Assai pi che a Federico Strauss, secondo

reno religioso nell'anima


Pelli

Rosse d'America,

il

umana somiglia

al

Goethe, pel quale

il

Libro dei libri, ed

venta sempre pi

era

ha

convinto

quanto pi
in

deduzioni

di realt

racoli cristiani

Dice qualche cosa

sua inspirazione,

duto per

la

alla

(1)

Massime

Con

vede

e s'intuisce

e di

maggio

certe date

luogo

insieme

di questa

nuove

alle

mi-

ai

coscienza che animava Morelli

lettera,

come

l'opera dice

della

che tanti anni dopo egli

modo come

quell'Assunta di cui,

sin

e Riflessioni.

lettera 2

che

in parti-

riferita

cosmogonia mosaica ed

senatore Lampertico sul

era stato pregato

(2)

la Bibbia di-

che

geologiche, non ha dato, del resto,

seguente

intendere

vicino

suo riferimento proprio,

tempo

nella sua illustrazione della Bibbia,

al

si

fisio-psicologica,

nuovo sapore

dirigeva

generale e

un

avuto

circostanze e certe relazioni di

scoperte

, cos,

immediatamente individuale, secondo

La nuova scienza

delle

quale di anno in anno viene sempre

ogni parola, da noi compresa

speciale

ter-

Bibbia era Libro d'eterna efficacia,

la

bella,

colare a noi stessi,

il

territorio

pi limitato dai loro vicini bianchi, Morelli


a

quale

il

del Vice-Intendente Sacco di Casa Reale.

aveva procedal

1864

2
),

w
D

u
<
fcd

'72

itici,

turni

pei carati:

inspirazione e la

g
*5

come

dagli

no cos

per

non

irii,

pi

trentanni

di

primo.

diversi, dal

iii'uitii

fa

ie

il

:v

*
u

delle

npre

ito,

Ile

del

nuove
resto,

smogonia mi

mi-

cienza

olii

Bibbia,
itera,
)

sul

che

ASSUNTA

49

Napoli, 23 settembre 86.

Egregio Collega,

Se avessi avuto una buona fotografia del mio quadro V Assunta, ve l'avrei subito

mandata, aggiungendovi qualche parola

atta a far

comprendere quello che avevo inteso

dipingere; ma, non avendone alcuna e contentandovi di pochi schiarimenti in iscritto,

furono

vi dir quali

Prima

studi e

gli

guardare come

di

ragionamenti che

feci

nel dipingere questo soggetto.

donna, cercai vedere quanto vi nella leggenda cattolica


si

trova compendiato in queste parole:

angelorum

Ma-

nostri grandi maestri dipinsero l'Assunzione della

dunque portata

Assumpta

un

da

coro

est

e nei Santi Padri.

Maria

Tutto

coelum super choros

in

mi parve

angeli, e ci

di

bastante pel

mio.

fatto

Il dipinto, dovendo servire per la vlta di una chiesa, veniva guardato da sotto in
mi parve quindi naturale che non si vedesse n la tomba n alcun pezzo di terra,
Inoltre, a parte il granper mi parve ragionevolissimo escluderne gli apostoli.

su;
e

dissimo merito dei nostri grandi maestri (non parlo dei quattrocentisti, che

posto e

il

il

mi costringevano a starne lontano), non trovai serio rappresoggetto con figure che guardano chi al Cielo e chi nella tomba, con

carattere dell'architettura

sentare

tale

espressioni insieme di

ad

cos vicini

un coro

esse.

curiosit,

meraviglia

Pensai

starmene addirittura

di

credenze e ragionamenti diversi.

momento
in cielo.

In

Vergine

la

Cielo

il

parole suddette: portata da

alle

angeli

di

Per sapere se dovea farla viva o

adorazione,

tomba,

di uscire dalla

In

manus

S.

ai

Padri della Chiesa,


il

che fu animato per

altri

ma

trovai

corpo ricevette l'anima nel


o che ricevette l'anima

via,

G. Damasceno trovai un capitoletto che vi trascrivo:

tuas, o

commendo

fili,

creasti et conservasti alienam ab


terrae; custodi

morta, tornai

Alcuni dicono che

salvum

meum;

spiritum

a corruptioni in

quo

coram animam quam


tibi trado, non
habitare. De dormitone

suscipe tibi

omni reprehentione;

meum

placuit

tibi

corpus

Virginis .

Alcuni dicono pure che nella tomba

Dopo

Io sentivo che Y insieme di quel

festa.

fu

trovata la manna,

momento doveva

Pensai che in una bella giornata, alzando

le rose.

blu profondo, e se in quel

momento
che

passa

una

avere un carattere

gli

occhi allo

e pi pittorica

modo

che non trovava ostacoli nella mia mente,

realista,

si

%enit,

nuvola

leggera

possa immaginare.

nota pi bella

altri

tutto questo, che nella credenza cattolica, resta la pittura.

generale di

s'incontra un

bianca, quella la

Questo concetto,

io carezzai

Cos venne fuori una quantit di figure che formano una parte

del

gran coro

angeli vestiti di bianco, messi in curva, e nel centro pochi angeli che portano

Madonna

della

pei lembi della sindone bianca,

certo

in

per lungo tempo.

il

di

corpo

dove era stato avvolto.

La forma della Madonna presso a poco come quella delle antiche immagini, che
adorano comunemente. Una sola cosa aggiunsi di mio. Essendo la tela alta 40 palmi,

si

una

folla di

modo
un

altro

mia

fantasia,

mentre un gruppo

gruppo scenda verso

la terra.

mi parve non

di angeli

porta

si

disadatto, e in certo

Madonna verso

la

Quest'ultimo rappresenta

Fede che trascina seco le altre.


Queste sono le idee che ebbi nel dipingere V Assillila,

avanti

che

pensieri avvolgeva la

poetico, fare che,

il

cielo,

le virt cristiane

con

la

vede nella fantasia

e quello

voce avrei potuto dirvi

di

che

si

mette sulla

ma

capirete che tra quello

una

tela vi

bella differenza'

pi e ben diversamente.

Vostro dev.mo collega

D. Morelli

D. Morelli.

Studi per l'Assunta (G. N. d'A. M.).

1).

Morelli.

Studi per l'Assunta (G. N. d'A. M.).

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

152

Ma

quadro dice ancor

il

Morelli, questa compresa,

appunto perch

pi,

hanno

massimi:

virt dei libri

la

sono, cio, suscitatrici d'idee. Epper, pu


il

opere di

le

commento

anche darsi che

non con-

dell'autore

suoni a volte coll'impressione di

Come

questi e quegli osservatori.

avviene

grandi

pei

risponde a tutte
gli stati

le

anime, a

tutti

Ed

di s.

opere sono

giori di

perci

restano

che

mag-

quanto l'autore stesso

gli

tutti

egli

d'anima; ognuno vi legge

seconda

tali

poeti,

hanno

altri

potuto

e
e

potranno dirne.

Comunque, non
;

.,

l**z *~

d'interesse

il

certo

privo

constatare quale fosse

l'impressione che suscitava la pit-

1.

D. Morelli.

tura religiosa di Morelli, la

Studio per l'Assunta.

volta

un grande publico,

ad

non ancora famigliare


insieme in qualche

in

prima

che essa appariva dinanzi

qualche spirito fresco ed ingenuo,

cogli artifici della critica personale, e

vecchio

artista

o maturo, che

si

trovava

dinanzi ad un'arte tanto diversa dalla propria, eppure tanto

prepotentemente persuasiva.

Fu

alla

Esposizione Nazionale tenuta

ove, col ritratto del Vonwiller junior e


viato

Le

la

Salve Regina

tre

(1)

Ora

ed

il

Cristo

opere erano collocate in

provvisoria, che
della

(2 )

era stata

Esposizione, nel

alla Galleria

(2) Propriet del

eretta

in

C 1 ),

Morelli aveva in-

deposto

(3).

fondo ad una

intorno

verdeggiante

Milano nel 1872,

all'edificio

ambiente dei

Nazionale d'Arte Moderna.

barone Compagna, nel castello

(3) Galleria Pisani - Firenze.

di

Corigliano Calabro.

galleria

stabile

Giardini

D. Morki.li.

L'Assunta (Palazzo Reale

di

Napoli).

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

154
Publici,

Erano cosa

come

come una

da lungi attiravano lo sguardo

nuova, non

tutta

tecnica,

solo

come

ma

inspirazione,

subito intorno a quelle opere

mala.

si

accese

la

grande battaglia del momento.

Cremona aveva da poco incominciato la sua


campagna contro la falsa pittura leccata e artefatta,

Tranquillo
fervida

che Bertini specialmente e Pagliano, gi degenerati, avevano

messo

moda;

di

dinanzi

ai

commento

guidava

egli

quadri dell'Uno e di questi


pi acuto

il

altri, e

sua parola,

la

anche

legge

caldo, diveniva

pi

amici

giovani

schiere dei

le

nello spirito e negli occhi degli ancora inesperti, che altri-

menti

sarebbero

forse

stati

dinanzi

disorientati

quella

inattesa originalit.
(I)

Queste parole del giovanissimo Primo

dicono abba-

stanza l'efficacia di tale campagna:


Non

donna

so

ha dato

le

si

come

di Morelli

abbia potuto, in generale,

cosi

sia quella di

o di

avrebbe segnato

Pare a

me

A me

Murillo, nessun

A me
Non

Esposizione trovare

pi la

Madonna

sembra che ove Morelli avesse

bene

ne

sarebbe derivato

fare di

Maria, non

la

dea dei

ma

simo uomo, non Dio; madre, dal santo amore


consapevole volto.

della umanit.

una copia

di

nessun progresso

Una Madonna,

la

della

cieli,

oggi,

oggi incompatibile colle

madre sventurata

Non

perci che

il

di

un grandis-

sua creatura ispirata a divinare

sommissione che

dolori futuri, e rassegnata a soffrirli per quella virt della celeste

simo

fatto

all'arte,

ei

tradizionale

Morelli nella esecuzione del suo quadro

il

pi

cessate credenze e colle cangiate aspirazioni,

dipinta sul

Ma-

cos (2).

che l'idea che ha inspirato

stata quella di

la

pare che l'espressione che

suo lavoro, per quanto stupendamente eseguito.

il

non poteva essere che


sia

una mestizia tranquilla.

va dicendo. E cos?

Raffaello

la critica all'

disperatamente addolorata.

le

pi la divinit umanizzata, l'ideale poeticistitolo

che Morelli:

le

accorda in squisitissimo modo. Questo eletto omaggio, reso

ha dato Salve Regina,

alla divinizzazione del

le si

dolore

umano, pi grande della prece adorante indirizzata alla patrona dell'universo.


E tanto pi tuttoci traspare per lo spiccatissimo contrasto che la figura di Maria fa con
quella del bambino. Un bambino che l'incarnazione del senso estetico, e che, dal
lampo rifulgente dello sguardo fosforescente, lascia intuire per il futuro una intelligenza superiore. L'atto
labbra coralline
lante sotto

fi)

lini,

mano

ingenuo e tanto naturale con


sinistra,

mentre s'indovina

il

fra la stretta affettuosa delle incrociate braccia

cui

serra

fra

le

corpicciuolo saltel-

materne, pieno

di

Cronaca Grigia, 22 settembre 1872.

(2) Luigi Landolfi scrisse


olio,

primitivo ed

ditini della

alta

metri due.

il

27 luglio 1872 de La Madonna di

Morelli

Tavola dipinta ad

CRISTO DEPOSTO

ma

OT8043Q 0T8IH3

le si

GIUDIZIO DI HAYEZ

IL

vita,

spontaneit.

di

questa

rosea

materno,

personificazione della

la

appoggiata

folleggia,

provvidenza, che sembra

l'ala di quella

ricoverata sotto

creaturina

paffutella

beatamente insciente fanciullezza, che scherza e

155

al

santo amore

proprio esistere

appositamente per essa.

Qual campo immenso

anche

nel senso pi lato,

Regina

considerazioni

di

si

chiaro, deciso,

tutto

secondo

filosofo

la

come

dettagliato

spegne nel baratro dell'ignoto

modo

e,

umana,

la

il

figura del Cristo, che

suo

nome

che quella figura sovraneggi e

si

imponga

primo

al

fondo a

umana

significare della

ingiustizia

e della debolezza

e quell'elevarsi lento di luna quasi a testimonio pei posteri venturi, tutto ci,

ombre

unito a quell' indescrivibile colorito di

quadro, ne

un lavoro completo

fa

di

ha

Morelli

cui

molto pi

e finito

sua modesta natura di bozzetto lascino immaginare

di quello

soffuso questo

che

il

Hayez,

chissimo

che sempre

giustizia

anche se con

Rispondo

dimenticare

quale

al

lui

Caro

rese

vec-

il

rendere questa giustizia

maggiori venuti dopo

ai

la

aperta contraddizione

in

di

lui,

W:

Morelli,

cav.

volentieri

deve

si

suo

suo titolo e

Or, se cos un giovinetto, ecco che cosa scriveva

rimane

per sempre. L'ag-

lunge da cos imponente rivelazione, sguardo e pensiero richiamati a quelle

sorgono in

croci che

meno

rispettoso ritegno che le tiene lontane da quel mortale

il

grande

sguardo,

Salve

quando assurge dal grembo


vago, oscuro come l'esistenza quando

oscuro tutto,

grupparsi sapiente delle figure,

da parere divino, in

artista

interpretazione. Nel

vita

raggio immortale che circonder

illuminata da quel

migliore
la

della natura; in questo bozzetto tutto incerto,


si

cammino che separa questo

estende col

quadro rappresentante Cristo deposto! Decisamente Morelli, oltrech

dal vicino

alla

l'artista le cui

gradita vostra

e,

innanzi

tutto, sappiate

che non posso

opere mi hanno lasciato una forte impressione, e

le

gentili

maniere una piacevole ricordanza.

come voi
non posso azzardare promessa, ma al caso che vi fosse un
acquirente potr dire una buona parola pel suo dipinto.
La vostra Vergine ed il Bozzetto, nonch il ritratto, vengono ammirati e lodatissimi:
l'abbozzo specialmente nuovo e bello.
Finisco perch gli occhi stracchi e la mano tremante m' impongono di cessare.
Dunque a rivederci, giacch mi fate sperare la vostra venuta a Milano.

In quanto poi

scrivete,

molto

al

vostro raccomandato (2), che nel suo dipinto mostra,

talento,

Milano, 20 settembre 1872.

Vostro ammiratore

Nuovo, non solo,

Havez
(1)

Anni dopo, essendo

intera ragione a

(2)

bello

il

Cristo

deposto,

Hayez

anche

per

Quale migliore riprova?

aveva fatto eseguire

clamando

ma

Fr.

il

sorta contestazione fra Tranquillo

ritratto della

Cremona

il

madre

sul

quale pure non

letto di
gli

Cremona

e la

famiglia S.

che

gli

morte, Hayez, chiamato arbitro, diede

aveva mai risparmiato critiche acerbe

pro-

l'altissimo valore di quell'opera.

Toiano,

come

risulta dalla lettera seguente.

Ancora una

volta, Morelli

si

adoperava per

gli altri

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

156

E Domenico Induno,
sincero

timido

cos

ma

artista,

onesto

Carissimo amico Morelli,

Non

puoi credere quanto

ti

perch
i

po' tardi

io potessi essergli utile; tu sai

perch tutte

le

per

Re

il

prima che io conoscessi

ma

Commissioni,

di cotali

se in questi ultimi giorni

nelle esposizioni

sono

ci

con cose mediocri,

hanno

in

quest'anno avuto

l'esito del giudizio pel

mando

come

Milano

le

Aggiungo

gli

d' altre

artisti

Del

abilit di

Ad

resto, lo sai

per pratica,

loro opere di molto merito

le

poi che le irregolarit e la consorteria

conferimento del premio


proroga

di

di pi

giusto o

sia

fu

meno. Do-

otto giorni, pubblicata

provincie dovevano

avere

e tutto

giorno

il

consegnate qui in

gi

vantaggio pei

il

per favorire uno che ha potuto ottenerla dal Ministero,

dire,

appoggiato dalla sola Presidenza dell'Accademia senza neppure farne parola


siglio,

modo

il

Umberto, lasciando

loro opere per esporsi; da questa proroga risultato solo

milanesi, o per meglio

nessuna

di

ogni modo,

sapersela procurare anche

delle opere al concorso Principe

possa emanare una

si

1'

sopravvento. Ci che mi ha addolorato

il

da parte se

stesso che tutti

che hanno

capisci.

venne regolata l'ammissione


solo

compito, e

loro

il

bravo Tofano. Io non faceva parte

invece fanno parlare solo

rimangono dimenticati. Mi

in cui

pu

della Provincia, del Ministero,

hanno terminato

bello e piacque assai.

fortunati

e molti

si

siano scemate,

probabilit

le

presenter occasione, non mancher certo di adoperarmi

si

quando

quadro, che

l'altro

potuto essergli giovevole lo stesso.

avrei

veramente

pel suo quadro, che

il

21 cor-

il

esposizioni dapprincipio,

artisti.

e la Societ delle Belle Arti, anch'esse

tutto questo,

le

porse,

raccomandazioni,

le calde tue

piuttosto quello che

Mi spiace veramente che ora


Commissioni incaricate per le compere

agli

mi

della tua lettera, che

mi giunsero

che in tutte

forestieri si accalcano per acquistare

essere utile

sono obbligato

Un

rente, l'egregio artista Tofano.

perch questo favorito non

aveva terminato

il

al

Con-

suo quadro. Tuttoci

un' ingiustizia che lascia una macchia.

Se

si

voleva prorogare l'accettazione delle opere

si

poteva

farlo,

ma

approfittavano non dovevano essere ammessi a far parte del concorso,

sarebbero

un

stati a parit di condizioni.

giur tutto

composto

e,

ma

ho voluto metterti un

gli

che ne
artisti

ne riesce
il

premio

che io ho disapprovato e che non approver mai:

peggio, professori, debbano concorrere assieme

Ti avr forse annoiato,


tua,

ci

ci a saldare la partita,

accademici, per finire a dare

di milanesi, consiglieri

ad un collega accademico, ed
che accademici,

Non bastando

quelli
cos'i

giacch ho

la

penna

po' al fatto delle cose

in

mano

come

ai

loro stessi scolari.

per rispondere

alla gentile

corrono.

Ora parliamo un poco dell'Esposizione, la quale riesci abbastanza buona, se si


il poco tempo rimasto agli artisti
per pensarvi e preparar cose nuove. Senza

calcola

parlare di

te,

che ne

sei

il

come

per pensiero squisito,

capo, la scuola napoletana

fu assai

bene rappresentata, o

col Boschetto (1), o per tono, o per eccellente esecuzione.

certo che Napoli ha figurato assai bene. In principio, la turba de' consorti fu ritrosa

a riconoscere,

come meritano,

valore alle opere di

merito che viene da

(1)

Con

le

grande

tutti

tuoi

artista,

lavori,

ed

incontestato.

Proscrizioni di Siila.

Il

ma

infatti

si

un'altra schiera ha

La stampa

Cammarano

vi

dato

il

giusto

parl assai de' tuoi quadri e del tuo

aveva

anch'essa

la

ne

parl assai

favore-

sua insuperata Carica di bersaglieri.

SALVE REGINA

lare

/./.IDI-IM

37.1 AH.

il

volmente

cosa mirabile

me

per

tuo Cristo deposto

il

tonazione

magnifico

e molto

una

bisogno di parlarti,

il

ti

come uomo

stimo,

una grande cosa,

ma

Regina, ed

io di te

in-

ti

vedo,

mi ricordo per sempre,

Quando

artista.

un regalo che mi fai.


Di cuore ti stringo la mano, conservami

l'

ritratto

il

hai voglia di scrivermi

riga, sar

credimi sempre tuo

la tua amicizia, e

amico

affezionato

Domenico Induno.

Salutami tanto Palizzi.

PS.

Milano, 28 settembre 1872.

In questo punto

Questa buona
agli intrighi che

Domenico

un poema,

tutto

talmente tanto tempo che non

accanto

di starti

come grande

157

genere della tua Salve

il

sembra un Vandyk, ma non imitato.


Scusami se ti faccio leggere troppo,
che sento

DOMENICO INDUNO

GIUDIZIO DI

IL

il

Tofano ha venduto

furono

fatti a

pi oltre

amico,

ancora, di

gran parte

Milano perch venisse

preferito,

Morelli, Eleuterio Pagliano, del quale fu infatti


('),

tura falsa, leccata, allora di

antico

lettera dell'Inchino si riferisce in

premiato quel Maramaldo

vedremo

suo quadro

il

che

rivolger

era

moda

tanto

artistico

come

il

trionfo

pit-

e lo

al

suo

rancore

affatto

doveva,

gli

della

Milano. Morelli

non ne serb

gi

consiglio

che

che

dovr

gli

appoggio morale,

e di

che

fonte di conforto, quando

alla sola

a lui

si

l'arte

sua sar apprezzata per quel che veramente valeva.

Morelli, del resto

che erano pure una rivoluzione

cialmente venale. Erano allora per


di

pittura religiosa,

all'ambiente
nulla.

Il

il

modo

in cui egli

pel

vero

bozzetti o

intonava
al

Cristo

deriso.

mecenate,

di

Non

ch'egli

amico

li

li

Kedive d'Egitto, Ismail Pasci.

s'ebbe

quadri
spirito

dava per
Pro-

alla
il

Cristo

ebbe

per ottocento

mercanteggiasse: stoffa

sincero,

luto che quadri di Morelli, e

(1) Acquistato dal

come

suo

il

solito

miglior bozzetto,

deposto, cos, per cinquecento lire;


il

lui,

una importanza, spe-

Vonwiller, ad esempio, avendo assegnato

motrice un premio

poi

Settimana Santa, ed

della

opere

era lungi dal dare a quelle sue

egli

non

avrebbe pagati

avrebbe
assai

di

vo-

pi, se

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

158

l'uno e l'altro avessero guardato a quelle opere con occhio

da finanziere. Morelli trovava


opere

stare

ammirazione

bensi di

Ma

lunga mag-

fu

mai questione

denaro;

di

d'affetto.

dell'ingiustizia di

naturale fargli acqui-

prezzi di gran

non

l'altro

artisti,

altri

Tra l'uno

giori.

il

di

invece

Milano dovevano presto compensare

Maestro, per merito della sua nuova pittura religiosa anzi

tutto, quella intimit spirituale

con

morte soltanto,

la

minato

con Verdi che doveva cessare

l'orizzonte straniero aperto e illu-

dalla luce della gloria.

L'intimit che era nata a Napoli fra

quando Verdi

cista,

non

mai

era

dell'Aida

Sono

vi

cessata,

era recato

si

ma

pi che

pittore e

il

Ballo in

pel

musi-

il

uiascl.iera,

mai rinverd nell'occasione

San Carlo (marzo 1873).

al

rimasti popolari gli aneddoti corsi allora fra Verdi e

ma

Morelli;

prima ancora, morto che fu Mercadante (17

cembre 1870), Morelli


generale

si

era

interprete

che Verdi

cittadinanza,

della

fatto

desiderio

del

succedesse

gli

di-

nella

direzione del Conservatorio di San Pietro a Majella.

Verdi aveva cosi risposto:

Finalmente vedo una vostra

perfino

Genova, 27 febbraio 1871.

Caro Morelli,

lettera,

davvero v'era ben, motivo

di

vostro nome, se in voi non fosse quello stampo d'artista che

il

lare di s, e

che ha dato una spinta

nell'arte vostra, sta oggi tanto in alto.

hanno addormentato

nuova scuola

Non

ma come

presente;

il

alla

di

pittura,

dimenticare

fa

tanto par-

per cui

Napoli,

cos della musica. Gli allori del passato

poss'io rimediarvi?

Dare una

spinta,

come

voi dite, all'insegnamento, e poi andarmene, non possibile; che per riuscire a qualche

come

cosa, bisogna, in questo

non posso
stata

se

dire

addio

ai

desiderio di tutta la

il

dimenticheremo

sole,

da quello che splende

mia

di l

il

suo paese e

dell'avvenire.

occupazione forte ed assidua. D'altra parte,

vita.

Non

tendenze, a

quell'indipendenza che

dubitate per;

Fora del risveglio verr,

Noi siamo slati, e ci ricorderemo che siamo d'una


non voglio sapere se pi bello o pi brutto, ma diverso
dai monti. Diverso!.... Voi mi capite!! Con questa parola

voglio dire: Arte non forestiera,


senta

tutto,

frase fatale

la

abbiamo un

razza, ed

in

miei studii, alle mie

la

ma

nostra, e dell'epoca nostra. L'artista che rappre-

sua epoca diventa necessariamente universale, del

presente e

o
2

w
Q
o

h
5

unga

ir.

o
S
w

to e illu-

[ualche

che

-iamo d'una
n questa parola

ente e

VERDI E

CONSERVATORIO

IL

Duolmi non poter rispondere

alla vostra lettera

NAPOLI

DI

come

159

voi desiderate. Conservatevi

all'onore d'Italia e vostro.

Ricevete

mia moglie,

saluti di

credetemi ora e sempre

Vostro affezionato
G. Vkrdi

Nobilissima

tare fra

una

cui Verdi, cittadino, patriota ed ar-

in

esattamente dipinto, e che sarebbe bastata a cemen-

si

tista,

lettera,

due quell'armonia

gioie

care

pi

delle

della

Cos

vita.

entrambi

che fu per

spirituale,

che da allora

Morelli circonda Verdi delle pi affettuose premure; ed

dobbiamo

che

lui

lettere

danno

ci

bronzo

il

Gemito

di

prima notizia

(I)

cui queste

di

spuntare sulla scena dell'arte l'opera che doveva

Ges

il

dal forno

Appena terminato
mare.

la via di

Ho

vostro ritratto

il

fatto

lavorano

si

il

formare

la

un bozzetto grande,

scultore per

e lo

quadro

dipinto, e ora lo trasporto sulla tela nella proporzione

non mi

ci

ma

son messo scherzando,

smaltato di

tema

Il

quadro; ma, ma, benedetti colori!


Alle volte

si

per via

fiori

la

tema dovrebbe

riuscire

pittura gaia ed io con questo quadro

chi sa se riesco a farveli

siamo quasi

gialli,

bello e pari al

lavoro

il

mi auguro

sporcano facilmente.

penso che voi non amate


di colori:

non mi

(2).

pi serio di quello che avrei supposto, per vivo di speranza e

spingo in una festa

signora

scultura: per la pittura vi sono ancora guai,

che questo stato mi duri un pezzo.


il

di quello della

basi.

le

l'incasso del

che mi sembra migliore. Io

mi diventa

dimani avr notizie

lavoro che resta a fare, vi spedir la scultura

questo per

riescito ancora di

vostro ha sofferto piccole avarie nel fuoco, che Gemito dice di accomo-

Il

dare facilmente, mentre

divenire Gli Ossessi

delle quali,

Mio carissimo amico,

Ieri usc

Peppina.

Galilea

in

attra-

poi,

incarnazioni prima

verso molte vicende e varie

vediamo

mentre insieme

amare. Figuratevi,

un lago azzurro,

in riva di

gente dell'Oriente, la luce viva, cruda, spietata.

Come

la

gente che

mi

terreno

il

move

si

ad eseguire dal vero

far

tanta roba! meglio non pensarci, e parliamo d'altro.

Voi non amate

ripete l'Aida, e posso


del teatro.

(1)

pianisti

La preghiera

gitato per

io

sono debitore ad una pianista gentile perch mi

nel tempio di Vulcano

Su Vincenzo Gemilo vedi

editore).

(2)

comprendere tanta roba che mi era impossibile con

la

la

fo ripetere

la

riscattare

Durante

il

Gemito

distrazione

fino alla stanchezza,

recente opera di Salvatore Di Giacomo. (Napoli

Achille Minozzi

busti di Verdi e di sua moglie, commessigli d'accordo con Morelli, furono

il

modo

esco-

dal servizio militare.

suo soggiorno

Napoli, Verdi aveva acquistato

Chiaia, una mezza figura di Morelli, e aveva pregato


intenzione.

me

il

Maestro

Duca,

in

via

dipingere un quadro

sua

dal
di

negoziante

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

IO

mi commove sempre come cosa nuova; anzi, ogni


nuove bellezze. Oh! se si potesse dipingere.

che

volta

la sento,

mi pare

di

scoprirvi

Non

vorrei

Napoli,

con un saluto che

tediarvi, finisco

maggio

vi

mando

dal cuore e state sano.

'73.

Vostro Morelli

Mio carissimo amico,

della signora

Il ritratto

come una

cotto

avarie

busto vostro:

del

Peppina uscito dal forno una meraviglia,

coccovella

pentola;

due

basi dei

le

ma non

e tutto pronto,

si

far

Gemito,

cosi dice

accomodate

finite;

ritratti

le

spedizione per ora,

la

una bella idea che non posso dirvi, debbo tenerla in corpo
mio tormento! ma, come non perderemo molto tempo ad attuarla,
posso compromettermi, e mi basta per ora dirvi: abbiate la pazienza di atten-

perch venuta

fuori

segreta. Figuratevi
cos

il

dere un altro poco per avere questa scultura a casa vostra.


Io lavoro sulla tela a mettere assieme fiori e cenci, a distruggere certi individui e

cercarne

ma

altri:

mi pare

ma

andare avanti,

di

chi sa se vero.

Cesarino (1) mi disse che voi volevate il Pergolese (2) di Cuciniello,


che egli non l'aveva potuto ottenere ancora: l'ho visto pi tardi, e mi ha detto
Giorni

fa

che era impossibile averlo.

non so se voi avete premura

Io

sono alcune
farne voi

Vi

per ho tentato

me

originale,

scritto

racconto

il

funerali

ricordando

il

dar

una

di

messa funebre

pensando, pensando Verdi


di

Pergolese, cio

quel grande, che

impressione sui nervi come quando sto in teatro


nare

Qui

mando
vi

se

ho

pare, vi

la

solo

mano-

mando

subito.

il

Pergolese nei

una elegia

ma ho

artistica

Verdi, provo

di

e si fa silenzio e

fatto bene,

chiesa.

Pergolese di Verdi,

il

una

cominciano a suochiesto

il

dramma,

subito.

molta gente che desidera

vi spiace io far

non so

violini sotto voce. In fine,

e ve lo

me

potrebbe fare una scena in

melodie e armonie che sieno

suoni, certe

certi

Cuciniello ha

una copia e ve

scritta e battuta dallo stesso


di cui si

in cui,

vostro e farne quello che sapete

avuto.

oggi, io ne far fare

racconto popolare della vita

stupenda, poi

modo

averlo io e l'ho

di

dramma

leggere questo

ricomporlo a

innamorata, racconto

ma

so,

lo

di

sua

della

non

Io

per

belle situazioni

esporre insieme

Saluto tanto

la

di

vedere esposto

il

vostro ritratto, se

non

due nella sala dell'Accademia.

mando un

signora Peppina, e

bacio

al

carissimo Verdi.

Morelli

a Gentilissima signora Peppina,

Non avendo

non ammette
che

il

avuta

suo ritratto

si

Dissi nell'altra
lo scultore

e Verdi,

(1)

voleva

De

risposta

da

Verdi, ho pensato che stando occupato


avrei desiderato

sapere se

gli spiace

esponga per qualche giorno all'Accademia.

mia che

fargli

non sapendo

Cesare

finora

distrazione, e sta benissimo; per

di

busti erano pronti,

che

si

tratta,

ma

che non partiranno presto perch

doveva tener segreta: ora penso che voi


direte: quanto tempo ci vuole per mandarci

una sorpresa, che

io

Sanctis, padre del pittore Giuseppe, grande

amico

factotum di Verdi a Napoli,

del quale vedi pi oltre.


(2)

Questa idea

Peccato! che

il

di

Verdi di musicare un

tema era bellissimo; ma,

'Pergolese, riesce

forse,

nuova.

non abbastanza

Come

noto, egli vi rinunci.

colorito per lui.

VERDI, MORELLI, PERGOLESE

E mi

questi busti! che lungheria!

sento nell'obbligo di dire questo segreto a voi, tanto

pi che, passati quindici giorni, impossibile tenermelo


Si

tratta

di

fondere

Verdi

ritratto di

il

l6l

in corpo.

bronzo, e questa

in

operazione

difficile

si

far dai giovani scultori.

il

Oh

Voi gi non

l'ho detto.

nessuno, io ve lo dico solo per giustificare

lo direte a

ritardo.

Qui

numero

si

lavora

quadro, cio io e

al

bisogno, altrimenti ve

Ho

fatto copiare

sono

modelli,

di

arrivato

al

ho

un

fatto

bel

punto da non averne pi

spedirei.

li

dramma

il

lazzarielli

ma non

per l'album,

di disegni

di Cucinello,

domani o doman

l'altro

pi tardi

al

ve lo mando.

Se non

Io

vi

d noia fatemi sapere se a Verdi dispiace che

quasi tutte

sere

le

comprendo nuove bellezze.


Basta, basta, non mi dilungo per non
la

suo ritratto

il

sia esposto.

sentire l'Aida da una gentile signorina, e ogni sera

sto a

ho

seccarvi; se sapeste che paura

io di

seccar

gente!

Salutatemi Verdi coi modi che sapete migliori, e voi ricordatevi qualche volta del

vostro devotissimo

D. Morelli

Gentilissima signora Peppina,

Vi scrivo di nuovo per dirvi che non mi arrivata alcuna

mie non

vostra, e penso che le

auguriamo

Basta,

Ieri l'altro

avrete ricevute,

le

cos

non

lettera,

di Verdi,

copia del

la

dramma

colla posta,

di

Cuciniello a Cesarino perch

Cuciniello

mi

ha

la

caso che a Verdi

cio fatta fare nel

io,

Dio mio, ora

ci

segreto dentro, cio

come

mio

far a

penso, se
la

nulla, e

studio. Misericordia

grazie a Dio, sono

pittori,

altri,

non serva per


fatti

se,

come sono

di altra pasta,

meno

di

un segreto ad una

autori!

meno

filamentosa e

tale

mia!

copia a

la

copia l'ho fatta

la

terribili gli

fosse dispersa l'altra lettera

si

rivelazione

scusarmi

considerate che

spedisca

intimazioni,

certe

fatto

certe minaccie in caso di dispersione o di recita clandestina! e di restituire


lui nel

avrete neppure questa.

a questa carta di giungere al suo destino, e tiriamo innanzi.

ho dato

non sono fortunato

lui, io

persona; se

la

acida.

era un

in quella ci

leggono

queste pi, indiscrete di me, lo diranno!

par prudenza non lo ripeter qui; se avete ricevuta quella lettera, bene; altri-

Io

menti, aspetterete un mese, fino quando verr da voi Gemito colle terre cotte. Verdi
gi star bene, benissimo,

in

campagna, star scrivendo

in segreto certa

di

D.

S.

Giacch

posta, noi lo

il

permesso

esporremo

lo

di

esporre

stesso,

il

ritratto di

e nel caso

Verdi non

chiederemo un

bill

musica

che....

Morelli

venuto per difetto


d'indennit .

Verdi risponde:

Ho

fatto

una corsa a Parma,

ritornarmene subito dopo

Non vedo

salute,
1

Genova, 14 maggio 1873.

Caro Morelli,

l'ora di

poi

Torino, ed ora son qui fino a

domani sera per

a casa.

vedere

e scultore e scultura,

compreso Gemito, sempre selvaggio

sperando che tutto arrivi

e senza denari.

in

buona

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

I2

A me piace

piace

Tutto, tutto, purch

Insomma, che

non ho

nelle arti tutto quello che bello. Io

mi

scuola, e

alla

il

il

gaio,

serio,

il

piccolo sia piccolo,

come deve

tutto sia

il

terribile,

grande

il

essere

sia

Vero

che

quel

un capo

lascier sopra

pi, sentito,

mano

la

piccolo, ecc.. ecc..

il

gaio sia gaio, ecc.. ecc..

Ora che

dar dunque nessun

ti

soggetto trovato,

il

rapidamente sulla

e vi

tela,

d'opera.

sono un po' (forse troppo poco)

Io

il

Non

Bello.

scorrer

non credo

esclusivismi; io

grande,

grande,

pensiero. Dipingi d'ispirazione, e quel che vien viene.


studiato, e

il

artista.

Gli artisti sono profeti.

Ti predico

ripeto ancora sar un capo d'opera.

ti

La Peppina qui presente

ti

saluta tanto tanto, ed io

affettuosamente

stringo

ti

mano. Addio.

la

Affezionatissimo

Dopo

miei busti

fatti

da Gemito, e se

Maestro Verdi

meno

Per Gemito siamo

Veniamo ora

pi n

farsi,

di

questo, e la ferrovia

Tu

all'affare grosso!...

allora

ecco l'indirizzo:

li

porta, sto per dire, fino a casa.

sig.

All'affare grosso del Cristo fatto,

che importante, e vediamo un po'

non

Morelli. Egli,
tutti

gli

tu,

m'aveva

schizzi, ecc.. ecc

..

fatto spe-

Le mie mani

io

lavorato? ed ora cosa stai facendo?... parlo sempre

poco m'importa. Quando tu avrai


di tutto quello

possegga

il

mio

che

farai,

ma

finito

ora, caschi

mio Cristo,
mondo, non

il

il

Cristo.

Non ho

pi tempo. Parto. Addio.

Vedremo

in

Galilea

prima incominciato,

Qui

l'impressione che susciteranno in Verdi.

si

apre un altro

capitolo nella storia di quella vita e di quell'arte:

G. Verdi

suo tempo, quando Gli Ossessi giungeranno

destinazione invece del Cristo

della

come

le cose.

il

capitolo

grande esportazione.
questa lettera vi preludia:

io desi-

Scrivimi dunque subito una parola a Borgo S. Donnino per Busseto, e dimmi

vanno

parte... hai

del resto

m'importer moltissimo

m'importa! Basta che

Ora

pu mettere

si

vuote!!!...

Dunque?... scherzi a

mio quadro; che

del

me

capisci bene!

mie mani

quest'ora sarebbero in

sono perfettamente

subito, ed

portarli

bene

intesi e sta

da un certo Morelli!... Ahhhl Questo

medesimo vorr

Borgo San Donnino.

cosa tu mi saprai rispondere per questo

il

mandarmeli

subito in viaggio; se no, procuri di

rare che

1873.

sett.

quasi tre mesi di soggiorno a Parigi ritorno oggi a Sant'Agata.

dero avere

o da

Torino, 13

Caro Morelli,

G. Verdi

Naples, 8 mars 1875.

Cher maitre Morelli,

Je viens vous confinner par la prsente la

commande

ce jour pour les tableaux suivants, aux prix respectifs mis


ces ceuvres, savoir:

verbale que

en

je

vous

ai faite

regard de chacune de

o
Di
<
(fi

Di

o
u
j
w
Q
<
Q
W
a:
Q-

9
>

o
u
Q
>
Q

stringo

affettuosamente

>

i0 a

quand.

linciato,
rdi.

Quisiap'

Itro

tolo

LA GRANDE ESPORTAZIONE

La Madekine

Jesus

attendant Jesus au sortir de la Synagogue

pour cinq mille

pour trois mille

Christ dans la maison de Caiphe

Le Comte de Lara (tableau identique


pour

16

du

Christ

du tableau que

(reproduction

pour trois mille

Les anges dclms

La Madone

Nazareth portant l'enfant Jesus

Le Tasse

Leonora (reproduction du tableau de monsieur

(i

Le Christ dans

et

pour dix mille

variantes)

Le Christ au milieu des

Le haiser du page
Slome recevant

Les Corsaires

lires

lires

pour cinq mille

Von

lires

Wieler, avec quelques

monsieur

lires;

pour huit mille

possds

lires;

grandeur

moyen-ge,

(composition

pour dix mille

de St-Jean

la lte

pour trois mille

dimensions

pour dix mille

nature)

moment

de

sujets

diffrents et

les prix isols

plupart bibliques,

la

seront rgls de

prenant pour base de ces

de leur livraison, en

type proportionnel pour tablir leur valeur,

les valeurs

approximati-

commun

prix, c'est--dire

de cinq mille

accord

corame

lires attribue

par

Madeleine attendant Jesus au sortir de la Synagogue , et de trois mille lires

la

attribue par vous au tableau des

vues dans votre


Je dsire

votre choix, ensemble d'une valeur

dont

et

lires

lires;

de

et le style

vement gale aux prcdents,

l'ordre

et en plus, dix autres tableaux achevs,

vous

Von

au

monsieur

possed

maison de Jchu (reproduction du tableau appartenant

la

pour sept mille

Mollo)

les

Wieler)

pour deux mille lires;

Wieler)

dans

Von

que possed monsieur

celui

lires;

trois mille lires;

L'eiisevelissement

lires

lires

ils

Anges dechus

qui sont les deux ceuvres que fai

atelier.

que vous excutiez ces tableaux, autant que possible, cher Maitre, dans
sont dsigns, et

si

avant

premiers

possible, les trois

la

fin

de Mai

prochain.

Le paiement vous en sera toujours rgl au comptant, au

livraisons, la base de

dans

mon engagement

maison Ad. Levy

la

Roma,

banquiers, via

et C",

fur et

mesuredevos

tant l'obbligation, accepte par moi, de tenir,


A

minimum de

Naples, un

cinq

mille lires par trimestre votre disposition, contre votre simple quittance.

qui prside chez

L'esprit

pays une Salle-Morelli


vous prie

de

commander

(Mon

je

me

ci-dessus,

veux runir vos ceuvres:

ds--prsent votre

laquelle vous avez bien voulu

moi aux commandes

au

buste

dans

est de crer

Gemito,

sculpteur

mon

pour laquelle

salle

et

je

pour

promettre votre portrait, peint de votre main.

intention est d'y joindre une petite annexe, o

je

runirai quelques ceuvres

choisies de la jeune cole Napolitaine).

un

moment donne,

de votre choix, vous aurez

vos ceuvres -- pendant

collection d'une partie de

Rome, soit
En pousant cette

bloc, soit a

satisfaction

cornine seni

Naples; et cela, en

me

le

droit de disposer

deux mois

pour

prvenant trois mois d'avance.

ide (qui d'aprs ce que vous avez bien voulu

une de vos propres aspirations), vous avez accept

engagement

Ibrmel

que

parole d'excuter tous ces tableaux

j'ai

exig de

la suite

les

dans cette

l'exposer en

ces

me

dire, donne
commandes, et

m'avez donne votre

vous, vous

uns des autres, partir d'aujourd'hui,

vous interdisant d'accepter aucune autre commande quelconque, jusqu' leur complte
livraison

autre

que

les

suivantes: celle d'un

d'un tableau pour M.r Goupil

de

Paris

tableau

au

Maestro Verdi,

aviez

accepte avant

destine

commande que vous

ce jour), et deux ou trois portraits que vous vous rservez de faire

dans

l'intervalle.

GOUPIL

Ma

lettre

mesure de

vous

L'amiti

dit

cas que je fais de votre talent.... Je suis touch dans la

le

dont vous m'honorez, cher

vous retrouver bientt

I6 5

et

bonne sante, recevez,

en

illustre Maitre,
je

vous

prie,

mme

dans l'espoir de

et

mes svmpathiques

et

cordiales poignes de mains.

Basterebbe una tale lettera


notizie

opere

su

D. Morelli.

dimostrare

di

signore belga,

La

eseguite

slmili di

per

quale

la

fece in parte
relli

a darci

si

ken

preziose

progettate dal Maestro

relli

due,

il

quale strinse, intermediaria

ed

ei
il

al

quale

attuare

di

precedeva, in

intera

con Morelli,

l'arte,

casi
la

della vita

splendida

tol-

idea,

pi largo suono, quel che poi

berlinese Ernst Seeger per Michetti e per

Mo-

stesso.

realizzare

dalla

Napoli).

Ma, prima che ingrate complicazioni togliessero alM


di

quale tempra gentile ed entusiasta fosse questo

sventuratamente

sero

che vale

Van

un paggio innamorato (Propriet Maglione

pi affettuosa amicizia,

la

Is.

il

suo

bel

sogno, questo

smania che aveva pur preso


il

solo editore

nella

quale,

all'estero.

pi

che

il

era

Goupil

una

l'uno o pi

gara,

che

gi
di

ostacolato

farsi

una

ken

di

lotta

l'altro,

Mofra

Morelli

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

l66

non

ascolta che le

sovrane

esigenze

Scriveva

Goupil

il

Paris, le

Cher Monsieur,

deux mois

que

et plus

emporter l'esprance que


Judit

26 mars 1875.

Monsieur Le Commandeur Morelli

Il

inspira-

C 1 ).

propria

della

zione e della propria coscienza artistica

eu

j'ai

recevrais

je

le plasir

un

bientt

Naples.

de vous voir, et vous m'avez laiss

de

tableau

vous Le Christ cu

(Il

Bien de

eu

fois j'ai

prsence de

la

D. Morelli.
La storia di un paggio innamorato,
paggio Paolo Vetri adolescente.
Propriet Maglione - Napoli).

mon

suis tellement occup,

tout ce que

Mais

il

je

la

fils,

pense de vous crire depuis cette epoque; mais, prive de

qui

que

cependant que

avons eue ensemble

la

le

midi

de

semaines passent sans que

la
je

France,

je

puisse faire

dsire.

faut

balement Naples; pensez-y,

(1)

dans

sante retient encore

sa

les jours et les

le soir

je

de

vous renouvelle

vous

je

mon

la

prire que je vous ai faite ver-

prie, et rappelez-vous la

conversation que nous

dpart.

sua incuria assolutamente garibaldina

denaro, che contrastava

del

coi bisogni della

crescente famiglia, e che tante preoccupazioni cagionava alla sua previdente compagna.

Francesco Chiariello,

il

celebre telaiuolo del quale

chiedeva due opere per un ricco straniero,


misura.
del

Ma

invano

mecenate

lo

insistette.

Morelli

avrebbe costretto

non

creare

il

quale

gli

si

sono qui gi

fatte le

lasciava piena libert di

s'indusse mai a concederle,

due capolavori

tali

di cui

meritate lodi, gli


prezzo,

dicendo che

non

si

la

soggetto,

generosit

sentiva capace.

LA FIGLIA DI JAIRO

167

paraissiez convaincu de l'avantage qui pouvait rsulter pour vous de nos re-

Vous

lations au point de vue de vos intrts matriels. Je viens vous

assurant que
l'ai

pour

le plus vif dsir

j'ai

le

rappeler

en vous

agent srieux, corame

de devenir pour vous un

je

bien regrett Fortuny.

le

En repassant

Rome,

devant laquelle

j'ai

vu chez

magnifique

scitant la fitte de Jare ,

prouv de nouveau

j'ai

natre Paris, et tout en crivant

graveur votre dlicieux tableau Jesus ressu-

le

peinture

il

le

me

qui

m'a

regret de

fait

ne

le

plus grand plaisir et

pouvoir pas

vient une pense que

je

faire

la

vous

con-

demande

la

permission de vous exprimer.

D. Morelli.
La storia di un paggio innamorato.
(Disegno riprodotto da una pagina del piccolo album il Calabrese, ove, durante l'ultima malattia,
Morelli

si

compiaceva

Qui vous empche de


La composition

plus petit?
plaisir.

Ditesmoi,

en Jude , et

La

(pardonnez cette
Je

vous

l'ai

compte

dit,

quadri gi eseguiti).

de ce tableau une rptition dans un format un peu

et l'excution
prie, ce

n'y perdront

rieri,

et

vous

me

que vous pensez de cette proposition.

nous

de /are, ca

ftte

figure),

ferait,

ferez

grand

Le Chiist

corame entre en scne Paris

un succs assur.

cher Monsieur,

je

vais devenir trs-insistant; mais j'espre que

le

partir au

venir avec lui


lui,

vous

con schizzi

prendrez pas en mauvaise part. Je fis voir Grome l'eau-forte de


de Jare . Il m'a charg de vous en faire ses compliments et de vous dire

vous ne
fitte

je

faire

di ricordare

et si

il

mois de Mai (commencement) pour Costantinople, que


sera trs-enchant de vous avoir pour

vous acceptez,

Ferrandiz que

j'ai

il

si

La

qu'il

vous voulez

compagnon de voyage. Ecrivez-

passera vous prendre Naples.

vu hier m'a

dit

que vous seriez bien aise de

faire

reproduire par

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

i68

notre procde Photogravure


orari plaisir.

V.

sition

Gemito.

pour

un dessin

Usez de nous quand

Disegno pel nsio

cela.

di

bon

la

piume de votre jeune lve

semblera, nous

vous

sorames

D. Morelli (Propriet del cav. Vittorio Ducr'ot

Pourquoi ne nous

donneriez-vous pas un

dessin

(i).

Avec

votre dispo

Palermo).

de vous?

Ca vous

amuserait de voir une reproduction identique de votre oeuvre.

(i)

Paolo Vetri,

dal Goupil.

il

quale dipinse poi, insieme

al

Maestro,

la

seconda Figlia di Jairo, desiderata

LO STUDIO DEGLI EVANGELI

169

me donner

Permettez-moi d'esprer, cher Monsieur, que vous voudrez bien

de rponse,

et

croyez-moi bien toujours votre trs-dvou

et

Goupil

Figlia di Jairo,

di

D. Morelli.

da Morelli

studi

gli

ho trovato

cui

con

dimostrare

appunti, a

di

appunto

valgono

Ora,

Studio per La figlia

di Jairo.

severit

La madre

tazione egli procedesse nella creazione di

pure opere di

Factum

fantasia.

mano

vere di propria
riferiscono

alta

passi

un

per

fatti

traccia in

quale

un mot

affectionn

la

fascicolo

documen-

di

(G. N. d'A. M.).

che sono

quelle,

Egli incominci
degli Evangeli che

dal trascrial

fatto

si

est

autem, cimi rediisset

Jesus, excepit

illuni turba:

erant

enim omnes

expectantes eum.

Et ecce venit

vir,

ad pedes Jesu, rogans

Quia unica

Adhuc

mortua

ilio

fili

cui

eum

nomen

erat ei fere

loquente,

est filia tua, noli

Jairus, et ipse princeps

ut intraret in

venit

vexare

domum

synagogae

erat: et cecidit

eius.

annorum duodecim, et haec moriebatur...


quidam ad principem synagogae, dicens
illuni.

ei:

Quia

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

170

Jesus autem audito hoc verbo, respondit patri puellae: Noli timere, crede tantum,

et salva

erit.

cum

Et

Jacobum
>0,

venisset

et

domum non

Joannem,

patrem

permisit intrare secum

matrem

et

quemquam,

puellae. (Luca,

nisi
;o,

vili,

Petrum

>'t

41, 42, 49,

51).

D. Morelli.

et

Studi per La

figlia d fairo. - Il

Padre

(G.

N. d'A. M.).

Et cum... vidisset tibicines, et turbam tumultuantem... (Matth.,

...et flentes, et ejulantes

multum. (Marc,

v,

ix,

23).

38).

...dicebat

Recedite

E
stitu

non

est

enim mortua

su questi passi
poi,

puella; sed dormit. (Matth.,

condusse

ancora tanti anni

trattive della

magnifica

la

dopo, una

Mostra Morelliana

di

fra

ib.,

24).

scena, che
le

maggiori

Venezia (1901).

coat-

o
ai

G
<
O
<

Q
5C

5
>

>

turbar
I

che co-

oifica
fra

;iori

n).

at-

LA CRITICA D ALLORA

Non

che quando

da unanimit
opere

altre

il

quadro prima comparve fosse accolto

suffragi:

di

sua

della

171

come doveva

pittura religiosa,

avvenire

per

poi

specialmente pel

Sant'Antonio, Morelli urtava troppo per ci vecchie tradizioni


sacre ed artistiche. Gravi appunti furono, ad esempio, mossi
a questa
di

kumi da Vincenzo

Talitha

critica

lunghi anni

stampa napoletana

nella

di

Leone

la

composizione,

nione publica,

kumi

meno

relli

occup per

poco

press' a

posto

il

Fortis col Pungolo a Milano. Egli trovava inesatta


e

dunque, per quella

Talitha

piccava

si

che, direttore dell'Omnibus,

artistica,

Torelli, che

non

finita

che

si

potrebbe dire

rivoluzionario e

il

forse, dei

fattura.

la

media

la

Eppure,

bozzettista.

il

Ma

alla fantasia.

la

Mo-

tanto diver-

convenzionalismo che sino

sificava l'arte sua dal

era

dell'opi-

quadri religiosi, quello in cui

poeticamente

sacrific

Ancora Morelli

lui

aveva

regnato nella riproduzione pittorica della leggenda cristiana!

Ben diverso
pi colto,

era l'apprezzamento che l'estero, pi esperto,

avanzato, taceva

pi

quell'arte.

di

Goupil

il

(30 giugno 1875) riteneva, scrivendogli


qu'il serait trs-intressant

de publier, non pas quelques photogravures d'aprs vos

tableaux; mais une collection aussi complte que possible

de vos tableaux sont,


a

la

je

Naples, et puisque

crois,

piume d'une facon charmante, vous pourriez,

dans un format qui permettrait de

Ed

ci

che

les

spesso

Beaucoup

vos ceuvres.

peut-tre, leur faire faire des dessins

reproduire en photogravures

poi

fece

de

vous avez des lves qui dessinent

Paolo

Vetri,

vero

figlio

d'anima del Maestro.


Goupil insisteva intanto nelle sue
che
Il

gli

me

erano

quadri

promessi:

stati

tarde beaucoup,

lettere per avere

je

vous assure, de pouvoir montrer nos amateurs des ceuvres

de Monsieur Morelli, que l'on ne connait Paris que de rputation .

Tanto

Ma

la

fama

Morelli

di

aveva

lui

aveva grandeggiato

appena

li) Risulta dal seguito di questa lettera,

che di s stesso, cercava esportare a Parigi

adempiere

potuto

che Morelli, sempre,


la

pittura del suo

dal

al

amico

solito,

1867
al

primo

premuroso pi

Carrillo.

(0.

d'altri

DOMENICO MORELLI NELLA VITA

172

impegno assunto
Al

annuncio,

cui

lentuomo

ricevere

al

giugno

l'8

Dites-moi peu

ken, inviandogli
delle

Maddalena.

la

fotografie,

cui

ringraziandolo

scriveva,

gli

Anversa,

col

NELL ARTE

va-

il

da

felicitandosi,

cher Morelli, l'ordre dans lequel vous comptez travailler, et

prcs,

vers quani vous croyez pouvoir m'expdier autre chose.

Vous savez que

tunni (1)

pour

Rome,

il

et

je

construis

paysage.

le

en a 8 ou 9 qui

une

salle

ai

acht

lui

Je

pour

italienne,

16

m'arriveront

dj

vous,

moti sjour

semaine, d'aprs

cette

Ver-

pour

et

pendant

tableaux,

ce qu'il

m'crit.

Avant de

montrer

rien

Quand vous

Je suis

aurez

fait

charme de

Je voudrais le recevoir

Toutefois, pour

Dites-moi ce que

Comment

Bonjours,

De

<<

au monde

et

artiste,

Les Possds, ferez-vous

le

Christ che\ Caphc... et Lara?

qu'il

tei

est:

quand

Salon Morelli

le

je

trouve
et

ton

qu'il

chaude, plus

terre cuite plus

grain et

ferai faire ici

le

je

la

le

Gemito pour que

dois

va Vetri, est-ce

je

le

je

en marbr blanc,

vous

le

continue sage, et travaille?

C(;ur.

Magnifique

la

Is.

de

l'attitude

la

come

Era,

minato

intelletto.

seguente

Pure,
nel

giudizio

lettera.

Pi

pure avuto maggior

(1)

sua

la

L'accoppiamento non avrebbe

potuto

(2) Il 18

giugno Morelli riceveva

altri,

come

farsi

da

lui

combien

rappresentare per

la

si

di

illu-

quali

vede,

pi

appare

ci

avrebbero

vi

egli

dilettante,

appropriato

poich Ver-

paese ci che Morelli nella figura.

di

dal signor F.

un semplice

di

Campoflorido, agente

spagnoli, Gisbert, Palmaroli, Ferrandis, Aranjo

proposta di

et

insoddisfatto.

essere,

tunni rappresentava appunto nella nuova pittura

artisti

profond

ammirazione poteva

stessa

di

dovere

mouvements.

vede, persona di finissimo gusto

si

renderlo talvolta
dalla

ken

Madeleine. C'est sobre,

Le Christ est-il assez grand?


Probablement oui, au deuxime pian o il se trouve...
Dites-moi quand vous dsirez que je vous remette de l'argent

Van

Madaleine ! Le fond de rue doit tre trs-russi, vapeureux et

juste et pas trop thatral... les groupes trs

pense.

je

remette.

pars.

je

Je suis content que vous n'avez pas modifi

arti-

cuite sont bons.

la

voudrais avoir plu-

je

(2).

ce que vous n'avez pas oubli de faire faire votre buste a Gemito.

stique que bronze et marbr,


i<

mes amis

pour vous reprsenter dignement

sieurs choses de vous,

vendita

Londra

e dietro consiglio di

in

Inghilterra. Ma,

al

dei

maggior

quest'ultimo

solito,

non

vi

la

dava

seguito. Si vede qui, dalle lettere del

ottenere da lui

ripugnava mettere in commercio, e dalle quali non avrebbe

le

sue opere, che gli

voluto separarsi, perch

di

esse

ken

e del

Goupil, quali insistenze bisognava usare per

sempre insoddisfatto. Quando un quadro usciva dallo studio, ed

era festa in famiglia pel denaro cos assicurato al bisogno, Morelli era

sempre

di

pessimo umore.

non comprendeva
quadri non
cui

prima

vista

173

che quanto appariva

costituiva appunto

finii

vestiva di poesia

si

KEN

velo ini ci lei limi e, dietro

il

leggenda. L'incanto

sacra

la

in tali

della

pittura religiosa di Morelli, la sua suggestione, la sua malia,

Ed

ei

la

sua

pittura

sua pittura storica?

Ma

anche

questo.

in

non avrebbe
la

finito

sentiva

lo

come gi aveva
come si vedr, non

religiosa,

il

perch

altrimenti,

ken,

tardava a comprendere:

Mon

vous

]e

}'ai

cris,

aot 1875.

15

sans avoir plus de cinq minutes a moi.

Alger

Anvers, Dimanche

cher Morelli,

et depuis

en Allemagne,

je

suis trs-occup.

Je regrette beaucoup de n'avoir pu vous crire pendant tout ce temps.

d'abord, cher ami, que votre tableau a mis de 30

40 jours

me

Remarquez

parvenir!...

est

Il

enfin arriv et en parfait tat.

J'en suis toujours trs-content. C'est

artiste

!...

Vous avez

le

senti

comme

cela, et

fai trop

respect et

le

sens de

le

la

conception,

du grand

le lai-re

vous vous tes arrt

ne deviez pas pousser votre oeuvre plus

groupement,

Maintenant, voici mes impressions compltes

o vous avez

l,

que vous

crii

loin.

l'art,

pour ne pas savoir que

l'artiste seul est jilge

de cela, et que par consquent vous avez eu raison!...


Mais, cela

dit,

quand

je

regarde une

si

me

belle chose, je

sens pris d'un dsir

si

grand de voir cette chose mene (au moins quelques pas) plus loin!

cela

tort

ou

C'est ainsi
j'ai

que sentent

et

de convention),

nous appelerions

ici

promesse d'un trs-beau tableau.

ont senti galement deux artistes amis,

et

auxquels

les seuls

montr votre oeuvre, car pour tous autres

elle est

enferme

clef.

ne puis pas,

Je
il

termi/ne... C'est la

tout confdentiellement

sous

une nuance d'cole

a raison (c'est

une tude

me

ne veux pas vous montrer, cher Morelli,

je

faut Morelli reprsent srieusement par

3,

petit petit et

en dtail;

4 pices srieuses... et entretemps

je

prefre attendre.

dans

Vous savez mon admiration pour


de

les limites

mon

tous ceux qui dans

dignes de

le jour

le

vous... Je

entendement,

vous

ai

Nord sont amis du beau, du

vrai,

elle

Rome

contemporaine.

ici

Eh bien

Or

grand

du

je

me

je crois,

dans

l'art,

et

suis senti porte par

chaleur que

j'ai

dans Morelli,

le

au cceur,

par

paysage dans

ici:

Vous ne vous doutiez pas

qu'il

y eut en

paysagiste large, gnial aussi, dan sa sphre. Voil ce que


d'Italie

compris,

un paysagiste, qui dans cette sphre reprsent avec honneur

Vos noms sont inconnus

Vertunni, et de pouvoir dire

ai

du dsir de vous rvler

m'est apparue...

mon temprament, par ma sympathie pour vous, par la


mon enthousiastne, a vouloir montrer le grand art

vu, je vous

et je suis pris

discuter devant une individuante nouvelle pour eux, et qui m'a empoigne

fai trouv

l'Italie

le

faible

Italie
j'ai

un grand maitre,

vu, ce que

j'ai

et

un

rapport

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

174

Car, remarquez que l'Italie n'est connue que par une trentaine de jeunes gens,

la

plupart Romains, qui font de cette petite peinture de Salon, papillotte et mivreuse...

de

crayeuse,

la palette crue,

oli

porcelaine quand est pousse, c'est--dire lche, et on

Apennins

se figure gnraleraent qu'au del des

Eh

corame

soit

demande uae rponse

cela...

expliqu et crit Naples?

l'ai

sincre et catgorique, parce que

votre intention, de construire une salle, et, et


et

n'y a rien que

il

Morelli, dites-moi, en toute franchise, avez-vous envie que cela

clier

voulais le faire et cornine je vous

je

Je vous

mon

bien,

je ferai

n'aimerais pas de

je

la

des

faire

frais

en vain,

de caresser une ide qui ne se raliserait jamais.


Je

le

Naples, et

vous

dis,

et

je

n'ai,

le

demande, parce que voil prs d'une demi-anne que

vrai dire, qu'une seule production de

cornine vous le dites vous

paysage, et

vous

je

si

dit

ai

quitte

j'ai

non d'excution,

et

mme.

Je sais bien, cher ami, qu'on ne

vous,

que

fait

pas de

j'avais recu

comme on

peinture grande

la

fait

avec plaisir un certain nombre de

du

toiles

de Vertunni, c'etaient d'ailleurs des tableaux qui taient tous termins ou peu prs,

moment o

au

les ai

je

achets dans son atelier.

ne m'attends pas

le

cher

dites-moi,

ce que vous

me

dans une prochaine

ami,

un tableau

fassiez

la vapeur.

Mais

enfiti,

ce que vous dsirez, comptez, pensez,

lettre,

voulez, esprez pouvoir faire.


Etes

vous d'intention de

vous crivis Naples

la

que vous sembliez accepter avec

ce

faire

lettre-contrat sur laquelle

je

plaisir lorsque je

ne demande pas, plus aujourd'hui

qu'alors, votre signature ?

Mais, fixez-moi sur vos intentions, et dites-moi, peu prs vers quelles dates vous

comptez

me donner

des tableaux...

Ne pouvez-vous

C'est une note qui plaira beaucoup

Et

le

Christ flagell... la

Devine donc
La fille de

Lara, dans la

faire ce petit

comme

main tenant

la

mme

comme

et

longue verge et

la

Pourquoi ne

me

est trs

quelque variante,

frais

la

si

cela

vous parait

utile,

J'

et

vous aimer, car

ai

travail.

connu, des accidents imprvus, peut-tre

Mais

alors,

cher ami, crivez un mot!...

de

mon

coeur.

Nobilissima

non

esatti

Il

il

lettera,

come

apprezzamenti,

Cristo deriso.

tusiasmo pi violento
voluto

ne sera moin nou-

et ce

y compte par un des plus prochains courriers et vous serre les mains avec toute

l'affection

(1)

peine de les peindre.

ami d'avance, qui va vous connatre


bien prpar, depuis 5 mois que nous parlons de vous

un peu de maladie, ont enray votre

vous

de conception, puisque

artiste et

Peut-tre aussi que depuis que je vous

et disant:

faites-vous pas cela? Cela ne doit pas vous ennuyer, car rien ne vous

faire

veau pour un monde


il

huant

foule

Jaire...

n'avez en quelque sort qu'a vous copier vous mme... C'est donc

empchera de

Von Wieler?
facture.

qui te frappe.. (i).

Voil trois ceuvres qui ne demandent plus de

touche que che\

sentiment

Venduto con
di

la

si

vede,

bella

che tenevano

Van

Is.

anche nei suoi

dell'ambiente

ove

Galleria Vonwiller, esposto nel 1901 a Venezia, suscit l'en-

Ernesto Seeger, che lo volle ad ogni costo, come ad ogni costo avrebbe

Cristo deposto, acquistato dalla Galleria Pisani, che

non consenti

cederlo.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

I76

amatore stava per produrre

l'entusiasta

non conosciuto.
E non men nobilmente

Votre

Maestro rispondeva cos:

il

Naples,

Cher

Posilipo, 22 aot

une

est

un troubadoiir

Une

charmant, ces sont des religieuses du moyen-ge dans

me

moyens ou

aussitt que j'aurais les

Possds est bien en avant

grandeur des

fix la

grandeur

bien

coutant

le cloitre

du nord (ne

rve toujours et que j'espre d'avoir trouve), c'est

je

fond du tableau Les femmes de Muhomet. Je

Ce des

russir

(1).

troisime chose (que

travailler

pourra

historique). C'est joli pour sa situation, d'un sentiment

(e' est

personne)

le dites a

per-

pense.

je

Le sujet

me

En mme temps, dans ma

faire.

tudi un certain tableau qu'avec une certaine excution

j'ai

agrable,

travailler

tableau des Possds.

le

de deux mtres environ, et les groupes d'une grandeur qui

toile

mettent une certaine manire que j'aime beaucoup de


solitude,

campagne pour

je suis la

d'aprs nature tout ce qu'il m'est possible de faire pour


J'ai

1875.

ken,

m'est arrive en retarci parce que

lettre

Maestro, ancora

il

toiles

seulement

pour

attablie

crois

je

des tudes et

fait

que

troubadour se

le

de l'expression de tous

l'effet

le

pouvoir

de

disposition tous trois les tableaux.

la

des autres j'en

manire

suis arrang de

pas encore

je n'ai

d'une

doit faire

les dtails,

pense

et je

le

faire de trois mtres.

Dans

me

mond

ce

de dsirs

de rves et de travails incessants, o

et d'esprances,

suis arrang vivre, m'est arrive votre lettre. Je

me

passe un mauvais quart d'heure. Je

et j'ai

mriter cette lettre crite par M.


a sign seul

Pourquoi

il

me

ne promettait pas autre chose que

il

moi de
vous,

Eh

j'ai

rpter

le

pauvre talent

donne alors

Qui

votre

sait si

dans une autre atmosphre

bien,

tre

mon

encourager

a voulu

rponse que

vrai

est

s'il

tromp sur

mon

ce

que

d'artiste

contrat,

mais

et

ne

lui

celle qu'il a

comme un

Eh

qu' faire

(1)

Ed

le

d'ides et

j'ai

prvu

de got, au
alors, cher

homme.

eccoci

del Trovatore fra

seducente

di

fssati
le

je

j'ai

il

J'ai

Je vous ai

M.

m'a parie

la

permettez-

dit,

milieu des artistes flamands?

ken, vous pouvez vous

par

noble entiousiasme du

le

homme

qui
et

quitte je n'ai fait autre

ferme

peux, mais

sulla prima data

mon

tableau

prvue quand

Je ne tiens pas votre papier sign

souvenir encourageant d'un

vivre.

mieux que

pourquoi

que

le

vous penserez autrement quand vous arriverez chez

Du moment o vous m'avez

une autre manire de

pour

Vous souvenez-vous, cher Monsieur, de

timent lev, et qui peut-tre aimera moi par mes penses


de plus.

bien,

me, mais vous ne vous tromperez jamais sur

hnnet

d'

pas promis, ou

ai

charmante proposition

pauvre talent, par bont de cceur,

beau, par la poesie de votre

rattere

je

Est-elle arrive la chose

j'ai fait

rappelle le papier qu'il

observations et celles des artistes sur

dit toutes ses

froidement de cette pauvre peinture

qu'est-ce que

me

il

je

beaucoup d'attention,

lue avec

demand

Pourquoi

ken.

tableau, qu'il a bien vu Naples avant, et que

mme

suis

l'ai

mon
je

aime

par

mes

chose

l'art

mon cacomme un
d'un sen-

traits,

que

et rien

m'arranger

atelier tous les autres, et je n'ai

pens

ne veux pas que vous preniez mes tableaux

incerta

sin qui

come per molte

altre opere del

Maestro

monache, che, lasciato da lui dopo venticinque anni incompleto, pure tanto pi

un'opera

finita.

X
<
z
o

<
Di
ti.

ai

o
z

u
>
.S

lipo,

22

pour

tra'

>
M

e
so

ai

pens

DISCUSSIONE SQUISITA

me

sans qu'ils vous plaisent, et vous pourrez

me

et l'autre, la premire,
la

tiens dans

Vous voulez des

mon

enthousiasme. Voil

chacun d'un sentiment

faire d'autres tableaux,

un

de

artiste, c'est

veux tre

je

veux

artiste. Je

et d'une excution diverse.

machine,

la

cher ami, sont toujours de

moment

copies bonnes pour taire des affaires, et dans ce

peinture, pour

mon

rptitions des tableaux qui ont eu le bonheur de vous plaire:

Est ce que vous doutez de l'avenir? Les rptitions,

mme

Cette condition m'encourage,

les remettre.

une perplexit qui tue

me demandez.

rponse catgorique que vous

177

Toujours

la

de marcher toujours

et j'espre

en avant.
mais de

premier,

mes

devrai encor vous montrer

Si je

tableau,

second,

le

ou quatre

trois

troisime,

le

etc, et

tude grand au naturel.

J'ai fait trs

ce que vous avez recu.

On

ou vous compterez

aurait regard

ou

ma

pour

calme, dont

je le

il

est fait, et

il

manire de

en compagnie de

changerai avec quelqu'autre chose, votre

comme

ken, ecc.

Morelli

ken replicava:

votre

et relu

lu

J'ai

dans votre

lettre,

me

voudrais pouvoir

Je

Anvers, 7 Septembre 1875.

qui

qu'est ce que je vous

Moi

amis qui

l'ont

trange,
la

que

ont

vii,

dit

tableau

pouss

je

homme

per Bacco

ici

que

je

ne

la

si

aim

l'ai

manire dont cette foule

et puis, qu'ont-ils ajout

voudrais voir cela achev en tableau

fini

sur cette scne

grouille, se

chose

la

Naples. Les deux ou trois

finir

On
la

pas que voir une chose

heureux

aussi bien

telle qu'elle est

a dit

vraie,

Cela doit tre

plus naturelle du

avec l'expression de

si

la

monde:
de

figure

de

belle doit inspirer le dsir

peut-tre pousse serait-elle

que n'importe qui tout ce

dans cette page de premire closion de

la

que

la

premire inspiration

moins

belle.

y a de jet gnial et de splendeur


avant de la recevoir, j'tais mme

qu'il

l'artiste; et

inquiet que, en la poussant, en l'achevant, vous ne dtruisiez

12

si

meut, bourdonne, et

etc. .

j'en suis

effets

vous

ce n'est tout ce qui doit

comprends

beaux

snjet

pourquoi ne puis-je vous crire en

!)

de votre tableau,

des exclamations n'en pas

fait

Ne comprendriez-vous
Mais

donneront un

o Vexpression des figures

justesse anatomique des poses et de tous les dtails.

voir pousse

Je

enorme.

neuve, sur

si

Madeleine,

ai

l'aime beaucoup plus

je

un maitre
la

plaisir

Cela sera splendide.

cela veut dire

de plaisir

comme

soit rendue.

filles

("Sapristi

faire le plus

un

atelier...

Sapristi

sur

fait

Je crois que les religieuses distraites par le chant du trouvre

des pauvres saintes

si

me

transporter prs de vous, et passer les journes entires

plein de sentiment et de poesie,

rentre de voyage.

Je

italien

plaisir;

vous voudrez. J'attends une rponse

la

qu'est-ce qu'elle soit. Je

faire,

Cher Morelli,

quelque

exquisses et

les

d'un seul

j'aurai fini le

tant de besoin pour travailler.

j'ai

Recevez, cher M.

vous enverrai

comme

ma

prix sur un autre,

le

je

ferai l'expdition

vous avvertirai quand

je

bien de ne pas vous envoyer l'autre tableau avec

Madeleint on aurait jug faussement de


l'enverrai aprs les autres,

ne

tableaux, je

seulement,

jette sur la toile.

quelque

chose

de

ces

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E XELL ARTE

78

En vous

ou en

quittant, j'ignorais

une excution de

Je l'aime peut-tre

chacun
vous

faire

le

(aire

le

vous

mieux corame

dsir de voir. de ce

Vous mme

si

alliez laisser cela l'tat

mme

cela,

Eh

bien, voil tout

Quand

lait

ebauche termine

lettre

Je

dois maintenant

Studio dal vero.

et c'est votre

temprament

Napoli).

sensitif d'artiste, et

non ma

lettre,

passer un mauvais quart d'heure.

j'aurais vos tableaux, je

autres sentent.

mais l'aspect de ce tableau doit donner

comprenez, puisque vous dites dans une

un tableau d'excution

D. Morelli.

maitre une oeuvre./.

(Propriet del duca di Eboli Doria

qui vous a

dtil.

De

vous dirai toujours ce que

quoi servirait d'crire seulement

c'est

beau

je
!

sens et ce que

c'est

magnifique

les

sans

analvser ses propres impressions, sans dire pourquoi, sans faire des rflexions tout haut,

en pr ou en contre
C'est ainsi

que l'ducation se forme,

reflet et l'influence

et

qu'on ajoute sa manire propre de sentir,

d'une cole distinte, d'une individuante

forte,

le

d'un milieu diffrent

Vous vous trompez fort si vous croyez que les artistes flamands sont de bons
hommes, sans poesie et sans aptitudes pour juger d'une peinture large, des plans vus
en masse, avec un ceil comme le vtre. La preuve du contraire c'est qu'ils ont de

suite t t'mpoigns par votre Madeleine...

ASPETTAZIONE

L
Ils

IN

FIANDRA

179

sont beaucoup plus procaips de vous, depuis qu'ils ont vu cela, que

yu 50 tableaux dans une Exposition.


Ils sont plus impatients que moi de voir autre chose de vous
d'tre plus impatient

Cela est du temps perdu.

Pourquoi

je

mur

au

ujet

Tom

c'est

Changez-les,

fois,

Lara

est

la

me

Lara

le

fonie qui

si

rit,

differente de votre

grand peintre

J'espre que la prsente vous parviendra.

J'ai

tout--fait notre

suis

Moi

si

Vous

colle

insuite

et grouaille,

c'est

un

la

poursuite

Gallait,

d'un

et

vous avez

dans ce

petit tableau.

individu qui m'a vol une forte

je

dgout des affaires et des gens! Je voudrais tre a Pausilippe prs de


tes

a' ai

un

homme

sage

et

heureux!

qu'une pense maintenant: avoir un Salon (dont j'tudie aujourd'hui

l'chirage et les tons pour

sont

Le Christ

fois.

d'argent.

Morelli.

manire habituelle!

Cela serait magnifique en granii, qu'en dites-vous?

plaira

Studio dal vero (G. N. d'A. M.).

Vous rappelez

en Irlande,

me

cela

nouveau.

si

et le Christ ch&%_ Capht

encore une

traitez-les

t absent

possible

rendra heureux.

un contraste frappant, une antithse, potique au possible,

peint cela e 11 petit d'une facon

somme

pour savoir

rien,

et toujours v tre

D. Morelli.

parce que

mais

blanc avec ce vif clairage, et

qu'on peut traiter dix

ni

ce que vous ferez

tenais au passe

des sujets splendides.

est

s'il

avaient

que moi.

Ne me soumettez jamais de photographies,

s'ils

le

fond, les cadres, les tentures).

Deux grandissimes rideaux persans

l'entre avec:

Salle Morelli. Votre buste au

centre; avoir vos tableaux, o je vous aie dans toute votre individuante,

sous toutes

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

l8o
vos

avec votre puissance,

faces,

convier un jour

le

mond

une impression

c'est

ne

dans une seule oeuvre, et

que

accuse

mt-elle

Tout

intelligent jouir de cette rvlation!...

vous juger mal, vous juger

ce que je crains,

Je ne veux pas qu'on puisse vous juger insuffisamment,

nioiti.

demi. Voil pourquoi j'attendrai avec patience.

Je suis heureux maintenant que je sais que vous travaillez. Bonjour,

Dieu vous bnisse

cher, que

de vos enfants, et

donne son

vous

et

cher, bien

bleu, la sante

ciel

au cceur.

joie

la

vous inspire,

et

Votre ami

Ed

uomo

un

era

oggi non

quali anche

che

d'affari

scriveva

KEN

queste lettere,

le

commo-

possono leggere senza una

si

zione profonda. Tant' vero che bisogna cercare nell'uomo,

nell'uomo superiore,
i

metalli

grande

pietra filosofale, capace di dare a tutti

la

valore dell'oro.

il

per

arte italiana e

una vera sventura per

fu

sua conoscenza all'estero che

la

complicazioni finanziarie togliessero


zare

al

ken

di realiz-

suo sogno.

il

novembre

Nel

gravemente
fiducia,

di

che non

scrivendogli

riposta

preda

in

gravi

amico,

divenutogli

all'artista

all'in-

crescioso argomento, prosegue, rispondendo a dubbi, a

plus

Parlons

je

vois les

d'art,

me

hommes,

rend misantrope,

un certain

ge,

on

cher ami, parlons de vous

n'est plus

fait,

l'art

hommes

pens un proverbe flamand


!

entretient l'lvation de

meilleurs.

Une

la

qu'on

fois

pour contracter des amitis vives;

dit-on,

on

vrai que ces amitis fortes, avec lesquelles


la

et je

et plus j'aime les chiens

lve le niveau de l'esprit, et rend les

dans

diffi-

espressigli dal Morelli sopra s stesso e l'arte propria:

Parlons d'autre chose, car cela

qui dit:

sua

la

da Anversa; ma, tosto togliendosi

23

il

confida

gi

danneggiato

aveva

quali

nelle

meritavano,

la

le

ingannato

quell'anno,

persone

da

preoccupazioni,

denze

la

jeunesse et dans les lans expansifs

traverse

et

la

vie,

svmpathiques

pense,
atteint
et c'est

prennent leur source

qui

sont

propre du

le

jeune ge.

tre

Eh bien! s'il y a une exception,


devenu plus sec, plus dcourag,

l'homme

plus

se retrouver jeune et plein de foi et

dis-je,

dans

si

qui a traverse assez

sceptique,

plus

mfiant,

de canir dans l'amiti,

de

la vie

pour

peut encore,

s'il

c'est

par

l'art et

l'art.

Je

vous

ai

vu

et je

ans en Amrique ou

vous

ailleurs,

longue absence. Quand

je

ai

aim cornine

et cornine

pense

si

je

si

ne

je

vous avais connu

faisais

vous, j'ai cet lan

il

v a quelque 20

que vous retrouver, aprs une

heureux, chaud, dvou, qui ne

se retrouve habituellement que dans les amitis vieilles et prouves

et

il

me

parait

AL DISOPRA DELLE MISERIE UMANE


nvraisemblable
ours

que

je

ne vous aie vu qu'une

et

fois,

181
pendant quelques

seulement

C'est

probablement parce que vous m'avez paru dtach

de nisres humaines, simple dans

D.

Figura del

("risto,

la

l'orme,

et

m'identifier

le

et

au dessus de beaucoup

fond, et parce

que

jai

pr-

votre

beaucoup de gens qui sont


d'annes.

dans

Morelli.
Studio per Gli Ossessi.
abbandonata dopo dipinta sulla tela (G. X. d'A. M).

cisment assez de dons de comprhension

langage

droit

pense.

initis

et

Je

votre

de

sentiment,

vous
art

pour

comprendre

comprends peut-tre
et

votre

faire

votre

mieux que

depuis

nombre

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

182

ma

C'est de la prtention peut-tre, mais

constater qu'une

affinit

pense

est

toute simple:

de sentiment et d'aspiration dans

ne \eux

je

l'art...

Cher Morelli! vous voil devant ces diables ''ner gumnes ! vous voil dans cette
l'homme qui voudrait couper sa main parceque elle ne rend pas tout--fait

latte de

et tout ce
a

Dans

que son cerveau embrasse


ces

souffrance, et

moments o Fon
il

faut faire ce

que vous

temps; consulter aussi peut-tre un

D. Morelli.

et fortifier

votre

dou pour comprendre


suffit parfois

intelligent

yeux de

inspiration

et juger.

corame l'homme-ivre,

faites: dserter le sujet,

fait

Un

de

voie

la

le

nation

grand travail devient


la porte,

et

de

pense,

quant

ides

facile,

mis sur

et

moi, pour

oeuvre capitale, d'en faire une petite

arrte tout--fait son pian, sa conception,

pendant

le

travail,

il

l'esprit et le

on s'impose de traduire en grand

si

l'imagination

peut encore faire une


cccur soient repus

pendant qu'on l'excute

rendu, senti, et dont on s'est trouv content.

d'imagination, que

richesse

ce premier jet tabli et faconn,

alors

nouvelles

il

Je

!...

trop

deuxime, une troisime esquisse, jusqu' ce que


alors

yeux de Fame

l'intelligence ce que vous avez

toujours bien avant d'entamer une

esquisse, petite mais complete, dans laquelle

l'entraine et fournit

qui sait voir par les

non ou un oui qu'on vous donne avec rsolution,

pour remettre tout--fait dans

ses expression et ses lignes;

deviendrait une

du moins pour quelque

contact et aux impressions d'un ami assez

au

viter ces hsitations pnibles, qui resultent de


l'artiste

la lutte

Studio per Gli Ossessi (G. N. d'A. M.;

ce qui se passe en vous, et par les


la toile,

se trouve

l'esquisse

on

et

met son imagi-

o tout a t jug,

ALLAH PERDONA
QUELLE CHE HANNO MOLTO AMATO

ute

a dans

simple:

je

ne

l'art...

ces diabi

il

sa

en tirasse

main

-Jrfji

D,

AWOCIJiaS H/-.JJA

"1/ MA

OTJOM

O'/l'/AH

3H3 HJJ3UQ

met se

que

IL

Moi

TROVATORE FRA LE MONACHE

ne regrette pas que vous n'ayez pas

je

positions que vous auriez pu voir,

votre propre sang

un

il

je dirai

encore, que

je

exemple

y a dialogue entre une urne qui chante au dhors,


emprisonnes au dedans, et qui se sentent rappele

harmonies

D. Morelli.

L,

oreille.
...l'air

il

rempli de

qui

traversent

toutes

et
la

melodie,

esprit sous mille expressions diverses

l'artiste,

ces

parce que

jeunes

filles

elles frissonnent,

cela mettra le dsespoir au front

nature triomphe de ses scrupules

de Fune,

qu'elles

cessaient

d'tre

au

du

clotre,

mes

s'il

ou

vient

poursuivre

passe-t-il l

par

de

son

hasard,

la

refoul,

monde,

tresse suprieure peut-tre les regarde...

fiance qu'il

mes captives

totit

et

et

vient-il

tableau,

ce

parce qu'ellessont jeunes, parce


qu'elles se croiraient

langueur cbez

l'autre
croit

cou-

la

si

entendre

la

combattu, parce qu'elles ont jur

parce que

Ce trouvre
souvenir,

parie dans

peuvent se prsenter votre

une troisime qui

l'extase cbez

voix de son fianc, et tout cela concentr,

un jour

dans

arrivent jusqu' leur

et

l'air

ces

lutte

Trovatore, o

le

au passe, leurs sou-

vie,

qu'elles ont aim, elles n'osent se prter au frisson, parce

pables

dans

Studio per Gli Ossessi (G. N. d'A. M.).

peut y avoir lutte pour

doit tre

Buvez

ailleurs...

comprendrnis mieux cette

par

passe,

se

il

venirs, leur tre, par des

et

une action

d'ensemble, o

rempli des sujets et des com-

vous aviez voyag Paris

si

est assez riche

Puisque nous causons,


sujet

l'esprit

I8 3

Dieu

les

s'adresse-t-il

travers
jeter

le

les

voit et la mai-

une

seule,

paisseurs des

trouble

une
murs

dans toutes ces

?...

Il

ne

y
l'a

a des variantes

nombreuses,

et l'artiste, dis-je, peut- tre

dbord par son

bien assis dans son esprit et puis dans une esquisse. Mais

(et

e'

sujet,

est l

u/v-**

(...

i.

^
,

W,v

l-Vl

I).

Morelli.

Studi per

ff/i

Ossessi (G. N.

il'

A. M.).

li-

k.

.1

~-

L*

TA

<"

Jf4^uu

L-<,^-.

wV

*.^.,

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

l86
je

veux en arriver)

vous

reprsentez ces malheureux de


d'aprs

comment

ne vois pas

je

dans ce trouble. Pour autant que

jeter

nature de leur

la

Energumnes ou

les

avec leurs aspects

jads,

affection,

et

deviner, vous

et

expressions diverses,

et leurs

doute

sans

est

il

peuvent

les Possds

comprendre

puisse

je

mme

en

trs-difficile et

temps trs-intressant de constituer ces types, de les arrter dans son esprit et de
les rendre. Mais vous les avez vus dans votre esprit, et une fois concus, le tableau
ne peut (d'aprs mon humble jugement) que s'attacher les rendre, nous les faire
passer

sous les yeux.

C'est

jouer ducuti

vamment

ile,

d'un ou deux ou trois types, de deux ou

portrait

le

Mais

trois misres caractristiques.

gens

ces

ou

idiots

ne se passe pas d'action sur

il

grouper, et constituer leurs faces. Je ne

les

diffkults qui vous assigent,

que

autres

ces

ne doivent

convulsionnaires

vous devez

toile,

la

seulement sa-

donc pas

saisis

nature des

la

normales d'engencement

difficults

et

d'excution qui ne sont pas celles qui vous troublent et qui ne sont rien pour un maitre

corame vous.

Avec de bons modles,

horriblement justesque
je

me

penetr du sujet corame vous l'tes (par

et

vous

vu

ai

mme

que vous n'aviez plus qu' dessiner

de ce que vous voulez

Maintenant que
suppose que

luth, je

en en parlant,

faire

Voil qui prouve, cher maitre, que

pas

serais dit

je

je suis

c'est

je

peindre

et a

ne suis qu'un profane

le

soir,

trouve prs d'elles; et fussent

assises

elles

que

fssent-elles

une

dans

traverser,

qu'elle

Mais encore,

rendent

le

leur

je

scne peut-elle tre prise justement au

j'ai

le

haut devient

vos lettres

Votre Post-Scriptum

deux photographies,

ici,

pas...

leur tre

vigilance

cloistrale

moment o

fendent

l'air,

le luth

et

com-

les visages

la

La mre-abbesse n'a
bonne femme prouve encore
vous voyez que tout

inutile.

me

Du

rend tout--fait heureux.


je

vous emmenerai

la

reste,

me

faite

en-

cher ami, je

force!

cela d'ici quelque temps.

me

et leur

parie

du

professeur

Ca

J'ai

aspect est trs-sduisant, mais

la

effectivement recu ces


vrit,

cher ami, c'est

n'achte pas de tableaux, surtout dans ce moment... pour l'argent, qui est rare,

et difficile gagner, difficile

(i)

le

peut

moment mme.

peut-tre que

avant vous, et au besoin

Nous parlerons de

je

la

ne

rponds chaque paragraphe. Celui o vous

et je

que

il

aurait soin de

presser

ferait

rest de rvolte intrieure... et alors. cher Morelli,

trevoir l'espoir de vous voir


l'avais dcide

accords

cceurs, ce

temps d'intervenir;

dit plus

relis

premiers

les

trouble qui envahit les

elle-mme un

la

mre

la

convenne, surtout au moyen-ge...

rsonner: l'instant o

pas encore eu

ce que

dit:

elles

dans un jardin, aux

ou

cour

profane,

et

N'importe o

une mre suprieure se

y a peut-tre tenir compte de ce dtail: qu'en aucun cas,


donne d'couter en repos, a leur aise... Ce serait contraire

mence

doute

femmes sont

jeunes

mur

Il

connue, ou mieux

me

vraisemblance, en de-

la

ces

faut croire qu'une abbesse,

il

premiers accords d'un chant monaain amoureux

Ne

ne

poire...?

vre qui chante et dont elles ne seraient spares que par un

les faire rentrer.

je

pendant un certain temps, de pouvoir entendre, couter un trou-

setrouvent: surtout vers

que

m'occuperai de trouver un

je

une espce de mandoline forme

Vous tes aussi raliste. Ai-je tort de me preoccupar de


mandant si, en raison des habitudes, des mceurs cloistrales,

laisses en situation,

et

faire.

pour plusieurs semaines,

ici

grimaces

les

pu m'en rendre compte!)(i)

j'ai

Come

definito

Morelli

questo semplice dilettante

criteri,

mme

in

queste

conserver

parole,

idee, espressioni,

quand on

quanti

vedute

critici

en un peu. Je n'ai

d'arte potrebbero invidiare a

MORELLI E VERTUNNI NELLA MENTE DEL M


qu'un but maintenant,

e'

est

de crer votre

dans

salle,

que

l'esprit

Vertunni, que

d'y annexer une salle avec 16 tableaux de

KEN
vous

je

trouv un

j'ai

l'ai

87

dit,

et

maitre

vrai

paysagiste.

Jaurai

contemporaine reprsente, pour

aitisi l'Italie

qui aura pu travailler en

par un artiste qui

fait

tonte

d'allure

libert

et

la

grande peintur e par son chef,

d'inspiration,

pour

et,

plus largement, plus personnellement (peut-tre

un

le

paysage,

petit

peu trop

dcorativement) que nos paysagistes.


Cela donnera l'envie notre

moi

monde

heureux de passer tous

je serai

d'amateurs de vous connaitre. Et

d'artistes et

jours des heures tudier votre oeuvre, dont

les

fanatiquement admirateur.

je suis

Vous me faites toujours grand plaisir en m'crivant. Je vous espre en bonne sante.
Ayez du courage et d'energie. Ne vous laissez pas griser par cette bouteille qui s'ap

pelle l'imagination.

vou serre affectueusement

Je

le

deux mains.
Js.

Ad un anno

di

W,

distanza

crisi

la

Van

'

ki

scoppiata.

Questo

borghese, gentiluomo sul serio, dal quale tanti gran signori

avrebbero da apprendere,

naturalmente

naturalmente

non solo non


s'era

esige da

ma

assunti,

Al che

trova nei pi gravi imbarazzi. E,

si

il

- -

questi,

l'adempimento degli impegni che

lui

intende

trattandosi di Morelli

come

aiutarlo

di

con una

ken risponde

pi che possa.

lettera

che un

vero peccato non poter riprodurre integralmente, trattandosi


entrare con essa nella intimit di altre persone, per quanto

di

deponga

essa

alcuni cenni

favore

in

dell'anima

vous

basteranno

Anvers, novembre 1876.

Je

Ma

umana.

Mon

chcr Morelli,

ai

crit

de

Londres une

lettre

que

je

me

reproche aujourd' bui de vous

avoir crit.

Vous m'avez envoy une dpche

un acheteur pour
argent

(1)
e

mon

une

lettre,

tableau, et que vous

alliez

et

m'annoncant que vous aviez trouv


en

Al principio

di quell'anno, Morelli era stato

chiamato

Quintino Sella glie ne aveva dato notizia con questa

Ho

<

Addio

Roma,

febbraio 76.

Caro amico,

L'Acca.lemia dei Lincei

Cosi quando

lires

dell'Accademia dei Lincei,

a far parte

lettera

m' envoyer mille

outre

sei a

Roma

ti

ha eletto a Socio corrispondente.

verrai alle sedute,

vi

Ne sono

leggerai qualcuno

voluto dartene avviso privato. Solo domani

si

lietissimo per l'Accademia.


dei tanti bei lavori

che

far la lettera ufficiale.

in fretta.

Tuo

aff.mo amico

Sella

fai.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

188
Je

que

vous

larmes aux yeux,

lu et relu, les

ai

ne pouvais prendre de rsolution pour

je

disant que

vous

et je

tlgraphi de suite disant

ai

Madeleine avant Samedi (dernier), et

la

ne pouvais prendre que pour une gnreuse plaisanierie de votre noble

je

me

coeur, l'ide de songer

restituer de l'argent, que je ri accepterais jamais.

Cher Morelli, cher ami, je vais vous rpondre tout cela, quoique je sente bien que
ma piume est insuffisante et ne peut que trahir mon cceur, ei rendant mal ce qu'il sent.

Dans tout

cela, jugez

en rponse une

lettre trop

bnis de vos bonnes paroles

mouvement

expansive de Londres, m'

Vous

spontan,

L'option que

compris

vendu

n'est

j'

que

et

ne

me ferait admettre ni accepter


me devez aucun argent.

je

Samedi dernier, a

suis libre

de disposer de

refuse

tableaux, y
que rien

est--dire

e'

Madeleine. Mais, maintenant, votre

la

tableau sous les yeux, vous ne savez pas ce qu'il m'en cote de m'en sparer
ce

Voulez- vous faire ceci? Dites votre amateur que

(comme

tableau est donne en option avec d'autres

dans huit ou dix jours

la ncessit

acheteur sera libre de prendre encore


Si

votre amateur la rfuse alors

blement charme de

1'

je

ne

puis

en ralit)

et

la

que jusqu'
Madeleine.

la

vous crirai de nouveau,

je

Madeleine ou de

dcider, que ce

ne puis dtacher

je

m'oblige,

me

et

votre

rfuser.

tcherai de la vendre Goupil, qui sera proba-

je

avoir, et auquel

au 40.000 francs d'autres tableaux,


parce que

la

je

je l'avais fait

ou rompue

ce que cette ngotiation soit accepte


Si

vous

je

ce que vous voulez

marchand de Londres de quelques

avais donne un

Madeleine, jusqu'

la

rapide,

si

touch et combien

bien, vous

savez

le

que de trouver

coeur,

si

Mais, jamais, cher Morelli, rien ne

faire.

mon

vous mme, quel soulagement pour

votre pense et votre coeur!... et combien votre

je

poserai

la

m' acheter pour 30


dans le marche,

condition de

faisant cadeau de la Madeleine

lui

ne veux pas tablir un prix pour vos oeuvres. C'est--dire que pour Goupil

votre compte doit rester indfini, dans votre intrt.

Mais

je

conserve l'espoir de ne pas avoir

faire cela, et

de pouvoir conserver votre

tableau, auquel nous tenons plus qu' tout ce que nous possdons.

Dites-moi

je

si

vous approuvez,

voudrais vous parler de

la

et

permettez que

j'

en agisse ainsi.

photographie des Possds!

je

n'en

ai

plus

le

temps,

ce sera dans la prochaine. Quelle splendeur cela doit tre! ...les terrains seuls doivent

page admirable

une

tre

Au

rvoir cher, trs-cher Morelli. Je suis vous de

coeur

Dopo

l'ambito lusso

campo rimaneva

il

quanto

tout

V. M. .

ed affettuoso amico poteva bens

ci, l'intelligente

concedersi

Is.

conservare

di

libero

Goupil,

il

Maddalena,

la

non

quale

ma
dire

ne compiacesse.

se

Sin da prima, egli aveva scritto a Morelli da

J'

ai

(1)

la

La Madonna
Villari.

recevoir

dalla

Paris, le 9

mars 1876.

cher monsieur Morelli,

su par M.r Tofano que vous rinissiez en ce

donc bientt

Pasquale

Mon

Scala

En

vrit,

d'oro, la

il

cui

si

moment

longtemps que

prima idea

fu

il

dono

di

votre Vierge (1). Je vais


je

dsire des

nozze

fatto

da

tableaux

Morelli a

LA MADONNA DALLA SCALA D'ORO

de M.r Morelli, que


loin,

J'ose

une

fais

moi-mme

aurez termine

que nous puissions


Et

mon

si

bien itnpatient de recevoir votre

est

tableau du Christ

le

et Jes

que vous

qui, je crois, habite la Belgique, j'amerais bien

Naples n'tait pas

celui-l. Si

que vous y

sais

je

ne tarder pas tre termine.

travaillez et qu'elle

Quand vous

de voir venir

vous remercier.

peur d'tre indiscret en vous en parlant, car

ai

j'

fte
et

mon amateur

peine vour dire que

Fille de Jare:

me

je

chercher

irais le

j'

189

posseds destine

le fissiez

un amateur

passer par Paris, pour

voir, et peu-tre aussi l'exposer.

le

Troubadour? vous savez que

j'y

rve toujours, et que vous m'avez promis

de l'apporter vous-mme Paris.

mon

Je vous prie,

cher monsieur Morelli, de croire au dvouement bien affectueux

de votre Editeur

Gouml

Paris,

Mon

que

ne puis vous

je

Vierge adorable, et m'a

le dire. Si

sur cette composition, cette


sens, bien

souvent,

d'avoir ouverte

ne

je

sais

1'

talent que de

m' a diete

vous assure, plus de


je

vous

ferais

un loge digne de son auteur; mais, ce que je


exprimer, et je dois tout simplement vous remercier
Merci donc encore une

cceur.

demandes

les

j'ai

ritres

tenu

Mr. Tipaldi m'a

dit

fois d' avoir

compris

le

souvent. Peu de personnes encore

si

montrer de suite a Grome, auquel

le

m'a charg de vous en

et qui

je

rverie,

ont vu votre tableau; mais

beaucoup

fait,

cornine vous j'tais peintre et pote,

porte de nos relations par une composition aussi charmante, rendue

la

avec autant de
sentiment qui

22 mars 1876.

le

cher monsieur Morelli,

Elle est enrin arrive votre

plaisir

il

a pi

compliments.

faire

que vous dsiriez ne pas exposer au Salon; j'avoue que

j'en suis

enchant, parce que nos expositions sont tellement mlanges de bonnes et mauvaises
choses, que c'et t une profanation de voir cette Vierge place, peut-tre, cot d'une

Donc, tout

ordure de quatrime ordre.

pour

est

le

mieux,

je

place dans

l'ai

mon

salon, et ne la montrerai qu' a ceux qui pourront l'apprcier.

Maintenant,

mon

cher

ami,

me

il

peut-tre pas d'importance, car jusqu'

vous

pour ainsi

les avez,

dire, donns.

faut

aborder une question qui pour vous n'a

n'avez pas vendu de tableaux

prsent vous

Puisque vous

avez consenti vous

relation avec un

affreux

marchand, auquel vous voulez bien donner

de

revtir

son

permettez-lui

marchand de
mais hlas!

curiosits, je
je

costume de

remettre

fr.

nous y arriverons.
vous ai fait envoyer,

Je

il

6.000 que

je vais

cela, alors

tableaux devraient se payer beaucoup


et

de vous dire:

vous enverrais une de mes

ne puis rien de tout

confrre, de vous

juif et

j'ai

presque

plus cher; mais

quelques jours, par

mon ami

honte de vous

un tout

petit

un

la poste,

ami,

peintre ou

un beau

oeuvres ou
prier

le titre d'

j'tais

si

mettre en

bibelot;

Tipaldi,
offrir,

car

mon
vos

peu de patience

petit

nombre de

photographies types d'orient (Egvpte). Ces feuilles font partie d'un ouvrage publi au

Care;je pourrais,
J'espre,

mon

si

vous

le dsirez,

vous

faire

envoyer l'ouvrage

publi.

cher monsieur Morelli, recevoir bientt de vos nouvelles,

prie d'agrer l'assurance de

mon

bien affectueux

dvouement

Votre ami

Goupil

et

vous

1).

Morelli.

La Madonna

dalla Scala d'oro.

MORELLI E

PROTESTANTI

191

J'ai

cher monseur

Morelli,

bien regrett que vous n'ayez pas pu m'envoyer

Londres: c'et t une bonne occasion de

exposition de

16 mai 1876.

Paris, le

Mou

pour notre

bilie de Ja'ire

la

montrer

enfiti

public un

au

tableau de Mr. Morelli.

Mais vous tenez peu aux succs, vous tes

jamais rencontr depuis cinquante ans que

je

le

modeste des

plus

Entn, j'espre que vous l'aurez bientt termine; l'impatience de

toujours

mime,

la

que

artistes

j'ai

au milieu d'eux.

vis

mon amateur est


me l'envoyer.

bienvenu quand vous pourrez

et ce tableau sera le

Et notre Troubadour? vous y pensez toujours, n'est-ce-pas? Mais n'en parlez a perje tremble toujours que cette exceliente ide ne transpire et qu'on ne vous la

sonne,
vole.

Ce

serait dsesprant.

Goupil

PS.

vendu votre Vierge

J' ai

avoir une photographie.

temps pour

Il

cette opration;

nous obtiendrons, car vous


general de votre

un amateur auquel

mais
s'avez

que

nous commencons

vrage que

le

tableau d'ici quelque


rsultat que

le

jaune en photographie vient noir, et

le

fonc. N'auriez-vous pas prfer en faire taire


je

part de votre dsir d'en

j'ai fait

rendre

ne suis pas sans inquitude sur

je

peinture tant couleur d'or,

reproduit corame ceux que

me

sera trs enchant de

nous ayons un

crains que

je

un dessin

la

le

ton

effet trs-

piume que nous aurions

vous envoie? Ce serait une planche de plus dans l'ouet qui

pour

aura

titre

CEuvres

choisies

da Commandeur

Morelli .

Dopo

la

prima Madonna

Roma

di

questa Vergine dalla scala d'uro

dopo

maggiormente

fondono, forse pi che

a tutto
in

il

ogni

Salve Regina,

raffigurazione della

la

ternit divinizzata a cui Morelli terr di pi;

sorrider

la

ma-

ed quella che

mondo, perch

essa

in

altra sua, la solennit di

si

una

coscienza sovrumana e

la

gioiosa dolcezza della vita terrena.

Morelli aveva per Maria

la

nesimo

- - quell'

pi squisita creazione del cristia-

non

affettuoso ossequio a cui

mai sfuggito

nessun animo gentile, per quanto grande, da Dante


alieno com'era da qualsiasi

ducci. Epper,

gioso o antireligioso, dava torto

compresa

la

Madonna,

dalla vita, quindi dall'arte

(1) Chiss?

forse

pensava ugualmente

Terra Santa, riscatt dal


e

non

fu allora,

il

Sultano

suo, solo

il

il

di
(I

averla

Car-

pregiudizio

reli-

protestanti di

non aver
fede e

eliminata dalla

).

nuiltanime Guglielmo

terreno del

un calcolo

ai

politico.

Transito della

II,

quando, nel suo viaggio

Vergine per donarlo

ai

in

cattolici

DOMENICO MORELLI NELLA VITA

192

Ma

finalmente ripetuta, non saziano

che aveva
tori,

Goupil.

il

Il

la

La

di

figlia

Jairo,

sete di opere morelliane

ama-

quale, stretto dal desiderio degli

scrive quest'altra

gli

anche perch

interessante

lettera,

prima volta

essa per la

in

{l)

Vergine dalla scala d'oro

la

NELL ARTE

pittore della Morte di Cesare

il

appare innamorato di quella scultura, a cui doveva

per

finire

dedicarsi interamente:
Saint-Martin aux Chartrains par Pont l'Evque (Calvados),

En

le

27 aot, 1876.

Moti cher Monsieur Morelli,

de nouvelles, en voici une qui,

fait

mon

je l'espre,

vous sera agrable. Pendant que

vendu votre dernier tableau: La fille de Jare a un de nos


bons amateurs de Londres. Je suis heureux de la pense que cette peinture, que je
j'tais ici,

associ a

trouve suprieure

Me

vous m'avez

lettre,

premire, n'a pas t se perdre en Amrique.

la

donc encore une

voici

fait

mettez-moi de vous

fois

sans tableaux de vous, et puisque, dans votre dernire

esprer que vous nous donneriez tout ce que vous

moment:

tableau que vous terminez sans doute en ce


Si

vous pouvez en disposer en

ma

faites, per-

Avez-vous un engagement srieux

poser une question.

Jesus gurissant

me

faveur, cela

pour

le

possds

ics

ferait bien plaisir et je

vous en

serais trs reconnaissant.

Dans

afin

que

commander un

puisse

cadre.

ne suis pas au courant de ce qui se passe en ce

Je
je

cas o cela serait possible, envoyez-moi de suite la grandeur du tableau,

le
je

ne puis donc vous parler que de ce que

fait

moment

Grome, qui

Paris en fait d'art,

son atelier

ici

corame

Paris.

la

Cet excellent beau-fils

et

ami,

me

disait

il

y a quelque mois en plaisantant: Puisque


vous faire de la
il v a un an, je vais

peinture semble ne plus se vendre cornine

sculpture . Assez jolie plaisanterie, n'est-cepas?

C'est qu'il tait tourment du dsir de se faire sculpteur pour quelque temps.

En

effet,

pendant

le

mois de juin

de

et

juillet, il a fait

une

cir

de son groupe des

Gladiateurs, et je voudrais que vous vissiez cela, ainsi qu'une autre composition laquelle
il

moment: Anacron

travaille en ce

pour

Il

veut faire

faudra,

mon

plus capitales, au

et le

et

en

est-il,

J'espre,

cher maitre, que pour cette epoque nous runissions vos ceuvres les

nombre desquelles

mon

ce

je

me

charmant sducteur

fais

le

que vous pouvez disposer du tableau que


Veuillez agrer,

mon

je

er

Goupil
di

la

chiam: La Vierge apportimi

le

faisant

vous demande.

cher ami, l'assurance de

minori proporzioni metriche.

me

septembre, et trs-heureux d'apprendre

mon

bien affectueux

(1)

Le troubadour.

joie de voir figurer

une

cher monsieur Morelli, que vous ne m'imiterez pas en

attendre votre rponse; je serais Paris

quanto

Bacchus enfants.

second en marbr,

grande Esposition de Paris de 1878.

la
Il

portant dans ses bras l'Amour

premier plus grand que nature, en bronze,

le

bonbeur sur

la

/erre, e fu

dvouement.

Goupil

quadro tanto pi grande

IL

Ma

DhTDLKIO DI YhKDI

avvicinava aitine

si

momento

il

193

anche

cui

in

il

(I)

derio di Verdi, persino irritato dalla lunga attesa

desi-

doveva

essere soddisfatto.

aveva

Verdi

ultime fotografe,

All'invio delle

scritto

Morelli da
Sant'Agata,

ma

un grande infame,

Sei

agosto 1876.

Caro Monili,

un gran poeta! Che stupende composizioni! Due

sei

Per questo te ne voglio maggiormente, perch,


non capisco perch tu non ne faccia uno per me!!! Tu l'hai
cosa da nulla mancar di parola ad un maestro di musicar

quadri meravigliosi senza dubbio!...


se

dei capi d'opera,

fai

promesso! Credi

Non

che

sai tu

tu sia

sono capace perfino

io

o tardi venire a Napoli (non

ti

Non

un delitto?

di

ammazzerei, perch, tanto

che io potrei presto

sai tu

quadro), rubarti o un quadro, o uno sbozzo, uno schizzo, ecc., ecc..


dovi, potrei dar fuoco allo studio,

come

rit

avvisato,

Andrei

e Dio!...

G. Vhrdi

Morelli a Verdi:

Che

Maestro carissimo,

bella cosa la vostra lettera di

Ma come

grazio.

male parole! La terr gratissima

avete potuto pensare che io avrei preferito Goupil

io

ve

farvi

lo

piacere.

Ed

dica? Io non

mi pareva degno

di

vi

ve ne rin-

voi? Santo Dio!

rimprovero non posso accettarlo


non merito. Volete saperlo? Volete
ho mandato nulla di quello che ho fatto, perch niente

No, voi l'avete voluto dire senza pensarlo;

neppure per
che

alla poste-

mezzo salvato!

cos'i

Addio.

o,

Erostrato.

Uomo

abbruciando tempio

il
mio
non riuscen-

non avrei pi

fa,

il

questo

solo torto che

Verdi.

Goupil ha veduto quei quadri nel mio studio e


La responsabilit tutta sua se non sono buoni.

li

ha

me

presi, anzi

avevo

To

li

ha strappati.

cominciato

un quadro

proprio tutto per voi; l'ho ingrandito, perch l'espressione delle figure in piccole di-

mensioni sarebbe stata poco

la

(1)

una precedente

visibile,

ed io perdevo tanti pensieri e

gita a Napoli, cercatolo e

non trovatolo,

gli

li

<

Marted.

Non

dove

vivi

r...

te!

Non mi

Addio

e
e

stato

Certamente non lavorerai

Dimmi dunque quando potr vederti,


venir fuori con me a parlai" di lena,

molto bene,

Curo Morelli,

Son venuto venti volte da

fai? e

che vengono sempre

al

mai possibile

il

di

se io posso sperare d'avere

d'ispirazione,

a proposito,

ecc., ecc.;

quando non

si

Dove

trovarti!

mio quadro!... Oh!

Cosa

stai?

questo son sicuro!...


si

tutte

o no questo
storie ch'io

quadro.

conosco

vuol fare.

credimi

13.

aveva scritto:

sciupavo. Poi

Tuo

G. Verdi

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

194

mezzi materiali mi sono mancati per quella benedetta esecuzione plastica che

sogno assoluto

modello sempre presente, e

di essere studiata col

ha

bi-

l'ho sospeso.

Ne ho cominciato un altro che mi pare sarebbe una cosa bella se riuscissi a farlo
come lo vedo e come potrebbe essere dipinto; ma neppure sono stato capace finora di

condurlo a un certo punto, che uno potesse dire: ho capito cosa vuoi fare e mi piace.

non so andare

In questo altro quadro con rabbia debbo dire che

rato molto e ho dovuto cessarlo, e continuo a credere che

ho lavo-

avanti. Vi

sarebbe un bel quadro, e

non posso rinunciare a un abbozzo perch altri lo faccia.


Vi un terzo quadro cui ho lavorato molto e posso terminarlo prestissimo. Ma!...
Ma!... Volete che ve l'offra? Questo quadro circa un metro e mezzo lungo, e meno
di un metro alto. Rappresenta Gli Ossessi del Vangelo.
Il titolo non fa supporre il quadro, poich non un fatto speciale che si trova negli
Evangeli sinottici e non saprei come dirlo con

dove sono

valle deserta, arida,

Ges, di passaggio per quei luoghi,

fuggiti dagli uomini.

ciati,

turati e

fondo storico; per

il

l'arte,

non

o a San Donnino.

non

se

vi

piace? Ciao.

non

sera stessa scriver a Goupil che

Me

rimandate o

lo

per

lo faccio

Verdi, felice

mandare

che

sei

Mandami il quadro
Non so niente di fondo

al

sta agli ordini vostri .

Sant'Agata,

settembre 1876.

ordino che tu mi spedisca subito

ai miei ordini,

diavolo Goupil. Sar,

al

quadri.

al

cos?

Caro Morelli,

momento

Dal

no

dice o

rompete. Questa

lo

Va bene

lui.

Vostro Morelli, che

di

mischia a quegli sven-

cornice e lo spedir a Busseto

la

Signora Peppina, maestro carissimo, vogliate bene

si

so se quello che ho fatto

qualche cosa. Volete che ve lo mandi? Far dorare

una

solitario,

consola.

li

Questo

un luogo

parola.

la

grotte sepolcrali in cui vivevano quegli infelici, cac-

le

come

manda

storico,

ma

io

il

quadro, e

amo

brutti

diavolo Goupil.

al

un brutto quadro,

tu dici,

di arte,

mandami

ecc., ecc.;

quadro

il

manda

diavolo Goupil. Su questo siamo dunque d'accordo. Su una sola parola non convengo

teco,

ma non
Ve

artista,

che una parola

l'offro!... .

poeta

Nient'affatto.

Arte, poesia,

bellissime

ma

cose,

tu

pure,

grande

che vuoi, tu pure mangi e dormi!

fin

Perche mangi

Posso capire,

ma

hai torto, che

rincresca

ti

parlare

di

cifre.

Allora parlane a

Cesarino, a cui scrivo oggi stesso.

Peppina

Io

non

ti

ti

saluta.

saluto finche

non veda

il

quadro.

Finalmente

quadro, Gii

il

Ossessi,

arriva, e

G. Verdi .

Verdi telegrafa

e scrive:

Arrivato quadro

26 ottobre 1876.

Morelli

stupendo

Strada Pace, 7

sei

Napoli.

sempre gran

poeta. Scriver domani.

Verdi

I
mai
''A

"v

91
11

V
wi?

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

196

Sant'Agata, 27 ottobre 1876.

Caro

Morelli,

telegramma

Il

come

verit

che verit

verit...

cambiale,

la

tu solo sai fare.

Discendo dal cielo per

tee.

ecc.,

ho ricevuto il quadro, che bellissimo, stupendo,


E una pittura che poesia; poesia che

t'ha gi detto che

terribile, sublime,

u).

!...

dirti

che a giorni andr o mander a Genova per spedirti

scrivo oggi stesso a Cesarino per

pagarti

la

spesa

di

trasporto ed imballaggio...

Amen

Mia moglie

di

questo; ad altro!
saluta e

ti

si

congratula altamente

lei!

Io

Ti stringo

le

Lavora sempre e credimi

Soggiunge poi che

teco...

non so nulla: pensaci tu!... Ma


schizzi che dovevi mandare tempo fa con Gemito...
Pensaci tu!... Di nuovo come sopra...
debito con

tratterebbe

si

scrive

non

un

tu hai

quei

di

tali

mani.

Affez.:

Ma

forse

Goupil che sar

G. Vhrdi

della felicit di Verdi, e

felice

19 octobre 1876.

Paris, le

Moti cher monsicur Morelli,

appris ces jours derniers que vous veniez de terminer votre tableau: Jesus gu-

J'ai

que cette peinture

rissant les possa! s, et

allait tre

envoye

son

heureux propritaire,

votre ami.

je

Pendant quelque temps,

votre part que

que cette peinture serait notre proprit, et

j'avais espr

ne m'en console qu'en pensant que ca


Connaissant

augmenter

le

le

mauvais

nombre

moyen

de reveiller

le

dire, car je suistoujours

got des amateurs

le

de premier ordre. Vous en avez

nous avez envoy, La Vierge

et

la

est

fille

de

votre Troubadour, aussitt

le

ne saurais

le

me

dire, et

Vous vous
les

tes bien tromp,

mmes

ides; et le seul

de leur faire voir des ceuvres d'artistes

Ja'ire,

la

deux

seuls tableaux que vous

ont t vendus de

suite.

promesse que vous m'avez

faite

de vous

tableau des Possds termine. Je compte donc

que vous m'en donnerez bientt des nouvelles,


je

dans

preuve, puisque les

La

Aussi viens-je aujourd'hui vous rappeler

mettre

de

vous avez suppose que nous ne tenions pas

tat des affaires

des tableaux que nous possdons.

ne saurais trop vous

et je

un sentiment de dlicatesse

n'est qu'

dois d'en tre dpossd.

je

car,

vous

le

savez,

j'y tiens

rjouis d'avance du succs qu'obtiendra

plus que

cette peinture

Paris et Londres.

Et,

puisque

je

parie de Londres,

je

vous demanderai

la

permission de vous entre-

tenir d'un projet, que, j'espre, recevra votre approvation.

Vous savez que tous

sition de peinture.

moins moralement.

(1)
solito,

On

Ci fu lotta allora

Cesare

De

pagato Goupil.

les ans,

au mois

d'avril,

Celle de cette anne a eu


s'est pi la dclarer la

fra

Sanctis,

Verdi per pagare


Morelli

si

nous ouvrons Londres une expo-

un grand succs,

si

non de vente, au

meilleure de toutes celles faites en 1876.

Morelli per non volere; infine, intermediario,

acconci ad accettare da Verdi

la

somma

che

gli

al

avrebbe-

UN PROGETTO GOUPIL
Notre exposition

de couvrlr

les

diffremment de

est dispose tout

pose de trois grands salons tendus

murs de tableaux

cornine dans un salon ordinaire

197
celles existantes. Elle se

Ces salons sont bien

d'toffe.

serrs les uns contre les autres,


(

sont tous

ils

com-

au lieu

et

clairs,

isols.

i ).

entier pour y exposer seulement


publiquement
Londres, et il nous semble
t
vue
aucune
n'a
(2). Jamais
qu'une exposition aussi nombreuse que possible de vos tableaux aurait un grand succs.
Peut-tre tes-vous insensible ces sortes de triomphe; mais nous autres, nous en

Nous voudrions l'anne prochaine reserver un salon

vos oeuvres

sommes

nous sommes en

trs-jaloux pour nous et pour les artistes avec lesquels

re-

lation.

Je vous prie donc de rtchir ce projet, et de

dans une prochaine

lettre.

Naturellement

si

me

que vous en pensez

dire ce

vous approuvez notre

projet,

avoir recours votre obligeance pour obtenir des amateurs auquels


les tableaux

que vous nous indiquerez.

n'ai pas besoin

Je

nous devrons
apparti ennent

ils

de vous dire que tous

les frais,

ceux d'emballage, port

aller et

retour, les assurances surtout, seront notre charge.

J'ai

mon

bien souvent parie de vous,

cher monsieur Morelli,

de pouvoir prouver que vous tes au dessus de ce que

j'ai

pu

je

serais bien

J'attends de vos nouvelles, et celles de, permettez-moi de dire,

Veuillez agrer l'assurance de

mon

mon Troubadour.

bien affectueux dvouement.

E ancora

Mon

Bien souvent

possible,

je

le

20 Xbre 1876.

regrette que Naplessoit aussi loign de Paris et de ne pouvoir

et j'aimerais bien a

vous

cher monsieur Morelli,

pas vous faire une petite visite de temps autre;

Troubadour

Goupil

Paris,

heureux

dire de votre inerite.

me

en suivre

permettrez bien,

que vous travaillez votre


mais puisque cela ne m'est pas

je sais

les progrs,

n'est-ce-pas, de

vous en demander des nouvelles.

travaillez-vous exlusivement ou bien avez-vous autre chose en train

Je ne pense

pas tre indiscret en vous posant cette question; elle m'interesse d'autant plus que le

temps passe vite et que nous allons nous occuper ds le mois prochain de l'exposition
que nous devons ouvrir Londres dans le courant du mois d'avril prochain.
Je

vous remercie beaucoup,

demande de grouper autour de


afn d'en faire

mon
votre

une exposition srieuse

cher ami, de l'accueil que vous avez

et qui

fait

ma

un certain nombre de vos ceuvres,

Troubadour

mettra en lumire

un

talent

beaucoup

trop ignor a l'tranger.

Je sais votre insensibilit cet endroit; mais vous tes trop bon pre de famille

pour ne pas comprendre certaines ncessits,

de concourir dans
J'ai crit

bleaux

que

la

hier notre

nous

pourrons

moindrement ncessaire,
du mois de Janvier.
Je

et je serai

mesure de mes forces au bon

(1)

Quanto tempo doveva

Ed ecco

le

obtenir, et j'ajoute a

j'irai

vous serai oblig de

(2)

ami Tipaldi pour

trs-heureux, croyez-le bien,

rsultat de cette entreprise.

de me renseigner sur
ma demande que s'il croit

prier

Naples pour m'en entendre avec vous dans

me donner

le

les ta-

cela le

courant

votre opinion ce sujet.

correre prima che questa opportunit fosse compresa in Italia!

ripresa l'idea del

ken, senza che l'uno sapesse dell'altro.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

198

La photographie que vous m'avez envoye de vos Posscds m'a fait gran plaisir,
nanmoins elle donne une ide de ce que doit etre

peut-tre est-elle un peu noire, mais

en

la peinture, et j'ai regrett

prendre

taire

la

voyant de ne pas vous avoir

la

Aussi permettez-moi de vous rappeler

aussitt pour lui

crit

route de Paris.
la

promesse que vous m'avez

rserver a l'avenir tout ce que vous mettrez en

me

de

faite

m-

Je fais ce rappel votre

train.

moire avec d'autant plus d'assurance que bien certainement vous devez avoir d'autant
plus de demandes que l'on commence connatre nos relations d'affaires.
Je

vous

nion cher monsieur Morelli, d'agrer l'assurance de raon dvouement

prie,

plus affectueux.

le

Goupil

Na-

Nella primavera successiva s'inaugurava l'Esposizione


zionale

di

Napoli.

giovani

di

annunziarsi,

men

sembrava quella una

nuova

della

l'unit

arte

Michetti, gi popolare nell'ambiente

divenne

un giorno celebre

in

Furono giorni
balda sicurezza,
trillava

per

giovani e

di

ai

(1) Nella galleria di

farai

Caro

di

brillante

tranquillo e severo studio

il

2
( ).

il

io

momento

in

la

sventura

Roma, v'erano

gli

di-

bussato

ti-

massimi d'allora

il

mantenere;
fra

alla

studi

tutti ricordano,

toglieva di

grido

di

ho ancora
cui,

primi

dei

quanti Ira

di

stranieri

gli

Ed

Napoli

don Beniamino Rotondo sono alcuni

sua prima Cannone d'amore;

Vincenzo Vela

animate dalla pi

giovinetto sconosciuto qual'ero

Chirico esprimeva promesse che poi

di

Napoli W,

di

devoto pellegrinaggio

del

ed all'anima

nome

Il

giovane

di vita

plicemente meravigliosi. All'Esposizione egli aveva, come

non

porta a porta, lavoravano Morelli e

visitavano

sensi

midamente

(2)

ai

Italia.

di feste

maturi, fra gl'italiani e

speranza,

nanzi

Ma

citt.

mta

in tutta

una folata

tutta

bella

la

Palizzi, era la
i

fioritura

italiana.

artistico

entusiasmo,

di lieto

via della Pace, ove,

di

lasciando

appariva,

vi

splendida della prima, che aveva fatto salutare nel 1861

Firenze

non

Morelli

di

porta

Michetti, sem-

Corpus Domini
Barbella

giovani.

cosi scriveva allora a Morelli:

Morelli,

Se Usci visitare

un gran favore,

il

tuo studio da mio figlio e

giacch sar

di

altri

gran vantaggio

al

due suoi compagni

mio Spartaco

scolari di Bertini,

l'ammirare

Verso

la

fine dell'Esposizione verr a ringraziarti e stringerti

la

mano

il

tuo amico

Ligornetto, Cantone Ticino, 8 maggio 1877

mi

tuoi lavori,

essendo tu un caposcuola italiano.

Di

cantava la

Vela.

ghro mi:
sola del

coll'egida

ospitale,

mi presentava, mi

che

lavoro,

che

subito

magnetismo

il

volmente

ei

fra

Cremona,

Tranquillo

di

da Lui, che era solo

noi

quella

al

intimit spirituale

dell'intelletto in azione;

meco

fu

si

nome
aperto

fu

fece

si

199

poich bene-

donde ve-

intrattenuto di Milano,

nivo, e delle nostre speranze, compiacendosi del nostro en-

tusiasmo per

nostra fede,

della

lui

mi portava da

appunto. Tanta e tale era sempre in quei due

Palizzi

coscienza

la

reciproca della solidariet.

Certo, egli non lu allora con


-

meno amorevole

Grome,

pure

riuscir

interessante

che,

14 mars 1877

Paris,

65, Boulevard de Clichv.

Moti cher Morelli,

Tous

Napoli,

di

una corrispondenza che

che non ero nulla

onori

gli

iniziando

rimpatriato, gli scriveva,

doveva

che non fosse poco prima gi stato con

quale aveva fatto

al

me

ces messieurs qui

en outre de

me demander

m'ont

si

cordialement accueills

Naples ont eu l'amabilit

moti portrait. Je vous en envoie une collection avec prire de

vouloir bien les faire parvenir leur adresse:

c'est

une

corve dont

petite

je

vous

suis d'avance reconnaissant.


J'ai recu le titre

dont vous tes

m'a

t vote.

le

de Professeur Honoraire de l'Institut des Beaux Arts de Naples,

plus illustre reprsentant, et c'est sur votre proposition que ce titre

Recevez donc

ici

mes

meilleurs

remerciements,

et

croyez que

je

suis

heureux d'otre un de vos collegues.

Vous verrez

d'avril;

grande

joie de

apercevoir

bientt

mon

beau pre, qui doit

aller a

Naples dans

premiers jours

les

ne pourrai malheureusement pas l'accompagner. C'eut t pour moi une

je

vous revoir srie usement, car dans

mais

je suis

Veullez agrer,

ma

course rapide

pu que vous

je n'ai

attach une grosse besogne qui n'est pas encore prs de sa

mon

cher Morelli, avec

mes

fin.

plus cordiales salutations. l'assurance

de mes meilleurs sentiments.

Dell'Istituto,

erano

giovani

che

Morelli

Grome

aveva

voluto

trionfassero all'Esposizione; e all'Istituto Morelli era entrato


titolare di pittura sin

dal io

maggio 1868

c>;

ma

vive erano

(1) Con lui erano entrati il Perricci, valentissimo decoratore, che lascia bella traccia di se
anche al Quirinale, e il Toma come professore di disegno ma erano rimasti, insieme all'Angelini,
da Morelli tanto stimato, lo Smargiassi, il Ruo, il Catalano, oltre al Mancinelli. Donde il contrasto, per quanto Morelli abbia generosamente scritto nei

Ricordi
Andammo subito d'accordo .
;

DOMENICO MORELLI NELLA VITA

200

aveva dovuto sostenere col Mancinelli, ac-

state le lotte che

cademico pi che mai, per


mento.

Il

NELL ARTE

da

l'indirizzo

come

trionfo di quei giovani,

dare all'insegna-

gi quello

schetto a Milano nel 1872, dimostrava a chi


fatto

vittoria, se

la

Michele de Napoli,
preferito

affidarsi,

a
al

Morelli o a Mancinelli

con un

ricomparso

rimasta di

vecchio

al

Altamura aveva

quale, incominciando,

che,

era

Bo-

del

gran quadro

nella nuovissima gara, faceva l'effetto del principe degli ana-

cronismi.
Si

riferivano a quel periodo di lotte, e

lotte stesse e

ragioni che

le

le

l'animo suo, questi pensieri da

come

che dimostrano

non

egli

un innovatore per progetto,


nella sua

commemorazione

Prima era bravo

chi

provocavano lasciarono neldeposti nel Libro Tipaldi,

lui

Il

Si

la

rinnegando anche
rilievo,

il

la

bravo colui che senza

forma della bellezza;

la

dei

prospettico.

corpi a diverse di-

Quindi, decadenza

la

sua espressione estetica badando alla verit del dettaglio

cambiava interamente
il

Dopo

dettati della scuola accademica.

sulla superficie pittorica, era

non avevano mai rande sviluppo

paesaggio perdette

macchia o

mai un oppositore ed

fosse

presentasse, senz'altro sentimento che la tonalit e

nel sentimento elevato

le

Palizzi:

di

altre qualit osservasse la realt del colore,

stanze. Per, questi

che

che poi ebbero forma definitiva

mostrava sapere

conoscenza delle nuove osservazioni

ricordi

ai

il

modo

di

guardare

il

vero: prima

per contorno;

ora,

tocco .

La riforma nel disegno e nel colore ha fatto bene a quelli che erano educati a
severi studi, e male all'arte per opera di coloro che senza ingegno hanno imbrattato

tele,

la

ecc. .
Il

cambiamento

di

nelle

originali

rinunzia alla forma del bello.

Scuole d'Arte

Lodando

solo

fu

una catastrofe per

l'estetica,

un oggetto

qualsiasi

l'imitazione

di

nella sua superficie, anche gl'ingegni mediocrissimi potevano dipingere quadri.

questo fu veramente

idealit,

presto

artisti,

quali

spontanea

certi

paesisti

originalit

della

in Italia,

erano pure

con entusiasmo, meritamente, per

tati

La

difetto della pittura realistica senza

che prevalse per quasi un ventennio

invecchi cosi

la

il

tecnica.

la

stati

che
salu-

sincera freschezza,

Esempio

fra

tutti,

lombardi, a incominciare dai loro capi-scuola.

tecnica divenuta fine dell'arte, invece che

mezzo, poteva

MORELLI E

INSEGNAMENTO ARTISTICO

ma non

bens suscitare interesse,

oggi

che

pu bens

si

siasmi del '70

ma

'90,

al

riuscire

Tant' vero che anche

Memore

Morelli.

sempre uno

che era

dell'altro

fecondo

fecondatore;

Napoli parte attivissima

in

Pedagogico
mento

eisegno

dei

(I)

che

soffrire

187

dal

Commissione

Rosati, A. Tessitore, G.

F.

Netti.

Quella relazione

Toma,

l'insegna-

erano

cui

di

Perricci,

relatore

Celentano,

I.

opera veramente notevole, anzi-

con una modernit

tutto perch,

L.

egli

Congresso

componenti E. Alvino, T. Angelini, A. Castellano,


P.

per ster-

aveva preso

speciale per

presiedeva,

egli

di

criteri,

che doveva

in-

cominciare ad affermarsi tra noi solo vent'anni dopo,

segnamento
rapporto

alle

visto

s'

disegno

del

procedere

all'Istituto

Morelli

Belle Arti e

di

al

E appunto un anno dopo


poli,

che per l'uno

Ministro della

nella

(1)

VII Congresso Pedagogico

italiano.

(2)

Vedi parte

(3)

Come

20

il

Accademie

ed estese poi

Sanctis

2
),

alle tre

di

1878

aprile

attuate

non

Belle Arti di

Accademie

del-

Relazione della Commissione speciale sul tema dello Insegna-

mento del disegno. Napoli, settembre 1871

Museo Nazionale,

De

riforme gi

alle

nelle

(?)
5

Era

decisivi.

dire quale fosse l'intimit intellettuale

relazione

Firenze

passi

Istruzione Francesco

in

e di

Na-

l'Esposizione Nazionale di

decideva che,

Roma

che

cos

nuovo Museo.

con Domenico Morelli;

C3)

in

dell'insegnamento,

cura

e sentimentale

senza buon successo

l'in-

anzitutto

Ed

decorative.

per l'altro egli d

Publica

non occorre

del quale

considerato

era

vi

industriali

arti

di

che divenisse razio-

lavori di quel VII

ai

nella

Italiano,

sin

risuscitarli.

onore quando

in

aveva incominciato, sempre mir poi


nale,

entu-

certi

dei tormenti

quanto aveva avuto a

di

pastoie

dalle

rarsi

riesce

si

Ond'

lettera uccide.

la

tu

sola.

comprendere

nell'arte

Questo dell'insegnamento

mantenerlo da

non

pi

201

Napoli,

tipografia

di

Francesco

Giannini

Via

di

San

31.
i

a
,

noto,

pag.

dopo

2.
il

20 seuembre

Roma

era stata spodestata la vecchia

Accademia

Luca, ed erano entrali professori nel nuovo Istituto di Belle Arti parecchi di quelli che avevano

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

202

Venezia

l'Emilia, a quelle di
l'Istituto

per dare

proseguiva

me

e pi nobile augurio che per

Commissione;

riordinasse anche

si

Napoli

di

senza escludere quelle variazioni che

consigliare.

Milano,

e di

si

nella quale ella avr

condizioni particolari del luogo potessero

le

ho

potesse,
a

lettera ministeriale

la

colleglli

signor

il

alla

V.

scelto la S.

riforma

il

migliore

per Presidente della


Filippo

cav.

Palizzi ed

il

signor cav. Cesare Dalbono.

Ma

mio desiderio che

Pochi sono coloro

faccia per Napoli qualche cosa di pi di quelle riforme.

si

quali varcano la mediocrit nell'immenso

danno

simi, che restano addietro, con

nobile classe a cui appartengono. Forse sono tanti e

Ma

altro esercizio applicarsi.

se nello stesso

scuole d'arti minori o professionali, che

si

giovani che non

da

si

campo

sentissero da tanto

tali,

perch non sanno a quale

Istituto di Belle Arti si

vogliano

dire,

cimentare

dell'arte; moltis-

con discredito della

loro e del paese, e spesso

ove

trovassero alcune

potessero riparare

si

desiderata

l'altezza

delle arti

avremmo ottenuto di assottiavremmo ingrossato quella degli

maggiori, o che facessero mala prova nel cimento, noi


gliare la schiera dei pittori e scultori da

con generale

artefici valenti,

Cosi

il

De

non

gnante,

che stiamo

Ma,

Arti.

anni, a

mento

mezza

ancora non

letteraria,

che

Morelli,

La

lui

Adunque, quando

che

si

ho divisato

Belle

ventisette

in

tanto movi-

ad

esso favore-

si

deve

il

Villari,

al

quale

l'instaurazione della critica

primo passo
che

ufficiale sulla via

l'altro

insigne

aveva preconizzato

sin

intimo
dalla

Parigina del 1867.

De

lettera del

Arti, io

di

d'onore per l'uomo

a titolo

aveva dovuto

Pasquale

Esposizione

dopo

riusciti,

progredita

della riforma degli studi artistici,


di

gl'Istituti

sviluppo preso dall'arte decorativa anche

lo

gi

tutti

concetto, pure

publica

va ricordato,
Italia

siamo

quel

applicare

dopo

fidente

Morelli del 1861 , e propu-

nel

attendendo per

dell'opinione

Ira noi,

vede, sin d'allora per Napoli quella riforma

si

ancora

fare

vole, pur

quale firmava di suo pugno

il

torto certo

se

utilit .

Sanctis,

come

poco,

la

di

Sanctis concludeva:

Commissione abbia

aggiungerle

altri

finito

suoi studi per

tre o quattro

l'Istituto di Belle

valentuomini esperti nelle cose

riferiscano alle arti minori; e per tal guisa essa potr compiere questa seconda

gridato contro l'insegnamento accademico e che, alla prima sconfitta di San Luca, l'avevano pit-

toricamente cantata nella decorazione del vecchio Circolo Artistico

mente, non correva molto,

e,

mentre

il

nuovo

Istituto

faceva concorrenza a quello nelle sfere ufficiali italiane.

ripeteva

al
la

vicolo d'Alibert. Natural-

vecchia Accademia, questa

LA RIFORMA DE SANCTIS
proponendomi

parte del suo lavoro,


quelle

saranno

che

minori

arti

meglio

creder

che

ci

stimate

pi

ad

utili

203
l'insegnamento

per

di

bisognose di

esercitarsi, e pi

perfezionarsi costi.
Io affido questa

la

impresa all'animo generoso e patriottico della

fiducia era tanto pi giustificata,

primordi della liberazione, Morelli


col Municipio, della fondazione

sostituire le scuole per gli

dai

fin

era occupato, d'accordo

si

una Scuola

di

V.

quanto,

in

per gli operai, e di una scuola di ceramica,

dovuto

S.

disegno

di

avrebbero

che

prima

artieri gi esistenti

1860.

del
Il

De

Sanctis dava poi seguito

novembre 1878, aggiungendo

creto del 25

menti della sezione seconda

sieduta dal principe


a

all'uopo

Gaetano

Palizzi,

De

A. un

B.

di

Filangieri,

Giuseppe

di

insegna-

agli

Museo
una Commissione pre-

dell'Istituto

nominando

Industriale , e

a Morelli e

suo proposito, con de-

al

composta, insieme

Luca,

Tommaso

Sor-

Giulio Minervini, Annibale Sacco, Demetrio Salaz-

rentino,

zaro, segretario.

Chi far da questo giorno


pure quella
tristi

una pagina

di

storia dei due

la

fra

le

pi

della vita intellettuale napoletana.

belle

Istituti,

insieme

di

uomini? fu

di

rado ebbero

effetto

di

un

in

ove indarno

l'ingegno degli individui,

ogni senso

dove, in

tutti

Comunque,

alla
i

la

felicit

ed

la

che

si

che se
Ricordi:

ne

con

le

stesse

no-

Fu colpa

sembra pe-

bellezza della na-

elevatezza della
alla

la

vita,

miseria?

inferse per quei casi all'arte

doveva rimarginarsi mai


dica

bont dell'indole, cospirano

alla

all'animo dei due che maggiori


lenata, n

la

campi, conducono invece


ferita

risultato.

quella triste fatalit che

sare sulle cose di Napoli,


tura,

doloroso

si

pi

Di rado tanto ingegno

tanta passione, tante speranze furono consacrate ad


bile intento,

far

ed

rappresentavano, fu avve
pi.

parole

da

Morelli
lui

ha diritto

dedicatele nei

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

204

sori,

direttore era letterato d'ingegno e di cultura geniale,

Il

n amava

sogno

di

un

giovani, n credeva all'avvenire

artista

per

la

della

ma non

stimava

scuola. Si sent quindi

profesil

bi-

direzione dell'Istituto: fu allora nominato direttore Filippo

Palizzi.

I).

Smessi

Morelli.

fra tanti

Francesco Paolo Michetti aveva avuto

Dalbono aveva dipinto


del

Disegno a penna (G. N. d'A.

rancori fra quelli di fuori e

nacque un'emulazione invidiabile

il

e della pittura.

).

professori, aperta a tutti la scuola del nudo,

giovani d'ingegno.
il

premio nella

2 a classe di pittura, e

Eduardo

quadro: La scomunica di Manfredi.

Organizzammo armonicamente un insieme


nudo

di studi, dalle classi

elementari a quelle

L ISTITUTO DI

Vennero

a studiare fra noi

scuola di pittura erano 31


Si

gli

A.

B.

DI

NAPOLI

giovani di altre scuole d'Italia ed anche dell'estero: nella


alunni, di cui solo 7 napoletani.

studiava con entusiasmo. Riconosciuto da tutti

esposizioni di tutti

scambiati con

disegni e dipinti

nell'anno,

fatti

il

risultato delle nostre cure nelle

molti

D. Morii.li.

Abolito

il

pr

De

pensionato e sostituito da commissioni


i

di

quadri per

la pittura,

nostri Esposito, Milanesi, Barbieri; e, in seguito, Volpe, Migliare), Postiglione,

di

donava

il

amore

e di cure

suo studio restando tutto

Ma una grande

sventura colpi

il

giorno

la

Insomma

ricordo.

fra allievi e professori; e Palizzi,

scorso, che la

ri-

nell'Istituto.

nostra scuola;

ed

io,

pensando

quel brutto
il

mio

di-

calma mi abbandona.

Filippo Palizzi,

e della scuola.

un

era

senza avvedersene, abban-

giorno, a quel giorno sempre maledetto, non posso continuar serenamente

pro-

di

migliori premi l'ebbero nel primo

Sanctis, Rossi, Trovatini e Sorgente, per quel che

cambio

ir

Disegno a penna (G. N. d'A. M.).

getti per l'architettura e di statue per la scultura,

anno

questi disegni furono

di

gli originali.

AV

((

205

Il

professori,

giovani

tutti si

giusto orgoglio di Palizzi,

quello che egli riteneva d'impedimento

al

la

erano formati un alto concetto dell'arte


sua coscienza,

si

ribellavano

progresso degli studi: non potette

tutto

dunque

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

20
cedere

alle pressioni del

Governo, che voleva imporre professori non

mento, e dette dignitosamente


creduto,
ai

ma

le

fu

accompagnato

mai
raccomandando

porta in silenzio, con

le

lagrime

Disegno a penna (G. N. d'A. M.).

Ricordo con dolore quel giorno.

Io l'attendeva nel

mio

studio. Egli

pianto. Entr nel suo studio e ritorn,

Ecco

alla

dall' Istituto,

D. Morelli.

atti all'insegna-

sue dimissioni da direttore. Nessuno l'avrebbe

dimissioni furono accettate, ed egli usc

giovani di non insorgere

agli occhi

le

di tanta fatica

il

compenso!

venne e mi guard con un amaro sorriso: aveva


mostrandomi un tubo di biacca indurita, e disse:
Da pi anni non aveva dipinto. Mi dimisi an-

MUSEO ARTISTICO INDUSTRIALE

IL

ch'io(i);
si

professori,

nostri cari

come

colpiti

207

da panico, non

ci

seguirono;

gli

alunni

sbandarono.

striale

sue ricerche sulle forme e sui colori delle foglie e dei

le

bello studio ornamentale. Si

pu affermare che,

specialmente nella ceramica:

lit,

campo

potette continuare in altro

Palizzi, uscito dall'Istituto,

ne divenne, sarei per

si

in

certo

modo,

immedesim talmente

nel

Museo Indu-

fiori,

egli fu di

farne un

grande

uti-

nei lavori dell'officina,' che

dire,

un capo-operaio.
Dai suoi lavori, esposti

nel Museo,

vede che un

si

sol concetto lo guidava: imi-

non copiare

tare la natura e

per nulla

gli stili antichi.

una scuola

creata cosi

versa dalle

altre di

Si
di-

questo

genere, che, per aver troppo


sbizzarrita

la

divenute

fantasa,

son

Questa

uggiose.

rumore,

ha

prodotto un gran bene.

Da

senza

scuola,

queste fabbriche

da queste

sono

lato

giovani,

usciti

con pro-

sono ben

riu-

come capi-fabbrica.
Con questi giovani, edu-

cati a siffatta scuola,

tuto

fare

Museo;
rete,
si

model-

molti bravi

occupati

e fuori. Alcuni

ceramica,

nelle officine di Napoli

fitto

sciti

di

officine di

il

ho po-

prospetto

del

se voi l'osserve-

e,

potrete vedere quanto

accosti al vero nella forma,

nel colore ed anche nel

Disegno

D, Morelli.

a penna (G. N. d'A. M,).

mo-

dellato, quell'imitazione delle foglie e dei fiori.

Il

Museo ha

perennemente,
Uscito

il

relazioni

in tutte le

immediate con

fu

si

consider

pronunziata

la

per

le

maggiore guida

come un

esercizio utilitario,

pi grande bestemmia:

chiese, per

a precipitare. Affidata la direzione

perdette ogni pi alto concetto dell'arte,

si

tanto quanto basti a guadagnare


Girate

cominci

Palizzi dall'Istituto, la scuola

ad un professore di geografia,
invece,

l'Istituto di Belle Arti. L'arte

manifestazioni della forma, l'arte decorativa.

il

pane

che

punto che nelle

al

oggi,

cio,

dell'arte

questa,

sale dell'Istituto

bisogna

imparar

templi, per

caff,

e giudicherete

il

risultato di tanta

iattura.

Camillo Boito, nei suoi

impulso

(1)

al

scritti

d'arte, ha detto che Napoli,

progresso dell'arte, ora rimasta indietro.

Dimissioni ed accettazione delle dimissioni

dell'Istituto, furono del febbraio

1881.

di

Palizzi,

prima ha dato un

E sventuratamente,

Morelli

del

il

Consiglio

forte

giudizio

Direttivo

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

208
non

del tutto azzardato.

tibili di

E con

Ma

hanno

quegli artisti che ne

non sono

colpa

la

suscet-

rimorsi.

scuola anche

la

le

Esposizioni della Promotrice poco a poco caddero. Alla

gara artistica successe una lotta venale senza pudore: nessuna opera geniale,
tante; nessun vero interesse nel pubblico.

Dopo

queste cattive prove, anche

sent la necessit di arrestare questo precipitare degli

studi

della scuola:

il

zione, e con

lui,

nel suo posto,

anch'io all'insegnamento.

Governo, anche come soddi-

il

mand

morale,

sfazione

segretario di Stato per

la

fon.

Pull,

carattere di una publica manifestazione,

fecero plauso

giovani

ripromettevano

avevano guidata

Ma

all'arte

timmo

quando,

ma

arti,

Tutto era mutato;

fosse

tutt'al

pi

fosse stato aggiunto

Fummo

presi da

pi

quelle.

un

Mi. coraggio

ma

professori che alla uscita dall'Istituto

una

lavori che

g ovani avevano

fatti

non

la

si

Pareva

cui

di pittura!

necessaria tras-

si

rimettere

di

studi. Ci

e la forza, incerti se

ci

perfino

un grande sconforto non

l'andamento degli

nuare o se

sen-

una scuola tecnica,

formazione e da qual punto cercar

pernia (G. N. d'A.

ci

istituto di belle

un esercizio

sapendo da dove cominciare


in via

che

fede

tempi.

nell'Istituto,

sembravano pi

che non

quasi

quella
altri

giorno seguente, Palizzi ed

il

ridotto.

non

sale

le

si

addolorati ed avviliti nel vedere in quale

era

stato

cui

Tutti

artisti.

scuola in

la

rientrammo con calma

io

gli

di far rivivere, in quelle stesse

quell'amore

sale,

Disegno a

Sotto-

Publica Istruzione.

Questi, con acconce parole, diede alla festa

D. Morelli.

l'indirizzo

Palizzi fu richiamato alla dire-

Alla cerimonia con cui Palizzi fu insediato

il

mutare

di

impor-

Governo

il

mancava

il

potesse conti-

dovesse abbandonare l'impresa.

avevano

nella nostra assenza

erano sempre

seguiti,

non erano pi

l:

quelli di

volta.

Tuttavia Palizzi strinse

la

mano

a tutti,

non volendo ricordare come

e perch egli

fosse uscito dall'Istituto ed essi vi fossero restati .

Ma

erano scorsi dieci anni, dieci anni nei quali

l'arte

aveva

altrove camminato.
decreti che richiamavano Palizzi

sono

del

marzo 1891,

la

firma di Pasquale

di

rado

Villari.

avr battuto

Morelli

all'Istituto

meritavano veramente
Certo,

con tanta

il

di

portare

cuore dell'insigne

gioia

poich da esso veramente venivano


a Morelli:

le

come

parole

uomo

scrivendo

quel giorno

LA RIPARAZIONE

Con

decreto d'oggi ho chiamato

professor Filippo Palizzi,

governo

al

nome

cui

il

209
codesto Istituto

di

una garanzia

che

presto

Belle Arti

il

saranno rialzate

le

di

sorti dell'Istituto stesso.

E non potendo, come sarebbe

una cattedra

la titolarit di

stato

mio vivo desiderio, conferire alla S. V. 111. ma


non essendone delle vacanti che a Lei si

in esso Istituto,

convengano, l'ho nominata professor libero docente per


l'art.

dello Statuto 9

novembre 1885 per ora

modo, rientrando

In tal

nell'arte, riportare

grati gli artisti tutti ed

alle

sue gloriose tradizioni, del che

Governo, che gi

il

conformit del-

Ella nell'Istituto, potr colla sua dottrina e col suo valore

l'insegnamento

costi

pittura, in

la

vigente.

tanto

le

deve

per

le

le

saranno

benemerenze che

Ella volle acquistarsi .

La soddisfazione data

n certo poteva venire da parte

quanto meritata;

non

Pure,

dita.

doveva

ma

passato,

al

chi

la

per ci che

pi gra-

riceveva

ad essa

crisi,

il

si

anni prima, Morelli aveva

dieci

espressa tutta l'anima sua in queste parole da

infatti

sacrificare.

Sin dai giorni della

rette

rammarico per

era senza

pensando

solo

era grande

Morelli e a Palizzi

marzo 188 1

al

lui

di-

suo Di Criscito:

avrei fatto mai nulla, se Palizzi non me lo avesse detto. Mi sento fequando sono solo nel mio studio e senza rumore attorno. Per tanti anni
ho dovuto fare una vita contraria alla mia natura, e quello che peggio, molti hanno
creduto che io vi diguazzassi dentro. Ora non mi pare vero di non essere costretto
Io

lice

non ne

soltanto

a passare dei giorni fuori lo studio, a lasciare

ho seguito Palizzi perch mi

Io

solo, e questa

buona azione mi ha ricondotto

per far servizi agli

altri

il

al

la

al

volta di pi.

suo studio, ove


e

uscire parole di bello e di

le

s'

visto,

poich Morelli

era la battaglia fra lui

dove non uscir pi

come il marinaio il mare e quanto avvenne


Museo Artistico Industriale lo confermava una
Ma come avesse ragione di compiacersi della

tranquillit del

sero

studio, di

scuola

poi anche

rimanere

mio

e farmi dei nemici e brutti assai .

Giuramenti da marinaio, come

amava

lavoro per correre alla scuola.

parso una cosa vigliacca ed immorale lasciarlo

degne

opere

di
la

l'arte,

elevata,
e

si

nobile e feconda

donde continuavano ad

bene soltanto, parole destinate

rimanere,

direbbe

seppur non fos-

sua corrispondenza, che, risalendo ora

il

corso del tempo, riprendiamo ove l'abbiamo lasciata aprendo


la

non
14.

lieta

parentesi.

D. Morelli.

Un

improvvisatore arabo (Propriet del sig. Nino Stevens

Napoli).

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

212

Sempre

assetato di quelle opere, Goupil scriveva


& Paris,

Mou

al

maestro da

18 fvrier

le

1878.

cher monsieur Morelli,

Les jours, les mois s'coulent et je n'entends pas parler de vous; la dernire lettre
que vous m'avez crite date du mois de novembre. cette epoque vous m'appreniez
deux choses. L'une, que vous veniez de finir une Odalisque aprs le baiti, et que ce
tableau vous l'aviez donne ut des vos amis; cette chose ne m'a pas t agrable,

mais

n'y pouvais rien.

je

^M

tZ^^afel;

li

-;;.

% 5

--

D. Morelli.

j'ai

Napoli).

fort

agrable; mais

a trois

mois que vous

me

donniez cette bonne

un autre tableau.

avait cde la place

il

appris ces jours derniers que ce pauvre Troubadour tait niis de cot,

qui est destine cette peinture?

J'espre, rnon cher

terminer.

Cela m'a t

nouvelle, et
qu'il

Odalisca (Propriet Maglione

Ensuite vous m'annonciez que le Troubadour tait remis sur le chevallet et que vous

alliez le

Rappelez-vous,

je

monsieur Morelli, que vous ne vous tes pas engag son

vous

promesse que vous m'avez

prie, la

faite

de ne

plus

sujet.
taire

de tableaux que pour nous.


J'ai

compt sur

cette

promesse

et je

me

Je sais que vous tes obsed de

engag vis--vis des quelques uns des

suis

mes meilleurs clients qui ont vu Londres La


tiemment quelques bonnes toiles de M. Morelli.

fitte

de Jare, et qui attendent

demandes; mais

est si facile

il

impa-

pour vous de pre-

senter l'engagement que vous avez pris avec la Maison Goupil et C.ie.

J'espre donc que vous serez assez bon pour

me

donner des nouvelles de tout

ce que vous faites et tenir la promesse que vous m'avez faite.

Voyez

la situation

des engagements,

Londres. J'aurais

ne peut

tenir.

il

dans laquelle

arrivait qu'un

l'air

je

me

trouverais

si,

aprs avoir pris

nouveau tableau de vous

soit

moi-mme

vu Paris ou

d'un garcon ou d'un ngociant bien lger qui promet ce qu'il

LA VERIT SU GOUPIL IN ITALIA

214
Malgr

mauvais

le

les prparatifs

tat des affaires, et

inquitude qui cause

l'

la situation politique,

de l'esposition universelle de 1878 sont pousss avec

vit et l'on espre

que rien ne retardera l'ouverture,

au

fxe

i'

grande

la plus

acti-

mai prochain.

Vous verra-t-on

J'attends trs prochainement une lettre de vous, et vous prie, cher monsieur

Paris cette

d'agrer l'assurance de

relli,

mon

epoque?

Goupil

Goupil passa

in Italia per essere stato

nostra. Publico queste sue


stizia,

Mo-

bien affeotueux dvouement.

un corruttore

dell'arte

anche per rendergli giu-

lettere

poich esse dimostrano quanto l'accusa fosse infondata.

Anche Goupil
se invece

aspirava alla grand' arte, e

doveva accontentarsi

tuny era stato un grande

non

era colpa sua,

della minore. Certo, se

artista,

come

fortunysmo,

il

For-

tutte le

maniere del resto, aveva costituito una sventura, poich presto


per esso all'arte s'era sostituito

aveva saputo

farsi

ai

sepolcri

stesso
essi

senza

gli

altri

soccombeva

aveva

W;

scritto

accarezzare da quella deliziosa maga in

come

alcune sue opere

il

(n

il

piccolo Bagno turco

en est

ai faite

mercato

artistico;

novembre 1876)

preuve, et

la

La

-visita

rimanendo

dovevano fatalmente soccombere. E con

Nous sommes dans un moment de

vous

sedurre,

lasciarsene

et je

crise

vous pouvez nous aider beaucoup a reveiller


je

mestiere. Morelli soltanto

il

je

le

tanto che

il

Goupil gi

Morelli:

ne saurais trop vous rpter que

got des amateurs. La demande que

compte assez sur votre amiti pour esprer que

vous voudrez bien nous donner cette preuve d'intrt.

(1) Morelli

come

certo,

facile

comprenderlo

aveva

ili

simpatia tutta

Sig.
ir

La benevola dimostrazione che


municarmi per mezzo della S. V. e

gli

artisti

li

Io

amo,

che sentono.
si

Quante

di

E quanto

codesto Circolo hanno voluto generosamente co-

artisti di

dell'illustre

Bernardo Rico,

Madrazo, mi ha confermato che


le vostre

la

simpatia fra

lusinghiere parole

affetto.

spagnuoli, perch essi dipingono a cuore aperto tutto quello

come fortemente sentono! Senza alcuna

reclame, senza rettorica; e con l'arte

l'artista.

volte,

entusiasmo, tanto
Fratelli

gli

vero, l'arte e gli artisti

ama anche

Ed

pittura spagnuola.

Presidente del Circolo di Belle Arti di Madrid,

rende eccessivamente generosi nei loro giudizi. Accetto

come un ricambio

la bella

tutte le sue altre, sincera, questa lettera che egli dirigeva al:

trovando nelle vostre pitture


affetto, si

prova un desiderio

segreti dell'animo, rivelati con tanta fede, tanto

intenso

di amarvi,

stringervi

la

mano

dirvi

D. Morelli

u
Pi
D
h

O
z
o
<

o
X

C
H
'

S
O
>
DQ

I).

Morelli.

La

visi/a ai Sepolcri.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

21

Ed

cedeva, sempre per sentendo modestamente di

relli

Goupil

rimando

di

Mon

moment

lettre

une

par

Bougival, Seine-et-Oise.

Le 17 septembre 1878.

cher Monsieur Morelli,

Votre bonne

Mos.
E

era essenzialmente a questo genere d'istanze che

m'a t apporte hier soir Bougival o

me

petite indisposition qui

suis retenu

je

Mais

force de garder le repos.

en ce
la

fin

compte reprendre ma vie habituelle.


Vous me demandez si vous devez m'envoyer votre Saint- Antoine. Toujours le mme,
mon cher ami, toujours aussi modeste. Que pourrais-je donc vous dire pour vous bien
taire comprendre que vous avez tort? Envoye\, envoye\ bien vite. Il y a bien longs temps

de cette semaine

que

qui arrive, et

fera

du bien d'en recevoir. Je sens

la vieillesse

besoin de jouir.

j'ai

Quel malheur que Naples

me

vu de votre peinture, ca

n'ai

je

je

soit aussi loign

J'adore ce pays et j'aurais grand plaisir

aller vous y voir souvent.

Dalbono vous

parait que

Il

vous ne vous soyez pas dcide

beaucoup parie de notre

intrieur, je regrette bien

que

venir cette anne, nous eussions t bien heureux de

vous recevoir.

t bien content de pouvoir lui offrir l'hospitalit, car avec le caractre de ce

J'ai

brave

garcon

jamais pu

n'aurait

il

se tirer d'affaire a Paris et

serait retourn a

il

Naples au bout de quelques jours avec ses tableaux inachevs.

Ce vovage

et je crois

moina

solide,

Mon

lui aura, je crois, fait

grand bien,

que son talent s'en ressentira,

il

il

a vu beaucoup de peintures modernes,

deviendra ce que Fon

dit plus

peintre, plus

aquarelliste dans ses tableaux.

cher monsieur Morelli,

je

vous prie d'agrer

l'assurance

ma

de

bien

vive

amiti.

Dalbono

era dal giugno in Francia,

raccomandato

da Morelli, sempre fedele a s stesso nel cercar


giovani

la

via della fortuna e della

Bougival scriveva
mentali,

com'era

Morelli

nella

sua

ancora cosi luminosamente


tana.

La nota

quelle lettere

le

fama;

di

Goupil

di aprire ai

da Parigi, da

lettere,

ora amene, ora senti-

indole,

in

cui

si

specchiano

due faccie dell'anima napole-

della nostalgia risuona infatti di frequente in

Questi primi giorni (50 giugno iS/S) siamo un poco

remo

Goupil

tnsterdli,

ma

forse

prende-

fiato.

Non
pranzo,

paese del

si

sente affatto l'odore della marina; l'odore di Parigi,


pasticceria, ecc. Se Parigi avesse

mondo

mah

un poco

di

come mi

mare, sarebbe

il

dicevate,
pi gran

^ea?^4a
Hb2s

sjte*y

s
D. Morelli.
(.11

Prima

idea del Saul' Antonio.

piccolo schizzo in margine segna

il

pensiero nuovo'.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

218

Le

caserelle napoletane

per tutto.
i

Il

sono

le

pi distinte di tutte quelle che ho visto sinora da

Napoli una poesia

bianco a

bianchi e succede una terribile fesseria fra

producono una

intervalli dei bianchi

smarrito del tutto l'orecchio

A mano

colori

dell'ottica.

qui,

lavori antichi alla Galleria di

Torino

e sto

mi convinco sempre

pi che

il

a Parigi,

mano

che

salite,

finiscono

punto che

io

gli

credeva avere

caro maestro, vi prego di darmi ragione,

miei studii

colori uniti insieme senza

falsa dissonanza, a tale

questa una questione grave, e sar certamente

napoletana dappertutto. Comincio

la

grande questione che svolger


ed ora che ho visto anche

serii,

vedendo

rinnovamento

l'arte

capo-

grandi maestri dell'arte moderna


della scala napoletana di accordi

''^-X
!//,

:*/*

A,

D. Morelli.

da voi operato,

precisamente quella tale base che,

nostro paese, dovr produrre

Ho

visto

mancanza
vi

di affetto.

Tutt'altro

vorrebbe vedere qui

Non pensate

affatto che

non

alla testa di

abbia scritto pi per

vi

Egli invece triste, annoiato, e

quando parla

di voi

una scuola mondiale....

Niente pi per oggi, solamente concludo

la lettera col dirvi

senza preoccuparvi di niente, pensate soltanto che

come

stabilita sulle qualit naturali del

carissimo Tofano.

il

Studio pel primo Sant'Antonio.

il

quadro

animo sereno,

volutt pittorica, dipingete poetixjiito e di

che lavoriate, lavoriate

come

risalti

fate

freschezza,

conto che

il

vostro

quadro debba essere comprato da una bella signora piena d'ingegno, che capisca tutto
e

che viva d'una giovent eterna. L'espressione del vostro San? Antonio miracolosa,

non

vi

manca che

solamente che

un poco

di volutt se

e con la roccia.
dei tre

essere dipinto, e da voi, e ci valga per tutto

donna

la

bambini

in terra sia senza tanto

il

quadro. Ricordate

tanto modellato, che la carne perde

troppo modellata, specialmente nel contrapposto col Santo

Queste sono impressioni e ricordi che mi vengono anche dopo


di

quando dipingete,

Van Dyck
n

e del

supponete

Veronese

e del

che a Parigi

vi

Velasquez.

Non

pensate

la vista

nulla

sieno quadri! non ve ne incaricate

'
:

*/

D. Morelli.

Studio pel primo Sant'Antonio,

220

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE


La vostra Odalisca qui avrebbe

affatto.

perdere

tatto

la

testa

pittori

ed

amatori,

credetemi.

Mi

non ve l'abbiate a male per carit, anzi, fatene quel


poich divinate meglio voi da Napoli senza vedere, che noi qui
tutti insieme vedendo materialmente, ed in ci abbiate fede.

conto

faccio lecito dir troppo,

clic

credete,

pochi amici

finora ricordano di voi

visti

mio adorato maestro,


e come uomo.

la

I).

vostra figura

Morelli.

siamo

tristi

premure

affettuose

le

Questa brava gente

tristi...

oppure vorrei portare a Parigi

non

Io

licata,

vi

rispondo su ci

non voglio avere

il

la

passione,

lontananza, e

di

come

fatto,

artista

Studio pel secondo Sant'Antonio.

Noi sbrighiamo tutto per ritornare

e malgrado tutte

sempre pi con

gigante con

fa

si

al

pi presto.

Una malinconia

seria ci vince,

di

queste adorabili famiglie Goupil e Grome,

si

fa

voler bene, e vorrei portar tutti a Napoli,

mare di Napoli, Morelli ed i miei parenti...


che mi dite del vostro quadro. E una cosa molto
il

de-

pi piccolo rimorso di avervi fatto guastare forse per una

parola chiss anche una pennellata! La cosa alla quale spero di riuscire completamente
quella di darvi

la

calma,

ma

da lontano

scrivendo troppo

scritto diversi foglietti di carta, dicendovi tante cose,

visto che

ma

non avrebbero concluso niente. Noi cerchiamo

tendo riuscire

a darvi la

calma

in questo senso:

europea dall'ultima esposizione che avete

vista.

li

di

ho

difficile.

riletti

venire

al

Vi avevo

a freddo ed

ho

presto.

In-

pi

Voi avete dimenticato Parigi e


Voi

in tutto questo

Voi distruggete voi medesimo innanzi al vostro


E affliggente che voi non abbiate la convinzione della
Noi eravamo con Tofano giorni sono, e lui era pi triste

l'arte

tempo avete creato


e perci siete

l'avvenire...

ideale

Morelli.

vostra grandezza.

l'amore del paese,

la

di

me, ed

io pi di lui

maladie da pays una verit. Tofano resiste per progetto.

Dunque

DALBONO A PARIGI
si

dicevano

si

finiva col dire:

tante

cose, e cos

Come

cominciava con

si

22

poche

cose buone son

riferiva a

ben pochi,

scarto,

figura del Morelli nella famiglia dell'arte la

la

sapete? chi

e,

La

colleghi.

vi

le

conosce

vista di tante

affermare precisamente

ad ogni autore che

l'arte, e

prima che

capisce, vi ravvisa subito in

vi

opere d'arte

tutto

di

il

mezzo

mondo non

pochissime vere individualit. Cos

le

piano piano,

cosi

assai,

salta

piaceva

ci

somiglia a Morelli! ha certe cose del Morelli.

ci

facendo

si

lo

mente,

alla

vostri pochissimi

ai

serve ad altro che ad

fra

antichi,

gli

cos

fra

che

pi

moderni.

Non

date nessun pensiero della vostra

vi

come

vi piace

quando

volete, e

tela.

Siate tranquillo, fate

ci

come

espressamente del Morelli,

fate

Morelli

se

facesse un quadro per Morelli...

Qui

siete desiderato assai.

lo

consiglio a voi. Ma, se

non

voce

il

medesimo

voi

resto,

perch

il

persuadervi per via di lettera


Io,

non

vostro quadro: ci

il

diffcile...

amo

siccome per conto mio non


fossi quel

f...

che sono,

metterebbe forse

vi

buon umore

di

viaggiare,

il

cos

portare

consiglierei di

vi

e farebbe piacere

a tutti qui assai assai .

Queste parole

di

Dalbono basterebbero

quanta battaglia con s stesso

quadro de Le

tentazioni

Ma

tutto

in

Italia,

finalmente

arriva,

conferma

il

Francia

in

l'artista

Morelli

intelligente

bien sincrement de nous l'avoir rserv.

faire

est

naitre sous
est

est

le

paillasson de ce pauvre

une conception des plus

un martyr

Si j'avais

dans

le

cui

si

Paris, le 26 octobre

1878.

trait ce

et je

jet,

aussi considerale. Je

ne puis

vous remercie

vieux sujet corame per-

un sujet nouveau. Cette ide

fait

malheureux

ce

voluptueux corps de

compris.

exprime

Il

la

rsistance

dou-

bien

rendu,

porterait sur les ttes qui se trouvent

gauche

si

une critique

a faire elle

dans

qu'il soit

le

cadre pour en juger.

Vous m'avez recommand de ne montrer votre peinture

ne

soit vernie et place

la

Deux personnes ont


Couronne d'Angleterre

celui

in

spirituelles.

haut du tableau; mais j'attendrai

un regret:

in

spedito,

lettera

loureuse. Vraiment, cher Maitre, vous n'tes pas charitable de l'avoir


e'

une superbe peinture, d'une couleur

Vous avez

Votre Saint Antoine est admirablement

quadro

questa

sonne, avec une originalit telle que vous en avez

lemme,

quale tanto

cher monsieur Morelli,

comprendre que vous y avez consacr un temps

de

il

excution telles qu'on croirait qu'il a t peint d'un seul

d'une

quel

quanto era mercante avveduto

Le tableau que vous venez de nous envoyer

et

al

Inghilterra

in

ne separa:

se

Mon

Morelli

mondo.

Goupil scrive
critico

costato a

sia

Sant'Antonio, intorno

ili

doveva poi discutere

si

dimostrare quale

personne avant qu'elle

dans son cadre.


viole la consigne
est trs-friand

Tofano

et le

du beau sexe,

et

il

Prince de Galles. L'hritier de


n'a pu s'empcher d'exprimer

de ne pouvoir pas exposer ce sujet dans son appartement.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

222

pu

ne sera pas

Il

vous dsirez de votre oeuvre, ce serait


ainsi

moyen de

envoy chercher chez non banquier une

Serez-vous

puisque

fante,

de 15.000

traite

Oui sans doute, car vous

satisfait ?

vous tes

fr.;

j'attends qu'on

vous

mon

bonne peinture,

vous

dise.

le

Pardon,

Et

je

ne

le

Troubadour

le

cher ami, tout ce que

l'homme dsintress

tes

belle et

ne

Cerai

cela

votre

faire

qu'une chose, de

vous

n'aimez

sait

la

qu'on

pas

vite ce tableau,
je

vous en supplie,

je

compte dessus pour

le

je

l'ai

succs de

exposition Londres.

Vous

a Je

nous aurions t

n'tes pas gentil de n'tre pas verni cet t a Paris,

mon monde
vous

je

fais

se rappelle a votre

mes

mon

pure quando Y amico Braga

non

che

gli scrive

fosse all'Esposizione Universale (Morelli,

non avrebbe
Egli

avremmo

giudizio

il

autorevole,

risponde

atterrato

giudizio

il

un

di

Monsieur Goupil m'a

votre dsir, et

65,

vous

mene au

que vous dsiriez avoir

dit

mon

la

qu'il

cherchez,

tanto

sincero
gli

et

Boulevard de Clichy.
18

dcembre

1878.

s'il

mon

avis sur

votre tableau du

me

rendre

apprciation.

y a dans cette

c'est la

critique.

toile
Il

beaucoup de talent; ce n'est point

me semble

qu'il

y a un peu trop de

composition, pour arriver l'originalit: cette proccupation vous

bizarre, l'trange.
;

Italia

dans ces derniers temps. Je m'empresse de

ici

vous envoie

de vous dire

recherche dans

pittoresque

povera

cher Morelli,

Saint Antoine qui est arriv

que

non aveva

Mon

Inutile

la

nep-

Grome. E Grome

di

l'loge

artista

Paris,

Sant'Antonio

il

solito,

al

tutti

Goupil

tranquillo

se

fatto la figura che ha fatto

desidera

quanto

cher monsieur Morelli,

amitis les plus sincres.

Morelli non ancora tranquillo

voluto saperne)

heureux

de Dalbono, quel type

fli

bon souvenir,

Ma

si

vous assure que nous avons bien taquin ce

Tout

moi

de

est

plus.

terminez-moi bien

ne

n'a jamais su la vendre, et

et qui

de vous recevoir Bougival

que

et

viens de vous ecrire vous sera dsa-

je

qui

promis parce que vous m'avez donne votre parole;

mon

ne puis que

l'tes toujours. Enfin, je

les paie,

depuis une vingtaine d'annes vous aviez cout vos amis...

si

Pardonnez-moi,

grable, car

prix que

le

bon marche

l'acheter

l'apporte pour la mettre dans cette lettre.

vous dire que vos ceuvres valent plus qu'on

et

ne vous demande pas

delicate. Je
le

fait.

J'ai

me

comprends que vous n'ayez

ne

je

toile plus petite.

Abordons maintenant une question

Mais

seul, croyez-le bien.

le

une

faire sur

le

Il

y a une certaine mesure garder, mme dans le


il ne faut pas tomber non plus

faut viter tout prix la banalit,

GEROME
dans

un

ressemblatit

peu trop

un arabe)

manque de

pieds,

l'lgance fminine

charme

n'a pas le

du

figure

la

Antoine

Saint

qui sort de

dessous

le

quelque bien peinte qu'elle

pas trs-bien dans soli ensemble au

saisit

223

ne manque pas d'un certain ca-

(1)

femme

ractre: mais je trouve que la figure de


ses

SANT ANTONIO

L'excution generale est bornie,

l'cueil contraire.

(quoique

E IL

premier coup

on ne

la

mon

et

d'ceil,

paillasson,
soit,

avis

elle

que vous avez su mettre dans vos autres

qu'elle aurait pu avoir, et

ouvrages.

Quant aux

dans

ttes qui apparaissent

gauche

le loin a

prs de

et

la figure

du Saint,

trouve qu'elles ne se rattachent rien, on dirait des masques sans corps

je

t accrochs l;

bien saisis de suite par

qu'on

rieuse

le

spectateur, et ce n'est qu' la suite

Je sais bien que votre pense a t de

l'apercoit.

que des

plutt

ont

qui

ajoutons encore que les visages, surtout celui de droite, ne sont pas

mais

ralits,

que ces ombres

crois

je

ne sont

d'une

observation s-

l'aire

des apparitions

suffisamment ex-

pas

pliques.

Toutes ces observations, que

pas

je

consigne

et c'est

parce que

j'ai

beaucoup d'estime

tmoignage d'amiti,

que vous

et j'espre

Veuillez agrer, moti cher

et

pour louer un ouvrage,

dit ici

l'artiste,

que par cette franchise

le

jugerez ainsi

que

je

me

vous donne un

je

(2).

mes sentiments

de

l'assurance

Morelli,

sous toutes rserves, n'empchent

pour l'homme et pour

et

mme

permets ce frane langage; j'ajouterai

ici,

comme on

tableau d'tre une oeuvre d'ouvrier,

le

affectueux et

devous.

Questa

critica

pensando

Ma

Grome

si

comprende

essenzialmente

fondo

del

memoria che serbate

ma

Io avrei cambiate le figure del fondo,

di

me. Vi

piaciuto

avrei dovuto lasciare

e ripigliarlo quando mi riusciva di trovare qualche


mio quadro deve lasciarmi qualche rimorso.

Sant'Antonio era bene un

ziativa di lui, veniva

nominato membro

Reale

Saul' Antonio

Ma

ogni

allora questi, per ini-

Napoli, e

di

ne

lo

ringraziava

Paris,

Mon

cher

Brigami Napotilaiit

et

23 de. 1879.

65 Boulevards de Clichv.

unii,

Je sais que c'est par vos soins et votre instigation que


la

il

quadro per qualche

cosa di meglio.

Grome, che proprio

dell'Accademia

de

il

arabo d'Egitto

(2) Morelli era cosi lungi dall'adontarsi della critica di

alle

tempo,

riferisce

Gentile amico,

scrivendogli

si

Vi ringrazio della buona

(1)

suo talento,

anche nelle opere della pi libera fantasia.

Morelli sembra crederlo, rispondendogli

perfettamente,

classica del

essa giusta, specialmente per ci che

teste

all'indole

rimasto

classico

di

Grome

je

dois d'avoir t

nomm membre

Royale Acadmie d'Archeologie.

Jai recu le

sident pour

le

diplome

et

l'aimahle

lettre

qui l'accompagnait,

remercier, mais c'est surtout vous que

je

et

je

viens d'crire Mr.

le

Pr-

dois des remerciements et je vous les

DOMENICO MORELLI NELLA VITA

224

avrei se potessi venire a farvi una visita nel vostro studio! quante

Quanto piacere

mia mente

belle cose che, vedendole, gioverebbero alla

debbo contentarmi

NELL ARTE

sentirne parlare

di

mia

alla

procurarmi almeno

tavolozza

la felicit

ma

vederne

di

le

fotografie .

pensiero concorde di Goupil,

Il

toglie che quelle teste del


alata del quadro, quelle

cui contatto

volto

dan

che

sono

donna uscente

l'ossesso
sciato,

addossato

piedi,

in

alla roccia,

Quadro, comunque, che


che oggi ancora tanto

si

pi

presta

il

nel

invece che acco-

l'Esposizione Nazionale di Torino,

Morelli era sempre cos dubbioso intorno

envoie avec

Vous

plaisir.

tes bien

al

valore dell'o-

aimable d'avoir pens moi en cette occasion,

et

J'aimerais bien a aller vous dire cela en personne, surtout a ce

suis reconnaissant.

ne

pi sempre d

quanto

seduce,

del proprio

commenti,

pi varii

ai

corpo del-

quadro ha avuto.

pera sua, che scriveva all'amico Di Criscito

je

in

alle pi vivaci discussioni.

Si avvicinava intanto
e

dal giaciglio,

timoroso

prima edizione che

istesso contatto, nella

luogo

come

quale con pi ragione fisica

il

pi

mistero, tutto l'incanto della volutt,

il

volutt stessa, che nell'aria,

la

dell'ossessione,

l'idea

Santo ha voluto sottrarsi: esse soffiano

il

Santo tutto

al

non

Morelli

e di

fondo non sieno l'inspirazione pi

della stessa voluttuosa figura di


al

Grome

di

serais pas fach d'tre loign

de Paris, ou nous

avons

un temps de

je

vous en

moment o
un

froid de

et les

conduits

chien,

loup, ed des jours sombres.

Tout

conduits du gaz (ce qui

est gel, les

d'eau, ce qui nous oblige a ne gure

pharmacien acheter de
ce n'est pas gai, et je

l'eau

St-Galmier

de

Malgr tout,

je

soleil

fait

laver.

pour

vous envie votre lumire

bientt, et pour nos trennes le vieil

un rayon de

nous

travaille tout de

seulement,

je

Inconnu

mme,

et

qu'on ne peut plus s'clairer)

Un

de mes amis a t reduit aller

faire sa toilette.

et

votre chaleur.

jettera sur

pour

me

ne peux pas dire que

Mais

nous

j'espre

que

l'ai

j'ai

fait

le

cela finir

mis dans

mon

dernier tableau

d'aprs nature.

Votre affectionn confrre

si

chez

en sommes,

nous un regard bienveuillant.

consoler
je

Voila o

Veuillez,

je

vous

cordialement recu

prie,
.

me

rappeler

Grome.

au souvenir de tout les aimables napolitains qui m'ont

ESITAZIONI

225
27 dicembre 79.

aveva pregato Goupil

Io

Carissimo Pasqualino,

Torino, ed egli ne scrisse

ho

Io

non poteva esimersi

ma

ciet,

che volentieri

ho dovuto fare un

Io

la possibilit

avanzare

di

manderebbe

lo

di

ne ha avvertito.

fatto alla Societ degli Asili

far a benefizio di questa So-

si

Torino.

grande

ritratto

tutta la

persona

quadro del Trovatore,

il

me

una cortesissima sua mi ha

con

quale

il

promessa che aveva

dalla

quadro nella Mostra che

Infantili di esporre questo

questo lavoro mi ha tolto

(2), e

modo

in

anche non

che,

po-

finito,

mandarlo.

tessi

questo

mi ha

ritratto,

nessuno

di

il

fatto decidere a

Ma, prima

manderei

quadri

l'uri

di scrivere

potrebbe credere che

Infine, se io

spalle al

nuovamente

(3),

averne
al

un cortese

pensato di esporre

maestro Verdi, Gli

perch

zoppicano, e

Ossessi. Per,
si

potrebbero

mandarlo

per

non

io,

Roma, non

Torino potrebbe seccar

come

tutti

la

so

gente

in antipatia.

penserei punto; ma, messo con

ci

stantia,

sono

mia,

colpa

mondo, ed

roba

la

per accettare l'offerta di mandarlo,

Pisani,

al

grande stima, e pigliarlo

io l'abbia in

muro, debbo raccogliere

Moie non voglio

il

ho

notizia di questa esposizione di

avessi altro lavoro pronto,

senza un peccato

cosa,

l'altro.

che cosa vi dicono del mio quadro


si

isolatamente

Non ho nessuna

vorrei un tuo parere.

rimprovero

lettera di

mandare qualche

Sant'Antonio e un quadro che ha

questi

reggere solo a vicenda

Sambuv ho avuto una

dal Presidente

Intanto,

invito che

quadro del Sani Antonio all'Esposiziore

il

rivolto la stessa preghiera al Pisani,

detto che

mandare

di

Pisani (1) che l'aveva comprato, e

al

gi

quelli

non ne ho

migliore

di

troppe quelle

che

le

qualit.

mi vengono

che sono stanchi, ho bisogno

di

calma.
Pensaci un poco, e

dimmi francamente che

ne pare

te

Tuo

Ma
ed

denza

Morelli

non

neppure del consiglio dell'amico,

fida

si

proposito del Sant'Antonio che riprende

fra

lui

la

corrispon-

Verdi, da noi lasciata a Gli Ossessi.

un momento notevole
in

aff.mo

Morelli.

D.

cui Y Aida sta per

nella vita di Verdi

andare

in

iscena a

il

Parigi,

momento
ed

in

cui,

grazie a Morelli, rievocante Re Lear, Otello e Jago incomin-

ciano a fermarsi

(1) Luigi

Pisani,

nella

proprietario

mente

della

del Maestro.

Galleria

omonima

Sant'Antonio, e che appunto allora, dopo avere acquistato


a

dargli qualche altra opera. Anteriormente,


(2)

Il

ritratto della signora

(3) Nella

sezione

romana

Firenze

di

ove

trovasi

quadro era stato esposto

il

Londra dal Goupil.

della

galleria
altri

Pisani a piazza di Spagna

quadri di Morelli;

ed

vivace che altrove. Sarebbe bastata, del resto, a provocarla

la

Roma

soppressa dippoi
la

discussione

non

il

era

novit di questa pittura religiosa,

cosi diversa da quella cui l'occhio dell'osservatore era qui abituato da seicento anni.

15-

sempre

quadro da Goupil, sollecitava Morelli

Maglione.

Sant'Antonio era esposto insieme ad

men

il

il

Da un bozzetto

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

22

del pittore usciva

doveva accendersi

allora la scintilla a cui

genio del musicista.

il

Morelli incomincia dal mandare fotografie, e Verdi:

Genova, 6 gennaio 1880.

Caro Morelli,

Grazie, mille grazie delle

dell'ultimo tuo capolavoro,

Conoscevo altre fotografie, incisioni, ecc..

due fotografie.

ma

me ne

questa, che m'hai mandata,

0JLL0*.

i,/w\ji va.

'

'

..

'

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<

',

d un'idea pi com-

<J

..

tf

1/**

IVI O

Le. V

-.

4 i
.

',

D. Mork.li.

piet.

Ne ho

Deve

Idee sul Jago (Pagina del piccolo album 77 Calabrese),

Che ne

esser pur bello questo quadro delle tentazioni!

sentito parlar tinto.... e ne

ho

lette tante....

dici

tu?

che non vedo l'ora di poterlo ve-

dere anch'io.

E quant'

bello quel bozzetto del

deve potente d'espressione quella

Perch non

Per

quando
dice

(1)

jenio

es.

il

Desolante come

il

soggetto

Come

esser

vecchio Kent

pendant a questo bozzetto con una scena d'Otello

quando Otello soffoca Desdemona


farmaco

Divenuto nel
!

fai

o meglio ancora (sarebbe pi nuovo),

Otello, straziato dalla gelosia, sviene, e Jago lo guarda e con sorriso d'inferno

opera,

Re Lear

figura, credo, del

mio.... (1).

libretto di Boito: Ecco

il

Leone

genesi lenta

ma

sicura

delle

opere del

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

2 28

ti

Che

Ebbene

Scrivimi;

Jago
Cosa ne

figura
?

dici ?

dammi una gran

lavora, che ancor meglio, e

stretta di

Ed ecco
moglia

che

seme

il

mente

nella

scrive a Verdi

gittato dal ventilabro del genio ger-

del genio.

Morelli vede subito Jago, ne

come, e Verdi:

il

Genova, 7 febbraio 1880.

Bene, benone, benissimo, benississsssimo

Hai colpito!

Oh

mandami

questa

non

vien viene...

Non

farmi

tela

uomo

Jago colla faccia da galantuomo!

Mi par

modesto

fallo

che

col dirmi

presto

gi...

ti

e s.... lo son io e poi

vederlo questo prete,

fatto
si

Domenico

Morelli,

guarda dentro

Gi dunque questo scarabocchio

Bella la scena dei frati in ginocchio:

La Vergine

ma

degli Angeli, ecc. (1),

d'opera. Questo Jago Shakespeare, l'umanit, cio una parte dell'umanit,

mandare il tuo bel Salvatore a Torino.


Parigi, e tu mi scriverai quando dovr spedirlo
Scrivimi dunque a Parigi, Hotel de Bade Boulevard
Voglimi bene e credimi sempre tuo
Felicissimo di

Io parto fra

des

Parigi,

Verdi

moglie che prosegue

Ieri

Immenso

stretto
la

brutto.

G. Verdi

corrispondenza scrivendo

sua

all'

Morelli,

Verdi ricevette lettera, che

il

quadro

fu

accuratamente incassato e mandato

conte di Sambuy, Presidente del Comitato dell'Esposizione in Torino. Fu

nostro legale, Dr. Carrara e suocero di

Dunque, potete esser

commissione.

il

due giorni per

prove dell'Aida, ed

dalle

soggetto

ltaliens.

non

e dice fra s

io...

come

d'ispirazione...

!...

piccino piccino, perch, gi, inutile,

sunti

Quando un uomo ha fatto quel che ha


voce n parla come il comune dei mortali, ma

alza la

presto...

per un musicista

credo.

ti

di

giusto! Presto dunque; gi quattro pennellate

Gi

scarabocchiata.

farlo pei pittori...

il

sapevo bene; ne ero sicuro.

lo

cio questo Jago colla faccia da

non

Caro Morelli,

al

ch'io

G. Verdi

mano,

abbraccio con ammirazione grandissima.

nostra

nipote,

che

s'incaric della

lo stesso

delicata

tranquillo, che a quest'ora Gli Ossessi saranno a

Torino.

L'Aida avr domani

una buona
tre

la

In ogni

sua prima rappresentazione all'Opera, e tutto

modo,

la

musica gi da tempo giudicata,

fa

presagire

e la grce

de

nuova veste francese non dovesse convenirle. Verdi diriger in persona


prime recite, e subito dopo partiremo per Genova, dove spero troveremo una

Dieu, se
le

riuscita.

la

vostra lettera, lunga o corta, che sar

(1) Diverr

il

il

pi caro saluto pel nostro ritorno

Venerd Santo, e Verdi ricorda la sua Foi\a del Destino (finale

}").

in

Italia-

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DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

234

Venerd 19 sar

dicono

savants,

Ed

terza rappresentazione, e se volete vedere e sentire

non

solo splendido,

ma

un

stupenda, ed

il

Parigi,

prego

aggradire

di

D. Morelli.

Ma

momento

morto

Arrivando qui
mandato.
!

l'altro

giorno da Parigi, immagina

Son veramente

E quanto devono

fotografie

di fatica

Giuseppina Verdi

Napoli).

Genova, 8 aprile 1880.

diverse

preziosi

essere

belli

il

fotografie,

piacere

ed

primi getti d'una

quei

che ho

provato nel

preziosi schizzi che tu

mente

creatrice

4 quadri di cui tu mi hai

come

mandato

le

Mi sono fermato

ha rotto

miei affettuosi sa-

Caro Morelli,

ricevere un grosso involto contenente

tua

la

Pa-

l'Aida ha appena trionfato all'Opera, che ecco qual'

m'hai

quanto ne

febbraio che, fra

23

Studio pel Venerd Santo (Propriet del barone Cliiarand

pensiero di Verdi

Aida

13-3-80.

il

vestiario, a

scrupolosamente in carattere.

gioiello di grazia e finezza, vi

uniti a quelli di Verdi, che in questo

sciite

ora, egregio Morelli, ringraziandovi di quella lettera del

parentesi,
luti,

la

ancora in tempo. La mise en

rigi siete

la

a Torino per 24 ore proprio per vedere

consegna, e malgrado

Meraviglia delle meraviglie.

Ma

il

tuo Sant'Antonio.

rigorosi divieti l'ho potuto vedere


il

ne hai tanti dei capi-d'opera!

tuo capo-d'opera

!...

!....

Sambuy

VERDI, MORELLI E

Mi

JAGO

ove andr domani per

E sono

ed un Ave....

A
A

versi (gi

rivederci, questa volta

non

Ecco

scappa.

si

rivederci
rivederci

Morelli di rimando

Affezionatissimo tuo

pic;ole dimensioni

prima

Questo quadro

me, studiando

mandato un'incisione De Sanctis

un passo

carezzando

una certa

figura, in

ora mi pare che

non

in avanti dalla

leggenda

Almeno

alla storia.

fatto in

Torino.

di

cos parso

tema. Ecco tutto.

il

Come

faccia,

(1), l'ho

che avete trovato nella Esposizione

dell'altro

una parola!

Jago...

di

Sant'Antonio, del quale vi ha

Il

G. Verdi

Carissimo Maestro mio,

Milano,

un Pater

!...

ca-

tutto.

all'Albergo Mian

Se

Hai

vorrai....

per farvi eseguire due pezzi di musica

cappello) di Dante

il

Parigi tutto andato bene.

A
A

soli otto giorni,

dove

qui, o

Scrivimi dunque due parole su questo proposito

?...

vero

dice che tu stesso, in corpo e anima, verrai da queste parti.

si

bada bene che tu devi venire da me, o a Sant'Agata o


pito

235

Ora mi pare

farlo dipinto?

una proporzione,

in

sia quello dell'autore;

direi, di

di averlo trovato in

membra poco

un tipo

sviluppate;

bisogna dimenticare quello che ho ca-

rezzato per tanto tempo, trovarne un altro.

Se Shakespeare non l'avesse fatto soldato, o almeno se non

era stato alla guerra, sarei pi libero di stampargli

viso.

poi,

vi di pi:

mura (apparente) un uomo che

meno

diffcile

certo punto

non ne ho

il

Figuratevi

concepisce giusto,

si

Ma

chdteau.

fortezza,
a

me

impattarla.

ma

lino a

un

altro, e poi

Scostarsene? Eh

la

avevo concepito questa scena

in

io

perch nella traduzione di Michel

luogo appartato. per

si

si

dice:

pavimento avrei steso Otello.

terribile

segretis-

un quadro
guardare da sopra un

mia pittura proprio stupendo! Avrei

la

Un appartemcnt

discorresse di cose delicatissime


fatto

steso per terra. Sul selciato della via pu sembrare, a prima vista, ucciso, caduto,

col tappeto a colori, Otello,

cosa di orientale,

s,

ma

E specialmente
non vestito da

Jago, che

Ma.

gli

turco, che

il

Ed

la

pittore

scena : before

una camera

di

signori,

bellissimo

con colori chiari

(i

mori

atto di aiutarlo, rammaricato.

the caste,

Giuseppe De Sanctis,

di

un errore: che abbia qualche

nero per vestimenta). Di nero va vestito

ma... voi capite pi di quello che dico.

inglese che

Il

sta sopra curvato, in

pavimento

sul

vestito alla veneziana.

scelgono sempre colori chiari e chiassosi, mai

!i)

nascosta,

avuto nel potervi mandare un abbozzo fatto con

pareva giusto

ubbriaco; nella camera, no.

dipinge qualunque cosa,

si

ora trovo un'altra difficolt

tutto pavimento, e sul

uomo

ipocrita, tanto pi

nel
pre-

dove tutto apparente, sapete quanto

pu ne vincerla

si

che piacere avrei

una camera della

in

pi

uno che contempla con

coraggio.

polvere da sparo.

sime

Quanto

e in pittura,

di

avesse fatto dire che

pu esprimere giusto un soggetto trovato, concepito da un

si

da quell'amico, col quale non

le

vera,

gli

gesuitismo nella figura

Capisco che quando

dans

soffre.

sua malvagit;

visibile la

drammatica

l'azione

il

del

e nella

Ebbene,

traduzione

quale vedi oltre.

io
di

ho trovato nell'originale

Hugo: devant

le

chdteau.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

236

Come

fa? In teatro

si

come

difiche

non importa.

pittura dirsi bestialit. E, lasciamo

non ho

io,

stampato

coraggio di ribellarmi

il

prima volta

la

la

Ma

pubblico dei

il

modifiche potrebbero

le stesse

in

del teatro e delle esposizioni;

critici,

signor Guglielmo

al

mo-

pubblico abituato a considerare certe

Il

necessit per la rappresentazione.

al

signor Walkley, che ha

tragedia. Chi sa se nel manoscritto indicato

luogo molto

il

pensatamente? Voi che ne dite?

La

risposta di Verdi sta nel

finale terzo

scena avviene precisamente

la

aveva intellettualmente

gran

nella

intravveduta.

(I

religiosa

cui

sala che Morelli

Intanto,

attesa

in

di

di

musica

Milano, 19 aprile 1880.

Caro Morelli,

Prima

di

partire da Milano

mando un

ti

molto bene

mio Pater da 370

coristi:

sola dalla Singer;

anche questa con

Sani Antonio hai ragione

Pel

scriveva:

);

in

d'Otello,

Verdi trionfava col suaccennato tentativo

Otello,

Vostro: Morelli

tu.

saluto presto presto. Ieri fu eseguito questo

con

Fu pure eseguito X Ave

effetto.

voce

effetto.

Per Dio, se hai ragione!

Ho

visto anch'io quel Santo

diavoletti, pipistrelli e fuochetti!...

fra

Ed

cosi che s'intendeva l'arte!!!

Ma

ora

il

Saul' Antonio fatto.

Gli Ossessi son

fatti.

Pensa un po'

trovare una faccia da Jago, ecc., ecc., ecc.

Vorrei

dirti

ma non ho

mille altre cose,

venga a Torino.
Avrebbe fatto tanto bene una
amici.

Ira

Di

Addio.

quali

io

tempo. Quanto mi dispiace che tu non

tua visita all'Esposizione e tanto piacere ai molti

per primo, che t'avrebbero visto tanto volentieri.

fretta.

Ma

Morelli

non

ed Verdi che s'incarica

va,

su quella grande gara

Sono tornato qui da Torino, ed ho


I

visto per

tuoi quadri l'uno pi bello dell'altro.

un Velasquez! ed
ve ne sono

(r) Sulla

dell'anima

di riferirgli

Sant'Agata, 12 maggio 1880.

Caro Morelli,

zione.

G. Verdi .

altri

io

dico:

(parlo dei grandi quadri storici)

noia

di

meno. Dopo
che hanno successo:

Morelli nei Libro 'Tipaldi:

un sentimento

un

vi all'Esposi-

bellezza quel Frate! Dicono:

pare un Morelli... n pi n

musica religiosa trovo


ciascuna

bene tutto quello che

Che

sospiro del cuore

La musica

umano

pare

tuoi quadri,

//

cadavere di

religiosa la musica

VERDI E L ESPOSIZIONE NAZIONALE


Vittoria Colonna

Un

dice.

La

),

che vuol vedere nude

deposizione di Silverio papa (2),

40 donne,

le

di

ecc.

intelligente vi trover forse

va bene assai:
"

Bellissima La battaglia di Pastrengo di

A me
ecc.,

line,

De

poi piacciono

ma per un giovane
ma vi sangue (3).

loro...

va bene.
vuoi)

se

(piccole,

e scultura

a te!!!

Amen.
che tu verrai a Torino verso

Si dice

questo caso t'aspetto

met del mese. E vero? Bada bene che

la

in

Guai, guai se manchi... Guai, guai, guai!!! Hai capito?

qui!...

E [ago? l'hai trovato questo brigante


Basta dunque questa lunga tiritera.

Scrivimi.

si

22 anni,

originale (4), Dalbono, Pasini cos

La scultura resta indietro alla pittura, ma vi sono per cose


che mi piacciono assai, assai...
Ah, ah, ah!... mi vien da ridere pensando che parlo di pittura

di

Albertis.

Oh!...

Borgia
che

quel

ecc.

Sono giovani che sono

De

Michetta cos

Nittis,

22 anni,

di

dire,

dell'intemperanza, troppa foga,

vi

molto da

237

Barabino,

Galileo di

giovane

Previati,

TORINO

DI

faccia

colla

dell'uomo giusto?

Vieni.

Credimi

Tuo

Oltre

opere accennate da Verdi,

alle

nella pittura:

si

segnalavano

Ravper, Avondo, Calderini, Pastoris, Pittara

univano nei quadri


e

genere

di

Quadrone,

Gilardi,

Lombardia
(1)

era salvata da

Mos Bianchi,

Di Francesco Jacovacci, acquistato dal Re, come

quadro

il

il

De

di

Torino

quali

ai

>',

Delleani della prima maniera; poi, l'ombra

il

da Fontanesi,

paesisti piemontesi, rappresentati

Verdi

G.

alle/.:

di

si

Turletti,

Mosso;

la

quale gloriosa-

Albertis e un bronzo del

d'Orsi.
(2)

Di Cesare Maccari, acquistato

(3)

Vedi pag.

(4) Michetti,

relli,

il

Re

stata pure dal

dal Municipio di l'orino.

51.

quale aveva tutta

da La pesca

la

alla rischiosa voglia di recarsi

da

ad insegnare

al

morticini, era

Avantieri ebbi

l'alto

onore

dopo avermi detto varie cose

pone. Stamane ho ritirato

Roma

s'era

avuta

la

16 giugno 1879

il

acquia

Mo-

melanconia

Stimai ssimo 'Professore,

la

appena sfuggito, grazie

Giappone, dove

convertirsi all'arte occidentale; e gli aveva scritto da

di

nota serie di quadri, a incominciare da L'Ottava

delle tannine

essere ricevuto in udienza privata da

di
e

nominato voi con tanta

miei

titoli.

Mi

faccio

un

grazia,

Sua Maest

il

mi sconsigli l'andata

dovere dirvi

ci,

Re, che,
al

Giap-

per togliere d'allarme

vostra benevolenza fiduciosa.

Vi prego d'aggradire

sentimenti affettuosi

del vostro

Michetti

Sventuratamente, Fontanesi invece accett.


(5) Pochi anni prima, Calderini aveva posto in rivoluzione,

milanese con un bellissimo


a

Roma, d'onde aveva

fra

alla

mostra

suoi primi quadri: Pioggia imminente;

inviato, fra l'altro,

un gran quadro d'animali

di

Pittara

Brera,

l'ambiente

dimorava da anni

di carattere

decorativo.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA

238

mente esordiva come


(I)

fiore

marinista, e da Carcano,

Venezia,

per

E NELL'ARTE

sorrideva Favretto;

allora in pieno

Napoli vantava

Toma, Esposito, Vetri, Netti, mentre Di Chirico manteneva


meno di ci che aveva promesso nel 1877, e Boschetto
non

rialzava da quella caduta.

si

Ed

era essenzialmente napoletano

grazie

Meissonier di Gemito,

al

opere

a varie

Amendola,

di

al

campo

nel

vanto

il

romano

Soggetto

avere introdotto

di

Millet

il

>

dato

avesse

all'Erede di

grafiche

arti

men noto

noi

fra

>.

Era, in complesso, ed appariva,


s

le

che tanto maggiore

impressione produceva quanto era ancora


2

ferace,

di

Franceschi,

di

contendeva

che

questione sociale,

della

trionfo della scultura,

Alfano,

di

quel Proximus luus del d'Orsi,

Teofilo Patini

il

furono ardenti, ed

stabili

Firenze

esposi-

delle

Roma, come Roma

come voleva

volevano, o circolanti,

provoc

che

discussioni

dalla questione

acuite, sia

zioni nazionali

Le

italiana.

l'arte

pi forte prova che di

la

Napoli

ver-

dal

sia

detto della Giuria intorno alla premiazione.

Quel

che

verdetto,

riore delle Belle Arti,

per

la

rari

E.,

al

scultura,

Masini,

mbino,
chetti,

al

assegnava premi

e,

diplomi

Barzaghi, allo Ximenes; per

De

Favretto,

Nittis,

Mos

la

pittura,

Jacovacci,

Bianchi,

(1)

al

Ba-

Mi-

alla

me-

di Fracassini.

Tranquillo Cremona era morto

avere espresso nel L'edera


alla bella

premi

Cortese, Ciardi,

Quadrone, Carcano, Calderini, Rubens Santoro,


moria

di

Supe-

onde non scontentare nessuno, anche

Giuseppe Ferrari, a Maccari

Giunta

dalla

ferace, a Maccagnani, a Franceschi, a Fer-

D'Orsi

convalidato

fu

imagine

dannato dalla

tisi

(2) Gallori vi

Ettore Ferrari,

il

il

Milano

meglio dell'arte

dell'artistica femminilit,

di

avvelenamento saturnino nel giugno 1878, dopo

dell'anima sua. Per

aveva posato

il

la

figura dell'amante avvinto

musicista Alfredo Catalani, gi con-

a prossima morte.

aveva

Cum

le Sorelle di

latte;

Spartaco pugnavit.

Cecioni,

la

Madre; Maccagnani,

il

Reziario e Mirmillone

GIURIA E STORIA

Pasini

fuori concorso.

Morelli?

Di Morelli,
Nobilissima e

messo

era

si

Giura diceva:

la

disopra di ogni aspettazione

al

infondere

da

angustie

alle

del

legali

mirando,

concorso,

della coscienza pubblica.

golamento ha

convincimenti della Giuria, quanto

opera che

inflitto ai

il

le

un

cos

nuovo

carne,

seduzioni della

il

verdetto

al

vincolo che

allorch

il

dominato

cos

re-

mirabile

quella

potente intuito del mito,

insieme

vede,

si

mai, per verit, fu tanto lamentato

Sani' Antonio, piena di

traboccante di tutte

di storia. L'il-

ventennio pareva

un

circa

Domenico

l'accese,

meglio che

gara dei pittori

la

un novello sangue, vivido e caldo come il sole del


Morelli, non si stette dallo scendere anch'egli nella

alla pittura italiana

Mezzod che

fu

che

lustre iniziatore di quella rinnovazione artistica,

lizza,

239

cosi

dall'ascetico

sforzo della volont, fu malauguratamente sottratta alla premiazione, per questo solo:

che un pubblico straniero avesse potuto prima

noi sbramarvi lo sguardo

di

zione dell'intimo senso della leggenda, e

vorremmo

(1).

non maggiore, divina-

Altrettanta vigora di pensiero e di pennello, altrettanta, se

quasi dire,

del

midollo evange-

traluce dall'altra tela morelliana, Gli Ossessi. Senonch, parve alla Sezione di pit-

lico,

tura doveroso e

degno

il

serbare a questa sommaria impronta di uno spirito strapotente,

rimpetto alle prove laboriosissime


peto dei combattenti

il

concorso,

all'effettivo

si

di altri valorosi,

quel posto che tiene sopra

pensiero del capitano; e stim

che,

l'im-

eccellenza superiore

per

addicesse all'artista un diploma d'onore, che

le

altre

due Se-

zioni per acclamazione assentirono .

Sicch

t 2 ).

Inchiniamoci davanti a Morelli: egli ha ottenuto

ci

commentando

io,

ha veramente riconosciuto

il

grande diploma.

Giur con

Il

differenza sostanziale che separa questo sublime dai

la

migliori artisti del giorno. Eso gli ha conferito quanto possiede: un posto a s

come

Esposizione

ploma non
che

il

nella storia dell'arte. Morelli superiore

tanto

omaggio che

lui

si

fa

ai

premii;

da parte del Giur, quanto

gran

il

alla

di-

un desiderio

Giuri esprime di essere riconosciuto giusto apprezzatore dei meriti

di

lui,

al-

tissimi, eccezionali .

Non

tutti

questo pensarono o dissero; ma, davvero, non

rimpiccioliva

si

sito

di

discutendo

ancora

di

lui

propo-

premii d'esposizione?

Altro era
l'aveva

ei

Morelli

il

premio

ottenuto

cui Morelli
cosi,

che

pi

aveva sempre mirato


nessuna

Giuria

avrebbe

potuto contenderglielo.

Gi

la

Storia glielo aveva assegnato per sempre.

(i)

Sul Sant'Antonio, fu allora notevole,

(2)

Riforma, 22 giugno 1880, n.

174.

ira

gli

altri,

uno studio

di

Giacomo

ed

Barzelloiti.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

PARTE

16

III

s ^

S5

1880

Paris, 22 juin

18

Avenue d'Eylau.

Cher Monsieur Morelli,

beaucoup de ne pas avoir recu votre lettre, mais come je dois


faire une cure, alors je tiens vous crire quelques mots relativement au monument. J'spre que vous ne m'en voudrez pas.
Je regrette

partir bientt

pour

mes

Jusqu' prsent, je n'ai pris part a aucun concours, parceque cela est contre

profondment convaincu, qu'on peut mettre au


concours tout ce qui est du ressort de l'esprit, de la logique, du got, de l'ornementation, de l'architecture mme, mais qu'aucun concours n'est possible dans le
domaine du grand art, qui est base, non seulement sur la forme artistique extprincipes, et voici pourquoi

rieure,

je

suis

mais aussi sur un sntiment

profond

et

sincre

sur

et

l'amour

de

son

oeuvre.

Tous

les

concours que

j'ai

eu l'occasion de voir m'ont

l'opinion que je viens d'exprimer. Je n'ai vu presqu'aucun

profond de

et

sujet, qui

ne

ft

n de

l'ide

de

l'artiste,

encore

monument

mais et t

afferm

dans

originai, beau

sur com-

fait

mande.

Nous voyons la mme chose dans la musique et la


Tous les discours, odes, drames et opras, qui ont

manque

avait

des

du se forcer d'aimer, de sentir

qu'il

le

et

de crer.

Et cela ne peut tre autrement. Est-ce-que

commands, mme

cachet d'une pauvre mdiocrit; partout on y sent


de sincrit, et quelque chose de tendu et d'affect, comme si l'auteur

des auteurs clbres, portent


le

littrature.

travaille

sur

commande,

terme

et

l'artiste

pour

tei

ne se change pas en artisan,


prix

Est-ce-que

tout

ce

qu'il

veut mettre dans son oeuvre n'est pas force? Est-ce-qu'un travail pareil peut-

tre,

non un moyen, mais un but pour

peut tre un enfant aim de

l'artiste?

l'artiste, le

longtemps, bien longtemps, porte

et

fruit

choy

Et enfin, est-ce-qu'une

de sa fantaisie,

dans

son

telle

fruit qu'il

me, avant de

oeuvre

pendant

le

livrer

l'univers?

En

quoi donc un concours

diffre-t-il d'autres

encore ses inconvnients spciaux


qui

y prennent

courents,

il

part, tout aussi

il

commands? Mais un concours

est sans doute

un jeu de hasard pour ceux

bien que pour ceux qui l'instituent.

De

n'y a qu'un seul qui recoive le premier prix, par consquent

cent
tous

conles

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

246

autres ont t tromps dans leur espoir, mais

recu

le

que

primier prix

celili

qui a

projet; et

alors

faire ?

que

est vrai

Il

comit pose presque toujours

le

compter de recevoir

prix ne doit pas

que l'esquisse reste

et

peut arrivar aussi que

il

compltement incapable d'excuter son

est

proprit du comit. Si

la

encore

mre

l'enfant d'une

le

comit veut dire par

qu'il

comme

pire, c'est

Fon voulait confier

si

une martre

qui est morte.

Pour un monument aussi grandiose et sans prcdent cornine celui du Roi


Emmanuel, l'uri des deux d'aprs mon opinion est indispensabile ou bien

Victor

eux

les artistes

mmes

comit doit choisir

le

premier

le

au concours,

un autre toute l'excution de l'oeuvre en question,

se reserve le droit de confier


c'est peut tre

condition que

la

commande du monument mis

la

Des nos

travail.

mme

lui

jours

il

et universelles,

un groupe, corame

Si
le

il

dont

celui

mes

plus grand plaisir

que

talent et leur

dmontr

est

qui

vous parie, se forme,

je

ides par rapport au

J'espre que vous ne considererez pas

je dis

de

d'artistes

bien

confier ce

Fon peut ou non,

problme aussi important.

confier un

un groupe

est d'autant plus facil de choisir pareil groupe, que, grce

aux expositions gnrales

avec

commun, ou

doivent se runir et laborer au projet en

mon

comme

je lui

monument

communiquerai

en question.

une prsomption de

ma

part, si

ide est sans prcdent par sa forme artistique, tout aussi bien que

par son sujet. C'est vous

comme

un

de premier ordre et

artiste

un

homme
mon

digne d'un profond respect, que jaurais voulu communiquer en quoi consiste

mais avant tout

ide,
lettre

je

crains de ne pas savoir l'exprimer en paroles, et puis cette

deviendrait peut-tre trop longue. C'est pourquoi

tacherai de le faire dans

je

une suivante.
Si vous le trouviez ncessaire, alors vous pourriez remettre

commission du concours ou la
De moi mme je n'ai rien

cette

lettre

la

publier.

faire

vous

dire, autre

que

je travaille

beaucoup, quoique

peu considrable.
v a toute probabilit que nous irons habiter Florence.

Il

En

attendant

je

vous prie de croire

ma

parfaite considration et vous

salue

amicalenient.

Cos

Domenico

nell'imminenza
pel

primo

del

monumento

Morelli,

Vittorio

aveva saputo rendere nella


che

Cristo,

Nobile

Morelli

l'offerta,

aveva

quale

di

Emanuele

dal

reso

la

pi

lo

lui

rivolto

internazionale
scultore

stesso spirito

che
del

universale

nella

la risposta.

Fortuna volle

pittura.

un omaggio da rendersi ad un

liberatore e galantuomo,

fatto

II,

plastica quello

che Antocolsky faceva sui concorsi


sero

era

si

concorso

grande

nobile ed originale

che, per quel caso unico

Re moderno

il

Marc Antocolsky

splendida

le

giustissime riserve

e sulla sorte

smentita

loro, aves-

nell'assegnazione

ANTOCOLSKI
dell'opera

dato

ma accademico

Cristo era stato

sempre con
( 2 ).

egli

non

stima

come

con Antocolskv,

Notevole

quale

al

Grome

Monumento dell'Unit

Sono

stato

Primo Levi

Italiana,

cos per

');

l'Italico.

anteriore lettera a Morelli:

Roma,

d'aver

quale

il

potuto non corrispondergli?

fra le altre dell' Antocolsky, questa

l'af-

non rendesse

egli

cosi, s' visto, per

Il

come avveniva

e,

veramente superiore verso

sarebbe

si

Vedi La Lettura, aprile 1904:

(2)

CO.

l'ammirazione s'eran portati seco

attratto,

sentisse

intermediario,

loro

il

vi era artista

si

omaggio;

Come

lui, la

Non

fetto

(i)

bozzetto

rapporti fra Morelli e Antocolskv datavano da varii anni;

I
il

\~

Sacconi, e nel meraviglioso sviluppo da questi

al

suo bellissimo

al

maggio 1874.

17

Stimatissimo signor Morelli,

molto sensibile

buona

alla vostra

lettera e vi

sono

dir sinceramente che

trovato simpatia presso di Voi, poich questa simpatia

il

migliore conforto

per

felice

mio

il

stato fisico e morale.

Quest'inverno

sofferenze,

Il

ci

staio fatale per noi

siamo

stati

tutti

ammalali,

vostro sentimento paterno mi dispenser dalla descrizione di quel

soltanto col lavoro ho potuto sollevare alquanto questa ferita,

ancora

pi.

di

Ho

fatto

La morie

Sonale.

ih

Quanto

giusta opinione! Ero impaziente di formare in

tamente

la

forma venne tanto macchiata, che non

umana,

specialmente

dopo un lavoro, ma dopo delle vacanze non vorr


partiamo da

Roma

per

la

Russia; questo

me, avrei preferito Sorrento

in

ma

modo

fu

ci

mandarvi

ch'abbiamo sentito allora

di

l'anima

dell'artista

lo

egli

bramo

Comunque

riposarsi un'altra volta.

mia moglie;

di

Vesuvio. Solo

Ma

anch'io.

volentieri

riposa

si

sia,

domani

in

quanto

nessun luogo mi riposo tanto quanto sulla sponda del


il

sventura-

mare,

nascono uomini come Voi. Troppo


me. Del

in

bene

resto, so

vostro sentimento trova sempre la piena sua espressione in ogni opera vostra.

Molto mi rincresce

traduttore.
di simpatia

sincera

ma

farla.

poco mi parlate delle opere vostre, che sempre destano tanto interesse
il

Vostra

la

sono stancato

fotografia,

la

necessario

necessario per la salute

discorrendo con quel monte viverne che

che

dopo molte

figlio,

fisicamente mi

avrei dato per sentire

gesso, per

Avete perfettamente ragione, un riposo prolungato mi

voi ben conoscete l'anima

nostro

abbandon per sempre.

Mi

di

non poter spiegarmi

rincresce ancora di

in italiano ed essere costretto

di ricorrere

non poter esprimere con parole quel sentimento

di

ad un

stima

che professo per Voi.

Per ora non mi resta altro che augurarvi

tutti

beni immaginabili, specialmente

mag-

il

giore successo nelle vostre opere e piena felicit nella vostra famiglia, e permettetemi di sperare

che

vi ricorderete di

me come

d'un vostro sincero amico, che mai

vi

potr dimenticare,

Mio

indirizzo

Russie, IVilna

(3) L'amicizia con

Grome

M. ANTOcoLsicy

era anello di congiunzione fra Morelli ed altri aitisti.

Grome

gli

scriveva ad esempio

65, Boulevard de Clicliv

Paris,

1"'

janvier 1882.

7 rs chef aia;.

Cette lettre vous sera remise par

de talent, qui va pour

la

premiere

111011

lve et ami

fois visiter

votre

M. Dagnan,

jetine peintre

admirable pays. Je

lui ai

donne

de beaucoup
ces

quelques

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

248

Alma Tadema,

l'olandese anglicizzato,

moderna

terra stata la erede


nell'arte,

con

men

spirito forse

tavolozza tanto pi

di

il

come

quale,

Roma

antica,

fedele del francese,

l'Inghil-

ha sposato

ma

con una

l'ambiente romano, classico,

felice,

alle

giovani figure britanniche. Recatosi anni prima a Napoli, e

come
Alma Tadema

visitato Morelli

Natura,

Nume

il

s'era stretto

amava

della Palestina di cui Morelli

gran tempio

lui,

1878 inviato da Londra una raccolta

nel

Tadema, Morelli

valendosi

- -

mente, della propria

scultore

lo

di quelle fotografie

circondarsi, per dare al

aveva

mesto

vita

tomba

l'incompiuta

di Posilipo

sulla collina

possedeva

gli

elementi

chiss?, dall'affanno.

Morelli

il

raccomandato

successo na-

il

per Londra, della cui

aprente

nude braccia

le

sembra rendere l'imagine, che

lui,

tutti

fortuna, e che sfioriva, vinto,

Alma Tadema aveva

scritto

6 luglio '1878:

Amendola

a fait

Beaux Arts

les

l'Italia

Schilizzi

della

Di

Ad Alma

forte e squisito,

che doveva spegnersi anzi tempo, che dopo

poletano del 1877 aveva lasciato

della

solito nobilmente, paterna-

al

considerazione

giovane Amendola,

aveva poi

gli

della sua inspirazione aspetto di verit locale.

soffio

il

quel

di

moti portrnit,

c'est trs reussi

et plait tous

ceux qui aiment

Amendola continuava ad interessarli entrambi, vincolo


gentile, che non pu essere ricordato senza triste commoPoi,

zione

da

della

mente

chi
la

vede

balenare

bella

ancora dinanzi

bruna

testa

dal

allo

profilo

sguardo

orientale,

dai

neri occhi profondi, nei quali, pur nella gioia del successo,

lignes d'introduction aprs de vous, bien persuade que vous le recevrez avec votre

votre cordialit accoutume

pour

lui

rendre

le

je

vous

serai

amabilit

et

personnellement reconnaissant de tout ce que vous ferez

sejour de Naples agrable.

J'aurais eu plaisir aller encore cette

chemeirs insurmontables ra'efforcent

anne djeuner avec vous en passant, mais des emp-

a renoncer au projet

que

j'avais

fait

de retourner cet hiver

en Egypte.

Je vous envoie avec

mes plus

cordiales salutations l'assurance de

mes sentiments

GhROME

affectueux.
.

AMENDOLA

249

come un riflesso, un presentimento


Tadema scriveva il

di sventura.

era

6 juillet 1880.

Townshend House, Nonh

'Mon

E Alma

Regents Park N.

Gate,

W.

Morelli,

trs cher

Mille fois merci des photographies avec ddicaces des quelles vous avez bien

voulu charger l'ami Amendola. C'est

bon de voir que vous ne m'oubliez

bon de posseder ces belles choses


Je ne suis pas coment de l'tat de sante d'Amendola.
Pauvre garcon! je crains fort que la perte cruelle de sa

c'est si

pas, et

fiance en est la cause

premire.

Tout

travail. Il commencait avoir une position


quand au beau milieux des commandes il lui fallut nous

beaucoup son

cela entrave

artistique trs enviable,


quitter, et

lei,

ne nous est pas revenu guri

il

mon temps

rien de neuf. Je gate

loin de l.

avec

les

pour

dcors

le

Coriolan

de

Shakespeare, qui sera donne sous peu par un des meilleurs acteurs.

Une

fois

une corve

que

veux en

suis, je

j'y

finir,

quoique

je

regrette bien d'avoir accept

pareille.

tout vous L.

Questo interessamento per Amendola


pi naturale, in quanto

non

vi

era

forma

Alma Tadema

infelice
di

era

tanto

bellezza anche

sentimentale cui Morelli rima-

La

nesse insensibile.

esempio,

Antonio Ranieri

di

dopo

le

ultime

ri-

perdendo,

andata

ad

figura,

ultime ricerche e

le

velazioni, tutta la simpatia che


gli

guadagnato

aveva

apparente

il

suo

Leopardi.

culto per

Pure, vi fu in quell'anima una


libra sincera,

la

fibra che

Paolina,

pit per la sorella

Leopardi

cara.

nere sincero anche

che

spinse

che

fu

lei.

la

il

il

si

pu

si

al

rite-

sentimento

Ranieri,

gentile,

Ora, a chi

pal-

D. Morilli.
Terra cotta.
(Propriet di Benedetto Croce - Napoli).

morta

ad erigerle un

rivolse egli, se

monumento che

non

dicesse di

a Morelli, perch l'opera

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

250

ed

luogo riuscissero degni? interminabile

il

che

lettere

Ranieri scriveva

il

parecchie

mente

in

un giorno,

secondava,

lo

fosse

tutto

del

Maestro

finalmente

ad

riusc

delle

giorno,

per

quale

il

serie

paziente-

ottenere che

quanto fredda ed accademica, non

statua del Solari, per

la

uopo giorno

all'

al

la

insignificante,

venisse

accettata

in

Santa

Chiara.

Riprodurre tutte
per

la

quelle

forma spesso

insistenza dello stesso motivo, e per la

muovere persino

esuberante, tanto esuberante da

vera

sulla

riuscirebbe stucchevole, e

lettere

sentimento

del

intensit

qualche brano se ne pu citare


verso agli anni ed

che

dettava.

dubbio
Pure,

esso dimostra come, attra-

non avesse dimenticato

gloria, Morelli

alla

le

il

l'insegnamento che, fanciullo, aveva saputo trarre dalla


tura della Ginevra, e

collega alla illustrazione grafica che

anni prima aveva, per lo stesso senso, accettato di fare

tanti

quel libro

di

si

let-

Napoli,

sera del 20 giugno 1879.

la

(Morelli aveva visitato la creta).

La

visitai

finalmente ancor io!

disinganno nel non ritrovare


parve

la

Che ripugnanza

somiglianza in sulle

mesi

sulle

che terrore nell'andare! che

Quanto poca mi

creta.
in

mano

cominciai a

bambina, lattante, quale

varla, anziana, malata, giovane, sana, giovanetta,


di tre

mia santa sorella, ma la


prime Come poi di mano

la

la

ritro-

tenni

mie braccia!

La vostra intelligenza, il vostro sentimento di grande artista, comprender dello


mio quello che io stesso non so pi comprendere, e che sar gran fatto se
non mi condurr ai supremi confini della follia !...

stato

Vi scrivo questo motto, prima per rinnovarvi pi sentitamente

grazie, poi per pregarvi a dare

per formare

immediata

di

la

di

ottobre 1879.

il

buon

Palizzi,

della

umanit onde avete

statua fosse collocata in quel recinto.

fraterna promessa di gettarvi su un vostro sguardo.

Vi ricordo, intanto,

Gli sguardi vostri vivificano creta, gesso o


l'artista.

Napoli, 24

Carissimo amico,

Ringrazio voi, come ho ringraziato

permesso che

anche

mie azioni

le

l'ultima assoluzione al Solari, che vi attende

la

marmo,

per quell'arcana corrente

RANIERI
Questo

momento

il

o dileguare ci che non

un motto, un gesto, pu creare

nel quale

ci

251
che non

ci

v',

deve essere.

(<A proposito di una visita fatta da Morelli allo studio dello scultore Solari, d cui gii

aveva reso conto, accennandogli ai alcuni consigli dati

Gome

scrivete bene

Come,

Quelle parole sembrano trapassare


chi legge

rimbalzo,

carta, e, di

la

trapassare

penna

la

l'animo

di

Napoli,

Abbiatevi

allo scultore)

se dipingete col pennello, scolpite poi con

1879.

pi fraterne azioni di grazie per tanta piet che segui-

pi vive, le

le

sera del 2 dicembre

la

ad avere del mio dolore, del quale non credo

sia facile farsi un concetto adedebbono morire, so che tutti hanno dolorosissime perdite; ma
e gi la prima madre
il caso mio unico ! Io ho perduto figlia, sorella e madre,
l'avevo perduta durante un lungo e lugubre esilio!
Ma torno sempre al verso usato, e voi giustamente dovete esserne fastidito.
Fatemi il piacere di fare le mie affettuose parti anche con l'impareggiabile Palizzi.
Io non sapevo che ancor egli aveva degnato di accogliere la mia lacrimevole preghiera. Io non vivo d'altro che di queste pietose limosine al mio inenarrabile dolore. Debbo tutto agli amici e fratelli. Se il monumento verr cosa non volgare, anzi nobile quanto potevano le mie facolt, sar tutta opera loro; e non
sar mai che io possa obliarmene sinch dureranno queste mie ultime giornate.
Non sia questa vostra l'ultima visita al simulacro di chi seppe comprendervi e
celebrare il vostro eccezionale valore, quanto il suo non comune sentimento d'arte

tate

guato. So che

poteva

tutti

(A proposito

di certe modificazioni che

Voi avete detto

quale

l'

una ghirlanda

Aleardi,

il

quale

con

vanno

molli

(1) Morelli si prestava

sorella

gli

di

sapienza e verit:

tanta

immani,

anche

Mio

duella lettera

mosso,

una

la febbre dell' arte

malati sono sempre pochissimi

a scrittori

insigni;

si

malattia

(1).

memoria

desiderio del Ranieri di comporre intorno alla

al

componimenti dovuti

rivolgeva

fra gli

della
al-

altri

rispondeva:

marmo, contrariamente

Monili)

ai consigli di

della

Napoli, 9 dicembre 1879.

Solari voleva fare al

il

Firenze, sabato.

caio,

cosi

eloquente per virt dell'amore e della sventura, mi ha veramente com-

mi ha messo nell'anima una grande

E molto mi sarebbe caro far


fatte non ho che possano servire

tristezza.

piacere a te e

una raccolta

di

quell'infelice, se

lutto:

mi

Ma, cose
nuove mi manca tempo

fosse possibile.

per farne di

e lena.

Appena

finito

di

pensare alle poche

un discorso per l'Accademia

di

posso

proprio

accontentarti

me

ne duole

tentato invano, perch anche questo

Sii

buono

lezioni che

mi rimangono, devo mettermi

Belle Arti di Venezia, che a da essere pronto per

gli

nell'anima.

potrebbe riuscire

Non

la

preparare

state.

dire a quel poveretto che

a dispiacere,

Non

mi

hai

non ne ha bisogno.

scusami, e credimi sempre tutto tuo


<

Ale ardi

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

252

La febbre
posseduti

da cui Morelli avrebbe voluto

quella

dell'arte!

giovani, dei quali invece doveva constatare, scri-

vendo all'amico Di

Criscito:

Adesso

chi

ecco tutto

di straordinario?

dopo

Anche l'ingegno

tanto

che

si

come

nuovo,

monete. Sfido

dalle

auguro buoni quadri prima,

ti

denaro,

del

l'avidit

l'arte, e

grandi

gli

altri

spiaceva

gli

la

creazione

pensieri,

nel Libro

l'ambiente in cui

trovo, fra

il

fanciullo, che disegna

N meno

dell'arte.

smania

E molto

voto dato a Napoli (1877)

Roma.

era poi

sempre per
in

dopo

non

si

prova del

la

svolse

la indiffe-

favore

al

publi-

organiz-

Congresso

(togliere -valore

delle

Esposizioni

Quell'intrigo prevalse, colbel frutto che

esposizioni nazionali vere e degne


che,

della

intrigo vi era stato

al

intorno

tutto ci che era

in

Torino (1880)

Nazionali

ammirazione della

critico, e

il

ricchezza

della

di

e vi

curiosa

dalla

spalle

le

ripugnava l'intrigo

gli

zazione

della

incoraggiato

avendo dietro

renza burbanzosa dello scienziato

non

1887, non

successivamente

la

si

ebberojj sinodi

si

afferm nel 1 1895

magnifica

organizzazione

Venezia. Intanto, Morelli scriveva a Di Criscito

di

per quanto
fa di

questa osservazione, punto inesatta:

famiglia, ora l'artista dipinge

cit C0 9

vendono

bello? cosa

rappresentato

addio, caro Pasqualino,

tenuto verso

Tipaldi,

Come

Napoli, 18 gennaio 1880.

parla altrimenti che di ci che

che cosa hanno dipinto?

quei giovani,

di

avveniva

si

modo

il

ma

niente.

capirne qualche cosa


affari

non

dagli artisti

Napoli, 31

maggio

1881.

Questa mattina sono venuti da me gli artisti che non sono soliti di venire, e
mi hanno riempito la testa di parole e l'animo di amarezza, perch prevedo una
brutta scissura. Volevano farmi firmare una lettera ai fiorentini, con la quale si

(1)

ragione

di

quella

che parve in

lui

spesso

selvatichezza

questo pensiero, segnato nel

Libro Tipaldi:

La

folla

mette una opposizione diabolica contro tutto quanto

vi

ha

di

sublime, di nobile

ITALIANO E PER L ITALIA


dichiara di ritirare

voto dato per una

il

che successo quello che

fiorentini

Ho

ostile agli altri paesi d'Italia.

Ma mi hanno

l'Italia.

Non mi

<t

esposizione continua

temevano,

ci,

ben

di

Ed

dosi a pi spirabil aere.

con Verdi

sua

musica

pittura ed in

Roma, una

volta

bassa ed

combricola

me.
molte speranze d'impedire

sapr far fruttare .

si

confortava

altro,

egli

cosi

che prosegue

creazioni

sulle

di

ma non ho

ancora;

di parlare

questo primo passo, che, una volta dato,

Di tutto

una

cio

cercato di dissuaderli, ho parlato da italiano e per

detto che faranno senza

stancher

253

si

volgen-

discussione

la

shakesperiane, da tradurre in

Napoli, io agosto 1881.


Carissimo Maestro mio,

Leggendo

ricordato

firma prima, direte: Oh,

la

lo

eh...

ricordato, quel!

avrete torto;

sapete quante volte penso a voi? Sempre, sempre.

Quando son

non so come

solo nello studio e

si

fare a dipingere,

non

come

so

dirigere la mente,

non vedo nulla, mi basta cantare a bassa voce la Vergine degli Angeli, e mi rinnovo,
mi esalto, veggo i colori, quel mistero dell'intonazione che tutta l'espressione
della pittura; io veggo come una cosa reale colore, soggetto, tutto; mi sorride la
speranza

riuscire a fare qualche cosa, e allora,

di

come

benedetto Verdi!

Ceit canti

mi girano attorno, s'incontrano e si perdono per


vanno in cielo, e io vedo come potrei dipingere un'altra
l'aria
si allontanano
Madonna, illuminata da un'altra luce, con altri colori. Eh! Verdi, Verdi!
A casa mia ho una figlia che suona il violino tutta roba tedesca. Qualche

hanno

le

note

volta,

me

farfalle

fanno per chiasso,

lo

mischia delle note dell'Aida, del

vi

Don

Carlos,

ma

io lo sento subito.

Verdi! Eh per Dio che altra roba! Mi scuoto come un giovanotto. Un'altra
mi hanno burlato. Mi hanno detto: Senti questo pezzo, del Verdi, inedito
e invece hanno suonato uno Slropp Koff qualunque, per farmi dire che era bello.
Ma che! ho detto, bello? Ma non lui, non mi commuove, si mutato.
Si
ridono di me. Se capito in casa di gente che suona, sono costretti a suonare quello
che voglio io.
un motivo di Verdi? A me pare un discorso che capisco io solo.

Eh

volta

Veramente,

E una

mio

tanti

sono convinto che

come

pazzia

Ecco che

una

di

io

vi

un'altra.

ho seccato per

tale natura io,

il

linguaggio delle vostre note lo capisco solo

Ma

dirvi

mi
che mi

una pazzia artistica, che

fa

che non

fate; per,

che se stessi vicino

vera l'accusa

io.

bene.

sono

voi vi direi: Lasciatemi andar via nel

studio, perch voglio pensare a voi.

Se avessi un harmonium e sapessi solo ricordare


quadri buoni.

Tema

Sapete che ho

fatto

una

fila

di

gli

accordi, sarei felice, farei

monaci

in

chiesa di venerd

quando cantano gli improperi.


Il Cristo a
Ogni giorno andavo allo studio col
piedi.
terra e una fanciulla che gli bacia
proponimento di far Jago e Otello come voi mi scriveste
e poi
pennelli
dipingevano
monaci. De Sanctis ve ne mander due linee incise, ma io sono certo
che il quadro vi piacer quando l'avr eseguito in grande.
Un quadro tutto nero.
De Sanctis vi ha mandato una incisione fatta da lui ad acqua forte.
Fa un
santo!

stupendo!

proprio
i

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

254

Sant'Antonio mio. Vedrete come

altro

aveva

coraggio

il

mandarvelo

di

Giuseppe De Sanctis, valente

(i)

Sanctis, suo padre, al quale gi

pittore, allievo

Morelli e figlioccio

di

di Verdi.

commerciali fosse dedito a tutl'altre speculazioni, s'interessava quasi esclusivamente


aveva

del teatro ed era in rapporti

passione

la

meno intimamente appartenevano:

quindi, con Mercadante,

il

mezzo

Napoli per

mancata andata

Verdi

una

al

giovane

quadro data gi

e del quale

Verdi,

primo

cui

in

come

il

quando

fu a

compariello di Verdi

il

si

suo
rec

Napoli per

D.

la

promessa

la

uno

ad

sotto

Morelli.

Gli Ossessi, gli disse che

s' visto,

pi o

Ma

Maestro

sicch Morelli

Sanctis faceva a Morelli per ricordargli

che divenne poi,

di cose d'arte,

al teatro

dei quali Morelli.

figlio,

pag. 92);

Al

affari

dicevano scherzando che era

amici
il

che

De

Cesare

grandi cantanti del tempo,

prima volta

gli

(Vedi

pittore, scriveva:

De

delle visite che Cesare

la

tenne quindi a battesimo

gli

iscena del Bullo ni maschera

in

schizzo che poi regalava


In

Cammarano,

del poeta

rappresentante ni terra.

Pacini,

pittori,

conobbe

culto fu pi specialmente dedicato a Verdi, che


a

amicizia con tutti quelli

di

ed attori drammatici; ed insieme con molti

gli autori

non

tanto buono,

accennato, romano stabilito a Napoli, bench pei suoi

si

avanzato, poveretto.

si

(i).

un

di

Aglietto

il

desiderava dedicarsi alla pittura, e che pensava farlo studiare prima con un maestro, per affidarlo

quando

poi a lui,

vuole lavorare,

fosse iniziato all'arte. Morelli gli rispose:

me

ne occupo

io .

Il

De

me

Affidalo a

suoi primi modelli furono, dietro consiglio


di

poi, stridii

del

Maestro, gli oggetti che

all'Isti-

Ruskin:

vedeva d'intorno

tratti,

capisse bene l'andamento della piega, cosi da poterla

si

un lembo. Egli ripeteva che per poter accennare una piega

colla imaginazione svolgere tirandone

bisognava conoscerne

costruzione, e

la

dure come una punta secca. Diceva pure spesso che

con

durre, dipingendo, che

un

biacca per dipingere

non avranno

si

di

pieghe, viste da un lenzuolo buttato sopra una sedia e disegnato con la maggiore

esattezza. Morelli voleva che dal disegno

con pochi

da ora, che, se

metodo

tuto di Belle Arti per gli studi regolari, lo mise a disegnare dal vero, col
i

sin

Sanctis ricorda che Morelli, prima di mandarlo

gli

occhi

pieghe, e cosi

delle

raso bianco: essa

disegnare con matite

faceva

gliele

cosi

carattere

il

una

di

stoffa

poich

la luce,

non ne dar mai l'impressione,

non

pu

si

inutile

ripro-

prodigar

se gli occhi delle

la

pieghe

carattere esatto delle pieghe vere.

il

Quando Giuseppe De

Sanctis

mand

Verdi

il

suo primo lavoro, con

fotografie

parole di

Morelli, Verdi gli scrisse:

Ieri

Tanto

io

Genova, 6 gennaio 1880.

Caro 'Beppino,

sul tardi arriv la cassetta contenente

che mia moglie siamo gratissimi

il

quadretto e

le

due fotografie del gran Maestro.

questo cortese ricordo e

di

rallegriamo con voi dei

ci

vostri progressi e di questo piccolo lavoro, tanto simpatico e cosi line. Proseguite
e

le

parole del Maestro:

questo per adesso... in seguito, meglio

non ha confine che

arrestarvi mai. L'arte

vi

proposito della discussione epistolare sull'Otello


al

De

fra

Verdi

Morelli, conoscendo

l'abito tradizionale;

ma

come Verdi
cristiano,

porterebbe e l'armatura e
Oltre

al

trambi del 1860


le

Morelli, Giuseppina Verdi scri-

la

e,

Da

Busseto,

creato pel suo valore generale

zimarra veneta

le

sue sventure a

circa.

Molto pi

insinini;ioni di Jago. Morelli

appartenente

come

ne parlava

vedere l'Esposizione Nazionale del 1883, e

novembre 1886.

al

servizio della Serenissima,

Desdemona,

recenti,

il

deve avere indovinato che Otello non porterebbe

sia logico,

bozzetto Olello che strangola Desdemona, appartenente

Otello che racconto

dopo

Vostro G. Verdi

Sanctis:

non

pei mediocri.

veva poi

con coraggio,

siano di sprone per

s' visto, quelli

in

gli

al

Roma

al

De

al

Tipaldi, altro ne fece Morelli;

pirore Camillo Miola.

Sono en-

rappresentanti Otello svenuto n terni

Sanctis

quando

si

recarono insieme a

diceva di avere imaginato Otello caduto a terra e

Jago rimas:o solo sul sedile dove stavano prima l'uno accanto

all'altro.

Jago, sbarbato, vestito di

nero, mezzo militare, mezzo scaccino: un tipo da inspirare fiducia. Caduto Otello, Morelli voleva

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a

VERDI CONTADINO
Ho

pure un

fatto

che

signora Peppina?

fotografia,

la

mano

di

cammina

Cristo che

impossibile

forse

sulle

acque

Chi

riesca (1).

Tanto mi raccomando

255

ma non ho

due perch accettiate una

a tutti

aff.mo Morelli

Sant'Agata, 20 agosto 1881.

Carissimo Morelli,
la tua lettera ho esclamato finalmente si ricorda di
Cosa m'importa che tu pensi alla Vergine degli Angeli...!

proprio vero: ricevendo

Tutte storie

noi!...

tue.

le

Quelle note sono una cosa, ed


da gettar gi quattro segni

per altro, e mandarmeli

Ma

Ora dimmi: perch

capisco

ragione

la

!...

ti

avessero scaldato tanto

pennello,

sia poi per Jago o


sempre niente !...
un secondo Sant'Antonio? Spiegamelo, perch non
di

niente,

hai fatto

Ho

pare bellissima, e

prego

ti

sono un'altra! Almeno

io

quattro grossi colpi

Non

aver fatto un altro quadro sullo stesso soggetto! (2).

di

contento del primo?

ricevuta l'incisione

Cristo che

il

fatta

me

per

di ringraziarlo

giovane? Studia? Va avanti? Ed

Oh

Verdi:

la

stretta

dal vostro

potuto averne

indulgente? Voi o

pi

cammina

bisogna proprio ch'io venga una volta o

eri

mandatami da De Sanctis. Mi
per mia moglie. E cosa fa questo

sulle acque
a

l'altra

Napoli

un quadro grande?
vedere queste tue

nuove meraviglie, e rubartene qualcheduna.


Addio, mio caro Morelli
lavora e lavora sempre.

Io faccio

anche questo

il

contadino

case pei

fabbrico

contadini.

ma

cosa poco poetica,

D'altronde poi, io quando ero giovane ho lavorato molto!

necessario.

Addio ancora. La Peppina

saluta mille volte ed io sono

ti

il

tuo aff.mo G. Verdi

Milano,

settembre 1S81.

Caro Morelli,

Deve essere molto

mandato

la

fotografia.

Se produce un'impressione profondissima anche senza capirlo (perch

io

veramente

bello quel tuo quadro di cui

mi

hai

non ho saputo decifrarlo) m'immagino cosa sar quando


che

esprimere nella figura


senza avere

di

Jago

bassezza del carattere,

la

piedi, che farei grossi e brutti

ne scorgesse
Cosi

rosa....

la
ci

bassa natura; e

ma

diceva Morelli

con uno

dovrei

avere

che sento....

il

coraggio

di

fare

una cosa

Ma, cosa vuoi!

c'

il

fu

cosi

11

difatti

che

primo Cristo

il

mento

spiegato e

due

acque, visto da

Venezia

.Sant'Antonio hanno,

del Santo.

che lo induceva

col

suo

nel

si

ritrae gli

cantuccio,
di

male,

ritira

farei schiacciare
al

una

vero, e

perch desse l'impressione

comniendatore, che

mi obbligherebbero

quadro verrebbe forse buono,

il

corpo

quell'individuo se

quadro dovrebbe essere grande

il

male

a tar tanto

ma

freddo,

e...

di

quadro, tanto poeticamente pensato, non venne pittoricamente mai.

suiti'

dalle mostre Morelliane di


I

l'avrai

per non avere contatto

rannicchia

scorretta, fatta

Dall'Ongaro

secondo divenne propriet del duca D'Eboli, e

(2)

me

perch da una parte

Il

professore,

correggere, a far bene, a badare a tante cose,

si

vilt

cos,

quei piedoni che

di

sarebbe pure l'idea di Desdemoua.

quello

la

l'uomo che odiava;

coraggio di affrontare

il

del suo capitano caduto a terra, Jago lo guarda,

(1)

tu

vedr dipinto.

lo

sin dal 1865,

rimase nello studio; questo

una delle maggiori ragioni del trionfo ottenuto

Roma,

di

come

fu

noto,

la

diversa ragion d'essere

nel

diverso atteggia-

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ANCORA JAGO
Ma

257

allora verrei per 15

Se

E non

Parto domattina per Sant'Agata. L'Esposizione Industriale bellissima

onore

noie fossero colori, etc... etc.

le

hai pi pensato a Jago

come

nostro paese. L'Artistica

al

io

giorni a Napoli!

?...

un po'

tante altre:

e fa

bello, e

di

molto

molto

di

brutto.

Scusa se non ho tempo

Di fretta addio tuo

scriverti a lungo.

di

Sant'Agata, 24 Settembre 188

Son

Voi che ne dite?

ultime parole dell'ultima tua lettera.

le

mi chiamassi Domenico Morelli,

ove Otello sviene,


cede neir'Interno

e volessi fare

non mi logorerei

io

Nel

Innanzi alla Forte^a.

del Castello;

ed

mise en scene

la

affatto

d'Otello, e

1.

che,

se

Interno

od

non

esterno

perch

scrupolosi,

come Dio

me, quella scena suc-

fatto per

troppo

essere

Io dico

precisamente quella

cervello sull'indicazione di scena

il

ha

ne sono contentissimo.

io

conosceva...

si

una scena

Boito

che

libretto

monta. Su questo poi non bisogna

Shakespeare

Giro Morelli,

G. Verdi

tempi

ai

di

voleva.

Che Jago sia vestito di nero, come nera la sua anima, niente di meglio
ma
non capisco perch vestiresti Otello alla veneziana So benissimo che questo Genenerale al servizio della Serenissima sotto il nome di Otello, non era altro che un
;

Giacomo Moro veneziano. Ma


mettere

grosso errore

il

solito

il

Per

il

che
ci

signor Guglielmo ha voluto com-

il

pensi

lui

signor Guglielmo. Otello

il

vestito da etiope,

turbante? (1)

tipo di figura di Jago, la cosa pi seria.

membra

cola, di

momento

dal

farne un moro,

non andr bene, ma perch non andrebbe bene

vestito da turco

senza

di

(tu

dici)

poco sviluppate,

e,

se

Tu

ho ben

vorresti

inteso,

una

una figura
di

furbe, maligne, dir cos, a punta. Sta bene: se tu lo senti cosi, fallo cosi.
attore e avessi a rappresentare Jago, vorrei avere

fossi

e lunga, labbra sottili, occhi piccoli vicino al

che scappa indietro,

la

testa

sviluppata

indifferente a tutto, frizzante, dicendo

avendo
a

l'aria

non pensare

di

naso come
dietro:

bene ed

il

nemmeno

di

il

punto anche sua

Ma,

se io

una figura piuttosto magra


scimmie,

le

fare

la

fronte alta

distratto,

nonchalant,

male quasi con leggerezza ed

il

quel che dice; cosi che, se qualcuno avesse

rimproverargli: Tu dici un'infamia! egli potesse rispondere: Davvero

Una figura come questa pu ingannar tutti, e


moglie. Una figura piccola, maligna, mette tutti in

non ne parliamo pi

pic-

quelle figure

!...

Non

credevo...

lino ad

un certo

sospetto e non

inganna nessuno! Amen.


Ridi che rido anch'io di questa lunga chiacchierala!

sia

il

Jago, e Otello turco o veneziano, fallo

tanto non pensarci troppo. Gi gi gi

Ti saluto anche per mia moglie

come

Ma

piccolo o grande che

vuoi, andr

sempre bene. Sol-

presto

mi dico

Genova,

affmo Vendi
5

gennaio 1882.

Caro Morelli,

Sono

(i!

Come

Maestro

si

1/

tempo contento che

mortificato e nello stesso

bello bellissimo

noto, e

Cosa devo
come

s' visto

converti poi, giustamente,

dire

anche
al

Turco, arabo

dalla lettera

di

costume veneziano.

e....

tu

mi abbia mandato quel


chi

hai

Giuseppina Verdi

voluto fare

al

De

Sanctis,

il

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

258
E

cos' quell'altra bella e tristissima

Sanctis? Infine, io muoio

una parola

uomo

del tuo

genio,

appena

me

ne hai anche

pi bislacca delle lettere passate e future

per

ma

tue;

le

credo

spero che tu non

anche sapere quanti

e vorrei

Ho paura

ma

della risposta,

Cosa ne

dagli

intima, dei

stione

(1)

suoni, essendo

Due

anni dopo

ma non

averle

come

risulta

poteva

anche dalla seguente

Da

tanto

tempo non ho tue

essere

s'

gli hai

porta: capir

meglio

Nelle ani

Noi

ci

Ma

mia tana

ed

fermato da
mostrato.

dopo.

senza

Genova, 28 marzo 1884.

lieto di ricevere questa tua carissima

ci

nuovo!

Ad

sempre

il

assai e

tu

trovi

let-

onta per della mia grande am-

tempo

me pochi minuti e non m'ha spiegato nulla,


Non capisco come tu fai entrare Desdemona
gi,

con Desdemona o senza,

penserai troppo.

fermeremo qui sino

queste belle

di fare tutte

Il

troppo

lo

farai

o quasi nulla dello schizzo


in quella scena!

modo

ogni

in

bene;

Non

im-

sempre

sempre troppo!

alla

fine d'aprile circa.

Verrai davvero

da queste parti, qualche ora di ferrovia di pi

ti

Sappiami

potr

dire

qualche

bene trasportare nella

Sant'Agata!

io ti stringo

le

mani con tanto

Lavora anche un po' per me. Mia moglie

circa al

fare intervenire

Sanctis (pag. 25$).

ti

dice

mille

cose

di cuore.

La spiegazione

De

ma

po' di Jago.

Addio, mio carissimo Morelli.

pittore

due Maestri,

lettera:

troppa (dico troppa) riflessione, affoga l'ispirazione.

la

se vieni
a

Ma

non

lo farai se

cosa.

po' indispettito, perch

non mai per farmi un

Boito

che tu

son ben

notizie, che

ben bello quel quadro! Bello

mirazione, sono un
cose, e

aggiungere,

loro

fra

sugge-

dell'ultimo tuo quadro, che Boito m'ha portato.

tera, e la fotografia

Deve

quelle del

della

l'arte

come

poeta gi

aggiungervi, mentre

nulla da

sensi indefiniti,

il

Curo Morelli,

figure grafiche

le

eccellenza

per

pennello del

dal

discussione letteraria e grafica durava ancora

la

riuscire a concludere,

temere: Jago ed Otello uscirono

di

disegno non avrebbero avuto


dei

dritto

strada;

tua

Aff.mo tuo Verdi

dipinte e scolpite, che arti determinate

l'arte

la

ogni modo, dimmela.

e cromatiche, sentiva pure istintivamente

cosi

hai pen-

ci

una lettera

camminato per questa

per quanto questi ben vedesse

(*);

fatto?

risposi

ti

badato, e sarai andato

avrai

ci

musicista,

del

estri

hai

Io

scritto.

passi, anzi quanti metri e quanti chilometri hai fatto...

in

Verdi aveva ragione

pittore

esclama subito: Ab

si

bens

un

avvi l'impronta

Ti manifestai idee, che certamente non

tua strada. Soltanto, vorrei sapere se hai

la

De

vieni con

cervello, io sono

caratteristica

guarda,

si

meraviglia; ma... e Jago?

hai pensato perch

Si, ci

erano

mio

del

non

se tu

!...

Tutto questo va

sato?

tenebre

nelle

da un tuo quadro dal

tratta

qualche cosa,

Ah, quella figura dell'arabo, quanto

mano

di Morelli

figurina

voglia di capire

portare un po' di luce

perdalo

della tua

di

Desdemona

data

dalle

Aff.

succitate

G. Verdi.

parole

di

Verdi

al

LADY GODYVA
togliere, variare, senza sminuirsi

grandezza,

la

pi grande, egli

della sua sventura, in

bilit

cospetto

tutta

la

da quella sventura escir per sempre

Re

Lear.

All' infuori

D. Morelli.

generer

creazioni

di

Nerone perseguitato

vitali,

umanizzata;

uscirne,

affronter

non spaventi ogni


tamente

la

altra

quando

poetici
arte.

Lady Godyva

di

filosofia

veri

la

la

forma

cui

e le
a

truci

penna,

letterario;

quando

la

sua

la

vedr

come

beneficio dei

bozzetti,

le

imagini mentali,

ormai

ma non

la

de-

compie

vassalli

mente evocher

figure della storia, egli accenner


in

letterale

Tennyson, motivo veramente

pellegrinaggio, a
o,

campo

illustrer squisi-

poeta, nuda aia vestita di castit, mentre

crudele marito

sua fantasia sar per

quando

Cosi,

nel

definitive,

scrisse

caritatevole

che

dunque, quando

non men che

suo

terri-

l'umanit

pittorico
il

la

della vita,

per tutta

figura

dallo spettro di Agrippina.

complete,
e,

sola

tutta

in

rimarr

Lear, egli

della Divinit
egli

Una

ritrarr

poetica

di quella

organica, fondamentale.

tipica,

shakesperiana,

al

259

il

del

le

grandi

in

schizzi

si

fermer

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

2O

a dar loro

veste

pittorica definitiva.

Desdemona

per Otello soffocante

che egli intravvide fuggente per

Cosi

come avvenne

avvenne per Nerone,

campagna romana,

la

per-

seguitato dallo spettro materno.


Era, questa sua, una critica

implicita della pittura storica,

quale aveva pur dovuto

mattino della sua lama; ma,

alla

ancor

istinto
cosi,

pi

essere

di

che

il

ragionamento,

all'unisono

col

y^t^^A.

morale, col carattere


scrizione artistica dei

sione
per

tradotto in tutte

questo tempo, assurgente dalla de-

ragione dei

fatti stessi, dalla vi-

che

vita,

al

duca

Artalia

di

sempre

esprime nel-

16

Lo

lui

mag-

sua.

Scrive quindi

condotto

sia

questo sentimento, da

espressioni della

le

fatti, alla

Ed

correnti.

pure,

intellettuale

via dello sguardo ad elevarsi, ad aspirare nobilt

giori delle

l'arte

tempo

suo

meditazione. Egli vuole che lo spirito

alla

la

di

mostrava

egli

Illustrissimi

spedizioniere mi assicura che potr farvi arrivare

domani prima
all'Impresa

mezzogiorno. Nel

di

Sella

marzo 1883.

Signor Duca,

Agenzia

di

citt

caso di
-

Roma

ritardo
-.

Ad

cassa con

la

potrete

essa

si

mandare
diretto

La Madonna assicurata per io mila


spero non avremo contrariet, ma vi sar tenutissimo

(spedizioniere di Napoli).

lire.

zionata,

se

il

la

Madonna

chiederne

Buonoconte
Cosi

condi-

me ne

darete

notizia per telegrafo.

Ora, signor duca, permettetemi

e con

una

luce

non troppo

di

pregarvi di guardare

sfacciala. Io

volevo

fare questa

il

quadro da lontano

Madonna come una

<0

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

22

quando

visione sull'ora della sera


e

gente

la

immagine

leva

si

il

come

cos'i

sconforto della

io

mia

vedo nella

la

come

vita,

suona l'Angelus

cappello e prega. Ah! Se

levano

si

guardasse

si

gli

in su

occhi
si

cielo,

al

vedesse una

fantasia, e vi restasse a sollievo nello

nel buio della notte! Ma... Io mi auguro che nella fan-

si compia meglio ci che il


solo buon volere ha accenVolevo scrivere sulla cornice le parole di San Luca: Et exutavit
spiritus meus: in Dio salutavi me. Ma, siccome questa una espressione che deve
leggersi sulla tela, se vi ..., cosi non l'ho fatto .

tasia della vostra signora

nato

sulla

tela.

sempre men prodigo

era

egli

minori

a quanti,

sapevano

di

lui,

eran

consiglio e

di

legati

avveniva per Pagliano,

sferrarsi: cosi

da

scogli

aiuto

di

non

cui

quale, stan-

il

ma

candosi intorno ad un tema illuminato dal patriottismo,


pel quale altro

Manara

ti

ragguagliavo (dopo averti

bozzetto), d'aver fatto

il

Luciano

di

Milano

ti

il

16

giugno 1883.

Caro Morelli,

12, nella quale

sopra

morte

la

da

Dall'ultima tua 14 corrente capisco che non

il

a lui ricorreva

(}\

poeta sarebbe occorso,

subito

un

pervenuta una mia che

ringraziato dei

altro

pare

ri

spedii

ti

che mi davi

mi trovavo anche

bozzetto, e che

quando mi venne una nuova idea, che nella stessa lettera ti spiegavo
con due segni. Nella tema che quella mia sia andata smarrita, ti ripeto in questa
due segni, spiegandoti l'idea. Vorrei fare
soldati che si portano a visitare la
salma. Le ostilit erano finite, Manara godeva la simpatia dei suoi e di tutti gli
altri corpi. Coll'introdurre
soldati de' diversi corpi, ed una figura di donna in
costume del paese, in ombra, dentro la porta, si spiegher che siamo a Roma; mi
pare di essere arrivato a dare al soggetto quell'importanza ch'io non sapevo trovare,
quando, levata l'idea della storia, rimaneva soltanto la mia persona che faceva il
soddisfatto,

ritratto,

se

ed

Ugo

Bassi piangente.

Sono molto ansioso

favorevole, mi sento di poter dar

Alma Tadema

mano

sentire

di

il

tuo giudizio, che,

all'opera.

non arrivato, sono gi stato tre volte all'albergo:


mi disse che sarebbe arrivato presto, perch tenevano
una lettera a lui diretta. Ho lasciato la mia carta perch sappia che io me ne interesso. Appena arriver ti scriver; intanto con somma smania attendo un tuo scritto.

Il

questa

Non

signor

mattina

il

finora

portiere

so pi nulla del Palizzi (2).

Addio.

(1)
di

sempre

Del

tuo

Pagliano

ed aveva assistilo alla morte di Manara.


Palizzi, carina ed espressiva questa

lettera

che egli dirigeva

il

Galleria Nazionale d'Arte Moderna. Pagliano era stato un valoroso soldato della passione

Roma,
(2)

Ama

Ti

al

Morelli mesi dopo:

Casa, 17 febbraio 1884.

Caro Morelli,

mando un

paniere e tre mele che vengono da Angora, nell'Asia

perch nella sua semplice


che ho percorso,

la

modesta fattura esso

ti

trasporter con

maggior pane delle quali ha tanto scaldato

la

la

Minore. Te lo

immaginazione

alle

mando

contrade

tua anima d'artista: l'Oriente.

ALMA TADEMA
Morelli, pronto, corrisponde al desiderio del vecchio amico,

Pagliano

Caro Morelli,

Ho

rimando

di

ricevuto

quelle che riguardano

sarebbe orribile

il

farlo

il

assennatissime

come veramente

cui

prego

ti

dici

aver

di farlo

fatto,

nella

una

parte.

Avrei desiderato vedere

il

cos

due

non mandarmeli, per


che ormai mi trovo

scriverai, tanto pi

pronto (specialmente ora che tu trovi migliorata l'idea)

perch

ma

ferito alla testa,

quindi trovo che hai sbagliato a

prima che mi

Te ne sono
modo di

special

forza coprire la testa,

venne

era. Egli

soltanto

ansiet.

tue osservazioni, in

cadavere del moro; solo mi

crudelmente da rimanergliene
segni che mi

molta

tua carissima, che aspettavo con

la

gratissimo. Far tesoro delle

dar principio consultando

vero.

La famiglia Alma Tadema

scenza.

Sono

qui arrivata.

Alma Tadema

signor

Il

averne

felice di

mi pare che

l'ideale degli artisti;

fatta la

cono-

dovreb-

tutti

modo. Quanta modestia, quanta bont, quale raffinata


lui e mi colm di gentilezze. Io faccio tutto quello
che mi possibile per rendergli passabile il soggiorno di Milano, ma non posso
fare che quello che mi fattibile, che ben conosco essere troppo poco per un s
grande uomo. Ho letto a lui e alla sua moglie le tue lettere, che loro fecero grande
bero

essere

in quel

fatti

intelligenza! Ieri

fui

piacere, e dissero di

pranzo da

te tante

Non

belle cose.

voglio ripeterle, ne andresti troppo

superbo.

Addio caro Morelli ed abbimi

Alma Tadema era stato a


Roma, e da Milano scriveva

Me

Mio carissimo

amico: Pagliano Eleuterio

pel tuo

Napoli,

di

l si

sua volta

era fermato

Morelli,

voici Milan et encore

dans

l'atelier

de ce bon Pagliano, qu'avec Bertini

se mit

en quatte pour m'tre agrable. Je vois tout ce qu'on peut voir d'intressant
Milan, mais pourtant je regrette Naples et les amis, Morelli et les siens. Dci-

dement

j'aime cette atmosphre

si

large et

si

fine

en

mme

n'en faire

Rome, come

Et vous,

mon

ici,

Le mele che

riponilo tra

Grecia, Napoli e
ti

minemment

monde me demande de vos nouvelles, est c'tonnant?


comment allez vous? remis, j'spre? Nous avons tant

Questo paniere ha attraversato

Magna

si

tout--fait et j'y dois

tout le

cher ami,

regrett de devoir vous laisser derrire nous

Grecia, la

temps,

Malheureusement je ne puis m'y rendre


qu'une escapade, de temps en temps.

artistique de Naples.

tutta l'Asia Minore, e per Brussa, Scutari, Costantinopoli, la


il

Vico Cupa,

ho serbate mangiale insieme

ai

giunto sino

tuoi,

a te.

pensando

al

Paradiso terrestre,

il

tuoi oggetti d'Oriente.

Ti saluto,

Tuo

alf.:

Filippo Pali/./i

paniere

roma

l'esposizione nazionale a

aurait

Il

pouvoir vous dire que

bon de

si

265
bonnes

seules choses

les

regarder, Volpe, Miola, et surtout Michetti et Amendola, derivent de vous directe-

ment. Michetti est tout bonnement admirable. J'en suis fou: une page magistrale
qui fera honneur l' Italie. Ce que le gouvernement a achet pour le Muse
National ne vaut pas grande chose.

L'un

femme

une

est

deux

un wagon

dans

tetes

un

aprs

accident du

forme du wagon qui l'air d'tre applati;


quel ni la chair, ni le
le second est un portrait peint grandeur nature, dans le
paletot, ni le fond reprsente la nature et dont l'aspect general est d'une impuissance

chemin de

du moins

fer,

surprenante... et

Aussi, quand

de

Gouvernement montrera

moderne

l'art

Avec

que ce n'est pas

est

l'art

la

part des

me

sauve, Pagliano m'attend.

miens

vous

bien vous: L.

Londres dans

arriver

pour donner une ide

dscendu dans ce grand pays!

vrai. Enfin, je

mille bonnes choses aussi de

Nous partons demain, pour

machines

ces

comment

Italien, 011 dira:

et pourtant j'ose dire

la

troisieme est un tableau pas mal, mais qui pourrait tre mieux.

le

le

juger par

Questi troppo severi giudizi dell'insigne

aux votres

et

Alma Tadema

huitime

la

artista

riferivano

si

Roma

all'Esposizione Nazionale che lilialmente s'era aperta in

ancora incompiuto,

nell'edificio,

Pio Piacentini, ed

minore

fama

della sua

L'Esposizione, a cui
dubbi,

di

contraddizioni,

di

Mentre duravano ancora

(1)

cato

era giunti

si

le

dopo anni

lede con

d'inerzia

Ho
si

namente

letto nel

Al

degli

n.

articolo publiartisti

la

approvo pie-

prima volta

fecero in

si

Napoli

in

ma anche

contrarie opinioni degli artisti italiani su questo argomento.

In effetto,

aiti

si

le

proposte del

medesimo

articolo

hanno

il

lodevole

sede dell'Esposizione Nazionale, furono

avesse della cultura artistica, particolarmente

il

in quelle

vedere quanto poco giusto consfere governative, dalle quali

le

dovrebbero aspettarsi grandissimo bene.

Pensammo

queste

arti,

si

che quando

Esposizioni
a

meglio che non faccian

al

purtroppo debole in
si

le

troverebbero obbligati

necessit delle arti nei

che

le

non

principali motivi che indussero in quella assemblea noi artisti di Napoli a pro-

Roma come

e ministri

perch

un'assemblea avanti

l'Esposizione del 1877,

cetto

buona

di Belle Arti,

io

non solo perch mi paiono molto ragionevoli,

idee contenute in quell'articolo,

che

Roma. Ora

intento di conciliare

in

Napoli, 25 ottobre 1881.

194 del giornale da Lei direno un articolo sulle Esposizioni

discordi da quelle considerazioni

pugnare

final-

Dilettole.

parla specialmente della Esposizione Nazionale da tenersi in


le

incertezze,

di

realizzava

chiarire le idee

parve

seguente lettera:

la

in cui

partecigli

polemiche. Morelli aveva colto l'occasione di un

proposito dalla Rassegna Settimanale, per meglio

in

da

Arti

suo merito.

del

Belle

con un successo che

sezione straniera,

pato nella

alle

Alma Tadema aveva

quale

alla

eretto

si

Nessuno

dovesse accentrare in una sola

si

sacrifica

per

presente; e potrebbero acquistare quell'alto concetto della

progressi della civilt,


Italia.

tacessero nella sede principale del governo, deputati

studiare quanto lavoro e quanto ingegno

di

citt

il

quale concetto vivissimo presso altre nazioni,

noi, che

prendemmo

ogni mostra

artistica

parte

a quell'assemblea, pensava

per bisogno

di

accentramento,

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

26

sembrava

mente, o

realizzare,

voto

il

necessit di

una Capitale

Capitale politica, pure

permanendo

sentito

la

rispondevano

che

gionali,
caratteri

tre sezioni

per

univa,

Ma,

locali.

retrospettiva,

prima volta,

la

decorativa

sempre

solito,

al

artistiche

capitali

tradizioni,

nella

moderna,

straniera,

un tentativo

si

d'arte

avrebbero dovuto

quanto

di

quali

alle

sue

le

sezione

di

re-

climi,

non bene organizzata,

meno

dicevano

nazionale

artistica
le

avevano

quanti

di

potuto.

La

straniera

la

meno importante

caso, che la

non

quale per

non

tutto, in quel
di

nomi

altri di

Rosa

comprendeva

d'Alma Tadema, che

celebri, oltre

quello

la

quale lasciava freddissimi

Bonheur

dopo

era,

- -

gli

del Martens, del

Leighton, dello Schneider, del Kotarbinski, del Mateiko, che

sembravano pure minori

tutti

mann, che

affermava

vi

Egmont, dopo

la

della

sua,

propria

fama, del NorGallait,

infine del

cui

il

gran bene che se n'era detto dai nostri,

il

incominciar da Morelli, riusciva una delusione.

La sezione

retrospettiva,

da Hayez, da Podesti a Celentano,

Sabatelli,

Cremona, molti

dei pi significanti

disposta:

stata

dimostrava,

essa

cammino percorso

in

non essendo questo consentaneo


a

le

mi pare che vengano contradette


fissa

fa

ogni tanti anni una grande Esposizione in

aspettano dalla citt capitale, l'Esposizione a

(come

naturale

che

sia

i,

da loro, avrebbero agio di

che

si

discuta

insieme

le

il

Roma

la

Rassegna

Roma

e fra

La

Set li manali-

periodo

modo, senza perdere

pene

ragioni

cio che

che-

non

debba

si

periodo debba essere


tutti

vantaggi che

solenne

potrebbe acquistare carattere pi

nobile gara.

periodo dei ritorni

Ma

Francia.

in

quale

la

Roma. Per queste

hanno dimostrato di saper


Rimane per, a mio modo

tare
di

bene

vedere,

Roma.

(i)

grande

il

sono tante volte ripetute,

altre citt, le quali

continuare nella

ponderi bene

si

quali tutte militano a favore di


dalla proposta che

come

nostro paese,

del

circolante per le diverse citt d'Italia, perch a questo


si

meglio fosse

quel periodo dall'arte nostra W;

alle condizioni

ita-

artisti

ogni modo,

queste ragioni che ho deite, e alle altre molte, che

ora leggo nel vostro giornale;

tenere

ed espressivi

in

da

Faruffini,

del secolo xix, avrebbe detto assai pi, se

liani

sammo

compresi

eran

quale

nella

scelta delle opere d'arte napoletana era stata fatta da

Dev.mo: D. Morelli

un Sotto-comitato presieduto da

LA SCUOLA NAPOLETANA

non

se

moderna, confermava

sezione

nella

propria

la

Domenico
forma

Morelli,

quale, a spiegare

il

lettera questa

di

Al "Presidente

ragione per cui

la

di storia

Comitato Esecutivo per V Esposizione d Belle Arti

del

Mi

pregio

conoscere alla S. V., che questo Sotto-Comitato, nella sua ultima riunione per

far

l'Esposizione d'Arte

dirigermi

lungamente

ha

retrospettiva,

discussa la lettera che Ella

compiaciuta

si

Roma

del volgente, sulle scelte fatte dalla Sotto-commissione di

il

Roma.

in

Napoli, 50 ottobre 1882.

la

che avevano guidato quella scelta, aveva diretto

criterii

pagina

perspicua

mancava

Palizzi, vi

Morelli; ed era questa essenzialmente

in

movimento,

proprio

il

Come

ascensione.

267

opere indi-

fra le

catele da Napoli.

E poich

nella lista trasmessami da Lei

trovano esclusi alcuni nomi proposti da questo Sotto-

si

comitato, non sar inutile, credo, ripetere

siamo

quali

dai

criterii,

un tempo come cenno storico

ricerche. Essi potranno servire ad

nelle

guidati

stati

nostre

periodo compreso nell'Espo-

del

sizione retrospettiva per quel che riguarda Napoli.

Principalmente,

prima

ma sempre dopo

Poi,

and allargando

una

di

tori

furono

nuovi

la

nostra

lista

che

lascialo dei

compone

si

artisti,

due

la

direzione del

pu essere o meno largamente

rappreseli

Ora, per venire all'applicazione,

la

lasciata

la lista si

stati inizia-

prima, se

la

vuol pre-

si

mentre

intatta,

la

ingegno nei principii

loro

quei

tempo.

molto interesse quando

desiarono

parti, delle quali

movimento artistico dell'epoca, va


riguardando coloro che hanno semplicemente sviluppato il
sentare

di

del loro

che quantunque non siano

che

dipinti,
di

opere

le

artisti

passavano in rassegna altre opere,

si

lavori di

ricercare

di

influenza sui giovani

efficace

man mano

hanno

principii, pure

Sicch

fatti.

questi, e

di

furono aggiunti nomi

avuto premura

abbiamo

tutto, noi

di

maestri, che fecero scuola, esercitando

seconda,
ricevuti,

.ita.

Stto-commissione

renza di Costanzo Angelini, ch' escluso, mentre

Roma

di

presa

parte

la

accetta

due

dai

De Vivo

il

artisti

prefe-

movimento

al

dell'Arte napoletana molto ineguale.

De Vivo

Il

avea sviluppato

meglio del suo ingegno

il

saggi di pensionato o lavori commessigli,

non

del quale

si

non poteva avere alcuna

potuto avere

influenza sugli studi che vi

Costanzo Angelini invece

eretto

dell'arte,

che guid

la

da

caratteristico

De Vivo

il

giovent, presenta

estinte in seguito,

dipingere

che

vi
il

ha

il

Accanto

lui

di

anzi ripudiate, per

un

di

una

suo contemporaneo esercitava

tempo una

non mostrarlo

notizia

l'arte

storica

in questa

abbiamo proposto anche

di

non

gli

arlisti,

fatto

permisero pi

Giuseppe Cammarano, fedele

della
il

scelto,

di

pi generazioni di artisti.
a tradizioni

Egli pure teneva scuola fuori del-

sua

per

famiglia

la

mostra,

artistica.

Ma

tranne un
sua in-

la

quale ha regnato, per cosi dire, sino agli

Esposizione sarebbe uno sconoscere

tener conto della radice dalla quale gli altri

succhiato

ritorn in Napoli, egli

quadro da noi

principii, che, se

maestro temuto

il

fluenza fu lungi dall'eguagliare quella dell'Angelini,


il

M.11-

dotato delle pi belle qualit di pittore,

artista

rigidit di

fecero di lui

il

l'Accademia. Di questo artista non abbiamo potuto procurarci quadri

ultimi tempi, e

il

ancora,

altri

1848.

pi napoletane, e con pratiche pi vicine all'arte decorativa.

ritratto ch' nello stesso

ed

intelligenza di artisti bravi e mediocri fino alla tra-

la

strano in questo artista che

fenomeno

come aveva cominciato,

facevano.

si

noi abbiamo proposto questo artista solo perch era maestro, lo

pittore, poich ci

lui in

dipingeva un altro napoletano,

figura pi spiccata della sua epoca; colui che impose a Napoli

disciplin

sformazione radicale avvenuta intorno

come

quadro

suo

l'Omero,

Roma, di dine egli spediva a Napoli


non erano lontani dalle tradizioni

ambiente nel quale vivevano. Quando poi

tutti assorbiti dallo

il

in

resto

del

Roma, ove contemporaneamente viveva

allora accolte a
sigli

quali

diramandosi

col

la storia

loro ingegno speciale,

il non
hanno

primi umori.

Moltissimi infatti furono

suoi discepoli,

va

quali

nomineremo Francesco

S.

Citarelli, pit-

DOMENICO MORELLI NELLA VITA

268

pittura religiosa, rappresentata

G. Ferrari, Tallone,

di

demia, Mancinelli, che

sembrava non dar

pi in-

gli

d'essere

successe nell'Accademia e tenne scuola, produsse allievi,

minci

fra

Angelini fu

di

De

il

Guerra,

di

gli

Celentano, che con lui co-

quali

Acca-

fuori

suo discepolo, che poi

stato

Napoli.

Sicch, a rappresentare ques o periodo sar necessario prima di tutto

lini,

sua carriera. Infine altro discepolo

la

all'Accademia

pittura

di

l'Oliva, che tenne scuola

artisti,

un merito

faceva egli stesso

si

quadri

Guerra, che fu poi professore

il

che in quell'epoca formava sola

di Belle Arti,

principalmente da tre

Laccetti,

Gennaro Maldarelli ed

tore e scultore,

NELL'ARTE

uno o pi

Ange-

lavori di

Oliva, di Mancinelli.

di

Oltre a questi lavoravano in Napoli con successo

De

e Gaetano Forte; poi Raffaele d'Auria,

altri

merito. Primi, Paolo Falciano

artisti di

Falco, Luigi Rocco, col quale fece

primi esercizi di

disegno Morelli.

facevano vita a parte, e per necessit

paesisti

pagna, poich allora

ricercati dai forestieri.

insegnato con

altri

Smargiassi, che

e in ricordi di

criteri.

Ne

un olandese,

era professore

anche

paesaggio

il

allora questi paesisti

Oltre a questi bisogna

fra

ciale di pittura, e forse pi

che ha continuato

la

luoghi pittoreschi

paesaggio che s'insegnava nell'Accademia Reale di Belle Arti non era

storico.

rinomati

erano

Pitloo,

il

il

Smargiassi era Fergola,

di

primo per

cieli, le

Gigante,

Poi,

dell'altro.

arie, e l'altro per


i

pittori

ufficiali.

conto di Felice Cottrau, che ebbe un carattere spe-

paesisti tener

genio dell'uno

Gabriele

quale successe

al

Contemporaneo

Tutti e due ebbero allievi che furono trasformali dalla riforma. Onesti

gli alberi.

Il

coltiv

Accademia,

fuori

mestiere dipingevano quasi sempre in cam-

di

paesaggio consisteva per lo pi in vedute

il

Vianelli,

De

Francesco,

sua carriera artistica a Parigi, Franceschini, Consalvo Carelli. Oresti esordi

si ammira nella Pinacoteca di Capodimonte. Il Gigante procamminando a pari colla riforma, anzi egli mantiene anche oggi il suo posto fra
la pittura pi moderna con opere che possono sempre essere osservate con profitto. Di lui abbiamo scelto uno dei suoi ultimi lavori all'acquerello, pittura ch'egli praticava a preferenza di

splendidamente con un quadro che


gred

sempre,

quella ad olio.

di Smargiassi ed

Fin qui

Come

questo acquerello di Gigante bisognerebbe aggiungere per

uno

di

gli aitisti

il

Mostra un paese

la

Fergola.

del periodo retrospettivo.

1848

risveglio nazionale del

risentito

fu

anche

nell'arte, cosi

pi giovani artisti

napoletani, avendo nuove tendenze e nuove aspirazioni, non potevano muoversi pi nell'ambiente

Accademia.

dell'antica

separarono da questa

Si

divennero pi personali. Alcuni,

leggende, dai poeti che prepararono

la

e lo stile dell'Accademia confinati al

Greco ed

pi contacente alle nuove idee, mentre


si

rivoluzione, e dai

altri,

attirati

concentrarono nello studio plastico del pe^o

esercitare l'arte

molto

ai

proposto

il

vecchio Bonolis,

che

giovani e che a questo titolo


il

Romano,

al

tenne
merita

fantasia era eccitata dalle

cui

misero da banda

scuola

rapporti dei Ioni.


fuori

figurare

Bncco della Pinacoteca di Capodimonte; bench

contro

trovava ad

si

non abbiamo ottenuto

Roma. Della famiglia


maggior

Noi

permesso

di

mandare all'Esposizione

dei Palizzi, famiglia artistica che ha contato

fratello, pittore di

non

il

abbiamo

paese e di animali che vive e Parigi e

notato nella

riforma e pi immediatamente

la

lista

che quegli

artisti

non

principii da lui insegnati

del suo collega anziano ed amico, ebbe poi sull'arte napoletana quella influenza
Palizzi

che

si

che

fos-

principii

tutti

sanno.

quadro richiesto da

il

quattro
fa

giov

che

per la quale abbiamo

mostra,

nella
i

Fra questi

l'Accademia,

sero con eguale felicit applicati alla sua pittura. Pi felice Filippo Palizzi, dividendo

Dal

la forinola

cercarono altrove una forma ideale

pi specialmente dalla imitazione della realt,

e nei

di

la

patrii,

fatti

pittori,

onore

vi

pure

il

all'Italia.

trovarono

seguirono. Fra questi Celentano, del quale

lavorare dopo

mandiamo

tre

la

opere

importanti.

Gli

altri

due, Abate e

De

Gregorio, posteriori

di

molto,

li

abbiamo

notati

perch non pi

esistenti.

Ci resta a dire qualche cosa della scultura, e saremo brevissimi.

La scultura non

ebbe una scuola napoletana tradizionale,

e dal

tempo

di

Canova, sulle cui

LA FIORITURA DEL PAESAGGIO

ma

spirazione che ad opere mediocri;

269

solo in quei cinque suoi poemi pittorici che erano

camminava,

tracce essa

1848

fino al

mantenne

si

uno

in

non

trionfava Vertunni,

bosco,

//

La scuola gover-

stato quasi stazionario.

nata dai suoi principii era allora tenuta da Angelo Solari, professore nell'Accademia di Belle Arti.

Essa consisteva nel modellare prima copiando dagli originali antichi, poi dal nudo. Ogni cinque
anni v'erano dei concorsi speciali, e quelli che in questi concorsi mostravano maggiore attitudine

erano

scultura,

alla

Roma mandavano

pensionati

Governo

dal

dei saggi di studio, cio

gruppo. L'Accademia

tempo

il

maggior parte

di

la

continuavano ad esercitare

patria,

in

Roma

al

Belle arti conserva ancora

di

pensionati, ritornati

passavano

prima una figura grande

questi saggi

eseguendo per

l'arte

Da

della pensione.

vero e anche pi, poi un


gesso.

in

lo pi

lavori di

commissione governativa.

Roma

migliori saggi mandati da

Angelini.

primo pare modellato

Il

la

una piccola parte

figura, e

esistono oggi innanzi

questo artista non

il

Canova

stesso, e tanto

del cavallo di un'altra,

San Francesco

di

sono

mostra

la

Palazzo

del

che

ben

spiccato, sicch crediamo che

Cali

il

ad

basti

che

Di

reale.

Pugilatore,

il

di

terminan-

due statue equestri

le

piazza

nella

Canova,

del

quale abbiamo parlato. Dell'Angelo Solari poi non abbiamo trovato alcun lavoro
individuale

modo

Cali somiglia pel suo

il

Paola

di

rinvenuto altro di meglio adatto per

si

Chiesa

la

Pugilafore di Antonio Cali, e un gruppo di Tito

furono:

dato a completare una statua equestre

fare all'insigne ar ista, che gli fu

done

dal

del

un carattere

di

nell'Esposizione quel

illustrare

primo periodo.

Al Solari successe, qual professore nell'Accademia, Tito Angelini, che cominci ad insegnare

nella stessa guisa del suo precedessore.

Moltissime opere

Una

quel tempo.

di

vedono dappertutto

si

delle sue migliori

Paola.

Ve ne

artista

che ha tanto opera

dei suoi

tutti

Fra

col

il

nome

Camposanto, nelle piazze

poi al

o,

mandati dagli antichi pensionati

lavori

ammirata come cosa

di

stile

corretto e

un fauno

statua di

come appartenenti

San Francesco

di

notare

Antonio,

si

pervenne

ed

private;

case

le

ricordato

essere

di

fra le migliori

San Francesco da

di

1848.

un

uno

con

occup quasi tutto

il

Il

nella scultura

il

testa

suo

tempo

di

F. S.

una statua

tempo

staccava

si

dirigere

Gen-

Citarelli,

Sant'Agostino) in

(il

Ed

tardi.

Zecca. Infine

la

doveva per necessit avere

il

in

della trasformazione fu

il

suo con-

notare che quello che dette una prima

marmo

un

da

fatta

sarebbe interessante farla figurare nella mostra, poich

movente

che

della sua carriera scultoria.

risveglio della pittura


pi

esecuzione

di

da

fu

Ricca,

giovani.

ai

questo periodo

Omero, che

di

Pasquale

del

verit

d'esempio

fu

spnta alla trasformazione della scultura fu una lesta

Questa

opera

del quale

come avvenne

una statua

vi

manierata,

Tommaso Arnaud,

America buona parte

al

traccolpo nella scultura,

Questi

di Paola.

Persico, che percorse in

scultore.

per

fanciullo, che per la sua

Dobbiamo anche

naro Cali fratello

Roma

di

meno

molto guardata, ma non

Cosi

Napoli,

di

che a questo solo titolo meriterebbe

dagli altri lavori; essa fu

questo artista, opere che sono

primi lavori nell'Esposizione.


i

mand pure una

di

Sant'Ambrogio ch' nella chiesa

un sentimento.

pittore

prova

Si trattava

di

far

divenuto

come anche
la

testa del

proprio ed amato padre defunto.

L'autore, Stanislao Lista, cominci dal fare dimenticando precetti e regole,

dal desiderio di ricordarne le sembianze, e

un progresso

plastico

sulla

scultura

guita poi e sviluppata dagli scultori

modell una

esistente.

presenti,

Fu

tempo quasi una

nello stesso

che han

mosso unicamente

testa piena di carattere e di vita,

fatto

un gran

fare

passo

che

iniziativa,
alla

fu

se-

scultura

napoletana.

In conseguenza di che, questo Sotto-comitato

cutiva l'elenco definitivo degli artisti

si

pregia presentare

delle opere che

dovrebbero

rare nella Mostra, declinando ogni responsabilit in caso di altri

cotesta

per

la

Il

dell'arte

ese-

figu-

mutamenti.
<

Commissione

storia

Pel Comitato

Presidente: D. Morilli

DOMENICO MORELLI XELLA VITA E NELL ARTE

270
//

La marina, La

lago,

solenni
nella

con

Sicilia

Lojacono,

con Cortese

Toscana
qual

Tommasi

per

dove

Delleani, risententi

l'Orto
e

si

preannunciante

morto poi

tempo

anzi

e quel

di

pi

pittorica

il

Cremona,

Gignoux,

il

passione

la

qual

Lombardia, dove

andavano accompagnando

gli

alla

Piemonte con De

dal

l'influenza di Fontanesi, alla

Napoli

Coleman,

con

sorgere di Carcano aveva corrisposto a quello


e

dalla

Italia,

Bergler,

Roma

da

coi Gioii;

tutta

De Maria

Calderini,

Pittara,

meno

aulente

Leto,

con Rossano

coi

Avendano,

paesaggio

del

fioritura

La campagna romana, pagine

magniloquente storia naturale: trionfava

pi

della

paudc,

Dal-

il

delle Alpi,

giovinetto Boggiani,

Rac-

il

quale parve allora una rivelazione, e che,

colto delle castagne del

tormentato dal demone dell'irrequietudine, doveva poi

farsi

esploratore ed etnologo, per aver fine miseranda nelle foreste


del Paraguai.

Venezia

con Ciardi

con

Nono

doveva rimanere

como un

Refugium peccatorum del quale

il

insuperato

prima linea con Favretto,

in

preannunciava

ma

nella pittura storica Maccari;

Jacovacci, Joris,

Aldi, Vanni, Miola, cercavano di sostituirlo


litare
di

De

contava Cammarano, Fattori,

genere

vi

vedova

era

pi varie espressioni

Mos

di

Albertis;

Bianchi,

ma

da Faustini

a Vannutelli,

Mancavano

due

presenza Vincenzo
Ferrari,

Cencetti,

mavano

la

lone.

vitalit

Infine,

si

Vela,

ma

da Milano

in

le

Previ ati,

Maria, da

all' allora

giovinetto

Nel

della

scultura

aveva fatto atto

Jerace,

Amendola,

della plastica.

annunciava

Belliazzi,

Chiaradia,

pittura

De

rinnovatori

Giuseppe Grandi ed Ercole Rosa

la

varie erano e diverse le

figure solitarie, isolate, da Cabianca a Marius

Dall'Oca Bianca

pittura mi-

la

affermavano con genialit

si

Mentessi, Gola, Bazzaro, Bezzi;

Sartorio.

Fragia-

in

paesista di sentimento squisito.

altro

Mancava

poneva

si

di

Maccagnani,

Franceschi,

affer-

ritratto, trionfava

Tal-

da nessuno avvertito fuor che

UN RIMEDIO SINGOLARISSIMO

me

da

27

Segantini, e Michetti toccava col

Voto l'apice

della sua virt creatrice.

non occorresse per

V'era, dunque, pi assai che

Roma un
trovato
modo

prima Esposizione Nazionale


internazionale. Pure, s'era

Belle Arti, chiamata

inaugurare

punto

la

nuova

arte italiana,

scultura:
del

che otto

^;

il

Raccolto

opere,

Molino sull'Adige, del Bezzi; un


tanto sent e

si

vita animale nella

dell'Allegretti;

il

stamina,

altra

della

Publica

due

Viaggio

di

triste

Boggiani;

del

Raggio

il

che

selvaggia poesia della

la

campagna romana;

il

del

Idillio,

poco seppe esprimere

che ap-

pittura,

di

sei

castagne,

delle

ad

- -

questa, ad attestare la

di

Refugium peccatorum, del Nono;

il

Faccioli

l'Eva,

Moderna

Ministro

Baccelli,

non trovava degne

prova

della

l'esito

Galleria Nazionale d'Arte

allora s'istituiva dal

Istruzione

Giunta Superiore delle

la

trasformarla

di

il

consacrare

grande successo

in

un grande insuccesso paesano

in

fare della

Ritratto, del

Tallone;

Com' fredda!,

del

Maccagnani.
Il

grido di protesta fu cosi alto e generale, che

singolarissimo e significante

rimedio

- -

dovuta nominare dal Go-

fu

verno una Giunta Parlamentare, perch correggesse


pletasse

verdetto della Giuria Artistica;

il

Francesco Crispi

presieduta da

quale

il

d'arte affatto,

ma

aggiunse

otto altre ventidue opere, a

alle

Voto, e fra cui

possedeva

La pitica

dei suoi quadri migliori


Petiti,

Lojacono;

di

il

senso

non s'intendeva

di tutte le

paesaggi

di

Roma, che

Calderini,

Cammarano;

1)

Primo:

//

qui trionfa nell'abside

Secondo Rinascimento,

fonila

colori-.

incominciare dal

Serra, lo squisitissimo erudito disegnatore, che

ceduto a

grandi cose

San Marco, del Carcano

la Battaglia, del

com-

Giunta,

quella

uno

Delleani,

cartoni, del

Bologna aveva

di

Santa Maria

Roma, Stabilimento Tipografico

Italiano,

diretto da L. Perelli.

(2)

duello

cosi

severamente descritto

davvero invece quadro molto espressivo.

nella

sua

lettera

Morelli da

Alma Tadema,

che

DOMENICO MORELLI NELLA VITA

272

turamente mor;

bronzo
che

come

Vittoria, e che,

della

da artiere

non

riparato

via

che

ad

cosi;

alcuni

come

che

anche sotto all'aspetto

soddisfacenti

fortuna,

alla

prima

all'indigenza, quella

sterilit

( 2)

che

piuttosto

infatti

Esposizione

altri

Venezia; cinque

di

risultati

pi

al

al

disorganizzazione.

alla

da

a quella

prova

grande

incoraggiare

anni

quattro

di

non conduce che

aveva dato

finanziario

meglio, non port che all'inerzia ed

Corsero

l'arte italiana era

grande successo giovanile, invece

un

alla

avreb-

altri

avviene spesso tra noi nella esistenza

fecondit ed

alla

nuovi

dei

non furono compresi;

invece

ad attestare che

riusci

si

che

artisti,

la

quel Franceschi

di

proporsi,

viva e vitale. Ma,

aprir

Fossor

il

in

grande amore avevano trasformato

il

era

si

pure, nell'insieme,

degli

{l

brano

sculture, la Saffo, bel

le

prema-

nostri buoni,

altri

sarebbe potuto e dovuto rinunciare;

si

dovuto

bero

artista

in

tutto

acquisti

fra

Adelaide Maraini, ed

di

lungo studio

il

pi,

troppi

NELL ARTE

quella
di

prima

alla

Bologna; ma, n

Bologna, n Venezia rispondevano ad un concetto organico;

(r)

Proponendosi poi

l.i

nomina

di

tere e Belle Arti di Napoli, Morelli

Emilio Franceschi a socio dell'Accademia

di

zione, ricordando come, nato a Firenze, e allievo del Benelli e del Cheloni,
a

dirigere in Napoli

cammino

sul

neslrello,

officina d'intaglio,

il

nel

1867

man mano

Franceschi cercasse

di

chiamato
procedere

della grand'arte; e citava la serie delle di lui opere, dalla Fanciulla dei campi al

Parin

dal

una grande

Archeologia, Let-

leggeva nella tornata dell'8 maggio 1888 una caldissima rela-

al

Me-

Giovinetto arabo, datt'Opimia, premiata a Napoli nel 1877, alla Eulalia, pre-

miata nel 1880 a Torino ed acquistata da quel Municipio pel Museo Civico, dalla Mater Dolorosa
al

appunto

Fossor

e al

Damnatus ad

Emanuele, che

morte

la

tolse al Franceschi di

(2) L'elenco delle opere esposte

Quadri ad

olio,

Re Ruggiero
monumento a Vittorio

finendo con un accenno alla statua di

bestiai,

sulla facciata del Palazzo Reale, che delle meglio fra le otio, e a quel
finire.

Napoli, tipografa della R.

Umici

ala.

dava:

1463; acquerelli, 262; scultura, 560; architettura, 41: totale 2326.

Visitatori: 176,857; a pagamento, 128,483; gratuiti: 48,374.

Acquisti

L.

344,650,

fra

cui L.

182,500

di

Scultura.

L.

148,475,

fra

cui L.

48,000

di

Pittura

Arte industriale, L.

Potale

L.

privati,

(opere 127);

privati, (opere

51).

375,638, tutte di acquisti privati, (lo Staio non mostrava ancora di comprendere l'importanza di questo ramo del belloj.
1,068.763.

Torino, non s'era venduto che

Esposizione era allora in pieno

fiore

per

L.

511,045;

che per L.

e quello

830,000,

di

cui

stesso
L.

anno

94,000

a
di

Monaco

la

opere italiane.

cui

DA LUNA A MEISSONIER

qua

ripetevano

si

senza nessun bene per

errori,

stessi

gli

stesse

le

ingiustizie,

con scarso beneficio per

l'arte

IO

gli

artisti (0.

Intanto

esposizioni locali perdevano vieppi di impor-

le

tanza: nulla

Promotrice

ma

di vita,

specialmente

l,

rimbambolito;

aveva

qualche segno

con

(i)

cercava contorto

quale

aveva, tra

vi

conda maniera; quadro che

l'altro,

un giorno

il

inavvertiti

lettere d'allora, scelgo questa del

Roma

la

suo primo

col

cosi chiuso

il

Bologna

capolavoro della sua

per

la

se-

Galleria Nazionale

I.

molte

fama

dopo

pei

metri di cimasa della mostra di

trenta

solo

e solo

Luna,

giovane filippino, che

il

gran quadro,

che finiva

di

cre

si

in

breve a Parigi

una tragedia d'amore:

in

Roma,

pri-

studio,

Ma non

(2 ).

quadro Alla Slauga, cio

poi acquistato l'anno

fu

dall'on. Boselli, allora Ministro della P.


(2) Fra le

fondazioni

lavoro, nell'affetto

nel

giovani

dei

Venezia erano passati ufficialmente


il

Torino

Morelli, chiuso entro lo

grandi e nella protezione

Segantini,

Milano

disciplina degli spiriti, che caratteri-

tristezze,

s stesso,

Firenze, e solo

delle

la

piemontese.

stica dell'indole

quelle

premi

Roma, dove

nulla

insufficiente, a

dei

virt

in

vate; qua, per quella

peggio che nulla

Napoli;

altro valore che quello della

Spero di salutare

il

mio lavoro Spoliarium,

desiderio di possedere un piccolo schizzo del


desidererei,

io

pregodi accettare

la

questi,

frammenti, che non han

mia buona volont.

gran artista quando egli verr

.1

Roma,

e la

prego

nuovo

di

studio del suo devotissimo ammiratore

3 ;.

Pregiatissimo Signore,

Volendo soddisfare il suo


non potendo eseguirlo quale

febbraio 1884

2.S

Via Margutta,

a passar nello

Juan Luna

quest'altra di Meissonnier, provato anch'egli da quelle noie che sono inseparabili dall'esercizio

dell'arte, in risposta

ad una dimostrazione

affettuosa reverenza degli arti-ti napoletani, provo-

di

cata da Morelli:

15

Chei

ils

est bon,

m'ameuent

vous tous

et

temps

et

comme

tant de

Je vous remercie tous, encore une

tous et dans tous les

131, Boulevard Malesherbes.

me donnez dans

cette

mes ennuis rcents me

l'ont

vos noms.

quelque chose malheur

bien prouv, puisque

am

Je suis profondment touch des marques de sympathie vive que vous

lettre signe de tous

mfi res

Mars 1884

tous

fois,

les

dit

notre proverbe;

temoignages amis.
d'avoir protest au

nom

de l'Art

18

altra

C'est notre

Drapeau

de tout cocur

Nel maggio,

pays.

dimostrazione in onore

di

E.

Meissonier

Pagliano, Morelli organizzava insieme a Palizzi.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NEL L ARTE

274

non

cos solo, da

parlando

l'amava

ben

delle

sventure, dei di

di

come

S' visto

manzo

scrivendo,
lei

egli,

appunto perch

ben

definizioni

sfuggissero

gli

come

spesso

le

pi

labbra e dalla penna,

dalle

specialmente dopo ch'ebbe visto

ro-

il

nozze, l'educazione na-

delle sue

poletana fosse uno dei suoi tormenti, e


fiere

difetti.

lei

da giovinetto, quando s'iniziava

sin

suo amore

del

castigava,

che

della sua citt

interessarsi

altre

ed altre

d'Italia

citt

costumanze, anzitutto fiorentine. Dippoi, sempre con Pasquale


Villari

sempre dolorosamente

meridionale

la

argomento

di

corrispondenza

Troppo
mai

di

cara

sfiduciato

bella

parteciparvi, troppo

dal

sventurata

intellettuale

publica

vita

della

affaticato

era stata

citt

sentimentale.
per

locale

accuorato

problema

accettare

propria impo-

della

tenza a migliorarla per occuparsene apertamente, egli non era

che pi travagliato dallo spettacolo cui non poteva sfuggire


nel suo

neppure nella sua solitudine

colra venne

con

lui
Il

per

gridar

forte,

la

silenzio,

quando

il

sua terribile voce, per

tutti.

colra aveva sorpreso Morelli a Cava, ove ogni

anno

recava a villeggiare, e d'onde portava poi quelle deliziose

si

tavolette di paese che furono, sino all'ultimo, un secreto per


tutti,

che

universale

di

ora

C1

dell'animo

sono anch'esse

all'ammirazione

assicurate

).

si

proponeva

di scrivere

all'amico questo sfogo-

nell'

Cava

Ottobre, 1884.

dei Tirreni.

Carissimo Pasqualino,

Siamo ancora

qui! 'E fino

quando

resteremo non

vi

Napoli, perch lo starne lontano in questi

momenti mi

fa

so. Io sarei

ritornato a

sentirmi umiliato e

demo-

Ringrazieremo

Iddio

ralizzato.

Ma come

prendere una decisione con

rivedendoci, quando che

sia,

(1) Galleria Nazionale d'Arte

tutti

salvi

Moderna.

tutta la
e

basta.

famiglia?

PROBLEMA

IL

Hai fatto bene

battere

bene,

a ricordare

chiodo, perch

il

riesce a generalizzare un

si

macchinismo

sano

criterio

Bisognerebbe

che ha tenuto

biamento

Per

molto male. E

guidata

momento, diffondendo
Chi conosce l'interno

lusinga molto sull'avvenire.

si

buona parte

una

difficile

se,

popolazione, e proprio quella

della

vorrebbe un miracolo, un

in qua. Ci

cam=

natura e di educazione.

di

qualche cosa, prima di tutto

fare

che

fiteor,

cambiare

mestolo da venti anni

il

bisogna continuare ora

questo

in

Ma

questo nostro paese, non

di

molto bene

far

idee pratiche, se ne caver qualche cosa.


del

275

Lettere Meridionali;

le

stampa pu

la

NAPOLI

DI

per

qui

indole

sprechiamo tempo

si

non

curialesca

dovrebbe francamente recitare il Conconosciamo il valore del mea culpa, e

e intelletto a difendere noi e accusare gli altri.

Speriamo che si persuadano lutti, che il nostro un paese eccezionale, e quello


che deve fare il Governo deve essere fatto con temperamenti eccezionali, finch non
si livelli e si metta in armonia con gli altri paesi d'Italia.
Per pulire Napoli non bastano le presenti ordinanze municipali, ci vorranno
degli studi a parte. Le strade di Napoli sono coperte di una superficie di sterco
d'animali, e il vero colore delle pietre delle strade si vede solo per poche ore dopo

grandi alluvioni.

Eppure

il

Municipio spende molto per lo spazzamento,

revole di spazzini
a buon'ora

Verso

Comincia

Gli

si

poco

ritira

otturano.

li

subito

il

svuotare. La roba ammonticchiata

farli"

nuovo per la
lasciano una quantit
lo

passanti, le carrozzelle, ecc.,

con un pezzo

largamente

dopo che

si

il

la

di ferro disadatto, l'altra

pi

pavimento. Bisogna anche sapere che

liquida
le

non

le

seccato dal

vedere! Le vacche girano

di

carrozzelle ed

sole.

nuovo verso

le

se invece

stessa

alla

ora.

Ho

notato

la

Non

di

che

al

Municipio

si

si

tinge

ritirano

dovrebbe proibire che

le

si

dovrebbe

far subito.

medesimo

il

non

le vie, si fa

oltraggio
il

tutte le strade

minuti.

in

presto ad imbrat-

vacche girassero per

La colpa

spandono

spazzini a quell'ora, e

potrebbe essere portato coi carrettini e nelle secchie,

ed altrove. Mi pare che

in parte

pioviccica, allora bisogna

differenza di venti

venti minuti, con tanta quantit di gente che gira per

Il latte

roba, che

spande

passanti distratti

servizio di spandere resta cura dei passanti, all'oscuro, perch qui

tare grandi spazi.

la

vacche spesso

ventitr e fanno

con l'aggravante della mancanza

alla pulizia delle strade,

vengono illuminate

di

fermandosi ogni venti o trenta passi, ed pi brutto ancora

spazzato,

vedere quello che lasciano e che poi


dappertutto, finch

tale

dai

Le vacche,

strada.

come pu;

spazzino fa

dagli

escono

carretto a raccoglierla, le galline, che

che la mattina vanno in giro per la citt,


bisognerebbe toglierla subito con pale, e invece

cosi

lasciando per

ammonticchiano in parte ci che possono raccogliere facilmente


resto lo spandono o lo ficcano nei buchi dei corsi luridi, sotto

non passa

la raccoglie

vicoli,

il

di

poco pei

in quantit straordinaria.

spargono

bassi,

La mattina

venditori ambulanti di girare con asini, carretti, ecc.

Municipio poi deve pagare per

Il

spazzini, se

un numero conside-

vien fatto questo servizio pubblico?

spazzamento.

lo

spazzini

scopa, e

gente

immondizie

margini delle strade,

a tutti

8 o le 9 questa

le

la

ma come

permette

si

tutte le strade

con

vi

come

si

vie?

le

fa a

Firenze

volontaria, di certa

gente

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

276

Questa

scrivendola che
tutto

tema

il

tanto

se

Ma

vennero

trarne

temperamenti

scrivere per lo

era

uomo

Bene

a ragione

dicevo

il

numero

ha cosi giustamente citato

dei

maggiori dolori da

sua

vita, fu

il

anche

disagiata,

cui

quasi

intese

umano;

e risana-

il

sventramento, risanamento,

Villari che

si

la

quale ha visto dimi-

E giacch
uno

delle abitazioni cui poteva aspirare.

nome

Domenico

di

artista

Morelli, ricorder io che


negli

travagliato

fu

costruzione

affatto alla

anni della

ultimi

Napoli brutta insieme

per rendere

facesse di tutto

non pensare

col

che sono una necessit,


polari, dico, e

il

grande

il

vedere come

deplora

detrimento della gente povera,

attuati a tutto

nuire invece che aumentare,

Napoli

di

nobilissimo

pel

artista,

Rela-

la

rettifilo, siansi

egli

Pasquale Villari appunto

grande

pel

riusciti

ad

rimarr chiss sino a quando

potevo ricordare quale delusione sventramento


fossero

egli,

morto,

gi

quale aveva esaminati.) nella Nuo-va Antologa

mento

lui

conforto.

di

zione della Commissione per l'incremento industriale

ed

rettifilo,

il

quando Morelli

dopo,

ed io nel 1904 (^ rispondendo


il

da

eccezionali

maggiore argomento

onta dei nuovi provvedimenti,

doveva

rimaneva insoluto, insoluto era an-

Napoli

cora vent'anni

materiale di Napoli,

sventramento, venne

lo

di

significante!

non doveva

!,

problema

Il

risanamento morale

segno

venne

invocati,

Morelli s'avvide certo

sarebbe occorso un volume per svolgere

gli

del

spazzamento.

ahim

incompiuta:

lettera rimase

quelle

di

popolari

case

che sarebbero riuscite insieme un abbellimento. Case po-

non operaie. Semplicemente odiose sono queste ultime come furono


sempre l ove furono erette con intendimento, sia economico, sia

pi odiosi ancora

immobilit eterna

di

quasi

quartieri operi, consacranti

il

fatalismo

condizioni sociali, e una separazione, quindi una lotta

che noi dobbiamo assolutamente rinnegare,


sorabile linea di demarcazione

gogico o aristocratico, dobbiamo sentirci

che costituisce

immuni da

per cui noi,

divisi, pi

pi

la

di

una

di classe,

profonda, ine-

qualsiasi pregiudizio,

dema-

che dal socialismo, dalla

tattica

socialista.

La casa

legra,

come

insieme
con

la

le

del popolino napoletano avrebbe dovuto essere

era l'indole

oggi

si

mutata

di

esso;

anzitutto una casa al-

secondante

migliorante

sue abitudini tradizionali; casa quindi di carattere campestre, a terrazza,

gran loggia ad arco coronata

l'elemento pittoresco

non fosse

anche

parte

abitare

quella

(1) L'elemento limano nel

geniale

problema

di

di

pampini, ricca

costituito

della

Napoli

dalla

borghesia

Italia

d'acque

sporcizia, ed

che,

correnti,

ove per

ove avrebbe potuto

buona

semplice, non

Moderna, 2" fascicolo di gennaio.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

278

guasta dall'imbroglio, non vellicata dalla vanitosa miseria delle

api, dei mosconi, delle

Napoli pi del colra, pi della fame, avrebbe potuto espriquei miglioramenti del suo carattere che oggi sono immobilizzati,

vespe, riusciti infesti

mere cosi tutti


quando non atrofizzati

Cosicch quella parte

addirittura.

popolo, pi disposta quindi a guadagnarsi umilmente,

borghesia sarebbe ritornata

di

ma

onestamente,

vita; e a

la

dignit di popolo sarebbe a poco a poco assurta quella plebe che oggi, anche moral-

mente, assai pi peggiorata che migliorata

(1).

Tuttoci non sembra avere una relazione

con

indiretta,

idee; pure, da quelle tristezze,

le

che

da quelle brutture

Buona Novella

(2)

quadro

assurgendo

partiva,

egli

Ed

della bellezza e della speranza.


la

Maestro, del quale tuttavia

la pittura religiosa del

queste parole riflettevano

regno

al

quell'epoca appunto

di

cui bellezza e speranza sor-

in

ridono nella figura del Cristo, reso

nel

periodo

dolce

pi

negli affetti pi dolci da lui

della sua vita,

neppure

qualsiasi,

suscitati.

Il v eut alors
quelques mois, une anne, peut-tre,
aveva scritto Renan
ou Dieu habita vraiment sur la terre. La voix du jeune charpentier prit tout-
coup une douceur extra-ordinaire. Un charme infin s' exhalait de sa personne, et
ceux qui l'avaient vu jusque-l ne le reconnaissaient plus. Il n'avait pas encore des

disciples

Ma

tutto

ricchi

affratellarsi.

quell'aura
A

Cosi, spira

proposito del

Le nuove strade

quadro, grazie

nel

modo
si

venivano

in cui

tanno con

intesi

direttore di

al

un

il

fila

il

vento e

si

seccante,

deve percorrerla

muta

risanamento

tutta,

corre

si

perch

di espressione,

monotona perch aveva


Ora si dice ancora

le

artistiche.
titolo:

Genio

civile!

vi bada, e per tagliarlo

si

strade tutte

cosi,

duello

L'amore della riga posata

ma

il

non

si

si

pittore-poeta,

al

il

trovo

rettifilo,

artistico sarebbe

fra le carte

civile

Un tempo

Genio barbaro,

sulla carta, se taglia qualche

farla

diceva

lunghe lunghe

(come

e sta

bene

gli sta

diritta,

e,

messi

s'

visto,

dritte

dritte

punto

bene appropriato questo

in questo caso!)

monumento
il

che Torino era una

storico e artistico,

non

prova subito, colle parole belle e sapienti, che di poca importanza

come

e vi s'in-

un malanno. E bella? No.

che
si

melodi

settentrione a

ha altro scopo

(n novembre

'85),

il

quadro destinato

principe Giovanelli insisteva invano

Morelli una Madonna, gi chiestagli dal marzo, che avrebbe


del suo

lui

Verdi

prima

fermasse per lui su Gli Ossessi, e dopo Gli Ossessi appunto fu ripreso e condotto a

termine. In quel tempo

di

rischio di pigliare

il

uguali

Genio

(2) Propriet Mylius, Milano. Era questo,

che Morelli

per

lui

la riga sulla carta topografica della nostra citt

palazzi in riga, uguaglia tutti gli abitanti; e sta bene.


citt

in

donne,

le

giornale, in cui dice fra l'altro:

sono comode? sono igieniche? ehm!... Quando una strada va da

ai

amore naturale ed umano che Ges voleva

di

Morelli un abbozzo di lettera

di

fanciulli

mezzo

in

l,

sembravano

poveri, buoni e cattivi,

lui,

quasi sorgenti sui suoi passi, tra

fiori

(1)

popolo gi era per

il

nome,

l'8

dicembre.

per avere da

voluto donare alla principessa nel

w
o
z
<
o
w
Q
5
o

o
s

>

L ALA RADIANTE

avere soffiato sopra

luminosa, bench

vibra nell'aria

illusioni

tutta la poesia

terra, e

la

279

nel

delle pi belle

fondo tragico

rimanga ad ammonire quella permanente tragedia


che doveva avere

sempiterna

espressione

nel

della vita

del

sacrificio

Golgota.

Ed
diede

soffusa

tutta

alfine

sua

corpo

al

degli Angeli (0;

momento
cui

il

l'ala

ci

Angeli erano

non
stati

Gli timor

si

di

fu
di

al

e raccoglitore intelligentissimo. Altra,

(2) Galleria Nazionale d'Arte

di

quel

eloquente

alla pi

il

( 2 );

primo acquarello

signor Miceli, ed ora appartiene

questo quadro del

potuta avere nel 1895 dal signor Ruperto Ovalle

di

dare conveniente espres-

ferm forse

venduto

sublime allegoria

prima vagheggiati anch'essi per Verdi

chese Spiriti. Un'altra squisita edizione

amatore

nel (lesalo,

all'artista

eseguito su questo soggetto da Morelli

bilito a Napoli,

radiante del Poeta;

tanto provato Ges

degli

dell'arte

Studio pel Ciisto tentato (G. N. <JA. M.).

coli' ala,

sione, e per la quale


Amori

fecondo

egli

corpo cos etereo, che sembra quest'opera

non pareva mai

(1) Gli

cos

sogno lungamente accarezzato de

ma

dipinta appunto

dolcezza, che

quella

di

momento

quel

in

D. Morelli.

l'anima

al

barone Chiarand, siciliano

dopo lunga promessa,

marsta-

fu finalmente

Santiago del Cile.

Moderna. Tengo dalla

cortesia del signor

Gennaro Fabozzi,

il

quale fu per lunghi anni famigliare del Maestro, una fotografia che, quantunque indistinta, lascia
scorgere una pi efficace versione del quadro, interessante anzitutto per la presenza di belve
mansuefatte.

i.

y/
gh, -*%
-

g:_4

"^

sai^

^
,.v

D. Morklli.

Studio per

gli

Amori

degli Angeli.

o
E04

W
w
Q

w
z
D
co

W
o

io

a
cv
a
a
a
o

TENTATO

IL CRISTO

momento

quel

di

\ nel quale sembra aver

(l

Cristo tentato

il

28l

voluto quasi ritrarre s stesso, mesto e solenne e tetragono

insieme verso quelle seduzioni della

sfuggi.

in

momento

quel

gionantesi fra

che

vita,

la

vigoria di Maometto, trova per

lui

egli

magnetica, spri-

virt

mente

turbe arabe dall'acuta

le

sempre

cui

gran

dalla

espressione pittorica defi-

nitiva 0).

D. Morelli.

mai

di sedere

abbia

(1) Propriet

Studio pel Cristo tentato (G. N. d'A. M.).

l'Accademia

allora che

degno

tra

dipinto

San Luca crede finalmente

di

antiaccademico

suoi l'artista pi

(');

ed

accende

egli

Maglione, Napoli.

(2)

Museo Revoltella

(3)

Comunicazione

di

Trieste (1882); Principe di Trabia, Palermo (1885-86J.

nomina

della

gli

veniva data con questa lettera

III. ino

Ra-

di

estri

gli

che

sic;.

Roma, 26 giugno

1885.

Professore,

L'Accademia riunita

adunanza generale

in

il

giorno

24 corr. aderendo

alla

proposta

fatta

dalla Classe della Pittura, alla quale io ebbi l'onore di presentare la di Lei candidatura, sorretta
altres

dal prof. Mariani,

goria dei

non

tarmi tenere

al

residenti.

1'

ha nominata ad unanimit

Sono

pi presto

le

lieto di

notizie relative

affinch possa io far compilare ed inviarle

di voti

parteciparle questa

il

al

di

Accademico

notizia, e

Lei luogo di nascita,

effettivo

prego

la

ai

suoi

nella

sensi di affettuoso collega.

Dev.mo

di

titoli e qualifiche,

relativo diploma.

Gradisca, illustre sig. professore, le mie congratulazioni, e

cate-

compiacersi

F. Fabi Altini

IN SENATO

Re

283

di

chiama (7 giugno 1886),


quella Camera Vitalizia, che gi s'era onorata

di

ed

pisardiC 1 );

far parte

di

Manzoni

lo

Verdi.

Il

(1)

il

quale

gli scriveva

Albergo

Mio

Quando

Son qui per qualche giorno.


Ges nel deserto ?
(e

Aspetto un vostro rigo.

Abbiatemi per sempre vostro

potr

venire

stringervi

dopo

che accese in

visita,

la

estri

lui

armoniosi

mano

la

vedere

Dev.mo M. Raitsardi

Poi,

del Vesuvio.

illustre amico.

e solenni:

novembre 1885.

Catania, 25

Illustre amico,

<i

Ho

Graditeli, vi prego,

scritto questi versi

pensando

come un

Voi ed

all'arte vostra sovrana.

ricordo

Del vostro aff.mo Mario Rapisardi

MARTIRIO
E

Nell'immensa pianura, incatenato

de

L'

han

avari mercanti

gli

L, sotto

Quell'animo d'asceta

han

1'

fronte scritto

Dammi

Inumidir
al

loro

Amata

deserto, prega

Raggio

a
a

Le

come

mie
le

prego

Me

Per mostruosi pelaghi

Della

io

gi,

Del

che da' funerei


piaccia,

nome

mar, che

nova

s'alza,

balza.
e giganti

grembo
fiammanti

nembo,

cielo, al sole, al

raggio de

la

tua bellezza

Splendesse, ove una forma

notti oscure,

pagode sante

ti

terra, per l'isole

Dove che un

Del tuo pensiero, ove

di tua ricchezza,

Di tua possanza un'orma,


L pellegrino innamorato
L

et sfogliai,

disviar

noia,

tuo santo

al

al

Alpi, nell'igneo

oh, s'io

sotto a le tue piante

fiore,

come

sue spume, in amorosa prova,

notti aspre vegliai,

La bella

Non

di

Dea taciturna, arcana Iside,


Con mite animo e pure

Se volontario

ho

Covre l'opposta

Labbra ho invocato un tuo sorriso, un pio

E,

sensi tutti annega,

il

t'

Luna purpureo

che del sole nel fulgore intenso

Come

io

L'anima mia, simile

Rapito in un pensier lucido, immenso

de' miei

S' sollevata in gioia

Bieco sbirciando chi maggior tesoro

che in quest'ora ultima, in questo

Io, ch'ebbi ogn'altro a


di

La schiena umile doma,

Ei,

d'ideale

la vita.

Gli occhi assetati io bi

pingue ognun

soma

sol,

fiorita.

Nel viso tuo, solo un istante! Oh, come

le occhiaie.

Stipato ha nella

Sensi, nel viso tuo bello e funesto

videro di pianto

fardel

tremanti braccia

Tramonto arduo

barzellette gaie
gli

le

dolce giovent, dall'ale

la

M'illumini

l'odio e l'amore.

ma non

E quando

che

terrore
in

D'oro e d'amor
D'una limpida fiamma

dritto,

tradito. Gli sfilar daccanto

Con
Tutti,

abbandonato

come spada

Mettea lampi

Avea

Fra

Sol feroce

il

D'Africa. Troppo,

ignara madre mia mi guidi

la

Supino ad una croce,

lidi

Grazia

ti

t'adorai
chiesi

Al suol

io

venni.

n alcuna

ebbro, anelante io tenni

la vista

bruna.

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

284

nomina,

Nella festa universale per questa

mestamente sereno, rimase l'animo


trebbe provarlo meglio
nella sua

questa

di

mente sopportati,

di

Oggi

domenica

un saluto a

Roma, 20 giugno

sono

con

stemma

lo

camera appresso non

dalla

sfogliare che fanno

del concorso alla statua equestre per

Ma

con

la

nessuna cosa
speranza

mondo

al

il

sente

venni qui per mandare

italiano.

come me,

son certo che

componenti

banchetto

romani;

una

sar

allude quello

cui

gli

Napoli, notevoli l'uno

consenso

Ma

si

ora ch'apre a

me

le

il

Cos preg

nivee soglie

Mia

mone

la

un

divina,

tu,

Animo

fa

di

te

Tace

vieni, e poi la

il

la sera,

La

audace.

sol istante!

degno

tutti

ma

Santa, degna d'un Dio

dopo,

artisti

27,

il

per l'unanime
d' Italia

dei

cura, o finge.

d'un color

di

terra arida tinge

rame

Forte

Mentre un leon ruggendo, impaziente

oh, morte

Lento s'appressa

al

E accanto

mio

morte

dagli

l'amorose brame

La Dea non

trepido labbro amor discioglie,

Mi

giorni

Morelli

ari.

offertogli

artisti

ma

mano.

non solo

l'altro,

L'adamantina Pace,
Ecco,

giudicatrice

appagata,

curiosit

vostro

Il

offriva

per l'entusiasmo degli

dello

per l'artista pi bella della quiete del suo studio,

banchetto

altro

tranquilli e

quello

(1).

piacer meglio che ritorni e vi stringa la

vi

che

Commissione

la

Campidoglio...

Il

rumore

altro

In questo silenzio mi riposo un poco del

giornali vi diranno forse del banchetto, e

1886.

cose belle sulla tela bianca.

far

di

si

dei giornali

lettori

lavoro burrascoso di questa mattina fra

pomeridiane

sei

le

voi, sulla carta intestata

In questa camera, vi sono alcuni senatori che scrivono

dolori, viril-

anni di lavoro e di lotta:

tanti

silenziosi.

commovente

cosi

lettera,

Caro Faboi^i,

po-

del Maestro, e nulla

sembrano vibrare

semplicit, in cui

sereno,

pi

il

Della luce odiosa,


;

giovane morente,
lui si

posa.

Mario Rapisardi.
Al che Morelli rispondeva

Carissimo Rapisardi,

Mi

Grazie che vi siete ricordato di

avete

mandato

la

vostra tavolozza e con quali stupendi colori

me

mi salutate con

la

voce del poeta, con

la

vostra voce,

che oggi non ha l'uguale nel nostro grande paese, assordato dal rumore della materia che cozza.

Abbiatevi una stretta

di

mano,

felicissimo di sentirmi voluto bene da voi.

D. Morelli
(1)

Monumento

Vittorio

Emanuele

II

in

Roma.

o
E-

W
s
o
<

dei

\*.

MORELLI A PALI ZZI

maggiori
parole che

JR.oma

di

Proprio geniale riusci

Domenico

pittore

partecipanti

avvenimento

ma

vastissimo salone, non ancora artisticamente decorato,

II

ampio quadrato, elegantemente

in

le

banchetto offerto dalla Associazione Artistica Internazionale

il

Morelli, a solennizzazione del suo

tato dalle 'avole disposte

per

un aspetto ridentissimo.
Pochi minuti dopo le nove ben centotrenta

dell'arte e di Filippo

Riforma rendeva conto in questi termini

la

ieri

ma

aderenti,

Morelli vi pronunciava,

il

Del banchetto

(i)

(I J,

dell'estero

28

al

Senato.

al

copiosamente illuminato

imbandite

ed

olezzanti

e allie-

pei

fiori

convitati, tutt'altro che di pietra, sebbene

non

prolusivi, presentava

pochi di

fossero scultori, sedevano

essi

al

loro posto

quando, accompagnato dal presidente del

Circolo, Jacovacci, e dal vice-presidente Villegas, entr Morelli e and ad assidersi

una specie

trono eretto per

di

un

circostanza, scoppi

la

commosse profondamente il grande artista


da Cammarano, da Joris, da Biseo, da E.

questo omaggio fatto

era bello

Ferrari, da

Monteverde, da Valles, dall'intera pleiade, insomma, degli

Roma

nazione che onora

mangi

Si

appetito e

vino, prettamente nazionale,

dente allegria, pronunci

Amici

al

mescere del Marsala, poich

seguenti parole

le

il

banchetto

dominando

presidente del Circolo, Jacovacci,

il

colleghi

e l'arte,

mantenendo

Regno

conferitogli dal

Quesia Associazione ha inteso

Un

suo socio onorario

le

molte

fu

decorato

con cui

fatto

Il

si

cavallo che trascin

combatterono

segno ad una

il

le battaglie

dovere

il

il

diritto di festeggiare questo

pel primo, fra

brindisi dell'egregio Jacovacci, e allora

cannone

ma

con grande elevazione

sulla vetta di

di

medaglia d'argento

la

San Martino

egli tir

si,

Do-

lev

si

concetti, disse fra

il

con

cui

cannone

dell'arte.

quelle ovazioni che

di

non

si

sommo

artista,

quale

il

vide

si

dimenticano.

Morelli riprese a parlare sol per pregare che della festa fattagli fosse per telegrafo edotto

Festeggiatissimo fu pure

il

delicato pensiero fu accolto da

Morelli sia stato

dell'arte,

il

Palizzi.

illustre, gli artisti,

Grande Maestro, nominandovi

pi schietto entusiasmo fu destato da queste parole del

venerando

il

Governo onora l'uomo

che l'onore conferitogli sembravagli

altre squisite cose,


il

il

quale con modesta eloquenza,

il

il

vero uragano di applausi accolse

menico Morelli,

alto

per la quale egli ha palpiti inestinguibili.

Domenico Morelli

pittori, a

di

fausto avvenimento, poich da pi anni vi salutava


i

fatto

moderna.

L'alto titolo di senatore del

nazione

in

fu,

rumori dell'inva-

V'invito a bere in onore dell'illustre maestro che, privilegiato di divina scintilla, ha lottato

vessillo dell'evoluzione

d'ogni

per otto lustri e lotta tuttora da solda'o e da capitano sulla breccia dell'arte,

la

Maccagnani, da

d' Italia

della sua presenza

buon

di

d'ogni citt

artisti

su

essi

Morelli, da Rosa,

Maccari, da

Sacconi, da

con

unanime, lunghissimo, che

applauso

ma

guida sua

la

nuova insistente salva

Cammarano quando,
e di

in

molti e molti

di

applausi.

linguaggio napoletano, sorse


giovani

altri

come

a narrare

non solo

artisti,

travagli

nei

nei cimenti per la riconquista dell'indipendenza patria.

Morelli lasci

il

una affettuosa parola

Circolo a mezzanotte in mezzo a continue acclamazioni

una

stretta di

mano,

il

commiato

fu

ebbe per

egli

tutti

proprio quello di un adorato padre

dai figliuoli affezionati.

Pi tardi pervenne

Direzione

tore del regno, e

al

Circolo

il

seguente telegramma

si

unisce Associazione Artistica Internazionale

Roma

Il

banchetto di Napoli ebbe luogo

la sera

del 27

giugno

Morelli sedeva Filippo Palizzi. Ai brindisi fattigli egli

di

Amici

Domenico

Circolo Artistico Fiorentino, interprete sodalizio, saluta

e colleghi.

Vi ringrazio della vostra

cortesia.

al

per onorare

Morelli sena-

sommo

Firmato: Barabino

Vermouth

riferivano
L'onore che

il

di

Torino,

giornali locali

artista.
.

destra

rispose:

Governo ha voluto

fare

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

286
Palizzi,

quale pi che mai in

al

suo cuore
a

ma

me, non onore personale,

quando all'Esposizione

volta nel'i,

che

Napoli un'arte

introducendo

Re

al

Ma,

La nostra scuola

servava

Cosi

Viva

natura,

interrogava,

viva ed intera dalle sue tempeste...

Quindi

maestro pass

l'illustre

ci

Ma

seconda volta, ora,

la

l'arte

non

Re. Salute

al

ch'

Cesare.

di

mentre l'accademia vigeva, uno studioso

dava

le

norme

dell'arte vera

questo

os-

solitario

solitario

si

chiama

Ora, dopo 25 anni, noi vediamo quest'arte uscir

Palici, ovazione).

Palizzi (applausi entusiastici a

prima

la

Re).

il

era l'accademia.

la

Governo ha voluto mostrare che


vita. Di questo dobbiamo esser grati
il

ora, permettete ch'io dia a Cesare quel

la

italiano ha voluto onorare l'arte

Firenze, presentatici coi nostri quadri, l'Italia riconobbe

giova pure alla pratica della

Governo

cominci da allora a guardarla con simpatia

c'era, e

(applausi, grida

di

nelle sfere ufficiali.

l'arte

ma

futile cosa,

riflette sull'arte. Il

si

seconda volta che quest'arte nostra ufficialmente riconosciuta:

la

il

suo pensiero.

il

napoletana. Cosi,

ricorrevano

giorni

quei

a ricordare gli

della

effetti

discordia fra gli artisti napoletani.

non abbiamo mai avuto le opere dei nostri grandi pittori. Di


non abbiamo le migliori opere di Mattia Preti. Bisogna
Salvator Rosa non abbiamo un quadro
perci che voi stiate uniti, che noi stiamo tutti uniti. Non vero che non possiamo. Guardate,
stasera siamo uniti. Il che significa che l'occasione manca, non la volont (applausi fragorosi).
Non vero che l'arte un lusso nella vita. Qualche volta
grandi artisti diffidano delPer questa discordia,

disse,

l'arte

ma

Una

messo

sono momenti fugaci.

un momento

volta, in

a fare

manovale,

il

che

sconforto, Michelangelo, vero, esclam:

di

non

avrei

dolori che ora ho...,

Roma

invitato a ritornare a Firenze, perch l'aria di

rispondendo

Ho una

missione da compiere

pregiudicava

lo

nella

non posso allontanarmi

mi

Meglio

fossi

ma, un'altra volta, quando

da

salute, egli

Roma...

Egli

fu

rifiut,

allora

faceva la fabbrica di San Pietro.

Questo

grido dell'artista, quello era

il

lamento dello sconforto che

il

tutti

grandi uomini

soffrono e superano {applausi).

ove

E quando G. Leopardi,
grandi sentono

il

disperato di tutto,

un solo conforto trovava

folla,

Eduardo Dalbono,
Le
I

bruni,

terre,

alla

invitato dai

elevava

sua anima affaticata:

compagni

Ti mandano un salve
Maestro e signor.
1

gialli,

cromi,
.

Vivete sempre

l'arte.

Le languide

spirito,

care arti divine...

Il

terre

verde bruciate,

di

gialli di

cromo

cromo

ranciato,

le

biacche

le
.,

...

nero d avorio

11
,

,,,.

dall

Salutali Morelli

Maestro

dello

a parlare, improvvisava dei versi, fra cui

mummie,
......

supreme regioni

nelle

accompagnati, non possono essere seguiti dalla

cobalti

lacche

le

si

vuoto perch non sono

r
imo protondo

,,

e l'ocra dorata,

signor.

La terra
Di Vandik

dolcissimo biondo,
di Cassel,

bruno,

il

Di Marte
colori,
Ad uno per uno,
Osanna t'inviano

Ti mandano un viva
Maestro e signor.

Tra' vaghi connubii


di questi colori

Maestro e signor.
La liquida biacca

del nostro Tipaldi

Tra

Il

vago ceruleo

Di toni pi

in

l'orgie

che fanno

man

dei Pittori,

gli

olii

e l'acqua di

simpatici
raggia

bruni potenti,

solidi ossidi,

un inno s'innalza, un inno d'amore,


un inno di gloria ci vien dai colori,
un inno di gloria ci vien dai pennell
un inno di gloria ci vien dai fratelli

verdi languenti,

evviva Morelli, evviva Morelli

Le lacche

caldi,

ricchissime,

CESARE LAURENTI E URBANO NONO

cosi

sempre ricorrevano

lui

giovani, anelanti d'affermarsi, e degli

avevano

paro

desiderosi

quelli,

proposito di questi versi,

Un

rono

il

P.ccolo del

illustri

insieme, che lo

poeta (che anche, se non


dei suoi volumi. Si

S.

artisti

ci

e tutti

e del

Eduardo

arrosto, da

pollo

le

il

i"

la

Aiutante

le vie e nei principali calle della citt.

memoria, un pochino

!'oliiiiu

Dal vero

Dal...

ili

campo

pittore), ci

di

il

Re

Roma.

M.

omaggi ad Umberto

loro

conferito a

Re

S.

M.

Regina

la

hanno acclamato

Margherita

Domenico

Morelli,

d'Italia.

Filippo Palizzi

Roma.

napoletani raccolti a banchetto per festeggiare


di

nomina

la

a senatore di

Savoia Regina

d' Italia e

Domenico

Le mandano

omaggio.

Presidente del Circolo Artistico lutei nazionale

saluto affettuoso

compagni Roma, ringraziandoli onoranze tributate

scriveva

al

Maestro

ritratto di

il

Senato, rivolgono

Morelli

illustre maestro.

Saverio Altamura donava in quell'occasione a Morelli

Filippo Palizzi

Roma.

Artisti napoletani riuniti geniale banchetto, festeggiando entrata

Filippo Palizzi

cui pag.

31,

Alma Ta-

9 juin

1886

Grove end Road.

17,
,<

titolo

il

L'illustre

ha dato gi

telegrammi:

M.

di S.

Bono

napoletani, raccolti a festeggiare l'onore da S.

Al cavaliere d'onore di

artisti

un saluto

S.t John's

Wood. N. W.

Carissimo Morelli,

Vivete sempre o care

arti

divine

Nous sommes si heureux de la bonne nouvelle! Viva il Re! Bravo !!!


Nous aussi nons nous rjouissons et nous aussi nous venons nous mettre

Mille bonnes choses aux votres

fu-

Versi

per...

Palizzi indirizzava questi

Morelli, allo invito di lui

dema

Dalbono,

sue odi bacchiche, alle quali aggiunger, speriamolo,

lungo

(0;

altri

unanime acclamazione mandano

Gli

gii

gi,

giorno dopo scherzosamente scriveva:

spumante

inganna

chiameranno

Dal banchetto, Filippo

come

consiglio,

di

dei

come vedeste, fedelmente pubblicati. E stato un avvenimento nel mondo poetico


Ci vengono da tutte le parti d'Italia richieste d'editori, e don Eduardo Dalbono sar

tutte le liriche che gli sgorgano dalla bocca

Gli

pensiero

da noi,

obbligato a raccogliere in parecchi volumi

per

corollario del banchetto a Morelli.

versi detti, al cospetto del vino


ieri

italiano.

cuore

da quando era pensionato, Celentano

sin

287

A
(1) Notevoli, fra le altre d'allora, queste

due

vous de cccur

et

lettere di Cesare

d'art

L.

Lamenti

vos pieds.

Alma Tadema
e di

Urbano Nono:

il

primo l'aveva pregato, per desiderio

del secondo, di indicazioni utili per la figura del Cristo tentalo

che stava modellando,

prossima Esposizione di Venezia;

in

vista della

Morelli aveva

risposto

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

288

ogni

costretti

questi,

nuove sue opere,

qual

tratto

rinnovare, dinanzi

parole dell'ammirazione.

le

Cos Verdi da Milano, ov'era per

ma non mai

divenuto musica

l'Otello,

1'

pittura,

non mi hanno permesso

Da

sono

tre o quattro giorni

mie

gravi

possesso delle fotografie dei tuoi quadri

in

Ma, per me,

umana! Non

E un'impressione profonda che

ma-

meraviglia delle meraviglie

la

Madonna che ha la testa volta all'ins in mezzo alle nubi


mano quella del bambino. Quanta idealit, quanta poesia,
divinit in quella testa

occupazioni

attuali

prima.

di scriverti

l'uno pi bello dell'altro.

gnifici,

molte

le

gennaio 1887.

il

Scusami, mio carissimo Morelli, se

alle

con

stringe

meglio

dir

la

sua

la

quanta

faccio un giuoco di parole coll'umano e divino.

sento

contemplare quella donna sotto forma

nel

umana con espressione divina.


Dove quella Madonna?

L'hai ancora nel tuo studio?

Se

Ti stringo

fosse,

ci

ti

la

direi: mandamela subito. E


mano con affetto profondo e

meravigliata dei tuoi lavori

mia, spero.
per

saluto

ti

inviando fotografie di quel Cristo

Antocolsky, che

di

Illustri'

Eccole

di

fotografie del bellissimo Ges di

le

caio amico

Urbano Nono; per

che

non

alla parola

tutto, e

alla

mia (lasciando

La prego, ove

Antocolsky

parole

le

non bastano
il

mio

nel nostro cuore sentiamo per Lei, illustre ed amatissimo Maestro,

da;o riprodurre.

fotografie e delle istruzioni che Ella

potuto ricostruire e vestito e

si

ha gii condotto molto avanti

Io per parte

rispondente

pi

intelligenza della leggenda:

gratitudine e l'affetto che le dobbiamo, tanto io quanto

la

Con la scorta di queste belle


comune amico Giuseppe Desanctis,

Nono

moderna

amatissimo Maestro,

iti

ritorno

sulficientemente esprimerle tutta

ci

G. Verdi

figura plastica

la

raffigurazione cristiana da Morelli consacrata nell'arte e nella

Peppina, anch'essa

(1).

il

diede

ci

col

mezzo

del

mantello di Ges, ed Urbano

suo grandioso gruppo.

Nono

la

sua parte) La ringrazio nuovamente

vivamente

di

possa giovarle qui a Venezia in qualche cosa, di servirsi senza riguardo

io

della povera opera mia.

Io sar felicissimo se potr mostrarle in

qualche maniera

Chiudo, augurandole un felicissimo anno nuovo

mio

il

affetto e la

mia devozione.

salutandola caramente mi segno con

la

mag-

giore osservanza sempre suo afflino discepolo


C. Laurenti

Venezia, 4 gennaio 1S87.

Illustre professore.

Alle espressioni di gratitudine dell'amico Laurenti, aggiungo

reggiabile favore che

le

mie pi fervide per l'impa-

mi ha concesso.

Spero, eccitato dai di Lei incoraggiamenti, che

a riuscire

il

Cristo tentato, che sto

quale realmente lo sento; e l'accerto, illustre Professore, che

disfazioni a cui aspiro sarebbe quella, che Ella,

avendo l'occasione

di

la

modellando, abbia

pi grande delle sod-

vedere

il

mio

lavoro,

avesse a rimproverarsi d'essermi stato tanto cortese.

Accolga, o Signore,

sensi del

mio profondo

rispetto e gratitudine e

(1)

Era

la

Madonna

del

duca d'Artalia,

di cui a pag.

260.

mi creda

Suo obb.mo Urbano Nono

non

<
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Ci,

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cu

Q
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mu

UMANIT

DIVINIT

La

massima,

virt

cio, di tale pittura, religiosa

che faceva argomento

Ma

della umanit.

il

culto

di

elevazioni W

nuove

pur guarda d'intorno

triste.

sensi pi elevati e

a tutto

Giovanni Bovio

scrive a

che

ci

Mentre

spuntare dall'isola

samente insanguinato della spedizione


vono, domenica, da veri cittadini

pazzamente confetti per

Capri

di

la

di Saati,

(1)

covrire

italiani,

nave che porta l'avanzo glorio-

il

viso

con

in questa lettera ed in

di

momento,

quel

Volevo

vostro Morelli

questi versi l'eco di conversazioni che dimostrano ove fosse sempre

Napoli, 14 gennaio 1887.

portarti io stesso la poesia del Puskin, e consegnartela

mi sono recato

finalmente, venni

Non

pre-

ci

sollazzo della

il

nel quale

Carissimo Morelli,

tare

maschera e gettare

la

le vie.

nostri cari feriti.

pensiero di Morelli

il

di

febbraio 1887.

1 1

fisso

ha

Patria

la

napoletani non possono, non de-

plebe faccia disarmonico preludio alla solennit

pariamo a ricevere

e si

studia, lavora,

Voi, che avete la voce autorevole, impedite, ve ne prego, che

pi puri

Trofessore,

caro

sta per

la

1'

Mio

questo senso:

in

Maestro, instancabile, studia, lavora

volge sempre desideroso

ma

umana, appunto

della psiche e della figura

divinit

al

per tre giorni continui

tre volte

Museo

Industriale,

trovo quindi altro mezzo per

farti

ma mi

mani,

proprie

in

ma non

tuo studio,

al

per ci

Oggi,

mai.

c'eri

dissero che n'eri partito col Principe Filangieri.

pervenire

che

detta poesia,

la

all'amico

affidarla

David

Starace che te la consegner.

IL

Tuo affano amico


Tommaso Salvini

PROFETA

Poesia di Puskin, tradotta da Costantino Nigra.

Curvo

Assetato di fede, io m'aggiravo

sulla

mia bocca, indi mi svelse

Nell'oscuro deserto; ed ecco, incontro

La

Mi comparve

Lingua, ed in mezzo

sul

trivio,

Dalle tergcmine

ali.

un Serafino

peccatrice, frivola e

Mi pose

(folle dita,

Lievi qual sonno, mi tocc le ciglia:

Col ferro

Come

Il

d'esterrefatta Aquila, aprirsi

Le veggenti
Tocc,

e di

pupille.

suono

A me

e di

gli

rumor s'empir;

del Ciel l'architettura,

E
E
E

mar

degli Angeli

sotto

il

delle piante

Morelli

il
il
il

19

mente

le

dardo del sagace serpe.


petto

palpitante core,

mi squarci, strappommi
e

nell'aperto

Giacea quasi cadavere

Ed

nubi,

me

al

risuon di Dio

deserto
la

voce:

Sorgi, Profeta; vedi ed odi; t'empi

tramite de' pesci,

Della mia forza, e terre e mar correndo

vegetar profondo.

Ardi con

lavorava

Museo omonimo,
dalla sua

voi sopra

il

Seno m'infisse incandescenti bragie.

orecchi

E conobbi

il

mendace

alle gelide labbra

in quel

torno

al

ritratto

allora per inaugurarsi.


e dalla

sua

mano

del

Vedremo

con terribile

la

parola

cuori

umani

principe Gaetano Filangieri, da


pi oltre

come

Profeti

veramente biblica

efficacia.

collocarsi ne

Profetismo uscisserol

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

290

Maestro, dunque,

E maestro

arte.

ci

intrattenendosi

vera morale

di

conferma anche

si

in

di

questa lettera, in cui,

con Pasquale

Donatello

di

non men che

civica,

esprime

Villari,

idee che nessun critico di professione avrebbe potuto esporre

modo

migliori, e in miglior

ho sempre amato Donatello come uno di quegli artisti benefici che hanno
frutti del seme altrui. Dalle sue opere si pu imparare

Io

seminato, pi che raccolto

sempre, sempre, perch ha diffuso

A me

ha fatto sempre questo

una sua scultura

cosa di vero, al

modo

una

E mi ha sempre

testa,

credo lo faccia anche agli

un bassorilievo, una statua

vedere

di

esse un tesoro di osservazioni e di sentimenti.

in

effetto, e

ho

altri:

guardando

pensato a qualche

naturale, di disegnarlo e di esprimerlo.

il

esprimere senza costringermi ad imi-

rivelato, direi, l'arte di

tarlo.

Gli

pu aggiungere, non

si

come avverrebbe

so/trarre,

dopo

a chi volesse scolpire

aver guardato Michelangelo.

Era un
dagli

fatta

ceva,

Oggi

dell'operaio.

giunta,

ci

fatte

di

Hanno

ma

accessibili

difetti

tanta roba

di

produ-

si

aveva

Si

malinconia del

tutti

calma

la

filosofo, e, per

sono umane, sento

vennero subito dopo

di

seminare

agli

artisti

nuovo;

di

con

la

germe

il

amarle,
si

sono

mistero della

come non ne hanno

fatte

essi.

Donatello
poesia

schietta

di

opere che

sono divine, hanno

ecc.,

resteranno sole sull'altare, senza far grazie,

mezzo
il

fantasia.

giovent dell'arte. Le

della

del

vero nella espressione, senza bisogno del grandioso

mente piena

L'arte ha avuto bisogno di trasformarsi per progredire

elementi
in

dell'artista e la

dopo, da Michelangelo, da Raffaello,

a quegli artisti che

immagini della

le

la

lavorava senza contrasti e

mercato intorno che disturba spesso, anche non parteci-

di

Donatello sono

sento vicino.

divinit,

aveva

si

si

raccoglimento dello studio.

il

Le opere

di fede,

ha l'agitazione

si

uno spettacolo

pandovi,

mi

Senza dubbi, pieni

produceva, senza scartare

si

Non

bel periodo dell'arte quello!


altri.

cuore:
e

nuovi

cio, trovare

opere vivo

ritornato con le sue

vero

nell'osservazione,

Donatello

In

del sublime.

vi

del progresso, in Michelangelo quello della decadenza.

Io credo che a Donatello vogliano bene tutti, perch non ne hanno paura. E
un maestro benevolo che insegna, senza umiliare, non la sua grandezza, ma quella

dell'arte.
Difatti

che teneva

anche oggi

si

suo danaro

il

pu imparare da
in

una cesta

lui

pi che da qualunque

che potevano servirsene

gli

altro.

Si dice

amici e

la-

voranti senza neppure interrogarlo. Era dunque proprio fatto cos dalla Natura.

Tipo vero

di artista!

Fu

lui

che fece comprendere ed amare

le

sculture antiche

e raccoglierne tante in casa Medici.

Quello che certamente avrai notato

genere,

vi

che,

mentre nelle

pitture fiorentine, in

della scultura, nelle opere di Donatello, specialmente nei

vi tutta l'arte

del pittore: concepiti

tentosi in quel tempo,

che neanche

come

pittori

bassorilievi,

quadri, con magistero degli scorci, por-

facevano. Certe sfumature

di

chiaro-

scuro, certe dolcezze nei rilievi, nelle imitazioni della fluidit ^dei capelli, dei veli!

E tanto concepiva come pittore, che


hanno lo spessore di pochi centimetri.

le

tavole

di

marmo

delle

quali

Gli scorci sono cosi giusti, che

si

serviva

una mera-

SU DONATELLO

scultura. Vi

un

con

vedere,

viglia

poca grossezza materiale

cosi

una Madonna col Bambino

29 I

bassorilievo di 8 o 9 cm.

di

marmo,

del

grossezza, che pare rilevato

caratteristica dei bassorilievi credo

che

quella

sia

tanto

rilievo

sulle ginocchia, seduta, vista

dove

scultori e lo avvicina ai bassorilievi del Partenone,

come

tutto

di

fronte,

vero. Questa

il

da

distingue

lo

di

gli

tutti

l'effetto

altri

viene dalla

prospettiva delle linee e dal chiaroscuro. Questa qualit mi parsa sempre un mi-

racolo in un artista che non aveva vista

scultura che quella puerile dei suoi

altra

maestri.

Credo che

Ghiberti non avrebbe

il

avuto da se

comincia l'accademia

berti

N, ammiratore

come

nazionale
Artistica,

che era

dei

pi tardi

per
e

vi

classici,

il

la

facciata

accolto

da

il

primo

grande concorso

inter-

Duomo,

del

capacit di

naturali

giudicare

per

secondo

la

meno amico

conservava

si

Milano

visita

vero

quel

Famiglia

la

padre intellettuale

La Lombardia del 30 maggio cos scriveva

(1)

un poco ne abus. In Ghi-

Donatello cerca sempre e rivela cose

Chiamato

giovani.

dei

coraggio

il

concepire quelle scene nella porta del Battistero; anzi

Domenico Morelli

alla famigliti artistica.

soci aspettavano

una

visita del pittore

Grande

fes;a

Domenico

ieri

sera alla Famiglia Artistica.

Morelli, che

a Milano, tacendo egli parte del giuri pel concorso della facciata del

qualche giorno

da

trovasi

Duomo.

celebre artista giunse nelle sale della simpatica Societ verso le ore nove.

Il

Erano ad attenderlo

Direzione ed

la

soci.

Accompagnavano il senatore Morelli, l'on. Ettore Ferrari, autore del monumento a Vittorio
Emanuele teste inaugurato a Venezia, il professore Franco, direttore dell'Istituto di Belle Arti a
Venezia, gli architetti cornili, D'Andrade, Camillo Boito e Guidini, il comm. E. Pagliano, vecchio

amico del Morelli.

Fecero

gli

onori di casa

l'architetto Beltrami,

si

Il

prof.

il

pittore Morelli,

dopo

assise patriarcalmente su

all'illustre rievocatore della

la

Terminato

il

Mos Bianchi, De
Colombo Virgilio,

Albertis,

essersi intrattenuto cogli artisti ed

un divano

della grande sala e

si

locali della Societ,

degli adunati intorno

la ressa

leggenda Cristiana.

in

un ambiente

mente entusiastica che se ne sentiva vivificato e


vieppi degno di quelle affettuose dimostrazioni
Poi

aver visitati

cominci

servizio dei rinfreschi, Morelli sorse a parlare e dichiar con accento

sua grande soddisfazione di trovarsi

Mentessi, Filippini, Bezzi, Boffi,

prof.

il

segretario.

gli

di giovani.

commosso

L'accoglienza era stata

pareva di poter ancora

far

tal-

tanto da rendersi

trattenne famigliami ente in gruppi, discorrendo d'arte

incidentalmente della propria

vita artistica.

Narr

di parecchi

avvenimenti che

almeno due colonne per

Accomiatandosi dai

otto giorni.
ter

soci,

Sappiamo che

un banchetto

gli

toccarono nella sua splendida carriera:

ci

vorrebbero

rievocarli ed esporli con efficacia ai lettori.

promise di ritornare

in questa occasione

Milano

e di

iniziatrice la

visitare la

Famiglia

Famiglia

fra sette

od

l'illustre Morelli accet-

Recatosi da Milano a Venezia, ove s'era tentata quella Esposizione che


divenire organismo vitale e permanente grazie a Riccardo

nel

1895 doveva poi

Selvatico e ad Antonio

Fradeletto,

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL ARTE

292

Muore

como

Favretto, e dinanzi a quella bara, a quel funere, che

sono lagrime:

fu un'apoteosi, egli ha parole che

Dogi

In questa cassa benedetta or ora nel Santuario dei

salma

chiusa

la

giovani

artisti

Giacomo

di

il

quale

degli Artisti

rin-

come

suo consiglio

del

vecchio

il

scriveva:

gli

Meina, 19 luglio 1887.

Ho sempre

aspettato

mi promettesti

lettera che

la

Molti di

nella tua cartolina da Venezia.

domandano

quei giovinotti della Famiglia Artistica mi

tue notizie, ed io non

rispondere

posso

che attendo una tua.

loro

Ho continuamente

lavorato nel quadro, facendovi

veramente stanco, mi son deciso

uno

schizzo del

come ho

lascialo

ogni qualunque idea

rendere

il

venire

di

ho introdotto quella specie

affatto

rato

Caro Morelli,

rere

ri

Favretto.

milanesi erano ancora desiderosi della sua parola,

amico Pagliano,

Gia-

nel fulgore dell'arte e della fama,

a Venezia,

quadro

il

balaustrata che divide

di

piano occupato dalle donne

una nicchia mettendovi

Milano; avrei

sommo

la

un

che

essendo

ora,

mando

tempo. Ti

di

piacere di sentire

un

carattere pi

vero aitar maggiore.

dell'Amore,

s'.atua

po'

tuo pa-

il

Zeusi dalle donne, prima, per togliere

il

postribolo, e secondo, per dare

di

cambiamenti;

un'infinit di

Meina per rimanervi un

non

ritengo

cio

religioso,

guardando

sinistra

andasse mai

ho

figu-

disgiunta dai

templi dedicati a Venere.

dimmi

Eccoti le mie idee, ora francamente

che

recher questa mia,

ti

non mi negare

il

se

che mi dicessi pure una parola sui miei quadri esposti

hanno

fatto.

mio

Il

Colla speranza

di
a

rispondermi

anche

Venezia, per sapere quale impressione

aver presto

ti

tua risposta, mi dico

la

Tuo

sincero amico

Pagliano Eleuterio

noia,

la

desidererei

anzi

Meina (Lago Maggiore).

indirizzo
di

Scusami

sono stupide od assennate.

favore

pi oltre, sempre sullo stesso quadro, che riusc poi, ad onta di cos desiderata collaborazione,

ben poco significante:

Milano, 29 novembre 1888

Sono

finalmente

premure che

ritornato

me

ti

una spiegazione:

marmo

fra

pilastri

spazio a

lonne

se

tavola

Non

piatte ed appiccicate al

fondo,
tu

come
non

Ti prego

ringraziare

di sviluppare

il

il

sempre nello

signor Fiorelli, e se per caso

fondo come

feci

in

le

figure

vedrai un po' confusalo

messa

sta lavorando;

muro, come sarebbero

di

il

ringrazio delle

provato, dopo molti ragionamenti

dipinta e gi

potrei, a tuo parere, essere

Avrei caro un tuo parere in proposito.

modo

gi

una tavola che

il

combinare

ti

sopprimere

le

lo

posto;

ci

2 sedili di

preparato per rice-

dovrebbe essere uno

greco, anche se le co-

stile

fodrine

possa bene intendere,


al

muro

vedi nello schizzo, figurerebbe che dietro le colonne

sottoportico.

le facessi

tue lettere, e

le

mando. Colla tema che

ti

una

i sarebbe

delle colonne;

Come

vere le tavole.

ricevuto

come cavarmela; per mi son

nel qui unito scarabocchio che

far

Ho

mio presente imbarazzo. Obbligato

il

sulle parole del signor Fiorelli, a

fatti

mente

campagna.

dalla

Non nego

sei preso.

ti

dipinte sulla parete, non so pi

da

Galleria V. E., Scala 12.

Caro Morelli,

vedessi

domanda anche

questo schizzo, pu corrispondere

alle

a lui

esigenze-

storiche.

Addio

caro Morelli

Ci) Nella Chiesa dei

Frari,

giugno 1887.

Il

tuo amico

Pagliano Eleuterio

GRANDE LUTTO

IL

dovunque sono

arrivati

cuore

ed

una crudele realt.


amare la sua Venezia

Egli fatto

non sono che

suoi quadri

una realt

artista.

di

suoi dipinti.

un sogno!

Si detto da tutti: pare

Era giovane, aveva anima

293

la

immagine

del-

Come

era

l'anima sua.

La

vita

incapace

di

veneziana

nella sua

riflessa

una parola amara

dire

diventava tutta

fantasia

bella.

suoi amici, cos era incapace di rattristare gli

ai

occhi dipingendo crudeli situazioni.

Quanti quadri abbiamo

visti

di

Quanti restano in embrione nel suo studio!


mente! Pare come una voce suprema abbia

lui!

e quanti ne saranno restati nella sua

detto: Basta!

Noi non vedremo


che cosa dipinge

Voi giovani andrete invano

una ispirazione.
il

pi altre opere di

Ma

desta

che

Mostrate a

Addio, nobile cuore

tutti

che

bacio sulla tua salma

Ma

appunto

dolore

colmerete questo vuoto, perch

nella

da

tracciata

via

lui

tempo
dolore

vostro

il

grande, mo-

bella,

la

Per

tutti

mai morta in Italia.


compagni assenti io depongo

allora egli spiato

sua vita:

la

artistici

dal

morte

donna

1888), della

amorosi ed

estri

genio non

favilla del

di artista.

cit

vita

comune, ed era

era assunta

forto sicuro

pei

la

dopo avere

parte pi umile e

- -

ed

alla gloria

men

esaltato

anelante
alla

il

con-

massaia or-

famiglia, la

la

feli-

grata della

l'amica immutabile,

per tutta

terri-

compagna

sua

giovane pittore

del

stata per lui

figli,

maggiore, dal
della

che,

insieme, povero e solitario qual'era,


si

l'ultimo

della

(21 gennaio
gli

suo studio ad aspettare un conforto,

bile

alla porta del

e voi

continuerete

voi

non chiederanno pi:

nel gran vuoto che egli lascia nell'arte, rester per molto

profumo del suo genio,

attesta

e gli amici lontani

lui,

Favretto?

il

dinata e previdente, sempre occupata dell'oggi, preoccupata


del

domani; che

della famiglia,

della prole s'era


alla

mente

poeta,

del

tutta la quiete,
farlo servo

assunta

educazione

carico tutto quanto, per

il

del

serenit

la

della casa, della

filosofo,

alla

mano

che sole potevano,

dell'arte e dell'arte signore.

lasciare

dell'artista

dovevano,

Sventura cos grande

quella, per Morelli, che vince dinanzi ad essa, anche per l'os-

servatore
il

non

pudore del

partecipe, pi
silenzio.

che

bastino

il

desiderio del

dunque poche parole,

Morelli stesso, e di Verdi.


Verdi, appresa

la

triste

nuova,

racconto,

gli

scriveva da

di

DOMENICO MORELLI NELLA VITA E NELL'ARTE

294

Una grave

Non

Tu

vi

Genova, 24 gennaio 1888

Caro Morelli,

sventura

colpisce!

ti

sono parole che possano

darti conforto!

solo puoi trovarlo nella tua forza d'animo,

nell'amore dei tuoi

e nella

figli,

grand'arte tua.

Coraggio

e addio.

G. Verdi

Aff.

Morelli

lotte,

di

suo fedele Fabozzi, spettatore

al

dinanzi

tante sue febbri

alla

convivenza dello

tante sue

di

concezione dell'opera

d'arte ed alla sua esecuzione, nella diuturna

studio

Sono

Cutigliano Pistoiese, Luned 13 agosto 1888.

Carissimo Fabo^i,

qui per dovere, e

ci

dovr restare ancora dei giorni, non sapendo ancora

se decideranno a Milano di farmici andare presto o tardi (pel Duomo).

Non

vi

telegrammi

ringrazio
di amici,

tutti

parso

un'ironia.

amarezze che vengono da

Ma

pur

gnazione

hanno

ma

<